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Idee e Società 59

Venerdì 20 gennaio 2012

Artista e blogger, la reggina Fabiana Canale racconta la creatività dell’essere madre

Leggerezza MomMade Vive a Firenze con il compagno e due figlie, ha illustrato un libro per bambini e ogni giorno, tra famiglia e sogni, prova a capire «dove fluisce la mia acqua» di ISABELLA MARCHIOLO LEI è una mamma in rete, tra coloro che da qualche anno scrivono sui blog per comunicare e riflettere sul “mestiere” della maternità. E per trovarsi, anche: quale miglior messaggio nella bottiglia, da mamma a mamma, di quello di un diario in tempo reale sui problemi dell’asilo, il cenone per il Natale o una corsa sui tacchi (ma stivali, perché le décolleté non si sente davvero lei) guidando il passeggino. Amenità? No, per Fabiana Canale, il suo MomMade è uno spazio delle “piccole cose”, così come “Microstorie” definisce i suoi disegni, lievemente sospesi nel sogno di fare - da grande - l’illustratrice. Un sogno, e pure un obiettivo acceso: guardi il libro di qualcun altro e, pizzicata dall’ammirazione, ti dici che è proprio quello che avresti voluto fare tu. Poi capita che ti fermi, ma sai che quella cosa - il sogno - rimane lì, interamente tua, ad aspettarti, che questo tempo non è biologico, non scade. Intanto la trentacinquenne Fabiana vive a Firenze, è graphic designer e ha pubblicato le illustrazioni per la favola di Maria Teresa Centomo “Il coraggio di Bert” (Città Nuova), storia ecologista di un passero molto felice perché ha finalmente lasciato il nido, ma poi arrivano le ruspe, e quando gli alberi sono scomparsi, Bert rimane solo e deve met-

tersi alla ricerca della mamma. Tra le pagine del libro ci sono uccellini paffuti, cieli seminati di ghirigori, alberi con le fronde rosa e violetto, cattivi imprenditori edili ciccioni. Dopo Bert, ci sono state altre storie, selezionate in concorsi di disegno, come “Heimat”, dove c’è una donna che quando era piccola aveva i baffi e gli occhi, e adesso si taglia i capelli e tra le ciocche morte dice: “A volte credo di poter tornare indietro, dove tutto corrisponde, e poi giocare con te, mangiare l’anguria e non sentirmicosì smarrita”. O come lo storyboard - scritto dalla madre CittyBosurgi - del buffo “Tommasino va in America”, che fa le linguacce a Miss Liberty. Se tornasse nel passato come la donna di “Heimat”, Fabiana vedrebbe Reggio, dove è nata e ha vissuto fino ai vent’anni con la sua famiglia - genitori, un fratello e una sorella minore. Quello è stato l’inizio, ma oggi c’è la strada su cui si muovono i piedi ogni giorno. Il presente con il compagno e le loro due figlie. «Sto costruendo una famiglia - dice Fabiana - Almeno ci provo. Ed è dura capire che famiglia vuoi, soprattutto se la vuoi diversa da quella di origine, non perchè non vada bene, ma

Dilemmi e ironia da donna del Sud

Nelle foto in pagina alcuni disegni di Fabiana Canale tratti dal suo blog; in basso due pagine tratte dal libro “Il coraggio di Bert”; a sinistra un particolare del viso dell’artista come appare nel blog

per il gusto di vedere come fluisce la tua acqua nel mondo». Così, accanto al disegno e all’esperienza di arte terapeuta con bambini disagiati e anziani malati di Alzheimer, le ore di questa giovane donna creativa e determinata sono tutte ore da mamma. Ovvero, sveglia presto per preparare le piccole al nido, dilemmi di cucina (“da donna del Sud” ammette, quando l’assillo è il menu natalizio e spartisce equamente i fornelli con il compagno riservandosi di assolvere alla tradizione “terrona” delle

crispelle), bricolage essenziale da gioco (trasformato poi nel blog in mini-tutorial da scambiare con le altre mamme), il tempo rubato per saltare in motorino con jeans e collana di peperoncinidi stoffaeandare, inbeata solitudine, a un cocktail. Quando poi torna a casa, Fabiana ritrova le tenere bizzarrie delle bimbe - chi vuole sequestrarle la collana, chi spia un lavoretto in sughero sul tema di Biancaneve e inizia a mangiaremele epoi caderea terra fingendo l’incantesimo fatale. E magari deve gestire anche gli attriti generazionali con mamma e suocere piccole ferite o divergenze tragicomiche quelle che insisto-

no a regalare ai figli pigiamoni antisesso, anche se poi la passione è passione, e due figlie sono nateugualmente. In queste giornate Fabiana riesce a farcistare tutto, compresa quella “mappa delle ispirazioni” che colleziona scene di film, fotografie, biglietti d’autobus che ricordi, da etimologia della parola “ispirare”, quello che le soffia dentro e la

sostiene. Altrimenti, forse, sarebbe difficile essere artista, e mamma. «Torno in autobus, è già buio, ma sono felice perché so le giornate inizieranno ad allungarsi nuovamente, ho tante storie da mettere dentro altrettante scatole, un uomo con cui è bellodividere la vita e due scimmie che non appena mi vedono iniziano ad urlare come delle forsennate».

IL CASO di ANTONIETTA CATANESE «CHI si sognerebbe di toccare i Bronzi? E' peggio che parlare del Ponte sullo Stretto». L'assessore alla Cultura Mario Caligiuri, interpellato sulla notizia che arriva da Venaria, sul possibile trasferimento dei Bronzi di Riace nella splendida Reggia piemontese, smonta l'indiscrezione. «E' stata solo una battuta», dice. «Niente di più». Per quanto è dato capire sarebbe stato il presidente Del Consorzio della Reggia, Fabrizio Del Noce, a parlargliene. Quando chiediamo all'assessore se lui sarebbe d'accordo a uno spostamento risponde: «La mia linea è quella del governatore…». Una sopraggiunta telefonata liquida la conversazione. Riassumendo: la notizia appare ieri sul quotidiano “La Stampa” di Torino, secondo cui l'argomento del prestito dei Bronzi alla Reggia di Venaria sarebbe stato affrontato nell'ambito della Commissione Attività culturali della Conferenza delle Regioni e Province autonome, riunita in via straordinaria proprio alla Reggia per la rassegna di Leonardo nell'anno di Italia 150. La Reggia è stata protagoni-

Bronzi alla Reggia di Venaria? Caligiuri nega l’indiscrezione sta di un'altra esposizione accompagnata da molte polemiche: il celebre “Autoritratto” di Leonardo è stato esposto nella magnifica residenza conquistando 120.000 visitatori. Ma il quotidiano torinese non si limita a parlare di questo primo viaggio, fissato prima di settembre e con una sosta di circa un mese e mezzo in Piemonte, ma addirittura rilancia l'idea di un tour mondiale, cui la Regione con il Governo starebbero pensando per promuovere la Calabria. Quanto al primo “soggiorno” a Venaria, sempre “La Stampa” riferisce la «non contrarietà dell'assessore Caligiuri e del presidente Giuseppe Scopelliti». Caligiuri, interpellato ieri, taccia invece la notizia di essere una «forzatura per beghe politiche torinesi». Intanto, però, dalle colon- I Bronzi di Riace

ne del giornale diretto da Calabresi le dichiarazioni dell'assessore alla Cultura Coppola, del presidente del Consorzio Venaria Fabrizio Del Noce e del direttore Alberto Vanelli non fanno pensare a una boutade, ma a qualcosa di più concreto: «Si può fare - avrebbe detto Vanelli ai colleghi torinesi - e il modo con cui abbiamo gestito l’esposizione di Leonardo rappresenta un precedente importante, e un ottimo biglietto da visita». Quanto ai piani alti delministero (e Caligiuriieri ci ribadiva che «i Bronzi sono dello Stato e decide lo Stato»), a sentire ancora quanto emerso dalla riunione torinese «tra Lorenzo Ornaghi, neo-ministro dei Beni Culturali nel governo Monti, e il direttore generale del ministero Mario Resca una serie di contatti, per ora ufficiosi, sarebbero già in corso».

Caligiuri smentisce di averne «parlato» con chicchessia. Solo «battute». L'anno scorso proprio Il Quotidiano rivelò che altri contatti c'erano stati per un tour dei Bronzi all'Expo 2015, con tanto di «impegno» del governatore con l'assessore regionale alla Cultura della cittàmeneghina. Anchein quelcaso pare fosse stata una “battuta” al telefono a scatenare le fantasie milanesi sui Bronzi. Anche se, il governatore, tenne a precisare che comunque per i Bronzi erano arrivate sul tavolo proposte con assegni milionari. E che, nel caso la contropartita fosse stata danarosa, ne avrebbe ancora una volta discusso con i reggini. Se la posizione di Caligiuri è quella del governatore, allora certamente Scopelliti, come fatto fino adesso, «lascerà la decisione ai reggini». Sempre che, lo Stato, non decida «d'imperio». La Grecia per contrastare la crisi ha deciso di affittare il Partenone per gli spot pubblicitari a 1600 euro al giorno. L'Italia forse, per contrastare la crisi, si ricorderà di quei Bronzi di Riace che, quando sono a Reggio, però sono solo un problema di Reggio. L'incompiuta del museo insegna.

Leggerezza MomMade  

Articolo di Isabella Marchiolo

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