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A babbo Bisaglia morto, agli inizi degli anni ’90, i dorotei del Nordest affrontarono Tangentopoli. Qualche esponente politico ex dc, a distanza d’anni e con alcuni processi ancora aperti, pensa forse che non fu il pool milanese di Mani Pulite a far morire la Balena Bianca. La colpa sarebbe invece di quel vento giustizialista che ha liquidato con il marchio dell’infamia quasi un’intera classe politica. Un linciaggio morale attuato con accanimento giacobino, un complotto orchestrato da magistratura e mass media. Sono concetti che rimbalzano a distanza d’anni soprattutto quando un indagato eccellente, dopo una valanga di udienze processuali, viene assolto. Con inevitabili commenti umanamente risarcitori, ma che denotano, nell’iter di rimozione di un’accusa, anche una presunzione d’impunità. Così, dopo l’assoluzione, potrebbe scatenarsi un’irrefrenabile voglia di rivalsa. Per i dorotei ex dc, Tangentopoli fu un trauma che si associò in maniera devastante alla caduta del muro di Berlino, con il conseguente ridimensionamento dell’a33

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28/01/2013 21.03.43

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