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Foglio di informazione a cura del Partito democratico di Rignano Flaminio Stampato in proprio Distribuzione gratuita

Anno 2 - Numero 3

22 gennaio 2009

L’America a una svolta: la vittoria di Obama

C

on l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti, il mondo intero ha tirato un sospiro di sollievo, e gli americani si sono accorti - quasi con stupore - di aver eletto un uomo di colore a capo del paese. La scelta del popolo americano è caduta su un candidato estremamente qualificato, intelligente ed equilibrato, in un momento storico in cui tali qualità potrebbero rivelarsi essenziali. Finalmente, gli Stati Uniti sembrano essersi gettati alle spalle il loro passato razzista. Ma è veramente così? Di fatto, la comprensione di questo evento epocale non può prescindere da quella della storia dei neri in America, come cercherò di chiarire nei paragrafi che seguono. La schiavitù negli Stati Uniti inizia ufficialmente nel 1654, quando (Continua a pagina 9)

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a decisione del Governo di portare in approvazione, con i collegati alla Finanziaria 2009, alcuni provvedimenti decisivi per il futuro assetto territoriale, rafforza l’interesse attorno alla questione della riforma istituzionale dello Stato, che torna ad essere uno dei principali argomenti di discussione fra le parti politiche, facendolo oggetto di una insistente e martellante propaganda, senza che questo però riduca la confusione

E

ro ancora ventenne quando, rispondendo all’automobilista di passaggio che mi chiedeva indicazioni per raggiungere la Rignano -Capena, risposi che la strada non esisteva e che da Rignano per arrivare a Capena avrebbe dovuto necessariamente dirigersi verso Morlupo. Solo molti anni dopo scoprii che quella che chiamiamo abitual-

sull’argomento. Può essere utile quindi cercare di chiarire alcuni aspetti, soprattutto per quanto riguarda le ricadute che tali scelte avranno sul nostro territorio e sui cittadini. E che dovrebbero vedere le amministrazioni locali più attente e partecipi nel dibattito (cosa sta facendo, in questo senso, l’amministrazione di Rignano?), anche perché il percorso di riforma è complesso e le soluzioni possono essere molteplici. (Continua a pagina 3)

mente la “strada di Vallelunga” altro non è che il tracciato che l’automobilista cercava di raggiungere. Per lui sarebbe cambiato poco visto che, allora come oggi, essa è una strada fantasma dal tracciato interrotto e passare per Morlupo è assolutamente necessario. I due paesi distano in linea d’aria solo pochi chilometri, ma il percorso (Continua a pagina 4)


IN QUESTO NUMERO: Rignano e la Città metropolitana di Roma di Vincenzo Marcorelli

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Una strada verso il domani di Stefano Pucci

1/4

L’America a una svolta: la vittoria di Obama di Brendan Jones

1/9

Il dovere di interrogarci di Raffaele Caputo

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Ciao... di Stefano Pucci

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La Asl Rm F di Vincenzo Marcorelli

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Ammodernamento della ferrovia di Stefano Pucci

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Così diversi, così uguali di Vincenzo Marcorelli

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Le strade di Rignano di Ugo Colonna

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Montelarco: i disagi non finiscono mai di Enrico D’Ottavi

6

Vivere a Montelarco - parte III di Enrico D’Ottavi

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Differenziare… aiuta! di Raffaella Rojatti

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La pagina dello Sport - La palla di Angelo Paterniani La scuola che cambia - parte II di Angelo Tarragoni

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Ciao... Era un’istituzione, Romeo. Perché essere istituzione in una qualunque comunità significa essere un punto di riferimento per le attività che riguardano la cosa pubblica. E Romeo Papini lo era eccome un riferimento, nel partito, nella banda musicale, al centro anziani, in mille altri momenti della sua giornata, sempre mosso da impegno e passione. Appartengo ad una generazione che forse per motivazioni storiche ha spesso visto la politica con un’accezione negativa ed anche chi come me alla politica ha deciso di prestarsi, seppure tardivamente, fa fatica a scrollarsi di dosso quell’impressione. Ci riesce grazie all’esempio di figure come quella di Romeo e di altri amici come Maurizio Tulli, anche lui scomparso a fine novembre e di Salvatore Mauri che è venuto a mancare da poco più di un anno, proprio alla vigilia della fase costituente del PD, persone che fino a che hanno avuto forza hanno creduto nella politica e le hanno dedicato le loro migliori energie. Dalle quali dobbiamo conservare l’esempio per dare il nostro contributo per un paese migliore. S.P. 2

Q

uelli che stiamo vivendo non sono giorni facili e neanche le festività natalizie sono riuscite a dissipare il senso delle difficoltà in cui viviamo, anche se osservare e commentare il presente è sempre difficile, perché non si riesce ad avere il necessario distacco e quindi una visione non legata alla stretta contingenza. Per trovare un percorso e organizzare e definire una riflessione, uso due immagini che ci sono state proposte da tutti i mezzi di informazione: il sindaco di Firenze che, per affermare la propria innocenza, si lega a un palo e la corsa gioiosa di Berlusconi durante la visita a Pescara. Queste immagini fanno riflettere sui passaggi che hanno condotto l’Italia a considerare proprio Berlusconi come “il piccolo nonno della grande madre Italia”, per citare una vignetta di Altan. Nonostante la crisi economica che spinge ai tagli dei consumi, proliferano le soluzioni di propaganda che nascondono ulteriori problemi: con la crisi Alitalia sono a carico degli italiani 3 miliardi di euro di debiti (che nel caso di accordo si sarebbe accollata l’Air France), permane la pervicace ostinazione a proporre progetti quali il Ponte sullo stretto in realtà quali la Calabria e la Sicilia dove ancora non ci sono nemmeno trasporti decenti su strade o ferrovie, l’alto costo della sanità, la disparità di trattamento tra scuole pubbliche, con i falsi tagli alle private (ai vescovi è bastato protestare per riottenere i finanziamenti che il governo ipotizzava di eliminare)… Ebbene in questo panorama nel quale spesso la fantasia e la propaganda si sostituiscono alla razionale analisi dei problemi, delle risorse disponibili e della corretta ripartizione tra i ceti sociali, come mai l’opposizione non riesce ad intercettare il malcontento che dovrebbe colpire chi è al governo?

Pensando a casa nostra, come mai il PD non decolla e non riesce a mostrarsi come una forza di governo realmente alternativa alla destra ed in grado di ottenere la fiducia degli italiani? Potremmo aprire una lunga discussione, ma riflettendo su alcune inchieste giudiziarie che stanno coinvolgendo amministrazioni rette dal PD si comincia a capire: non riusciamo a dare la sensazione e la convinzione di essere diversi da chi pratica il conflitto di intereressi, da chi considera la politica uno strumento per il proprio tornaconto personale, da chi premia la sua corte e così via, in una degenerazione che coinvolge tutto il ceto politico come dimostra la scarsa stima che complessivamente gli italiani nutrono verso i loro rappresentanti. Tangentopoli è stata non solo un’occasione persa per bonificare il rapporto tra politica ed affarismo, ma ha addirittura peggiorato la sit u a zi o n e pe r c hé h a vi s t o l’arroccamento delle forze politiche a difesa dei propri privilegi e la rinascita dalle ceneri dei vecchi partiti di tante individualità che hanno ampliato quanto diceva Rino Formica del suo PSI: “il convento è povero ma i frati sono ricchi”. A questo punto tutti noi dovremmo interrogarci, per evitare che dalla somma dei piccoli interessi di ciascuno derivi un danno per tutti e dovremmo partire proprio da casa nostra, dal nostro PD per trovare la forza di dare spazio a quanti vorrebbero un rinnovamento basato sul riconoscimento del merito, sull’analisi delle necessità collettive, sull’uso oculato delle risorse: in poche parole dovremmo trovare il modo per usare la politica come mezzo per affrontare le esigenze di tutti e non quale strumento per soddisfare gli egoismi personali.

Raffaele Caputo


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Ad occupare l’agenda politica sono, infatti, diverse proposte di legge che riguardano direttamente il sistema degli enti locali e in particolar modo Roma e la sua provincia: da quelle su Roma Capitale e la Città metropolitana al disegno di legge delega sul federalismo fiscale e l’emendamento all’art. 13 riguardante proprio nello specifico l’ordinamento di Roma; al disegno di legge delega sulla Carta delle Autonomie, dal cui testo si evince che lo Stato e le Regioni dovranno svolgere funzioni eminentemente legislative, mentre il complesso delle funzioni amministrative si sposta verso le istituzioni più vicine ai cittadini e al territorio. A grandi linee, per quanto riguarda Roma, a contrapporsi sono principalmente non solo due diverse posizioni politiche, ma due differenti idee di riordino istituzionale e territoriale: un assetto di “governance” per l’area vasta della Provincia di Roma centrato su una Città metropolitana costituita da 139 comuni, ossia gli attuali 120 comuni della Provincia e i 19 municipi di Roma (portato avanti dal centrosinistra), in alternativa all’impianto distrettuale invocato dalla maggioranza di centrodestra che siede al Campidoglio. Nella situazione in cui si trova Rignano - Municipio

oggi Rignano (simile a quella di tutti i paesi dell’hinterland romano) esistono problemi che non possono più essere fronteggiati in un ambito circoscritto come quello comunale. I flussi demografici hanno creato un nuovo riequilibrio territoriale dando origine a interdipendenze funzionali che rafforzano il legame tra la Capitale e gli altri comuni, con conseguenti ed elevati livelli di mobilità (per motivi di lavoro, studio e fruizione di servizi) che, oltre al loro impatto sull’ambiente, rendono ancora più grave la carenza di infrastrutture adeguate. Ormai le questioni aperte hanno scala metropolitana: dal diritto all’abitare alla viabilità e trasporti, dallo smaltimento dei rifiuti alle questioni legate ai “campi Rom”. Da qui la necessità di promuovere la Città metropolitana di Roma (che valorizza non tanto il “grande centro” quanto i comuni circostanti ed i municipi interni al capoluogo, analogamente a quanto accaduto in altre grandi città europee quali Londra, Parigi, Barcellona, Amsterdam, Berlino), all’interno però di una visione regionale di sviluppo integrato, capace di far fronte anche alla scarsità di risorse economiche e non solo: occorre costruire una rete strategica, economica e sociale tra i maggiori attori coinvolti che non

Roma - Palazzo Valentini

può prescindere dall’azione di programmazione e coordinamento della Regione, ridisegnando funzioni e compiti degli enti locali in maniera definita, evitando una eccessiva genericità delle attribuzioni e tale da non creare sovrapposizioni. I soli criteri che dovranno guidare tale riorganizzazione sono quelli dell’efficienza, della semplificazione e del risparmio. La Città metropolitana si occuperebbe degli indirizzi e dei servizi di carattere strategico e di area vasta (vedi mobilità, servizio idrico, ciclo rifiuti), mentre i Comuni metropolitani si occuperebbero dei servizi alla persona e di quelli a carattere locale all’interno del territorio di competenza. È ora di superare impostazioni come quella “romacentrica” rivolta esclusivamente a sostenere la crescita di Roma o quella localistica rivolta esclusivamente a difendere il proprio particolare; si deve invece salvaguardare l’integrità dell’intero territorio laziale, prevedendo con una eventuale riforma costituzionale, la sua trasformazione come Regione a statuto speciale. L’istituzione della Città metropolitana di Roma, importante per avere istituzioni più efficienti e realmente vicine ai cittadini e ai bisogni del nostro territorio, diventa così un’opportunità per l’intero Lazio, se coniugata con una politica di sviluppo che veda protagonisti, in un quadro unitario, tutti gli attori in campo: Regione, Città metropolitana di Roma e le altre province laziali. Vincenzo Marcorelli Capogruppo del PD Rignano Fl. http://vmarcorelli.blogspot.com 3


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che li collega compie un largo giro, con evidente dispendio di tempo e carburante per chi deve percorrerli. Per decenni l’impossibilità di un collegamento diretto ha rappresentato solo un lieve disagio, poiché i collegamenti che interessavano il nostro paese avvenivano prevalentemente lungo l’asse Flaminia. Da circa un decennio, però, non è più così poiché lo sviluppo dell’area tiberina compresa tra Fiano Romano e Capena ha reso quel territorio un importante catalizzatore di mobilità commerciale e logistica; l’assenza di un collegamento diretto costituisce oggi un grave deficit, ed ancor di più lo sarà nei prossimi anni, dopo l’apertura del casello autostradale di Castelnuovo di Porto e l’imminente apertura della bretella che collegherà la via Tiberina con l’area industriale di Monterotondo e la via Salaria. Al termine della passata consigliatura provinciale è stato finalmente sciolto il nodo della questione, trovando una soluzione alla querelle che ostacolava l’apertura del tracciato, legata alla presenza sul percorso di siti archeologici nel territorio di Capena. Alla luce delle necessità sopra evidenziate questo potrebbe apparire come una benedizione per Rignano, ma i molti decenni trascorsi da quando la strada fu progettata e parzialmente realizzata ci obbligano a rivederne gli aspetti viari che più interessano il nostro paese. La parte centrale del tracciato spacca in due l’ampia area destinata ad uso civico, che oltre ad essere l’unica area tutelata in un paese circondato da parchi naturali ma fuori da ognuno di essi, rappresenta una importante risorsa economica 4

ed occupazionale, se destinata ad uno sviluppo secondo logiche moderne e sostenibili. Mi riferisco alle potenzialità dell’economia rurale e biologica, finalizzate alla filiera corta tra produttore e consumatore, a quelle tipiche del turismo ambientale e della produzione dei beni tipici del-

gi, viste le numerose abitazioni sorte, è una strada urbana che attraversa un quartiere molto popoloso ed è quantomeno inadeguato immaginarlo come una strada camionabile. Sarebbe quindi opportuno lasciare il tratto esistente come collegamento urbano, mentre andrebbe identificato uno sbocco sulla Flaminia più adeguato e sicuro, maRignano - La zona destinata ad area artigianale gari ubicandolo in uno dei tratti in cui entrambi i tracciati si avvicinano, in modo che la variante possa essere realizzata senza notevoli aggravi di costo. Se invece si volesse seriamente inserire questa strada in un efficiente quadro di mobilità, andrebbe ripensato completamente lo sbocco sulla SS3, localizzandolo verso nord, andando a sfociare nei pressi la cultura rurale. Settori oggi di dell’area artigianale ed in quel tratforte interesse ed attualità, anche to che sarà presto raddoppiato per per le mutate valutazioni legate alla favorirne il collegamento con sana alimentazione e che potrebbe- l’altra bretella autostradale, quella ro beneficiare di un mercato molto verso il casello Ponzano-Soratte. In ampio e facilmente raggiungibile questo modo il nostro paese e quelcome quello romano. la che almeno sulla carta oggi rapA queste si affiancano le opportu- presenta la sua area produttiva futunità, legate alle attività sportive ra saranno efficacemente collegate esistenti, mai appieno realizzate a ben due bretelle autostradali. anzi sottodimensionate rispetto alle Credo che un’amministrazione loro reali possibilità. Le une e le comunale che guardi al futuro altre potrebbero essere legate in un dei cittadini non possa ignorare quadro di sviluppo d’insieme in certe opportunità, ma non mi rimodo che possano fare sistema e sulta che da parte della giunta Corappresentare quell’opportunità di letta siano state inoltrate richieste o sviluppo economico che Rignano istanze all’assessore provinciale oggi non ha. competente, nonostante più di un Lo spostamento della parte cen- anno fa il consigliere Giordani abtrale del tracciato peraltro avrebbe bia posto la questione in sede di anche il vantaggio di rendere più Commissione Urbanistica e Ambreve e diretto il collegamento, da- biente. to che l’attuale percorso all’interno Pensare oggi di non aver bisogno del “quarto Comunale” è costellato di affrontare temi come quelli ofdi curve e ghirigori. ferti da questa strada, fino a ieri Altre valutazioni, legate alla sicu- dimenticata, è un lusso che il nostro rezza, s’impongono sul tratto ini- paese non si può permettere, perché ziale, che parte dalla via Flaminia significa togliersi molte opportunità all’altezza della casa cantoniera. per il domani. Ieri esso rappresentava poco più di Stefano Pucci una strada di campagna mentre ogCoordinatore Pd di Rignano Fl.


Ammodernamento della ferrovia

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n occasione della 1a Festa Democratica di Rignano è stato presentato in anteprima il progetto di ammodernamento e potenziamento della linea ferroviaria nella tratta Riano-S.Oreste, che va ad affiancarsi a quella già in fase di progettazione definitiva che va da Montebello a Riano. Il progetto è stato illustrato dal Direttore dell’AREMOL, l’Agenzia Regionale per la Mobilità, ing. Antonio Mallamo, alla presenza del’on. Michele Meta, membro della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Esso prevede una rettifica del tracciato con modifiche del tragitto in vari punti per aggirare i centri abitati e l’eliminazione di passaggi a livello con la creazione di sottovia e passaggi pedonali, in modo da rendere finalmente accettabili i tempi di percorrenza che “da Rignano a p.le Flaminio” saranno di 30 minuti. Per quanto riguarda il nostro paese è previsto che i binari saranno spostati all’altezza del 38° km della Flaminia per immettersi in galleria subito dopo ed uscirne all’altezza del campo sportivo dove sarà ubicata la nuova stazione con parcheggio di scambio. Dalla stazione una seconda galleria alloggerà il tracciato fino a S. Sisinio per continuare ancora sul nuovo percorso fino a dopo la stazione di S. Oreste, in modo da eliminare il ponte ferroviario ed il passaggio a livello di Cantalamessa. L’inizio dei lavori è previsto per il 2010. S.P.

Un particolare del nuovo tracciato ferroviario

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iacomo Sandri, Sindaco di Formello e Presidente dell’Associazione IL 17 (l’associazione territoriale costituita dai 17 paesi di Veio e della Valle del Tevere), sostiene che: “L’accorpamento della Asl Rm F alla Asl Rm E è un’ipotesi sostenuta ormai da anni dal nostro distretto. È un’azione concertata che potrà migliorare l’offerta sanitaria nel nostro territorio”. L’ipotesi di una rivisitazione della struttura delle Asl con un accorpamento della Asl Rm F alla Asl Rm E, prevista nella proposta del Piano Sanitario Regionale 20082010, sarebbe accolta con grande soddisfazione dai residenti del nostro territorio, che, per molti anni, hanno dovuto scontrarsi con problemi logistici legati alla particolare conformazione geografica e sociale della nostra attuale azienda sanitaria. La proposta, tra l’altro, scaturisce da un ordine del giorno proposto dal Sindaco di Sant’Oreste, Mario Segoni, già nel 2006 e poi approva-

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el giro di pochi giorni l’uno dall’altro ci hanno lasciato due nostri carissimi amici e compagni di viaggio: Romeo Papini e Maurizio Tulli. La loro scomparsa ha lasciato ai famigliari, ma anche a tutti noi che li abbiamo conosciuti, un incredibile vuoto, difficilmente colmabile. Per questo motivo, ricordandoli, vorrei poter fare un pensiero “ad alta voce”, non con parole di circostanza ma che possa in qualche modo rendere ancora “viva” la loro presenza. Romeo e Maurizio… così diversi, così uguali… diversi nell’età, di-

Rignano - La sede locale della Asl Rm F

to dalla stragrande maggioranza dei 17 Consigli Comunali. “La distanza - dichiara il Presidente dell’Associazione, Giacomo Sandri - dalle strutture ospedaliere di Bracciano e Civitavecchia e le non funzionali vie di comunicazione, sono state e sono le difficoltà più tangibili per tutti quei pazienti dell’area compresa tra Veio e la Valle del Tevere che necessitano del servizio sanitario regionale. Ne discende, di conseguenza, che la proposta del Piano Sanitario Regionale servirà sia a riequilibrare l’offerta sanitaria per i residenti di questo territorio sia ad evitare il problema della mobilità verso le strutture extra Asl Rm F”. V.M.

versi nella provenienza (l’uno rignanese doc, l’altro tra i tanti romani da noi “emigrati”), diversi nel carattere e negli interessi… uguali però nella loro partecipazione costante ed attiva alla vita sociale di Rignano. È così che voglio continuare a pensarli, accomunandoli nel ricordo, come esempio da proporre ai rignanesi di origine e per quelli venuti da poco a viverci. V.M.

Romeo

Maurizio

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L

’amministrazione comunale di Rignano Flaminio offre una varietà di contraddizioni che si manifestano, anche, nelle condizioni delle sue strade. Certamente, e da sempre, l’assetto, la conformazione e lo sviluppo delle nostre strade sembrano aver seguito più l’interesse di chi edificava che quello degli abitanti, senza riflettere una qualche idea di urbanistica. Parlare di concezione urbana è un eufemismo; su questo punto si è trattato più seriamente nello scorso numero di questo giornalino. Forse i cosiddetti “vicoli” del Centro storico rispondevano alle esigenze degli abitanti, per le concezioni dell’epoca e l’uso del somaro più che delle auto. Oggi, sarebbero una zona da preservare e rivalutare, migliorando il cosiddetto decoro urbano, promuovendo adeguati restauri e - nella misura del possibile - limitando l’accesso delle automobili. Se facciamo poi quattro passi qua e là, troviamo: strettoie, dislivelli incredibili, buche e qualche rattop-

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hissà cosa deve aver pensato la signora Oriella Tarsi quando ha capito che l’autobus che collega Montelarco a Rignano Flaminio quella mattina non sarebbe più passato. In realtà l’autobus era passato, ma a circa un chilometro dalla rotonda di via dell’Orsa Maggiore dove la signora lo attendeva e dove era prevista una fermata. Alla richiesta di chiarimenti della signora, le autorità comunali hanno precisato che, viste le condizioni del manto stra6

Le “buche” delle strade

po. Non citiamo le condizioni dell’ampio tratto di basolato romano tra via Bernini e via Cellini, che quando piove si trasforma in piscina. Avevo - tempo addietro - suggerito alla Sovraintendenza di farlo reinterrare per preservarlo per i “posteri”, forse più sensibili al fascino antico e meno al soldo. Ci sono poi tre questioni che affascinano: - in fondo a via Bernini l’Ente elettrico nazionale sta realizzando una nuova sottostazione; a parte i tempi biblici incomprensibili per un manufatto prefabbricato, sono stati realizzati degli scavi, in varie riprese - anche senza alcuna protezione e dopo il reinterro dei cavi, i trecentocinquanta metri della strada sono stati asfaltati per metà della lar-

dale, la società che fornisce il servizio ha deciso di ridurre il percorso nel territorio di Montelarco. Fare una passeggiata di un chilometro, senza pesi e in una tiepida e soleggiata giornata, non solo è piacevole, ma è anche raccomandato dai medici. Viceversa, costringere una persona che non guida a percorrere tanta strada carica di buste della spesa, che spesso superano i dieci chili di peso, sotto un sole cocente o una pioggia torrenziale o con un vento gelido di tramontana che toglie il

ghezza, probabilmente il Comune non c’entra, ma chi è che ha dato il benestare per il ripristino? - Corso Umberto è stato pavimentato con cubetti di porfido (o pseudo tale), a Roma si chiamano “sampietrini”, quasi a far invidia a via Nazionale della Capitale, è migliorato il decoro urbano? - al 40° km circa è stata allargata la via consolare Flaminia, creato un bello svincolo, con tanto di segnaletica orizzontale, per raggiungere la zona artigianale, dove non sembra ci siano ancora “adepti”. Dimenticavamo un bello spirito che aveva reso non transitabile, per senso unico, la via Mazzini… nome importante per un vicoletto, che costeggiando sulla destra la stazione ferroviaria permette d’inserirsi sulla via Flaminia. Ora è di nuovo percorribile nei due sensi. Molte altre questioni sussistono, ma non vogliamo tediarvi più di tanto, solo ricordare che è necessario un piano strade che riaggiusti e dove possibile migliori l’esistente. Ugo Colonna

respiro, non è da paese che ama definirsi civile. Da un mio sopralluogo ho potuto verificare che il manto stradale di via dell’Orsa Maggiore non è in condizioni peggiori di quello iniziale di via delle Costellazioni, dove regolarmente transita l’autobus. È perciò auspicabile che il nostro Sindaco, di solito attento al benessere dei suoi concittadini, si faccia carico anche di questo problema e intervenga per convincere il responsabile della suddetta società a ripristinare il vecchio percorso. E.D’O.


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della convenzione dovrebbero esseopo le dimissioni del dott. re fatte dal Sindaco, da una parte, e Tartaro i rapporti tra i pro- da tutti i proprietari favorevoli prietari del CRM sono ulteriormen- all’accordo dall’altra (che per legge te peggiorati. L’assenza di un lega- dovrebbero essere più di 200 dole rappresentante del nostro centro vendo rappresentare la maggioranresidenziale e quindi la difficoltà di za assoluta dei proprietari). eseguire la manutenzione delle straAppare evidente che l’obiettivo de e dell’acquedotto ha reso tutti reale della suddetta seconda fazione particolarmente nervosi. In due riu- è quello di creare caos nella sperannioni recenti, avvenute nel locale za di indurre il Sindaco di Rignano attiguo alla chiesa, si sono sentite Flaminio ad intervenire d’autorità, urla e minacce che, per fortuna, non per trasformare il CRM in un quarsi sono ancora trasformate in duelli tiere di Rignano Flaminio. Si tratta rusticani. di un vecchio disegno che ottiene Sulla litigiosità condominiale so- adesioni tra quei proprietari stufi no stati scritti interi tomi ed è pro- delle beghe condominiali e quelli babile che ovunque si determinino che hanno seri problemi economici. situazioni analoghe alla nostra dove Una sentenza della Corte Sugli elementi più attivi dei due grup- prema di Cassazione ha sancito pi che in questo momento si fron- che il CRM è una comunione di teggiano sono costituiti dagli estre- fatto, dove non si può alienare misti di cui ho parlato nel prece- nulla senza il consenso di tutti i dente articolo. Si tratta di una pre- comunisti. Ciò significa che, se un potente ed esigua minoranza che solo proprietario si opponesse, mostra, però, di aver letto poco e tutto ciò che risulta in comuniofrettolosamente il Codice Civile. ne, cioè le strade e l’acquedotto, Uno dei motivi di discordia sem- non potrà mai essere venduto o bra essere la proposta di una con- regalato. venzione tra il CRM e il Comune di Per migliorare la situazione ocRignano Flaminio che potrebbe correrebbe un altro miracolo simile essere la panacea di tutti i mali di a quello che avvenne quando reaMontelarco. Gli estremisti del lizzammo l’impianto di fognatura. gruppo che vorrebbe risolvere i L’autore del miracolo fu l’ex amnostri problemi esclusivamente per ministratore dott. Marcello Domivia giudiziaria sono contrari a qua- nici che, con un capolavoro d’arte lunque intervento del Comune nel politica ed amministrativa, riuscì a comprensorio del CRM e perciò convincere i proprietari a versare non intendono sottoscrivere alcuna nelle casse del Comune di Rignano convenzione. L’altro gruppo, in Flaminio più di un miliardo e mezquesto momento maggioritario, è a sua volta diviso in due Veduta di Montelarco fazioni. La prima vorrebbe una convenzione firmata sia dal Sindaco che dal nostro legale rappresentante, come facemmo per le fognature, mentre la seconda vorrebbe eliminare definitivamente la figura del nostro legale rappresentante e ritiene che la trattativa e l’eventuale firma

zo di vecchie lire per realizzare il progetto, a superare tutti gli ostacoli per la sua realizzazione e a firmare la convenzione con il Comune, approvata all’unanimità da un’assemblea appositamente convocata. Dopo quasi quattro anni di sterili battaglie, durante i quali il CRM è stato gestito da estranei, non ho dubbi che la migliore soluzione sarebbe quella che proposi circa due anni fa e che, tra i punti salienti, prevedeva un consiglio di amministrazione formato da sei proprietari e una ripartizione delle spese condominiali eguale per tutti. Con una quota condominiale di soli 50 euro al mese potremmo disporre di oltre 240.000 euro l’anno, sufficienti a trasformare Montelarco, che attualmente sembra una borgata abusiva, in un piccolo paradiso terrestre. La mia proposta ebbe scarso successo e non mi risulta che altre proposte abbiano avuto sorte migliore per cui per uscire dalla situazione di stallo in cui ci troviamo, fino quando non troveremo un accordo condiviso almeno dalla maggioranza assoluta dei proprietari, il male minore è quello di coinvolgere il Comune e, come ha proposto il Sindaco Coletta, sottoscrivere una convenzione per il ripristino e la manutenzione delle strade del CRM. Per quanto concerne l’acquedotto, leggendo un articolo sul quotidiano “la Repubblica” ho saputo dell’idea del ministro Tremonti di privatizzare tutti gli acquedotti comunali, con conseguenze economiche facili da immaginare; perciò non facciamo sciocchezze, teniamocelo il nostro acquedotto che ci fornisce acqua al prezzo di costo. (Continua nel prossimo numero)

Enrico D’Ottavi 7


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on è un caso se la raccolta differenziata occupa un posto prioritario in tutte le moderne strategie di gestione dei rifiuti. I suoi vantaggi sono infatti numerosi. Se organizzata correttamente, la differenziazione dei rifiuti facilita il recupero di materie prime per l’industria. Cosa spesso meno nota, la separazione della frazione organica (il cosiddetto “umido”) da quella secca riduce notevolmente la pericolosità dei rifiuti. È infatti dal degrado in discarica dei rifiuti organici che nasce il “percolato”, la sostanza colpevole di attentare gravemente alla salubrità delle acque di falda (e quindi dell’acqua che prima o poi finiremo per consumare anche noi). La differenziazione dei rifiuti, infine, riduce considerevolmente i costi di smaltimento. Basta pensare che una tonnellata di rifiuto non differenziato costa, in termini di smaltimento, due volte quanto una tonnellata di rifiuto differenziato. Eppure l’organizzazione corretta di tale processo richiede uno sforzo considerevole da parte dei decisori locali. In primo luogo si impone una scelta fra le diverse modalità di raccolta (“porta a porta”, in contenitori dislocati su tutto il territorio abitato, in campane concentrate in pochi luoghi di raccolta, o una soluzione mista tra queste) tenendo conto delle caratteristiche del territorio. Si tratta di scelte a volte impopolari perché impattano sullo stile di vita dei cittadini, ma che un’amministrazione seria non può esimersi dall’assumere, come dimostra l’esperienza di molti comuni italiani (al nord come al sud). È poi necessario predisporre un regolamento che indichi in modo chiaro ai cittadini come sarà organizzata la raccolta, con che frequenza e con quali modalità. Un elemento fondamentale è anche la definizione e l’applicazione di mi-

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sure correttive (sanzioni) nei confronti dei cittadini che, pur avendo preso conoscenza delle regole, preferiscono non rispettarle per inerzia o mancanza di motivazione. Le informazioni da trasmettere ai cittadini sono tante. Al di là degli aspetti organizzativi specifici di ogni comune, la buona riuscita del progetto richiede imperativamente che la popolazione venga coinvolta e motivata. E per questo è necessario dare una risposta a molte domande: perché fare la raccolta? Dove finiranno i rifiuti differenziati? Quale plastica è riciclabile e quale no? Come va conferito il vetro? Un ulteriore elemento di motivazione potrebbe inoltre provenire dalla decisione di trasferire al cittadino (in modo trasparente) una parte dei risparmi che la vendita dei rifiuti differenziati al Conai procura al Comune tramite, per esempio, una riduzione delle tariffe comunali (o almeno dalla decisione di utilizzare tale risparmio in modo noto e positivo per l’intera comunità). Il Comune di Roma, per esempio, prevede già uno sconto sulla parte variabile della Tarsu per i cittadini che praticano il compostaggio domestico e non si tratta di un caso isolato. I problemi di Rignano su questo fronte sono sotto gli occhi di tutti. Non esiste, a quanto ne sappiamo, una comunicazione ufficiale

del Comune sulla politica ambientale e dei rifiuti. Le campane (concentrate in due o tre punti del paese) sono spesso stracolme. Molti contenitori sono ormai rotti e totalmente assente è l’azione di controllo e sanzione dei comportamenti errati. Un’occhiata alle campane del vetro rivela che spesso tale materiale è conferito insieme a buste di plastica, tappi metallici o sostanze organiche che rendono meno redditizio il suo recupero. Spesso, trovandole piene, i cittadini si vedono costretti a lasciare il vetro o la carta accanto alle campane, con conseguenze nefaste tanto dal punto di vista della sicurezza che dell’efficienza economica della raccolta stessa e (perché no) dell’estetica. Come indicato all’inizio, il problema è certamente complesso e richiede la messa in campo di capacità, competenze ed energie importanti. Senza polemizzare quindi, ci piacerebbe che su questo argomento ci fosse una maggior disponibilità del Comune a farsi parte attiva del processo e a comunicare in modo sistematico e chiaro con i cittadini. L’accumulo di materiali in prossimità delle campane è chiaramente un segnale di interesse da parte di tutti noi. È però importante che questo interesse riceva una risposta adeguata. Raffaella Rojatti


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John Casor, un africano portato in America negli anni 1640, viene dichiarato da un tribunale “proprietà per la vita” del suo padrone. La schiavitù nel Nord America continuerà ad essere legale fino al 1865. Nel 1808 la tratta degli schiavi dall’Africa viene abolita, ma il numero di schiavi continua ad aumentare per effetto della crescita demografica naturale. Mentre il numero di schiavi nati in Africa scende gradualmente a zero, l’istituzione della schiavitù resta vitale e si trasforma in un fenomeno interamente endogeno. Il 22 gennaio del 1862 Abraham Lincoln proclama l’emancipazione degli schiavi, offrendo così la libertà ai neri negli Stati secessionisti. Ciò avrà un impatto pratico minore sulla vita degli schiavi stessi, ma farà sì che la questione della schiavitù acquisisca una posizione centrale in un conflitto che fino ad allora si era incentrato sui “diritti degli Stati”. Tale trasformazione diventa più chiara con il profilarsi della vittoria degli Stati nordisti, e l’introduzione nel 1865 del XIII emendamento alla Costituzione statunitense, in cui si afferma che: “La schiavitù o altra forma di costrizione personale non potranno essere ammesse negli Stati Uniti, o in luogo alcuno soggetto alla loro giurisdizione”. Tuttavia, l’emancipazione non ha segnato l’inizio di un’epoca di opportunità per i neri d’America; al contrario è stata accompagnata dai continui sforzi dei bianchi negli Stati del sud di mantenere la popolazione nera, di fatto se non per legge, in uno stato di sottomissione. Né la situazione poteva dirsi molto migliore nel nord del paese: il razzismo era diffuso in tale area, dove i neri erano meno presenti e la comprensione culturale fra le razze

limitata. Gli anni Cinquanta segnano l’inizio del movimento per i diritti civili. Nel 1954, la Corte Suprema riconosce l’incostituzionalità della segregazione nella scuola pubblica. L’anno successivo, Rosa Parks rifiuta di cedere il proprio posto a sedere sull’autobus a un uomo bianco. Il suo arresto sarà seguito dal boicottaggio degli autobus da parte dei neri, sotto la guida di Martin Luther King. A questo evento ne seguiranno molti altri analoghi, oltre che una escalation della violenza: nel 1963, viene ucciso uno dei leader del movimento dei diritti civili, Medgar Evers. Nel 1965, viene assassinato Malcom X; infine nel 1968 l’uccisione di Martin Luther King segna il culmine di decenni di opposizione violenta all’emancipazione razziale, alla fine della segregazione e al riconoscimento dei diritti dei neri, soprattutto negli Stati del sud. Questa è l’amara eredità storica in cui si iscrive la vittoria elettorale di Barack Obama. Una vittoria che ha fatto scoppiare in lacrime molti dei suoi sostenitori, ma anche molti avversari politici. Quelle lacrime non esprimevano solo la gioia della vittoria, ma anche la soddisfazione degli elettori per l’elezione di un

uomo nero, lo stupore di essere riusciti in tale impresa, nonostante il peso oppressivo di oltre tre secoli di relazioni razziali spesso violente. Sul piano personale Obama ha bruciato molte tappe nel processo di integrazione. Anche se i neri sono entrati da qualche decennio in diversi settori della società americana, assurgendo a posizioni influenti nel modo degli affari e del governo, colpisce come Obama fosse il primo e unico senatore nero nel Congresso. Ironicamente, Obama è figlio di un keniota e di un’americana (bianca), una condizione che lo rende “nero” ma nel contempo lo separa dall’esperienza degli afro-americani che discendono direttamente dagli schiavi importati dall’Africa. Come tutti i neri d’America, Obama ha indubbiamente dovuto fare i conti con le conseguenze del passato schiavista degli Stati Uniti, ma le sue origini africane lo collegano direttamente alla terra di origine degli schiavi, saltando l’esperienza intermedia della schiavitù. L’America non si è liberata dalle tensioni razziali ereditate dal suo passato. Negli Stati che hanno votato per McCain, molti bianchi hanno espresso il timore che la vittoria di Obama possa indurre i neri ad avanzare ancora nuove richieste, rispolverando un tema da tempo caro alla cultura sudista. Quanti ancora credono nella supremazia della razza bianca si sono addirittura compiaciuti del fatto che le elezioni di un nero faranno affluire nuove forze tra i loro ranghi, uno sconfortante richiamo alla forza dell'odio razziale in un momento in cui i sostenitori di Obama, negli Stati Uniti e altrove, ripongono le proprie speranze nella capacità del nuovo presidente di far fronte alle gravissime sfide che ci attendono. Brendan Jones Da leggere: Barack Obama, Sulla Razza, Rizzoli (Piccoli saggi). 9


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o sport, inteso come strumento educativoformativo e di aggregazione, svolge nell’attività di base una fondamentale azione di integrazione sociale. “Il gioco collettivo è il momento di massima socializzazione”; è importante però che tutta l’attività didattica venga organizzata e pianificata basandosi sulle conoscenza evolutiva del bambino da parte dell’istruttore-allenatoreeducatore, seguendo il modello di prestazione sportiva (calcio, basket, volley, calcio a 5, rugby, ecc…), il cui obiettivo primario è di dare continuità al lavoro, dove l’attività dei bambini ad esempio di 6-8 anni sia propedeutica alla successiva dagli 8-10 anni e così via. Lavorare accanto ai bambini comporta gioia e soddisfazione ma anche grosse responsabilità. Ora vorremmo riflettere intorno ad una vecchia, simbolica amicizia, quella del bambino con la palla. Già dalla primissima infanzia il bambino è attratto ed al tempo stesso affascinato da quest’attrezzo così difficile da “domare” e per questo irresistibilmente desiderato. Tra il bambino e la palla si instaura un rapporto di amicizia. Il bambino la vede come un oggetto che suscita interesse e meraviglia poiché essa sembra abbia vita autonoma, in quanto rimbalza e rotola ad ogni minimo urto. Tale oggetto sembra veramente qualcosa di vivo, si muove, scappa, gira, invita, chiama al gioco. La palla procura sensazioni sempre diverse, e pian piano diventa un gioco attraverso il quale il bambino amplia la conoscenza del proprio io corporeo, impara a conoscere l’ambiente circostante e si pone in relazione con gli altri. La palla è capace di produrre rumore, suoni, ritmi. Quindi diviene il mezzo per attivare le realtà sensoriali del bambino che ne percepi10

sce la forma, i colori, la grandezza, la leggerezza, la predisposizione all’essere calciata e manipolata. Froeber (1782-1852), spirito romantico influenzato da Kant, esprime il significato simbolico che la palla, oggetto sferico, rappresenta come “dono” educativo: “… è il simbolo dell’infinito, dell’unità e del movimento… se la forza si sviluppa e si svolge in tutte le direzioni, libera e senza impedimenti, il fenomeno spaziale corporeo che ne risulta è una sfera. E così la forma sferica, o in generale la forma rotonda, appare quasi sempre nella natura come prima forma generale e come ultima; … così i grandi corpi celesti: i soli, i pianeti, le lune; così l’acqua e tutto ciò che è gassoso, e la polvere stessa (tutto ciò che è solido fino alle più piccole forme): tutto nella sua manifestazione singola”. Un pallone da calcio

Palla, oggetto senza forma e oggetto dalla forma più perfetta. Tutto ciò affascina Froeber e affascina e stimola il bambino. La palla rappresenta la comunicazione tra l’io e il mondo. Giocare con la palla significa aumentare progressivamente la padronanza del proprio corpo, apprendere progressivamente a comunicare mediante il piacere di manipolare, calciare, sentirla con la faccia ed il dorso, schiacciare, abbracciare, stringere a sé, allontanare e cercare. La scoperta dell’ambiente circostante mediante il lancio della palla con le mani o con i piedi rappresenta una prima forma di indagine trid i me n s i o nal e del l o s p a zi o (larghezza, altezza, profondità). Tutto ciò porterà il bambino ad am-

pliare l’organizzazione percettiva dello spazio ed in seguito gli renderà possibile migliorare il rapporto con sé e con gli altri. Il bambino a 6-7 anni manifesta ancora un comportamento egocentrico e per questo difficilmente è portato a concedere la possibilità ad altri di giocare con la sua palla. Tuttavia quando questo gesto di donazione avverrà, sarà in maniera naturale e spontanea. Non a caso il bambino è portato a scrivere il proprio nome sulla palla. Questo atto d’identificazione di se stesso nell’oggetto gli trasmette maggiore sicurezza, lo fa sentire un privilegiato rispetto a chi non ha questa opportunità. Il fatto poi che anche l’adulto sia attratto dalla palla facilita il rapporto tra grandi e piccoli, tra genitori e figli, tra insegnanti e alunni, tra allenatori e piccoli calciatori. L’adulto che gioca con i bambini rappresenta l’avvicinamento di due mondi diversi che si ritrovano a rincorrere o a calciare, spinti dal medesimo piacere, lo stesso oggetto: la palla. Inizialmente il bambino esprime la propria personalità medianti linguaggi non verbali che in seguito associa ed integra con espressioni della comunicazione verbale. Nel rapporto con la palla, il bambino scarica le sue pulsioni interne esternando quello che è il suo stato emotivo del momento. Egli tratterà la palla con delicatezza, con estrema cura, oppure con rabbia e aggressività. Quasi mai con indifferenza. Quindi un bambino che gioca con la palla è un bambino che esprime se stesso ed il suo modo di essere. Un detto inglese recita: “sui nostri campi di gioco è stato formato il carattere del nostro popolo; poiché chi si esercita in modo giusto nel gioco con la palla, non diventerà mai una palla da gioco”. Angelo Paterniani


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i eravamo lasciati dicendo di tenere il dibattito acceso e augurandoci degli interventi ministeriali in merito al maestro unico. Degli interventi ci sono stati, sebbene non quelli auspicati. Cerchiamo di valutare i cambiamenti visto che siamo giunti ad un momento molto significativo per le famiglie e per gli alunni: le iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado, riguardanti l’anno scolastico 2009/2010. Il 28 febbraio 2009 è il termine di scadenza di tale adempimento. Scuola dell’infanzia Possono essere iscritti alla scuola dell’infanzia le bambine e i bambini che abbiano compiuto o compiano, entro il 31 dicembre 2009, il terzo anno di età. Possono, inoltre, chiedere l’iscrizione alla scuola dell’infanzia le famiglie le cui bambine o bambini compiano tre anni dopo il 31 dicembre 2009 e non oltre il 30 aprile 2010. Per questi ultimi, l’ammissione alla frequenza può essere disposta alle seguenti condizioni: - disponibilità di posti; - accertamento dell’esaurimento di eventuali liste d’attesa; - disponibilità dei locali idonei. Nel caso in cui il numero delle domande di iscrizione risulti superiore al numero dei posti disponibili si accolgono per prime le domande di coloro che compiono i tre anni di età entro il 31 dicembre 2009. Normalmente le scuole dell’infanzia funzionano per 40 ore settimanali (mediamente otto ore giornaliere) e con assegnazione di due docenti per sezione. Scuola primaria Debbono essere iscritti alla prima classe della scuola primaria le bambine e i bambini che compiono i sei anni di età entro il 31 dicembre 2009. Si ha la facoltà di iscrivere anticipatamente anche le bambine e i bambini che compiono i sei anni

di età entro il 30 aprile 2010. È della massima importanza che i genitori prima di compiere questa scelta “in anticipo”, che dovrà essere meditata e consapevole, si avvalgano delle indicazioni e degli orientamenti dei docenti della scuola dell’infanzia frequentata dai propri figli. L’iscrizione può essere effettuata presso la scuola del comune di appartenenza o altro; è imperativo però che venga presentata ad una sola scuola. La Circolare, dopo aver citato i riferimenti di legge, dice che viene superato il precedente assetto organizzativo con differenti articolazioni dell’orario scolastico a 24, 27, sino a 30 ore a condizione che si rientri nei limiti dell’organico assegnato. Giova ribadire che l’organico è costituito dal numero di docenti assegnati ad un istituto. Pert ant o potrebber o es ser e “virtuali” le richieste sul tempo scuola che i genitori presenteranno entro il 28 febbraio. Bisognerà attendere il 31 marzo, quando con decreto ci sarà l’assegnazione del personale, per valutare se il Ministero avrà cercato di soddisfare, come faceva una volta, le richieste provenienti dai vari istituti oppure avrà prevalso la legge dei tagli dell’organico. Le classi prime possono essere formate con le seguenti articolazioni orarie settimanali: a) classi funzionanti con 24 ore; b) classi funzionanti con 27 ore, vale a dire con una più ampia articolazione del tempo scuola; c) classi funzionanti con orario sino a 30 ore, comprensive di attività opzionali facoltative in aggiunta alle 27 ore di cui alla lettera b); d) classi funzionanti a tempo pieno, con 40 ore e con due docenti, senza le compresenze, assicurando comunque l’assistenza alla mensa. Le classi successive alla prima continuano a funzionare nell’anno

scolastico 2009/2010, secondo gli orari in atto a suo tempo scelti dalle famiglie. Tuttavia, in seguito si legge che, anche in queste classi, sono abolite tutte le compresenze. La Circolare continua dicendo che, sulla base delle preferenze espresse dai genitori rispetto alle possibili articolazioni di orario, le istituzioni scolastiche organizzano, per le classi prime, le attività didattiche con un tempo scuola di 24 o di 27 ore settimanali e, se i servizi e le consistenze di organico lo consentono, con il tempo scuola arricchito (sino a 30 ore), o con il tempo pieno (40 ore). Come si può constatare incombe sempre la “consistenza di organico” e un altro aspetto non ci è dato sapere: la differenza degli assetti pedagogici, didattici ed organizzativi fra le 24 e le 27 ore. In un comunicato del Ministro Gelmini in data 11 dicembre 2008 si legge: “Questo modello didattico che supera l’organizzazione del modulo può essere declinato con l’opzione a 24 ore nel caso in cui il docente sia in grado di insegnare tutte le materie previste e quindi anche l’inglese, oppure a 27 ore con l’utilizzo di tre ore aggiuntive per l’insegnante di inglese e di religione e in ogni caso non ci sarà compresenza in classe.” C’è di che sbalordirsi: la scelta dei genitori è subordinata alla tipologia di docente che viene nominato; oltre all’inglese bisogna lasciare spazio anche alla religione; di conseguenza dal punto di vista didattico alle 24 ore ne vengono sottratte 3; nell’altro modulo alle 24 piene, ne vengono aggiunte altre 3 (=27). Un bel criterio di ripartizione, non c’è che dire. Non invidio i genitori che devono operare la scelta. Scuola secondaria di I grado Sono soggetti all’obbligo di iscrizione alla scuola secondaria di I grado, per l’anno scolastico (Continua a pagina 12)

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2009/2010, gli alunni che terminano nel 2008/2009 la scuola primaria con esito positivo. Coloro che scelgono una scuola diversa dal Comune di residenza dovranno presentare la domanda tramite la scuola primaria di appartenenza, la quale provvederà alla dovuta trasmissione. Le famiglie possono esprimere la propria preferenza tra i seguenti modelli di orario: a) classi funzionanti con tempo scuola ordinario, corrispondente a 30 ore settimanali (29 ore di insegnamenti curricolari più 1 ora di approfondimento di italiano); b) classi funzionanti con tempo prolungato - 36 ore settimanali, prolungabili eccezionalmente fino a 40 ore settimanali previa autorizzazione degli Uffici competenti. In sede di iscrizione alla prima classe - e con il vincolo di non variare tale scelta per l’intero corso della scuola secondaria di I grado - le famiglie possono chiedere che il complessivo orario settimanale riservato all’insegnamento delle lingue comunitarie, per un totale di cinque ore, sia interamente riservato all’insegnamento della lingua inglese, compatibilmente con le disponibilità di organico (“inglese potenziato”). Non è questo il modo di dare un monte ore maggiore alla lingua straniera; è il caso che il Ministero ristrutturi lo studio delle lingue comunitarie e non vada contro tendenza rispetto alle scuole europee dove in tutte minimo si studiano due lingue. Anche gli Uffici della Comunità Europea hanno rimarcato questo concetto. Scuola secondaria di II grado Tenuto conto che i nuovi assetti ordinamentali dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali andranno in vigore dall’anno scolastico 2010/2011, sono confermati per l’anno scolastico 2009/2010 i percorsi liceali,

GIORNATE del TESSERAMENTO Vieni a iscriverti presso il Circolo PD di Rignano Flaminio (via Garibaldi, 63) nei seguenti giorni e orari:

SABATO 24 E 31 GENNAIO dalle ore 10,30 alle 12,30; dalle ore 17,00 alle 19,00

dell’istruzione tecnica e artistica, dell’istruzione professionale previsti dagli attuali ordinamenti. Gli studenti che nel presente anno scolastico concluderanno con esito positivo il percorso del primo ciclo d’istruzione, per effetto della norma che ha disposto l’innalzamento dell’obbligo di istruzione, devono iscriversi alla prima classe di un istituto secondario di II grado o a percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale. Questa scelta, data la sua rilevanza, va decisa con l’alunno valutando i suoi desiderata e le sue capacità che emergeranno con chiarezza anche attraverso il Consiglio Orientativo elaborato dal Consiglio di Classe. Le domande vanno consegnate

all’istituto di appartenenza, che curerà l’inoltro all’istituto richiesto. È opportuno indicare nella domanda, in ordine di preferenza, non più di altri due istituti di proprio gradimento per far fronte ad eventuali situazioni di eccedenza; se ciò dovesse avvenire sarà la scuola ad informare le famiglie. Le iscrizioni degli alunni con disabilità avvengono con la presentazione, da parte della famiglia, della certificazione rilasciata dalla Asl di competenza, a seguito degli appositi accertamenti. I moduli per effettuare le iscrizioni saranno forniti dalle scuole. Angelo Tarragoni Ex preside Istituto comprensivo di Rignano Flaminio

Realizzazione a cura del Circolo Pd di Rignano Flaminio - Sede: Via Garibaldi, 63. Chiuso il 20 gennaio 2009 - Edizione in attesa di registrazione. Per il prossimo numero: domande, articoli e foto in redazione entro il 14 marzo 2009. Sito web: http://www.pdrignano.it - Indirizzo email: postalavocerf@gmail.com


La Voce - anno 2 n. 3