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essere la Galleria Nazionale, doveva essere lo spazio per i giovani artisti, doveva essere anche uno spazio di riflessione ma anche uno spazio di protesta, era tutto lì. Invece 1.60insurgent space ha contribuito ad allargare la possibilità di fare altrove. MG: Che relazione c’è in questo momento tra gli spazi insorgenti e gli spazi istituzionali a Tirana? che cosa è cambiato?

[...] Barcellona - Tirana, Ottobre 2015 L’intervista è stata realizzata via skype in italiano; la versione integrale verrà pubblicata all’interno del catalogo del progetto 1.60insurgent space.

SR: 1.60insurgent space è stato pionieristico come progetto, sicuramente il primo iniziato in Albania in questo senso e oggi ci sono tanti altri che in qualche modo sono figli di quello che è stato 1.60insurgent space. Parlare di relazioni tra questi spazi è molto difficile per la realtà albanese. Nella realtà albanese le istituzioni non comunicano tra di loro quindi è difficile pensare che ci puo essere una relazione tra un’istituzione e uno spazio che non si considera tale ma uno spazio alternativo. Relazione non è probabilmente la parola esatta ma sicuramente adesso c’è molta più vitalità culturale, ci sono molte più alternative. Tanti scelgono oggi di utilizzare spazi in disuso, per esempio vecchie fabbriche che cercano di essere riadattate per spazi espositivi, e questo ha creato un fermento che inevitabilmente si riflette anche sugli spazi istituzionali. Però in qualche modo non c’è ancora un equilibrio. Cioè lo spazio istituzionale ha ancora un grande vantaggio rispetto agli altri, almeno agli occhi di chi organizza e per il pubblico locale. MG: Quindi non sono cambiati gli spazi istituzionali in questi anni? SR: Purtroppo no, nel senso che quelli più importanti (torniamo alla Galleria) sono guidati attraverso cariche politiche, hanno un budget legato allo Stato e quindi è difficile che, per la situazione globale che ha l’Albania, possano proporre chi sa cosa. Ci sono dei tentativi degli sforzi che lasciano il tempo che trovano anche per via della mancanza di collaborazione col resto della vita culturale albanese. Secondo me ci sono degli spazi alternativi molto più interessanti. 51

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