Page 1


Titolo originale: The picture of Dorian Gray Traduzione a cura di: tailor’s book Edizione esclusiva realizzata per conto del committente © 2011 – tailor’s book www.tailorsbook.it


008    

Il ritratto di Dorian Gray Oscar Wilde

   

www.tailorsbook.it


PREFAZIONE

L'artista è il creatore di cose belle. Rivelare l'arte e nascondere l'artista è il fine dell'arte. Il critico è colui che può tradurre in modo diverso o in nuova sostanza il suo giudizio sulle cose belle. Tanto le più elevate quanto le più infime forme di critica sono una sorta di autobiografia. Coloro che scorgono significati brutti nelle cose belle sono corrotti senza esserne affascinanti. Questo è un errore. Coloro che scorgono significati belli nelle cose belle sono le persone colte. Per loro c'è speranza. Essi sono gli eletti: per loro le cose belle significano esclusivamente bellezza. Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto. L'avversione del diciannovesimo secolo per il romanticismo è la rabbia di Calibano che vede il proprio volto riflesso nello specchio. L'avversione del diciannovesimo secolo per il romanticismo è la rabbia di Calibano che non vede il proprio volto riflesso nello specchio. La moralità dell'uomo è parte della materia dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'utilizzo perfetto di un mezzo imperfetto. Nessun artista desidera dimostrare nulla. Anche le cose vere possono essere dimostrate. Nessun artista ha intenti morali. In un artista un intento morale è un’imperdonabile affettazione stilistica. Nessun artista è mai morboso. L'artista può esprimere qualsiasi cosa. Il pensiero e il linguaggio sono per un artista strumenti di un'arte. 5  


Il vizio e la virtù sono per un artista materiali di un'arte. Dal punto di vista della forma il modello di tutte le arti è l'arte del musicista. Dal punto di vista del sentimento il modello è il mestiere dell'attore. Ogni forma d’arte è insieme facciata e simbolo. Coloro che vanno oltre la facciata lo fanno a loro rischio. Quelli che interpretano il simbolo lo fanno a loro rischio. L'arte rispecchia lo spettatore, non la vita. Le divergenze di opinioni intorno a un'opera d'arte dimostra che l'opera è nuova, complessa e vitale. Quando i critici sono in disaccordo, l'artista è d'accordo con se stesso. Possiamo perdonare ad un uomo l'aver fatto una cosa utile se non l'ammira. L'unica scusa per chi fa una cosa inutile è che l’ammiri intensamente. Tutta l'arte è completamente inutile. Oscar Wilde

6  


I Lo studio era pervaso dall'odore intenso delle rose e, quando la leggera brezza estiva passava tra gli alberi del giardino, dalla porta spalancata entrava l'intenso odore dei lillà, o la più delicata fragranza del biancospino. Dall'angolo del divano di cuscini persiani sul quale era disteso, fumando com'era sua abitudine innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva intravedere lo splendore dei fiori di liburno del colore e della dolcezza del miele, i cui fragili rami sembravano sopportare a malapena il peso della loro scintillante bellezza. Di tanto in tanto, le ombre fantastiche di uccelli in volo, producevano un fuggevole effetto giapponese sulle lunghe tende di seta grezza poste dinanzi alla grande finestra, ricordando quei pittori di Tokio dal viso di pallida giada che, con l’ausilio di un'arte inevitabilmente immobile, cercano di restituire il senso della velocità e del moto. Il cupo ronzio delle api che vagavano nell’alta erba incolta o roteavano con incessante insistenza intorno alle estremità dorate dei caprifogli impolverati, contribuiva a rendere ancor più opprimente il senso di immobilità. Il rombo in sottofondo generato dalla città di Londra ricordava il suono delle note più grevi di un organo lontano. Nel centro della stanza, fissato su un cavalletto, c’era il ritratto a figura intera di un giovane di straordinaria bellezza e di fronte, poco lontano, sedeva l'autore, Basil Hallward, la cui improvvisa scomparsa alcuni anni prima aveva suscitato tanto scalpore e fatto sorgere tante strane congetture. Nel mentre il pittore ammirava la forma bella e aggraziata che con tanta abilità artistica aveva raffigurato, un sorriso di compiacimento gli attraversò il volto dove parve volersi fermare. Ma ad un tratto, si alzò e chiudendo gli occhi posò le dita sulle palpebre, come se volesse tener prigioniero nella mente uno strano sogno da cui temeva ridestarsi. «È la tua opera migliore, Basil, la più bella cosa che tu abbia mai fatto,» disse languido Lord Henry. «Devi assolutamente 7  


esporla al Grosvenor. L'Accademia è troppo grande e troppo volgare. Ogni volta che ci sono andato c'era tanta di quella gente da non consentirmi di vedere i quadri, il che è orribile, oppure c’erano tanti di quei quadri da non consentirmi di vedere la gente, il che è anche peggio. Davvero, il Grosvenor è l'unico posto possibile.» «Penso che non lo esporrò in nessun posto,» rispose il pittore gettando all'indietro il capo in quel modo stravagante che suscitava l’ilarità dei suoi compagni di Oxford. «No, non lo esporrò in nessun posto.» Lord Henry sollevò le sopracciglia e lo guardò stupito attraverso le sottili volute di fumo azzurro che s'arricciavano in fantastiche spire dalla sua forte sigaretta oppiata. «Non vuoi esporlo? Perché, mio caro amico? C'è qualche motivo? Che soggetti strani siete, voi pittori! Fate qualunque cosa per guadagnare reputazione, poi non appena l'avete raggiunta sembra che la vogliate gettare via. È una sciocchezza, perché al mondo c'è una sola cosa peggiore del far parlare di sé ed è il non far parlare di sé. Un ritratto come questo ti farebbe svettare tra tutti i giovani inglesi e ti farebbe invidiare dai vecchi, sempre che i vecchi siano ancora in grado di provare emozioni.» «So che riderai di me,» rispose il pittore, «ma non posso davvero esporlo. Vi ho messo dentro troppo di me.» Lord Henry si allungò sul divano ridendo. «Sì, ero certo che avresti riso; comunque è proprio vero.» «Troppo di te! Parola mia, Basil, non credevo fossi così vanitoso; e non riesco proprio a scorgere nessuna somiglianza tra te, con quel tuo viso dai lineamenti decisi e i capelli neri come il carbone, e questo giovane Adone che sembra fatto di avorio e petali di rosa. Infatti, mio caro Basil, lui è un Narciso e tu... ecco, naturalmente hai un'espressione intelligente e tutto il resto, ma la bellezza, la vera bellezza, termina dove ha inizio l'espressione intelligente. L'intelligenza è di per se stessa una sorta di eccesso che ha la capacità di distrugge l'armonia in qualsivoglia volto. Non appena uno comincia a riflettere, diventa tutto naso o tutta fronte, oppure qualcosa di orribile. Pensa a tutti coloro che hanno avuto successo nelle professioni intellettuali. Sono assolutamente disgustosi. Ad eccezione degli uomini di chiesa, naturalmente. Ma, del resto, costoro non pensano. A ottant'anni un vescovo continua a ripetere quello che gli è stato 8  


insegnato a diciotto e, come naturale conseguenza, ha sempre un aspetto delizioso. Questo tuo misterioso amico, di cui non mi hai mai portato a conoscenza del nome, ma il cui ritratto trovo davvero affascinante, non pensa mai. Ne sono assolutamente certo. È una creatura bella e priva di cervello, una creatura che si dovrebbe avere sempre accanto d'inverno, o quando non ci sono fiori da ammirare e d'estate, o quando si sente il bisogno di qualcosa che conceda all'intelligenza una ventata di freschezza. Non illuderti, Basil, non gli assomigli assolutamente.» «Credo che tu non mi abbia capito, Harry,» replicò l'artista. «Naturalmente non gli assomiglio. Lo so perfettamente. In realtà non gradirei assomigliargli. Scuoti le spalle? No, dico la verità. C'è una fatalità intorno a ogni distinzione fisica e intellettuale, la stessa fatalità che sembra inseguire nella storia l'incerto cammino dei re. È preferibile non essere diversi dal nostro prossimo. I brutti e gli stupidi hanno il ruolo migliore in questo mondo. Possono mettersi seduti a loro agio e godersi lo spettacolo. Se da una parte non conoscono la vittoria, dall’altra gli viene perlomeno risparmiata la consapevolezza della sconfitta. Vivono come tutti dovremmo: senza turbamenti, indifferenti e senza preoccupazioni. Non fanno del male e non ricevono male da mani altrui. Tu per la tua nobiltà e la tua ricchezza, Harry, io per la mia intelligenza e, per quel che può valere, per la mia arte, Dorian Gray per la sua bellezza: tutti soffriremo per ciò che gli dei ci hanno donato, ne soffriremo terribilmente tutti.» «Dorian Gray? Questo è il suo nome?» domandò Lord Henry, muovendosi verso Basil Hallward. «Sì, si chiama così. Avrei preferito non dirtelo.» «Perché no?» «Oh, non saprei spiegartelo. Quando una persona mi piace moltissimo, non rivelo mai a nessuno il suo nome. È come cederne una parte. Sono arrivato ad amare il riserbo. Sembra essere l'unica cosa in grado di restituirci la vita moderna pregna di meraviglia e mistero. Basta nasconderla, e la più banale delle cose diventa deliziosa. Quando lascio Londra, non dico mai ai miei dove vado. Se lo dicessi, perderei ogni piacere. È una stupida abitudine, certo, ma sembra essere l’unico elemento in grado di apportare del romanticismo nella nostra vita. Immagino che mi considererai tremendamente stupido.» 9  


«Niente affatto,» rispose Lord Henry, «niente affatto. Forse dimentichi che sono sposato e l'unica attrattiva del matrimonio è riconducibile alla necessità di una vita di inganni tra i coniugi. Io non so mai dov'è mia moglie e lei non sa mai cosa io stia facendo. Quando ci incontriamo, a volte accade, se andiamo insieme a cena o ci rechiamo dal duca, ci raccontiamo con grande serietà le cose più assurde. In questo mia moglie è bravissima, molto più di me. Non confonde mai le date, cosa che a me capita regolarmente. E non fa scenate quando mi coglie in difetto. A volte vorrei che me le facesse, ma lei si limita a prendermi in giro.» «Detesto il modo che hai di parlare della tua vita matrimoniale, Harry,» disse Basil Hallward, dirigendosi verso la porta che dava sul giardino. «Ritengo che tu sia un eccellente marito, ma che provi una profonda vergogna delle tue virtù. Sei un tipo straordinario. Non dici mai una parola morale e non fai mai nulla di male. Il tuo cinismo è semplicemente una posa.» «La naturalezza è semplicemente una posa, la più irritante che io conosca,» esclamò Lord Henry ridendo. I due uomini uscirono insieme nel giardino e si accomodarono su un’ampia seduta in bambù ubicata all'ombra di un alto cespuglio di alloro. Il sole scivolava sulle foglie lucide e bianche margherite tremolavano nell'erba. Dopo una pausa, Lord Henry tirò fuori il suo orologio. «Mi dispiace Basil, ma devo andare,» mormorò, «ma prima che io me ne vada vorrei che rispondessi a una domanda che ti ho fatto poco fa.» «Quale domanda?» domandò il pittore, tenendo gli occhi fissi a terra. «Lo sai benissimo.» «Non lo so, Harry.» «Beh, te la ripeterò. Voglio che tu mi spieghi perché non vuoi esporre il ritratto di Dorian Gray. Voglio sapere il vero motivo.» «La vera ragione te l'ho detta.» «No. Hai detto che non volevi, perché in esso c'era troppo di te. E questo è infantile, suvvia.» «Harry,» disse Basil Hallward, guardandolo negli occhi, «ogni ritratto dipinto con passione è un ritratto dell'artista, non del modello. Il modello rappresenta solo la casualità, l'occasione. 10  


Non è lui quello che viene rivelato dal pittore; è piuttosto il pittore che, sulla tela dipinta, rivela se stesso. La ragione per cui non esporrò questo quadro è che temo di aver raffigurato in esso il segreto della mia anima.» Lord Henry rise. «E qual è questo segreto?» «Te lo dirò,» disse Hallward, ma il suo viso mostrò un'espressione perplessa. «Sono impaziente, Basil,» insistette l'amico, lanciandogli un'occhiata. «Oh Henry, non c’è molto da dire» rispose il pittore, «e temo che difficilmente capiresti. Forse faresti fatica a crederlo.» Lord Henry sorrise, si chinò a raccogliere nell'erba una margherita dai petali rosati e la esaminò. «Sono sicuro che capirò,» replicò fissando attentamente il minuscolo disco d'oro dalle piume bianche, «e per quanto riguarda il credere, posso credere a tutto purché sia assolutamente incredibile.» Il vento mosse alcuni boccioli dagli alberi e i pesanti lillà, con i loro grappoli di stelle, oscillarono nell'aria languida. Accanto al muro una cavalletta cominciò a emettere il suo lieve stridio e una lunga e sottile libellula, come un filo turchino, fluttuò nell'aria con le sue ali di seta bruna. Lord Henry ebbe l'impressione di percepire il battito del cuore di Basil Hallward. Si chiese che cosa stesse accadendo. «La storia è semplicemente questa,» disse il pittore dopo qualche istante. «Due mesi fa mi recai ad un ricevimento da Lady Brandon. Sai che noi poveri artisti di tanto in tanto dobbiamo mostrarci in società, solo per ricordare al pubblico che non siamo selvaggi. Sei stato tu una volta a dirmi che, con un abito da sera e una cravatta bianca, chiunque, persino un agente di cambio, può guadagnarsi la reputazione di persona civile. Bene, mi trovavo nella stanza da una decina di minuti e stavo parlando con imponenti matrone in pompa magna e con noiosi accademici, quando ad un tratto mi resi conto che qualcuno mi stava guardando. Mi voltai e per la prima volta vidi Dorian Gray. Quando i nostri occhi si incontrarono mi sentii impallidire. Una strana sensazione di terrore s’impadronì di me. Ero consapevole di trovarmi di fronte qualcuno la cui semplice natura era affascinante al punto che, se l'avessi permesso, avrebbe assorbito l'intero mio essere, l'intera mia anima, la mia stessa arte. Non volevo influenze esterne nella mia vita. Tu 11  


[…]


[…]


/habitat25_sample  

http://www.tailorsbook.it/images/stories/download/habitat25_sample.pdf

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you