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Amy Adams

Beauty

AMORE E PARITÀ

Giornata anti-AIDS

Quando ho DETTO al

E ancora...

JOSEPH GORDON-LEVITT, TIM BURTON, SERENA DANDINI

raccontata dai LOOK N°46 3/12/2016


editoriale La prima volta non pensi che sia violenza, pensi che gli

sia scappato. A tutti può succedere di perdere la testa, di alzare la voce in un grido animale – un tono preistorico che non avevi mai sentito, come un ruggito uscito da un antro remoto delle viscere – e poi le mani. Pam! Ha fatto male, sì, e non te l’aspettavi. Ti è piombato di colpo sulla faccia, come una palla da baseball, un sasso, il lancio a tradimento di una fionda. Ma era solo uno schiaffo. Forte, a cinque dita, intenzionale, però uno schiaffo, niente di più. Anche tua madre quand’eri piccola ti mollava ceffoni così. Si vede che a volte te li meriti.

La seconda volta non si può dire

che eri preparata, ma un po’ in allerta sì. Sarà che da giorni c’era odore di guerra. Nessun episodio preciso, solo un clima ad alta tensione, una nebbia salita piano piano che rendeva elettrica l’aria. A farlo esplodere è stata una scemata. Dovevi uscire con un’amica e hai messo i tacchi. Ha cominciato a fare battutine: «Ma dove vai così? Lo sai chi sembri?», ti ha seguita nel bagno e poi in ingresso, ridendoti sul collo, tirandoti il vestito. Poi se n’è andato in camera. Silenzio. Avevi un po’ paura di rientrare, e non volevi. Né rientrare né avere paura. Come si fa ad avere paura di chi ami? Lui era al buio e guardava la tv. Non ti ha detto niente, ti ha solo annusata, alcol e sigarette. Non ti ha detto niente e ti ha picchiata. Senza preamboli e senza grida, a secco. Stavolta non c’è stato neanche bisogno del climax. Poi, avete dormito abbracciati.

La terza volta è come la quarta,

la quinta, la sesta… Le botte diventano abitudine. Una routine di coppia come tante. Basta imparare a schivare i colpi e proteggersi. Che poi truccarsi è una menata. Non basta il correttore per coprire i lividi e quelli che chiedono ti danno i nervi. Che c’hanno da guardare? Perché non si fanno i fatti loro? Così la violenza resta nel silenzio. Per paura, vergogna, omertà. Perché a dire che stai con uno che ti mena, ci fai brutta figura pure tu. Meglio allora raccontarsi un’altra storia: che è geloso, che ti vuole troppo bene… Violenti sono gli altri, mica lui.

FOTO FEDERICA FIORI, ILLUSTRAZIONE SARA NOT

Le storie di violenza

sulle donne sono tutte diverse e tutte uguali nell’escalation prevedibile e spietata. Cambia il finale. Che, quando è tragico, fornisce l’unico dato certo in un sommerso da cui è possibile ricavare dati solo per approssimazione. Sappiamo che nel mondo, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una donna su tre ha subito nella vita una qualche forma di violenza; che il 10,6% delle ragazze è stata oggetto di violenze sessuali prima dei 16 anni; che ogni tre giorni una donna viene uccisa e in due casi su tre l’assassino è il partner o l’ex. Cifre agghiaccianti. Ma per fortuna qualche notizia buona c’è. Negli ultimi 5 anni, secondo l’ultimo rapporto Istat, si è registrato un calo della violenza fisica e psicologica, mentre è in aumento il numero delle donne che considerano un reato i maltrattamenti subiti (dal 14,3% al 29,6%) e che denunciano (dal 6,7%

decalogo: i 10 MAI in una relazione. Perché il primo passo è prendere

Maria Elena Viola, direttore di GIOIA! Scrivetemi a: direttoregioia@hearst.it

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sommario

AMY ADAMS «CHE FORTUNA I 40 ANNI»

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IN QUESTO NUMERO L’editoriale di Maria Elena Viola Posta per Gioia! Spillo di Lisa Corva Maleducazione sentimentale di Barbara Alberti

in copertina

Sette idee per la settimana di Federica Fiori

SE NE PARLA L’attesa

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L’opinione di Corrado Formigli Taglia e cuci di Serena La Rosa Zoom di Stefania Miretti

ATTUALITÀ Amy Adams. È solo questione di tacchi La terrazza di Guia Soncini

STILE FIRST LADY: QUANDO LA MODA FA POLITICA

in copertina

75

HI

VIOLENZA DOMESTICA: MAI TACERE!

in copertina

in copertina 13


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sommario

JOSEPH GORDONLEVITT. IL LATO OSCURO DELLA CIA

58 62 65 70 75 82 86

a t i n o r e p c in

89 92 99 103

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107 122 134 153 157

SHOPPING: CIONDOLI, BRACCIALI&CO

Joseph Gordon-Levitt. Il coraggio di fare la spia Oliver Stone. La verità fa male Tim Burton. E sarei io quello strano? Quando papà ha ucciso mia madre Storie di ordinaria violenza domestica Fashionably correct Stai Serena di Serena La Rosa Serena Dandini. Forza, vi porto a Parigi Noi e i maschi Non fate i superuomini Divorziare è il male minore

MODA Giocagioiè Le luci della sera Splendide manie Gioielli de Roma L’uomo che parla coi sassi

NUOVE GIOIE

a t i n o r e p c in

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RIFLESSI PREZIOSI

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sommario

67 TY: LO RTO

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in co pertina

Now new next di Angelica Carrara Michimood di Michela Gattermayer

BELLEZZA & WELLNESS Il cigno che è in te Mordimi sul collo Best of beauty

LIFESTYLE

188 GREY’S ANATOMY

177 La mia vita con l’Hiv 183 Fuori di zucca 188 Bentornato Mr. Grey 194 Giro per cantine deluxe 206 Oroscopo di Francesca Tumiati

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PASSAPAROLA Libri. Cinema. Arte Musica. Televisione

in copertina

AVERE IL NOSTRO LOOK?

Le idee MODA

Orecchini di platino con zaffiri, onice e diamanti, collana d’oro bianco e diamanti e bracciale d’oro con lacca nera, onice, smeraldi e diamanti, tutto Panthere de Cartier; smoking di crêpe couture, Atelier Emé.

E IL MAKE UP? Pelle perfetta con il fondotinta Sublimage Le Teint in Beige Rosé. Sopracciglia enfatizzate dal kit definizione La Palette Sourcils in Naturel.Bocca glossy grazie al lucidalabbra Lèvres Scintillantes n.119 Wild Rose. Tutto Chanel.

TOUR DI-VINO


www.gioia.it

l

il sito delleidee

cose da fare, oggetti del desiderio e opinioni a cura di Gloria Ghiara

Un Avvento tutto beauty

Conto alla rovescia erso il Natale on i calendari ell’Avvento pieni i beauty coccole, regali di bellezza a mettere sotto albero, il make up iù scintillante le acconciature rendy per le feste, licca su

Commenti da fare? Noi siamo qui: gioiaposta@hearst.it, facebook.com/ Gioiamagazine

Sposarsi per i soldi

Scrivo a proposito della lettera Il mio futuro suocero pensa che voglia sposarmi solo per i soldi (Gioia! 43, Maleducazione sentimentale). Non credo che il ragazzo sia d’accordo con il padre solo perché riferisce alla fidanzata le sue illazioni. Certo, la signorina avrà vita dura; se è un tipo tosto riuscirà a fregarsene, ma se lo vive già come un problema, l’esaurimento è assicurato. Il ragazzo ha scelto lei perché ha saputo guardare oltre, c’è da augurarsi che abbia sufficientemente carattere per schierarsi e spiegare al padre che basta uno dei due con il portafoglio e che magari l’altro porta un valore aggiunto, ovvero l’intelligenza di chi saprà cavarsela nella vita perché è abituato a guadagnarsi le cose. Complimenti per il giornale, articoli interessanti e pagine di moda e beltà non esagerate, insommma più contenuto che forma! Giuliana

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Certo altre interpretazioni sono possibili: augurarsi che il ragazzo possa smantellare il pregiudizio con i fatti, o che si renda autonomo dalla famiglia... Diversamente, per la ragazza rimane aperta l’opzione fuga.

Ricci e capricci Cerca gioiamagazine

Nel prossimo numero...

Viva

PATRICK LINDBLOM

l’Inghilterra I grandi classici del British style e le maglie più belle per l’inverno

Mi piace sempre molto il vostro giornale, ma quest’ultimo numero ha un appeal speciale (Gioia! 45). Ho divorato le pagine sul beauty, quanti spunti per i miei regali alle amiche, e poi le pagine sui capelli con tutti i nuovi prodotti per trattarli: i miei sono ricci, belli ma difficili, e con il vostro aiuto riesco sempre a domarli. Viola

Cara Viola, grazie a lei e un abbraccio dalla redazione.

DIWWW.LISACORVA.COM

Anna percorse lentamente un mezzo chilometro di sensi di colpa lungo la via centrale, fermandosi davanti alle vetrine dei negozi e rubando piccoli frammenti di tempo

(Jill Alexander)

Certe passeggiate. Certi giorni in cui fuggiremmo volentieri a noi stesse.


maleducazione sentimentale

BARBARA ALBERTI SCRITTRICE. UNA SPIA DELL’AMORE

29 anni, romantica e riservata, mi

piacciono i timidi. Divido l’ufficio con un’altra ragazza. Un bel collega veniva a trovarci con ogni scusa, portava il caffè a tutte e due ma guardava solo me. Lei ridacchiava, diceva: ma quando si decide a chiederti di uscire questo imbranato? Io non avevo fretta, ho passato tre mesi bellissimi lavorando di immaginazione. Spendevo in abbigliamento per lui, che mi riempiva di complimenti delicati. Ero stracotta. Tutto mi pareva sublime, lo schifoso bicchierino di plastica del caffè che prendevo dalle sue mani mi sembrava la coppa del Santo Graal. Grazie a questa felicità segreta ho avuto la forza di chiudere con un mezzo ex fidanzato-palla al piede, e di affrontare la malattia di mia sorella. Poi, finalmente, lui si è deciso a dichiararsi: ma non a me, alla mia collega! Lei lo considera un cretino, e gli ha riso in faccia. Io appena l’ho saputo sono sbottata, gli ho detto a brutto muso: ma allora perché facevi la finta con me? Risposta: per ingelosirla. Sto da cani. Vendicarsi? Chiedere il trasferimento? Roberta

Macché trasferimento! Per quel cretino? (La tua amica ha ragione). Come poteva pensare di ingelosire una che manco lo vedeva? Nessuna vendetta, ringrazialo con un mazzo di fiori e un biglietto ironico (che non capirà). Ma prima devi fare i conti, i conti dei romantici dove il profitto è l’emozione, e vedrai che ne hai tratto un gran guadagno. Tu hai avuto un amore, anche se con un fantasma. L’amore è quando tutte le forze vengono a te e ti accorgi di esistere, e produci endorfine a pioggia, e senti di poter scavalcare con un salto la condizione umana, e l’appannamento della vita diventa splendore, come quando passi l’Argentil sulle posate. Illuminata dall’illusione, ti sei liberata di quel piagnone del tuo ex, hai aiutato tua sorella, ti sei sentita bella. Tirate le somme, spero ti farai una risata su quel benefattore involontario, quel comico furbetto a vuoto. Passa oltre, è lui che ha perso. Il rifiuto della tua amica ti ha vendicato.

«Ti sei liberata del tuo ex, hai aiutato tua sorella, ti sei sentita bella. Tirate le somme, spero ti farai una risata»

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Divorziati, 70 anni, con figli grandi, ci innamorammo alle elementari, ma ci siamo persi e ritrovati molto tardi. L’allegria che ci mettiamo a vicenda non l’abbiamo mai provata con nessuno. Ma quando lui mi ha chiesto di sposarci, i figli, sia i suoi che i miei, si sono messi contro, hanno contagiato pure gli altri parenti, è una lite continua, sotto c’è la preoccupazione patrimoniale. Io sono sfinita dalla discordia, per me avrei ceduto, ma lui insiste... Ludovica Ma insomma, sarebbe questa la famiglia? Quando diventa un’associazione a delinquere, quando si trasforma in una mafia, non la rispetto più. Ha ragione lui a voler agire secondo i vostri desideri. Ho rivisto da poco quel bel film che è Stregata dalla luna, dove Nicholas Cage si innamora, riamato, della fidanzata del fratello, interpretata da Chèr ancora bella, non ancora murata dalle plastiche. Lei è spaventata all’idea di portare tutto quello sconquasso in famiglia, e si ribella alla passione che li ha colti all’improvviso. Allora lui, esasperato, si mette a urlare «L’amore non è fatto per mettere tutti d’accordo! Non è fatto per renderci la vita più facile! L’amore ferisce, l’amore uccide…». E come nel caso vostro, fa anche litigare coi figli. Smettete di discutere, salvatevi da quel pollaio indecoroso. Fatelo e basta, senza annunci. Avete 140 anni in due, che aspettate ad agire di testa vostra?

Scrivete a Barbara Alberti all’indirizzo: maleducazione.sentimentale@hearst.it

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

GUARDAVA solo me, ma puntava ALLA COLLEGA

Ci siamo ritrovati a 70 ANNI: lui mi vuole SPOSARE, ma i nostri figli si OPPONGONO


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Sette idee perlasettimana DI FEDERICA FIORI

Che ne dici di...

... un bangle e via?

Liscio o a s accoppia puoi person per ra anc regal


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sette idee

… un profumo da notte?

4

rsi. e sul

… un Black friday da urlo?

gettonato Black monday! (Vedi pag. 50

... scoprire la ricetta della felicità?

Sta scritta su una delle tazze letterarie di AforisMug, con frasi dei più grandi autori italiani contemporanei. Per ogni acquisto (€ 12,90 cad.), sosterrai l’associazione culturale Libreriamo, che sostiene il nostro patrimonio artistico e letterario. store.libreriamo.it

… una sciata, subito?

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Segna in agenda: tra il 25 e il 26 novembre apre la maggior parte degli impianti sciistici. Monterosa Ski, Valtournenche, Paganella, Pila, Tonale, Livigno, Cortina e Santa Caterina Valfurva, solo per citarne alcuni. Vuoi il calendario completo, con il meteo, la webcam e perfino i centimetri di neve misurati sulle piste? Vai su skiinfo.it!

… un orologio cartolina?

Londra, New York, Hong Kong o Milano: se sei una vera globe trotter dimostralo. Come? Raccogliendo orologi a tema. Swatch ha appena lanciato la collezione Tutta la mia città, con tanto di saluti (sul cinturino) dalle capitali più hot di tutto il mondo. Pure la scatola, formato posta aerea, è una delizia. swatch.com


7

sette idee

Che ne dici di...

segnare in agenda

dal 25 novembre al 1° dicembre

a cura di Stefano Rejec

tv mercoledì 30

Per gli appassionati della serie va in onda la terza stagione di The affair (sopra, il cast con Joshua Jackson, il primo a destra). Sono passati tre anni da quando i protagonisti ci avevano lasciato e nuove relazioni sono all’orizzonte... Su Sky Atlantic, in prima serata. skyatlantic.sky.it

eventi venerdì 25

Cosa mangiavano gli abitanti di Pompei? Potete scoprirlo grazie all’iniziativa Eatstory - da noi il cibo ha una storia: oltre al tour a tema nel sito archeologico, si possono acquistare i prodotti locali, già presenti anticamente nella città. Ogni martedì e venerdì fino a tutto dicembre. pompeiisites.org

shopping sabato 26

Unica città italiana nella lista Best in travel 2017 della Lonely planet: Pistoia. Quale migliore occasione per visitarla di Arts&Crafts (25-27 novembre), dove magari trovare il regalo di Natale tra arte tessile, arredo e design, vivaismo d’interni, fashion e accessori, bijoux e food? artsandcraftstoscana.it

opening domenica 27

Visitate, a Roma, il nuovo tour archeologico nella zona del Circo Massimo. Ci si muove tra gli antichi magazzini, botteghe, fino ai resti dell’arco di Tito. Fino all’11 dicembre non è necessario prenotare (chiuso lunedì). sovraintendenzaroma.it

musica giovedì 1

Misura 50x70 cm la Milano music map, un omaggio a musicisti e band milanesi di origine o d’adozione a partire dagli anni ’30. Ideata da Salvatore Piccolo e Maurizio Zoja e realizzata da Emanuele Grittini per Fabbrica Editoriale, è venduta in un’elegante confezione regalo su milanomusicmap. it, nelle migliori librerie e negozi di dischi indipendenti della città.

food lunedì 28

Voglia di una cena etnica a domicilio? Basta rivolgersi a Cuochi a colori della start up One world, a Milano, che di recente ha aperto una cucina-laboratorio. Donne e uomini di tutto il mondo, ex disoccupati, cucinano a domicilio, assicurano catering, producono food in vendita. cuochiacolori.org


seneparla Premier Matteo Renzi, 41 anni. Sull’esito del referendum costituzionale si gioca molto della sua carriera politica.

L’attesa

Alla vigilia del referendum sulla riforma costituzionale, l’esito è incerto e il Paese spaccato in due. E il dubbio resta: abbiamo capito davvero su cosa si vota? Breve ripasso di Marco Gregoretti

CONTRASTO

Il 4 dicembre si avvicina. E tra urla tele- rivelando la propria preferenza: Roberto Benigni, Paolo visive come «Titolo quinto!», «Bicameralismo parita- Sorrentino,StefaniaSandrelli,RobertoBolle,StefanoAcrio!!!»,«Cnel!»,idueschieramentisulvotoalreferendum perriformarepartedellaCostituzione,quellodelsìequellodelno,sicombattonosenzaesclusionedicolpi.Labocciatura da parte del Tribunale di Milano del ricorso presentato dal costituzionalista Valerio Onida che riteneva ingannevole il quesito sulla scheda, non ha fermato le critiche a Matteo Renzi. Tra le ultime, quella al depliant elettorale inviato ai cittadini, iniziativa discussa quanto la precedente lettera agli italiani all’estero. Intanto molti volti noti della cultura e dello spettacolo si sono esposti

corsi, Oliviero Toscani, Alex Zanardi, tra gli altri, voterannosì.ControlariformadellaCostituzionesiesprimeranno, invece, Carlo Freccero, Toni Servillo, Andrea Camilleri, Erri De Luca, Armando Spataro, Piergiorgio Odifreddi. La riforma si chiama “ddl Boschi” perché è stata elaborata dalla ministra Maria Elena Boschi e abbraccia molti argomenti: il Senato, i poteri del Governo, le funzioni delle Regioni (il famoso titolo V) e ovince, l’elezione del capo dello Stato, le leggi di ativa popolare, i referendum, l’eliminazione del C

...31


MA ALLA FINE VOTEREMOSU RENZI

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Chi sarà favorevole dovrà votare sì, i contrari metteranno la crocetta sul no. Attenzione, però: a differenza della votazione sulle trivelle del 17 aprile scorso, questa volta non sarà necessario raggiungere il quorum (50% degli elettori più uno), quindi la scelta di non andare a votare sarà ininfluente ai fini del risultato.

Il nuovo Senato. La parte più importante del ddl Boschi riguarda il superamento del bicameralismo paritario: affinché una legge venga approvata, oggi deve essere votata da Camera e da Senato. La riforma propone di affidare solo alla Camera dei deputati l’approvazione delle leggi e il voto di fiducia al governo, salvo alcune eccezioni. I senatori passerebbero da 320 a 100 e non sarebbero eletti: 95, di cui 21 sindaci, sarebbero scelti dalle Regioni e cinque dal presidente della Repubblica. Manterrebbero soltanto l’indennità di consiglieri regionali. Un buon punto di partenza, secondo il sì, per togliere farraginosità e per tagliare i costi della politica. Risparmi minimi e Senato di nominati e non di eletti dal popolo, accusa il no. Il presidente della Repubblica. Il presidente della Repubblica scioglierebbe la Camera e non il Senato e verrebbe eletto soltanto dai deputati e dai senatori. Più poteri al Governo. Con la nuova norma costituzionale “voto a data certa” si consentirebbe all’esecutivo di dare più celerità all’approvazione di provvedimenti importanti. Per il sì ci sarebbero più certezze nell’applicazione del programma. Secondo il no si rischierebbero derive autoritarie. Il 4 dicembre si deciderà anche se introdurre i referendum propositivi e di indirizzo, come garanzia costituzionale (oggi assente) che le leggi di iniziativa popolare siano discusse e votate in Parlamento. Revisione del titolo V e fine del Cnel. La riforma prevede la definitiva scomparsa delle Province e il ritorno di molte competenze delle Regioni allo Stato, in particolare energia, trasporti, sicurezza sul lavoro, protezione civile, ricerca scientifica. Infine, il ddl Boschi sancisce l’abolizione del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia. Un ente statale che ha il compito di proporre leggi e pareri non vincolanti in materia economica e di lavoro. Se vincerà il sì avremo un periodo di difficile messa a punto dei nuovi meccanismi. Se la spunterà il no, avremo un periodo di difficile messa a punto di una nuova riforma. G

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Il cuore del referendum

del 4 dicembre non è l’abolizione o meno del bicameralismo perfetto

e neppure la riduzione del numero dei senatori o la riforma delle autonomie regionali. L’anima autentica di questa consultazione è il voto su Renzi e i suoi mille giorni di governo. Quel voto che il premier non ha ancora avuto, essendo arrivato a palazzo Chigi senza passare dalle elezioni politiche. Nelle ultime settimane il fronte del sì ha provato a spersonalizzare la battaglia, sganciando l’esito del referendum dal futuro politico del Primo ministro. A mio parere, inutilmente. Il fiorentino era andato già troppo avanti, annunciando chiaramente e più volte le proprie dimissioni in caso di sconfitta e trasformando di conseguenza il voto in un plebiscito sul Governo. Del resto, come testimoniano molti sondaggi, gli italiani non conoscono nel dettaglio la riforma che sono chiamati a votare, né le attribuiscono particolari effetti taumaturgici. In effetti, la modifica del Parlamento sembra rispondere a esigenze di alcuni decenni fa, quando era ancora il cuore del sistema. Oggi decidono per lo più gli esecutivi: a Strasburgo, l’elettività dell’assemblea non ha giovato all’Unione Europea e alla sua capacità decisionale. Quanto all’Italia, da tempo sugli scranni di Camera e Senato siedono onorevoli nominati dai partiti secondo criteri di fedeltà più che di competenza e autonomia. Insomma, il parlamentarismo è al tramonto da un pezzo. E questo referendum, pur affrontandone apparentemente i nodi, nella realtà mette al centro un giovane premier, i suoi successi, i suoi errori. Ecco perché la sua leadership non potrà non essere toccata profondamente dall’esito del voto. Perfino al di là di meriti e demeriti. È un voto velenoso, comunque la si pensi. Un voto che spacca l’Italia in due e accumula frustrazioni più che promesse. Un voto la cui potenziale carica distruttiva poteva e doveva essere evitata.

FOTOGRAMMA, AGF

seneparla

l’opinione

CORRADO FORMIGLI GIORNALISTA, CONDUCE SU LA7 PIAZZAPULITA.


BOB, CHE PARA COOL! N

8 MILIONI DI CORONE

La telenovela Bob Dylan-premio Nobel aggiornata prevede che il cantautore ritirerà il riconoscimento il prossimo anno, quando “passerà” da Stoccolma per un concerto. E in quell’occasione terrà anche la lectio magistralis, come prevede il “regolamento” se si vuole entrare in possesso del denaro. Evidentemente l’assegno di 8 milioni di corone (poco meno di 900.000 euro) fa gola anche a una rockstar. Potrà spenderlo come preferisce: non ci sono vincoli a riguardo. La noncuranza con cui la star ha accettato il titolo non sarà piaciuta a chi l’ha premiato, ma una volta che si è espressa, la Fondazione non può ricredersi, salvo decesso dell’interessato. Di certo non gliene daranno un altro: del resto, l’unica a vincerne due, in due diversi ambiti (chimica e fisica), è stata Marie Curie. S.R.

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Il mestiere della rockstar è fare la rockstar. L’affermazione sembra banale. Ma ha il suo motivo di essere e sta in quel verbo, “fare”. Quindi, ricapitolando, la rockstar è tale in quanto “fa” se stessa. Aderisce a un modello. Si mette letteralmente in scena. Ed è, inoltre, un capitale economico fondato sulla vendita delle proprie canzoni ma, innanzitutto, della propria immagine. In un misto di provocazione, sarcasmo e lungimiranza, David Bowie arrivò addirittura a quotarsi in Borsa. Come qualunquealtraimpresadirilevantevalorecommerciale.Fatte queste premesse, si può fare una riflessione sull’atteggiamento apparentemente schizofrenico, e certo non immediatamente comprensibile, di Bob Dylan di fronte al premio Nobel per la letteratura. Come tutti ormai sanno, Dylan, dopo un mese d’incomprensibile silenzio, ha dichiarato di non potere recarsi a ritirare il prestigiosissimo premio, pur accettandolo. Non è il primo che, nella storia del massimo riconoscimento mondiale per le arti e per le scienze (nonché per la pace) compie questa scelta. Ma nei casi precedenti, chi non si è presentato lo ha fatto perché in carcere o perché malato. Ci fu poi Jean-Paul Sartre che il premio lo rifiutò. Il caso di Dylan è quindi unico, e si spiega tutto nella premessa. Un cantante, certo bravissimo, autore di testi memorabili (secondo alcuni non poi così tanto), creatore di una nuova immagine di “menestrello” che usa il veicolo della canzone per lanciare messaggi innovativi e controcorrente, deve fare quello che va controcorrente. Al contempo, lo deve fare in modo oculato. Perché è innanzitutto un marchio, un prodotto. Non certo “semplicemente” un uomo libero. È l’immagine pubblica, lo stereotipo personalissimo dell’uomo libero. Quindi, da un certo punto di vista, libero non lo è per niente. Ecco quindi cosa è successo. Se Dylan avesse accettato il Nobel e si fosse presentato a ritirarlo, si sarebbe dimostrato troppo ligio al potere, troppo normale e ben poco “rock”. Se lo avesse rifiutato sarebbe stato “esagerato”.Eccoalloralasalomonica,squisitamentepolitica(epermettetemi, pure un po’ paracula) scelta del grande cantante. Accettare il premio con studiata noncuranza. Fare quello che è troppo “rock” per una consacrazione mondiale ufficiale. Il che in fondo ci sta. Ma è molto (troppo) furbo.

DANIEL KRAMER/CAMERA PRESS/CONTRASTO

di Aldo Nove


seneparla

CHELSEA CLINTON: LA RIVINCITA?

Ecco a voi, Monna Isa Ovvero Isa Stoppi, modella famosissima negli anni in cui le facce italiane andavano forte. Parliamo di Benedetta Barzini, Marisa Berenson, Alberta Tiburzi, Mirella Petteni. I fotografi si chiamavano Irving Penn, Helmut Newton, Richard Avedon, Oliviero Toscani e Gianpaolo Barbieri. Sua è la foto scelta per la copertina del bel libro Isa Stoppi The Book in cui si racconta la vita di una donna che non è stata solo un’immagine patinata, ma una protagonista della vita culturale e del jet set a cavallo fra i Sessanta e i Settanta del secolo scorso. Amica di Andy Warhol e Diana Vreeland, di Gianni Versace e Walter Albini, di Warren Beatty e Tony Curtis... Allora era sempre sulle copertine di Harper’s Bazaar e Vogue, oggi vive fra Milano e Ibiza. Michela Gattermayer

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(all’anteprima di un film lacrimevole: la platea l’ha molto applaudito), ma non di quella che, se Hillary avesse vinto, sarebbe stata la prima doppia First Daughter, figlia di due Presidenti. Eppure Chelsea è il soggetto più interessante da tenere d’occhio dopo la sconfitta. M’immagino la mamma che – prima ancora di telefonare a Trump e dirgli «Bravo, stròzzati» – va dalla figlia e, come in un remake di Bellissima, il film in cui Anna Magnani proiettava sulla piccina le proprie ambizioni infrante, le dice: «Chelsea, piccola mia, noi in quella Casa Bianca ci torneremo, se non sono io sei tu, è ora di cominciare il percorsod’avvicinamento».Lamiafantasianonèdeltuttofantasiosa, secondo il New York Post: i Clinton starebbero lavorando per candidareChelsea,nel2018,comedeputatadel17simocollegio, ilcuiterritoriocomprendeChappaqua,dov’èlacasadifamiglia dalla quale si va a portare il cane nei boschi. La deputata locale è Nita Lowey, solida clintoniana 79enne. Avrà davvero intenzione di scansarsi per far cominciare una carriera politica alla giovane Clinton? E il marito di Chelsea, quel Mark il cui cognome tocca ogni volta cercare su Google (Mezvinsky), sarà pronto a una vita di primo coniuge? Sarà solido come dev’essere uno che sposa una Clinton, o finirà a smaniare come un Anthony Weiner (il marito dell’assistente di Hillary, quello che per hobby manda in giro foto del pisello)? Ed Klein è un ex giornalista di Newsweek specializzato in biografie di Hillary piene di contumelie (in una sosteneva che Chelsea fosse il risultato di uno stupro coniugale). La sua serena dichiarazione sull’ipotetica candidatura di Chelsea è stata: «Non è un essere umano gradevole. È ampiamente disprezzata sia da chi ha lavorato alla campagna elettorale sia alla fondazione Clinton. È del tutto priva di sottigliezza, prepotente, arrogante, snob, e si sente sempre la più intelligente». Insomma: tutta la sua mamma. Guia Soncini

GETTY IMAGES

Dov’è Chelsea? Dopo le elezioni perdute, abbiamo avvistamenti della mamma (nei boschi, col cane), del papà


DI SERENA LA ROSA

Ivanka Trump e il marito Jared Kushner, entrambi 35 anni.

Tiffany Blond girl

Tiffany Trump, 23 anni.

È quella simpatica ma scema: incapace di indovinare il punto di biondo distinto, perfetta per una serata di televisione e pollo fritto – Ivanka non può mai: sai, i bambini. Tiffany Trump si è laureata all’Università di Pennsylvania (come papà) e ha un fidanzato democratico (come Jared Kushner prima della conversione). Non è previsto assuma ruoli alla Trump Organization, figuriamoci al governo, e da grande vuole fare l’avvocato: in Legally Blonde funzionava.

Il tenero Barron

Barron Trump con papà Donald.

Il più giovane dei Trump ha 10 anni: qualunque altro bambino avrebbe fatto tenerezza, mezzo addormentato sul palco della vittoria. Invece c’era qualcosa, nel suo modo di roteare gli occhi per tenerli aperti, che rivelava insostenibile consuetudine con lo sbuffo. La mamma – che gli ha insegnato lo sloveno, e a mettere sempre la cravatta – lo chiama Little Donald, perché somiglia tanto a quello grande. E la sua cameretta alla Trump Tower occupa un piano intero: non si trasferirà alla Casa Bianca, sarebbe troppo traumatico.

Eric e Don Jr., gemelli diversi

Di fatto indistinguibili, e assai meno presentabili della sorella grande – per via di certe frequentazioni con elefanti trucidati e suprematisti bianchi – anche i fratelli Trump sono membri del transition team, ma a regime dovrebbero essere destinati a occuparsi degli affari di famiglia in un blind trust. Per risolvere il conflitto di interessi – mica penserete parlino di lavoro, alla cena del Ringraziamento – ma soprattutto: per fare meno danni. GETTY IMAGES, REUTERS/CONTRASTO

se epar a

Taglia&cuci

Eric e Don Jr. Trump col padre.


seneparla

IL PIANETA RINGRAZIA Sarah Toumi

29 anni francese. Guida il ro etto Acacia for al contro la desertificazione in Tunisia. Quali sono i suoi legami con la Tunisia?

Sono nata e cresciuta a Parigi, da padre tunisino e madrefrancese,mahovissutoinTunisiafinoal2012. Il suo progetto contro la desertificazine aiuterà a combattere la fame in Africa?

Come ha conosciuto i Rolex awards?

Come ha conosciuto i Rolex awards?

Nel2014hovintounaborsaFullbrighte,mentreero in Cina, ho saputo del concorso e ho mandato il progetto. Sono la vincitrice più giovane, mi fa onore.

Ho trovato online il modulo. E mi interessava molto partecipare, in fondo sostenevano i miei stessi valori: eccellenza, attenzione, rispetto, passione, coraggio. La certezza che ciascuno di noi può fare qualcosa di buono nel suo piccolo: proprio quello che faccio io.

Cosa farà con il denaro del premio?

Rolex mi aiuterà a portare avanti il progetto pilota che prevede corsi per medici, farmacisti, fornitori di prodottiperl’agricultura.Gruppididonnecoordineranno i corsi, aiutati dagli studenti dell’università di Shaanxi.Quandoitestsaranno finiti li porterò all’amministrazione pubblica.

Pensava di vincere?

Sono rimasta impressionata dalla qualità di tutto il processo: una giuria di altissimo livello, i finalisti erano persone formidabili. Il solo fatto di essere tra i prescelti mi ha riempito di orgoglio. Cosa farà con il premio?

Userò il denaro per lanciare il Laboratorio climatico del Nord Africa, un centro di ricerca e formazione di base in Tunisia, con una sezione online di corsi aperti a tutti su come far tornare produttivi i terreni.

COURTESY QILAI SHEN - RETO ALBERTALLI/ROLEX

le donne cinesi che non hanno potuto studiare.

A dire il vero ha un intento più olistico. Non ci concentriamo solo sull’ambiente, la povertà o i diritti umani. Vogliamo fare dei contadini degli imprenditori economici, i portatori del cambiamento e i primi beneficiari dei risultati. Più alberi piantano, più guadagnano, più noi ci impegniamo a comprare i loro prodotti, più le loro produzioni creano lavoro.


seneparla

Vuoi un figlio? L’albergo è gratis

«Tu non mi ami. Sono solo qualcosa che hai catturato.Sonounaspeciedianimalechehaiintrappolato». Così urlava l’infelice Marnie nell’omonimo film di Alfred Hitchcock. Gli occhi azzurri spaventati erano quelli di Tippi Hedren, attrice allora 31enne, di cui il genio Hitch si era furiosamente infatuato. E quelle parole nascondevano una verità inquietante: l’ossessione del maestro del brivido per le bionde glaciali e distanti, da Grace Kelly a Kim Novak, da Ingrid Bergman a Doris Day. Di loro diceva: «Le bionde sono le vittime migliori. Sono come la neve vergine che mostra le orme insanguinate». Tippi Hedren, pelle bianca, capelli platino, mannequin arrivata da un paesino del Minnesota, rappresentava la preda perfetta. Nella sua autobiografia Tippi: a memoir, appena pubblicata negli Usa, l’attrice 86enne si vendica del panciuto Pigmalione folle di gelosia che già sul set de Gli uccelli, il primo film insieme, l’aveva molestata isolandola dal resto del cast, facendola seguire dal suo autista e arrivando a farsi costruire una porta segreta da cui spiarla nel camerino. Ah, Hitch, sulle orme di Psycho! E più di una volta le aveva messo le mani addosso. «Voleva sesso, era perverso, più lo respingevo più diventava aggressivo», racconta la Hedren. Di fronte ai suoi rifiuti, Hitch diventò infatti di una raffinata crudeltà e, durante le riprese de Gli uccelli, girò per cinque giorni di seguito la scena in cui Tippi viene assalita da stormi di corvi e gabbiani: «Un vero stupro a opera di volatili», scrive l’attrice che ne uscìconunesaurimentonervososenzareagire.«Luieraunasuperstar dell’Universal, io solo una giovane modella arrivata dal nulla». E infatti, dopo il diktat del regista, la Hedren non riuscì più a lavorare, le major la snobbarono e lei cominciò a coltivare una strana passione per i leoni, animali che accolse nella casa di Los Angeles: forse dopo il “feroce” Hitch nulla poteva farle più paura. Rebecca Sella

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Alessandra Di Pietro

Se lo dice Lolita...

Potete crederci.

Perché la signorina Jacobs di moda se ne intende:

style director di Courrèges, ha creato con Dodo una serie di charms ispirati a Snapchat e alle emoticons. In esclusiva da Colette, a Parigi, fino a fine dicembre. colette.fr

KARMA PRESS

Quel MANIACO di ALFRED

Amatevi e moltiplicatevi: se mettete in pratica uno degli imperativi della Bibbia e dopo nove mesi nascerà un figlio vi sarà rimborsata la notte in albergo. A patto che il concepimento sia avvenuto ad Assisi. La trovata della Fertility Room, lanciata da un gruppo di albergatori della città umbra, ha fatto centro: scatenando polemiche politiche ma, soprattutto, facendo ripartire le prenotazioni. «Volevamo far sapere al mondo che l’asse Assisi-Perugia è fuori dalla faglia del terremoto e mandare un messaggio di speranza», spiega Luigi di Casa Faustina, uno degli agriturismi aderenti. Il rimborso avverrà solo con la consegna del certificato di nascita. Non è macchinoso? «Forse, ma saremo di parola».


seneparla o il dipartimento di Scienze biomediche e neurotorie dell’Università di Bologna, tra i massimi esperti in ibernazione. «Se fosse gratis lo farei. Anche se la 377 persone. Con la speranza, probabilità di riuscita è meno di un sei al superenalotto, un giorno, di risvegliarsi. Ecco come è sempre più probabile che nel caso di un corpo cremafunziona la criocongelazione to o decomposto. Perché una cosa deve essere chiara: la crioconservazione è permessa solo su persone già di Federica Furino morte. E la procedura stessa, in sé, sarebbe letale». Unlettodighiaccio.Unsonnolungoquanto Quindisitrattanondirisvegliare personeibernate, basta per trovare una cura contro il cancro. La ma di resuscitare cadaveri. «È fantascienza. Ma tante speranza di essere svegliata, un giorno o l’altro, e tecniche che sembravano fantascienza 50 anni fa, oggi riprendersi la vita, perché a 14 anni la morte è come il sonodiutilizzocomune.Lasuggestionemaggiore,però, cattivo delle favole, che non esiste davvero e se esiste non è resuscitare i corpi morti, ma “ricostruirli” partenfinisce beffato. La storia della ragazzina inglese che, dodall’originaleconservato:nonacaso,alcuniscelgono persa la sua battaglia contro la malattia, ha chiesto di crioconservare soltanto la testa, sede dell’identità da e ottenuto da un giudice l’autorizzazione a farsi ricostruire». Il difficile, spiega, è non danneggiare i tescriocongelare in attesa che la medicina le restituisca suti quando li si porta a bassissime temperature ma il suo giro di giostra, sembra un racconto di Philip K. ancheprima(infattiinItalia,doveperleggeilcorponon Dick, e invece è vera. E ora che il suo corpo riposa in èadisposizioneperleprime24oredall’arrestocardiaco, America immerso in una capsula del tempo a 196 la crioconservazione è di fatto impossibile: occorre mogradi sotto zero (il termine tecnico è “sospensione”), rire all’estero, in America o in Russia o in Inghilterra, al resto del mondo resta in eredità una domanda: ti dove il corpo viene ventilato artificialmente e “preparafaresti congelare nella speranza di un futuro che porti to” con cocktail di farmaci endovena). «Si è visto da un in dono al genere umano il progresso medico, esperimento condotto sul cervello di un coniglio che la l’immortalità e la resurrezione dei corpi? 377 persone procedura di vitrificazione limita i danni». Dal cervel(tra cui 8 italiani) hanno detto sì e i loro corpi già lodiunconiglioallavitaumanailpassoèlungo.Quanattendono quel giorno, ibernati nelle sedi di una delle to ci vorrà eventualmente a percorrerlo, nessuno può dirlo. «Tra 100 anni una cura per tre società che offrono questo servizio il cancro l’avremo trovata, per ri(due negli Stati Uniti e una in Russia). Altri duemila hanno già acquista«La suggestione portare in vita corpi vitrificati, poto il loro posto (i costi variano dai maggiore non è sto che ci si arrivi, ci vorranno midi anni di sviluppo tecnologi200.000 ai 36.000 dollari della società resuscitare cadaveri gliaia co. Ma la morte non è una necessipiù economica). Per tutti gli altri, la doma “ricostruire” tà fisica: il sogno di vivere per manda resta aperta. Lo è anche per i corpi partendo sempre, virtualmente, è possibile». Matteo Cerri, ricercatore in Fisiologia

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dall’originale conservato»

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seneparla

CROC(S) MADAME A volte certe tendenze sono inspiegabili: non sai perché, quando e dove iniziano,maimprovvisamenteesplodono. Prendiamo il caso dei Crocs, gli orren-

damente strepitosi sabot di plastica bucata e colorata che impazzavano qualche anno fa. Poi sono scomparsi. Ma rieccoli tornati d’attualità. Uguali ad allora, solo che oggi tuttilivoglionobianchi.Matuttichi?Iteam sportivi dei college americani, per esempio, che postando su Instagram decine di foto hannoriaccesolapassioneperiCrocs.Chissà perché bianchi poi, così ospedalieri. Meglio, allora, la versione di Christopher Kane che li ha fatti sfilare marmorizzati con sassi incastonati per festeggiare i dieci anni del brand. Citazione preistorica per ricordare le sue origini. Michela Gattermayer

L’amica geniale

«Un’amica meravigliosa»: così il presidente uscente Barack Obama, nel suo tour d’addio in Europa, ha definito la cancelliera Angela Merkel. Poi ha calato l’asso: «Se fossi tedesco la voterei anch’io», ha detto, dato che Merkel si è appena candidata al quarto mandato come capo della Cdu e possibile premier, in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento tedesco nel 2017. E l’incontro tra statisti si è quasi trasformato in una cenetta romantica.

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Sembra un rossetto

ma è uno spray al peperoncino

per autodifesa legalizzato, il primo di moda, gioiellerie e Mondadori Store.

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Per ogni spray venduto, 1 euro andrà a WeWorld, la non profit che difende i diritti delle donne. nientepaura.net

GETTY IMAGES

lanciato da una griffe fashion, Tatù, che lo mette in commercio nei negozi


STEFANIA MIRETTI GIORNALISTA, STEFMIRETTI@ GMAIL.COM

Trump si diventa: pagando Il presidente eletto

Donald Trump verserà 25 milioni di dollari

i dati forniti dal ministero dell’Interno i reati sono scesi in dieci anni del 36 per cento; sono scesi quest’anno rispetto al 2015 (105.000

e chiudere così il caso legato alla sua “università”, che università non era e tra il 2005 e il 2010 ha fornito corsi (a pagamento, con rette fino a 35.000 dollari) senza rilasciare titolo di studio. Gli studenti, che alla Trump University avrebbero dovuto apprendere i segreti del settore immobiliare e più in generale “del successo”, hanno denunciato quella che a loro dire si sarebbe rivelata essere una truffa. Sulla vicenda erano state aperte tre diverse inchieste. Su Twitter, Trump ha così commentato: «L’unica cosa negativa di aver vinto la presidenza è che non ho avuto il tempo di affrontare un lungo ma vincente processo sulla Trump University. Che peccato!».

“delitti in totale” contro 152.000) e sono scesi l’anno scorso rispetto al 2014 (quando erano 164.000). Calano gli omicidi e calano furti e rapine. Milano avrà pure un urgente problema di sicurezza, ma è poi lo stesso sindaco Sala, dopo aver sollevato il problema, a spiegare che «i crimini sono in diminuzione» e insomma «non c’è nessun allarmismo, i dati dicono che Milano non è insicura». Certo, le gang sudamericane, il morto in Loreto, il clochard bruciato, l’aggressione di fronte al palazzo della Regione, le periferie degradate, i bivacchi alla Stazione, non sono “post-realtà”, ma qualcosa che accade e desta disagio. Ma pure il racconto – non supportato dai fatti – d’una città fuori controllo mette a disagio. In attesa dello sbarco di 150 militari, va benissimo discutere delle giustificate esigenze di sicurezza. Ma se si riuscisse anche a parlare di questa faccenda dell’allarmismo ingiustificato, gli ospedali ancora operativi ad Aleppo. prima che la “post-realtà” proDopo i pesanti bombardamenti degli ultimi giorni, l’Oms duca una realtà davvero fuori (Organizzazione mondiale della sanità) fa sapere che controllo, non sarebbe poi male. I raid di Assad Così, per prudenza.

Zero

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si sono intensificati dopo il primo colloquio tra il presidente eletto Usa Donald Trump e il russo Vladimir Putin.

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per non andare in giudizio


seneparla

BLACK FRIDAY che sconti!

Negli Usa, l’ultimo venerdì di novembre negozi e siti online offrono prezzi pazzi. Ora anche da noi: approfittatene

In AMORE vince CHI CANTA

TECHNO ANCH’IO!

Il Black Friday di Apple è tra i più attesi. L’azienda di Cupertino, di norma poco incline ad abbassare i suoi prezzi, fa eccezione solo in questo caso. apple.com/it

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UNVIAGGIO AL VOLO

Scopri le differenze

Non ne ha viste molte l’autore della prima foto da sinistra, Ari Seth Cohen, che da anni ritrae eleganti ladies di tutto il mondo sulle pagine virtuali del suo sito, Advanced style. Nella foto a lato, la cover dell’ultimo album di Mina e Celentano, che Ari definisce, senza mezzi termini, un plagio. Ai posteri (o ai giudici?) l’ardua sentenza. F.Fi

Anche eDreams festeggia il venerdì nero. Come? Offrendo ai cybernauti codici sconto per l’acquisto del volo e del volo+hotel, disponibili solo per 24 ore, dalle 00:00 del 25 novembre. edreams.it

POSTPARTY GIRLS

Le feste sono dietro l’angolo, meglio procurarsi un beauty kit d’emergenza per arginare occhiaie ed effetti collaterali di stravizi notturni. Sconti del 15% sul sito (e nelle boutique) di Sephora. sephora.it

UNACLUTCH PLEASE...

Fra le più richieste dalle fashion addict, quelle di Karl Lagerfeld. Il sito di Zalando offre sconti fino al 50% su abbigliamento e accessori dello stilista in occasione del Black Friday. Le offerte sono già in corso, perché aspettare?

ONTHE ROAD AGAIN Dal 25 al 28 novembre Kia Motors Italy promuove un weekend di occasioni: tasso zero su tutta la gamma e Kia Soul Black Friday Edition con il 30% di sconto. Inoltre, condizioni speciali sugli accessori. kia.it

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Sono due miti da prima che molti di noi nascessero: dalla fine degli anni ’50, quando un’Italia ancora teneramente sprovveduta in fatto di media e società dello spettacolo fu travolta dall’ascesa di questi due ragazzini in un modo che oggi non ha paragoni. E l’Italia li ha amati a lungo: quando dopo 40 anni di carriera hanno fatto il primo disco insieme (MinaCelentano del 1998: l’album con Acqua e sale) hanno superato i due milioni di copie. In pratica, se guardate in un qualsiasi palazzo di cinque piani, dentro c’è sicuramente una copia di quel cd. Ma stavolta nelle loro canzoni c’è qualcosa di più insolito. L’album è quasi una sit-com. Nemmeno nei dischi rap si sentono tanti dialoghi, parlati, siparietti, punzecchiature tra i protagonisti. Le migliori più che un disco pare una serie di RaiUno o Canale 5 su una tipica coppia italiana, con lei che è signora con gli artigli, sognante e disillusa nello stesso tempo, e lui bisbetico domato, asso, innamorato pazzo, maschio di una volta, di “quando noi ignoranti eravamo di più”. Si sopportano, si tradiscono, si lasciano, si cercano. Coi titoli dei brani come episodi di una serie: Se mi ami davvero, Non mi ami, Ti lascio amore, Amami amami, È l’amore. Nelle pieghe delle canzoni, i due escono dalle strofe e dalle righe. Ancora, lui: «Non ti amo più». Lei: «Cosa stai dicendo? Mi ami eccome». E infine: «Tu guarda le altre coppie...», «Ma non siamo loro». Ecco il punto: in teoria la coppia più bella del mondo non sono loro – ma che si piacciano si sa da sempre, basta guardare i vecchi filmati, disponibili su Internet e spesso proposti da Techetecheté: anche quando non incidevano insieme, i duetti in bianco e nero li mostrano sempre divertiti e complici. Chissà: forse, vista l’anagrafe (lui va per i 79 anni, lei 76) hanno coronato in disco («Spengo la luce, ti sfioro in silenzio e tu... Oh! Oh! Oh!») una storia d’amore platonico. Sarà interessante comunque vedere quanti italiani continuano, nel 2016, a identificarsi in loro. E in una coppia che, di fatto, è puro flirt.


Amy Adams


È solo questione di


intervista

Mamma star Amy Adams in Arrival, di Dennis Villeneuve, con Jeremy Renner, presentato in concorso alla scorsa Mostra del cinema di Venezia e ora al cinema. Sotto, Amy Adams, con il marito, l’artista Darren Le Gallo, 42 anni; in mezzo a loro si intravvede la figlia Aviana, 6 anni.

«Ledonnesono moltofortiehanno un’intelligenzaemotiva superiore.Oltre a saper accettare ugualmente le parti dolorose come quelle gioiose»

Per i primi due anni della vita di Aviana la mia preoccupazione principale è stata quella di mantenerla in vita, dunque capisco perfettamente l’angoscia di una madre che fallisce in questa missione, anche se essa travalica le nostre umane possibilità. È una paura terribile che però dà origine a una profonda empatia e ci costringe a confrontarci con il pensiero della morte, un evento che comunque arriverà per tutti. Arrival suggerisce che le donne abbiano maggiore resistenza al dolore degli uomini. È così?

Basta vedere come mia figlia di sei anni gestisce un’influenza rispetto a mio marito (ride, ndr). Lui è una lamentela continua, lei un soldatino. Scherzi a parte, credo che le donne siano molto forti e abbiano un’intelligenza emotiva superiore, oltre a un senso olistico della vita, che ci aiuta ad accettare ugualmente le parti dolorose come quelle gioiose. Dopolasuainterpretazionein Comed’incanto (ruolo che Adams riprenderà nel sequel attualmente in produzione, ndr), molti la paragonano a una principessa Disney. Ci si ritrova?

Vengo da una famiglia di mormoni, ho sei fratelli e la mia giovinezza è spesso sembrata una favola disneyana, anche se i miei genitori hanno divorziato quando avevo 12 anni. E i miei primi passi nella recitazione, cantando e ballando nei teatrini di provincia, erano davvero da musical animato. Poi però ho cominciato a fare cinema ed è iniziata una gavetta interminabile: alle soglie dei 30 anni avevo quasi deciso di smettere. Einveceèarrivatoilruolodellaprotagonistanelfilm indipendente Junebug, la sua prima candidatura agli Oscar. E a seguire le altre: per Il dubbio, The fighter, American hustle e The master. Perché secondo lei non ha ancora vinto la statuetta?

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Perché ci sono tante bravi attrici a Hollywood, ed evidentemente l’Academy ha pensato che fossero migliori di me. Sono comunque felice che il mio lavoro sia stato notato, e soprattutto che i bei ruoli continuino ad arrivare. Anche dopo i 40.

Soprattutto dopo i 40! I ruoli più interessanti arrivano adesso che ho superato anagraficamente certi cliché. Che cosa cambia con la fama?

L’altezza dei tacchi e la lunghezza dei vestiti (ride, ndr). Con il tempo ho imparato ad apprezzare i tappeti rossi e persino le foto in cui mi chiedono di tirare fuori il sex appeal. Mi viene ancora da ridere, ma sto al gioco. E con il matrimonio, dopo sette lunghi anni di convivenza?

Prima, dopo una lite accesa potevo sempre dire: «Prendo Aviana e me ne vado». Adesso non posso più: con il matrimonio ho ufficializzato il mio impegno a far funzionare le cose. La protagonista di Arrival è una donna tosta. Lo è anche lei?

Non sono così forte, mi sento spesso fragile, e ho le lacrime in tasca. Come attrice è un vantaggio essere ipersensibili. Nella vita un po’ meno. Come si orienta nella vita?

Mi fido molto dei deja vu: una volta un saggio mi ha detto che sono il modo che ha la vita di farti sapere che sei sulla strada giusta, e che il percorso che hai intrapreso è quello che ti era stato assegnato. G

KARMA PRESS

Come ha fatto a immedesimarsinellacondizione più temuta da ogni genitore?


la terrazza

GUIA SONCINI GIORNALISTA E SCRITTRICE IL SUO ULTIMO LIBRO È QUALUNQUE COSA SIGNIFICHI AMORE (GIUNTI)

Io me lo vedo, Paolo Sorrentino. Accendersi la pipa e pianificare

il modo in cui ci fregherà di nuovo. Sai cosa? Il Papa lo faccio vestire tipo spot d’un profumo, si prova gli abiti talari in tutt’un montaggio da video rock, anzi, voglio esagerare: sulla vestizione da videoclip del Papa, ci metto Sexy and I know it. Non potranno mica abboccare anche a questo, dai. Io me lo vedo, Paolo Sorrentino. Sfogliare i bestseller degli ultimi anni erendersicontodicosasivende:l’orfanoadulto.Quellocheacinquant’anni non ha ancora smesso di frignare per la cosmica ingiustizia di non avere nessuno che gli rimbocchi le coperte, quello che all’età alla quale si è nonni ancora non s’è fatto una ragione del fatto che la vita non sia eterna, quello che non ha imparato niente da Candy, né da Heidi, né da Remi, che erano alti meno d’un metro e già sapevano cavarsela meglio dilui.Iomelovedo,PaoloSorrentino, cheinvecedaCandyCandyhaimparato le basi della narrazione: si porta l’orfano adulto? E io te lo faccio cresciuto alla Casa di Pony, il Papa. PrendoDianeKeaton,elafacciosomigliare a miss Pony. Lo faccio lamentare dieci volte a puntata della sua orfanitudine, il Papa, così i compratori di bestseller si immedesimano, ma ci metto dentro anche la scena su cui si sono formate le quarantenni. Quella in cui Candy rinuncia a farsi adottare per non lasciar sola l’amica Annie – e quella, ingrata, appena può la molla. Ti faccio il Papa-Candy e l’altro orfano, quello per fare compagnia al quale era rimasto in orfanotrofio, te lo faccio ingrato. Ma lo faccio morire, ché le spettatrici è tutta la vita che aspettano che Annie abbia quel che si merita. Io me lo vedo, Paolo Sorrentino, metterci un canguro da spot Valtur e cinque Femen ignude che paiono uscite da una scena di Bridget Jones, e stare a guardare mentre troviamo il tutto taaanto sorrentiniano, e poi constatare che no, nessuno si è chiesto cosa ci facciano nei giardini Vaticani. Io me lo vedo, Paolo Sorrentino, ridere di noi.

«Ha sfogliato gli ultimi bestseller e si è reso conto di cosa vende: l’orfano adulto»

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SÌ,SEMBRO PIÙGIOVANE: LO SCRIVERÒ SULBIGLIETTO DA VISITA L’altro giorno ci ho messo il doppio del tempo previsto a fare un esame al cuore. Prima il tizio che doveva farmi pagare il ticket, poi il ragazzo che mi applicava gli elettrodi, poi la cardiologa che controllava i risultati, tutti hanno ritenuto di intrattenermi con variazioni su: «1972?! Ma non avrei mai detto, ne dimostra molti meno!». Ora, so benissimo che c’è chi amerebbe sentirsi dire che porta bene gli anni; tra di loro, l’amica del ’67 con cui ho cenato quella sera, alla quale lo chef ha chiesto se fossi sua figlia (volevo sotterrarmi per suo conto). Però io sono decenni che mi sento dire che sembro più giovane: già me ne frega poco (non è che, siccome ne dimostro trenta, vivrò dieci anni in più), alla millesima replica è impossibile non annoiarsi. Credo che copierò Logan, 17enne americano alto 1 metro e 99. Sui biglietti da visita, Logan si è fatto scrivere: «Sì, sono alto, complimenti per lo spirito d’osservazione. Sì, davvero quasi 2 metri. Sì, anche quassù fa bel tempo. No, non gioco a basket. Sono davvero felice di questa bella chiacchierata». Per i miei pensavo a: «È che non prendo il sole, e anche che la ciccia stira la pelle: prova a mangiare carboidrati anche tu».

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT

The YOUNG POPE: così Sorrentino se la RIDE


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IL CORAGGIO DI FARE LA

JOSE GORD LEVITT

SPIA NEL NUOVO FILM, L’ATTORE INTERPRETA EDWARD SNOWDEN, L’EX TECNICO INFORMATICO DELLA CIA CHE RIVELÒ AL MONDO IL PROGRAMMA SEGRETO DI SORVEGLIANZA DELL’INTELLIGENCE AMERICANA. E, RECITANDO, HA DECISO DA CHE PARTE STARE

to piccolo, papà ci teneva che è nelle sale in Italia. «Non è solo imparassi a usarlo. Ho sempre un film sulla tecnologia», contipensato che questa tecnologia nua Gordon-Levitt, ma un racfosse fantastica perché dando conto di formazione: molti non accesso alla cultura, alla stosanno che nel 2004 Edward si ria, alle scienze, avrebbe reso arruolò per andare a combatteil mondo un posto migliore. re in Iraq. Perché era figlio di un Non ho mai pensato ai lati neufficiale della Guardia costiera e gativi, finché Oliver Stone non nipotediunagentedell’Fbi.Ogni mi ha proposto di interpretare dramma prevede un’evoluzione Edward Snowden e ho approdel personaggio ed è interessanfondito la sua storia». Così Jote capire perché lui ha totalmenseph Gordon-Levitt descrive il te cambiato prospettiva, passanmodo in cui ha avvicinato la vido dal patriottismo inteso come cenda dell’informatico ed ex adi Marco Consoli obbedienza al proprio governo gente della National security agency che nel 2013 rivelò al mondo il programma di sor- all’idea di metterlo in dicussione per criticarne l’operato». veglianza mondiale del Governo americano, attuato attraMolti negli Usa, Obama compreso, lo considerano un verso Internet e i social media. Alla sua storia era già stato criminale. dedicato il documentario Citizenfour, «ma se in quel film, Li capisco, perché ha infranto la legge, ma anche la Natioche ho visto decine di volte per prepararmi, ci si concentra- nal security agency la violava. E i suoi dirigenti, pochi mesi va sull’incontro di Edward con i giornalisti del Guardian, prima dello scandalo, mentirono al Congresso, negando il in Snowden vengono raccontati nove anni della sua vita», fatto che siamo tutti sorvegliati tramite Internet. mi spiega l’attore, che incontro a Zurigo. Ora Snowden Lei da che parte sta? È una materia complessa e invito chiunque ad approfondire l’argomento per formarsi una propria opinione. Se vuole sapere la mia, le dirò che sono d’accordo con le scelte di Snowden. Se ami davvero qualcuno e sai che sta facendo

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CONTRASTO

«Ho avuto il mio primo computer quando ero mol-


inte Lei avrebbe messo a repentaglio tutto in nome di un principio?

Non avrei mai rischiato la mia vita e quella delle persone che amo, come ha fatto lui. Il suo coraggio è fonte d’ispirazione, non ho mai visto nulla del genere. Nel film a un certo punto, pensando di essere spiato, Snowden copre la webcam del suo computer portatile con un pezzo di nastro. Lei lo ha mai fatto?

L’ho fatto, anche se penso che questo accorgimento risolva solo una parte dei problemi della sorveglianza di massa. Per fortuna dopo l’affare Snowden molto è cambiato in meglio per quanto riguarda le politiche sulla privacy online, oggi ci sono più strumenti per tutelarla. Tiene molto alla sua privacy?

qualcosa di sbagliato contro i propri stessi principi, devi provare a fermarlo, non puoi stare zitto. E lui ha fatto così: per questo spero che venga perdonato e possa tornare a casa. Sono cresciuto in una famiglia che mi ha educato a pensare che non tutto ciò che fa il governo è giusto. Come mai?

Penso sia fondamentale per ogni persona avere il diritto di stare soli, per pensare chi si è veramente o cosa si desidera: il fatto di essere Sono cresciuto osservati, dai tuoi familiari, da sconosciuti o dal governo, è inammissibile. in una famiglia che mi ha educato Ci sono persone che vivono la propria sui social media, è una scelta e la a pensare che non vita rispetto, ma io tengo separato il mio tutto ciò che ruolo pubblico da quello privato. Non fa il Governo voglio trasformare la mia vita privata è giusto» in una performance.

Tutto ha origine con la storia del mio nonno materno (il regista Michael Gordon, ndr): negli anni Cinquanta, durante il maccartismo, per il solo fatto di avere partecipato a riunioni in cui si parlava dei diritti dei lavoratori o di come mettere fine alla povertà, fu accusato di essere comunista e antiamericano e messo sulla lista nera di Hollywood. Non lavorava più e fu costretto a trasferirsi da Los Angeles al Connecticut: mia madre aveva sette anni. È questo che l’ha spinto ad accettare la parte?

Soprattutto è stato il fatto di poter lavorare con Oliver Stone, un regista che ha sempre il coraggio di dire ciò in cui crede e non importa se questo lo metterà contro persone molto potenti. È molto patriottico usare la libertà di parola per dire che il proprio Paese dovrebbe essere migliore. All’epoca però non sapevo molto di Snowden e ho dovuto studiare la vicenda. L’ha incontrato?

Sono andato una volta a Mosca (dove è in esilio con un permesso di soggiorno che scadrà nel 2017, perché negli Usa rischia la pena di morte per l’accusa di spionaggio, ndr). Per me è stato importante a livello umano vedere come si muoveva, mangiava, stringeva la mano e parlava. Spesso si dice che gli informatici hanno problemi a socializzare, ma nel suo caso non è v Mi hanno colpito le sue maniere educate. Io, da b californiano, sono più sguaiato.

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Secondo lei perché la gente si espone così?

Penso che chi appare su Youtube o Instagram per ottenere la celebrità adotti ancora un modello che è quello dello star system degli anni Venti, in cui gli Studios inventavano storie sugli attori per attirare l’attenzione del pubblico. Ma è un esempio vecchio: penso che sarà superato dalle generazioni future. Ha mai usato Google per vedere ciò che scrivono di lei sul Web?

Certo, ma poi leggo un sacco di sciocchezze e mi rendo conto che è una perdita di tempo. La tecnologia però può essere utile, come nel caso della mia società di produzione Hit Record, che funziona come una comunità online. Grazie a essa ho girato il corto It’s only getting better, in cui si chiede alle persone che cosa pensano del rapporto tra democrazia e tecnologia. È un progetto nato in collaborazione con l’Aclu, l’associazione americana per i diritti civili. Ho donato a loro il mio compenso per Snowden. Ha già diretto un film, Don Jon. Vorrebbe tornare alla regia?

Ci sto pensando, ho un progetto di un musical con Channing Tatum. Ha visto quanto è bravo a ball i A G


Oliver Stone

«Ai giovani insegnano solo la versione Disney della storia». Come difendersi? Il regista di Snowden consiglia: togliete le batterie agli smartphone. E non smettete di usare il cervello di Paola Casella

Oliver Stone ama prendere di petto gli argomenti più spinosi della società americana. Dopo la guerra nel

Vietnam (ha vinto l’Oscar alla regia per Platoon e Nato il quattro luglio) e l’11 settembre, l’alta finanza senza scrupoli e l’omicidio di John Kennedy, in Snowden racconta una delle figure più controverse del presente, ovvero l’uomo che ha commesso la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani rivelando come il governo statunitense avesse elaborato programmi di intercettazione informatica che tengono tutti i cittadini sotto controllo. Qual è la sua opinione personale su personaggi come Edward Snowden, ma anche Julian Assange, fondatore di WikiLeaks?

Molti li vedono come traditori e criminali. Io invece penso che abbiano dato un grande contributo alla democrazia. Il problema è che viviamo in una società che non ama pensare: tutti reagiscono di pancia. Secondo lei chiunque sia al governo negli Stati Uniti continuerà

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FA MALE comunque a raccogliere informazioni sui cittadini?

Sì, inventandosi ogni volta la scusa adeguata: oggi è il terrorismo, domani chissà. Raccontano bugie, vengono scoperti, qualcuno farfuglia delle scuse e ricomincia tutto da capo, con un’altra bugia. Quel che manca è l’assunzione di responsabilità. Abbiamo bisogno di statisti, non di politici. Il terrorismo è un pericolo reale.

Ma non lo si combatte raccogliendo informazioni su chiunque! La sorveglianza selettiva funziona molto meglio: bisogna individuare gli elementi pericolosi e mettere solo loro sotto la lente di ingrandimento. Qualcuno l’ha accusata di essere antiamericano.

Ma io sono polemico anche con altri Paesi, ad esempio ho criticato il comportamento in Algeria della Francia, che è il Paese di mia madre, e ho biasimato l’Unione Sovietica

perché incarcerava i dissidenti negli ospedali psichiatrici. A chi è rivolto Snowden?

Soprattutto ai giovani. A scuola insegnano loro la versione Disney della storia, ma sono convinto che siano consapevoli di vivere in un film dell’orrore. Come possiamo difenderci dalla sorveglianza?

Togliete le batterie agli smartphone e nascondeteli nel microonde spento, che scherma le frequenze. Soprattutto, non smettete di usare il cervello. Perché lei va sempre in cerca della verità?

Credo sia cominciato quando avevo 15 anni. I miei genitori sembravano la coppia perfetta e invece, di punto in bianco, hanno deciso di separarsi. Evidentemente c’erano stati dei problemi, ma io non mi ero accorto di niente. Da allora ho imparato a non fidarmi mai delle apparenze. G

CONTRASTO

intervista

In prima linea Oliver Stone, 70 anni, regista di Snowden.


#UNLOCKYOURSELF unode50.com


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GARY FRIEDMAN/CONTOUR/GETTY IMAGES

E sarei io

QUELLO STRANO? Il regista più dark di Hollywood torna ai suoi temi più cari: ragazzi fuori dal normale, in un ambiente che non li capisce. Un po’ come è capitato a lui. Ma in un mondo che sceglie la Brexit e Trump, chi può permettersi di giudicare?

di Alessandro De Simone


intervista È tornato al fantasy puro?

È un genere che ho sempre amato, sin da bambino. Negli ultimi anni non avevo trovato storie interessanti da raccontare, ma c’è qualcosa inquestiraccontichefapartedellaformazione di ognuno di noi, è un modo per fuggire dalla realtà in cui non riusciamo a integrarci. Essere padre l’ha aiutata a capire meglio questi ragazzi che devono essere protetti dal mondo?

Trent’annisonopassatidaquando uno strano tipo iniziò a girare a HollywoodunfilmsuPeeWeeHerman,unodegli idolitelevisivideibambiniamericani.TimBurton non si fermò lì. Suoi sono personaggi indimenticabili come Beetlejuice (che presto ritornerà sullo schermo), Edward Mani di forbice, Jack Skeleton e tanti altri. A lui si deve l’invenzione di Johnny Depp e un modo diverso di guardare il cinema attraverso occhi romanticamente freak. Di amore nella vita, questo eterno ragazzo di Burbank (il sobborgo di Los Angeles dove ha sede la Walt Disney e dove iniziò la sua carriera come disegnatore) ne ha avuto tanto. Dalla bellissima Lisa Marie per quasi dieci anni e poi dall’altrettanto meravigliosa Helena Bonham Carter (due figli e una relazione di 13 anni conclusasi nel 2014). Entrambe sue muse, come sembra essere oggi Eva Green che, dopo il divertente Dark shadows, dirige in Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali. Un film che forse solo Tim Burton poteva prendere in mano, per raccontare quanto sia difficile e speciale essere diversi, soprattutto in un momento storico in cui la peculiarità fa paura. A Londra dove vive da anni, lontano dalle follie di Hollywood, abbiamo parlato del film e di quanto è bello essere strani. Mr Burton, anche il protagonista del suo libro di poesie Morte malinconica del bambino ostrica si sarebbe trovato bene nella casa di Miss Peregrine.

Sì anche se, al contrario dei protagonisti del film, non aveva alcun super potere. È stato bello raccontare una storia di supereroi da un punto di vista nuovo: ragazzi con dei potericheperòsisentonosoliechetrovanoamici,famiglia e, soprattutto, la comprensione che nel mondo reale non avrebbero, perché sono nati diversi.

Èstatoimportante,soprattuttoperchésoquanto sia difficile crescere, quanto ci si senta a disagio nel mondo. Succede ancora anche a me, anzi, in questo periodo ci sono momenti in cui mi sento inadeguato per ciò che mi circonda. Raccontarequestastoria,viverlaconi miei figli, ci ha fatto stare tutti molto bene. Come si sente quando deve raccontare storie che non sono sue?

Quando mi capita vuol dire che le loro storie mi parlano a tal punto che le sento mie. Qualche volta è più difficile, lo fu per Sweeney Todd per esempio, ma avevo addosso quella storia da sempre e alla fine andò bene. Eva Green è una Miss Peregrine perfetta. Certo poteva essere solo lei! Eva è un’attrice fantastica, mi ha sorpreso dal primo giorno che abbiamo lavorato insieme.Èunapersonariservata,mahaungrandesensodell’umorismo e sa stare in mezzo alla gente. È molto importante per me lavorare con persone come lei. Molti dicono che sia una persona complicata.

Non lo è. È un personaggio affascinante, una diva di altri tempi, che riesce a mantenere un alone di mistero in un’epoca in cui si sa tutto di tutti. Dicono che è cupa, ma so riconoscerequandovieneattaccataun’etichettaauna persona e quanto ci sia scritto sopra sia sbagliato. Dicono ancora che lei è quello strano?

Sta scherzando? Certo che me lo dicono! Anche cinque minuti fa. Ormai non ci faccio più caso, quando mi chiedono perché racconto storie lontane dalla realtà, rispondo di aprire il giornale per capire perché lo faccio. Dicono che il mio Batman fosse troppo cupo, però oggi sono entusiasti di Gotham, la serie tv, più dark e violenta. In Inghilterra la Brexit, negli Stati Uniti Trump...

Appunto. E poi sarei io quello strano?

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XPOSURE

Come ha scoperto il romanzo di Ransom Riggs?

Non lo avevo letto, ho visto un servizio in tv su di lui. Mi hanno affascinato le foto d’epoca che fanno da collante al tutto, perché anche io sono un collezionista di strane foto di questo genere. E per quanto riguarda la storia, era abbastanza chiaro che fosse nelle mie corde.


storie

Quando papĂ  ha ucciso mia madre


storie

NIENTE SOLDI PER LE VITTIME

squilibrato che non accetta la fine del matrimonio? Lui doveva essere allontanato da casa e curato. Punto. Lo giustifica?

No.Manonriesconeppureaodiarlo.Quellochehafatto è terribile, ma non cancella i vent’anni di vita insieme, le cose belle, gli insegnamenti che mi ha dato. Voi figli vi eravati accorti che non stava bene?

Sì.Avevodettoamiamadre:«Papànonc’èpiù».Eleiha chiesto aiuto, ma tre denunce non sono servite a nulla. Per questo dico che lo Stato è responsabile. Secondo lei, perché nessuno è intervenuto?

Avola, dove vivevamo, è un piccolo paese dove tutti si conoscono. Mio padre già una volta, anni prima, aveva manifestato propositi omicidi e suicidi. Ma le forze dell’ordine erano intervenute, mamma lo aveva perdonato e tutto era andato a posto. Tutti lo consideravano una brava persona, così nessuno ha creduto a lei quandol’hadenunciato. Hanno fatto finta di sentire, ma non ascoltavano. E dopo?

Noi figli ci siamo ritrovati soli. Senza aiuti, senza soldi, senza sostegno. Abbiamo ereditato solo debiti. Nessuno vi ha aiutati?

In tanti l’hanno fatto. Ma dopo un mese, quasi tutti si sono dimenticati di noi. Io vivo con una borsa di studio e con l’aiuto della famiglia del mio fidanzato. Dipendo dalla bontà altrui: anche il mio avvocato mi segue pro bono. Lavoro in biblioteca, ma di più non posso perché se non sono a posto gli esami, perdo la borsa di studio. E con quella pago l’affitto, le bollette, la spesa. Senza, dovrei smettere di studiare. E invece fare Giurisprudenza mi serve, perché ho una battaglia da portare avanti. Che cosa chiede?

Unaiutoeconomico,unsostegnopsicologicoeunastrada agevolata per trovare lavoro. Perché le vittime di reati

gravi come la mafia, il terrorismo o l’inquinamento ambientale da amianto hanno tutele e noi orfani del femminicidio no? Mio fratello aveva quattro anni quando è morta mamma. Da allora vive con i miei nonni che con la loro pensione ce la fanno a malapena. E nessuno gli ha dato un supporto psicologico. È un bambino sereno, ma siamo sicuri che crescendo il trauma non torni a galla? Persone come noi devono elaborare un lutto doppio. Perché perdi entrambi i genitori e perché devi imparare a convivere con l’idea che tuo padre ti ha fatto questo. A che punto è la sua battaglia?

Ferma. Tante promesse cadute nel vuoto. Il presidente della Regione Sicilia e la presidente Boldrini sono stati estremamente cortesi, ma poi non hanno fatto nulla. Idem Napolitano: gli ho scritto, ma niente. Morale?

Continuo a chiedere che la legge venga adeguata. Ma se non avrò un riscontro dalle istituzioni, farò causa allo Stato. Non chiedo l’elemosina: voglio quello che mi spetta di diritto perché il mio dolore poteva essere evitato. È in contatto con altri orfani?

No. Molti preferiscono dimenticare. Oppurenonhannoimezziperfaresentire la loro voce. Ma io parlo anche per loro.Primadiperdereimieigenitoriero timida e piena di paure, oggi lotto con le unghie e con i denti. E un giorno sarò magistrato. Perché la vita voglio viverla con significato anche se mi è toccato un dolore così. Lo devo a mia madre. G


Circa il 90 per cento dei maltrattamenti subiti dalle donne avvengono per mano di familiari: mariti, fidanzati,padri,fratelli, ex.Avoltesonobotte, avolteparoleche uccidonoladignitĂ . Tre sopravvissute lanciano un appello: se volete salvarvi, parlate di Emanuela Valente illustrazioni Anna Godeassi

Storie di ordinaria violenza domestica


in prima person

La cosa più difficile è stat re creduta. Io non avevo prove, n vo testimoni, non avevo lividi. U che subisce violenza ha sempre un occhio n avevo neppure un’unghia spezzata. Perché la za era fatta di pugni sferrati con gli sguardi, d con le parole, di schiaffi assestati con le assen e i rifiuti. Era una violenza morale, psicologic che non lasciano segni esteriori, anche se de anima è tumefatta e tu sei peggio di una ch nella sua pozza di solitudine. Alberto era il ragazzo più affascinante della comitiva all’università, corteggiato da tutte le mie amiche. A me, invece, non interessava, o forse avevo visto giusto. Anni dopo l’ho incontrato a una cena di lavoro, uscivo da una grossa delusione d’amore, e lui ha cominciato a farmi il filo in modo insistente. Credo di essermi lasciata conquistare più dal suo

CHI CI difende

In Europa, una donna su 3 è vittima di violenza e l’Italia è nella media. Tra le forme più diffuse, la violenza domestica, che non è fatta solo di percosse, ma anche di insulti, minacce, umiliazioni, derisione e ricatti economici. Dall’inizio dell’anno a oggi, nel nostro Paese sono state uccise 92 donne per mano del partner o dell’ex.

I DATI. In attesa dell’Osservatorio internazionale sulla violenza di genere auspicato dalla Convenzione di Istanbul, la raccolta dei dati è affidata ai centri e alle associazioni di aiuto alle donne sul territorio nazionale. Secondo il D.i.Re (Donne in rete contro la violenza, direcontrolaviolenza.it), nel 2014, il 66 per cento delle donne accolte in 72 centri ha subito violenze fisiche, il 77 psicologiche, il 16 è stato vittima di stalking, il 32 di violenze economiche e il 13,6 di violenze sessuali. I persecutori sono partner ed ex partner (82,9 per cento). LE LEGGI. Per Francesca Garisto, avvocato e vicepresidente della Casa delle donne maltrattate (cadmi.org), le leggi per contrastare la violenza di genere ci sono, l’importante è come vengono interpretate e applicate. Oltre alla convenzione di Istanbul, entrata in vigore in Italia nel 2014, la legge 119 del 2013 ha decretato norme importanti, tra cui l’arresto in flagranza obbligatorio per stalking e violenza famigliare; la priorità per i processi che riguardano questi due reati e la violenza sessuale; la possibilità di ritirare la querela solo davanti a un giudice, a garanzia delle donne che denunciano; l’aggravante per i reati di maltrattamento in famiglia, commesso in presenza di minori; l’obbligo di comunicare alla donna offesa la revoca di misure cautelari che riguardino l’abusante. L’ultima novità è il decreto legge 212 del 2015, che attribuisce particolari tutele alle vittime cosiddette vulnerabili, tra cui quelle dipendenti affettivamente, psicologicamente o economicamente dagli autori del reato. Un aiuto in più alle donne vittime di violenza di genere. O.F.

vavo quel coinvolgimento fisico e senti mentale che dovrebbe essere il segnale e la base di un amore, di una relazione sana e profonda. Alberto era distante, frettoloso, dispotico. Però poi, in pubblico, declamava il suo amore per me e mi riempiva di attenzioni e regali, facendomi sentire invidiata da tutte. Nel giro di pochissimo tempo siamo andati a vivere insieme, e lui, subdolamente, ha cominciato ad avvolgermi in una sottile tela di ragno. Il primo filo con cui mi ha intrappolata è stato quello dell’insicurezza fisica. Quando la mattina uscivo per

andare al lavoro, Alberto mi lanciava un’occhiata di disgusto, oppure mi strizzava il braccio: stava zitto ma era come se dicesse: «Hai la cellulite anche sulle braccia». Dopo un’ora di preparativi, una sua sola occhiata riusciva a farmi sentire a disagio, disordinata. Una delle mie colleghe, Sabrina, mi fece notare che da quando stavo con lui non sorridevo più e che avevo perso smalto e intraprendenza in ufficio. Me la presi molto e troncai ogni rapportoconlei,nonammettevochequalcunocriticasse Alberto, pensavo fosse solo invidia. Invece aveva ragione, e forse mi stava solo tendendo una mano: io ero un insetto paralizzato e difendevo il ragno danzante che mi aveva ipnotizzata e prendeva per sé tutta l’attenzione, lasciandomi svuotata. Iniziando dai miei punti deboli, Alberto era riuscito a minare lentamente anche le mie certezze. Non mi guardavo più allo specchio, per strada tenevo gli occhi bassi evitando di incrociare altri sguardi, avevo paura che tutti

vedessero le mie braccia grassocce, ed entravo in confusione persino se qualcuno mi chiedeva un’indicazione stradale. In ufficio cercavo di farmi notare il meno possibile, declinavo gli inviti delle amiche e avevo rinunciato anche all’ora di pilates. Non facevo più nulla che non fosse per lui. Finito il lavoro, correvo a casa a preparare


di Linda Marino

la cena o a stirare la sua tuta da calcetto, terrorizzata dallesueminacceogniqualvolta mancava qualcosa. Ma qualsiasi cosa facessi, era sbagliata. Una sera, rientrando dalla partita mi aveva lanciato la sacca ordinandomi di caricare la lavatrice. Ma la sacca non era stata nemmeno aperta, non si era accorto che dentro mancavano gli scarpini e la divisa: avevo dimenticato di metterli ed avevo passato la serata immaginando terrorizzata la sua reazione. Caricai la lavatrice ridendo silenziosamente. Il giorno dopo andai da Sabrina e glielo raccontai, lei mi abbracciò felice. Ebbe inizio così la nostra amicizia, una preziosa sorellanza che mi ha salvata. Dopo qualche giorno, accorgendosi che sorridevo, mi guardavo allo specchio e non ascoltavo più le sue critiche, Alberto

non era una dichiarazione d’amore, era una minaccia

iniziò a essere più violento, e una mattina, invece di stringermi il braccio mi afferrò per il collo. Quel gior-

no trovai il coraggio di andare dai carabinieri. «Ma l’ha minacciata di morte o no?», mi chiese il maresciallo da cui mi aveva accompagnata Sabrina. «Non ha parlato, ma il suo sguardo era eloquente», risposi. «Signorina, qui non facciamo processi alle intenzioni», mi azzittì, facendomi sentire una visionaria matta. «Almeno ce l’ha un referto del Pronto soccorso?». No, non ce l’ho, ancora non hanno inventato la Tac per le minacce. Arrivederci maresciallo, vado con Sabrina e con tutte le altre donne che sanno di cosa sto parlando, e se qualcuna di voi ha bisogno del nostro aiuto venga pure a cercarci nei centri antiviolenza, nell’attesa che anche le istituzioni prendano coscienza di cosa sia e come funzioni davvero la violenza domestica. Le parole possono uccidere. Per fortuna io l’ho capito in tempo. G

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dovevo reagire. Dovevo farlo per le altre donne. Così ho unito l’arte all’impegno civile: ho portato la mia testimonianza a teatro, è diventata il monologo Sei mia, come le parole che mi diceva Nino quando eravamo insieme. Solo a pensarci mi vengono i brividi, non era una dichiarazione d’amore, era una minaccia. Nessun uomo può considerare la sua donna una proprietà». Annamaria Spina recita la sua storia in Sei mia, il monologo che ha scritto con Antonella Sturiale. E che è diventato un corto prodotto da Blu Film, il 25 novembre è su YouTube. Per il suo impegno contro il femminicidio, il maggio scorso ha avuto il premio internazionale Livatino-Saetta-Costa.


in prima person

Mai più vittime di Ilaria Ravarino mi le domande brutali. Non trattarmi con i ok? Usiamo le parole giuste: le parole sono portanti». Nella storia di Federica le parole contano moltissimo, e non solo perché la donna che ho davanti, sguardo da adulta e viso da ragazzina, è una scrittrice. Il termine violenza, per esempio, non è sufficiente a spiegare quel che le è successo. «Mia mamma si è sposata con mio padre quando era incinta di me. Non so dire quando lui abbia cominciato a picchiarla: me lo ricordo sempre così. Magari la cena non gli piaceva e allora rovesciava il piatto, glielo lanciava addosso, la insultava, la umiliava. E lo faceva davanti a me e alle mie due sorelle. Poi ha cominciato a prendersela anche con noi. Calci, pugni, spintoni, con le mani, con un cucchiaio di legno». Questo genere di violenza, mi spiega Federica, si chiama violenza assistita. È quando un figlio assiste alla violenza di un genitore sull’altro. È una situazione di grande pericolosità, che lascia nei bambini cicatrici permanenti. Perdi completamente il senso di protezione: da una parte sei terrorizzato dal genitore che aggredisce, dall’altra non ti senti protetto da quello che subisce. «Mia madre non si è mai ribellata. È arrivata a convincersi di meritare le botte, ha perso il senso del limite. Quando lui ha cominciato a picchiarci,

Quel che succedeva in casa doveva rimanere in casa». A parlare, per la prima volta, è la sorella di Federica. Che si rivolge al Tribunale dei minori. «Ma la notifica della denuncia arrivò quando eravamo tutti in casa. Lui diventò feroce. E riuscì a far declassare le violenze a normali screzi in famiglia». Ma gli “screzi” continuano e il padre di Federica, che in pubblico è un serio professionista, amante dello sport e del volontariato, in privato continua a comportarsi come un mostro. «Ero già andata via di casa quando mio padre, dopo un anno di quiete, provò a strangolare mia sorella. Lei mi ha chiamata, me la sono andata a prendere. Dopo poco ci ha raggiunto anche l’altra». Unite nella stessa casa, finalmente lontane da lui, le tre ragazze decidono di non tacere più. Dalla loro parte c’è solo il compagno di Federica: «Un uomo diverso da quello cui eravamo abituate. Con lui ci siamo rivolte a un centro antiviolenza e per la prima volta qualcuno ci ha teso la mano. Ci hanno spiegato che la colpa non era nostra. Che mio padre avrebbe comunque trovato un motivo per picchiarci. Che la soluzione era la denuncia». Comincia così un faticoso processo, durato nove anni. «Nostro padre è stato condannato in primo appello come colpevole di tutte le accuse, senza attenuanti. Purtroppo, per la lentezza del sistema italiano, la parte penale del reato è andata in prescrizione». Oggi Federica è una stimata professionista, una donna che non ha perso la fiducia negli uomini: «Perché sarebbe una violenza nella violenza». L’unica

Quando vedi tuo padre che picchia tua madre, da una parte sei terrorizzata da lui, dall’altra senti che lei non ti può più proteggere


Fashion Victim

GETTY IMAGES, DAMON WINTER/THE NEW YORK TIMES/CONTRASTO

Glamorous

Fashionably correct


tendenze

Jacqueline Kennedy

PUBBLICO VA

Si starà rivoltando nella tomba, forse. È morto qualche giornofaJamesGalanos,lostilistacheavevaintubatoNancy Reagan nei suoi involtini primavera incrostati di perline, dal ballo inaugurale del marito come governatore della California (1967) e poi soprattutto alla Casa Bianca, come risposta ai vestiti mortaccini della risparmiosa prima signora precedente, Rosalynn Carter. Era una dichiarazione di guerra alla noia, la moda irrompeva nuovamente a Washington; Reagan poi i vestiti del suo stilista li riciclava, li faceva rifare da un suo sarto, al posto delle perle faceva mettere dei ricami di carta e plastica, «nessuno può permettersi sempre un Galanos», diceva, a proposito di questo suo fornitore massimamente snob, un Capucci nato però a Philadelphia, sempre invitato alle settimane della modapariginemamaiandatopernonprenderel’aereo,dunque morto in patria con celebrazioni molto molto di nicchia. Adesso Galanos si starà rivoltando nella tomba in vista della nuova first lady, Melania Trump, di cui circolano in realtàpiùfotosvestita,dunqueèancoraprestopergiudicare. Tutti la attendono al varco, e già il New York Times tira su il sopracciglio sottolineando che con la dipartita di Michelle Obama la moda americana è spacciata; perché Michelle in questi anni aveva applicato al guardaroba lo stesso zelo del famoso orto; là una carota, qua un cetriolo, lì una zucchina, dunque tutto un manuale Cencelli di alternanze tra un marchio di largo consumo americano come J. Crew, l’altra volta giovani designer come Jason Wu e Christian Siriano, la voltadopobranddifasciaaltacomeMichaelKorseVeraWang (e poi l’onore delle armi in tinta con l’ospite di Stato come nel caso della visita dei Renzi, che hanno visto Michelle trasformata in un enorme Ferrero Rocher by Versace). Con Hillary si sarebbe tornati invece certamente a una grigianoiawasp, forgiataneisuoitailleurpantalonedaRalph

Lauren, fornitore da sempre della Real Casa Clinton fin dagli anni della Casa Bianca (di lui) e oggi dei quattro completi (di lei), forse iettatori, quelli dei tre dibattiti con Hillary Clinton Trump (rosso, blu e beige), e poi quello del “concession speach” cioè dell’ammissione della disfatta,ingrigio-violada funerale di prima classe. Nancy Reagan

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GETTY IMAGES, REUTERS-THE NEW YORK TIMES/CONTRASTO

Fashionably correct


Michelle Obama

Michelle la rivoluzionaria della Casa Bianca: ha piantato l’orto, ballato la conga (con l’attore John Sagarra e il coreografo Sergio Trujillo) e vestito in modo informale. Monocommittenza autarchica, insomma, come ai tempi della più elegante delle first lady, Jackie Kennedy, che si

eratotalmenteaffidataauncostumistadiHollywoodcome Oleg Cassini (per dire che la società dello spettacolo era già lì bella pronta, e del resto Ronald Reagan a chi si chiedeva come un attore avrebbe retto il Paese rispondeva col famoso detto: «Non capisco piuttosto come si possa fare il presidente senza esserlo stati»). Cassini, mezzo francese e mezzo russo ma poi naturalizzato americano, aveva studiato con De Chirico e fatto i costumi per Grace Kelly ne La finestra sul cortile; divenne “Secretary of Style”, nume tutelare del nuovo stile kennediano, rendendo Jackie sfolgorante rispetto alleprecedentibabbionemammedellapatria,Mamie Eisenhower, Bess Truman, Eleanor Roosevelt. QuandonasceJohnJohnKennedy, poco dopo l’elezione di Jfk alla Casa Bianca, Cassini accorre al letto d’ospedale con venti disegni e un’intera collezione disegnata per Jackie, e lei gli dice: «È sicuro di farcela? Avrò bisogno di un sacco di vestiti»,sileggeinunlibroappenauscitonegliUsa, Jackieand Cassini, a fashion love affair (di Lauren Marino). L’enorme costo sarebbe stato poi coperto non dal contribuente americano, equivalendo a qualche manovra finanziaria, ma dal suocero affezionato, Joe Kennedy. E adesso neanche i vestiti di Melania Trump saranno sostenuti dai taxpayers americani, vistocheilmaritogiàha rinunciatoallostipendio (non una grande consolazione, diciamolo). Non PRIME DONNE Da sinistra: Rosalynn Carter, Hillary Clinton, Betty Ford, Barbara Bush, Nancy Reagan e Bird Johnson.

saranno neanche prestati o regalati dagli stilisti: il New York Times infatti è molto depresso, sostiene che la first lady elettaètalmentedisgraziatache “se li compra da soli, i vestiti” (poi dice perché uno si butta a destra). Forse però Melania Trump fa paura perché in quanto a cappottini sarà imprevedibile almeno quanto il marito in politica energetica. Si è infatti sposata con un John Galliano per Dior, ha vestito Fendi e Balmain e Gucci (il camicione rosa fucsia con fiocchettone da educanda, la “pussy bow”, ha creato sospetti di autoironia: era appena saltata fuori la storia dell’approccio non femminista del marito alla conquista muliebre). Dunque si teme instabilità anche stilistica. Però, insomma: non solo (nei rari casi in cui si veste) si veste bene, paga di tasca sua, forse sa che il vestito è il mes-

saggio, e dunque ci gioca, e forse sarà la più stilistica delle first lady. Di sicuro sarà la Casa Bianca più sartoriale dai tempi di Jackie: tra le prime nomine di Trump spicca quella della addetta stampa ventisettenne del presidente, tale Hope Dicks, già pr della figlia Ivanka, e modella a sua volta. «Ha una bellissima testa», ha precisato Trump con uno dei suoi esempi rassicuranti, «se le chiedete cosa ho fatto il 17 giugno alle 3 e di che colore avevo la cravatta, lei lo sa». G


stai Serena

CARA Carrie Leia, noi SIAMO COME TE Abbiamo avuto tutte una storia con Harrison Ford. Certo, la nostra era immaginaria. La tua invece («una lunghissima botta-e-via») la racconti in The princess diarist, l’autobiografia che uscirà infine il 22 novembre (almeno negli Stati Uniti) dopo oltre un anno di ritardo, tre rinvii e altrettante email da Amazon che mi avvertivano: la signora Fisher non è particolarmente sensibile al concetto di scadenza, bisogna avere pazienza.

SERENA LA RO GIORNALIS LA SUAPROFESSORES DI SCIENZE DICEVA SEMP «IL TUO NOME È UNA FRA DI SENSO COMPIUTO»

Adesso l’obiettivo principale è assicurarsi che il disbrigo non interferisca con il ritmo sonno-veglia raccomandato dall’Apple watch, e in ogni caso: rigorosamente da sdraiati (io sotto) ché già spendo una fortuna in pratiche yoga personalizzate, ci manca solo il fisioterapista. Come si cambia, per non morire di lombalgia. Figuriamoci poi se, oltre a una vita agionevolmente sessuale, dovessi pure mantenere l’abitudine alle droghe leggere che usa tra giovani scapestrati. Di quel periodo tu non ricordi moltissimo – sostieni – per via della qualità «feroce» di erba prediletta dal giovane Harrison. Per fortuna, tenevi un diario.

«Straordinaria temperanza la tua: hai tenuto il segreto per 40 anni

Così ho deciso: alle mie figlie raccomanderò di fornicare per allegria, ma (soprattutto) di relazionare minuziosamente e per iscritto. Non gli amori, per carità: quelli, più te li ricordi, meno se lo meritavano. Ma le storie senza futuro, che iniziano e finiscono senza drammi – Harrison Ford era sposato, all’epoca, ma «forse neanche pensava contassi come tradimento intero, bassa come sono» – e poi sbiadiscono negli interstizi della memoria. Invece sono gli aneddoti migliori. Sufficientemente distanti da non ferire più nessuno – che temperanza, Carrie, tenere il segreto per 40 anni – ma ancora avvincenti da generare pettegolezzi a corollario. E a chi ha insinuato tu implicassi una qual défaillance erotica, hai precisato: «Non racconterei mai di come sono stata con qualcuno sopra un mobile: sedia, letto o tavolino». Una battuta riuscita, dopo una certa età, è meglio dell’orgasmo.

ILLUSTRAZIONE DI MAURIZIO ZORAT, GETTY IMAGES

Fosse anche solo per le anticipazioni uscite su People, ne è valsa la pena. Per dire: «Fu molto intenso: eravamo Han e Leia durante la settimana, Carrie e Harrison nel weekend» restituisce nuovo trasportoai baci della trilogia originale, ma pure al ricordo di certi amori clandestini sul posto di lavoro, ché col filtro della mezza età tutti quegli sforzi per accoppiarsi ove possibile, il più spesso possibile, alternati a estenuanti riunioni a far finta di non guardarsi, possono sembrare solo una gran fatica, e invece no: era passione. Tu pensa.


Forza, vi porto a Parigi!

SERENA DANDINI

Può una romana doc farci da guida nella Ville Lumière? Sì. Con un dizionario sentimentale pieno di indirizzi inediti e donne straordinarie. Quello, si sa, è un suo vecchio pallino… di Alessandra Di Pietro foto Adolfo Franzò

Impegnata

Serena Dandini, 63 anni, conduttrice televisiva e scrittrice. Ha messo in scena lo spettacolo Ferite a morte contro il femminicidio.

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ci dice con la sua inconfondibile voce roca. Il volume ha la forma di un abecedario e sotto ogni lettera ci sono miriadi di indirizzi già provati, dunque fidati, di bistrot, negozi vintage, alberghi, passage (gallerie coperte) e parchi (alla botanica, sua grande passione Dandini ha dedicato Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini, sempre Rizzoli), ma i preziosi riferimenti sono sparsi nella trama tessuta da mille storie di artisti, regine e rivoluzionari che ogni angolo di Parigi suggerisce all’autrice. Nota indispensabile. Nel libro non troverete che pochi cenni alla cattedrale di Nôtre Dame o del Louvre: per i luoghi da turisti ci sono le guide, per tutto il resto affidatevi a Serena Dandini. Come è iniziata questa storia d’amore?

Avevo vent’anni e preferivo di gran lunga Londra ma un amico mi costrinse ad accompagnarlo a Parigi, io pensavo “sai che noia, roba da professoresse” e invece me ne sono innamorata all’istante: i mercati all’aperto, le ortensie della Normandia, i frutti di mare, le mostre, quello spirito rivoluzionario che, per quanto annichilito dalla politica contemporanea, rimane nell’aria. Con il tempo ho preso una casa e l’ho usata come fosse una medicina: quando ero giù prendevo il volo low cost e volavo via. E perdendomi per le strade della città, mi ritrovavo. Dopo l’attacco terroristico al Bataclan, ha avuto paura di tornare?

Non nascondo che dopo ho pensato di abbandonare il progetto del libro. Sembrava il momento meno adatto per l’inno alla joie de vivre che avevo intenzione di scrivere. Gli attacchi, oltretutto, avevano colpito proprio i locali e i caffè, simboli di Parigi. La differenza però l’ha fatta la reazione dei parigini: «Tous au Bistrot!», tutti al bistrot! ossia, non facciamoci rubare ciò che era, ed è, così profondamente nostro. Nel momento del dolore è stata proprio la storia la prima risorsa della città. Il libro andava esattamente in questa direzione. Così, ho ritrovato il coraggio. La sua Parigi è anche femmina.

Alla lettera O scrivo di Otero e di altre Grandes Horizontales, le grandi orizzontali, dette anche cortigiane o cocotte, libertarie che mettevano a frutto la loro capacità di seduzione costruendo castelli, vita folle e salotti culturali: urge una loro rilettura fem-

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«La vera urgenza è attivare nelle scuole l’educazione sentimentale e di genere contro ogni stereotipo, contro ogni sessismo» minista. Alla R trovate Rosa Bonheur pittrice famosissima a fine ’800 che si vestiva da uomo e lasciò tutto in eredità alla sua compagna. Sparse nell’alfabeto ci sono le storie della fotografa Dora Maar e della modella Kiki de Montparnasse, artiste straordinarie passate alla storia solo come muse: la prima di Picasso e la seconda di Man Ray. Prima o poi scriverò un testo teatrale dal titolo La vendetta delle muse e renderò giustizia a tutte (ride, ndr). Avendo a disposizione solo un weekend, quali lettere del suo alfabeto ci consiglia?

La lettera T di Ti dono questi versi, la poesia di Baudelaire. Vi porterà all’Hotel de Lauzun che conserva intatti gli arredi del tempo di Luigi XIV: per un periodo vi abitò il poeta e lì ebbe sede il Club des Hashischins, il circolo degli intellettuali che sperimentava le droghe, tra di loro anche Honoré de Balzac. Si prosegue al Museo d’Orsay dove segnalo, all’ingresso, la scultura di Auguste Clésinger, una ragazza formosa e bellissima con la testa riversa, chiaramente in pieno orgasmo ma che, per pudicizia, fu intitolata Donna morsa dal serpente. Lei è Apollonie Sabatier, artista e, ci risiamo!, musa di Baudelaire. Raccomando la B di Bistrot e la U di Utrillo, il pittore, che porta a Montmartre dove scoprirete l’atelier rimasto intatto di sua madre Suzanne Valadon, la prima donna a ritrarre nudi maschili frontali. A proposito di donne straordinarie, il 26 ci sarà a Roma la manifestazione #NonUnaDiMeno, contro la violenza di genere: lei ha scritto un testo teatrale, Ferite a morte, diventato poi un libro (Rizzoli), rappresentato in molte città del mondo.

Ci sarò. Negli ultimi cinque anni molte cose sono state fatte in una giusta direzione, compreso sdoganare la parola femminicidio. Però manca ancora la visione globale del problema e viviamoimmersiinunaculturamaschilista: la vera urgenza è attivare nelle scuole l’educazione sentimentale e di genere contro ogni stereotipo e sessismo. G


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Emilia, 20 anni

NOI

e i maschi ma il p d In merito a sesso, lavoro, amore, figli. La parità è ancora un miraggio. Ma se paga lui, nessuna si offende di Paola Maraone Andrea, 27 anni

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I ruoli? Ma lasciamoli perdere. Comunque non toglie nulla alla sua virilitĂ  il fatto che si stiri una camicia

Caterina (20 anni), Umberto (20) e Lisa (20)


real life Più belle, più autonome, con le idee più chiare rispetto a noi che le abbiamo precedute. Ritratto inpilloledelle20ennidioggi:determinateefelici,concentrate sul presente ma ancor più sul futuro, con un occhio al quotidiano e l’altro che guarda lontano, senza paura di sognare. Ne abbiamo incontrate una decina, di Milano e dintorni, e abbiamo chiesto loro cosa pensano, di sestesse e del loro naturale contraltare, i maschi: li cercano? Ne hanno bisogno? Meglio aspirare al principe azzurro o a un compagno leale con cui confidarsi? Convivere (o sposarsi) è ancora una priorità o a vincere è la libertà di avere in bagno un solo spazzolino, il proprio?

Mita, 21 anni, e Lorenzo, 21

Parità (tutte la vogliono) è scambiare caLui è il mio valore «L’equivoco foneria e avarizia per parità», Galanteria 2.0 Un tema anacronistico? Neaggiunto, ma il commenta Magda con l’insoanche per idea. Però secondo Mita, 21 anni, cinema e i popcorn spettabile saggezza dei suoi 18 quelle formali sono «regoline stupide. Se non me li pago da sola. anni. Le fa eco Paola, 22: «Da ho soldi, non mi spiace farmi offrire, poco impoco convivo con un ragazzo di Più che alla porta se da un partner o da amici». Eleonora 27. Lui è pugliese e molto galanda Saronno, 25: «Sono a disagio se paga lui, forma bado alla te ma se facciamo la spesa divimi piace ricambiare. Sono indipendente, mi sostanza diamo. Io studio e lavoro, sono infastidisce anche farmi venire a prendere in quasi autonoma». Erika, 23 anni, studia Beni culturali e auto». La sua amica Susanna, coetanea, non è del tutto d’accordo: «Sono romantica, è bello se un uomo si pren- insegna nuoto a Cantù: «Il vero scandalo è che in ogni de cura di te. Il mio ragazzo è un galantuomo, io poi settore gli uomini vengano pagati di più: in Italia il gap cerco di sdebitarmi, di sgattaiolare alla cassa ogni tanto supera il 10%. La galanteria non mi dispiace ma penso o stupirlo con qualche regalo. Però sento di coppie in cui sia un tratto anche femminile: se trovo un fiore in un pralui chiede indietro a lei l’euro e cinquanta del gelato, e to lo raccolgo e glielo regalo; una porta aperta per farlo passare sono capace di tenerla anch’io. Più che alla forma mi vengono i brividi». uardo alla sostanza che er me è l’autonomia sa ere

Ludovico, 23 anni, e Magda, 18


real life Se però in futuro dovessi avere una partner donna allora sì, un sistema per diventare madri lo troveremmo». Lisa: «Forse piuttosto cercherei di adottarne, soluzione che sarebbe ideale anche per i gay ed è già legale in tanti Paesi».

Susanna, 25 anni, ed Eleonora, 25

“quote azzurre” per obbligare i padri a stare a casa più a lungo dopo la nascita di un figlio; non bastano i cinque giorni di congedo, al posto di due, proposti dalla nuova legge».

Larghe vedute Le ventenni sovrascrivono in souplesse le proposte di legge, le polemiche, i dibattiti “etici” di chi si dice più adulto di loro. Parlano finalmente di carriera, usando proprio questa parola, senza vergogna. Ai partner (o alle partner!) chiedono requisiti essenziali: «che siano amici, complici, amanti», sintetizza Mita, che studia cinema, citando il titolo di un film. Una scelta “omo”, magari transitoria, non desta scalpore. «I maschi servono a dividere il quotidiano», riassume Paola. «Mia madre è artigiana orafa, papà laUn figlio lo voglio, vorava a scuola, era lui a stare con me, a cucima ora penso nare e pulire. Io la parità l’ho vista in casa, ogni al lavoro. Mi è giorno, è quella del volersi bene e del dedicarsi capitato di non l’una all’altro». E i ruoli? «Lasciamoli perdere», essere assunta insiste Mita. «Comunque non toglie nulla alla perché temevano virilità, il fatto che lui si stiri una camicia».

che sarei rimasta A proposito di figli In un’Iincinta talia in cui l’età media per il primo parto è di 31,5 anni, naturale che per una ventenne la maternità sia un orizzonte non troppo vicino. «Una famiglia? Forse, in futuro», dice Caterina. Susanna, 25 anni: «Da piccola disegnavo carrozzine.Ho semprepensato cheavreivoluto un bambino, al momento giusto però, ora sono concentrata sul lavoro. La questione dei figli è un sudoku difficile da sciogliere: mi è capitato di non essere assunta perché temevano sarei rimasta incinta subito dopo». Emilia, 20 anni, però mette un paletto: «Non voglio diventare mamma tardi. Io sono nata che la mia aveva 35 anni e poi mi ha detto: “Sono troppo vecchia per darti un fratellino”. Mi è spiaciuto». Mita: «La mia aveva 40 anni e il pa tuazione un po’ atipica ma non mi è avere un figlio cerco una stabilità ec una relazione basata sull’amore puro

Maschi vs femmine? «Nel quotidiano, degli uomini ci piace la massa muscolare, la forza espressa nel sollevare pesi per noi», ride Magda. Riflette Emilia: «Peccato solo vederli tanto vulnerabili a volte, se ne stanno lì a ruminare in eterno». Lisa: «Se confrontiamo le alte funzioni cerebrali non vedo differenza tra noi e i maschi. La mia eroina è Mulan, quella del cartone animato. Lei crede in se stessa, lui crede in lei, e assieme, collaborando, raggiungono vette altissime». Siano benedette queste ragazze con le idee chiare e le giuste priorità in mente. «Vogliamo parlare, piuttosto, del fatto che ancora oggi le donne vengono, molto più degli uomini, giudicate in base ai canoni di bellezza?», chiede Mita sul finale. La prossima volta, volentieri. G

Nuove frontiere Lisa: «Vorrei es di decidere modi e tempi. La propost alcune grandi aziende di congelare i p da. Diventare madri non vuol dire so pire; servono energie, prima durante da sola? Ipotesi poco allettante per qu sorde al ticchettio dell’orologio biolog ne degli ovuli però ci ho pensato, cio sorprende Erika. «Da sola... non so. E

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Emilia con Erika, 23 anni, e Paola, 22


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Si chiama il gioco del “Cammina come se”. Camminano, ragazzi e ragazze, come se fossero uomini e donne, marocchini o texani, belli e belle, brutti o brutte. «È un modo per ragionare su stereotipi maschili e femminili, per scoprire su di sé che la bellezza è sempre sciocca e civettuola, che il maschio “vero” ha un passo deciso e prepotente, e che mettersi nei panni di un altro può farci sentire a disagio». Monica Pasquino è la presidente di Scosse, associazione che promuove nelle scuole l’educazione e la valorizzazione delle differenze lavorando su competenze emotive ed empatia: «Ognuno di noi è portatore di differenze, di carattere, di genere, di salute, di etnia. Siamo convinte che il rispetto o è per tutti o non è per nessuno, e che educare all’accettazione del “diverso” partendo dal “diverso” che ognuno scopre dentro sé, emozioni negative comprese, è il primo passo per smontare gli stereotipi che sottendono relazioni diseguali e violente tra i generi».

Anche Scosse, insieme alla neonata Rete nazionale di associazioni impegnate a valorizzare le differenze, sarà alla manifestazione romana del 26 novembre (#NonUnaDiMeno, il corteo contro la violenza sulle donne partirà alle 14 da piazza della Repubblica), ma lavorare sull’educazione, e soprattutto su quel modello di mascolinità che ingabbia i maschi dentro un ruolo che li vuole virili, coraggiosi, con prestazioni da campioni in sport e sesso, vincenti e imbattibili, è forse la prima strada da percorrere per fermare quella che per molti è una “naturale” predisposizione all’aggressività. «Il progetto “Maschio per obbligo” è un contributo alla prevenzione della violenza alle donne», dice Giu-

lia Borgioli, filosofa esperta di studi di genere e coordinatrice dell’iniziativa toscana. «Quando leggiamo le domande che ragazzi e ragazze scrivono in modo anonimo sui bigliettini, capiamo subito quali sono le dinamiche che governano la relazione sessuale.

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«Lo sport è uno degli ambiti in cui si costruisce l’identità maschile. Purtroppo», dice Mario Salisci, sociolo-

go, formatore presso il Cio e autore del Il corpo educato (DeAngeli), «quasi mai viene usato per educare alla relazione. L’obiettivo è sempre la competizione, la sopraffazionedell’avversario,colrisultatodirafforzare quelle derive narcisistiche maschili che possono sfociare in aggressività e violenza. Nessuno si ferma a pensare che senza l’altro non si potrebbe nemmeno giocare, figurarsi vincere, sensibilità applicabile anche al rapporto di coppia. La divisione tra sessi in adolescenza, per esempio, può persino rafforzare quegli stereotipi in cui soprattutto i maschi si trovano ingabbiati». La gabbia che è la maschera di cui parla la regista Jennifer Siebel Newsom nel docufilm The mask you live in, da poco su Netflix, e che mostra come ricoprire il ruolo dell’uomo tutto successo e sesso, che non chiede e non piange mai, porta a depressione, ansia, violenza.

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«Il modello imperante di mascolinità è giocato culturalmente su quattro pilastri:

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aggressività, razionalità, antitesi del femminile, emancipazione dal proprio corpo», dice Elisabetta Ruspini, docente all’Università Milano-Bicocca ed esperta di processi di costruzione delle identità di genere. «Gli uomini non sono abituati ad ascoltare il proprio corpo, alcuni lo usano come un’arma, ed è su questa base culturale che si innesta la violenza. Certo, le generazioni stanno cambiando, nonostante il contesto italiano sia estremamente resistente e la mancanza, nelle politiche scolastiche, di educazione di genere. Ci sono anche, proprio tra uomini, esempi virtuosi (Maschile plurale è uno, ndr) di associazioni che si interrogano sui lati oscuri di un modello maschile che, per altro, ha costi altissimi in termine sociali», conclude Ruspini. Costi che la cronaca ci restituisce ogni giorno. «L’errore più frequente è confondere il genere con l’orientamento sessuale», dice Benedetta Gargiulo, tra

le ideatrici del Gioco del rispetto che, dopo essere stato bollatodallanuovagiuntatriestina,èstatorichiestodallaregioneValleD’Aosta(aottobreèpartitalaformazione per le insegnanti della scuola materna), e dai comuni di Parma e Siracusa. «I genitori hanno paura che un maschiochegiocaastiraresiapercepitocome“diverso” e ciò la dice lunga sulla strada che dobbiamo ancora fare». Tanta, tantissima, se si pensa che nelle scuole finlandesi i lavori di casa sono materia scolastica e che in quelle danesi si insegna l’empatia da vent’anni. Più che marciare insomma, sembra il caso di correre. G

GETTY IMAGES

“Come faccio a convincere una ragazza a stare con me?”, “Una ragazza facile quanti ragazzi ha avuto?”, “Quanto deve durare un rapporto sessuale?”, “Quanto deve misurare un pene?”, si chiedono. Tutto è vissuto come performance, in cui il maschio deve dare atto delle sue abilità; quasi mai la relazione è un rapporto tra pari», conclude Borgioli. Del resto, basta andare a un campetto di calcio qualsiasi per rendersi conto quanto, fin dall’infanzia, il modello del maschio vincente, che sopporta dolore e fatica e non piange mai, sia condiviso. O tendere l’orecchio a qualche spogliatoio (ha fatto scalpore il recente caso dei commenti sessisti della squadra di calcio dell’Università di Harvard nei confronti delle colleghe del team femminile), per sentire come le offese siano considerate semplicemente innocenti battute da maschi.


è il male m no e

Di or i re RAY BURMISTON/CAMERA PRESS/CONTRASTO

serie tv

Con l’età media in aumento un matrimonio può durare mezzo secolo: un atto eroico. Se si è in crisi, meglio cambiare vita, ci racconta Sharon Horgan, geniale autrice di Divorce, la nuova serie cult che sta per arrivare in Italia. Con l’infedele Sarah Jessica Parker di Guia Soncini


serie tv Quindi vuole che le spettatrici si facciano ispirare e divorzino. In fondo è quel che succede nella prima puntata: vedono la coppia di amici in crisi, ed entrano in crisi anche loro.

Ci tengo a dire che quella cosa lì, vedere l’abisso e notare che ti somiglia, non è presa da nessun episodio successo nella mia vita. Frances ha un debole per i cinquantenni con cervello da dodicenni: il marito, quando scopre il tradimento, le butta per dispetto la borsa nella spazzatura; l’amante si terrorizza al solo sentire che lei ha lasciato il marito.

HBO

«Non si resta

comico americano Rob Delaney (qualsposate perché cuno si sbrighi a trasmetterla in Italia); ci si è ancora sono poi due nuove serie da lei ideate le innamorate di lui. Ma l’amante doveva essere una cosa cui puntate pilota sono appena andate in onda in Inghilterra, e una nuova serie Semmai perché così, una distrazione, uno da scoparsi, che le ha ordinato Fox per l’America, e il mica l’uomo della sua vita. E Robert (il divorziare è rifacimento americano (di cui sarà profaticosissimo» marito, interpretato da Thomas Haduttrice esecutiva) di Pulling (letteralden Church, ndr) all’inizio non era così, mente: Rimorchiare), la serie con cui la sa com’è, no? La gente cambia, le cose giovane Horgan si fece conoscere in Inghilterra. fresche vanno a male, i sogni non si avverano, cominci E ho sicuramente dimenticato qualcosa. ad accontentarti. Non si resta sposate perché lui è ancora Quando la incontro in un albergo di Londra, Horgan è quello di cui ci eravamo innamorate. Semmai, perché rilassata come un gatto. Si stiracchia, beve tè, sembra divorziare è faticosissimo. Comunque sì, non ha un guuna priva di impegni. Sì, dice cose come «Non potrei sto eccelso in fatto di uomini, ma ha provato a chiedere mai fare quelle serie americane da venti puntate, con a una qualunque donna di una certa età? Non è che là Hbo è stato facile perché le fanno brevi come quelle in- fuori ci siano tutti ’sti uomini pazzeschi, eh. glesi» (Divorce è di dieci puntate); oppure sospira sollieA un certo punto Frances fa all’avvocato un elenvo per i budget americani: «Non ci ero abituata, avere co delle proprie colpe all’interno del matrimonio. Ci uno staff che scrive per te, non dover fare tutto da sola, mette anche il non aver mai finto un orgasmo. che meraviglia» – ma si capisce che lo fa per sembrare Non per cattiveria: per disattenzione alla sensibilità di una di noi umane. Una che si stanca. Non questa che ho lui. Il matrimonio è una trattativa: non vuoi mai la stessa davanti, le cui giornate sono chiaramente di 40 ore. E cosa nello stesso momento. Non si ha mai voglia di fare che non somiglia minimamente alla Sarah Jessica Parker sesso la stessa sera, di uscire la stessa sera. Si tratta di esdello schermo, Frances, che si agita tentando di ripren- sere gentili l’una con l’altro, e loro hanno smesso di farlo. dersi un marito insopportabile dopo che un amante alHo letto in un saggio francese che “Finché morte trettanto insopportabile l’ha piantata. Storia davvero non ci separi” era una formula pensata per quando la accaduta a un’amica di Horgan, e saccheggiata come vita media faceva durare un matrimonio 10 anni o giù sempre saccheggia le vite proprie e altrui chi scrive d’a- di lì. Ora potrebbe durarne 50 o 60, impegno eroico. more. È interessante, in effetti “finché morte non ci separi” è Ha avvisato suo marito che si ritroverà sullo tantissimo tempo. Credo che il panico scatti quando ti schermo? accorgi d’aver vissuto più a lungo di quanto vivrai e penRiconoscerà certe cose, sentimenti, cose che ha detto, si: sarà meglio che usi bene il resto del tempo. ma va bene così, ci è abituato. Che è la molla che scatta in Frances. Tutti chiedono a Sarah Jessica Parker se Frances Ci assomiglia più di quanto siamo disposte ad ammettesia lei, ma è chiaro che la protagonista somiglia a chi re. Ci vuole una forte personalità per dire: «La mia vita è la scrive, mica a chi la interpreta. una merda». E una ancora più forte per dire: «C’è una Un po’ sono io, mediata, ma un po’ siamo anche tutte, piccolissima possibilità che riesca a cambiare vita, quindi spero. La mia ambizione è questa: coppia che guarda Di- ci provo». In fondo è la storia di una che si rende conto, vorce a letto, e non riescono più a guardarsi tra loro, per dopo avere per anni annacquato i propri sentimenti, che l’imbarazzo, perché quel che vedono sullo schermo so- non passiamo su questo pianeta abbastanza tempo da i li ll l it sprecarlo a non fare quel che vogliamo. G


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Orecchini d’argento con pendente losanga di zirconi, Boccadamo € 64; fedine d’argento sterling 925 con zirconia cubica e smalto, Pandora da € 59 l’una; abito di lurex, Liu Jo. Nella pagina accanto, orecchini d’oro rosa con zaffiri blu e anello d’oro rosa con diamanti, Tango di Pomellato; chocker con cuore d’oro e diamanti, Dodo € 480; cappotto broccato e sandali, Gucci; blusa di pizzo, TWINSET Simona Barbieri; pants di velluto, Please € 43; calze Calzedonia.


Sono quelli che brillano di piĂš

le luci della sera


Collane di perle freshwater, Collezione Paradise di Bliss da € 219 l’una; bracciale doppio con perle barocche e freschwater, Mikiko € 176; orecchini pendenti con perla centrale, Hausmann&Co. € 8.700; anello d’argento con cerchi di cristalli, Ottaviani € 78; anelli d’argento rodiato con perle d’acqua dolce, Roma 1947 € 64 l’uno; con montatura avvolgente d’argento con perla botton, Mikiko € 129; con perla bianca e diamanti laterali, Miluna € 439. Nella pagina accanto, chocker € 1.720, collana macro con nodi neri € 4.420 e collana lunga con logo, tutto Chanel; girocollo con piccole perle freshwater, Bliss € 599; con madreperla multicolor e “a cintura” con boule di varie dimensioni, Yukiko € 199 l’uno; in vita, d’oro con perle e boules argentate, Miluna € 259; a sinistra, bracciali d’oro con perle e boules dorate, Miluna da € 169 l’uno; anello con perla singola di cristalli € 29,90 e con doppia perla di cristalli € 24,90, lolaandgrace; anello con maxiperle di cristalli, Swarovski € 299; a destra, come bracciale, collana con perle e sfere di corallo, Mikiko € 164; coprispalle, pull, gonna, cappello, tracolla e stivali, tutto Chanel.

perle

solo

moda


una passione totalizzante:

collezionismo


Collana multifilo d’acciaio, Sodini € 144; girocollo effetto rete € 580, collana lunga con pendente-corallo € 170, collana lunga con stella marina € 280, bangle-corallo € 290, bracciali con stelle marine da € 195 l’uno, maxianello stella marina € 122, ciondoli di varie misure a stella marina da € 38 l’uno, a terra, ciondolo conchiglia € 90 e bangle-corallo € 285, tutto d’argento, Giovanni Raspini; anelli con tredici fili d’argento 950 al palladio con diamanti bianchi da 1 ct. € 2.900, con diamanti da 0.20 ct. € 750 e con zaffiri blu € 900, tutto Filodellavita; abito di maglia punto rete, Sportmax € 399; maglia a costine € 175 e gonna € 156, Liviana Conti; ghette lunghe di nabuk con dettagli onde € 1.700 e sabot coordinati € 850, Fendi. Tavolino Bidu di Baxter; a terra, cima vintage da 100fa.

subacquea

pesca


Orecchini con Swarovski, Milano Bijoux € 33; collana d’oro e diamanti, Davite&Delucchi € 4.470; a sinistra, orologio con cristalli, Jack&Co. € 69; bracciale con zaffiri e brillanti, Hausmann&Co. € 13.000; tennis d’oro e diamanti, Stroili € 3.790 l’uno; anello bombato d’oro e diamanti € 7.930 e con rubini e diamanti € 5.050, Davite&Delucchi; con due file di diamanti € 1.626 e con tre brillanti € 1.027, Recarlo; a destra, bangle di ceramica hightech e diamanti, Roberto Demeglio € 25.080; tennis d’oro con brillanti white e black, Recarlo da € 2.041 l’uno; anelli d’oro con diamanti e zaffiri da € 1.018 l’uno, d’oro con diamanti da € 918 l’uno e con smeraldi € 3.898, tutto Comete Gioielli; sul tavolo, bangles di ceramica high-tech e diamanti da € 7.380 l’uno e anelli coordinati da € 1.718 l’uno, tutto Roberto Demeglio; blazer gessato, Sisley; bianco Diana Gallesi € 239. Set da gioco da Scenaperta.

d’azzardo giochi


ora

Orecchini pendenti a cerchio d’oro giallo, Atlas di Tiffany&Co. € 2.500; al polso, dall’alto, orologio d’acciaio con finitura Rose Gold Ip e cinturino di pelle, Fossil € 139; cassa tonda Rose Gold Ip e cinturino stampa cocco, Bulova € 270; di PVD oro rosa con quadrante sunray magnolia, Furla € 179; sulle mani vintage di legno da 100fa, bracciale d’oro bianco e diamanti € 13.800 e anelli coordinati da € 4.650 l’uno, Atlas di Tiffany&Co.; orologio tempestato di cristalli colorati e zirconi bianchi, Capri Watch € 690; d’acciaio con indici di diamanti, Bulova € 350; di acciaio lucido e satinato Ip oro rosa, Jack&Co. € 69; d’oro Sedna con indici e lunetta di diamanti, Seamaster Aqua Terra di Omega € 30.900; cappotto doppiopetto realizzato di lana con lavorazione double, Herno € 1.260; camicia F.R.S. For Restless Sleepers.

esatta


A sinistra, anello d’argento con castone goccia, Ottaviani Gioielli € 88; d’oro, diamanti e tre smeraldi, Davite&Delucchi € 8.695; d’oro bianco con diamanti e smeraldo centrale, Collezioni Colori di DonnaOro € 2.667; a destra, anello Nodo d’Amore d’argento con pavé di zirconi, Morellato € 99; a fascia, d’oro bianco con tre file di diamanti, Collezione Emozioni di Comete Gioielli € 1.898; d’oro con due diamanti, Collezione Eternity di Recarlo € 3.150; a fiore, d’oro e diamanti, Collezione Grandi Classici di DonnaOro € 2.928; décolletées di pelle metal con serpente sul tacco, Gucci; di raso con maxifiocco e ciabattine peluches con dettaglio bijoux, Miu Miu; Mary Jane di pelle con ricami e pom pon di pelliccia, Dolce&Gabbana. Dolcetti da Mami Louise.

vintage nuovo


western

Orecchini di bronzo placcato oro rosa con charm € 189, collane lunghe coordinate da € 89 l’una, bracciali rigidi di bronzo placcato oro da € 69 l’uno e di bronzo rodiato € 99, tutto Rebecca; girocollo d’argento rodiato con 5 stelle di zirconi € 69 e collane con pendenti di zirconi da € 49 l’una, tutto Jack&Co.; bangle con fascia di stelle, Giovanni Raspini € 280; camicia € 395, gilet con rouches € 178 e booties neri € 494, tutto Philosophy di Lorenzo Serafini; jeans Please € 69; cintura doppia fibbia, Zara € 19,95; maxicintura € 297 e boots trasparenti € 997, Jeremy Scott; cow boy boots bordeaux € 390 e beige € 589, Sendra; scarpe di cavallino, Fay; cappello vintage.

film


Collane d’acciaio con pendenti di aulite bianca e nera con cristalli, Collezione Vermont di 2Jewels da € 49 l’una; orologio d’acciaio, Oyster Perpetual Air-King di Rolex; anello con tredici fili d’argento 950 al palladio con diamanti, Filodellavita € 750; cappotto vestaglia di cashmere e lana, Lorenza Antoniazzi € 1.500 circa; tuta Fracomina € 119,90. Lampada da tavolo Cubi con corpo in marmo e ottone di Nahoor. BEAUTY. Capelli in piega con la lacca Fix Spray di Jean Louis David.

design


modernariato

Al polso, orologi di policarbonato trasparente con cristalli e cinturino di poliuretano giallo o azzurro, OpsObjects € 42 l’uno; di plastica con cinturino di silicone glitter, Swatch € 50; di silicone rosso con cassa intercambiabile, O Bag € 29; nel vaso, orologi water resistant di OpsObjects, O Bag, Calvin Klein Watches e Swatch. Mobile contenitore Componibile di Kartell. BEAUTY. Mani impeccabili in ogni occasione con Crema Mani Riparatrice, Rilastil.


giardinaggio

Orecchini d’argento a cascata con margherite € 160, collana € 355, bracciale € 265, ciondolo boule € 110 e anello bombato € 132, tutto coordinato, Giovanni Raspini; bracciali e bangle d’argento e bangle placcato oro componibili con beads d’oro, argento e pietre, tutto Trollbeads da € 94 l’uno; trench di cotone, Comptoir des Cotonniers € 195; camicia in crêpe de chine, Philosophy di Lorenzo Serafini € 475; minigilet e shorts di pongé Vichy, Miu Miu; gonna di taffettà con zip, Paquito € 99; stivali alti, Aigle € 135.


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Collana con maxicroce placcata oro con Swarovski € 97, anelli placcati oro, oro rosa, rutenio e silver € 113 l’uno e con Swarovski € 147 l’uno, tutto Federica Tosi; collierino d’oro bianco con piccolo pendente di diamanti, Salvini € 1.375; collana lunga d’argento 925 rodiato con zirconi € 69 e bracciale coordinato € 59, Jack&Co.; cinquetasche Mangano Jeans € 149; T-shirt vintage. BEAUTY. Pelle levigata con BB Creme Luminescence, Lierac.

metal


orientali

discipline

Orecchini di pregiata resina madreperla € 40, sul polso, orecchino pendente traforato di pregiata resina madreperla color verde marmo € 47 il paio e sul rever, orecchino di resina e Swarovski con gocce opache € 29 il paio, tutto Milano Bijoux; sulla giacca, orecchino con serpente e pendente sfaccettato, Paviè € 29; anello con calcedonio e diamanti grigi € 2.950, con pietra di luna e diamanti brown € 2.600 e con pietra di luna e zaffiri grigi e arancio € 4.900, tutto Collezione Cinque Terre di Hausmann&Co.; cappotto doppiopetto, Fendi € 2.300; abito Gucci. Carta da parati Bambù rosso col.003 di Dedar.


Orecchini d’oro giallo, quarzo e diamanti € 3.700, collana € 2.800 e bracciale € 9.500 coordinati, Salvatore Ferragamo Jewels; bangle d’oro giallo con lacca nera, granati tsavorite e onice e anello d’oro giallo con granati tsavorite e onice, Panthère de Cartier; orologio di Pvd oro giallo e cinturino di pelle blu stampa cocco, Trussardi € 199; sulla “testa di coocodrillo”, bracciale a triangoli di metallo placcato argento e Swarovski, Unode50 € 335; anello d’argento, Giovanni Raspini € 185; giacca zebrata, F.R.S. For Restless Sleepers € 520; camicia leopardata, Kate Moss for Equipment € 380; camicia a macchie, Blumarine € 790 circa; pants Roberto Cavalli € 990.

zoologia


Orologio con cinturino bracciale, Hoops € 65; orecchino pendente d’oro rosa con goccia di morganite e brillanti, Collezione Drops di Hausmann&Co. € 16.000 il paio; orecchini a cerchio di bronzo placcato oro rosa con pendenti, Rebecca € 189; bracciale tennis con montatura dorata, Sodini € 19; bracciale rigido d’oro rosa con calcedonio chiaro e scuro a fiore e diamanti € 3.750 e maxianello coordinato € 3.600, Collezione Bon Ton di Pasquale Bruni; anello incrociato con Venice Stone, Kiara € 23,90; d’argento placcato oro rosé con pietra in fibra ottica, Roma 1947 € 64; d’argento rosé con opale rosa, Mikiko € 128. Macaron da Mami Louise.

pasticceria

alta


Orecchini d’ottone placcato oro, Pavié € 29; collana con catena ovale dorata, Liu Jo Luxury € 97; ciondolo a bimbo d’oro giallo con diamantino € 340 e a bimba con pavé di brillanti € 780, leBebé; orologio d’acciaio Pvd oro e cassa di plastica, Swatch € 130; bracciali tennis con cristalli colorati, Sodini € 19 l’uno; bomber di tecno tessuto stampa denim e broches € 997 e pants di gabardine stretch coordinati € 397, Moschino; giacchino di velluto, SusyMix € 49,90; cuffie vintage.

hip pop

oro


spettacolari

luccichii

Orecchini d’oro e diamanti con acquamarina € 1.760 e collana coordinata € 1.158, Collezione Colori di DonnaOro; girocollo di metallo rodiato e cristalli con stelle di varie dimensioni, Collezione Fizzy di Swarovski € 199; collana d’argento con pavé di zirconi e fiocco di neve € 99, con stella polare da € 99 l’una e bracciali coordinati da € 99 l’uno, tutto Morellato; fedina d’argento sterling 925 con zirconia cubica, Pandora da € 59; anello d’ottone rodiato e Swarovski® Elements, Brosway € 32; body con paillettes, Lim. Ed. di Intimissimi € 69,90; sotto, body Freddy € 39,90; gonna plumeties, Molly Bracken € 39,95; leggings Moschino € 397; pattini vintage.


buone

Collana a maglia dorata con pendente, Sodini € 29; bracciali a fascia di ceramica high-tech laminata oro giallo € 228, laminata oro rosa € 228 e nera opaca e laminata oro giallo € 198, tutto Roberto Demeglio; a sinistra, orecchini pendenti d’oro rosa e brillanti con due file di zaffiri rosa e maxi anello coordinato, Crivelli; anello d’oro bianco e diamanti con ametista € 1.895 e d’oro rosa e diamanti con quarzo fumé € 1.895, Salvini; anello bombato d’oro rosa con diamanti bianchi e brown, Davite&Delucchi € 11.100; anello d’argento galvanica rosé con due perle e zirconi, Ippocampo € 59; a destra, anello d’oro rosa con pavé di diamanti bianchi e black, Polello € 4.370; con zirconia cubica, Pandora € 89; d’argento galvanica rosé con perla centrale, Ippocampo € 46; in basso, orecchini d’argento galvanica rosé con perle e pavé di zirconi € 39 e a catenelle € 49, Ippocampo; a cerchio, con bottone di cristalli, Sodini € 22; orologio squadrato d’acciaio con trattamento Ip oro rosa e Swarovski, Breil € 159; cassa tonda, d’acciaio con finitura Pvd oro giallo, Furla € 199. Porcellane a noleggio da Scenaperta.

abitudini


astronomia

Orecchini pendenti con cristalli, Milano Bijoux € 49; collana d’ottone rodiato con pavé di zirconi e Swarovski Elements, Brosway € 39; a destra, bracciali d’ottone rodiato con glitter, Stroili da € 79,90 l’uno; a sinistra, bracciale con file di cristalli nei toni dell’azzurro, Swarovski € 179; aperto, d’oro bianco con diamanti, Recarlo; multigiro, d’ottone rodiato con pavé di zirconi e Swarovski Elements, Brosway € 64 l’uno; sottile, d’argento con cristallo pietra di luna e zirconi, Enzo Miccio per Comete Gioielli € 108; anelli d’ottone rodiato e glitter € 34,90, a fascia di bronzo rodiato € 32,90 e d’oro bianco con diamanti € 2.690, tutto Stroili; pelliccia di volpe intarsiata visone, Fendi. Hanno collaborato Virginia Guiotto e Giorgia Giacomini. Set designer Ilaria Gerli. Trucco Giovanni Iovine @ WM Management using Clinique. Capelli Astor Hoxha@CloseUp using Kielh’s Strong Hold Gel. Manicure Rosimar Viana@ Greenapple.


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gioiellidèRoma Bulgari

di Alessandra Di Pietro

Un tour magico tra i capolavori di Roma per scoprire come hanno ispirato i più bei gioielli di casa Bulgari. Partiamo da Trinità dei Monti a

Piazza di Spagna, appena restaurata proprio con il contributo del brand. A fine ’800, la scala – che sale in verticale, si allarga ai due lati e di nuovo si restringe – era percorsa più volte al giorno da Sotirios, il capostipite, per andare tra i due negozi di via Sistina e via Condotti: la sua forma è così amata e familiare da essere stilizzata e riprodotta nella straordinaria collana di platino e diamanti della Heritage Collection (ovvero il patrimonio artistico) realizzata nel 1938. Spostandoci verso San Pietro, c’è Palazzo dei Penitenzieri decorato da Pinturicchio (alcune stanze le abbiamo viste anche ne La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino). Qui, ammirando la Sala delle stagioni e i suoi ritratti dentro gli ovali, i Bulgari trovano l’idea che porta alla collezione Monete che utilizza solo

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w l’Italia

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antiche divise. È il Soffitto degli Semidei a suggerire l’uso della forma ottagonale, la più vicina alla perfezione del cerchio: diventerà tra le preferite dalla casa e la ritroviamo nel mitico sautoir appartenuto a Elizabeth Taylor. Riprende il Colosseo e i tre cerchi che lo compongono la collezione B.Zero1, declinata in anelli, collane, ciondoli e pure gemelli. All’obelisco di Piazza del Popolo, uno dei 13 presenti a Roma, rende omaggio il sautoir in madreperla e diamanti creato nel 1970. Alle ali delle statue che adornano il ponte di Castel Sant’Angelo, realizzate da Bernini e dai suoi allievi si rifà un pezzo unico: gli orecchini creati nel 1955 con oro e diamanti. Ultima tappa le Terme di Caracalla nei cui mosaici abbonda la foglia di Ginko Biloba. Questa sorta di triangolo dagli angoli dolci suggerirà la linea Diva’s Dream che comprende pezzi di alta gioielleria con diamanti e rubini. Bello portarsi addosso la città eterna. G


intervista

Una pietra dai mille bagliori che sembra andata in frantumi. L’ha creata per Swarovski Jean Paul Gaultier, stilista di “rottura”. Chi altro, sennò? di Angelica Carrara

(im) perfetto

Il cristallo Kaputt di Jean Paul Gaultier della collezione Reverse Atelier Swarovski.

L’uomo

che parla coi sassi

Quando ha annunciato la sua uscita di scena è stato un colpo al cuore. Per fortuna per Jean Paul Gaultier la moda è la vita quindi rieccolo. Da dove poteva partire uno come lui? Dalle origini: un big bang da cui è nata la collezione Reverse di Atelier Swarovski. Una serie di meteoriti di cristallo incastonate in gioielli spaziali e una capsule collection per OVS con i suoi pezzi icona da cui tutto ebbe inizio. Monsieur Gaultier, le piace ancora essere chiamato “enfant terrible”? Sono più un “vieillard terrible” a

dire la verità ma è sempre piacevole sentirsi dare del bambino, soprattutto alla mia età. Marinière, corsetti, tromp-l’œil... Lei li ha resi un emblema nella moda. E nella gioielleria? Mi è sempre

piaciuto mettere insieme qualcosa di inaspettato.

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intervista bro su Mistinguett, una star francese del music hall. Una bella parola? Passione. Un gioiello è... Qualcosa che ti sta a cuore. Com’è nata la collaborazione con Swarovski? L’ avventura è iniziata nel 2012, quando ho visitato la loro sede di Wattens, in Austria. Ma anche prima, ho sempre utilizzato i loro cristalli per i miei abiti. E ne ha ideato uno nuovo: Kaputt. Da dove deriva questo nome? È una delle poche parole che so pro-

nunciare in tedesco e mi sembrava esprimesse perfettamente il concetto di questa pietra che ha così tante sfaccettature da sembrare rotta, kaputt appunto! Un cristallo che è “perfect imperfection”, una contraddizione? No, ho visto gli archivi di Swarovski in

Una volta, aprendo una scatoletta di cibo per gatti ci vidi un gioiello tribale e ne feci un bracciale! Il momento perfetto: nella vita e in passerella. Il giorno del mio diciot-

tesimo compleanno quando mi telefonò Pierre Cardin per chiedermi di lavorare con lui e la mia prima sfilata: la musica era già iniziata e io stavo ancora vestendo le modelle. Cosalaemozionaoggi? Amo il teatro, il cinema, gli show. Ho appena disegnato più di 500 costumi per il Friedrichstadt Palast di Berlino. E la città perfetta qual è? Parigi è la mia città. Amo Londra e Berlino ma alla fine torno sempre a Parigi. Sliding doors: se non una carriera nella moda, dove sarebbe?

Shining star

Karlie Kloss è da quest’anno la brand ambassador di Swarovski. Qui indossa alcuni pezzi della collezione Reverse Atelier Swarovski by Jean Paul Gaultier.

tutta la loro perfezione. Questo mi ha ispirato a cercare il bello anche in qualche cosa che è imperfetto. La collezione si chiama Reverse... Osservando i primi prototipi dei gioielli, realizzai che erano belli da entrambi i lati e da lì il nome. Qual è l’outfit giusto con cui indossarli? Tutti quelli che ti fanno sentire bene. Se trasformasse un gioiello Reverse in un vestito, cosa sarebbe? Un qualsiasi cappotto o abito reversi-

bile, tipici miei del resto. Se non indossa la “sua” T-shirt a righe come si veste? Amo vestire gli altri al punto che non penso trop-

po a quello che indosso io. Jeans, camicia e sneakers. Lei è stato il primo a sdoganare tante cose come la gonna indossata dagli uomini, le modelle non-modelle in passerella. Ora tutto è più normale. Che cosa riesce a sorprenderla? Per fortuna sono ancora

entusiasta del mio lavoro, e lì tutto mi sorprende. Chi sarà il prossimo Gaultier? Non sta a me dirlo ma, considerato che ce n’è già uno, perchè cercarne un altro? G

Quand’ero piccolo sognavo di fare il pasticcere, ma ho sempre amato lo spettacolo, quindi forse ora sarei a teatro. L’amore della sua vita? Il suo rifugio segreto? Il mio lavoro. Com’è la donna Gaultier? Non ce n’è una in particolare, sono tante le donne forti che mi hanno ispirato. E poi ci sono diversi tipi di bellezza e la bellezza può essere trovata ovunque, basta saper guardare. Un capo che ogni donna dovrebbe avere? Un trench, un completo, un paio di jeans. Scioccare o sorprendere? Non ho mai voluto scioccare, credo che un designer debba mostrare quello che succede attorno a lui. Un libro must? Amo le biografie, sto leggendo un li-


ultimissime

COLPO DI fulmine Fatale! Quel momento in cui ci siete solo tu e lui, e i vostri occhi si illuminano. E se la cosa si fa seria, c’è solo da sperare che il ragazzo abbia buon gusto e scelga un anello speciale. Polello ne fa di bellissimi da quarant’anni: per festeggiarli ha ideato nuovi modelli fatti apposta per essere abbinati alla fede. Speriamo che la storia di coppia continui, polello.com.

Now new next Idee da prendere al volo, novità imperdibili, tante curiosità e i must di stagione. E se avete una domanda...

new talent

di Angelica Carrara

SCULTUREDA INDOSSARE

Giulia Barela

Non chiamateli solo gio lli, le creazioni di Giulia Barela sono vere e proprie operine d’arte ealizzate con l’antica tecnica della cera persa. Una designer che esempio di come la passione prenda il sopravvento sulla realtà. atti, dopo una laurea in giurisprudenza, una formazione tra Rom Londra e un lavoro di prestigio nelle relazioni internazionali, molla tutt per approdare nel mondo della gioielleria. Decisamente più magic come le sue creazioni, giuliabarela.com.

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ultimissime

DA VERAPINK LADY Siamo tutte dalla parte delle donne: non si fa mai abbastanza per proteggerle. A volte basta un gesto semplice come indossare un orologio. L’idea di Rosato è di mettersi al polso un oggetto speciale: acciaio e oro rosa, retro della cassa con inciso “It is time to stop”. L’acquisto sostiene il progetto We GO! (Women Economic-independence & Growth Opportunity). Affrettatevi: tiratura limitata (500 pezzi numerati), in vendita dal 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, rosato.it. Eleonora Carisi

cara eleonora un terzetto PREZIOSO Tutte le tradizioni che si rispettino vanno onorate. Quella orafa di Salvini, che quest’anno festeggia trent’anni, viene celebrata con tre collezioni Masterpieces che ripercorrono la sua storia. Optical, linee geometriche in stile anni ‘90; Mistery, design fluido per le amanti del bon ton; Segni, un gioco di prospettive che avvolgono la classica croce simbolo del brand, salvini.com.

Cara Eleonora, ho un dilemma: cosa posso indossare per la mia laurea? Ho appena comprato le Tango di Valentino. Idee con cui abbinarle? @laviniajacopi Cara Lavinia, complimenti. In cosa ti stai laureando? Immagino il dilemma, sai che non mi ricordo come mi sono vestita io alla laurea? Essendo un giorno speciale devi brillare di luce propria. Le Tango di Valentino sono un acquisto perfetto, perché le potrai usare anche per altre occasioni (e perché no sotto ad un paio di jeans?). Non puoi chiuderle dentro un armadio, mi raccomando. Per la laurea ti consiglio un vestito corto al ginocchio o una gonna della stessa lunghezza; avendo le Tango il laccetto alla caviglia è bene scoprire le gambe per farle sembrare più lunghe. Se fa freddo un paio di bei collant un po’ trasparenti altrimenti senza calze (tanto sarai super agitata e secondo me non patirai il freddo). Quindi ora devi fare ancora un po’ di shopping per trovare il vestito giusto, senza esagerare: avrai tempo per sfoggiare paillettes e lustrini alla festa di laurea. In bocca al lupo! Scrivetemi a gioiaposta@hearst.it.


michimood

da Tokyo:

i piedi

Scrivetemi! mgattermayer@hearst.it


FRANCOIS BERTHIER/CONTOUR STYLE/GETTYIMAGES

Lo sapevi che il collo è la prima parte del corpo a smascherare i segni dell’età? A ruota, il décolleté. Parti da lì per guardarti fiera allo specchio. La bellezza più che un dono è una conquista. Bisogna lavorarci

ILCIGNO CHE È INTE


sul COLLANE DI VENERE, RUGHE E PERDITA DI TONO: HA BISOGNI DI PER RESISTERE ALL’IMPATTO DELL’ETÀ. E DEL TELEFONINO


corpo

Baume Deluxe 2 in 1 Collo, Décolleté, Occhi e Labbra, Dibi (€ 69).

Genetica o scarsa attenzione? Anche se si tende ad associare le due zone, collo e décolleté sono costituiti da tessuti che invecchiano in modi e tempi diversi. «Le cause

di un collo molto segnato sono da ricondurre soprattutto a una predisposizione genetica e a variazioni di peso che tendono a inflaccidire i tessuti. Invece, se tocca al décolleté invecchiare precocemente, la ragione principale è una cattiva prevenzione. In quell’area, la cute è molto sottile e se negli anni abbiamo subito eritemi e scottature, è facile che compaiano macchie e piccole rughe», spiega Alessandro Gritti, medico chirurgo specialista in medicina estetica avanzata. È importante, quindi, adottare fin da subito un protocollo specifico: «Spf totale anche in città, pulizia, idratazione e leggera esfoliazione settimanale, creme e sieri ricchi di complessi elasticizzanti e rimpolpanti e imparare a dormire supine», consiglia il medico.

Allenare i muscoli «La zona Y è ricca di muscoli e il Pilates è la disciplina ideale per mantenerli giovani ed elastici, poiché aiuta a rinforzare e sostenere

tutta l’impalcatura del corpo», spiega Monica Mariano, Master Trainer di Pilates (info sulla pagina Facebook Studio Pilates in Progress Milano). Bastano dei semplici esercizi quotidiani di 10 minuti, da fare anche alla scrivania o davanti allo specchio. «Il primo è di flecto-estensione: a occhi chiusi immagina di disegnare con la punta del naso, muovendo la testa, i numeri da 0 a 9 e viceversa. In questo modo, lavorerai su allungamento ed elasticità. Il secondo è invece perfetto per il décolleté: immagina di tirare un filo che ti passi da una spalla all’altra lateralmente, in modo da aprire clavicole. Ripeti per 15 volte e e distendere le rughe».

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corpo

Addio rughe e grinze Se il collo è inciso dalle collane di Venere, o la pelle è eccessivamente lassa, bisogna intervenire in profondità. «Una tecnica

MODO ECCELLENTE

1. Crema Collo, Seno e Décolleté, Staminalis (€ 49). 2. Liftenes Crema rigenerante Collo Décolleté Seno, Skinius (€ 83,36). 3. Revitalift Viso Contorni e Collo, L’Oréal Paris (€ 12,30). 4. Soin Cou & Décolleté Remodelant, Eisenberg (€ 121,90).

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invece il problema sono le macchie, la soluzione migliore è il laser frazionato non ablativo. «Quelli di nuova generazione sono in grado di rinnovare la pelle in modo eccellente e con tempi di recupero molto rapidi (da 200 euro a seduta)». Ma una volta e la pelle ha perso tonicità? Una soluzione o massaggi e maschere liftanti (ve ne sono ovissime in tessuto imbevute di acido nico con effetto push up immediato). via la soluzione più efficace è un lifting ale della regione mandibolare e del collo iene eseguito incidendo la parte riore dell’orecchio per nascondere la atrice e che àncora i tessuti verso l’alto, con un risultato che dura per anni (dai 6.000 euro). Il consiglio è di rivolgersi a un esperto che suggerisca una soluzione armonica e non artefatta», conclude l’esperto. Info: alessandrogrittichirugia.com.

MICHAEL ZEPPETELLO/VENUS STOCK/CONTOUR STYLE/GETTYIMAGES

I PRODOTTI DI NUOVA GENERAZIONE

rassodante è il picotage, che consiste in una biorivitalizzazione effettuata attraverso microiniezioni di complessi bioristrutturanti e acido ialuronico non crosslinkato. Questo cocktail di sostanze ha la caratteristica di assorbirsi subito, rinnovando le fibre di collagene e ridensificando la cute (da 150 euro a seduta)», spiega il chirurgo. Valido anche il meso-botox: prevede l’inserimento di una quantità minima di botulino diluito per un effetto “spianante”


news

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La Victoria Beckham Collection di make up è ispirata a Los Angeles, Londra, Parigi e New York. La trovi presso La Rinascente Duomo Milano, sull’e-commerce esteelauder.it e, insieme alla linea fashion della stilista, presso la nuova boutique SO di Milano.

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Make up e cosmetici da provare subito, ispirazioni e tendenze da copiare. Con le risposte ai tuoi dubbi di bellezza di Barbara Pellegrini

e chic!

n in black e om W


l UNA GIORNATA PARTICOLARE

La mia vita con l’HIV scoperto di esser sieropositiva a 10 anni. Si è infettata a causa di una trasfusione. In occasione della giornata mondiale anti-Aids chiede un vaccino: contro il pregiudizio. Perché oggi ha un compagno e vuole un figlio, ma non è sempre stato così

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Mariateresa Truncellito

dal mio primo fidanzato, a 18 anni, dopo avergli comunicato che ero sieropositiva. Oggi di anni ne ho 32, e lo sono ancora. E anche se in questo momento sono single, per fortuna dopo quel ragazzo ho incontrato vari uomini che mi hanno amato come sono. Con l’Hiv (il virus da immunodeficienza umana, causa dell’Aids, ndr). Che, come diceva un vecchio spot, “non si prende con una stretta di mano”. E nemmeno con l’amore. Mi chiamo Danielle, vivo in una città del nord Italia e ho un impiego in banca. Sono figlia di italiani, nata in Costa d’Avorio, dove lavorava mio padre. A due settimane di vita mi venne una gastroenterite e il medico mi prescrisse una trasfusione di sangue. L’anno dopo, nel 1985, la mia famiglia tornò in Italia, tre anni dopo sarebbe nata la mia sorellina. La mia infanzia è stata serena: ero una bambina allegra, vivace e sanissima, se si eccettua una broncopolmonite che mi costrinse al ricovero, ma che si risolse senza strascichi. Quando avevo 10 anni mio padre vide alla tv francese un servizio su alcuni processi per risarcire abitanti delle ex colonie che avevano avuto trasfusioni di sangue infetto negli anni 80. Questo gli mise la pulce nell’orecchio. Gli esami confermarono il suo sospetto.

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salute

NO ROSSO

La diagnosi cambiò il clima in famiglia: mia madre reagì male, temeva potessi contagiare mia sorella. Non capivo perché non

Dovevo subire anche molte visite mediche, ma nel reparto pediatria c’era un bel clima e avevo anche fatto delle amicizie, saltavo compiti in

classe e lezioni, ma ero una secchiona e non sono mai stata bocciata. Anche ai professori i miei non avevano detto la verità: ciò che più li terrorizzava era lo stigma. In prima superiore, la dottoressa che mi aveva in cura mi disse la verità: fu uno choc. Con me c’era mia madre, mio padre non se l’era sentita: da lì in poi, fui io a dover consolare lui. Avevo bisogno di amore e rassicurazioni, ma lui era fragile, gli venne la depressione. Occuparmi di lui mi impediva di arrovellarmi su me stessa. Ma col senno di poi credo che ciò mi abbia impedito di elaborare quanto mi era successo. Cominciai a pensare di essere diversa, “inquinata”, sporca. E venne anche a me il terrore di poter fare del male a mia sorella o ai familiari. Ho passato i tre anni successivi ad accettare me stessa e una diversità che accentuavo con un look un po’ eccentrico – nel frattempo ero dimagrita! - alla Bjork. L’Hiv non mi impediva di essere come le altre ragazze: studiavo e an-

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PORTANZA LLA a mondiale contro l’Aids (1° dicembre), Arcobaleno Aids e Anlaids Lazio e Lombardia, con il contributo di Gilead Sciences, proseguono la campagna HImoVie che si occupa della prevenzione del virus Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili. Massimo Galli, vicepresidente di Anlaids Lombardia e direttore del Dipartimento Infettivologia A.O. Sacco, spiega: «La trasmissione tramite rapporti eterosessuali è la più comune (43 per cento), seguita dalle infezioni contratte con rapporti sessuali tra maschi (40 per cento). La fascia più colpita è tra i 30 e i 39 anni (32 per cento), ma il 20 per cento delle nuove infezioni vengono diagnosticate tra i 20-30 anni». Il progetto HImoVie prevede una serie di iniziative per spronare alla prevenzione i più giovani: come la rappresentazione teatrale itinerante della compagnia Teatrosequenza, indirizzata alle scuole superiori e ispirata al testo Vivere la sieropositività, nato dai racconti di 20 ragazzi sieropositivi che hanno contratto il virus dell’Hiv alla nascita, dalla madre sieropositiva, oppure attraverso un rapporto sessuale non protetto (info sul sito himovie-informa.it).

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potevo più fare il bagno con lei o spiluccare dai loro piatti, ma nessuno mi disse la verità. Anche se ero una bambina, avevo intuito che ci fosse qualcosa di più grave di una “banale” mancanza di piastrine: ricordo bene quando mi portarono dal medico per conoscere l’esito del test e uscirono dallo studio con gli occhi pieni di lacrime. I primi sospetti li ho avuti a 12 anni, perché in un armadio avevo trovato un pieghevole con una serie di indicazioni sull’Hiv pediatrico. Ma non sapevo né potevo ricordarmi della trasfusione, quindi avevo pensato che forse in casa poteva esserci qualcun altro infettato: di sicuro non io. Gli anni delle medie non erano stati belli: mio padre - forse inconsciamente per tenermi lontano dal sesso - mi aveva fatto ingrassare, spingendomi a mangiare parecchio. All’epoca si diceva che uno dei primi segni di Aids conclamato era il forte dimagrimento, quindi cercava di proteggermi dalla malattia in maniera molto ingenua.


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davo bene a scuola, facevo sport e teatro. Ma fino a 18 anni ho continuato a mantenere il segreto. La svolta è arrivata quando sono entrata in un’associazione il totale dei casi di Hiv nell’Africa subsahariana, ù dopo aver conosciuto all’ospedale una ragazza che ne faceva parte. Ho partecipato a un meeting internazionale a Zurigo, ed è stata un’epifania: ho incontrato molti ragazzi che vivevano la mia situazione, anche se la maggior sempre avuto rapporti col preservativo, ma lui temeva gli efparte erano figli di sieropositivi mentre io non ero infettata fetti del sesso orale. Dagli esami del sangue risultò sano dalla nascita. Ho condiviso esperienze e paure: non ero la come un pesce. Ma la storia era finita. Poi la mia vita sentisola a dover assumere 17 pillole al giorno, a nascondermi nei mentale è andata meglio: ho avuto due convivenze con comcamerini dei negozi per ingoiarle, ad aver perso otto kg in un pagni che mi sono stati vicini – ho assunto anche terapie mese perché la terapia era troppo forte. molto debilitanti – senza problemi. Non posso dire che l’Hiv Ho iniziato a chiedermi: perché devo nascondermi? Così sia stata un terzo incomodo nella mia vita di coppia. Anzi: sono uscita allo scoperto con i miei tre migliori amici: non dopo che sono uscite ricerche secondo le quali se la virehanno battuto ciglio. Da lì in poi, ogni volta che ho sentito di mia è zero, come nel mio caso, non c’è possibilità di trapotermi fidare, l’ho detto: sono sieropositiva. Mi mancava smissione, ho anche fatto sesso non protetto. E ho perfisolo una cosa: liberarmi dal giogo dei miei genitori, che mi no pensato a un figlio, visto che avrei la possibilità di averlo proteggevano in maniera eccessiva. Perciò mi sono inventata con parto naturale e addirittura di allattarlo. Dove invece un corso che c’era solo in una certa città italiana, e sono par- l’Hiv è ancora un tabù è il mondo del lavoro. Quindi, taccio. tita. La pensione d’invalidità mi permetteva di pagare l’af- Anni fa avevo fatto un colloquio per un posto di archivista fiwtto della stanza in condivisione con altre ragazze. in biblioteca. L’esaminatore, al quale dichiarai la mia situaE ho avuto il mio primo uomo: dopo lo choc di quello che mi zione, mi disse che gli dispiaceva, ma «con una patologia aveva dato della potenziale assassina – e pensare che faceva così rischiosa non si può assumerla». Da allora non ne ho più volontariato accompagnando i malati a Lourdes! - avevo parlato, se non con colleghi diventati amici. A parte questo, avuto solo storielle, senza sesso. Avevo l’idea romantica che ho una buona qualità di vita: prendo solo due pastiglie e sela prima volta dovesse essere con qualcuno di cui fossi dav- guo i progressi della ricerca. Non mi illudo di poter guarire. vero innamorata, così ho perso la verginità a 25 anni. Dopo L’Hiv ha contribuito a fare di me quella che sono. Ci convici m i li h dett d l i st t . Sul momento, lui ha vo. La prevenzione è importante, ma bisogna occuparsi anha detto che si sentiva che di chi è già sieropositivo e combattere il tabù che ci obbliinfettato... Avevamo ga a nasconderci. Ci sono tante persone che lottano contro le malattie più varie, ma nessuno è vittima dello stigma che colpisce noi. Più che la scoperta di una cura per l’Hiv, vorrei un vaccino contro il pregiudizio. G

milioni:

FAI IL TEST! Un italiano su quattro con infezione da Hiv non sa di essere sieropositivo. Secondo l’Istituto superiore di sanità, infatti, oltre la metà delle diagnosi avviene in una fase avanzata dell’infezione, con pericolose conseguenze: inizio ritardato delle terapie e diffusione del virus. Eppure ci sono test su sangue o saliva che danno l’esito in poche decine di minuti. Fino al 3 dicembre, Lila - Lega italiana per la lotta contro l’Aids, promuove Fatti un regalo: fai il test!, campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi (n° solidale 45517) per rendere il test disponibile presso le proprie sedi durante giornate di somministrazione gratuita (a Milano è già possibile effettuare il test ogni primo giovedì del mese dalle 17 alle 20.30, per altre date e sedi info sul sito lila.it). Fino al 16 dicembre, per sostenere la campagna c’è anche Desideri all’asta (su ebay.it), inziativa alla quale hanno aderito, tra gli altri, Nina Zilli, Vasco Rossi, Luciano Ligabue, Fedez, J-Ax, i Litfiba: con un’offerta minima di 1 € sarà possibile cercare di aggiudicarsi un aperitivo con una rockstar nel backstage del suo concerto.

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salute


cucina C’è chi ne va pazzo e la utilizza dal primo al dessert. Versatile e basic, è infatti adatta per creme, ripieni e stufati. Arrostita è il top, ma funziona anche negli impasti di pane e dolci. O nel cappuccino... Ecco le ricette a cura di Laura Savini - foto Jean-Claude Amiel

zucca


cucina Spezzatino di vitello con zucca e cotogne Ingredienti per 4 persone 1,2 kg di spezzatino di vitello 600 g di zucca 2 mele cotogne 1 limone bio pistilli di zafferano 1 spicchio d’aglio zenzero rosmarino 4 cucchiai d’olio sale pepe Tagliate le mele cotogne a spicchi, sbollentatele in acqua e limone per 5 minuti e scolate. Tritate aglio, rosmarino e zenzero e soffriggeteli nell’olio. Unite lo zafferano e rosolate lo spezzatino. Salate, pepate, aggiungete ½ limone tagliato a spicchi, la zucca tagliata a dadi e la mela cotogna. Incoperchiate la casseruola e fate cuocere a fuoco basso per 1 ora. Mescolate delicatamente prima di servire.

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annella, zenzero, noce moscataescorza di limone ne esaltano il sapore Muffindistagione Ingredienti per 8 persone 300 g di polpa di zucca 1 uovo 140 g di farina di mais 10 g di lievito 60 g di zucchero di canna 60 g di burro 1 arancia bio 2 cucchiai di semi di zucca sale Portate il forno a 180 °C. Tagliate la zucca a dadi, infornatela per 20 minuti, poi frullatela. Grattugiate la scorza dell’arancia, spremete il succo. Fondete il burro con la scorza. Sbattete l’uovo con lo zucchero e incorporate burro, poi 5 cl di succo d’arancia, farina di mais e lievito, un pizzico di sale e la purea di zucca. Distribuite il composto negli stampi da muffin, con i semi, e infornate per 20/25 minuti.

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Prendete i semi, e trasformateli in “bruscolini”: eliminate bene i filamenti, sciacquateli e asciugateli con la carta da cucina. Tostateli in un tegame antiaderente scuotendoli spesso. Infine conditeli con qualche goccia di salsa di soia. Con la buccia della zucca tagliata sottile fate le chips: in forno a 180 °C.

PHOTOCUISINE/AGF

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NON SI BUTTA NIENTE

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Ininsalataconisemi Ingredienti per 4 persone 500 g di polpa di zucca 2 cucchiai di semi di zucca 1 di pinoli 1 di semi di lino 1 di semi di papavero 1 mazzetto di cipollotti novelli; per la vinaigrette 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva 3 cucchiai di olio di semi di zucca 2 cucchiai di aceto balsamico ½ cucchiaio di succo di limone sale pepe Tagliate sottilmente la zucca con la mandolina. Affettate i cipollotti. Tostate in una padella antiaderente ben calda pinoli, semi di lino e di zucca. Riunite in un’insalatiera zucca, cipollotti, semi tostati e semi di papavero. Emulsionate gli ingredienti della vinaigrette, condite l’insalata e servite.

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Cappuccinodiverso Ingredienti per 4 persone 800 g di polpa di zucca 400 ml di brodo 200 ml di panna fresca 30 g di burro 1 cucchiaino di zucchero di canna (facoltativo) 1 cucchiaino di caffè solubile cacao sale pepe Tagliate la polpa di zucca a dadini. Fondete il burro in una casseruola, unite la zucca, fatela rosolare, poi aggiungete il brodo caldo, il caffè solubile, lo zucchero, sale e pepe. Chiudete con un coperchio e lasciate sobbollire dolcemente per 20 minuti. Frullate per ottenere una vellutata cremosa. Montate la panna. Versate la vellutata nelle tazze e guarnitela con una cucchiaiata di panna montata. Spolverate con il cacao. Servite l’insolito cappuccino come dessert.

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vellutata servita con gli amaretti sbriciolati è un grande classico. Ma provatela con le castagne lesse...

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Bentornato,

design

Così eclettico da essere minimal con i pezzi di design più formali, si riscalda accanto a legno, tessuti e tappeti. Raffinato nel gioco del tono su tono, si illumina con un semplice tocco di colore. E, adorando le sfumature, non vi chiederà mai di scegliere tra bianco e nero...

Smile!

Il volto più poliedrico del grigio si mostra nel creativo accostamento del divano (Habitat) con i tavolini di diverse fogge (Gervasoni). Ad accenderlo, accessori in giallo limone: cuscini (Maisons de Vacances) e luce scultura (Vertigo Bird).


TOCCAMI

Lampada in metallo, Acorn, Northern Lighting (€ 340).

PETER FEHRENTZ / SCHOENER WOHNEN /SUNRAYPHOTO

É

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PETER FEHRENTZ/PICTUREPRESS/IPA

design

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design

Angolo lettura

JULIA HOERSCH / LIVING AT HOME / SUNRAYPHOTO

Intorno alla poltrona dalle linee morbide (di Freistil Rolf Benz), una carta da parati effetto boiserie (thecollection.fr), un tappeto a righe grey e mango e tavolini rustici (Eden Living). Dettaglio dĂŠcor: il ritaglio di tappezzeria naĂŻve.


Voglia di vino novello o di grand cru? Andate a degustarli nei luoghi di produzione d’eccellenza: intorno ai vigneti scoprirete opere d’arte e architetture avveniristiche. di Lisa Corva

GIRO PER CANTINE

DELUXE Tempo di vino novello. Da gustare “sul posto”, ovvero dedicando un weekend alla scoperta di

vigneti e cantine di produzione delle migliori varietà di “nettarediBacco”. InItaliaeall’estero.Dormendocimagari,trai vigneti, ma in posti speciali: per l’architettura, la spa relax a base di uva o una collezione d’arte inaspettata. Ecco una piccolaguida conilbicchiereinmano(mamiraccomando, fate posto nel bagagliaio per portarvi a casa una cassa di vino!).

Nel cuore del Chianti

Ci sono luoghi nel mondo che ti catturano appena ci metti piede. A me è successo con il Castello di Ama (castellodiama.com), dove sono arrivata in una notte d’autunno, con la Luna piena, attraverso i boschi del Chianti. Che cosa c’è ad Ama? Vino innanzitutto, ma anche cultura. Perché Lorenza Sebasti e Marco Pallanti, i simpatici, energici proprietari, sono dei collezionisti di arte contemporanea. E hanno coinvolto nomi stellari con opere “in situ”: Anish Kapoor ne ha fatta una per la cappella; Daniel Buren è l’autore di una finestra-installazione irresistibile per selfie d’arte. Senza dimenticare un neon di Kendell Geers nelle cantine

ANTICHE DIMORE A destra, il relais Borgo Scopeto con vista sulle torri di Siena. A sinistra, il salone del Castello di Ama, circondato da vigneti (in alto).

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viaggi

IN TOSCANA

FRANCESCO MION

La cantina Antinori (a destra, l’esterno), situata a San Casciano Val di Pesa. Sopra, i proprietari del Castello di Ama con la famiglia. Sotto, Elisabetta Gnudi Angelini,”mente”di Borgo Scopeto, insieme ai familiari. In basso, l’accogliente salotto dell’azienda agricolache sitrovaa Castelnuovo Berardenga, a 15 km da Siena.

e una piccola statua misteriosa di Louise Bourgeois. Per godersi meglio vino, cibo e atmosfera, al Castello di Ama si può anche dormire in confortevoli suite. Sempre nel Chianti c’è Antinori (antinorichianticlassico.it) con una cantina spettacolare, scavata nella collina. Per chi ama il relax, l’indirizzo giusto è Borgo Scopeto (borgoscopetorelais.it): il silenzio magico di un pugno di case antiche, con vista sulle torri di Siena, e una spa nelle vecchie scuderie, per massaggi e vino-terapia. Che continua la sera, ovviamente: con un piatto di pici (la pasta tipica senese) e una bottiglia di Chianti Classico del Borgo.

Profumi di Sicilia

Onore alle imprenditrici tra i vigneti: per questo mi piace Gaetana Jacono che a Valle dell’Acate (valledellacate. com) organizza degustazioni dei suoi vini e cene a base di specialità siciliane. Da non perdere: il Cerasuolo di Vittoria, di cui Gaetana è la bella e orgogliosa “brand ambassador”. Perché i vini hanno sempre bisogno di qualcuno che li porti nel mondo. E per scoprire i vigneti siciliani con vista mare? Si va alla Tenuta Capofaro Malvasia & Resort dei Tasca d’Almerita (capofaro.it), sull’isola di Salina. Un posto baciato dal sole dove assaggiare, ovviamente, tutte le qualità di tipica Malvasia.

IL PIACERE DEL GUSTO

Sotto, il “mare” di vigne delle cantine Valle dell’Acate, in Sicilia, dove si organizzano degustazioni e cene a base di specialità siciliane. A destra, il bistrot all’aperto del Castello di Ama.


viaggi

Bollicine

Amate il Prosecco? La meta ideale per il fine settimana è Villa Sandi a Crocetta del Montello, tra le colline della Marca Trevigiana. Dopo una visita alla cantine e alla meravigliosa villa in stile palladiano, si cena (e si beve) alla Locanda Sandi, una casa colonica ristrutturata che ospita sei camere semplici ma raffinate (villasandi.it).

dibile, nelle Langhe, la cantina Ceretto (ceretto. com), dove prenotare degustazioni in un ambiente artistico, come la coloratissima Cappella del Barolo ideata da Sol Lewitt e David Tremlett.

Verso est

CIBO E GRAPPA

Sopra, l’osteria Terra&Vino, dove si gustano i vini della cantina Livio Felluga. In alto, la distilleria Nardini.

Cent’anni sono un bel compleanno. Ancora più bello il modo di festeggiarlo: Livio Felluga, il centenario fondatore dell’omonima cantina in Friuli (liviofelluga. it), l’ha fatto con un museo a cielo aperto sulle colline. Ideato da Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle, è una struttura aerea che si sta pian piano ricoprendo di vitigni. Per chi, invece, ama le grappe a Bassano c’è la storica Distilleria Nardini (nardini.it), con le “bolle” disegnate dall’architetto Fuksas.

“ASTRONAVI” TRA LE VIGNE

Sopra, la cantina Ceretto, nelle Langhe. A sinistra, le cantine Château La Dominique, in Francia, “firmate” Jean Nouvel. Sotto, le cantine Marqués de Riscal, in Spagna.

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GETTY IMAGES, LUIGI VITALE, IPA, COURTESY GUGGI 2016

All’estero, meraviglie di archistar

Cantine firmate da Frank Gehry, uno degli architetti più celebri al mondo: sono quelle del Marqués de Riscal, in Spagna, dove ora c’è anche un hotel con spa della Starwood Luxury Collection (hotelmarquesderiscal.com). Tra i vigneti del Rioja, onde di titanio che cambiano colore al tramonto, come nell’ormai mitico Museo Guggenheim di Bilbao, sempre di Gehry, che è a soli 130 chilometri. In Francia, le cantine super-design sono firmate da Jean Nouvel: Château La Dominique (chateau-ladominique.com) è un edificio rosso fiammante, il colore preferito dall’archistar, e anche quello dello squisito vino locale, Saint-Émilion, ottenuto da vitigni di Merlot, Cabernet franc, Cabernet sauvignon. Cin cin! G


passaparola Dario Aita

Quelle estati nella mia Palermo...

Sul piccolo e grande schermo

Dario Aita, 29 anni, in tv in La maďŹ a uccide solo d'estate e al cinema ne La cena di Natale di Marco Ponti.

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PER VOI

miglia” sarebbe ingiusto, e infatti Anne Enright, già vincitrice del prestigioso Man booker prize, che con La strada verde (Bompiani) racconta di un’ingombrante matriarca irlandese e dei suoi quattro figli, protesta: «Dicono che io scriva di famiglie tutto il tempo, in realtà le famiglie sono per me dei contenitori; sono strumenti per parlare di verità profonde». In questo caso?

Separazione e connessione, disconnessione e amore. I figli di Rosaleen fanno di tutto per uscire dalla sua orbita.

Si spostano su e giù per l’Irlanda, in Africa, a New York. Gli irlandesi sono un popolo di emigranti: nella prima parte del ’900 si sono spostati per sfuggire alla fame, poi perché l’atmosfera del Paese era claustrofobica, insopportabile. Partivi per poter essere te stesso, come Dan, uno dei quattro figli, artista omosessuale. Ma da una madre imperiosa, prima o poi, finisci per tornare. Specie se non ti ha dato solo comandi, ma anche amore.

Quella donna è un magnete. Il suo linguaggio crudo e senza filtri, la tendenza ad autocommiserarsi non riescono mai del tutto a soffocare i sentimenti: i suoi verso i figli, e viceversa. Perciò i fili potenti degli affetti non sono mai stati recisi, e continuano a esercitare il loro potere, vincendo sulla distanza e sul tempo. Poi c’è il momento in cui tutti tornano a casa. Grande verità o grande delusione?

Più che altro i quattro figli di Rosaleen devono scegliere se restare bambini per sempre, oppure no. Un tema con cui noi tutti siamo chiamati a confrontarci, prima o poi. Paola Maraone

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La coppia della porta accanto, di Shari Lapena, Mondadori, pp. 288, € 19, ebook € 9,99.

La nuova frontiera del thriller psicologico è un intreccio di bugie e segreti talmente improbabili da suonare credibilissimi. Quanto puoi fidarti della persona con cui vivi e con cui hai messo al mondo una figlia, se poi quella figlia, neonata di pochi mesi, scompare dalla sua culla la sera in cui tu e tuo marito vi siete concessi un cocktail dai vicini? La madre di tutte le angosce, veder svanire un bambino nel nulla, prende vita in un romanzo dove ogni segreto ne nasconde un altro. P. M.


CONTOUR/ GETTY

Resistenza contadina

Prima volta in Europa per American

gothic, il quadro iconico della Grande Depressione di Grant Wood (da Anamosa, Iowa), una delle opere della mostra The age of anxietyLa pittura americana degli anni ’30 al musée de l’Orangerie fino al 30 dicembre. Nel dipinto lui è Byron McKeeby, dentista dell’autore, lei è Nan, sorella dell’artista, che non apprezzò di figurare come moglie di un uomo molto più vecchio di lei (i due furono ritratti separatamente). R.S.

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Scott Patterson

sempre la pena di sperare, e lottare, per gli happy ending. Almeno nella vita reale. a et ix in episo i: a centro e e vicen e ancora le “ragazze Gilmore”, la mamma Lorelai e la figlia Rory, alle prese con le conseguenze inaspettate di quel dolce, e un po’ tardivo, bacio di Luke. Luke e Lorelai: happy ending, finalmente?

Quello che posso dire è che sono convinto che valga

Questa serie è sempre stata legata alla musica. Una canzone che descriva Luke?

I can’t get no satisfaction dei Rolling Stones. E per descrivere lei?

Sono più un tipo da Walk this way degli Aerosmith. Tornare Luke dopo tanto tempo la spaventa?

No, non ho avuto esitazioni quando me l’hanno proposto. Quando cancellarono la serie ero a Toronto a girare un film. Lo seppi così, all’improvviso, con una telefonata. Questa è un’occasione preziosa per tornare tutti insieme, forse per l’ultima volta, e dare una degna conclusione alla storia. È rimasto in contatto con il cast?

Se fai questo lavoro Los Angeles è un villaggio: non puoi non incontrarti. Io e Milo Ventimiglia (suo nipote Jess nella serie, ndr) abbiamo in comune la passione per le moto e siamo soci dello stesso club. Spesso andiamo on the road insieme, la California è perfetta.

I personaggi. Ha anticipato la rinascita della tv, rivoluzionandolascritturaperilpiccoloschermo:lastoria nonèingombrante,èfattadicosesemplici,nonschiaccia i protagonisti ma li lascia liberi di respirare. Per questo può funzionare ancora oggi. Il pubblico non vuole sapere cosa succederà alla storia: vuole sapere cosa succederà a un determinato personaggio. E a Luke cosa succederà?

Molto. Gli succederà molto. Ilaria Ravarino

CONTOUR/GETTY, MATTIA ZOPPELLARO

Paura del vuoto

Una mamma per amica fu un grandissimo successo. Quale il segreto?


musica sé per il pezzo 3 messaggi in segreteria (“...Lososonoegoista,unbastardo/ma preferisco saperti morta che con un altro...”); con le associazioni femministe, chehannoaccusatoilrapperdiincitare alla violenza sulle donne. Inevitabile parlarne in occasione della giornata mondialecontrolaviolenzasulledonne (vedi anche box a lato), il 25 novembre. «Quelpezzo»,spiegaEmis,«èlanarrazione della follia della violenza sulle donne vista da chi la commette. Penso chelanarrazione,inognisuaespressione artistica, debba essere presa come tale, cioè come un racconto, non come un esempio di vita, perché altrimenti vorrebbe dire che chiunque guardi, per esempio, Narcos, poi diventi di conse-

Vero. Però quando io scrivo sono sempre appresso a ’ste cagne, fra, dovevo fare il dog sitter” mi sto riferendo a certe donne, non a tutte. Mi sto riferendo, cioè, a quelle disposte a qualunque cosa per la fama, alle profittatrici, a quelle senza dignità, che, specie nel mio ambiente, ci sono. Ilsuodisco, Terzastagione, parla di tante altre cose...

Esatto, come la mia propensione per la malinconia. Trovo che nel passato fosse tutto più bello: i film, le macchine, le città … Forse perché, credo, lo spirito era diverso, più attaccato alle cose che contano nella vita: famiglia, amore e amici. Carlotta Sisti

filmecd

Stop alla violenza di genere Guardare la violenza in faccia, misurarne la portata sui corpi delle vittime, scoprire la banalità del male che si insinua nella normalità apparente della vita quotidiana. In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, il cinema si impegna con una serie di uscite “mirate” ed eventi speciali. Si comincia a Roma, con la proiezione del film Anna di Charles-Olivier Michaud (in uscita nei primi mesi del 2017) , sulla storia di una giornalista francese, interpretata da Anna Mouglalis, finita suo malgrado nella rete della tratta delle giovani donne asiatiche. È invece una produzione interamente italiana quella dietro a L’amore rubato di Irish Braschi, al cinema il 29 e 30 novembre, con la partecipazione di Francesco Montanari. Un viaggio nell’amore violento, ispirato all’omonimo romanzo di Dacia Maraini, che intreccia le storie di cinque donne diverse tra loro, ma accomunate dal giogo di una relazione morbosa da cui è difficile scappare. E se Claudio Casazza, con il documentario Un altro me (film di apertura del Festival dei Popoli), dà voce agli uomini violenti in terapia, il progetto Amiche in Arena usa proprio la voce – quella di Loredana Bertè e Fiorella Mannoia tra le altre – per protestare contro la violenza di genere, con un dvd e cd di musica (sotto, la cover) contro il femminicidio, registrata durante il concerto di settembre a Verona e in uscita questo mese. Ilaria Ravarino


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N

CERTIFICAZIONE ADS ANNO 2011 N. 7511 DEL 10/12/2012


4 al 30 novembre

oro

21 aprile/20 maggio

Password: allentare Voto: 6,5

Password: ripartenza Voto: 8

Password: riscatto Voto: 7,5

206

21maggio/21giugno

corpione

Questa sì che è una rinascita! Camminarespecchiandotinelle vetrine,rivedendotibellaeluminosa comenonticapitavadatempo.E sentendolosguardodeglialtricheti scorreaddossocomeunformicolio irresistibile.Bellalavitacheriparte.

arliamoci chiaro: sec’èunsegno hesinutredicomplicazionièiltuo. aseialtrettantoabileasfilarecon disinvolturainodidelcaos.Ecco,ora vaunpo’così:unasortadiuncinetto tralucieombre,malumoriesorrisi.

Password: armonia Voto: 8

Password: intuizione Voto: 6,5

22 giugno/22 luglio

3ottobre/21novembre

apricorno

21dic./19gen.

Sei in piena metaformosi.Haivoglia dilasciarelacancerinainquieta, troppoemotiva,ripartendopiù frescaeleggera.TibastalaLuna nuovainScorpionechedal29 promettesoluzioniconcreteper risolverenostalgiefaticoseeinutili.

Luna nuova del 29 inghiotte alessereetirestituisce settegiorni nifiocchi.Staimoltomeglio. llavoroilclimaèpiùsereno,nonti ntipiùsolacontrotutti.Econlui spariscequellatensionefaticosa(sia pureimpalpabile)checreava distanze.

Password: evoluzione Voto: 7

Password: intimità Voto: 7,5

Leone

21marzo/20aprile

23 sett./22 ott.

azionalità e inquietudine: èun staatestatralavogliadimandare quelpaeseilmondoeilbisogno diarmonia.Nonèfacilegestire questacontraddizione,perfortuna haiafavoreunpianetacome Martechetifaarrivarealtraguardo senzabatterciglio.Mitico.

Cancro

e qualcuno si era illuso diaver essoatacerel’Arietesièsbagliato igrosso.Sehapensatoanche ontanamentechebastavaun pianetainversoperscoraggiareil segnopiùcoraggiosodelloZodiaco, nonhacapitonulla:novembre sichiudeallagrande.Mercurio riprendelefiladellavoroe diunamoreinterrotto.Finedello scoraggiamento.Orainizia il bello.

ilancia

arte ti mette alla prova. Ècome tifossesfuggitadimanola tuazione.Enonc’ènullacheti mandipiùinbestiachenonvederci chiaro.LaLunanuovainScorpione sollevaunconflittosentimentale: provaalasciarcorrereesmettildi fareilbracciodiferro.Tanto, vinci tu.

Gemelli

Ariete

di Francesca Tumia

23 luglio/22 agosto

cquario

20 gen./18 feb.

e una Leonessa vasututtelefurie ingradodiscoperchiareilmondo onunsoloruggito.Attenzione all’effettodellaLunanuovadel29 perchévorraimettereinchiaro unatteggiamentoambiguochenon tipiaceaffatto.Donnaavvisata...

levi volare? Ora voli soprai ttegolezzidellagentecheinvidiail oanimoribelle.Volisuiconflitti etroppoalungohannotentato dirovinarelatuaesistenza.Voliconil tuoamoresullaLunanuovadel29 chevifaràviveremomenti magici.

Password: spontaneità Voto: 6,5

Password: amore Voto: 8

ergine

23 agosto/22 sett.

Pesci

19febbraio/20marzo

ati delle stelle che vogliono ti uscire da un’impasse sul oro. La Luna nuova suggerisce scire dai soliti schemi che distolgono la vera a messa a fuoco del problema: basta poco per cambiare ed essere davvero felici.

Non c’e regalo migliore diquesta Lunanuova inScorpioneche accendeildesideriopotentediuna vitanuova,diversa.Vogliadiripartire senzarancori,némutismio mutevolezze.Desiderioluccicante, sincero:diesserefelice,ebasta.

Password: duttilità Voto: 7,5

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ILLUSTRAZIONI DI SARA NOT

diario dalle



Gioia 3 dicembre 2016 mar