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nascita di un neo centrismo che rivendica pari dignità prima barcamenandosi col sistema maggioritario e poi approfittando della fine del berlusconismo e degli scricchiolii del bipolarismo nella prospettiva di una nuova legge elettorale col ritorno del proporzionale. È il momento giusto per scaldare muscoli e motori, tornare in pista e rimontare posizioni. Il fiuto è quello di una volta: ha smaltito i tempi del sonno, ora sente i ritmi dell’azione. Guai ad aspettare quando il vento tira dalla parte favorevole, specie se al timone della segreteria regionale viene eletto un amico di vecchia data. La sua risalita (casomai ci fosse stata una vera caduta) è irresistibile. Da abile politico qual è, sfrutta in primis gli errori clamorosi dei suoi avversari-concorrenti, incamerando successi di tappa. La porta della casa giusta alla quale bussa è quella del centrodestra: lui non ha mai nascosto la sua ostilità verso il maggioritario, perché era più facile stare in maggioranza con il proporzionale, sistema funzionale agli accordi in trattoria o sui camper dove si facevano e disfacevano alleanze. Ora per stare sempre in maggioranza bisogna invece voltare gabbana, saltare di palo in frasca. Così, capita la lezione e rivoltato il cappotto, il nostro uomo è ripartito da zero, si è riconfigurato politicamente scartando l’entrata in Forza Italia, un pollaio troppo affollato, muovendosi con grande duttilità nel caotico centro dello schieramento berlusconiano, sua collocazione naturale. La scacchiera bloccata dalle rivalità interne degli ex dc lo ha innervosito parecchio, ma alla lunga gli 86

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28/01/2013 21.03.45

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