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17 3 gennaio 20 2 anno XXX N° oderna.com www.donnam

MARA GAGLIARDI, 22 ANNI, STUDENTESSA DI CREMONA

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L E F R AS I DA DIRE ( E NON DI RE) a un figlio maschio

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Le insalatone buone anche in inverno

Piumini o n r o i g a d — Piumini da sera e Noi, casalingh per scelta

SETTIMANALE Poste Italiane spa - Sped. in A.P. D.L. 353/03 art. 1, comma 1, DCB Verona Austria B 4,00 . Belgio B 3,70 . Canada Cad 7,50 . Canton Ticino Chf B 4,30 . Francia B 3,90 . Germania B 4,50 Lussemburgo B 4,00 . MC, Côte d’Azur € 4,00 Portogallo (Cont.) B 4,00 . Spagna B 4,00 - Svizzera Chf 4,40 . Uk Gbp 3,40 . Usa $ 6,90

1,50

DA TENE D’OCCHIO N EL 2017

E 12 DONRN E


Preview S-S 2017


I FEEL


DI’ LA TUA

APPUNTI

di Annalisa Monfreda

Scelte insolite di donne libere Nell’anno appena trascorso, ho pubblicato qui alcune lettere di casalinghe-per-scelta e molte risposte di lavoratrici scettiche. Le prime bisognose di veder riconosciuta la loro felicità e realizzazione. Le seconde convinte che stare a casa sia un lusso per poche, una necessità per molte e una scelta suicida per tutte le altre, poiché solo l’indipendenza economica può garantire la vera libertà, condizione e fine dell’emancipazione femminile. È un tema che sento molto. Ho sempre pensato che le donne sarebbero state davvero libere quando avrebbero potuto scegliere di stare a casa con orgoglio. Un dato difficile da fotografare. Le casalinghe-per-scelta sfuggono alle statistiche. Sono una percentuale, non si sa quanto ampia, dei 9 milioni di casalinghe italiane. Una goccia nel mare del 52,8% di donne che “non lavorano”. Però esistono. Le abbiamo intervistate a pag. 30 e assomigliano terribilmente a una che conosco da tempo: mia madre. Che ha portato avanti l’accudimento con lo stesso senso di responsabilità con cui mio padre ha progettato ponti e ferrovie. La percezione dell’importanza del suo ruolo era del tutto paritaria. Esattamente come in una squadra c’è chi attacca e chi sta in difesa, e nessuno pensa di poter fare a meno dell’altro. Se mai il contratto che li teneva in squadra fosse stato rescisso, mia madre avrebbe dovuto affrontare il tema della dipendenza economica, certo, ma mio padre quello della dipendenza pratica e affettiva. Eppure facciamo ancora fatica a crederci. Se a scegliere di stare a casa è l’uomo, allora è di vedute aperte, intelligente, moderno. Se invece a stare a casa è una donna, è perché può permetterselo, è succube del marito, è folle. Invece no: chi studia le casalinghe-per-scelta racconta di donne colte, che reinventano il ruolo in ogni modo. Donne che non crescono solo figli, ma accudiscono anziani, gestiscono l’economia familiare, autoproducono, fanno volontariato. Se dessimo un valore economico a tutto ciò, scopriremmo che è una reale voce di entrata nel bilancio familiare. Ecco perché le casalinghe-perscelta non hanno bisogno di un ulteriore stipendio, ma di esistere. Di veder riconosciuta la loro scelta. Con orgoglio.

Cara Annalisa, ti vorrei raccontare una favola Parla con me Puoi seguirmi su Twitter e Instagram @A_Monfreda

scrivermi una email annalisa. monfreda@ mondadori.it

e leggere i miei post su donnamoderna. com/news

Anzi, si dovrebbe chiamare fiaba, perché è animata da grandi donne e piccoli uomini (forse lillipuziani): una fiaba scritta dal mio cuore, un cuore di uomo che ha sempre sostenuto la magnifica leggerezza dell’essere donna. La mia fiaba racconta di una moglie di nome Barbara, bella, bionda e decisa (ma anche se fosse stata mora, brutta e triste l’avrei amata), in possesso di doti e capacità magiche. Una di quelle donne che con una bacchetta ti sistemano la vita, ti aprono agli altri e ti danno un figlio. Quelle che quando incrociano il cancro lo affrontano e non ti fanno mai pesare la parola morte e l’odore di essa che trapela dalla sua gioia di vivere. Oggi Barbara, Luca, nostro figlio di 14 anni, e io, Lilliput Lele, lottiamo contro questo essere minuscolo che non merita di essere nominato. Tra breve la nostra battaglia verrà combattuta dai medici, che forse sapranno gestire meglio quello che vorrei esprimere. E cioè che la mia Barbara non mi dirà mai più : «Se non ci sarò, guida il nostro Luca come hai guidato me». Grazie Ba’, ma sarai tu a guidare noi. Come hai sempre fatto, come fate tutte voi donne che avete ancora tanto da insegnare a noi. Lele Marielli, Genova

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DI’ LA TUA

IL PEZZO PIÙ COMMENTATO SU FACEBOOK

GENITORI, FATE VACCINARE I VOSTRI FIGLI a cura di Flora Casalinuovo -

Carica la tua con un commento itter su Instagram o su Tw @donnamoderna

@FCasalinuovo

Antonella Salimbene è impegnata in una campagna di sensibilizzazione per la diffusione dei vaccini dopo la morte per meningite della figlia Azzurra. La sua storia è stata la più commentata della settimana sulla nostra pagina Facebook. E ha suscitato molte domande tra i lettori. Le abbiamo girate a Fabrizio Pregliasco, virologo all’università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano. «Su meningite, ceppi e vaccini si dice di tutto. Possiamo fare un po’ di chiarezza?». Elena «La meningite è un’infiammazione delle meningi, membrane del cervello, che può avere origine virale o batterica. La più aggressiva è quest’ultima, che ha un’indice di mortalità del 10-15%. I due batteri della meningite più diffusi in Italia sono il C e il B. Per il primo esiste il vaccino da una decina d’anni: si è dimostrato efficace e sicuro, fa parte di quelli raccomandati dal Sistema sanitario nazionale ed è gratuito per minorenni e categorie a rischio. Per il secondo la profilassi è arrivata nel 2014. Come per tutte le vaccinazioni, ogni Regione decide da sé e questo crea confusione: in alcune il vaccino è gratis, in altre si fa pagando un ticket. Ecco perché è fondamentale chiedere informazioni alla propria Asl». «È meglio vaccinarsi anche da adulti?». Alessandra «I casi degli ultimi mesi hanno creato allarme. La priorità è immunizzare bambini e giovani. In Toscana, la Regione più colpita dall’infezione, si è deciso di coinvolgere anche gli adulti. Ma vaccinarsi è sempre una tutela. Per se stessi e per chi ci circonda». «Perché non si parla mai degli effetti negativi dei vaccini?». Manuela «Tutti gli studi ci dicono che dopo l’iniezione nell’1% dei casi compare febbre, nel 10% rossore. Effetti avversi più rilevanti si verificano in un bambino su 1 milione. Ma non esiste una correlazione provata dalla scienza tra profilassi ed eventuali patologie, tipo l’autismo. Il fatto è che disturbi come l’autismo vengono diagnosticati all’età in cui si fanno anche le profilassi: perciò si pensa a un legame. Che, ribadisco, non c’è».

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IAGGIO #DONNAMODERNAINV foto

Parla con Donna Moderna Scrivi a: dilatua@ mondadori.it

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Twitter: @donnamoderna

@potti66 Ma che freddo fa? Buongiorno #inverno. Qui siamo a #Tesido in provincia di #Bolzano.

LA DOMANDA DELLA SETTIMANA SU

Il congiuntivo scompare, ma non è un dramma. Lo sostiene Francesco Sabatini dell’Accademia della Crusca. Sei d’accordo? 85% NO

Telegram: @Donna Moderna

15% SÌ

È un piccolo cult Lezione di italiano (Mondadori), il libro in cui Francesco Sabatini, presidente onorario della Accademia della Crusca, spiega come la nostra lingua stia cambiando. Anche “perdendo” il congiuntivo.

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DOMANDE E RISPOSTE

MI FA ARRABBIARE LA “MAMMA NORMALE” Cara Donna Moderna, la storia della “mamma normale” (Di’ la tua del n. 51) mi ha fatto arrabbiare. Direte voi: che c’è di male in una donna che racconta la sua storia? Ebbene, mentre la leggevo, è venuta fuori la parte cattiva di me: quella che si irrita nel vedere le donne che, appena diventano madri, si trasformano in persone depresse e “meravigliate” della fatica di allevare un figlio. Barbara Risponde il direttore, Annalisa Monfreda: «Ciao Barbara, se anche hai avuto la fortuna di non provare depressione e solitudine dopo il parto, non capisco dove nasca la tua rabbia. Forse dalla considerazione: “Ci sono così tanti problemi al mondo, di cosa si sta lamentando questa?”. Purtroppo i malesseri che hanno origine nella nostra psiche scatenano spesso reazioni di questo tipo. Ma non è un buon motivo per togliere il diritto di parola (e di ascolto) a chi li prova, privandoli di un’importante opportunità di auto guarigione».

CONTINUATE A PARLARE DI LIBRI Cara Donna Moderna, i miei complimenti per il modo in cui parlate di libri. Molti di quelli consigliati li ho comprati. Flavia Grazie, Flavia! Ti diamo una piccola anticipazione: sul prossimo numero parleremo dell’ultimo romanzo di Carlos Ruiz Zafón e della autobiografia dell’artista Marina Abramovič.

I 3 CONTENUTI WEB PIÙ POPOLARI DELLA SETTIMANA

LE VOSTRE STORIE

OCCHIO ALLE 5 TRUFFE DI NATALE Un vademecum che vale anche dopo le feste...

Nei giorni di festa ci sono persone che lavorano per garantirci i servizi fondamentali. Come gli infermieri. Rita ci ha scritto lamentandosi del fatto che, durante le festività, spesso l’organizzazione ospedaliera non le dà la possibilità di stare con la sua famiglia. Il suo è uno sfogo, però ci apre gli occhi su quei lavoratori “invisibili” ma indispensabili.

ETICHETTE ALIMENTARI: OBBLIGO DI INDICARE CALORIE, GRASSI E ZUCCHERI Una guida per capire che cosa cambia.

A 50 ANNI NOI DONNE SIAMO PIÙ INTOLLERANTI? Lo sfogo di una nostra giornalista contro la maleducazione imperante.

IO, CHE LAVORO ANCHE A CAPODANNO

Il tempo per un infermiere è oro, soprattutto se, e quando, è tempo libero. Quasi sempre, dopo un turno di lavoro (quando si avrebbe diritto al riposo, come un impiegato che al sabato e la domenica sta a casa) si viene spesso richiamati in servizio per malattie di colleghi o per organico insufficiente. Praticamente il tempo libero l’infermiere lo guadagna non dormendo. Peccato che la gente non pensi mai che dalle 10 di sera alle 6 del mattino magari uno ha lavorato. Non abbiamo la possibilità di assumerci una parte della responsabilità sui risultati del business, ma, sicuramente, abbiamo una parte di responsabilità sulla vita delle persone. Se lavoriamo di notte, di giorno siamo in debito di sonno, non riusciamo a programmare un impegno con la famiglia, lsiamo di turno a Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto... Amo il mio lavoro, lo faccio da 37 anni, ma amo anche la mia famiglia. E riposare è fondamentale. Però gli ospedali, da quando sono aziende, risparmiano sugli infermieri. Spero che la nostra categoria si batta per una organizzazione ospedaliera migliore. Per far sì che anche la grossa fetta di turnisti possa avere i meritati riposi e una vita a dimensione umana. L’attenzione nel nostro lavoro è fondamentale: un infermiere riposato è un infermiere attento. Rita

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SOMMARIO

N°2

3/1

48

Oversize. Stile bomber. Bon ton. Il piumino quest’inverno è in tante versioni.

6 Di’ la tua Le vostre lettere 10 Staff 14 DonnaModerna Club Le offerte della settimana 16 Dalla tua parte Fai valere i tuoi diritti con il nostro aiuto 20 Sportello dei sogni Vorrei entrare in una fabbrica di make up

Cosa succede 23 L’emozione della settimana La fiducia per ripartire dopo l’attentato di Berlino 24 Nel mondo 12 donne di cui sentirai parlare nel 2017 26 Questa settimana Se ci fosse un referendum per abolire il Jobs Act? Sembravano notizie, invece erano bufale 28 Donna moderna Victoria Alonso 30 In famiglia Casalinghe per scelta 32 24 ore su 24 A che servono questi famosi Big Data? 34 In mostra a Bologna Ho scoperto il segreto di Frida Kahlo 36 Nelle Marche Le nostre botteghe rinascono sul web 38 Gli scrittori raccontano le feste Niente sesso a Capodanno 40 Abbiamo incontrato Arisa Con il broncio la vita è brutta

PLAYLIST

42 Libri, cinema, musica e tv

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Moda e Bellezza

IN COVER Piumino Everhonest. Maglia Iepa. Sciarpa Colombo. Foto di JaanEric Fischer. Servizio di Bruno Dall’Arche.

Per una pelle al naturale perfetta, come quella della nostra ragazza in copertina, c’è Double Wear Nude Cushion Stick Radiant di Estée Lauder (46 euro), un fondotinta leggero che dà luminosità.

47 Chi è La protagonista della copertina 48 Modella per un giorno Voglia di piumino 56 Guida al capo Mini, midi, maxi 60 Come si porta L’abitino lingerie 62 Il gioco degli opposti Da casa o da passeggio? 63 News 64 Corpo perfetto Gym à porter 66 Dettagli che contano La manicure si fa notare 68 Shopping Cosa serve alle tue labbra? 70 News

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72 Trend Una riga blu (come l’abito) 74 Social Così scegli il detergente

Posso aiutarti? 77 Questo ti facilita la vita FORMA 78 Benessere I fiori di Bach per essere serene a ogni età 80 Fitness La prima volta sulla neve 82 Alimentazione Le ciotole del buon umore 84 Quale ha più colesterolo? PRIVATO 88 Relazioni Che cosa nasconde l’ingratitudine? 90 Figli Se hai un maschio non dirgli che... 92 Nella testa di lui Gli uomini sono le nuove donne? SOLDI E LAVORO 94 Antiquariato e modernariato Quanto vale quel vecchio mobile? 96 Corsi di formazione Se studi qui, trovi subito un contratto STILI DI VITA 98 Vita slow Nel 2017 non correre 100 Nuovi modelli Auto che fanno cose mai viste CASA 104 Ricette Arrotolato di filetto e crema di speck 106 Appetizer Insolite tartine

112

Nel nord est brasiliano c’è un posto che attira i turisti fin dagli anni Settanta. È Jericoacoara: spiaggia, palme e, soprattutto, le dune.

108 News 109 Design Nordic Style 110 Arredamento E nel 2017 cambio l’arredo! VIAGGI 112 Sudamerica Brasile: sulle dune di Jericoacoara 114 Curiosità Qui è sempre Natale

115 Indirizzi 116 Astrocoach L’oroscopo che fa lavorare le stelle per te 117 Posta del cuore Chiara Gamberale risponde alle vostre lettere 118 Ultima pagina

109

Stile nordico per il tavolino e la lampada nel tronco di legno massello.

LEGGICI SUL TABLET Se sei abbonata alla versione cartacea, inserisci il tuo codice abbonato e leggi la rivista gratis. Se sei una nuova lettrice, vai sull’App store: la copia singola costa 0,99 euro; per un mese 2,99 euro, per tre mesi 6,99 euro e per un anno 27,99 euro.

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STAFF

ANNA

Sono passati 3 anni dall’uscita di Frozen e mia figlia ne è ancora innamorata. La porterò al concerto dedicato al film. pag. 44 ALESSIA

Valentina Scarduelli valentina.scarduelli@mondadori.it Claudia Valeriani claudia.valeriani@mondadori.it

Ufficio fotografico

Direttore responsabile

Annalisa Monfreda annalisa.monfreda@mondadori.it

Vicedirettore

Monica Triglia monica.triglia@mondadori.it

Direttore creativo

Luca Pitoni @LucaPitoni

Capiredattori ufficio centrale

Alessandra Cipelli (Moda e Bellezza) alessandra.cipelli@mondadori.it Liliana di Donato (Cosa succede e Playlist) liliana.didonato@mondadori.it Marina D’Incerti (Integrazione carta-web) marina.dincerti@mondadori.it Donatella Gianforma (Dalla tua parte e Posso aiutarti?) donatella.gianforma@mondadori.it

Cosa succede e Playlist

CHE COSA ABBIAMO SCOPERTO LAVORANDO A QUESTO NUMERO

Myriam Defilippi vicecaporedattore myriam.defilippi@mondadori.it Sara Peggion vicecaporedattore sara.peggion@mondadori.it Isabella Fava caposervizio isabella.fava@mondadori.it Gianluca Ferraris vicecaposervizio gianluca.ferraris@mondadori.it Barbara Rachetti barbara.rachetti@mondadori.it Elisa Venco elisa.venco@mondadori.it Orsina Baroldi caporedattore orsina.baroldi@mondadori.it Cristina Nava caposervizio cristina.nava@mondadori.it Viviana Olivieri vicecaposervizio viviana.olivieri@mondadori.it Bruno Dall’Arche redattore esperto bruno.dallarche@mondadori.it Miriam Colnaghi casting e produzione miriam.colnaghi@mondadori.it Silvio jr. Suppa silvio.suppa@mondadori.it Alberta Pianon vicecaporedattore alberta.pianon@mondadori.it

Posso aiutarti?

Per affrontare i momenti difficili e i periodi di cambiamento con un sorriso ci sono i fiori di Bach. pag. 78

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CHIARA

Mare, dune e caipirinha: Jericoacoara mi sembra la meta ideale per una vacanza relax. pag. 112

Segreteria di redazione

Sarah Bombelli sarah.bombelli@mondadori.it Raffaella Magazzino raffaella.magazzino@mondadori.it Gaia Recalcati gaia.recalcati@mondadori.it

Progetto grafico

Luca Pitoni in collaborazione con Giacomo Traldi e con la consulenza all’immagine di Giovanna Calvenzi

Collaboratori

Luciana Alagna, Angela Altomare, Ilaria Amato, Francesca Angeleri, Chicca Belloni, Mattia Carzaniga, Beppe Ceccato, Giampaolo Cerri, Isabella Colombo, Catia Donini, Marta Erba, Lucia Ferrante, Sara Ferrari, Antonio Gaviraghi, Nina Gigante, Giovanna Lasalvia, Massimo Longoni, Pierluigi Lupo, Rossella Mazzali, Francesca Romana Mezzadri, Elisa Musso, Giorgia Nardelli, Annalisa Piersigilli, Andrea Scarpa, Slawka G. Scarso, Alessandro Scotti, Antonio Spampinato, Margherita Tizzi, Giacomo Traldi, Jessica Ventrella, Marilena Vinci.

Moda

Bellezza

ANNALENI

Roberta Lancia photoeditor roberta.lancia@mondadori.it Laura Maresti laura.maresti@mondadori.it Mara Minoia mara.minoia@mondadori.it Samantha Pascotto samantha.pascotto@mondadori.it

Anna Scarano vicecaporedattore anna.scarano@mondadori.it Marta Bonini caposervizio marta.bonini@mondadori.it Stefania Carlevaro caposervizio stefania.carlevaro@mondadori.it Alessia Cogliati vicecaposervizio alessia.cogliati@mondadori.it Annaleni Pozzoli vicecaposervizio annaleni.pozzoli@mondadori.it Silvia Calvi silvia.calvi@mondadori.it Paola Nardi paola.nardi@mondadori.it Chiara Sessa chiara.sessa@mondadori.it

Ufficio grafico

Valeria Vaselli caporedattore valeria.vaselli@mondadori.it Fabrizio Grassi caposervizio fabrizio.grassi@mondadori.it Roberta Diliddo vicecaposervizio roberta.diliddo@mondadori.it Federica Esti vicecaposervizio federica.esti@mondadori.it Monica Carpanelli monica.carpanelli@mondadori.it Isabella Gargiuolo isabella.gargiuolo@mondadori.it

PER COMUNICARE CON DONNA MODERNA

POSTA Donna Moderna, Mondadori, 20090 Segrate (Milano), specificando sulla busta la rubrica che vi interessa REDAZIONE Telefono: 0275423022; fax: 0275423118. INFORMAZIONI sui concorsi e sui prodotti in vendita con Donna Moderna (borse, indossati, libri, Dvd, Cd) telefono: 199111999. ABBONAMENTI Telefono: 199.111.999 (lun-ven dalle 9.00 alle 19.00; costo massimo della telefonata 0.12 + IVA al minuto senza scatto alla risposta, per cellulari costi in funzione dell’operatore); per chiamate dall’estero: +39.041.509.90.49; fax 030.7772387; e-mail: abbonamenti@ mondadori.it; internet: www.abbonamenti.it ARRETRATI Telefono: 045.888.44.00; fax: 045.888.43.78; e-mail: collez@mondadori.it Pubblicità Mediamond SpA, telefono: 0221025259; e-mail contatti@mediamond.it

© 2017 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. ISSN 1120-5024. Questo periodico è iscritto alla Federazione Italiana Editori Giornali. Numero del certificato: 8025; data del rilascio: 06.04.2016 Periodo sottoposto ad accertamento: Gennaio 2014 - Dicembre 2014 STAMPA: ELCOGRAF S.p.A., via Mondadori,

15, - Verona - Pubblicazione registrata Trib. di Milano, n. 849 del 18.12.1987. Distribuzione a cura di Press - di S.r.l.

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GIOVANNI PANIZZA (4)

Mi sono divertita a cercare i posti dove è sempre Natale, in Italia e all’estero. Anche dopo il 25 dicembre. pag. 114


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Hai tempo fino al 31 gennaio per risparmiare su un tour tra le isole dell’Oceano Indiano e i Paesi del Sud Est Asiatico e visitare Cambogia, Giappone, Laos, Oman, Maldive con partenza entro il 31 marzo. Scegli la destinazione che preferisci su kibotours.com, poi vai nelle agenzie convenzionate Kibo Tours. Le lettrici che si presentano in negozio con questa copia di Donna Moderna hanno diritto a uno sconto di 95 euro a persona, corrispondenti alla quota Prenota Sicuro che comprende i costi amministrativi e dell’assicurazione.

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Con Donna Moderna e Tv Sorrisi e Canzoni dal 4 gennaio arriva l’ultimo volume della collana di Cucina Vegetariana firmato Cucchiaio d’Argento e dedicato alle Conserve Dolci e Salate. Troverai tante nuove ricette per preparare prelibati vasetti con frutta e verdura e imparerai a realizzarle con le indicazioni step by step e “Il consiglio del Cucchiaio”. Il costo è di 7,99 euro, rivista esclusa.

SUL SITO

LE RICETTE DI CAPODANNO Non sai ancora cosa mettere in tavola per il cenone di San Silvestro? Vorresti stupire i tuoi ospiti con piatti ottimi e presentazioni scenografiche? Non perdere i nostri suggerimenti su donnamoderna.com/ cucina/natale-ricette/ ricette-capodanno.

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DALLA TUA PARTE

A CURA DI GIORGIA NARDELLI, MARIA PICONE E CHIARA SESSA

CONTROVERSIE CON LA BANCA: ORA C’È L’ARBITRO

FAI VALERE I TUOI DIRITTI CON IL NOSTRO AIUTO

scrivi a dallatuaparte@ mondadori.it

IL FISCO AVVERTE CON UN SMS L’Agenzia delle entrate ha attivato un servizio di sms per chi desidera essere aggiornato su scadenze, rimborsi e richieste di pagamento.

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COME LO ATTIVI

Registrando il tuo numero di cellulare ai servizi di Fiscoline (agenziaentrate. gov.it, finestra “Gli sms del Fisco”).

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COME FUNZIONA

Mio marito è stato convinto ad acquistare alcune azioni di Veneto Banca dopo la sottoscrizione di un mutuo con loro. Da qualche mese il valore del titolo è stato praticamente azzerato e noi ci siamo ritrovati con i risparmi in fumo! Con la speranza di ottenere un minimo rimborso, ci siamo rivolti al Conciliatore bancario finanziario per una mediazione. Ora abbiamo letto che questo istituto verrà abolito. Che fine farà il nostro ricorso? Luisa Manganti, Verona Quello che hai letto è vero, Luisa. Dal 9 gennaio 2017 smette di essere operativo il Conciliatore bancario finanziario, l’organismo specializzato nel gestire le controversie che riguardano la compravendita di azioni, titoli di stato o fondi di investimento fuori dal tribunale. A prendere il suo posto è ora l’Arbitro per le controversie finanziarie istituito dalla Consob (consob.it), l’autorità di controllo della Borsa. Come ci ha

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spiegato l’associazione Confconsumatori, si potranno rivolgere al nuovo Arbitro tutti i piccoli investitori che, come tuo marito, ritengono che le banche non li abbiano informati adeguatamente sui rischi di un investimento. Tu comunque puoi stare tranquilla, Luisa: il ricorso presentato da tuo marito andrà avanti. Tieni conto che il Conciliatore bancario continuerà a gestire tutti i ricorsi ricevuti fino all’8 gennaio 2017. Confconsumatori aspetta una tua chiamata allo 0521231846 per offrirti assistenza legale e aiutarti nelle pratiche di ricorso. Da sapere Il nuovo Arbitro per le controversie finanziarie garantisce una risoluzione più rapida rispetto a quella del giudice ordinario. Una volta raccolta la documentazione, la risposta definitiva arriva in 90 giorni; se il cliente non è soddisfatto può sempre ricorrere al tribunale. Si possono inviare i reclami per rimborsi che non superano i 500 mila euro.

Ti arriva un avviso se mancano pochi giorni alla scadenza di un pagamento, ti viene accreditato un rimborso o se, per esempio, non risulta recapitata una raccomandata che ti hanno inviato. Gli sms arrivano dal mittente Ag. Entrate.

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COSA PUOI FARE

Se per esempio arriva un sms che ti avvisa di una raccomandata non recapitata, puoi chiamare il call center dell’Agenzia (848800444) e richiedere una copia della comunicazione per pagare senza sanzioni e interessi.

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disegni di Teresa Sdralevich

QUALI SONO GLI ESAMI GRATUITI PER LA CELIACHIA? A mia figlia, celiaca, sono stati prescritti alcuni esami per monitorare le sue condizioni di salute. Nonostante abbia l’esenzione, per un’ecografia le hanno chiesto il pagamento del ticket. Com’è possibile? Anna, Torino Sollevi un problema che riguarda molte persone, cara Anna. Basti pensare che oltre 180.000 italiani sono affetti da celiachia. Come spiega Caterina Pilo, direttore dell’Associazione italiana celiachia (celiachia.it), questo problema è ancora classificato come malattia rara. E per i malati rari la legge (il decreto 279 del 2009) prevede l’esenzione dal ticket sugli esami diagnostici ma l’elenco degli stessi esami varia da Regione a Regione. Ecco perché a tua figlia è stato richiesto il pagamento. Il problema verrà superato quando la celiachia sarà inserita nell’elenco delle malattie croniche: un passaggio che garantirà a tutti i pazienti lo stesso trattamento. La modifica è già stata inserita nei nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza, in via di approvazione. Nell’attesa, il consiglio dell’esperta è di rivolgersi all’ufficio esenzioni della propria Asl per conoscere l’elenco degli esami ai quali ci si può sottoporre gratuitamente. Da sapere I celiaci hanno diritto a ottenere dalla stessa Asl buoni mensili per l’acquisto di prodotti dietetici senza glutine. Per richiederli, bisogna aver ricevuto la diagnosi di celiachia da un centro accreditato (l’elenco si trova su celiachia.it/aic/res/doc/ rete_nazionale_presidi_accreditati.doc).

PALAZZI ASSICURATI CONTRO I VANDALI

DA SEGNARE IN AGENDA 10 GENNAIO

Ultimo giorno per pagare i contributi del quarto trimestre 2016 per colf, badanti e collaboratrici domestiche.

16 GENNAIO

Da oggi e fino al 6 febbraio è possibile effettuare le iscrizioni per l’anno scolastico 2017/2018. Le domande vanno compilate online. (Info: istruzione.it)

IL NUMERO UTILE 0644238090

Puoi comporlo se hai avuto un problema con un acquisto online. Risponde il Centro Europeo Consumatori, è attivo da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 17.

Nel palazzo in cui abito siamo stati vittime di alcuni atti vandalici con danni alle porte d’ingresso delle nostre abitazioni. Io e altri proprietari ci siamo fatti carico delle riparazioni, ma visto che le porte sono considerate parti comuni non ci spetta un indennizzo? Il condominio è coperto da una polizza assicurativa. Emma Giannini, Roma Certo che vi spetta, cara Emma. Visto che il contratto di assicurazione è intestato al condominio e non ai singoli proprietari, la liquidazione del danno da parte dell’assicurazione verrà però versato sul conto corrente condominiale. Come ci siamo accertati, l’amministratore poi provvederà a rimborsare chi ha subito danni sulla base delle fatture presentate. Anche l’eventuale franchigia prevista dalla polizza, cioè la parte di danno che resta a carico dell’assicurato, va divisa tra tutti i condomini in misura proporzionale ai millesimi di proprietà.

COSA FARE SE ARRIVA UNA MULTA SULL’AUTO VENDUTA Ho ricevuto due contravvenzioni per eccesso di velocità dalla polizia municipale di Caserta. Peccato che io abbia venduto l’auto multata sei mesi fa, mentre i verbali indicano che le date di infrazione sono successive! Come devo muovermi? Marianna Fajella, Napoli Basta rivolgersi agli uffici della polizia municipale portando con sé una visura del Pubblico registro automobilistico e la scrittura privata che attesta il passaggio di proprietà. L’errore verrà corretto subito, senza che occorra presentare un vero e proprio ricorso. È la strada che ti abbiamo consigliato di percorrere, Marianna. Seguendo la cosiddetta procedura di autotutela, a quest’ora avrai già ottenuto l’annullamento della sanzione.

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DALLA TUA PARTE

GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI DOPO IL SISMA

#RICOMINCIA

MO

Hai bisogno di aiuto dopo il terremoto? Scrivi a dallatuaparte@mondadori.it Su donnamoderna.com/ dossier-terremoto leggi le storie e le testimonianze che raccogliamo ogni settimana in Centro Italia

Diritti digitali

SOLO FILE DI LAVORO SUL PC AZIENDALE

di Giovanni Ziccardi @gziccardi docente di Informatica giuridica

G

overno e Regioni hanno emanato provvedimenti a sostegno delle popolazioni colpite dalle scosse di terremoto, in particolare per i residenti dei 131 Comuni inseriti nel cosiddetto cratere del sisma. A queste iniziative si sono aggiunte quelle di istituti come le banche o le poste. Cittadinanzattiva ha messo a punto una guida alle diverse agevolazioni (cittadinanzattiva.it/ manualidiazionecivica). Ecco i provvedimenti più importanti. Il contributo per le famiglie Se la tua casa, anche in affitto, non è agibile e stai pagando di tasca tua un alloggio in attesa della ricostruzione puoi richiedere il contributo “per autonoma sistemazione”: rimborsa (in base all’Ordinanza 408/15.11.2016) fino a 900 euro mensili per nucleo familiare. Devi presentare al Comune un’autocertificazione. Il modulo e le info sono su protezionecivile.gov.it/ jcms/it/terr_centro_contributi.wp.

La sospensione di mutui e prestiti

Se la tua abitazione, il tuo negozio o la sede della tua attività

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imprenditoriale sono stati distrutti o sono inagibili, puoi chiedere la sospensione delle rate del mutuo fino a 12 mesi presentando alla banca un’autocertificazione. Alcune finanziarie hanno esteso l’agevolazione ai prestiti in generale. Quanto alle polizze casa, diverse compagnie di assicurazione hanno deciso di sospendere il pagamento del premio fino al ripristino della casa stessa. La maggior parte dei contratti Rc prevede la risoluzione del contratto per distruzione del veicolo ma devi inviare richiesta scritta alla compagnia.

L’annullamento delle bollette

Per chi è stato costretto a cambiare domicilio Poste attiva gratuitamente il servizio Seguimi, che fa recapitare la corrispondenza al nuovo indirizzo (info: 803.160). Le aziende di luce, acqua e gas hanno sospeso la fatturazione di bollette successive al 24 agosto (o al 26 ottobre, per i Comuni colpiti dal secondo sisma), per sei mesi. Non devi presentare nessuna richiesta, il servizio è automatico.

Una sentenza della Corte di Cassazione ha ritenuto valido il licenziamento di un lavoratore dopo che sul suo computer aziendale, sono stati trovati file porno oltre che tracce di attività di navigazione non connessa con il suo lavoro. Tutto questo tradotto significa che il computer, il tablet o lo smartphone presenti in ufficio o forniti dal datore di lavoro devono sempre essere considerati strumenti aziendali, e possono essere soggetti a controlli (anche molto invasivi della privacy del lavoratore, dice la Cassazione). In pratica ogni attività svolta con questi strumenti deve sempre avere una connessione con il lavoro e non essere ludica o, peggio, illecita. Da evitare quindi l’installazione di videogiochi, la navigazione su siti estranei alle proprie mansioni, lo scaricamento di film e video non attinenti al proprio lavoro, anche se il portatile o il tablet alla sera viene portato a casa per far giocare, ad esempio, i figli.

Cosa ne pensi? Scrivi a dallatuaparte@mondadori.it

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LO SPORTELLO DEI SOGNI

VORREI ENTRARE IN UNA FABBRICA DI MAKE UP a cura di Annalisa Piersigilli

«Cara Donna Moderna, sono appassionata di trucchi e mi piacerebbe visitare una casa cosmetica per vedere da vicino come prendono forma gli ombretti, i blush e i rossetti che tanto adoro. Sarebbe un regalo indimenticabile». Margherita, Milano

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Se anche tu non esci mai senza maquillage

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Basta l’app giusta sullo smartphone per imparare a truccarti prendendo spunto dai colori e dalle tecniche più trendy della stagione. Per esempio, con MakeUp Genius (gratuita per iPhone e Android) puoi farlo con i cosmetici L’Oréal Paris. Una volta scelto il prodotto o il look completo, è possibile vederlo, attraverso la fotocamera frontale, magicamente applicato sul tuo viso. Adori il rossetto? The A to Z of Lipstick (Simon & Schuster, 18 euro) è fresco di stampa e lo trovi su Amazon. L’autrice è Poppy King, fondatrice del marchio Lipstick Queen. Spiega come si crea un gloss e quali sono i trend del momento.

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Se vuoi farti bella, clicca su diegodallapalma.com. C’è il calendario delle prove trucco che i makeup artist del brand organizzano nelle profumerie di tutta Italia. La seduta dura un’ora: contatta il punto vendita per prenotare.

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scrivi a sportellodeisogni@mondadori.it PRIMA DI SCRIVERCI, leggi l’informativa sulla privacy a pag. 15

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IPA

Cara Margherita, sicuramente ti sarà capitato di entrare in un negozio del marchio Kiko Cosmetics, uno dei più amati dalle appassionate di beauty (kikocosmetics.com). L’azienda, che fa parte del Gruppo Percassi, si trova a Bergamo e presto avrai l’opportunità di conoscerla da vicino. Lo staff creativo ti sta aspettando per spiegarti come in ogni stagione la collezione di cosmetici si rinnova, in base alle tendenze e alle tinte che vanno più di moda. Sarà una lezione interessante e comprenderà anche un incontro con gli esperti che si occupano di analizzare la qualità dei trucchi. Ma non è finita qui. Al termine della visita, lo store bergamasco ti aspetta per una seduta di make up personalizzata.


L’alternativa vegetale al formaggio fresco. Chi poteva pensarci se non Valsoia? Nato dall’esperienza Valsoia, lo Spalmabile è un piacere 100% vegetale. Buono e cremoso, senza lattosio e senza glutine, lo Spalmabile è ideale anche in cucina per preparare ogni giorno ricette appetitose e originali. Prova anche il Morbidino, il Gustosino e la Tenerotta.

Ogni giorno, Sì a Valsoia.

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Cosa succede

L’EMOZIONE DELLA SETTIMANA

fiducia

DOPO L’ATTENTATO DI BERLINO Il mercatino di Natale di Breitscheidplatz ha riaperto dopo l’attacco con un Tir che il 19 dicembre ha causato 12 morti, tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo, e 50 feriti.

Ogni mattina le immagini più emozionanti del giorno su

KARMAPRESS

di Federico Taddia autore radio e tv e giornalista, conduce L’altra Europa su Radio24

Luci. Di un albero, di semaforo, di un lampione, di un palazzo. Luci. Di una città apparentemente qualunque dove non sarà un Capodanno qualunque. Poi altre luci. Meno scontate, meno ovvie. Meno gratuite. Luci spontanee, vive e vivaci,

sprigionate dagli occhi di chi non si rassegna. Di chi, nonostante tutto, non rinuncia al sorriso. Alla speranza. Al domani. Un fiore e un mitra, un ragazzo e una ragazza, un’uniforme da soldato e una sciarpa di lana, i colori della festa e i colori della strage: un

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caleidoscopio di emozioni, una voglia matta di normalità. Quella normalità che i bambini chiedono, confusi e spaventati dalle immagini del terrore, cercandola nei nostri occhi. Della paura non bisogna aver paura: aiutiamo i nostri piccoli a darle un

nome, rispondiamo alle loro domande, stringiamoli in un abbraccio di sicurezza, diamo testimonianza di solidità e complicità . Guardiamoli negli occhi per respirare lo stesso sentimento di fiducia. In noi e in loro. Nel presente e nel futuro.

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COSA SUCCEDE . NEL MONDO

12 donne di cui sentirai CECILIA LASCHI

ASLI ERDOGAN

49 anni, attivista per i diritti umani La giornalista turca è in prigione dall’agosto 2016 con l’accusa di far parte di un gruppo terroristico. Il motivo? Scrive sul quotidiano Özgür Gündem, indicato dal governo come organo del Pkk, partito curdo dei lavoratori considerato illegale in Turchia. Con lei sono state arrestate altre 22 persone. Ad Asli sarà dedicata il 12 gennaio l’anteprima di “Tempo di libri”, il nuovo salone della letteratura di Milano, dove la sociologa turca Pinar Selek presenterà Il mandarino meraviglioso (Keller), unico testo della scrittrice tradotto al momento in Italia.

48 anni, bioingegnera È la pioniera italiana nel mondo dei “soft robot”, quelli fatti con materiali flessibili in grado di interagire con l’uomo e l’ambiente. Nel 2017 il suo braccio robotico sarà sperimentato da alcuni anziani ospiti in un centro di riabilitazione per poter fare la doccia in autonomia. I risultati saranno presentati al primo Festival italiano della robotica, che si terrà a Pisa dal 7 al 13 settembre. Tra le novità anche la palestrina intelligente per facilitare lo sviluppo neuro-motorio dei neonati.

IVANKA TRUMP

35 anni, first daughter Usa e imprenditrice Esce il 7 marzo in America l’atteso libro della figlia del neopresidente Usa: si intitola Women who work. Rewriting the rules for success e diventerà il manifesto politico delle donne emancipate nell’era Donald Trump, di cui Ivanka è fidata consigliera. Si dice che l’ex modella e imprenditrice nel mondo della moda si insedierà negli uffici della Casa Bianca di solito riservati alla first lady, e questo conferma il ruolo di primo piano che avrà al fianco del padre. Mentre Melania, la moglie di Donald, pare resterà a New York per gli studi del figlio 11enne.

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CHIMAMANDA NGOZI ADICHE 39 anni, scrittrice Icona globale del nuovo femminismo che mette insieme impegno e glamour, l’autrice nigeriana è appena diventata testimonial della linea di make up N. 7 del marchio inglese Boots con slogan forti come “Il trucco è solo trucco: quel che importa è come ti senti mettendolo” oppure “Non seguo la moda, seguo quello che è giusto per me”. A fine gennaio, Chimamanda torna in libreria con Quella cosa intorno al collo, raccolta di racconti pubblicata in Italia da Einaudi come tutti i suoi libri.

LODOVICA COMELLO

SOFIA GOGGIA

24 anni, campionessa di sci Sta scalando la classifica della Coppa del mondo e insidiando il primato dell’americana Mikaela Shiffrin. Potrebbe essere Sofia la stella dei Mondiali di sci che si terranno a St. Moritz dal 7 al 19 febbraio. Bergamasca, classe 1992, ha iniziato le discese a 8 anni e ha sempre avuto voglia di vincere. «È uno spirito libero che non ha mai avuto paura neanche di farsi male» raccontano i suoi genitori. Di Sofia sappiamo che ama la fotografia, ha un pastore australiano di nome Belle più un fidanzato ancora “sconosciuto”.

26 anni, cantante Sarà in gara al Festival di Sanremo tra i Big e canterà Il cielo non mi basta, titolo perfetto per la giovane friulana “macina successi”. L’ex Francesca, amica del cuore di Violetta nella serie tv Disney, è tra le interpreti della commedia di Natale Poveri ma ricchi ed già stata confermata alla conduzione delle edizioni 2017 di Singing in the car e Italia’s got talent, entrambi su TV8. Nella fitta agenda del prossimo anno è segnato anche un importante evento privato: 1° aprile, primo anniversario di nozze con Thomas Goldschmied.

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parlare nel 2017 LUCIA DEL MASTRO

AGF (2) / AP-ANSA / CONTRASTO (2) / ITALYPHOTO PRESS LUZ PHOTO / OLYCOM / ARMANDO ROTOLETTI / ROSEBUD2 / IPA / SHUTTER STOCK

52 anni, oncologa e ricercatrice Airc Ogni anno in Italia 2.700 under 40 sviluppano un tumore al seno. Dal 2017 la diagnosi non significherà dover rinunciare a diventare mamme, grazie a un protocollo di cura messo a punto da questa oncologa a capo dell’unità operativa Sviluppo terapie innovative dell’Istituto dei tumori di Genova. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato la somministrazione di un medicinale che protegge le ovaie dagli effetti tossici della chemioterapia.

MARINE LE PEN

48 anni, candidata alla presidenza francese La campagna elettorale in vista delle presidenziali del 23 aprile sarà lunga e faticosa. Così la leader del Fronte nazionale ha pensato di mettersi a dieta e smettere di fumare. E per andare ancora più veloce, si è alleggerita pure del cognome paterno, sparito dai manifesti, nella speranza di far dimenticare l’estrema destra da cui arriva: «Chiamatemi Marine» dice ai suoi militanti. I sondaggi non la danno come favorita, ma la verità sarà la notte del 23 aprile, quando si terrà il primo turno, e quella del 7 maggio, data del ballottaggio.

di Lucia Ferrante

TAKOUA BEN MOHAMED

25 anni, fumettista È l’unica vignettista musulmana italiana e fa graphic journalism, cioè racconta con la semplicità dei disegni temi complessi. Il personaggio che l’ha resa famosa è una ragazza allegra e ironica che porta il velo e vive buffi equivoci e discriminazioni. Alla sua creatura di carta non ha voluto dare «nome, cittadinanza né luogo di origine perché ognuno, in ogni parte del mondo, si può identificare in lei». Le sue strisce sono appena state raccolte nel libro Sotto il velo (Becco giallo) e tra una presentazione e l’altra Takoua gira per i licei e le università.

ARIANA GRANDE

MIRIAM GONZÁLEZ DURÁNTEZ

48 anni, avvocato Dietro al progetto #InspiringGirls (ad aprile anche in Italia), che incoraggia le bambine a liberare il talento e pensare in grande per il loro futuro, c’è questo vulcanico avvocato inglese. Moglie di Nick Clegg, ex leader liberaldemocratico, il suo #InspiringGirls usa un metodo semplice: mettere a tu per tu le bambine con donne che hanno realizzato desideri e obiettivi. Già attivo in Spagna, Serbia e Zambia, in Italia sarà gestito da Valore D, l’associazione di 155 imprese che promuove la leadership femminile, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione.

24 anni, popstar Ex attrice nelle serie Sam&Cat e Victorius, ha vinto l’American Music Award come miglior artista dell’anno 2016 ed è già candidata al Grammy 2017. A giugno il suo “Dangerous woman tour” toccherà il 15 Roma e il 17 Torino. Ariana, che segue una dieta vegana e parla italiano (la mamma ha origini abruzzesi, il papà siciliane) ha sparso la polverina del successo pure sul disco del fidanzato, il rapper Mac Miller. Il loro duetto My favorite part è diventato un videoclip dove la star scende da una 500.

THERESA MAY

60 anni, primo ministro inglese Nel 2017 la Brexit diventa realtà e il governo guidato da Theresa May dovrà sganciarsi dall’Europa. Come accadrà, però, resta un mistero. La premier, famosa per le sue scarpe eccentriche e per le collane con grandi sfere, ha un piano ma non lo svela: è astuta o solo impreparata? Intanto a fine gennaio una sentenza dell’Alta Corte deciderà se la Brexit deve ricevere l’ok del Parlamento, dopo quello del referendum. Nessuna sorpresa, i deputati non voteranno contro la decisione del popolo, però i tempi potrebbero allungarsi e le modalità di distacco ammorbidirsi, ma mai oltre il 2018.

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mattarellum

COSA SUCCEDE . QUESTA SETTIMANA

LA PAROLA DELLA SETTIMANA

Il suffisso latino forse servì a nobilitarlo in un anno, il 1993, nel quale era più difficile far digerire una riforma. Il nome della legge elettorale che alcuni vorrebbero reintrodurre, se il 24 gennaio l’Italicum verrà giudicato incostituzionale, è quello del Presidente Sergio Mattarella: fu lui a inventarlo quando era un deputato. In vigore fino al 2005, assegna tre quarti dei seggi con il sistema maggioritario e un quarto con il proporzionale, trovando un compromesso tra governabilità e rappresentanza.

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Se ci fosse un referendum per abolire il Jobs Act? di Gianluca Ferraris -

@g_ferraris

Visto da Michela

STAR WARS E L’AMORE DI UN PADRE

P

resto potremmo trovarci di fronte al terzo referendum in meno di un anno. Dopo il quesito sulle trivelle dello scorso aprile e quello sulla riforma costituzionale di dicembre, l’11 gennaio la Corte costituzionale esaminerà l’ammissibilità di 3 interrogativi promossi dalla Cgil grazie a 3,3 milioni di firme, che vorrebbero abrogare parte del Jobs Act approvato dal governo Renzi nel 2014. Se accolto dalla Corte, il referendum si terrà fra aprile e giugno. Ecco su cosa potremmo votare.

Il ritorno all’articolo 18. Il primo quesito chiede di eliminare le tutele

crescenti e ripristinare l’obbligo di reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa, al posto del semplice indennizzo economico. «Si tratta della parte più simbolica del referendum, perché ripristinerebbe gli effetti dell’articolo 18, depotenziato prima dalla legge Fornero e poi dal Jobs Act» spiega Luigi Grassi, avvocato specializzato in diritto del lavoro e relazioni aziendali. «In questo modo si tornerebbe al vecchio tempo indeterminato: a differenza di oggi, sarebbe quasi impossibile il licenziamento di un dipendente anche nei primi 3 anni di contratto. L’articolo 18, poi, verrebbe esteso a tutte le aziende sopra i 5 addetti, mentre prima il limite di applicazione era fissato a 15» continua l’esperto.

La limitazione dei voucher. Seconda e terza proposta sono più tecniche

ma avrebbero, in caso di approvazione, effetti importanti: riguardano la ridefinizione del “lavoro accessorio”, quello che oggi può essere pagato utilizzando i voucher, e il ripristino della norma che impone alle aziende di verificare che i loro appaltatori siano in regola con stipendi e contributi prima di pagarle. «Un obiettivo è limitare il ricorso così ampio ai voucher-lavoro» ribadisce Grassi. «Introdotti nel 2008 per il solo settore agrario e poi estesi ad altre categorie, dalle colf ai camerieri stagionali negli hotel, hanno finito per sostituire il lavoro a chiamata diventando in molti casi uno strumento di elusione fiscale, con 125 milioni di prestazioni certificate solo lo scorso anno».

di Michela Murgia @kelleddamurgia

Se avete intenzione di andare a vedere Rogue One, il nuovo film della saga di Star Wars, fate caso alla presenza del piccolo robot rosa, gemello dello storico droide R2-D2. Si chiama R2-KT e non è una furbata commerciale per vendere gadget anche alle bambine. In inglese le due lettere finali del nome del drone suonano “KeiTi”, cioè Kate. A costruirlo per la prima volta è stato Albin Johnson, il papà di una bambina malata di tumore e appassionata di Star Wars. Non potendo fare nulla per salvare la figlia, Albin realizzò un drone che vegliasse su di lei come R2-D2 sulla principessa Leila. Alla morte di Kate, nel 1997, Albin fondò un’associazione di appassionati che si vestono da Star Trooper e fanno volontariato in tutto il mondo. La Lucas Film ha voluto tributare un omaggio all’amore di questo padre, potente quanto la Forza. Che cosa ne pensi? Scrivi a dilatua@mondadori.it

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Digital box

IN FORMA DOPO LE FESTE CON UN’APP

ACCADDE IL 03/01/1954

di Roberto Moliterni

ANSA / OLYCOM / LA PRESSE

«La Rai, radiotelevisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive». Sono le parole che gli italiani sentono per la prima volta in tv, il 3 gennaio 1954. A pronunciarle è Fulvia Colombo, un’attrice di 28 anni col sogno dello spettacolo. Per prima sperimenta l’ebbrezza di apparire in diretta davanti a migliaia di persone. Per un essere umano è un’emozione complessa da gestire (lei stessa la paragonerà al viaggio sulla Luna). Fulvia lavora ancora in tv, presenta il Festival di Sanremo del ’58, ma nel ’63 lascia la Rai per un esaurimento nervoso. Il suo viale del tramonto è una casa di riposo in cui muore nel 2005, prigioniera dei ricordi.

Sembravano notizie, invece erano bufale di Giovanna Lasalvia

S

ono tante le “fake news”, le bufale diffuse online e condivise sui social. Da «Nel 2017 sarà obbligatorio ospitare un rom in casa per un anno» a «Il latino sarà abolito dal liceo classico». Solo qualche giorno fa è diventata virale la prima sul nuovo governo. Il premier Paolo Gentiloni (nella foto) non ha mai detto: «Italiani fate sacrifici, non lamentatevi». Eppure la falsa notizia, diffusa dal sito Libero Giornale, ha raggiunto 14.000 condivisioni in poche ore. Contro questo fenomeno è nata la figura del “debunker”, ovvero del demistificatore. Come Michelangelo Coltelli, cofondatore di Butac.it (Bufale un tanto al chilo): «In Italia molti sono così arrabbiati da ragionare di pancia e cascarci. Si legge quello che si vuole leggere senza andare oltre. C’è stato un aumento di domini che traggono in inganno per via del nome confondibile con le vere testate giornalistiche, da Il fatto quotidaino a Libero Giornale a il Corriere della Pera e La Rebubblica». Molte di queste pagine si dicono satiriche e avvertono: «Alcuni articoli potrebbero non corrispondere alla veridicità dei fatti». Ma Coltelli aggiunge: «In alcuni casi non hanno nulla a che vedere con la satira». Che è un’altra cosa. Lo sa bene Stefano Andreoli, che con Alessandro Bonino ha creato nel 2005 il blog satirico Spinoza.it: «Ogni nostra battuta è preceduta da una premessa con una notizia pubblicata su testate ufficiali». Secondo Andreoli, «alcuni siti nascono con intento comico-goliardico e fanno affermazioni talmente iperboliche da essere palesemente non credibili. Il problema nasce quando si dà una notizia falsa ma plausibile: questa può essere diffamatoria o alimentare pregiudizi e violenza». Come evitare di cascarci? Fabio Chiusi, giornalista che si occupa di libertà di espressione in Rete, dice: «Bisogna chiedersi chi sia l’autore, andare oltre il titolo, notare se la notizia sia presente su altri media. Meglio controllare i link e le fonti usate e diffidare di virgolettati che arrivano da chissà quale università. Ed è bene non condividere con leggerezza, ma informarsi, utilizzando come bussola il buon senso».

di Alessandro Rimassa @rimassasonoio

Ok, sentiamoci pure in colpa: Natale è passato e i chili di troppo si sono accumulati. Grave? Il bello delle feste è godersi pranzi e cene speciali, specie se poi conosciamo le app che ci aiutano a tornare in forma. La più nota si chiama My Fitness Pal e permette di segnare tutto ciò che si mangia e gli esercizi fatti: restituisce il consumo calorico, diviso tra proteine, grassi e carboidrati, è un ottimo modo per monitorarsi e verificare se conosciamo davvero ciò che mangiamo. Educazione alimentare, insomma. Mentre per le amanti della corsa c’è Runtastic, con cui conservare tutti i percorsi fatti, confrontarsi con le amiche, capire quante calorie si stanno bruciando. Chi mira a un allenamento intensivo può seguire i consigli di 7 Min Workout: c’è da sudare ogni giorno, ma per un tempo limitato. Con l’app 30 si apre invece una sfida lunga un mese: riuscirai a fare tutti gli esercizi proposti e otterrai i risultati che ti sei prefissata? Che cosa ne pensi? Scrivi a dilatua@mondadori.it

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COSA SUCCEDE . DONNA MODERNA

Victoria Alonso È lei la “mamma” dei supereroi Thor, Iron Man, Captain America... Dal 2008 realizza gli effetti speciali dei film firmati dal colosso Marvel. L’unica donna in questo ruolo a Hollywood

di Francesca Angeleri -

@fraangeleri

«T PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Nel 2017 al cinema sarà boom dei film sui supereroi. Alcuni titoli? Logan, con Hugh Jackman, nona pellicola della serie sugli X-Men; I Guardiani della Galassia 2, con Chris Pratt e Zoe Saldana; Wonder Woman, con Gal Gadot; Spiderman: Homecoming, con Michael Keaton; e Thor: Ragnarok, con Chris Hemsworth e Cate Blanchett.

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utti mi chiedono di svelare qual è il trucco per far volare Iron Man o per mettere in scena i combattimenti mozzafiato di Thor. E io rispondo sempre nello stesso modo: il segreto è usare la tecnologia al servizio della storia. Altrimenti non ha senso». Fa una certa impressione che a sfatare il mito degli effetti speciali al cinema sia una persona che sugli effetti speciali ci lavora: Victoria Alonso. Dal 2008 supervisiona quelli di tutti i film della Marvel, il colosso di Hollywood che produce cult come The Avengers, Captain America e Doctor Strange. E dal 2015 è vicepresidente esecutivo. Incontro Victoria alla View Conference di Torino, dedicata a cinema digitale, videogiochi e computer grafica: 50 anni, è una donna rassicurante, con capelli scuri e vestiti comodi. Argentina di Buenos Aires, ha un passato da attivista politica e studi universitari in psicologia e teatro. I supereroi li ha incontrati “da grande”, dopo essersi trasferita negli Stati Uniti. La sua carriera è il sogno americano diventato realtà? Gli Usa, nell’immaginario collettivo, sono il luogo dove le speranze si realizzano. Si parla, e male, di immigrazione solo sotto elezioni. Ma l’America è un Paese straordinario proprio per la varietà delle persone che lo compone e dei sogni che vi confluiscono. Di ogni nazionalità.

In un team di lavoro ci dovrebbe essere equilibrio tra i sessi. Del resto, il 40% del nostro pubblico è femminile. Hollywood era il suo obiettivo fin dall’inizio? A me è sempre piaciuto raccontare storie ed ero convinta che il teatro fosse il posto giusto. Ma abitavo a Los Angeles, così ho iniziato a lavorare per un’agenzia pubblicitaria. Non ha idea di quanti caffè e pranzi ho portato ai capi! Cosa significa, in pratica, supervisionare gli effetti speciali? Per prima cosa non dormire (ride, ndr). Io faccio 4 o 5 ore di sonno a notte... Scherzi a parte, per realizzare un film sui supereroi occorrono 18 mesi e dalle 3.000 alle 5.000 persone in tutto il mondo. Ogni pellicola è reaWWW.DONNAMODERNA.COM


solo uomini». E, se una mia idea viene bocciata durante una riunione, non do la colpa al fatto di essere in minoranza. Detto ciò, sono stufa di essere la sola donna in un ufficio! In un team ci dovrebbe essere equilibrio, anche perché il 40% del nostro pubblico è femminile. Perciò la Marvel ha un programma di stage per le studentesse delle superiori? Sono convinta della necessità di colmare il divario tra maschi e femmine nelle materie scientifiche: le ragazze che vengono da noi hanno dai 15 ai 18 anni e sono così brillanti... Ho fatto mio il motto della Geena Davis Foundation: “If you can see it, you can be it”. Se puoi vederlo, puoi esserlo. Se le teenager si abituano al fatto che una donna abbia l’opportunità di diventare ciò che vuole, e se lo fanno anche i coetanei maschi, riusciremo a educare le nuove generazioni all’uguaglianza. Tra i supereroi, però, di donne ce ne sono poche. Vero, prima i personaggi femminili erano solo sexy, a eccezione di Wonder Woman, tanto bella quanto forte e intelligente. Ma nei nostri film hanno le stesse qualità degli uomini: penso alla Vedova Nera, interpretata da Scarlett Johansson. E nel 2019 uscirà Captain Marvel: è la storia di Carol Danvers, che diventa una supereroina dopo aver incontrato un alieno che le dona i poteri. La interpreterà il premio Oscar Brie Larson.

lizzata 3 volte: quando la prepariamo, quando la giriamo e quando la montiamo. È vero che la “missione” della squadra che lavora con lei è catturare la sua attenzione? Nel gruppo io sono l’unica a non essere fan dei supereoi. Ogni volta che leggo una sceneggiatura o guardo una sequenza, la domanda che mi faccio è: mi interessa al punto da dedicarci 2 ore della mia vita? Gli spettatori si chiedono la stessa cosa. È anche l’unica donna nel suo ruolo. Ma quando entro in una stanza non penso mai: «Ci sono

Porterà sua figlia a vederlo? Se vorrà. Olivia ha 6 anni. E confesso che è dura, con il mio lavoro, essere una madre presente. Ogni giorno rinuncio a qualcosa. Quando l’opzione è presentare Thor a Londra con Kenneth Branagh o andare alla prima cerimonia di fine anno della scuola di Olivia, non è facile decidere. Sei lì che pensi: mi invitano alla première per ascoltare ciò che ho da dire, ho combattuto per arrivare fin qui... Ma ho scelto mia figlia. Anche se la bambina era troppo piccola per ricordarlo, ho pensato che quel momento della sua vita non si sarebbe ripetuto, l’anteprima di un film sì. Perché i supereroi hanno tanto successo? Sono come noi. La gente ama le loro imperfezioni, si riconosce nei loro difetti. Il suo preferito? Non mi chieda di scegliere! Tutti sono come miei figli. Ma nella vita reale, la vera supereroina è mia madre.

I successi IRON MAN

Il primo film di cui Victoria Alonso supervisiona gli effetti speciali è quello che nel 2008 consacra Robert Downey Jr. nel ruolo del playboy, industriale e supereroe Tony Stark. Ha avuto 2 sequel.

THE AVENGERS

Cult del 2012, è basato sulle avventure dell’omomino gruppo di supereroi dei fumetti: Thor, la Vedova Nera, Occhio di Falco, Hulk, Capitan America e Iron Man. È stato candidato agli Oscar 2013 per i migliori effetti speciali. Nel 2018 arriverà il terzo sequel.

DOCTOR STRANGE Uscito a fine 2016, racconta del neurochirurgo Stephen Strange che, dopo un incidente d’auto, perde l’uso delle mani. E viene addestrato nelle arti mistiche. Il protagonista è Benedict Cumberbatch.

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COSA SUCCEDE . IN FAMIGLIA

Casalinghe per scelta

raccontaci la tua storia scrivi a cosasuccede @mondadori.it

Tra i 25 e i 50 anni, istruite, con un buon lavoro alle spalle. È l’identikit delle italiane che decidono di tornare nella dimensione domestica. A occuparsi meglio dei figli. O a realizzarsi con un’attività in proprio. Pentite? Tutt’altro

di Ilaria Amato -

@ilariaamato1

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na volta eravamo casalinghe per mancanza di alternative: il nostro ruolo, 50 anni fa, era tra le mura domestiche. Poi, in tempi più recenti, molte di noi sono tornate a casa a causa della crisi e di lavori sempre più precari. Oggi qualcosa sta cambiando: tra i 9 milioni di donne che si occupano esclusivamente di figli e fornelli sta aumentando il numero di quelle che hanno deciso di rinunciare al classico “buon posto” per rientrare nella dimensione familiare. «Le nuove casalinghe sono giovani, in media hanno dai 25 ai 50 anni, e possiedono un livello di istruzione elevato: diploma, laurea e master» dice Annalisa Tonarelli, sociologa dell’università di Firenze, che studia il “fenomeno”. «Molte sfuggono alla definizione classica» aggiunge Federica Rossi Gasparrini, presidente di Federcasalinghe. «Non si ritrovano in una figura di donna che nell’immaginario collettivo è poco emancipata. Hanno pluricompetenze e una grande ambizione: realizzare se stesse, non necessariamente attraverso il lavoro fuori casa».

Alcune diventano “mompreneur”. I fattori che

spingono a fare la casalinga per scelta? «Il titolo di studio elevato è uno di questi» sostiene la sociologa Annalisa Tonarelli. «Le protagoniste di questo “ritorno a casa” sono donne molto qualificate e la loro preparazione le porta a nutrire grandi aspettative di realizzazione personale, che non sempre il lavoro riesce a soddisfare. Può capitare, per esempio, di non voler più sottostare a un capo non alla propria altezza oppure di non voler sacrificare tempo prezioso per la famiglia e per sé stando in ufficio tutto il giorno. E di scoprire che lontane dal lavoro si può tro-

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vare la felicità». Le motivazioni, però, non sono unicamente personali. «Pensiamo alla miriade di foodblogger o di “mompreneur”, le mamme imprenditrici di se stesse che hanno costruito un business offrendo servizi per bambini» continua la sociologa. «Le loro storie hanno creato la convinzione che stare a casa dietro ai fornelli o ai figli non significa essere penalizzate, ma può diventare fonte di affermazione personale. Poco conta, poi, che queste attività diventino una fonte di guadagno concreta, un vero e proprio secondo stipendio. Sono comunque esperienze motivanti, perché fanno apparire la casa come un luogo di crescita, anche se solo simbolica».

Altre tornano a dipendere dai mariti. Al di là

delle più intraprendenti, non c’è però il rischio di ricadere in un vecchio modello di donna che dipende dal compagno? «Certo, è una scelta che solo chi ha un partner con una buona busta paga o genitori solidi alle spalle può permettersi di fare» ammette Federica Rossi Gasparrini di Federcasalinghe. Interviene la sociologa Tonarelli: «In realtà, la questione è più complessa. Un tempo andare a lavorare per una donna rappresentava un modo per porsi allo stesso livello del marito, economico e sociale. Oggi in molte famiglie questa gerarchia è scomparsa. E insieme si sta affermando una tendenza a redistribuire ruoli: i padri vogliono occuparsi sempre più dei figli, allo stesso modo delle madri. L’accudimento della famiglia è diventato un valore in sé, più del denaro. Ed è riconosciuto come tale da entrambe le parti. Portare lo stipendio a casa non è l’unico modo per dimostrare di contare come un uomo».

PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Le casalinghe italiane sono 9 milioni, secondo l’Istat. Un numero destinato ad aumentare: sempre più donne riunciano alla carriera per ritrovare la felicità in famiglia.

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delle cose: dal denaro agli affetti, al modo di mangiare. Ora ho tempo, il mio tempo. Non sono costretta a fare la spesa di corsa infilando nel carrello le prime cose che vedo, ma vado direttamente nelle aziende agricole e trovo prodotti più sani e economici. Preparo io i piatti che mangiamo, senza prendere nulla di confezionato. Posso dire di avere uno stile di vita sano e a km zero, che lavorando non mi sarei potuta permettere. E, poi, mi posso dedicare alla mia vera passione: creare dei capi di abbigliamento che vendo ai mercatini organizzati dalla Federcasalinghe, come quello di Natale a Udine. Le ore che passo a cucire nel mio atelier di moda casalingo mi fanno sentire realizzata a pieno. In casa ho trovato la mia dimensione ideale e non ho nessuna intenzione di rinunciarci».

Giada Pizzino

39 anni, di Roma. «Ero la classica donna in carriera. Per i miei gemelli ho lasciato tutto»

Silvana Planeta

ROBERTO SALOMONE - MONDADORI PORTFOLIO

49 anni, di Sant’Angelo dei Lombardi (Av). «Ero una bancaria. Oggi ho un blog e gestisco il budget di famiglia»

«Vivevo a Napoli e lavoravo nell’ufficio marketing di un’importante banca italiana. Un posto d’oro, senza dubbio. Poi un giorno ho deciso di lasciare lo stress della città e trasferirmi nella verde Irpinia, a Sant’Angelo dei Lombardi, un paesino in cui andavo in vacanza da bambina. In un piccolo centro la vita è più tranquilla, tutto è a dimensione umana. Io sono mamma di 4 figli (allora ne avevo solo 2), qui ci sono meno pericoli per loro ed è più semplice seguirli. Così, nel 2012 ho dato le dimissioni e da allora non ho mai avuto nostalgia del lavoro. Altro che lustrare i pavimenti, le mie giornate sono pienissime! Diciamo che faccio la casalinga nei ritagli di tempo: sono presidente del Consiglio di istituto della scuola dei miei bambini, mi diletto a scrivere e ho aperto il blog Casalinga

rivoluzionaria.blogspot.com. Tengo un corso di inglese per adulti e uno che insegna ai ragazzi un metodo corretto per studiare, vado in palestra e ho scritto un libro: Da bancaria per caso a casalinga per scelta (sul sito www.silvanaplaneta.it, ndr). Della gestione dei soldi in famiglia me ne occupo personalmente. Sì, perché se mio marito porta a casa lo stipendio, sono poi io che controllo entrate e uscite. E il bilancio è in attivo».

Elisabetta Mrak

54 anni, di Pieris-San Canzian d’Isonzo (Go). «Lavoravo in fabbrica. Oggi ho uno stile di vita a km zero»

«Dopo che la fabbrica per cui lavoravo ha chiuso, ho scelto di non cercare un impiego fisso che mi portasse fuori casa. Non volevo rinunciare ai vantaggi di una vita più appagante per me. Il lusso non è uno stipendio a fine mese, ma la possibilità di prendersi cura delle cose importanti. Ho cambiato le mie abitudini e in questo modo ho riscoperto il valore

«Per molti anni ho fatto la consulente urbanistico-ambientale. Organizzavo eventi e convegni. Ero la classica donna in carriera presissima dal mio lavoro: il telefono che squilla a tutte le ore, il tarlo sempre in testa di non poter dire no a nessun cliente per paura di non essere chiamata più. A darmi lo slancio per liberarmi da questa frenesia continua è stata la nascita dei miei due gemelli, 4 anni fa. Avevo avuto una gravidanza a rischio, portarla a termine non era stato facile e ora che ero diventata mamma non avevo nessuna intenzione di rinunciare a quella gioia, o cederla a nonni e babysitter. In quei momenti ho ripensato a mia madre, che è stata presente quando ero bambina e in casa nostra c’erano sempre tanti amichetti per giocare. Anche io, come lei, voglio esserci per i miei figli in modo attivo e propositivo. Con lo stipendio di mio marito ce la facciamo, in più ho una piccola entrata da una casa in affitto. Non solo, avendo sempre lavorato con la partita Iva mi ero fatta un piccolo fondo previdenziale. Come passo le mie giornate quando i bimbi sono all’asilo? Non ho uno schema fisso: la libertà di potermi organizzare per me ha un valore enorme. Non significa non avere nulla da fare, ma farlo secondo i propri tempi e modi. Senza capi o colleghi a cui rendere conto».

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COSA SUCCEDE . 24 ORE SU 24

A che servono questi famosi

big data? Sono le “tracce” che lasciamo quando andiamo al supermercato, prenotiamo il cinema, mettiamo un commento sui social. Vengono raccolte in enormi archivi digitali e poi analizzate. Per offrire vacanze su misura o prevedere il risultato delle elezioni

di Giampaolo Cerri

ettabyte: se vuoi capire che cosa sono i Big Data e come ci cambieranno la vita, tieni a mente questa bizzarra parola. È una unità di misura della quantità di informazioni che produciamo quando facciamo shopping, navighiamo in Rete, pubblichiamo una foto su Facebook. A quanto ammonta? A 10 elevato alla 21esima potenza. Per fartene un’idea, pensa ai dati che può contenere il disco esterno dove hai salvato il video del primo giorno di scuola di tuo figlio o di un’ecografia... moltiplicato per un miliardo. Di Big Data si parla da quando le nostre vite si sono digitalizzate, e ogni azione genera informazioni custodite da qualche computer. L’epistemiologo Luciano Floridi, che insegna a Oxford, ha stimato i dati creati sin qui e quelli che si genereranno nei prossimi decenni: «Dai graffiti preistorici nelle caverne fino al 2013 l’uomo ha prodotto 4,4 Zettabyte di dati. Nel 2012 ne sono stati generati più che nei precedenti 5.000 anni. Dal 2013 al 2020 produrremo 44 Zettabyte di informazioni digitali». C’è poi un’altra differenza rispetto al passato. «Una volta, per raccogliere e conservare una parte infinitamente più piccola di dati occorrevano calcolatori enormi» osserva Francesco Sacco, docente dell’università Bocconi di Milano, esperto di economia digitale. «Oggi invece tutta la musica prodotta sin qui potrebbe stare in un hard disk che occupa 4 scaffa-

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PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Per fare chiarezza sui Big Data, di cui sentiamo parlare sempre più spesso. ➔ L’analisi dei social ha funzionato meglio dei campioni demoscopici per pronosticare la vittoria di Trump alle elezioni Usa. ➔ L’Ue vuole rilanciare l’industria aerospaziale europea. Perciò rende disponibili alle aziende i dati raccolti da 3 programmi (Egnos, Copernicus e Galileo) che usano le informazioni provenienti dalla osservazione della Terra dallo spazio.

li di una normale libreria. Intanto, la potenza di calcolo dei computer è cresciuta enormemente e siamo in grado di estrarre e dare cioè un senso, a miliardi di informazioni».

Studiano le malattie. «Negli Stati Uniti analizzan-

do milioni di tweet e post di Facebook si anticipa di almeno 15 giorni l’arrivo dell’influenza, con la possibilità, quindi, di ridurne i danni» spiega Riccardo Bellazzi, ordinario di Bioingegneria all’università di Pavia. Come? Basta usare un buon algoritmo (uno dei cosiddetti algoritmi predittivi, capaci cioè di “leggere” cosa accadrà) per decifrare schiere infinite di parole e individuare la sintomatologia tipica dell’attacco influenzale. Con il reparto di Endocrinologia della clinica Maugeri nell’ambito del progetto europeo Mosaic, Bellazzi ha immesso migliaia di informazioni di pazienWWW.DONNAMODERNA.COM

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Ci sono rischi per la privacy?

ti diabetici, da quelli delle visite a quelle dei farmaci assunti, e costruito un programma che permette ai medici di osservarli statisticamente nel corso tempo. «Studiando l’evoluzione di malati con caratteristiche simili» continua Bellazzi «è possibile rilevare quali altre patologie, secondarie ma ugualmente gravi, possono insorgere e quando. In questo modo i diabetologi hanno a disposizione strumenti per decidere, per esempio, di anticipare screening o di essere più aggressivi con le terapie sui nuovi pazienti».

Cambiano il modo di comprare. Il turismo è un

settore emblematico dell’utilizzo dei Big Data. A settembre, la società Almawave ha annunciato di aver raccolto per 45 giorni qualcosa come 21 milioni di messaggi Twitter e Instagram, in italiano e in inglese, aventi come argomento le vacan-

La gestione dei Big Data presenta 2 punti critici. «Il primo riguarda la “profilazione”: i dati che generiamo creano una specie di nostra seconda identità su cui altri potrebbero prendere decisioni automatiche» dice Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica alla Statale di Milano. «Una compagnia assicurativa può negarci una copertura, perché dal nostro profilo risulta che avremo un’alta probabilità di ammalarci. O un’azienda può non assumerci perché, dai dati, emerge che abbiamo un certo orientamento politico. Perciò sono cruciali regole che stabiliscano chi raccoglie i dati, come lo fa e con quale finalità. Ed è decisivo che ciò avvenga con il nostro consenso». C’è un secondo nodo da sciogliere: «La sicurezza dei metodi di conservazione delle informazioni, come l’uso di sistemi di cifratura» dice Ziccardi. «Yahoo ha appena annunciato un colossale furto di dati dei propri utenti. Pensiamo se fossero stati milioni di cartelle cliniche...».

ze in Italia. Club Med, invece, ha annunciato l’arrivo per il 2017 di una piattaforma digitale attraverso la quale raccogliere e vagliare i dati dei potenziali turisti per offrire pacchetti sempre più mirati. L’Italia sarà il Paese pilota. Viene così rovesciata la prospettiva: dal cliente che sceglie il viaggio al viaggio che gli viene offerto in base ai suoi gusti, ossia la vacanza personalizzata.

Permettono di mappare l’opinione pubblica.

Analizzare i dati, però, non è soltanto una questione di algoritmi. «L’apporto umano è decisivo» chiarisce Luigi Curini, professore di Scienza politica all’università Statale di Milano che, con i colleghi Andrea Ceron e Stefano Iacus, ha fondato nel 2012 Voices of the blogs, società che analizza le informazioni generate dai social network. I tre professori hanno inventato un algoritmo chiamato Isa, sigla che sta per Integrate sentiment analysis, ossia l’analisi integrata dell’opinione diffusa. Isa viene continuamente istruito da alcuni operatori specializzati: «I nostri analisti setacciano i social e distinguono gli interventi pertinenti a una certa ricerca da quelli che non lo sono. Ne bastano alcune migliaia, poi l’algoritmo impara a scartare ciò che non c’entra con l’argomento di cui ci si sta occupando». Durante le presidenziali americane, il team milanese ha analizzato quotidianamente fino a 10 milioni di messaggi dei social, arrivando a indicare il sorpasso di Donald Trump su Hillary Clinton diversi giorni prima dei sondaggi tradizionali.

Aiutano a trovare lavoro. «Noi lavoriamo con lo

stesso metodo per le imprese» racconta Curini. «Per un’azienda italiana che produce assorbenti femminili biodegradabili siamo riusciti a individuare nella California il mercato ideale, fino a dare indicazioni sul packaging giusto per le consumatrici. Quell’azienda ora esporta in quel mercato». Gli fa eco il professor Sacco: «Ricordo il caso di una piccola impresa italiana che, analizzando i dati, è riuscita a capire come il suo olio d’oliva di grande qualità potesse avere in Giappone un mercato floridissimo. Come? Oltre 89.000 interventi sui social in pochi mesi parlavano di extravergine. E l’export è cominciato». È facile dedurre, quindi, che quella del data analyst sia la professione del futuro. Da una ricerca Adecco, big delle risorse umane, su 347 aziende di varie dimensioni, da Sud a Nord, emerge che il 97% dei direttori del personale ha chiara la percezione dell’importanza di questi professionisti. Ma solo nel 20,27% di quelle stesse imprese esistono progetti sui Big Data. Un gap notevole, che dovrà essere colmato in fretta.

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COSA SUCCEDE . IN MOSTRA A BOLOGNA

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I celebri autoritratti. I quadri dedicati al marito Diego. Gli abiti che ne hanno fatto un’icona di stile. Ma non solo. La nostra giornalista ha visto da vicino il letto dove la pittrice messicana, invalida dopo un incidente, dipinse molte delle sue opere. Con un motto: «Viva la vida» di Catia Donini -

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@catiaconiac

vevo progettato di mostrare anche una Frida Kalho sorridente. Ho cercato fra gli autoritratti e le foto che le hanno scattato, ma ho trovato solo 2 immagini. Lei non sorride quasi mai, non ammicca, non è seduttiva. È sempre dritta, seria, che ci guarda in faccia». La storica dell’arte Gioia Mori mi accompagna fra le opere delle mostra che ha curato: La Collezione Gelman: arte messicana del XX secolo, in corso a Bologna. Ci sono dipinti, fotografie, disegni e collages dei grandi artisti del Paese sudamericano. Su tutti, Frida Kalho.

Il carattere da combattente. Nata nel 1907, da

padre di ascendenze ebraiche e madre di origini amerinde, Frida ha sempre detto di essere nata nel 1910: voleva sentirsi “figlia” della rivoluzione messicana, iniziata quell’anno per porre fine alla dittatura del generale Porfirio Díaz. «È unica» mi trovo a pensare davanti ai suoi quadri e agli autoritratti antesignani dei selfie: possiedono un linWWW.DONNAMODERNA.COM

©LUCIENNE BLOCH / IPA

Ho scoperto il segreto di Frida Kahlo

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In suo onore

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1 ANNIVERSARIO IMPORTANTE Nel 2017 ricorrono i 110 anni dalla nascita di Frida Kahlo. Bologna le dedica 2 mostre. La Collezione Gelman espone opere, foto e abiti (fino al 26 marzo, www.palazzo albergati.com, catalogo Skira). Dentro la vita di Frida Kahlo raccoglie le foto che le ha scattato Lucienne Bloch (fino al 26 febbraio, www. onoarte.com).

UNA, CENTO, MILLE FRIDA. 1. Autoritratto con scimmiette (1943): è nella mostra La Collezione Gelman. 2. Il libro illustrato Frida (Rizzoli). 3. Il francobollo Usa a lei dedicato nel 2001. 4. Un ritratto di Lucienne Bloch. 5. Diego Rivera e Frida in una foto de La Collezione Gelman.

guaggio moderno che era parte di lei, personalità fortissima a dispetto dei problemi di salute. «La Kahlo ha saputo trasformare i punti deboli in punti di forza» spiega Mori. A 18 anni l’autobus su cui viaggiava dopo la scuola si scontrò con un tram. L’incidente la frantumò in mille pezzi, deformandola per sempre, e l’arte divenne la sua finestra sul mondo. In mostra c’è anche il letto in cui trascorse anni con il busto ingessato. E in cui ha realizzato gran parte delle opere, compreso il celebre Autoritratto seduta sul letto del 1937. Grazie allo specchio sul soffitto dipingeva ciò che vedeva: se stessa.

L’amore (e odio) per Rivera. Frida scrive nei suoi

diari: «Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… Il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego». Ovvero, il pittore Diego Rivera. Nell’arte i due sono la coppia simbolo dell’odi et amo, del tradimento e del perdono, del furore e del dilaniamento amoroso. Si sposarono nel 1929, divorziarono 10 anni dopo a causa dei tradi-

2 FILM D’AUTORE La vita di Frida è stata raccontata in 2 film: Frida, Naturaleza Viva (1986) di Paul Leduc, con Ofelia Medina; e Frida (2002), diretto da Julie Taymor e interpretato da Salma Hayek, che per il ruolo è stata candidata all’Oscar.

1 DISCO CULT Il titolo dell’album dei Coldplay Viva la vida or Death and All His Friends (2008) si ispira alla Kahlo, che pochi giorni prima di morire scrisse la frase «Viva la vida!» sul dipinto a cui stava lavorando.

menti di lui (perfino con la sorella di Frida, Cristina), si risposarono nel 1940. Per reazione alle infedeltà di Rivera, Frida ebbe molte relazioni: con il comunista russo Leon Trotsky, il poeta André Breton, la fotografa Tina Modotti. Ma non smise mai di amare Diego. Tanti dipinti sono indissolubilmente legati al suo signor Rivera. Uno su tutti: L’abbraccio amorevole dell’universo, la terra (il Messico), Diego, io e il signor Xolotl del 1949. È esposto su una parete azzurro cielo che mi porta con l’immaginazione alla casa degli sposi, la Casa Azul a Coyoacán. Ammirando le sue opere più celebri - come Autoritratto con collana del 1933 e Autoritratto con scimmie del 1943, dove sono dipinte con lei le scimmiette che teneva in casa - mi risulta impossibile non mettere insieme il dolore che ha percorso l’esistenza breve e tormentata di Frida, morta a 47 anni, e la sua passione vorace per la vita. «Ha sofferto, ma in lei già prima dell’incontro fatale con Rivera o dell’incidente c’era una vivace sensibilità artistica» dice Gioia Mori. «Era figlia di un fotografo, Guillermo. Lo accompagnava. E osservava».

La forza dell’immaginazione. Nella mostra c’è

un’intrigante aggiunta: le creazioni di grandi stilisti che si sono ispirati a Frida, tra cui Gianfranco Ferrè, Valentino, Christian Lacroix. D’altro canto, già nei primi anni ’40 Elsa Schiaparelli aveva realizzato un abito-omaggio chiamato “Robe Madame Rivera”, dando il via così alla metamorfosi di Frida Kahlo in icona globale. Il suo abbigliamento, le acconciature, perfino il monosopracciglio (voluto per lei da Diego) continuano a essere subito riconoscibili. Mi chiedo se quei look in cui abbinava elementi messicani e cosmopoliti non fosse, alla fine, una divisa. E Gioia Mori mi racconta che quando Frida e la sorella Cristina vanno a New York, Cristina è vestita all’occidentale, mentre Frida indossa gli abiti tradizionali. Quei tessuti ampi nascondono le cicatrici e le mutilazioni, tra cui l’amputazione di una gamba, che in vestiti più formali non avrebbero trovato riparo. E sono al tempo stesso un proclama politico, dato che si richiamavano ai costumi del popolo messicano. Catalogata come “surrealista”, la Kahlo non lo fu mai, spiega Gioia Mori: «La sua immaginazione non era un modo per immergersi nel subconscio, ma il prodotto della sua vita». E questo è un atto di coraggio, o forse semplice fame di esistere. Nell’ultima stanza della mostra c’è in sottofondo una canzone della cilena Violeta Parra, le cui parole sono un grazie alla vita. Penso che Frida e Violeta sono protagoniste di due libri per bambine di Rapsodia Edizioni dedicati alle Antiprincipesse: le donne che combattono per affermare se stesse e ciò in cui credono. Anche se non possiedono un castello.

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COSA SUCCEDE . NELLE MARCHE

365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

Le nostre botteghe rinascono sul web

A 2 mesi dal sisma del 30 ottobre Tolentino ha perso la metà degli abitanti. Ma un gruppo di ragazzi ha scelto di restare. E ha lanciato un sito di e-commerce dove le piccole imprese locali possono continuare a vendere i loro prodotti. Per ripartire testo e foto di Alessandro Scotti

È

pomeriggio e il centro di Tolentino, in provincia di Macerata, è deserto. Camminando lungo le strade lastricate, la città appare ben curata e i palazzi storici restaurati con gusto. Nessuna anomalia, salvo l’assenza di persone. Le facciate degli edifici campeggiano lungo la strada principale con apparente solidità, ma il retro è puntellato da listoni d’abete e nastri arancioni. Ho la sensazione che sia tutto artificiale, quasi fosse il set di un film in attesa del ciak. Un film su una famiglia di provincia e la sua fortuna nel commercio.  

Tolentino non ha subìto danni dal terremoto del 24 agosto. Ma è stata colpita duramente dal

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sisma del 30 ottobre. La metà dei 20.000 abitanti si è ritrovata sfollata senza che la città sia stata rasa al suolo. Gli edifici si sono svuotati per diffusa inagibilità: «Dentro sono marci» dicono i residenti. Tolentino si appoggia sulla solidità di un distretto industriale invidiato da mezza Italia: concerie, aziende alimentari, ditte come Poltrona Frau che esportano in tutto il mondo. Eppure la città è vuota. E il primo visibile impatto di questo spopolamento è sui negozi che servivano centinaia di persone: drogherie, gioiellerie, botteghe come si trovano solo nelle cittadine storiche. Tutte deserte.  

Che vada a finire così, però, Paolo e Roberta non lo accettano. Amici da sempre, sono cre-

LA SFIDA DI “DAJE MARCHE”. Qui sopra, il magazzino di Daje Marche a Tolentino. Sulla piattaforma web, nata dopo il sisma, aziende e commercianti della zona di Macerata continuano a vendere i propri prodotti. Come Speranza Conti (nell’ultima foto da sinistra), proprietaria di un vigneto. Sul sito si trovano 210 specialità locali. Gli acquisti hanno superato quota 100.000 euro.

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UN PAESE INAGIBILE. A sinistra, il centro deserto di Tolentino (Mc). La scossa del 30 ottobre non ha raso al suolo gli edifici, ma li ha resi quasi tutti inagibili. Per questo, metà della popolazione ha dovuto abbandonare le proprie case.

sciuti qui e qui stanno costruendo il loro futuro professionale. Lui, architetto, lavora in un fab lab; lei, giornalista, collabora con Il Resto del Carlino. I primi giorni dopo il terremoto hanno un’idea: «Se i piccoli produttori locali non hanno più mercato perché la gente se ne è andata, offriamoglielo noi. Daje Marche!». In pochi giorni mettono in piedi il sito di e-commerce Dajemarche.com, forti dell’aiuto di decine di ragazzi, tutti volontari. «Se il terremoto ha aperto uno “stargate” nel mio salotto, troverò una soluzione. Mica voglio guardare il panorama dalla poltrona» dice Paolo.  

Il Comune ha messo a disposizione alcuni locali con affaccio su una strada del centro. Loro li han-

no riempiti di casse di cartone di 3 misure per la spedizione: piccola, media e grande. Daje Marche è aperto a tutti i commercianti e produttori del posto: vengono e portano quello che hanno da vendere. Un fotografo realizza a tempo di record una serie di scatti del prodotto e i suoi colleghi li caricano nel database di tutti gli articoli in vendita. Così, in pochi minuti, la merciaia che prima aveva una clientela di qualche decina di persone

si ritrova proiettata con le sue calze nel mercato globale. I ragazzi gestiscono la comunicazione, gli ordini e le spedizioni. Non oso chiedere quanti anni abbiano, ma nel brulicare di attività mi pare che nessuno arrivi ai 40. In poco più di un mese i volontari di Daje Marche hanno gestito quasi 10.000 ordini: un polmone pneumatico pompato in un territorio a cui manca aria.  

A Daje Marche si è rivolta anche Speranza, veterinaria e titolare di un’azienda vinicola. Il terre-

moto l’ha costretta a chiudere lo studio in paese: «Non posso mica curare gli animali da remoto, e qui non ci viene più nessuno» dice. Continuerà l’attività di veterinario da libera professionista col suo pick up, intanto si dedica con Gianluca ai 4 ettari di vigneti che ogni anno possono rendere 10.000 bottiglie: 3 rossi di uve Sangiovese e Montepulciano che si chiamano Alfredo, Ulisse e Vittorio, uno chardonnay dal nome Aqua Salata, un bianco di uva Maceratino e uno spumante. Invece di essere a disposizione solo per chi calca il set di una Tolentino semideserta, ora vengono venduti nel mondo dai ragazzi di Daje Marche.

#RICOMINCIAMO 365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

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COSA SUCCEDE . GLI SCRITTORI RACCONTANO LE FESTE

Niente sesso a Capodanno

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Era stanca di trascorrere la notte del 31 dicembre insieme a uomini sbagliati. Così aveva deciso di passarla da sola (e possibilmente dormendo). San Silvestro, però, aveva in serbo una sorpresa...

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disegno di Riccardo Guasco

L’

esplosione di un mortaretto precoce la fece sobbalzare, strappandola al torpore del dormiveglia. Maledizione! Aveva sperato con tutte le sue forze di addormentarsi per svegliarsi già nell’anno nuovo. Guardò il display del cellulare: mancavano ancora due ore alla mezzanotte ma qualcuno, giù in strada, evidentemente era impaziente di festeggiare.

Lei, invece, odiava San Silvestro. Lo odiava sin quando veniva costretta

dai genitori a interminabili cenoni dentro locali illuminati da luci al neon che rendevano le persone pallide e i cibi insapori, temendo il momento in cui gli adulti avrebbero tentato di trascinarla nei loro trenini al suono di Brigittebardòbardò fingendo un’allegria che erano lontani dal provare. In quei momenti veniva sopraffatta da una sensazione che non riusciva a mettere a fuoco, ma che aveva a che fare con il disagio e la malinconia.

Ma cosa ci poteva fare, lei? Attraversava quell’età in cui si è troppo

piccole per festeggiare con gli amici ma troppo grandi per avere una baby sitter, e il festone aziendale dei genitori sembrava l’unica soluzione possibile. Poi finalmente crebbe, e le cose peggiorarono. Accadde quando venne messa al corrente che quello che si fa a Capodanno si fa tutto l’anno: e si sa, c’era una sola cosa che si supponeva voler fare tutto l’anno; e no, non era lo shopping.

Il display si illuminò. Diego era in chat. «Manchi solo tu. Che fai, vie-

ni?». Se mai ne avesse avuta voglia, le faccine allegre con cui l’amico aveva accompagnato il messaggio erano così in contrasto col suo stato d’animo da toglierle qualsiasi desiderio. «No» rispose laconica. Sistemò la copertina sulle spalle e andò a prepararsi una cioccolata. Ora che ci pensava era colpa della sera di San Silvestro se la sua vita sessuale poteva vantare un’aneddotica di cui talvolta era orgogliosa, altre imbarazzata. Grazie a quelle notti - e alla decisione di non passarle da sola - aveva messo in carnet una crestomazia di personaggi il cui ricordo ancora le strappava un sorriso: il portatore sano di miominipene e il neanderthaliano che avrebbe voluto sottoporre ad antidoping; l’esperto i cui incontri richiedevano un’adeguata preparazione atletica e l’imbranato che da solo non trovava la strada.

Tutti bravi ragazzi. Con un paio di loro si era persino fidanzata ma, ecco,

non ne aveva più voglia, era venuto il momento di mandare tutti al diavolo e pensare solo a sé. Erano passati i tempi dell’euforia a comando e anche quelli delle relazioni fugaci: adesso in cima ai suoi propositi aveva messo lo stare bene con se stessa senza dover scendere a compromessi col partner del momento. E se questo significava passare il Capodanno in solitudine, be’, pazienza.

A svegliarla dal torpore questa volta fu il campanello di casa. Avvicinò

l’occhio allo spioncino e si trovò a fissare quello di Diego. «Apri, deficiente» le intimò. Non era solo. Dietro di lui gli amici entrarono nell’appartamento sculettando a passo di samba reggendo vassoi carichi di cibo, mentre Diego brandiva bottiglie di Veuve Clicquot. «E se avessi preferito starmene da sola?» lo sgridò. «Ma figurati!» tagliò corto lui. Ecco perché gli voleva così bene. Se era vera la storia che quello che si fa a Capodanno si fa tutto l’anno, l’anno che stava per arrivare sarebbe stato scoppiettante. «A una condizione» si arrese addentando la prima tartina. «Al primo accenno di Brigittebardòbardò, vi sbatto fuori tutti!».

CHI È L’AUTRICE Rossella Boriosi, 51 anni, metà milanese e metà perugina, è la “penna” di Grimilde Blog: qui raccoglie le storie e i punti di vista di chi è nella “età di mezzo”. Quest’anno ha scritto Nega, ridi, ama (Giunti), manifesto della menopausa come seconda giovinezza.

LA PROSSIMA SETTIMANA Dal 4 gennaio sarà in edicola il racconto di Roberto Moliterni. Trovi quelli di Flavio Pagano, Ester Viola ed Elisabetta Bucciarelli su www.donna moderna.com/ news/cultura-espettacolo/ racconti-di-natale

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COSA SUCCEDE . ABBIAMO INCONTRATO ARISA

Con il broncio la vita è brutta Questa frase letta per caso durante una vacanza è diventata una filosofia. Con la quale Arisa ha superato le polemiche di “X Factor” e la rottura con il fidanzato storico. E adesso festeggia i primi 7 anni della carriera. Con un album e un tour

L PERCHÉ LEGGERE QUESTO ARTICOLO Il 12 gennaio parte il Voce Tour di Arisa, che toccherà le principali città italiane con tappe a Firenze, Ferrara, Bologna, Roma per chiudersi a marzo a Milano (biglietti su www.ticketone.it).

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@ilcarza

a felicità porta fortuna è il titolo di un bellissimo film di Mike Leigh di qualche anno fa. Mi è tornato in mente dopo aver incontrato Arisa: quando parli con lei, sei investito da una carica di gioia. «Buongiorno, signora!» urla a una donna incontrata per strada a Milano. «Sto facendo un’intervista, ma se vuole dirmi qualcosa...». Il pensiero positivo della cantante è il filo conduttore della nostra chiacchierata: vince anche sulle polemiche con cui si è chiusa l’ultima edizione di X Factor, dove lei è tornata a ricoprire il ruolo di giudice. Sommersa dai fischi durante la finale, Arisa ha replicato al pubblico: «Siete dei maleducati!». E ha poi lasciato su Facebook un’unica nota ufficiale: «La regina vi saluta e vi ricorda che dal 12 gennaio sarà in tour nei teatri». Come

dire: adesso ho altro a cui pensare. Ovvero, Voce Best Of, l’album che raccoglie i brani cult dei suoi primi 7 anni di carriera e che porterà in giro per l’Italia. Un “greatest hits” a 34 anni: che effetto fa? È la chiusura di un capitolo importante, mi preparo a una nuova vita. Presto cambierò casa, poi mi aspettano progetti di lavoro (la seconda stagione del reality Il ricco e il povero con Chef Rubio, in onda l’anno prossimo su Discovery, ndr). Voglio accumulare esperienze, perché l’esistenza è una: non ci si può fossilizzare.

IL NUOVO DISCO Voce Best of ripercorre la carriera musicale di Arisa. Tra i 19 brani ci sono il cult Sincerità e l’inedito Una cantante di musica leggera.

Dopo quella da cantante a conduttrice, dobbiamo aspettarci nuove metamorfosi? Sono diventata anche restauratrice di mobili (ride, ndr). L’altro giorno mi sono messa a sistemare un WWW.DONNAMODERNA.COM

ANDREA VAILETTI - SIMPLE AG.

di Mattia Carzaniga -


Ti manca il Sud? Mi dispiace che sia una terra dimenticata, che certe tradizioni col tempo stiano scomparendo. Ma in fondo io sono la prima a essermene andata. E anche mia sorella Sabrina, che da anni vive a Londra. Ammiro chi resta. Dico sempre ai miei genitori di trasferirsi al Nord, ma loro non si muovono: lì hanno costruito una vita intera. L’inedito della tua raccolta si intitola Una cantante di musica leggera. Ti si addice come definizione? La leggerezza è uno stato necessario, no? Tricarico ha scritto il pezzo pensando a me, io me ne sono subito innamorata. Il brano che ti ha lanciata è Sincerità. Anche questa parola sembra rappresentarti. Anzi, per alcuni sei fin troppo schietta. Durante X Factor né i tuoi colleghi né il pubblico ti hanno perdonato certe affermazioni. Ho imparato a fregarmene delle polemiche. Ti insegnano che in tv devi essere te stesso, poi quando dici quello che pensi diventi un rompiscatole. È come insegnare a un bambino a parlare e poi farlo stare zitto. Io sono così, non studio da “personaggio”.

vecchio tavolino, una fatica! Ma mi sono impegnata, l’ho scartavetrato, ho comprato la vernice: la casa era un disastro. Vorrei imparare una professione nuova, tengo sempre pronto un piano B. Anche se è la vita a decidere, a sorprenderti. Quest’anno mi hanno richiamata a X Factor (era stata in giuria già nella quinta e sesta edizione, ndr), non me l’aspettavo. Poi è arrivato il disco. Un’esperienza ne chiama un’altra, se sei disposta ad accoglierle. Quando la vita ti ha sorpreso? Quando Mogol ha lanciato in Basilicata le borse di studio per il Cet, la sua accademia. Canto fin dai 4 anni, ma se non avessi vinto quel bando... All’epoca facevo l’estetista, avevo un ragazzo che mi piaceva un sacco. Però i sogni mi portavano altrove.

È stato criticato anche il tuo cantante di punta, il rapper Loomy. Mi dispiace, in lui ci ho creduto tanto. Ero certa sarebbe arrivato in finale, spero continui il suo percorso: se lo merita. Sui social network non hai peli sulla lingua. Mi mostro senza filtri, mi piace condividere i miei pezzi di vita quotidiana. Ora mi sono appassionata alle “stories” su Instagram: è un modo per sentirmi ancora più vicina alla gente. Dopo il bilancio professionale, ne facciamo uno sentimentale? È facile. Ora c’è il nulla. Ho chiuso da poco una relazione di 6 anni (con il manager Lorenzo Zambelli, ndr): abbiamo deciso di prenderci un momento di pausa e non siamo più tornati indietro. Ma ci lega un grande affetto: quando costruisci qualcosa con una persona è per sempre, anche se il sentimento cambia. Lo canto ne La notte: «La vita

Vivo l’amore in maniera totalizzante. Quando costruisci qualcosa con una persona, è per sempre. Anche se poi il sentimento cambia

può allontanarci, l’amore continuerà». Oggi sto bene da sola. Ne sei certa? Vivo l’amore in modo totalizzante. Quando sto con un ragazzo esiste solo lui, tendo ad annullarmi. Ora finalmente ho tempo per respirare, per dedicarmi agli altri. Voglio stare con gli amici, con la mia famiglia. A Natale sono volata a Londra da Sabrina: io e lei da sole, come quand’eravamo piccole. Single è bello? Di cosa dovrei lamentarmi? Sono una privilegiata, faccio il lavoro che mi piace. E bisogna cercare di essere positivi. Lo vediamo ogni giorno: da un momento all’altro può arrivare un terremoto o un attentato e distruggere la tua vita. Quelli sono i drammi veri. Per il resto, che male fa un sorriso? Quest’estate ero in Messico, in un bar c’era appesa la foto di un uomo con la faccia cupa e una scritta che diceva: “Con il broncio la vita è brutta”. In una recente “story” su Instagram hai fotografato un pezzo sul principe Harry apparso su Donna Moderna. La tua didascalia diceva: «Quella che cerchi sono io!». Magari scegliesse me: è un figo! E poi non mi dispiacerebbe diventare una principessa.

le recensioni dei film e le interviste ad attori e cantanti su

donnamoderna.com/news/ cultura-e-spettacolo

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PLAYLIST

COSA SUCCEDE . PLAYLIST

CAPODANNO 1 In piazza. A Bari il 31 dicembre cantano J-Ax e Fedez. A Napoli gli Stadio e i Tiromancino. A Cosenza Álvaro Soler. A Salerno si esibirà Antonello Venditti. 2 A teatro. Angelo Pisani porta in scena uno spettacolo sul “non protagonista” in famiglia: il padre. Lo sai che i papà veri sono… è al Teatro Verdi di Milano anche la notte di Capodanno (www. teatrodelburatto.it/ teatroverdi). 3 In “cortile”. Il re dei dj set Fatboy Slim farà scatenare tutti nel cinquecentesco Cortile della Pilotta a Parma. L’ingresso è libero (www. comune.parma.it).

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Sono il soprano più stonato del mondo

CINEMA

Nel 1944 il suo concerto riempì la Carnegie Hall di New York. Eppure “Florence” non azzeccava una nota. È nelle sale la storia di una donna piena di passione, ma senza talento. Con Meryl Streep e Hugh Grant di Marilena Vinci -

@Marilena_Vinci

Tre Oscar, 19 nomination, una filmografia da record. A 67 anni Meryl Streep ha un carisma unico. Parla con entusiasmo di Florence, il film di Stephen Frears ora al cinema, in cui interpreta una cantante lirica stonata realmente esistita negli Usa e arrivata all’apice del successo nel 1944. Che cosa l’ha affascinata di questo personaggio? Florence Foster Jenkins era una donna ricca che cantava solo per il gusto di farlo, ma la sua voce non corrispondeva alla sua passione. C’è un che di struggente in chi dedica la sua vita a un progetto senza avere talento. Il marito, interpretato da Hugh Grant, le è stato accanto nella sua illusione. Quando lui le dice: «Non c’è voce più vera della tua», è onesto. Florence metteva verità nelle sue interpretazioni. Lei è mai stata protetta dalle recen-

sioni negative su blog e giornali? Non leggo i commenti ai miei film però, sì, penso che mio marito l’abbia fatto. Come mette a suo agio i colleghi più giovani sul set? Mi dimentico le battute o sbaglio la posizione, così loro vedono che sono umana... E si rilassano. Con i suoi figli invece come si comporta? Dà loro consigli? Certo, peccato che non mi ascoltino! Hanno l’ottimismo della gioventù e fanno di testa loro. Ha mai pensato di fare la regista? No, ma produrrò una serie tv intitolata The Nix, tratta dall’omonimo romanzo di Nathan Hill. È un dramma politico-familiare. Il miglior film di quest’anno? Fuocoammare di Gianfranco Rosi. L’ho visto all’ultima Berlinale (la Streep era presidente di giuria: il film è nella lista dei documentari in corsa per l’Oscar, ndr).

IL LIBRO. Delicata e divertente, la vita di Florence è anche un libro scritto da Nicolas Martin e Jasper Rees (Piemme).

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NICK WALL

3 COSE DA FARE A...


Parola di MasterChef La sesta edizione del talent culinario di SkyUno sarà ancora più soprendente e agguerrita. Lo assicurano i 4 giudici di Andrea Scarpa -

@andreascarpa4

MOSTRE

L’Etiopia vista dalle ragazze

TV JOE BASTIANICH «Quest’anno diamo un messaggio importante: no agli sprechi alimentari. Dopo ogni prova i concorrenti hanno una doggy bag per gli avanzi. E la gran parte degli alimenti non impiegati in trasmissione viene donata ad associazioni benefiche di Milano».

BRUNO BARBIERI «Le concorrenti donne sono più aggressive, toste e ambiziose che mai. Chi viene a MasterChef usa la cucina per cambiare la sua vita in maniera importante e profonda. E noi questo raccontiamo: persone».

CARLO CRACCO «Con noi è dura, è vero, ma lo è anche la vita fuori. Si dice che questa sia la mia ultima edizione? La voce deve essere arrivata mentre io non c’ero… Di sicuro il gruppo è affiatato, ma non possiamo firmare a vita che staremo tutti e quattro insieme per sempre».

ANTONINO CANNAVACCIUOLO «Rispettiamo i concorrenti bravi, ma siamo severissimi dentro con quelli presuntuosi, che giocano a fare i personaggi senza conoscere i cibi e le ricette. Bisogna amare questo mestiere sapendo che è tanto bello e soddisfacente quanto duro e faticoso».

Cinque fotografe raccontano la propria terra, l’Etiopia. Si intitola Distance il nuovo progetto della piattaforma artistica Tales-on, ideata e curata da Marco Milan per stabilire relazioni con artisti contemporanei dei Paesi produttori di caffè (www.tales-on.com). È una mostra digitale, in cui le 5 artiste, tutte under 30, hanno lavorato alla realizzazione di 30 immagini, che scorrono su un monitor con una precisa sequenza.

Perché ti piacerà. Le foto

mostrano donne che percorrono chilometri a piedi per raggiungere il mercato, l’ambulatorio, la scuola. E, con le videointerviste alle artiste, stimolano a superare certi stereotipi sulla condizione femminile nei Paesi africani.

Dov’è. A Venezia, alla Sco-

letta dei Tiraoro e Battioro, fino all’8 gennaio. F.S.

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Il giovane cantante umbro ha davanti a sé 3 impegni importanti. Che somigliano a un esame di maturità di Mattia Carzaniga @ilcarza

MUSICA

Lo ricorderai come il vincitore di X Factor 7 grazie a La vita e la felicità, brano scritto per lui da Tiziano Ferro e Zibba. Michele Bravi, 22enne di Citta di Castello (Pg), inizia il 2017 con 3 “esami di maturità”. Il primo singolo internazionale. È già un successo in radio Don’t worry about me della cantante inglese Frances, che ha scelto di duettare con Michele. «È una canzone che insegna a sostenere chi ti ha aiutato in passato» dichiara lei. Per lui è un esordio internazionale. «Dopo la vittoria di X Factor 7, ha attraversato anni difficili: gli hanno perfino detto che “era finito”» commenta Marta Cagnola, giornalista esperta di spettacolo di Radio24. «Lui ha avuto l’intelligenza e la modestia di ricominciare da zero. E oggi raccoglie i primi risultati». Il programma tv. Andrà in onda dal 2 all’8 gennaio su TeenNick (canale 606 di Sky) la Top 10 #MusicParty di Michele Bravi, ovvero la playlist dei suoi 10 brani preferiti per divertirsi. «La musica è l’ingrediente segreto di ogni festa» dice lui. «La mia selezione punta a farci sentire più leggeri». Cagnola osserva: «In tv si vede la sua esperienza di youtuber che sa parlare ai più giovani. Negli ultimi anni Bravi si è reiventato sul web, come molti 20enni di oggi. E ha dimostrato di conoscerlo bene». Il canale YouTube di Michele vanta oltre 25 milioni di visualizzazioni. Il debutto a Sanremo. La prova del fuoco sarà il palco dell’Ariston, dove Michele Bravi è atteso tra i Big. Il brano che porterà si intitola Il diario degli errori. «Si parla già di un bel piazzamento in classifica» prevede Marta Cagnola. «Certo, Michele sa che oggi i favoriti sono i pezzi da 90 che arrivano da Amici di Maria De Filippi: Elodie e Sergio Sylvestre. Ma non sottovalutiamo la forza dei suoi follower in Rete…».

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TV

MUCIACCIA: DALL’ARTE ALLA STAMPANTE 3D Ricordi Art Attack? È la trasmissione che ha insegnato a generazioni di bambini l’arte del fai-da-te. Dal 1998 la conduce Giovanni Muciaccia che, negli anni, è diventato un mito per i fan. Ora lui si mette all’opera anche con robot e stampanti 3D. La trasmissione si chiama XMakers - Gli Xperimenti, va in onda su DeaKids dal lunedì al venerdì alle 10.35 e 15.25 e si rivolge ai piccoli “scienziati” digitali. Qualche esempio? Insegna a costruire un amplificatore per smartphone o a trasformare un aeroplanino di carta in un mezzo telecomandato. I.F.

TEATRO

“Frozen” in concerto

È il film Disney con i maggiori incassi di sempre. Se vuoi vivere le avventure magiche di Anna e sua sorella Elsa, non perdere Disney In Concert: Frozen, dal 29 dicembre all’8 gennaio nei teatri di Roma, Napoli, Milano e Torino (www.ticketone.it). È magico. Lo show unisce la suggestione del cinema al fascino di un concerto dal vivo: mentre sullo schermo viene proiettato il cartoon, la colonna sonora è eseguita da un’orchestra di 30 elementi e da un coro di 20 persone e 4 solisti. E in sala arriverà anche la neve! È emozionante. La colonna sonora del film ha venduto 8 milioni di album e la canzone Let It Go (All’alba sorgerò) ha vinto l’Oscar. L’hanno interpretata star come Demi Lovato, Martina StroesselVioletta e, nella versione italiana, Serena Autieri. M.L. WWW.DONNAMODERNA.COM

MANEL GIMENO

Che bravo Michele Bravi!


PLAYLIST . COSA SUCCEDE

LIBRI

LA PRESSE

MATA HARI TRA MITO E REALTÀ

È un Paulo Coelho in gran forma quello che in La spia (La Nave di Teseo) ripercorre la vita di Mata Hari, danzatrice e agente segreto olandese al servizio della Germania durante la Prima guerra mondiale. Il libro inizia dalle sue ultime ore di vita, quando viene prelevata dal carcere per essere fucilata. Lo scrittore alterna fatti reali ad altri di pura invenzione: dalla violenza sessuale subita a 16 anni alla danza che ne fece una diva. Fino alla trasformazione nell’agente H21. Proclamando la sua innocenza, Mata Hari disse: «La mia colpa più grande è essere una donna indipendente in un mondo governato dagli uomini». P.L.

Il 2017 inizia con una risata (anzi, tante)

RE CE N

RE D’AUTO di ALESSANDRA

APPIANO scrittrice

GLI ASPETTI IRRILEVANTI Paolo Sorrentino (Mondadori)

L’ironia dei nuovi racconti di Luciana Littizzetto non risparmia nessuno. Nemmeno la Bella Addormentata letto da Isabella Fava -

SIONI

CORALE

@isabyt

Io e Luciana Littizzetto abbiamo 3 cose in comune: l’altezza (non stratosferica), la generazione (siamo nate negli anni ’60) e il fatto di essere a volte un po’ sceme. L’ultima non l’ho inventata, giuro. Nell’aletta del libro La bella addormentata in quel posto è scritto: “Luciana Littizzetto vive a Torino e di professione fa la scema”. Ma la fa così bene che non puoi non ridere. I brevissimi racconti contenuti nel volume, quasi dei flash, trattano un po’ di tutto. Ci sono la Jolanda e il Walter (se seguite la Littizzetto, sapete a cosa si riferisce), Papa Frank (detto anche Frankienergy), riflessioni su politica, pubblicità, scoperte scientifiche... Ho letto La bella addormentata in quel posto sul treno, ridendo fino alle lacrime per la descrizione del “Maschio Alfa o Maschio Peugeot?” (che poi sarebbe Stefano Accorsi nello spot dell’auto), «con lo sguardo profondo e la mascella volitivissima, non come la maggior parte di voi maschi che guidate con le dita nel naso...». Potrei proseguire per ore raccontando le sue battute. Dirò solo che il ritmo e la comicità sono gli stessi dei monologhi di Luciana a Che tempo che fa? Come quando in “Addio, CiccioBilly” la Littizzetto descrive la nascita della libreria Billy dell’Ikea che si chiama «come Billy Elliott, perché già sapeva che, una volta montata, la libreria avrebbe ballato».

CHI È L’AUTRICE Luciana Littizzetto il sabato mattina conduce La bomba su Radio Deejay. La domenica sera è in tv al fianco di Fabio Fazio in Che tempo che fa? Il suo ultimo libro è La bella addormentata in quel posto (Mondadori, qui sotto la cover).

Dopo l’Oscar per La Grande Bellezza e il successo della serie tv The Young Pope, il regista napoletano fa centro anche con la sua terza prova letteraria. Preceduti dagli scatti in bianco e nero del fotografo Jacopo Benassi, 23 ritratti di uomini e donne alle prese con scelte quotidiane, traumi da superare, i rari momenti di felicità alternati a quelli cupi. Una suggestiva raccolta di storie comuni, che così comuni non sono mai. TI SCRIVO CHE TI AMO A cura di Guido Davico Bonino (Utet)

PASSIONALE Quando non esistevano gli sms e i social network, si parlava d’amore con missive palpitanti, che avevano il sapore dell’attesa e del desiderio. Per gli amanti lontani, l’unico mezzo per mantenere vivo il legame, per quelli vicini una specie di seduta analitica per confessare paure e speranze. Bonino ci fa da Cicerone in una scintillante galleria di 299 lettere, dove svettano per pathos quelle di Sibilla Aleramo e Dino Campana.

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IN

SIAMO TUTTI

RESPONSABILI ! Abbiamo creato un modello...

Associativo: 2800 produttori, 12 vivaisti, 14 distributori e 100 stazioni di confezionamento lavorano insieme ogni giorno con un obiettivo comune di crescita e condivisione di esperienze.

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Equo: i nostri produttori, artigiani di una produzione di qualità, beneficiano di un giusto ritorno economico per il loro lavoro.

Collettivo: ogni operatore della filiera rispetta le regole e le buone pratiche definite in maniera collegiale per un perfetto controllo della qualità.

Solidale: in Pink Lady®, la condivisione del know-how è fondamentale ed è incoraggiata l’accoglienza di giovani frutticoltori.

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La mela che coltiva i suoi valori


Moda e Bellezza Mara Gagliardi 22 ANNI, STUDENTESSA DI CREMONA

Chi è Ovale perfetto, labbra piene, pelle, occhi e capelli chiari. Basta poco per preparare Mara all’obiettivo del fotografo. Come l’ abbiamo trasformata È un make up al naturale quello scelto per Mara, con viso e labbra nude. Solo sulle palpebre un ombretto bronzo, accompagnato da tanto mascara, che mette in risalto lo sguardo.

Il beauty tip Natural Mousse Honey di Lavera (8,95 euro) rende la carnagione uniforme e luminosa.


MODA E BELLEZZA . MODELLA PER UN GIORNO

Multitasking

Camicia trendy più calzoni e scarponcini sportivi: il piumino corto mette d’accordo due tendenze. Giubbotto di piuma con cappuccio (Piazza Italia, 29,95 euro, tg. S-XL), giacca in denim e Mongolia lavorata a mano (Dassios, 1.215 euro, tg. S-L), pantaloni di cotone (Pence 1979, 229 euro, tg. 36-46), boots Grisport.

VOGLIA di PIUMINO

Come si fa a non amare il capo più simpatico dell’inverno? È caldo, è leggero e, indossato con i nostri consigli, è trendy. Dalla mattina alla sera

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styling di Bruno Dall’Arche foto di Jaan-Eric Fischer still life di Jessica Ventrella foto di Elia Fasti

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A MARA PIACE • Il rosa, gli abiti da sera e le borse. • Lo stile di Kate Moss. • I romanzi di Nicholas Spark

LA PROSSIMA IN COPERTINA

PUOI ESSERE TU

carica le tue foto su donnevere. donnamoderna.com

Multistrato

Rinforza il capospalla con un poncho. Da infilare sul giaccone quando stai all’aperto o sopra il maglione se in ufficio fa freddo. Piumino con cappuccio interno (Peak Performance, 635 euro, tg. XS-XL). Poncho in misto lana (115 euro) e cinquetasche di velluto millerighe stretch (195 euro, tg. 26-30), tutto Jeckerson.

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MODA E BELLEZZA . MODELLA PER UN GIORNO

CON UN LOOK DA CITTÀ Tronchetti di suède con zip laterale, suola e tacco alto a carro armato (Igi&Co, 84,90 euro).

Stivali al polpaccio di camoscio con gambale di pelo, listini da incrociare e suola antiscivolo (Bata, 89,99 euro).

CREDITO FOTOGRAIFCO LOREM IPSUM DEINDE AGENZIA

Boots scamosciati con suola di gomma e interno di pelo (FitFlop, (155 euro).

Scarponcini di nabuk, con suola a carro armato, fodera di peluche e piccola zeppa interna (Lumberjack, 99,90 euro).

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LOREM IPSUM . MODA E BELLEZZA Oversize

Se sei alta e slanciata abbina il maxi piumino a capi XL. Se sei minuta, resta su tagli slim. Solo le scarpe staranno bene grosse.

Piumino oversize con dettagli di lana (Tatras by Kevin James Morley, 560 euro, tg. S-L). Maglione di lana e mohair (59,95 euro), tuta di velluto liscio (39,95 euro). Tutto Zara, tg. S-L.

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Lunghissimo

Per non sembrare ingoffata, tieni aperto il piumino extralong. O strizzalo in vita con una cinturona. Cappotto imbottito di piumino chiuso da bottoni automatici (Sisley, 169 euro, tg. 38-48), abito di lana lavorata a trecce con collo alto (United Colors of Benetton, 189 euro, tg. XS-XL).

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MODELLA PER UN GIORNO . MODA E BELLEZZA

CREDITO FOTOGRAIFCO LOREM IPSUM DEINDE AGENZIA

Sportivissimo

Basta un tocco di colore che lega, in questo caso il rosso, e la giacca da montagna diventa super cool. Piumino corto con cappuccio, chiuso da zip (109 euro, tg. S-XL), maglione tricot (119 euro, tg. XS-XL), panta jogging di cotone ed elastam (54 euro, tg. XS-XL), sciarpa. Tutto Freddy.

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MODA E BELLEZZA . MODELLA PER UN GIORNO

Caldissimi, da usare in montagna o come doposcì ma in anche città, se il termometro scende sotto lo zero (Grisport, 89 euro).

INDIRIZZI A PAG. 115

CON UN OUTFIT TECNICO

Scarponcini da trekking di pelle nabuk, con lacci e ganci, suola di caucciù e calzata comoda (Mephisto, 149 euro).

Stringati di pelle, con dettagli di nabuk alla caviglia e cuciture a vista (Pittarello, 60 euro).

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LOREM IPSUM . MODA E BELLEZZA Elegante

Colore caldo e tessuto metal: cosÏ il piumino è perfetto persino sopra un abito da sera. Giacca effetto metallizzato con cappuccio estraibile, imbottita di piumino (Everhonest, 239 euro, tg. XS-XXL), Maglia di angora e viscosa (Iepa, 54,90 euro, tg. M-L), sciarpa di cashmere Colombo.

Trucco e pettinature Francesco Mammone per MKS.

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PER UN DICIOTTESIMO

È la scelta ideale per farti notare con classe.

SÌ: con uno scaldacuore di ecopelliccia nera. NO: con i gioielli vistosi. Abito di tulle plumetis con dettagli trasparenti e corpetto incorporato (Marella, 289 euro, tg. 3850). Décolletées di velluto con tacco gioiello Ballin.

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MINI, MIDI, MAXI

MODA E BELLEZZA . GUIDA AL CAPO

PER UN APERITIVO

Corto e semplice, ha solo un decoro sulla scollatura.

SÌ: con scarpe o borse eccentriche. NO: con uno scialle nero. Abito di tessuto elasticizzato con applicazione sullo scollo (Moami, 44,90 euro, tg. S-XXL). Sabot con decorazione sul lato Andrea Mondin.

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Lungo o corto, malizioso o castigato. Basta che sia nero. Perché, qualunque sia l’occasione, con il vestito black non sbagli mai

servizio di Arianna Scotti foto di Lorenzo Nardi testi di Silvio jr. Suppa trucco e pettinature di Laura Rinaldi @HM Battaglia

PER UNA SERATA A TEATRO

PER UNA NOTTE IN DISCOTECA

Lungo alla caviglia, ha un taglio squadrato e chic.

Scopre le gambe ma non fascia i fianchi: un mix furbo.

SÌ: con un trucco leggero,

SÌ: con una borsetta ricoperta

in sfumature nude. NO: con accessori a contrasto. Abito lungo con blusa di chiffon incorporata e manica a tre quarti (CaféNoir, 69 euro, tg. XS-L). Ballerine con decorazioni sul cinturino Nine West.

3 cose da sapere 1 Evita troppi dettagli metal o sparkling: sarebbero vistosi.

di paillettes dorate.

NO: con un capospalla importante. Abitino di velluto dorato con profondo scollo e morbido sui fianchi (Pennyblack, 219 euro, tg. 36-48). Décolletées alte Le Silla.

2 Le celeb mostrano le gambe nude, ma i collant neri velati ora sono un must.

3 Non ti piacciono i colori troppo scuri? L’alternativa di quest’anno è il grigio argento.

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MODA E BELLEZZA . GUIDA AL CAPO

PER UNA FESTA SUPER

L’ampio spacco rende questo abito lungo fluido e accattivante.

SÌ: con un nastrino nero al collo, tipo choker. NO: con i collant ricamati. Abito lungo in velluto nero con spacco profondo (OVS, 39,99 euro, tg. XS-L). Décolletées Marella.

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INDIRIZZI A PAG. 115

PER UNA CENA CON LUI

Ha uno scollo elaborato, fra bagliori e trasparenze.

SÌ: con un paio di sandali gioiello.

NO: con un make up carico. Abito a tubino con scollo all’americana decorato da cristalli (Camomilla Italia, 79,90 euro, tg. 42-46). Sandalo aperto René Caovilla.

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RADIO UFFICIALE

MARZO 19 MANTOVA, PALABAM • 22 BOLOGNA, UNIPOL ARENA 24 MILANO, MEDIOLANUM FORUM • 28 GENOVA, 105 STADIUM • 30 NAPOLI, PALAPARTENOPE APRILE

1° ROMA, PALALOTTOMATICA • 6 ACIREALE (CT), PAL’ART HOTEL ACIREALE 8 BARI, PALAFLORIO • 9 EBOLI (SA), PALASELE • 12 PERUGIA, PALAEVANGELISTI 13 FIRENZE, MANDELA FORUM • 15 RIMINI, 105 STADIUM • 18 ANCONA, PALAPROMOTEO ESTRA 20 VERONA, AGMS FORUM • 22 PADOVA, KIOENE ARENA • 23 CONEGLIANO (TV), ZOPPAS ARENA 26 TORINO, PALA ALPITOUR

radioitalia.it


MODA E BELLEZZA . COME SI PORTA

L’ABITINO LINGERIE

INDIRIZZI A PAG. 115

La sottoveste rosa può darti un look femminile e delicato oppure graffiante e deciso. Provala in questi mix ad alta seduzione di Jessica Ventrella

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1. Abito sottoveste di jersey con inserti in pizzo (Ragno, 32,90 euro, tg. S-L). 2. Cappa in garza soft di puro cashmere senza cuciture (Max&Co., 199 euro, tg. 38-48). 3. Occhiali da vista di acetato con cerniere in acciaio (GreenVision, 220 euro).

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4. Ballerine di velluto con dettaglio glitter sul tallone (Mia Moltrasio, 170 euro) e calze abbinate in misto cotone (Alto Milano for Mia Moltrasio). 5. Tronchetto di similpelle con micro borchie sul gambale (Primadonna Collection, 59,99 euro).

6. Pochette di pelle con borchiette e possibilità di tracolla (Aldo, 59 euro). 7. Anello in Unique Golden Rosé con punte di ceramica nera (Bronzallure, 79 euro). 8. Chiodo di similpelle con ricami floreali (H&M, 49,99 euro, tg. 32-44).

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MODA E BELLEZZA . IL GIOCO DEGLI OPPOSTI

INDIRIZZI A PAG. 115

DA RELAX O DA PASSEGGIO?

Guida alle scarpe zebrate 1 CON LE NAPPINE

Sono mocassini classici, con le frange di pelle, ma più aggressivi. Mettili sotto un tailleur di lana.

Una grafica d’impatto e due interpretazioni di carattere: con qualche piccola attenzione diventeranno entrambe facili da portare

2 CON LE BORCHIE

di Rossella Mazzali — testi di Silvio jr. Suppa

Tronchetti da rock star, arricchiti dai dettagli di metallo e dalla fantasia a strisce: l’ideale sotto un chiodo. CON LE FASCE Sandali con plantare Soft Footbed (Birkenstock, 179 euro).

LO STIVALETTO È un modello versatile da indossare sotto un total look nero, in tutta semplicità, oppure da accostare ai jeans strappati, magari con un capospalla tipo montone. Unica accortezza, non mescolare le fantasie: evita altri pezzi animalier e, se vuoi un pendant, aggiungi solo una borsa o un cappello optical. Via libera, invece, agli accessori di ecopelliccia nera.

IL SANDALO È una scelta coraggiosa: ti piacerà se ami stupire, per esempio abbinando una tuta in ciniglia scura o dei lunghissimi pantaloni palazzo. Così crei un outfit apparentemente cusual, in realtà molto chic. Il segreto è lasciare solo intravedere il motivo zebrato, senza scoprire troppo il piede. Se sei ancora più estrosa? Aggiungi tanti bijoux dorati per riprendere le fibbie.

I sandali dell’estate prossima, secondo certi stilisti, hanno un inserto ottanio o rosa insieme al motivo animalier. Per un abito chiaro.

4 CON IL METAL

Le décolletées in bianco e nero si fanno più glam con la punta argentata Da provare con un vestito lungo nero.

5 CON I CRISTALLI

Sono gli stivaletti zebrati più estremi: sdrammatizzali con una salopette.

CON I POMPON Stivaletto di cavallino (Max Mara, 485 euro).

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3 CON UN COLORE

Gli accessori dalle fantasie più originali su donnamoderna.com/ moda

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NEWS . MODA E BELLEZZA

I MOCASSINI RICREANO LO STILE DA ZAR IL RÉTRO SI SPOSA CON L’HI-TECH Chi porta gli occhiali ha almeno una consolazione: il divertimento di scegliere la montatura giusta. I modelli sono tanti, belli e irresistibili. Come quelli della nuova collezione Philosopheyes di GreenVision: look vintage che si rifà agli anni Sessanta, materiali d’avanguardia e colori originali. Ti piacciono? Li trovi negli oltre 550 centri ottici GreenVision in tutta Italia. Cercali su greenvision.it.

DENIM, ARTE E UNA CAPSULE COLLECTION Sapevi che la parola denim deriva da “de Nîmes”? È nella città francese, infatti, che è nato il tessuto più cool degli ultimi 100 anni. Sisley lo festeggia con una piccola collezione unisex, fatta in Italia con cotone top quality e finita con trattamenti di resina, tagli laser, rammendi, scoloriture. La capsule si chiama Lettres de Nîmes e la sua presentazione è accompagnata da eventi particolari: il 10 gennaio a Firenze e il 27 gennaio, a Milano, Marta Biasi, giovane artista, decorerà 15 capi scelti da blogger che poi posteranno le piccole opere d’arte sui social. Per saperne di più: it.sisley.com.

La sagoma è quella dei classici Brera, calzature simbolo di Fratelli Rossetti. A cambiare sono i materiali: velluto ricamato da tanti fili colorati, che trasformano i mocassini in calzature fiabesche. Se ti hanno conquistato, non esitare: fanno parte della collezione invernale, disponibile ancora per poco.

OGNI DIAMANTE HA UNA SUA STORIA I protagonisti sono un solitario, un tennis, un trilogy e una rivière, quattro gioielli iconici che raccontano, ognuno, un momento emozionante: è la campagna della collezione di diamanti Diamazing di Stroili. Se vuoi vedere i 5 short movies, cercali su tutti i social della maison, con l’hashtag #MyDiamazingMoment.

a cura di Orsina Baroldi scrivile a orsina.baroldi@mondadori.it

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MODA E BELLEZZA . CORPO PERFETTO

GYM À PORTER Occupano poco spazio, aiutano a rimodellare la silhouette, promettono un allenamento divertente. Guida agli attrezzi che trasformano un piccolo angolo di casa in una super palestra di Margherita Tizzi

SCOLPISCI CON LA SACCA BULGARA

FOLIO-ID

COS'È Una sacca a forma di mezza luna (di solito in pelle) riempita di sabbia, con delle cinghie all’estremità che forniscono cinque punti di presa (circa 80 euro su Amazon). «Le sue dimensioni variano: se sei esile scegli una sacca di 5 kg. Se sei un’atleta esperta e allenata, puoi spingerti tra i 17 e i 22 kg» consiglia la personal trainer Annachiara Saviori. A COSA SERVE Aiuta a incrementare la massa e la forza muscolare e scolpire i muscoli, migliora il portamento. L'ESERCIZIO «Per ridisegnare il punto vita, prova lo spin. Impugna saldamente la sacca con le braccia semi tese e le gambe divaricate. Ora falla ruotare, facendola passare prima davanti alle gambe, poi sopra la testa, assecondando il movimento con un’oscillazione del corpo. Bastano 15 volte, in un senso e nell’altro, senza recupero (2 sedute a settimana)» spiega l’esperta. Trovi tanti altri esercizi su Youtube.

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TONIFICA CON IL FOAM ROLLER COS'È Un rullo cilindrico di diverse dimensioni, liscio o rugoso, utilizzato in ambito sportivo e riabilitativo (circa 10 euro da Decathlon). Il modello standard è abbastanza morbido e disponibile in tre lunghezze. A COSA SERVE Sistemando il roller dove serve, si esercita una lieve pressione sui muscoli, che aumenta il flusso sanguigno, quindi aiuta a tonificare, ad alleviare le rigidità e a migliorare l’equilibrio e il bilanciamento. L'ESERCIZIO Per una pancia piatta esegui il “mountain climbers” 3 volte a settimana. «Mettiti supina nella posizione del piegamento, con il foam roller orizzontale sotto le mani e le gambe distese» spiega la personal trainer «Contrai gli addominali e, alternando le gambe, porta le ginocchia al petto per 8 volte. Concludi con un push up (piegamento sulle braccia)».

RINFORZA CON L’ELASTICO COS'È Una banda elastica lunga o corta, circolare o con manubri per inserire le mani o le caviglie (circa 6 euro, da Decathlon). «Se sei principiante, opta per un classico elastico di 2 metri di colore chiaro. Più è scuro e corto, più esercita resistenza». A COSA SERVE Quando lo tendi, migliori la forza e tonifichi i muscoli. Ideale anche per lo stretching e la riabilitazione. L'ESERCIZIO «Per scolpire le braccia, posiziona il centro dell’elastico sotto i piedi, afferra le estremità e portale verso le spalle» spiega l’esperta. «Con le gambe leggermente piegate, l’addome contratto e i gomiti stretti lungo il corpo, porta le mani verso l’alto (10 volte, 2 volte a settimana). Il modello circolare, invece, è ottimo per allenare i glutei. Mettilo in tensione attorno alle caviglie e, con le ginocchia flesse, saltella aprendo e chiudendo i piedi, mantenendo il bacino sempre nella stessa posizione (1 minuto)».

DOPO IL TRAINING 1 2

RASSODA CON IL POWER PLATE COS'È Una pedana a vibrazioni meccaniche che provocano microcontrazioni anche ai muscoli più profondi (circa 100 euro su mirafit.co.uk). Pesa circa 18 kg e ha un piccolo display che conteggia il tempo. Per allenarti, associala ad attività aerobiche. A COSA SERVE Mantenendo alcune posture sopra la pedana, dai 30 ai 60 secondi, massimo 2 volte a settimana, tonifica e aiuta a ridurre la cellulite. L'ESERCIZIO «La pedana aumenta del 30% l’efficacia degli esercizi» commenta Saviori. «Prova lo squat isometrico: sali sul power plate e appoggia i piedi nella larghezza del bacino: fletti leggermente le ginocchia, tenendole perpendicolari alle caviglie, quindi scarica il peso sui talloni e mantieni la posizione per 30 secondi. Per la versione isotonica, parti dalla posizione precedente, ma piega e stendi gambe per 30 secondi».

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1. Dermazero Bagnodoccia di Neutro Roberts (3,15 euro), senza parabeni, coloranti e alcol, è ideale per le pelli sensibili. 2. Crema Extra Rassodante Tonic Control di Becos (48 euro) contastra la formazione di smagliature. 3. Home Spa Olio Doccia Rivitalizzante Energizzante di Pupa (15,50 euro) lascia la pelle morbida grazie all’olio di mandorle. 4. Crema Corpo Nutriente di Salba (5,99 euro) contiene burro di karitè, miele e albicocca. 5. Profumata di frutti rossi, MyBio Crema Corpo di Marsiglia di Incarose (14 euro) migliora la microcircolazione.

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MODA E BELLEZZA . DETTAGLI CHE CONTANO

LA MANICURE SI FA

Hai già scelto l’abito da sera? Ora pensa alle mani. Ecco 6 idee, tutte facili da realizzare, per unghie sensazionali di Alberta Pianon

@albertapianon

ELEGANTE

con l’effetto nudo

Ti sembrerà strano, ma anche una manicure ultra semplice come questa può attirare gli sguardi. Perché sia d’impatto, però, ci vogliono unghie di media lunghezza e dalla forma arrotondata (no a quella quadrata, ora in ribasso). Attenzione anche alla scelta dello smalto nudo: bene un lattiginoso, ma che non tenda troppo al rosa. No al beige se hai la pelle molto chiara.

DORATA

con una french da sera

La manicure con la classica lunetta sta tornando prepotentemente alla ribalta. Per le feste provala anche tu in versione gold con le unghie trasparenti e le punte metal. In alternativa, se cerchi qualcosa di più vistoso, al posto dell’opalescente scegli una lacca rosso fuoco. O prova l’accoppiata base bordeaux e lunetta bronzo.

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OPTICAL

con il black & white

Se hai unghie piuttosto lunghe e dalla forma ovale o arrotondata, prova questa manicure particolare. Stendi due passate di smalto bianco latte su tutta l’unghia e lascia asciugare bene. Poi applica due lunette stickers per nail art nere: una sulla punta, l’altra appena sotto, lasciando fra loro un po’ di spazio. Termina con uno strato di top coat.

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NOTARE

GLI INDISPENSABILI 1. Breakfast At Tiffany’s di OPI (15 euro) è un perlato mat. 2. Nailwear Pro+ Rosie Gold di Avon (7,95 euro) fortifica le unghie. 3. Lasting Color Gel Burgundy Poppy di Pupa (6,90 euro), dal colore ricco, rende le unghie ultra lucide. 4. Vernis in Love Joie de Vivre di Sonia Rykiel x Lancôme (21 euro) è un rosso papavero. 5. Grazie al maxi pennello, smalto Metal Effect Gold di Deborah Milano (7 euro) si stende facilmente.

PREZIOSA

con gli strass

Per una serata rock prova questa manicure gioiello. Stendi su tutta l’unghia uno smalto nero e lascia asciugare. Poi, con una pinzetta applica 7 brillantini in colori diversi, tre alla base, tre sulla punta e uno al centro. Termina con un top coat fissativo.

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DIOR

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con un rosso fiammante

Dal corallo al rubino, passando per il papavero: tutte le nuance funzionano a patto che siano brillanti e ultra shine. Applica lo smalto a unghia piena, senza lasciare bordi vuoti. La forma? Ideale la squoval, ovvero quadrata con gli angoli arrotondati. Vuoi aggiungere un tocco extra? Applica un micro strass sulla punta dei mignoli: al centro oppure sul bordo esterno.

ARTISTICA

con tre nuance

Se sei esperta, prova la manicure a più colori. Scegli due smalti tono su tono, applica il più scuro alla base (dopo aver passato un trasparente) e quello chiaro subito dopo, in maniera irregolare. Traccia una lunetta dorata e termina con il top coat.

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IMAXTREE (5)

COLORATA

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MODA E BELLEZZA . SHOPPING

COSA SERVE ALLE TUE LABBRA? Il rossetto non basta. Coccola la bocca con un lip balm antifreddo, una maschera antietà o uno scrub. E preparati a baciare di Margherita Tizzi

La beauty routine ok

IL CONCENTRATO RIPARATORE Balsamo Labbra Ultra-Nutriente Rêve de Miel di Nuxe (11,25 euro), nel suo vasetto pop, è a base di miele, burro di karitè, essenza di pompelmo e oli vegetali. Nutre, ripara, lenisce e protegge.

L’IDRATANTE CHE PROFUMA Balsamo Labbra Violetta Karité L’Or des Femmes di L’Occitane (8 euro) cura la secchezza.

L’OLIO COLORATO Glow Reviving Oil Lip Tint di Estée Lauder (23 euro) regala un tocco fresco, delicatamente rosato e dà un immediato effetto labbra turgide.

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LA MASCHERA SOS Shea Lip Mask di Sephora (3,90 euro) è una maschera al karitè per proteggere e riparare. In soli 15 minuti, coccola e ripara bocca e contorno labbra.

D’inverno per proteggere le labbra dal vento e dal freddo utilizza quotidianamente un prodotto specifico a base di burro di karitè e oli vegetali. Una volta la settimana fai uno scrub delicato con un prodotto specifico. L’alternativa “fai-da-te”? Zucchero di canna e miele (un cucchiaino di entrambi) da strofinare delicatamente sulle labbra asciutte. Il tip in più: passa ogni giorno sulla bocca uno spazzolino da denti ultra morbido (quello dei bebè) per ravvivarne il colore e prevenire screpolature.

IL BALSAMO GOLOSO Bbo Bbo Lip Balm Blueberry di Tony Moly (8,50 euro, da Sephora) è arricchito con estratti emollienti e idratanti di miele e mirtillo.

IL PRIMER Éclat Minute Base Fixante Lèvres di Clarins (18,50 euro) si applica prima del lipstick per impedire alla texture di depositarsi nelle piccole rughe.

IL DUE IN UNO Benefiance Full Correction Lip Treatment di Shiseido (38 euro) è un balsamo anti-età per labbra secche e screpolate. Dona volume e migliora la stesura e la tenuta del rossetto.

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LASCIATI BACIARE. ANCHE DALL’INVERNO.

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D’inverno le tue labbra hanno bisogno di cure e attenzioni: proteggile con una formula speciale. Le componenti ricche di emollienti ristabiliscono la naturale idratazione, mentre Canfora e Timolo donano un rapido sollievo in caso di arrossamenti e screpolature.


MODA E BELLEZZA . NEWS

SORPRESA, LA TEXTURE È DOPPIA!

UNA PENNELLATA DI FARD E IL VISO È RADIOSO Ravviva il colorito e ridisegna l’ovale: il blush è il must 2017. Pure Color Envy Sculpting Blush, in 8 tonalità, con azione anti-ossidante e adatto a ogni pelle è la nuova proposta di Estée Lauder (45 euro).

la base che protegge

CUORE AZZURRO Duetto Idratante3 Crema + Gel Aqua Factor di Becos (56 euro, in istituto) disseta la pelle in profondità e aiuta a prevenire i segni dell’età.

Il primo segreto di un viso fresco e tonico è l’idratazione: meno i tessuti trattengono acqua, più la pelle perde tono e si segna. Aqua Factor di Becos aiuta l’epidermide a restare turgida grazie a principi polifunzionali: acido ialuronico, green collagen, un agente zuccherino e burri vegetali, infatti, trattengono l’acqua (sia in superficie sia negli strati profondi dell’epidermide), nutrono e lasciano i tessuti elastici e tonici. Il prodotto più sorprendente? Duetto Idratante3 Crema + Gel con la doppia texture: un cuore blu, “gelatinoso”, dall’effetto super, e una parte cremosa, più ricca e nutriente.

di Alberta Pianon scrivile a alberta.pianon@mondadori.it

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Il primo dovere del fondotinta è dare al viso un aspetto compatto e uniforme. Ma non sarebbe bello se potesse anche curare la pelle? Prevage Anti-Aging Foundation SPF 30 di Elizabeth Arden (59 euro) ci riesce. Grazie alla tecnologia Prevage arricchita di antiossidanti, questo fondotinta fluido e leggero, crea un look radioso, protegge, idrata e svolge un’azione anti-età. In 8 tonalità adatte a ogni incarnato, è facile da applicare. Soprattutto se lo stendi con l’apposito pennello a doppia punta (29 euro).

IL CONIGLIETTO DIVENTA UN DONO SOLIDALE Un regalino dell’ultimo? Mister Carrot, coniglietto di peluche, è la nuova mascotte solidale di Sephora. Costa 10 euro e, se lo compri, aiuti a sostenere l’associazione “Toutes à l’école” che aiuta le bambine cambogiane a studiare.

ANNO NUOVO, POCHETTE ROCK Se ti serve una nuova trousse dove tenere i fondamentali per i ritocchi. non farti scappare quella di Maybelline New York (9,90 euro). Rosa, decorata a teschietti, contiene il mascara Ciglia Sensational e un kajal. Ma ha spazio per molto di più.

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IL LOOK DA COPIARE SUBITO

La pallina dorata di Douglas (7,95 euro) racchiude tutto l’occorrente per un trucco occhi perfetto: ombretti, matita, mascara e pennello.

LA PAROLA DELLA SETTIMANA Sarà il nuovo colore capelli per il 2017. Dall’inglese “occhio di tigre”, si ispira alla nota pietra preziosa di cui replica gli effeti cromatici. Ovvero il bel castano con evidenti sfumature caramello che, qui sotto, vedi sull’attrice Kate Beckinsale.

UNA RIGA BLU (COME L’ABITO) A Los Angeles, alla prima del film La la land di Damien Chazelle, la protagonista Emma Stone ha sfoggiato un look tutto nei toni del blu, make up compreso. Ma, invece del solito ombretto, ha preferito un tratto di matita turchese sotto l’occhio. Per replicare questo effetto sofisticato fai come l’attrice e tieni il resto del trucco soft.

di Alberta Pianon —

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@AlbertaPianon

Ha una punta morbida e scrive alla perfezione la Matita Occhi Automatica di Bottega Verde (11,90 euro.)

Applica una base trasparente e, sulle labbra, solo un velo di rossetto rosato, meglio dalla texture leggera. Sì a un blush color pesca, applicato con un movimento rotatorio sullo zigomo. Per dare intensità allo sguardo, aggiungi una riga di matita nera all’interno della palpebra superiore. E completa con una doppia dose di mascara.

Shine Disco Balm Seductive Purple di Equivalenza (4,99 euro) è un gloss al profumo di mora che idrata e colora le labbra.

Nella pallina dorata un prodotto che cura in profondità le doppie punte dei capelli lunghi: Advanced Split Therapy Bauble di Ghd (18 euro).

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GETTY (2)/ SHUTTERSTOCK

Tiger eye

MODA E BELLEZZA . TREND


a rriva in edicola la collezione più completa mai realizzata prima dei Grandi Capolavori Disney•Pixar, tutti finalmente insieme in una preziosa Edizione da Collezione. 3° a PPunt am Ento: C a RS Parti in pole position con Saetta McQueen per un’avventura a tutto gas! l ’astro nascente delle corse è pronto a tutto per superare ogni avversario ma dovrà affrontare la gara più importante della sua vita in compagnia di Sally, c ricchetto e tutti i mitici personaggi di Radiator Springs! In ed Icola

© 2016 DISNEY/PIXAR

Opera composta da 19 uscite. Prime 5 uscite SORRISI + DVD €e9.99; uscite successive e9.99 (rivista esclusa).

PER SAPERNE DI PIÙ: www.mondadoriperte.it

Partite per la gara più divertente del mondo!

3 a uscita - 3 gennaio Sorrisi + Dvd Cars e9,99


disegno di @spora

MODA E BELLEZZA . SOCIAL

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L’estetista cinica

COSÌ SCEGLI IL DETERGENTE Oggi parliamo di una cosa semplice: come lavarsi la faccia. Se ben fatto, è il miglior trattamento antiage e illuminante che ci sia, quindi state attente. Il viso si può detergere in due modi. Il primo è per affinità, usando cioè detergenti oleosi secondo il principio che il simile scioglie il simile (ovvero l’olio scioglie il sebo). Rientrano nella categoria il latte detergente e tutti gli oli e i burri lavaviso. Il secondo metodo è quello per contrasto, ovvero si usa un sapone che elimini il sebo della pelle. Per “sapone” intendo un prodotto che fa schiuma: detergenti spumosi o acqua micellare.

Puoi seguirci su Twitter @albertapianon @alecipcip @walbiri

Puoi seguirci su Instagram @albertapianon @cri_nava @alecip16

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Dove lo trovo

IL CAPPOTTO DELLA RAGAZZA DEL TRENO di Elena Banfi

Puoi scriverci una email modabellezza@ mondadori.it

Obiettivo viso ben curato Come scegliere? Se

avete la pelle normale va bene un detergente schiumogeno. Non il sapone, che sgrassa troppo la pelle privandola delle sue difese, ma un detergente specifico per il viso (ce ne sono di ottimi anche al supermercato), da alternare, se siete di fretta, all’acqua micellare. Sapone di Marsiglia e sapone di Aleppo non vanno bene: hanno un ph non adatto. Pelle mista/grassa: valgono le stesse indicazioni per la pelle normale, a eccezione dell’acqua micellare. Meglio detergenti che vanno sciacquati. Pelle secca: consiglio un olio naturale (mandorle dolci o argan), massaggiato sulla pelle e poi eliminato con un prodotto schiumogeno. È ok anche il latte detergente, ma poi lavatelo via sempre con acqua tiepida.

«Esageratamente corti!» dice Olga25 dei suoi capelli con gli shatush. Da curare con prodotti a base di olio di mandorla e argan.

Puoi leggere i nostri post e guardare le nostre gallery sui canali Moda e Bellezza di donnamoderna. com

Ho perso la testa per il cappotto di Rachel, protagonista del film La ragazza del treno. Sapete di chi è? Federica, mail Ciao Federica, Emily Blunt/Rachel indossa un cappotto azzurro polvere del brand americano Vince, venduto sul sito di Neiman Marcus (neimanmarcus.com/ en-it). Su nordstrom.com trovi un modello meno costoso di T-Tahari (229 euro).

Il cappotto indossato da Emily Blunt nella Ragazza del treno è di Vince (700 euro circa). Info: vince.com.

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In 20 anni ne abbiamo fatte di case

Ăˆ il nostro compleanno! Festeggiamo insieme 20 anni d’ispirazione con un numero celebrativo, ricco di contenuti speciali dedicati al mondo della casa: il primo passo di un’annata indimenticabile. Seguici su casafacile.it e sui social con #casafacile20anni. In edicola dal 10 gennaio.

CasaFacile, CasaTua


2 cose che ti facilitano la vita LA SPAZZOLA ANTI-LACRIME

LE PIETRE Sono tutte realizzate in due dimensioni e con tre tagli pensati ad hoc per questa collezione.

Posso aiutarti?

Tangle Teezer (16,50 euro) ha un design ergonomico e denti così flessibili che evitano di spezzare i capelli e sciolgono i nodi con delicatezza. Puoi usarla anche sotto la doccia ed è perfetta se sei riccia.

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LA CARAFFA SUPER PRATICA

Colorata ed ergonomica, la nuova versione della caraffa filtrante Brita (19,99 euro) ha un’impugnatura al posto del manico e dimensioni ridotte ideali per una mini cucina.

Un anello o una collana su misura? Da oggi si può. Ti basta scegliere il modello che preferisci con le pietre intercambiabili della collezione Stones di Breil (da 38 euro). In questa capsule, l’acciaio e le pietre (83 in tutto) si uniscono magneticamente grazie a un meccanismo a calamita e a un incastro perfetto. Le possibilità sono illimitate: l’acciaio si combina con pietre naturali, come l’ametista, il quarzo, l’agata, con altre in acciaio lucido o satinato o con quelle con pavé di zirconi dal taglio brillante. Così avrai un gioiello unico, da cambiare a seconda dell’umore e del look. a cura di Marta Bonini — scrivi a marta.bonini@mondadori.it


FORMA

POSSO AIUTARTI?

DUE CONSIGLI PER TUTTE

Walnut. È il fiore che aiuta ad ad adattarsi a tutte le fasi di cambiamento. Nell’adolescenza per affrontare senza timori il passaggio all’età adulta. In gravidanza per accompagnare la futura mamma fino al parto. E in menopausa per attraversare questa fase senza rimpianti. Crab apple. È il rimedio di chi non si piace e si vede piena di difetti. È perfetto, quindi, in tutte e tre le fasi che si attraversano (adolescenza, gravidanza e menopausa) perché aiuta ad accettare i cambiamenti del corpo.

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I fiori di Bach per essere serene a ogni età Hai mai provato i rimedi floreali? Ti aiutano ad affrontare i cambiamenti o a superare i momenti delicati. Senza effetti collaterali di Luciana Alagna disegni Bomboland

PER L’ADOLESCENZA

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dolescenza, gravidanza, menopausa. Complici gli sbalzi ormonali, i momenti di passaggio della vita di una donna sono spesso accompagnati da ansie, paure e insicurezze che a volte possono portare anche a disturbi fisici. I fiori di Bach sono la soluzione giusta perché agiscono sui disagi emotivi, aiutando ad affrontarli. «Ogni essenza floreale funziona su uno stato d’animo negativo diverso, ristabilendo l’equilibrio e regalando benessere» spiega Gabi Krause, medico omeopata e presidente dell’Unione di floriterapia. «In più i fiori hanno il grande vantaggio di non dare effetti collaterali. Possono quindi essere presi tranquillamente anche durante la gravidanza o l’allattamento». Vediamo allora quali sono i rimedi giusti in tre momenti diversi della vita.

Dall’insicurezza al senso di inadeguatezza alla difficoltà nei rapporti con gli altri. Un adolescente ha più di un motivo per sentirsi a disagio, ma si può intervenire in modo mirato. «Per la ragazzina che si blocca convinta di non essere all’altezza, di non valere niente ci vuole Larch, che l’aiuta a credere in se stessa» spiega Angela Maio, ginecologa e floriterapeuta. «All’adolescente timida, che arrossisce facilmente e ha paura di tutto, suggerisco invece Mimulus, che le dà il coraggio di vincere i suoi timori». In molti casi il problema è quello di dipendere dall’approvazione del gruppo e non sapere dire “no”. In questo caso è perfetto Centaury, mentre alla ragazzina sempre con la testa fra le nuvole va bene Clematis, che dona un po’ di concretezza. Sempre sbadata e poco concentrata a scuola? Chestnut Bud è il rimedio ideale. «L’adolescente in conflitto con i genitori, che si sente incompresa e tende a isolarsi, ha invece bisogno di Water Violet» spiega la dotWWW.DONNAMODERNA.COM


l’aspettano. Il rimedio più adatto per lei è White Chestnut, che scaccia i pensieri fissi. «La pau-

ra che possa accadere qualcosa al bimbo può affliggere per tutto il periodo della gravidanza e anche quando il piccolo è nato, ma si risolve con Red Chestnut, rinforzandolo magari con Gentian che restituisce la fiducia» spiega Gabi Krause. «Se, come spesso accade, la neomamma è preoccupata per la nuova responsabilità e teme di non essere all’altezza, ha bisogno di Elm, utilissimo anche dopo la nascita». Quando il parto si avvicina qualcuna ha paura di provare troppo dolore. L’ideale in questi casi è Rock Rose. «Quello che non deve mai mancare, però, è Rescue Remedy» raccomanda Angela Maio. «È l’ideale per accompagnare la futura mamma nei nove mesi e durante il travaglio perché, oltre a riequilibrare, protegge i tessuti dai traumi del parto». Il bambino è nato ed è andato tutto bene: perché allora quella malinconia e quella voglia di piangere? «È il baby blues, dovuto al calo degli ormoni, che passa nel giro di due, tre settimane al massimo» dice la ginecologa. «Ma con Mustard, magari associato a Gorse e Gentian, si ritrova prima il sorriso».

Soluzioni a portata di mano Spaventi, arrabbiature, crisi d’ansia: Rescue Remedy spray, (15,30 euro), un mix di 5 fiori di Bach, è un calmante pronto all’uso. Le preoccupazioni ti tolgono il sonno? C’è Rescue night (16,20 euro) che, oltre alle 5 essenze contiene White Chestnut, per i pensieri ossessivi. Entrambi sono prodotti da Loacker Remedia e senza alcol.

PER LA MENOPAUSA

toressa Krause. «L’aiuta ad aprirsi e a migliorare i rapporti. Infine, un consiglio che vale per tutte le donne, adolescenti e non. Si tratta di Chicory cheè efficace in caso di sindrome premestruale e ciclo difficile».

PER LA GRAVIDANZA E IL PARTO I nove mesi sono spesso caratterizzati da sentimenti contrastanti, sbalzi d’umore, timori e preoccupazioni. «I primi tre, quando la futura mamma è assalita da fantasie e preoccupazioni per un’esperienza che non conosce, si affrontano con Aspen» dice la dottoressa Maio. «Se quello che spaventa di più è la prospettiva della gravidanza e del parto, Star of Bethlehem può ridare serenità. Contro spossatezza e affaticamento, invece, è di grande aiuto Olive, mentre Hornbeam serve per la stanchezza mentale dovuta alle preoccupazioni legate ai cambiamenti che seguiranno alla gravidanza». A volte la futura mamma non riesce a dormire pensando a tutte le novità che

«È un periodo di grande cambiamento, ma per fortuna le trasformazioni avvengono in maniera lenta e ci si può preparare ad affrontarle» tranquillizza Angela Maio. «Gli sbalzi ormonali, che creano spesso malumore e insicurezza, si riequilibrano con Scleranthus. Se prevalgono nervosismo e irritabilità, si può aggiungere Impatiens, che riporta la calma». Le vampate invece si attenuano associando Walnut e Holly. «Per le donne che tendono all’autocommiserazione e a mettersi sempre in discussione, funziona Willow che aiuta a ritrovare l’autostima» suggerisce la dottoressa Krause. «Per alcune la perdita della fertilità è un vero e proprio lutto. Così si rischia di sprofondare nella tristezza e nella nostalgia per la gioventù perduta. Il fiore giusto è Gentian, che restituisce la speranza in un futuro migliore. Si può associare a Wild Rose in grado di regalare energia e fiducia nella vita per trovare nuovi obiettivi». Contro la stanchezza, frequente in menopausa e spesso dovuta a insonnia, si può prendere Centaury, da abbinare a Olive, che ridà tono anche quando le vampate sono molto forti e tolgono energia.

Le dosi giuste Dopo aver scelto i fiori, puoi farti preparare la miscela dal farmacista oppure acquistare le singole essenze insieme a un flacone da 30 ml: riempilo di acqua minerale e aggiungi un cucchiaino di brandy o aceto di mele e 2 gocce di ogni fiore scelto (massimo sette). Le dosi? 4 gocce, 4 volte al giorno, o anche più se serve.

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La prima volta sulla neve Non è una questione di età, ma di muscolatura, equilibrio e coordinazione. In questo articolo ti suggeriamo lo sport invernale giusto e adatto a te. E le regole per iniziare

Vista la complessità di questa disciplina è importante non improvvisarsi e prendere lezioni. SCI Impari così non solo la tecnica corretta, ma potenzi i benefici dell’allenamento. È adatto a te se hai già muscoli tonici e allenati, non soffri di problemi alle ginocchia e possiedi una buona resistenza nelle gambe perché pratichi altri sport come corsa e bicicletta. Come iniziare «Le prime volte che indossi gli sci cerca di mantenere il peso del tuo corpo al centro. Così trovi l’equilibrio giusto e puoi iniziare a fare le curve a spazzaneve o derapando» spiega Isabell Kasslatter, maestra di sci. L’attrezzatura giusta «Ti servono un paio di sci, leggeri e non troppo lunghi, e dei bastoncini adeguati alla tua altezza: controlla che impugnandoli il gomito formi un angolo di 90 gradi» spiega l’esperta. Poi, scegli degli scarponi, meglio se a quattro ganci, e un casco. Cosa allena È un’attività intensa che coinvolge tutta la muscolatura. Oltre a stimolare l’apparato cardiovascolare, rafforza e tonifica le gambe.

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OCCHIO ALLO SCARPONE

Quasi sempre a fare le spese di una caduta sugli sci è il ginocchio che è a rischio perché è la parte più esposta a piegamenti. Inoltre, i nuovi scarponi, molto alti e rigidi, bloccano la caviglia e il polpaccio ma lasciano libero il ginocchio che, in caso di caduta, deve sostenere la rotazione della gamba. Quando li compri, sceglili con attenzione: piega leggermente le gambe e solleva il tallone. Si alza? Cambia modello o numero.

È una disciplina che combina i movimenti dello sci con quelli delSNOWBOARD lo skate. Con l’aiuto di una tavola si fanno salti leggeri lasciandosi scivolare sul manto nevoso. È adatto a te se possiedi coordinazione ed equilibrio, necessari per muoverti sulla tavola con agilità, per divertirti e per adattare il movimento al tipo di discesa che devi affrontare. Come iniziare «Per prendere dimestichezza con la tavola da neve e imparare a trovare l’equilibrio giusto, meglio partire con un solo piede agganciato. L’altro rimane libero e dà la spinta. Solo dopo esserti allenata a sufficienza, puoi passare ad allacciarli entrambi e iniziare a curvare» spiega Walter Mussner, maestro di sci e di snowboard. L’attrezzatura giusta Procurati una tuta da sci impermeabile perché all’inizio cadrai spesso, una tavola non troppo lunga per facilitare i movimenti, un paio di scarponi morbidi e capaci di tenere ben saldo il piede. E poi, sempre il casco. Cosa allena È uno sport che richiede un certo sforzo fisico non solo nelle gambe, ma anche nelle spalle, nella braccia e nell’addome. WWW.DONNAMODERNA.COM

OLYCOM

di Angela Altomare


3 buoni motivi per fare sport in montagna

I REALI La principessa Alexia scia con papà Re Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi e la Regina Maxima, a Lech, in Austria.

È una corsa ad alta quota che si pratica su sentieri di montagna e SKY sulla neve. Il susseguirsi di salite RUNNING e discese rende questa disciplina completa e poco noiosa. È adatto a te se sei già una runner esperta o pratichi sport regolarmente e cerchi un’attività intensa e coinvolgente da fare in montagna in inverno. Per praticare questa disciplina è richiesta una buona preparazione: articolazioni e tendini sono sollecitati al massimo. Come iniziare Basta un allenamento di almeno un’ora 2 volte a settimana e poi gradualmente man mano si può aumentare durata e frequenza. L’attrezzatura giusta Per limitare i rischi è importante indossare casco protettivo e scarpe adeguate. «Quelle adatte sono antiscivolo e proteggono la caviglia e allo stesso tempo lasciano grande libertà al piede riducendone al minimo l’impatto sul sentiero» spiega Tiraboschi. Cosa allena Aumenta la resistenza aerobica e il tono muscolare sia della parte inferiore del corpo sia di quella superiore. Inoltre, stimola l’apparato cardiovascolare.

1 È un toccasana per i muscoli e il cuore Sciare migliora l’ossigenazione dei tessuti e il rinnovamento del sangue e aiuta a prevenire disturbi come le malattie cardiovascolari e l’Alzheimer. A dirlo è uno studio dell’Istituto di scienze motorie dell’Università di Salisburgo. 2 Allenta lo stress Secondo uno studio condotto  dalla Yonsei University in Corea del Sud sciare contribuisce a migliorare l’umore. I ricercatori, misurando il livelli di felicità e soddisfazione di sciatori e snowboarder, hanno scoperto che lo sport invernale ha un effetto positivo sul benessere. 3 Migliora la respirazione Allenarsi ad alta quota aiuta a contrastare la rinite allergica e l’asma bronchiale. Più si sale in montagna, più si respira aria buona priva di agenti che possono indurre problemi all’apparato respiratorio.

Questa disciplina ha due stili: classico e skating. Nel primo, il SCI passo è alternato, nel secondo, DI FONDO invece, si riprendono alcuni movimenti del pattinaggio ed è molto più complesso. È adatto a te se pratichi già qualche sport e cerchi un’attività sulla neve capace di farti bruciare tanto. In un’ora di allenamento il dispendio energetico può arrivare a superare anche le 500 calorie. Inoltre, è perfetta per te se devi tonificare gambe e braccia. Come iniziare «Se cominci da zero meglio scegliere la tecnica classica. Impari a coordinare più facilmente gambe e braccia» spiega Carolina Tiraboschi, maestra di sci di fondo. L’attrezzatura giusta «Bastoncini flessibili che arrivano all’altezza delle ascelle nella tecnica classica, più lunghi invece in quella libera. Anche il resto dell’equipaggiamento è diverso a seconda del tipo di sciata: sci stretti e flessibili e scarponi leggeri nello stile classico, sci più rigidi e scarponi alti fino alla caviglia nello skating» dice l’esperta. Cosa allena È un’attività semplice e completa che tonifica e rafforza soprattutto gambe e braccia, favorendo la prontezza dei riflessi, la coordinazione e la circolazione.

Si fa su percorsi di montagna o sulla neve fresca. Nei tratti in saCIASPOLE lita per facilitare il passo le bacchette si muovono insieme, in discesa invece si alternano. È adatto a te se sei poco allenata. La camminata con le ciaspole è un’attività di tipo aerobico che coinvolge al minimo le articolazioni e ti permette di non fare troppi sforzi. È ideale se ami le escursioni e vuoi rassodare gambe e glutei. Rispetto alla normale camminata, bruci il doppio delle calorie. Come iniziare Per avere maggiore equilibrio nella camminata, inizia facendo passi brevi e tenendo le gambe leggermente divaricate. L’attrezzatura giusta Oltre a racchette da neve e bastoncini appositi, procurati degli scarponcini da trekking di Goretex alti fino alla caviglia: aiutano ad assicurarti stabilità e dinamicità nel passo e a stabilizzare la postura. Cosa allena È un traning facile da imparare. Migliora la coordinazione, facendo lavorare in modo soft cuore e polmoni e in maniera più intensa i muscoli di gambe, glutei e braccia, sollecitate dall’uso “ritmico” delle racchette.

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Le ciotole del buonumore Se sei preoccupata per le trasgressioni delle feste, bilancia con le buddha bowls, un mix di ingredienti che non pesa sulla linea. E ti dà energia testo e foto di Nina Gigante @nina_riceandshine — www.romeoejulienne.com

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pri il frigo. Tira fuori il riso avanzato dalla cena di ieri sera e quella lattuga vche hai comprato perché l’insalata, si sa, fa bene, ma con questo freddo, poi, non hai avuto voglia di mangiarla. Pela e taglia a julienne una carota. Apri un vasetto di legumi, sì, proprio quello che tieni per le emergenze. Saltali in padella con delle spezie, mentre prepari il tuo dressing preferito. Scegli una ciotola, grande abbastanza da farci stare tutto et voilà. In meno di 10 minuti e senza grandi sforzi hai preparato uno dei piatti più sani e in voga del momento. Le chiamano buddha bowls: spopolano su Instagram e Pinterest e non c’è healthy café, da San Francisco a Londra, che non ne abbia almeno una in menu.

Per comporle, ecco cosa ti serve:

1 Un cereale in chicco meglio se integrale per essere sazi più a lungo (riso, orzo, farro, grano saraceno o quinoa).

Il principio su cui si basano Questi mix

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2 Delle verdure cotte: zucca al forno, patate dolci, barbabietole, broccoli.

3 Per la quota proteine, considerando che le buddha bowls sono di solito vegetariane o vegane, la scelta ricade su legumi, anche in forma di hummus o paté, o tofu saltato in padella se opti per la variante vegana. Uova strapazzate o in camicia, del salmone o della feta potranno fare al caso tuo se mangi proteine animali.

ALESSANDRA SPAIRANI

affondano le proprie radici nella cucina orientale, che vede il bilanciamento di un piatto nella compresenza delle cinque energie e dei cinque sapori collegati: dolce, salato, aspro, pungente, piccante. Se prevedono una piccola porzione di alghe e un dressing di ispirazione asiatica, vengono anche chiamate macro bowls, in omaggio alla cucina macrobiotica giapponese da cui originariamente provengono. Il successo internazionale è facilmente spiegato. Semplicissime da preparare e divertenti da mangiare, appagano sia gli occhi sia il palato. E la linea ringrazia. Sono infatti il trionfo della cucina plant-based, il corrispettivo più nutriente, appagante e gioioso della vecchia insalatona-spezza-fame cara alla dietetica anni Novanta.

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4 Grassi vegetali di buona qualità, come noci, mandorle, semi di sesamo, zucca, lino, girasole, o mezzo avocado.

5 Una verdura verde in foglia, per esempio spinacini freschi, valeriana, rucola.

L’INVENTORE DEl SALAD BAR David Bez è “l’uomo che ha reso sexy le insalate”, come hanno scritto i tabloid inglesi. Grafico con una passione per il cibo buono e bello da vedere, dopo anni passati a consumare alla scrivania tristi insalate preconfezionate, ha deciso di rivoluzionare le sue pause pranzo e la sua vita. Una salad bowl al giorno preparata con cura e postata sui social: un successo sorprendente, che, nel giro di poco tempo, lo ha portato a diventare autore di due libri pubblicati in quasi 30 lingue (Insalate e Breakfast, in Italia pubblicati da ll Castello). Da quasi un anno, David Bez ha aperto Salad Pride a Covent Garden, nel cuore di Londra dove colora gli inverni londinesi con le buddha bowls. E promette di fare lo stesso anche in Italia: a Milano, nella primavera 2017, è prevista l’apertura di un secondo Salad bar.

6 A piacere, un cibo fermentato nella misura di circa il 5% del totale (come crauti e verdure sottaceto), ricco di probiotici utili ad attivare la digestione di tutte queste fibre. E per tenere insieme questo fuoco d’artificio di colori e sapori, condisci il tutto con il dressing che preferisci (olio e limone, senape, crema di sesamo, salsa di soia).

Le combinazioni da provare

HOT FEAST: gioca con le spezie Grano saraceno, cipolla rossa di tropea caramellata, carota gialla, crauti di cavolo rosso con zenzero, lime e peperoncino, hummus con pomodori secchi, crescione viola, baby coriandolo, semi di sesamo nero, “formaggio” di anacardi alla paprika affumicata, olio.

GREEN FEAST: oggi non cucini Sostituisci i cereali da cuocere con del pane nero, avocado, lenticchie, broccoli al vapore, zucca al forno, funghi porcini con salsa di soia, zucchina gialla, spaghetti di zucchina gialla, basilico, olio.

BREAKFAST LOVERS: la versione del mattino Grano saraceno croccante, yogurt greco per un pieno di proteine (anche yogurt di cocco, nella versione vegana), frutta cruda (kiwi e pompelmo rosa), frutta cotta (bastoncini di mele e pere alla cannella), noci, marmellata di lamponi.

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Quale ha più colesterolo?

LO SPECIALISTA PER TE

Il mese della prevenzione dei disturbi alle orecchie

MANZO = 75 MG

FORMAGGIO STAGIONATO = 90 MG

GAMBERETTI = 150 MG *per 100 g di prodotto

I gamberetti, come gli altri crostacei, sono tra i prodotti del mare più ricchi di colesterolo. Un po’ meglio il formaggio stagionato, come il grana, che ha più calorie e grassi, ma meno colesterolo. Se vuoi dimezzarne il contenuto, punta sulla mozzarella. Nella carne di manzo, invece, ne trovi poco (75 mg), ma è ricca di grassi saturi. Per la salute di cuore e arterie meglio allora il tacchino o il pollo.

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Donna Moderna dedica dicembre alla prevenzione dei disturbi alle orecchie in collaborazione con l’équipe di Audiologia e foniatria della Seconda università di Napoli, diretta dal professor Umberto Barillari. Gli esperti rispondono il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 11 alle 14 allo 0815666277. Oppure puoi mandare un’email all’indirizzo meseprevenzione@ gmail.com

LE STRANE CAUSE DEL MAL D’ORECCHIe SU donnamoderna.com/ news/mese-prevenzione

di Cinzia Testa

mandaci le tue domande troveremo l’esperto giusto scrivi a lospecialistaperte@ mondadori.it

Ho sentito parlare di un intervento soft per l’aneurisma: lo eseguono in Italia? Sara, Bari Risponde il professor Roberto Chiesa, primario dell’Unità di chirurgia vascolare dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Il nostro Centro è stato tra i primi al mondo a eseguirlo per gli aneurismi localizzati in un tratto di aorta vicino al cuore. E al momento in Italia, oltre a noi, viene praticato all'ospedale san Camillo di Roma. L’aneurisma, come lei sa, è la dilatazione progressiva di un pezzo di arteria che può rompersi e provocare un’emorragia. Per fortuna si può risolvere, ma l’intervento tradizionale non sempre è indicato, specialmente nel caso di pazienti anziani. Questo perché è necessaria la circolazione extracorporea, che consiste nell'utilizzo di una macchina cuore-polmone per sostituire temporaneamente la funzionalità cardiaca. Inoltre è prevista la sternotomia, cioè l’apertura della cavità toracica, che causa difficoltà respiratorie e dolore. La nuova tecnica invece è proprio ideale per gli over 70. Attraverso due piccole incisioni all’inguine e al collo, inseriamo un catetere che lungo l’arteria periferica trasporta un particolare tipo di protesi fino al tratto di aorta malato. Raggiunta la sede, viene posizionata in modo da escludere l’aneurisma dal circolo del sangue, evitandone la rottura. Un intervento poco invasivo che garantisce una ripresa più rapida rispetto a quello tradizionale.

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ROBERTO SALOMONE/MONDADORI PORTFOLIO, AGF, LA CAMERA CHIARA (2)

di Chicca Belloni

Qui ci vuole un chirurgo vascolare


PRIVATO

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ESSERE RICONOSCENTI FA BENE ANCHE ALLA SALUTE Uno studio pubblicato nel 2012 su Personality and Individual Differences ha dimostrato che chi ringrazia spesso prende meno antidolorifici e, in generale, gode di buona salute e fa più sport. Un altro studio aggiunge che la riconoscenza riduce il rischio di depressione, mentre un terzo fornisce un preciso suggerimento: dedicare 15 minuti ogni sera ad annotare i ringraziamenti per la giornata appena trascorsa. Il risultato? Si dorme molto meglio.

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Che cosa nasconde l’ingratitudine È una brutta abitudine perché isola e compromette la fiducia negli altri. Un filosofo e una psicologa ci spiegano come invertire la rotta

di Marta Erba disegno di Anna Godeassi

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ire grazie non è più di moda. E la faccenda è grave. Perché se l’ingratitudine diventa la norma, le persone si condannano alla solitudine. È un amaro grido di allarme quello sollevato dallo scrittore e filosofo Duccio Demetrio nel suo ultimo libro Ingratitudine (Raffaello Cortina editore). Tutte ne sappiamo qualcosa. A chi non è capitato di sentirsi dimenticata, abbandonata, o addirittura tradita da persone a cui aveva dato tutta se stessa? E se qualcuna chiede spiegazioni (ricevendo il più delle volte risposte insoddisfacenti), molte preferiscono chiudere ogni rapporto con chi si dimostra ingrato. Perché l’ingratitudine fa malissimo: mina la nostra convinzione che gli altri siano fondamentalmente buoni, compromette quindi la fiducia nel mondo. WWW.DONNAMODERNA.COM


Oggi ci dimentichiamo troppo in fretta della generosità altrui

Ci sono vari modi di essere ingrati, alcuni molto diffusi e preoccupanti. Il più grave, secondo Demetrio, è quello di dimenticarsi i favori ricevuti. «La frenesia del vivere moderno e la presenza continua di nuovi stimoli non ci permettono di soffermarci a riflettere su ciò che ci accade e di ricordarci quello che gli altri fanno o hanno fatto per noi» puntualizza il filosofo. «Consumiamo tutto troppo in fretta e la nostra mente non tiene in memoria i gesti generosi che riceviamo ma li cancella automaticamente».

Dietro l’egoismo c’è la paura di mostrarci fragili

«Ma ci sono anche altri modi di essere ingrati» racconta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi autrice di libro Ingrati (Mondadori) che, nella sua vita lavorativa e privata, ha raccolto diverse testimonianze. «Nel libro racconto la storia di un chirurgo estetico. Lui ha operato gratis una donna che non poteva permettersi di pagare: l’intervento è riuscito perfettamente ma la donna gli ha fatto causa perché riteneva di essere stata usata come cavia». Perché ci si comporta così? Principalmente per due ragioni. «La prima è che il benefattore viene percepito come un “testimone scomodo”: ci ha visti in un momento di difficoltà e quindi davanti a lui ci sentiamo fragili. La seconda motivazione è l’invidia: il benefattore ha qualcosa che il beneficato non ha, quindi meglio sfruttarlo il più possibile, prendere tutto quello che è disposto a dare e poi tagliarlo fuori» spiega Maria Rita Parsi.

Tutti abbiamo bisogno di dire grazie «La gratitudine è una forma di giustizia sociale che esiste da tempi antichi: quando si riceve un beneficio è buona regola esprimere riconoscenza, cioè riconoscere il gesto di chi ci ha donato qualcosa, che siano il tempo, le energie, l’affetto, i soldi» spiega Demetrio. «Una società stabile non può fare a meno dei rituali di ringraziamento». Eppure oggi questi sembrano scomparsi. Lo vediamo in

politica, dove non c’è traccia dell’abitudine di ringraziare chi si mette in gioco, ma ci sono solo insulti e accuse. Lo vediamo nelle famiglie, dove i figli sembrano più propensi a pretendere e a lamentarsi che a dire grazie per ciò che hanno. Lo vediamo nei luoghi lavoro, dove le persone vengono sfruttate e poi lasciate a casa senza un riconoscimento dell’impegno. E lo vediamo anche nella coppia, in cui sempre più spesso si chiudono relazioni senza ringraziare per le attenzioni e l’amore ricevuti.

Impariamo a donare e ricevere senza secondi fini

Per arginare questa epidemia di ingratitudine, la prima cosa è imparare a guardarsi dentro: se riteniamo che qualcuno sia stato ingrato con noi, prima di accusarlo e di tagliare i rapporti, chiediamoci cosa c’è davvero dietro i nostri gesti. «Ci sono persone che fanno del bene perché così si sentono forti e potenti» avverte la Parsi. «Altre che aiutano il prossimo per risolvere i loro sensi di colpa. O ancora, c’è chi lo fa per legare a sé qualcuno e poterlo manipolare». Insomma, prima di pensare di avere a che fare con persone ingrate, è importante chiedersi se i nostri doni erano disinteressati. «Donare è una scelta responsabile da cui non bisogna aspettarsi nulla ed è importante essere preparati anche all’eventuale ingratitudine» consiglia la Parsi. «La seconda cosa per non cadere nella trappola dell’irriconoscenza è ricordarci di quello che gli altri fanno per noi» suggerisce Demetrio. Come? «Per esempio prendendoci un po’ di tempo per riflettere su ciò che abbiamo ricevuto, chiedendoci se, come giusto, abbiamo ringraziato». Ho detto grazie ai miei genitori, ai miei insegnanti, a chi mi ha dato un lavoro, agli uomini che mi hanno amato, alle amiche che mi hanno sostenuto nei momenti difficili? Se la risposta è no si è sempre in tempo a farlo. Il trezo passaggio è prendere l’abitudine di fare caso alle piccole ingratitudini quotidiane: quando neghiamo il saluto, dimentichiamo di dire grazie, ci comportiamo come se l’altro fosse trasparente.

La versione di Sandra

LE SCARPE CON IL GPS

di Sandra Bonzi free thinker @chezsandra

Una mamma mi ha parlato in modo entusiasta di un regalo di Natale per suo figlio: un nuovo magico paio di scarpe. All’apparenza normali, nascondono al loro interno un piccolo trasmettitore dotato di Gps. «Basta scaricare l’app e in tempo reale posso sapere dove si trova». Tenuto conto che il marmocchio ha cinque anni e – verosimilmente – si troverà alla materna, in qualche attività pomeridiana o a fare merenda con i nonni o la babysitter, mi domando a che cosa possa servire questo device tecnologico. A placare l’ansia o ad aumentarla, visto che spesso la tecnologia nel momento del bisogno ci molla? Ad aiutare pargolo e madre a costruire la loro reciproca (ma inevitabile) autonomia o a renderla sempre più difficile? Crescere e veder crescere, andare e lasciare andare, è faticoso per tutti, ma è anche l’avventura più bella della nostra vita. Cosa ne pensi? Scrivi a dilatua@mondadori.it

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Se hai un maschio non dirgli che... Fa la lotta? È un manesco. Si commuove? È una femminuccia. Spesso, senza volerlo, trasmettiamo ai nostri figli stereotipi sbagliati. Che potranno determinare il modo in cui, da grandi, tratteranno le donne di Ilaria Amato —

@ilariamato1

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on si fa apposta, semplicemente non ci si pensa ma, nei confronti dei figli maschi, mamma e (soprattutto) papà, tendono a usare con disinvoltura espressioni che, alla lunga, rischiano di incastrarlo in un cliché. Quello del “sesso forte”, implicitamente superiore a quello femminile, che non si commmuove, riesce negli sport e alla riflessione predilige l’azione. Luoghi comuni con i quali, per la verità, si fanno i conti fin dai nove mesi di gravidanza: per molte nonne e zie un maschietto sarebbe più divertente e “facile” da educare di una femmina. Sarà vero? «Maschi e femmine sono diversi, questo non va mai perso di vista, ma ci sono frasi che con i bambini dovremmo evitare perché hanno un effetto castrante» spiega lo psichiatra Raffaele Morelli, autore di Crescerli senza educarli. Le antiregole per avere figli felici (Mondadori). «Mi riferisco a quei rimproveri, esortazioni e richieste che, a forza di essere ripetuti, diventano “slogan”

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«Una pedagogia basata sui luoghi comuni è fallimentare per definizione» spiega lo psichiatra Raffaele Morelli

educativi, dettati solo dai luoghi comuni e che non hanno niente a che vedere con le esigenze e le caratteristiche del bambino». Ma vediamo insieme quattro frasi incriminate. E come liberarsene con l’aiuto degli esperti. 1

«Un ometto non piange»

Magari lo dici solo per consolarlo, perché ti dispiace vederlo in lacrime. «Però, con questa frase, si passa il messaggio che le emozioni siano qualcosa da reprimere. Un monito che, crescendo, creerà problemi» sottolinea lo psichiatra Raffaele Morelli. «Non si può pensare che un bambino, solo perché è maschio, non provi dispiacere, delusione, dolore. Anzi, è bene insegnargli ad ascoltare e a dare un nome alle sue emozioni. Senza imporre al figlio uno degli stereotipi maschili peggiori, quello della durezza d’animo: un uomo non si realizza solo nella forza. Anche nei poemi omerici gli eroi piangono, così come può capitare ai campioni dello sport che, per una vittoria o una sconfitta, non esitano a mostrare la loro commozione in campo». I momenti di fragilità, dunque, non vanno condannati. «Perché sono importanti per la crescita: insegnano che non esiste solo un modo per fare le cose, possono esserci altre vie» continua l’esperto. «Le lacrime servono per sciogliere e lasciar fluire il dolore, la gioia, le tensioni. La capacità di emozionarsi non è appannaggio esclusivo del sesso femminile. Per fortuna, è un dono che possiedono tutti gli esseri umani».

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«Sei tutto tuo padre»

Ha avuto un comportamento scorretto e tu subito lo associ a suo papà. «Innanzitutto, un bambino non è suo padre: una frase del genere lo mortifica perché ne annulla l’identità e lo carica della responsabilità di essere qualcun altro» sottolinea la psicoterapeuta Loredana Cirillo dell’Istituto di analisi di codici affettivi Il Minotauro. «E poi esprime un implicito giudizio negativo sul partner il quale può essersi comportato in modo deludente nel ruolo di compagno ma, come papà, non va messo in discussione: i figli soffrono se un genitore denigra l’altro. Per un maschietto, poi, quella del padre è una figura estremamente importante, è il modello in cui si identifica di più, non è giusto sminuirlo: così si rischia di togliergli un punto di riferimento e di confonderlo. Il consiglio, quindi,

è di non far ricadere la propria insoddisfazione coniugale sui figli» conclude l’esperta.

Da tenere sul comodino Educare alla libertà Si intitola così il libro che racchiude il pensiero di Maria Montessori, ripubblicato da Mondadori. Che, tra le altre cose, suggerisce ai genitori di essere meno interventisti e di avere più fiducia nelle competenze dei figli. «La madre che imbocca il bambino senza compiere lo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio, non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio» scrive la Montessori. L’arte di comunicare con i bambini della francese Suzanne Vallieres (Franco Angeli), invece, è un libro che insegna quali sono le frasi che, a seconda della situazione, funzionano davvero con i figli.

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«Questi sono giochi da bambine»

Prende in mano una bambola o un peluche, guarda un cartone in cui non ci sono mostri né supereroi o, semplicemente, nello sport non si comporta in modo combattivo e spavaldo come molti dei suoi compagni. Così, quasi in automatico, scatta il richiamo: «Non fare la femminuccia!». E, strano ma vero, a dire frasi del genere sono soprattutto le mamme. «Succede perché se un bambino non agisce come i suoi coetanei, una mamma pensa subito di aver sbagliato qualcosa» spiega Loredana Cirillo. «Ma è un timore che nasce dal pregiudizio, quello per cui i maschi si devono comportare in un certo modo. O dalla paura dell’inconsueto, perché i comportamenti standardizzati sono molto più rassicuranti. I bambini, invece, hanno diritto a esprimersi come vogliono: se un maschietto preferisce le bambole, va lasciato fare. Non bisogna, infatti, pensare che la scelta dei giochi possa influenzare il suo sviluppo sessuale». 4 «Possibile che non riesci a stare fermo? Rischi di farti male»

«In genere un bambino ha un bisogno maggiore di muoversi rispetto a una femmina. Ama giocare alla lotta con il papà o i fratelli, è più spericolato, gli piacciono le sfide muscolari e, quando va al parco, all’altalena di solito preferisce la palla. È la natura e, anche in questo caso, non è giusto condannarla o cercare di reprimerla» spiega la psicoterapeuta Loredana Cirillo. «Un genitore eccessivamente ansioso può bloccare le esplorazioni di un bambino che passano anche attraverso il corpo, le sfide, il movimento e un minimo di rischio. Se vede che la mamma ha paura, finisce per rinunciarci e bloccarsi. Perché sente che quello che gli viene spontaneo turba la persona per lui più importante e, naturalmente, un bimbo non riesce a sostenere il peso della preoccupazione materna». Altre volte, invece, succede il contrario. «Pur di affermare la sua indole, il piccolo non ascolta i richiami e rincara la dose, agitandosi ancora di più. Anche in questo caso, però, l’errore è a monte: invece di educarlo nel rispetto della sua personalità e del bisogno di muoversi, si obbliga un figlio a stare seduto a disegnare o a giocare con le costruzioni» conclude la nostra esperta.

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POSSO AIUTARTI? . PRIVATO

Solo il 10% degli uomini è soddisfatto della propria forma fisica.

80% DEI MASCHI TEME LA PROVA COSTUME

CRISTIANO RONALDO

Contro il 70% delle donne. Lo rivela un’indagine di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico).

Nella testa di lui

Gli uomini sono le nuove donne

di Andrea Benedet giornalista e coach @LeRelazioni

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l titolo qui sopra è preso a prestito da una pagina Facebook che da qualche mese spopola: al momento sono già in 66.000 quelli che hanno cliccato “Mi piace”. E l’ho fatto anch’io, mettendo da parte un po’ di orgoglio. In cambio, ora ricevo gli aggiornamenti sulle gesta dei nuovi maschi. Se un tempo c’era l’uomo che non deve chiedere mai, a quanto pare ora è diffuso quello che chiede sempre; possibilmente piagnucolando. Qualche esempio? «Lui mi chiede l’epilatore per depilarsi il petto»; «Mi invita a uscire ma devo andare io a prenderlo»; «Al primo appuntamento mi ha fatto aspettare un’ora perché doveva farsi bello». E così via. Tutti casi reali, giurano le autrici. Gli uomini di oggi sembrano usciti da un romanzo dell’800: si fanno corteggiare, sono indecisi, saltano i pasti per non in-

grassare, temono di essere abbandonati o di compromettersi se finiscono a letto la prima sera. Io posso solo aggiungere che, in palestra, negli spogliatoi maschili è tutto uno spalmarsi di cremine idratanti e abbinare il colore delle magliette a quello degli slip. A contraddire “Gli uomini sono le nuove donne” non ci penso proprio. Perché questi post sono un servizio utile che ci fa capire che cosa (non) volete davvero. In fondo, lo sospettavamo sin dalle medie, quando ci raccontavate di sognare un ragazzo sensibile e vi scoprivamo a flirtare con il bulletto ripetente: l’uomo che vi piace è uno un po’ stronzo. Il tipo romantico, che commenta il profumo di un fiore, invece, lo deridete. Da questa pagina Facebook, alla fine, ho capito una cosa: se non siamo abbastanza duri c’è il rischio che lo diventiate voi. Perché da quando gli uomini sono le nuove donne, le donne diventano i nuovi uomini.

A un diffuso (a tratti maniacale) interesse per la cucina, si aggiunge ora un altro fenomeno: il proliferare dei libri gastronomici su misura per uomini. Basta fare un giro in libreria. Si va da Ricette per single trentaquarantenni metropolitani sessualmente attivi (Giunti) a Semplicissimo. Il libro di cucina più facile del mondo (Ippocampo) fino a Ricette per casalinghi disperati (Newton Compton).

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Il Lupo più famoso e amato dei fumetti, creato dall’impareggiabile Silver, è protagonista con i suoi irresistibili amici di una raccolta straordinaria: tutte le tavole dei suoi primi 20 anni, in 25 volumi da collezione e in un’edizione senza precedenti! In ogni volume, 128 pagine con tante storie divertentissime per un campione di simpatia assolutamente unico!

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LA PERIZIA È GRATIS, IL CERTIFICATO NO

«Per essere riconosciuti come autentici, i mobili antichi devono avere almeno il 70% delle parti che li compongono originali» dice Carlo Orsi, presidente dell’Associazione antiquari d’Italia (antiquariditalia.it); Per la valutazione, meglio affidarsi a un esperto. Molti antiquari la fanno gratis, anche inviando foto via mail. Se vuoi un certificato di autenticità, invece, devi pagare: chiedi prima il prezzo.

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Quanto vale quel vecchio mobile? Il bancone vintage della drogheria, il baule firmato, la lampada di design. Occhio ai pezzi cult che puoi rivendere a un buon prezzo

di Antonio Spampinato @ant_spampinato

LA SEDIA DI GIO PONTI La Superleggera degli anni ‘50, se originale, può arrivare a 1.800 euro.

& Novecento in piazza Vetra a Milano, conferma la tendenza: «Ultimamente vendo prevalentemente mobili e oggetti datati dal 1950 in avanti, firmati da designer noti a livello internazionale. Un tavolo degli anni ’50 di Ico Parisi, contemporaneo di Gio Ponti, da me costa 1.200 euro». Persino i tavoli con il piano in formica, che fino a qualche anno fa non voleva nessuno, oggi possono valere più di 1.000 euro.

Il banco da sarta arriva a 3.000 euro

S

arà la crisi, chei ha colpito forte anche il mercato dell’antiquariato, sarà che l’arredamento è molto influenzato dalle mode, ma non sempre è facile valutare un pezzo antico o vintage che ci troviamo in casa. «I mobili pregiati hanno mantenuto un buon prezzo. Per esempio un trumeau lombardo del ’700 di alta fattura, che qualche anno fa veniva venduto a 100.000 euro, ora ne vale 75-80.000» dice Fabrizio Pedrazzini, presidente della Federazione italiana mercanti d’arte (fimantiquari.it). Se non puoi contare su pezzi antichi, hai comunque buone chance con i mobili più recenti. «I più richiesti del momento sono quelli di design degli anni ’50, ’60 e ’70».

Non buttare il tavolo di formica Roberto Losole, titolare del negozio Ottocento

Anche gli arredi provenienti da uffici e ambienti di lavoro sono molto richiesti. «Dopo le scrivanie e gli schedari, ora si cercano i mobili “da mestiere”: il vecchio tavolo da sartoria vale dai 2.000 ai 3.000 euro, il bancone del formaggiaio 3.0003.500 euro, l’arredo in ferro di uno studio medico sui 1.500» dice Alessandro Di Sepio titolare di 100Fa (100fa.it), azienda di Milano specializzata nella vendita e nel noleggio di mobili e oggetti vintage. Ci sono poi alcuni pezzi cult intramontabili, come le lampade Tiffany o Jieldè (1.000 euro per quella con piantana), le sedie impilabili in metallo Tolix disegnate da Xavier Pauchard o le viennesi Thonet impagliate e la libreria Globe. «Se poi trovi in cantina una valigia o un baule con il monogramma di Louis Vuitton, hai in mano un assegno circolare» conclude Di Sepio «Il loro valore va da 500 a 15.000 euro». Ecco le schede di alcuni pezzi cult con le valutazioni e le caratteristiche per riconoscere l’originale.

Con l’asta ricavi di più Internet, i mercatini e i negozi specializzati sono le fonti per farsi un’idea del valore di un pezzo. Tieni presente che se vendi a un negozio, il prezzo sarà più basso rispetto quello che puoi strappare sul web. Per ricavare qualcosa in più, puoi ricorrere a eBay oppure alle aste, che non di rado battono anche oggetti da poche decine di euro: oltre le classiche come Christie’s (christies. com) e Sotheby’s (sothebys.com) ci sono Il Ponte (ponteonline.com), Della Rocca (dellarocca.net), Stadion (stadion aste.it), Viscontea (visconteacasa daste.com) e Dorotheum (dorotheum.com).

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SOLDI E LAVORO

POSSO AIUTARTI?


IL TAVOLO TULIP Fa parte della serie di arredi firmata da Eero Saarinen nel 1953: la sedia è apparsa nei telefilm di Star Trek. Commercializzato tuttora da Knoll, ha il piano in fibra di vetro con rivestimenti in laminato, laccato o marmo. COME SI RICONOSCE L’originale ha sotto la base una targhetta con il marchio Knoll e la firma di Eero Saarinen. Nuovo parte da 2.040 euro.

DA 500 A 600 EURO

LA RIBALTINA Lo scrittoio a ribalta è un mobile estremamente pratico. I modelli più pregiati sono quelli inglesi del ’700, che possono anche superare i 15.000 euro. COME SI RICONOSCE Nella parte bassa ha in genere due o tre cassetti (ma esistono modelli senza) mentre la parte superiore è chiusa con una ribalta che, una volta aperta, funge da scrivania.

DA 2.000 A 10.000 EURO

LA SEDIA A DONDOLO THONET L’idea rivoluzionaria

dell’ebanista Michael Thonet è stata quella di produrre in serie sedie utilizzando una particolare tecnica a vapore, brevettata nel 1842, per la curvatura del legno di frassino. La sedia a dondolo, non più prodotta, è stata distribuita in diverse varianti caratterizzate da differenti curvature del legno. COME SI RICONOSCE L’originale ha il marchio Thonet su un lato o sotto la seduta.

DA 700 A 800 EURO

LA GLOBE WERNICKE È una DA 800 A 1.000 EURO LA LAMPADA ARCO

Disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962, è ancora prodotta da Flos ed è uno dei pezzi di design più imitati. La base è in marmo di Carrara con un foro per agevolarne lo spostamento. COME SI RICONOSCE L’originale ha il marchio Flos inciso all’interno del diffusore. Nuova costa 1.950 euro.

DA 1.500 A 1.600 EURO

libreria modulare da ufficio in rovere, prodotta a fini ‘800 negli Stati Uniti. COME SI RICONOSCE La particolarità del pezzo originale è la presenza di inserti in metallo sui lati, necessari a incastrare lateralmente gli eventuali altri moduli. Le etichette originali, che hanno cambiato stile nel corso degli anni, sono incollate sul fondo di ogni singolo modulo.

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POSSO AIUTARTI? . SOLDI E LAVORO

Se studi qui, trovi subito un contratto

C’è un modo veloce per passare dai banchi di scuola al mondo delle aziende. È quello di seguire corsi specializzati nei settori in crescita di Isabella Colombo

Trend positivi Il settore delle crociere è in crescita costante: dal 2008 a oggi è aumentato del 49% (dati Clia Europe, associazione dell’industria crocieristica).

SULLE NAVI

La Fondazione Its accademia italiana Marina Mercantile organizza corsi sull’ospitalità di bordo con lo scopo di diffondere nel mondo lo stile made in Italy, puntando sulla qualità dei servizi e sull’attenzione ai dettagli. A gennaio partono le lezioni finanziate dalla regione Liguria ad Arenzano (Ge) per animatori turistici (iscrizioni entro il 16 gennaio) e addetti al servizio clienti (scadenza il 23 gennaio). Sono dedicati agli over24 e Costa Crociere garantisce l’assunzione per il 60% degli allievi (info su career.costacrociere.it, accademia-

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marinamercantile.it e www.giovaniliguria.it). Chi ottiene un contratto, poi, puoi fare carriera con le Scuole di Mestiere, una serie di workshop e master di livello realizzati da Costa Crociere con grandi nomi come Academia Barilla, Illy, Cast Alimenti, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

AI FORNELLI

Se hai una passione per la cucina e vuoi farne un lavoro affidati alle scuole che garantiscono un contatto con chi assume. Cast Alimenti a Brescia tiene lezioni di alta formazione a ciclo continuo per diventare cuoco, gelatiere, pastaio e altro. I corsi prevedono stage nelle cucine di ristoranti e alberghi e gli studenti hanno accesso riservato a una bacheca online con gli annunci delle aziende (www.castalimenti.it). Lo stesso fa Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana a Colorno (Pr) attraverso il canale almalink.it, portale di domanda e offerta riservato ai suoi diplomati.

Nel turismo, la ristorazione fa la parte del leone: nel 2016 gli occupati sono stati 1,3 milioni, il 4% in più dell’anno precedente (dati Confesercenti). Il numero degli assunti nelle micro e piccole imprese artigianali è aumentato di un 2,5% ogni mese del 2016 (dati Osservatorio mercato del lavoro Cna).

IN BOTTEGA

Ti piace l’artigianato artistico? La Fondazione Cologni, con la Fondazione Italia patria della bellezza, propone ogni anno Una scuola, un lavoro per dare un contratto ai professionisti in settori prestigiosi del made in Italy (oreficeria, liuteria, restauro). Chi frequenta una scuola d’arte (l’elenco su unascuolaunlavoro.it) può usufruire di una borsa di studio per fare pratica in bottega. In passato, chi ha partecipato al progetto ha lavorato da subito. WWW.DONNAMODERNA.COM

ANTONIO BRIZZI

C

on una disoccupazione che nel nostro Paese è all’11,6%, i percorsi di formazione che ti fanno entrare nel mondo del lavoro sono preziosi. Soprattutto se non sono richiesti requisiti particolari per accedervi. «Le aziende chiedono personale iperspecializzato e a chi cerca impiego conviene frequentare lezioni che diano una preparazione mirata» spiega Elena Giorgi, team leader di Openjobmetis. «Rivolgersi alle agenzie per il lavoro può aiutare perché, analizzati i bisogni delle imprese, organizzano corsi pratici e per poche persone che hanno la certezza di essere assunte». I settori sono tanti, dal manifatturiero all’hotellerie, dalle tecnologie innovative al family care. Non hai esperienza e vuoi lavorare subito? Ecco le opportunità per te.


*prezzo rivista esclusa FILM © 1982 & 2002 UNIVERSAL STUDIOS. ALL RIGHTS RESERVED.

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STILI DI VITA

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Nel 2017 non correre Si moltiplicano le associazioni e le iniziative dedicate a chi ha voglia di rallentare. Stai pensando che sarebbe bello vivere slow ma non sei sicura di riuscirci? Prima leggi questa intervista di Ilaria Amato —

@ilariaamato1

Anche al cinema trovi esempi di vita slow. Il film Captain Fantastic racconta la storia di una famiglia che per 10 anni vive in una foresta seguendo i ritmi della natura.

Da Abbiategrasso a Fuli (Cina) esiste una rete mondiale che si estende per ben 30 Paesi diversi. Unisce 228 comuni che si sono guadagnati il titolo di Cittaslow. Le loro amministrazioni si impegnano a promuovere una buona qualità della vita che rispetti i ritmi naturali della natura e dell’uomo, all’insegna delle tradizioni, del cibo genuino e della tranquillità. I requisiti vengono verificati ogni tre anni (cittaslow.org).

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el cuore della campagna inglese è nato l’International institute of not doing much, un’accademia dove si teorizzano a livello scientifico i benefici di una vita lenta. È solo l’ultima manifestazione del desiderio diffuso di rallentare le nostre giornate. «La crisi economica ci ha mandato in tilt: ci sentiamo compressi e abbiamo bisogno di ritagliarci un’esistenza su misura» spiega Bruno Contigiani, fondatore dell’organizzazione L’arte del vivere con lentezza (vivereconlentezza.it) che riflette sui danni sociali, individuali, economici e ambientali di un’esistenza che corre troppo. Ma come si fa ad andare piano in un mondo in cui tutti fanno il contrario? «Basta iniziare da quelle azioni in cui senti di agire d’impulso» risponde Contigiani. «Per la maggior parte di noi sono gli acquisti: il comprare senza ragionare. In ogni caso, l’importante non è puntare a un cambiamento radicale veloce, perché anche per modificare le abitudini frenetiche si deve procedere lentamente». Ci fa un esempio applicabile alla vita di tutti i giorni? «Andare a fare la spesa nei piccoli negozi vicino casa, invece che al grande centro commerciale. Già da un po’ di tempo a New York e ormai anche nelle città italiane, le botteghe si fanno sempre più “appetibili”, offrendo prodotti parti-

colari, magari biologici o artigianali. La classica obiezione che mi viene mossa di fronte a questo consiglio è: “Non ho tempo: al supermercato faccio prima e spendo meno”. Sicuri che sia così? Certo, nella grande distribuzione si trovano le offerte, ma ci passi anche tutto il sabato pomeriggio, una parte cospicua del tuo fine settimana, l’unico tempo libero che hai per te dopo una settimana di lavoro. Al negozietto non solo fai prima, ma compri quello che ti serve e hai anche modo di stabilire un rapporto con la persona che vende. Quindi ne esci più felice». Ma in un momento di crisi come questo chi può permettersi di andare piano? «I dati dimostrano che si può fare. E anche alcuni modelli economici lo confermano. Pensiamo all’agricoltura: è un settore lavorativo in crescita costante, nonostante la crisi. Non è un caso che a essere in attivo sia un’attività lenta per forza di cose, in cui non si può fare altro che rispettare i ritmi della natura». Anche i nostri figli devono rallentare? «Sì. E trovo sia un bene che non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia si inizi a introdurre la meditazione e lo yoga nelle scuole, perché queste pratiche riducono lo stress, migliorano i comportamenti e aumentano il livello di attenzione. Insomma, rispondono a un bisogno interiore di lentezza e WWW.DONNAMODERNA.COM

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VIVI IN UNA CITTÀ LENTA?

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Buoni esempi da seguire

sono liberatorie. Per questo come associazione di volontariato stiamo portando la meditazione anche nelle carceri». Il desiderio di una vita slow non rischia di diventare un po’ una moda? «In alcuni casi sì. Penso a quelle persone che si spostano in bici, ma poi sono isteriche perché devono andare veloci e se la prendono con automobilisti o pedoni che glielo impediscono. Se decido si usare la bicicletta è perché è un mezzo di trasporto che va piano. Rigidità e fanatismo non sono compatibili con una vita slow. Ci vuole elasticità per cambiare. E anche un briciolo di ironia». In che senso? «L’ironia aiuta a rompere gli automatismi. Penso all’ultimo fenomeno virale, quello del mannequin challenge, per cui si postano sui social dei video in cui i soggetti rimangono fermi, proprio come dei manichini. È un modo ironico per dire che abbiamo bisogno di rallentare. E che farlo è divertente». Con la sua associazione ha istituito la giornata mondiale della lentezza. Quando sarà la prossima? «C’è tutto il tempo di prepararsi con calma! Sarà l’8 maggio, che cade di lunedì, il giorno in cui è più difficile rallentare. Ma le attività dureranno più ben di 24 ore e dureranno fino a metà giugno».

LA FELICITÀ AL POTERE di José “Pepe” Mujica (Castelvecchi) è il libro dell’ex Presidente della Repubblica dell’Uruguay, un buon manuale per chi vuole riscoprire la lentezza. «La vita è un paesaggio straordinario, ma bisogna vederlo. E per questo bisogna avere tempo» scrive l’autore.

STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRÌ L’IMPORTANZA DELLA LENTEZZA di Luis Sepulveda (Guanda). È la favola che aiuta a ritagliarsi il tempo di fare bene le cose, in un mondo dominato dalla fretta. La lettura ideale per i piccoli, indispensabile per i grandi.

Dai medici agli insegnanti ecco chi ha sposato la filosofia della lentezza Altro che last minute, negli ultimi anni cresce la passione per i viagSLOW gi lenti, quelli in cui non conta TRAVEL tanto la meta, quanto il percorso per raggiungerla. L’associazione Movimento lento (movimentolento.it) organizza viaggi a piedi e in bicicletta alla portata di tutti, per riscoprire antiche vie e tracciare nuovi itinerari. C’è addirittura uno Slow travel fest, che ospita un programma di incontri, arte, musica ed escursioni nei territori della Via Francigena (slowtravelfest.it). Noi adulti andiamo di corsa, ma i nostri figli hanno diritto a seguire SLOW i loro tempi per crescere sani e EDUCATION intelligenti. È la proposta di Slow education. Per saperne di più e trovare corsi e master dedicati allo sviluppo delle attività trasversali da proporre ai piccoli clicca sul sito sloweducation.it. Scoprirai i percorsi di educazione non autoritaria. Un esempio? Gli alunni di alcune primarie seguono stage per imparare la matematica con tecniche creative che usano la motricità. Tra email, sms e tweet mai prima d’ora la lettura è stata così rapida, SLOW superficiale, affrettata. Vuoi riapREADING propriarti di un piacere paziente e appassionato? Iscriviti a un gruppo: i partecipanti portano a casa un libro scelto in comune e, poi, in un incontro ne approfondiscono i temi e condividono le emozioni. Li trovi in molte biblioteche civiche. Se ne cerchi uno vicino a casa tua vai su biblioclick.it. Per approfondire c’è anche il volume di David Mikics Slow reading. Leggere con lentezza nell’epoca della fretta (19 euro, Garzanti). Una medicina attenta al paziente come persona e capace di ascolSLOW tare i suoi bisogni. Sono questi MEDICINE alcuni dei propositi del manifesto della Slow medicine. Il movimento, ideato da professionisti del settore e cittadini, promuove una forma di cura integrata che sposa medicina ufficiale con forme alternative come omeopatia, ayurvedica, naturopatia, chiropratica, fiori di bach. Per saperne di più vai sul sito slowmedicine.it.

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POSSO AIUTARTI? . STILI DI VITA

Auto che fanno cose mai viste Riducono la velocità se le usano i ragazzi. Hanno il pilota automatico per gli incolonnamenti. Sanno dove vuoi andare prima che tu ti metta al volante. Ecco le macchine che usano la tecnologia per semplificarti le giornate di Silvio jr. Suppa

Guida da sola nelle code in tangenziale

L’idea Quando si avanza in colonna, l’Audi Q2 rallenta, riaccelera e segue le curve senza che tu intervenga. Per sicurezza sei tenuta a non togliere le mani dal volante e a non distrarti, ma questa “magia” (il Traffic Jam Assist) riduce molto lo stress. Come funziona Si attiva con due pulsanti accanto al volante, quando sei già in coda, e poi fa tutto da sé. Attenta, però: il sistema non funziona al di sopra dei 65 km/h. Quindi, quando l’ingorgo si scioglie, ti avvisa con diversi “bip” affinché tu riprenda il controllo. Quanto costa 1.560 euro oltre al prezzo dell’auto (da 27.500 euro).

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Diminuisce la velocità quando la usa tuo figlio

L’idea Una delle due chiavi della Ford Ka+ può essere programmata in modo che, quando la si utilizza per avviare il motore, l’auto non superi una certa velocità. Ribattezzata MyKey, è l’ideale per un neopatentato. Come funziona Scorri il menu dello schermo sulla plancia e seleziona la voce MyKey, poi inserisci la chiave nel quadro. A questo punto puoi impostare il limite su diversi livelli, a partire da 70 km/h. In più, il volume dell’autoradio non supera il 45% del massimo e la spia della riserva si accende prima. Quanto costa Viene proposta di serie sulla versione Ultimate, 12.000 euro.

Riprende ciò che accade sulla strada

L’idea È quasi invisibile, ma nel retrovisore centrale della nuova Citroën C3 è installata una telecamera full hd con gps e memoria interna da 16 Gb. Registra filmati scaricabili sul cellulare ed è molto utile in caso di incidente, perché si attiva da sola. Come funziona Con un tocco: tieni premuto un tasto sullo specchietto e partirà un video di 20 secondi. Per trasferirlo sullo smartphone devi scaricare l’applicazione ConnectedCAMCitroën, che ti permette anche di trasmetterlo in streaming su Facebook. Quanto costa 500 euro da aggiungere al prezzo della vettura (da 13.500 euro). WWW.DONNAMODERNA.COM


Ti evita di dover montare il portabici

L’idea Nel paraurti posteriore della Opel Adam è nascosto un “cassetto” che può scorrere fuori ed è dotato di due supporti adatti a sistemare due bici. È il FlexFix, una trovata perfetta per chi odia maneggiare e agganciare alla carrozzeria un pesante portapacchi di metallo. Così è tutto più semplice, anche se hai una citycar e ti organizzi all’ultimo momento. Come funziona Senza attrezzi, devi solo sbloccare una serratura e tirare verso di te una maniglia. Poi fissi le biciclette con i classici cavi. Se ti serve, puoi inclinare il supporto per aprire il portellone, senza smontare nulla. Quanto costa 800 euro, mentre il listino della vettura parte da 11.700 euro.

Trasforma il cellulare in computer di bordo

L’idea Sulla plancia della VW Up!, appena ristilizzata, c’è una sede per lo smartphone che lo rende parte integrante dell’auto. Quando lo attacchi, dal suo display puoi controllare il navigatore o il vivavoce e perfino visualizzare quanta benzina consumi. Come funziona Scarica la app Volkswagen Maps+more, disponibile sia per iOs sia per Android, e accendi il Bluetooth: non serve altro. Per cercare un nome o un indirizzo puoi usare il riconoscimento della scrittura a mano, tracciando le lettere con un dito sullo schermo. Quanto costa Tutta la gamma (da 11.000 euro) lo offre come standard.

Ha un navigatore che imposti da casa

L’idea Si chiama Google Send-To-Car (“spedisci all’auto”) e ti consente di entrare sulla Nissan Juke e trovare il tuo itinerario già praticamente pronto. Così eviti di digitarlo restando ferma a lungo o, peggio, mentre guidi. Come funziona Basta cercare una meta su Google Maps, dal pc, e inviarla a un indirizzo email che Nissan ti avrà fornito. Poi sali a bordo e componi un numero, sempre comunicato dalla Casa, con il tuo telefonino: la chiamata “sblocca” il percorso, che viene scaricato al volo. Più facile di quanto sembri. Quanto costa È di serie sulla versione N-Connecta, da 21.270 euro.

L’eco di Luca

SALVIAMO IL CLIMA DALL’INFARTO

di Luca Mercalli climatologo @Luca_Mercalli

La quantità di anidride carbonica nell’atmosfera è ormai al di sopra di 400 parti per milione. Suona come una frase per addetti ai lavori, invece è qualcosa che dovrebbe diventare familiare a tutti, perché da questo numero dipende l’entità del riscaldamento globale che affronteremo noi e i nostri figli. L’anidride carbonica è un gas a effetto serra: più ce n’è nell’aria e più fa caldo. Il suo valore normale dovrebbe essere 280 parti per milione. Quattrocento è dunque una cifra molto elevata, che secondo i dati ottenuti dai carotaggi del ghiaccio del Polo Sud, non ha eguali negli ultimi 800.000 anni. È un po’ come essere di fronte a un esame del sangue dove il colesterolo superi di molto i 200 mg/decilitro: il medico si allarma, prevede infarti e ci mette a dieta. Ecco, per l’atmosfera è la stessa cosa: se non vogliamo l’infarto del clima dobbiamo sprecare meno energia e passare alle rinnovabili. Cosa ne pensi? Scrivi a dilatua@mondadori.it

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*Prezzo rivista esclusa. Opera composta da 43 uscite, ogni uscita € 3,99 prezzo rivista esclusa. Ripubblicazione di Piccole Storie dell’Alfabeto n.2/2015 L’editore si riserva la facoltà di variare il numero delle uscite periodiche complessive, nonché di modificare l’ordine, la sequenza e/o i prodotti allegati alle singole uscite, comunicando con adeguato anticipo i cambiamenti che saranno apportati al piano dell’opera.

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Prodotto unico e inimitabile, il radicchio rosso di Treviso Igp è tutelato da un Consorzio che ne garantisce l’alta qualità. Tipico ortaggio invernale, si divide in due tipologie, precoce e tardivo. Puoi cuocerlo e usarlo per timballi, torte salate o saltalo in padella in agrodolce. Ma anche crudo è delizioso: gustalo freschissimo, appena acquistato, sodo e croccante. Elimina la radice, taglia le foglie a pezzettini e sciacquale. Condiscilo con una vinaigrette all’aceto di vino rosso e gherigli di noce spezzettati.

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Arrotolato di filetto e crema di speck Ingredienti per 4 persone 700 g di filetto di maiale, 300 g di radicchio tardivo, 220 g di cannellini lessati in scatola (peso netto sgocciolato), semi di papavero, 1 spicchio di aglio, 2-3 foglie di alloro, burro, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, pepe

Lava il radicchio e leva la radice (tieni da parte una decina di foglie) taglialo in 4 spicchi, cuocili sulla griglia 2 minuti per parte. Apri il filetto a libro, battilo per allargarlo e appoggialo su un foglio di carta da forno imburrato. Sistema il radicchio sulla carne sala e pepa. Arrotola il filetto su se stesso, condisci con sale e pepe, appoggia sopra le foglie di alloro e avvolgilo con la carta. Bucherella e chiudi le estremità con lo spago. Sistemalo in una pirofila e cuoci in forno a 200° per 30 minuti. Leva la carta e cuoci a 220° per 15-20 minuti. Metti i cannellini in una casseruola con l’aglio e 1 dl di acqua e cuoci a fuoco moderato per 5 minuti. Leva l’aglio e passali al mixer per ottenere una purea. Insaporiscila con sale, pepe e 2 cucchiai di olio. Tosta i semi di papavero senza condimento. Distribuisci la crema nei piatti con il radicchio tagliato fine, il filetto affettato, il sugo, i semi di papavero e servi. WWW.DONNAMODERNA.COM

MONDADORI PORTFOLIO (4)

Il rosso croccante


Insalata di pescatrice con Tortino con patate e pesto Mini cheese olive, arance, cipolle di pancetta ai pistacchi cake all’arancia

Ingredienti per 4 persone 800 g di pescatrice, 300 g di radicchio, 120 g di olive taggiasche snocciolate, 2 arance non trattate, semi di finocchio, 1 cipolla rossa, 150 g di aceto balsamico, 2 cucchiaini di miele di arancia, 1 cucchiaio di zucchero, 3-4 chiodi di garofano, 1 stecca di cannella, 1 cucchiaino di semi di coriandolo, 7 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale rosa delle Hawaii, pepe

Ingredienti per 4 persone 300 g di radicchio trevigiano, 4 grosse patate, 200 g di pancetta piacentina, 70 g di pistacchi sgusciati, 70 g di grana grattugiato, 2 uova, burro, rosmarino, sale, pepe

Ingredienti per 4 persone 350 g di radicchio variegato, 150 g di zucchero di canna, 300 g di ricotta, 50 g di panna, 10 g di gelatina alimentare in fogli, 100 g di biscotti tipo digestive, 80 g di burro, 1 cucchiaino di cannella in polvere, zenzero in polvere, 1 pompelmo rosa

Riduci l’aceto balsamico in una casseruola con il miele, lo zucchero e le spezie a fuoco basso per 10-15 minuti: deve diventare uno sciroppo. Affetta la cipolla e mettila a bagno in acqua e ghiaccio. Pulisci il radicchio e lavalo. Spremi 1 arancia. Leva l’osso centrale alla pescatrice, le spine e la pelle, tagliala a tocchetti e rosolali in un tegame con 3 cucchiai di olio e 1 di semi di finocchio, sala, pepa e bagna con il succo di arancia, alza il fuoco e cuoci per 5-7 minuti, poi unisci le olive. Sbuccia l’altra arancia e porta gli spicchi al vivo, senza pellicina. Distribuisci nei piatti l’insalata, la pescatrice con il suo sughetto, le cipolle ben scolate e asciugate, gli spicchi di arancia, condisci il tutto con un po’ di sale, pepe rosa, l’olio rimasto e la riduzione di aceto balsamico.

Lava le patate e lessale ancora con la buccia lasciandole un po’ al dente, scolale e fai raffreddare bene. Leva le radici alla trevigiana e tagliala a listarelle, saltala in padella 2-3 minuti con 30 g di burro, sale e pepe. Passa al mixer la pancetta con i pistacchi e qualche ago di rosmarino, tieni da parte metà del pesto. Mescola l’uovo con il grana, sale e pepe. Sbuccia le patate e tagliale a fettine sottili. Fodera 4 mini pirofile con della carta da forno imburrata, metti sul fondo di ognuna delle fettine di patate, un po’ di pesto di lardo, di trevigiana e di composto di uovo e grana. Ripeti con tutte le teglie. Copri con carta di alluminio e ponile in forno a 220° per 20 minuti poi scoprile e prosegui la cottura per 5-10 minuti. Servi i tortini di radicchio caldi con il pesto avanzato.

Leva le radici al radicchio, tieni da parte 2 foglie e trita il resto, mettilo in una casseruola con le spezie, lo zucchero e il succo di 1/2 pompelmo, fai bollire, abbassa la fiamma e cuoci 15 minuti. Fai raffreddare. Ammolla la gelatina in acqua fredda. Metti in una terrina la ricotta con 2-3 cucchiai di confettura di radicchio e mescola. Frulla i biscotti con il burro. Distribuiscili sul fondo di 4 bicchieri, premi e metti in frigo 10 minuti. Scalda la panna in una casseruola, unisci la gelatina strizzata, fai sciogliere e intiepidire. Mescola con la crema di ricotta. Dividi il composto nei bicchieri, mettili in freezer 10 minuti, completa con la confettura da parte. Disponi gli stampini in frigo 3 ore. Prima di servire, decora le mini cheese cake con fettine di pompelmo e le foglie di radicchio.

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Insolite tartine

A Capodanno, al posto dei classici crostini, proponi ai tuoi ospiti piccoli appetizer con frutta, verdura e cremine gourmand

di Francesca Romana Mezzadri —

@cuochina

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er un buffet speciale, i bocconcini si gustano in punta di dita. Il pane migliore per le tartine al burro è quello soffice da tramezzini che puoi tagliare in forme carine con uno stampino. Se vuoi fare bruschette e crostini usa pane rustico, leggermente tostato e intiepidito prima di farcirlo. Le cialde (di formaggio o patate) si possono preparare in anticipo e conservare a temperatura ambiente. I piccoli appetizer serviti su frutta, ortaggi ed erbe si gustano nei piattini da finger food.

Disponi su 6 piattini o vassoietti 2-3 foglie di alloro aperte a ventaglio. Fai colare sull’alloro 1 cucchiaio di crema di marroni e passa in frigo per mezz’ora. Guarnisci ogni porzione con 1 fettina di lardo e rimetti in frigo fino al momento di servire. Per 6.

Coppa e mandarini Sciogli in un padellino 6-7 cucchiai di zucchero con un filo d’acqua. Sbuccia 3 mandarini e affettali in orizzontale. Caramella le rondelle nello sciroppo per 10 minuti, sgocciolale su carta da cucina e falle raffreddare. Dividile in 6 piattini da aperitivo e completa con 6 fettine di coppa. Per 6.

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Prepara il burro agli aromi

Ammorbidisci a temperatura ambiente 500 g di burro, dividilo in 6 ciotoline e lavora ogni porzione incorporando per ciascun tipo: 2 fettine di salmone affumicato frullate con poco succo di limone; 1 cucchiaio di senape all’antica (con i grani); 1 cucchiaio di uova di lompo con poco succo di lime; 1 fetta di barbabietola frullata con foglioline di timo; 4 filetti d’acciuga sott’olio tritati; 1 cucchiaio di prezzemolo, erba cipollina e aneto tritati. Regola di sale e pepe. Usa i vari tipi di burro come base per tartine di pancarré bianco o integrale guarnite con salmone, würstel, uova di lompo e ravanelli, filetti di barbabietola e timo, acciughe sott’olio, erbe fresche.

Prosciutto d’oca e cipolle Affetta 1 cipolla rossa e falla stufare 30 minuti con sale, pepe, poco miele e succo di arancia. Ritaglia 250 g di focaccia a quadratini. Disponi su ognuno una fettina di prosciutto d’oca (120 g in tutto, se non lo trovi puoi usare lo speck) e completa con qualche strisciolina di cipolla. Per 6.

MONDADORI PORTFOLIO (12)

Lardo e crema di marroni

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Cacciatore e carciofini Scotta 12 mezzi cuori di carciofo surgelati in 1 l d’acqua salata, con 2 dl di vino bianco e il succo di 1/2 limone. Scola e fai raffreddare. Monta 1,5 dl di panna. Disponi su ogni 1/2 carciofino 1 fettina di salame cacciatore divisa a metà, un ciuffo di panna e un pizzico di pepe. Per 6.

Soppressata e ananas Pulisci 1/2 ananas eliminando scorza e torsolo, dividilo a metà per il lungo e ricava 12 spicchietti. Riduci il resto dell’ananas a cubetti. Disponi su ogni spicchietto 2 fettine di soppressata (24 in tutto), guarnisci con fili di erba cipollina e decora con i cubetti di ananas. Per 6.

Mascarpone e salmone Frulla 150 g di mascarpone con 6 filetti di acciuga sott’olio. Taglia a metà 6 fette di pane toscano e tostale 5 minuti in forno a 200°. Spalmale con la crema, copri con fettine di salmone (120 g in tutto) e decora con striscioline di peperoni sott’aceto e frutti di cappero. Per 6.

Mortadella e mele Mescola 30 g di granella di pistacchi con 50 g di zucchero, 40 g di farina, 50 g di burro fuso, sale e 1 albume. Stendi a cucchiai su una placca, su carta forno in 12 dischetti. Inforna 10 minuti a 170°. Guarnisci con 2 mele verdi a spicchi, rosolate nel burro, pepe e 120 g di mortadella a fettine. Per 6.

Salame Milano e radicchio Taglia a metà 6 fette di pancarré e tostale. Affetta 1 piccolo cespo di radicchio. Fallo appassire, coperto, con burro, sale, pepe. Dopo 2 minuti scopri, alza la fiamma, spruzza con po’ di aceto e, trascorso qualche istante, spegni. Dividi il radicchio sui crostini e completa con 12 fettine di salame Milano. Per 6.

Crudo e miele Taglia a fette sottili 1 filoncino di pane ai fichi e noci. Dividi ogni fettina a metà per ottenere piccole tartine. Tostale in forno a 200° per 5 minuti. Disponi su ognuna una fettina di prosciutto crudo tagliato al coltello (120 g in tutto) e un filo di miele liquido. Per 6.

Speck e rösti Sbuccia 3 patate, grattugiale e condiscile con olio, sale e pepe. Scalda una padella, disponi il composto a mucchietti e appiattiscili con il dorso di un cucchiaio. Cuoci i rösti 3 minuti per lato. Falli intepidire e guarnisci con fettine di speck (120 g in tutto) e foglioline di rucola. Per 6.

Culatello e grana Disponi su una placca, su carta da forno, 120 g di grana grattugiato in 12 mucchietti, appiattiscili col dorso di un cucchiaio e inforna 6 minuti a 200°. Fai intiepidire e dividi sulle cialdine 120 g di culatello a fettine, foglioline di songino e 6 gherigli di noce tritati. Per 6.

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VINI & DINTORNI

BIRRE DI NATALE di Slawka G. Scarso @nanopausa giornalista esperta (e appassionata) di vini e cose buone.

Se sei in cerca di qualcosa di originale per i tuoi brindisi, la birra di Natale è un’alternativa a prosecco e champagne. È nata in Belgio circa 200 anni fa ma oggi la producono anche molti birrifici italiani. La trovi solo in questo periodo, e in serie limitata. Rispetto a quella classica è più ricca e ha una gradazione più alta (7-10°) pensata per l’inverno. Ed è aromatizzata con le spezie che richiamano la stagione: cannella, ginepro, miele, cacao, frutta secca. Ecco perché sta bene anche con un dolce natalizio. Per un cin cin fuori dagli schemi.

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a cura di STEFANIA CARLEVARO

I BISCOTTI CON IL CUORE DI MELA INGREDIENTI PER 4 PERSONE 1 confezione di pasta frolla pronta, 1 kg di polpa di mela Red Delicious Marlene, 400 g di zucchero semolato, 20 g di succo di limone, 20 g di pectina di frutta PREPARAZIONE Taglia la polpa di mela in piccoli cubetti, coprili di zucchero e di succo di limone. Lascia 2 ore in frigo. Versali in una padella con la pectina e porta a bollore. Lascia raffreddare. Stendi la pasta e, con dei tagliabiscotti, prepara dei dischi, metti al centro una piccola quantità di confettura e ricoprili con un secondo disco. Fai riposare in frigorifero 1/2 ora. Cuoci in forno caldo 180° per 10-12 minuti. Sforna e decora con del cioccolato fuso a bagnomaria, immergendo i biscotti per metà.

LA CREMA DI PISTACCHI VA SU TUTTO

Assaggiala con i dolci, accompagnala ai biscotti del mattino, oppure gustala su una fetta di pane tostato o in una coppa di gelato alla crema. Pistacchio è una nuova crema spalmabile al latte di La Perla cioccolato Torino, preparata con il 30% di pistacchi di Sicilia. Il vasetto da 150 g è un piccolo dono gourmet da regalare agli amici durante le feste (9 euro).

UNA BRESAOLA MOLTO SPECIALE Leggera, versatile, nata da un’antica lavorazione tramandata da generazioni, la bresaola della Valtellina Igp è un prodotto sano e leggero. Ora è preparata in tante varianti, come la pregiata bresaola di Black Angus (Rigamonti, 90 g, 5,29 euro).

Cibo, colori e fantasia

CHE BUONE LE SARDINE IN SAOR

di Federica Esti @fedeops18

Io e Gianmarco siamo stati a Padova a vedere una mostra di pittura molto bella e interessante e la sera abbiamo trovato un ristorantino accogliente dove ho assaggiato una specialità. Si tratta della gallina in saor che, sorpresa, non pensavo fosse così buona e ho subito pensato di portare a casa la ricetta per condire allo stesso modo le sardine. Per il saor ti servono: 2 cipolle bianche, un filo d’olio, aceto di vino bianco, zucchero, uvette e pinoli. In una padella antiaderente fai appassire per 30 minuti le cipolle con l’olio, 2 cucchiai d’aceto e 1 di zucchero. Quando sono pronte unisci una manciata d’uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida e i pinoli. Per le sardine io ho comprato quelle sott’olio senza spine e senza pelle che, unite al saor e fatte insaporire per qualche ora in frigo, sono ancora più buone il giorno dopo. Puoi anche servirle con del pane tostato, una delizia. Se non ti piace il sapore forte dell’aceto di vino, prova quello di mele: è una valida alternativa. Vuoi un consiglio? Scrivi a federica.esti@mondadori.it

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INDIRIZZI A PAG. 000

Nordic style Un cuscino morbido, il tappeto soffice, una lampada di legno. Con un accessorio che richiama la natura ti senti già in vacanza di Elisa Musso

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1 Patchwork Decora il divano con un mix di cuscini tartan bianchi e rossi (Coin Casa, da 19,90 euro). 2 Nel bosco Tavolino e lampada in un tronco di legno massello (Piantama Mogg, 685 euro). 3 Effetto neve È morbido con tessitura jacquard il tappeto

perfetto per la sala (Ava Calligaris, 494 euro). 4 Un benvenuto romantico L’appendiabiti richiama i paesaggi innevati (Arti&Mestieri, 117 euro). 5 Davanti al fuoco Il divanetto due posti ha il design adatto alla casa di montagna (Kaiwa,

Lema, prezzo su richiesta). 6 Sorsi caldi Per il tè dopo lo sci, il bollitore con manico e fischietto a forma di uccellino (Alessi, 110 euro). 7 Nordic style La piantana con base in legno chiaro richiama il design anni ’50 (Brandani, 180 euro). 8 Finti trofei Sul camino la

testa d’alce in legno è glamour (studioroof.com, 44 euro). 9 Bianchi paesaggi Per sentirti sempre sulla neve c’è il cuscino Skiing Chale (www. chocolatecreative.co.uk, 71 euro). 10 Per gli ospiti Quando nevica, lo sgabello di pelo ti riscalda (KSL living, 320 euro).

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E nel 2017 cambio l’arredo! LA CUCINA

Se hai deciso di cambiare le lampade della cucina non accontentarti di un solo modulo. Scegli delle luci più piccole, collocate nei punti giusti, sopra ai fornelli e sui piani, fondamentali per cucinare, impastare, cuocere. Sul tavolo serve invece una lampada a sospensione. Verifica che la luce sia calda e a risparmio energetico. Per dirigere la luce creando risultati scenografici c’è la lampada Aim (Flos, 550 euro).

I fasci di luce conica sono ideali sopra il tavolo della cucina o a centrostanza (Petite Friture, da 215 euro).

LA SALA

Con il piano di legno e la struttura di metallo, Luce è perfetto in cucina come in soggiorno (Lema, prezzo su richiesta).

Squadrato e classico, Square è a 2 e 3 posti (Calligaris, da 1.402 euro).

Quando la zona pranzo e il living convivono devi trovare il tavolo giusto: elegante, attuale e del materiale adatto a integrarsi agli arredi del soggiorno. Oggi sono di moda le finiture lucide, come il vetro, riproposte con originali abbinamenti cromatici. Se preferisci il piano tradizionale di legno, fatti ispirare dai pezzi stile anni ’50. E ricorda che un tavolo tondo sfrutta bene l’angolo, mentre il rettangolare si appoggia facilmente alla parete.

Per chi ama i tavoli rotondi colorati Reflection ha il piano in vetro laccato sul retro (Manerba, 1.605 euro).

IL LIVING

Il 2017 è l’anno giusto per dire addio al tuo vecchio divano? È importante riuscire a creare una zona conversazione anche con un solo elemento: valuta quindi lo spazio a disposizione e scegli un pezzo con penisola oppure orientati su elementi modulari da comporre a piacere e anche trasformare. Così potrai creare micro salotti in un unico ambiente. Con i moduli componi il tuo divano su misura (Rodolofo, Lovethesign, 597 euro a pezzo).

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Scegliere un nuovo mobile non è facile: deve piacerti, integrarsi con gli altri pezzi ed essere funzionale. Segui i consigli dell’architetto e farai centro di Elisa Musso — con la consulenza dell’architetto Massimo Flaminio massimoflaminioarchitettura.it

LO STUDIO

Per creare un angolo di lavoro in casa quello che ti serve è un arredo che trasformi l’ambiente a seconda delle tue necessità. Se hai intenzione di cambiare la libreria scegline una autoportante, che ti permetta di separare la stanza senza doverla dividere con pareti. E se vuoi rendere lo spazio ancora più versatile cerca una scaffalatura su ruote.

Stile industriale per lo scaffale su rotelle da spostare dove vuoi (Troly Maisons du Monde, 499,90 euro).

Per ricavare la zona studio nel living, c’è la libreria freestanding Division (Calligaris, 1.886 euro).

LA CAMERA DA LETTO

Tre in uno: Frame è il letto con testieraarmadio-contenitore (Twils, da 1.995 euro).

Il letto non si sceglie solo in base alla comodità. Se vuoi cambiarlo concentrati anche sulla funzionalità, soprattutto se i tuoi armadi sono piccoli. Oggi ci sono i modelli con i vani porta abiti sul retro della testiera. Invece se lo spazio per coperte e vestiti non è mai abbastanza, considera i letti con i contenitori facili da aprire e chiudere.

Nel contenitore sotto al letto riponi le coperte e il cambio stagione (Paco, Noctis, 1.487 euro).

IL BAGNO

Per chi ama lo stile industriale, c’è lo specchio ultra funzionale (Pinorama Board, designrepublic.com, 259 euro).

Se vuoi dare una rinfrescata al bagno senza affrontare una ristrutturazione, punta sugli accessori multifunzionali. Cerca un arredo utile che occupi poco spazio, dotato di mensole, portaspazzolini o piccoli armadietti per riporre gli accessori da toilette. Puoi puntare sui modelli che si fissano a parete sopra al lavandino oppure, se hai un mobile lavabo indipendente, anche da terra tipo piantana.

Allo specchio, è abbinata una mensola e il porta asciugamano (Oblon, Novello, prezzo su richiesta).

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VIAGGI

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Organizzati così

COME ARRIVARE

In bus, da Fortaleza, con Fretcar, 18 euro andata (https:// www.webrodoviaria.com.br/ VendaWebFret Car/). In jeep, il servizio è offerto da diverse società fra cui Marley Tur, a partire da 310 euro circa per 5 persone a/r (www.marleytur. com.br).

DOVE DORMIRE

Pousada Maxitalia, gestita da Juliana Tonetto Sperotto de Arruda (Maria dos Anjos 659, Vila de Jericoacoara, da 60 euro doppia con prima colazione, pousada maxitalia.com.br) . Marco e Juli Suítes (R. do Forró, 66-150, Jijoca de Jericoacoara, tel: +55.88.996833250 marcoejulisuites@ gmail.com).

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Brasile: sulle dune di Jericoacoara Lungo questo angolo di costa si gira tutto il giorno in infradito, le strade sono di sabbia e nei tanti ottimi ristoranti si mangia sempre pesce freschissimo testo e foto di Beppe Ceccato —

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@bepinho

ll’ora del tramonto sulla grande Duna do Por do Sol le persone aspettano in silenzio che il sole scenda nel mare. Il rito si ripete tutte le sere a Jericocoara e, dopo, si ritorna sulla spiaggia, per gustare una caipirinha o assistere a uno spettacolo di capoeira. Negli anni Settanta e Ottanta Jeri, com’è chiamata dai suoi abitanti, era una meta alternativa frequentata dagli hippy. La fama, per questo ex-villaggio di pescatori nello stato del Ceará, nel Nordeste brasiliano, arriva nel 1994, quando il Washington Post lo consacra come uno dei più belli al mondo per la sua spiaggia. Da allora, non ha perso colpi e Trip Advisor l’ha inserito al terzo posto fra le località emergenti. Il merito, al di là della bellezza naturale, è anche

dovuto all’istituzione dal 2002 del Parco Nazionale, un’area protetta amministrata con rigore dall’Insituto Chico Mendes de concervação da biodiversidade. Il paesaggio ha dell’incredibile, con le dune battute dal vento che cambiano in continuazione aspetto.

DOV’È

PERÙ

BRASILE

ARGENTINA

L’avventura inizia a Fortaleza

Arrivare a Jericoacoara è un viaggio nel viaggio, soprattutto se si sceglie l’autobus: in questo caso bisogna armarsi di pazienza, perché occorrono almeno sei ore da Fortaleza fino a Jijoca. Qui si scende e si risale a bordo di un bus 4x4, che percorre gli ultimi 20 km su una strada di sabbia. Tutto è più comodo se si noleggia un fuoristrada con autista che porta a destinazione in 4 ore di viaggio.

Parco Nazionale Tatajuba di Jericoacoara Lagoa do Paraíso Jijoca

Camocim

Fortaleza

Barrinha

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Relax nel villaggio

A Jericoacoara c’è l’idea di essere fuori dal mondo (le strade sono di sabbia, si gira tutto il giorno con le infradito, c’è l’elettricità ma non i lampioni per illuminare la notte) e nello stesso tempo non mancano le comodità: le case dei pescatori si sono trasformate in pousadas e la scelta dei ristoranti è grande e di buona qualità. Lungo le due uniche vie principali, che tagliano parallele il villaggio, ci sono sia i negozi di artigianato sia firme famose, Havaianas in testa.

Esplorazioni in auto e con le barche 5

1. Barche sulla spiaggia a Preà. 2. Dune sulla strada per il Lago Grande e Tatajuba. 3. Quad a Barrinha 4. Iguana alla Lagoa do Paraíso. 5. Aragoste al ristorante Komakí.

Se nel piccolo centro abitato si fa vita da spiaggia, è nei dintorni che si scopre la bellezza del luogo. Le proposte a cui aderire sono tantissime: dal surf al kitesurf alle uscite a cavallo. Il divertimento più gettonato comunque è fare le escursioni in dune buggy, con un’avvertenza: al momento della prenotazione vi chiederanno se volete un giro “com emoção” o “sem emoção”, che tradotto significa con salti e discese adrenalinici o con una guida più tranquilla (al di fuori del parco le autopossono salire e scendere dalle dune). Ecco tre itinerari di un giorno ciascuno. 1° ITINERARIO: DI LAGUNA IN LAGUNA Si arriva alla Lagoa do Paraíso, un ampio specchio d’acqua dove Paulo, un bolognese che vive qui da 30 anni, mette a disposizione un ottimo ristorante

di pesce e delle amache sistemate dentro l’acqua: piacere totale! Si continua verso la Lagoa Azul dove si ammira l’arvore da preguiça (l’albero pigro), cresciuto in orizzontale a causa del vento e si arriva alla Pedra Furada, una formazione rocciosa dove il sole, mentre cala, entra in un’apertura creando giochi di luce.

2° ITINERARIO: LUNGO IL LITORALE OVEST.

Sull’arenile, sfruttando la bassa marea, si corre verso il fiume Guriú che si attraversa su un piccolo traghetto a remi. Giunti dall’altra parte, si sale su una barca di pescatori per andare a vedere i cavallucci marini. Quindi si attraversa Mangue Seco, una foresta di mangrovie completamente secca e spettrale, e si arriva a una serie di dune da cui si può scivolare su tavole di legno finendo acqua. Di nuovo in auto, si raggiunge il Lago Grande e da qui Tatajuba, villaggio di pescatori divorato dalla sabbia. La storia la si può ascoltare direttamente da dona Delmira, testimone dell’evento. 3° ITINERARIO: A BARRINHA Questa è un’escursione breve che si conclude da Komakí, il locale di Marcio e Constantino, ristoratori con una lunga esperienza a São Paulo in locali stellati. È il migliore indirizzo gastronomico di Jeri e dintorni, nel menu l’aragosta e uno strepitoso polipo con le patate (+55.88.981243324, 15-20 euro a testa).

Escursioni in dune buggy Oltre alla Cooperativa dos bugueiros di Jericoacoara (Rua Principal S/N, di fronte al supermercato Tem de Tudo, tel: +88.99040405) ci si può rivolgere a Marco Arruda (tel: +55,88.996833250, Whats app: +55.49.999285677). Qui i prezzi per auto da 3-4 posti: Parco Nazionale e lagune, 82 euro; Tatajuba 95 euro; Barrinha 55 euro.

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Qui è sempre Natale C’è chi non vede l’ora che le feste finiscano e chi le vorrebbe tutto l’anno. Per i secondi, ecco dove il panettone, le renne e Jingle Bells sono ancora protagonisti @annascarano

La formula del Christmas hotel In montagna,

esiste un luogo dove il Natale si celebra ogni 25 del mese. Succede al Mirtillo Rosso di Riva Valdobbia, in Valsesia. Questo family hotel fa rivivere la magia della festa tutto l’anno ed è a misura di bambino: Mirtillo Rosso è Rudolf, la renna di Babbo Natale dal naso rosso che illumina la via della slitta durante le tempeste di neve, protagonista della fiaba raccontata ai piccoli ospiti. Poi ci sono le attività, lo sci e anche la spa (nella foto in alto). La formula ha un gran successo, ma qui si viene anche per godere dei servizi di un albergo che si è aggiudicato il terzo posto all’American Architecture Prize 2016 nella categoria Interior Design-Hospitality. Il progetto dell’architetto Rita Cattaneo, oltre che essere ecosostenibile, è stato premiato perché l’edificio si è integrato nella valle del Monte Rosa caratterizzata dallo stile walser. (da 80 euro la doppia, i bambini pagano la metà, mirtillo-rosso.com).

Nell’ufficio di Santa Claus Come se la immagina un bambino la casa di Babbo Natale? Immersa nella neve, con le renne fuori dalla porta e dentro un camino che riscalda. È esattamente così e la si può visitare a Rovaniemi, nella Lapponia finlandese (foto in alto a destra). Il Villaggio di Babbo Natale si trova a 8 km dal centro, è aperto tutti i giorni e ci si arriva in motoslitta. Ma qui ci si spinge anche perché c’è l’Arkticum, struttura

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in vetro progettata da Alvar Aalto che mostra la natura e la vita nell’estremo Nord (su visitfinland. com/it/touroperator/ i touroperator che propongono questa destinazione).

Shopping dalla Germania all’America all’Italia A TORINO

Firma storica, il marchio Galup ha aperto un negozio in centro, dove è possibile acquistare sempre i suoi prodotti, fra cui il Milano POP di Davide Oldani (via Andrea Doria 7, galup.it).

— A MILANO

Non poteva mancare in città un posto dove comprare e gustare il panettone tutto l’anno. Ci ha pensato Vergani in corso di Porta Romana 51 (vergani.it)

I tedeschi da sempre dedicano al Natale molta attenzione e Kathe Wolfhart è l’indirizzo da non perdere, da Berlino a Norimberga (wohlfahrt. com). Carillon, stelle e i tipici omini schiaccianoci si trovano su erzgebirgepalace.com che propone l’artigiano tipico dei Monti Metalliferi, in Sassonia. Dall’altra parte dell’oceano, se sei a New York, nel cuore della Little Italy, al numero 133 di Mulberry Street c’è Christmas and City, presente anche a Boston, Hollywood e Miami (christmasandcity. com). Da casa, invece, puoi ordinare tutto cliccando su thechristmascottage.com, mentre a San Francisco, c’è il The Holiday Shoppe (660 Bridgeway, Sausalito, theholidayshoppe.com), orgoglioso di vendere tutto quello che serve per le feste da ben 23 anni. Hai in programma di andare ad Amsterdam? Christmas palace aspetta i fan nei pressi del Mercato dei fiori (thechristmaspalace.com). In Italia,infine, trovi tutto nel Negozio di Natale del vecchio borgo a Camigliatello Silano, in Calabria (via Roma 172) e, a Roma, da Sempre Natale (via della Scrofa 93, semprenataleroma. com), il primo negozio di decorazioni natalizie in vetro dipinto a mano.

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MONDADORI PORTFOLIO

di Anna Scarano —


INDIRIZZI

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www.camomillaitalia.it. Coin Casa, tel. 0412398000 www.coincasa.it. Colombo, tel. 0276023115 www.lanificiocolombo.it. Dassios, www.dassios.com. Everhonest, tel. 04241720033 www.everhonest.eu. Fit Flop, www.fitflop.eu. Flos, tel. 03024381 www.flos.com. Fratelli Rossetti, tel. 0331552226 www.rossetti.it. Freddy, tel. 018559101 www.freddy.it. Green Vision, www.greenvision.it. Grisport, tel. 0423962063, www.grisport.it. H&M, tel. 0645554111 www.hm.com. Iepa, www.iepa.it. Igi&co, tel. 800218715 07550281 www.igieco.it. Jeckerson, tel. 0289092166 www.jeckerson.com. Ksl Living, www.ksl-living.fr. Le Silla, tel. 0276016108 www.lesilla.com. Lema, tel. 031630990 www.lemamobili.com. Lovethesign, www.lovethesign.com. Lumberjack, www.lumberjack.it. Maisons du Monde, tel. 800870799 www. maisonsdumonde.com. Manerba, www.manerbaspa.com. Max & Co., tel. 0522537711 www.maxandco.com. MaxMara, tel. 05223991 www.maxmara.com. Mephisto, tel. 0471633222 www.mephisto.com. Mia Moltrasio,

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ASTROCOACH

ASTROCOACH

GEMELLI

di Gioia Gottini astrologa e life coach @Gioiacoach

CANCRO

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scrivi a astrocoach @mondadori.it

DAL 28 DICEMBRE AL 3 GENNAIO

ARIETE

21/3 — 20/4 Che cosa chiedi al 2017? Tutto! Per fortuna le cose migliori della vita non si comprano, ma si conquistano. E tu sei più determinata che mai a ottenere quello che desideri. La tua decisione ti rende anche molto sexy agli occhi di lui e con Urano e Giove opposti l’amore è un gioco di forza. Hai voglia di rinnovare l’arredamento di casa.

TORO

21/4 — 21/5 In questo periodo desideri prenderti cura delle persone che ami e lo fai con una delle tue attività preferite: cucinare. Adori le feste che riuniscono tutti intorno a un tavolo. L’amore, con Venere e Luna congiunte, è alle stelle: sull’isola deserta porteresti solo lui e dei cioccolatini. Gli impegni lavorativi possono aspettare: buon naufragio!

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22/5 — 21/6 Il tuo pensiero ricorrente in questi giorni ha a che fare con il lavoro: devi fare scelte importanti e non puoi prendere scorciatoie. C’è una canzone che ti risuona spesso in testa? Analizza il testo: forse stai cercando di dire qualcosa a te stessa. Sole e Mercurio congiunti aumentano l’introspezione. In amore sei sulle difensive: fidati di più.

22/6 — 22/7 Settimana specialissima per te: la Luna Nuova rende la tua relazione d’amore sempre più profonda e promettente. E il lavoro? Lì devi guardarti da qualche “squalo” e lavorare molto sulle tue competenze: iscriviti a un corso di lingue. La tua creatività risplende di meraviglia e bellezza. Non dimenticare qualcosa di rosso per Capodanno!

LEONE

23/7 — 22/8 Come diceva un napoletano famoso, quest’anno anche tu “ricominci da tre”, perché hai ottenuto molto nel 2016 e adesso devi continuare sulla strada della crescita professionale e personale. Con Marte e Nettuno stimolanti sei in gara per superare te stessa. Hai bisogno di un modello ambizioso a cui ispirarti e di una sorellanza che ti sostenga.

VERGINE

23/8 — 22/9 Settimana di cuore e batticuore: con Sole e Mercurio positivi fai spazio al piacere, alla gioia di vivere e al sentimento. E sul lavoro? Guardati da qualche falso amico, ma mantieni sempre un atteggiamento corretto e responsabile. Se sei in attesa di un pagamento ci vorrà ancora qualche settimana, la situazione si sbloccherà a fine gennaio.

BILANCIA

23/9 — 22/10 Con l’anno nuovo hai bisogno di movimento: Giove e Saturno ti esortano a non stare ferma e a non accontentarti. E anche a fare un po’ di palestra, così puoi concederti qualche strappo alla regola senza sensi di colpa. Sul lavoro ti aspettano grandi successi, ma prima devi mettere a tacere il tuo critico interiore. Momenti di allegria con gli amici.

SCORPIONE

23/10 — 21/11 Possiedi un lato misterioso e imprevedibile che ora viene potenziato da Luna e Plutone nel segno: potrebbe venirti un colpo di genio. Approfitta del nuovo anno per buttare simbolicamente tutto ciò che è vecchio, rotto o che non ti piace più. Così alleggerita potrai fare spazio a una nuova e stimolante conoscenza. Fai lunghe passeggiate per rilassarti.

SAGITTARIO

22/11 — 21/12 Il 2017 è un anno di grande trasformazione: Giove e Saturno ti sostengono in un viaggio magico, in cui ogni ostacolo superato ti rende più saggia e forte. Quali sono le tue aspettative? Cosa desideri? Se ti concedi di dirlo a te stessa e agli altri, arriveranno in aiuto segnali forti. Ps: mangia più frutta (quella candita non vale).

CAPRICORNO

22/12 — 20/1 Si può essere fortunati in amore e anche sul lavoro? A volte sì: ed è il tuo caso. La Luna Nuova è perfetta per i nuovi inizi, quelli in cui la passione supera le paure. Tu stai bene da sola, ma adesso è il momento di divertirti, di accettare un invito all’ultimo minuto, di passare più tempo con gli amici e godere di piccole frivolezze.

ACQUARIO

21/1 — 19/2 I nodi vengono al pettine: la fine dell’anno per te coincide con una valutazione approfondita di quello che ha funzionato e quello che non ti soddisfa più. Pensaci bene e poi agisci di conseguenza. Luna e Venere nel segno portano una ventata d’aria fresca in amore. Il successo sorride alle tue operazioni commerciali. Proteggiti dalle influenze.

PESCI

20/2 — 20/3 Il 2016 si conclude con una promozione o una crescita professionale: non ci sei riuscita da sola, ma con l’aiuto di un gruppo che ti sostiene e con cui ti confronti per migliorare. Grazie a Marte e Nettuno nel segno sei più sensibile che mai e riesci a captare messaggi importanti per fare le scelte giuste. Il tuo colore portafortuna è il verde scuro.

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MI HA FATTO LA CORTE PER 6 MESI. POI, DOPO CHE L’HO BACIATO, È SPARITO

di Chiara Gamberale

Chiara, negli ultimi 8 mesi Luca ci ha provato con me in tutti i modi. Mi ha chiesto di uscire con lui ogni giorno, da quando ci siamo conosciuti, con dediche appassionate, biglietti, lettere, canzoni, regali, messaggi, telefonate, persino una serenata sotto casa. A me non piaceva e ho continuato a dirgli di no, con convinzione. Poi, 2 mesi fa, ho ceduto alle sue avances e l’ho baciato. È stata una sorpresa anche per me, e mi è piaciuto. Ci siamo frequentati per 3 settimane e ho iniziato a pensare che potesse essere lui l’insospettabile amore che aspettavo. Invece è sparito di colpo, come la maggior parte degli uomini incontrati in questi anni. Insomma, tutte le energie che ha speso per corteggiarmi a cosa gli sono valse? Alla semplice conquista? Questo mi dà conferma del fatto che l’insistenza non è un metro di valutazione sufficiente per credere che un uomo stia facendo sul serio. E allora, su chi possiamo fare almeno un po’ affidamento? Non esiste una tipologia di uomo o di comportamento che possa anche minimamente darci qualche garanzia? Sono così stufa di tanta superficialità… Mia Mia, ma fammi capire: tu non hai battuto ciglio davanti alla sua sparizione? O l’hai cercato? Sei sicura, insomma, di non avere messo in moto dei meccanismi che, in qualche modo, l’hanno fatto sentire abbandonato? Non so perché, ma mi sembra che manchi un pezzo a quello che racconti… E, prima di trarre le tue conclusioni, credo che un confronto con Luca sarebbe necessario. L’amore tira fuori il meglio e il peggio di noi, certo: ma appellati ai vostri 8 mesi di amicizia e chiedigli che cosa (gli) è successo. Cosa magari, inavvertitamente, hai fatto succedere tu. Forse lui non sarà l’uomo della tua vita, ma forse sì. E comunque ti darà la possibilità di capire meglio anche che cosa (non) è successo con gli altri uomini. Perché lo sai, no? Se ci succede sempre la stessa cosa siamo noi che ci rapportiamo agli altri sempre allo stesso modo. Hai l’occasione di mettere a fuoco il tuo. Non la perdere.

disegno di Elisa Macellari

POSTA DEL CUORE... E DELLA TESTA E DELLA PANCIA

parlane con chiara scrivi a lapostadelcuore @mondadori.it

SOGNO DI DIVENTARE SCRITTRICE: LE SCUOLE SERVONO? Ho 20 anni e sogno di diventare scrittrice da quando ne avevo 5. Ho migliaia di fogli, appunti, diari, ma non so organizzarli in una storia unica o a capire cosa tenere e cosa no. Secondo te, dovrei frequentare un corso? Tu credi in chi vuole insegnarti a scrivere? Zoe Cara Zoe, il tuo interesse mi pare sincero: perché parli di “scrivere”, non di “pubblicare”. In molte scuole di scrittura, infatti, ho incontrato allievi smaniosi di diventare famosi e poco interessati all’urgenza che (non) avevano di esprimersi. Ma senza di essa è difficile che le nostre pagine vengano lette da un altro. Se invece quell’urgenza c’è, un corso potrebbe esserti utile. Non perdere mai la tua ispirazione.

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ULTIMA PAGINA

Secondo Lucrezia SILVIA ZICHE www.silviaziche.com

LatoG

IL LOOK DI SAN SILVESTRO

di Geppi Cucciari

VIZIONARIO

PAROLE DA PENSARCI BENE PRIMA DELL’USO di Giuseppe Culicchia scrittore

Capodanno sost. masch. sing.

— La sola festività che ci si augura passi il più rapidamente possibile.

Dopo aver fatto lo slalom tra panettoni al pistacchio, torroni al gianduia, frutta secca spolverata di zucchero a velo, eccoci pronte per la versione invernale della prova costume: il look di Capodanno. Se le feste natalizie le abbiamo passate in casa, vestite di lana cotta e camicie a quadri, per la notte di San Silvestro tocca farci venire in mente una mise idonea. La moda suggerisce l’oro e l’argento, ma serve moderazione per non sembrare giganti Ferrero Rocher o Baci Perugina. Di scintillante è meglio sfoggiare solo un accessorio: le scarpe, la pochette, la pashmina... Con il rosso non si sbaglia mai, si sa, e porta bene. Quest’anno va di moda anche la corona, un piccolo diadema che aiuta a farci sentire le regine della serata. E non dimenticare l’intimo rosso e i gli acini d’uva mangiati al ritmo del countodown. Che sia un anno luccicante come l’abito che sceglierai, dolce come l’uva che mangerai e pieno di gente che ti faccia sentire una regina, con o senza corona. scrivi a dilatua@mondadori.it

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Donna moderna 3 gennaio 2017 mar