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94 attualità 73 La Gazzetta di Marie Claire MIX & MATCH Desideri, luoghi, tipi, segreti, manie, design e stile per un’ecologia della mente. Scoperti (e provati) soltanto per voi 80 Sguardi originali TORNANDO A CASA Surriscaldamento,, migrazioni, relazioni affogate nel web... Siamo in un caoss evolutivo e forse per uscirne bisogna prima tornare alle origini. Come ci raccontano sei visionari sapienti 91 Cine attivista MATT DAMON La “battaglia idraulica” del divo più famoso di Hollywood (che offre a tutti da bere) e) 94 Elettro chic ENERGIA SENZA BATTERIA Dalla pila ai led, alla tecnoecologia: hot list di ciò che mette in moto l’universo o 98 Hasta l’attivista ECOMASCHI ALLA CARICA Attori, tycoon, n, inventori: la nostra top 10 dei paladini dell’ambiente 102 Mare in bottiglia ROMPERE IL GHIACCIO A caccia di iceberg rg al largo dell’isola di Terranova, dove l’acqua pura è businesss 109 Auto stima IL BELLO DI SENTIRSI UNA MERDA Ma ha senso cercare di migliorare a ogni costo? Un libro per evitarlo 114 Trees of life SOTTO IL SOLE DI ROMA A colloquio con lo scultore Giuseppe Penone, che ha fatto dell’Eur una foresta a 120 La storia SONO DIVENTATA SINDACO PER LIBERARE IL FIUME La battaglia di Ileana che da piccola voleva salvare il Sangro o

notes

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124 126 128 129

Arte + Foto L’anima di Anish e la sindrome giapponese Cinema Reimparare a vivere con Les Ogres Libri Un noir che trascina a fondo e 12 storie portentose e Musica L’elettropop di The XX e il debutto di Dua Lipa

moda 132 Dandy! Chiodi in pelle, tessuti maschili e accessori preziosi 154 Bloom & Co! Stampe fiorite per una ritrovata leggerezza

102


I02I17I 176 Future visioni NAPOLI Alla ricerca dei nuovi volti della moda, in partnership con Ovs e in collaborazione con Brave Models. Lo stile urbano interpretato da 13 protagoniste 194 Stile del mese GO! Rodeo drive, Formula 1 196 Shopping GENTLEWOMAN Mocassini classici e con decori 197 Shopping SHARP LADY Tracolle dai dettagli-contrasto 198 Moda etc Edizioni limitate, il libro, oggetti del desiderio 200 Moda etc L’intervista: la grande famiglia di Pinko 202 Moda etc La sostenibilità: design ed etica dei gioielli Pandora 205 Speciale lingerie Fiori romantici, bon ton, sexy, gym

beauty&health 214 220 224 227

Tendenza SEGNI PARTICOLARI Alla ricerca delle diversità On the road INCONTRI VULCANICI Viaggio olfattivo in Islanda Tentazioni Desideri e (ri)scoperte del mese Pelle & co. DR: TATTOO Il primo centro medico dei tatuaggi

lifestyle 232 casa ESOSTISMO MON AMOUR Scenari da set cinematografico in una villa in Sudafrica, tra pezzi d’epoca e mood coloniale

rubriche

154

55 56 58 60 62 64 68

mc editoriale mc lettere a Marie Claire mc web Login con noi su marieclaire.it mc sconfinando CRONACHE DI VITE DIVERSE di Imma Vitelli mc cuore DILEMMI SENTIMENTALI di Riccardo Romani mc uffi uffi(cio) di Lucy Kellaway mc talenti Lidia Ravera, Mel Karch, Mathias Braschler e Monika Fischer 240 mc oroscopo a cura di Patrizia Troni 242 mc confidential Ho letto la mano ad Alessio Boni

232

214

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HMC ITALIA SRL - VIA R. BRACCO, 6 - 20159 MILANO

direttore responsabile ANTONELLA ANTONELLI aantonelli@hearst.it vicedirettore attualità e web DAVIDE BURCHIELLARO dburchiellaro@hearst.it fashion director IVANA SPERNICELLI ispernicelli@hearst.it direttore creativo BRADLEY SEYMOUR marieclaire.art@hearst.it art director attualità GERMANO PONTEVICHI gpontevichi@hearst.it art director moda e bellezza SILVIA RIVELLI srivelli@hearst.it

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mc editoriale ,

Salvare il PIANETA è un dovere che riguarda TUTTI. Non c’è più tempo da PERDERE. Ridisegnare il FUTURO è possibile, basta darsi SUBITO da fare. E in prima linea ci saremo noi DONNE, più CONCRETE e più votate al CAMBIAMENTO

REBECCA MOSES. TOTAL LOOK PRADA

Come vi avevo promesso, nel 2017 - anno del nostro trentesimo anniversario - ogni mese il numero sarà dedicato a un tema che rappresenti con coerenza uno dei valori della nostra storia. Questo che avete tra le mani parla di impegno e, nello specifico, di quello ecologico. La salvezza del pianeta è una missione urgente e prioritaria che dovrebbe vederci tutti coinvolti. Se non sono riusciti a convincerci gli scienziati, che da anni lanciano grida di allarme chiedendoci di correre ai ripari, dovrebbero riuscirci segnali come le catastrofi ambientali, il surriscaldamento del pianeta e lo scioglimento dei ghiacci. Non c’è più tempo da perdere. Non possiamo delegare completamente i governi perché trovino soluzioni alla crisi ambientale, ma è nostro dovere sentirci tutti responsabili nel trovarle. E ci sentiamo chiamate a questo compito specialmente noi donne, che siamo dotate di concretezza e votate al cambiamento. Il domani nasce da ciò che facciamo oggi ed è ormai urgente ridisegnare il futuro... Ma come possiamo farlo? RIFLETTENDO su come sia possibile tornare alle origini. Ce ne occupiamo nell’apertura (a pag. 80), dove immagini dalla bellezza mozzafiato di paesaggi ancestrali in Etiopia - lì è nato il pianeta - sono accompagnate dai consigli di sei esperti per ritornare alla bellezza iniziale del “tutto”. IMITANDO Matt Damon, che ci racconta (a pag. 91) il progetto, realizzato con la sua organizzazione no profit, di portare acqua potabile e pulita a chi non ce l’ha ed è costretto a percorrere chilometri per trovarla, con effetti devastanti (e talvolta mortali) dal punto di vista sanitario. AMMIRANDO la schiera di eco-attivisti (a pag. 98), da Leonardo DiCaprio a Mark Ruffalo: attori, registi e cantanti che, forti della loro notorietà, del loro carisma e talvolta della loro bellezza, si danno molto da fare per assicurarci un futuro migliore, sostenibile e soprattutto rinnovabile. LEGGENDO la storia virtuosa di una naturalista italiana che, per restituire al fiume Sangro il suo corso, è tornata ad abitare nel paese dei suoi genitori per diventarne sindaca (a pag. 120). OSSERVANDO le opere di un grande artista come Giuseppe Penone (a pag. 114) che trasforma i musei in foreste perché in ogni suo lavoro lui tributa un omaggio alla natura e agli alberi. INDIGNANDOSI per le speculazioni di chi distrugge gli iceberg per ottenerne acqua pulita e rivenderla a pochi (nel nostro reportage a pag. 102). Ma si può tributare un omaggio all’ambiente anche con la moda ispirata ai fiori (da pag. 131). Perché aspettare ancora? Impegniamoci tutte!

Antonella Antonelli direttore di Marie Claire


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INSTA-EMOZIONI DI NEVE Chi è l'Insta-hero del mese di @marieclaireitalia, l'account ufficiale di Marie Claire? Sennai Senna (@sennarelax), influencer svizzero e globetrotter che ha fatto il pieno di likes con un poetico scatto notturno di Grindelwald sotto la neve.

SPECIALE SAN VALENTINO Che la amiate o la odiate, anche quest'anno non potrete ignorarla: parliamo della festa degli innamorati. Su Marieclaire.it tante idee per chi ci crede e chi no: moda, gadget, preziosi. Tra lusso, low cost e ironia (nella foto, la clutch Love Tatoo di Roger Vivier).

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mc sconfinando Cronache baldanzose di vite DIVERSE dalla nostra inviata al centro delle cose e dei sentimenti Incontri con maestri inaspettati, che spalancano finestre. Karma è certamente uno di questi. Non l’avevo cercato, in realtà inseguivo le sue erbe. Ora che ci penso, ma vi ho detto dove mi sono cacciata? In cima a un monte, sotto una tenda, in Bhutan. Scrivo queste parole a matita sul diario con una luce sulla fronte, come una palombara. Odo il ruggito di un fiume, e il latrare di una muta di cani. Oggi per la prima volta è sbucato il sole e ho visto piccoli fragili fiori blu luccicare come ricami. Ora le nuvole sono basse, di nuovo; la temperatura è sotto lo zero. Mi aggrappo alla Imma Vitelli è nata a Matera. Ha vissuto a New York e poi, per nove anni, in Medioriente borsa dell’acqua bollita sul fuoco, e penso alle donne. (uno al Cairo, otto a Beirut). Dopo una parentesi Le ho viste attraversare a piedi nudi ruscelli ghiacciaa Istanbul ora è tornata in Italia. Sogna molto, ti; le ho viste strisciare, dentro tempeste di grandine, la notte. E ha imparato a fdarsi dei suoi sogni. a caccia di erbe medicinali. Una di loro, uno scricciolo di ferro, pareva un semaforo: di giallo vestita, le gote rosse di Heidi, un sacco colmo di tesori profumati. È durissima la vita a queste altezze, fortissima la resistenza che questa gente ha sviluppato. Non c’è acqua e non c’è luce, nelle piccole case di legno, eppure nessuno fiata. Ah, il leggiadro mistero degli orientali. Questa sera è la prima sera da molte sere in cui la mia testa pensa. L’aereo è troppo veKarma era un curioso loce e spesso il corpo atterra molto prima della personaggio, un guaritore del mente. Chiudo gli occhi e metto in fila immagini, BHUTAN. Diceva cose semplici, parole, emozioni. Lo sciamano, mi dico, certo. ma solo in apparenza. Il VENTO, KARMA. VUOL DIRE STELLA, in dzongkha, la lingua locale. Era un curioso personaggio, diceva spiegò, è particolarmente dannoso, cose semplici, solo in apparenza. Del tipo: «Se non è delle personalità iraconde, puoi fare del bene, almeno non fare del male». Mi e gli IRACONDI sono da evitare: ricordava un leggendario mistico indonesiano, «Lo sai questo, vero?» uno che un giorno mi disse: «Problema? Soluzione. No soluzione? No problema». Karma era un guaritore. Gli ingredienti dei suoi rimedi? Solo foglie e piante dell’Himalaya. Curava di tutto, e quando lo vidi, in un luogo da fiaba, l’ospedale di medicina tradizionale, mi fece l’effetto di un mite stregone. «La malattia ha a che vedere con il caldo e con il freddo», mi disse. Il vento, spiegò, è particolarmente dannoso, il vento è delle personalità iraconde, e gli iracondi sono da evitare: «Lo sai questo, vero?». Gli dissi che avevo gli occhi stanchi, di chi ha visto troppo. C’era forse una pozione, per riposare lo sguardo? Karma mi guardò bonario ed era evidente ciò che pensava delle mie pretese occidentali. «Se vedere ti fa male, smetti. Perché non connetti le cause agli effetti?». Il corpo, elaborò paziente, è il nostro più intimo specchio. Solo ora mentre scrivo, sotto la tenda, sotto la pioggia, mi rendo conto di quale fosse il messaggio. Mi stava dicendo, con la pacatezza degli orientali, che non era nelle piante il rimedio. Mi stava dicendo, guardati dentro, tesoro, e capirai perché hai male.

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MICHAèL ZUMSTEIN

Ci sono dei viaggi brevi che tuttavia restano.


mc cuore Dilemmi SENTIMENTALI e corrispondenze di amorosi intenti Dopo una crisi con il mio partner attuale ho ripreso col mio ex, il quale ha una nuova compagna e due figli (mi aveva lasciata perché io non potevo dargliene). Nella mia coppia ora le cose sono a posto. Tuttavia, non ho intenzione di smettere di rivedere l’altro (18 anni insieme sono tanti). Sono malata? Cecilia - C’è questa cosa chiamata anima. Io le ho guardato nell’anima. - No. Tu le hai guardato negli occhi.

(Max Vatan-Brad Pitt durante lÕ interrogatorio di un ufficiale inglese che accusa sua moglie Marianne Beausejour-Marion Cotillard di essere una spia nazista - dal film ÒAllied - UnÕombra nascostaÓ)

Riccardo Romani @riccardinouk Giornalista, sognatore curioso, aspirante fotografo, capricorno. Ha vissuto 15 anni a New York, raccontando storie in giro per il mondo. Oggi vive a Londra e confda nel grande amore.

Qualche anno fa due scienziati americani fecero una spedizione in Alaska per testare alcuni congegni Gps appena usciti dai loro laboratori. Si trattava di fornire alle popolazioni nelle aree più remote «Nelle RELAZIONI spesso la missione è cercare di uno strumento fondamentale per aumentare la qualità della loro vita. In aggiungere qualcosa a ciò che quadra già perfettamente. gran parte pescatori, le tribù Inuit fino In realtà il vero salto di qualità lo fai con te stesso. ad allora si muovevano sul terreno Da non confondere con un salto nel VUOTO» grazie a vecchie e solide regole trasferite per generazioni: le tracce sul ghiaccio, il fiuto dei preziosi cani, l’eHo fatto l’amore per la prima volta con il classico tipo che amici e parensperienza di anni. In effetti, però, con ti definiscono “quello sbagliato”. Poi però, nel suo essere stronzo, lui si è riveun Gps si poteva risparmiare tempo, lato molto più autentico dei “bravi ragazzi” che ho incontrato dopo. E alla fitrovare scorciatoie in caso di bufera ne è tra quelli per cui amo la vita. Ma il saltino di qualità che ci sprofonderebe quindi avere una vita lavorativa più redditizia. L’esperimento durò qualbe nell’ordinarietà di una coppia non riesco ad accettare di farlo. D.L. che mese. Poi alcuni Inuit fidandosi Ho visto gente… mi devono salvare, mi devono aiutare, a vivere come ciecamente del GPS finirono sopra a secondo loro pare... lastre di ghiaccio sottili. Un paio mo(da Ho fatto un sogno - Vasco Rossi) rirono. Altri si persero nella tormenta Negli anni 90 aveva fatto scalpore in Germania il caso di Hilmar Kopper, e furono ritrovati dopo giorni perché Presidente del consiglio di sorveglianza della Deutsche Bank. A dispetto di a temperature polari le batterie dei un’immagine grigia, dopo 38 anni di matrimonio Kopper aveva abbandoGps si consumano in poco o, pegnato il tetto coniugale. Per una non più giovane, anzi di poco più anziana gio, il sistema va in tilt. I leader delle della moglie. Quando gli fu chiesto perché, rispose con semplicità disartribù ringraziarono i due scienziati e mante: «Voglio fare quello che voglio fare. E la sera se non ho voglia di scelsero di tornare all’antico. Cara mangiare, voglio anche non mangiare». A volte rimaniamo inscatolati in Cecilia, nutrire il proprio ego è un relazioni senza renderci conto che non lo sono. Altre viviamo rapporti disinipo’ come dominare la natura grazie biti e appaganti e non capiamo neppure quello. Ormai siamo tutti braccoa una formidabile tecnologia. Ti dà nieri di definizioni, di frodo direi, perché la missione consiste nel cercare di la sensazione di poter controllare il aggiungere qualcosa a ciò che quadra perfettamente. Cara D.L. ti auguro mondo, ti fa sentire onnipotente, ma di non sprecare 38 anni con domande superflue. Dire che una persona ti non previene l’incontro con qualche fa amare la vita, la rende immediatamente insostituibile. L’ordinario mostrato di ghiaccio nascosto da una struoso e opprimente è fatto di giudizi, di parenti e amici (pseudo) con la sottile patina di neve e presunzione. verità in tasca e di definizioni buone per i settimanali di enigmistica. Hilmar E alla lastra – quando poi si spacca ci aveva azzeccato: «Voglio fare quello che voglio fare». Il saltino di qualità inesorabilmente – delle tue intenzioni lo fai con te stessa. Da non confondere col saltino nel vuoto. non frega un accidente.

Per un pronto intervento sentimentale potete inviare una mail a lapostadelcuore.marieclaire@hearst.it. Oppure postare un messaggio sul profilo Facebook di MarieClaire.it 62 mc


mc uffi uffi(cio) I MIEI CONSIGLI per superare la paura di PARLARE in PUBBLICO al mondo era stare in piedi di fronte a un gruppo di persone affabili e aprire bocca. La mia paura di parlare in pubblico era tanto irrazionale quanto estrema. Così grande che ho passato i primi due decenni di lavoro ad assicurarmi che non dovessi mai farlo. Intorno al mio quarantesimo compleanno ho deciso che questo non solo limitava la mia carriera ma era anche patetico, perciò ho iniziato a forzarmi e ad accettare qualche invito. La sera prima del mio primo grande discorso ero così nervosa che non Lucy Kellaway, londinese, columnist del Financial sono riuscita a chiudere occhio. Al mattino ho indossato scarpe Times. Studi di flosofa ed economia, un marito, rosa fluo, nella speranza che la spavalderia dei miei piedi ingan4 fgli e una spregiudicata ironia post femminista le permettono di dare ottimi consigli nel sottile nasse il pubblico. Quindici anni dopo faccio a meno delle scargioco di sopravvivenza tra vita privata e lavorativa. pe rosa e parlo senza quasi paura. Il mio corpo genera adrenalina sufficiente a raggiungere il focus su ciò che dovrei fare. LA MIA STORIA e la mia simpatia per tutti quelli che soffrono dello stesso problema mi fanno infuriare ogni volta che leggo consigli fallimentari. L’Harvard Business Review ha pubblicato un articolo nel quale suggeriva il trucco di “usare a nostro vantaggio il corpo per essere più presenti”. Non ho idea di cosa comporti ma non sembra molto comodo. Ci si deve assentare e distrarre il più possibile nella speranza di darsi una calmata. Ancora più ridicolo è il consiglio di farsi una bella dormita la notte prima. Negli anni ho sviluppato un programma in cinque step per gestire il panico. La mini guida in CINQUE STEP INNANZITUTTO, riguardo le sostanze, il proper gestire il panico comprende blema con le pillole per dormire è che non solo quietano i nervi ma cancellano le sensazioni in un paio di scarpe rosa fluo, un toto. Essere a pezzi è meglio che essere uno bicchiere (o due) di vino zombie. I betabloccanti, in extremis, funzionae la PRATICA davanti no meglio. Così come una piccola quantità di alcol: per gli eventi serali uno (o due) bicchieri a un adolescente che sbadiglia. di vino allentano la pressione. Il secondo conMa, ahivoi, il terrore si vince solo siglio è bilanciare la paura di parlare in pubblicon età ed ESPERIENZA co con una paura più grande e razionale. AL TERZO POSTO vorrei ricordarvi quanto siano tremendi nel parlare la maggior parte dei manager. Il consiglio più diffuso - assicurarsi che il proprio discorso sia il primo - funziona solo se gli altri speaker sono molto bravi. Altrimenti è meglio essere alla fine e notare la noia del pubblico. L’asticella è bassa: potete facilmente alzarla. Il quarto consiglio: arrivate in super anticipo. Riducete a zero il rischio che i nervi a pezzi siano annientati dall’ansia del ritardo. Infine, fate pratica di fronte al pubblico più inflessibile: un adolescente che sbadiglia. SUL LUNGO TERMINE ci sono due cose che funzionano meglio di questi cinque consigli. La prima è l’esperienza. In parte perché si migliora, ma soprattutto perché ci si rende conto che il mondo non finisce se le cose non vanno come programmato. Ancora meglio è l’età. Uno dei vantaggi di avere 50 anni è che si supera la paura, almeno sul lavoro. Sono ancora terrorizzata da ciò che accade nel mondo, lo sono ancora per i miei figli. Ma non più per ciò che riguarda me stessa. E alzarsi in piedi di fronte a un pubblico amichevole per parlare di qualcosa di cui mi intendo... Non riesco neanche a ricordare perché mi facesse tanta paura.

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GETTY IMAGES. BORSA LOUIS VUITTON. TRADUZIONE LAILA BONAZZI

FINO A QUALCHE ANNO FA la cosa che mi spaventava di più


mc talenti

Koto BOLOFO ÇIl mio primo scatto? é stato come assistere a un

rito voodooÈ. Per Koto l’immagine è misticismo. Nato in Lesotho 58 anni fa, è cresciuto in Inghilterra dopo la fuga dei genitori dall’Africa. Amato da Avedon, è nostro “longtime companion” (vedi pagina 132), regista (suo il corto The Land is White, The Seed is Black) e stilista. Next: un libro per Steidl sul restauro del Design Museum di Londra.

Veronique DE VIGUEIRE

é una fotoreporter da “storie forti”. Marchio conquistato dopo servizi estremi fra i pirati della Somalia, i talebani in Afghanistan e le Sicaraias (le donne assassine) colombiane. Francese 36enne, fa reportage dal 2006, dopo tre anni vissuti pericolosamente a Kabul. Terza al World Press Photo 2009 per una storia sui femminicidi in Guatemala, oggi collabora con Paris-Match, El Pais, The Guardian e Newsweek. Per noi ha raccontato gli IcebergÕs Hunters a pagina 102.

Andrea FRAZZETTA

Dice: ÇL’approccio umano è la cosa che amo della fotografia: se vuoi essere un fotografo migliore devi essere una persona miglioreÈ. Leccese, classe ’77, Andrea usa le immagini per creare storie. Ambientate in Sud America, nel Mediterraneo e soprattutto in Africa (pag. 80). Canon Prize Italian Young Photographer nel 2007, oggi vive a Milano e collabora con The New York Times Magazine, The Times e Internazionale.

«La prima volta che ho visto apparire una mia foto da un foglio bianco è stata un’esperienza mistica, una specie di rito voodoo» KOTO BOLOFO

Cristiano MIRETTI Cresciuto in una piccola valle del Trentino,

si trasferisce a Milano per l’università. La foto di moda arriva dopo, quasi per caso, ma è amore a prima vista. Inizia a scattare, prima affiancandosi a maestri come Demarchelier, Toscani, Gastel, poi da solo. Si definisce “un amante del bello dall’anima rock” e la sua fotografia è istintiva e sensuale. Per Marie Claire ha firmato gli shooting di “Future Visioni” (pag. 176), realizzati a Napoli in partnership con OVS e in collaborazione con Brave Models. 68 mc


www.marieclaire.it/attualità

di

Follie i Mond e Facc erte p o c S

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e h c Alia alia amm

NNI, 27 A PË é K AT, L PA W I A . : A H S N A ESE A I A LI RN AND C h i : E CA L I F O M M A I R L I O L I A IC RICC T. AT TR NO, L A M X DI R E MI HE SMA M C I O A I L L R B I G U I S P E X UN GINI TFLI LE I é NTIG E RIE NE - TI I , LE T S R N A E E N LL NA PM E LO SU U e : NE Dov TED DE V SITCOM ONDA , S E IÓ , IN ÒARR TO I MIE IONALE TE R HIPS SEN UNZ A F S N I PR E U A D L é A L I : i IGL ster DAGA SU FAM . Mi N 3 I A 0 E 0 Z 2 CH AZ H DAL R AG KLYN A RC RO O A D I U N A ) I N Ò S E DI B : Ë S i IT R l e nt E NT MPA . Ta A ID SCO UE USA A SU V L LE S T L (E SU , SERIAL E POSTA .COM. Ó A A TY , EGN TANTALI PAR A LE , DIS MU ZION NGE O I N T P I E I S V D L N U Y O S RE ON C EREMON ONÓ. O PE LA N L C : B E L PE N I N G E R D I Ò N Y Y Ó p o T O V A D O R Y TO A PE MA C S FI L ULTI CHOLOG TA ... Õ L L SU SY NA E D é bb y : Ò P S I M P E G o DI H A . R é I U T TT E LE COM


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1. SCARTI CREATIVI Non chiamatelo catalogo. E molto di più il cofanetto del curatore Danilo Eccher che ripropone in edizione limitata il tema di Our Trash, un’installazione di Francesca Leone: 18 grate di ferro di alluminio da cui emergono rifiuti - mozziconi, carta, lattine - raccolti per strada. Opera che, dopo la Triennale di Milano, sarà in mostra al Macro di Roma dal 3/2. 2. NUOVE STRADE Era dal 1970 che non si vendevano così tante roulotte.

Dunque valeva la pena di realizzarne una nuova, ad hoc. Così Airstream, azienda Usa di trailer di lusso, ha creato Basecamp: è mini, ha due ruote ed è eco. Infatti è alimentata da un kit a energia solare, quindi rinnovabile. 3. RECYCLED GLAMOUR 650mila tonnellate di reti e 70 milioni di bottiglie

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di plastica. Questa è, secondo le ultime stime, la quantità di pattume sparso sui fondali degli Oceani. Poiché non esiste un pianeta B dove vivere, la fondazione Ecoalf pensa di occuparsi del nostro. Con l’aiuto di pescatori (al momento, solo spagnoli), ha elaborato un piano di pulizia del Mediterraneo. E con i rifiuti marini produce capi e accessori sostenibilissimi (ecoalf.com). 4. RISATE NELLO SPAZIO Se il sogno della Nasa è quello di «rendere

possibile un futuro nello spazio», anche l’arte deve farne parte. Così ha invitato Eyal Gever, digital artist israeliano che trasforma la natura in sculture in 3D, a creare la prima opera da stampare sulla navicella spaziale internazionale. Lui ha ideato #Laugh, scultura che “ricrea” e riproduce il riso umano. L’opera verrà lanciata nello spazio. Per superare ogni limite gravitazionale (laugh.ai). 5. FASHION CONTESTATION Sono esposti anche pezzi delle collezioni

“Save The Rainforest” e “Mirror The World”. Titoli che mostrano la duplice anima di Vivienne Westwood: stilista e attivista. Dove? Alla mostra Get a Life nella Fondazione d’Arte K11 di Shanghai, dedicata al percorso etico ed estetico di una donna che ha scioccato e affascinato il mondo. Fino al 28 /2 (k11.com). 6. VERDE VIRTUALE Passeggiare in un bosco di alberi monumentali? Si può. Almeno virtualmente al Muse di Trento che accoglie Arborea, doppia personale delle artiste Federica Galli e Beth Moon: frondosi o scheletrici come il Baobab della Noon (in foto), gli alberi raccontano storie secolari.

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7. STATE (S)COMPOSTI! La sua arte è ecofriendly. Artur Bordalo, street

artist portoghese, crea gigantesche creature fantastiche assemblando bici rotte, pnenumatici e pezzi d’auto. Ora i suoi animali-spazzatura sono in mostra a Torino alla Square23 Gallery, con l’allusivo titolo Decomposed (fino al 25/2). 8. COMODE MA BELLE Niente di meglio con un paio di jeans ma anche

per sdrammatizzare un abito da sera, le nuove Crocs deluxe create in partnership con Christopher Kane sono decorate con “Jibbitz”: ovvero charms simili a gemme o a pietre dure. Saranno l’accessorio must dell’estate? 9. L’ALBERO DELLE APPLE È d’obbligo disconnettersi e pensare alla

natura. Lo sostiene Christopher Guinet, artista francese che ha realizzato Plant Your Mac. Dopo anni davanti al computer ne ha fatto il terreno ideale per i bonsai. Qui MacBonzaï, un olmo di 16 anni (monsieurplant.com). 10. FABBRICA GIOIELLO Un ponte tra passato e futuro: la neo-manifattura

di gioielleria Bulgari (la più grande d’Europa) è proprio così. Apre a marzo a Valenza: da una parte c’è la ristrutturata Cascina dell’Orefice dell’800, dall’altra l’innovativo ecoedificio che sarà pure la sede della Bulgari Academy. 11. IN FONDO AL MAR Lo scopo: comprendere la complessità degli oceani e dialogare con la “fauna locale”, anche umana. L’artista californiano Doug Aitken ha installato sui fondali del golfo di Los Angeles tre padiglioni realizzati con l’associazione Parley e il Museum of Contemporary Art. Per vederli è, ovviamente, d’obbligo immergersi (underwaterpavilions.com).

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1. SE 99 VI SEMBRAN POCHI... Dal primo gruppo, The Golden Chords

all’incontro con Woody Guthrie, fino a Suze Rotolo, l’amore assoluto; dall’incidente a Woodstock nel 1966 al flop del film Hearts of Fire... Tutto quel che c’è da sapere sul Nobel più discusso di sempre, in Bob Dylan - 99 motivi per scoprirlo insieme a tuo figlio di Jordi Sierra i Fabra (DeAgostini, dal 31/1). 1

2. WALKING IN L.A. Tutto iniziò tra i mercatini vintage californiani.

Qui Joshua Sanders ha ritrovato grafiche di band che ci hanno fatto ballare dagli anni 70 ai 90 e le ha poi trasferite sulle slip-on della nuova linea JS One of a Kind. Le trovate da Colette a Parigi e 10 Corso Como a Milano e Seul. 3. PROGETTI DI VITA Un rifugiato è, e rimane, un essere umano. Con una

vita, un lavoro, hobby e sogni lasciati per strade che non percorrerà più. Per evitare che la sua storia venga travisata da narrazioni fuorvianti, l’ong The Voice Of Thousands ha creato Project Life Jacket. Nove racconti di altrettanti rifugiati siriani - bloccati in un campo profughi greco - illustrati su giubbotti di salvataggio. Da vedere e sentire su projectlifejacket.com Daniela liucci 4. MEMORABILI QUEGLI ANNI Il punk non è (mai) morto. Ha vissuto,

trasformandosi, nei ricordi di chi ha sempre voluto «mostrare il dito medio alla società moderna». E tramandare il potere di una subcultura. Ora un libro, Oh So Pretty: Punk In Print 1976–80 (Phaidon), collezione di aneddoti e memorabilia dell’artista-designer Toby Mott, affida a 500 oggetti la storia di quattro anni di scardinamento creativo dello status quo. D. liucci

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5. SARANNO FAMOSE Come se la passano le illustratrici? Non benissimo.

Tant’è che per promuovere il loro lavoro, due di loro hanno fondato Women Who Draw: un sito che metterà in vetrina i disegni delle freelance di mezzo mondo, divise (provocatoriamente?!) per etnia, orientamento sessuale, religione e nazionalità. Da tenere d’occhio l’italiana Anna Parini (in foto). 6. INFRA-LOVE L’escapismo a due può essere la migliore terapia

di coppia? Per chi sogna una fuga, magari ai Tropici, Havaianas lancia “Popeye St. Valentine”, le nuove infradito con protagonisti i più celebri innamorati dei cartoon, Braccio di Ferro e Olivia (più lo spasimante Bruto). 7. MI RITORNI IN MENTE Sei outsider - Michael Cunningham, Michel Faber,

Rick Moody, James Grady, Carlo Verdone e Franco Battiato - raccontano il duca bianco. Risultato? Rebels - David Bowie in 6 ritratti d’autore (La nave di Teseo), un tributo all’artista (da non perdere!) a un anno dalla morte. 8. SAILOR GIRL La cartoon-mania nella moda vive un momento di gloria

(vedi sopra). E Aniye By cavalca l’onda con una nuova linea di felpe e T-shirt dedicate (ancora!) a Braccio di Ferro. Corpo di mille balene! 9. JEREMIADI/1 Jeremy Scott è il Re Mida del fashion system: trasforma

in pop ciò che tocca, anche l’Empire State Building. Grazie a lui si trasforma in un ghiacciolo sulla stampa dell’“Empire State Popsicle”, la nuova borsa che il designer di Kansas City ha disegnato in esclusiva per Longchamp. 10. JEREMIADI/2 Jeremy Scott (sempre lui, ma come direttore creativo

di Moschino), sempre a proposito di miti americani, ha vestito Barbie e il suo eterno fidanzato Ken. La coppia di plastica più celebre di tutte ha lo stesso look sfoggiato dal designer e dalla top Stella Maxwell agli MTV Music Awards 2015. Però, quanto sfoggio di autostima! 11. AMERICAN IDOLS Negli States, i parchi nazionali sono un’istituzione,

come l’hamburger o il pick up. Quindi, perché non celebrare un secolo del National Parks Service, l’associazione che li gestisce tutti e 59? Ecco i poster realizzati da altrettanti illustratori (in foto, gli Everglades in Florida disegnati da J. Noom). Per comprarli online, c’è typehike.com Marta Stella

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VESTIRSI DI ANNA PARINI

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1. TOKYO BLUES Non gli sono bastati i 70mila scatti di una vita per

spiegarci il Giappone, che ancora oggi affascina per il suo mistero. Al fotografo Domon Ken è dedicata la monografia Domon Ken: The Master of Japanese Realism (Skira), una selezione che racconta il paese dagli anni 20 ai 70 con immagini tratte dal suo museo a Sakata (come la foto nella pagina accanto che mostra l’attrice Kuga Yoshiko e il regista Ozu Yasujiro). 2. OUI, JE SUIS GASTON Il maldestro Gaston Lagaffe è nato dalla matita

di André Franquin 60 anni fa e oggi la biblioteca del Centre Pompidou a Parigi lo omaggia con la mostra Gaston, au-delà de Lagaffe. Allergico al lavoro, gentilmente sovversivo verso l’autorità e insuperabile gaffeur, appunto: un vero antieroe da riscoprire perché parla di tutti noi (fino al 10/4, bpi.fr). 3. SILENZIO IN SALA Riuscite a indovinare il titolo di un film da

un manifesto senza attori? Mettetevi alla prova con la provocazione di Jordan Bolton, fotografo-artista di Manchester, ideata sul suo Tumblr (jordanbolton.tumblr.com): è una galleria di poster della cinematografia – parte della serie Objects – realizzati con oggetti disposti ordinatamente. Che offrono indizi su titoli e trame. Sottilmente e senza spoiler. D. Liucci 4. INVITO DIPLOMATICO Era una visione per pochi, ma grazie

ai volontari del Touring Club Italiano, da poco tutti possono ammirare la Collezione Farnesina nel palazzo del Ministero degli Affari Esteri. Un viaggio nell’arte italiana del Novecento con opere di Mimmo Rotella, Emilio Vedova, Michelangelo Pistoletto, Ettore Spalletti (ogni ultimo venerdì del mese, prenotando su collezionefarnesina.esteri.it). 5. ITALIAN STYLE Sarà protagonista su molte spalle a partire da

primavera, in diverse dimensioni, con tracolla all’occorrenza. La “Lucia Bag” è l’accessorio di stagione griffato Dolce & Gabbana, in pelle, pitone o cocco. Perché si chiama così? È il segreto del duo più celebre della moda. 6. TRENO DEI DESIDERI Ci hanno viaggiato Lev Tolstoj, Marlene Dietrich,

Grace Kelly... E Agatha Christie, che in questi scompartimenti ha ambientato uno dei suoi gialli più famosi. Al “re dei treni, il treno dei re” è dedicato Orient Express - The Legend of Travel di Sixtine Dubly (Assouline): un libro illustrato che ne ripercorre la storia, il mito, lo sfarzo e l’incanto. 7. QUEL BRAVO RAGAZZO Instancabile regista (il prossimo megaprogetto

si intitola The Irishman con Al Pacino e Robert De Niro), Martin Scorsese, 74 anni, è celebrato nell’attuale mostra del Museum of the Moving Image di New York. Per ripassare i suoi film fondamentali e scoprire curiosità personali su donne, famiglia e amici (fino al 23/4, movingimage.us). 8. INNO ALLA GIOIA Le sue note risuonavano tra le macerie di Damasco,

fino a quando l’Isis non ha bruciato il suo vecchio strumento e il pianista di Yarmouk è fuggito in Germania. Ora Aeham Ahmad è in tour in Italia, da Mestre a Taranto, per presentare il suo primo album Music for Hope.

COURTESY OF SIKELIA PRODUCTIONS

9. PASSO A DUE Tornano Fred e Ginger, ma si chiamano Ryan Gosling

ed Emma Stone, protagonisti del musical La La Land (al cinema dal 26/1) e diretti da Damien Chazelle, che di note se ne intende (vi ricordate Whiplash?). Il pianista Sebastian e l’attrice Mia si incontrano a Los Angeles in cerca di amore e successo. Si è più felici da famosi o da innamorati? 10

10. RISPONDERE, PREGO Vi conoscete bene? Sicuri? Mettetevi alla prova

con il Questionario di Proust (Corraini). Un diario divertente e pieno di idee (qui, un esempio) in cui il più classico dei test è reintepretato dalla creatività pirotecnica dell’illustratrice Joanna Neborsky. P.S. La pagina Sfogati nel “riquadro degli sfoghi” andrebbe fotocopiata e tenuta a portata di mano.


IN DANCALIA (ETIOPIA), DOVE SONO STATI RITROVATI I RESTI DELLÕOMINIDE LUCY, ORA CI SONO VULCANI, GEYSER, FORMAZIONI CRISTALLINE E SORGENTI SULFUREE. QUI VIVONO GLI AFAR, IL POPOLO DELLA LAVA, DI CUI é MEMBRO ANCHE ALí, 23 ANNI, CHE LAVORA COME GUIDA NELLÕAREA DEL DALLOL, ÒLA COLLINA DEGLI SPIRITIÓ.

di Anna Alberti e Debora Attanasio foto Andrea Frazzetta/Institute


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Çé é UN LUOGO UOGO

PRIMORDIALE RDIALE E BELLISSIMO IMO CHE FA VENIRE NIRE IN MENTE NTE IL

CORPO NUDO , LÕISTINTO. QUALCOSA UALCOSA DI CUI DOBBIAMO BIAMO RIAPPROPRIARCI RIARCIÇ VALERIA PARRELLA, RRELLA, SCRITTRICE RICE

QUI UNA VOLTA CÕERA IL MARE. 20MILA MILA ANNI FA é EVAPORATO LASCIANDO 6MILA KM DI DESERTO ASSETATO, CHE GLI AFAR CHIAMANO LA ÒGRANDE GRANDE PIANA DEL SALEÓ.


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I VIVE NEI POSTUMI DI UN SOGNO CONFUSO, sedia-

mo su uno sgabello dalle zampe chilometriche e instabili, in preda a una vertigine. Il mondo non è più un posto comodo. Intanto, è bello sapere di non essere gli unici a pensarlo. E che una sensazione così, forse, era l’unica prevedibile. Negli ultimi tempi tutto è cambiato in modo troppo rapido e continua a correre precipitoso verso un traguardo sconosciuto e incerto. Le relazioni umane e sentimentali sono filtrate dal digitale. Le ricchezze si concentrano in paesi una volta inaspettati. Gli assetti politici si ribaltano. La natura si ribella. I nostri singoli destini li costruiamo giorno per giorno. Tutto è sempre stato impermanente, ora è precario. Ma se abbandonare le certezze di un tempo fosse un’occasione di crescita? «Questi paesaggi mi hanno tirato fuori dalla comfort zone», dice Andrea Frazzetta, autore di queste foto scattate in Dancalia, la depressione dell’Etiopia dove sono stati ritrovati i resti dell’australopiteco Lucy. Un tempo culla della razza umana, oggi la terra più arida del pianeta «dove sembra di essere all’inferno, fra i gorgoglii della lava che bolle». Forse per scendere a patti col presente bisogna tornare dove tutto è iniziato, scottarsi i piedi su terreni primordiali. Come nel viaggio che abbiamo intrapreso, chiedendo a sei visionari come si torna alle origini di noi stessi. Nelle loro risposte abbiamo trovato molto di ciò che vale la pena recuperare. 84 mc

«È ANDATA A FINIRE CHE LE UNICHE

FONTI DA CUI ATTINGIAMO À L’EREDITÀ DELPASSATO SONO I POZZI DI

PETROLIO« CYRIL DION, FILM MAKER, ECOLOGISTA

BERHE MICHEAL, 24ENNE DI ETNIA TIGRAY, GUIDA UNA CAROVANA DI CAMMELLI IN UNA DISTESA DI ZOLFO E SALE, QUEL CHE RESTA DELL’OCEANO FANTASMA.


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GUIDO BARBUJANI GENETISTA. HA DA POCO PUBBLICATO GLI AFRICANI SIAMO NOI (LATERZA) CAROVANE DI DROMEDARI CHE trasportano pani di sale in un deserto di zolfo e lava: rispetto ai tempi di Lucy, lÕaustralopiteco afarensis vissuto da queste parti oltre tre milioni di anni fa, lÕambiente • parecchio cambiato. Allora lÕuomo viveva ai margini della foresta, era appena sceso dagli alberi, conquistando la stazione eretta. Un passaggio pieno di conseguenze: stando in piedi si corre pi• rapidamente, si vedono i pericoli, e soprattutto si liberano le mani, una spinta evolutiva che dˆ il via allo sviluppo del cervello. Ma tutto questo ha anche degli svantaggi: la spina dorsale ne soffre, ernie e mal di schiena cominciano da l“. E il parto diventa difficile, i piccoli muoiono di pi•. Se cÕ• una lezione in tutta questa faccenda, • che ogni evoluzione ha un prezzo da pagare: richiede lacrime, sangue, e parecchi compromessi. Grazie alla medicina e allÕorganizzazione sociale oggi un individuo mediamente funzionante pu˜ arrivare tranquillamente agli ottanta anni. Abbiamo creato societˆ pi• ampie che hanno innovato, sviluppato tecnologie. Ce la passiamo molto meglio dei nostri antenati paleolitici, omini con le gambe storte che difficilmente raggiungevano lÕetˆ adulta, falciati dagli stenti e dai grandi predatori che solo con molta fortuna arrivavano a 40 anni. Ma se siamo quello che siamo lo dobbiamo alle migrazioni dei nostri antenati che circa 60 mila anni fa partirono dall’Africa alla ricerca di una vita migliore, colonizzando l’intero pianeta. Gli Africani siamo noi.

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E ora sta succedendo di nuovo: non dobbiamo dimenticarcelo tutte le volte che da Sud sbarcano persone per dare ai figli qualche chance in pi•. Destabilizzante, certo. Ma, se vogliamo tenerci tutto il resto, dobbiamo sapere che quello sforzo va fatto. Ancora una volta, il prezzo dellÕevoluzione: lacrime, sangue. E molti compromessi.

VALERIA

PARRELLA SCRITTRICE. IN PRIMAVERA PUBBLICHERË PER EINAUDI ENCICLOPEDIA DELLA DONNA - AGGIORNAMENTO LA NUDITË: é LA PRIMA COSA che mi viene in mente guardando questo paesaggio primordiale, scarno e bellissimo. Tornare alle origini per me significa tornare al corpo nudo, al sesso. Al desiderio che ti si infila sotto la pelle, quella folgorazione che ti arriva addosso e non puoi farci niente perchŽ ti sta parlando Eros, il dio di cui narra Saffo. Prima viene lui. Poi arriva lÕamore, che • un poÕ la casa in cui sistemi tutte le cose che riguardano il tuo corpo. Credo che per tornare allÕorigine di noi stessi dobbiamo restituire al corpo la sua nuditˆ, il suo istinto. Ricominciare ad ascoltarlo, fidarsi di lui. Riprenderci il privilegio di decidere senza sovrastrutture. PerchŽ il corpo lo sa: quando ti piace uno, lo sente. Magari ti dicono che non • la persona giusta con cui mettere su famiglia, ma il corpo invece ti porta da lui. Ti dice sempre la veritˆ. Non solo in amore, anche nellÕamicizia, nel lavoro: se ti lasci guidare dallÕistinto capisci subito con chi vuoi passare i prossimi dieci minuti o restare chiuso in ascensore. Una libertˆ che non si pu˜ improvvisare, richiede esercizio, dedizione: se per 20 anni non hai ascoltato il tuo corpo

(e magari • stato lui a farsi sentire con un malanno, un attacco di panico), bisogna imparare da capo. Liberarlo dalle corazze che gli hanno buttato addosso negli ultimi 200 anni, dal post-illuminismo in poi: burqa, obiezioni di coscienza, infibulazioni... Gli Afar mi appaiono

meravigliosi anche perchŽ privi di qualunque sovrastruttura: appartengono alla terra strappata alla lava, ne sono parte integrante. Un paesaggio familiare per me che vivo a Napoli, tra il Vesuvio, i campi flegrei, i geyser sulle spiaggie del Golfo. Il mio luogo delle origini. Per lÕappunto.

PARAG KHANNA

POLITOLOGO INDIANO, CONSULENTE DI CAPI DI STATO E VIP. AUTORE DI CONNECTOGRAPHY (FAZI) MUOVIAMOCI, SE VOGLIAMO Òtornare a casaÓ. Siamo stati creati per spostarci liberamente in tutto il mondo, per sparpagliarci senza confini. Sono un viaggiatore convinto. Ho visitato territori inospitali come le highland della Bolivia, ho soggiornato fra i beduini del Sahara e sono consapevole di quanto la mia identitˆ si sia arricchita attraversando varie geografie, come prima accadeva per un popolo intero. Nessuno pu˜ cambiare questo bisogno innato che • alla base delle nostre origini, e va assecondato. La genetica lo conferma: ogni singolo essere umano, in ogni continente, • allo stesso tempo un portatore di dna unico e una mappa vivente degli spostamenti dei suoi antenati. Viaggiare, per noi, • un modo per continuare quellÕevoluzione singolarmente. La Dancalia, il paese di queste foto, • una delle mie prossime tappe. é lÕunico luogo al mondo


rimasto veramente intatto, sono certo che solo l“ si pu˜ percepire davvero lÕessenza della nostra genesi. Una comprensione che non • mai stata cos“ importante come adesso. LÕumanitˆ • sempre pi• interconnessa da fili invisibili. Temiamo le crisi economiche, ma tutto sta cambiando. Le bolle ci saranno sempre, ora se ne sta gonfiando una nel mercato immobiliare brasiliano, per esempio. Ma andando avanti, in un mondo sempre pi• tecnologico, il bilancio della Apple avrˆ pi• impatto sui sistemi globali dei debiti della Grecia. E i grandi flussi migratori che viaggiano su questi fili invisibili sono inarrestabili, come lÕacqua che si infiltra e non si ferma con i muri. Quella in corso • la migrazione pi• massiccia di sempre. Circa 300 milioni di persone vivono oggi in luoghi dove non sono nate, e nelle cittˆ maggiormente in via di globalizzazione - Londra, New York, Dubai e Singapore - gli stranieri sono pi• dei nativi. I matrimoni interrazziali aumentano e stanno nascendo nuove razze come gli “indipins”, indiani con filippini, e i “chindians”, cinesi con indiani.

Tutto questo spaventa gli abitanti dei paesi pi• ricchi, sembra una novitˆ. Invece • solo la storia. Che continua indisturbata il suo corso.

del mondo, avremmo potuto fare molto di meglio, se solo avessimo

seguito quel principio. Le auto elettriche sono state inventate nel 1881, le pale eoliche nel 1888, i pannelli solari nel 1951. PerchŽ non abbiamo sviluppato quelle tecnologie a vantaggio della collettivitˆ, invece di concentrarci su interessi individuali? Ora avremmo un sacco di guai in meno. Nel mio film Domani ho cercato di gridarlo al mondo. Ho girato dieci paesi in cerca delle prove che si pu˜ sfamare tranquillamente il pianeta senza distruggerlo e senza sacrificare gli animali, e le ho trovate. Nel 19esimo secolo i contadini nei dintorni di Parigi - su appena 600 ettari di terreno e senza pesticidi producevano ortaggi a sufficienza per sfamare una cittˆ che contava giˆ due milioni di abitanti. LÕumanitˆ ha perso anche quellÕoccasione. Ma il modello della permacultura, oggi, si ispira a loro. Ci siamo lasciati dietro il meglio delle nostre origini: il legame con la natura. Litighiamo contro un sistema - un ecosistema - di cui facciamo parte. Il risultato? LÕunica fonte da cui attingiamo davvero qualcosa che appartiene al passato • la peggiore: i pozzi di petrolio.

CYRIL CHIARA

DION LALLI REGISTA DEL DOCUFILM DOMANI, USCITO IN DVD LO SCORSO DICEMBRE VI PREGO, RISCRIVIAMO la storia partendo dal momento in cui avevamo un obiettivo davvero valido: il bene comune. Non è vero che questa è la migliore versione possibile

BIOETICISTA. HA SCRITTO TUTTI PAZZI PER IL GENDER (FANDANGO). E INSIEME A GILBERTO CORBELLINI BIOETICA PER PERPLESSI, (MONDADORI EDUCATION) C’ERANO UNA VOLTA il maschio e la femmina. E ci sono ancora, ma la scienza ci ha dimostrato che tra

quei due poli ci sono infinite sfumature. E che la divisione binaria tra i due sessi • troppo semplicistica, perfino dal punto di vista biologico. Siamo organismi complessi, in cui non • possibile tirare una linea di demarcazione netta tra F e M. Se poi consideriamo anche gli orientamenti sessuali, il panorama si complica ulteriormente: etero, omosessuale, bisex, queer, casto, asexual... Le categorie di maschio e femmina sono anche un prodotto del nostro bisogno di catalogare e semplificare: bianco o nero, rosa o azzurro. Dovremmo stare attenti

a non scambiare dei risultati culturalmente determinati (se sei donna sei gentile e tendi a prenderti cura delle altre persone, se sei uomo sei forte, insensibile e aggressivo) per leggi di natura: una specie di destino imposto, una gran fregatura. Tornare allÕorigine potrebbe significare liberarsi da strutture tanto irrigidite da diventare delle gabbie. E recuperare pezzi di libertˆ ricominciando a chiederci cosa vogliamo e cosa ci piace. Una delle cose pi• interessanti che accadono nei matrimoni paritari - lo scriveva il sociologo Anthony Giddens - • la sfida meravigliosa a reinventarsi rispetto ai ruoli di genere. Uomo con uomo, donna con donna: chi fa cosa? come ci si organizza? L“ i ruoli predefiniti (lei che sta a casa, lui che lavora) non si applicano. E allora si azzera tutto, si ridividono i compiti in base a inclinazioni e preferenze personali. Ricominciare da quella libertˆ pu˜ valere per tutti: ripartire da zero, annullando pregiudizi e stereotipi. Un regalo che dobbiamo farci, perchŽ il futuro non potrˆ che essere sempre pi• fluido e mutevole.


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ÇSE CÕé UNA

LEZIONE IN TUTTO

QUESTO CAOS, é CHE

L’EVOLUZIONE HA UN PREZZO DA PAGARE. RICHIEDE LACRIME, SANGUE E PARECCHI

COMPROMESSI« GUIDO BARBUJANI, GENETISTA, SCRITTORE IL VULCANO DI ERTA ALE é IL PIô ATTIVO DELLÕETIOPIA. TANTO DA CONTENERE UN LAGO PERMANENTE DI LAVA. COME QUESTO NE SONO RIMASTI MENO DI UNA DOZZINA AL MONDO.

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MUGENDI

K. M’ RITHAA PRESIDENTE DEL WORLD DESIGN ORGANIZATION, UNO DEI CONTRIBUTORS AL II VOLUME DI FUTURE WAYS OF LIVING (24 ORE CULTURA) PIETRE SCOLPITE, PEZZI DI LEGNO usati come utensili: lÕumanitˆ si • evoluta anche grazie a questi strumenti. Sin dallÕinizio lÕuomo ha saputo modellare oggetti di estrema funzionalitˆ, ma anche di grande bellezza. Poi lÕera industriale ha prodotto beni a basso costo destinati al consumo di massa, privilegiato la quantitˆ alla qualitˆ. Ma ormai non ne possiamo pi• di riempirci di oggetti anonimi e senzÕanima, e credo che la riscoperta dellÕhandmade, della cura artigianale, sia una reazione a tutto questo. Se cÕ• una lezione che possiamo imparare dal genio creativo degli Afar - un popolo che ha saputo sfruttare il fuoco e la terra incandescente, creando suppellettili e tessuti di una bellezza senza tempo - • capire che cosÕera il design allÕorigine. Mi ha sempre ispirato il loro passo Òlieve sulla terraÓ, il fatto che attraversino il Sahel senza preoccuparsi delle moderne nozioni di confine e nazione. Emulando la frugalitˆ degli Afar possiamo scoprire come essere meno consumisti e pi• pragmatici, sprecando me-

no risorse e utilizzandole nel modo migliore, senza limitare la creativitˆ nŽ mortificare la nostra voglia di bellezza. Un ritorno agli albori che non • cieca nostalgia del passato. Con lÕavvento della stampa in 3D e delle nuove tecnologie, per esempio, stiamo ricominciando a personalizzare i nostri prodotti, dando un nuovo significato al Òfatto a manoÓ, riutilizzando e riciclando componenti e materiali. Cos“ gli oggetti tornano a raccontare storie, a connettere le persone, a realizzare passioni e visioni. Il passato pu˜

essere la nostra ispirazione. Il futuro • la nostra aspirazione. o


CONTOUR BY GETTY IMAGES

cine attivista

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att ofre sempre da BERE

Uno dei DIVI più amati di Hollywood da dieci anni conduce la sua “battaglia IDRAULICA”. E ha già portato acqua PULITA, speranze e sogni a 4 milioni di persone foto Maarten de Boer di Klara Glowczewska


cine attivista

«Lasci che le racconti la mia prospettiva», esordisce Matt Damon. Siamo seduti sul divano in uno studio di Los Angeles e discutiamo di star e cause benefiche, ci˜ che lui chiama il suo Òviaggio verso la filantropiaÓ e che lÕhaa portato a co-fondare nel 2009 lÕorganizzazione non profit Water.org. ÇGuardi, tutta la vita ti senti dire, come • successo a me, che • obbligatorio essere un buon cittadino e aiutare come puoiÈ, confessa Damon, la cui madre (una professoressa) ha sempre condiviso con lui questo imperativo quando frequentava la high school a Cambridge, Massachusetts. Infatti lo portava in viaggio come volontario in Messico e Guatemala: Çé stato un dono. Mi ha regalato presto la consapevolezzaa di un mondo pi• grande del mio. E poi sono diventato famoso. é surreale svegliarsi una mattina e avere una sfera di influenza pi• ampia di quel che hai mai potuto prevedere. Vuoi davvero far del bene nel mondo, ma commetterai molti passi falsiÈ. E cos“ • stato: ÇIniziavano a chiedermi di andare a questo o quellÕaltro gala. E poi trovavo il mio nome associato a cose di cui non sapevo nulla. Non volevo che le persone alzassero gli occhi al cielo pensando Òma cosa sta facendo?Ó. Una voltaa che la vita si • stabilizzata, la carriera stava andando bene, miaa moglie era incinta, ho deciso di diventare serio sulla faccendaÈ. GLI DEI DELLA CELEBRITË STAVANO guardando gi•. Nel 2006, dopo i successi di Will Hunting-Genio ribelle, Il talento dii Mr. Ripley, Ocean’s Eleven e i primi due film della serie Bourne, Damon • stato invitato a un viaggio sul campo in Africa dallÕorganizzazione di Bono che allÕepoca si chiamava Data (oggi One). Çé stata unÕesperienza straordinaria. Come un mini corso universitario di due settimane, con spedizioni, lezioni e molta informazione. Il mio cervello andava a milleÈ. Ma una grande questione continuava a tornare sul tavolo, racconta: ÇLÕacquaa sembrava essere alla base di tuttoÈ. Ora sorride: ÇMi era stataa descritta come la meno sexy di tutte le cause filantropiche. E poi aggiungi pure lÕigiene. Nel caso lÕacqua non fosse poco sexy a sufficienza, ci mettiamo pure della cacca di contornoÈ. Diciamo che gabinetti e fogne possono essere ostici da vendere a un party di raccolta fondi. Ma • difficile spingerlo anche a livello di gente comune, perchŽ chiunque sia cresciuto in un paese sviluppato non riesce a immaginarsi quanto pu˜ cambiare la vita senza gabinetto. ÇAbbiamo parenti o amici che sono morti di cancro o si sono ammalati di AidsÈ, continua Damon, Çmaa i servizi igienici sono un problema risolto cento anni faÈ. Per quei 2,5 miliardi di persone che non li hanno a disposizione (un terzo della popolazione mondiale) pu˜ essere umiliante e, specialmente per donne e ragazze, anche pericoloso (uomini che possono stuprarle). Con la mancanza di accesso ad acqua pulita •

MATT DAMON, CO-FONDATORE DI WATER.ORG, INTERVIENE AL WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS.

altrettanto difficile relazionarsi: ÇNon conosciamo nessuno che abbia sete. Abbiamo rubinetti ovunque. LÕacqua dei nostri gabinetti • pi• pulita di quella che bevono 663 milioni di persone. La crisi di Flint, in Michigan, ironicamente • stata una delle prime volte, almeno che io ricordi, in cui ci siamo resi conto di quanto sia necessaria lÕacqua pulita. E delle disastrose conseguenze quando non lÕabbiamoÈ. Le donne in zone di povertˆ passano ore ogni giorno a cercare lÕacqua oppure aspettano in fila per comprarla in costose buste di plastica. I bambini, e particolarmente le ragazze, saltano la scuola per andarla a prendere. Le malattie dilagano: ÇUn bambino muore ogni 90 secondi da una malattia portata da acqua contaminataÈ, Damon mi spiega, Ç• folle. Ma oltre a una morte senza senso, si tratta di derubare le persone della propria umanitˆ, di speranze e sogni. E di semplici attivitˆ quotidiane, come avere il tempo di giocare se sei un bambinoÈ. SARË CHE IL SEX APPEAL DI MATT compensa la prosaicitˆ della sua causa, ma in sette anni di vita di Water.org, fondata insieme allÕingegnere Gary White, i risultati raggiunti sono notevoli. A fine 2015 i programmi finanziati hanno raggiunto quattro milioni di persone. ÇE vogliamo migliorare questo ritmoÈ, afferma Damon. Gli investitori hanno certamente preso nota dellÕapproccio

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REUTERS/CONTRASTO

innovativo di Water.org. Alcuni giorni dopo l’incontro con Damon, raggiungo Gary White in Indonesia, uno dei dodici paesi dove l’organizzazione lavora, per osservare le soluzioni sul campo. Con noi alcuni membri dello staff e Per Hegge- il denaro per collegarsi alle infrastrutture che già nes, ceo di Ikea Foundation, che ha appena annunciato una esistono?”. Così funziona per milioni di persone». donazione da 15 milioni di dollari. Damon normalmente par- Le altre possono essere aiutate con donazioni. I tecipa a uno di questi viaggi all’anno, ma ha dovuto rinuncia- due uniscono le forze in Water.org. «Ho telefonare con dispiacere a causa di impegni sul set: «Sono già poco to a Ben Affleck ma non mi ha richiamato», scherpopolare nella mia famiglia», dice il padre di quattro figlie (è za White. Damon è orgoglioso: «Il tasso di restiun genitore molto attento, tanto da aver prestato la voce co- tuzione dei prestiti è sorprendentemente alto, il me narratore del documentario Backpack Full of Cash, sul pro- 99%!». Quasi tutti i coinvolti sono donne. «Dicoblema della privatizzazione delle scuole negli Usa). Noi in no che se dai i soldi agli uomini li spendono in quattro giorni visitiamo cinque villaggi e incontriamo i part- donne e whisky», sospira, «come uomo mi sento ner locali di Water.org. L’Indonesia è l’economia più impor- offeso, ma così sembra funzionare meglio». tante del Sud-est asiatico, una nazione a reddito medio-basso. SONO DUE TIPI CEREBRALI, per questo Matt e Gary Eppure il 15% dei 250 milioni di abitanti non ha accesso si- vanno così d’accordo. Per loro risolvere questa crisi è curo all’acqua e il 40% non dispone di adeguati servizi igie- un lavoro intellettuale. Ma sono curiosa dell’impatto nici. White è una specie di Steve Jobs dell’acqua. Ha stima- emotivo. Ha mai provato gioia in questo percorso? «È to che 200 miliardi di dollari di donazioni in cinque anni una cosa strana», dice Damon, «ci sono meno morisolverebbero questa crisi. A oggi si investono otto miliar- menti felici di quelli che avrei se facessi un lavoro più di l’anno. La matematica ha già confermato che non può specifico e a livello locale. Ma per me Water.org è funzionare. «Metà dei progetti resempre stata una questione di maslativi all’acqua falliscono nei prisimizzare l’impatto. Ho anche quatmi tre anni», mi ha raccontato tro figlie e questo è un problema che ÇQUANDO Damon, «è una statistica sconcerriguarda tante ragazze. Spesso parlo HAI UNA SFERA tante». Le soluzioni come pozzi, con alcune di loro, che hanno la DÕINFLUENZA pompe, filtri, pastiglie per purifistessa età delle mie. Quindi ovviaPIô AMPIA VUOI care l’acqua, non durano. I pozzi si mente sento una forte connessione FARE DEL BENE contaminano, pompe e filtri si emotiva». Damon mi racconta di rompono e non ci sono i ricambi o una tredicenne di Haiti. C’era una AL MONDO, MA le conoscenze locali per ripararli. nuova tubatura nel villaggio e Matt COMMETTERAI PRIMA DI CONOSCERSI Damon e le ha chiesto se questo le avrebbe reMOLTI PASSI FALSIÈ galato più tempo per fare più comWhite lavoravano già separatamente: «All’epoca raccoglievo parecchi piti: «Mi ha guardato e ha risposto fondi e li indirizzavamo verso altre organizzazioni che face- ‘No, non ne farò di più. Sono già la più brava della vano un buon lavoro con i pozzi», racconta Damon, «ma mi classe!’. L’ha detto con convinzione quindi sapevo che sono reso conto che non stavo veramente sfruttando la mia era vero. Mi ha ricordato una compagna che mi intiinfluenza potenziale». Nello stesso periodo White ebbe un’e- midiva a scuola», ride, «mi ha fissato dicendo ‘ma avrò pifania: non tutti i 2,5 miliardi di persone senza acqua e ser- più tempo per giocare’». Nonostante le enormi sfide, vizi sono poveri allo stesso modo. Una buona parte può pa- Damon spera di vivere fino a quando tutti avranno gare per qualche miglioramento se ottiene dei prestiti. Inve- accesso a un bicchiere di acqua pulita e a un gabinetce che accettare aiuto, si trasformano da riceventi passivi a to: «Parte della missione di Water.org è rendersi inupartecipanti attivi della soluzione. Che sia connettersi al si- tile un giorno». Prima che partissi per l’Indonesia mi stema fognario o a un bacino idrico, comprare un gabinet- ha detto: «Incontrerà un sacco di persone, donne, to o costruire un pozzo. Ancora Matt: «L’innovazione di bambini. Parlerà con loro e si renderà conto dell’imGary è stato il microcredito. Ha pensato: “Se prestassimo patto del nostro lavoro. Allora lo pensi moltiplicato per quattro milioni di persone, e poi per dieci». Inizio a immaginarlo. È emozionante. Quasi sexy. ❏ ©Town & Country Dal 23/2 Matt Damon sarˆ al cinema nella maggiore produzione mai realizzata e girata in Cina: The Great Wall, kolossal storico diretto da Zhang Yimou.


elettro chic MIRROR MIRROR Moduli specchiati, assemblati all'infinito per una forma flessibile: è la nuova versione della "Bao Bao bag", di Issey Miyake.

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EFFETTI OTTICI Interpretazione cyborg del bulbo oculare sulle lenti a specchio totale degli occhiali "Lizard", creati dalla giovane designer Percy Lau.

FLASH BAG Cubi illuminati a led per la borsa "Dolce Box" di Dolce & Gabbana, allegra e colorata come un dancefloor.

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EN ENER-

GIA E SENZA

MAISON MARGIELA

BATTE-

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SOFT ROCK Quasi una scultura la poltrona "Gemma", frutto della perfetta sinergia tra il progetto di un archistar come Daniel Libeskind e il know-how aziendale di Moroso.

RIA SIAMO PARTITI DALL'ORMAI CLASSICA PILA - ADESSO ULTRACENTENARIA - PER ARRIVARE AI LE D, ALLE FONTI RINNOVABILI, ALLA TECNOECOLOGIA. TUTTO, PUR DI CATTURARE QUEL MERAVIGLIOSO QUID CHE MANTIENE SEMPRE IN MOTO L'UNIVERSO E LA FANTASIA a cura di Marina Moretti

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POSTI AL SOLE Approvato a Melbourne il progetto del primo ecograttacielo, progettato da Peddle Thorp: 60 piani rivestiti di vetro e avvolti in pannelli solari curvi, che garantiranno oltre la metˆ del suo fabbisogno energetico.

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GALLEGGIARE DA SEDUTI Policarbonato trasparente e modellato tutto a mano per la poltrona "Ella", realizzata da Jacopo Foggini per Edra. (VERY) NEW WAVE Zeppa "liquida", in plexi semitrasparente sagomato a onde, per il sandalo di Miu Miu, perfetto a bordo mare (o piscina).

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IMAXTREE.COM. HYUNSOO KIM . OLAFUR ELIASSON. ALAMY

8 BELLE DISTOPIE Gli interventi fotografici del turco Murat Germen creano skyline immaginari e distorti di metropoli come Istanbul, Shanghai o New York. Un'indagine sugli effetti della crescita globale raccolta nella monografia Murat Germen, pubblicata da Skira.

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FIGLIO DELLE STELLE Centinaia di sfere di cristallo che riflettono la luce come fossero stelle del cielo. é la spettacolare opera Our Unpredictable Path di Olafur Eliasson, l'artista pi• ecosostenibile che c'•. é al Samsung Museum of Art di Seul per la mostra The Parliament of Possibilities (fino al 26/2).

LUME GUIDA Si ricarica semplicemente appoggiandola su una base conduttrice: • la lampada "Lantern" di Fabio Novembre per Kartell, in plastica sfaccettata.

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CYBER LUSSO La clutch "Robot" di Chanel • in resina lucidata a mano, con strass applicati e disegni grafici ispirati ai chip elettronici.

ARIA NUOVA Design futuribile e hi-tech per il termoventilatore "Pure Hot + Cool Link" di Dyson, che grazie a speciali sensori interviene sul calore e sulla purezza dell'aria di casa.

JUMP! Spalmata, glitterata, e con n la suola che "cola" resina multicolor: lor: • la sneaker di Golden Goose Deluxe Brand.

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elettro chic

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BASIC GLAMOUR Sporta "Phantom" in lino e tela grezza con manici in pelle, CŽline.

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SOLAR CITY Masdar • stata la prima cittˆ tutta a impatto zero, creata dal nulla nel deserto, a pochi chilometri da Abu Dhabi. Qui niente petrolio: l'energia viene dal sole. TEMPI NATURALI Pesa solo 40 grammi l'orologio tutto in legno di noce di AB Aeterno.

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DOPPIA FUNZIONE Luce e natura: ecco gli elementi da cui • partito Piero Lissoni per disegnare il vaso-portacandele "Komorebi" di Porro, in limited edition, di noce o acero.

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NEL SEGNO DEL LEGNO Rifugiarsi in un maxi tronco per catturare l'energia di rami e corteccia. é l'opera Transarquitet™nica di Henrique Oliveira, in scena nel nuovo Centro Pecci di Prato, fino al 19/3.

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MATERIE RARE Le venature del marmo Rouge de Vitrolles per gli occhiali Morˆ, by Busoli Eyewear.

RICICLO ETICO Riutilizza avanzi del ciclo produttivo - cascami di tessuto, fili di nylon, piattine di ferro - per dare vita a pezzi di design ecosociale. In pi• Luca Gnizio, per realizzarli, collabora con associazioni di persone con disabilitˆ. FERRI DEL MESTIERE Il tricot intrecciato, imbottito e dalle dimensioni esagerate diventa segno distintivo nella chaise longue "Biknit". Un progetto di Patricia Urqiola per Moroso, che mette al centro della ricerca stilistica la memoria e il lavoro "femminile" della maglia.

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GOOD VIBE Con la struttura in bamb• naturale, il piatto in alluminio riciclabile e l'uscita Usb per registrare da pc, il giradischi "Stir It Up" di House of Marley mixa passato e futuro.

(S)OGGETTI DI RECUPERO é fatta con le "briccole", i pali di rovere provenienti dalla laguna di Venezia, "Anti-Comfort". é una Çnon sediaÈ, tutta artigianale, nata da un progetto di Andrea Branzi per Riva 1920.

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ALBERO BELLO In omaggio alla terra degli avi, ha portato calchi di ulivi millenari della Basilicata (in foto) nei Mercati di Traiano e in Place Vend™me. Ora Ugo Rondinone, star dell'arte, invade con le sue installazioni il Bass Museum di Miami; fino al 27/3 (thebass.org).

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BIO-HOUSING A Big Sur, in California, il Treebones Resort offre alloggi ecosostenibili perfettamente autosufficienti, a partire da ministrutture a guscio affacciate sull'oceano.

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GIOCHI DI LUCE Ispirata ai tradizionali pozzi d'acqua, cqua, la lampada "Well" Well" progettata a dallo studio di Mejd perr Lasvit permette di spostare con una manovella anovella il bulbo di luce uce nel contenitore itore di vetro, variandone riandone intensitˆ e colore.

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LEGNO CREATIVO Il designer olandese Piet Hein Eek ha portato il riciclo in una dimensione di pura creativitˆ. Nel libro Boek, a cura di Max Frazer, ci sono tutte le immagini che sono alla base della filosofia delle sue creazioni.

27 ANDAMENTO LENTO La struttura in bamb• e la ricarica elettrica rendono i prototipi (bici, monopattini e risci˜) del designer francese Antoine Fritsch mezzi di trasporto ideali per pedalare nel futuro.

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METTERE UNA ZEPPA Tocchi hand made per il sandalo in rafia di Paloma Barcel—.

RICK OWENS

GETTY IMAGES IMAGES. IMAXTREE.COM. HANNO COLLABORATO OLLABORATO GIUL GIULIA A FORONI E GERMANO D'ACQUISTO

ECO-VOLANT Profili ondulati e multicolor per la versione in rafia della mitica "Baguette" della maison Fendi.


belli di natura

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SULLA CARTA SONO TUTTI D’ACCORDO: IL PIANETA HA

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la febbre alta, • colpa delle schifezze che gli facciamo respirare, dobbiamo darci urgentemente una regolata. Nel dicembre 2015 a Parigi, alla Conferenza dellÕOnu sul clima, 195 paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra, a investire in tecnologie non inquinanti ed energie pulite, a ripensare lÕeconomia scrollandosi di dosso le logiche dei petrolieri e dei vecchi carboni fossili. Entro quando - bene bene - non si • capito, per˜. Mentre i grandi della Terra contrattano su progetti a lungo termine, una schiera di leader alternativi sceglie lÕazione subito. Ci sono attori e registi che usano la celebritˆ per dare voce (e milioni) alle cause ambientali, imprenditori che fanno la rivoluzione verde, attivisti che rischiano la vita ogni giorno, ragazzi che dalla loro cameretta trovano nuovi modi per salvare il mondo. E saranno gli effetti benefici della natura, ma sono tutti belli! Questa • la top 10 dei nostri ecopaladini preferiti: da seguire per p le loro gesta green e p per lÕaspetto p hot.

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GETTY IMAGES. ALAMY. REX BY SHUTTERSTOCK

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ATTORI VOTATI ALLA CAUSA CLIMATICA, TYCOON ILLUMINATI DAL SOLE, RAGAZZI CHE INVENTANO SISTEMI PER RIPULIRE IL MONDO. ECCO LA NOSTRA TOP 10 DEI PALADINI DELLÕAMBIENTE: SONO PIô GREEN O PIô HOT?

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di Cecilia Falcone

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1 LEONARDO DICAPRIO. 2 ELON MUSK. 3 KUMI NAIDOO. 4 BAS VAN ABEL. 5 XIUHTEZCATL MARTINEZ. 6 IAN SOMERHALDER. 7 BOYAN SLAT. 8 PRINCE EA. 9 JOSH FOX. 10 MARK RUFFALO.


1.LEO LEONARDO 1 LEO 1. DICAPRIO

HA INIZIATO NEL ’98, SUBITO DOPO IL SUCCESSO DI TITANIC,

con la fondazione che porta il suo nome e supporta progetti a lungo termine per la salute del pianeta. Con milioni di dollari e campagne di sensibilizzazione stellari. Mentre noi alziamo il sopracciglio per il nuovo filo di pancetta e per le fidanzate tutte uguali, l’attore parla con i grandi del mondo per garantirci un futuro: ci sono le prove. Before the Flood - Punto di non ritorno è il documentario che Leo ha prodotto e che riprende gli ultimi tre anni dei suoi viaggi al centro del problema Terra, in cerca di soluzioni: dai produttori di petrolio “verde” ai piani per salvare le coste dall’annegamento. Il film testimonia anche la deforestazione selvaggia sull’isola di Sumatra e gli effetti scioglighiacci del surriscaldamento globale. Mentre giravano Revenant, DiCaprio e team hanno dovuto spostare di corsa il set a Ushuaia, trampolino argentino verso l’Antartide, perché era l’unico scenario che offrisse una quantità di neve decente. E la cosa non gli dev’essere andata giù. Nonostante l’Oscar. QUANTO é HOT QUANTO é GREEN

2. ELON MUSK

UN TYCOON ILLUMINATO, DALLA LUCE PULITA DEL SOLE.

Il magnate di PayPal, SpaceX (corporation che progetta mezzi per viaggi spaziali) e Tesla Motors (che sforna veicoli elettrici ad altissime prestazioni) si è buttato anima e business nell’impresa di SolarCity. L’azienda californiana fornisce servizi e sistemi per l’energia solare, con una politica di abbassamento dei costi e moltiplicazione degli utenti. Ma Musk pensa sempre più in grande: ha appena tappezzato con più di 5mila pannelli fotovoltaici l’atollo di Ta’u, nell’arcipelago delle Samoa Americane. In modo che la comunità dell’isola sia autosufficiente dal punto di vista energetico, giorno e notte, e riesca pure a tenere un po’ di carica da parte per nuove infrastrutture. Che (r)innovatore! QUANTO é HOT QUANTO é GREEN

2015. Ha dato il via e partecipato in prima persona alle spedizioni contro le piattaforme dei colossi petroliferi nel Mar Artico, in Groenlandia e nel Mare di Barents. Situazioni calde e accoglienti... Soprattutto, si è impegnato a dare forza alle istanze ambientaliste, ascoltando le voci dal basso delle persone coinvolte. Ora è alla guida di Africans Rising, movimento per la giustizia sociale, la pace e il futuro del continente più povero. Un futuro che parte dal ripensamento delle risorse energetiche e del loro accesso per la popolazione. QUANTO é HOT QUANTO é GREEN

4. BAS VAN ABEL

FAIRPHONE é IL NOME DEL TELEFONINO PIô SOSTENIBILE

in circolazione, e di una fondazione. L’inventore e ceo è questo designer olandese, che ha vinto il Deutschen Umweltpreis, il premio tedesco per l’innovazione ambientale. Oratore al Ted Amsterdam, Van Abel ha spiegato com’è nata l’idea: al figlio si è rotto un videogioco e lui non è riuscito ad aprirlo. E si è chiesto perché non possiamo aprire i prodotti che compriamo, perché non sappiamo cosa c’è dentro. La responsabilità va con la conoscenza: dentro al Fairphone ci sono materiali di riciclo che non inquinano l’ambiente, minerali estratti nelle regioni di conflitto come il Congo, ma in una rete protetta di miniere che sostengono i lavoratori e i loro diritti. All’obsolescenza programmata che riduce il ciclo vitale di tanti telefoni, Van Abel oppone un apparecchio modulare pensato per essere riparato - basta cambiare un pezzo - e durare più a lungo. E, da bravo figlio del Dutch Design, è pure carino! Dico il cellulare (anche). QUANTO é HOT QUANTO é GREEN

5.XIUHTEZCATL MARTINEZ

ÇDOBBIAMO RICORDARCI CHE SIAMO TUTTI INDIGENI DI

3. KUMI NAIDOO

é UN SUPERCOOL FIGHTER, DA QUANDO AVEVA 15 ANNI

e ha sentito gli effetti del razzismo sulla sua pelle. Nato a Durban in Sudafrica, è diventato precocemente un attivista antiapartheid, si è laureato a Oxford, ed è stato il primo africano a ricoprire il ruolo di direttore esecutivo internazionale di Greenpeace, dal 2009 al 100 mc

questa Terra e che siamo tutti connessi». Niente male come dichiarazione, fatta da un teenager all’Earth Summit delle Nazioni Unite. Questo 16enne cresciuto tra i boschi del Colorado secondo la tradizione azteca del padre, è un attivista per l’ambiente da quando ha sei anni. Più che un leader del futuro, una guida per il presente, un guardiano del pianeta per cui natura e diritti civili sono un’unica entità, l’unica vita possibile. Ha


belli di natura

fondato Earth Guardians (earthguardians.org), un movimento di giovani artisti e musicisti che usano poesia e rap per educare e mobilitare migliaia di coetanei e chiedere insieme politiche ambientali pi• sagge ai capi del mondo. Per la sua preparazione sui temi, le doti da speaker, lÕenergia contagiosa e gli sforzi profusi continua a ricevere premi (tipo il Community Service Award da Obama) e a diffondere il suo messaggio via show globali in tv, radio, riviste, festival... Una forza della natura.

8. PRINCE EA

IL NOME DÕARTE DI RICHARD WILLIAMS SIGNIFICA ÒPRINCIPE

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della TerraÓ. Laureato in Antropologia, questo muscolare 28enne di St. Louis • poeta, rapper, filmmaker e motivatore sui social. Non esiste ancora una definizione per il suo ÒlavoroÓ: promuove lÕuguaglianza, il perseguimento della felicitˆ, la spiritualitˆ e la salvaguardia dellÕambiente in video autoprodotti che raggiungono milioni di visualizzazioni. Persino la mediaguru Oprah Winfrey • rimasta colpita e ne ha trasmesso uno nel suo show SuperSoul Sunday. Vedere per cedere: princeea.com

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6. IAN SOMERHALDER LA POPOLARITË DI THE VAMPIRE DIARIES FA DELLÕATTORE

un portavoce molto efficace dei programmi salvanatura delle Nazioni Unite. E anche della Ian Somerhalder Foundation, lÕassociazione filantropica creata nel 2010, dopo il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. S“, questo affascinante ragazzo della Louisiana trapiantato nella domotica e salutista Los Angeles • cresciuto a pane e animaletti da adottare, gabbiani da ripulire dal catrame, vita selvaggia da rispettare e far conoscere. Poi ha allargato i campi dÕazione: ha investito con successo in compagnie che impiegano tecnologie verdi e ha esplorato gli oceani per le riprese di Years of Living Dangerously, il documentario (zeppo di star) di James Cameron che affronta di petto il climate change.

9. JOSH FOX

IL SUO DOCUMENTARIO GASLAND, GIË NOMINATO AGLI

Oscar, • considerato il manifesto del movimento antifracking, che si oppone alla fratturazione idraulica massiva delle rocce per lÕestrazione di gas o petrolio. Il regista ha iniziato la battaglia dopo unÕofferta ricevuta da una grande compagnia per lÕutilizzo di un terreno di famiglia in Pennsylvania. Ha proseguito il suo lavoro di ricerca e denuncia con How to Let Go of the World and Love All The Things Climate CanÕt Change, presentato allÕultimo Sundance, in cui si chiede: se • troppo tardi per arrestare il declino, cosa ci rimane di indistruttibile? E intanto tiene conferenze in giro per il mondo in cui illustra i gravi rischi di contaminazione ambientale legati allÕestrazione di combustibili fossili.

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7. BOYAN SLAT

HA OCCHI BLU COME LE ACQUE CHE VERRANNO RIPULITE

10 . MARK RUFFALO

é IL VOLTO PIô CELEBRE DELLA PROTESTA A STANDING ROCK,

dai rifiuti di plastica, grazie a una stupefacente trovata: il 22enne olandese • lÕinventore (nella sua cameretta da nerd) e imprenditore di The Ocean Cleanup (theoceancleanup.com). Lanciata nel 2012, la sua idea ha raccolto 2 milioni di dollari via crowdfunding, e questÕanno partirˆ in grande nel Pacifico. Funziona cos“: una barriera marina a forma di V sfrutta le correnti per spingere la spazzatura galleggiante in un punto di raccolta centrale, invece di doverla inseguire tra le onde. Riducendo esponenzialmente i tempi e i costi energetici. E moltiplicando i premi assegnati a Slat da Onu, Forbes, Time magazine, FastCompany, London Design Museum...

la riserva indiana in Nord Dakota che rischia di essere devastata dalla costruzione di un oleodotto sotterraneo. LÕHulk cinematografico degli Avengers si • fatto ancora pi• verde in questo periodo, unendosi allÕassociazione Native Renewables per fornire pannelli solari ai nativi americani in rivolta e garantirgli lÕenergia e il sostegno necessari. Il tema • molto sentito dallÕattore, che ha fondato con Josh Fox - pi• uno scienziato di Stanford e un megabanchiere - The Solutions Project, unÕorganizzazione che si prefigge di anticipare al 2050 la conversione degli Stati Uniti allÕuso esclusivo di energie che non si esauriscono: il sole, il vento, le onde (e il suo sguardo sornione).

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mare in bottiglia

ROMP Al comando della GREEN WATER il catturano iceberg al largo dellÕisola di ma Moby Dick non cÕentra: • solo di Manon QuŽrouil-Bruneel


ERE IL GETTY IMAGES

capitano Ed Kean e il suo equipaggio Terranova. Come fossero balene bianche, business. Che ha sete di acqua pura al 100% foto Veronique de Viguerie


mare in bottiglia

Il grido: Ç• lui!È scuote l’equipaggio intorpidito da

dieci ore di navigazione. Al comando della Green Water, il capitano canadese Ed Kean posa il binocolo e indica ÒThe OneÓ. All’orizzonte, sul blu scuro dell’Atlantico del Nord, si staglia l’iceberg perfetto. Non il pi• bello nŽ il pi• grande, ma quello che, tra i giganti al largo dell’isola di Terranova, corrisponde meglio ai criteri dei cacciatori: forma piana, una certa stabilitˆ e misure ragionevoli (in superficie 10 metri di altezza per 25 di lunghezza). Senza perdere tempo Kean si precipita sul ponte e distribuisce ordini secchi e precisi. Il suo secondo, Nelson Pittman, manovra la barca verso la massa di ghiaccio. Quando mancano un centinaio di metri, entra in scena il meccanico, Phil Kennedy. Salta su una barca a motore, circonda il colosso con un cavo e lo aggancia. In qualche minuto l’iceberg • ancorato. E la sua migrazione - pi• di 2000 chilometri dai ghiacciai della Groenlandia - si ferma contro la chiglia fredda della Green Water. Una gru munita di rampino lo colpisce ai fianchi. Stacca pezzi da mezza tonnellata e li issa a bordo. L’equipaggio li frantuma a badilate prima di stivarli in uno dei sei serbatoi. La gru riparte all’assalto della montagna: dopo una settimana di lavoro massacrante, dieci ore al giorno, l’iceberg, che per la maggior parte si trova sotto la superficie, • scomparso. In totale pi• di un milione di litri d’acqua saranno stoccati nella stiva prima di essere venduti ai clienti del capitano: ditte d’acqua, di vodka, di birra e digestivi che si sono specializzati nella vendita di bevande fabbricate a partire dall’acqua d’iceberg, pura al 100%, e vecchia di 15mila anni. Un po’ di sogno polare in bottiglia, un ottimo affare per gli imprenditori. TONY KENNY, businessman canadese, ha lanciato 12 anni fa Berg Water, acqua d’iceberg venduta a 12 euro a bottiglia (da 750 ml). Un prodotto di lusso, come spiega Kenny dal suo ufficio a Saint John’s, la capitale della provincia di Terranova, esportato soprattutto nei paesi arabi attratti dal prezzo proibitivo pi• che dalla provenienza di cui non sanno quasi nulla. David Meyers, presidente e Ceo di Iceberg Vodka, vorrebbe eclissare la Smirnoff - leader mondiale nella provincia canadese di Terranova e Labrador, luogo i cui abitanti sono cresciuti con i giganti di ghiaccio al punto da non rendersi pi• conto della loro esistenza. ÇLa nostra produzione aumenta ogni anno del 10%È, si felicita Meyers che rifiuta di comunicare a quanto ammonta il suo giro d’affari. Ma il mercato nazionale • il pi• difficile da conquistare. Tanto che sua moglie Arty Meyers, responsabile della comunicazione, ha visto bene di fare arrivare a Toronto, per una serata promozionale, un pezzo di iceberg in una bella ghiacciaia blu. Il capitano Kean in 20 anni di carriera in questo strano business ha visto di tutto. Anni fa • stato contattato dalla rivista Playboy che voleva organizzare uno shooting con delle modelle a cavallo di un iceberg. Nemmeno a dirlo, il capitano li ha mandati al diavolo. Un po’ 104 mc


ÇIl problema • la convivenza con il turismo. Vengono da tutto il mondo per ammirare i nostri iceberg e non vogliono vederseli distruggere sotto gli occhiÈ DALLÕALTO IN SENSO ORARIO. ALCUNI MOMENTI DELLA CACCIA AI GIGANTI DI GHIACCIO. LA GREEN WATER AGGANCIA UN ICEBERG NELLE ACQUE DELLÕISOLA DI TERRANOVA, CANADA. JACK E AUSTIN RANDELL, DUE MEMBRI DELLÕEQUIPAGGIO, FRANTUMANO UNO DEI BLOCCHI DI GHIACCIO TRASPORTATI A BORDO. UN ESCAVATORE IN AZIONE. IL CAPITANO ED KEAN CONTROLLA CHE LÕICEBERG CATTURATO SIA AGGANCIATO ALLA BARCA.


mare in bottiglia

come i padroni che finiscono per assomigliare ai loro cani, Ed Kean ha la fisionomia massicia dei suoi iceberg, e il loro carattere imprevedibile. ÇIn mare • duro, urla e torchia lÕequipaggio fino a quando non ottiene quello che vuoleÈ, racconta suo cugino Jack Huffman, il responsabile della sicurezza. ÇIl pericolo • dappertuttoÈ - aggiunge Çma i ragazzi sbuffano quando dico loro di indossare almeno un casco e un giubbotto fluorescenteÈ. I cugini non hanno molto in comune a parte il fatto di discendere da una stirpe di navigatori. A 55 anni Ed Kean ha vissuto molte vite. Giovane diplomato alla scuola di Pesca della capitale, si • occupato di commercio di merluzzi. Poi nel 1996 • stato contattato dalla distilleria di Saint JohnÕs che voleva lanciarsi nella fabbricazione di alcol partendo dallÕacqua degli iceberg. ÇHo creduto fosse uno scherzo. Mi dicevo: chi pagherebbe per berla?È. Ed si • fatto tentare anche perchŽ, a differenza dei merluzzi, i mostri di ghiaccio in assenza di testi internazionali che ne regolamentino lo sfruttamento, sono di libero accesso. Gli iceberg in alto mare non appartengono a nessuno, sono res nullius. ÇIn realtˆ • un poÕ pi• complicatoÈ, commenta Abdel Razek, consulente scientifico del dipartimento per lÕambiente e la conservazione di Terranova, uno dei pochi paesi al mondo con lÕAlaska a interrogarsi sullo status dei giganti di ghiaccio. LA SOLUZIONE ADOTTATA é STATA Çdelimitare un tratto delle nostre coste. Gli iceberg che navigano in quelle acque ricadono sotto la nostra giurisdizioneÈ, spiega Razek. Attualmente quattro compagnie locali hanno ottenuto una licenza di sfruttamento, rinnovabile ogni cinque anni a 1000 dollari canadesi (700 euro), una cifra ridicola. Non sono state imposte quote, ma le compagnie si impegnano a raccogliere solo lÕacqua necessaria alla loro produzione. Oltre alla Vodka Iceberg e Berg Water, ci sono Quidi Vidi, una marca di birra, e Auk Island che fabbrica digestivi a base di mirtilli e ossicocco. Tutte si rivolgono a Ed Kean, lÕunico fornitore ufficiale a Terranova, di acqua dÕiceberg. A Kean gli affari vanno abbastanza bene, ma tutto potrebbe cambiare ÇperchŽ le licenze sono accordate alle societˆ, non a luiÈ, aggiunge Razek. Kean non ama rendere conto a questÕuomo chiuso in un ufficio, e Razek non ha apprezzato che il cacciatore abbia fatto saltare un iceberg recalcitrante con la dinamite. Ora i due uomini hanno raggiunto un gentlement agreement: 106 mc

A SINISTRA. LO STABILIMENTO IN CUI VIENE PRODOTTA LA ICEBERG VODKA A SAINT JOHN’S. SOPRA. UNO DEGLI ICEBERG DA CATTURARE. A DESTRA. UN BLOCCO DI GHIACCIO VIENE PORTATO A BORDO: SERVIRÀ COME ACQUA POTABILE ALL’EQUIPAGGIO.

Kean pu˜ fare un poÕ come vuole ma lontano dalle cittˆ e dai tour operator. Infatti il problema maggiore di questa caccia, pi• che i volumi prelevati, insignificanti in rapporto alle risorse, • la coabitazione con lÕindustria del turismo. ÇVengono da tutto il mondo per ammirare i nostri iceberg, simbolo di bellezza selvaggia e lÕultima cosa che vogliono • vederseli distruggere sotto gli occhiÈ, riassume Martin Goebel, vice ministro allÕambiente, il quale precisa che il turismo • la prioritˆ, come ha scoperto Ed Kean a sue spese. Una decina di anni fa • stato dichiarato persona non gradita nella baia di Bonavista, dopo aver sparato a un iceberg con la carabina, vicino a una nave da crociera. DÕaltra parte in mare la caccia rispetta solo una legge: quella degli iceberg che dettano i tempi. Per agire cÕ• una breve finestra: da giugno a settembre, periodo in cui i ghiacciai si staccano dalla Groenlandia e vengono spinti verso Terranova dalla corrente del Labrador. Pi• la stagione avanza pi• bisogna spostarsi a nord e pi• i costi aumentano. Trovare ÒThe OneÓ • il coronamento di una


ricerca paziente cominciata in aprile. «Bisogna imparare a leggere i segni della natura. Quando un iceberg stride è un chiaro segno di pericolo». Una sola volta per la fretta non ha ascolatato il suo istinto e si è avvicinato a un blocco che si è ribaltato a qualche metro dalla nave. A bordo della Green Water ogni giorno è una sfida. E ogni giorno senza un motore che si rompe o un uomo che scivola sulla superficie umida della barca è un piccolo miracolo. A volte l’equipaggio si imbatte in un icerberg testardo, e non riesce a catturarlo. E quando la natura ha l’ultima parola, si deve ricominciare da zero. Le giornate sono lunghe, lo spazio vitale è risicato: un tavolo in cui i sei uomini siedono a turno, due cabine, un angolo cottura. Niente intimità. E una data di ritorno incerta: tre settimane, un mese... La nave rientrerà in porto solo dopo aver riempito i serbatoi. Ed Kean regna ancora sugli iceberg, ma teme il giorno in cui questi colossi, riserve d’acqua dolce, saranno al centro delle brame. Sa che un quinto dell’umanità (1,6 miliardi di persone) non ha accesso all’acqua potabile. E con il riscaldamento globale e i suoi flagelli, quello che è ancora un capriccio per pochi, potrebbe diventare una fonte di conflitti. Una guerra dell’oro liquido per la sopravvivenza. o


auto stima

DIVENTA PIô BELLA, PIô RICCA, PIô MAGRA, PIô REALIZZATA! GLI IMPERATIVI DEI MANUALI DI SELF-HELP CI IMPONGONO DI MIGLIORARE A OGNI COSTO. MA NON SAREBBE MEGLIO AMMETTERE CHE, SE NON VA TUTTO BENE, é PROPRIO COSí CHE DEVE ANDARE? LO SCOPRIAMO DA UN ENNESIMO MANUALE. POCO ORTODOSSO di Silvia Vecchini illustrazione Damien FlorŽbert Cuypers

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auto stima

ESSUNO é PERFETTO. E tutti

a un certo punto della vita provano a fare quella cosa demoniaca, faticosissima e contronatura: migliorarsi. Siamo letteralmente sommersi da consigli, regole precise, istruzioni, decaloghi da seguire sul miglioramento personale. Ce lo scrivono dappertutto, sulle magliette, sulle cartoline, sulle riviste femminili, sulla scatola dei cereali, ce lo dicono le serie tv e anche gli amici su Facebook. Tutto il mondo ci guarda orripilato: amici, guru esoterici, life coach, giornalisti sportivi e ministri ci esortano a fare quella cosa che • anche bellissima da dire: lavorare su noi stessi. Prima o poi te lo dice chiunque, dal tuo psichiatra a tua zia: lavora su te stesso. E tutti usano quelle frasi declinate allÕimperativo, iperboliche e senza significato: non puoi cambiare il mondo, per˜ puoi cambiare te stesso! Devi tentare lÕimpossibile, smettere di sognare e iniziare a vivere il sogno! Devi lanciarti in questÕavventura! Devi fare tutti gli sforzi possibili per arrivare al miracolo, per smettere di essere il tuo vecchio solito io-schifoso e diventare il tuo nuovo fantastico io-ideale! Avanti, muoviti, ci sono cos“ tante cose su cui concentrarsi: il tuo corpo, la tua situazione lavorativa, il tuo conto in banca, il tuo carattere, la tua vita sociale e quella sentimentale. Non vuoi seguire i consigli delle YouTuber sui loro vlog? Allora forza, vai in libreria, ci sono interi scaffali dedicati esclusivamente alla crescita personale, e una moltitudine di manuali su come imparare a fare qualsiasi cosa per migliorarti. Devi fare sport e perdere peso, devi imparare una lingua, devi smettere di fumare, devi fare pi• sesso e meglio, devi togliere per sempre lÕolio di palma dalla tua dieta, poi i latticini, ma solo dopo averci inserito le bacche di goji e i semi di chia (al supermercato li trovi in un pacchetto unico, cosa stai aspettando?). Devi mangiare in modo pi• sano. Devi imparare a stare con gli altri. Devi imparare a stare con te stesso (non si capisce mai cosa sia pi• importante). Devi leggere pi• libri. Devi fare soldi. Devi fare pi• soldi. Devi avere degli hobby e delle passioni. Devi essere disponibile per gli altri. Devi aprire i tuoi chakra. Devi esprimere la tua creativitˆ. Devi lasciarti andare, vivere il momento, ma devi anche avere un piano per te stesso. Devi far riemergere il bambino che • in te. Devi sviluppare i tuoi talenti nascosti. Devi farlo per te stesso, devi farlo per il tuo partner. Devi farlo, punto. 110 mc

TRASFORMA LA TUA VITA IN UNA STORIA DI SUCCESSO! MA VI PARE FACILE? SENTITE UN POÕ: E SE INVECE NON FACESSIMO PROPRIO UN BEL NIENTE?

é la proposta di Rebecca Niazi-Shahabi. Una scrittrice tedesca di origini iraniane e israeliane che ha pubblicato diversi anti-manuali di self-help dai titoli che vanno in direzione opposta a quello che ci si aspetta da un normale libro di auto-aiuto, perchŽ lei a questa cosa che possiamo migliorare non ci crede. LÕultimo libro infatti si chiama Sono una merda e voglio restarci (Je suis une merde et je compte bien le rester, ƒditions Mazarine). é una critica al principio stesso su cui si basano i manuali di self-help e sui consigli che dispensano. LÕautrice crede che non abbiamo nessuno obbligo verso noi stessi o verso gli altri. Non dobbiamo cercare di migliorare costantemente. Migliorare • difficile, richiede sforzo e impegno. Non sarebbe pi• ragionevole ammettere che non si pu˜ fare? A cosa serve cercare di accumulare buoni propositi? é davvero questa la chiave della felicitˆ? Non sarebbe meglio accettare di essere una merda? MA COSA SIGNIFICA NELLO SPECIFICO ESSERE UNA MERDA? E TUTTA LA MERDA é UGUALE? é QUALCOSA CHE SI PUñ USARE COME FERTILIZZANTE OPPURE é TUTTA ROBA TOSSICA?

Secondo la Niazi, il problema sono i nostri buoni propositi, un fardello pesantissimo che ci portiamo dietro e ci impedisce di essere felici e di vivere la nostra vera vita, aspettandone una migliore. Tutte le cose che devono accadere affinchŽ la nostra vita sia migliore, in realtˆ non ci fanno stare meglio. Ci logorano dal senso di colpa per non aver fatto nulla. E pi• ne accumuliamo pi• si accumula lÕinsoddisfazione. Facciamo conto di avere sulle spalle un set di valigie con dentro un milione di progetti personali mai realizzati, di incalcolabili luned“ di diete mai iniziate, di primi corsi di zumba mai proseguiti. Un potenziale teorico, inespresso, o solo accennato vagamente. Sono tutte quelle cose che non abbiamo realizzato e ci vengono a tormentare con la loro incompiutezza. Il nostro io migliore, pi• forte, pi• magro, pi• intelligente, pi• zen, ci sfotte da lontano perchŽ non ci siamo sforzati


abbastanza. E di solito quellÕio migliore • stato costruito al di fuori di noi. Quel corpo perfetto, per esempio, • alla base dellÕeconomia di molti paesi occidentali. Per arrivarci, curarlo, botulinizzarlo e digrassarlo, spendiamo i nostri soldi migliori. E lo stesso principio economico si pu˜ applicare in altre categorie del miglioramento personale. Bisogna smettere di credere di contenere in noi un doppelgŠnger, un alter ego ideale e fantastico che sta solo aspettando di uscire per esprimersi trionfando sui nostri difetti. Non ce lÕabbiamo, o almeno non ce lÕhanno tutti. Quello della realizzazione del sŽ ideale • una cagata pazzesca. Ma questo te non vi basta? Sono cos“ stufa di me stessa che vorrei chiedere le dimissioni, vorrei la possibilitˆ di avere il part-time anche solo dalla mia me normale, figuriamoci come sarei ridotta se dovessi sopportarmi pure nella versione ideale futura. Quando ho letto nella prefazione del libro della Niazi che avere degli obiettivi non serviva a niente ho pensato che fosse una palla. Certo che serve. Il discorso della Niazi • relativo allÕaccumulo, lÕÒhoardingÓ. Non bisogna averne cos“ tanti. A cosa serve fare liste che non rispetteremo? Conosco persone che segnano e spuntano compiti che hanno giˆ fatto nelle loro agende per Çriempire le caselleÈ (no no, tranquilli, non parlo di me, io sto bene). PerchŽ caricarci di aspettative su di noi? Sul nostro aspetto, sul nostro lavoro, sulla carriera, sullÕuomo ideale? Qualcosa andrˆ in frantumi. Qualcosa va sempre in frantumi, ma chi si • caricato di aspettative reagirˆ peggio. Quando ho letto il titolo ho sorriso, e ho riflettuto sul fatto che io non possiedo nemmeno un libro sulla crescita personale. La giornalista Emma Ledger invece ne ha letti 384 e ne ha scritto sullÕEvening Standard. Che cosa ha imparato? Intanto che sono contraddittori. Uno ti dice una cosa, lÕaltro lÕesatto opposto. I libri di questo tipo sono unÕindustria milionaria piena di risposte. Risposte per tutti, di tutti i tipi. Ovvio, se ci fosse una risposta unica per tutti ci saremmo autoaiutati da

Ma il vostro ÒioÓ non vi basta? Sono cos“ stufa di me stessa che chiederei il part-time dalla mia ÒmeÓ normale. Figuriamoci dover sopportare una mia versione ideale

PerchŽ fare liste di obiettivi che non rispetteremo? Qualcosa andrˆ in frantumi, perchŽ la vita • cos“. Ma chi si • caricato di aspettative reagirˆ peggio. Quindi... tempo. Qualche libro per˜ qualcosa di buono deve avercelo, soprattutto se ha venduto 19 milioni di copie. é il caso di Rhonda Byrne, che nel suo The Secret spiega che lÕunico modo per influire sulle nostre azioni • pensarle meglio. Se credi in qualcosa, la tua mente troverˆ il modo di portarla a compimento. Un altro • Stephen Covey, che consiglia di lavorare solo sulle cose che si possono davvero realizzare (stop allÕaccumulo compulsivo di progetti). Miguel Ruiz invece consiglia di prendersi cura solo di se stessi, perchŽ non siamo responsabili degli altri. Tu sei tu. Michael Neil invita ad accettare i problemi, invece di cercare di risolverli. Abbandonando la ricerca della felicitˆ siamo meno ipnotizzati da quel futuro migliore a cui tanto aneliamo. La vita non • fonte di costante felicitˆ. Bisogna accettare il dolore e i momenti peggiori, che passeranno e ci renderanno pi• forti. Louise Hay dice di smetterla con lÕautocritica. Accettati e vedi come va. CÕé UN DRAMMA CONDIVISO DALLE PERSONE CHE SI AFFIDANO AI MANUALI DI AUTO-AIUTO E RIPONGONO TANTE SPERANZE NEL FUTURO: IL FATTO CHE ASPETTANO QUEL FUTURO.

Forse la Niazi non ha letto 384 libri di auto-aiuto, perchŽ questi hanno qualcosa in comune con le cose che dice anche lei. La vita • quel che succederˆ quando andrˆ tutto bene e sarˆ tutto perfetto, e quel che succede ora • lÕattesa di quel momento. Saremo felici quando avremo perso quei chili, avremo trovato quel fidanzato, avremo fatto quel matrimonio, avremo quel lavoro. E di solito queste persone arrivano a quel momento e scoprono che non era tutto l“ e che non hanno risolto niente. Non sono felici. CÕ• una canzone di Aimee Mann, Wise Up, che dice una cosa molto vicina a quelle persone: ÇHai ottenuto quello che volevi e adesso riesci a malapena a sopportarloÈ. o


trees of life

SOTTO

IL SOLE DI

ROMA di Germano DÕAcquisto

Dice che i sof sono sculture, vive in simbiosi con la natura e crea opere poetiche con foglie e legno. Ora, con una mostra, Penone trasforma le linee metafsiche dell’Eur in una foresta LÕOPERA DI GIUSEPPE PENONE IDEE DI PIETRA 1303 KG DI LUCE. NELLA PAGINA ACCANTO LÕINSTALLAZIONE LUCE E OMBRA, REALIZZATA NEL 2011 E RITRAT TA IN OCCASIONE DELL A MOSTRA OPEN AIR AL FORTE DI BELVEDERE A FIRENZE DAL TITOLO PROSPETTIVA VEGETALE.


FENDI E GIUSEPPE PENONE. ARCHIVIO PENONE


trees of life

Ha esposto a Versailles, a La Venaria Reale, al Forte di Belvedere a Firenze: come • riuscito a far convivere le sue installazioni in un ambiente squadrato e metafisico come il Palazzo della Civiltˆ? Esporre in

un luogo dal disegno architettonico preciso e inorganico • stata una sfida. Questi spazi, per certi versi freddi, si scontrano con i miei lavori che giocano molto sulla materia e sul calore. é un gioco di contrasti. Potevo scegliere di attenuare o acuire lÕimpatto. Ho scelto la seconda via. In passato ho realizzato sculture che riprendevano proprio le venature del marmo ma non ho voluto inserirle in mostra proprio per rafforzare questa collisione fra le installazioni e lÕambiente circostante. Che tipo di musica potrebbe accompagnare la mostra Matrice? La musica •

«Esporre in un luogo squadrato come il Palazzo della Civiltà è una sfda. Potevo attenuare o acuire i contrasti. Ho scelto la seconda via»

Lo stesso piacere che si prova nellÕammirare le sue opere. Tutte hanno nomi poetici: se potessero parlare che direbbero? In realtˆ parlano giˆ. La poesia del tito-

lo non • solo la ricerca di una formula estetica, ma • parte del lavoro stesso. Soffio di foglie, per esempio, racconta il peso del respiro su un cumulo di foglie. I nomi descrivono lÕopera ma anche il processo che lÕha generata.

un volume. Se io creo una scultura, la scultura stessa • un volume. Quindi diventa difficile sovrapporre volume ad altro volume, a meno che non ci sia una necessitˆ specifica dellÕartista. Dunque, davanti a unÕinstallazione o a un olio, la musica migliore • il silenzio. PerchŽ il rischio • che i suoni condizionino la lettura dellÕopera. Ha detto che lÕarte • Çun rilevatore di cambiamenti socialiÈ. Cosa stanno rilevando i lavori che ha realizzato negli ultimi tempi?

LÕarte • sicuramente un indicatore dei mutamenti della societˆ, ma ci˜ • applicabile soprattutto per le nuove generazioni di artisti. Il mio modo di pensare si • formato negli anni 60. Se ritenessi che le opere che realizzo oggi abbiano una stretta attinenza con il quotidiano sarei assai presuntuoso. é sempre stato affascinato da progetti artistici che siano anche filosofici, morali ed ecologici: ma lÕarte deve essere necessariamente etica? Si realizza

unÕopera per dare sfogo a una necessitˆ individuale, che a volte pu˜ diventare collettiva. Inizialmente • un bisogno o un piacere personale. In questo caso lÕetica • fondamentale per non tradire mai se stessi. Non tradire il proprio pensiero, realizzando ci˜ che si

A DESTRA IN ALTO UN RITRATTO DI GIUSEPPE PENONE. L’ARTISTA, LEGATO AL MOVIMENTO D’AVANGUARDIA DELL’ARTE POVERA, È NATO A GARESSIO, IN PIEMONTE NEL 1947. IN BASSO UN MOMENTO DEL “MAKING OF” DELL’OPERA MATRICE, CHE DÀ IL TITOLO ALLA MOSTRA DI ROMA.

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FENDI E GIUSEPPE PENONE

ÇQUALSIASI GESTO che muta fisicamente un ambiente si pu˜ considerare scultura. Anche un respiro lo •, perchŽ modifica lÕaria che lo circondaÈ. Si pu˜ riassumere in queste semplici parole la delicata poetica di Giuseppe Penone, lÕartista italiano pi• grande e meno mediatico che cÕ•. Nato a Garessio, un borgo di montagna in provincia di Cuneo, • un piemontese schivo e rigoroso. La sua arte • un dialogo costante con la natura, che contempla, venera e rispetta. Con lei vive un tale stato di empatia che sembra identificarlo con tronchi, fiumi, pietre e foglie. Dal 27 gennaio al 16 luglio, in occasione dellÕesposizione Matrice, le sue sculture invadono gli spazi vertiginosi e squadrati del piano terra del Palazzo della Civiltˆ Italiana a Roma, quartier generale di Fendi che ne ha destinato unÕarea a mostre e installazioni. Mentre nel mese di aprile la maison romana donerˆ alla cittˆ unÕaltra scultura firmata dallÕartista cuneese, che verrˆ installata in largo Goldoni. Matrice, curata da Massimiliano Gioni, • concepita per le architetture monumentali dellÕEur e raccoglie quindici opere realizzate dagli anni Settanta a oggi. I loro nomi Spine d’acacia, Soffio di foglie, Essere fiume - hanno la stessa consistenza dei sussurri, eppure ci appaiono solide e senza tempo. Ci sono abeti che accolgono forme di bronzo e tronchi scavati in blocchi di legno disposti in modo da creare piccole foreste secolari; capitelli e colonne antiche avvolte da foglie e labbra disegnate da centinaia di spine. Il tutto in un gioco di armonie e distonie. Pu˜ descrivere la sua filosofia in tre parole? Pensiero, azione e piacere.


trees of life

deve, ci˜ che si vuole e ci˜ che si ha il piacere di fare. é nato in un piccolo borgo di montagna. Vivere nella natura lÕha influenzata nel privilegiare fiumi, alberi e legno? Certamente. Quando ho iniziato a fare

sculture - ed • stato molto presto, avevo 21 anni - raccontavo il contesto che conoscevo meglio e nel quale potevo esprimermi in modo istintivo. é cos“ che rivelavo la mia identitˆ. Ho intuito immediatamente questa ricchezza e lÕho perseguita per tutta la vita. Cosa ha imparato crescendo in mezzo al verde? Che spesso si fa una distinzione fra lÕuomo e la natura, dimenticando che lÕuomo • egli stesso natura, fa parte di essa. La nostra preoccupazione • quella di non distruggerla per sopravvivere. Scopo legittimo e da sostenere, ma • un problema legato solo alla sopravvivenza degli esseri umani. In quasi 50 anni di carriera non ha mai amato la luce dei riflettori: cosa pensa di chi invece ha fatto della provocazione la sua poetica artistica come Francesco Vezzoli o Maurizio Cattelan? Si tratta di artisti na-

ti in un momento storico successivo al mio, che hanno scelto un modo diverso di esprimersi. Un poÕ come avviene nella musica: cÕ• il compositore che esegue pochi suoni su arie rarefatte e cÕ• invece chi sceglie accordi e note pi• aggressive e dirompenti. Non mi pongo il problema di giudicare le opere degli altri: alcuni progetti mi interessano, perchŽ sono affini alla mia poetica, altri non mi interessano, perchŽ non mi comunicano alcuna emozione. A proposito di emozioni, come spiegherebbe le sue opere a un alieno? Un alieno non ha bisogno delle mie

spiegazioni: o perchŽ ha giˆ tutto chiaro oppure perchŽ non ha alcun interesse ad approfondire la questione. Come nasce un suo lavoro? Molti dei miei progetti artistici nascono mentre sto creando altro: si realizza unÕopera e, quasi per magia, si ha una nuova ispirazione magari collegata alla precedente. Tutto, o quasi, • connesso. LÕidea di unÕarte soltanto concettuale

non funziona. PerchŽ ogni idea, ogni singola intuizione si nutre sempre di relazioni. Prendendo spunto da queste relazioni, cÕ• qualcuno o qualcosa che lÕha ispirata di pi• in questi anni?

Difficile dirlo. LÕispirazione pu˜ essere dettata da unÕemulazione, da un suggerimento. Pu˜ avvenire dalla visione della realtˆ e dallÕinterpretazione di ci˜ che ci circonda oppure da letture o, ancora, da opere precedenti. Chi fa arte rimane affascinato da un mosaico bizantino o da una scultura preistorica. Essendo immagine pu˜ dialogare nel tempo e nello spazio, cosa che il linguaggio - sia scritto che parlato - non pu˜ fare. In quale casa non vorrebbe finissero mai i suoi lavori? Un artista crea unÕopera, che pu˜ vivere nella

casa di chi la ama. é un poÕ come avviene con un figlio. Non posso essere io a scegliergli la fidanzata. Se lei fosse un luogo cosa sarebbe? Sarei uno spazio

contenuto dalla pelle. Dalla mia pelle. Se non avesse fatto lÕartista cosa sarebbe diventato?

Avrei potuto fare lÕallevatore di maiali. O qualsiasi altro lavoro. Ci possono essere tanti modi per svolgere unÕoccupazione piacevole. Non • obbligatorio essere per forza uno scultore o un pittore, che in fin dei conti sono attivitˆ come tante altre. Si diventa professionisti anche nella creativitˆ, perchŽ si conoscono i meccanismi, gli spazi, si impara a installare lÕopera e a comporla. Alla fine qualsiasi mestiere si costruisce attraverso le proprie esperienze. Un poÕ come avviene per chi • un maestro di sushi o un panettiere. Il messaggio finale •: guai ad avere una visione mitizzata della figura dellÕartista. Le piacerebbe essere il suo assistente? In realtˆ sono io stesso il mio assistente, perchŽ in fondo sono da solo a fare il mio lavoro. Una cosa da fare prima di morire? Non cÕ• nulla di cos“ impellente. Non • necessario nemmeno prepararsi la tomba, figurarsi se lo • qualsiasi altra cosa. o

IN QUESTA PAGINA IL PALAZZO DELLA CIVILTË ITALIANA ALLÕEUR, HEAD QUARTER DI FENDI E SEDE DI MATRICE. SEMPRE DAL 27 GENNAIO (E FINO AL 15 APRILE) LA GAGOSIAN GALLERY DI ROMA DEDICA A GIUSEPPE PENONE LÕESPOSIZIONE EQUIVALENZE (INFO SU: GAGOSIAN.COM).

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la storia

SONO DIVENTATA SINDACO PER

LIBERARE IL FIUME Viviamo in un paese che si allaga al primo acquazzone. PerchŽ imprigioniamo i corsi dÕacqua in autostrade di cemento? Se lo • chiesto Ileana Schipani, milanese con un sogno nel cassetto: salvare il Sangro, dove faceva il bagno da piccola. Per farlo ha studiato, • tornata a vivere nel paese dei genitori, ha combattuto la burocrazia. E alla fine ha vinto la battaglia contro il canale testimonianza raccolta da Anna Alberti

SARANNO STATI I PESCI DÕARGENTO che mi guiz-

zavano intorno quando da bambina facevo il bagno nel fiume. Saranno state le storie di mio nonno Daniele che mi raccontava del guado a dorso del mulo. Saranno stati i cervi del Parco Nazionale d’Abruzzo, con i loro sguardi umidi, che venivano ad abbeverarsi da queste parti... Fatto sta che quando ho visto le ruspe attaccare il cemento per demolire il letto artificiale che dagli anni Ottanta imprigionava il fiume Sangro in una specie di gabbia lunga 6 chilometri, mi • venuto un groppo in gola grande cos“. E come me, a parecchi degli abitanti di Villa Scontrone, nell’Aquilano, il paese di 600 anime di cui sono sindaco. é successo a fine estate, ma quel momento lo aspettavamo tutti da non so quanto tempo. In paese ricordano bene le mobilitazioni di intere famiglie giˆ nell’84, davanti all’avanzata dei cementificatori che volevano ridurre il fiume a una specie di autostrada col pretesto della messa in sicurezza e dell’occupazione - in realtˆ per poter ottenere nuovi terreni edificabili. Io quel chiodo fisso ce l’avevo fin da ragazzina. Sono nata e cresciuta nell’hinterland di Milano, ma dopo una laurea in Scienze naturali, due master su temi ambientali e alcuni anni all’estero a studiare fiumi e riqualificazione territoriale, ho scelto di tornare a vivere nell’alta Val di Sangro, sull’Appennino abruzzese, dove da bambina trascorrevo le mie estati con i nonni in quello che a me sembrava una specie di giardino dell’Eden. UNÕIMMIGRAZIONE DI RITORNO della quale i miei

genitori - che sono rimasti al Nord - all’inizio non si capacitavano. Eppure il titolo della mia tesi di laurea diceva giˆ tutto: ÒProposte di rinaturazione di un corso d’acqua cementificato mediante applicazioni 120 mc

di ecologia del paesaggio: il caso del Sangro tra Villa Scontrone e Castel di SangroÓ. Quell’idea, abbozzata durante gli studi, e sviluppata poi in anni di volontariato tra gli orsi del Parco Nazionale d’Abruzzo e l’impegno sul territorio, non l’ho pi• mollata: il mio dna • abruzzese, vengo da uno dei popoli pi• caparbi che io conosca. Quando nel 2003 ho iniziato a collaborare con l’Universitˆ dell’Aquila non ho avuto dubbi, e mi sono trasferita definitivamente a Scontrone. IN QUEGLI ANNI IL GIGANTE imbrigliato cominciava

a mordere il freno. E non c’• da stupirsi: da un letto che raggiungeva in certi punti i 160 metri di larghezza, il fiume era stato costretto in un canale di soli 40 metri, risagomato e raddrizzato. Ma lui, testardo, si riprendeva pian piano gli spazi che le sponde artificiali gli negavano. Produceva nuovi rivoli e torrentelli, faceva saltare interi pezzi di cemento, ricreava tratti di riva vegetata e lussureggiante. Nel frattempo l’urbanizzazione a ridosso del Sangro aumentava, e la ristrettezza del canale, insieme alla costruzione di ponticelli improbabili, non aiutavano la situazione, bloccando il passo a rami e detriti. Cos“ le piene avevano allagato in pi• riprese alcune aree a valle, per fortuna senza mai causare morti o danni alle persone. Ma tutto il fondovalle, con case e capannoni costruiti sempre pi• a ridosso dell’alveo, nella sbornia cementificatrice degli anni Ottanta e Novanta, era a rischio di allagamenti e alluvioni. Ho sempre fatto il tifo per quel fiume ribelle, non mi sono mai rassegnata all’idea di non poter pi• fare il bagno in certe insenature meravigliose, di non vedere pi• la gente del posto pescare, andare in barca, passare i pomeriggi d’estate sulle sue rive. Ma non si trattava


solo di nostalgia. Tutti gli studi idraulici e le esperienze europee in paesi decisamente pi• consapevoli del nostro in fatto di ambiente, stavano l“ a dimostrare che i canali rettilinei non hanno alcun senso, anzi favoriscono le alluvioni, e che per proteggere la gente l’unica strada • quella di ridare spazio al fiume, lasciare che torni a espandersi nel suo letto originario. Ma il volontariato e le associazioni locali in cui militavo non riuscivano a fare la differenza, a cambiare le cose. Cos“ alla fine mi sono decisa, e ho cominciato a battermi per il territorio in consiglio comunale. Prima dai banchi dell’opposizione. Poi dal 2011 come sindaco, un mandato che mi • stato riconfermato nel giugno scorso. SE ME LÕAVESSERO DETTO DA RAGAZZINA non avrei

per quanto combattivi, non bastano. Cos“ il nostro Comune cerca alleanze, e le trova nel sindaco del paese a valle, Castel di Sangro, quello che rischia di pi• in caso di piena. L’unione fa la forza, e insieme riusciamo a dimostrare che quei soldi possono essere spesi molto meglio, e con una soluzione pi• semplice e logica: togliere cemento, anzichŽ aggiungerlo, in modo che il Sangro possa andare a riprendersi il vecchio alveo qui a monte, dove c’• tanto terreno demaniale, tra pascoli e zone verdi. E andare a rinforzare gli argini pi• a valle, lˆ dove le costruzioni a ridosso del fiume rischiano di pi•. Gli incontri in Regione si susseguono per qualche anno, ma alla fine la spuntiamo. Il nostro progetto vince. Il resto • affidato alle escavatrici. Ma soprattutto al fiume, che ora potrˆ riprendersi il suo letto originario. Ci vorrˆ tempo per capire come si comporta, ma io mi fido di lui.

mai creduto di potermi ritrovare con una fascia tricolore sul petto a difendere quelli che per me sono i ÇUN PAESE DI 600 ANIME, DUE SINDACI TESTARDI, beni pi• preziosi: il paese E IL PROGETTO VINCE. IL RESTO é AFFIDATO ALLE delle mie radici, l’ambiente, le persone che lo abita- ESCAVATRICI. MA SOPRATTUTTO AL FIUME, CHE ORA POTRË RIPRENDERSI IL SUO LETTO ORIGINARIOÈ. no. Ma, soprattutto, non avrei mai immaginato quanto fosse complessa (e a volte kafkiana) la macchina Il lavoro, intendiamoci, non • finito: questo intervento amministrativa. Un primo esempio lo tocco con mariguarda solo un tratto iniziale. Ora stiamo cercando no nel 2012, l’anno dopo la mia elezione: uno studio altri fondi, tra finanziamenti nazionali e l’Unione eucommissionato dalla Regione prende atto del degrado ropea, per completare nuovi tratti. Ma quello che mi del tratto artificiale del Sangro. Il risultato conferma ha reso pi• felice, e anche un po’ stupito, • che dall’equello che andiamo dicendo da anni: non solo il casempio di un piccolo comune come il nostro - un po’ nale non ha portato i benefici sperati, ma di fatto ha Davide contro Golia - • partito il passaparola. Ora ci aumentato il rischio idrogeologico nella valle. scrivono da tutta Italia per conoscere da vicino il nostro La soluzione sarebbe semplice: tornare indietro, rinatupercorso. Gli ultimi allagamenti in Piemonte, Liguria, ralizzare il fiume, rallentarne il corso restituendogli tutta Sicilia e Calabria sono l“ a dimostrare che bisogna rila sua ampiezza e le sue curve, cancellare quell’inutile retcominciare a far qualcosa per i nostri fiumi. Nel paese tilineo. Invece il Genio civile regionale - che ha recupein cui dopo ogni acquazzone si temono nuove esondarato nuovi fondi europei - propone al nostro Comune un zioni, l’idea che le comunitˆ possano dire la loro per intervento di tutt’altro tipo: una costosa manutenzione ridurre il rischio idrogeologico evidentemente • un per ripristinare il cemento ÒammaloratoÓ, ricostruire le messaggio potente. E quando mi chiamano, io vado a pareti rovinate dalla corrente, e ÒripulireÓ le sponde del raccontarla volentieri questa nostra esperienza. Sopratfiume dalla vegetazione che in quegli anni aveva ricretutto agli studenti, ai ragazzi: perchŽ se da giovane hai ato nicchie magnifiche dal punto di vista naturalistico. un sogno, non • affatto detto che debba restare tale. o QUANDO VEDIAMO IL PROGETTO stentiamo a cre-

derci: va contro ogni logica. Bisogna fare di tutto per cambiarlo. Per raggiungere l’obiettivo 600 scontronesi,

Pochi giorni dopo il nostro incontro con Ileana Schipani, Scontrone ha vinto il Premio Nazionale Comuni Virtuosi 2016 nella categoria “Gestione territorio”. Gli altri: Marano Vicentino (vincitore assoluto). Artegna (Ud), Maranello (Mo), Desenzano del Garda (Bs), Trento, Curno (Bg).

VUOI DIRE LA TUA SU QUESTA O SULLE ALTRE STORIE DI MARIE CLAIRE? Vai all’indirizzo web marieclaire.it/Attualita/la-mia-storia e scrivi il tuo commento. Oppure seguici su Facebook. Se invece hai vissuto in prima persona una esperienza drammatica, incredibile o solo singolare, puoi mandarla a lamiastoria.marieclaire@hearst.it


febbraio LÕolio Jimson Weed/White Flower no.1 (1932) di Georgia OÕKeeffe • al Vienna Kunstforum per la mostra dedicata allÕartista Usa (fino al 26/3, kunstforumwien.at).

© 2016 GEORGIA OÕKEEFFE MUSEUM/BILDRECHT, WIEN. FOTO: EDWARD C. ROBISON III

’acquisto germano d a cura di

arte+foto A Stoccolma: gli abissi di Marina. A La Spezia: sindrome giapponese. A Roma: lÕanima di Anish

libri Un noir che trascina a fondo (Elizabeth Brundage); una raccolta di racconti portentosi (Chimamanda Ngozi Adichie)

cinema Tutti nel tendone per reimparare a vivere con “Les ogres”. E poi “Un re allo sbando”, “Dopo lÕamore” e altri 4 film


arte+foto

notes febbraio note

PROFONDO ROSSO Ha invaso Lisson Gallery di Milano e Gladstone di NY coi suoi lavori che trasformano il vuoto in sculture tridimensionali. Ha disegnato le scene di Tristano e Isotta per la English National Opera di Londra. Ora Anish Kapoor torna con una mostra al Macro. Esposta una selezione di lavori recenti dove gorghi di color rosso - che richiamano i pigmenti della sua India - si alternano a sculture scioccanti che paiono brandelli di carne. «Il mio scopo? Creare opere che vanno dritte allÕanimaÈ. FINO AL 17 APRILE museomacro.org

GLI ABISSI DI MARINA Con il suo corpo, Marina Abramovic« ha sperimentato il pericolo, il dolore, la stanchezza pi• estrema, firmando alcune tra le immagini pi• potenti dellÕarte. Molte sono al Moderna Museet, che ospita una delle pi• grandi retrospettive a lei dedicate. Film, foto, oli, installazioni e materiali dÕarchivio in cui lÕartista star sfida le sue paure. ÇSolo cos“ me ne liberoÈ, dice. Çé una catarsiÈ. 18/2-21/5 modernamuseet.se

I COLORI DEL BUIO Si pu˜ raccontare ci˜ che non si vede? Parte da qui The Night Illuminates The Night, il progetto fotografico di Rafael Y. Herman al Macro. Un lavoro di 5 anni, in cui lÕartista ha ritratto la Galilea e la Giudea nel buio della notte. Il risultato • una realtˆ immaginaria, sullo stile dei grandi maestri della pittura, che ritraevano la Terra Santa senza esserci mai stati. 25/1-26/2 museomacro.org


FABRICE SEIXAS. PHOTO: PAOLO CANEVARI. MARINA ABRAMOVIIC / BILDUPPHOVSR€TT 2016

JAPANÕS GOT TALENT Se i vecchi guru della foto jap (vedi Araki e Moriyama) continuano a far vibrare i cuori delle grandi gallerie, poche sono quelle che indagano le nuove generazioni del Sol Levante. In controtendenza, la Fondazione Carispezia presenta la mostra Seven Japanese Rooms, con il best of dellÕimmagine giapponese di oggi. Espongono sette autori (foto, Chino Otsuka) con scatti su temi come identitˆ e tempo che scorre. FINO AL 5 MARZO fondazionecarispezia.it

LÕombra del dubbio Si ispira a un passo de Il Signore delle Mosche di William Golding la personale di Lorenza Boisi alla Ribot Gallery. Una mostra popolata da ragazzi, o meglio, dalla personificazione del loro lato pi• oscuro, fatto di paure, solitudini e misteri. Maybe There is a Beast... Maybe ItÕs Only Us racconta, attraverso ceramiche, sculture, dipinti e installazioni, un luogo e un tempo di passaggio, a metˆ strada fra il sogno e la realtˆ, ma anche fra lÕadolescenza e lÕetˆ adulta. Nulla • definito, tutto appare dubbio (fin dal titolo). Ma non cÕ• di che meravigliarsi, dato che • lÕartista stessa a definirsi Çpittrice dÕincertezze e di possibilitˆÈ. FINO AL 4 FEBBRAIO ribotgallery.com

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ERAVAMO TUTTI NOMADI

CHE IL CARROZZONE RIPRENDA LA VIA Una compagnia di attori itineranti, dotati di caravan e tensostrutture da montare nelle piazzole sterpose della provincia francese, mette in scena Cechov reclutando il pubblico fuori da luna park o centri commerciali. In questa bolla circense in via d’estinzione ci stanno caos, arte appassionata, disamori, relazioni deflagranti. Diretto da una regista che • cresciuta proprio cos“, Les ogres ci butta con un calcio dentro il tendone. E dai margini della modernitˆ ci rispiega cosa significa essere vivi. HHHH LES OGRES di LŽa Fehner, con Adele Haenel, Marc BarbŽ, Fran•ois Fehner, Marion Bouvarel

SOVRANI DI STATI E STATI SOVRANI

TORNANDO NEL CUORE DELLÕEUROPA Il re del Belgio, Nicola III, compresso nella routine della ragion di Stato, si trova a Istanbul quando viene raggiunto dalla notizia che la Vallonia ha dichiarato l’indipendenza. Vorrebbe prendere subito un aereo ma una tempesta solare lo obbliga a tornare via Balcani. L’avventura • dolce, ironica e liberatoria; sottotraccia, una riflessione poco politica e molto umana sul senso dell’Europa. HHH½ UN RE ALLO SBANDO di Peter Brosens e Jessica Woodworth, con Peter Van den Begin

SEPARAZIONE DEL BENE Ci risiamo. Il titolo originale • L’économie du couple e, anche tradotto, sarebbe stato perfetto. PerchŽ Marie e Boris hanno il problema delle coppie che si dividono: cercano di riscattarsi e di farsi risarcire attraverso l’inevitabile ma non per questo meno diabolica via del denaro, eterna metafora del dare e avere sentimentale. Le uniche che soffrono e amano a costo zero sono le loro due bambine. Un film che fa bene, tanto vero e incisivo da fare male. HHH½ DOPO LÕAMORE di Joachim Lafosse, con BŽrŽnice Bejo, CŽdric Kahn, Marthe Keller

SHAYNE LAVERDIéRE, SONS OF MANUAL

LÕAMORE IN SOLDONI


notes febbraio

QUESTIONI DI CUORE/1

MATERIALE DI RECUPERO

cinema a cura di sara del corona

Qual è il momento giusto per dire a due genitori che il figlio adolescente è morto? E poi che sì, a livello cerebrale è andato, ma il suo cuore batte ancora e potrebbe servire a qualcun altro? E qual è il momento giusto, per un malato, di accettare l’idea di entrare in lista per farsi mettere il cuore di un morto? Tratto dal bestseller di Maylis de Kerangal, questo film si muove nella penombra che avvolge tutti i protagonisti della filiera del trapianto. Il buio all’inizio, la luce alla fine. Se tutto va bene. HHH½ RIPARARE I VIVENTI di Katell Quillevere. Con Tahar Rahim, Emmanuelle Seigner, Anne Dorval

QUESTIONI DI CUORE/2

SCENE DA UNA GUERRA ASIMMETRICA Sidse Bab Babett Knudsen, convincente primo ministro danese della serie tv Borgen e brava in Westworld, al cinema è anche meglio. Questo film, importante per il tema, deve tutto alla sua interpretazione nei panni della important pneumologa che ha scoperto come un farmaco, il Mediator, avesse come pneumolog effetto collaterale co di ammalare il cuore e portare in molti casi alla morte. Indomita e quasi allegra contro un feroce colosso farmaceutico. HHH 150 MILLIGRAMMI M di Emmanuelle Bercot, con Sidse Babett Knudsen, Benoît Magimel, Charlotte Laemmel

PSICOPATOLOGIE ARITMETICHE

SINDROME DA MULTIPLE CHOICE Non una, non due, signore e signori, bensì 23 personalità diverse per questo psicopatico! E senza maggiorazione del prezzo del biglietto... Kevin, il protagonista, ha un bel daffare per gestire tutti i turnover nella sua mente. In particolare, c’è una personalità, la più cattiva, che sgomita per prendere il sopravvento a spese di tre ragazzine. Un thriller con un soggetto troppo ardito per farcela davvero. Ma James McAvoy è virtuosissimo e va tenuto d’occhio. HH½ SPLIT di M. Night Shyamalan, con James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Betty Buckley, Jessica Sula

SCOPERTE MOLTO PERICOLOSE

ALLA FIERA DELL’EST

Fosse anche a solo per la bellezza visuale di questo film, segnatevelo in agenda. Il regista reg è un direttore della fotografia, e infatti le vere protagoniste sono le inquadr inquadrature, le luci, le atmosfere di una Cracovia sprofondata nel 1967. In cui si muo muove furtivo un giovane campione di tuffi che ha scoperto chi è il serial killer chiamato chia “il ragno rosso”. Cosa farà della preziosa informazione, e soprattutto perché, è ciò che continuerete a chiedervi fino alla fine. HHH IL RAGNO RAGN ROSSO di Marcin Koszalka, con Filip Plawiak, Marek Kalita, Julia Ju Kijowska, Malgorzata Foremniak, Wojciech Zielinski


notes febbraio

Senza via di scampo Una fattoria isolata, una coppia, un delitto... Un gioco di destini incrociati in un noir un passo oltre la follia Leggere questo libro • entrare nelle sabbie mobili. PerchŽ da subito - il romanzo inizia con George Clare che in un pomeriggio di neve va dai vicini a chiedere aiuto con la figlia in braccio perchŽ rientrando a casa dal lavoro ha trovato la moglie assassinata - trascina a fondo. Impantana. Leggiamo degli interrogatori a cui l’uomo viene sottoposto, di come tutti lo reputino colpevole ed entriamo in allerta. In questo thriller - amato anche da Stephen King - c’• un mondo composito che affiora pezzo pezzo. Ci sono George, sua moglie Catherine (la vittima), e il loro matrimonio assai diverso da come appare. C’• una fattoria isolata - su cui pesa una tragedia - in cui la coppia si trasferisce. Ci sono tre ragazzi, che proprio in quella casa sono cresciuti, le cui vite si intersecano con quelle di George e Catherine. Ci sono presenze, lettere mai spedite. E soprattutto c’• il progressivo svelarsi di uno psicopatico (ed • lui, • l’ansia di scoprire le sue mosse con moglie, figlia e colleghi, quello che ci inchioda) disposto a tutto per coprire le sue menzogne. C’• un assassinio brutale che contamina una comunitˆ. E, distillando tutto questo, c’• una bambina che all’ombra di quel delitto diventa donna e una volta adulta deve guardare in faccia i fantasmi. Per non restare inceppata. HHHH L’APPARENZA DELLE COSE di Elizabeth Brundage, Bollati Boringhieri, E 18,50

a cura di marta cervino

libri IL PRODIGIO

PERDUTAMENTE

LA FIGLIA FEMMINA

di Emma Donoghue (Neri Pozza, e 18)

di Ida Amlesú (nottetempo, e 10)

di Anna Giurickovic Dato (Fazi, e 10)

L’infermiera inglese Lib Wright viene inviata in un villaggio irlandese (siamo nel 1850) a “osservare” una 11enne che sostiene di non mangiare da mesi. Ma nel periodo che passano insieme le condizioni della ragazzina peggiorano sempre più... Dopo Room, la Donoghue ci seduce con una storia di ragione, fede, segreti e amicizia. HHH 1/2

La protagonista di questo romanzo avanza nel mondo in modo sghembo. Cerca nelle pagine dei libri, negli sguardi degli altri, la vita vera che le sfugge. E che a volte ha l’aspetto di Volodja, il suo amore russo che pare uscito da Delitto e castigo. Un esordio che sorprende e una scrittrice dal talento aguzzo e incantato. HHH 1/2

Maria ha 13 anni, sta male, si ferisce. Porta dentro di sé un segreto e un abuso di cui intuiamo i contorni in un pomeriggio in cui gioca a sedurre il nuovo fidanzato della madre. Un’opera prima disturbante, che parla di colpe, rimorsi, ferite. E di madri troppo fragili e accecate d’amore per riuscire a vedere davvero. HHH 1/2

QUELLA COSA INTORNO AL COLLO

di Chimamanda Ngozi Adichie (Einaudi, e 19) Le prigioni nigeriane, la corruzione, la fatica di iniziare una vita in un altro paese, i conflitti religiosi... In queste 12 storie la Adichie si muove tra l’America e la Nigeria dentro le sfaccettature del quotidiano. I racconti sono tutti bellissimi ma LÕambasciata americana proprio non te lo stacchi di dosso. HHHH


1

2

musica a cura di daniela liucci

3

1. I SEE YOU The XX (Young Turks) Arriva, prima o poi, il tempo della leggerezza. Della luce che fuga la nebbia usata come soprabito. E arriva un elettropop più espansivo, lucido, audace nell’accostare influenze Eighties e dance alle familiari meditazioni crepuscolari. Non temete i “nuovi” The XX, ma godete con loro dell’(in)atteso giorno di sole. HHHH 2. SPORTS Fufanu (One Little Indian/Audioglobe) Alla seconda “competizione”, gli islandesi Fufanu si dimostrano più fondisti che sprinter. Il loro post punk elettronico, affidato alle cure di Nick Zinner, si fa a ogni giro più seducente, nel suo accogliere atmosfere à la Bauhaus e l’eco del brit pop, intrigante. Anche oltre la linea del traguardo. HHH 3. FUTURE POLITICS Austra (Domino Records) Si dice che immaginare la fine del mondo sia più semplice che cercare un modo per salvarlo. Catastrofi, involuzioni politiche, dittature della tecnologia, tutto sembra tendere a un’angosciante distopia da fantascienza. Come arrestare la marcia? I canadesi Austra hanno la risposta: riscoprire l’utopia. Lasciandosi ispirare dal loro avant-pop cinematografico, epico, urgente ed etereo, portatore sano di luce. Future Politics, non è un manifesto politico ma un necessario esercizio per disegnare un futuro a colori. HHHH 4. TY SEGALL Ty Segall (Drag City) Dare all’ultimo album lo stesso titolo del primo, non è sempre questione di ego in espansione. Per il prolifico Ty Segall è il bisogno di ridefinirsi, di chiudere un cerchio, con un rock psichedelico, beatlesiano ma non troppo, trasparente ma non troppo, rivolto ad altri orizzonti. In cui mettere radici per un po’. HHHH

4

5

5. DUA LIPA Dua Lipa (Warner) Per essere debuttante, la 20enne Dua Lipa ha personalità da vendere. Nelle vite precedenti è stata una star delle YouTube cover e una modella. In quella presente è la promessa confermata - del pop britannico. A colpi di storie mediamente dark, intrise di r’n’b e dubstep, narrate da un timbro inconfondibile. HHH

mc 129


febbraio

ARNAUD PYVKA

moda.

LE NUOVE TENDENZE DELLA PROSSIMA PRIMAVERA GIOCANO AGLI OPPOSTI. UNA RITROVATA LEGGEREZZA E HUMOUR NELLE SCELTE DA MIXARE E INTERPRETARE CON PERSONALITÀ. SVOLTA COOL PER LE STAMPE: I FIORI MICRO O MACRO SONO IL “MUST HAVE” DI STAGIONE. UNA RIVISITAZIONE DELLO STILE DANDY CON TESSUTI MASCHILI A RIGHE O A TINTA UNITA, RESA SPECIALE DA ACCESSORI PREZIOSI. EMERGE UN DESIDERIO DI CAMBIAMENTO PER REINVENTARE IL PROPRIO GUARDAROBA. PAROLA D’ORDINE: CREATIVITÀ.


LUNGO CARDIGAN, POLO E PANTALONI IN MAGLIA DI LANA E COTONE CON PROFILI A CONTRASTO, FIOCCO IN GROS GRAIN CON CRISTALLI, SCARPE IN PELLE CON PLATEAU E PERLE-DECORO, ANELLI IN METALLO CON FINITURE DI ORO E OTTONE, PERLE E PIETRE. TUTTO GUCCI.

Dandy! foto Koto Bolofo servizio Laura Seganti


KOTO BOLOFO

BLAZER IN LANA E SETA GESSATA E PIGIAMA IN COTONE, DOLCE & GABBANA. ANELLO GUCCI. NELLA PAGINA ACCANTO. TAILLEUR PANTALONE DOPPIOPETTO E PANTALONI IN JERSEY DI SETA CON MOTIVO GEOMETRICO, GIORGIO ARMANI NEW NORMAL; CAMICIA IN COTONE, POLO RALPH LAUREN. ANELLI GUCCI.


KOTO BOLOFO

ANELLI GUCCI. NELLA PAGINA ACCANTO. CAMICIA CON DETTAGLI SPALMATI E PANTALONI IN COTONE, STELLA MCCARTNEY; STIVALETTI CHURCHÕS; CALZE BURLINGTON.


KOTO BOLOFO

CHIODO IN PELLE CON DISEGNO TROMPE L’OEIL, MOSCHINO; PULLOVER, FIOCCO E SCARPE. TUTTO GUCCI. PANTALONI PALAZZO IN CRÊPE DI SETA, BOSS. NELLA PAGINA ACCANTO. GIACCA IN LANA CON COLLETTO DI RETTILE, SHORTS IN SETA A RIGHE E CAMICIA IN COTONE CON RUCHES. TUTTO BURBERRY. JEANS JBRAND. CINTURA E ANELLI, GUCCI.


KOTO BOLOFO

TOP CON FIBBIE E PANTALONI IN PELLE, CANOTTIERA IN COTONE E BRACCIALE-CATENA IN METALLO CON FINITURA DI PALLADIO. TUTTO DIOR.


KOTO BOLOFO

TRENCH IN TAFFETË DI COTONE E POLO IN COTONE PIQUƒ CON CAPPUCCIO, LACOSTE. JEANS CON CINTURA E BOTTONI-DECORO, MIU MIU. FIOCCO GUCCI. NELLA PAGINA ACCANTO. COMPLETO GIACCA E PANTALONI IN LINO, FORTE_FORTE; CAMICIA IN COTONE, RALPH LAUREN COLLECTION. OROLOGIO IN ACCIAIO CON VETRO DI ZAFFIRO, RALPH LAUREN WATCH AND JEWELRY; CINTURA E ANELLI GUCCI.


KOTO BOLOFO

BLUSA IN VOILE DI LANA, PANTALONI IN TWILL DI LANA, CHOKER IN METALLO PLACCATO ORO E, NELLA PAGINA ACCANTO, OCCHIALI A MASCHERINA IN ACETATO E METALLO. TUTTO SAINT LAURENT BY ANTHONY VACCARELLO.


KOTO BOLOFO


BLAZER DOPPIOPETTO IN LANA E SETA E BOMBER IN JERSEY DI SETA, MAXMARA; PANTALONI IN COTONE CON LACCI, GAUDÌ. STIVALI IN PELLE, REDEMPTION; FOULARD ELLERY; ANELLI GUCCI.


KOTO BOLOFO

TRENCH DOPPIOPETTO IN COTONE, LIU JO; CAMICIA E PANTALONI OVERSIZE IN RASO DI SETA, PORTS 1961. STIVALETTI IN PITONE, ACNE STUDIOS. NELLA PAGINA ACCANTO. SPOLVERINO IN SETA E VISCOSA CON PASSAMANERIA SUI PROFILI E, SOTTO, CAMICIA IN SETA A RIGHE CON AMPIE MANICHE, ETRO; PANTALONI IN GAZAR DI LANA E CINTURA, GUCCI. FOULARD IN SETA, ELLERY.


KOTO BOLOFO


CAMICIA IN COTONE CON MANICHE A SBUFFO, ERMANNO SCERVINO; PANTALONI IN COTONE, Y’S. CRAVATTA IN RASO DI SETA, DSQUARED2; CINTURA E ANELLI GUCCI. NELLA PAGINA ACCANTO. BLAZER IN MAGLIA DI COTONE GESSATO, BALLANTYNE; CAMICIA OVERSIZE IN COTONE, JEANS PALAZZO A MACCHIE E POLO IN MAGLIA DI SETA, DSQUARED2. ANELLI E SCARPE GUCCI.


TRENCH OVERSIZE IN TWILL DI COTONE E BLUSA IN GEORGETTE DI SETA, BALENCIAGA. SERVIZIO LAURA SEGANTI. HA COLLABORATO NADIA BONALUMI. FOTO KOTO BOLOFO. TRUCCO MIN KIM. CAPELLI MARTYN FOSS CALDER. ENTRAMBI PER AIRPORT. CASTING OLIVER RESS PER CREARTVT.


INDAGHIAMO SUL CONCENTRATO DI FELICITÀ CHE DONA

Questa modella di 28 anni, di origine belga ma ora di base a New York, lo svela durante l’intervista: un matrimonio recente che l’ha proiettata al settimo cielo (con il collega John Swiatek) e una filosofia che insegna a rivalutare la vita in positivo. Anche grazie a questo, la sua bellezza non “classica” ha fatto breccia nel fashion system. Prima di essere ÒscopertaÓ a un concerto rock, aveva mai pensato a questa carriera? Non mi era mai passato per la mente. Non sapevo molto del mondo della moda, né mi interessava. Solo dopo qualche anno di lavoro ho iniziato davvero ad apprezzarlo. Spieghi la sua professione a un alieno. Questa domanda mi diverte molto (ride). Dunque: «Viaggio per il pianeta, mi vestono con materiali nobili e mi trasformano in immagini». Sarei troppo spaventata per chiacchierare con un vero alieno però! Cosa ha comprato con il primo cachet? Una borsa Marni, in Giappone. Il primo ricordo legato a un vestito? Una salopette gialla. Avevo cinque anni. Pensadoci era davvero cool, vorrei averla ora. Esiste un ÒprimaÓ e un ÒdopoÓ nella sua vita? Ho avuto un grave incidente a 18 anni (un’auto l’ha investita e ha subito diversi interventi sulle fratture, ndr). Mi ha spinto a lottare e ad apprezzare tutto di più. Prima non prendevo niente troppo seriamente. Poi ho realizzato quali meravigliose opportunità mi venivano offerte. Il capo pi• importante nellÕarmadio? Il mio look da sposa. L’ho pensato con Alexander Wang: pantaloni cargo con un top di seta e, sopra, un abito leggerissimo in pizzo (da vedere sul suo profilo Instagram @hannegabysees, ndr). Nozze in camENERGIA A HANNE GABY ODIELE.

UN INCIDENTE A 18 ANNI MI HA SPINTO A LOTTARE E AD APPREZZARE TUTTE LE E OPPORTUNITË CHE RICEVO

pagna e allÕaperto: Òrain on your wed-

ding dayÓ come cantava Alanis Morissette in Ironic. Vi siete scoraggiati alle prime gocce? Abbiamo cantato quella

canzone! La pioggia non ha rovinato la giornata, anzi l’ha resa migliore. E mi hanno detto che porta fortuna. Quando una donna • elegante? È questione di attitudine e stile, niente a che vedere con gli abiti più alla moda che chiunque potrebbe comprare. Quando si sente bella? Subito dopo la doccia, alla fine di una lunga giornata. Quando sono nuda e sto scegliendo qualcosa di bello da indossare per andare a cena. In quel momento mi sento splendida. Se non fosse diventata una modella? Non ne ho idea. Non lo sapremo mai. LÕultimo pensiero prima di andare a dormire? Niente di serio che mi tenga sveglia, ho sempre qualche problema con il sonno. Come si vede tra ventÕanni? Voglio solo essere felice! Avrò quasi 50 anni, quindi spero di essere diventata più saggia. E col tempo vorrei lunghi capelli bianchi per accompagnare questa saggezza. Laila Bonazzi


BLOOM & CO! foto Arnaud Pyvka servizio Elisabetta Massari


CAMICIA IN JERSEY DI COTONE STAMPATO, CULOTTE IN SETA JACQUARD STAMPA VICHY E SANDALI IN GOMMA CON PLATFORM. TUTTO PRADA. CALZE IN SETA, MARIA LA ROSA.


ARNAUD PYVKA

SPOLVERINO IN CIRƒ CLOQUƒ CON APPLICAZIONI FLOREALI, CAMICIA IN POPELINE DI COTONE STAMPA ÒLILYÓ SENZA MANICHE CON COLLO-FOULARD E, NELLA PAGINA ACCANTO, CULOTTE IN POPELINE DI COTONE STAMPA ÒDAMIERÓ. TUTTO MIU MIU.


ARNAUD PYVKA


TRENCH IN SETA, CAMICIA E GONNA IN COTONE STAMPA FARFALLE. TUTTO BOTTEGA VENETA. DALLÕALTO, CAPPELLI: IN FELTRO DI LAPIN RASATO, BORSALINO URBAN BY SLAM JAM; IN FELTRO A TESA LARGA E ÒVIOLETÓ IN VELOUR SPIGATO, BORSALINO.


ARNAUD PYVKA

MAGLIA IN JERSEY DI COTONE CON SPALLINE IMBOTTITE, PANTALONI IN PIZZO CON BASCHINA E RICAMI DI VELLUTO E LUREX, COLLANA IN OTTONE CON PETALI, STIVALETTI IN PELLE E ALLIGATORE. TUTTO LOUIS VUITTON.


ARNAUD PYVKA

ABITO IN COTONE E SETA CON BANDA IN VITA, CARRƒ IN SETA STAMPATA, HERMéS.


ARNAUD PYVKA


TRENCH OVERSIZE IN COTONE CON SCHIENA NUDA, NEHERA; SPOLVERINO IN COTONE STAMPATO, JUCCA; GILET IN COTONE E LINO CON TASCHE OVERSIZE E, SOTTO, TUNICA IN COTONE STAMPA FIORI, MARNI.


ARNAUD PYVKA

ABITO-SPOLVERINO IN DOPPIO GABARDINE DI COTONE CON ZIP E STAMPA RIGHE SUI FIANCHI, SPORTMAX. NELLA PAGINA ACCANTO. TAILLEUR IN TWEED DI LANA E PROFILI DI PASSAMANERIA, CHANEL. STIVALETTI FENDI.


ARNAUD PYVKA

TRENCH IN GABARDINE DI COTONE CON SCOLLO A BARCHETTA, PINKO. IN ALTO E IN BASSO, DETTAGLI DELLA GONNA IN CANAPA RICAMATA, LOEWE. NELLA PAGINA ACCANTO. TRENCH IN SETA JACQUARD FLOREALE CON MANICHE A CONTRASTO DI CHAMBRAY, CAMICIA IN POPELINE DI COTONE STRETCH CON MAXI COLLETTO, MICHAEL KORS COLLECTION.


ARNAUD PYVKA

SPOLVERINO IN MISTO COTONE E VISCOSA CON CINTURA, PATRIZIA PEPE; MANICA DESTRA IN TESSUTO TECNICO E COLLETTO ASIMMETRICO IN COTONE, ANN DEMEULEMEESTER; AMPI PANTALONI IN MISTO SETA STAMPA FIORI, CHRISTIAN WIJNANTS.


ARNAUD PYVKA

CAMICIA IN CHIFFON, GONNA IN SETA CON RICAMI FLOREALI FIL COUPÆ’ E STIVALETTI. TUTTO FENDI.


ABITO MONOSPALLA IN GEORGETTE DI SETA CON DETTAGLI DI GLITTER, VOLANT E MAXI FIOCCHI A CONTRASTO, GUCCI.

ARNAUD PYVKA

SERVIZIO ELISABETTA MASSARI. HA COLLABORATO FIAMMETTA MOSCATELLI. FOTO ARNAUD PYVKA. TRUCCO KATHY LE SANT PER OPENTALENDPARIS. CAPELLI ROBERTO PAGNINI PER FREELANCER. CASTING DIRECTOR V&Y CASTING. SI RINGRAZIA HOTEL SOPRA LE MURA, CASTELLAMMARE DEL GOLFO.


FUTURE VISIONI

NAPOLI

Alla ricerca dei nuovi volti della moda in Italia: p riparte la model search di Marie Claire, in partnership con OVS

e in collaborazione con Brave Models.

Lo stile urbano interpretato da 13 protagoniste foto Cristiano Miretti servizio Nadia Bonalumi


SARA D’ETTORRE

28 ANNI, NEOLAUREATA IN SCIENZE LINGUISTICHE, LETTERARIE E DELLA TRADUZIONE CARDIGAN E PULLOVER IN COTONE TRICOT, UNITED COLORS OF BENETTON (80 E 50 e); CAMICIA IN DENIM, LEVIÕS RED TAB (80 e); PANTALONI IN COTONE, PENCE 1979 (232 e). CINTURA ROBERTO CAVALLI; ANELLI: IN METALLO CON PIETRE, VALENTINO GARAVANI; IN ARGENTO CON TURCHESE, DOUBLE U FRENK (35 e). NELLA PAGINA ACCANTO. GIACCA IN PANNO DI LANA, MARELLA (449 e); CAMICIA IN COTONE, REBEKA ROSS; T-SHIRT CALVIN KLEIN JEANS (50 e); JEANS UNITED COLORS OF BENETTON (60 e). SPILLE SHARRA PAGANO; CINTURA ALBERTA FERRETTI.


ROBERTA BUONCAMMINO

17 ANNI, STUDENTESSA LICEO SOCIO-ECONOMICO

CRISTIANO MIRETTI

GIACCA DOPPIOPETTO IN COTONE E CAMICIA IN MISTO SETA, PENNYBLACK (229 E 109 e); PANTALONI PALAZZO IN COTONE E LINO, ANNARITA N (193 e). STIVALETTI IN PELLE CON RICAMI, LIU JO (189 e).


FRANCESCA CARMELO

16 ANNI, STUDENTESSA LICEO LINGUISTICO CAMICIA DA UOMO IN COTONE E JEGGINGS STRETCH, OVS (30 E 25 e). CINTURA IN PELLE, ORCIANI (148 e).


SARA FERRETTI

19 ANNI, STUDENTESSA DI PSICOLOGIA E DJ

CRISTIANO MIRETTI

GIACCA EFFETTO USED CON STRASS E MINI GIUBBOTTO IN DENIM, SILVIAN HEACH (149 E 89 e). ÒTWILLYÓ IN SETA, HERMÈS; BRACCIALI IN ARGENTO CON CHARMS, PANDORA (DA 65 e). NELLA PAGINA ACCANTO. TRENCH DOPPIOPETTO IN POPELINE DI COTONE, PEUTEREY (669 e); CAMICIA IN DENIM, MARELLA (109 e); CANOTTIERA INTIMISSIMI (9 e); JEANS A VITA ALTA, CALVIN KLEIN JEANS SCULPTED JEAN (130 e). ANELLO IN ARGENTO CON CORALLO, DEMALDÈ; STIVALI IN SUéDE E CUOIO, REDEMPTION.


ALESSIA REALE 22 ANNI, IMPIEGATA

CRISTIANO MIRETTI

CHIODO IN NAPPA CON CHIUSURA ASIMMETRICA, ANTONIO CROCE (1.495 e); BLUSA IN COTONE CON PROFILI DI PIZZO E SHORTS IN DENIM, ANIYE BY (209 E 129 e). COLLANA IN ARGENTO (395 e), FOULARD IN SETA (580 e) E CINTURA IN RETTILE (146 e). TUTTO ROBERTO CAVALLI. BORSA IN SUÈDE CON BORCHIE, MIA BAG (135 e).


FRANCESCA TECCHIA

19 ANNI, STUDENTESSA DI COMUNICAZIONE DI MODA CAMICIA IN POPELINE DI COTONE CON TAGLI SULLE SPALLE, ANNARITA N (125 e); PANTALONI IN COTONE, REBEKA ROSS. ORECCHINI IN METALLO, SODINI (39 e); CINTURA IN PELLE, MAXMARA (215 e).


RAFFAELLA ESPOSITO 19 ANNI, ESTETISTA

CRISTIANO MIRETTI

BLAZER IN TESSUTO TECNICO, TUWE (102 e); BODY IN ORGANZA, INTIMISSIMI (36 e); PANTALONI IN SUÈDE CON RICAMI, REDEMPTION. CAPPELLO “CABANA” IN LANA, ZADIG&VOLTAIRE (195 e); SCIARPA IN SETA, ROBERTO CAVALLI (146 e); STIVALETTI IN PELLE, JIMMY CHOO.


ANNA LUCARELLI 20 ANNI, STUDENTESSA DI ECONOMIA E COMMERCIO

CAPPA IN COTONE STAMPATO (279 e) E CINTURA IN PELLE, MANILA GRACE; CHIODO IN PELLE CON RICAMI, BORCHIE E CHIUSURA ASIMMETRICA, ROY ROGERÕS (676 e); CAMICIA IN COTONE, ANIYE BY (159 e); JEANS EFFETTO USED, OVS (20 e). ANELLI IN ARGENTO CON TURCHESE E MADREPERLA, DEMALDé.


MARTINA ERCOLE

20 ANNI, BABY SITTER

CRISTIANO MIRETTI

GIUBBINO IN DENIM E JEANS CON FRANGE, LIU JO (129 E 115 e); CAMICIA IN COTONE, ANDREA POMPILIO (215 e); TOP IN COTONE, CALVIN KLEIN UNDERWEAR (32 e). BERRETTO IN LANA, ZADIG&VOLTAIRE (80 e). ANELLO IN ARGENTO E SMALTO, VIVIENNE WESTWOOD JEWELLERY. SCARPE IN PELLE, DR.MARTENS (158 e).


BEATRICE DELLA VOLPE

23 ANNI, STUDENTESSA DI BENI CULTURALI E FOTOGRAFA TRENCH DOPPIOPETTO IN MISTO COTONE E PANTALONI IN COTONE CON CINTURA, SEVENTY (349 E 159 e); CANOTTIERA IN COTONE, INTIMISSIMI (9 e). CINTURA IN PELLE, VIVETTA (252 e).


FABIANA BARRA

16 ANNI, STUDENTESSA LICEO LINGUISTICO

CRISTIANO MIRETTI

MAGLIA IN COTONE, OVS (17 e); JEANS SKINNY, MANILA GRACE (177 e). COLLANA MULTIFILI, VALENTINO GARAVANI; CINTURA IN RETTILE, ROBERTO CAVALLI. ANELLO IN ARGENTO, DEMALDé; STIVALI IN PELLE, PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI (774 e).


ROSSELLA IZZO

17 ANNI, STUDENTESSA LICEO LINGUISTICO GIACCA IN DENIM, GUESS JEANS (139 e); PANTALONI IN COTONE CON CINTURA, TER ET BANTINE (451 e).


ROSSANA CARROZZA

15 ANNI, STUDENTESSA LICEO LINGUISTICO

SERVIZIO NADIA BONALUMI. HA COLLABORATO ELENA GUIDOBONO. FOTO CRISTIANO MIRETTI. TRUCCO JO SANNA PER HM BATTAGLIA. CAPELLI GIOVANNI ERROI PER GREENAPPLE. I PREZZI SONO INDICATIVI

BLAZER IN MISTO COTONE E JEANS, ALVIERO MARTINI 1A CLASSE (395 E 170 e); CAMICIA IN SETA, EQUIPMENT (292 e). SCIARPA IN SETA, ROBERTO CAVALLI (146 e).


la seconda edizione FUTURE VISIONI Inizia della model search

NAPOLI

di Marie Claire in giro per l’Italia

CONTINUA LA RICERCA DEI NUOVI VOLTI DELLA MODA in partnership con OVS

Se avete tra i 16 e i 30 anni, partecipate ai casting mensili nei negozi OVS per diventare protagoniste del servizio di moda Future Visioni: tra le selezionate Brave Models sceglierà i volti più interessanti a cui proporre un contratto da modella professionista.

CALENDARIO PROSSIMI CASTING 10 febbraio - Verona c/o OVS via Mazzini 6 10 marzo - Firenze c/o OVS via Panzani 31/R

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE Presentatevi direttamente al negozio OVS il giorno del casting e, se volete, anticipate 2 foto recenti (figura intera e primo piano) all’indirizzo mail modelsearch.casting@hearst.it indicando il numero di telefono e specificando nell’oggetto la città di riferimento. È necessario dichiarare nel testo della mail l’autorizzazione all’uso dei dati forniti alla redazione ai sensi del D.lgs.196/2003. Tutte le fotografie pervenute delle candidate saranno eliminate dagli archivi della redazione non appena la fase di selezione sarà conclusa. Alla fine di ogni casting potrete scaricare le vostre foto dalla gallery su ovs.it/castingmarieclaire. Le foto delle protagoniste del servizio di moda saranno successivamente pubblicate anche su marieclaire.it. Per informazioni dettagliate sulla partecipazione ai casting: marieclaire.it e ovs.it/castingmarieclaire

IN PARTNERSHIP CON

e in collaborazione con BRAVE MODELS mc 191


moda stile del mese

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Giacca corta in pelle e vernice multicolor, Versace (2.750 e).

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Go! RODEO DRIVE

FORMULA 1

1. Occhiali con montatura cat-eye, Fendi (300 e). 2. Orologio ÒCape CodÓ in acciaio con cinturino double tour, Herm•s (2.550 e). 3. Hand bag in pelle, Giorgio Armani (1.650 e). 4. Ballerine slingback in vernice, Dior.

1. Occhiali sportivi in metallo e gomma, Polo Ralph Lauren Eyewear (125 e). 2. Bracciale in canvas da avvolgere al polso, Louis Vuitton (150 e). 3. Guanti da guida in nappa, Herm•s. 4. Sneakers in ecopelle con alta suola di gomma, Pollini (230 e).

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SERVIZIO CRISTIANA SILIGHINI. FOTO STUDIO TAHO. I PREZZI SONO INDICATIVI

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moda shopping

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gentlewoman .SERVIZIO GIULIA FORONI. FOTO STUDIO TAHO. I PREZZI SONO INDICATIV

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1. MOCASSINI IN VITELLO SPAZZOLATO CON BORCHIE-DECORO, COACH 1941 (450 e). 2. MORBIDISSIMI, IN PELLE INTRECCIATA, A.TESTONI (725 e). 3. EFFETTO MAT CON PROFILI BORCHIATI, GIVENCHY BY RICCARDO TISCI (750 e). 4. IN PELLE BICOLORE, CHURCHÕS (440 e). 5. CLASSICI CON NAPPINE, MULBERRY (525 e). 6. CON CATENA CROMATA, VIC MATIƒ (279 e). 7. MAXI PLATFORM, PERLE E BORCHIE, GUCCI.


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sharp lady 1. BORSA ÒJÕADIORÓ IN PELLE E CON DETTAGLI ANTICATI, DIOR. 2. IN PELLE CON BATTENTE BICOLORE, COCCINELLE (270 70 e). 3. MAXI IN SIMILPELLE CON STAMPA GRAFFITI, MIA BAG (160 e). 4. ÒTRUNK BAGÓ CON CHIUSURA URA A BORSELLINO, MARNI (855 e). 5. ÒTWIST MMÓ IN PELLE EPI CON ON IMPUNTURE, MOTIVI A CONTRASTO E FINITURE DI PALLADIO, LLADIO, LOUIS VUITTON. 6. IN PELLE CON LUNGA TRACOLLA ACOLLA E FIBBIA-CHIUSURA IN PLEXI, I, PRADA. 7. IN NAPPA CON DECORI ÒLOVEBLADEÓ DI BORCHIE E CRISTALLI, VALENTINO GARAVANI RAVANI. 8. ÒSLOAN EDITORÓ IN PELLE BICOLORE CON SERRATURA AE CATENA REGOLABILE, MICHAEL MICHAEL KORS (358 e).

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moda etc (di Alessandro Argentieri)

IL LIBRO/1 LIBERTË DI ESPRESSIONE Anthony Lycett • un fotografo-artista che riesce a (s)mascherare lÕanimo nascosto delle persone. Il volume Self.Styled (Jacqui Small editore) • un inno a personalitˆ che non passano inosservate. Un incoraggiamento a osare, almeno per una notte (anthonylycett.com). OGGETTO DEL DESIDERIO/1 Divertente lÕidea di legare ogni giorno della settimana a un colore. é la filosofia della capsule ÒRainbow WeekÓ, di cui questo maglione in lana e cashmere fa parte. Alberta Ferretti lÕha lanciata il 13 gennaio, segnando il suo debutto nel mondo ÒSee now, buy nowÓ. é disponibile a 450 euro nelle boutique monomarca, sul sito della stilista, farfetch.com e luisaviaroma.com.

LA PUBBLICITË BIZZARRIE LOCALI é una Roma da riscoprire quella che si vede nelle campagne pubblicitarie di Gucci. Svelata dal fotografo Glen Luchford, ha come protagonisti 12 modelle, in compagnia di giraffe, tigri e leoni. Un omaggio artistico e surreale a personaggi come Cy Twombly, Mario Schifano e Laura Betti che hanno animato la capitale negli anni SessantaSettanta fra arte, cinema e musica. Gli angoli della cittˆ si possono scoprire su gucci.com.

IL LIBRO/2 IL TRATTO DELLÕELEGANZA Nella sua carriera, lÕillustratore svedese Mats Gustafson si • ÒspecializzatoÓ nel campo della moda. Oggi Rizzoli New York ha raccolto acquerelli e collage nel volume Dior by Mats Gustafson. Una carrellata di silhouette pennellate (nella foto un modello p/e 2017 del nuovo direttore creativo Maria Grazia Chiuri).

I PREZZI SONO INDICATIVI

COMEBACK RICORDI SINUOSI... Incontri felici. Da quello di Christian Louboutin e David Lynch • nata la clutch ÒShoepeaksÓ che si ispira alla serie cult degli anni Novanta Twin Peaks. La borsa scultorea riprende lÕiconica suola laccata di rosso, trademark della casa.


EVERGREEN RIVISITATE Parafrasando la canzone di Sergio Endrigo, viene da pensare che ci vuole un fore per fare... una ballerina. Le AGL Floral Embroidery hanno fli di rafa e perline che disegnano petali e reinterpretano un classico della calzatura. A 356 euro (agl.com).

LIMITED EDITION/2 40 GRAMMI DI LUSSO L’iconico motivo a intreccio di Bottega Veneta debutta nella versione metallica con preziosi occhiali da sole. I BV015 sono in argento 925, oro giallo e rosa 18 carati e costano fra i 1.500 e 4.500 euro. Perderli sarebbe un peccato...

LIMITED EDITION/1 CAMBIO DI ABITUDINI Chi ha detto che il pareo si indossa solo in spiaggia? Da Miu Miu non la pensano così e infatti, per la collezione crociera, ne hanno creati tre da portare in città: in voile di cotone Vichy, con stampa “pianeta” e in crêpe de chine. A 390 euro.

TIC TAC LA LUCE DEI DIAMANTI Da Audemars Piguet l’eccellenza dell’artigianato svizzero è la regola, ma questa volta è una designer italiana, Carolina Bucci, ad avere attualizzato il “Royal Oak” con la versione “Frosted Gold”. Una micromartellatura, mutuata dal savoir faire forentino, rende sabbiato l’orologio che però brilla ancora di più a ogni movimento. In due versioni versioni, in oro bianco e giallo a partire da 41.500 euro (audemarspiguet.com). (audemarspiguet.com

DEBUTTI GENEROSITË GRIFFATE Il regalo è, in certi casi, simbolo condiviso di stile. Proprio per questo oggi appaiono nelle vetrine di Louis Vuitton, trenta oggetti che rendono esclusivo il momento del gioco, della scrittura e della “décoration”. Come il Pateki, rompicapo creato da Gaston Louis Vuitton, nipote del fondatore, i quaderni in pelle o gli yo-yo con tanto di Monogram. Pensieri che non svuoteranno il salvadanaio.

NUOVO NUOVO JOIE DE VIVRE Libanese ma cresciuta a Londra, Mira Mikati è dotata di grande sense of humour. Gli abiti che disegna sono vivaci, a tratti naïf nelle stampe, con ricami giocosi e sovrapposizioni imprevedibili. Purtroppo il mondo non è sempre come lei lo vede... (net-a-porter.com).

OGGETTO DEL DESIDERIO/2 Crescono e si moltiplicano diventando sempre più ammalianti. Gli “Hypnoteyes”, nati come charm, si sono imposti su spille, collane e sciarpe. Adesso lo sguardo ammiccante compare sulle borse, fra cui la Micro Baguette in nappa. A 1.400 euro su fendi.com.


moda etc

(l'intervista)

IL DNA DI PINKO é DA SEMPRE LÕINNOVAZIONE. IL SUO CUORE, PERñ, é UNA GRANDE (E CREATIVA) FAMIGLIA AMORE È una parola che aleggia in un’azienda che nel

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TOMMASO VECCHI. I PREZZI SONO INDICATIVI

1. LA FAMIGLIA NEGRA (DA SINISTRA): CRISTINA, CECILIA, PIETRO E CATERINA. 2. GIACCA IN GABARDINE DI COTONE SMERIGLIATO (365 E), ABITO CON STAMPA FOULARD (155 E), BORSA TRACOLLA IN PELLE STAMPATA (320 E). 3. FELPA CON RUCHES IN COLLABORAZIONE CON COCACOLA (175 E). 4. TRACOLLA IN PELLE RICAMATA COCA-COLA (380 E).

2017 prevede un fatturato da 220 milioni di euro e dove si respira uno spirito di amicizia e passione condivisa. Una griffe nata per caso (all’inizio si producevano T-shirt della Ferrari per gli amici) che vive grazie all’energia di una famiglia che è arrivata a raggiungere risultati internazionali. CRISTINA È la fondatrice (insieme al marito Pietro Negra) dell’azienda e oggi si occupa di accessori. Ma quando le viene chiesto come mai la Love Bag abbia questo nome, rivela: «Volevamo fosse la borsa del cuore. Un po’ come certi rapporti. Che all’inizio non sono passione ma poi capisci che non puoi fare a meno di una certa persona. Con mio marito è stato così. Quando lo vidi sul treno lo notai appena ma, poi, fu subito chiaro che non potevamo stare lontani l’uno dall’altra». E non per nulla dalla loro unione sono nate due fglie (Caterina e Cecilia) che lavorano in azienda. CATERINA Fin da piccola aveva la moda nel sangue e la passione di vestire le bambole, senza dimenticare che organizzava sflate al mare con le amiche e rubava abiti dagli armadi della mamma. Oggi è a capo dell’uffcio stile ed è lei ad aver connesso mondi urbani e atmosfere sportive con un tocco di glamour. E soprattutto ad aver abolito nelle collezioni Pinko

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pellicce e piumini veri con scelte di calore più attente al mondo animale, che adora, visto che è vegana. Si defnisce «pesante sul lavoro», ma è una virtù, perché coordina il suo team composto da giovani e «persone con molta più esperienza, che mi insegnano sempre molto». CECILIA Segue la comunicazione del marchio e ha un sogno per le prossime campagne di advertising. Vorrei che fossero «di rottura, magari discontinue ma sempre empatiche ed emozionali». E, grazie a lei, i loro canali social hanno nuova linfa e interessanti personaggi che li animano. CORA, CHETTY... Pippo, Poldo e Pallino. I primi tre sono meticci, mentre Poldo è il Golden Retriever del fondatore. Da poco si è aggiunto Pallino, un cavallo pezzato che Caterina cavalca nei momenti di relax. Una presenza immancabile come i bambù e bonsai dentro l’azienda e il verde fuori dall’ampia sede (che comprende anche un asilo). A breve partiranno i lavori per un parco accessibile a tutti, dove si potrà passeggiare e pedalare con la mountain bike. Ci sarà anche un impianto fotovoltaico che si armonizzerà con il territorio (l’architetto Guido Canali lo sta progettando nel rispetto dell’ambiente). PIETRO Last but not least il fondatore della Cris Conf, alias Pinko, è l’anima strategica dell’azienda, il primo a tenere gli occhi aperti sui cambiamenti. Così all’avanguardia che ha reso l’azienda un campus per i giovani, creato il “See now, buy now” 10 anni fa e gli Hybrid shop (shopping virtuale in negozio). Oggi ha unifcato e reso interattivi i depositi in modo da favorire le boutique che così possono proporre capi di tendenza. In serbo ha altre sorprese perché rimettersi in gioco è uno dei segreti del suo successo. Alessandro Argentieri

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1. TRACOLLA IN CANVAS CON DETTAGLI DI PELLE LAMINATA E RICAMO 3D (260 E). 2. TOP IN TULLE E PAILLETTES (250 E), GONNA IN NEOPRENE STAMPATO (175 E), BAULETTO IN PELLE (230 E), SCARPE (235 E). 3. OROLOGIO IN MAGLIA “MILANO” (130 E). 4. GIUBBINO IN DENIM (285 E), PANTALONI RICAMATI (245 E). 5. MAXI FELPA IN COTONE CON RICAMI (190 E), ABITO CON ZIP IN SATIN ENVERS (290 E), LOVE BAG RICAMATA (380 E), PLATFORM (380 E). PINKO.COM

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moda etc

(la sostenibilità)

VISIONE OLISTICA pronuncia queste parole Claus Teil-

E DI LA MISSIONE PANDORA È FONDERE DESIGN ED ETICA. IN GIOIELLI CHE ESPRIMONO PERSONALITÀ E RISPETTO PER IL PIANETA

mann Petersen per descrivere l’approccio di Pandora alla sostenibilità. Infatti svolge compiti davvero diversi, come responsabile dell’Etica e della Corporate Social Responsibility dell’azienda di gioielleria dal cuore danese. Il suo telefono squilla quando c’è da approvare un fornitore (dai metalli alle scatole portagioielli, agli stampi di gomma), quando bisogna migliorare qualche aspetto del sito produttivo in Thailandia o quando il team creativo ha una proposta per la nuova collezione. «Siamo consiglieri e poliziotti di ogni dipartimento», scherza dal suo uffcio a Copenhagen. Da lì coordina una squadra che ha una base nella capitale danese, ma anche a Hong Kong e Bangkok. «Con un sondaggio abbiamo scoperto che solo una minoranza dei clienti indaga sulla provenienza dei materiali, anche se lo staff dei negozi è istruito per rispondere a domande di base. I clienti semplicemente si aspettano di acquistare un prodotto etico, che rispetta l’ambiente e i diritti dei lavoratori. Prendiamo seriamente queste aspettative, non possiamo tradire la loro fducia», racconta. Sono cento milioni di pezzi spediti in tutto il mondo su cui Teilmann dà la propria parola. CONTAGIO DI VALORI «L’impatto più grave dell’industria dei gioielli sul nostro pianeta riguarda l’inquinamento di aria e suolo e il consumo d’acqua. La maggior parte di questi problemi non deriva però dalla produzione, ma dalla catena di fornitori. Ovviamente dobbiamo


I PREZZI SONO INDICATIVI

impegnarci anche noi come azienda produttrice, ma per fare la differenza la chiave sono loro», spiega Petersen. Per i fornitori Pandora ha fondato il Responsible Supplier Programme che prevede un codice di condotta da rispettare, controlli regolari sia da parte del brand che da enti terzi, più training annuali, a tema ambiente ma anche salute e sicurezza delle risorse umane. «Il nostro vantaggio è avere un sito produttivo unico dove realizziamo quasi tutto (presto saranno due, ndr) e pochi fornitori, invece che centinaia. Questo facilita enormemente il controllo». RIMETTERE IN CIRCOLO Quando li vediamo scintillare in vetrina non lo diremmo, eppure: «Il 96% dell’oro che utilizziamo è riciclato, così come l’83% dell’argento. E l’obiettivo è raggiungere presto il 100%. Usiamo pochissimi diamanti, perché la quasi totalità dei gioielli è decorata da cristalli di zirconia cubica, creati in modo artifciale e quindi perfettamente tracciabili». Tutti i fornitori di metalli devono essere comunque membri dell’organismo internazionale Responsible Jewellery Council, di cui fa parte anche Pandora. La vocazione al riciclo si esprime anche con il vetro dei charm, il gesso e la plastica degli stampi da produzione: in questi ambiti il riuso è già totale. LAVORO DI SQUADRE «Ogni volta che il team creativo ha un’idea per cui serve un nuovo materiale o un fornitore aggiuntivo, noi entriamo in gioco. Lo cerchiamo, andiamo personalmente a ispezionare il luogo di

produzione e valutiamo se ha i requisiti minimi per entrare nel programma di responsabilità. Chiediamo sempre una seconda opinione a un ente esterno. Se tutto va bene, diamo la conferma ai designer». Avete mai negato l’uso di qualche materiale? «Certo, e mettiamo veri e propri veti. Per esempio sui rubini, perché non siamo in grado di garantirne la provenienza da miniere etiche. E ovviamente niente avorio e corallo. Siamo sempre pronti a rinunciare a qualche partner che non ha più la nostra fducia». MODELLI DA IMITARE «Siamo sostenitori dell’economia circolare e vogliamo diventare ancora più consapevoli: quanto il metallo riciclato è meglio di quello da miniera? Quanto le pietre artificiali rispetto a quelle naturali? Dove possiamo migliorare? Per questo abbiamo commissionato uno studio approfondito, anche per dare l’esempio ad altri nel settore». Le sfde del futuro? «Fare in modo che ogni pezzo della catena produttiva minimizzi il proprio impatto lavorando in sinergia. Bisogna integrare questa etica in ogni step del percorso. Il motto da diffondere? È possibile avere successo ed essere sostenibili». Laila Bonazzi NELLA PAGINA ACCANTO. CLAUS TEILMANN PETERSEN, VICE PRESIDENTE PANDORA GROUP ETHICS. IN BASSO, ANELLI DELLA NUOVA COLLEZIONE “STONES OF COLOUR” (45 E CAD.). OGNI MESE DELL’ANNO È DEDICATO A UN COLORE CON UN DIVERSO SIGNIFICATO CHE TINGE ANELLI, ORECCHINI E PENDENTI. A FEBBRAIO DOMINA IL VIOLA AMETISTA, SIMBOLO DI CREATIVITÀ, FORZA INTERIORE E SAGGEZZA (PANDORA.NET).


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STUDIO AGATHA

beauty&health.

NUOVE O TENDENZE: VALORIZZARE LE PROPRIE PECULIAT ALLONTANDOSI DA SCELTE ESTETICHE SCONTATE. RITË, CIñ CHE RENDE INTERESSANTI SONO (ANCHE) LE IMPERFEZIONI E GLI L ELEMENTI A SORPRESA, VEDI I TATUAGGI. LA LIBERTË é UNVALORE CHE SUPERA LÕOMOLOGAZIONE. TRACCIA INASPETTATA SI ISPIRA ALLA PENNA A SFERA CULT DEGLI ANNI 80: STYLO 4 COULEURS é STATA STUDIATA PER SOTTOLINEARE OCCHI, LABBRA E SOPRACCIGLIA. PRATICA, NOMADE E SOPRATTUTTO LUDICA. DA METË FEBBRAIO IN EDIZIONE LIMITATA, CLARINS.


PARTICOLARI

SEGNI

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di Francesca Varasi foto Koto Bolofo servizio Laura Seganti


UN TAGLIO COSí GEOMETRICO SI VALORIZZA CON UN GIOCO DI CHIAROSCURI IN GRADO DI REGALARE ANCHE UN EFFETTO GLOSSY AI CAPELLI. COME LA TECNICA DI COLORAZIONE OVERLIGHT DEI SALONI JEAN LOUIS DAVID. DETTAGLIO MODA: BLUSA E CHOKER, SAINT LAURENT BY ANTHONY VACCARELLO.


beauty tendenza

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ALLA RICERCA DELLA DIVERSITË CON DETTAGLI PEEKABOO

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Allontanarsi dai modelli tipici di bellezza e intraprendere nuove scelte che a volte rendono discutibile lÕidea di gusto. Quanto sia labile il confine tra provocazione e arte, quando si cerca la diversitˆ, • raccontato nella mostra The Vulgar: Fashion Redefined, a Londra, che celebra la moda dal Rinascimento a oggi, dove raffinato e ostentato si fondono (fino al 5 febbraio 2017; barbican.org.uk). Un mix che rispecchia il clima della prossima stagione, dove molti designer abbracciano addirittura il concetto di ÒbruttoÓ come scelta estetica, vedi le Crocs di Christopher Kane, le ciabatte da piscina di Prada, il look shabby da Preen e Vetements. Un distacco consapevole, ma ironico, dalla nozione di bellezza commerciale, emerge dal trend Pretty Ugly di nextatlas.com (agenzia internazionale di analisi di tendenze) che ha dato una svolta ai noiosi contenuti della comunicazione visiva sui social: nei selfie gli utenti abbandonano le pose costruite, preferendo smorfie buffe. Oggi ci˜ che rende interessanti sono la diversitˆ, lÕimperfezione o il Òrigore creativoÓ di certi dettagli che nella cosmetica si traducono con elementi a sorpresa. BEAUTY FREE QuestÕanno i look, makeup compreso, sono super naturali o artistici e in entrambi i casi si cerca unÕestrema personalizzazione. ÇOgni donna • alla ricerca di qualcosa di unico, cÕ• un senso di libertˆ che va oltre lÕestetica, • un importante cambiamento anche a livello sociologicoÈ, afferma Silvia DellÕOrto, makeup artist Chanel. ÇDue sono i modi pi• sensuali per emergere dalla massa: utilizzare trucchi che abbiano un profumo elegante e riconoscibile, un tocco di classe che resta solo tra noi e chi ci sta vicino, oppure scegliere colori sfaccettati. In questÕultimo caso lo charme nasce dal mistero: pi• si cerca di individuare lÕessenza della nuance, pi• si scoprono nuove sfumature.

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DÕORANGE BALSAMO CORPO PREZIOSO TONIFICANTE (24 E). 2. LUCIDARE YVES SAINT LAURENT EYE GLOSS SMUDGER é TRASPARENTE PER OCCHI E ZIGOMI. IN EDIZIONE LIMITATA (36,80 E). 3. AROMATICO BULGARI EAU PARFUMƒE AU THƒ NOIR LOTION POUR LE CORPS CON NOTE ROSA, Té NERO, MAGNOLIA E OUD (47 E). 4. OSCURARE TRASFORMA IL TONO DELLO SMALTO: CHANEL COCO CODE LE TOP COAT, BLACK METAMORPHOSIS (25 E). 5. COVER SENSORIALE EFFETTO GLOW A LUNGA DURATA: GIORGIO ARMANI BEAUTY POWER FABRIC SPF 25. IN 6 COLORI (48 E). 6. FIORI PIGMENTI DI LUCE: SI ISPIRA AI GIARDINI ITALIANI COLLISTAR OMBRETTO OMBRETTO O DOPPIO O O EFFETTO O WET & DRY,, FIOR O DI PESCO SCO (15 ( 5 E). E)

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1. IDRATANTE WELLA PROFESSIONALS OIL REFLECTIONS SHAMPOO

RIVELATORE DI LUMINOSITË HA UN EFFETTO-LEGGEREZZA (15,40 E). 2. NUDE LOOK TEXTURE LIGHT E IDRATANTE PER SHISEIDO SYNCHRO SKIN GLOW SPF 20, 4, CON FINISH LUMINOSO E SATINATO (50 E). 3. TEMPO DETERMINATO UNA SFUMATURA CHE DURA DAI 2 AI 15 SHAMPOO: LÕORƒAL PARIS COLORISTA WASHOUT, PINK HAIR (9,99 E). 4. SIMILITUDINI SEMBRA UN TONO INUSUALE PER GLI OCCHI, INVECE é UNO STICK PER LE LABBRA: DOUGLAS LIPS KAJAL (11,95 E). 5. COGLIERE DA VICINO NOTE DI FIORE DÕARANCIO, ELIOTROPIO E LEGNO DI SANDALO: CHLOƒ LOVE STORY EAU SENSUELLE (DA 58 E). 6. STROBING ILLUMINA ED ESALTA I PUNTI DEL VISO: SISLEY PARIS PHYTO-BLUSH O US TWIST, S , 4 G GLOW, O , é FACILE C DA APPLICARE C (5 (51 E). E)

218 mc

Il livello artistico è nell’effetto sorpresa, con dettagli che sembrano autentici e invece sono decori o applicazioni che risaltano su un “viso pulito”: una stellina che si intravede come fosse un tatuaggio, ma è creata da una matita, un eyeliner perfetto che si rivela essere un patch». CUCô Nel mondo dell’hairstyle nascono le illusioni ottiche: «Io li definisco i peekaboo delle sfumature, sono colori inusuali, rosa, verde, blu, che si notano qua e là, rivelati dalla luce o dal movimento dei capelli. Grazie alla tecnica Ultra contouring, insieme a taglio e texture, permettono una personalizzazione estrema», spiega Josh Wood, global creative director color Wella Professionals. «Nuovo è l’uso del colore, diventato più simile a quello di un quadro: non trasmette più compattezza e staticità, ma fusione e gradazione. Come nelle arti pittoriche». Lo stesso colosso Coty (multinazionale di cui Wella fa parte) afferma che la bellezza ha radici nella diversità, perché è sinonimo di autenticità, come spiega Eugene Souleiman, global creative director care & styling Wella Professionals: «Le donne si differenziano e si valorizzano per le proprie peculiarità dovute a cultura, fisionomia ed età. Alle sfilate della primavera/estate 2017, vedi per esempio quella di Chloé, non c’erano modelle omologate. Questa eterogeneità costituisce una visione più aperta e onesta della vita reale, si allargano gli orizzonti nei confronti della bellezza perché abbracciano tipi femminili differenti. È un passo in avanti per tutti, è come se si accettasse, senza pregiudizi, chi sono realmente le donne e come si mostrano. Loro stesse sono fonte d’ispirazione, perché noi “beauty designer” non cerchiamo più di modificarne l’essenza, ma aggiungiamo particolari che la esaltino e rafforzino». Forse, finalmente, è finita l’era delle replicanti. o

STUDIO TAHO. I PREZZI SONO INDICATIVI

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CREDERE NELLA LLA PROPRIA IMPERFEZIONE IM é UN VALORE SOCIOLOGICO


beauty on the road

INCONTRI VULCANICI di Francesca Varasi

220 mc

Tra ombre e luci il ritmo dirompente dei geyser si alterna al silenzio di paesaggi lunari e lagune di acque bollenti sforano il Vatnajškull, il ghiacciaio più grande d’Europa. In Islanda si può essere respinti dal cuore ostile della natura, quando ci si addentra fra distese gelide in cui gli occhi non percepiscono più la linea che divide la neve dal cielo. Ma anche avviluppati dal calore di vasche e fumi termali che venano l’isola: dalle più famose piscine fumanti di Blue Lagoon a sud alla suggestiva cava di Grj—tagj‡ a nord. O ipnotizzati dagli orizzonti crepuscolari che invitano a viaggi interiori, dove ci si può ritrovare, ma anche perdere per sempre. Opposti che caratterizzano la nazione con la capitale più settentrionale del pianeta, Reykjavík, dove la natura mostra il suo lato più generoso: è l’unica metropoli al mondo in cui il riscaldamento è alimentato quasi completamente dalla geotermia (quindi a emissioni zero), e ha presentato un piano climatico per diventare entro il 2040 la prima città carbon neutral. AGLI ANTIPODI

COURTESY PACO RABANNE

Viaggio sensoriale attraverso le ÒpersonalitˆÓ di unÕisola dove la tradizione di storytelling prosegue in una saga olfattiva


Estremi che coinvolgono tutti i sensi da cui ha tratto ispirazione anche Paco Rabanne Parfum: con la creazione delle nuove versioni Olympéa Intense, per lei, e Invictus Intense, dedicato a lui, ha cercato di catturare tutti i contrasti in chiave olfattiva. Perché l’universo maschile e quello femminile vantano in questi luoghi una storia rara di fusione e unione, dalla politica alla letteratura: l’Islanda è da sempre impegnata nella parità dei diritti delle donne e l’ultimo segnale arriva proprio dal Parlamento (rieletto lo scorso ottobre) dove quasi metà dei nuovi deputati sono donne. Anche nelle leggende, ben radicate nella cultura della nazione, caldo e freddo, donna e uomo, si fondono: nella lunga tradizione di saghe, l’esempio più eclatante è narrato dalle Cronache del ghiaccio e del fuoco, dell’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore statunitense George R. R. Martin, da cui la trasposizione televisiva di successo planetario Il trono di spade. Proprio qui si sta girando la settima (forse ultima) stagione: nella terra dei ghiacciai e dei vulcani si incontreranno fnalmente il re del Nord, il Lord di Grande Inverno Jon Snow, e la regina Daenerys Targaryen, madre dei Draghi. GENDER PARITY

Le sfaccettature di questa terra, che abbiamo scoperto con un percorso speciale, sono l’essenza delle nuove eau de parfum, come spiega anche il naso Juliette Karagueuzoglou: «L’Islanda ha un lato femminile rappresentato dagli elementi marini, perché la madre della natura è l’acqua, trasparente, dai colori rassicuranti, e una parte maschile espressa dalla dirompenza del vulcano, profondo e oscuro. Così per le versioni Olympéa Intense e Invictus Intense ho puntato sulla sensualità, sulla freschezza e sulla forza. Siamo in un luogo di rocce e acqua, dove convivono il lato “bianco” e quello “nero” che ho cercato di bilanciare all’interno delle due costruzioni olfattive, enfatizzando punti in comune e caratteristiche opposte». Quali sono le note pi• ÒhotÓ e quelle pi• fredde? «Il lato più caldo nel profumo maschile è espresso dall’accordo di crema di whisky, che dà l’accento dark, l’ambra nera invece esprime virilità. Nella fragranza femminile la vaniglia salata sottolinea il côté sensuale. Quella fredda è il pepe bianco che ha quasi un twist animale, per lui è il pepe nero». TOUR INTENSO

REPORTAGE IN BASSO. LO SCENARIO LUNGO LA STRADA PER REYKJAVêK. NELLA PAGINA ACCANTO. UN GEYSER IN ATTIVITË.


beauty on the road

ÇQuestÕisola rappresenta

lÕanima delle persone: ognuno di noi deve creare lÕequilibrio tra luce e ombraÈ Tra vapore e neve, abbiamo incontrato anche i testimonial delle fragranze: la top brasiliana Luma Grothe, classe 1993, e il trentatreenne ex rugbista australiano Nick Youngquest interpretano rispettivamente una dea contemporanea e un gladiatore. Con loro abbiamo esplorato in un’intervista doppia gli aspetti di questa terra speciale. Cosa rappresenta l’isola? L. L’interiorità delle persone: ognuno deve saper creare equilibrio tra le due componenti, freddo e caldo, luce e ombra, che caratterizzano il proprio cuore per riuscire a proteggersi e prendersi cura di sé. N. È la sintesi della dinamica che costituisce l’essenza viva della terra, in tutta la sua varietà climatica e naturale. Cosa le scalda l’anima? L. La gentilezza, il coraggio e la capacità di una donna di rivendicare ciò in cui crede. N. I miei nipotini, amo la loro infanzia per la semplicità, lo spirito libero e la voglia di sperimentare senza paura. È qualcosa che non ci è più permesso da adulti. Qual è stato l’ultimo episodio ÒilluminanteÓ? L. La sflata di Victoria’s Secret: nonostante fossimo tutte nervose, ha prevalso la solidarietà. N. La maratona di New York: l’elemento che mi ha caricato durante la corsa è stato accorgermi di essere superato da sessantenni freschi come rose, mentre io ansimavo e mi sentivo svenire. Ho imparato che essere un ex atleta non signifca nulla: ciò che conta è l’attitudine mentale. Qual è il suo lato pi• luminoso? L. e N. L’essere il più aperto possibile nei confronti del prossimo. E quello pi• oscuro? L. Diffcile parlare di sé a questi livelli: in certe occasioni posso risultare un po’ troppo perentoria e assertiva. N. Non lo so... forse dovrebbe chiederlo a mia moglie! Il suo lato pi• maschile? L. Mi reputo una femminista: tutto ciò che è nelle capacità di un uomo può essere realizzato anche da una donna. Vorrei incoraggiare le ragazze a credere in loro stesse, ci sono ancora pregiudizi duri da estirpare. Il suo lato pi• femminile? N. La società ha fatto in modo che ci differenziassimo secondo una molteplicità di aspetti, mentre in realtà siamo molto simili. Credo nella convivenza di entrambi i lati in ognuno di noi. Come insegna l’isola. o ON THE ROCKS DALL’ALTO. OLYMPÉA INTENSE DI PACO RABANNE CON NOTE DI PEPE BIANCO, FIORI D’ARANCIO, ACCORDO DI VANIGLIA SALATA E LEGNI (110 E). PEPE NERO, ALLORO, CREMA DI WHISKY E UN FONDO LEGNOSO DI AMBRA NERA: È IL JUS DI INVICTUS INTENSE (70 E). SULLO SFONDO. I MINERALI TIPICI DELL’ISLANDA.

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COURTESY PACO RABANNE. I PREZZI SONO INDICATIVI

SINTONIE


beauty tentazioni

Desideri e (ri)scoperte: questo mese non possiamo fare a meno di una visione rosea con scie fiorite e strategie brillanti di Cristina Torlaschi

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morbidi baci Cinque oli di origine vegetale che nutrono e rimpolpano le labbra, rivelando la loro pigmentazione naturale. é la ricetta di Givenchy Huile IrrŽsistible pour Les L•vres, Fuchsia Ink. Una traccia che si farˆ notare. In edizione limitata a 29 .

cuscino per labbra Lunga tenuta ed effetto seconda pelle. é la formula perfetta di Juicy Shaker Matte, qui nella nuance Pink Power. Il nuovo rossetto liquido di Lanc™me aderisce come un tattoo e si stende super facilmente grazie allÕapplicatore conico ÒcushionÓ. Da fine febbraio a 27 .

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ragazza innamorata Svelare il proprio lato romantico, magari anche con un profumo. Signorina In Fiore di Salvatore Ferragamo ha un bouquet che debutta con le note golose e frizzanti di sorbetto di pera nashi e melograno, mentre il cuore • un tripudio di fiore di ciliegio e gelsomino. Da 47 .

scrigno segreto Note vivaci di lampone che si sposano a quelle fiorite di peonia, geranio, rosa e fresia. Il bouquet di Acqua di Parma Peonia Nobile • racchiuso oggi nellÕesclusiva veste Leather Purse Spray. Versione ˆ porter per avere la fragranza del cuore sempre vicina a sŽ, avvolta in un elegante ÒabitoÓ in pelle pregiata lavorata a mano da artigiani fiorentini. Dettaglio ecologico: • ricaricabile allÕinfinito. Costa 118 .

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trappola olfattiva Dolce e sexy ma non sdolcinata. é la ÒPoison GirlÓ immaginata da Fran•ois Demachy, creatore olfattivo di casa Dior. LÕeau de toilette • un cocktail di succosi agrumi italiani, rosa di Grasse e damascena, con lÕabbraccio finale di vaniglia, nota dal twist avvolgente. Da 57,88 .

effetto orchidea Vivace e solare: • la nuance Passione di Nail Lacquer che fa parte della collezione Tropical Pink di Dolce & Gabbana. Una tonalitˆ che si ispira alla natura lussureggiante, alle orchidee coloratissime e ci fa sentire la primavera meno lontana... Costa 25 .

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STUDIO TAHO. I PREZZI SONO INDICATIVI

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essere forti Capelli fluenti e voluminosi. Un desiderio che psicologicamente rappresenta la ricerca di vitalitˆ ed energia. In aiuto arriva LÕErbolario Folta Chioma Shampoo Fortificante Anticaduta per Lei. A base di estratto di capelvenere, che dˆ tono, e di zinco, rame e magnesio, dalle virt• rinforzanti, • un mix che rende efficace (e profumato) il rito dello shampoo. A 12 .

giocare il doppio Amiamo il makeup Petite Robe Noire di Guerlain. Lip & Cheek Tint • entrato a far parte della famiglia. La sua sfumatura delicata, modulabile in base al mood del momento, regala quello che a Parigi si direbbe Òje ne sais quoiÓ, quel tocco insospettabile di charme. é un gel da sfumare su guance e labbra, arricchito da estratti di menta ed eosina, che reagisce con il ph della pelle e regola lÕintensitˆ della nuance. A 31,95 .

multisensoriale Il clima freddo rende la pelle reattiva e bisognosa di una carezza avvolgente. La Masque Confort Cr•me Onctueuse Hydratante di Lierac • morbida, nutriente e ha un profumo che rende la ÒposaÓ piacevole come un rituale da spa. Merito delle note sensuali di rosa, magnolia e ylang-ylang. Costa 22,50 .


FOTO MAX CARDELLI. SERVIZIO LAURA SEGANTI. TRUCCO SILVIA DELLÕORTO PER CHANEL. CAPELLI BEPPE DÕELIA PER BEAUTICK PER LÕORƒAL PROFESSIONNEL

health pelle & co.

DR. TATTOO

DAL DERMATOLOGO PRIMA E DOPO: PER AVERE IL VIA LIBERA, PREVENIRE I RISCHI E CANCELLARE CATTIVI RICORDI. O PER TRATTARE CON LA DERMOPIGMENTAZIONE AREE SENSIBILI COME SENO E CIGLIA. APRE A MILANO IL PRIMO CENTRO MEDICO PER TATUAGGI SICURI di Anna Alberti mc 227


health pelle & co.

CUORI TRAFITTI, GRAFICHE TRIBALI, segni zodiacali, nomi di amanti e fdanzate... Ricordi indelebili che molti di noi (13 italiani su 100, secondo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità), si tatuano sulla pelle. Indelebili fno a quando il fdanzato cambia. O la pelle si ribella. Allora, ecco la corsa per trovare chi possa darci una mano: per alcuni è il tatuatore stesso, per altri l’amico ipertatuato. Solo una minoranza interpella un dermatologo (il 12,1%) o il medico di famiglia (il 9,2%). Ma dall’inizio di quest’anno ci sono nuovi punti di riferimento: il Centro Tatuaggio Sicuro all’interno dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis, dell’Ospedale Sant’Ambrogio di Milano e presso la clinica Corpore Sano Smart Clinic di Stezzano (Bg). «Inutile demonizzare una pratica ormai sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani (il 40% dei ragazzi sotto i 25 anni ha un disegno sulla pelle)», spiega il dermatologo Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto. «Meglio farla in tutta sicurezza con operatori specializzati e con una consulenza del dermatologo dal pre al post trattamento, fno all’eventuale rimozione del disegno, se ci si stanca». Dal dermatologo anche prima del tattoo? «Certo, una visita è essenziale per escludere problemi cutanei e controindicazioni: oltre alle malattie della pelle, condizioni di immunosoppressione, allergie gravi, diabete, malattie oncologiche in atto. L’occasione, poi, è utile per ricevere raccomandazioni ad hoc». Si possono riassumere? «Prima di tutto rivolgersi solo a professionisti del settore, che utilizzano strumenti sterili e monouso. Il pericolo, altrimenti, è quello di complicanze cutanee quali granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus, ma anche di gravi patologie trasmissibili attraverso il sangue, 228 mc

THINK BEFORE YOU INK, DICONO NEGLI USA. E NON A CASO: MALATTIE COME LA PSORIASI E LE ALLERGIE AI METALLI A VOLTE POSSONO PEGGIORARE dall’epatite B o C all’Hiv», continua il dermatologo. «Altra garanzia offerta dai professionisti è l’uso di inchiostri certifcati (attenzione ai prodotti low cost di dubbia origine, che spesso contengono sostanze nocive). Tutte informazioni che devono essere contenute nel consenso informato, da leggere e frmare prima del trattamento. Ci sono raccomandazioni anche per il dopo: nei primi giorni la zona tatuata va protetta da contatti irritanti con gli abiti e nelle prime ore non va bagnata; dal secondo giorno per lenire il gonfore iniziale sono utili creme antinfammatorie a base di alukina o, se necessario, di steroidi; l’area intorno al disegno va disinfettata con una crema antibiotica; nei giorni successivi il sole diretto va evitato. Infne, ogni anno diventa indispensabile un controllo dermatologico accurato: un eventuale melanoma può nascondersi sotto i disegni più estesi e diventa diffcile da diagnosticare tra i colori». NON SOTTOVALUTARE L’EFFETTO IRRITANTE degli inchiostri: malgrado le precauzioni, qualche problema comunque può insorgere: «Think before you ink, dicono gli statunitensi, conviene rifettere prima di tatuarsi. Raccomandazione quanto mai appropriata per le persone con psoriasi, dato che il

25% di loro può andare incontro a un peggioramento della malattia», avverte il dermatologo Cataldo Patruno, tra i relatori della seconda “Scuola di Psoriasi”, corso recentemente organizzato dal Dipartimento di Dermatologia dell’Università Federico II di Napoli. «Ma non solo: nelle persone geneticamente predisposte l’introduzione di pigmenti può alterare l’equilibrio della cute attivando il sistema immunitario fno a farlo “deragliare”. In questo caso il tatuaggio diventa l’elemento scatenante della malattia». Ecco perché anche il più piccolo dei disegni va prima vagliato dal medico. A maggior ragione se si tratta della dermopigmentazione di aree sensibili: «Come estetista specializzata nel trucco permanente tratto spesso donne operate al seno, ridisegnando l’areola mammaria, oppure pazienti post chemio, ridelineando ciglia o sopracciglia», spiega Brigida Stomaci, vicepresidente Unione Benessere Sanità Nazionale. «In questi casi non procedo mai senza una valutazione del dermatologo. In sicurezza, il risultato estetico è ancora più piacevole». Ma anche il più bello dei decori tribali a volte può stancare. «La rimozione è sempre possibile con laser, ma non è mai una passeggiata», spiega nuovamente il professor Di Pietro. «Con il laser frantumiamo i granuli di pigmento dell’inchiostro in modo da ridurli in particelle così piccole da poter essere digerite dai macrofagi della cute. Un processo che richiede tempo, e varie sedute. Il numero e il grado di diffcoltà dipendono dall’estensione del tattoo, dalla profondità raggiunta dagli aghi, dai colori utilizzati. Più diffcili da rimuovere il rosso, il giallo, il bianco, e i disegni complessi. Meravigliosi, d’accordo. Ma meglio pensarci prima». o


febbraio

WARREN HEATH

lifestyle. VETRATE MORESCHE E DÉCOR COLONIALE A CASA DI UNA DESIGNER SUDAFRICANA

CON L A VA L IGI A SE MPRE A PORTATA DI M A NO www.marieclaire.it/lifestyle


lifestyle casa

ESOTISMO MON

Scenari da set cinematografico in una villa in Sudafrica, tra pezzi


Nel soggiorno, spazi aperti e pochi arredi miscelati con eclettica disinvoltura: un antico daybed indiano al centro, un armadio cinese in radica, voliere balinesi e il sŽparŽ di ferro a leggeri ramages.

AMOUR

dÕepoca, mood coloniale e palette scure

testo Marina Moretti foto Warren Heath/Living Inside


lifestyle casa In questa pagina. La scelta di una palette unica sui toni del grigio e dellÕebano uniforma parquet e pareti. Sopra al camino francese intagliato, due lanterne di peltro scendono dal soffitto. Accanto. Nella zona pranzo, il tavolo da refettorio • illuminato da una maxi lanterna in metallo traforato, proveniente dal Marocco.


lifestyle casa


In queste pagine. Nel patio, lÕatmosfera ricorda quella delle case mediorientali, con arredi in vimini da caff• e la tipica fontana dei riad marocchini. Nicchie ad arco e mensole ospitano oggetti speciali, nella palette naturale: corna di renne e antilopi, ciotole scolpite, libri rivestiti in cuoio, lanterne brunite, giare cinesi.


lifestyle casa

In questa pagina. LÕintonaco lasciato grezzo riveste le mura esterne; in cortile, lÕarco moresco e la doccia allÕaperto rafforzano lo stile etnico e informale del dŽcor. Accanto. Jolanda De Villiers davanti alle porte indiane intagliate che ha scelto per lÕingresso.


LE PERSONE CREATIVE RARAMENTE HANNO UN UNICO INTERESSE, di solito la loro curiosità li spinge a esplorare tutti gli aspetti

della vita, a caccia di stimoli e suggestioni. Ne è una dimostrazione la villa che la designer e fashionista Jolanda De Villiers ha creato a sua immagine e somiglianza a Paarl, città del Sudafrica a qualche decina di chilometri da Città del Capo. Questa lady appassionata di moda e design, artefice del concept store Wild Orchid, ha infatti curato l’interior design di casa sua come se fosse un set cinematografico, senza tralasciare un pizzico di pura teatralità. La sorpresa di chi varca la porta è scoprire che l’insieme risulta armonioso e accogliente, nonostante l’accostamento di mobili provenienti da ogni parte del globo e le influenze estetiche diversissime a cui ha attinto. La vera, grande passione di Jolanda infatti è viaggiare, un interesse che fortunatamente va mano nella mano con quello per la moda, visto che le collezioni e i brand che espone nel suo store arrivano da tutto il mondo. Per il décor di casa non ha fatto altro che seguire lo stesso criterio, creando ambienti che letteralmente ti trasportano in altri luoghi. Non è stato sempre così: «Prima della ristrutturazione, le stanze erano scatole uniformi e anonime, con il “less is more” ancora nell’aria», afferma. La trasformazione è avvenuta ispirandosi alle sue mete preferite, l’Oriente intero dalla Cina all’India, il Sud della Spagna con le sue mille influenze moresche, per non parlare della particolarissima iconografia del Marocco, fatta di artigianato unico, di mosaici geometrici e patii rinfrescanti, riprodotta pari pari nel cortile esterno. Se il risultato alla fine si rivela coerente e omogeneo è perché tutto è stato pensato attentamente, c’è una trama precisa dietro allo styling, così come nella scelta degli arredi, cercati con cura e senza fretta. Jolanda però si schernisce: «Il modo in cui ho arredato casa è assolutamente istintivo», confessa. «Non ho nemmeno idea di quando e come finirò». E qui parla l’autentica viaggiatrice, che si gode l’andare, piuttosto che l’arrivo a destinazione. o

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mc oroscopo

ACQUARIO

dal 21/1 al 19/2

La formidabile posizione di Venere,

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le righe. Il vostro azzardo piace. Anche l’impossibile diventa possibile, anche l’incredibile diventa credibile. AMORI La coppia collaudata vive un momento magico. Voi che fate dell’amore un’amicizia complice, adesso non avete più bisogno di parole. Vi intendete al volo, vi capite prima ancora di capire, viaggiate sullo stesso binario pur sentendovi liberi di essere completamente indipendenti. Può essere anche il momento di costruire insieme al vostro amore un’idea comune, una fantasia di quelle coraggiose. Nulla è precluso. Condividere la più eccessiva delle immaginazioni fa molto bene a entrambi.

che per diverse settimane sarà favorevole al vostro segno, apre la vita su scenari ben diversi rispetto a quelli che hanno dominato fno a ora. Tutto è più morbido, rilassato, distaccato, plausibile, possibile, facilitato. Le complicazioni, che non vi sono mai piaciute, non vi inseguono più e tutto si sussegue con naturalezza piacevole che non esclude le relazioni sentimentali. Marte e Saturno in effcace sestile signifcano forza combattiva e penetrativa utile per i risultati professionali, ma Giove, insieme a Venere, difende gli spazi del benessere, dei desideri e delle dolci passioni. La fne dell’inverno vede il vostro passo cambiare. Arrivano novità dal mondo, soprattutto la seconda decade ha la possibilità di occasioni fortunatissime sia per quanto riguarda la carriera che per dare inizio a un amore di quelli indimenticabili. Non è più il caso, per nessuna di voi, a qualunque decade apparteniate, di tirarsi indietro.

DENARO Sia Venere che Giove, tradizionalmente considerati pianeti della fortuna, possono anche migliorare le condizioni economiche di molte di voi. Questo non vuol dire uscire subito per darsi allo shopping più sfrenato, ma approfttare del favore planetario per prendere iniziative speculative prudenti ma vantaggiose, possibilmente a medio termine. Non sono esclusi affatto aumenti anche non preventivati delle entrate di denaro.

POSSIBILITÀ Yes you can. Adesso è proprio il caso di credere al vostro progetto, anche se fosse di quelli incredibili e diffcili. Il favore delle stelle non si limita a questo mese di febbraio o alla primavera, ma si prolunga per mesi. I pianeti lenti formidabili, soprattutto Urano e Saturno, vi offrono la garanzia del successo. Voi che siete campionesse dell’idea originale e della fantasia sorprendente non dovete spaventarvi se si va veramente oltre

VIAGGI Oltre alla fne dell’inverno, tutta la primavera si rivela ideale per viaggi indimenticabili. Potete cominciare a pensarci, programmando e prenotando. Chi però volesse partire subito può farlo: le geometrie celesti sono già ideali per soggiorni anche in luoghi lontani ed esotici. India, Indocina, Indonesia, Giappone, ma anche Centro e Sud America offrono luoghi da sogno per vacanze magiche.


A cura di PATRIZIA TRONI

ariete dal 21/3 al 20/4 Grandissimo mese. Sia i pianeti rapidi che quelli semilenti tutti a favore, con la piccolissima eccezione di una opposizione di Giove per chi fa il compleanno tra 9 e 13 aprile: siate prudenti dal punto di vista fnanziario e non esagerate con la prepotenza e la possessività amorosa. Tutto il segno sta comunque attraversando una fase felicissima. Niente isolamento dal mondo, niente malintesi. Siete creative senza essere esagitate o fanatiche, siete intuitive e tambureggianti senza perdere lucidità e razionalità, sapete portare avanti i vostri punti di vista, anche amorosi, in maniera morbida ed effcace.

toro dal 21/4 al 20/5 Dopo una partenza del nuovo anno decisamente positiva con una tonalità psicofsica vibrante e reattiva, ora si prosegue di slancio. Avete conquistato un passo sicuro e regolare che nelle questioni pratiche mantenete senza cedimenti. Se è vero che una piccola quadratura di Mercurio può segnalare giornate impegnative o affannate, la sostanza delle cose non è in discussione. Voi non indietreggiate, non vi fermate indecise senza sapere dove andare, voi non avete la fronte corrugata dal fantasma sciocco del dubbio inutile. In amore alla solita potente sensualità unite sfumature di dolcezza e romanticismo.

gemelli dal 21/5 al 21/6 Mercurio in trigono, Marte e Venere in eccellente sestile, Giove in aspetto portentoso. Finisce l’inverno e sembra che per voi sia già estate. Siete vincenti, travolgenti, incalzanti, capaci di sbalordire e spiazzare. Guadagnate, vi divertite, evolvete. Saltate da un universo all’altro con estrema agilità e le vostre mille identità si trovano ovunque a loro agio. Solo le nate tra 14 e 18 giugno possono ritrovarsi temporaneamente bloccate dall’opposizione di Saturno, che nelle relazioni consiglia massima prudenza.

cancro dal 22/6 al 22/7 Gennaio aveva consentito a moltissime una pausa di respiro e riconquistato benessere, ma Venere e Marte tornano in quadratura, aspetto diffcile dove già si trova Giove. Il risultato è semplice: la maggior parte di voi non vede l’ora che arrivi l’estate, avrebbe bisogno di una bella vacanza senza avere a che fare con tensioni, obblighi, compromessi, avversari infdi

e disonesti, amori scialbi basati solo su stanche abitudini. Qualcuna ha voglia di rivoluzionare il mondo, si sente pronta e carica al punto giusto per poterlo fare. Qualcun’altra, all’opposto, vorrebbe isolarsi e scivolare nella pace olimpica e beata come un vero santone orientale.

leone dal 23/7 al 23/8 I pianeti sono talmente belli che potete immergervi totalmente nella vostra opera, senza esitazioni e senza dover progettare più di tanto. Siete intuitive, cogliete tutto in un lampo, capite cosa ha dentro di sé il vostro interlocutore prima ancora che apra bocca. In amore quelli che desiderate al vostro fanco non si arrovellano, non sono indecisi, non hanno timore della vostra splendida autorevolezza. Quando li volete vicino a voi non si impuntano né vi fanno arrabbiare. Grande forma. Sentite già la primavera e l’energia scorre fuida con la massima potenza.

vergine dal 24/8 al 22/9 Affdabili, buone e disponibili specie con chi sapete docile e tranquillo. Proprio come voi. In amore però non vi bastano gli esseri teneri e pacifci, volete quello sveglio, con la battuta pronta, che stima la vostra intelligenza, ma soprattutto coglie il potente magnetismo. Assenza di transiti contrari, Saturno disturba solo alcune nate tra 14 e 18 settembre in fase di faticosa rifessione. Non vi è diffcile evitare individui sciocchi e ambigui, applicate alla perfezione il regolamento, gli arcangeli e gli spiriti sublimi vi interessano meno di una persona attiva capace di farvi ridere e rendervi spensierate.

bilancia dal 23/9 al 22/10 Anche se Venere e Marte sono in opposizione - le nate in settembre sentono un vento contrario che in alcuni casi riguarda l’amore e in altri segnala tensioni nel lavoro - la vostra capacità organizzativa e lo spirito razionale riescono a tener testa alle piccole contrarietà. Anche se il portiere non vi vede uscir di casa la mattina con un sorriso solare e spensierato, comunque non siete nemmeno malinconiche e catturate dalle sabbie mobili del pensiero fsso. Alcune dovrebbero evitare il tono da maestrina o burocrate infessibile nei dialoghi d’amore. Le nate di terza decade viaggiano spedite e mostrano determinazione assoluta nel raggiungere il risultato.

scorpione dal 23/10 al 22/11 Un piccolo Mercurio dispettoso sistema qua e là alcune giornate contraddittorie, non al punto da mettere in discussione le posizioni raggiunte di recente. Voi conoscete il know-how dell’esistenza. Possedete l’esperienza, non vi manca l’astuzia, non subite lo scherno, nemmeno per un attimo fnite affitte nell’angolino dell’eterno pessimismo. Sempre combattive e sicure, in questa coda dell’inverno dovreste solo curare meglio certi rapporti, anche di lavoro. Amore al top del passionale, con strepitose astrusità cerebrali.

saggitario dal 23/11 al 21/12 Non subite mascalzonate, non siete mai depresse, volete il sensazionale, non soffrite disturbi né dell’anima né del sentimento. Il vostro cavallo vola, supera le montagne e oltrepassa i fumi, rapido e con occhi fammeggianti, potrebbe addirittura alzarsi in volo. I cori dello stadio sono dalla vostra parte. Siete come un tifone che spazza via tutto dove passa. Non c’è paragone con le incertezze e le fatiche del mese precedente. Ora siete incontenibili, vincenti, felici di essere.

capricorno dal 22/12 al 20/1 Febbraio è un mese faticoso, tutti fniscono per contare troppo su di voi, ben sapendovi valide ed effcienti. Adesso però il cielo tende a tenere verso di voi una modalità vessatoria: attente a non reagire con ostinazione e testardaggine opponendovi alle cose frontalmente. Più che come sergenti di ferro o guerriere inossidabili è preferibile porsi con massima elasticità e in amore, soprattutto per le nate in dicembre, sarebbe meglio non puntualizzare troppo e non essere prepotenti.

pesci dal 20/2 al 20/3 La realtà a volte fatica a starvi dietro, cammina troppo lenta, non riesce a capire i vostri voli straordinari negli universi paralleli. Non potete però rinunciare a essere voi stesse fno in fondo, se non ci foste l’esistenza sarebbe un’unica, infnita banalità. Pochissime di voi arrancano o si perdono, forse alcune nate tra 14 e 18 marzo, alle prese con le dure salite disegnate da Saturno. Non vi va di fare passerelle, in alcuni momenti siete inaccessibili o brontolone, ma voi conoscete benissimo la linea da tenere e alla fne quello che vi eravate messe in testa riuscite a realizzarlo.


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Ho LETTO la MANO a... ALLURE CARISMATICA, V VOCE SCIOGLIGHIACCIO... LÕattore e regista Alessio Boni • - come si direbbe a Milano decisamente un bel ÒfioeuÓ. E proprio a due passi dal Duomo lo incontriamo, in occasione della campagna a sostegno o delle donne maltrattate (promossa da Pangea onlus con il sostegno di Starhotels) di cui Alessio • testimonial. Attivista a generoso, non • la prima volta che scende in campo. Ambasciatore Unicef e di Cesvi, si • impegnato ad Haiti, in Moozambico, Malawi e in Cambogia con Project Life. Le • rimasta qualche immagine particolare di queste esperienze? ? Non ne vorrei parlare. Non voglio in nessun modo strumentalizzare il dolore. Questi viaggi hanno sempre risvolti dram-matici. Pensi alla Sicilia: ragazzini che c arrivano con gli occhi pieni di speranza e stanno nei centri dÕaccoglienza per meesi e mesi, abbandonati a se stessi. Per fortuna lÕaccoglienza degli italiani • sublime, ci sono famiglie che li prendono in n casa e a volte finiscono addirittura per p adottarli... Dopo i ragazzi, le donne maltrattate. Come spiega un fenomeno o di tali dimensioni? Quando cÕ• pi• attenzione da parte dellÕinformazione, la gente comincia a fare mente locale, a scoperchiarsi la testa e dirsi: ÇQuanto siamo violenti!È. Sapeva che sono state uccise 1740 donne negli ultimi dieci anni in Italia? E il 75 per cento dei delitti avviene dentro casa. Questo provoca effetti devastanti a cascata, bambini orfani che non sono orfani ÒnormaliÓ, ma persone segnate per la vita. Ecco perchŽ sono qui oggi, perchŽ noi, uomini idioti, dobbiamo imparare a metabolizzare il dolore, a capire che solo perchŽ fisicamente si • pi• forti non si pu˜ fare del male impunemente. é un tema che lÕappassionaÉ Davvero non so come mai, ma da sempre le persone disastrate, bistrattate mi interessano di pi• di quelle che hanno un piedistallo sotto ai piedi. E non lo sto dicendo per sottolineare quello che faccio, detesto essere definito un Òbravo ragazzoÓ. Magari • scritto nelle linee della sua mano. Ecco, legga pure. La linea della vita • lunga e ben disegnata. Bene. Vi sotterro tutti. Per˜ cÕ• questa congiunzione con la linea dellÕinconscio. La grande sensibilitˆ viene da l“. BeÕ, sono un buon candidato allÕulcera. E poi la linea dellÕamore, ben marcata ma con qualche diramazione. Come vanno i sentimenti? Bene, assolutamente bene. Sicuro? Sicurissimo. (Ragazze, rassegniamoci: sembra proprio che il cuore di Alessio batta giˆ per altre ottime cause, ndr). Marina Moretti

ALESSIO

BONI 242 mc


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Marie claire italia febbraio 2017 mar