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La vita di Giuseppe è la storia di un giovane che scelse di fare della volontĂ  di Dio lo scopo della sua vita: le difficoltĂ  che dovette affrontare ci mostrano come, talvolta, sia difficile superarle, ma il suo esempio evidenzia che è possibile onorare Dio ed essere fonte di benedizione per gli altri nelle circostanze piĂš difficili, dolorose e avverse. Giuseppe incontrò i primi problemi in seno alla sua famiglia: i suoi fratelli, gelosi per le rivelazioni divine che lo riguardavano, dopo aver pensato di ucciderlo, lo vendettero ad una carovana di Ismailiti, che a loro volta lo cedettero come schiavo a Potifar, alto ufficiale delle guardie di faraone. Giuseppe entrò nelle casa di Potifar come schiavo, ma dopo qualche tempo si trovò ad essere secondo solo al suo padrone: si era conquistato la sua fiducia sul campo, servendolo fedelmente. “Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e si occupava del servizio personale di Potifar, il quale lo fece

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maggiordomo della sua casa e gli affidò l'amministrazione di tutto quello che possedeva. Dal momento che l'ebbe fatto maggiordomo della sua casa e gli ebbe affidato tutto quello che possedeva, il Signore benedisse la casa dell'Egiziano per amore di Giuseppe; la benedizione del Signore si posò su tutto ciò che egli possedeva, in casa e in campagnaâ€? (Genesi 39:4-5). L’apostolo Paolo, ispirato dallo Spirito Santo, scrisse ai credenti di Colosse: “Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore GesĂş ringraziando Dio Padre per mezzo di luiâ€? (Colossesi 3:17). Giuseppe rimase fedele a Dio e al suo padrone anche quando la moglie di Potifar vedendo che “Giuseppe era avvenente e di bell’aspetto‌gli mise gli occhi addossoâ€?, cercando addirittura di prenderlo con violenza. Giuseppe scelse di fuggire pur essendo consapevole che avrebbe dovuto affrontare delle conseguenze. Scegliere di adempiere la volon-


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tĂ  di Dio, talvolta, ci impone un prezzo da pagare, ma il credente deve fare propria l’esortazione dell’apostolo Paolo: “Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l'amore, la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro. Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano conteseâ€? (2 Timoteo 2:22). GesĂš rivolto ai Suoi discepoli disse loro: “Voi siete la luce del mondo. Una cittĂ  posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. CosĂ­ risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinchĂŠ vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieliâ€? (Matteo 5:14-16). Giuseppe era stato una fonte di benedizione nella casa di Potifar, ora lo sarebbe stato anche in prigione, dove si trovò a causa del-

la sua scelta di non peccare, ma anche qui “il Signore fu con Giuseppe, gli mostrò il favore e gli fece trovar grazia agli occhi del governatore della prigione‌ affidò alla sorveglianza di Giuseppe tutti i detenuti che erano nel carcere; e nulla si faceva senza di lui‌ e il Signore faceva prosperare tutto quello che egli intraprendevaâ€?. Quella dolorosa situazione fu il trampolino di lancio per arrivare alla corte di faraone il quale disse di lui: “Potremmo forse trovare un uomo pari a questo, in cui sia lo spirito di Dio?â€? “Tu avrai autoritĂ  su tutta la mia casa e tutto il popolo ubbidirĂ  ai tuoi ordini; per il trono soltanto io sarò piĂş grande di teâ€? (Genesi 41:38,40). L’umiltĂ  e la sottomissione a Dio di Giuseppe lo posero nel luogo giusto, nel tempo giusto e nella posizione giusta per poter aiutare i suoi fratelli, coloro che lo avevano odiato cosĂŹ tanto da volere la sua morte ed erano stati la causa delle sue dolorose sofferen-

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ze. In questo Giuseppe assaporò la vittoria, che si ha quando si vince il male facendo il bene! La figura di Giuseppe ci fa ricordare qualcuno che â€œĂ¨ piĂš di Giuseppeâ€?: GesĂš il Signore che â€œĂ¨ andato dappertutto facendo del beneâ€? e che diede la Sua vita per darci la vita. La Parola di Dio dice in Romani 15:4 “PoichĂŠ tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinchĂŠ mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranzaâ€?. Perciò adoperiamoci ad adempiere fattivamente la volontĂ  di Dio anche nelle circostanze piĂš difficili e nei posti piĂš difficili nei quali il Signore ha permesso che noi operiamo, come vasi ad onore della Sua Gloria, onorando cosĂŹ il nome del Signore e facendo del bene a tutti quelli che vivono accanto a noi in famiglia come nell’ambiente di lavoro o a scuola. Enzo Specchi

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ONORARE DIO PER ESSERE FONTE DI BENEDIZIONE PER GLI ALTRI (Q]R6SHFFKL SDJ

ADI-AID: TRA DIFFICOLTĂ€ E BENEDIZIONI *DHWDQR0RQWDQWH SDJ

NOTIZIE DALLE NOSTRE COMUNITĂ€ SDJ

NON DIRE: SONO UN RAGAZZO *LXVHSSH7LOHQQL5LVLJQROR SDJ

A CHI VINCE PERCHĂˆ NON ABBANDONA IL PRIMO AMORE (OLR9DUULFFKLRQH SDJ

APPUNTAMENTI SDJ

ISTITUTO BIBLICO ITALIANO: UN LUOGO DI MAGGIORE CONSACRAZIONE (OLVHR&DUGDUHOOLSDJ

LA SCALA DI DIO *HQQDUR&KLRFFD SDJ

UN APPELLO SDJ 3HUQRWL]LHDJJLRUQDWHFRQVXOWDWHLOVLWR ZZZDVVHPEOHHGLGLRRUJ

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Non dire:

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ONO UN RAGAZZO Geremia 1:1-10

Il tempo che stiamo vivendo è caratterizzato dal disimpegno verso ogni forma di responsabilità e dal rifiuto di qualsiasi forma di obbligo e di dovere, sostituiti dalla ricerca edonistica del piacere, anche nelle sue forme più spinte, dannose e deleterie. L’espressione rivolta dal Signore al giovane Geremia risulta essere, quindi, un solenne richiamo al senso di responsabilità che deve caratterizzare chiunque ha in cuore di servire il Signore! Teniamo sempre presente che il Signore vuole essere servito con gioia, prontezza e determinazione (cfr.Salmo 100:2, Esodo 3:4, Geremia 48:10). Consideriamo sempre che il servizio reso al Signore è un privilegio che dobbiamo apprezzare, come ci insegna bene il re Davide: “Chi sono io, o Signore, Dio, e che



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cos’è la mia casa, che tu m’abbia fatto arrivare fino a questo punto?” (1 Cronache 17:16). Una gioventù entusiasta e zelante nel servire il Signore realizzerebbe quanto affermato nel Salmo 110:3: “Il tuo popolo si offre volenteroso quando raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell’alba la tua gioventù viene a te come rugiada”. Per realizzare un utile, proficuo e gradito servizio al Signore è necessario, quindi, che ognuno di noi rifiuti decisamente la logica del pensiero comune, basato sul compromesso e sul tornaconto personale, percorrendo l’impegnativo ma esaltante cammino della santità e della consacrazione.

ranze che il prosieguo dell’esistenza potrà realizzare o deludere, a volte indipendentemente dalla volontà e dall’impegno profusi. Ci possono essere aspettative personali. È naturale e nell’ordine delle cose coltivare delle ambizioni, dei sogni, avere delle aspettative. È importante però che essi siano perfettamente nella volontà del Signore, ricordando sempre che il Signore ha un piano per ogni credente. Così è per i sogni, i desideri, le ambizioni che coltiviamo: non solo devono essere perfettamente leciti, ma soprattutto utili (cfr. 1 Corinzi 6:12; 10:23). Esistono poi delle opportunità di servizio che vanno afferrate nel momento in cui si presentano (crf. Efesini 5:15 - Riv.). In tutto questo è bene non dimenticare che le conseguenze di una condotta sbagliata potrebbero preUNA PREMESSA NECESSARIA Tutti i credenti, indipendentemente dalla loro prove- giudicare per sempre un particolare servizio al Signore. Ci sono poi aspettative familiari. È perfettamente nienza, dalla cultura, dalla preparazione e dalla maturità, sono chiamati a dare il proprio contributo alla cresci- naturale che anche i genitori riversino sui figli speranze e aspettative. Ogni genitore desidera sempre il meglio per ta e allo sviluppo della Chiesa, il Corpo di Cristo! Il mancato contributo di qualcuno si tramuterà in un i propri figli. I genitori cristiani dovrebbero stimolare nei loro figli ambizioni e desideri sani, spirituali! danno comune! Ecco perché il Signore è piuttosto esiÈ purtroppo vero che, a volte, dei genitori frustrati rigente in questo campo. versano sui figli i loro sogni infranti oppure è possibile L’insegnamento di Gesù su come servirLo, riportato in Luca 9:57-62, ci aiuta a comprendere meglio le carat- che abbiano aspettative superiori alle loro capacità col risultato di creare degli sconfitti e dei depressi! teristiche del servizio al quale siamo chiamati: Possiamo anche avere delle aspettative sociali: siamo • Urgenza (vv.57,58). Non possiamo assolutamente mettere il servizio al Signore tra le tante opportunità e le credenti e cittadini del nostro paese! Il Signore non ci ha assolutamente detto di estraniarpossibili scelte del nostro futuro! Non esiste alcuna inci dal consorzio civile nel quale viviamo e disinteressarci compatibilità tra il servizio al Signore e le naturali e legittime esigenze della vita sociale e familiare (cfr. Genesi a esso, anzi (cfr. Giovanni 17:15; Geremia 29:5-7; Romani 13:1-6)! 5:22). Consideriamo le aspettative comunitarie: il Signo• Immediatezza (vv.59,60). La strada dei fallimenre ci ha posti all’interno della grande famiglia di Dio, la ti spirituali è solitamente lastricata dalle promesse non Chiesa, dalla quale riceviamo insegnamento, edificazioadempiute, dai propositi mai realizzati e dagli impegni rimandati a tempi migliori (cfr. Ecclesiaste 9:10; Romani ne, sostegno… Superata la fase dell’infanzia spirituale, siamo chiamati a dare il nostro contributo, che deve es12:11). • Decisione (vv.61,62). È buono, a volte anche neces- sere sostanzioso e costante. Dobbiamo avere l’umiltà necessaria che ci permetta di sario, che nelle scelte di questa vita chiediamo il consiiniziare a servire il Signore dal gradino più basso. Non glio degli altri; ma nel servire il Signore non dobbiamo lasciarci influenzare negativamente da nessuno, neppure siamo noi a doverci preoccupare di farci notare; questa è una preoccupazione del Signore (vedi l’esempio di Saul dai nostri cari (cfr. Luca 14:26; Deuteronomio 13:6-8)! Nel servizio il Signore non accetta scuse. È significati- in 1 Samuele 10:20-22)! Quanto alle aspettative divine (cfr. Deuteronomio vo il caso di Mosè che tentò di accampare delle scuse davanti al Signore, col risultato di provocare la Sua ira (cfr. 10:12,13) dovremmo chiederci: "Che cosa si aspetta il Signore da me?" Sicuramente il meglio e il massimo di Esodo 4:10-14). Comunque ci rassicuri il fatto che il Signore non ci chiederà mai più di quello che noi siamo in quello che possiamo offrire! Infine, dobbiamo sempre fare attenzione alle false grado di offrirGli! aspettative che noi stessi o chi ci circonda può creare! Le vere e sante aspettative ci caricano comunque di precise LE ASPETTATIVE È fuori discussione che su ogni bambino, ragazzo, responsabilità delle quali dobbiamo sicuramente rendere adolescente o giovane si concentrino aspettative e speconto al Signore (2 Corinzi 5:10).

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ARTICOLI DI FEDE PERCHÉ NON DEVI DIRE: “SONO UN RAGAZZO”? Innanzitutto perchè hai la possibilità di trasformare la tua condizione in un’opportunità di servizio! Il Signore è capace di metterti nella condizione di farlo! (cfr. 1Giovanni 2:14). Inoltre, perché il Signore desidera usare per la Sua gloria persone disponibili (v.5). Il Signore per fare grandi cose non ha bisogno di grandi uomini: fa grandi cose con uomini piccoli ma disponibili (cfr. 1 Corinzi 1:26-29)! Infatti, il Signore, pur conoscendo quello che sei, ti vuole utilizzare (v.7). E “se il Signore ti manda, ti raccomanda” e sarà sempre con te (v.8) in ogni circostanza del servizo che sarai chiamato a svolgere. Per certo Dio non manda allo sbaraglio nessuno! Sappi poi che, se anche tu pensi di non essere un grande oratore, il Signore dichiara che Lui sarà in grado di mettere nella tua bocca le parole giuste al momento giusto (v.9). Se ti senti insufficiente, confida in Dio che conferisce la Sua divina autorità (v.10), come diretta e naturale conseguenza del “riempimento di potenza”, mediante il battesimo e la pienezza dello Spirito Santo (cfr. Atti 1:8)! Infine, il Signore sarà sempre la tua guida (cfr. Isaia 30:21; Salmo 48:14) e la tua forza (vv. 17-19; Isaia 54:17). ANCORA UNA VOLTA SIAMO DAVANTI A UNA SCELTA Come avvenne con Geremia, il Signore non accetta che Gli si dica: “Sono un ragazzo”. Per tutte le ragioni che abbiamo considerato, davanti alla chiamata divina vale la pena di rispondere come Isaia: “Eccomi, manda me!” (Isaia 6:8). Giuseppe Tilenni Risignolo



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posizione delle mani (Isa.53:4-5; Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. 16:17-18; Giac.5:14-16 Crediamo e accettiamo l’intera Bibl b bia come la ispirata Parola di Dio, unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21; Rom.1:16; I Tess.2:13).

Crediamo al battesimo nello Spirito Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le Scritture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre Scritture, nella potenza dell’annuncio di “Tutto l’Evangelo” al mondo (Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46; 11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20; Giov.16: 13; Matt.28:19-20).

Crediamo nell’unico vero Dio, Eterno, Onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte Persone: Padre, Figliolo e Spirito Santo (Efe.4:6; Matt. 28:19; Luca 3: 21-22, I Giov.5:7). Crediamo ai carismi e alle grazie dello Spirito Santo nella vita dei cristiani Crediamo che il Signore Gesù Criche, nell’esercizio del sacerdozio unisto fu concepito dallo Spirito Santo e versale dei credenti, si manifestano per assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo l’edificazione, l’esortazione e la con(Giov.1:1,2, 14; Luca 1:34,35; Matt.1:23). solazione della comunità cristiana e, conseguentemente, della società umaCrediamo nella Sua vita senza pecca- na (I Cor.12:4-11; Gal.5:22; Ebr.13:15; to, nei Suoi miracoli, nella Sua morte vi- Rom.12:1). caria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nel- Crediamo ai ministeri del Signore glola Sua ascensione alla destra del Padre, rificato, quali strumenti autorevoli di quale unico mediatore, nel Suo perso- guida, d’insegnamento, di edificazione nale e imminente ritorno per i reden- e di servizio nella comunità cristiana, ti e poi sulla terra in potenza e gloria rifuggendo da qualsiasi forma gerarchiper stabilire il Suo regno (I Pie.2:22; II ca (Efe.1:22-23; 4:11-13; 5:23; Col.1:18). Cor.5:21; Atti 2:22; I Pie.3:18; Rom. 1:4; Crediamo all’attualità e alla validità 2:24; I Cor.15:4; Atti 1:9-11, Giov. 14:1-3; delle deliberazioni del Concilio di GeI Cor. 15:25; I Tim.2:5). rusalemme, riportate in Atti 15:28-29; 16:4. Crediamo all’esistenza degli angeli creati tutti puri e che una parte di questi, caduti in una corruzione e per- Crediamo alla resurrezione dei morti, alla condanna dei reprobi e alla glorifidizione irreparabili, per diretta aziocazione dei redenti, i quali hanno perne di Satana, angelo ribelle, saranno con lui eternamente puniti (Matt.25:41; severato nella fede fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46; 24:12,13). Efe.6:11-12). Celebriamo il battesimo in acqua per Crediamo che soltanto il ravvediimmersione, nel nome del Padre e del mento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sacerdote, sia- Figliolo e dello Spirito Santo, per coloro che fanno professione della propria no indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque Lo accetta fede nel Signore Gesù Cristo come loro personale Salvatore (Matt.28:18-19; Atti come personale Salvatore e Signore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I Pie.1:18, 19; 2:38; 8:12). Efe.2:8). Celebriamo la cena del Signore o SanCrediamo che la rigenerazione (nuo- ta Cena, sotto le due specie del pane e va nascita) per opera dello Spirito San- del vino, rammemorando così la morte to è assolutamente essenziale per la sal- del Signore e annunziandone il ritorno, vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23; Tito 3:5). amministrata a chiunque sia stato batCrediamo alla guarigione divina, se- tezzato secondo le regole dell’Evangelo e vive una vita degna e santa davanti a condo le Sacre Scritture mediante la Dio e alla società (I Cor.11:23-29; Luca preghiera, l’unzione dell’olio e l’im22:19-20).


WPNWQIQFKOCIIKQTGEQPUCETC\KQPG delL’Istituto Biblico Italiano è un’istituzione del le Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” costituita con l’intento di offrire a tutti i credenti, che desiderano consacrarsi maggiormente al Signore e conoscere meglio la Parola di Dio, un luogo ed un periodo di tempo particolarmente adatti a questo scopo, durante il quale risulti chiaro quale sia il ruolo assegnato loro da Dio all’interno della comunità locale e dell’Opera Sua.

NCUVQTKC Sorto nel 1954 nei locali della chiesa di RomaVia dei Bruzi, il primo corso IBI iniziò il 1° ottobre. Nel 1958, grazie all’interessamento di un credente consacrato a Dio, figlio di poverissimi emigrati italiani negli Stati Uniti, fu possibile racco-

gliere dei fondi per costruire la sede attuale di Via PrenestiPrenesti na, dove l’Istituto si trasferì nell’anno 1961. Considerato il notevole interesse suscitato dall’iniziativa e realizzando, in pari tempo, la necessità dei credenti di ricevere una maggiore preparazione biblica, nel 1978 il Comitato IBI istituì un secondo anno di studio. Dal 1981 la durata dell’anno scolastico è passata da sei a otto mesi per ciascuno degli allora due anni di corso, dalla seconda metà di settembre alla prima quindicina del mese di giugno. È una nota, questa, davvero positiva se si pensa che il periodo di studio iniziale era soltanto di un mese! Il terzo anno di corso è stato istituito nel 1988 allo scopo di fornire agli studenti abilitati l’occasione di svolgere un tirocinio pratico in collaborazione con un pastore in una delle comunità delle Assemblee di Dio in Italia.

KEQTUK Il primo anno prevede lo studio sistematico di circa trentacinque materie, preparate ed elaborate da insegnanti nominati annualmente dal Consiglio Generale delle Chiese su proposta del Comitato Direttivo tra i ministri di culto delle Assemblee di Dio in Italia. Al termine del primo anno scolastico, l’Istituto rilascia agli studenti un attestato di “Cultura biblica basilare”. Quanti desiderano affrontare in maniera specifica ed articolata lo studio dei soggetti già trattati durante il primo anno di corso, possono chiedere di frequentare il secondo anno accademico, alla fine del quale gli studenti ricevono un certificato di “Formazione teologica e cultura biblica”, corredato anche della valutazione conseguita nel corso degli studi. Il terzo anno è riservato agli studenti che, avendo frequentato la prima e la seconda classe, mostrano particolari attitudini ed una specifica chiamata al servizio cristiano. I candidati ammessi svolgeranno otto mesi di tirocinio pratico sotto la guida di un pastore. Al termine, se avranno superato in modo positivo il previsto tirocinio pratico e frequentato con profitto i seminari interdisciplinari svolti presso la sede, discuteranno una tesi su un argomento teologico precedentemente concordato con il docente a tale scopo incaricato dal Comitato Direttivo della scuola. A costoro viene consegnato un diploma di “Formazione teologica e cultura biblica”, che non rappresenta l’abilitazione al ministero, ma soltanto il risultato degli studi compiuti. La Scuola Biblica delle Chiese Cristiane Evangeliche “As5,69(*/,23(17(&267$/(2772%5(




semblee di Dio in Italiaâ€?, ancora oggi, dopo cinquantasei anni dalla sua fondazione, si basa sugli stessi principi biblici. Ăˆ un'opera di fede! Agli studenti non viene richiesta alcuna retta; gli insegnanti prestano la propria opera gratuitamente e volontariamente e i corsi di studi non abilitano al ministero cristiano, ma rappresentano il riconoscimento del programma scolastico seguito. Con la legge d'Intesa tra lo Stato e le Assemblee di Dio in Italia, del 22 novembre 1988, n. 517, l'IBI è stato riconosciuto come “Istituto di formazione teologica e cultura biblicaâ€?. Con il riconoscimento ottenuto le finalitĂ  e la "filosofia" della Scuola sono rimaste immutate. utate.

KNTWQNQ In tempi come quelli che stiamo viv vendo è piÚ che mai necessario che il messaggio evangelico pentecostale sia annunciato fedelmente. L’Istituto Biblico Italiano si propone di contribuire all’adempimento di questa visione attraverso il ministero biblico dell’insegnamento. Tuttavia, pur promuovendo uno studio attento delle Sacre Scritture, l’Istituto non trascura di sottolineare che il Vero, Unico e Sommo Insegnante della Chiesa è lo Spirito Santo. Proprio per incoraggiare le giovani generazioni a nutrire una biblica e sana visione dell’evangelizzazione e della missione, l’Istituto Biblico Italiano organizza annualmente l’Incontro Nazionale Giovanile. In quella occasione viene ufficialmente tenuto il culto d’apertura dell’anno accademico e gli studenti IBI vengono coinvolti in prima persona in questa attività perchÊ possano, anche in questo modo, stimolare i loro coetanei a dedicare la loro vita al Signore. 

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NGHKPCNKVCb Quale conseguenza dell’opera dello Spirito di Dio, dell’insegna dell’insegnall’ mento quotidiano della Parola di Dio, nonchĂŠ della perseverante opera di formazione attraverso i servizi pratici quotidianamente svolti e della comunione fraterna, in molti studenti si possono vedere sviluppate e raffinate le qualitĂ  del vero testimone di Cristo. Resta l'esortazione rivolta a tutti coloro che hanno frequentato ad un sempre maggiore impegno, ad un servizio umile, costante e pratico, senza cedere alle tentazioni del professionismo e del protagonismo, perchĂŠ molti siano raggiunti dalla testimonianza dell’Evangelo, nella consapevolezza che “la‌ fatica non è vana nel Signoreâ€? (I Cor.15:58).

NGCVVKXKVCb Anche se un orario ben preciso scandisce il susseguirsi delle varie attività svolte quotidianamente all’interno dell’Istituto, l’ambiente nel quale vivono gli studenti è quello di una grande famiglia! Questo clima si può realizzare perchÊ, oltre alla cura della propria persona, gli studenti sono esortati ad attendere a tutte quelle attività che assicurano una vita comunitaria armoniosa.

NGCVVKXKVCbUEQNCUVKEJG Le lezioni, in genere, si svolgono la mattina, anche se non sono rare le volte in cui all’insegnamento vengono riservate anche alcune ore pomeridiane. Gli argomenti biblici trattati sono interessanti e piacevoli. Le lezioni sono arricchite dalla partecipazione degli studenti, i quali, con le loro domande, consentono spesso agli insegnanti di chiarire meglio o di approfondire maggiormente le dottrine bibliche esposte. Lo studio personale viene svolto nelle ore pomeridiane ed è un’occasione per esaminare piÚ a fondo ciò che è stato appreso.

NGCVVKXKVCbURKTKVWCNK Lo studio non si svolge seguendo una impostazione esclusivamente ddidattica, ma è sempre preceduto d d dda un periodo d ddi preghiera. h Il culto mattutino e la preghiera pomeridiana offrono l’opportunità di presentare a Dio ogni attività svolta nell’ambito della Scuola, con particolare riguardo alle lezioni e agli impegni di carattere evangelistico, cosÏ come anche ll’intera intera opera Sua in Italia e nel mondo.

NGCVVKXKVCbRGTUQPCNK Proprio perchĂŠ lo scopo dell’Istituto Biblico Italiano è quello di provvedere una “formazione biblicaâ€? piĂš che una generica istruzione sulle dottrine della Bibbia, gli studenti sono coinvolti anche in


svariate attività manuali. Vengono così assicurati i servizi, la pulizia, l’ordine e la buona manutenzione delle strutture scolastiche. Coscienti dei propri doveri, gli studenti sono di volta in volta invitati a compiere mansioni pratiche, compatibili con tutte le norme della sicurezza, con diligenza e con spirito di servizio. Proprio il servizio, infatti, diventa un’opportunità per verificare praticamente la validità dei principi e dei valori appresi per mezzo delle attività spirituali, risultando così prezioso e insostituibile per lo sviluppo del carattere cristiano.

NbGXCPIGNK\\C\KQPG La presenza degli studenti alle campagne di evangelizzazione sotto i gazebo e nelle sale pubbliche non è rara! In tali occasioni essi collaborano distribuendo letteratura cristiana e intervenendo con il canto e le loro testimonianze personali. Inoltre, svolgono un’attività di evangelizzazione settimanale, il sabato pomeriggio, oltre a quella personale. Vengono suddivisi in gruppi e raggiungono quartieri di Roma, nonché i paesi della provincia dove non è ancora giunta la testimonianza evangelica pentecostale. Oltre alla distribuzione di letteratura cristiana vengono organizzati culti all’aperto, tenuti dagli stessi studenti.

NGXKUKVG Ogni anno l’Istituto organizza visite di studenti presso le comunità che ne fanno espressa richiesta. Tali visite promuovono la comunione fraterna e offrono agli studenti la possibilità di constatare personalmente quanto sia profondo l’amore cristiano che lega ed ispira il popolo di Dio. Inoltre, risultano di incoraggiamento per le comunità e per quei giovani che avvertono l’esigenza di dedicare un periodo della loro vita alla consacrazione e allo studio della Parola di Dio. Tutto questo incoraggia ovviamente anche gli studenti ad un maggiore impegno per venire incontro ai bisogni dell’opera Sua in Italia, di cui nutrono una più diretta conoscenza proprio visitando le diverse comunità sparse sul territorio nazionale.

Q KEQ OKE FGOK CF # PQ#EECFG 8+#P KN.8+ Il LVI Anno Accademico è iniziato il 22 settembre 2010 con l’arrivo e la sistemazione degli studenti. Quest’anno sono quarantotto, trentuno al primo anno di corso, undici al secondo e sei al terzo. Saranno alloggiati per otto mesi presso l’edificio dell’Istituto Biblico Italiano, che negli ultimi anni è stato completamente ristrutturato sia all’interno che all’esterno. Sono stati sostituiti gli impianti idrico, sanitario e di riscaldamento. Si è provveduto al rifacimento dell’impianto elettrico secondo tutte le normative vigenti; si è proceduto con la messa in sicurezza di tutti gli ambienti distribuiti sui sei piani di cui è costituito lo stabile, dal seminterrato al terrazzo. Gli arredamenti delle camere che ospitano gli studenti sono stati interamente sostituiti e resi più confacenti alle esigenze di decine di giovani, che vivono in comune per otto mesi, ventiquattro ore al giorno. Ringraziamo il Signore per i fratelli che hanno lasciato una così preziosa eredità, per la loro visione spirituale, per la loro fede sana e coraggiosa, per la saggezza dimostrata nell’amministrazione delle risorse, che anni fa non erano quelle di adesso, nonostante la crisi economica. Per la loro sagacia ci è stato possibile realizzare quanto appena esposto! Chiediamo a tutti i credenti di pregare per la buona riuscita del prossimo anno accademico, perché il Signore spanda i Suoi doni e chiami altri giovani a servirLo, disposti anche a compiere i compiti più umili, animati dal santo desiderio di vedere il Suo nome onorato e ancora tante anime salvate! Eliseo Cardarelli 5,69(*/,23(17(&267$/(2772%5(




ADI-aid : tra diffi

“Siate sempre gioiosi, non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie… pregate per noi” (I Tessalonicesi 5:16-25) A distanza di circa un anno dall’inizio delle rivolte contro i cristiani dell’India, la situazione nel continente asiatico non sembra essere migliorata di molto. Spenti i riflettori dei mass-media, ora riaccesi altrove, i popoli che vivono negli stati della confederazione indiana si trovano ad affrontare ancora gli stessi problemi che da secoli li affliggono. Ma a migliaia di chilometri da quei luoghi, in tanti continuano a chiedersi che cosa stia succedendo. Tra questi anche i sostenitori di ADI-aid che periodicamente ci chiedono aggiornamenti sullo stato delle nostre attività in queste regioni. La situazione non è certo facile poiché, sebbene animati da zelo e forza di volontà, i responsabili dei centri continuano a lottare contro le discriminazioni operate dalle autorità locali, specie negli stati dell’Orissa, dell’Andra Pradesh e del Tamil Nadu, dove la persecuzione è addirittura sfociata in aggressioni fisiche a danno dei credenti appartenenti a tutte le denominazio-

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ni cristiane. Non a caso, in Orissa, negli ultimi due anni, per consentire ai bambini di seguire le normali attività, siamo stati costretti a spostare ben due centri sostenuti da ADI-aid. Questo è stato fatto non senza difficoltà, ma ci ha consentito di assicurare ai piccoli ed agli operatori l’adeguata serenità per proseguire. Ultimamente stiamo registrando dei grossi problemi in Tamil Nadu, dove parecchi dei nostri centri sono stati letteralmente chiusi dalle autorità locali, costringendoci a dirottare buona parte dei bambini alle famiglie di provenienza ed assisterli, almeno provvisoriamente, direttamente nelle loro case. Questa situazione, al vaglio dei fratelli del comitato ADI-aid, sarà affrontata in modo definitivo nel prossimo viaggio in India previsto per gennaio 2011. A tutto ciò si aggiungono i disagi che vivono i nostri fratelli del Niger, a causa dell’ennesimo colpo di stato, e quelli del Mali, che devono fare i conti con la presenza di gruppi estremisti legati ai talebani. Desidero dunque invitare tutti i credenti, attraverso le pagine di Risveglio Pentecostale a so-


coltà e benedizioni

stenere nella preghiera questo nostro servizio. Preghiamo per i bambini che nel mondo soffrono penuria e fame, per quanti, in prima linea si affaticano per portare concretamente l’aiuto necessario, e per quanti, insieme a noi, stanno lavorando con abnegazione e gioia, affinchè tutto ciò possa proseguire. Ma se queste notizie potrebbero rattristare alcuni, ve ne sono altre che certamente ci fanno gioire tutti! Sono quelle che ci arrivano dai direttori dei centri che, periodicamente, inviano le relazioni sull’andamento generale e sulla resa scolastica dei bambini per l’anno accademico in corso. Vi sono infatti tante classi che stanno rispondendo egregiamente agli insegnamenti impartiti dai docenti, dando risultati veramente eccellenti. Quest’anno il nostro liceo di Ouagadougou accoglierà altri 50 bambini che frequenteranno la prima classe, oltre ai 50 dell’anno scorso che sono già al secondo anno. In un comunicato diffuso dalle opere evangeliche consorelle che

operano nel continente asiatico (tra queste, oltre alla MFGA, anche le AoG e la EHSO) ben 40 giovani pastori stanno svolgendo un tirocinio pratico presso i centri di accoglienza distribuiti su tutto territorio, concluso il quale verranno inviati presso i villaggi delle zone circonvicine per annunciare l’evangelo e fondare nuove comunità cristiane. Ciò che ci rende ancor più felici è che questo lavoro di formazione sia stato anche incoraggiato ed, in parte, sostenuto dai fondi inviati dall’Italia, dove si registra un continuo interesse in merito alle attività svolte da ADI-aid. E sebbene ci si trovi in conclamati tempi di crisi, le richieste di sostegno non accennano a diminuire, anzi, continuano ad affollare le nostre liste d’attesa, dimostrando il desiderio di molti di voler contribuire in questa bella opera. Dal punto di vista medico, continuiamo a seguire i nostri bambini perché vengano curati. p In particolare abbiamo avuto il caso d un bambino del Burkina Fadi s affetto da una grave patologia so aai reni che stiamo curando grazie a aiuti economici che tanti creagli

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XXXV Incontro Nazionale Giovanile Adi-Ibi denti ci inviano oltre al sostegno mensile. Presso i nostri uffici il lavoro non cessa e, tra nuove assegnazioni, spedizioni, contabilità, gestione amministrativa e comunicazioni ai sostenitori, ci si rende conto che il tempo dedicato alle informazioni è davvero poco. Per questo motivo è stato attivata proprio in questi giorni, sul sito www.adiaid.it, una sezione news, grazie alla quale i sostenitori e gli amici che seguono da tempo la nostra realtà potranno essere informati, in tempo reale, sulle ultime novità riguardanti i bambini sostenuti. A tutto questo si aggiunge il nuovo software gestionale che ADI-aid sta producendo per snellire ulteriormente l’iter burocratico delle assegnazioni e per una gestione più funzionale del lavoro interno, delle scadenze dei sostegni, e per stringere un rapporto di comunicazione ancora più inteso e fruttuoso con quanti credono in questa attività che, sebbene si operi nella sfera del sociale, conserva la caratteristica spirituale per la quale è nata: l’annuncio dell’Evangelo! Gaetano Montante

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Fiuggi, 29 ottobre - 1 novembre 2010

A Dio piacendo, da c v venerdì 29 ott tobre a lunedì 1 novembre a Fiuggi Terme (FR), presso la capiente tensostruttura del PalaFiuggi, si terrà il XXXV Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI. l predicatore d Ospite quale ai culti serali sarà il fratello Greg Mundis, che da anni sta servendo il Signore in seno alle Assemblies of God. Il fratello Mundis dal 1998 è direttore responsabile per l’Europa dell’opera delle nostre chiese consorelle statunitensi. Preghiamo il Signore affinché questi giorni possano essere particolarmente benedetti per quella gioventù che, ancora oggi, “si offre volenterosa quando raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell’alba la tua gioventù viene a te come rugiada” (Salmo 110:3)


A CHI

VINCE ˌ ɉȐɑȃȣ

NON abbandona IL PRIMO

AMORE “All’angelo della chiesa di Efeso… scrivi:… A chi vince… Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese” (Apocalisse 2:1-7) Le lettere alle sette chiese della provincia romana d’Asia (l’Asia Minore, odierna Turchia) hanno un preciso Autore (Gesù Cristo, vedi cap.1), un Suo amanuense (l’apostolo Giovanni), un primo destinatario (l’angelo o pastore di ogni singola chiesa) e – nella loro forma di “lettera circolare” – un numero illimitato di altri destinatari, membri della Chiesa di Dio di ogni tempo. Nel simbolismo dell’Apocalisse il numero “sette” indica “totalità”, “perfezione”, per cui si deduce che il messaggio che esse contengono oltrepassa i limiti geografici delle sette chiese per raggiungere la Chiesa Universale. Il loro messaggio costituisce una delle esortazioni più incisive e penetranti dell’intero Nuovo Testamento in relazione alla dottrina della Chiesa e alla condotta cristiana, non solo in vista degli ultimi tempi. Innanzitutto, ogni chiesa aveva bisogno di un messaggio particolare, in base alla sua specifica condizione spirituale. Inoltre, ogni chiesa era in qualche modo emblematica delle condizioni comuni ad altre chiese locali di quel tempo, come pure nella storia che è seguita. Assieme ai messaggi rivolti alle chiese, le lettere contengo-

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no esortazioni per singoli credenti, individuali, tanto che è ricorrente la frase “Chi ha orecchio, ascolti”. Ogni messaggio indirizzato alle sette chiese dell’Asia ha le sue caratteristiche distintive, ma sono presenti anche molte similarità. Ciascun messaggio comincia con l’espressione “Io conosco le tue opere” sebbene con variazioni nell’ordine, ognuno conclude con: “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese”. Ogni messaggio inizia con una introduzione che descrive il Signore Gesù, ma ciascuno di essi è personalizzato in base al tipo di messaggio rivolto alla chiesa. La maggioranza delle lettere contiene parole di richiamo, come pure promesse a coloro che ascoltano. In ciascuna lettera Gesù presenta una promessa “a chi vince”. Questa promessa non vuole caratterizzare una classe particolare di credenti, ma piuttosto evidenziare ciò che ogni genuino seguace del Signore deve aspettarsi, se continua a tendere se stesso verso Cristo Gesù. La lettera a Efeso: la chiesa che ha dimenticato il primo amore (2:1-7) La chiesa di Efeso è lodata da Gesù per la sua avversione per ciò che è moralmente e dottrinalmente errato. Rassicura sapere che Gesù conosce le opere della Sua Chiesa (vv. 2,3). Ma Gesù conosce anche il cuore. Infatti, nonostante questi aspetti così positivi, Cristo dichiara che la chiesa di Efeso ha fallito su un punto molto importante, anzi fondamentale: “Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore” (v. 4). La chiesa non si era completamente allontanata dall’amore per Dio (“agape”), altrimenti non sarebbe stata più Chiesa. Per quei credenti il primo amore, quello che mette Gesù al primo posto, non comprendeva più l’ardore e la profondità dei primi tempi. Abbandonare qualcosa vuol dire allontanarsene. Non si tratta di un fatto involontario, incidentale. È una precisa scelta di separarsi da qualcosa che ci appartiene. Come siamo consapevoli che, se ci separiamo da qualcosa di poco buono, possiamo migliorare la nostra situazione spirituale, così dobbiamo essere consapevoli che, se abbandoniamo il primo amore, il secondo potrà solo essere di livello inferiore e influire negativamente

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sulla nostra vita spirituale. Questa lettera insegna però che, se abbiamo abbandonato il primo amore, possiamo tornare a “riprendercelo”. Infatti Gesù, nella Sua grazia e nella Sua pazienza infinite, non indica solo il problema, ma suggerisce il rimedio: “Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima” (v.5). Ricorda, il primo amor fraterno “Quanto all’amor fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri” (Romani 12:10) Ricordi quando eri “così pieno” di amor fraterno? Quello vero promuove in modo incontenibile il desiderio di ricercare i fratelli. Spinge, come una molla sempre pronta a scattare, a fare attenzione agli altri e incitarci all’amore e alle buone opere. È così intenso da coprire una gran quantità di peccati. Il vero amor fraterno prende vita dall’Amore per eccellenza, quello di Dio, amore che è paziente, è benevolo, non invidia, non si vanta, non si gonfia… (cfr.1 Corinzi 13:4). Quale forza c’è nell’amor fraterno! Quale calamita! Quale concreta evidenza della reciproca appartenenza a Cristo! L’abbondanza di amor fraterno è il termometro dell’abbondanza dell’amore per Dio. Il primo luogo dove misurare questa “temperatura” è casa nostra. Poi si potrà passare ad altro. Ricordi? Se i tempi di questa abbondanza dell’amor fraterno sono appena un vago ricordo, “ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima”! Come è vasto l’amore di Dio che offre ancora una seconda opportunità! Ti puoi rialzare, ravvedere, tornare ad amare, tornare a far vincere l’amore… Ricorda, il primo amore per le virtù di Cristo (cfr.Filippesi 2:1-5) Quale interesse ha Gesù per il pari sentimento nel Suo Corpo! Per una Chiesa che cammini nella stessa direzione, unita, compatta! La presenza di queste virtù nel singolo credente manifesta concretamente lo stato di salute della Chiesa. All’interno di una chiesa malata ci si contagia reciprocamente e ci si ammala sempre di più. Una Chiesa sana appare invece “tremenda come un esercito a bandiere spiegate”, in tutta la forza che prende quotidianamente dal suo Signore! Ricordi?


22:2). Esso riporta immediatamente all’albero del giardino dell’Eden di Genesi 3:22-24. Se AdaRicorda, il primo amore per il servizio crimo ed Eva ne avessero mangiato continuamente stiano (cfr. Romani 12:11) il frutto, non sarebbero mai morti fisicamente, e Parlando dei primi tempi della fede, è facile ri- così i loro discendenti. cordare la disponibilità quasi illimitata ad essere L’albero della vita della nuova Gerusalemme presenti ovunque si potesse essere utili. E poi…? sembra avere simili qualità e scopi, quanto alla viLa pigrizia non è un male che ci cade addosta spirituale. so all’improvviso. È la trasformazione in negativo Sebbene sia difficile determinare dove si debdello zelo, una sua involuzione. ba distinguere la realtà letterale dal suo significaLo zelo è dei ferventi. Lo zelo rende ferventi to simbolico, l’albero è rappresentato come portanello spirito. Chi è pieno di zelo, “ferve”, ovvero tore di dodici raccolti l’anno, i cui frutti sono apè assai caldo, bollente, infuocato… per l’Opera parentemente mangiabili (anche se il testo non lo di Dio. Chi è pieno di zelo non si consuma, per- dichiara esplicitamente). ché il Signore gli rinnova ogni giorno nuove forLa promessa per chi vince è quindi una riconze. Quando si è pieni di zelo, non ci si dimentica ferma del progetto originario di Dio: quello di di essere parte di uno stesso Corpo, che cresce so- avere comunione con le Sue creature, per sempre. lo quando nella sua vitalità “brulica” non di attiGrazie al sacrificio redentivo di Gesù e la convità diverse, ma di amore per il servizio cristiano. seguente nuova nascita (o rigenerazione), chi era Ricordi? Stai ancora servendo il Signore, insieme stato necessariamente allontanato da Dio a motiai tuoi fratelli? vo del peccato, può ora “tornare a casa”. La morte è stata definitivamente sconfitta e A chi vince i credenti che persevereranno fino alla fine nel“A chi vince io darò da mangiare dell’albero della lo stesso amore, godranno del significato più pievita, che è nel paradiso di Dio” (v.7) no della comunione con il Signore per l’eterniA chi vince… per chi torna al primo amore e tà! “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle lo mantiene, è promesso un cibo speciale. Quechiese”… e vinca! sto albero verrà ritrovato nel cielo, nel centro della piazza della nuova Gerusalemme (cfr. Apocalisse Elio Varricchione Le virtù di Cristo sono sane e abbondanti in te? In caso contrario, torna alla Fonte!

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3HZJHSHKP+PV “Egli ha costruito nel cielo la sua scala…” (Amos 9:6)

Questo verso della Parola di Dio, letto velocemente, può sembrare insignificante. Ma, man mano che ci soffermiamo per meditarlo, scopriamo la profondità della Parola di Dio, come un oceano, capace di svelare le sue più belle ricchezze nascoste. Proviamo allora con la guida dello Spirito Santo a immergerci in questo profondo “mare”. Egli ha costruito… Innanzitutto questo verso ci parla di Dio all’opera! Egli non è morto, non dorme, non sonnecchia, non sta per i fatti Suoi, come Lo dipingono alcuni filosofi, ma è all’opera; ancora oggi dopo duemila anni continua a far sentire la Sua voce. “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi” (Ebrei 1:1-2). Egli è impegnato a salvare, guarire, liberare e per sollevare dalla miseria tutte le persone che accorrono a Lui. …ha costruito… La Sua non è un'opera di demolizione o di distruzione; il diavolo è impegnato a divorare, rubare, ammazzare, distruggere… Dio invece ha mandato il Suo Figliuolo perché chiunque crede in Lui abbia una vita esuberante (piena di gioia, ricca di buone motivazioni). Tutti quelli che hanno fatto una reale esperienza con la salvezza in Cristo si sono certamente resi conto di questa realtà: che Dio ha costruito nella loro vita! Egli ha rimesso in piedi vite distrutte dalla droga, dall’alcool, dal gioco d’azzardo e dal peccato più insopportabile da cui l’uomo potesse essere legato. Egli ha costruito nella nostra vita nuovi sentimenti, nuovi propositi, nuovi desideri; abbiamo realizzato la gioia e il vero senso di questa esistenza terrena.

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…nel cielo la sua scala… Quest’opera di cui parla il profeta Amos è personale. Questa “scala” è un’opera delle Sue mani, frutto della Sua intelligenza, del Suo disegno; è un Suo proposito. Non ha minimamente a che vedere con l’intelligenza umana, con i percorsi dei grandi uomini di questa terra. Il disegno di questa scala non appartiene all’abilità dei grandi della terra, ma all’Architetto per eccellenza! Difatti è stata costruita nel cielo, non sulla terra; nel Regno glorioso di Dio, non nella più grande industria del questo pianeta! La scala che ha costruito è Sua e di nessun altro; la natura di quest’opera è divina e non umana, è celeste e non terrena, è immortale e non mortale! Che cos'è questa scala? La scala di cui parla il profeta Amos non appartiene all'immaginario, ma è frutto di una rivelazione divina. Infatti è già in Genesi 28:12 che compare questa meravigliosa opera di Dio. Quella di Genesi, per i suoi particolari, è in grado di chiarirci anche la visione di Amos (la Scrittura spiega la Scrittura, qualcuno ha detto). Vediamo alcuni particolari della visione di Giacobbe: a) la scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; b) gli angeli scendevano e salivano per la scala; c) Dio stava al di sopra di essa.


A questo punto è buono cambiare la domanda: non più "Che cos’è questa scala?" Ma "Chi è questa scala?" Questa scala che da un'estremità poggia in cielo e dall’altra sulla terra è Gesù! Egli infatti è l’Agnello di Dio preparato fin dalla fondazione del mondo; Gesù non è una invenzione umana, un pensiero filosofico, l’idea di un leader religioso, ma è il dono di Dio. “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Unigenito Figiluolo, affinchè chiunque creda in Lui, non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). È Lui, il solo, ad avere unito il cielo con la terra, a dare la possibilità agli uomini di relazionarsi con le cose celesti, è Lui l’unica via che conduca al Padre e che un giorno permetterà a tutti quelli che Lo hanno accettato come personale Salvatore di raggiungere il cielo! Gesù è Colui che ha riavvicinato il cielo all’uomo perduto dopo che Adamo a causa del suo peccato era stato cacciato dal paradiso terrestre. È detto di Lui nell’epistola ai Romani “Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita” (5:10). Egli è anche colui che ci permette di “salire” moralmente, spiritualmente. Il peccato ci aveva reso curvi, e ci faceva camminare con la testa abbassata, ma Cristo ci ha rialzato il capo, e così mentre saliamo possiamo avere lo sguardo rivolto verso il traguardo celeste, la ricompensa eterna. “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri pec-

cati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potestà dell’aria…” (Efesini 2:1). “Voi che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l’ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce” (Colossesi 2:13-15). Non è qualcosa di meraviglioso questa scala? Essa è l’unica in grado di farci salire e raggiungere il cielo; l’uomo ne ha costruite tante, anche do molto alte, ma nessuna raggiunge il cielo. La scala di Dio invece è appoggiata sul cielo, in modo che chiunque crede in Lui possa raggiungere il luogo celeste. “Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinchè vedano la mia gloria che tu mi hai data”(Giovanni 17:24). Su questa scala Giacobbe vide degli angeli che salivano e scendevano, e questo è garanzia di aiuto per quanti si incamminano nelle vie di Dio: Egli ha promesso che non ci avrebbe mai lasciati soli! Infine Giacobbe vide Dio assiso sopra di essa e questo ci lascia capire che Egli ci aspetta e, quando toccheremo l’ultimo gradino della scala della nostra vita, noi vedremo Gesù stendere la Sua mano verso di noi per dirci: “Venite, voi, i benedetti dal Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo!” Gennaro Chiocca

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8É„ÉœČ¨ÉşČ¨Č?ȇǸȾȾČ?Č˝É„É•ÉœÉ‘Č? É„ČšÉ¤Č˝Č¨ÉœÉž NOTIZIE DAL CENTRO KADES: CULTO DI FINE PROGRAMMA Ogni anno nel mese di maggio viene organizzato un culto di ringraziamento a Dio. In questa giornata i “ragazziâ€? e le “ragazzeâ€? che hanno terminato il percorso al Centro Kades e Beser ricevono un attestato e, invitando amici e parenti, possono testimoniare pubblicamente della liberazione ottenuta, ma soprattutto della salvezza trovata nel Signore Cristo GesĂš. Il numero di fratelli e sorelle che fanno visita al Centro Kades in questa giornata è aumentato considerevolmente al punto da rendere necessario l’acquisto di una tenda con una capienza di 600 posti che quest’anno, sabato 29 maggio è stata installata in occasione del culto di ringraziamento di fine programma per accogliere i numerosi ospiti. Per l’occasione è stato invitato il fratello Paolo Lombardo, pastore a Catania via Susanna, e membro del Consiglio Generale delle Chiese ADI. La giornata è iniziata alle 10,30 con la presidenza del fratello Angelo Gargano, pastore a Torino, via Spalato, e segretario del Comitato di Zona Nord-Ovest; subito dopo il fratello Lombardo ha invitato i credenti, attraverso lo studio della Parola di Dio, a crescere spiritualmente. Il tema dello studio è stato tratto da Efesini 4:11-15; “Seguendo la veritĂ  nell’amore, cresciamo‌â€? con il quale siamo stati esortati a crescere attraverso nell’opera di Dio, attraverso la dedizione personale, l’ascolto della Parola di Dio, l’esercizio della preghiera e l’impegno nella consacrazione. Ăˆ stato sottolineato in che cosa dobbiamo crescere: nella conoscenza di Dio, nella fede, nella salvezza, nella grazia di Cristo GesĂš, nel

portare frutto e nel manifestare le virtĂš cristiane. Nel pomeriggio abbiamo avuto il nostro culto di ringraziamento al Signore GesĂš, presieduto dal fratello Vincenzo Specchi, pastore delle chiese di Padova e Vicenza, membro del Consiglio Generale delle Chiese ADI e presidente del Centro Kades. Nel corso della riunione siamo stati edificati dagli inni cantati dal coro delle chiese di Bollate e Cesano Maderno, e da una breve testimonianza di tutti coloro che hanno terminato il programma negli anni scorsi. La predicazione, affidata al fratello Lombardo, è stata rivolta ai nostri cuori attraverso il brano di Deuteronomio 6:20-21: “Tu risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del Faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potenteâ€?. Al termine della riunione sono stati consegnati ad Antonio e a Giorgio, due giovani che hanno terminato il percorso al Centro Kades, un attestato per il raggiungimento degli obiettivi preposti dal Programma. Gioele Puopolo

NOTIZIE DA TORREMAGGIORE (FG) Desideriamo comunicare alla fratellanza che il 16 maggio abbiamo avuto un servizio di battesimi a Torremaggiore, durante il quale sono scesi nelle acque battesimali quattro persone: una giovane di 19 anni, un giovane di 22 anni e due sorelle che hanno riconosciuto GesÚ come personale Salvatore e Signore. Una di loro, qualche mese fa, ha realizzato il battesimo dello Spirito Santo. Abbiamo avuto la gioia di incontrare molti parenti dei neofiti e tante altre persone che sono state invitate. Per l’occasione abbiamo avuto la gioia di avere con noi il fratello Fulvio Tarabella, pastore a Foggia,

Piazza Scaramella, e San Severo, che ci ha portato il consiglio della Parola di Dio. Sono stati invitati molti a riflettere sulla scelta da fare in vita per GesĂš e tutti siamo stati molto benedetti. Il giorno 23 maggio abbiamo celebrato la Cena del Signore. Ăˆ stato con noi il fratello Michele Rutigliano, pastore a Lucera, che ha portato il consiglio della Parola di Dio; anche in questa occasione Dio non ha mancato di benedire grandemente i Suoi figli, dando a tutti la possibilitĂ  di comprendere e far tesoro del sacrificio del Signor GesĂš. Vanni Bondesan

NOTIZIE DA GALLARATE (VA) L'11 aprile 2010 è stato un giorno di festa per la comunità di Gallarate! Undici nuovi credenti insieme a tre della chiesa di Luino sono stati battezzati in acqua. Il Signore è buono e ci sta benedicendo nel farci vedere i peccatori venire alla croce di Cristo per essere salvati. Ospite tra noi è stato il fratello Enrico Cordioli, pastore a Mantova, che ci ha esortati e consolati con il messaggio della Parola di Dio. Accanto alle notizie liete di credenti che si aggiungono alla chiesa, ce ne sono altre di fratelli che ci lasciano perchÊ promossi alla gloria. Infatti a distanza di un mese una dall’altro, sono andati col Signore i coniugi Concetta e Giovanni Caggiano. Avevano 98 anni lei e 99 lui. Insieme a pochi altri credenti del sud, sono stati i primi credenti della chiesa di Gallarate negli anni settanta. Dapprima radunati nelle case e poi in un piccolo locale acquistato con  5 , 6 9 ( * / , 2  3 ( 1 7 ( & 2 6 7 $ / (    2 7 7 2 % 5 (     

tanti sforzi, essi furono i promotori della comunitĂ  nascente. Erano sempre pronti a evangelizzare, a incoraggiare la chiesa, ad essere ospitali con tutti. Ricordo che, nei momenti di difficoltĂ  della comunitĂ , potevamo udire un grido con spiccato accento avellinese: “Dio provvede!â€? questo era lo slogan dell’anziana sorella, e la provvidenza non mancava mai per davvero. Questa coppia ha potuto vedere negli ultimi anni di vita la chiesa moltiplicare per la grazia di Dio. Questi agricoltori del sud, hanno saputo seminare amore in queste zone del nord; i frutti che raccogliamo sono dovuti anche alla loro fatica. Nella commozione di tutta la chiesa abbiamo potuto svolgere i funerali in un clima sereno, pieno di fede e soprattuto gratitudine per questi cari fratelli. A Dio la gloria. Franco Spina


THIENE (VI) E DIASPORA: EVANGELIZZAZIONI E BATTESIMI Siamo riconoscenti al Signore per le diverse evangelizzazioni degli ultimi mesi, durante le quali abbiamo potuto seminare abbondantemente la buona Parola dell’Evangelo e gioire della messe finora raccolta. Dal 5 all’8 dicembre 2009 abbiamo organizzato in chiesa a Thiene quattro incontri denominati “SOS Famiglia” in cui le argomentazioni trattate hanno toccato le problematiche familiari. Sabato e domenica è stato con noi il fratello S.Strano, pastore a Rimini, che ha portato un messaggio rivolto ai giovani e uno rivolto alle famiglie. Lunedì e martedì è stato con noi il fratello Vito Spinella, psicologo del Centro Kades, che ha trattato i vari aspetti dei disagi giovanili, adolescenziali e dei disagi esistenziali “tra le mura di casa”. All’inizio del 2010 abbiamo sentito forte in cuore di raggiungere con l’attività evangelistica diversi tra i paesi maggiori dei dintorni di Thiene e di Valdagno; abbiamo pregato e inviato richieste di sale comunali. Alcune amministrazioni stanno ancora temporeggiando (e noi stiamo ancora pregando…), un Comune ci ha dato risposta negativa ma, gloria a Dio, due Comuni, Breganze e Piovene Rocchette, hanno messo a disposizione le rispettive sale riunioni della biblioteca per riunioni aperte alla cittadinanza, che abbiamo con gioia tenuto finora il 28 febbraio e 18 aprile a Piovene Rocchette e il 14 marzo e 24 aprile a Breganze, con il proposito di tenere mensilmente queste riunioni da settembre a maggio. È stata grande la gioia di essere giunti in questi paesi, per diversi motivi. Il Signore ha confermato la visione di raggiungere questi luoghi, abbiamo visto delle care anime rispondere al messaggio della salvezza e venire particolarmente toccate dalla potente e amorevole mano di Dio. Diversi anni fa, in una frazione del comune di Breganze il Signore aveva iniziato un grande risveglio soprattutto tra i giovani. Nella comunità di Thiene vi sono tutt’ora alcuni fratelli, sorelle e famiglie che si convertirono in quel periodo, ma diversi di quei giovani purtroppo hanno preso strade diverse. Sembrava che l’opera in quel paese si fosse fermata, quindi è una grande gioia essere di nuovo a Breganze. Il Signore, negli anni, continua a dar vita all’opera Sua! In questi mesi avevamo però una preoccupazione: si avvicinava il consueto periodo della tenda, ma la tenda della nostra zona, usata ogni anno a Thiene e Valdagno fin dal 2002, era stata donata alle chiese del Burkina-Faso con altro materiale, a motivo di una violenta alluvione che ha colpito quel Paese lo scorso autunno. Malgrado il grande desiderio di tutta la fratellanza, in questo momento non avevamo le risorse per acquistare una nuova struttura e proprio non sapevamo che cosa fare. Per noi quest’anno era proprio impossibile fare la campagna evangelistica sotto la tenda; per noi, ma non per il Signore. “Ve la prestiamo noi la tenda!” furono le sorprendenti (per chi scrive…) parole pronunciate dal fratello Gen-

cca pastore a Lodi e SS. Giuliano Milanese (MI) naro Chiocca, (MI), durante un casuale e benedetto incontro. Tutto si è messo in moto con gioia, le due comunità hanno messo generosamente a nostra disposizione la loro tenda nelle prime tre settimane di maggio, nelle quali abbiamo tenuto altrettante campagne evangelistiche a Valdagno, Thiene ed infine, con grande sorpresa, anche a Schio. Nell’anno che pensavamo di non poter fare la tenda, siamo arrivati per la prima volta a Schio, la più popolosa delle cittadine della nostra zona. Quanta gioia nei nostri cuori, quanta commozione! Molte anime sono state contattate, diverse sono state presenti ai culti, alcune di loro hanno aperto il loro cuore a Gesù e stanno frequentando la chiesa. Diversi giovani e adolescenti hanno aperto il loro cuore a Gesù, perfino i bambini rispondevano agli appelli con le lacrime agli occhi. Proprio in questi giorni abbiamo avuto con noi un fratello proveniente dal Burkina-Faso, il quale ha raccontato in testimonianza che la tenda inviata dalla nostra zona, dopo l’emergenza, è stata usata per delle evangelizzazioni in un quartiere della capitale, dove si sono convertite molte persone e attualmente è usata come luogo di culto per la chiesa che è nata in quel quartiere. Domenica 6 giugno 2010, la chiesa di Thiene (VI) ha avuto la grande gioia di avere un culto battesimale nel quale due fratelli e tre sorelle, una delle quali della comunità di Valdagno, hanno dato testimonianza della loro scelta per Cristo. Il locale era ben gremito e numerosi erano i parenti e gli amici dei battezzati presenti. La corale della comunità di Thiene prima, e il coro dei bimbi poi, hanno innalzato degli inni al Signore che hanno coinvolto meravigliosamente tutti i presenti. È stato particolarmente bello vedere due coppie scendere assieme nelle acque battesimali, dopo aver assieme accolto il messaggio del Vangelo lo scorso anno. La sorella di Valdagno, originaria dalla Costa d’Avorio, è moglie di un credente che da qualche anno le testimoniava dell’amore di Dio e che nei mesi scorsi l’ha vista arrendersi a Cristo. In ognuno di questi cari abbiamo visto un’opera straordinaria di cambiamento che il Signore ha compiuto in questi mesi dalla loro conversione. Le loro testimonianze hanno innalzato la misericordia e la potenza di Dio, nostro Salvatore. Cristo ha salvato, ha liberato, ha trasformato i loro cuori e le loro famiglie. Le parole non bastano per descrivere come li abbiamo veduti entrare la prima volta in chiesa e come erano ora raggianti mentre raccontavano l’opera di Cristo nelle loro vite. Vogliamo accompagnare questi nostri cari con le nostre preghiere, affinché il Signore Gesù li conduca ogni giorno in sentieri di santità e consacrazione, fino al giorno in cui noi e loro assieme Lo incontreremo faccia a faccia! Mauro Stevanato

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8ɄɜȨɺȨȐȇǸȵȵȐȽɄɕɜɑȐ ɄȹɤȽȨɜɾ BATTESIMI NAPOLI - CASSANO Con profonda gioia desideriamo rendervi partecipi che il 3 luglio nella comunità di Napoli-Cassano 4 sorelle e 3 fratelli hanno pubblicamente testimoniato della loro fede in Cristo Gesù facendo patto con il Signore. Il locale di culto era gremito di credenti, di amici e parenti dei neofiti. Il Signore ci ha benedetti e raggiunti con la Sua Parola predicata per l’occasione dal frartello Antonio Vitale, pastore a Sant’ Arpino, che ha messo in evidenza l’amore di Dio manifestato verso l’uomo attraverso Cristo Gesù, che è venuto nel mondo per salvare i peccatori. Siamo grati al Signore per l’opera Sua in mezzo a noi; questo è stato il primo culto di battesimi nel locale da poco ampliato e ristrutturato. Siamo certi che Egli continuerà a mostrarci la Sua gloria perché può fare infinitamente di più di quello che domandiamo e pensiamo . Giuseppe Perrella

BATTESIMI A CUORGNE' (TO) Vogliamo ringraziare il Signore per come ci ha concesso, per la Sua Grazia, di vedere scendere nelle acque battesimali 3 giovani della nostra zona. Domenica 4 luglio il locale era pieno di credenti e di varie persone giunte per l'occasione. Davanti al Signore e alla chiesa riunita, questi giovani, una sorella facente parte del gruppo della città di Ivrea, gruppo curato dalla chiesa di Cuorgnè, e gli altri due che fanno parte della nostra comunità, hanno confessato pubblicamente la loro fede in Cristo Gesù scendendo nelle acque battesimali. Per questa bella festa è stato invitato il fratello Paolo Faia, pastore delle chiese di Piacenza e Parma, con la sua famiglia; sono intervenuti anche alcuni credenti della comunità di Parma. La Parola di Dio predicata ha consolato i nostri cuori e varie persone hanno risposto all'appello di salvezza fatto alla fine del messaggio dal fratello Faia; la presenza del Signore era tangibile. Nel pomeriggio la chiesa ha organizzato un'agape fraterna, conti-

nuando così la festa nei locali antistanti il locale di culto e passando insieme dei bei momenti di comunione fraterna. Vogliate pregare per noi e per questa vallata ricca di paesi e di anime da conquistare a Cristo mediante la proclamazione dell'Evangelo della Grazia. Nel pomeriggio, il fratello Paolo Faia è stato ancora lo strumento usato da Dio per il culto di Santa Cena, che abbiamo avuto nella Chiesa di Rivoli (TO). Anche in questa occasione il Signore ha manifestato la Sua Gloria per mezzo della Sua Santa Parola, consolando i nostri cuori e quanti si sono uniti a noi in questa giornata di festa. In questa città con tanti paesini limitrofi il Signore sta compiendo una grande opera e con l'aiuto del nostro Dio vogliamo andare avanti uniti nella fede, aspettando con gioia l'arrivo del nostro amato Salvatore e Signore Cristo Gesù, benedetto in eterno. Francesco Lazzaro

BATTESIMI A CHIAVARI (GE) Domenica 4 luglio abbiamo avuto la gioia di percepire nei nostri cuori la grazia salutare del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, nel vedere quattro giovani della comunità di Chiavari, battezzarsi, ubbidendo così alla parola di Dio e confessando di aver creduto in Gesù Cristo, quale loro personale Salvatore. Il locale era gremito oltre il limite della capienza sia di credenti, che di amici e parenti dei

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battezzandi. Siamo stati benedetti dalla predicazione della Parola di Dio che nell'occasione ci è stata portata dal fratello Angelo Gargano, pastore della Chiesa di Torino e segretario della nostra zona. La predicazione è stata concentrata sul capitolo 53 versetto 4 del profeta Isaia. Il pastore ha evidenziato alcuni aspetti della grazia di Dio: la salvezza e la guarigione compiuti per noi da Gesù. I cuori di tutti si sono commossi nel sapere quanto Gesù ha tu so sofferto al fine di compiere la Sua opera di redenzione e di salvezza per i peccatori. Compunti dalla zio Parola del Signore, abbiamo reso grazie e dato Pa G Gloria a Dio per il Suo grande amore e per la Sua misericordia. m L'i L'invito per tutta la fratellanza è quello di continuare a pregare, affinchè i battezzati e a seguire nu tutti noi possiamo continuare in fedeltà a servire tu ed onorare il Signore, e a ricevere copiose benedizioni sotto l'unzione e la pienezza dello Spirito diz Santo. Dio continui a compungere i cuori delle Sa persone in Chiavari, in Liguria e in tutto il mondo, pe pe per l'avanzamento del Suo regno, in vista del ritorno di Gesù. Così, quando il Egli verrà, vedrà il frutto della fatica dell'anima Sua e se ne rallegrerà. Vincenzo Messina


EVANGELIZZAZIONE A FIUGGI Con gioia comunichiamo che per la prima volta il Signore ci ha dato grazia di organizzare un culto all’aperto nella cittadina di Fiuggi. Da circa un anno una famiglia di credenti di Fiuggi frequenta la comunità di Genazzano. Abbiamo fatto richiesta al Comune di Fiuggi di uno spazio pubblico per tenere un culto all’aperto. Il Signore ancora una volta ha manifestato la Sua grandezza in quanto il Comune della cittadina termale è restio a concedere questo tipo di autorizzazione, mentre il permesso è arrivato. Sabato 10 luglio nella centrale Piazza Ignazio Silone abbiamo avuto la gioia di predicare l’Evangelo. Nei giorni precedenti abbiamo distribuito volantini e locandine che preannunciavano l’evento e con immensa allegrezza abbiamo

visto diverse persone che hanno ascoltato l’annuncio della Parola del Signore predicata per l’occasione dal fratello Antonio Campisi, pastore delle comunità di Sonnino Scalo e Terracina. Alla fine del culto ci siamo intrattenuti con alcuni di coloro che hanno ascoltato l’Evangelo predicato, come ci hanno detto, “in modo diverso e più vicino a chi ascolta”, dando loro appuntamento negli incontri che avremo in casa della famiglia fiuggina, in attesa che il Signore ci dia grazia di poter aprire un locale di culto. La nostra speranza è che i semi distribuiti possano portare Salvezza. Francesco Alboreto

EVANGELIZZAZIONE A VALMONTONE (RM) Sabato 17 luglio 2010 è stato un giorno di grande benedizione per la comunità di Genazzano. Per la prima volta infatti il Signore ci ha dato grazia di organizzare un culto nella Sala Conferenze del Palazzo Doria della cittadina di Valmontone. Da un anno abbiamo iniziato ad avere dei culti in casa di una famiglia di credenti residenti e abbiamo richiesto una Sala Comunale per fare un culto aperto al

pubblico, mettendo la richiesta davanti a Dio. Il Signore ci ha benedetto grandemente, il Comune non solo ci ha concesso la sala conferenze per questo appuntamento, ma ci ha addirittura prenotato la stessa sala per ulteriori appuntamenti che si terranno in ottobre. Abbiamo distribuito volantini e affisso locandine nella città e con gioia abbiamo visto persone interessate, che hanno partecipato al culto e ascoltato l’annuncio della Parola del Signore. La sala era g gremita. Per l’occasione abbiamo chiesto l’aiuto delle comunità di Roma Via Repetti, di Ciampino e di Lariano e i fratelli, accompagnati R dai rispettivi pastori e dal Consiglio di Chiesa della comunità romad n na non hanno fatto mancare il loro supporto, il loro incoraggiamentto, l'affettuosa partecipazione e la comunione fraterna. I giovani del ccoro di Via Repetti hanno cantato inni a lode e gloria del Signore e con le loro testimonianze hanno confessato quello che Cristo Gesù ha fatto nella loro vita. La Parola è stata predicata dal fratello G SSalvatore Cusumano, il quale, strumento benedetto nelle mani del SSignore, ci ha ricordato l’urgenza di essere salvati e di non rimand dare a domani ciò che Dio vuole fare oggi nelle vite di quanti sono llontani da Lui. A fine giornata stanchi, ma felici, siamo tornati alle nostre case incoraggiati da Dio a continuare a predicare l’Evangelo n ccon franchezza. Francesco Alboreto

AGROPOLI: NUOVO LOCALE “O Signore nostro Dio, tutta quest'abbondanza di cose che abbiamo preparate per costruire una casa a te, al tuo santo nome, proviene dalla tua mano, e tutta ti appartiene” (I Cronache 29:16). Siamo grati al Signore, che ci ha concesso la gioia sabato 17 luglio di dedicare un nuovo locale di culto in Agropoli. Da tempo ne sentivamo la necessità, che negli ultimi anni era diventata urgenza. Grazie a Dio, Egli continua a chiamare a salvezza e altre anime si aggiungono alla schiera dei salvati per grazia. A questa bella realtà c’è da aggiungere che ogni estate, essendo la città di Agropoli meta apprezzata di turisti e vacanzieri, anche la chiesa ne sente gli effetti. Infatti numerosi sono i credenti che, specie nel mese di Agosto, si riversano nella nostra comunità. Anche a loro abbiamo pensato, in modo da poter offrire una decorosa ospitalità. Dio sia ringraziato per quanto ci ha provveduto. Il nuovo locale di fatto raddoppia la capienza del precedente. Il nuovo indirizzo è Via Giotto, 40 - (cambia solo il numero civico) - Lungomare San Marco - Agropoli (Sa). Al culto di dedicazione, gradita è stata la presenza di diversi ospiti, amici e simpatizzanti. La Parola è stata portata dal fratello Renato Mottola, segretario del comitato di zona Campania e Molise e pastore a

Matinella e Velina. A Dio solo la lode e la Gloria. Claudio Cammarano

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8ɄɜȨɺȨȐȇǸȵȵȐȽɄɕɜɑȐ ɄȹɤȽȨɜɾ NOTIZIE DA GENAZZANO (RM) Con grande gioia comunichiamo alla fratellanza che il Signore ci ha dato grazia di organizzare due Culti all’aperto nella cittadina di Genazzano. Il primo si è tenuto venerdì 16 luglio nel meraviglioso Parco degli Elcini prospiciente il Castello Colonna. Nei giorni precedenti abbiamo distribuito volantini e abbiamo visto diversi giovani che hanno ascoltato l’annuncio della Parola, predicata per l’occasione dal fratello Roberto Vella, pastore delle comunità de L’ Aquila e Avezzano. Lunedì 26 luglio il secondo culto si è tenuto nella centralissima Piazza della Repubblica. Con commozione abbiamo visto tantissime persone affacciate ai balconi seguire con attenzione la predicazione della Parola di Dio, chinare i loro capi e pregare insieme a noi nei momenti di preghiera. Lo strumento di cui il Signore si è usato in questa benedetta riunione è stato il fratello GianLuca vita. La nostra speranza è che i semi distribuiti in questi giorni posCiancio, pastore delle comunità di Cassino e Sora, il quale è stato sano portare Salvezza, Lode e Gloria al nome del Signore. accompagnato da numerosissimi fratelli delle chiese da lui curate, Francesco Alboreto che hanno testimoniato dell’opera che il Signore ha fatto nella loro

BATTESIMI A CATANZARO LIDO Ringraziamo il Signore che anche quest’anno ci ha dato la grazia di vedere altre anime convertirsi e fare patto con Lui. Dio sta operando in maniera straordinaria nella nostra chiesa, salvando e battezzando nello Spirito Santo tanti giovani. Dopo i quindici che l’anno scorso hanno fatto patto con il Signore altri due giovani sono scesi nelle acque del battesimo. Piacendo al Signore, avremo ancora un servizio di battesimi prima della fine dell’anno, perché altre anime sono già pronte. I tanti giovani che vengono al Signore in questi ultimi tempi, sono la risposta di Dio e della Sua chiesa alla gioventù bisognosa e provata che dilaga nella nostra società. Dio è all’opera e continua a salvare dal fuoco tanti giovani come tizzoni (Zaccaria

3:2). Il Signore continua a portare pace e liberazione nelle famiglie e sta benedicendo il Suo popolo che lavora e semina continuamente la Sua Parola. Domenica 25 Luglio il Signore ci ha dato la gioia di vedere 2 giovani sorelle scendere nelle acque battesimali. Il Signore ha usato in maniera potente per la predicazione della Sua parola il fratello Massimo Zangari, che ha conosciuto il Signore proprio in qui, a Catanzaro Lido, anni fa e che ora svolge il suo ministero come pastore a Viterbo. A sia Dio la gloria per ogni cosa che compie fra noi! Severino Nicastro.

BATTESIMI AL FIUME, FOSSANO (CN) Desideriamo condividere con voi la gioia che il Signore ci ha dato domenica 25 luglio nel vedere scendere nelle acque battesimali 9 neofiti trasformati dalla Grazia di Dio e dall’opera potente dello Spirito Santo, che rigenera i cuori. Ringraziamo il Signore per la Sua opera e per la presenza e la comunione avuta insieme ai fratelli delle comunità di Cuneo, Carmagnola e Bra. L’occasione è stata ancor più gioiosa per il luogo dove è stato cele-

brato il culto, presso un fiume nelle vicinanze di Fossano, dove per l’occasione alcuni presenti hanno potuto ricevere la testimonianza dell’evangelo. Dio è fedele e non cambia mai, ancora oggi salva i peccatori rendendoli nuove creature in Cristo Gesù. “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8). Elio Testa

BATTESIMI A LONIGO (VI) Ci rallegriamo nel rendere partecipe la fratellanza dei culti battesimali avuti a Lonigo il 18 luglio e il 19 settembre nei quali quattro credenti della nostra comunità hanno dato testimonianza della propria scelta per Cristo. Domenica 19 settembre abbiamo avuto fra noi il fratello Giuseppe Bortoli, pastore a Bassano del Grappa e Belluno, che ha condiviso il consiglio della Parola di Dio, edificando i cuori e incoraggiando ad essere piantati nella casa del Signore (Sal.92) per fiorire, spandere il buon profumo di Cristo e portare  5 , 6 9 ( * / , 2  3 ( 1 7 ( & 2 6 7 $ / (    2 7 7 2 % 5 (     

frutto alla Sua gloria. Dio ci ha benedetto e consolato con la Sua presenza. A Dio sia tutta la gloria! Lorenzo Framarin


INCONTRO CAMPISTICO ITALIA NORD EST Sabato 4 settembre a Pieve di Cento (BO) il consueto appuntamento autunnale della zona Italia Nord Est dopo i turni al Centro Comunitario Evangelico Poggiale, ha riservato grandi benedizioni agli oltre milleduecento intervenuti. Gradito ospite e predicatore ai culti è stato il fratello Felice Leveque, che il Signore ha usato come strumento di benedizione per il Suo popolo, parlando ai cuori e alle famiglie in particolare. Un tema conduttore fra le predicazioni rigiuardava due case. Nella prima (2 Re 4) Dio operò nella difficoltà di una famiglia ristretta composta da una vedova e dai suoi figli che, versando il poco a disposizione secondo la Parola di Dio, riempÏ vasi di un olio che trasformò la situazione di bisogno in abbondanza. La seconda casa (Rom.16:1-16), quella di Aquila e Priscilla, invita ancora oggi a far sÏ che la dimora di ciascun credente possa essere Chiesa. Come Dio ha operato meravigliosamente in quelle case, cosÏ anche oggi la famiglia fondata su Cristo, che ascolta il Suo consiglio e cresce seguendo con disciplina la Sua Parola, fedele nella preghiera e nell’offrirsi al Signore, riceve dall’alto piÚ del necessario,

l’abbondanza! ’abbondanza! Nella mattinata il coro dei partecipanti al turno di campeggio Giovani 1 e nel pomeriggio quello della Chiesa di Vicenza hanno edificato i cuori con canti e testimonianze. Ăˆ stato un giorno di sole, metereologicamente parlando, ma di piogge abbondanti nella presenza del Signore! Lorenzo Framarin

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SEMINARIO MONITORI INCONTRO PROVINCIALE FOGGIA PUGLIA E BASILICATA 6DEDWRQRYHPEUHD&HULJQROD )*  6DEDWR1RYHPEUHD0DWHUD9LD VLWHUUjXQLQFRQWURSURYLQFLDOHGHOOHFKLH 6DQ3DUGRELVLQL]LHUjGDOOHRUH VHGHOODSURYLQFLDGL)RJJLD DOOHLO6HPLQDULR0RQLWRULGHOOD=RQD 3XJOLDH%DVLOLFDWD

CONVEGNO PASTORI E CONSIGLI DI CHIESA NORD EST 6DEDWRQRYHPEUHSUHVVRLO&&( 3RJJLDOH %2 VLWHUUjLO&RQYHJQR3DVWR ULH&RQVLJOLGL&KLHVDGHOOD=RQD,WDOLD 1RUG(VW INCONTRO PROVINCIALE TARANTO 6DEDWRQRYHPEUHDOOHRUHVL WHUUjD&ULVSLDQR 7$ XQ,QFRQWURGHOOOH FKLHVHGHOODSURYLQFLDGL7DUDQWR INCONTRO GIOVANILE NORD OVEST 6DEDWRQRYHPEUHSUHVVRLOORFDOH GLFXOWRGHOODFKLHVDGL$URQD 12 VL WHUUjO ,QFRQWUR*LRYDQLOHGHOOD]RQD,WDOLD 1RUG2YHVW2VSLWHLOSDVWRUH6LOYLR'HOOR %XRQR

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