Page 94

Qualcuno, con spregiudicatezza, sta bruciano le tappe di una carriera folgorante ed è addirittura in marcia verso la conquista della Dc. Nei governi degli anni ’70 la corrente ha brillato: presidenza del Consiglio, agricoltura, partecipazioni statali, industria sono conquiste pesantissime per autorevolezza e portafoglio, la dimostrazione che ai dorotei piace molto l’economia, il denaro, gli affari. Una frase fischia nelle orecchie dei due galoppini Giuliano e Ugo: un partito come la Dc deve rappresentare gli interessi degli elettori cioè perseguire obiettivi che coincidano con gli scopi dei cittadini e delle forze produttive. Chi sono quindi gli amici da coltivare? Senza ombra di dubbio industriali, magistrati, banchieri, affaristi, editori e manager pubblici. Il doroteo doc ha una chiesa laica da conquistare: la banca. Qualcuno ha tracciato il solco, per chi viene dalla campagna e tra i suoi famigliari annovera gente che ha mangiato quintali di polenta, è elementare ficcarsi nelle Casse Rurali venete perché con i soldi si può ringraziare per i voti ricevuti, si può pagare chiunque e ci si può garantire soprattutto un futuro elettorale. Giuliano e Ugo sono pesci che nuotano in questa acqua torbida: studiano in fretta la lezione e decidono di applicare il verbo doroteo. Primo obiettivo: entrare nella manica del capo. Per loro il momento è cruciale: passare dal piccolo cabotaggio, dall’intrallazzo marginale, a qualcosa di molto più pesante, allievi di un grande maestro. Il contatto è un consigliere comunale di un piccolo paese del Padovano che li porta a cena con uno dei tanti segretari del capo. La trattoria ha il nome giusto: Pedrocchino. Il dado è tratto. 94

Muoia Sansone.indd 94

28/01/2013 21.03.46

muoia_sansone_ma_non_i_dorotei_in_stampa  
muoia_sansone_ma_non_i_dorotei_in_stampa