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PROGETTO DI RESTAURO ECOLOGICO LITORALE DI CARRARA (MASSA-CARRARA) BOCCA DEL PARMIGNOLA

Giugno 2013

PRATI DI BATTILANA


PROGETTO DI RESTAURO ECOLOGICO LITORALE DI CARRARA (MASSA-CARRARA) BOCCA DEL PARMIGNOLA

PRATI DI BATTILANA


INDICE

2 INTRODUZIONE 3

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO

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IL PAESAGGIO VEGETALE

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CARATTERI NATURALISTICI CRITICITÀ

11 MASTERPLAN 18

CONCLUSIONI E REFERENZE


INTRODUZIONE

Il progetto fa riferimento all’area litorale del Comune di Carrara, precisamente al confine fra la Liguria e la Toscana, dalla Bocca del Parmignola fino ai prati umidi di Battilana e di Battilanino, ponendo l’attenzione su tutti gli aspetti naturalistici del territorio. L’analisi vegetazionale, svolta sul campo, ha permesso di delineare le peculiarità, le criticità e i valori ambientali dell’area. Questi aspetti saranno trattati all’interno del documento, dove si cercherà di evidenziare le idee alla base del restauro ecologico, al fine di riconsegnare al territorio il suo valore ambientale e turistico.

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INQUADRAMENTO GEOGRAFICO L’ambito ha subito un veloce e costante cambiamento nel corso degli ultimi 200 anni: la stragrande maggioranza del territorio si trova ora in una situazione completamente differente. Da notare le principali trasformazioni del territorio, soprattutto per quanto riguarda l’intervento antropico. La massiccia urbanizzazione, ha portato all’espansione della città di Carrara e alla nascita, su tutta la fascia pianeggiante, dell’abitato di Marina di Carrara. Sono stati modificati i corsi dei corpi idrici: ad esempio, il torrente Parmignola, che anticamente presentava numerose piccole anse, adesso, vede il suo corso per lunga parte modificato e rettilineo (soprattutto nel tratto vicino alla foce). Questo ha permesso di diminuirne la lunghezza e di conseguenza il territorio occupato. I maggiori cambiamenti però si trovano nella fascia della pianura costiera:. È questa la zona a maggior impatto antropico: tutta la parte “in rosa”, che vediamo nella carta storica, è stata quasi del tutto sostituita. Ciò che rimane dei terreni agricoli lo ritroviamo soprattutto a ridosso dei fiumi: il Carrione più a sud (che scende da Carrara e attraversa Avenza) e il Parmignola a nord (al confine con la Liguria), con tutta la sua catena di canali artificiali e affluenti. Procedendo verso Marina di Carrara, è bene notare che, anticamente, il litorale (come vediamo dalla rappresentazione storica), era occupato da boschi costieri, che offriva, oltre ad un profilo naturale della costa, anche una protezione ai campi agricoli retrostanti. Soffermandoci nel contesto indagato, tracciamo un disegno delle criticità riscontrate fra la Bocca del Parmignola e la foce della Fossa Maestra, fino ai prati umidi di Battilana e di Battilanino.

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1- Carta del 1828 risalente al Ducato di Modena e conservata presso l’archivio dell’IGM. 2- Foto aerea attuale, del 2013, ricavata daldatabase online di Google: “Google Maps”.

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CARATTERI NATURALISTICI L’arenile delimitato dalla foce del Parmignola e da quella della Fossa Maestra, è completamente occupato e soffocato dal campeggio, ed un costante e massiccio uso turistico non lascia spazio al propagarsi della vegetazione. Seppur questo ambiente sia, da un punto di vista naturalistico, in pessime condizioni, è stato possibile trovare, durante i rilievi di campagna, alcuni esemplari di psammofite tipiche dell’habitat dunale: sintomo che le specie psammofile sarebbero in grado di ricolonizzare autonomamente l’arenile. Analogamente le zone retrodunali, sono state quasi completamente distrutte: permangono solamente alcuni fragmiteti degradati, mentre si è insediata una vegetazione antropocora a Gramineae prevalenti su substrati di riporto. Gli ambienti più interessanti sono costituiti dalla vegetazione spondale e dagli alvei dei corsi d’acqua dove il terreno di riporto ha completamente interrato la pregressa area retrodunale, compaiono diverse ruderali legate a pozze temporanee. Seguendo il percorso della Fossa Maestra, si arriva ai prati di Battilana: prati umidi che accompagnano per un tratto il Parmignola, falciati e utilizzati a pascolo, con una struttura di scoline parallele al loro interno; qui s’insediano diverse specie e sottospecie di piante igrofile e mesoigrofile, distribuite lungo i canali, accompagnate, nei canali ad alveo maggiore, anche da idrofite rilevanti. Sono presenti anche boschi mesoigrofili resilienti, momentaneamente degradati, con fitocenosi di rilievo.

3 3- Foto aerea (2013) dell’ambito: bocca del Parmignola e prati di Battilana, ricavata dal database online di Google: “Google Maps”.

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IL PAESAGGIO VEGETALE

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Attraverso una serie di rilievi di campo e la fotointerpetazione d’immagini aeree in ambiente GIS, è stato possibile ricostruire i caratteri del paesaggio vegetale dell’area compresa tra Marina di Carrara e il fiume Parmignola, estendendo l’analisi fino ai prati di Battilana e Battilanino, poco oltre l’autostrada. Si dividerà la descrizione in due parti: la zona costiera dell’arenile e le zone umide retrodunali, compresi i prati umidi. All’interno di queste, saranno evidenziate le singole fitocenosi, ognuna con caratteristiche fisiche differenti, dipendenti dal substrato, in modo che sia possibile rendersi conto delle differenze fra la zona del litorale (l’arenile), e quella retrodunale (prati di Battilana). Le comunità vegetali individuate, s’insediano in ambienti fisicamente diversi: arenile, aree retrodunali, corsi d’acqua, fossi di scolo e antichi substrati alluvionali.

4- Carta del Paesaggio Vegetale 5- Legenda delle fitocenosi

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Arenile 6

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L’arenile analizzato è in parte occupato da un campeggio; le attività di balneazione inoltre non lascia spazio al propagarsi della vegetazione. Seppur questo ambiente sia in pessime condizioni è stato possibile trovare alcuni esemplari di psammofite tipiche dell’habitat dunale. Queste presenze indicano che tali specie, potrebbero nuovamente colonizzare la spiaggia, qualora venissero a mancare le attuali criticità.

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6- Cakile maritima Scop. Subsp. maritima;

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7- Arenile dalla foce della Fossa Maestra;

8- Cakile maritima (fiore); 9- Arenile antropizzato (campeggio) 10- Polygonium maritimum 11- Polygonium maritimum (fiore)

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Area retrodunale 12

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Anche le aree retrodunali sono state quasi completamente distrutte: permangono alcuni fragmiteti sparsi e degradati, mentre tutt’intorno, si è insediata una vegetazione antropocora a Gramineae prevalenti su substrati di riporto. Gli ambienti più interessanti sono costituiti dalla vegetazione spondale e dagli alvei dei corsi d’acqua. e dove il terreno di riporto ha completamente interrato la pregressa area retrodunale, compaiono diverse ruderali anche legate anche a pozze temporanee.

12- Tratto della Fossa Maestra;

13- Iris Pseudacorus L. sull’argine della Fossa;

14- Composizione floristica retrodunale;

15- Fragmiteto

18- Passeggiata naturale accanto alla Fossa

19- Argine della Fossa Maestra con campeggio

16- Juncus bufonius L. 17- Juncus effusus L. subsp effusus

20- Foce della Fossa Maestra

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Area planiziale alluvionale 21

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Quest’area, frazionata in due settori dal passaggio dell’autostrada Genova-Livorno (a sud: località Battilana; a nord: località Battilanino), è caratterizzato da prati umidi da sfalcio e pascolo, scoline, fossati, arbusteti, un’area boscata resiliente e boschi di sostituzione. I prati umidi che accompagnano per un tratto il Parmignola, vengono sfalciati e utilizzati a pascolo, al loro interno si struttura una rete parallela di scoline per la raccolta dell’acqua piovana, dove si insediano numerose specie di igrofile. All’interno di un fossato ad alveo ampio e acqua corrente, è stato possibile trovare esemplari di Callitriche sp., idrofita radicante e poco frequente, spesso eliminata in seguito alla pulitura meccanica dei fossati. La presenza di questa entità indica che i lavori di manutenzione del canale sono stati limitati, lasciando cosi la possibilità a questo tipo di vegetazione (molto delicata) di instaurarsi e crescere. A sud dell’autostrada, è presente un piccolo bosco mesoigrofilo resiliente, principalmente formato da Populus alba e Populus nigra che, alternati ad esemplari dell’esotica Robinia pseudacacia, caratterizzano la struttura del bosco. Il sottobosco, che durante molti periodi dell’anno può essere soggetto a sommersione, è formato da tutte quelle specie erbacee ed arbustive igrofile che traggono vantaggio da una costante disponibilità idrica; non mancano, inoltre, le esotiche.

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21- Prat umdi a sud dell’autostrada

22- Prati umidi a nord dell’autostrada

23- Piccolo canale all’interno del prato umido 24- Prati adibiti a pascolo 25- Iris pseudacorus

26- Scolina asciutta all’interno dei prati 27- Canale ampio con Callitriche sp.

28- Callitrihe sp. ed Iris pseudacorus 29- Bosco mesoigrofilo resiliente


CRITICITA’ 30

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L’abbandono o l’uso improprio di queste zone, porta inevitabilmente ad un pesante degrado, alla nascita di vere e proprie discariche a cielo aperto e alla presenza di fauna esotica, che può danneggiare ambiente e strutture.

30- Pontile alla Bocca della Fossa Maestra

31- Campeggio a ridosso dell’arenile

34- Discarica ai piedi del bosco mesoigrofilo

35- Discarica all’interno di un roveto

32- Tartarughe

36- Strada transitabile lungo il Parmignola 38- “Corridoi faunistici dell’autostrada”

33- Nutrie

37- L’altro lato della Linea Gotica

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MASTERPLAN

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Una volta effettuata un’analisi della vegetazione e dell’uso del territorio della zona di Marina e di Battilana, si è cercato di non limitare il progetto di riqualificazione alla sola zona umida dunale e retrodunale, ma di ampliarlo (per quanto possibile), alle zone più interne dell’urbanizzato di Marina, collegando gli impianti di interesse educativo, sportivo, sociale ed ambientale, estendodoci cosi fino ai campi di Battilana. Gli obiettivi previsti prendono in considerazione i principali atti della pianificazione comunale: - Piano Strutturale; - Regolamento Urbanistico; - Piano di Utilizzazione dell’Arenile;

Il fine è quello di creare un progetto unitario, di carattere ambientale, naturalistico ed educativo, che vada a rivedere tutti i contesti in analisi. La zona sarebbe cosi rivalorizzata fino ed oltre l’autostrada, offrendo alla popolazione locale, una valida alternativa alla sola frequentazione dell’arenile. Il Masterplan pone quindi accenti su quelli che sono gli aspetti naturalisticamente più rilevanti, cercando di limitare o modificare tutte le opere antropiche che si accompagnano alle criticità o ai danni per l’ambiente. Il progetto divide il territorio in tre zone: la prima, comprende tutta la zona rurale, delineata dall’agriturismo appena dietro l’autostrada, dal Parmignola e dalla linea dell’urbanizzato di Marina (precisamente dal Fosso della Macchia); la seconda, più piccola, comprende la zona del depuratore di Battilana e il circondario; la terza, tutta la zona del litorale, riguardante l’area abbandonata, delineata dal viale Cristoforo Colombo, dal Parmignola e dal mare. - - -

Il progetto prevede di:

Curare e valorizzare gli aspetti ambientali-turistici dei prati di Battilana creando una connettività ecologica verso l’edificato di Marina; Realizzare un ecosistema filtrante di zona umida artificiale, nell’area ad ovest del depuratore, lungo il corso della Fossa Maestra; Rivalorizzare l’arenile tramite il restauro delle dune, e creare uno stagno dalle acque della Fossa Maestra nella zona retrodunale;

Il tutto, sarà a disposizione di un turismo sostenibile e il controllo eviterà l’uso massiccio che danneggerebbe, inevitabilmente, l’ambiente e le opere.

39- Materplan e interventi

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Elementi naturalistici ed esempi di buone pratiche CONSERVAZIONE dei prati umidi:

l’habitat e la biodiversità presenti, non dovranno essere minimamente alterati; il substrato sarà cosi adatto alla crescita di specie igrofile e mesoigrofile autoctone attraverso la messa a riposo dei terreni agricoli e incentivazione di attività di pascolo controllato.

CONTROLLO delle specie esotiche (Robinia pseudacacia):

estirpazione degli esemplari più giovani e abbattimento degli adulti, ampliamento e valorizzazione del bosco mesoigrofilo con specie autoctone e costruzione di capanni per il birdwatching.

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RESTAURO delle dune:

interventi di fascinatura, che andranno a creare un ostacolo per la sabbia, si avrà cosi la costruzione della serie dunale e di conseguenza il lento ripopolamento delle psammofite.

RESTAURO dell’area retrodunale:

saranno costruiti due stagni, che andranno a ripristinare l’assetto della zona umida. Lo stagno maggiore sarà creato dalle acque della Fossa Maestra (tramite interventi in alveo e fuori alveo), quello minore sarà collegato a quest’ultimo tramite canali.

INTERVENTO FUORI ALVEO

INTERVENTO IN ALVEO

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Elementi di fruizione ed esempi di buone pratiche COSTRUZIONE di un centro informativo-educativo, dove saranno organizzati tutti gli eventi legati all’ambito (formazione, didattica ambientale, ricerca) e...

...da dove partirà un percorso turistico, che correrà lungo tutta l’area, attraversando le zone di pregio naturalistico, accompagnando i visitatori.

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VALORIZZAZIONE delle attività locali che fanno parte del progetto di restauro ecologico.Il percorso turistico è stato pensato tenendo in considerazione le attività turistiche sostenibili presenti sul territorio che potranno giovarsi della presenza di un assetto naturalistico di pregio.

COSTRUZIONE di aree di sosta attrezzata, con panchine, piccoli tavolini e pannelli informativi riguardanti la flora e la fauna autoctona, il tutto rigorosamente di materiali sostenibili.

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Integrazione agricola ed esempi di buone pratiche TUTELA delle specie ripariali:

le aree adibite a piccoli campi agricoli dovranno adottare l’uso delle fasce inerbite, per preservare la vegetazione igrofila che crescerà lungo le scoline dei campi e lungo la rete idraulica. Saranno inoltre tutelati gli orti urbani.

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CONCLUSIONI E REFERENZE Gli interventi del restauro ecologico elencati, servono a tutta l’area del Parmignola, di Battilana e Battilanino, per ritrovare il proprio equilibrio naturale.

antropico nelle zone di Battilana e Battilanino, difenderebbe la natura dei prati umidi, mantenendone la biodiversità (soprattutto lungo le scoline e i numerosi canali a lento scorrimento). Dovrebbe essere evitato l’uso massiccio dell’area, lasciando tutte le attività di agricoltura e pascolo non invasivo, come orti o piccoli greggi, che offrono vantaggi e qualità a tutta l’area. Gli interventi di rimboschimento con specie autoctone o affini, dovrebbero essere infine ben pianificati.

Lo spostamento del campeggio, il restauro della duna e il conseguente controllo turistico dell’arenile, favorirebbe l’incremento di psammofite autoctone, che andrebbero a ripopolare la spiaggia e l’area ristrutturata; seguite dalle igrofile e mesoigrofile retrodunali che, grazie alla ricostruzione della zona umida, troverebbero un substrato Schermare tutto il tragitto dell’autostrada con perfetto per il loro sviluppo. vegetazione boschiva diversificata, manterrebbe La qualità dell’arenile nei pressi della bocca del l’integrità visiva e qualitativa della zona: Parmignola, potrebbe essere ulteriormente miIl primo filare a ridosso della strada, dogliorata, accorpando gli stabilimenti balneari - posti sull’argine sinistro della Fossa Maestra, la- vrebbe essere di specie sempreverdi, in modo da sciando metri sufficienti, fra la sponda sinistra e conservare l’impatto visivo durante tutto l’arco il primo stabilimento, favorendo cosi la propa- dell’anno; Nei filari successivi, dovrebbero essere ingazione della vegetazione psammofila a ridosso - crementate le specie mesoigrofile in sintonia con del torrente. il territorio. La zona retrodunale, con la costruzione dello stagno, ritroverebbe l’assetto naturalistico perso, In tutti i luoghi dove è presente la Robinia, dopresentando un habitat idoneo al ripopolamen- vrebbe essere attuato lo sradicamento degli to e alla nidificazione dell’avifauna all’interno dei esemplari più giovani e l’abbattimento degli adulti, liberando cosi le specie autoctone dal fragmiteti. soffocamento. Questo ridarebbe valore naturaliAllo stesso modo, la tutela ed il controllo dell’uso stico alla zona, importante sia a livello ecologico

(per la biodiversità), sia a livello turistico.

Infine la valorizzazione turistica-educativa, incrementata dalla costruzione del percorso pedonale accorpato alla pista ciclabile, offrirebbe una valida connessione fra la zona umida, l’abitato e i luoghi d’interesse, portando giovamento alle attività del luogo e ai progetti educativi. A restauro compiuto, questo sarà

L’UNICO TRATTO COSTIERO NATURALE DELLA PROVINCIA DI MASSA-CARRARA

che potrà giovarsi di un assetto naturalistico nuovo, dato dalle aree retrodunali, dalle zone lungo il corso del Parmignola (ripulite e curate), dalla ricchezza ecosistemica presente nei prati umidi di Battilana e dalle zone umide ripristinate che rappresenterebbero, assieme al Lago di Porta, un biotopo planiziale costiero di rilievo.

Il progetto è stato costruito e disegnato da Marco Persiano, discusso in sede di laurea e valido come prova finale per il CDL in Scienze Naturali, curriculum: “Gestione e Controllo dell’ambiente Naturale”. Relatori:

Prof. Paolo Emilio Tomei Prof. Francesco Monacci

Data:

06 Giugno 2013

Foto:

Prof. F. Monacci e Marco Persiano

Per riuscire a creare il progetto sono state effettuate numerose ricerche sul campo che hanno portato alla realizzazione delle due carte: “Il paesaggio vegetale” e il “Masterplan” (presenti in questo documento). L’analisi floristica è stata redatta sotto la supervisione del Prof. P. E. Tomei. Le carte e la progettazione sono state create in ambiente Gis (con il software ArcGis 10.0) tramite la supervisione del Prof. F. Monacci.

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Progetto di Restauro Ecologico (Massa-Carrara, Toscana)  

Environmental project from my thesis. Sent at "Comune di Carrara" (MS), Regione Toscana.

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