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L’editoriale

ABBIAMO UN’ETÀ MA NON IMPORTA

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DA 18 A 72 ANNI, QUANDO AMI IL MOVIMENTO L’ETÀ NON CONTA p NON SO SPIEGARE PERCHÉ, MA SONO ATTRATTO DALLE COSE CON LE RUOTE CON LE QUALI CI SI PUÒ FARE MALE. Tipo le moto, le biciclette. I pattini. A pensarci bene però sono attratto anche dagli sci, dallo snowboard. A pensarci meglio, ciò che accomuna queste attività è il brivido. Della velocità, quella che ti senti addosso, perché ci sei solo tu, il mezzo, l’aria e il movimento. Ci metto anche il surf. Qui oltre a tutti gli ingredienti di prima c’è anche il mare, altro elemento essenziale della mia vita. A proposito di surf, qualche giorno fa ho incontrato una persona eccezionale. Ha 18 anni, ti accoglie con un sorriso, con una simpatia contagiosa. Gira il mondo, passa gran parte delle giornate al mare, sulla tavola da surf. È fortissimo, ha già battuto tutti i più grandi surfisti del mondo. Ah, poi è bello, ben messo, e anche alto. Che non guasta. Ce ne sarebbero di motivi per invidiare Leonardo Fioravanti. Invece quando ci parli quel che provi è un’immediata simpatia, lui è così sincero e coinvolgente che dopo un po’ ti pare pure facile cavalcare quelle onde stando in equilibrio a piedi nudi sul surf. Anche tu ti senti capace di entrare in uno di quei tunnel pazzeschi che fanno le onde. Io l’ho sempre sognato, ma so benissimo che non è una bazzecola. Già, il surf. Oltre alla fisicità, alla velocità e al brivido c’è anche il pericolo. Per esempio un’onda ti sbatte contro il reef. Oppure uno squalo ti passa sotto la tavola quando sei al largo. A Leo sono successe entrambe le cose, ce le racconta nella sua intervista. Tra me e Leo ci sono 40 anni di diferenza. Però. Mica bruscolini. Tra me e Ranulph Fiennes invece 14, stavolta a mio favore. Prima di leggere la sua storia non lo conoscevo, però anche lui, in modo diverso, mi ha dato una gran forza. Lui è un altro che in quanto a pericoli non scherza mica. A 65 anni ha scalato l’Everest, ha attraversato l’Artico, l’Antartico, ha combattuto nel deserto. Dopo un attacco di cuore, e relativo bypass, ha fatto sette maratone in sette giorni. E pensare che proprio qui, in questo stesso numero di Men’s Health, qualcuno dice di accusare la boa dei 50. Per scoprire chi è dovete leggerci fino all’ultima pagina.

Aldo Ballerini

| MENSHEALTH.IT 1


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42 LEONARDO FIORAVANTI Giovanissimo (18 anni) è a un passo dall’ammissione al campionato dei più forti surfisti del mondo. Lui punta alla Top Ten in 4-5 anni; noi diciamo che ci arriva prima...


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Contributor

Leonardo Fioravanti

Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Joe Wicks ha iniziato a cucinare piatti semplici e veloci per il proprio benessere, oggi ha più di 1,4 milioni di follower e le sue ricette pronte in 15 minuti sono seguitissime sui social.

Leo ha 18 anni ma cavalca le onde da quando ne aveva 6 e ci racconta la sua passione per il surf e la straordinaria sensazione che prova in acqua nell’attesa dell’onda giusta per vincere ed entrare nella Top Ten dei migliori surfisti di tutto il mondo.

Le 50 cose incredibili (buone e cattive) che nessuno ti ha mai raccontato sulle medicine. Pillole, intrugli e polverine: scopri i migliori alleati e quelli che è decisamente meglio evitare.

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Appassionata di moda e suspension training, si allena ogni giorno con il TRX per avere un fisico perfetto: esegui anche tu il circuito total body proposto da Ludovica e mettiti alla prova!

Club

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IN COPERTINA Miroslav Cech (View Management). Foto di Edu García, assistente Carles Oliva, styling Anna Otero, grooming Sarai Pujol per I.C.O.N. Pantaloni Aeronautica Militare.

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Impara a rimediare gli errori e gli eccessi del passato per migliorare la tua salute di domani; allevia il dolore e previeni gli infortuni con lo squat perfetto; scopri come perdere il primo chilo di troppo e trasformare il tuo corpo; meglio lo zucchero o i dolcificanti?; e ancora, conquistala con una cena impeccabile e segui i consigli del nostro bartender...

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60 Ludovica Pagani


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64 I tuoi nuovi obiettivi Quando compi gli anni e cambi decennio, hai l’opportunità di scegliere nuovi obiettivi e ridefinire i tuoi limiti fisici. Leggi le storie dei nostri protagonisti e fai tesoro delle loro esperienze per provare anche tu a diventare quello che hai sempre voluto essere.

70 La moda chic & cozy Tessuti morbidi e confortevoli per l’uomo contemporaneo che esige stile e flessibilità. 6 MENSHEALTH.IT |

88 Un grande esploratore Ranulph Fiennes ha attraversato l’Antartide senza supporto, ha avuto un attacco di cuore e poi ha corso 7 maratone in 7 giorni e a 65 anni ha scalato l’Everest. Scopri le sue leggendarie avventure.

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96 Leadership Anche se non ti chiami Giulio Cesare, Napoleone o Steve Jobs, puoi riuscire a distinguerti e a prendere in mano le redini della tua vita. Ecco le regole da seguire per uscire dal gregge.

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Global Editions/ EDITORS-IN-CHIEF Australia LUKE BENEDICTUS Brasile AIRTON SELIGMAN Bulgaria VLADIMIR KONSTANTINOV

Direttore Responsabile

Piero Bacchetti Executive Director

Aldo Ballerini Editor

Giuliano Donati Fashion Editor

Rosamaria Coniglio Editorial Assistant

Cina ZHOU SONG Croazia ROBERT FRKOVIC Francia PATRICK GUERINET Germania MARKUS STENGLEIN Grecia VASSILIS GEORGAKAKOS Ungheria MÁTÉ PÁSZTOR

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India AROON PURIE

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Indonesia CHICHI BERNARDUS

Flavia Vimercati Art Director

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Italia ALDO BALLERINI Kazakistan ANDREY MANUYLOV Malesia JOHN ING

Special Contributors

Leonardo Fioravanti, Joe Wicks Contributors Massimo Albini, Daniele Dal Canto, Davide Gemelli, Nadia Guidi, Maria Giovanni Jacobazz,i Ottavio Mantovani, Gian Mario Migliaccio, Gianni Miraglia, Fabrizio Nannini, Berenice Solano, Victor Venturelli, Flavia Vimercati, Doctor Wine, Remigio Zena Photo Max Bertoli, Edu Garcia, Eleonora Parodi, Mitch Payne © Fotolia © shutterstock Operations

Paolo Cionti Technical Department

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Contributor

In forma in 15, edizioni Tre60 (© 2016 TEA S.r.l.), è il nuovo libro in cui Wicks raccoglie quasi 100 ricette illustrate per preparare pasti buoni e sani in 15 minuti e gli esercizi fondamentali per bruciare il grasso e rimettersi in forma con un allenamento intervallato ad alta intensità, che prevede esercizi della durata di 20 secondi e pause di 40 secondi.

Copyright © Joe Wicks 2015 The right of Joe Wicks to be identified as the author of this work has been asserted by him in accordance with the Copyright, Designs and Patents Act 1988 All rights reserved © 2016 TEA S.r.l., Milano

JOE WICKS IN FORMA IN 15 uando ho postato il mio primo video #Leanin15 su Instagram, all’inizio del 2014, non avrei mai immaginato che sarei arrivato a scrivere questo libro. Tutto è cominciato per divertimento nella mia cucina, con l’idea di condividere ricette semplici per aiutare le persone a tornare in forma. Tutte erano

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pronte in 15 minuti e i video duravano solamente 15 secondi. Ogni pasto era per me un’opportunità per condividere una nuova idea, e questa era la mia motivazione per continuare. Con mia grande sorpresa, nel giro di pochi mesi centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo iniziarono a seguirmi, preparando le mie ricette a casa e condividendole online. Quando si tratta di cucinare sono completamente autodidatta, perciò non faccio mai cose complicate. Utilizzo cibi che tutti possono trovare nel supermercato sotto casa e questo rende In forma in 15 accessibile a chiunque e perfetto per gente attiva. Il mio approccio consiste anche nel fare piccoli cambi di stile di vita invece di seguire un regime severo. Come è nata la mia dieta? Mi sono sempre allenato molto, ma non avevo mai preso sul serio la mia nutrizione. Poi ho capito che, per quanto mi allenassi, non sarei mai riuscito a battere gli efetti negativi di una dieta sbagliata. Solo quando ho cominciato a studiare nutrizione dopo l’università ho capito l’importanza del cibo per l’apporto energetico e per i cambiamenti del mio corpo. Con questa nuova conoscenza e comprensione della nutrizione, ero finalmente in grado di dimagrire e restare in forma. Con l’aumentare dei miei fan sui social, ho capito l’assurdità dell’industria delle diete.

IL PANCAKE PROTEICO DEL VINCITORE Davvero posso mangiare i pancake e dimagrire? Sì, certo, è il piatto perfetto per il dopo allenamento, quindi preparalo e goditelo. Te lo sei meritato! Ingredienti (1 persona) 1 banana tagliata a pezzetti 1 uovo

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Ogni giorno ricevevo messaggi da persone che si sottoponevano a regimi deprimenti di ogni genere, e subito mi è sembrata incredibile la quantità di informazioni sbagliate che vengono date e fino a che punto la gente è disposta a sofrire per dimagrire. Un giorno quindi, mentre facevo jogging, ho deciso che avrei fatto qualcosa. Avrei creato un programma online di nutrizione e allenamento per informare tutti nel modo giusto e salvarla da queste diete dannose e poco salutari. Il mio scopo era quello di creare un piano sostenibile con piatti saporiti che avrebbero permesso alle persone di mangiare di più, allenarsi più eicacemente, per molto meno tempo, e bruciare grassi. Dopo mesi di ricerca è nato il piano di 90 giorni: “Cambia, Modella e Mantieni”. Insegnare i principi di nutrizione a centiniaia di migliaia di persone mi ha permesso di dar loro la forza di riprendere il controllo e di raggiungere i propri obiettivi in modo salutare e piacevole. Ora spero che questo libro ispiri anche voi a cucinare e mangiare con disciplina e organizzazione e ad avere il corpo che avete sempre desiderato.

25g di fiocchi di avena 1 cucchiaio di olio di cocco yogurt greco intero mirtilli e lamponi per servire 1 cucchiaiata (30g) di polvere proteica alla vaniglia Preparazione Frullate la banana, la polvere proteica, l’uovo e l’avena in un frullatore per preparare la vostra

CHI È JOE WICKS Dopo aver conseguito un Master in Scienza dello sport e aver lavorato per 5 anni come personal trainer, Joe Wicks ha iniziato a postare video di ricette da preparare in 15 minuti su Instagram e Youtube e a condividere i propri consigli su alimentazione e forma fisica. Ora ha più di 1,4 milioni di follower su Instagram e Facebook.

pastella. Fate scaldare metà dell’olio di cocco in una padella antiaderente a fuoco medio. Versatevi una piccola quantità di pastella (solitamente ottengo 3 pancake in una volta sola con metà della pastella). Cuocete per circa un minuto da ciascun lato. Togliete e ripetete il procedimento con la pastella rimasta. Servite con una cucchiaiata di yogurt e un po’ di lamponi e mirtilli.


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THE Bulletin Studi, scoperte, consigli utili, avvertimenti e tanto altro ancora dal mondo della scienza, della medicina, dello sport e dell’alimentazione

Una camminata per gli addominali

Ciclisti distratti Quando sei in auto stai attento ai ciclisti perché nel 30% dei casi loro non staranno attenti a te: lo dice uno studio della Tufs University, in Massachusetts. Le distrazioni principali per un ciclista sono gli auricolari, il telefono, le borse della spesa, le bibite e i cibi vari. Ma se sono sportivi tutta la loro attenzione è spesso concentrata sul display del contachilometri e delle calorie che hanno sul manubrio.

Più corsa più muscoli

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Un’altra buona ragione per fare le scale

I casi di melanoma al retto e all’ano tra gli uomini sono aumentati del 5% all’anno tra il 1992 I carboidrati raffinati e il 2011. Questo nutrono le cellule cancro alla pelle è cancerogene nei relativamente raro polmoni ma viene spesso Lo dice uno studio diagnosticato in uno scientifico: le persone stadio avanzato. Il i cui pasti hanno un motivo di questo indice glicemico aumento non è elevato (una chiaro, ma se noti caratteristica che indica sanguinamenti, l’impatto di un alimento dolore o prurito sui livelli di zucchero o qualsiasi nel sangue) hanno il cambiamento nelle 49% di probabilità in tue abitudini quando più di soffrire di cancro vai al bagno parlane ai polmoni di chi ha subito con il medico. un indice glicemico basso. L’aumento dello zzucchero nel sangue promuove i fattori di crescita dell’insulina che aiutano le cellule cancerogene a proliferare e a dividersi.

Fare le scale invece di prendere l’ascensore protegge il tuo cervello dagli effetti dell’invecchiamento. Quando gli scienziati hanno esaminato con la risonanza magnetica la materia grigia dei partecipanti a una ricerca hanno scoperto che l’età del cervello si abbassava per ogni rampa di scale che la persona in questione saliva ogni giorno. Non è ancora chiaro come mai salire le scale aiuti il cervello a restare giovane ma non importa: facendo le scale bruci anche calorie, quindi hai un doppio vantaggio. Scordati l’ascensore.

Cibi che ti aiutano a concentrarti

Vai indietro per andare più veloce

Vecchio esercizio, nuovi vantaggi

Vuoi distrarti meno ed essere più attento? Mangia tanti alimenti diversi. I partecipanti a uno studio che hanno diversificato la loro dieta giornaliera hanno ottenuto risultati migliori nei test di attenzione visiva e uditiva di chi era più abitudinario. Frutta, verdura e cereali in particolare sono fonti importanti di antiossidanti che migliorano la funzionalità cerebrale e rallentano il declino cognitivo.

In uno studio gli uomini che hanno introdotto la corsa all’indietro nel loro programma di allenamento hanno visto migliorare quasi del 3% la loro energia nella corsa tradizionale, ossia in avanti. Secondo altre ricerche la corsa all’indietro aiuta l’equilibro e la resistenza agli infortuni. La prossima volta che esci a correre, corri all’indietro per 10 minuti come riscaldamento.

Soft drink e artrite Chi beve succhi di frutta o soft drink che contengono sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio 5 o più volte alla settimana può triplicare il rischio di soffrire di artrite rispetto a chi consuma queste bevande in minor quantità. La digestione degli zuccheri può portare alla produzione di molecole infiammatorie che superano il tratto digerente e finiscono nei tessuti e nelle giunture.

Le tradizionali arti marziali cinesi come il tai chi e il chi kung apportano diversi benefici, tra cui quello di ridurre la pressione sanguigna massima di 9 punti. Chi pratica queste arti marziali ha anche meno sintomi di depressione e livelli più bassi di colesterolo cattivo e trigliceridi. Secondo i ricercatori i movimenti fluidi di queste arti promuovono la guarigione e calmano la mente.

I sonniferi uccidono Le overdosi mortali di benzodiazepine, contenute in alcuni famosi sonniferi, si sono quadruplicate in soli 17 anni, tra il 1996 e il 2013. Questi farmaci, tra cui ci sono il Valium e lo Xanax, vengono usati anche per curare l’ansia. L’aumento di decessi causati da overdosi di questi sonniferi può essere dovuta all’abbinamento di questi farmaci con l’alcol o all’uso prolungato oltre il necessario.

Tieni lontano il diabete a piccoli passi Perdere un paio di chili può bastare per tenere alla larga il diabete: lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism. Quando un obeso con resistenza all’insulina perde il 5% del suo peso uno dei marker della sensibilità all’insulina migliora del 10%. Anche una piccola perdita di peso può aiutare le cellule grasse a gestire meglio l’insulina.

Illustrazioni di Catherine A. Moore

Se vuoi aumentare la massa muscolare corri e fai sollevamento pesi. Gli esercizi di durata migliorano la risposta anabolica nei workout basati sulla resistenza, lo rivela una ricerca svedese. Gli uomini sani ma non sportivi che vanno in bici prima di fare sollevamento pesi vedono crescere le loro fibre muscolari di tipo I e II del 28%, mentre chi fa solo sollevamento pesi non nota un sensibile aumento della massa muscolare.

Se irrigidisci gli addominali mentre cammini non solo scolpisci il petto ma proteggi anche la schiena. In questo modo inoltre riuscirai a contrarre i principali muscoli addominali il 70% in più di quanto ti succede durante una normale camminata. Questo processo permette di attivare i muscoli profondi del core che sostengono la schiena. Provaci: pancia in dentro, petto in fuori e cammina.

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Il principio del fuoco

Club Novembre 2016

Due milioni di anni fa, o forse più, da qualche parte in Africa, i primati hanno cominciato a radunarsi intorno al fuoco. Erano probabilmente Homo Habilis, i precursori dell’Homo Erectus e Sapiens. Il dilemma che aligge gli antropologi è semplice: è nato prima il fuoco o prima l’uomo? Probabilmente il fuoco, visto che ha reso commestibili molti più alimenti vegetali e animali, eliminando batteri e parassiti, e migliorando così la dieta dei primati. Senza contare che allontana i predatori e stimola la vita sociale, favorendo così un rapido sviluppo della specie. O per lo meno del suo cervello, a scapito di altri organi. Il cervello, infatti, sostiene il primatologo Richard Wrangham, consuma almeno un quinto delle nostre riserve energetiche giornaliere. Vuoi saperne di più? Leggi L’intelligenza del fuoco di Richard Wrangham (Bollati Boringhieri).

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Club Health

Allunga la tua vita: non è troppo tardi Quando eri giovane ti sei preso un po’ troppe libertà. Quanti danni hai fatto alla tua salute di oggi? Ecco quali sono e come puoi rimediare uando eravamo giovani, con molti più capelli e testosterone e molto meno cervello, molti di noi hanno fatto del loro meglio per farsi del male, anche se allora ci sentivamo indistruttibili. Forse hai passato tutta la tua vita da studente universitario a whisky e caramelle o hai conosciuto più droghe di uno spacciatore. Oppure hai mangiato così tanti panini da guadagnarti il soprannome di Fat Burger e da uscire solo con ragazze rimorchiate alla cassa del fast food. Se ti sei mai chiesto se i tuoi “peccatucci” potrebbero avere ripercussioni a lungo termine sulla tua salute, è arrivato il momento di scoprire una volta per tutte se ce la puoi fare o se ormai per te è troppo tardi…

Di Ron Geraci, foto shutterstock

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Club Health

HAI FUMATO COME UNA CIMINIERA Secondo le ricerche i rischi per la salute di 10 o anche 15 anni di fumo intensivo si riducono drasticamente dopo 20 anni di astinenza. Questo avviene se smetti di fumare entro i 35 anni, se non fumi più neanche una sigaretta (e nemmeno le canne), eviti il fumo passivo e non vivi in una città strainquinata come Pechino (ma anche Milano non scherza). Per ognuno di questi fattori il tuo rischio aumenta leggermente. Secondo gli esperti se eri un fumatore incallito e hai smesso a 30 anni, ti è andata bene: probabilmente hai perso solo un anno di vita. Da uno studio del 2013 è emerso che in media gli uomini che fumano da tutta la vita muoiono circa 12 anni prima di chi non ha mai fumato. Smettendo tra i 35 e i 44 anni, invece che morire 12 anni prima ti allunghi la vita di 9 anni, morendo in media 3 anni prima dei non fumatori. Se invece smetti tra i 45 e i 65 anni muori tra i 6 e gli 8 anni prima dei non fumatori. Se vuoi valutare meglio il danno che il fumo ha causato ai tuoi polmoni chiedi al tuo medico se puoi fare una Tac spirale. Questo esame è molto utile per rivelare tumori potenzialmente dannosi. Infine, non sottovalutarti: considera che se hai smesso di fumare hai detto basta a una delle abitudini più difficili da modificare e quindi puoi applicare la stessa determinazione in altri ambiti della salute, apportando cambiamenti positivi. Se sei riuscito a dire definitivamente addio alla nicotina puoi fare qualsiasi cosa.

LA GENTE SI UBRIACAVA CON IL TUO ALITO Pensa a quando eri giovane e spensierato. Quanto alzavi il gomito? Se hai bevuto meno di due drink al giorno probabilmente sei al sicuro. Ma se ti avevano soprannominato Jack Daniel’s perché avevi sempre una bottiglia in mano allora è diverso. Se hai esagerato con l’alcol per parecchi anni nella tua gioventù (bevendo tre o più alcolici al giorno) è probabile che questa tua pessima abitudine abbia colpito alcuni dei tuoi organi vitali. A meno che tu non abbia cambiato veramente vita e abitudini, smettendo completamente di bere dopo averci dato dentro a più non posso, probabilmente soffrirai di fegato grasso. Fatti vedere da un epatologo e fai un esame per vedere come sta il fegato. Il tuo brutto vizio probabilmente ha influito anche sul cervello. Secondo gli ultimi studi chi è stato un bevitore forte tra i 15 e i 29 anni, dopo i 30 anni mostra una leggera riduzione nel volume cerebrale rispetto a chi beveva di meno. Queste persone hanno cali di memoria, di attenzione e di concentrazione. Dagli studi per ora non è chiaro se si tratta di effetti permanenti. Anche se non esageri più con il bere (l’attuale soglia limite è di 2 drink al giorno) sei sempre a rischio di sviluppare una malattia da abuso di alcol. Se da giovane bevevi davvero troppo sei più esposto al rischio di ricominciare se, nella vita, dovessi trovarti ad affrontare una crisi o un grosso problema.

HAI FATTO SESSO COME UN RICCIO Se sei riuscito a scampare ad alcune delle peggiori malattie che colpiscono chi lo fa quando e dove capita: herpes, sifilide, HIV... sei quasi salvo. Quasi. Se durante o dopo i tuoi anni da assatanato non sei stato abbastanza furbo da fare un esame, fallo adesso: fai uno screening per le malattie sessualmente trasmissibili (MST), incluso quello per l’epatite C, e fatti curare se scopri di averne qualcuna. Il sistema immunitario debella nel giro di alcuni mesi o anni alcune di queste malattie, come la gonorrea o la tricomoniasi, ma secondo alcune ricerche pare che i disturbi come la clamidia resistano nell’organismo e possano reinfettarlo. Alcune di queste malattie inoltre sono asintomatiche ma possono ridurre la fertilità, quindi se hai problemi a concepire fai uno spermiogramma. Queste malattie possono anche portare al cancro anale, al pene e orofaringeo provocato dal Papilloma Virus Umano (HPV). Tra gli americani sotto i 45 anni l’incidenza di cancro orofaringeo (che colpisce la lingua, le tonsille, il palato molle o la faringe) è cresciuta del 60% tra il 1973 e il 2009. Anche se il corpo debella da solo la maggior parte delle infezioni da HPV nel giro di due anni è facile reinfettarsi attraverso i rapporti sessuali e i preservativi proteggono solo parzialmente. Visto che non esiste un test per vedere se soffri di HPV o per velocizzare la guarigione, l’ideale è farsi vaccinare prima di iniziare l’attività sessuale. Per te ormai è tardi ma puoi far vaccinare i tuoi figli, se sono ancora bambini o adolescenti.

HAI USATO LA TUA TESTA COME UN PUNCHING BALL Che la testa sia delicata lo sanno tutti. Per questo devi sempre stare attento a evitare che prenda colpi e botte. In caso di urto, oltre alla gravità del colpo, influisce la frequenza con la testa si trova in queste brutte situazioni. Quando prendi un forte colpo alla testa il 90% dei sintomi infatti si risolve nel giro di 3 mesi. Ma due o più traumi cranici o botte ripetute nella parte bassa della testa, provocate per esempio da uno sport da contatto, possono fare danni seri. Molti uomini che da ragazzi giocavano a football, a calcio o a hockey nella loro vita hanno subito diversi traumi alla testa. Anche se non sono stati così gravi da provocare uno svenimento o una confusione mentale hanno comunque danneggiato il cervello. Questi colpi aumentano il rischio di encefalopatia traumatica cronica (CTE) ma quanto e come i traumi possano aumentare il rischio è ancora un oggetto di studio e di dibattito. Gli scienziati in questi ultimi anni hanno espresso pareri diversi. Nel frattempo l’unica cosa da fare è cercare di preservare il cervello da ulteriori danni, per esempio evitando alcol e droghe e tenendo sotto controllo la pressione alta e il diabete. Se hai problemi di memoria o fai fatica a concentrarti, o se noti un cambio di personalità o sbalzi di umore immotivati parlane con il medico. Le ricerche dimostrano che basta un colpo forte al cervello (attenzione, per forte intendiamo che perdi conoscenza per almeno mezz’ora) per aumentare il rischio di Alzheimer.

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DA RAGAZZO MANGIAVI SOLO HAMBURGER E FORMAGGIO Se non sei obeso, diabetico e non soffri di ipertensione e se la circolazione del sangue non ti dà problemi stai tranquillo: nessuna ricerca ha confermato che l’orribile dieta a cui ti sei volontariamente sottoposto quando eri uno sconsiderato ventenne può causare problemi gravi che persistano per dieci anni o più da quando hai scoperto che esistono anche la frutta e la verdura. Anzi, puoi controbilanciare gli anni di pessima dieta mangiando sano. Il problema è uno solo: è più facile a dirsi che a farsi. Le abitudini alimentari che hai preso quando avevi vent’anni possono determinare il corso (e la lunghezza) della tua vita. Anche se i danni fisici di una pessima dieta si possono limitare, la tendenza a mangiare quello che ti va quando ti va e quanto ti va può diventare un’abitudine impossibile da sradicare, soprattutto quando la vita si fa più stressante e il tempo manca. È per questo che gli esperti della salute ritengono così importante insegnare ai bambini fin da piccoli a mangiare sano. La predisposizione genetica è un fattore importante nel determinare come il corpo si riprenderà dopo anni a mangiare male ma c’è chi non si converte mai a una dieta sana. Chi segue una pessima dieta da giovane può correre ai ripari nel corso degli anni, quando avrà capito l’errore, ma è molto più difficile se mangiare male e fare poco moto è ormai diventato un’abitudine. E quando sei sovrappeso di 15-20 chili rischi di portarteli dietro per tutta la vita.

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HAI PROVATO PIÙ DROGHE DI UNO SPACCIATORE Qualsiasi sia la droga che ti sei fumato o sniffato, se sei pulito da 10 anni e non hai nessun sintomo il cervello probabilmente ha recuperato bene da ogni possibile danno. Le ricerche dimostrano che puoi recuperare gran parte delle capacità cognitive. Questo non vuole assolutamente dire che puoi assumere droga da ragazzo e pensare di passarla liscia e non avere conseguenze. Tanto per cominciare, se hai iniziato a fumare pesantemente marijuana, e altre droghe simili, da giovane, quando il cervello si stava ancora formando, corri più rischi di avere difficoltà cognitive. L’uso intenso di marijuana durante l’adolescenza può produrre problemi a lungo termine alla memoria e all’apprendimento oltre che una maggiore probabilità di soffrire di depressione e di tendenze suicide, anche a decenni di distanza. Inoltre potresti aver danneggiato, o invecchiato prematuramente, il cuore, specialmente se hai fatto uso di cocaina (che può provocare attacchi di cuore silenti) o di metanfetamine (che possono provocare disturbi al muscolo cardiaco). Parla al tuo medico senza vergogna né paura del tuo passato con le droghe e fai una visita da un cardiologo. Stai attento anche agli antidolorifici a base di oppiacei. Se in passato hai fatto un uso smodato di qualsiasi droga o anche di alcol o tabacco corri un rischio molto maggiore di sviluppare una dipendenza da antidolorifici anche anni dopo aver smesso.

HAI SPACCATO I VETRI DEI VICINI CON LA MUSICA A PALLA Se ti sei svegliato quasi ogni mattina con il ronzio nelle orecchie, regalo di una notte passata ad ascoltare musica a volume altissimo hai una buona probabilità di perdere parzialmente l’udito e di sviluppare l’acufene dai 10 ai 30 anni prima di quanto succederebbe normalmente. Il primo sintomo di questo problema è il cosiddetto “effetto cocktail party”, nel quale hai problemi a eliminare il rumore di sottofondo per capire che cosa dice una persona che ti parla in una stanza affollata. Di solito si inizia a soffrirne dopo i 50 o i 60 anni ma chi ha esagerato con la musica da giovane può avere disturbi di questo genere già a 40 anni. Per valutare gli eventuali danni rivolgiti a un audiologo per un test dell’udito. Se il disturbo è grave potresti aver bisogno di un apparecchio acustico. Se invece è lieve puoi cercare di salvare il salvabile. Purtroppo non puoi recuperare l’udito perso: le cellule ciliate nell’orecchio interno (coclea) non si rigenerano quindi è importante usare delle protezioni. Evita l’esposizione prolungata a qualsiasi rumore superiore agli 85 decibel (ovvero equivalente al rumore del traffico intenso in città). Tieni basso il volume dello stereo in auto in modo da poterci tranquillamente parlare sopra senza urlare e usa sempre i tappi per le orecchie quando tagli l’erba, usi il trapano o ascolti tua moglie che spettegola delle sue amiche.

HAI PASSATO PIÙ TEMPO IN SPIAGGIA DI UN BAGNINO Rosolare la tua pelle al sole o su un lettino abbronzante non è stata una mossa intelligente. Le radiazioni ultraviolette hanno danneggiato il DNA delle cellule della pelle, aumentando il rischio di cancro. I danni UV sono cumulativi e raggiunto un certo limite le cellule si trasformano e diventano cancerogene. L’uomo medio americano ha 1 probabilità su 38 di sviluppare il melanoma, la forma di cancro alla pelle più mortale. Inoltre, se hai iniziato a stenderti sui lettini abbronzanti prima dei 35 anni hai aumentato il rischio di melanoma del 60%. Il consiglio in questo caso è di applicare quotidianamente una crema solare con protezione 30 su tutte le aree della pelle esposte al sole, come se fosse una crema idratante. In questo modo eviti di fare ulteriori danni e abbassi il rischio di cancro alla pelle. Vai da un dermatologo almeno una volta all’anno per un controllo completo e fai un autoesame ogni mese per controllare eventuali nei o punti sospetti. Parla con il medico di qualsiasi sospetto e avvertilo se c’è qualche punto della pelle che sanguina, prude o è dolorante senza motivo. Infine, considera l’idea di assumere della vitamina B. Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine chi è in cura per il cancro alla pelle e assume 500 milligrammi di vitamina B3 due volte al giorno ha il 23% di rischio in meno di sviluppare nuovi tipi di cancro non melanoma di chi non prende la vitamina B3. Parlane al tuo medico.


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Via il dolore in una mossa Questo semplice esercizio ti aiuterà ad alleviare il dolore, a prevenire gli infortuni e a raggiungere nuovi traguardi nella tua forma fisica

Certe volte ti fanno male le ginocchia, i fianchi o la schiena senza un motivo apparente? Quando corri, fai sollevamento pesi o fai sport ti fanno male i muscoli sbagliati? Quando cammini ti senti tutto incriccato e rigido? Questo test ti aiuta a capire perché. BASTANO 3 SECONDI Alzati e togliti le scarpe. Divarica leggermente le gambe in modo che siano alla larghezza dei fianchi, con le punte dei piedi in avanti. Adesso fai uno squat. Abbassati il più possibile senza

Nella preistoria si sedevano così. Poi però sono arrivate le sedie. Oggi noi stiamo seduti a un tavolo 8 ore al giorno 5 giorni a settimana per decenni, cominciando in prima elementare. Alla lunga il corpo si adatta a questa posizione comoda ma innaturale. Nella posizione seduta i muscoli dei fianchi e delle caviglie si accorciano e i muscoli stabilizzatori del core non entrano in azione perché il corpo non deve stare in equilibrio: ci pensa la sedia a sostenerlo. Nel tempo i fianchi e le caviglie si tendono e quelle aree del core si

BASTA CON IL DOLORE Quando un muscolo è troppo teso il cervello pensa che quell’area sia minacciata e invia un segnale doloroso per spingere il corpo a muoversi. Per esempio sofri di sciatica quando i muscoli dei fianchi sono troppo tesi. Il motivo per cui il foam rolling e lo stretching alleviano temporaneamente il dolore è dovuto al fatto che riducono in parte la tensione di quelle zone. Facendo squat i muscoli dei fianchi e delle caviglie si allungano e si raforzano. Ecco perché imparare a farlo in maniera corretta ti permetterà di sciogliere quei muscoli e di ridurre il dolore.

scaricando lì il peso. Questo può provocare un’ernia al disco, che è dolorosissima. In quasi tutti gli sport i movimenti devono coinvolgere i fianchi, perché sono questi che danno al corpo la forza rotazionale. Prendiamo il golf per esempio: se i fianchi sono troppo tesi finisci per colpire la pallina ruotando la spina dorsale invece dei fianchi e questo provoca mal di schiena. “Se non riesci a fare correttamente lo squat finisci per avere dolore o infortunarti a ogni giuntura”, dice Sihota. Le ricerche dimostrano che le persone che vivono in ambienti rurali di alcuni Paesi in via di sviluppo, dove stare seduti nella posizione dello squat è comune, sofrono molto meno di disturbi legati alla postura, come il dolore alla parte inferiore della schiena. È impossibile eseguire correttamente qualsiasi esercizio che richieda un’ampia mobilità, come lo squat con bilanciere e il deadlift, se la mancanza di flessibilità ai fianchi e alle caviglie ti impedisce di eseguire uno squat completo o un deep squat (e se ci provi rischi di farti male, specialmente se usi un peso sostenuto). Questo rende meno eicace l’esercizio perché coinvolgi meno muscoli e li tieni in tensione per meno tempo. Di conseguenza fai più fatica e ottieni meno risultati.

NON FARTI DEL MALE Se i tuoi muscoli sono tesi e deboli fare attività fisica è una pessima idea. Correndo e sollecitando caviglie immobili e fianchi tesi rischi di provocare infortuni ai tendini e alle ginocchia perché metti sotto pressione le aree sbagliate. Quando qualcuno che ha i muscoli delle caviglie e dei fianchi troppo tesi cerca di sollevare un peso da terra non riesce a toccare il pavimento tenendo la schiena dritta. Così piega la schiena,

CAMBIA LA TUA VITA Imparare a eseguire correttamente lo squat è fondamentale, e non solo per il workout: non cambia solo il tuo modo di allenarti, ti cambia proprio la vita. Sarai soggetto a meno infortuni e proverai meno dolore. Svilupperai meglio i muscoli di tutto il corpo. Soprattutto, vedrai migliorare le tue prestazioni in ogni tua attività: correrai più forte, lancerai la palla più lontano, la colpirai con più forza...

Eseguire correttamente lo squat è fondamentale: non cambia solo il tuo allenamento, ti cambia la vita sollevare i talloni da terra e senza sporgerti in avanti. Non riesci a portare il sedere a pochi centimetri da terra? Ecco, hai appena scoperto qual è il tuo problema. “Mettersi seduti nella posizione dello squat è il movimento più naturale per il corpo”, dice Roop Sihota, fisioterapista californiano. Con questa mossa le giunture e i muscoli che si attivano per lo squat (i fianchi, le ginocchia, le caviglie, il core, i quadricipiti, i glutei e tanti altri) sono quelli che ti sostengono e ti danno energia in tutto, dal camminare al correre allo spalare o raccogliere le foglie in giardino. Se non riesci a fare uno squat come si deve probabilmente le tue giunture sono troppo rigide e i muscoli troppo tesi. Questo ti impedisce di muoverti adeguatamente, un problema che influenza aree delicate come le ginocchia e la schiena. Il risultato? Dolore e rischi di infortuni e, alla lunga, una mobilità sempre minore. Ecco perché imparare a fare lo squat potrebbe essere la cosa più importante che puoi fare per la tua salute e la tua forma fisica. COLPA DELLE SEDIE Se ti stai chiedendo perché non sei riuscito a fare uno squat come dio comanda la risposta è semplice: gli esseri umani sono fatti per assumere naturalmente quella posizione.

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indeboliscono. E muscoli tesi e deboli sono la ricetta perfetta per il dolore, per gli infortuni e per prestazioni poco eicaci.

Fotografia di Ryan O.

Di Michael Easter


Le scarpe con il tacco ti aiutano a sollevare più peso.

Come fare lo squat Questi test ti possono aiutare a capire che cosa ti impedisce di eseguire uno squat corretto. Potresti avere una o più aree problematiche: i fianchi, il core e le caviglie. Puoi eseguire questi esercizi di correzione più a lungo di quanto ti suggeriamo qui: così facendo raggiungerai prima il tuo obiettivo, evitando anche gli infortuni Metti alla prova…

da crossfit con il “tacco”

Il core e i fianchi

Le caviglie

Questo ti serve per capire se il problema sono i fianchi tesi o il core debole. Stenditi supino, solleva le ginocchia e cerca di portarle il più vicino possibile al petto. Non riesci a superare i fianchi? Il problema è proprio lì: sono troppo tesi. Se invece non riesci a portare le gambe in avanti a sfiorare il pavimento controllandole e stabilizzandole con la schiena allora hai il core debole, sarà difficile sostenere la posizione dello squat quando lo fai da in piedi.

Le caviglie devono essere flessibili per permettere alle ginocchia di spostarsi in avanti, oltre i piedi, e distribuire il peso equamente. Questo test ti aiuta a capire se le tue sono troppo rigide. Mettiti in piedi davanti a un sostegno, con i piedi uno davanti all’altro come se avessi appena fatto un passo. Il piede che sta davanti deve essere a circa 13 centimetri dal sostegno: cerca di toccarlo spingendo il ginocchio corrispondente il più avanti possibile. Se non ci riesci la tua caviglia è troppo rigida.

G r o o m i n g : G i n a K a y / Tr u e B e a u t y M a r k s; i l l u s t r a z i o n i d i +I S M , c o u r t e s y R e e b o k (s c a r p a)

Migliora

Il core

I fianchi

Le caviglie

Afferra lo schienale di una sedia o un sostegno con le mani. Fai lo squat usando l’appoggio per stabilizzare il corpo quanto serve per evitare di cadere. Il torso dovrebbe essere dritto e dovresti sentire il core che si irrigidisce. Respira profondamente mantenendo la posizione per un massimo di 30 secondi. Alzati. Questa è 1 ripetizione. Fanne 3 , 3 volte alla settimana.

Mettiti a gattoni. Stendi la gamba sinistra in modo da sollevare il ginocchio da terra. Sposta il piede destro sotto la gamba sinistra e appoggia il tallone destro al lato esterno del ginocchio sinistro. Questa è la posizione iniziale. Adesso muovi i fianchi a destra e a sinistra per 1 minuto, sentendo tirare il fianco destro. Cambia lato e ripeti. Fai questo esercizio 1 volta al giorno.

Fai il test delle caviglie per 3 serie di 5 ripetizioni ciascuna, ogni giorno. Usa anche il foam roller su ogni polpaccio per 1 minuto al giorno: afferra un foam roller, siediti a terra e mettilo sotto il polpaccio destro. Rotola la gamba avanti e indietro per 60 secondi. Ripeti con l’altro polpaccio. Per un massaggio più mirato puoi provare questa tecnica con una pallina da tennis o con una palla lacrosse.

SQUAT: IL TEST DEFINITIVO. Se riesci a fare uno squat corretto mettiti in posizione e cerca di tenerla per 10 minuti (prendi un buon libro così non ti annoi). Se non ci riesci tieni la posizione il più a lungo possibile e poi cerca di aumentare progressivamente questo intervallo con il passare dei giorni, fino ad arrivare a 10 minuti. Riposa per lo stesso tempo che è durato lo squat e ripeti finché non raggiungi il tuo obiettivo. Questo ti permette di abituarti alla mossa e ad eseguirla in maniera corretta.

Forse ti sarà capitato di vedere in palestra che alcuni atleti quando fanno sollevamento pesi, come gli squat o i deadlift, indossano scarpe con una sorta di tacco largo (come le Reebok CrossFit Lifter Plus 2.0). Queste scarpe sollevano il tallone, favoriscono la mobilità e ti permettono di eseguire meglio gli esercizi. Se non riesci a distribuire uniformemente il peso quando fai gli squat con i pesi (come il back squat con bilanciere o il goblet squat) queste scarpe possono esserti utili. Ti aiutano a non metterti in una posizione scorretta sollecitando male la schiena rischiando di farti male. Ricorda però che sono una soluzione temporanea, in attesa che tu impari a eseguire lo squat nel migliore dei modi, usando gli esercizi qui accanto. Usa queste scarpe finché non riuscirai a eseguire lo squat correttamente senza il loro aiuto. | MENSHEALTH.IT 21


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MENO UNO

Come perdere il tuo primo chilo di grasso Prima di perdere 5, 10 o 15 chili devi perderne uno, il primo. Pensare in piccolo può portare a grandi cambiamenti Di Michael Easter

Perdere peso è facile. L’abbiamo fatto tutti, almeno una mezza dozzina di volte. Il problema è che di solito ci mettiamo settimane a perdere pochi chili, che poi puntualmente rimettiamo su nel giro di qualche giorno. Le ricerche mostrano che circa l’80% delle persone che cala del 10% del peso non riesce a mantenere la nuova forma per meno di un anno. Perché, per quanto una dieta drastica non sia una passeggiata, la cosa più diicile è non sgarrare mai, nemmeno alla fine. Quindi, prima di iniziare un regime alimentare controllato, chiediti se sarai in grado di seguirlo non solo oggi o domani ma per tutta la settimana, il mese. E chiediti se farai gli intensi workout che accompagnano quella dieta, settimana dopo settimana. Riuscirai a rimanere fedele

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a uno stile di vita sano e attivo anche quando la dieta sarà finita, per tutta la vita? Se la risposta è no, se ti sembrano promesse diicili da mantenere, allenta un po’ la presa. Non essere così rigido con te stesso. Passare da uno stile alimentare in cui si mangia di tutto a una dieta severa è come passare dall’andare in bicicletta in campagna allo sfrecciare in autostrada al volante di una Ferrari. Per un po’ puoi anche riuscire a schivare i pericoli ma alla lunga ti schianti. Quindi, invece di cercare di perdere 10, 15 o 20 chili, scegli un obiettivo molto più semplice e raggiungibile: perdere un chilo. Seguendo i consigli dei migliori esperti nel settore della salute e della nutrizione la tua strategia non potrà che avere successo. Scegli una sola abitudine sana tra quelle descritte in queste pagine e mettila in pratica per due settimane. È il tempo che alla maggior parte delle persone serve per trasformare un gesto in un automatismo. Ripetilo finché colleghi e amici faranno fatica a riconoscerti. Finite quelle due settimane non smettere: continua con quell’abitudine e passa allo step successivo, integrandone una nuova per altre 2 settimane. E così via. Ecco un suggerimento per capire quale scegliere: chiediti quanto sei sicuro, in una scala da 1 a 10, di poterla seguire ogni giorno per 2 settimane. Se la tua risposta è 9 o 10, va bene. Se è inferiore o uguale a 8, o semplifichi l’obiettivo, o scegli una pratica che seguiresti più facilmente. Ognuna di queste novità farà una bella differenza anche da sola, ma insieme trasformeranno il tuo corpo.

Settimana 1+2 MANGIA LENTAMENTE E GODITI IL TUO PIATTO Non pensare a soluzioni drastiche: a volte nella vita basta iniziare con qualcosa di semplice. Per esempio: tutte le ricerche in questo campo dimostrano che sedersi a tavola stando attenti a quello che hai nel piatto aiuta a mangiare di meno. Il primo consiglio dei nutrizionisti quindi è sempre lo stesso: metti giù la forchetta dopo ogni boccone e mastica lentamente. Se stai mangiando un cibo consistente come il pollo dovresti masticare 20 volte ogni boccone, 10 per un frutto come la mela. Con questi semplici accorgimenti in un giorno assumerai 250 calorie in meno. Non sembra molto ma nel tempo farà la differenza e ti aiuterà a bruciare i grassi e a sentirti comunque sazio e soddisfatto. Attento: mangiare piano masticando tanto però non ti dà il via libera su cibi che non devono essere masticati, come i milkshake o i beveroni ipercalorici.

Settimana 3+4 MUOVITI OGNI GIORNO LA DIETA NON BASTA Ovviamente hai anche bisogno di fare più esercizio. Secondo i dati del National Weight Control Registry americano, quasi il 90% di chi ha perso peso senza rimetterlo su poco dopo ci è riuscito unendo la dieta e l’esercizio. Ricorda che anche in questo caso vale la regola dei piccoli passi: non puntare alla maratona, l’obiettivo iniziale potrebbe essere quello di camminare, di correre o di fare sollevamento pesi per 30 minuti 3 giorni a settimana. Il tipo di esercizio che scegli non importa, basta che ti piaccia abbastanza da farlo spesso. Trova un’attività che ti diverte e falla con costanza. Tanto per avere un riferimento, considera che con 30 minuti di allenamento calistenico bruci 330 calorie, con la corsa ne bruci 400 e con una camminata arrivi a 175. Anche fare giardinaggio brucia calorie: 155 in mezz’ora.

Settimana 5+6 UNISCITI AL CLUB DEI 30+30+30 Ovvero 30 grammi di proteine per ognuno dei tre pasti della giornata. Questi 30 grammi sono l’equivalente di una braciola di maiale, oppure di un filetto di salmone o mezza tazza di formaggio fresco (non di tutte e tre le cose assieme!). Questa giusta dose di proteine non ti aiuta solo a far crescere e conservare i muscoli ma tiene anche a bada l’appetito. Chi fa pasti ad alto contenuto proteico è sazio prima e più a lungo di chi mangia cibi poveri di proteine: lo ha dimostrato una ricerca pubblicata dalla Purdue University americana. Quindi se fai il pieno di proteine a pranzo sei meno tentato di farti uno snack da 300 calorie qualche ora dopo, rovinandoti la linea. Ecco un trucchetto facile per capire a quanto corrispondono 30 grammi: la porzione di carne o di pesce che devi mangiare deve essere leggermente più larga del palmo della tua mano.

Settimana 7+8 HAI LA PANCIA? DORMICI SU Dormire è una parte importante nella tua lotta al grasso, al pari della dieta e dell’esercizio. In uno studio i pazienti sovrappeso che hanno limitato la finestra in cui potevano mangiare (da oltre 14 ore a 10-12 ore) mangiavano di meno, perdevano peso e dormivano anche meglio. I livelli di ormoni della fame si alzano quando sei affaticato e ti portano a mangiare male. Secondo uno studio francese, se le persone dormono male (meno di 4 ore), il giorno successivo tendono a consumare in media 560 calorie in più. Per evitare di cadere in questa trappola imponiti un coprifuoco e rispettalo, non importa se quella sera in TV c’è un film imperdibile o se ti hanno invitato a un party da sballo.

Settimana 9+10 MANGIA LA FRUTTA E LA VERDURA Sembra banale perché lo dicono già la mamma e il buon senso. Eppure è vero: mangia frutta e verdura a ogni pasto perché sono ricche di vitamine, minerali e fitonutrienti. Allo stesso tempo, frutta e verdura sono povere di calorie e ti fanno sentire sazio prima, grazie all’alto contenuto di acqua e fibre. Mangiando frutta e verdura inoltre eviti di abbuffarti di altri cibi più calorici e meno sani. Se fai il pieno di zucca, per esempio, non avrai più spazio per la pasta. E anche l’umore, incredibilmente migliora: uno studio australiano ha dimostrato che chi mangia più frutta e verdura si sente più felice e soddisfatto della vita. L’ideale è mangiare due porzioni grandi come un pugno a ogni pasto.

Settimana 11+12 BEVI DI PIÙ FIN DAL MATTINO Idratati e perderai peso. Inizia non appena ti svegli e poi imposta il countdown in modo che suoni a distanza di due ore. Bevi un bicchiere di acqua entro quelle due ore e, quando lo fai, reimposta il countdown per il bicchiere successivo. Bevendo tieni lontana la tentazione di mangiare per riempirti lo stomaco e scegliendo l’acqua eviti succhi e soft drink pieni di zuccheri e calorie (ne hanno fino a 200 per porzione). Se vai al bar cerca di ordinare un caffè semplice, evitando il cappuccino (latte uguale calorie) o altri intrugli a base di caffè. Se lo prendi macchiato abituati a mettere sempre meno latte e se proprio il sapore del caffè puro ti dà fastidio aggiungi un po’ di cannella.

Settimana 13+14 CONCEDITI UNO STRAPPO OGNI TANTO La maggior parte delle diete drastiche ti obbligano a vivere in una realtà in bianco e nero dove alcuni cibi sono buoni e altri cattivi. Ma con una tale divisione netta, se mangi un boccone di un cibo “cattivo” puoi arrivare a pensare che la tua dieta sia rovinata e che quindi non ha più senso continuare. Così molli tutto e nel giro di poco finisci per riprendere tutti i chili che avevi perso. Per evitare di cadere in questo errore segui la regola dell’80-20: se la stragrande maggioranza (l’80%) di quello che mangi va bene, puoi concederti fino al 20% di alimenti che vuoi. Compreso un Big Mac…

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Metti giù la forchetta dopo ogni boccone e mastica lentamente e a lungo

Perché è così facile rimettere su peso?

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Settimana 15+16 DE-STRESSATI PER SGONFIARTI Quando lo stress aumenta chi segue una dieta drastica scoppia. Per evitare di mandare all’aria giorni o settimane di sacrifici, tieniti a portata di mano del cibo che ti aiuti a de-stressarti. Potrebbe trattarsi di una zuppa di pollo con due uova e una manciata di spinaci o di un hamburger: in una padella scalda l’olio e cuoci per 3 minuti per lato un hamburger da 100 grammi. Infilalo in un panino insieme a una foglia di lattuga e qualche fetta di pomodoro. Sono 273 calorie, 22 grammi di proteine, 18 grammi di carboidrati e 3 grammi di fibre. Servilo con un bicchiere di latte (in modo da raggiungere i 30 grammi di proteine a pasto). Per evitare di mangiare sempre la stessa cosa sostituisci il pollo con il tacchino o del salmone.

Settimana 17+18 FAI UNA PAUSA E PROVA CON LA MEDITAZIONE Se riesci a gestire lo stress e l’ansia è più facile seguire la dieta, perché eviti la fame nervosa e compulsiva dovuta all’insoddisfazione. Non solo: lo stress fa male, ti porta ad accumulare grasso, divora i muscoli, rovina la salute e distrugge i tuoi sforzi in palestra. Secondo uno studio della Ohio University chi è stressato brucia in media 104 calorie in meno nelle 6 ore successive al pasto di chi è più rilassato. È per questo che bastano 20 minuti al giorno di relax per migliorare il tuo fisico e aiutarti a prendere decisioni migliori in fatto di cibo. Prova con la meditazione, fai una passeggiata, porta a spasso il cane, leggi, ascolta musica, gioca con i Lego... Qualsiasi cosa ti distragga e ti rilassi ti può aiutare a perdere peso.

Settimana 19+ FAI LA SPESA E CUCINA CON MOLTA CALMA Secondo uno studio, chi vive in una casa dove si cucina consuma 137 calorie in meno di chi mangia cose pronte o cucinate di fretta e senza passione. Cucina i tuoi pasti con cura e per almeno 20 giorni e assumerai 2740 calorie in meno, con evidenti benefici per la tua linea. Inoltre chi mangia cose che si è cucinato da solo riduce il rischio di diabete rispetto a chi consuma piatti già pronti o cibi in scatola o precotti. Non è necessario preparare piatti complicati o seguire le ricette degli chef del momento. E non serve nemmeno avere una cucina super equipaggiata da far invidia a Masterchef. L’importante è usare ingredienti sani, meglio se pochi e scelti con cura uno per uno. La dieta, quindi, inizia già quando vai a fare la spesa.

Illustrazione di Elias Stein

Colpa della biologia. Quando metti su chili il corpo produce cellule grasse più grosse in maggior quantità. Questo processo aumenta anche i livelli di letpina, un ormone che regola l’immagazzinamento del grasso. In poche parole il corpo si abitua al grasso. Quando perdi peso, invece, i livelli di leptina calano. Il cervello lo vede come un problema e pensa che stai morendo di fame. Inoltre hai fame più spesso e fai più fatica a resistere alle tentazioni. I bassi livelli di leptina hanno anche un altro effetto: il tuo corpo tende a bruciare meno calorie. Quindi non solo vuoi mangiare più spesso e hai sempre fame ma fai fatica a bruciare quello che mangi. Le ricerche dimostrano che è molto difficile adattarsi a un peso inferiore oltre che alla dimensione ridotta e al minor numero di cellule grasse. Motivo in più per seguire ognuna delle buone abitudini che ti abbiamo proposto.


Zucchero vs dolcificanti

Club Mind

Lo zucchero sarà anche il nemico pubblico numero uno ma i suoi sostituti sono meglio?

ZUCCHERO

VS

DOLCIFICANTI

0,28 LT

4,6 LT

La quantità di Coca Cola con cui raggiungi la razione giornaliera indicata di zucchero, ovvero 30 gr (corrisponde a ¾ di una lattina)

La quantità di Diet Coke che puoi bere prima di raggiungere il limite in cui l’aspartame comune diventa tossico

Il miele di manuka ha proprietà antimicrobiche e protegge le gengive

Lo zucchero è l’unica causa scientificamente dimostrata della rovina dei denti

Per dare il massimo durante gli esercizi di resistenza che durano più di 2,5 ore consuma fino a 90 grammi di zucchero all’ora, diluito in acqua

SALUTE DENTALE

ENERGIA

Dott. Javier Gonzalez, esperto di fisiologia umana

Finora non esiste un collegamento dimostrato tra i problemi ai denti e i dolcificanti chimici

Le gomme da masticare allo xilitolo aiutano a riparare lo smalto dentale

Le bevande con dolcificanti artificiali e prive di carboidrati provocano meno attività nelle parti del cervello collegate all’energia muscolare rispetto alle bevande contenenti carboidrati Dott. Nicholas Gant, University of Auckland

AUMENTO DEL RISCHIO Sindrome metabolica

Malattie epatiche

Dipendenza da dolci e dolcetti

Secondo uno studio della University of Reading chi assume tanto zucchero ha il 54% di probabilità in più di essere sovrappeso. Purtroppo, tenderà anche a sottovalutare il problema

JAGGERY Se non riesci proprio a fare a meno del dolce, passa allo jaggery, una sorta di zucchero non rainato ricavato dal succo dei fiori della arenga pinnata. Sa di caramello ed è ricco di minerali

Problemi digestivi

PROBLEMI DI PESO

L’ALTERNATIVA

Voglie da cibo

Dolcetti “extra dieta”

Anche se i dolcificanti hanno pochissime calorie, a detta di uno studio israeliano un consumo eccessivo può alterare l’equilibrio dei batteri intestinali e provocare un’intolleranza al glucosio. Attenzione a non esagerare

STEVIA Questa pianta sudamericana è 250 volte più dolce dello zucchero, è priva di calorie e non fa alzare i livelli di zucchero nel sangue. Visti i numerosi vantaggi, scegli lei

IL VERDETTO DI MH: VINCONO I DOLCIFICANTI Posto che i dolcificanti vincono sullo zucchero, alcuni sono meglio di altri: gli estratti di piante come la stevia o lo xilitolo, per esempio, hanno meno efetti collaterali. Non danno abbastanza energia per una giornata intensa di sport estremo o per una maratona, ma quando sei in uicio puoi tranquillamente scegliere loro al posto dello zucchero con le sue calorie vuote 26 MENSHEALTH.IT |


Gian Mario Migliaccio è dottore di ricerca in Scienze dello Sport, si occupa di valutazione della Performance per atleti Olimpici internazionali Video scientifici in italiano ed inglese su Internet: www.migliaccio.it

La frequenza cardiaca Oggi, un semplice (ed economico) cardiofrequenzimetro ti permette di: controllare il ritmo del tuo battito cardiaco durante l’attività fisica; capire cosa sta succedendo al tuo corpo quando è sotto sforzo; migliorare l’allenamento Di Gian Mario Migliaccio

Club Core

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a tua frequenza cardiaca riflette i tuoi parametri individuali, età, sesso, salute e livello di allenamento, e può essere influenzata da molti fattori come il clima, l’idratazione, il recupero e anche l’umore. Se usi un cardiofrequenzimetro vedi che cambia notevolmente a seconda dell’attività fisica, passando da un minimo (a riposo) a un massimo. In questo ampio intervallo di valori si individuano sei frequenze caratteristiche. Considerando il caso che ci interessa, cioè di un atleta più o meno allenato, non un professionista di alto livello, eccole elencate in ordine crescente:

1) a riposo, è la più bassa della tua giornata e la devi misurare appena sveglio, a letto, prima di alzarti; 2) pre-esercizio, è quella che hai quando sei appena uscito dallo spogliatoio, prima ancora di entrare in palestra, quindi prima del riscaldamento. Più sei allenato, più questa è vicina a quella a riposo, altrimenti può essere anche elevata; 3) alla soglia aerobica, è quella che raggiungi, e mantieni, mentre svolgi un’attività di lunga durata (almeno due ore), e che ti permette di continuare a mantenere quel ritmo a lungo. Un esempio tipico è una maratona da amatore, non professionista (lo stress cambia). La puoi misurare correndo con un ritmo buono ma non eccessivo, e non deve avere fluttuazioni; 4) alla soglia anaerobica, ora si sale di passo, ed è quella che misuri quando raggiungi un ritmo più serrato, quello che riesci a mantenere per 40-50 minuti e fino ad una mezza maratona. Sei nella zona che sta a metà tra il meccanismo aerobico ed anaerobico, produci molto lattato ma non vai in accumulo; 5) al VO2 max, saliamo ulteriormente di livello, è quella corrispondente al massimo consumo di ossigeno ai fini energetici ed è vicina a quella massima. La raggiungi dopo circa due minuti che spingi con tutte le tue energie. Questo ritmo riesci a mantenerlo per poco tempo, il che dipende dal tuo livello di allenamento; 6) massima, è quella che il tuo cuore riesce a raggiungere nel massimo sforzo. Questa crediamo di conoscerla perché ci hanno detto che si ricava facilmente con una formula. Ce ne sono tante, la più nota è “220 - età”, ma è solo un calcolo approssimativo, riferito alla media della popolazione. Nella realtà ci possono essere scostamenti anche notevoli tra gli individui dello stesso sesso e della stessa età, anche di 20-30 battiti al minuto. Quindi attenzione: se programmi il tuo allenamento con una formula potresti non ottenere il risultato che cerchi, poiché potresti allenarti in una fascia di frequenza troppo alta oppure troppo bassa. La frequenza massima va quindi rilevata, e si può fare in diversi modi. Per esempio correndo alla massima velocità per almeno due minuti. Altrimenti ci sono degli esercizi intervallati, fai 30” al massimo e recuperi 10”, dopo quattro sezioni a questo ritmo arrivi alla tua frequenza cardiaca massima. Non è consigliato alcun test per la massima frequenza cardiaca in assenza di certificato medico sportivo con prova da sforzo. La frequenza massima cala con l’età, ma non cambia in modo rapido, circa un battito l’anno. Dove invece possiamo lavorare con l’allenamento è su quella a riposo (si rilevano efetti apprezzabili anche in poco tempo, qualche mese), e sulle soglie aerobiche, anaerobiche e al VO2 Max. Se allenandoti vedi che queste si spostano verso il basso, sei sulla strada giusta; più sei allenato, più questi tre valori sono vicini.

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Club Muscle

Pettorali da GLADIATORE Sono il tuo miglior biglietto da visita. Dicono a tutti di che pasta sei fatto

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opo i bicipiti da marinaio, il petto corazzato come quello di un gladiatore è la prima cosa che si vede di un uomo. I pettorali sono divisi in due parti: quelli superiori, che vanno dalla spalla allo sterno, e quelli inferiori, che si trovano sotto e fanno sollevare le costole quando respiri. Assicurati di dedicare attenzione a entrambi. Quindi scordati di fare solo la bench press. Se vuoi sviluppare tutti i pettorali devi fare anche altri esercizi. Ecco quello che devi imparare per trasformare i tuoi pettorali in acciaio puro.

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ISTRUZIONI ai 4 serie da 6-8 ripetizioni di ogni tri-set, passando da un esercizio al successivo senza pause, riposandoti alla fine per 1 minuto. Questi tri-set sono divisi in pettorali superiori, spesso trascurati anche dagli allenatori più esperti, e pettorali inferiori. Anche le spalle e i tricipiti devono allenarsi. Ogni tri-set si conclude con una mossa esplosiva pensata per sviluppare più potenza nella parte superiore del corpo, utile quando fai sport. Fai questo workout 1-2 volte a settimana, con almeno 1 giorno di riposo tra una seduta e l’altra.

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Attenzione: dopo 6 settimane avrai bisogno di magliette nuove.

QUANDO LE DIMENSIONI CONTANO CONSIGLI PER FAR CRESCERE E SCOLPIRE I TUOI MUSCOLI

TRI-SET PETTORALI SUPERIORI 1/ BENCH PRESS ALLA “GHIGLIOTTINA” A. Stenditi supino su una panca e aferra un bilanciere con le mani alla larghezza delle spalle. Tieni la testa, il torso e i fianchi bene aderenti alla panca. B. Piega i gomiti e abbassa il bilanciere lentamente fino alla base del collo, impiegandoci 2-3 secondi. Fermati prima di toccare il collo, poi raddrizza i gomiti e solleva il bilanciere. Troppo diicile? Abbassa il peso all’altezza del petto invece che del collo.

2/ ALZATE FRONTALI SU PANCA INCLINATA A. Stenditi supino su una panca inclinata di 30-45 gradi e appoggia un bilanciere sulle cosce, tenendolo con il palmo rivolto verso l’alto e le mani alla larghezza delle spalle. B. Solleva il peso sopra la testa senza piegare le ginocchia. Fermati con il bilanciere nel punto più alto e poi abbassalo lentamente tornando alla posizione iniziale.

3/ PUSH UP PLIOMETRICO A. Mettiti nella posizione dei push up con le mani leggermente più larghe delle spalle. Il corpo deve formare una linea retta dalle spalle alle caviglie. Tieni la schiena dritta e abbassati fino a sfiorare il pavimento con il petto. B. Spingi con le braccia sollevandoti il più possibile, staccando le mani da terra. Batti le mani prima di atterrare. Troppo diicile? Fai un push up standard, con i piedi sollevati su una sedia.

I 5 TRUCCHI PER MANGIARE SANO E METTERE SU MUSCOLI Quante volte ci si impegna in palestra e poi si buttano all’aria tanti sacrifici mangiando male? Ecco come evitare di tirarsi la zappa sui piedi a tavola.

1. 

Usa la finestra Devi imparare a sfruttare la finestra anabolica, un periodo che dura circa un’ora dopo il termine del workout. Se ci hai dato dentro in palestra il tuo organismo sta bruciando calorie a più non posso e trasforma la maggior parte degli zuccheri e dei carboidrati direttamente in muscoli. È il momento giusto per nutrire il tuo corpo. Sfruttala.

2. 

TRI-SET 2 PETTORALI INFERIORI

Illustrazioni: illustration room/sonny ramirez

2/ PULLOVER E CROCI SU PANCA PIANA CON MANUBRI A. Stenditi su una panca con un manubrio in ogni mano e le mani sopra il petto. Tieni i gomiti leggermente piegati. B. Abbassa i manubri dietro la testa, tenendo le braccia vicino alle orecchie. Riportali alla posizione iniziale e poi abbassali lateralmente, poi torna alla posizione iniziale. Questa è 1 ripetizione. Troppo diicile? Portali soltanto di lato. 1/ DIP AGLI ANELLI A. Regola gli anelli in modo che siano all’altezza del petto. Aferra le maniglie e sollevati fino a stendere quasi completamente le braccia. B. Tieni i gomiti vicino ai fianchi e abbassati finché la parte superiore delle braccia è parallela al pavimento, poi torna alla posizione iniziale. Troppo diicile? Al posto degli anelli usa le parallele.

3/ LANCIO DELLA PALLA MEDICA DA STESO A. Stenditi su una panca tenendo una palla medica sopra il petto. B. Lancia in aria la palla e riprendila, poi ritorna alla posizione iniziale.

Fai il pieno di alleati Tra gli alleati degli sportivi ci sono, per esempio, i supplementi. Aminoacidi a catena ramificata, L-glutammina e acidi grassi essenziali sono tutti vitali per sviluppare i muscoli. Ma ci sono anche alleati che a prima vista non sembrano tali, come la maltodestrina. Pur essendo un carboidrato, infatti, se assunto in un milkshake post workout insieme alle proteine aiuta la crescita muscolare. Assicurati solo che sia di qualità e che provenga al 100% dal grano.

3. 

Tieni il conto Prova ad analizzare quante calorie assumi ogni giorno e quante ne consumi sotto forma di energia. Tieni conto anche degli orari. Se per esempio ti alleni intensamente alle 6 del mattino ti serviranno tante calorie a colazione. Se vai a dormire presto e non fai moto alla sera evita una cena ricca di carboidrati.

4. 

Assumi proteine animali Se vuoi far crescere i muscoli il modo migliore è ingerire proteine animali. Le proteine provenienti dai vegetali oggi sul mercato non sono sufficienti. Se sei vegano per costruirti veri muscoli dovrai fare molta più fatica di chi mangia la carne.

5. 

Mangia il grasso Durante il giorno evita gli snack a base di carboidrati e mangia invece il grasso. Grasso buono e sano, ovviamente: avocado, noci e frutta secca aiutano la crescita muscolare e forniscono energia che dura a lungo.

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Club Man

SEX APPEAL ISTANTANEO

Istinto animale Il tuo cagnolino è così carino! E anche tu che sei il suo padrone. In una indagine che ha coinvolto 733 donne, il 65% ha detto che adottare un animale fa sembrare più sexy un uomo agli occhi del gentil sesso e il 68% sostiene che l’animale più sexy in questo caso è il cane. Un uomo con un cane trasmette socialità e capacità di prendersi cura degli altri. Quindi, se vuoi rimorchiare, vai al parco con Fido.

KRIP TONITE

Un uomo dalle spalle larghe Come vuole il detto, le spalle larghe sostengono pesi notevoli. Assicurati che le tue siano abbastanza forti per riuscirci Perché le spalle siano all’altezza devi allenarle tutti i giorni. Le spalle giocano un ruolo importante nel sollevamento pesi: entrano in azione ogni volta che alzi un peso, che sia un manubrio, un bilanciere o anche la borsa della spesa. Con queste semplici mosse le aiuterai a rinforzarsi, ridurrai il rischio di infortuni e migliorerai anche il tuo look.

SINGLE-ARM OVERHEAD CARRY

TRX SHOULDER RAISE

Lo snatch è un esercizio veloce ed esplosivo, il press è lento e controllato. Variando la velocità di esecuzione aumenti il volume dei muscoli. Fai così Afferra un bilanciere con il palmo verso il basso. Spingi indietro i fianchi e abbassa il busto, tenendo la schiena dritta. Raddrizzati e solleva il bilanciere sopra la testa, poi portalo alle spalle e risollevalo di nuovo. Riportalo a terra. Fai da 3 a 5 serie da 6-8 ripetizioni, riposando 2 minuti tra una e l’altra.

Tenere un peso, per quanto ridotto, sollevato sopra la testa riduce l’afflusso di sangue al braccio e alla spalla, stimolando la crescita muscolare. Con questo esercizio, inoltre, fai lavorare gli addominali. Fai così Afferra un manubrio e portalo sopra la testa, stendendo l’altro braccio lateralmente. Cammina per 30 secondi con il braccio che porta il peso in aria, cambia braccio e ripeti. Questa è 1 serie. Fanne 10 e usa questo esercizio per chiudere alla grande il tuo workout.

Questa alzata delle spalle sollecita i deltoidi e i muscoli trapezoidali centrali e inferiori, che molti uomini tendono a trascurare nel loro allenamento. Fai 10 ripetizioni, lente e controllate, come intervallo tra esercizi intensi oppure come riscaldamento. Fai così Afferra le maniglie del TRX e inclinati all’indietro, con il corpo dritto e le braccia tese. Forma una T, una W o una Y con le braccia. Ripeti l’esercizio alternando le lettere.

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La scienza lo conferma: di fronte alle belle donne gli uomini smettono di ragionare. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Open, gli uomini sono meno disposti a mettere il preservativo se la loro partner è bella e sexy. Ragionano così anche se sanno che quella ragazza ha una malattia a trasmissione sessuale. Questo, secondo gli scienziati, potrebbe dipendere da una pulsione evolutiva alla riproduzione che si scatena di fronte a donne attraenti. Attenzione: la sua bellezza non ti rende immune alle sue malattie.

17 mesi È l’età a partire dalla quale i neonati riescono a formare una relazione attraverso un video. Viaggi molto per lavoro? FaceTime, Hangouts e Skype possono aiutarti a creare un legame con il tuo erede

A m y L o m b a r d (s p a l l e , G a d d o u r), S t e v e S a n f o r d (i l l u s t r a z i o n i), f o t o: S H u t t e r s t o c k

MUSCLE SNATCH, OVERHEAD PRESS

La bella e la bestia


Devo ricordarmi di ringraziare Dario Argento per l’aiuto

LUNEDÌ Il giorno della settimana in cui i colleghi tendono a essere più sgarbati Fonte: Anxiety, Stress & Coping: An International Journal

Più energia al cervello I videogame fanno bene: lo dice anche la scienza. MEMORIA

Il male non ha mai fatto così bene Un film horror è tutto quello che ti serve per farti abbracciare stretto da lei

E v e r e t t C o l l e c t i o n (R o s e m a r y ’s B a b y), M a g n o l i a P i c t u r e s / E v e r e t t C o l l e c t i o n (L a s c i a m i e n t r a r e) , E v e r e t t C o l l e c t i o n (A Ve n e z i a… u n d i c e m b r e r o s s o s h o c k i n g)

Una donna spaventata da un film horror è più propensa a stringersi a te e farsi coccolare e proteggere. Secondo il sociologo Margee Kerr, “chi è spaventato tende a trovare più attraente il partner che gli sta accanto”. La paura e le emozioni provocate da uno spavento scatenano nel corpo un’ondata chimica il cui efetto è eccitante e che può essere scambiato dal cervello per attrazione nei confronti della persona con cui ti trovi in quel momento. Di conseguenza lei ti vedrà come una persona di cui fidarsi e raforzerà il suo legame con te. Stai solo attento a quali film scegliere, deve spaventarla ma non terrorizzarla o schifarla. Noi di MH abbiamo chiesto a un esperto, Robert Eggers regista di The Witch, quali sono i 3 film più adatti per una serata a due sul divano di casa.

Negli adulti che hanno raggiunto una certa età i videogame favoriscono la memoria visiospaziale ed episodica , come dicono gli esperti. Tradotto in soldoni significa che più sei bravo a giocare ai videogame meno hai bisogno di andare dal medico e più ti viene facile ricordarti dell’anniversario di matrimonio. E risparmi tante liti con la dolce metà. M U LT I TA S K

ROSEMARY’S BABY (1968) Una giovane coppia si trasferisce in un nuovo appartamento. La loro vita gira intorno al lavoro, alle feste con i vicini, al sesso e alla stregoneria. Routine insomma. Ecco, magari non farglielo vedere se avete intenzione di avere un bambino a breve.

LASCIAMI ENTRARE (2008) Non vogliamo rovinarti il divertimento: diciamo solo che la relazione tra i due ragazzi protagonisti è complicata (lui è mattiniero e solare, lei è pungente e preferisce andare in giro di notte) e che alla base di tutto c’è un “legame” di sangue.

A VENEZIA... UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING (1973) Il nostro esperto cita la lunga scena di sesso, che ha fatto storia. Donald Sutherland e Julie Christie sono gli attori protagonisti di questo film in cui la ragione deve vedersela contro il soprannaturale. Indovina chi vince?

4 modi per battere il diabete 1/ Rilassati L’ansia può provocare infiammazione, facendo crollare l’insulina. Corri ai ripari con la meditazione o lo yoga, o prova a respirare profondamente facendo attenzione all’aria che inspiri ed espiri per 10 minuti. 2/ Dormi 7-8 ore per notte Chi dorme molto di meno o molto di più è meno sensibile all’insulina, una condizione pre-diabetica. Lo rivela una ricerca olandese. 3/ Pedala Non è troppo tardi: secondo uno studio anche se inizi a fare ciclismo a una certa età hai comunque il 20% di probabilità in meno di soffrire di diabete di tipo 2 di chi non ha mai pedalato. 4/ Usa l’olio vegetale Chi nel sangue ha alti livello di acido linoleico (si trova nelle noci, nei semi e in molti oli vegetali) ha meno probabilità di diventare diabetico.

Sei cresciuto a pane e Pac-Man? Ottimo: secondo gli scienziati di Singapore chi ha imparato da piccolo a giocare ai videogame è capace di passare da un’occupazione all’altra molto più facilmente. Ti serve un’altra scusa per cominciare? CONCENTRAZIONE

I videogiochi d’azione (come Call of Duty) favoriscono la concentrazione, parola dei ricercatori svizzeri. Uccidere gli zombie o zittire snocciolando numeri e fatti chi si oppone al tuo progetto in azienda? Praticamente si tratta della stessa cosa. FITNESS

Se ti alleni per 6 settimane con il programma Kinetic della Xbox (3 sessioni da 20 minuti ogni settimana) quali effetti ottieni a parte lo sguardo misericordioso di tua moglie? Migliori l’agilità e l’equilibrio, lo hanno scoperto i ricercatori di Taiwan.

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Nutrizione

L’esperto risponde A cura di Giovanni Maria Jacobazzi

Via libera a pane e salame. Mangiare carne suina fa male? Il consumo di carne suina è comunemente associato a obesità e patologie cardiache ed è anche stato collegato alle cause di alcune forme tumorali. La recente ricerca scientifica, però, ha dimostrato che la carne di maiale è un alimento digeribile e ad alto valore nutrizionale. Se si considera che uno dei modelli alimentari più “salubri” è quello della dieta mediterranea, la carne e i salumi rappresentano importanti fonti di proteine e di altri micronutrienti solitamente assenti (vitamina B12) o poco rappresentati (zinco, selenio, B2, PP) o scarsamente disponibili (ferro) nei prodotti di origine vegetale. Quindi solo una incontrollata assunzione di carne di maiale o la non corretta preparazione della stessa possono portare a rischi reali. Il problema, però, riguarda il sale utilizzato per la produzione e conservazione della carne suina. Il sodio, infatti, è un elemento indispensabile per il funzionamento dell’organismo, ma se si eccede aumenta il rischio di patologie cardiovascolari e renali, incrementando anche, ma non solo, la pressione arteriosa. L’importante quindi è ridurre l’apporto alimentare di sale e, dunque, di sodio. Soprattutto a scopo preventivo. I prodotti derivati dalla carne suina oggi in commercio presentano una minore quantità di sale. Il merito? Essenzialmente delle procedure attuate dagli allevatori per la selezione e l’adeguamento delle razze. Anche l’alimentazione degli animali, costituita da mais, crusca e farine di orzo e frumento ha inciso positivamente. L’impiego dei grassi è trascurabile. Le carni suine in commercio oggi hanno un muscolo molto magro e un contenuto di proteine con alto valore biologico. Il salume, pertanto, è una valida alternativa agli alimenti di origine animale, cioè uova, latte e formaggi. La buona digeribilità è, poi, assicurata dalle lavorazioni, che prevedono cotture, stagionature e afumicature che modificano le proteine rendendole più disponibili per la digestione e l’assorbimento. Ricco di proteine nobili, il salame apporta una discreta quota di sali minerali e una ridotta quantità di grassi; una semplice porzione da 50 g soddisfa il 24% del fabbisogno giornaliero di vitamina B1. Con il 15% di sale in meno rispetto a qualche tempo fa. Quindi via libera al consumo di pane e salame anche per gli sportivi.

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Sei uno stakanovista? Allora ascolta bene: per aumentare la produttività e migliorare l’umore devi smettere di lavorare. Capi e colleghi ti ringrazieranno. Anche gli amici 1/ FA I TA N T E M I C R O PAU S E

2/ NIENTE MAIL FUORI OR ARIO

3/ VA I I N VAC A N Z A

Le pause non sono da sfaticati ma da persone che hanno a cuore la loro salute e anche il loro lavoro. Staccare per qualche minuto di tanto in tanto infatti riduce lo stress e migliora l’efficienza e l’umore. Puoi rilassarti (“non sto dormendo, mi sto ricaricando”), stimolare la mente (fai qualcosa che ti rilassi come giocare a Candy Crush, non comprare azioni in borsa) o socializzare. Ma non parlare di lavoro. Ti piacciono i video di ricette? Va bene anche quello, occhio a non guardarli prima di pranzo.

Sappiamo che sul lavoro fai sul serio. Ma controllare le mail quando sei a casa, a cena o rilassato sul divano, oppure nel weekend, può influenzare negativamente la tua vita famigliare e aumentare lo stress emotivo. Anche se non hai email da leggere restare in allerta in attesa di quel “bing” che ti avvisa dell’arrivo di un messaggio può provocare quello che è chiamato “stress anticipatorio”. Quindi resisti alla tentazione di controllare e rispondere alle mail di lavoro dopo una certa ora e la tua vita ne guadagnerà.

Si sa, i giorni di ferie non bastano mai. Ma c’è chi, proprio per questo, per la paura di usarli tutti e non poterli sfruttare quando servono, finisce per arrivare a fine anno senza averli consumati. Se ti scoccia prendere ferie pensa a questo: andare in vacanza non è un lusso ma una necessità per la tua salute. Chi va in ferie rientra al lavoro più fresco e riposato e lavora meglio. E soprattutto non attira l’ira dei colleghi comportandosi da vittima ed eroe perché lui, a differenza di quegli sfaticati, è sempre in ufficio.

A piedi nudi fa bene Le scarpe possono portare a infortuni dovuti all’eccesso di uso dei piedi. Sembra assurdo ma è così, perché le scarpe, essendo comode, spingono il cervello a pensare che i piedi non si stanno dando abbastanza da fare, quindi finisci per usarli più del necessario. La soluzione? Quando ti alleni cammina a piedi nudi per 100 metri dopo aver fatto una corsa. Così avrai muscoli dei piedi più forti, una postura migliore, più equilibrio e correrai meno rischi di farti male.

Tua moglie ha più o meno voglia di quello che pensi? COSA PENSI La tua partner ha meno voglia di te di fare sesso e tu devi accettarlo. A malincuore. COSA SUCCEDE DAVVERO Gli uomini tendono a sottovalutare la voglia di sesso della partner, lo suggerisce uno studio canadese. Potrebbe essere la paura di sentirti rifiutato che ti porta a non provarci nemmeno o forse pensi che questo tuo atteggiamento tollerante aiuti a mantenere in piedi la relazione. Per risolvere questa impasse chiedile come fai a capire quando lei ha voglia, quello che la eccita e come lei vorrebbe che tu “attaccassi bottone” in quel caso. Sii positivo: invece di dirle che hai paura che lei non ti voglia (e quindi mettendoti sulla difensiva) chiedile come puoi essere un amante migliore. Se non sa risponderti, dalle dei suggerimenti che pensi possano piacerle.

Foto: Shut terstock

100 grammi di salame Calorie: 392 kcal Grassi: 31,1 g Carboidrati: 1,5 g Proteine: 26,7 g Acqua: 35,5 g

Lavora meno, ottieni di più


Rilassati: a letto ti devi divertire!

The girl next door

Una ricerca mette a nudo le più grandi preoccupazioni degli uomini (INGIUSTIFICATI) I TIMORI PIÙ COMUNI

malattia sessuale 1/ La mia partner ha una raggiungerà l’orgasmo 2/ La mia partner non perà e rimarrà incinta 3/ Il preser vativo si rom 4/ Verrò troppo presto nte da nudo 5/ Non mi troverà attrae 6/ Non mi verrà duro o 7/ Non sono bravo a lett to 8/ Ce l’ho troppo cor esperienza 9/ Penserà che non ho arazzante imb à 10/ Dopo il sesso sar

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Le malattie a trasmissione sessuale sono la paura numero uno non solo per gli uomini ma anche per le donne. Ecco perché sono loro le prime a insistere per farti mettere il profilattico. Fa sentire più sicuri entrambi e aiuta la tua partner a rilassarsi. Per ridurre al minimo il rischio di rottura non usare preservativi comprati troppo tempo fa e lascia un po’ di spazio sulla punta.

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Gli uomini sono ossessionati dalla paura di venire troppo in fretta e dalla necessità di fare avere un orgasmo alla donna, che notoriamente ci mette sempre un po’ più di tempo a rilassarsi e a lasciarsi andare. Ma in realtà questa sincronia della duplice soddisfazione per le donne non è così importante. Ma se vuoi essere sicuro che venga è meglio non afrettare le cose e usare la lingua per i preliminari.

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La percentuale di uomini il cui liquido pre-eiaculatorio contiene sperma attivo. Se non vuoi rischiare metti il preservativo prima di entrare Fonte: Journal of the Medical Association of Thailand

Come reagisce una donna se, vedendola al bar o in spiaggia, vado da lei e le dico così su due piedi che è bellissima? È romantico o è da psicopatico? LUCIANO

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Pensare di non essere attraente da nudo è anche la principale paura delle donne. Puoi rimediare e correre ai ripari curando il tuo corpo, facendo esercizio e seguendo una dieta sana. E se proprio sei a disagio a metterti come la mamma ti ha fatto convincila a fare sesso nella penombra. E smettila di preoccuparti: se sei arrivato fin lì con lei significa che le vai molto bene.

Sesso, appuntamenti, amore e passione: i consigli della tua “peggiore” amica

Tutti gli uomini a qualsiasi età si preoccupano dell’erezione. In condizioni normali il segreto è rilassarsi ma è diicile farlo quando hai paura di non avere un’erezione. Insomma: è un cane che si morde la coda. Chi può aiutarti? La tua partner: spiegale che non deve farti fretta e magari ti confesserà che più aspetti e meglio è anche per lei. E questo avrebbe un efetto magico. O può usare le sue doti di seduzione per convincerlo.

8

Di solito non è vero che è troppo corto. Secondo uno studio chi si preoccupa delle dimensioni in genere ha un pene di circa 14 centimetri. E se anche fosse veramente corto ricorda che per le donne non è il vero problema: conta come lo usi. Non solo: più della lunghezza molte donne sembrano guardare alla larghezza, anche se alla fine più che guardare e misurare le donne vogliono sentirlo.

10

La paura dell’imbarazzo dopo il sesso non è un problema solo tuo: è all’ottavo posto per le donne. Per evitare l’imbarazzo pensa prima come fare. Per esempio puoi ordinare una pizza: mangiare insieme vi metterà a vostro agio. E se non sai cosa dire riempiti la bocca: è una buona scusa per tacere. In ogni caso stiamo parlando di un problema che viene dopo: quindi alla fine puoi anche fregartene.

La birra elimina lo stress Hai presente quando, finita una partita, vai a farti una birra con i tuoi amici? È naturale: al termine di un evento stressante (e una partita di calcio lo è) gli uomini vogliono stare insieme e rilassarsi, li aiuta a gestire la tensione futura. Secondo uno studio, i topi maschi stanchi si abbracciano

istintivamente, rilasciando ossitocina, un ormone che aiuta a combattere lo stress. Questi benefici si possono avere anche tra maschi umani (senza doversi abbracciare). Quindi, la prossima volta che tua moglie si lamenta per la birretta post partita sai come ribattere.

Romantico psicopatico. Una cosa è certa: è un pessimo modo di iniziare una conversazione. Come dovrebbe rispondere? Con un “grazie” imbarazzato? Per poi scappare a gambe levate. Semplifica la vita a lei e a te e abbordala con una frase che possa dare il via a una chiacchierata. L’ultima volta che un tizio ha cercato di fare conoscenza esordendo con “sei bellissima” è stato a una festa della birra artigianale. Avrebbe potuto suggerirmi di provare quella birra perché era straordinaria e aveva un retrogusto di pesca (per dire) e invece si è arenato da solo con quel complimento. Perché con quella frase, che sia romantica o da psicopatico, non c’è modo di rispondere bene e di iniziare a chiacchierare. Ho scoperto che mia moglie guarda i film porno. Perché? Io sono sempre disponibile se lei ha voglia. RICCARDO Che strano, un uomo che becca sua moglie a guardare di nascosto i porno. Di solito succede il contrario. Non prenderla sul personale: forse si vergogna a rivelarti che cosa vorrebbe le facessi a letto o forse ha solo voglia di divertirsi un po’ da sola. In entrambi i casi un porno permette alla donna di pensare solo a se stessa e al suo piacere, senza preoccuparsi di eccitarti o di essere sexy o di dirti quelle paroline che adori o spiegarti dove devi toccarla per farla godere. Può semplicemente stendersi sul letto e lasciarsi andare al piacere. Se ti scoccia essere lasciato all’oscuro e vorresti partecipare, falle sapere che sai del suo “hobby” e che ti piacerebbe partecipare. Dillo in maniera molto soft, senza toni inquisitori o senza volerti imporre. E poi falle capire che se lei avesse voglia, può sempre chiederti di intervenire ad allietare le sue pratiche solitarie.

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Club Grooming

Di Massimo Albini Beauty coach ed esperto di formazione nell’estetica professionale per importanti case cosmetiche Massimo Albini Pro

Tan on Demand COME OTTENERE UNA PELLE AMBRATA SENZA RISCHI La pelle molto bianca e spenta è generalmente sinonimo di un aspetto cagionevole, mentre una carnagione colorata e radiosa è vista come simbolo di bellezza e benessere. Come prolungare l’abbronzatura anche al ritorno dalle vacanze? Come ottenere un colorito salutare e naturale senza rischi per chi non vuole o non può esporsi al sole? Gli autoabbronzanti sono la risposta più sicura per sviluppare progressivamente un magnifico colore bronzeo... TUTTO L’ANNO! INVECCHIARE SOTTO IL SOLE

IL DORATO SMART DI ULTIMA GENERAZIONE

La pelle, esposta ai raggi ultravioletti del sole o alle lampade UV, è sottoposta a un’aggressione alla quale risponde, come difesa, con un aumento della pigmentazione. L’abbronzatura svolge un’azione protettiva del derma, agendo come un vero e proprio filtro, ostacolando la dose di raggi assorbiti; un meccanismo che varia a seconda del proprio fototipo in relazione al tempo di esposizione. Per evitare il fotodanneggiamento (ustioni, discromie cutanee, tumori della pelle) è d’obbligo utilizzare prodotti con adeguati filtri di protezione UVA-UVB. Ti accorgerai poi che il sole in realtà bacia come Giuda. Sotto tanto sole si rimane belli per poco. Il fotoinvecchiamento del derma induce alla degradazione cellulare e al cedimento strutturale con comparsa precoce di rughe, secchezza cutanea, riduzione dell’elasticità e della sensibilità cutanea.

Gli autoabbronzanti si utilizzano dopo l’esposizione solare per prolungare, uniformare l’abbronzatura naturale, idratare la pelle oppure durante tutto l’anno per avere sempre un colorito progressivamente naturale senza la tonalità gialla, tipica di prodotti scadenti o di formulazioni sorpassate. L’ingrediente segreto? Lo zucchero e i suoi derivati attivi che, legandosi alle proteine dello strato corneo dette cheratine, inducono alla formazione di sostanze brune che donano alla cute un aspetto abbronzato. Tra gli attivi più utilizzati il DHA (sigla in codice del diidrossiacetone), un estratto naturale e sicuro a base di canna da zucchero che non ostruisce i pori. Con le nuove formulazioni sono stati introdotti altri zuccheri riducenti (come l’eritrulosio), per migliorare colore e uniformità. Inoltre gli autoabbronzanti di ultima generazione sono un vero e proprio trattamento, ricco di complessi idratanti e ammorbidenti per donare confort e tonicità alla pelle. Da preferire i prodotti ad abbronzatura graduale poichè quelli ad efetto immediato lasciano residui che macchiano gli indumenti.

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I MIEI PREFERITI: QUALITÀ, TEXTURE, PRATICITÀ

COME PREPARARE LA PELLE

ESFOLIARE AZIONE ANTI AGE

AZIONE ANTI AGE

Per ottenere un colorito perfettamente uniforme, un paio di giorni prima dell’applicazione, utilizzare un prodotto esfoliante, uno scrub o il guanto per eliminare le cellule morte superficiali in modo che la pelle sia pulita ed uniforme. Così facendo l’abbronzatura sarà più omogenea e duratura.

SUPER SOIN AUTOBRONZANT HYDRATANT VISAGE di SISLEY Paris

SUPER SOIN AUTOBRONZANT HYDRATANT CORPS di SISLEY Paris

Un’emulsione da applicare sul viso e sul collo 2-3 volte alla settimana. Migliora e mantiene l’idratazione, stimola il collagene e svolge un’azione anti radicalica e anti-collagenase.

Latte vellutato e fondente da applicare su tutto il corpo due o tre volte alla settimana. Nutre e idrata la pelle con un’azione anti radicalica.

Prezzo consigliato: 103 euro Conezione: 60 ml

Prezzo consigliato: 93,50 euro Confezione: 150 ml

IDRATARE È importante mantenere una pelle normoidratata, poiché se è molto secca il prodotto potrebbe assorbirsi in modo non uniforme, compromettendo la durata e l’omogeneità del colorito.

APPLICARE

NUTRIENTE E FONDENTE

FACILE APPLICAZIONE

TEXTURE INNOVATIVA

HYDRA TANNING LATTE CORPO di COMODYNES

SUN MINUTE BRUME AUTO-BRONZANTE di PAYOT Paris

LAIT FONDANT AUTO-BRONZANT di CLARINS Paris

Un latte corpo con un complesso idratante alla vitamina F, glicerina e sorbitolo che nutre la pelle grazie agli estratti di Cacao. Dermatologicamente testato.

Semplice da utilizzare grazie al flacone spray su tutto il corpo. Agenti emollienti lasciano addosso un piacevole film satinato e setoso.

Un trattamento completo, viso e corpo, autoabbronzante e idratante con una texture decisa, fondente ma anche sensoriale.

Prezzo consigliato: 19,20 euro Confezione: 200 ml

Prezzo consigliato: 26 euro Confezione: 125 ml

Prezzo consigliato: 21,60 euro Confezione: 125 ml

Prezzo consigliato: 27 euro Confezione: 177 ml

AUTOABBRONZANTE di VAGHEGGI Phytocosmetici Fluido viso e corpo, dalla texture preziosa con principi idratanti e tonificanti. Mantiene la cute elastica e garantisce una splendida abbronzatura. Prezzo consigliato: 24 euro Confezione: 150 ml

LAVARSI ACCURATAMENTE LE MANI DOPO L’UTILIZZO!

DA SAPERE Le pelli normali e secche prediligono formulazioni in fluido o crema, mentre utilizzare prodotti in spray per pelli grasse. Nelle applicazioni successive prestare attenzione alle zone ispessite come gomiti, ginocchia e talloni, che trattengono una maggiore quantità di pigmento. Non utilizzare in caso di dermatiti di varia natura.

EFFETTO RAPIDO

Lozione corpo a tecnologia FadeDefy, miscela scurente a base di zuccheri, caramello e gusci di noce per un colore bronzeo.

TONIFICANTE E FRESCO

ABBRONZATURA PROGRESSIVA

GRADUAL SUNLESS LOTION di AUSTRALIAN GOLD

Applicare su pelle asciutta con un veloce e leggero massaggio in quanto l’autoabbronzante è formulato per un rapido assorbimento. Da evitare l’applicazione nella regione ascellare, plantare e del contorno occhi. Evitare le sopracciglia, la radice dei capelli e la barba quando bionda o bianca.

SUN FREE SELF TANNING FORMULA FACE & BODY di KIEHL’S Lozione leggera viso e corpo ad efetto rapido. Agisce in un’ora ma l’efetto e il colore sono naturali. Non lascia residui. Prezzo consigliato: 28 euro Confezione: 150 ml

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Survivor

SNAKE Project

A cura di Daniele Dal Canto e Fabrizio Nannini

Una missione chiamata sopravvivenza a più comune definizione di corso di sopravvivenza parla di “addestramento alla sopravvivenza con pochi mezzi in condizioni ambientali diicili”. Portando questa definizione alla sua massima potenza, è nato lo S.N.A.K.E. Project, dove il nome del progetto sta per Surviving a Natural Adventure in a Kenya Experience. L’organizzazione è a cura della scuola di Survival Delta Two, che ha cercato questa volta di creare “il corso di sopravvivenza per eccellenza”. Già alla sua terza edizione, SNAKE Project a detta dei suoi ideatori, e di chi è riuscito a partecipare alle sue prime due edizioni, è definito come un contest estremo, capace di ofrire contenuti profondamente formativi, strutturato per l’acquisizione e lo sviluppo dei fondamentali della sopravvivenza in una delle ambientazioni più naturali, selvagge e pericolose del pianeta: l’Africa. L’esperienza di Snake prevede 200 km a piedi nella splendida e selvaggia cornice del corridoio naturale che divide in due il parco dello Tsavo, tra savana e giungla, con tappe giornaliere di 20-30 km. Ti raccontiamo come...

Qui sopra, da sinistra, Daniele Dal Canto, Daniele Manno e Fabrizio Nannini

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foto di Fabrizio Nannini, Daniele Dal Canto

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Rubrica a cura di Fabrizio Nannini, autore di Mental Survival, con Daniele Dal Canto, Istruttore di Sopravvivenza FISSS

CHE COS’È LO SNAKE PROJECT

L’esperienza SNAKE Project è rivolta solo ai più esperti e non ha niente a che vedere con i corsi di survival civili presenti sul nostro territorio, che prevedono situazioni brevi, due tre giorni al massimo, in ambienti diicili ma quasi privi di autentici rischi ambientali. SNAKE è rivolto a viaggiatori preparati o atleti estremi alla ricerca di emozioni autentiche, in una situazione del tutto reale, dove la simulazione televisiva dell’immaginario dei reality sul survival lascia il posto alla più cruda, imprevedibile e pericolosa realtà. Non è il safari fotografico visto dal finestrino della jeep. Non è l’accampamento in un territorio sicuro, circondati da guide armate. È fatica e sudore, lacrime e sangue, acqua e fuoco, in un dualismo emotivo talmente estremo da spiazzare anche la persona più stabile. Non si tratta di pochi passi fuori dalla comfort zone: qui si sopravvive realmente – se ci si riesce – in un ambiente

pericoloso anche solo per il clima. La percentuale di persone che abbandonano, nonostante il livello elevato dei partecipanti, è comunque straordinariamente alta. I motivi sono tanti: si lascia perché non ce la si fa più. O perché la prossima tappa è troppo lunga. Perché le iene di notte con le loro urla ti gelano il sangue e, tra un turno di guardia e l’altro, non ti fanno dormire. Si abbandona perché il Kasigau, quando sei ai suoi piedi, nel suo silenzio irreale ti ricorda che quel silenzio lo manterrà anche il leopardo quando proverà ad attaccarti. E sul Kasigau è pieno di leopardi. Si abbandona perché il leone che ti attraversa la strada a dieci metri dal gruppo ti fa capire che qui non sei tu che comandi. Ma si abbandona anche perché ti si è rotta la borraccia, e sai che con quella di scorta non ci arrivi a fine giornata. Ed allora si chiamano i soccorsi, e te ne vai con l’amaro in bocca. Si dice che la sopravvivenza sia un fenomeno di gruppo. È anche vero,

empo dannatamente ma è allo stesso tempo individuale. Perché devi fare i conti con i tuoi demoni, cercando di non farli vedere troppo agli altri quando stai camminando, disidratato, sotto il sole, cercando di capire se quella cosa davanti a te è un serpente oppure un bastone. Sei forte della forza del tuo gruppo, ma allo stesso tempo devi buttarci dentro un po’ di energia, e di energia, dopo venti chilometri sotto il sole, te ne rimane proprio poca. Ma prima avrai dovuto studiare, discutendo, anche animatamente, con i tuoi compagni, davanti ad una cartina e ad una bussola, per tracciare il percorso più veloce e meno pericoloso. Cercando di avvicinarti allo stesso tempo a posti dove ci potrebbe essere dell’acqua, stando attenti ad evitare pericoli che vanno dallo scorpione nascosto sotto a una pietra, al branco di elefanti. Devi valutare ogni singolo passo che farai, perché solo se lo farai nel modo giusto potrai farne un altro subito dopo e poi un altro ancora.

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Survivor

CHE COSA DEVI FARE? Per sopravvivere fino alla meta. / Quando? Si parte il 6 e devi arrivare il 20 novembre, 12 giorni efettivi tra giungla e savana, in completa autonomia. / Dove? In Kenya, tra i parchi nazionali dello Tsavo est e dello Tsavo ovest, in un corridoio naturale che li separa, e sul monte Kasigau. Non ci sono guide né servizi o mezzi di appoggio: ci si deve orientare e inventare un percorso da un punto A a un punto B che - ovviamente - non sono ancora stati svelati. / Chi ha accetato la sfida? Alcuni sono istruttori di Survival “veterani”, con anni di esperienza. Due di loro sono anche dei cameramen e fotografi. Gli altri sono tutte persone con una lunga esperienza di outdoor, selezionate in base alle loro reali capacità. Su 10 persone che chiedono di poter partecipare, mediamente ne vengono selezionate 2.

Una scuola per sopravvivere La Delta Two è una scuola di survival che nasce dalla joint venture di due istruttori “storici” della Federazione Italiana Survival Sportivo e Sperimentale (FISSS) con l’intenzione di realizzare corsi di sopravvivenza in aree remote e inospitali, al fine di perfezionare le tecniche realizzate “on site” e di sviluppare un istinto alla sopravvivenza ed un’attitudine in quelli che la frequentano impossibile da realizzare in un corso di survival ordinario. ario.

/ Quale attrezzatura serve? Uno zaino, una borraccia e delle buone scarpe. Al resto ci pensano i nostri sponsor, e comunque non serve molto altro… È un corso di sopravvivenza reale: le cose te le devi inventare con la tua creatività e con la tua capacità di adattamento. Niente sacco a pelo, materassino o tenda. Non ci sono armi tranne quelle autocostruite (archi e lance) e il machete dell’Extrema Ratio. L’abbigliamento tecnico lo fornisce Sod Gear ed alcuni accessori sono della Decathlon. / Dove si sono svolte le prime due edizioni? Sempre in Kenya, in posti vicino a questi, ma con percorsi e dinamiche del tutto diverse. Ogni volta si cerca di fare qualcosa di nuovo. Il 40% delle persone che fa un corso del genere, chiede di partecipare anche l’anno successivo. / Quali sono i pericoli più insidiosi? Gli animali: leoni, elefanti, leopardi, bufali, serpenti (mamba verde, mamba nero, cobra sputatore, vipera soiante), scorpioni, formiche siafu, zanzare per la malaria e altre malattie simili. Senza contare la fatica, la sete e gli infortuni. / E gli altri pericoli? I pericoli generici sono tanti: caldo torrido e sole forte, umidità altissima (nella giungla), fame, sete, disidratazione, colpi di calore, stanchezza e afaticamento, vesciche sui piedi sanguinanti, pressioni psicologiche fortissime per il costante pericolo in cui ci si trova. Ma anche le piante urticanti e velenose nonché i mercenari e i bracconieri, che non esitano un attimo a uccidere chiunque li veda o possa contribuire alla loro cattura segnalandoli alle autorità. 38 MENSHEALTH.IT |

PER SAPERNE DI PIÙ

facebook.com/d2survival I video saranno sulla pagina, con i link condivisi da un canale youtube dedicato.


I TRE STEP DEL SURVIVING TEST Ci sono tre fasi in questo corso: Savannah Survival Training; Jungle Survival Training; Survival Test. 1/ Nella Savana Qui si apprendono le nozioni necessarie per sopravvivere nella Savana, ovvero tecniche e linee guida utili al sostentamento del singolo o del gruppo. Eccone alcune: strategie preventive, superamento ostacoli, tecniche per accendere un fuoco, navigazione terrestre, sicurezza dell’area di bivacco, Boma (il recinto di piante spinose dove si dorme), ricerca e depurazione dell’acqua e degli alimenti edibili e così via. 2/ Nella giungla Nella seconda fase c’è un cambio di scenario: tutto il gruppo si dovrà adattare a un nuova e ancora più insidiosa location. La giungla. Questa fase si svolgerà sul monte Kasigau, fino a quota 1500 metri. Le temperature, soprattutto nelle ore notturne saranno molto basse, ma durante il giorno, anche se i raggi solari non saranno forti come nella savana, perché filtrati dalla vegetazione, si avrà una percezione maggiore del caldo visto l’altissimo tasso di umidità. Anche se approvvigionarsi di acqua risulterà più semplice, visto il numero elevato di sorgenti, l’ascesa alla vetta, il terreno molto spesso fangoso, la grande quantità di alberi caduti lungo la via, e la presenza di nuove insidie come leopardi e le formiche legionarie siafu (carnivore, dolorose e in gruppi enormi) renderanno anche questa fase un durissimo banco di prova e di confronto.

IL VIDEO REPORT IN ONDA SU YOUTUBE Non andremo a cercare tanto il sensazionale quanto la sensazione, il confronto e il dialogo fra il gruppo e il singolo. Metteremo in opera e condivideremo eventi previsti e imprevisti, metodi, conoscenze e il brainstorming necessario per sopravvivere ad un ambiente estremo. Saremo motivati dalla passione, non solo dalla professione, perché è questo il vero passaporto per l’avventura. Intendiamo colmare così l’eterna separazione tra chi documenta e chi è documentato. Ogni grande o piccola impresa estrema ha sempre una grande o piccola troupe al seguito, sul confine dell’esperienza reale. Ma quest’ultima sembra sempre poco credibile, dato che un osservatore esterno pone sempre delle barriere tra se stesso e quello che documenta. Qui invece nessuno se ne starà nascosto dietro una videocamera, proprio perché alcuni

componenti della missione, oltre a dover sopravvivere, documenteranno tutto in prima persona. In realtà non ci sono situazioni estreme o disperate, ma solo persone che si disperano o ne vengono fuori in extremis, senza problemi e portandosi a casa comunque un grande bagaglio di esperienza e di skill. Ed è questo l’obiettivo del nostro percorso: documentare persone alle prese con ambienti ed eventi ignoti e di fronte all’imprevisto. Ecco perché saranno filmati i loro comportamenti, i loro successi e i loro insuccessi, le loro risposte emotive, fisiche e culturali, il loro approccio al problem solving e perfino le loro esperienze passate applicate alle circostanze presenti. Il tutto in una serie di puntate su YouTube, molto scarne e asciutte, ma tutte, maledettamente vere e reali come il sole dell’Africa. Cerca i video a questo indirizzo: facebook.com/ d2survival

3/ Verso Kilibasi Nella terza e ultima fase del Survival Test, i corsisti, divisi in due sottogruppi autonomi e indipendenti fino all’arrivo al punto di esfiltrazione (in gergo militare, il punto in cui le truppe sopravvissute in territorio nemico vengono recuperate), dovranno mettere in campo le nozioni e le strategie acquisite precedentemente per afrontare l’ultima - ma non meno impegnativa - parte del percorso. Questa volta la navigazione, la scelta della rotta, le soste, e le altre decisioni vitali saranno esclusivamente a loro discrezione. Mantenendo sempre l’aspetto sicurezza al primo posto, dovranno raggiungere il paese di Kilibasi entro un lasso di tempo ben preciso.

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Club Sex

di Nadia Guidi Giornalista di costume

Operazione CenaFuori Come conquistarla con una cena È la vostra prima cena, potrebbe essere la prima di una lunga serie, ma potrebbe anche essere l’ultima. Dipende da te? No, perché le donne sono particolari. Ma ho pensato che qualche consiglio ti sarebbe stato utile per fare una bella figura. A questi 12 punti ne aggiungo ancora uno, da ricordare se la relazione dovesse continuare: non perdere queste buone abitudini e continua a trattarla come se fosse la prima sera.

È

1/ Mostra sicurezza. Lei deve sentirsi in compagnia di un uomo sicuro. Il ragazzo impacciato può suscitare simpatia ma il tuo obiettivo è essere afascinante, non stimolare il suo istinto materno. Non subito almeno. Quindi sii tranquillo, equilibrato, padrone della situazione in modo naturale. Cerca di non esagerare diventando eccessivo, cafone o spavaldo. 2/ Sorprendila con un gesto che non si fa più. Scendi dalla macchina e aprile lo sportello. Oggi non è più di moda, ma è molto apprezzato da tutte le donne. Non è piaggeria, è galanteria. Significa che conosci l’educazione e sei una persona educata. 3/ Cerca un buon ristorante. La donna intelligente apprezza anche la spartana trattoria di campagna, ma la prima volta valuterà l’ambiente: se la porti in un posto rainato vorrà dire che la consideri importante.

e accompagnala al tavolo che hai prenotato, possibilmente il migliore. Una donna nota tutte queste cose. 6/ Usa una macchina credibile. Se lei sa che hai la Panda, non andare e prenderla con la Lamborghini. Oppure fallo, ma sii sincero, dicendo che la macchina non è tua. Sarà un’occasione per farsi una bella risata e stare più comodi. 7/ Vestiti bene, senza esagerare. Se lei ti ha visto sempre con i jeans, non mettere l’unico doppiopetto che hai, ma adotta il classico “elegante/sportivo”, che poi vuol dire giacca/camicia/jeans oppure pullover bello/camicia/jeans per essere al meglio in modo tranquillo. 8/ Scegli i vini con sicurezza. Anche se non ne capisci granché, indica senza incertezze la tua scelta. È un altro segnale di sicurezza e savoir faire che lei apprezzerà, anche se è astemia. 9/ Non mangiare troppo. Se proprio a tavola non riesci a contenerti, mangia qualcosa prima di uscire. Non ordinare piatti eccessivi: l’astice gigante dell’acquario, la grigliata del Re, la torta dello Sceicco. 10/ Dopo cena. Resta al ristorante a parlare, non mostrare di avere fretta per vedere come va a finire. Scegli argomenti vari, anche importanti, ma sempre positivi. Mettiti in secondo piano, falla sentire al centro dell’attenzione e, soprattutto, ascoltala. Ti servirà tantissimo. 11/ Siediti composto. Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma niente gomiti sul tavolo, stuzzicadenti, ecc. Per una sera non è complicato, sei vestito bene e questo aiuta.

5/ Scegli un posto che conosci. Al ristorante fai vedere che sei a tuo agio. Saluta gentilmente il maitre (ma non far sembrare che sei tutti i giorni lì), quindi guidala e, se lei non conosce il posto, entra per primo

12/ Paga senza farti notare. Non farle vedere il conto per nessuna ragione al mondo. Evita in tutti i modi di fare ‘alla romana’, anche se lei dovesse insistere. Ricordati che è la “Prima” in cui vai in scena tu.

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4/ Portala dove si possa mangiare di tutto. Mostra di sapere gestire la situazione e scegli un bel ristorante che però ofra un’ampia varietà di cibo, pesce, carne, pizza, anche vegetariano o vegano, in modo che lei possa scegliere.


The Bartender Chiacchiere sulle donne, sul lavoro e sulle altre cose che rovinano la vita agli uomini

Faccio fatica a ricordarmi i nomi delle persone. Hai un trucco da consigliarmi? Giacomo La prima cosa da fare è prestare attenzione. Ecco quello che mi diceva sempre mio padre: quando ti presentano qualcuno fai in modo che quella persona abbia l’impressione che sei felice di conoscerla. Guardala negli occhi, sorridi, stringile la mano con decisione ma senza esagerare. Ripeti il nome nella tua testa per imprimerlo nella memoria (o, quando non ti vede, scrivitelo). Io voglio che tutti i miei clienti si sentano a casa nel mio bar, si sentano voluti e importanti.

“Questa cravatta mi ricorda mio marito e stasera non voglio proprio pensare a mio marito.”

Tu che con il tuo lavoro vedi tanta gente, chi ha più fortuna con le donne: chi porta la cravatta o chi indossa jeans e maglietta? Riccardo

Se vuoi sfoggiare qualcosa che ti aiuti davvero a conquistare una donna, sfoggia sicurezza. Dimostrati simpatico e amichevole, arguto e sveglio. Il compito dei vestiti è di coprire il tuo corpo e farti stare comodo, non di trasformarti in qualcosa che non sei. Quando Shakespeare diceva che “l’abbigliamento spesso rivela l’uomo” non intendeva dire che l’abito ti trasforma in un uomo diverso da quello che sei.

Roberto C’è una cosa di cui gli uomini si lamentano che tu non hai citato: le donne. E per le donne, il primo argomento di discussione e di lamentela è proprio l’uomo. A dirla tutta, le donne si lamentano degli uomini molto più di quanto questi non facciano di loro. Quando un uomo si lamenta di una donna, sembra che parli del tempo: non c’è modo di prevedere come sarà domani, un giorno è terribile e l’altro è bellissimo. Quando invece le donne si lamentano degli uomini sono molto specifiche: non ha detto questo o quest’altro, nel 1998 ha detto la tal cosa e

Quali sono i migliori film da uomini secondo te? Gino Una volta ho fatto la stessa domanda a tutti i miei clienti. Ecco la top ten: I cannoni di Navarone, Fratello, dove sei?, Il mucchio selvaggio, L’uomo che uccise Liberty Valance, Il Padrino (1 e 2), Fight Club, Interstellar (“solo in formato IMAX”), Iwo Jima, deserto di fuoco, Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! e Palla da golf (Caddyshack). Il tizio che ha citato La verità è che non gli piaci abbastanza ha dovuto pagare da bere a tutti e poi scappare con la coda tra le gambe.

Vedo in giro birre aromatizzate al limone, ai frutti di bosco… Che cosa c’è di sbagliato nella birra che sa di birra? Moreno Ti capisco: anche a me piace la birra che sa di birra. Aggiungere ingredienti non la trasforma in una birra diversa, ma la rende una bevanda completamente nuova. Non sono un purista ma mi piace la birra vera. Però non sono neanche intollerante: se a qualcuno piace la birra al lampone buon per lui. Ma non mi venga a dire che è birra, è una specie di cocktail di birra e succo di frutta.

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D all ’al to: M ichelle P edone, shu t ters to ck

Tattoo: scegli bene

L’arte è meravigliosa. Puoi stare per ore a guardare il capolavoro di un grande artista. Ma se lo stesso capolavoro è deformato perché invece che sulla tela è disegnato sulla pancia di un tizio ciccione e sudaticcio le cose cambiano. Non è più arte, è un tentativo ridicolo di mostrare al mondo quello che in un determinato momento ti ha impressionato o di dimostrare che sei un intellettuale. Il problema è che fa l’efetto contrario. Per non parlare di quando la tua ciccia si lascerà andare e quel capolavoro diventerà una grottesca caricatura.

Molti uomini si lamentano del lavoro, della macchina, del calcio. Di che cosa si lamentano le donne?

invece adesso ne dice un’altra. Per la mia esperienza, gli uomini bevono per dimenticare, le donne invece bevono per ricordare. E per lamentarsi.


Flying Leo Di Aldo Ballerini

F o t o : Tr e v o r M o r a n - R e d B u l l C o n t e n t P o o l .

A sei anni sale per la prima volta sulla tavola da surf a Cerenova. A otto inizia a gareggiare. A nove a vincere. A dieci ha già gli sponsor. Che lo portano alle Hawaii e in Australia. Dove continua a vincere. Oggi ha diciotto anni, ha già battuto i più forti surfisti del mondo e punta a entrare nella top ten. È Leonardo Fioravanti, 100% italiano, 100% talento, si racconta per noi


La nostra spiaggia è a Cerenova, frazione di Marina di Cerveteri a pochi chilometri da Roma. I proprietari sono dei surfisti. Qua tutti i ragazzini giocano a calcio, ma noi, un gruppo di dieci-quindici, eravamo sempre in spiaggia, in attesa delle onde. Che non sono quelle delle Hawaii ma per noi andavano benissimo. Quando non arrivavano aspettavamo il traghetto che arrivava dalla Sardegna, che facendo manovra a Fiumicino creava due onde, e noi, alle sei e mezza, eravamo in acqua ad aspettarle. Eravamo troppo felici, il momento migliore della giornata.

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DA CERENOVA ALLE HAWAII Il surf è stato subito una grande passione per me, e sono stato fortunato perché i miei genitori mi hanno assecondato. Mi hanno hanno portato in Francia, a Biarritz, poi in Portogallo. La mia prima gara all’estero l’ho fatta a nove anni, in Francia, l’ho vinta e così mi hanno notato i cacciatori di teste della Quiksilver e Red Bull. Subito dopo sono diventati miei sponsor, e a dieci anni mi hanno portato a gareggiare prima alle Hawaii poi in Australia, e ho sempre vinto. È cominciata così. Poi ho avuto fortuna perché il team manager del mio sponsor Quiksilver fin da quando avevo 12 anni mi ha portato in giro per il mondo con i più grandi surfisti del momento, e tra questi c’era Kelly Slater.

Sono stato in Sudafrica, in California, in Australia per tre anni di fila e così mi sono abituato a viaggiare e stare nell’ambiente. Gomito a gomito con i grandi campioni, quelli che ancora sono i miei idoli e con i quali oggi gareggio. Un sogno che si realizza. HA BATTUTO I PIÙ FORTI A 15 anni, in Europa, ho vinto il circuito Under 21, in quel momento ho capito che potevo continuare per entare nel Mondiale. Oggi sono primo in classifica nel circuito di qualificazione WSL Men’s Qualifying Series, quello che ti dà l’accesso al WSL Men’s Championship Tour, dove ci sono i 34 migliori atleti al mondo; se finisco nei primi dieci entro in questo gruppo.


Leonardo (Roma, 8 dicembre 1997) ci mostra la posizione da tenere sulla tavola. Facile, no?

fo t o Rya n M i l l e r - Re d B u l l C o n t e n t Po o l

Due anni fa, a sedici anni, avevo ottenuto ottimi risultati e mi ero quasi qualificato per compiere questo salto, ma ancora non era il momento. Ora le cose sono cambiate, mi sono allenato e mi sento pronto per passare al Championship Tour. Mi confronterò con i più forti surfer del mondo ma sono tranquillo, perché quest’anno ho avuto la fortuna di ricevere tre wild card per il Championship Tour, in Australia, in Brasile e in Francia. In Australia sono arrivato ai quarti di finale, battendo Kelly Slater e anche Adriano de Souza, il campione del mondo in carica 2015. In Brasile ho battuto il campione del mondo 2014 Gabriel Medina. Mi sento pronto. Non per vincere il titolo, ma tra 4-5 anni penso che potrei entrare nella top ten.

Il mondo del surf è cambiato tantissimo. Oggi devi allenarti molto di più, sennò non vinci IL MONDO DEL SURF È CAMBIATO Kelly Slater è il più forte campione del mondo. Ha vinto 11 titoli e a 44 anni è ancora nel circuito mondiale. Ha creato tre generazioni di surfisti. Quando è entrato, all’inizio del 2000, c’era anche Andy Irons, si sono battuti in duelli epici, e Andy ha vinto il titolo per tre anni di seguito, nel 2002, 2003 e 2004. Un talento eccezionale, per me era il più forte del mondo, poi però ha preso una strada

sbagliata, ha avuto problemi di droga. Andy è morto nel 2010. Il mondo del surf è cambiato tantissimo in questi ultimi anni. L’immagine che si può avere, che poi è quella trasmessa dai film, di un ambiente trasgressivo in cui prima si surfava e poi ci si divertiva, birra, feste, nottate, non esiste più. Oggi il livello atletico è altissimo, devi allenarti molto di più, sennò non vinci. Se vuoi batterti contro gli americani, gli australiani e i brasiliani, | MENSHEALTH.IT 45


devi essere al 100%, il talento da solo non basta più. I brasiliani sono sempre più forti, negli ultimi due anni sono loro i campioni. Perché sono quelli che hanno più fame di vittoria. Sono nati in un paese diicile, e molti di loro non hanno scelta: il surf oppure la vita della favela. MANOVRE ACROBATICHE Il surf è cambiato tantissimo anche tecnicamente, e anche questo ha alzato il livello atletico. Dieci anni fa le tavole erano più sottili, strette e lunghe, mentre ora sono più larghe, spesse e corte. Cambia tutto. Ti permettono di fare delle manovre acrobatiche che prima non potevi nemmeno immaginare, devi surfare con velocità e potenza. Il livello si sta alzando anche per questo, e ci dobbiamo allenare molto di più. Oltre che sulle onde si va anche in palestra. Io faccio un po’ tutto, non allenamenti pesanti, ma esercizi veloci, curo l’elasticità e la velocità. Mi concentro sui muscoli dell’equilibrio, il core, gli addominali, le gambe. Faccio anche gli esercizi di equilibrio, ma non è quello il punto focale, poiché sono cresciuto su una tavola da surf. Piuttosto curo la simmetria, il bilanciamento delle forze, perché il surf è un sport asimmetrico.

L’ONDA E L’INTUITO Una gara funziona a eliminazione, ci sono quattro round, la semifinale e la finale. Un hit dura 30 minuti, e in questo lasso di tempo puoi prendere le onde che vuoi. Due ti danno il punteggio, e a ogni onda ti possono assegnare fino a dieci punti. Il massimo quindi è 20 punti, ed è stato assegnato pochissime volte nella storia del surf. La scelta dell’onda è fondamentale, perché è quella che ti dà la possibilità di esprimerti al meglio. Puoi pensare che sia fortuna, ma quella conta solo in parte, dopo anni di gare conosci l’Oceano, e ti viene una sorta di sesto senso, sai quando arriva quella gusta. Devi avere pazienza, sapere aspettare. La strategia di gara è essenziale; spesso non è il surfista più spettacolare che vince, ma quello che ha scelto l’onda buona e che poi è riuscito sfruttarla per fare al meglio le figure, prendere velocità, entrare nel tunnel. I giudici votano la velocità, la potenza, lo stile, la fluidità. C’è una decina di manovre che facciamo tutti e il punteggio più alto lo ottieni se ne fai bene tre diverse; se invece ne fai tre uguali, anche perfette, prendi meno

punti. Poi c’è il tubo. È una delle figure, e devi prendere l’onda giusta che fa un tubo perfetto, lungo. In genere lo capisci fin dalla mattina se è la giornata buona, se c’è il mare grosso i tubi ci sono per tutti; poi sta a te scegliere quello giusto. I giudici premiamo il passaggio più lungo e profondo, se ne prendi uno, non ti si vede per 4-5 secondi e poi riappari, sicuro prendi un punteggio alto.

Il tubo è pericoloso, se ti sbatte sott’acqua devi aspettare che l’onda passi. Solo allora puoi uscire fuori 46 MENSHEALTH.IT |

UN GRAVE INCIDENTE Le onde più grandi e i tubi sono pericolosi, se ti sbattono sott’acqua devi cercare di prendere aria, poi restare tranquillo sul fondo dove c’è calma e aspettare che l’onda passi. Solo allora puoi uscire fuori. Se invece ti prende il panico e ti agiti è pericoloso, perché


Per vincere una gara la prima cosa che devi fare è scegliere l’onda giusta. Non c’entra la fortuna, ma l’intuito.

fo t o Rya n M i l l e r - Re d B u l l C o n t e n t Po o l

dopo dieci secondi non hai più il fiato e devi uscire per forza, ma se l’onda è forte e ti fa rotolare può succedere che perdi l’orientamento e non sai più dove sono il fondo e la superficie. A volte può succedere che l’onda ti prenda di forza e ti sbatta sul fondo, questo è molto pericoloso. A me è successo l’anno scorso, un grave incidente. Sono cascato su una delle onde più belle ma anche più pericolose, che mi ha sbattuto contro il reef, corallo morto duro come la roccia. Mi ha schiacciato a sedere e mi si è piegata la schiena fratturandomi la prima vertebra lombare. Fortunatamente ero in gara e una moto d’acqua dell’organizzazione mi ha tratto in salvo, poi mi hanno portato subito all’ospedale.

HO INCONTRATO UNO SQUALO Poi ci sono gli squali. Ero in Sudafrica, stavo andando al largo, ero da solo, a un certo punto ho sentito qualcosa. Ho guardato giù e l’ho visto, gigantesco, mi è passato sotto la tavola, piano piano, potevo quasi toccarlo. Poi, appena è passata la coda, mi sono girato e sono uscito. Fortunatamente non è successo niente, ma è stato un bel momento... La cosa più paurosa è che mi è arrivato alle spalle, dalla spiaggia, si era avvicinato seguendo un molo e poi ha ripreso il largo. Una bella esperienza, e poi la posso raccontare. NIENTE FESTE IN GARA L’Oceano non puoi sapere come si comporta. Quindi la gara, che dura 4-5 giorni, non ha una data precisa, ma si svolge

in un periodo, il waiting period. Dura due settimane e si scelgono le condizioni migliori. Oggi, con i vari siti meteo, puoi sapere quando ci sono le onde, ma non è sicuro. Anche l’orario è variabile. Può essere che la prima hit della mattina ce l’abbia alle sette, quindi mi devo alzare alle cinque per mangiare, perché mi servono le energie ma non posso andare in acqua con lo stomaco pieno. A volte ci sono dei falsi allarmi. Mi è capitato di dovermi alzare all’alba per cinque giorni di seguito, ma la gara c’è stata solo l’ultimo giorno. Insomma, le competizioni sono dure anche per questo, e la sera sei morto e si va a letto prestissimo. Non puoi dormire 4-5 ore e poi entrare in acqua, quando sei sulla tavola devi essere al top. Il mondo del surf è cambiato. | MENSHEALTH.IT 47


Ansa

#MHCHALLENGE La sfida finale

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E siamo arrivati in fondo!

Rovereto, 24.09.16

NOI C’ERAVAMO Testo MH Team

La 5° edizione della corsa a ostacoli più famosa in Italia, organizzata da RCS Sport e RCS Active Team, è stata una gara per strongmanrunner veri, che non ha concesso un attimo di tregua. Ha richiamato 3623 atleti, portando il tetto di partecipanti italiani alla stratosferica cifra di 27.654. A caratterizzare questa tappa sono state le prove, decisamente spettacolari e molto più dure rispetto agli anni precedenti, che hanno afascinato ed entusiasmato non solo i runner ma lo stesso pubblico. E i protagonisti della MH CHALLENGE, Fabrizio Aiello e Aligi Nocerino, grazie ad una performance decisamente positiva hanno tagliato il traguardo con degli ottimi tempi. La sfida cominciata ormai quattro mesi fa con il supporto di Technogym è stata vinta. | MENSHEALTH.IT 49


I

l pezzo forte di questa edizione è stato l’ostacolo più alto mai visto prima nella storia della Fisherman’s Friend StrongmanRun, realizzato con 23 balle di fieno, 2500 pneumatici, 2 container scoperti pieni d’acqua, 9 container da 20 piedi, 1 rete da carico per un’altezza di quasi 7 metri. Spettacolari anche i due nuovi passaggi sopraelevati, che hanno regalato ai corridori un affascinante colpo d’occhio sulla città. Non sono mancati, inoltre, gli “intramontabili” come la vasca di schiuma, le corde elastiche, i muri di paglia anche a scacchiera, i cavalletti in legno, i passaggi nel fango e quelli acquatici, lungo il fiume Leno e nella storica piscina. È stata un’edizione tutta nuova anche grazie alla partecipazione in coppia nella modalità staffetta con il punto di cambio al 10° chilometro e all’organizzazione di tanti piccoli eventi (musica live lungo il percorso con i percussionisti posizionati in ogni ostacolo) nonché di una raccolta fondi per le popolazioni colpite dal terremoto. Roberto Salamini, Responsabile Marketing&Communication di RCS Sport la racconta così: “Una obstacle race in continua evoluzione e innovativa anche dal punto di vista della comunicazione, che ci ha permesso di mantenere viva e costante la promozione rafforzandone la notorietà. È stata ben accolta anche nei social network, dove l’interesse è cresciuto notevolmente. Rispetto allo scorso anno il profilo ufficiale Facebook ha registrato un incremento del 35% e gli utenti unici raggiunti negli ultimi 6 mesi sono cresciuti del 78%”. L’edizione del 2016 ha puntato infine anche sul coinvolgimento delle Strongwoman. Ambassador d’eccezione è stata Irma Testa, diciottenne di Torre Annunziata, prima pugile italiana a partecipare ai Giochi Olimpici di Rio 2016: “È stato splendido per me poter partecipare a questo meraviglioso evento e godere della particolare atmosfera di festa che si respira a Rovereto grazie alla Fisherman’s Friend StrongmanRun. Mi sono divertita tantissimo sia nelle maschere strampalate sia nei gesti di grande sportività dei partecipanti, dove ho ritrovato gli stessi valori della nobile arte del pugilato e dello sport: il rispetto assoluto prima di tutto”. In precedenza, nelle sprint di 10 km di Bibione e di San Vittore Olona, sono state ambassador, rispettivamente, Sara Cardin, campionessa mondiale di karate, e le azzurre della Federazione Italiana Rugby Melissa Bettoni e Ilaria Arrighetti. Ecco alcune curiosità sui partecipanti: il più giovane è stato Sebastiano Spagnolli, la più giovane Lisa Mattè, entrambi diciottenni; Carlo Papa era il più anziano con i suoi 70 anni di età ma Maria Luisa Gonnet, strongwoman, ha fatto ancora meglio, dato che di anni ne ha 73. Riguardo alle nazioni, invece, oltre all’Italia, che ha naturalmente dominato, c’erano anche la Svizzera, la Germania, la Slovenia, gli USA, l’Austria e il Belgio. Le regioni con il maggior numero di partecipanti sono state nell’ordine: il Trentino Alto Adige, il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna.

Ansa

A vincere la gara con il tempo di 1:25:43 è stato l’atleta del team Brooks, Gabriele Abate, campione mondiale di corsa in montagna; secondo Paolo Gallo, campione di corsa su strada sempre del team Brooks con il tempo di 1:26:04; terzo Nicola Fulvio Boffelli con 1:34:21.

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UNA SFIDA VINTA di Davide Gemelli

Ansa

Dopo quattro mesi di durissimo allenamento Aligi e Fabrizio sono riusciti a concludere brillantemente questa StrongmanRun. Il cammino è stato impegnativo, ma la loro prestazione li ha ripagati di tutti i sacrifici. Una caratteristica di questa gara è far partecipare insieme professionisti e amatori, e fin dai primi metri i nostri due ragazzi si sono dovuti confrontare con i più forti atleti delle obstacle race e delle corse in montagna. Aligi e Fabrizio non avevano mai affrontato in tutta la loro vita una competizione sportiva di questo genere, e la concentrazione richiesta loro è stata altissima. Fin dai primi passi si sono dovuti focalizzare al 100% sulla gara, tagliando fuori tutte le distrazioni. Si sono avvicinati alla gara da veri professionisti: la sera prima sono andati a letto presto e si sono alzati alle 8:00 per poter fare una sana colazione e poi un pranzo equilibrato alle 12:00, in modo da essere pronti sul traguardo alle 14:30 con i livelli di glucosio perfetti per lo sforzo. Al nastro di partenza, tra più di 3500 concorrenti, sono scattati con un passo oltre le nostre aspettative e sono riusciti a correre i primi 10 km superando i 16 ostacoli e oltrepassando i tratti in salita e discesa con una media ottima: Aligi 5’30” al primo chilometro e Fabrizio 5’54”. Nella seconda parte della gara Aligi ha iniziato ad allungare il passo e si è inserito tra gli atleti di testa iniziando a staccare il gruppo. Fabrizio si è trovato tra gli inseguitori e ha abbracciato in pieno lo spirito della manifestazione, fermandosi ad aiutare gli atleti a superare l’ostacolo più alto, diventato per molti quasi insormontabile per la fatica. La loro prestazione è andata ben oltre le aspettative: Aligi ha tagliato il traguardo in 1 ora e 55 minuti, arrivando tra i primi 80, battendo quindi anche molti veterani. Ha tenuto una media gara di 5’45” staccato di soli 30’ dal primo classificato Gabriele Abate, campione del mondo di corsa in montagna. Fabrizio, nonostante si sia fermato ad aiutare i concorrenti, è riuscito a tagliare il traguardo in 2 ore e 19 minuti con una media gara di 6’57”. La sfida ideata da Men’s Health in collaborazione con Technogym, che all’inizio era sembrata quasi impossibile, è stata vinta da Aligi e Fabrizio! È stata una grande emozione incitarli durante la gara e vederli tagliare il traguardo a testa alta, ben fermi sulle gambe e pieni di meritata soddisfazione.

I magnifici quattro Ecco i quattro principali strumenti dell’allenamento Technogym che hanno permesso ai nostri testimonial Fabrizio e Aligi di vincere la sfida e chiudere la gara in un tempo record.

Allenamento per la corsa: My Run

Esercizi per il core: Fitness Ball

Aumento della forza: Kettlebell

Forza esplosiva gambe: Box Jump

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FABRIZIO AIELLO Una gara con me stesso La corsa ha rivitalizzato e risvegliato il mio corpo, la mia anima e la mia mente. Questo mi sento di dire dopo aver tagliato il traguardo della StrongmanRun di Rovereto. Esperienza meravigliosa dal primo metro che ho percorso e alla quale mi sono preparato, partendo da zero, fino alla fine. La determinazione è stata la cosa vincente, il segreto è non lamentarsi, stringere i denti e affrontare passo dopo passo, allenamento dopo allenamento, la sfida e la fatica. Bisogna credere con fermezza al fatto che dentro di noi abbiamo tutta l’energia che serve per superare ogni situazione, la stessa energia che fa muovere l’universo, per intenderci. Quando questa energia interna si fonde con quella esterna, dell’ambiente, l’impossibile diventa possibile. Liberarsi dai dubbi e dalle paure che periodicamente arrivano a demotivare la nostra mente non è un processo naturale: è un allenamento che richiede tempo e fatica. Nel mio caso la fede e la pratica buddista di Nichiren Daishonin è stata determinante nella riuscita. La gara è stata una grande festa. La partenza in prima fila oltre che emozionante mi ha permesso di stare al passo dei veri campioni per oltre 300 metri, dopo di che, arrivati al primo ostacolo, non li ho più visti. Complimenti a loro. Al primo ostacolo ho incitato Aligi a continuare senza aspettarmi, a fare la sua gara, mentre io prendevo una botta sullo stinco, la prima di una lunga serie di contusioni e cadute varie. Da lì in poi ho impostato il mio ritmo, rallentando in salita e recuperando in pianura per tutto il primo giro. Ai bordi del percorso la gente ci incoraggiava, ci applaudiva. Se avessi avuto più esperienza non mi sarei fermato in coda circa 10 minuti all’ultimo ostacolo. Erano ancora quasi tutti al primo giro e se avessi chiesto permesso mi avrebbero fatto passare. Ma in quel momento mi è sembrato brutto e arrogante farlo. Mi sono sentito in dovere di aiutare una donna travestita da Wonder Woman: l’ho incontrata sul fiume, era spaventata e non riusciva a continuare, ma lì ho perso solo qualche minuto, speso benissimo e per una giusta causa. Poi devo ammetterlo: il “fattore tempo” me lo sono dimenticato e non lo ritenevo poi così importante. Comunque ho camminato solo sulla salita del secondo giro intorno al km 12 per dosare le energie: nel resto del tracciato ho sempre corso con il mio ritmo. Dopo il km 16 non avevo più le gambe: mi facevano male, malissimo, e ho cercato di portare a termine la corsa e vincere la sfida di arrivare al traguardo, divertendomi e godendomi il momento e l’emozione festosa che stavo vivendo. All’arrivo ho capito di aver fatto un’impresa e dopo, in sala stampa, quando ho letto i commenti sui social network, mi sono commosso e non sono riuscito a trattenere le lacrime. È stata un’esperienza indimenticabile che ha creato valore dall’inizio della preparazione al termine della gara e anche a distanza di giorni provo ancora gioia per quello che abbiamo portato a termine tutti insieme, come una squadra. Se a seguito di questa sfida, anche una sola persona avesse deciso di mettersi in gioco risvegliando il proprio potenziale e appassionandosi alla corsa, la nostra missione si potrebbe dire compiuta. Un grazie particolare e i miei complimenti vanno al super coach Davide Gemelli.

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ALIGI NOCERINO Un giorno indimenticabile È stata un’esperienza incredibile che non dimenticherò mai. La cosa più bella ora è sentire come la corsa sia entrata nella mia vita, nel mio corpo, nella mia mente. Ho sempre saputo che ce l’avrei fatta. Sin dall’inizio ho colto quest’avventura come una grande sfida e un’occasione per mettermi alla prova con un’esperienza mai vissuta prima. Credo che la parte più dura non sia tanto la gara in sé ma l’allenamento, come probabilmente spesso succede anche a livello agonistico. Cioè avere la forza di allenarsi sempre di più, giorno dopo giorno, senza mai mollare. Anche quando faceva caldissimo come quest’estate o quando gli orari lavorativi lasciavano poco spazio. All’improvviso poi le mie giornate hanno iniziato a plasmarsi con i miei impegni sportivi senza che io me ne accorgessi e senza più tanto sforzo o sacrificio. Ho iniziato a correre di più, più veloce, più leggero. Ho iniziato a non ascoltare più la musica, per sentire meglio i miei passi, il mio respiro. Così facendo ho capito come riuscire a settare il mio corpo nel modo giusto per farlo abituare ai grandi sforzi e a ottenere il massimo. Perché solo quando conosci bene i tuoi limiti e le tue potenzialità puoi affrontare una grande gara. Il 24 settembre era la prima volta che vedevo Rovereto e ne sono rimasto colpito, attratto dalle montagne che la abbracciano e dall’aria fredda che soffia. È il contesto perfetto per una gara del genere. Una delle cose che mi son piaciute maggiormente è vedere come tutta la cittadina vive questo evento con grande entusiasmo e partecipazione, con un clima che può ricordare quello di una sagra. Sono partito da Milano un giorno prima così da potermi svegliare con calma e ben riposato già in loco. È stata un’ottima idea, e anche la presenza di mio padre è stata fondamentale. Ha saputo consigliarmi, tranquillizzarmi e incitarmi allo stesso tempo. Mentre correvo non pensavo quasi a niente: le gambe andavano praticamente da sole. Sarà stata l’adrenalina, la tensione e sicuramente la somma di tutti gli allenamenti fatti, che alla fine mi hanno portato avanti, a volte più veloce e leggero, altre un po’ appesantito dai vestiti e dalle scarpe zuppe di acqua e fango. Il primo giro, come mi immaginavo, è stato quello più duro. Non conoscevo il percorso quindi mi sembrava tutto più lungo e dilatato. Poi al secondo, dopo circa 55 minuti di gara, ho iniziato a spingere di più. Era bellissimo vedere gli anziani affacciati ai balconi che sorridevano e i bambini che chiedevano un “give me five” quando passavi. Mi hanno dato una carica pazzesca per andare avanti, facendomi sentire quasi un eroe. Al secondo giro quando ho visto la fine a 100 metri quasi non ci credevo. Ho tagliato il traguardo chiedendomi: “Ma siamo sicuri che sia qui e che è gia finita?”. La prima persona che ho visto finita la gara è stato mio padre, con gli occhi pieni di gioia. L’ho abbracciato, ho respirato a fondo, ho guardato il cielo e le montagne, ho bevuto un litro d’acqua e trangugiato una banana. Ero fiero di me. Avevo vinto la mia sfida!

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T E S TO DI T E D L A N E FOTO G R A F I E DI M I TC H PAY N E

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01/ Coenzima Q10

Classe B

I rimedi contro l’influenza spesso sono poco eicaci e molto costosi. Lo zinco è l’eccezione: costa relativamente poco e gli studi dimostrano che riduce di 1,5 giorni la durata dell’influenza.

02 / Reishi

Questo fungo riduce i giorni di malattia del 20%, secondo il British Journal of Sports Medicine. Inganna le cellule immunitarie facendo loro credere che sei malato, in questo modo sono pronte e attive quando un virus invade davvero l’organismo. Aggiungilo al tè e tieni lontana l’influenza. È come una magia.

Classe B

Classe B

09 / Luteina

Aumentando i livelli dell’enzima AMPK la luteina velocizza la crescita e ti dà la motivazione giusta per allenarti di più. Per favorirne l’assorbimento bevila con 6 milligrammi di latte.

Classe A

04 / Aglio 03/ Insulina

Uno dei grandi progressi medici del 2015 è l’utilizzo di questo ormone sotto forma di spray nasale. Basta una spruzzata da 40 Unità Internazionali per migliorare la memoria: un passo importante nella battaglia contro l’Alzheimer.

Non ha un solo beneficio. Regola il livello di zucchero nel sangue, migliora la salute del cuore e aiuta il sistema immunitario. L’unico svantaggio è che con quell’alito fai scappare tutti.

Classe B

Non classificato

10/ Viagra 07/ Elvanse (Lisdexanfetamina Dimesilato) Inizialmente usato per trattare la ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/ Iperattività), questo farmaco è utile anche per curare il disturbo da alimentazione incontrollata. Se non riesci a seguire una dieta equilibrata perché finisci per rimpinzarti di carboidrati parlane con il tuo medico. Questo farmaco potrebbe aiutarti.

La celebre pillola blu sta diventando famosa perché aiuta l’altro muscolo dell’amore… Il cuore. Il Viagra aiuta la funzione cardiaca e rallenta il battito. Parlane con il medico e, se ottieni il via libera, prendilo. Ma solo alla sera, meglio non rischiare efetti collaterali al lavoro...

Classe B

Classe B

ALCUNI DI QUESTI FARMACI E INTEGRATORI LI HAI GIÀ NELLA BORSA DELLA PALESTRA, ALTRI POTREBBERO CREARTI PROBLEMI CON LA LEGGE. MA TUTTI FANNO QUALCOSA DI BUONO PER LA TUA SALUTE R ACI M H A RM F I CA Z I O N E FA SII FI SS C AS CL ch e tich leti atle oni at ziion az sta esta pres a le pr ora glio miigl se A m asse Cllas C a ci mac arm st ttrra i ffa us n mu e B un se ss as Clla C Clas o ellllo r ve erv a il ce na lena allle s Ca asse Cllas C anii an oman om dom dii d a curra d fi atto, la on classific No N

11/ Spirulina 05 / Krill

Proviene dall’Antardide questa alternativa all’olio di fegato di merluzzo. Riduce significativamente il colesterolo LDL (quello cattivo) e migliora i livelli HDL. Secondo la rivista Alternative Medicine Review è più eicace dell’olio di pesce in dosi minori, il che ne semplifica l’assunzione.

Classe B

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08 / Proteine del siero del latte

Questo supplemento di qualità è molto apprezzato da chi fa fitness. Oltre che relativamente poco costoso, contiene peptoni che aumentano la biodisponibilità dei fitonutrienti vegetali diicili da assorbire ma ricchissimi di efetti benefici per chi vuole essere in forma.

Classe A

Gli aminoacidi contenuti in questa alga riducono i danni muscolari durante gli esercizi e gli antiossidanti tengono a bada la fatica. Unite, queste due sostanze aumentano la resistenza fino al 26%.

Classe A

Supplements courtesy of Holland & Barrett, Superdrug, Health Monthly, Bulk Powders

Popolare tra le donne per i suoi efetti antietà, questo antiossidante viene spesso sottovalutato dagli uomini. Invece, a parte spianare le rughe, secondo il Southern Medical Journal migliora la fertilità maschile.

06 / Zinco


21 / Tirosina Questo aminoacido favorisce la concentrazione aumentando gli ormoni dell’energia come la dopamina e l’adrenalina. L’esercito americano la dà ai suoi soldati.

12 / Ketammina più popolare tra i frequentatori di feste che tra i veterinari equini, questa sostanza potrebbe rivelarsi un antidepressivo miracoloso. NB: l’uso regolare può danneggiare in modo permanente la vescica. Fai attenzione.

Non classificato

15 / LSD Le ricerche suggeriscono che questo acido può aiutare chi sofre di disturbo posttraumatico da stress (DPTS), depressione e ansia. Tuttavia può anche provocare problemi di salute mentale quindi non fare da cavia. Aspetta: lascia che per adesso se ne occupi la ricerca medica.

Non classificato

† Nhs Study Conducted On Those With Severe Depression Who Were Unresponsive To Conventional Treatments (Journal Of Psychopharmacology)

13 / L-Carnitina Questo supplemento preworkout favorisce la crescita muscolare e riduce il dolore alla fine dell’allenamento. Così solleverai più pesi e farai più ripetizioni.

Classe A

Classe A

18 / Marijuana Molto richiesta tra i corridori per i suoi efetti antidolorifici.

Classe A

16 / Melatonina L’ormone del sonno equilibra l’organismo che ha problemi di jet lag. La trovi in farmacia senza bisogno di ricetta medica. Prendila durante il tuo prossimo viaggio (se cambierai fuso orario), così minimizzerai gli efetti da fuso orario.

17 / Alpha GPC Questo integratore di colina è un farmaco cosiddetto nootropico, ossia che aumenta le capacità cognitive. Oltre alle capacità cognitive la Alpha GPC aumenta eicacemente anche la produzione dell’ormone della crescita. Un vantaggio per tutto: per la perdita di grasso, per i muscoli, per il cervello…

24 / Palmetta della Florida

19 / Propecia

Chiamata anche Saw Palmetto, è una pianta della famiglia delle Arecaceae utile per la salute della prostata e per tenere alla larga problemi urinari.

(Finasteride) Usata soprattutto per favorire la crescita dei capelli, aumenta anche la produzione di testosterone.

Classe B

Classe A

22 / Caffeina

20 / Agmatina

Classe A

Questo alcaloide, estratto psicoattivo della pianta Pausinystalia yohimbe, viene erroneamente venduto come afrodisiaco. Oggi gli esperti lo stanno studiando per la sua capacità di combattere la claustrofobia.

Non classificato

Classe C

14 / Creatina Questa regina indiscussa dei supplementi per le prestazioni anaerobiche favorisce la crescita muscolare e la resistenza sotto le 10 ripetizioni. Secondo nuovi studi potrebbe combattere il diabete e i danni cerebrali.

Classe C

23 / Yohimbina

Questo integratore è stato localizzato per la prima volta nello sperma di aringa e inizialmente studiato come modo per aumentare l’ossido nitrico. Oggi viene aggiunto ai supplementi per muscoli e aiuta anche a durare di più a letto. Anche se non sei un pesce.

Non classificato

Oltre a tenerti sveglio, la cafeina ha alcuni benefici a lungo termine: lo dice uno studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience. Una tazza di cafè aiuta la memoria. Sempre che tu ti ricordi di bere il cafè prima di uscire di casa.

Classe C

25 / Paracetamolo Il suo ruolo nel ridurre il dolore ti aiuta ad avere più energia fisica e più a lungo quando i muscoli sono caldi. Lo ha scoperto uno studio pubblicato sulla rivista Experimental Physiology.

Classe A | MENSHEALTH.IT 57


02 / Ormone della crescita

05 / MDMA Oggi queste pillole contengono fino a 5 volte la quantità di MDMA di qualche anno fa. Bastano 100 mg per rischiare l’overdose. Quindi stai alla larga dall’Ecstasy.

L’ormone della crescita è un elisir quando viene prodotto naturalmente dal corpo. Ma le iniezioni di GH aumentano il rischio di diabete e attacchi di cuore. Se usato in dosi eccessive, inoltre, l’ormone della crescita può portare al gigantismo.

Classe A

Per quanto si impegni, il tribulus non riesce a superare la sua fase sperimentale. Il tentativo di collegare questo supplemento con un aumento di testosterone è miseramente fallito.

Non classificato

Se il tuo medico ti prescrive questo potente sonnifero, non ti fidare. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista BMJ il Temazepam è collegato a un maggior rischio di Alzheimer. Trova un altro modo di curare la tua insonnia.

Classe B

Classe A

01/ Tribulus terrestris

08 / Temazepam

03 / Acido D-Aspartico Questa sostanza, venduta come supplemento per gli sportivi che hanno bisogno di farsi i muscoli, aumenta anche il testosterone. Ma dopo 2 settimane l’organismo si abitua e fa meno efetto, portando al rischio di un calo di testosterone.

Classe A

09 / DMBA

06 / Caffè verde Non ci sono studi che confermano la leggenda metropolitana secondo cui il cafè verde aiuta a perdere peso. Soldi buttati.

Il dimetilbenzantracene è una sostanza stimolante in grado di bruciare i grassi che ha molto in comune con il DMAA, sostanza simile alle anfetamine che è stata dichiarata non sicura dalla FDA (Food and Drug Administration) americana. Evitala.

Classe A

Non classificato

07 / Sigarette elettroniche 04 / Omega Mix QUESTI FARMACI POSSONO FARE MALE ALLA TUA SALUTE, O ANCHE SOLO AL PORTAFOGLIO. DI SICURO NON SONO INDISPENSABILI

Non tutti gli Omega sono uguali. In media nella dieta di un occidentale il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 è di 15:1 (quando dovrebbero essere di 4:1). Lascia perdere gli Omega-6 in questi mix e sostituiscili con oli di pesce, ricchi di Omega-3, per ridurre del 70% il rischio di una morte prematura.

Classe C e ove ov prov no pr on c assificato, non cii son N n cl No

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Ti faranno anche sentire alla moda ma non ti fanno stare bene, lo dice la rivista New Journal of Medicine. Anche se con le sigarette elettroniche corri meno rischi di contrarre il cancro, sei esposto alla formaldeide. Le ricerche a riguardo sono ancora agli inizi ma finché non se ne saprà di più fuma con molta cautela. Ancora meglio, evita di fumare.

Classe C

10 / Black Mamba Un potente cannabinoide sintetico con efetti più simili alle anfetamine che alla marijuana. L’unico viaggio che ti fa fare è al pronto soccorso.

Classe A


11/ Kombucha

Da non confondere con l’alga kombu, che invece fa bene. Questo tè fermentato non ha ancora dimostrato benefici oggettivi nei test a cui è stato sottoposto. Inoltre, se preparato in maniera scorretta, può essere nocivo.

Non classificato

12/ Tramadolo

Questo antidolorifico oppioide sintetico è collegato a 100 morti per overdose all’anno. Come succede con molti narcotici, l’organismo nel tempo aumenta la sua tolleranza portandoti ad aumentare le dosi e causando dipendenza.

Classe A

13/ Ibuprofene

L’uso prolungato di antifiammatori può provocare ulcera e sanguinamento nello stomaco e nell’intestino. Per far passare il dolore è molto meglio farsi fare un massaggio.

24/ PPI

21/ Spray all’ossitocina

15/ Probiotici

Milioni di batteri buoni sembrano una buona cosa per l’organismo, finché non ti rendi conto che i semplici crauti ne contengono trilioni. A meno che tu non sia un fan devoto degli yogurt, lascia perdere.

Classe C

16/ SSRI

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina sono antidepressivi che ultimamente vengono un po’ troppo prescritti dai medici. Anche se il tuo medico te li ha consigliati, prima di assumerli parlane con lui per capire se sono davvero così necessari e se non hai alternative.

Classe C

Classe C

18/ Rimedi contro il raffreddore

Questo ormone in versione spray dovrebbe ridurre l’ansia nei rapporti sociali ma secondo alcuni studi tende a far diventare paranoici e ipersensibili.

19/ Barbabietola

Classe C

Classe B

Uniscono un espettorante, che ti porta a produrre muco, a medicamenti per la tosse che bloccano lo stimolo a espellere il muco. Il che non è solo illogico ma anche nocivo. Lascia perdere.

Non classificato

Gli inibitori di pompa protonica combattono il reflusso acido. Il problema è che non proteggono l’esofago dagli acidi del reflusso, che aumentano il rischio di cancro, si limitano a nascondere i sintomi.

25/ Glutammina

22/ PMA

La parametossiamfetamina può portare ad attacchi cardiaci, al punto che nel 2015 ha provocato una serie di decessi. Stanne alla larga.

Classe A

I supplementi a base di barbabietola per legge non possono più contenere nitrati, una sostanza nutritiva che aumenta la resistenza. Molto meglio mangiare le vere barbabietole.

Sono stati fatti molti studi su questo amminoacido polare ma nessuno di questi ha dimostrato i suoi benefici sulla crescita muscolare. Eppure la difusione di questo supplemento non conosce ostacoli: troppa gente continua a prenderlo anche se non serve o, peggio, se fa male.

Non classificato

Non classificato

17/ Trimetilglicina 14/ Caseina

È il fratello povero nella famiglia degli integratori proteici. Secondo alcuni studi crea meno aumento postprandiale dei muscoli rispetto al siero del latte. In poche parole, sviluppa meno i muscoli. Ovvero non vale lo sforzo.

Classe C

Venduta come supplemento che ti dà più energia nello sport, la TMG non rispetta le promesse. Sostanzialmente si tratta di creatina ma è molto meno eicace. Perché accontentarsi della seconda scelta?

Classe C

23/ Pro-ormoni

20 / Cocaina

Se assumi cocaina e poi bevi alcol le due tossine si uniscono a formare un composto pericoloso chiamato cocaetilene. Questo composto aumenta la sensazione di stress e può anche provocare un attacco di cuore. Da evitare assolutamente.

Queste sostanze provocano assuefazione nell’organismo e lo spingono a produrre meno testosterone naturale. Alzano anche la pressione, aumentano il colesterolo cattivo e danneggiano il fegato. Più che pro-ormoni, sono contro-ormoni.

Classe A

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Ludovica Pagani

L’ALLENAMENTO FUNZIONALE CON IL TRX Nato nei Navy Seal, le forze speciali della marina degli Stati Uniti, durante gli anni novanta ma commercializzato solo a partire dal nuovo millennio, il TRX è uno strumento portatile e pratico per l’allenamento funzionale che sfrutta la forza di gravità e il peso del corpo, e che permette di eseguire centinaia di esercizi. Perché allenamento funzionale? Perché con il TRX puoi fare una attività motoria finalizzata a migliorare il movimento e le funzioni quotidiane. Al contrario nell’esercizio classico , quello che si fa in palestra con le macchine, il criterio è la performance di una sola sezione del corpo. Non solo: con il TRX e il criterio funzionale dell’allenamento entra in gioco anche l’aspetto coordinativo, del controllo posturale e dell’equilibrio e, infine, vengono attivati tutti i muscoli stabilizzatori. L’allenamento funzionale, infatti, non si esprime con singoli esercizi ma attraverso catene cinetiche complete che si sviluppano su più piani nello spazio. L’allenamento con il TRX ha anche altri vantaggi: Ti permette di ottenere addominali e glutei d’acciaio: l’instabilità del suspension training stimola l’attivazione continua dei muscoli stabilizzatori di tronco, addome e glutei, che non avranno occasione di rilassarsi. Ti permette di raggiungere in poco tempo risultati estetici

di dimagrimento e di tonificazione, perché si attivano parecchi muscoli con un numero inferiore di esercizi. Inoltre, facendoti usare il corpo nella sua complessità, l’uso del TRX realizza un elevato dispendio energetico e un più elevato consumo di calorie. Migliora le capacità del corpo di interagire con l’ambiente, di muoversi armoniosamente e di eseguire con maggiore eicacia movimenti complessi e faticosi. Permette di sviluppare tutte le capacità fisiche del corpo: forza, potenza, velocità, resistenza, coordinazione, agilità, mobilità, flessibilità ed equilibrio. Il suspension training prevede l’impiego di esercizi molto vari e man mano sempre più complessi, pertanto è divertente, stimolante e mai ripetitivo. La variabilità dell’allenamento mette costantemente il corpo alla prova, stimolando continuamente nuovi adattamenti anche dal punto di vista psicologico e caratteriale. È adatto a qualsiasi livello, dal paziente in riabilitazione al principiante, dallo sportivo che svolge attività nel tempo libero fino all’atleta professionista, perché ti permette di modulare la diicoltà degli esercizi variando l’angolo del corpo, sfruttando il principio del pendolo, aumentando o diminuendo la base d’appoggio.

Fotografo: Max Bertoli Location: Hotel Cortese di Armeno – Armeno (NO) Consulenza: Angelo Colucci A cura di: AMlive di A. Riva – www.amlive.it 60 MENSHEALTH.IT |


Chi è Ludovica Pagani Nata il 25 giugno del 1995 a Bergamo, Ludovica è diplomata al liceo linguistico all’indirizzo giuridico economico a Treviglio e frequenta l’Università Statale di Milano alla Facoltà di Scienze Politiche. Ha sempre avuto una grande passione per la moda e ha iniziato da qualche anno l’attività di influencer su Instagram con il suo account @LudovicaPagani, collaborando con molti Brand. È stata notata e scelta come protagonista degli spot televisivi Pernigotti e E-Bay. Dedicandosi da sempre alla cura del suo corpo, si è avvicinata sempre di più ad alcune discipline del fitness fino a dedicarsi a tempo pieno al TRX o suspension training, tanto da dare vita a video di fitness e tutorial con il suo metodo di allenamento.


Attenzione: non portare le ginocchia in dentro durante tutto il movimento. 2/ Rematore Zone interessate: gran dorsale, spalle, braccia. Tecnica: posizionati di fronte al TRX, aferra le maniglie, sbilanciati indietro con il corpo, stendendo le braccia e mantenendo i piedi ben saldi a terra. Solleva il corpo, flettendo i gomiti e tirando con le braccia verso dietro. Attenzione: avvicina le scapole senza alzare le spalle. 3/ Afondi Zone interessate: glutei, gambe. Tecnica: posizionati di fronte al TRX, aferra le maniglie, lascia le cinghie morbide e tieni i gomiti piegati a 90°. Fai un passo indietro alternando le gambe, scendi con il ginocchio della gamba posteriore, sfiorando il pavimento. Risali estendendo gli arti inferiori e tornando nella posizione di partenza. Attenzione: tieni la postura eretta della schiena.

CERCA UN TRAINER CERTIFICATO PER IL TUO ALLENAMENTO TRX L’estrema versatilità del TRX ti permette di allenarti dove vuoi, anche in un parco con gli amici appendendo l’attrezzo a un albero o a qualsiasi altra struttura fissa. Tuttavia, è importante aidarsi a un trainer certificato all’interno di una struttura attrezzata correttamente per evitare di incorrere in alcuni possibili errori ed efetti negativi: L’esercizio rischia di essere ineicace o addirittura dannoso poiché i fattori da gestire durante la sua esecuzione sono molteplici e quelli più determinanti sono spesso dettagli sconosciuti dai trainer non qualificati e non rilevabili in un video. Il TRX di per sé non basta a classificare un allenamento come “funzionale”. Allenamenti lasciati al caso rischiano di non migliorare alcuna funzione motoria o, nella peggiore delle ipotesi, di causare deficit e infortuni. Spesso l’esercizio funzionale è un punto di arrivo nell’allenamento, un’abilità da conquistare attraverso un percorso specifico

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e non un punto di partenza per allenarsi. Questo obiettivo è raggiungibile solamente sotto la guida di un professionista che possa intervenire su eventuali deficit di mobilità o neuromotori. IL CIRCUITO TOTAL BODY CON IL TRX Ripeti ogni esercizio per 30 secondi con 10 secondi di pausa tra un esercizio e l’altro. Fai il circuito 3 volte, per un totale di 30 minuti di esercizi, cercando ogni volta di aumentare le ripetizioni eseguite in quel tempo e mantenendo però la qualità del gesto tecnico. 1/ Squat Zone interessate: gambe, glutei. Tecnica: posizionati di fronte al TRX, aferra le maniglie, lascia le cinghie morbide e tieni i gomiti piegati a 90°. Immagina di sederti su una sedia, scendi il più possibile conservando le curve fisiologiche della colonna e tenendo il peso verso i talloni durante tutto il movimento. Risali estendendo gli arti inferiori e contraendo i glutei.

4/ Chest press Zone interessate: petto, tricipiti, spalle e tronco. Tecnica: posizionatevi di spalle al TRX, aferrate le maniglie, sbilanciatevi in avanti con il corpo tenendo le braccia tese avanti e mantenendo i piedi ben saldi a terra. Piega e ridistendi le braccia tenendo i gomiti all’altezza delle spalle e il tronco stabile. Attenzione: alzate suicientemente le mani in modo da impedire lo sfregamento delle cinghie sulle braccia. 5/ Afondi laterali Zone interessate: glutei, gambe, interno ed esterno coscia. Tecnica: posizionati di fronte al TRX, aferra le maniglie, lascia le cinghie morbide, tieni i gomiti piegati a 90°, posiziona i piedi a una distanza doppia delle spalle. Scendi da un lato piegando il ginocchio fino a 90° e spostando il peso del corpo, con il ginocchio opposto disteso. Risali e torna al centro e fai la stessa cosa dal lato opposto. Attenzione: tieni la postura eretta della schiena.


Hotel Cortese di Armeno Hotel 4 stelle immerso nella tranquillità del contesto naturale che circonda il Lago d’Orta e il Lago Maggiore, a pochi minuti dallo spettacolare panorama del Mottarone (1492 mt slm). La struttura è un autentico gioiello architettonico che evoca la magica atmosfera di un piccolo e caratteristico borgo: una vera nicchia del gusto e del bello.

6/ Aperture spalle Zone interessate: parte posteriore delle spalle e superiore della schiena. Tecnica: posizionati di fronte al TRX, afferra le maniglie, sbilanciati indietro con il corpo stendendo le braccia e mantenendo i piedi ben saldi a terra e i palmi delle mani rivolti verso l’interno. Solleva il corpo, aprendo le braccia, e torna nella posizione iniziale controllando la discesa. Attenzione: mantieni la stessa angolazione dei gomiti dall’inizio alla fine. 7/ Bicipiti Zone interessate: bicipiti. Tecnica: posizionati di fronte al TRX, aferra le maniglie, sbilanciati indietro con il corpo stendendo le braccia e mantenendo i piedi ben saldi a terra e i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Solleva il corpo, flettendo i gomiti e portando le mani verso le spalle. Infine torna nella posizione iniziale controllando la discesa. Attenzione: tieni i gomiti all’altezza delle spalle durante tutto l’esercizio. 8/ Tricipiti Zone interessate: tricipiti. Tecnica: posizionati di spalle al TRX, aferra le maniglie, sbilanciati in avanti con il corpo tenendo le braccia tese avanti leggermente più alte rispetto alle spalle, i piedi ben saldi a terra, i palmi delle mani rivolti verso il basso. Piega e ridistendi i gomiti, portando le mani verso le spalle tenendo il tronco stabile. Attenzione: tieni i gomiti alla stessa distanza delle spalle e puntati in avanti.

10/ Sit up Zone interessate: addominali. Tecnica: sdraiati supino con i talloni sui poggiapiedi, premi con le piante sulle maniglie, tieni le ginocchia tese. Solleva completamente il tronco e riappoggia la schiena a terra controllando la discesa. Attenzione: tieni le braccia tese verso il soitto dalla partenza all’arrivo. 11/ Plank sui gomiti Zone interessate: addominali e muscoli del tronco. Tecnica: sdraiati prono, infila il collo del piede nei poggiapiedi, posiziona i gomiti sotto le spalle, appoggia gli avambracci e i palmi delle mani a terra. Solleva tutto il corpo estendendo le ginocchia, fino ad avere l’addome parallelo al pavimento. Tieni la posizione 30 secondi. Attenzione: tieni la muscolatura del tronco contratta per mantenere l’allineamento del corpo e non inarcare la schiena. 12/ Side plank Zone interessate: addominali obliqui e muscoli del tronco. Tecnica: sdraiati su un fianco, infila i piedi nei poggiapiedi e posizionali uno davanti all’altro. Tieni il gomito in appoggio sotto la spalla, appoggia l’avambraccio e il palmo della

mano a terra, con il braccio superiore rilassato sul fianco. Solleva tutto il corpo tenendo le ginocchia tese, fino ad avere il tronco parallelo al pavimento. Tieni la posizione 30 secondi. Attenzione: tieni il gomito direttamente sotto la spalla e contrai il tronco e le gambe per evitare che ondeggino. 13/ Crunch sulle mani con TRX Zone interessate: addominali. Tecnica: sdraiati prono, infilando il collo del piede nei poggiapiedi, con il corpo sollevato da terra sostenendolo con le mani posizionate sotto le spalle. Fletti gli arti inferiori portando le ginocchia verso il petto e torna nella posizione di partenza. Attenzione: contrai gli addominali e solleva leggermente le anche. 14/ Crunch obliquo con TRX Zone interessate: addominali obliqui. Tecnica: sdraiati prono, infilando il collo del piede nei poggiapiedi, con il corpo sollevato da terra sostenendolo con le mani posizionate sotto le spalle. Fletti gli arti inferiori portando entrambe le ginocchia verso un gomito, torna in posizione di partenza e ripeti il movimento verso il gomito opposto. Attenzione: esegui i movimenti lenti e controllati per evitare l’instabilità del tronco.

9/ Ponte con TRX Zone interessate: glutei, bicipiti femorali e muscoli estensori della schiena. Tecnica: sdraiati supini posizionando i talloni sui poggiapiedi, premi con le piante sulle maniglie, tieni gli angoli delle ginocchia e delle anche a 90°, lascia le braccia appoggiate sul pavimento con i palmi verso l’alto. Solleva il bacino verso l’alto e le ginocchia sempre a 90°. Attenzione: attiva i muscoli dell’addome per evitare di inarcare eccessivamente la schiena.

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LA TEORIA DELL’EVOLUZIONE Un compleanno con uno zero finale non è una scusa per entrare nella cosiddetta crisi di mezza età. Il giorno del tuo compleanno è invece sempre una buona occasione per riflettere su quello vuoi dalla vita. Ma quando cambi decennio, è anche l’opportunità per scegliere nuovi

obiettivi e ridefinire i tuoi limiti fisici. Questa è la storia di tre uomini che, passando ciascuno da una decade all’altra, scoprono come raggiungere il proprio potenziale e come diventare le persone che hanno sempre voluto essere. Fai tesoro delle loro esperienze.

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TYSON MAYR All’alba dei 30 anni, il blogger di Naked Traveller dà la priorità a workout che puoi fare ovunque e che hanno uno scopo pratico 64 MENSHEALTH.IT |

“NON SONO MAI STATO più in forma di così ma allo stesso tempo sento che il mio corpo adesso sta cambiando. Al momento peso 85 chili. Qualche anno fa pesavo 90 chili e a un certo punto sono arrivato addirittura a 96, con un grasso corporeo dell’8%. Quello che mi spingeva a sviluppare così tanto i miei muscoli era l’estetica: ero single, volevo fare colpo e volevo che tutte si girassero a guardarmi.


FORZA PARALLELA

“Mi sono reso conto che potevo fare tante cose con la mia forma fisica se solo l’avessi usata correttamente invece di fermarmi all’aspetto esteriore”

usata correttamente invece che limitarmi a mettere su muscoli per una questione estetica. Una cosa che ho notato dei miei amici è che dopo i 30 anni si sistemano, mettono su casa e famiglia, fanno figli e si concentrano sulla carriera, mentre la forma fisica tende a passare in secondo piano. È per questo che per me è diventata una priorità. Quando sono stressato al lavoro, appena posso esco a correre, o faccio yoga all’aria aperta: mi aiuta a fare chiarezza e a dare un giusto peso alle cose. C’è una cosa che non cambia mai indipendentemente da dove mi trovo: è la necessità di fare dell’attività fisica appena mi alzo al mattino. Può essere correre, nuotare, saltare la corda oppure fare esercizi calistenici o pliometrici. La corda è uno strumento che puoi portare sempre con te, anche in viaggio, e che puoi fare ovunque. Altrimenti faccio i push up: spesso ne faccio mille al giorno, suddividendoli in blocchi da 100 ogni ora. Il fitness è qualcosa che posso sempre controllare, a diferenza di molte altre cose nella vita. Ed è proprio il fitness che pone le basi per il successo in ogni altro ambito”.

RAGGIUNGI NUOVE ALTEZZE Con il compimento dei 30 anni arriva un leggero declino fisico. Le cellule iniziano a rallentare la loro capacità rigenerativa e il tempo di recupero aumenta. Può essere più diicile fare esercizi intensi. Per evitare questo declino sfida te stesso: datti nuovi obiettivi, come un certo numero di ripetizioni di quell’esercizio o abbassare di un tot il tempo sulla corsa, così obbligherai il corpo a darsi da fare per raggiungere nuovi limiti.

PRENDI BUONE ABITUDINI Ma tutti quei muscoli non erano funzionali. Se facevo trekking per qualche ora il cibo che dovevo ingurgitare per mantenere tutta quella massa di muscoli era assurdo. E allo stesso tempo la mia energia calava più velocemente di quanto non succedeva ad altri miei coetanei. Questo mi rallentava in molte cose che facevo. Così pian piano mi sono reso conto che avrei potuto fare tante altre cose con la mia forma fisica se l’avessi

Quando hai 30 anni senti di avere la vita nelle tue mani. Molte delle cose che influenzano la salute sono frutto di comportamenti rischiosi o inappropriati, di incidenti stradali o di una scarsa attenzione al cibo sano e all’attività fisica. Considera i 30 anni come il decennio in cui devi fare prevenzione: metti la crema solare, smetti di fumare, bevi meno alcol e mangia meno carne rossa. Le abitudini che prendi ora possono durare tutta la vita.

Mayr di recente ha iniziato a fare planche, seguendo i consigli di Marcus Bondi, fondatore della Bondi Bodies, una serie di tutorial su Youtube. Fai tesoro dell’insegnamento di Bondi per portare il tuo corpo a un livello superiore Fai i push up con le dita puntate in avanti invece che di lato e il più vicine possibili al petto. Esegui il push up lentamente, impiegando 5 secondi a scendere e 5 a risalire. Fai 5 serie da 10 ripetizioni ogni giorno.

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Sulle parallele sollevati stendendo le braccia e porta le ginocchia al petto tenendo la posizione. Espira, contrai gli addominali e stringi forte le mani per attivare tutti i muscoli.

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Mentre sei accovacciato sulle parallele stendi all’indietro una gamba, poi riportala in posizione e fai lo stesso con l’altra. Con il tempo, diventando più forte, potrai stendere entrambe le gambe contemporaneamente, tenendo la posizione il più a lungo possibile. Quando riuscirai a tenere la posizione per 5 secondi sarai pronto per il planche push up.

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MUSCOLI AL SALTO Usa questo esercizio di Mayr per allenarti dovunque tu sia. Ti bastano una corda e 15 minuti • Salti lenti, 60 secondi • Salti intensi, 30 secondi • 10 burpee • Plank, 30 secondi • Ripeti 5 volte In questo modo il tuo metabolismo sarà super attivo per tutto il giorno. Puoi fare questi esercizi dovunque, ti bastano due metri quadri di spazio.


“Se lo scopo per cui ti alleni è superficiale non avrai la spinta giusta per continuare”

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COMMANDO STEVE WILLIS Al compimento dei 40 anni l’ex soldato ha deciso di andare oltre i suoi limiti. Per riuscirci è entrato nei ranghi del CrossFit 66 MENSHEALTH.IT |


ALLENAMENTO BASE “COMPIERE 40 ANNI per me è una fortuna. Tanti miei amici e colleghi non ci sono mai arrivati. Negli anni ho collezionato ferite e cicatrici, perché quando faccio una cosa do l’anima e non mi risparmio: è sempre stato così, fa parte del mio carattere. È per questo che sono così eccitato di compiere 40 anni e di entrare in un nuovo decennio. Ora potrò prendere come esempio uomini più maturi di me che sono ancora sulla cresta dell’onda, che stanno aprendo nuove strade. Uomini che si rimboccano le maniche e si danno da fare per essere al loro meglio invece che conformarsi all’immagine che la società ha dei quarantenni. Probabilmente oggi sono più in forma di quanto non lo sia mai stato, ancora più in forma di quando ho preso parte ai CrossFit Games del 2009. Il segreto è la coerenza. Per arrivare a questa forma fisica devi avere costanza e obiettivi ben precisi. Se ti alleni per motivi superficiali non avrai la dedizione necessaria e cercherai sempre scuse per evitare di allenarti con l’intensità necessaria. Il motivo per cui mi alleno e partecipo alle gare è per raggiungere il mio potenziale, e questo mi permette di essere di maggior aiuto per gli altri. Ecco perché non bevo più alcolici. Perché uno dovrebbe incaponirsi con le abitudini che gli fanno male? È solo un ostacolo nell’ottenere quello che vuoi. Preferisco tirare fuori il massimo dal mio potenziale seguendo le buone abitudini, come andare a dormire presto. Quando sei giovane puoi strapazzare il tuo fisico, che quando serve risponde comunque in maniera adeguata. Dopo i 40 anni invece ci vuole un certo tempo per ottenere gli stessi risultati, devi riscaldarti e prepararti prima di partire in quarta.

UNA SBARRA DI MUSCOLI 40 è il numero giusto per alzare l’asticella dei tuoi limiti. Segui questi consigli per sfruttare al meglio un classico esercizio calistenico.

Peso: 97,5 kg Deadlift: 240 kg Back squat: 200 kg Bench press: 150 kg Chin up (esecuzione perfetta): 20 Push up con petto a terra: 50

hai meno muscoli bruci meno energia. Se continui a mangiare come prima finirai per mettere su peso. Ma non sei per forza condannato ad avere la pancetta: devi adattare l’allenamento ai cambiamenti ormonali e fisici che stanno avvenendo nel tuo organismo. Il cardio a ritmo costante non fa per te, meglio l’HIIT e l’allenamento metabolico: il CrossFit è l’attività ideale in questo senso.

LA DECADE DELLO STRESS

Non ho grandi aspettative per i CrossFit Games di quest’anno. Mi piacerebbe arrivare alle regionali. Quando mi alleno passo 2-3 ore in palestra ma c’è gente che ne passa anche 6. È questione di priorità: per loro l’importante è vincere e conquistare il premio, per me è un modo di tenermi allenato e di avere una motivazione. Indipendentemente da come mi piazzerò, il solo fatto di partecipare alla mia età in mezzo a gente molto più giovane spero sia di motivazione e di ispirazione per molti quarantenni e non. Come diceva Hemingway, “Non c’è niente di nobile nell’essere superiore a un altro, la vera nobiltà sta nell’essere superiore alla persona che eravamo”.

MUOVITI! A quarant’anni molti uomini finiscono per darsi al golf quando invece dovrebbero fare CrossFit. Il motivo? I muscoli cominciano a rilassarsi e se

A quarant’anni gli impegni di lavoro e familiari si fanno sempre più pressanti, provocando stress e portando a un aumento della pressione e del colesterolo. La fine di una relazione, continui straordinari al lavoro e un pessimo equilibrio tra vita privata e lavorativa aumentano il rischio di sofrire di depressione. Trova la pace dei sensi. Uno studio condotto da una università tailandese ha scoperto che bastano 15 minuti di meditazione quotidiana per ridurre drasticamente i livelli di cortisolo. Pensaci: anzi, medita.

TROVA UN AMICO Secondo uno studio australiano 1 uomo su 4 ha scarsi legami sociali con altre persone, una solitudine che raggiunge l’apice tra i 30 e i 65 anni. A quell’età gli uomini non cercano amici nuovi e le vecchie amicizie, con il tempo, gli impegni e tutto il resto si perdono. È sbagliato: mantenere le vecchie amicizie fa bene alla salute mentale. Se le hai perse di vista iscriviti a un club sportivo, fai il volontario o dai una festa chiedendo ai tuoi pochi conoscenti di invitare i loro amici. E poi non fare il timido: socializza! a!

Afferra una sbarra orizzontale e fai un chin up. Dondola le gambe avanti e indietro per darti la spinta e portare lo stomaco oltre la sbarra.

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Quando superi la sbarra con lo stomaco stendi le braccia in modo da sollevarti fino ad avere la sbarra all’altezza della vita.

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MARK BERETTA

L’ex campione di sci d’acqua ha fatto del fitness il fulcro della sua vita, usando l’allenamento pesi e il ciclismo per tenere in sincronia corpo e mente “AVRÒ ANCHE 50 ANNI ma mi sembra di averne 22. Sollevo più chili di quando ero ventenne. Non ho problemi in palestra perché quella di allenarmi è un’abitudine che ho sempre avuto. Faccio 2-3 sessioni alla settimana di workout e faccio anche ciclismo, e paddle boarding. So di avere un core forte, è un lascito del mio passato da professionista dello sci d’acqua. Ma ho sempre avuto problemi alla spalla destra. So che per me è facile infortunarla quindi oggi faccio esercizi molto graduali quando devo sollecitarla. Conoscendomi meglio, so fin dove spingermi e dove devo invece stare attento. 68 MENSHEALTH.IT |

Negli anni ho provato tantissime strategie diverse in palestra ma l’unica che funziona è quella di cui ho sentito parlare da Hugh Jackman: solleva tanti chili ma per poco tempo. Io sollevo tanto ma faccio solo 5 o 6 ripetizioni alla volta mentre quando ero giovane facevo 3 serie da 10 ripetizioni l’una. In questo modo finisco per sollevare di più. Basta aggiungere un po’ di peso ogni volta per tirare fuori il massimo dal fisico. Al termine della sessione sono esausto e so che brucerò grasso per tutto il resto della giornata. In bici faccio 100-200 km alla settimana, percorrendo tra i 300 e i

400 km prima del Tour de Cure (per la ricerca sul cancro) a cui partecipo. Qualcuno una volta mi ha detto che le donne parlano faccia a faccia mentre gli uomini quando chiacchierano si mettono uno di fianco all’altro ed è vero. È un modo che agli uomini piace ed è l’ideale in bicicletta. Se pedali fianco a fianco a qualcuno per ore finisci per sapere tante cose di lui. Il mio giro in bici più lungo è stato di 287 km. È stata un’uscita bellissima. A metà mattina pensavo di non farcela più, poi mi sono ripreso e ho avuto un’altra crisi a metà pomeriggio e poi ancora alla fine del pomeriggio


IL DEADLIFT PERFETTO Beretta ad oggi solleva 170 kg. “Cerco di aggiungere chili ogni volta”, dice. “Se arrivo a un plateau mi riposo per qualche settimana e poi ricomincio a darci dentro. Così riesco sempre a superare l’impasse e a migliorare” In piedi, con le punte dei piedi sotto la sbarra del bilanciere, afferralo con le mani alla larghezza delle spalle. Piega le ginocchia fino a quando riesci a toccare la sbarra con gli stinchi.

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Solleva il petto e raddrizza la schiena assumendo la posizione eretta.

I FAVOLOSI ANNI 50 Per molti di favoloso quegli anni hanno ben poco. Dopo i 50 aumenta il rischio di sofrire di cuore e di cancro al colon e alla prostata. Con l’avanzare dell’età le cellule accumulano molteplici mutazioni. Combatti l’età con le fibre. Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal consumando 10 gr di fibre in più al giorno si riduce del 10% il rischio di cancro al colon retto. Per fare il pieno di fibre mangia almeno 2 porzioni di cereali integrali al giorno, 2 porzioni di frutta e 5 porzioni di vegetali, inclusi i legumi.

“Se la testa dice no, non fermarti, continua. Il corpo troverà un modo per andare avanti”

IL TEST DELLA LONGEVITÀ

ma ho continuato a pedalare. Alla fine della giornata sono collassato a terra e mi hanno portato via in barella. Quel giorno ho imparato molte cose su di me e su quanto puoi esigere dal tuo fisico. È stata una grande lezione sul potere della mente. Se la mente pensa di non farcela non devi fermarti, il corpo troverà il modo di andare avanti.”

5000 È IL NUMERO PERFETTO Tra i tuoi obiettivi sportivi c’è la maratona? Ridimensiona i tuoi propositi in modo che abbiano senso rispetto alla tua età anagrafica. A

50 anni allenarsi per una maratona richiede troppo tempo, che inevitabilmente dovresti sottrarre alla tua famiglia. Inoltre per dare all’organismo tutta l’energia che gli serve durante una maratona dovresti prendere troppi zuccheri. I 5000 metri sono un obiettivo più abbordabile. L’intensità della corsa ti permette di perdere peso ma data la lunghezza limitata non devi ingerire grandi quantità di cibo per sostenerti durante tutta la corsa. L’ideale è coprire quella distanza in 25 minuti o anche meno.

Ecco un test in cui di sicuro vorrai ottenere buoni risultati. È stato sviluppato dall’esperto brasiliano di medicina sportiva Claudio Gil Araujo e pronostica la durata della tua vita. Il compito è semplice: devi sederti e alzarti senza l’aiuto delle mani o di altri sostegni. Le tue performance vengono valutate su una scala da 1 a 10. Se fai meno di 3 il tuo rischio di morire nei prossimi 5 anni è 5 volte più alto di chi ha ottenuto risultati migliori. Incrocia i piedi e poi siediti a terra. Se ci riesci ottieni 5 punti. Se riesci a rialzarti sono altri 5 punti. Perdi un punto per ogni mano, braccia o ginocchio che usi per sostenerti e mezzo punto se perdi l’equilibrio.


Photo Credit Kurt Markus

All’Armani/Silos

Lo sport: dietro tanta bellezza, uno stile di vita A cura di Rosamaria Coniglio

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Emotions of the Athletic Body è un’esposizione fotografica voluta da Giorgio Armani con gli scatti più belli del suo archivio dedicati al corpo atletico maschile e femminile. Una dichiarazione d’amore per lo sport e per i suoi valori

Giorgio Armani con Adrien Proust, atleta Special Olympics convocato ai prossimi Giochi Mondiali Invernali in Austria nella corsa con le racchette da neve.

photo credit Alberto Zanetti

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on una semplice mostra, ma un tributo allo sport e ai suoi principi. Ecco il motivo che ha spinto Re Giorgio a mettere insieme le immagini più belle che hanno fatto parte della sua opera dal 1985 a oggi. Trent’anni di pubblicità che hanno vestito le città di tutto il mondo, scanditi da immagini che hanno fatto sognare grazie a una ricerca senza sosta della bellezza e della perfezione. Un lavoro appassionato che include anche le pagine dell’Emporio Armani Magazine, al quale hanno contribuito i più grandi fotografi del mondo, da Howard Schatz, Mert Alas e Marcus Piggott, a Clif Watts, Eric Nehr e Tom Munro. Capolavori, selezionati personalmente dal Re dello stile, stampati su lastre rifinite in cemento, che costeggiano la riproduzione perfetta di una pista di atletica. Comun denominatore, la celebrazione dello sport, che non è altro che “La rappresentazione di quelle qualità che permettono di migliorarci: dedizione, spirito di sacrificio, perseveranza e forza di volontà. Lo sport fa bene al corpo ma anche allo spirito e dimostra che il successo non può essere raggiunto senza impegno”, dichiara Giorgio Armani. E chi meglio di lui può saperlo!

La mostra, inaugurata durante la fashion week milanese di settembre, rimarrà aperta fino al 27 Novembre 2016. A sostenere sul campo Re Giorgio, grandi campioni del calibro di Novak Djokovich, e atleti della squadra italiana olimpionica.

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Una palestra, una Home of Fitness per raccontare l’eleganza confortevole da indossare quest’autunno. L’atmosfera urbana, opera del designer berlinese Michael Michalsky, è quella di McFIT che ricorda il recupero degli spazi industriali trasformati in loft dove perdersi tra gli esclusivi allenamenti di cybertraining anche tutto il giorno. Dolcevita con motivo teschi composto da microborchiette sfaccettate Ermanno Scervino.

L’era dello Smartwear I codici dell’eleganza si sono adeguati a tessuti sempre più morbidi e confortevoli, e viceversa. La lessibilità è una caratteristica irrinunciabile per l’abito dell’uomo contemporaneo, sempre più impegnato nella sua corsa contro il tempo ma inevitabilmente chic & cozy a tutte le ore del giorno. di Rosamaria Coniglio Foto di Eleonora Parodi 72 MENSHEALTH.IT |


Giacca con frange sulle spalle e lungo le maniche, T-shirt e pantaloni con bande laterali a contrasto, tutto Gucci.

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Camicia in denim con collo alla coreana e giacca sartoriale con revers a lancia Laboratori Italiani Jeans con strappi Levi’s.

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L’area Power rappresenta la dimensione di allenamento ottimale. Grazie a una vasta scelta di attrezzi, manubri e pesi liberi, ogni iscritto può costruirsi un programma di allenamento individuale. Maglia girocollo con profilo a contrasto e giacca in cotone, morbida come una felpa, con micro disegni, tutto Massimo Rebecchi Pantaloni chinos in cotone spigato Dockers Sneakers in suede modello Clyde di Puma.

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Tra i bilanceri, l’Helmet pilot di Blauer è in fibra di vetro ricoperto da una vernice speciale resistente alle intemperie e visiera antiscratch.

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Camicia con tasche applicate Blauer e pantaloni con bretelle retro Tela Genova.


La Sling Zone dei centri McFIT offre una forma di allenamento con cinghie provviste di anelli e il peso del proprio corpo. Le mani o i piedi devono essere sempre infilati negli anelli, mentre le estremitĂ  libere mantengono il contatto col suolo. Il corpo rimane in tensione grazie a questa particolare posizione. La nuova frontiera del design incontra il capospalla di Dirk Bikkembergs in lana e tessuto tecnico, a prova di freddo.

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Il Cage: quest’area, che si presenta come un cortile interno con pareti di mattoni e graffiti colorati, è dedicata all’allenamento a corpo libero e funzionale che consente di migliorare la percezione del proprio corpo. Zaino stampato con fibbie in cuoio Dirk Bikkembergs.

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Blazer in maglia di Pepe Jeans London, maglia girocollo di Blauer.

Grooming Bianca Bagnoli Ha collaborato Erika Guerrisi Model Paul Ferrari @fashionmodel Si ringrazia McFIT Milano, via Fulvio Testi 29 www.mcďŹ t.com 80 MENSHEALTH.IT |


Sneakers Puma Ignite Dual, progettate per fornire massima flessibilità ed effetto ammortizzante per runner di media e lunga distanza, dotate di un’intersuola brevettata Ignite Foam, per garantire un ritorno di energia su tutta la lunghezza. La tomaia è costruita con una combinazione di una schiuma comfort che si estende in modo da conformarsi al piede e una maglia a rete che garantisce traspirabilità.


Bomber La giacca che ha più di cento anni Corneliani.

Dsquared2.

A cura di Rosamaria Coniglio

E

ra la giacca a vento dei piloti del Royal Flying Corps già un secolo fa, capospalla cool delle squadre sportive universitarie negli anni 70, ruolo che gli ha fatto guadagnare il soprannome di giacca college o baseball. Da lì in poi è stata adottata e personalizzata a piacimento da brand diametralmente opposti, perché conquista tutti, ma proprio tutti. Segni di riconoscimento: elastico in vita e ai polsi e chiusura lampo fino al collo. Ha il potere di sdrammatizzare e dare carattere allo stesso tempo a look troppo classici o a rischio banalità, così come si fonde perfettamente tra le note di un mood street style in cui questo capo ha da diversi anni conquistato un posto d’onore. La sua versatilità è la sua forza e lo sanno bene i grandi nomi del Made in Italy che ne hanno interpretato la forma con materiali pregiati, come il camoscio di Tod’s (nella foto in alto), trattato con la stessa cura del fatto a mano impiegata per gli accessori, nel totale rispetto per l’artigianalità, aggiungendo a un

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capo di culto il massimo della qualità. La preziosa versione di vicuna e maglia appartiene alla linea Über lusso di Zegna. Un progetto esclusivo, in cui design non convenzionale si combina con materiali pregiati per entrare nel guardaroba di un uomo alla ricerca di pezzi sempre al di sopra dell’ordinario. Tessuti maschili costituiti da filati preziosi, di solito destinati a completi sartoriali di prestigio, prendono forma nella proposta di Corneliani, mentre ricami vanno ad arricchire come un gioiello il bomber in tartan sulla passerella di Dsquared2. L’intramontabile country style, imbottito, in lana spessa a quadri e rivestito in montone, mantengono vivo il sogno americano, mentre le versioni rivisitate in chiave moderna come il gommato di Antony Morato, il camouflage di Tatras e i trapuntati di Levi’s e Henry Cotton’s ci riportano sull’asfalto della città passando per i grattacieli di una metropoli, per essere indossati con disinvoltura a tutte le ore del giorno, sfidando il traico dal leisure al formale.

Alle origini, il pilot, riproposto da Marina Militare.

Lo sportswear sofisticato nel bomber in vicuna di Ermenegildo Zegna.


In tessuto tecnico gommato, Antony Morato.

L’urban tartan è di Zerosettanta Studio.

Contemporaneo La reinterpretazione in chiave urbana di questo capo trova spazio in tutti gli stili possibili. Dalle stampe digitali di Marcelo Burlon County of Milan che sembra incontrarsi con quelle della cultura sudamericana, ai materiali meno consueti come l’effetto microquadro gommato sulla giacca di Antony Morato.

In lana con patch quello del marchio svedese di streetwear 5Preview.

In camouflage con dettagli lamè, Tatras.

In morbida microfibra e lampo a vista anche sulle tasche, Navigare.


Cold Mountain Lo stile inconfondibile di un american movie ambientato tra i fiordi islandesi e le grandi foreste dell’Alaska tra maxicheck in lana e interni in montone.

Doppio panno tartan e morbido collo in pile nel bomber di Timberland.

Ha il colore della terra, in suede, di Superdry.

In lana motivo buffalo check con dettagli in nylon, Woolrich.

Montone in pelle, Jeckerson.

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Baseball

Contraddistinti dal classico collo che ricorda le squadre sportive dei college americani, queste giacche continuano a riscuotere il loro meritatissimo successo. Come quella della linea Stadium di Le Coq Sportif che s’ispira alle sue origini per creare una capsule collection in perfetto equilibrio tra sport e tempo libero.

Bomber dalla collezione Stadium di Le Coq Sportif.

In pelle e nylon, J Brand.

In denim spalmato con doppa riga su collo e polsi, Replay.

Pettorina bicolore e maniche a stampa floreale a contrasto, Hilfiger Denim.

Matelassè Più comunemente definito trapuntato, è già presente su sneakers, stivali, borse e accessori. Sui capispalla ha conquistato qualsiasi designer, che lo ha utilizzato su giacche di pelle, piumini e felpe. Date un’occhiata un occhiata a questi bomber.

Trapuntato a rombi rom bon ton, Henry C Cotton’s..

Dotato d’imbottitura Thermore 200 g, prodotta l’utilizzo di bottiglie d tt attraverso tt l’ tili b tti li riciclate, è un’ecologica alternativa alla piuma d’oca, proposta da Levi’s.


Indossa la salute Fitbit rinnova i suoi Charger e Flex. Arrivano tante nuove funzioni e accessori per personalizzarli. Non sono semplici orologi multifunzione ma oggetti di tecnologia indossabile, che aiutano a vivere meglio, mettersi in forma e ridurre lo stress.

I

nteressanti questi dispositivi itness, hanno anche un prezzo abbordabile. Secondo me ne avranno venduti parecchi. Secondo te quanti? Sicuramente qualche migliaio. Eh, ci siamo andati vicino. In nove anni, da quando la Fitbit è scesa in campo, sono arrivati a 48.700.000. Non male. Infatti oggi Fitbit è il numero uno al mondo in questo settore, e se vedi come sono fatti i suoi prodotti capisci perché: non si tratta di semplici orologini con qualche funzione in più ma di vera tecnologia indossabile, che ti aiuta a vivere una vita più sana e attiva. Come fanno? Ofrendo varie funzioni, vediamo quali sono raccontando cosa fanno gli ultimi due prodotti, il Charge 2 e il Flex 2 (il 2 indica che si tratta delle nuove versioni).

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TI AIUTA A RESPIRARE Il Charger 2 è quello più complesso, deriva dal già noto Charger, rinnovato nella linea, nel display (più ampio) e nelle funzioni. Molte di queste le conosciamo già - per esempio il calcolo delle calorie bruciate, i chilometri percorsi e i passi, la qualità del sonno... - ma ce ne sono due nuove che sono piuttosto interessanti. La prima è l’antistress. Sotto la cassa ci sono i led che rilevano le pulsazioni del cuore, e così puoi controllare se sei troppo teso. In tal caso attivi la funzione antistress, una graica che ti aiuta a controllare la respirazione: un cerchio che si espande e si contrae ti dà il ritmo giusto, coordinato col battito cardiaco; se segui quelle indicazioni riduci la tensione e tutti i problemi che ne conseguono.


CHARGE 2: COSA FA

FLEX 2: COSA FA

Rileva il battito cardiaco Riconosce l’attività e registra i dati Aiuta a migliorare l’allenamento Guida negli allenamenti a circuito Conteggia i passi e i km percorsi Conta le calorie Valuta lo stato di forma Calcola la VO2 Max Valuta la qualità del sonno Ha la funzione anti-sedentarietà Ha la funzione di respirazione guidata Riceve le notifiche dallo smartwatch Prezzo: 159.99 euro

Riconosce l’attività e registra i dati Conteggia i passi e i km percorsi Conta le calorie Resiste nell’acqua fino a 50m di profondità Valuta la qualità del sonno Funzione anti-sedentarietà Riceve le notifiche dallo smartwatch Prezzo: rezzo: 99.99 euro

è stato un buon sonno oppure agitato agitato. Occhio perché ti fa anch anche il conteggio delle calorie. Ovviamente non vede cosa mangi, ma puoi inserire i dati nel sistema; per questo, hai a disposizione un database vastissimo (dall’Amatriciana allo Zenzero), e così riesce ad eseguire il bilancio energetico con precisione.

Un’altra funzione interessante è l’anti-sedentarietà. Il Charger 2 ti “spia”, e appena vede che sei fermo da troppo tempo ti manda un avviso. Conta i passi, e ti suggerirà di farne almeno diecimila al giorno, 250 ogni ora. Ovviamente rispetta anche la tua privacy; se vuoi disattivi gli alert. Oltre a questo, sempre valutando la frequenza cardiaca, ti fa capire se ti alleni bene, ti dà indicazioni per lavorare con maggiore eicacia, ti segue negli allenamenti a circuito, valutando attività e recupero. Calcola anche il tuo stato di forma, visualizzandolo in una forma graica intuitiva; se sei un atleta ti farà piacere tener d’occhio la tua VO2 Max (la capacità di bruciare ossigeno, legata allo stato di allenamento). Una nuova funzione molto interessante è la multisport. Che riconosce l’attività - per esempio camminata, corsa, bici, ellittica... - e fa partire subito la relativa applicazione, eventualmente attiva il GPS (dello smartphone associato) e registra la tua performance. Alla ine dell’esercizio troverai tutti i dati nell’app Fitbit, che ti serviranno per pianiicare gli allenamenti ma anche, se vuoi, confrontarti con i tuoi amici oppure con i campioni della specialità, ulteriore elemento di motivazione. Altre funzioni del Charger 2 sono la ricezione delle notiiche dallo smartwatch (chi chiama, messaggi, alert dal calendario); la valutazione della qualità del sonno, così sai quanto hai dormito, se

PER NON DARE NELL’OCCHIO Il Flex 2 nasce con un obiettivo diverso. È più semplice del Charger, rileva solo le informazioni principali e non ha il display. Comunica con una serie di piccoli LED luminosi, che possono anche essere abbinati all’attività dello smartphone, e si accendono di colore diverso a seconda se ricevi una telefonata, un sms, un aleter dal calendario. Piccolo e sottile, è disegnato per non dare nell’occhio, tanto che, grazie ai vari accessori, si può anche camufare in versione femminile, da braccialetto o da ciondolo. Non è quindi un prodotto per gli sportivi al 100%, ma per chi vuole stare bene. Rileva le principali attività - camminata, corsa, bicicletta, nuoto (novità)... e le registra, passando le informazioni alla app Fitbit, come il Charger 2. Il Flex 2 non rileva il battito cardiaco, quindi non può monitorare il sonno, ma ha le funzioni motivanti. Puoi confrontarti con i tuoi amici (che magari stanno dall’altra parte dell’Oceano), oppure seguire gli alert antisedentarietà.

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EXPLORER Ranulph Fiennes ha attraversato l’Antartide senza supporto. Ha avuto un attacco di cuore e poi ha corso 7 maratone in 7 giorni. A 65 anni ha scalato l’Everest. Qual è il segreto della sua forza? Di Geoff Norman

RANULPH FIENNES

Età 72 anni Dove vive Inghilterra Professione Avventuriero, scrittore

Gli anni Settanta e Ottanta Dopo le spedizioni in Groenlandia e in vari luoghi esotici, Fiennes è stato la prima persona (con il collega esploratore Charlie Burton) a completare la spedizione circumpolare, attraversando il Polo Nord e il Polo Sud in un unico viaggio.

Gli anni Novanta Fiennes ha stabilito un record del mondo nel 1990 nell’ambito dei “viaggi al Polo Nord senza supporto”, ha trovato la città perduta di Ubar nel deserto arabico e ha completato (con Mike Stroud) il primo attraversamento dell’Antartide senza supporto.

Gli anni Duemila Ha perso parte delle dita per congelamento durante un viaggio al Polo Nord. Quattro mesi dopo aver avuto un attacco di cuore, dal quale si è salvato grazie a un’operazione dove gli hanno messo il bypass, ha corso 7 maratone in 7 giorni consecutivi. All’età di 65 anni, ha scalato l’Everest.

Il futuro Non ci ha rivelato i suoi piani, ma dice che il suo futuro sarà fantastico. Tra i molti libri che ha scritto nella sua carrierra c’è anche l’autobiografia: Mad, Bad and Dangerous to Know (disponibile anche in formato digitale).

Gar y Salter

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Gli anni Sessanta All’età di 17 anni Ranulph Fiennes ha abbandonato l’Eton College e si è unito all’esercito. È diventato paracadutista per lo Special Air Service, ha comandato le forze antiinsurrezioniste in Oman e ha guidato la prima spedizione in hovercraft verso le sorgenti del Nilo.


Ranulph Fiennes ha passato la maggior parte della sua vita cercando di raggiungere il punto più alto. E non in senso metaforico, o in una scala gerarchica, ma letteralmente il vero punto più alto del mondo: il Polo Nord. E anche quello più basso: il Polo Sud. Ha raggiunto entrambi gli obiettivi e, tra un successo e l’altro, ha vissuto tante avventure estreme. Il fondatore del Guinness World Records l’ha definito “il più grande esploratore vivente”. Il costo di tutte queste avventure? Tanti soldi e le dita di una mano.

R

Il caso delle dita mancanti “Durante una spedizione in solitaria al Polo Nord ho perso la slitta per colpa del ghiaccio e ho dovuto allungare il braccio in acqua per riprenderla. Così facendo mi sono congelato le dita di una mano. Quando sono tornato a casa i medici mi hanno detto che avrebbero dovuto amputarmi 5 centimetri di dita.” Un’attesa interminabile Per motivi medici l’amputazione non poteva essere fatta subito. Fiennes avrebbe dovuto aspettare, forse anche 5 mesi, mentre la pelle vicino al tessuto morto si rigenerava abbastanza da fare quello che i medici chiamavano un “cerotto”. “Era una vera agonia, anche solo toccare qualcosa per sbaglio mi faceva vedere le stelle. Mi sono stufato di aspettare, e così mi sono tagliato da solo le dita”. (vedi box a destra). Uno stivale fradicio La prima volta che Fiennes si è trovato ad affrontare il problema del congelamento è stato quando era un giovane ufficiale della Special Air Service (SAS) inglese. “Stavo guadando un fiume ghiacciato e sono rimasto troppo tempo con i piedi a mollo e gli stivali fradici. Il piede destro è diventato nero e ho dovuto farmi trapiantare una parte di pelle. Ma il trapianto si è

staccato due o tre anni dopo mentre stavo facendo il bagno.” L’avventura nel sangue Suo padre, il luogotenente colonnello Sir Ranulph Twisleton-WykehamFiennes, che aveva comandato il Royal Scots Greys, è rimasto ucciso sul campo durante la Seconda Guerra Mondiale. Il giovane Fiennes ha studiato a Eton e ha il titolo di Terzo Baronetto di Banbury. Tra i suoi antenati ci sono Carlo Magno e vari re. Il suo terzo cugino è Voldemort (ovvero l’attore Ralph Fiennes, che interpreta il personaggio nei film di Harry Potter). Il regime militare era di suo gradimento: la SAS è il top dell’esercito inglese. È una piccola unità selezionata che potremmo paragonare ai SEAL o ai Delta Force americani. Spedizioni in Arabia Fiennes è nato troppo tardi per partecipare alle missioni coloniali inglesi del XIX secolo ma è comunque finito nella penisola arabica (tra lo Yemen, l’Arabia Saudita e lo Stretto di Hormuz) a servire il sultano dell’Oman. Il sultano era impegnato in una guerra contro i ribelli comunisti. Fiennes ha comandato un plotone di esplorazione e si è trovato al centro dell’azione durante la Guerra del Dhofar. È stato decorato per il suo coraggio e ha raccontato la

“Sofro di quelle che penso siano vertigini. In poche parole, ho paura dell’altezza” sua avventura in un libro: Where Soldiers Fear to Tread (Là dove anche i soldati hanno paura). Tempo dopo è tornato in Oman con una spedizione il cui scopo era

localizzare la leggendaria città perduta di Ubar, nota come Iram delle Colonne nel Corano e Atlantide del Deserto in altri testi. Questa fortezza era scomparsa

AMPUTAZIONE FAI DA TE: “SONO STATO MOLTO ATTENTO O”

1/ “Ho preso la morsa Black&Decker dalla cassetta degli attrezzi.” 2/ Con la microlama “ho tagliato le estremità morte delle dita della mano sinistra.” 3/ “L’ho fatto lentamente e con attenzione. Quando la mano sanguinava o mi faceva male allontanavo la sega dalla carne viva, spostandola verso quella morta.” 4/ “Ho dovuto segare anche l’osso ma era morto e raggrinzito.” 5/Dice che facendo così si è risparmiato migliaia di dollari in visite, operazioni e medicine. Epilogo “Ho conservato le dita mummificate. Non me la sono sentita di buttare via qualcosa che è stato con me per 60 anni. Ma non ho idea di dove siano finite. Con le altre cianfrusaglie, penso. O forse alla fine qualcuno le ha buttate via.”

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appena ti fermavi. Caldo e freddo, freddo e caldo. Uno lasciava il posto all’altro in un batter d’occhio.” Scherzi della mente La gente chiede a Fiennes se ha mai avuto esperienze soprannaturali. “No, io non ho mai sperimentato nulla del genere. Alla mia prima moglie, durante un viaggio, è sembrato di sentire dei passi, aveva la netta sensazione di essere seguita. Naturalmente non c’era nessuno.” Pensieri profondi? “No. Ormai sarebbe troppo tardi per chiedersi se ha senso quello che stai facendo. E poi sei troppo impegnato a rimanere vivo.” Nostalgia delle spedizioni? “Quando sono a casa non ho la minima voglia di trovarmi al freddo del Polo”.

sotto la sabbia del deserto. Fiennes e la sua seconda moglie hanno trovato quella che credevano fosse la città perduta. Ranulph ci ha anche scritto un libro. Ha paura dell’altezza Nonostante abbia conquistato grandi altezze Fiennes non è mai stato a suo agio con l’altitudine. “Soffro di quello che penso siano vertigini”, dice. “In poche parole, ho paura dell’altezza.” Ma la SAS lo ha nominato paracadutista e così Ranulph ha dovuto imparare a buttarsi da un aereo in volo. I suoi istruttori gli hanno insegnato a non guardare mai verso il basso e a tenere gli occhi aperti quando si lancia da un aereo. Nonostante le vertigini, arrampicarsi fino in cima all’Everest, a 8850 metri di quota, per lui non è stato un problema. “Non c’era

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mai un vuoto immenso subito sotto di me”, racconta. “Quando guardi giù vedi la neve, le rocce”. Ha tentato tre volte, prima di riuscire ad arrivare in cima. La terza volta è stata quella buona, anche se Fiennes aveva già 65 anni. Anche su questo ha scritto un libro. Fiennes ha anche scalato l’Eiger, il leggendario picco sulle montagne svizzere che ha una superficie verticale di roccia e ghiaccio di 1767 metri. “Ci abbiamo messo tre giorni ad arrivare sulla parete nord. Ho calcolato che da lì mi sarei lasciato alle spalle la parete verticale”, racconta Fiennes. “Strano come vanno le cose: adesso, quando è tempo di pulire le foglie e i rimasugli dalle grondaie di casa, io tengo la scala e mia moglie sale e fa lei il lavoro di pulizia”.

Il freddo estremo Le regioni polari sono infinite, piatte e bianche. “Il trucco per andare avanti è pensare di trovarti in un film, per distrarre la mente. Immagina che stai scappando da un gulag siberiano. Ti ripeti come un mantra: scappa, scappa... Immagina che qualcuno ti stia inseguendo e che tu devi seminarlo andando più forte di lui”.

Un piccolo ostacolo “Durante una traversata ho avuto un problema di calcoli renali. Ho capito subito di che cosa si trattava ma ho pensato che bevendo tanta acqua e prendendo gli antidolorifici sarei stato in grado di andare avanti. A un certo punto però ho finito gli antidolorifici. A quel punto camminare mi faceva troppo male, non ce la facevo più. Così ho usato il razzo di avvertimento per allertare l’aereo da soccorso, che è venuto a prendermi”.

Quando il sudore si congela “Quando negli anni ‘90 con Mike Stroud - medico e compagno di spedizione, ndr - abbiamo fatto la prima traversata dell’Antartide senza supporto, trainavamo una slitta di 220 chili. Spesso c’erano 50 gradi sottozero eppure noi due sudavamo sette camicie. Non appena ci fermavamo, il sudore ci si congelava addosso e noi rischiavamo l’ipotermia. La soluzione era indossare vestiti traspiranti e mettersi addosso qualcosa di caldo non

Il cuore in pausa… Un avventuriero-esploratore lo sa: l’ignoto e l’imprevisto sono sempre dietro l’angolo. Tra le cose improvvise e inaspettate ci sono anche quelle come l’attacco di cuore che ha colpito Fiennes nel giugno 2003, nella situazione più banale: era seduto in aereo, in attesa del decollo. Non se lo aspettava. “Sono caduto in avanti con un tonfo. E questo è tutto”, dice. “Ho perso coscienza per tre giorni. Mi hanno fatto un doppio bypass.”


“La nostra dieta era soprattutto a base di grasso. Era il modo più eiciente di assumere calorie. Mangiavamo parecchio cioccolato e burro” in alto a destra), iniziando in Patagonia e finendo con la Maratona di New York.

Ecco perché Ho sempre pensato che sia stata la dieta che ho seguito durante quelle spedizioni polari ad aver provocato l’attacco. “Mangiavamo parecchio cioccolato e burro”, racconta Fiennes. “Il dottor Stroud aveva pianificato la nostra dieta in modo da consumare soprattutto grasso. Era il modo più eiciente di assumere calorie”. Il dottor Stroud, che ha fatto uno studio sulla fame e sui suoi efetti sul corpo umano, aveva calcolato che avrebbero avuto bisogno di 5500 calorie al giorno, ma il peso di tutto il cibo necessario per raggiungerle avrebbe rallentato la

loro marcia, al punto che avrebbero mangiato tutti i loro viveri prima di arrivare a destinazione. “Così ha ridotto il totale a 5200 calorie. Era il minimo.” All’inizio della spedizione in Antartide Fiennes pesava 98 chili e durante la traversata ha perso tantissimo peso, e non in maniera salutare. “Quando abbiamo raggiunto il Polo Sud, a metà spedizione, ero scheletrico.” Il recupero dopo il bypass “Prenditi una pausa di 4 o 5 mesi e poi ricominci”. Per Fiennes, questo ha voluto dire fare 7 maratone in 7 giorni consecutivi (vedi box

LE DUE REGOLE DEI VIAGGI POLARI

Regola 1 Viaggia leggero. “Una volta che hai caricato sulla slitta il cibo e lo stretto indispensabile non rimane molto spazio o”, dice Fiennes. “Quindi devi lasciare a casa molte cose. Niente spazzolino, per esempio: occupa spazio e pesa. Mike Stroud è stato inflessibile e io mi fido di lui. Avevo scritto su un foglio, come ispirazione ‘con Dio tutto è possibile’. Stroud ha deciso che era di troppo e ho dovuto lasciarlo a casa”. Regola 2 Falla in fretta. Ci sono 50 gradi sottozero e a te scappa la pipì. Come fai? “La gente me lo chiede spesso. La risposta è: faccio in fretta”.

Quanto è folle? “Sembrava folle da parte mia”, dice Fiennes. “Se volete, poteva essere un modo per negare la gravità dell’attacco di cuore. Ma non era così. Avevo fatto tutta una serie di test di resistenza e avevo avuto il permesso dal chirurgo. L’importante era che monitorassi il battito cardiaco assicurandomi che non superasse i 130 battiti al minuto.” Fiennes però si è dimenticato di portare con sé il misuratore di battiti. “Non importa, sapevo fin dove potevo spingermi.” Disastri spaventosi “Da giovane fumavo dieci sigarette al giorno. Poi ho smesso. Ma il cancro mi è venuto lo stesso. Non ai polmoni, però, bensì alla prostata. Così mi hanno operato: sei ore sotto i ferri. Per il momento sembra che non ci sia più traccia di cancro. Ma sofro di altre malattie, come l’Alzheimer, per esempio. È molto peggio di un’emergenza sul ghiaccio e non c’è nulla che puoi fare.” Altro da esplorare? “Ci sono solo due Poli, ovviamente, e c’è una continua corsa per superare i record. L’Everest è stato scalato. Molte volte. Ci sono ancora molti posti da esplorare nell’oceano e nello spazio. La barriera è il costo. Puoi scalare l’Everest ma non puoi partecipare all’esplorazione dello spazio. Però ci sono ancora le salite: ci sono strapiombi di quasi 2000 metri su cui nessuno si è ancora arrampicato.

IN FORMA DOPO IL BYPASS, TERAPIA D’URTO

Dopo l’attacco di cuore Fiennes ha corso 7 maratone consecutive nella Land Rover 7x7x7 per raccogliere fondi per la British Heart Foundation. 7 MARATONE, 7 GIORNI

1/27 ottobre, 2003: Patagonia 2/28 ottobre: isole Falkland 3/ 29 ottobre: Sydney 4// 30 ottobre: Singapore 5/ 31 ottobre: Londra 6// 1 novembre: Cairo 7// 2 novembre: New York Tempo nella maratona di New York: 5 ore, 25 minuti.

Attraversare l’Antartide durante l’inverno polare tra i due equinozi è un’altra cosa che non è ancora stata fatta. Qualcuno ci proverà. Forse usando un veicolo o qualcosa del genere, e sarà un record. Poi qualcun altro ci proverà usando gli sci. Alla fine ci tenterà qualcuno da solo, o una donna, o un ultrasettantenne… e così via.” Il perché di tutto A un certo punto, negli anni ‘80, il principe Carlo d’Inghilterra, che è sempre stato un sostenitore di Fiennes e un suo benefattore, ha suggerito di usare le spedizioni per raccogliere fondi a scopo di beneficienza. Nel 2011 Fiennes è stato nominato il principale fundraiser tra le celebrità inglesi: ha raccolto oltre 3,2 milioni di euro per Marie Curie, ente che sostiene le persone che sofrono di malattie terminali. E dopo? Presto scopriremo quale sarà la prossima avventura di Fiennes. Una cosa è certa: ci sarà un record da stabilire, un viaggio costoso in un posto molto caldo o molto freddo del mondo. E di sicuro ci racconterà tutto.

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Ci siete l’uno per l’altra Ma ci siete davvero o è tanto per dire? Impara a vivere il presente. E fallo insieme a lei. Adesso

GUIDA PER SCETTICI A UN MATRIMONIO FELICE Di Paul Kita

H

o gli occhi chiusi e al posto dei vestiti indosso una specie di tunica di seta. L’aria profuma di lavanda. La mia mente dovrebbe essere tranquilla e riposata. Eppure tutto quello a cui riesco a pensare sono gli scatoloni che mi aspettano a casa. “Fai attenzione al respiro, al suono dell’aria che entra ed esce dal tuo corpo”, mi dice Jes Gale, la mia insegnante di meditazione, con una voce calma e sensuale. Sento i suoi piedi nudi che si spostano sul pavimento, gli uccellini, fuori, che cinguettano, 92 MENSHEALTH.IT |

qualcuno che fa tintinnare un bicchiere di vetro. Poi la mente ritorna alle scatole di cartone. “Che cosa stai provando, adesso?”, mi chiede Gale. Beh, Jes, sto provando il fatto che sono in Arizona, a 2750 chilometri da casa mia, dove una montagna di scatoloni invade tutta la stanza che un tempo era la sala da pranzo. In due settimane ho impacchettato tutto quello che possiedo. Poi venderò la mia casa e ne cercherò una nuova, dove andrò a vivere con mia moglie.

Mia moglie! Mi ero quasi dimenticato che è a due metri da me, anche lei con gli occhi chiusi e vestita di seta. “Vivi il momento”, mi dice Gale. E all’improvviso le scatole spariscono e io mi ricordo perché siamo qui. Mia moglie Megan, è nel Guinness dei Primati, per merito del fatto che ha corso una maratona vestita da hot dog. È in forma, è divertente, ha la stessa mia passione per le torte. Quindi ovviamente l’ho sposata. Molto prima del matrimonio, tuttavia, ho cominciato a


esempio) e porta all’insoddisfazione, indipendentemente dall’età degli sposini. “La nostra mente è bravissima a gestire il presente”, dice William Kuyken, direttore dell’Oxford Mindfulness Centre. Era una dote molto utile tra gli uomini delle caverne ma adesso, con gli smartphone che ci bombardano di email e che richiedono attenzione immediata, e tutte le incombenze che dobbiamo gestire quotidianamente, il cervello può fare fatica a reagire correttamente agli eventi importanti della vita. Anche se gli scienziati occidentali hanno iniziato in tempi relativamente recenti a studiare la mindfulness e i suoi benefici, i buddisti la praticano da secoli. Come dice l’esperto di mindfulness Jon Kabat-Zinn, questa disciplina consiste nel prestare attenzione in una maniera particolare: senza giudicarlo.

notare che la nostra vita di coppia aveva più bassi che alti. È un problema che hanno milioni di coppie. Durante i primi giorni, quando si esce insieme, ai due partner interessa la stessa cosa: stare insieme. Dopo essersi fidanzati uicialmente tutti i pensieri sono rivolti a cercare casa e organizzare il matrimonio. Dopo essersi sposati lo scopo è far tornare i conti, quindi a cena il principale argomento di discussione sono le fatture, le bollette e le rate del mutuo. Pensando sempre al futuro perdi interesse e attenzione per quello che sta

succedendo adesso, nel presente. Nei mesi precedenti al matrimonio io e Megan abbiamo parlato del futuro e del passato in media l’80% del tempo e di conseguenza abbiamo parlato del presente solo nel 20% del tempo. Una coppia fresca di matrimonio non dovrebbe fare l’opposto? Il colpevole di tutta questa situazione è lo stress, che agisce in maniera subdola e deleteria su una relazione. Lo stress proveniente da fonti esterne (le diicoltà della vita quotidiana) provoca stress interno alla coppia (i soldi sul conto, per

La mindfulness potrebbe chiamarsi anche Breathfulness visto che il respiro gioca un ruolo importante in tutto questo. I benefici del concentrarsi sul movimento del diaframma sono reali. In uno studio del 2016 svolto dalla University of Wisconsin, i ricercatori hanno scoperto che le persone che praticano la mindfulness ogni giorno per almeno 3 anni hanno un ritmo respiratorio a riposo più lento. Questo succede perché la mindfulness può allenare il cervello a entrare in un loop positivo, che a sua volta aiuta il corpo a rilassarsi. Una respirazione costante e ritmata può apportare benefici a tutto l’organismo, dal sistema circolatorio al metabolismo. La scienza ha dimostrato anche che la mindfulness può aiutare le coppie a comunicare meglio quando sono sotto stress, oltre che aumentare il senso di sicurezza e la soddisfazione per la vita di coppia. Io e Megan volevamo imparare tutto il possibile sull’arte di vivere il presente, nel bene o nel male, e cercare di applicare questi insegnamenti alla nostra nuova vita durante il trasloco. Certo, essere rilassati e consapevoli quando siamo qui a meditare è fin troppo facile. Vedi girare per l’edificio gente rilassata vestita | MENSHEALTH.IT 93


Essere mentalmente presenti ti permette di apprezzare i momenti speciali: come quando sei nella tua nuova casa per la prima volta

di bianco e dovunque ti volti ci sono quadretti o cartelli che ti ricordano di vivere il presente. Noi però non riuscivamo a toglierci di dosso l’agitazione del trasloco. Il nostro cervello, allenato per mesi a vivere un loop negativo fatto di ansia e paura, si ribellava al nostro tentativo di “riprogrammarlo”. Dopo la lezione, camminando nel giardino della struttura, io e Megan abbiamo parlato della nostra incapacità di concentrarti durante le lezioni. “È incredibile quanto sia diicile non fare nulla e stare bene lo stesso”, ho detto. “Non riesco a smettere di giudicare quello che faccio e penso”, ha detto Megan. “Perché rilassarsi è così complicato per me?”

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D’altronde era la prima volta che entrambi provavamo davvero a rilassarci. Come molte persone, non avevamo mai praticato la mindfulness. E devo ammettere che avevo anche paura di provare. Non sono il tipo che apprezza l’incenso o la musica in sottofondo con lo scroscio delle cascate o il canto delle balene. Per fortuna la maggior parte dei nostri momenti di meditazione nel centro a cui ci siamo rivolti non avevano a che fare con cose del genere. Abbiamo tratto i maggiori insegnamenti non tanto dai corsi ma dai momenti passati insieme tra una lezione e l’altra. Quando siamo tornati a casa dai nostri scatoloni, io e Megan abbiamo cercato di ricatturare quei momenti stilando

un programma di 30 giorni (vedi il box Mindfulness per coppie in 8 semplici mosse, nella pagina successiva) progettato per cercare di essere più presenti, apprezzare il momento e farci uscire illesi dal trasloco. Durante il mese successivo al corso il nostro impegno nei confronti della mindfulness ha iniziato a vacillare. Alcuni giorni ero solo io a fare i compiti, altre volte era soltanto lei a impegnarsi. Certe volte ci applicavamo insieme. Non eravamo perfetti ma l’importante era provarci. Durante la meditazione i pensieri vanno e vengono. Certe volte sono piacevoli, certe volte meno, come quando pensi agli scatoloni. Ma buoni


o cattivi si tratta sempre di pensieri: la sostanza non cambia. Durante il corso di mindfulness abbiamo imparato una cosa importante: accetta anche ciò che non è positivo. Spesso la gente parla del passato o del futuro per evitare di pensare a un presente scomodo o negativo. Ma questa sensazione spiacevole fa parte dell’esperienza di essere un uomo e di vivere una relazione. “La posizione più difficile dello yoga è il matrimonio”, ha detto una volta il naturopata Tim Frank. La mindfulness stessa inizialmente ti scombussola. È un lavoro duro che richiede una costante concentrazione per sviluppare un sesto senso. E la ricompensa non è sempre immediata. Durante la nostra permanenza al centro della mindfulness io e Megan non abbiamo mai fatto sesso. Prima del viaggio, pensavamo che ci saremmo rilassati e che saremmo stati di buonumore e di conseguenza avremmo avuto voglia. Invece non è successo. In compenso abbiamo parlato molto di cose intime e personali. Il che ha cementato ulteriormente il nostro rapporto e, in seguito, ha portato a un sesso più consapevole. “La meditazione e la mindfulness sono preventive, non curative”, dice Alysa Volpe, la nostra insegnante di meditazione di coppia. All’interno di una relazione, queste pratiche rinforzano le cose positive piuttosto che correggere quelle negative. Nessun esercizio di respirazione è in grado di farti passare la rabbia quando tamponi l’auto del vicino con il furgone con cui stai facendo il trasloco. Essere presenti e vivere il momento ci ha aiutato ad avere molti momenti speciali insieme. Quando ci siamo trovati per la prima volta nella nostra nuova casa abbiamo assaporato quel momento unico invece che afrettarci a pulire e mettere a posto. Ci siamo presi 5 minuti per abbracciarci e coccolarci nel nostro nuovo salotto, con lacrime di gioia. Praticare la meditazione e la mindfulness ha fatto la diferenza nella nostra vita.

Mindfulness per coppie in 8 semplici mosse DA SOLI

Inizia la giornata concentrato Qual è la prima cosa a cui pensi quando ti svegli? Il lavoro? I soldi? Facebook? Se ti impegni a essere più presente nella vita, lo sarai. Sembra banale ma è vero: più penso “oggi mi concentrerò sull’apprezzare quello che ho” e più apprezzo le cose che ho.

Assapora una mela Goditela come se la desiderassi da una vita. Assapora ogni morso, concentrati sulla mela, sulla sua consistenza croccante e sul suo gusto per i 3 minuti che impiegherai a mangiarla. All’inizio ti sembrerà difficile ma dopo una settimana butterai via il torsolo con una nuova sensazione di presenza e di soddisfazione.

Respira ritmicamente Una sera al centro per la mindfulness io e Megan siamo usciti per fare una passeggiata

con la nostra insegnante, che ci ha incoraggiato a inspirare ed espirare al ritmo dei nostri passi. Alla fine del percorso eravamo rilassati e sereni nonostante il cielo tuonasse e minacciasse di piovere da un momento all’altro. Durante il mese seguente mi sono allenato a sincronizzare i passi con il respiro (4 passi per ogni mio respiro) mentre andavo in palestra, al lavoro o anche solo da un ufficio all’altro. La calma ha sempre prevalso su ogni mia emozione, anche quando ero in ritardo, c’era lo sciopero dei mezzi o stavo andando dal capo per esporgli un mio progetto.

Pratica la meditazione Tutte quelle elencate qui sopra sono considerate “micropratiche”. Sono una specie di routine quotidiana, un riscaldamento per la mindfulness. La meditazione, usando la metafora dell’allenamento, è un workout impegnativo. Quindi non provare a meditare dopo aver bevuto 3 tazze di caffè. Non ci riuscirai.

Poco dopo aver comprato la nostra nuova casa, abbiamo cominciato a parlare di figli. Perché fare figli è una tappa che viene naturalmente dopo l’andare a vivere insieme. Una sera, a cena nella nostra nuova casa, l’argomento figli è tornato di nuovo alla ribalta. Solo che questa volta Megan mi ha detto: “non parliamo di avere un bambino adesso”.

INSIEME

Fai il letto I titolari del centro di mindfulness dove sono stato con Megan sono una coppia sposata da 16 anni. Quando ho chiesto loro come hanno fatto, lui mi ha risposto: “ogni mattina, indipendentemente da quello che succede o da quanto siamo in ritardo, facciamo il letto. Quando sistemi il letto, simbolicamente stai spianando le pieghe della tua relazione.”

E usalo anche Passa almeno 3 minuti ogni giorno accoccolato nella posizione del cucchiaio con la tua partner. Ma senza nessun intento sessuale. L’intimità va molto oltre il puro atto sessuale. Quando sei nella posizione a cucchiaio, sincronizza il tuo respiro con quello della partner. All’inizio ti sembrerà strano ma il relax che ne deriva ti ricarica e ti avvicina a lei.

Non parlare Durante una camminata nei boschi nei dintorni del centro

di mindfulness, la nostra guida ha chiesto al gruppo di stare zitto per una certa parte del tragitto. Solo allora ho cominciato a notare i dettagli del panorama, gli alberi, i fiori, il sottobosco, il rumore dei miei passi… Tornati a casa Megan e io abbiamo replicato spesso questa esperienza, camminando in silenzio in un bosco o anche nel parco e uscendone rilassati e ricaricati.

Riposa bene Nelle settimane precedenti il trasloco io e Megan ci torturavamo con checklist ed elenchi di commissioni e impegni di cui riuscivamo a fare meno della metà. Durante il nostro corso di mindfulness l’insegnate ci ha aiutato con questo semplice trucco in 3 mosse: di sera, prima di andare a dormire, pensa a come si svolgerà il giorno successivo e agli eventi immediati, pensa a potenziali passi da fare e azioni da intraprendere e poi dì a te stesso che prima di domani mattina non puoi fare nient’altro e che quindi non ha senso continuare a pensarci, ora ti meriti una notte di sonno tranquillo.

“Davvero?”, ho risposto. “Godiamoci la nostra casa e il nostro matrimonio, godiamoci il presente.” Quella frase ha cacciato tutte le mie ansie. Sentivo l’aria che entrava e usciva dai polmoni e il petto che si sollevava e si abbassava. “Mi sembra un’idea fantastica”, ho detto. In fin dei conti, avevamo ancora gli scatoloni da spacchettare.

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L’arte della

LEADERSHIP


Anche se non ti chiami Giulio Cesare, Napoleone o Steve Jobs, puoi riuscire a distinguerti e a prendere in mano le redini della tua vita. Ecco le regole da seguire per uscire dal gregge

I giornali, i telegiornali e internet sono pieni di notizie su capi, dirigenti e altri generi di leader presi con le mani nel sacco mentre facevano qualcosa di sbagliato: uno fregava l’azienda, l’altro intascava tangenti o usava per il suo tornaconto le risorse di cui era responsabile... Adesso pensa alla tua vita: ai capi che hai o hai avuto, ai politici che hai votato, agli allenatori e agli insegnanti che hai avuto da ragazzo e a quelli dei tuoi figli. Sono stati buoni leader? Sono una fonte di ispirazione o sono stati solo pessimi esempi? Oggi (ma una volta probabilmente valeva lo stesso discorso) ci sono pochissimi leader degni di questo nome. Non per niente, secondo una ricerca di Gallup, i dirigenti aziendali non raggiungono gli obiettivi nell’82% dei casi. E secondo l’ultima ricerca dell’Edelman Trust Barometer solo il 50% delle persone si fida delle imprese e soltanto il 39% del governo. La maggior parte delle organizzazioni oggi non hanno i leader di cui avrebbero bisogno. Non si tratta di un deficit del 10% ma del 200% o più, lungo tutta la scala gerarchica. I leader sono fondamentali perché è a loro che guardiamo per avere un esempio da seguire. I ricercatori della Duke University, per esempio, hanno scoperto che le scimmie maschio, quando possono scegliere che cosa guardare, danno un valore simile al posteriore delle scimmie femmina e ai leader del loro branco. La leadership è un modo per creare ordine nel nostro mondo sociale complicato e ambiguo. Ne consegue che più è complessa la nostra vita più ci sentiamo frustrati quando i nostri capi si rivelano essere più posteriori di scimmia che veri leader. Questa carenza ha un vantaggio, però: ti permette di diventare tu stesso un leader. Non dimentichiamo che leader non si nasce ma si diventa. Secondo una ricerca condotta dall’università di Oxford i leader hanno in comune una componente genetica, tuttavia i tratti si sviluppano da un mix di genetica e ambiente. Quindi puoi diventare un leader anche se non sei figlio di leader e non devi essere un dirigente o un politico per sviluppare le due doti di leadership. Il leader è qualcuno che rende migliori le persone con cui ha a che fare e che riesce a comunicare a tutti i livelli. Quel leader puoi essere tu. La leadership non sta morendo, si sta evolvendo. Scopri le nuove regole. | MENSHEALTH.IT 97


Ringrazia! Ringraziare prima di mangiare non è una questione di religione: il punto non è compiacere un dio ma mostrare gratitudine. Quindi ringrazia per una cosa immediata come quel bel piatto di pasta fumante che hai davanti o per qualcosa di meno visibile ma molto più importante come la salute della tua famiglia e per qualcosa che vale per tutti i presenti e vi farà sorridere (“il bypass del nonno che lo terrà qui con noi per altri 30 anni”). Poi concludi il tuo ringraziamento e dacci dentro con quella pasta.

Sii un umile narcisista

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Una corsa di gruppo “La prima cosa che dico è che questa non è una gara”, dice Bart Yasso, esperto nel guidare gruppi di oltre 500 persone per la rivista Runner’s World. Durante la corsa parla, scherza, incita ma non spingere mai nessuno. Poi spiega bene tutto il percorso. In questo modo tutti sapranno dove andare e arriveranno al traguardo (nei loro tempi) e tu non dovrai andarli a cercare.

Metti il rispetto davanti ai tuoi risultati

Un buon leader parla con il suo team e si informa del loro benessere, delle loro preoccupazioni, gioie, paure, creando un rapporto personale oltre che lavorativo. Il comportamento è basato sulla leadership: il leader non è responsabile dei clienti ma delle persone che a loro volta sono responsabili dei clienti. Per mettere in pratica tutto questo ricorda queste 3 cose: 1. Metti in pratica quello che dici. Tutto quello che un leader fa è sotto la lente. Quindi devi stare attento a come possono venire percepite le tue azioni. Se pretendi da tutti la puntualità e poi arrivi in uicio in ritardo il tuo team penserà che predichi bene ma razzoli male. Se ti congratuli con Tizio per aver chiuso quel contratto ma non con Caio per aver conquistato quel cliente penseranno che fai favoritismi. Quindi comportati sempre come vorresti che il tuo capo si comportasse. 2. Parla. Usa le mail e gli sms quando servono ma non esagerare e quando puoi parla con i tuoi colleghi. Vai a prendere un cafè con loro, complimentati del loro operato… Fai capire ai tuoi colleghi che ti importa di loro, parla con loro, non limitarti a mandare fredde mail. 3. Metti via il telefono. Mettere sul tavolo il telefono durante una conferenza o a cena, anche se a faccia in giù, è come dire che le persone con cui ti trovi in quel momento non sono una priorità per te. Comportati come se il posto in cui ti trovi sia l’unico in cui vorresti essere in quel momento. Dimostrerai alle persone che sono importanti e loro ti ripagheranno dandoti fiducia e dimostrandosi leali.

La squadra di calcio di tuo figlio Mescola esercizi per migliorare le prestazioni con attività divertenti e al termine della partita o dell’allenamento smetti di fare il coach e torna a essere un padre. Niente allenamenti extra, niente disciplina quando non è richiesta. Molti figli di allenatori odiano l’hobby del padre perché finiscono per fare il doppio degli esercizi dei loro compagni di squadra.

Un meeting di lavoro Invece di chiedere pareri agli altri partecipanti, mettendoli in imbarazzo perché non vogliono esporsi o non sanno cosa dire, comincia con il dire che cosa ne pensi tu e poi chiedi agli altri di parlarti dei pro e dei contro secondo loro. In questo modo le opinioni verranno fuori comunque e il meeting comincerà ad animarsi.

Un ballo Metti una mano sulla parte bassa della schiena della tua partner e con l’altra tienile la mano un po’ in alto. Facendo un po’ di pressione con la mano sulla schiena, indica alla tua compagna la direzione da prendere nel ballo. Ricordati di sorridere, baciarle la guancia e, alla fine, di ringraziarla per la bella serata.

Michael Brandon Myers (iconcine),, Illustrazioni di Joel Kimmel

Un buon leader è competitivo e aggressivo ma sa essere anche buono e comprensivo. Un leader picchia duro e conquista con le unghie e con i denti il successo ma poi non si prende tutto il merito. Un leader può essere spietato quando si tratta di tagliare i costi e generoso quando deve raccogliere fondi per un ente di beneficienza. Non si tratta di un comportamento alla Dr Jekyll e Mr Hyde ma di un tratto fondamentale dei leader di oggi: la fluidità. L’importanza di cambiare stile a seconda delle situazioni. I capi sono sempre tentati di essere forti e autoritari, che in fin dei conti è quello che ci si aspetta da loro. Ma un leader monodimensionale che è capace solo di sbraitare e sgridare è un pessimo leader. Anche se l’essere deciso è un tratto fondamentale, per un capo è importante anche avere l’umiltà di ammettere che non sa sempre tutto e di ascoltare le opinioni altrui. Secondo gli studi, quando un leader si dimostra più umile le prestazioni del suo team migliorano. Non è sbagliato essere umili: in fin dei conti oggi è impossibile sapere tutto su ogni argomento e in ogni sua sfaccettatura, quindi ammettere di non sapere ed essere disposto ad ascoltare e imparare è fondamentale, anche nei capi. L’umiltà inoltre smorza i toni aggressivi e narcisisti che di solito caratterizzano un leader, rendendolo forte senza essere dittatoriale. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Applied Psychology i tratti contradditori come l’umiltà e il narcisismo sono considerati eicaci in un leader. Ecco 3 modi di sviluppare il tuo carattere da leader: 1. Fai domande. Devono essere presenti in ogni tuo discorso. In questo modo chi ti ascolta sa che stai considerando tutte le opzioni e i punti di vista dei presenti. Capiranno che sei uno che ascolta. 2. Prima agisci e poi spiega. Quando devi prendere in fretta una decisione fallo: devi essere sicuro di te e agire

tempestivamente. Presa la decisione parlane al tuo team spiegando le tue ragioni e perché la tempestività era tutto. Eviterai di passare per un despota. 3. Ringrazia il team. Anche se sei orgogliosissimo di te e di come sei riuscito a risolvere la situazione, ringrazia e dai il merito a tutta la tua squadra. Forse sembrerà scontato ma il tuo team apprezzerà.

Come guidare…


“I grandi leader sono quasi sempre grandi semplificatori che sanno mettere fine a una lite, a un dibattito e a un dubbio ofrendo una soluzione che tutti possono capire”

Sii onesto e sincero Nel 2010 l’esercito americano ha bombardato un convoglio in Afghanistan e ha ucciso più di 25 civili. Il generale Stanley McChrystal, all’epoca un comandante molto importante, ha chiamato il presidente afghano e si è scusato. Essere onesti e ammettere di aver fatto un errore è fondamentale per costruire la fiducia reciproca. McChrystal, che in seguito è stato rimosso dal comando dopo aver criticato l’amministrazione Obama, adesso insegna leadership all’università di Yale. La sua decisione di chiamare il presidente afghano e ammettere l’errore è insolita, perché fin troppo spesso i leader tendono a nascondere o negare i propri errori nella speranza che vengano dimenticati. Abbiamo un problema culturale: di fronte alle diicoltà e agli errori cerchiamo di nasconderci, di attribuire ad altri la responsabilità o di essere tolleranti nei confronti dei nostri errori (ma non di quelli altrui). Un leader vuole essere amato, non vuole deludere le persone e quindi spesso non ha il coraggio di afrontare i problemi. Ma tutto quello che ottiene è scontentezza da parte del suo team, che aspetta invano che lui intervenga. Ecco perché nel tentativo di non scontentare nessuno in realtà scontenti tutti. L’onestà, e dunque anche l’umiltà di ammettere di aver sbagliato, è fondamentale in un leader. La trasparenza crea fiducia. Oltre all’onestà, un’altra caratteristica fondamentale in un leader (e che spesso oggi manca) è il coraggio. Coraggio di essere onesto e diretto, di dire le cose come stanno e fare le domande più scomode. Coraggio è fare la cosa giusta anche quando non è facile, superare le proprie paure per fare qualcosa che sai essere giusto. Questo è essere un vero leader. Coraggio e onestà sono importanti ma tra il dire e il fare... La prossima volta che ti troverai in una situazione diicile al lavoro o anche a casa e dovrai ricorrere a queste due doti usa questi

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Colin Powell, ex generale statunitense 4 step per essere onesto e allo stesso tempo costruttivo: Lode. “Voglio congratularmi con te per aver fatto miracoli con le vendite…” Critica. “…ma ogni volta che devi chiudere un accordo metti troppo sotto pressione il team.” Domanda. “Perché pensi che succeda?” Soluzione. “Troviamo insieme un modo per ottenere buoni risultati senza provocare tutta questa ansia nei tuoi collaboratori.”

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Guarda avanti ma anche indietro

Oggi Steve Jobs è considerato un genio visionario. Ma nel 2005, nel suo celebre discorso alla Stanford University, ha detto qualcosa di sorprendente: “Non potete collegare tutti i puntini guardando avanti. Potete collegarli solo guardando indietro”. In altre parole, per Jobs non bisognava concentrarsi solo sul futuro. È importante anche saper analizzare il passato. Osservando la sua carriera è evidente come questo suo atteggiamento si riflettesse nel suo modo di essere un leader. Da micromanager onesto e competitivo che ha fondato la Apple, e che è stato licenziato, ha fondato altre aziende ed è tornato in Apple, Jobs si è evoluto in un boss più flessibile e moderno che ha sviluppato nuove skill che hanno reso la Apple ciò che è oggi. Nella leadership guardarti indietro significa analizzare quello che hai fatto di giusto e di sbagliato in modo da non ripetere più gli stessi errori e da fare meglio la prossima volta. Per sviluppare questa skill prova le seguenti 3 strategie: 1. Chiedi un feedback. Crea un ambiente in cui ognuno può dire la sua opinione senza paura e incoraggiali a essere sempre sinceri. Solo così potrai capire che cosa funziona e che cosa no.

Oppure esponi le tue idee a un esperto esterno al team, che ti aiuterà a valutarle oggettivamente. 2. Prenditi il tempo per riflettere. Terminato un meeting invece di passare subito a un’altra occupazione concediti qualche minuto per riflettere su quello che è stato detto; prendi appunti. Al termine erano tutti d’accordo e sulla stessa lunghezza d’onda o qualcuno la pensava diversamente? Riflettere e valutare accuratamente le lezioni imparate è una parte fondamentale del processo di miglioramento. 3. Fai una previsione. Prima di prendere una decisione scriviti quello che pensi che succederà quando l’avrai presa. Sei mesi dopo rileggi la tua previsione e vedi quanto ci hai azzeccato. Considera che cosa hai previsto giusto e dove hai sbagliato e come potrai regolarti la prossima volta se ricapiterà una situazione simile.

“Non puoi obbligare qualcuno a fare qualcosa. Se vuoi che agisca diversamente, devi spingerlo a cambiare se stesso” Phil Jackson, ex giocatore NBA e allenatore

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Un comandante in breve

DIVENTA IL DITTATORE DI TE STESSO Hai mai sognato di guidare il tuo Paese? È ciò che si è avverato per Kevin Baugh, leader supremo della Repubblica di Molossia Di Eric Spitznagel

Dentro ogni uomo c’è un piccolo dittatore. Non in senso negativo, non quel genere di dittatore che viola i diritti umani e invade altri stati per il puro piacere di farlo ma un dittatore in senso generale: qualcuno che ha un potere assoluto e prende tutte le decisioni più importanti senza che nessuno possa aprire bocca. Purtroppo però nella vita non sempre succede così. Non puoi sempre fare come vuoi e certe volte le persone si rifiutano di obbedirti e di ascoltare quello che hai da dire. A meno che il tuo nome non sia Kevin Baugh alias, come preferisce farsi chiamare, Sua Eccellenza Kevin Baugh, Presidente e Leader Supremo della Repubblica di Molossia. Non state a perdere tempo a cercare Molossia su una cartina. Non la troverete, perché la sua esistenza non è stata riconosciuta uicialmente dagli Stati Uniti. Si estende per poco più di un acro, un terreno acquistato da Baugh nel 1998 a Dayton, Nevada. Per creare la propria nazione basta poco. A Baugh è bastato issare una bandiera. 100 MENSHEALTH.IT |

Niente tasse da pagare, niente moduli da completare. “Qualcuno redige una dichiarazione di indipendenza, anche se non c’è nessuno a cui dichiararla”, dice. La Molossia ha 7 cittadini residenti (i membri della famiglia Baugh), un uicio postale (sui francobolli c’è la faccia di Baugh), una banca, alcune industrie (in pratica un supermarket e un bar), un inno nazionale (Where hawks and mustangs roam / Fair Molossia is our home... Ovvero Là dove ci sono i falchi e i cavalli selvaggi / lì è Molossia, la tua patria…) e una valuta locale. La Molossia ha anche una florida economia (un negozio online che vende merchandising della Repubblica di Molossia) e persino conflitti internazionali: è in guerra con la Germania dell’Est (sì, Baugh è al corrente che il Muro di Berlino è crollato) dal 1983. Sembra folle ma è anche la perfetta espressione dell’ego di ogni uomo. Chi non vorrebbe varare le proprie leggi basandosi su quello che ama o odia? Per esempio in Molossia gli spinaci sono banditi, così come i sacchetti di plastica. E chi non vorrebbe una festa nazionale

per festeggiare il suo cane o gatto? Il 4 febbraio è Jack Day nella Repubblica di Molossia, in onore del defunto First Dog del Presidente Baugh. Abbiamo chiamato il dittatore 54enne, che lavora nel settore risorse umane “...di una grande azienda che non dev’essere nominata”, per scoprire che cosa ha imparato dall’essere dittatore (nella sua testa) da quarant’anni. MH: Che cosa l’ha reso un grande leader? Kevin Baugh: Beh, non mi considero un grande leader. Non ho una personalità dinamica e autoritaria che spinge le persone a fare quello che voglio. Guido la mia nazione perché sono stato io a crearla. È facilissimo guidare un Paese che hai costruito da zero. MH: Perché ha creato il suo Paese? Non è contento degli Stati Uniti? KB: Gli USA sono fantastici. Penso che le cose vadano benissimo negli States. Io a riguardo sono molto più ottimista della maggior parte degli americani. La Molossia è un po’ come quando un ragazzino dichiara che la sua stanza è una nazione indipendente, così non deve tenerla in ordine e pulirla. Per me, è una specie di estensione di questo modo di pensare. È il mio modo di dire che voglio fare le cose come piace a me. MH: Ma quanta indipendenza ha veramente? Paga le tasse al governo americano, giusto?


KB: Certo, ma lo consideriamo un aiuto esterno agli Stati Uniti. Abbiamo visto le loro strade… Hanno bisogno di tutto l’aiuto che possiamo dare loro. MH: È sposato vero? KB: Sì. La Molossia è una nazione familiare. Se io dicessi a mia moglie “sono il dittatore di questa casa”, lei mi riderebbe in faccia. Io e mia moglie siamo sposati da 5 anni e la Molossia esiste da 39 anni. Quindi è arrivata prima la Molossia di lei. Quando ci siamo fidanzati lei sapeva in che situazione si stava mettendo. Non è una collezione di francobolli che posso mettere via perché a lei non piace. MH: Che cosa mi dice degli altri cittadini, come i suoi figli? Si sono ribellati a qualche decreto? KB: C’è sempre qualcosa di cui lamentarsi. Ma è facile rendere tutti felici qui a Molossia. Se c’è del malumore ordino una pizza. MH: Quello che è più afascinante di Molossia è che lei non sembra pazzo. KB: Grazie. MH: Quello che voglio dire è che la Molossia non esiste e lei sembra saperlo bene, anche se fa finta che sia una nazione con tutti i crismi. Sa che è un’invenzione. KB: Beh, è complicato. MH: Non crederà che esista davvero? KB: Cerchiamo di non rendere la cosa troppo seria per non trovarci il Governo alla porta di casa e non finire in prigione come ribelli. Ma consideriamo la Molossia una nazione. MH: Una nazione di 1,3 acri. KB: La Molossia ha tutto quello che hanno i Paesi più grandi, solo in versione tascabile. Abbiamo persino una flotta. MH: Una flotta? KB: In realtà si tratta di qualche kayak gonfiabile. Ma funzionano. Galleggiano. MH: Pensa di passare il suo titolo agli eredi quando non sarà più in grado di regnare? KB: Li tengo sempre sotto controllo, cercando di capire quale sia il più adatto a regnare dopo di me. Voglio che la Molossia mi sopravviva.

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Trasforma il lavoro in una missione

Nel 1964 Phil Knight ha iniziato a vendere scarpe dalla sua auto. 16 anni dopo la Nike ha raggiunto la stabilità, finanziaria. Se Knight non avesse avuto tanta passione e tanta dedizione per quel suo mestiere non avrebbe trasformato un’idea in un business da 32 milioni di dollari. Anche se far quadrare i conti e guadagnare è importante, alcuni sostengono che il problema della leadership oggi siano proprio i soldi: se giudichiamo il successo solo finanziariamente, finiamo per non avere il quadro completo. Le aziende devono chiedersi perché, prima che quanto. Molti leader tuttavia guardano solo il lato economico, non il senso di quello che fanno. Secondo una ricerca di Gallup del 2014, solo il 32% dei lavoratori si sente coinvolto in quello che fa. E proprio il coinvolgimento è al centro del problema anche per i leader. La maggior parte delle aziende ha una missione dichiarata, che però nella stragrande maggioranza dei casi è solo marketing. Nel 10% dei casi invece è reale, l’azienda intende quello che dichiara. Per esempio la missione della Nike è “Portare ispirazione e innovazione a ogni atleta del mondo”. Per atleta si intende chiunque si muova. Se hai un corpo sei un atleta. La sua mission su Twitter è “Dare a chiunque il potere di creare e condividere idee e informazioni all’istante, senza barriere”. Queste sono missioni che parlano alla gente, che ti appassionano. È facile essere leader quando sei portavoce di questo genere di messaggio. Ecco come dare un perché alla tua leadership: imita un bambino di 2 anni. Perché lavori per quell’azienda? Perché vuoi allenare la squadra di tuo figlio? Perché vuoi entrare in politica? Invece di guardare i motivi terra terra (mi pagano bene, l’allenatore di adesso fa pena, il mio comune vuole mettere una discarica vicino a casa mia), cerca di definire quello che ti spinge veramente (l’azienda sta creando un mondo migliore, mio figlio deve imparare che lo sport non è una questione di vincitori e perdenti, voglio migliorare la comunità in cui vivo). Se non riesci a trovare

“Il miglior dirigente è colui che ha abbastanza buon senso da scegliere buoni collaboratori per fare quello che serve e la decenza di togliersi dalle scatole mentre lo fanno.” Theodore Roosevelt, ex presidente USA questi motivi più profondi non dovresti seguire quella strada. A proposito di motivazione, non dimenticare che, anche se spesso la usano come scusa per giustificare i loro fallimenti, i leader non sbagliano perché non hanno a disposizione le persone giuste, sbagliano perché le persone non credono in loro. E per credere in qualcuno lui per primo deve credere in sé ed appassionarsi a quello che fa, ovvero deve avere una motivazione forte. Le persone ti daranno il loro tempo, la passione, il sudore e le lacrime per aiutarti nella tua missione se capiscono che tu per primo ci credi, che ti importa dei tuoi collaboratori e che vuoi aiutarli a crescere così che possano fare sempre di meglio.

Per conquistare anche tu una sedia così non è necessario barare

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Cura il six pack con il workout per il core Aumenta la tua massa muscolare con i pesi Trasforma il tuo corpo con il programma di bodyweight Brucia i grassi con il circuito kettlebell


Il core Affondo invertito con torsione e allungamento sopra la testa In piedi, con le gambe alla larghezza delle spalle, afferra un paio di manubri e tienili sopra le spalle. Fai un passo indietro con la gamba destra e assumi la posizione degli affondi, inclinati a sinistra e ritorna alla posizione iniziale. Fai tutte le ripetizioni con la gamba destra e poi ripetile con la sinistra, inclinandoti a destra. RIPETIZIONI: 8 per gamba

MIGLIOR WORKOUT PER IL CORE

L’acceleratore di addominali Brucia il grasso e sviluppa i muscoli in soli 30 minuti al giorno

Chest press alternata su panca piana con piedi sollevati e manubrio Stenditi supino su una panca piana con un manubrio per mano, all’altezza delle spalle, con il palmo rivolto verso l’alto. Solleva le gambe in modo che i fianchi e le ginocchia siano entrambi piegati a 90 gradi. Stendi verso l’alto il braccio destro, poi riabbassalo. Ripeti con l’altro braccio. Continua alternando le due braccia. RIPETIZIONI: 8 per braccio


Passaggio della palla medica Stenditi supino sul pavimento con le gambe dritte e i fianchi piegati di 90 gradi. Tieni una palla medica dietro la testa, con le braccia tese. Sempre tenendo tese le braccia, solleva la palla e portala tra le caviglie. Usa i piedi per abbassarla fino a terra, poi risollevala e riprendila con le mani. Ritorna alla posizione iniziale e ripeti. RIPETIZIONI: 12

Inverted row con i piedi sollevati Sistema una sbarra all’altezza dei fianchi e appenditi sotto stendendo le braccia e con il palmo di una mano che guarda in avanti e l’altro che guarda indietro. Metti i piedi su una fitball. Porta il petto alla sbarra, torna alla posizione iniziale e ripeti. Cambia la posizione delle mani dopo 4 ripetizioni. RIPETIZIONI: 8

Side-to-side glider plank Mettiti nella posizione del plank con i gomiti piegati a 90 gradi e in piedi alla larghezza delle spalle e appoggiati su due asciugamani o su due fogli di carta (va bene qualsiasi cosa che ti permetta di scivolare). Senza staccare il piede sinistro da terra, sposta la gamba verso l’esterno portandola all’altezza dei fianchi, poi piegala e falla passare sotto il corpo, portandola verso destra. Fai tutte le ripetizioni. Poi ripeti con la gamba destra. RIPETIZIONI: 10 per gamba

ISTRUTTORE

S T Y L I N G S L E E V E L E S S H O O D I E , T O TA L S P O R T ; R . C R O S S F I T N A N O 4 . 0 T R A I N E R S , R E E B O K ; L E S M I L L S W O V E N S H O R T S , R E E B O K S T O C K I S T S C O N V E R S E 0 8 7 9 4 0 4 6 0 0 , R E E B O K 0 3 1 4 5 9 8 8 0 0 , T O TA L S P O R T S 0 8 6 0 5 7 6 5 7 6

Dan Ownes è un istruttore certificato di Strength and Conditioning e un allenatore alla rinomata Parisi Speed School.

Deadlift a gamba tesa con manubri su una gamba sola e row In piedi, con un manubrio nella mano destra, sposta il peso del corpo sulla gamba sinistra e solleva la gamba destra tenendo il piede leggermente arretrato. Questa è la posizione iniziale. Spingi indietro i fianchi e porta il petto in avanti, sollevando all’indietro la gamba destra. Piega il gomito e solleva il manubrio portandolo sul fianco. Fai tutte le ripetizioni, cambia braccio e ripeti. RIPETIZIONI: 10 per lato.

Accelera il metabolismo, aumenta la massa magra e scolpisce tutti i muscoli del core.

ATTREZZI

Offset stepshoulder press Tieni un manubrio nella mano sinistra all’altezza della spalla sinistra, con il palmo rivolto verso il petto. Metti il piede destro su un gradino alto o su una panca. Contemporaneamente sollevati stendendo la gamba destra, solleva il ginocchio sinistro e stendi il braccio sinistro, portando il manubrio sopra le spalle. Torna alla posizione iniziale. Fai tutte le ripetizioni, cambia lato e ripeti. RIPETIZIONI: 8 per gamba

BENEFICI

Manubri, panca, palla medica, scatola, fitball, parallele o sbarra orizzontale.

INDICAZIONI

Half piper con manubrio e palla medica Stenditi supino tenendo una palla medica tra le caviglie, con le gambe perpendicolari al pavimento. Tieni un manubrio nella mano sinistra, con il braccio disteso perpendicolare al corpo, sopra il petto. Abbassa le gambe verso destra e il braccio sinistro verso sinistra, torna alla posizione iniziale. Fai tutte le ripetizioni, cambia braccio e ripeti. RIPETIZIONI: 10 per lato.

Per un mese sostituisci un workout del tuo allenamento settimanale con questa routine da 30 minuti. Fai ogni esercizio nell’ordine indicato senza riposare tra uno e l’altro. Quando li hai eseguiti tutti riposa per 60 secondi. Questa è una serie. Fanne 3.

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Sollevamento pesi Power squat Questo squat coinvolge più muscoli di qualsiasi altro. Inoltre in questa posizione puoi sollevare più pesi e questo dovrebbe essere l’obiettivo a lungo termine di chiunque faccia sollevamento pesi. Fai così: mettiti nella posizione di partenza dello squat ma con le gambe alla larghezza dei fianchi e la barra del bilanciere all’altezza dei trapezoidali. Spingi indietro i fianchi e piega le ginocchia, tenendo il petto verticale. Abbassati finché le gambe sono parallele al pavimento e poi vai ancora più giù. DIFFICOLTÀ TECNICA: 6/10

Hang power snatch

IL WORKOUT CON IL SOLLEVAMENTO PESI

Moltiplica i muscoli

Aumenta velocemente forza e potenza con questo workout. È intenso ma non c’è modo migliore di diventare più grosso, più forte e anche più magro

Dead stop row Vuoi rafforzare la schiena? Fai l’esercizio del vogatore. Mettiti in piedi su un disco pesi da 25 centimetri di diametro e un bilanciere a terra, davanti a te. Solleva il bilanciere fino all’altezza dello stomaco, poi riportalo a terra senza rilassare in muscoli del core e della schiena. Non farlo rimbalzare e non sfruttare la velocità inerziale della discesa per fare meno fatica. Questo esercizio coinvolge la maggior parte dei muscoli della schiena permettendo agli erettori di svilupparsi. Per eseguire correttamente l’esercizio devi tenere la schiena dritta. DIFFICOLTÀ TECNICA: 6/10

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Afferra il bilanciere con una presa larga e sollevalo in modo da iniziare l’esercizio con la barra all’altezza delle ginocchia. Poi solleva la barra spingendo in avanti i fianchi e dopo aver completato questa mossa tieni il bilanciere sollevato e piegati nella posizione dello squat con le gambe circa 10 cm più in alto della posizione parallela al pavimento. Questo esercizio aumenta la tensione dei fianchi e lo sviluppo della forza attraverso gli stessi. Questi muscoli vengono spesso trascurati, il che significa che molti non riescono a eseguire correttamente questo esercizio. DIFFICOLTÀ TECNICA: 8/10


. ISTRUTTORE

Snatch-grip deadlift

Hammer-grip benchpress con manubri Sono come i press tradizionali con manubri ma con il palmo delle mani rivolto verso il basso e i gomiti contro il petto. Questo esercizio può aiutarti a fare meglio il sollevamento pesi ma se hai un allenatore ad assisterti aggiungi anche la benchpress tradizionale. DIFFICOLTÀ TECNICA: 6/10

Devi afferrare la barra del bilanciere con una presa così allargata che quando sei in piedi, senza piegare le braccia, la barra sia all’altezza dei fianchi. A questo punto piega le ginocchia e abbassa il sedere il più possibile, sollevando la sbarra e tenendo la schiena dritta. Per questo esercizio devi usare un peso contenuto perché è fondamentale tenere la posizione corretta. Questo esercizio costringe le scapole ad avvicinarsi tra loro. Rispetto ad altre varianti coinvolge anche i laterali e le gambe. DIFFICOLTÀ TECNICA: 5/10

Push press dietro Afferra un bilanciere e appoggialo sui muscoli trapezoidali, con le mani poco più larghe delle spalle. Piega leggermente le ginocchia e poi raddrizzati e contemporaneamente spingi la barra verso l’alto in maniera esplosiva. Il push press ti aiuta a gestire più peso, il che porta ad aumentare la massa muscolare e la forza. DIFFICOLTÀ TECNICA:

6/10

Box squat Trova una scatola che sia poco più bassa del punto dove arrivi facendo uno squat con le ginocchia piegate a 90 gradi. Tenendo un bilanciere sulle spalle, lentamente abbassati in una posizione seduta sulla scatola, poi sollevati il più velocemente possibile. Questo esercizio è ottimo per sviluppare i muscoli dei fianchi e dei glutei oltre alla stabilità toracica in presenza di pesi. Per ottenere i massimi risultati devi scendere lentamente e tenere il petto dritto. L’obiettivo è risalire esplosivamente dopo aver fatto una pausa di 3 secondi dalla discesa. DIFFICOLTÀ TECNICA: 6/10

Deadlift tradizionale Mettiti in piedi con le gambe alla larghezza dei fianchi. Spingi indietro i fianchi e solleva la sbarra. Quando il bilanciere è all’altezza dei fianchi stringi i glutei e tira indietro le spalle ma non inclinarti all’indietro. Non allentare mai la tensione. Questo esercizio mantiene sotto sforzo il sistema nervoso centrale permettendo di sviluppare e gestire altri esercizi. È fondamentale: integralo nell’allenamento e fallo almeno una volta ogni due settimane. DIFFICOLTÀ TECNICA: 7/10

Shrug Pull up petto alla sbarra Se sei abbastanza forte e hai spalle sane devi fare un solo genere di pull up: questo. Afferra la sbarra con le mani più strette delle spalle e lasciati penzolare. Sposterai le mani sempre più verso l’esterno man mano che diventerai più forte. Sollevati portando il petto alla sbarra. DIFFICOLTÀ TECNICA: 7/10

Afferrando la sbarra con le mani alla larghezza delle spalle, porta il bilanciere verso l’alto cercando di toccare le orecchie con le spalle. Non piegare le braccia. Ogni ripetizione deve essere fatta il più velocemente possibile irrigidendo i muscoli quando hai portato il bilanciere al punto più alto (senza piegare le braccia). Questo esercizio coinvolge i trapezoidali: più diventano forti più ti aiuteranno nel sollevamento peso, nel deadlift e nell’overhead. DIFFICOLTÀ TECNICA: 5/10

Joshua Capazorio, allenatore di Strength and Conditioning a The Yard Athletic e capo allenatore del club di sollevamento pesi della Yard Athletic.

BENEFICI Quando diventi più forte il corpo mostra questa tua nuova energia: le gambe diventano più grosse e muscolose, si sviluppano gli erettori e i trapezoidali (il vero segno della forza) e gli avambracci sono così gonfi che sembrano esplodere. E i vantaggi psicologici sono maggiori di quelli fisici.

ATTREZZI Bilanciere, squat rack, barra per i pull up, manubri, panca, scatola.

INDICAZIONI Segui questo programma di tre giorni (intervallando ogni giorno di allenamento con uno di riposo). In ogni sessione c’è uno o due esercizi a scelta, in cui decidere quale esercizio eseguire per sollecitare gli addominali, i bicipiti o i tricipiti. Giorno 1 Power squat: 8 serie da 6 ripetizioni Hang power snatch: 6 serie da 3 ripetizioni Pull up petto alla sbarra: 5 serie da 5 ripetizioni Bicipiti: a scelta Addominali: a scelta Giorno 2 Snatch-grip deadlift: 6 serie da 6 ripetizioni Push press dietro: 5 serie da 8 ripetizioni Dead stop row: 5 serie da 10 ripetizioni Tricipiti, addominali: a scelta. Giorno 3 Box squat: 5 serie da 5 ripetizioni Deadlift tradizionale: 4 serie da 6 ripetizioni Hammer-grip benchpress con manubri: 5 serie da 8 ripetizioni Shrug: 4 serie da 20 ripetizioni Addominali: a scelta.

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Calistenica

Push up I push up sono un ottimo modo per sviluppare petto e tricipiti ma devi assicurarti di coinvolgere anche i glutei e gli addominali per attivare il core come si deve. Le mani devono essere alla larghezza delle spalle. Mentre ti abbassi avvicina tra loro le scapole, portandole indietro e verso il basso. Tieni i gomiti vicino al petto. Cerca di fare 3-5 serie da 20-50 ripetizioni. Fermati quando non riesci più ad eseguirle nella forma corretta. PRINCIPIANTE: poggia a terra le ginocchia. I talloni dovrebbero essere vicino ai glutei, con i glutei e gli addominali tesi. Fai 2-3 serie da 10-20 ripetizioni. AVANZATO: fai un push up esplosivo staccando le mani da terra e battendole. Fai 3 serie da 10-15 ripetizioni.

Pull up Appenditi a una sbarra con il palmo delle mani rivolto verso il basso e le mani alla larghezza delle spalle. Spingi le spalle all’indietro e verso il basso. Questo movimento attiva i laterali e ti aiuta a portare il petto alla sbarra. Cerca di fare 3-5 serie da 8-15 ripetizioni. Il pull up è un esercizio fantastico per sviluppare la schiena e i bicipiti. PRINCIPIANTE: usa una barra posta più in basso in modo da poter utilizzare le gambe per aiutarti a sollevare il petto. Fai 2-3 serie da 8-15 ripetizioni. AVANZATO: pull up esplosivi battendo le mani. Fai 3 serie da 3-5 ripetizioni.

WORKOUT CALISTENICO

Il workout senza pesi Trasforma il tuo corpo in un bilanciere con questo programma di workout che puoi fare dovunque

Squat In piedi, con i piedi alla larghezza delle spalle e le dita rivolte in avanti. Spingi indietro i fianchi, come se stessi per sederti su una sedia. Abbassati il più possibile senza provare dolore. Nello squat ideale il sedere deve quasi toccare terra. Fai 3-5 serie da 20-50 ripetizioni. PRINCIPIANTE: tieniti a un oggetto come un divano o una corda per aiutarti. Fai 3-5 serie da 20 ripetizioni. AVANZATO: trasforma questo esercizio in uno squat jump esplosivo. Fai 5 serie da 20 ripetizioni.


Skin the cat Appenditi a una sbarra con le braccia più larghe delle spalle. Lentamente solleva le ginocchia e i fianchi verso la sbarra. Quando i fianchi sono paralleli alla sbarra fai forza con le spalle e spingi per riportare fianchi e gambe alla posizione iniziale. Fai 2 serie da 3-5 ripetizioni. È un ottimo esercizio di riscaldamento per la parte superiore del corpo, in particolare per le spalle.

Burpee Inizia nella posizione del push up, poi salta in avanti con i piedi, portandoli verso le mani, e fai uno jump squat battendo le mani sopra la testa. Torna alla posizione iniziale e ripeti. Fai 2-3 serie da 10-20 ripetizioni. È ottimo per migliorare il condizionamento muscolare.

Handstand hold Cammina sulle mani facendo salire i piedi lungo un muro finché non ti ritrovi a circa 8 centimetri dal muro con le mani e con il corpo dritto. Tieni la posizione per 15-30 secondi e fai 3 serie. Questo esercizio è ottimo per far lavorare le spalle e sviluppare una consapevolezza del proprio corpo. PRINCIPIANTE: inizia a far lavorare le spalle facendo salire i piedi partendo dalla posizione del push up. Fai 2-3 serie da 15-25 ripetizioni. AVANZATO: allena l’equilibrio eseguendo questo esercizio senza appoggiarti a un muro.

ISTRUTTORE

Muscle-up alla sbarra

Kenneth Gallarzo, atleta professionista e allenatore, vicepresidente della WCO (World Calisthenics Organization) e creatore della Progressive Calisthenics.

Appenditi a una sbarra e lasciati penzolare, poi sollevati in maniera esplosiva fino a portare il petto oltre la sbarra. A questo punto fai un dip raddrizzando le braccia sopra la sbarra. Fai 2 serie da 3-8 ripetizioni. È una combinazione di due dei migliori esercizi per la parte superiore: il pull up e il dip. PRINCIPIANTE: usa una sbarra bassa e replica il movimento di sollevamento saltando sopra la sbarra. Più la sbarra è in alto più sarà difficile.

BENEFICI Aumenta la forza, la resistenza, la mobilità e la definizione dei muscoli. La calistenica permette al corpo di lavorare come un’unica unità rendendolo più forte ed efficiente.

ATTREZZI

S T Y L I N G T R A C K S U I T PA N T S A N D R . C R O S S F I T N A N O 4 . 0 T R A I N E R S , B O T H R E E B O K

Affondo A Inizia con i piedi alla larghezza delle spalle e fai un passo avanti, abbassando il ginocchio posteriore fino a toccare terra (piegandolo di 90 gradi). Tieni dritto il petto. Fai un passo avanti con la gamba rimasta dietro fino a tornare alla posizione iniziale. Cambia gamba. Fai 2-3 serie da 10-20 ripetizioni. È un esercizio ottimo per sviluppare la forza muscolare e puoi farlo senza nessun tipo di equipaggiamento.

L-sit Mettiti sulle parallele con le braccia dritte e il petto verticale, poi solleva le gambe finché non saranno parallele al pavimento, i piedi devono essere perpendicolari al pavimento. Tieni la posizione. Fai 2-3 serie tenendo la posizione per 15-30 secondi. Questo esercizio migliora la stabilità e aumenta la forza del core.

Dip Mettiti alle parallele con le braccia dritte e abbassa il petto verso le mani, coinvolgendo i tricipiti. Quando arrivi al punto più basso della tua discesa, spingiti indietro in maniera esplosiva tornando alla posizione iniziale e mantenendo sempre in tensione il core. Fai 2-3 serie da 10-50 ripetizioni. Più i piedi sono in linea con la testa durante questo esercizio più i tricipiti lavorano.

Sbarra per il pull up, parallele.

INDICAZIONI Fai questo workout 3 volte a settimana, con 1 giorno di riposo tra le sessioni. Gli atleti più forti ed esperti possono concentrarsi sulle progressioni avanzate per rendere più impegnativo il workout da un punto di vista calistenico. Riposa quanto necessario tra una serie e l’altra.

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Il kettlebell

Kettlebell swing Fai uno squat per prendere il kettlebell da terra e afferralo in modo che il pollice punti verso l’interno e all’indietro e che passi sopra l’indice. Porta il kettlebell sotto le gambe, piegando le ginocchia il minimo indispensabile per poter far ondeggiare il kettlebell. Spingendo con i fianchi porta il kettlebell verso l’alto, piegando il braccio, con il gomito verso l’alto e il pollice che punta verso il basso, tenendo il kettlebell vicino al corpo. Fermati in questa posizione, poi torna alla posizione iniziale mantenendo il controllo del movimento. Espira quando stai portando il kettlebell verso il basso ed inspira quando lo porti verso l’alto, in questo modo attiverai i muscoli del core, che ti aiuteranno a completare la mossa. AVANZATO: afferra un kettlebell per ogni mano e fai un doppio swing.

Kettlebell press

WORKOUT KET TLEBELL

L’attrezzo chiave del workout Usa lo strumento migliore del mondo per scolpire il tuo corpo

Il cuore di questo esercizio è sollevare il kettlebell sopra la testa senza usare le gambe partendo dalla rack position. Ondeggia leggermente e poi afferra il kettlebell e portalo nella rack position ovvero con il braccio piegato e il gomito aderente al fianco, la mano all’interno della maniglia del kettlebell e il palmo della mano rivolto verso il basso, tenendo il polso in linea con l’avambraccio e il kettlebell appoggiato sul lato esterno dell’avambraccio. In questa posizione la forza viene generata dai fianchi, che poi la trasferiscono alle spalle e ai tricipiti, che spingono il kettlebell verso l’alto finché il braccio non è teso sopra la testa e il kettlebell si trova sollevato sopra la spalla. Quando stendi il braccio tieni il gomito in linea con le mani, in modo da favorire il trasferimento del peso. Da questa posizione rilassati e mettiti in punta di piedi per scaricare il peso verso il basso. AVANZATO: Tieni un kettlebell in ogni mano e fai un double press.

Kettlebell Rack Squat Afferra un kettlebell e mettiti nella rack position. Fai uno squat tenendo la schiena dritta e il kettlebell nella rack position, con i gomiti contro il core. AVANZATO: esegui l’esercizio con un kettlebell per ogni mano.


Kettlebell push press Solleva il kettlebell sopra la testa dalla rack position senza usare le gambe ma solo spingendo con i fianchi. Prima di iniziare l’esercizio devi essere in grado di far ondeggiare il kettlebell tra le gambe. A questo punto piega leggermente le ginocchia, tenendo i piedi ben appoggiati a terra. Mentre porti il kettlebell verso l’alto l’energia che generi nelle gambe si traferisce ai gomiti, aiutando a sollevare il kettlebell. Anche i muscoli delle braccia vengono attivati per portare il kettlebell verso l’alto, ma in misura minore. AVANZATO: Dai un double push press con un kettlebell in ogni mano.

ISTRUTTORE Colin Harris, co-fondatore della Flux Fluid Motion, con Sean Temple, istruttore WKC (istruttore kettlebell certificato International Kettlebell and Fitness Federation) e capo del Flux International Education

BENEFICI

Kettlebell clean Mettiti nella posizione dello squat e afferra il kettlebell. Sollevati e portalo tra le gambe. A questo punto tendi e la schiena come una molla per portare il kettlebell verso l’alto nella rack position,. Inizia il movimento con le ginocchia rilassate e arriva nella lock position con le ginocchia dritte. Le spalle devono essere rilassate: se sei teso userai troppa energia per fare questo esercizio. A questo punto piega il polso leggermente verso l’interno e poi riporta il kettlebell nella posizione iniziale, tra le gambe, sollevando leggermente il gomito per allentare la tensione. Quando riporti il kettlebell verso il basso devi far ruotare internamente il palmo per dare al kettlebell lo spazio per ruotare. AVANZATO: fai l’esercizio con un kettlebell in ogni mano.

ATTREZZI

P H O T O G R A P H S I G O R P O L Z E N H A G E N S T Y L I N G S L E E V E L E S S V E S T , T O TA L S P O R T S ; S H O R T S , C O N V E R S E ; R . CROSSFIT NANO4.0 TRAINERS, REEBOK

Kettlebell lockout squat Prendi un kettlebell e portalo sopra la testa, con il braccio teso. Tieni lo sguardo fisso sul kettlebell. Con i piedi leggermente più larghi di come li terresti per fare lo squat, abbassati nella posizione dello squat e appoggia a terra tra le gambe la mano libera. Ruota leggermente le spalle, sempre tenendo il kettlebell sopra la testa e scaricando il peso sui piedi (che saranno completamente appoggiati al pavimento). Torna alla posizione iniziale usando i quadricipiti e i glutei e tenendo il core in tensione finché non sei di nuovo in piedi con il kettlebell sopra la testa. AVANZATO: attenzione, questa variante è solo per i veri esperti di sollevamento pesi. Ripeti l’esercizio con un kettlebell in ogni mano.

Più forza, più resistenza, migliore atleticità (flessibilità, coordinazione ed equilibrio), perdita di peso, maggior resistenza mentale, maggior massa muscolare magra, rafforzamento della parte posteriore e del core.

Kettlebell.

INDICAZIONI

Kettlebell jerk Solleva il kettlebell sopra la testa, con il braccio teso, partendo dalla rack position sfruttando la forza delle gambe, facendo un doppio dip. Agisce come una push press ma la forza del movimento di salita del kettlebell ti porta a sollevare per un momento i talloni da terra. Così facendo i tendini si accorciano e il corpo tende a ricadere a terra, in linea con il kettlebell sopra di te (quando atterri le braccia si raddrizzano prima delle gambe). La forza generata dalle gambe si trasferisce verso l’alto nei fianchi e poi nei gomiti, spingendo in alto le braccia e il kettlebell. Sentirai una sorta di ondata quando il kettlebell sale verso l’alto dal primo dip. Il doppio dip è quando riporti a terra i talloni assumendo una posizione semi-seduta sotto il kettlebell, sollevato sopra di te con il braccio teso. A questo punto raddrizza anche le gambe. AVANZATO: fai un jerk con un kettlebell in ogni mano.

Questo è un workout progressivo, in cui si inizia con 1 ripetizione per ogni esercizio del circuito qui accanto. Poi si passa a 2 ripetizioni per esercizio, poi 3 e così via fino a 10. A questo punto si passa a 9, 8 e così via fino a tornare a 1 ripetizione. Se sei un principiante fai gli esercizi con un solo kettlebell (iniziando con un kettlebell nella destra e poi passandolo alla mano sinistra) e facendo 1 ripetizione per braccio. Se sei un atleta esperto puoi provare a fare gli esercizi con un kettlebell per mano. E ricorda, i programmi e gli esercizi qui indicati devono essere svolti con pesi gestibili.

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COME ACQUISTARE Scarica gratuitamente l’app Men’s Health di Edisport Editoriale dal tuo Store. Scegli l’opzione che preferisci: 1 numero, Pacchetto 5 numeri (scaricabili a scelta), 10 numeri (dal primo disponibile per un anno solare).

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MH Life NOVEMBRE 2016

FERRARI REX Ferrari è un uomo così: di fallimenti ne ha avuti pochi ma di difficoltà ne ha avute tante e nessuna di queste lo ha fermato. E nessuna gli ha mai tolto il suo grande ottimismo. Anche quando le cose gli vanno male.

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MH Life

/Motori

• A cura di Giuliano Donati

ENZO FERRARI: UN RE ROMANTICO Arriva in libreria una nuova immensa biografia del Drake, uno dei grandi italiani del Novecento. Ce la racconta l’autore Luca Dal Monte Arriva inaspettata, oltre 25 anni dopo la sua morte e senza cavalcare un anniversario e nemmeno un titolo mondiale o altro. Eppure pesa come un mattone con le sue 1100 pagine che sembrano volerci dire finalmente tutto, ma davvero tutto, su questo personaggio che ha scritto la storia dell’Italia e non solo. “Questo è il libro che non era ancora stato scritto su Enzo Ferrari” scrive l’editore, “uno dei pochi italiani da esportazione” come disse Enzo Biagi. Mille pagine di notizie e storie ricostruite con attenzione e scrupolo, nonché arricchite con immagini inedite, per scoprire da capo, ripartendo da zero, la vita di un gigante del ventesimo secolo, un monumento dell’Italia intera oltre che della Formula 1. Dopo aver iniziato a leggerlo, per non aspettare la fine e saperne di più subito, abbiamo contattato l’autore, Luca Dal Monte, che ha passato sette anni della sua vita a fare le ricerche necessarie per consegnarci questa vita di Enzo Ferrari nero su bianco. E facendolo nel modo più completo possibile e anche più bello: perché questo libro è prima di tutto scritto magistralmente, arricchito dalla testimonianza di molti dei personaggi della cerchia più stretta dell’uomo di Maranello e condito con ogni sorta di analisi e aneddoti sulla sua vita e sulla vita di chi è stato al suo fianco, dei suoi piloti, delle sue donne. Su Enzo Ferrari si pensava di sapere tutto. Invece non è così: perché? “Se sei un appassionato, e conosci bene Enzo Ferrari, scoprirai in questo libro un sacco di cose che nessuno ha mai raccontato né scoperto.

Uno dei motivi è il seguente: Ferrari tra i suoi tanti pregi aveva anche quello del grande comunicatore. E da maestro nell’arte di comunicare ha sempre fatto in modo di far sapere di sé solo quello che lui voleva. Chi è venuto dopo di lui, poi, non ha mai scavato a fondo nella sua vita come ho fatto io. Su di lui, quindi, si pensava di sapere tutto ma in realtà tutti abbiamo sempre saputo le stesse cose. Che sono poche. Lui invece era molto di più: un uomo complesso, tormentato e che molti hanno definito freddo e scorbutico, addirittura volgare, ma che in realtà era di una fragilità incredibile e che soprattutto ha imparato tutto dalla propria esperienza. Ferrari, infatti, è uno dei pochi grandi che impara strada facendo. Il suo primo tentativo imprenditoriale, di cui lui non ha mai parlato, si chiamava Carrozzeria Emilia, fondata a Modena quando faceva il pilota a 22 anni. Fallisce in soli due anni e lui è costretto a farsi tirare fuori dai guai dalla madre, che pagherà i debiti: ma Ferrari impara, e in tutta la sua vita non ripeterà mai quell’errore. Quando poi fonderà la Scuderia omonima, 7 anni dopo, i soldi ce li ha ma decide di non usarli, facendoseli invece prestare dai soci, molto più ricchi di lui. Ferrari non ha mai parlato di questo fallimento, forse per imbarazzo, ma questa verità non fa che aggiungere valore all’uomo. Un uomo che, simbolo del Made in Italy nel mondo, interessa anche a chi non ama e non segue la Formula 1: la sua storia è quella di un italiano che ha un sogno e che non si ferma di fronte a nessuna difficoltà pur di realizzarlo. Ricorda Walt Disney, quando prima di Topolino gli viene tolto il suo personaggio da una casa editrice e che deve tornare

Archivio Giorgio Nada Editore - Fondo Villani

Luca Dal Monte.

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MH Life a casa sconsolato e a mani vuote. Ma che proprio in quel viaggio di ritorno da New York a Los Angeles scarabocchia il suo famoso topolino che farà la sua fortuna. Ecco, Ferrari è un uomo così: di fallimenti ne ha avuti pochi ma di difficoltà ne ha avute tante e nessuna di queste lo ha fermato. Così come nessuna gli ha mai tolto il suo grande ottimismo. Anche quando le cose gli vanno male. Aggiungo solo che, da uomo nato nel 1800 e vissuto 90 anni, Enzo Ferrari e la sua vita sono anche la storia del nostro Paese. Una bella occasione per capire tante cose, dalla Grande Guerra, alla ricostruzione, al fascismo, alla resistenze e al boom economico”. Da dove possiamo cominciare a scalare questo Everest letterario dedicato al grande Enzo Ferrari? C’è un capitolo che ci consiglia come antipasto? “Consiglierei di partire dal capitolo intitolato “Interludio”. Dedicato al 1976, questo capitolo racconta i retroscena dell’epoca di Lauda e Regazzoni e di una Ferrari fin troppo vittoriosa. Di fatto è un periodo che nelle sue biografie viene liquidato con l’elenco delle vittorie. Ma dietro c’è ben altro e Ferrari nel suo taccuino annota tante cose. Per esempio che Lauda da quando si è sposato non è più il pilota che era una volta, non gira più a Fiorano fino al tramonto ma torna ogni sera a Ibiza dalla moglie in aereo. Ferrari sembra addirittura annoiato dalle vittorie della sua Formula 1 e dialoga anche con Alberto Bevilacqua sulle pagine del Corriere, scrivendo articoli e inseguendo il suo secondo sogno nel cassetto di diventare giornalista. Scrive per esempio la famosa massima secondo la quale gli basterebbe vincere il 51% delle gare per conquistare il mondiale, una in più del miglior avversario. Una balla colossale, perché invece è orgoglioso e mai appagato da ogni vittoria. Lui in realtà le gare vorrebbe vincerle tutte. Tanto è vero che Ferrari poco dopo fustiga pubblicamente Lauda e Regazzoni quando cominciano ad andare a vuoto. L’uomo che emerge, insomma, è ben altro da quello che tutti raccontano e non si esaurisce con gli episodi importanti della sua carriera in Formula 1”. Chi è il pilota che ha amato di più e per il quale ha tifato e sofferto di più? “Anche se ha cercato di farsi il callo e di non affezionarsi troppo ai suoi piloti, Ferrari era tutt’altro che distaccato. Lo testimoniano le lacrime per la morte di Villeneuve, anche se consumate in solitudine. I suoi piloti preferiti sono stati diversi: sicuramente Nuvolari, Surtees (nonostante la clamorosa separazione del 1966) e Peter Collins (giovane inglese che muore nel 1958, famoso per la generosità con Fangio al quale cede la macchina per fargli vincere il mondiale e, soprattutto, amico fraterno del figlio Dino). Ma anche Villeneuve, che in realtà ha imparato ad amare, dopo averlo preso solo come ripicca per l’abbandono di Lauda. E che poi vorrebbe dare via perché si rende conto che i giovani talenti non sempre maturano. Pensa: per tutto il 1978 Ferrari cerca di dare via Gilles, che battezza “l’aviatore” perché non termina nemmeno una gara. Nel 1979, poi, vorrebbe scambiarlo con Jody Scheckter e darlo alla Renault, anche se poi l’abbandono di Reuteman

Archivio Quattroruote - Editoriale Domus

lo costringe a confermare Gilles. E proprio in quell’anno Villeneuve vince e convince Ferrari del suo talento. Ma ancora: se Gilles non fosse morto nel 1982 a Zolder, a fine anno sarebbe andato alla Renault e il suo rapporto con Ferrari forse sarebbe cambiato ancora”. Perché Rex: non sembra un titolo che allontana Ferrari da noi persone semplici? “Il titolo si ispira alla famosa biografia di Roosevelt scritta da Edmund Morris: del resto Ferrari incuteva timore e allontanava. Non è mai stato facile avvicinarlo. Poi, intervistando Phil Hill, che era stato in scuderia con la Rossa nel 1961, lui mi disse queste parole: Ferrari era come un re e noi i suoi cavalieri. Quel giorno ho deciso il titolo di questo libro”. Nella sua vita privata però è stato un irrequieto e un irresoluto. Come con le donne, vero? “Ferrari ha incontrato la donna giusta troppo tardi. Prima si sposa con Laura, mamma di Dino, una donna che si ammala molto presto e che lo tiene legato con la gelosia, rendendogli la vita matrimoniale molto poco felice. Poi c’è la mamma di Piero, oggi a capo della sua azienda, una donna colta ed elegante, presente in azienda, che poteva essere la donna della sua vita e che però vive il nuovo rapporto con Enzo in clandestinità. Poi alla fine degli anni cinquanta Ferrari si innamora anche di Fiamma Breschi, una ragazza molto più giovane di lui che però non gli darà nemmeno lei la stabilità. La vita del Drake trova il suo equilibrio in un insieme composto da queste tre relazioni, delle quali lui ha sempre avuto bisogno e nelle quali nonostante tutto continua a cercare, disperatamente e da grande romantico, l’amore della sua vita. Perché alla fine questo è un altro mito da sfatare: il Ferrari sciupafemmine era quello che immaginavano gli altri. Lui ha sempre cercato il grande amore e non ha mai smesso di scrivere lunghe lettere d’amore alle sue donne”.

IL VIAGGIATORE FANTASMA Un anno in moto per ritrovare la vita.

Neil Peart Edizioni Tsunami 2015.

Lui è una rockstar, il batterista dei Rush, uno dei migliori di sempre. Dopo aver perso figlia e moglie nel giro di pochi mesi nel 1997, Neil decide di reagire. E per tornare alla vita sceglie la moto: un viaggio senza una meta esteriore di oltre 80 mila chilometri in 14 mesi. Questo è il diario di quel viaggio e della sua rinascita interiore, umana e artistica.

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MH Life

/Motori • A cura di MH TEAM

EICMA 2016 TUTTA UN’ALTRA STORIA Il 10 novembre il più grande Salone delle moto apre i battenti a Milano. E per i suoi 102 anni di vita si presenta in una veste completamente nuova, complice la tecnologia, a due ruote e senza...

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Il salone della moto più importante dell’anno va in onda come sempre a Milano, Rho Fiera, dal 10 novembre. L’attesa e le aspettative sono come sempre tantissime: quest’anno ci racconta tutto Veronica Crippa, alla direzione comunicazione dell’evento.

Quali sono le principali novità dell’edizione 2016 di EICMA? Questa sarà un’edizione rivoluzionaria. Nata dalla consapevolezza che il mondo della moto non è più confinato all’immaginario tradizionale di uomini belli ma sporchi e cattivi. Anzi, oggi la moto è anche il quotidiano: i professionisti che vanno al lavoro, le donne che cercano di ottimizzare i tempi con mezzi rapidi, economici e “tagliatraffico”. E poi non dimentichiamo tutto il resto, l’universo della musica, del cinema, dell’arte e della moda. EICMA oggi è tutto questo e altro ancora. Come si fa a non perdersi nulla di tutto ciò? È vero: l’evento, pur mantenendo la sua identità, abbraccia un territorio vastissimo. E per viverlo al 100% ci viene in aiuto la tecnologia, con la nuova app EicmaLive, che sarà un vero e proprio “personal assistant” per tutti coloro che visiteranno l’Esposizione, e

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con il nuovo sito che la porterà online sul telefonino e sui device di tutti, in tutte le case, tutto l’anno. Senza dimenticare i canali social che permetteranno di attivare un dialogo ancora più ampio sul fronte lifestyle. Le altre novità 2016 di EICMA? Tantissime: abbiamo coinvolto Rolling Stone, epica icona della cultura rock e urbanizzata, per animare la nostra area custom. Abbiamo poi portato l’energia del salone più importante del mondo fuori dalla Fiera, attraverso la Settimana della Moto che renderà l’esperienza dell’evento più ampia e diretta. Infine quest’anno a EICMA torna la bicicletta e lo fa con la sua versione più tecnologica: la e-bike. Come nasce l’idea di portare EICMA fuori dai padiglioni e nelle strade della città? In primis dall’osservazione della realtà. La moto rappresenta moltissimi stili di vita. Milano è, di fatto, una città che sempre di più viaggia su due ruote. Ed è per questo che, da Via Montenapoleone all’Isola, passando per la Rinascente, abbiamo letteralmente invitato la città a creare un palinsesto di eventi che ci aiuti a vivere l’esperienza dell’esposizione direttamente nell’ambiente a cui parla. Poi dobbiamo dire che il Salone


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/Motori

è Milano. Lo è da più di un secolo, ed è quindi ora che questo connubio diventi più esplicito e totale. Infine abbiamo voluto dare alle centinaia di migliaia di visitatori che parteciperanno alla manifestazione l’opportunità di continuare l’esperienza EICMA anche dopo la chiusura dei cancelli della fiera. E quest’anno troveranno un ricchissimo e sorprendente programma di musica, food e molto altro. E la città di Milano cme si prepara ad accogliere la settimana della moto? Milano è già pronta. Quando abbiamo cominciato a raccontare questo progetto a locali, ristoranti e altre realtà, la risposta è stata: “Vi stavamo aspettando”. Ed è la più chiara conferma di quanto la città riconosca in EICMA un proprio momento di visibilità internazionale, al pari della Settimana della moda o del Salone del design. E non è sicuramente casuale che, da alcuni anni e sempre di più, anche questi due mondi, la moda e il design, che hanno reso famosa Milano nel mondo, abbiano cominciato a mostrare un grande interesse per il mondo delle due ruote. EICMA quindi non sarà più solo per i puri motociclisti. A chi si rivolgono le iniziative satellite in città? Sostanzialmente a tutti. Così come il mondo delle due ruote è

diventato un mondo multiforme e trasversale a ogni classe sociale e culturale. Ci sono i duri e puri alla Easy Rider, ma ci sono anche tante persone che ritengono la moto una scelta di stile ed eleganza, e quelli per cui è una scelta di praticità per muoversi nel traffico urbano. Anche questi “utenti funzionali” delle due ruote hanno i loro modelli di riferimento. Ci sono poi quelli che, indipendentemente dal possesso o meno del mezzo, hanno sogni che viaggiano in sella. Chi non si è emozionato guardando I Diari della Motocicletta o Matrix? Quanti sono quelli che durante il weekend vivono il brivido della MotoGP, anche se non hanno mai indossato il casco? Senza dimenticare che, anche frugando nel passato, ogni epoca ha avuto le sue icone a due ruote. Andando ad eliminazione, quelli a cui la moto non dice nulla restano davvero pochi. Quali sono gli appuntamenti da non perdere? Partiamo sempre dalla Fiera. Ci sono le sorprese e le anteprime mondiali (al momento top secret anche per noi). Con l’area custom dove ogni giorno gli amici di Rolling Stone trasformeranno questo spazio in una grande festa di musica e spettacolo. E poi in giro per la città. Da via Montenapoleone all’Isola: per un’intera settimana, sarà una festa continua e senza sosta.

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Riccardo Scamarcio

/Story • A cura di AdottaUnRagazzo.it

LE COLLEZIONI “UOMINI” AUTUNNO-INVERNO 2016 Con l’autunno esplode la moda e la bellezza al femminile sulle passerelle di Milano, Parigi, Londra e New York. Ma anche i maschietti non stanno a guardare: AdottaUnRagazzo.it, la boutique del sesso forte, presenta le sue nuove collezioni di uomini con una passerella presa d’assalto da giovani donzelle desiderose di accaparrarsi il più hot. Scopriamo insieme quali sono le tipologie di uomo più richieste per il prossimo inverno. MR CHIC, L’ELEGANZA SUPREMA

Tom Ford

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Linee perfette e sartoriali per un uomo il cui gusto coincide con il senso della misura. “De rigueur” quindi, il corpo tonico (senza esagerare), l’abito scuro, le camicie bianche, le scarpe inglesi e niente cravatta (passare da Mr Chic a Mr uicio postale è un attimo). Da abbinare a modi di fare gentili ma non “afettati”, abilità di conversazione da vero gentleman che, come tale, è in grado di abbinare il giusto vino con ogni piatto e seduce mettendo sempre la sua ‘lei’ al centro del mondo. ACCESSORI INDISPENSABILI: qualche libro di bon-ton o, semplicemente, il ricordo dei cefoni di mammà. MODELLI DI RIFERIMENTO: Tom Ford, Ryan Gosling, Tomaso Trussardi.


MH Life GEEK CHE PASSIONE

Quello per cui anche il pianerottolo di casa o la pensilina della metropolitana sono luoghi per sfilare. È il fashion victim per eccellenza. Magrissimo ma definito nelle linee muscolari, è sempre in linea con le ultime tendenze, talvolta le anticipa e quando può le inventa (tanto nel florilegio delle bizzarrie modaiole nessuno se ne accorge). Veste camicie le cui fantasie sono in armonia con quelle tatuate sulla pelle, scarpe supercolorate, cappelli e orpelli di ogni tipo. Perché piace alle donne? Semplice. È un ottimo stylist e non è mai sazio di vetrine. Anzi, nelle vetrine sogna di entrarci da protagonista, poiché per lui essere una star significa muoversi da star. Sa che la “tamarraggine” è dietro l’angolo ma la cosa, semmai, non lo riguarda, essendo solo per chi non capisce. ACCESSORI INDISPENSABILI: il selfie stick, l’abbonamento a Vogue (edizione Japan) e qualche lezione di ubiquità, poiché gli eventi a cui “si deve” partecipare sono tantissimi. MODELLI DI RIFERIMENTO: Pharrell Williams, Lapo Elkann, Andrea Marcaccini.

Normalmente viene venduto fornito di porta USB, auricolari e navigatore satellitare per la geolocalizzazione. Ha la pelle pallida e leggermente azzurrata dalle ore che passa davanti al PC. Sa tutto di Game of Thrones, veste un po’ come capita anche perché la sua vita è un’app. Le donne lo amano per molti motivi. Non devono preoccuparsi più di tanto del trucco. Tanto il Geek le riceve in camerette singole illuminate da monitor. Di questi tempi è un ottimo aiuto per riparazione di pc/smartphone/tablet. Un Geek, infatti, non dirà mai l’odiosa frase: hai provato a spegnere e riaccendere? Poi la comunicazione è funzionale e sintetica: deve stare in 140 caratteri. Infine il Geek passa la domenica davanti alla playstation e, pertanto, il pericolo stadio è evitato. ACCESSORI INDISPENSABILI: tutti quegli oggetti che hanno una ”i” come prefisso e una mela sul dorso, un certo numero di fobie (piazze, gente, animali ecc.) e la capacità di attivare nella donna un senso materno. MODELLI DI RIFERIMENTO: Luca Vecchi, Yotobi, Favi J e probabilmente il vicino di casa.

/Story

LO STILOBULIMICO

Andrea Marcaccini

IL MEDITERRANEO

Dalla fragranza agrumata con note legnose, il Mediterraneo ha linee scolpite dal sole e dal mare, che sfoggia non solo nel tono muscolare ma anche nei capelli moderatamente selvaggi e nella barba semi-incolta. È disinvolto, pratico e la sua simpatia lo rende fascinoso anche in t-shirt e jeans strappati alla

Prima della Scala. È per natura uno “spirito libero” ed è forse questo spirito avventuriero che lo rende così gradito al genere femminile.

Alvaro Soler

ACCESSORI INDISPENSABILI: la moto,

lo zaino extralarge e il sorriso “acchiappone”. MODELLI DI RIFERIMENTO:

Alvaro Soler, Riccardo Scamarcio, Gio Sada

Pharrell Williams

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/Book • A cura di Gianni Miraglia

AUTOINTERVISTA Partendo dall’assunto che spesso chi ti intervista non ha letto il libro su cui ti sta facendo le domande. E quindi ecco qui la mia prima auto-intervista sul nuovo romanzo Ritornello al futuro. In uscita il 3 novembre per Baldini&Castoldi

IL LIBRO Gianni Miraglia RITORNELLO AL FUTURO Edizioni Baldini&Castoldi

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Ma dicci, Gianni Miraglia, perché nel tuo libro i protagonisti sono zombie e pure di musicisti famosi come Tenco, Sid Vicious e la Pausini? Sono degli zombie umani zzat i che poco centrano con quelli cinematografici. Ho scelto loro per rappresentare delle persone difettose, quelle che non hanno saputo vivere bene, musicisti drogati o suicidi. Insomma ho rappresentato quella parte di noi che fatica a stare bene.

quindi ho scritto qualcosa che volasse oltre il grigio. Non pensavo che potesse nascere un’opera in grado di far sorridere. Meglio così.

Come ma i lo zombie d i Tenco v uole distruggere Sanremo? Attorno al festival si sviluppa una storia surreale in cui l’intento è quello di partecipare alla kermesse, per poi distruggerla. Tenco è arrabbiato per essersi ucciso per via di quella maledetta canzone non entrata in lizza. Il suo zombie si allea con quello di Vicious perché, nel video di My Way, spara agli spettatori. Attorno a loro una congrega di morti viventi di celebri personaggi non solo della musica. C’è anche lo zombie della Pausini, creatura a tutti i costi positiva e vincente. Il mio libro è una visione su carta, un’iperbole votata alla sorpresa.

Sta finendo lo spazio su questa pagina. Ancora una domanda: perché dovremmo leggere il tuo libro? Perché è una storia che parla di noi, tra iperboli e vicende paradossali, quanto mai possibili e anche reali. Viviamo un mondo in cui nessun significato prevale sugli altri, a parte che nei social. Nei miei personaggi ci sono gli estremi delle nostre personalità. È un libro che possono leggere tutti, non solo gli appassionati di certa musica. Oltre allo zombie di Tenco, Vicious e Pausini, ci saranno anche quelli di Gasparri, Gino Strada e tanti altri e anche dei vivi come Cecchet to, A ragozzini, Igg y Pop, Mark Knopfler, la sorella gemella della Boldrini. Ce ne sono molti altri, ma gli elenchi sono noiosi, si sa. Comunque è un libro che si apre più di me: anche solo per questo vale la pena di leggerlo.

A me ha fatto tanto sorridere questo tuo romanzo. Eppure si coglie una vena di tristezza. In efetti, quando l’ho scritto ero parecchio giù,

E invece i Dead Pertinis? Come mai quel nome per una band? È la band messa su dallo zombie di Luigi Tenco. Citazione del gruppo punk californiano dei Dead Kennedys, solo che noi invece che JFK abbiamo Pertini. Il loro logo è un teschio con pipe incrociate.


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Frogman GWF-D1000

/Hi Tech

• MH Team

SOLIDI COME LA ROCCIA Il G-SHOCK Frogman nasce per le immersioni professionali alle grandi profondità; l’Edifice EQB-700 è lo sportivo analogico con tecnologia digitale

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ggi la Casio ci presenta alcune novità, del brand G-Shock e Edifice. Nel segmento premium della mitica serie G-SHOCK ci sono tre orologi, che si differenziano a seconda dell’attitudine: terra, aria e acqua. Il re di quest’ultimo elemento è il Frogman GWF-D1000, specializzato in immersioni. Ha tre sensori estremamente sofisticati, che rilevano: la profondità, da zero a 80 metri con una precisione di dieci centimetri; la temperatura, con sensibilità di 0,1 gradi; una bussola indica la direzione, e ha una funzione automatica di compensazione orizzontale, cioè misura l’orientamento con incrementi di 1 grado anche quando l’orologio si trova in posizione inclinata. Ci sono poi il diagramma per visualizzare le alte e le basse maree, la funzione di memorizzazione delle attività subacquee (tempo di immersione, profondità massima e temperatura minima dell’acqua) e un allarme che segnala un’eccessiva velocità di risalita. Oltre alla leggendaria resistenza agli urti, il Frogman è certificato per immersioni fino a 200 metri di profondità, ha il vetro di cristallo in zaffiro antigraffio, il cinturino

rinforzato con la fibra di carbonio ed è dotato di pulsanti di grandi dimensioni azionabili anche con i guanti. L’illuminazione a LED assicura la leggibilità in ogni condizione, la ricarica è solare e l’ora si regola automaticamente con segnali radio. È disponibile con le finiture rosso granata o blu zaffiro a 999 euro. L’ANALOGICO CHE PARLA CON LO SMARTWATCH L’Edifice EQB-700 sembra un classico orologio sportivo analogico, ma è ricco di tecnologia. Infatti si collega agli smartphone via Bluetooth, e si può controllare con l’app dedicata CASIO WATCH +. Così è possibile impostare un secondo fuso orario (a scelta tra 300 città del mondo) e attivare allarmi giornalieri; in più c’è la funzione “trova telefono” (l’orologio fa squillare la suoneria). Il quadrante è protetto da un doppio vetro curvo, che garantisce un’ottima visibilità dell’orario e dell’indicatore della carica della batteria dell’orologio, ricordando, quando necessaria, la ricarica solare. Disponibile con finiture blu e nero a 369 euro.

Edifice EQB-700

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/Doctor Wine • di Daniele Cernilli

LA RIVINCITA DEL ROERO La luce, la pioggia, il gelo, i fiumi, la peronospera e tutto quello che ha reso unico questo sorso di Roero vendemmiato nel 2012 e che domani forse non si ripeterà. O forse sì…

Non un blog, ma una vera rivista online che parla di vino e dintorni, ideata e diretta da Daniele Cernilli, da cui eredita il soprannome, scritta insieme a un gruppo di esperti e appassionati (nel senso che soddisfano entrambe le caratteristiche). A questi winelover abbiamo affibbiato il nickname Rat Pack, come tributo al gruppo di attori e musicisti che, tra gli anni Cinquanta e la metà dei Sixties, imperversavano nelle cronache americane, sia per il costante tutto esaurito nei loro show sia per le lunghissime notti di scatenato divertimento che ne seguivano.

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Non esistono due vini uguali. Anche se hanno la stessa etichetta, qualche differenza c’è sempre. Ogni bottiglia evolve in modo unico, i tappi lasciano passare diverse quantità d’aria, la temperatura di conservazione può essere diversa, così come l’umidità, la luce, la posizione. Non parliamo poi delle diverse annate, che determinano talvolta abissi di caratteristiche divergenti, che cambiano, oltretutto, da zona a zona. Se prendiamo ad esempio la vendemmia appena finita, quella del 2016, tutto è andato bene in Toscana e in gran parte in Piemonte. Ma già nel Nord Est le abbondanti piogge in giugno hanno creato alcuni problemi con la peronospora, e nel sud alcune gelate in maggio e abbondanti piogge in Sicilia e in Salento hanno determinato cali di produzione piuttosto evidenti, dell’ordine del 20% quando non del 30%. L’uva si produce sotto il cielo, e gli eventi atmosferici possono essere molto diversi lungo tutta la Penisola Italiana e nella Pianura Padana. Tutto questo discorso ci serve per provare a spiegare le infinite declinazioni

organolettiche che anche vini simili possono avere e che fanno del vino un “unicum” tra tutti i liquidi che si possono bere. Talvolta infatti accadono cose singolari, che rendono giustizia a zone normalmente un po’ sottovalutate, ma che in determinate circostanze riescono a svettare con molta più chiarezza che in altre. È accaduto, ad esempio, per la vendemmia del 2012 ai vini rossi del Roero, una zona del Piemonte sud-occidentale che spesso è oscurato dai ben più famosi vini di Langa, Barolo e Barbaresco in primis. Vini simili, tutti prodotti con il Nebbiolo, con sistemi di produzione e d’invecchiamento abbastanza vicini, e con territori di provenienza attigui. Il Roero è un po’ più a nord, nella zona di Canale e di Guarene, il Barbaresco appena sotto, ma verso est, il Barolo a sud-ovest. Il confine è rappresentato dal corso del Tanaro, perciò la Langa è a destra e il Roero rappresenta la “rive gauche”, ponendosi con le spalle alla sorgente, ovviamente. I suoli, molto cangianti, hanno una prevalenza limosa in Langa, sabbiosa e argillosa nel


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Roero, il che comporta che a parità di annata l’uva Nebbiolo matura con più difficoltà e determina una componente di tannini più aggressiva. Questo nella maggioranza dei casi. Poi capita una vendemmia come il 2012, calda, siccitosa, dove i terreni argillosi, che conservano meglio quel po’ di pioggia caduta, fanno sì che il processo di maturazione non si blocchi e che raggiunga un risultato di grande valore. Ed ecco perciò che alcuni Roero di quell’annata si sono espressi con una classe e un’eleganza tale da far impallidire la maggior parte dei grandi vini di Langa. Il Printi Riserva di Monchiero

Carbone, il Monpissano di Cascina Ca’ Rossa, il Renesio e il Trinità di Malvirà, il Roche d’Ampsej di Correggia, la Riserva di Massucco. E questo solo per citare quelli assaggiati più di recente nell’ambito di Nebbiolo Prima, la manifestazione annuale organizzata in occasione della presentazione “en primeur” di tutti i maggiori vini prodotti, appunto, con uve Nebbiolo in Langa e in Roero. Una vera rivincita che il “piccolo” Roero si prende nei confronti dei giganti di Langa, un po’ come quando il Toro batte la Juve nel derby, per non tirar sempre fuori la storia di Davide e Golia. E che non accade tanto di frequente.

La Guida Essenziale ai vini d’Italia 2017 di Daniele Cernilli A ottobre è stato presentata in diverse librerie a Milano e Roma la Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2017. Il Doctor Wine Daniele Cernilli ha firmato non so più quante guide e ogni volta tutti i partecipanti sono andati via con il bicchiere da degustazione serigrafato come ricordo della degustazione oltre ad una copia della guida per confrontare i punteggi dello staff di DoctorWine con i propri appunti e le proprie impressioni. 1596 le bottiglie “andate”, tra spumanti, vini bianchi, rossi e dolci: tutti vini sulla cui qualità ci si può scommettere una mano.

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/Music TORI AMOS Boys for Pele È in arrivo per il 18 novembre una nuova edizione rimasterizzata e da anniversario per la leggendaria voce rock al femminile di Tori Amos: è Boys For Pele, il terzo album in studio del 1996 e il primo prodotto da lei stessa, una collezione di musiche e canzoni dedicate alla mitologia (Pele è una divinità hawaiana) e alla riscoperta del sé. Il tutto in una versione deluxe con due CD e con una abbondante scelta di ben 21 bonus e live track inedite.

STEVEN WILSON The Raven That Refused To Sing Il capostipite del progressive post moderno nonché leader degli storici Porcupine Tree e anima di tanti altri gruppi (dai Dream Theatre ai No Man), riprende la sua carriera da solista e la sua sperimentazione musicale con il suo terzo lavoro. L’esperienza si consuma attraverso l’ascolto di sei lunghe suite decisamente retrò e atmosferiche, tutte giocate su temi del soprannaturale. Da notare la partecipazione di Alan Parson.

• A cura di Giuliano Donati

LA LEGGENDA DELL’ART ROCK David Bowie Legacy è la raccolta dei brani più belli di David Bowie, da Space Oddity a Lazarus passando per Let’s Dance e Heroes. I 25 album uiciali e registrati in studio (live esclusi quindi) di David Bowie, pubblicati in quattro decenni di attività musicale e oggi spesso diicili da reperire, sono considerati una storia della musica a sé all’interno della storia della musica. Non è un modo di dire: non c’è quasi stile o tendenza con cui Bowie in questi ultimi 35 anni non si sia confrontato e del quale non abbia saputo cogliere i segni premonitori, influenzandone a sua volta l’evoluzione. Si parte con il folk e il rock psichedelico e progressive dei primi anni settanta, per approdare al rock decadente e all’art rock di metà decennio, poi all’autentico trionfo del glam rock e del proto-punk, per riversare infine tutto il suo genio nel periodo forse più alto della sua carriera, quello new wave o berlinese, con i capolavori di Heroes e Low e lo stile elettronico e krautrock. E poi ancora: dal pop di Let’s Dance, alla disco e al protometal dei Tin Machine, fino al nuovo jungle e al brit pop degli ultimi anni. Uno stile sempre

giocato su sperimentazioni e anticipazioni di correnti successive, fino all’avanguardia quasi jazz e sperimentale dell’ultimo disco, Blackstar, uscito praticamente postumo all’inizio di quest’anno. Riascoltare e rifare questo percorso in un solo disco, CD singolo o doppio, è una sfida impegnativa. La versione singola propone 20 tracce e parte anacronisticamente con la chitarra texana di Let’s Dance per finire con il cielo cupo di Heroes e Lazarus (e poco prima di China girl), molto vicine in chiusura e incredibilmente simili nel loro essere uniche. La versione doppia è più metodica: attraverso un totale di 40 brani ofre la possibilità di ascoltare molte più cose e di apprezzare meglio tutti i 35 anni di musica dell’ “uomo che cadde sulla Terra”. Si parte questa volta dalla psichedelia di Space Oddity e The Man Who Sold The World, due gemme imperdibili del Bowie più autentico, forse la sua anima più immortale insieme a Ziggy Stardust, che infatti arriva al numero 7, per approdare alle cose più recenti. E poi ancora: tutto o quasi tutto post anni ottanta, il secondo cd riparte da Under Pressure (con i Queen) e anche lui in chiusura si immerge nel plumbeo e sperimentale jazz rock di Lazarus.

KANSAS The Prelude Implicit Torna un nuovo capolavoro firmato Kansas dopo 16 anni di silenzio. Oltre alla nuova voce di Ronnie Platt, il disco ci regala 12 tracce più epiche e potenti che mai, a cominciare dal bellissimo brano di apertura With This Heart, con un sound tipicamente Kansas, con piano e voce che si parlano da una parte e chitarre e batteria che spingono dall’altra. Il progressive rock degli anni settanta si aggiorna con una produzione superba.

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Legacy uscirà in formato 1 CD e 2 CD all’11 novembre: entrambi i formati digitali includeranno la versione inedita di Life On Mars? pubblicata per la prima volta nel 1971 e remixata di recente dallo storico produttore Ken Scott. La raccolta sarà disponibile anche in versione LP.

RUSH Clockwork Angels La più grande cult band del mondo guidata dall’inossidabile Neil Peart in una produzione dallo stile decisamente steampunk e fortemente onirico. Un ennesimo mix di stili con il filo conduttore del loro inconfondibile carisma. Un concept album che racconta la storia di un ragazzo e un orologiaio che si confrontano sullo scorrere del tempo e sulla vita. Un affresco musicale pieno di stili diversi, dal prog al folk, dal metal all’hard.


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The List

10cose sopravvalutate 4 

La spiaggia In teoria dovrebbe essere rilassante ma quando sei lì diventa uno stress. È strapiena, sporca, e non hai un momento di pace, bambini che piangono, venditori ambulanti, palloni che ti arrivano addosso, senza contare che la sabbia ti si infila dovunque e che il mare lo vedi tra una fila di ombrelloni e l’altra. Ma sempre meglio della piscina.

Vino rosso Che piacere godersi un bicchiere di cabernet… Finché qualche guastafeste non viene a farti la lezione sul tannino, sul fatto che il vino deve respirare prima di apprezzarlo appieno e così via. Non le senti le note di liquirizia e di cuoio? No, sento solo il sapore del vino. La tua passione è annusare il vino? Mi spiace per te: io lo bevo.

Porno 3D Hai mai guardato un porno e pensato che sarebbe molto più eccitante se ti sentissi più partecipe alla scena? Troppi attori, vero? In teoria il porno 3D potrebbe anche essere divertente perché ti senti più vicino all’azione ma potrebbe anche diventare un po’ inquietante.

Privacy Il mondo è pieno di persone convinte che tutti le stiano spiando. Sbagliano. È vero che ci sono gli hacker che cercano di rubarti i dati della carta di credito e ha senso proteggersi, ma la gente che barrica il suo profilo su Facebook non sta esagerando? Nessuno cerca di rubarti le foto delle tue vacanze o di spacciare per suoi i tuoi aneddoti. I tuoi post interessano solo ai tuoi amici. Spesso neanche a loro.

Alcol Nessuno al mattino dopo una bevuta colossale si sveglia pensando “che serata! Ho incontrato persone fantastiche, mi hanno offerto un lavoro e mi sono innamorato di una ragazza bellissima”. Beviamo per avere il coraggio di affrontare la vita, ma è molto meglio mettere giù la bottiglia e iniziare a vivere davvero.

Risposte alle grandi domande esistenziali Non ci sarà mai una spiegazione capace di far andare a posto tutti i pezzi del puzzle e a mettere tutto nella giusta prospettiva. Vuoi sapere qual è il segreto per vivere bene e non avere rimpianti? Non fare del male a nessuno e dare sempre il massimo.

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Popolarità Albert Einstein noto per la teoria della relatività, e insignito del premio Nobel per la fisica, aveva una cerchia di amici piuttosto ristretta. Kim Kardashian ha 42 milioni di follower su Twitter. Trai le conclusioni.

I nomi di battesimo troppo creativi Stai pensando di chiamare tuo figlio come il protagonista della tua serie TV preferita? Pensaci due volte: potrebbe diventare un incubo per lui ripetere ogni volta a tutti il suo nome (facendo lo spelling) quando, tra 10 anni, nessuno si ricorderà a chi è ispirato. E potrebbe odiarti per il resto della sua vita.

Cerimonia del matrimonio Quasi tutti gli amici che arrivano da lontano e i parenti da lontanissimo, una spesa folle. Per vedere quasi sempre persone che non conosci e che non rivedrai mai più. L’unico che rivedrai ancora è il tuo amico di sempre: ma con lui finirai per litigare qualche mese dopo quando la tua nuova mogliettina ti farà una scenata di gelosia per impedirti di andare con lui a sciare a Santo Stefano come hai sempre fatto. Così è la vita…

Edizione straordinaria Una volta era il modo classico di introdurre un telegiornale fuori orario o il numero speciale di un giornale, dedicato a un evento di grande importanza dell’ultim’ora: l’omicidio di Kennedy, la caduta del muro di Berlino, l’attacco alle torri gemelle. Ma con l’accesso continuo e costante che abbiamo oggi alle informazioni ha perso quel valore “straordinario”. Se c’è una notizia straordinaria non aspetti il giornale o il TG: la sai già.

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Da oggi avete un amico in più per risolvere i vostri dubbi: scrivete a redazione@menshealth.it e cercate qui la vostra risposta. Tanto più sarà difficile, intrigante e utile la domanda, tanto più il nostro staff si farà in quattro per rispondere. E ora: sparate la vostra cartuccia!

Ask MH PONDERIAMO E RISPONDIAMO

Se al mattino non è più di legno tranquillo, non tutto è perduto

Ho 37 anni e al mattino non mi sveglio più con l’alzabandiera. Cos’è successo? Cosa posso fare per tornare ai bei tempi? RICCARDO

Non preoccuparti. Alla tua età le erezioni mattutine sono meno frequenti: è normale. È il caso di farsi controllare solo se non ti capita mai per tre mesi di seguito. Le erezioni notturne avvengono di solito durante la fase REM del sonno quindi potrebbe anche essere che non ti accorgi di averle perché ti svegli durante una fase diversa. Anche lo stress, gli antidepressivi e gli antidolorifici influiscono sulla vivacità mattutina della tua “belva”, così come il diabete, l’ipertensione, le malattie cardiache e l’obesità. Se sei preoccupato puoi parlarne con il medico e chiedergli di sottoporti a un test per valutare la quantità di testosterone. Bassi livelli di questo ormone (di solito sotto i 300 ng/dL) portano a una libido bassa. 126 MENSHEALTH.IT |

Mi sto allenando per una pedalata da 160 km. Durante la gara come mi accorgo se corro il rischio di disidratarmi? CARLO

Secondo un recente studio la perdita di liquido per un uomo durante una pedalata di 164 km varia da 5 a 12,5 litri. Per capire se ti stai disidratando troppo considera questi segnali: 1. Battito elevato. Se è più alto del normale di 15-20 battiti al minuto significa che il cuore sta compensando il minor volume di sangue battendo più velocemente. 2. Giramenti di testa. Se quanto ti alzi ti gira la testa il sangue non arriva abbastanza in fretta al cervello: sempre colpa del basso volume di sangue.

3. Pelle secca. Solleva tra pollice e indice la pelle del palmo della mano per pochi secondi. Se sei ben idratato tornerà subito a posto. Se rimane sollevata per un po’ e se torna a posto lentamente significa che sei disidratato. 4. Poca pipì. Se l’urina è scura e molto puzzolente devi bere di più.


Ask MH NON SPRECARE TEMPO, ALLENATI!

Quando vado in palestra sembra che il tempo non basti mai e i risultati tardano ad arrivare. Sto sbagliando qualcosa? VITTORIO

un’indagine su oltre 500 uomini e abbiamo scoperto che, in media, si sprecano minuti preziosi in 13 modi diversi, per un totale di metà sessione di allenamento, o anche di più. Questo tempo sprecato può fare la diferenza tra il corpo che vuoi e quello che hai.

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TEMPO SPRECATO (IN MINUTI) IN 1 ORA DI WORKOUT

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Probabilmente gestisci male il tuo tempo. Tra controllare le mail, fare una pausa per bere, aspettare il tuo turno alla cyclette e magari ripulirla dal sudore di chi l’ha usata prima di te perdi tanto tempo prezioso che potresti usare per allenarti. Abbiamo fatto

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PASSATEMPI DIGITALI

PULIZIE E TRAFFICO

CHIACCHIERE E DONNE

PIGRIZIA E PENSIERI

Fai riposare i pollici Se il tuo workout comprende gli sms e le chat fatti una domanda: che cosa ci vai a fare in palestra? Stai sprecando tempo prezioso e i soldi dell’abbonamento per scambiarti messaggi con qualcuno che potrebbe quasi sicuramente aspettare un paio di ore, il tempo di finire l’allenamento. Non riesci a tenere le dita e gli occhi lontani dallo smartphone? Mettilo in modalità aereo prima di cominciare e tienilo così finché non sei fuori dalla palestra, così non cadrai in tentazione.

Vai in palestra con un amico Secondo la nostra indagine un uomo passa quasi il 10% del suo tempo in palestra ad aspettare il macchinario che gli serve, a sistemarlo o a pulirlo. Per evitare di perdere tempo l’ideale è avere un amico che si occupi di queste cose mentre tu stai finendo i tuoi esercizi, poi farete cambio e tu farai lo stesso per lui all’esercizio successivo. Ricordati anche di mettere in borsa un secondo asciugamano più piccolo. Ti servirà per pulire i macchinari dal sudore altrui.

Concentrati sulla forma. La tua Guardare le ragazze tra una serie e l’altra va bene ma attento a non fissarle troppo. Un’occhiata va bene, ma se insisti le farai scappare a gambe levate. C’è un chiacchierone che non la smette di parlare? Elimina il problema a priori con gli auricolari (non importa se non stai ascoltando la musica, lui non lo sa). In questo modo gli stai dicendo che non hai voglia di essere disturbato. Se proprio continua a blaterare digli che stai seguendo una conference call antipatica che però non ti puoi proprio perdere.

Non pigreggiare Solo perché stai riposando non significa che tu lo stia facendo nel modo giusto. Nel caso di una routine standard, diciamo da 3 serie composte da 8-12 ripetizioni per 5 o 6 esercizi, dovresti riposare 60-90 secondi tra una serie e l’altra. Ma se ti sei distratto forse hai riposato dieci minuti. O erano di più? Non fidarti del tuo senso del tempo: per misurare le pause usa una app come Bit Timer che ha tre funzioni di cronometro (azione, riposo e ripetizione) che puoi adattare facilmente alle tue esigenze. Dai ritmo al tuo workout.

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• di Gianni Miraglia

51 è lo specchio la nota più condizionante

Se anche Iggy Pop ha la pelle flaccida, devo farmene una ragione. C’è una diferenza tra la mia guaina e quella di un ventenne. Ma almeno mi tira. La botta di orgoglio un po’ mi sale, quando sento i racconti delle amiche sui loro tipi che vanno in defaillance. Cerco di mantenere un contegno e dico loro che mi spiace e che, se i loro compagni facessero qualcosa di anaerobico, magari riuscirebbero. Con gli anni la tensione psico-erotica prende in mano anche la percezione che hai di te stesso come uomo-corpo. Io non ho figli oltre me stesso. Siamo vivi in un count-down quotidiano. Io voglio essere e procreare, più di qualsiasi mia motivazione. Mi alleno per fermare questo tempo che corre verso il sole. Vado verso i 51, lo specchio prima o poi mi darà quei segnali che ho sempre ripudiato. Ma per ora non li vedo. Mi sto preparando a quando sarò raggrinzito. Per ora va bene, come dice quel tipo cadendo da 20 piani. Per ora va bene. Continuo a usare il corpo, a cercare notti con qualche ragazza, qualche anima poetessa che veda il me segno di qualche storia di cui non sono consapevole. L’atto sessuale non è altro che l’archetipo di una ginnastica primordiale. Il mio progenitore si muoveva, era corpo, senza le troppe parole che abbiamo adesso. Procreava per istinto. Correva, per sfuggire alle bestie feroci o per cacciare e sopravvivere: è la nostra presenza in questo pianeta in cui si nasce e si muore. Compagni di età: non riducetevi mai a creature stereotipate di voi stessi. Niente fiori, se non lo sentite. Niente cenette o cinemini. Tirate fuori il drago che è dentro di voi e forse guarderete di meno lo spaccio. Il tempo non aspetta nessuno. Ma anche noi possiamo fregarcene. 128 MENSHEALTH.IT |

Foto: Carlo Furgeri

Forse sto arrivando alla pace. Accetto gli anni che sto per avere, alla vigilia dei miei 51. La cosa più importante che ho da dire: per ora vado ancora in erezione senza bisogno di additivi. Credo che quindi il mio sistema circolatorio funzioni ancora. Ma è lo specchio la nota più condizionante che mi ha spesso fermato a osservare l’andamento dell’anagrafe su di me, con quella sequela di pensieri e visioni inutili. Quando dico di avere quasi 51 anni si scatena quel coro di persone che mi dice che non ci crede. Ma forse un giorno non me lo diranno più. E allora cercherò lo specchio, come una regina cattiva scacciata dalla favola di Biancaneve. Qualcosa si è intaccato nel mio dogma. Mi alleno sempre e tutto il resto, ma mi sto preparando ad accogliere la non-giovinezza, intesa ad esempio come tessuto epidermico che decade.

BIO Gianni Miraglia è nato nel 1965. Vive a Milano. Ha pubblicato: Six Pack (2008 Arcana Edizioni); Muori Milano Muori! (2010 Elliot); Baumgartner, Nato per volare (2013 Add). A novembre un nuovo romanzo per Baldini&Castoldi. Collabora con importanti magazine nazionali. È performer coi “Monologhi della Fatica”. Inoltre tiene corsi di di scrittura creativa e di life-coaching.



Mens Health Italia - novembre 2016