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I dorotei veneti, agli inizi degli anni ’80, sono lanciati verso traguardi inimmaginabili. Il 27 giugno un aereo Dc 9 Itavia in volo da Bologna a Palermo precipita in mare a Ustica causando la morte di 81 persone, il 2 agosto alle 10,25 una bomba esplode alla stazione di Bologna dilaniando 85 corpi, il 24 ottobre scoppia lo scandalo dei petroli, una truffa da 2 mila miliardi delle vecchie lire. Falsificando le bollette d’importazione, i soldi finiscono nelle tasche di alcuni funzionari, politici e industriali. L’Italia è come una maionese impazzita, un misto di machiavellismo politico, sovversione, colpi di stato progettati, strategia della tensione e terrorismo. In questo scenario di piombo, tra misteri e veleni, si muovono senza paura Giuliano e Ugo, due democristiani vogliosi di fare carriera. Uno ha 34 anni ed è figlio della buona borghesia, l’altro ne ha 36 e proviene dal ceto medio. L’estrazione sociale diversa, non influisce sulla comune ambizione: sfondare nel mondo della politica. Davanti hanno il modello doroteo, straordinario, redditizio, vincente. Ci sono dei boss che fungono da riferimento. 93

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