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sia possibile che un democristiano cattolico che va a messa tutte le domeniche riesca a simulare così bene la sua appartenenze religiosa: è come, ho pensato più di una volta, una prostituta che è inappuntabile di giorno e bella di notte. Una doppia personalità che profuma d’incenso coperta e benedetta dall’insospettabilità, dall’indulgenza spesso plenaria e dall’indulto tanto se vai in galera esci subito. Ho visto dei direttori di associazioni di categoria, dorotei fino al midollo, transitare improvvisamente per la piazza o la via centrale della città su auto di lusso, salvo poi scoprire che i fondi europei piovuti da Bruxelles sulle loro associazione per promuovere corsi di formazione, si erano volatilizzati, ‘distratti’ usando il termine giudiziario presente nel capo d’imputazione del processo. È possibile passare come un lampo da una Fiat ed un Mercedes, senza pensare male e alla fine azzeccarci, quando sul quotidiano locale appare l’articolo del rinvio a giudizio di tizio e caio con l’accusa di avere intascato i soldi del fondi europei? Il direttore che conoscevo io, dirigente doroteo anche della Dc locale, andava in chiesa tutte le domeniche e faceva anche la Comunione, poi durante la settimana rubava: per sé o per il partito? Quella di Alberto è la solita storia di tangenti: fondi neri, corruzione, fiumi di denaro pubblico che svaniscono nel nulla, politici e imprenditori compiacenti. Perché dopo avere lucrato sui fondi europei, essere stato processato e assolto, aveva deciso di fare il grande salto. Rubare è come una droga: non ti basta più il milione, 48

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