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berto sull’orlo del fallimento. Una soluzione perfetta per salvare capra e cavoli e che consentì ad Alberto di farsi anche la barca. Infatti s’intascò qualcosa per sé facendolo figurare per il partito. Alberto, oggi ancora a piede libero nonostante svariati processi, era detentore del know-how del doroteo col pelo sullo stomaco. L’ho sempre osservato per capire come facesse, ma copiarlo era pericoloso. Anche perché non volevo fare la fine di alcuni suoi ‘allievi’, che sembravano promettere bene, ma poi alla prova dei fatti si rivelarono delle mezze tacche. Lui viaggiava sui miliardi, altri volavano molto basso, forse per paura, ma anche perché erano proprio imbranati. Uno per tutti. È il caso di Giorgio, uno dei tanti scudieri di Alberto. L’avevano messo a lavorare in un consorzio ed era spesso a contatto con ditte e appalti. Lo pizzicò un finanziere mentre nel suo ufficio stava intascando una ‘mandola’ di 500 mila lire da un imprenditore che si era prestato come esca per tirarlo in trappola. Patteggiò la pena, ma dopo un cazziatone di Alberto, ci riprovò e con una bella mazzetta si comprò una casa nuova. A schiera con tre bagni, mansarda e giardino. 4. Essere nella manica del capo. Nello slang doroteo equivale alla conferma che sei forte, hai imboccato la strada giusta e per i tuoi concorrenti non c’è trippa per gatti. Il teatrino che convalida questi rapporti di potere coinvolge quattro attori: il capo di un ufficio, il concorrente, il capo del personale e il mediatore del potente doroteo 52

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28/01/2013 21.03.44

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