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10 GENNAIO 2017 N. 4 €1,50

LA TUA ABITUDINE AL BENESSERE

mandibola e schiena ko

QUI CI VUOLE LA MANIPOLAZIONE CRANIO-SACRALE

colesterolo che

alto faccio?

sedano rapa, daikon, topinambur, asparago d’inverno

PERCHÉ PORTARE IN TAVOLA LE RADICI

ilfamiele splendere

corpo e capelli

3 classici errori da evitare per

NUOTARE BENE LO STARBENE LAB HA TESTATO

>I BALSAMI LABBRA >LE APP PER LA MEMORIA >I TOVAGLIOLI DI CARTA

N A K U D A T E I D E L A I C E P S E V E R B E N O I S R IN VE PROVALA

SETTIMANALE - GENNAIO - ANNO XL - N.4- POSTE ITALIANE SPA – SPED. IN A.P. D.L. 353/03 ART. 1 COMMA 1, DCB VERONA - AUSTRIA €4,30- GERMANIA €5,10- BELGIO €4,20 - SPAGNA €4,30 - FRANCIA €4,30 - LUSSEMBURGO €4,30 - PORTOGALLO (CONT.) €4,00 SVIZZERA CANTON TICINO CHF 4,40 SVIZZERA CHF 4,60 - U.K. GBP 3,40 - USD 8,50 - CANADA 8,50 - MC, CÔTE D’AZUR €4,40


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“ Per i miei momenti di pausa.” Campionessa di pattinaggio artistico.

Un’ampia scelta di tisane naturali, tantissimi profumi e sapori tutti da provare. Con Pompadour l’incontro tra bontà e benessere è sempre una sorpresa.

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sommario Annalisa Monfreda

DIRETTORE DI STARBENE

potete parlare con me @

via twitter @A_Monfreda via email annalisa.monfreda@ mondadori.it

Fotografare il cibo: sì o no?

Trovi aggiornamenti quotidiani su

starbene.it

in copertina attualità 16 Nella centrale operativa dei trapianti 18 Perché fotografiamo tutto quello che mangiamo 19 Guida all’uso del Greenery, il colore del 2017 20 Gioie e dolori di un genitore single

Speciale dieta Dukan a pag. 27 Porta in tavola le radici a pag. 30 Il miele fa risplendere corpo e capelli a pag. 42 Colesterolo alto a pag. 47 La manipolazione craniosacrale a pag. 56 Nuotare bene a pag. 59 Starbene Lab -balsami labbra a pag. 44 -app per la memoria a pag. 58 -tovaglioli di carta a pag. 78

in ogni numero _Chiedi a Starbene a pag. 8 _Sportello dei diritti del paziente a pag. 12 _5 sensi a pag. 13 _Memo benessere a pag. 14 _Lo sapevi che a pag. 15 _1 minuto per te a pag. 22 _Quaderno delle domande e delle risposte a pag. 81 _Oroscopo a pag. 86 Staff a pag. 85

TO. TESTATO. G PROVA ARANT ITO

dieta lib

eraDALL

abbuffate e sensi di colpa pag. 34 www.starbene.it 5

A

Piatti fumanti in tavola. Forchette e coltelli in pugno. Alt, fermi tutti: devo scattare una foto. Quanti di voi l’hanno detto? Io talmente spesso che le mie figlie a volte mi chiedono se possono rompere il loro uovo alla coque o se intendo prima fotografarlo. A quanto pare non sono la sola: a 1 italiano su 3 è capitato di immortalare il cibo che sta per mangiare, come scriviamo a pagina 18. Il fenomeno viene osservato da anni e ha pure un nome: food porn. Nonché un’interpretazione ai limiti del patologico: l’ansia di condividere più che di gustare. Il bisogno di ostentare più che di godersi un piacere. Non ho dubbi che per alcuni ci sia stata una deriva compulsiva. Eppure faccio fatica a credere che i 19 milioni di persone che hanno fotografato la pizza, pietanza più social di sempre, non se la siano anche goduta. La verità, secondo la nostra esperta Daniela Bavestrello, è che fotografiamo per ricordare e condividere momenti belli. Il cibo è protagonista dei nostri scatti non in quanto tale, ma come ingrediente essenziale dei nostri attimi di felicità. Se torno indietro nella mia timeline di Facebook, ci trovo le mani di mamma, sorella e cugine intente a preparare i panzerotti pugliesi, rito collettivo per eccellenza, catena di montaggio di chiacchiere e pettegolezzi. Ci trovo la teglia di biscotti dalle forme più improbabili realizzati con le mie figlie. E anche i miei tentativi mal riusciti di “causa rellena”, omaggio nostalgico al viaggio estivo in Perù. Insomma, poco porno e tanta emozione. E poi, in barba alla tesi secondo cui rischiamo di gustare meno il cibo, c’è persino uno studio di ricercatori americani, secondo i quali fotografare le pietanze prima di mangiarle le rende più appetibili. Perché noi gustiamo con la bocca, ma anche con la vista e con il cuore.


PR OV AT O. TE ST AT O.

O IT NT RA GA

lab in questo numero abbiamo testato

salute alimentazione

47 La scelta giusta Colesterolo alto e ora che faccio?

27 Dimagrire La dieta Dukan in versione soft

50 Il fisioterapista Braccia stanche? 4 esercizi per te

30 Nutrirsi bene Radici di salute 32 La scelta vegetariana I burger di Azuki 33 A prova di bambini Tutto è più buono se c’è la frutta secca 34 Dieta Libera Non ce l’ho fatta a trattenermi 36 Ricette Un mondo di riso

bellezza 39 Soluzioni 5,10, 30 minuti: e tu quanto tempo hai?

p.44 balsami

51 Malattie rare Adesso c’è un aiuto in più 52 Medicina dolce Guida alla fitoterapia in gravidanza 54 Nuove cure Valvole cardiache: come cambia l’intervento 55 Il farmacista Benessere intimo 56 Cure naturali Quando serve la manipolazione cranio-sacrale 58 Starbene Lab Le app per allenare la memoria

psicologia 65 Strategie È il momento di decidere 68 Self help Allenati a essere felice

71 Tendenze Io scio green

76 Orto Graminacee su misura

46 5 novità da provare

78 Starbene Lab I tovaglioli di carta 80 5 cose da leggere, fare e guardare

fitness 59 In forma Impara a nuotare bene 62 Il programma La gym che dà tono ed equilibrio 64 Vetrina 5 novità da provare

p.78

tovaglioli di carta

stili di vita

75 Animali Aiutali a sopravvivere all’inverno

44 Starbene Lab I balsami per labbra

labbra p.58 app per la memoria

69 Sesso Sono innamorata di un uomo più giovane

74 Moda Ora saldi! Fatti un regalo

42 Focus Prezioso come il miele

6 www.starbene.it

DA

sommario

nel prossimo numero Dossier mal di schiena: le terapie migliori, le posture corrette e tante piccole ma fondamentali avvertenze per ritrovare il benessere


NATURA ITALIANA


chiedi a starbene

al telefono

I nostri esperti rispondono allo

02-70300159 Gli appuntamenti cambiano ogni settimana. Gli esperti rispondono solo alle domande riguardanti le loro specialità.

JAIR ConSONnI Dott.

FISIOTERAPISTA

presso lo studio Fisiokinesio a Legnano (MI) 12 gennaio ore 12-13

RoBERto MeAZZA

Dott.

CARDIOLOGO

responsabile Day service ipertensione, Uoc malattie cardiovascolari al Policlinico di Milano 12 gennaio ore 16-18

MonIA FARINA

Dott.

NUTRIZIONISTA E NATUROPATA 16 gennaio ore 14-15

8 www.starbene.it

Dott.

GIoVANnA CAU

NATUROPATA MASSOFISIOTERAPISTA

esperta in terapia craniosacrale a Cagliari e Milano 13 gennaio ore 9.30-11.30

DAnIElA BAVEStRelLO Dott.

PSICOTERAPEUTA

esperta di psicologia dell’alimentazione a Rimini 17 gennaio ore 9.30-10.30

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MARIASAnDRA aICaRDI

FARMACISTA

titolare della farmacia Aicardi di Bologna 16 gennaio ore 9.30-10.30

EMAD AL JABER

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CARDIOCHIRURGO Istituto cardiologico Monzino di Milano 17 gennaio ore 17-18

aleSSIo teStA

PERSONAL TRAINER OSTEOPATA a Legnano (Mi) 16 gennaio ore 12-13

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MARIUCCIA BUCCI

DERMATOLOGA

a Sesto San Giovanni (MI), Segretario scientifico dell’Isplad 18 gennaio ore 9.30-10.30


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esperti.starbene.it 2 scegli la specializzazione 3 e fai la tua domanda

Dott. CARLO

GARGIULO

MEDICO DI FAMIGLIA a Roma 12 gennaio ore 9-10

SARA SABBADINI Dott.

ISTRUTTRICE DI NUOTO dell’Aquatic Center di Montichiari (BS). 12 gennaio ore 10-11

Risposta garantita entro 72 ore A TUA DISPOSIZIONE

122 ESPERTI 9 di e tol o gi 13 medici estetici 8 medici di famiglia

9 esperti di medicine dolci 9 dermatologi

11ginecologi 7pediatri

GIoRGIo DONEGANI

Dott.

10personal trainer 11psicologi

TECNOLOGO ALIMENTARE

direttore Scientifico di Food Education Italy 16 gennaio ore 13-14

Dott. CARLA

LERtOLA

DIETOLOGA

medico specializzato in scienza dell’alimentazione a Milano, Savona e Gallarate (Va) 18 gennaio ore 14-15

LUIGI tORCHIo

Dott.

MEDICO OMEOPATA esperto di medicina naturale a Torino 18 gennaio ore 15.30-16.30

11senologi 3fisioterapisti

7naturopati 4 neurologi

6 ortopedici

4 cardiologi


eventi VIENI A TROVARCI AL

VILLAGGIO DELLA SALUTE Incontra gli esperti di Starbene al Winter Village di Milano: 5 giorni dedicati al tuo benessere, tra conferenze, corsi, assaggi e consulti gratuiti Winter Village è il primo villaggio della salute allestito a Milano, dal 18 al 22 gennaio nell’area di fronte a via Mario Pagano. Prevenzione, buone abitudini e corretti stili di vita sono i protagonisti della manifestazione, promossa da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna), con il patrocinio di Regione Lombardia, Città metropolitana e Comune di Milano, e con la collaborazione di 8 Società scientifiche e Associazioni, più il contributo di Doc Generici. Nel villaggio, aper-

to a tutti e gratuito, potrai trovare informazioni ed eventi sulla corretta alimentazione, ma anche consulti con gli esperti delle principali Società scientifiche e Associazioni: Aidi (Associazione igienisti dentali

italiani), Amd (Associazione medici diabetologi), Arca (Associazioni regionali cardiologi ambulatoriali), Siia (Società italiana dell’ipertensione), Sip (Società italiana di psichiatria), Simg (Società italiana di medicina generale), Soi (Società oftalmologica italiana) e Uri (Urological Research Institute dell’Ospedale San Raffaele). E potrai incontrare anche gli esperti di Starbene: saremo presenti tutti i giorni nell’area “Mangia sano e bevi responsabile” con uno show cooking, durante il quale gli chef assistiti dai nutrizionisti della nostra rivista realizzeranno un menù che coniuga gusto e benessere (nella pagina accanto trovi gli orari). E in più ci sarà il nostro sportello per consulenze personalizzate, offerte gratuitamente, su diete e nutrizione, intolleranze alimentari e sana alimentazione.

1

Apre il Winter Village l’area dedicata al mangiare sano, coordinata dallo chef Matteo Scibilia (nella foto). Qui, grazie ad assaggi, corsi e percorsi scoprirai i segreti della cucina gustosa, ma sana e leggera, rispettosa dei valori nutrizionali e del giusto equilibrio calorico.

Altre info e il calendario completo degli appuntamenti su

wintervillage.it


quella voglia di prevenzione

«DA UNA NOSTRA RECENTE INDAGINE», spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda, associazione organizzatrice di Winter Village, «emerge che la salute rimane lo scopo primario nella vita delle italiane. Per il 69% delle donne il benessere rappresenta una priorità, ma per quanto si abbia più attenzione rispetto al passato, solo il 46% è

soddisfatto (70% nel 2006) della gestione della propria salute e 2 su 3 (67%) vorrebbe fare di più. Le principali barriere che

ostacolano un’efficace attività di prevenzione sono il costo delle prestazioni (63%) e la scarsa informazione sugli esami di screening da effettuare (24%). Per questo vogliamo offrire la possibilità a tanti cittadini di avere consulti medici gratuiti e di immergersi in un percorso nel mondo della salute».

gli show cooking in compagnia dei nostri esperti

dottoressa

Carla Lertola

mercoledì 18 e giovedì 19 gennaio ore 16.30

dottoressa

Serafina Petrocca venerdì 20 ore 11.30

2

Nell’area della salute, potrai ricevere informazioni sui corretti stili di vita che ti aiutano a prevenire le principali patologie e poi fare un’esperienza digitale di realtà aumentata con la tecnologia oculus, per comprendere l’importanza della diagnosi precoce, delle cure e della continuità terapeutica.

3

Per te, anche consulti medico specialistici gratuiti in cardiologia, diabetologia, medicina generale, oftalmologia, psichiatria, urologia o una consulenza in igiene dentale.

dottoressa

Diana Scatozza sabato 21 ore 11.30

dottoressa

Paola Salgarelli domenica 22 ore 11.30

www.starbene.it 11


sportello dei diritti del paziente Secondo l’ultimo rapporto Istat, quasi 7 milioni di donne italiane hanno subito qualche forma di abuso nel corso della loro vita.

Dopo un intervento di stabilizzazione della colonna vertebrale ho avuto dolori che non rispondevano

agli analgesici. Ho dovuto subire due ulteriori interventi perché i mezzi di sintesi erano stati mal posizionati. Ora cammino solo con l’ausilio di bastoni canadesi. C’è una responsabilità per l’errore di cui sono stato vittima?” Davide, Milano

«Il trattamento chirurgico di stabilizzazione è colto a risolvere sia l’instabilità delle vertebre sia la sintomatologia neurologica che si manifesta quando le vertebre si spostano dalla loro sede e perdono il loro allineamento fisiologico», risponde Paola Tuillier, avvocato del Foro di Roma. «Da

quanto riferisci, sembra invece che tu non abbia avuto giovamento e, per colpa

di un posizionamento incongruo di viti e placche, sei stato costretto a subire altri due interventi. Quando i mezzi di sintesi non vengono ben posizionati, come nel tuo caso, le conseguenze sono prevalentemente neurologiche (dolore e limitazione funzionale). Il loro inserimento richiede quindi massima attenzione e prudenza da parte del chirurgo. Nel tuo caso, il numero di

interventi successivi dimostra la carente tecnica chirurgica utilizzata. Rivolgiti perciò a un medico legale per una visita che permetta di stabilire, a situazione fisica stabilizzata, quale è il danno fisico che hai subito, per poi richiedere un risarcimento per l’errore di cui sei stato vittima». 12 www.starbene.it

A 16 anni sono stata violentata da un insegnante. Gli comminarono una pena breve perché si scoprì che aveva un tumore al cervello e dissero che la malattia poteva interferire con il controllo degli impulsi. Oggi, a distanza di anni, è vivo e libero. Posso fare ancora qualcosa per rivalermi del danno che ho subito?” Lara, Genova

«L’articolo

585 del codice di procedura penale prevede termini precisi per l’impugnazione delle sentenze penali che oscillano, a seconda dei casi, tra un minimo di 15 giorni a un massimo di 45 e che iniziano a

decorrere da momenti diversi, anche questi stabiliti dalla legge», risponde Salvatore Frattallone, avvocato del Foro di Padova .«Ma bisogna ricordare che in quel processo tu eri la persona offesa: ciò significa che, in ogni caso, non avresti potuto appellare quella condanna per chiedere che al tuo insegnante fosse irrogata una pena più grave, ma solo sollecitare il Pubblico Ministero a impugnarla e a chiedere una condanna più pesante. Se non sono trascorsi più di 5 anni dal fatto, comunque, e non ti eri costituita parte civile nel giudizio penale, puoi fargli causa in sede civile per chiedere di essere risarcita dei danni alla salute che ti ha provocato.

La tua domanda riguarda fra l’altro un dibattito ancora aperto, in ambito sia giuridico sia neuroscientifico: se esista o no una

correlazione tra patologie organiche e orientamento criminale. Uno studio del 2003 su un quarantenne, per esempio, ha dimostrato come questi, dopo l’insorgere di un tumore, avesse iniziato a molestare la figlia per poi smettere dopo la rimozione della neoplasia. Tuttavia, nei processi il nesso deve sempre essere dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio e una sentenza di condanna, così come una di assoluzione, non può fondarsi su deduzioni». di Ida Macchi

>scrivi a starbene@mondadori.it


i 5 sensi ASCOLTA la musica e parla con gli amici

Comode e dal design avvolgente le cuffie dotate di padiglioni ruotabili di 180° e completamente ripiegabili: l’archetto regolabile è rifinito con cuscinetti morbidi e confortevoli. L’isolamento acustico e la qualità sonora sono assicurati dallo speaker in neodimio di 40 mm. Ci sono anche microfono e tasto remote control per comandare le tracce audio e per rispondere o chiudere le telefonate. Speak Smart Fluo, MySound di Meliconi (13,99 €, in 4 tinte fluo, su meliconi.com).

ANNUSA la freschezza Se cerchi un’eau

de toilette leggera e delicata puoi provare questa che mescola il lillà e la malva a note solari e cipriate che lasciano la pelle profumata di buono. Senza parabeni, coloranti, ftalati. Lilas Mauve, Un Matin au Jardin di Yves Rocher (17,95 €, 100 ml, nei monomarca).

GUSTA

il tè nero bio Nella graziosa lattina con Audrey

Hepburn in versione cartoon c’è un tè nero rivitalizzante di qualità premium, certificato biologico. Puoi scegliere tra tante altre miscele con pezzi di frutta ed erbe, che trovi anche in scatole da 15 filtri biodegradabili. Tiffany’s Breakfast di Or Tea? (10,50 €, la latta da 75 g; 9,90 € la scatola, in negozi bio, erboristerie e su fiordiloto.it).

TOCCA

il contorno occhi hi tech Questo trattamento 3 in 1

concentrato, coperto da ben 10 brevetti, leviga le pelle e illumina lo sguardo. Merito dell’applicatore massaggiante zamak (una lega di zinco di altissima qualità) che esercita un piacevole massaggio, rinfrescando e decongestionando la pelle. Che resta setosa e morbida grazie anche alla deliziosa texture della crema effetto “blur”. Nuxellence® Zone Regard di Nuxe (39 €, 15 ml, in farmacia e parafarmacia).

GUARDA

la mostra coloratissima Fino al 31 gennaio, presso la Corte Isolani di Bologna puoi ammirare la mostra Colors del fotografo Paolo Gotti. L’esposizione raccoglie alcuni scatti dove il colore appunto svolge un ruolo da protagonista e, nello stesso tempo, crea un collegamento con i pittori del passato. Così, Cuba (nella foto) si ispira a Eduard Manet, in particolare alla sua frase: “Tutto ciò che viene privato della sua libertà perde sostanza e si spegne rapidamente”. Info: corteisolani.it

di Michela Duraccio

SEGUI IL CUORE

regala acqua pulita a una famiglia africana Questo braccialetto

di perline è fatto a mano, in Kenya, da donne che utilizzano forme d’arte tradizionali. Lavorando con Me to We (metowe.com), un’innovativa impresa sociale, possono migliorare la propria casa, acquistare cibo e medicine, persino diventare leader nelle loro comunità. Inoltre, per ogni braccialetto acquistato, regali un mese di acqua pulita a una famiglia africana (14,40 € circa, su candyforchance.net).

www.starbene.it 13


memo benessere febbraio

21

gennaio

SPORT&SOLIDARIETÀ

Scienziati, coach e campioni dello sport parleranno di alimentazione, attività fisica e benessere al convegno Muscoli col cuore, organizzato da Affwa (Accademia del Fitness Wellness Antiaging). Un incontro all’insegna della solidarietà: l’intero incasso (ingresso 20 €) sarà devoluto ai terremotati di Norcia. Appuntamento il 21 gennaio a Parma, Galleria Crocetta 9/A. Info su: affwa.it

FIRENZE SULLE PUNTE

Il capoluogo toscano diventa un punto di riferimento mondiale della danza, con tantissime iniziative a suon di musica. Potrai cimentarti in lezioni e stage tenuti da maestri di fama internazionale, con decine di stili e generi differenti. È Danzainfiera, che dal 23 al 26 febbraio si terrà alla Fortezza da Basso. Info su: danzainfiera.it

BENESSERE IN FIERA A Zen-A Fiera Benessere

di Genova trovi tutto quello che cerchi se vuoi vivere in modo naturale. Dalla cura della persona, all’alimentazione, alla casa eco-oriented fino all’abbigliamento. E anche un giardino zen dove si terranno dimostrazioni di discipline olistiche. Dal 10 al 12 febbraio, ai Magazzini del Cotone, ingresso 6 € Info su: zena.ge.it VIBRAZIONI

PER NEOMAMME

10-12 febbraio

di Camilla Ghirardato

14 www.starbene.it

Il consultorio milanese Gepo per il 2017 propone trattamenti con le campane tibetane, per sostenere le neomamme nella fase delicata del postparto. E per aiutarle a trovare uno spazio di decompressione tra impegni e nuove responsabilità. Il primo appuntamento è per il 20 gennaio alle 11 (25 €). Per info e prenotazioni: 02-8057045, gepomilano@yahoo.it, gepoconsultorio.com

20

gennaio

CHE BUONE QUESTE ARANCE! Chi ha voglia

28 gennaio

di una spremuta benefica, scenda in piazza il 28 gennaio: tornano le Arance della salute, appuntamento con il quale Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro raccoglie nuove risorse destinate alla prevenzione. Con 9 € riceverai una reticella da 2,5 kg di arance. Guarda dove LA PREVENZIONE AL SENO trovare i Lilt Roma e Yamamay si sono banchetti uniti per ricordare alle donne di su airc.it volersi bene. Così, fino al 31 marzo, offrono visite senologiche gratuite a chi prenota chiamando il 333-6073331 oppure inviando un sms o un messaggio tramite Whatsapp e Telegram. Approfittane! Info su: legatumoriroma.it

fino al

31 marzo

MIGLIORA LA VISTA Sei miope, astigmatica, ipermetrope o presbite? Prova a migliorare con il metodo Bates: non è una ginnastica oculare, ma un metodo olistico che risale alle origini dei problemi visivi. Se vuoi provare, segnati le date degli incontri con gli esperti: 18 febbraio, 1 aprile, IDEE IN 6 maggio e 10 giugno. MOVIMENTO A Milano, Spazio Sei una persona Sophie. Info su: creativa? Il 29 scuolabates.it gennaio non prendere impegni. A Torino si organizza un evento originale: è Tedx, un incontro per esporre la propria idea innovativa, rivoluzionaria e controcorrente. Ognuno dei 21 ospiti ha solo 14 minuti di tempo per esporre il suo progetto sorprendente. Al Centro Congressi Lingotto, ore 10. Info su: tedxtorino.it

18

dal febbraio

29 gennaio

Shutterstock

23-26


lo sapevi che...

iStock, Getty

i cibi più sono viscosi più ti saziano a lungo

Lo ha dimostrato un articolo pubblicato sull’American journal of clinical nutrition. Tutti i partecipanti allo studio sono stati invitati a bere quotidianamente 500 ml di milk shake che differivano per viscosità (la velocità di scivolamento nello stomaco) e densità energetica (numero di calorie per ml di bevanda). Ebbene: i ricercatori hanno visto che alla maggiore viscosità corrispondeva un aumento della sazietà percepita. L’aggiunta di addensanti e gelificanti ai cibi liquidi potrebbe dunque servire ad abbassare l’introito di calorie. Per più info: goo.gl/Jv0du7

I NOSTRI ESPERTI ANCHE IN RADIO

I consigli firmati Starbene li trovi anche in radio. Dove e quando? Dal lunedì al venerdì, su Radio Monte Carlo alle 12.15, segui la rubrica RMC DOC: ascolterai le pillole di benessere dei nostri esperti. E se la musica è la tua passione e vuoi che diventi anche la tua “medicina”, ecco i brani per star bene consigliati da Radio Monte Carlo.

la plAylist Del benessere

➔FAKEAR All Of Us ➔LADY GAGA Million Reasons ➔COLDPLAY Everglow ➔STING Inshallah

GLI ANTIBIOTICI NEI POLLI SI USANO SEMPRE MENO

In Italia l’uso preventivo di antibiotici nei polli, cioè per prevenire le malattie, è vietato dal 2006: i farmaci si possono utilizzare solo per curare animali già ammalati. In più deve passare il “periodo di sospensione”, un tempo necessario perché l’animale guarito smaltisca ogni residuo di farmaco prima di arrivare in tavola. Ma anche l’uso lecito dei medicinali, per evitare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, è stato ridotto del 40% in 3 anni. Lo ha dichiarato all’Adnkronos Lara Sanfrancesco, direttore di Unaitalia, associazione di categoria che tutela la filiera delle carni.

le protesi al pene funzionano se ci credi Le protesi al pene sono la soluzione nei casi di malformazioni o malattie (come le neuropatie diabetiche) che danno un’impotenza non risolvibile con i farmaci. Funzionano bene, a patto che il paziente non abbia aspettative sbagliate. Lo sostiene Franco Avenia, vicepresidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica, sottolineando quanto sia importante non solo il chirurgo “bravo”, ma anche la selezione dal punto di vista psicologico del paziente. Esiste infatti addirittura la “sindrome del pene rattoppato”: vi incorre chi, dopo aver subito l’operazione, si vede così “diverso” da pensare di non essere guarito, al punto da avere, nonostante l’intervento a regola d’arte, ancora problemi di impotenza. Insomma, il bisturi non rende felici in automatico.

24%

di energia in più

è quella richiesta quando si salta rispetto a quando si corre. Ecco perché i balzi risultano così faticosi. Lo hanno testato all’Università di Jena, in Germania: uno sforzo maggiore però solo per gli adulti che, per saltare, oltre ai glutei coinvolgono le caviglie. www.starbene.it 15


starbene attualità

nella CENTRALE che decide

OPERATIVA

I TRAPIANTI

Organi, ma anche tessuti come la cornea o cellule staminali estratte dal cordone ombelicale. È qui che, quando sono disponibili, vengono “smistati” tra i pazienti in attesa di Rossella Briganti

curiosare nel Cnt, dove la vita e la morte si intrecciano, ai confini dell’esistenza. Appena entrati nel gran-

de salone che ospita la centralina operativa, si intuisce subito che qui la posta in gioco è altissima e la domanda di organi, cellule e tessuti è continua. Seduti davanti al computer, una ventina di giovani lavora assiduamente, senza sosta, facendo e ricevendo telefonate non stop.

16 www.starbene.it

A colpo d’occhio, sembra di entrare a Wall Strett e di respirare la stessa aria di concitazione febbrile che circola tra i brokers in Borsa. «In realtà è il più grande centro di ricezione e smistamento di organi esistenti in Italia, in costante contatto con gli altri Paesi del Sud Europa attraverso la South Transplant Alliance, la rete di trapianti tra Paesi confinanti», spiega il dottor Alessandro Costa Nanni, direttore del Cnt. «Dal 2002 abbiamo realizzato circa 40.000 trapianti di organi solidi, 15.000 di tessuti (soprattutto di cornea, ramo in cui siamo primi in Europa) e oltre 5000 di cellule staminali emopoietiche, preziosissime per curare le leucemie. Il criterio di assegnazione, rispetto alle liste di attesa regionali e nazionali? La gravità della situazione clinica,

Sintesi

“Diamo il meglio di noi”. È questo il nome della campagna a favore della donazione di organi, cellule e tessuti appena inaugurata dal Centro nazionale trapianti (Cnt di Roma. Attiva anche sui social, mira a sensibilizzare gli italiani sulla necessità di un gesto d’altruismo che salva centinaia di vite. Un gesto che a volte non costa nulla (pensiamo al cordone ombelicale del proprio bimbo, ricchissima fonte di cellule staminali) ma che spesso non viene compiuto per distrazione, dimenticanza o totale disinformazione. Per saperne di più, siamo andati a


perché si dà la priorità a chi versa in condizioni critiche, sospeso nel braccio della morte». Orecchiare le telefonate che intasano la centrale operativa è un’esperienza da brividi. In meno di 5 minuti, arrivano due “offerte”: il fegato di un uomo italiano di 67 anni e i polmoni di un bambino francese di 6 anni. In Emilia Romagna, regione in cui è avvenuto il decesso, il fegato al momento non serve e si rende subito disponibile sulla rete nazionale. Non servono alla Francia neanche i polmoni del piccolo Julien. Sono già pronti a decollare con un volo sanitario, nascosti in una “24 ore” colma di ghiaccio, per salvare la vita a un bimbo uguale a lui, che parla un’altra lingua. Non c’è tempo da perdere. Qui l’urgenza è la madre di tutte le ragioni. E i giovani della centrale operativa, divisi per sezioni in base all’assegnazione degli organi, non mollano l’on line un attimo perché sanno che la loro è una corsa contro la morte.

le ultime conquiste della scienza

«Abbiamo 4 ore di tempo per trapiantare un cuore, 5 per i polmoni, 8 per il fegato e 20 ore per i reni», spiega il dottor Nanni Costa. «Grazie alle moderne macchine di perfusione riusciamo a “rigenerare” anche organi prelevati a cuore fermo, reidratandoli e reinfondendoli di sangue e soluzioni proteiche. Inoltre, negli ultimi anni, grazie alle conquiste nel campo delle terapie mediche, siamo riusciti ad abbattere due limiti: quello che per donare bisogna essere giovani e in piena salute. Attualmente, il 70 per cento delle donazioni di organi previene da donatori “over 70” ed è possibile trapiantare anche organi provenienti da persone non in buone condizioni di salute». È il caso del fegato sottratto a infezioni batteriche anche gravi, trapiantato e curato poi, dopo aver “traslocato” in nuovo corpo. Ed è attualmente al vaglio la possibilità di trapiantare anche un fegato proveniente da un paziente HCV positivo, cioè affetto da epatite C. Con i nuovi farmaci, il trapiantato può essere tranquillamente “ripulito” e curato in un secondo tempo. L’importante è salvargli la vita. L’urgenza, prima di tutto. Solo seguendo le sue ragioni, cuori e reni volanti (da una regione all’altra, da una nazione all’altra) vengono artificialmente tenuti in vita finché non ricominciano a pulsare in un altro corpo, senza soluzione di continuità. Là dove si spegne una vita, se ne accende un’altra. C’è chi si ferma e chi va avanti. Sotto la stella della gratitudine.

A destra, la centrale operativa del Cnt. Sotto, la scheda di un paziente prossimo al trapianto, che verrà seguito anche nel dopo intervento.

NUMERI IN CRESCITA

➔ «Da gennaio a ottobre, nel 2016 in Italia sono stati eseguiti 3268 trapianti di organi solidi, di cui 1700 di rene, 1189 di fegato, 252 di cuore, 137 di polmone e 71 di pancreas», dichiara con soddisfazione il dottor Alessandro Nanni Costa. «Un trend in ascesa se si pensa che nel 2015 erano stati eseguiti 3002 trapianti in tutto l’anno, segno che la cultura della donazione si sta diffondendo anche in Italia». Eppure, bisogna crescere ancora: la catena di solidarietà non è sufficiente a coprire tutte le richieste. ➔ Attualmente, il Cnt ha circa 9000 pazienti in lista di attesa, sospesi tra la vita e la morte, di cui quasi 7000 per un trapianto di rene, organo che può essere donato anche da vivente. Tra consanguinei, certo. Ma non solo, grazie alle cosiddette catene samaritane che si stanno creando tra i parenti dei pazienti. Funzionano così: una donna, ad esempio, si dichiara disponibile a donare un rene al marito, per sottrarlo all’incubo della dialisi. Eseguita la tipizzazione, si scopre che non è compatibile con suo marito per il quale, invece, risulta idoneo il rene di un’altra donatrice, anch’essa in listadonatori per il marito al quale va benissimo il rene della prima. Si entra quindi, in una catena solidale di “scambio di organi”, utile a tutti.

301

90%

numero dei trapianti di rene da vivente eseguiti in Italia nel 2015

la percentuale di sopravvivenza dei trapiantati di rene a 5 anni di distanza

La rete del Cnt è in continuo contatto con le liste regionali e con gli uffici anagrafici dei Comuni, che registrano la volontà dei donatori.

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starbene attualità

perché

FOTOGRAFIAMO

tutto quello che

MANGIAMO?

Non è il narcisismo che ci spinge a postare sui social le immagini dei piatti che abbiamo in tavola. È la voglia di convivialità. Parola di psicologa di Angela Altomare

Facebook, Instagram, Twitter, Whatsapp: ogni social è buono per rendere partecipi del pasto amici e conoscenti.

30% gli italiani che, abitualmente o occasionalmente, condividono le foto di pietanze

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gli appuntamenti

>A ROMA Workshop di food photograghy e food styling. In un weekend dedicato all’arte della fotografia del cibo, si apprendono le tecniche per utilizzare smartphone e app e i principi base del food styling. Le prossime date sul sito ied.it >A BERGAMO Corso di food photography. In 4 lezioni teoriche e pratiche della durata di 2 ore, che si terranno a partire dal prossimo 6 marzo, si impara come ottenere il massimo dalle fotografie anche grazie alla costruzione del set e allo styling del piatto. Info su corsifotografiabergamo.it

Su Twitter, Facebook e Instagram sono milioni gli scatti che immortalano pietanze preparate e consumate a casa o fuori. Secondo la classifica stilata da Sous Vide Tools, la superstar è la pizza, con più di 19 milioni di foto pubblicate. Seguono poi il sushi (13 milioni), e il pollo (12 milioni). Apprezzate anche l’insalata (10 milioni) e la pasta (7 milioni). Fotografare i piatti per poi condividerli sui social è ormai una consuetudine per molti. Secondo gli ultimi dati Coldiretti/Ixè, lo fa un italiano su 3. Il 9% pubblica spesso, il 2% abitualmente, il 19% solo nelle occasioni speciali. Ma perché questo fenomeno è diventato così popolare? «La fotografia è una forma espressiva usata per ricordare e condividere bei momenti. Catturare con uno scatto ciò che si ha nel piatto riconosce al pasto la valenza di un’esperienza degna di essere raccontata. La condivisione della foto crea intorno al cibo una sorta di convivialità allargata: si invitano gli altri a gustare insieme, virtualmente, ciò che si sta per mangiare», spiega la dottoressa Daniela Bavestrello, psicologa e psicoterapeuta. Lo scatto della ricetta preparata con le nostre mani esprime la nostra identità. «Il cibo rappresenta un aspetto del nostro modo di essere: siamo ciò che mangiamo, ma anche ciò che prepariamo. Mentre i nostri selfie spesso sono legati a un bisogno narcisistico, le istantanee del cibo che prepariamo esprimono la nostra creatività. Mostrano agli altri una competenza personale», afferma Bavestrello. «Anche quando si pubblicano piatti cucinati da altri e consumati fuori casa lo si fa solitamente non per cercare un riconoscimento sociale, ma per condividere l’abilità di chi li ha preparati. Diverso è il discorso se a finire sui social sono piatti pregiati e costosi: in quel caso si vuole dimostrare la propria superiorità», puntualizza l’esperta. Immortalare il pasto prima di consumarlo lo rende più appetitoso, spiega l’esperta: «Non solo perché è necessario prepararlo con più cura, ma perché il cibo si gusta anche con la vista», conclude la nostra esperta. La conferma arriva da un’indagine del dipartimento di Food marketing della St. Joseph’s University di Philadelphia e della School of business administration dell’Università di San Diego. I ricercatori americani hanno scoperto che fotografare i cibi prima di consumarli li rende più appetibili non solo a chi scatta, ma anche a chi li osserva.


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guida all’uso del GREENERY

IL COLORE

del 2017

Frizzante e fresco, “tira su” di morale ma non è così facile da portare. Ecco i consigli dell’esperta per un look perfetto

La modella Yaya DaCosta.

di Fiamma Sanò L’attrice Bella Thorne.

Sarà un anno tutto verde. Anzi, più esattamente

di una sfumatura chiara e vivace definita “greenery”. Questa è la tinta dell’anno secondo Pantone: l’azienda grafica statunitense infatti ogni anno individua un colore simbolico, che rappresenta la cultura contemporanea. Greenery, spiega il portavoce di Pantone, è una tonalità «verde-gialla fresca e frizzante che rievoca i primi giorni di primavera. È rivitalizzante, è un inno alla vita, emblematico della ricerca di passioni e di nuovi impulsi». Ma come lo mettiamo? Probabilmente lo indosseremo in primavera, ma già molte celebrità lo hanno sfoggiato sui red carpet. Per esempio Sarah Jessica Parker, Heidi Klum e Keira Knightley si sono lasciate tentare dall’abito da sera tutto verde. Però, spiega la consulente di immagine Rossella Migliaccio (rm-style.com) bisogna prestare attenzione al greenery: «È un colore che sta bene

alle rosse e, più in generale, a chi ha una palette calda, con pelle ambrata e capelli ca-

E NEL TRUCCO?

«Gli ombretti verde chiaro sono sempre molto difficili», avverte l’esperta Rossella Migliaccio. «Più adatti alle sfilate che alla vita quotidiana, possono funzionare abbinati a un trucco smokey nero o marrone per una serata anni ’80. Oppure, chi ha gli occhi verdi può passare una leggera sfumatura di kajal dello stesso colore nella rima palpebrale inferiore». E se hai scelto un outfit in greenery? «Punta sul rossetto! Sceglilo viola, oppure fucsia, seguendo lo stesso criterio di abbinamento usato con gli abiti anche per il make up».

stani, come la socialite Olivia Palermo. Sarebbe da evitare invece con un viso molto pallido e un tono di pelle freddo». Un problema che si risolve con il giusto abbina- La modella mento. «Meglio tenerlo lontano dal viso, e usarlo Heidi Klum. per gonne, pantaloni, accessori. Abbinalo a

IPA, Contrasto (3)

tutte le sfumature del giallo, dell’arancio e del marrone. Oppure gioca con i comple-

mentari, come i violacei: la modella italiana Eva Riccobono, per esempio, ha indossato una splendida gonna greenery con la camicia lampone. Vanno bene anche orchidea e ciclamino, il più vivace possibile. O sceglilo stemperato da una fantasia optical anni ’60: è un colore tipico di quella decade. Le muse ispiratrici saranno Jackie Kennedy e Twiggy, ma è preferibile non ricorrere a un abito vintage: declinato in greenery rischia di risultare “antico”».

L’attrice Jennifer Lawrence.

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GIOIE E DOLORI DI

UN GENITORE SINGLE Sono sempre di più le madri e i padri che vivono soli con i figli. Ma che ora trovano in Rete aiuto e amicizia di Flora Casalinuovo

Immagina una città come Parigi, con i suoi abitanti che superano di gran lunga i 2 milioni. Ecco, i genitori single italiani sono lo stesso numero, anzi di più. Perché, lo dice l’Istat, arrivano a quota 2.439.252. In pratica, rappresentano il 4,5% della popolazione. Non è poco: basta pensare, infatti, che nel 2013 erano solo l’1,4%. Nella maggior parte dei casi si tratta di mamme che vivono con i loro bambini, anche se l’affido congiunto è realtà per quasi 9 famiglie separate su 10. Peccato che, numeri a parte, queste persone siano spesso dimenticate, come racconta il nuovo libro Genitori single – Manuale di sopravvivenza per avere una relazione sana con i figli e con l’ex (Giunti), scritto da Giuditta Pasotto e Tommaso Sacchini. Chi sono allora queste donne e uomini alle prese con una vita da ricostruire? Scopriamolo insieme.

un esercito in difficoltà e variegato

Giuditta Pasotto non è solo l’autrice del manuale edito da Giunti. Nel 2015 ha creato GenGle.it, il primo social network per chi cresce i propri figli da solo. «Conosco molto bene la categoria», esordisce. «Non si può dire lo stesso di società e istituzioni. In Italia, tutto è pensato per la

famiglia classica o, al massimo, per le coppie. Da qualche anno il mercato considera i single, ma quelli che hanno bambini sono dimenticati. Infatti, la solitudine è il primo sentimento che li accomuna tutti. Si trovano a dover compiere ogni passo da soli: dalle scelte educative per i figli al lavoro, dalla gestione della routine quotidina fino

L’attrice Anna Falchi e la figlia Alyssa, 6 anni, avuta da Danny Montesi.

all’ansia per il futuro: tutto è esclusivamente sulle loro spalle. Spesso, infatti, si volatilizzano anche parenti e amici perché una separazione o una scelta controcorrente come quello di essere una mamma single crea squadre e nemici. Non parliamo poi di un nuovo amore: sfiducia e stanchezza sembrano quasi annullare i sentimenti». Questo ritratto assomiglia a un filo rosso che percorre migliaia di storie e testimonianze, in realtà spesso diversi tra loro. «È una tribù eterogenea, diffusa soprattutto al Nord e nelle grandi città», nota Gisella Bassanini, presidente di Small Families (smallfamilies.it), un portale che offre ascolto, consigli, informazioni alle famiglie monoparentali. «Ci sono separati e divorziati, vedovi e quelli che un partner non l’hanno mai avuto. Problematiche e desideri, quindi, sono molto differenti».

alle prese con un’esistenza “variabile”

Ma come stanno, allora, questi genitori single? «Sul fronte economico, spesso hanno meno risorse», prosegue Gisella Bassanini. «La famiglia diventa monoreddito mentre aumentano le spese: salgono affitto e bollette che


Katie Holmes con la piccola Suri, 10 anni, figlia di Tom Cruise.

Il conduttore televisivo Tiberio Timperi e il figlio Daniele, 12 anni.

Antonella Clerici sorridente accanto a Maelle, 7 anni, nata dalla relazione con Eddy Martens.

indirizzi a prova di clic

➔ Il web è un’ancora preziosa per le famiglie monogenitoriali, che oggi provano a ricostruirsi una nuova vita a colpi di clic. Ecco, genitorisingleitalia.it, il portale che organizza anche feste e incontri; byparent.com che ha proprio una chat per conoscere nuovi amici (e non solo) e, infine, genitorisingle.net, la prima community 2.0 “per chi cerca una seconda possibilità per trovare la felicità”.

L’altro grande scoglio è la gestione della quotidianità: gli incastri tra lavoro e prima si dividevano.

figli si trasformano in un puzzle complicato e l’emergenza manda in crisi anche la mamma e il papà più organizzati, che possono contare solo sulle proprie forze». Anche sul fronte psicologico non mancano le difficoltà. «Il fallimento della relazione e il rapporto bur-

IPA (3), Getty

rascoso con l’ex, assomigliano a macigni che frenano la tranquillità. Per questo esiste un’unica via d’uscita: abbandonare il rancore ed essere più concilianti, prima di tutto con se stessi», spiega Giuditta Pasotto. «Ho imparato anch’io che è meglio ridimensionare: lotte e litigi non portano a nulla e destabilizzano ancora di più i piccoli. Tra l’altro, si vive comunque un’esistenza sospesa: per buona parte del

tempo si è un genitore 24 ore su 24, sopraffatto da obblighi e dubbi; periodicamente ci si ritrova soli, con una libertà che pesa e magari non si può godere a pieno visto che mancano amici e compagnia. Allora meglio affidarsi a un pizzico di leggerezza e darsi piccoli obbiettivi quotidiani. Perché, allora, non imitiamo i figli? Loro vivono proiettati nel domani, curiosi di quello che faranno e scopriranno. Facciamolo anche noi».

il futuro è condividere

La parola d’ordine è fare rete. «È quello che accade anche sul nostro social», racconta Giuditta Pasotto. «È fondamentale aprirsi al mondo, crearsi nuovi contatti, persone che condividono esigenze simili, con cui aiutarsi a vicenda. Non

si può essere sempre wonder woman (o wonder man) e non c’è nulla di cui vergo-

gnarsi nel lanciare un s.o.s. La filosofia delle rete è la stessa che cerco di mettere in pratica per gli iscritti, ottenendo sconti e convenzioni. Per esempio, abbiamo vinto la battaglia delle vacanze e ottenuto le riduzioni per i genitori single». «In Spagna esistono addirittura

dei coach, che seguono mamme e papà dopo passo sul fronte psicologico e pratico», conclude Gisella Bassanini. «Noi

stiamo insistendo molto sulla mentalità: abbiamo creato una collana di libri ad hoc, organizziamo dibattiti e incontri per far conoscere questa realtà. È un problema di cultura, di mentalità: nel 2017 non possiamo pensare ancora che tutto ruoti intorno alla famiglia classica».

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rilassati, libera la mente e osserva la foto senza

per te

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staccare lo sguardo per 1-3 minuti. Non controllare l’orologio: se vuoi conta 18 respiri

FORZA: APRI

BIOS

IL TUO CUORE

Nel giardino d’inverno, le camelie sono tra i fiori che resistono meglio al gelo, conservando colori vivaci e petali turgidi anche a temperature polari. «L’apertura delle corolle, in particolare del fiore in primo piano che assomiglia a un piccolo cuore, ci ricorda che il fiore è una creatura sensibile e innamorata della vita», commenta Maria Beatrice Toro, psicoterapeuta esperta di meditazione mindfulness a Roma. «Dischiude i suoi petali alla luce e ci regala una bellezza incondizionata». Mentre osservi questo angolo di giardino fai mente locale sulle persone che ultimamente hai trattato con durezza, i rapporti in cui ti sei dimostrata arida e chiusa. Prendi l’esempio dal fiore, che del resto è un classico soggetto di meditazione, e apriti allo scambio affettivo e alla vita. Non devi aver paura: per quanto fuori faccia freddo, nel tuo cuore il calore dell’amore c’è sempre. di Rossana Cavaglieri


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starbene Tutte (o quasi) conosciamo La Dieta Dukan, il controverso regime iperproteico che porta il nome del suo ideatore, un medico nutrizionista francese. Ma poche sanno che esiste anche una versione soft, per perdere peso senza rinunce. È indicata per chi ha meno di 15 chili da smaltire... e non sa rinunciare ai carboidrati e a qualche sgarro. Non prevede più 4 fasi: 2 per dimagrire e 2 per mantenere il risultato raggiunto. Lo schema è settimanale e va ripetuto, senza variazioni, fino al raggiungimento dell’obiettivo sperato. Vediamo che cosa prevede, con il dottor Pierre Dukan. ➞

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starbene alimentazione

perdi peso step by step

«Ho voluto immaginare la settimana di dieta come una scala di sette gradini. Ogni giorno il menu cam-

bia, passo dopo passo si aggiungono nuove famiglie di alimenti, da quelli più vitali e nutrienti a quelli più gratificanti. E poi si ricomincia, seguendo lo stesso

schema, fino ad arrivare al traguardo», spiega il dottor Pierre Dukan. Il lunedì si possono mangiare

solo cibi ricchi di proteine, senza limiti di quantità.

Sì quindi a carni magre (agnello e maiale sono vietati), pesce (anche affumicato o in scatola al naturale), frutti di mare uova, seitan, tofu, latticini light (yogurt allo 0% di grassi, formaggio fresco allo 0-5% e ricotta al 5-6%). «Le uniche eccezioni sono rappresentate dalla crusca d’avena (1 cucchiaio e mezzo obbligatoriamente tutti giorni) che è concessa perfino nella fase d’attacco CONSULTA GRATIS (la più dura) del metodo tradiIL NOSTRO ESPERTO zionale, e il konjac (un tubero a dott. Pierre Dukan calorie zero che viene impieganutrizionista francese. Scrivigli a: to per la preparazione di una starbene@mondadori.it specie di pasta), consumabile a piacere anche sempre. Sì, poi, quotidianamente, a 1 litro e mezzo di acqua oligominerale, a 1 litro di infuso “attivatore” (da bere freddo) di tè verde e peperoncino, a poche gocce di olio evo per cucinare e a una bella camminata», precisa l’esperto. Il martedì vengono inserite nel

500 g il peso minimo che puoi smaltire in 7 giorni

menu, senza porzioni da rispettare, le verdure crude e cotte (tranne quelle amidacee come le patate). Il mercoledì un frutto fresco a fine pasto (con l’esclusione di banane e uva). Il giovedì, ultimo giorno della fase dimagrante, 50 g di pane integrale.

rilassati nel weekend

Il venerdì, invece, è un momento di pausa (non si cala più, né si ingrassa) e si possono mangiare 40 g di formaggio che non superi il 45-50% di grassi. «Ed eccoci arrivati al weekend che può comportare un recupero parziale del peso perso», avverte Dukan. Sabato compaiono i cibi amidacei: 210 g di lenticchie o 200 g di quinoa o 190 g di pasta o 140 g di riso bianco o, ancora, 140 g di patate bollite (i pesi si riferiscono tutti all’alimento cotto). È un giorno di relax che precede la domenica di

“festa”: un pasto (il pranzo o la cena, non tutti e due) è completamente libero. Si può portare in

tavola tutto quello che si vuole, vino e dessert compresi. Unica regola: mai fare il bis.

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mantieni il traguardo raggiunto «Una volta conquistato il giusto peso (per calcolarlo vai su dietadukan.it) devi affrontare un periodo

di vulnerabilità pari a 10 giorni per ogni chilo smaltito (per esempio: 80 se sei calata di 8). Dividi questo tempo in due tranche uguali: nella prima sì a tutti i cibi dello schema settimanale, la differenza è che le proteine pure le mangi il giovedì e che il pasto di festa puoi consumarlo in qualunque giorno. Nella seconda parte, invece, puoi prevedere 1 frutto in più al dì e 2 porzioni di amidacei e 2 pasti della festa alla settimana. Resta fisso (per sempre, se hai

perso più di 7 chili) il giovedì proteico.

Altra regola da rispettare per mantenere stabile il traguardo raggiunto: 20 minuti di camminata quotidiana e 3 (anziché 1,5) cucchiai di crusca d’avena al dì. «Per il resto il menu è definitivamente libero», conclude Pierre Dukan.


> Giovedì proteine + verdure + frutta + pane

il menu settimanale (ripetibile più volte) Lunedì proteine pure

>Colazione Formaggio fresco light 0-5% di grassi + petto di tacchino + galletta di crusca d’avena >Pranzo Bresaola affettata + insalata di petto di pollo e uova sode alla curcuma + budino di latte scremato senza zucchero con aroma a scelta >Spuntino Formaggio fresco light 0-5% di grassi alla cannella >Cena Gamberetti + capesante saltate in padella + spaghetti di konjac (un tubero privo di calorie) con zenzero e salsa di soia + meringhe alla moka (con albumi e caffè)

Martedì proteine + verdure

>Colazione Ricotta 5-6% di grassi + galletta di crusca d’avena + composta di rabarbaro fatta con albumi d’uovo e stevia >Pranzo Carote grattugiate + spaghetti di konjac al ragù + yogurt 0% ai frutti di bosco >Spuntino Ricotta 5-6% di grassi >Cena Crema di cavolfiore al cumino + involtini di bresaola farciti di asparagi con insalata d’erbe + isola galleggiante alla Dukan (albumi immersi in una composta di latte, rossi d’uovo e dolcificante)

Mercoledì proteine + verdure + frutta

>Colazione Budino di latte scremato senza zucchero + 1/2 pompelmo + muffin alla crusca d’avena >Pranzo Insalata d’indivia + tagliata di manzo allo scalogno + fagiolini verdi + ricotta 5-6% di grassi >Spuntino Yogurt 0% di grassi al cocco >Cena Insalata di songino e barbabietola + filetto di haddock (o di un altro pesce) in salsa d’agrumi al formaggio fresco + crauti al naturale + gelatina di latte con aroma di mandorla amara

>Colazione 50 g di pane integrale o semintegrale tostato + formaggio fresco 0-5%di grassi + composta di rabarbaro fatta in casa >Pranzo Uovo sodo con maionese Dukan (150 g di formaggio fresco, 2 uova, 1 cucchiaio di senape, 1 cucchiaio di aceto, 1 scalogno) + pollo arrosto + pomodori alla provenzale (con erbe aromatichre) + yogurt 0% al limone + mandarino >Spuntino Galletta di crusca d’avena >Cena Mousse di tonno + capesante alle arance speziate + finocchio al vapore + crème caramel con agar agar

Venerdì proteine + verdure + frutta + pane + formaggio

>Colazione Galletta di crusca d’avena + ricotta 5-6% di grassi + 1 uovo alla coque + 25 g di pane integrale o semintegrale >Pranzo Porri in vinaigrette + scaloppina di vitello al limone + indivia brasata + 40 g di caprino + yogurt 0% al miele >Spuntino 25 g di pane integrale o semintegrale + formaggio spalmabile 0,2% di grassi >Cena Zuppa di zucca con formaggio spalmabile 0,2% di grassi + trancio di salmone + duo di purè di sedano rapa e carota + gratin di agrumi allo zabaglione

Sabato proteine + verdure + frutta + pane + formaggio + amidacei

>Colazione 50 g di pane integrale tostato + formaggio fresco 0-5% di grassi alla cannella + composta di rabarbaro fatta in casa >Pranzo Millefoglie di granchio e salmone affumicato + tagliatelle di konjac agli spinaci e fave + budino di latte scremato senza zucchero con aroma a scelta >Spuntino Galletta di crusca d’avena >Cena Insalata di songino e barbabietola + bollito di manzo alle verdurine + 40 g di groviera + patate al forno

domenica (giorno con pasto della festa) >Colazione Galletta di crusca d’avena + ricotta 5-6% di grassi + composta di rabarbaro fatta in casa >Pranzo (esempio di pasto della festa) Avocado con gamberetti in salsa cocktail + tournedos alla Rossini, cioè con foie gras, pancarrè e tartufo nero + fagiolini verdi e gratin di patate + crumble di pere e cioccolato + un bicchiere di vino >Spuntino Budino di latte scremato senza zucchero con aroma a scelta >Cena Zuppa di verdure mediterranee + bruschetta alle sarde al formaggio 0,2% di grassi con insalata di pomodori + 40 g di pecorino + composta di mele cotogne (o di un’altra varietà) fatta in casa

OBBLIGATORIO: CAMMINA TUTTI I GIORNI! >20 minuti lunedì >30 minuti da martedì a venerdì, >60 minuti sabato e domenica

➔Per saperne di più: La Dieta Dukan dei 7 giorni,

Getty

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starbene alimentazione

RADICI DI SALUTE

Sedano rapa, daikon, scorzonera... Portali in tavola insieme ai tuberi più insoliti e benefici, come il topinambur e la patata dolce. Sono buoni e hanno mille virtù, tutte da scoprire di Marzia Nicolini

Crescono sotto terra e tante di loro non sono ancora entrate nei nostri menu: le radici, insieme ai tuberi, compongono una famiglia allargata fonte di benefici per la nostra salute. Oltre a patate e carote (le tipologie più consumate in assoluto), spesso consigliate per calmare un intestino troppo attivo, ce ne sono molte altre dalle proprietà poco conosciute, che ci svela la nutrizionista e naturopata Monia Farina. Ma prima di leggere perché fanno bene e come usarle in cucina, ricorda: la radice fornisce acqua e sali minerali che assorbe dal terreno, mentre il tubero (un deposito di sostanze nutritive che assicurano la sopravvivenza della pianta durante l’inverno) contiene anche carboidrati.

SedanO rapa

Perché fa bene La radice del sedano classico da costa

regala poche calorie, solo 28 circa per 100 grammi, essendo composta per l’80% circa di acqua. Contiene vitamine A, C e del gruppo B, ferro, potassio e manganese. Ha un’azione diuretica, depurativa e digestiva.

COME GUSTARLO

Insieme ad altri tuberi e radici più famosi (come patate e carote) è ottimo per preparare creme di verdure detox. Puoi provarlo anche lessato e condito con poco olio extrevergine d’oliva e sale, gratinato in forno oppure crudo in insalata. Attenzione perché, come il sedano classico, può scatenare reazioni allergiche (gonfiore delle mucose, orticaria).

SCORZONERA

Perché fa bene È fonte di vitamine A, C e del gruppo B,

di manganese, potassio, calcio, fosforo, ferro e di fibre quali inulina (che stimola la crescita dei batteri “buoni” presenti nell’intestino a scapito di quelli “cattivi”) e levulina (poco conosciuta, tipica di radici e tuberi). Le calorie sono appena 27 all’etto. La scorzonera (o asparago d’inverno) regola il transito intestinale ed è un depurativo delle vie urinarie.

COME GUSTARLA Dal particolare sapore dolce con retrogusto amaro, si presta a molteplici ricette. Dopo averla sbucciata, mettila a bagno in acqua acidulata con succo di limone per evitare che annerisca. Mangiala pure cruda, in insalata, condita con olio evo, poco sale e limone. Oppure assaggiala cotta in padella, lessata o fritta. È ottima come contorno di secondi a base di pesce e si presta anche alla preparazione di deliziosi risotti. Ma attenzione: contenendo molte fibre, può favorire il meteorismo o irritare la mucosa intestinale.


CONSULTA GRATIS IL NOSTRO ESPERTO dott. Monia Farina nutrizionista e naturopata. Tel. 02-70300159 16 gennaio ore 14-15

TOPINAMBUR

Perché fa bene Chiamato anche patata del Canada per

la sua origine nordamericana, questo tubero regala circa 73 calorie per 100 grammi. Fornisce quantità contenute di amidi (che fanno aumentare gli zuccheri nel sangue) e tanta inulina (una fibra prebiotica che nutre la flora batterica intestinale). Il topinambur è inoltre ricco di vitamine A e del gruppo B, di potassio, fosforo, calcio e magnesio. È ottimo per prevenire la disbiosi (lo squilibrio dei fermenti presenti nel tubo digerente) e rafforzare il sistema immunitario. Ha in più un’azione lassativa e remineralizzante.

COME GUSTARLO

Il suo sapore, che ricorda sia quello della patata sia quello del carciofo, lo rende perfetto per preparare sfiziose insalate. Assaggialo crudo, lavato bene senza eliminare la buccia (la parte più ricca di fibre), tagliato a fettine sottili e condito con un filo di olio extravergine d’oliva.

Shutterstock (3), iStock (2)

LA PATATA DOLCE TIENE LONTANO IL CANCRO AL SENO

Secondo uno studio pubblicato sull’International journal of cancer americano, il consumo di questo tubero (e altri vegetali ricchi di caroteni, come zucca, cavoli, carote) aiuta a prevenire il tumore al seno. Più precisamente, le donne in premenopausa, che mangiano 2 o più porzioni di questi ortaggi alla settimana, avrebbero un 20% in meno di probabilità di ammalarsi. Ma le patate dolci hanno anche altri benefici effetti: aumentano l’introito di sostanze antinfiammatorie e regolano il livello di zuccheri nel sangue (vedi l’articolo su Breast cancer news: goo.gl/lQKTww).

RAPA BIANCA Perché fa bene

Questa radice dal retrogusto amarognolo fornisce acqua (circa il 94% del peso), vitamina C, calcio, fosforo, potassio, magnesio, iodio e fibre. Oltre a composti solforati e azotati che stimolano le difese antiossidanti del nostro organismo. Le calorie sono appena 18 per 100 grammi (peso a crudo). Grazie al suo profilo nutrizionale, la rapa bianca vanta proprietà diuretiche e antinfiammatorie. In più, aiuta a regolarizzare il transito intestinale.

COME GUSTARLA

Si mangia tradizionalmente cotta, bollita e condita con un filo di olio extravergine d’oliva oppure gratinata in forno con latte e formaggio o, ancora, in purea con pochissimo burro. È ottima anche cruda, in insalata. Unica avvertenza: può risultare di difficile digestione a causa delle grandi quantità di cellulosa che contiene. In questo caso, meglio cuocerla.

DAIKON

Perché fa bene Nota anche come ravanello giap-

ponese o carota bianca, questa radice asiatica di grandi dimensioni e sapore pungente fornisce circa 20 calorie all’etto (peso a crudo). È ricca di potassio, calcio, magnesio, vitamina C e fibre. Stimola il lavoro depurativo del fegato e migliora la digestione dei grassi.

COME GUSTARLO Nella cucina

orientale viene proposto crudo, in insalata, per accompagnare piatti come la zuppa di miso. Provalo anche tu fresco, tagliato a rondelle (è la preparazione ideale per sfruttarne le virtù detox) o per comporre insalate di ortaggi e legumi. Oppure come condimento di primi brodosi (la soluzione migliore se soffri di colon irritabile).

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starbene alimentazione LA SCELTA VEGETARIANA

I BURGER DI

FAGIOLI AZUKI

PROVATO PER VOI Claudia Zanella attrice, naturopata ed esperta di alimentazione vegetariana

Forniscono tante proteine e, soprattutto se li cuoci al forno, sono anche facili da digerire di Claudia Zanella

Gli azuki sono dei piccoli fagioli molto usati nella cucina orientale, specialmente in quella giapponese. Ricchi di proteine, fibre, sali minerali (specialmente ferro) e vitamine (come l’acido folico), hanno proprietà depurative ed energetiche. Facili da digerire, rafforzano anche la funzionalità dei reni. Metti in ammollo 200 grammi di azuki secchi per una notte, poi sciacquali e lessali con qualche foglia di salvia e di alloro fino a quando non saranno morbidi (ci vorrà un’ora circa). Scolali bene e tienili da parte. In una padella con un filo di olio di oliva, fai dorare una cipolla bianca. Aggiungi un peperone rosso e due carote (tagliati a piccoli pezzetti), e dopo un paio di minuti unisci qualche cucchiaio di acqua e un pizzico di sale. Cuoci a fiamma dolce fino a quando le verdure non si saranno ammorbidite e l’acqua ritirata. Metti le verdure cotte insieme agli azuki nel frullatore. Aggiungi qualche pomodoro secco. Frulla tutto, ma non troppo finemente.

Lavora l’impasto con le mani,

aggiungendo della farina di mais, fino a raggiungere la compatezza desiderata. Con l’aiuto di un coppapasta forma dei burger. Puoi cucinarli in padella (con un filo di olio, coperti, 5 minuti per parte) oppure cuocerli in forno (per 15 minuti a 180 °C). Sono buonissimi accompagnati con una salsina di carote e zenzero o di pomodoro e basilico.

L’INGREDIENTE OK

UN PRIMO PIATTO INVERNALE

LaCuoci ZUppa ENERgEtICa in acqua

bollente per un’oretta 200 grammi di fagioli azuki (messi in ammollo almeno 10 ore prima) con qualche foglia di salvia e un rametto di rosmarino. In una padella fai stufare con un filo di olio e qualche cucchiaio di acqua un gambo di sedano, due carote, un porro, 2 patate (tutto tagliato a pezzettini). Aggiungi un pizzico di sale marino integrale e uno di pepe. Quando le verdure si saranno ammorbidite, unisci 2/3 di fagioli azuki con un po’ della loro acqua di cottura e tieni tutto sul fuoco ancora 10 minuti. Frulla la zuppa. Servi nei piatti aggiungendo una manciata di fagioli interi messi da parte.

iStock

Sono saporiti e delicati i fagioli azuki rossi di Baule Volante (500 grammi, 3,60 €).

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starbene alimentazione

A PROVA DI BAMBINI

TUTTO È PIÙ BUONO SE C’È LA

FRUTTA SECCA IL NOSTRO CHEF SCIENZIATO Marco Bianchi è divulgatore per la Fondazione Umberto Veronesi e autore di numerosi libri di cucina salutare. Ha condotto anche trasmissioni di successo.

Non solo nei dolci. Mandorle, anacardi e noci rendono anche le ricette salate gustose e salutari di Marco Bianchi e Caterina Caristo

Siamo abituati a usare noci, mandorle, nocciole, pistacchi soprattutto nei dolci o a mangiarli come snack. Ma questi semi oleaginosi, ricchissimi di minerali, come calcio e ferro, di grassi buoni e di proteine vegetali, sono perfetti anche nei piatti salati. Si prestano addirittura per preparare un formaggio spalmabile o per rendere originale la vellutata che porti a cena la sera.

mIX ORIGINALi E SFIZIoSI

il formaggio di anacardi

Copri con l’acqua 100 g di anacardi non salati e lasciali a bagno per 10 ore. Unisci 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e frulla tutto fino a ottenere una crema liscia e senza grumi. Ora chiedi ai bimbi di incorporare 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie, un pizzico di pepe bianco e uno di aglio in polvere e poni in frigorifero per un’ora. Accompagnalo alle verdure o spalmalo su crostini di pane di segale tostato: una delizia!

TANti miNeRAli,

come calcio e potassio, ma anche proteine vegetali nel formaggio da spalmare.

la salsa di noci per i ravioli

Procurati 500 g di ravioli alle erbette e ricotta, fatti con farina integrale e cuocili in acqua bollente. Ora fai riunire ai bambini in un mixer 500 ml di latte di soia non zuccherato, 3 manciate di noci, 3 cucchiai di pane integrale grattugiato, ½ spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Frulla e con la salsa ottenuta condisci la pasta.

TANti gRAssi buoNi

ma anche ferro e zinco nella salsa di noci perfetta sui ravioli.

la vellutata con le mandorle

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Pulisci 10 carote, tagliale a pezzi e mettile in una casseruola con circa 600 ml di acqua. Aggiungi 300 g di patate pelate a cubetti, porta a bollore e fai cuocere per 20 minuti. Regola di sale e unisci 80 g di mandorle pelate, 2-3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e frulla tutto. Fai stufare 1 porro tagliato a rondelle sottili in poca acqua e olio, metti a tostare 50 g di pinoli. Servi la vellutata con una manciata di pinoli tostati, un filo d’olio e i porri stufati.

Trovi altre ricette gustose su

marcoincucina.it

TANTI CAROTENOIDI,

amici della pelle, ma anche fosforo, in quest’originale vellutata con le mandorle. www.starbene.it 33


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TO. TESTATO. G PROVA ARANT ITO

dieta lib

A

eraDALL

NON CE L’HO FATTA A

TRATTENERMI Non sentirti in colpa. E non pensare che vali poco. Ma corri ai ripari adottando abitudini più salutari. Come quelle della nostra Dieta Libera di Daniela Bavestrello

È scritto ovunque. Le statistiche riportano puntigliosamente la percentuale di peso che la maggior parte di noi ha messo su durante il periodo natalizio. Eppure, nonostante sappiamo che questi chili in più hanno una legittima motivazione, consideriamo un fallimento non aver

saputo resistere alla tentazione di panettone, lenticchie e cotechino. Come se stare bene signifi-

casse sempre e soltanto: rinunciare, soffrire, combattere senza posa. Se anche tu confondi il fatto di aver mangiato qualcosa di troppo, in compagnia degli altri, con l’idea di non essere capace di trattenerti e quindi di non valere nulla, di non essere degna di stima e apprezzamento, corri subito ai ripari.

punta senza stress su menu più leggeri

Smettila di pensare a perché (come al solito) non sei riuscita a resistere. La vera domanda che devi porti, infatti, è se sei in grado di rientrare in un regime alimentare “controllato” adesso che tutto ha ripreso a scorrere normalmente. Ricorda che dieta, nel suo significato più autentico,

non significa solo perdere peso, ma reagire, in maniera appropriata e salutare, a ogni variazione della tua quotidianità, dal greco dìaita, ovvero

“modo di vita”: un insieme di indicazioni non solo relative al comportamento a tavola, ma anche al movimento fisico, al riposo e alle altre attività utili per mantenerti sana, come andare al cinema o a teatro, vederti con le amiche, dedicare più tempo a te stessa. Non un insieme di regole assolute, ma un sistema che tenga conto delle variabili in gioco. In questa accezione rimetterti a dieta vuol dire che, passati i momenti felici e goduriosi delle feste comandate, sarai capace, anche se a fatica, di ritornare alle sane abitudini di sempre, compresa quella di monitorare la quantità dei cibi che assumi, in relazione alle attività che svolgi ogni giorno.

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le regole per tornare in forma non porti obiettivi irraggiungibili

È una delle trappole peggiori in cui tu possa cadere. E spesso sono proprio le persone più insicure, o quelle tormentate dall’idea di fallire che ci finiscono dentro. Come se, sopraffatte dalla poca stima di sé, alla ricerca di una riscossa sconvolgente, puntassero tutto su una sola mano per vincere. Puntata che, proprio come accade per i giocatori, di solito non aiuta a riscattare un bel niente. È

come se non ci si riuscisse a percepire come persone normali. Con le difficoltà. Con i chili di troppo che poi si smaltiranno, visto che si

entrerà in “quaresima”, ovvero nel periodo dell’astinenza e del digiuno rituale. Perché normale, in psicologia, non è chi non fa niente fuori dal solito, e segue rigidamente i propri schemi programmati, ma chi riesce ad assecondare i ritmi della natura e delle cose: a volte tanto, oppure poco, niente o moltissimo, in relazione alle diverse condizioni e situazioni. Per questo, l’aver preso i tanto odiati due chili di troppo durante le feste natalizie, non devi considerarlo come espressione della tua insicurezza, quella che ti fa confondere il piacere di aver partecipato con la sensazione di aver perso il controllo, e ti fa percepire il peso in più come una zavorra che ti impedirà di essere felice per l’eternità.

basta svalutarsi: incomincia la dieta!

Perdere peso può sembrarti difficile, ma decidere di farlo, dal punto di vista psicologico, lo è ancora di più. Vuol dire porti un obiettivo lontano, cercare di raggiungere qualcosa di bello per il futuro, come una salute migliore o una linea più gradevole, rinunciando a qualcosa che ti appare piacevole nell’immediato. Significa che devi riuscire a

pensare al fatto che tra qualche settimana ti sentirai meglio, rinunciando al dolcetto (avanzo delle feste) che ti fa stare bene adesso. Ma solo per cinque minuti, perché poi cominciano i sensi di colpa e le recriminazioni. Ecco perché non riesci a trovare l’occasione giusta per superare la tua scarsa autostima e provare a metterti in gioco.

prova a ricorrere a qualche stratagemma

Come hai imparato a truccarti da sola per sentirti meglio quando devi uscire la sera o per il lavoro, allo stesso modo devi riuscire a trovare l’escamotage per dimagrire. Per esempio, facendo una sorta di promessa pubblica invece che privata: scegliendo un dietologo, entrando in un gruppo di auto-aiuto, stringendo un patto con un’amica.

La questione è mettere in gioco non solo te e la tua mente e la tua pancia, ma te e qualcun altro che faccia da giudice, che ti sia alleato nei momenti difficili, che ti faccia i complimenti quando riesci a superare una impasse. E chi, meglio del team della

«Sono davvero pochissime», assicura la dottoressa Carla Lertola, medico dietologo e ideatore della nostra Dieta Libera. «Innanzitutto non pensare di tornare al tuo peso prenatalizio in pochi giorni, affidandoti a regimi super restrittivi se non addirittura al digiuno. La soluzione giusta sono i nostri

menu: puoi mangiare tutto (dolci esclusi, almeno in questa fase) e costruire i menu come vuoi tu». Perché per smaltire i chili

accumulati in pochi giorni non devi avere fretta. Ma recuperare (o iniziare a seguire) le buone abitudini che, da queste pagine, cerchiamo di trasmetterti settimana dopo settimana. «E se poi non sai come disfarti di quello che ti è rimasto in dispensa, pensa a quanto può essere gratificante regalarlo a chi ne ha davvero bisogno», consiglia Carla Lertola, che è anche presidente dell’associazione Robin Foood, nata per garantire da mangiare a chi è in difficoltà. «Sarà il gesto simbolico di un nuovo inizio: quello in cui ti nutrirai meglio, rinunciando al cibo di troppo che ti fa solo male».

CONSULTA GRATIS IL NOSTRO ESPERTO

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dott. Daniela Bavestrello psicologa e psicoterapeuta. Tel. 02-70300159 17 gennaio ore 9.30-10.30

dott. Carla Lertola medico dietologo. Tel. 02-70300159 18 gennaio ore 14-15

Dieta Libera, può darti una mano? Chiamaci (vedi riquadro sopra), siamo qui per questo. La parte peggiore di ogni dieta non è riuscire a mangiare le cose giuste nella misura adeguata, ma tenere duro di fronte alle varie situazioni che ci si presentano in continuazione. Perché alla fine il cibo possia-

mo arrivare a controllarlo, bilanciando gli sgarri di una settimana; più difficili da gestire sono i sensi di colpa, la voglia di lasciar perdere, la sensazione di non farcela, la sfiducia scatenata dalle abbuffate natalizie.

regala le tentazioni che hai in casa

Adesso che finalmente hai deciso di dimagrire, lasciandoti alle spalle frustrazioni e indecisioni, ti vengono in mente tutti, ma proprio tutti, i cibi dei quali hai abusato nelle ultime settimane ai quali dovrai rinunciare. Come non farti venire voglia di dare l’assalto al frigorifero e alla dispensa? Il mio consiglio è: non ripeterti che devi comincia-

re la dieta. Pensa che ci sei già dentro, che la stai già facendo. Per continuarla devi

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solo andare a svuotare la cucina di tutto quello che non ti serve, adesso. Trovi tutto sulla Dieta Libera su

starbene.it


starbene alimentazione

UN MONDO DI Dalle varietà nazionali a quelle più esotiche: gustale con gli ingredienti che ne esaltano le virtù di Simona Acquistapace

RICCO DI FIBRE

Il riso rosso integrale regolarizza l’intestino. E se lo associ alle bacche di goji vedrai che bella pelle.

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INSALATA INVERNALE

Calorie a porzione: 460

Ingredienti per 4 persone: 300 g di riso rosso integrale,

250 g di cavolini di Bruxelles, 2 porri, 1 piccolo grappolo di uva nera, 80 g di gherigli di noci, 2 cucchiai di bacche di goji essiccate, 1 rametto di rosmarino, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Sciacqua i cavolini, mondali, poi taglia a metà i più piccoli, a quarti i più grandi. Pulisci i porri, lavali e tagliali a tronchetti. Sbollenta le verdure per 5 minuti e scolale bene. Spezzetta le noci. Rivesti una teglia di carta da forno e distribuisci le verdure, le noci e le bacche di goji. Condisci con 1 cucchiaio d’olio e un pizzico di sale e inforna a 180 °C per 25-30 minuti, mescolando di tanto in tanto. A metà cottura unisci l’uva. Lessa il riso, poi mescolalo alle verdure, aggiungi 1 cucchiaio di olio, il rosmarino e una macinata di pepe.

dott. Evelina Flachi specialista in scienza dell’alimentazione a Roma e Milano. Scrivile a: starbene@mondadori.it


RISO

GIÙ L’INDICE GLICEMICO Il basmati ha IG 58 (il riso bianco 90). In più la curcuma aiuta a tenere bassi gli zuccheri nel sangue.

RISOTTO CON LIMONE E MANDORLE TOSTATE

Calorie a porzione: 450

Ingredienti per 4 persone: 320 g di riso Vialone

nano, 50 g di mandorle spellate, 2 cucchiai di crema di mandorle non dolcificata (nei negozi di alimentazione naturale), 4 cucchiai di riso Venere lessato, 1 limone non trattato, 2 scalogni, 1 spicchio d’aglio, brodo vegetale, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Tosta le mandorle spezzettate in 3 cucchiai d’olio, scolale e tienile da parte. Nel loro olio soffriggi gli scalogni, sbucciati e tritati con l’aglio. Versa il riso, tostalo e cuocilo unendo via via il brodo bollente. A metà cottura, unisci la scorza del limone tagliata a julienne e le mandorle tostate. Prima di spegnere, incorpora il succo del limone e 2 cucchiai di crema di mandorle. Regola di sale e pepe, copri e fai riposare 3 minuti. Guarnisci con il riso Venere tostato in padella nell’olio di mais.

ZUPPA DI RISO E ZUCCA CON CROSTINI

Calorie a porzione: 255

Ingredienti per 4 persone: 150 g di riso Basmati, 1

Mondadori Portfolio

CON GRASSI BUONI

Al posto del burro, usa la crema di mandorle: il risotto sarà soffice e tu farai il pieno di Omega 3.

zucca tipo Hokkaido, 2 cipolle bianche, 2 spicchi d’aglio, 7 dl di brodo vegetale, 1 cucchiaino di curcuma e 1 di curry, 1 stecca di cannella, 1 peperoncino rosso secco, 4 fette di pane casereccio, olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaio di timo secco, 2 cucchiaini di semi di sesamo, sale. Lava la zucca, tagliala a dadi senza pelarla, togli e conserva i semi. Soffriggi un trito di cipolle con 3 cucchiai di olio. Unisci la zucca, metà del riso, l’aglio tritato, curcuma, curry, cannella e peperoncino. Mescola, fai insaporire qualche minuto, versa il brodo e fai sobbollire 25-30 minuti, finché la zucca è morbida. Intanto lessa il riso rimasto nel doppio del suo volume di acqua salata. Spegni e lascia riposare. Tosta i semi della zucca in padella con 1 cucchiaio d’olio, salali. Taglia il pane a dadini, doralo sotto il grill e condiscillo con olio, timo e sesamo. Elimina dalla zuppa la cannella, frulla, unisci il riso lessato e servi con i crostini e i semi.

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starbene

Marie Claire-IPA

Al mattino la tua beauty routine assomiglia a una corsa contro il tempo o puoi prendertela comoda? In entrambi casi, c’è il programma su misura per te, per non lasciare nulla al caso e curare la pelle nel modo giusto. Se sei di fretta, i tuoi migliori alleati saranno cosmetici facili da applicare ma dall’effetto sicuro, se invece hai molti minuti a disposizione, puoi concederti il lusso di veri e propri trattamenti di bellezza. Ecco tutti i consigli studiati per te. ➞

5,10, 30 MINUTI E TU QUANTO TEMPO HAI? La mattina ogni istante è prezioso: utilizza al meglio quelli che hai per una bellezza che dura tutto il giorno di Laura D’Orsi

Le regole della perfetta detersione su

starbene.it/bellezza

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da 5 a 10 minuti

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Punta su prodotti che ti consentano di ottenere più effetti contemporaneamente. Puoi utilizzare un detergente studiato sia per il viso sia per il corpo: scegline uno per pelli delicate, che non secchi e non irriti. Per uniformare l’incarnato è perfetta una BB o una CC cream. «Sono prodotti tutto-in-uno: contengono ingredienti idratanti, antiossidanti e sono tutti perfezionatori grazie a delle microparticelle che levigano, illuminano e rendono più uniforme la pelle», spiega la cosmetologa Antonella Antonini. «In più quasi tutti contengono un fattore di protezione solare, così la pelle è difesa dal foto-invecchiamento». Per alleggerire le occhiaie basta un correttore in stick, super veloce da stendere. Scegli una tonalità giallo-aranciata in caso di “cerchi” violacei, beige e molto coprente se sono marroni. Se i capelli

non sono in ordine niente panico: puoi tamponare la situazione con lo shampoo secco. Spruzzane un po’

sulle radici, sollevando le ciocche, soprattutto dove vedi che la pettinatura ha perso forma. Massaggialo con la punta delle dita, e infine passa il phon per eliminare ogni residuo di polvere. Ti avanza un minuto? Per un make up ultra rapido ti basta sottolineare il bordo della palpebra superiore con una matita morbida colorata, eventualmente sfumandola leggermente con la punta delle dita.

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1 la crema multiuso Di origine naturale al 100%, con estratti idratanti. Organic Wear® Beauty Balm BB cream di Physicians Formula, 30 ml, 19,90 €. 2 il detergente viso-corpo Ideale anche per le pelli più secche e sensibili. Detergente Nutri-fluido TriXera di Avéne, 400 ml, 13,50 €. 3 lo shampoo veloce In pochi minuti ravviva la capigliatura. Shampoo secco all’ortica di Klorane, 150 ml, 12,90 €.

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1 l’acqua micellare Adatta a ogni tipo di pelle, deterge in un gesto. Acqua Micellare Defense&Comfort di Becos, 250 ml, 27 €. 2 il fondotinta In polvere minerale, regala un incarnato perfetto e “tiene” a lungo. Soft Focus Foundation di Kiko Milano, in 6 colori, 13,50 €. 3 e 4 il trattamento Un concentrato attivatore (30 ml, 12,95 €) e una crema con Spf 25 (50 ml, 7,95 €) per un’idratazione perfetta. Linea Hydra Vegétal di Yves Rocher.

da 10 a 20 minuti

Puoi dedicarti a una beauty routine più rilassata, ma sempre cercando di ottimizzare i tempi. La detersione del viso, per esempio, si semplifica se usi un’acqua micellare: «La sua formula è particolare: una soluzione acquosa in cui sono presenti tante piccole sfere di tensioattivi. Questi ultimi sono capaci di catturare ogni tipo di impurità e di scioglierle», spiega Maruccia Bucci, dermatologa. La pelle è perfettamente pulita e non serve passare il tonico perché l’acqua micellare ha un pH leggermente acido.

Dopo la detersione, stendi un siero in base alle tue necessità: antiossidante, illuminante, liftante, anti age. E sopra, una crema idratante, meglio se con spf. Ora puoi passare alla

base per il make up. Una soluzione molto pratica è un fondotinta in polvere: stendilo con un pennello kabuki o con l’apposito applicatore con movimenti circolari dal centro del viso verso l’esterno. Procedi gradualmente a seconda dell’effetto coprente che vuoi ottenere. Esiste anche nella versione compatta, da applicare con la spugnetta e portare con te quando hai bisogno di un ritocco. Per evidenziare lo sguardo, ti basterà un tratto di matita e un po’ di ombretto sulla palpebra superiore. Scegli una tonalità neutra: anche se l’applicazione non è perfetta, non si nota. Per la piega puoi mettere, mentre ti prepari, dei bigodini autoriscaldanti. Se i capelli sono “schiacciati” dal cuscino, puoi anche spruzzare un soffio di lacca sulle radici. L’alcol contenuto asciuga l’eccesso di sebo e li tiene sollevati e più vaporosi per il resto della giornata.


starbene bellezza

da 20 a 30 minuti

Puoi concederti qualche piccolo rituale di bellezza, seguendo gli step che in America definiscono CTM, ovvero Cleanse (detergere), Tone (tonificare) e Moisurize (idratare). Per esempio, dopo aver pulito la pelle del viso con latte detergente e tonico, applica una maschera in tessuto idratante e rassodante da tenere in posa una decina di minuti. Un’alternativa più techno è utilizzare un apparecchio che, grazie a delle micro correnti, favorisce la penetrazione dei principi attivi di sieri e creme e favorisce il rassodamento della pelle. Basta farlo scorrere sulla pelle, seguendo i contorni del viso. Subito dopo puoi passare al make up, ma per un risultato impeccabi-

le, stendi prima un primer, che uniforma l’incarnato e assicura una maggiore tenuta al trucco. A seguire il

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fondotinta e l’eventuale correttore e, subito dopo, un soffio di cipria fissante. «Per scongiurare un effetto troppo “polveroso”, sceglila trasparente, da applicare con il pennello. Si può ritoccare anche durante la giornata, senza il rischio di creare troppi strati», consiglia Barbara Del Sarto, make up artist. Infine, i capelli: se li hai lavati, per mantenerli morbidi ed evitare l’effetto crespo, prima di asciugarli nebulizza del balsamo, senza risciacquo. Lo puoi utilizzare anche sui capelli asciutti, per modellare la piega: è leggero e li protegge dall’umidità e dallo smog. Sono opachi? Applica un prodotto a base di cristalli liquidi che illumina senza appesantire.

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Sunray

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1 la cipria Trasparente, illumina il colorito. Toleriane Teint Cipria Fissante Opacizzante di La Roche-Posay, 24,20 €. 2 l’antiage elettronico Tre azioni: purifica, idrata, rinfresca, migliorando la tonicità della pelle. Attivatore Viso XT20 3 in 1 di Panasonic, 269 €. 3 il primer Uniforma l’incarnato con la nuova tecnologia HydroBlur™. Pep-start di Clinique, 50 ml, 25 €. www.starbene.it 41


starbene bellezza

PREZIOSO COME

IL MIELE È antiage schiarente, idratante, tonificante, rimineralizzante: il miele, “il nettare degli dei”, è un ingrediente cosmetico dall’antichissima tradizione. In Egitto, per esempio, oltre che per la mummificazione, per le proprietà riparatrici veniva usato anche come unguento sulle ferite. Oggi, grazie ai complessi metodi di estrazione e purificazione della moderna cosmetologia, i suoi principi attivi sono isolati e inseriti nelle formule di tantissimi prodotti destinati alla cura di viso, corpo e capelli (nell’Inci lo trovi indicato come “Mel”). «Contiene principalmen-

te zuccheri, polifenoli e flavonoidi ad azione antiossidante ed enzimi elasticizzanti e per questo è un ottimo antietà», dice il

dermatologo, allergologo ed esperto di medicine naturali Carlo Di Stanislao, Università dell’Aquila. Curiosità: sia consumato come alimento sia, anche se in misura minore, spalmato, il miele stimola il gluconolattone, una molecola che si trova naturalmente nella pelle come sostanza intermedia nei processi di rinnovamento cellulare e che tende a diminuire con l’età. «I cheratinociti e i fibroblasti sintetizzano e convertono l’acido gluconico e il gluconolattone in ribosio e desossiribosio, rispettivamente basi fondamentali del Rna e del Dna e fondamentali per mantenere il tono e la compattezza dei tessuti», spiega l’esperto.

>ideale per la pelle secca

Il miele è una vera miniera di oligoelementi, come zinco, magnesio, potassio, e di vitamine C, B6, B5, B2, B1, tutte importanti per il metabolismo della pelle e per ridarle energia se è stanca e stressata. «Ma è ricco soprattutto di zuccheri, tra i quali glucosio e fruttosio, e di enzimi, di aminoacidi essenziali e di steroidi, che lo rendono un buon principio

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di Claudia Bortolato

attivo lenitivo, emolliente, quindi ideale per le pelli sensibili, secche e disidratate. Dal punto di vista chimico, infatti, si comporta anche alla stregua di altri potenti idratanti, come la glicerina e il lattato di sodio», continua Di Stanislao. Con queste destinazioni d’uso, il miele è un ottimo ingrediente per le maschere, oltre che per le creme, in particolare per quelle da notte, che sono solitamente più ricche sia in texture, sia in principi attivi dall’azione rigenerante.

>utile per la cute grassa e impura

Il miele contiene sostanze antimicrobiche naturali, come l’inibina, che lo rendono un blando antisettico: per questo, soprattutto se abbinato a un altro derivato dalle api, la propoli, è utile inserito in piccole percentuali anche nei prodotti destinanti alla cura delle pelli impure, con comedoni e a tendenza acneica. Naturalmente, in questo caso si preferisce una texture leggera e non occlusiva.

>speciale per nutrire le mani

«Grazie alle sue proprietà emollienti, decongestionanti e antimicrobiche, il miele è un ottimo ingrediente anche per i saponi e le creme destinate a ripristinare il film idrolipidico e a proteggere la pelle delle mani. Specie in questa stagione, particolarmente difficile per questa zona delicata, esposta sia al freddo e al vento sia a lavaggi più frequenti anche per evitare il contagio dei virus influenzali», dice Di Stanislao. Inoltre, il mix di principi attivi presenti nel miele funziona da lieve schiarente e, dunque, da antimacchia.

Getty

>un nettare milleusi

Ha il colore dell’oro: ricco di zuccheri e vitamine, aiuta a rinnovare le cellule e ridona luce ed energia alla tua bellezza


>idrata e deterge il corpo

Anche la pelle del corpo ha bisogno di essere nutrita, idratata e ossigenata, soprattutto in inverno, quando soffre per l’effetto occlusivo degli indumenti. Tutte competenze ben assolte dal miele che, infatti, compare spesso tra gli ingredienti dei detergenti non solo per il viso, ma anche per il corpo – bagnoschiuma, saponi, per esempio – quale attivo utile a mantenere il giusto tasso di umidità epidermica e a migliorare morbidezza ed elasticità dei tessuti.

>rimineralizza i capelli

Il miele vanta diverse molecole fondamentali per il ciclo vitale del capello e per questo è spesso incluso non solo nelle formule degli shampoo, ma anche delle maschere dedicate. «Tra i componenti più interessanti per nutrire e rigenerare il bulbo e il fusto ci sono le vitamine del gruppo B, in particolare l’acido pantotenico, ma anche gli amminoacidi (metionina e cistina) e gli antiossidanti come vitamina A, C ed E», spiega il professor Di Stanislao. Inoltre, per la ricchezza di oligoelementi (rame, ferro, silicio, zolfo), implicati in numerose reazioni del metabolismo cellulare, il miele è anche un ottimo rinforzante e lucidante del fusto. «Infine, gli antimicrobici naturali sono utili per contrastare la forfora e le irritazioni del cuoio capelluto», conclude l’esperto.

2 scelti da Starbene

1 il sapone 100% biodegradabile, senza coloranti. Puro sapone al miele di I Provenzali, 2,09 €, in erboristeria e farmacia. 2 la maschera per capelli Nutriente e addolcente, con pappa reale e propoli. Maschera Tesori di Miele Ultra dolce di Garnier, 300 ml, 4,90 €, nei super. 3 la crema viso Certificata bio, senza conservanti, con un complesso brevettato di 3 mieli. Apiscoma Crema Lenitiva Uht di Melvita, 40 ml, 29 €, in erboristeria. 4 il detergente Cremoso, lascia un delicato profumo. Gel Lavante Surgras Viso e Corpo di Nuxe Rêve de Miel, 400 ml, 16,90 €, in farmacia. 5 il soin notte Cuore di miele™ e complesso brevettato Pluridefence® per un’azione antietà. Miel expertise Crema notte di Bottega Verde, 50 ml, 38, 99 €. bottegaverde.it

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Indispensabili anche per chi non si trucca, sono a base di burri, cere, oli. Ne abbiamo provati 15 di Chiara Libero

Anche la donna meno portata al make up ne fa sicuramente uso: un tempo si chiamavano burrocacao, oggi che la composizione è più varia e le caratteristiche più specifiche si chiamano balsami per labbra. Con il cosmetologo ne abbiamo provati 15, di vari prezzi.

>come si è svolta la prova pratica

Nel modo più semplice: mettendoli sulle labbra. Abbiamo valutato la piacevolezza, il profumo, la capacità di mantenere la mucosa morbida e idratata a lungo.

>cosa abbiamo valutato nella formula

«I balsami devono proteggere le labbra dalla disidratazione e dalla secchezza, dai fattori ambientali (vento e freddo, in questo periodo; raggi Uv sempre)», spiega il cosmetologo Umberto Borellini. «La mucosa della bocca è estremamente delicata, quindi i balsami migliori sono ricchi di sostanze nutrienti, come i burri, per resempio di cacao o karité, gli oli, che oltre a idratare e ammorbidire danno lucentezza, ma anche antiossidanti come la vitamina E. A questi si aggiungono ingredienti che danno consistenza al prodotto, come le cere, che possono essere di origine vegetale, animale o minerale. Gli ingredienti meno graditi sono le paraffine (oli minerali), i parabeni e anche alcuni allergeni, legati alla presenza di profumi, che possono essere ingeriti involontariamente. C’è da precisare, però, che sono sostanze usate in quantità così infinitesimali che difficilmente possono causare problemi».

>il consiglio dell’esperto

«Come tutti i prodotti che si applicano direttamente dalla confezione, vietato scambiarli con altri», raccomanda Umberto Borellini. «Metti il balsamo anche la sera, per ritrovarti la mattina con la bocca ben idratata, e se non usi ancora un contorno labbra spalmalo sulla zona circostante, così potrai prevenire la formazione delle rughette. Infine, se vai in moltagna scegli una formula con schermo solare fisico, come l’ossido di zinco».

PR OV AT O. TE ST AT O.

lab

DA

I BALSAMI PER LABBRA

O IT NT RA GA

starbene beauty


il nostro beauty lab Umberto Borellini cosmetologo Chiara Libero giornalista

il punto di forza GLI INGREDIENTI BIO

il punto di forza LA VERSATILITÀ

il punto di forza LA SUPER-NUTRIENZA

il punto di forza IL RAPPORTO PREZZO/QUALITÀ

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Molti ingredienti provenienti da coltivazione biologica mediterranea in questo balsamo, in particolare l’estratto di aloe vera, quello di oliva, il burro di karité, l’olio di germe di grano. Buoni anche i componenti non-bio: il ricino, lucidante, l’acido ialuronico, idratante, il tocoferolo, antiossidante. Un paio di allergeni sono dovuti al profumo, che è comunque delicato. Bio* Aloe vera e oliva Lip Balm di Equivalenza, 5,56 g, 6,90 €. Nei negozi monomarca.

Che ricchezza! 5% di olio di argan, protettivo e idratante, vitamina E, antiossidante, e poi olio di ricino, cera di riso, cera carnauba, squalene... Con il 99,1% di ingredienti naturali, senza parabeni e senza allergeni, è un balsamo di grande qualità adatto anche in montagna e quando le labbra sono molto screpolate. Stick labbra argan di equilibra, 5,5 ml, 2,95 €. Nei super.

Solo ed esclusivamente lanolina pura medical grade, senza sapore e senza odore: è un balsamo per le labbra ma puoi usarlo anche sulla pelle screpolata per il freddo (nocche, base del naso...), per disciplinare le sopracciglia, nutrire le unghie e le cuticole. Unico problema: la lanolina può essere comedogenica, attenta quindi se hai la pelle grassa o impura. Dr. Lipp Original Nipple Balm for Lips, 15 ml, 16 €. Da Sephora.

Una formula davvero buona a un prezzo conveniente: al primo posto troviamo l’octildodecanolo, un acido grasso che protegge come una cera, al terzo l’olio di ricino, che dona luminosità. Poi cera candelilla (vegetale) e burro di karité. Ci sono un paio di allergeni. Lo stick è disponibile in 3 nuance che danno alle labbra un tocco di colore. Labello Care & Colour, 4,8 g, 3,20 €. Nei super.

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starbene bellezza

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NOVITÀ

DA

E R A V PRO ilasciugacapelli phon all’ozono Oltre che molto potente (2400 W), questo è dotato di un’innovativa tecnologia “Ozone Ion”, che combina le proprietà dell’ozono con gli effetti benefici degli ioni. Favorendo l’evaporazione dell’acqua, per esempio, riduce i tempi di asciugatura. Poi, deterge il cuoio capelluto, perché rimuove impurità ed eccesso di sebo e ne migliora microcircolo e ossigenazione. Di conseguenza, anche il bulbo pilifero si rivitalizza. Infine, gli ioni emanati non solo contrastano l’effetto crespo, ma aumentano elasticità e brillantezza dei capelli. È dotato di due bocchette da 4 e 8 mm e di diffusore per i ricci. Phon Leggero Ozone Ion 4D di Gama (89,90 €, con, nei migliori negozi di elettronica e su gamaprofessional.com/it/).

lo bluscrigno di ombretti Intorno al colore centrale (un jeans iridescente) ce ne sono altri 4, da combinare

e sovrapporre per disegnare lo sguardo con effetti diversi. Effetti che si ottengono anche perché gli eyeshadows hanno diverse texture: mat, satinata, perlescente o ultrapailletté. Questa palette, con il suo mix di azzurri, è ideale per illuminare lo sguardo, ma puoi scegliere tra tante altre. In tutte, trovi l’applicatore di spugna e quello per tracciare la riga di eyeliner con pennellino lungo. 5 Couleurs, 276 Carre Bleu, di Dior (58,30 €, in profumeria).

la fragranza unisex

Voglia di un’eau de toilette che potete indossare entrambi? Puoi scegliere tra quelle della prima collezione creata dal brand spagnolo Zara Home. Evitorial Twist (nella foto) ha un bouquet aromatico-speziato che combina salvia, fiori di lavanda, zenzero, cardamomo, cedro e muschio. Ma ci sono anche Tonka Wood (orientalefloreale), Floral Mystery (floreale), Absolutely Sublime (fioritofruttato), Aqua Bergamota (agrumato-aromatico) e Cuir Velvet (legnoso-speziato). Ognuna scatena un’emozione. Belle anche le confezioni in 6 colori irresistibili. The Perfume Collection (35,99 € l’uno, 100 ml, nei negozi Zara Home e su zarahome.com).

ilSembra panettounaantietà saponetta ma è un trattamento che

tonifica, leviga e rassoda la pelle. Merito di una formula ricca di minerali e a base di burro di karité, olio di jojoba e Spirulina maxima, un estratto nano-incapsulato che, attivato dall’acqua e resistente al risciacquo, aderisce alla pelle e rilascia i principi attivi in modo progressivo e costante durante il giorno, penetrando negli strati più profondi. È stato creato dal famoso dermatologo ungherese delle celeb. Firmarine Face Bar, Firm & Lift, Bespoke Cleansing di Erno Laszlo (45 €, 100 g, nelle migliori profumerie).

la linea idratante 24 ore Chi ha la pelle secca deve dissetarla ma anche stimolarla a trattenere

l’acqua nei tessuti. Sono proprio i due meccanismi su cui interviene questa linea per il viso senza siliconi. Merito di una formula a base di frammenti biomimetici di acido ialuronico, acido ialuronico macro, olio di moringa e un mix di estratti naturali di mela, lenticchie e buccia di anguria che garantiscono la doppia idratazione. La texture, fresca come un sorbetto, è ideale anche per la pelle maschile. Hydramemory di comfort zone (50 € il siero da 30 ml; 62 € l’una la crema e la crema gel, negli istituti di bellezza).

di Michela Duraccio


COLESTEROLO ALTO E ORA CHE FACCIO?

la scelta giusta

di starbene Per prima cosa devi calcolare il tuo rischio cardiovascolare. I nostri esperti, poi, ti indicheranno le semplici strategie da adottare (con l’ok del tuo medico, ovviamente)

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di Ida Macchi

Ti ritrovi con il colesterolo al di sopra dei fatidici 200 ed è subito allarme. Già, perché sai che quando è eccessivo, nel tempo si accumula nelle arterie e forma depositi che otturano i vasi sanguigni, compromettendo circolazione e salute del cuore. La parola d’ordine è una sola: abbassarlo. Ma come? Basta la dieta o ci vogliono i farmaci? «Prima di decidere qual è il programma giusto, occorre valutare il rischio cardiovascolare, tenendo conto dei fattori che influiscono negativamente sulla salute del tuo cuore e che, sommandosi con il colesterolo alto, possono farti entrare o meno in una zona di massima allerta: quelli di cui in genere si tiene conto sono il sesso, l’età, il valore della pressione massima e la dipendenza dal fumo», spiega Paolo Pizzinelli, cardiologo e internista. Volta pagina allora, e scopri tutte le strategie ad hoc. ➞ www.starbene.it 47


la scelta giusta

di starbene

è alto e...

sei giovane, con la pressione ok

«Se, per esempio, sei una donna tra i 40 e i 50 anni, o un uomo sui 40 anni, con una pressione arteriosa massima che non supera i 150 e senza l’abitudine al fumo, anche se il tuo colesterolo totale supera i 220, non devi metterti in allarme e temere il peggio. Il grasso nemico delle arterie, anche se elevato, nel tuo caso non rappresenta un attentato per il cuore perché il tuo rischio cardiovascolare attuale complessivo è basso», spiega il dottor Pizzinelli. «Puoi stare ancor più tranquilla se la frazione del tuo colesterolo buono (l’HDL) è alto», aggiunge il professor Roberto Meazza, cardiologo e responsabile del Centro ipertensione dell’Università di Milano. «Non dovrebbe mai essere inferioCONSULTA GRATIS IL NOSTRO ESPERTO re a 45mg/dl negli uomini e a 50 prof. Roberto Meazza mg/dl nelle donne, ma tanto più cardiologo, responsabile alto è meglio è perché impedisce del Centro ipertensione al colesterolo cattivo (l’LDL) di adedell’Università di Milano. Tel. 02-70300159 rire alle loro pareti e lo convoglia al 12 gennaio, ore 16-18 fegato che provvede a smaltirlo. Inoltre, se lo hai alto significa indirettamente che il colesterolo cattivo, vero nemico del cuore, è nella norma e che non supera i fatidici 120 mg/dl, considerati ideali. Insomma, non hai bisogno di nessuna cura, ma nonostante ciò,

non abbassare la guardia ed evita la sedentarietà: fai le scale a piedi, cerca di usare poco l’auto ed evita di restare alla scrivania per ore e ore. Il movimento è la vera medicina per innalzare il colesterolo buono. Attenzione anche a certi cibi “spazzatura” che sono veri concentrati di grassi nocivi:

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salsine, patatine fritte, dolci da forno, hamburger. Consumarli deve essere solo “uno strappo” e non la regola».

sei over 50 e fumi

«Diversa la situazione, invece, se sei una donna sui 55 anni (o un uomo sui 50 ) che oltre a un colesterolo superiore a 200 ha anche il vizio del fumo perché questo mix crea una situazione di preallarme. La frazione del protettivo HDL, anche se alta, è destinata a decrescere e il rischio cardiovascolare attuale, anche se medio, ad aumentare esponenzialmente nei successivi 10 anni», spiega il dottor Pizzinelli. «Nessuna riduzione del rischio, con questi fattori, anche se dopo un controllo ecografico delle carotidi hai scoperto che non hai depositi a rischio nelle arterie perché, per caratteristiche strutturali, il tuo colesterolo aderisce poco alle pareti dei vasi sanguigni», aggiunge il professor Meazza. «Devi intervenire sullo stile di vita: dire addio alle siga-

rette, effettuare regolarmente attività fisica di tipo aerobico (sci, nuoto, bici, per esempio) o camminare a passo sostenuto, almeno 20-30 minuti, tutti i giorni. Nello stesso tempo, occhio alla dieta: elimina totalmente i grassi di origine animale (burro, panna, per esempio), i formaggi grassi, gli oli vegetali saturi (di palma o di cocco) e non mettere in tavola più di 2 uova la settimana, 2-3 porzioni di carne, preferibilmente bianca, e 2 porzioni (pari a 3 fette l’una) di salumi magri come bresaola e prosciutto crudo sgrassato. Via libera a pesce, noci, cereali integrali, legumi, frutta e verdura: ricchi di fibre, danno un’accelerata al metabolismo del colesterolo. Poco utili gli yogurt a base di fitosteroli: hanno una blanda azione nell’abbassare il grasso nemico delle arterie, che per giunta viene meno dopo un anno che li consumi».


il livello di colesterolo totale che si raccomanda di non superare

200

120

il valore entro cui mantenere il colesterolo “cattivo” (LDL)

soffri di ipertensione

«Necessario un aiuto extra, invece, se le buone abitudini di vita non hanno dato alcun risultato nel giro di 3-6 mesi (purtroppo c’è anche chi ha una predisposizione genetica all’ipercolesterolemia), o se il tuo rischio cardiovascolare è già alto, eventualità che si concretizza quando il colesterolo over 200 si associa per esempio all’età avanzata (più di 60 anni per una donna, più di 55 per un uomo), alla pressione arteriosa alta e magari al fatto di non avere ancora abbandonato il vizio del fumo», suggerisce il dottor Pizzinelli. «In questo caso, dieta

e movimento, da soli, non sono più sufficienti e vanno affiancati a nutraceutici a base di riso rosso fermentato o, se non basta, alle statine, farmaci ipocolesterolemizzanti d’elezione», con-

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ferma il professor Meazza. «Entrambi sono in grado di bloccare parzialmente la produzione di colesterolo da parte del fegato, agendo sulla percentuale di LDL che l’organismo produce in proprio e che è anche la quota maggiore. Il riso rosso fermentato contiene monacolina k, alcaloide naturale con un’azione analoga a quella delle statine, ma con il pregio di non riservare gli stessi effetti collaterali indesiderati dei farmaci (vedi box). È classificato come integratore e non richiede la prescrizione medica, ma nonostante ciò è meglio evitare il fai

PRO E CONTRO DELLE STATINE

Sono in grado di ridurre sino al 30% l’incidenza di infarti e ictus. Nonostante ciò, non vanno mai prescritte senza tenere conto del rischio cardiovascolare individuale. «Questi farmaci non sono privi di effetti collaterali: alcuni studi, per esempio, hanno ipotizzato che possano modificare il colesterolo cerebrale, facilitando deficit di memoria», spiega il professor Roberto Meazza. «Nel 5-10% dei casi possono provocare problemi digestivi (costipazione, dolori addominali, nausea e flatulenza) perché alterano l’acidità gastrica e nel 10% dei casi danno origine a dolori e debolezza muscolare perché riducono la produzione di coenzima Q 10. Quando sono necessarie, tuttavia, le statine non vanno sospese anche se si manifestano degli effetti sgraditi: bisogna parlarne con il medico, che può decidere di ridurre la quota del farmaco e di integrarla con nutraceutici di riso rosso fermentato, o di cambiare molecola (le statine a disposizione sono numerose: simvastatina, atorvastatina, pravastatina, rosuvastatina). In caso di dolori muscolari, invece, spesso un’integrazione con prodotti a base di coenzima Q 10 può risolvere i disturbi».

da te e farsi seguire da uno specialista, anche perché non tutti i prodotti a base di riso rosso fermentato sono uguali. Quelli ideali devono avere un contenuto “certificato” di monocolina pari a 3 mg. Attenzione invece a integratori con concentrazioni più alte, perché rischiano di essere tossici. Se nel giro di 3 mesi, i nutraceutici associati alla dieta non danno alcun risultato è invece necessario orientarsi sulle statine. Prescritte dal medico, che ne monitorizza l’uso nel tempo, non vanno mai sospese: senza il loro aiuto, il colesterolo è destinato ad innalzarsi nuovamente, nel giro di pochi giorni».


CONSULTA GRATIS IL NOSTRO ESPERTO

dott. Jair Consonni fisioterapista a Legnano (MI). Tel. 02-70300159 12 gennaio ore 12-13

BRACCIA STANCHE? 4 ESERCIZI PER TE

Se al lavoro le sforzi parecchio, metti in pratica il nostro programma: le sentirai subito più forti di Fabienne Agliardi

Capita spesso di sentirsi le braccia pesanti e contratte, soprattutto se durante la giornata si sollevano pesi o si compiono gesti ripetuti sopra la testa (come prendere oggetti da uno scaffale). Per prevenire il problema abbiamo chiesto al dottor Jair Consonni, fisioterapista a Legnano, 4 esercizi in grado di rinforzare i muscoli coinvolti. Eseguili tutte le sere.

REMATORE

In piedi, appoggia la mano destra su un tavolo e, tenendo un piede davanti all’altro, piega il busto in avanti. Con l’altro braccio impugna un manubrio da 2 kg (va bene anche una bottiglia d’acqua da 1,5 litri). Quindi, fletti il gomito indietro, senza aprirlo di lato, per portare il peso all’altezza del fianco. Poi, distendilo lentamente e ripeti. Fai 3 serie da 10 ripetizioni per lato, intervallate da 1 minuto di pausa. Il trucco in più: fai partire sempre il movimento dalla scapola.

ALZATE IN DIAGONALE

Assumi la posizione di partenza dell’esercizio precedente (le alzate laterali), quindi, solleva il braccio destro, osservando una traiettoria in diagonale. Poi, torna lentamente nella posizione di partenza e ripeti. Esegui 3 serie da 10 ripetizioni per lato, osservando tra ognuna un minuto di pausa. Il trucco in più: inizia l’esercizio tenendo la mano che afferra il manubrio in diagonale, come se segnasse le ore 2. In questo modo coinvolgi i fasci muscolari del trapezio inferiore, importanti per sollevare le braccia sopra la testa. 50 www.starbene.it

ALZATE ORIZZONTALI

Mettiti di lato a un tavolino e appoggiaci sopra ginocchio e mano sinistra. Con la destra impugna un manubrio da mezzo kg e distendi il braccio verso il basso. Ora, avvicinando le scapole, solleva il peso verso l’esterno, tenendo il gomito teso ma non bloccato. Quindi, ritorna lentamente nella posizione di partenza e ripeti. Fai 3 serie da 10 ripetizioni per lato, con 1 minuto di stop. Il trucco in più: durante l’esercizio tieni sempre il palmo della mano rivolto in avanti. Ti guiderà meglio durante la fase di sollevamento del manubrio, coinvolgendo in modo efficace anche il trapezio, muscolo importante per l’elevazione del braccio.

ROTAZIONI ESTERNE

Sdraiati su un tappetino, sul fianco sinistro, unisci le gambe e poi flettile. Con la mano destra impugna un manubrio da mezzo chilo e piega il braccio con il gomito appoggiato al fianco, in modo da portare il peso in corrispondenza dell’addome. Quindi, ruota e solleva l’avambraccio destro verso l’esterno, usando il gomito come perno. Poi, ritorna nella posizione di partenza e ripeti. Fai 3 serie da 10 ripetizioni per lato, osservando una pausa di 1 minuti fra i set. Il trucco in più: quando sollevi il peso non spingerti oltre la linea del corpo. In questo modo allenerai in modo corretto i muscoli rotatori esterni della spalla.

Disegni di Alessandra Scandella

il fisioterapista

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MALATTIE RARE

La Magi Euregio di Bolzano è una punta di diamante per la diagnosi delle malattie neuroftalmiche rare.

ADESSO C’È UN AIUTO IN PIÙ

Grazie alla collaborazione tra due centri di eccellenza i bimbi ricevono diagnosi e assistenza più tempestive di Ida Macchi

Ogni minuto, nel mondo, nascono 10 bambini affetti da una malattia rara. Patologie terribili, molte delle quali (se ne conoscono circa 6000) orfane di cura, capaci di provocare enormi sofferenze ai piccoli malati e alle loro famiglie. In questo scenario, spesso scandito dall’isolamento, nasce una task force che apre nuove speranze. Ne sono artefici due centri impegnati da anni nella battaglia contro le malattie dimenticate: la Magi Euregio di Bolzano, dove confluiscono i migliori genetisti italiani e punta di diamante per la diagnosi delle malattie neuroftalmiche rare, e l’Irccs Oasi Maria Santissima di Troina, in Sicilia, centro collaborativo dell’Oms per le neuroscienze e le disabilità intellettive, che da anni si occupa di diagnosi, ricerca e cura per i ritardi mentali e l’autismo. gli scopi «Primo obiettivo della collaborazione: offrire un servizio in rete per le malattie neurologiche rare e quelle neuroftalmiche, in modo da seguire il malato dal sospetto della diagnosi, al test genetico, sino alla riabilitazione e alla cura. È rivolto soprattutto alla Sicilia e alle regioni del Centro-sud dell’Italia, praticamente “scoperte” su questo fronte», spiega il genetista Matteo Bertelli, presidente di Magi. «Da quest’area del Paese ricevevamo molte richieste di test genetici per la diagnosi di patologie come la retinite pigmentosa, la distrofia retinica o la cataratta genetica, malatPer saperne di più

Xxxxxxxxxxxxx nuove iniziative

di starbene

L’Irccs Oasi Maria Santissima ha sede a Troina (EN) e può accogliere 600 piccoli ospiti.

tra ricerca scientifica e solidarietà Dalla collaborazione Magi-Oasi sono

nati anche progetti per identificare nuovi “geni malattia”

responsabili delle patologie neuroftalmiche rare. «Si sa che le mutazioni alla loro origine sono più di 300 e quelle identificate sino a oggi sono circa l’80%”», spiega il dottor Bertelli. «Riuscire a individuare quelle “mancanti” potrà aprire nuovi scenari per una diagnostica ancor più mirata, ponendo le basi per la messa a punto di nuove terapie farmacologiche. Insomma, renderà possibile una grande scommessa

scientifica a favore dei bimbi affetti da malattie dimenticate. E non solo di quelli italiani, ma anche dei piccoli che vivono nelle aree in via di sviluppo. La task force ha infatti già avviato progetti di aiuto

nei Paesi dell’area Balcanica, dell’est Europa, fino ad arrivare a quelli del Sud America.

tie neuroftalmiche rare che colpiscono soprattutto i bambini, ma che possono manifestarsi anche in età adolescenziale, e che portano alla cecità. Per arrivare a una diagnosi e garantire le cure necessarie ai piccoli malati, le famiglie erano obbligate a peregrinare da un istituto all’altro. Da qui, l’idea di una collaborazione con l’Oasi Maria Santissima che, oltre alle competenze scientifiche, è ultraspecializzata nella riabilitazione di bambini ipovedenti e con deficit multi-sensoriali». i primi frutti Nel centro siciliano, convenzionato con il Ssn, oggi sono operativi ambulatori dedicati dove è possibile effettuare test genetici per le malattie neuroftalmiche rare. Sempre all’Oasi, i piccoli malati che ne soffrono hanno a disposizione percorsi riabilitativi su misura. Si avvalgono di strumenti high tech, ultrainnovativi: ambienti di realtà virtuale, per esempio, percorsi “a ostacoli” elaborati dal computer, in cui i bambini con un minimo residuo visivo imparano a muoversi, maturando pian piano quell’autonomia che servirà loro nella vita reale. Oppure, vasche per la riabilitazione in acqua, utili a sviluppare e valorizzare le altre abilità sensoriali e a consentire loro una miglior relazione con il mondo esterno.

magi-group.eu, irccs.oasi.en.it

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medicina dolce

di starbene

GUIDA ALLA FITOTERAPIA

IN GRAVIDANZA Ci sono piante, come lo zenzero o il tiglio, ideali per combattere i disturbi più classici. Altre, invece, vanno tassativamente evitate di Claudio Buono

Da quando hai scoperto di essere in attesa sei più cauta nell’uso dei farmaci perché temi che possano nuocere alla salute del nascituro? Saggia decisione, ma questo non significa che devi sopportare per forza malesseri e disagi. Una soluzione c’è: chiedere aiuto alla fitoterapia, che può offrire cure efficaci e innocue per te e il bebè. Attenta però: non tutti i rimedi verdi costituiscono la CONSULTA GRATIS scelta ideale in gravidanza, anzi, IL NOSTRO ESPERTO certi sono addirittura controindicaprof. Fabio Firenzuoli medico fitoterapeuta, ti. Abbiamo perciò chiesto a Fabio Azienda universitaria Firenzuoli, direttore del Centro di ospedaliera Careggi (FI). medicina integrativa dell’Azienda Scrivigli a: starbene@mondadori.it ospedaliera universitaria Careggi di Firenze, di indicarci le piante migliori per contrastare i disturbi tipici della gravidanza. Per prudenza, comunque, prima di usarle consulta anche il tuo medico curante.

>nausea, vomito, acidità di stomaco

la scelta migliore I tre classici disturbi digestivi

della gravidanza si possono contrastare con un unico rimedio: «È lo zenzero, e può essere usato anche in chiave preventiva», assicura il professor Fabio Firenzuoli. come si assume Si prende in compresse di polvere o estratto secco 3 volte al giorno a stomaco vuoto, fino al miglioramento dei sintomi.

>stitichezza

la scelta migliore È lo psillio, per la sua azione

lassativa molto delicata. «I suoi semi, composti da fibre idrosolubili, aumentano la massa fecale

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e la ammorbidiscono, facilitando l’evacuazione», spiega il professor Firenzuoli. come si assume Lo trovi sotto forma di polvere, in comode bustine monodose. Fai sciogliere il contenuto nell’acqua, oppure nel tè o nel latte caldo. Puoi prenderlo due volte al giorno, dopo i pasti.

>sbalzi d’umore, irritabilità, insonnia

la scelta migliore «Tiglio, melissa e valeriana possono

favorire il rilassamento, e aiutano a ritrovare il buon umore», evidenzia Firenzuoli. come si assumono In estratto idroalcolico nei momenti “no”, fino ad attenuazione dei sintomi. Si possono prendere in mix, 30 gocce diluite in un po’ d’acqua, 2-3 volte al giorno.

se stai allattando

Durante l’allattamento, in genere sono da evitare le piante che inibiscono la secrezione del latte materno, come menta, salvia, prezzemolo, carciofo. Altre, invece, sono potenziatrici dell’attività galattogena. Tra quelle più efficaci il cardo mariano, il finocchio, lo zenzero e il luppolo (la silimarina del cardo ha diversi studi sceintifici che ne provano l’efficacia). «No invece all’agnocasto, che conviene evitare perché potrebbe alterare la produzione di ormoni nel neonato», sottolinea il professor Firenzuoli. «Da escludere in questa fase anche quelle contenenti sostanze lassative (senna, frangola, cascara) che, anche a piccole dosi, passano nel latte possono dare disturbi al bambino».


LE ERBE DA NON PRENDERE

boldo, cascara, frangola, rabarbaro, senna contengono antrachinoni, composti che stimolano le contrazioni della muscolatura liscia dell’intestino (peritalsi). Queste si possono trasmettere anche all’utero, con rischi per il feto. ➔Artiglio del diavolo, iperico, partenio, uncaria e uva ursina, inducendo contrazioni della muscolatura uterina, aumentano le probabilità di parto prematuro o di aborto spontaneo. ➔Ginseng: con un’azione simile agli estrogeni (gli ormoni femminili), può causare perdite ematiche vaginali. Inoltre, test di laboratorio hanno dimostrato che può interferire con lo sviluppo del feto. ➔Liquirizia: l’abuso dell’estratto di questa pianta, oltre a provocare un aumento della pressione arteriosa, è stato associato al rischio di parti prematuri. ➔Ginkgo, olmaria, salice: la loro funzione antiaggregante piastrinica influenza la coagulazione del sangue, e questo potrebbe aumentare la durata del sanguinamento nel corso del parto e anche dopo. Getty

➔Aloe,

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VALVOLE CARDIACHE COME CAMBIA L’INTERVENTO

Grazie alla chirurgia endoscopica oggi si pratica un’incisione di pochi centimetri e l’operazione ha una durata molto più breve di Rossella Briganti

Il futuro è già qui. Almeno per quanto riguarda la cardiochirurgia che, negli ultimi 20 anni, ha fatto passi da gigante nella riparazione e sostituzione delle valvole cardiache. Sono stati eseguiti presso il centro Cardiologico Monzino di Milano, eccellenza italiana della cardiochirurgia, i primi interventi valvolari totalmente in endoscopia, una tecnica innovativa che apporta grandi vantaggi. i progressi in sala operatoria «Vent’anni fa si praticava un taglio sul torace di 20 cm, si apriva lo sterno e si operava a cuore aperto, in circolazione extracorporea», spiega il dottor Emad Al

Jaber, cardiochirurgo del Monzino formatosi alla scuola di endoscopia cardiaca del professor Loris Salvador, pioniere della tecnica endoscopica. «In un secondo tempo, si è passati alla cosiddetta cardiochirurgia mininvasiva, con un’incisione ridotta a otto centimetri e il chirurgo che seguiva l’intervento in parte sul monitor e in parte “in diretta”. Oggi la via di accesso al cuore si è fatta ancora più piccola: soli 3 cm di incisione, nella zona periareolare (nell’uomo) o nel solco sottomammario (nella donna) così da risultare invisibile». Anche “i ferri del mestiere” sono diventati molto più sottili. Vengono guidati CONSULTA GRATIS dal chirurgo che esegue l’intervento IL NOSTRO ESPERTO davanti allo schermo, osservando le dott. Emad Al Jaber immagini trasmesse da una microtelecardiochirurgo camera che riprende il cuore in ogni sua dell’Istituto Cardiologico Monzino di Milano. piccola parte. 02-70300159 i vantaggi della tecnica La miniaturiz- 17Tel. gennaio, ore 17-18 zazione della cicatrice non è importante solo dal punto di vista estetico. L’endoscopia dimezza la durata dell’intervento (da 4 ore a 2 ore), la degenza e il dolore post-operatorio nonché il rischio di complicanze, quali infezioni o necessità di trasfusioni di sangue. Il paziente ha un recupero più veloce (viene dimesso al quarto giorno) e non corre il pericolo di avere problemi legati alla cattiva cicatrizzazione.

iIl primo sintomi di un problema al cuore campanello d’allarme di un’insufficienza o una stenosi (quando il calibro si restringe) delle valvole cardiache? La dispnea, cioè la

respirazione difficoltosa, alterata per ritmo o frequenza. In pratica, una “fame d’aria” che deve indurre a prendere l’appuntamento con il cardiologo. «Altri sintomi da non sottovalutare sono:

un dolore al torace oppressivo irradiato al collo, alla mandibola e al braccio sinistro, le palpitazioni, l’astenia e il gonfiore alle gambe», avverte il dottor Al Jaber. «In questi casi è bene fugare ogni sospetto con un esame semplice e indolore: l’ecocardiogramma colordoppler». 54 www.starbene.it

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Xxxxxxxxxxxxx nuove cure

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per i più piccoli

È un detergente intimo specifico per neonati e bambini (fino a 12 anni). Senza SLS, SSLS, profumi sintetici e coloranti, tutte sostanze che possono irritare. Intimo Me di Fiocchi di Riso, 11,99 €, 250 ml. «Contiene acido lattico da melassa e olio di babassu, certificato biologico. Ideale nella “fase pannolino” e fino alla pubertà, deterge con agenti schiumogeni naturali delicati. Così rispetta le mucose intime, promuove il mantenimento di un pH acido protettivo e previene gli arrossamenti», dice la farmacista.

antibatterico

Grazie alla presenza del tea tree oil, questo sapone intimo svolge un’efficace azione antibatterica naturale. Testato dermatologicamente e clinicamente, ipoallergenico e nickel tested. Intimo Attivo pH 3,5 Omeovita Pharma di Diamond, 6,90 €, 500 ml. «Contiene estratti di timo che contribuiscono ad assicurare un’azione igienizzante e lenitiva, ideale per contrastare la formazione di odori sgradevoli, rilasciando una piacevole sensazione di fresco benessere. Ideale anche per chi frequenta piscine e palestre. Se ne versa un po’ sul palmo della mano e si diluisce con acqua», sottolinea la dottoressa Aicardi.

benessere intimo

Per la salute della mucosa vaginale ci vuole un detergente su misura. Scegli quello che fa per te

il farmacista

Disinfettante

Questa soluzione detergente senza parabeni, antimicotica e antibatterica è un valido aiuto nella cura di infezioni vaginali. Dermon Intimo Attivo pH 3,5, 9,50 €, 250 ml. «Deterge e protegge l’ambiente della mucosa vaginale, assicurando igiene, idratazione e freschezza grazie a pantenolo e allantoina. Allo stesso tempo, la presenza di lactobacilli assicura efficacia antibatterica e antimicotica, mentre l’estratto di melaleuca disinfetta. Il pH acido, infine, lo rende indicato anche per la detersione intima maschile», suggerisce la dottoressa Aicardi.

di Michela Duraccio

CONSULTA GRATIS IL NOSTRO ESPERTO dott. Mariasandra Aicardi farmacista, titolare della farmacia Aicardi di Bologna Tel. 02-70300159 16 gennaio, ore 9.30-10.30

per tre esigenze diverse Ecco una linea composta da tre detergenti, ognuno con un’azione specifica: protettiva (per le bambine), lenitiva, anti-irritazioni. Inthima Cosmetic GynoCanesten di Bayer, 6,90 € l’uno, 200 ml. «Il detergente per le bimbe contiene estratto di loto, emolliente, e pantenolo, per rispettare la loro mucosa delicata e soggetta a bruciori. Quello lenitivo è ideale nei casi di prurito intimo e arrossamenti causati anche da indumenti troppo stretti: sfrutta le proprietà della glicina, un amminoacido calmante. La versione antiirritazioni, infine, aiuta a equilibrare il pH e la flora batterica vaginale. Merito di acido lattico, estratto di loto, glicina, lipidi e pantenolo», chiarisce l’esperta.

rinfrescante È particolarmente indicato per le donne in età

fertile. Contiene tensioattivi delicati dalle proprietà seborestitutive. Il pH è 4,5. Saugella You Fresh, 6,90 €, 200 ml. «Assicura freschezza delicata e protratta nel tempo, nonché protezione efficace e idratazione della mucosa. Ha una formula innovativa, che associa attivi rinfrescanti di ultima generazione con l’attività disinfettante naturale del Thymus vulgaris e quella emolliente e idratante dell’estratto di Calendula officinalis», conclude la farmacista. www.starbene.it 55


QUANDO SERVE DAVVERO LA MANIPOLAZIONE

CRANIO-SACRALE Usata da osteopati e fisioterapisti, è utile soprattutto per calmare i neonati, “raddrizzare” la schiena e rimettere in squadra la mandibola Rossella Briganti

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insonnia dei bambini: regolarizza le pulsazioni nel cranio

Notti insonni a cercare di calmare pianti disperati? È un problema molto diffuso tra i neo-genitori. L’atto della nascita, infatti, sottopone ogni bimbo a uno stress fisico e psicologico. Fisico, per il passaggio forzato attraverso il canale del parto, tra spinte e controspinte. Psicologico, per il repentino distacco dall’ambiente materno, una “coccola” gigantesca nel tepore del liquido amniotico. È naturale

quindi che il neonato, scombussolato dalla sua nuova vita, fatichi a trovare il ritmo sonno-veglia. Ma alcuni non “ingranano” proprio. «Sono quei bambini il cui ritmo cranio-sacrale, quella pulsazione impercettibile ma continua che caratterizza il liquor cefalo-rachidiano (il fluido situato all’interno della spina dorsale), mostra una frequenza superiore alla norma, che li rende nervosi e agitati», spiega Giovanna Cau, naturopata e massofisioterapista, diplomata in terapia

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dott. Giovanna Cau massofisioterapista e naturopata a Cagliari. e Milano. Tel. 02-70300159 13 gennaio ore 9.30-11.30

Sempre più diffusa negli studi di osteopati e fisioterapisti, la manipolazione cranio-sacrale riesce a risolvere, con tocchi ultrasoft, situazioni croniche di disagio e di dolore. Ecco i tre campi di applicazione in cui risulta più efficace.

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testa del piccolo, mettendosi in ascolto di questa sottile pulsazione intracranica». Come riequilibrarla? Con delle pres-

sioni manuali avvolgenti e leggerissime, uguali o inferiori ai 5 g. Si eseguono con il bimbo supino o in braccio alla mamma, e le mani “a coppa” in modo da ricreare la rassicurante sensazione di contenimento percepita nell’utero materno. «Le pressioni, eseguite in un ambiente tranquillo e nella penombra, vengono esercitate sulla regione occipitale, temporale e sulla sommità della testa in modo da drenare il liquor verso le meningi, le membrane che aderiscono al cranio e rivestono il sistema nervoso centrale. Nei bambini che non dormono, infatti, si riscontra spesso un accumulo di questo liquido nella scatola cranica, specie nella zona sotto la nuca e il collo». In 5-6 sedute (che costano 60-70 € l’una) è possibile alleggerire le tensioni nervose e restituire al neonato il giusto ritmo del sonno e della veglia.

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scoliosi: decontrae i muscoli paravertebrali irrigiditi

È un dato statistico: la scoliosi, cioè la deviazione laterale della colonna (un fianco più alto dell’altro) che si manifesta nel delicato periodo preadolescienziale, è più frequente nei bambini che hanno sofferto da piccoli di disturbi gastro-intestinali. Inconsciamente, tendono a proteg-

gere la parte dolente con posture difensive, dormendo tutti rannicchiati su un fianco o appoggiandosi più su una parte.

«Inoltre, viene spesso collegata alla “sindrome da abbandono” vissuta dai bimbi che sono stati precocemente affidati ad asili-nido o baby sitter e hanno patito il distacco dalla mamma che lavora», spiega Giovanna Cau. «Durante

i principi-base

Ideata verso il 1920 da William Garner Sutherland, docente dell’American School of Ostheopaty e allievo diretto di Andrew Taylor Still (riconosciuto come fondatopre dell’osteopatia), la manipolazione cranio-sacrale ha delle basi scientifiche.

Osservando la disposizione delle ossa del cranio, Sutherland rilevò la presenza di una pulsazione al suo interno, una specie di oscillazione lenta e ritmica chiamata “movimento respiratorio primario” (MPR).

Il “respiro” compiuto dal liquor cefalorachidiano permea tutto il sistema nervoso e, secondo il suo ideatore, si manifesta ancora prima della respirazione polmonare o del battito cardiaco. Da qui, Sutherland elaborò un sistema terapeutico basato su manipolazioni ritmiche, partendo dal fatto che il cranio non è una struttura rigida ma ha una grande plasticità. Lo scopo? Ristabilire il corretto movimento respiratorio primario, alterato da un’infinità di situazioni negative, fisiche ed emozionali.

il trattamento, le mani vengono imposte sia sulla regione occipitale, alla base del cranio, sia sulle vertebre lombari. E anche in questo caso vengono esercita-

te delle pressioni ritmiche e leggere, del peso di 5 g, in modo da riequilibrare il liquor. Ovvero il fluido cerebrospinale nascosto nel canale vertebrale e che, in caso di scoliosi, scorre in modo alterato». Le pressioni manuali, inoltre, decontraggono i muscoli paravertebrali, irrigiditi in posture errate, e rimettono in asse le comunicazioni nervose tra cranio e regione sacrale. Al termine della seduta, che dura un’ora, si esegue la “centratura” della colonna vertebrale, con manovre delicate che hanno il fine di “liberare” il ragazzino o la ragazzina dalla sua corazza muscolare. Così, viene spontaneamente indotto a correggere gli atteggiamenti scoliotici, sostituendoli con posture corrette. Processo che avviene nell’arco di 12-15 sedute settimanali.

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bruxismo: scioglie l’articolazione contratta

I cronici dolori al collo e alle spalle dipendono, spesso e volentieri, dal bruxismo, il digrignamento dei denti durante il sonno notturno (ma c’è anche chi digrigna di giorno, mentre lavora, suona o fa sport). «Oltre a scaricare le tensioni nervose, il bruxi-

smo ha un’altra funzione. Rappresenta, infatti, il tentativo inconsapevole di riequilibrare le alterazioni dell’Atm, l’articolazione temporo-mandibolare», spie-

ga la nostra esperta. «I disordini sono diversi: si può essere retrognati (mandibola retratta rispetto alla mascella) o, al contrario, prognati (quando slitta in avanti). Oppure si può avere una mandibola leggermente deviata a destra o a sinistra, con o senza problemi di malocclusione dentale. Più frequenti di quanto si creda, sono dovuti al non perfetto combaciamento tra le due arcate, che mette in tensione i muscoli masticatori e del trapezio. Tutto questo si traduce in dolore, rigidità nucale e disagio anche a sbadigliare». Come riequilibrare l’articolazione? Gra-

zie alle tecniche di manipolazione cranio-sacrale che, drenando i depositi di liquor cefalorachidiano e rilassando i muscoli, si prefiggono la centratura di tutta la colonna e, di riflesso, dell’articolazione interessata. «Oltre alle pressioni ritmiche sul cranio e sul sacro, si cerca di rimettere in squadra la mandibola dall’interno, con delle pressioni esercitate sugli ultimi molari dalle dita inserite nella bocca», conclude Cau. Sei sedute e il collo diventa più sciolto. E addio dolori!

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cure naturali

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cranio-sacrale a Cagliari e Milano. «Per capire se è alterato, non servono esami medici. Basta porre le mani sulla


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IMPARA A NUOTARE BENE Getty

Ecco le dritte dell’esperta per coordinare movimento e respirazione e rendere efficiente bracciata e battuta di gambe di Anna Pugliese

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starbene fitness L’ASSETTO

>l’errore classico «Affondare con il corpo: più rimani

LA RESPIRAZIONE

>l’errore classico «Rimanere in apnea, cioè trat-

tenere il fiato anche per più bracciate. Così il corpo galleggia meno, vai in affanno e la nuotata, più che un momento di relax, diventa un’occasione di stress», spiega Sara Sabbadini. >la tecnica giusta «Nello stile libero le difficoltà maggiori sono buttare fuori l’aria e avere continuità nel movimento. Quindi, anche per non affaticare il trapezio, il muscolo che dalla nuca fascia la zona dorsale fino alle scapole, inspira una volta a destra e una a sinistra. Ruota leggermente il capo senza sollevarlo in CONSULTA GRATIS IL NOSTRO ESPERTO avanti, con l’orecchio appogSara Sabbadini giato sul pelo dell’acqua e la allenatrice e istruttrice bocca appena fuori. Conta, poi, all’Aquatic Center di un tempo per inspirare e tre per Montinchiari (BS) Tel. 02-70300159 espirare, con il volto immerso. 12 gennaio ore 10-11 A rana, invece, respira a ogni bracciata: fallo, per rimanere coordinata, quando inizi il movimento di apertura delle braccia. A dorso, visto che il volto è fuori dall’acqua, respirare dovrebbe essere naturale. Ricordati di farlo con il ritmo giusto: inspira quando porti indietro il braccio destro ed espira durante la bracciata con il sinistro».

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milioni

LA BRACCIATA

>l’errore classico «Far entrare semplicemente le braccia

in acqua, senza il movimento di spinta e trazione», commenta l’istruttrice. >la tecnica giusta «Per lo stile libero la bracciata dev’essere ampia: entra con il braccio in linea con la spalla, allungandoti tanto da ruotarla leggermente e tenendo il corpo stabile, grazie all’impegno dei muscoli del core

gli italiani che frequentano regolarmente la piscina

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alta sull’acqua, meno fatica fai», commenta l’esperta. >la tecnica giusta «A stile libero focalizza l’attenzione sui glutei: con una battuta di gambe efficace li manterrai fuori e riuscirai a nuotare più veloce. Attenzione anche a non rivolgere lo sguardo in avanti perché così i fianchi si abbassano, aumentando la resistenza dell’acqua. Rilassa il collo e segui la linea che si trova sul fondo della piscina, quindi guarda semplicemente in basso. Per il dorso è la stessa cosa: per non affondare concentrati per mantenere l’ombelico all’asciutto, battendo bene le gambe. A rana stai ben allungata e tieni i piedi, a martello, esterni alle ginocchia. Per non perdere la posizione quando recuperi le gambe, dopo la spinta, concentrati sull’idea di portare i talloni verso il sedere, non le ginocchia verso la pancia».

dei nuotatori sono donne


(quelli della cintura addominale). Fai una trazione, in profondità, quindi spingi la mano verso la coscia ed esci. Il braccio passa sul lato, mai sotto la pancia e, per aiutarti, ricordati sempre di usare anche il tricipite, il muscolo posteriore del braccio: dovrai sentire che lavora. Se nuoti a dorso, attenta alla coordinazione: le braccia non devono mai trovarsi contemporaneamente lungo i fianchi, quindi mentre uno sta per entrare in acqua l’altro esce. Inoltre il movimento deve essere completo: immergi il braccio ruotando la mano, senti l’appoggio in profondità, e poi flettendo leggermente il gomito spingi l’acqua verso il piede e concludi la parte sommersa. Infine la rana: parti con le mani unite, aprile lentamente, fletti i gomiti, senza portarli troppo indietro, e riuniscile, velocemente, portandole di nuovo davanti al tuo viso», spiega Sara Sabbadini.

più le ginocchia devono uscire dall’acqua, senza affondare. Il movimento è completamente diverso nella rana: parti con le ginocchia flesse, avvicinando quindi i talloni ai glutei, da qui apri i piedi a martello, dai una sorta di frustata verso il basso e poi riporta le estremità verso il sedere». Attenta ai tempi: devi coordinarti con la bracciata, in modo da recuperare contemporaneamente braccia e gambe. Pensa poi di disegnare un cerchio nell’acqua, con le gambe: è fondamentale muoverle contemporaneamente, evitando le sforbiciate. Mentre fai la gambata, inoltre, punta verso il basso, non rimanere mai in superficie», consiglia l’esperta.

IL MOVIMENTO DELLE GAMBE

>l’errore classico «Tenere le ginocchia flesse, battendo

quindi solo una parte della gamba», sottolinea l’esperta. >la tecnica giusta «Per lo stile libero le regole sono molto semplici: devi essere distesa sul pelo dell’acqua, con le ginocchia morbide e le punte dei piedi ben distese e leggermente ruotate all’interno. Ricorda sempre che il movimento deve partire dall’anca e che la battuta va fatta sott’acqua. Il tallone può anche uscire, ma mai tutto il piede. Anche a dorso, la spinta delle gambe deve partire dal bacino con i piedi ben distesi ed extraruotati; in

la virata perfetta

Non pensare che sia troppo difficile: la capovolta a fine vasca, per cambiare direzione, fa parte delle tecniche di base. Quella più istintiva è la virata dello stile libero. «A circa 2 m dal bordo avvicina il mento allo sterno, espira sott’acqua e dopo un’ultima battuta di gambe più potente fletti il bacino, come se volessi creare un angolo a 90 gradi tra anche e cosce. Porta le braccia lungo i fianchi: grazie alla spinta e alla posizione raccolta girerai su te stessa. Vedrai che sarà naturale flettere le gambe e avvicinarle al viso, per favorire la “giravolta”», spiega Anna Mezzetti, istruttrice di nuoto. Ci vorrà un po’ di esperienza per prendere le giuste misure e toccare, sott’acqua, la fine vasca con i piedi, per darti la spinta per ripartire.

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AUMENTA LA COORDINAZIONE In piedi, afferra due manubri leggeri (vanno bene anche da 1 kg) e, piegando i gomiti, sollevali all’altezza delle spalle. Ora, fai un passo indietro con la gamba sinistra e fletti il ginocchio destro in modo da eseguire un affondo, tenendo la schiena ben dritta (a). Quindi

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b distendi le gambe, torna alla posizione di partenza ed esegui uno slancio laterale della sinistra (b). Ora ripeti l’esercizio dal lato opposto. Esegui 3 serie da 10 ripetizioni, riposando per 1 minuto dopo ogni set. Karma Press

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Sdraiati a pancia in giù su un tappetino, sovrapponi gli avambracci e appoggiaci sopra la fronte. Contraendo i glutei, solleva il più possibile le gambe, divaricandole leggermente a mano a mano che esegui il movimento. Quindi, rilassa le gambe a terra e poi torna ad alzarle. Fai 3 serie da 15 ripetizioni intervallate da una pausa di 1 minuto.

In piedi, con le gambe alla stessa larghezza delle spalle, distendi le braccia sopra la testa tenendo i palmi delle mani aperti, in modo che si guardino. Ora, sposta il peso del corpo sugli avampiedi, solleva i talloni da terra e fletti il più possibile le gambe. Contemporaneamente, piega le braccia fino a portarle all’altezza delle spalle, con i palmi rivolti verso il basso. Quindi, ritorna nella posizione iniziale e ripeti. Fai 3 serie da 12, intervallate da 1 minuto di pausa.

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RASSODA LE COSCE Sdraiati su un tappetino sul

fianco destro e appoggia il capo sul braccio disteso, allungato a terra. Quando hai trovato l’equilibrio, esegui una sforbiciata portando la gamba destra in avanti e la sinistra indietro. Quindi, ritorna nella posizione di partenza e ripeti, per 15 volte. Poi, fai una pausa di 30 secondi e cambia lato. Completa, in tutto 3 serie.


starbene fitness laSciogliere sfera iche massaggia muscoli e i punti

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È IL MOMENTO

DI DECIDERE

Sommersa da offerte e consigli, fai fatica a trovare la tua strada? L’esperta ti spiega come scegliere senza lasciarti distrarre di Francesca Trabella

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Prendere decisioni è difficile: siamo sommersi da opzioni e informazioni, pareri e consigli. Probabilmente, per risolvere dilemmi come “Meglio Pilates nella palestra X o yoga al centro Y?”, ti riferirai a pareri di conoscenti e al web. Certe decisioni però devi prenderle da sola. È il caso, per esempio, di “Investo in un corso di acquerello o nella borsacult?”. «Allora devi indagare i benefici delle diverse opzioni e i bisogni sottostanti», rivela Anna Gallotti, Master Certified Coach presso l’International Coach Federation e co-autrice del manuale L’arte di prendere le decisioni giuste e agire di conseguenza (Urra Feltrinelli, 14 €). «Il problema è che spesso non sei consapevole di questi bisogni. Ma, se li individui, potrai scegliere con cognizione di causa». ➞

I segreti per vivere meglio

starbene.it/benessere

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starbene psicologia

SOPPESA I BISOGNI

Analizziamo il dilemma citato: frequentare un corso di acquerello ti rilasserebbe, mentre possedere una borsa-cult ti farebbe sentire più a tuo agio con le colleghe modaiole. Questo per quanto concerne i benefici. E i bisogni? Nel primo caso

potrebbe essere trovare una dimensione tutta tua, in cui liberare la creatività e ottenere soddisfazione dal lavoro manuale; nel secondo, invece, sentirti accettata per ciò che mostri di te e non per ciò che sei veramente. A questo punto, la decisione è quasi presa: ti basta solo rispondere alla domanda “Quale bisogno mi preme di più?”.

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SCEGLI SE FARE LA FORMICA O LA CICALA «È utile sapere che ci sono due diversi stili o modalità di accostarsi alle scelte: quello della formi-

un esercizio pratico

Nel libro L’arte di prendere le decisioni giuste e agire di conseguenza, Anna Gallotti propone un esercizio per allenarti a diventare consapevole delle scelte che compi quotidianamente e della loro importanza per la tua serenità. «Ripensa alla giornata o alla settimana appena trascorsa ed esamina la totalità delle tue decisioni, grandi e piccole. Cerca poi di quantificare le percentuali relative ai seguenti ambiti: >1 decisioni prese per soddisfare i bisogni primari come mangiare, dormire, essere in sicurezza; >2 per obbligo o dovere: >3 evitate o procrastinate; >4 scaturite dal desiderio di ottenere un risultato positivo. Noti uno sbilanciamento a favore di una o più categorie? Pensi che sia positivo o che ti converrebbe correggerlo? Per esempio, se ti trovi spesso a eludere le decisioni (ambito 3) e raramente a scegliere qualcosa che ti può far stare meglio (4), forse significa che stai affrontando la vita troppo passivamente. Perché non provare a essere più proattiva?».

CONSULTA GRATIS IL NOSTRO ESPERTO dott. Anna Gallotti Master Certified Coach presso l’International Coach Federation Scrivile a starbene@mondadori.it

ca e quello della cicala», riprende Anna Gallotti. «La formica prende una decisione difficile oggi perché sa che le porterà un vantaggio domani. Nella pratica è il comportamento della mamma che sceglie di non cedere al capriccio del bambino, e sopporta la sua sceneggiata per educarlo alla frustrazione e aiutarlo a crescere.

Formica è anche la donna che decide di divorziare nonostante la sofferenza che questo le costa, perché si aspetta di stare molto meglio in futuro. La cicala, al contrario,

cerca il beneficio immediato, approfitta del presente e non si preoccupa del futuro: è la mamma che compra le caramelle al bambino perché vuole finire in fretta la spesa al supermercato e ha bisogno che lui stia calmo, o la moglie cui importa solo avere un punto di riferimento, non l’amore, e quindi fa finta di non vedere il marito lontano e la coppia che si spegne. Attenzione: entrambi gli stili hanno dei pro e dei contro, non ne esiste uno migliore in assoluto. L’ideale sarebbe calibrarli e applicarli coscientemente a seconda della decisione».

ASCOLTA IL CORPO

Secondo la nostra esperta, decidere non è solo questione di ragionamento, tant’è che, a volte, il corpo compie delle scelte a nostra insaputa e ce le comunica a modo suo, magari con le farfalle nello stomaco quando incontriamo uno sconosciuto (“Mi piace!”) o con la rigidità cervicale che ci prende quando telefona nostra suocera (“Non voglio parlarle”). «Nel cervello ci sono due vie di

decisione: quella veloce, intuitiva, legata alle sensazioni corporee, e quella lenta, logico-cognitiva, legata al ragionamento lineare», chiarisce Gallotti. «Per prendere delle

decisioni “sentite” devi dare una chance a entrambe le modalità e poi valutarle e confrontarle. Se invece insisti a ignorare ciò che succede nel tuo corpo, non solo prendi cantonate, ma rischi anche di mandarlo in blocco».

VALUTA LE “CINQUE I”

Se da un lato è giusto esercitare il più possibile il diritto di scelta, dall’altro devi essere consapevole che esistono condizioni “strutturali e universali” su cui non hai alcun potere decisionale. Anna Gallotti le ha riassunte nella


districarsi tra le (web)opinioni

«La varietà di opzioni stimola le menti, ma può anche confondere», sostiene il giornalista e scrittore americano Tom Vanderbilt nel suo recente saggio You may also like. Il titolo fa il verso ai social network, ai portali di news, ai siti di e-commerce che - quando visualizzi una pagina - segnalano “altre cose che ti potrebbero piacere/interessare”, proponendo così un elenco infinito di possibilità. «Per scegliere chi seguire, quale articolo leggere o che cosa acquistare non devi lasciarti distrarre troppo da questi input: sono basati su algoritmi che, per quanto sofisticati, non potranno mai tenere in considerazione tutte le variabili personali e ambientali», spiega Vanderbilt, che mette in guardia anche dall’affidarsi a recensioni, stelline o like altrui per orientare le proprie scelte: «Meglio evitare di consultare troppe opinioni: alla fine tendono tutte ad assomigliarsi», scrive. «No anche a focalizzarti su quelle estreme in senso positivo o negativo. In genere, la verità sta nei commenti moderati».

formula delle “cinque i”: irreversibilità del passato, imprevedibilità del futuro, ineluttabilità della fine, ingiustizia del mondo e della vita e inadeguatezza dell’uomo (cioè il nostro essere finiti e limitati). «Un qualche margine di scelta, però, lo possiedi ugualmente: sta nelle modalità con cui affronti le “cinque i”» puntualizza la coach. «Per

esempio, anziché rimuginare continuamente sugli errori e sulle sfortune del passato, puoi lasciarteli alle spalle e guardare avanti. Ti comporti da super-eroina, ignorando

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gli acciacchi dell’età che avanza? Rallenta e prenditi cura di te: nessuno sceglie di invecchiare, ma tutti siamo in grado di dire: “Voglio farlo nel migliore dei modi!”».

NON TEMERE LO STALLO

Nonostante tutti gli stratagemmi, però, ti può capitare di non riuscire proprio a decidere “al volo”. Niente panico:

l’indecisione non è uno stato d’animo necessariamente controproducente né rappresenta per forza una perdita di tempo. Stando al saggio pubblicato sul magazine online Aeon (aeon.co) da Stephen Fleming, neuroscienziato britannico specializzato in metacognizione e in processi decisionali, si tratta di un rallentamento del cervello che raccoglie il maggior numero di informazioni possibile sulle alternative in gioco, informazioni che poi elaborerà nel tentativo di fare la scelta migliore. «Tieni conto di questo soprattutto quando

stai parlando con qualcuno e non sai se sia opportuno porre una certa domanda, fare un commento, rivelare un’informazione» raccomanda Anna Gallotti. «Essere indecisa può metterti a disagio e farti sembrare debole, ma è una condizione da cui non devi aver fretta di uscire: ti protegge dal parlare a sproposito e da ciò che ne deriva, per esempio vergogna e rimorso».

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ALLENATI AD ESSERE

FELICE Con il training giusto puoi virare il tuo cervello su pensieri belli e sereni. E vivere un 2017 pieno di gioia di Francesca Trabella

UN’EREDITA’ INGOMBRANTE

«Anche se non siamo più cavernicoli alle prese con animali feroci, continuiamo a stare all’erta per catturare ogni minimo segnale di pericolo e minaccia: se qualcuno ci offende, tradisce i nostri valori o ci fa sentire svalorizzati, scatta la nostra reazione primordiale di attacco o fuga», spiegano Daniela Di Ciaccio e Veruscka Gennari, formatrici e coach, nonché co-fondatrici di 2BHappy Agency (2bhappy.it), società che aiuta a far crescere le competenCONSULTA GRATIS ze necessarie a sviluppare beIL NOSTRO ESPERTO nessere. «Come se il negativity dott. Daniela Di Caccio e bias (cioè pregiudizio negativo Veruscka Gennari innato) non bastasse, siamo imformatrici e coach Scrivi a: mersi in un flusso informativo che starbene@mondadori.it alimenta le nostre paure più profonde. Il risultato? Una vita all’insegna di preoccupazione e ansia. Ma, come rilevato da Rick Hanson, i geni non sono il nostro destino. L’evoluzione ci ha consegnato un cervello plastico, modellabile, al quale possiamo insegnare come interrompere i pensieri negativi e sostituirli con risposte più orientate alla positività!».

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IN PRATICA

«Pur non essendo un muscolo, il cervello si comporta come tale, cioè cambia grazie all’esercizio», proseguono l’esperte. «Se vuoi che smetta di vedere nero, inizia a fare esperienze concrete capaci di amplificare la felicità. Poi, per costruire la nuova rete neuronale positiva sono indispensabili anche l’attenzione consapevole al comportamento che vuoi acquisire e la sua ripetizione nel tempo». Ecco dunque alcuni esercizi pratici suggeriti da Di Ciaccio e Gennari.

per interrompere la negatività

>stop alle lamentele Lamentarsi brucia i neuroni relativi all’area cerebrale del problem solving. >meno rumore esterno, più vita Disconnettiti da web e tv, esci fuori, stai a contatto con la natura e/o con un amico.

per costruire la positività

>applica il rapporto 3:1 tra positivo e negativo Per ogni frase

lamentela o critica pronunciata, dinne tre positive (complimenti, ringraziamenti). Funziona anche con le considerazioni verso te stessa: per ogni auto-svalutazione, individua tre pregi, conquiste, sogni. >due minuti di respirazione consapevole Fermarti a osservare il tuo respiro porta l’attenzione sul suo flusso. Inspira profondamente ed espira lentamente. Ti aiuterà a essere “presente nel presente”, a spegnere i rumori della mente, far fluire le emozioni e ritrovare lucidità mentale e calma. >il libro giusto «Per costruire abitudini positive l’ideale è un programma di 21 giorni di azioni per la felicità», concludono le esperte. «E’ tutto spiegato nel libretto 21Days4Happiness, scaricabile gratuitamente dal sito di 2BHappy».

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Le esperienze quotidiane modificano continuamente il nostro cervello: se scegli di focalizzarti su quelle positive, lo riempi di fiducia, benessere, serenità, autostima, sensazione di essere protetto e accudito. Insomma, di felicità. Parola di Rick Hanson, neuropsicologo statunitense, autore del libro Felice come un Buddha. La scienza della mente per vivere più sereni e rilassati (Bis, 14,50 €). Facile? Non proprio, dato che l’evoluzione ci ha predisposti più per captare la negatività che per godere della positività.


starbene psicologia

[STORIE] Sono innamorata di un uomo che ha

SEDICI ANNI MENO DI ME:

io 45 lui 29. Sono reduce da un

MATRIMONIO FALLITO.

Lui invece, vista anche l’età, non è mai stato sposato e non ha avuto storie significative. Certo ne parlo da innamorata, ma Luca è davvero una persona speciale: colto, serio, profondo, come se non bastasse, è anche bello da morire.

Le mie amiche insinuano che deve avere avuto problemi con la mamma e che abbia scelto me come possibile sostituta. In realtà, tra noi due, è lui quello che si comporta da adulto, è lui che mi

protegge e che si dimostra in ogni situazione forte e disponibile. A che cosa vado incontro? Potrebbe essere il grande amore della mia vita, i segnali ci sono tutti, ma sono pronta a vivere quello che succederà, nel bene e nel male, a fronteggiare le difficoltà che in ogni caso potranno presentarsi. So quello che rischio: qualcuno mi potrà fare i complimenti per un “figlio” così bello oppure sarà lui ad abbandonarmi per una donna con la metà dei miei anni. Per ora vivo questo amore come un dono della vita che mi rende felice. Lei che cosa ne pensa?

DI GIANNA SCHELOTTO

Nelle vicende di una coppia, l’anagrafe è davvero una componente secondaria. Quanti sono i matrimoni nei quali uno dei coniugi, indipendentemente dall’età, si comporta da eterno bambino CONSULTA GRATIS mentre l’altro si assume IL NOSTRO ESPERTO dott. Gianna Schelotto ogni carico di responsabilità psicologa e e di iniziativa? Dunque, non psicoterapeuta è per la differenza di anni a Genova che una unione si può rivelare Scrivile a: starbene@mondadori.it più o meno felice. Una nuova storia d’amore è, in certi casi, la conferma e l’esaltazione di tutti i cambiamenti che le donne vanno sperimentando nella seconda metà della loro vita. Spesso, però, i coetanei di queste signore si portano addosso tutti i segni di ciò che loro stanno cercando di lasciarsi alle spalle: la stanchezza, il disincanto, l’ansia per il futuro, la paura della solitudine. Per questo, quando hanno la fortuna di poter scegliere, le donne sono più attratte dai giovani che non portano ancora i segni psicologici e fisici degli anni che sono passati. Esistono tuttavia, sul rapporto tra una donna matura e un uomo giovane molti pregiudizi di tipo culturale che agiscono in modo più o meno inconscio e rendono questi legami più difficili e sofferti di altri. In realtà le storie amorose nelle quali c’è una differenza di età rilevante, anche se spesso creano scandalizzate reazioni, non hanno in sé nulla di sbagliato: sappiamo tutti benissimo che ciò che conta in un rapporto sono le affinità e gli equilibri psicologici, non le distanze cronologiche. Questo è ciò che penso. Ma la lettrice, giustamente, non voleva un mio parere e nemmeno un’assoluzione. O no?

Katia, 45 anni

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IL COMMENTO

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starbene

IO SCIO GREEN Pannelli fotovoltaici, pedane a energia cinetica, neve riciclata e lampade a led: gli ecosciatori vanno in vacanza qui

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di Alessandra Sessa

Sistemi di recupero e riciclo della neve da un inverno all’altro, impianti di risalita alimentati da fonti rinnovabili, misure di mobilità alternativa all’uso delle auto. Se da una parte i cambiamenti climatici si fanno sentire anche in alta quota, dove la neve scarseggia e la stagione sciistica si restringe sempre di più, dall’altra si corre ai ripari con un’attenzione maggiore alla sostenibilità e una sensibilità crescente all’impatto ambientale. Ecco tutte le novità a impatto zero per chi scappa dallo smog alla ricerca di un periodo di villeggiatura più “pulito” e a contatto con la natura. ➞ www.starbene.it 71


starbene stili di vita

NEVE SOSTENIBILE

>La nevicata si fa attendere? Esiste un metodo per salvare le piste che in Svizzera, Austria e nord Europa è utilizzato già da anni e sta arrivando anche in Italia. Si chiama snowfarming e consiste nel recupero e

conservazione della neve rimasta a fine stagione. In pratica, il manto nevoso

viene accumulato e isolato con trucioli di legno e teli geotermici che lo conservano fino all’anno successivo. Con i primi freddi la neve “riciclata” viene lavorata per eliminare eventuali pezzi di ghiaccio e sistemata con i mezzi battipista. Grazie a questo sistema a Livigno (SO), in Valtellina (valtellina.it) sono stati stoccati mille metri cubi di neve che già a fine ottobre hanno permesso ai fondisti di scendere in pista. Il piccolo Tibet italiano sorge a 1816 m ed è un paradiso per gli amanti degli sci stretti con 30 km di piste per tutti i livelli. E la neve è green anche in Val Martello (BZ), dove i depositi di snowfarming sono serviti a preparare le piste del centro Biathlon. Qui, a 1700 m, dove si trova il centro training più alto d’Europa per questa disciplina, ci si può cimentare con gli sci di fondo e il tiro a segno (martell.it). Anche più a sud, in Abruzzo, nel comprensorio sciistico dell’Alto Sangro (AQ), sono arrivati cannoni sparaneve di ultima generazione Il vantaggio per l’ambiente?

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1. A Livigno (SO) riciclano la neve dell’anno precedente. 2. Usano lo stesso procedimento in Val Martello (BZ). 3. Ad Alto Sangro (AQ) si utilizzano cannoni sparaneve a basso impatto energetico.

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Un alto rendimento di manto nevoso a fronte di un più basso consumo energetico. Inoltre, l’acqua indispensabile

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per fabbricare la neve viene raccolta nel nuovo bacino di Monte Pratello, a 1840 m, dove è possibile sparare la neve “a gravità”, facendola cioè cadere nell’area immediatamente sottostante, senza ricorrere a dispendiosi impianti di pompaggio (roccaraso.net).

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IMPIANTI ECO

>Se vuoi vedere il gigante bianco da vicino,

2 1. Prova l’esperienza di nuovi sport invernali con i cani, al Trekking&Dogbike park, a La Magdeleine (AO). 2. Chamois (AO) è l’unico comune italiano car free 3. Sempre a Chamois puoi provare la fat bike, perfetta sulla neve.

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prova la nuova Skyway Monte Bianco (montebianco.com) che sale a Punta Helbronner (3500 m) tra i ghiacciai perenni. Un impianto che utilizza pannelli fotovoltaici, lampade a

led, sistemi per il recupero dell’energia e coibentazione studiata per ridurre al minimo la dispersione di calore. La partenza è alla stazione di Pontal ad Entréves, a 3 km da Courmayeur. La salita è un’esperienza mozzafiato perché le cabine circolari compiono una lenta rotazione su se stesse per offrirti una vista da tutte le angolazioni. Se invece preferisci sciare, ti attende la Scuola di sci e snowboard Cormayeur a Plan Checrouit. È una sede

ecosostenibile realizzata con materiali naturali a basso impatto ambientale.

MOBILITÀ DOLCE

>Se vuoi prendere una boccata d’aria pura in alta quota

puoi scegliere località car free, dove le macchine non arrivano. Grazie al network Alpine Pearls (alpine-pearls. com) infatti, hai a disposizione una rete di comuni alpini che adottano sistemi di mobilità dolce: ci si sposta in navette, bus elettrici e mezzi pubblici. Fra questi, c’è Chamois (AO), l’unico comune italiano privo di auto. Puoi raggiungerlo a piedi o con la funivia che da Buisson sale direttamente a Chamois ogni mezz’ora a prezzi superaccessibili (andata e ritorno costa 2 €). E una volta a quota 1815 m, si apre un mondo di anelli di fondo e di sentieri fra i boschi ai piedi del Cervino. In pochi minuti raggiungi la località di La Magdeleine, dove

le vacanze sulla neve si vivono in maniera alternativa. Se ami gli animali, impazzirai per il Trekking&Dog Bike Park, un luogo in cui

puoi cimentarti in uno sport invernale che non hai mai provato. Qualche esempio? Con lo skijoring indossi sci o snowboard e, mediante una speciale imbragatura, ti fai trainare da un meraviglioso cane da slitta. Mentre con il Pulka-dog sali a bordo di uno slittino e ti fai portare in giro da uno o più animali (chamois-lamagdeleine.it). E se non vuoi rinunciare alla bici nemmeno sulla neve,

prova le fat bike: hanno gomme e cerchi più grossi adatti a pedalare sul manto bianco.

Infine, se ami lo sci in notturna, a Forni di Sopra (UD), fra le cime delle Dolomiti friulane e delle Alpi Carniche, hai a disposizione una serie di piste illuminate su cui scivolare sotto le stelle (fornidisopra.com).

Non c’è calcestruzzo, tutti i materiali di costruzione sono state assemblati a secco e sono riciclabili al 100%. Qui puoi prenotare lezioni di sci e snowboard, ma anche ciaspolare in compagnia delle guide naturalistiche (courmayeurmontblanc.it). In Val d’Ega (BZ) a Obereggen utilizzi invece

impianti di risalita a energia rinnovabile

e grazie al progetto “Zone sciistiche climatiche alpine”, la vicina Carezza (insieme alla svizzera Arosa) s’impegna ad adottare misure energetiche sostenibili. A breve sono previsti impianti a energia solare, mentre sono già in funzione i tappeti posizionati vicino agli impianti di risalita che convertono l’energia cinetica dei movimenti in potenza elettrica: ogni passo produce da 1 a 10 watt. Se vuoi contribuire anche tu, li trovi alle cabinovie Hubertus (eggental.com).

1. A Carezza puoi produrre tu stessa energia camminando sulle pedane di fianco agli impianti 2. Lo skyway Monte bianco utilizza pannelli fotovoltaici e lampade a led.

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starbene stili di vita

ORA SALDI! FATTI UN REGALO

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Puoi concederti un abito da cocktail, un cappotto pink, una tracollina trendy... di Simonetta De Pasca

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scelti da Starbene

>1 Eco-montone slim fit con collo e bordi di ecopelliccia. Compagnia Italiana (243 €, già scontato del 30%). >2 Di cachemere e lana con stampa pop. Ultrachic (192 €, già scontato del 50%). >3 Cappotto over di panno di lana con tasche a pattina. Atos Lombardin (219 €, già scontato del 30%). >4 Ankle boot stringato con tacco a stiletto. Primadonna Collection (17,99 €, già scontato del 70%). >5 Tracollina di pelle metal con chiusura di sicurezza e catenella oro. Furla (245 €, già scontata del 30%). >6 Abito da cocktail con gonna a ruota e inserto di tulle Darling (142 €, già scontato del 25%)

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AIUTALI A SOPRAVVIVERE ALL’INVERNO Gli uccellini che vivono in città hanno bisogno di cibo e riparo di Laura Zoccoli

Un passerotto sul davanzale? Un pettirosso in giardino? Probabilmente in questi giorni hai notato degli uccellini vicino a casa. «In inverno succede più spesso: sono in difficoltà e si avvicinano, sperando di trovare qualcosa da mangiare», spiega Federica Bisanti, referente Lipu per il Tigullio. Vuoi aiutarli? Ti spieghiamo come fare.

I PICCOLI RISCHIANO DI PIÙ

«Il freddo inverno è pericoloso per gli uccelli: per affrontarlo serve cibo ma le piante non offrono né semi né germogli e anche gli insetti scarseggiano», spiega l’esperta. «Alcune specie (come rondini e usignoli) lasciano l’Italia e migrano a Sud; altre però restano dalle nostre parti, come gli scriccioli e le cince, o addirittura arrivano nel nostro Paese dal Nord. Il pettirosso che hai visto in giardino per esempio potrebbe essere stanziale, ma potrebbe anche arrivare dalla Svezia. In inverno le piume si fanno più fitte, ma non basta: per gli uccellini più piccoli, con minori riserve di grasso, le basse temperature unite alla penuria di cibo possono essere una condanna. Ecco perché il tuo aiuto può fare la differenza. Meno a rischio sono invece rapaci, piccioni e tortore, che trovano più facilmente di che nutrirsi, e gli uccelli acquatici, come le anatre, con riserve di grasso più abbondanti».

PREPARA LA MANGIATOIA

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Ci sono diversi tipi di mangiatoie: a casetta, a bottiglia, a rete (adatte alle cince), aperte. Le prime due hanno il vantaggio di proteggere il cibo dalle intemperie, quelle a casetta inoltre impediscono l’accesso agli uccelli più grossi. Puoi acquistare una mangiatoia nei centri di articoli per giardino o di bricolage, oppure on line. «In alternativa con

gli alimenti giusti per loro

Tutti noi abbiamo messo almeno una volta briciole di pane sul davanzale per gli uccellini. Un gesto gentile ma sbagliato. «Il pane sazia, ma non fornisce le calorie necessarie e può dare seri problemi intestinali», avverte Federica Bisanti, della Lipu. Vietati anche latte, insaccati e cibi salati. Che cosa va bene, invece? ➔Gli uccellini possono essere granivori, con becco corto e forte, perfetto per rompere i semi, o insettivori con becco lungo e sottile, per “stanare” gli insetti. Per i primi (passeri, fringuelli, cardellini) compra un misto di semi per canarini o per esotici, per i secondi (pettirossi, merli) un mangime per insettivori. ➔Bene anche briciole di panettone e biscotti, frutta secca a pezzi piccoli, frutta fresca. Ricorda che gli uccelli cercano cibo soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio. In primavera smetti di nutrirli, perché farli diventare dipendenti dall’uomo è sbagliato.

una piccola donazione ne puoi comprare una sul sito della Lipu, sostenendo così l’associazione. Se invece sei brava col fai da te, puoi costruirla tu: in rete trovi molti tutorial che insegnano a utilizzare anche materiali di recupero come bottiglie di plastica o retine per agrumi». Il passo successivo? Collocarla nel posto giusto: «Puoi metterla sul terrazzo, in giardino su un piedistallo o su un albero: cerca di scegliere un punto inaccessibile ai gatti, non troppo esposto a vento e pioggia, vicino ad una siepe che possa servire da rifugio», conclude l’esperta. www.starbene.it 75


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GRAMINACEE SU MISURA

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Eleganti e facili da coltivare, sono sempre più presenti in giardini e balconi. Scopri la più adatta a te (sono tutte a prova di allergia!)   di Nadia Tadioli

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le cure giuste

➔terreno In vaso basta del buon terriccio universale, ma se lo mescoli con della pomice e metti dell’argilla espansa sul fondo del vaso, eviti i ristagni d’acqua. ➔innaffiature Se piantate nel terreno, dopo il primo anno non è più necessario innaffiare. In vaso invece va evitata la siccità: quando vedi le foglie rinchiudersi su se stesse, intervieni e bagna. In ogni caso, meglio poca acqua piuttosto che troppa. ➔potature Alla fine dell’inverno, quando spuntano i nuovi germogli, taglia tutto fino a 10 cm da terra. ➔fertilizzanti Non servono, ma è importante che le foglie secche, quando cadono, rimangano sul terreno ad arricchirlo. Se le piante sono in vaso, dopo qualche anno sostituisci almeno in parte il terriccio.

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Le graminacee sono una sicurezza, anche in pieno inverno. «Quando le altre piante hanno ormai dato forfait, le loro pannocchie e le loro foglie dorate decorano ancora giardini e balconi», spiega Rossana Raballo, del vivaio Millefoglie (vivaiomillefoglie. it). «Il motivo per cui sono così trendy è soprattutto la loro eleganza, che dà forma e struttura a qualsiasi spazio. Sono perfette anche per chi è alle prime armi, perché sono molto semplici da coltivare: hanno poche esigenze in termini sia di acqua, sia di terreno. In più non hanno bisogno di concimazione, soprattutto se si ha l’accortezza di lasciare le foglie secche sul terreno». Le specie ornamentali poi non provocano nemmeno allergie: devi solo scegliere la più adatta al tuo spazio. la mignon all’ombra Se hai un balcone esposto a nord o a est, l’Hakonechloa macra è la graminacea giusta per te. A differenza delle altre, ama l’ombra o la mezz’ombra e ha bisogno di un terreno mai completamente secco. I primi anni le basta un vaso piccolo, con un diametro di anche soltanto 30 cm, per creare un cuscino rotondo, di un bel verde smeraldo. la piccola al sole Se hai un balcone esposto a sud o a ovest la scelta può cadere sulla Stipa tenuissima. Per prosperare le bastano un vaso da 30-40 cm di diametro e un angolo soleggiato. È una pianta superfacile, che non va neppure potata: basta “pettinarla” all’arrivo della primavera, passando le mani sulla sua chioma morbida in modo da eliminare le parti secche. la media alla luce Se hai un terrazzo o un giardino, ti meriti il bel cespuglio di Pennisetum alopecuroides. Ama il sole o la mezz’ombra e, se lo pianti nel terreno, diventerà completamente indipendente nel giro di un anno o due. Se lo pianti in vaso (60 cm di diametro), invece, avrà sempre bisogno di essere difeso dalla siccità con innaffiature nei periodi più secchi.


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

good life

La salute è donna

Cure mirate e innovazione: la “terapia” di Teva per garantire all’universo femminile - e non solo - il benessere di oggi e di domani

Chi è Teva

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uò sembrare un facile gioco di parole, ma la salute è di fatto un sostantivo femminile. E non è solamente una questione grammaticale: nell’esperienza di ciascuno di noi c’è una mamma, una nonna, una sorella o una compagna che hanno badato alla nostra salute dalla prima infanzia all’età matura. Teva Italia, azienda farmaceutica mondiale che offre soluzioni di cura di alta qualità e su misura a milioni di pazienti ogni giorno, considera la donna come elemento chiave delle cure per sé e per chi le sta intorno, ambasciatore della prevenzione e degli stili di vita sani e garante dell’aderenza terapeutica per tutta la famiglia. Teva Italia si impegna da anni ad aiutare le donne a vivere meglio, in modo più sano e più a lungo. Per questo sviluppa farmaci e trattamenti medici che siano d’aiuto alle donne in tutte le fasi della loro vita. E non lo fa semplicemente attraverso prodotti

espressamente dedicati al gentil sesso vedi alla voce contraccezione ormonale -, ma anche grazie a diversi farmaci innovativi per il trattamento di patologie che colpiscono solo - o in gran parte - il mondo femminile. Per citarne alcune, il tumore della mammella, la Sclerosi Multipla e l’osteoporosi. Teva Italia vuole supportare le donne non solamente nel corso della malattia o di terapie specifiche, ma anche nel loro ruolo familiare con iniziative specifiche dedicate in particolar modo alla promozione di una maggior cultura sull’aderenza terapeutica. Vuole cioè aiutare i pazienti a comprendere quanto sia importante assumere i farmaci correttamente, seguendo sempre le indicazioni del medico e del farmacista, sia per ottenere il massimo dell’efficacia terapeutica sia per prevenire complicazioni o l’aggravarsi della malattia stessa.

Teva Pharmaceutical Industries Ltd. è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali. Oltre a essere il primo produttore di farmaci equivalenti – con un portfolio di oltre 1.000 molecole -, Teva, concentra la propria attività di sviluppo nell’area delle malattie neurologiche, oncologiche, respiratorie, della terapia del dolore, della salute della donna, oltre che nel settore dei farmaci biologici e degli OTC. È in grado dunque di offrire soluzioni terapeutiche mirate e di fornire risposte a 360° attraverso un’ampia scelta di prodotti e una sempre maggiore attenzione nei confronti delle salute della persone.

Italia

Teva Italia S.r.l.


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TOVAGLIOLI DI CARTA

Abbiamo testato quelli di 12 marche alla ricerca dei più resistenti, assorbenti ed ecologici di Simona Bruscagin

Ci sono occasioni in cui i tovaglioli di carta si rivelano una pratica alternativa a quelli in tessuto: quando gli ospiti sono numerosi, per una festa di compleanno o, ancora, se si vogliono creare originali decorazioni per la tavola. Sono utili anche quando si rovesciano accidentalmente dei liquidi, mentre si cucina, o come bavaglino per i bambini. «In genere, sono composti da pura cellulosa, materiale naturale adatto per il contatto con gli alimenti, requisito però non obbligatorio per legge», spiega il chimico Massimiliano Balzano (chimicamo.org). «Tali prodotti infatti non sono destinati ad avvolgere o pulire cibi». Antonella Liistro di laretedellemamme.it ha provato quelli di 12 marche, testando la morbidezza, l’assorbenza, la resistenza e la praticità.

scegli quelli con i marchi eco

Per chiarezza di informazione, abbiamo bocciato i prodotti sulla cui confezione non è riportata la composizione. Nella valutazione finale abbiamo considerato anche l’impatto ambientale, partendo dal presupposto che l’uso abituale dei tovaglioli di carta dovrebbe essere il più possibile limitato per evitare sprechi e accumuli di rifiuti. Per questo meglio scegliere i prodotti certificati con il marchio Ecolabel. È l’attestazione ufficiale di qualità conferita dall’Unione europea ai prodotti che rispettano rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, lungo tutto il loro ciclo produttivo (secondo il regolamento CE n. 66/2010). Oppure quelli con la certificazione FSC (Forest Stewardship Council), garanzia che la materia prima proviene da foreste gestite nel rispetto di rigorosi standard ecologici, sociali ed economici. Una volta usati, come si smaltiscono? Lo abbiamo chiesto ai tecnici di Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, comieco. org): quelli sporchi, ci hanno risposto, devono essere buttati nell’umido o nell’indifferenziato.

il nostro lab

Antonella Liistro laretedellemamme.it Massimiliano Balzano chimico Simona Bruscagin giornalista


PR OV AT O. TE ST AT O.

O IT NT RA GA DA

lab

il punto di forza IL RISPETTO PER L’AMBIENTE ▼

I tovaglioli a doppio velo sono composti al 100% in fibra di cellulosa, recuperata da carta da macero selezionata. Inoltre, l’involucro è in mater-bi, bioplastica biodegradabile e compostabile con cui si realizzano prodotti a ridotto impatto ambientale. Sull’etichetta è riportato il marchio Ecolabel. Morbidi, assorbono particolarmente l’unto, che asciugano velocemente senza perdere neanche una goccia. Coop Viviverde, 50 pezzi, 0,85 €.

il punto di forza LA RESISTENZA ▼

In ovatta di pura cellulosa, a due veli, assorbono bene anche i liquidi. E, persino se impregnati d’acqua, risultano molto resistenti e non si strappano. Di colore rosso, non perdono la tinta e sulla confezione ci sono indicazioni sull’uso corretto (è segnalato ad esempio di non utilizzarli per il naso) e sullo smaltimento.  Perla i colorati, 100 tovaglioli, 2,49 €.

il punto di forza LA CONFEZIONE BIO ▼

stockfood, still life Pietro Tasca

L’involucro verde, con il richiamo alla natura, e il marchio Ecolabel sottolineano le caratteristiche ecologiche di questi tovaglioli a due veli, 100% in fibra di carta riciclata. Sono avvolti in una confezione di materiale compostabile mater-bi con una seghettatura che facilita l’estrazione. Assorbono bene ogni sostanza, sono morbidi e molto piacevoli al tatto. Carrefour Ecoplanet, 50 tovaglioli, 1,29 €.

il punto di forza LA PRATICITA’ ▼

In pura cellulosa a due veli, sono ulteriormente piegati (ecco spiegata la forma rettangolare). La confezione si apre e si chiude comodamente grazie a un’apertura laterale da cui si sfilano. Completamente gialli, non perdono colore e l’etichetta riporta che sono testati per il contatto degli alimenti. Assorbono bene sia l’unto sia l’acqua e sono resistenti. Forse sono eccessivamente grandi perché misurano 38x38 cm. Regina Colori in tavola, 30 tovaglioli, 1,28 €.

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Al cinema la storia del re dei fast-food, in cucina i segreti dei drink bio

5 COSE DA LEGGERE-FARE-GUARDARE di Camilla Ghirardato

IL ROMANZO>TENNIS, CHE PASSIONE! Char-

lotte, detta Charlie, ha poco più di 20 anni, è una promessa del tennis ma ha appena subito un brutto infortunio. A rimetterla in sesto ci pensa il coach dei coach, Todd che, descritto in tre parole è: arrogante, crudele e sadico. Non perderti Il diavolo vince a Wimbledon di Lauren Weisberger, stessa autrice de Il diavolo veste Prada, (Piemme, 19,50 €). Da sinistra: Laura Dern, Michael Keaton e J.B. Novak nel film The founder.

IL FILM>THE FOUNDER

Ray Kroc (Micheal Keaton), un rappresentante che negli anni ’50 campa con ben poche prospettive di successo, un giorno per caso s’imbatte in un chiosco di hamburger sperduto in un deserto californiano. Il suo nome: McDonald’s. Ecco gli inizi di un marchio che vale oggi miliardi di dollari. Il film di John Lee Hancock (regista anche di Saving Mr. Banks) sarà nelle sale dal 12 gennaio.

IL RICETTARIO>BERE SECONDO NATURA Hai mai pensato che

tutte le bevande, a parte acqua e latte, si ottengono dalle piante? Scopri il “succo” di ognuna di loro, dall’albicocco alla vite, in Piante da bere di Serge Schall. Trovi anche tante ricette per preparare in casa cocktail, tisane e distillati (Edizioni Sonda, 19,90 €). 80 www.starbene.it

Dopo il terremoto, il recupero delle opere nella chiesa di San Pellegrino a Norcia.

LA MOSTRA>UNA MANO A NORCIA Ferita dai sismi dello scorso ottobre, Norcia non molla: le sue chiese sono andate distrutte ma molti tesori artistici sono stati salvati anche se non tutti in buone condizioni. Alcuni di questi capolavori sono oggi in mostra a Siena nella Cripta sotto il Duomo. Titolo dell’esposizione: La bellezza ferita. Fino al 29 ottobre, biglietto 8 € (operaduomo.siena.it). IL CATALOGO>PASSEGGIATA CON SHOPPING Al Maso

Gamsegghof trovi deliziose uova d’oca decorate, mentre il Maso Gschloarhof propone meravigliose creazioni realizzate con il fieno. Scopri questi e altri acquisti curiosi su Artigianato contadino, preziosi esemplari unici dall’Alto Adige: una guida che mette d’accordo due passioni, camminata e shopping (pubblicato da Gallo Rosso, gratuito, richiedi a gallorosso.it).


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ESPERTI.STARBENE.IT

Ho letto che i lupini sono cibi molto salutari. Perché?

dott.ssa Barbara Beretta tecnologo alimentare a Gudo Visconti (Mi)

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C’è un modo per riconoscere il pesce decongelato spacciato per fresco? È una frode alimentare perché la legge prevede che la dicitura “decongelato” sia chiaramente indicata in etichetta. Qualora non fosse presente, ricorda che il pesce fresco ha l’occhio vivo, trasparente, cristallino, prominente, nel decongelato (o in quello non più fresco) è opaco, velato e infossato. Le branchie del pesce fresco sono chiuse, rosse e umide, nel decongelato sono marroncino/ giallognole e aperte. Nel pesce appena pescato è presente la rigidità cadaverica dovuta al rigor mortis, il decongelato è morbido e flaccido. Le squame del pesce fresco, infine, sono lucenti e ben adese alla pelle, mentre si staccano facilmente da quello decongelato. Tuttavia, è bene ricordare che il pesce decongelato (e dichiarato tale), sebbene abbia caratteristiche sensoriali meno pregiate, è comunque un ottimo prodotto dal punto di vista igienico e nutrizionale. L’importante è consumarlo subito dopo l’acquisto ed evitare di ricongelarlo.

I lupini hanno moltissime virtù: sono i legumi più ricchi di proteine (circa il 40 per cento). Contengono moltissime fibre (25-30 per cento), oltre a polifenoli, carotenoidi e fitosteroli con attività antiossidante, antinfiammatoria e antimicrobica. Quanto ai lipidi, ne possiedono pochi e quasi tutti insaturi. Sono inoltre ottime fonti di potassio, calcio e magnesio. Altra caratteristica unica è il ridotto contenuto di acido fitico, un composto antinutriente presente in discrete quantità negli altri legumi. Sebbene i lupini siano spesso relegati a un saltuario snack pomeridiano, varrebbe invece la pena di consumarli con regolarità: sono ottimi nelle zuppe, oppure puoi optare per la pasta e il pane con farina di lupini. Fai attenzione, però, se sei allergica alle arachidi: circa il 30 per cento di chi ha questo tipo di allergia, non può mangiare neanche i lupini, per via del meccanismo di reazione crociata.

dott.ssa Alessandra Esposito biologa nutrizionista a Milano, Verona e Vigevano (Pv)

veroofalso

Il tonno fresco è più ricco di nutrienti di quello in scatola

FALSO Le tecniche di conservazione del tonno

in scatola permettono di mantenere intatte le caratteristiche del pesce appena pescato. Entrambi, infatti, sono ricchi di proteine nobili: quello in scatola, che ha un minor quantitativo d’acqua, ne possiede perfino di più, cioè 25 g/100 g contro 21 g/100 g. Analogo, poi, è il contenuto in acidi grassi Omega 3, vitamine del gruppo B e minerali, tra cui iodio, potassio, ferro e fosforo. prof. Pietro Antonio Migliaccio, specialista in scienza dell’alimentazione a Roma

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Ridere abbassa il rischio cardiovascolare VERO Uno studio

norvegese, che ha seguito più di 50.000 persone, ha dimostrato che avere un senso dello humour sviluppato riduce il rischio di mortalità e allunga la speranza di vita. Ridere esercita un effetto benefico sull’endotelio, la parete interna delle arterie, al pari di quel che succede quando si fa regolare attività fisica di tipo aerobico, ormai pilastro indiscusso della salute cardiovascolare. Le arterie rimangono elastiche, il flusso sanguigno aumenta di circa il 22 % e il cuore effettua una ginnastica benefica. dott. Paolo Pizzinelli, cardiologo e internista a Milano

Come alleviare la sindrome delle gambe senza riposo? Questo disturbo dipende da una disfunzione del sistema della dopamina, neurotrasmettitore che regola il movimento e le cui quote diminuiscono nelle ore serali e notturne. In persone predisposte e sensibili, è proprio prof. Luigi questo calo che innesca gli scatti e i movimenti Ferini Strambi docente di neurologia involontari delle gambe: possono manifestarsi all’ Università Vita Salute San Raffaele prima dell’addormentamento, ma a volte anche durante il sonno, tanto da renderlo di Milano frammentato e dar origine ad un’insonnia che non risponde a nessun farmaco ipnoinducente. Se i disturbi sono occasionali, la soluzione è quella di camminare 5-10 minuti: in genere, gli scatti involontari sono destinati a scomparire. Se il disturbo è invece presente 2-3 volte la settimana, o se interferisce pesantemente sulla qualità del sonno, occorrono precisi farmaci, prescritti tassativamente dal neurologo. Quelli a disposizione: molecole che aumentano i livelli di dopamina (pramipexolo e rotigotina, per esempio), principi attivi che potenziano il sistema GABA (gabapentin e pregabalin, per esempio), riducendo ansia e agitazione, e farmaci che agiscono sugli oppioidi naturali (l’ossicodone, per esempio) indicati per le forme più gravi.

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dott.ssa Lucilla Titta nutrizionista, ricercatrice del dipartimento di oncologia sperimentale dell’Istituto europeo di oncologia di Milano

Ho la glicemia alta: posso consumare i legumi? Certo, dovresti metterli in tavola almeno tre volte la settimana o anche tutti i giorni, se non ti provocano problemi di meteorismo: fagioli ceci, fave, lenticchie & Co. non vengono assorbiti immediatamente dall’intestino e, proprio per questo, rallentano l’assorbimento degli zuccheri, evitando che la glicemia si alzi troppo. Inoltre, garantiscono una apporto di calorie abbastanza ridotto (100 calorie ogni 100 g di fagioli o ceci cotti, 110 se si tratta di lenticchie e fave) e quindi non favoriscono l’aumento di peso, che a sua volta può interferire con un corretto utilizzo degli zuccheri da parte dell’organismo. Ricorda però che i legumi non vanno considerati un contorno, ma un’alternativa a una porzione di carne o di pesce. Il modo migliore di consumarli è comunque come piatto unico, associati a pasta o riso, meglio se integrali.

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Le mie unghie sono rigate e irregolari. Cosa posso fare? Passa una lima a tre facce: la prima, a grana grossa, ha effetto levigante e si usa una volta al mese. Quella a grana media va utilizzata una volta la settimana per mantenere l’unghia liscia; la terza, lucidante, la puoi usare tutti i giorni. In alternativa, Carlo Di Stanislao una volta la settimana puoi strofinare delicatadermatologo, mente una lima a grana fine e immediatamente allergologo ed esperto in medicine dopo usare un apposito prodotto lisciante e riemnaturali, Università pitivo: lascia cadere dal pennellino una goccia di dell’Aquila levigante sulla punta dell’unghia e poi distribuisci lo su tutta la superficie. Altra soluzione: due-tre volte la settimana, fino a miglioramento, massaggia le unghie con acido borico in soluzione acquosa all’1% (in farmacia), oppure con acqua ossigenata a 10 volumi. Se il problema persiste, dal dermatologo puoi effettuare un trattamento levigante delle unghie con un apposito dermobrasore delicato (almeno 4 sedute, da 40 euro l’una). Infine poiché, a volte, questo problema può dipendere da una carenza di ferro e proteine, inserisci nel tuo menu settimanale due porzioni di carne rossa, alternandole al pesce, in particolare a calamari o vongole, fonti di proteine di ottima qualità e di ferro.

Posso “allungare” il mascara diventato secco?

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Gli oli cosmetici non scadono mai

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FALSO La scadenza varia da prodotto a prodotto, ma in

genere l’ossidazione, e dunque la tendenza all’irrancidimento, li fa durare poco meno di un anno dopo l’apertura. Controlla sempre l’indicazione riportata in etichetta e tieni presente che i flaconi che contengono gli oli cosmetici vanno tenuti al riparo dalla luce, anche artificiale, proprio come quelli degli oli alimentari. Se la confezione, come spesso accade per questi prodotti, è trasparente, è dunque opportuno riporli in un cassetto o dentro un mobile. prof. Leonardo Celleno, dermatologo e cosmetologo a Roma, presidente dell’Associazione italiana dermatologia e cosmetologia

In teoria è possibile, utilizzando per esempio acqua di rose o prodotti in Paolo Guatelli make up designer varie formulazioni, a Milano ma non è consigliabile. Si corre il rischio, non trascurabile, di contaminalo con microrganismi, soprattutto con batteri, che possono scatenare infezioni in una zona molto delicata come gli occhi. Se vuoi allungare la vita del tuo mascara - in genere dura fino sei mesi dopo l’apertura, ma l’ideale è cambiarlo ogni 2-3 mesi prima di stenderlo immergi per qualche minuto in acqua calda, ma non bollente, l’astuccio ben chiuso, in modo da fluidificare un po’ la pasta. www.starbene.it 83


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Quando corro mi faccio sempre male alla caviglia. Perché?

Uso gli sci per una settimana all’anno. Con che frequenza devo sciolinarli? È sufficiente farlo alla fine del tuo soggiorno in montagna, prima di metterli via. In questo modo eviti che la soletta diventi rigida e che l’anno successivo i tuoi sci siano meno veloci. Ricorda però di rifare anche le lamine, affidandoti a un esperto: oggi si scende soprattutto sulla neve artificiale e, proprio per questa ragione devono essere sempre ben affilate, in modo da assicurare una maggiore aderenza alla pista. Con queste due manutenzioni, l’anno prossimo, i tuoi sci saranno perfetti e pronti per l’uso.

Probabilmente in passato hai preso una storta a cui non hai dato peso e che non hai curato in modo adeguato. La caviglia è tenuta in sede da legamenti e tendini, “elastici stabilizzanti” che, dopo una distorsione, dott. Luca Bertini specialista in si stirano e diventano meno efficienti. Ma ortopedia a Pisa soprattutto, perdono la loro funzione di radar che ti guida nella deambulazione perché il trauma manda in tilt le centraline nervose al loro interno (i propriocettori), la cui funzione è inviare al cervello le informazioni corrette sulla posizione del piede. Queste danno modo al sistema nervoso centrale di variarla in tempi rapidi se il terreno è accidentato, c’è una buca o un dislivello. Il tuo piede, e in particolare la caviglia, quindi, non è più in grado di adattarsi con velocità ai “trabocchetti” e agli imprevisti lungo il percorso ed è più esposto agli incidenti. La soluzione? Fissare un ciclo di fisioterapia propriocettiva (di solito sono 10 sedute), per recuperare la capacità di far fronte, di nuovo con prontezza, alle brutte sorprese legate alla pratica di corsa e camminata.

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I bambini soffrono il mal di montagna molto più degli adulti

Paolo D’amico maestro di sci a Cortina D’Ampezzo

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dell’ossigeno, proprio come gli adulti, fino a una quota di 2500 metri. L’unica eccezione va fatta per i bambini con meno di 1 anno: per loro è consigliabile scegliere mete che non superino i 1000 metri d’altitudine o, se ci si orienta su una località a una quota maggiore (come 1500 metri, per esempio), prevedere soggiorni più lunghi, in modo che il loro organismo abbia il tempo necessario per adattarsi. dott. Giuseppe Morino, pediatra dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma

Shuuterstock, Jumpfoto

FALSO Sono in grado di adattarsi alla rarefazione


DIRETTORE RESPONSABILE

Annalisa Monfreda annalisa.monfreda@mondadori.it

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Cosa si nasconde dietro al cinismo? All’origine del cinismo c’è un idealismo deluso, frutto di esperienze, vissute sin da bambini o durante dott.ssa Daniela l’adolescenza, in cui ci si è Romano sentiti poco protetti, poco psicoterapeuta a Roseto degli Abruzzi ascoltati e compresi sul fronte emotivo o, addirittura, umiliati. Chi ha questo vissuto impara a inibire le proprie emozioni, come gli scoppi di rabbia, di pianto o la gioia. Le frena perché non ha un modello di riferimento in grado di accoglierle, contenerle e gestirle e deve “controllarsi”. Come reazione, si “equipaggia” di razionalità e intellettualismo. Insomma, il cinismo è una “maschera”, un modo per celare il “mostro” sensibile ed emotivo – quindi sbagliato e inaccettabile – che la persona teme di essere. Da adulto, messo di fronte alle emozioni, fugge, perché sperimenta l’angoscia di avere bisogno di dipendere, o di essere incapace di soddisfare esigenze affettive. In pratica: ha paura di ricevere e dare amore. Hanno collaborato: Claudia Bortolato, Francesca Soccorsi, Ida Macchi.

VICEDIRETTORE Sabrina Barbieri sabrina.barbieri@mondadori.it CAPOREDATTORE CENTRALE Francesca Pietra francesca.pietra@mondadori.it Alessandro Pellizzari (vicecaporedattore salute) alessandro.pellizzari@mondadori.it Lorenza Guidotti (caposervizio ecologia, casa e alimentazione) lorenza.guidotti@mondadori.it Roberta Piazza (caposervizio alimentazione) roberta.piazza@mondadori.it Adriana Amedei (vicecaposervizio ad personam psico, viaggi e orto) adriana.amedei@mondadori.it Chiara Libero (vicecaposervizio bellezza, moda e animali) chiara.libero@mondadori.it Rossella Briganti (redattore esperto salute) rossella.briganti@mondadori.it Antonella Paglicci (redattore esperto psico e salute) antonella.paglicci@mondadori.it Gerardo Antonelli (fitness e salute) gerardo.antonelli@mondadori.it Caterina Caristo (alimentazione e area web) caterina.caristo@mondadori.it Michela Duraccio (bellezza, benessere e alimentazione) michela.duraccio@mondadori.it Maria Simona Lualdi (fitness, salute e casa) mariasimona.lualdi@mondadori.it ART DIRECTOR Lisa Bernardinello lisa.bernardinello@mondadori.it UFFICIO GRAFICO Marina Pozzoli marina.pozzoli@mondadori.it Andrea Truzzi andrea.truzzi@mondadori.it SEGRETERIA DI REDAZIONE Ilaria Denti (ricerca iconografica) ilaria.denti@mondadori.it Federica Bruno federica.bruno@mondadori.it

HANNO COLLABORATO Simona Acquistapace, Fabienne Agliardi, Angela Altomare, Marco Bianchi, Claudia Bortolato, Claudio Buono, Flora Casalinuovo, Luca Conti, Simonetta De Pasca, Barbara De Toffoli, Laura D’Orsi, Claudio Gervasoni, Ida Macchi, Marzia Nicolini, Anna Pugliese, Fiamma Sanò, Gianna Schelotto, Alessandro Scrocco, Alessandra Sessa, Francesca Soccorsi, Nadia Tadioli, Francesca Trabella, Claudia Zanella, Laura Zoccoli REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: 20090 - Segrate (Milano), tel. 02/75421, Casella Postale n. 1833, 20101 Milano. Telegrammi e Telex: 320457 MONDMI I. starbene@mondadori.it SERVIZIO ABBONAMENTI: è possibile avere informazioni o sottoscrivere un abbonamento tramite: sito web: www.abbonamenti.it/mondadori; e-mail: abbonamenti@mondadori.it; telefono: 199.111.999 (per telefoni fissi: euro 0,12 + IVA al minuto senza scatto alla risposta. Per cellulari costi in funzione dell’operatore); dall’estero tel.: 0039 041.509.90.49. Il servizio abbonati è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00; fax: 030.77.72.387; posta: scrivere all’indirizzo: Press Di Servizio Abbonamenti – C/O CMP Brescia – 25126 Brescia. L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. L’eventuale cambio di indirizzo è gratuito: informare il Servizio Abbonati almeno 20 giorni prima del trasferimento, allegando l’etichetta con la quale arriva la rivista. GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI: l’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione ai sensi dell’articolo 7 del D. Lgs. 196/2003 scrivendo a: Servizio Abbonamenti-c/o Koinè, Via Val D’Avio 9-25132 Brescia (BS) oppure privacy.pressdi@pressdi.it. NUMERI ARRETRATI: tel. 045-8884400 fax 045-8884378 email collez@mondadori.it PUBBLICITÀ Mediamond S.p.A. Palazzo Cellini - Milano Due 20090 Segrate Tel: 02 21025259 email: contatti@mediamond.it DISTRIBUZIONE a cura di Press Di srl PUBBLICAZIONE registrata presso il Tribunale di Milano n. 23 del 17 gennaio 1978. Stampa: ELCOGRAF S.P.A. Via Mondadori n. 15, Verona Stabilimento di Verona Via Mondadori 15 – VERONA Accertamenti Diffusione Stampa - Certificato n. 7776 del 18 dicembre 2013

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i consigli delle stelle dall’11 al 17 gennaio 2017 ASTROLOGO Alessandro Scrocco

ARIETE

BILANCIA

personali, che ora ti impegnano ma ti regalano soddisfazioni: fatti valere, mettiti in luce. sfide>La Luna Piena di giovedì porta qualche tensione in famiglia: chiarite subito tutto. soluzioni>Per i rossori cutanei, aggiungi a una base idratante Holly e Star of Bethlehem dei fiori di Bach.

ora l’ambizione è grande e nessuno ti ferma. sfide>L’amore è un po’ in penombra. Coraggio, presto tutto si sistemerà. soluzioni>Attenta ai colpi di freddo e alle bronchiti: per fortificarti, ok l’estratto di acerola in compresse, ricco di acido ascorbico, da prendere dopo i pasti.

opportunità>Focus sul lavoro e le realizzazioni

opportunità>Ti dedicherai anima e corpo al lavoro:

TORO

SCORPIONE

accendono di passione e romanticismo, Mercurio favorisce gli affari e tu sei piena di ottimismo. sfide>In amore devi fare il primo passo senza troppe remore: dunque butta via l’insicurezza e dichiarati. soluzioni>Attenta ai crampi e ai movimenti bruschi: usa integratori di vitamina E e magnesio supremo.

Mercurio ti regalano socievolezza e sex appeal. sfide>Aggiusta il tiro di un progetto iniziato nei mesi scorsi: parlane con una persona fidata. soluzioni>Per rilassarti versa nella vasca una manciata di sale e 10 gocce di olio essenziale di gelsomino, aroma sedativo, rilassante e tonificante.

opportunità>Settimana strepitosa! Venere e Marte ti

opportunità>Ottime giornate. Marte, Venere e

GEMELLI

SAGITTARIO

soluzioni inedite e vincenti. Se qualcuno ti ha fatto un torto, ora ti prendi una bella rivincita. sfide>Col partner servono più tenerezza ed elasticità: amalo anche per i suoi difetti! soluzioni>Disintossica il fegato con un bicchiere di acqua di cottura di melanzana e succo di limone.

inedita di una situazione e ti aiuta a venirne a capo. sfide>Venere e Marte accendono la gelosia e c’è il rischio di litigare. Se vivi una storia clandestina ci sono delle difficoltà da tenere in considerazione. soluzioni>Il quarzo rosa, secondo la cristalloterapia, aumenta la tenerezza e allontana la gelosia.

opportunità>Anticipi le mosse degli avversari con

opportunità>Mercurio pragmatico ti offre una visione

CANCRO

CAPRICORNO

sexy e se sei single favorisce bellissimi incontri. sfide>Mercurio opposto ti spinge a dire o fare cose che potrebbero avere delle conseguenze negative nel lavoro: rifletti di più e parla di meno. soluzioni>In caso di risvegli notturni, prova il rimedio omeopatico Hyoscyamus niger alla 15 CH.

affari, le contrattazioni e le compravendite. sfide>Forse quello che reputi solo un conoscente o un collega prova qualcosa di più per te. Se non ricambi, cerca di farglielo capire con modi gentili. soluzioni>Per gli occhi stanchi, fai impacchi di circa 10 minuti con una garza imbevuta di infuso di malva.

opportunità>La Luna Piena nel tuo segno ti rende

opportunità>Mercurio nel tuo segno promuove gli

LEONE

ACQUARIO

colpo sui tuoi capi, portando a casa un bel risultato. sfide>Verifica quello che ti viene detto: ci sono aspetti che devi analizzare bene per evitare guai. soluzioni>Se la pelle del viso si secca, massaggiala con un cucchiaio di olio di olivello spinoso, poi fai degli impacchi con una garza imbevuta di camomilla.

persona del passato si riavvicina. sfide>Le tue idee sono valide ma intorno a te ci sono troppe persone incapaci. Meglio far tutto da sola. soluzioni>Ogni mattino, bevi del succo di Nopal, la pianta del fico d’India: grazie al suo apporto di fibre, riequilibra l’intestino e limita il senso di fame.

opportunità>Efficiente e attenta ai dettagli, puoi far

opportunità>Bella l’intesa di coppia. Se sei single, una

VERGINE

PESCI

tieni testa a tutto e tutti. Giovedì una bella sorpresa. sfide>Nostalgia: ti trovi a riflettere su qualcuno che ti manca: non scacciare via il ricordo, anzi, pensa a cosa direbbe per incoraggiarti se fosse lì con te. soluzioni>Due quadratini di cioccolato fondente all’85% migliorano memoria e umore.

innamorati, a guardare al futuro con ottimismo. sfide>La sbadataggine ti porta ad arrivare in ritardo, dimenticare appuntamenti, fare gaffe: sii più attenta! soluzioni>Uno scrub per le labbra screpolate: applica un po’ di vasellina e zucchero e lascia agire, poi sciacqua con camomilla e idrata con burro di cacao.

opportunità>Tanti impegni, ma con Mercurio alleato

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opportunità>Una settimana in cui tornare a sognare, a


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Starbene 10 gennaio 2017 mar