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resistenza al rischio di produrre illegalità e quindi procedimenti giudiziari infiniti riproponendo per forza d’inerzia uno stereotipo comportamentale a-morale, senza mai arrivare a un punto di autocoscienza che innescherebbe l’escludente ed insignificante esperienza minoritaria. Poi ci vuole spregiudicatezza nel gestire la movimentazione sociale ed economica, fondamentale per motivare i protagonisti, una coesione impostata sul contratto politico-cliente che potrebbe rivelarsi menzognera e scandalosa rispetto alle dinamiche di smascheramento dei comitati d’affari da parte del villaggio e dell’economia globale. Mettiamoci poi una spruzzata generosa di quell’energia positiva e leggera che riesce a rivalutare il sotterfugio e l’errore coprendolo con l’indulgenza plenaria e l’immunità per legge, che riesce a respingere le accuse negando anche l’evidenza ed a imporre coperture e connivenze per far passare la normalità della raccomandazione e del nepotismo come strategico destino circolare di un classe dirigente oligarchica sempre in maggioranza e vincente. Last but not least, l’impermeabilità ai fallimenti e alle crisi industriali con la capacità veramente mostruosa di assistere con i soldi dello Stato le aziende decotte o quelle private (ma amiche), di reggere la differenza e l’ingiustizia sociale condensata nella chiamata storica nei posti dirigenti dei mediocri (ma fedeli e affidabili), nel difendere fino in fondo il primato della quantità sulla qualità. Il piatto è servito.

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28/01/2013 21.03.43

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