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Pedagogia e Vita Rivista di problemi pedagogici, educativi e didattici Quadrimestrale 2019/2


Direzione Antonio Bellingreri, Università di Palermo Giuseppe Mari†, Università Cattolica, sede di Milano Raniero Regni, Università Lumsa di Roma Comitato di redazione Cosimo Costa, Lumsa, Roma; Giuseppina D’Addelfio, Università di Palermo; Onorina Del Vecchio, Lumsa, Roma; Marisa Musaio, Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano; Livia Romano, Università di Palermo; Nicoletta Rosati, Lumsa, Roma; Maria Vinciguerra, Università di Palermo. Comitato scientifico Giuseppe Acone†, Università di Salerno; María G. Amilburu, Universidad Nacional de Educación a Distancia de Madrid; Winfried Böhm, Università di Würzburg; Wolfgang Brezinka, Università di Konstanz; Luciano Caimi, Università Cattolica, sede di Milano; Antonio Calvani, Università di Firenze; Hervé A. Cavallera, Università di Lecce; Giorgio Chiosso, Università di Torino; Michele Corsi, Università di Macerata; Giuseppe Dalla Torre, Università Lumsa di Roma; Fulvio De Giorgi, Università di Modena-Reggio Emilia; Jean-Marie De Ketele, Université Catholique de Louvain; Monica Fantin, Universidade Federal de Santa Catarina; Natale Filippi, Università di Verona; Thomas Fuhr, Pädagogische Hochschule Freiburg i.Br.; Emmanuel Gabellieri, Université Catholique de Lyon; Arturo Galán González, Universidad Nacional de Educación a Distancia de Madrid; Mario Gennari, Università di Genova; Rafal´ Godon´, Università di Varsavia; Michel Imberty, Université Paris Nanterre; Vanna Iori, Università Cattolica, sede di Piacenza; Alessandra La Marca, Università di Palermo; Cosimo Laneve, Università di Bari; Rachele Lanfranchi, Pontificia Facoltà «Auxilium» di Roma; Javier Laspalas, Universidad de Navarra; Giovanni Massaro, Università di Bari; Gaetano Mollo, Università di Perugia; Maria Teresa Moscato, Università di Bologna; Carlo Nanni, Pontificia Università Salesiana di Roma; Concepción Naval, Universidad de Navarra; Marian Nowak, Katolicki Uniwersytet Lubelski; Flavio Pajer, Pontificia Università Salesiana di Roma; Luigi Pati, Università Cattolica, sede di Brescia; Marisa Pavone, Università di Torino; Luciano Pazzaglia, Università Cattolica, sede di Milano; Agostino Portera, Università di Verona; Lino Prenna, Università di Perugia; Nelson Pretto, Universidade Federal de Bahia; Andrej Rajsky´, Università di Trnava; Bruno Rossi, Università di Siena; Pier Giuseppe Rossi, Università di Macerata; Alina Rynio, Katolicki Uniwersytet Lubelski; Roberto Sani, Università di Macerata; Luisa Santelli, Università di Bari; Milena Santerini, Università Cattolica, sede di Milano; Maurizio Sibilio, Università di Salerno; Domenico Simeone, Università Cattolica, sede di Milano; Concetta Sirna, Università di Messina; Michel Soëtard, Université de l’Ouest (Angers); Marian Surdacki, Katolicki Uniwersytet Lubelski; Giuseppe Tognon, Università Lumsa di Roma; Giuseppe Vico, Università Cattolica, sede di Milano; Carla Xodo, Università di Padova; Giuseppe Zanniello, Università di Palermo.

Gli scritti proposti per la pubblicazione sono peer reviewed


Pedagogia e Vita

Anno 77 (2019/2)

Pedagogia dell’affettività, corporeità ed educazione

E D I T R I C E

LA SCUOLA


Rivista di problemi pedagogici, educativi e scolastici fondata da Mario Casotti - Serie 77 - 3 numeri all’anno (Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 22 dell’1-4-92) Direttore responsabile: Giuseppe Bertagna Direzione, Redazione e Amministrazione: Edizioni Studium Srl, Via Crescenzio, 25 - 00193 Roma (e-mail pedagogiaevita@edizionistudium.it) Abbonamento Annuale 2019 (3 fascicoli): Abbonamento cartaceo Italia 49,00€ - Europa 64,00€ - Extra Europa 79,00€ - Abbonamento digitale 35,00€ Abbonamento Biennale 2019+2020 (6 fascicoli): Abbonamento cartaceo Italia 80,00€ - Europa 110,00€ - Extra Europa 140,00€ - Abbonamento digitale 55,00€ Singolo numero: cartaceo 18,00€ - digitale 10,80€ Per informazioni e sottoscrizioni: Ufficio abbonamenti tel. 030.2993305 - fax 030.2993317 - e-mail abbonamenti@edizionistudium.it (operativo dal lunedì al venerdì, ore 8.30-12.30 e 13.30-17.30). È possibile anche versare direttamente la quota di abbonamento sul C.C. postale n. 834010 intestato a Edizioni Studium Srl, Via Crescenzio, 25 - 00193 Roma oppure bonifico bancario a Banco di Brescia, Fil. 6 di Roma, IBAN: IT30N0311103234000000001041 o a Banco Posta IT07P0760103200000000834010 intestati entrambi a Edizioni Studium Srl, Via Crescenzio, 25 - 00193 Roma (indicare nella causale il riferimento cliente). Gli articoli non richiesti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti, né compensati. Poste Italiane S.p.A. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1, comma 1 - dcb Brescia. I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm), sono riservati per tutti i Paesi. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun fascicolo di periodico dietro pagamento alla siae del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941, n. 633. Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da clearedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana n. 108, Milano 20122 (e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org).

riviste.gruppostudium.it © Copyright by Edizioni Studium, 2019 Stampa: MEDIAGRAF - Noventa Pad. (PD) ISSN 0031-3777 – ISBN 978-88-382-4779-8


Abstracts

Abstracts Pedagogia dell’affettività, corporeità ed educazione Antonio Bellingreri, Il corpo, le emozioni e il riconoscimento reciproco Il contributo presenta le linee di una fenomenologia del corpo e del suo linguaggio originario, quello delle emozioni. L’assunto principale è renderne evidente la portata referenziale; vengono così giustificate come vie specifiche che consentono la comprensione degli aspetti singolari delle persone che hanno parte ai mondi della nostra vita. È una prospettiva critica rispetto alla cultura che sembra oggi prevalente e che vede invece nelle emozioni quasi esclusivamente il loro aspetto espressivo. Le emozioni come vie di conoscenza hanno poi una loro evoluzione caratteristica, crescendo in consapevolezza e acquistando la dimensione della durata. Viste nelle forme di reazione «favorevole» alla presenza dell’altro sono forme di amore e portano una conoscenza per dilezione del mondo interiore dell’altro. Una riflessione su di esse ne mette in luce l’essenzialità per l’educazione morale del «retto sentire». This essay describes a phenomenology of the body and his language, the emotions. The main purpose is to highlight their referential scope. Emotions enable us to comprehend individual aspects of the persons participating in our lifeworlds. This perspective challenges today’s dominant culture, where emotions are understood as mere self-expressions. Emotions as ways of knowing grow in awareness and acquire duration when they are sublimated into affections and sentiments. Seen as favourable reactions to meeting the other, emotions appear to us as forms of love and produce knowledge by dilection for the other’s inner world. A reflection on the emotions (particularly empathy) highlights their importance for the moral education to a correct sensibility. Parole-chiave: fenomenologia delle emozioni, portata referenziale, modi di conoscenza, conoscenza per dilezioni, educazione morale del retto sentire. Keywords: phenomenology of the emotions, referential scope, ways of knowing, knowledge by dilection, moral education to a correct sensibility. Maurizio Fabbri, L’evoluzione creatrice Veniamo da una tradizione che ha pensato le essenze a priori, teorizzandole in astratto e connotandole intorno a requisiti, individuati da ciascun filosofo in

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ragione della loro coerenza col proprio sistema di pensiero. Comune a queste differenti rappresentazioni dell’essenza (o, meglio, delle essenze) vi è la tradizione del pensiero disgiuntivo, tendente a pensare in chiave antinomica la relazione fra anima e corpo, spirito e materia, cultura e natura, attribuendo un valore alto al primo termine della relazione e svalutando invece il secondo. Ne è sorto un equivoco, che ha impedito all’umano di pensarsi in chiave olistica, in nome della propria costitutiva integralità fra tutte queste dimensioni. Capovolgere il percorso riflessivo, cercando di cogliere gli elementi identitari di un percorso evolutivo, che emerge da tutto il processo di evoluzione filogenetica è il senso del presente lavoro, che considera le essenze come un possibile punto d’arrivo di questo percorso, piuttosto che di partenza. We come from a tradition that thought the essences a priori, theorising them in the abstract and connoting them around requirements, identified by each philosopher because of their coherence with their own system of thought. Common to these different representations of the essence (or, better, of the essences) is the tradition of disjunctive thinking, tending to think in an antinomic key the relationship between soul and body, spirit and matter, culture and nature, attributing a high value to the first term of the report and instead devaluating the second. A misunderstanding has arisen, which has prevented the human from thinking of himself in a holistic key, in the name of his constitutive integrity among all these dimensions. Reversing the reflective path, trying to capture the identity elements of an evolutionary path, which emerges from the whole process of phylogenetic evolution is the sense of the present work, which considers the essences as a possible point of arrival of this path, rather than of departure. Parole chiave: essenze, a priori, evoluzione, a posteriori, pensiero disgiuntivo Keywords: essences, a priori, evolution, a posteriori, disjunctive thinking Alessandra La Marca, Rivalutare i sensi e la sensibilità I sensi sono il primo originario legame con il mondo, ci ricordano che siamo per sempre legati alla realtà esterna. I sensi e la sensibilità sono le vie che abbiamo a disposizione per percepire la realtà. Si tratta anzitutto di impedire che i sensi possano essere ridotti a semplici strumenti, a meccanismi operativi, a mezzi di collegamento. L’azione dei sensi non è mai neutra e inefficace: o conduce verso la crescita della persona nel rispetto della verità o porta, al contrario, verso la non verità, verso la deformazione e contraffazione dell’io. L’invito a coltivare i sensi, uno ad uno, per una conquista di una reale maturità affettiva non può che concludersi con la proposta di un solido itinerario formativo della sensibilità. In questo contributo cercheremo di mettere a fuoco alcuni concetti che riteniamo fondamentali per impostare un’adeguata formazione della sensibilità. La sensibilità è essenzialmente, orientamento emotivo, impresso dal vissuto al mondo interiore del soggetto in distinte aree della personalità,

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verso un bene. Per questo motivo è importante che ogni essere umano assuma con senso di responsabilità la gestione dei propri sensi, si tratta di una responsabilità che nessuno può delegare a nessuno. Solo a questa condizione si può impostare la formazione dei sensi o della sensibilità. The senses are the first original connections with the world. They remind us that we are forever linked to external reality. The senses and sensitivity are the ways that take us to perceive reality. Above all it is a question of preventing the senses from being reduced to simple instruments, to operational mechanisms, to means of connection. The action of the senses is never neutral and ineffective: or it never leads towards the growth of the person in respect of the truth, on the contrary, it leads towards the non-truth, towards the deformation and counterfeiting of the self. The call to cultivate the senses one by one, for a conquest of a real affective maturity, can only conclude with the proposal of a solid formative itinerary of sensitivity. This paper focuses on some fundamental concepts for an adequate formation of sensitivity. Sensitivity is essentially an emotional orientation, impressed by the experience of the subject’s inner world in distinct areas of the personality, towards something good. For this reason, it is important that every human being take on the management of his own senses with a sense of responsibility, it is a responsibility that nobody can delegate to anyone. Only with this condition the formation of senses or sensitivity can start. Parole chiave: sensi, sensibilità, maturità affettiva, orientamento emotivo, atto libero Keywords: senses, sensitivity, affective maturity, emotional orientation, free act Marisa Musaio, L’educazione incorporata tra emozioni ed esperienze estetiche La nostra epoca esprime un cambiamento epistemologico determinato dalla centralità del corpo, dalle sue connessioni con la sfera delle emozioni, degli affetti e anche delle esperienze estetiche. In relazione a questo cambiamento emergono nuove prospettive di approfondimento e interpretazione che tracciano il corpo come spazio centrale di educabilità umana a cui prestare attenzione sia in relazione alle diverse aree della relazione educativa, sia alle implicazioni con i processi di apprendimento, con lo sviluppo di abilità e con la consapevolezza emotiva. Il contributo affronta alcune articolazioni tematiche che richiamano l’intreccio che ognuno vive tra l’esperienza del proprio corpo, la sfera emotiva e le esperienze estetiche, e con un impatto sui sentimenti delle persone. Le emozioni e le loro relazioni con il corpo sono temi centrali per una rilettura dell’umano che non trascura né rimuove le dimensioni emotivo-affettive come dimensioni fondanti nella crescita e nell’educazione della persona, anche in senso estetico. Our age expresses an epistemological change determined by the centrality of the body, by its connections with the sphere of emotions, feelings and also the aesthetic experiences. In relation to this change new perspectives of deepening and interpretation trace the body as central space of human educability to which to pay attention both in relation to the dif-

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ferent areas of the educational relationship, of the implications with the learning processes, with the development of skills and an emotional awareness. The contribution deals with some thematic joints that recall the interweaving that everyone lives between experience of his/her own body, emotional sphere and aesthetic experiences, with a greater impact on people’s feelings. Emotions, and their relationships with the body, are central themes for a re-reading of the human that does not neglect or remove the emotional-affective dimensions as founding dimensions in the growth and in education of the person, also in an aesthetic sense. Parole chiave: corpo, emozioni, consapevolezza emotiva, esperienze estetiche, educazione estetica Keywords: body, emotions, emotional awareness, aesthetic experiences, aesthetic education Alba G.A.Naccari, La corporeità per crescere nella relazione: Tirocinio del Tu in movimento Il contributo propone un’analisi delle opportunità pedagogiche dei laboratori di mediazione corporea ed espressiva per la crescita affettiva e relazionale. Dopo una descrizione relativa all’intrinseca relazionalità della corporeità, che esprime la complessità della persona, si argomenta come la manifestazione dell’affettività nella sessualità sia tanto più umana ed evoluta quanto più è espressione della totalità dell’essere umano e dell’aspirazione a trascendersi verso l’altro-Altro. Le attività ludico-motorie, se proposte nello specifico e congruo setting pedagogico, possono agevolare l’acquisizione e lo sviluppo di più articolate ed evolute competenze relazionali, nel rispetto della integralità della persona. Se ne danno alcuni esempi anche in riferimento all’utilizzo della danza etnica. The paper proposes an analysis of the educational opportunities that the bodily and expressive mediation laboratories have to developpe emotions and relationship. Firstly, there is a description of the intrinsic relationality of corporeity, which expresses the complexity of the person; then it describes how the more there is the expression of the totality of the human being and of its aspiration to transcend towards the other-Other, the more the manifestation of affectivity in sexuality is human and evolved. The fun-motor activities, if proposed in a specific and congruous pedagogical setting, can facilitate the acquisition and development of more articulate and advanced relational skills, respecting the wholeness of the person. Some examples are also given in reference to the use of ethnic dance. Parole Chiave: mediazione corporea ed espressiva, crescita affettiva, competenze relazionali Keywords: bodily and expressive mediation, emotional development, relational skills

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Giuseppe Zaniello, L’educazione affettiva del preadolescente L’obiettivo del presente lavoro è individuare alcuni principi metodologici per l’educazione affettiva dei preadolescenti ricavati dalla riflessione sulle più recenti esperienze sul tema. Nella prima parte dell’articolo sono presentati i contributi antropologici, psicologici e sociologici che sono stati rielaborati per il successivo discorso pedagogico. Nella seconda parte si contestualizza l’educazione affettiva dei preadolescenti in base ai loro ambienti di vita; in mancanza di ampie e recenti ricerche pedagogiche di tipo sperimentale, gli orientamenti metodologici presentati, pur basati su significative esperienze, costituiscono solo delle ipotesi da verificare empiricamente. The aim of this paper is to identify some methodological principles for affective preadolescent education deriving from the reflection on the most recent experiences on the topic. The first part of the article presents the anthropological, psychological and sociological studies that have been reworked for the following pedagogical argument. In the second part, the affective education of preadolescents is contextualized according to their living environments. In the absence of extensive and recent experimental pedagogical research, the methodological guidelines presented, though based on significant experiences, are only the hypotheses to be verified empirically. Parole chiave: preadolescenza, educazione affettiva Keywords: preadolescence, affective education Emanuele Balduzzi, Affettività e ricerca di senso nella crescita. Alcune note educative a margine delle indagini sulla condizione giovanile in Italia Alla luce delle indagini statistiche sulla condizione giovanile in Italia si evince come emozioni e affetti non indichino soltanto pura espressività e ricerca del piacere, ma anche ciò che ha valore e significato nella vita, sottolineato anche dal fatto che sia gli adolescenti che i giovani adulti inseriscano ai primi posti della loro gerarchia valoriale amicizia, famiglia, amore e fedeltà. In tal senso, dal punto di vista educativo, conviene lavorare proprio in questa direzione: ossia radicare il mondo emozionale in un contesto di educazione affettiva che colga la portata valoriale e di senso presente in esso. Surveys on the youth condition in Italy show that feelings and love do not mean simply self-expression and pursue of pleasure, but also deep ideals that make life worth leaving. Teenagers and young adults mention friendship, family, love and honesty among the main priorities in their lists of values. This points to the most profitable direction in education, rooting the world of education in a context of affective education in order to grasp the depth of the consequences in terms of ideals and meaning. Parole chiave: emozioni, condizione giovanile, adolescenza, educazione affettiva Keywords: emotions, youth condition, adolescence, affective education

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Elif Gülbay, Soft Skills Development for Affective Teaching and Character Education In un mondo in continuo cambiamento, la capacità di essere creativi, intraprendenti, comprensivi e riflessivi è significativamente importante sia per continuare a progredire con successo sia per rispondere alle sfide nella vita di tutti i giorni. Nel contesto della crescita nazionale, lo sviluppo del potenziale individuale e delle pari opportunità può essere raggiunto solo attraverso programmi educativi efficaci che contribuiscano allo sviluppo delle soft skills fin dall’inizio degli anni scolastici. Lo sviluppo degli aspetti cognitivi e affettivi così come i valori dell’educazione del carattere sono assolutamente essenziali nell’apprendimento e senza dubbio gli insegnanti svolgono un ruolo significativo nel rispondere a queste esigenze. Questo articolo analizzerà la natura delle competenze, considererà alcune implicazioni e barriere dimostrando connessioni tra la natura della pratica affettiva, l’educazione del carattere e soft skills. Lo studio ha anche lo scopo di esaminare l’importanza dello sviluppo delle soft skills degli insegnanti per la promozione di un insegnamento all’affettività migliore che può portare i docenti e i futuri docenti a combinare armoniosamente teoria e pratica nel loro insegnamento. In a world of constant and diverse change, the ability to be creative, resourceful, understanding and reflective is significantly important both to successfully continue to progress and to respond to challenges in everyday life. In the context of national growth, developing the potential of individuals and equalising opportunities could be achieved only through effective education programs which contributes to soft skills development from the very beginning of school years. The development of cognitive and affective aspects as well as the values of character education are absolute necessities in learning and with no doubt teachers play such a significant role in responding to these necessities. This paper will investigate the nature of the skills, consider some implications and barriers and then demonstrate connections between the nature of affective practice, character education and soft skills. The study also aims to examine the importance of soft skills development of teachers and teacher candidates for a much better affective teaching practice which can lead them to combine harmoniously theory and practice in their teaching. Parole chiave: soft skills, affettività, formazione degli insegnanti, educazione del carattere. Keywords: skills, affective education, teacher training, character education Claudio Pensieri - Maria Cinque, Emozioni e didattica La didattica può essere considerata il mezzo e allo stesso tempo il fine che mette in relazione insegnamento e apprendimento. È la “scienza e l’arte” dell’insegnamento e comprende tutte le attività che vengono attuate dall’insegnante, o insieme agli alunni, per l’apprendimento, perciò i suoi elementi fon-

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danti sono la relazione e la comunicazione. L’arte della comunicazione diventa quindi uno strumento fondamentale per una didattica efficace. L’obiettivo di questo contributo è di offrire una piccola panoramica sull’impatto che le emozioni hanno sulla comunicazione non verbale degli insegnanti e degli allievi, riconoscere i movimenti del viso (tramite il FACS) come espressione umana delle emozioni fondamentali o semplicemente distinguere le modalità di comunicazione dei propri studenti per motivarli e aiutarli (tramite i movimenti oculari - LEM, i movimenti delle mani, il flusso della voce, i predicati verbali utilizzati, etc.). Riportiamo nel dettaglio alcune teorie e pratiche della comunicazione efficace per dare agli insegnanti uno spunto di riflessione sull’importanza della conoscenza di alcune tecniche di comunicazione efficace che permettono di “guidare” meglio gli studenti nel loro percorso di crescita personale. Teaching can be considered the means and at the same time the goal that relates teaching and learning. It is the “science and art” of teaching and it includes all the activities that are carried out by the teacher, or together with his students, for learning, therefore its founding elements are relationship and communication. Therefore the art of communication becomes a fundamental tool for effective teaching. The aim of this paper is to offer a small overview of the impact that emotions have on non-verbal communication between teachers and students, recognizing facial movements (through FACS) as a human expression of basic emotions or simply distinguishing different way of communication of their students in order to motivate and help them (through eye movements - LEM, hand movements, voice flow, verbal predicates, etc.). We report in detail some theories and practices of effective communication in order to give to teachers an opportunity to reflect on the importance of the knowledge of some effective communication techniques that allow teachers to “guide” better their students in their personal growth path. Parole chiave: didattica, pnl, facs, comunicazione, gestualità Keywords: teaching, nlp, facs, communication, gestures

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Hanno collaborato Emanuele Balduzzi, docente a contratto di Pedagogia generale e sociale, Istituto Universitario Salesiano di Venezia Antonio Bellingreri, ordinario di Pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Palermo Maria Cinque, associata di Didattica e Pedagogia speciale, Libera Università Maria Ss. Assunta di Roma Maurizio Fabbri, ordinario di Pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Bologna Elif Gülbay, Dottore di ricerca in Formazione pedagogico-didattica degli insegnanti, Università degli Studi di Palermo Alessandra La Marca, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale, Università degli Studi di Palermo Marisa Musaio, associata di Pedagogia generale e sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Milano e Piacenza Alba G. A. Naccari, ricercatore di Pedagogia generale e sociale, Università degli Studi Roma “Foro Italico” Claudio Pensieri, docente a contratto di Didattica e Pedagogia speciale, Libera Università Maria Ss. Assunta, sede di Palermo Giuseppe Zaniello, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale, Università degli Studi di Palermo


Editoriale L’esperienza dell’educarsi e dell’educare conduce progressivamente a riconoscersi come persone concrete in situazione, sintesi di corpo, emozioni, affetti, riflessività, poste all’interno della vita, in relazione a processi di crescita, di formazione e di umanizzazione. Tali processi non si compiono in astratto ma dall’interno del nostro essere un corpo in grado di sentire, muoversi, commuoversi, patire, gioire. La presa d’atto della nostra realtà di esseri incorporati capaci di dirsi in relazione all’esperienza emozionale dall’interno delle nostre vite, rafforza quel tracciato di riflessioni contemporanee tese al superamento di dualismi e antagonismi che per troppo tempo hanno visto la separazione tra emozioni e ragione. Se in passato tali contrapposizioni non hanno facilitato il ripensamento della soggettività centrata soltanto sul cogito, appaiono oggi in parte superate dall’interno di riflessioni antropologiche e pedagogiche, anche in relazione a percorsi e pratiche che aiutano ognuno ad accedere alla complessa unitarietà del proprio essere persona. In questa direzione gli studi sull’intelligenza emotiva da un lato e le ricerche fenomenologiche sulla vita emotiva dall’altro, hanno fatto avvertire come centrale e urgente, per il mondo dell’educazione e della formazione, il “saper dirigere col cuore” la propria vita. Intorno al rapporto tra corpo, emozioni ed educazione affettiva possiamo contare su una consolidata mole di studi e di acquisizioni, che pur da prospettive e orientamenti differenti, convergono nel sottolineare come l’accostamento a tali temi delineino un’area di competenza imprescindibile per il lavoro educativo. Sollecitando infatti domande e interventi in educatori, insegnanti e pedagogisti, i temi delle emozioni e dell’affettività orientano a promuovere tutte le potenzialità e le risorse personali nella direzione di un’estensione progressiva della nostra dimensione corporea, capace di farci emozionare, orientarci a formare la nostra sensibilità, la nostra identità e capacità di relazione empatica con gli altri. Pur riconoscendo che vita emotiva, educazione delle emozioni e degli affetti non sono certo argomenti nuovi per la riflessione pedagogica, riscontriamo però come ci sia ancora molto da fare. In questo tracciato di impegno, tanto riflessivo quanto pratico e operativo, si inseriscono i contributi raccolti in questo numero di Pedagogia e Vita sul tema Pedagogia dell’affettività, corporeità ed educazione, che articola le riflessioni in due direzioni fondamentali: 1) l’educazione incorporata: prospettive antropologiche e pedagogiche; Pedagogia e Vita 77 (2019/2) 13-17

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Editoriale 2) l’educazione all’affettività: tra apprendimenti e competenze. Nella prima sezione, la tematica relativa all’intreccio emozioni, corpo e affetti si snoda in particolare attraverso il richiamo all’apporto dell’orientamento fenomenologico-esistenziale, che ha contributo ad ampliare lo sguardo per essere in grado di riconoscere e coltivare l’intelligenza del cuore come potenzialità propria di ogni persona e come risorsa da riconoscere nel cammino verso il compimento di sé. A partire dalle coordinate di una fenomenologia del corpo e del suo linguaggio originario qual è appunto quello delle emozioni, prende avvio la riflessione di Antonio Bellingreri dal titolo Il corpo, le emozioni, il riconoscimento reciproco. L’Autore si propone di rendere evidente la portata referenziale delle emozioni. Esse valgono non soltanto per il loro lato espressivo, così come accade prevalentemente nella cultura odierna, ma piuttosto come “vie specifiche” che consentono la comprensione degli aspetti singolari delle persone con le quali entriamo in relazione e che entrano a loro volta nei nostri mondi di vita. La persona che ognuno di noi è, e che analogicamente, è l’altro accanto a me, è innanzitutto, e appare con evidenza, corpo. Di conseguenza, quello che indichiamo come incontro interpersonale con l’altro si presenta originariamente come un «incontro intercorporale», in relazione ai movimenti, atti, gesti, che rendono manifesto un soggetto che trascende la semplice fisicità. L’analisi fenomenologica ci viene in aiuto nel comprendere come comunicando con gli altri e con noi stessi, mostriamo una consapevolezza di un centro di noi, come corpo che si rivela sempre espressione dell’interiorità, «esteriorità di un’interiorità» (p. 20), che mostra in superficie quanto è presente nel profondo. Sulla base di tali considerazioni comprendiamo bene come le emozioni siano vere e proprie «vie di conoscenza», che ci fanno crescere in consapevolezza rispetto a noi stessi e alla presenza dell’altro, «forme di amore» (p. 23) che giustificano pertanto una riflessione orientata a sottolineare la centralità che la dimensione emotiva riveste ai fini dell’educazione morale del «retto sentire». Ma la riflessione fenomenologica che riconosce l’importanza e il ruolo rivestito dalla nostra corporeità e dalle emozioni, ci conduce anche a ripensare i passaggi ‘faticosi’ che la riflessione filosofica e pedagogica ha compiuto verso il riconoscimento dell’integralità umana. Come afferma Maurizio Fabbri nel contributo dal titolo L’evoluzione creatrice, la scissione fra istinti ed emozioni, da un lato, ragione, pensiero e conoscenza dall’altro, ha preteso di ridurre l’emozionalità ad emotività, considerandola componente propria di un mondo meramente materiale, che, per il fatto stesso di essere tale (o concepito come tale), rischiava di porre l’uomo allo stesso livello delle altre specie, mancando di sottolineare invece l’eccezionalità propria dell’uomo, e impedendo così di pensare il linguaggio come uno strumento più evoluto di elaborazione e con-

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Editoriale cettualizzazione dell’esperienza, anche di quella emozionale (p. 41). A partire da tale fraintendimento, si è finito per parlare dell’umano soltanto come pura razionalità, svalutando il contributo che gli istinti, e soprattutto le emozioni, avevano dato allo sviluppo della razionalità medesima. In tal senso si è ostacolata la piena comprensione non solo della vita e del mondo emozionale, ma anche dei fenomeni come il pensiero e il linguaggio, che hanno acquisito una rilevanza centrale all’interno della nostra vita. Ma l’originale percorso di diversificazione evolutiva ha consentito all’esperienza emozionale di «allentare le maglie dei condizionamenti istintuali e di tendere alla realizzazione di mete più elevate» (p. 41). Gli studi sul cervello emozionale hanno consentito di rivalutare il senso dell’esperienza emotiva all’interno delle nostre vite e di superare il tradizionale antagonismo fra emozioni e ragione, ripensando tutto il processo di evoluzione filogenetica alla luce di questa inedita centralità delle emozioni all’interno della nostra cultura. (p. 44). Andando al di là di dualismi e disgiunzioni tra corpo e anima, emozioni e ragione, e degli equivoci che possono aver impedito all’umano di pensarsi in chiave olistica, l’attenzione per la dimensione emotiva risulta oggi chiave di volta per riconoscere la costitutiva integralità fra tutte le dimensioni che compongono la persona, comprese anche le implicazioni che emergono tra corpo, emozioni ed esperienze estetiche. Intorno alla nostra relazione col corpo e ad una formazione alla sensibilità assistiamo al delinearsi di una ricchezza di potenzialità e di risorse personali che lasciano presagire le condizioni per un’educazione della persona come un’unità sintetica e integrale che non lasci fuori nessun aspetto e dimensione, ma che includa anche le dimensioni estetiche. Nel contributo di Marisa Musaio dal titolo L’educazione incorporata tra emozioni ed esperienze estetiche, l’Autrice si sofferma sull’intreccio che ognuno vive tra l’esperienza del proprio corpo, la sfera emotiva e le esperienze estetiche, con un impatto anche sui sentimenti. Le emozioni e le loro relazioni con il corpo sono temi centrali per una rilettura dell’umano che non trascura né rimuove le dimensioni emotivoaffettive come dimensioni fondanti ai fini della crescita e dell’educazione della persona in senso estetico, che tracciano il corpo come spazio centrale di un’educabilità umana, come dimensione a cui prestare attenzione sia in relazione alle dimensioni personali sia alla relazione con l’altro e con i processi di apprendimento, di sviluppo di abilità e di consapevolezza emotiva. Al centro di una considerazione via via incalzante e allargata all’intreccio tra corpo, emozioni e sentire, si pone il contributo di Alessandra La Marca dal titolo Rivalutare i sensi e la sensibilità. Nel richiamare i sensi come originario legame con il mondo, come vie che abbiamo a disposizione per percepire la realtà, si

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Editoriale tratta anzitutto di impedire che i sensi possano essere ridotti a semplici strumenti, a meccanismi operativi e a meri mezzi di collegamento. Da qui l’invito a coltivarli, uno ad uno, per una conquista di una reale maturità affettiva in direzione di un solido itinerario formativo della sensibilità a cui ogni essere umano dovrebbe accedere. Attraverso il ruolo centrale dei sensi come «ponte tra noi e il mondo» (p. 49), tra il nostro mondo interiore e la realtà di cose, persone, situazioni, relazioni, l’Autrice richiama la necessita di riprendere i fondamenti di una riflessione sui sensi e sulla sensibilità per un’educazione che sia «sviluppo di coscienze e non fabbrica di riflessi condizionati» (p. 55). L’attenzione che la riflessione pedagogica rivolge ai temi delle emozioni e dell’affettività, mentre si colora di sfumature teoriche, si arricchisce di riferimenti e di esperienze, e pone a disposizione dell’educatore un ampio campo di orientamenti in ordine a quel mondo fatto di tendenze, interessi, gusti, desideri, sentimenti, che è la sensibilità di ogni persona, offrendo al tempo stesso un ambito di riflessione e di pratica centrale ai fini del lavoro educativo in relazione. Con riferimento costante alla persona e alla sua relazionalità, nel contributo di Alba Naccari La corporeità: per crescere nella relazione: Tirocinio del Tu in movimento, l’attenzione si orienta sulla intrinseca relazionalità della corporeità, che esprime la complessità ed insieme la connaturale dialogicità della persona, insieme all’espressione più intensa della relazionalità incarnata qual è la sessualità, che è tanto più umana ed evoluta quanto più riesce ad essere espressione della totalità dell’essere umano e dell’aspirazione a trascendersi verso l’altro-Altro. In particolare l’Autrice mostra come siano le attività ludico-motorie, proposte all’interno di uno specifico e congruo setting pedagogico, ad agevolare la percezione e l’acquisizione della consapevolezza nella persona della propria unità psico-corporea nella globalità delle sue aspirazioni alla trascendenza. La sezione dedicata al tema L’educazione all’affettività: tra apprendimenti e competenze si apre con il contributo dal titolo L’educazione affettiva del preadolescente di Giuseppe Zaniello, nel quale l’Autore ci conduce specificatamente all’interno della tematica dell’educazione affettiva con particolare riguardo alla delicata fase evolutiva della preadolescenza e al compito educativo di accompagnare il soggetto verso la possibilità di vivere un’affettività positiva. In tale direzione si sottolinea la necessità non più rinviabile di individuare alcuni principi metodologici per l’educazione affettiva dei preadolescenti, tenuto conto sia dei contributi antropologici, psicologici e sociologici a riguardo, sia della necessità di contestualizzarli nella direzione di un’educazione affettiva realmente praticabile in vista di una formazione morale.

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Editoriale Il contributo sul tema L’affettività e ricerca di senso nella crescita. Alcune note educative a margine delle indagini sulla condizione giovanile in Italia di Emanuele Balduzzi, coniuga la priorità di un’educazione all’affettività in relazione ai cambiamenti registrabili nella condizione dei giovani adulti così come risulta in particolare dalle indagini promosse dall’Istituto Giuseppe Toniolo. Alla luce di alcune linee interpretative emergenti dalle rilevazioni di tali rapporti, secondo le quali adolescenti e giovani adulti inseriscono ai primi posti della loro gerarchia valoriale amicizia, famiglia, amore e fedeltà, si hanno solidi motivi per pensare che l’emozioni e gli affetti nella formazione dei giovani non costituiscano soltanto il rimando all’espressività e alla ricerca di gratificazioni, ma il richiamo ad un’esigenza più ampia da radicare maggiormente in un quadro di educazione affettiva che sia orientata a cogliere la portata valoriale e di senso contenuta nelle emozioni. E proprio perché tale radicamento possa attuarsi, per riconoscere la centralità e il valore che le emozioni rivestono nella formazione integrale della persona, la riflessione volge in chiusura verso il versante della riflessione didattica. In questa direzione il contributo di Elif Gülbay dal titolo Soft Skills Development for Affective Teaching and Character Education riconnette il tema delle emozioni all’attenzione da ritagliare, all’interno di programmi educativi efficaci, alle soft skills. Lo sviluppo degli aspetti cognitivi e affettivi, nella prospettiva di un’attenzione per l’educazione del carattere, risultano infatti essenziali nell’apprendimento, e richiamano il ruolo centrale degli insegnanti anche in vista dell’acquisizione da parte loro delle soft skills fondamentali alla promozione di un insegnamento all’affettività. Il contributo degli autori Claudio Pensieri e Maria Cinque, dal titolo Emozioni e didattica, contestualizza infine il ruolo chiave delle emozioni come elementi fondanti della relazione e della comunicazione da parte degli insegnanti all’interno dei processi di apprendimento/insegnamento, soprattutto per quanto attiene l’impiego di modalità e tecniche di comunicazione efficace che possano aiutare a conoscere e saper individuare gli stati d’animo degli studenti. In accordo con le principali teorie e gli esiti degli studi sulle emozioni e dei riscontri forniti dalle neuroscienze negli ultimi anni, emerge una prospettiva sulle emozioni da intendersi non più come difficoltà o ostacolo alla razionalità, ma come strumento di guida per comprendere la persona e veicolare maggiormente un’immagine della stessa come persona che porta con sé un’«empatia naturale» nei confronti degli altri. Le emozioni sono espressione di una «compassione “istintiva”» che ci orienta ad attivare comportamenti di attenzione e di aiuto verso gli altri, superando le difficoltà rappresentate invece dall’indifferenza, dal giudizio verso l’estraneo e dall’esclusione dell’altro (p. 155).

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