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www.italiagrafica.com

Anno LXIII • 8 • ottobre 2008

ISSN 0021-2784 - Anno LXIII - Mensile - Poste Italiane Spa - Sped. in abbon. postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Organo Ufficiale dell’Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafiche Cartotecniche e Trasformatrici

Quotidiani Full color • Rotooffset, guerra dei formati • Basse tirature in digitale Mercato Arrivano i private equity Rotocalco Sfruttare le macchine al massimo La riseparazione di Agfa Ink Saving • PDF/X-4 • Cina, opportunità per i costruttori italiani


8 ottobre 200

sommario

www.italiagrafica.com

N˚08 – Anno LXIII – ottobre 2008 Direzione, redazione, abbonamenti, amministrazione e pubblicità:

Casa Editrice Tecniche Nuove SpA

Editoriale

Prestampa

Ester Crisanti

Innovazione e tempi di adozione del mercato

4 L’aria che tira

46 La prossima rivoluzione sarà il Pdf/X-4

6 News dalle aziende Paolo Crespi

F.M.

SPECIALE QUOTIDIANI

Ricerche

Il full color nei giornali a carta colorata

18 I colori della competitività Alessandro Battaglia Parodi

Grandi opportunità per le aziende costruttrici italiane

48 Diventare «tigri» in Cina Franco Genovese

Panoramica sulle soluzioni tecnologiche

22 Il polso delle rotative offset Moreno Soppelsa

Il full color di Poligrafici Editoriale

26 I pacchetti software alla base di tutto

Normative Le regole sulla sicurezza dei lavoratori

52 Come proteggere l’azienda o il titolare Antonio D’Auria

Legale Le norme contrattuali nelle arti grafiche

M.S.

I mutamenti del mercato e le strategie dei costruttori

30 Le rotooffset alla guerra dei formati A.B.P.

56 Quando le clausole sono vessatorie per lo stampatore Franca Argese

DOSSIER REPURPOSING L’integrazione tra soluzioni proprietarie

La stampa distribuita per le edizioni remote

34 L’arrivo dei giornali digitali a colori

60 La riseparazione di Agfa Ink Saving E.C.

Fabio Metitieri

Color management Mercato L’evoluzione finanziaria del settore

38 Il Credem Private Equity controlla Galeati Rotocalco

I ritmi produttivi della grande azienda piemontese

42 RotoAlba: impegnare le rotative con la stampa commerciale

La riproduzione di illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista, nonché la loro traduzione, è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione della casa editrice. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti anche se non pubblicati e la casa editrice non si assume responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici.

64 Alla scoperta di pressSign Ester Crisanti e Denis Salicetti

Associato a:

76 Eventi e appuntamenti 80 I numeri della grafica 83 Biblioteca

Gli abbonamenti decorrono dal mese successivo al ricevimento del pagamento.

L’immagine in copertina è di Oliver Weiss.

La carta utilizzata per la copertina è GardaCover Hi-Fi da 215 g/m2 di Cartiere del Garda.

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60

A.N.E.S.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATA

Tariffe degli abbonamenti: Annuale (10 numeri) 60 € • Biennale (20 numeri) 110 € Annuale Europa 120 € • Annuale Extra-Europa 140 € Per abbonarsi a Italia Grafca è sufficiente versare l’importo sul c/c postale 394270 oppure a mezzo vaglia o assegno bancario intestati a Tecniche Nuove Spa Via Eritrea 21 • 20157 Milano

F.M.

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© 2008 Tecniche Nuove SpA

Il controllo puntuale dei parametri di stampa

72 Corsi e seminari

Maria Luisa Romiti

Via Eritrea, 21 • 20157 Milano • Italia tel. 02390901 – 023320391 • www.tecnichenuove.com Direttore responsabile: Giuseppe Nardella Direttore tecnico: Ester Crisanti Direttore editoriale: Marcello Oddini • tel. 0239090352 marcello.oddini@tecnichenuove.com Redazione: Alessandro Battaglia Parodi • tel. 0239090694 alessandro.battaglia@tecnichenuove.com fax 0239090302 Progetto grafco: Franco Beretta • tel. 0239090239 franco.beretta@tecnichenuove.com Hanno collaborato a questo numero: Franca Argese, Paolo Crespi, Ester Crisanti, Antonio D’Auria, Franco Genovese, Chiara Italia, Fabio Metitieri, Maria Luisa Romiti, Denis Salicetti, Vauro Senesi, Moreno Soppelsa. Abbonamenti: Luisa Branchi (responsabile) luisa.branchi@tecnichenuove.com Alessandra Caltagirone • tel. 02 390 902 61 alessandra.caltagirone@tecnichenuove.com Domenica Sanrocco • tel. 02 390 902 43 domenica.sanrocco@tecnichenuove.com fax 0239090335 abbonamenti@tecnichenuove.com Relazioni pubbliche: Sergio Savona Vendita spazi pubblicitari: Fabio Zandonà • tel. 0239090393 • 335248541 fabio.zandona@tecnichenuove.com Coordinamento stampa e pubblicità: Fabrizio Lubner (responsabile) Tina Renzulli • tel. 0239090265 tina.renzulli@tecnichenuove.com Pubblicità: Via Eritrea, 21 • 20157 Milano • tel. 02390901 Stampa: Litorama Spa • via Bernardo Quaranta 44 • Milano Responsabilità

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Copia singola: 2,50 € (presso l’editore, fere e manifestazioni) Copia arretrata (se disponibile): 5,00 € + spese di spedizione Italia Grafca è l’organo ufficiale dell’Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafche Cartotecniche e Trasformatrici • Piazza della Conciliazione 1 • 20123 Milano • tel. 024981051, 024980268 • fax 024816947 ISSN 0021-2784 Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1 - DCB Milano. Registrazione presso il Tribunale di Milano N° 220 del 16/7/48

Tecniche Nuove è iscritta al ROC – Registro degli Operatori della Comunicazione con il n° 6419 (delibera 236/01/Cons del 30/6/2001 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).


di Ester Crisanti

editoriale

a r i t e h c l’aria

a

le ro in cui re un lavo ta ri n ro g g ff a a , ad no m io ogni anno ilire se so b e tira ta m S e o h . c c à , lt o a diffico he l’ari troviam e c ri ll i e a c ir o , d s e s o ri a p iam le fe cognite. lasciare il Però poss rchiviate piena di in sembrano ile, certo. i e c n a fa io p i z a u c fa m , is è ante sodd nde non ato: è pes indagini o le seco o al pass » e dalle tt a e p p le prime s m ri ta s a rta o è divers il mercato po da «ce quest’ann nare trop isioni per v io re iz p d n e o h c c i , ni. ofi n catastr da grafica Senza fars ffatto sere l fuoco co lche azien on sono a u a n s u ti q o n i n o d a z i i z ffi s d ori ori a cri che so re che gli no i fornit enza dell di mercato riconosce a conosc e affliggo o h a c g m n a o i buchi» ia e z n b v n a b i e p o s le, «tap di insolv a nza che i n e italiano, d n o s io rs a z e n a p a p rre il n altre reoccu a settim no di ridu orparsi co a c , e delle p c Non pass rc a ia e s i c d e e h o d c ercan azien evitabile. media piaggia, c vvivere le embra in s s ra piccola o a p ra o u im s s lt r u iu e ch ome rime. P ntativi, la per tutti, logie e, c materie p popolo», forzi e i te s ove tecno i u d li n g e il c o te o d v n n « e nosta solo è venuto introduc molte, no per ora è ializzata, r c e e e h p p c anti. s , v o a a a ll m p e oi li su qu r andare i e stam aziende, e n ia p c io z ffi re de, ma n ia u fa c ti o ti, ass essario olte azien do i da n c n m e le a i n u tt d s e i ia n e p s o s m in c A ble acch tori, uanto se dei pro ori, opera ione su q corsa a m e prime cau me la rin on attenz imprendit o c le C ta gestion a . re a tr ti e c n tt o n a e n a di rifl rie so , la m import li ia a z ieste te d n h n a n c e n ri ie fi z lm i a a le momento mi, ugu ei costi à verso question d it le il b le e ib n ro n te p io o n z p e ri lt is i luta Certam ci siano a e totale d aziende (s rficiale va nvinti che la sempre aria nelle e, la supe l’ i, h z ose e ic z c il g b re lo a le p o ir i siamo co n re p per fa erra de re irres ci e tec u o e g lo p d e n m la v re a te iù a il re p ssibile. mai oltre i che c nuove, oltre il po scita che hé non c’è te consuntiv re n rc i/ c e v e a ti p m u a n i n e ri m ti v con a; che roble nanzia dei pre più strett i fattori in rrendo i p esporsi fi tt o o a c u rn T n ri ri . io o g , it te o d o n n pren o dop affan mbiare in del clie nato a ca gono gli im enta giorn ti emente in in iv s n d tr e n s d e o re h c e ia c ) p s ucibile irale tutto lavora rirebbe in una sp sia ricond tibile che ne sugge le to u a a c io u tr g is tt n d ra a e in e la ia n sto dè come settore s la situazio nto del co dubbio, e he tutto il vero che e è fuori ito, aume d te d n n lgenti re e ie c u z m d l a a Sembra c ta in le le o re comp ccede e men e picco a è i p iv d p n . a o o tt n tr à ie lt o b rò o o e iffic più o. P favorevole ci siam italiane, d na essere to a loro dio period g a e e o d rc m n is e l B ie e m z . n a ti n n u e ne di erge peggio ismo dell a attenzio vista forti Paesi em ttori: nan avigato a nza, scars enza dei e n rr d delle o o a c n e c n n ai soliti fa s n o a u c a h a lung iende solo alc prime, z li a o e ia n . ri le o rc te s e o a , p m e m h com conomica o tem cnic delle Per tropp uazione e lacune te i politiche it d i. e s s ll a s a z le n te o a re s v c lt e re n o vo le, con s costi, ma ta una sfa l persona trollo dei azione de i è innesta z s iz , o n s a Poco con s . rg e ti d ’o ll imis ui, a zione e a ente pess natamente ttore su c alla forma he del se liori; fortu ompletam ic c ig p o m ti m e e z d ia z s n ie ole on lto solo le az manchev e per mo questo, n usciranno nte tutto crupoli ch e s ta n s a o z io n z n o a e n s u . itori Noi, esta sit anarchico to da forn stiamo che da qu povero e sso opera iù a p b roduttiva, Crediamo ri p lo l o à a d it o n c c e a d p io a n g c l re c e d rà ttore sovra che porte finirà l’era nato il se a grande ale o inflazio el mercato ato da un n prenditori d z n z e a im ri li h e g à o a tt it p c m ra a a e p c ll tem a e c o d c in ri r . to n pe do mento sto stringime ngo perio ri i quali, In un mo crisi di lu gressivo re lti operato a o ro n p m u i n i , d u d to i a a a tt n o erc ffe sce assistend ente gli e nefici al m ’uscita di effetti be maggiorm mente all a o dalle sue te ri n n a n n e s a fi s ir m i e b tt c ra ne rà sicu gli asse alità, su e i u rt h q o c i p d ifi e d a h o z e qualità. ne m rale c e mancan arazione ione natu p urica che z ll re le p te e s a a s i n s d o o bu sc Una sorta ai di una differibili: oramai in più che m ti o n s e o n m g le o e bis i due si, fatte d intime ba



ottobre 2008


de n e i z a e l l a news d

di Paolo Crespi

wide format

Largo formato e tessuti Epson [www.epson.it], partner degli operatori della comunicazione visiva in ogni sua declinazione, torna a Viscom per presentare le stampanti di largo formato, insieme alla nuova macchina per il settore tessile. Con l’obiettivo di rafforzare la presenza nel settore «print for pay», indoor e outdoor, Epson presenta, accanto a Stylus Pro 11880 e Stylus Pro 9450, le nuove stampanti di largo formato a 10 colori: Stylus Pro 7900 ed Epson Stylus Pro 9900, pensate per il mercato del packaging e della flessografia, sono dotate infatti di un nuovo meccanismo di stampa e del set di inchiostri a 10 colori Epson UltraChrome Hdr, che offre la più vasta gamma di colori oggi disponibile. Tra le nuove soluzioni per una stampa

La stampante di largo formato a 10 colori Stylus Pro 9450.

ecosostenibile, Epson presenta in questa cornice la nuova stampante di largo formato con inchiostri di tipo ecosolventi Epson UltraChrome GS, primi sul mercato senza il simbolo di pericolosità e tossicità. Stylus Pro Gs6000 si pone come la soluzione attenta all’ambiente, ideale per il mercato delle insegne (per fiere e punti vendita) e della cartellonistica di alta qualità, per applicazioni sia in interni che in esterni. Grazie alle profonde conoscenze nel campo della tecnologia degli inchiostri, la multinazionale ha sviluppato questa nuova soluzione orientata all’efficienza produttiva, dall’elevata qualità, versatilità, velocità e affidabilità, a vantaggio del settore del marketing, della fotografia e delle riproduzioni artistiche.

Qualità e velocità nelle arti grafiche

Le nuove dimensioni di Xerox Presentata da Xerox [www.xerox.com] la nuova Xerox/Epson Stylus Pro 11880, che va ad arricchire l’offerta wide format per il mercato delle arti grafche. Si tratta di una stampante di produzione ad alta velocità specifcamente progettata per applicazioni Il software di visualizzazione grafche di qualità, in cui il tridimensionale di Xerox. Sotto, la rapporto costo/prestazioni nuova Xerox/Epson Stylus Pro 11880. è di primaria importanza. la nuova unità completa l’attuale gamma di dispositivi wide format epson Stylus Pro proposta da Xerox. «integrando questo nuovo sistema di stampa nella nostra offerta, siamo in grado di garantire la migliore soluzione a tutti i nostri clienti, offrendo loro la possibilità di gestire le più sofsticate applicazioni grafche in termini di alta qualità, a fronte di una velocità di stampa superiore», spiega Gianluca Rancati, direttore marketing di Xerox italia. la nuova stampante offre velocità di stampa fno a 35 m²/ora a fronte di una larghezza massima dei supporti di 64". inoltre il modello 11880 utilizza un set di 9 inchiostri colore, grazie al quale i clienti sono in grado di stampare su una ricca scelta di supporti opachi e lucidi. Per ambienti di produzione, la stampante Stylus Pro 11880 utilizza cartucce di inchiostro ad alta capacità (700 ml per colore). Da Xerox anche un’innovazione sostanziale nella visualizzazione



ottobre 2008

Da segnalare, inoltre, la stampante inkjet di produzione per la stampa di tessuti che coniuga qualità, velocità, versatilità e rispetto per l’ambiente: con Monna Lisa, Epson offre al mercato del tessile lo strumento digitale per passare dalla fase pioneristica della campionatura alla produzione industriale affidabile. Grazie alla nuova gamma di inchiostri a base acqua e quindi non tossici, Monna Lisa permette al mercato del tessile di superare i vincoli della stampa tradizionale, dai tempi produttivi all’impatto sull’ambiente: un nuovo orizzonte per designer, creativi e operatori della moda.

tridimensionale dei documenti. la divisione ricerca e sviluppo sta mettendo a punto una tecnologia che utilizza un software tridimensionale per supportare gli stampatori nella visualizzazione dell’intero layout di un lavoro prima di mandarlo in stampa. Progettata per eliminare uno dei più gravosi colli di bottiglia del settore della stampa, la nuova soluzione velocizzerà la preparazione e l’approvazione dei documenti, un processo il cui costo, secondo InfoTrends [www.capv.com], ammonta a circa sei dollari per ogni dollaro speso nel lavoro di stampa vero e proprio. grazie a questo software di visualizzazione tridimensionale sviluppato da Xerox, gli utenti potranno verifcare l’aspetto defnitivo delle stampe (texture, lucidità, piegatura, rilegatura e altro) prima di procedere alla loro effettiva realizzazione. «la visualizzazione in 3D eviterà costosi errori e rilavorazioni», spiega Rob Rolleston, a capo del research center Webster di Xerox. «la possibilità di poter controllare il lavoro fnito prima di effettuarne la stampa permette di eliminare potenziali errori – orientamento, taglio e persino il posizionamento di certe immagini su una pagina – e di ottenere eccellenti risultati sin dalla prima stampa». la visualizzazione tridimensionale dei documenti, infatti, fornirà una sorta di tour virtuale del lavoro di stampa desiderato: con il cliente che osserva mentre il programma «sfoglia» un fip-book a colori oppure apre e piega il biglietto di auguri, controllando come apparirà esattamente una volta stampato.


le novità Di viSual communication

Roland Dg: tutto in piazza Roland Dg Mid Europe sarà presente a Viscom 2008 con un’ampia area espositiva collocata nel cuore della fera e sostenendo la manifestazione in qualità di gold sponsor e sponsor della categoria giovani nel concorso «il bulino d’oro», dedicato all’incisoria. viscom, che festeggia quest’anno il suo 20° anniversario, rappresenta infatti per roland il miglior palcoscenico italiano da cui proporre in anteprima le proprie novità per il mondo della comunicazione visiva. un evento in cui incontrare i numerosi possessori di periferiche roland, che partecipano alla Community degli Artigiani Tecnologici, ma anche un’occasione per conoscere quanti si avvicinano per la prima volta al grande mondo roland. i visitatori convergeranno nell’agorà, uno spazio training in cui gli utenti saranno protagonisti, condividendo le proprie esperienze lavorative e confrontandosi sui temi più interessanti della comunicazione visiva e, in particolare, della grafca. Quattro le novità mostrate in anteprima, concernenti i settori della stampa, della stampa e taglio, dell’incisoria e il mondo dei servizi, sempre più importante nell’ecosistema Roland [www.rolanddg.it]: la nuova stampante VersaUv Lec-300 a inchiostri uv da 76 cm con unità di taglio incorporata, la nuovissima stampante di grande formato VersaArt Rs-640, il nuovo software Rip Roland Versaworks Server Edition e R-Wear Studio, dedicato alla personalizzazione dell’abbigliamento con grafca e strass. lo spazio espositivo, inoltre, sarà un vero e proprio showroom in cui verranno presentati tutti i prodotti di punta delle gamme frmate roland: stampanti per il medio, grande e grandissimo formato e le soluzioni per l’incisoria e la personalizzazione. i sistemi di ultima generazione proposti con il valore aggiunto del servizio, l’assistenza pre e postvendita e i corsi di formazione organizzati presso la roland academy verranno riprodotti in «formato fera» presso lo stand. anche quest’anno l’azienda darà vita a una Temporary Roland Academy, che per l’edizione 2008 si trasferirà nella grande agorà dello stand. Qui si invertiranno i canonici ruoli insegnante-allievo: saranno infatti gli artigiani tecnologici della community a «salire in cattedra» per condividere con i presenti le proprie esperienze applicative, in uno spirito di relazione e confronto costruttivo.

La nuova stampante VersaUv Lec-300 a inchiostri Uv di Roland.

workflow

Hp & partners Quattro soluzioni nuove di zecca per soddisfare le esigenze di sicurezza e gestione documentale delle aziende, dalla stampa di assegni all’acquisizione di testi. È l’annuncio di Hp [www.hp.com], che attraverso il suo programma di Solution Business Partner (Sbp) permette ai clienti di gestire, proteggere e migliorare i flussi di lavoro negli ambienti di stampa. Le novità, sviluppate insieme ai partner Troy, SafeCom e Captaris, sono in grado di incrementare l’efficienza dell’imaging and printing, contenendo l’aumento dei costi di stampa e i rischi associati alle tematiche di sicurezza e conformità. Check Printing Security, ideale per il settore bancario e finanziario, aiuta a proteggere il dispositivo di stampa,

rispondendo nel contempo ai rigidi standard relativi al processo degli assegni. Imaging and Printing Job Accounting and Security permette ai clienti di controllare le spese legate alla stampa e all’uso del colore, proteggendo i documenti riservati e riducendo l’impatto ambientale attraverso una diminuzione del consumo di carta e toner. La soluzione Lan Fax permette di inviare e ricevere con facilità i fax da un dispositivo multifunzione, un apparecchio digitale o un Pc, mentre Document Capture fornisce strumenti flessibili per l’acquisizione automatica dei documenti, trasformandola in un vantaggio competitivo.

postvendita

Back to school Partecipazione qualificata quella di Colorcopy, rivenditore autorizzato Roland Dg Mid Europe e Premier Partner Xerox, alla nuova edizione di Viscom. Presso lo stand i riflettori saranno puntati sugli ultimi prodotti di casa Roland per il large format e sulle nuove soluzioni firmate Xerox. Dai sistemi di stampa digitale ai sistemi print & cut, dalle soluzioni 3D firmate Roland all’ampia offerta di Xerox per il settore delle arti grafiche. Grande protagonista Fp-740 di Roland, il sistema che utilizza inchiostri sublimatici, ideali per la stampa di tessuti, stendardi, striscioni, bandiere e per la realizzazione di campionature di abbigliamento. L’azienda bresciana [www.colorcopy.it] amplia così sempre più i propri orizzonti commerciali, rivolgendosi a target consolidati come tipografie, serigrafie, service digitali, ma anche a nuovi mercati quali l’industria tessile o a target di nicchia come musei, teatri, negozi sportivi. Tra i pionieri della formula a noleggio, si distingue nel mondo della distribuzione per l’accurato servizio di consulenza pre e postvendita e per alcune iniziative mirate come «Torna a scuola con Colorcopy», che offre un corso Adobe in omaggio a tutti i clienti che acquisteranno una stampante digitale Xerox o Roland. ottobre 2008




de n e i z a e l l a news d Visioni magnetiche

supporti

Caledonia show caledonia sarà presente anche quest’anno a Viscom (milano, 13-15 novembre) con un allestimento speciale, una sorta di sala multimediale per mettere in scena la sua gamma prodotti evoluta e arricchita.

Alcuni esempi di applicazioni delle nuove soluzioni Caledonia.

negli ultimi mesi, infatti, la divisione Sign&Display di Polyedra [www.caledoniaitalia.com] ha stretto partnership di prestigio con aziende selezionate, nell’ottica di ampliare ulteriormente la propria offerta muovendosi nei settori più diversi (dalla comunicazione luminosa a quella su tessuto fno alle applicazioni industriali), per coprire qualsiasi esigenza della propria clientela.



ottobre 2008

Sede a Milano e uffici a Shanghai, con la mission di fare da ponte tra oriente e occidente per la comunicazione visiva, Guandong Italia [www.guandong.eu] si presenta al suo appuntamento con Viscom con un nuovo responsabile commerciale, Fabio Elmi, una gamma prodotti arricchita e un network di distributori ufficiali. Quattro le novità di prodotto offerte in anteprima. La prima è Magnetico, uno speciale foglio che aderisce alle superfici ferrose attraverso la propria forza magnetica di ancoraggio: ideale per la facile sostituzione di superfici «comunicazionali», da apporre su strutture fisse quali frigo-bar per gelati, lavagne a parete nelle scuole, nei centri assistenza, agenzie e centri turistici, è

Dall’accordo con Philips [www.philips.it] è nata la distribuzione dei sistemi Led Signage, attraverso una task-force commerciale specializzata che dà vita alla nuova divisione Lighting. Dal 1° settembre, poi, caledonia è partner di Stahls [www.stahls.com]. l’accordo commerciale prevede l’inserimento in gamma di specialty per il trasferimento a caldo su tessuto. Dai prodotti specifci per l’intaglio, alle pellicole termoadesive a specchio oro e argento, fno alle specialty specifche per la stampa digitale solvent/ecosolvent. il cerchio si chiude con la distribuzione dei prodotti 3M Converter Market. l’offerta prevede monoadesivi in Pvc e in poliestere per serigrafa, labelling, identifcazione e un’ampia gamma di biadesivi transfer e biadesivi supportati della serie Scotch, specifci per targhe, frontalini e tastiere a membrana.

Il nuovo supporto Cling-Elettrostatic di Guandong.

perfettamente stampabile in serigrafia, digitale inkjet/light solvent e flatbed/Uv. Cling-Elettrostatic (a marchio Hcr) è un film che rimane attaccato senza colla a superfici estremamente lisce, come il vetro, grazie alla sua totale coesione alla superficie stessa. C’è poi Autoadesivo Monomerico (Hcr), disponibile nelle finiture gloss, matt, bianco, trasparente e white/black, tutte ampiamente collaudate e di alta qualità. L’ultima novità è Intercast Banner, un banner di nuova generazione che supera i limiti di rigidità strutturale del laminato e quelli di stampabilità del coated, riunendo tutte le caratteristiche migliori dell’una e dell’altra tipologia di materiale.

Con qualunque inchiostro Da Ilford [www.ilford.com] una serie di novità uffcializzate a fne settembre a Photokina, nel quadro dell’offerta commerciale per supporti di grande formato. riguardano soprattutto la gamma OmniJet, i cui ultimi prodotti sono stati sviluppati per ottenere performance ottimali dalle più recenti stampanti introdotte sul mercato da Hp, Epson e Canon. fra le new entry, Instant Dry Glossy Portable Display Film (230 g/m² e 400 g/m²) per pop up e roll-up. caratteristica chiave è la compatibilità con tutte le stampanti: elimina la necessità di gestire stock differenti per stampanti che utilizzano inchiostri diversi. Da segnalare anche Instant Dry Glossy Photo White Film (215 g/m²) per immagini fotografche lucide da interni, che presenta eccellenti proprietà di laminatura. nella gamma Galerie

emergono i prodotti Smooth Pearl e Smooth Gloss: grazie alla stesura con nanotecnologia controllata di prossima generazione, è stato possibile ottenere un prodotto caratterizzato da un’eccellente qualità dell’immagine, con bilanciamento ottimale di peso, fessibilità e opacità. il risultato fnale è un supporto che offre immagini più nitide con una gamma di colori più ampia, in grado di sfruttare appieno le prestazioni delle moderne stampanti inkjet di grande formato che fanno uso di inchiostri a base d’acqua. Le nuove carte in roll OmniJet di Ilford.


de n e i z a e l l a news d Il nuovo Rho 320R di Durst.

Plotter di terza generazione

plotter

Cicli non stop Anteprima italiana per Rho 320R, il plotter inkjet Uv di Durst Phototechnik [www.durst.it] che propone un nuovo standard per la stampa industriale in bobina. Dopo il successo internazionale riscosso a Drupa, anche sul palcoscenico della rassegna italiana Viscom, Rho 320R metterà in evidenza tutti i plus che lo contraddistinguono: dalla qualità di stampa alla secchezza dei testi, fino ai passaggi tonali delicati e ai colori pieni privi di difetti. Il nuovo plotter si contraddistingue per l’affidabilità estrema per cicli produttivi in continuo, anche di 24 ore. Componenti di precisione sviluppati e perfezionati da Durst, quali le innovative teste di stampa con tecnologia Quadro Array e il nuovo sistema di trasporto del carrello di stampa a motore magnetico lineare, figurano tra le principali caratteristiche tecniche. Allo stand dell’azienda altoatesina, altra protagonista sarà la stampante flatbed Uv Rho 700, ultima nata della famiglia Rho, che rappresenta una nuova generazione di stampanti flatbed modulari in grado di offrire una produttività più elevata e una maggior definizione dell’immagine.

Al posto dell’alcool

consumabili

Si chiama Sinal il primo sostitutivo integrale che elimina totalmente l’impiego dell’alcool isopropilico sia nella stampa offset da foglio

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Il plotter da taglio e fresatura G3 di Zünd.

sia con rotativa a bobina. Presentato a Drupa da Saverio Rief [www.saveriorief.com], il nuovo prodotto agisce contemporaneamente da antivelo e stabilizza permanentemente il pH. Assicura una stampa priva di problematiche sia con gli inchiostri per quadricromie, gli inchiostri Pantone, gli inchiostri Uv e gli inchiostri metallici. Sui supporti plastici garantisce un’essiccazione molto più Sinal, il primo sostitutivo integrale in grado di eliminare l’impiego dell’alcool isopropilico.

ottobre 2008

Anteprima italiana a Viscom 2008 per G3, l’attesa terza generazione di plotter da taglio e fresatura progettata e prodotta dall’azienda svizzera Zünd, rappresentata sul territorio italiano dai distributori ufficiali Zünd Italia [www.zund.it] per il mercato della grafica e Logics [www.logics.it] per il mondo del packaging. La novità rivoluziona il concetto di plotter da taglio multifunzione, dando vita a una linea di sistemi che si contraddistinguono per massima produttività, facilità d’uso, ergonomia e consumi energetici ridotti. I nove modelli di cui ci compone la serie sono in grado di operare 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, grazie alla solidità e alla robustezza della propria struttura. Il primo modello che viene proposto al pubblico italiano è 3Xl-1600 Cv, con una luce utile di 3.200 mm: un formato superwide, unico sul mercato, ideale per la finitura digitale di tutte le stampe realizzate su supporti non solo rigidi, ma anche e soprattutto flessibili, con in più la garanzia della versione G3, sinonimo di versatilità, velocità e modularità.

rapida degli inchiostri rispetto alle consuete problematiche tipiche della bagnatura con Ipa (alcool isopropilico). Sinal contiene inibitori di corrosione approvati e certificati sia da Fogra sia dai costruttori delle macchine da stampa Heidelberg, manroland e Koenig & Bauer. È indicato per i dosatori automatici Baldwin, Dosatron e Technotrans e viene impiegato

con acque dure, dolci oppure d’osmosi indurite. E inoltre è adatto a tutti i sistemi di bagnatura: Heidelberg-Alcolor, Man Rolandmatic, Hydrocolor, Harris Duotrol, Koebau, turbo, a spruzzo e i rimanenti più diffusi. Esente da Voc, non è infiammabile e non danneggia le emulsioni delle lastre analogiche o Ctp. Non è nocivo e riduce il consumo di circa il 75% rispetto all’alcool isopropilico.


soluzioni

L’impianto realizzato da New Aerodinamica per la società portoghese Grafica Ideal.

Aspirazioni portoghesi L’italiana New Aerodinamica [www.newaerodinamica.com] ha realizzato per la società portoghese Grafica Ideal [www.graficaideal.pt] un impianto di aspirazione scarti su tre fustelle piane della Bobst. Ogni fustella è corredata di un gruppo «bordo macchina», composto da tramoggia aspirante scarto, pinza con sfogliatore, ventilatore strappatore e tramoggia scarto fustella. «L’installazione dello sfogliatore si è reso necessario per ridurre in piccola pezzatura gli scarti di grandi dimensioni provenienti dalla pinza», dice Paolo Radaelli, project e sales manager di New Aerodinamica. «Questa apparecchiatura è in produzione ormai dal 2001 e risulta molto versatile con ogni tipologia di materiale e con le velocità elevate delle fustelle. Il punto forte di questa soluzione è la semplicità d’esercizio e soprattutto la ridotta rumorosità in funzionamento con materiale che non supera i 71 dBA (decibel Adjusted). Con il nostro sistema, oltre ad aspirare gli scarti, si mantiene pulita anche la macchina dal pulviscolo generato durante le fasi di fustellatura. Ogni “bordo macchina” ha una riduzione del volume d’aria di circa 40% rispetto ai tradizionali impianti, ed è poi collegato a un ventilatore-strappatore principale posizionato nella zona di scarico, a circa 70 metri». La soluzione di aspirare ogni macchina con un ventilatore, rispetto all’unione di più fustelle sotto un unico aspiratore, è rivolta al risparmio energetico e alla flessibilità dell’impianto. Quando una fustella è ferma o in allestimento, le potenze interessate vengono fermate. Inoltre si possono gestire diverse tipologie di prodotti (cartoncino bianco e grigio, per esempio) scaricandoli in due compattatori distinti, mentre nel caso di ventilatore in manutenzione è ferma solo una fustella. Il tutto è stato progettato, montato e collaudato a regola d’arte con la piena soddisfazione del cliente.


de n e i z a e l l a news d computer to plate

Ctp made in Italy Successo internazionale a Drupa 2008 per One, il primo ctp italiano realizzato da Andromeda [www.ctpoptotec.com], azienda del gruppo Metoda specializzata in soluzioni optoelettroniche. i due sistemi presentati, entrambi di formato 70×100, uno manuale e l’altro completamente automatico, hanno lavorato durante l’intero periodo della fera: la qualità di incisione di questa tecnologia ctp ha colpito favorevolmente gli oltre 800 visitatori, cosi come la fessibilità, la semplicità di utilizzo e la facilità di upgrade. CtpOptotec continua a ricevere ogni giorno richieste di distribuzione e di partnership da ogni parte del mondo e a siglare accordi di rivendita e di agenzia. la release 1.0 del ctp one ha ora una pianifcazione settimanale di installazioni che hanno portato a una revisione del piano di produzione per il 2009.

le novità Del coloSSo uSa a ifraeXPo 2008

Ad Amsterdam con Goss All’insegna dello slogan aziendale «New Ways for Print», Goss International [www.gossinternational.com] presenterà a IfraExpo 2008 (Amsterdam, 27-30 ottobre) le sue tecnologie innovative per la produzione rotooffset. In campo le ultime soluzioni di stampa, finitura e workflow, che mostrano come funzionalità commerciali e di automazione, integrazione e versatilità possono

rotooffset

La nuova Fps, rotativa con apertura a scorrimento delle unità di stampa.

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La release 1.0 del Ctp One di CtpOptotec.

Per la fne del primo trimestre, ctpoptotec ha annunciato anche l’introduzione di Ilh Uv, prima testa laser uv per ctp. grazie alla sua interscambiabilità, questa tecnologia garantirà alle aziende grafche l’upgrade da termico/viola in uv, su richiesta. Questa ulteriore innovazione permetterà quindi l’utilizzo di qualsiasi lastra convenzionale ovunque prodotta al mondo.

aggiungere valore e creare nuove opportunità per l’industria dei giornali. L’azienda metterà in particolare risalto la compatta rotativa Fps con apertura a scorrimento delle unità di stampa, la rotativa Magnum con nuove opzioni di azionamento shaftless e inchiostrazione a tre rulli formatori e le ultime rotative Universal e Uniliner per applicazioni che spaziano dalle 4 alle 24 pagine per copia. Le rotative Universal e Uniliner presentano una serie di caratteristiche nuove, tra cui l’opzione di cambio semiautomatico delle lastre, nuove configurazioni compatte con disposizione

La rotativa Magnum di Goss.

ottobre 2008

«T90», migliorato funzionamento heatset/coldset con inchiostrazione Goss DigiRail e l’aggiunta di simulatori Sinapse interattivi per l’addestramento del personale. Il programma Goss Lifetime Support riflette oggi la filosofia della società: ottimizzare le prestazioni e la durata competitiva di ogni sistema di stampa. Il personale presente allo stand potrà fornire informazioni su assistenza tecnica, ricambi, training e potenziamenti, e illustrare le opportunità di massimizzare l’affidabilità, la produttività e la qualità di apparecchiature di stampa correnti e future. Dichiara Eric Bell, direttore marketing di Goss International per l’Europa: «Grazie all’insieme di potenti tecnologie e workflow integrati, possiamo fornire a editori e stampatori vantaggi concorrenziali e nuove opportunità nel settore della stampa. Abbiamo una molteplicità di soluzioni flessibili in tutto il nostro portafoglio di prodotti e servizi, soluzioni che rispondono alle esigenze di aziende di qualsiasi grandezza. E non vediamo l’ora di dimostrarne tutti vantaggi ad Amsterdam».


software

Gestione dei font da Extensis l’azienda di applicazioni di prestampa Extensis [www.extensis.com] ha appena lanciato sul mercato la nuova generazione di software Universal Type Server, una soluzione progettata per la gestione centralizzata dei font, ideale sia per le piccole sia per le grandi realtà grafco-editoriali. il software è in grado di gestire tutti i formati di font e i relativi problemi che possono sorgere durante il lavoro in un fusso intensivo, e fornisce un intuitivo strumento per i creativi oltre che una soluzione affdabile, scalabile e fessibile per gli amministratori it. universal type Server è distribuito in italia da TechnoSolutions [www.technosolutions.it] e, oltre a offrire una gestione semplice del server e degli utenti tramite un’interfaccia Web, anche in italiano, consente un supporto

controversie

Brevetto ristabilito È stato raggiunto un accordo tra DuPont [www.dupont.com] e Cortron Corporation [www.cortron.com] a chiusura di un caso di utilizzo improprio del brevetto riguardante la tecnologia termica per la produzione di lastre flessografiche DuPont Cyrel Fast. Nei termini dell’accordo, Cortron, che ha sede in Minnesota, Usa, si impegna a interrompere immediatamente la produzione di processori a tecnologia termica per

per gli utenti in movimento che possono lavorare da qualsiasi luogo. universal type Server si avvale della tecnologia Font Sense di extensis che offre agli utenti la possibilità di attivare automaticamente l’esatta versione di font usato in un documento quando questo viene aperto. rispetto alla autoattivazione classica, font Sense lavora in maniera trasparente facendo un’analisi approfondita dei font anziché effettuare la semplice attivazione del primo font con lo stesso nome. universal type Server è disponibile sia per macintosh sia per Windows e offre due diverse confgurazioni: Universal Type Server Lite o Professional. il primo è la versione base conveniente e ideale per piccoli gruppi di lavoro che necessitano di accedere e condividere i font, consente di utilizzare fno a 10 connessioni simultanee. universal type Server Professional consente, invece, oltre 250 connessioni simultanee ed è il naturale aggiornamento per i clienti che hanno Suitcase Server o font reserve Server.

la produzione di lastre flessografiche Lava, così come la fornitura di servizi di assistenza, di supporto tecnico e la fornitura di pezzi di ricambio per qualunque macchina Lava utilizzata per sviluppo termico di lastre da stampa flexo. Le macchine per lo sviluppo termico costruite da Cortron sono da sempre commercializzate e vendute con il marchio Lava da MacDermid Printing Solutions [www.macdermid.com]. Lo scorso mese di maggio, DuPont aveva vinto un importante ricorso davanti alla Corte d’Appello degli

Stati Uniti per il Federal Circuit nella causa intentata contro MacDermid per contraffazione di brevetto. «Siamo soddisfatti del fatto che, in seguito alla notifica della violazione delle norme relative a uno dei brevetti DuPont, Cortron abbia accettato di interrompere prontamente la produzione di macchine Lava per lo sviluppo termico per conto di MacDermid», ha dichiarato Linda B. West, vicepresidente e direttore generale di DuPont Imaging Technologies.

Controllore controllato Callas Software [www.callassoftware.com], azienda tedesca leader nelle soluzioni e tecnologie Pdf per il document management, l’archiviazione, il publishing e la stampa, annuncia la completa conformità con la suite di test Isartor dedicata allo standard Pdf/a e creata ad hoc per «validare i validatori». la suite, resa disponibile lo scorso agosto dal Pdf/A Competence Center e scaricabile gratuitamente dalla rete [www.pdfa.org], permette di stabilire se un tool di validazione può essere garantito Pdf/A compliant. È il caso appunto della tecnologia di validazione di callas, nota come pdfaPilot, che risulta essere perfettamente in grado di individuare qualsiasi tipo di problema rilevante all’interno dei fle. «la Isartor Test Suite è una pietra miliare per chiunque abbia a che fare con lo standard Pdf/a», dichiara Olaf Drümmer, direttore generale di callas Software. «mette fne a una fase di incertezza e assicura la massima qualità in un settore molto delicato, che riguarda il trattamento a lungo termine dei documenti».

La soluzione Cyrel Fast di DuPont a Drupa 2008.

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de n e i z a e l l a news d L’esposizione del calendario Mon Nez di Fontegrafica.

riconoscimenti

Un premio «inkredible»! Dopo il lancio degli inchiostri !nkredible, HuberGroup [www.huber-gruppe.com] ha creato un premio specifico per gli utilizzatori delle serie di inchiostri !nkredible Resista, Rapida, Reflecta, Impression, Surprize e Perfexion, in grado di offrire un nuovo standard

di essiccazione, di gloss, di resitenza allo sfregamento e di lavorazione post-stampa. L’!Nkredible Award 2008 ha messo così a confronto i lavori migliori degli stampatori di tutto il mondo, scelti in base all’accuratezza artigianale e l’eleganza dei layout. La classifica finale ha presentato 10 vincitori che a livello mondiale hanno saputo distinguersi per la particolarità e la qualità dei lavori

presentati. Tra questi, ben due vincitori sono italiani: al primo posto si è classificata Fontegrafica [www.fontegrafica.it] con il calendario 2008, Mon Nez, grazie alla «varietà dei supporti e la selezione applicata di inchiostri e vernici, combinati con attenzione a ogni specifico motivo, le tecniche di finitura lucido–opaco, che hanno creato un unico e complesso sorprendente effetto realizzato con estrema sapienza di stampa».

L’altra azienda italiana ad aver messo in evidenza qualità e originalità è stata la Tipolitografia Campisi [www.stampacampisi.it], un’altra realtà nota nel panorama nostrano della qualità di stampa, che con il suo 7° posto ha saputo differenziarsi in una competizione di alto livello e di respiro internazionale, affermandosi con il magnifico libro fotografico Party Flowers.

etichette

La macchina etichettatrice Xpannd di Gidue.

le Soluzioni giDue a labeleXPo americaS

Made in Italy oltreoceano la partecipazione a Labelexpo Americas, la manifestazione specializzata che si è tenuta a chicago ai primi di settembre, ha rappresentato per Gidue [www.gidue.com], azienda italiana specializzata in macchine da stampa per i mercati dell’etichetta e del packaging, un’ottima occasione per condividere gli ultimi sviluppi tecnologici con il mercato dell’etichetta più vasto al mondo. labelexpo americas è, infatti, il luogo in cui gli etichettifci affuiscono da tutto il continente americano e non solo (le statistiche parlano di 13.256 visitatori da 88 Paesi nel 2006). gidue e Kpg corp., suo rappresentante uffciale per gli Stati uniti e canada, hanno accompagnato i clienti in un percorso esplicativo sulle modalità con cui è possibile

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produrre etichette altamente decorative, grazie a una perfetta integrazione in linea di molteplici processi di stampa, dalla offset alla fexo, senza tralasciare serigrafa, oro a freddo, stampa a caldo, laminazione, goffratura e fustellatura. la nuova «piattaforma universale» sulla macchina ibrida Xpannd offre la possibilità di intercambiare, con una modularità perfetta, la rsi e la testa di stampa fessografca flower. inoltre, con le macchine combinate HiOffset Xpannd, di recente certifcate dall’istituto tedesco Sid, il valore dei prodotti stampati aumenta notevolmente. in mostra anche la soluzione innovativa ed economica per la stampa a caldo e il Registro Intelligente 2.0, che grazie all’utilizzo di telecamere poste su ciascuna stazione di stampa, è in grado di ottenere un registro con scarti ridotti e il perfetto monitoraggio delle pressioni di stampa. gli ospiti di gidue hanno potuto inoltre sperimentare, con

il supporto di video e pannelli descrittivi, un nuovo approccio alla stampa a banda media per l’imballaggio fessibile. la tecnologia fessografca uv in linea dell’Athena permette infatti una stampa sicura e senza solventi dedicata all’imballaggio alimentare, offrendo a questo settore la possibilità di promuovere la sostenibilità e la produzione di imballaggi in flm raffnati e sleeve termoretraibili di sicuro impatto, per quello che viene indubbiamente considerato uno dei mercati più esigenti dal punto di vista comunicativo. un modulo stampa della Athena 630, equipaggiato di sleeve Akl, azienda del gruppo Stork, era infne esposto nello stand di questa azienda. le sleeve akl sono rinomate per la loro precisione tir, per la loro durata e per la resistenza all’umidità e al calore. i visitatori potranno sperimentare direttamente la semplicità operativa di athena e controllare il registro sull’avanzato sistema multi-camera.

La Athena 630, equipaggiata di sleeve Akl.


finishing

I due responsabili di Biotto, Roberto Biondi (a sinistra) e Fabio Biondi (secondo da destra) insieme con Fabio Casale (a destra) e Stefano Vecchi di Müller Martini Italia davanti all’impianto automatico di cucitura a filo refe VenturaConnect.

dei processi, permettendo un impiego limitato di personale. Ma anche sul fronte dei sistemi di accavallatura-cucitura, l’azienda tedesca raccoglie consensi e commesse. La Legatoria Industriale Legamatic [www.legamatic.it], con sede a Settimo Milanese, ha incrementato la propria produttività del 60% grazie a due nuove automazione Dei ProceSSi e riSParmio accavallatrici-cucitrici PrimaPlus. L’azienda lavora commesse con tirature anche di 1.000 copie. Per questo le accavallatrici-cucitrici Le tecnologie per il poststampa di Müller Martini [www.mullermartini.com] devono essere estremamente flessibili, soprattutto riguardo alla varietà continuano a suscitare interesse negli operatori, sempre più impegnati dei prodotti, che vanno dal formato più piccolo al formato più grande. a far fronte a crescenti esigenze di produzione. È quello che è Il bilancio della prima PrimaPlus, installata nel 2003 e dotata accaduto in Allestimento Grafico Biotto [www.biotto.com] di Pomezia di due mettifogli a pila piana e di un metticopertina, è stato così (Roma) che ha notevolmente ridotto i costi di lavorazione dei prodotti positivo che quattro anni dopo Legamatic ha nuovamente investito cuciti a filo refe grazie all’introduzione di due cucitrici Ventura che in un’accavallatrice-cucitrice dello stesso tipo, stavolta con quattro consentono alla legatoria di lavorare anche in doppia produzione. mettifogli a pila piana, un metticopertina e quattro Streamfeeder. L’azienda, che impiega cinquanta persone su tre turni, è specializzata Negli ultimi anni Legamatic e Müller Martini hanno creato un nella lavorazione di prodotti realizzati in stecca, sia con stampa autentico rapporto di collaborazione: «La produzione netta delle due offset a foglio sia in rotativa. Fra questi vi sono numerosi libri PrimaPlus è destinata quasi al 100% alla palettizzazione. Dovevamo d’arte di grande formato, che assolutamente incrementare la Biotto produce per molte case produttività poiché non lavoravamo editrici italiane e per il Vaticano. più soltanto prodotti su fogli, ma Per ridurre spese di personale e anche prodotti da stampa rotativa. tempi di consegna, dall’estate dello Le due PrimaPlus hanno contribuito scorso anno, Biotto impiega un in gran misura all’aumento della impianto automatico di cucitura a nostra produttività», commenta il filo refe VenturaConnect che collega direttore della legatoria Stefano le due cucitrici a filo refe Ventura Fabbro. «Abbiamo mandato al centro con la raccoglitrice a 18 stazioni. di addestramento Müller Martini a Il sistema consente infatti la Oftringen un operatore macchina raccolta, l’impilamento e la cucitura che, al suo ritorno, ha trasmesso Il direttore di Legamatic Stefano Fabbro (al centro), di blocchi libro in un unico ciclo di a destra Claudio Scotto, sales manager Müller Martini Italia, le conoscenze ricevute ai colleghi: lavoro grazie all’automatizzazione a sinistra Fabio Ferraroni, agente di vendita di Müller. tutto si è svolto senza problemi».

Müller Martini: macchine vincenti sui costi

appuntamenti

Forum europeo per giovani leader del settore grafico Il 7 e 8 novembre si svolgerà a Barcellona il 1° Forum Europeo per Giovani Manager del Settore Grafico organizzato da Intergraf, Federazione delle associazioni grafiche europee [www.intergraf.eu], in collaborazione con l’Associazione Grafici Spagnola. Il programma dei lavori, dedicato a giovani manager sotto i 40 anni, prevede interventi e testimonianze che tratteranno temi inerenti i trend nell’industria grafica europea

e le strategie per il settore. All’incontro parteciperanno, tra gli altri, il presidente del Club Giovani Imprenditori Grafici e Cartotecnici di Assografici, Carlo Emanuele Bona. Il Forum costituisce un’opportunità unica di incontro tra giovani imprenditori del settore. La partecipazione è libera previa registrazione sul sito Intergraf, dove potranno essere reperiti ulteriori dettagli sull’evento.

È Flexo Day! Torna l’importante appuntamento con il Flexo Day, la giornata di dibattito sulle problematiche della stampa flexo, che quest’anno ha

come titolo il Confronto aperto sulla flessografia e approfondirà alcuni dei temi più complessi e dibattuti dal settore. Si parlerà infatti di sistemi di controllo e misurazione delle matrici flessografiche, di gestione dei colori spot e di caratteristiche dei file per lavorazioni speciali secondo le Iso/Ghent. Ci sarà inoltre un aggiornamento sui checkup delle macchine Flexo e sulla stampa con le norme di certificazione Iso 12647-6. L’appuntamento è fissato per venerdì 24 ottobre a Parma, presso lo Starhotels Du Parc. L’evento è promosso da Atif, l’Associazione tecnica italiana per lo sviluppo

della flessografia, che è socio aggregato di Assografici [www.assografici.it] e che quest’anno festeggia i suoi 25 anni di attività. Il programma della giornata è consultabile sul sito Atif [www.atif.it]. ottobre 2008

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de n e i z a e l l a news d il 72,2% dei creditori della società Favini Spa in liquidazione ha votato a favore del concordato preventivo, aprendo la strada alla conclusione positiva della procedura. il tribunale di bassano del grappa potrebbe già prendere una decisione defnitiva nel corso del mese di novembre. la sentenza fnale del tribunale completerebbe il processo di trasferimento degli asset nella nuova favini Srl, che nel maggio 2008 ha rilevato l’attività dalla società in liquidazione. favini Srl è di proprietà di Orlando Italy, un fondo di turn-around che controlla il 60% delle quote, mentre azionista fnanziario di minoranza è Vepafer. Favini [www.favini.com] è un importante player indipendente sul mercato della produzione di carta, con una forte posizione fnanziaria. negli ultimi mesi l’attività è proseguita profcuamente. la società è leader mondiale nella produzione di carta release e ha un’importante quota

dal mondo della carta

pagine a cura di Chiara Italia

Favini: procede il piano di rilancio

di mercato nel settore delle carte speciali. Per supportare e accrescere l’attività della società nel lungo termine, è stato recentemente approvato e avviato un piano industriale e commerciale di tre anni. favini oggi si compone di due cartiere in italia (a rossano veneto, vicino venezia, e crusinallo, nell’area di milano) che operano nei settori delle specialità grafche e delle carte industriali release, e di una divisione cartotecnica che opera nel settore scuolauffcio. oggi le due cartiere contano circa 450 dipendenti.

José Muñoz per il calendario Burgo Group 2009 Jos» muñoz è l’artista scelto da burgo group per il calendario 2009. il famoso disegnatore argentino, noto per il suo tratto in bianco e nero particolarmente incisivo che evoca i mondi di hugo Pratt e alberto breccia, suoi maestri alla escuela Panamericana de arte di buenos aires, è conosciuto anche per i suoi percorsi più recenti dalle atmosfere espressive cariche di colore e di luce.

pillole di carta RAFFORZATA LA POSIZIONE DI ANTALIS Sequana [www.sequanacapital.fr] implementa una nuova organizzazione per il miglioramento della sua effcienza operativa e per favorire le attività di vendita di Arjowiggins rafforzando la posizione di Antalis come leader europeo per la distribuzione specializzata.

SCHEUFELEN RICOMINCIA Dopo il fallimento dello scorso luglio, la cartiera Scheufelen ha ripreso la normale attività. la situazione attuale è positiva; entrambe le macchine continue stanno girando con l’obiettivo di chiudere e garantire gli ordini nei tempi previsti.

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l’autore, che abita a Parigi, divide la sua attività prevalentemente tra italia, Spagna e argentina. il calendario burgo group frmato muñoz, che prosegue la tradizione di calendari con frme di illustratori illustri (tra gli ultimi moebius e griffa), verrà presentato uffcialmente il prossimo autunno.

Comunicazione «su misura» Arjowiggins, conscia della nuova dimensione comunicativa della carta, è da sempre attenta a offrire prodotti versatili e innovativi [www.arjowiggins.com]. fra questi prodotti spicca la gamma di carte di alta qualità Opale, certifcata fsc, che è stata recentemente rivisitata e ampliata. opale, grazie a un’elegante e ampia gamma di prodotti, si presenta come ideale strumento per l’espressione di un’effcace comunicazione

a livello aziendale e istituzionale. l’intera gamma opale è stata aggiornata mantenendo inalterati i valori chiave che ne hanno da sempre contraddistinto la qualità: elevato punto di bianco, grande brillantezza, eccellente qualità e stampabilità superiore. Per alcune linee della gamma opale (Premier e reference), arjowiggins ha introdotto una versione caratterizzata dalla presenza di una preziosa ed elegante fligrana che ne sottolinea ancor di più la bellezza e l’esclusività. la gamma opale si compone di quattro linee: Premier, ideale per carte intestate e comunicazione aziendale grazie all’eleganza e a nuovi colori che ne arricchiscono l’identità (grammature disponibili: 100, 120, 250 e 300 g/m2; fligrana a registro); Reference, la soluzione moderna per carte intestate e coordinati aziendali con un elevato punto di bianco e una fnitura liscissima (grammature disponibili: 90, 120 e 150 g/m2; fligrana in continuo); Dialogue, idonea per la stampa di tirature elevate, come relazioni, opuscoli, mailing e documenti interni (grammature disponibili: 90, 120 e 150 g/m2); e infne Digital, la carta tecnologicamente avanzata, adatta alle basse tirature e alle stampe personalizzate (grammature disponibili: 90, 150 e 300 g/m2).


Nuove certificazioni

Ebix fa il bis Ebix è il primo distributore spagnolo di rilevanza nazionale a ottenere la certifcazione Fsc e Pefc, garantendo così la rintracciabilità della catena di custodia a tutti i clienti che ne facciano richiesta e ai suoi fornitori certifcati. Entrambi i certifcati sono stati emessi dalla società di certifcazione Sgs. Questo è un doppio e importante risultato per la società spagnola, sulla scia della politica intrapresa da Burgo Group di un approccio responsabile nei confronti delle risorse, la gestione sostenibile delle foreste e l’implementazione dei sistemi di gestione ambientale. Ebix è una società controllata al 100% da Burgo Group [www.burgo.com].

Emas per Torraspapel Torraspapel [www.torraspapel.com] ha ottenuto la registrazione Emas per gli stabilimenti e le carte patinate. La certifcazione sarà estesa alle carte speciali entro la fne del 2008.

Fsc per la cartiera Burgo Group di Lugo di Vicenza Lo stabilimento Burgo Group di Lugo di Vicenza ha ottenuto la certifcazione Fsc che garantisce l’utilizzo di materie prime provenienti da foreste correttamente gestite e altri fonti controllate. La nuova certifcazione si aggiunge a quelle già in vigore per gli stabilimenti di Avezzano, Chieti, Sarego, Sora, Tolmezzo e Toscolano e alle altre certifcazioni di qualità, ambientali e forestali ottenute da tutti gli stabilimenti Burgo Group [www.burgo.com]. Lo stabilimento di Lugo di Vicenza ha una superfcie di 65 m², 270 dipendenti e due linee di produzione. Le tipologie prodotte, tutte a marchio Mosaico, sono carte monopatinate per etichette e autoadesivi (Sparkling, Eti, Hollywoodfree), per affssioni (Mattaffx, Digital Blue Promo e Digital City Light per stampa plotter), per imballaggio fessibile e shopping bag (Glamour e Sigmakraft), le patinate di pregio per editoria e stampa commerciale (Larius, Passion13, le goffrate Texa, Mizar per stampa digitale) e i cartoncini di pura cellulosa per usi grafci e tecnici (Prisma). Nello stabilimento, grazie alla presenza di una macchina accoppiatrice, si producono anche cartoncini per carte da gioco (Play Duplex).

Cartiere del Garda: rinnovate certificazioni e obiettivi ambientali Cartiere del Garda [www.gardacartiere.it] ha ottenuto il rinnovo della certifcazione Iso 14001 e della registrazione Emas. Entrambi i rinnovi sono stati raggiunti tramite Tüv Süd Italy, uno dei maggiori enti indipendenti di certifcazione e ispezione a livello mondiale. Lo scorso luglio è stata infne rinnovata anche la certifcazione di

catena di custodia Pefc l’ente inglese Catg: così come la certifcazione Fsc, anche quella Pefc garantisce l’utilizzo di cellulose provenienti da foreste e piantagioni certifcate o ben gestite. Il rinnovo delle certifcazioni rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno, che da anni l’azienda persegue, di lavorare costantemente per raggiungere nuovi traguardi in linea con la propria flosofa ambientale. In particolare tra i nuovi obiettivi previsti per il triennio 2008-2010, vi è la diminuzione del 5% rispetto a fne 2007 dei consumi di energia elettrica per la produzione di aria compressa, la diminuzione del 12% delle coperture in amianto, la realizzazione di un impianto di gestione delle acque di prima pioggia, la diminuzione del 10% dei consumi specifci di acqua e la diminuzione dell’utilizzo dei gas ozono-killer. Dal punto di vista ambientale la novità più importante dell’anno sarà l’entrata in funzione, nel mese di agosto, della nuova centrale di cogenerazione Alto Garda Power, un investimento da 53,7 milioni di euro. Il nuovo impianto, tecnologicamente più avanzato ed effciente, sarà in grado di soddisfare integralmente il fabbisogno termico ed elettrico della cartiera e alimentare, con una parte del calore recuperato, una rete di teleriscaldamento che veicoli l’acqua calda nelle utenze pubbliche e private di Riva del Garda. In virtù dell’adozione di avanzate tecnologie, il progetto permetterà l’ottenimento di alti valori di effcienza energetica, che si tradurranno in una diminuzione delle perdite e quindi riduzione del combustibile utilizzato. Il risparmio nel consumo di gas metano annuo si può stimare come l’equivalente di 40mila tonnellate equivalenti petrolio. Tale riduzione di consumi di metano permetterà conseguentemente anche una consistente riduzione delle emissioni dei cosiddetti gas a effetto serra.

Certificazioni Pefc Burgo Group: Avezzano e Sora Si aggiungono gli stabilimenti di Avezzano e Sora alle cartiere Burgo [www.burgo.com] certifcate con catena di custodia Pefc (Programme for the endorsement of forest certifcation schemes), per l’acquisto di legno e paste da carta da fonti certifcate.

Cartaria Italiana Graphic Papers Cartaria Italiana Graphic Papers [www.cartaria.it] ha ottenuto la certifcazione di catena di custodia. Il certifcato è stato rilasciato da Catg [www.catg.co.uk ]. Ora Cartaria Italiana potrà distribuire carta certifcata Pefc in tutte le quantità e nelle tipologie disponibili, dando garanzia di tracciabilità anche su prodotti che non hanno più l’imballaggio originale. La ditta distribuisce diverse marche di carte e cartone certifcato Pefc.

Cartiere Cariolaro La società veneta Cartiere Cariolaro [www.cariolaro.com], specializzata nella produzione di carte da stampa ecologiche riciclate, ha scelto di certifcare la propria linea di prodotto di carta Mould Paper per imballo secondo lo schema di certifcazione di catena di custodia Pefc. Il certifcato è stato rilasciato da Icila [www.icila.org]. ottobre 2008

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ani i d i t o u q e l specia

di Alessandro G. P. Battaglia Parodi

IL FULL COLOR NEI GIORNALI A CARTA COLORATA

i colori

della competitività L’introduzione del full color sta portando molti benefici al mondo dei quotidiani, costretti dalla competizione con gli altri media a cercare nuove formule che garantiscano la fidelizzazione e buoni introiti pubblicitari. Le difficoltà tecniche sono ormai alle spalle e il settore risponde bene, anche laddove i problemi sembravano grandi. Ecco due esperienze d’eccellenza che hanno portato il full color a regime, La Gazzetta dello Sport e Il Sole 24 Ore, nei quali la tinta del supporto cartaceo non ha dato origine a grandi complicazioni.

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giudicare dall’innovazioni che li sta attraversando, sembra che i quotidiani non abbiano ancora fatto il loro tempo. Ed è buffo ricordare le previsioni di quanti vaticinavano una loro fine precoce a causa della concorrenza dei media digitali. Paradossalmente è stato proprio Internet a decretarne la trasformazione e a renderli più concorrenziali: gli editori sono infatti diventati cross-mediali e i nuovi servizi online servono oggi a rafforzare il giornale stampato, pur tenendo conto di una maggiore segmentazione dell’audience, oltre che di un mutato atteggiamento dei lettori durante la giornata, con nuove abitudini di consumo. Ma anche in quei Paesi in cui le vendite sono in declino (come negli Usa e in Europa, vedi box a lato), i giornali continuano ad allargare la propria penetrazione con una grande varietà di versioni «free» e attraverso lo sviluppo di piattaforme online. In ogni caso il giornale prossimo venturo sembra contenere sempre meno testo e più immagini, andando di pari passo con una fruizione low-cost e piuttosto veloce, in cui gli aspetti progettuali di grafica e formato avranno un peso sempre maggiore. In questo senso, l’appetising dei giornali non poteva che giovarsi dell’introduzione del colore «full» in rotativa, un’innovazione che ha decretato in maniera definitiva l’ingresso pesante dei quotidiani nel ricchissimo mondo della raccolta pubblicitaria di qualità. Il settore gode quindi di ottima salute e, nonostante il crollo dei collaterali che sta attraversando, il rilancio è avvenuto anche grazie ai grossi investimenti nel rinnovo dei parchi macchine e nella ricerca di nuove leve competitive. Il colore e il formato tabloid sono due di queste.


L’ESPANSIONE DEI QUOTIDIANI CONTINUA ANCORA La «rosea»: il quotidiano più letto La Gazzetta dello Sport, con i suoi 3 milioni e 706mila lettori medi giornalieri (dati Audipress, primavera 2008), è il quotidiano più letto e anche il più amato dagli italiani. Qui il full color è partito il 29 marzo scorso, con un certo ritardo rispetto alla testata ammiraglia Corriere della Sera, dove l’avvio è avvenuto il 20 luglio del 2005. L’esperienza maturata in tre anni ha infatti consentito al management di Rcs di utilizzare un medesimo processo di prestampa, che è ora unifcato per le due testate. In concomitanza del lancio del full, la «rosea» ha anche cambiato look passando al formato tabloid, con un’effcace operazione di design editoriale che ha consentito anche l’allungamento della foliazione pubblicitaria. «Il cambio del formato carta è coevo all’adozione del full color», spiega Roberto Sardi, direttore tecnico area quotidiani Italia di Rcs Quotidiani [www.rcsmediagroup.it], «ed è stato accompagnato da un lavoro sull’impaginazione che è durato parecchi mesi. Siamo passati da una situazione in cui si poteva stampare un massimo di 48 pagine, di cui 16 a colori, con formato di 53×38, a quella attuale del formato 45×31 che permette una foliazione massima full color di 64 pagine. Anche se il rapporto unitario della superfcie di pagina si è ridotto di circa il 30%, la defnizione della foliazione Roberto Sardi, di riferimento per la nuova direttore tecnico area quotidiani Italia di Rcs Quotidiani Gazzetta full color è derivata dalla precisa volontà di non penalizzare il lettore e il contenuto editoriale del giornale, lasciando quindi il più possibile inalterato lo spazio disponibile per la redazione, pur consentendo un incremento importante della componente pubblicitaria. Prima, con 48 pagine di foliazione massima, il giornale aveva una foliazione media di circa 36 pagine, delle quali 26-28 erano le pagine redazionali “aperte”, cioè occupate da contenuti della redazione. Oggi, la foliazione media del giornale full color è aumentata di circa il 40%. Nella stessa percentuale sono aumentate anche le pagine “aperte” della redazione e le pagine pubblicitarie intere».

Meno costi e più introiti pubblicitari La riduzione del formato ha portato a un signifcativo risparmio nelle materie prime industriali, rappresentate principalmente da carta, inchiostri e lastre. «La singola pagina della Gazzetta full color», prosegue Sardi, «a parità di grammatura, pesa circa il 30% meno della precedente. Il costo della carta si riduce

Il rapporto che il Wan, World Association of Newspapers [www.wan-press.org], ha reso pubblico il giugno scorso, durante il 61° World Newspaper Congress di Göteborg, raccoglie i dati statistici sulla penetrazione dei quotidiani in tutti i Paesi del mondo. Le vendite dei giornali sono aumentate nel 2007 del 2,57% e la crescita del numero delle testate free e dei siti online ne ha allargato ovunque la diffusione, aumentata del 9,39% in cinque anni. I quotidiani free press pesano per circa il 7% di tutta la diffusione globale con una percentuale che sale al 23% in Europa.

I ricavi pubblicitari nei quotidiani a pagamento sono cresciuti dello 0,86% (+12.84% nei cinque anni) e la stampa rimane il mezzo su cui si indirizza il 40% dello share pubblicitario. In Europa la diffusione dei quotidiani a pagamento è scesa del 2,37% nel 2007. In Italia il calo è stato solo dello 0,29%. Sommata a quella dei quotidiani gratuiti la diffusione europea cresce del 2% su un anno e del 9.61% nel quinquennio. Il quotidiano gratuito più diffuso nel mondo è Leggo, in Italia, con 1,95 milioni di copie giornaliere.

quindi di pari proporzione alla riduzione del formato. L’incremento della foliazione del giornale, per conservare nel formato ridotto il precedente contenuto editoriale, ha però in grande parte compensato questo risparmio unitario». «Sul fronte del mercato pubblicitario l’introduzione della stampa in full color ha consentito di mantenere il valore delle pagine pubblicitarie a colori, mentre è precipitato quello delle pagine pubblicitarie in b/n. Inoltre il nuovo formato e il nuovo disegno grafco del giornale hanno permesso di introdurre formati pubblicitari nuovi e di maggiori dimensioni. Pur in un mercato diffcile, ci si attende per Gazzetta una crescita del fatturato pubblicitario dato dalla combinazione di questi due fattori: da un lato l’incremento di volume degli spazi, dall’altro, passando dal b/n al colore, l’incremento del valore commerciale della singola pagina».

Uniformità ottenuta su sei centri stampa La stampa della Gazzetta dello Sport è realizzata in sei centri stampa a livello nazionale. «Il full color ha interessato cinque di questi», riprende il direttore tecnico Rcs, «perché a Cagliari abbiamo mantenuto la precedente macchina Le quattro Kba Commander 4/1 installate presso i centri stampa della Gazzetta dello Sport hanno una struttura a satelliti da 9 cilindri, della circonferenza di 620 mm e larghezza massima delle bobine di carta di 1.800 mm. Sono progettate per una produzione oraria di 75mila copie tabloid da 64 pagine, interamente in quadricromia.

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Il Sole 24 Ore ha un formato broadsheet da 40×56 cm, mentre La Gazzetta dello Sport è un tabloid da 45×31 cm.

stampando in tabloid sul vecchio formato. Infatti il giornale stampato nello stabilimento produttivo di Elmas (Centro Stampa Unione Sarda) alla fine risulta essere leggermente più piccolo di quello stampato sul resto del territorio nazionale. A Milano (Rcs Quotidiani), Roma (Rcs Produzioni) e Padova (Sepad) abbiamo invece installato quattro Commander Kba (due delle quali nella struttura milanese di Pessano, ndr), con tecnologia 4/1 a quattro torri e architettura a satellite, con modalità di stampa tabloid. Con questa impostazione tecnologica ogni torre stampa 16 facciate in bianca e volta a 75mila copie/ora, e un cilindro monta quattro lastre, ognuna delle quali contiene 2 pagine accoppiate. Nei due stabilimenti del Sud gli investimenti sono stati fatti direttamente dagli stampatori locali: a Bari la Sedit ha acquistato una manroland Uniset 64, e a Catania la Società Tipografica Siciliana ha comprato una Goss Universal 75». Il problema di standardizzare la qualità di stampa di queste diverse rotative è stato gestito impostando una profilazione delle pagine uniforme sulla tecnologia rotooffset, senza per il momento andare a definire le compensazioni per singola rotativa. «Occorre tenere presente che l’80% della produzione è realizzato nei tre maggiori centri stampa dove sono in funzione le stesse macchine rotooffset Kba», sottolinea Sardi, «e che quindi un unico profilo ottimizzato per questa rotativa basta a garantire l’uniformazione di gran parte della produzione su scala nazionale».

Controllo colore su materiale in ingresso «A livello pubblicitario la nostra concessionaria Rcs Pubblicità ha realizzato da tempo un sito web che si chiama Inpagina [www.inpagina.rcs.it] per la raccolta dei materiali pubblicitari direttamente dai clienti, agenzie o centri media. Questo sistema opera una serie di controlli durante l’acquisizione», dice Roberto Sardi. «Gli standard che richiediamo sono il Pdf in versione 1.4, che ancora non può possedere profili, con la richiesta di profilare le immagini con Iso Fogra 27. Se è presente un profilo lo accogliamo, se invece non c’è ancora, ne applichiamo noi uno nella parte finale del flusso di lavoro». «Quando acquisiamo il materiale online, oltre al controllo sulle dimensioni fisiche del formato pubblicitario, viene fatto un controllo di preflight con PitStop di Enfocus verificando in automatico che non siano presenti immagini Rgb, spot color o fonti non riconosciute o non compatibili. PitStop è quindi il primo sistema di controllo, quello che consente al cliente di capire se il file che sta caricando corrisponde o meno alle nostre specifiche». «Diverso è invece il discorso per le immagini redazionali, dove riusciamo a essere più precisi e uniformi grazie al modulo IPM Workflow Server di Binuscan, da tempo integrato nel flusso del sistema editoriale, che ci consente di ottenere un trattamento delle immagini altamente automatizzato e uniforme nei parametri qualitativi. Abbiamo comunque lasciato la possibilità di una correzione cromatica manuale da

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parte dell’operatore alla prestampa per quelle rare immagini che presentano difetti nel trattamento automatico». «Alla fine del flusso, sull’intera pagina finale, utilizziamo PDF Server di Binuscan che ci consente di normalizzare le pagine in uscita ma soprattutto ci serve a inserire algoritmi di ottimizzazione dell’inchiostrazione che ci hanno portato a un consistente risparmio nell’uso degli inchiostro colore a fronte di un maggiore uso dell’inchiostri nero».

Il falso problema del bianco su carta rosa La Gazzetta dello Sport è stampata con retino tradizionale (a punto quadrato e a 40 linee) su carta rosa da 42 g/m2, un colore che è caratteristico dal lontano 1899, e che è diventato un brand distintivo da quando, nel 1909, organizza il suo primo Giro d’Italia, la manifestazione ciclistica legata indissolubilmente al giornale. «Oggi i produttori di carta rosa sono pochissimi nel mondo, li contiamo sulle dita di una mano», spiega Sardi. «Il nostro fornitore principale è Burgo [www.burgo.com]. Gli altri sono Holmen [www.holmenpaper.com] e Upm [www.upm-kymmene.com], e potenzialmente anche Papresa [www.papresa.com] produce carta rosa». «È vero, la carta rosa non permette di raggiungere il bianco reale, ma non ci sono mai stati problemi. Adattare i profili alla carta rosa ci ha dato risultati percettivi peggiori dal punto di vista qualitativo, specie sugli incarnati. A livello strettamente strumentale il risultato sarebbe sicuramente più adeguato. Però, da un punto di vista della percezione visiva del lettore, il risultato è nettamente inferiore. Infatti in un profilo tarato per carta rosa vengono ridotte le percentuali di magenta e giallo, già presenti nella carta, ottenendo un risultato che nelle tonalità rosa minime abbassa la differenza percepita tra il valore del fondo della carta e il contenuto cromatico dell’immagine. Abbiamo verificato che l’occhio umano ricostruisce molto bene quello che dovrebbe essere percepito come bianco, anche se il fondo della carta è colorato. Per questo abbiamo deciso che la cosa migliore è lavorare sugli stessi profili della carta bianca», assicura il direttore tecnico. «In sostanza, la base rosa diventa un elemento percettivo non molto significativo per l’occhio umano. L’unica cosa che abbiamo fatto è stato un leggero abbassamento del punto di rosa della carta in fase di produzione, che da un anno e mezzo è leggermente più pallida». «A cinque mesi dall’avvio della produzione», conclude Sardi, «siamo oggi in grado di tarare meglio i profili delle macchine che stampano La Gazzetta dello Sport, così come fu fatto a suo tempo per il Corriere della Sera. Naturalmente andremo a fare una continua verifica di quello che offre il mercato dal


La Regioman di manroland stampa 8 pagine broadsheet alla velocità massima di 75mila copie l’ora.

punto di vista dell’innovazione tecnologica. Quello a cui stiamo cominciando a lavorare è invece il discorso del soft proofng, ma siamo ancora a un livello embrionale. E sicuramente si tratterà di una soluzione personalizzata».

Il «color salmone» dell’informazione fnanziaria

Uniformità delle tirature e pagine pubblicitarie

Anche per Il Sole 24 Ore che, con i suoi 1.122 lettori, è l’ottavo quotidiano più letto in Italia e primo per argomento fnanziario, il full color è arrivato dopo la verifca di opportune prove. «Abbiamo il colore dal marzo del 2006», dice Alberto Borgarelli, direttore tecnico per il Gruppo Il Sole 24 Ore per l’area quotidiani, periodici, libri e per i media elettronici. «Ma in realtà è stata una preparazione al full, dal momento che siamo andati a 56 pagine stampate di cui 40 a colori. Adesso stiamo facendo l’altro salto, con il completamento dei gruppi colore su quattro centri stampa che daranno l’85% della tiratura complessiva. Su due siamo già partiti in questi giorni per cui siamo già a 56 pagine colore e presto copriremo anche i restanti due». «Attualmente siamo in Alberto Borgarelli, broadcasting su otto centri direttore tecnico per il Gruppo Il Sole 24 Ore per l’area stampa, con macchine e quotidiani, periodici, libri condizioni tecnologiche in e per i media elettronici. parte differenti. Prima erano ben dieci. Con l’acquisto di quattro macchine nuove, abbiamo colto l’occasione per razionalizzare il sistema produttivo: abbiamo chiuso due centri stampa fornitori e abbiamo installato quattro Regioman di manroland [www.manroland.com] confgurate con tre coni di prima piega, per la produzione di giornali a tre dorsi con foliazione variabile, che sono in grado di stampare 56 pagine in formato broadsheet. A differenza di altre testate noi abbiamo mantenuto un broadsheet 40×56 e non abbiamo fatto nessuna operazione sul formato». «Nel centro stampa di Milano abbiamo fatto una prima sperimentazione che ci ha poi permesso di ottenere il grosso della tiratura con lo stesso sistema produttivo e il medesimo scambio di informazioni con i produttori. Sui centri stampa di proprietà, Milano e Carsoli (AQ), avevamo da tempo avviato un retino ibrido assieme ad Agfa e, dopo un anno e mezzo, abbiamo realizzato con soddisfazione un retino a 58 linee che ha rappresentato un lavoro preparatorio al full ed è poi stato messo a punto e applicato sulle nuove macchine manroland, cioè su Milano, Carsoli, Bologna e Verona. Gli altri centri stampa, che hanno una concezione più datata, continuano invece a lavorare con la soluzione tradizionale a 40 linee».

«Per quanto riguarda l’uniformità di risultato sull’intero territorio italiano», spiega Borgarelli, «abbiamo applicato Pdf e Rip decentrati secondo un sistema che permette di ottimizzare le curve centro stampa per centro stampa, grazie a una rasterizzazione personalizzata per ogni macchina, mentre prima avevamo un sistema tradizionale di broadcasting con un Rip centrale che inviava alla periferia le pagine chiuse, sulle quali non si poteva più intervenire in alcun modo. Questo è l’assetto che ci permette di lavorare e ottimizzare ogni centro stampa, da circa due anni. Naturalmente nei quattro centri stampa uguali abbiamo le stesse curve rotativa, trattandosi di macchine identiche». «I fle che arrivano dalle agenzie non li ritocchiamo mai. Il problema del bianco, poi, è un po’ una leggenda», assicura Borgarelli. «Un tempo si pensava di compensare le curve colore dal momento che la carta possiede, già di base, buone percentuali di giallo e di magenta. Ma alla prova dei fatti i risultati hanno fatto fare un drastico dietrofront. Il cervello fa quello che non riesce a fare la tecnica, perch» la visione di zone vuote, senza grafsmo, che avvenga su carta immacolata o color salmone, viene percepita lo stesso come bianco, anche se bianco non è. La carta utilizzata è da 45 g/m2 e il fornitore italiano è Burgo che provvede alla quota più signifcativa; poi abbiamo anche Upm e Matussiere & Forest [www.matussiere-forest.fr] oltre ad alcuni fornitori spagnoli». «Quello che abbiamo invece fatto con le curve di PDF Server di Binuscan è stato l’ottimizzare le immagini redazionali e pubblicitarie, ottenendo quindi un’applicazione fat delle curve su tutto il giornale, senza chiedere alle agenzie un impianto ottimizzato per il Sole 24 Ore. PDF Server lo stiamo utilizzando soltanto da un anno, dopo un lungo lavoro di messa a punto con Jean-Marie Binucci e i suoi collaboratori. IPM Workflow Server di Binuscan lo usiamo invece solo sul free press 24 minuti e non lo abbiamo ancora esteso alla testata maggiore, cosa che sicuramente faremo in futuro, ma che ora non sentiamo urgentissima. Un traguardo che ci interesserà invece raggiungere sono i sistemi di approval da parte delle concessionarie, dal momento che gli interessi in gioco sono economicamente altissimi. Fortunatamente abbiamo processi abbastanza saldi e sotto controllo e il problema delle contestazioni sulle pagine pubblicitarie mal stampate non è mai stato importante rispetto alla quantità. Ne abbiamo sempre avute pochissime. Questo ci ha permesso di lavorare sempre con molta serenità. In ogni caso contiamo di arrivare a costruire una soluzione che ci consenta di migliorare presto anche sul fronte dell’approval».

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di Moreno Soppelsa

PANORAMICA SULLE SOLUZIONI TECNOLOGICHE

il polso delle rotative offset

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La rotativa Cerutti Flexo S4 n Italia il mercato delle nello stabilimento di Cadriano rotative per quotidiani e (BO) del Corriere della Sera. dei macchinari collegati Sotto, Fabrizio Imarisio, sales è un mercato particolare, area manager di Officine Meccaniche Giovanni Cerutti. fatto per ovvie ragioni da pochi potenziali clienti. Nel nostro Paese, secondo i dati recentemente divlugati dalla Fieg, Federazione italiana editori giornali [www.fieg.it], oggi ci sono 58 testate quotidiane che hanno venduto lo scorso giugno (ultimo dato disponibile) mediamente 4.791.000 copie al giorno, contro le 4.851.621 Gruppo Cerutti dello stesso periodo del 2007. Abbiamo sentito quattro tra i principali Una flessione di 1,2 punti produttori mondiali di rotative per quotidiani La Officine Meccaniche Giovanni Cerutti di percentuali che tuttavia per fare il punto sulla loro offerta e sulle Casale Monferrato (AL) non frena gli investimenti novità tecnologiche delle loro macchine. [www.cerutti.it] produce del comparto, sempre alla E per verificare quali impianti sono riusciti macchine e attrezzature ricerca di rotative più veloci recentemente a vendere in Italia per la stampa, soprattutto e performanti soprattutto per rotocalco e flessografica. quanto riguarda il full color. e nel resto del mondo. I produttori sono Nel 1950 ha installato, I giornali italiani hanno Cerutti, manroland, Goss e Kba. prima in Italia, una rotocalco una diffusione limitata di grandi dimensioni a rispetto a quella Il Tempo di Roma, seguita nel 1956 da una macchina di altri Paesi e le entrate pubblicitarie sono all’Arnoldo Mondadori. Il primo impianto di stampa flessografica erose dalla televisione e da altri media. per giornali lo ha venduto nel 1985 a la Repubblica. Oggi Gli editori cercano quindi di differenziare i loro prodotti dagli il gruppo ha otto stabilimenti produttivi, di cui quattro in altri, anche con larghezze di bobina e sviluppi circonferenziali Italia e gli altri negli Stati Uniti, in Spagna e in Cina. Il suo su misura, oltre che investire sul colore in ogni pagina. «bestseller» è la rotativa Flexo S4, installata presso una decina Sul versante dell’offerta i costruttori importanti si contano sulle dita di una mano e in comune hanno tutti il fatto di non dormire di centri stampa de la Repubblica, alla Gazzetta di Mantova, alla Gazzetta di Reggio, alla Gazzetta di Modena, alla Nuova sugli allori e di avere proposte in continua evoluzione. Vediamo Ferrara, a La Città di Salerno e a La Nuova Sardegna. allora quali sono le novità tecnologiche di quattro importanti In sé la macchina non è dunque modernissima, ma lo sono le player: Gruppo Cerutti, Goss International, Kba e manroland.

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La rotativa Flexo S4 Cerutti per il Daily Mail.

più recenti implementazioni della rotativa flexografica S4. «La sua principale novità», spiega Fabrizio Imarisio, sales area manager di Officine Meccaniche Giovanni Cerutti, «sta nell’architettura dell’elemento stampa flexo full color, che adotta un cilindro contro-pressore, o tamburo centrale, di grande diametro, con le quattro stazioni colore disposte a satellite attorno a esso. Questo accorgimento fa sì che la carta sia avvolta attorno al tamburo per quasi 360 gradi, il che garantisce un’ottima stabilità in termini di tensione della banda stessa e quindi di registro colore». La rotativa Cerutti Flexo full color S4 non necessita l’installazione di un sistema per il controllo del registro colore. Si predispone automaticamente allo start-up nella posizione di registro colore ottimale. L’operatore esegue tramite joystick soltanto un veloce affinamento del registro colore a bassa velocità, dopodiché la rotativa viene lanciata a piena velocità senza più alcun intervento. Un sistema automatico di controllo della tensione carta lungo tutto il suo percorso (dal portabobine alla piegatrice) garantisce la stabilità e l’accuratezza del registro colore anche nelle fasi di accelerazione e decelerazione della rotativa. Tutto ciò si traduce in una notevole riduzione degli scarti in avviamento. Imarisio aggiunge che le più recenti acquisizioni delle rotative Cerutti Flexo S4 sono avvenute all’estero. The Daily Mail & General Trust ha acquistato una linea formata da quattro rotative Flexo S4 full color e composta da ben 16 torri e quattro piegatrici di ultima generazione per il nuovo stabilimento di Didcot (nei pressi di Oxford), nel quale vengono mediamente stampate più di 500mila copie al giorno del Daily Mail. Tramite un meccanismo automatico di «crossselection» l’editore è in grado di produrre quotidiani fino a 192 pagine tabloid full color. The Daily Hampshire Gazette (Northampton, Stati Uniti) ha invece acquistato una rotativa S4 con tre torri full color a larghezza banda variabile, una piegatrice equipaggiata con terza piega incrociata e una sovrastruttura con tre coni, due dei quali dedicati alla produzione notturna delle testate quotidiane e un terzo cono (posto al livello superiore) dedicato alla stampa diurna di prodotti semicommerciali. Questa rotativa è entrata in produzione nell’agosto 2008. Ma quali sono le ragioni per le quali un giornale acquista una rotativa di questo genere? «L’uso di inchiostri ad acqua», conclude Fabrizio Imarisio, «consente alle nuove rotative S4 full color di stampare su diversi supporti senza bisogno di particolari accorgimenti: dalla normale carta per quotidiani, alle carte migliorate, ai patinati leggeri. Con qualsiasi altra tecnologia di stampa l’uso di carte diverse da quella standard impiegata per i quotidiani richiederebbe l’uso di forni di notevoli dimensioni e dal grande dispendio energetico».

Kba Koenig & Bauer [www.kba.com] è tra le più «anziane» società che producono macchine da stampa, visto che Eisleben Friedrich Koenig, l’inventore della macchina da stampa piano Davide Madureri, direttore per le vendite cilindrica, assieme al suo di impianti speciali di Gam International. socio Andreas Bauer hanno venduto la loro prima macchina a doppio cilindro al The Times di Londra nel 1814. Funzionava a vapore. Ora non vanno più a vapore e i modelli che la società propone per i giornali sono la Kba Cortina e la Kba Commander CT. Kba in Italia ha sede a Passirana di Rho (MI), ma la società che rappresenta nel nostro Paese le rotative per i quotidiani è la Gam International di Monza [www.gaminternational.it]. «La rotativa offset Kba Cortina», spiega Davide Madureri, direttore per le vendite di impianti speciali di Gam International, «rappresenta l’innovazione più evoluta di questo secolo per la stampa economica ed ecologica di giornali a colori a secco, senza viti del calamaio, senza ingranaggi e molto compatta. Alta quattro metri e con torri da otto, può essere installata in edifici industriali standard. La nuova filosofia dei gruppi di stampa senza viti del calamaio e senza gruppi di bagnatura minimizza gli scarti e assicura una qualità eccellente nella stampa in quadricromia fino al retino da 60 linee, indipendentemente dall’influenza dell’operatore». Kba Cortina è disponibile, oltre che nella configurazione classica 4/2, anche nelle varianti 4/1 e 6/2. Permette una massima resa di produzione di 80mila copie l’ora e presenta innovazioni quali le torri da otto, separabili elettronicamente, i motori indipendenti per ogni cilindro, il cambio semiautomatico o automatico delle lastre, i blocchi dei rulli automatizzati, alloggiamenti dei cilindri regolabili a distanza per una pressione di stampa ottimale per le carte più disparate. Fino a oggi ne sono state vendute 15, in Germania, Svizzera, Danimarca, Olanda, Belgio e Francia. Nessuna è ancora in produzione in Italia. «Tra le nostre macchine vendute nelle varie versioni spicca però», aggiunge Madureri, «quella acquistata dal gruppo Seregni in partnership con il giornale Le Figaro di Parigi. Umberto Seregni, da sempre all’avanguardia La Kba Cortina è disponibile nella configurazione nelle scelte strategiche nel classica 4/2 e nelle varianti 4/1 e 6/2, e permette una massima resa di produzione di 80mila copie l’ora. campo grafico, gestirà la

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ani i d i t o u q e l specia giornali. La prima è una rotativa a singola larghezza, di gamma media, disponibile in confgurazione standard a quattro pagine (3×2 opzionale). Recentemente potenziata e automatizzata, è adatta per la stampa di giornali a media tiratura. conduzione dell’innovativo Le rotative Goss Universal a singola larghezza sono impianto Cortina sia per disponibili in confgurazione a singolo sviluppo la stampa del quotidiano, circonferenziale, nonché a doppio sviluppo circonferenziale sia per quella di molteplici per la stampa di fno a 80mila copie l’ora. lavori semicommerciali che I modelli Uniliner a singolo e doppio sviluppo circonferenziale renderanno l’installazione sono disponibili con larghezze di bobina fno a 1.900 mm una sicura fonte di proftto». in formato a tripla larghezza (sei pagine sulla larghezza). Per gli utilizzatori pi˘ «conservatori», Kba dispone di una Le ultime novità tecnologiche in casa Goss riguardano una rotativa con le medesime caratteristiche della Cortina, ma con serie di potenziamenti delle rotative Universal a 4/12 pagine bagnatura tradizionale. Si tratta della Kba Commander CT. Come e Uniliner a 8/4 pagine. Tra le nuove caratteristiche di la Cortina, che però produce a secco, la nuova macchina offset queste rotative (che Goss ha venduto in 500 esemplari nel con bagnatura Commander CT si basa sulla nuova piattaforma 2007) segnaliamo il cambio semiautomatico delle lastre, compatta Kba Competence. Con rese di produzione fno a il cambio automatico di larghezza di bobina, il controllo 90mila copie all’ora e con un’elevata automazione di tutte migliorato della bagnatura e l’opzione di confgurazione T90 le funzioni, Commander CT può vantare già quattro ordini. per linee di stampa pi˘ compatte e di pi˘ facile utilizzo. In particolare spicca la confgurazione del New York Sono inoltre disponibili, come opzione, simulatori Sinapse per Daily News, il quotidiano di New York a maggior l’addestramento interattivo del personale, permettendo agli diffusione (4,6 milioni di lettori settimanali). operatori di imparare velocemente a usare le rotative con la massima effcienza. Questi nuovi potenziamenti operativi della Goss produttività e della qualità di stampa si rifettono anche nella Anche Goss International può vantare antiche radici, dal nuova linea ergonomica di entrambe le serie di rotative. momento che è stata fondata 170 anni fa dai fratelli Fred Per quanto riguarda la situazione commerciale italiana, le Goss e Sam Goss a Chicago [www.gossinternational.com]. Oggi è la sono molto diffuse nel nostro Paese: La Stampa, la Repubblica e società leader al mondo nell’ambito delle offset a bobina. L’Unione Sarda sono soltanto tre degli editori che le hanno scelte. In Italia Goss è rappresentata da Macchingraf [www.macchingraf.it] L’ultima vendita in Italia riguarda la società editrice Il Tempo, che per quanto riguarda le macchine commerciali e da New ha installato una nuova rotativa Goss Universal nella sua sede di Age di Bologna per le rotative per giornali. Roma, passando dal formato broadsheet a un formato berliner Magnum, Universal e Uniliner sono i nomi delle sue rotative per full color. La rotativa a singola larghezza e doppia circonferenza, con sviluppo circonferenziale La nuova Magnum 4 può raggiungere la velocità di 45mila copie di 620 mm, è confgurata in l’ora, è adatta per la stampa di giornali a media tiratura. Le Goss quattro torri a quattro unità Uniliner possono essere a singolo o doppio sviluppo circonferenziale e sono disponibili con larghezze di bobina fino a 1.900 mm. sovrapposte e può stampare fno a 32 pagine full color in modalità piana o 64 pagine in accumulo, con una velocità fno a 75mila copie all’ora. Pi˘ recente, anche se non riguarda l’Italia, l’annuncio dell’ordine di una Uniliner da parte di Hürriyet Gazetecilik ve Matbaacilik (Dog˘an Yayin Holding), la pi˘ grande società editrice di giornali della Turchia. La società ha commissionato a Goss International la prima rotativa a doppia larghezza del Paese. Dotata di cinque torri di La Kba Commander CT produce a secco fino a 90mila copie all’ora con un’elevata automazione di tutte le funzioni

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stampa, la nuova rotativa aumenterà del 20% la capacità colore dell’impianto di Istanbul. Dog˘an Yayin Holding pubblica e stampa dieci quotidiani, tra cui Hürriyet, Milliyet, Posta, Radikal, Referans e Fanatik, con una tiratura giornaliera complessiva di 2.250.000 copie. Recente anche l’annuncio che la società svedese Tryck i Norrbotten ha deciso di investire in una rotativa Goss Magnum 4 per aumentare capacità, produttività e velocità di stampa. La nuova Magnum 4 può raggiungere velocità di tiratura di 45mila copie l’ora e sarà dotata di otto torri a quattro unità sovrapposte. La rotativa, che entrerà in produzione nel 2009, estenderà la capacità corrente della società editrice, portandola da 72 pagine, con 48 pagine a colori, a 64 pagine in quadricromia. Tryck i Norrbotten pubblica tre quotidiani regionali e tre free press.

manroland Il gruppo manroland di Offenbach (Germania) [www.manroland.it] costruisce sia macchine da stampa offset a bobina sia macchine offset a foglio. In Italia è presente dal 1971 con una sede commerciale a Segrate (MI). Nell’ambito delle offset a bobina per la stampa di quotidiani, manroland ha diverse linee di rotative vendute in 75 Paesi: Cromoman, Uniset, Regioman, Geoman, Colorman e Newsline 45. Ognuna con una sua caratterizzazione. Vediamole brevemente. Cromoman è defnita da manroland una «macchina fessibile». È adatta per giornali a foliazione ridotta, a bassa tiratura o per la stampa decentrata di tirature parziali. La concezione modulare delle unità di stampa con percorsi banda verticali consente di usarla anche per lavori semicommerciali. Stampa quadricromie con una velocità massima di produzione che arriva a 70mila copie l’ora. Tra le sue caratteristiche principali citiamo la possibilità di integrare alle unita di stampa per i giornali unità speciali per la stampa di inserti commerciali, la confgurazione a torre a otto inchiostratori per quadricromia in bianca e volta e cuscinetti a tre anelli senza gioco. Uniset invece è una macchina per il mezzo formato. Annovera nel mondo 70 installazioni per un totale di 400 unità di stampa. Questa rotativa può stampare pubblicazioni da 64 pagine alla velocità di 60mila copie all’ora. La novità riguarda la presentazione di una versione da 80 pagine formato broadsheet e velocità di 70mila copie all’ora, dotata di Drivesys, il sistema di azionamento a motore singolo, progettato da manroland per le unità di stampa e le piegatrici, che riduce drasticamente tempi di avviamento e scarti. Regioman è invece una rotativa studiata per quotidiani ad alta tiratura con foliazione e colori variabili. Tra i suoi punti di forza possiamo sottolineare la fessibilità nella foliazione e nell’imposizione delle pagine a colori, l’alta produttività e la buona resa economica dell’impianto. Interessante, sul versante tecnologico, in particolare la banda broadsheet nella concezione 4/1: quattro pagine in larghezza con una sola pagina sulla circonferenza del cilindro.

Regioman è una rotativa studiata per quotidiani ad alta tiratura con foliazione e colori variabili. L’Uniset di manroland è una macchina per il mezzo formato che può stampare pubblicazioni da 64 pagine alla velocità di 60mila copie all’ora.

È possibile incrementare la foliazione di due pagine in due pagine e produrre un numero variabile di sezioni, non necessariamente uguali. Passiamo a Geoman, rotativa per giornali di media e alta tiratura a colori con qualsiasi tipo di impaginazione. Le sue caratteristiche principali comprendono la confgurazione a torre a otto inchiostratori o confgurazione fessibile satellitare a 10 cilindri, motori ad avviamento indipendente con messa a punto automatica del registro, la possibilità di motore singolo senza albero per rapidi cambi di lavoro, la regolazione completamente automatica e lo spostamento delle barre di rovescio, il gruppo inchiostratore per stampa offset Anilox (opzionale) e il sistema Printnet a struttura aperta per collegare in rete l’intero processo di produzioni. Ai giornali ad alta tiratura con foliazioni e colori variabili, ma anche per quotidiani con edizioni locali e speciali variabili, manroland propone invece Colorman, rotativa caratterizzata da cilindri con anelli di contatto per assicurare le massime prestazioni, un’ampia varietà di unità stampa, (dal caucci˘ su caucci˘ alla confgurazione satellitare a 10 cilindri, anche con gruppi inchiostratori per stampa Anilox) e motori ad avviamento indipendente con messa a punto automatica del registro. E infne la Newsline 45, la quattro pagine pi˘ economica dell’offerta manroland per i quotidiani. la macchina ha un design modulare che consente di combinare bobine in orizzontale e verticale ed è adatta per stampare medie tirature con una velocità massima di 45mila copie all’ora. La Newsline 45 è facile da usare e non necessita di particolare manutenzione, due fattori fondamentali per una produzione economica ed effciente.

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di Moreno Soppelsa

IL FULL COLOR DI POLIGRAFICI EDITORIALE

i pacchetti software alla base di tutto Alla fine del 2007 l’editore de Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno ha concluso il rinnovamento tecnologico che, grazie a sette rotative a colori, consente di stampare tutti i quotidiani del gruppo in full color. Vediamo, sul versante del color management, che cosa ha comportato questo passaggio.

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uarantadue edizioni di quotidiani per un totale di oltre 380mila copie diffuse e più di 2,3 milioni di lettori ogni giorno. Sono i numeri di Poligrafici Editoriale [www.monrifgroup.net], la società della famiglia Monti Riffeser (Monrif Group) che edita, oltre a vari mensili e settimanali, i quotidiani QN Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Il Resto del Carlino ha sedici edizioni locali, così come La Nazione, mentre Il Giorno ha dieci edizioni in Lombardia. Il Gruppo Poligrafici Editoriale ha anche una sua concessionaria di pubblicità interna, Spe (Società Pubblicità Editoriale), che diversifica le sue attività sul mondo della carta stampata e delle nuove tecnologie. I mezzi in concessione comprendono non solo le testate editate dal gruppo, ma anche quelle di altri editori. In totale Spe opera a livello nazionale e locale attraverso una struttura di oltre 200 agenti, con sei filiali per la pubblicità nazionale e 40 filiali per la pubblicità locale. Per completare la fotografia di Monrif Group, dal 2007 è operativo anche il Gruppo Poligrafici Printing che opera nel settore della stampa tramite le controllare Grafica Editoriale

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In Poligrafici Editoriale è stato inserito nel flusso la soluzione PDF Server, la soluzione che ha permesso di risparmiare mediamente del 20% il consumo d’inchiostro colore.

Printing, Csp-Centro Stampa Poligrafici e Gcp-Grafica Commerciale Printing, per un totale di 60mila tonnellate di carta stampata all’anno.

Verso il full color Una struttura molto articolata, che per funzionare bene ha bisogno anche di una altrettanto articolata ed efficiente struttura tecnologica alle spalle. E in questo senso non si tratta di un gruppo che sta fermo, dal momento che negli ultimi anni sono state apportate molte innovazioni tecnologiche per quanto riguarda stampa, prestampa e flussi: dall’installazione di nuove rotative

PDF Server PDF Server di Binuscan [www.binuscan.com] è in grado di controllare ogni elemento all’interno di un Pdf, incluse le pubblicità, convertendoli con lo stesso profilo di stampa, con la stessa limitazione del totale di inchiostro prima di spedire il file su un Ctp. In virtù di questa caratteristica, il software consente di avere stampe su carta pulita e asciutta, senza controstampa e inchiostro in eccesso. Aumenta anche la qualità di stampa, con colori più accurati e immagini più contrastate.

I pregi principali di Pdf Server sono tuttavia quelli di ridurre lo scarto della carta e di consentire sensibili risparmi di inchiostro. Binuscan PDF Server associa i profili Icc e i profili Icc device link, determinando quali elementi contenuti nella pagina hanno colori naturali o grafiche da convertire nello spazio colore desiderato rispettando la creazione grafica. Un testo nero (CMYK 0/0/0/100) rimarrà 0/0/0/100, e un’ombra nera CMYK 0/0/0/53 diventerà 0/0/0/38 se necessario, ma senza intaccare le componenti di CMY. Tutti gli


Alla Poligrafici Editoriale vengono stampati i quotidiani QN Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

full color alla gestione di tutte le problematiche legate al colore (che peraltro era già presente in parecchie edizioni dei tre quotidiani), sia dal punto di vista delle esigenze della concessionaria della pubblicità, sia da quella del flusso del materiale iconografico di redazione, risolte tra l’altro con programmi come PDF Server e IPM Workflow di Binuscan [www.binuscan.com] (forniti a Poligrafici Editoriale dalla Irpe di Malnate (VA) [www.irpe.it], come vedremo più avanti. Abbiamo parlato con Marco Pagani, direttore dei sistemi informativi di Poligrafici Editoriale, per cercare di scoprire come la società ha affrontato i problemi legati all’introduzione del full color e come è organizzata attualmente. «Già da tempo abbiamo introdotto il colore», spiega Pagani, «nei nostri sistemi editoriali, andando in stampa con le pagine in bianco e nero o a colori in funzione delle potenzialità delle nostre rotative. Attualmente stampiamo Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno in quattro diversi centri stampa. La Nazione oggi viene stampata interamente nel nostro centro di Capalle in full color grazie a tre nuove rotative a colori, mentre in precedenza ne avevamo due sulle quali potevamo stampare soltanto alcune pagine a colori. Anche nel nostro

PDF Server esegue un’analisi dei pixel dell’immagine originale e determina la copertura di inchiostro di ognuno di essi. In questo modo «predice» il profilo d’origine in base a un determinato valore: se è inferiore a una certa soglia, assegna un riferimento per la stampa di quotidiani, se è superiore ne assegna uno per riviste commerciali e, via via salendo, per stampati di qualità sempre maggiore.

centro di Bologna, dove stampiamo parte de Il Resto del Carlino (l’altra parte è stampata a Loreto) sono attive due rotative full color. Una rotativa a colori stampa a Milano Il Giorno, mentre quella full color di Loreto stampa anche il commerciale». Le nuove rotative a cui si riferisce Pagani sono il frutto di un investimento di oltre 80 milioni di euro in macchinari e fabbricati industriali che ha portato al rinnovamento tecnologico di tutti gli stabilimenti di stampa del gruppo. Sono entrate in funzione tre nuove rotative full color Kba Colora, che hanno affiancato altre tre Goss HT70, tecnologicamente riadeguate per pubblicare completamente a colori QN – Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Con le nuove rotative è stato possibile anche aumentare il numero delle edizioni locali e la relativa foliazione. Un’operazione che ha comportato tra l’altro un sensibile miglioramento della qualità del prodotto e una riduzione dei tempi di stampa e degli scarti di riduzione.

Problemi di crescita

elementi della pagina vengono convertiti nello stesso spazio colore, con la stessa quantità di copertura di inchiostro, a eccezione del codice a barre di identificazione delle lastre che rimane al 400%. Su un elemento bitmap (immagini), può essere applicata una maschera di contrasto adattata per compensare il ricampionamento bicubico, o semplicemente per adattarsi alla stampa del giornale.

«Siamo andati a regime con i nuovi impianti verso la fine Le tre nuove rotative full color Kba Colora del 2007», afferma Pagani, hanno permesso di aumentare il numero «data in cui i quotidiani delle edizioni locali e la relativa foliazione. che erano parzialmente a colori sono passati al full color. Dal punto di vista del colore, a livello di flusso interno eravamo però già pronti da tempo, perché tutta la pubblicità ci arrivava già a colori. Anche il materiale iconografico era già trattato da tempo al colore, anche se in fase di uscita le fotografie venivano fotocomposte a colori o in bianco e nero in funzione delle potenzialità della rotativa sulla quale sarebbe avvenuta la stampa».

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L’introduzione della stampa full color è stata graduale con l’adeguamento di un centro stampa e poi, in ordine, con tutti gli altri.

Il colore, anche se non full c’era quindi già in casa Poligrafici Editoriale. Cosa ha quindi comportato il passaggio al colore totale per la prestampa? «Dal punto della raccolta dei materiali non è cambiato molto, visto che era già tutto predisposto per il colore» sostiene Pagani. «Uno dei problemi principali che abbiamo dovuto affrontare è stato quello dell’aumento dei volumi in uscita dal nostro sistema editoriale, perché ovviamente le pagine a colori sono più pesanti di quelle in bianco e nero. Abbiamo quindi per prima cosa migrato l’uscita da PostScript a Pdf e questo ha diminuito drasticamente il volume delle pagine teletrasmesse: siamo passati da 20 a 3 o 4 MB per pagina. Contemporaneamente all’uscita in Pdf, abbiamo alterato anche il flusso di rasterizzazione, che ora effettuiamo direttamente nei centri stampa con Rip dedicati». La soluzione implementata da Poligrafici Editoriale IPM Workflow Server di Binuscan è in questo caso Agfa [www.binuscan.com] è una soluzione che :Arkitex, il diffuso software consente di automatizzare la produzione di flusso di lavoro specifico di immagini e di applicare loro qualsiasi tipo di processo: correzione automatica, per la produzione di trasformazioni geometriche, conversioni quotidiani [www.agfa.com]. colore e salvataggio nei formati più diffusi.

Ipm WorkfloW Server

Il software usa cartelle e file di specifica, generati dalle applicazioni del sistema editoriale. Una volta che sono stati creati e configurati i workflow IPM e impostati i parametri di elaborazione, quando un’immagine è rilasciata o salvata in una delle cartelle di IPM Workflow, viene elaborata secondo le specifiche del modulo di processo. L’elaborazione dell’immagine può anche essere controllata da remoto, in base a particolari specifiche di stampa e di layout, con il plug in JobManager per Adobe. Quando il processo è completato, le immagini vengono salvate automaticamente in posizioni predefinite e aggiornate nelle applicazioni clienti. In questo modo si evita di perdere tempo ad aggiustare manualmente le dimensioni delle immagini o a intervenire su risoluzioni, tagli e rotazioni. Tutti i calcoli geometrici vengono impostati secondo il layout, così come la correzione dell’immagine, la separazione e le conversioni in bianco e nero.

Il trattamento automatico delle foto

«L’altro intervento che abbiamo fatto in concomitanza con l’introduzione del full color», aggiunge Marco Pagani, « è rappresentato dall’introduzione del trattamento automatico delle fotografie utilizzando IPM Workflow di Binuscan. Grazie a questo flusso automatico, quando in tipografia viene “croppata” un’immagine in base allo spazio riservato a essa nel menabò, automaticamente passa al flusso IPM per la reimpaginazione e il trattamento. Abbiamo in questo modo sostanzialmente eliminato il trattamento delle fotografie, se non per quelle scontornate e per i fotomontaggi». Contemporaneamente all’introduzione di IPM Workflow, alla Poligrafici Editoriale è stato inserito nel flusso la soluzione PDF Server, sempre di Binuscan. «Questa soluzione in buona sostanza ci permette di risparmiare inchiostro colorato. PDF Server in pratica effettua una riequilibratura della parte colorata della pagina, spostando verso il nero la cromaticità. Il nero viene fatto quindi con un’unica battuta e non con tre battute di colore. Questa soluzione ci ha consentito di risparmiare mediamente il 20% di consumo dell’inchiostro colorato, più costoso del nero».

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Passaggio graduale L’introduzione della stampa totalmente a colori è stata indolore per Poligrafici Editoriale. «Anche perché in realtà è stato un inserimento graduale», precisa Marco Pagani. «L’adeguamento è partito con un centro stampa e poi, in ordine, con tutti gli altri, effettuando tutte le procedure del caso, dalle rilevazioni colorimetriche delle macchine alla taratura del software. E lo stesso abbiamo fatto con il sistema di teletrasmissione delle pagine, che abbiamo inizialmente inserito in parallelo al precedente finché non è stato completamente messo a punto. In seguito abbiamo fatto la migrazione in tutti i centri stampa». Come abbiamo visto precedentemente, in concomitanza con il passaggio al tutto colore in Poligrafici Editoriale sono state acquistate due soluzioni Binuscan: IPM Workflow e PDF Server. Come mai il reparto It del gruppo ha scelto i software di questo produttore? «Sul mercato ci sono valide alternative», precisa Pagani, «ma alla fine il rapporto costo-prestazioni di questi due prodotti ci ha particolarmente convinto. Sul mercato ci sono soluzioni forse migliori rispetto a PDF Server, ma che hanno una complessità più adatta alle esigenze della stampa commerciale. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di problematiche legate a un quotidiano che ha esigenze diverse. Lo stesso discorso vale per IPM Workflow. Potevamo scegliere un’altra soluzione, altrettanto valida. Ma IPM è già stato inserito con successo in altri quotidiani, integrato con lo stesso sistema editoriale che usiamo noi e quindi sapevamo di andare sul sicuro adottandolo. Altre volte abbiamo fatto da pionieri nell’adottare soluzioni tecnologiche all’avanguardia, ma quando c’è la possibilità di implementare una soluzione già collaudata ed efficiente val la pena seguire la strada già battuta da altri». Il sistema editoriale usato alla Poligrafici Editoriale è Atex Hermes [www.atex.com], e in effetti è da tempo che Atex lo ha modificato per integrarsi con IPM».

Futuro prossimo Alla fine del 2007 Poligrafici Editoriale ha concluso una consistente tornata di rinnovamento tecnologico, ma non è ancora tempo di stare fermi. «Stiamo procedendo con il controllo della qualità prodotto a livello di stampa», conclude Pagani, «e prossimamente lavoreremo all’implementazione di un timone elettronico pubblicitario diretto da concessionaria a editore. E in questo caso faremo da pionieri, visto che la nostra scelta è caduta su TQ della Atex, un timone elettronico che non è ancora stato implementato in nessun quotidiano».


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di Alessandro Battaglia Parodi

I MUTAMENTI DEL MERCATO E LE STRATEGIE DEI COSTRUTTORI

le rotooffset alla guerra dei formati Come cambiano le dinamiche commerciali dei produttori rispetto alle trasformazioni del mercato? E che cosa ci proporrà nei prossimi anni il frenetico mondo della stampa rotooffset? Lo abbiamo chiesto a un profondo conoscitore del settore. Gli scenari possibili sono molti e nulla potrà più essere dato per scontato, a cominciare dai formati di stampa e dalle tirature.

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La tecnologia gapless in configurazioni a doppio sviluppo circonferenziale rende le rotative Goss Sunday estremamente produttive, con opzioni di formato che spaziano da 32 a 96 pagine nel senso della fibra e da 32 a 48 pagine controfibra. La tecnologia di stampa gapless, grazie all’eliminazione delle vibrazioni dovute ai canali, assicura una stampa di qualità superiore.

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quotidiani di grande formato, un tempo associati all’informazione seria e impegnata, stanno per essere definitivamente soppiantati da «format» più piccoli che nel frattempo si sono scrollati di dosso alcune storiche connotazioni negative. I tabloid sono infatti più pratici da leggere e hanno ottenuto facilmente, complice la free press, gli attestati positivi di una fruizione comoda e veloce, in perfetta sintonia con il nostro tempo dominato dall’immediatezza di Internet. Ma non solo: hanno consentito agli editori di realizzare economie importanti in termini di risparmio sulle materie prime e, agli investitori pubblicitari, di ottimizzare il proprio budget con pagine intere più vantaggiose e in quadricromia, grazie all’introduzione parallela del full color. Una rivoluzione doppia e simultanea che ha avuto l’effetto di recuperare strati della popolazione prima refrattari alla lettura, con un’insperata penetrazione dei giornali tra i giovanissimi e i target meno attrezzati culturalmente. Naturalmente questa trasformazione non è avvenuta dall’oggi al domani,

e ha comportato il superamento di una lunga serie di ostacoli, soprattutto di natura economica. In ogni caso nessuno si azzarderebbe ad affermare che la rivoluzione nell’offset a bobina sia già finita. L’evoluzione del mercato è infatti continua e non si stampano soltanto i quotidiani. Accade infatti che il rotooffset attacchi, in alto, il rotocalco grazie all’allargamento delle bobine e a una sempre maggiore velocità; e, in basso, l’offset piana con una abbassamento dei costi impensabile fino a pochi anni fa. Che cosa sta succedendo? Il rotooffset sta davvero diventando l’asso pigliatutto del mercato? Ne abbiamo parlato con Fabrizio Colombo, personaggio molto noto nel settore, che negli ultimi vent’anni è stato responsabile tecnico di importanti aziende di stampa italiane.

Tabloid e commerciale: fratelli in culla «Il panorama europeo dei quotidiani è orientato da sempre al formato tabloid, e anche noi ci stiamo lentamente adeguando», dice il manager. «Questo formato permette anche un sensibile


La Cortina Kba è la rotativa compatta a secco per giornali e semicommerciali in grado di produrre alla velocità di 80mila copie/h.

miglioramento dal punto di vista qualitativo, perché con esso si evita di piegare il giornale a metà e quindi di creare quei problemi di ricalco o di controstampa che possono generare contestazioni da parte di inserzionisti pubblicitari, i quali hanno magari pagato fior di quattrini una pagina per vedersela uscire “sporca”. La “carica dei tabloid” a cui stiamo assistendo porta sicuramente nuova linfa vitale agli stampatori di quotidiani, anche in virtù del fatto che rende l’accesso alla sua produzione più facile da parte del mondo della stampa commerciale. Se accostiamo, per esempio, la pagina della Gazzetta dello Sport o di qualsiasi altro formato tabloid, a quella dei flyer promozionali dei grandi centri commerciali, è evidente che i due formati cominciano ad assomigliarsi molto. E a questo punto diventa anche più facile creare economie di scala migliori».

Di certo le differenze tra le due tipologie di prodotto ci sono, e le problematiche per quelle aziende che nottetempo lavorano i quotidiani e, di giorno, fanno stampa commerciale sono sicuramente molte, ma non invincibili. «Sul piano strettamente tecnico le due lavorazioni sono compatibili», assicura Colombo. «Per quanto riguarda gli inchiostri, tutti gli stampatori rotooffset hanno solitamente una doppia linea di alimentazione inchiostro. Tutti poi utilizzano carte diverse, e hanno dunque esigenze differenti di assorbimento e tiro dell’ink. Detto questo, occorre però ricordare che la macchina da quotidiano è un apparato molto complesso che è sostanzialmente composto da più macchine insieme. Si tratta infatti di strutture molto articolate che possono teoricamente stampare contemporaneamente lavori differenti. Così come possono stampare nello stesso momento, e sullo stesso giornale, carte patinate assieme a carte uso mano. Inoltre, disponendo di più torri colore, possono dotarne alcune di forni di essiccazione, tipici della stampa commerciale. Credo però che ancora oggi i vincoli sindacali nel nostro Paese siano piuttosto rigidi, e non è quindi facile realizzare sullo Diversi formati di quotidiani: Il Sole 24 Ore è stampato in formato «broadsheet», la Repubblica è in «berlinese», La Gazzetta dello Sport è un formato «tabloid» e ItaliaOggi è un «tabloid-compact».

stesso impianto quotidiani e stampa commerciale per via delle difficoltà che sorgono dal miglior contratto degli addetti alla stampa di quotidiani rispetto a quello dei propri colleghi». «Dovendo andare a cercare un’incompatibilità tra le due produzioni, direi che potrebbero forse esserci problemi rispetto alla celerità della consegna degli stampati commerciali, dal momento che la Gdo ha tempistiche strette che a volte fanno a pugni con la lavorazione notturna di un quotidiano, che non è certo interrompibile a piacimento. Ma credo che questo problema sia commercialmente negoziabile e anche superabile con una buona organizzazione interna. Vi è poi un terzo elemento che va considerato a favore dell’aumento della produzione di quotidiani, che è rappresentato dalle potenzialità dei suoi canali di diffusione, molto più importanti di quelle sfruttate oggi, che permetterebbero una diversa filosofia distributiva, con sensibili risparmi per il cliente».

Allargare il cilindro o sfruttare lo sviluppo circonferenziale? Sembra esserci una tendenza nel mercato attuale delle rotative offset. Budget permettendo, molti stampatori tendono infatti ad ambire a rotooffset da 64 o addirittura da 80 pagine perché il prezzo della macchina non raddoppia al raddoppiare del formato. Secondo

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ani i d i t o u q e l specia Uniset di manroland è una macchina che ha ottenuto una grande diffusione per la stampa di giornali e di lavori semi-commerciali. È particolarmente apprezzata per il mezzo formato, ed è in grado di stampare pubblicazioni da 64 pagine alla velocità di 60mila copie/h. Recentemente è stata presentata una nuova versione da 80 pagine formato broadsheet e velocità di 70mila copie/h.

questo freddo ragionamento le future 96 pagine (di cui esiste un’illustre sperimentazione in Italia) sembrerebbero dunque vincenti. «È una valutazione da fare con le dovute cautele. Secondo me allargare il cilindro non è una scelta vincente in assoluto. Oggi la larghezza massima del cilindro di una macchina rotooffset in produzione è di 2,25 m. C’è ancora spazio per aumentare l’output di stampa, ma non penso che allargare il cilindro sia un’operazione tecnicamente perseguibile all’infinito. Mi spiego meglio: la rotooffset stampa normalmente il formato A3 in fibra e quindi significa che utilizza piegatrici con piega «chopper», cioè la piega a coltello, per ottenere il formato A4. Si tratta di un tipo di piega molto delicato per il raggiungimento delle massime velocità e della precisione stessa di piega, e che lascia insoluto il problema delle grinze in testa alla segnatura. La rotocalco non ha questo tipo di problema perché ha escluso oramai da decenni la piega a coltello. Il dubbio tecnico è quindi se esista una compatibilità ideale tra l’aumento di output (in termini di pagine al

giro) delle rotooffset e la foliazione delle segnature ottenibili. La sensazione, infatti, è che sarebbe meglio aumentare lo sviluppo circonferenziale del cilindro, sfruttando nuove modalità di piega, come si è visto a Drupa dove manroland [www.manroland.it] proponeva due versioni di Lithoman da 96 pagine, una da 3 metri circa con la consueta circonferenza del cilindro, e una da 2,65 circa con un aumento della circonferenza stessa; in pratica quello che in rotocalco viene chiamata due o tre incisioni (4 o 6 basi sulla circonferenza). Le caratteristiche del prodotto ottenibile sono diverse: pur ottenendo sempre sostanzialmente un A4, in un caso avremo la fibra carta parallela all’altezza del prodotto, nell’altro caso parallela alla base».

La Gdo influenza nel bene e nel male Grazie all’allargamento delle bobine e a una sempre maggiore velocità, il rotooffset sta attaccando la stampa rotocalco, sospinta dagli ordinativi della stampa commerciale. Come si spiega questa dinamica verso il versante delle alte tirature? «Oggi assistiamo a una

Oggi la Gdo condiziona la saturazione degli impianti del settore programmando 3 o 4 uscite al mese, a seconda delle campagne mensili o di particolari picchi stagionali.

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situazione di grande capacità produttiva di macchine rotooffset di grande formato, che lavorano prevalentemente per la grande distribuzione organizzata», spiega Colombo. «Attualmente la Gdo condiziona la saturazione degli impianti del settore programmando 3 o 4 uscite al mese, a seconda delle campagne mensili o di particolari punte stagionali, che fa stampare normalmente a più di un fornitore. Assistiamo quindi a numerosi “picchi” produttivi ma, parallelamente, anche a frequenti flessioni del lavoro nel corso dell’anno cui gli stampatori devono far fronte, magari dopo aver pesantemente investito in questi impianti. In una situazione come questa è evidente che la mossa più “semplice” e meno impegnativa a livello organizzativo è attaccare il mercato delle lunghe tirature, quindi quelle produzioni storicamente appannaggio della rotocalco. Oltretutto con tirature e foliazioni in calo può diventare interessante il passaggio da rotocalco a rotooffset. Una considerazione importante, però, è da fare: anche se la macchina rotooffset è di grosso formato, la si potrebbe tranquillamente usare per produzioni ad alta foliazione piuttosto che ad alta tiratura. Per capirci: il nostro mestiere raggiunge punte qualitative anche alte, ma ha una media standard di qualità. Le rotooffset di grande formato e di tecnologia avanzata, grazie ovviamente


al Ctp, permettono di ottenere senza sforzo alcuni livelli qualitativi “base” come, per esempio, il registro fra i colori, le giuste densità di stampa, la pulizia dei contrografismi, che poi sono caratteristiche indispensabili a garantire la vendibilità di un prodotto. Nel caso in cui, appunto, gli accordi commerciali con il cliente consentano di garantire l’“essenzialità” della qualità, non è necessario cercare nel mercato tirature alte o altissime, ma anche lavori ad alta foliazione. Vale a dire, per esemplificare, che un lavoro da 100 mila copie da un’unica segnatura può valerne un altro composto di 10 segnature da 10mila copie».

Il prevedibile boom delle 16 pagine Oltre ad attaccare la stampa rotocalco grazie all’allargamento delle bobine e a una sempre maggiore velocità, il rotooffset sta poi erodendo i margini dell’offset a foglio sul fronte delle 16 pagine. «Sulla rotativa di piccolo formato diventa abbastanza facile aggredire l’offset piana», dice Colombo. «A dimostrazione di questa teoria, molte aziende, storicamente appartenenti al settore macchine a foglio, hanno infatti deciso di acquistare una rotativa. Ultimamente hanno dimostrato interesse per le rotooffset di piccolo formato soprattutto quegli stampatori a foglio che nei lavori editoriali sono passati nel tempo dalla 4 alla 8 colori e, in un crescendo di esigenze produttive, sono infine approdati a questa scelta. È evidente che la rotooffset da 16 pagine ha come mercato di riferimento quello già occupato dalle macchine a foglio; è questo un dato, come abbiamo detto, dimostrato dal profilo degli acquirenti dell’ultimo periodo. Questo fenomeno, da solo, basterebbe a delineare alcune delle tendenze dei prossimi anni»

La Colorman di manroland è progettata per stampare giornali ad alta tiratura con foliazione e colori variabili ed è dotata di cilindri con anelli di contatto.

dell’offset. E che spingersi oltre comporta il rischio dell’ingrossamento del punto dovuto alle vibrazioni del cilindro e dell’inconveniente dell’allargamento della carta. Ecco che cosa ne pensa l’esperto: «Direi che non è vero. La verità è che ci sono macchine buone e macchine meno buone. Ogni costruttore ha la propria filosofia costruttiva: ad esempio Goss/Harris [www.gossinternational.com] produce macchine gapless, quindi con cilindro caucciù senza canale, allo scopo di eliminare eventuali vibrazioni e i relativi difetti di stampa. Inoltre, grazie a questa scelta costruttiva, evita di installare gli anelli di contatto sui cilindri, che sono una parte molto costosa della macchina e determinante dal punto di vista qualitativo. manroland, invece, ritiene che fino a una certa estensione in larghezza del cilindro (ovviamente con una opportuna circonferenza), non esista alcun problema a mantenere il canale, e quindi continua a montare sulle proprie macchine gli anelli di contatto. Kba [www.kba.com] si pone nel mezzo adottando la filosofia del mini-gap, che consiste nel montare sul cilindro un caucciù incollato a una lastra metallica. Questo consente di ridurre la dimensione del canale e, conseguentemente, di minimizzarne gli inconvenienti. Questi sono solo alcuni esempi di scelte tecniche diverse fatte dai costruttori. Sta poi agli utilizzatori, in funzione dei risultati, decretarne la bontà. In questo senso, un altro esempio interessante è la Cortina di Kba che, al di là dell’innovazione dell’anilox offset e della stampa senz’acqua, ha un tecnologia costruttiva del tutto particolare (per il settore stampa commerciale)

per cui ogni cilindro è munito di un proprio motore, cosa che genera un gruppo stampa assolutamente privo di ingranaggi meccanici e senza la relativa lubrificazione a bagno d’olio. Un’innovazione che stabilisce una nuova frontiera rispetto al problema delle vibrazioni o a quello degli anelli di contatto di cui abbiamo appena parlato». «In ogni caso la considerazione più importante», conclude Colombo, «è che stiamo assistendo a una grande evoluzione tecnologica che accompagna il rapido passaggio dalla meccanica all’elettronica. Questo è il segno tangibile che le macchine stanno andando verso una maggiore semplificazione e leggerezza costruttiva, un fenomeno che si traduce in un miglior utilizzo e una migliore qualità complessiva. Insomma, quello che valeva un anno fa per quanto riguarda le prestazioni e le caratteristiche delle rotative, non vale già più oggi e varrà ancora meno domani».

La qualità del 16: sempre vero? Per spiegare la fortuna attuale del 16 pagine, molti sostengono che questo è il formato più vicino alla resa qualitativa

Nella Kba Cortina ogni cilindro è munito di un proprio motore, evitando così gli ingranaggi meccanici e la relativa lubrificazione a bagno d’olio.

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di Fabio Metitieri

LA STAMPA DISTRIBUITA PER LE EDIZIONI REMOTE

l’arrivo dei giornali digitali a colori Le soluzioni Océ e Hp possono raggiungere qualsiasi lettore nel mondo con edizioni veloci e in bassa tiratura, sfruttando le economie e le opportunità della rete. E con l’introduzione delle macchine a colori il mercato si aprirà maggiormente attirando i business di nicchia e gli investimenti pubblicitari.

La lenta crescita della soluzione di Océ

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ran parte del pubblico continua a volere il giornale di carta, da leggere quando fa colazione, anche se i siti in Internet dei quotidiani catturano un numero sempre maggiore di lettori, per cui diversi editori, sulla scia del recente discreto successo degli e-book negli Stati Uniti, periodicamente provano a sperimentare la carta elettronica con campioni selezionati di utenti, per ora senza grandi risultati. Nel caso delle nicchie di pubblico sparse per il mondo, la soluzione di prendere una parte della tiratura e spedirla per via aerea in alcuni Paesi stranieri comportava, oltre ai costi elevati di trasporto, il doversi rassegnare a raggiungere i lettori con un certo ritardo e ad avere poco controllo sulla distribuzione, con il rischio tra l’altro di elevate quantità di resi. Le nuove inkjet a bobina, a colori, con alta velocità di stampa e con costi per pagina molto contenuti, permettono

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La JetStream di Océ lavora con una risoluzione di 600x600 dpi e hanno bobine di circa 19 pollici.

oggi di rilanciare questo segmento di mercato, sperando di avere maggiore successo rispetto al passato. Le macchine sono inoltre abbastanza versatili da poter essere impiegate oltre le poche ore serali di stampa del quotidiano, producendo stampe commerciali durante il giorno. Come inkjet a bobina, Océ ha già disponibile una soluzione con testine piezoelettriche, mentre Hp lancerà nel 2009 una stampante con tecnologia termica.

La Digital newspaper network (Dnn) di Océ [www.oce.com] era stata lanciata già nel 2001 ma per ora i suoi stampatori continuano a usare macchine a bobina in bianco e nero, a tecnologia elettrofotografica, con le DemandStream 8090, in grado di stampare 700 pagine al minuto (calcolate in formato A4 e corrispondenti a circa 52 metri lineari al minuto), oppure con le VarioStream 7550, che arrivano a mille pagine al minuto (circa 69 metri). La finitura è in linea, con taglierine, raccoglitrici e piegatrici. «La rete Dnn è partita più lentamente rispetto alle nostre aspettative iniziali», ammette Riccardo Porro, responsabile marketing italiano per la divisione Digital document systems (Dds). «Si tratta in ogni caso del progetto più concreto e reale, se non l’unico, per la stampa di quotidiani che abbiano lo stesso identico aspetto del giornale vero. Le altre soluzioni esistenti, dal nostro punto di vista, sono solo imitazioni di quotidiani, con contenuti stampati in formato A4. Noi crediamo che proporre solo il bianco e nero, come abbiamo dovuto fare finora, sia stata una grossa limitazione, considerando quanto è importante oggi il colore, per esempio per gli inserzionisti pubblicitari. Con l’introduzione delle macchine a colori, secondo noi, il mercato si aprirà molto di più».


Alcune delle testate stampate a Londra con il sistema Océ.

tecnologia di stampa, queste macchine sono più tolleranti rispetto al tipo di carta usata e stampano in alta qualità su carte di pregio, ma riescono a produrre ottimi risultati anche sulla carta da giornale, senza dare quell’effetto di sprofondamento nella carta e quindi di opacità che era tipico di altre inkjet».

Attualmente la rete Dnn ha quattro installazioni: a Londra, dove si stampano lo statunitense New York Times, il danese Daglabet Børsen, il tedesco Börsen Zeitung, lo svizzero Neue Zürcher Zeitung, il Globe & Mail di Toronto e l’australiano Sydney Morning Herald; la seconda a Sydney, dove vengono stampati i britannici Guardian e The Observer, il giapponese Nikkei, l’americano International Herald Tribune; la terza a Johannesburg,

Riccardo Porro, responsabile marketing italiano per la divisione Digital document systems di Océ.

con il britannico Financial Times. L’ultima installazione è infine quella avvenuta recentemente a Valencia. Per questi prodotti, di solito da 32 a 64 pagine, le tirature medie sono di 500 o 600 copie. La larghezza di bobina è intorno ai 19 pollici, con la possibilità di stampare dal quotidiano classico, come il Corriere della Sera in vecchia versione, con una riduzione delle dimensioni di circa il 15%, a tutti i formati tabloid più diffusi oggi.

La rivoluzione del colore e delle inkjet Oggi il colore è disponibile sia in stampa elettrofotografica, con le nuove ColorStream 1000, appena lanciate, che stampano a colori 170 pagine al minuto, e soprattutto con le JetStream, inkjet, che nei modelli di fascia più alta arrivano fino a 2.200 pagine al minuto, con il doppio motore e in quadricromia. Entrambe lavorano con una risoluzione di 600x600 dpi e hanno bobine di circa 19 pollici. «Mentre per il transazionale il mercato non richiede bobine più larghe di 17 pollici», osserva Porro, «per i quotidiani la domanda è per macchine che si avvicinino ai 50 cm delle offset, per cui le JetStream hanno una larghezza di 19,5 pollici, pari a 49,5 cm. Presentata ufficialmente a Drupa 2008, la JetStream è una stampante con testine piezoelettriche realizzate da noi, in collaborazione con un partner, in grado di stampare non solo molto velocemente, ma anche con un’elevata qualità, grazie al fatto che le testine sono dieci per ciascun colore, e grazie alla possibilità di variare il punto di inchiostro, con gocce da 7 a 14 picolitri, per avere coperture diverse e una stampa multilevel, migliorando in particolare i mezzi toni nella riproduzione di immagini fotografiche. Come tutte le macchine Océ, i controller delle stampanti accettano flussi di lavoro Ipds (Intelligent printer data stream), PostScript e Pdf. Le JetStream, a differenza di molte altre macchine di questo tipo, hanno un ingombro molto ridotto, quasi paragonabile a quello delle stampanti elettrofotografiche. Grazie alla nostra

Una rete di stampa in partnership Océ non gestisce direttamente i centri di produzione, ma provvede solo a contattare gli editori e a fornire e installare le macchine presso le tipografie. «Noi abbiamo messo a punto le macchine adatte, la rete informatica per la trasmissione dei file, e gli accordi con gli editori», prosegue il dirigente. «Spesso gli stampatori con cui lavoriamo avevano già le stampanti, usate di giorno per produzioni commerciali, e hanno solo deciso di valorizzarle di più, occupandole con la stampa dei giornali nel turno serale e notturno. Il progetto è organizzato dalla nostra sede centrale, a Poing, vicino a Monaco di Baviera. In Italia siamo in contatto con tutti i principali editori, che hanno dimostrato un notevole interesse per questa soluzione e ci chiedono di mantenerli aggiornati sull’evoluzione tecnologica delle nostre soluzioni, ma per ora non abbiamo ancora realizzato alcun contratto, forse più per problemi operativi che per la mancanza di una convenienza economica».

Il transpromo e altri mercati per il colore della JetStream Dal punto di vista degli stampatori, le JetStream di giorno possono essere usate per tutto ciò che oggi viene definito transpromo, ovvero per quegli estratti conto o per quelle bollette che adesso, stampate a colori, vengono arricchite con pagine di promozione per nuove offerte e per illustrare servizi aggiuntivi. Di sera e di notte, invece, si passa alla stampa dei giornali.

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ani i d i t o u q e l specia

«Il transpromo, in realtà, è il settore per cui sono state inizialmente progettate le JetStream», spiega Porro. «Ora stiamo studiando la validità economica di altri tipi di stampa, come quella dei libri, sia in bianco e nero sia a colori, anche se è un terreno dove, a parte i libri d’arte, la richiesta di qualità è minore. Ma il mercato dei libri a colori in genere, come per esempio l’editoria scolastica, deve ancora essere esplorato. Per quanto la JetStream sia stata appena presentata, abbiamo già venduto tre macchine, tutte e tre sul versante transpromo, una negli Stati Uniti, a Direct Group, una nella Repubblica Ceca, alla Cromwell, e una in Italia, alla Selecta del Gruppo Venturini. Nella stampa a colori i costi di stampa sono decisamente inferiori rispetto a una laser. Secondo le nostre prime simulazioni e considerando anche tutto il total cost of ownership, i costi si avvicinano molto al centesimo di dollaro per pagina di giornale. Di fatto proporremo questa macchina a chi oggi stampa in laser bianco e nero, per passare al colore con costi di stampa comparabili al bianco e nero. Non posso precisare l’investimento necessario per un acquisto, perché occorre valutare esattamente ogni installazione, ma per un modello medio e con due motori di stampa il prezzo dovrebbe essere inferiore ai due milioni e mezzo di dollari».

Il mercato dei quotidiani on demand secondo Océ «Con il colore il mercato crescerà», afferma Porro. «Il margine di guadagno per lo stampatore è buono, dato che gli editori sono disposti a pagare di più, considerando che non hanno i costi del trasporto aereo, che possono migliorare la distribuzione, riducendo

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Con le macchine JetStream si aprono nuove possibilità come la personalizzazione delle edizioni, nei contenuti e nella pubblicità, per gruppi di lettori o per zona geografica.

i resi, e che soprattutto arrivano al lettore nello stesso momento in cui escono con l’edizione principale. Anche il lettore, d’altronde, tradizionalmente è abituato a pagare di più la copia che acquista all’estero. Le soluzioni di distribuzione sono varie; in molti casi si punta sugli abbonamenti, ma si sfruttano anche aeroporti e stazioni ferroviarie, oppure particolari edicole dedicate alla stampa internazionale. Sono comunità relativamente piccole, ma senza una soluzione di stampa distribuita raggiungerle costerebbe troppo, per cui spesso vengono abbandonate. Solo in qualche caso una comunità all’estero è molto numerosa, ma in tali situazioni, quando occorrono diverse migliaia di copie, l’editore di solito ricorre a uno stampatore locale in offset. Non pensiamo che Internet possa distruggere questo mercato. Le edizioni online dei quotidiani di certo hanno molti più contatti della copie diffuse su carta all’estero, ma, come sta succedendo per i libri, Internet e la carta sono due prodotti differenti che tendono a convivere, con molti lettori che continuano a volere il prodotto cartaceo. Con macchine come la JetStream, inoltre, si aprono nuove possibilità, quali la personalizzazione delle edizioni, sia nei contenuti sia nella pubblicità, per gruppi di lettori o per zona geografica. Da questo punto di vista, la tecnologia inkjet potrebbe aprire nuovi mercati non solo per la distribuzione all’estero, ma anche per differenziare la distribuzione interna, con edizioni locali o destinate a gruppi particolari di abbonati».

La divisione Inkjet High Speed di Hp Di recente Hp [www.hp.com] ha costituito una nuova divisione, la Inkjet High-speed

production solutions (Ihps), allestita apposta per seguire il mercato delle sue nuove Inkjet Web Press. La divisione fa parte della business unit Graphics solutions, che segue anche le Hp Indigo e le soluzioni per la stampa a getto d’inchiostro di grande formato. Per conoscere la strategie di Hp in questo campo, Italia Grafica ha intervistato Bruno Trouvé, business devolopment manager di Ihps per l’area Emea (Sud Europa e Medio Oriente). Francese, di 46 anni, Trouvé segue il settore inkjet da quindici anni. «Le nuove Inkjet Web Press possono essere considerate complementari alle Hp Indigo sostanzialmente su

Bruno Trouvé, business development manager di Ihps per l’area Emea di Hp.

due terreni», osserva il manager. «Uno è il settore della stampa dei libri, e l’altro è il direct mailing. La differenza è data dal fatto che le Inkjet Web Press sono orientate verso la produzione di volumi decisamente maggiori. Una certa sovrapposizione può esserci anche sulla stampa transazionale, sulla quale Indigo ha alcuni clienti che non costituiscono tuttavia il suo mercato principale. Per altre produzioni, poi, come la stampa di giornali, Indigo non ha alcuna vocazione. La Inkjet Web, quindi, da un lato completa e migliora parte dell’offerta


già disponibile con Indigo, e dall’altro amplia più in generale la copertura del mercato da parte di Hp».

Le caratteristiche della Hp Inkjet Web «Questa nostra nuova stampante è basata su una tecnologia chiamata Scalable Printing Technology (Spt), su cui Hp ha lavorato per 4 anni, con un investimento di 1,4 miliardi di dollari», sottolinea Trouvé. «Si tratta di una tecnologia già usata dal 2006, in applicazioni industriali, quali il Photosmart Express e nelle CM8050 e 8060, ad alto volume, e che garantisce il lavoro ad alte velocità, con bassi costi per pagina. È comunque una tecnologia che fn dall’inizio è stata studiata per essere usata sia nell’home printing sia nella stampa industriale, per cui è semplice da usare e molto affdabile». La Inkjet Web ha una luce di 762 mm e stampa a una velocità di 122 metri al minuto, con una risoluzione di 600×600 dpi. Il suo formato le permette di eseguire un’ampia gamma di lavori, come le segnature a 12 e 16 pagine dei libri, i fogli distesi da 760 mm dei quotidiani e i documenti transazionali 178×356 mm a quartini. Misurata in pagine A4, Inkjet Web Press stampa fno a 2.600 pagine al pagine al minuto.

Il costo per impression, secondo le stime di Hp, è inferiore a 1 centesimo di dollaro per pagina A4 in quadricromia (calcolato al 30% di copertura) e inferiore a 0,0015 dollari per pagina in monocromia (con copertura del 5%). Un elevato numero di ugelli nella testina termica (10.560) garantisce la qualità, mentre un particolare agente legante nell’inchiostro, per il fssaggio sulla carta, viene applicato solo nelle zone da inchiostrare e conferisce alla stampa un aspetto più brillante, riducendo l’effetto di trasparenza sui supporti leggeri. L’obiettivo di lavoro è intorno ai 70 milioni di impression al mese. Per il fnissaggio, Hp ha partnership con Cmc, Mbo, Hunkeler, Müller Martini, Pitney Bowes ed Emt. La disponibilità della macchina sul mercato è prevista a metà del 2009, con un prezzo di 2,5 milioni di dollari per un sistema in quadricromia con doppio motore. «Avremo un’installazione in beta test, presso un cliente statunitense, per il direct mail, dalla fne di quest’anno», precisa il manager. «Contiamo di installare un’altra macchina di test in Europa, per la stampa dei libri, presso la Cpi, a metà del 2009».

L’importanza dell’inkjet, dal transpromo ai giornali

Le nuove Inkjet Web Press di Hp sono orientate verso la produzione di volumi molto elevati di stampa.

«Il mercato del transazionale è molto grande, con richieste di solito soddisfatte dalla stampa laser», spiega Trouvé. «Ma oggi, con la fusione del transazionale con il promozionale e quindi con la richiesta della stampa a colori di buona qualità, sono più indicate le inkjet, un comparto su cui Hp ha una lunga esperienza. Per i giornali la tendenza futura sarà la stampa distribuita, con piccole unità di produzione collocate vicino al luogo di distribuzione e con la preparazione di

Spaccato della Inkjet Web Press. Il costo per impression, secondo le stime di Hp, è inferiore a 1 centesimo di dollaro per pagina A4 in quadricromia e inferiore a 0,0015 dollari per pagina in monocromia.

diverse edizioni locali, personalizzate. La stampa distribuita, dal punto di vista del mercato pubblicitario, offre grandi possibilità di lavorare sui dati demografci dei lettori. Sul versante dei quotidiani, a noi interessano comunque i più grandi, gli utenti ad alto volume di stampa, ma è diffcile dire esattamente su quali tirature conviene lavorare in inkjet. L’obiettivo è comunque far lavorare la macchina in continuazione, con la stampa di libri o con la stampa commerciale durante il giorno. Puntiamo a stampatori che siano almeno su volumi di 30 milioni di pagine al mese. A noi non interessa sottrarre quote di mercato alla stampa laser, anche se una certa competizione sarà inevitabile, quanto piuttosto trovare clienti interessati a passare dalla stampa analogica a quella digitale. Come velocità di stampa, costo della macchina e costo della singola stampa crediamo che non ci siano molti altri produttori in grado di competere con noi. Oltre a questo, proprio perché si tratta della stessa tecnologia che è usata per le stampantine per il piccolo mercato consumer, le nostre macchine sono facilissime da usare. Questa caratteristica è stata molto apprezzata nell’installazione dimostrativa che abbiamo allestito a Drupa: di fatto, basta alimentare la macchina con gli inchiostri, inserendo le cartucce, e per stampare non occorre fare altro».

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di Maria Luisa Romiti

mercato L’EVOLUZIONE FINANZIARIA DEL SETTORE

il Credem Private Equity controlla Galeati I fondi di private equity sono sempre più numerosi e stanno cominciando a investire anche nei settori della grafica e della stampa. Italia Grafica ha parlato dell’argomento con Piero Capodieci, presidente di Assografici e con Maurizio Esposito, consigliere delegato di Credem Private Equity che qualche mese fa ha acquisito il controllo di maggioranza di Galeati Industrie Grafiche, la storica tipografia imolese.

La Galeati Industrie Grafiche.

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«n

egli ultimi quattro o cinque anni sono stati creati moltissimi fondi di investimento» afferma Piero Capodieci, presidente di Assografici [www.assografici.it]. «In Italia non c’è un grande numero di aziende di vaste dimensioni, per cui si sono specializzati soprattutto sulle medie imprese con notevoli potenziali di crescita». Ne è un esempio Galeati Industrie Grafiche: il momento estremamente favorevole per l’azienda ha spinto Credem Private Equity (Gruppo Credem) ad acquisire, con un’operazione di management leveraged buy out, la

Piero Capodieci, presidente di Assografici.

partecipazione di maggioranza della storica tipografia imolese attraverso il fondo di private equity Credem Venture Capital. «Per quanto riguarda i capitali di investimento, il private equity, la situazione in Italia è quindi particolarmente attiva», prosegue Capodieci. «La disponibilità di capitali da investire, infatti, è addirittura maggiore rispetto alle potenziali aziende da acquisire. In questa realtà, in cui la domanda supera l’offerta, l’interesse dei fondi di investimento può riguardare anche settori complessivamente poco attrattivi, come quelli della stampa e degli imballaggi, caratterizzati da una situazione non particolarmente positiva in termini di redditività, di dimensioni


Sempre attiva negli inveStimenti Credem Private Equity Sgr è la società di gestione del risparmio controllata da Credito Emiliano [www.credem.it] e finalizzata alla gestione dei fondi chiusi, di private equity quindi. Opera attraverso il fondo Credem Venture Capital, che ha una valutazione di circa 40 milioni di euro ed è attivo dalla seconda metà del 2005.

e di tassi di sviluppo, oltre che da una forte concorrenza. Nonostante questo, ci sono alcune aziende “interessanti” con forti potenzialità di crescita». Che cosa interessa quindi un fondo di investimento e quali sono le motivazioni che posso indurlo a «entrare» in una determinata azienda? Come afferma Capodieci, vengono valutati diversi aspetti. Per esempio che il settore di appartenenza non sia eccessivamente in crisi e l’azienda al suo interno abbia un posizionamento strategico con buone possibilità di sviluppo, oppure che ci sia l’opportunità di ottimizzare l’utilizzo del capitale in modo da ridurre la posizione finanziaria netta, quindi aumentando il valore delle azioni a parità di performance. Oltre a questo, il fondo di investimento valuta che sia «adatta» a eventuali future aggregazioni che consentano di costituire un’azienda di dimensioni maggiori, molto superiori a quelle medie del settore.

Cessioni d’azienda in senso migliorativo E se volessimo guardare la situazione dal punto di vista dell’impresa e capire per quale motivo un’azienda cede la maggioranza a un fondo d’investimento, perdendone quindi il controllo totale? «Le ragioni possono essere varie», precisa meglio Capodieci. «La prima sicuramente è quella del cambio generazionale, il passaggio dalla prima alla seconda generazione. In pratica quando il titolare, che ha fondato l’azienda, è arrivato a un’età avanzata e si rende conto che la situazione è difficile e gli eredi potrebbero non farcela o non sono

interessati a continuare l’attività. La scelta può essere determinata anche da una visione pessimistica, da un ragionamento del tipo “è preferibile che venda adesso perché le cose in futuro potrebbero peggiorare”. Un terzo discorso riguarda la sostenibilità finanziaria sia per problemi di crescita sia di redditività. Per esempio se l’azienda è cresciuta in eccesso, ma il titolare non ha i soldi per sostenere il capitale circolante, oppure c’è bisogno di fare pesanti investimenti in macchinari perché il business si sviluppi ulteriormente e mancano i fondi. In queste situazioni, piuttosto che “bloccarsi” e rallentare il processo di crescita, si preferisce cedere il controllo della società a un fondo che ha quindi ottime possibilità economiche. Queste sono le cessioni “buone” che non hanno l’aspetto di rinunce, ma semmai di scelte oculate per il miglioramento dell’azienda». In pratica è quello che hanno fatto Piero Capodieci e i soci con GPP Industrie Grafiche [www.gppartners.it]. «Dopo investimenti in progetti di crescita e di aggregazione, grazie ai quali la società era diventata la terza azienda in Italia nell’ambito del packaging, per aumentare la velocità di consolidamento del settore erano necessari capitali superiori alle nostre possibilità», conclude il presidente di Assografici. «Eravamo nati per essere attori importanti di un processo di consolidamento del settore, che sarebbe stato troppo lento a meno di non disporre di risorse rilevanti. Da qui la nostra decisione di cedere l’impresa a un fondo di private equity: una scelta indirizzata verso l’azienda e non ai nostri interessi personali».

Oltre a Galeati, controlla Arcaplanet (la catena leader in Italia nella distribuzione di prodotti per animali), Fida (con i marchi Le Bonelle, Charms e Sanagola opera nella produzione e commercializzazione di caramelle), Tecnogear (specializzata nella produzione di ingranaggi di precisione e coppie coniche spiroidali) e, con Aletti Private Equity, anche Arketipo che si occupa di mobili imbottiti di alta gamma.

Controllo, ma anche compartecipazione «In questi tre anni abbiamo fatto sia investimenti diretti sia indiretti, perché con alcune nostre partecipate (sono sei) sono state acquisite diverse società, e attualmente disponiamo di circa dieci milioni di euro da investire. Siamo quindi ancora attivi nel nostro processo di acquisizione», afferma Maurizio Esposito, consigliere delegato di Credem Private Equity [www.credem.it] e vice presidente di Galeati Industrie Grafiche [www.galeati.it]. «Galeati è l’ultima in ordine cronologico e la prima nel mondo della grafica e della stampa, ma abbiamo partecipazioni in diversi settori perché per definizione siamo dei generalisti, quindi non abbiamo una “vocazione” specifica verso un singolo ambito, ma selezioniamo società che abbiano determinate caratteristiche, tra le quali quelle di crescere più del settore, di avere un buon management e di prestarsi a operazioni di aggregazione.

Maurizio Esposito, consigliere delegato di Credem Private Equity e vice presidente di Galeati Industrie Grafiche.

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mercato Generalmente si tratta di settori frammentati, che ci consentono di incrementare la velocità di crescita, quella che in gergo viene chiamata “crescita esterna”, della società acquisita». Galeati Industrie Grafiche rientra precisamente in questo schema perché fa parte di un settore particolare, ampiamente variegato e frammentato, anche come tipologia di applicazioni e di servizi, ma destinato a consolidarsi perché è in corso una serie di mutamenti tecnologici (per esempio il full color). Ci sono diversi operatori che hanno buoni clienti, ma non sono ancora pronti, e si trovano quindi di fronte alla necessità di investire pesantemente nella nuova tecnologia o con i propri mezzi, come precisa Esposito, oppure trovando alleanze esterne. «È il caso di Galeati, che già dispone del full color (ha completato il ciclo di investimenti proprio qualche mese fa): un buon esempio nel settore e soprattutto un valido operatore dal quale partire per ipotizzare aggregazioni». Galeati, grazie a questa acquisizione, ha quindi la possibilità di proseguire nel processo di sviluppo che ormai da otto anni registra tassi di crescita pari al 10% annuo, con solide basi finanziarie e manageriali.

L’interno dello stabilimento Galeati a Imola.

Ed è questo in sintesi quello che ha «visto» Credem Private Equity, come afferma Maurizio Esposito: «Una storia di successo, qualità elevata del management, tassi di crescita superiori al settore che, per le sue caratteristiche, si presta ad aggregazioni».

E Galeati Industrie Grafiche è soltanto l’inizio L’obiettivo dell’acquisizione di Galeati è la creazione di nuovo valore, con particolare attenzione a possibili occasioni di allargamento del perimetro operativo anche attraverso aggregazioni di realtà sinergiche, fermo restando il mantenimento e il consolidamento dell’occupazione e il radicamento territoriale dell’azienda per un costante miglioramento della qualità del prodotto e del servizio. «Avere al proprio interno un operatore come noi, che per definizione è

UN’AZIENDA DI SUCCESSO L’attività tipografica di Galeati Industrie Grafiche, con sede a Imola, risale al 1816 [www.galeati.it]. L’azienda conta attualmente circa 120 clienti, molti dei quali si servono della tipografia imolese da oltre cento anni. La produzione è vasta e variegata: dai cataloghi alle riviste, dai dépliant ai libri e volumi d’arte, fino ai manifesti, opuscoli e organi di comunicazione di enti e istituzioni, tutti caratterizzati da un elevato standard qualitativo. Senza contare le 85 testate giornalistiche, tra quotidiani, settimanali, periodici e free press. Certamente una realtà imprenditoriale tra le più note e attive del territorio. Galeati, infatti, qualche mese fa ha reso noti i risultati di bilancio al

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31 dicembre 2007: si parla di ricavi pari a 15.531.903 euro, con un aumento del 13,4% rispetto all’anno precedente. Più che soddisfacenti anche i risultati del primo quadrimestre 2008, che vede ricavi per quasi 6 milioni di euro e un incremento del 20,95% sul 2007. Per quest’anno è previsto un aumento del fatturato di circa il 10%. Un momento quindi estremamente favorevole per Galeati che ha spinto Credem Private Equity Sgr, attraverso il fondo Credem Venture Capital, ad acquisirne a inizio estate il controllo di maggioranza. Della precedente compagine sociale facevano parte il consorzio cooperativo imolese Asscooper, la cooperativa tipografica di Modena Coptip, la finanziaria

del mondo cooperativo modenese Sofinco e alcuni manager dipendenti di Galeati: l’intero management è stato riconfermato anche se la partecipazione di maggioranza è passata a Credem Private Equity che ora detiene il 57,69%. Il consiglio di amministrazione, rinnovato a fine giugno, è stato portato da cinque a sette componenti, dei quali la maggioranza espressi dal fondo. Presidente della società è stato riconfermato Savio Sangiorgi, presidente di Asscooper, Gian Carlo Ricci Petitoni mantiene la carica di amministratore delegato, mentre vice presidente è Maurizio Esposito consigliere delegato di Credem Private Equity. Benito Benati resta in azienda in qualità di consulente.

abituato a far accelerare il processo di crescita delle partecipate tramite acquisizioni e alleanze, è stato sicuramente un elemento fondamentale che ha indotto la scelta da parte di Galeati», precisa Maurizio Esposito. «Il fondo non è un operatore industriale e, anche se deteniamo la maggioranza, è nostra consuetudine lasciare ampia autonomia alla gestione precedente o al management. Questo, come nel caso di Galeati, partecipa direttamente al processo di crescita, che è più veloce e incisivo rispetto a quello che la società avrebbe potuto garantire come gruppo di cooperative e senza il nostro intervento». Credem Private Equity, quindi, entra in aziende che hanno buone performance dal punto di vista reddituale e patrimoniale, per poi utilizzarle come soggetti aggreganti di realtà simili o comunque integrabili. «L’investimento in Galeati, dove siamo in una fase di assestamento per cercare di sintonizzare la “cultura” manageriale dell’azienda con la nostra (sistemi di controllo, di reportistica e così via), prevede di continuare a crescere per linee interne», spiega Esposito. «Tuttavia siamo di fronte a un settore frammentato, con tanti operatori, destinato a consolidarsi, e ci sono quindi alcune opportunità per effettuare aggregazioni. Ovviamente queste società devono essere in qualche modo sinergiche con Galeati per tipologia di clientela, di produzione e tutto il resto». Al momento ci sono vari contatti «aperti», ma nulla di deciso e confermato. «Le trattative sono ancora a un livello molto embrionale», conclude il vice presidente di Galeati. «Il discorso complessivo è nella fase iniziale e se ne parlerà il prossimo anno, quasi sicuramente».


di Fabio Metitieri

rotocalco I RITMI PRODUTTIVI DELLA GRANDE AZIENDA PIEMONTESE

impegnare le rotative con la stampa commerciale Per reagire alle difficoltà della congiuntura, RotoAlba si è cercata nuovi lavori sul versante commerciale e oggi è uno dei pochi stabilimenti nel rotocalco a stampare circa 360 giorni all’anno, lavorando su tre turni, 24 ore al giorno. Vediamo come.

Il reparto rotocalco di RotoAlba.

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R

otoAlba [www.roto-alba.it] è una grande realtà produttiva piemontese, nata nel 2001 dalla fusione tra il centro stampa dedicato alle riviste della Periodici San Paolo, delle quali la più nota è senza dubbio Famiglia Cristiana, e il Gruppo Bagel [www.bagel-druck.de], un importante stampatore tedesco noto anche come TSB. Nel corso del 2007 l’azienda ha avuto in media 235 dipendenti e ha chiuso l’anno con un fatturato di circa 55 milioni di euro. Dedicata solo alla stampa rotativa in rotocalco, RotoAlba negli ultimi anni ha cercato di diversificare la propria attività, aggiungendo alle riviste, un settore che salvo poche eccezioni ha subìto e sta subendo una certa contrazione, la stampa commerciale, che ormai costituisce la percentuale maggiore della sua produzione. Italia Grafica ha intervistato in merito Rino Costanzo. Uscito dalla Scuola di amministrazione aziendale di Torino, Costanzo, che oggi ha 53 anni, ha sempre lavorato nel settore grafico, nella Ilte di Torino, dove è rimasto per 31 anni, ricoprendo diverse posizioni e occupandosi in particolare del mercato estero, negli ultimi anni come responsabile dell’export. Nel 2004 è entrato in RotoAlba come direttore commerciale, dove la sua attività è stata apprezzata fino a portarlo alla nomina di direttore generale.

Rino Costanzo, direttore commerciale di RotoAlba.

Crisi dei periodici e sovracapacità produttiva «Bagel in Europa è il quarto stampatore per importanza», spiega Costanzo. «Proprio per questo è sembrato ai frati un buon partner, a cui hanno ceduto il 65% delle azioni. Il centro stampa della San Paolo era stato ideato sostanzialmente per pubblicare al meglio e velocemente le loro riviste, ma oggi i prezzi scendono, per cui occorre far lavorare di più le macchine. Di fatto, Famiglia Cristiana e le altre riviste che costituivano la produzione precedente del centro oggi costituiscono solo il 15% del fatturato complessivo; il resto dell’attività è rappresentato da


Nello stabilimento di Alba vengono stampati i periodici Famiglia Cristiana, Di più, Di Più Tv, Chi; ma anche i flyer commerciali per gruppi della grande distribuzione, come Auchan e Carrefour, o i cataloghi Ikea.

lavori per la stampa commerciale. La crisi del settore ha colpito prima di tutto il comparto rotooffset, ma è arrivato in seguito anche alla rotocalcografica. Il problema è dato dal fatto che il cliente medio, già dalla fine degli anni Novanta, in edicola spende meno. L’Italia ha sofferto della crisi un po’ meno degli altri Paesi europei, grazie al successo degli allegati, durato fino alla fine del 2006, ma ormai è svanito anche questo effetto. Con l’avanzare della crisi economica anche gli inserzionisti hanno ridotto i budget destinati alla pubblicità e hanno cercato di diversificare la spesa su più canali, Internet compresa. Tra le inserzioni, è stata pesante la riduzione di quelle dedicate a due settori che erano di punta, come i cellulari e le auto. Questo ha comportato la progressiva riduzione sia del numero delle pagine sia delle tirature, con poche eccezioni, di solito per quelle riviste che costano al massimo un euro. Tra le riviste che stampiamo noi, l’unica in crescita è Vero; del resto, sono ben noti i successi di Cairo Editore e di pubblicazioni come Di più, Di Più Tv o Chi. Come conseguenza, il rotocalco oggi è sottoutilizzato quasi ovunque, con diversi centri che lavorano fino al mercoledì o al giovedì e poi rimangono con le macchine ferme. Secondo una mia analisi, fatta all’inizio di quest’anno, in Europa il rotocalco ha una sovracapacità produttiva pari a circa il 25%».

Espandersi verso la stampa commerciale Di fronte a questa situazione, RotoAlba ha reagito trovando nuovi lavori sul versante commerciale e oggi è uno dei pochi stabilimenti, nel rotocalco, a stampare circa 360 giorni all’anno, lavorando su tre turni, 24 ore al giorno, e facendo fatica a trovare il personale per lo straordinario domenicale. Per lo stabilimento italiano, quello di Alba, uno dei mercati più importanti è quello francese, anche per ragioni di vicinanza geografica. «Stampiamo cataloghi per diversi tipi di promozione, anche per la vendita per corrispondenza, un settore che in Italia non è mai decollato e che ora sta entrando in crisi anche in Paesi come la Francia e il Regno Unito», prosegue il dirigente. «Le stampe per il mercato francese per noi rappresentano il 25% del fatturato complessivo. L’unico grande gruppo ben presente in Francia, d’altra parte, era la Quebecor canadese, che in Europa ha 18 stabilimenti con circa 4mila dipendenti, ma sta attraversando un periodo di grave crisi. Lavoriamo molto anche per il mercato tedesco, grazie alla nostra partnership con Bagel. Abbiamo puntato molto sulla grande distribuzione organizzata, che sta compensando ampiamente le perdite sul terreno dei periodici; gruppi come Auchan o Carrefour ormai stampano veri e propri settimanali, con volumi notevolissimi, di 5 milioni di copie ciascuno. Come gruppo, inoltre, abbiamo puntato decisamente su Ikea, di cui da tre anni siamo il maggior fornitore,

anche in Italia, raggiungendo 90 milioni di copie stampate all’anno. Ikea, tra l’altro, sta incrementando i propri volumi di stampa di circa il 10% all’anno».

L’importanza della prestampa e della qualità Per RotoAlba è sempre stato essenziale lavorare in fretta, e il suo è stato uno dei primi centri a ricevere i dati solo in digitale e ad adottare un server ftp (per il file transfer). Tutti i lavori vengono conformati allo standard Eci e per ciascun cliente viene creato un profilo personalizzato. «Oltre alla velocità, per noi è essenziale la qualità», assicura Costanzo. «Con Ikea, per esempio, una delle caratteristiche che ci interessano di più è la sua richiesta di qualità rispetto alle stampe per la Gdo. Sugli opuscoli di un supermercato oggi si guardano quasi solo i prezzi, mentre le pubblicazioni di Ikea, che sono dirette a promuovere un nuovo stile, vengono lette quasi come una rivista di arredamento. Abbiamo anche clienti lontani. Stampiamo qui e non negli stabilimenti di Düsseldorf anche per clienti tedeschi o danesi, che preferiscono noi, qui ad Alba. In questo settore conta il prezzo, ma conta anche molto la qualità. I quotidiani non hanno bisogno di molta qualità, malgrado l’avvento del colore, mentre per il rotocalco la qualità è essenziale. Per mantenere un alto livello è essenziale avere una buona prestampa, con personale ben preparato e motivato. Noi abbiamo un buon personale, il che ci ha facilitato anche nella nostra

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rotocalco espansione sul mercato francese. Cerchiamo di organizzare il lavoro in modo che, dopo l’incisione dei cilindri, tutto il processo sia semplice e automatizzato. L’incisione dei cilindri è ancora una fase importante e critica, ed è anche il terreno su cui sta avvenendo l’unica vera innovazione tecnologica nel rotocalco da trent’anni a questa parte: dopo il passaggio a metà anni Settanta dal processo di lavorazione chimica all’incisione elettromeccanica, con gli «helioklisciografi» a punta di diamante, proprio in questi mesi stiamo assistendo

La cucitrici a punto metallico Ferag.

all’adozione dell’incisione laser, una tecnologia che ormai è matura per essere usata. L’incisione resterà comunque una fase delicata, da eseguire in casa, perché richiede una grande conoscenza della specifica stampa da eseguire».

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sette. Questo non significa che si sia deciso di cambiare effettivamente le macchine ogni sette anni, il che non sarebbe pensabile, considerato che una rotocalco come le nostre costa, nuova, tra i 20 e i 25 milioni di euro, più le spese di installazione e di avviamento. Ma significa lavorare sapendo che le macchine hanno già ripagato il loro costo. D’altronde la tecnologia rotocalco non si è evoluta molto e una macchina di vent’anni, se è stata sottoposta a una buona manutenzione, con il cambio costante degli organi in movimento, è ancora ottima. Anche le prestazioni non sono aumentate in modo sostanziale. Negli ultimi anni sono cambiati solo gli accessori, con servocomandi più a misura d’uomo, più facili da usare; le macchine sono anche diventate più silenziose e più affidabili. Non prevedo nell’immediato delle importanti evoluzioni tecnologiche, soprattutto dopo l’acquisizione, a settembre del 2007, del comparto rotative rotocalco di Kba da parte di Cerutti. Con questo finirà anche la vecchia corsa alle macchine di larghezza maggiore che, con le ultime Kba, era arrivata fino ai 4,32 m. Molto probabilmente si tornerà a macchine non più larghe di 3,68 m. Anche se le macchine richiedono sempre meno specializzazione, è ancora vero che alcune squadre di macchinisti ottengono risultati migliori di altre; ancora una volta, quindi, è importante formare bene e motivare il personale».

Un parco macchine di grande valore con ammortamenti corti

Finishing veloce e affidabilità costante

RotoAlba lavora solo come stampa rotocalco, con tre rotative, due Cerutti [www.cerutti.it] da 2,45 m e una Kba [www.kba.com] da 2,70 m. «La politica degli ammortamenti è cambiata», riprende il manager. «Se un tempo si facevano i calcoli su un periodo di vent’anni, oggi si preferisce accorciare il periodo: noi abbiamo deciso dal 2001 di puntare all’ammortamento in cinque anni, o al massimo in sei o

RotoAlba tratta il punto metallico, mentre le brossure, come del resto le stampe dei libri, vengono affidate a centri esterni. In generale il volume minimo per la stampa in casa è di 24 pagine a colori in circa 170mila copie. «Per noi è importantissimo anche il confezionamento», sottolinea Costanzo. «Per quello che era il centro stampa di Famiglia Cristiana, in un periodo in cui non c’erano

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problemi economici, si è investito nelle macchine migliori e più veloci. Abbiamo due macchine a punto metallico Müller Martini [www.mullermartini.com], con rese da 6 a 9mila copie l’ora, ma abbiamo anche una Ferag [www.ferag.com], sempre per il punto metallico, in grado di lavorare dalle 26 alle 32mila copie l’ora. È una macchina che costa 7 milioni, invece di un solo milione, che è il prezzo medio delle Müller Martini come le nostre, ma se si hanno grandi produzioni è la soluzione ottimale. Noi abbiamo anche uno dei più grossi reparti in Italia dedicati alla cellofanatura e all’inserimento di gadget, con quattro linee Sitma [www.sitma.com], di cui due con stampanti inkjet, per la stampa di indirizzi e per completare così l’avviamento alla postalizzazione. In meno di 24 ore lavoriamo le 700 o le 800mila copie di Famiglia Cristiana, dalla prestampa fino alla postalizzazione finale». Un’altra cosa essenziale è essere sempre in grado di smaltire i lavori senza ritardi, anche in caso di guasti. «Non abbiamo grossi problemi di guasti», conclude il manager, «nel senso che siamo abituati a risolvere i problemi quotidianamente e con la massima celerità. Gli incendi, per esempio, da noi possono anche accadere e di solito sono senza conseguenze, ma a metà dicembre del 2007, di notte, un grande incendio in una parte remota della macchina, dove gli incendi non sono previsti e non c’era diretta copertura antincendio, ha completamente distrutto la piega di una delle nostre tre rotative. Cerutti ha inviato presso di noi un gruppo di ingegneri, meccanici ed elettricisti che hanno lavorato anche nei giorni di Natale e Capodanno e a fine gennaio abbiamo terminato la riparazione, con la ricostruzione completa di alcune parti e con una spesa di più di due milioni di euro. Malgrado una macchina in meno per un mese e mezzo, non abbiamo avuto alcun ritardo, con nessun cliente, e non siamo neppure stati costretti a ricorrere in modo rilevante agli altri stabilimenti del Gruppo Bagel».


di Fabio Metitieri

prestampa INNOVAZIONE E TEMPI DI ADOZIONE DEL MERCATO

la prossima rivoluzione sarà il Pdf/X-4 Quattro chiacchiere con Stephan Jaeggi, consulente svizzero e membro del Ghent Pdf Workgroup, sulla definitiva consacrazione del Pdf nella versione X-4, un processo virtuoso e inarrestabile che avverrà però nell’arco di una buona decade.

g

li standard, in special modo il Pdf/X-4 e il Job definition format (Jdf), sono i punti chiavi delle prossime trasformazioni nel mondo della stampa. Ne è convinto Stephan Jaeggi [www.prepress.ch], un cinquantunenne svizzero che lavora per diverse aziende grafiche come consulente in materia di Pdf e di Jdf. Jaeggi è anche il referente tecnico del Ghent Pdf Workgroup [www.gwg.org], nonché consigliere del Cip 4 [www.cip4.org].

Senza gli standard non ci saranno progressi

Stephan Jaeggi, consulente di prestampa e membro del Ghent Pdf Workgroup.

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«Il passo più importante che la prestampa deve ancora compiere è proprio il passaggio del flusso di lavoro dal modello CMYK al mondo dell’RGB», spiega il tecnico. Con il trattamento del file in

RGB, la trasformazione del colore non dovrà più essere fatta all’inizio del ciclo, da chi crea i contenuti, e neppure in fase di prestampa, ma alla fine del processo, presso lo stampatore. Naturalmente, per fare questo è necessario usare il Pdf/X-4. L’adozione di questa versione del Pdf sarà un processo lungo, che richiederà da cinque a dieci anni. D’altra parte basta pensare a quanto tempo è stato necessario per la diffusione del Pdf/X, che

è stato introdotto nel 2001 e che ancora non è usato da tutti, o non in modo completo ed efficace». Sull’utilità del nuovo Pdf, Jaeggi non ha dubbi: «I vantaggi del Pdf/X-4 sono molti; i principali sono la possibilità di gestire le trasparenze e soprattutto di lavorare in modo del tutto indipendente dal dispositivo di stampa. Questo comporta una maggiore flessibilità nel lavoro, che potrà alla fine essere destinato a media

La specifica pdf/X-4 Alcune caratteristiche delle versioni Pdf successive alla 1.3 non sono contemplate dalla specifica Pdf/X-1a, e in particolare: la presenza di profili Icc CMYK all’interno del file, la presenza di elementi RGB taggati, la gestione della trasparenza, la gestione dei livelli e compressione Jpeg2000. Soprattutto le prime due, nei settori della stampa commerciale, del packaging e multilingua, sono caratteristiche indispensabili. Il ricorso a questo nuovo standard porterà benefici sia ai creativi (i file Pdf/X-4 hanno dimensioni più contenute rispetto al precedente standard e ammettono elementi RGB), sia agli stampatori che potranno meglio gestire la conversione della trasparenza in tutti i lavori dove questa è largamente utilizzata.


COS’È IL GWG differenti: alla stampa tradizionale, alla stampa digitale o al Web. Procedendo in questa direzione sarà anche possibile integrare sempre meglio l’offset e il digitale». Queste evoluzioni, tuttavia, richiedono in generale una maggiore adozione di tutti gli standard, come metodo abituale di lavoro; su questo punto Jaeggi non è soddisfatto dei progressi che si sono registrati finora. «L’adozione di standard, a cominciare dai profili Icc, è molto importante, è un prerequisito indispensabile per tutto il resto», sostiene l’esperto. «In uno scenario in cui è necessario compiere il passaggio dal lavoro artigianale a una produzione di tipo industriale, gli standard non si sono ancora diffusi a sufficienza. Anche i produttori di macchine, per esempio, per il finishing devono puntare con più decisione verso l’uso generalizzato del Jdf».

Un mercato europeo in discreta salute e che deve evolversi A Stephan Jaeggi Italia Grafica ha anche chiesto un giudizio sull’andamento dei mercati europeo e svizzero. «In Svizzera il mercato va bene e gli stampatori hanno lavoro, ma non direi che vada

benissimo», osserva l’esperto. «I margini di profitto, sempre più ridotti, stanno rendendo la vita difficile a molti operatori. Nella stampa forse l’unico settore che ancora riesce a non essere toccato da questa grande riduzione dei margini operativi è la stampa digitale a dato variabile. La Svizzera, poi, è un Paese caratterizzato da costi e prezzi elevati, che la frenano sul versante delle esportazioni, dove difficilmente potrà trovare grandi sbocchi per crescere. La Svizzera, tra l’altro, ha un tessuto produttivo simile a quello italiano, con poche grandissime aziende, che di solito lavorano anche nella stampa dei quotidiani, e moltissime tipografie, almeno il 90% del totale, che hanno meno di 20 dipendenti. In questo scenario, in Svizzera e più in generale in Europa, si sta notando una netta divisione del settore della stampa in due segmenti: da un lato chi si è evoluto, realizzando un lavoro automatizzato, in particolare adottando il Jdf, e quindi con una produzione che è già di tipo industriale, e dall’altro lato chi invece continua a stampare come si faceva trent’anni fa. L’adozione del Jdf sta portando molti vantaggi

Il Ghent Pdf Workgroup [www.gwg.org] è un gruppo internazionale di associazioni industriali europee e statunitensi, di fornitori e di aziende grafiche, che ha l’obiettivo di sviluppare e aggiornare costantemente le specifiche per la creazione e gestione del formato Pdf in modo da permettere, all’industria dell’editoria e della produzione di stampa, lo scambio efficiente e accurato dei file digitali. I membri del gruppo sono associazioni di arti grafiche operanti in Belgio, Paesi Bassi, Francia, Svizzera, Danimarca, Italia, Norvegia, Spagna, Germania, Regno Unito e Stati Uniti e, dal 2004, anche aziende fornitrici del settore.

alle aziende che hanno già fatto questa scelta».

Il digitale sarà vincente? Sulla competizione tra offset e digitale, Jaeggi è possibilista. «Il digitale cresce, ma al momento, se si guarda il volume di pagine stampate, conta ancora poco, a fronte di un offset che non sta affatto perdendo terreno», conclude l’esperto. «In altri cinque o dieci anni, però, le cose potrebbero cambiare. A Drupa ho osservato con attenzione le stampanti inkjet di grande formato, che con il passaggio dall’A3 al B2 o verso dimensioni ancora maggiori, potrebbero rubare lavoro alle offset a foglio. Certo, tutto dipenderà dalla rapidità con cui si diffonderanno, dalla loro qualità di stampa, dal costo degli inchiostri e dalla velocità di stampa. Se l’inkjet sarà in grado di produrre alla stessa qualità, o anche migliore, a costi più bassi e con velocità elevate, potrebbe avere un grande successo».

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di Franco Genovese

ricerche GRANDI OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE COSTRUTTRICI ITALIANE

diventare «tigri» in Cina Da minaccia catastrofica per la nostra economia a opportunità per investire in un mercato immenso e ricco di chance. Ecco quali sono le vie percorribili dal business delle nostre aziende costruttrici in Cina, secondo l’importante ricerca dell’Istituto per il commercio estero.

è

il business del futuro. Anzi, del presente. È così che una preziosa indagine dell’Ice, Istituto nazionale per il commercio estero [www.ice.it], considera il mercato cinese. La ricerca Cina: macchine per l’industria tecnica e la cartografia, divulgata nell’ambito del Programma promozionale finanziato dal ministero del Commercio Internazionale e a cura dell’Ufficio Ice di Shanghai, ha infatti rivelato le buone opportunità offerte alle aziende costruttrici italiane da questo immenso Paese, la cui economia continua a crescere a due cifre e con il vento sempre in poppa, a giudicare da recenti report economici come le vendite al dettaglio, che a giugno hanno riportato un vero boom, toccando il +23%. Il fenomeno che si sta verificando, ben conosciuto in economia e in sociologia, è che un numero enorme di contadini (ben 700 milioni) si stanno urbanizzando in fretta. E, non essendo ancora «brandizzati», sono un obiettivo per numerosi marchi internazionali pronti a investire cifre colossali in comunicazione. In questo processo irreversibile che ha avuto come palcoscenico e trampolino di lancio le recenti Olimpiadi, le attività di stampa diventeranno sempre più strategiche nel diffondere il verbo pubblicitario, ma anche per sostenere l’espansione delle conoscenze tecniche e gestionali necessarie allo sviluppo in ogni settore economico, nessuno escluso. Viste le immense potenzialità di questo mercato nascente, anche l’Ice ha voluto definire alcune linee guida per le imprese italiane che vogliono espandersi verso Oriente alla caccia di nuovi business. L’indagine fornisce infatti una panoramica di dettaglio sulla domanda, sull’offerta e sul quadro normativo per il mercato cinese delle macchine da stampa e della trasformazione della carta, indicando per i singoli comparti le potenziali barriere e le opportunità, con particolare attenzione agli aspetti relativi alle possibili formule societarie.

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Il profilo industriale delle aziende cinesi L’industria della stampa e trasformazione della carta in Cina può essere riassunta come altamente frammentata: sono all’incirca 100mila le imprese di stampa, geograficamente distribuite su tutto il territorio cinese, con le aziende più importanti concentrate lungo la costa est; la costa orientale conta circa il 40% di tutto il mercato e la maggior parte dei restanti operatori sono piccole aziende locali cinesi. Oltre alla frammentazione, si può definire l’industria cinese come piuttosto segmentata, con numerosi settori che appartengono al comparto della stampa e della trasformazione della carta, e con dinamiche di mercato che si differenziano da settore a settore. Mentre infatti alcuni settori sono piuttosto stabili (per esempio i giornali), altri stanno sperimentando una crescita rapida (materiali promozionali). Inoltre si tratta di un’industria molto competitiva, con la maggior parte delle aziende private cinesi che competono sul prezzo e sono caratterizzate da un basso valore aggiunto e da un avanzamento tecnologico limitato. In ogni caso si tratta di comparti caratterizzati da un buon potenziale di crescita, molto significativo in alcuni segmenti come quelli della stampa commerciale e digitale. Le aziende clienti domandano prodotti di qualità sempre maggiore e i produttori devono migliorare la loro tecnologia e acquistare nuove macchine.

La domanda: tecnologie vecchie di almeno 5 anni L’industria della stampa in Cina è cresciuta con un tasso medio annuo del 16% nel quinquennio 2002–2007. Lo scorso anno il valore di produzione ha raggiunto circa 420 miliardi di Rmb (RenMinBi, la moneta cinese), contando per l’1,7% del Pil. Il mercato cinese, altamente frammentato e segmentato, è composto per lo più da piccole aziende. Il segmento di mercato più importante è la stampa per packaging, che vale il 31% di tutto il mercato della stampa; altri due segmenti significativi sono la stampa di libri e riviste, e quella di giornali, che valgono rispettivamente il 21% e il 14% del mercato totale. I segmenti (Tabella 1), che stanno sperimentando uno sviluppo rapido comprendono la stampa per materiale promozionale (~60% crescita annua) e quella per etichette (~20% crescita annua). In generale si stima che il livello tecnologico dell’industria della stampa in Cina è in ritardo sull’Europa e gli Usa


Tabella 1 – PANORAMICA DEI SEGMENTI PRINCIPALI DELLA STAMPA/TRASFORMAZIONE E IMPATTO PER I FORNITORI DI MACCHINE. Valore produzione (miliardi di Rmb)

Tasso crescita annuo

Stima numero aziende*

~124

12%

~37.000

~81

12%

~30.000

~53

11%

~5.000

~15

60%

~10.000

Segmento alto: poche importanti aziende di stampa servono i grandi supermercati e la grande distribuzione e possono permettersi macchine importate. Segmento medio-basso: piccole aziende cinesi servono le necessità degli uffci (competitive sui prezzi).

Etichette

~15**

15%

~4.000

85% sono semplici etichette in carta. Gradualmente si muove verso le etichette autoadesive di più alto valore aggiunto.

Carte da parati

~9**

13%

30 – 40

In crisi negli anni Novanta dovuta alla bassa domanda di carte da parati; la domanda ricominciata a crescere dal 2003. Design e tecnologia sono i fattori chiave per l’acquisto delle macchine.

Special printing

~20

35%

~13.000

In particolare una crescita elevata nella stampa di estratti conto / bollette, carte di credito, Rfd.

Imballaggi ondulati e cartone

22 miliardi m²

9%

~18.000

Estremamente frammentato, elevata competizione dei prezzi. La maggior parte sono aziende private cinesi, basso valore aggiunto e basso potere di acquisto per macchine di importazione. Processo di produzione delle scatole è altamente manuale.

Fazzoletti di carta

4,2 mil. tonn.

7%

~1.000

Buste e sacchetti

20 miliardi buste; 1.5 mil. tonn. sacchetti di carta

28%

8.000 – 10.000

Settore

Caratteristiche chiave e trend

STAMPA Stampa per packaging Stampa per libri e pubblicazioni Stampa di giornali Stampa materiale promozionale

Principalmente aziende private cinesi. Consumatori cercano in modo crescente packaging attrattivi e di qualità, di conseguenza le aziende di stampa domandano una migliore tecnologia di stampa. Infuenzati negativamente dalla crescita di internet. Principalmente aziende di stampa di stato per libri e giornali – quelle grandi possono permettersi macchine importate.

TRASFORMAZIONE

Questo report analizza sette segmenti per la stampa della carta e tre per la trasformazione della carta; la tabella qui sotto mostra gli indicatori/trend e l’impatto per i fornitori di macchine per ciascun segmento. * numero stimato delle aziende di stampa non raggiunge 100mila poiché alcuni segmenti non sono inclusi nella tabella; inoltre, alcune aziende di stampa possono essere comprese in più di un settore. **Si riferisce al valore totale di produzione delle etichette e delle carte da parati (non solo il valore di stampa). (Fonte: analisi JLJ)

>60% del mercato dominato da pochi grandi produttori. Un alto numero di piccole aziende regionali servono il mercato di basso livello. estremamente frammentato, competizione elevata sui prezzi, maggior parte sono aziende private cinesi, basso valore aggiunto e basso potere di acquisto per le macchine importate.

La tabella 2 mostra le dinamiche chiave per le diverse tipologie di macchine. Il livello della produzione straniera e la maturità della produzione locale aiutano a definire le opportunità per le aziende italiane; le aree con più limitata introduzione di produzioni straniere in Cina e un basso livello di maturità della produzione locale offrono maggiori opportunità per l’importazione. (Fonte: analisi JLJ)

Tabella 2 – PANORAMICA DEI SEGMENTI DELLE MACCHINE DI STAMPA/TRASFORMAZIONE E OPPORTUNITÀ PER MACCHINE IMPORTATE. Produzione straniera in Cina

Livello/maturità produzione cinese

Stampa offset

Alta

Medio-alta

Ancora la tipologia di macchina maggiormente usata in Cina. Una rete di distribuzione ben organizzata per le parti di ricambio, quindi quest’ultimo continua a essere un elemento per la scelta delle macchine. Le pure importazioni diffcilmente possano competere con i marchi stranieri che producono localmente.

Rilievografia

Bassa

Medio-alta

Principalmente per la stampa di etichette autoadesive. Alcune aziende di stampa medio-basse ancora usano tecnologie di rilievografa molto vecchie. Nel medio termine può sostituire la stampa digitale nel mercato della stampa di grandi formati di alto livello.

Stampa rotocalco

Bassa

Alta

Stampa flessografica

Bassa

Bassa

Serigrafia

Bassa

Medio-alta

Alta per uso uffcio/casa; bassa per uso industriale

Non produzione cinese

Con una crescente domanda di personalizzazione, il potenziale di mercato della stampa digitale è considerevole. Oggi utilizzato per stampa in ambiente uffcio; domanda in crescita dalla stampa pubblicitaria.

Bassa

Alta per Lpc, nessuno per Ctp

La maggior parte delle grandi aziende di stampa hanno istallato le macchine Computer-to-plate (Ctp) per migliorare la loro effcienza. Un numero crescente di produttori locali di plate e pezzi di ricambio aumenteranno l’applicazione del Ctp. Buone prospettive di importazioni poich» non esiste una produzione locale di Ctp.

Macchinari per taglio, rilegatura e cucitura

Bassa

Alta

Macchine per imballaggi ondulati e cartoni

Bassa

Medio-alta

Macchine di trasformazione per fazzoletti di carta

Bassa

Solo per macchine di livello basso

Macchine di produzione di buste e sacchetti

Bassa

Medio-alta

Tipologia

Opportunità per macchine importate

STAMPA

Stampa Digitale

Macchine per prestampa

Molto usato per la stampa per packaging (invece che la stampa fessografca). Buone prospettive poich» molto diffuse sul mercato. L’utilizzo e l’accettazione del mercato è ancora limitata per gli alti costi e la mancanza di personale specializzato. Esistono comunque buone prospettive a medio-termine con una crescente produzione locale di pezzi di ricambio, un maggior numero di corsi di formazione, e normative ambientali più strette che costringono le aziende a sostituire il rotocalco. Molto utilizzato per le stampe speciali. L’applicazione per la stampa dei grandi formati è già stata sostituita dalla stampa digitale.

TRASFORMAZIONE Buone prospettive per macchinari per rilegatura editoriale. Rilegatrici tramite incollaggio. La produzione di scatole è ancora fortemente manuale. La maggior parte delle aziende non investe in linee di produzioni automatiche (a eccezione delle grandi). Dominando i grandi produttori di fazzoletti di carta – già usano macchine importate, può essere diffcile per i nuovi produttori entrare nel mercato. Produttori con volumi di produzione molto grandi possono acquistare macchine importate.


ricerche

Tabella 3 – OPERATORI STRANIERI CHIAVE CON PRESENZA PRODUTTIVA IN CINA. Paese di origine

Azienda

Anno di apertura

Luogo

Prodotti di produzione locale

Descrizione Joint venture con Beiren, il più grande produttore di macchina per stampa in Cina. Mhi produrrà e fornirà macchine per stampa ad alimentazione a carta di grandi dimensioni e stampe su rotativa indipendentemente mentre svilupperà le attività di marketing in Cina. La licenza della tecnologia è inclusa nella Joint venture. Primo produttore di macchine tedesco che ha realizzato una linea di assemblaggio in Cina; già iniziato il lavoro per la seconda fase dello stabilimento. La Cina è il terzo più grande mercato per Heidelberg dopo Usa e Germania. Joint venture con Shanghai Renmin Machinery. Consegnata la prima M-500 press a Hao Jin Cai nel dicembre 2007. La macchina è stata prodotta a Shanghai. Joint venture con Shanghai Yawa, uno dei più grandi produttori in Cina di macchine per produzioni di packaging. Fornisce la miglior tecnologia di tagliatrici e matrici rotanti alimentate a bobine nel mercato cinese oltre che all’estero. Bobst possiede numerosi marchi che sono specializzati in aree specifiche della stampa e della trasformazione della carta, per es. Martin e Rapidex. I loro marchi sono sviluppati in tre aree: piegatrici, imballaggi ondulati, e materiali flessibili.

Mitsubishi Heavy Industries

Giappone

2006

Pechino

Macchine di stampa ad alimentazione a carta di piccoli formati

Heidelberg

Germania

2006

Shanghai

Macchine di stampa di piccoli formati e piegatrici

US

1994

Shanghai

Stampe su rotative commerciali

Italia

1998

Shanghai

Tagliatrici e matrici rotanti alimentate a bobine

Bobst Group

Svizzera

1997

Shanghai

Corrugatori, rulli corrugatori

Bhs

Germania

2003

Shanghai

Corrugatori, rulli corrugatori, giuntatrici

Produzione locale di corrugatori sin dal 2006. Produce macchine personalizzate alla richiesta del cliente.

Isowa

Giappone

2005

Shanghai

Rulli corrugatori

Come Mhi, produce macchine corrugatrici e per la fabbricazione di scatole.

Goss International Cerutti

Gli operatori stranieri «chiave» con propri siti produttivi in Cina. (Fonte: analisi JLJ, siti web delle aziende)

di circa cinque anni; per le macchine avanzate di alto livello, la Cina è in ritardo di almeno dieci anni. I clienti principali dei fornitori di macchine italiane sono aziende a capitale straniero, oltre a grandi imprese statali e imprese cinesi; i criteri di selezione dei fornitori principali e le politiche di acquisto si differenziano da segmento a segmento, e anche per la tipologia di azienda.

La quota di mercato italiana delle macchine di cuciture di libri è del 58% delle importazioni in Cina, due volte superiore di quella del secondo Paese, la Germania, (28%). Nelle macchine per stampa flessografica e per fotoincisione, sebbene l’Italia sia al secondo posto, è molto vicina al primato, con il 35% contro il 37% della Svezia; per la fotoincisione l’Italia ha il 35%, contro il 36% della Svizzera.

Offerta: c’è spazio per l’Italia

Possibili opportunità per le aziende italiane

La produzione cinese è matura in molto settori (per esempio la serigrafia), mentre è quasi inesistente in altri (come l’inkjet). Molti produttori stranieri di macchine hanno quindi realizzato un proprio sito produttivo in Cina, principalmente attraverso joint ventures con produttori locali di macchine per stampa. Le produzioni locali sono generalmente linee di assemblaggio, con i componenti chiave ancora importati dall’estero. Come si può vedere nella Tabella 2, il livello della produzione straniera e la maturità della produzione locale aiutano a definire le opportunità per le aziende italiane; le aree con più limitata introduzione di produzioni straniere in Cina e un basso livello di maturità della produzione locale offrono maggiori opportunità per l’importazione.

Con il passare del tempo la domanda per stampe di alta qualità si dilata e, parallelamente, cresce il budget destinato ai lavori più raffinati. È infatti prevedibile l’aumento del reddito disponibile e del potere di acquisto dei consumatori cinesi, attirati dalla novità e da prodotti sempre più ricercati. In questo senso, il miglioramento tecnologico delle macchine può fornire buone opportunità per i fornitori italiani, specie nel settore del poststampa. Ma anche la crescita nel segmento della stampa commerciale sarà forte, specialmente nei materiali promozionali, nelle etichette e nel packaging, con un buon potenziale di crescita per la stampa su rotativa commerciale e di quella digitale. I fornitori italiani possono dunque trovare le migliori opportunità nelle aree che richiedono avanzate tecnologie non facilmente disponibili presso i fornitori cinesi. Queste aree riguardano: la stampa di sicurezza; la stampa a larghezza extra; la stampa ad alta velocità; la stampa personalizzata; gli inchiostri ecologici.

Importazioni: Italia fortissima nella flexo Germania e Giappone sono i principali esportatori in Cina, rispettivamente con il 25% e il 21% del totale delle importazioni delle macchine per la stampa e la trasformazione della carta, grazie soprattutto alla loro forza nelle macchine per la stampa offset. L’Italia è invece al settimo posto nelle importazioni di macchine per la stampa e la trasformazione della carta con circa il 3% del totale del valore dell’import. Le aziende italiane sono forti nelle fonditrici di carattere, nelle macchine per flessografia e fotoincisione, nelle rilegatrice di libri, e nelle macchine per taglio.

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Possibili barriere all’entrata Sicuramente il prezzo delle macchine importate è significativamente più elevato di quelle cinesi e questo ha portato i marchi stranieri a produrre localmente.


Tabella 4 – OPZIONI PRATICHE PER L’APPROCCIO AL MERCATO CINESE PER LE AZIENDE ITALIANE Opzione

Descrizione

Vantaggi

Svantaggi

1. Uso dei distributori/agenti

Il distributore importerà e venderà i macchinari in Cina; ne occorre uno con una buona rete. Non necessaria un’entità legale.

Non richiede investimento diretto in Cina. Rischio basso. Buon sistema per testare il mercato. Si utilizza la rete dei distributori per sviluppare il riconoscimento del marchio.

Può essere complesso identifcare un distributore affdabile. I risultati sono incerti.

2. Aprire un ufficio di rappresentanza (Ro)

Gestisce i distributori. Gestisce le transazioni per conto della casa madre. Capace di condurre le attività di vendita e di marketing.

Il modo più semplice per stabilire una presenza diretta in Cina. Investimento basso. Permette all’azienda di capire le condizioni del mercato locale. Può sviluppare per primo il business/network clienti. Può fornire un supporto postvendita.

Risultati non sono certi, ma meglio che dipendere appena dal distributore.

3. Realizzare una Joint Venture con un partner locale

Joint venture con un produttore di macchine locali; Jv in cooperazione o partecipazione. Produce e vende nel mercato interno ed internazionale.

Può avere un vantaggio di costo dal produrre o assemblare localmente. Tempo di entrata sul mercato più veloce. Network preesistente del partner locale. Investimento iniziale più basso che la Wofe*. Può offrire un miglior servizio postvendita e di supporto tecnico.

Il partner cinese ha poco da offrire dal lato tecnologico, ma può fornire un accesso al mercato. Può essere rischioso. Bisogna gestire i rapporti con il partner della Jv: confitti con il partner sono normali, diffcile avere il controllo.

4. Realizzare una Wofe* (produttiva o Fice**)

Wofe produttiva: produrre e vendere macchine localmente e a livello internazionale. Fice: importazione e vendita di macchine, fornisce servizi e manutenzione.

Controllo e proprietà dell’azienda. Può offrire un miglior servizio postvendita e supporto tecnico. Il più elevato ritorno e sostenibile a lungo termine. Il più popolare fra le aziende straniere impegnate sul mercato cinese.

Investimento e impegno richiesto più alti. Tempo signifcativo per l’apertura/ sviluppo del business. Diffcile trovare buoni fornitori di componenti, e professionisti nell’azienda ecc.

5. Acquisizione di un’azienda locale

Alternativa alla Wofe o Jv.

Può acquisire canali di vendita locali/ conoscenza veloce. Non ci sono i problemi legati al partner della Jv.

Potenzialmente il più alto investimento richiesto. Potenzialmente rischioso, specialmente senza una conoscenza locale o una precedente esperienza. Diffcile da portare una appropriata due diligence

La maggioranza delle aziende di stampa cinese ha risorse fnanziarie limitate e solo le aziende cinesi più grandi hanno acquistato macchine d’importazione. I maggiori fornitori di macchine straniere hanno infatti già realizzato una base produttiva in Cina (specialmente per macchine stampa offset) sfruttando la manodopera a basso costo; il mercato delle macchine per stampa di alto livello è quindi già servito da aziende tedesche, americane e giapponesi (vedi Tabella 3). Può dunque essere complesso per una Pmi italiana senza una lista di referenze in Cina entrare e competere con marchi già stabilizzati sul mercato. Oltre a questo, le macchine di stampa si basano molto sulla facile reperibilità dei pezzi di ricambio, ed è impossibile offrire un servizio di manutenzione rapido senza una presenza locale. Ciò rappresenta una sfda chiave per i nuovi entrati, specie stranieri. I maggiori marchi stranieri che non producono in Cina hanno infatti almeno un uffcio di rappresentanza locale, oppure si avvalgono di buoni distributori che offrono le parti di ricambio e anche un servizio postvendita. Diventa indispensabile quindi trovare i distributori qualifcati e affdabili, specialmente nei mercati regionali maggiormente strategici. Tuttavia la maggior parte dei buoni distributori sono già rappresentanti di altri marchi stranieri e alcuni di questi hanno rapporti di esclusiva con alcuni: Quindi può essere diffcile trovare distributori qualifcati e «liberi».

Opzioni pratiche per aziende italiane La Tabella 4 a fanco mostra i modi possibili per approcciare o entrare nel mercato cinese da parte dei produttori italiani. La tabella va considerata come guida generale valida per la «media» delle aziende; la situazione di ciascuna azienda individuale può essere diversa e può richiedere una strategia di entrata sviluppata ad hoc. Il livello di investimento

Il livello di investimento e l’impegno normalmente crescono dall’opzione 1 alla 5, ma così dovrebbe essere anche il ritorno potenziale. *Wholly foreign owned enterprise (azienda interamente a capitale straniero). **Foreign invested commercial enterprise (società commerciale a capitale straniero). È una tipologia di Wofe che permette alla società straniera di importare le macchine e venderle in Cina, oltre a fornire servizi di manutenzione.

e impegno normalmente cresce dall’opzione 1 alla 5, ma così dovrebbe essere anche il ritorno potenziale. Usare i distributori o aprire un uffcio di rappresentanza sono i modi più comuni per entrare nel mercato cinese con un livello di rischio e un capitale coinvolto relativamente bassi. Questa è un’opzione potenzialmente percorribile dagli esportatori di macchine, per l’alto valore dei prodotti e i bassi volumi. Ci possono comunque essere limitati vantaggi competitivi rispetto alle macchine prodotte localmente, specialmente quelle prodotte da aziende straniere in Cina. Aprire un uffcio di rappresentanza (Ro), comunque, è un buon modo per testare il mercato e misurare l’opportunità di mercato. Permette anche alle aziende straniere di offrire un miglior servizio postvendita invece della semplice strategia d’importazione. In ogni caso realizzare una joint venture con un partner locale, se fatto correttamente, può consentire un più rapido ingresso nel mercato dal momento che l’azienda straniera può usufruire della conoscenza locale del partner cinese. Per concludere, la ricerca dell’Ice sottolinea come, nel medio-lungo termine e in funzione della specifca tipologia di macchina e della situazione individuale dell’azienda, le aziende italiane possano considerare strategico la realizzazione in loco di una linea di assemblaggio/produzione, in modo da utilizzare i vantaggi derivanti dai costi ridotti e di costruire una rete di distribuzione delle parti di ricambio.

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di Antonio D’Auria

normative LE REGOLE SULLA SICUREZZA DEI LAVORATORI

come proteggere l’azienda o il titolare

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elle recenti cronache, quasi come in un bollettino di guerra, si susseguono le notizie di incidenti sul lavoro che si verificano nei cantieri e nelle fabbriche, incidenti spesso mortali e cosa più sconcertante dovuti in molti casi a mancanza di adeguata informazione, o meglio, La legge 626 e il nuovo Testo unico formazione sulla sicurezza e salute sul lavoro rendono del personale urgente un approccio attento e interessato coinvolto. Tutti conoscono al tema degli infortuni sul luogo di lavoro. l’esistenza della Un impegno assolvibile attraverso legge 626 e del una serie di accorgimenti facili nuovo Testo unico ma piuttosto perseveranti. Ecco quali. sulla sicurezza e salute sul lavoro ma quanti sono informati sul contenuto della stessa e quanti sono veramente in regola con le prescrizioni in essa riportate? Purtroppo ancora oggi ci sono aziende che non sono adeguatamente informate in materia e inconsciamente vengono meno ad alcune prescrizioni fondamentali da seguire per essere in regola. Molte aziende si affidano a consulenti esterni che talvolta agiscono egregiamente, ma autonomamente, Antonio D’Auria Ingegnere, è stato direttore del Centro di senza coinvolgere tutte le sfere sperimentazione per l’imballaggio della Siva di Locate Triulzi, nonché presidente aziendali interessate e trattenendo della Commissione imballaggi dell’Uni, semmai la documentazione che è Ente nazionale italiano di unificazione. Attualmente è consulente aziendale per consigliabile fosse conservata in i sistemi di gestione nei settori qualità, ambiente, sicurezza e sicurezza alimentare. azienda e rintracciabile in qualunque

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momento in tempo reale. L’infortunio è una responsabilità oggettiva dell’impresa: l’art. 9 della legge 3 agosto 2007, n° 123, estende il regime della responsabilità amministrativa della società (Dlgr n° 231/01) alle ipotesi di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime (art. 589 e 590 comma 3 c.p.) commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro. Tali sanzioni sono stabilite in quote con un valore variabile tra 250 e 1.549 euro per quota. Se viene ravvisata la colpa dell’azienda per le violazioni delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro, in caso di infortunio, la sanzione pecuniaria da applicare non può essere inferiore a mille quote pari a 250mila euro come minimo.

Prevenire partendo dall’organizzazione Ma come si può proteggere l’azienda o il titolare anche una volta applicate le prescrizioni di legge? Un’opportunità potrebbe essere quella dell’applicazione di modelli di organizzazione e sistemi di gestione che abbiano le capacità di prevenire il verificarsi degli infortuni. Uno dei modelli organizzativi potrebbe essere il Sistema di Gestione Oh&S in accordo con i requisiti dello Standard Ohsas 18001:2007. Un simile sistema permette di tenere sotto costante osservazione, oltre


alla conformità legislativa specifica, tutta l’organizzazione che regola la materia. Tutto questo ancor più se il sistema viene certificato da un istituto accreditato dal Sincert [www.sincert.it], che è l’organismo che accredita e controlla gli istituti di certificazione. Questa certificazione viene ottenuta previa stesura di una opportuna documentazione e successive visite di «prima fase» (valutazione della documentazione preparata) e «seconda fase» (effettuazione della attività di valutazione del sistema presso il sito dell’organizzazione) da parte di un team di ispettori dell’istituto prescelto. Queste ispezioni che, è bene precisare, non hanno risvolto sanzionatorio, si susseguiranno con un’attività di sorveglianza con frequenza annuale o anche, in caso di necessità, più ravvicinata, in modo da offrire all’azienda verifiche mirate, condotte da tecnici specializzati che evidenzieranno eventuali disfunzioni o «non conformità» da regolarizzare con opportune azioni correttive Per esperienza personale posso dire che in alcune aziende, tra l’altro seguite da consulenti del settore, durante le ispezioni di cui sopra, sono state riscontrate non conformità e rilievi importanti che hanno permesso all’azienda di ricorrere, in tempi brevi, all’opportuna risoluzione delle stesse.

La direzione deve conoscere lo stato di salute del sistema Un tale sistema di gestione non appesantisce né burocratizza l’organizzazione aziendale, ma permette ai responsabili di avere

Uno dei modelli organizzativi potrebbe essere il Sistema di Gestione Oh&S in accordo con i requisiti dello Standard Ohsas 18001:2007, che permette di tenere sotto costante osservazione, oltre alla conformità legislativa specifica, tutta l’organizzazione che regola la materia quell’assistenza e quindi quella tranquillità necessaria per gestire il normale andamento e sviluppo della stessa. Ciò perché essi saranno messi al corrente direttamente dei problemi relativi alla sicurezza che spesso rimangono solo di dominio di chi ha trattato l’argomento specifico. Generalmente le ispezioni iniziano con l’analisi di un «Riesame» della direzione che deve avere periodicità almeno annuale e nel quale, come elementi in ingresso, vengono presi in esame tutti quegli aspetti significativi che permettono alla direzione di conoscere lo stato di salute del sistema, la sua efficacia e quindi di riflesso le condizioni di sicurezza in azienda. Le ispezioni si concludono poi con riunioni durante le quali, presenti i vertici aziendali, vengono illustrati i risultati delle verifiche ed evidenziate, sia le non conformità, eventualmente riscontrate, sia suggerimenti utili per il miglioramento del sistema e quindi dell’organizzazione della sicurezza.

Check-list cartacea o informatica sempre pronta Nell’ambito di un simile sistema viene redatta una tabella o una check-list cartacea o informatica che è di

grande utilità ai vertici aziendali i quali consultandola vengono a conoscenza immediatamente di quale è la funzione che gestisce un determinato argomento o documento, dove sono archiviati questi ultimi, se sono stati aggiornati e se le verifiche stabilite sono state effettuate. È consueto che, durante le visite da parte di enti o organismi di controllo, si crei il panico perché non si riesce a reperire il documento richiesto che, sicuramente c’è, ma non si sa chi lo conserva, in quale scaffale, raccoglitore o cassetto della scrivania. Si tratta di piccole accortezze che possono facilitare la vita lavorativa quotidiana, perché non basta applicare le leggi, ma è necessario che le stesse siano rispettate nei termini giusti e la loro corretta applicazione sia verificata nel tempo (conformità legislativa). In sicurezza è meglio «abundare quam deficere» e sicuramente l’eccedere ripaga in termini di tutela del personale tutto e di immagine aziendale. Il ricorso all’applicazione in azienda di un modello di sistema di gestione tipo quello prima riportato, è previsto, tra l’altro, anche nel Decreto Legislativo del 2 aprile 2008 n° 81 in cui, all’art. 30, fa riferimento specificamente anche al British Standard Ohsas 18001:2007.

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normative La compilazione del Duvri: un documento molto complesso

La legge prevede che, all’atto dell’appalto, l’azienda fruitrice del servizio debba preparare il documento Duvri nel quale vengono descritte le attività in appalto, i ruoli e le responsabilità, i rischi specifici dell’ambiente di lavoro, i rischi specifici introdotti dalle ditte esterne, i rischi derivanti dalle interferenze e i costi della sicurezza

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Tutto quanto sopra si riferisce alla sicurezza del personale interno e alla protezione dello stesso. Ma come viene protetto quest’ultimo quando a modificare la condizione di sicurezza potrebbe essere personale di ditte esterne che esegue lavori quotidiani o saltuari all’interno dell’azienda? A tal fine la legge 123 del 3 agosto 2007 prescrive la compilazione del Duvri, Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali. Il documento si riferisce infatti a quei rischi che si possono verificare nel momento in cui un’impresa, sia essa di manutenzione, di pulizie, di trasporto, di costruzione, di montaggio o smontaggio di impianti o altro, lavorando all’interno dell’azienda committente, possa interferire con l’operatività della suddetta azienda creando rischi che diversamente non si sarebbero presentati. La legge prevede quindi che, all’atto dell’appalto, l’azienda fruitrice del servizio debba preparare il documento Duvri nel quale vengono descritte: le attività in appalto, i ruoli e le responsabilità, i rischi specifici dell’ambiente di lavoro (incendio, rumore, vibrazioni, carichi sospesi, circolazione interna, caduta dall’alto, sostanze chimiche), i rischi specifici introdotti dalle ditte esterne, i rischi derivanti dalle interferenze e i costi della sicurezza. Questo documento inoltre dovrà essere corredato da una serie di allegati quali per esempio: verbale riunione e di coordinamento prima dell’inizio dei lavori, verbale di identificazione del referente interno e del capo squadra della ditta esterna, verbale di richiamo alle ditte, verbale di autorizzazione all’uso di attrezzatura di proprietà del committente, permesso di lavori a fuoco, permesso di lavoro elettrici, permesso di lavoro in quota o sui tetti, permesso di lavoro per scavi, permesso per operazioni in spazi confinati, Dvr appaltante, Dvr appaltatore, piano di

primo soccorso, piano di emergenza, schede di sicurezza appaltante, schede di sicurezza appaltatore. È un documento piuttosto complesso qualora sussistano tutte le voci indicate, sulle quali non ci soffermeremo troppo tranne che sui costi della sicurezza. Si tratta di quei costi, non negoziabili, necessari per evitare i rischi conseguenti alle interferenze delle entità coinvolte, committente e appaltante. Entrambi hanno la responsabilità affinché non si verifichino infortuni o danni al personale dell’azienda dovuti a inesperienze degli addetti o poca conoscenza del luogo in cui vengono eseguiti i lavori, e soprattutto alla non conoscenza delle norme interne dell’azienda con primaria importanza al piano di evacuazione da seguire in caso di pericolo.

L’attenzione verso la manodopera extracomunitaria Prima di concludere è utile una considerazione circa l’inserimento di manodopera extracomunitaria negli organici operativi. Non sempre questo personale è padrone della lingua italiana e spesso, pur avendo l’azienda effettuata la dovuta informazione o formazione, si registrano carenze o incomprensioni circa l’applicazione delle procedure di sicurezza. Si ha l’impressione che questi lavoratori abbiano recepito i messaggi che col tempo e per la scarsa dimestichezza con la lingua italiana non ricordano e forse non hanno percepito il significato delle prescrizioni della direzione. È necessario allora, per questo personale, ripetere più volte la loro formazione verificando ripetutamente e praticamente il livello di apprendimento e lasciando su opportune schede personali le evidenze scritte dell’efficacia della loro preparazione teorica e pratica per quanto riguarda la sicurezza e l’operatività propria e dell’ambiente di lavoro in cui opera.


di Franca Argese

legale LE NORME CONTRATTUALI NELLE ARTI GRAFICHE

quando le clausole sono vessatorie per lo stampatore Spesso la legge tutela il contraente «più debole» prevedendo l’inefficacia di alcune clausole contrattuali ritenute particolarmente onerose qualora non siano espressamente sottoscritte. Vediamo quali regole valgono in questi casi e quali sono le conseguenze della mancata sottoscrizione di clausole vessatorie.

Franca Argese Avvocato, dal 2002 collabora con lo Studio Legale Moizo–Salerno di Milano, impegnato nell’assistenza giudiziale, stragiudiziale e societaria a imprese industriali e commerciali operanti, tra gli altri, nei settori della grafica, dell’informatica e dei servizi di gestione integrata di immobili argese@studiolegalemoizosalerno.com

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apita correntemente che, nel concreto svolgersi dei rapporti commerciali fra imprese, le condizioni generali di contratto siano predisposte unilateralmente da uno solo dei contraenti, quello economicamente «più forte». Più spesso le condizioni generali sono contenute in appositi moduli e formulari redatti dall’imprenditore con l’obiettivo di garantire l’uniformità di contrattazione in tutti i futuri rapporti commerciali d’impresa, moduli che il destinatario si limita a sottoscrivere senza alcuna contrattazione in ordine alle singole clausole. Contratti per adesione e condizioni generali di contratto trovano la loro disciplina all’art. 1341 del Codice Civile. Con tale disposizione, il legislatore si è preoccupato di apprestare una efficace tutela a favore del contraente «più debole» prevedendo la sanzione dell’inefficacia di alcune clausole contrattuali ritenute particolarmente onerose (clausole vessatorie), qualora non siano specificamente ed espressamente sottoscritte. All’1229 del C.C., inoltre, è prevista la nullità di qualunque patto con cui si limiti preventivamente la responsabilità del debitore in deroga a norme imperative di legge. Proprio degli ultimi due istituti citati (clausole vessatorie e clausole limitative

della responsabilità) ci occuperemo nel corso della trattazione, prestando particolare attenzione all’applicabilità di tali istituti al contratto d’appalto in considerazione delle peculiarità che lo contraddistinguono.

Il contratto per adesione e la disciplina delle condizioni generali di contratto L’applicazione delle norme sulle clausole vessatorie è dunque ristretta al fenomeno della predisposizione unilaterale delle stesse nell’ambito

Le condizioni generali di contratto sono valide ed efficaci nei confronti dell’altro contraente se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza delle condizioni generali di contratto nonché al contratto concluso mediante moduli o formulari. L’analisi delle disposizioni sulle clausole vessatorie non può quindi prescindere dalla considerazione del contesto in cui esse dispiegano la loro efficacia. Nell’ambito dei contratti per adesione,


le condizioni generali di contratto costituiscono quelle clausole che un soggetto utilizza per regolare uniformemente i propri rapporti contrattuali; si tratta dunque di condizioni destinate a regolare una serie indefinita di rapporti. Nei contratti per adesione, quindi, è assente la fase delle trattative anche se non può escludersi che singole clausole vengano discusse o modificate a seguito di trattative. Le condizioni generali di contratto sono valide ed efficaci nei confronti dell’altro contraente se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza. In realtà, secondo la più recente interpretazione dottrinale, l’art. 1341 comma 1 del C.C., impone a entrambe le parti del contratto un onere affinché le condizioni generali di contratto siano efficaci: il predisponente ha un onere di conoscibilità, nel senso che egli è tenuto a rendere le clausole conoscibili alla controparte attraverso idonei strumenti di pubblicità; mentre, alla controparte incombe un dovere di diligenza, nel senso che quest’ultima è tenuta ad accertare il contenuto e la sussistenza delle clausole uniformi. È opportuno, a tal proposito, richiamare l’attenzione sul fatto che il predisponente non ha l’obbligo di garantire l’effettiva conoscenza delle clausole contrattuali uniformi, pertanto, l’attenzione e la diligenza richiesta a chi sottoscrive è particolarmente elevata.

La disciplina delle clausole vessatorie Giungiamo ora all’esame delle singole clausole vessatorie individuate dalla norma di cui all’art. 1341 II° comma C.C. Tale norma recita che «in ogni caso non hanno effetto se non sono specificamente approvate per iscritto le condizioni che stabiliscono a favore di chi le ha predisposte»: limitazioni di responsabilità; facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione; ovvero, stabiliscono a carico dell’altro contraente: decadenze, limitazioni alla facoltà di proporre eccezioni; limitazioni alla responsabilità contrattuale nei rapporti con terzi; tacita proroga o rinnovazione del contratto; clausola compromissoria o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria. La ratio giustificativa dell’art. 1341 non attiene solo alla tutela del contraente più debole, quanto nell’esigenza di garantire la contrattualità effettiva delle singole clausole inserite nelle condizioni generali di contratto. Le clausole vessatorie elencate al secondo comma dell’art. 1341 del Codice Civile hanno carattere tassativo e rappresentano uno schema predeterminato di clausole completamente lecite ed efficaci purché espressamente sottoscritte dal contraente. Da queste devono distinguersi le clausole diverse da quelle indicate dalla norma e definite dalla dottrina «eccessivamente onerose», in quanto caratterizzate invece da una soglia di vessatorietà più alta.

Le clausole vessatorie che richiamano gli usi negoziali non sottostanno alla disciplina dell’art. 1341 C.C. pertanto non comportano la necessità di una specifica sottoscrizione ai fini della loro efficacia Cos’è vessatorio e cosa non lo è Nell’ambito della soglia delle «clausole eccessivamente onerose» vanno dunque poste quelle clausole che sebbene non contrarie a norme imperative di legge, qualora inserite nelle condizioni generali di contratto, debbono comunque ritenersi inefficaci altrimenti si verificherebbe l’effetto paradossale per cui in presenza di clausole più vessatorie rispetto a quelle ricompresse nell’elenco di cui all’art. 1341 II comma, si avrebbe un’efficacia automatica semplicemente ottemperando all’onere della conoscibilità da parte del proponente. È opinione diffusa, inoltre, che nella categoria di clausole eccessivamente onerose debbano essere incluse anche quelle clausole che pur non essendo in sé onerose, siano comunque in grado di determinare un «grave squilibrio nell’economia contrattuale» secondo un’interpretazione conforme a buona fede. In conclusione devono considerarsi, invece, illecite e inefficaci anche se espressamente sottoscritte, quelle clausole che presentino profili di più grave onerosità a carico dell’aderente. È importante sottolineare che in questo contesto si è stabilito che le clausole

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legale vessatorie che richiamano gli usi negoziali non sottostanno alla disciplina dell’art. 1341 C.C. pertanto non comportano la necessità di una specifica sottoscrizione ai fini della loro efficacia. Non sono altresì considerate vessatorie le clausole a mezzo delle quali l’appaltatore rinuncia a favore del committente alla denuncia dei vizi dell’opera nei termini stabiliti dalla legge ossia 60 giorni dalla consegna dell’opera o dal collaudo. Al contrario deve ritenersi vessatoria la clausola contrattuale che preveda la facoltà di recesso o sospensione del Deve ritenersi vessatoria contratto in caso la clausola contrattuale che di inadempimento parziale preveda la facoltà anche di obbligazioni di recesso o sospensione derivanti da del contratto in caso altro rapporto contrattuale di inadempimento anche intercorrente fra parziale di obbligazioni le stesse parti. derivanti da altro rapporto A tale stregua non sono contrattuale intercorrente state ritenute fra le stesse parti onerose dalla giurisprudenza le clausole mediante le quali viene pattuita la corresponsione di interessi in misura superiore al tasso legale, quelle contenenti rinunce a diritti disponibili, condizioni sospensive potestative o con le quali si esclude, in deroga all’art. 1664 C.C., la revisione del prezzo dell’appalto.

Conseguenze della mancata approvazione scritta e strumenti di tutela in caso di clausole illecite L’art. 1341 II comma C.C. stabilisce che «non hanno comunque effetto», se non specificamente approvate per iscritto, le clausole riconducibili all’elenco indicato nella disposizione in esame. L’espressione utilizzata dal legislatore è stata oggetto di un vivace dibattito in dottrina che, a fronte del dettato normativo, ha prodotto due diverse tesi: quella della

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nullità e quella dell’inefficacia. Le conseguenze sono diverse a seconda che si aderisca alla tesi della nullità o dell’inefficacia in senso stretto. Infatti, nell’ultimo caso, le clausole inefficaci in quanto non oggetto di sottoscrizione, non troverebbero neppure ingresso nel negozio che, tuttavia, rimarrebbe valido ed efficace in ordine alla restante parte del regolamento contrattuale. Se invece si sceglie la tesi della nullità, troverebbe applicazione il principio stabilito in materia di nullità parziale dall’art. 1419 C.C. con la conseguenza che tutto il contratto potrebbe essere travolto e vanificato ove sia provato che «i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che risulta affetta da nullità» (la clausola vessatoria). A tale situazione consegue un evidente svantaggio per l’aderente che potrebbe invece avere interesse alla conservazione del contratto, ovviamente privato della clausola vessatoria. Al di là dell’orientamento che si ritiene di condividere, è opinione diffusa quella della preferibilità della conservazione del contratto con la eventuale sostituzione delle clausole vessatorie con le clausole stabilite dalla legge per i singoli tipi di contratto. Così, per esempio, se in un contratto d’appalto d’opera venisse totalmente escluso il diritto all’indennizzo dell’appaltatore a fronte del recesso del committente, tale clausola ove non espressamente sottoscritta, dovrebbe ritenersi inefficace e in sua sostituzione troverebbe applicazione l’art. 1671 del Codice Civile che prevede il diritto dell’appaltatore a conseguire le spese sostenute, i lavori eseguiti e il mancato guadagno. Data la complessità della materia rinviamo a un successivo approfondimento l’esame delle clausole vessatorie, in particolare le clausole di limitazione preventiva della responsabilità del debitore nell’ambito specifico del contratto di appalto.


ing s o p r u p e r dossier

di Ester Crisanti

L’INTEGRAZIONE TRA SOLUZIONI PROPRIETARIE

la riseparazione di Agfa Ink Saving Un modulo dall’interfaccia essenziale che vive solo all’interno del flusso di prestampa Apogee Prepress e che permette di fornire allo stampatore una soluzione unica, personalizzabile e «chiavi in mano».

Esempio di flusso in Apogee Prepress; il modulo per la gestione del colore occupa la sesta posizione; riceve in input un file Pdf in cui possono essere presenti dei profili Icc. Ester Crisanti Laureata in scienze dell’informazione, opera da anni nel panorama delle arti grafiche come formatore e consulente sulle tecnologie legate al settore della prestampa. È membro dal 2003 del Ghent Pdf Workgroup.

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interesse per le soluzioni orientate alla gestione del colore e dell’ink-saving è più che mai vivo. Anche Drupa 2008 ha mostrato quanto sia attuale l’argomento; Agfa [www.agfa.com] non poteva mancare all’appuntamento e ha proposto una propria soluzione pensata sia per la stampa commerciale sia per il settore dei quotidiani. Qui ci focalizzeremo sul primo prodotto, che risulta essere uno dei moduli messi a disposizione dal flusso di lavoro per la prestampa (Apogee Prepress). È proprio questa la principale differenza con gli altri software per il repurposing e ink-saving che abbiamo già analizzato in passato: l’integrazione con una soluzione molto più ampia e gestita da un solo fornitore. «Agfa ha deciso di “entrare” in questo mercato», spiega


Il funzIonamento del modulo Ink SavIng Il grafico e il testo descrittivo sono tratti dalla documentazione che ci ha fornito Agfa; la sfera rappresenta lo spazio CieLab. Il piano posto sotto la sfera è stato ottenuto «tagliandola» al valore L=12; i colori definiti «neutrals», nella figura, sono quelli compresi tra l’origine e il valore di chroma 50. Quelli definiti «colori» sono tutti gli altri (esterni alla sfera di raggio = chroma 50).

OPZIONE «NEI NEUTRI»

Tinta (hue): è l’attributo di una sensazione visiva secondo il quale un’area osservata appare simile a rosso, giallo, verde, blu (le quattro tinte uniche) o a una loro combinazione (le tinte binarie). Non tutti i colori hanno una tinta: un colore che ha una tinta è detto colore cromatico (chromatic color), un colore che non la possiede è detto colore acromatico (achromatic color) e questi ultimi sono il bianco, il nero e i grigi. Nel sistema CieLab la tinta è rappresentata sul piano ab dall’angolo del segmento che unisce il punto (a, b) all’origine. Croma (chroma): è l’attributo di una sensazione visiva che riguarda la pienezza di un’area in proporzione alla brillanza di un’area similmente illuminata e giudicata bianca. In altre parole indica la distanza da un grigio di uguale chiarezza. Un grigio ha croma nulla, un colore pastello ha croma bassa, un colore vivo ha croma alta. Nel sistema CieLab la croma è rappresentata sul piano ab dalla lunghezza del segmento che unisce il punto (a, b) all’origine. Chiarezza (lightness): è l’attributo di una sensazione visiva che riguarda un’area giudicata in relazione alla brillanza di un’area similmente illuminata che appare bianca. In altre parole la chiarezza indica la posizione di un’area in una scala di grigi, dal nero al bianco. Nel sistema CieLab la chiarezza è rappresentata dal valore di L. Definizioni tratte da testi di colorimetria quali: - Cie International Lighting Vocabulary (Pubblicazione Cie 17); - C. Oleari Misurare il colore Hoepli; - R: W: G: Hunt Measuring Colour Fountain Press; - M. Fairchild Color Appearance Models Addison Wesley.

Il modulo Ink Saving può applicare differenti Gcr ai colori neutri rispetto agli altri colori. Inizio K definisce da quale punto sull’asse della chiarezza all’interno dello spazio Lab dovrà essere applicato il risparmio di inchiostro. Inizio K=0 significa che il nero inizierà a sostituire la tricromia fin dall’inizio dell’asse della chiarezza. Impostare Inizio K a un valore più alto di 0 sull’asse della chiarezza ritarderà l’applicazione del risparmio di inchiostro al raggiungimento del valore impostato. Sotto il punto di partenza del nero impostato il Gcr non lavorerà; i colori che non contengono nero rimarranno invariati. Però, nelle immagini create con un pieno Gcr nelle luci, quando Inizio K è impostato a un valore maggiore di quello impostato nel profilo di destinazione, si potrebbe verificare l’effetto opposto (spreco d’inchiostro in quanto non congruo con i parametri di stampa). Sopra il valore specificato in Inizio K i colori saranno convertiti ad altri valori CMYK usando le impostazioni Gcr toni medi e Gcr punto nero del profilo di destinazione, rimpiazzando la tricromia con il nero dove è possibile. Se non si conosce il parametro di Gcr applicato alle immagini originali e si vuole comunque applicare il risparmio di inchiostro, il valore Inizio K sarebbe meglio fosse impostato a zero. Le impostazioni per il Gcr del profilo di destinazione saranno ignorate a vantaggio di quelle specificate nel modulo per il risparmio di inchiostro. Il valore Inizio K può essere cambiato, ma non può essere impostato a un valore più alto di quello impostato nel profilo di destinazione. GCR toni medi definisce come deve lavorare il Gcr nei mezzi toni. Il valore esprime quanto Gcr deve essere applicato, in altre parole come il nero si deve sostituire alla tricromia. Un’impostazione pari a 100 indica al modulo per il risparmio di inchiostro che dovrà sostituire i colori CMY con il nero (K) appena è possibile. L’opzione è attivabile solo se l’Inizio K non è a 0. GCR punto nero definisce come deve lavorare il Gcr nelle ombre; significa che l’ammontare di tricromia (CMY) sarà sostituita con il nero (K) in modo dipendente dal profilo di destinazione.

La riduzione del valore del Gcr punto nero abbassa la curva di risparmio di inchiostro e porterà a risparmiarne meno nelle zone neutre.

OPZIONE «NEI COLORI» In questa sezione si possono impostare due parametri: zona di Chroma e Gcr Chroma. Zona di Chroma: come abbiamo visto, nel modulo di Agfa si possono applicare differenti Gcr ai neutri e ai colori; per fare questo deve essere stabilita «l’area di influenza». Se il parametro è impostato per esempio sul valore 128 vuol dire che il Gcr definito per i neutri è usato anche per i colori poiché non esiste Zona di Chroma. Se si abbassa il valore, si crea un bordo immaginario tra le due zone dello spazio colore in modo da rendere possibile l’impostazione di parametri differenti di Gcr. Gcr Croma definisce come deve lavorare il Gcr nei colori a partire da quanto specificato nella Zona di Chroma. Il valore esprime quanto Gcr deve essere applicato, ma bisogna comunque tenere presente che il Gcr può essere fatto solo se c’è una componente neutra nel colore; per cui colori molto saturi non verranno mai coinvolti dal risparmio di inchiostro.

In questa videata si possono impostare i parametri di funzionamento per il modulo di ink-saving. Sono tre le sezioni da analizzare. Ricordiamo che lo scopo dei software per il repurposing è l’ottimizzazione dei file in relazione agli impianti stampa a disposizione dello stampatore. Questa ottimizzazione può essere realizzata intervenendo sulla coprenza di inchiostro (Tac) del documento in ingresso in funzione della coprenza ideale per l’abbinata macchina da stampa-carta utilizzati. Un’operazione che si realizza adattando la generazione del nero a quella ideale per mantenere, con la tecnica del Gcr, una migliore stabilità della stampa in tiratura, con una sostanziale riduzione del consumo di inchiostro.

OPZIONE «LIMITE DI INCHIOSTRAZIONE» In questa sezione sono definiti due parametri: Massimo K e Limite di Total Ink; entrambi sono presenti sia nel modulo di Apogee Prepress sia nel profilo di destinazione. Massimo K: il valore consigliato è 100% quando la macchina da stampa è in condizioni ottimali; se si abbassa, si avrà una minore applicazione di Gcr e, di conseguenza, meno risparmio di inchiostro. Nel caso di condizioni particolari si può abbassare questo parametro (normalmente a 95%). Total Ink: quando nel modulo si indica un valore più basso rispetto a quello specificato nel profilo di destinazione, in pratica si taglia (clip) il gamut di output con una conseguente possibile riduzione dello stesso. La Tac (Total area coverage) può essere solo ridotta (mai aumentata), rispetto a quando specificato nel profilo di destinazione. Se si lascia il valore a 400% il modulo di Agfa userà il valore specificato nel profilo di destinazione lasciando quindi il gamut invariato; le aree con Tac maggiore a quello specificato nel profilo di destinazione saranno coinvolte nella trasformazione a patto che abbiano il canale del nero diverso da 100; questo è legato alle impostazioni del Gcr (se è =100% vuol dire che è stato richiesto un Gcr massimo).

La finestra mostra l’interfaccia di :ColorTune con i parametri che si possono impostare per la generazione del nero. Questi sono della stessa tipologia di quelli che si ritrovano nella parte di Ink Saving.

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ing s o p r u p e r dossier

Ambrogio Silva tecnico della filiale italiana dell’azienda belga, «perché è stato, il mercato a chiedercelo; le richieste dei nostri clienti, sensibili alle soluzioni orientate al miglioramento della qualità dello stampato e a eventuali risparmi economici legati al consumo dell’inchiostro, hanno portato alla nascita del modulo Ink Saving. Il software da noi proposto vive solo all’interno di Apogee Prepress e in particolare si occupa della riseparazione, mediante l’applicazione di un Gcr (Gray component replacement) a seconda delle specifiche esigenze tecniche, dei file CMYK pronti per l’uscita sulla forma di stampa. Per quanto riguarda la gestione del colore e le conversioni Icc e/o device link si possono utilizzare gli altri moduli messi a disposizione dal flusso. Poiché l’interfaccia è essenziale, l’approccio di Agfa forse può sembrare un po’ restrittivo rispetto ad altre soluzioni presenti sul mercato, ma questo è voluto. Noi pensiamo che funzioni quali repurposing e ink-saving debbano essere impostate da persone esperte della materia, in quanto parametri non idonei allo scopo possono anche creare danni». «Le impostazioni del software non sono facili da attivare, le maschere a disposizione permettono di stabilire particolari configurazioni. Vista la complessità dell’argomento a garanzia dei migliori risultati», precisa Silva, «Agfa tende a dare una soluzione “chiavi in mano” personalizzabile solo con l’aiuto di un esperto». Questo tipo di approccio non è nuovo per Agfa che già in passato, con il modulo PrintReady di Apogee Prepress, aveva optato per una configurazione «blindata» per la conversione degli effetti di trasparenza presenti nei file Pdf creati nativamente dai programmi autore. Anche per il modulo Ink Saving Agfa ha sposato la medesima filosofia: la funzione è presente ma non si presta a personalizzazioni spinte. Questo è dimostrato dall’interfaccia utente del modulo, essenziale nella parte ink-saving e «articolata» nella parte di repurposing.

Finestra per la gestione colore e opzioni disponibili (particolare ingrandito). Le quattro opzioni sono: <None>= la conversione è Icc avviene da profilo origine a profilo di destinazione; Normal= il canale del nero puro viene mantenuto (K=100 e K di registrazione rimangono tali); Preserve K= si tiene il canale del nero puro (da 0 a 100) e non ci sarà inquinamento con altri colori, ma le percentuali potranno variare in base al valori di dot gain presenti nel profilo della macchina da stampa; Preserve Pure Colors= si lavora sui colori primari e secondari mantenendo le combinazioni; non ci sarà inquinamento con altri colori, ma le percentuali potranno variare in base ai valori di dot gain presenti nel profilo della macchina da stampa (per esempio C=0, M=100, Y=100, K=0 potrebbe diventare C=0, M=97, Y=96, K=100).

basato sul modulo di Color management di Agfa. Con questo modulo è possibile impostare i profili Icc da assegnare ai vari elementi raster e vettoriali presenti nel file Pdf, decidere le politiche di gestione dei profili (mantenerli o rimuoverli se presenti) e stabilire come trattare i casi particolari legati alla conversione colore mediante profili Icc (conservazione dei colori primari e secondari). Nel caso si voglia invece eseguire una conversione via device link, è necessario prima creare il profilo con il programma :ColorTune Output 5.0; questo significa che Apogee Prepress non li crea «on-the-fly» in caso di color management o «repurposing standard» ma ne può gestire contemporaneamente più di uno all’interno dello stesso file per ogni modalità colore (RGB, grigio, CMYK). L’apertura verso questa tecnologia è comunque un primo passo importante che, a nostro avviso, precede di poco l’immissione sul mercato di programmi in grado di trattare con i device link (nda: tutti si aspettano grandi novità in questo senso dalla nuova versione della Adobe Creative Suite Cs4).

Il modulo di Ink Saving Apogee Prepress e la gestione del colore L’argomento, come abbiamo già avuto modo di analizzare, ha un legame con l’ink-saving poiché è uno dei passi che può precederne l’applicazione. In Apogee Prepress, versione basata sul nuovo Rip Adobe Pdf Print Engine (Appe), la gestione del colore viene espletata da più moduli; noi prendiamo in esame il modulo PDFRender

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Il modulo è posizionato alla fine del flusso di lavoro e riceve un file renderizzato già processato dal Rip che lo rilascia in un formato specifico per il dispositivo di scrittura abbinato (es. Tiff 1bit standard o incapsulato in Ps o Psd), non esportabile in Pdf nativo. Il file dopo l’elaborazione verrà inviato al Ctp per la generazione della matrice di stampa. L’algoritmo che sovrintende alla fase di ink-saving contiene


Esempio di elaborazione per un file a 4 colori stampato in CMYK. Sono messi a confronto i canali del nero e la tricromia; le immagini riproducono le catture schermo dell’anteprima di separazione di Apogee Prepress. Sotto, Franco Riva, titolare, e Valerio Bovati, direttore tecnico di Edizioni GR.

vISIta a edIzIonI gR

Una delle prime installazioni del software di ink-saving di Agfa in Italia è stata fatta alle Edizioni GR (Besana Brianza), azienda specializzata in stampa digitale e offset di media tiratura. Nata nel 1930, Edizioni GR nell’ultimo decennio ha subito grandi mutamenti per ritagliarsi uno spazio nel mercato lombardo. Con 14 operatori, di cui 4 coinvolti nel reparto prestampa, l’azienda impiega il flusso di lavoro Apogee Prepress per preparare i file da stampare. Il parco macchine comprende una Canon C1, una Dicopress 4+4 (bobina), una Man R300 a 6 colori + spalmatore, un Ctp Avalon che utilizza forme di stampa (lastre) : Amigo; ed è presente anche un reparto per l’allestimento dello stampato. «I nostri clienti sono eterogenei», racconta Valerio Bovati, responsabile

della produzione, «sia per tipologia di lavoro che per richieste in termini di tiratura. Il 30% dei file che stampiamo arriva in Pdf, cioè in un formato che, a detta dei clienti, è pronto per la stampa, mentre i restanti sono direttamente realizzati da noi. Spaziano dal volantino pubblicitario per l’esercizio commerciale da stampare in poche copie, ai manifesti, brochure aziendali e libri. Per far fronte a tutte queste esigenze già alla fine degli anni Novanta decidemmo di dotarci della stampa digitale a cui di recente abbiamo aggiunto il modello C1 di Canon. Per noi è comunque molto importante sfruttare al massimo la macchina offset», continua Bovati, «per questo ci siamo dotati di Apogee Prepress ultima versione. Già in passato ci eravamo interessati alle

soluzioni di ink-saving; quando Agfa ci propose di provare la loro soluzione accettammo con interesse e, dopo una breve sperimentazione, a giugno 2008 abbiamo acquistato il programma. Tutti i file che sono stampati in offset ora vengono processati dal modulo e i risultati ottenuti sono ottimi; riusciamo ad andare in tiratura più velocemente, abbiamo meno copertura di inchiostro sulle aree scure e meno problemi di controstampa». «Il capitolo risparmio di inchiostro non è una voce importantissima per l’azienda poiché le tirature sono abbastanza basse; i vantaggi invece sono tutti nella migliore stampabilità dei file con conseguente miglioramento della qualità di stampa. La configurazione del sistema è stata messa a punto da Agfa ma, dopo

Canale del nero dopo elaborazione con Apogee Prepress.

Canale del nero originale.

alcune esperienze in produzione, sono state apportate alcune modifiche per evitare la comparsa di “strappi” nelle ombre. Dal punto di vista della gestione colore, i lavori sviluppati internamente vengono gestiti a monte del flusso Apogee Prepress mentre per i file Pdf ci appoggiamo alle funzioni di preflight del sistema di Agfa».

Tricromia dopo elaborazione con Apogee Prepress.

Tricromia originale. Originale in CMYK.

differenti Gcr/Ucr e altri molteplici parametri su cui si può intervenire; è da sottolineare che Agfa giudica alcuni di questi «modificabili» solo da parte di personale esperto. Per comprendere i parametri «fissi» abbiamo chiesto spiegazioni ad Ambrogio Silva che ci ha fornito, oltre alle indispensabili informazioni, un grafico che rappresenta lo spazio colore con specificati gli elementi richiamati nelle videate del software (vedi box a pagina 61).

Esempio di flusso in Apogee Prepress; il modulo Ink Saving occupa l’ultima posizione; riceve in input un file renderizzato sul quale verrà applicato il repurposing e/o l’ink-saving.

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nt e m e g a n a color m

di Ester Crisanti e Denis Salicetti

IL CONTROLLO PUNTUALE DEI PARAMETRI DI STAMPA

alla scoperta di pressSIGN Il software di Bodoni System offre a stampatori e print buyer un ottimo sistema di controllo delle condizioni di stampa del parco macchine e del rispetto delle normative Iso 12647, ormai divenute indispensabili in molti mercati europei. Vediamolo insieme.

a

vere la possibilità di tenere sott’occhio tutti i parametri fondamentali della stampa con un impiego di tempo relativamente contenuto è una delle principali esigenze del settore grafico. Oltre a questo non è da dimenticare la difficoltà intrinseca alla materia «controllo della qualità in stampa» che, per anni, è stato appannaggio di pochi esperti: capi macchina, tecnici di stampa e consulenti.

Due parole con Ian reID

Bodoni System [www.bodoni.co.uk] ha iniziato la propria attività nel 1990 proponendo soluzioni di seconda mano per la fotocomposizione, più o meno nel momento in cui l’affermazione della fotounità PostScript stava cambiando per sempre il settore grafico. Proprio per questo, in breve tempo, il focus dell’azienda è passato sulla vendita di fotounità, in particolare quelle Ecrm di cui Bodoni System divenne il più importante rivenditore/distributore nel Regno Unito negli anni Novanta. «L’azienda ha iniziato a occuparsi di colore», dice Ian Reid, managing director di Bodoni

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Systems, «verso il 1997, quando divenne l’importatore degli scanner Imacon prodotti in Danimarca. Oggi il principale mercato per noi è il Regno Unito ma abbiamo venduto in ogni continente; la suite pressSign è diffusa in Spagna e nel Nord Europa e anche in Italia, tramite la Col-Net di Roberto Gabaldo [www.col-net.it]. I clienti tipici sono grandi aziende di stampa che hanno dovuto abbracciare le norme Iso per soddisfare le richieste dei clienti più evoluti. Ora con la sempre più ampia affermazione della norma Iso 12647-2 tutto sta cambiando anche per le aziende di media dimensione; per questo negli ultimi sei mesi abbiamo avuto

Prima di iniziare la misurazione, bisogna specifcare le condizioni in cui è avvenuta la stampa. I parametri impostabili sono: macchina da stampa, relativa normativa di riferimento, tipo di carta utilizzata e se la misurazione viene fatta a inchiostro asciutto o bagnato. Nel nostro esempio abbiamo analizzato un foglio macchina 70×100, stampato su patinata da 80 g a 4 colori; la misurazione è avvenuta a inchiostro bagnato.

un incremento nelle vendite e notiamo che ora l’interesse per pressSIGN-PrintBuyer è più vivo che mai poiché molte aziende che hanno la stampa esterna hanno la necessità di controllare la conformità alla Iso 12647-2 dei fogli stampati in modo autonomo, semplice ed economico. Allo stato attuale esistono pochi prodotti che possono essere considerati nostri competitor perché per la maggior parte sono basati su fogli di calcolo «Excel-like»; solo Gmg PrintControl e Mellow Colour’s PrintSpec sono simili a pressSIGN ma hanno un costo decisamente superiore. Sembra banale ribadirlo, ma con la concorrenza internazionale sempre più agguerrita, le aziende di stampa, per sopravvivere,

Ian Reid, managing director di Bodoni Systems. hanno bisogno di migliorarsi continuamente nell’affrontare i problemi dei file, nel produrre prove colore adeguate e nella qualità di stampa. E noi pensiamo che pressSIGN metta a disposizione gli strumenti adeguati».


Ester Crisanti Laureata in scienze dell’informazione, opera da anni nel panorama delle arti grafiche come formatore e consulente sulle tecnologie legate al settore della prestampa. È membro dal 2003 del Ghent Pdf Workgroup.

La soglia di entrata in questo settore, per i neofiti, è sempre stata molto alta; oggi la situazione del mercato e la diffusione dei mezzi informatici stanno, finalmente, cambiando le cose. Durante l’ultima Drupa, al Dip (Drupa Innovation Parc) abbiamo potuto vedere alcune soluzioni di Bodoni System, software house inglese [www.bodoni.co.uk] che, tra i vari prodotti offre un sistema per il controllo della qualità in stampa. pressSIGN, questo il nome del programma, individua una famiglia di prodotti orientati a rendere possibile la misura del foglio stampato a partire dalle misurazioni di «color bar» predefinite.

All’avvio della misurazione compare la fnestra pressSIGN Chart che riporta la specifca di tutte le patch da misurare. In questo esempio abbiamo usato la misurazione manuale; la fnestra ci ha guidato nella fase di posizionamento dello spettrofotometro su ciascuna delle patch. Dopo ogni misurazione nella tabella qui sopra si compilano automaticamente i campi che individuano il tipo di patch, i valori Lab, la densità misurata.

Denis Salicetti Diplomato come Tecnico delle industrie grafiche opera da anni nel settore della stampa presso una primaria azienda grafica. Collaboratore attivo di Taga Italia, partecipa dal 2007 ai meeting del Ghent Pdf Workgroup. Gestisce un sito web come promozione alla ricerca nel settore delle arti grafiche [www.salicetti.it].

Per ogni patch sono disponibili nella fnestra Lab/Density i valori colorimetrici di riferimento come da norma comparati a quelli rilevati in fase di misurazione.

Esempio di report per stampa realizzata in offset piana. Le sezioni rilevanti per il giudizio del print buyer sono: elenco dei parametri di stampa con relativo punteggio; la presenza di un pallino rosso sta a indicare la non accettabilità di quel particolare parametro. Il pallino verde invece indica il rispetto dello standard impostato nelle preferenze; giudizio globale (nell’esempio è 65%); l’abbinamento tra colore e percentuale indica il grado di accettabilità globale del foglio macchina. Se il pallino è verde e la percentuale si avvicina il più possibile a 100%, siamo in presenza di un foglio macchina stampato in maniera eccellente. Ovviamente la percentuale indicata potrebbe essere inferiore anche in presenza del pallino verde.

I parametrI fonDamentalI DI stampa prevIstI Da presssIGn Bilanciamento dei grigi: rappresenta l’equilibrio cromatico esistente tra le forze di stampa relative al ciano, al magenta e al giallo. Un ottimo bilanciamento tra i 3 colori primari si ha quando la sovrapposizione dei tre elementi retinati produce una colorazione neutra (grigia). Densità massima: esprime il valore di densità ottica dello strato di inchiostro stampato sul supporto

e misurato sui pieni dei colori primari. Dot gain (Tvi, Total value increase): indica la differenza tra il valore di punto stampato e il valore digitale. Se per esempio un retino del 50% sulla lastra diventa un 65% in stampa, si dice che il dot gain è pari al 15%. Ink trapping: esprime il rifiuto o l’accettazione dell’inchiostro da parte del supporto o

dell’inchiostro stampato sull’elemento di macchina precedente. Valori colorimetrici: rappresentano i valori colorimetrici dei colori stampati espressi come coordinate Lab in accordo con quanto specificato da Iso 12647. Valori colorimetrici della carta: esprime la corrispondenza tra i valori colorimetrici della carta e lo standard di riferimento.

Scala di riferimento utilizzata dal software per effettuare le misurazioni sia in modalità automatica sia manuale.

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nt e m e g a n a color m Il report completo si compone di due pagine; nella prima, oltre ai dati riassuntivi già illustrati nella sezione pressSIGN PrintBuyer, sono riportati dati e grafci: rappresentazione dei due spazi colore (riferimento e macchina da stampa). Dal grafco si capisce che il gamut della macchina da stampa è completamente contenuto nel target di riferimento; lista dei primari (Y e K) e dei dot gain (C, M e K).

Le funzioni sono molte; si parte dalla versione base orientata a chi deve solo controllare la qualità (i cosiddetti «print buyer») fino alla versione completa destinata ai responsabili di produzione delle aziende di stampa per mantenere il parco macchine a norma. Le caratteristiche del software ci sono sembrate in linea con le esigenze imposte dal mercato: semplicità d’uso, completezza delle funzioni e, cosa che non guasta, costo contenuto. Abbiamo quindi deciso di analizzare la soluzione e per fare questo, abbiamo chiesto la collaborazione di un esperto del settore, Denis Salicetti di Galeati Industrie Grafiche [www.galeati.it], in modo da rendere la trattazione più vicina alle esigenze e all’esperienza della produzione. Scopo di questo articolo è non solo illustrare il funzionamento del software ma anche mostrare la semplicità di installazione, utilizzo e interpretazione dei risultati delle misurazioni. Per questo abbiamo strutturato la trattazione in due parti, collegabili alle esigenze oggi più urgenti nel settore grafico e legate alle figure del: print buyer che deve riuscire a stabilire in modo veloce e intuitivo la qualità di stampa dei propri fornitori;

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Dal report si capisce che entrambi sono al di fuori della norma; è da precisare che all’apprezzamento visivo il foglio macchina non presenta evidenti difformità cromatiche rispetto al campione fornito. Questo va sicuramente a vantaggio del software che garantisce un’accuratezza nei controlli rilevanti. È ovvio che il punteggio generale assegnato dal software può variare in funzione delle caratteristiche delle materie prime utilizzate mantenendo allo stesso tempo una totale accettabilità di stampa.

responsabile di produzione che deve mantenere il parco macchine a norma tenendo conto delle variabili legate alle caratteristiche delle materie prime utilizzate (carta, inchiostro, caucciù, bagnatura, additivi ecc.).

Dalla parte del print buyer pressSIGN PrintBuyer è uno dei software della famiglia pressSIGN, orientato a chi deve verificare il rispetto delle normative Iso 12647 da parte dei propri fornitori di stampa. L’installazione del programma è semplice ed è richiesta la presenza di uno strumento di misurazione (spettrofotometro); noi abbiamo utilizzato Eye-One Pro di X-Rite [www.xrite.com]. Il programma è disponibile sia per Mac sia per Windows; solo per la versione Windows è richiesta l’installazione dei driver dello spettrofotometro. La licenza del software può essere attivata su più computer poiché è legata all’utilizzo di un particolare EyeOne Pro di cui si deve fornire il numero seriale per avere il codice di attivazione. Per verificare il foglio macchina, si lancia il programma e si procede con l’inserimento dei dati relativi alle condizioni, indicando sistema di stampa e tipo di supporto e compilando la finestra appropriata. A questo punto siamo

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QualI parametrI stanDarD sI possono utIlIzzare con presssIGn? Il software prevede:

la Iso 12647-2 (standard internazionale per la stampa piana e rotativa offset con forno); la Iso 12647-3 (standard internazionale per la stampa in rotativa da giornale senza forno); la Iso 12647-4 (standard internazionale per la stampa rotocalco); la Iso 12647-6 (standard internazionale per la stampa flexo); GraCol G7 (standard Swop per la piana e rotativa offset con forno). Oltre a questo è possibile utilizzare un riferimento personalizzato o importare un profilo Icc già esistente. Nel caso si imposti lo standard Iso 12647-2, il software mette a disposizione i cinque tipi di carta previsti dalla norma: patinata lucida/opaca, patinatino da rotativa, uso mano e uso mano naturale. Come previsto dalla norma è possibile indicare al software se le misurazioni sono fatte su fondo bianco o su fondo nero. Altra cosa importante è la possibilità di lasciare i parametri di tolleranza indicati dalla norma, oppure inserirne di personalizzati nel caso si volessero avere parametri più stringenti.

In quest’interfaccia si vede che nei primari la normativa indica un ΔE ab di 5. Questo parametro potrebbe essere ridotto (per esempio al valore 3) per avere una maggiore aderenza allo standard.

pronti a fare le misurazioni sulla scala precedentemente inserita sul foglio macchina con tutte le patch corrispondenti alle esigenze di misurazione del software. Una volta eseguite le misurazioni, il software ha tutte le informazioni necessarie per avviare i calcoli relativi ai parametri di stampa precedentemente illustrati. Viene generato un report visionabile sia in modalità riassuntiva sia suddivisa per ogni parametro di stampa;


nt e m e g a n a color m Il contrasto DI stampa

È noto che il contrasto stampa, cioè la comparazione della densità degli inchiostri pieni (100%) e la densità della tinta nelle ombre (80% o 75%), è un ottimo indicatore della qualità di stampa poiché frequentemente nelle ombre ci sono importanti dettagli che si perdono quando il contrasto di stampa non è ottimale. Poiché nel programma di Bodoni System questo parametro non è presente, abbiamo chiesto alcune informazioni a Lee Badham, tecnico della software house inglese.

inoltre è possibile esportare in Pdf i dati in forma dettagliata da allegare al foglio macchina misurato. Questo può essere utile in quanto a ogni parametro viene attribuito un punteggio che contribuisce alla determinazione del livello di accettabilità di stampa.

Dalla parte del responsabile di produzione Passiamo ora ad analizzare gli altri due programmi: pressSIGN e pressSIGN Pro. Questi sono i software per gli stampatori che devono verificare costantemente le condizioni di stampa del proprio parco macchine sia attraverso l’interfacciamento automatico di spettrodensitometri di bordo macchina, sia attraverso misurazioni manuali eseguite con EyeOne Pro. Le condizioni di installazione sono identiche a quelle specificate per la versione PrintBuyer con una sola eccezione: per l’utilizzo del software è necessario il dongle Usb e la chiave di attivazione scritta sul dongle stesso.

I costI

Sono disponibili quattro versioni del programma: pressSIGN-Pro. In grado di lavorare con Eye-One Pro, Komori Pdc-SII, Heidelberg ImageControl, Kba Denistronic S, X-Rite Intellitrax S e qualsiasi altra macchina da stampa che usi Intellitrax S (Mitusibishi, Akiyama, Sakurai ecc.). Il software ha le stesse funzioni di pressSIGN più l’abilità di leggere l’intera barra di controllo in automatico, inviando poi le informazioni a pressSIGN. Costo 3.495 euro. pressSIGN. È la versione standard del software in grado di misurare la color bar creata da Bodoni System. Indica all’operatore come dovrà intervenire sulla densità per rispettare i valori Lab stabiliti dalla norma e come impostare la curva di svuotamento per le lastre. In grado di lavorare con Eye-One Pro. Costo 1.495 euro. pressSIGN-PrintBuyer. Richiede Eye-One Pro ed è orientato alle aziende che devono controllare i materiali stampati dai propri fornitori. Costo 445 euro. proofSIGN. Richiede Eye-One Pro ed è orientato alle aziende che devono controllare le prove digitali per stabilire se rispetta la norma Iso 12647-7. Può misurare Fogra Media Wedge 2 o 3 come pure Bodoni Media Wedge. Costo 445 euro.

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«Il motivo per cui non sono presenti il contrasto di stampa e altri parametri di riferimento, come l’errore di tinta o il grado di grigio, è perché non sono uno standard nella Iso 12647. La norma dà i riferimenti colorimetrici a cui attenersi, non dice come determinare le eventuali anomalie della macchina da stampa», ha spiegato Badham. Per il print buyer questo non rappresenta sicuramente un problema, in quanto deve dare una valutazione oggettiva dello stampato in riferimento alla norma. Ma un direttore di produzione di un’azienda di stampa deve interpretare i dati rilevati dal

software e determinare le possibili cause delle anomalie. Non tutti i problemi di stampa possono essere rilevate attraverso le misurazioni colorimetriche. Alcuni esempi: slur, fuori registro, emulsione bagnatura/inchiostro instabile, essicazione dell’inchiostro, aumento del punto ecc. Quindi potremmo dire che il software analizzato riporta in percentuale la corrispondenza alle indicazioni della norma, ma non è in grado di determinarne le cause di eventuali difetti di stampa. Può quindi indicarci la bontà del set-up della macchina da stampa, ma non come raggiungerlo.

Direttamente a bordo macchina, con gli strumenti previsti, si procede alla misurazione, in automatico o in manuale, delle scale di riferimento inserite nel foglio macchina. Come nella versione pressSIGN PrintBuyer, viene generato un report visionabile sia in modalità riassuntiva sia suddivisa per ogni parametro di stampa; inoltre è possibile esportare in Pdf i dati in forma dettagliata da allegare al foglio macchina misurato. Attraverso il report l’operatore è in grado di determinare con precisione quale caratteristica di stampa non risponda perfettamente alla normativa e di conseguenza è in grado di effettuare tutte le operazioni necessarie per correggere eventuali inadeguatezze delle forme di stampa o dei parametri generali della macchina.

Conclusioni Siamo consci che la valutazione di un software così strategico richieda un test più esaustivo e scandito nel tempo; per questo abbiamo chiesto la disponibilità per un’intervista alle aziende italiane che già utilizzano il programma. Possiamo comunque già ora trarre alcune conclusioni finali. Print buyer: la valutazione da parte di chi deve solo verificare la bontà della stampa dovrebbe dipendere dal contenuto del capitolato di fornitura stabilito all’atto della stipula del contratto. Adottando un criterio di ragionevolezza, possiamo dire che il punteggio del 65%, la conformità della carta e la valutazione visiva del foglio macchina rendono la stampa accettabile. Naturalmente se la soglia di accettazione fosse stata fissata all’80% la stampa sarebbe da contestare. Stampatore: il report evidenzia un problema sia sul Y sia sul K; in particolare sul giallo che risulta inquinato. Di conseguenza, avendo un primario molto al di fuori della norma, anche i rispettivi parametri di schiacciamento e di trapping risultano falsati. È evidente che lo stampatore in questo caso dovrà sistemare la problematica sul gruppo stampa del giallo durante la fase di avviamento e ripetere le misurazioni sul foglio di stampa più volte.


i r a n i m e s e corsi

LA STAMPA DI ETICHETTE Scuola Grafica San Zeno 11 e 12 novembre, Mestre. Descrizione: il corso si rivolge a operatori neo assunti, collaboratori non direttamente inseriti nella linea produttiva, tecnici commerciali a contatto con il cliente, tecnici di laboratorio e commerciali dei fornitori del settore packaging. L’obiettivo è fornire ai partecipanti un quadro di riferimento dei processi utilizzati per la produzione di etichette a un buon livello tecnico, tale da poter essere poi facilmente implementabile dall’interessato nell’esperienza personale. Non sono richiesti particolari prerequisiti. Il corso aiuta a comprendere le diverse tipologie di etichette, i supporti e gli inchiostri utilizzati per la stampa di etichette, il procedimento di stampa flessografico per la stampa di etichette, quello di stampa offset, rotocalco e di tipo serigrafico. Fornisce inoltre importanti nozioni sulle macchine da stampa a foglio e a bobina sulle lavorazioni superficiali e su quelle di allestimento e poststampa. Il corso è di tipo teoricodimostrativo. I diversi argomenti verranno affrontati in un’aula seguiti da esperienze pratiche. Durata: 14 ore. Quota di partecipazione: 260 euro (+ Iva). Tel. 0458070352 Fax 0458070353 [www.scuolagraficasanzeno.com]

INTRODUZIONE ALLA FABBRICAZIONE DELLA CARTA Scuola Grafica San Zeno dal 25 al 28 novembre, Mestre. Descrizione: il corso si rivolge a tecnici di cartiera, tecnici di laboratorio, commerciali, fornitori, ai quali si voglia fornire un adeguato quadro di riferimento con intendimenti introduttivi, relativo ai prodotti, alle materie prime e alle fasi produttive del processo cartario. Il corso aiuta a capire il complesso ciclo di produzione cartario, con la sua varietà di prodotti e fasi, e vuole creare la dovuta conoscenza per evitare confusioni o modelli di interpretazione dei fenomeni completamente errati. L’obiettivo è infatti quello di fornire conoscenze minime, ma sufficientemente organiche, in modo da costruire una solida base sulla quale organizzare conoscenze pregresse o inserire tutte le nuove esperienze operative. Saranno approfonditi gli argomenti riguardanti la definizione, le caratteristiche fondamentali e la classificazione della carta, con particolare riferimento alla materia prima fibrosa, alla preparazione dell’impasto, la fabbricazione, la patinatura e le finiture superficiali. Durata: 28 ore. Quota di partecipazione: 600 euro (+ Iva). Tel. 0458070352 Fax 0458070353 [www.scuolagraficasanzeno.com]


LE PROPRIETÀ OTTICHE DELLA CARTA Scuola Grafica San Zeno 4 e 5 novembre, Mestre. Descrizione: il corso si rivolge a tecnici e responsabili di cartiere e di aziende grafiche interessati ad aggiornare la conoscenza della normativa e dei diversi sistemi di misura nella filiera cartaria. Il corso intende fornire un quadro di riferimento delle leggi nella filiera della carta e ad approfondire gli aspetti teorici e pratici della misura delle proprietà ottiche con diversa strumentazione. Saranno approfonditi gli aspetti teorici e la normativa vigente nel settore cartario, con il relativo aggiornamento e le prospettive future; ma anche quella vigente nel settore grafico. Si affronteranno i principi della calibrazione degli strumenti secondo le norme Iso; la fluorescenza e l’effetto degli sbiancanti ottici; il controllo dei parametri nel processo produttivo; la misura del colore in riflessione e in trasmissione; le prove di laboratorio comparative su strumenti con geometrie e illuminanti diversi come DataColor (Elrepho 3300 geometria d/0) e HunterLab (UltraScanPro geometria d/8) e lo spettrofotometro Gretag Macbeth (geometria 45/0). Durata: 14 ore. Quota di partecipazione: 300 euro (+ Iva). Tel. 0458070352 Fax 0458070353 [www.scuolagraficasanzeno.com]

IL RICICLO E LA DISINCHIOSTRAZIONE DELLA CARTA STAMPATA Scuola Grafica San Zeno dal 18 al 20 novembre, Mestre. Descrizione: il corso è destinato a tecnici e responsabili di cartiera che vogliono approfondire il chimismo e le problematiche dei diversi inchiostri nel processo di disinchiostrazione. Ma si rivolge anche a stampatori, operatori grafici, grafici creativi, illustratori e designer, nonché al personale che opera nel settore commerciale e agli addetti alle vendite che vogliono inquadrare l’aspetto della riciclabilità dello stampato per migliorare le prestazioni ambientali dei loro prodotti. Il corso vuole fornire le basi del processo di disinchiostrazione e inquadrare in modo semplice e con dimostrazioni pratiche l’impatto delle tecnologie di stampa sulla riciclabilità del prodotto in cartiera. Vi saranno dimostrazioni pratiche della disinchiostrabilità di diversi stampati (offset, flessografica e digitale) ed esercitazioni sull’utilizzo delle misure ottiche per la valutazione dei risultati attraverso il grado di bianco, il colore, l’Ink Elimination R700 e l’area dei punti d’inchiostro mediante analisi d’immagine (Domas System). Durata: 21 ore. Quota di partecipazione: 450 euro (+ Iva). Tel. 0458070352 Fax 0458070353 [www.scuolagraficasanzeno.com]


i r a n i m e s e corsi PREFLIGHT E CERTIFICAZIONE DEL FILE Scuola Grafica San Zeno 28 e 29 ottobre, Verona. Descrizione: il corso è rivolto a grafici che operano nel settore della stampa, in particolar modo operatori che hanno a che fare con la distribuzione e lo scambio di file grafici. Ma è destinato anche a operatori e creativi che devono creare il file destinato alla stampa, a responsabili e operatori del reparto di prestampa, ai responsabili qualità e agli impiegati dell’ufficio tecnico, nonché alle aziende di stampa in genere che ricevono file Pdf finalizzati alla stampa. L’obiettivo è introdurre al concetto di preflight e alla certificazione, analizzare in modo corretto e completo i software e i sistemi di preflight, e creare correttamente i file grafici e i file Pdf destinati alla stampa. Verranno illustrati i requisiti e le tecniche per la certificazione di un file, i sistemi di preflight e certificazione per file Pdf e file aperti, l’analisi delle funzionalità di preflight presenti all’interno di Acrobat Professional, la funzionalità di PitStop Professional, il suo flusso di certificazione, le funzionalità di Certified Pdf.net e l’uso di Enfocus Instant pdf. Si richiede ai partecipanti la conoscenza di base dei principali applicativi grafici e del software Adobe Acrobat. Durata: 8 ore. Quota di partecipazione: 150 euro (Iva esclusa). Tel. 0458070352 Fax 0458070353 [www.scuolagraficasanzeno.com]

IL CORRETTO USO DEL COMPUTER TO PLATE Istituto Salesiano San Marco 25 ottobre, 8 e 15 novembre, Mestre. Descrizione: il corso è adatto a responsabili di produzione e di reparto, operatori e tecnici di prestampa e stampa offset, e presenta lo stato dell’arte e le evoluzioni della tecnologia Ctp e nello specifico analizza le procedure corrette per la linearizzazione, calibrazione e controllo dell’output digitale su lastra offset. I principali contenuti abbracciano le tecnologie Computer to plate, con analisi e considerazioni sullo stato dell’arte in merito ai sistemi di scrittura e relativi materiali (lastre). Saranno analizzati i sistemi per la misurazione e il controllo dell’output su lastra con Computer to plate; i parametri di output relativi alla retinatura, come risoluzione, lineature, inclinazioni, tipi di retino; e le curve di riproduzione e gli standard per la riproduzione delle lastre offset. Ci saranno dimostrazioni di linearizzazione, stampa su macchina offset e successiva calibrazione dell’unità di scrittura. Durata: 14 ore Quota di partecipazione: 290 euro + Iva Tel. 0415498241 Fax 0415498198 [www.issm.it]


VERIFICA DELLA STRUTTURA DEL WORKFLOW AZIENDALE Istituto Salesiano San Marco Date da concordare con le aziende, la sede è Mestre. Descrizione: il corso è rivolto a imprenditori, quadri tecnici e amministrativi, responsabili della gestione di commesse e dei rapporti con i fornitori che abbiano già maturato competenze in campo gestionale. L’obiettivo finale è il controllo costante della commessa lungo tutte le fasi del workflow aziendale, dalla sua assunzione alle attività di prestampa, stampa e allestimento. Il corso di un giorno propone quindi una serie di stimoli e strumenti metodologici per realizzare e sviluppare un sistema avanzato di checkup della gestione industriale. Durante la giornata verranno illustrate alcune applicazioni del sistema di controllo budgetario nella formulazione delle politiche commerciali, negli investimenti e nel calcolo della redditività delle commesse. Durata: 8 ore Quota di partecipazione: 810 euro + Iva Tel. 0415498241 Fax 0415498198 [www.issm.it]

I PROBLEMI DI STAMPABILITÀ Istituto Salesiano San Marco 11,13, 18, 20 e 29 novembre, Mestre. Descrizione: il corso è rivolto a stampatori, capimacchina, responsabili del reparto stampa, responsabili della qualità del prodotto, responsabili di commessa, fornitori dell’industria della stampa, studi grafici, responsabili dell’ufficio tecnico. L’obiettivo è fornire le conoscenze essenziali di carta e inchiostro riguardo alla stampabilità e far conoscere i più consueti problemi derivanti dal loro rapporto, le loro cause, i loro rimedi. Il corso vuole anche evidenziare l’importante ruolo che giocano la soluzione di bagnatura e il caucciù nei confronti della stampabilità; la macchinabilità della carta e concetti fondamentali relativi al feltro cartaceo e all’umidità; l’inchiostrabilità della carta e l’influenza delle finiture superficiali. Vi saranno anche approfondimenti legati all’unità di stampa e allo sviluppo della pressione nelle macchine offset; sul caucciù, le sue caratteristiche e il suo ruolo nei confronti dei problemi di stampabilità; sulla comprimibilità e lo sviluppo di pressione; su ruolo e composizione della soluzione di bagnatura e sui principali inconvenienti di stampabilità che possono derivare dalla soluzione di bagnatura. Durata: 21 ore Quota di partecipazione: 370 euro + Iva Tel. 0415498241 Fax 0415498198 [www.issm.it]


ti n e m a t n u p eventi eaaep in Europa in Itali Loghi d’Italia Storie dell’arte di eccellere Quella della commistione tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane è una vicenda lunga e ricca di storie interessanti da raccontare. Prova a farlo in maniera organica questa mostra romana che ripercorre l’eccellenza della creatività imprenditoriale italiana nel corso del tempo. Si comincia dalle aziende più antiche, come Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del Novecento, e

ci si addentra nelle fortune commerciali delle imprese affermatesi intorno alla metà del secolo, come Zanotta o iGuzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che costituiranno l’eccellenza italiana del domani. Roma, Castel Sant’Angelo dal 21 novembre al 25 gennaio

Bruno Munari Mostra antologica

Fab Five

Le fotografie di Douglas Kirkland Sono un’ottantina gli scatti del celebre fotografo Douglas Kirkland realizzati sui set cinematografici di tutto il mondo. L’ampia rassegna di opere appartiene a due filoni: da un lato le 60 riproduzioni tratte da Freeze Frame, il libro già oggetto di due recenti mostre fotografiche negli Stati Uniti; dall’altro, 25 fotografie inedite scattate tra Cinecittà e altre location italiane. I nuovi scatti saranno realizzati ricostruendo le scene di alcuni dei più famosi film della storia del nostro cinema come La Ciociara, Ieri Oggi e Domani, 8 e ½, Il Gattopardo e Profondo Rosso. Le immagini in mostra, prevalentemente monocromatiche, saranno riprodotte in grande formato con le stampanti Designjet serie Z di Hp, sponsor tecnologico della mostra, su carta fotografica Hp Premium Satin e con il sistema a dodici inchiostri pigmentati Hp Vivera tra cui Hp 70 Gloss Enhancer e Hp Quad-Black, che permettono un’eccellente qualità di stampa, con qualsiasi condizione di luminosità. Milano, Triennale — fino al 26 ottobre

76

ottobre 2008

Con oltre 200 oggetti, tra sculture, opere d’arte e di grafica, l’attività del grande Bruno Munari esposta in questa mostra antologica consentirà al visitatore di riconoscere dentro di sé sensazioni molto familiari dal momento che le sue esplorazioni deliziose nel campo della didattica sono ormai parte dell’immaginario collettivo di tutti. Al suo nome sono legate anche alcune tra le aziende italiane più importanti per le quali ha realizzato bozzetti, studi, disegni, manifesti, progetti pubblicitari e allestitivi. Ma anche le case editrici Bompiani, Rizzoli, Zanichelli, Editori Riuniti e Corraini che, dagli anni Venti a tutti gli anni Settanta, si sono affidate alla grafica e alla sperimentazione linguistica di Munari. È soprattutto con alcune collane ideate per Einaudi che Munari raggiunge livelli elevatissimi di notorietà che si riflettono sul successo della casa editrice. Roma, Museo dell’Ara Pacis — dal 9 ottobre al 1° febbraio


Man Ray Incurante ma non indifferente Grande protagonista dell’arte di avanguardia del primo Novecento, Man Ray non era stato sinora mai visto e raccontato in Italia. A correggere questa assenza ci pensa la mostra nuorese che espone disegni, fotografie, dipinti, sculture, oggetti personali e documenti provenienti dalla collezione del Man Ray Trust di Long Island a New York. I pezzi arrivati dagli Stati Uniti ricostruiscono un percorso straordinario che si svolse in quattro tappe fondamentali a New York, Parigi, Los Angeles, e ancora Parigi, nel tempo intercorso fra Dada e Surrealismo. Un’avventura visionaria che segna ancora la società e la cultura del nostro tempo. Nuoro, Museo d’Arte della Provincia di Nuoro dal 24 ottobre al 6 gennaio

Antonio Ligabue L’arte difficile di un pittore senza regola Ligabue torna a Milano, dopo quasi trent’anni dalla prima mostra, per una consacrazione vera e propria che restituisce a questo grande artista il ruolo che gli spetta a pieno titolo nella pittura italiana del Novecento. Si tratta della più grande mostra mai realizzata sull’artista nato a Zurigo e morto a Gualtieri, nel reggiano. Sono oltre 250 le opere esposte, di cui ben 215 dipinti a olio e quindici dei quali inediti, oltre ad alcuni oggetti che gli appartennero e a una ricca filmografia d’epoca che ci racconta la sua vicenda umana con una poetica struggente. Milano, Palazzo Reale — fino al 26 ottobre


L’arte della pubblicità Il manifesto italiano e le avanguardie. 1920-1940 Fu un momento fatidico della storia della comunicazione italiana, quello che intercorse tra gli anni Venti e il 1940. Furono gli anni dell’ascesa al potere del Fascismo, della crescita dell’industrializzazione, della creazione e sviluppo dei nuovi miti, primo fra tutti quello di una Italia grande e moderna. Con quasi 200 opere esposte per oltre sessanta autori, quella esposta in questa rassegna è la più importante e ampia collezione privata di manifesti storici oggi esistente in Italia: bozzetti originali, modelli legati alla produzione industriale e alla celebrazione patria e diversa documentazione di grande interesse, come la raccolta di 27 figurazioni grafiche di Bruno Munari per il Cantastorie di Campari o i disegni di Adolfo Wildt per l’Opera nazionale Orfani di Guerra. Un’Italia moderna e capace, anche nel confronto con altri Paesi occidentali, di un linguaggio figurativo audace e molto sperimentale. Forlì, Musei di San Domenico – fino al 30 novembre


fica a r g a l l e d i i numer

ANDAMENTO DELLA PUBBLICITÀ NEL 1° SEMESTRE 2008

Sono ancora in leggera crescita le affissioni (+1,9%) dopo il boom clamoroso del primo trimestre dell’anno, mentre continua la buonissima progressione di Internet. Per quanto riguarda l’investimento pubblicitario dell’intero settore della stampa, i quotidiani a pagamento continuano a perdere terreno (-2,1%) a spese della free press (+2,0%), mentre il comparto dei periodici segna una leggera crescita dei mensili (+2,2%) ma vede diminuire gli investimenti sui settimanali (-1,0%).

Il report periodico congiunto di Nielsen Media Research [www.nielsenmedia.it] e di Fcp, la Federazione delle concessionarie di pubblicità [www.fcponline.it], mostra come l’andamento degli investimenti pubblicitari nel primo semestre dell’anno abbia registrato una flessione, rispetto allo stesso periodo del 2007, su tutte le dimensioni della stampa (-2,7% totale) e nel cinema.

INDAGINE NIELSEN MEDIA RESEARCH SUGLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI NETTI STIMATI IN ITALIA. 2006

2007/2006 var. %

2007

2007 gen-giu

2008 gen-giu

gen-giu 08/07 var. %

gen-giu 08 compos. %

Valori assoluti in migliaia di euro

Stampa

3.012.439

3.101.542

3,0

1.582.660

1.540.416

-2,7

32,4

- quotidiani a pagamento

1.716.414

1.773.072

3,3

923.853

896.661

-2,9

18,8

1.296.025

1.328.470

2,5

658.807

643.755

-2,3

13,5

196.963

200.649

1,9

119.991

122.293

1,9

2,6

4.598.777

4.653.482

1,2

2.592.611

2.634.750

1,6

55,3

- periodici Affissioni Televisione Radio

440.665

476.090

8,0

253.765

269.017

6,0

5,7

Cinema

76.190

69.789

-8,4

30.120

25.678

-14,7

0,5

Internet 1

97.577

281.934

42,7

134.387

164.873

22,7

3,5

Cards

..

..

..

3.096

3.694

19,3

0,1

Totale

8.522.611

8.783.486

3,1

4.716.630

4.760.721

0,9

100,0

2008 gen-giu

gen-giu 08/07 var. %

gen-giu 08 compos. %

INDAGINE FCP SUGLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI SULLA STAMPA IN ITALIA. 2006

2007

2007/2006 var. %

Quotidiani

1.633.270

1.706.584

4,5

886.696

870.050 -

1,9

62,0

- a pagamento

1.562.977

1.617.847

3,5

842.326

824.796

-2,1

58,8

70.293

88.737

26,2

44.370

45.254

2,0

3,2

2007 gen-giu

Valori assoluti in migliaia di euro

- free press Periodici

1.056.695

1.083.188

2,5

531.937

533.236

0,2

38,0

- settimanali

583.398

578.531

-0,8

286.403

283.537

-1,0

20,2

- mensili

433.617

466.849

7,7

228.095

233.171

2,2

16,6

39.680

37.808

-4,7

17.439

16.528

-5,2

1,2

2.689.965

2.789.772

3,7

1.418.633

1.403.286

-1,1

100,0

- altra periodicità Totale


2008

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8 ottobre 200

o r e m u n o t s in que l’indice inserzionisti:

abbiamo parlato di:

Per la pagina attiva del cliente collegarsi a www.rivistedigitali.com Azienda

Pagina

Air Project

9

Bompan Burgo Group Centrexpo Colorgraf Digraph Edigit International EskoArtwork M-Service Macchingraf Monzese Carta New Aerodinamica

29 IV Cop. 59 5 1 11-75 79 77 3 I e II Cop. III Cop. 55

Nimax

69

Samor Soporcel Tecnologie Grafiche Tecnorulli

45 74 73 80

Tresu Weko

72

Willett

41

Azienda

Pagina

Adobe

46

Agfa

60

Arjowiggins

16

Binuscan

21, 26

Bodoni System

64

Burgo Group

16,, 17

Caledonia

8

Callas Software

13

Cartaria Italiana Graphic Papers

17

Cartiere Cariolaro

17

Cartiere del Garda

17

Cerutti

22, 44

Colorcopy

7

Credem

38

CtpOptotec

12

DuPont

13

Durst

10

Epson

6

Extensis

13

Favini

16

Fontegrafica

14

Galeati Industrie Grafiche

38

Gidue

14

Goss International

12,, 20, 22, 33

Guandong

8

Hp

7, 34

HuberGroup

14

Ilford

8

Istituto per il Commercio Estero

48

Kba

20, 22, 33, 44

Manroland

20, 21, 22, 32

Müller Martini

15, 44

New Aerodinamica

11

Océ

34

Roland Dg Mid Europe

7

RotoAlba

42

Saverio Rief

10

Scheufelen

16

Tipolitografia Campisi

14

Torraspapel

17

Xerox

6

Zünd

10

L’indice inserzionisti è fornito come servizio supplementare dell’editore, il quale declina ogni responsabilità per errori e omissioni. 82

ottobre 2008


biblioteca

Edward Denison

Print anD ProDuction FinishEs For Packaging

RotoVision ISBN 978 2 940361 97 7 192 pagine • settembre 2008

Dall’ideazione alla produzione c’è sempre uno sforzo in più da compiere che attiene più spesso al tecnico piuttosto che al progettista. Di questa «fatica» tratta diffusamente il volume, dedicato a chi voglia approfondire le numerose problematiche che il packaging incontra lungo il percorso della produzione. Un mondo ricco di sfaccettature specialistiche in cui l’abilità cartotecnica diventa un requisito indispensabile per ottenere prodotti belli, accattivanti e strutturalmente vincenti.

45,00 dollari

Wilson harvey

1000 tyPE trEatmEnts

FROM SCRIPT TO SERIF, LETTERFORMS USED TO PERFECTION Rockport ISBN 978 1 59253 482 1 440 pagine • settembre 2008

Spesso il talento di un bravo designer si misura anche dalla sua capacità di creare il lettering tipografico. Lo dimostra bene questo volume che contiene una collezione di mille caratteri generati nelle più differenti fogge per accompagnare prodotti, libri, magazine, pagine pubblicitarie, biglietti da visita o opuscoli. Una sorta di catalogo delle migliori produzioni raccolte negli studi grafici di tutto il mondo, in grado di accendere la fantasia con idee fresche e originali.

19,99 dollari

a.a.V.V.

BEst P.o.P. DEsign

Alpha Books ISBN 978 4 568 50348 7 249 pagine • settembre 2008 55,00 euro

L’evoluzione del packaging e della cartotecnica sta avendo un grande successo negli ambiti commerciali a più stretto contatto con il pubblico. Gli espositori stanno infatti diventando un veicolo di marketing irrinunciabile per le aziende. Ecco allora un volume che raccoglie alcune idee interessanti raggruppandole per tipologia: sia va dai Pop da tavolo o da appendere, a quelli con parti in movimento e forniti di batteria, fino agli espositori dotati di luci per colpire meglio l’attenzione nel punto vendita.

andrea Branzi

introDuzionE al DEsign italiano

UNA MODERNITÀ INCOMPLETA

Baldini Castoldi Dalai ISBN 978 88 6073071 8 216 pagine • settembre 2008 25,00 euro

Scritto da uno dei protagonisti del design italiano, ripercorre la storia del design nostrano risalendo alle sue radici profonde: dagli affreschi di Pompei e della metropoli latina all’arte paleocristiana, dal Rinascimento al Futurismo e al periodo metafisico. Un lungo viaggio che approda a un’originale definizione della modernità italiana, di cui il design è visto come motore di una cultura imprenditoriale aperta che trova nelle ricorrenti crisi dell’economia l’occasione per sperimentare la novità.

ottobre 2008

83


8 ottobre 200

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ottobre 2008

Italia Grafica - Ottobre 2008  
Italia Grafica - Ottobre 2008  

Italia Grafica - Ottobre 2008

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