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restare in ogni caso impuniti. Tangentopoli ha infranto questo sogno cinicamente umano. Così durante la stagione dei comitati d’affari e dopo lo svelamento delle presunte illegalità e le accuse di corruzione, è emerso il doroteo-Narciso. Un uomo politico tutto particolare che trova eccitante muoversi borderline tra legalità e illegalità, che sa di poter essere scoperto da un momento all’altro con le mani nel sacco, perché al centro di indagini, inchieste, perquisizioni e intercettazioni telefoniche, ma che gode di questo conflitto tra il desiderio di essere arrestato e la parte pulsionale di sé. Il doroteismo, se applicato bene, è una pratica politica ossessiva ma piacevole: infatti è eccitante sistemare una persona, raccomandarla, organizzare incontri su incontri, praticare delle pubbliche relazioni infinite, giocate tutte sull’interesse e sull’uso reciproco degli attori in campo. È eccitante essere sempre al centro dell’attenzione, ricevere a raffica telefonate compiacenti, complottare, manovrare, liquidare un rivale. Pensate all’eccitazione di partecipare alla consegna di una mazzetta, magari sotto un ponte o nel bagno sudicio di un bar di periferia: tutto si svolge in un clima di segretezza da thriller con modalità che soddisfano la pulsione anesta, arrecando un beneficio psicologico incommensurabile e in certi casi irrinunciabile fino all’assuefazione. L’anestà che diventa una droga. È eccitante entrare in una storia di spie, ficcarsi dentro un traffico d’armi, allacciare relazioni massoniche, affiliarsi alla P2, alla P3 e anche alla P4, pagare viaggi con l’amante e cene a base di ostriche coi soldi pubblici, esportare di nascosto capitali all’estero. 38

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28/01/2013 21.03.43

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