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de poi anche alla realizzazione delle discariche e di tutto l’indotto legato alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla metanizzazione del territorio, alla gestione degli acquedotti, delle case di riposo, delle scuole private e degli enti di trasporto. Perfino al mercato del caro estinto collegato alle pompe funebri. Anche la costruzione dei depuratori è terreno di conquista. Dove c’è denaro, c’è affare e quindi c’è spazio per un guadagno sicuro. Un altro terreno redditizio dove muoversi per guadagnare è l’organizzazione dei servizi nelle multiutility. In questa acqua nuotano a meraviglia gli squali dorotei. La voracità unita a indispensabili doti come fiuto, intuizione, duttilità, spregiudicatezza, cinismo e rischio – tutte qualità mutuate dal mondo dell’impresa – fanno del soggetto in questione il prototipo vincente del politico. Guadagnare sugli affari voleva dire accantonare denaro, frutto di una sfrenata movimentazione che vedeva impegnati vari attori: politici, amministratori, banchieri, tecnici, industriali, giornalisti, broker e faccendieri. La complessità dei passaggi non era un ostacolo anzi era organica ad una spartizione del bottino: alla fine c’era gratificazione per tutti, ma era il manovratore doroteo ad avere il guadagno maggiore, sia in termini economici che di organizzazione. Parte del guadagno relativo all’appalto si riversava infatti nell’organizzazione, sosteneva la corrente, rafforzandone il suo meccanismo basato su assistenzialismo e clientelismo. Un business che richiedeva un requisito fondamentale: la non-onestà (Attenzione: la non-onestà non va intesa come disonestà). Infatti è impossibile filtrare eticamente i comportamenti politici do28

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