Issuu on Google+

Ogliastra Sanità



Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

Anno II - Numero 4 - Febbraio 2008 Editoriale

Considerazioni dopo un anno di Natalino Meloni

È ormai da un anno che il nostro periodico giunge all’attenzione di voi lettori. Se dovessimo basarci sul gradimento espresso attraverso i commenti, il risultato parrebbe positivo. Certamente non ci culliamo sugli allori, siamo consapevoli che non solo sarà necessario da parte di tutto il gruppo redazionale un impegno costante nel tempo, un impegno che spesso va in conflitto con l’attività lavorativa e non solo cui tutti siamo assoggettati, ma siamo anche consci del fatto che il prodotto del nostro impegno editoriale necessita sicuramente di essere perfezionato. A parte il nostro direttore, siamo tutti delle persone prestate a questa avventura “giornalistica”, gravate da tutte le carenze che sono legate allo svolgimento di un’attività in cui non si hanno delle competenze specifiche. Chiediamo perciò che giungano collaborazione e suggerimenti proprio dalle persone cui la nostra pubblicazione è rivolta e cioè da voi tutti. Ci stimola a proseguire l’appartenenza a Mano Tesa e la consapevolezza che svolgere un’azione di prevenzione delle malattie, fondamento dei nostri messaggi, sia comunque un traguardo importante, specialmente per quanto riguarda le malattie oncologiche che sono le più difficili da curare e per le quali è indispensabile arrivare in tempo.

Alcuni suggerimenti, per famiglie che hanno maggiori necessità, su come risparmiare

Agevolazioni per spendere meno In questo articolo abbiamo cercato, con la maggiore organicità possibile, di elencare molte di quelle agevolazioni che la normativa vigente prevede a favore di disabili, dei loro familiari e delle famiglie meno abbienti.

Intervista a Paolo Piredda oncologo della ASL

Ci scusiamo per l’eventuale incompletezza. È comunque nostra intenzione aggiornare le notizie pubblicate e proporre qualsiasi altra iniziativa il legislatore o altri enti mettano a disposizione degli utenti.

Il periodico Ogliastra Sanità, come pensiamo sia ormai noto, nasce come attività collaterale dell’Associazione Mano Tesa Ogliastra le cui principali attenzioni sono rivolte ai malati oncologici e alle loro famiglie, con l’intento di soddisfare le eventuali loro necessità e dare loro conforto. La grande disposizione mostrataci dal Dottor Piredda è pertanto per noi particolarmente importante. Dr Piredda è ormai il riferimento, insieme agli specialisti che operano nella Clinica Tommasini di Jerzu, dell’oncologia ogliastrina. Si tratta di figure molto importanti perché operano in un campo complesso, delicato, nel quale il rapporto medico-paziente assume una valenza più rilevante rispetto ad altri settori medici. Per fortuna tutti i professionisti che gestiscono la oncologia ogliastrina, per competenza, disponibilità e umanità, sono ampiamente all’altezza della situazione.

(a pag. 11)

Il Gatto: Nostro piccolo grande amico

Tante curiosità legate a questo affettuoso (non sempre!) animale: da alcune singolari note storiche, alla cura della sua salute. Tante piccole notizie che possono aiutare ad un sano mantenimento

del piccolo felino e anche ad una sua gestione più naturale e consapevole, specialmente per ottenere una buona convivenza nell’ambiente domestico. (Segue a pagina 21)

Sommario

Nel 1971 a 53 anni moriva Dr Gianni Lai fondatore della Casa di cura di Jerzu

UN MEDICO CHE PRECORREVA I TEMPI Difficile racchiudere in poche righe i vari aspetti che hanno segnato la vita di Gianni Lai. Una figura poliedrica, dai tanti interessi, dalle idee innovative, mossa da forti passioni. Una figura scomparsa troppo

In Ogliastra punto di riferimento per tanti malati neoplastici

precocemente. Aveva capacità intellettive e imprenditoriali talmente valide che certamente avrebbe potuto dare ancora tanto alla realtà ogliastrina. (l’articolo a pagina 16)

Intervista al Dott. Paolo Piredda..............2 Il tumore del collo dell’utero...................3 Pap-Test..................................................4 Il vaccino contro il Papilloma Virus..........4 Il Parkinson si cura a Jerzu.......................5 Cateratta: si opera anche in Ogliastra......6 Alimentazione e agonismo sportivo........7 Mano Tesa nel territorio.........................10 Suggerimenti per risparmiare................11 Il Dott. Gianni Lai: figura poliedrica........16 Prevenzione in Ogliastra........................18 Scoutismo e salute.................................20 Il gatto: piccolo grande amico................21 La civiltà Inca.........................................23

Associazione di Volontariato

(l’articolo a pagina 2)

info@manotesaogliastra.org www.manotesaogliastra.org

Mano Tesa Ogliastra

Via Tirso, 32 – 08048 Tortolì - Tel. 348 5188407 – 339 7111110 – Fax 0782 77020


Ogliastra Sanità

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra



Intervista al dottor Paolo Piredda medico oncologo a cura di Nino Melis

della Asl - siamo in linea con il resto della Sardegna. Nelle strutture della nostra Asl possono essere effettuati interventi sugli apparati gastroenterico, genito-urinario e sulla tiroide».

Dott. Piredda con alcuni collaboratori

Paolo Piredda opera dal 1999 in Ogliastra, come medico oncologo della Asl 4, presso i poliambulatori di Lanusei e Tortolì. Nuorese di nascita e di residenza, 45 anni, celibe, il dottor Piredda divide la sua attività professionale con la Asl 3 di Nuoro. Si è laureato in medicina a Cagliari dove ha conseguito anche la specializzazione in Oncologia, sotto la guida di luminari come il prof. Bruno Massidda. «L’esordio della mia attività professionale in Ogliastra - ricorda Paolo Piredda - si è svolto all’insegna di un’autentica scommessa. Lavoravo a Cagliari, all’Ospedale Oncologico, dove seguivo vari pazienti provenienti da varie zone isolane e ovviamente anche dall’Ogliastra, dove sapevo non esisteva un’attività oncologica completa ma solo di supporto e per il trattamento degli effetti collaterali legati alla chemioterapia. Si trattava di far decollare in Ogliastra un’attività specialistica oncologica più completa che comprendesse oltre i momenti di diagnosi e di follow-up (il controllo del tumore nel tempo), anche i trattamenti chemioterapici. Ho anche portato in Ogliastra molto del bagaglio professionale maturato con il prof. Tarquini nel settore della chirurgia oncologica». Si ha comunque notizia che la direzione della Asl 4 ha intenzione di trasferire

presso l’ospedale Nostra Signora della Mercede alcune competenze che afferiscono all’oncologia con l’obbiettivo dichiarato di rafforzare la interdisciplinarietà. «Lo ritengo un provvedimento positivo - rispende il dottor Piredda - in sintonia con l’obbiettivo di evitare al paziente oncologico viaggi estenuanti verso gli altri ospedali isolani. Al momento la chemioterapia e le terapie di supporto vengono praticate solo nel poliambulatorio di Lanusei, mentre le visite specialistiche anche in quello di Tortolì. Un passo in avanti potrebbe essere costituito dal trasferimento del nostro servizio all’interno dell’ospedale, in quanto l’eventuale attuazione di formule di collaborazione con i primari dei vari reparti, consentirebbe di affrontare i tumori sino dalla diagnosi e a delinearne insieme il miglior percorso terapeutico. La presenza dell’oncologo in ospedale potrebbe assicurare tutto questo tramite la sua presenza in una istituenda collegiale medica. Verrebbero assicurate sia la tempestività dell’accertamento, sia la scelta adeguata della cura e di come e dove ricoverare». Quali sono le patologie mediche prevalenti nel settore oncologico in Ogliastra e quali vi vengono trattate? «Per quanto riguarda i tumori al polmone, alla mammella e all’apparato gastroenterico - puntualizza l’oncologo

Parliamo di prevenzione «Disponiamo - spiega il dottor Piredda - di una buona radiodiagnostica per fare identificare in fase precoce i tumori alla mammella. Tra l’altro su questa neoplasia è ormai in fase di avvio una campagna di prevenzione aziendale. Alcuni medici di base hanno messo in piedi iniziative serie di prevenzione primaria. Cito ad esempio la Guida Sanitaria, che mi ha presentato il collega Natalino Meloni, in cui è stato dedicato ampio spazio alla prevenzione dei tumori e al perseguimento di un corretto stile di vita. C’è comunque la necessità che la prevenzione primaria venga effettuata in forma organizzata e a partire dalle scuole. Se prendiamo ad esempio il tumore del colon retto, una corretta prevenzione impone che i cittadini che hanno compiuto 50 anni - specifica Paolo Piredda- dovrebbero effettuare una esplorazione rettale insieme ad una colonscopia ogni 3 - 4 anni perché, se il tumore viene identificato in fase precoce, non è solo

Rapporti con il Volontariato «Ogni anno collaboro con la Lega tumori per la prevenzione senologica. Sono poi favorevole alla vaccinazione contro il papilloma virus (principale responsabile del tumore sul collo dell’utero). Plaudo all’iniziativa annunciata da Mano Tesa Ogliastra, la vostra associazione, di mettere a disposizione in questo Poliambulatorio un socio in grado di fornire ai pazienti e ai loro familiari informazioni di carattere amministrativo e assistenziale». Gli orari del Poliambulario per l’Oncologia «Dalle 8 alle 12 di giovedì e venerdì a Lanusei, dalle 15 alle 18 per il solo giovedì a Tortolì. Il telefono dell’ambulatorio è il 0782 470417. In caso di bisogno, il mio telefono cellulare è il 338 2207494». Rapporti con la Casa di cura Tommasini «Con la Casa di Cura Tommasini di Jerzu esiste una sinergia gestita dall’Azienda per quanto riguarda le visite specialistiche, il trattamento di chemioterapia e il ricovero ospedaliero».

Dott. Piredda durante l’intervista

dal Lunedì al Venerdì dalle 8 alle 12,30 e dalle 15 alle 19

Centro di Fisiokinesiterapia Accreditato con il SSN Direttore Sanitario: Dr. Bruno Murgia dal Lunedì al Venerdì dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 17

curabile ma guaribile. Il passaggio da polipo a tumore in metastasi impiega diversi anni».

Visite specialistiche fisiatriche Medicina Fisica e Riabilitativa

Radiografie di tutti i distretti corporei, anche in digitale, compresa la radiografia odontoiatrica (panoramica dentale)

Via Tirso, 32 - 08048 Tortolì - Tel. 0782 622 359 - Fax 0782 622 202

Servizio di Radiologia

Accreditato con il SSN Direttore Sanitario: Dr. Walter Tony Palmas


La pagina della prevenzione a cura di Natalino Meloni

Ogliastra Sanità



Conoscere per curarsi e per non ammalarsi

Il tumore del collo dell’utero

Ogni anno, in Italia, sono circa 3.500 le donne che si ammalano di cancro del collo dell’utero e di queste quasi la metà muore. In tutto il mondo, il cancro della cervice è secondo solo al cancro della mammella, come maggiore incidenza e mortalità nelle donne! Si stima che il 75% della popolazione entri in contatto con il virus almeno una volta durante la sua vita. Almeno l’80% delle donne adulte sessualmente attive diventa infetta da un elevato numero di tipi di papilloma virus (HPV) genitale. Per fortuna, solo una piccola parte delle donne esposte alla infezione da HPV svilupperà un cancro del basso tratto genitale e la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontanea-

mente nel corso di pochi mesi. L’infezione da HPV è il primo evento di una lunga scalinata che porta al cancro ed è improbabile che da sola sia sufficiente alla trasformazione maligna dell’epitelio del tratto ano-genitale. Sicuramente entrano in gioco anche dei cofattori come l’abuso di alcool, il fumo di sigaretta e il sistema immunitario. La quasi totalità (oltre il 98%) dei tumori del collo dell’utero sono causati dall’HPV. Studi attuali dimostrano che il DNA dell’HPV è presente nel 100% delle biopsie dei cancri della cervice e nel 50-90% dei cancri della vulva e del pene. Si conoscono oltre 70 tipi di HPV, la maggior parte dei quali causa malattie non gravi, come ad esempio le verruche cutanee. Il virus dell’HPV si contrae principalmente per via sessuale, sia con rapporti sessuali completi e non. Il rischio di contrarre una infezione da HPV aumenta con il numero dei partner sessuali, ed é massimo nell’età più giovanile (20-35 anni). Il virus si

rinviene più frequentemente tra le popolazione promiscue e in condizioni precarie di igiene. Nella maggioranza dei casi la donna non si accorge dell’infezione: infatti in 3 casi su 4 questa è asintomatica, cioè non procura alcun disturbo e si risolve, senza bisogno di trattamento. Invece in 1 caso su 4 può provocare lesioni benigne, come i condilomi, oppure altre lesioni che invece, se non trattate, possono portare a tumori a carico della cervice uterina. Da quando si contrae l’infezione a quando si sviluppa il tumore possono passare anche 20-30 anni, per cui i tumori che colpiscono le donne di 45-50 anni sono la conseguenza di infezioni contratte in giovane età. Nei casi di infezione persistente del collo uterino, non esistono attualmente trattamenti non invasivi di elevata efficacia. Nel caso l’infezione sia associata a modificazioni precancerose dell’epitelio, possono essere prese in considerazione la laserterapia e la conizzazione.

Oggi l’arma migliore per contrastare questo tumore è la prevenzione specialmente tramite il PAP Test (noto come “striscio”), un esame semplice e innocuo, che permette di identificare la presenza di lesioni anche piccolissime e di curarle tempestivamente prima che si trasformino in tumore. Particolarmente promettente appare il vaccino per l’HPV, la cui introduzione sul mercato italiano è stata recentemente approvata. Negli studi condotti fino ad ora, il vaccino HPV ha già dimostrato di essere efficace nel prevenire lo sviluppo di tumori del collo uterino. Le indicazioni del vaccino riguardano tutte le donne dai 9 ai 26 anni. Questo vuol dire che, chiunque si trovi in questa fascia d’età, potrà farsi vaccinare. In Italia la novità è che per le dodicenni il vaccino sarà gratuito. A questa età, è raro che una bambina abbia contratto il virus, perché, come detto, il contagio avviene per contatto intimo o per trasmissione sessuale. A breve verrà avviato, a livello regionale, un programma di vaccinazione gratuito, ma non obbligatorio, per le ragazze di 12 anni che saranno chiamate dalla ASL a vaccinarsi. Da queste pagine l’invito ai genitori ad aderire al programma vaccinale. Resta, comunque, un 30% di casi che non sono protetti dalla vaccinazione e proprio per questo è estremamente importante che le donne, anche se vaccinate prima della pubertà, si sottopongano con regolarità al Pap Test ogni 3 anni.

DIETOLOGIA Dr. Marilena Lara Specialista in Dietologia

ORARI DI APERTURA

Via Lungomare, 20 - 08041 - Arbatax Tel. 0782.66 77 80

Riceve per appuntamento Via Mons. Virgilio, 72 Tortolì Tel. 0782 667277 - 0782 624861 - 333 5871954


La pagina della prevenzione a cura di Natalino Meloni



Ogliastra Sanità

Un metodo di diagnosi sempre valido

Il PAP test

Il Pap test è un esame citologico che indaga le alterazioni delle cellule del collo dell’ utero. Come molte scoperte della medicina è stato inventato casualmente nel corso di un’altra ricerca dal dottor Georgios Papanicolau, un medico greco trasferitosi negli USA nei primi del 900 e da cui l’esame prende il nome. Egli stava infatti eseguendo delle ricerche sulle modificazioni delle cellule vaginali in relazione ai cambiamenti ormonali legati al ciclo mestruale, quando si è accorto che questa tecnica poteva essere utilizzata per individuare modificazioni cellulari dovute a lesioni pre-tumorali. Da allora il Pap test è rimasto pressoché invariato.

In base alla Legge n° 388 del Il Pap test è un test mente alcuna 23.12.2000 in Italia il PAP Test di screening, la soluzione, deve può essere eseguito gratuitamencui funzione prinessere effettuato te ogni 3 anni dalle donne di età cipale é quella di almeno 4-5 giorni compresa tra 25 e 65 anni. È necesindividuare nella dopo la fine delle saria la prescrizione del medico di popolazione femmestruazioni, nei famiglia su ricettario SSN e nella minile donne a ridue giorni precasella delle esenzioni dovrà essere schio di sviluppare cedenti bisogna apposta la sigla D02. un cancro del evitare lavande collo uterino. interne o usare Per l’esecuzione del Pap test viene ovuli, bisogna evitare rapporti sessuali prelevata una piccola quantità di nei due giorni precedenti. Nella donna cellule del collo dell’utero con una in età fertile, è opportuno che il pap spatolina, le cellule vengono quindi test venga eseguito in fase ovulatostrisciate su un vetrino per l’esame di ria, in questo caso, per la particolare laboratorio, colorate secondo il meto- fluidità del muco cervicale, è più facile do di Papanicolau e quindi esaminate che compaiano nello striscio anche le al microscopio. cellule colonnari dell’endocervice, la Il prelievo deve essere eseguito prima parte più interna del collo dell’utero, di fare la visita ginecologica, non deve dove può annidarsi la neoplasia iniessere stata applicata precedente- ziale anche se meno frequentemente

Dott. Papanicolau

rispetto alla neoplasia esocervicale, cioè riguardante la zona più esterna. Molte donne trascurano di eseguire questo esame per la erronea convinzione che possa essere un esame doloroso, il pap test in realtà, è un esame veloce e indolore, è eseguito ambulatorialmente, la sua esecuzione non provoca alcun problema. Se si ha il sospetto di avere un’infiammazione vaginale (cioè se si avverte bruciore intenso e/o molto prurito e/o molte perdite) è sconsigliabile eseguire il pap -test perché è più difficile riuscire a interpretarlo correttamente. È preferibile effettuare prima una adeguata terapia.

In Italia il nuovo vaccino anti HPV

Il vaccino contro i Papilloma Virus Nel marzo 2007 è stato autorizzato in Italia l’uso di un vaccino chiamato Gardasil. È un vaccino contro quattro tipi

di virus HPV: due sono tra i responsabili del tumore del collo dell’utero, gli altri due dei condilomi genitali. Da novembre 2007 in Italia è autorizzato l’uso anche di un secondo vaccino, chiamato Cervarix. Il Cervarix è efficace solo contro i due tipi di HPV responsabili del tumore del collo dell’utero. Il vaccino serve a prevenire le infezioni ma non a curarle. Il Gardasil e il Cervarix si sono dimostrati molto efficaci (quasi al 100%) nei confronti STUDIO ODONTOIATRICO ASSOCIATO delle lesioni provocate dai Dr. Ennio Arba due tipi di papilloma virus Dr.ssa Bruna Giaccu contro cui sono diretti: il In questo studio si effettuano 16 e il 18. consulenze e trattamenti in: Questi due tipi sono reCHIRURGIA PARODONTALE Dr. Antonello Raimondi CHIRURGIA IMPLANTARE Dr. Gabriele Caruso sponsabili di poco più del ORTOGNATODONZIA Dr. Carlo Aru 70% dei tumori del collo SINDROME ALGICO-DISFUNZIONALE DELL’A.T.M. dell’utero. Rimane una (ARTICOLAZIONE TEMPORO MANDIBOLARE) parte di tumori dovuta ad altri tipi contro cui questo vaccino non può fare nulla. Il Gardasil servirà anche Tortolì - Via Temo, 23 - Tel. 0782.62 23 65 a prevenire quasi il 100% Villagrande Strisaili - Via Satta, 1 - Tel. 0782.82 328 38 dei condilomi genita-

li. L’indicazione è di usarlo solo fino ai 25/26 anni. Infatti gli studi che hanno dimostrato che è efficace e sicuro sono stati fatti su donne tra i 16 e i 25/26 anni. Sopra questa età non si sa né se è sicuro né se è efficace e nelle donne che superano i 26 anni il pap test fatto regolarmente ogni tre anni dà una protezione superiore a quella del vaccino. Per essere molto efficace il vaccino va fatto prima di iniziare ad avere rapporti sessuali. L’efficacia nelle donne che hanno già avuto rapporti sessuali è molto minore, in questo caso è stato calcolato che l’efficacia sia attorno al 40% nei confronti dei due tipi di HPV contro cui è diretto il vaccino. La vaccinazione va eseguita con tre iniezioni intramuscolari fatte a intervalli stabiliti: - per il Gardasil le iniezioni sono a 0, 2 e 6 mesi. - per il Cervarix le iniezioni sono a 0, 1 e 6 mesi. I vaccini sono sicuri perché per produrli

si usa solo l’involucro vuoto del virus pertanto non c’è nessuna possibilità che il vaccino provochi l’infezione.

Il prezzo al pubblico del Gardasil è di 188.15 Euro per dose. Quindi il ciclo completo di tre dosi costa 564.45 Euro. Il prezzo al pubblico del Cervarix è di 156.79 Euro per dose. Il ciclo completo di tre dosi costa 470.37 Euro. Per le ragazzine che hanno compiuto 11 anni il vaccino sarà gratuito. Per ora si sa che la protezione data dal vaccino dura almeno cinque anni e nei prossimi anni si saprà se e quando occorrerà fare dei richiami.


Ogliastra Sanità

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra



In Ogliastra sempre più ampia l’offerta sanitaria

I malati del Morbo di Parkinson avranno le cure a Jerzu Presso la Casa di cura M.Tommasini di Jerzu è attivo dai primi di Gennaio un Centro di Diagnosi e Cura del Morbo di Parkinson, che rappresenta, per la sua alta prevalenza (circa 200 casi ogni 100.000 abitanti), uno dei capitoli più importanti all’interno delle patologie neurologiche. Si tratta del terzo centro operativo in Sardegna dopo quelli di Sassari e Cagliari. Il servizio avrà come neurologo referente il Dr. Kai Stephan Paulus, professionista molto apprezzato da colleghi e pazienti, che già da tempo esercita come specialista nella Clinica jerzese. Potranno giovarsi delle prestazioni cliniche, strumentali e laboratoristiche previste, non solo i malati del Morbo di Parkinson, ma tutti quei pazienti che, malauguratamente, dovessero essere

affetti anche da altre malattie legate a deficit o a disordini del movimento, quali movimenti involontari, tremori, tic, discinesie e distonie. “Per tutte queste malattie - afferma il dottor Paulus - è essenziale una diagnosi precoce e precisa per poter impostare una cura e con questa cercare di arrestare il decorso della malattia e migliorare così la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari. In termini di cura sono promettenti i dati della ricerca sulle cellule staminali che fanno ben sperare per il prossimo futuro”. Per i malati, la realizzazione di questa iniziativa sanitaria della Clinica Tommasini, offre vantaggi considerevoli: potranno evitare i lunghi, dispendiosi e pericolosi viaggi verso i centri dell’isola;

potranno effettuare i controlli vicino alle loro residenze, in mezzo ad ambienti e persone spesso conosciute; potranno giovarsi della stessa professionalità offerta dagli altri centri, poiché tra gli stessi vi sarà stretta collaborazione. Al Centro i pazienti potranno accedere previa prenotazione al n° 0782.7616, dovranno portare la documentazione in loro possesso e l’impegnativa del medico curante per “Visita Neurologica”.L’utente verrà seguito lungo l’intero iter diagnostico e terapeutico: al suo ingresso nella struttura sarà visitato, eseguirà gli esami richiesti, e, in caso di diagnosi positiva, avverrà la sua presa in carico. Natalino Meloni

Cos’è il Morbo di Parkinson

Il dottor James Parkinson

Il morbo di Parkinson è una patologia dovuta alla degenerazione cronica e progressiva che interessa soprattutto un’area ridotta del sistema nervoso centrale, detta sostanza nera, in cui viene prodotta la dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per il controllo dei movimenti corporei. Nell’organismo si crea perciò uno squilibrio fra i meccanismi inibitori e quelli eccitatori, a favore di questi ultimi. Questa malattia fu descritta per la prima volta nel 1817 dal medico inglese James Parkinson. Il mondo ti appare in modo differente quando soffri di Parkinson

Farmacia MAMELI di Dr. Gian Paolo Mameli

Parafarmaceutica - Sanitari Dietetica - Omeopatia Dermocosmesi - Veterinaria Via Roma, 80 - 08040 Loceri - Tel. 0782 77.075

FARMACIA MURRU di Dr. G. A. Murru

COSMESI OMEOPATIA ERBORISTERIA DIETETICA PRODOTTI PRIMA INFANZIA PRODOTTI PER CELIACI VETERINARIA HOME CARE A P E R T A T U T T O L’ A N N O Via E. D’Arborea, 12 - 08040 Cardedu Tel. 0782 75.955


Ogliastra Sanità

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra



Non più lunghe trasferte per operarsi

Ora anche in Ogliastra è possibile l’intervento di cataratta a cura del Dott. Luciano Pisu

La cataratta senile è una affezione degenerativa del cristallino, o lente dell’occhio, dovuta all’età. Tale malattia provoca un’ opacità del mezzo diottrico che porta, se non operato, alla cecità. In considerazione del fatto che in Ogliastra, come anche in altre parti d’Italia e del mondo, la popolazione anziana è sempre in aumento, si comprende facilmente che senza l’opportunità dell’intervento chirurgico avremmo una percentuale assai elevata di non vedenti, realtà già evidente nei paesi sottosviluppati. Mentre fino all’anno scorso i pazienti ogliastrini, affetti da tale patologia, erano costretti, loro malgrado, a lun-

ghi e faticosi spostamenti verso le grandi città sarde per sottoporsi all’intervento chirurgico, dal mese di febbraio-marzo del 2007, possono finalmente usufruire di questo importante servizio anche qui in Ogliastra. Infatti sono già centinaia gli assistiti ogliastrini operati con successo di cataratta presso il reparto chirurgico dell’Ospedale di Lanusei. La procedura di ammissione al ricovero è abbastanza semplice. Prima di tutto l’utente deve necessariamente effettuare una visita oculistica presso lo specialista di fiducia, sia esso convenzionato o in regime di libera professione, operante nella nostra ASL, il quale redige un certificato in cui si esplicita la diagnosi. Contemporaneamente dallo stesso specialista vengono consegnati al paziente due stampati: - nel primo viene specificato che il paziente

deve sottoporsi a visita cardiologica ed ECG e che deve eseguire una serie di esami. I relativi referti saranno poi consegnati all’infermiera preposta all’accettazione. - nel secondo viene specificata la terapia da effettuare prima, durante e dopo l’intervento. Contestualmente viene comunicato all’assistito un numero telefonico “dedicato” da cui riceverà tutte le indicazioni su come effettuare gli accertamenti prescritti e gli verrà fissato l’appuntamento per il giorno del ricovero, che si effettua in Day-Hospital, cioè in giornata. Il giorno fissato per l’intervento il paziente si deve presentare con tutta la documentazione, compresa la proposta di “ricovero per intervento di cataratta”, stilata dal proprio medico di famiglia, al primo piano dell’Ospedale, dove, dopo l’accettazione e la visita preliminare, viene preparato per l’ingresso in sala operatoria. Dal personale infermieristico il paziente viene adagiato sul lettino operatorio, viene collegato ai vari dispositivi per il controllo della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e gli vengono instillate nell’occhio da operare alcune gocce di anestetico e di antibiotico. A

questo punto inizia l’intervento vero e proprio che dura circa 10-15 minuti, dopodiché il paziente viene subito fatto alzare e accompagnato in una sala d’attesa. Infine, dopo una visita oculistica di controllo, viene dimesso. Un altro controllo deve essere necessariamente effettuato il giorno successivo e poi un altro a distanza di sette giorni. Se tutto è andato bene effettuerà un ultimo controllo dopo 30-45 giorni. È andato tutto bene? Gli interventi, almeno fino ad oggi, effettuati nell’ospedale di Lanusei hanno avuto un esito positivo nel 95-97%. E gli altri? Quell’esiguo numero di meno fortunati rientra nelle “normali” complicanze, sempre più rare, previste per ogni intervento chirurgico. Se si pensa che l’intervento chirurgico di cataratta è quello che sta in cima alla classifica di tutti gli interventi, si comprende facilmente quale sia ormai l’altissimo livello tecnologico raggiunto per la cura di tale patologia. Tuttavia, è consigliabile che tutti i pazienti che si devono sottoporre al trattamento si leggano attentamente il foglio obbligatorio del consenso informato in cui sono riportate tutte le notizie utili al buon esito dell’operazione.

La Posta dei lettori Sono portatore di pace-maker: mi hanno riferito che non è più necessario utilizzare particolari accorgimenti quando si deve passare attraverso metal detector o altri sistemi di sicurezza in aeroporti, banche e grandi magazzini? È veramente così? Giuliana B. Jerzu Effettivamente un paziente portatore di pace-maker o di defribillatore si espone a potenziali rischi nel passaggio attraverso metal detector o altri dispositivi di sicurezza usati in negozi, grandi magazzini, banche e negli aeroporti. Infatti, il passaggio attraverso tali sistemi potrebbe interferire con la regolazione dei parametri di impostazione del pace-maker. Uno studio eseguito da esperti ha evidenziato come questi dispositivi di sicurezza abbiano in realtà solo rara-

mente influenzato l’attività elettrica di questi apparecchi. I casi registrati hanno riportato capogiri, senso di vertigine, dolori al torace. In nessun caso si sono avuti danni gravi. È prudente che un portatore di pacemaker o di defibrillatore impiantato segua queste indicazioni: 1) non si appoggi o resti vicino ad alcun detector (faccia attenzione nei grandi magazzini dove tali sistemi sono volutamente celati!) 2) chieda eventualmente ad una guardia che utilizza un detector manuale di non passarlo vicino al suo Pacemaker; se possibile, chieda che venga effettuato un controllo manuale senza apparecchio. 3) è importante portare sempre con sé la tessera di identificazione del pace-maker.

A mio padre, al quale sette mesi fa sono stati impiantati due stent è stato riscontrato un valore di D-Dimero elevato? Hanno escluso che dipenda da problemi cardiaci. Da cosa può dipendere? (Eleonora M. Tortolì) Il D-Dimero è un prodotto di degradazione della fibrina, elemento della catena della coagulazione. È elevato in tutte le condizioni di formazione di trombi o di attivazione della catena di coagulazione. Può essere quindi elevato in varie circostanze che vanno dai traumi, alle infezioni ed ovviamente alle situazioni di trombosi. Gli apparecchi per aerosolterapia funzionano tutti allo stesso modo? Salvatore D. Lanusei Gli apparecchi per aerosol terapia hanno dei compressori (a membra-

na o pistoni), o dei trasduttori ad ultrasuoni, che hanno il compito di disgregare le sostanze da nebulizzare in particelle finissime. I trasduttori ad ultrasuoni, sono molto silenziosi ma richiedono una maggiore manutenzione, inoltre sono sconsigliati per la nebulizzazione dei farmaci in sospensione (possono essere utilizzati solo quelli in soluzione) e per il pericolo di surriscaldamento della sostanza da nebulizzare. I compressori a membrana o pistone sono più rumorosi ma più semplici da usare. Le prestazioni di un apparecchio per aerosol terapia dipendono principalmente: dal diametro medio delle particelle nebulizzate, dalla qualità del nebulizzatore e dal tempo impiegato per la nebulizzazione. Vari studi hanno dimostrato pari efficacia clinica nell’utilizzo dei due sistemi.


La Pagina dell’Alimentazione a cura di Marilena Lara

Ogliastra Sanità



L’ALIMENTAZIONE PER L’ESERCIZIO FISICO E LO SPORT

Una alimentazione equilibrata e corretta, affiancata ad un valido e continuo programma motorio, caratterizza lo stile di vita attivo, ritenuto l’unica e più efficace misura da adottare per prevenire e curare quelle patologie metaboliche sostenute da gravi errori nelle abitudini alimentari e da una cronica dilagante sedentarietà. Il binomio “corretta alimentazione ed esercizio fisico regolare” è diventato, negli ultimi anni, fondamento di ogni iniziativa che abbia come obbiettivo la prevenzione ed il controllo delle patologie cardiache e cerebro-vascolari. Anche l’Organizzazione Mondiale della

Sanità e il Piano Sanitario Nazionale hanno recepito il carattere prioritario dei comportamenti e dello stile di vita dei cittadini ammalati di sedentarietà e di cattiva alimentazione. L’attività fisica, e quindi l’impegno muscolare, cardiovascolare ed ormonale che ne conseguono, sono componenti troppo importanti per la salute umana perché vi si possa rinunciare senza conseguenze negative sugli equilibri metabolici. Nel corso degli ultimi anni, è notevolmente cresciuto l’interesse per le problematiche nutrizionali connesse all’esercizio fisico, anche in considerazione del numero sempre crescente di

MEDISAN

ORTOPEDIA SANITARIA di Mario Pintor

ARTICOLI SANITARI COSMESI ARTICOLI SPORTIVI ARTICOLI PRIMA INFANZIA

Via Monsignor Virgilio, 11 - 08048 - Tortolì Tel. 0782.62 61 20 - Mob. 339.14 80 188 E-mail girove@yahoo.it

soggetti che si dedicano con regolarità alla pratica di un’attività sportiva. Di conseguenza, si è sviluppata una vera e propria disciplina scientifica, la “dietologia applicata all’esercizio fisico e allo sport” che purtroppo è diventata oggetto di speculazioni commerciali e di mode, spesso bizzarre, che possono confondere le idee e disorientare non solo i diretti interessati (gli sportivi praticanti), ma anche, in alcuni casi le varie figure professionali che vivono a stretto contatto con gli atleti (allenatori, preparatori atletici, dirigenti, medici dello sport). Non esistono alimenti particolari capaci di migliorare la preparazione e/o la

prestazione atletica, ma solo buone o cattive abitudini alimentari, che condizionano l’efficienza metabolica e il rendimento fisico ed atletico. Con l’aumentare del numero delle persone che si dedicano con regolarità alla pratica sportiva, si è verificato un costante sviluppo di una informazione nutrizionale sbagliata con un conseguente dannoso incremento di “diete innovative”. Queste diete promettono di migliorare i risultati sportivi attraverso l’uso combinato di prodotti specifici capaci di ridurre, a giudizio delle case produttrici, il tempo necessario per ottenere i risultati desiderati. Il mondo dello sport è da troppo tempo “vittima”dell’errore concettuale del voler raggiungere i risultati rapidamente a tutti i costi, ma ciò, oltre ad essere sbagliato, è diseducativo e pericoloso per la salute degli atleti e della popolazione in genere. Occorre quindi garantire lo stato di salute, senza mai cedere alla tentazione di migliorare artificiosamente le prestazioni atletiche, attraverso l’uso di farmaci o di altre sostanze, siano queste vietate o no dai regolamenti antidoping delle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali. La relazione tra dieta, salute e forma fisica costituisce ormai un valore individuale e sociale fondamentale per realizzare una migliore qualità della vita, la promozione della salute e la prevenzione delle malattie.




La Pagina dell’Alimentazione a cura di Marilena Lara

L’ALIMENTAZIONE DEGLI ATLETI Per quanto riguarda l’alimentazione applicata allo sport, possiamo dire che, mentre in passato l’alimentazione degli atleti era orientata prevalentemente alla prescrizione di regimi nutrizionali, a volte assai bizzarri e fantasiosi, da proporre in occasione dell’evento gara, oggi si pensa soprattutto ad una vera e propria preparazione nutrizionale dell’atleta, da realizzare nell’arco dell’intera stagione sportiva. Questo perché, dall’idea di una dieta straordinaria per la gara, si è passati a considerare, più giustamente, l’adeguata e corretta alimentazione dell’atleta come uno dei cardini fondamentali per promuovere una condizione di completo e valido stato di buona salute, fisica e psichica, premessa indispensabile per il raggiungimento della migliore prestazione sportiva. L’alimentazione degli atleti deve tenere conto delle caratteristiche fisiche individuali e degli specifici programmi di allenamento, nonché della programmazione degli impegni agonistici. Come per la popolazione generale, anche per lo sportivo, la maggior parte della razione alimentare deve essere costituita dai carboidrati, cioè gli zuccheri; questi devono infatti rappresentare il 60% circa dell’intera quota energetica giornaliera. Per la maggior parte (80%) devono essere “zuccheri complessi”, come quelli contenuti nei cereali (pane, pasta, biscotti, riso, mais, ecc.) e nei tuberi (patate). Agli “zuccheri semplici”(zucchero comune, marmellate, dolci, frutta, ecc.) è affidata la copertura del restante 20%. I carboidrati costituiscono il principale substrato energetico per i muscoli in atti-

vità, per cui sono indicati tanto nei gesti sportivi rapidi ed intensi, quanto nelle attività protratte nel tempo. Le proteine devono rappresentare il 12-15% delle calorie totali assunte e devono provenire sia da alimenti di origine animale (latte e derivati, carni, pesci, uova, ecc.) sia da alimenti di origine vegetale: legumi (ceci, fagioli, lenticchie, ecc.) e cereali (pasta, riso, ecc.). I lipidi (grassi) sono nutrienti ad elevato contenuto calorico e vengono utilizzati come fonte energetica, insieme ai carboidrati, nell’impegno sportivo di lunga durata e di intensità medio bassa. Devono costituire una quota variabile, a seconda delle circostanze, tra il 25 e il 30% dell’energia totale giornaliera. Essi vengono assunti sia come grassi contenuti negli alimenti (latte, formaggi, salumi, frutta secca, ecc.) sia come condimenti (olio, burro, lardo).

FABBISOGNO ENERGETICO E PESO CORPOREO DELL’ATLETA Nell’elaborazione di una corretta proposta nutrizionale per un atleta, si devono considerare molteplici fattori inerenti alle caratteristiche fisiche richieste per l’esecuzione del gesto tecnico specifico, in rapporto alla disciplina sportiva praticata, e tenere conto anche del peso corporeo più idoneo per il conseguimen-

to della migliore prestazione atletica. Il grande numero di attività sportive, che vengono oggi praticate, spesso diversissime tra loro sotto tanti profili, e le notevoli differenze riscontrabili nelle metodologie di allenamento, talvolta nell’ambito di una stessa disciplina, ci impongono di affrontare i problemi nutrizionali dello sportivo in termini generici, evidenziando, più che altro, le abitudini fisiologicamente più erronee che si commettono nella gestione di alcune categorie di atleti. Una premessa fondamentale si preoccupa di sgombrare il campo da tutti quegli elementi patologici che potrebbero essere alla base dello scadimento di forma di un atleta: se l’esame medico rivela la presenza di patologie particolari, ne consegue che occorrerà seguire un tipo di dieta qualitativamente mirato al problema da risolvere, prima di stendere le basi di un trattamento dietologico piuttosto particolare, come quello rappresentato da uno sportivo in pieno allenamento. È fuori di dubbio che, anche se l’alimentazione svolge in questa fase un ruolo importante, è soprattutto l’allenamento fisico (generale o specializzato) che permette di ottenere un rendimento organico ottimale, caratterizzato da una minima usura cellulare e dal miglior recupero possibile post-sforzo. In ogni caso bisognerà sempre rispettare la nozione di appetito (mangiare oltre il proprio appetito porta soltanto a disturbi digestivi), di accettabilità (che dipende dalle abitudini alimentari e dai gusti individuali) e di quantità: la razione dell’atleta viene stabilita in stretta funzione del proprio bisogno quantitativo e qualitativo.

LA DIETA DI ALLENAMENTO È fondamentale non modificare bruscamente la dieta quando un soggetto inizia a sottoporsi ad un periodo di allenamento: semmai la nuova dieta dovrà,

Ogliastra Sanità

da un punto di vista quantitativo, essere adattata progressivamente ai bisogni nutrizionali modificati dall’incremento del lavoro muscolare, permanendo sempre lo stesso equilibrio qualitativo che caratterizza l’alimentazione durante il periodo di riposo. L’inevitabile perdita di peso che si verificherà nella parte iniziale del periodo preparatorio sarà transitoria, legata alla perdita dei grassi di riserva, la cui fine sarà determinata da un nuovo equilibrio organico, in rapporto alle successive condizioni di lavoro: da ciò può dedursi che l’alimentazione di un atleta è quantitativamente sufficiente quando, superata la fase iniziale del periodo di allenamento, il suo peso si mantiene costante indipendentemente dall’entità del lavoro muscolare.

LA DIETA NEL PERIODO DI COMPETIZIONE Il giorno della gara, l’atleta subisce una reale aggressione, un vero e proprio stress che sollecita tutto l’organismo: una dietetica razionale deve trovare la piena espressione proprio in questa circostanza, perché, anche se essa non può migliorare le prestazioni dell’atleta, può almeno evitare il calo di forma e minimizzare le reazioni da fatica che sopravvengono durante e dopo lo sforzo. Al di là della contrapposizione tra sport caratterizzati da uno sforzo breve, di potenza, e quelli che utilizzano una sforzo prolungato, di resistenza, l’unico concetto che merita di essere privilegiato sopra ogni altro è quello del rispetto delle leggi fondamentali dell’equilibrio alimentare. Alla vigilia della gara l’alimentazione di base del periodo di allenamento potrebbe essere completata da un supplemento di carboidrati, sali minerali e proteine, da assumere sotto forma di frutta e verdura. L’ultimo pasto prima della competizione, da consumarsi preferibilmente 3-4 ore prima dell’inizio delle prove, deve prevedere diversi apporti fondamentali: a) l’apporto di carne deve fornire amminoacidi di elevato valore biologico, allo scopo di assicurare un buon tono neurovegetativo per la durata di 10-12 ore; b) l’apporto di zucchero, direttamente e facilmente assorbibile, deve garantirci una certa costanza della glicemia;


Ogliastra Sanità

La Pagina dell’Alimentazione a cura di Marilena Lara

c) l’apporto di acqua, relativamente elevato, permetterà una mobilizzazione ed una eliminazione più rapida delle tossine della fatica; d) l’apporto di sale, rilevante ma ragionevole (2-4 grammi) è necessario per la costituzione di una buona riserva di cloruro di sodio, utile per il metabolismo idrominerale e per la contrazione muscolare nel corso dell’esercizio.

ORARIO DELLA COMPETIZIONE È utile l’esame di casi particolari, legati al fatto che le prove possono avere inizio in orari quanto mai diversi della giornata a seconda delle diverse discipline sportive. Se la competizione ha luogo al mattino ed inizia verso le ore 11, la prima colazione va consumata verso le 7,30 (in ogni caso da 2 a 3 ore prima dell’inizio della gara) e dovrebbe comprendere una scodella di cereali con latte zuccherato, due o tre fette biscottate con burro, miele e marmellata. Se la gara si svolge di pomeriggio, il pasto che la precede deve fornire agli atleti una quantità di carboidrati fino al 70%, al fine di ottimizzare le scorte di glicogeno muscolare. Le strategie nutrizionali di ”carico glucidico” mostrano maggiori benefici soprattutto nel caso di sport prolungati ed intermittenti ad alta intensità di lavoro (calcio ,pallavolo, pallacanestro, ecc.). Va inoltre fornito un apporto proteico contenuto, consistente in una porzione di carne bovina ben salata, verdure condite con olio e limone, uno o due frutti freschi ben maturi e una tazza di un infuso zuccherato (tè o caffè). Se la competizione ha luogo in ore notturne,

il solo pasto da modificare sarà quello della cena, anticipata intorno alle 17-18, assolutamente di tipo pre-competitivo: molti atleti consumano intorno a quest’ora un pasto eccessivamente frugale, generando un intensa sensazione di fame nel momento cruciale del riscaldamento. Se infine la competizione si svolge durante parecchi giorni consecutivi, ogni giorno di gara va considerato come se fosse l’unico: in tal caso la cena rappresenta il punto cruciale, dovendo permettere la rapida mobilizzazione delle tossine e la ricostituzione delle riserve energetiche.

LA RAZIONE DI RECUPERO Il giorno dopo la gara l’atleta, avendo subito una vera e propria aggressione muscolare e nervosa, in seguito all’abnorme spesa energetica ed alla vera e propria usura dell’organismo, necessita di una riparazione, che consiste nell’eliminazione dei testimoni di tale usura: i metaboliti della fatica e dello stress da competizione. Nelle 24 ore che seguono la prova l’organismo ha un aumentato bisogno di acqua, persa essenzialmente con la traspirazione: senza tenere conto di quella presente negli alimenti, la quota di reintegro si aggira intorno ai 2 litri ed oltre, ripartiti nell’arco dell’intera giornata. La sudorazione abbondante ha inevitabilmente dato fondo anche alle riserve di sodio e di potassio, elementi che devono immediatamente essere ricostituiti per migliorare l’escrezione urinaria delle tossine: al contrario, gli altri minerali (magnesio, calcio, ferro, etc.) non richiedono una reintegrazione immediata. Allo stesso modo, i compartimenti glucidico e lipidico non mostrano eccessive necessità di recupero. I processi di disintossicazione, che hanno un valore prioritario, si svolgono nell’arco di 24-36 ore e, in questo



intervallo di tempo, va evitata l’introduzione di proteine animali in eccesso. Le vitamine più utili in questo momento sono rappresentate dalla vitamina B6 (favorisce l’opera di ricostruzione proteica, migliora il metabolismo del miocardio, permette un rapido ritorno alla norma dell’ammoniemia e dell’azotemia da sforzo) e dalla vitamina B 12 (fattore antitossinico per eccellenza), da non somministrare, però, in dosi eccessive. Estremamente interessante è la sollecitazione che l’intera sfera ormonale presenta dopo la competizione, traducibile soprattutto in un’ipersecrezione degli ormoni surrenalici: l’alimentazione successiva ad una gara sportiva dovrà perciò fornire le materie prime necessarie all’organismo per l’elaborazione dei propri ormoni (amminoacidi, colesterolo, sali minerali, vitamine). L’uovo sodo ed il burro trovano, in questa circostanza, un’ulteriore giustificazione alla loro somministrazione. Infine va segnalata una delle alterazioni più caratteristiche della fatica: l’acidosi ematica. È questo lo scopo che motiva l’apporto, immediatamente dopo lo sforzo, di acque lievemente gassate o bicarbonate, più che sufficienti per correggere questo squilibrio acido-base. Per perseguire questo tentativo di alcalinizzazione si consigliano alimenti quali il latte, il formaggio, le insalate e la frutta, in grado di lasciare nell’organismo un residuo alcalino. Abitudini alimentari corrette, ispirate ai semplici principi sin qui indicati, sono sufficienti a coprire i fabbisogni nutrizionali della quasi totalità degli sportivi impegnati in attività continuative, anche di buon impegno fisico.


Ogliastra Sanità

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

10

La presenza di Mano Tesa nel territorio Alla fine di un anno sociale ogni associazione di volontariato è solita fare un bilancio in termini operativi, in riferimento alle motivazioni e alle finalità che sono alla base della sua costituzione. Le Associazioni che operano nel settore dell’oncologia (in riferimento soprattutto ai malati e alle loro famiglie) sono attive nel • • • • •

settore della prevenzione primaria settore della diagnosi precoce settore assistenza settore volontariato settore comunicazione e relazioni esterne • settore servizi generali • settore promozione Alcune - come per esempio - la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - sono attive in tutti i settori; altre - per oggettive situazioni di necessità e di possibilità - lo sono solo in alcuni. Questa considerazione e premessa vale - lo si deduce dalla analisi delle associazioni aderenti alla F.A.V.O. (Federazione della Associazioni di Volontariato in Oncologia) di cui fa parte anche Mano Tesa Ogliastra - per una grande maggioranza di gruppi di volontariato operanti in ambiti territoriali ristretti. La nostra associazione Mano Tesa Ogliastra è stata molto o sufficientemente attiva nel settore della PREVENZIONE PRIMARIA.

Considerando, infatti le aree di attività di tale settore: • • • • • •

sensibilizzazione educazione disassuefazione al fumo formazione informazione sostegno nella ricerca

Mano Tesa non è stata presente nel sostegno della ricerca (lo è stata forse indirettamente con finanziamenti dei suoi soci) e lo è stata marginalmente nella formazione. Tale area è un impegno da percorrere durante l’anno sociale 2008. Mano Tesa ha invece sicuramente e abbondantemente promosso nel territorio: sensibilizzazione, educazione, informazione. Sono state distribuite circa 20.000 copie della Guida Sanitaria alle famiglie dell’Ogliastra; sono pure state consegnate per una capillare diffusione 17.000 copie dei numeri pubblicati del periodico “Ogliastra Sanità“. Un’equipe di esperti volontari dell’Associazione ha promosso incontri di informazione con Studenti di Scuole di Istruzione Superiore a Jerzu, Lanusei, Tortolì, al fine di promuovere e diffondere una cultura di disponibilità e apertura all’ascolto di persone che sono nel bisogno. Rispetto al SETTORE ASSISTENZA, Mano Tesa è stata attiva nella diffusione della cultura della prevenzione. Sicuramente - ma non è nei suoi compiti

MANO TESA OGLIASTRA ha quale finalità prioritaria offrire sostegno ai malati oncologici e alle loro famiglie; Offre informazioni sui servizi operanti nel territorio; Da informazioni sulle strutture di accoglienza in Sardegna e nelle altre regioni; Aiuta chi ha problemi per raggiungere luoghi di cura; Offre consigli ed assistenza per seguire pratiche burocratiche; Offre compagnia, anche a domicilio a chi ne avesse bisogno.

Tel. 348 518 84 07 - 339 711 1110

- non ha svolto attività di diagnosi, né ha risolto i più gravi problemi legati alla qualità della vita e ai bisogni degli ammalati. La nostra associazione, però, consapevole che i malati oncologici necessitano di un aiuto particolare, ha operato con una serie di interventi, collegati alle richieste di persone che si sono ad essa rivolte e che sono state attinenti a quanto qui di seguito riportato: • accompagnamento di pazienti in centri di terapia; • presenza per un rapporto di sostegno psicologico e vicinanza umana presso alcune famiglie che ne hanno fatto richiesta; • istruzione di pratiche amministrative per visite presso commissioni mediche della ASL; • ricerca nella penisola di centri di accoglienza per pazienti e accompagnatori.

è la consapevolezza che la prima e più difficile battaglia è quella che porta a combattere contro l’atteggiamento spesso indifferente e/o passivo di molti, votati a fare uno scongiuro oppure rimuovere il problema cancro. Quest’ultimo, purtroppo data l’incidenza, è problema di “tutti“. È questo il motivo fondamentale che chiede la continuità della presenza di Mano Tesa. Un contributo molto importante potrebbe pervenire dai lettori del periodico Ogliastra Sanità, attraverso suggerimenti e proposte di attività. Circa due secoli fa un pittore e scrittore inglese (William Blake) scriveva: Quando le montagne e gli uomini si incontrano grandi cose succedono che non avvengono nella ressa delle strade di città.

Nell’ultima riunione del Consiglio Direttivo si è deliberato di venire incontro - anche materialmente - a situazioni di particolare disagio e necessità, sempre relative alle finalità dell’Associazione e a quanto stabilito nello Statuto e nel regolamento.

Una metafora attuale che resta valida per ogni tempo. Le montagne simboleggiano le difficoltà che la vita ci oppone ogni giorno. Le grandi cose sono le opere di uomini, spesso sconosciuti, decisi a sfidare la montagna per il bene degli altri.

È stato fatto poco? è stato fatto molto? Alla chiusura di un anno sociale è bene comunicarci i dati e non lasciarsi prendere da scoramento perché certamente si sarebbe potuto dare di più.

La montagna del disagio, del dolore, della sofferenza è la più difficile da scalare.

Una motivazione che dovrebbe indurre i soci ad andare avanti e a partecipare

È da stolti avere iniziato la salita e rinunciare, anche se oggi si è lontani dalla meta. Il direttivo di Mano Tesa

Invitiamo chiunque volesse far presente un disservizio o volesse ringraziare per aver ricevuto un’assistenza particolarmente valida ed umana, o che volesse proporre dei suggerimenti, a scriverci, chiamarci, o inviarci una e-mail. Saremo ben lieti di pubblicare tali comunicazioni. info@manotesaogliastra.org Tel. 339 711 11 10 - 348 518 84 07 - Fax 0782 77 020


Ogliastra Sanità

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

11

Alcuni suggerimenti per le categorie più disagiate per ridurre le proprie spese a cura di Natalino Meloni, Severina Mascia, Maria Assunta Marcialis, Carmine Lorrai.

Agevolazioni per anziani e disabili Contributo regionale per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Si tratta di contributi, a fondo perduto, che vengono erogati a favore di portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti (es. cecità e menomazioni relative alla deambulazione e alla mobilità). Il sostegno economico è finalizzato all’abbattimento di ostacoli quali un portone di ingresso troppo stretto, scale che impediscono l’accesso al soggetto non deambulante, servizio igienico non fruibile, eccetera. Qualora non risulti materialmente o giuridicamente possibile la realizzazione delle opere di modifica dell’immobile, del quale non è indispensabile essere titolari del diritto di proprietà, i contributi possono essere concessi anche per l’acquisto di beni mobili che, per caratteristiche funzionali, risultino strettamente idonei al raggiungimento dei medesimi fini che si sarebbero perseguiti con l’opera non realizzabile. Per quanto concerne la misura del contributo, in base a quanto previsto dalla Legge 13/89, è utile riportare il prospetto che segue: - per una spesa fino a 2.582,28 euro contributo del 100%; - per una spesa superiore si avrà un ulteriore contributo sulla somma eccedente; - da 2.582,29 a 12.911,42 euro contributo del 25%; - da 12.911,43 a 51.645,68 euro contributo del 5%. Per poter accedere a questi contributi è necessario che gli alloggi: • NON siano realizzati successivamente all’entrata in vigore della L. 13/89; • NON siano alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (per esempio I.A.C.P.); • NON riguardino opere di eliminazione di barriere architettoniche già eseguite. La domanda, presentata entro il 1° marzo di ogni anno al comune in cui è sito l’immobile, deve contenere la descrizione, anche sommaria, delle

opere da eseguire nonché la spesa prevista.

Altre agevolazioni Una persona sofferente di gravi malattie o disabilità che sono motivo di difficoltà nella vita sociale e lavorativa, può chiedere di essere riconosciuto

ufficialmente persona portatrice di handicap, disabile, invalida civile, invalida del lavoro o anche invalida per servizio. Legalmente, il riconoscimento di ognuna di queste condizioni permette di usufruire di benefici economici e fiscali diversi. La condizione di portatore di handicap grave dà diritto alle agevo-

lazioni previste dalla legge quadro sull’handicap (legge 104 del 1992), cioè ad agevolazioni tributarie e fiscali (detraibilità dei sussidi tecnici e informatici, deducibilità delle spese di assistenza specifica, esenzione dal pagamento del bollo auto se l’handicap è di natura motoria, contributi per la modifica degli strumenti di guida, ecc.) e ad agevolazioni per i familiari, per usufruire di permessi e di congedi lavorativi. La presenza di una condizione di disabilità dà diritto ad accedere al sistema che favorisce il loro inserimento e integrazione nel mondo del lavoro (legge 68 del 1999). Tra le misure previste, vi è il collocamento preferenziale o la possibilità di usufruire dell’obbligo per un’azienda di assumere una quota fissa di lavoratori disabili. Il riconoscimento dell’invalidità civile è invece il requisito essenziale per il diritto ai sussidi previdenziali ed assistenziali per l’invalidità: l’assegno ordinario di invalidità, la pensione di inabilità, l’assegno per l’invalidità parziale, l’indennità di frequenza, l’assegno di accompagnamento. L’invalido civile ha diritto anche all’assistenza sanitaria protesica ed all’esenzione dal ticket sanitario per invalidità. Gli invalidi del lavoro sono quei lavoratori che subiscono un infortunio o contraggono una malattia a causa del lavoro. Se il loro grado di inabilità è compreso fra l’11% ed il 100% della capacità lavorativa, gli invalidi del lavoro hanno diritto alla rendita mensile per inabilità permanente, erogata dall’Inail, l’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, oltre che ad altre prestazioni. Gli invalidi per servizio, una volta che hanno ottenuto il riconoscimento della causa di servizio, hanno invece diritto all’equo indennizzo, alla pensione privilegiata e ad altre prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche di appartenenza. Per richiedere il riconoscimento dello stato di portatore di handicap, di disabile e e di invalido civile è necessario presentare una domanda alla Commissione medica per l’invalidità Civile della Asl di appartenenza.


12

Il riconoscimento dell’invalidità per lavoro deve essere richiesta all’Inail, mentre in caso di invalidità per servizio è necessario presentare una domanda all’ente di appartenenza. Solo i grandi invalidi di guerra sono riconosciuti automaticamente anche persone con handicap in situazione di gravità. Di conseguenza possono richiedere i benefici previsti per i portatori di handicap esibendo soltanto l’attestato del diritto alla pensione. In questi ultimi anni le leggi finanziarie si sono dimostrate sempre più sensibili ai problemi dei disabili ampliando e razionalizzando le agevolazioni fiscali previste per loro. Nel testo che segue sono esposte in dettaglio le istruzioni per poter utilizzare al meglio tutte le agevolazioni previste dalle categorie di persone precedentemente elencate: Per i figli a carico: • a partire dal 2007, per ogni figlio portatore di handicap, è prevista una maggiorazione della detrazione pari a 220 euro rispetto all’importo che spetterebbe per lo stesso figlio in assenza dell’handicap. Per i veicoli: • la possibilità di detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto; • l’Iva agevolata al 4% sull’acquisto; • l’esenzione dal bollo auto (in caso di problemi di deambulazione); • l’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà. Per gli altri mezzi di ausilio e i sussidi tecnici e informatici: • la possibilità di detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto; • l’Iva agevolata al 4%; • la possibilità di detrarre le spese di acquisto e mantenimento (quest’ultime in modo forfetario) del cane guida per i non vedenti; • la possibilità di detrarre dall’irpef il 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dai sordomuti. Per l’abbattimento delle barriere architettoniche: • proroga per il 2008 della detrazione d’imposta (del 36%) delle spese sostenute per la realizzazione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

Ogliastra Sanità

benzina, e fino a 2800 centimetri cubici, se con motore diesel, nuovi o usati.

L’esenzione permanente dal pagamento del bollo

Per le spese sanitarie: • la possibilità di dedurre dal reddito complessivo l’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica. Per l’assistenza personale: • la possibilità di dedurre dal reddito complessivo gli oneri contributivi (fino all’importo massimo di euro 1.549,37) versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare. • A decorrere dal 1° gennaio 2007, la possibilità di detrarre il 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale (da calcolare su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro) a condizione che il reddito non sia superiore a 40.000 euro.

Le agevolazioni per l’auto Per quali disabili Hanno diritto alle agevolazioni per il settore auto le seguenti categorie di disabili: • non vedenti e sordomuti; • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento; • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni; • disabili con ridotte capacità motorie; Salvo che per i disabili con ridotte capacità motorie, il diritto alle agevolazioni spetta, per espressa disposizione di legge, senza necessità che l’auto sia adattata. I non vedenti sono coloro che sono colpiti da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi con eventuale correzione.

Per quali auto Le agevolazioni previste per il settore auto, possono essere riferite a seconda dei casi, oltre che agli autoveicoli, anche ai seguenti veicoli: • motocarrozzette; • autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo, o per trasporto specifico del disabile; • autocaravan (solo per la detrazione Irpef del 19 %). Le spese riguardanti l’acquisto dei mezzi di locomozione dei disabili danno diritto a una detrazione di imposta pari al 19% del loro ammontare. Spese per riparazioni Oltre che per le spese di acquisto, la detrazione spetta anche per le riparazioni, escluse quelle di ordinaria manutenzione. Sono esclusi anche i costi di esercizio quali il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante. Anche in questo caso la detrazione ai fini Irpef spetta nei limiti di spesa di euro 18.075,99 euro, nel quale devono essere compresi sia il costo di acquisto del veicolo che le spese di manutenzione straordinaria relative allo stesso. Documento comprovante la spesa Se il disabile è titolare di redditi propri per un importo superiore a euro 2.840,51 (5.500.000 delle vecchie lire), il documento di spesa deve essere a lui intestato. Se, invece, il disabile è fiscalmente a carico, il documento comprovante la spesa può essere indifferentemente intestato al disabile o alla persona di famiglia della quale egli risulta a carico. Agevolazioni IVA È applicabile l’Iva al 4 per cento, anziché al 20 per cento, all’acquisto di autovetture, aventi cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, se con motore a

L’esenzione dal pagamento del bollo auto si applica ai veicoli con i limiti di cilindrata previsti per l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata (2000 centimetri cubici per le auto a benzina e 2800 centimetri cubici per quelle diesel) e spetta sia quando l’auto è intestata allo stesso disabile, sia quando risulta intestata a un familiare di cui egli sia fiscalmente a carico. Ufficio competente L’ufficio competente ai fini dell’istruttoria di nuove pratiche di esenzione dal bollo auto è l’Agenzia delle Entrate.

Passaggio di proprietà Parallelamente all’esenzione dal bollo auto, i veicoli destinati al trasporto o alla guida di disabili appartenenti alle categorie sopra indicate (con esclusione, però, di non vedenti e sordomuti) sono esentati anche dal pagamento dell’imposta di trascrizione al Pra in occasione della registrazione dei passaggi di proprietà.

Diritti dei familiari Potrà beneficiare di tutte le agevolazioni previste (cioè, ai fini Irpef, Iva e bollo auto) anche un familiare che ha sostenuto la spesa nell’interesse del disabile, a condizione che questo sia da considerare a suo carico ai fini fiscali.

Regole particolari per i disabili con ridotte o impedite capacità motorie Per ottenere le agevolazioni non è necessario che il disabile fruisca dell’indennità di accompagnamento. La specificità richiesta ai fini dell’agevolazione fiscale riguarda l’esclusivo carattere “motorio” che deve avere l’handicap. La natura motoria della disabilità deve essere esplicitamente annotata sul certificato di invalidità


Ogliastra Sanità

rilasciato dalla Commissione medica presso la ASL o anche da parte di altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità. Adattamento del veicolo. Come già detto, per questa categoria di disabili, l’adattamento del veicolo è una condizione necessaria per tutte le agevolazioni (Iva, Irpef, bollo e imposta di trascrizione al Pra). Per i disabili titolari di patente speciale, si considera ad ogni effetto “adattata” anche l’auto dotata di solo cambio automatico di serie, purché questo sia prescritto dalla Commissione medica locale competente per l’accertamento dell’idoneità alla guida. Gli adattamenti, che debbono sempre risultare dalla carta di circolazione, possono riguardare sia le modifiche ai comandi di guida, sia solo la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo, per mettere il disabile in condizione di accedervi. Tra gli adattamenti alla carrozzeria da considerare idonei si elencano i seguenti, avvertendo che si tratta di indicazioni esemplificative: • pedana sollevatrice ad azione meccanica/elettrica/idraulica; • scivolo a scomparsa ad azione meccanica/elettrica/idraulica; • braccio sollevatore ad azione meccanica/elettrica/idraulica; • paranco ad azionamento meccanico/ elettrico/idraulico; • sedile scorrevole-girevole atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo; • sistema di ancoraggio delle carrozzelle con annesso sistema di ritenuta del disabile (cinture di sicurezza); • sportello scorrevole; • altri adattamenti non elencati, purché gli allestimenti siano caratterizzati da un collegamento permanente al veicolo. Pertanto, non dà luogo ad “adattamento” l’allestimento di semplici accessori con funzione di “optional”, ovvero l’applicazione di dispositivi già previsti in sede di omologazione del veicolo, montabili in alternativa e su semplice richiesta dell’acquirente. Gli adattamenti dei veicoli sono soggetti all’IVA al 4%.

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

Altre agevolazioni Sono ammesse alla detrazione del 19%, per l’intero ammontare, le spese sostenute per: • trasporto in ambulanza del soggetto portatore di handicap; • acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale; • acquisto di arti artificiali per la deambulazione; • costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni; • trasformazione dell’ascensore per adattarlo al contenimento della carrozzella; • o sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di handicap riconosciuti tali ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104/92. Sono tali ad esempio, le spese sostenute per l’acquisto di fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa. Servizi di interpretariato per sordomuti. Dal 2002 è prevista la detrazione del 19% anche per le spese sostenute dai sordomuti (Riconosciuti ai sensi della legge 26/05/1970 n.381) per i servizi di interpretariato. Per poter fruire della detrazione i soggetti interessati devono essere in possesso delle certificazioni fiscali rilasciate dai fornitori dei servizi di interpretariato. La detrazione del 19% sull’intero importo per tutte le spese sopraesposte spetta anche al familiare del disabile se questo risulta fiscalmente a carico.

Agevolazioni per i non vedenti In favore dei non vedenti sono state introdotte le seguenti agevolazioni: • La detrazione dall’IRPEF del 19% delle spese sostenute per l’acquisto del cane guida. A tal fine si considera l’intero ammontare del costo sostenuto che non può superare 18075,99 euro. Tale limite comprende anche le

spese per l’acquisto degli autoveicoli utilizzati per il trasporto del non vedente. • La detrazione forfettaria di 516,46 € per il mantenimento del cane guida. Al familiare del non vedente è preclusa la possibilità di usufruire della detrazione forfettaria di 516,46 € anche se il non vedente è da considerare a carico del familiare stesso; • l’aliquota Iva agevolata del 4% per l’acquisto di particolari prodotti editoriali.

Eliminazione barriere architettoniche A partire dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2001 è stata ampliata a favore dei disabili la tipologia di opere che dà diritto alla detrazione del 36% per ristrutturazione edilizia. Sono ammesse ai benefici del 36%, pertanto, non solo le spese sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche riguardanti ascensori e montacarichi già in precedenza agevolate, ma anche quelle effettuate per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano adatti a favorire la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap, qualora questo sia stato riconosciuto grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. La detrazione del 36%, inoltre, è applicabile alle spese sostenute per rea-

13

lizzare interventi previsti unicamente sugli immobili, per favorire la mobilità interna ed esterna del disabile. Non si applica, invece, alle spese sostenute per il semplice acquisto di strumenti o beni mobili, sia pure ugualmente diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna del disabile: non rientrano, pertanto, in questa tipologia di agevolazione, ad esempio, l’acquisto di telefoni a viva voce, schermi a tocco, computer o tastiere espanse. Tali beni, infatti, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali è già previsto l’altro beneficio consistente nella detrazione del 19 per cento. La sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, può essere considerato intervento che determina il diritto alla detrazione del 36% ogni qualvolta risulti conforme alle prescrizioni tecniche previste dalla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche (fermo restando, tuttavia, il diritto alla detrazione secondo le regole vigenti, qualora gli stessi interventi possano ugualmente configurarsi quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria). Nell’ipotesi, infine, della realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione, ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche, si deve ritenere che tale intervento rientri tra le tipologie che danno diritto alla detrazione del 36 per cento. In tal caso, relativamente alle prestazioni di servizi dipendenti dall’appalto relativo ai lavori in questione, è applicabile l’aliquota Iva agevolata del 4%, anziché quella ordinaria del 20 per cento. Successioni e donazioni a favore di disabile grave L’imposta di successione e quella di donazione non si applicano fino alla soglia di un miliardo di lire del valore della quota ereditaria o del legato spettanti al disabile (mentre per la generalità dei contribuenti questo tetto di intassabilità assoluta è di 180.760,9 € (350 milioni di lire). L’innalzamento della soglia opera a condizione che il beneficiario sia persona con handicap riconosciuto grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3 legge n. 104 del 1992.


14

PER VIAGGIARE IN TRENO La divisione passeggeri di trenitalia rivolge particolare attenzione ai portatori di handicap e ha organizzato per loro un apposito servizio di accoglienza. Centri di accoglienza Punto di riferimento per tutte le esigenze della clientela disabile sono i “Centri di Accoglienza”. I loro recapiti telefonici possono essere richiesti al numero 8488.88088 di FS-Informa o alle stazioni o agli uffici informazioni di Trenitalia. I “Centri di Accoglienza”, oltre a fornire tutte le informazioni per orientare le scelte dei clienti in rapporto all’offerta ferroviaria e a Possono beneficiare dell’applicazione della tariffa agevolata le utenze del Servizio Idrico Abbanoa a servizio di nuclei familiari residenti per i quali il certificato I.S.E.E. attesti un reddito annuo inferiore a € 6.884.76 per l’anno 2004. Il valore di reddito è desunto e aggiornato dal Rapporto annuale del Dipartimento delle Politiche Sociali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con riferimento al concetto di “povertà assoluta”, cui il gestore deve fare riferimento. L’utente che chiede l’applicazione della tariffa agevolata no-tax deve ogni anno, entro il 31 gennaio, pena decadenza dal beneficio, produrre domanda in tal senso, allegando il certificato I.S.E.E. del nucleo familiare riferito all’anno precedente, da cui risulti la condizione di reddito come sopra descritta. I.S.E.E.: Importante documento da acquisire da parte delle famiglie con basso reddito L’Ise (indicatore della situazione economica) e l’Isee (indicatore della si-

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

prenotare posti ordinari o attrezzati, organizzano l’assistenza per il viaggio nella stazione di partenza e in quella di arrivo e dispongono di servizi per mettere a disposizione sedie a rotelle; per svolgere funzioni di guida e di accompagnamento ai treni e all’uscita della stazione; per fornire, dove siano disponibili, carrelli elevatori di salita e discesa dalle carrozze; per il servizio, su richiesta, di portabagagli (un collo). AGEVOLAZIONI TARIFFARIE Le persone disabili, che sono titolari di un’indennità di accompagnamento, residenti e domiciliate in Italia, possono richiedere la Carta Blu, consegnando al “Centro di Accoglienza” o a una biglietteria copia della documentazione

che attesti l’invalidità. La Carta Blu è una tessera nominativa, valida 5 anni e dal costo di 5 euro, che offre la possibilità al disabile di viaggiare con l’accompagnatore acquistando un unico biglietto, con l’esclusione dei supplementi. Agevolazioni sono inoltre previste per le persone cieche e per i grandi invalidi di guerra e di servizio. CARROZZE ATTREZZATE Su alcuni treni Intercity/Eurocity ed Eurostar Italia (ETR 460 e 500) una carrozza dispone di posti attrezzati per il trasporto di due passeggeri su sedia a rotelle più due accompagnatori. Questo spazio è provvisto di servizi igienici adeguati e di una “zona viaggio” con ampio finestrino e vari accessori

Per i più bisognosi anche l’acqua può costare meno tuazione economica equivalente) sono parametri per conoscere la situazione economica del richiedente, utilizzati da Enti o da Istituzioni (ospedali pubblici, Asl, scuole, università ecc.) che concedono prestazioni assistenziali o servizi di pubblica utilità. La gestione della banca dati relativa al calcolo di tali indicatori è affidata all’Inps che acquisisce le notizie di base per il rilascio della certificazione che ha una validità annuale. CHE COS’È L’Ise (Indicatore della Situazione Economica) è un parametro che determina la situazione economica del nucleo familiare. Questo parametro scaturisce dalla somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il nucleo familiare.

L’Isee (Indicatore della Situazione economica Equivalente) scaturisce invece dal rapporto tra l’Ise e il numero dei componenti del nucleo familiare in base ad una scala di equivalenza stabilita dalla legge. L’Isee viene utilizzato da quegli Enti o Istituzioni che concedono prestazioni sociali agevolate (borse di studio, mense scolastiche ecc.) o alcuni servizi di pubblica utilità (riduzione canone telefonico). COSA SI DEVE FARE Il cittadino, quando richiede una prestazione sociale agevolata o servizi di pubblica utilità, deve presentare la domanda direttamente all’Ente di competenza: compila la dichiarazione sostitutiva unica con la quale fornisce informazioni sulla composizione del proprio nucleo familiare e sui redditi e il patrimonio

Ogliastra Sanità

(mancorrente, tavolino, pulsante di chiamata, ecc.).

PER VIAGGIARE IN AEREO Il programma “Attenzione Globale” di Alitalia, in continua evoluzione, prevede numerosi servizi per le necessità di ogni passeggero, ma tutte le compagnie adottano dei servizi idonei di supporto per disabili. Qui di seguito troverete riassunte le informazioni che vi possono interessare, relativamente alle necessità più frequenti. Per ogni altra esigenza particolare vi ricordiamo che oltre al vostro Agente di Viaggi è a disposizione, per quanto riguarda l’Alitalia, il Numero Dedicato 06 65649, per chi di tutta la famiglia. presenta la dichiarazione sostitutiva unica direttamente all’Ente erogatore delle prestazioni sociali oppure ai Comuni, ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF), agli uffici Inps presenti sul territorio. L’Ente o l’Istituzione che ricevono la dichiarazione: rilasciano un’attestazione contenente le informazioni della dichiarazione sostitutiva; trasmettono via computer all’INPS le informazioni che hanno ricevuto dal cittadino. L’Inps calcola l’indicatore della situazione economica (Ise) e l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Questi indicatori vengono messi a disposizione dei componenti del nucleo familiare cui si riferisce la dichiarazione sostitutiva e degli Enti erogatori delle prestazioni sociali agevolate. La dichiarazione sostitutiva unica è disponibile, oltre che presso gli uffici Inps, anche sul sito dell’Istituto www.inps.it nella sezione “moduli”.


Ogliastra Sanità

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

Canone Telecom: riduzione del 50%

I titolari di un contratto di abbonamento al servizio telefonico di base di categoria “B” possono usufruire di una riduzione del 50% dell’importo mensile di abbonamento. (Per i sordomuti che utilizzano il dispositivo telefonico DTS è prevista l’esenzione totale). Per poter usufruire dell’agevolazione è necessario che siano soddisfatti contemporaneamente i seguenti requisiti: requisito sociale: appartenere ad un nucleo familiare all’interno del quale vi sia una persona titolare di pensione di invalidità civile o di pensione sociale, o un anziano al di sopra dei 75 anni di età, oppure in cui il capofamiglia risulti disoccupato; requisito economico: disporre di un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (indicatore ISEE) relativo al nucleo familiare di appartenenza non superiore a

6.713,94 Euro annui (pari a 13.000.000 di lire). L’Attestato ISEE, contenente il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, deve essere richiesto, attraverso la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, presso i centri di assistenza fiscale (C.A.F.), i Comuni e le sedi territoriali dell’I.N.P.S. Per ottenere l’agevolazione, è necessario compilare l’ apposito modulo di richiesta che si può ritirare anche presso i negozi Punto.187, le strutture territoriali delle Associazioni dei Consumatori, i CAF e le sedi territoriali dell’I.N.P.S. e della Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili. Una volta compilato, il modulo va inviato a mezzo raccomandata all’indirizzo: Telecom Italia - Servizio Clienti Residenziali - Casella Postale 211 - 14100 Asti.

Su sedia a rotelle I passeggeri che necessitano di sedia a rotelle per i propri spostamenti all’interno dell’aeroporto e/o dell’aeromobile possono usufruire del servizio fornito da Alitalia, purché ne facciano richiesta al momento della prenotazione. Il passeggero può richiedere il trasporto con sedia a rotelle fino alla rampa di accesso all’aeromobile, fino all’entrata in cabina (evitando di salire le scale laddove previsto) o fino alla sua poltrona a bordo. Il passeggero può inoltre trasportare la propria sedia a rotelle (elettrica o pieghevole) e imbarcarla gratuitamente al check-in come bagaglio registrato. In barella I passeggeri che necessitano di barella a bordo dovranno prenotare con almeno 48 ore di anticipo e hanno l’obbligo di viaggiare con un accompagnatore. Al costo del biglietto andrà aggiunta la tariffa piena di 3 posti in Classe Economy contro i 6 effettivamente occupati.

Accoglienza in aeroporto Negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa, è possibile usufruire dei servizi della Sala Amica: televisori, giochi per bambini, nursery con cucina, toilette prive di barriere architettoniche, telefoni per non udenti, poltrone speciali, giornali e riviste anche in Braille.

Gli spostamenti all’interno dell’aeromobile Sui diversi aeromobili Alitalia sono disponibili alcune poltrone lato corridoio, con il bracciolo ribaltabile, che consentono ai passeggeri disabili o con ridotta mobilità di sedersi e spostarsi più agevolmente. Su alcuni tipi di aeromobile, le toilettes sono accessibili anche per le persone disabili. È in dotazione una sedia a rotelle di bordo per agevolare lo spostamento in cabina.

Cibo e bevande speciali Tra le differenti proposte di menu che Alitalia ha selezionato per i propri passeggeri c’è la possibilità di ottenere il tipo di pasto più indicato per rispettare specifiche esigenze dietetiche o religiose: dal menu kosher a quello vegetariano, dai cibi senza glutine a quelli poveri di sodio. Comunicate le vostre preferenze al momento della prenotazione.

Gli accompagnatori Per accompagnatore, Alitalia intende una persona in grado di provvedere alle necessità personali del passeggero disabile durante tutte le fasi del viaggio (assunzione pasti, uso della toilette, ecc.). Alitalia non fornisce direttamente il servizio di accompagnamento dei passeggeri. Pertanto è necessario segnalare le proprie

chiama da Roma oppure 8488 65649 per il resto d’Italia.

condizioni in fase di prenotazione per valutare particolari esigenze. In particolare la presenza di un accompagnatore è obbligatoria nei seguenti casi: • passeggeri non autosufficienti; • passeggeri che necessitano di ossigeno a bordo; • passeggeri che necessitano di barella; • passeggeri contemporaneamente non vedenti e non udenti.

Ossigeno a bordo Il passeggero che avesse necessità di ossigeno a bordo, per un uso continuativo o saltuario, dovrà prenotare il servizio con almeno 48 ore di anticipo. Al costo del biglietto andrà aggiunta la tariffa piena di un posto in Classe Economy. Cani guida I cani guida per passeggeri non vedenti possono viaggiare in stiva con un apposita cuccia oppure, compatibilmente con la disponibilità di spazio, in cabina purché muniti di museruola e guinzaglio. Il trasporto dei cani guida è gratuito e non è soggetto a limiti di peso dell’animale. Il passeggero dovrà richiedere la disponibilità di spazio per il suo cane al momento della prenotazione del volo e dovrà inoltre provvedere al necessario equipaggiamento per il viaggio dell’animale (museruola, cuccia, ecc).

15

Esonero del canone RAI Nel comma 133 dell’art.1 della Legge Finanziaria 2008 ci sono alcune novità sul pagamento del canone RAI. Infatti, nel limite massimo di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2008, per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone RAI esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza. ATTENZIONE PERÒ 1) Secondo la legge per poter aver diritto all’esenzione è necessario che tutti i redditi, propri e del coniuge, cumulati insieme (e quindi ad esempio anche redditi da proprietà immobiliari o da rendite finanziarie etc.) non superino nel complesso la somma di 516,46 euro per tredici mensilità. 2) Se uno ha 75 anni o più, ma ha un convivente diverso dal coniuge, non può aver diritto all’esenzione, neanche se il convivente non avesse alcun reddito proprio. 3) Nel caso che uno abbia tutti i requisiti previsti per ottenere l’esenzione, il suo diritto non è ugualmente certo. Infatti la legge prevede che le esenzioni possano essere concesse solo fino al valore massimo complessivo di 500.000 euro annui. L’esonero del canone tv per gli ultra-75 enni poveri? Sì la legge l’hanno fatta, ma finora non vale niente perchè manca il “decreto ministeriale applicativo di attuazione”. Abbiamo riportato questa recente normativa più per valore di cronaca che per effettiva utilità, vi aggiorneremo nei prossimi numeri.


Le figure storiche della Sanità in Ogliastra

16

Ogliastra Sanità

Medico, imprenditore, uomo di cultura, con l’occhio attento alle novità e il gusto per l’avventura. Uno a cui piaceva volare alto . In tutti i campi.

Ritratto del dottor Gianni Lai,

fondatore della casa di cura M. Tommasini a cura di Nino Melis Gianni Lai, medico ortopedico, fondatore della Casa di Cura M.Tommasini di Jerzu, nacque nel 1917 a Ulassai, paese in cui trascorse la sua infanzia con il padre Giuseppe, veterinario, la madre Sofia, le sorelle Giuliana e Maria (la ‘’Lola’’ destinata a diventare un’artista di fama internazionale) ed il fratello Lorenzo. Condusse gli studi presso i Salesiani di Lanusei e poi si iscrisse all’Università di Cagliari. Nel 1942, in piena guerra, si laureò in medicina ad Ales, sede temporanea dell’università durante i bombardamenti nel capoluogo. Sin da giovane si rivelò amante della lettura, con particolare predilezione per le materie umanistiche, in particolare per la letteratura, la storia e la filosofia. La sua prima condotta medica fu a Perdasdefogu, dove tuttora viene ricordato con grande affetto. Una brutta avventura Nel 1945 proprio durante uno degli spostamenti quotidiani tra Perdas e Jerzu, il dottor Lai venne bloccato dai banditi a Montecodi per un tentativo di rapina o, forse, di sequestro di persona. Da quella brutta situazione si salvò solo grazie al provvidenziale intervento di un gruppo di soldati americani, che si trovavano accampati in quella zona. Strinse con loro una grande amicizia, seguita da frequentazioni assidue, fino alla loro partenza, alla fine della guerra. Dopo qualche tempo seppe che la nave su cui viaggiavano gli amici americani era naufragata durante il ritorno in patria, senza lasciare alcun superstite. Nasce l’idea di una clinica ortopedica a Jerzu Nel reparto di ortopedia dell’ospedale Marino di Cagliari il giovane medico ulassese iniziò la sua attività ospedaliera, dapprima come assistente poi come aiuto del prof. Cabitza. Fu proprio l’illustre primario ad istigarlo ed incoraggiarlo verso la difficile decisione di organizzare un’attività sanitaria ospedaliera in Ogliastra.

Nel 1949 iniziò ad edificare, su una collina che domina Jerzu ed il versante sud-est della valle del Pardu, quella struttura che poi prenderà il nome di Istituto Climatico Ortopedico Mario Tommasini (in omaggio ad un altro docente di ortopedia a cui Gianni Lai era molto legato). L’impresa iniziò il suo cammino con pochi soldi, qualche terreno ereditato, molti debiti, ma anche con molto entusiasmo, da parte sua, della moglie Mariapia e del fratello Lorenzo, le persone che gli furono vicino e che ebbero grande importanza nella realizzazione e gestione dell’attività. Il Dott. Gianni Lai.

Dott. Lai con i compagni della scuola di volo a Borore nel 1940.

La casa di cura in una vecchia foto.

Nel 1951 aprì i battenti l’Istituto di Cura Tommasini, con un solo piano edificato e attrezzato per il ricovero di patologie ortopediche di vario genere. Furono effettuate le prime assunzioni di personale, soprattutto donne, che ebbero così per la prima volta l’opportunità di avere un vero contratto di lavoro. In principio l’attività ospedaliera si svolse in modo molto familiare e convivevano, come in una grande famiglia, medici, infermieri e degenti. Durante i mesi estivi l’eterogeneo gruppo al completo si trasferiva in vacanza nel mare di Perda ‘e Pera in baracche di legno costruite sulla spiaggia. Con il trascorrere del tempo l’impresa sanitaria progredì, venne edificato l’intero stabile e la gestione divenne sempre più professionale. La fine tragica del fratello Lorenzo Nel 1955, a quattro anni dalla nascita della Tommasini, la famiglia Lai fu colpita da una grave tragedia. Alle 22, di una calda serata di maggio, Lorenzo Lai cadde vittima di una imboscata mentre stava facendo rientro a Jerzu alla guida della sua Topolino. Si trattò, con molta probabilità, di un tentativo di sequestro di persona. Lorenzo morì a 32 anni fulminato da una scarica di pallettoni, tra le braccia del fratello Gianni che, richiamato dall’eco degli spari, era


Le figure storiche della Sanità in Ogliastra

Ogliastra Sanità

accorso subito in suo aiuto. Quella tragedia familiare fu destinata a segnare il dottor Lai per tutto il resto della vita. Gianni Lai uomo di cultura aperto all’Europa e ai giovani Uomo di grande spessore e carisma, Gianni Lai era sempre avanti sui tempi e viveva in modo estremamente progressista e moderno. Da autentico precursore della globalizzazione, conosceva almeno tre lingue straniere e amava i viaggi che effettuava frequentemente in tutta Europa, mantenendo rapporti continui con diverse culture. Carattere brillante e allegro, rimase sempre modesto, generoso e capace di rapportarsi con tutti, e chi lo conobbe lo ricorda ancora con affetto. Ho avuto modo di apprezzare personalmente la sua naturale cordialità e la sua grande apertura mentale mentre frequentavo il Liceo Scientifico di Jerzu. Con alcuni colleghi di studio ero ospite ricorrente del dottor Lai nella ricca biblioteca dell’‘’Ospedaletto’’ dove

ci era permesso di consultare testi di difficile reperibilità, compresa la mitica ‘’Enciclopedia Treccani‘’. Gianni Lai entrava in sintonia spontanea con i giovani ed era molto sensibile al richiamo ‘’Dottor Gia’, mi pigara?‘’ urlato dai ragazzini, che lo aspettavano a frotte, lungo la spiaggia di Perda ‘e Pera per fare un giro a bordo del suo motoscafo. Le molteplici esperienze vissute, sia in ambito professionale che su quello delle relazioni umane, avevano fatto maturare in lui una personalità complessa, inquieta e a volte contraddittoria, difficile da capire anche per le persone che gli sono vissute accanto e che lo hanno amato e stimato. La Tommasini si trasforma in Sanatorio Nel 1960 la struttura sanitaria della Tommasini dovette cambiare indirizzo con l’insorgere dell’emergenza tubercolosi polmonare in Sardegna. Intere scolaresche contagiate dal

micobatterio riempirono le camere della casa di cura che da Istituto Ortopedico divenne Sanatorio Antitubercolare. La passione per il volo: un’ attrazione fatale Intorno al 1969 Gianni Lai si riavvicinò ad una vecchia passione, quella per il volo. Rispolverato e aggiornato un vecchio brevetto preso in periodo di guerra, acquistò un piccolo aereo monomotore Piper con il quale effettuava, spesso più volte la settimana, la traversata da Tortoli a Cagliari e viceversa. Nel 1970 Gianni Lai con altri due amici, Angelo Guerra tenente pilota della base di Perdasdefogu e il dott. Giovanni Congiu, medico condotto del paese, si inabissarono nei pressi dei faraglioni di Cea a bordo di un elicottero militare. Se la cavarono solo con qualche trauma non grave. Ebbe minore fortuna il primo di febbraio del 1971, allorché, all’età di 53 anni, in un freddo e pio-

17

voso pomeriggio, Gianni Lai perse la vita in un tragico incidente aereo, su un bimotore in volo di dimostrazione, condotto dal comandante Pecoraro, un pilota di indubbia esperienza. A bordo c’era anche il comandante Fasciolo, pilota della Cartiera. Morirono tutti nello schianto del bimotore decollato da Elmas e precipitato, pochi minuti dopo, nelle campagne di Assemini a causa di un violento temporale. Il ricordo e le opere Del dottor Gianni Lai resta ancora vivo il ricordo di un medico competente, di un imprenditore all’avanguardia e di un uomo di grande apertura mentale che amava sempre volare alto. In tutti i campi. Il figlio Massimo prosegue l’attività paterna come direttore sanitario della Casa di Cura Tommasini diventata, nel frattempo, un centro ospedaliero d’eccellenza. Come era negli auspici del suo fondatore.

Il Laboratorio Analisi Dott. Furcas trasferito a Tortolì

A Tortolì apertura di un importante centro sanitario Dal 28 gennaio è cessata l’attività, a Lanusei, del Laboratorio Analisi di Dr Furcas che per 30 anni è stato un punto di riferimento non solo per Lanusei ma per l’intera Ogliastra nel settore delle analisi cliniche. Tale decisione è stata assunta dai nuovi responsabili della struttura convenzionata, di concerto con i vertici dell’Azienda Sanitaria Locale N°4, al fine di rendere un migliore e più capillare servizio ai pazienti della Provincia Ogliastra. Il nuovo laboratorio, che avrà quale denominazione “Laboratorio Analisi Cliniche”, è stato trasferito a Tortolì, in Via Sicilia 25, angolo Via Sarcidano (dietro l’Hotel Victoria). Il Direttore Responsabile è il Dr Pierugo Mulas. I prelievi ematici saranno eseguiti tutti i giorni, sabato compreso, dalle ore 7.30 alle 10.30. Il ritiro dei referti potrà essere effettuato tutti i giorni, dalle ore 11.00 alle 13.00 e il pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30, escluso il sabato.

Il numero di telefono è 0782.621094. I responsabili della struttura intendono portare la nuova gestione al rag-

giungimento di standard altamente qualificati e contribuire in tal modo a dare alla sanità ogliastrina un nuovo

slancio che la porti sempre più vicino ai migliori livelli presenti in Sardegna e non solo.


Ogliastra Sanità

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

18

Le donne da 50 a 69 anni sottoposte a screening per il tumore della mammella

In Ogliastra prende avvio un importantissimo intervento di prevenzione In Europa occidentale ed America settentrionale il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequentemente diagnosticata nelle donne. Mentre l’incidenza del tumore al seno è in costante aumento negli ultimi 20 anni, la mortalità è in diminuzione. La sopravvivenza a cinque anni stimata dai registri italiani al 2000 è circa l’80% con un costante miglioramento negli ultimi 20 anni. I dati preliminari del Registro tumori di Nuoro e della Provincia Ogliastra confermano quanto rilevato nelle altre regioni, risultando il 26,6% del totale dei tumori femminili. La malattia costituisce un importante problema di salute pubblica che coinvolge un gran numero di persone, pertanto è necessario adottare iniziative atte a ridurne la gravità. I programmi di sanità pubblica che potrebbero impedire la formazione di tumori o che aumentano la possibilità che il cancro possa essere curato si esplicano o attraverso la prevenzione primaria con azioni di promozione della salute, stili di vita, rimozione dei fattori di rischio, o attraverso la prevenzione secondaria con gli screening. Molti studi ed alcuni decenni di esperienza hanno dimostrato che nelle popolazioni sottoposte a screening del tumore della mammella la mortalità per questa causa diminuisce, i trattamenti chirurgici sono più limitati, i risultati a lungo termine del trattamento sono migliori. Per screening definiamo un’iniziativa di prevenzione che consiste nell’offrire gratuitamente alla popolazione un esame (ad es. mammografia) per la

Pilia di Tortolì. L’ordine di inizio delle attività di screening dei comuni è stato sorteggiato così come precisato:

diagnosi di una specifica malattia (ad es. cancro) in una fase molto precoce del suo sviluppo. Lo screening mammografico è, secondo i più autorevoli dati scientifici, in grado di diminuire la mortalità per cancro al seno, nelle donne tra i 50 e i 69 anni, di circa il 30%, riducendo contemporaneamente l’invasività degli interventi. Si stima che nel nostro Paese lo screening di massa potrebbe prevenire circa 1.700 decessi all’anno. La ASL4 di Lanusei ha attivato a partire dal gennaio del 2008 un programma di screening mammografico che si rivolge a tutte le donne residenti in Ogliastra nel target di età compresa tra 50 e 69 anni, perché numerosi studi hanno dimostrato che la mammografia ripetuta ogni due anni è particolarmente efficace in questa fascia d’età per ridurre la mortalità per tumore al seno. Possono partecipare allo screening tutte le donne che non hanno sintomi o segni di malattia al seno; le altre accedono direttamente agli esami specialistici. L’adesione all’invito è del tutto spontanea ed i costi per l’esame, nonché per gli eventuali approfondimenti diagnostici o trattamenti di secondo livello, sono interamente sostenuti

STUDIO DENTISTICO Dott. Fabio Pittau

DOTT. FABIO PITTAU Odontoiatra e Protesista dentale Tel/Fax 0782. 628111 - Cell 339.8986977 fabio.pittau@tiscali.it - www.dentisorridenti.com

Conservativa, Protesi, Chirurgia orale, Parodontologia, Implantologia, Estetica e sbiancamenti, Gnatologia e bite, Diagnostica con videoradiografia e telecamera digitale, Terapia delle tasche gengivali con sistema vector a ultrasuoni DOTT. UMBERTO GIGANTI Odontoiatra e Specialista in Ortognatodonzia - Coordinatore scientifico Scuola Ortognatodonzia Università di Cagliari Tel. 320.07081749 - umberto.giganti@tiscali.it

Ortodonzia intercettiva, Terapia Ortodontica fissa, semplice ed estetica, Ortodonzia invisibile (invisalign), Terapia mantenimento mobile e fissa Sede: Piazza Roma, 8 - 08048 Tortolì

dall’ASL4 di Lanusei in quanto questo programma rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). L’invito all’esame di screening è programmato, predisposto e recapitato a cura del Centro Screening Oncologici dell’ASL4 di Lanusei ed avviene attraverso comunicazione scritta ad ogni donna residente in Ogliastra nel target di età previsto. Nella comunicazione viene precisato giorno, ora e luogo dell’esame. Di regola l’appuntamento per l’esecuzione dell’esame viene fissato ad una distanza di tempo non inferiore a 15-20 giorni dalla spedizione della lettera di invito, in modo tale da consentire all’utente di programmare per tempo le proprie attività e di assumere le dovute informazioni sul programma, oltre che per consentire al Centro Screening di modificare l’appuntamento, quando richiesto, riducendo al minimo gli inconvenienti che ne possono derivare. Nel 2008 saranno invitate tutte le donne di età tra i 60 ed i 69 anni, nel 2009 quelle tra i 50 ed i 60 anni. Le strutture deputate all’esecuzione dell’esame sono: l’Unità Operativa di Radiologia dell’Ospedale N.S. della Mercede di Lanusei e lo Studio Radiologico

Comuni afferenti all’U.O di Radiologia Ospedale Civile di Lanusei: Ussassai, Loceri, Elini, Tertenia, Cardedu, Ulassai, Lanusei, Gairo, Osini, Jerzu, Arzana, Villagrande Str., Seui Perdasdefogu, Ilbono; Comuni afferenti allo Studio Radiologico Pilia di Tortolì: Barisardo, Talana, Lotzorai, Triei, Baunei, Urzulei, Tortolì, Girasole. Sono escluse dal programma di screening le donne che rientrano in uno dei punti sotto indicati: 1. deceduta, 2. trasferita, 3. storia personale positiva per il cancro oggetto dello screening, 4. malata grave (malattie invalidanti, oncologiche ecc.). Le esclusioni definitive saranno limitate solo ai casi validamente documentati. Le fonti ammesse per la definizione della non eligibilità sono: a) i Comuni attraverso le liste anagrafiche ed i loro aggiornamenti; b) i Medici di medicina generale (MMG) per conoscenza diretta dei casi (decessi, trasferimenti,casi di neoplasia o di patologie invalidanti); c) le schede di dimissione ospedaliera (tumori); d) le donne stesse per comunicazione diretta della loro condizione di non eligibilità (vedi punto precedente).

FARMACIA Dott. Antonio Masia Omeopatia - Erboristeria, Articoli ortopedici, Misurazione pressione, colesterolo, glicemia. Aerosol in affitto Dal Lunedì al Venerdì 9,00 - 13,00 / 16,30 – 19,30 Sabato 09,00 – 13,00

Via Roma, 40 - 08040 LOTZORAI (NU) - Tel. 0782 669467 - Fax 0782 668198


Ogliastra Sanità

Fin da ora si possono avere tutte le informazioni telefonando al numero 0782.470436. L’esame sarà gratuito (non si dovrà pagare neppure il ticket) e non è necessaria la prescrizione del medico curante. Gli inviti avverranno attraverso lettera recante l’indicazione: della sede, della data e dell’orario dove sarà effettuato l’esame, del numero telefonico a cui potranno rivolgersi per ulteriori chiarimenti (0782 470436 ) o per comunicare il loro impedimento ad effettuare l’esame secondo le modalità ed i tempi indicati nella lettera - invito. Lo screening per il tumore al seno, così come prevedono i protocolli internazionali e nazionali, consiste nell’esecuzione ogni due anni di una mammografia bilaterale. Viene utilizzato questo esame radiologico per la sua capacità di riconoscere più dell’80% dei tumori anche se piccolissimi, per la sua semplicità di esecuzione, innocuità e basso costo ed è il test che meglio si presta ad esaminare una popolazione di donne anche molto numerosa. A tutte le donne viene raccomandato di fare attenzione alla comparsa di noduli o di altre irregolarità nel periodo compreso tra due mammografie di screening. In questi casi

Una diagnosi tempestiva potrà permettere di individuare la terapia più adeguata

Sclerosi multipla: scoperto un gene che ritarda la-malattia

Un gene benigno, presente all’interno di un cromosoma, ritarda il decorso della sclerosi multipla e in futuro potrebbe consentire di curare le forme più virulente di tale malattia. A scoprirlo sono stati gli studiosi dell’Istituto di Neurologia dell’Università di Sassari guidati da Giulio Rosati, preside della Facoltà di medicina. I ricercatori Stefano Sotgiu e Maura Pugliatti hanno condotto gli studi assieme ai laboratori del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Oxford ed hanno pubblicato i risultati della ricerca sull’ultimo numero della rivista di medicina Proceedings national Academy of Science. In sostanza sono stati monitorati 500 casi fra la Sardegna (che nel bacino del Mediterraneo è la regione con il maggior numero di malati rispetto alla popolazione: 150 casi ogni 100 mila abitanti contro, ad esempio, i 53 del centro Italia) e Oxford. Fra le ipotesi vi è quello legato al corredo genetico dei sardi: da qui lo studio che ha portato a osservare

Periodico a cura di Mano Tesa Ogliastra

è sempre opportuno consultare il proprio medico senza esitazione. La mammografia è un semplice esame radiologico che non richiede punture, tagli o prelievi: può solo provocare un dolore temporaneo dovuto alla compressione del seno durante la sua esecuzione. Con la compressione, però, si ottengono immagini di migliore qualità (in grado cioè di evidenziare modificazioni del tessuto mammario di dimensioni millimetriche) utilizzando minori radiazioni. È importante, comunque, sottolineare che con le moderne apparecchiature in uso la dose di radiazioni è bassissima,

tale da rendere trascurabile un ipotetico rischio da raggi. Una volta effettuato l’esame viene valutato da due radiologi, specificamente competenti in questo settore, che operano indipendentemente l’uno dall’altro. Se uno dei due radiologi ritiene che la mammografia non sia normale, la donna viene richiamata dal Centro Screening per eseguire ulteriori esami di approfondimento, che vengono predisposti nell’Ospedale N.S. della Mercede di Lanusei, garantendo appuntamenti ed accessi preferenziali, che, a seconda dei casi, consistono in: visita senologica, altra

Sanità in piccole dosi che i pazienti con la forma “benigna” di malattia posseggono dei geni “protettivi” all’interno del cromosoma 6 chiamati HLA-DRB1. Mentre questi geni sono assenti nei pazienti con decorso più veloce e invalidante. Secondo i ricercatori una diagnosi tempestiva potrà permettere di individuare la terapia più adeguata per il paziente e in un futuro prossimo si potrebbe pensare anche a rafforzare “i geni della benignità” nelle persone affette da questa malattia.

Ragazzi sempre più obesi La colpa è degli spot

Il mondo della celluloide ci scherza come capita nel film “Hairspray” con John Travolta ingrassato con imbottiture, ma la realtà dell’obesità tra gli adolescenti è un problema che preoccupa. E molto. L’ennesimo allarme è stato lanciato dalla Società italiana di pediatria (Sip) che il 18 ottobre ha aperto un congresso a Riccione in cui ha affrontato i temi dei non corretti approcci con il cibo da parte dei bambini e dei ragazzi italiani: il 38% è

in sovrappeso con un 15-16% che ha già superato la soglia dell’obesità. Gli esperti, inoltre, denunciano il bombardamento televisivo con spot di alimenti vari e merendine (al 2° posto dopo i giocattoli): un’indagine ha evidenziato che se un adolescente guardasse la Tv due ore al giorno (di solito lo fa per oltre tre) in un anno assorbirebbe circa 33.500 spot, dei quali 5.200 riferiti ad alimenti e bibite. Insomma, dal piccolo schermo i ragazzini apprendono e assumono comportamenti alimentari sbagliati. Si raccomanda di non consumarne più di 5 grammi al giorno

Oms: meno sale salverebbe la vita a 8,5 milioni di persone

Riducendo del 15 per cento il consumo di sale nei 23 paesi in via di sviluppo sarà possibile evitare quasi 8 milioni e mezzo di decessi nei prossimi dieci anni. Secondo uno studio, pubblicato sulla rivista The Lancet, i decessi evitabili salirebbero a 14 milioni se si riuscissero ad attuare efficaci

19

mammografia, ecografia, risonanza, biopsia, esami indispensabili ad accertare o escludere la presenza di un tumore. Tutte le lesioni ritenute importanti e quelle che dovranno essere sottoposte a qualsiasi trattamento ablativo e distruttivo, verranno sottoposte a prelievo bioptico. L’esito dell’esame, quando è normale, viene comunicato a casa per posta, di regola entro 20 giorni; salvo un’esplicita dichiarazione contraria dell’interessata. Nel 95% dei casi la mammografia non evidenzia alcuna alterazione, e in tal caso le donne vengono invitate a ripresentarsi due anni dopo, alla scadenza successiva. Nel caso fosse invece necessario ripetere la mammografia o effettuare altri accertamenti riceverà una telefonata per fissare un nuovo appuntamento a pochi giorni di distanza dal precedente. Le lastre mammografiche non vengono consegnate alle donne interessate, ma conservate presso l’Unità Operativa di Radiologia dell’Ospedale N.S. della Mercede di Lanusei, in modo da essere disponibili per il confronto quando, due anni dopo, saranno chiamate a ripetere la mammografia. Dr. Andrea Loddo

misure antifumo. Questo studio, condotto da esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, è stato basato sulle nazioni più colpite dalle malattie croniche: la Russia, l’Ucraina, la Polonia, la Turchia, il Myanmar (ex Birmania), l’Indonesia, l’Egitto, il Vietnam, l’India, il Sud Africa, la Cina, l’Iran, l’Argentina, il Brasile, il Bangladesh, il Pakistan, la Tailandia, la Colombia, la Nigeria, il Messico, il Congo e l’Etiopia. Il sale è un elemento molto presente nei paesi in via di sviluppo perchè è utilizzato per la conservazione della carne e del pesce. Si tratta di un ingrediente che spesso si assume in quantità troppo elevate, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Infatti, l’eccessiva assunzione di sale è stato collegato a un aumento del rischio di ipertensione e di complicazioni cardiovascolari, come l’infarto cerebrale. L’Oms ha raccomandato che il consumo di questo ingrediente non debba essere superiore a cinque grammi al giorno. Tuttavia, in alcuni dei paesi analizzati si arriva a consumare anche 10 grammi di sale al giorno. Secondo gli esperti ciò comporterebbe la morte di milioni di persone. Per cui anche una piccola riduzione nel consumo potrebbe salvare la vita a molti milioni di persone.


La Pagina del Volontariato

20

Scoutismo e salute

Ogliastra Sanità

Un aspetto originale del metodo scout

Sir R. Baden Powell.

Il 1 Agosto del 1907, nell’isola di Brownsea sulla Manica, nasce ufficialmente lo scoutismo, che da lì a qualche anno avrebbe visto una diffusione del tutto imprevista e assolutamente spontanea in tutto il mondo libero. Lo scoutismo non nasce a tavolino da elucubrazioni teoriche, ma nasce dall’avventurosa esperienza di vita militare e di esploratore e dal genio educativo, come universalmente gli viene riconosciuto, di Sir Robert Baden Powell, un generale inglese molto poco militarista. Il metodo scout si colloca nel novero delle scuole pedagogiche, attive dai primi del novecento, con una sua originalità che lo rende del tutto peculiare. La novità assoluta dello scoutismo è dovuta al fatto che si basa, avendo messo al centro dell’attenzione il ragazzo con tutte le sue dimensioni umane e spirituali, la sua storia familiare e il suo ambiente, sull’autoeducazione. Questa si attua ascoltando i ragazzi, dando loro fiducia, sollecitando il loro amor proprio. Il tutto si realizza attraverso il gioco e l’avventura, a stretto contatto con la natura, nell’assunzione graduale di responsabilità e competenza. Baden Powell, o B.P. come si usa tra gli scouts, individua quattro punti fondamentali attraverso i quali educare i ragazzi: il carattere, la salute e la forza fisica, l’abilità manuale e il civismo inteso come servizio del prossimo. Viste le tematiche di questa rivista, verrà dedicato particolare risalto al secondo punto, sulla salute e la forza fisica. B.P. nel suo manuale scritto per i ragazzi e intitolato “Scouting for boys”, edito nel

1908 e ancora oggi uno dei libri più diffusi al mondo, fornisce, attraverso esempi pratici e aneddoti corredati da suoi disegni molto esplicativi, unitamente a semplicissime nozioni di anatomia e fisiologia umana, numerosi consigli su come conquistare e mantenere una buona salute. Si va dal suggerimento di fare costantemente attività fisica, anche con esercizi a corpo libero molto semplici, a consigli su come curare la propria igiene personale e ambientale in maniera da prevenire le malattie. Raccomanda la pratica di uno stile di vita salutare attraverso una sana alimentazione, mettendo al bando fumo e alcol e praticando una certa continenza, nella quale si intravedono in embrione gli elementi per una educazione affettiva e sessuale la più armonica e serena possibile. Invita inoltre ad affrontare la malattia con grinta e determinazione e con una grande volontà di guarigione, così da contribuire validamente all’azione dei medici e dei farmaci. Il messaggio che traspare da questi suggerimenti ha un altissimo valore

educativo e morale, che va ben oltre la mera e pur importante dimensione della salute del proprio corpo. Niente a che vedere col salutismo tanto di moda ai nostri giorni e che fa del corpo una sorta di feticcio attraverso il quale attirare l’attenzione degli altri, autocompiacersi o utilizzarlo per perseguire un qualche successo. B.P. aveva una visione cristiana ed ottimistica della vita, che gli derivava dalla solida educazione alla fede e alla cultura biblica maturata nell’ambiente familiare. Pertanto la salute, nella sua visione, non è mai un fatto strettamente personale, ma riveste anche un aspetto comunitario. L’educazione alla salute diventa per il ragazzo occasione privilegiata per scoprire se stesso, imparare a conoscersi e a crescere in maniera armonica anche quando non si è dotati di un grande fisico. Ci si accetta così come si è, ma nello stesso tempo ci si impegna a migliorarsi il più possibile per poter meglio servire. L’obbiettivo vero infatti non è solo

quello di crescere bene e in buona salute, ma anche quello di mettere a disposizione del prossimo la propria persona e la propria efficienza fisica. Questa dimensione di servizio aiuta a prendere coscienza del proprio ruolo e delle responsabilità che si hanno verso se stessi,verso gli altri e verso Dio. Nell’ottica di B.P. il corpo e la salute non rivestono solo una pur nobile dimensione fisica ma un pò la trascendono nella misura in cui lo stesso corpo, che è parte integrante della natura, è dono di Dio, prezioso come lo è la stessa natura. Un dono quindi che ha tutte le caratteristiche del talento evangelico da spendere bene e da far fruttare per sé e per gli altri. Ma anche tralasciando questo aspetto così profondo, e rimanendo su un livello più mondano, appare pur sempre evidente quanto possano essere importanti e positive le ricadute sulla società civile di un discorso educativo di questo genere. Un ragazzo o un giovane che viene aiutato a perseguire questi obbiettivi avrà infatti uno stile di vita sano nelle abitudini alimentari, nel rifiuto di tutte quelle sostanze dannose come tabacco, alcol e droga. Si sforzerà di avere una vita affettiva equilibrata e contribuirà alla diffusione di un messaggio estremamente positivo intorno alla cura del proprio corpo, alla prevenzione delle malattie e delle abitudini di vita sbagliate. Perseguendo tali stili corretti di vita contribuirà in maniera significativa a non gravare ulteriormente sui già tanto elevati costi sociali legati alle malattie, molte delle quali sono causate proprio da abitudini errate ed egoistiche. In conclusione, tutte queste dimensioni personali e comunitarie, corporee e trascendenti, possono contribuire a rendere un grande servizio alla società, una grande dimostrazione di civismo, un concorrere a

“lasciare il mondo un po’ migliore di come lo avete trovato” per concludere con una delle più belle e celebri frasi che B.P. rivolse alle guide e agli scout di tutto il mondo, ma anche a tutte le persone di buona volontà. Gruppo scout con il sindaco di Ussassai.

Giorgio Cabras Capo scout


Ogliastra Sanità

La Pagina della Veterinaria

21

Un piccolo grande amico

I l g atto a cura di Salvatore Brau

La convivenza del gatto con l’uomo ha subito molte vicissitudini dalla preistoria, quando è iniziato il suo addomesticamento, fino al periodo attuale. Gli antichi egizi, forse per la sua utilità nel combattere i roditori che minavano le riserve di granaglie, lo rispettarono fino a deificarlo: Bastet, infatti, era la dea egizia con il corpo di donna e la testa di gatto ed era simbolo della vita, della fecondità e della maturità. Frequentemente nelle tombe egiziane sono state trovate, insieme agli altri oggetti di uso quotidiano, delle riproduzioni di teste di gatto e, quando questi moriva, veniva imbalsamato e sepolto con tutti gli onori. Simili divinazioni del gatto furono presenti anche in altre antiche religioni. Fu apprezzato sia come animale da compagnia e sia come acerrimo nemico dei topi anche dai romani e dagli etruschi ed ebbe una grande diffusione nel mondo arabo forse in seguito, come riferito da un aneddoto, al comportamento di Maometto che, possedendo un magnifico esemplare di questo animale che dormiva sul suo mantello, quando dovette alzarsi, per non disturbare l’animale, tagliò il pezzo di mantello su cui il felino riposava. Non godette di altrettanto rispetto nel periodo medioevale quando fu considerato, specie se nero, un animale demoniaco al servizio delle streghe per cui frequentemente condivise con la proprietaria torture e supplizi. Ciò portò ad una enorme riduzione dei gatti nel territorio, con il conseguente eccessivo aumento dei topi, ciò provocò notevoli danni all’agricoltura e l’incremento di malattie da essi trasmesse. Il gatto fu riabilitato nei primi anni dell’ottocento quando le prime sperimentazioni lo annoverarono fra gli

animali che non trasmettevano malattie all’uomo e fu così accolto in tutte le case e nei salotti più esclusivi. Il gatto è un mammifero che appartiene al genere dei felini, cui appartengono, tra gli altri, anche la tigre e il leone. E’ il più piccolo fra questi e degli stessi conserva la propensione alla predazione che si rivolge in modo particolare alle piccole prede quali il topo, i piccoli uccelli, qualche lucertola. In questa sua attività di predatore o di cacciatore, soprattutto notturno, lo aiutano i suoi organi di senso che hanno sviluppate particolari caratteristiche. Il gatto si orienta abbastanza bene in condizioni di scarsa luminosità, in quanto fornito di un particolare organo, situato nella retina, che amplifica fino a 50 volte la poca luce presente, e in condizioni di buio completo poichè il suo movimento è agevolato dalle vibrisse, quei simpatici baffi che ne aiutano l’orientamento anche in spazi molto ristretti. Sembrerebbe che, mentre non percepisce facilmente alcuni toni bassi, il suo orecchio sia in condizioni di captare qualche fascio di ultrasuoni. Il gatto adulto, pur precipitando da altezze di svariati metri, cade sempre in piedi e difficilmente ha delle conseguenze traumatiche. Sembrerebbe che questo comportamento sia guidato da una particolare modificazione, che avviene verso i trenta giorni circa di età, dell’apparato vestibolare dell’orecchio che immediatamente dà all’animale la posizione della testa rispetto al suolo, consentendogli di assumere subito la posizione più idonea per attutire la ca-

duta; ciò non accade né nei gatti molto giovani, né nei cani e nella maggior parte degli altri animali. Il gattino che nasce dopo una gravidanza di circa sessanta giorni ha gli occhi chiusi che aprirà dopo la seconda settimana interessandosi contemporaneamente ai rumori esterni; comincerà a socializzare, riconoscendo anche l’uomo, verso la terza settimana di vita. Dopo lo svezzamento, che inizia generalmente intorno alla quarta settimana, conviene introdurre alimenti nuovi e diversi per abituare l’animale ai differenti gusti in modo che da adulto non rifiuti una alimentazione varia. L’alimento, sia quello preparato industrialmente con componenti esattamente definiti, oppure quello preparato in casa, conviene lasciarlo a disposizione dell’animale perché il gatto non fa pasti molto abbondanti, come ad esempio il cane, ma preferisce mangiare poco e frequentemente Non dimentichiamo che il gatto, come tutti i felini, è un animale prevalentemente carnivoro per cui ha bisogno di molte proteine provenienti in modo particolare dalle carni e dal pesce, da somministrare sempre cotti. I pochi carboidrati di cui ha bisogno questo animale potranno essere forniti dalla pasta o riso cotti con poco sale. Accanto al cibo va lasciata una ciotola con dell’acqua pulita, che è bene cambiare frequentemente; questo anche se il gatto beve molto poco in quanto, discendendo dal gatto selvatico del deserto, il suo organismo si è adattato a consumare modiche quantità di acqua

ed a concentrare le urine, quest’ultimo fattore lo rende facilmente soggetto a malattie dell’apparato urinario. Generalmente non ha bisogno di cuccia per dormire in quanto riesce a trovare con facilità l’angolo più adatto. Al gatto che vive costantemente dentro casa è necessario lasciare une lettiera pulita per i suoi bisogni. Al compimento dei due mesi è giunto il momento sia della separazione dalla cucciolata, sia della prima visita dal veterinario. Dai quattro ai sei mesi si completa la caduta dei denti da latte e la crescita di quelli da adulto che complessivamente, nelle due arcate, sono trenta; la somministrazione settimanale di alimenti duri, quali le crocchette, può essere utile in quanto, con la forza abrasiva, evitano la formazione del tartaro. Verso i sei-sette mesi inizia la maturità sessuale. La femmina presenta i primi calori, che si evidenziano con dei particolari miagolii e con la tendenza a strusciarsi su tutti gli spigoli dei mobili e sulle gambe delle persone. Il maschio cerca di uscire fuori casa o comunque di lasciare il suo territorio alla ricerca delle femmine in calore e in questa fase sparge delle urine molto concentrate e di odore sgradevole. La gatta ha calori poliestrali stagionali che si verificano per lo più nei periodi caldi dell’anno, dall’inizio della primavera alla la fine dell’autunno quando le giornate sono calde e lunghe; al calore, che dura dai 7 ai 15 giorni, segue un periodo di quiescenza di una-quattro settimane, il calore si ripresenterà poi di nuovo, a meno che non sia avvenuta la fecondazione. Il gatto dedica moltissimo tempo alla pulizia quotidiana, è infatti uno degli animali più puliti. La toeletta del gatto interessa tutto il corpo ad iniziare dalle


La Pagina della Veterinaria

22

zampe anteriori per finire, discendendo, alle zampe posteriori e alla coda. Raggiungendo tutte le parti del corpo, oltre a compiere esercizi ginnici quotidiani da atleta e da contorsionista, il gatto si libera sia dei parassiti presenti sulla pelle sia, con l’uso della lingua, molto ruvida nella parte superiore in quanto fornita di protuberanze cornee, dei grovigli di peli formatisi nel mantello. Questa scrupolosa pulizia quotidiana libera chi possiede un gatto dalla incombenza del bagno allo stesso; niente vieta, comunque, che possa farsi il bagno al gatto, avendo l’accortezza di usare dell’acqua alla giusta temperatura e di strofinarlo delicatamente per asciugarlo e per riattivare la circolazione superficiale. Si coglie l’occasione per ricordare che il gatto non subisce facilmente manipolazioni a cui non sia stato abituato per cui c’è da aspettarsi delle reazioni anche violente. Altro organo oggetto della toeletta del gatto è il complesso delle unghie retrattili, o meglio protrattili, presenti nelle quattro zampe e che, in stato di riposo, sono nell’apposito alloggiamento per essere tirate fuori, in caso di necessità, per offendere o difendersi. Il gatto ha bisogno di tenere in ordine anche queste unghie per cui spesso ne fanno le spese, quando il gatto è tenuto in casa, il divano o qualche poltrona. In questo caso è necessario mettere a disposizione dell’animale un pezzo di legno rivestito con stoffa che egli utilizzerà per rifarsi le unghie graffiando. Se si desidera un gatto sano, questo va adeguatamente seguito e controllato, provvedendo a curare le eventuali malattie contratte; di queste, in modo particolare, vanno tenute sotto controllo quelle chiamate zoonosi, trasmissibili all’uomo e nei confronti delle quali si

devono instaurare delle idonee misure di prevenzione. È consigliabile portarlo dal veterinario entro i settanta giorni di età: a questa età, infatti, possono essere intraprese le prime indagini diagnostiche ed effettuate le vaccinazioni secondo uno schema concordato con il professionista interpellato. È opportuno che, per tutelare la salute dell’animale, ma soprattutto per evitare il pericolo che trasmetta delle malattie alle persone, periodicamente si porti il gatto ad una visita veterinaria. Le principali malattie, zoonosi, trasmissibili dal gatto all’uomo sono: la rabbia, la tubercolosi, la toxoplasmosi, la malattia del graffio, parassitosi

OTTICA

Ogliastra Sanità

La toxoplasmosi ha portato a criminalizzare un poco l’abitudine di tenere un gatto in casa; è questa, infatti, una parassitosi, trasmessa dal gatto, che provoca, nella donna incinta, l’aborto o la nascita di bambini con qualche malformazione, ma nei confronti della quale possono attivarsi adeguate misure di profilassi quali non dare mai carni se non ben cotte all’animale, usare guanti monouso quando si maneggia la lettiera, lavarsi bene le mani quando si è manipolato l’animale. Attualmente, comunque, le ultime ricerche tendono ad attribuire al gatto un ruolo molto marginale nella trasmissione di questa malattia che pare venga contratta dall’uomo in modo particolare con il consumo di carne non ben cotta di suino, oppure di salumi crudi non convenientemente stagionati. Le parassitosi intestinali del gatto, quale l’ascaridiosi, vanno tenute sotto stretto controllo sottoponendo ad esame, con scadenze ravvicinate, le feci dell’animale ed instaurando, se necessario, le opportune terapie. Le micosi che colpiscono questo animale, e che possono essere trasmesse all’uomo, sono facilmente aggredibili se si interviene al primo sospetto. Comunque, un gatto sano, se periodicamente controllato dal veterinario, non costituisce pericolo per la salute dell’uomo. Il gatto è un animale con il quale il rapporto può essere molto piacevole e lui è capace di dimostrare compiacimento per le attenzioni che gli vengono rivolte quando, alla carezza del suo mantello, molto rilassante per chi lo fa, risponde facendo le fusa, “ronfando”, con l’emissione di quel suono particolare proveniente dalla faringe che solo il gatto soddisfatto riesce a produrre.

intestinali e tra queste in particolare l’ascaridiosi, micosi della pelle. Nei rapporti con il gatto, in particolare con quello che ha la possibilità di vagare nel territorio, poiché si ignorano le condizioni sanitarie dell’ambiente che frequenta, conviene usare delle precauzioni igieniche di carattere generale evitando di accostarlo con frequenza al viso, utilizzando un grembiule apposito quando lo si dovesse tenere in grembo, lavandosi le mani dopo ogni contatto, ecc. La malattia del graffio, che spesso porta a suppurazioni nelle parti interessate ed ad altri piccoli disturbi, può essere combattuta disinfettando adeguatamente le zone lese.

MELONI

il Patronato Coldiretti per i Servizi alle Persone

CONV. A.U.S.L. - LENTI A CONTATTO

Hai certezza della tua posizione contributiva e dell’importo della tua pensione? Per una verifica rivolgiti al

Via Cedrino, 5 NUORO - Tel. 0784 31081

Lanusei: Sanitaria Elmas Via Roma - Tel. 0782 480077 Tortolì: Sanitaria Medisan V. M. Virgilio, 11 - Tel. 0782 626120 Macomer: Sanitaria Pisanu

Via S. Satta, 4a - Tel. 0785 71264 Abbasanta: Sanitaria Licheri Via Matteotti - Tel. 0785 52618 Sorgono: Sanitaria Murru Via IV Novembre -Tel. 0784 60133

Patronato EPACA

Occhiali da sole e da vista delle migliori marche e firme più esclusive. Controllo della vista - Lenti a contatto selezionate per un adattamento senza problemi anche per astigmatici Lenti progressive adattamento garantito. SEDE PRINCIPALE

Via Mons. Virgilio, 39 Tortolì Tel. 0782.624808 - Cell.335.1364144 PUNTI VENDITA

Villagrande Via Azuni Tel. 0782.32789 Cell. 335.1364144

Bolotana, P.zza del Popolo Tel. 0782.42249 Cell. 335.1364144

Villaggio Calamoresca Arbatax Cell. 335.1364144

Da oltre 50 anni al servizio dei lavoratori e dei pensionati per dare gratuitamente la più completa assistenza nel settore previdenziale e socio assistenziale per: • Domande di Pensioni di anzianità,vecchiaia, invalidità, superstiti • Denuncia e richiesta di indennizzo per Infortuni e Malattie Professionali agricoli e industriali • Domande per invalidità civile,ciechi civili, indennità di accompagnamento, esenzione ticket, ecc. • Iscrizioni e variazioni aziendali INPS • Domande per la ricostituzione contributiva e ricalcolo della pensione • Consulenza per la trasmissione all’INPS dei modelli RED • Rilascio e verifica estratti contributivi INPS – INPDAP • Domande per assegni familiari, disoccupazioni, maternità, cure termali, maggiorazioni della pensione • Consulenza per il rilascio delle attestazioni per le prestazioni sociali agevolate ISE, ISEE per Enti Pubblici e Privati, Scuole, Università,altri Siamo a disposizione nei recapiti comunali e nei nostri Uffici di:

NUORO - 08100 Via De Gasperi,18/24 0784-242819/21

JERZU - 08044 Via Umberto,54 0782-70199

LANUSEI - 08045 Via Umberto,66 0782-41239


Ogliastra Sanità

Medicina nel mondo, ieri e oggi

23

La Civiltà INCA La civiltà Inca raggiunse il suo massimo splendore tra il XV e il XVI secolo: le sue tradizioni e saperi, tramandati oralmente, si basano sul rispetto della natura (la loro religione si imperniava sul culto della Dea Natura “Pacha mama”), sulla valorizzazione della donna, sulla ricerca dell’armonia e della pace. Quando intorno al 1524 gli spagnoli guidati da Francesco Pizarro giunsero nelle regioni andine vi scoprirono la fiorente civiltà degli Incas. Essa si sviluppò lungo una sottile striscia di territorio, lunga circa 4000 km, sulla costa ovest del Sudamerica, e comprendeva buona parte dell’odierno Perù, parte dell’Equador e della Bolivia, l’Argentina nord-occidentale e una non piccola parte del Cile. Gli abitanti di questi luoghi raggiunsero un altissimo livello di civilizzazione: crearono capolavori d’arte, costruirono città grandissime e bellissime e svilupparono una cultura estremamente particolare. Essendo quella Inca una società conquistatrice, ritroviamo nel suo stile artistico quella politica assimilazionistica che utilizza modi e forme delle culture assoggettate, fondendoli insieme e creando così uno stile standard facile da riprodurre e da portare in tutto l’impero. Ma la più grande arte Inca era l’architettura e lascia sbalorditi sapere che coloro che avevano costruito Machu Picchu non conoscessero nemmeno la ruota! I templi erano da loro costruiti tramite un processo “a secco”. Quando conquistarono le terre a sud del lago Titicaca abitate dai Tiwanaku importarono i lavoratori di pietre dalla zona di Cuzco. Le rocce erano lavorate per incastrarsi perfettamente tra loro, sovrapponendo ripetutamente una pietra sull’altra e scavando alcune parti della pietra inferiore, sulla quale veniva compressa la polvere. Questo forte incastro rendeva le costruzioni straordinariamente stabili anche nei frequenti terremoti che colpiscono l’area. Gli Incas non avevano un vero e proprio metodo di scrittura, però annotavano i dati relativi ai tributi e alle merci nei depositi sui “quiqu”, uno strumento simile al nostro abaco. La loro religione era panteista (dio è natura). Alle civiltà che assoggettavano era permessa l’adorazione dei loro idoli a condizione che accettassero la supre-

mazia di Inti, il dio sole, e che mantenessero uno status ridotto. La maggior parte dei contatti tra le classi sociali superiori e inferiori era di carattere religioso. LE CURANDERE. Èalle mani delle donne che gli Incas affidavano la salute della comunità. Le “curandere”, così erano chiamate, erano esperte terapeute specializzate in erboristeria, medicina e psicologia. LE MALATTIE. La malattia era concepita all’interno di un contesto magico-religioso e non razionale come al giorno d’oggi. Si distinguevano due tipi diversi di malattie: quelle di origine naturale, che colpiscono il corpo e sono possibili da curare con erbe e/o minerali, e quelle di origine soprannaturale che possono essere curate con riti specifici oltre che con le erbe. A quest’ultima tipologia appartengono malattie quali il “sustro” o malocchio, provocate dall’energia negativa che si impossessa di spirito e mente di una persona, provocando gravi disturbi e che se non prese in tempo possono condurre alla morte. LA DIAGNOSI. Prima di consigliare la cura la curandera, figura presente ancora oggi, osservava il comportamento della persona: come si muoveva, camminava, compiva certi gesti. Anche il tipo di costituzione fisica era in grado di rivelare molte cose. Oltre all’esame visivo se ne effettuava anche uno tattile: toccando la persona in determinati punti del corpo se ne osservavano le reazioni fisiche ed emotive. Per completare l’analisi si esaminavano le escrezioni corporee come la saliva, le feci o l’urina, e si dialogava a lungo con la persona per stimolarla a rivelare i propri disagi fisici e psicologici. Altro metodo per giungere alla diagnosi era la divinazione con le foglie di coca. La

terapeuta recitava alcune formule di invocazione a Pacha mama e agli spiriti guardiani e poi lanciava in aria le foglie secche: a seconda di come esse si disponevano cadendo la curandera formulava le sue ipotesi. Le foglie potevano anche venir bruciate ed in questo caso ad essere osservati erano il fumo e la disposizione e consistenza

delle ceneri. LA TERAPIA. È sorprendente come molti rimedi risultino moderni e simili alle terapie occidentali più all’avanguardia. Ad esempio le regole alimentari, basate sul principio della varietà, sull’uso prevalente di frutta, verdura e cereali integrali, a discapito delle proteine animali e dei grassi, richiamano le raccomandazioni dei moderni nutrizionisti. Ma è soprattutto in campo psicologico che le affinità si manifestano: gli Incas applicavano tecniche di psicodramma, giochi di ruolo e libere associazioni linguistiche, metodiche che hanno molti punti di contatto con molte discipline moderne. L’UOMO: TRE ELEMENTI. Per comprendere l’uso delle erbe nella medicina Andina è impossibile prescindere dalla concezione dell’uomo nella cultura Inca. Essa si basa sulla convinzione che l’uomo sia composto da tre elementi fondamentali: il CORPO, la MENTE e lo SPIRITO. Solo quando questi elementi sono in armonia la persona è in uno stato di equilibrio e gode di buona salute. La salute infatti altro non è che il risultato della sintonia tra corpo mente e spirito e si realizza nella persona in un senso di benessere e serenità. Il corpo è la parte materiale per mezzo del quale si manifesta il nostro sentire e quando un problema colpisce il piano mentale o spirituale si produce uno squilibrio che il corpo manifesta attraverso diversi sintomi e che noi co-

munemente identifichiamo con le diverse malattie. L’OMBELICO. È un punto del corpo molto importante per i guaritori. Nella cultura Inca corrisponde al Terzo Occhio. Esso rappresenta il “Qosqo” della persona, ovvero il suo centro. Quando quest’occhio è aperto nei momenti giusti e funziona correttamente, costituisce il punto chiave in cui si sviluppa la vita, ma può provocare anche la morte se si chiude e non funziona in modo regolare, determinando la putrefazione e l’intossicazione del sangue e di tutto il corpo. La cura di qualunque malattia inizia con la disintossicazione e la purificazione del Terzo Occhio: solo così si riuscirà a restituire equilibrio e salute all’individuo. LA COCA. Il primo strumento utilizzato nella medicina Inca è la fitoterapia. Le piante medicinali catalogate sono 843. Le foglie di coca da sole, erano in grado di risolvere 72 diversi problemi di salute! Andavano masticate per trarne una carica energetica simile a quella di una tazzina di caffè. Contrariamente a quanto si pensi, non erano ancora conosciuti gli effetti allucinogeni della pianta. Hanno 4500 anni le prime testimonianze dell’uso della coca per uso alimentare: gli Incas sapevano che masticare le foglie di coca dava benessere e forza. La coca è un alimento ricchissimo in vitamina A e C, oltre che in calcio, ferro, fibre, proteine e calorie. In fitoterapia era ed è usata per risolvere i problemi digestivi e per i disturbi legati al sistema nervoso, come rilassante e antidepressivo. Essendo ricca di vitamine viene ancora utilizzata dai contadini Andini per calmare fame, stanchezza e dolori, e inoltre risolve i disturbi legati all’altitudine e al freddo per cui una tisana viene offerta oggi anche ai turisti che visitano le città delle Ande. I “Chasqui” (messaggeri) mangiavano le foglie di coca come supplemento di energia per trasportare, con la loro azione di corridori, i messaggi attraverso tutto l’impero. Recenti studi condotti dall’Erasmus University and Medical Center hanno dimostrato che, contrariamente alle credenze popolari, gli Incas non erano dipendenti dalla coca! L’isolamento dell’alcaloide della cocaina e l’inizio della diffusione di questa sostanza Segue a pag. 24


Medicina nel mondo, ieri e oggi

24

Ogliastra Sanità Segue da pag. 23

Curiosità sulla bibita più bevuta al mondo

Storia della Coca Cola Verso la fine del diciannovesimo secolo, il giovane chimico corso Angelo Mariani realizzò un vino a base di coca, che fu subito acclamato da cantanti d’opera e musicisti come ottimo rimedio contro il mal di gola, come stimolante e tonico tanto da far meritare al suo inventore la medaglia dell’Accademia Medica di Francia. Lo zar e la zarina, i regnanti inglesi, i sovrani svedesi e norvegesi, il re Norodom di Cambogia, il comandante delle forze francesi in Indocina, il comandante generale dell’esercito britannico, molti intellettuali del tempo e persino il papa Leone XIII furono assidui consumatori del vino “drogato“. A questo punto gli imprenditori americani giudicarono vantaggioso investire nel mercato dei prodotti a base di cocaina. Fu così che J. S. Pemberton lanciò sul mercato la French Wine Coca, indicata come ottimo stimolante nervoso e tonico e nel 1880 brevettò ufficialmente un vino di coca molto stimolante ispirato all’invenzione di Angelo Mariani. Il proibizionismo mise fuori legge tutte le preparazioni a base di alcol e Pemberton fu costretto a ripiegare inventando quella che diventerà una delle più famose ed imitata bevande della storia: la Coca-Cola, ottenuta con estratto non alcolico di foglie di coca e noci di cola africana, disciolta in un dolce sciroppo di caramello. Ben presto il boom commerciale si avviò verso un altrettanto rapido fallimento. I risultati di studi medici e scientifici indussero diversi governi americani a

proibire l’uso della cocaina. In alcuni Stati americani il commercio e l’uso della cocaina senza prescrizione medica furono dichiarati illegali. Le imposizioni del “Pure Food and Drug Act”, del 1906, costrinsero i produttori di Coca-Cola ad eliminare la cocaina dalla ricetta; il Dr. Mariani, nonostante avesse avvertito la clientela e il mondo scientifico che il suo elisir era ottenuto con un estratto della foglia di coca e non con l’alcaloide puro, come era il caso della Coca-Cola, subì un tracollo finanziario e morì in povertà nel 1914, anno in cui fu emanato l’“Harrison Narcotic Act”, col quale sia la coca che la

cocaina furono classificate fra i narcotici. Lo splendore della cocaina era così durato solo 30 anni in occidente mentre nel SudAmerica l’uso delle foglie di coca continua indisturbato da almeno 30 secoli. Oggi la Coca-Cola è la bibita più conosciuta nel mondo e più ampiamente distribuita. È venduta in 232 paesi, molti più di quelli che formano l’ONU. I suoi profitti superano il bilancio di molti paesi poveri. Per quanto riguarda la composizione della Coca Cola sono tutt’ora impiegati, tra le altre sostanze, estratti provenienti dalle noci di cola (da cui si ottiene la caffeina) ed estratti dalle foglie della pianta di coca (da cui proviene, opportunamente privato dell’alcaloide, l’aroma tipico della bevanda). Le foglie della qualità Eritroxylum Novogranatense, coltivate legalmente in Perù, vengono poi esportate in New Jersey, dove la Stephan Chemical Company, sotto l’egida dell’ente antinarcotici statunitense DEA, provvede a ottenere l’estratto aromatico decocainizzato, che dà il tipico sapore alla bevanda, la cui produzione è interamente acquistata dalla The Coca-Cola Company.

come droga devastante, risalgono solo a 150 anni fa e questo periodo è bastato per mettere a rischio millenni di cultura, identità e benessere. Oltre alla coca tra i rimedi più usati per sconfiggere i problemi fisici vi erano: l’Uncaria tormentosa, arbusto la cui corteccia veniva utilizzata per rafforzare il sistema immunitario e le allergie; la Maca tuberosa, ricca di vitamina E, in grado di sviluppare il sistema ormonale; il Piri Piri, le cui radici favoriscono il concepimento; l’Ayawaska, pianta allucinogena in grado di potenziare la percezione sensoriale. LO SPIRITO. Nella cultura Inca lo spirito è immortale, perché può rinascere. Il corpo ha invece un ciclo vitale come tutti gli esseri viventi. Il sintomo è un campanello d’allarme che ci ricorda, tramite il dolore, che si sta esagerando o che si sta usando male il proprio corpo; i sintomi sono dei messaggi che servono a ricordare che il corpo va amato, ascoltato e curato prestandogli l’attenzione che merita. Laura Meloni

Ogliastra Sanità Periodico di Mano Tesa Ogliastra

Anno II - Numero 4 - Febbraio 2008 Autorizzazione Tribunale di Lanusei N. 3706 del 3 Ottobre 2006 Spedizione in Abbonamento Postale 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Lanusei Editore Associazione di Volontariato Mano Tesa Ogliastra Direttore Responsabile Nino Melis Capo Redattore Natalino Meloni Comitato di Redazione Salvatore Brau, Paola Contu Marilena Lara, Tonino Loi Severina Mascia, Laura Meloni, Giorgio Pisu, Gianfranco Pittau, Giuseppe Schiavone Redazione Via Tirso, 32 Tortolì Tel. 348 5188407 Tel. 339 7111110 Fax 0782 77020 Grafica e Stampa Grafiche Pilia - Tortolì Per Aiutare Mano Tesa Ogliastra Versamento su cc N. 65016183 Banco Di Sardegna - Bari Sardo ABI 1015 - CAB 86480


Rivista Ogliastra Sanità - Anno 2 - Numero 4 - Febbraio 2008