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TUTTI GLI ESSERI UMANI NASCONO LIBERI ED EGUALI IN DIGNITÀ E DIRITTI. ESSI SONO DOTATI DI RAGIONE E DI COSCIENZA E DEVONO AGIRE GLI UNI VERSO GLI ALTRI IN SPIRITO DI FRATELLANZA. (DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI, ART. 1 - 10 DICEMBRE 1948)

ALL HUMAN BEINGS ARE BORN FREE AND EQUAL IN DIGNITY AND RIGHTS. THEY ARE ENDOWED WITH REASON AND CONSCIENCE AND SHOULD ACT TOWARDS ONE ANOTHER IN A SPIRIT OF BROTHERHOOD. (THE UNIVERSAL DECLARATION OF HUMAN RIGHTS, ART. 1 - 10 DECEMBER 1948)

DUEMILA11

QUALITÀ CHE RIMANE IMPRESSA


PERCHÉ? Noi di Grafiche Filacorda crediamo che la libertà di espressione sia oltre che un diritto, un valore. Eppure ci rendiamo conto che nella vita professionale, a volte, anche gli animi più artistici devono porre dei confini alla loro creatività. Da questa consapevolezza nasce il concept del nostro Calendario 2011: Grafiche Filacorda, aperta al mondo della cultura e attenta alla sensibilizzazione su tematiche sociali e interculturali, ha scelto di lasciare a una rosa di artisti italiani, che per diversi motivi sono in contatto con l’azienda, una piena e totale libertà di espressione su un argomento forte, sentito, vissuto e sempre attuale: il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il Calendario così concepito non vuole essere un bell’omaggio cartotecnico realizzato a fine anno, bensì un oggetto intrinsecamente prezioso, dove i materiali impiegati passano volutamente in secondo piano per dare pieno risalto al messaggio e alla sua rappresentazione. Ed è proprio qui che risiede il sostanziale valore dell’iniziativa che promuoviamo: il Calendario veicola attraverso un linguaggio creativo diversificato il pensiero personale di artisti conosciuti su una tematica sociale e civile impegnativa, in un’epoca in cui la comunicazione è una leva fortissima per riflettere su chi siamo e su cosa possiamo fare per costruire un mondo migliore. Il risultato è una rassegna di immagini uniche, esclusive e piene di significato, che giorno dopo giorno accompagneranno il vostro anno e vi chiederanno un confronto personale con questo importante argomento. Lasciando quindi carta bianca a questi 12 bravissimi interpreti, che ringraziamo sinceramente sia per la loro disponibilità a esprimere e diffondere il loro pensiero, sia per l’entusiasmo con cui hanno aderito a questo progetto di pubblica utilità, auguriamo a tutti voi uno splendido anno nuovo nel segno della Libertà, dell’Uguaglianza e della Fratellanza. Anna Filacorda

La Dichiarazione Universale dei diritti Umani è stata proclamata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per la prima volta nella storia, la comunità internazionale ha riconosciuto l’esistenza di diritti fondamentali della persona umana, assumendosi la responsabilità di tutelare e promuovere l’uguaglianza degli stessi tra uomini e donne di tutte le nazioni del mondo.

ANNA FILACORDA Anna Filacorda, direzione evoluzione.

Classe 1972, udinese, il suo motto è credere per raggiungere.

Subito dopo il conseguimento della maturità tecnica a indirizzo amministrativo-contabile, Anna Filacorda entra a far parte dell’azienda di famiglia, Grafiche Filacorda, che dal 1954 opera nel settore della grafica e della carta stampata. Dopo alcuni anni d’esperienza nell’ambito contabile, frequenta con profitto un corso manageriale sulla “Gestione delle Aziende Grafiche”, presso la scuola di grafica “San Zeno” di Verona. A integrazione del corso, svolge nel Veronese un periodo di stage presso prestigiose realtà industriali del settore grafico.

Dal 1998 entra a far parte della Direzione delle Grafiche Filacorda, con la nomina di amministratore delegato. Attualmente si occupa dei rapporti tecnico-commerciali con la clientela. Rimanendo sempre fedele ai valori familiari, Anna riesce a coniugare l’esperienza di oltre 50 anni di operato con la tecnologia di ultima generazione e a conciliare il know-how con la creatività di dipendenti e collaboratori: oggi Grafiche Filacorda spazia dalla consulenza mirata alla vera e propria fase di stampa, impiegando i macchinari più attuali, con un servizio attento e orientato al cliente.

Grafiche Filacorda, è il sorriso che vi accoglie sempre all’arrivo, la varietà di soluzioni offerte e soprattutto la qualità del lavoro che rimane impressa.


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BRUNO MORELLO L’estro di BRUNO MORELLO Amore & Omosessualità. Bruno Morello sceglie di rappresentare attraverso una grafica pulita e semplice il travagliato percorso della libera manifestazione dell’amore omossessuale. Diversi piani di interpretazione e di significati si intrecciano e si rivelano all’occhio attento dell’osservatore nelle due ampersand: due uomini, identici, posti uno di fronte all’altro, “combattono” per il loro amore. Il nero, il rosso e il bianco trasmettono con grande forza comunicativa le infinite sfumature dell’animo umano di fronte a questo tema che per molte persone è ancora tabù. L’ordine formale della rappresentazione riesce pienamente a esprimere il disordine che alberga nel mondo e che si manifesta nelle antitesi uguaglianza-diversità, incontro-scontro, libertà-costrizione. Questi contrasti che provocano dolore possono essere dissolti solamente attraverso la presa di coscienza che l’amore è l’unica forza in grado di vincere il male. Coraggio, apriamo il nostro cuore. Come Bruno Morello lascia il segno. “Amare cosa si sta facendo e cosa si vuole fare... La passione è il sale” Noto Graphic Designer - il suo nome compare tra i 23 graphic designer selezionati dal Comitato Scientifico Triennale di Milano per la mostra “Il paesaggio mobile del nuovo design italiano”, censimento sullo stato dell’arte del design attuale -, Bruno Morello impiega il suo talento creativo nella grafica di pubblica utilità, nell’arte e nella cultura. Ricercatore, sperimentatore e grande osservatore, i suoi manifesti avanguardisti e cosmopoliti sono in mostra alla School of Design di New York, al The Art Institute of Boston, alla Colorado State University, alla Bibliothèque Nationale de France, al Museo d’Arte Contemporanea a Istanbul. Il manifesto “I bambini di fronte alla tv”, realizzato con Walter Sardonini, gli è valso la citazione di Arturo Carlo Quintavalle e di Gillo Dorfles nel volume “Manifesti, pittura, politica – Epoca 1945-1999. Manifesti in Italia tra vecchio secolo e nuovo millennio”. “Io mi rendo conto che osservo. Che vedo tutto. Anche se sono in ferie” Il suo percorso artistico è costellato da prestigiosi progetti di immagine per Istituzioni, Musei e importanti Case editrici: dal Festival Internazionale di Montalcino (1996-2000) alle iniziative culturali della Città di Lignano Sabbiadoro (Premio Hemingway), dal Museo di Storia della Fotografia di Firenze all’allestimento per la mostra dedicata all’opera di Mirko Basaldella, dalla prime collaborazioni con Gucci e Utet alle edizioni 2010-2012 della manifestazione udinese “Le Giornate del Tiepolo”. “È una questione che nasce da dentro... È una dote naturale” Già presente nella short list Art Directors Club Italiano e selezionato dall’Università La Sapienza per Roma Design Più, nel 2007 è stato scelto dal Museo Ogaki (Giappone) per la Modern Italian Poster Exhibition, mentre nel 2008 ha curato e progettato la mostra “Living Architectures: Gehry - Koolhaas – Meier” a Palazzo Morpurgo, Udine. Nel 2009 si è aggiudicato il bronzo nell’Award Design Europe per l’editoria, da dicembre 2010 in mostra a Istanbul, per la trasferta del Triennale Museum Design di Milano. Infine, fino al 23 gennaio 2011, è possibile ammirare i suoi manifesti nell’autorevole Affiche Museum / Dutch Poster Museum di Hoorn (Olanda). La mostra si intitola “FINESTRE SULL’ITALIA manifesti italiani dopo il 1990”. Si è formato a Firenze negli anni Novanta. Dal 2000 lavora in Friuli.


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SERGIO CODUTTI Tutto il mondo è paese Un messaggio positivo e di speranza, la metafora di un mondo che, se è unito, può andare avanti in pace. Certo, il percorso è in salita, come ben rappresenta la montagna posta all’orizzonte, anche se oltre al bosco si vede un avvallamento, segno che la via è percorribile. E a guidare il gruppo in questo viaggio che porta alla felicità è una bambina, che si è già incamminata verso la meta. Bambina che fa le veci della nuova generazione ma che è anche simbolo del fanciullo che c’è in noi, che sa guardare alle cose con l’immediatezza di quando non c’è differenza fra il dire e il fare. È la semplicità disarmante dell’amore: l’unica strada che dal presente può condurre a un futuro migliore.

Il mondo come casa Il mondo di Sergio Codutti ha la naturalezza delle cose autentiche: il contatto diretto, il profumo della natura, l’atmosfera che lega. Ma nello stesso tempo non ha confini: se ogni uomo è nato in un angolo diverso del mondo, si può ben dire che le radici dell’uomo sono in tutta la terra.

Un romanzo fotografico Sergio Codutti è nato sessant’anni fa a Passons, alle porte di Udine, dove vive e dirige un’azienda di mobili per ufficio di tradizione familiare. Coltiva la passione per la fotografia da quando aveva 15 anni e un laboratorio nella soffitta di casa. Nel 2010 è uscito ‘Come l’acqua’, il suo primo lavoro fotografico per la grande distribuzione. Negli anni all’amore per gli scatti si sono unite la tecnica e le innovazioni tecnologiche, ma nell’obbiettivo di Sergio ci sono ancora gli scorci di una straordinaria quotidianità, piena di valore.

Immagini creative Quando racconta del suo amore per la fotografia e della sua crescita artistica, Sergio Codutti si definisce un interprete di nuove forme espressive. Questo perché a lui piace creare: “Io ragiono come un pittore” – spiega penso a un soggetto e poi, grazie alla tecnologia, costruisco un’immagine”. A noi spettatori non resta che seguirlo, e lasciarci stupire.


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MARIANGELA PALUDO La positività di Mariangela Paludo Uniti nella Diversità. Affrontare in positivo l’argomento dei diritti umani, elaborando un concetto possibilista che comunica speranza. Sono queste le premesse da cui si sviluppa il lavoro di Mariangela Paludo, che nella sua rappresentazione grafica propone un nodo, emblema della complessa entità umana, e la sua duplicazione, a figurare l’unicità dell’essere. Per l’artista siamo tutti un insieme, seppur con differenti caratteristiche, che qui sono evidenziate attraverso il colore: Mariangela ha scelto delle tinte piatte di grande impatto grafico per comunicare l’idea di molteplicità. Ad abbracciare i nodi, un elemento umanizzato che rappresenta il voler essere un insieme, nonostante la nostra unicità: siamo così uniti, nella diversità. Allargando lo sguardo, l’immagine raffigura anche un albero, simbolo della vita. Quello di Mariangela è un messaggio chiaro ed efficace, che a suo avviso dovrebbe essere intrinseco e toccare il cuore dell’uomo fin dalla nascita: “dobbiamo lavorare per l’unità, l’uguaglianza, il rispetto, l’equilibrio universale”. Il mondo ha davvero bisogno di questo appello: cogliamolo.

Mariangela Paludo. Un’immagine coordinata. “Tutto deve essere semplice. Non elementare. Semplice”. Mariangela Paludo è una graphic designer che dal 1981 si occupa di comunicazione aziendale, dall’ideazione del concept alla realizzazione degli esecutivi. Il suo ricco portfolio privilegia progetti commissionati da Istituzioni, Enti e Associazioni, tra cui spiccano l’allestimento dell’esposizione celebrativa dei 30 anni di Area Science Park di Trieste, la progettazione grafica dello stand di Innovaction Udine Fiere (2008), la brochure di ICS UNIDO per la conferenza di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile (2002), il materiale informativo di Codess FVG per il settore asili nido, la brochure istituzionale del Laboratorio di Luce di Sincrotone Elettra, il logo per il trentennale della Fondazione di Science Area Park, il logo del Consorzio per l’Alta Ricerca Navale e quello di Tetris, Progetto Europeo di Aggiornamento professionale basato su nuove teorie di management. “Nutro ancora il piacere della carta stampata” Oltre a marchi e logotipi, corporate identity, cataloghi, libri e brochure, parte dell’attività di Mariangela è riservata alla formazione (corsi di prima formazione e post diploma) e alla consulenza per aziende che si occupano di sviluppo imprenditoriale e di sostegno alla creazione d’impresa. “Sono una persona green… amo i cavalli… ho un grande rispetto dell’individualità, della libertà di scelta di ciascuno” Il calendario Grafiche Filacorda 2011 è il suo primo progetto di pubblica utilità, anche se Mariangela Paludo è da sempre impegnata in prima persona per promuovere il rispetto e l’equilibrio del pianeta. Nata in Friuli Venezia Giulia, vive a Lestizza (UD).


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FRANCESCO CANDELORO L’ambiente intorno a noi, noi nel cuore dello spazio Un turbinio di luci e segni fanno da sfondo, caoticamente silenziosi, a una casa che sembra stagliarsi fra le onde. Sono i flutti di una città in movimento, una qualsiasi città del mondo, che ospita dentro sé – e quasi sospeso entro i suoi confini – quel concetto semplice e universale che chiamiamo casa. Un edificio stilizzato, formato solo da quadrati e triangoli, che si impone al centro della foto e dei pensieri. Nella multiforme realtà dell’esterno, la casa è il rifugio di cui tutti abbiamo bisogno.

Quando il colore diventa segno L’immagine proposta da Francesco Candeloro è formata da tanti strati quanti sono i suoi livelli di lettura. “La sovrapposizione delle forme geometriche compone la casa, mentre la somma di colori e di paesaggi costituisce lo sfondo”. Molti semplici formano un complesso, un insieme unitario che però non è necessariamente anche omogeneo. “L’ambiente va letto e capito nei suoi singoli fattori, che sono gli individui. Una somma di diversità che convivono rispettandosi reciprocamente”. Perché per quanto diversi, ci troviamo tutti dentro la casa del mondo.

Le tre dimensioni delle immagini L’ambiente in cui viviamo è a tutto tondo per Francesco Candeloro, che lo interpreta anche materialmente in un’arte in cui si coniugano luci, forme, colori e dimensioni. Formato all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, Francesco è riuscito a rendere la ‘sovrapposizione’ una nuova forma di arte, che esprime nell’impiego di materiali e tecniche innovative la profondità del punto di vista umano. La nuova frontiera della bidimensione è l’inserimento anche fisico nell’ambiente circostante, nell’architettura. “Il tema centrale delle mie installazioni è alla fine sempre l’uomo, o meglio l’uomo in rapporto con l’ambiente in cui vive”. Da qui l’importanza dei colori e dei giochi di luce, naturale e artificiale, ma anche del contesto tridimensionale che permette alle creazioni artistiche di muoversi con l’osservatore, e cambiare assieme al punto di vista di chi le guarda. Francesco Candeloro espone in tutta Italia e all’estero, soprattutto in Germania; la sua arte è proprio come la sua Venezia, una riflessione solitaria su quei momenti di incontro di espressioni e di persone dove ciascuno si trova di fronte alla propria unicità.


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OSCAR SERAFIN Quest’opera �� il risultato di una serie di work shop che ho tenuto con i ragazzi di .Lab - Centro di Formazione Professionale del Centro Solidarietà Giovani “G. Micesio” di Udine e delle Officine Creative del Comune di Udine. L’head line dei work shop è stato:

diversità [uguaglianza]: essere liberi Affinchè il concetto di “diversità” non ci condanni alla solitudine, occorre avere chiara l’idea di identità, che è il valore più grande dell’uomo. Noi infatti ci possiamo realizzare solo nel momento in cui riusciamo a trovare un buon equilibrio tra la nostra individualità, che ci distingue da ogni altro, e la nostra esigenza di appartenere alla comunità, cioè di essere come e con gli altri. Allo stesso modo il desiderio di mantenere la nostra identità culturale non può essere in opposizione all’esigenza di coesione sociale per garantire un’armonioso coabitare di persone e gruppi con identità culturali molteplici, variate e dinamiche. Come fonte di scambio, innovazione e creatività, la diversità è infatti necessaria per l’uomo in quanto foriera di benessere ed equilibrio interiore. L’opera sintetizza questo concetto componendo, attraverso l’insieme di più elementi, un unico grande elemento per ricordare:

Oscar Serafin Grafico clandestino dal 1980 ( dal ) 1986 docente in grafica e comunicazione visiva ( dal ) 1996 cosulente per le Officine Creative del Comune di Udine ( dal ) 2001 direttore didattico di .lab Centro di Formazione Professionale del Centro Solidarietà Giovani “G. Micesio”, Udine ( dal ) 2003 papà di Nicolò ( dal ) 2006 papà di Giovanna ( dal ) 2009 papà di Francesca

Per la realizzazione di questo “lavoro grafico” è stata fondamentale la partecipazione degli oltre 50 ragazzi partecipanti al work shop, del fotografo Luca Laureati e di: Alessandra Bergagna, Nicoletta Cecotti, Maurizio Faleschini, Elena Gattari, Francesca Pacitto, Rosanna Pravisano, Nicola Svetina docenti di “.lab”


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ALBERTO QUOCO L’incontro Due mani si incontrano in una stretta così salda da infondere sicurezza in chi la guarda, forti come un pugno che invece è sostegno, simbolo di una fratellanza risoluta perché desiderata fino in fondo. Queste mani gridano fiducia e sono capaci di far sbiadire tutti i colori delle differenze in nome dell’unica umanità che ci riguarda tutti. Queste mani ci dicono che siamo fratelli per davvero. Soprattutto perché queste mani che si stringono non si conoscono.

Esprimere senza parole Alberto Quoco ha scelto un’immagine potente per riassumere in un colpo d’occhio valori, sensazioni e concetti che richiedono lunghe riflessioni. Così la sua fotografia cattura intere situazioni, in un’unica posa una sequenza di momenti che si svelano moltiplicandosi a ogni nuovo sguardo. Eppure sono sempre stati lì sin dal primo istante. “Trovo difficile esprimere a parole ciò che sento dentro”, ma ci riesce benissimo fissando in un’immagine un intero movimento, dove, come in una sinestesia visiva, la forma esprime il massimo della sua dinamicità proprio quando rimane immobile. “Perché la danza è esattamente quello che c’è fra due foto”.

Visualizzare le emozioni Da sempre Alberto Quoco, fotografo autodidatta, vive il tempo appieno, e visualizza le emozioni che sente nella vita come immagini. Così le sue foto trasmettono il sentimento che lui stesso prova mentre le crea. La sensibilità è il filo rosso che unisce gli altri sensi per questo fotografo che vive a Udine e ha ricevuto riconoscimenti internazionali. Il 2008 ha premiato ben due volte la sua creatività, e nello stesso anno è uscito il primo libro di Alberto, ‘Nero Mediterraneo’: fotografie del dramma dell’immigrazione clandestina. “Mi emoziono quando faccio cose così” commenta schivo guardando la sua foto. E in effetti non trova altre parole: “Ho tutto in testa” dice timidamente, ma non è vero. È tutto nel cuore.


Le donne sono più soggette degli uomini ad avere lavori vulnerabili, di basso profilo e mal retribuiti, con una protezione sociale o dei diritti fondamentali limitata oppure inesistente. In Asia meridionale, in Africa settentrionale e in Asia occidentale, la percentuale di donne impegnate in settori diversi da quello agricolo è solo del 20%. Le donne costituiscono quasi i due terzi dei 776 milioni di adulti analfabeti nel mondo. La salute materna è uno degli ambiti in cui il divario tra ricchi e poveri è più pronunciato. Mentre quasi tutte le nascite nei paesi sviluppati sono assistite da personale sanitario qualificato, meno della metà delle donne riceve tali cure quando partorisce in alcune regioni dei paesi in via di sviluppo. Ogni anno un numero inaccettabile di donne e ragazze muore a causa di complicazioni durante la gravidanza, il parto o dopo le dimissioni dall’ospedale, la stragrande maggioranza nei paesi in via di sviluppo. Gran parte di queste complicazioni sono largamente prevenibili e curabili. Tra le donne di età compresa tra i 15 e i 44, gli atti di violenza sono tra le prime cause di morte e invalidità, più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e della guerra. Nel 2006, le donne e le ragazze hanno costituito il 79 per cento delle vittime del traffico di esseri umani. Nonostante i progressi, la discriminazione contro le donne persiste sia nelle leggi che nella pratica. L’attuazione effettiva e il rispetto di queste leggi restano una questione importante. Molte donne soffrono varie forme di discriminazione e hanno un accesso limitato a diritti, risorse e opportunità. Volontà politica e leadership sono fondamentali per generare un’azione sostenuta in favore dell’uguaglianza di genere e l’“empowerment” di donne e ragazze e per il progresso nello sviluppo, pace, sicurezza e diritti umani. FONTE ONUITALIA NOTIZIE 2010

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ELISABETTA BIRSA ELENA DE GIORGI Il volto femminile dei diritti umani. Per Elisabetta Birsa ed Elena De Giorgi – titolari di uno studio di comunicazione tutto al femminile - è un istinto connaturato quello di richiamare l’attenzione sul mondo delle donne. Ecco dunque che le due professioniste di Duino veicolano un messaggio di denuncia che parla di diritti umani calpestati, di discriminazione e di subalternità. A sostegno delle pari opportunità L’immagine del Calendario è stata realizzata in collaborazione con il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico: 10 studentesse dell’istituto di Duino hanno posato con i costumi delle loro nazioni per rappresentare le diverse culture di provenienza: Nora Biteniece – Lettonia, Ushma Manandhar – Nepal, Anya Patrusheva – Russia, Carla Monni – Italia, Rut Setio Nastiti – Indonesia, Prodpran Wangcherdchuwong – Thailandia, Alaa Badr – Egitto, Eduarda Araujo – Brasile, Urska Kosir – Slovenia e Carlota Fernandez Tubau Rullo – Spagna. Successivamente, Elisabetta ed Elena hanno elaborato le foto scattate dall’esperto Nicola Tomasi per ottenere una soluzione grafica che fosse rappresentativa del concept che volevano trasmettere: una figura femminile, emblema di tutte le donne del mondo. Bisogna Progredire! È questo il messaggio lanciato dalle due professioniste di Work in Progress, che chiude la pagina di riflessione sulla situazione attuale delle donne, alla luce dei dati Onu accuratamente riportati. Un invito alla presa di coscienza, ma soprattutto un’esortazione all’azione.

Work in Progress: professionalità in divenire. Un sodalizio che dura da oltre dieci anni e che ha prodotto risultati tangibili: con Work in Progress, Elisabetta ed Elena hanno creato un’agenzia di comunicazione con tutte le carte in regola per sfondare: campagne pubblicitarie, packaging, eventi e manifestazioni, web e multimedia, servizi fotografici e identità istituzionale. Diverse figure professionali si affiancano nella ricerca multidisciplinare, integrando grafica, fotografia, editoria e web design. Le parole d’ordine sono: impegno, emozione e innovazione. Tutto questo grazie a una strategia comunicativa capace di evolversi nel tempo e crescere... come dimostra la recente apertura di uno spazio / ufficio a Gorizia, dedicato all’arte, alla fotografia, ai corsi… e non solo. La loro filosofia è andare oltre. E si vede.


“Un bambino è puro nell’animo, accoglie chi incontra nella sua unicità”

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ELIA FERANDINO Zoom sulla non-discriminazione “Mi sono limitato a riprodurre ciò che i bambini ogni giorno ci raccontano: una storia priva di pregiudizi. ”L’immagine che Elia Ferandino ha scelto come riflessione sul primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è una foto-testimonianza. La testimonianza di una società - la nostra - dove i bambini insegnano agli adulti a mettere in pratica quell’incontro e quell’accoglienza che molti uomini si limitano a teorizzare o a predicare. Perché, come sostiene Elia “un bimbo è puro nell’anima, non giudica ma vive nella tolleranza”. Emozione istantanea Elia assiste di persona alla scena durante una cerimonia di nozze. “Quel bambino che con tanta dolcezza teneva la mano della nonna... Una folgorazione… “ E così, chiede ai protagonisti dell’episodio di fargli provare nuovamente quel profondo sentimento, di ripetere per lui quell’atto: “È stato amore a prima vista… Perché era un gesto naturale, quotidiano”. Quella di Elia è un’immagine che scompiglia l’animo. Ed è proprio quel turbinio di emozioni che la foto suscita a chiamare all’appello noi spettatori. Come ci poniamo davanti a quelle due mani che si uniscono nell’amore, nella fiducia, nell’accettazione? Questa foto è un viaggio introspettivo e al tempo stesso un invito all’emulazione: “Il bambino non compatisce – chiosa Elia – perché non conosce la compassione. L’uomo dovrebbe essere come un bambino”.

Obbiettivo: cogliere l’essenza “La cosa più bella è quando la macchina fotografica è il mezzo per conoscere persone, luoghi e te stesso” A 18 anni Elia Ferandino acquista la sua prima macchina fotografica perché sente l’esigenza di congelare delle situazioni ironiche e curiose. Nel 1999 diventa professionista. Dal 2004 entra a far parte dello studio Tassotto & Max di Udine, dove si occupa di servizi fotografici di alta professionalità in tutto il territorio italiano ed europeo, commissionati da privati e da aziende. “Occhio, mente e cuore: quando una foto ha questi tre elementi, hai fatto centro” Dalle foto di matrimonio al ritratto, dalle campagne pubblicitarie all’arredamento: la sua missione è cogliere l’essenza delle cose e trasmetterla attraverso la fotografia. La sua passione rimane però il reportage, che da sempre alimenta la sua anima fotografica. Ermetico, ha un rapporto intimista con la fotografia. I suoi maestri sono Bresson, Erwitt e Scianna. “La fotografia diventa di tutti. Ognuno vede qualcosa di diverso, che anche tu, fotografo, non avevi colto”.

La stampa come risultato di ciò che ho visto, sentito e vissuto. Non c’è niente di più azzeccato della definizione di fotografia creativa di Alfred Stiegliz per comprendere il mondo artistico di Elia. Lui si definisce un fotografo neorealista e purista, ma questo lo avevamo già capito.


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MARCO CODUTTI La schiavitù invisibile Non serve andare nei paesi del terzo mondo per vedere la schiavitù. “Ogni italiano è in una prigione, e molti non ne sono consapevoli”. La manipolazione del pensiero è la sopraffazione della parte industrializzata del pianeta, e l’occultamento della verità garantisce a chi detiene il potere di trarre i più grandi profitti. “La nostra vita è una tensione continua, un carico di paure che pensiamo di sconfiggere con informazioni inutili e futili distrazioni, anche materiali”. Il tempo passa e perdiamo di vista le cose veramente importanti.

L’essenza dell’uomo La provocazione di Marco grida alla consapevolezza, a una presa di coscienza che ogni giorno viene rimandata per leggerezza o per apatia. Non sono una macchina o un televisore a fare l’uomo, “eppure queste false priorità tengono sotto scacco le persone come sotto una dittatura. Perché stanchi dal lavoro, o presi dal quotidiano, viviamo di illusioni vuote, distrazioni o palliativi”. Invece bisogna farsi domande, riflettere, guardare fuori e al di là. Non lasciarsi frenare dai confini mentali, dalla rigidità di schemi che abbiamo ricevuto in eredità o persino inventato noi stessi. L’uomo è fatto di sensazioni ed emozioni, ed è questo l’importante: capire, prestare attenzione a ciò che serve, senza orpelli.

Il grido delle immagini Marco Codutti sovverte gli schemi. Fotografo di ambienti industriali per professione, è un artista di paesaggi naturali per vocazione. Le sue foto preferite, infatti, hanno per soggetto una natura interpretata, ma mai manipolata. Quasi “stravolte” verso la pittura, ottenuta attraverso tempi lunghi e una grande lavorazione di filtri, quelle di Marco non sembrano nemmeno fotografie. È il sogno di un bambino che è diventato realtà, e che adesso lo porta a realizzare mostre in tutto il mondo. Le crezioni di Marco Codutti, grandi più di un metro e mezzo, sono lo specchio di un punto di vista nuovo e diverso: “L’acqua, in particolare, è un elemento con più facce, consono al mio modo di vedere le cose ed esprimerle”. E l’invito di Marco è di essere come l’acqua: niente gabbie, non facciamoci mettere in catene.


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FEDERICO BARILE Rappresentazione e rappresentanza Il bianco è il colore dei fantasmi. E può anche significare “tempo di attesa indefinito”. Federico Barile non poteva scegliere nulla di più calzante per la sua rappresentazione: il bianco è perfetto per attirare l’attenzione sul contenuto e sul significato della pagina. Il creativo di “Altrementi” ha scelto infatti un colore senza tinta per puntare il riflettore sulle popolazioni che non sono rappresentate all’interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. “Senza dare giudizi morali, la pagina consente a queste popolazioni non rappresentate di avere visibilità…” Facendo una ricerca e approcciando il primo articolo della Dichiarazione Universale, in cui si parla dei diritti di tutti, Federico Barile si sofferma sull’altra faccia della medaglia, e precisamente quella delle popolazioni che a vario titolo non sono riconosciute dall’Onu. L’utilizzo del bianco su bianco non può non far pensare: “queste persone non sono apparentemente visibili”. Un’altra prospettiva, un altro punto di vista. Che lascia punti interrogativi, punti di sospensione. Chissà se si andrà mai a capo per cominciare un nuovo capitolo.

Federico Barile: professione creativo Un curriculum di tutto rispetto, rispolverato per l’occasione: 23 anni di esperienza nel campo della grafica e della comunicazione, di cui 13 in prima linea, come imprenditore nel settore. Federico Barile ne ha fatta di strada dal giorno del Diploma in Arti Applicate conseguito presso l’Istituto d’Arte Sello di Udine: grafico, visualizer, illustratore. E poi creativo con alcune delle agenzie di comunicazione più quotate del territorio. Da art director partecipa alla progettazione di campagne di advertising, film pubblicitari regionali e nazionali, packaging di prodotti, immagini istituzionali e coordinati aziendali, nonché alla creazione dell’immagine di convegni ed eventi. Dal 1997, tutti i giorni si occupa della parte creativa di Altrementi, agenzia di comunicazione fondata assieme a Gimmy Pavon. “Un percorso lento ma solido, del quale siamo timidamente orgogliosi” All’inizio solo con due computer in due, oggi, con una sede di proprietà a Tricesimo, due dipendenti e altri collaboratori stabili, Altrementi è il piccolo capolavoro di Federico e Gimmy, che in campo pubblicitario si occupano di above e below the line, passando per il web&multimedia: nel loro portfolio trovano spazio diversi progetti, dall’immagine coordinata ai siti internet e social network. Illustratore per passione Da anni Federico coltiva la passione per l’illustrazione e ha già raccolto qualche frutto: cartoni animati per la campagna Genertel Trieste; campagna di educazione stradale Provincia di Trieste, AMGA Udine. A questo si aggiunge la partecipazione a manifestazioni di illustrazione, soprattutto per ragazzi (Bologna, Pasiano, Trieste). Che dire… illustrissimo.


Diversi ma uguali, sotto lo stesso cielo.

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IVAN MOREALE Ivan Moreale: Visione d’insieme. Avvolto nella notte e immerso nel silenzio, circondato dai campi e sfiorato dalla fievole luce di qualche casa isolata, Ivan Moreale guarda il cielo stellato. “Io abito fuori città, quindi tempo e spazio sono molto diversi da quelli urbani”. L’emozione che prova è lo spunto per la realizzazione grafica della sua pagina. “La sensazione era quella di essere molto piccoli di fronte a qualcosa che è fuori dalla nostra portata, dentro cui siamo tutti racchiusi.” In questo panorama notturno, l’essenza del pensiero di Ivan è invece chiara come il sole: per quanto le persone possano essere diverse, sotto il cielo sono tutte uguali. “Non esiste povertà, ricchezza, etnia, pregiudizio. Nulla di questi concetti”. “Il cielo e le stelle stanno lì per ricordarci quanto siamo piccoli… Per rimetterci al nostro posto, probabilmente”. Ivan trova la pace sotto quel manto di stelle. Se da un lato si sente minuscolo, dall’altro avverte di essere parte di qualcosa di infinitamente più grande e accogliente. Per trasmettere questa idea di percezione, Ivan scatta e raccoglie una trentina di foto panoramiche che, unite, possano offrire una visione a 360° di ciò che esiste attorno e sopra di noi. In seguito, elabora a lungo l’immagine risultante per cercare di evocare nell’osservatore la sensazione di essere avvolto da ciò che vede. “Volevo che fosse una visione di insieme e non uno scorcio”. La frase che completa l’opera è stata invece un’intuizione immediata: “siamo diversi, certamente, ma siamo uguali sotto un unico cielo”. Ivan dice che è “tutto qui”. Già, tutto qui.

Creativa-mente Ivan. “Crescere è un gioco in cui via via ti aggiungono sempre più regole...” Ivan Moreale nasce a Udine il 21 novembre 1984. Cresce in campagna, respirando fin da bambino l’aria artistica e anticonformista della sua famiglia, “un po’ anarchica”, come la definisce lui. Sviluppa di conseguenza un’attitudine a osservare il mondo senza il filtro di schemi ordinati e linearità di pensiero, bensì attraverso l’emotività e l’istintività. “La fantasia non si insegna. La fantasia è libertà...” Successivamente, frequenta l’Istituto Statale d’Arte “G. Sello” di Udine, “alquanto svogliatamente per altro”, confessa. Terminati gli studi, per qualche anno si impegna in diversi lavori alla ricerca di qualcosa che lo appassioni. Nel 2006 decide di frequentare i corsi di grafica presso il Csg. E finalmente trova il modo per dare libero sfogo al suo estro creativo e al suo minimalismo comunicativo. Dal 2007 lavora come grafico presso la Inuno.srl.


. . . . . . . Tutti gli esseri umani nascono . . . liberi . . . . . . . . . ed eguali . . . . . . . . . . in . . . dignitĂ  . . . . . . . . . . . . . . . . . e . . . . . . diritti . . . . . . . . . . Essi sono dotati di ragione . . . . . . . . . . . e di coscienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . e . . . . . . . . devono agire . . . . . gli uni . . . verso . . . . . . . . . . . gli altri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . in . . . . . . . . spirito di fratellanza . . . All human beings . . . . . . . are born . . . . . . . . . . . . . . . free . . . . . . . and . . . . . . . . . equal in dignity . . . . . . and rights . . . . . . . . They are endowed . . . with reason . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . and conscience and should act towards . . . . . . . . . one . . . . . another . . . . . in a . . spirit of brotherhood . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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RICCARDO DE MARCHI Riccardo De Marchi fa riflettere Spazio al significato. Porsi di fronte al testo, in senso letterale e metaforico, chiedendosi: “E io?” È attorno a questa chiamata in causa che ruota il pensiero di Riccardo De Marchi sul primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (e non solo). L’artista, partendo dall’idea dello specchio, riprende e spazia il testo in base al proprio sentire, con slittamenti ritmici ponderati. I suoi punti di sospensione diventano i nostri punti interrogativi: come ci poniamo di fronte a queste parole? Il senso del suo lavoro risiede nel rispecchiamento: così come siamo impossibilitati a sottrarci al nostro sguardo - uno specchio esiste solamente nel momento in cui c’è un ego che si riflette – allo stesso modo la scrittura acquista un significato specifico se è

presente

un “io” corresponsabile del contenuto. Anche la foratura assume qui una valenza particolare: i

buchi, che

definiscono la fisionomia di Riccardo, ne fissano la presenza, data per assenza. Uno sguardo all’artista Riccardo De Marchi. “Faccio quello che ritengo giusto o sento necessario fare” Attraversamento, rispecchiamento, scrittura, buchi. Sono queste le parole chiave con cui è possibile varcare la soglia del mondo creativo di De Marchi. È da circa un decennio che l’artista impiega lo specchio nelle sue interpretazioni, cui si affiancano produzioni in diversi materiali, tra cui spicca il plexiglass, in formato maxi. De Marchi rileva che il plexiglass “è l’altra faccia della medaglia” in quanto il concept è “l’attraversamento”, dove l’ego è sempre interpellato. L’artista utilizza la trasparenza e il linguaggio come mezzi privilegiati e preponderanti per comunicare la sua visione della realtà, associati a una scrittura per buchi, ottenuta per sottrazione. “Gli autodidatti hanno questo vantaggio: sono molto determinati. È una scelta totale, precisa, esistenziale” Idee chiare, sin dalla primissima gioventù. Classe 1964, Riccardo De Marchi si definisce un autodidatta: “Non sono state le scuole a formarmi in senso artistico”. Le basi del suo lavoro erano già definite durante gli anni del liceo scientifico, ancor prima dell’Accademia a Venezia. “È uno straordinario privilegio vivere la propria quotidianità potendosi esprimere liberamente”. Se l’arte gli consente di comunicare in maniera trasversale, oggi, per lui, comunicare attraverso l’arte è ciò che dà senso pieno alla vita. “L’unica cosa che sapevo era che non avrei potuto fare nient’altro” In mostra a Toronto, Bruxelles, Budapest, Colonia e nelle varie gallerie italiane. In esposizione al Museo d’Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. A Venezia, presenza alla Biennale, al Museo Fortuny e nella Collezione Peggy Guggenheim. A novembre 2010, in copertina su Marie Claire Maison per l’installazione a Villa Pisani, progetto Arte Contemporanea. Sono solo alcune delle credenziali di Riccardo De Marchi, artista premiato e riconosciuto, che vive un rapporto speciale con la campagna in cui è nato. “Milano e New York - che conosco e visito frequentemente - non mi appartengono nel senso più intimo del termine. Amo i miei luoghi, la mia quotidianità, il mio gallo stordito che canta a tutte le ore...”


RINGRAZIAMENTI

Grafiche Filacorda desidera ringraziare tutti coloro che hanno aderito a questo progetto, e in particolare:

Concept: Anna Filacorda e Roberto Luciano Art direction: Roberto Luciano Graphic design: Annalisa Zamaro e Stefano Toso per Grafiche Filacorda

gli artisti che hanno realizzato le creazioni originali per il Calendario, offrendo il loro pensiero e consentendone la diffusione:

Copywriting: Francesca Cerno

Federico Barile Elisabetta Birsa

® Copyright Grafiche Filacorda s.r.l. 2010 - Tutti i diritti riservati

Francesco Candeloro Marco Codutti Sergio Codutti Elena De Giorgi Riccardo De Marchi Elia Ferandino Ivan Moreale Bruno Morello Mariangela Paludo Alberto Quoco

la curatrice dei testi che accompagnano le immagini, che ha saputo cogliere ed esprimere attraverso la scrittura il pensiero degli artisti: Francesca Cerno

i fornitori che, condividendo l’iniziativa, hanno contribuito alla realizzazione del Calendario: Cartiera Gmund - produttore della carta Ever Aomori, 200 gr per la copertina

Grafiche Filacorda srl

Polyedra - distributore in esclusiva della carta Hello Fatt Matt 1.1, 170 gr per le pagine interne

Udine | Viale Palmanova, 464/28

Elleti Serigrafia - lavorazioni particolari

Tel. 0432 522276 | Fax 0432 522287

Legatoria Alfa - confezionamento

www.grafichefilacorda.it | info@grafichefilacorda.it

Il presente calendario, se esposto al pubblico è soggetto all’imposta comunale sulla pubblicità a cura di chi lo espone.


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