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Filiera

Grano duro news PERIODICO DI INFORMAZIONE TECNICO-ECONOMICA A SOSTEGNO DEL PROGETTO PILOTA “GRANO DURO DI ALTA QUALITÀ” IN EMILIA-ROMAGNA

Sommario Rinnovato l’Accordo di filiera

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Accordi di filiera nel grano duro: occorre sperimentare i contratti “chiusi”

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Cereali Emilia-Romagna: la maggiore OP cerealicola italiana

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La Piattaforma Tecnologica “Plants for the Future”

pag. 4

Borlaug Global Rust Initiative

pag. 5

Tiberio Rabboni - Assessore all’Agricoltura - Regione Emilia-Romagna

“PastaTrend”: primo evento pag. 6 dedicato alla filiera della pasta Andamento meteo marzo ’09 pag. 7 Health check: cosa cambia per il grano duro dopo la terza riforma della PAC

Rinnovato l’Accordo di filiera Grano duro di alta qualità

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Filiera Grano duronews PERIODICO DI INFORMAZIONE TECNICO - ECONOMICA N. 10 - APRILE 2009 Proprietà e redazione: Società Produttori Sementi Via Macero, 1 - 40050 Argelato (BO) - info@prosementi.com Direttore responsabile: Dott. Marco Bon

Il nuovo Accordo di filiera, valido per la campagna cerealicola in corso, è stato sottoscritto nel mese di marzo da tutti i soggetti che avevano partecipato, fin dall’inizio, al progetto per la coltivazione di grano duro di alta qualità in EmiliaRomagna, avviato con le semine del 2006. Prosegue dunque l´alleanza tra Regione, Barilla e mondo agricolo per lo sviluppo della coltivazione di grano duro, e quest’anno è prevista una produzione di oltre 60 mila tonnellate, che verranno conferite allo stabilimento di Parma. A tre anni dall’avvio dell’innovativa esperienza, viene confermata l’importanza di una collaborazione che permette la programmazione della produzione e delle consegne nonché la valorizzazione del prodotto, per dare maggiore stabilità a tutta la filiera. Ciò è vero anche e soprattutto a fronte di previsioni che per il 2009 indicano una marcata contrazione della superficie a grano, legata alla forte riduzione del prezzo e all’andamento stagionale poco favorevole alle semine. Le ricadute positive dell´intesa sono molteplici, sia per Barilla che potrà disporre di grani di qualità prodotti in Emilia-Romagna, sia per le aziende agricole, per le quali l´accordo è un´importante strumento per garantire un ulteriore sbocco di mercato valorizzando un prodotto di alta qualità. L´accordo punta anche ad un obiettivo più generale e di fondo: rendere strutturale la produzione di grano duro di qualità nelle aree vocate dell’Emilia-Romagna, facendo della regione un importante polo produttivo. Questo terzo Accordo corregge, su richiesta degli stessi rappresentanti degli agricoltori, alcune criticità manifestatasi nella gestione dei precedenti e prevede dei premi che, a fronte di valori di mercato quest’anno molto bassi per il grano duro, possono rendere più remunerativa tale coltura. E’ opportuno evidenziare le principali novità e i contenuti del nuovo Accordo: 1) aumento delle maggiorazioni di prezzo per qualità del prodotto (tenore proteico) e maggiore facilità a raggiungere scaglioni di premio più favorevoli: si è passati da un totale di 16 euro/tonnellata a 19 euro/tonnellata per il te-

nore proteico più elevato e si è aumentato il premio soprattutto per il livello intermedio, più facile da raggiungere; 2) maggiore flessibilità nelle consegne da parte degli stoccatori e quindi possibilità di meglio adattare le consegna all’effettiva disponibilità del prodotto; 3) nuovo ulteriore premio di 5 euro/tonnellata per utilizzo di prodotto conciante delle sementi (Real Geta); 4) premio ulteriore di 3 euro/tonnellata per impiego di una specifica e particolare varietà (Normanno); 5) modalità di controllo e verifica delle caratteristiche del prodotto (e di gestione di eventuali non conformità) definite e concordate nell’accordo quadro, improntate quindi al rispetto dei doveri di solidarietà, buona fede e correttezza contrattuale; 6) maggiore flessibilità nella definizione del prezzo, con possibilità di definirlo non solo per la consegna per quote mensili, secondo quanto già previsto dall’accordo, ma anche di definire il “Prezzo finito”, con fissazione di un prezzo, stabilendone contestualmente i programmi di consegna a Barilla e le maggiorazioni mensili per i costi di stoccaggio. Barilla si è inoltre impegnata ad approfondire, con i fornitori interessati e a titolo sperimentale, eventuali simulazioni di modalità innovative per la determinazione del prezzo del grano duro, secondo quanto descritto in altro articolo di questo periodico. Restano infine in vigore tutti gli impegni e le premialità riconosciute anche dal precedente accordo quadro: es. premio di 5 euro/tonnellata per adesione al progetto, premi per servizi prestati (prepulizia, conservazione con mezzi fisici e senza mezzi chimici) ecc. L’accordo raggiunto conferma complessivamente la correttezza dell’impostazione iniziale e si riafferma inoltre la possibilità - che si ha solo nell’ambito di accordi condivisi da tutta la filiera - di individuare nel corso degli anni azioni correttive concordate, per affrontare al meglio le sfide che una estesa produzione regionale di grano duro di alta qualità deve affrontare.

Stampa: Bime Tipo-Litografia s.n.c. Via Sebastiano Zavaglia 20/24 - 40062 Molinella (BO) Reg. Tribunale di Bologna n. 7711 del 15/11/2006 Periodico realizzato con il contributo della Regione EmiliaRomagna ai sensi della L. R. 28/1998.

SOCIETÀ PRODUTTORI SEMENTI S.p.A. BOLOGNA


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N. 10 - Aprile 2009

ACCORDI DI FILIERA

Accordi di filiera nel grano duro: occorre sperimentare i contratti “chiusi” Giacomo Zanni - Dipartimento ENDIF - Università degli Studi di Ferrara Il trend dei prezzi del grano duro, a livello sia internazionale, sia nazionale, sta registrando dall’aprile 2008 un calo progressivo. Recentemente il prezzo è giunto sotto la soglia dei 200 `/t, cioè su livelli di poco superiori a quelli dei primi mesi del 2007, cioè precedenti alla bolla dei prezzi agricoli. A questo andamento ha fatto riscontro un costante aumento dei costi di produzione, con particolare riferimento ai fertilizzanti, che ha ridotto ulteriormente i margini delle aziende agricole. In Italia, l’abbassamento dei prezzi e il maltempo hanno determinato una riduzione significativa delle nuove semine rispetto all’anno precedente, stimata tra il 20 e il 30%. La contrazione dell’offerta nazionale, che presumibilmente ne scaturirà, induce speranze (o timori, dipende dai punti di vista) di un nuovo rialzo dei prezzi, come è avvenuto in misura clamorosa nella passata campagna. Questa volatilità di quantità e prezzi comporta problemi per tutti gli operatori della filiera. Infatti, gli agricoltori, insoddisfatti dei listini, sono tentati di ritardare le vendite nella speranza di beneficiare di eventuali lievitazioni, riempiendo così i magazzini. Ma il conseguente inasprimento del rischio rappresenta una minaccia particolarmente seria per le loro impre-

se, considerata la debolezza finanziaria. A valle, i trasformatori di primo e secondo livello subiscono flessioni negli approvvigionamenti nazionali e onerose interruzioni di continuità, quando il prodotto giace nei magazzini in attesa dei rialzi. Questa incertezza crea allarme anche presso i consumatori, che temono le spirali speculative e gli ingiustificati aumenti dei prodotti sugli scaffali dei negozi. Si tratta, in altre parole, di una classica situazione che i matematici esperti di teoria dei giochi chiamano “gioco a somma negativa”, cioè una circostanza che alla lunga vede perdenti tutti gli attori della scena. Le prospettive negative dovrebbero spingere tutti gli operatori verso una sempre maggiore integrazione della filiera e tale evoluzione dovrebbe essere sostenuta con azioni sia a livello di regolazione del mercato, sia a livello di misure d’intervento pubblico. Tra gli strumenti di regolazione, particolarmente promettente appaiono i contratti di filiera, che in Italia si sono sviluppati a partire da un’esperienza ultradecennale, condotta nelle principali zone cerealicole, con i contratti di coltivazione del grano duro di qualità (in particolare dall’industria Barilla) con varietà a elevato contenuto di proteine. Gli obiettivi di

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- 49,9% variazione su marzo 2008

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Semola di grano duro ‐ ingrosso

Grano duro ‐ origine

Prezzo medio all’origine del grano duro `/ton e prezzo medio all’ingrosso della semola di grano duro `/ton. Fonte: Ismea

questi modelli contrattuali sono la diminuzione dei rischi di mercato e l’aumento della fiducia tra le diverse parti coinvolte, ottenuti attenuando i rischi e migliorando la programmazione, la stabilità delle forniture e la qualità del prodotto. Si innesca anche un beneficio di carattere territoriale, con il potenziamento di poli produttivi di carattere sempre più sistemico. Uno di questi modelli è contenuto nell’accordo “Grano Duro di Alta Qualità”, che da un triennio è stato avviato sotto l’egida della Regione Emilia-Romagna. Il contratto quadro si articola in singoli contratti tra i fornitori (Cereali Emilia Romagna; OP C.I.A.A.D. Grandi Colture; Consorzio agrario di Parma; Consorzio Agrario di Piacenza; Società Cooperativa CAPA Ferrara) e l’impresa Barilla, per un volume totale di circa 60 mila tonnellate previsto per l’annata 2008-2009. A loro volta, i fornitori stipulano contratti con i singoli soci agricoltori per la coltivazione e la valorizzazione del grano duro, nel rispetto di un disciplinare produttivo. La Società Produttori Sementi di Bologna, selezionatrice e costitutrice delle varietà identificate dal disciplinare, fornisce la semente. La novità saliente dei contratti di filiera più recenti, rispetto al passato, è rappresentata dalla maggiore consistenza dei benefici economici a favore degli agricoltori. Oggi si è più consapevoli che le scelte del coltivatore per la qualità sono condizionate alla convenienza economica. In altre parole, i benefici devono essere non simbolici. Perciò, è importante che le imprese a valle siano capaci di sviluppare dei veri programmi di “fidelizzazione del fornitore” di grano duro, stringendo accordi basati anche sulla solidarietà economica. Infatti, se uno degli obiettivi principali di un cliente contrattualmente forte che stipula un accordo con una massa di fornitori è di selezionare, tra i tanti potenziali venditori, quelli per i quali la qualità della fornitura è ottenuta al minimo dei costi, nel caso dei contratti di filiera appare potenziata, dal punto di vista del trasformatore della materia prima, la finalità di fidelizzare gli agricoltori, massimizzando l’appetibilità del contratto.


Filiera Grano duronews ATTUALITÀ

Cereali Emilia-Romagna: la maggiore OP cerealicola italiana Matteo Sèlleri - Frutta & Company s.r.l. (RSM) A questo proposito, una delle possibili innovazioni in grado di assicurare l’integrazione di lungo periodo riguarda l’inserimento nel contratto di prezzi minimi garantiti, calcolati in base a costi di produzione concordati e aggiornati nel tempo, per zona e per tipologia aziendale. Più in generale, il costo di produzione potrebbe essere assunto come base di riferimento per la formazione del prezzo nell’ambito di contratti per consegna differita (forward), secondo l’approccio di marketing che vede nella formula “costo di produzione più mark up” il metodo canonico per definire il prezzo. Una regolamentazione contrattuale in questo senso contribuirebbe a diminuire il ricorso ai contratti verbali e al “conto deposito”, fenomeni che accentuano i rischi di mercato, e a diffondere l’adozione dei contratti “chiusi”, nei quali il prezzo è fissato al momento della stipula e non più a posteriori, in base alle quotazioni delle Borse Merci (che nel nostro Paese, peraltro, mostrano alcuni problemi di omogeneità). Si tratta di innovazioni da progettare attentamente e sperimentare con pazienza. Prima si comincerà, meglio sarà.

Prevenzione della fusariosi della spiga In considerazione dell’importanza del trattamento fungicida quale fattore di controllo della fusariosi della spiga si richiama quanto riportato nel “Disciplinare per la produzione e la conservazione del grano duro di alta qualità in Emilia-Romagna”. “Considerando la suscettibilità del frumento duro alla fusariosi della spiga ed i risvolti che questa patologia ha sulla salubrità di prodotto (accumulo di micotossine), è vincolante l’esecuzione di un trattamento fungicida preventivo ad inizio fioritura. Il prodotto fungicida deve contenere uno dei seguenti principi attivi che si sono dimostrati efficaci nel controllare tale patologia: Procloraz, Tebuconazolo”. Tale trattamento rientra tra le attività che sono da ritenersi vincolanti per l’adesione al progetto pilota di produzione di grano duro di elevata qualità in Emilia-Romagna.

Cereali Emilia Romagna di San Giorgio di Piano (BO), la maggiore Organizzazione di Produttori cerealicola italiana forte di una produzione di circa 850.000 tonnellate (dati 2008), nella quale spiccano Raimondo Ricci Bitti il grano tenePresidente OP Cereali ro con 324.000 Emilia Romagna tons, il grano duro con 161.000 tons ed il mais con 210.000 tons, ha colto le esigenze espresse dalla parte produttiva e dal mercato. Si è,infatti, organizzata in maniera moderna, eliminando barriere che fin qui hanno caratterizzato la cerealicoltura nazionale, proponendosi come soggetto all’avanguardia e privilegiato nei confronti della produzione, delle Istituzioni, degli acquirenti. L’OP, che ha come soci i Consorzi Agrari di Forlì-Cesena-Rimini, di Bologna-Modena, le Cooperative Progeo di Masone (RE), Terremerse di Bagancavallo (RA) e Padenna di Ravenna adotterà linee strategiche innovative per i prossimi tre anni. Tali linee si sviluppano su quattro direttrici principali: 1) aumento della qualità a 360°, sicurezza alimentare ed incremento dei livelli di rispetto ambientale; 2) presenza in maniera unita nei confronti della clientela; 3) partnership ad ampio raggio e contratti di filiera; 4) investimenti coordinati e non sovrapposti, quindi ammodernamento dei centri di stoccaggio e loro organizzazione con progressivo abbandono del conto deposito in favore del metodo di conferimento. L’OP Cereali Emilia Romagna rappresenta un’ulteriore dimostrazione di come in questa regione vi sia la voglia di rinnovare la cerealicoltura italiana, provando nel contempo ad indicare una strada da seguire. “Oggi assistiamo e viviamo una fase di difficoltà sul fronte dei prezzi pagati ai produttori - afferma Raimondo Ricci Bitti, Presidente dell’OP - ed il futuro è sempre più legato alla capacità di aggregarsi e di darsi dimensioni organizzative e commerciali di livello internazionale. L’OP è uno strumento moderno per affrontare un mercato che ha irrobustito la domanda. Noi - prosegue Ricci Bitti - cerchia-

mo di fare lo stesso con l’offerta, per dare ai nostri produttori la migliore collocazione sul mercato dei loro cereali, per combattere le speculazioni sui mercati e per dare più garanzie ai consumatori elevando il livello della sicurezza alimentare”. In quest’ottica si innesta la partecipazione dell’OP alla sottoscrizione del nuovo accordo quadro valido per la campagna 2008/2009 relativo la fornitura all’industria Barilla di un quantitativo di oltre 60.000 tonnellate di grano duro proveniente esclusivamente dall’Emilia-Romagna. Ricci Bitti conclude ricordando che “l’accordo è molto positivo. In un momento critico come l’attuale, dove le superfici a duro sono in diminuzione ed i prezzi in ribasso, le difficoltà agevolano nel trovare buone idee e l’accordo ha questa veste. Il plus è rappresentato dalla programmazione e dai controlli congiunti tra parte agricola e parte industriale”. DATI TECNICI (anno 2008) Soci agricoltori: circa 8.600; Produzione: circa 850.000 tonnellate così suddivise - quasi 550.000 tonnellate di cereali a paglia (grano tenero, duro, orzo, favino, pisello proteico, colza); - 300.000 tonnellate di cereali autunnali (mais, sorgo, soia,risone, girasole). Specie produttive principali: a) grano tenero = 324.000 tonnellate; b) grano duro = 161.000 tonnellate; c) mais = 210.000 tonnellate; d) sorgo = 85.000 tonnellate; e) orzo = 47.000 tonnellate. Capacità di stoccaggio: 620.000 tonnellate. Trend produttivo preventivato (al 2011): 1.000.000 tons Province di insistenza in E.R.: PC, PR, RE, MO, BO, FE, RA, FC, RN. Magazzini/agenzie in E.R.: CAI FC RN = 30 TERREMERSE = 8 CAIP BO/MO = 42 PROGEO = 27 PADENNA = 23 Totale = 130

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N. 10 - Aprile 2009

FILIERA AGROALIMENTARE

La Piattaforma Tecnologica “Plants for the Future”: un’opportunità per l’agroalimentare nazionale Roberto Tuberosa – DiSTA Università di Bologna La competitività della filiera agroalimentare nazionale dipenderà in misura crescente dall’applicazione di innovazioni tecnologiche in grado di migliorare la sostenibilità della produzione primaria e di offrire al consumatore alimenti salubri e di elevata qualità nutrizionale, nel rispetto delle tipicità territoriali. In questo contesto, la Piattaforma Tecnologica “Plants for the future”, al pari di altre Piattaforme Tecnologiche (PT), svolgerà un ruolo trainante nell’ambito dei progetti di ricerca comunitari e nazionali. Un aspetto fondamentale delle PT è la stretta interazione tra industria e ricerca pubblica, aspetto che nel passato è stato spesso trascurato. Le PT si pongono come protagoniste nel processo di definizione delle politiche di ricerca europee e nazionali. In questo scenario si colloca l’iniziativa relativa al lancio della PT italiana “Plants for the future” (IT-Plants). La PT IT-Plants rappresenta quindi un’importante opportunità per rilanciare la ricerca sulle piante in Italia, comparto ampiamente trascurato nell’ambito dei finanziamenti pubblici stanziati per la ricerca. Questa scarsa attenzione ha infatti ulteriormente aggravato il divario tra l’Italia e altre nazioni per quanto concerne la ricerca sulle piante, soprattutto per gli aspetti relativi alla genomica vegetale, settore altamente strategico per l‘innovazione varietale. La genomica vegetale e le sue applicazioni per un più efficace rilascio di varietà migliorate da parte dell’industria sementiera costituiscono infatti il cardine della PT europea e di quella italiana. L’Ateneo di Bologna ha promosso la creazione della PT nazionale, coinvolgendo esperti del settore che operano presso Istituti di ricerca pubblica ed industrie del settore agroalimentare, ivi incluse la Società Produttori Sementi e Barilla, che già collaborano con il laboratorio di Genomica Applicata al Miglioramento Genetico presso il DISTA, Facoltà di Agraria. Queste attività hanno portato alla pubblicazione del “Vision Document”, il documento che tratteggia lo scenario futuro e le priorità della ricerca applicata al settore agroalimentare in Italia, presentato il 17 Giugno 2008 a Roma. Successivamente, si è aperta la consultazione del Vision Document a livello nazionale che ha coinvolto le Società scientifiche attive nella ricerca sulle piante e l’industria dei settori agroalimentare ed agroindustriale. La versione definitiva del Vision Document (reperibile al sito web di IT-Plants: www.unibo.it/

Ricerca/Italianplantsforthefuture.htm) è stata redatta tenendo conto dei commenti/suggerimenti pervenuti a seguito della consultazione nazionale. La “governance” di IT-Plants è assicurata dal Comitato Direttivo che riunisce 13 membri in rappresentanza dell’industria agroalimentare (Assalzoo, Assobiotec, Associazione Italiana Sementi, Barilla, Centrale Ortofrutticola di Cesena) e delle Istituzioni di ricerca pubblica del settore (CNR, CRA, ENEA, INRAN, Italian Plant Genomic Network, Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, Parco Tecnologico Padano, Università di Bologna). Il Dott. Silvio Ferrari (Assalzoo), Presidente della PT, è affiancato dai tre Vice-Presidenti: Dott. Giorgio Morelli (INRAN), Dott. Roberto Ranieri (Barilla) e Prof. Francesco Salamini (Parco Tecnologico Padano). Il Consiglio Direttivo si avvale della collaborazione di un Comitato Scientifico, coordinato dal Prof. Roberto Tuberosa (Università di Bologna), che riunisce 15 membri (tre per ciascuna delle cinque “Challenge” in cui si articola la PT) e oltre 100 consulenti in rappresentanza dell’industria, delle Istituzioni di ricerca pubblica ed altri importanti attori di filiera. Le cinque Challenge della PT identificano altrettante tematiche ritenute prioritarie per ridare slancio ai comparti agroalimentare ed agroindustriale: 1) produzione di alimenti e mangimi salubri e nutrienti in quantità sufficiente ai fabbisogni nazionali; 2) prodotti vegetali per l’industria chimica e la produzione di energia; 3) agricoltura sostenibile, produzione forestale e paesaggio; 4) competitività della ricerca di base; 5) scelte dei consumatori e governance. Da quanto riportato, si evince che l’ambito di intervento della PT è alquanto ampio. In tale ambito, la Challenge 1 è quella di maggiore interesse per gli addetti ai lavori nel settore del frumento duro e suoi derivati sono ripetutamente richiamati nel Vision Document per il ruolo fondamentale nella dieta Mediterranea e per i risvolti salutistici che nuovi materiali genetici offerti dalla ricerca (es. frumenti con diverso rapporto tra amilosio ed amilopectina, frumenti con maggior contenuto in microelementi, ecc.) potranno avere nel contrastare il dilagare di malattie croniche ed invalidanti come l’obesità ed il diabete, nonché nel ridurre l’incidenza di particolari tumori (es. colon) e delle malattie cardiovascolari. Grazie ai

Il logo della Piattaforma Tecnologica italiana “Plants for the Future” ricalca quello dell’omonima Piattaforma europea.

progressi della genomica è oggi possibile identificare i geni preposti al controllo delle principali caratteristiche nutrizionali, reologiche ed organolettiche delle farine utilizzate per produrre la pasta ed i prodotti da forno. La genomica stessa consente inoltre di ottimizzare le procedure di selezione per trasferire le caratteristiche desiderate nelle nuove varietà da offrire agli agricoltori. Altro obiettivo di particolare importanza e priorità sottolineato nelle Challenge 1 e 3 del Vision Document riguarda la selezione di varietà di frumento migliorate per quanto riguarda la resistenza a (i) fitopatie in grado di produrre sostanze nocive per la salute umana e degli animali domestici (es. micotossine) e (ii) eventi climatici avversi (es. siccità) la cui frequenza si intensificherà a seguito dei mutamenti climatici in atto ormai da qualche decennio. Insomma, non mancano gli spunti per una ricerca avanzata che valorizzi le competenze esistenti ed in grado di fornire materiali genetici di rilievo all’industria sementiera ed all’industria di trasformazione dei prodotti derivati dal frumento. Il prossimo passo della PT IT-Plants consisterà nel redigere, sulla base del Vision Document, un documento operativo (Implementation Action Plan) che sarà presentato alle Istituzioni preposte alla ricerca pubblica a livello regionale (es. assessorati all’Agricoltura nelle varie Regioni), nazionale (es. Ministeri della Ricerca e dell’Agricoltura) ed Europeo (es. Direttorati del VII Programma Quadro) affinché si rendano disponibili le risorse finanziarie necessarie per perseguire gli obiettivi prioritari indicati dal documento. L’auspicio è che, a differenza di quanto spesso avvenuto in passato, queste richieste siano accolte con la dovuta attenzione.


Filiera Grano duronews ATTIVITÀ DI RICERCA

Borlaug Global Rust Initiative: resta alta l’attenzione verso UG99 Andrea Massi - Divisione Ricerca - Società Produttori Sementi Bologna La resistenza ai patogeni è sicuramente uno tra i principali caratteri oggetto di selezione nei programmi di breeding. Fra queste le ruggini, causate da varie specie del genere Puccinia, rivestono una importanza fondamentale in relazione alla loro capacità di creare ogni anno danni molto rilevanti alle produzioni di frumento che, è bene ricordare, costituisce la fonte principale di sostentamento per oltre il 30% della popolazione mondiale. La pericolosità di questo gruppo di patogeni è basata principalmente sulla loro capacità di adattarsi sviluppando nuove razze in grado di superare i geni di resistenza utilizzati. Un esempio significativo (visibile a fianco) è costituito dalla nuova razza di ruggine nera (Puccinia graminis f.sp. tritici) indicata come UG99, che è stata isolata per la prima volta in Uganda nel 1999. Questa si è dimostrata in grado di superare molte delle resistenze presenti nelle varietà coltivate e ha creato danni ingenti in Kenya ed Etiopia. La Borlaug Global Rust Initiative (BGRI) (www.globalrust.org) è un gruppo di lavoro permanente promosso dal premio Nobel Norman Borlaug finanziato, tra gli altri, dalla Rockefeller Foundation e coordinato dalla Cornell University (USA), che ha come missione appunto quella di ridurre in modo sistematico la vulnerabilità delle coltivazioni di frumento alle ruggini. Dal 17 al 20 Marzo 2009 la BGRI ha organizzato un convegno tecnico presso la sede del CIMMYT a Obregon (stato di Sonora - Messico) cui hanno partecipato oltre 300 specialisti, patologi e breeders in rappresentanza di oltre 50 nazioni. Il convegno, presieduto personalmente dal Dr. Borlaug, ha messo in evidenza lo sforzo della comunità scientifica per fronteggiare l’espansione di UG99 che, in pochi anni, si è diffusa dal corno d’Africa,

Norman Borlaug (a sinistra): premio Nobel per la pace nel 1970, definito il padre della Rivoluzione verde, è il promotore della Global Rust Initiative.

attraverso lo Yemen, fino in Iran (Fig. 1). Sulle base delle analisi epidemiologiche è previsto che a breve la razza raggiunga la pianure indo-gangetiche dell’India, colonizzando un areale strategico per la sopravvivenza di milioni di persone. Molti paesi hanno in corso progetti di valutazione del germoplasma nazionale con l’obiettivo di isolare diverse fonti di resistenza genetica da trasferire in varietà commerciali, utilizzando tecniche di selezione assistita da marcatori molecolari (Marker Assisted Selection). Particolarmente efficace è il programma coordinato dal CIMMYT che, grazie a più cicli di selezione per anno tra Messico, Kenya ed Etiopia (shuttle breeding), consente di accelerare il processo selettivo nelle zone di massima pressione del patogeno.

Fig. 1 Andamento della diffusione della UG99 (Puccinia

graminis f.sp.tritici). Fonte: Icarda

Più complesso risulta realizzare il ricambio varietale prima della diffusione del patogeno. In molti paesi, infatti, non esistono gruppi industriali privati sufficientemente strutturati che possano stimolare la diffusione di nuove varietà. In questi contesti risulta fondamentale l’attività di organismi sovranazionali come Nazioni Unite e FAO, in grado di attivare il trasferimento fino a livello dei singoli agricoltori. Il convegno ha inoltre fatto il punto sui progressi nello studio dell’interazione tra ospite e patogeno. La esaustiva relazione del Prof. R.A. McIntosh (University of Sidney) ha evidenziato la complessità del genere Puccinia, ma anche l’ampia disponibilità di fonti di resistenza ancora non sfruttate. Molti progressi possono essere realizzati grazie all’applicazione di tecniche di selezione assistita, come testimoniato dai risultati dei gruppi dei Prof. J.Dubckovsky (University of California, Davis) e M.Sorrels (Cornell University) che stanno sviluppando piramidi di geni di resistenza in materiali elite. Nel caso specifico di UG99 sono in corso, presso USDA ARS Minnesota, progetti avanzati di sequenziamento del genoma del patogeno per la messa a punto di saggi diagnostici specifici. Nel complesso rimane fondamentale mantenere attiva un’ampia collaborazione a livello internazionale per monitorare e contenere le epidemie causate dalle ruggini del frumento.

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N. 10 - Aprile 2009

EVENTI

“PastaTrend”: primo evento fieristico dedicato alla filiera della pasta Marco Bon - Società Produttori Sementi Bologna Si terrà a Bologna, tra un anno, dal 24 al 27 Aprile 2010 il primo Salone internazionale della pasta, evento interamente dedicato ad uno dei simboli più importanti del “made in Italy”. Un evento che coinvolgerà tutti gli anelli della filiera produttiva, dalla ricerca, alla produzione delle materie prime (sementi, semole, farine), dagli impianti, alle nuove tecnologie di trasformazione, dai professionisti della ristorazione al grande pubblico. L’obiettivo è semplice e preciso: promuovere e affermare la pasta, simbolo della tradizione agroalimentare nazionale e elemento portante della dieta mediterranea, dieta che si candida a divenire “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Un evento che, già alla sua presentazione, ha creato preoccupazione nell’ambiente parmense, in quanto giudicato in concorrenza con il salone internazionale dell’alimentazione, il “Cibus” che si svolge ogni due anni nella città ducale e che nel 2010 celebrerà la quindicesima edizione. Di diverso avviso invece gli organizzatori bolognesi che valutano la manifestazione PastaTrend né in competizione né in alternativa in quanto ritengono le due manifestazioni concentrate su aree settoriali differenti; “Cibus” specializzato nella produzione alimentare industriale mentre “PastaTrend” più orientato sul

PA S TAT R E N D

Il Professor Calabrese non ha dubbi: la pasta produce l’ormone del buon umore. “Le proprietà della pasta” - ha affermato il Professor Giorgio Calabrese, Vice Presidente dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione e membro dell’Authority europea della sicurezza alimentare quale unico rappresentante italiano - “hanno la capacità di scatenare la reazione che produce serotonina, il cosiddetto ormone del buon umore. Diciamo di più: un piatto di pasta, associato a un buon bicchiere di vino rosso e a una barretta di cioccolato, è la triade perfetta per triplicare la serotonina. E, quindi, riportare nell’individuo fiducia e ottimismo”. mondo dell’intera filiera e più aperta al consumatore. Una manifestazione “PastaTrend”che, secondo BolognaFiere, tra gli organizzatori insieme ad Avenuemedia, potrà garantire ulteriore sviluppo e valore aggiunto per tutto il territorio regionale e che potrà creare con lo stesso “Cibus” possibili sinergie in Italia e all’estero, per la promozione delle eccellenze alimentari del “made in Italy”. “PastaTrend” è stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi

20 marzo 2009 - Conferenza stampa di presentazione di PastaTrend. Da sin.: M. Laurito, Prof. G. Calabrese, Sen. P. De Castro, Prof. F. A. Roversi Monaco, Ass. T. Rabboni.

il 20 marzo scorso, e alla quale hanno preso parte il Professor Fabio Alberto Roversi Monaco, Presidente di Bologna Fiere; il Senatore Paolo De Castro, Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato; il Professor Giorgio Calabrese, Vice Presidente dell’INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione); l’Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni e Marisa Laurito. “La filiera della pasta ricopre un ruolo di notevole importanza nel sistema produttivo ed economico nazionale - commenta il Senatore Paolo De Castro - Senza contare che l’Italia detiene l’indiscusso primato mondiale in fatto di produzione di pasta secca e fresca. Il protagonismo e le capacità che gli artigiani e gli industriali della pasta da sempre mettono in campo sono un patrimonio che tutto il mondo ci invidia. Tutto ciò rende particolarmente interessante il comparto, polmone di un’economia di settore che, nonostante la crisi globale, è in crescita. I numeri sono positivi non per un miracolo, ma perché questa Italia produttiva può contare su una genetica agraria di altissimo livello, su tecnologie e impianti all’avanguardia e su un’eccezionale capacità di presentare al mondo il prodotto finito”.


Filiera Grano duronews Questo evento ribadisce il ruolo centrale dell’Italia nel pianeta pasta. D’altro canto è l’Italia che detiene l’indiscusso primato mondiale in fatto di consumo procapite di pasta, attorno ai 28 kg all´anno, e di produzione della pasta secca e fresca. E’ infatti italiana il 26% dell´intera produzione mondiale di pasta (che nel 2008 ha raggiunto i 13 milioni di tonnellate) ed il 75% della produzione nei Paesi dell’Unione europea. Il Salone internazionale della pasta si svolgerà all’interno del moderno complesso fieristico di Bologna. Il Presidente, Fabio Alberto Roversi Monaco ha ricordato come l’Emilia-Romagna ospiti delle realtà internazionali in questo settore. “I Romani nel 200 a.C. - ha commentato il Presidente di BolognaFiere - costruirono la via Emilia con l’intento di creare un polo di gestione dell’economia, ed oggi la pasta ne è un elemento portante”, e lungo la via Emilia si sono sviluppate delle eccellenze che coinvolgono tutta la filiera produttiva, dalla ricerca alla produzione. Esempi sono, oltre al leader mondiale della pasta, la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e la Società Produttori Sementi. “Nel 1911 – ha ricordato Roversi Monaco - la Cassa di Risparmio di Bologna costituì una società per la produzione di sementi, società tuttora in attività, la Società Produttori Sementi, che oggi rappresenta un polo di eccellenza nella ricerca genetica”.

AGROMETEOROLOGIA

Numeri arretrati Il periodico Filiera Grano duro news, viene distribuito a tutti i partecipanti al Progetto “Grano duro di alta qualità in Emilia-Romagna” e a tutti gli interessati, dai produttori agricoli, agli stoccatori, ai trasformatori oltre che ai rappresentanti di enti provinciali e regionali che ne fanno richiesta. Chi fosse interessato a riceverlo, può collegarsi al sito internet della Società Produttori Sementi www.prosementi.com e compilare il form nella sezione “CONTATTI” oppure iscriversi ad una apposita mailing list nella sezione “GRANO DURO NEWS” dedicata appositamente al Progetto. In quest’ultima sezione è possibile visualizzare ed eventualmente scaricare i pdf dei numeri arretrati di Filiera Grano duro news http://www. prosementi.com/index.php/ita/archivio_filiera_grano_duro_news/

Andamento meteo Periodo marzo 2009

William Pratizzoli – ARPA Emilia-Romagna Prosegue un periodo molto piovoso, iniziato a fine ottobre. Gelate diffuse dal 21 al 26. Le temperature Complessivamente le temperature del mese non si sono discostate molto dalla normalità. Osservando più in dettaglio si può individuare, durante la terza decade, un periodo più freddo del normale. Nelle notti dal 20 al 26 si sono verificate in pianura diffuse gelate con minime scese fino a -5/-6 °C. Valori termici così bassi, nella fase di levata, pur essendo considerati potenzialmente pericolosi per la fertilità della spiga, non dovrebbere aver prodotto danni alle piante; lo scorso anno negli stessi giorni si verificarono gelate di simile intensità senza che fossero in seguito evidenziati danni riconducibili alle basse temperature.

Le precipitazioni Come i mesi precedenti, dal novembre 2008, anche marzo è stato ricco di precipitazioni, in particolare nelle province occidentali. Nel parmense e piacentino sono piovuti oltre 100 mm, ne sono attesi 30-40 (secondo il clima 1991-2005); anche nelle province centrali, dal reggiano al bolognese e nel ferrarese le piogge sono state superiori alla norma. In Romagna è piovuto meno rispetto alle altre zone, ma le piogge del mese risultano comunque lievemente superiori ai valori normali.

Dieci anni di pasta globale: cosa è cambiato nella produzione

ITALIA USA

= =

1° 2°

Quantità / ton (Anno 2007) 3.228.000 2.000.000

BRASILE

=

= + + ++ ++ = = ++ + = -++ = =

4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 11° 12° 13° 14° 15° 15° 16° 17° 18° 19° 20°

Paese

RUSSIA TURCHIA EGITTO VENEZUELA GERMANIA ARGENTINA MESSICO FRANCIA PERU’ SPAGNA CANADA GRECIA POLONIA GIAPPONE CILE COLOMBIA TUNISIA INDIA

Tendenza Posizione

1° 2°

Quantità / ton (Anno 1998) 2.900.000 1.164.000

1.500.000

1.007.000

858.400 600.400 400.000 350.333 297.000 291.300 285.000 244.959 231.493 229.000 170.000 150.000 150.000 144.500 139.410 131.270 110.000 100.000

4° 6° 5° 9° 7° 15° 12° 8° 11° 10° 13° 18° 16° 17° 14° 22° 19° 20°

545.000 375.000 400.000 240.000 274.800 160.000 175.000 270.000 185.444 212.000 170.000 120.535 150.000 138.130 168.000 70.000 110.000 100.000

Posizione

Il contenuto idrico del suolo I valori di acqua disponibile alla fine di marzo risultano in generale molto alti, la mappa mostra la situazione dell’umidità del suolo (U) rispetto alla capacità di campo (CC). Si fa notare che, a causa della formula utilizzata (CC-U), nelle aree occidentali della regione appaiono valori negativi, che indicano come i terreni a fine mese presentassero un contenuto idrico superiore alla capacità di campo. L’elevata umidità dei terreni è sicuramente positiva in relazione alla riserva idrica utilizzabile dalle colture nei prossimi mesi, può però rilevarsi un fattore negativo in quanto predisponente a fenomeni di asfissia radicale.

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Filiera Grano duronews

N. 10 - Aprile 2009

POLITICHE COMUNITARIE

Health check: cosa cambia per il grano duro dopo la terza riforma della PAC Marco Bon - SocietĂ Produttori Sementi Bologna Enrico Grendene - Collaboratore Periodico “Filiera Grano Duro Newsâ€? Sotto la denominazione health check “verifica dello stato di saluteâ€?, il 20 novembre 2008 è stata approvata la terza riforma della PAC. Dopo Agenda 2000 (2000-2004) e la riforma Fischler approvata nel 2003, health check rappresenta la continuazione naturale della politica comunitaria che disegna la PAC fino all’anno 2012. Confermato fondamentalmente l’impianto della riforma Fischer, la verifica dello “stato di saluteâ€? della PAC aggiunge alcune novitĂ : il rafforzamento del disaccoppiamento, lo smantellamento ulteriore degli interventi di mercato (set aside, quote latte, regimi di intervento), una modulazione piĂš forte che consentirĂ  di spostare risorse allo sviluppo rurale e l’attuazione di un intervento specifico previsto dal Reg. 73/2009 art. 68-72 in grado di creare un collegamento fra il “primo pilastroâ€? degli aiuti diretti ed il “secondo pilastroâ€? del PSR (Piano di sviluppo rurale). Questi interventi, che vanno a sostituire il vecchio art. 69 del Reg. Ce 1782/2003, nelle intenzioni della commissione europea sono uno strumento utile per qualificare la spesa per la PAC, in funzione di comportamenti ed obiettivi qualificanti. Le riforme dell’health check Per quanto riguarda i punti di diretto interesse per l’attivitĂ  sementiera in generale e per il grano duro in particolare, sono due le modifiche piĂš importanti: - premio specifico alla qualitĂ  per il grano duro: il premio qualitĂ  (40 euro/ ettaro) riservato agli agricoltori che impiegano sementi certificate di varietĂ  presenti nell’elenco delle varietĂ  ammissibili al premio elaborata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in quanto riconosciute per la loro adeguata qualitĂ  idonee per la produzione di semola e di pasta, viene soppresso a decorrere dal raccolto 2010; pertanto le colture in corso sono le ultime a beneficiare del detto premio, che dal 2010 verrĂ  integrato nel pagamento unico disaccoppiato. L’health check completa infatti il processo della riforma Fischler obbligando tutti i Paesi a passare al disaccoppiamento totale: gli ultimi residui pagamenti accoppiati verranno totalmente disaccoppiati nei prossimi anni, tra il 2010 ed il 2012; - pagamenti supplementari vecchio art. 69 / nuovo art. 68: anche i paga-

menti supplementari dell’articolo 69 del Reg. Ce 1782/2003 dal 2010 saranno disaccoppiati o erogati in altra forma; lo Stato membro può infatti decidere di far confluire tali importi nel nuovo articolo 68 del Reg. 73/2009 che sostituisce l’art. 69; per le colture in corso nella annata agraria 2009 rimangono comunque in vigore i pagamenti e le norme del vecchio art. 69. Il nuovo articolo 68 consente ai Paesi UE a partire dal 2010 di trattenere fino al 10% dei massimali nazionali dei pagamenti diretti (per l’Italia si tratta di un plafond di 430 milioni di euro) da destinare in modo flessibile per finalità vecchie e nuove, ovvero: sPAGAMENTIANNUALISUPPLEMENTARIAVANtaggio di tipi specifici di agricoltura, sMIGLIORAMENTODELLAMBIENTE

sMIGLIORAMENTODELLAQUALITĂ‹

s MIGLIORAMENTO DELLA COMMERCIALIZZAzione dei prodotti agricoli, sMIGLIORAMENTODELBENESSEREANIMALE

sATTIVITËAGRICOLECHECOMPORTANOBENElci agroambientali aggiuntivi, s PAGAMENTI ACCOPPIATI IN ZONE VULNERAbili, sAUMENTODELVALOREDEITITOLIPEREVITARE l’abbandono delle terre in zone di montagna e/o con vantaggi specifici, sASSICURAZIONI

sFONDIDIMUTUALIZZAZIONE Misure, quindi, non solo per migliorare la qualità e la commercializzazione dei prodotti ma anche per concedere aiuti ai produttori di latte, delle carni (bovine, ovine e caprine) e del riso in aree svantaggiate o vulnerabili, oppure a sovvenzionare ad esempio polizze di assicurazione contro le calamità naturali e fondi comuni di investimento. Per i seminativi, i pagamenti supplementari, erogati in base all’art. 69, sono pagati agli agricoltori che utilizzano sementi certificate di grano duro, grano tenero o mais o che adottano un avvicendamento almeno biennale (con un apposito decreto ministeriale è stato definito il quantitativo minimo di sementi certificate da utilizzare per ettaro - Decreto Mipaaf n. D/580 del 2004). L’importo massimo del pagamento supplementare è fissato a 180 euro/ha, ma in realtà si tratta di un massimale che viene ridotto in base al numero di ettari dichiarati nelle domande di pagamento (per il 2009 si stima un contribu-

to di 45 euro/ettaro). La misura adottata, nel corso di questi anni di applicazione, ha dimostrato la sua inefficacia in quanto per assicurare una equa distribuzione a tutti i produttori, e per un semplice calcolo economico di non spostare risorse da una regione ad un’altra, si è adottata un’applicazione di basso profilo che non ha generato i benefici qualitativi previsti ed ha aggravato enormemente i produttori e le amministrazioni in fase di controllo. Le decisioni future di ogni Stato membro sulle misure opzionali (aiuto alle sementi certificate e pagamenti supplementari dell’art. 68) dovranno essere prese entro il primo agosto di ogni anno, a partire dalla prima scadenza fissata nel 1 agosto 2009. Le risorse a disposizione dell’art. 68, come già detto ammontano al 10% dell’intero valore dei contributi comunitari diretti. Per l’Italia le risorse certe, almeno fino a questo momento, sono date dal vecchio art. 69 pari 190 mln di euro circa e a 140 mln di euro per i titoli non utilizzati presenti in portafoglio alle aziende, quindi dovrebbe attestarsi sui 330 mln di euro, distribuiti anche a settori diversi da quelli di provenienza. Quindi se in passato abbiamo assistito ad importi diversificati dell’aiuto supplementare, perchÊ derivanti da settori diversi (seminativi, bietole, zootecnia) in futuro è lo stato membro che decide quale settore incentivare o tutelare nella propria autonomia locale. In particolare per il settore grano duro è da considerare l’incentivo al grano duro di qualità, per stimolare la produzione di grani con caratteristiche merceologiche di alto valore qualitativo adatte alla filiera della pasta di semola italiana, l’incentivo andrebbe a migliorare l’immagine della pasta italiana, ad incentivare la coltivazione in un settore in cui siamo carenti con un benefico effetto sulla bilancia commerciale. Gli interventi al grano duro, già previsti dal vecchio art. 69, erano talmente indifferenziati che di fatto hanno permesso a tutte le varietà registrate di attingervi; si spera che con l’applicazione dell’art. 68 si possa avere un criterio di ammissibilità in grado di rispondere ai veri requisiti di qualità che possa individuare varietà di grano duro con caratteristiche altamente qualitative.

Filiera Grano duro news  

Filiera Grano duro news è un periodico di informazione tecnico-economica a sostegno del Progetto Grano duro di Alta Qualità in Emilia-Romagn...

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