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settimanale n. 24 8/6/2016

KATE BOSWORTH 33 ANNI, ATTRICE

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L E N O U V E AU PA R F U M


L’anima del viaggio. Scopra di piu’.


-Pagina-

80

GR A ZIA 24• SOMMARIO

LOOK D’ESTATE Abito in seta a righe, con maxibalza (Pinko).

18

EDITORIALE

24

GLI INDISPENSABILI DELLA SETTIMANA PERSONE Dev Patel,

26

30

50 52 56

66

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76 78 80

Foto YU TSAI

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KATE BOSWORTH

di Silvia Grilli e la posta di GRAZIA

Marianna Di Martino

AT T UA LI TÀ

LE 10 NOTIZIE DI CUI PARLARE

•Addio Johnny, io scelgo la verità •Sono uomini, non bandiere •Fateci mettere il tubino in tv •Ragazza di Rio, non sei sola •Come ci si veste per salutare il Papa •In quella famiglia nessuno è genitore •Noi che sappiamo leggere le cicatrici dei migranti •Le città riscoprono gli anziani •Vota il look •Questi cani sf idano i terroristi E ANCHE Questa settimana E ANCHE WEB LA SVOLTA Melissa Satta:

«Sarò una principessa»

A TU PER TU Elle Fanning:

«Quell’ossessione chiamata bellezza» FUORICLASSE David Trezeguet: «Il calcio non ha paura» BELLE SCOPERTE Non c’è cuore senza sesso EVENTI Il giorno di Sof ia VUOI STAR ZITTA, PER FAVORE? di Annalena Benini STAR DI COPERTINA Kate

Bosworth: «Mai andare sul sicuro» UOMINI Giampaolo Morelli: «Più invecchio, più sono felice» L’INCONTRO Ornella Vanoni: «Siamo guerriere dal cuore fragile» INCHIESTA Nella mia scuola c’è la discriminazione al contrario 13


GR A ZIA 24• SOMMARIO

-Pagina-

56 BIANCO SEXY Chiodo in duchesse di seta su abito in raso con scollo a cuore (tutto Atelier Emé). Bracciali rigidi con pavé di Clear Crystal su metallo pvd oro rosa (Swarovski).

MELISSA SATTA: «SARÒ UNA PRINCIPESSA» M O DA

100 SPORTIVA E SENSUALE 112 SHOPPING Da una gonna all’altra 116 IL LOOK DELLA SETTIMANA

Righe di moda WE LOVE IT La borsa per il Museo Whitney 120 WE LOVE IT Cristalli e quarzo 118

122 124 126 128

L’ANIMA DOLCE DI KATE INTERVISTA Annarita Noviello FASHION NEWS ESCLUSIVO La mia Rio tra moda

e Redentore

132 STREET STYLE La stagione

del bianco

134 138 140 142

B ELLEZ Z A

CIGLIA A COLORI WE LOVE IT Rossetti e smalti puri BEAUTY NEWS IRRINUNCIABILI DELLA SETTIMANA

LI F ES T Y LE

•Outcast •Londra vegetariana •Libri •Cinema •Parma •TaorminaFilmFest 152 GNAM Il lato dolce dell’estate 155 LIVING L’Africa in casa 158 160 161 162

14

E INFINE... OROSCOPO di Melissa P. INDIRIZZI LA POSTA DEL CUORE

di Victoria Cabello

Foto MATIAS INDJIC

144 CULT CULT CULTURA DELLA SETTIMANA •Triennale di Milano


IN COPERTINA

GR A ZIA 24• SOMMARIO -Pagina-

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IL CUORE FELICE L’autore di un nuovo libro sull’organo più importante del corpo spiega che niente fa bene come il sesso.

L’ADDIO DI AMBER Non ha accettato di essere maltrattata dal suo uomo, il divo Johnny Depp. Anzi, Amber Heard ha mostrato a tutti il suo volto tumefatto. Ed è diventata un simbolo per tante donne. -Pagina-

66

-Pagina-

74

L’attrice Kate Bosworth indossa una T-shirt annodata su gonna traforata e scarpe “slip on” con cristalli (tutto Pinko). L’IDEA BELLEZZA: make up a effetto splendore. Sulle palpebre, Ombre Iridescente nelle sfumature Silver Ivory e Silver Pink. Per le labbra, Rouge Eclat Rose Praline. Tutto Clarins. PETTINATURA: Bridget Brager@The Wall Group. TRUCCO: Pati Dubroff@Forward Artists. STYLING: Martina Nilsson@Opus Beauty. FOTO: Yu Tsai.

-Pagina-

90

ANCHE COLIANDRO CRESCE A tu per tu con Giampaolo Morelli, ispettore in tv e papà a tempo pieno fuori dal set.

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ELLE FANNING Il giovane talento di Hollywood è la protagonista di un film sull’ossessione per la bellezza. Grazia l’ha incontrata.

100

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94 ORNELLA VANONI Catherine Spaak ha incontrato la grande interprete italiana. Che le ha parlato di errori, rimpianti e del suo spirito da guerriera fragile. 16

TENDENZA FITNESS Capi tecnici e d’ispirazione sportiva sono gli indispensabili per lo stile del momento.

-Pagina-

34

A RIO CON CHIARA FERRAGNI La designer e influencer racconta per Grazia la città olimpica, dove Louis Vuitton ha presentato la sua ultima Collezione Crociera. -Pagina-

128

LASCIATECI IL TUBINO NERO I nuovi codici d’immagine della tv pubblica vietano i tacchi e l’abito più classico. Grazia ne ha parlato con il direttore di Rai Tre Daria Bignardi (nella foto) e alcuni volti noti del piccolo schermo.


GR A ZI A• 8 GIUGNO 2016

EDITORIALE

POSTA

scrivete a GRAZIA:

Segrate (MI) palazzo Mondadori 20090 EMAIL: lapostadigrazia@mondadori.it SOCIAL: m/grazia facebook.com/grazia -ittwitter.co zia. instagram.com/gra WEB: GRAZIA.IT

LETTERE AL DIRETTORE Email di Sonia Ramella Carissima Silvia, grazie per la splendida giornata che ha fatto vivere a mia figlia Giorgia con Sofia Viscardi. Sono sicura che questa esperienza, assieme al ricordo di aver conosciuto persone gentili e disponibili, rimarrà sempre nel suo cuore. «Cara Sonia, grazie a Giorgia e grazie a tutte le meravigliose ragazze che sono state nostre ospiti per incontrare e fare domande a Sofia Viscardi. Sua figlia troverà la foto con Sofia a pagina 76. Le altre immagini di quel pomeriggio speciale sono su Grazia.it. Un bacione e alla prossima».

Non è più tollerabile che la politica e i legislatori non mettano ai primi posti delle emergenze italiane la strage fisica e psicologica delle donne: i femminicidi, gli stupri, la violenza domestica. Non si evita l’efferato omicidio di Sara, la 22enne arsa viva dall’ex fidanzato a Roma, solo contando sul passante che telefona al 113. Quello è un obbligo di civiltà e solidarietà, com’è necessario chiamare i carabinieri quando il vicino « Caro Giancarlo, grazie della sua email. di casa picchia o insulta la moglie. Ma ora c’è bisogno di un Il rimprovero del papa mi è sembrato più che intervento rivoluzionario, in una società dove gli uomini sono ingeneroso. Mi è parso crudele. Una frase del cambiati poco e le donne enormemente. In Italia fino al 1968 genere fa apparire colpevole l’amore che si prova l’adultera poteva essere punita con il carcere e l’omicidio verso gli animali e lo declassa ad amore di serie B». compiuto dall’uomo per salvaguardarsi l’onore era considerato benevolmente fino al 1981. Oggi queste leggi Email di Marta Pepino aberranti non ci sono più, le ragazze sono apparentemente Non sono d’accordo con chi ripete che allattare al seno libere, si laureano più degli uomini, raggiungono posti di è il gesto più naturale che ci sia. Allora anche fare pipì lavoro importanti, si sentono alla pari, poi arriva la coppia con è un gesto naturale, perché non farlo in pubblico, in i suoi squilibri, con i maschi che si reputano ancora nella maggioranza dei casi i detentori del potere. Ecco, bisogna fare un lavoro enorme per rivoluzionare la cultura della LA MIA BAMBINA disparità. Devono cominciare i genitori insegnando ai maschi REBECCA NEL la non prevaricazione e alle figlie femmine a reagire. NOSTRO SALONE Dobbiamo ripartire dalla scuola, dove andrebbe insegnata DI BELLEZZA non solo la parità di genere, ma anche a riconoscere GIÀ MOLTO INTERESSATA ALLE la violenza psicologica. Tutto questo si può fare solo con ULTIME TENDENZE l’aiuto della politica. Finché non troverò un sindaco, DELLA RIVISTA PIÙ un leader politico che non metta al primo posto la strage BELLA: GRAZIA! fisica e psicologica delle donne io non mi sentirò abbastanza SCRIVI AL DIRETTORE: rappresentata in questo Paese. Email di Carolina grazia. Parrini Silvia Grilli, direttore diretto

@ mondadre ori.it

Foto FOTOGRAFO FOTOGRAFO

Ci vuole la rivoluzione contro la strage delle donne

Email di Giancarlo Bonini Vi ringrazio per aver pubblicato l’articolo “Caro Francesco, sbagli. Gli animali ci insegnano ad amare”. Concordo in pieno con quanto scritto. Da cattolico, le parole del papa mi hanno rattristato. In una società individualista come la nostra non è giusto colpevolizzare un sentimento di compassione e generosità, in qualunque direzione esso si diriga. Il cuore è uno e chi prova amore verso le creature senza voce è altrettanto capace di provare empatia verso i suoi simili bisognosi. Foto SIMONA SALVATORI, KARMAPRESS

Sopra, Sara Di Pietrantonio, uccisa dal suo ex fidanzato. A destra, il direttore di Grazia, Silvia Grilli.


GR AZIA POSTA

LETTER EMAIL E FACEBO OK TWITTER INSTAGR AM

mezzo alla gente? La riservatezza non è un difetto. Allattare è un bellissimo gesto intimo. Ma tante mamme non sono capaci di renderlo tale. La mamma che è tornata davanti a un locale con le amiche, con il seno di fuori per protesta (come raccontato nell’articolo “Allattare non è uno scandalo”, su Grazia 21, ndr), ha dimostrato di essere un’esibizionista. Sono una mamma e credo nella discrezione. «Cara Marta, credo che allattare sia un bellissimo gesto privato. Io ho allattato a lungo mia figlia Anna, a volte l’ho fatto anche in luoghi pubblici, ma cercando di essere il più discreta possibile. Trovo, però, che il paragone tra allattare e fare la pipì sia, mi perdoni, assolutamente fuori luogo. Un abbraccio». Email di Luciana Marotta Gentile direttore, sono letteralmente entusiasta della sua rivista. Nonostante apprezzi molto la donna filiforme e slanciata, rimango, però, inorridita dall’immagine, peraltro messa all’inizio della rivista (su Grazia 21, a pagina 9) che ritrae una modella, senza dubbio anoressica, fotografata addirittura di fianco, tale da sottolineare la sua eccessiva magrezza. La moda è espressione di creatività e di armonia. Sinceramente, in quella foto, non ritrovo nulla di attraente e nemmeno un valido spunto d’ispirazione. «Cara Luciana, la modella è la stessa del servizio di moda all’interno di Grazia. Probabilmente la posa di pagina 9 non aiuta, ma non è eccessivamente magra. Faremo comunque più attenzione all’immagine di donna che proponiamo alle nostre lettrici. Grazie della sua email». Lettera di Anna Staffa Carissimo direttore, sono una giovane di 93 anni e leggo Grazia dal maggio del 1941, l’ultimo anno di scuola magistrale. Ho visto il giornale in mano a una compagna e subito è nato un grande amore, che ancora dura. Certo, è molto cambiata, era più piacevole, ma ci vuole pazienza, sono altri tempi! I tuoi vestiti mi piacciono, somigliano ai miei di quando si cercava di essere eleganti: gonne e scollature al punto giusto. Ma ora non parlo più sennò mi direte: «Ma che cosa vuole da noi questa vecchia?». Con tanti auguri per tutto e la speranza di potervi leggere ancora. «Vecchia tu? Ma non scherziamo. Complimenti, carissima Anna». GLI UOMINI SECONDO LAURA PAUSINI Email di Paola Tilli Ho letto l’intervista a Laura Pausini e non mi è piaciuta la sua affermazione riguardante gli uomini, 20

che lei preferisce «con la faccia da buoni, ma gran maiali». Poi conclude dicendo che se è nata in Romagna non è colpa sua con buona pace di tutte le donne di questa regione che si sono sentite paragonate alla Maga Circe. Risponde Camilla Baresani, autrice dell’intervista: «Cara Laura, forse la battuta che l’ha scandalizzata ha un suono diverso se ascoltata o letta. Io l’ho riportata perché l’ho trovata simpatica, liberatoria e persino tenera. Mi creda: pronunciata da Laura è la cosa più distante che si possa immaginare dalla volgarità. Per darle il giusto valore, non isoli questa frase scherzosa, ma la inserisca nel contesto delle altre affermazioni, per esempio quelle bellissime sui valori romagnoli che Laura vuole trasmettere a sua figlia». CARE LETTRICI, dalle vostre lettere può nascere l’idea di un’inchiesta o di nuove storie da raccontare. Firmate con nome e cognome: sarà più facile contattarvi! E… scriveteci! A cura di Simona Coppa

INSTAGR A M T W I T T ER

I NOSTRI IDOLI POP

Angy @AngySimonDD Appena comprato @Grazia, solo per leggere la tua meravigliosa intervista! Complimenti e Grazie Michele Vignali @michelevignaliblog #goodmorning La mattina inizia con il piede giusto con la lettura di #grazia Lali Troiano @lali_troiano la mia Sofia su Grazia Grazie mille finalmente una gioia #sofiaviscardi #youtube # grazia #happiness Carmelita Falcone @carmelyta Le domeniche umide e nuvolose non sono gradite qui in Sicilia, io cerco di iniziare lo stesso al meglio la giornata con @grazia_it Laurapausini fanclub @lpausinifanclub Laura Pausini su #Grazia

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Masvelt

Rimodellare. E riscoprirsi. Clarins concentra 50 anni di expertise corpo in una formula innovativa a base di piante che rimodella, rassoda e ridisegna i contorni della silhouette. L’estratto di papavero, racchiuso in Masvelt, ha il duplice potere di limitare l’accumulo dei grassi e favorirne l’eliminazione. La texture vellutata si fonde perfettamente sulle zone da trattare e... il corpo non ha più nulla da nascondere.

Dopo 2 settimane, 85% delle donne ha constatato braccia scolpite*. Dopo 4 settimane, 83% delle donne ha constatato pancia e punto vita rimodellati*.

86% delle donne giudica le proprie curve più belle*. *

Test di soddisfazione, 49 donne utilizzatrici di prodotti snellenti.

Estratto di papavero Contrasta l’accumulo dei grassi e ne favorisce l’eliminazione.

Tu, prima di tutto.


GR A ZI A• TA BLET

SCOPRI UN NUOVOE MODO DI LEGGER DIRETTORE RESPONSABILE_SILVIA GRILLI

grazia.direttore@mondadori.it

VICEDIRETTORE_PIERO MACCHIONI piero.macchioni@mondadori.it ART DIRECTOR_DANIELE COSTA daniele.costa@mondadori.it CAPOREDATTORE CENTRALE_LAURA INCARDONA

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HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Nike Antignani, Alessandra Avallone, Michele Bagnara, Annalena Benini, Antonella Bigotto, Elsa Bonfiglio, Victoria Cabello, Valentina Calzavara, Claudia Catalli, Benedetta Ceppi, Claudio Cerasa, Fabrizio Cestari, Paola Ciana, Laura Collura, Lucio Convertini, Caitlin Cronenberg, Martina D’Amico, Rachele Enriquez, Chiara Ferragni, Tamara Gianoglio, Gaia Giovetti, Cristina Giudici, Julian Hargreaves, Matias Indjc, Claudia Lister, Costanza Maglio, Giulia Malnati, Flavia Neviani, Marzia Nicolini, Martina Nilsson, Melissa P., Valeria Parrella, Rankin, Barbara Rombi Serra, Edoardo Russo, Fiamma Sanò, Maurizio Sapia, Gloria Satta, Donatella Sgroj, Riccardo Slavik, Catherine Spaak, Marìka Surace, Stefano Trovati, Enzo Truoccolo, Yu Tsai, Jeff Vespa, Johannes Hinrich von Borstel, Rachel Weiss. People contributor Ildo Damiano

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GR A ZI A• MODA

1

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IN SPIAGGIA

Sono un immancabile di stagione gli shorts in denim bianco con gli orli sfilacciati (J Brand, € 164).

RÉTRO

Gli occhiali da sole Michelle, dedicati a una delle muse della maison, l’attrice Michelle Williams, sono in acetato e tessuto (Louis Vuitton, € 475).

3

RIGOROSA

La it bag, piccola e in cavallino, si chiama Le Sac 11: 11 come il giorno della nascita di Giorgio Armani, in luglio, e il civico della sede dell’azienda a Milano (Giorgio Armani, € 1.800).

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SORPRENDENTI

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TRASPARENZE

Fa parte della collezione Signature il bomber leggerissimo a righe con i bordi in maglia elastica (Herno, € 650).

24

Le scarpe chiuse da stringhe sono in pvc trasparente e pelle argento effetto pitone (Chanel, € 1.800).


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AFFUSOLATE

Le ballerine a punta in camoscio con i lacci sono il nuovo passepartout di stagione (Primadonna Collection, € 39,99).

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DELICATA

La collana in argento ha il ciondolo pendente in smalto a forma di mongolfiera (Rosato, € 159).

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EFFETTO UNCINETTO

La mini borsa a tracolla lavorata a punto nocciola ha i profili in cordone nero e catena (MMissoni, € 271).

9 ANNI 70

Si ispirano ai modelli di quel periodo i jeans Cropped Boot che scoprono la caviglia con una leggera svasatura (7 For All Mankind, € 100).

PIÙ NG PPI O H S SU:

grazioam shop.c

10 CORTO

Romantico e femminile il top in pizzo si indossa giorno e sera (Fracomina, € 54,90).

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GR A ZIA PERSONE

Sembrava matematica, invece era Dio

L’attore britannico di origine indiana Dev Patel, 26 anni.

26

Ricordo Dev Patel con il viso da ragazzo ai tempi della sua storia d’amore con Freida Pinto e della celebrità planetaria che avevano raggiunto con il film Oscar The Millionaire, nel 2008. Lo ritrovo oggi, adulto e molto credibile, nel ruolo di Srinivasa Ramanujan, il matematico indiano protagonista del film L’uomo che vide l’infinito, che racconta la storia vera dell’amicizia di questo genio dei numeri con il suo mentore G.H. Hardy, interpretato da Jeremy Irons. Lei nel f ilm è un autodidatta che, pur morendo giovanissimo, a 32 anni, ha rivoluzionato la matematica. Anche lei ha la passione per i numeri? «No, ma Ramanujan aveva un modo tutto suo di spiegare quella complessità. Pensava che la matematica fosse come dipingere senza colori ed era molto religioso. Credeva che ogni equazione fosse espressione di Dio. Invece Hardy, il suo mentore, era ateo e credeva soltanto alle prove concrete. L’incontroscontro tra i due è molto appassionante». È questo che l’ha spinta verso il ruolo? «È raro che un attore della mia età e delle mie origini abbia la possibilità d’interpretare una parte così densa. Inoltre, quando ho detto sì, ero sicuro che la storia avrebbe attratto qualche grande star». Parla di Jeremy Irons? «Ero intimorito a recitare con lui, ma Jeremy mi ha fatto scoprire anche il suo senso dell’umorismo. Dimostrandomi che su di lui avevo fatto i calcoli sbagliati». n

L’UOMO CHE VIDE L’INFINITO : IL FILM DI MATT BROWN È NELLE SALE DAL 9 GIUGNO, IL ROMANZO DI ROBERT KANIGEL È PUBBLICATO DA RIZZOLI.

Foto TRUNKARCHIVE/CONTRASTO

DEV PATEL, il ragazzo del film The Millionaire, è cresciuto. Ora recita con Jeremy Irons nel film sulla vita di un genio dei numeri. Dal quale ha imparato che dietro un’equazione c’è sempre molto di più


L’attrice Marianna Di Martino, 26 anni. Qui è in total look Fendi.

Nei momenti che contano, vado d’istinto Ha conquistato il regista inglese Guy Ritchie con un provino girato in riva al mare. Ora l’attrice siciliana MARIANNA DI MARTINO in tv affronta una sfida più difficile: fare la mamma per la prima volta nella vita «Non so quante volte sul set di Matrimoni e altre follie mi hanno detto: “Marianna, tu devi fare subito un figlio”. In questa fiction ho fatto le grandi prove e sono pronta per diventare mamma». Comincia così l’intervista a Marianna Di Martino, attrice 26enne nel cast della nuova serie di Canale 5 accanto a Nancy Brilli, Massimo Ghini, Martina Stella e Massimo Ciavarro. E prosegue sull’emozione di interpretare il ruolo di madre di un bimbo di 11 mesi, di tenerlo in braccio, di vederlo cambiare settimana dopo settimana. «Mi sono affezionata a lui come una zia, anzi di più», dice. Quando avete f inito le riprese ha dovuto affrontare la sindrome da nido vuoto? «Sì, ma ho fatto in modo di ridurre al minimo il dolore del distacco. Ho la casa piena di fotografie del piccolo Lele. Ho voluto le immagini del suo battesimo: io l’avevo vissuto solo per finta». Che cosa la separa dalla maternità? «La mancanza di una relazione stabile, che al momento non c’è. Ma ogni volta che ho avuto un fidanzato, un amore, ho provato il desiderio di avere un figlio». Intanto, prosegue la carriera di attrice. «Certo, ma a modo mio. Ricordo quando mi hanno chiamato per un provino a Roma per il film di Guy Ritchie Operazione U.N.C.L.E. Ero appena arrivata a Catania, a casa mia, ero in riva al mare. Invece di risalire in aereo, ho indossato una camicia bianca sopra il costume da bagno e ho fatto un “auto-provino”: un video che mi ha fatto mio fratello con il telefonino. E ho ottenuto la parte». n

MATRIMONI E ALTRE FOLLIE , CANALE 5, IL MERCOLEDÌ IN PRIMA SERATA.

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Acconciature e make up EMANUELA DIGIAMMARCO@SISLEY PARIS styling ARIANNA CIARALLI@MPUNTO COMUNICAZIONE

GR A ZIA PERSONE


1O Le

DI CUI PARLARE

AMBER HEARD HA DECISO: LA VITA E LA DIGNITÀ VALGONO PIÙ DELLA FAVOLA DI HOLLYWOOD. HA DENUNCIATO LA VIOLENZA DEL MARITO JOHNNY DEPP, HA MOSTRATO AL MONDO IL SUO VOLTO TUMEFATTO. E HA SFIDATO L�OPINIONE PUBBLICA, CHE NON LE CREDE E SI È SCHIERATA CON IL CELEBRE PIRATA. IL SUO CORAGGIO È LO STESSO DI TANTE DONNE CHE ROMPONO IL SILENZIO E CHIEDONO GIUSTIZIA 30


1

I

L’ALTRA FACCIA DEL DIVO

Foto GETTY IMAGES, LA PRESSE

SOPRA, AMBER HEARD, 30 ANNI, MOSTRA IL VOLTO TUMEFATTO DOPO UNA LITE CON JOHNNY DEPP, 52. A SINISTRA, I DUE ATTORI PRIMA DELLA CRISI, QUANDO PER TUTTI ERANO LA COPPIA PIÙ BELLA DEL MONDO.

n questa brutta storia c’è solo un vincitore: il suo nome è Harvey Levin, lo spregiudicato editore del sito di pettegolezzi Tmz. com. È lui che, 24 ore dopo aver riportato la notizia, incomincia a far circolare le voci del motivo che avrebbe spinto Amber Heard a chiedere il divorzio da Johnny Depp. Sono parole brutte che mai avremmo voluto sentire abbinate a un divo così amato: abuso, botte, violenza. Sono parole che non sono più soltanto un pettegolezzo, dal momento che sono diventati pubblici i documenti presentati in tribunale dall’attrice e dai suoi avvocati, insieme alla richiesta di un ordine restrittivo nei confronti di Depp. Si tratta di una fotografia nella quale Amber ha l’occhio e la guancia destra tumefatti, di una chiamata alla polizia e della testimonianza dell’amica con cui l’attrice era al telefono durante uno degli assalti di Johnny, un’amica che può testimoniare delle urla e degli improperi. Nel verbale Amber racconta che quel matrimonio, che da fuori sembrava perfetto, in realtà era condito di insulti e di violenza fisica e psicologica, di scatti d’ira, di gelosia eccessiva, di bottiglie spaccate e di telefoni tirati in faccia tanto che, dice, «più di una volta ho avuto paura per la mia vita». Sono racconti che si riferiscono a episodi specifici: uno la sera del compleanno di Amber, il 22 aprile, e uno la sera del 21 maggio, il giorno dopo la morte della madre dell’attore quando, racconta l’attrice, Johnny Depp sarebbe tornato a casa ubriaco e forse fatto di droga e l’avrebbe insultata e picchiata, offrendole poi dei soldi per non rendere pubblico l’accaduto. Offerta rifiutata: Amber chiede il divorzio esattamente due giorni dopo, il 23 maggio, mentre Depp è a Los Angeles alla prima del film Alice attraverso lo specchio. E il 27 maggio, quando si presenta in tribunale, ha ancora la guancia arrossata: il giudice emette un ordine restrittivo e ordina a Depp di tenersi a 100 metri di distanza da lei, ma nega all’attrice i soldi che aveva chiesto per il mantenimento (pari a 45 mila euro al mese). Secondo l’avvocato di Depp, Laura Wasser, le accuse della moglie non solo sono infondate, ma fanno parte di una campagna orchestrata per proteggere la propria immagine dopo che i fan e i media l’avevano accusata di essere una cacciatrice d’oro. Ovviamente nessuno sa con certezza da che parte stia la verità. Però fa pensare come la campagna

in difesa di Johnny Depp sia cominciata così in fretta. Il giorno dopo l’esplosione dello scandalo è venuta fuori la prima moglie di Depp, Lori Anne Allison, con una dichiarazione: Johnny non farebbe male a una mosca, figurarsi a una donna. Altrettanto hanno dichiarato Vanessa Paradis, compagna per 14 anni e madre dei suoi due figli, e Lily-Rose, la primogenita, che su Twitter ha lodato il genitore come affettuoso e tenero. A parte il fatto che il mondo è pieno di padri amorevoli col vizio però di picchiare la moglie, mentre gran parte di Hollywood tace, la maggioranza dell’opinione pubblica ha già deciso che Johnny, in qualità di divo, deve essere salvato e che il ruolo del mostro va alla moglie. Un gran bel ribaltamento di ruoli. Un gran bell’esempio di sessismo aggravato ancora di più dal fatto che, per rendere le parole di Amber meno credibili, si va a tirare fuori il suo passato, per altro mai nascosto, da bisessuale. Cose che con gli abusi non dovrebbero avere nulla a che fare. Che Johnny Depp sia un divo molto amato non si discute, così come il suo contribuito al cinema, ma se ha picchiato la moglie va giudicato per quello che ha fatto. Un bel segnale potrebbe arrivare dal mondo della moda: Depp è testimonial del profumo Dior, la casa che in passato ha licenziato lo stilista John Galliano dopo che era saltato fuori un video in cui esprimeva opinioni antisemite. E se licenziassero anche lui? Sarebbe un segno soprattutto per le altre, le tantissime vittime di abusi che troppo spesso non parlano per il timore di non essere credute. Amber Heard è giovane e sicuramente meno universalmente amata di Johnny Depp: accusarlo di violenza dopo 15 mesi di matrimonio non deve essere stato facile. Mettersi dalla parte di quella che rompe il giocattolo che tutti amano è una posizione molto scomoda. Sarebbe potuta rimanere in silenzio, invece ha deciso di uscire allo scoperto. È vero che è un’attrice di Hollywood, una privilegiata, ma il coraggio che è servito a lei è lo stesso che serve a qualunque donna nella stessa situazione. È per questo che le diciamo di non mollare. Nell’ultima fotografia uscita in questi giorni, Amber è insieme all’avvocatessa che la rappresenta in tribunale: le due donne, appena uscite da una riunione-fiume durante la quale hanno discusso la linea processuale da seguire, ridono e si abbracciano. Facile pensare che i difensori di Depp useranno anche questo sorriso contro di lei. Però è il sorriso di una donna tosta, che ha deciso che la verità e la sua vita valgono più di mille Oscar e di mille tappeti rossi. E che con il suo gesto potrebbe ispirare tante altre donne. n 31


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DOPO IL RIENTRO IN ITALIA DI SALVATORE GIRONE È INIZIATA LA CORSA A COINVOLGERE NELLO SCONTRO POLITICO I DUE MARÒ CHE L’INDIA VUOLE PROCESSARE. IL DIRETTORE DEL FOGLIO DICE A GRAZIA PERCHÉ TRASFORMARLI IN EROI VA CONTRO L’INTERESSE DI TUTTI

2 Da sinistra, Salvatore Girone, 37 anni, e Massimiliano Latorre, 49: i marò sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani.

S

embra che la polemica sulla questione marò non debba mai finire. E che, anzi, con il ritorno di Salvatore Girone in Italia, non faccia che accentuarsi. Quel che è certo è che la scelta di non dare un ruolo da protagonisti ai due fucilieri della Marina alla parata del 2 giugno, per la Festa della Repubblica, ha diviso ancor di più l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi avrebbe voluto che i due militari venissero applauditi come star, dall’altra chi, invece, invita alla prudenza, visto che la loro vicenda giudiziaria non è ancora risolta: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di avere ucciso nel 2012 due pescatori indiani dopo averli scambiati per pirati che volevano assalire una petroliera italiana, la Enrica Lexie, su cui i fucilieri erano in servizio. Tra chi invita alla prudenza c’è il premier Matteo Renzi che, pur avendo esultato per il ritorno di Girone (Latorre è rientrato in Italia nel 2014, per curarsi dopo un ictus, ndr), ha chiesto che la questione venisse affrontata con sobrietà istituzionale. Sono d’accordo con questa posizione. Innanzitutto perché è vero che i due marò sono stati vittima della cattiva gestione di un affare che andava trattato, per la complessità degli interessi in gioco, da un tribunale diverso da quello indiano. Ma non va dimenticato che i nostri fucilieri sono comunque al centro di un complicato processo con ramificazioni internazionali e occorre prudenza. Credo sia la scelta migliore nel loro stesso interesse. Una sovraesposizione

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BANDIERE

delle loro storie, e un’eccessiva enfasi sulle loro figure, non faciliterebbero i rapporti con l’India. Il Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja, in Olanda, dovrà stabilire, non prima del 2018, di chi sarà la competenza a giudicare il reato di cui i marò sono accusati. Nel malaugurato caso in cui si dovesse decidere per un giudice indiano, servirà tutta l’abilità diplomatica di cui siamo capaci per far sì che i nostri militari non debbano ripartire. Scegliere la via del basso profilo, anche in previsione di questa decisione, non potrà che giovare. E allora perché farne degli eroi? Come dice anche la figlia di Latorre, la 22enne Giulia, gli eroi sono un’altra cosa e trasformare i due fucilieri in pedine elettorali, a uso e consumo di quella o quell’altra forza politica, è un rischio soprattutto per i marò. Non sarebbe responsabile, sarebbe sciocco, e un po’ da sciacalli, in un momento politico delicato per il nostro Paese, con il referendum costituzionale in programma per ottobre che già vede gli opposti schieramenti in campo, con argomenti di ogni genere. I militari, soprattutto quelli coinvolti nelle missioni di pace all’estero, rappresentano il nostro Paese e le Forze Armate sono un orgoglio italiano. Per me è un’ovvietà, per qualcuno no. E mi viene il sospetto che le divisioni sui marò nascano anche alla luce di questo problema. Alla luce del fatto che, per una parte dell’opinione pubblica, la presenza italiana sui vari teatri di guerra è ancora un tabù. (testo raccolto da Marika Surace) n * Direttore del quotidiano il Foglio

Foto ANSA

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il tubino in tv

DOPO L’ANNUNCIO DI UN CODICE D’ABBIGLIAMENTO ULTRA SOBRIO ALL A RAI, GRAZIA HA INDAGATO. E HA CHIESTO ALLE PROTAGONISTE DEL VIDEO CHE COSA NE PENSANO. TUT TE D’ACCORDO: L A PROFESSIONALITÀ NON SI MISURA CON L’ORLO DI UNA GONNA

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he cosa sta succedendo in Rai? Le grandi manovre per il cambiamento passano anche dai piccoli dettagli di stile. E la scelta è quella del profilo basso (no tacco 12, per intenderci). Prima un ordine di servizio, firmato dal direttore di Rai Parlamento, Gianni Scipione Rossi, che scandisce le nuove regole di un look ultra sobrio per tutti i conduttori. Poi una riunione, datata primi di maggio, al Tg2: con richiesta alle giornaliste di evitare scollature abissali in video. E infine quello che molti hanno definito “l’editto” di Daria Bignardi, neo direttrice di Rai Tre, che avrebbe proibito tacchi alti, abiti fascianti, trucco pesante e financo il tubino nero. Bignardi nega la presenza di un ordine di servizio e minimizza: «Abbiamo solo fatto una riunione con costumisti, scenografi e truccatori, nell’ambito di un restyling soprattutto scenografico del daytime. Abbiamo suggerito di aggiornare l’immagine dei giornalisti, per quanto possibile». Perché? «Certi trucchi, parrucchi e costumi erano fermi agli Anni 90». Insomma, non divieti, ma “consigli per gli acquisti”. Di scarpe e vestiti. Senza via di fuga l’ordine di servizio per chi lavora a Rai Parlamento, che sancisce la fine delle cravatte floreali per gli uomini e il divieto per le donne di presentarsi in video a braccia scoperte. E ancora: no viola, no marrone, no scollature, no collane o orecchini vistosi. Che effetto sta avendo questa ventata di understatement su chi lavora in Rai? «Per la verità non mi è stato chiesto nessun cambiamento d’immagine», dice Filippa Lagerbäck, conduttrice proprio su RaiTre di Che tempo che fa. «Certo un’imposizione dall’alto non la gradirei. E lo sa bene chi lavora con me. Una volta ho detto un secco “no” quando una sarta ha tentato di

IN ONDA Daria Bignardi, 55 anni, direttore di Rai Tre. A sinistra: sopra, Filippa Lagerbäck, 42, conduttrice di Che tempo che fa; sotto, Elena Guarnieri, 48, giornalista del Tg5.

prendermi le misure per una microgonna. Credo che ognuno abbia diritto a un proprio stile e il mio è molto preciso. Detto questo, penso che qualche regola di buonsenso vada rispettata. Voglio escludere che la proibizione dei tacchi alti riguardi anche il prime time, ma sicuramente scarpe gioiello e scollature vertiginose non sono adatte ai programmi del mattino o a una conduzione di telegiornale». Abbassare tacchi e toni: sì, ma senza editti. «Tutta questa faccenda ha fatto pensare alla Regina Vittoria che imponeva tovaglie lunghe fino a terra perché non si vedessero le gambe delle donne», dice il giornalista Alessandro Cecchi Paone, conduttore del Tg4. «Io sono favorevole a una lotta contro la volgarità in tv, ma questo non ha nulla a che vedere con l’imporre un codice di abbigliamento». È quello che pensa anche la giornalista del Tg5 Elena Guarnieri: «Il rischio, altrimenti, è quello di una spersonalizzazione», dice. «Non credo che per sottolineare la mia professionalità sia necessario mortificare la mia femminilità. Così come ritengo sbagliato mettere il mio look al centro: è la notizia la protagonista di un telegiornale, non la scollatura di chi lo conduce. Detto questo, bisogna anche intendersi su che cosa sia sobrio: perché un tubino dovrebbe essere eccessivo? Conosco colleghe che inforcano occhiali di cui non hanno bisogno per sembrare più credibili. Io l’autorevolezza di un telegiornale l’affido ad altro: notizie vere, date bene». Quello conta, alla fine. n

Foto OLYCOM, SGP, CONTRASTO

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1O 4 LA PROTESTA Le donne di Rio che, dopo lo stupro di una ragazza di 16 anni, mostrano i cartelloni con su scritto “Stiamo tutte sanguinando”.

Ragazza di Rio, NON D

rogarsi, mangiare, drogarsi, scopare, dormire, ripetere». Queste parole con relativi simboli esplicativi, apparivano sul profilo Twitter di @michelbrasil7, il giovane carioca che ha postato il video di 38 secondi che ha cambiato la storia di uno dei tanti stupri che infangano il Brasile. La vittima è una ragazza di 16 anni: nel video la si vede nuda, priva di conoscenza, piena di lividi, mentre degli uomini entrano in campo toccandola e vantandosi di averla impastata per bene. Poi, e sullo sfondo, mentre in primo piano si vede la vagina martoriata della ragazza, un’altra voce grida: «Questo è il nuovo tunnel di Rio, ci siamo passati in 33». Non fosse stato per quel video, per quella follia esibizionista rimasta in Rete per qualche ora, forse anche questo stupro sarebbe rapidamente finito nelle statistiche, quelle che dicono

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che in Brasile una donna viene stuprata ogni 11 minuti. Sarebbe stato uno dei tanti, 48.000 nel 2014, senza nome e senza storia. Invece quel video ha infiammato il Paese, si è diffuso in Rete con una sequela infinita di commenti di compiacimento, di disprezzo per la vittima, poi altri, moltissimi, e infine la maggioranza, di sdegno e di solidarietà per la ragazza. Alla fine anche lei lo ha visto - un vicino lo ha segnalato alla famiglia - e ha deciso di raccontare tutto alla polizia. Tutto accade nella favela di Barão, nella parte ovest di Rio, un quartiere famoso per le armi pesanti e per la purezza della cocaina che vi si può comprare. È zona controllata dal “Comando Vermelho” (“Commando Rosso”), una gang di spacciatori e criminali che si è ritirata in questo angolo di

Foto AP/ANSA

DOPO ESSERE STATA VIOLENTATA DA 33 UOMINI CHE HANNO POSTATO IN RETE L’OLTRAGGIO, UNA 16ENNE BRASILIANA HA AVUTO IL CORAGGIO DI DENUNCIARLI. MA HA TROVATO DAVANTI A SÉ UN MURO DI SCETTICISMO MASCHILISTA. FINCHÉ TUTTO IL MONDO SI È UNITO A LEI TWITTANDO: LO STUPRO NON È MAI COLPA DELLA VITTIMA


SEI SOLA

città dopo la “pacificazione” dei quartieri più centrali avvenuta a fine 2010. La ragazza racconta alla polizia di essere andata ad una festa con il fidanzato - un calciatore del Boa Vista, Lucas “Luquinhas” Perdomo, di 20 anni, anche lui sospettato di aver preso parte allo stupro collettivo - e di essersi risvegliata il giorno dopo, in un’altra casa, intontita dalla droga e circondata da una trentina di uomini armati di pistole e fucili. Riesce a tornare a casa, dolorante e sotto shock e pensa probabilmente di seppellire quello che le è accaduto il più a fondo possibile. E per qualche giorno spera di esserci riuscita, ma non fa i conti con il web, dove la sua immagine nuda e violata già turbina in superficie. «Non volevo essere mal giudicata», confessa in una intervista per spiegare la sua decisione di raccontare tutto. L’indagine parte subito con il piede sbagliato: su di lei grava l’accusa di essere stata la fidanzata di uno spacciatore, di essere una drogata, di avere già dei figli. Nei commenti al video erano poi in tanti a far notare come fosse vestita

in modo sexy, e che insomma “se l’era cercata”. Il primo a interrogarla è Alessandro Thiers, titolare del Dipartimento per i crimini informatici. Secondo l’avvocato della ragazza, Eloisa Samy, il poliziotto ha un atteggiamento “machista” e poco empatico. Arriva a chiedere alla vittima se avesse come abitudine quella di “fare sesso di gruppo” e se la pratica le piacesse. Grazie alla pressione della stampa, che seppure in ritardo ha cominciato a prendere a cuore la vicenda, e dell’opinione pubblica che riempie la rete di appelli e di solidarietà, Thiers viene rimosso dall’incarico e sostituito da Cristina Bento, responsabile per i crimini contro l’infanzia e l’adolescenza. È lei a ricordare che - secondo la nuova legge brasiliana basterebbero solo le poche immagini del video, i toccamenti, gli insulti davanti alla telecamera, a configurare il reato di stupro. Tutto quello che è accaduto prima - quando sarà provato - sarà solo un terribile di più. La polizia ha già in custodia sei dei presunti stupratori, tra cui anche il giovane calciatore, fidanzato della vittima, e forse anche il Michel che per primo ha postato in Rete il video dello scandalo. Non per questo, però, le indagini saranno facili: il capo della polizia di Rio de Janeiro, ha detto in un’intervista televisiva che le immagini del video «contraddicono il senso comune che si ha di uno stupro collettivo» e che non si vedono tracce di sangue. Anche i testi clinici sono poco chiari, secondo la polizia, perché effettuati quattro giorni dopo l’accaduto. Eppure qualcosa nel Paese si è mosso e sembra destinato a non fermarsi. Dello stupro collettivo della ragazza in Brasile si parla da giorni, ovunque, nei palazzi del governo, sugli autobus, nei mercati di periferia. Sulla rete la storia tiene banco da giorni con hashtag come #EsturpoNaoÉCulpaDaVitima, #EstuproNuncaMais, lo stupro non è colpa della vittima, mai più stupro. Si sono mossi lo star system brasiliano, il mondo della moda, della politica. I blog si sono riempiti di slogan e di riflessioni su quella che viene riconosciuta come “la cultura dello stupro” che domina il Paese, dove la vittima è sempre un po’ colpevole, il carnefice sempre un po’ giustificato, le denunce poche e inopportune. “Le gonne corte non stuprano, l’ora tarda non stupra, i drink non stuprano, i luoghi non stuprano. Gli stupratori stuprano”, recitava un cartello, come quello della foto qui accanto, in una delle molte manifestazioni di solidarietà per le strade di Rio e San Paolo. Quando il Brasile venne sconfitto dalla Germania 7 a 1 nella Coppa del mondo del 2014, i giornali nazionali, i social network , la gente per strada ripeteva ossessivamente la stessa cosa: «La Germania ha stuprato il Brasile», la Rete era piena di tormentoni e di foto che oscenamente illustravano la prodezza tedesca contro la padrona di casa. L’idea era, insomma, che lo stupro fosse il segno di una vittoria, di una superiorità, mentre l’essere stuprati era il segno della sconfitta, dell’umiliazione, fors’anche meritata. Il video dei 33 stupratori postato orgogliosamente online è il frutto della stessa mentalità: guardate, abbiamo vinto noi, lei si deve solo vergognare. Ma questa volta la vittima non si è vergognata: «Mi sentivo come spazzatura lasciata lungo la strada», ha detto in un’intervista, «ma poi ho pensato che nessuno dovrebbe più sentirsi così». n 37


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er far scivolare Amal Alamuddin Clooney sullo stile ci è voluto addirittura Papa Francesco. Tutto inizia dalla sua scelta dell’abito per salutare il Santo Padre il 29 maggio a Roma, alla fine del convegno Tra l’università e la scuola: un muro o un ponte, durante il quale il marito, l’attore George Clooney, ha ricevuto la medaglia dell’Ulivo della Pace, con, tra gli altri, gli attori Richard Gere Salma Hayek. Ma l’attenzione dei media si è riversata sull’abito di Amal: un tubino in pizzo nero con cappello-turbante in seta di Atelier Versace, scarpe e borsa Jimmy Choo color crema. Non abbastanza elegante per l’occasione? Al contrario: troppo. Perché per incontrare il Papa ci sono regole precise. Partiamo dall’occasione più formale in assoluto: la visita di Stato, o la cerimonia ufficiale, come la Messa di inizio pontificato. Gli uomini devono indossare l’abito scuro, con camicia bianca e cravatta sobria. Ed è qui che alle donne è richiesto il vestito nero (tailleur sì, ma non pantalone): orlo sotto il ginocchio, spalle coperte,

scollatura morigerata, velo nero a coprire la testa, calze, gioielli poco vistosi e pochissimo tacco. In alternativa, per entrambi, gli abiti tradizionali dei Paesi d’origine. Da quando c’è Papa Francesco il velo è facoltativo e forse è per questo che la scelta di Rania di Giordania di indossarlo bianco nel 2014 è passata inosservata. Il colore altrimenti, come il rosso e il viola, tonalità rispettivamente cardinalizia e liturgica, è vietatissimo. Riservato solo al Papa e ad altre cinque persone nel mondo che godono del cosiddetto “Privilegio del Bianco”: cioè le regine cattoliche europee. Ogni strappo al protocollo è considerato un gesto di provocazione o di maleducazione, come il bianco indossato da Cherie Blair, in visita con il marito premier inglese Tony da Benedetto XVI nel 2006. Vero è che Francesco ha dato una svolta informale all’etichetta, concedendosi a selfie con le persone comuni, l’ultimo al convegno del 29, con un gruppo di 12 youtubers provenienti da tutto il mondo. Ma è vero anche che con i potenti del mondo in visita ufficiale resta esigente in fatto di etichetta. Diverso il caso degli incontri informali, come il convegno di Roma, le udienze del mercoledì o le visite nella Casa di Santa Marta, dove il Papa abita e riceve in salotto al pianterreno. Qui le regole dell’abito rispondono solo al normale galateo. Quello che Amal, tornando a lei, avrebbe male interpretato, usando in modo inappropriato il codice più formale, per di più scivolando sui dettagli: cappello, abito corto, niente calze e tacchi alti. Salma Hayek, in tubino fantasia, elegante ma informale, e tacchi bassi, rispettava invece le regole dell’occasione. Forse prima di partire ha telefonato allo 06.69885863. Cioè il numero della Prefettura della Casa Pontificia, che coordina l’organizzazione degli incontri con il Papa e ha quindi anche la responsabilità di informare gli ospiti sulla spinosa questione del dress-code. Resta solo una domanda, che, per la nostra curiosità, non ha ancora una risposta: ma Papa Francesco all’abito di Amal ci avrà fatto caso oppure no? n PROMOSSI E BOCCIATI Alcuni dei personaggi in visita da Papa Francesco, il 29 maggio. Qui a fianco, l’attrice Salma Hayek, 49 anni, moglie dell’imprenditore François-Henri Pinault. A sinistra, la coppia Amal Alamuddin, 38, e George Clooney, 55.

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Foto GETTY IMAGES

LA QUASI SEMPRE ELEGANTISSIMA MOGLIE DI GEORGE CLOONEY, IN VISITA DAL PONTEFICE, HA ESAGERATO. A DIFFERENZA DELL’ATTRICE SALMA HAYEK CHE FORSE, COME HA SCOPERTO GRAZIA, PRIMA DI APRIRE L’ARMADIO E SCEGLIERE IL LOOK, HA FATTO UNA TELEFONATA


1O In quella famiglia NESSUNO È

GENITORE

MARTINA LEVATO E ALEXANDER BOETTCHER, I DUE EX AMANTI IN CARCERE PER LE AGGRESSIONI CON L’ACIDO, NON POSSONO AVERE CONTATTI CON IL FIGLIO CHE HANNO AVUTO. ORA ANCHE I LORO GENITORI SONO STATI CONSIDERATI INADATTI A EDUCARE IL NIPOTINO. SECONDO I PERITI DEL TRIBUNALE IL BAMBINO VA DATO IN ADOZIONE. UNA RICHIESTA TROPPO PUNITIVA? GRAZIA HA INDAGATO

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Sotto, Alexander Boettcher, 33 anni, e Martina Levato, 24.

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onni “interrotti”. Potrebbero esserlo Maria e Vincenzo Levato, e Patrizia Ravasi. Rispettivamente, genitori di Martina Levato e madre di Alexander Boettcher, “la coppia dell’acido”, gli amanti processati per aver aggredito con l’acido diverse persone e finiti in carcere. Ma anche neogenitori: di Achille, nove mesi. In questi giorni i periti nominati dal Tribunale minorile di Milano, la psichiatra Simona Taccani e la neuropsichiatra Cecilia Ragaini, hanno completato la consulenza tecnica d’ufficio che deve stabilire se i due ragazzi hanno “capacità genitoriale” e se i nonni, disponibili ad allevare il nipotino, possiedono quella “accuditiva”. Risultato: bocciati tutti. La palla, ora, va ai consulenti di parte. «Non posso fare commenti, sono vincolato dal segreto professionale», dice a Grazia lo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet, consulente dei Levato. Ma è chiaro che se i giudici accoglieranno la tesi dei periti d’ufficio, si aprirà la strada per dare in adozione Achille. E così al dolore dei nonni per i figli incarcerati potrebbe aggiungersi quello per il nipote negato. Già al momento della nascita, del bambino, il 15 agosto 2015, il loro grido di protesta aveva commosso. Perché Maria e Vincenzo Levato non hanno potuto assistere al parto, come avevano chiesto. E tutti i nonni hanno riportato a casa le tutine preparate per quel nipotino che hanno intravisto solo da dietro un vetro, e che poi è stato affidato a una casa-famiglia. Ma come i tecnici giustificano il loro giudizio negativo? «I periti potrebbero aver considerato che se i figli si sono comportati in modo così efferato, i loro genitori sono stati manchevoli nel ruolo di educatori. E quindi manchevoli potrebbero essere anche con il nipote», spiega il giudice Melita Cavallo, per anni presidente del Tribunale dei minori di Roma. «Noi periti arriviamo a quelle conclusioni se, dopo molti colloqui, riscontriamo che i nonni, o altri membri della famiglia, non hanno la capacità di entrare in risonanza affettiva, emotiva, mentale e relazionale col nipotino», dice Marina Loi, psichiatra, psicoterapeuta e consulente del Tribunale di Milano. «Oppure se i parenti non sono reputati in grado di capire che cosa comunica il bambino, e ciò di cui ha bisogno. Dobbiamo anche verificare che i nonni non siano “troppo di parte”, cioè che, allevando il nipotino, possano assicurare la piena “bigenitorialità”, facilitando il rapporto tra il bambino e l’altra metà del nucleo familiare. Evidentemente i periti hanno giudicato che non ci fossero queste condizioni. Tutti gli altri fattori, dall’età alla capacità economica di crescere il nipote, passano in secondo piano». Bocciando i nonni, i periti sanno di rendere probabile l’adozione. Achille potrebbe addirittura non venire mai a sapere chi sono e dove si trovano i genitori e i nonni biologici. «Per capire una decisione così radicale, va ribaltata la prospettiva: periti e giudici non mirano ad accontentare gli adulti, ma a fare l’interesse del bimbo», dice Marco Griffini, presidente di Aibi, associazione che si occupa d’adozione e affido. «Se adottato, Achille sarà sollevato dal fardello della vicenda familiare. E vivrà in una situazione definita una volta per tutte. In caso contrario, sarà un po’ come mettere in carcere anche lui». n


Uno dei migranti soccorsi nelle acque di Trapani dalla Bourbon Argos, la nave di Medici Senza Frontiere.

7 un susseguirsi di occhi speranzosi, di corpi zuppi che si aggrappano a un salvagente e di altri che, tragicamente, galleggiano immobili nel mare. La scorsa settimana più di 13 mila persone ce l’hanno fatta a raggiungere l’Italia, ma oltre 1.500 migranti, dall’inizio del 2016, hanno perso la vita. E le cifre, probabilmente, saranno già superate quando leggerete questo articolo. «È impossibile tenere il conto di questo esodo senza fine, nel quale la realtà del dramma supera ogni immaginazione. Molto spesso capiamo che cosa è accaduto ai migranti solo quando li soccorriamo. Nonostante i silenzi, i loro corpi ci testimoniano sofferenze indicibili e drammi profondi», racconta Irene Martino, 50 anni, referente medico che opera a bordo della Bourbon Argos di Medici Senza Frontiere, una delle poche navi umanitarie che fanno ricerca e soccorso nel Mediterraneo. «A volte capita che qualcuno chieda una bilancia per pesarsi, perché non si riconosce in quel suo fisico che è diventato pelle e ossa per la mancanza di cibo e acqua. Per le donne, la violenza sessuale è uno dei pericoli maggiori. Atrocità di fronte alle quali nessun essere umano può essere preparato». Mentre mi parla, Irene si trova a 25 miglia da Sabrata, città della Libia nord-occidentale. Non è un caso che l’imbarcazione navighi proprio in quel tratto di mare che quotidianamente vede salpare migliaia di profughi, in prevalenza donne e bambini. Nei racconti dei migranti la Libia è paragonata spesso a 42

Mutilazioni, traumi, bruciature e violenze sessuali. I corpi dei migranti sopravvissuti agli sbarchi di questi giorni portano i segni di mesi di dolori e privazioni, nel lungo viaggio verso l’Italia o nelle carceri dei trafficanti in Libia. Come raccontano i medici che li vanno a soccorrere in mare

un inferno che accoglie quanti fuggono dall’Africa subsahariana per raggiungere l’Italia. Persone che si lasciano alle spalle conflitti e povertà, spettri da dimenticare, anche se il loro corpo e le loro condizioni di salute raccontano più di quanto vorrebbero. «Senza percorsi sicuri per fuggire, queste persone sono costrette a mettersi nelle mani dei trafficanti, con rischi elevati per la loro incolumità. Il viaggio inizia nel deserto del Sahara. Chi non paga le varie tappe del percorso viene sottoposto a violenze, soprattutto le ragazze», continua Irene. I superstiti portano tutti addosso gli stessi segni: cicatrici, bruciature e traumi si sommano. La Libia rappresenta per loro l’ennesimo capitolo di un viaggio durissimo, che può arrivare a costare più di 7.000 euro e che spesso dura mesi. Nei centri di detenzione libici il trattamento è durissimo. Molti migranti vengono arrestati per ingresso irregolare nel Paese, ma esistono anche delle carceri improvvisate dai trafficanti, dove finisce chi non può più pagare il viaggio. In entrambi i casi, la reclusione è uno dei momenti più drammatici. «Sovraffollamento, torture, denutrizione e condizioni igienico sanitarie inesistenti sono la regola nelle prigioni libiche e per tutto il tragitto», conclude Irene. Per chi riesce a liberarsi, l’obiettivo è sempre e solo uno: tentare la traversata del Canale di Sicilia a bordo di barconi che ad ogni onda oscillano tra la vita e la morte. Provare anche solo a immaginare la tragedia vissuta lungo la rotta del Mediterraneo è semplicemente impossibile. n

Foto REUTERS/CONTRASTO

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1O LE CITTÀ RISCOPRONO GLI

ANZIANI Italia, insieme con il Giappone e la Germania, è il Paese più “invecchiato” del mondo. La vita si allunga e nascono meno bambini. Secondo l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ogni 100 giovani sotto i 15 anni ci sono 161 persone che ne hanno più di 64. L’invecchiamento della popolazione è uno dei grandi problemi sociali delle metropoli: a Milano un quarto della popolazione è ormai composta da over 65 e, se pensiamo a chi ha più di 85 anni, 17 mila di loro vivono da soli e 50 mila non sono autosufficienti. Io ho una mamma anziana, bellissima e indipendente. Fa gli aperitivi con le amiche e solo sentire la parola “badante” la fa arrabbiare. Sono una figlia fortunata. Lo penso ogni volta che leggo cronache di solitudine e disperazione. Come il pensionato che ha soffocato la moglie ammalata di Alzheimer e pochi mesi dopo si è ucciso. Sono fortunata, mia mamma sta bene, ma mi preoccupo lo stesso. Gli anziani, la loro sicurezza, il loro coinvolgimento nella vita sociale e un sostegno economico ai parenti che se ne fanno carico sono diventati, negli ultimi giorni, il cavallo di battaglia di Stefano Parisi, candidato sindaco di Milano per il centrodestra alle elezioni del 5 giugno. «Voglio cambiare la logica con cui è organizzata l’assistenza agli anziani. Oggi il Comune agisce con interventi diretti o attraverso cooperative», dice. «Io, invece, voglio accreditare il privato sociale, fatto di onlus e di organizzazioni che operano da anni sul campo: il Comune certificherà e terrà sotto controllo la qualità dei servizi offerti. Le famiglie con un reddito inferiore a 25 mila euro 44

l’anno riceveranno un bonus mensile del valore di circa 1000 euro per acquistare i servizi destinati al parente anziano: dove e da chi vogliono, dando poi un giudizio di valutazione che per noi diventa un prezioso feedback». Ho molte amiche meno fortunate di me con un genitore anziano da accudire. Chi ha fratelli e sorelle si arrangia dandosi il cambio, fanno i turni e riescono così a non penalizzare troppo né il lavoro né la loro famiglia. Nel mio caso, figlia unica, se la mia mamma dovesse avere bisogno di me dovrei darmi da fare per trovare una badante affidabile, oppure prendere un’aspettativa dal lavoro per starle vicina. «A Milano sono tantissime le domande di assistenza agli anziani, ma molte restano senza risposta. E bisogna arrangiarsi da soli», dice Parisi, che ha una madre di 95 anni che ancora oggi va a fare volontariato alla stazione Centrale. «Succede perché il sistema è burocratico, complicato e molto costoso. Prendiamo per esempio il Pio Albergo Trivulzio, un’eccellenza in questo campo, con personale qualificato che, però, secondo le regole attuali, non può prestare assistenza a domicilio. Ci vuole più flessibilità. Il servizio sociale e il servizio sanitario devono integrarsi e fornire dal badante all’infermiere, con la garanzia di uno standard di qualità professionale e anche di onestà. Il voucher servirebbe anche a far emergere il mercato nero di badanti». E per gli anziani Parisi ha in mente anche un’app: «Un’applicazione che metterà in contatto con una community di volontari: per farsi comperare medicinali, per un’iniezione, per la spesa». n

Foto AGENZIA FOTOGRAMMA

8

Il candidato sindaco di Milano Stefano Parisi, 59 anni.

NELLE METROPOLI ITALIANE UN QUARTO DELLA POPOLAZIONE HA PIÙ DI 65 ANNI E GLI OVER 85 CHE VIVONO DA SOLI SONO DECINE DI MIGLIAIA. ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI DEL 5 GIUGNO SONO ENTRATI AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO. E IL CANDIDATO SINDACO DI MILANO STEFANO PARISI SPIEGA A GRAZIA LA SUA IDEA: «UN BONUS DA MILLE EURO DESTINATO AI SENIOR E UN’APP PER AIUTARLI»


AUDACE

NATALIA 8/10 Trovo elegante bilanciare la trasparenza del top con scarpe classiche, gonna sotto il ginocchio e trucco molto naturale. ILDO 6/10 Un reggiseno più discreto e sandali argento avrebbero reso il look più chic. CARLOTTA 9/10 Mi piace il mini top sotto la trasparenza e la gonna a vita alta.

46

YANINA COUTURE

VICTORIA BECKHAM

H&M CONSCIOUS COLLECTION

RACHEL ZOE

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L’ATTRICE EMMA ROBERTS È TRA LE PROTAGONISTE DEL NUOVO SERIAL SCREAM QUEENS, APPENA INIZIATO E GIÀ DIVENTATO UN SUCCESSO. I NOSTRI ESPERTI ORA GIUDICANO IL SUO STILE

ROMANTICA BON TO N

NATALIA 9/10 Adoro il richiamo dei materiali tra borsa a scarpe, ma avrei ravvivato i toni con un colore di rossetto molto più forte, magari color vino. ILDO 5/10 Chissà se il look era abbinato alla borsa-cuscino o il contrario. Certo però che il tutto non funziona. CARLOTTA 5/10 Il top e la gonna mi piacciono. Sbagliati gli accessori. La borsa sembra un cuscino e le scarpe sono troppo chiuse per il look.

7/10 Il trucco è stupendo, ma il vestito non va con la pettinatura. Mi piace molto la sobrietà nella scelta dei gioielli e della pochette. ILDO 7/10 All’abito romantico che si sposa perfettamente al cappello raccolto avrei abbinato una borsa metallica o pastello. CARLOTTA 5/10 La pettinatura la invecchia. L’abito non mi dispiace, ma le applicazioni sembrano ragni. NATALIA

ANNI 70

NATALIA 6/10 Il vestito e le scarpe assieme mi piacciono, ma mi sembra un look troppo invernale. E la borsa stona. ILDO 6/10 Bella la scelta dell’abito scollato, ma non quella delle zeppe in tinta e della borsa patchwork. CARLOTTA 6/10 L’abito è bello, ma gli accessori sono un po’ troppo “carichi”. Il colore dei capelli è perfetto con il vestito.


1O

L A GIURIA

TORY BURCH

REED FOR KOHL’S POP

8/10 Il trucco e i capelli mi piacciono tantissimo: il kajal blu e la treccina punk danno un tocco in più a un look comunque abbastanza semplice. ILDO 6/10 Passi la minigonna anonima che richiama la borsa, ma la piccola treccia nei capelli no. CARLOTTA 7/10 Il look le sta bene, ma è un po’ troppo banale. Avrei voluto vederla osare di più.

ROCK

NATALIA

Foto GETTY IMAGES, IPA

SAINT LAURENT BY HEDI SLIMANE

NATALIA BONIFACCI

FANTA SI A

NATALIA 10/10 La trovo meravigliosa, tutto è perfetto. La trovo molto cool, ha fatto una scelta coraggiosa che l’ha premiata. Brava. ILDO 6/10 Il trucco e i capelli non si addicono all’abito fantasia. Sbagliatissima la borsa nera. CARLOTTA 4/10 Bello lo scollo del vestito che valorizza le spalle ma sbagliatissimo il trucco e la pettinatura. Il bracciale alla schiava è fuori moda e sbagliato con lo stile dell’abito.

NATALIA 9/10 Mi piace tutto di questo look: la pochette è perfetta, come il colore dello smalto. Sugli occhi avrei preferito anche solo un eyeliner. ILDO 8/10 L’abbinamento rock le dona molto. CARLOTTA 10/10 Belli i punti luce sulle spalle, perfetto il taglio mini della gonna che le valorizza le scarpe. Anche i capelli con la ricrescita sono contemporanei.

modella e influencer

ILDO DAMIANO

collaboratore di Grazia

CARLOTTA MARIONI

caporedattrice moda di Grazia

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1O LI TROVIAMO IN PRIMA LINEA NELLE STAZIONI, NEGLI AEROPORTI E, ORA, NELLE LOCALITÀ TURISTICHE PIÙ BATTUTE. AIUTANO I POLIZIOTTI NELLE AZIONI ANTI CRIMINE, FIUTANO IL PERICOLO, HANNO IL CORAGGIO DEI VERI EROI. QUELLO CHE UNISCE QUESTI ANIMALI ALL’UOMO È UN RAPPORTO DI DEDIZIONE E AMORE ASSOLUTI. CHE CATHERINE SPAAK HA RACCONTATO QUI PER GRAZIA

S

iamo in guerra e la si combatte anche con l’aiuto dei cani, addestrati con metodi appresi negli

Stati Uniti e l’ausilio di una tecnologia in continua evoluzione. Il dog-cam, il “cane telecamera”, è oggi un soldato a tutti gli effetti che in Francia e in Belgio viene utilizzato per introdursi in luoghi di difficile accesso e mandato in avanscoperta per segnalare il nemico e filmarlo nel suo rifugio con una piccola telecamera fissata fra le orecchie. A questi esamplari viene insegnata una tecnica che consiste nel rotolarsi sul terreno per inquadrare tutti i particolari dei luoghi sospetti.

Mi chiedo se la vita di un cane valga meno di quella di un terrorista. Per saperne di più ho incontrato

l’ispettore capo responsabile della Squadra cinofili della questura di Roma, Claudio Marrese, al Forte Ostiense, e ho conosciuto alcuni conduttori e i loro cani. Mi ha spiegato che la scelta degli uomini e degli animali avviene al centro di addestramento di Nettuno, vicino a Roma, dopo il superamento di rigide selezioni per entrambi. Per i poliziotti conta la capacità di costruire un rapporto che si basa anzitutto sull’amore, il rispetto e la fiducia. All’inizio viene fatta una prova di attitudine dell’uomo al quale viene affidato il cane; gli si dà una spazzola per pulirlo e una pallina per farlo giocare. Questa preparazione è necessaria all’istruttore anche per individuare la propensione del cane per uno o più settori dei servizi di polizia: antidroga, ricerca e soccorso pubblico, antiesplosivo, antiterrorismo, polizia giudiziaria e ordine pubblico.

A un anno di vita, i cani vengono sottoposti a test attitudinali: per esempio, restare impassibili udendo spari di arma da fuoco, camminare su grate, salire e scendere una scala a chiocciola ripida. Accertata la loro idoneità, vengono abbinati al conduttore in base anche all’intesa che scatta tra loro. I cani addestrati per l’antiterrorismo della polizia di stato, anche quelli provvisti in missione di telecamera, agiscono guidati dall’olfatto e dagli ordini vocali che vengono loro impartiti prima dell’azione. Annusano immediatamente l’odore della paura dell’uomo, adrenalina che viene secreta da determinate molecole in situazioni di fuga, di stress e di pericolo, sentore che solo il cane è in grado di fiutare. L’animale riconosce subito anche l’odore dell’esplosivo nascosto, che lui stana e indica al suo conduttore. Non sono previste pettorine anti proiettili per loro, simili ai giubbotti che indossano gli omini, ma protezioni più leggere per non intralciare movimenti e velocità. Gli ordini verbali vengono dati in tedesco, perché il cane capisce meglio il significato delle parole con poche sillabe. In previsione di un possibile attacco terroristico, l’animale deve individuare immediatamente la presenza di persone, armi o esplosivo nascosti in posti dove l’uomo non può arrivare. E, quando avverte il pericolo, lo indica al poliziotto con un segnale speciale; è sempre il cane a individuare l’insidia. E, con il suo fiuto, è in grado di arrivare sul luogo dove si trovano le persone o le cose che si cercano: un bambino smarrito, un anziano che non trova più la strada di casa. I labrador sono considerati il “naso” per eccellenza in queste operazioni e anche i quattrozampe più affamati di ricompense: crocchette che arrivano dopo una missione coronata dal successo. E, quale che sia l’esito, finito il suo compito, il cane torna al reparto e termina l’addestramento giornaliero, poi cena e riceve il premio finale: un biscotto. Questo è il segnale che la giornata è conclusa. E nessuno deve disturbarlo nel suo box, nessuna visita è concessa.

Questi nostri amici vanno in pensione dopo otto anni di onorato servizio e quasi tutti vengono adottati

10 PROTAGONISTI Il pastore tedesco Diesel, che in novembre ha aiutato la polizia francese durante il blitz a Saint-Denis contro i terroristi islamici.

dai propri conduttori, che se li portano a casa. Ho visitato il loro reparto a Forte Ostiense. In ogni box c’è una cuccia, una coperta e una piastra di metallo a terra che li riscalda, sulla quale dormono nelle notti più fredde. Il loro nome è scritto su ciascun cancello di ferro. Tutto è lindo, ordinato e si respira una grande pace. Ettore, credo che sia il suo nome, zampetta nell’erba e mi osserva seriamente. È un lupo possente con gli occhi gialli. Intimorisce ma stranamente, allo stesso tempo, commuove. Anzi, suscita ammirazione. n


QUESTAANA SETTIM

INDOVINA CHI T RASLOCA

A sinistra, la villa in cui gli Obama si trasferiranno a gennaio 2017. Sopra, la famiglia alla Casa Bianca. Da sinistra: Michelle, 52, Malia, 17, Barack, 54, Sasha, 15.

BENVENUTI IN CASA OBAMA

di affittare questa villa finché Sasha, 15 anni, la figlia minore, non avrà finito le scuole superiori. Secondo le indiscrezioni dei giornali americani, l’affitto mensile è di 22 mila euro. Almeno per ora, Barack e Michelle non andranno lontano: la Casa Bianca si trova a soli tre chilometri di distanza. Non è ancora il momento di dire “goodbye”.

L A C A M P A GN A

QUEL PAGLIACCIO DI NAOMI

Naomi Campbell, 46 anni, con il naso rosso sull’Empire State Building di New York. 50

Tailleur bianco e, come accessorio, un grande naso rosso. La top model Naomi Campbell, 46 anni, è la testimonial della versione americana del Red Nose Day, la campagna benefica presente in molti Paesi del mondo. Obiettivo: aiutare i bambini i difficoltà sostenendoli economicamente, ma anche regalando loro buonumore e sorrisi. La Venere nera ha acceso le luci dell’Empire State Building di New York, colorato di rosso per l’iniziativa. E ha dimostrato che si può essere belle e chic anche indossando un naso da pagliaccio.

L’ INI Z I AT I VA IL DESIGN DEL FUTURO Installazioni, incontri con archistar e percorsi che puntano sul design sostenibile e sulla riqualificazione urbana. Tutto questo alla 15ª Mostra Internazionale di Architettura, che animerà Venezia fino al 27 novembre. Qui in laguna è stata annunciata anche la collaborazione tra il celebre architetto inglese David Chipperfield (nella foto) e il giovane talento svizzero Simon Kretz: saranno maestro e allievo per un anno grazie all’iniziativa Mentor & Protégé, con cui Rolex, partner esclusivo e orologio ufficiale della Biennale, sostiene la trasmissione del sapere tra una generazione e l’altra. Un sodalizio di menti per costruire il design del futuro.

Foto INGRID VON KRUSE, SGP, LA PRESSE

Un edificio in mattoni rossi, con nove stanze, otto bagni, tre camini e un grande giardino. La casa dove si trasferirà la famiglia Obama nel gennaio 2017, allo scadere del secondo mandato presidenziale, si trova a Kalorama, uno dei quartieri più trendy di Washington. Gli Obama possiedono una proprietà a Chicago, ma hanno deciso


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WEB

O P. C SU GRA ZIASH

OM Stroili a caccia dei nuovi talenti della moda

Stefano De Lellis, L72 Lee Wood, San Andres Milano e Violante Nessi (nella foto, la stilista). Sono i quattro marchi firmati da giovani designer finalisti dell’iniziativa Stroili Loves Fashion. Il marchio di gioielleria sceglierà tra loro un vincitore, che avrà la possibilità di collaborare con Stroili per la creazione di una capsule collection, che sarà presentata in settembre durante la settimana della moda di Milano e poi venduta nelle boutique monomarca Stroili. Per chi si registrerà al sito entro il 21 giugno e indovinerà il vincitore ci saranno poi dei premi in palio, tra cui un invito a Milano per una serata speciale di Stroili durante Milano Moda Donna (il regolamento completo è su stroililovesfashion.com). (S.M.)

VESTITE A FESTIVAL Come ti vesti per un concerto all’aria aperta? L’anteprima dello stile da imitare - sempre ispirato al mondo hippie e agli Anni 70 - l’abbiamo vista in aprile, al festival californiano di Coachella (nella foto la modella Alessandra Ambrosio con la figlia Anja). Ora la musica arriva anche in Europa: in questo giugno si parte con il Primavera di Barcellona dal 1° al 5, poi il Field Day a Londra l’11 e il 12 e si conclude in bellezza nella campagna britannica per Glastonbury, dal 22 al 26. Se siete in cerca di hot pants, occhiali a goccia e fantasie floreali per perfezionare il vostro guardaroba, graziashop.com, il nostro sito internazionale di shopping, ha selezionato capi e accessori del momento. Li trovate nella sezione “Festival Fever” (febbre da festival). Vi aspettiamo.

L’ I N I Z I A T I V A

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MODA: SCOPRI LE SPALLE. CAPELLI: COME PORTARE LA RIGA DI LATO.

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Foto SGP. A cura di SIMONE MONGUZZI

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G R A Z I A • SL TAA SRV DO LI TCAO P E R T I N A

Per la showgirl Melissa Satta, 30 anni, abito a stampa papaveri su chiffon di seta con cintura (Michael Kors Collection), reggiseno (Intimissimi), sandali con tacco a gabbia (Giuseppe Zanotti Design).

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IN SARDEGNA, NEL LUOGO IN CUI È CRESCIUTA, CON L’UOMO CHE L’HA CORTEGGIATA COME NESSUN ALTRO. LA SHOWGIRL RACCONTA A GRAZIA LE SUE NOZZE ORMAI VICINE CON IL CALCIATORE KEVIN PRINCE BOATENG. ISPIRATE, DICE, A UN’ICONA CHE HA FATTO STORIA

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GR A ZI A• MELISSA SAT TA

o incrociato il centrocampista del Milan (e promesso sposo) Kevin Prince Boateng, 29 anni, in un paio di occasioni mondane e posso assicurare che non è uno che passa inosservato. Poi, qualche tempo fa, per un articolo di Grazia sui calciatori più sexy, è stato al centro di un acceso dibattito in redazione sulla sua sensualità. Ma solo quando ho letto che cosa ha detto della sua compagna, la showgirl Melissa Satta, 30 anni, ho capito perché lei si è innamorata di lui e lo sposerà il 25 giugno a Porto Cervo, in Sardegna. «Ho sempre saputo che sarebbe diventata mia moglie e la madre di mio figlio, da quando l’ho vista la prima volta e lei non ne voleva sapere di me», ha dichiarato Boateng. Diciamoci la verità: è la frase che qualsiasi donna sogna di sentirsi dire dall’uomo della propria vita. E Melissa sta cominciando a fare il conto alla rovescia. «Finora la cerimonia mi sembrava un evento astratto e distante. Ora che, invece, ci stiamo arrivando, è inutile negare che l’emozione sale», dice la modella. La incontro dopo una delle sue ultime prove da Atelier Emé, il marchio che ha scelto per il suo abito da sposa. Poche settimane fa è finita Tiki Taka, la trasmissione sul calcio in onda su Italia 1 di cui è ospite fissa, e ora può dedicarsi quasi a tempo pieno ai preparativi delle nozze. Prima di intervistarla ho guardato il suo profilo su Instagram, dove ha più di due milioni di follower. Ci sono immagini della sua vita da modella, ma anche quelle di Melissa mamma: una ragazza che cucina a casa, cerca di montare un triciclo, festeggia il compleanno di suo figlio Maddox, 2 anni, con una torta gigante ispirata al cartone animato Cars. Noto anche un post con una frase di papa Francesco dedicata alle madri. Da piccola faceva la chierichetta. Si sposerà in chiesa perché è credente o perché il matrimonio fa parte di un sogno romantico che tutti vogliono realizzare? «In realtà, per me il rito non era fondamentale. Ma quando è nato mio figlio, Prince e io abbiamo pensato che fosse la cosa più giusta: una forma di tutela per il bambino e un collante per unire ancora di più la famiglia». È stata da poco approvata la legge sulle unioni civili, che dà più diritti ai conviventi, comprese le

coppie gay. Che cosa ne pensa? «Sono temi delicati e ognuno deve essere libero di decidere. Ma di una cosa sono convinta: un conto sono le convivenze lunghe, un altro le coppie che vivono insieme da poco e pretendono ogni diritto». Molti dicono che negli ultimi anni si sia perso il valore del matrimonio. È così? «Ci sono coppie che si sposano e poi si lasciano in pochi mesi. Oggi manca lo spirito di sacrificio che aiuta a vivere a lungo insieme. Ma non si deve pensare che tutte le relazioni siano destinate al fallimento: anzi. Chi crea una famiglia, desidera che duri per sempre. È una speranza che io e Prince avevamo anche prima di decidere le nozze, altrimenti non avremmo fatto un figlio. Ma sposarsi è bello anche per mio figlio: adesso Maddox ha 2 anni e può vivere con un minimo di consapevolezza un giorno di festa come questo». A proposito, che ruolo avrà Maddox nella cerimonia? «Forse ci porterà le fedi all’altare, ma dipende da come si sentirà quel giorno». Lei dice che oggi i giovani non sono abituati ai compromessi della vita di coppia. Perché, secondo lei? «I nostri nonni erano più forti nel lavoro e nell’amore. Noi siamo una generazione un po’ viziata: tutto è facile, veloce, comodo. Non si ha più la capacità di aspettare e di concentrarsi sulla famiglia e sulla coppia, sacrificandosi e venendosi incontro». E lei è una donna paziente? «Nel quotidiano sono rapida, pratica, veloce. Ma in famiglia mi piace andare piano: amo la tradizione, la voglia di stare uniti e di condividere le cose». Si sposa a Porto Cervo, in Sardegna: una scelta glam. «Assolutamente no. Per me Porto Cervo è un posto del cuore. La mia famiglia è di lì, anche se sono nata negli Stati Uniti. Mio dre, un architetto urbanista, si è laureato e ha lavorato in America, dove mia madre faceva la designer di interni. Ma quando avevo 6 mesi, i miei genitori mi hanno portata in Sardegna per essere battezzata nella stessa chiesa dove ora mi sposo, la Stella Maris. Poi siamo tornati definitivamente in Italia: ho fatto tutto il mio percorso spirituale, comunione e cresima, con padre Raimondo, che conosco da 25 anni. Sarà lui a celebrare le mie nozze». Il suo futuro marito è credente?

«MI SPOSO IN CHIESA PERCHÉ NELLA VITA VADO VELOCE, MA IN FAMIGLIA AMO » 58


Sottoveste ricamata (Aquilano. Rimondi). Sandali gladiatore con tacco a spillo (Giuseppe Zanotti Design).

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GR A ZI A• MELISSA SAT TA

«La sua famiglia è un coacervo di culture molto diverse: sua madre è tedesca, suo padre del Ghana, in Africa. In quel Paese una parte della popolazione è musulmana, ma lui non è religioso e nel tempo si è avvicinato al mio mondo». Chi saranno i suoi testimoni di nozze? «I miei fratelli, Maximilian e Riccardo. È sempre difficile scegliere e non volevo che una delle mie migliori amiche venisse esclusa: loro saranno le mie damigelle, insieme con mia nipote Nicole, 5 anni». E i testimoni di Kevin Prince? «Uno è suo fratello George, che fa il rapper. L’altro è il suo migliore amico, Edoardo: è anche il suo procuratore». Lei ha scelto il vestito da Atelier Emé insieme con le sue amiche del cuore: l’ex concorrente del Grande Fratello Simona Salvemini, la coreografa Samantha Crippa e la showgirl Barbara Petrillo. Com’è andata? «Abbiamo scatenato un terremoto in atelier. E ci siamo divertite come pazze: le mie amiche mi hanno consigliato, ma hanno anche provato tanti abiti da sposa». Nella sua scelta, a che cosa non poteva rinunciare? «Al vestito lungo: per una cerimonia in chiesa non avrei mai indossato un abito corto. In atelier ne ho visti di stupendi. Ne cercavo uno che fosse allo stesso tempo semplice e raffinato. Ma non posso dire di più: sarà una sorpresa». Festa, abiti, menù: ha deciso tutto lei o il suo compagno l’ha aiutata? «Mi ha aiutata: siamo una coppia complice, che si confronta su tutto. Magari io mi sono occupata di più degli aspetti femminili, come le decorazioni, e lui ha scelto la musica, che ama molto».

Dobbiamo aspettarci qualche cantante famoso? «Posso solo dire che si esibirà il fratello di Prince». Festa ristretta o con tanti invitati? «Poco più di cento invitati: la famiglia e gli amici stretti. Hai sempre paura che qualcuno ci rimanga male per essere stato escluso, ma alla fine hai solo due strade: una festa con 500 persone, dispersiva, o una più ristretta, con chi frequenti di più. Ed è stato quello che abbiamo scelto». Dove andrete in viaggio di nozze? «Non lo so ancora. Con gli impegni di lavoro di Prince è difficile fare programmi. Forse andremo in barca per quattro giorni, lasciando Maddox ai nonni». C’è una sposa famosa a cui si è ispirata? «Lady D. Quando la principessa di Galles si è sposata, nel 1981, non ero ancora nata, ma ho sempre pensato a quelle nozze come a una fiaba, un sogno. Lei era una donna elegantissima. Il matrimonio di Kate Middleton, moglie del principe William, è stato bello, ma più contemporaneo e sottotono. Lady D era speciale». Nel suo blog tiene un diario delle sue nozze: anche lei è l’ispirazione di molte ragazze. Che effetto le fa? «Nel blog racconto solo me stessa. Leggo i commenti e cerco di seguire le indicazioni delle mie follower, anche se poi sono una donna decisa: amo andare per la mia strada». Nella festa di matrimonio, improvviserete una partita di calcio? Lei è una che se ne intende: da ragazza ha giocato. «Niente pallone per il 25 giugno. Ma in altre occasioni non mi tiro indietro. Capita che nel giardino di casa mi metta a fare qualche palleggio con Kevin Prince. E, con un figlio maschio, è impos-

UN LOOK ROMANTICO E MODERNO: PER LE NOZZE MELISSA SATTA HA SCELTO UNA CREAZIONE DI ATELIER EMÉ

Le nozze di Melissa Satta con il calciatore Kevin Prince Boateng saranno celebrate il 25 giugno e la sposa non ha ancora deciso i dettagli dell’abito. Ma la showgirl ha le idee chiare su chi firmerà il suo vestito: sarà Atelier Emé. Il nostro servizio fotografico è stato anche l’occasione per 60

Satta di provare le creazioni primavera-estate 2016 del marchio italiano. Nella foto qui accanto, una foto rubata dove la sposa è insieme con le sue migliori amiche e testimoni di nozze: da sinistra, Samantha Crippa, Simona Salvemini e Barbara Petrillo.


Camicia in pizzo rebrodĂŠ su top in seta e gonna lunga in crĂŞpe (tutto Atelier EmĂŠ).

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G R A Z I A •• MAX LEX ELX SIXSXSI XA XSMXAAXTRXTCAU Z Z I

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Maglia in viscosa a costine su gonna in organza e tulle di seta ricamato (tutto Blumarine), reggiseno a balconcino di pizzo piĂš culotte (tutto Intimissimi). Pagina accanto: abito in crĂŞpe cady lucido con gonna a strati di balze in tulle (Atelier EmĂŠ).

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GR A ZI A• MELISSA SAT TA

«DAL MIO FUTURO MARITO HO IMPARATO LA SPONTANEITÀ: SE NON PROGRAMMI TUTTO, SEI PIÙ »

Abito in seta ricamata (Dior). Ha collaborato Costanza Maglio. Trucco Manola Spaziani per Simone Belli Agency. Pettinature Maurizio Kulpherk@Face to face per Cristian Castigliola Imperia.

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sibile non giocare. Il calcio è sempre stato una parte di me, come dimostra la mia carriera in tv». Da quando conosce Kevin Prince, si sente cambiata? C’è chi dice che lei è una donna introversa: lui è riuscito a “scaldarla” un po’? «Vivendo insieme ci siamo avvicinati e influenzati a vicenda. È vero: sono più chiusa di Kevin Prince, mentre lui è affettuoso ed espansivo. Il mio opposto. Ma questo è il bello delle coppie: due persone completamente uguali si annoierebbero». Il suo compagno abbraccia le persone. Lei, invece, come manifesta il suo affetto? «Non lo riempio di baci, ma sono premurosa e faccio di tutto per farlo stare bene. Mi occupo di lui anche nelle cose più banali. Metto a posto i suoi documenti, perché Kevin Prince è un po’ disordinato e sbadato. Lui ricambia portandomi fiori e facendomi delle sorprese». Per esempio? «Per il mio compleanno mi ha preparato, senza che lo sapessi, una festa stupenda». Il suo compagno è di madre tedesca: non ha ereditato nulla del rigore teutonico? «Dai tedeschi ha preso la puntualità e l’affidabilità. Ma in lui c’è molta più Africa: l’allegria, l’affetto, la musicalità». Dicono che Boateng, quando la corteggiava, chiamasse anche 50 volte al giorno. Fa ancora così? «Ci sentiamo tanto, ma non come i primi giorni della nostra storia, in cui eravamo sempre in contatto. Lui mi ha fatto una corte spietata: se non avesse insistito così tanto, e non avesse avuto la forza di aspettare, non ci saremmo messi insieme». Che cosa l’ha conquistata di lui? «La sua personalità: è deciso e, quando vuole una cosa, la ottiene. Ma è anche un uomo generoso che si diverte. E, fisicamente, non è niente male». Che cosa ha imparato da lui? «A essere più spontanea nelle scelte. Prima di fare un figlio, per esempio, pensavo che non fosse mai il momento giusto per la maternità: un anno dovevo traslocare, quello dopo c’erano molti impegni di lavoro. Dovevo programmare tutto, ragionarci sempre sopra. Lui, invece, segue l’istinto e mi ha insegnato a essere più spontanea nelle decisioni, senza fare troppi calcoli, perché la vita cambia continuamente le cose ed è, in parte, imprevedibile. Ho capito che se smetti di cercare di controllare tutto, sei più felice, perché hai meno aspettative». Il suo compagno la sorprenderà anche alle nozze? «Conoscendolo, potrebbe essersi inventato di tutto. Ma il “grande giorno” sarà interamente dedicato alle sorprese». n

DIETRO LE QUINTE -

MELISSA SATTA SI PREPARA CON L’HAIR STAILIST MAURIZIO KULPHERK E UN’ASSISTENTE.

IN AZIONE -

QUI, SCARPE E ABITI SUL SET. SOTTO, LA SHOWGIRL IN POSA PER IL FOTOGRAFO MATIAS INDJIC.

Quando iniziamo a scattare il servizio di queste pagine, Melissa Satta, la futura sposa che il 25 giugno si unirà in nozze al calciatore Kevin Prince Boateng, ci mette subito in guardia. «Amo le scarpe e i tacchi alti», dice la showgirl. E così, a ogni cambio di abito, cerchiamo di individuare la calzatura perfetta per il modello indossato. Matias, il nostro fotografo, studia le inquadrature migliori in

uno studio di Milano con il parquet di legno chiaro e inondato dalla luce. Per Melissa abbiamo scelto abiti voluminosi, romantici ma decisi, proprio come la protagonista del nostro set. Ruches, colore, balze e corsetti, ma anche top e gambe nude che mettono in evidenziare il fisico da amazzone della showgirl. La immagino vestita da sposa nella sua Sardegna e so già che sarà bellissima. (T.G.) 65


E

lle Fanning mi sorride dall’alto del suo metro e 85 (tacchi compresi) e io cerco di capire che cosa sia rimasto di fanciullesco in questa 18enne attrice americana che ha già girato 23 film e non ha intenzione di fermarsi: nei prossimi mesi ne usciranno altri otto, ha in mente di diventare regista mentre il suo nome, dopo la partecipazione al Festival di Cannes come protagonista dell’horror di Nicolas Winding Refn The Neon Demon, nelle sale dall’8 giugno, è entrato stabilmente nello star system. «Italia!», esclama Elle muovendo le mani quando mi presento. «Ho dei ricordi meravigliosi di Venezia, dove nel 2010 ho accompagnato alla Mostra del Cinema il film di Sofia Coppola Somewhere (vincitore del Leone d’oro, ndr). Spero di tornare presto nel vostro Paese, per fortuna il mio lavoro mi permette di viaggiare». Capelli biondi lunghissimi, pelle candida, occhi verdi sottolineati dall’eyeliner e risate improvvise, Elle alterna momenti di giovanile esuberanza a una consapevolezza da professionista consumata. Si presenta all’appuntamento in minigonna arancio, maglia di lurex turchese, mocassini dorati tacco 12, un look abbagliante in tono con la sua visibilità cresciuta a dismisura. La neo-star ha ormai oscurato la carriera della sorella maggiore Dakota Fanning, 22, la sadica vampira Jane nella saga Twilight. E pensare che Elle aveva cominciato proprio grazie a Dakota, interpretando a 2 anni la sua controfigura nel film Io sono Sam accanto a Sean Penn. A 66

12, in Somewhere, era la figlia assennata e malinconica dello scapestrato Stephen Dorff. Ha poi affiancato Angelina Jolie in Maleficent. Ruolo dopo ruolo, la bambina prodigio è cresciuta e ha preso gusto alle sfide più spericolate. The Neon Demon è una di queste: l’attrice interpreta Jesse, un’angelica ragazzina della provincia americana che sbarca a Los Angeles con il sogno di diventare modella, ma finisce preda di un gruppo di colleghe diaboliche e invidiose, pronte a tutto per rubare la sua bellezza. Cannibalismo, scene di necrofilia lesbo, inquadrature estetizzanti, violenza e situazioni dark servono al regista per descrivere il mondo della moda. Si tratta di una visione terrificante, estrema, per questo è stata fischiata a Cannes. Elle, protagonista in passato delle campagne di marchi famosi come Miu Miu, Marc Jacobs, Lolita Lempicka, malgrado l’entusiasmo per aver girato il film, non sembra condividerla. È davvero così infernale l’ambiente della moda? «No, per quello che ho potuto constatare di persona. Non ho mai sfilato, ho solo posato per alcuni servizi fotografici e ricordo persone molto creative, incapaci di guardare l’orologio e innamorate del proprio lavoro. Il film non condanna l’industria del fashion ma, in forma metaforica, denuncia l’ossessione per la bellezza, il narcisismo e la ricerca incondizionata della perfezione fisica». Ed è sbagliato, secondo lei, cercare di migliorare il proprio aspetto? «Se non si tengono i piedi per terra, si rischia di diventare

Foto CONTOUR/GETTYIMAGES

GR A ZI A• A TU PER TU


18 ANNI. L’ATTRICE AMERICANA È NEL FILM DI NICOLAS WINDING REFN, THE NEON DEMON , NELLE SALE DALL’8 GIUGNO.

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GR A Z I A• EL L E FA N N I NG

ELLE FANNING NEL FILM THE NEON DEMON .

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«Il confronto con l’attore Keanu Reeves, che fa il sinistro proprietario di un motel. E nella sfilata, durante un casting di modelle: temevo di non essere all’altezza. È stata impegnativa anche una sequenza particolarmente violenta, ma sul set c’era un clima di allegria. Finite le riprese siamo scoppiati tutti a ridere». Ha una vita frenetica, passa da un set all’altro, gira il mondo: ha il tempo di studiare? «L’ho sempre trovato. Per un certo periodo ho studiato per corrispondenza, ma mi sentivo terribilmente sola. Mi mancava la compagnia degli altri, così sono tornata a scuola. Quest’anno terminerò il liceo, ma non credo che andrò al college perché il lavoro mi obbligherebbe a saltare troppe lezioni». Ha un buon rapporto con i suoi compagni di scuola? «Li adoro. Per andare al Festival di Cannes ho perso il ballo di fine anno, una tradizione cui teniamo tutti moltissimo. Allora il mio più caro amico ha attraversato l’Oceano per farmi da cavaliere e, sulla Croisette, abbiamo ricreato la festa. Ho postato su Instagram le foto di noi due in abito da sera e ho avuto migliaia di like». È molto attiva sui social network? «Mi sono regalata Instagram per i miei 18 anni su consiglio delle attrici Susan Sarandon e Naomi Watts, con le quali qualche mese fa ho girato il film About Ray, in cui interpreto un transgender. È l’unico social che mi piace, perché ho il controllo della situazione, decido io che cosa rendere pubblico». Tornerà a girare un f ilm con Sof ia Coppola, The Beguilded, e diretta dalla regista saudita Haifaa AlMansour sarà la scrittrice inglese Mary Shelley in A Storm in the Stars: è diverso essere dirette da una donna? «Tutti i registi con cui ho lavorato mi hanno lasciata libera di esprimermi, ma con Sofia l’atmosfera era più rilassata. Sul set di Somewhere, quando discutevo con lei una scena, mi sembrava di chiacchierare sul divano con un’amica». Elle, c’è un ragazzo con cui condividere progetti e successi? «In questo momento sono single. L’ultima storia l’ho avuta a scuola, con un compagno di studi. È stato bello, ma oggi non ho tempo per l’amore. Sono troppo concentrata sul lavoro». Ma non sogna di creare una famiglia, avere dei bambini? «Certo. I miei genitori si sono conosciuti quando avevano 7 anni e stanno ancora insieme. Una rarità, al giorno d’oggi. Mi piacerebbe molto avere la loro stessa fortuna. Per il momento penso alla carriera, l’amore può aspettare». Elle scoppia in una risata, ci saluta e se ne va, coloratissima e leggera. Malgrado il successo, gli impegni e lo status da diva, per fortuna è ancora una ragazzina. Avrà tutto il tempo per crescere. n Foto GUNTHER CAMPINE

schiavi della perfezione estetica che nella realtà non esiste. Molte ragazze, ammirando sui social network le immagini delle attrici e delle top model, spesso migliorate dai ritocchi digitali, sognano di essere come loro. E se non ci riescono, impazziscono. Il film è una favola nera che mette in guardia contro i rischi di farsi condizionare dalla bellezza». Il suo personaggio le somiglia? «Qualcosa di me c’è. Il regista ha chiesto la mia collaborazione. Voleva sapere tutto dei miei 16 anni, l’età che avevo al momento delle riprese. Anch’io vengo da una piccola città della Georgia come Jesse e ricordo lo stupore della prima volta in cui arrivai a Los Angeles. Ero piccolissima e non sono più ripartita, oggi è casa mia. Ma non mi sono sentita in pericolo. I rischi, semmai, sono altri». Quali? «Molti vanno a Los Angeles per cambiare vita e dimostrare al mondo intero che possono avere successo. C’è l’illusione che in California tutti i sogni possano avverarsi. Non è così, il fallimento è da mettere nel conto». Perché dalla Georgia si è trasferita nella capitale del cinema? «I miei genitori volevano stare vicini a Dakota, che a 6 anni aveva già cominciato a girare film e tutto lasciava pensare che avrebbe continuato. La famiglia non poteva rimanere divisa». Due sorelle e la stessa carriera nel cinema: riuscite a non essere rivali? «Il segreto è non parlare mai di lavoro. Ognuna di noi va avanti per la propria strada. Da piccole ce le siamo date di santa ragione, come tutte le sorelle del mondo, ma crescendo siamo diventate amiche e complici. Dakota vive a New York e sono andata a trovarla di recente. Ci vogliamo bene, ci sosteniamo. A distanza facciamo il tifo l’una per l’altra. Vorrei tanto che un giorno girassimo un film insieme». Quando il regista Winding Refn le ha proposto di essere la protagonista di The Neon Demon ha avuto esitazioni? «No, sono stata io a farmi avanti quando ho saputo del suo progetto. Avevo adorato il suo thriller Drive e mi sono precipitata a casa sua, dove Nicolas vive circondato dalle donne: la moglie Liv e le due bambine, che mi hanno ricevuta vestite come le protagoniste del film Frozen. Con la musica del cartoon a tutto volume, il regista mi ha spiegato le sue intenzioni. Dopo pochi giorni ero sul set». Lei è competitiva come i personaggi del f ilm? «Sì, molto. Vengo da una famiglia di sportivi e ho la competizione nel sangue: mia madre è tennista, papà gioca a baseball, mio nonno faceva il calciatore e mia zia è una reporter sportiva. Ho sempre voluto vincere. Non c’è niente di male: la competizione aiuta a sfidare i propri limiti». C’è qualche scena che l’ha messa in diff icoltà?


MANGANO

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GR A ZI A• FUORICL A SSE L’EX CALCIATORE DAVID TREZEGUET, 38 ANNI. IN QUESTO SERVIZIO INDOSSA UN TOTAL LOOK TRUSSARDI.

IL CALCIO NON HA PAURA ALLA VIGILIA DEGLI EUROPEI, IN PROGRAMMA DAL 10 GIUGNO IN FRANCIA, GRAZIA HA INCONTRATO DAVID TREZEGUET, AMBASCIATORE DELL’EVENTO. E QUI L’EX GIOCATORE SPIEGA PERCHÉ, DOPO GLI ATTENTATI DI PARIGI DEL 13 NOVEMBRE, QUESTI CAMPIONATI AVRANNO UN GRANDE VALORE. NON SOLO PER I TIFOSI

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cordatevi lo stereotipo del calciatore un po’ rude e di poche parole, lui è tutt’altro. Elegante, intelligente, attento alle sfumature: anche se non siete tifose del pallone, rimarreste ad ascoltarlo per ore e ore, come è successo a me. Incontro l’ex calciatore David Trezeguet a Milano, dopo che è stato scelto da Trussardi Eyewear per la campagna digital Visionary Elegance. E rimango incantata dai suoi modi da gentleman e dalla sua vita piena di aneddoti e curiosità. Sul campo lo chiamavano Trezegol per le sue numerose reti. Non a caso Fifa, la Federazione internazionale del calcio, lo ha inserito nella lista dei 120 maggiori fuoriclasse di sempre. Adesso, a 38 anni, è stato nominato ambasciatore degli Europei di calcio, che si disputeranno in Francia dal 10 giugno al 10 luglio. Che effetto le fa avere questo ruolo di grande prestigio? «Ne sono orgoglioso. E mi fa tornare indietro al 2000, quando li ho vinti con la Francia battendo in finale proprio l’Italia con un gol ai tempi supplementari. Allora la nostra squadra era molto amata perché rappresentavamo un simbolo di multiculturalità: era la nostra forza. Eravamo l’esempio che lo sport, come diceva il presidente del Sudafrica Nelson Mandela, può unire una nazione». I tempi sono cambiati: ogni evento importante che si 71


G R A Z I A • D AV I D T R E Z E G U E T

svolge in Francia oggi deve confrontarsi con lo spettro del terrorismo. C’è tensione nel Paese? «I francesi hanno capito che, dopo gli attentati del 13 novembre, la vita va avanti: avere paura, chiudersi in casa, fa solo il gioco dei terroristi. Per questo gli Europei di calcio, che sono un grande evento sportivo, saranno una festa per tutti, non solo per i tifosi». Lei è nato in Francia e ha origini argentine. L’Italia l’ha adottata: è stato per 10 anni alla Juventus. Mentre i suoi f igli Aaron, 16 anni, e Noraan, 8, sono per metà spagnoli. Per quale nazione tiferà agli Europei? «Ho un grande rispetto per tutte le squadre, ma la Francia è quella a cui tengo di più, perché è un Paese che in questo momento ha bisogno del nostro sostegno». In questa occasione conoscerà anche il presidente François Hollande? «Lo conosco già: due mesi fa mi ha chiesto di accompagnarlo in un viaggio in Sud America in cui presentavamo la ricchezza culturale, sociale e sportiva della Francia. Mi ha scelto proprio perché in me si mescolano due anime, quella latina e quella francese». Adesso vive a Torino e viaggia spesso: è diventato ambasciatore in tutto il mondo della Juventus. All’inizio della sua avventura ha conosciuto il presidente Gianni Agnelli? «Sì, nel 2000: appena arrivato in Italia l’ho incontrato. Sono andato nella sua mega villa in collina, dove mi aspettava un maggiordomo in guanti bianchi. Dopo 20 minuti di anticamera, ho conosciuto non solo un uomo, ma un personaggio mitico, che andava oltre la Juventus: rappresentava la Fiat, la Ferrari, l’impresa italiana. È stato importante per me: mi ha fatto capire che dovevo assolutamente vincere. Quando veniva ai nostri allenamenti allo stadio, tutti si fermavano e la gente si alzava ad applaudirlo». 72

Nella sua carriera di calciatore è stato allenato anche da Claudio Ranieri, che quest’anno, contro ogni pronostico, ha conquistato lo scudetto inglese con una squadra “povera”, il Leicester. Che cosa ne pensa? «È un grande esempio: non aveva mai vinto uno scudetto e lo ha conquistato adesso, a 64 anni. Come dire: si può sempre continuare a crescere professionalmente. E poi è la dimostrazione che ha creato una bella atmosfera con i suoi giocatori, mettendo in discussione l’idea che nel calcio vincano solo le squadre più ricche, con i calciatori pagati di più». Nella sua vita, qual è stato il suo più grande tifoso? «Mia madre. Per scaramanzia arrivava allo stadio con uno spicchio d’aglio, il sale, un nastro rosso e a volte perfino con i tamburi. E, quando l’anno scorso ho smesso di giocare, ero preoccupato: ha vissuto la mia vita da calciatore con così tanta passione che temevo che fosse difficile per lei trovare un nuovo ruolo, un nuovo equilibrio. Invece adesso si gode di più la vita, è meno stressata e fa la nonna. Ma la persona che non ringrazierò mai abbastanza è mia sorella minore Fabiana. Mi sono trasferito in Francia per realizzare un sogno, lei solo per accompagnarmi: aveva 13 anni e si è trovata in un Paese completamente nuovo. E oggi, che ne ha 31, sono orgoglioso di lei: ha studiato molto e si occupa dell’organizzazione di danza classica a Monte Carlo». I suoi f igli vivono a Monte Carlo con la sua ex moglie. Hanno risentito del fatto di avere un papà famoso? «No. Non so quale sia stato il nostro segreto, ma hanno una vita normale e non hanno mai approfittato del fatto di chiamarsi Trezeguet: questo mi rende felice. Mio figlio Aaron non ama per nulla il calcio: è un appassionato di thai-boxe. Noraan deve ancora trovare la sua strada. E più che guardare le partite di calcio insieme, ci piace viaggiare. Li porto spesso in Argentina, dove ci aspetta sempre una grande famiglia». È stato scelto come ambasciatore della campagna digital di Trussardi Eyewear. Le piace la moda? «Ho imparato a vestirmi in Italia e ho conosciuto bene Trussardi quest’anno (è il fornitore delle divise formali della Juventus, ndr). Mi piace il suo stile, la sua idea di eleganza. Ma non sono un appassionato di shopping: di solito delego tutti gli acquisti alla mia compagna (Belén Cossimo, ndr).». È un uomo romantico? «La mia fidanzata risponderebbe di no. Non sono uno che regala i fiori, ma ho bisogno di stare sempre insieme con la donna che amo. Belén mi accompagna nei viaggi, ci confrontiamo sempre: averla al mio fianco mi aiuta. E, soprattutto, è vicina ai miei figli, ha un bel legame con loro e questa è la cosa più importante». n

Foto JULIAN HARGREAVESL

«Quando ho smesso di giocare, ho temuto per mia madre: alla stadio era la mia fan più appassionata»


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GR A ZI A• BELLE SCOPERTE

SENZA SESSO

SE IL SOLO PENSIERO DELLA GINNASTICA VI ATTERRISCE, NON PREOCCUPATEVI. FARE L’AMORE ALMENO TRE VOLTE ALLA SETTIMANA È IL METODO MIGLIORE PER PROTEGGERE IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE. LO SPIEGA IN ESCLUSIVA PER GRAZIA IL MEDICO CHE HA DEDICATO IL SUO ULTIMO LIBRO ALL’ORGANO PIÙ IMPORTANTE DEL NOSTRO CORPO

esso, spesso e volentieri: è questa la ginnastica migliore per il cuore. Perfetta anche per chi non fa sport. Parola di un giovane medico e scienziato tedesco, Johannes Hinrich von Borstel, 28 anni, autore del libro Batti Cuore - Tutto quello che occorre sapere sull’organo più importante del corpo umano, edito da Sonzogno, che uscirà il 9 giugno. Johannes f in da bambino era affascinato dal cuore, leggeva tutti i libri sull’argomento e a 15 anni ha iniziato il tirocinio in pronto soccorso. Voleva a tutti i costi capire come mai suo nonno, un uomo grande, grosso e fortissimo, fosse morto giovane di infarto. E in questo articolo, da lui scritto per Grazia, spiega perché la prevenzione di molte malattie cardiache passa anche dalla felicità tra le lenzuola. 74

La salute del cuore, la nostra “pompa centrale”, dipende da molti fattori. Alcuni non possono essere influenzati, come la predisposizione genetica o specifiche malattie. Su altri, invece, possiamo esercitare il nostro controllo: seguendo una dieta bilanciata, smettendo di fumare e – cosa molto importante – facendo esercizio fisico regolare. Purtroppo, però, molte persone non associano nulla di gradevole alla parola “ginnastica”. Il solo pensiero di sudare correndo o di pedalare in balia delle intemperie è in grado di minare e smontare ogni buon proposito. Ma esiste un’attività ideale per il cuore, cioè non troppo faticosa o dispendiosa di tempo? Un modo per combinare sport e divertimento, una soluzione efficace

* scrittore e medico, si sta specializzando in Cardiologia molecolare.


Foto TRUNKARCHIVE

e salutare al tempo stesso? Ebbene sì, c’è. E funziona. La migliore ginnastica per i pantofolai è quella fra le lenzuola. E rispetto ad altri tipi di allenamento, il sesso è senz’altro più piacevole. Oltre a essere un ottimo metodo per incentivare il benessere fisico e il buon umore. Il corpo, infatti, durante il sesso reagisce rilasciando ormoni molto salutari che vale la pena di elencare qui di seguito. Uno di questi è l’ossitocina, una sostanza che soprattutto le mamme dovrebbero conoscere, perché diventa importantissima anche nella fase finale del parto. Si tratta di un ormone tuttofare che produciamo facendo l’amore, ma anche al minimo contatto fisico con chi ci piace. Il suo rilascio culmina durante l’orgasmo. E in generale ci predispone a sentimenti amorevoli verso il prossimo. Ma i suoi effetti sul corpo non finiscono qui. Si diceva infatti che è l’ossitocina, infatti, a indurre le contrazioni uterine prima del parto. E se i genitori sentono piangere il loro bambino durante la notte, un rilascio di ossitocina facilita il compito di alzarsi e prendersi cura del piccolo. Anche se, tuttavia, pare funzionare solo con i propri figli. Una volta ho fatto da babysitter alle mie nipoti per due settimane e quando venivo svegliato nel bel mezzo della notte da urla strappatimpani, era un sacrificio immenso alzarmi. L’ossitocina comunque ha un’influenza importantissima sul cuore, infatti è in grado di ridurre il livello di stress generale, con grande sollievo del sistema cardiovascolare, perché la tensione prolungata è un grave fattore di rischio coronarico. Un altro ormone di “buon cuore” è l’endorfina, quella che, fra le sostanze rilasciate durante l’atto sessuale, assomiglia di più a una droga. Infatti è come una specie di morfina prodotta naturalmente dal nostro corpo e in genere funziona come un analgesico, attenuando l’esperienza del dolore e favorendo il sonno. Del resto, anche il riposo giova moltissimo al sistema cardiovascolare. Non a caso diversi studi parlano della correlazione fra la qualità del sonno e la salute cardiaca. Fra gli ormoni femminili più importanti nella sfera sessuale figurano anche gli estrogeni (indicati al plurale, perché ve ne sono di diversi tipi), a cui si attribuiscono diversi effetti positivi. Da un lato, aumentano il desiderio erotico nelle donne, dall’altro, dopo la menopausa, favoriscono persino la guarigione delle ferite, soprattutto nelle articolazioni. E gli estrogeni sono anche gli ormoni che rafforzano il sistema immunitario e proteggono allo stesso tempo il sistema cardiovascolare. Per esempio, riducono il rischio di miocardite, una malattia potenzialmente letale che molti conoscono per aver visto in televisione calciatori accasciarsi all’improvviso nel corso di una partita. Ma non è finita qui. Durante l’atto sessuale, il corpo secerne un altro balsamo per il cuore: la serotonina, chiamato anche l’ormone della felicità. Questa stimola il sistema immunitario e favorisce il relax, procura piacere e al tempo stesso accelera la guarigione delle ferite. Insomma, fare l’amore non è solo bello, ma cura ogni tipo

di cicatrice. Un altro ormone sessuale amico del cuore è il testosterone, la fonte della potenza maschile. Negli uomini – e, in certa misura, anche nelle donne – circola in parte nel sangue e regola l’intensità dell’eccitazione erotica e del piacere. Le donne ne possiedono meno degli uomini perché il corpo femminile per lo più lo converte in estrogeni. Ma il testosterone favorisce la formazione dei muscoli e aiuta a bruciare i grassi, abbassa anche il livello di colesterolo nel sangue, cosa che ci protegge dall’arteriosclerosi o dal restringimento dei vasi sanguigni. L’arteriosclerosi è, infatti, all’origine della causa di morte più frequente al mondo, l’infarto, che si verifica quando un’arteria coronaria è ostruita e il muscolo cardiaco non riceve abbastanza ossigeno attraverso il sangue e di conseguenza non può più compiere il proprio lavoro come dovrebbe. Alcuni studi evidenziano come l’attività sessuale possa ridurre il rischio di ammalarsi di questa patologia. E passiamo ai numeri: fare sesso tre volte alla settimana può diminuire del 50 per cento il rischio di soffrire di arteriosclerosi precoce (e qui si parla di un’attività sessuale normale). Ma anche se solo pensiamo all’oggetto

DELLA FELICITÀ SI ATTIVA ANCHE SOLO GUARDANDO CHI AMIAMO del nostro desiderio, il cuore batte più forte e noi sprizziamo energia da tutti pori. Questo accade per via dell’adrenalina, un ormone molto noto e anche molto importante prodotto dalle ghiandole surrenali. Ci predispone al combattimento o alla fuga. Se veniamo attaccati, ci procura una forza che non avremmo mai immaginato di avere o ci fa correre veloci come Forrest Gump. Insomma si tratta di una speciale eredità che ci hanno lasciato i nostri antenati preistorici. L’adrenalina induce infatti una dilatazione dei bronchi facilitando così la respirazione, aumenta la pressione arteriosa e favorisce la circolazione sanguigna. Tutto questo è un’ottima ginnastica per il cuore. Ma questi sono solo alcuni fra i numerosi effetti benefici che il sesso può avere sul corpo, sul cuore e sul nostro benessere generale. Una cosa è certa: per i pantofolai è una splendida e piacevole alternativa agli allenamenti classici in palestra o con i pesi. Senza dimenticare che ogni cuore sano ha tanto da guadagnare da un esercizio regolare e costante fra le lenzuola. n 75


GR A ZI A• EV ENTI La lunga coda davanti al Mondadori Megastore in piazza del Duomo, a Milano, per il lancio del primo libro di Sofia Viscardi: Succede, edito da Mondadori.

Sofia Viscardi, 18 anni, con Rebecca Bramati, 14. A sinistra, firma il poster di Grazia e saluta i fan.

Un gruppo di fan in fila per farsi firmare una copia del romanzo di Sofia Viscardi.

Sofia con le lettrici invitate da Grazia.

Sofia con la sua sorellina Maria, 10 anni.

CI AVETE SCRITTO IN TANTISSIMI PER REALIZZARE IL VOSTRO SOGNO: INCONTRARE LA YOUTUBER SOFIA VISCARDI, AUTRICE DEL LIBRO SUCCEDE. FOTOSTORIA DI UN POMERIGGIO ALL’INSEGNA DELLE EMOZIONI

Sofia Viscardi con il direttore di Grazia Silvia Grilli, mentre risponde alle domande delle nostre lettrici che hanno partecipato all’evento.

acrime di commozione. E urla di gioia. Più di duemila teenager hanno fatto cinque ore di fila per vedere da vicino la loro beniamina, Sofia Viscardi, che il 24 maggio ha presentato il suo primo romanzo Succede (edito da Mondadori) al Mondadori Megastore di piazza del Duomo, a Milano. «È la storia di quattro adolescenti milanesi: in ognuno di loro c’è una parte di me», dice la famosa youtuber da oltre un milione di follower, che ha incontrato le giovani lettrici di Grazia che si sono aggiudicate un posto in prima fila all’evento e la possibilità di fare una domanda a Sofia. Il primo a parlare è Edoardo Ferrari, 14 anni, la macchina fotografica al collo e una lunga rosa rossa in mano. «Ciao Sofia, questa è per te». Alessia Galimberti, 14 anni, invece non dice niente: piange dall’emozione. Arianna Di Marco, 12 anni, e Benedetta Anzelmo Sironi, 11, si fanno autografare il cellulare. Mentre Giorgia Cagna, 14 anni, arriva con un pacchettino: «È un braccialetto per te, con un ciondolo a forma di S, come Sofia e come Succede, il titolo del tuo libro». Eravate in tantissimi, impossibile farvi vedere tutti. Cercate la vostra foto sulla gallery del nostro sito, Grazia.it. n

Sofia con Benedetta Anzelmo Sironi, 11 anni.

Un selfie con la lettrice Alessia Gamberoni, 14 anni.

Foto SGP

Il Mondadori Megastore in piazza del Duomo, Milano: qui Sofia Viscardi ha firmato per cinque ore le copie di Succede.

In posa per uno scatto con la lettrice Giorgia Cagna, 14 anni.


GR A ZI A•

VUOI STAR ZITTA, PER FAVORE? Una colonia di “Klebsiella pneumoniae”, all’origine della polmonite batterica: è uno dei microrganismi che più hanno sviluppato la resistenza agli antibiotici.

QUEI BATTERI PIÙ FORTI DEI NOSTRI INCUBI

FLASH

NELLE MIE ANSIE NOTTURNE I PENSIERI BRUTTI VENGONO INGIGANTITI DAL BUIO (e dalla privazione del sonno): i miei bambini mi odiano, mio marito fugge

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UN AMERICANO A HIROSHIMA

«Dobbiamo fare il possibile per distruggere le armi nucleari». È quanto ha detto il presidente americano Barack Obama (nella foto con il premier giapponese Shinzo Abe) nella sua storica visita a Hiroshima, dove il 6 e il 9 agosto del 1945 gli Stati Uniti sganciarono le bombe che uccisero tra i 100 e i 200 mila civili.

ILLUSIONE OTTICA A PARIGI

Al Louvre di Parigi c’è un’opera che sta sfidando la popolarità della Gioconda di Leonardo da Vinci: è l’installazione dell’artista e fotografo JR, che ha ricoperto la piramide di vetro del museo con un’immagine a grandezza naturale del palazzo alle sue spalle. L’effetto da illusione ottica, che raggiunto un certo punto rende “trasparente la piramide”, è un vero capolavoro.

Foto IPA, REUTERS/CONTRASTO, GETTY IMAGES

con la vicina di pianerottolo, il capo mi licenzia, tutti scoprono che non sono brava a fare niente, la baby sitter se ne va e i pidocchi che si è presa mia figlia in gita ritornano sempre più forti e ineliminabili e invadono tutte le teste degli abitanti della casa (escluso mio marito che a questo punto è già fuggito con la vicina), il gatto muore perché ci dimentichiamo di dargli da bere - così mi alzo, a qualunque ora della notte, e vado a dare da bere al gatto. Sono pensieri forti, concreti anche se pazzi, che per fortuna al mattino rimangono sul cuscino, oppure vengono consumati dalla notte, così io posso vivere normalmente e anche piuttosto sbadatamente. Ma uno dei miei personali incubi riguarda anche gli antibiotici, e si è rivelato plausibile. Da quando mio marito, due Natali fa, si è preso uno streptococco con cui è finito in ospedale e che gli ha cambiato per un paio di settimane il volto (ho ancora le foto, giorno per giorno, in cui sembra a volte un pugile suonato, a volte una donna, a volte una mongolfiera - in effetti in quelle condizioni non aveva nessuna speranza con la vicina di pianerottolo), penso sempre a quel batterio che non voleva andarsene nemmeno con gli antibiotici e che nella mia immaginazione cresceva sempre più forzuto e potente. Alla fine la faccia di mio marito è tornata normale e lo streptococco ha perso. Ma nelle mie nevrosi terroristiche si è solo ritirato, come nei film di cui si vuole fare un sequel: il cattivo viene ucciso, ma nell’ultima inquadratura spunta un braccio, così tutto può ricominciare. Non racconto queste ossessioni a nessuno, convinta che facciano parte di un mondo notturno un po’ assurdo e fatato, ma ho appreso con terrore dal New York Times che è stato individuato in una donna americana un batterio resistente ai farmaci e anche agli antibiotici di ultima generazione, e che è questa l’emergenza sanitaria mondiale: batteri modificati e fortissimi, capaci di resistere a tutto, a causa anche della nostra esagerata disinvoltura nell’uso delle medicine. «La preoccupazione è alta. Possiamo dire che già oggi per alcuni pazienti l’armadietto dei medicinali è vuoto. Può essere la fine per gli antibiotici, se non agiamo con urgenza», ha detto il direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti. E io ho pensato, prima di tutto: non sono pazza, e ho sentito una specie di sollievo, anche se preoccupato per questi batteri super feroci. Subito dopo, però, ho pensato anche: allora mio marito fuggirà con la vicina. n


L’ATTRICE AMERICANA KATE BOSWORTH, 33 ANNI, INDOSSA GIACCA E MAXI GONNA IN DENIM BICOLORE, COLLANA A CERCHI INTRECCIATI (TUTTO CHANEL). PAGINA ACCANTO: ABITO IN COTONE CON BRETELLE A CATENA (PINKO).

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La sua l’ha resa una delle icone della nuova Hollywood, il suo carattere l’ha spinta ad accettare solo i ruoli più rischiosi. posa per Grazia e racconta di quando ha scoperto che oltre i la vita è più bella


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GR A ZI A• STA R DI COPERTINA

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GR A ZI A• K ATE BOSWORTH

a vedo da lontano, Kate Bosworth, e mi appare piccola e indifesa, nascosta in un ampio maglione beige e jeans sbiaditi. Si sotto-

mette docile alle attenzioni di parrucchiera e truccatrice, mentre armeggia svogliatamente su uno smartphone. Siamo in un vecchio, spoglio studio di Hollywood, dove la 33enne attrice-modella-stilista si prepara a posare per questo servizio fotografico. A prima vista, Kate sembra un’adolescente fragile, con le spalle esili curve sullo schermo e i piedini misura 36 appollaiati sullo sgabello. Mi convinco che sia davvero una donna delicata quando le stylist mi chiudono letteralmente la porta in faccia per paura che la disturbi e l’addetto stampa mi prende da parte per chiedermi di evitare, per favore, domande sulla sua magrezza. «Sa», mi dice, «ultimamente i giornali di gossip le sono stati molto addosso su questo argomento». Dev’essere una ragazza vulnerabile, penso, giudicando quanto i suoi collaboratori la stanno proteggendo stamattina.

Invece mi sbaglio di grosso. Kate Bosworth è l’esatto contrario di fragile. È una dura. Non appena

cominciamo a chiacchierare, lei mi prende l’iPhone dalle mani con fermezza, così posso stare tranquilla («La registrazione verrà bene», mi assicura) e mi fissa decisa con i suoi famosi occhi bicolori, alla David Bowie, uno nocciola e uno blu. Mi rendo subito conto che dietro alla maschera da ragazza insicura si nascondono una volontà di ferro e un’ambizione indomabile. In effetti il percorso professionale di Bosworth, a cavallo tra cinema e moda, non è stato finora quello di una che sceglie la via facile. Dopo il debutto a 14 anni con L’uomo che sussurrava ai cavalli di Robert Redford, nel 2002 Kate rinunciò all’ammissione alla prestigiosa università di Princeton per recitare nel successone per adolescenti Blue Crush. E subito dopo, invece di cavalcare l’onda della fama, accettò il ruolo di fidanzata dell’attore porno John Holmes nel thriller noir Wonderland. E poi avanti così, sempre cambiando, da Lois Lane in Superman Returns ad amante di Jack Kerouac in Big Sur fino agli horror: Amnesiac prima e ora Somnia (nelle sale), con Jacob Tremblay, il bambino diventato famoso con il film da Oscar Room. Se dovessi descrivere la sua carriera con una sola parola, direi “sperimentale”. È d’accordo? «Non sono una persona spericolata, ma mi piace spingermi fino al limite. Non amo andare sul sicuro. Ma penso che quella sia la vita. Sono sempre in crescita, imparo continuamente cose nuove. Prendiamo Blue Crush: mi ero appena trasferita a Los Angeles, volevo trasformare un sogno in realtà. Ero concentrata, senza paura, quasi come un atleta prima di una gara importante. Ero decisa a ottenere un risultato. Quando ho letto il copione, ho sentito un’immediata affinità con il personaggio. Così, 82

sebbene non avessi mai messo piede su una tavola da surf, ho convinto il regista e i produttori a darmi la parte. Poi, quando sono arrivata a Oahu, nelle Hawaii, e ho visto le onde alte 20 metri, sono stata presa dal panico. Ho chiamato mia madre e le ho detto: “Mi sa che mi sono messa nei guai”. Poi però ho pensato che dovevo andare avanti. E così, gradualmente, ho imparato a gestire il mio rapporto con il mare. Su quella costa le onde sono pericolosissime. Ho imparato a remare con le braccia, a non restare imprigionata all’interno dell’onda. Per me è stato molto di più che imparare il surf». Il f ilm ha avuto successo, ma poi lei ha cambiato genere. «Sì. Mi è stato proposto un copione chiamato Wonderland, una storia vera su una serie di omicidi avvenuti a Los Angeles nei primi Anni 90. Il mio personaggio era molto torbido, una donna che si trovava a dover sopravvivere in circostanze di estrema violenza. Mi piace il genere noir. Volevo esplorare aspetti più oscuri, che poi ho ritrovato negli ultimi film più paranormali». Cercava una sf ida? «Non è la via più semplice per un attore, forse. Ma mi piace scoprire i diversi aspetti di me stessa. È quello che fanno gli artisti che più ammiro. Sebbene sia in questo mondo da quando avevo 14 anni, soltanto oggi mi sembra di cominciare a capire chi sono, come artista, e a sentirmi a mio agio nel ruolo. Forse è anche l’età». Oggi lei ha scelto di collaborare con il marchio Pinko e, negli ultimi anni, si è anche cimentata spesso come stilista. Che rapporto ha con la moda? «Fa parte della mia vita da sempre. Mio padre lavora in quel mondo, è stato per anni il vicepresidente di Ermenegildo Zegna negli Stati Uniti. Quand’ero adolescente, a volte mi portava in ufficio con sé e mi mostrava le differenze tra i tessuti, oppure mi spiegava perché certe stoffe vendessero meglio in primavera che in inverno. Ho sempre avuto una vasta conoscenza della moda in tutti i suoi aspetti, compreso quello commerciale. Mio padre mi ha insegnato il senso degli affari e ha sempre sottolineato l’importanza della qualità. Se scelgo di associare il mio nome a una linea, la qualità dev’essere sempre di alto livello. Quando Pinko mi ha proposto di collaborare, ho subito toccato i tessuti, per verificarne la qualità. È un marchio sofisticato che ha un approccio giocoso verso la moda: un esempio sono le sneakersglam Shine Baby Shine. Le guardi e dici: “Wow”». E come stilista, che tipo è? «Una che ha bisogno di una vera collaborazione. Se un marchio vuole lavorare con me, dobbiamo avere una visione comune. Voglio dire, un minimo di conflitto è utile, il confronto aiuta a crescere, ma un eccesso di divergenze significa che non siamo sullo stesso piano. Ho imparato a riconoscere i rapporti in cui si riuscirà subito a lavorare in sintonia». segue a pagina 87


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« passiamo la vita a rispondere a che agli uomini non vengono mai fatte»

GILET TAGLIATO AL VIVO SU PANTALONI AMPI IN COTONE (TUTTO PINKO).

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GR A ZI A• K ATE BOSWORTH CAMICIA E PANTALONI IN SETA CON MOTIVI STAMPATI BICOLORI (GIORGIO ARMANI). PAGINA ACCANTO: BLUSA IN TWILL DI SETA A STAMPA NODI SU PANTALONI SVASATI COORDINATI (TUTTO MAX MARA).


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«La è parte della mia vita. Mi basta

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un tessuto per sapere se un farà per me»

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«Quando ho conosciuto la di mio marito, ho sentito di aver trovato finalmente una »

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TOP IN COTONE CON INSERTO NUDE SU PANTALONI IN COTONE; SCARPE SHINE BABY SHINE CON CRISTALLI (TUTTO PINKO).

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GR A ZI A• K ATE BOSWORTH segue da pagina 82

È nota per il suo f isico sportivo. Addirittura il suo primo ruolo le è stato aff idato più per le capacità equestri che per quelle di attrice. Si vede ancora come un’atleta? «Sì, e mi piace trovarmi nella natura. Fare esercizio all’aperto è molto diverso dall’allenarsi in palestra. Quando sei in sella a un cavallo o in piedi su una tavola da surf, usi tutti i muscoli del corpo. In genere, quando giro un film devo firmare dei documenti che mi impediscono di svolgere attività in cui potrei farmi male, ma appena posso, faccio equitazione. È la cosa che mi rende più felice. Alcuni praticano lo yoga per lasciare indietro i pensieri. Io, quando sono a cavallo, vedo soltanto quel che c’è di fronte a me, nient’altro». Lei, come molti, ha attraversato il diff icile passaggio da star bambina a star adulta. Com’è andata? «Bene, ho imparato a essere comprensiva verso me stessa. Molti giovani attori oggi vogliono apparire subito maturi, arrivati. Ma la gioventù è caotica per definizione. Quando hai vent’anni la vita è confusa. Non c’è niente di male a fare qualche passo falso a quell’età, dai propri sbagli si impara. Non ho mai incontrato una 22enne che non abbia fatto qualche errore». Come ha gestito la sua immagine pubblica da ragazza? «All’epoca non c’erano Facebook, Twitter e Instagram. Certo, c’era internet, e il pubblico poteva farti a pezzi, criticarti o riempirti di lodi. Però oggi le giovani celebrità hanno la possibilità di usare i social per dire la loro: sono forse più vulnerabili, ma hanno anche la possibilità di avere una voce, di farsi sentire». E quando ha commesso il suo famoso passo falso? «Nel 2008, con la recessione, la vita è diventata difficile per tutti. Non c’erano più copioni innovativi, perché nessuno voleva correre rischi, e molti attori si sono trovati senza lavoro. Io sono orgogliosa di tutto quel che ho fatto: se poi un film ha avuto successo, o no, non è dipeso da me. Ma il 2008 è stato difficile perché si è trattato di vivere aspettando di uscire da un tunnel. Per me l’obiettivo era sempre quello di dare il meglio di me stessa. Però era difficile sentirsi ispirata quando intorno avevo tanto pessimismo. Abbiamo tutti dovuto stringere i denti e aspettare di arrivare all’uscita di quel benedetto periodo di crisi». Dà l’impressione di essere molto diplomatica nella scelta delle parole e piuttosto riservata. Come mai? Ha paura di cadere nella trappola di molte attrici giovani e belle che si ritrovano a dover parlare soltanto di vita sentimentale e altre questioni private? «Be’, certo, a noi donne vengono poste domande che gli uomini non sentono mai. Per esempio quelle sulla vita sentimentale. Io, di natura, non sono particolarmente riservata. Però sono state proprio le interviste a farmi diventare più cauta. Alla fine, un cronista può cercare di capire chi sei in 20 minuti, ma non avrà mai un’immagine completa di te. Ho sempre trovato dif

ficile espormi. Da quando ho incontrato Michael (nel 2012 l’attrice ha sposato il regista Michael Polish, 45 anni, ndr) le cose sono cambiate: mi sento sicura della nostra unione e quindi sono ben felice di parlarne. Il nostro matrimonio rappresenta una parte essenziale della mia vita». Vi siete incontrati sul set del f ilm Big Sur del quale lui era il regista e in cui lei recitava. «Esatto. Da allora abbiamo lavorato ad altri due film insieme, Amnesiac e 90 minuti in Paradiso. Abbiamo anche collaborato in diversi spot pubblicitari». Non avete problemi a mischiare vita privata e carriera? «Lavorare insieme per noi è meraviglioso. Secondo me molti attori cercano il proprio regista: Gena Rowlands aveva John Cassavetes, Penélope Cruz ha Pedro Almodóvar, Leonardo DiCaprio lavora in perfetta sintonia con Martin Scorsese. Se un attore si sente a proprio agio con chi lo dirige, tra i due si crea un clima stimolante e, allo stesso tempo, un senso di sicurezza. Se ci sono scene fuori dalle tue solite corde di attore, sai di poterti buttare perché c’è qualcuno che ti proteggerà. Per questo adoro lavorare con Michael. Mi conosce meglio di chiunque altro e sa guidarmi verso la migliore interpretazione possibile». Quando ha sposato Polish, che ha 12 anni più di lei, nella sua vita è entrata anche sua f iglia Jasper, nata dal legame con la make up artist Jo Strettell. «Sono stata molto fortunata. Lei è figlia unica, come me: sento di aver trovato una sorella. Ormai Jasper ha 18 anni, sta imparando il difficile lavoro di distinguere tra ciò che le piace e ciò che detesta, e a comunicarlo agli altri. È una giovane artista piena di talento: scrive canzoni, musica e testi». La sua famiglia, invece, come ha gestito le sue scelte di vita, come quella di rinunciare all’ammissione a Princeton per venire a Hollywood? «I miei genitori per un po’ sono stati inquieti, finché non ho raggiunto un’età in cui hanno dovuto mollare la presa. Se ami tua figlia, è normale volerla proteggere. Ma se sei tu la figlia, pensi solo: “Ce la posso fare, smettetela di preoccuparvi per me!”. Solo adesso comincio a capire che cosa devono aver passato i miei». Che tipo di madre sarà? «Spero di essere il tipo che sa dare sostegno ai propri figli mentre cercano di realizzare il loro sogno. Quando ho rinunciato a Princeton, mio padre voleva che avessi un piano B. Ma io pensavo: “Se ho una scappatoia, non mi impegnerò mai al massimo in quello che faccio”. Così, mi sono data un anno di tempo a Los Angeles. Nel giro di quattro mesi, sono stata scritturata per Blue Crush, poi ho continuato a lavorare, e ho finito col non andare più all’università. Ma sa, mia madre si è reiscritta da grande, e forse farò anch’io come lei. Sono una ragazza che ha sempre voglia di imparare». n 87


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«Non ho mai un piano B: se pensi di avere una non t’impegnerai mai »

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GIACCA A RIGHE (MAX MARA). PAGINA ACCANTO: ABITO IN MIKADO SU BLUSA E SHORTS (TUTTO DOLCE & GABBANA). TRUCCO PATTI DUBROFF@ FORWARD ARTISTS. PETTINATURE BRIDGET BRAGER@THE WALL GROUP. MANICURIST CHRISTINA AVILES@OPUS BEAUTY USING DR. HAUSHKA.

GR A ZI A • K ATE BOSWORTH


L’attore Giampaolo Morelli, 41 anni. Qui è in total look Giorgio Armani.


GR A ZI A• INCONTRI

GIAMPAOLO MORELLI NON È PIÙ SOLO L’ATTORE CHE INTERPRETAVA L’ISPETTORE COLIANDRO. MA È ANCHE UN PADRE CHE CERCA DI CONCILIARE FAMIGLIA E LAVORO. E UN UOMO CHE CRESCENDO, RACCONTA A GRAZIA, HA SCOPERTO CHE BISOGNA LASCIARE PERDERE LE COSE INUTILI E USARE QUELLO CHE CONTA DAVVERO: «TESTA E CUORE»

Foto JULIAN HARGREAVES

«È

faticoso, eccome se lo è, conciliare lavoro e famiglia. Carriera e figli. Sentimenti privati e impegni pubblici». Una raffica di frasi come questa sarebbe il festival dell’ovvio se non fosse che a dirla non è una donna. Ma un uomo, imprevedibilmente alle prese con le ansie, le rincorse, i sensi di colpa e di incrollabile inadeguatezza che tutte le madri conoscono benissimo, ma che i padri di solito ignorano o a malapena intravedono nelle loro compagne. Quarantuno anni, attore amatissimo nella sua interpretazione dell’ispettore Coliandro televisivo, padre di Gianmarco, 2 anni e mezzo, Giampaolo Morelli è uno dei pochissimi maschi che, quando lo intervisti, mette suo figlio in curriculum, nonostante il suo sia già molto affollato: è al cinema con l’ultimo film dei fratelli Vanzina, Miami Beach. Prima di tutto, comunque, viene Gianmarco: presenza tutt’altro che virtuale, dato che la nostra chiacchierata telefonica viene più volte interrotta da saluti e baci (al figlio, appunto). Fino a un definitivo: «Ciao amore mio (al figlio, ancora), ci vediamo più tardi». Era impegnato con il suo bambino? Forse sarebbe stato meglio sentirci in un altro momento? «No, non si preoccupi. Se avessi dovuto occuparmi di Gianmarco le avrei detto di richiamare, ma lui adesso è con la sua mamma (la modella Gloria Bellicchi, 37 anni, ndr), sapevo di avere un impegno e l’ho affidato a lei». Lo sa che non capita mai di trovare un uomo che parli della diff icoltà di conciliare f igli e carriera? Di solito sono le mamme ad “aff idare” i f igli per gestire un’emergenza di lavoro. «Davvero? Io non do per scontato il fatto che sia la mamma a occuparsi di Gianmarco. Ogni volta che devo partire per un set fuori Roma sono molto grato a Gloria perché deve farsi carico di tutto mentre io sono via. Avere figli è una cosa bellissima, ma complicata. È una rivoluzione che cambia tutti gli equilibri. Avere un figlio unisce molto. Ma può dividere, perché lo stress allontana. E restare vicini vuol dire trovare continuamente un modo nuovo di stare insieme. È un’operazione molto complicata». Lei ha scritto un manuale di seduzione: Sette ore per farti innamorare, edito da Piemme. Adesso su che cosa si sentirebbe pronto a dare consigli in un volume stile “istruzioni per l’uso”? «A dire il vero non ero tanto bravo neanche in materia di seduzione. Il manuale era stato più che altro un gioco. Adesso su che cosa mi piacerebbe pontificare? Sulla genitorialità: vorrei poter scrivere consigli per neopadri alle prese con l’avventura più complessa della vita. Ma la verità è che non ci sono né ricette né regole. Si fa quel che si può ed è un 91


L’attore Giampaolo Morelli è al cinema con il film Miami Beach. Quiè in total look Giorgio Armani.

lavoro duro. Lei ne sa qualcosa? Ha figli? Che mi dice di quando crescono? È ancora più un casino, vero?». Morelli, lei è stupefacente. Un sex symbol dal volto umano, anzi paterno. Un intervistato che fa domande oltre a dare risposte. Un bello che non si prende sul serio. Un uomo serio che sa di essere bello. «Qual è il problema?». È diff icile inquadrarla. Anche nel lavoro: ha un sacco di progetti in uscita, uno diverso dall’altro. Un f ilm: Miami Beach, nelle sale. Uno che ha appena f inito di girare: Quel bravo ragazzo di Enrico Lando. E un altro che comincerà prossimamente: un musical su Napoli, f irmato dai Manetti Bros. Una miniserie: C’era una volta Studio Uno, a settembre su Rai Uno. Una parte da protagonista nel cortometraggio Donne sulla vita dello scrittore Andrea Camilleri. Ruoli diversissimi, come li sceglie? «Cerco di fare cose che andrei a vedere da spettatore. Tutto qui. Miami Beach è una commedia divertente: leggera, ma non stupida. Il lavoro su Camilleri mi ha fatto entrare nei panni di un personaggio che è un’icona del nostro tempo (Morelli interpreta il creatore del Commissario Montalbano, a 40 anni, ndr). Faccio cose diverse, ma cerco di sceglierle con cura. Sul mio futuro di attore sto ancora lavorando, provando, sperimentando. Anche se ho più di 41 anni. Che cosa dice? Non va bene, alla mia età?». Va benissimo, c’è tempo. Morelli, lei fa talmente tante cose e così diverse perché ha paura di rimanere imbrigliato nello stereotipo di Coliandro? «Coliandro è un personaggio così figo che ci resterei dentro tutta la vita. Mi piacerebbe essere lui. Detto questo, nella vita si va sempre avanti, no? A proposito, non ha risposto alla mia domanda: aver a che fare con figli adolescenti è un casino, vero?».

Sì. Ma torniamo all’intervista. In Miami Beach interpreta un uomo che sta con una ragazza molto più giovane di lui. A lei potrebbe capitare? «Mai dire mai, ma mi sembra proprio di no. Così, sulla carta, penso di essere più interessato alle donne adulte: persone con cui ho qualcosa in comune. Poi, magari, mi capiterà di perdere la testa per una 25enne, chissà. L’altro giorno ho trovato un vecchissimo numero di una rivista in cui Penélope Cruz diceva: “Non mi piacciono gli uomini alla Tom Cruise”. Ed è finita come sappiamo: si è innamorata di Cruise (i due hanno avuto una relazione dal 2001 al 2004, ndr) Visto? Meglio evitare di sbilanciarsi nelle interviste. Si cambia continuamente nella vita». Lei come è cambiato? «Parliamo di sesso? Sicuramente a 18 non è come a 30 e a 30 non è come a 40. Alla mia età contano testa e cuore». Si diventa esigenti. «Esigenti. Intelligenti. A me invecchiare sembra una gran cosa. Aggiunge molto alla vita e anche alle persone. Non capisco chi pensa che gli anni ti portino via qualcosa». Lei girerà presto un f ilm su Napoli. Che cosa mi dice della sua città, oggi? «Che sono stufo di vederla imbrigliata nei luoghi comuni». Mi dica una cosa che non sia un luogo comune sulla sua città. Una cosa vera, intima. «Napoli è nel mio dna. È come una mamma, mi appartiene talmente tanto da non saperne parlare. Ci sono così profondamente dentro da non riuscire a vederla. Mi ci confondo, mi ci mischio». Però un po’ di accento napoletano lo ha perso. «No! Non è vero, non mi dica questo». La Napoli che racconterete nel f ilm come sarà? «Una grande storia di passione, camorra, azione, musica». Di tutto. Lei è un uomo che sa distinguere le cose importanti? «A questo serve diventare grandi: a imparare a lasciare andare l’inutile». Lei ha abbandonato gli studi di Giurisprudenza a un soff io dalla laurea per dedicarsi a Psicologia. Perché? «Forse volevo capire qualcosa di me». Che cosa ha scoperto? «Cose che avrei trovato comunque, magari più lentamente, ma ci sarei arrivato. Gliel’ho detto, credo molto nella vita. Impari tutto vivendo». Lei è felice? «Domanda troppo difficile. Non so rispondere». Soddisfatto? «Sì, sì. 41 anni sono una buona età. Comincio a raccogliere i frutti di quello che ho seminato, ma ho davanti un sacco di cose da fare. Sto costruendo ancora. Vedremo. Per la risposta sulla felicità ci sentiamo fra qualche anno, ok?». Sicuro che allora avrà sicuramente qualcosa da dirmi? «Ci conto. Gliel’ho detto: invecchiare serve». n

«VOGLIO BENE A NAPOLI, LA MIA CITTÀ, COME SE FOSSE UNA MADRE. SONO STANCO DI VEDERLA INTRAPPOLATA NEI LUOGHI COMUNI» 92

Foto JULIAN HARGREAVES. HAIR: VINCENZO SURIANO PER SIMONE BELLI AGENCY. MAKE UP: SARA ONORI PER SIMONE BELLI AGENCY. SI RINGRAZIA IL RISTORANTE ANGELINA, ROMA

G R A Z I A • G I A M PA O L O M O R E L L I


G R A Z I A • L’ I N C O N T R O LA CARRIERA, GLI AMORI, I SUCCESSI E LE DELUSIONI. ORNELLA VANONI SI DEFINISCE: «UNA DONNA DI 81 ANNI CON LA TESTA DI UNA RAGAZZA». E, MENTRE PREPARA IL RITORNO IN TEATRO, RACCONTA A CATHERINE SPAAK LA SUA VITA APPASSIONATA, SCELTE SBAGLIATE COMPRESE

Siamo guerriere dal cuore Incontro Ornella Vanoni al Grand Hotel Plaza mentre è di passaggio a Roma. La sua voce è ancora più bella oggi che ha compiuto 81 anni.

Intatte sono rimaste l’energia, la grinta, l’esuberanza con cui ripercorre la colonna sonora dei suoi sentimenti e successi. Mentre è svanita la spregiudicata insolenza usata come scudo per esorcizzare le sue paure. Nella sua stanza con vista sui tetti all’imbrunire, sono di fronte a una donna disincantata ma serena, gentile, che gioca con i ricordi come si trastulla con il suo cagnolino Why, “perché”, colorando le disavventure dell’esistenza con affettuosa ironia. E la prima delle domande la fa lei: «Ti ricordi, Catherine, il nostro primo incontro?». Era l’estate del 1961, a Ischia, giravo Diciottenni al sole del regista Camillo Mastrocinque. Che cosa facevi a Ischia in quel periodo? «Ti guardavo. Chiamavi: “Fa-bri-zio”, quello che sarebbe diventato il tuo futuro marito (Fabrizio Capucci, ndr), scandendo ogni sillaba. Eri cattivissima con quel ragazzo». Ne combinava tante. «Eri bellissima e molto sulle tue. Io inseguivo Oliviero Prunas, attore di sei anni più giovane di me, che lavorava nel tuo film». Non ero cattiva, ma terribilmente timida. «E io no? Cattiva come tutti gli insicuri». Cantavi in un piccolo ristorante dove andavamo tutti, la sera. Ricordo la tua voce così calda, profonda, facevi venire i brividi. Dopo, che cosa è successo? «Mi sono sposata con Lucio Ardenzi, noto impresario teatrale. Mi ha fatto recitare L’idiota di Marcel Achard, ho anche vinto un premio importante, ma non volevo fare l’attrice, ero troppo insicura. Più tardi, a 21 anni, ho incontrato il regista Giorgio Strehler, frequentavo il suo corso di recitazione. E lui si innamorò di me». 94

Hai detto cose dure su di lui dopo la vostra separazione. «Ho spiegato che era finita per colpa del suo vizio». Intendi i suoi tradimenti? «No, la droga. Forse è l’uomo che mi ha amata di più. Mi disse: “Se mi lasci, perdi anche il Piccolo Teatro di Milano”. Ed è stato molto difficile dopo, remare da sola. Quando ho conosciuto Ardenzi stavo con il cantautore Gino Paoli, per il quale ho pianto praticamente sempre e la sera prima del matrimonio con Lucio dicevo alle mie amiche: “Non mi sposo!”. Ma come facevo con tutti gli inviti, con mia madre?». Dovevi scappare. «Proprio tu, che ti sei sposata quattro volte. Anche tuo marito (Vladimiro Tuselli, ndr) è più giovane, vero?». Sì, di 18 anni. «Non conta l’età, tutto sta nel cervello. Sono una donna di 81 anni con la testa di una ragazza, ma con tanta esperienza. Ormai vivo sola da dieci anni e sola resterò. Ho sbagliato perché a 60 anni avevo ancora una possibilità. Ma ho fatto un grande errore, è stata una tremenda delusione». Di chi parli? «Di un signore che si chiama Marco e a cui ho salvato la vita, ma non siamo riusciti a costruire una vera storia». Come sei cambiata con il passare degli anni? «Prima di tutto se n’è andata la timidezza e con il tempo sono diventata più sicura di me. Oggi entro in scena emozionata, ma è sparito il panico incontrollabile di ogni volta. Allora speravo sempre che capitasse una catastrofe, un’invasione di rane, di cavallette, un terremoto». Per te, quali sono state le più grandi delusioni? «L’amore, gli uomini. Quello che più mi ha ferita è stato lo scoprire la loro piccolezza e anche il tradimento economico. Qualcuno si è approfittato di me.


Foto MONDADORIOIRTFOLIO

La cantante Ornella Vanoni, 81 anni in una foto degli Anni 70.

È davvero umiliante, ci si sente stupide. La mia ultima storia mi ha ferita profondamente, pensavo davvero che sarebbe durata per il resto della vita. Quando a Marco è venuto un infarto e l’ho portato in ospedale, la sua famiglia con l’ex moglie si è stretta attorno a lui e poi è sparito. Mai più visto né sentito Avevo fatto ricamare le sue iniziali, la lettera “M”, perfino sulla biancheria di casa. Ho regalato tutto a mio nipote che si chiama Matteo». Quando ero ragazza pensavo che gli uomini fossero migliori di noi donne. Te lo facevano credere. Li immaginavo forti, coraggiosi, dei veri guerrieri. «I guerrieri siamo noi donne. Guerrieri dal cuore fragile magari, ma pur sempre guerrieri». Hai la sensazione di avere vissuto appieno gli anni della tua giovinezza?

«Da adolescente ho frequentato diversi collegi fra la Francia e la Svizzera. A Losanna c’erano molti figli di famiglie benestanti, ignoranti e viziati. Lì ho conosciuto il fotografo Gunter Sachs, andavamo a sciare e uscivamo la sera. Con Giorgio Strehler stavo bene, ma non era il divertimento della giovinezza. Vivevo al fianco di un genio, lo amavo, ma non era semplice. A 25 anni avevo già vissuto quello che si vive in quattro vite». Un momento magico che ricordi ancora oggi con emozione? «Quando Strehler mi ha dichiarato il suo amore. Nella sua scuola di recitazione mi ero accorta che mi guardava, ma ai tempi era timido anche lui. Alla fine dell’anno accademico portò i suoi allievi a cena fuori e mi riaccompagnò a casa per ultima. Ancora in macchina mi disse che si era innamorato di me. Ci siamo dati un bacio. Più tardi mi telefonò e mi disse: “Adesso devo mettere in scena El nost Milan e sarà lo spettacolo più bello perché ci sei tu nella mia vita”». Come hai scoperto di essere una donna forte? «È stata la vita che mi ha costretta a diventarlo. Avevo molta paura della solitudine e in passato ho avuto compagni sbagliati proprio per questo motivo». È cambiato il tuo sguardo sul mondo? «È cambiato il mondo. È diventato orribile. Un genocidio. Posso capire che l’Europa abbia paura di tutti questi migranti, sono migliaia. L’Isis sarà difficile da sconfiggere, perché è una guerra fatta a pezzetti e nessuno sa quello che può accadere all’improvviso». Essere una donna intelligente rende la vita più diff icile? «Dipende dall’uomo che hai al tuo fianco. L’intelligenza delle donne generalmente fa paura agli uomini». Sei ancora una divoratrice di vita, talenti, novità. «L’anno scorso ho fatto una tournée che mi ha sfinita, ma quest’anno con il trio dello spettacolo Free soul composto da Roberto Capelli al pianoforte, Bebo Ferra alla chitarra e Pietro Salvatori al violoncello, mi riposo. Ho ancora una data, il 24 giugno al Teatro Romano di Verona. Vorrei solo andare in scena con le pantofole. Sono stufa di dovermi vestire, truccare, apparire». Come ricordi alcuni tuoi compagni di duetti, per esempio Mina? «Non sento Mina da tantissimi anni, abbiamo inciso assieme Amiche mai, ma poi ha vietato che quella canzone fosse trasmessa per radio. Lei è fatta così». C’è qualcosa che ti manca oggi? «Prima, non pensavo mai alla morte, credevo di essere eterna come le nevi del Kilimangiaro. La morte fa un po’ paura, no?». ■ 95


GR A ZI A• INCHIESTA

li stranieri, qui, siamo noi». Me lo dice con tono esasperato una mamma, Giovanna De Matteis, una

delle poche italiane che portano i figli alla scuola elementare Giuseppe Lombardo Radice di Milano. È la rappresentante di classe e tutti i compagni del suo bambino sono stranieri, con una sola eccezione. Per capire i problemi del multiculturalismo o, meglio, dell’integrazione mancata, bisogna venire 96

in questo istituto di via Pier Alessandro Paravia, nel quartiere di San Siro, a poche centinaia di metri dallo stadio milanese. Le famiglie italiane sono pochissime. Tra i cento alunni che, alla fine delle lezioni, escono a metà pomeriggio dalle aule, solo dieci sembrano della nostra nazionalità. Gli altri sono tutti stranieri, in maggioranza di origine araba. Ho chiesto al preside i numeri esatti degli iscritti all’istituto, soprattutto di origine non europea, ma il dirigente ha detto di

Foto AGENZIA FOTOGRAMMA

CLASSI DELLE ELEMENTARI FORMATE QUASI SOLO DA ALUNNI STRANIERI. BAMBINI CHE RIMANGONO INDIETRO CON IL PROGRAMMA PERCHÉ I LORO COMPAGNI NON PARLANO LA NOSTRA LINGUA. E GENITORI DI ALTRI PAESI CHE NON VOGLIONO MESCOLARSI CON MAMME E PAPÀ ITALIANI. GRAZIA È ANDATA NEGLI ISTITUTI DOVE L’INSEGNAMENTO SI SCONTRA CON LE DIFFICOLTÀ DELL’INTEGRAZIONE. E CON IL RISCHIO DI NUOVE INGIUSTIZIE


Una mamma musulmana esce con il figlio dalla scuola elementare di via Carlo Dolci, a Milano.

non avere tempo per rispondere.

Quella delle “scuole ghetto” è una preoccupazione sempre più diffusa tra i genitori del nostro Paese, alle prese con classi con una

maggioranza di bambini immigrati in cui gli italiani rischiano, paradossalmente, di non sentirsi accolti. Il rapporto Alunni con cittadinanza non italiana. La scuola multiculturale nei contesti locali, pubblicato dal ministero dell’Istruzione, spiega che nell’anno 2014/2015 gli studenti stranieri in Italia erano 814.197, quasi il 10 per cento del totale. Le Regioni più toccate sono Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio. In 2.855 istituti gli alunni senza cittadinanza italiana sono pari o superiori al 30 per cento degli iscritti, in 569 rappresentano addirittura la maggioranza. Così i giornali raccontano le difficoltà e le paure sorte in varie città, come alle elementari Alessandro Manzoni di Brescia, dove lo scorso settembre sono state formate due classi con solo figli di immigrati: su 35 bambini, appena sei erano nati qui da genitori di altri Paesi. Alle elementari di via Paravia, a Milano, mamme e papà italiani sono preoccupati. Giovanna De Matteis fa l’elenco dei problemi. «Da noi non si fanno gite né recite alla fine dell’anno. Non c’è nessuna lezione d’integrazione, ma ci sono un corso di karate nella palestra e qualche uscita al parco. Gli alunni sono quasi tutti egiziani e molti vengono da famiglie disagiate. Purtroppo ci sono stati anche casi di violenza contro i bambini italiani e abbiamo dovuto chiedere l’intervento dei dirigenti». Di fianco a lei, un’altra madre, Anna Affinito, mi mostra le fotografie di una manifestazione che si è tenuta nel giardino dell’istituto per le madri degli alunni arabi. Un incontro con lezioni di alfabetizzazione per poter comunicare con i genitori stranieri. «I bambini, si sa, in qualche modo riescono sempre a capirsi. Il nostro problema sono i papà e le mamme, con cui è impossibile collaborare. Abbiamo provato a creare un comitato di genitori, ma è stato un fallimento. Per me, in alcuni casi, i razzisti sono loro, non noi», aggiunge Giovanna.

A Milano la situazione più complessa è sicuramente quella delle primarie di via Paravia, ma anche nella scuola elementare dell’istituto Lui-gi Cadorna, in via Carlo Dolci, gli studenti sono in maggioranza immigrati: una funzionaria ci ha rivelato che appartengono a 13 etnie diverse. Qui alcune mamme affermano di trovarsi bene perché le maestre sono preparate, mentre altre si lamentano e temono che i loro figli restino isolati. È però la Lombardo Radice a essere la più problematica, tanto da finire spesso sui giornali. «La disparità numerica, oltre a non favorire l’integrazione, crea disagi nell’appren-

dimento perché molti alunni sono appena arrivati dai loro Paesi di origine, non conoscono l’italiano e il programma didattico va a rilento», mi spiega un’altra mamma, ormai rassegnata. Non è un’eccezione: il ministero dell’Istruzione ha sollevato il caso delle 55 scuole statali di Milano che hanno classi con oltre il 50 per cento di studenti immigrati o nati in Italia da genitori stranieri. «Si creano meccanismi complessi e alcuni rischi di segregazione scolastica», si legge nel rapporto ministeriale, in cui c’è preoccupazione anche per la mancata integrazione nel nostro Paese dei ragazzi nati altrove. Basta guardare intorno alla scuola per vedere un’immagine surreale. La strada che costeggia gli alloggi popolari degradati, incuneata nel quartiere residenziale di San Siro, è affollata soprattutto da mamme arabe con la testa coperta: moltissime indossano il velo integrale. In quello che qualcuno ha soprannominato “Il Triangolo delle Bermuda”, come si legge su una delle pareti scrostate dei palazzi, è nata una piccola banlieue. Al bar, a cento metri dalla Lombardo Radice, una donna racconta di essere stata aggredita da un vicino. E mentre cammino, nella via adiacente scoppia una rissa violenta. Nella zona si è venuto a creare una specie di apartheid. Nel parco giochi della vicina piazza Selinunte ci sono mamme e bambini arabi, mentre gli italiani si tengono alla larga. «Io resisto perché presto mio figlio finirà il suo percorso di studio alle elementari di via Paravia, poi lo iscriverò altrove», dice Vanessa, una mamma. «Le difficoltà, però, rimangono: che cosa può imparare un alunno se alcuni bimbi arrivano in classe senza sapere una parola d’italiano?». Nessuna delle maestre vuole parlare, ma una supplente, che si raccomanda di non rivelare il suo nome, confida: «Qui esistono due problemi che impediscono l’integrazione: la sproporzione numerica degli stranieri e un’interpretazione rigida degli insegnamenti religiosi». Musulmani, ovviamente. Due anni fa, per esempio, c’è stata una battaglia per impedire alle bambine islamiche di venire a scuola con il velo, come richiesto dai loro genitori. Sulla carta, negli istituti come questi ci dovrebbero essere un mediatore, una figura di riferimento che si occupi di integrazione e progetti dedicati al dialogo interculturale. In alcune realtà l’obiettivo è raggiungibile, soprattutto grazie all’impegno dei docenti. In scuole come quella di via Paravia, invece, la disparità numerica è tale che sembra di affrontare una missione impossibile. E così cresce l’insofferenza degli italiani, che si sentono una riserva indiana. Mentre nessuno sembra preoccuparsi del fatto che alle spalle dello stadio di San Siro è sorto un altro quartiere-ghetto. n 97


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GR A ZI A• MODA

La borsa per il museo Whitney

L’anno scorso Max Mara ha celebrato la nuova sede del Whitney Museum di New York, progettata da Renzo Piano, creando la Whitney Bag, che in breve tempo è diventata un grande successo. Per festeggiare l’anniversario, ora ne ha realizzata una nuova serie, in edizione limitata. La Whitney Bag Anniversary Edition esiste in due versioni color perla, ispirate allo stile di Gertrude Vanderbilt Whitney, scultrice, mecenate, collezionista d’arte e fondatrice nel 1931 del museo: con fiori, come quella nella foto, o con foglie. Lo stile rigoroso della casa è ben rappresentata dalla preziosa borsa in pelle (Max Mara, € 1.100).

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Foto LUCIO CONVERTINI

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©2016 Disney

*prezzo rivista escluso. Opera composta da 52 uscite. Prime 5 uscite SORRISI + DVD €e9.99; uscite successive e9.99 (rivista esclusa).

la magia di un sogno che si avvera!

la collezione più completa, mai realizzata prima, dei grandi classici Disney tutti finalmente insieme in una preziosa edizione a tiratura limitata!

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25° appuntamento: cenerentola. rivivi il classico Disney dove i sogni diventano realtà! il dolce sguardo di cenerentola si accende di meraviglia quando il suo vecchio vestito si trasforma in un elegantissimo abito da sera che le permetterà di partecipare al gran ballo.. ma allo scoccare della mezzanotte cosa succederà?

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GR A ZI A• MODA

Cristalli e quarzo

Swarovski presenta il suo orologio: classico, capace di accendere il look con dettagli lucenti. Cassa da 32 mm. e bracciale sono in acciaio con finitura cromata o in oro pvd, disponibili nelle due varianti rosa e giallo. I quadranti in madreperla tono su tono, il pavé di cristalli sulla lunetta e gli indici danno ancora più luce all’insieme. E per segnare l’ora con precisione, il movimento è al quarzo, realizzato in Svizzera (Swarovski, € 299 in acciaio, € 349 con finitura oro pvd).

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Foto LUCIO CONVERTINI

WE LOVE IT


GR A ZI A• MODA

, la top model più rock’n’roll degli Anni 90, cambia volto per La stilista l’ha scelta per interpretare il suo stile sensuale e romantico. Qui Grazia mostra in anteprima le immagini della campagna del marchio. E la designer racconta il suo incontro con un’icona


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Bellezza senza tempo TRE IMMAGINI DELLA CAMPAGNA DEL

PROSSIMO AUTUNNO-INVERNO ALBERTA FERRETTI, INTERPRETATA DA KATE MOSS. PROTAGONISTI: ABITI FLUIDI E ROMANTICI, PIZZI SEXY E CALDI CAPPOTTI AVVOLGENTI.

uando guardavo quei bei film con le nostre star Gina Lollobrigida, Silvana Mangano e Anna Magnani che si preparavano a uscire truccandosi in sottoveste, mi dicevo: “Dovrebbero restare così, sono perfette”». È da lì che Alberta Ferretti ha preso ispirazione per fare della sensualità dolce e raffinata il suo segno distintivo. È così che è diventata “la regina della sottoveste”, rendendo il capo di lingerie più sensuale protagonista di molte sue sfilate. Per la campagna del prossimo autunno-inverno la stilista romagnola ha compiuto ancora una volta una scelta decisa. Ha chiamato la britannica Kate Moss a interpretare la sua moda. A 42 anni la top model continua a sedurre con il suo stile libero e provocatorio, indenne agli scandali e al tempo che passa. Perché ha scelto proprio Kate Moss? «Kate rappresenta tutto quello che avevo in mente: la sensualità, l’unicità e la bellezza a tutte le età. È un’icona, per il suo stile e per la sua forte personalità. Kate è una grande professionista con la quale ho avuto modo di lavorare più volte negli anni. Possiede lo stesso fascino straordinario che aveva quando l’ho conosciuta. Oggi ha acquistato lo charme e la sensualità di una donna consapevole. La mia collezione per l’autunno-inverno è fatta di abiti femminili e fluidi con cappotti avvolgenti che danno un’allure magnetica e seduttiva. E Kate Moss, con il suo fascino e il suo carisma, enfatizza questo percorso della mia moda nel quale anche la dolcezza e il romanticismo sono armi di seduzione. Per la prossima stagione ho voluto disegnare una figura molto femminile e molto libera: non solo nei movimenti ma anche nella scelta di decidere il proprio modo di essere, mutevole ma coerente». Che cosa c’è di Alberta in Kate? «Ovviamente abbiamo storie diverse, ma con alcuni punti in comune. Penso che il suo approccio alla moda sia naturale, spontaneo, mai forzato. È senza tempo e senza costrizioni. Per questo è molto simile al mio». Nelle ultime stagioni il modo di raccontare la moda, da parte dei grandi marchi, si è trasformato: Riccardo Tisci per Givenchy ha fatto posare Donatella Versace, Céline ha scelto una grandissima scrittrice, molto anziana, come Joan Didion. Lei ora sceglie Moss, una modella che potremmo def inire “storica”. «Oggi ci si ispira più alla personalità che alla semplice estetica. Non si è legati solo alla bellezza esteriore, ma si cerca l’idea di una donna “vera”. Penso che sia un giusto riconoscimento per tutte noi. Anche io preferirei somigliare a una figura femminile che stimo non solo per la bellezza, ma anche per l’intelligenza e la personalità». Se una ragazza le chiedesse un consiglio per diventare modella, che cosa le direbbe? «Credo che si debba seguire i sogni e se il desiderio è fare la top suggerirei di farlo con giudizio e mantenendo la propria identità, perché è sempre vincente». E se volesse intraprendere la carriera di stilista? «Direi che il mondo della moda è bellissimo, ma non facile. E che non basta il talento ma ci vogliono anche passione, umiltà e tanto lavoro. Oltre alla conoscenza, la curiosità e, ancora una volta, la personalità». n 123


Alcune immagini dalla collezione primaveraestate 2016.

GR A ZI A MODA

Un ritratto di Annarita Noviello.

Intervista DAL 1995 LA STILISTA DEL MARCHIO ANNARITA N REALIZZA ABITI FEMMINILI PER DONNE SICURE DI SÉ. E PER L’ESTATE RILANCIA UN CLASSICO: L’ABITO LUNGO

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Sopra, i look estivi di Annarita N. Qui accanto, la giacca della capsule collection City Vichy.

È appena arrivata in boutique la capsule collection City Vichy, reinterpretazione in chiave contemporanea di un classico degli Anni 50 e 60. È composta da 12 pezzi in cui i quadretti bianchi e neri sono i protagonisti dei look, perfetti dalla mattina alla sera. 124

gnuno di noi nasce con dei talenti. Io ero brava nel disegno, ma non in matematica». Lo racconta Annarita Noviello, fondatrice e stilista di Annarita N. L’azienda italiana, con sede a Bologna, è organizzata come un atelier, composto da disegnatrici, sarte e modelliste. «Creiamo i nostri modelli sul tavolo, ma poi li costruiamo sul manichino. E questo è il sistema che mi piace». Quella di Annarita N è una donna femminile, affascinante e contemporanea. Gioca con lo stile senza mai travestirsi e alterna abiti ricercati da giorno a quelli più glam per la sera. Che cosa le piace della moda? «La possibilità che offre di rendere felici le persone. Non perdo mai di vista questo obiettivo: realizzare abiti in cui le donne si sentano bene». È vero che da giovanissima si cuciva i vestiti da sola? «Sì, erano gli Anni 80 e creavo pezzi speciali per me e per mia sorella. Realizzavo maxiabiti da indossare con cinture, oppure ricamavo i jeans e li dipingevo. Il pezzo più difficile in cui mi sono cimentata è stato un “robe manteau” senza maniche, con un collo molto ampio e impunture sartoriali. Ho sempre avuto una grande attenzione per i dettagli». Dove trova l’ispirazione per le sue collezioni? «Sono appassionata di storia del costume e amo guardare al passato, ma sempre con uno sguardo critico. Penso sia d’obbligo unire gli stimoli della tradizione a un linguaggio personale e contemporaneo. Non amo la moda vintage presa e riproposta così com’è». Quanto è cambiata la donna Annarita N dall’inizio a oggi? «Credo di aver mantenuto uno stile riconoscibile, basato sul concetto di sicurezza di sé. La mia filosofia è creare abiti che valorizzino, esaltino la silhouette femminile, ma devono essere sempre arricchiti dalla personalità di chi li indossa». Qual è il capo di stagione? «Il vestito lungo, giusto in tutte le occasioni, soprattutto d’estate. Si può rendere meno impegnativo con sandali bassi o con le zeppe». Un consiglio di stile sempre valido? «Essere sempre disinvolte e a proprio agio, qualunque sia l’abito che si è scelto: questo è il modo migliore per essere affascinanti e seducenti». n


GR A Z I A• FA SHION

S W E N TULIPANI IN EDIZIONE LIMITATA

Una capsule esclusiva per la boutique online net-a-porter.com: è la Tulip Collection, firmata Dolce & Gabbana e composta da 14 capi, più scarpe e accessori. Il tema centrale è il tulipano rosso, raffigurato su abiti-peplo e camicie, shorts e gonne longuette di pizzo, affiancato dalla stampa di un ombrellone a righe per le canottiere. Tra gli accessori ci piace la borsa in paglia intrecciata decorata da cristalli e frange (nella foto).

REINTERPRETAZIONI

Falconeri inaugura tre nuove boutique a Roma e, per festeggiare la prima, in via Condotti 80, c’era tra gli ospiti del cocktail l’attore Luca Argentero, 38 anni (nella foto) con un taglio di capelli cortissimo per ragioni di copione: è infatti sul set del prossimo film di Claudio Amendola, Il Permesso. Che cosa l’ha conquistato del marchio? «La semplicità, l’eleganza, i filati naturali». Qual è la sua idea di stile? «Sono stato educato a vestire bene: avere un abito appropriato all’occasione ti fa sentire a tuo agio. Non amo la moda che ti impone la scomodità, lo trovo un paradosso». E sul set quanto contano i costumi? «Sono fondamentali per creare il personaggio. Talvolta si coglie meglio il senso della storia alla prova costumi che leggendo la sceneggiatura». Quali uomini trova eleganti? «James Bond: impeccabile con lo smoking anche sotto la muta da sub. Mi piace anche Indiana Jones: quando sto in campagna mi ritrovo nel suo stile fatto di stivali, pantaloni e camicia aperta». 126

Pandora reinterpreta il fiore di loto nella nuova collezione, in vendita dal 2 giugno. Tra le creazioni del marchio di bijoux, luminosi ciondoli in vetro di murano rosso che danno un tocco vintage e il pendente Fiore d’Oriente, con zirconia cubica e smalto rosso cremisi applicato a mano (pandora.net).

Ispirati allo sport Felpe, T-shirt, top, leggings e pantaloncini sono i protagonisti della nuova collezione United Colors of Benetton dedicata allo sport e al tempo libero. Le fibre naturali sono mixate con tessuti tecnici, per garantire performance e stile. A questi capi si aggiunge la serie Seamless Merino, composta da quattro capi senza cuciture, in cui le fibre della preziosa lana si intrecciano con elementi termoregolatori, per mantenere il corpo asciutto (it.benetton.com).


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GR A ZI A• ESCLUSI VO

Carioca

Foto TBS CREW, COURTESY LOUIS VUITTON

A SINISTRA, CHIARA FERRAGNI, 29 ANNI, NEL QUARTIERE DI SANTA TERESA, INDOSSA UN GILET IN PELLE DAMIER, ABITO IN JERSEY, BORSA TWIST BAG MM E ANFIBI CON ZEPPA (TUTTO LOUIS VUITTON). A DESTRA, IN SPIAGGIA A COPACABANA: TELO, BORSA SPEEDY E RACCHETTONI IN LEGNO (TUTTO LOUIS VUITTON). SOTTO, UN MOMENTO DELLA SFILATA DELLA COLLEZIONE CROCIERA DI LOUIS VUITTON.


Con lo stilista

A DESTRA, IL DIRETTORE CREATIVO DELLE COLLEZIONI DONNA DI LOUIS VUITTON NICOLAS GHESQUIÈRE CON CHIARA (IN ABITO IN JERSEY E CAMICIA IN CRÊPE DE CHINE LOUIS VUITTON). SOTTO, L’AUTRICE DI QUESTO REPORTAGE NELL’HOTEL BELMOND COPACABANA PALACE, CON LA TWIST BAG MM (LOUIS VUITTON).

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GR A ZI A• ESCLUSI VO fronte all’hotel: sensazione completamente diversa rispetto a quella che provi nel Mediterraneo, perché qui ti senti risucchiata dalle onde. Lungo Copacabana c’è chi vende gamberetti fritti, ma io preferisco prendere solo acqua di cocco, che è la mia passione, e compro decine di braccialetti-ricordo colorati con su scritto “Rio”, da regalare alle amiche. Dicono che prendere il sole sulla spiaggia di Ipanema sia ancora più bello. Non so se sia davvero così, ma ho scelto di aspettare il tramonto proprio Protagonisti in uno degli alberghi da cui ti puoi godere il panoA DESTRA: LE rama della celebre spiaggia: il Fasano Hotel. È uno MODELLE degli indirizzi segnalati nella City Guide di Rio LINEISY MONTERO E creata da Louis Vuitton, che si può acquistare in LUISANA libreria o scaricare su smartphone e tablet. È la GONZÁLEZ E, guida che mi accompagna a caccia di negozi di SOTTO, GHESQUIÈRE tendenza, come quello che vende gli occhiali da CON L’ATTRICE sole più cool, per scoprire nuovi itinerari a piedi, E MUSICISTA magari sulle tracce delle star della bossa nova Tom ZENDAYA. A SINISTRA, Jobim e Vinicius de Moraes. DALL’ALTO: LA Io mi sono diretta nel quartiere di Santa Teresa, TOP MODEL un tempo il più ricco di Rio, oggi caratterizzato da ALESSANDRA AMBROSIO, vecchie case, lussuose ville, vie strette e i binari L’ATTORE E dell’antico tram, ora in disuso. Qui c’è la scalinata MUSICISTA creata negli Anni 80 dall’artista cileno Jorge Selarón: JADEN SMITH, L’ATTRICE ha ricoperto le alzate dei gradini con frammenti di ALICIA piastrelle blu, verde e giallo. Chi va a Rio non può VIKANDER. rinunciare a due mete della città: la gita in telefeTUTTI IN LOUIS VUITTON. rica che sale fino al Pan di Zucchero, dove si può godere la vista spettacolare della Baia di Guanabara. E poi la salita al colle del Corcovado, a più di ppena sbarchi a Rio de Janeiro è 700 metri sul mare, dove si erge la statua del Cristo impossibile non essere travolti da Redentore. Proprio lì ho comprato una delle colun’ondata di energia. Questa volta lane con il Cristo: il souvenir per eccellenza di Rio. la sento ancora di più: la città bra- Ma la vera sorpresa di questo viaggio è stato lo siliana si sta preparando ad acco- show di Louis Vuitton a Niterói, nel museo d’arte gliere l’evento dell’anno, le Olim- contemporanea dall’architettura quasi futuristica piadi che iniziano il 5 agosto. Ed con una vista unica sulla baia. Il punto di partenza è proprio qui che la maison Louis Vuitton ha de- della collezione Crociera di Louis Vuitton è proprio ciso di presentare la collezione Crociera 2017, il dualismo di Rio, dove la natura si fonde con nella cornice del Niterói Contemporary Art Mu- l’innovazione, il mondo tropicale con il tessuto seum, progettato nel 1996 dal più grande archi- urbano. Il direttore creativo delle collezioni femtetto brasiliano, Oscar Niemeyer. minili, Nicolas Ghesquière, uno dei miei designer Il giorno prima della sfilata osservo il museo dall’e- preferiti, è riuscito ancora a sorprendermi: in quelicottero: un giro della città dall’alto è un must per sta sfilata ha colto la vitalità, la libertà, il multiculchi visita per la prima volta Rio. È il modo per turalismo, l’energia e il dinamismo che la città scoprire davvero la ricchezza naturale di questo ispira. La collezione è un mix di colori decisi, forluogo, unico al mondo: un puzzle di montagne, me aerodinamiche, citazioni sportive e un po’ di spiagge, baie, onde, laghi salati che compongono Anni 80. I miei pezzi preferiti? Gli abiti, la borsatra i panorami più belli al mondo. Alloggio al bauletto Petite Malle da portare in vita e la Stereo Belmond Copacabana Palace, uno degli alberghi Bag. Tra gli ospiti invitati a questo evento esclusistorici di Rio. Alcuni amici brasiliani mi hanno vo incontro l’attrice premio Oscar Alicia Vikander raccontato che qui, nel ristorante Cipriani dell’al- e la top model brasiliana Alessandra Ambrosio, la bergo, vengono spesso a fare il brunch le famiglie popstar Zendaya e l’attore e rapper Jaden Smith. più in vista della città. Io provo invece il Mee, Tutti volevano una foto con Ghesquière e hanno raffinata cucina asiatica sotto la guida dello chef dato un bel da fare al direttore creativo, nel giorno Ken Hom, che ha conquistato una stella Michelin. della sua festa di moda brasiliana. (Testo raccolto da Il giorno dopo faccio un bagno nell’Oceano di Marina Speich) n

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LA STAGIONE DEL BIANCO APPENA ARRIVA IL CALDO, DIVENTA IL COLORE PIÙ DI TENDENZA. E QUI LE TRENDSETTER FANNO VEDERE LE LORO SCELTE PIÙ RAFFINATE

LINDY KLIM

TANJA GACIC SOVRAPPOSIZIONI L’ex modella e influencer di myempiricallife.com indossa un abito in tessuto stampato con scollo rettangolare e lungo spacco su un fianco su pantaloni dritti a vita alta di Ellery. La clutch rettangolare in pelle con logo in metallo è di Versace, i sandali sottili con dettagli in metallo sono di Proenza Schouler. 132

MINIMALE La direttrice creativa dell’azienda cosmetica Milk & Co. ha una giacca doppiopetto con ampi revers di Ellery e un abito con orlo asimmetrico e piccolo spacco laterale di Ginger & Smart. La borsa con tracolla in metallo è di Saint Laurent by Hedi Slimane, gli stivaletti in camoscio sono di Giuseppe Zanotti Design.

BRIDGET MALCOLM BICOLORE La modella di Victoria’s Secret sceglie un lungo abito in seta con lembi di tessuto sulle spalle di Sportmax e una maglia a maniche corte a coste con bordini a contrasto di Toteme. Le scarpe a punta in camoscio con fasce incrociate sono di Stuart Weitzman.


IL LOOK

DELLA SETTIMANA

EMILY HIGHFIELD

I SEGUALE N IL CAREET ST E SU ST YL a.it

Grazi

ELEANOR PENDLETON TRAFORI La responsabile del portale di bellezza grittypretty.com sceglie un top in maglia traforata con collo ad anello e ampie maniche senza polsini su una gonna a calice nello stesso tessuto, tutto Macgraw. La borsa in pelle è di Balenciaga. Ai piedi ha sandali in camoscio.

SENSUALE La fondatrice di stylebk.co ha una giacca doppiopetto in seta con bordi a contrasto e una gonna corta a portafoglio leggermente svasata chiusa da fasce sul fianco, tutto di C/Meo Collective. La borsa rettangolare con decorazione e catena in metallo è di Saint Laurent by Hedi Slimane, i sandali sono di Jaggar.

Foto GETTY IMAGES

KATE WATERHOUSE GEOMETRIE L’influencer di katewaterhouse.com indossa un soprabito dalla linea asciutta chiuso da grandi asole in tessuto con doppia manica di Christopher Esber e un abito corto con spalline a bretella e pannelli composti da anelli in tessuto di Sportmax. La clutch morbida con fibbie in pelle metallizzata è di Fendi, i sandali intrecciati sono di Gianvito Rossi.


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Foto THE LICENSING PROJECT Foto FOTOGRAFO FOTOGRAFO

G R A Z I A •B E L L E Z Z A


Cambiare look in un battito di ciglia, inventare uno sguardo diverso ogni giorno. Con Mascara Vinyl Couture di Yves Saint Laurent (euro 35,70) diventa un gioco: nove tonalità travolgenti da cambiare e abbinare a seconda dell’umore e dell’occasione. La formula fluida effetto vinile veste le ciglia in modo uniforme donando volume estremo, mentre l’alta concentrazione di pigmenti laccati assicura un colore puro, vibrante, ad alto impatto. Alla cura e alla protezione delle ciglia, pensano quatttro oli essenziali rivitalizzanti. I nostri colori preferiti? The Excitement n. 3, un verde sofisticato; The Trouble n. 5, blu brillante; The Craze n. 7, viola intenso. Non mancano due Top Coat, argento e oro, per gli effetti speciali in punta di ciglia (in esclusiva da Sephora). Pronte a stupire? (S.B.)

QUALE MASCARA OSARE A SECONDA DELLA SFUMATURA DELLE IRIDI? QUESTA È LA STAGIONE GIUSTA PER SBIZZARRIRSI. TURCHESE, LAVANDA, BORDEAUX, VERDE, GIALLO. SARANNO I PROTAGONISTI DELL’ESTATE DI

Marzia Nicolini

FOTO DI

Rui Faria

135


GR A ZI A• BELLEZZ A

PRIMO PASSO: SAPERLO APPLICARE

Alcuni accorgimenti per ottenere un trucco perfetto con il mascara. Per distribuire il prodotto uniformemente, mettete l’applicatore vicino alla base delle ciglia. Chiudendo l’occhio, fate un movimento a “zig zag” dal basso verso l’alto: in questo modo il mascara resterà omogeneo lungo tutte le ciglia. Per un risultato top, ricordatevi di passare una seconda volta, attenendovi alla stessa tecnica. Così facendo otterrete un effetto volumizzante. Ricordatevi, inoltre, che, con un po’ di pratica, potete imparare a distribuire il mascara in maniera mirata a seconda del risultato che volete ottenere. Ecco come: per aprire lo sguardo e rendere gli occhi più grandi, applicate il prodotto nella parte centrale, facendo con l’applicatore un movimento verticale che spinga le ciglia verso l’alto; se, invece, l’obiettivo è allungare la coda dell’occhio, applicare il mascara nella parte finale delle ciglia, tirandole delicatamente verso l’esterno e rendendo gli occhi più “da gatto”. PER IRIDI BLU

Chi ha le iridi blu e azzurre può osare un gioco di rimandi cromatici, scegliendo per il proprio mascara i toni meno canonici di turchese, blu marine o, per restare ai dettami di Pantone 2016, l’intenso e marittimo “snorkel blue”, un blu fresco e vivace come un tuffo nell’Oceano! Il mascara nei 136

toni del blu si sposa bene con un trucco smoky eye azzurro, da stendere e sfumare su tutta la palpebra, sopra e sotto la rima ciliare. «Se si preferisce un look più classico, non abbandonare il mascara nero come base, ma passa solo le estremità delle ciglia con quello azzurro: elegante ma frizzante, è il look perfetto per le prime fughe al mare», propone Luigi Sutera. PER CHI HA OCCHI VERDI

I tuoi occhi sono verdi o grigi? Puoi esaltare al massimo la loro bellezza e rendere ancora più suggestivo il loro colore scegliendo un mascara viola, lilla o lavanda. Abbinato a un ombretto impalpabile nel colore dell’anno, il cristallino Rosa Quartz, rosa quarzo, otterrai uno sguardo luminoso, perfetto per le carnagioni non troppo scure. Un consiglio: applica il mascara su tutte le ciglia, superiori e inferiori. Non passerai inosservata. PER CHI LI HA CASTANI

Il mascara diventa sensuale nelle nuance golose del cioccolato. «Queste colorazioni di mascara risultano perfette sugli occhi castani, per uno sguardo dolce e profondo alla Bambi. Ma donano anche a un occhio azzurro, enfatizzando per contrasto l’iride chiara», spiega il make up artist Sutera. Abbina questo mascara a un ombretto monocolore in un altro colore di punta dell’anno: “iced coffee”, marrone caffè iridescente. Via libera anche ai prugna e ai bordeaux, per un effetto ultra sofisticato. Attenzione, però: questi toni sono da evitare se non sei riposata, poiché tendono a fare apparire l’occhio più stanco. Spiega Sutera: «Attieniti a un’unica famiglia di colori per il make up degli occhi. Piuttosto, divertiti con le diverse sfumature e intensità all’interno di un unica gamma cromatica». PER CHI È GIÀ ABBRONZATO

Rompere gli schemi potrebbe essere il mantra della stagione estiva 2016. Niente di meglio che un vivace mascara verde, perfetto su un viso dorato dalla prima abbronzatura, per un effetto hippie chic. Da applicare sulle estremità delle ciglia dopo aver passato il mascara nero per un risultato più sexy, oppure puro lungo tutta la lunghezza delle ciglia, abbinato a un ombretto dorato o marrone: creerà uno sguardo magnetico. Perfetto di sera o di giorno, dona a qualsiasi tipo di iride, anche se esalta in particolare gli occhi verdi e nocciola chiaro. Anche in questo caso, meglio astenersi quando si hanno ore di sonno arretrate: le sfumature del verde tendono ad affaticare e indurire i lineamenti. n

Foto IMAXTREE

a primavera invita a un make up più spensierato, gioioso, all’insegna del colore. La tentazione di sperimentare sul proprio viso un maquillage nuovo è forte. Ma perché non provare a innovare là dove si è più tradizionalisti? Parliamo del mascara, trucco irrinunciabile per ogni donna e per ogni look, banalmente associato al nero, lasciando invece tutta la libertà e la fantasia del colore a ombretti e matite. Se è vero che la versione total black è versatile, sempre elegante, vero passepartout per ogni occasione, perché limitarsi a pensare al mascara in una sola colorazione? «Fatichiamo ad abbandonare il mascara nero perché le ciglia sono di questo colore, dunque siamo più propensi ad utilizzare un mascara che le renda più intense e marcate, ma sempre mantenendo la loro nuance naturale», spiega Luigi Sutera, consulente di immagine diego dalla palma Milano. Cambiare è possibile, a patto di saperne qualcosa in più. Ecco qualche dritta per rendere i mascara colorati parte del vostro look quotidiano, facendolo diventare il protagonista indiscusso dello sguardo.


GEORGINE

GIORGIO ARMANI

ETRO

DIRETTAMENTE DALLA SFILATA P/E 2016, GIORGIO ARMANI MASCARA ECCENTRICO ROUGE IRON N. 04, UN SOFISTICATO ROSSO FERRO: COLORE E VOLUME EXTRA A LUNGA DURATA (€ 31, ED. LIMITATA).

IDOL EYES DI RIMMEL SHADE #007 EYE ROCK EMERALD È UN AUDACE MASCARA VERDE FIRMATO KATE MOSS. GRAZIE ALL’APPLICATORE CURVO A CUORE DONA ALLE CIGLIA MAXI INCURVATURA (€ 12,20).

CIGLIA INFINITE CON IL MASCARA “MARINO” CIGLIA FINTE FARFALLA SCULPT SNORKEL BLUE L’OREAL PARIS (€ 12,50).

TOD’S

MARY KATRANTZOU

TEXTURE RICCA E ULTRA COPRENTE PER MY MASCARA VOLUME FULL COLOR DI DEBORAH MILANO. IN VERSIONE VIOLA INTENSO È SUPER FEMMINILE (€ 8,99).

IL SENSUALE MARRONE CIOCCOLATO DI SUPER COLOUR MASCARA CON EFFETTO VOLUME MODULABILE DI KIKO MILANO (€ 5,90).

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GR A ZI A• BE AU T Y

WE LOVE IT DI

Paola Spezi

Dopo mascara e matite occhi, Deborah Milano amplia la linea Formula Pura combinandone di tutti i colori per unghie e labbra. Alla base, la stessa idea che è poi una delle tendenze forti del make up: creare una collezione trucco “bella e buona”, eliminando ogni rischio di allergie e possibili effetti indesiderati. Così lo Smalto, in 22 tonalità extrabrillanti (7,50 euro), contiene circa l’80 per cento di ingredienti come resine e cereali in grado di garantire asciugatura rapida e lunga tenuta. Mentre il Rossetto (13,50 euro), senza parabeni, siliconi, oli minerali e profumo, punta su cere, burri e oli vegetali per rendere le 14 tinte luminose, ma anche nutrienti e idratanti. Dal nude al fucsia, dall’arancio al rosso scuro. 138

Foto ENZO TRUOCCOLO

Rossetti e smalti puri


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

VINOPERFECT (1)

IN FARMACIA

dalle donne

La vita ci espone al sole, all’acne, agli sconvolgimenti ormonali, all’invecchiamento, quindi alle macchie. Una donna su due dichiara di averne, anche in inverno(2). Ma chi dice che non si può cambiare il proprio destino?

Le cifre parlano chiaro

La leggenda di un ingrediente “cult”

licavano sul volto la linfa di Un tempo, nei vigneti, le donne app rie e ottenere un incarnato enta pigm vite per attenuare le macchie rdinario effetto: la VINIFERINA, luminoso. All’origine di tale strao vite, isolata e brevettata da estratto naturale della linfa di del Siero Vinoperfect. Questo enza l’ess è Caudalie. La Viniferina chie, ne previene la comparsa siero eccezionale corregge le mac orme e luminoso. unif a e sublima l’incarnato che torn

TRATTAMENTO

ANTI-MACCHIE N°1 La Viniferina è 62 volte più efficace della vitamina C(5). È concentrata nel Siero Vinoperfect per: - ridurre le macchie riequilibrando la produzione di melanina; - prevenire la comparsa di nuove macchie grazie alla riduzione dell’ossidazione cellulare.

G0

G56

Test clinico, immagine prima/dopo 56 giorni di trattamento con il programma Vinoperfect.

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I dermatologi hanno fatto testare il Siero Vinoperfect e concludono che: riduce l’intensità delle macchie per l’83% dei pazienti favorisce la scomparsa delle macchie per il 70% dei pazienti migliora la luminosità dell’incarnato per l’87% dei pazienti

Siete voi a dirlo

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“… Ho la pelle opaca e stavano cominciando ad apparire delle macchie… Avevo provato diversi prodotti senza alcun risultato finché non ho utilizzato il Siero Vinoperfect. Le macchie sono sparite!” Katia B. “Questo prodotto mi è stato consigliato da un truccatore professionale e devo dire che è fenomenale. Le mie macchie sono quasi completamente sparite…” Carlotta M. “Ho delle macchie sul viso dovute al sole… La mia pelle è fantastica da quando lo utilizzo!!!...” Sandra H.

Il siero dell’estate

Il Siero Illuminante Anti-Macchie Vinoperfect ad alta tollerabilità e oil-free, è adatto a ogni tipo di pelle e a ogni tipo di incarnato. Non fotosensibilizzante, può essere utilizzato su tutto il viso, su ogni tipo di macchia e può essere applicato prima della crema solare per un’abbronzatura senza macchie, luminosa e duratura.

(1) Dati IMS Francia, farmacia, in valore, dal 2008. (2) Studio Ipsos 2015 per Caudalie, in 5 Paesi europei (Germania, Spagna, Francia, Italia, Portogallo), 2.500 donne di età compresa tra 20 e 60 anni. (3) Studio multi centrico in ambulatorio svolto in Europa, 60 pazienti e 9 dermatologi, 3 mesi. (4) www.caudalie.com (5) Test in vitro dell’azione inibitrice della Viniferina sulla tirosinasi.


GR A ZI A• BE AU T Y

S W E N

Di Paola Spezi

Olandese di origine persiane, Negin Mirsalehi (accanto, nella foto) appartiene a una famiglia di apicoltori da generazioni, ma è soprattutto una star del web: tra le fashion influencer più seguite al mondo, con oltre tre milioni di follower. Laureata in economia, 27 anni, Negin si è da poco lanciata anche nel beauty e ha creato Gisou (“Riccioli d’oro” in persiano), esclusiva linea per capelli il cui ingrediente principale, guarda caso, è il miele. Primissimo prodotto e già un successo, l’olio multifunzione, da usare sia come maschera sia per lo styling (a sinistra, € 74, solo su gisou.com).

Invito in spa

L’11 giugno, in occasione del Global Wellness Day, la giornata mondiale del benessere, i 40 hotel a cinque stelle della catena Mandarin (da New York a Parigi, da Marrakesh, nella foto, a Singapore) offriranno lezioni gratuite di fitness. A Milano, classi di yoga e la possibilità di un programma personalizzato.

Smalti e progetti charity Italianissimo a dispetto del nome, Wycon Cosmetics ha appena avviato una collaborazione con Aba, l’associazione che da oltre 20 anni si occupa di prevenzione, ricerca e cura nel campo dei disturbi alimentari (anoressia, bulimia, obesità). La campagna “Colora la tua vita” ha per protagonisti gli smalti Heart of Beauty (un celeste intenso declinato in versione opaca, glitterata e superbrillante, in alto nella foto) e prevede di devolvere l’intero ricavato delle vendite a tre iniziative: un numero verde per ragazzi e genitori in difficoltà, un progetto di sensibilizzazione nelle scuole e l’opuscolo informativo “Quaderno della vita colorata”. 140

Aria di vacanza

Giornalista e scrittrice giramondo, Mariangela Rossi ha riunito le sue grandi passioni - i profumi e i viaggi-in una lussuosa collezione di candele artigianali. Si chiama Ready to Smell? (Pronti ad annusare?) e viene venduta sul sito iKrix.com oltre che in alcune boutique e spa d’hotel. Perfette per sentirsi in vacanza anche nelle serate estive in città, le profumazioni Toscana e Portofino (a sinistra, da € 45).


GR A ZI A• BE AU T Y di

Pa o l a

Spe zi

1

PROFUMO DI FIORI E DI SPEZIE Anche se di norma

succede il contrario, Heavenly Gingerly è un’eau de toilette nata sulla scia dell’omonima linea corpo profumata: un bestseller della casa londinese Molton Brown. Note distintive, giglio e zenzero, mixate a tuberosa e cardamomo. Come trovarsi in un giardino dal “sapore” orientale (€ 42).

R DA GUA T SU: S I MU t

a.i Grazi

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Come un pronto soccorso, My Super Tips di Guerlain ha una risposta per tutto. Midnight Secret è l’antifatica notturno. Superlips, il riparatore labbra. Crème Sos, il balsamo lenitivo-protettivo. E poi ci sono anche l’illuminatore istantaneo Radiance in a Flash e Stop Spot contro i brufoli (€ 28). KIT D’EMERGENZA

3

BURRO DI CACAO ALLA MODA

Seguendo la tendenza floreale del momento, Clarins riveste di petali Joli Baume Éclat du Jour. La formula bestseller, invece, rimane la stessa: con burro di cacao e ribes bio (nutrienti e rimpolpanti), più un pigmento che esalta il colore naturale delle labbra (€ 14,50 ed. limitata).

DA METTERE IN VALIGIA

Il marchio inglese ghd ha rivisitato in chiave estiva le sue styler più famose, ispirandosi ai colori cangianti delle isole Azzorre. Per creare onde, ricci e impeccabili lisci anche in vacanza (a destra, V® Marine Allure € 199).

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5

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TRUCCHI FORMATO BLOC-NOTES Non serve per

prendere appunti, ma la nuova Must-have make up palette di Sephora è un divertente contenitore di idee e prodotti da tenere in borsa. O meglio, un taccuino truccato che nasconde quattro sfumature naturali d’ombretto, un fard, una terra e istruzioni scritte per l’uso (€ 8,90).


PORTA LA DEPILAZIONE PROFESSIONALE A CASA TUA.

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GR A ZI A•

a r u t l u c t l u c t l u C Alcune installazioni dalla mostra City after City della Triennale di Milano. Qui sopra, la sezione People in Motion. Sotto, Flags of the world di Alighiero Boetti. A sinistra, un’installazione di Street Art.

MONDI DA ABITARE

PRATI E ORTI URBANI, TENDOPOLI PER I RIFUGIATI E MURALES SU OGNI PALAZZO: COSÌ IL PROGETTO CITY AFTER CITY RACCONTA LA METROPOLI DEL FUTURO. VENITE A SCOPRIRLA A MILANO IN CINQUE MOSTRE DELLA TRIENNALE

Da sinistra, le installazioni delle mostre Street Art e Urban Orchard.


ARCHITETTURA

C

Sopra, Landscape Urbanism, Qianhai Waterfront City, Shenzhen. In alto, un collage dalla mostra Landscape Urbanism.

Sopra, dalla mostra People in Motion, Zaatari Refugee Camp, Jordan 2014. A sinistra, la mostra Expanded Houses. Sotto, il Chiosco Gelato di Gaetano Pesce.

ome sarà la città del futuro? Sarà immersa nella natura, con prati fioriti, parchi e orti verticali o diventerà una megalopoli sterminata e stratificata di costruzioni come quelle raccontate dai film di fantascienza? La risposta prova a darla la mostra City After the City, un progetto pensato per la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. “21st Century.Design After Design”, ideato e diretto dall’architetto Pierluigi Nicolin, nell’area ex Expo Experience rEstateaMilano. Si tratta di un percorso di cinque mostre, Landscape Urbanism, Urban Orchard, Expanded Housing, People in Motion e Street Art, che immaginano gli scenari futuri e saranno visitabili, gratuitamente, fino al 30 settembre, dal venerdì a domenica dalle ore 14 alle ore 23. Landscape Urbanism, a cura di Gaia Piccarolo, mette in scena la città che sconfina nella natura e chiede parchi, prati e idee verdi da condividere tra i cittadini. Urban Orchard, a cura di Maite García Sanchis, racconta il movimento degli orti urbani e di come abbia portato prepotentemente l’agricoltura in città. Con una consapevolezza: dipendiamo da ciò che la terra produce. E in più gli orti urbani potrebbero essere uno strumento utile per affrontare la crisi economica. Expanded Housing, curata da Matteo Vercelloni, si concentra su microarchitetture e pezzi di design industriale e artigianale che ridefiniscono le proprie funzioni. Ogni mobile o pezzo di arredo non è più pensato per uno spazio architettonico, ma diventa a sua volta un sistema, quasi una “stanza” indipendente. People in Motion, a cura di Michele Nastasi, si occupa di migrazioni e degli oltre 60 milioni di rifugiati che si spostano da un continente all’altro. Un tema di stretta attualità, ma anche una riflessione su come tendopoli e campi profughi costituiscano insediamenti che ribaltano un’idea di città come organismo stabile. Street Art, a cura di Nina Bassoli, costruisce un atlante del graffitismo e del muralismo, delle tecniche e degli stili. Si va dal “lettering” di artisti come Barry McGee ai pupazzi colorati di Os Gemeos, Blu, Nunca, Run, fino alle figure più astratte di Momo, Remed, Elian e alle più importanti opere che, a partire dagli Anni 70 e 80, sono state realizzate tra le linee ferroviarie urbane e i muri di New York da creativi, come Martha Cooper e Jon Naar. Quest’ultima mostra trasmette un messaggio pieno di ottimismo per una street art che, anche se in bilico tra legalità e illegalità, invade la città per trasformarla. E una volta terminato il percorso tra le cinque mostre, non dimenticate di passare dal Chiosco-Pentola e dal ChioscoGelato, due piccole “follie urbanistiche” ideate dal designer Gaetano Pesce, dove si potranno acquistare gelati e frutti dell’orto che troverete a Experience rEstateaMilano. CITY AFTER THE CITY , IL PROGETTO PER LA XXI ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELLA TRIENNALE DI MILANO. “21ST CENTURY. DESIGN AFTER DESIGN” SARÀ A MILANO, NELL’EX AREA EXPO EXPERIENCE RESTATEAMILANO, FINO AL 30 SETTEMBRE.

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GR A ZI A• CULT

PERSONAGGI

I MIEI FANTASMI

ARRIVA OUTCAST, LA SERIE CHE INDAGA SU ESORCISMI E FENOMENI PARANORMALI. E QUI LA PROTAGONISTA WRENN SCHMIDT RACCONTA L’ESPERIENZA PERSONALE CHE L’HA AIUTATA A ENTRARE NELLA PARTE

L’attrice Wrenn Schmidt, 24 anni.

Per essere nel cast della serie più dark della stagione, Wrenn Schmidt è una ragazza molto solare e sorridente. Nella serie Outcast, nuova creatura di Robert Kirkman, l’inventore di The Walking Dead, è la sorella del protagonista (interpretato da Patrick Fugit) un giovane disadattato che crede di avere contatti con l’aldilà, e che lei cerca di accudire. La serie esplora temi pseudo religiosi, tra possessioni demoniache, apparizioni ed esorcismi, ma il suo, ci tiene a specificare, «è il personaggio più scettico di tutti». Quindi lei non crede nel sovrannaturale? «Sono cresciuta nella Carolina del Sud, uno Stato dove superstizione e religione sono molto sentite. Da ragazza ero affascinata dalle storie di demoni, ho perfino letto la Bibbia delle streghe. Poi però nella mia vita è accaduto qualcosa che mi ha fatto

deviare da un percorso religioso». Può raccontarcelo? «A mia nipote, una bimba di 2 anni, è stato diagnosticato un tumore al cervello. Oggi fortunatamente sta bene, ma può immaginare il dramma della mia famiglia. Quando capita una cosa così forte, ti chiedi: se Dio esiste, perché lo permette?» Questo l’ha aiutata a tratteggiare il personaggio? «Molto. Ho pensato a mia nipote in preda alle convulsioni dovute al tumore. Duecento anni fa avrebbero detto che era posseduta». Perché ha accettato il ruolo in Outcast? «All’inizio temevo che la storia della possessione potesse diventare eccessiva. Mi ha convinta il mio personaggio: una donna forte, ma con humor. Di ruoli così non ce ne sono tanti».

OUTCAST SU FOX DAL 6 GIUGNO ALLE 21 IN CONTEMPORANEA MONDIALE.

FILM

TEATRO

Secondo la cabala il 21 è il numero della donna. E il femminile è il filo conduttore della 21ª edizione del Festival delle colline torinesi che ha in cartellone molti spettacoli firmati da grandi autrici. Da non perdere al Caffè Elena di Torino Hamlet Private e l’Insonne, tratto da un testo della scrittrice Ágota Kristóf alla Lavanderia a Vapore di Collegno. FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI DAL 2 AL 21 GIUGNO IN VARIE LOCALITÀ DEL PIEMONTE ( FESTIVALDELLECOLLINE.IT ).

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LA RABBIA DI UN PADRE

Una scena di Hamlet Private.

LE STORIE VERE SONO UNA RISORSA PER IL CINEMA, PERCHÉ COLPISCONO ANCORA PIÙ A FONDO. IN QUESTO FILM DI VINCENT GARENQ, UN’ADOLESCENTE MUORE DURANTE UNA VACANZA CON LA MADRE E IL PATRIGNO. UNA DISGRAZIA CHE NON CONVINCE IL VERO PADRE DELLA RAGAZZA, QUI INTERPRETATO DA DANIEL AUTEUIL, CHE IMPIEGHERÀ 30 ANNI IN INDAGINI PERSONALI PER ARRIVARE ALLA VERITÀ: TERRIBILE, QUANTO LA SUA OSSESSIONE. IN NOME DI MIA FIGLIA DI VINCENT GARENQ. CON DANIEL AUTEUIL, SEBASTIAN KOCH E MARIE-JOSÉE CROZE, DAL 9 GIUGNO.

Foto LESLIE HASSLER/CONTOUR / GETTY IMAGES

IN COLLINA CON LE DONNE


GR A ZI A• CULT SUCCHI A sinistra, un banco di frutta a Camden Town. A destra, la giornalista Fiamma Sanò, autrice di questo servizio.

CEREALI La vetrina del 26 Grains a Neal’s Yard.

FRULLATI Le centrifughe tra i banchi di Camden Town.

SUL FIUME Sopra, uno dei barconiristorante sul canale Lock. A sinistra, i tavolini all’interno. INSALATE A sinistra, l’interno del Salad Pride.

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VIAGGIO

chi mangia sano va

a londra ASSAGGI Qui sopra, i piatti di Nopi. Sotto, i quadri rock in vendita al mercato di Camden Town.

dove dormire

Il Langham Hotel nel West End è l’indirizzo giusto per coccolarsi a Londra. Qui tutto è esclusivo, dalle suite decorate con opere d’arte ai cocktail dell’Artesian (qui sotto), la cui lista si intitola Surrealism. Fino al 4 settembre si possono prenotare quattro notti al prezzo di tre. E direttamente sul sito langhamhotels.com/en/the-langham/ london c’è anche uno sconto sulle principali attrazioni della capitale.

VEGANI, VEGETARIANI E SALUTISTI: IN QUESTO MOMENTO I RISTORANTI DELLA CAPITALE INGLESE SONO “VERDI” E DETOX. TRA ANGOLI NASCOSTI E MERCATI ALL’APERTO, ECCO GLI INDIRIZZI DA NON PERDERE

D

imenticate pesce fritto, salsicce e bacon: oggi Londra mangia “veggie-chic”. Cioè vegetariano, vegano, comunque a base di verdure, una tendenza molto sana e molto glam. Non a caso il quotidiano The Guardian l’ha appena incoronata, per numero di locali, la capitale europea del mangiare green (seguita da Parigi, Berlino, Barcellona e Roma). Ho voluto verificare di persona. Punto di partenza: Camden Town. Perfino lo storico quartiere rock’n’roll di Londra si è adattato al cambiamento. Sul Lock, il canale, davanti al mercato coperto, i baracchini di cibo un tempo unti e fumosi si sono convertiti alle delicatessen vegetariane: smoothies (cioè i frullati di sola frutta), succhi spremuti a freddo, insalate e anche un “healthy indian”, versione salutista del cibo di strada indiano. Il punto di riferimento in zona nei miei giorni londinesi è stato il Campbell’s Canal Café (250 Camden High Street): affacciato sul ponte, è un bar-ristorante biologico. Dietro al banco il proprietario Ronnie Campbell vi farà provare succhi, infusi e il suo famoso Rooibos, radice sudafricana dalle molteplici proprietà, completamente priva di teina e tannino. Il menu per il pranzo e la cena sono di ispirazione tradizionale: dalle lasagne all’hamburger, tutto vegan, alle salsicce di tofu e spezie, accompagnato da purè di patate con, al posto del bacon, fettine arrosto di pastinaca. C’è anche la musica dal vivo e, il mercoledì, la Open Mic Night, cioè la serata a microfono aperto in cui si può esibire qualunque artista. La tendenza vegetariana, biologica, sana domina anche Neal’s Yard. Nella piccola piazzetta coloratissima dietro Covent Garden, dove sono nati gli hippies londinesi (la ristrutturò lo scrittore e promotore del pensiero alternativo Nicholas Saunders nel 1976), oggi si affacciano ricercati bistrot come 26 Grains: cucina a base di cereali integrali, spezie e ingredienti biologici freschi, si ispira alla tradizione scandinava. Oppure il nuovo Salad Pride, aperto dal food blogger (italiano) David Bez. Il menu funziona a “bowls”, cioè “ciotole”: le Breakfast, per la colazione, con frutta e cereali. Per pranzo si sceglie tra le Salad, insalate fredde, e le Comfort, zuppe calde e tiepide con brodo e ingredienti interi. Le Bowls cambiano con i prodotti di stagione e sono tutte preparate al momento. Anche da portare via. Se decidete di cenare a casa, nella catena di supermercati bio Whole Foods (sono americani, ma i più forniti li trovate a Londra) c’è qualsiasi prelibatezza salutista con molti supercibi (quelli ad alta densità nutrizionale). Ma sarebbe un peccato non fermarsi da Nopi (21-22 Warwick Street) il bistrot a Soho di Yotam Ottolenghi, starchef adorato dai vegetariani (tutti i suoi ristoranti a Londra su: ottolenghi.co.uk). E se il vostro compagno di cena non è vegetariano, qui i piatti carnivori restituiscono le pari opportunità a tutti gusti. n 149


GR A ZI A• CULT

LA FESTA DEL CINEMA DA RICHARD GERE AL REGISTA OLIVER STONE SONO MOLTI I DIVI ATTESI AL TAORMINAFILMFEST. CI SARÀ ANCHE GRAZIA, SCOPRITE COME PARTECIPARE

l regista Oliver Stone si prepara a conquistare il pubblico siciliano. Sarà, infatti, uno dei grandi protagonisti al TaorminaFilmFest con il documentario Ukraine on Fire e, per realizzarlo, racconta di aver intervistato l’ex presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych per quattro ore. La kermesse siciliana diretta da Tiziana Rocca e in partenza l’11 giugno, quest’anno punta anche all’impegno. Da non perdere Gli invisibili di Oren Moverman con Richard Gere nei panni di un clochard. Il divo sarà presidente onorario del Festival, nonché promotore del progetto umanitario per i senza tetto Homeless Zero che avrà per madrina la top model Bianca Balti. E durante la serata del 17 giugno Grazia e la maison di alta orologeria Baume & Mercier premieranno un’attrice speciale. Sul palco del Teatro Antico si altereranno molti grandi attori da Monica Guerritore a Jacqueline Bisset, da Jeremy Renner a Thierry Frémaux. E grande spazio verà dato ai giovani italiani, da Alessandro Borghi del film Suburra a Chiara Francini.

VOLETE APPLAUDIRE IN PRIMA FILA I DIVI E I REGISTI CHE STANNO PER ARRIVARE AL TEATRO ANTICO DI TAORMINA? GRAZIA OFFRE A 15 LETTRICI L’OPPORTUNITÀ DI PARTECIPARE ALLA 62ª EDIZIONE DEL TAORMINAFILMFEST. BASTERÀ INVIARE UN’EMAIL A TAORMINA@GRAZIA.IT PER RICEVERE DUE INGRESSI, INDICANDO NOME, COGNOME E LA DATA PREFERITA DALL’ 11 AL 18 GIUGNO 2016. I BIGLIETTI PER LE LETTRICI DARANNO ACCESSO AL TEATRO ANTICO DI TAORMINA PER UNA SERATA UFFICIALE DEL TAORMINAFILMFEST E PER VEDERE UN FILM IN ANTEPRIMA NAZIONALE. TAORMINAFILMFEST, TAORMINA (ME) DALL’11 AL 18 GIUGNO

LIBRI COLPIRE AL CUORE

TRA IRONIA E ROMANTICISMO, LA STORIA DI UN INSOLITO SEDUTTORE DI Valeria Parrella

❤❤❤❤ L’idea è meravigliosa. L’innamoratore è un sicario, un killer, al quale viene chiesto non di ammazzare le sue vittime, ma di far sì che mogli e fidanzate dei malcapitati si innamorino di lui. Per farlo, l’innamoratore di quelle donne si innamora davvero. Nello spazio e nel tempo necessario, ma lo fa. Ascolta le donne, crea una rete impercettibile di segnali attorno a esse, si immerge nel loro sguardo, le comprende: crea per le signore, che in genere hanno mariti molto distratti, una bolla di salvezza. Ironico, critico, intelligente, romantico. ❤ trascurabile ❤❤ passabile ❤❤❤ amabile ❤❤❤❤ formidabile ❤❤❤❤❤ irrinunciabile

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L’INNAMORATORE

Stefano Piedimonte, Rizzoli, pag. 267, € 18

Foto GIOVANNI GASTEL DAL LIBRO ESSERE PARMA, MONDADORI ELECTA, 2016

INVITO


EVENTI

BUON COMPLEANNO ACQUA DI PARMA

LA FRAGRANZA ITALIANA COMPIE 100 ANNI E NELLA CITTÀ IN CUI È NATA VIENE CELEBRATA CON SPETTACOLI, UN ROMANZO E UNA MOSTRA DEL FOTOGRAFO GIOVANNI GASTEL

Due foto di Giovanni Gastel: la biblioteca del Polo Umanistico dell’Università e, sopra, la Biblioteca Palatina.

a fragranza è nata qui, nel 1916, quando il conte Carlo Magnani decise di creare un profumo su misura sui suoi gusti. Ora il capoluogo emiliano celebra i cento anni di Acqua di Parma, una delle eccellenze della città. I festeggiamenti voluti dalla maison (che per l’occasione ha presentato un raffinatissimo flacone d’argento, realizzato da Damiani in cento esemplari) hanno coinvolto tutta la città. Il fotografo Giovanni Gastel ha ritratto i personaggi e i luoghi simbolo della città, trovando un filo conduttore che unisce passato e presente. Le sue foto

sono in mostra ai Portici del Grano, in Piazza Garibaldi, ma fanno parte anche del volume Essere Parma (Electa Mondadori) che, racchiude il romanzo che la maison ha commissionato alla scrittrice Antonella Boralevi. Ci sono stati lo spettacolo in cui Massimiliano Finazzer Flory è stato Giuseppe Verdi (un altro grande parmigiano) e due serate Roberto Bolle and Friends: un connubio tra balletto contemporaneo e classico che si è tenuto al bellissimo Teatro Regio. (L.I.) CENTENARIO DI ACQUA DI PARMA A PARMA FINO ALL’8 GIUGNO.


GR AZIA• CUCINA

IL LATO DOLCE

GNAM

FRUTTI DI BOSCO O ESOTICI PER TORTE A STRATI, COLORATISSIME E SPALMATE DI SOFFICI CREME. QUATTRO RICETTE IRRESISTIBILI PER UN DESSERT SPECIALE

miele

pistacchi

panna

fragole more

Alternativa CON FRAGOLE E MORE Mescolate 250 grammi di zucchero bianco con 375 grammi di farina, 40 grammi di maizena, un cucchiaio abbondante di lievito per dolci e una presa di sale. Tritate 130 grammi di pistacchi nel mixer e uniteli alle farine. Montate 225 grammi di burro morbido con 225 grammi di zucchero fino a creare una spuma. Incorporate un uovo intero. Aggiungete il mix di farina e pistacchi e 3 dl di latte. Incorporate 3 albumi montati a neve. Versate in 3 stampi di 22 centimetri. Cuocete a 180° per 30 minuti e fate raffreddare. Schiacciate intanto con la forchetta un cestino di fragole e uno di more, aggiungete 2 cucchiai di zucchero e cuocete in padella per 2-3 minuti. Montate 3 dl di panna ben fredda, dolcificata con 2 cucchiai di miele, spalmate ogni torta con uno strato leggero di fragole e more e uno di panna. Assemblate i 3 strati e rivestiteli di panna. Guarnite con la frutta.

Ai mirtilli e pistacchi TEMPO: 2 ore più il riposo. Per 8-10 persone. PREPARAZIONE: montate 230 grammi di burro morbido nell’impastatrice, dopo un minuto aggiungete 100 grammi di zucchero di canna fine e 150 grammi di zucchero bianco. Rendete il composto spumoso e incorporate una alla volta 4 uova, a temperatura ambiente. In una ciotola setacciate 350 grammi di farina con un cucchiaio di lievito per dolci, 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere e 1/2 di sale. Unite il composto di farina al burro montato, aggiungendo infine 2,4 dl di latte. Aggiungete la scorza grattugiata e il succo di un limone

non trattato. Mescolate alla preparazione una tazza di mirtilli. Dividete il composto in tre teglie di tre misure in scala (18, 14 e 10 centimetri), rivestite di carta forno. Cuocete in forno a 180° per 30 minuti circa. Fate raffreddare i dolci su una griglia. Preparate una crema, montando nell’impastatrice con la frusta 250 grammi di formaggio cremoso e 100 grammi di burro morbido. Quando la crema è omogenea incorporate 250 grammi di zucchero a velo e mescolate. Spalmate le tre torte di crema e impilatele. Fate riposare in frigorifero per tre ore. Guarnite con mirtilli, petali di rosa e pistacchi tritati.


DELL’ESTATE Al cocco e mango TEMPO: 2 ore. Per 6 persone. PREPARAZIONE: mescolate 360 grammi di farina con 2 cucchiaini di lievito per dolci e una presa di sale. Montate 150 grammi di burro morbido con 250 grammi di zucchero. Incorporate la miscela di farine e 2,4 dl di acqua di cocco. Montate 6 albumi a neve, aggiungete 2 cucchiai di zucchero e continuate a montare fino a renderli densi e lucidi. Aggiungeteli al composto con una

spatola flessibile. Versate la preparazione in 2 teglie di 20 centimetri rivestite di carta da forno. Cuocete a 180° per 25-30 minuti. Quando le torte sono fredde, tagliatele a metà. Preparate una tazza di mango maturo, tagliato a dadini regolari. Affettate con la mandolina un pezzo di cocco fresco, fatelo seccare in forno a 100° per 30 minuti. Per la meringa, montate a neve 4 albumi con 1/4 di cucchiaino di lievito cremor

tartaro. Aggiungete 2 cucchiai di zucchero e continuate a montare. Portate ad ebollizione 0,6 dl di acqua e 250 grammi di zucchero, misurate con un termometro per alimenti fino a 120°, poi versate a filo lo sciroppo negli albumi, continuando a montarli. Spalmate la meringa su 3 dischi di torta, completando con il mango. Impilate gli strati, coprite con il quarto disco e ricoprite di meringa, cocco e mango.

sciroppo di lamponi

uovo

farina vaniglia

cioccolato bianco

Alternativa CON CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI Dividete 6 uova in tuorli e albumi. Montate i tuorli con 150 grammi di zucchero finché risultano spumosi. Incorporate 90 grammi di farina setacciata con 90 grammi di fecola, un pizzico di sale e 1/2 cucchiaino di vaniglia. Montate gli albumi a neve e uniteli al composto. Versate tutto in 2 stampi da 16 centimetri. Cuocete a 180° per 35 minuti. Fate raffreddare e dividete ogni torta a metà. Preparate una crema con 3 tuorli, 25 grammi di maizena, 70 grammi di zucchero, una presa di semi di vaniglia e 2,5 dl di latte. Frullate tutti gli ingredienti, poneteli sul fuoco e mescolate finché la crema si addensa. Aggiungete 100 grammi di cioccolato bianco grattugiato facendolo fondere. Raffreddate la crema e incorporate un dl di panna montata. Bagnate gli strati di torta con dello sciroppo di lamponi diluito con eguale quantità di acqua. Farcite con la crema pasticcera e 2 cestini di lamponi freschi. Ricoprite la torta di panna montata, guarnite con i lamponi e ponete in frigorifero almeno un’ora.

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Ecologico

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GR A ZI A• LI V ING

L’AFRICA In questa dimora che punta su legno, sculture etniche e mobili antichi ci sono tutti i colori della Namibia. E da ogni finestra lo spettacolo è quello della natura selvaggia

Nel soggiorno di questa casa in Namibia tutto gira intorno alla grande stufa in ghisa.

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Qui sopra l’angolo lettura, dove un vecchio baule è stato trasformato in tavolino d’appoggio. In alto a destra, l’affaccio in veranda. Qui sotto, alcune sculture in legno realizzate da artigiani locali.

na casa gialla e rossa immersa nel “bush”, la prateria che circonda Windhoek, capitale della Namibia. La struttura degli ambienti, se non si guarda fuori dalle finestre dove i colori dell’Africa danno spettacolo, potrebbe ricordare quella dei castelli nordici. Gli antichi proprietari di origine tedesca avevano voluto soffitti altissimi, mascherati da un gioco di travi in legno di pino, incrociate a triangolo. Nel soggiorno troneggiano ancora un’antica stufa di ghisa con un tubo esagonale lungo più di sei metri e una scala a chiocciola di ferro che porta a un ballatoio-biblioteca. Qui, gli attuali padroni di casa hanno aperto le camere da letto, i bagni e anche una sala da biliardo con grandi finestre affacciate sulle montagne Auas. L’arredo degli spazi è una fusione di stili che viaggia a ogni latitudine con mobili di Bali e sculture tribali del Gabon e del Mozambico. Il tavolo viene da un antiquario di Johannesburg, in Sud Africa, il vecchio baule che fa da punto d’appoggio è di una bisnonna tedesca, la poltrona Thonet a dondolo è stata scovata da un antiquario francese. E ovunque ci sono piccoli e coloratissimi animali di filo di ferro e perline, tipici dell’artigianato locale. Al piano superiore, le architetture dei soffitti smussano le altezze e “arredano” in modo originale gli spazi illuminati dalle finestre. Anche la biancheria da letto e dei bagni rivela l’amore per i dettagli: lenzuola e asciugamani sono tutte ricamate a mano con un motivo africano. In uno dei bagni l’antica vasca francese a forma di dormeuse invita al relax totale, come la veranda dietro alla residenza, dove si cena nelle serate meno calde, immersi in un intreccio di piante tropicali del quale non si vede mai la fine. n

Foto CLAUDIA LISTER

GR A ZI A• LI V ING


Sopra, il bagno con la vasca antica in ghisa. A sinistra, il panorama dalla veranda. Qui sotto, la cucina con il tavolo a penisola per la colazione. A fianco, la camera da letto.

IDEE da copiare 1. Tutte le porte sono diverse. In questa casa sono stati usati paraventi e pannelli scolpiti per separare gli ambienti. L’effetto finale è quello di una casa dove niente sembra su misura, ma in ogni angolo c’è un pezzo unico. 2. Puntate su un solo materiale. Qui è il legno: di pino per le travi e il pavimento, antico per mobili e credenze, grezzo e graffiato ad arte per i pensili della cucina (qui a destra). 3. Tre colori base: rosso, giallo e marrone. Sono le sfumature della terra africana e vengono interpretate in ogni stanza.

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E i n f i n e ... Edoardo Stoppa

Arisa

Juliana Moreira QUI INDIANAPOLIS

Lady Gaga

Lodovica Comello

VESTITI COME ALICE

Alessia Reato

MENTRE IN AMERICA JOHNNY DEPP AFFRONTA ACCUSE DI VIOLENZA E DIVORZIO (VEDI A PAGINA 30), IN ITALIA È USCITO IL SUO NUOVO FILM ALICE OLTRE LO SPECCHIO. ALL’ANTEPRIMA MILANESE, A PALAZZO REALE, C’ERANO TRA GLI ALTRI LA SHOWGIRL ALESSIA REATO, LE CANTANTI ARISA E LODOVICA COMELLO, L’INVIATO DI STRISCIA LA NOTIZIA EDOARDO STOPPA CON LA COMPAGNA JULIANA MOREIRA, IN ATTESA DEL SECONDO FIGLIO. PER L’OCCASIONE HANNO SFILATO LE CREAZIONI DEI GIOVANI TALENTI DELL’ISTITUTO MARANGONI, CHE SI SONO IMMERSI NEL MONDO DI ALICE CONFEZIONANDO UNA COLORATA CAPSULE COLLECTION.

Chanel Iman

QUI MONTE CARLO

Bryanboy Charlene Wittstock Karlie Kloss

RAGAZZE BRILLANTI

Hailee Steinfeld

Se le notti a New York sono tutte scintillanti, quella targata Swarovski lo è ancora di più. Con un party organizzato al Rockefeller Center, l’azienda famosa per i suoi cristalli ha presentato al mondo la nuova ambasciatrice, la top model Karlie Kloss, 23 anni. Sarà lei, infatti, la testimonial della campagna autunnale Be Brilliant. Fasciata in un abito nero, sorridente, circondata da fashion influencer come Bryanboy, attrici come Hailee Steinfeld e modelle come Chanel Iman, Karlie ha dimostrato di essere davvero brillante. Perfetta per il ruolo. (S.S.)

Barbara Palvin

Il look da pilota ancora le mancava. Ora Lady Gaga, 30 anni, ha fatto anche questa esperienza. Tuta bianca con strisce blu, la pop star si è presentata sul circuito di Indianapolis e i flash erano tutti per lei. La febbre dei motori ha contagiato, nello stile, anche Charlene di Monaco, 38, che al Gran Premio di Monte Carlo ha incoronato vincitore Lewis Hamilton e ha esibito pantaloni bianchi con striscia rossa al fianco. Chissà come avrà festeggiato il campione Barbara Palvin? Quando c’è Hamilton la modella, 22, è regolarmente nei paraggi. Anche se lei insiste a dire che il pilota è solo un amico.


IL MIO NOME È JANE BOND

James Bond o Jane Bond? Con l’addio di Daniel Craig, il ruolo di 007 resta vacante e così anche alcune attrici, protagoniste di tre famose serie tv, si sono candidate. Sono l’americana Gillian Anderson, 47 anni, star di X Files. L’indiana Priyanka Chopra, 33, agente Fbi in Quantico. E l’inglese Emilia Clarke, 29, ovvero la regina Daenerys del Trono di spade, che ha già scelto il suo Bond Boy: addirittura Leonardo DiCaprio. Ora l’ultima parola spetta al boss della produzione, Barbara Broccoli. Una 007 con la gonna, perché no?

Gillian Anderson A sinistra, l’attrice Valeria Bilello. Sopra, Dean e Dan Caten con la regista Maria Sole Tognazzi e l’attrice Margherita Buy. A destra, gli stilisti con Ildo Damiano di Grazia.

BENTORNATA DOLCE VITA

Sembrava il set di Vacanze romane il party organizzato da Dean e Dan Caten sulla barca Baja ancorata sul fiume Tevere. Qui i due stilisti hanno festeggiato l’apertura della prima boutique romana di Dsquared2. Con loro c’erano molti volti noti del cinema italiano tra cui Margherita Buy, arrivata con la regista Maria Sole Tognazzi, e Valeria Bilello, ma anche i coreografi Luca Tommassini e Kevin Stea, che hanno ballato sulle musiche del dj Doug fino a tarda notte. Come nei loro celebri video con Madonna. (I.D.)

SU E GIÙ

Keira Knightley

Non tutti i registi la adorano. Keira Knightley, 31 anni, è stata criticata da John Carney, che l’ha diretta in Tutto può cambiare e ha detto che non lavorerà mai più «con le super modelle come lei. Non voglio dire cattiverie su Keira, ma essere attori richiede onestà e capacità di analizzarsi. Lei non è ancora pronta».

Emilia Clarke

VI PIACE QUESTO LOOK?

Watson

Foto VENTURELLI, GETTY IMAGES, OLYCOM, IPA

I suoi fan la adorano, non c’è dubbio. E appena il trailer del suo prossimo film, La bella e la bestia, è stato messo in rete, le visualizzazioni sono salite alle stelle battendo ogni record, persino quello di Star Wars VII. Emma Watson, 26 anni, sarà Bella, ovviamente. Ma per vederla nei panni della principessa dovremo aspettare marzo 2017. Emma

Priyanka Chopra

Letizia Ortiz

Con quel sorriso, e quel fisico, può permettersi ciò che vuole. E finalmente pare averlo capito. La regina Letizia di Spagna, 43 anni, è apparsa in pubblico a un seminario di giornalismo con un look vagamente fetish. Niente tailleur pastellosi, ma giacca a righe, pantaloni di pelle nera (tutto Uterqüe) e sandali intrecciati con tacco vertiginoso. La moglie di Filippo VI i capelli li aveva già svecchiati optando per un bob sbarazzino. Prossimo cambiamento?

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GR A ZI A• OROSCOPO DA L 6 A L 12 GIUGNO

Leone Amore: Venere e Sole mandano influssi positivi che 23 LUGLIO • 23 AGOSTO

aiutano soprattutto chi è single e in questo momento vuole divertirsi. In coppia c’è un po’ di nervosismo, lui vi rende insofferenti. Eros: vi interessa sedurre. Fuggite prima che lui riesca a prendervi. Elusive.

Vergine Amore: venerdì e sabato una bella Luna può portarvi 24 AGOSTO • 22 SETTEMBRE

a fantasticare su una persona che conoscete da poco e che per il momento sembra irraggiungibile. Chi è in coppia potrebbe invece concedersi una gita all’aria aperta, lavoro permettendo. Eros: migliora la complicità tra le lenzuola. Frenetiche.

Bilancia Amore: Venere e Sole in ottima posizione vi fanno

OGN I GIO RN IL O R O VO S T R O O S CO P O SU Gr

23 SETTEMBRE • 22 OTTOBRE

riscoprire il partner. Qualcuna potrebbe addirittura ritrovare una persona del passato con cui i giochi non sono del tutto chiusi. Chi è in coppia si darà nuovi stimoli facendo insieme qualcosa di diverso. Eros: avete decisamente più voglia di lui. Concilianti.

azia.it

Scorpione Amore: Mercurio e Luna opposti durante il weekend. 23 OTTOBRE • 22 NOVEMBRE

Ariete Amore: uscirete spesso facendo le ore piccole.

Sagittario Amore: la Luna di mercoledì e giovedì vi aiuterà

Toro Amore: Mercurio domina il segno. Comunicare con

Capricorno Amore: è ancora una settimana in cui è possibile

Gemelli Amore: ci sono Sole e Venere nel segno e, domenica,

Acquario

21 MARZO • 20 APRILE

Incontrerete persone nuove e potrebbe nascere un’avventura sentimentale. Mercoledì e giovedì la Luna nel segno ravviverà ogni relazione. Eros: lui non conosce le vostre fantasie più nascoste. Svelategli quel segreto. Mondane. 21 APRILE • 20 MAGGIO

chi amate è importante, anche se Marte opposto può creare a volte qualche fraintendimento. Avete la tendenza a essere un po’ troppo aggressive. Eros: gli stimoli non mancano e a volte vi sembrano pure troppi. Movimentate. 21 MAGGIO • 21 GIUGNO

anche la Luna. È una settimana decisiva, in cui le storie che arrancano troveranno un nuovo senso. Per alcune l’amore non è facile, ci sono molte frustrazioni. Ma è possibile ristabilire equilibrio e ritrovare dolcezza. Eros: siete un po’ arrugginite. Comprensive.

Cancro Amore: Marte può creare le condizioni ideali per far 22 GIUGNO • 22 LUGLIO

sbocciare una passione che vi darà molte emozioni. L’unico avvertimento è: non affezionatevi troppo. Chi è in coppia correrà in aiuto del partner per risolvere un suo problema. Eros: siete appagate, anche se avete poca fiducia in voi stesse. Femminili.

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Saranno due giorni in cui discuterete con il partner di qualcosa che vi tenete dentro da tempo. La settimana, però, comincia nel migliore dei modi, un invito romantico rimetterà in circolo le emozioni. Eros: Marte nel segno promette fuoco e passione. Tese. 23 NOVEMBRE • 21 DICEMBRE

a ritrovare complicità con la persona amata e l’opposizione di Venere e Sole potrebbe portarvi a decidere che lui, nonostante differenze e difetti che vi separano, è la persona giusta. Eros: molte fantasie, poca azione. Pigre. 22 DICEMBRE • 20 GENNAIO

incontrare qualcuno con cui passare il tempo in maniera spensierata, ma se le vostre intenzioni sono serie dovrete aspettare. Chi ha una relazione stabile creerà occasioni per divertirsi con il partner. Eros: non perdete di vista ciò che vi piace davvero. Curiose. 21 GENNAIO • 19 FEBBRAIO

Amore: Mercurio quadrato dà un po’ fastidio a chi ha marito e figli a cui badare e per i quali il tempo non basta mai. Le altre, invece, godono degli influssi magici di Venere e Sole. Una persona più giovane vi corteggia. Eros: domenica i giochi si faranno interessanti. Emozionate.

Pesci Amore: Marte vi concede un po’ di tregua, ma sono 2O FEBBRAIO • 20 MARZO

Venere e Sole a mettervi i bastoni fra le ruote creando un po’ di disordine in casa. Le single chattano amabilmente con uno sconosciuto. In coppia vi sentite un po’ in trappola. Eros: il partner sembra distante. Scoraggiate.


GR A ZI A• INDIRIZZI news news adidas Originals: 039/27151 Annarita N: 051/6646195 Aquilano.Rimondi: 02/49791383 Atelier Emé: 0376/941133 Ballin: 041/5137211 Blumarine: 02/784340 CafèNoir: 0571/4451240 Calvin Klein Collection: 02/575971 Calzedonia: 045/8604111 Carmens: 049/9133400 Carrera by Safilo: 049/6985111 Chanel: 840/000210 Christopher Kane: +4420/72417690 Clips: 02/72017136 Coccinelle: 0521/837911 Coincasa: 041/2398000 Colmar: 039/39431 Cos: 199/208044044 Cruciani: 02/89421149 Deha: 0422/6113 Desigual: 06/60521540 Diadora: 0423/6581 Dior: 02/38595959 Dixie: 051/0564300 DKNY: 02/762161 Dolce & Gabbana: 02/774271 Dolce & Gabbana@net-aporter: +44330/022570 Elisabetta Franchi: 051/6647370 Errea Republic: 0521/310211 Falconeri: 045/8604111 Fendi: 06/334501 Ferrino: 011/2230711 7 For All Mankind: 02/36577380 Freddy: 0185/59101 Furla: 051/6202711 Geox: 0423/2822 Gianni Chiarini: 055/375580 Giorgio Armani: 02/723181 Giuseppe Zanotti Design: 02/784827 Herno: 0322/77091 H&M: 06/45554111 iBlues: 0522/927411 Imperial: 051/6646072 Intimissimi: 045/8604111

J&C Jackyceline: 055/317701 J Brand: 059/251664 J.W. Anderson: +4420/34417030 K-Way: 011/26171 Liu Jo: 02/23345850 Lotto: 0423/6181 Louis Vuitton: 02/7771711 Mabu by Maria Bk@net-aporter: +44330/022570 Malone Souliers: 055/283621 Mangano: 02/97191047 Manila Grace: 051/861108 Max Mara: 0522/3581 Max & Co.: 0522/537711 Michael Kors Collection: 02/5748061 M Missoni: 0445/427504 Nike: 051/6115511 Oscar Tiye: 02/20240313 OVS: 0412/398000 Pandora: 02/23334200 Paula Cademartori: 02/83428152 Peserico: 0445/450200 Petit Bateau: 02/7064921 Peuterey: 800/011247 Pinko: 02/23345210 Pollini: 0541/816311 Primadonna Collection: 080/3718195 Robe di Kappa: 011/26171 RoccoBarocco: 02/76006269 Rosato: 0734/967325 Saucony: 0423/622009 Silvian Heach: 081/19131111 Stella McCartney: 02/76281222 Swarovski: 02/722601 Tod’s: 02/772251 Topshop@ Zalando: 800/175015 Tory Burch: 02/60063044 Triumph: 035/948111 Twinset Simona Barbieri: 059/6257511 Undercolors of Benetton, United Colors of Benetton: 0422/519111 Voile Blanche: 0733/79091 Yamamay: 800/286858 What For: +331/44780915

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Grazia 8 giugno 2016

PANDORA Pandora rivede al rialzo la guidance del fatturato e del margine Ebitda per il 2016 Il fatturato del gruppo nei primi tre mesi del 2016 è stato di 4.740 milioni di DKK (circa 637 milioni di Euro), con una crescita del 34% (35% in valuta locale) rispetto al primo trimestre del 2015: • le Americhe registrano una crescita del 13% (13% in valuta locale); • l’area EMEA è cresciuta del 47% (49% in valuta locale); • l’area Asia Pacifico è cresciuta del 58% (62% in valuta locale); • il fatturato proveniente dai negozi monomarca è cresciuto del 61% e corrisponde al 60% del fatturato totale. Il gross margin ha raggiunto quota 74,6% nel primo trimestre 2016, rispetto al 71,1% del primo trimestre 2015. L’EBITDA ha riportato una crescita del 35%, raggiungendo un valore di 1.760 milioni di DKK nel primo trimestre 2016 (circa 236 milioni di Euro), corrispondenti a un margine EBITDA del 37,1% (rispetto al 36,8% nel primo trimestre 2015). L’utile netto generato dal Gruppo è stato di 1.306 milioni di DKK (circa 175 milioni di Euro), rispetto ai 383 milioni di DKK (circa 51 milioni di Euro) del primo trimestre 2015. Quest’ultimo era stato influenzato negativamente da un’ulteriore tassazione di 364 milioni di DKK (circa 49 milioni di Euro) e dall’aumento dei costi finanziari. Il free cash flow generato nel primo trimestre 2016 è cresciuto del 37% per un totale di 1.356 milioni di DKK (circa 182 milioni di Euro) rispetto ai 990 milioni di DKK (circa 133 milioni di Euro) del primo trimestre 2015. Nel primo trimestre 2016, PANDORA ha riacquisito la titolarità di 828.323 azioni proprie per un valore totale di 687 milioni di DKK (circa 92 milioni di euro) come parte del programma di share buyback attualmente in corso del valore di 4 miliardi di DKK (circa 537 milioni di Euro), corrispondente allo 0,7% del capitale totale a partire dalla fine del primo trimestre 2016. La guidance del fatturato per il 2016 è stata alzata a oltre 20 miliardi di DKK (circa 2.688 milioni di Euro) – rispetto agli oltre 19 miliardi di DKK (circa 2.553 milioni di Euro) – e la guidance del margine EBITDA è stata alzata a oltre il 38% (rispetto a oltre il 37%). Commentando i risultati del primo trimestre 2016, Anders Colding Friis, CEO di PANDORA, ha dichiarato: “Abbiamo avuto un inizio dell’anno molto forte, con tutte le aree geografiche e tutte le categorie di prodotto che hanno registrato una crescita a doppia cifra. L’incremento del fatturato è stato trainato dalla crescita nei nostri negozi esistenti, specialmente nelle aree EMEA e Asia Pacifico, così come dalla continua espansione dei negozi monomarca in tutte le regioni. Inoltre, abbiamo migliorato la nostra redditività per il trimestre con un cash flow che continua ad essere forte”.


GR A ZI A• L A POSTA DEL CUORE SCRIVETE A:

victoria.cabello @mondadori.it

Cara Paola, non esistono donne sbagliate. Tranne forse le assassine seriali e quelle che si innamorano solo dei mariti delle altre (ok, esistono anche categorie di errori minori, ma non vogliamo tutto l’elenco, giusto?). Essere tecnologiche o “contadine”, come dici tu, sono entrambe scelte rispettabili e ognuna di noi deve fare quella che la rende felice. Poi magari è vero che la tecnologia ha cambiato i nostri rapporti con gli altri, facilitandoli da un lato, ma aggiungendo un sacco di casini dall’altro: per questo motivo, una certa dimestichezza coi mezzi tecnologici aiuta a comprendere la nuova complessità delle relazioni umane. Ma non preoccuparti: quando vorrai, sarà molto più facile per te imparare a usare tutti i social media di quanto non lo sarà mai per me o una qualsiasi finta Lolita di Instagram imparare a fare la marmellata di albicocche. Perché la torta Sacher sarà comunque inarrivabile.

CARA Gli unici UOMINI attratti dalle donne senza carattere sono quelli SBAGLIATI Nicoletta B. LE “DONNINE” DI SNAPCHAT Ciao Victoria, tu che opinione hai dei maschi e di Snapchat? Curiosando nel telefono del mio fidanzato ho visto che 162

Paola NON SONO FATTA PER QUESTO TEMPO Ciao Victoria, credo di essere nata nell’epoca sbagliata. Sono una “contadina”, amo fare le conserve e la pasta in casa, e anche tutto ciò che posso realizzare con le mie mani. Mi piace leggere e passeggiare, non la tv. Amo la musica  e la compagnia della gente, non i contatti virtuali. Amo mio marito, un uomo semplice ma bello dentro e ho un figlio a cui ho insegnato a essere libero dagli schemi. Pensi che io sia sbagliata?

C. UNA DELUSIONE DOPO L’ALTRA Ciao Vicky, tu che consigli hai per me e per quelle donne che hanno collezionato delusioni, nonostante l’importanza che riservano all’amore? Cara C., uno degli errori che tendiamo a commettere è proprio quello di credere che il nostro valore e la nostra identità dipendano dall’avere un uomo accanto. È impossibile avere

segue diverse ragazze che pare non abbiano nella vita altra occupazione che fare le gattemorte seminude. Cara Nicoletta, su Snapchat non ho una vera

una relazione, se prima non si acquista coscienza di noi stesse: sentirsi uno zero (oltre a essere sbagliato) non è sexy. Gli unici uomini che si sentono attratti dalle donne prive di autostima sono quelli prevaricatori e violenti. Quindi il mio consiglio è di ribaltare il tuo punto di vista: non potrai mai piacere a nessuno finché non avrai imparato che puoi contare su te stessa. Contare per te prima che per un uomo.

opinione, ma mi sembra di capire che fosse nata per quelle conversazioni un po’ porno che uno vuole che si autodistruggano dopo l’uso e che ora gli adolescenti la preferiscono a Facebook.

Ho poi un’opinione sugli uomini che guardano online le gattemorte: hanno trovato un’alternativa più accessibile e realistica a tutto il silicone della pornografia industriale.

oppure scrivi a: Victoria Cabello - Grazia - Palazzo Mondadori - 20090 Segrate (Mi)


Collezione disponibile online www.cartier.it - 02 30 26 548

Amulette de Cartier


Grazia n 24 08 giugno 2016 ma