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Il politico e gli amici. Il rapporto, assolutamenrte centrale e totalizzante, reso famoso dalla letteratura dorotea creata attorno alla figura di alcuni boss, condensa il senso dell’appartenenza ad un clan politico la cui filosofia si basa essenzialmente sulla costruzione della fedeltà e del consenso. Il successo del doroteismo e la sua longevità si può spiegare solo con la logica di un gioco di squadra perfetto, che nasce dalla fedeltà assoluta verso il capo di un gruppo di amici che comprendeva stretti collaboratori, ma soprattutto un popolo di persone che avevano fiducia in lui e ne riconoscevano l’autorità ed il carisma del leader. Imprenditori, manager, liberi professionisti, colletti bianchi, direttori dell’ufficio imposte dirette, dirigenti della Bonifica e della Coldiretti, primari degli ospedali, parroci, docenti universitari, banchieri e bancari, giornalisti ma anche casalinghe, impiegati, dipendenti di enti pubblici e privati: la costruzione di una fedeltà di massa, avveniva senza l’uso ossessivo di apparati tecnologici, ma attraverso una macchina comunicativa basata sulla rela59

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