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editoriale Ho sempre sognato di avere una sorella.

Per rubarle i vestiti, chiederle consigli, stare alzata con lei fino a tardi a parlare di ragazzi e ridere senza motivo. Invece ho avuto un fratello. Un fratello maggiore che da piccola idolatravo come una rockstar. Perché era molto bello e molto rispettato tra i gruppi di coetanei, oggi si direbbe “popolare”, e godere della luce riflessa derivante dall’essergli incredibilmente consanguinea mi faceva sentire una privilegiata. Una che, pur non essendo bionda e slanciata, con gambe affusolate e capelli splendenti, cioè esattamente il genere di tipa che lui frequentava, aveva comunque diritto al saluto da parte dei fichi in motorino che bivaccavano fuori dalla scuola malgrado il look e le amicizie nerd. Tutti i fratelli minori hanno nei confronti dei maggiori un sorta di ammirato e servile rispetto. Come se il fatto di essere venuti al mondo dopo li renda meno imprescindibili, quasi superflui per mamma e papà, che hanno già appagato l’istinto procreativo. Grati di esserci benché non necessari.

Il dovere dei fratelli maggiori, che siano maschi o femmine, è comandare. Aprire varchi e rivendicare diritti negli statuti genitoriali. Dare il buon esempio. Quello dei fratelli minori è ubbidire, seguire il buon esempio e poi, crescendo, smarcarsi il più possibile e diventare autonomi. Mio fratello si divertiva a esercitare il suo potere da monarca assoluto mettendo alla prova la mia ingenuità: la volta che testò la lama di un coltellino sulla mia coscia – funzionava – , la volta che mi legò alle ginocchia un cordino con delle miccette e disse «Apri!» trasformandomi in ordigno esplosivo, la volta che mi fece credere che gli orecchioni mi avrebbero dato orecchie da lupo facendomi piangere tutta la notte. Come tutti i tiranni sapeva anche essere buono e protettivo, a volte. I sudditi sono più disposti all’ubbidienza cieca se il capo elargisce a campione briciole di umanità. Crescendo, la fede nella sua natura divina è andata piano piano sgretolandosi, insieme all’assioma dell’infallibilità genitoriale e all’esistenza di Babbo Natale. Finito il fanatismo è subentrato l’amore, montato con lentezza come una marea, dentro quel letto di sassi e argilla che sempre occorre mettere tra la famiglia e noi quando si cerca di diventare grandi. Ci sono stati anni di distanza e indifferenza, anni in cui il suo essere fico e il mio essere brava non erano più il codice di lettura della nostre rispettive storie, il guscio con cui presentarsi al mondo. Bisognava inventarsi nuove password per trovare spazi, consensi, identità non più basate sulla contrapposizione. Bisognava diventare “singolari”.

FOTO FEDERICA FIORI, ILLUSTRAZIONE SARA NOT

Tutte le storie familiari sono storie di lotta e di sudore, per affermarsi e segnare perimetri. Storie di resistenza, conflitto, guerra psicologica, egoismi travestiti da tenerezza e sensi di colpa appuntiti come pietre. L’amore non è mai pulito. L’ho capito con evidenza il giorno che stoicamente ho partorito mia figlia senza il soccorso dell’epidurale, maledicendo la notte del concepimento e immaginandola farsi strada dentro di me, nella mia carne, per cercare la luce. Ognuna indaffarata a schivare il dolore e preservare la sua sopravvivenza. Unite dallo stesso evento eppure per lunghi attimi nemiche: perché mi stai facendo questo? Tornatene da dove sei venuta. Sparisci. Ma dopo, che meraviglia tenerla stretta tra le braccia, ancora insozzata di sangue e di vita. Sarà per questo che sono allergica a tutte le storie che escludono il lato sporco dell’amore. Le fiabe edulcorate che vogliono illuderci della bontà intrinseca dei sentimenti. I sentimenti sono anche cattivi, vili, imperfetti. Come lo siamo noi. In questo numero abbiamo parlato di relazioni. Relazioni difficili: quella d’ammirazionecompetizione tra sorelle (pag. 56); quella tra un terapeuta e la sua paziente, al momento del distacco (pag. 79); quella tra una figlia e una mamma che non sa vivere per lei (nell’intervista a Marion Cotillard, pag. 44). Manca la più tradizionale delle relazioni, quella tra un uomo e una donna. Per quella vi rimando all’ultimo libro di Cristina Comencini (Da soli, ed. Einaudi): «Anche nelle coppie più riuscite, più apparentemente solidali, può scoppiare la lotta. Una lotta sotterranea che magari non si è mai rivelata. Da un lato c’è la curiosità e la voglia di conoscersi e darsi fino in fondo, e dall’altro c’è il terrore di soccombere». L’amore è questa cosa qui. Sennò, si chiama soap opera. Maria Elena Viola, direttore di GIOIA! Scrivetemi a: direttoregioia@hearst.it

«Sono allergica alle storie che escludono il lato sporco dell’amore. Tutte le relazioni sono fatte di conflitti e rese, egoismi e tregue»

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sommario

LAURA BIAGIOTTI

N. 17 ~ 12 maggio 2018

In questo numero 7 L’editoriale di Maria Elena Viola 16 Posta per Gioia! 18 Maleducazione sentimentale di Barbara Alberti 21 Sette idee per la settimana di Federica Fiori

Seneparla 27 Gara di stile tra i Trump e i Macron a Washington

50 Spike Lee:

«La mia guerra al razzismo»

27 Friends di Serena La Rosa 12 L’opinione di Corrado Formigli 40 Taglia e cuci di Serena La Rosa

Attualità 44 Marion Cotillard. Una madre lo sa di Alessandra Mattanza

56 Sorelle diverse

50 Spike Lee. Chi ha paura dell’uomo nero di Alessandra Mattanza 54 La terrazza di Guia Soncini 56 Io & mia sorella di Ilaria Solari 62 Space 2018 di Federica Fiori 66 Stai Serena di Serena La Rosa 68 Qui ci vuole un’idea di Paolo Crespi 72 Spazio libero di Mattia Conti

9


sommario

86

Candore super chic

104 Punk 2.0

62

Tendenza: l’odissea continua

74 Elon Musk. Vi aspetto su Marte di Alessandra Mattanza 79 In prima persona di Monica Piccini 82 Scuola figli e altri guai di Francesco Uccello

Moda 85 White 86 Un grande classico di Rossana Passalacqua e Francesca Donnarumma 98 Bianco è... di Manuela Troletti 102 Il trench “stropicciato” di Manuela Troletti 103 Jellyfish style di Manuela Troletti 104 Now New Next di Chiara Radice 108 Michimood di Michela Gattermayer

10

103

Moda: medusa mania


sommario

112

Pelle, i rimedi antistress

130

Il tuo summer juice

in copertina Vuoi avere IL NOSTRO LOOK?

bellezza & wellness 123

Blush effetto bonne mine

In Toscana alla scoperta della flower farm

12

E IL NOSTRO MAKE UP?

111 Acqua relax 112 Sei sensibile? di Grazia Pallagrosi 123 H 24 di Barbara Lalli 128 Sinergie estetiche di Francesca Bussi 130 Best of beauty di Barbara Lalli

Viso ambrato con il fondotinta My Color colore biscotto e pelle senza imperfezioni con il correttore Stylo illuminante nocciola. Su guance e zigomi un tocco di Terra compatta nocciola. Sopracciglia definite con il kit sopracciglia Armonia scura. Sulle labbra il rossetto mat nude. Tutto Bottega Verde.

lifestyle

LE IDEE MODA Bianco maschile + orecchini scultura. Due big: l’orologio e la borsa

132 Stop! Momento detox di Grazia Pallagrosi 136 Primizie tardive di Gloria Ghiara 142 Regine di fiori di Gloria Ghiara 150 Garden chic di Stefania Aledi 152 Inventa lavoro di Isabella Lechi 162 Oroscopo di Stefano Vighi

142

Blazer di lino e pants coordinati, 19.70 by Seventy. Daily bag di pelle stampata, Orciani; orecchini d’argento dorato, Bjørg. Orologio d’acciaio, The Longines Master Collection di Longines. Foto Andrea Gandini. Styling Maria Giulia Riva. Ha collaborato Giulia Malnati. Trucco Seiko Nishigori @ GreenAppleItalia. Capelli Valerio Séstito@Freelancer.

passaparola 155 Libri. Cinema. Arte. Musica. Televisione


lettere

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Il mondo degli adolescenti

LONGUETTE? SÌ, GRAZIE

Versatili e raffinate, sono le star dell’estate 2018: scegline una per ogni occasione, dalla città alla spiaggia, con la nostra guida allo shopping delle gonne midi più cool su GIOIA.IT

Cara Maria Elena, sono la mamma di una bimba bullizzata psicologicamente che, per fortuna, grazie anche alla mia determinazione, ormai è quasi fuori dal tunnel. Le faccio i complimenti per il suo editoriale che parla di ciò che succede nella testa di un adolescente (Gioia! 14): è preciso nella descrizione e tristemente vero. Credo purtroppo che il bullismo sia un fenomeno sottostimato. Grazie per l’attenzione e il risalto che date a questi gravi problemi. Rita Grazie per trovare sempre le parole giuste per esprimere i nostri sentimenti davanti a certi fatti. Sarebbe bello che parlassi ai ragazzi nelle scuole, sono sicura che riusciresti a fare breccia nei loro animi. Nicoletta Erbi Gentile direttore, il suo editoriale sulle problematiche esistenziali degli adolescenti di oggi è un capolavoro di profonda estrazione psicanalitica, che gli insegnanti di scuola media dovrebbero consegnare in busta chiusa a tutti i genitori dei ragazzi che frequentano le superiori. Grazie. Silvano Parrini

Risponde Maria Elena Viola

Una gonna per amica

Mini, maxi

bon ton, folk. Scopri i modelli più trendy per festeggiare la bella stagione

Nostalgia canaglia

Complimenti per il suo bellissimo editoriale (Gioia! 11). Contenuti stupendi e nostalgici per noi adolescenti degli Anni 80! Laura ´67

Risponde Maria Elena Viola Grazie mille cara Laura. Sono stati anni mitici! Un abbraccio. Maria Elena ´69

Lo spillodi Gioia!

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Scrivo quel che vedo, dipingo quello che sono

Pensa con i sensi, senti con la mente.

DI WWW.LISACORVA.COM

(Etel Adnan)

PASQUALE ETTORRE

Nel prossimo numero...

Grazie a voi per le belle lettere che mi avete scritto. Ne sono arrivate parecchie sul tema adolescenti, segno che interessa e preoccupa molte delle nostre lettrici. A me l’argomento sta particolarmente a cuore in quanto mamma di figlie di quell’età: scontrose, acide e meravigliose in questa fase di travolgente fioritura. Un pensiero costante, un esercizio continuo alla pazienza, una vocazione alla santità, ma anche una perenne paura di sbagliare e tanti bei momenti di complicità. Nel prossimo numero ne parleremo ancora. Stay tuned...

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maleducazione sentimentale

Se vi mettete con uno PIÙ GIOVANE, non rompete le palle!

BARBARA ALBERTI SCRITTRICE. UNA SPIA DELL’AMORE

Ho sempre avuto uomini più grandi di me,

QUEL DISTURBO CHE PARLA DI DISAMORE Prima col mio compagno era tutta una festa, subito a vivere insieme, grande amore, grande sesso, condivisione di tutto, eravamo una sola persona. Poi si è raffreddato, è diventato avaro di tutto, baci, soldi, sorrisi, parole. Risponde a grugniti, sbadiglia, sbadiglia e... soffre di eiaculatio precox. Non abbiamo quasi cominciato che ha già finito. L’andrologo dice che non c’è niente di fisiologico, e non se lo spiega.

Perplessa

A 48 anni (ma ne dimostro dieci di meno) non ho preso sul serio il mio corteggiatore di 30, gli ho detto «grazie non mi interessano i bambini». Invece mi ha travolta col suo amore, e ci sono cascata in pieno. Quando ci vediamo facciamo sempre sesso, qualcosa di mai provato prima, intesa, risate. Va tutto bene finché siamo soli. Ma appena in mezzo agli altri finita la pace: sono gelosa pazza, mi sento vecchia, e quelle più giovani mi sembrano tutte rivali, mi fisso che gli piace qualcuna, metto il muso, litighiamo. E il nostro paradiso diventa un inferno. Lui è disperato, mi dice: «Piantala coi complessi, così rovini tutto, non lo capisci che per me ci sei solo tu?». Ci riconciliamo, mi fa ridere dei miei sospetti, ma è più forte di me. Certe volte penso di lasciarlo per non soffrire più. Lory

Nella tua stoltezza rivedo la mia, quando mi capitò di amare uno più giovane, e di non essere all’altezza. Stavo sempre a fare i conti, a pensare all’età. Gli ho fatto vedere i sorci verdi, povera anima. E visto che – come canta De André, le vecchie danno buoni consigli/ quando non possono più dare il cattivo esempio – ti dico: se vi mettete con un uno più giovane, non rompete le palle! Fategli grazia della vostra insicurezza. Se non avete l’arte di scavalcare il tempo, state nelle regole, che è meglio. Fate come Ninon de Lenclos, la cortigiana più contesa alla corte di Francia nel XVIII secolo. Passava per bellissima. Era una tale illusionista che nessuno si accorgeva di avere davanti una nasona dal seno piatto. A 60 anni teneva allegro un amante di 18, che la manteneva, non credo parlandogli della sua età. Ma se non siete come Ninon, lasciate perdere. Il mio lo ossessionavo: «Mi lascerai per una più giovane». Invece lo lasciai io per uno più vecchio, che cercò di uccidermi.

«Se non avete l'arte di scavalcare il tempo, state nelle regole, che è meglio»

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Inforco gli occhiali di medico abusivo, attivo la ruga frontale del pensatore e faccio finta di capirci qualcosa. Se l’andrologo dice che non c’è alcun disturbo funzionale, il male del tuo compagno è la stufite acuta, aggravata dal non avere il coraggio di dirti che per lui è finita. Ti fa capire che non ti vuole più in tutti i modi, meno che nel più onesto: è stato bello, ti ho amato, ma è ora che ci lasciamo. È così avaro di sé da esserlo anche a letto. Nell’eiaculazione precoce l’avarizia si manifesta con una resa: tanto poco voglio darmi a te che mi consegno subito, senza lotta. Mi suicido (suicido il mio piacere) pur di non cadere nelle tue mani, di non godere in te, con te. Una dichiarazione di disamore. In cuor suo si annoia e si dispera, ma proprio non la trova la dignità di dire basta. Eppure è così semplice: fra voi c’è stata la bellezza di un’unione perfetta, uno di quei prodigi che Amore dona a capriccio, e a capriccio se li riprende. Salva il salvabile, lascialo tu, per amor suo e tuo.

Scrivete a Barbara Alberti all’indirizzo: maleducazione.sentimentale@hearst.it

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

che mi viziavano e mi facevano sentire importante.


Che

!

Sette idee per la settimana DI FEDERICA FIORI

Che ne dici di...

... un passepartout aggiornato? Pin, patch e borchie. Se ancora il messaggio non fosse chiaro, è l’iperdecor a fare la differenza. Anche (e soprattutto) sul classico giubbotto di jeans. Nuovo di zecca, come questo di Fracomina, od opportunamente aggiornato, come quello che già hai e che, con un po’ di fantasia, può diventare il primo must di stagione. A te la scelta! fracomina.it

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2

... un’alternativa all’espresso?

Prova il qahwa, il caffè arabo: per ogni 200 ml di acqua bollente, un cucchiaio colmo di 100% arabica, macinata con semi di cardamomo e qualche pistillo di zafferano Leprotto. Fai bollire tre volte, togliendo e rimettendo sul fuoco, e aspetta che gli ingredienti si siano depositati sul fondo, poi versa lentamente. Et voilà. zafferano-leprotto.it

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... un weekend adrenalinico?

Che tu sia o non sia una sportiva provetta, ecco un appuntamento da non perdere: al Les 2 Alpes Outdoor festival (dal 22 al 24 giugno, ma occorre prenotare in anticipo perché è previsto il pienone) puoi gareggiare o semplicemente sperimentare nuove attività: mountain bike, trail running, arrampicata, parapendio, sci, snowboard e golf. Ma ci sono anche opzioni più “soft”: dal nuoto alle passeggiate, dallo yoga alla bici elettrica. Un modo salutare per fare nuovi incontri... les2alpes.com

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... flatform effetto stuoia?

In corda multicolore e cuoio, ma con suola antiscivolo: super trendy! (€ 39.99). primadonnacollection.com

GETTY IMAGES

sette idee


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Gioia! loves

... un fondotinta da 30 e lode? Anche se fai parte delle generazione Z come la splendida modella e testimonial ventunenne Chiara Scelsi (a lato), non potrai rinunciare all’opportunità di conoscere la nuova formula colorata, trasversale all’età, Millenialskin di Dolce & Gabbana Beauty. Potrai scoprirla infatti nello spazio pop up che il brand le sta dedicando presso due università milanesi. A scelta, l’8 e il 9 maggio presso l’Università Bocconi e il 10 e 11 presso la Cattolica. @DGBeauty

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... pareti sensoriali?

Che si tratti della solita “mano di bianco” o della follia di una gradazione inattesa, usa i colori da muro per stimolare i sensi. La cromoterapia e il feng-shui non sono che un punto di partenza: ora puoi scegliere finiture iridescenti, effetti pennellati o vellutati, mescole testurizzate o grezze, multitono o metalliche, cristallizzate o spatolate, perlacee, ossidate o lucide. È nata l’era del tactile-décor, da estendere (se vuoi) anche ai pavimenti. san-marco.com

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sette idee

Che ne dici di...

segnare in agenda dal 3 al 9 maggio

a cura di Isabella Lechi

eventi mercoledì 9

Ritorna a grande richiesta We the kids, l’evento (sopra il logo) organizzato a Venezia dalla collezione Peggy Guggenheim e da Ovs per i bambini delle elementari. Una performance collettiva in piazza San Marco (riservata alle classi che si sono iscritte all’evento) organizzata dall’artista e film-maker Marinella Senatore. kidscreativelab.ovs.it

mostre sabato 5

Alla Rocca di Angera, di proprietà della famiglia Borromeo, ha da poco riaperto l’Ala scaligera, la parte più antica del palazzo. Per l’occasione è stata allestita una mostra dedicata ai maggiori artisti contemporanei, come Vanessa Beecroft ed Anish Kapoor. Fino al 30 settembre. isoleborromee. it/angera.html

charity domenica 6 cinema giovedì 3

arte venerdì 4

Jaspal Birdi ha vinto il premio Walking with art. Stonefly art prize. Le sue opere (accanto) sono esposte fino al 6 maggio nello spazio Viafarini, alla Fabbrica del Vapore, in via Procaccini 4 a Milano. Fra queste c’è anche un’installazione costituita da una tenda fatta di coperte, creata per trasmettere al pubblico la sensazione di calore e sicurezza offerta all’artista. dalla sua casa d’infanzia.

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Se volete conoscere le ultime tendenze della cinematografia cinese, non perdete il Dragon film festival di Firenze. Fra le pellicole più attese 29+1 di Kearen Pang dedicata alle vicissitudini di due trentenni (sopra), in programma il 4 maggio, e The taste of rice flower, sul difficile rapporto madre-figlia, il 5. Fino all’8 maggio. dragonfilmfestival.com

Basta davvero poco per finanziare la ricerca scientifica sulle malattie rare: per tutto il weekend la Fondazione Telethon e Uildm distribuiscono biscotti a forma di cuore in 1.600 piazze italiane. Con una donazione minima di 12 euro si può portare a casa un goloso ricordo. telethon.it

gioielli lunedì 7

Un’occasione unica per tutte le jewel addicted: i maestri orafi e i designer di Rubinia gioielli aiutano i visitatori a creare e a visualizzare l’anello dei sogni in 3D. Su appuntamento, nel palazzo di Brian & Barry, in via Durini 28 a Milano, fino all’ 11 maggio. rubinia.com

food martedì 8

I veri gourmet non possono perdere la Milano food week: conferenze, degustazioni e story cooking di chef stellati. Fino al 13 maggio. milanofoodweek.com


seneparla

fatti, commenti e obiettivi della settimana

In sintonia

Il presidente francese Emmanuel Macron in visita a Washington con la moglie Brigitte. Assieme a Donald e Melania Trump hanno piantato un’antica quercia nel giardino della Casa Bianca, come simbolo d’amicizia tra Francia e Usa.

FRIENDS

Baci, abbracci e strette di mano: i Macron in visita a Washington sembrano davvero i migliori amici dei Trump. Tra colpi di pala e trucchi da scimpanzè

GETTYIMAGES

di Serena La Rosa


seneparla

coordinati

secondi. «È stata una prova di forza», ha detto poi Macron, «per dimostrare di non essere disposti a cedere su nulla, neanche simbolicamente». Niente è cambiato: l’esuberanza tattile di Trump ha trovato in Macron un avversario all’altezza. Baci, abbracci, buffetti, pacche sulle spalle: tutta la visita si è svolta come una surreale danza di accoppiamento. Ma è impossibile battere il Donald al gioco delle spacconate: dopo l’incontro nello Studio ovale, ha spolverato la spalla dell’abito di Macron. «Un po’ di forfora», ha detto, «adesso è perfetto». In etologia si chiama tolettatura: usa tra scimpanzè.

La sfida del bianco La prima mattina

L’attacco finale Il giorno dopo la cena

qualcosa deve essersi inceppato nella comunicazione tra gli addetti al guardaroba: le signore erano entrambe in tailleur bianco. O forse è stata una scelta strategica, per enfatizzare le differenze. Melania ha reso omaggio all’ultima puntata di Scandal, e sull’armatura immacolata ha issato un cappello da Olivia Pope, simbolo di rettitudine morale (oltre che di supremazia fisica). Brigitte ha optato per un approccio nonchalant: le francesi non ingrassano, sposano giovanotti, spettinano la frangia, e di solito non stirano l’orlo.

di gala – dalle sedie placcate oro allo Chanel su misura di Melania: l’idea che ha di grandeur l’uomo che ha inventato la Trump Tower – Emmanuel Macron ha parlato davanti al congresso (in inglese: sugli americani la padronanza delle lingue fa sempre colpo). Impermeabile alle smancerie, si è concentrato sulle divergenze: inevitabilità del libero mercato, necessità di mantenere l’accordo sul nucleare in Iran, emergenza del cambiamento climatico («Non c’è un pianeta B»). Sembrava un discorso di Obama, hanno scritto quelli del Washington Post. Vatti a fidare degli amici. G

La legge della giungla Quando si conobbero, l’anno scorso a Bruxelles, i due presidenti si strinsero la mano per sette ferocissimi

baci e abbracci

GETTY IMAGES

mani e sguardi

In visita ufficiale a Washington, Emmanuel e Brigitte Macron hanno regalato ai signori Trump una quercia sessile del bosco di Belleau, dove nel 1918 migliaia di soldati americani morirono «in difesa della nostra libertà» – ha diligentemente spiegato Monsieur le Président – per ricordare «nel cuore della Casa Bianca il legame che ci unisce». Quando gli ospiti portano una quercia, quella quercia va piantata immantinente. Così, prima di cena, tutti e quattro sono scesi in giardino: i maschi con le pale, le femmine coi tacchi. Nessuno particolarmente a proprio agio.


seneparla Royal wedding

Meghan Markle, 36 anni, americana, divorziata, sposerà il principe Harry il 19 maggio, nella St George’s Chapel del castello di Windsor, nella campagna del Berkshire, a un’ora da Londra.

bancarotta che, si dice, l’accompagnerà all’altare. È americana ed empatica, i cappellini eccentrici da aristocratica inglese ancora non ha imparato a indossarli e la gente la ama così, con i suoi chignon scompigliati. I biografi narrano della volontà d’acciaio con cui si è fatta strada verso il suo Harry e c’è chi storce il naso perché ha escluso i suoi cani dalla favola reale, lasciandoli a casa. Davanti alle critiche, Meghan sfodera un sorriso da bambina e va avanti, sulle sue caviglie sottilissime, con quello stile disinvolto e sexy che l’ha già fatta diventare il modello delle ragazze di mezzo mondo. È il potere del carisma, disciplina che secondo i maligni avrebbe imparato da bambina seguendo le gesta di Lady D: ogni difetto diven-

Un’americana a PALAZZO

ta una ragione in più per essere amata. Harry le porge il braccio adorante in ogni occasione ufficiale e lei si intrattiene con tutti, rubando la scena per come si veste, certo, ma anche per quel calore così lontano dalla cortese compostezza di Kate Middleton. Mentre gli immigrati afrocaraibici fanno i conti con le promesse di accoglienza non E se fosse proprio il mantenute e tra le giovani Royal wedding l’evento più gang nere di Londra dilaga progressista di questo cupo la violenza, Meghan ce la anno di crisi d’identità per il sta mettendo tutta per didi Cristina Marconi, da Londra Regno Unito? La sposa è moventare il volto nuovo e otderna e intraprendente, laureata timista del Paese. E, comin Relazioni internazionali, con una carriera di attrice alle plice una fase politica molto debole, l’operazione sta funziospalle e una solida reputazione di impegno umanitario e nando. Sapendo di aver un disperato bisogno di lei e della femminista: tra l’altro, ha partecipato con Harry alla comsua immagine fresca, la Royal family le lascia carta bianca: memorazione di Stephen Lawrence, un teenager vittima di sarà una delle poche spose a fare un discorso al proprio maun’aggressione razzista a Londra, nel 1993, per la quale sotrimonio, la sua squadra di wedding planner è fatta solo di lo due dei cinque colpevoli sono stati arrestati, più di vent’angiovanissimi, nella lista degli invitati non ci sono né la preni dopo. Nella sua perfezione fisica, Meghan porta i geni di mier Theresa May né il presidente Trump. Nel bouquet vuouna mamma afroamericana. La sua è una famiglia litigiole le peonie, di vestiti pare ne indosserà due (ma oserà, lei sa, con parenti pronti a snocciolare cattiverie e un papà in divorziata trentaseienne, presentarsi in bianco?), e la torta verrà da una piccola pasticceria molto hipster di Hackney. Tutto parlerà di lei. Tanto che ci si chiede: ma una così non rischia di annoiarsi a Buckingham Palace?

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GETTY IMAGES

Meghan Markle detta lo stile delle sue nozze “dem”: in campagna, con torta alternativa, pochi inviti istituzionali e tanti amici. Ecco perché alla Royal family va bene così


seneparla l’opinione

CORRADO FORMIGLI GIORNALISTA, CONDUCE SU LA7 PIAZZAPULITA.

SE L’INCOERENZA VA AL GOVERNO Forse potrà anche esserci

Valery Kauffmann

Jessie Bloemendaal

Versace tribute

Mayowa Nicholas

Linda Helena

STREET REVIVAL

Magari le nuove top model nemmeno lo sanno di indossare un mito: i fuseaux, e li chiamiamo così e non leggings per amor di citazione corretta. Infatti i pantaloni più desiderati del momento sono una riedizione originale di quelli disegnati da Gianni Versace nel 1991: allora ci sembrava così moderno chiamarli fuseaux. Li indossavano le supertop Naomi, Linda, Claudia, Cindy... Auto citandosi visto che le loro facce appaiono sulle copertine di Vogue usate come stampa. Che ricordi! Ma nessuna nostalgia, solo una constatazione: le cose speciali lo sono per sempre. E non hanno prezzo (in realtà costano 990 euro). Michela Gattermayer

È la collezione di cui tutti abbiamo parlato: ha sfilato a settembre per ricordare i vent’anni dalla morte di Gianni Versace. In passerella le riedizione dei suoi abiti più famosi, fra i quali questi Jeans Vogue ss91.

Dipenderà, alla fine di questo lunghissimo giro di consultazioni e trattative segrete, dalle convenienze reciproche, dalla prospettive di sopravvivenza dei democratici, dai ministeri pesanti che riusciranno a ottenere, dalla tenuta di Di Maio davanti a una base a dir poco perplessa di andare a braccetto col nemico. Forse un governo partirà perché lo vuole con tutte le forze il presidente Mattarella, secondo il quale tornare al voto sarebbe un disastro anche agli occhi della comunità internazionale che osserva con stupore l’eterna transizione italiana e i suoi contorsionismi. Ma una cosa è certa: la nascita di tale governo cancellerebbe ogni dubbio sulla coerenza dei due partiti che ne farebbero parte. In campagna elettorale abbiamo sentito i dem ridicolizzare M5s, descriverlo non solo come un movimento d’incompetenti, ma un vero e proprio pericolo per la democrazia. E i Cinquestelle dipingere Renzi e compagni come incapaci, corrotti, collusi dei banchieri. Non solo. Il Pd ha fatto il Jobs act e votato la riforma Fornero mentre Di Maio in campagna elettorale ha promesso l’abolizione di entrambe e l’introduzione del reddito di cittadinanza. Non stiamo parlando di bruscolini, ma di colonne portanti di una legislatura, leggi che dovrebbero corrispondere a una visione del mondo. Invece no. Tutto è trattabile alla lotteria Italia. Il programma non va bene? Se ne scrive un altro, con l’ausilio di qualche accademico reclutato all’uopo. In fondo si sa, in campagna elettorale si sparano grosse. Ecco, magari un governo Cinquestelle-Pd nascerà. Per arginare la destra di Salvini che monta, perché il Pd non sa più dove andare e perché Di Maio sembra desideroso innanzitutto di sedersi a Palazzo Chigi. E soprattutto perché in Italia tre poli sono troppi. Ma se mai ne avessero avuta, queste trattative di governo hanno portato via ai loro protagonisti, per ambizione o disperazione, l’ultimo grammo d’innocenza. A meno di un’onesta, necessaria autocritica indirizzata agli elettori.

SPLASHNEWS/SOEVERMEDIA, IMAXTREE

un’alleanza fra Cinquestelle e Pd.


seneparla

Vieni a correre

NEL PARCO

CHI CONTROLLA?

Se i vostri figli hanno 14 anni possono guidare un motorino, ma non messaggiare su WhatsApp. Questo perché l’app più usata in Italia ha da poco messo un paletto: solo chi ha dai 16 anni in su può usarla. Il divieto non ha a che fare con presunti pericoli online per i più giovani, come si potrebbe pensare, ma è un adeguamento alle nuove norme europee di protezione della privacy, che sono racchiuse nel cosiddetto General data protection regulation o Gdpr e che entreranno in vigore il 25 maggio. In sostanza, il decreto dice che i ragazzi sotto i 16 anni non possono dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali; le aziende, come i social network, non possono quindi profilarli, né sottoporli a pubblicità mirata, né tantomeno cederne i dati a terzi. In realtà, l’articolo 8 del decreto prevede la possibilità per i singoli Stati di far scendere il divieto a 13 anni, ma l’Italia (al momento in cui scriviamo) deve ancora decidere. Che cosa cambierà? Probabilmente poco o nulla. Ancora non si sa come sarà accertata l’età minima degli utenti, se ci sarà qualcosa di diverso dal semplice prendere in parola una loro dichiarazione: potrebbe succedere come già avviene per i siti di alcol e liquori, per esempio, sui quali si naviga dopo aver indicato semplicemente «Sì, sono un maggiorenne», oppure inserito la data di nascita (vera o falsa). Intanto, sul blog di WhatsApp si legge: «Se non sei grande a sufficienza per acconsentire ai nostri termini e condizioni nel tuo Paese, un genitore o un tutore deve farlo al posto tuo». Che è un po’ il nuovo approccio di Facebook: adesso stabilisce che gli utenti tra i 13 e i 15 anni debbano ottenere l’autorizzazione dei genitori per condividere informazioni sensibili come il credo religioso o per ricevere pubblicità mirate. In più, WhatsApp è legato al numero di telefono. In Italia, l’intestazione di una sim telefonica per i minorenni avviene spesso a nome di un genitore, che può nel caso scaricare anche la app. In fondo, sono spesso proprio mamma e papà i più interessati a che i figli continuino a usare la chat. Magari per chiedergli: «Dove sei?». Francesca Bussi

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Stefania Sperzani

La foglia matta

Foglie di tutti i colori, come uscite da una fiaba, spuntano sullo zaino in pelle della collezione di pelletteria L’albero della felicità, pensata dall’artista marchigiano Stefano Calisti per Cromia. 205 euro. cromia.it

GALLERTYSTOCK/TRUNKARCHIVE

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Cambia la sede, ma resta tutto il divertimento. Il prossimo 12 maggio arriva la seconda edizione della Cosmopolitan beauty & body run (cosmorun.hearst.it/iscrizione/). Una giornata speciale che inizia con la corsa non competitiva (ma può essere anche una passeggiata) di 8 km al parco Sempione di Milano e continua con mille eventi di fitness e beauty. «È una giornata da vivere in allegria, un maxi party con le amiche o il partner, un sabato da dedicare a se stesse in leggerezza», spiega Francesca Delogu, direttore del mensile Cosmopolitan. Oltre ai corner beauty e ai momenti fitness curati dal team di Virgin Active, tanti talk: dalla nutrizionista al comico, alla dj personal trainer. In più l’hair coach che insegna il “workout” perfetto per ogni tipo di capelli. E per chiudere dj set con aperitivo. Enjoy!


seneparla

Il film Charlotte Vega, 24 anni, recita in Provenance, appena presentato agli Incontri internazionali del cinema di Sorrento.

re la fine di un matrimonio, in attesa dell’arrivo di Sofia, una ragazza più giovane di cui si è appena innamorato. Aspetta per mesi che lei lo raggiunga, fantasticando sui motivi della sua assenza. Poi lei finalmente si presenta, con un fardello di insospettabili verità che ribalteranno ogni aspettativa. Un ruolo degno di una tragedia greca; come ha reagito quando glielo hanno proposto?

Ho letto la sceneggiatura quando ho fatto il provino a Londra, ricordo che ero seduta in una stanza con il regista e gli altri due attori del cast. Mi chiedevano che cosa ne pensassi del personaggio: «È un punto di vista maschile su un ruolo femminile», ha ammesso Ben, «dicci se a tuo avviso è credibile, se non è solo l’idea che hanno gli uomini delle donne». Lo era?

Dove ti porta il cuore

La giovane attrice anglo-spagnola è protagonista di una tragedia romantica sul sogno impossibile di ogni amore: ricominciare tutto da zero di Ilaria Solari

«Ma guardi dove siamo, è come stare in vacanza». Seduta al tavolo di una terrazza sul mare in uno dei più begli alberghi di Sorrento, Charlotte Vega, 24 anni, modella e attrice anglo-spagnola, un esordio nella serie tv Il segreto, più film da girare nei prossimi mesi di quanti ne abbia alle spalle, sembra davvero una teenager in vacanza. Invece era una delle ospiti più attese degli Incontri internazionali del cinema che si sono appena chiusi, invitata a presentare in anteprima Provenance, film d’esordio del regista britannico Ben Hecking. Difficile raccontare Provenance senza rivelare il finale sorprendente, mi aiuti lei.

La definirei una tragedia romantica, su un musicista inglese di mezza età che si trasferisce nel sud della Francia per dimentica-

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Sofia in qualche modo le assomiglia?

Forse un po’, per quel suo modo di tenere tutto dentro, ma lei è molto impulsiva, segue le sue emozioni senza pensare alle conseguenze. Mi piacerebbe essere come lei, invece penso sempre a che cosa potrebbe dire la gente, a non essere sgarbata. In questo film cercano tutti di scappare da un passato che invece li incalza...

Ecco, io grazie al cielo questo pensiero non ce l’ho, anzi ho un sacco di bei ricordi, in famiglia e con gli amici. Una delle cose che tormenta Sofia è che non sa chi sia davvero suo padre. Io invece so benissimo quali siano le mie radici. Adoro chiacchierare con gli anziani di casa, in particolare con i nonni, perché mi ricordano ogni giorno da dove vengo. È per metà inglese e per metà spagnola, un bel mix.

Sì, mi sono sempre davvero sentita divisa a metà. Nello stesso tempo mi sento a casa ovunque, mi piace viaggiare, incontrare gente nuova. Ma la sua casa vera dov’è?

Ovunque ci sia la mia famiglia, in questo momento in Spagna, a Barcellona. Com’è nata la passione per la recitazione?

Ho sempre saputo di voler recitare, ma non avevo il coraggio di dirlo: ero una bambina timida e tranquilla, andavo a cavallo, che è forse lo sport più solitario che si possa immaginare, la sola idea di parlare di fronte a delle persone mi spaventava. Ma nello stesso tempo sognavo di vivere una vita da Lara Croft o da spia, come James Bond. Vite troppo pericolose da vivere davvero, molto meglio interpretarle da attrice. Quando chiesi a mia mamma di iscrivermi a un corso estivo di teatro restò di stucco. Ora il set è la mia comfort zone, il mio mondo.

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Charlotte Vega

No, per niente, ma la cosa forte, e rara per un gruppo di uomini, era che già a partire dal provino chiedessero la mia opinione. Quel che si dice partire bene.


seneparla

La rivoluzione è di MODA

Ogni STUPRO è VIOLENZA. O no?

Migliaia di donne hanno riempito le strade delle città spagnole (nella foto) per protestare contro la sentenza del tribunale di Pamplona, che ha

condannato a nove anni di carcere cinque uomini, tra cui un membro (sospeso) della Guardia civil, per abuso sessuale su una diciottenne. I fatti risalgono al 2016: durante la festa di San Firmino, la ragazza fu portata in un androne e stuprata dai cinque, che la filmarono e diffusero il video sui social. La legge spagnola distingue tra abuso e aggressione sessuale; la seconda, molto più grave, comporta l’uso di violenza ed è punita con il carcere fino a 22 anni. Tra i motivi per cui il branco ha evitato la pena più pesante, c’è il fatto che la ragazza durante lo stupro stava immobile con gli occhi chiusi, e dunque non manifestava attivamente il suo dissenso.

Taglia&cuci

CHI HA FATTO I MIEI VESTITI? O, IN VERSIONE HASHTAG, #WHOMADEMYCLOTHES? È IL TEMA DELL’EVENTO ANNUALE DI FASHION REVOLUTION ITALIA CHE SI TERRÀ A MILANO L’8 MAGGIO, NEL ROOFTOP DI SUPERSTUDIO (VIA TORTONA 27), IN PARTNERSHIP CON LA FONDAZIONE MICHELANGELO PISTOLETTO. PER PARLARE DELL’IMPATTO DELLA MODA SULL’AMBIENTE E DELLE ALTERNATIVE SOSTENIBILI. CITTADELLARTE.IT

DI SERENA LA ROSA

Twittando a casa West

BILL COSBY, COLPEVOLE

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Colpevole. Il processo che l’estate scorsa era stato annullato per irraggiungibilità di verdetto – Andrea Constand contro Bill Cosby, ovvero: giocatrice di basket accusa il signor Robinson dei telefilm di averla drogata e violentata – si è infine concluso: Cosby (a destra) è colpevole. Di tutti i capi d’accusa, e anche di aver dato dello stronzo al procuratore distrettuale. Andrea Constand è soltanto una delle 58 donne che in 18 anni hanno denunciato la stessa dinamica di abuso, ma è la prima a vincere in tribunale contro un padre fondatore della cultura popolare americana. Quello che è successo, tra il primo e il secondo processo, è stato il #MeToo. Non vi pare uno spunto perfetto per una serie tv?

GETTY IMAGES, INSTAGRAM.COM@KIMKARDASHIAN

Per sopravvivere a un matrimonio occorrono pazienza e creatività. Kanye West ha ripreso a esprimersi su Twitter: «Potete non essere d’accordo con Trump, ma la massa non può impedirmi di amarlo. Noi due siamo energia di drago: lui è mio fratello». Un tempo i rocker debosciati sfasciavano camere d’albergo, adesso i rapper disturbati scrivono scemenze su Internet: nessuna civiltà è mai decaduta con tanto imbarazzo (Trump ha ritwittato: «Grazie Kanye, che figo!»). Kim Kardashian (nella foto con Kanye) rimedia come può: ha difeso il marito – «Non è matto: è solo se stesso» – e poi ha provato a buttarla in caciara; ha chiesto aiuto a John Legend, e infine si è risolta al gesto estremo: una foto nuda con la scusa di promuover e il nuovo profumo (l’impero cosmetico delle Kardashian è tale che Kourtney è andata a Washington per discutere coi legislatori le regole dell’industria). La celebrità è un gioco di incastri: quello che non puoi risolvere, usalo per vendere.


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Reporter Ronan Farrow, 30 anni, figlio di Mia e Woody Allen, giornalista. Ha vinto il premio Pulitzer con la sua inchiesta su Harvey Weinstein.

Guarda come

GONGOLO 42

L’Occidente è una conversazione che ruota intorno a Ronan Farrow. E siccome lui è un tipo ambizioso, il suo primo libro s’intitola quasi Guerra e pace. Invece è War on peace, guerra alla pace: parla di politica estera – di come l’America abbia progressivamente perso rilevanza – e al momento non pare contenere digressioni abbastanza frivole da convincermi a leggerlo. L’aneddoto più personale riguarda Richard Holbrooke, rappresentante speciale di Obama in Afghanistan, suo mentore quando nel 2009 lavorava come diplomatico prodigio – dopo l’Onu con mamma Mia, prima del Dipartimento di Stato con Hillary Clinton – e piuttosto struggentemente definito «la cosa più simile a un padre che abbia mai avuto». Ma al Times di Londra Farrow ha detto di ritenere «sciatteria fare i titoloni coi nomi di Hollywood o coi racconti di vendetta», quindi bisogna smettere di pensare che l’inchiesta su Harvey Weinstein che ha appena vinto il premio Pulitzer (insieme all’articolo di Jodi Kantor e Megan Twohey sul New York Times, la cui lavorazione diventerà un film finanziato da Brad Pitt) sia il punto di arrivo di una furia cominciata con le accuse della sorella Dylan al padre ufficiale, Woody Allen. Al gala di Time in onore delle 100 persone più influenti dell’anno – era anche lì, naturalmente – Farrow ha ribadito: «Lo scopo del movimento [#MeToo] non è punire gli uomini di potere, quanto dare per la prima volta voce alle vittime». Per questo, senz’altro aiuta la visibilità derivata dall’essere il figlio del pettegolezzo più feroce del secolo, e lo specifico punto di «intelligenza emotiva» che conferisce una sorella (presunta) abusata, ma soprattutto serve la determinazione a essere sempre un bambino bravissimo, il più buono del mondo.

Serena La Rosa

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Fresco vincitore di un premio Pulitzer per la sua inchiesta su Weinstein, Ronan Farrow pubblica un saggio di politica estera. Per dimostrare che, anche quando parla d’altro, è il più bravo di tutti


intervista

Marion Cotillard

Una

MADRE lo SA

La signora del cinema francese torna a Cannes, nei panni di una mamma degenere. Niente a che vedere con la realtà, la maternità che l’ha trasformata, le ha fatto riscoprire la forza delle sue radici e perfino l’amore per la natura. Merito anche del suo compagno, che con lei condivide figli, set e passioni. E una sana voglia di ridere di Alessandra Mattanza

Ha la malìa di una moderna Circe, capace di stregare con personaggi che toccano l’anima, e lo spirito di una coraggiosa Giovanna d’Arco, pronta a immolarsi nelle donne che interpreta in nome dell’arte. Il lato che non tutti conoscono di Marion Cotillard è però la fragilità che la porta, confessa, «ad amare e soffrire tantissimo, a essere, forse, troppo sensibile. Ma per me è il prezzo da pagare per recitare bene, per essere autentica». Lo ha dimostrato in tanti suoi ruoli, dall’addestratrice di orche, mutilata di Un sapore di ruggine e ossa alla Edith Piaf di La vie en rose (per cui ha vinto l’Oscar), fino alla lady dark e malvagia («il contrario della mia indole») di Macbeth. Ora, nonostante il successo hollywoodiano, il cuore di Marion sembra voler restare in Francia per tornare a collaborare con registi nazionali e per cercare di essere una mamma il più normale possibile (dal compagno, l’attore e regista Guillaume Canet, ha avuto Marcel nel 2011 e Louise nel 2017). E, in fondo, Marion è

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AUDOIN DESFORGES/PASCO/KARMAPRESSPHOTO

Madame Marion Cotillard, 42 anni: la star del cinema francese sarà al Festival di Cannes con Gueule d’ange, che presenterà nella sezione Un certain regard.


L’Oscar Red carpet A sinistra, Marion Cotillard nel 2008, al party annuale della Elton John Aids foundation: in mano stringe l’Oscar ricevuto come miglior attrice protagonista per La vie en rose. Sotto, una scena di Rock’n roll (1), con Marion e il compagno Guillaume Canet; una di Gueule d’ange, che Marion presenta a Cannes (2); un’altra di Le grand bain, l’ultimo film di Canet, presente alla Croisette (3).

tratta solo di insicurezza, comune a tanti artisti, perché per esprimerci, per esistere, siamo costretti a esporci. Lei sembra una donna molto forte, comunque.

Cerco di esserlo, perché così nessuno può farmi male. Cedere è come far vincere le invidie, le gelosie, le cattiverie. Non è facile, ma di certo l’ho imparato con l’esperienza: deprimersi e incattivirsi non serve a nulla, se non a stare peggio. Legge mai le recensioni o i pettegolezzi su di lei?

Cerco di non farlo troppo. Ma con i social e la presenza costante dei paparazzi a volte è impossibile non sapere. Reagisco solo quando mi sento costretta, perché non ho scelta, perché sono coinvolte altre persone che possono restare ferite. Altrimenti cerco di avere una quotidianità normale. Non dev’essere facile per una delle attrici più richieste.

Per me è fondamentale stare vicino alla mia famiglia, posso rinunciare perfino a un ruolo importante. Cerco di viaggiare sempre con i miei figli, anche se non li porto troppo spesso sul set. Sono molto protettiva, non voglio scaricare su di loro i miei problemi, portare a casa i miei personaggi. Per fortuna, posso permettermi una tata. So di essere privilegiata, non tutte le donne che lavorano hanno abbastanza soldi per un aiuto a tempo pieno e tante sono costrette a scegliere, abbandonando il lavoro. Da quando sono mamma e conosco bene le preoccupazioni e i sacrifici per il benessere dei propri bambini, ho ancora più rispetto per tutte le donne. Come l’ha cambiata essere mamma?

Gueule d’ange tratta un tema difficile: una madre, che vive sola con la figlia di otto anni, decide di andarsene, abbandonando la bambina a se stessa.

La sua, di debolezza?

Il senso critico. So essere molto dura con me stessa, ancor più che con gli altri. Non sono mai completamente convinta di una mia performance, so che posso fare sempre meglio. Forse si

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I film di Marion

Nelle mie scelte mi lascio trascinare dall’istinto, spesso mi avvicino a progetti insoliti che abbiano la capacità di far riflettere. Siamo umani, 1 capaci di sbagliare e di lasciarci travolgere dalle situazioni sbagliate. Non è sempre facile riuscire a mantenere un equilibrio, e da qui nascono i grandi drammi.

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Ora sono diventata sicuramente più organizzata e attenta alle cose pratiche, normalmente sono più romantica e sognatrice. Io e Guillaume sappiamo che stiamo vivendo il periodo più fortunato e felice delle nostre esistenze e cerchiamo di godercelo il più possibile. In Rock‘n roll, dove recita con il suo compagno, lui si sottopone a un circolo senza fine di chirurgia plastica, per timore di invecchiare. E lei, alla fine, si lascia trascinare. Vie-

Il film di Guillaume

sempre “regina” in patria, al Festival di Cannes: l’anno scorso ha presentato I fantasmi di Ismael di Arnaud Desplechin, quest’anno è in Gueule d’ange dell’esordiente Vanessa Filho, nella sezione Un certain regard.

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intervista ne da domandarsi se non si è mai trasferita a Hollywood per timore di diventare davvero così...

La verità è che amo il mio Paese, anche se mi reputo fortunata a poter lavorare altrove, non solo in America. Adoro viaggiare, scoprire nuove culture, ma poi è sempre bello, alla fine, tornare a casa. Il film, che Canet ha anche diretto, è ispirato a lei, seppure in maniera esasperata.

Chic Bruna o bionda, come si è fatta per l’ultimo film Gueule d’ange. Quel che resta sempre uguale è lo stile iconico di Marion Cotillard, che nel tempo si è evoluto fino a rivelare un animo decisamente più rock.

È sempre rischioso per un’attrice accettare una nuova avventura, soprattutto quando si tratta di una commedia come questa, che mi mette totalmente in gioco, anche se chiaramente sopra le righe… È davvero qualcosa di diverso, quasi un docufilm paradossale su di me e su Guillaume, una satira amara, ridicola, ma allo stesso tempo veritiera. Spero che il pubblico si diverta molto a guardarci in queste situazioni. Come ha deciso di parteciparvi?

Per una questione di fiducia. So che lui mi conosce, sia nel mio lato migliore che in quello peggiore, nelle mie debolezze. Quindi pur correndo il rischio di espormi troppo, mi sono lasciata andare. Ho avuto meno ansie per questo personaggio che per tutti gli altri che ho interpretato, forse perché mi sono lasciata trascinare dall’entusiasmo e dalla vena creativa di Guillaume. La verità è che sono una che si lascia tentare dal rischio. Lei e Guillaume siete proprio una bella coppia.

Il look

Lo stimo e lo ammiro tantissimo, come artista oltre che come uomo. Penso che la complicità sia fondamentale per far funzionare un rapporto, con un pizzico di mistero in aggiunta. E poi trovo irresistibile quella sua fantastica immaginazione. Solo a lui vengono certe idee! In questo film trionfa soprattutto l’amore tra di voi, nonostante le difficoltà e i problemi.

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Quello dei sentimenti è sempre un terreno delicato, perché nella finzione si rischia di sconfinare nei luoghi comuni, nei baci e negli abbracci esasperati, nell’ipocrisia o nell’ingenuità. E nella vita vera, poi, tutti sappiamo quanto sia difficile rapportarsi con la quotidianità, soprattutto dopo molti anni di convivenza. Volevamo ci fossero realtà e autenticità prima di tutto, pur essendo un film che fa ridere tanto, per le situazioni assurde ed esasperate che mette in mostra. E in fondo sono convinta che, per quanto ridicole siano, in realtà fanno riflettere: toccano le fragilità umane, la crisi di mezza età, la paura di invecchiare. Ma l’amore vero conta più di tutto, come la famiglia. Che ne pensa del movimento #MeToo e di questa nuova rivoluzione femminista? Ha ammesso di essere stata anche lei una vittima.

Penso che questa rivoluzione sia necessaria per attuare un cambiamento. Non c’era altra via. Certo, è importante che

L’amore 47


Guillaume Canet

ILSIGNOR COTILLARD È

le storie siano verificate e accertate come autentiche e che, subito dopo, i colpevoli vengano puniti con severità. Auspico che tutta questa consapevolezza porti alla fine di certi atteggiamenti sessisti, e alla condanna dei colpevoli. Nella mia esperienza, quasi tutte le donne sono state vittime e alcune temono ancora di confessare, ricordare o persino ammetterlo a se stesse. In questo momento è davvero fondamentale trovare il coraggio di parlare. Lei è anche un’attivista per l’ambiente. Dal 2001 collabora con Greenpeace, ma anche con il Wwf, la Nicolas Hulot foundation e altre associazioni.

Sento una connessione profonda con la natura e voglio proteggerla con tutte le mie forze, tanto che sono diventata una sostenitrice accanita della cucina biologica. Sulla mia tavola ci sono solo prodotti rigorosamente bio, e ci tengo a controllare la provenienza di tutto. Sono convinta che dalla tutela dell’ambiente, e dal nostro impegno, dipenda il nostro futuro e quello dei nostri figli. G L’uomo in più Guillaume Canet, 45 anni, attore e regista: ex marito dell’attrice tedesca Diane Kruger, della quale è rimasto amico, dal 2007 è il compagno di Marion Cotillard. I due si sono conosciuti nel 1997, hanno recitato insieme per la prima volta nel 2003, in Amami se hai coraggio.

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Spesso a Hollywood ci si chiede se una coppia stia insieme per pubblicità o per sentimento. Con Guillaume Canet e Marion Cotillard il dubbio svanisce all’istante. Tra i due, la chimica è palpabile. Sarà (anche) per questo, se sanno recitare tanto bene insieme. La loro prima volta “a due” sul set è stata per un film indipendente e molto originale come Amami se hai coraggio, e poi l’hanno fatto ancora in Blood ties e Piccole bugie tra amici. Mai prima d’ora, però, sono stati tanto audaci quanto in Rock ‘n roll, che Canet ha anche diretto e che è stato presentato al Tribeca Film Festival 2017 (in Italia, non si sa ancora quando arriverà). Nel film, i due interpretano se stessi – due attori famosi alle prese con i tic dell’industria cinematografica – ma in una parodia surreale. Del resto, amano prendersi in giro di continuo. Come quella volta – ricorda Canet – che Marion, per gioco e per prepararsi a un film, gli ha chiesto di portarle la fotografia di un fondoschiena

femminile. «Sapendo quanto è timida, l’ho sfidata a portarmi quella di un pene». E lei? «L’ha fatto, ma poi abbiamo concordato che era molto piccolo». In Rock ‘n roll non sembra facile essere sposato a una grande star. Sono sempre stato ossessionato dalle storie d’amore lontane dai soliti cliché del cinema. Mi piacciono le sfide, per questo dirigo o lavoro spesso con registi esordienti. Qui, volevo scherzare sul mito della celebrità. Nel film ci sono episodi molto autoironici, come quando il suo protagonista viene chiamato “Signor Cotillard”. E poi c’è la crisi di mezza età, tutta al maschile. Ci siamo molti divertiti a passare dalla realtà alla finzione, esaminando le nostre piccole manie quotidiane, i difetti, e rendendoci conto di quanto possano essere brutti. Per fortuna, siamo capaci di ridere di certi atteggiamenti: è normale sbagliare o peccare. È questa la forza che ci tiene insieme, e ci fa fidare l’uno dell’altra. Nel film quello che conta al di là di tutto sono i sentimenti. Io e Marion conosciamo bene l’importanza delle emozioni, quanto devono essere autentiche per non cadere nel ridicolo o nel melodrammatico. Anche se questa è una satira, era comunque importante che l’amore fosse vero. Perché, in fondo, dove altro si celano la felicità e il dramma umano, l’empatia e il perdono? A.M.

BACKGRID/LAPRESSE, HELENE PAMBRUN/PARIS MATCH/GETTY IMAGES

intervista

In famiglia Marion Cotillard a Saint-Tropez, al Longines Athina Onassis horse show: sopra, è con il figlio Marcel; a sinistra, regge in braccio la secondogenita Louise.

I figli

attore, regista, ma soprattutto la metà meno famosa di una coppia sempre sotto i riflettori. E gli piace così


Spike Lee

CHI HA

PAURA di Alessandra Mattanza

Cineasta, insegnante, produttore, attivista, scopritore di talenti, intellettuale inguaribilmente cool. Sono tante

le etichette che stanno bene a Spike Lee, che al Festival di Cannes porterà in concorso il suo nuovo film BlackkKlansman (già anticipato al Sundance Film Festival e in arrivo il Italia il 10 agosto), mentre si parla di lui per mille altre iniziative, compresa la possibile regia di un futuro blockbuster sul supereroe della Marvel Nightwatch. La pellicola del momento, però, è BlackkKlansman, ispirata agli eventi del 12 agosto 2017 a Charlottesville, in Virginia, quando un neonazista guidò la propria auto contro i partecipanti a una manifestazione antirazzista, uccidendo la trentaduenne Heather Heyer e ferendo altre persone. Era una giornata calda in tutti i sensi, a Charlottesville, perché anche i suprematisti bianchi stavano protestando: contro la

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NERO

rimozione della statua del generale Robert Lee, eroe dei sudisti durante la guerra civile americana. Ma le tematiche assai contemporanee del razzismo e del suprematismo vengono raccontate attraverso la lente di vicende molto più antiche. «Al centro del film», spiega infatti Spike Lee, «c’è la storia vera di Ron Stallworth, un poliziotto afroamericano di Colorado Spring che nel 1978 riuscì a infiltrarsi nel Ku Klux Klan… E fu talmente abile da aprirsi la strada verso i vertici della setta, divenendo un capo della divisione locale». Astuto, intelligentissimo e... nero.

Si teneva in contatto con loro per lo più per telefono o scrivendo; quando doveva presentarsi personalmente agli incontri, inviava un poliziotto bianco al suo posto. In questo modo riuscì a boicottare molti progetti criminali. Il razzismo è ancora un problema negli Stati Uniti?

Lo sarà finché il nostro Paese non riconoscerà apertamente le sue origini, basate sull’uccisione degli indiani e sulla schiavitù. Così è nata, prima di tutto, l’America, non dalle mitiche imprese di pionieri e cowboy. Troppo spesso sento celebrare questa gente arrivata con moglie e figli «per inseguire il sogno americano della nuova frontiera»: anche gli indigeni, come gli schiavi, avevano le loro famiglie, che spesso furono sterminate senza pietà. Perfino George Washington possedeva degli schiavi! Quindi penso che molto debba ancora cambiare in America perché si raggiunga una vera parità razziale. Siamo figli di una storia nefasta cominciata con Cristoforo Colombo (non a caso, infatti, il sindaco di Los Angeles lo scorso anno ha trasformato il Columbus day, che si festeggia l’8 ottobre, in Indigenous peoples’ day, ndr)

WESLEY MANN/AUGUST/CONTRASTO

Il regista più arrabbiato d’America porta a Cannes la storia vera di un poliziotto afroamericano infiltrato nel Ku Klux Klan, Una vicenda del 1978 che ci parla ancora. Perché i tempi cambiano, ma il razzismo resta

DELL’ UOMO


intervista Il film Spike Lee, 61 anni, è in concorso a Cannes con BlackkKlansman, da lui scritto e diretto, che uscirà in Italia il 10 agosto.


intervista

BlackkKlansman è prodotto anche da Jordan Peele, regista di Scappa – Get out e premio Oscar per la sceneggiatura dello stesso film.

In famiglia Sopra, Spike Lee a New York con la moglie Tonya Lewis, il figlio Jackson (21 anni) e la figlia Satchel (23) alla premiere di She’s gotta have it, la serie che ha girato per Netflix (a destra, una scena).

Al Sundance Film Festival lei ha presentato anche il film Pass over, ispirato a Aspettando Godot di Samuel Beckett e prodotto da Amazon, che riprende quasi integralmente una pièce teatrale andata in scena a Chicago. Due ragazzi afroamericani discutono della vita per strada fino a che il razzismo della polizia bianca non condurrà al dramma... Si sente più vicino al cinema o al teatro?

Non noto questa grande differenza, in particolare se a teatro si è seduti nell’ultima fila... Almeno al cinema ci sono i primi piani della telecamera! Il cinema è sempre stato la mia grande passione, il mio primo amore, e non mi stancherà mai, perché include tutte le arti insieme: il teatro, la musica, la fotografia, la scrittura. Su Netflix ha lanciato inoltre la serie tv She’s gotta have it, che adesso avrà una seconda stagione, ispirata al suo omonimo film del 1986.

L’ho girata come un film lunghissimo, per mantenere una trama lineare, e poi Netflix l’ha suddivisa in episodi; quel che mi piace è che, volendo, si può vedere anche tutta insieme, come una sorta di lunghissima maratona per cinefili. È una commedia-dramma come il film originario, ma modernizzata e attualizzata, e sono felice sia piaciuta, dato che mi riporta ai miei esordi e a tanti ricordi importanti. Come si trova a lavorare con i nuovi colossi multimediali come Amazon e Netflix? Sembra che lei stia divenendo creativo e produttivo come non mai.

Sì, perché è fantastico per un regista avere così tante possibilità per esprimersi e non solo per me, ma anche per i giovani

«Adoro Robert Redford perché è sempre stato un visionario. È stato lui a rendere importante il cinema indipendente» 52

emergenti o per chi non ha mai fatto un film. Quando io ho cominciato tutto questo non esisteva: se non eri nel sistema, non riuscivi ad andare avanti. Non che sia facile ora, ma per lo meno ci sono più chance. A quali artisti si è ispirato nella sua carriera?

A Robert Redford di sicuro, che ho adorato in Tutti gli uomini del presidente e che stimo tantissimo da sempre perché è un visionario. Dovremmo essere grati a lui per avere reso importante il cinema indipendente. Poi ci sono tanti altri maestri che mi hanno appassionato come Billy Wilder, Roberto Rossellini, Akira Kurosawa, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola. A lei piace molto anche insegnare…

Certo! E ora oltre che una cattedra all’università ho una serie di corsi su Internet che tutti possono seguire. Mi piace cercare di aiutare gli altri artisti, ma anche condividere con loro questa passione per il cinema. Qual è la sua opinione sul movimento femminile che lotta per la parità dei diritti e contro gli abusi sessuali e psicologici subiti dalle donne?

Sono di certo dalla parte del donne. E mia moglie (l’avvocato e produttrice Tonya Lewis che ha sposato nel 1993 e con cui ha due figli, Satchel e Jackson, ndr) è un grande esempio di donna forte, indipendente, intelligente, coraggiosa. Al Sundance Film Festival ha appena presentato il film Monster, co-prodotto da lei, su un ragazzo afroamericano ingiustamente posto sotto accusa per una rapina, ed è stata lei, anche, a spingermi a lavorare per Netflix. Mi auguro che la nostra società si evolverà, sia sul fronte della parità razziale che di sesso e di genere. E molto presto, senza false ipocrisie, ma con i fatti, progredendo e non tornando poi indietro. Ci vuole impegno collettivo per arrivare al cambiamento. G

JOHNNY NUNEZ/GETTY IMAGES FOR NETFLIX

Jordan è molto coraggioso. Ha trasformato quel film in horror perché trattava un tema forte che non tutto il pubblico era disposto ad affrontare direttamente: i cliché del genere horror rendono accettabile la satira sul trumpismo e in qualche modo la “proteggono”.


la terrazza

Primo: NON USARE mai il TUO NOME La prima volta in cui incontrai Nora Ephron le feci mille domande sul suo primo libro, Affari di cuore: il romanzo attraverso il quale aveva raccontato le sue corna e il suo divorzio. Lei mi spiegò che all’epoca la società letteraria rispettabile era indignata con lei: aveva osato raccontare i fatti suoi e farne pure un bestseller; secondo lei in parte lo scandalo era dovuto all’essere una donna: Philip Roth parla solo delle sue fidanzate e nessuno fa una piega, mi disse. Riportai la frase in un articolo, e ricevetti messaggi indignati per mesi: coloro che prendono molto sul serio il proprio ruolo di lettori di libri pensano che «parla delle sue fidanzate» sia una frase offensiva. Come se un certo Marcel Proust non avesse fatto la storia della letteratura parlando delle sue merendine.

GUIA SONCINI GIORNALISTA E SCRITTRICE IL SUO ULTIMO LIBRO È QUALUNQUE COSA SIGNIFICHI AMORE (GIUNTI)

L’altro giorno buttavo giornali vecchi e ho trovato un numero del New Yorker del 1998. C’era un articolo che demoliva la decisione della vedova di Hemingway di far pubblicare quel che il marito aveva lasciato d’inedito. È uno dei maggiori incubi che chiunque scriva possa immaginare: muori prima d’essere riuscito a cancellare tutti i file dal computer, qualcuno ti rimaneggia la punteggiatura, ti taglia dei brani come ritiene avresti fatto tu se quella non fosse stata una bozza ma un’opera compiuta, e pubblica il tutto a tuo nome. (Una volta ho lasciato un tizio perché si piazzava alle mie spalle a guardare mentre scrivevo, a spiare oscenamente frasi che non avevano ancora la forma che volevo dar loro: per dire quanto sono tollerante su questo tema).

«Se sei una donna, la società letteraria non ti prenderà mai sul serio e considererà la tua autobiografia materiale da tabloid»

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Solo che non basta, se – aveva come sempre ragione Ephron – sei una femmina. Philip Roth cambia i nomi e nessuno gli chiede se davvero, come il suo personaggio, si sia fatto venire un infarto pur di non prendere i betabloccanti che lo rendevano impotente; Daria Bignardi cambia i nomi e vorresti comunque chiederle: ma veramente tuo marito è così stronzo?

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

Ci ripensavo mentre leggevo Storia della mia ansia, il romanzo in cui Daria Bignardi ha, come Nora Ephron, cambiato i nomi; se sei una donna (e oltretutto vieni dalla televisione: le aggravanti s’accumulano), la società letteraria non ti prenderà mai sul serio se t’azzardi a fare quel che fanno senza chiedere permesso Carrère o Knausgård: dire «io»; devi dire «il mio personaggio». Come se, nel momento in cui scrivo «io» dentro un oggetto che poi verrà messo in vendita, potessi intendere davvero «io»; se qualcuno gli avesse chiesto quanto fosse autobiografica la sua vita, scrive Safran Foer in Eccomi, «avrebbe detto: “È la mia vita, ma non sono io”». È il suo personaggio, cioè è lui, cioè è la versione di sé che ha deciso di pubblicare.

Vent’anni fa, sul New Yorker già si piangeva «la crescente incapacità di comprendere una finzione letteraria, di non scambiarla per un romanzo a chiave o per grezzo materiale autobiografico». Quindi non è cominciata coi reality o coi social. Quindi eravamo già pettegoli prima («Tutta la letteratura è pettegolezzo», diceva Truman Capote col tono che ci si permette quando l’oggetto dei pettegolezzi sono gli altri). Eravamo già tutti pettegoli, anche quelli che hanno stima del loro ruolo di lettori, e ti costringono a cambiare nome per raccontare d’aver avuto un cancro, perché quella malattia di cui volevi fare letteratura non diventi invece tabloid.


sister power

io & mia

SORELLA

L’ESPERIENZA DELLA SORELLANZA PRODUCE SOLIDARIETÀ, DIALOGO, ACCOGLIENZA, DICONO GLI SCIENZIATI. FORSE. MA SE QUALCOSA VA STORTO, RACCONTA IL ROMANZO DI UNA GIORNALISTA DI GIOIA!, DIVENTA IL VIVAIO DI RIVALITÀ E INVIDIE TENACISSIME di Ilaria Solari

«Io e mia sorella avevamo un gioco tutto nostro: ci chiudevamo in bagno con illustrazioni e fotografie di vestiti, poi ci indicavamo a vicenda quelli che avremmo voluto per noi» Penélope Cruz

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«Mia sorella era più grande di me di quattro anni, quattro anni che mi sembravano incolmabili. Lei poteva fare tutto prima. Non era antipatica, ma sapeva esserlo. Le piaceva far risaltare la sua primogenitura, e nessun piatto di lenticchie l’avrebbe mai convinta a rinunciarvi». Nel suo romanzo, Un’assoluta mancanza (Rizzoli, dall’8 maggio), thriller psicologico che insegue la rivalità tra due sorelle teenager, Francesca Bussi, giornalista di Gioia!, sintetizza in poche righe una vicenda di sorellanza ad alto tasso di conflittualità. Un tema esplosivo, che da sempre alimenta la fantasia di scrittori, drammaturghi e cineasti: «Mi viene in mente un bel film», scherza Maria Letizia Bellaviti, medico e psicoterapeuta a Milano «Che fine ha fatto Baby Jane, con Bette Davis e Joan Crawford, due sorelle anziane e tenacemente gelose. Una delle due che l’assiste, cucina addirittura un topo per l’altra».


QUESTIONE DI GENI Dakota ed Elle Fanning, 24 e 20 anni, sono l’esempio vivente di una sana competizione tra sorelle: benché il rapido e indiscutibile successo della piccola Elle abbia minacciato di oscurare la fama dell’ex bambina prodigio Dakota, le due attrici, belle e talentuose, fanno il tifo l’una per l’altra.


sister power

«Sebbene ci somigliassimo molto, infatti, la bellezza sembrava essere interamente confluita dai cromosomi dei miei genitori a quelli di mia sorella» Francesca Bussi, da Un’assoluta mancanza Tra le tante mine disseminate sul percorso di crescita di due sorelle c’è il il tema della femminilità e del corpo, che innesca frustranti confronti: «Da sempre mi chiedo come possa accadere che dalla stessa famiglia escano figlie perfette e figlie disfunzionali», racconta Francesca Bussi. «Nel mio romanzo mostro come il disagio spesso scaturisca da questo confronto intimo e forzato tra personalità diverse, che non è istintivo come l’amore tra genitori e figli, ma va costruito. Oppure demolito». Il detonatore, nel caso delle sorelle di Un’assoluta mancanza, è l’età: la preadolescenza, «con gli scossoni di un corpo che cambia e che all’improvviso può diventare uno strumento potentissimo». La vita di due ragazzine che diventano donne insieme, costrette spesso, complice la somiglianza, a rispecchiarsi l’una nell’altra, è una vorticosa altalena tra fusione e differenziazione. «A quell’età una sorella è la persona che ti è più vicina e che sa tutto di te», osserva Bellaviti, «con lei condividi un processo incessante di identificazione e distinzione, elastico e plastico, come il corpo della donna che continua a cambiare. Succede spesso che la maggiore faccia un po’ da

CARTOLINE da casa Fanning

madre vicaria. Se questa sorta di maternage è vissuto con amorevolezza, diventa un’area uterina di morbidezza, stimola la condiviosione, il sostegno. Se invece assume il registro della prepotenza, produce rotture e divisioni». «È doloroso pensare che la vita di mia sorella sia così frustrante da costringerla a fissarsi su di me» Joan Fontaine sulla sorella Olivia de Havilland Ai genitori va il compito di riallineare per tempo gli squilibri, mostrandosi equi ed empatici, riaffermando il valore della diversità. Ma la prima miccia è proprio l’amore della mamma: «Ciò che rende speciale il rapporto tra le sorelle», sostiene Maria Letizia Bellaviti, «è il tema dell’identificazione al femminile: una figlia deve necessariamente confrontarsi con la figura materna, e poi differenziarsi. La madre è la prima donna per ogni bambina, ogni sorella si rispecchia e cresce nella sua immagine, si contende il suo amore con gli altri figli, fratelli o sorelle. Ma tra le sorelle il gioco assume una modulazione molto faticosa, può generare gelosia o invidia, i due sentimenti si mescolano». E si complicano, lasciandosi trasportare dalle affinità di carattere: in fondo siamo umani. «Mi viene in mente un episodio di Grey’s anatomy», continua la dottoressa Bellaviti, «in cui una madre viene ricoverata in ospedale dalla figlia medico, che le rimprovera di averle sempre preferito la sorella. La risposta della donna è illuminante: “Io ho sempre voluto bene a tutte e due, cara. Il problema è che tu sei antipatica”. Scherzi a parte, in generale, se una mamma è realizzata e risolta, non può che essere su una buona strada. Darà un messaggio autentico alle figlie, rendendo questo bisogno di identificarsi più facile». «Mia “sorella” ha detto che, con tutti i suoi amici e fan, non ha certo bisogno di altro amore. Bene, così tutti sapete che razza di stronza sia la vostra America’s Sweetheart». Nancy Motes, sulla sorellastra di Julia Roberts Ci sono poi casi estremi, come quello di Nancy Motes, in cui il livore per la sorella, una delle star più amate di Hollywood, è stato così accanito da ispirarne la sua lettera d’addio, prima del suicidio, in un disperato, definitivo oltraggio. Nel romanzo di Francesca Bussi, l’aura della sorella più popolare riecheggia anche nella latitanza inesorabile di una morte prematura: «Nei ricordi della protagonista, che lentamente riemergono, la sorella maggiore è un personaggio, come dicono gli americani, larger than life: bella, estroversa, amata». «L’invidia può diventare un sentimento molto distruttivo se non viene bonificato, ma se la sorella meno famosa è comunque una donna soddisfatta di sé e realizzata ha buone probabilità di tenerla a bada», rassicura Bellaviti. E fortunatamente l’industria dello spettacolo offre diversi esempi di riscatto, in cui sono spesso le piccole a prendersi una rivincita sulle maggiori, in una competizione che salva stima e ammirazione: «Mia sorella è la mia migliore amica, il mio modello, la mia persona», giura sui social Bella

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Si sono spesi fiumi di inchiostro per descrivere gli effetti benefici della sorellanza: per i ricercatori, se vissuta armonicamente, potenzia talenti come la comunicazione, la collaborazione, l’empatia: «Negli sviluppi sintonici le sorelle imparano poi a prendere vie diverse», spiega Bellaviti, «sperimentano l’alterità, cioè la diversità tra di loro, possono litigare, ma sanno riconoscere di avere punti in comune e a un certo punto sanno ritrovarsi. Altre non riescono a uscire da certe dinamiche conflittuali e anche in età adulta nei loro rapporti riecheggiano i nodi mai risolti dell’infanzia, quando magari l’elemento di dissidio diventa l’accudimento dei genitori anziani».


«LA GENTE VORREBBE VEDERCI DIVISE DALLA GELOSIA: BE’, NON ACCADRÀ»

GIRL POWER Ancora Elle e Dakota (insieme anche nelle foto della pagina accanto), ritratte con la loro stylist Samantha McMillen. Le due attrici hanno esordito entrambe giovanissime: a sette anni Dakota e a tre Elle, nello stesso film: Mi chiamo Sam, con Sean Penn.

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Kylie e Dannii Minogue

Penélope e Monica Cruz

Joan Fontaine e Olivia de Havilland

Bella e Gigi Hadid

Rivali, complici, AMICHE

Sono tante le sorelle famose: le Minogue, entrambe musiciste, benché sia Kylie la vera star. Eclissata dalla sorella Penélope anche Monica Cruz, attrice e ballerina. Poi Fontaine-De Havilland, sorelle-nemiche per antonomasia, e Bella e Gigi Hadid, da sempre alleate.

«In una famiglia con molte donne circolano sentimenti violenti, certe volte è una carneficina. Ma se tra noi esiste una rivalità non è professionale ma affettiva: è l’amore e il rispetto di nostro padre che ci siamo sempre contese» Francesca Comencini

Come la mamma è la prima donna, il padre è il primo uomo. «In una famiglia con tante femmine diventa il principe azzurro», conferma Bellaviti, «l’oggetto del desiderio». Nei casi peggiori, la sfida per accaparrarsene l’attenzione può radicalizzarsi in una competizione sui fidanzati: «Ciò che non è stato risolto con le figure genitoriali, in questo caso quella paterna, rischia di cristallizzarsi in un’idealizzazione nella vita affettiva adulta, viziando la ricerca del compagno». Sempre all’inseguimento, di tappa in tappa, le sorelle rivali si contendono spesso anche il traguardo dei figli. «Se ci pensa, è come quando la primogenita ha il ciclo e l’altra smania per raggiungerla. E non è diverso da ciò che succede tra le amiche: le donne che sono affettivamente vicine hanno un modo tutto loro di assomigliarsi, in fondo di farsi compagnia». E non è necessariamente un sentimento negativo: «L’invidia, gratta gratta, ha alla base un sentimento di ammirazione, può diventare un obiettivo, purché sia riconosciuta e disgiunta dal livore. E le donne ne hanno più consapevolezza». È la faccia buona della sorellanza, che produce dialogo, accoglienza. «È una qualità fondamentale dell’anima al femminile: nella mitologia greca, consacrata recentemente dai movimenti femministi, era identificata con una divinità: Artemide». Ma la sorellanza palpita anche nel Dna di chi sorelle biologiche non ne ha. Provate a evocarla, nei momenti di necessità: per noi di Gioia! l’occasione è stata proprio questo articolo. Scritto per festeggiare una “sorella” che ha appena scritto un bellissimo libro. G

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L’OMBRA LUNGA della sorellanza Nel romanzo d’esordio di Francesca Bussi, un antagonismo tra sorelle che sopravvive alla morte Jill è la maggiore: bella, spavalda, sensuale. Mia, più piccola di lei di quattro anni, cresce nella sua fulgida ombra, sentendosi in fondo una creatura abusiva, la brutta copia della sorella, o, come scrive l’autrice: «Una frode». Anche dopo la morte di Jill, assassinata a 14 anni in modo misterioso e brutale insieme ad altre due coetanee. Un’assoluta mancanza, pubblicato da Rizzoli e nelle librerie dall’8 maggio, romanzo d’esordio di Francesca Bussi, giornalista di Gioia! e finalista al Premio Campiello Giovani 2001 con il racconto Eleneide, è in fondo la storia di una sopravvissuta. Un thriller psicologico che insegue il viaggio di una giovane donna a ritroso nel tempo e nello spazio – da Roma alle paludi della Louisiana dov’è cresciuta – per riesumare ricordi rimossi e troppo dolorosi per sopravvivere insieme a lei. Per forzare ossessioni e nevrosi che la tengono a galla come un salvagente. Ma è anche un romanzo sul potere della sorellanza: «Il fascino e il senso di inadeguatezza che la sorella maggiore esercita sulla più piccola riecheggiano in modo prepotente ben oltre la sua dolorosa morte», racconta Francesca. «Il tema dell’invidia e della gelosia è centrale, e in un certo senso assoluto, come dice il titolo, cristallizzato com’è dal lutto e dal senso di perdita, tanto che Mia riesce a emanciparsi solo dimenticandosi di aver avuto una sorella: «Sono stata figlia unica, almeno per un po’», scrive Francesca Bussi, «venuta al mondo da sola, tutta intera e indivisibile. Ci ho creduto davvero, mi è piaciuto occupare un mio spazio definito nel mondo. È stata una bella sensazione, pensarsi uno e non due, inventarsi una tabellina speciale che non contemplasse lei, la primogenita».

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Hadid a proposito della sorella Gigi. Dribblata in popolarità e ingaggi dalla sorellina Elle, Dakota Fanning gioca invece d’anticipo: «Vorrebbero vederci divise dalla gelosia. Non succederà mai. A nessun altro più che a lei auguro successo e fama».


Space 2018


tendenze

GETTYIMAGES, IMAXTREE

Dal set alle sfilate La collezione a/i 2018 di Undercover e The Soloist, un dichiarato omaggio al capolavoro di Stanley Kubrick. Nella pagina accanto, due fotogrammi del film, che torna nell’originale formato 70 mm proprio in questi giorni al Festival di Cannes.

2001: Odissea nello spazio compie 50 anni (e torna a Cannes nel formato originale). La moda ne approfitta per celebrare l’anniversario in passerella. E il viaggio continua di Federica Fiori


MAISON MARTIN MARGIELA

UNDERCOVER

3 aprile 1968: 367 giorni dopo l’inizio della Summer of love, 472 giorni prima dello sbarco dell’uomo sulla Luna, arriva nelle sale americane 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. 161 minuti di lungometraggio in formato 70 millimetri, ridotti a 140 dopo il disastroso debutto, per quello che il Times definirà «qualcosa fra l’ipnotico e l’immensamente noioso» e che oggi è tra i capolavori della cinematografia preservati dal National film registry del Congresso americano. Si dice che David Bowie lo abbia guardato dopo aver assunto parecchie gocce di concentrato di cannabis, e che John Lennon non potesse fare a meno di rivederlo almeno una volta alla settimana. Tra fantascienza, scienza, filosofia e metafisica, il film ha segnato l’immaginario collettivo di un’epoca e ne ha aperta un’altra: il suo cinquantesimo anniversario viene celebrato in questi giorni al Festival di Cannes, dove Christopher Nolan, il regista di Interstellar, lo (ri)presenta nella sua versione originale. Studiato, dissezionato ed eletto cult della cinematografia, il film è una scatola cinese che riserva ancora infinite sorprese, non ultima la questione dei costumi. Per la sua Odissea, infatti, l’imprevedibile Stanley – «un cultore del pensiero laterale», come amava definirlo il vicepresidente esecutivo della Warner Bros, Con Gornell – non chiede consiglio ai couturier più “spaziali” dell’epoca, André Courreges e Paco Rabanne (che nel frattempo firma i look di Barbarella), ma si rivolge al più impensabile dei fornitori: Hardy Amies, il sarto della regina Elisabetta, con vetrine nell’austera e conservatrice Savile Row. La scelta non è casuale: Kubrick, che controlla

Il futuro è qui Dopo l’ideazione dei costumi per l’adattamento ultra innovativo dell’opera teatrale Antigona (accanto), lo stilista Gareth Pough ritorna sulle passerelle in versione futuristica con il marchio Misbhv (a sinistra).

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DIOR

EMILIO PUCCI

MISBHV

YUIMA NAKAZATO

ISABEL MARANT

BALMAIN

Space 2018

ACNE STUDIOS

tendenze


PHILIPP PLEIN AMBUSH MARC JACOBS

JEREMY SCOTT

ALYX

PRADA

YUMA NAKAZATO

maniacalmente ogni dettaglio, punta su una mano “classica”, perché non vuole che il film appaia in alcun modo modaiolo e quindi, col passare del tempo, datato. È proprio Amies a suggerirgli l’uso del rosso, «il più maschile dei colori», e a concepire abiti dalle linee squadrate e razionali, ma con piccoli dettagli fuori luogo che pennellano alla perfezione un guardaroba futuristico, eppure atemporale. La sua estetica astratta e concreta allo stesso tempo si spiega con un understatement studiatissimo, che rende gli abiti del sarto inglese «adatti alla città, alla campagna o a un viaggio in astronave», come sottolinea la storica del costume Austin Mutti-Mewes. L’onda lunga del leggendario viaggio nello spazio non si è ancora esaurita: com’era prevedibile, i 50 anni dell’Odissea hanno stuzzicato parecchi stilisti. Eppure, l’immaginario futuribile portato in passerella da Yuima Nakazato, che ha mixato le tute da astronauta alle borchie e a una ragguardevole dose di rosso, o da Undercover e The Soloist, che insieme hanno firmato una collezione a tema, sembra distare anni luce dalla visione di Kubrick. Non basta un esercizio di stile, per quanto raffinato, a proiettare la moda oltre i confini dello spazio e del tempo: se la Discovery One fosse ancora in viaggio, il comandante Bowman non avrebbe certo bisogno di cambiare look. G

IRIS VAN HERPEN

ADIDAS BY RAF SIMONS

Moon style Sotto, le storiche sneakers Adidas disegnate da Raf Simons nel 2015 e ispirate alla tuta spaziale di Neil Armstrong (accanto), il primo uomo a mettere piede sulla luna. Ancora oggi sono un modello vintage richiestissimo.

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stai Serena

Cara KATE, le femministe lasciale tutte parlare All’alba del giorno di San Giorgio – patrono d’Inghilterra, data presunta – ti sei fatta ricoverare con solita discrezione nell’ala solventi dell’ospedale St. Mary, dove hai partorito mentre per strada dozzine di giornalisti riprendevano la faccia del poliziotto di piantone, e nel mondo migliaia di lazzaroni guardavano quella faccia in attesa di un erede che al trono non salirà mai.

SERENA LA ROSA GIORNALISTA. LA SUA PROFESSORESSA DI SCIENZE DICEVA SEMPRE: «IL TUO NOME È UNA FRASE DI SENSO COMPIUTO»

Coi tacchi e la messinpiega, la pancia grossa e le caviglie sottili, vestita come Diana al secondo puerperio ma con gli orecchini della regina Elisabetta. Materna e trionfale: non provateci a casa. Nei prossimi giorni al cinema uscirà Tully: il film di Diablo Cody con Charlize Theron che ambisce a restituire una rappresentazione più immedesimabile di tripla maternità. A te sembrerebbe un horror, probabilmente, però nemmeno io – che sono il target e ho un mutuo – mi sento particolarmente rappresentata. Certo: più volte sono crollata esanime sul divano in un tinello esploso; mi sono seduta a tavola in reggiseno lurido; ho imprecato sul latte (tirato) versato. Eppure guardare Charlize Theron sfatta a forma di madre (povera) è desolante, oltre che scontato: finito il film, lei torna la sventola di sempre; io so che avere una baby sitter brava è meglio che non averla. Tante grazie.

«Guardare te che esci dalla sala parto ècome guardare Federer che scende a rete: con meticolosa naturalezza»

Il TERZO ROYAL BABY Kate Middleton, 36 anni, con il terzogenito Louis Arthur Charles all’uscita della clinica St. Mary, a Londra, dove ha partorito lo scorso 23 aprile.

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Guardare te che esci dalla sala parto, invece, è come guardare Roger Federer che scende a rete: con meticolosa naturalezza. Scegliere di fare la duchessa di Cambridge è una vocazione esatta quanto diventare il tennista più forte del mondo, e richiede la stessa preparazione: mentale e fisica. Richiede anche parrucchiere, tate, massaggi, e un palazzo reale perfettamente attrezzato: Roger Federer mica si allena sui campi dell’oratorio. Però non si capisce perché lui venga trattato da eroe – e legittimato ad avere una tifoseria – e tu in fondo «hai solo fatto un figlio: non c’è niente da guardare». Eccome se c’è: un figlio lo possono fare tutte, ma le finali di Slam non valgono meno perché io ogni tanto gioco un doppio la domenica. Senza contare che, quando li porti a casa, i trofei di tennis non rigurgitano sulle camicette McQueen. Per fare la madre di stato servono prestazioni atletiche e senso del dovere: altro che ancella, altro che chiacchiere.

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT, GETTYIMAGES

Louis Arthur Charles è nato alle 11.01 del 23 aprile, tre chili e otto, quinto in linea di successione. Sei ore e 54 minuti dopo sei apparsa sulle scalette della Lindo Wing per presentare ai sudditi il principe nuovo, e battere il precedente record di dimissioni post-parto (stabilito dopo la nascita di Charlotte: otto ore scarse).


Bella a casa tua Da sinistra, Diamante Rossetti e Gioia Fiorani, creatrici di Madame Miranda, piattaforma digitale che offre servizi di estetica, capelli compresi, on demand, a domicilio, tutti i giorni, dalle 7 alle 22. Tutte le startupper di queste pagine hanno partecipato al progetto QvcNextLab, dedicato all’imprenditorialità femminile.

Qui ci vuole

un’idea

Un servizio di SOS h24 rinchiuso in un gioiello. Una piattaforma per avere una messa in piega a domicilio. O qualcuno con cui condividere il tuo pranzo. Perché il bello è trovare soluzioni che semplifichino la vita. E le donne ci riescono benissimo di Paolo Crespi


real life

MONICA VINELLA, ALBERTO DEDÉ E BRUNO PULICI

Sos H 24 A destra, Sabrina Di Fazio. Con la collaborazione di Carla Francisci (a sinistra), ha creato un servizio di Sos collegato a un gioiello hi-tech: premendo un tasto si può chiedere un intervento mirato, dal carro attrezzi all’ambulanza, alle forze dell’ordine.

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Saper intuire, a partire dalla propria esperienza, ciò che più serve, in questo particolare momento storico, alla donne e alla società in genere. Utilizzare senza complessi di inferiorità lo stato dell’arte della tecnologia. Immaginare prodotti e servizi che rendano più comoda e sicura la vita alle persone che li utilizzano. Le startupper di questo servizio si sono incontrate nell’ambito del QVC Next Lab, un progetto di formazione dedicato all’imprenditorialità femminile che in luglio le porterà in Israele per un tuffo nell’ecosistema dell’innovazione più avanzato del pianeta. Noi di Gioia! le abbiamo intervistate per scoprire le loro prossime mosse.

Il braccialetto sos

Sabrina Di Fazio, 36 anni, fondatrice di E24Woman, un servizio di sos collegato a un gioiello hi-tech

«La mia idea è partita da una molestia fuori da una discoteca, dopo la quale sono stata anche inseguita in auto. Ho pensato che era necessario offrire a tutte noi uno strumento che ci proteggesse in caso di emergenza» Sabrina Di Fazio

«Da una molestia fuori da una nota discoteca milanese, che poteva costare cara a me e una mia amica, finite fuori strada durante un vero e proprio inseguimento in auto, mi è nata l’idea di offrire a tutte le donne uno strumento che le protegga sempre in caso di emergenza». Detto, fatto: Sabrina – laurea in Biochimica e lavoro sicuro nel marketing cardiovascolare di una multinazionale farmaceutica – ha prima immaginato poi trovato i partner giusti per realizzare un braccialetto-angelo custode che permetta di inviare facilmente, attraverso la semplice pressione di un tasto, una richiesta di aiuto. «Una centrale operativa Viasat attiva H24 in Italia e in altri 11 Paesi europei ti localizza, ascolta la tua voce o, se non puoi parlare, assiste in tempo reale all’evento attraverso le immagini e i suoni registrati da una microcamera, indirizzando il soccorso più adatto alla situazione: carro attrezzi, ambulanza, forze dell’ordine». Disegnato dalla giovanissima Carla Francisci, figlia d’arte e titolare di Kesia Concept, un brand di gioielli accessibili distribuito già in 100 punti vendita nel mondo, E24Woman costerà intorno ai 300 euro, incluso un anno di chiamate illimitate. Due e significative le probabili date di lancio: in versione “beta” (ovvero non definitiva ma già testata) il prossimo 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e in serie l’8 marzo 2019.

Beauty a domicilio

35 e 37 anni, socie in Madame Miranda, piattaforma di servizi hair e beauty on demand

«Lavoravamo entrambe a tempo super pieno nel management di Yoox, leader delle vendite online, e per prime avremmo voluto poter disporre di un servizio hair and beauty che ci semplificasse la vita prendendosi cura di noi durante l’orario di lavoro o a casa nostra, il mattino presto, la sera o nel weekend». Madame Miranda – un nome femminile iconico e rassicurante, come tutto il resto – è nato così, a immagine e somiglianza di due giovani donne impegnate che hanno deciso di «offrire alle altre donne un servizio un po’ speciale ma alla portata di tutte, mettendole in contatto, attraverso il booking digitale, con una squadra selezionata di libere professioniste del settore che lavorano per noi in totale flessibilità». La piattaforma è attiva per ora solo a Milano, tutti i giorni, dalle 7 alle 22, ma «l’intenzione è di raggiungere presto qualche


real life altra grande città italiana ed esportarla in futuro in alcune capitali europee». I beauty specialist (nel team è entrato da poco anche qualche uomo) arrivano all’appuntamento con tutto il necessario per occuparsi dell’estetica delle clienti: capelli, unghie, make up, cura della pelle, massaggi. L’ultima novità è un conveniente flash pack per avere tre professionisti a completa disposizione per un’ora.

Pranzo relax Al centro, Luisa Galbiati, ideatrice di SoLunch, che offre lunch casalinghi durante la pausa pranzo.

Lunch time casalingo

55 anni, Ceo di SoLunch, piattaforma digitale che rivoluziona le abitudini della pausa pranzo

L’idea è semplice: «Mettere a disposizione di altre persone in pausa pranzo quello che cucini già per te stesso, quotidianamente. Sulla piattaforma di social eating, attiva per ora a Milano, pubblichi quello che offri quel giorno, l’orario, fino a quante persone vuoi ospitare e il rimborso spese che vuoi ottenere», spiega Luisa, consulente e imprenditrice di se stessa. A cogliere la sfida di SoLunch, messa online un anno fa grazie anche al successo di una campagna di crowdfunding, non sono solo casalinghe ma le persone più disparate, tra cui studenti fuori sede, che si propongono come “SoChef” per condividere un pasto e arrotondare il proprio reddito con qualche decina di euro extra. «E un’analoga motivazione spinge gli utenti del sito a prenotare, pagando l’equivalente di un panino, il diritto a consumare un quick lunch in un ambiente casalingo, meno anonimo e più tranquillo di un bar. E l’alternativa è spesso dietro l’angolo, vicino al proprio luogo di lavoro o di studio». Il rating reciproco garantisce cuochi e clienti occasionali. E tra i potenziali utilizzatori del servizio ci sono anche aziende interessate a proporre al proprio interno una sorta di mensa virtuale, diffusa sul territorio.

Pulizie ecologiche

MONICA VINELLA, ALBERTO DEDÉ E B RUNO PULICI, BEATRICE MANCINI

31 anni, fondatrice di Nasiertech, startup che nasce in laboratorio inizialmente per innovare nel campo del restauro

La storia di questa giovane ricercatrice veneta è un classico cold case brillantemente risolto grazie all’intuito e alla caparbietà. «Ero allieva del corso di laurea in Scienze chimiche per la conservazione e il restauro, a Ca’ Foscari, quando per la prima volta ho sentito parlare della “pulitura enzimatica”, liquidata in poche parole come una tecnica ecologica interessante, nota già dagli Anni 70 ma raramente applicata perché difficile da controllare». Quel giorno Irene decide di andare a fondo della questione, per innovare in un campo, quello del restauro, in cui vede usare continuamente sostanze tossiche, potenzialmente dannose per la salute. Dalla sua tesi magistrale nascerà il prototipo di Nasier, «un gel che riesce a rimuovere selettivamente le patine biologiche e organiche dalle tele di quadri e sculture, ma che può trovare impieghi anche nel mondo dell’edilizia e come detergente domestico». Grazie alle numerose richieste matura l’idea della start up, che comincia a produrre in proprio, utilizzando i laboratori dell’università. Ultimamente ha ricevuto l’offerta di un partner industriale: «Ci permetterà di debuttare in un mercato promettente e internazionale». G

«Un lunch rapido in un ambiente casalingo meno anonimo e più tranquillo di un bar: l’idea è quella di mettere a disposizione di altri quello che normalmente cucini per te» Luisa Galbiati

Eco cleaning Irene Scarpa ha studiato a fondo un gel ecologico per ora utilizzato nel restauro di quadri e sculture, ma che può trovare impieghi nell’edilizia e nelle pulizie domestiche.

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questa settimana MATTIA CONTI

spazio libero

29 ANNI, AUTORE CINEMA E TV E SCRITTORE. IL SUO ULTIMO LIBRO È DI SANGUE E DI GHIACCIO (SOLFERINO).

Il MOSTRO che voleva solo un ABBRACCIO

Se ascolto il mio cuore al buio, il battito si ferma. Il sangue, però, schiuma per le arterie un’altra volta. Mi trema la testa, una scossa. Forse vorrei morire ma resto vivo, i pensieri mi bussano alla mente come parenti scomodi. Familiari, io, non ne ho. I miei occhi sono diversi nella forma, nel colore, nello sguardo. Uno è appartenuto a un ricco, lo idratavano con acqua distillata. L’altro, giallo, è di un poveraccio che non ci vedeva da qui a lì. Per questo ho agganciato lenti diverse alla montatura, rubandole al mercato. Dovevo farmi un’idea del mondo. Ieri ho spezzato gli occhiali a metà, li ho gettati in mare. Hanno borbottato qualche bolla e poi sono affondati. Il ghiaccio si è richiuso sull’acqua. Le mie pupille, ora, osservano sbilenche ciò che mi circonda e posso smettere di digrignare i denti, ché tanto pure quelli arrivano da bocche diverse. Senza gli occhiali sento più aria nei polmoni. È curioso. Spalanco le labbra e inspiro a fondo, l’ossigeno brucia. Non so di chi fossero il mio cuore e il mio cervello ma una cosa la so: non sono di chi mi ha creato. La notte mi sdraio, guardo tremare le stelle. Qui il buio è assoluto, mi sento sul tetto del mondo. Dietro le scintille bianche del cosmo immagino profondità sterminate, spazi immacolati in cui nessuno ha ancora detto “e luce fu”. Il nulla, l’assenza, un sereno silenzio. Nessuna volontà di plasmare l’universo, non un Eden, nessun Adamo. Poi, quando quel vuoto sembra avermi assorbito, mi accorgo di essere a mia volta osservato. Le costellazioni migliaia di occhi, le nuvole ciglia spumose. Il loro sguardo è lo stesso del dottor F.: il terrore, il disgusto, la rabbia. Un velo che mi soffoca e ricopre. È il manto della vergogna. «Una belva», hanno detto i bambini, «un mostro», li hanno corretti i vecchi. Con i loro fuochi hanno battuto la foresta mentre mi appiattivo tra gli arbusti, strisciavo, pancia a terra, senza il coraggio di tornare al vuoto che mi ha partorito. Figlio di un’idea, di una scelta, di uno scherzo della sorte. «A sua immagine lo creò», ma F. ha rifiutato di riconoscersi in me. Quando mi guarda fugge perché vede l’immagine più compiuta di se stesso. Una belva, un mostro, la cieca volontà e l’indolenza di chi schiaccia il mondo sotto i piedi. Sono la sua conquista e la sua maledizione, un mosaico di carne morta con un’anima accesa. Se mi chiamasse figlio, forse, questo stomaco che fu di un notaio, la mia cistifellea di carpentiere, non si contrarrebbero e le mie labbra tumefatte s’incresperebbero di gioia. Le stelle diventerebbero l’ultimo sipario del cielo e qui, in terra, potrei sperare nella consolazione di un abbraccio. Ma non ho braccia mie, io, per poter abbracciare. (Primavera del 1818: 200 anni fa Mary Shelley pubblicava in forma anonima Frankenstein, il suo capolavoro)

Riflessioni, obiezioni, opinioni in libertà. Se avete qualcosa da dire, fatelo qui

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ILLUSTRAZIONE DI ALESSANDRO SANNA

«La notte mi sdraio, guardo tremare le stelle. Qui il buio è assoluto, mi sento sul tetto del mondo»


Vi aspetto

su Marte Elon Musk Geniale L’imprenditore e miliardario sudafricano Elon Musk, 46 anni, è la mente dietro Tesla, SpaceX e PayPal. Molti lo considerano l’erede di Steve Jobs.

Visionario, folle o un po’ di tutte e due? Mega auto elettriche e viaggi spaziali sembrano non bastare all’energia inesauribile del genio più invidiato e più chiacchierato della Silicon Valley. Che ogni tanto (e sempre a modo suo) incontra i giornalisti per parlare del mondo che verrà. Ecco cosa ci ha raccontato di Alessandra Mattanza


visto da vicino

MONTY BRINTON/CBS/GETTY IMAGES

Un guru, il nuovo Steve Jobs, un grande visionario o forse un folle: su Elon Musk è stato detto di tutto, e ognuno ha un’opinione diversa. Quel che è certo è che ogni incon-

tro con l’imprenditore sudafricano – miliardario, ideatore dell’agenzia aerospaziale SpaceX, patron di Tesla, cofondatore di Paypal – nasconde sempre un elemento di sorpresa, che emerge prepotentemente da quello che alcuni considerano carisma e altri ego. Perché Musk è capace di partecipare a un evento serissimo e improvvisare un Sul set ballo scatenato vestito da cowboy, ma anche di invitarElon Musk interpreta se stesso in un cameo ti via email a un’intervista di gruppo sui generis, rivelandella serie tv done la location appena qualche ora The Big bang theory, in onda sulla Cbs. prima dell’appuntamento, quasi fosse una missione top secret. Ascoltandolo al festival Sxsw di Austin, in Texas, Il suo scopo principale, dice, è «ispirare «Sto cercando si capisce subito quanto sia bravo ad le persone, portarle a credere ancora in nuovi eroi, ammaliare chi lo ascolta, peggio delqualcosa, farle sperare e sognare. Nespronti ad andare le sirene nell’Odissea. «Sto cercando suna frontiera è meglio di quella spaziale, per primi su Marte. nuovi eroi, pionieri della generazione un’avventura solo in apparenza impossibifuturista, pronti ad andare per primi le, che invece può trasformarsi in realtà», Si rischia su Marte. Ma vi avverto: è un lavoro dice. «Probabilmente in principio lo shutdi morire, pericoloso, c’è un’alta probabilità di tle interplanetario di SpaceX sarà in grama quale morire… Però è una delle più grandi do di compiere solo voli corti, su e giù da avventura è avventure, e quale avventura è priva Marte. Poi, appena riusciremo a costruire di rischi?». Le sue sono parole che dosulla superficie le prime infrastrutture, anpriva di rischi?» vrebbero spaventare, e invece si sente drò alla ricerca di imprenditori e finanziaurlare una folla disposta a seguirlo, a tori come me, per creare pizzerie, ristorancosto del sacrificio estremo. Lui sorriti, locali… Voglio che su Marte ci siano i de, malizioso o forse mefistofelico, e poi racconta il suo bar più belli che si possano immaginare, dove il divertimento grande sogno: «Morire su Marte, di vecchiaia… O fornon smetterà mai». L’entusiasmo non gli manca. Prima avverse nemmeno, se qualcuno inventerà un rimedio pure per te che diventerà un giorno imperatore di quel pianeta che tanto quella!». E nel frattempo promette, con la stessa febbre brama di conquistare, poi si fa più serio e prevede che su Marte della scoperta di un cowboy-stronauta, che sul Pianeta andrà per la maggiore un nuovo tipo di democrazia diretta, doRosso arriverà nella prima metà del 2019. Già lo scorso ve i cittadini voteranno direttamente su ogni singolo problema, 6 febbraio ha lanciato in orbita una delle sue auto elettriseguendo un semplice consiglio: «Se le leggi sono più lunghe del che, una Tesla Roadster, grazie al razzo Falcon Heavy, il Signore degli anelli, allora qualcosa non va… Servono regole più potente al mondo, progettato dalla sua compagnia semplici, senza acronimi, che possano essere comprese da tutti». SpaceX. Ora invece sta meditando come recuperare interamente dallo spazio i missili Falcon 9 ricorrendo a grandi Nell’attesa dello spazio, lui, che vive fra Bel Air e San palloni, simili a quelli usati nei party: «C’è chi pensa sia Francisco, progetta per la Terra tanti tunnel sotto Los matto, ma è qualcosa che la Nasa ha già studiato», comAngeles: «Penso che i losangelini sarebbero molto più fementa sicuro. «Anche altre volte non mi hanno creduto, lici, meno traffico e un modo per proteggere l’ambiente, su cose che poi ho saputo realizzare: in fondo abbiamo riducendo l’inquinamento». La sua è sempre la visione di mandato una Tesla nello spazio!». un mondo migliore, di una società con valori più elevati, rivolti al benessere della comunità. I suoi occhi si riempiono di emozione e tenerezza – in fondo, dev’essere un sentimentale sotto quella scorza da genio high tech – quando

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visto da vicino affronta un tema speciale. «Al momento Nato nel 1971 a Pretoria, in Sudafrica, dal «Oltre a Tesla sono davvero molto impegnato con Spa2002 anche cittadino americano, Elon si e SpaceX, ceX e Tesla, che mi occupano le giornaè trasferito negli Stati Uniti a 24 anni per c’è qualcos’altro te, soprattutto le sfide legate al modello conseguire un dottorato a Stanford, ma non di bellissimo, Tesla Model 3 (non è riuscito ad aumenè riuscito a finirlo perché aveva già avviato tare la produzione come da piani ed è la sua attività imprenditoriale, con succeschemi porta via ancora in perdita finanziaria, al punto so – d’altronde, a 12 anni sapeva già come tante energie: da rivalutare la forza lavoro manuale programmare un computer… Certe abilità fare il papà» rispetto a quella robotica, ndr). Ma c’è e qualità tecniche ammette di averle erediqualcos’altro, qualcosa di bellissimo, che tate dal padre. Ma in una recente intervista mi porta via tante energie: fare il padre». Musk ha cinque a Rolling Stone ha anche definito Musk senior, che da poco ha figli maschi, avuti in vitro dalla prima moglie, la scrittrice avuto un bambino dalla figliastra di 40 anni più giovane, «una canadese Justine Wilson, dopo che il loro primogenito Ne- persona orribile»: «Quasi ogni crimine che si possa immaginavada è morto improvvisamente nel sonno a 10 settimane. re, lui l’ha commesso». Al momento del divorzio, tutti e tre i figli «Ci tengo a passare con loro più tempo che posso», rivela. (Elon ha un fratello, Kimbal, e una sorella, Tosca, più giovani) «Siamo andati a vedere la ricostruzione di un set di West- sono rimasti con la madre, ma poi Elon, temendo che il padre world: siamo grandi appassionati, ed è stato come tornare si sentisse troppo solo, era andato a vivere con lui – un riavvinel vecchio West ma con effetti speciali high tech. Ma la cinamento durato solo per un breve periodo, seguito da grosparte più bella era comunque stare con i miei figli». La sua se delusioni. Da parte sua, Errol sostiene che il primogenito, al volontà di impegnarsi così tanto in famiglia è, con ogni pro- quale ha prestato 28.000 dollari per avviare insieme a Kimbal la babilità, un lascito del passato e del suo rapporto conflittua- sua prima azienda di software, gli porta rancore per un motivo le con il padre, Errol Musk, ingegnere (la madre, Maye, è preciso: Elon fece trasferire il padre con tutta la famiglia a Maliun’ex modella e dietista). bu, in California – ma Errol decise poi di ritornare in Sudafrica, non trovandosi bene negli Stati Uniti. «Elon è furioso perché non può forzarmi ad amare l’America quanto la ama lui», ha detto. Il patron di Tesla sembra sempre sincero nelle sue dichiarazioni, anzi, si potrebbe dire fin troppo diretto. Per esempio quando ricorda gli episodi di bullismo subiti a scuola (una volta lo fecero cadere dalle scale e lo picchiarono a sangue), o la sofferenza per il divorzio dalla prima moglie Justine dopo otto anni di matrimonio, o ancora la relazione “on/off” con l’attrice britannica di Westworld Talulah Riley, che ha sposato nel 2010, dalla quale ha divorziato nel 2012 per poi risposarla nel 2013, fino all’addio e al divorzio definitivo nel 2016. L’ultima fiamma è stata l’attrice Amber Heard, ex moglie di Johnny Depp. Dopo di lei, è diventato più discreto riguardo

Gemelli Elon Musk con i cinque figli: la tripletta Damian, Saxon e Kai, e, al suo fianco, i gemelli Griffin e Xavier. Tutti e cinque i bambini sono figli della scrittrice canadese Justin Wilson, prima moglie di Elon, e sono nati con la fecondazione artificiale.

le donne che frequenta, o forse è semplicemente troppo preso dal lavoro, come tanti altri nerd della Silicon Valley. Tra le sue eccentricità da miliardario ci sono la passione per prototipi e macchine da corsa (possiede Wet Nellie, la Lotus Esprit del film con James Bond La spia che mi amava, e prevede di convertirla nella macchina–sottomarino che si vede nella pellicola) e per il cinema (ha ottenuto un cameo come pilota di aeroplano in Thank you for smoking, visto che il modello di Dassault Falcon 900 usato era suo). Ma è anche ossessionato dalla lettura («Sono onnivoro con i libri, fin da bambino»), da Fred Astaire, da Kanye West e da certa musica rap che ha da poco scoperto. E poi è famoso per il suo umorismo dark. Come quando ha twittato che la Tesla era in bancarotta. «Era solo un pesce d’aprile! Possibile che nessuno l’abbia capito? Se fosse stato vero, non l’avrei mai scritto». G


in prima persona

Quando ho lasciato il mio psicanalista. Storia di un abbandono testimonianza raccolta da Monica Piccini

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Vertigini Le opere dell’artista olandese M. C. Escher (a destra, Giorno e notte, 1938) sono spesso associate alle tematiche psichiche per il loro effetto perturbante e la complessità grafica. Oltre 200 lavori originali in mostra nella monografica che inaugurerà il prossimo 8 giugno, a New York. www.eschernyc.com

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Tutte le strade portano all’abbandono. Anche la fine di una psicoanalisi. «Quindi intende trasferirsi per quest’uomo?».

L’ultima domanda del mio carismatico analista fu questa. Avevamo parlato tante volte del mio impulso a fuggire, chiaro sintomo secondo lui del mio disagio esistenziale. Forse è solo geloso, pensai. Così risposi: «E per chi se no?», spazientita e ferma nel mio intento. Forse quel commiato maldestro era solo un addio camuffato da arrivederci. La decisione ormai era presa: me la sarei cavata senza di lui, a costo di rimpiangere per la vita quelle tre sedute a settimana. Dopotutto avevo fatto passi da gigante da quando c’eravamo conosciuti, 16 anni e qualche dipendenza affettiva prima. Quattro mesi dopo lo richiamai per dire che sì, la nuova vita trascorreva tranquilla, peccato che il mio fidanzato non ne volevesse sapere di farmi felice. Il gioco era sempre lo stesso: mi mettevo nella condizione di essere salvata per vedere cosa sarebbe accaduto dopo. Il dottore, però, tagliò corto: «Mi chiami se cambia qualcosa», rispose. Non mi sorprendeva, anche se ero abituata ad altri toni. Come la volta in cui mi disse: «Anche se non si fa, le ordino di interrompere la relazione con quest’uomo. Mi ha sentito bene?». L’avevo sentito ma non ero affatto d’accordo. E avrei potuto contravvenire agli ordini o semplicemente fare il doppio gioco: ma a che serviva tutto quel dispendio di tempo e di soldi (anche se godevo di una tariffa più che comprensiva, causa indigenza) per far accomodare sul lettino una finta versione di me stessa? Lasciai il ciccione sadico a malincuore e salvai il rapporto di fiducia con il dottore. All’inizio della terapia (avevo 24 anni) uscivo dal suo studio che mi sembrava di camminare a un metro dai problemi.

Riuscivo a dimenticarmi persino dell’appartamento condiviso con estranei improbabili in cui vivevo. Tornavo a casa a piedi per fissare al buio e in solitudine ogni singola parola. Non mi spiegavo come mai la psicoanalisi non fosse insegnata a scuo-

TRANSFERT: che cos’è, a cosa serve, come uscirne

«Il transfert», spiega Antonio Chimienti, psicologo e psicoterapeuta a Roma, «è il meccanismo inconscio con cui il paziente proietta sull’analista modalità di relazione simili a quelle che instaura con le figure significative della sua vita, a partire per esempio dai genitori». Anche l’analista non è immune da emozioni e fantasie nei confronti del paziente (il meccanismo in questo caso si chiama controtransfert), ma a differenza di quest’ultimo il medico ne fa l’oggetto del lavoro psicoanalitico. «L’obiettivo di un’analisi è che il paziente riattivi i suoi schemi problematici all’interno di una relazione per rielaborarli insieme al terapeuta, e trovare poi una strategia alternativa all’azione che segue». Quando c’è il transfert è il segno che l’analisi sta funzionando: evitarlo è controproducente.

LA VITA è meglio dell’analisi

Sara Gamberini, nata a Verona 47 anni fa, ha lavorato in alcune comunità psichiatriche e Maestoso è l’abbandono (Hacca edizioni) è il suo primo romanzo. «A pochi mesi dalla laurea in Psicologia», racconta, «ho capito che per quanto l’indagine dell’inconscio sia fondamentale per conoscersi, il senso delle cose risiede più in profondità. In qualcosa d’inafferrabile come certi tipi di amori che, come scrivo nel libro, non servono a niente: gli amori altissimi». Sara è andata in terapia per 12 anni, da quando ne aveva 22, per disturbi di ansia. I sintomi sono scomparsi ma per interrompere la “coazione a ripetere” non basta l’analisi, serve vivere. Maria, protagonista del romanzo, attraverso l’incontro con Lorenzo impara che l’amore si dà e si riceve senza tornaconto. La distanza tra due persone non è mai del tutto colmabile, ma questo è anche il bello di un incontro. «Ho tante amiche che come Maria si struggono per un sms che non arriva», dice Sara Gamberini. «Lorenzo, che è un ascetico nato, respinge il bisogno di simbiosi di lei, non per sadismo ma perché l’amore è anche mistero. Comunque, dopo di lui la vita non sarà più la stessa». Come e più di un percorso psicoanalitico.

la. Certo, la persona che più mi capiva al mondo era anche la sola che pagavo, ma fosse dipeso da me sarei passata volentieri dal rapporto professionale a quello di amicizia, almeno. E infatti, dopo una delle prime sedute, invitai il dottore a continuare il discorso davanti a una pizza. Solo con l’esperienza capii che i sentimenti di stima e di affetto sono un classico, alla base del meccanismo inconscio del tranfert in cui il paziente esprime attraverso il rapporto con l’analista sentimenti, desideri e fantasie proprie. Sta alla professionalità del dottore gestire questa relazione in modo partecipe ma distaccato. Nel mio caso davanti al mio incauto invito il dottore declinò cambiando discorso. Attraverso quella frustrazione imparai a gestire l’ansia di separazione dagli amori impossibili. Mica poco. Tuttavia la lezione non fu automatica. Anche perché il dottore si era messo in testa che avevo del talento. E non mancava di piccoli grandi gesti di considerazione nei miei confronti (o forse voleva solo testare le mie reazioni). Come la volta che durante la terapia di gruppo esordì dicendo: «La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore. Chi conosce questa frase?». E chi se non io, che da qualche anno seguivo l’insegnamento buddista del monaco autore di quella citazione? Era un messaggio d’incoraggiamento (credo) anche presenziare al mio matrimonio, convinto fosse il segno della guarigione dagli amori distruttivi. Così non fu, la strada era ancora lunga per me, fino a quando – anni dopo – ho fatto coincidere la fine della terapia con il trasferimento a chilometri di distanza. Non sono stata capace di meglio che un bel taglio netto. Da allora ci scambiamo gli auguri di Natale e quando lo vedo in tv o sui giornali so di essere diventata grande: non m’interessa più essere la preferita.

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in prima persona


scuola figli e altri guai

All’Itc Carrara di Lucca un ragazzo di 15 anni, spalleggiato dai compagni, ha minacciato il suo insegnante: «Lei non ha capito nul-

la, chi è che comanda? Si inginocchi». Poi l’ha colpito con un casco da moto, mentre l’uomo rimaneva immobile di fronte agli insulti. L’episodio è stato filmato con il telefonino ed è diventato virale. Questo è solo l’ultimo di una serie infinita di episodi che vedono gli insegnanti vittime di angherie, botte e insulti da parte dei loro studenti. Ma cosa succede nelle nostre classi? E soprattutto perché i professori non si difendono e non reagiscono? Ne abbiamo parlato con Marco Pellegrini, docente all’Istituto tecnico Albe Steiner di Milano. «Purtroppo gli insegnanti non hanno più alcuna arma per farsi rispettare: se reagiscono, rischiano di ricevere una denuncia. Questo vale persino per le bocciature: sono sempre di più i genitori che non accettano il nostro verdetto e si rivolgono agli avvocati per fare ricorso. È ovvio che se le famiglie ci denigrano, i ragazzi perdono il senso di rispetto per la nostra professione. Io mi sono sentito dire da un mio alunno: “Lei è veramente bravo, cosa ci fa qui?”. Per questo dobbiamo reagire». Come è avvenuto a Lucca: il consiglio d’istituto ha deciso la bocciatura di tre degli studenti coinvolti e la sospensione di altri due. «Ma le punizioni, pur indispensabili, da sole non bastano. Per cambiare la situazione dovremmo impegnare i ragazzi in attività utili, allontanandoli dalla strada», continua Pellegrini. «Basterebbe tenere aperte le scuole nel pomeriggio. Peccato che per farlo servano risorse al momento introvabili». Dello stesso avviso Giuseppe Soddu, preside del liceo classico Parini di Milano. «Dobbiamo ripristinare il patto educativo e il senso di corresponsabilità, e per farlo dobbiamo investire sulla prevenzione. Noi, per esempio, abbiamo invitato avvocati, magistrati, membri della polizia postale e psicologi per parlare di bullismo e cyberbullismo a tutti: docenti, studenti e genitori». Isabella Lechi

Dad line

NON C’È BAMBINO SENZA SEMINO...

«In Italia è record di donne senza figli» oppure «Fertili, ma senza figli», o ancora «Più donne senza figli»: sono solo alcuni dei titoli che mi è capitato di leggere nei giorni successivi alla pubblicazione dei dati Istat sugli indicatori demografici. Nel 2017 sono nati 9.000 bambini in meno e in dieci anni sono “sparite” circa 200.000 mamme, la cui età media è salita a 31,8 anni. Io non credo che ci siano meno mamme perché i bambini fanno i capricci. Questa è una leggenda metropolitana che serve a spaventare: i bambini sono bravi, buoni, indipendenti e non danno problemi. Dite che le mamme scompaiano perché il lavoro è precario, perché mancano gli asili, perché ci sono mille ostacoli alla conciliazione lavoro-famiglia, perché quando in ufficio parli di impegni familiari ti guardano male? Io non ci credo, queste sono cose da Paese sottosviluppato. Io non ci credo che sia colpa dei nonni che non possono dare una mano perché non riescono ad andare in pensione. E non credo neanche che sia colpa dei costi delle babysitter o delle difficoltà dei giovani a trovare un lavoro. Vi voglio svelare un segreto: non c’è bambino senza semino, fa pure rima. Fino a quando essere genitore sarà una cosa che riguarda solo le donne continueranno ad esserci casi di “sparizione”. Mi hanno detto che le donne sono quelle che partoriscono e che portano in grembo per nove mesi un bimbo, ma non credo che sia una cosa che riguarda solo loro. Certo che se scompaiono quelli che devono generare il futuro, allora siamo proprio un popolo incapace di provvedere a se stesso.

Un film per prof e studenti Una scuola media della multietnica banlieue parigina, dove disciplina e attenzione non sono concetti scontati: è l’ultima destinazione di Simon, protagonista di La mélodie, di Rachid Hami (al cinema), violinista raffinato e disoccupato, che accetta l’incarico di insegnare il suo strumento in una classe per favorire l’aggregazione fra gli studenti. Sarà uno scontro, prima che un incontro: il metodo rigoroso del maestro suscita una ribellione tra i banchi. Ma accende anche una piccola scintilla nell’allievo più timido e talentuoso, Arnold, che con la sua energia convince Simon e l’intera classe a esibirsi al saggio finale alla armonica di Parigi. Ci riusciranno? Lacrime a fiumi. I.S.

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT, GETTYIMAGES

Perché gli INSEGNANTI NON SI DIFENDONO?

FRANCESCO UCCELLO AUTORE, GIORNALISTA E BLOGGER (MO TE LO SPIEGO A PAPÀ)


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UN GRANDE CLASSICO

Maxicardigan a coste € 79,90 e pants coordinati € 69,90, Pepe Jeans London; abito camicia di seta, Ter et Bantine; calzettoni Bresciani € 30; scarpe di lino, Castañer € 125. Nella pagina accanto, blazer di cotone, SoAllure € 223; trench di jersey, Mango € 89,90; abito crochet, Hugo Boss; stivaletti con fiori applicati, Giuseppe di Morabito € 1.190. In tutto il servizio, anelli d’argento dorato con zirconi, crystal e turchese € 143 l’uno, fedine dorate con zirconi e pietre turchesi € 208 il set da 4, anello d’ottone con cabochon turchese e zirconi neri € 130 e anelli d’ottone dorato con agata rossa e zirconi € 221 il set da 5, tutto Iosselliani.

moda


Quando incomincia a palesarsi l’estate è lui, il bianco, la voglia di stagione. Ora è una sottoveste romantica o una grande gonna, una giacca o una T-shirt: si portano tutti assieme di Rossana Passalacqua e Francesca Donnarumma foto Stefania Paparelli


Abito sottoveste con pizzo, Gucci; maglia con lavorazione a costina € 147 e pants lungo a palazzo con lavorazione chevronne e elastico in vita € 227, Falconeri; dolcevita lurex, Silvian Heach € 54; occhiali da vista con montatura metal, Oliver Peoples € 495; orecchini di metallo con fiori applicati e scarpe, Marni. Nella pagina accanto, completo di maglia larga crochet, Laura Biagiotti € 3.100; camicia di cotone, Piazza Sempione € 395; abito lungo di maglia metallica argento, Ricostru € 685; derby di pelle intrecciata, Emporio Armani € 450.


Trench in principe di Galles, I am € 119; dress di seta, Santoni Edited by Marco Zanini € 1.750; sotto, abito lungo di pizzo, OVS € 39,99; sneakers Superga € 59. Nella pagina accanto, abito di Sangallo con volant di georgette, SoAllure € 179; longdress di crochet, Compagnia Italiana € 149; calzettoni di seta a coste, Bresciani € 30; sneakers alte, Emporio Armani € 250.


Doppiopetto gessato in fresco di lana, Lardini € 660; abito di raso con ruches e pizzo, Ermanno Scervino € 2.400; occhiali da vista, Oliver Peoples; calze Bresciani; scarpe Mango € 49,99. Nella pagina accanto, camicia di cotone e lino € 360 e pants coordinati € 420, Twins Florence; top di pizzo, Piazza Italia € 16,95; occhiali Oliver Peoples; bracciale rigido d’argento con perla, Stroili € 89,90.


Reggiseno di Lycra, Gentryportofino; blusa di cotone, ottod’Ame € 115; maxigonna Lucio Vanotti € 499; abito di macramé, Clips € 356; occhiali Oliver Peoples; cuissardes di raso, Giuseppe di Morabito € 820. Nella pagina accanto, blusa plissé in crêpe di seta, gonna coordinata e booties di cuoio traforato, tutto Céline; bracciale Stroili. BEAUTY. Viso protetto con l’Acqua Solare Protettiva Idéal Soleil SPF 30 di Vichy.


Trucco Rocco Santamorena using YSL Touche Eclat e capelli Maurizio Morreale using Cotril, entrambi per MH Artist.


Giacca di viscosa € 448 e pants ampi coordinati € 260, Alviero Martini 1A Classe; blusa di cotone con balze, Mes Demoiselles…Paris € 215; abito chemisier, Rossella Jardini € 1.200; occhiali Oliver Peoples; ballerine di tela avorio con elastico nero, Marni. Nella pagina accanto, sahariana di cotone con profili di Sangallo € 69,95 e abito di cotone con cintura fiocco € 89,95, United Colors of Benetton; maxidress di popeline con gonna a balze, TWINSET Milano € 250; occhiali da sole, Max Mara by Safilo € 240; scarpe Gucci.


CON MAXI PLATFORM, HOGAN (€ 390).

SANDALI CON FIOCCO, FITFLOP (€ 139,90).

GOMMINO CON FRANGE ALLOVER, TOD’S (€ 450).

Bianco è... ... il grande passepartout del momento. In assolo o con le righe e il glitter, giorno e sera, chic e strong. Perfetto

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CON DETTAGLI MIRROR, NEROGIARDINI (€ 149,50).

... un mocassino con le frange


shopping ISPIRAZIONE ‘50, VOGUE EYEWEAR (€ 119).

... un occhiale speciale

CON CATENA, STELLA MCCARTNEY (€ 590).

RETTANGOLARI, D’ACETATO, SAINT LAURENT (€ 255).

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GETTYIMAGES, IMAXTREE.COM, IVAN SERAFINO

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DI METALLO, ELITE EYEWEAR (€ 98).


CINTA EFFETTO FOULARD, SILVIAN HEACH (€ 29).

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CHEMISIER DI COTONE, MANILA GRACE (€ 192).

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CON BOTTONI DÉCOR, WOOLRICH (€ 220).

CAFTANO DI LINO, GANT RUGGER (€ 189).

... una camicia lunga DI SETA, VERSACE SU STYLEBOP.COM (€ 350).

PELLE E RETE, EMPORIO ARMANI (€ 550).

IPANEMA WITH STARCK DI IPANEMA (€ 46).

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... un giubbotto di jeans

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CINQUETASCHE DI DENIM, WOOLRICH (€ 150).


D’ECOPELLE MULTICOLOR, SILVIAN HEACH (€ 74).

KIMONO SAHARIANA, PIERANTONIO GASPERI (€ 385). SMOKING DI INVERSE SATIN, SHIRTAPORTER (€ 266).

... una base per le righe

CLUTCH GEOMETRICA, PATRIZIA PEPE (€ 98).

MARC JACOBS

DI CRÊPE, CAMOMILLA ITALIA (€ 99,90).

DI COTONE E LINO, ALPHA STUDIO (€ 195).

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A RIGHE, ESPRIT SU ZALANDO.IT (€ 35,99).

... una sorpresa con il glitter

SNEAKERS DA RUNNING, UNDER ARMOUR (€ 150).

CON MOTIVO WEB VINTAGE, GUCCI (€ 350).

PUMPS GLAM, PATRIZIA PEPE (€ 228).


wow

Raffinatissimo il soprabito doppiopetto da strizzare in vita. In organza leggerissima (pesa solo 30 grammi) è foderato di nylon stretch che permette di mantenere la specialissima stropicciatura. I due materiali ad altissima tecnologia garantiscono trasparenza, elasticità e l’effetto 3D. Metal Light Kimono Lady di RRD-Roberto Ricci Designs (€ 490).

il trench “stropicciato” Non preoccupatevi: è accartocciato ad arte. Perfetto per chi viaggia molto di Manuela Troletti


fun

Jellyfish style

D’ORGANZA CON RICAMO, SUPERDUPER HATS (€ 207).

DI SETA, F.R.S. FOR RESTLESS SLEEPERS (VESTAGLIA € 1.026; PANTS € 510).

GEMELLI AGALMA MEDUSE (DA € 300 IL PAIO).

Chi l’avrebbe detto che la medusa sarebbe diventata una fashion fantasy desiderata da tutti? Cercatela in video: è ipnotica

UNISEX COLMAR ORIGINALS BY AU JOUR LE JOUR (€ 110).

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CRISTIANO BURANI

di Manuela Troletti

DI JERSEY, RRD- ROBERTO RICCI DESIGNS (€ 54). DI PELLE MARTELLATA, ORCIANI (€ 475).

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ultimissime

Now new next

Idee da prendere al volo, novità imperdibili, tante curiosità e i must di stagione. E se avete una domanda... di Chiara Radice

GLAM& MUSIC

Nel 1969 si scrisse una pagina di storia quando più di 400.000 giovani si riunirono a Woodstock. Allora si andava nudi, ora il look è praticamente tutto. Cosa indossare? Pezzi boho chic e rock di Tezenis che è presente ai più importanti eventi musicali del mondo. Segnatevi in agenda il Sonar a Barcellona (14-16 giugno), il Nos Alive in Portogallo (12-14 luglio) e il Tomorrowland in Belgio (27-29 luglio) tezenis.com

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Life in plastic

It’s fantastic, cantavano gli Aqua. E ora anche Benetton: Plastic Fantastic è la capsule di cerate per non farsi cogliere impreparate dai temporali primaverili. benetton.com


PUNK 2.0

A volte ritornano. Ma non sono i Ramones e i Sex Pistols che negli anni Settanta riuscirono a portare il punk, brutto e cattivo, dalla nicchia al mondo intero. Oggi le borchie che allora erano simbolo di ribellione e trasgressione sono diventate perbenino, come le perle. Infatti decorano abiti e accessori bon-ton, ma con un’anima rock. Un esempio? L’Iconic Bag Tata di Aniye By, con tracolla removibile, un must have di questa stagione. aniyeby.com

FAI DEL BENE

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Viaggi nel tempo

Alle persone ma anche al pianeta. MissMiss collabora con l’associazione culturale Otto di Padova: acquistando la T-shirt (sotto) su Musicraiser finanzierai il primo disco di Women Against Violence. Kiabi, invece, si dedica alla Terra con la prima Slow Fashion Collection (a destra): materiali bio e processi a risparmio d’acqua. facebook.com/wavwomen againstviolence, kiabi.it

Le storiche Depper si ispirano all’Antico Egitto e si tingono dei colori caldi dei tramonti e delle barriere coralline del Mar Rosso. watsonand parker.com

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ultimissime

HIPPY CHIC!

2998 ODISSEA

Nello spazio, ovviamente. Speedmaster CK 2998 è l’ultima evoluzione del mitico orologio presentato nel 1959, il “primo Omega nello spazio” (nel 1962 l’astronauta Walter Schirra lo indossò in missione). 2998 è il numero di esemplari a tiratura limitata inciso anche sul fondello insieme al cavalluccio marino, simbolo dello Speedmaster. omegawatches.com

Sebastião Salgado, Brasile, 2005

Chissà cosa direbbe Janis Joplin se vedesse cosa sono diventati i suoi occhiali, già oggetto di culto e simbolo di anni tutti peace&love? Cartier li ha presi e trasformati in lusso assoluto con le due pantere dorate su lenti specchiate e dettagli d’oro o platino. Se li avesse sul naso, Janis gli dedicherebbe la sua Piece of My Heart. cartier.it

Sole h24

L’alba è d’oro bianco, il mezzogiorno è d’oro giallo, il tramonto d’oro rosé. Sono le fedi della collezione Sunny di Salvini. E la notte? Illuminata dalle stelle di diamanti. salvini.com

Si parte con lo shopping al Torino Outlet Village (più di 20 mila metri quadri e 90 negozi monomarca dei più prestigiosi brand). Già che ci siete, non perdetevi le mostre strepitose: L’occhio magico di Carlo Mollino al CAMERA (fino al 13 maggio); Genesi di Sebastião Salgado alla Reggia di Venaria (fino al 16 settembre). torinooutletvillage.com

Carlo Mollino, Ritratto, 1956-1962

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WEEKEND A TORINO


MICHELA GATTERMAYER VICEDIRETTORE MODA DI GIOIA! SCRIVETE A

TANTO DI CAPPELLO

mgattermayer@hearst.it

Gatter Pillar

Ma quanti ce ne stanno nelle opere di Anna Tsalagka, artista greca chiamata da Borsalino per interpretare un grande classico nato nel 1857. Carta, pittura acrilica, pastelli a olio, foglia d’oro e pennarelli i cappelli diventano tessere di mosaici pop. Fino ad agosto saranno appesi (anche in vendita) nelle boutique monomarca. borsalino.com

Cara Michela, so che mi prenderai per pazza: ho 35 anni e adoro il rosa. Le amiche mi dicono che sono fuori tempo massimo: dopo i 12 anni non si può più. Io, invece, vorrei sempre. Cosa ne pensi? Enrica da Vicenza Cara Enrica, io penso, invece, che se ti piace il rosa devi continuare a essere una pink lady per tutta la vita. Intanto il nuovo rosa non ha niente di infantile o melenso: è strong, adulto, sexy, spiritoso, anche cattivo. Ovvio che vada scelto in modo oculato. Ma basta une bella camicia di seta cipria con i pantaloni di taglio maschile per essere chicchissima. O un blazer fucsia messo con il rosso, il giallo o il turchese. Comunque sei fortunata: quest’estate il rosa l’hanno fatto proprio tutti. Anche gli stilisti più underground. E con questo farai tacere le amiche!

DIMMI CHE COLORE...

MOSCHINO

OFF-WHITE

EMPORIO ARMANI

MSGM

GUCCI

... di borsa scegli, e ti dirò chi sei. Il blu è tranquillità e contemplazione; il verde è speranza, vita e natura; il nero è negazione assoluta, opposizione; il bianco comprende in sé tutti i colori. Quindi è vita, purezza, eternità. Perché decidere per uno solo visto che ognuno di noi ha un carattere complesso? Le borse di Cavalli Class sembra abbiano fatto un corso di psicanalisi. robertocavalli.com


michimood LE UOVA DI RICHARD GINORI 1735. GALLO, DESIGN ANTONIO ARICÒ PER ALTREFORME. IO SULL’ORSO DI VAN BESOUW (CAMICIA H&M, PANTA DSQUARED2, STIVALETTI HTC).

salone 1 LAMPADA GUANTO LUZY’S DI INGO MAURER. SURF DI NIKKA ZUPANC PER FLIKKA BOARDS. IO NELL’ALLESTIMENTO TAVOLA SCOMPOSTA DI FUNKY TABLE (LE CARTE DA PARATI TEXTURAE E I PIATTI BITOSSI SONO ILLUSTRATI DA AITCH).

decori di Michela Gattermayer

Anzi, superdecori, quasi a sottolineare l’esagerazione di questa edizione del Salone del Mobile di Milano. Se n’è parlato moltissimo: si dice di 500mila persone in giro per la città. Erano sempre tutte dove c’ero io. Ragazzi che casino riuscire a vedere bene qualcosa. Comunque sono riuscita a fare il mio piccolo, solito, reportage con quello che mi è piaciuto di più. Saltabeccando qua e là fra l’altissima donna di Antonio Marras (più di 4 metri, un vestito fatto con 100 gonne e una scala nascosta per ottenere l’effetto finale) e il gigantesco orsacchiotto fatto di moquette made in Olanda; dalle uova di Richard Ginori (che bello sarebbe averle tutte) alla lampadina (che un uovo sembra) che sta sulla punta delle dita; dalla scorpacciata di fiori (sui muri, sui piatti, nei vasi) di Funky Table al disordine di certe magnifiche micro stanze che, mi rallegro, sembrano casa mia. Alla prossima puntata...

L’INSTALLAZIONE FATTA DI 100 GONNE DA ANTONIO MARRAS. IL VASO “FEMMINILE” AVALON DI VALENTINA CAMERANEI SGROI PER BLOC STUDIOS. L’ALLESTIMENTO LIDO ALVARO PER DIMOREGALLERY.

Scrivetemi! mgattermayer@hearst.it


beauty

Ricca

Una nuova texture “burrosa” per difendere e nutrire le pelli più aride: Hydration Rescue Intense Sorbet Crème, Dior (€ 59,75).

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ACQUA RELAX

Il tepore del sole ci chiama, la luce mette allegria. E la pelle esce dal guscio. Aiutatela a sentirsi a suo agio con detergenti, sieri e creme altamente idratanti che proteggono da raggi Uv, smog e arrossamenti. Per liberarvi serenamente degli abiti e dei pensieri

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skincare

Bastano una giornata ventosa, l’aria condizionata troppo fredda, un’overdose di sole e la pelle reagisce allo stress: si arrossa, si screpola o manifesta il suo disagio con un eccesso di sebo e impurità.

Ecco i rimedi fast per farle sussurrare “Oh, grazie”

Sei sensibile? 112

TRUNK ARCHIVE

di Grazia Pallagrosi foto Felicity Ingram


Pulizia del viso

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Detersione soft ALLEATI DELICATI

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1. Floreale Olio setoso con micelle innovative, strucca eliminando le tossine. Huile Démaquillante Micellaire Aux Pétales de Roses Nuxe (¤ 17.90). 2. Emolliente Efficacissimo per togliere ogni traccia di make up lasciando il viso morbido: Detergente Idratante, Ceravé (¤ 13). 3. Vegetale Formula delicata senza sapone né alcol e a pH soft per dare sollievo: Centella Skin Calming Facial Cleanser, Kiehl’s (¤ 30). 4. Delicato Si miscela all’acqua e rilascia lipidi nutrienti preziosi: Huile En Lait Démaquillante Intense Hydra Life, Dior (¤ 34,93).

carla e detergerla con prodotti delicati e protettivi. Le novità cosmetiche sono tante, e oggi è facile trovare la composizione più adatta alle proprie esigenze. L’acqua micellare, per esempio, a base di attivi vegetali emollienti e calmanti come amamelide, estratto di camomilla e fiordaliso, è particolarmente indicata per chi ha la pelle mista, ma sensibile. Se il problema, invece, sono soprattutto brufolini e rossori, l’ideale è puntare su schiume o mousse con attivi purificanti e astringenti, come mentolo e centella. La pelle è molto secca? L’ideale sono i detergenti oleosi (a base di olio di vinaccioli, mandorle dolci, girasole e ricino) che puliscono idratando, mentre lasciano una bella sensazione di setosità. Per chiudere il rituel démaquillant è necessario un tonico privo di alcol, idratante, calmante e arricchito con agenti protettivi contro i fattori sensibilizzanti ambientali: smog, polveri sottili e vento.

TRUNK ARCHIVE

È la prima regola per dare sollievo alla pelle reattiva e aiutarla a difendersi dalle aggressioni esterne: struc-


skincare

Il potere dei batteri Il nuovo approccio contro i sintomi di sensibilizzazione cutanea arriva dalla ricerca farmaceutica giapponese e agisce ripristinando la flora batterica cutanea,

Formule per idratare e nutrire contrastando aridità e arrossamenti. Da completare con filtri solari ad alta protezione

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HI-TECH

Gli scudi

1. Leggero Cellular Swiss UV Protection Veil SPF50, La Prairie (¤ 165). 2. Tecnologica Cellular Protective Cream for Face Spf 50, Sensai (¤ 116). 3. Tripla azione Regala tre benefici funzionali Sunwards Spf 30, Synchroline (¤ 20). 4 Antimacchia Senza parabeni e oli minerali Clairial Crème Spf 50+, SVR (¤ 32). 5. Via gli inquinanti Invisibile Aqua Urban Spf 50 +, Galénic (¤ 38). 6. Delicato Bagnoschiuma Fior di Salina, L’Erbolario (¤ 9,90). 7. Alta protezione Defence Sun Spray Transparent Touch Spf 50+, Bionike (¤ 25). 8. Idratante Agrumato Lait de Douche, Biotherm (¤ 14,90). 9. Nutriente Doposole con olio di argan, Witt (¤ 18). 10. Spray Acqua UV 20, Ambre Solaire, Garnier (¤ 15,99). 11. Soft Sunissime Fluide Protecteur, Spf 30, Lierac (¤ 29,90). 12. Termale Lair Velouté Corps, Uriage (¤ 14,90.) 13. Rapida Crema Corpo Express, Biopoint (¤ 9,90). 14. Specifico Lait Douceur Délicat, Lancaster (¤39).

SENSITIVE BODY

Anche la pelle del corpo risente del cambio di stagione: in questo periodo è più sensibile e va protetta con detergenti molto delicati. Sotto la doccia, perfetto utilizzare prodotti a base oleosa e non schiumogeni. Subito dopo, consigliatissimo stendere su tutto il corpo una body lotion ultraidratante che elimini la sensazione di aridità, contrastando gli arrossamenti. I prodotti più nuovi sono arricchiti con attivi pollution free che, oltre a proteggere, aiutano la cute ad adattarsi ai cambi climatici, rivestendola di un sottile film protettivo anti-irritazioni.

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Formule per il corpo

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che spesso nelle pelli reattive è impoverita. Tra le cause, oltre ai fattori ambientali, ci sono i trattamenti medicoestetici troppo aggressivi, come peeling e laser, senza contare le sostanze allergizzanti presenti nell’aria. Per riportare in equilibrio questa importante barriera difensiva, sono preziosi gli attivi come l’alfa-glucano, un oligosaccaride che agisce selettivamente sui batteri cutanei, associato al collagen tripeptide, che potenzia l’idratazione “dall’interno”. Altre sostanze che, pur non agendo direttamente sulla flora batterica, riescono a rinforzare le difese della pelle sono il dexpantenolo derivato dalla vitamina B5, in grado di ridurre la perdita di acqua trans epidermica; la ceramide-3, biologicamente identica alle ceramidi prodotte da una pelle ben equilibrata; il glucoglicerolo, che agisce sui canali di distribuzione dell’acqua (acquaporine) e la biotina, vitamina che attiva la naturale produzione di lipidi cutanei. Sempre sotto l’influenza nipponica, la beauty routine si arricchisce di un nuovo step: applicare, dopo la detersione e prima della crema di trattamento, una lozione pre-idratante che potenzia il film idrolipidico cutaneo.


Maschere

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Instant mask: sollievo rapido SPECIALI

1. Dissetare Nei cambi di stagione o quando la pelle è molto disidratata, Masque Baume nourissant SOS Comfort di Clarins apporta burro di mango selvatico per restituire subito idratazione e luminosità (¤ 35). 2. Riossigenare Un principio attivo calmante estratto dalla camelia e un forte potere idratante sono il mix efficace di Hydra Beauty Masque de Nuit au Camélia, Chanel (¤ 75). 3. Ammorbidire Si applica in ogni momento del giorno per lenire la pelle arrossata che “tira” stressata dalla mancanza di acqua: Sensibio Mask, Bioderma (¤ 19,90).

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secchezza, prurito e senso di pelle “che tira” (non a caso vengono utilizzate dai medici estetici come trattamento post laser). L’azione è veloce: generalmente sono sufficienti dai cinque ai dieci minuti. Gli attivi impiegati sono prevalentemente di origine vegetale. Oltre al classico sodio ialuronato, oggi presente in elevatissima concentrazione in alcuni prodotti, nelle formulazioni ecodermocompatibili troviamo l’estratto di crusca di riso, molto emolliente, l’olio di jojoba (riequilibrante naturale ricchissimo di acidi grassi insaturi), il burro di karité (che contiene il 50 per cento di insaponificabili ad azione equilibrante e lenitiva), il coriandolo (calmante) e l’estratto di fiori di arnica dalle proprietà antiinfiammatorie e detossinanti. Sconsigliati, invece, i peeling chimici fai-da-te e gli esfolianti granulari, che mentre asportano le cellule morte dello strato corneo impoveriscono il film idrolipidico dall’epidermide, rendendo la cute ancora più sensibile.

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Quando il viso chiede aiuto, un pronto soccorso immediato arriva dalle maschere ricche di principi calmanti e riequilibranti che attenuano rapidamente irritazioni,


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Lozioni

VELLUTATI

1. In gocce Magic Moisture Mist, Omorovicza (¤90, beautyaholicshop.com). 2. Concentrato Advanced Génifique Sensitive, Lancôme (¤ 74,21). 3. Light Réponse Délicate Sérum absolu Apaisant, Matis (¤ 67). 4. Vegetale Crema Malva per pelli sensibili, Swisscare (¤ 27). 5. Lipidico Precursore dell’Idratazione, Villa Eden (¤ 82). 6. Lenitivo Baume Nourissant Apaisant, Jowaé (¤ 15,90). 7. Sos occhi Derma Eye Contour, Rexaline Derma (¤ 29,90). 8. Waterproof Latte Protettivo Spf 30 Expert Sun, Shiseido (¤ 33). 9. Ipoallergenico Gel-crema che dona idratazione per 72 ore. Senza profumo Moisture Surge 72-Hour Auto-replenishing Hydrator, Clinique (¤ 32,50). 10. Corposa Con sali minerali e acqua termale, Crema Reidratante ricca Aqualia Thermal, Vichy (¤ 22,50). 11. Calmante Rilascia vitamina E mentre desensibilizza, Trattamento Reidratante Lenitivo, Collistar (¤ 44).

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Gocce, gel, texture cremose: le nuove formule si fondono sul viso e proteggono da raggi Uv, smog e sbalzi di clima

AL SOLE

Chi ha la pelle molto soggetta alle irritazioni deve proteggerla in modo specifico anche dal sole. Diventano indispensabili, quindi, le formule che sfruttano le proprietà calmanti ed equilibranti dell’acqua termale, associate a nuovi complessi antiossidanti, come tialdina e pre-tocoferil, e a sistemi protettivi hi-tech (Sunsitive Protection Complex) con filtri stabili alla luce. In più l’aggiunta di silice, minerale che assorbe sebo e sudore, rende la pelle morbida, asciutta e setosa anche sotto gli effetti irritanti del sole.

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Creme ultra

Sieri e fluidi: a ognuno il suo Impalpabili e superassorbibili, vanno stesi al mattino e alla sera, sotto il trattamento abituale. Tra i

principi utilizzati per l’epidermide che tende a seccarsi troppo c’è l’olio di semi della pianta australiana meadowfoam, in grado di aiutare le cellule a trattenere più acqua. Per chi vive in luoghi inquinati, però, è necessaria una vera e propria strategia pollution free: nascono così le nuove linee di urban cosmesi fondate sul concetto di “clean beauty”, la bellezza che tiene pulita la pelle e l’ambiente. L’attivo di punta è la zeolite, minerale di origine vulcanica che contrasta gli effetti degli inquinanti: le sue particelle micronizzate, grazie all’elevato carico ionico negativo, attirano le tossine con carica positiva sulla superficie della pelle, impedendo che penetrino negli strati sottostanti, e le neutralizzano. Tra i prodotti novità a base di zeolite c’è anche lo spray da tenere in borsetta e spruzzare direttamente sul viso, per esempio quando si è costretti a camminare in mezzo al traffico, per far respirare meglio l’epidermide e proteggerla dagli agenti sensibilizzanti presenti nell’aria. Se, invece, la cute è assottigliata dagli anni, un ottimo aiuto viene dai prodotti che uniscono acido ialuronico e coenzima Q10, meglio se associati ad attivi mirati per ripristinare il normale pH cutaneo.

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H24

Ore 9.00

make up

Dall’ufficio all’aperitivo e poi a cena o a teatro. Trucchi per cambiare

look all’istante. E sentirti ovunque al top, in sintonia con il tuo stile

GIVENCHY

Ore 20.00

di Barbara Lalli

BONNE MINE

PURE COLOR ENVY BLUSH, ESTÉE LAUDER (€ 46).

Giorno: «Per un trucco nude long lasting, applicate un buon idratante. Poi ricompattate la pelle con un fondotinta lasciato per tutta la notte in frigorifero», dice Luigi Tomio, global make up artist Estée Lauder. Sera: tamponate un primer uniformante seguito da un fard vivace mat. Il rossetto rosso fa subito “femmina”.

SONIA RYKIEL

IMAXTREE.COM

Fascino boyish

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ELIE SAAB

ISABEL MARANT

make up

Hippie chic Giorno: il look naturale si esalta con un velo di illuminante sulle guance e un tocco di gloss trasparente. Sera: aggiungete un ombretto in crema color tortora solo sulla rima palpebrale. Pettinate le sopracciglia e modellate le ciglia a piccoli “ciuffi”. Scolpite il viso con polvere per il contouring su zigomi e fronte.

PRECISO

GIMME BROW, BENEFIT (€ 28,90).

Ore 9.00

Giorno: per un look pulito, abbinate il mascara marrone a un gloss nude rosato. Aperitivo: sfumate un ombretto verde brillante sopra e sotto l’occhio. I capelli mossi, puntati solo da un lato, addolciscono i tratti. Party: bistrate lo sguardo con la matita nera. Stropicciate i capelli con il gel poi date forma a un raccolto soft.

ALBERTA FERRETTI

SONIA RYKIEL

TOPSHOP

Mood vintage

SU MISURA

ROSA

Ore 20.00

ISABEL MARANT

Ore 9.00

Ore 22.00

Ore 20.00

Ore 22.00

Intensità anni 80 Giorno: i lineamenti si addolciscono con cipria beige e ombretto brown sfumato sull’arcata e labbra rosa mat. Aperitivo: basta sfumare verso le tempie un blush color biscotto per fare la differenza. Party: disegnate il contorno occhi con una matita nera morbida, marcando bene i bordi. La bocca diventa glossy.

GRAFICO

DOPPIO EFFETTO WET&DRY, COLLISTAR (€ 15,50).

IMAXTREE.COM

Ore 9.00

MAX MARA

SUPER GLOSS, DEBORAH MILANO (€ 13).

BOTTEGA VENETA

LE TEINT PARTICULIER, LANCÔME (€ 90).

Ore 22.00


MSGM

MISSONI

LACOSTE

make up

Bon ton metropolitano Giorno: il viso si leviga con primer più cipria applicata col pennello. Aperitivo: il look si ravviva all’istante stendendo sulle palpebre un ombretto verde acqua in crema. Party: struccate gli occhi e lasciateli nude. Sulla bocca applicate un primer fissativo e un rossetto fucsia mat.

ROUGE PUR COUTURE N. 79, YVES SAINT LAURENT (€ 37).

Giorno: sopracciglia definite, guance pinky e chioma con lunghezze sciolte e riga in mezzo. Aperitivo: tutto cambia con un mix di polveri oro e marrone sulle palpebre e fermagli dorati. Party: l’eyeliner stile “cat eye” enfatizza il raccolto smart che simula un taglio corto.

TOM FORD

BOTTEGA VENETA

Dolcezza Anni 70

STRONG

Ore 22.00

Ore 20.00

VERSACE

Ore 9.00

SHINY

COLOR RICHE SHINE, L’ORÉAL PARIS (€ 12,99).

Ore 9.00

Ore 20.00

Ore 22.00

LUMINOSO

Ore 9.00

Ore 22.00

EYE TINT N. 35, GIORGIO ARMANI BEAUTY (€ 33).

Giorno: strategico e antiocchiaie il correttore occhi di un tono più chiaro rispetto al colorito. Seguito da un ombretto liquido impalpabile. Sera: lo sguardo si fa magnetico grazie al liquid eyeshadow grigio-verde metallico. Le ciglia si “rinfrescano” con il primer e poi si rivestono di mascara nero. Il gloss trasparente sulle labbra crea un effetto replump.

IMAXTREE.COM/GETTYIMAGES

ALBERTA FERRETTI

SONIA RYKIEL

Grinta metallica


intervista

Alexandra Golovanoff, 47 anni, è una giornalista e influencer parigina. Lierac l'ha voluta come testimonial della sua linea antiage Lift Integral.

Sinergie

estetiche

In Francia, Alexandra Golovanoff è un'icona. Complici i suoi golfini, studiati per illuminare il viso. Il trucco? Abbinarli alla crema giusta di Francesca Bussi

Ha il nome di una zarina e il fiuto per gli affari di un lupo di Wall Street:

Alexandra Golovanoff in Francia è un’icona di stile. Per metà russa, giornalista e influencer, è ideatrice di un programma tv sulla moda e fondatrice di una linea di maglioni “cosmetici”, perché hanno lo scopo dichiarato di abbellire le donne. Chic ma dall’allure naturale, è volto di Lierac per Lift Integral, una linea antiage che si ispira alle tecniche di medicina estetica, come il lifting, per levigare e rimpolpare il viso. Alexandra, lei dice che i suoi tricot sono cosmetici, rendono belle. Com’è possibile?

Mi sono accorta che indossando alcuni colori ricevevo più complimenti. Anche quando ci si trucca, ci sono alcune nuance che donano più di altre. Ho voluto ricreare lo stesso effetto con i maglioni: bastano cinque colori. E come si abbinano?

Per esempio, io sono bionda, con gli occhi chiari, e la pelle dal sottotono giallo. Se indosso il verde o l'azzurro, gli occhi risaltano; con il marrone, sembro subito più abbronzata. Così posso truccarmi pochissimo. Se i maglioni sono cosmetici e il make up ridotto al minimo, a maggior ragione la pelle dovrà essere impeccabile.

Mi sono resa conto molto presto che è un organo come gli altri: non si può trascurare. Metto la crema viso tutti i giorni da quando avevo 15 anni, non fumo. Prendo il sole, ma sempre proteggendomi. Non mi privo di niente, ma non mangio più carne: penso che mi abbia fatto bene. Giornalista, conduttrice, imprenditrice, mamma di due figli: una vita frenetica incide sull'aspetto del viso.

Sono fortunata, non ho molte rughe e non mi fanno paura. Ma è importante intervenire prima che il viso cambi contorno: noi donne siamo tutte vittime della forza di gravità! E obbligate a essere multitasking. Ma sappiamo evolverci: non è mai troppo tardi per fare qualcosa di nuovo. Frenetico significa anche social, nel suo caso. Come si vive da influencer?

Con estratto di tulipano purpureo, ricco di flavonoidi, la crema Lift Integral Nutri di Lierac ha effetti volumizzanti e liftanti che si ispirano ai successi della medicina estetica (€ 71,50).

Il mio universo Instagram è coerente, mai falso. Metto solo foto mie, quello che mi piace. E me ne frego dei like. Non voglio esserne schiava. Lei dice che le parigine hanno uno stile naturale.

Al parrucchiere che mi chiede come voglio i capelli, rispondo sempre: uguali, solo un po’ meglio. Ho paura del “troppo”, mi piace l’imperfezione. Noi francesi vogliamo essere semplicemente noi stesse.

FLAVIEN PRIOREAU PER ARTCURIAL

«Il mio universo Instagram è coerente, mai falso. Metto solo foto mie, quello che mi piace. E me ne frego dei like. Non voglio esserne schiava»


news Rosa spicy A soli 18 anni, Amanda Steele (nella foto) è già famosissima come attrice e modella. Merito della sua personalità, frizzante come il nuovo profumo di cui è testimonial: Omnia Pink Sapphire di Bulgari (da € 67) è un'esplosione di pomelo e pepe rosa, frangipane e fiori di tiaré, che parlano con vivacità a legni e white musk. Perfetto per la generazione Z.

Best of beauty

Make up e cosmetici da provare subito, ispirazioni e tendenze da copiare. Con le risposte ai tuoi dubbi di bellezza

D&R Ho la pelle delicata e mi sembra di non proteggerla abbastanza... Risponde la redazione beauty: «Per un’azione costante contro i radicali liberi è utile un siero scudo. Antioxidant Defense Serum di Neostrata (¤ 49) si usa da solo, sotto la crema o prima del solare: difende e ripara con un pool di antiossidanti».

di Barbara Lalli

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Il Gel Seno Mediterranea tonifica il corpo e lo spirito di solidarietà, sostenendo l’Associazione Libellule Onlus che assiste le donne colpite dal tumore (€ 15,60).

mula replu r Fo In questo periodo

è facile che la pelle, soggetta agli sbalzi del clima, si arrossi, appaia meno morbida e come svuotata per la mancanza d’acqua e lipidi. Ci vuole allora una texture che da un lato idrati in profondità e dall’altro riempia i volumi. Perfetto Plump Filler siero rimpolpante Capture Youth di Dior che agisce grazie a tre diversi pesi molecolari di acido ialuronico vegetale (¤ 93,53).

Giochi di luce

La pelle luminosa, dall'aspetto sano come dopo una giornata di sole. Facile con i nuovi “prodigi” firmati La Mer. Per un effetto bonne mine immediato, basta stendere su guance e labbra il Lip and Cheek Glow. Per poi sfumare su tutto il viso la Bronzing Powder, giocando con le sue nuances solari, opache e iridescenti (da € 50).


STOP!

MOMENTO

DETOX Siamo nel clou della primavera: nel corpo si risveglia l’energia, il metabolismo accelera, il sangue irrora meglio gli organi regalando la sensazione di vitalità e rinascita. Ma non

DIETA DEEP CLEANSING

«Un percorso di pulizia interna permette di riavviare radicalmente l’interno organismo», spiega il dottor Mark Hyman, pioniere della medicina funzionale e autore del libro La dieta detox in 10 giorni. Il programma per ristabilire l’equilibrio glicemico, bruciare i grassi e perdere peso (Mondadori, € 17). «Con la giusta combinazione di cibi efficaci, si riesce inoltre a bloccare l’azione dell’ormone che presiede all’accumulo di grasso e a ridurre l’infiammazione che contribuisce a far aumentare il peso. Un programma di disintossicazione alimentare consente a chi ha bisogno di dimagrire, quindi, di centrare l’obiettivo con rapidità e facilità, acquisendo energia, riuscendo a dormire meglio e ad avere un umore migliore». Cosa si mangia? Soprattutto cibi d’origine vegetale: cereali integrali in chicco (come riso ben cotto e

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miglio) abbinati a proteine verdi a ogni pasto: per esempio due cucchiaiate di fagioli cotti in acqua con semi di cumino; più abbondante verdura e frutta scelte tra le varietà che assicurano un maggior contenuto di antiossidanti. «Una dieta verde ben variata funziona molto meglio di qualsiasi integratore detox», spiega la dottoressa Vesanto Melina, docente di nutrizione alla British Columbia University e coautrice del libro Mangio crudo e vivo meglio (Macro, ¤ 19). «Il processo di eliminazione delle scorie può avvenire correttamente solo se riforniamo l’organismo di vitamine del gruppo B assieme a sostanze fitochimiche come i flavonoidi». Quali sono i cibi da preferire? «Quelli con proprietà antiossidanti più elevate. In cima alla tabella che abbiamo stilato, svettano i fagioli rossi secchi seguiti da fagioli borlotti, mirtilli rossi, carciofi, more, prugne, lamponi, fragole, mele red delicious e granny smith, noci pecan, patate crude (si possono bere sotto forma di centrifugato), ciliegie, fagioli neri, mele gala, noci, mele red delicious, golden e fuji, datteri e avocado». Infine, è importante consumare verdure dal sapore amaro (come carciofi, radicchi e tarassaco) che contengono principi protettivi e in grado di stimolare le funzioni naturalmente depurative del fegato.

GERMOGLI DI VITALITÀ

Un altro trucco consiste nell’aggiungere ai piatti crudi e cotti erbe aromatiche ad azione depurativa: aneto (diuretico, depurativo, antigrasso), crescione (ricco di provitamina A, vitamine B e C, ferro, iodio e zolfo, si può tritare e mixare con una punta di senape per insaporire i piatti rinunciando a olio e sale), fieno greco (diuretico, rivitalizzante e ricostituente grazie al contenuto in

PETE THOMPSON / GALLERY STOCK

per tutti è così: c’è chi si sente abbattuto, stanco e soffre per tanti piccoli disturbi, dal mal di testa alle difficoltà digestive. Spesso, poi, in questa stagione ci si ritrova a fare i conti con qualche chilo in più e un fastidioso senso di gonfiore e pesantezza, eredità dell’inverno non ancora “smaltito”. La differenza è legata allo stato di benessere del nostro organismo. Se è intossicato dalle scorie, il processo di rinnovamento stagionale diventa un percorso a ostacoli, e la stanchezza può arrivare a livelli insopportabili: ci si sente pesanti, nervosi, insonnoliti. Che fare? Disintossicarsi, agendo sugli organi deputati alla pulizia dell’organismo: fegato, reni e intestino, per riportare in equilibrio l’intero sistema mente-corpo, nelle sue componenti fisiche, emotive ed energetiche. Un obiettivo facile da raggiungere seguendo un’alimentazione specifica e bevendo acque e tisane ricche di attivi preziosi. Ecco come procedere.


salute

Via le zavorre! Con cibi e drink per depurare il corpo, ritrovare energia e bruciare i grassi. Per navigare leggere verso l’estate: in soli 10 giorni di Grazia Pallagrosi

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salute L’ACQUA che purifica

vitamina B3) e scalogno (antigonfiore, aiuta ad eliminare i ristagni di tossine e liquidi). Un aiuto validissimo sono i germogli: non solo disintossicano, ma risvegliano la rigenerazione cellulare. Il processo di germinazione innesca importanti modifiche in tutti i semi: migliora la qualità delle proteine (attraverso un aumento degli amminoacidi essenziali); aumenta notevolmente la quantità delle vitamine A, C e del gruppo B; migliora la biodisponibilità dei minerali (ferro in particolare). Per beneficiare del loro effetto booster basta assumerne una cucchiaiata tre volte al giorno: i germogli si possono centrifugare con altre verdure a colazione; aggiungere ai contorni, utilizzare come condimento per i primi piatti (per esempio dopo averli frullati con polpa di avocado); sono ottimi centrifugati come aperitivo o aggiunti nelle zuppe, a fine cottura. Quali semi si prestano alla germogliazione casalinga? Tutti! Ma i più facili da ottenere sono quelli di frumento, erba medica, alfalfa, miglio, crescione, fagiolo, fieno greco, grano saraceno, lenticchie e senape.

DIECI PICCOLI PASTI

Come consumare i cibi detox? «Il trucco è fare 10 minipasti al giorno, trasformando i vegetali in creme, centrifugati e secondi piatti», spiega il dottor Maurizio Grassetto, specialista in Scienza dell’alimentazione e direttore sanitario dei centri benessere dei GB Thermae Hotels. «Così lo stomaco non rimane mai vuoto e non si ha fame. In una settimana il corpo si purifica e alleggerisce; gli organi digestivi vengono messi a riposo e i risultati si vedono: vi sveglierete con la lingua “pulita” e un fresco senso d’energia, mentre la pancia – dopo un primo senso di gonfiore - si appiattirà e la pelle apparirà più luminosa». Come si procede? In due fasi, sempre sotto la guida di un medico o di un nutrizionista: «Si inizia con un weekend di semidigiuno liquido a base di centrifugati e frutta, per risvegliare l’attività

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Fresche, dissetanti, ricche di sali minerali, vitamine e attivi naturali che aiutano a depurare e stimolare l’organismo. Sono le acque detox, preparate con frutta e verdura fresca lasciata a macerare in acqua minerale scelta a seconda dell’effetto che si desidera ottenere. Gli ingredienti? Frutta dalle proprietà antiossiodanti e depurative mixata a piacere: limone e pompelmo, cetriolo e finocchio, kiwi e ananas, fragole e mirtilli. Per insaporire: pezzetti di radice di zenzero o foglioline di menta. Basta tagliare i vegetali a pezzi in una brocca di vetro e poi aggiungere acqua minerale fredda. Lasciati ben coperti in frigorifero per tutta la notte, si trasformano in un drink sano e rinfrescante, da sorseggiare per tutto il giorno. Per amplificare i benefici, si possono scegliere acque minerali dalle proprietà specifiche: ricche di bicarbonato per facilitare i processi digestivi; sulfuree per la loro azione antiossidante; con quantità di magnesio elevate per facilitare il lavoro dell’intestino.

dei reni e dell’intestino. Poi, durante la settimana, si segue questo programma giornaliero: sveglia con 1 bicchiere d’acqua oligominerale alcalina (pH superiore a 7), colazione con un centrifugato di carote e mele, alle 11 e alle 17 una spremuta, prima di cena un centrifugato di sedano e carote. Iniziare i pasti principali con 250 g di mele o frutta di stagione senza buccia, proseguire con una crema d’ortaggi, una ciotola di riso basmati e un contorno di verdure crude e cotte condite con succo di limone, un filo d’olio extravergine d’oliva e poco sale.

COCCOLE PER GLI ORGANI

Per favorire i processi digestivi e quelli di eliminazione delle scorie, è essenziale aiutare gli organi emuntori con attivi che stimolano la funzionalità epatobiliare, la motilità intestinale e le funzioni renali. Le erbe, da secoli regine in questo campo, si possono consumare sotto forma di tisane. Per FEGATO e INTESTINO Fatevi preparare questo mix dall’erborista: 30 g di tarassaco, 15 g di carciofo, 20 g di bardana, 15 g di boldo e 15 g di salsapariglia. Portate a ebollizione una tazza d’acqua, versatevi 1 cucchiaio raso di tisana, fate bollire per tre minuti, spegnete e lasciate in infusione per altri cinque. Filtrate, addolcite con miele e sorseggiate alla sera prima di dormire. Oltre a depurare e rinfrescare l’organismo, ha un lieve effetto lassativo. Per i RENI Vi serve un mix composto da un terzo di barbe di granturco, un terzo di uva ursina e un terzo di gramigna. Portate a ebollizione una tazza d’acqua, versate un cucchiaio di tisana, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 5-6 minuti. Filtrate e bevete al mattino appena svegli o a metà pomeriggio, per stimolare l’attività depurativa dei reni. G


cucina Operazione silhouette

Ortaggi e legumi di stagione come piselli, cipollotti, asparagi, fave e fagiolini sono perfetti per menu sani e light. Mangiateli a crudo nelle insalate, appena scottati o cotti al vapore. Oppure in morbidi passati di verdura, ideali per il restart dell’organismo prima dell’estate.

Primizie

TARDIVE

a cura di Gloria Ghiara foto Marian Montoro

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STOCKFOOD/LA CAMERA CHIARA

In questa pazza primavera, una certezza c’è: un pool di ortaggi freschissimi, teneri e saporiti. Ideali per ricette semplici e gustose. Che conquistano il palato con deliziosi aromi mediterranei


Asparagi con salsa al tonno, filetto mignon e uovo di quaglia Ingredienti per 4 persone: 800 g di asparagi 4 filetti mignon da 150-200 g ciascuno 4 uova di quaglia 1 cucchiaino di zucchero 2-3 cucchiai di succo di limone olio extravergine di oliva burro sale pepe capperi. Per la salsa: 60 g di tonno al naturale sgocciolato 80 ml di maionese 3 cucchiai di yogurt bianco 1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata 2 cucchiai di succo di limone 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva capperi sotto sale pepe Frullate il tonno con la maionese, lo yogurt, la buccia e il succo di limone, olio, pepe e 5 capperi, fino a ottenere una purea. Sbollentate gli asparagi in acqua con sale, zucchero e succo di limone a fiamma moderata per circa 12 minuti. Grigliate i filetti. Conditeli con sale, pepe e olio. Friggete le uova nel burro a occhio di bue, poi appoggiatene una su ogni filetto. Unite gli asparagi conditi con la salsa al tonno. Guarnite con i capperi e servite subito.

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cucina Buoni e leggeri

Patate novelle con fave, pomodori e pancetta Ingredienti per 4 persone: 600 g di patate novelle cotte il giorno prima 200 g di fave fresche sgranate 180 g di pancetta tritata 2-3 cipolle rosse 250 g di pomodorini 2-3 rametti di timo fresco 1-2 cucchiai di olio extravergine di oliva parmigiano grattugiato 1 manciata di foglie di rucola salsa aioli Pelate le patate e le cipolle e tagliatele a spicchi. Fatele dorare insieme alla pancetta in una padella capiente, a fiamma viva. Sbollentate le fave in acqua e sale per circa 4 minuti. Sgocciolatele e versatele in padella insieme al misto di patate, cipolle e pancetta. Aggiungete i pomodorini e insaporite con fogliette di timo, sale e pepe. Servite con foglie di rucola, una spolverata di parmigiano e salsa aioli (ricetta nel box a destra).

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LA SALSA AIOLI IN 3 STEP

Perfetta per accompagnare le primizie dell’orto, l’aioli è una salsa all’aglio tipica della Provenza: ecco come si prepara. 1. Frullate 4-5 spicchi di aglio con sale e pepe. Aggiungete 2 tuorli. 2. Versate a filo 300-400 ml di olio extravergine dal sapore delicato. 3. Azionate al minimo il frullatore. Quando la salsa aioli risulta ben montata e ferma, riponetela in frigorifero per almeno 30 minuti prima di servirla.

Tenere e precoci

Le patate novelle, tipicamente primaverili (vengono infatti raccolte entro giugno), contengono meno amidi rispetto a quelle che giungono a maturazione. E sono ottime fonti di minerali antiossidanti come lo zinco e il selenio.

STOCKFOOD/LA CAMERA CHIARA

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Gli asparagi sono i sovrani della tavola di primavera: oltre a essere gustosissimi, forniscono solo 20 calorie per 100 grammi, sono diuretici e ricchi di antiossidanti.


cucina Involtini di pesce e fagiolini con salsa al curry Ingredienti per 4 persone: 4 filetti di pesce 300 g di fagiolini 1 peperone rosso 1 peperone arancione 1 scalogno 1/2 spicchio d’aglio 2 cucchiai di burro 1 cucchiaino di curry 1/2 cucchiaino di paprika 100 ml di vino bianco 200 ml di brodo di pesce 100 ml di succo d’arancia sale pepe 1 lime Sbollentate i fagiolini in acqua e sale per 6 minuti. Tagliate i peperoni a cubetti. Tritate scalogno e aglio e rosolateli nel burro in una grande padella. Unite il curry, i peperoni e il vino, fate addensare un poco, aggiungete brodo e succo d’arancia e cuocete a fiamma bassa per circa 5 minuti. Togliete dal fuoco metà dei peperoni con una schiumarola, passateli al setaccio e riversateli in padella, salate e pepate. Lavate il pesce, asciugatelo, conditelo con sale, pepe, paprika e buccia di lime grattugiata. Mettete al centro di ogni filetto un mazzetto di fagiolini, arrotolate e fermate con uno stecchino di legno. Adagiate gli involtini nella salsa al curry, coprite la padella e cuocete a fiamma moderata per circa 6 minuti.

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Energia leggera

I fagiolini vengono raccolti prima che i semi interni arrivino a maturazione. Ricchi di fibre e minerali (calcio, potassio e fosforo) apportano 31 calorie per ogni 100 grammi.

Verdure primavera ai gamberi Ingredienti per 4 persone: 800 g di gamberi puliti 2 carote tagliate a strisce sottili 150 g di taccole 1 cavolo rapa 250 g di asparagi 1-2 cucchiai di burro 3 cucchiai di olio di girasole 2 rametti di timo fresco sale pepe 2 spicchi d’aglio 1 cucchiaino di succo di limone 4 cucchiai di maionese o salsa aioli Sbucciate il cavolo rapa e tagliatelo a bastoncini. Mondate gli asparagi, mettete da parte le punte, tagliate a metà i gambi nel senso della lunghezza e riduceteli a tocchetti. Cuocete a vapore le carote e il cavolo rapa per circa 5 minuti. Scaldate il burro e 1 cucchiaio d’olio in una padella. Unite gli asparagi e le taccole e fate rosolare per circa 5 minuti, a fiamma moderata. Aggiungete le foglie di timo, le carote e il cavolo rapa. Aggiustate di sale e pepe. Lavate i gamberi e fateli sgocciolare. Dorateli con 2 cucchiai di olio in una seconda padella. Sbucciate l’aglio e aggiungetelo ai gamberi passandolo nello spremiaglio. Continuate la cottura a fiamma viva, mescolando bene. Insaporite con sale, pepe e succo di limone. Impiattate le verdure e i gamberi, aggiungete la maionese o l’aioli e servite subito.

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viaggi & design

Tre ragazze, un casolare sulle colline della Val d’Orcia e, tutt’intorno, prati e boschi in fiore. Viaggio alla scoperta della Toscana più fresca e bucolica. Dove le new generation scommettono sul territorio, con lo sguardo verso il futuro di Gloria Ghiara - foto Matteo Carassale

Regine

DI FIORI


ATMOSFERE RUSTICHE

A sinistra, angolo relax nell’azienda agricola di floral design Puscina Flowers, sulle colline della Val d’Orcia: accanto alla sedia in ferro battuto un cespuglio di Stachys bizantina, pianta ornamentale detta anche orecchie d’agnello per le sue foglie ricoperte di delicata lanugine. A destra, la raccolta dei garofani selvatici e dei fiori di veronica. Sotto, a sinistra, un bouquet di rose David Austin, varietà inglesi famose in tutto il mondo (davidaustinroses.com). Nella pagina accanto, da sinistra, Teresa (anche nella foto qui sotto, in bici), Mara e Laura Cugusi, le tre sorelle nate e cresciute tra Montepulciano e Pienza che hanno fondato l’azienda.


viaggi & design

GRAZIA E ARMONIA

Sopra, una splendida composizione di peonie, clematis, ligustro e rose inglesi di David Austin. A destra, l’idea minimal di grande effetto da copiare subito: fiori di aglio ornamentale in piccole boccette di vetro trasparente. Più in alto, Teresa Cugusi con un mazzo di fiordalisi: a Puscina si occupa di allestimenti e progetti, ama realizzare composizioni con fiori selvatici e piante aromatiche ed è sempre in cerca di vecchi oggetti da reinventare.

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C’è un segreto ben custodito tra le colline da cartolina della val d’Orcia. È il regno di tre sorelle che, ispirate dalla dolcezza della loro terra, hanno creato un mondo magico dove è la natura a dettare legge. È una Toscana in fiore quella di Puscina Flowers (puscinaflowers.com), flower farm e studio di floral design «nata dalla volontà di tornare a investire qui dove siamo nate», spiega Mara Cugusi che, con le sorelle Laura e Teresa, ha concretizzato un sogno. «Dopo diverse esperienze di studio e professionali, siamo tornate alle nostre radici per creare un progetto legato alla tradizione e al territorio, ma con una visione innovativa e uno sguardo curioso verso il mondo». Detto, fatto: la terra ormai inutilizzata di proprietà del padre veterinario, circa 50 ettari tra campi e boschi più un podere in cima alla collina, diventa il laboratorio a cielo aperto di tre ragazze poco più che trentenni, un’azienda agricola familiare che si ispira alla natura e al susseguirsi delle stagioni e che ha recuperato metodi di coltivazione organici. Tutto è iniziato raccogliendo i semi di piantine selvatiche della zona: «Coltivare i propri fiori permette di scoprire un universo di varietà insolite. E poi, in natura crescono in modo diverso, la loro è una bellezza magnificamente imperfetta. Hanno una morbidezza e un carattere che non si trovano in quelli prodotti in serie, rigidamente diritti», spiegano le sorelle Cugusi. Non è un caso, dunque, che Puscina faccia parte del movimento Slow Flowers (slowflowersitaly.it), tendenza del floral design nata negli Stati Uniti che potremmo chiamare la rivoluzione dei fiori stagionali, eco-sostenibili e a chilometro zero.


FASCINO GREEN

Nel lussureggiante giardino di Puscina, le sorelle Cugusi coltivano fiori da taglio di varietà antiche e locali. Esteso su oltre 1.000 metri quadrati, è il cuore della flower farm e il luogo dove vengono sperimentate le coltivazioni di nuove varietà. Il resto dell’azienda, che si estende su circa 50 ettari collinari, è rappresentato da campi e bosco, grande fonte di ispirazione e luogo di ricerca dove Teresa, Mara e Laura raccolgono foglie e fiori spontanei per le loro composizioni.

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viaggi & design Una rivoluzione che non è sfuggita nemmeno al New York Times e che passa per Instagram, il social che più di ogni altro ha aiutato la filosofia Slow Flowers a diffondersi. «I social media sono forse l’elemento più importante: ci ha aiutate a crescere e a entrare in contatto con professionisti di tutto il mondo che coltivano la nostra stessa filosofia e i nostri stessi sogni», racconta Mara. «Proprio perché abbiamo imparato così tanto dagli altri è importante condividere, dunque per la prima volta apriamo le porte di Puscina. Da maggio a fine settembre proponiamo una experience, perfetta per le famiglie, che svela il dietro le quinte del nostro lavoro, con la visita del giardino e dell’orto, passeggiata con raccolta di verde spontaneo e aperitivo a base di prodotti coltivati in modo eco-sostenibile. In più, un ricco calendario di workshop e corsi di floral design organico, dedicati ad appassionati e professionisti» (per informazioni: info@puscinaflowers.com). È questa la Toscana delle new generations: giovani creativi che scommettono sul territorio con un nuovo sguardo, contemporaneo e internazionale. Non a caso, uno tra i primi a credere alle composizioni floreali delle sorelle Cugusi è stato John Voigtmann, americano che ha abbandonato la carriera nell’industria della musica a New York per quella che chiama la sua «folle idea»: rifugiarsi in quest’angolo di Toscana – reso celebre dall’iconica immagine dei cipressi di San Quirico d’Orcia – e aprire La Bandita, non lontano da Pienza, un lussuoso boutique hotel di campagna ricavato in un podere, «un posto davvero speciale», conferma Mara Cu-

Notti di charme nei borghi Per scoprire un altro aspetto della Val d’Orcia, dopo una full immersion tra le colline, ecco tre proposte ricche di fascino per soggiornare negli storici borghi di Pienza e Montepulciano. La Bandita Townhouse: è la versione “cittadina” de La Bandita Countryhouse. Nel cuore di Pienza, questo lussuoso boutique hotel offre 12 stanze in un palazzo rinascimentale; in più, ristorante e wine bar con cucina a vista (da 251 euro, la-bandita.com/townhouse). La Corte Segreta: nel centro storico di Montepulciano, offre un’unica, elegante camera e un giardino segreto con una magnifica vista racchiuso tra antiche mura (110 euro, lacortesegreta.com). Il giardino segreto: appartamenti e stanze di grande fascino ricavati grazie alla ristrutturazione di una casa padronale del 1.700. Splendido il giardino interno, studiato per i momenti di relax (da 65 euro, ilgiardinosegretopienza.it).

L’ARTE DEL RIUSO

A destra, un esempio di riutilizzo in chiave rural-chic di vecchi oggetti, come il contenitore in legno e le bottigliette in vetro, per creare una composizione impreziosita da fiori selvatici. In alto, Mara Cugusi al lavoro nel giardino di Puscina: floral designer, crea composizioni ricche di elementi inusuali e originali, in cui non mancano mai le sue adorate graminacee.


viaggi & design gusi (la-bandita.com/countryhouse). A Montepulciano, grazie alle nuove generazioni, anche il culto del vino guarda al futuro con la Cantina Salcheto (salcheto.it), che ha fatto delle sostenibilità una missione, tanto da essere la prima azienda al mondo ad aver certificato le emissioni di gas a effetto serra di una bottiglia di vino. Al tempo stesso, qui si coltiva la cultura del bello, del vino e del relax: con le degustazioni e i brunch, per esempio, esperienza selezionata anche da Toscana Wine Architecture (circuito di cantine d’autore e di design, winearchitecture.it). Ma anche con l’ospitalità della Salcheto Winehouse, un casolare del 1200 con nove raffinate suite e tinozze esterne riscaldate a legna per un bagno con vista sui vigneti. Ed è ancora nell’ottica della sostenibilità creativa che la new generation di Sestini e Corti – piccola azienda a conduzione familiare in una casa del 1.700 sulle colline di Bettolle – crea sorprendenti oggetti di design con insoliti materiali di recupero (sestiniecorti.it). Dalle verdi colline ai bianchi calcari dello spettacolare Fosso Bianco di Bagni San Filippo il passo è breve: qui ci si immerge nelle calde acque termali tra cascate e vasche naturali circondati dal bosco (bagnisanfilippoterme.it). Dopo le terme libere, da queste parti c’è una sola, degna conclusione di giornata. Provate l’Osteria Lo Spugnone (lospugnone.it), dove i giovani titolari propongono un menu di piatti tipici con un tocco di ricercatezza. Perché non si può guardare al futuro senza radici ben salde nella tradizione. G

SFUMATURE DI ROSA

Una composizione floreale incentrata sulle bocche di leone. In alto, rose in boccio appena colte.

A caccia di

FIORITURE

Mentre a Genova sta per concludersi la prima edizione di Euroflora vista mare ai Parchi di Nervi (fino al 6 maggio, euroflora2018.it) e i giardini Indro Montanelli di Milano si preparano a fiorire grazie a Orticola (dall’11 al 13 maggio, orticola.org), la penisola intera è percorsa dall’onda delle fioriture. Ecco alcune tra le più spettacolari.

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Giardini di Villa della Pergola, Alassio: complice la primavera tardiva,

le 35 varietà di glicini di questo giardino inglese sul mare sono in pieno sboccio. Uno spettacolo a cui seguirà quello offerto dalle rose(giardinidivilladellapergola.com). Oasi Zegna, Biella: da metà maggio la Conca dei Rododendri, alle porte dell’Oasi Zegna (tra i finalisti del concorso Il Parco più Bello d’Italia, promosso dal network ilparcopiubello.it), fiorisce con una splendida miscellanea di rossi, rosa, bianchi e viola, da scoprire anche grazie alle passeggiate guidate (oasizegna.com). Castello Quistini, Rovato: questa dimora cinquecentesca in provincia di Brescia, nei suoi giardini ospita oltre 1.500 varietà di rose antiche e inglesi. Il tour guidato Tra rose, storia e leggenda conduce alla scoperta dei roseti e della fioritura di viburni, clematis e alberi da frutto. Il 5 e 6 maggio il parco ospita anche Garden Festival, mostra mercato su casa e giardino (castelloquistini.com).

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Piana di Castelluccio di Norcia: in Umbria (umbriatourism.it),

sull’altipiano detto “il piccolo Tibet”, da maggio a luglio va in scena una eccezionale fioritura multicolore dove, tra margherite, narcisi e papaveri trionfano le lenticchie, prodotto tipico di questi luoghi (castellucciodinorcia.it). I Grandi Giardini italiani: il network dei più bei giardini visitabili in Italia è un punto di riferimento per le fioriture: in maggio, dal Trentino alla Sicilia propone itinerari alla scoperta delle più belle collezioni di rose (grandigiardini.it).

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SEGNA-PIANTE IN PORCELLANA, PORZELLANEREI (€ 40 IL SET DA 7, ETSY.COM).

GUANTI, THE CONTEMPORARY HOME (€ 17).

Garden chic

Attrezzi e accessori coloratissimi e glam per balconi e giardini in fiore di Stefania Aledi

BRETELLE DA BALCONE, BACSAC (€ 36 IL SET DA DUE, MADEINDESIGN.IT).

SCAFFALE IN METALLO, PIB (€ 510).

ETICHETTE, MEGAN LOUISE CERAMICS (€ 11,90).

VASO EFFETTO GOCCIA, SERAX (DA € 40).

VASO IN TERRACOTTA, SERAX (DA € 14).

TUBO PER INNAFFIARE, GARDEN GLORY (€ 110).

GUANTI KRYDDNEJLIKA, IKEA (€ 2,50).

GREMBIULE IN PVC, RAGGED ROSE LTD (CIRCA € 10).

ATTREZZI DA GIARDINAGGIO, DESIGN BY SOPHIE CONRAN (€ 40). CESOIE, ANNABEL JAMES (€ 21).

MATTEO CARASSALE

viaggi & design

INNAFFIATOIO IDRO, INTERNOITALIANO (€ 170).


inventalavoro

Vuoi provare ANCHE TU? «Frugare tra le bancarelle e trovare capi usati che hanno fatto la storia della moda è uno stimolo fortissimo»

Uno stile unico

Maria Aliberti, 38 anni, di Battipaglia (Salerno), ama acquistare vestiti e cappotti vintage. Nel suo laboratorio ne controlla la qualità ed esegue le piccole riparazioni necessarie prima di rivenderli.

Per conquistare una solida preparazione nell’ambito della moda d’epoca si può seguire il Corso di storia della moda italiana dell’Accademia del Giglio di Firenze (adg.it) o il corso Vintage system, stili e tendenze dello Ied di Milano (ied.it). Il modo più semplice per fare incetta di capi vintage è setacciare i mercatini specializzati. A Roma il Mercato Monti (mercatidiroma.com), a Milano East market (www.eastmarketmilano.com). Per vendere i capi su internet non serve alcuna licenza specifica, ma se diventa un lavoro vero e proprio occorre aprire una partita Iva.

La mia caccia ai tesori vintage

Quando Maria è rimasta disoccupata, ha deciso di vendere la sua collezione privata di abiti rétro. E ora setaccia i mercatini dell’usato più glam d’Europa per arricchire le sue boutique virtuali di Isabella Lechi - foto Giuseppe Carotenuto

«Sono vent’anni che indosso solo abiti d’epoca: amo acquistarli nei mercatini specializzati di tutta Europa. Ho iniziato per gioco, nei

weekend, perché durante la settimana lavoravo in un’azienda informatica», racconta Maria Aliberti, 38 anni, che si è occupata a lungo di spedizioni e produzione a Battipaglia, in provincia di Salerno. «Con la crisi, però, sono rimasta disoccupata. Invece di farmi prendere dal panico, ho reagito trasformando il mio hobby in un lavoro. Adesso vendo sul web i capi vintage che prima acquistavo per me» . Com’è nata l’idea?

Per far fronte alla mancanza di guadagni, ho iniziato a vendere i capi vintage più glam del mio nutritissimo guardaroba. Il successo è stato così grande da farmi decidere di ampliare l’offerta creando delle “boutique” online.

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Come funziona il suo lavoro?

Ha un sito internet?

Viaggio tantissimo per trovare le occasioni migliori: sono stata a Lione, Londra e Parigi. Acquisto solo capi in buono stato risalenti agli Anni 60 e 90 e li rimetto in ordine con piccole riparazioni. Ma non li trasformo per adattarli alle tendenze moda: preferisco conservarne lo spirito originario.

No: dal punto di vista commerciale non è una soluzione vincente. Mi appoggio a piattaforme specializzate come Depop. com (con lo pseudonimo marionetta), Vestiairecollective.it e Etsy.com (toomuchmarion), Pinterest e Instagram.

L’acquisto di cui è più orgogliosa?

Ho comprato per pochi euro un gilet di Fornasetti che ne vale 800. Ma non è stato un colpo di fortuna: io rovisto fra montagne di capi prima di trovare quello giusto. Se non si ha l’occhio allenato, è dura riconoscere la qualità in mezzo a cumuli di vestiti anonimi. Quanto costano i capi che vende?

Per un vestito si parte dai 30 euro, ma si può arrivare anche a 500 per abiti firmati da stilisti famosi come Gucci, Moschino, Dior e Chanel.

Qual è stato l’investimento iniziale?

Per invogliare all’acquisto online servono immagini d’impatto, così ho comprato una macchina fotografica (500 euro). La registrazione sui siti è gratuita, ma le piattaforme richiedono una percentuale del 10-30 per cento sulla vendita. Quanto ricava dalla sua attività?

Direi circa 8.000 euro all’anno, ma da questa cifra devo togliere le spese di viaggio. Non è molto, però sono solo all’inizio. Ora spero che l’attività decolli. Progetti futuri?

Vorrei allargare il campo ai mobili di modernariato, oggi richiestissimi.


passaparola Annalisa

cinema libri arte teatro televisione musica

Girl power Annalisa, 32 anni. sarà a Roma e a Milano in concerto il 10 e il 14 maggio (ticketone.it). Il nuovo disco Bye Bye (Warner) è dedicato alle donne.

musica

C’era una ragazza... «Essere giuste non significa seguire le regole: significa sentirsi giuste». C’è molto della Annalisa di oggi in questa frase, incastro perfetto tra il suo essere diventata grande e il sentirsi libera. A 32 anni Nali (come la chiamano i fan) ha trovato la sua messa a fuoco artistica, uscendo dal magma degli “ex talent”, senza rinunciare ai grandi numeri: 800.000 follower su Instagram, 26 milioni di visualizzazioni per Il mondo prima di te e quasi sold out i suoi due live primaverili, il 10 e 14 maggio a Roma e Milano (ticketone.it).

LUISA CARCAVALE

Il nuovo video Bye Bye sterza in direzione girl power. Crede nella sorellanza?

Da cosa l’ha capito?

Da com’è cambiato il mio ruolo nella famiglia, dove prima ero un vagone, mentre ora sono la locomotiva. Da come sia urgente la serenità rispetto al compromesso. Dalla pace fatta con lo specchio. Dal sapere disobbedire. Si scontra con la sua immagine da prima della classe...

Il fatto che io sia una che si impegna un casino viene, talvolta, scambiato per mania di perfezionismo e questo pregiudizio l’ho parecchio subìto in passato. Pensare che basterebbe venire a cena con me per capire che sono una pagliaccia. Cosa di lei vuole, invece, che si sappia con chiarezza?

Ci credo, è una componente preziosa della mia vita ed è il messaggio del disco Bye Bye (Warner), dove parlo di auto affermazione, senza filtri, senza sottrazioni. Il video va di pari passo, mostrando una crew di giovani donne che sembrano dire: «Guardateci, arriviamo dove vogliamo».

Che non mangio la carne e amo, rispetto e difendo i diritti di tutti gli animali.

Il suo personale “bye bye” a chi o a cosa è dedicato?

E a un duetto con un trapper?

A com’ero e a come non sono più. Oggi mi sento donna, non più ragazza.

Perché no? Ascolto la trap, mi diverte. Tranne Ghali: lui è l’unico che mi emoziona. Carlotta Sisti

Dica la verità, ad avere successo all’estero ci pensa?

Sì, tanto. Ci vuole parecchia determinazione ma anche la capacità di dosarla, quella fame, sennò, ti si ritorce contro.

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passaparola artecinematvlibrimusica

Cose da non perdere a Torino Salone del libro

LA VOCE DELLE DONNE Solo noi stesse: suona quasi come un manifesto, il titolo della sezione dedicata al pensiero femminile dal Salone del libro di Torino (dal 10 al 14 maggio, tema generale Un giorno tutto questo. Riflessioni sul mondo che ci aspetta; ospite speciale la Francia, nel cinquantenario del Maggio 68). La programmazione degli eventi “al femminile” è ricca e interessante, complice anche l’onda lunga del movimento #MeToo – del quale infatti si parlerà domenica 13 alle 12, mettendo a confronto scrittrici e attiviste, da Giulia Blasi a Loredana Lipperini, da Lidia Ravera a Jessa Crispin. Quest’ultima presenterà sabato 12 alle 12.30 il suo saggio Perché non sono femminista (Sur): spiega come combattere il patriarcato ma anche i difetti del femminismo mainstream. La violenza sulle donne è anche il tema dell’incontro con Alice Sebold, sabato 12 alle 12: diciotto anni dopo la sua pubblicazione, la scrittrice torna su Lucky (e/o), il libro autobiografico in cui raccontò lo stupro subito da uno sconosciuto quando era studentessa. Per conoscere meglio se stesse, venerdì 11 alle 12 le studentesse di Medicina norvegesi Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl presentano il loro manuale, scientifico ma anche ironico, Il libro della vagina (Sonzogno). Per conoscere meglio le scrittrici che hanno fatto grande la letteratura, invece, sempre venerdì 11 ma alle 18,30, c’è un omaggio alle donne del fantastico, da Mary Shelley a Ursula Le Guin. salonelibro.it Francesca Bussi

L’ITALIANO PIÙ ATTESO È fissato per sabato 12 maggio alle 18,30 nella Sala Gialla l’incontro con lo scrittore Paolo Giordano che, insieme a Manuel Agnelli, presenterà il suo nuovo romanzo Divorare il cielo (Einaudi), a quattro anni dall’ultimo pubblicato (Il nero e l’argento) e a dieci dal premio Strega (La solitudine dei numeri primi, 2008). Trama segretissima, su cui sono filtrate poche e vaghe notizie. Storia di formazione e di trasgressione nella campagna pugliese, Anni 90; tre ragazzi uniti da un forte legame spirituale (una comunità? Una setta?) e una ragazza, Teresa, che si innamora di uno dei tre, Bern. Scrittura semplice, frutto di un lungo percorso verso l’essenzialità. Il resto lo scopriremo leggendo. M.C.

In arrivo Sopra, Paolo Giordano, 35 anni, e la cover del suo nuovo romanzo Divorare il cielo (Einaudi).

CINQUE TITOLI IN CORSA per lo Strega d’Europa

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Fernando Aramburu Patria ed. Guanda, pp. 640. La saga di due famiglie in un paesino basco lacerato dal terrorismo dell’Eta. (Incontro con l’autore il 13 maggio alle 12)

Lize Spit Si scioglie ed e/o, pp. 464. Una giovane donna rivive la sua infanzia crudele, in un villaggio belga. (Incontro con l’autrice il 12 maggio alle 13,30)

Oliver Guez Auður Ava Ólafsdóttir La scomparsa di Hotel Silence Josef Mengele Einaudi, pp. 200. Neri Pozza, pp. 208. L’slandese Jonas, 49 anni, parte per La latitanza suicidarsi in un Paese sudamericana del straniero. Invece... criminale nazista. (Incontro con l’autore (Incontro con l’autrice il 12 maggio alle 14,30) il 12 maggio alle 17,30)

Lisa McInerney Peccati gloriosi Bompiani, pp. 432. Sei vite complicate si intrecciano intorno a un delitto in un’Irlanda sporca e cattiva. (Incontro con l’autrice il 13 maggio alle 16,30)

GETTY IMAGES, REDUX/CONTRASTO

(Il vincitore della cinquina sarà svelato al Salone del libro di Torino domenica 13 alle 18.30)


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cinema/1

3 MOTIVI PER VEDERE LORO 2

«Tutto documentato, tutto arbitrario»: si apre con una citazione di Giorgio Manganelli, Loro 1, prima parte di un dittico che Paolo Sorrentino prudentemente chiama: «Racconto di finzione in costume che mette in scena fatti verosimili, o anche inventati, avvenuti in Italia tra il 2006 e il 2010». Dove chi si aspetta un biopic su Silvio Berlusconi deve attendere un’ora buona prima di veder apparire Toni Servillo con indosso la nota maschera ridens dell’imprenditore-politico, impegnato a riconquistare Veronica Lario in una Villa Certosa bucolica e deserta. Prima, la lente distorta di Sorrentino fotografa il vero “mistero” del film, i Loro del titolo, la varia umanità di cortigiani e fedelissimi dell’uomo di Arcore: belle ragazze e politici senza scrupoli, facilitatori e ruffiani cocainomani. Quando i due mondi stanno per collidere, cala il sipario. L’affresco è tracciato, tutto deve ancora accadere. È il primo motivo per cui tornare al cinema a vedere Loro 2: a noi, viziati dal binge watching, questi quindici giorni di attesa sono sembrati intollerabili. La seconda ragione è l’intrigante gioco del chi è chi: è facile identificare nell’imprenditore e lenone puglieseRiccardo Scamarcio il Gianpaolo Tarantini delle cronache giudiziarie; o intuire che dietro la zarina delle escort-Kasia Smutniak ci sia “l’ape regina” Sabina Began. Più arduo è dare un nome al politico poeta e sporcaccione-Fabrizio Bentivoglio o ad altri personaggi più abilmente mascherati: la soluzione (confidiamo) è nella prossima puntata. Ma il terzo, cruciale motivo per cui torneremo al cinema per Loro 2 (finalmente nelle sale) è che, come ogni opera di Sorrentino, si tratta di un mosaico talmente sontuoso, visionario e complesso, su un passato ancora fumante, che è impossibile giudicarlo, se non nella sua, pur lenta, compiutezza. Ilaria Solari

ESSERE (QUASI) HARRISON FORD Giovane ma già referenziatissimo, il 28enne Alden Caleb Ehrenreich si prepara al debutto sulla Croisette per l’anteprima mondiale, il 15 maggio, fuori concorso, di Solo: A Star wars story (regia di Ron Howard, con Donald Glover, Emilia Clarke e Woddy Harrelson). La sua parte è quella di Han Solo, in pratica Harrison Ford da giovane, «ribelle, pirata, fuorilegge», in quello che lo stesso protagonista definisce con entusiasmo «un western spaziale che vi terrà col fiato sospeso. E di più non posso dire». Com’è arrivato così in alto, così in fretta?

Sono cresciuto a Los Angeles, con due genitori maniaci di cinema che organizzavano ogni mese maratone cinematografiche su Charlie Chaplin, John Wayne, Terminator, i film di Dustin Hoffman… Chi ha scoperto il suo talento?

Spielberg, in un video di sua figlia girato a scuola, dove correvo impazzito indossando abiti femminili. Ma soprattutto Francis Ford Coppola che, dopo aver visto un mio corto, mi ha fatto esordire in Tetro. Il suo film preferito?

E.T., visto all’Hollywood Bowl con tanto di live orchestra. Poi, in ordine di preferenze: Fronte del porto, con Marlon Brando e Una squillo per l’Ispettore Klute, con Jane Fonda. Ma quello che mi ha colpito professionalmente, cioè mi ha fatto capire che tipo di attore volevo diventare, è stata la trilogia del Padrino. Anche per questo adoro Coppola. Non è un fan di Star wars?

Certo, da sempre. Da bambino collezionavo di tutto. Star wars ha fatto parte della mia infanzia, e ovviamente ero innamorato di Leia e fan sfegatato di Harrison Ford. Attori preferiti?

James Dean e Jack Nicholson sopra a tutti gli altri… Ma tra quelli di Guerre stellari scelgo ovviamente Harrison Ford. Anche se il massimo sarebbe stato emularlo indossando il cappello e la frusta di Indiana Jones. Quello sì che è un eroe. Roberto Croci

Alden Caleb Ehrenreich

La coppia Toni Servillo ed Elena Sofia Ricci (Silvio Berlusconi e Veronica Lario) nel film di Paolo Sorrentino Loro 1 (nelle sale).

Il film Alden Ehrenreich, 28 anni, sarà nelle sale con Solo: a Star wars story dal 23 maggio.


cinema/3

«Questa è una cosa che in Italia non si è mai vista. E forse non si è vista proprio da nessun’altra parte». Ha gli occhi innamorati, Lorenza Indovina, mentre parla dell’esordio del marito Niccolò Ammaniti nel mondo della serialità con Il miracolo, otto episodi trasmessi su Sky Atlantic dall’8 maggio. Storia di una madonna che comincia a lacrimare sangue, «più che un’indagine sociologica è il racconto di come questo miracolo scombini la vita delle persone. Che succederebbe a un politico, a un prete, a un generale, se scoprissero che i miracoli esistono? Io ai miracoli non credo, credo piuttosto nella buona sorte. Ma sul set ero molto turbata da quella statua. È un’immagine potente». Per Indovina, che ai racconti del marito si è ispirata per due corti molto premiati («Ma non è che Niccolò mi abbia aiutato nella scrittura: come quando hai il medico in casa, se ti ammali non ti si filerà mai»), Ammaniti ha scritto il personaggio di Clelia, modellandolo sul suo carattere. E – molto romanticamente – anche sul suo modo d’amare: «Clelia è l’unico personaggio positivo della serie. È l’espressione dell’amore puro, quello di una donna che ama un uomo che l’ha lasciata a 18 anni e di cui aspetta indefessamente il ritorno. Quando lo incontra di nuovo, diventa il suo angelo custode. Clelia non ama il possesso: ama e basta. Io sono così in tutti i rapporti. Lascio libere le persone e godo della loro felicità». Della loro felicità ma anche della creatività, che in casa Ammaniti-Indovina è un talento condiviso: «Mentre Niccolò scriveva la serie, io scrivevo il mio primo lungometraggio. Ci chiudevamo ognuno nella sua stanzetta, ma ogni tanto non resistevo e mi affacciavo alla sua. Così, tanto per portare un tè, un piatto di mozzarelle in carrozza: mi piace far sentire bene le persone». Ilaria Ravarino

Pop up L’anima di Dorian Arriva agli Arcimboldi, a Milano, Dorian Gray. La bellezza non ha pietà, opera di teatro musicale ispirata al romanzo di Oscar Wilde (4, 5, 6 maggio, ticketone.it). La pièce è prodotta dal grande stilista francese Pierre Cardin per festeggiare i 70 anni di carriera. Lo spettacolo sarà poi in tour a Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Venezia. ST. S.

teatro

tv

MIRACOLI DI COPPIA

Noi ragazze DEL PAKISTAN Cosa dirà la gente è il titolo di un bellissimo film firmato dalla regista Iram Haq, norvegese di famiglia pakistana, tristemente legato all’attualità dalla storia di Sana, la ragazza di Brescia morta in Pakistan, forse uccisa dal padre e dal fratello. La stessa Iram Haq venne rapita a 14 anni (oggi ne ha più di 40) dai genitori e fu costretta a vivere per un anno in un villaggio pakistano. Ora ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia in questo film, il cui titolo riflette l’ossessione per il giudizio altrui tipica delle famiglie orientali molto tradizionaliste, dove una figlia può essere sacrificata in nome della rispettabilità. Da non perdere. M.G.

NOVE PIANI DI ARTE

Inaugurata in occasione della Settimana del design, la Torre della Fondazione Prada, a Milano, firmata dall’archistar olandese Rem Koolhass, è un nuovo landmark del paesaggio urbano e una tappa irrinunciabile per chi ama l’arte contemporanea. In cemento bianco, alta 60 metri, è divisa in nove piani e ospita una selezione di opere della ricchissima collezione di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, finora mai esposte.

GETTYIMAGES, ALESANDRO MARTINO

Lorenza Indovina

mostre

passaparola artetv

Insieme Lorenza Indovina, 51 anni, attrice. Recita in Il miracolo, la serie tv scritta e diretta da suo marito, Niccolò Ammaniti (nella foto sotto).


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diario dalle stelle dal 3 maggio al 9 maggio di Stefano Vighi

AL TOP

Acquario (20 gennaio/18 febbraio) Impara ad amare la bellezza delle piccole cose, quelle che non hanno pretese e che, per questo, possono essere speciali. Concediti una domenica libera e immensa insieme a chi ami, poi regalati una settimana in cui sogni e (innocue) illusioni non siano mai un tabù. Rendi speciale il tuo rapporto con il colore.

Ariete (21 marzo/20 aprile)

Vergine (23 agosto/22 settembre)

Mentre tu ti stai nutrendo di pensieri, di immagini e di logica (Mercurio ti rende mediamente geniale), chi ami sembra invece vivere un momento poco chiaro, in cui idee e risposte non sono una priorità. Ricordati però che per costruire qualcosa abbiamo bisogno di chiarezza, non di chiarore.

Nettuno sarà un’energia pericolosa, perché potrebbe convincerti che puoi abituarti alla distrazione, alla comodità delle illusioni, rinnegando la tua natura. Mercurio crede invece che tu debba stare lontana da tutto ciò che non puoi capire, optando per una settimana fatta solo di buon senso. Anche se qualcuno avrà da ridire.

A volte le situazioni possono sfuggirci di mano. Talvolta Nettuno può trasformare la semplice fantasia in illusione, e tu – che sei un segno concretissimo – questo non lo accetti. Brava. Scegli di meritarti una domenica molto libera per poi, lunedì, riprendere possesso della tua logica migliore. Basterà.

Gemelli (21 maggio/20 giugno) Praticare la dolcezza non è da tutti: è uno sport estremo. Vivere la delicatezza di Venere è qualcosa di bellissimo, che ti obbliga però ad accettare qualche malinteso, trascurando situazioni in nome della libertà dei sentimenti. Proteggiti dai dubbi e dalle trame lunedì, non opporre resistenza a chi ami mercoledì.

Cancro (21 giugno/22 luglio) Hai bisogno di capire che cosa davvero ti piacerebbe avere, quali sono i tuoi obiettivi e le tue priorità, le cose per cui ti stai dando da fare. Mercurio ti insegna a pensare, a capire come puoi tenere sotto controllo le tensioni che ti stanno sfidando. Non avere paura, perché solo chi non cresce non cade.

Leone (23 luglio/22 agosto) Se il sabato ha qualcosa di divino, la domenica ha qualcosa di divano. Nettuno ti convincerà a trascorrere un weekend soffice e sereno, ma tu non consentire che la tua morbidezza possa varcare, insieme a te, la fredda soglia del lunedì. Lasciati le emozioni alle spalle, perché in ufficio non si faranno sconti a chi sogna.

Bilancia (23 settembre/22 ottobre) L’errore ha i suoi meriti, proprio come la realtà. Sbagliare è qualcosa che puoi permetterti di fare, ma solo a patto di non credere di avere ragione e di saperti mettere in discussione (lunedì) quando Mercurio ti farà vivere di sospetti. Frutto forse di un Nettuno che ti suggerisce cose sbagliate. Prudenza.

Scorpione (23 ottobre/21 nov.) Nel weekend potresti svegliarti con accanto un certo entusiasmo, guardarlo e capire che siete due perfetti sconosciuti. Nettuno, domenica, coltiverà le tue passioni, facendoti credere che tutto sia facile, soprattutto in amore. Aspetta i giorni successivi prima di dire se tutto ciò sia reale oppure no.

Capricorno (21 dicembre /19 gen.) Qualcuno pensa che con il dubbio si cresce molto, ma si vive peggio; altri preferiscono invece non intuire per non sospettare. Tu che ne pensi? Lunedì Mercurio renderà evidenti, quasi ingombranti, alcuni pensieri che non ti lasciano tranquilla, ma forse si tratterà solo di un’ illusione. Prova a credere alle sue bugie.

Pesci (19 febbraio/20 marzo) Forse sei tra quelle che pensano che l’amore sia solo per i coraggiosi e che tutto il resto è coppia. Per questo trascorrerai il weekend imponendo la tua libertà, comportandoti in modo non sempre facile da amare. Qualcosa che, da lunedì, seminerà dubbi e sospetti: tu dimostra che sei fatta di luce, non di ombre.

COGLI LA SFIDA

Sagitario (22 novembre/20 dicembre) Venere ti spinge ad amare, a non emozionarti mai di nascosto, a essere molto orgogliosa dei tuoi sentimenti. Ma, per farlo come si deve, dovrai prima sfidare le tue incertezze, le solite indecisioni che il caos di Giove diffonde nel presente. Ne hai voglia? Provaci almeno.

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ILLUSTRAZIONI DI SARA NOT

Toro (21 aprile/20 maggio)


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Gioia n 17 12 maggio 2018  
Gioia n 17 12 maggio 2018  
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