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Risveglio Pentecostale - Anno LXV - numero 3 - Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza

Risveglio marzo 2011

“La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105)

P E N T E C O S T A L E Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia

e ben o t a g e l l o c corpo bento fornito da tutte l i o t t u t i u l «Da so mediante l’aiu sviluppo nella connes re, trae il proprio ola parte, per le giuntu l vigore di ogni sing (Efesini 4:16) misura desé stesso nell’amore» edificare


Risveglio P E N T E C O S T A L E

Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Ente Morale di Culto D.P.R. 5.12.1959 n.1349 Legge 22.11.1988 n.517 Pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese Presidente: Felice A. Loria Vice Presidente: Vincenzo Spec­chi Segretario: Davide Di Iorio Tesoriere: Giu­sep­pe Tilenni Consiglieri: Eliseo Cardarelli, Salvatore Cusumano, Paolo Lombardo, Gaetano Montante, Vito Nuzzo Presidente emerito: Francesco Toppi Consigliere onorario: Francesco Rauti Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Altichieri da Zevio, 1 35132 Padova Tel. 049.­605127 fax 049.612565 e mail: adi.veneto@tin.it www.assembleedidio.org Versamenti sul c/c postale n.12710323 intestato a: Risveglio Pentecostale Via Altichieri da Zevio, 1 35132 Padova Registrazione n.1688 del 1.3.2000 Trib. di Padova La pubblicazione è distribuita a mem­bri e simpatizzanti delle Chi­e­ se Cri­stiane Evan­geliche A.D.I. ed è so­stenuta da offerte vo­lon­ta­rie. In con­ formità alla Leg­­ge 675/96 e successive modifiche sulla tutela dei da­ti perso­ nali, la Re­da­zio­ne di Ri­sveglio Pen­te­co­ sta­le ga­rantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui è in possesso. Inol­tre assicura i lettori che i loro dati perso­ nali sono custoditi in un archivio elet­ tronico presso la sede del giornale e ver­ranno utilizzati soltanto per in­viare la corrispondenza relativa al mensile Ri­sve­glio Pen­te­co­sta­le. Gli articoli fir­ mati im­pegnano esclu­si­va­men­te i lo­ro au­tori. I manoscritti non pub­blicati non si restituiscono. Direttore Responsabile: Vincenzo Specchi Comitato di Redazione Risveglio Pente­ costale - Cristiani Oggi: Vincenzo Spec­ chi (sostituto del presidente ex officio), Salvatore Esposito, Lorenzo Framarin, Domenico Modugno, Elio Varricchione 2

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I pericoli per la Chiesa di oggi Nella Bibbia, nel libro di 1 Re, emerge la bella figura di Nabot, un uomo che non volle cedere al re Acab la terra che apparteneva ai suoi padri. Nabot con coraggio rispose al sovrano: “Mi guardi il Signore dal darti l’eredità dei miei padri!» E Acab se ne tornò a casa sua triste e irritato per quella parola dettagli da Nabot d’Izreel: «Io non ti darò l’eredità dei miei padri!» (I Re 21:3,4). Acab, re apostata, non ebbe timore di chiedere a Nabot la vigna avuta in eredità pur consapevole che questo era contrario alla volontà di Dio (Numeri 36:7). Per Nabot, invece, la volontà di Dio era prioritaria nella sua vita e per questa ragione non accettò la richiesta del re. La vita di Nabot è di grande insegnamento ad ogni credente, incoraggiato ad essere a Dio fedele fino alla fine (Apocalisse 2:10). Dalla sua vita impariamo tre lezioni importanti sui pericoli che oggi la chiesa deve evitare.

persone non convertite, uscire con loro, intrattenersi con loro, essere loro amici... Che cosa c’è di male”? Quante volte abbiamo ascoltato una simile frase da credenti? Coloro che sono nati di nuovo, non devono obliare ciò che la Scrittura insegna: “Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da cosa alcuna” (I Corinzi 6:12). Un vecchio canto dice: “Il mondo non è più per me” e così deve essere per quanti si reputano cittadini del cielo: “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (I Giovanni 2:15-17). Studiamoci quindi di essere credenti veri, per non cadere nelle trappole del nemico delle anime nostre, che sussurIL PERICOLO DEL COMPROMESSO ra continuamente al nostro orecchio: Nabot non scese a compromessi! “Che male c’è? Lo fanno tutti”! Il pericolo maggiore che la ChieIn antitesi a ciò, non disprezziamo la sa oggi deve affrontare e superare è comunione fraterna, il ritrovarsi insiequello del compromesso. Quante vol- me, anche al di fuori dei culti, per conte abbiamo ascoltato la frase: “Ma che dividere la predicazione della Parola male c’è? Che male c’è nel frequenta- di Dio ascoltata e per pregare insieme re certi luoghi (stadio, discoteca, cine- (Atti 2:1,44). ma ecc)? Che male c’è nel frequentare Un credente consacrato al Signore,


in questo numero

marzo 2011 come Nabot, è una persona separata dalle cose del mondo, che non scende a compromessi! IL PERICOLO DELLA “MATEMATICA” Nabot non si fece dei calcoli. Non disse: “Mi converrebbe, ...starei meglio economicamente con la mia famiglia... Che affare mi ha proposto il re!”. Possa essere la nostra decisione per il Signore, come quella di Nabot, senza calcoli! Il cristiano non fa calcoli! Esempi tristi nella Parola di Dio sono Anania e Saffira (Atti 5:1-5). Di contro abbiamo esempi luminosi come Giuseppe. Unirsi alla moglie di Potifar gli avrebbe procurato tanti vantaggi, ma Giuseppe non fece calcoli, che avrebbero danneggiato la sua comunione con Dio: “Come dunque potrei fare questo gran male e peccare contro Dio?» Benché lei gliene parlasse ogni giorno, Giuseppe non acconsentì a unirsi né a stare con lei” (Genesi 39:9,10). È vero che Giuseppe finì in carcere, ma in molti punti è scritto che il Signore era con Giuseppe (Genesi 39:2,5,21). Alcune chiese hanno introdotto “programmi alternativi”. Han-

no “calcolato” che per tenere uniti i giovani biosogna trasformare la chiesa in un “coffe bar” oppure in una “sala da ballo”. Poi questi programmi alternativi diventano così essenziali all’interno della comunità che i giovani si recano in chiesa solo per queste attività e non per ascoltare la Parola di Dio. Alcune chiese hanno abbassato il “livello di santificazione” per diventare chiese “accessibili”. Ci si sforza di offrire al mondo una diversa immagine della chiesa. Si cerca di rinnovare l’immagine del ministero pastorale nella speranza di renderlo più attraente agli occhi dei non credenti. Le innovazioni proposte sono inaudite come “culti” che non prevedono alcuna predicazione e, al suo posto, si ricorre a musica, scenette e altri mezzi di comunicazione per “rappresentare” il messaggio. Quale differenza con la Chiesa delle origini che si vantava del martirio di Policarpo, il vecchio discepolo dell’apostolo Gio-

I PERICOLI PER LA CHIESA DI OGGI Carmine Lamanna .................................. pag.2-4 I SEGNI DEL VERO PASTORE Arthur Pink . ............................................ pag.5-6 ABRAMO E LOT. UNITI DALLA FEDE SEPARATI DAGLI AFFARI Alessio Festa .............................................pag.7-8 RICEVERETE POTENZA QUANDO LO SPIRITO SANTO VERRÀ SU DI VOI Daniele Vitale ......................................... pag.9-11 IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE Geremia Cammarano ........................... pag.12-13 L'ARTE DI EVITARE Aniello A. Esposito .............................. pag.14-15 MISSIONE ALBANIA Angelo Gargano .................................. pag.16-17 AIUTI IN ROMANIA Silvano Basile . .......................................... pag.18 OTTO PER MILLE . ................................. pag.19 CONGRESSO MONDIALE DELLE ASSEMBLEE DI DIO David Mortelliti . ....................................... pag.20 NOTIZIE DALLE NOSTRE COMUNITÀ.......................................... pag.21-23 APPUNTAMENTI ....................................pag.24 Per notizie aggiornate consultate il sito www.assembleedidio.org Risveglio Pentecostale - Marzo 2011

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vanni che era uno dei responsabili cristiani dell’Asia minore! Fu arrestato dalle autorità romane e portato in un gigantesco stadio pieno di gente che lo voleva morto! Il proconsole romano gli disse: “Insulta Cristo e io ti libererò”. La risposta di Policarpo, diventata famosa, fu: “L’ho servito per ottantasei anni e non mi ha mai deluso. Come potrei bestemmiare il mio Re che mi ha salvato? Io sono cristiano!” Nabot rispose subito al re: “Io non ti darò l’eredità dei miei padri”. L’apostolo Paolo poteva dire: “Io so in chi ho creduto”. La nostra eredità è la vita eterna, è la benedizione di Dio, è la presenza di Dio, è la guida dello Spirito Santo. C’è qualcosa di meglio con cui barattare quest’eredità?

perbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (I Giovanni 2:15-17). Nel Salmo 119 è espresso ripetutamente il grande amore del Salmista per la Parola di Dio. La volontà di Dio è espressa nella Sua Parola; infatti, Gesù dirà: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. È scritto che chi ascolta la Parola e la mette in pratica (come Nabot) sarà paragonata a colui che ha costruito la sua casa sulla roccia (Luca 6:46-49). Non andiamo “oltre la Parola”, ma come Nabot rimaniamo ad essa legati!

Cosa avrebbe fatto Acab della vigna di Nabot? Un semplice orto da erbe: “Dammi IL PERICOLO DI ANDARE OLTRE LA PAROLA la tua vigna, acciocchè io ne faccia un orNabot rifiutò la proposta del re perché to da erbe; perciocchè ell’è vicina allato alla amava Dio e la Sua Parola. mia casa” (Diodati – I Re 21:2). Al rifiuto della Parola di Dio di non venIl diavolo vuole prendere e distruggere dere l’eredità dei padri, doveva corrisponla nostra “vigna in fiore” e, per fare questo, dere il rifiuto di Nabot. usa ogni mezzo, ivi compreso il mondo con Per amore di Dio e della Parola, anche le sue attrattive. noi dobbiamo essere pronti a rispondere Caro fratello, cara sorella, sia ferma la nello stesso modo alle proposte che il mon- tua decisione: “Io non ti darò l’eredità di do ci fa: “Non amate il mondo né le cose mio Padre”. Ricordati che Dio onora quelli che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, che Lo onorano (2 Samuele 2:30). l’amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della Carmine Lamanna carne, la concupiscenza degli occhi e la su-

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I Segni del Vero

Pastore

Un vero pastore deve avere i segni di un vero ministerio cristiano... Chi pensa di entrare nel ministerio deve diligentemente esaminare le motivazioni che lo spingono a tale decisione. Molti, troppi, hanno abusato di ciò, pensando di ricavarne un facile guadagno, o per mero desiderio di esercitare autorità e di guadagnare, in questo modo, una certa reputazione; senza sapere, invece, di subirne “...un più severo giudizio” (cfr. Giacomo 3:1). Altri hanno occupato questo delicato ufficio in modo improprio per spogliare il gregge invece di cibarlo, rubandone l’onore che spetta soltanto a Cristo ed affamando il Suo popolo. È oltremodo solenne considerare quanto duramente il Signore denuncia questi falsi pastori ai Suoi giorni (cfr. Matteo 23). Come J. C. Ryle ha osservato: “Nulla è più offensivo agli occhi di Cristo come un falso insegnante,

un falso profeta o un falso pastore. Alla Chiesa nulla deve incutere maggior paura di questi, e deve essere perciò chiaramente biasimato, denunciato e combattuto”. Quali sono, perciò, alcuni dei segni peculiari di un vero pastore? Prima di tutto il vero pasto[John Charles Ryle fu energico predicatore e ministro della Chiesa d’Inghilterra. Nato nel Cheshire nel 1816, ebbe grande capacità di trattare temi di profondità spirituale rendendoli comprensibili alle persone comuni, coniugando dottrina con vita pratica e mettendo in risalto l’importanza della santità cristiana]

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re, deve avere la dottrina di Cristo nelle sue labbra. Sono coloro che possono vivere e dichiarare: “...abbiamo rifiutato gli intrighi vergognosi e non ci comportiamo con astuzia né falsifichiamo la parola di Dio, ma rendendo pubblica la verità, raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio” (II Corinzi 4:2). Il cristianesimo di oggi è infestato di persone piene d’inganno e ipocrisia, pronte a girare le vele laddove soffia il vento della pubblica opinione. Il vero servitore del Signore non si trattiene dal dichiarare la verità, per quanto essa possa sembrare spiacevole agli orecchi del suo uditorio. Egli è uno che non esalta se stesso, neppure la propria chiesa, ma soltanto Cristo Gesù, la Sua divina Persona, annuncia il Suo Evangelo ed il Suo sangue espiatorio.

È lo Spirito Santo, di fatto, che rende efficace il suo ministerio, rendendolo fruttuoso secondo la grazia sovrana del Signore. In ultimo, un vero pastore rispecchia la vita di Cristo nella sua. Infatti, egli si studia di poter conformare la sua esistenza a quella del Signore Gesù, il Maestro perfetto. È vero, tragicamente vero, che nessuno potrà mai rispecchiare autenticamente la figura del Signore nella propria, all'esterno. Eppure è vero che molti hanno soltanto le forme della pietà, ma ne hanno rinnegato la potenza. Questa si potrà sperimentare solamente quando il desiderio ultimo di ogni vero servitore si appaia a quello dell’apostolo che esclamava: “Per me vivere è Cristo!” (Filippesi 1:21). Sarà la comunione con il Maestro, la meditazione della Sua Parola che tracceranno il profilo di Gesù nella vita di ogni credente e del pastore in particolare, cosicché la gente possa dire: “Si vede che sono stati con Gesù”. Dio cerca cuori umili che, come argilla, si lascino formare dalla Sue mani

Un autentico pastore, inoltre, possiede lo Spirito di Cristo nel suo cuore. Può non possedere titoli accademici o altre qualità meramente umane, ma è lo Spirito Santo che gli svela i misteri dell’Evangelo per poterli amministrare avvedutamente. Egli sarà, allora, un servo “...fedele e prudenDio cerca operai per la Sua mèsse. Preghiate...” (Matteo 24:45). mo, pertanto “ il Signore della mèsse perché spinÈ lo stesso Spirito che gli dona amore per le ga degli operai nella sua mèsse”, formati e ammapecore così da guidarle nei “paschi erbosi” della estrati da Lu,i ben disposti a servirLo. Parola di Dio. È lo Spirito di Cristo che lo fa agire con Arthur Pink, grande franchezza (cfr. II Corinzi 3:12), tale da Studies in the Scriptures, annunciare tutto il consiglio di Dio. maggio 1939 È sempre lo Spirito Santo che lo guida a predicare la Parola, ad insistere in ogni occasione favorevole e sfavorevole, a convincere, rimproverare ed esortare con ogni sorta di insegnamento, perché verrà il tempo che non si sopporterà piú la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie (cfr.2 Timoteo 4:2,3).

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ABRAMO E LOT UNITI DALLA FEDE, DIVISI DAGLI AFFARI Alla morte di Terah, Abramo, Sara e Lot, il loro giovane nipote che avevano allevato come un figlio, si incamminano verso una destinazione sconosciuta. Abramo ha spiegato a sua moglie e a suo nipote che Dio gli era apparso e gli aveva ordinato di cominciare a muoversi per fede. Sara e Lot condividono da subito la fede di Abramo, non si oppongono, ma si uniscono a lui, diventando partecipi della stessa promessa. Sono tutti e tre adoratori dell’unico Dio e Creatore e nello stesso tempo eredi della promessa fatta ad Abramo. Sono di pari sentimento, quindi in perfetta comunione. Arrivati in Canaan si stanziano in zone adatte per il loro bestiame. Sono partiti con tutti i beni ereditati da Terah e dal padre di Lot. Soggiornano nel nuovo paese e dopo qualche tempo il loro bestiame continua a crescere. Dio li benedice a tal punto che essi diventano gli uomini più potenti e ricchi del Paese: sono invidiati da tutti. Abramo si occupa di curare il bestiame ricevuto da suo padre Terah e Lot cura il bestiame ricevuto da suo padre Haran. “Anche Lot, che viaggiava con Abramo, aveva

greggi, armenti e tende” (Gen.13:5) Per curare tutta questa abbondanza crescente, Abramo e Lot sono costretti ad assumere nuovi pastori; devono decidere se accontentarsi di quelli portati da Carran e allevati nella conoscenza della fede nel Dio vero, o assumerne dei nuovi presi dal luogo in cui abitavano come forestieri. La scrittura dice: “I Cananei e i Ferezei abitavano in quel tempo nel paese” (Gen.13:7). Questi popoli sono pagani e adorano BaalZebub ed altre divinità. A questo punto Abramo e Lot commettono due gravi errori: decidono di accrescere le loro ricchezze e per fare questo devono prendere in casa loro molti pastori pagani, ai quali viene affidata la cura dei beni e della casa di entrambi i padroni credenti. Dice la Scrittura: “La pietà, con animo contendo del proprio stato, è un gran guadagno. Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che coprirci e di che nutrirci saremo di questo contenti. Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione” (1Tim.6:6-10). Ancora dice la Bibbia: “Non vi mettete con

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ARTICOLI DI FEDE gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti, che rapporto c’è tra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo tra Cristo e Beliar? O quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele? E che armonia c’è fra il tempio di Dio e gli idoli?” (2 Cor.6:14-16). In seguito a una grave carestia Abramo decide di scendere in Egitto e Lot lo segue fedelmente. In Egitto il soggiorno di tutti è una esperienza da dimenticare! Abramo rischia di essere ucciso dal re d’Egitto, Sara deve nascondere di essere sposata con Abramo, Lot deve tenere sotto controllo i pastori pagani che non capiscono cosa stesse succedendo. Tornati di nuovo in Canaan, dopo un lungo viaggio pesante e snervante attraverso il deserto del Negev, arrivano finalmente a Bethel. Stanchi, e pericolosamente nervosi, basta poco perché nasca una disputa. Ecco un nuovo problema: “Il paese, cioè Bethel, non era in grado di sostenerli se essi fossero rimasti insieme perché i loro beni erano così grandi che non potevano stare insieme. Sorse perciò una contesa fra i pastori del bestiame di Abramo e i pastori del bestiame di Lot” (Gen13:6-7). La contesa è così aspra che è inevitabile dividersi. La divisione tra il credente Abramo e il credente Lot è causata non da motivi di fede ma da motivi legati a interessi terreni. Attenzione quindi a non confondere i nostri personali interessi con gli interessi dell’opera, che sono puramente spirituali. Alessio Festa

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diante la preghiera, l’unzione dell’olio e l’imposizione delle mani (Isa.53:4-5; Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar.16:17-18; Giac.5:14-16). Crediamo al battesimo nello Spi­ rito Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le Scrit­ ture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di progressiva santificazione, nell’ubCrediamo nell’unico vero Dio, E­ter­ bidienza a tutta la verità delle Sacre no, Onnipotente, Creatore e Signo­ Scritture, nella potenza del­l’an­nun­ re di tutte le cose e che nella Sua u­ cio di “Tutto l’E­van­ge­lo” al mondo nità vi sono tre distinte Per­sone: Pa­ (Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46; dre, Fi­glio e Spirito San­to (Efe.4:6; 11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20; Matt.28:19; Luca 3: 21-22, I Gio­v.5:7). Gio­v.16:13; Matt.28:19-20). Crediamo e accettiamo l’intera Bib­ bia come la ispirata Parola di Dio, unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21; Ro­m.1:16; I Tes­s.2:13).

Crediamo che il Signore Gesù Cri­ sto fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo (Gio­v.1:1,2, 14; Luca 1:34,35; Matt.1:23).

Crediamo ai carismi e alle grazie dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione e la consolazione della comunità cristiana e, conseguentemente, della soCrediamo nella Sua vita senza pecca- cietà umana (I Cor.12:4-11; Gal.5:22; to, nei Suoi miracoli, nella Sua morte Ebr.13:15; Rom.12:1). vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurre- Crediamo ai ministeri del Signore zione, nella Sua ascensione alla de- glo­rificato, quali strumenti autorestra del Padre, quale unico mediato- voli di guida, d’insegnamento, di e­ re, nel Suo personale e imminente dificazione e di servizio nella comuritorno per i redenti e poi sulla terra nità cristiana, rifuggendo da qualsiasi in potenza e gloria per stabilire il Suo forma gerarchica (Efe.1:22-23; 4:11regno (I Pie.2:22; II Cor.5:21; Atti 2:22; 13; 5:23; Col.1:18). I Pie.3:18; Rom.1:4; 2:24; I Cor.15:4; Atti 1:9-11, Gio­v.14:1-3; I Cor.15:25; I Crediamo all’attualità e alla validità delle deliberazioni del Con­cilio di Ge­ Tim.2:5). ru­sa­lem­me, riportate in Atti 15:28Crediamo all’esistenza degli angeli 29; 16:4. creati tutti puri e che una parte di Crediamo alla resurrezione dei morquesti, caduti in una corruzione e ti, alla condanna dei reprobi e alla perdizione irreparabili, per diretta azione di Satana, angelo ribelle, sa- glorificazione dei redenti, i quali hanno perseverato nella fede fino alla firanno con lui eternamente puniti ne (Atti 24:15; Matt.25:46; 24:12,13). (Mat­t.25:41; Efe.6:11-12). Celebriamo il battesimo in acqua Crediamo che soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue per immersione, nel nome del Pa­ di Cristo, unico Sommo Sa­cer­do­te, dre e del Figliolo e dello Spirito San­ siano indispensabili per la purifica- to, per coloro che fanno professione zione dal peccato di chiunque Lo ac­ della propria fede nel Si­gnore Gesù Cristo come personale Salvatore cetta come personale Sal­va­tore e (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12). Si­­gnore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I Pie.1:18,19; Efe.2:8). Celebriamo la cena del Signore o Crediamo che la rigenerazione (nuo­ San­ta Cena, sotto le due specie del pa­ne e del vino, rammemorando così va nascita) per opera dello Spi­rito la morte del Signore e annunziandoSan­­to è assolutamente essenziale ne il ritorno, amministrata a chi­un­ per la sal­vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23; que sia stato battezzato secondo le Tito 3:5). regole dell’Evangelo e vive una vita degna e santa davanti a Dio e alla soCrediamo alla guarigione divina, secondo le Sacre Scritture me- cietà (I Cor.11:23-29; Luca 22:19-20).

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riceverete potenza... ...quando lo Spirito Santo [Atti1:8] verrà su di voi... Mentre i discepoli di Gesù godono della visione del Cristo risorto, cercano di conoscere gli avvenimenti futuri, Gesù sposta la loro curiosità su un soggetto diverso. Mentre cercano di conoscere meglio i tempi e i momenti del ristabilimento del regno a Israele, Gesù li informa di un avvenimento che a loro interessa di più, l’avvento dello Spirito Santo su loro. Essi pensavano a un regno terreno, Gesù li porta a considerare che essi stessi sarebbero stati “regno di Dio”. Gesù in precedenza aveva già parlato di questo avvenimento; in questo caso vediamo come il Suo desiderio sia quello di mettere in cima ai loro pensieri questo e non altri avvenimenti,

la venuta dello Spirito Santo. È chiaro che questa potenza è un aspetto dell’opera e della presenza dello Spirito Santo, e che non si deve pensare possa essere frutto di una forza soltanto. Quando arriva lo Spirito, siamo diversi da prima; lo Spirito viene su noi, abita in noi, agita il nostro essere, ispira le nostre parole, orienta la nostra volontà, la Sua presenza ci sensibilizza nei confronti di tutto ciò che è contrario al bene, al vero, al giusto; lo Spirito è potenza che cambia. La presenza dello Spirito in noi è portatrice di uno slancio d’amore per Cristo. Chi ha lo Spirito Santo è un devoto di Cristo!

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riceverete potenza... Lo Spirito ci fa parlare di Gesù in maniera reale, per lo Spirito Santo Gesù è vivente in noi. Lo Spirito verrà, prima non c’era la promessa, ma ora Gesù l’ha detto: “Lo Spirito verrà!”. Siamo certi che verrà su di noi. È lo Spirito che compunge il cuore; è lo Spirito che contende con l’uomo e lo mette in crisi. Dio compie l’opera di salvezza mediante la persona e l’opera dello Spirito Santo. “Quando lo Spirito Santo verrà su di voi...” Nel vangelo di Giovanni leggiamo che “ dimora con voi, e sarà in voi”; è una presenza vicina e intima, con e in, termini che esprimono vicinanza e intima presenza, ci portano a pensare come il cristiano sia qualcuno che, in realtà, non mai è solo. La presenza di Dio in noi è reale, lo Spirito Santo ci testimonia che siamo figli di Dio! Non abbiamo più dubbi sul fatto che Gesù ci abbia riconciliati al Padre, e questa sicurezza ci è testimoniata interiormente della Spirito Santo. Non dobbiamo rimanere alla soglia delle esperienze spirituali che Gesù ci ha promesso e che sono alla portata di tutti coloro che credono. La fede cristiana è una continua esperienza spirituale che si rinnova. Mentre

le passioni si accendono, col tempo si affievoliscono e solo per pochi durano a lungo, al contrario l’esperienza dello Spirito Santo in noi non stanca, non si sfuma, si rinnova. Ad esempio, quasi tutti da giovani abbiamo fatto un po’ di sport. Ma, a distanza di qualche anno, sono pochi coloro che perseverano, continuando a praticarne uno. Gli impegni spesso diventano un ostacolo insormontabile per continuare la pratica di una disciplina sportiva. Lo stesso si può dire dell’istruzione. Tutti abbiamo frequentato la scuola dell’obbligo, ma pochi sono coloro che, a distanza di alcuni decenni, leggono in maniera sistematica per elevare il proprio livello culturale. Questi esempi sono a dimostrazione che nel campo del vissuto quotidiano le passioni hanno un andamento a volte intenso, ma di breve durata. Non così deve essere nel campo della fede cristiana. Mentre le passioni sportive, culturali o professionali hanno fasi di forte intensità, la venuta dello Spirito Santo nella nostra vita è foriera di una continua, costante passione verso tutto ciò che è santo, giusto, vero, amabile... Lo Spirito esercita un’azione intima di guida, anima la nostra vita, la ren-

quando lo Spirito

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de gioiosa, serena, ripiena della grazia di Dio. Gesù disse che la venuta dello Spirito Santo sugli apostoli avrebbe caratterizzato il loro ministero per la potenza dall’alto ricevuta! Molte persone sono in cerca di potere; il desiderio di comandare e quello di essere guida degli altri talvolta si spingono fino al parossismo. Nel cristiano la potenza dello Spirito Santo serve la causa di Dio per la salvezza delle anime. Lo possiamo leggere nei capitoli del libro degli Atti degli Apostoli, quando vediamo come i discepoli, in virtù di questa potenza dall’alto, operarono potenti miracoli. Nel principio del secolo scorso la testimonianza del Vangelo arrivò nell’isola di Pantelleria per la strumentalità di una ragazza, Angela Gutterez. Questa giovane iniziò a testimoniare e il Vangelo cominciò a farsi strada tra le donne che si trovavano a pregare. Mentre pregavano, lo Spirito Santo li riempì a tal punto che le loro riunioni di preghiera diventarono così conosciute che, quanti ne parlavano, affibbiarono loro un titolo particolare: “quelli della potenza”. Così i pentecostali a Pantelleria erano conosciuti fin dall’inizio come “quelli della potenza”. In seguito un fratello, capitano di veliero, diede

nome “La potenza” alla sua imbarcazione. Così, quando le donne aspettavano i mariti sul molo (allora non c’erano i telefoni), guardando lontano, riuscivano a stabilire qual era il veliero in arrivo, e dicevano: “Sta arrivando... La Potenza!” Gloria a Dio per i modi e i mezzi che Lui ha usato per la Sua gloria! Oggi viviamo un’epoca diversa da quella degli apostoli, ma i bisogni della società sono gli stessi: l’uomo ha bisogno di Dio! Il cristiano ha bisogno di ricevere una capacità sovrannaturale per penetrare la durezza delle coscienze. Un vecchio, bellissimo inno dice: “Questa potenza oggi noi bramiamo”! Se desideriamo capacità spirituali con lo scopo della salvezza delle anime, Dio non ci farà attendere molto. Gli apostoli dopo non molti giorni ricevettero lo Spirito Santo promesso. Così, se anche noi desideriamo servire il Signore, Egli non ci lascerà senza questa potenza! Gesù si compiace di donarci tutto ciò che riguarda la vita e la pietà (2 Pietro 1:3). Daniele Vitale

Danto verrà su di voi Risveglio Pentecostale - Marzo 2011

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il coraggio di ricominciare [LUCA 5:1-11]

I fallimenti sono stati, sono e saranno un’esperienza costante per l’uomo. Nessuno fa eccezione, così anche il credente è soggetto al fallimento. Quante volte ci siamo ripromessi di non cadere negli stessi sbagli per il nostro bene, per il bene della nostra famiglia e per il nostro Signore, ma poi ci siamo ritrovati nella stessa condizione non trovando più la forza di reagire? Ebbene, anche se tutto ciò capita, occorre il coraggio di ricominciare. La vicenda di questi pescatori, citati nell’Evangelo di Luca, parla di una grande fatica: l’intera notte è trascorsa in mare aperto, nel buio, nei pericoli e nell’insonnia, ma senza alcun risultato. Delusi per non aver pescato nulla, ormeggiata la barca, quegli uomini lavano le reti. Chissà quali pensieri passano per la loro mente... forse è il caso di provare a pescare in un nuovo posto… Quante volte ci siamo ritrovati in questa condizione? Malgrado i nostri sforzi, l’impegno, la consacrazione, il risultato è stato così deludente da mettere in dubbio ogni cosa e da non riuscire più a ricominciare. Ritornando alla vicenda, mentre i pescatori sono assorti nei loro pensieri, Gesù si avvicina, sale su una barca e, come se fosse su un pulpito, inizia a parlare alla folla accorsa lì. La Parola del Signore crea l’attenzione in un cuore desideroso e disposto a recepire il Suo messaggio. 12 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - M a r z o 2 0 1 1

La Parola è autorevole e, se siamo degli uditori attenti, Essa crea la fede, la forza e il vigore. Spesso siamo distratti, ma quando ci ritroviamo nella prova, nella difficoltà, la nostra attenzione diventa massima. La Parola è una promessa eterna. In campagna elettorale ciascun politico utilizza la parola per esprimere le proprie idee, per promettere condizioni di vita migliori, ma il più delle volte quelle promesse rimangono poi parole al vento. Solo le promesse di Dio sono sempre fedeli, attuali e ci portano a scoprire la Sua grazia! La Parola svela i segreti del cuore e mette a nudo i pensieri; forse ci sta incoraggiando, esortando o rimproverando, ma Essa arriva dove nessuno può arrivare: nell’intimo del cuore. Ecco quanto accade a questi pescatori: sono scoraggiati, tristi, fermi sulla riva, quando il loro cuore è contattato da Gesù. Egli dice a Simon Pietro: “Prendi il largo e getta le reti per pescare”. È come dire: “Forza, alziamoci, muoviamoci!” Pietro non comprende, Gesù gli sta dicendo di fare qualcosa di illogico: ritornare nello stesso luogo e, per di più, di giorno! Lui, che è esperto pescatore, sa che il momento ideale per uscire con la barca per pescare è la notte! Nondimeno Pietro ubbidisce e risponde: “Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti”.


A volte accade che il Signore ci riporti indietro e ci inviti a ricominciare. Nell’Antico Testamento Elia, dopo aver riportato tante benedizioni e vittorie nel nome dell’Iddio Altissimo, fugge nel deserto davanti alle minacce di Izebel. Impaurito, implora Dio di prendere la sua vita, poiché egli non vale più dei suoi padri. Grazie a Dio che il nostro Signore non ascolta tutte le nostre preghiere! Con grande amore un angelo lo tocca e lo esorta ad alzarsi per mangiare, bere e ricominciare il suo cammino a ritroso. Elia deve ritornare sui suoi passi, camminando per quaranta giorni e quaranta notti. Noi uomini mortali siamo limitati, non riusciamo a guardare oltre, ma se L’Iddio Onnisciente, che vede ciò che noi non riusciamo a vedere, ci ordina di metterci in marcia, di proseguire il cammino, anche fosse per tornare indietro, allora dobbiamo rispondere: “Sia fatto secondo la Tua Parola”. La ribellione è innata nell’uomo che disubbidisce alle autorità, ai genitori, agli insegnanti, usa la furbizia per non sottostare a regole e leggi. Dio parla del continuo e consiglia su che cosa fare, mentre l’ostinatezza dell’uomo spesso prevale, rigettando il Suo volere. La prima cosa che Dio desidera è l’ubbidienza. In 1 Samuele Dio usa parole dure contro il re Saul quando disubbidisce: “L’ubbidire è meglio del sacrificio, dare ascolto vale più del grasso dei montoni; in-

fatti la ribellione è come il peccato della divinazione e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli e degli dei domestici. Poichè tu hai rigettato la parola del Signore, anch’Egli ti rigetta come re”. Non prendiamo esempio dai ribelli, ma da uomini che sono stati fedeli alla Parola, affinché un giorno possiamo sentire rivolgerci dal Signore queste parole: “Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ticostituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. Per ricominciare ci vuole coraggio; non sempre è piacevole! Ricominciare può portare con sé un senso di sconfitta, che il nemico delle anime è sempre pronto a evidenziare. Ma noi possiamo ancora sperare nella grazia di Dio! Egli ci ricorda che, quando siamo deboli, allora siamo forti, con il Suo aiuto. Anche se talvolta non comprendiamo, vogliamo agire per fede, e fare tutto quello che Egli ci dice di fare! C’è di più. Soltanto dopo aver ubbidito al comando del Signore, potremo gustare il privilegio di diventare pescatori d’uomini e vivere quell’elevazione spirituale che Dio ha promesso ai Suoi figli. Geremia Cammarano

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L’ARTE DI EV “Ma quanto alle questioni stolte, alle genealogie, alle contese, e alle dispute intorno alla legge, evitale, perché sono inutili e vane” (Tito 3:9) Più volte, nelle pregevoli lettere a Timoteo e a Tito, l’apostolo Paolo incoraggia i due giovani servitori a evitare certe situazioni, argomenti e persone. Bisogna dire che l’arte di evitare non è molto praticata nella nostra società. L’attuale è l’epoca della sfida verbale, della discussione, del diverbio, della contrapposizione. Anche quando è presentato come chiarimento, il confronto d’idee spesso non è altro che lite, tentativo di affermare il proprio pensiero, di prevalere sull’altro. In un mondo che agisce così, il servitore del Signore che cosa deve fare? Paolo consiglia che l’uomo di Dio abbia, tra le altre doti, anche la virtù dell’“evitare”: “O Timoteo... evita i discorsi vuoti e profani e le obiezioni di quella che falsamente si chiama scienza”

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“Ma evita le chiacchiere profane, perché quelli che le fanno avanzano sempre più nell’empietà” “Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese” (1 Timoteo 6:20; 2 Timoteo 2:16,23). “Ma quanto alle questioni stolte, alle genealogie, alle contese, e alle dispute intorno alla legge, evitale, perché sono inutili e vane. Ammonisci l’uomo settario una volta e anche due; poi evitalo” (Tito 3:9, 10). È singolare come molti si ricordino dell’invito paolino circa il ministerio della Parola di “riprendere, sgridare, ed esortare” dimenticando che, riguardo ad alcuni argomenti e dinanzi a certe persone, lo stesso apostolo per lo Spirito Santo, ordina a due ministri del Vangelo (che, dunque, sono “in prima linea”) di evitare inutili contese, vuoti discorsi, stolte discussioni, di-


VITARE spute amare, conflitti di carattere. Quante volte abbiamo dovuto riconoscere che, in certe occasioni, sarebbe stata “nostra gloria astenerci da una contesa” secondo l’insegnamento di Proverbi 20:3? Il segreto per evitare non è nell’applicare uno “schema” comportamentale meccanico basato sul buonsenso, ma nel ricercare la guida dello Spirito Santo che saprà indicarci - sempre, ovunque e con chiunque se parlare o tacere, intervenire o astenersi, rispondere o no. Nei giorni a venire potremmo incontrare persone che vogliono cavillare, contendere, fare polemiche religiose ed esser tentati di controbattere, discutere e argomentare per mostrare l’infondatezza delle loro tesi. L’amore per la verità, il desiderio di difendere la sana dottrina, di annunziare Cristo e di

proclamare la Sua grazia non ci facciano “lasciare la mano dello Spirito Santo”, che talvolta è costretto a “strattonarci” per sottrarci a inutili dispute, mentre le persone intorno a noi hanno tanto bisogno della potenza dell’Evangelo di Cristo. Ricordiamo quando i discepoli discutevano con gli scribi, mentre un demonio tormentava un povero ragazzo? E quello che il Signore rispose alle loro perplessità? «Questa specie di spiriti non si può fare uscire in altro modo che con la preghiera» (cfr. Marco 9:1429). Se imparo l’arte di evitare, forse avrò un po’ più di tempo per pregare e ottenere vere vittorie spirituali, la cui gloria sarà attribuita a Cristo e non alle mie capacità. Aniello A. Esposito

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MISSIONE ALBANIA

I fratelli Giuseppe Tilenni e Angelo Gargano con Gezim Spajia

Nella riunione di dicembre 2009 il Consiglio Generale delle Chiesa ha istituito il Dipartimento Missioni Estere delle Assemblee di Dio in Italia, nominando un Comitato per coordinarne il lavoro. Si sono presi contatti con la vicina Albania, terra di missione, dove il numero di credenti è minimo, considerata la popolazione e dove per anni non è stato possibile andare per predicare il Vangelo. Con ai fratelli principali del luogo si è definito un programma di aiuti, che aveva come finalità quello di sostenere i credenti, aiutandoli a essere più incisivi nell’evangelizzazione che svolgono sul territorio, e approntare alcuni programmi evangelistici che vedessero coinvolti anche credenti provenienti dall’Italia. Il programma di collaborazione è stato stabilito in tre punti: 1. Manuali di Scuola Domenicale Essendo un’opera giovane, le chiese albanesi non dispongono ancora di materiale proprio per l’insegnamento nella Scuola Domenicale, per cui in collaborazione con il servizio ADI-MEDIA sono stati messi a disposizione dei manuali di studio che i fratelli si sono impegnati a tradurre in lingua albanese, mentre per la stampa ne prenderà carico il Fondo del Dipartimento Missioni Estere. 2. Collaborazione nell’Attività Evangelistica Per quanto riguarda l’impegno evangelistico, con i fratelli principali dell’Opera Albanese è stato stilato un programma che vede coinvolti attivamente gruppi di credenti provenienti dall’Italia, mettendo in agenda cinque visite per il 2011, nei mesi di gennaio, aprile, luglio, ottobre e dicembre. In accordo con il Consiglio Generale delle Chiese, si è stabilito di assegnare ciascun periodo a una Zona diversa delle Assemblee di Dio in Italia. Nel periodo previsto, il Comitato di quella Zona, avrebbe indiviato 14 credenti in Albania per svolgere una missione di 7-8 giorni in collabora-

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Un momento di adorazione durante una riunione di culto

zione con i credenti del posto. Le Zone impegnate per quest’anno sono: Italia Nord Ovest, Lombardia, Italia Nord Est, Campania e Molise, Puglia e Lucania. 3. Aiuti Umanitari Essendo l’Albania ancora una nazione povera, ci sono molte famiglie bisognose. L’aiuto umanitario che si intende offrire non ha solo lo scopo di sostenere materialmente, ma anche quello di stabilire un contatto, per annunciare l’Evangelo di Gesù Cristo che redime e libera. Credenti della Zona Italia Nord Ovest Come stabilito, nel mese di gennaio il Comitato Missioni Estere, in collaborazione e con il Comitato di Zona Italia Nord Ovest, ha organizzato la prima missione in Albania per collaborare con i credenti nell’annuncio della Buona Novella. Tredici credenti, tra cui alcuni pastori, hanno dedicato otto giorni per annunciare l’Evangelo al popolo albanese, portando anche doni alle famiglie bisognose. Lunedì 24 gennaio, il gruppo è partito per l’Albania alimentato dall’ardente desiderio di essere utili alla causa dell’Evangelo tra gli abitanti di quella nazione ed è stato ricevuto cordialmente dal fratello Gezim Spajia, Presidente delle Assemblee di Dio in Albania. Ogni giorno questi credenti provenienti da diverse chiese della zona Italia Nord Ovest, si sono mossi sin dal mattino per raggiungere villaggi e piccole città dove annunciare l’Evangelo. L’attività giornaliera prevedeva la celebrazione di almeno due culti al Signore in luoghi stabiliti ai quali, oltre ai credenti locali, venivano invitati anche amici e conoscenti. I pastori parte del gruppo sono stati impegnati nelle predicazioni. Ad ogni incontro sono state organizzate visite a famiglie per portare pacchi dono del peso di circa 30 chilogrammi, contenenti beni di prima necessità, una Bibbia in lingua albanese e altra letteratura cristiana.


Gruppo della zona Italia Nord Ovest con i fratelli Giuseppe Tilenni, Angelo Gargano e Gezim Spajia, Presidente delle Assemblee di Dio in Albania

Molti momenti trascorsi in queste famiglie sono stati toccanti, infatti si è notato una grande apertura al messaggio del Vangelo tanto che, in quasi in tutte le case, le visita si sono concluse in preghiera. Sono stati sette giorni intensi di lavoro, ma di grande benedizione. Durante la missione i fratelli Giuseppe Tilenni e Angelo Gargano, membri del Comitato Missioni Estere, hanno raggiunto il gruppo in Albania e hanno gioito con la fratellanza, edificando con l’annuncio del Vangelo, predicato in varie occasioni. Un ringraziamento particolare va alle chiese della Zona Italia Nord Ovest che, oltre ad inviare questo gruppo di preziosi credenti, ha finanziato interamente sia la missione sia i pacchi di viveri che sono stati donati a famiglie bisognose dell'Albania. Invitiamo i credenti delle nostre chiese affinché si uniscano in preghiera chiedendo al Signore di alimentare una visione missionaria nelle nostre chiese, chiamando uomini e donne a un lavoro missionario che possa svolgersi anche “oltre Gerusalemme”. Un fratello che ha partecipato a questa missione in Albania, ha espresso così in uno scritto alcune sue sensazioni e sentimenti: “La frase che ci ha accompagnato alla fine del nostro viaggio è stata pronunciata dal fratello Gezim Spajia: «Con tutti i fratelli, italiani e non, che sono passati di qui, abbiamo avuto solo un motivo per “litigare”, quello di decidere chi era stato benedetto di più dall’altro». Ci hanno detto che noi siamo stati di benedizione e incoraggiamento per la parte materiale e, soprattutto, per la parte spirituale, ma noi affermiamo di aver fatto ben poco, e che loro ci hanno arricchito e incoraggiato tantissimo. Non so chi vinca nel “litigio” delle benedizioni, ma è stata un’esperienza molto preziosa. A oggi, non ritengo esser stato “missionario” in Albania, erano i fratelli pastori ad aver dato il contributo spirituale alla missione, ma quest’esperienza mi dà modo di intraprendere un’altra missione, quella di far conoscere i fratelli che stanno

Un momento del culto presso la Scuola Bibica di Tirana

al di là del mare Adriatico, i loro problemi, le loro difficoltà, ma anche il loro cuore, il loro amore per Cristo e per noi tutti. Farli conoscere alla mia comunità, cercare di trasmettere la necessità di pregare per loro, di aiutare per quel che si può (quanti bisogni urgenti abbiamo anche intorno a noi) e tenere vivo il ricordo dell’affetto che hanno per tutti noi. Pur non conoscendoci, ci amano di un amore non comune, quello di Cristo! Preghiamo che molti in Albania possano conoscere il nostro amato Salvatore Gesù Cristo e a Lui aprire il cuore.” Il prossimo gruppo di fratelli che saranno impegnati per una nuova missione in Albania saranno quelli della zona Lombardia. Preghiamo per loro, affinché il Signore li usi potentemente per la Sua gloria e per l’avanzamento del Suo Regno. Desidero, attraverso le pagine del Risveglio Pentecostale, rispondere a quanti sentono il forte desiderio di contribuire economicamente con il progetto missionario delle Assemblee di Dio in Italia. È possibile far giungere la propria offerta attraverso la Cassa Nazionale ADI, utilizzando il Conto Corrente Postale numero 317503, intestato a: Assemblee di Dio in Italia C.P. 3085, 50127 FIRENZE, specificando nella Causale del Versamento PRO MISSIONI ESTERE. Ancora oggi il grande mandato del nostro Signore Gesù Cristo conserva la sua attualità e validità: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:15,16); come anche rimane attuale il monito dell’apostolo Paolo: “Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede” (Galati 6:10). Il Signore ci aiuti a rimanere fedeli alla santa chiamata che ci ha rivolto. per il Comitato Missioni Estere ADI Angelo Gargano

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AIUTI IN ROMANIA

Il 15 Novembre 2010 una commissione di fratelli incaricati dal Consiglio Generale delle Chiese ADI costituita dai fratelli Ciuciu Mircea, Silvano Basile e Domenico Milo, si sono recati in Romania in risposta alla richiesta d’aiuto pervenutaci dalla fratellanza a seguito dell’alluvione di giugno che ha distrutto la cittadina di Dorohoi, nella quale molte abitazioni di credenti sono state sommerse da acqua e fango. Partiti dall’aeroporto di Bergamo, dopo due ore di volo siamo giunti a Bucarest. Attraversata la città in auto, siamo giunti alla sede del movimento cristiano “Culto Pentecostale Romania”, dove siamo stati ricevuti dal Presidente dell’Ente, il fratello Pavel Rivis Tipei, che ci ha raccontato della sua visita in Italia nel 1996 durante la quale incontrò il fratello Francesco Toppi. Concluso l’incontro, ci siamo avviati per un viaggio di 600 chilometri verso nord. Dopo un viaggio di otto ore su strade di collegamento difficoltose, siamo arrivati nella cittadina di Dorohoi (provincia di Suceava, in Moldavia), dove siamo stati accolti dal pastore locale e Segretario di zona, il fratello Scioltuzu Aurel. Dopo aver cenato in atmosfera di “pari sentimento”, abbiamo pernottato nei locali della comunità pentecostale locale. L’indomani visitando il centro, abbiamo notato i visibili segni dell’alluvione di giugno. In quei giorni il locale di culto è stato utilizzato come centro di raccolta per centinaia di bambini rimasti senza casa. La comunità locale si è fatta carico di ospitare e sostenere varie famiglie che avevano perso ogni cosa. Il fratello Aurel ci ha consigliato di concentrare gli aiuti delle Assemblee di Dio in Italia a favore del villaggio di Corjauti, distante circa 10 Km da Dorohoi, abitato da famiglie di credenti Rom. Arrivati

al municipio di Corjauti, abbiamo incontrato il sindaco, che è un credente. Dopo aver condiviso alcune esperienze spirituali e le difficoltà sopraggiunte alla già difficile situazione economica, ci ha raccontato come la bicicletta, unico mezzo di trasporto, gli sia stata portata via dall’acqua e come da mesi con difficoltà si debba spostare a piedi per visitare i credenti. Grazie a Dio abbiamo potuto acquistarne una di nuova e consegnargliela! Ci siamo poi spostati presso le famiglie di credenti. Appena arrivati ci siamo subito resi conto della difficilissima situazione: case crollate, condizioni igienico-sanitarie al limite, carenza di ogni bene essenziale e sistemazioni precarie. È stato affidato al fratello Aurel il coordinamento degli aiuti. Con l’apporto ADI le famiglie dei credenti avranno risorse per ultimare il proprio alloggio con la copertura del tetto prima che il gelido freddo invernale raggiungesse i 40 gradi sotto zero. Dopo aver visitato il villaggio e pregato con i credenti costretti a letto per infermità, ci siamo radunati nel locale di culto e qui il fratello Basile ha illustrato il motivo della nostra visita, precisando come il contributo delle Assemblee di Dio in Italia fosse destinato all’acquisto di materiali edili per il ripristino delle abitazioni. Siamo tornati a Dorohoi da cui siamo ripartiti per Bucarest, ove siamo stati ospitati nei locali di un liceo delle chiese pentecostali. Qui siamo stati accolti dal preside, il fratello pastore Nelu Bochian. All’indomani siamo tornati in aereo a Bergamo un po’ stanchi, ma soddisfatti per quanto il Signore ci ha dato grazia di poter fare per la Sua preziosa opera. “Nella distretta gridasti a me e io ti liberai” (Salmo 81:7) Per il Comitato ADI-MER Silvano Basile

Nelle foto, a partire dall’alto: un’abitazione distrutta, l’unico mezzo di trasporto del villaggio, un alloggio senza tetto per una famiglia di 8 persone, un alloggio completato e, qui a fianco, i fratelli Pavel Rivis Tipei e Ciuciu Mircea 18 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - M a r z o 2 0 1 1


CON IL TUO

OTTO PER MILLE

FACCIAMO DEL BENE A TUTTI

C’è l’opportunità di fare del bene a poveri, bambini delle zone disastrate dalla guerra, profughi, anziani, emarginati, tossicodipendenti e a quanti di qualsiasi razza, nazione o religione, hanno bisogno di assistenza. Le Assemblee di Dio in Italia, per mezzo del S.E.A.S., il Servizio Evangelico di Assistenza Sociale, raggiungono molti nel bisogno con i fondi derivanti dall’otto per mille dell’IRPEF. L’OPERA DI AIUTO UMANITARIO SVOLTA DALLE ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA Il S.E.A.S. promuove e sostiene programmi di aiuto in vari Paesi del mondo con progetti nei settori alimentare, medico, sociale e scolastico per le popolazioni dell’Asia e dell’Africa e nelle situazioni di emergenza umanitaria. In Italia il S.E.A.S. interviene per l’Istituto Evangelico Betania-Emmaus attivo nell’assistenza a infanzia e anziani; per l’Istituto Evangelico Betesda per anziani; per il Centro Kades, comunità terapeutica per il recupero e la riabilitazione per quanti hanno dipendenza da droghe, alcool e medicinali. COME ASSEGNARE IL PROPRIO OTTO PER MILLE ALLE ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA A quanti ricevono i modelli C.U.D. (ex 101, 201, certificati di pensione...) e non sono tenuti a presentarli, suggeriamo di: 1 Firmare il modello nella casella: ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA; 2 Firmare in fondo alla copia del modello dove è scritto: FIRMA; 3 Inserire la copia in una busta dove va scritto: SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO PER MILLE DELL’IRPEF, oppure munirsi di busta prestampata reperibile presso tabaccai; 4 Sulla busta utilizzata scrivere il proprio codice fiscale, cognome, nome e indirizzo; 5 Consegnare la busta chiusa allo sportello di una banca o di un ufficio postale dopo averla debitamente firmata in corrispondenza dei lembi di chiusura. Nel caso che venga presentato il Modello 730 o Unico (ex 740), compilare l’apposito modulo che si troverà all’interno dello stesso e inserirlo nella busta di cui sopra. Ricorda che se non firmi o non consegni i Modelli, la tua quota sarà comunque amministrata da altri. Se, invece, credi che questa sia una possibilità per fare del bene direttamente a quanti hanno bisogno, attraverso i nostri programmi di aiuto umanitari, allora firma ed invita altri a firmare. Le scelte non determinano un aumento delle imposte da pagare. Risveglio Pentecostale - Marzo 2011

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CONGRESSO MONDIALE DELLE ASSEMBLEE DI DIO Concluso a Chennai, India, il sesto Congresso triennale mondiale

Il 9 febbraio 2011 si è concluso l’atteso appuntamento di quattro giorni a Chennai, India, ospitato dalla chiesaNew life Assembly (dal 1973, cresciuta da 7 a più di 40.000 membri) e organizzato dalle Assemblee di Dio d’India. I responsabili delle Assemblee di Dio mondiali hanno annunciato che nel 2014, Dio volendo, questa conferenza sarà tenuta in USA (le data coincide con il centesimo anniversario delle Assemblies of God). Durante le sessioni il sovrintendente generale delle A.G. USA, il fratello George Wood, è stato rieletto come presidente della Comunione Mondiale delle Assemblee di Dio per il mandato dei prossimi tre anni. Il fratello David Mohan, pastore della chiesa New Life AG di Chennai, sovrintendente generale delle A.G. d’India, è stato eletto vicepresidente. Il fratello Lazarus Chakwera, presidente delle Assemblee di Dio in Malawi, è stato eletto segretario. Il fratello Titus Poon, sovrintendente generale di Hong Kong, è stato nominato presidente del World A.G. Relief (WAGRA, l’organizzazione per gli aiuti umanitari). Secondo il fratello Wood il congresso non è stato solo un momento di rinnovata comunione spirituale, ma anche di ristoro spirituale nel quale la guida dello Spirito Santo è stata evidente. “Prego che, quando ci rivedremo nel 2014 per il settimo triennale Congresso Mondiale che si terrà a Springfield, Missouri” ha detto

Wood, “potremo confermare una massiccia crescita delle Assemblee di Dio nel mondo mediante la potenza di Dio, per l’avanzamento del Suo regno”. Il fratello Wood ha parlato anche degli obiettivi numerici di chiese e membri di ogni nazione annunciati dal tema "Avanti: Visione Assemblee di Dio 2020”. Ha affermato come, in vista del nono Congresso triennale Mondiale delle Assemblee di Dio nel 2020, l’obiettivo sia quello di vedere la Comunione Mondiale delle A.G. crescere a 100 milioni di credenti e 500.000 chiese. Con 74 nazioni rappresentate, 1.000 delegati internazionali e molti altri nazionali presenti, questo Congresso Mondiale A.G. ha avuto la più numerosa partecipazione nella storia di questo evento al quale, nel culto conclusivo tenutosi all’aperto, erano presenti più di 50.000 credenti. A questo rilevante congresso i responsabili delle Assemblee di Dio Mondiali, World A.G., hanno espresso gioia per la presenza della delegazione delle Assemblee di Dio in Italia rappresentate dai fratelli Giuseppe Tilenni e Angelo Gargano. Dio continui a benedire e portare avanti fino al ritorno di Gesù le Assemblee di Dio nel mondo. per la WAGF David Mortelliti

Nelle foto, dall'alto: il Comitato Esecutivo WAGF; momenti di adorazione nei culti; il fratello Joel Costa durante un seminario; qui a fianco i delegati Terry Peretti, Giuseppe Tilenni, David Di Staulo, David Mortelliti, Angelo Gargano 20 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - M a r z o 2 0 1 1


Notizie dalle nostre Comunità NOTIZIE DA NICHELINO (TO) Domenica 14 Novembre 2010, nella Comunità di Nichelino si è celebrato un culto di battesimi nel quale due sorelle sono scese nelle acque battesimali testimoniando dell'opera della grazia divina. La Parola di Dio, tratta dal testo di Isaia 26:1-8 , ha attirato l'attenzio-

ne dell'uditorio sul privilegio di contemplare Cristo e realizzare una vera esperienza personale. Dio continui a benedire la Sua Chiesa. Giuseppe Federico

ORTA DI ATELLA (CE) – EVANGELIZZAZIONE E BATTESIMI Innumerevoli sono i motivi di gratitudine verso il nostro amato Signore che domenica 26 dicembre 2010, nella Sua misericordia, ci ha fornito ulteriore prova della Sua fedeltà. Nella Comunità di Orta di Atella (CE) cinque nuove anime hanno pubblicamente riconosciuto ed

accettato Gesù Cristo come proprio Signore e Salvatore. Alla riunione di culto la Parola è stata predicata a circa trecento persone, stipate in ogni ordine di posti, e ha abbeverato l’anima loro. Il fratello Claudio D’Antonio, pastore della comunità di Torre Annunziata, è stato valido strumento nella mani dello Spirito Santo. Altro momento di evidente commozione è stato lo scendere nelle acque di un giovane diversamente abile alle gambe. La testimonianza di “sentirsi felice e contento in Cristo e nella salvezza che Egli dona” ha visibilmente toccato il cuore di molti. Dopo la campagna evangelistica a mezzo tenda dello scorso settembre, dove il seme della Parola è stato copiosamente sparso, il Signore ci ha concesso ancora in questa particolare circostanza di proclamare la salvezza agli atellani e di ciò siamo onorati. Desideriamo continuare a farlo confidando che, per la Sua misericordia, ancora molti saranno salvati. Antonio Fenicia

CULTO DI BATTESIMI A SCORDIA (CT) Mercoledì 29 Dicembre 2010 è stato un giorno di festa nel cielo e a Scordia! Il Signore ci ha dato la gioia di vedere scendere nelle acque battesimali cinque nostri cari giovani: tre fratelli e due sorelle. I neofiti, dopo aver raccontato la loro esperienza personale con Cristo, hanno altresì testimoniato della loro scelta di fede e della volontà di servire e amare il Signore tutti i giorni della loro vita, con un meraviglioso cantico dal titolo “Cristo, io credo in Te”, che è stato di edificazione per l’intera comunità. Per l’occasione, abbiamo avuto in visita il fratello Davide Di Iorio, pastore della comunità di Napoli che, guidato dal Signore, ha portato l’attenzione sul testo di 1 Timoteo 6:12-16 e ha fatto riferimento alla “bella confessione di fede” che resero pubblicamente Timoteo e Gesù. Ci ha ricordato altresì, che la vita del credente non è esente da prove e difficoltà ma, certi e sicuri di avere Gesù sempre al nostro fianco, come soldati di Cristo, siamo chiamati a “combattere il buon combattimento” per afferrarne il premio finale: la vita eterna in Cristo Gesù. Ad ascoltare il messaggio della

Parola di Dio, sono stati più di duecento persone, in un locale che ne contiene all’incirca la metà. Siamo certi che il Signore ha parlato al cuore di tanti e alle soglie del nuovo anno, la nostra preghiera è che altre anime possano sperimentare la “nuova nascita” e che l’Evangelo continui a diffondersi nel nostro paese “perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.” Paolo Mercante

BATTESIMI A CUTRO Domenica 9 gennaio il Signore ci ha dato la gioia di vedere scendere nelle acque battesimali una credente che, per la causa dell'Evangelo, è stata anche perseguitata dal marito. Dure lotte infatti ha dovuto affrontare perché giungesse il momento di ubbidire al comandamento di Gesù: "Chi avrà creduto e sarà stato battezzato, sarà salvato". La chiesa era gremita di credenti anche di altre comunità limitrofe, mentre i nostri cuori traboccavano di gioia per l'evento. La Parola

del Signore è stata predicata per l'occasione dal fratello Francesco Liuzzo, pastore a Cirò Marina. Il passo meditato in Giovanni 20:13-15, ha evidenziato come Maria Maddalena, a tutti i costi, abbia cercato Gesù. Questa Parola ci ha ricordato che questa ricerca oggi più che mai deve continuare in tutti coloro che hanno accettato Gesù come Signore e Salvatore. Santino Crugliano Risveglio Pentecostale - Marzo 2011

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Notizie dalle nostre Comunità BATTESIMI A ROCCAPALUMBA (PA) Vogliamo rendere partecipe la fratellanza della gioia presente nei nostri cuori e di come il Signore aggiunge costantemente nuove anime alla nostra comunità. Anche quest’anno il Signore ci ha concesso di vedere altri tre credenti scendere nelle acque battesimali e testimoniare pubblicamente dell’opera grande che il nostro Signore ha fatto nelle loro vite. Il 2 gennaio si è svolto un culto battesimale, che ha visto unirsi alla nostra comunità tre nuovi credenti che hanno accettato Gesù come personale Salvatore. Nell’impossibilità di celebrare i battesimi nel locale di Roccapalumba, la comunità si è spostata

nella vicina Valledolmo. Il nostro Dio non ha mancato di benedire tutti i presenti, compunti nel cuore per le testimonianze di salvezza ad opera del Signore Gesù Cristo. Per l’occasione è stato invitato il fratello Francesco Giangrasso collaboratore del fratello Antonino Barresi, pastore a Villabate, il quale ci ha amministrato la Parola. La lettura della preghiera sacerdotale nel Vangelo di Giovanni è stato lo spunto per focalizzare l’attenzione sul fatto che non dobbiamo scoraggiarci di fronte alle difficoltà e alle preoccupazioni della vita, ma che dobbiamo continuare ad andare avanti fiduciosi e pieni di speranza perché Gesù è colui che prega continuamente il Padre ed intercede per ciascuno di noi, affinchè nessuno si perda. La domenica successiva abbiamo celebrato la Cena del Signore, questa volta nel nostro locale di Roccapalumba e anche in questa occasione il Signore ha continuato a benedire la Sua Chiesa. A Gesù, capo e compitore della nostra fede, vada la nostra gratitudine per quanto sta facendo in questo paese. Pregate per noi, affinché il Signore possa ancora in quest’anno salvare anime e ci possa regalare la gioia di trovare un nuovo locale di culto, più ampio di quello attuale. “Quanto a me, io volgerò lo sguardo verso il Signore, spererò nel Dio della mia salvezza; il mio Dio mi ascolterà” (Michea 7:7) Salvatore Polizzano

RADUNO CAMPISTICO - FRATERNO ITALIA NORD-OVEST Anche quest’anno, nella Comunità di Torino, Via Spalato, il 6 Gennaio 2011 si è tenuto l’Incontro Campistico Fraterno della Zona Italia NordOvest. È stata una giornata particolarmente benedetta in cui circa duemila credenti sono intervenuti testimoniando del loro amore per quest’opera che è stata, è e sarà di benedizione ai credenti di ogni età. Il fratello Gargano, pastore della comunità ospitante e segretario del Comitato di Zona, ha dato il benvenuto ai convenuti presentando il programma della giornata. Il fratello Antonino Mancuso, pastore a Milena e Campofranco (CL), è stato lo strumento usato da Dio per la nostra edificazione. Al mattino, il fratello Mancuso ha presentato uno studio biblico dal titolo “Ragazzi, è l’ultima ora..” (1 Giovanni 2:18) e nell’esposizione ha esortato i credenti a essere consapevoli dell’imminente ritorno di Gesù, a evitare, in questa attesa, gli eccessi non biblici, mantenendosi in un’equilibrata e sobria posizione scritturale, a prepararsi adeguatamente a questo meraviglioso incontro con il Salvatore. La mattinata si è conclusa con la relazione del fratello Giuseppe Crapanzano, in qualità segretario del Comitato Campeggio. I dati presentati hanno evidenziato un incremento della partecipazione ai vari turni, confermando che il beneficio spirituale degli stessi è

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sempre più apprezzato dalla fratellanza della nostra Zona. Nel pomeriggio abbiamo offerto a Dio il nostro culto con gioia; per l’occasione il coro di Torino e provincia ha cantato alcuni inni che hanno edificato e consolato i cuori dei presenti, preparandoli all’ascolto della predicazione della Parola. Il testo è stato tratto da Matteo 12: 43-45 “Una casa Vuota”. I presenti sono stati esortati ad un cammino ubbidiente che non li porti mai ad essere privati della presenza di Dio, senza la quale diventerebbero facili prede del nemico. In conclusione i moltissimi bambini presenti, con grande maestria dei monitori, hanno formato un grande e vivacissimo coro che ha cantato alcuni cantici, ponendo fine al a giornata nel migliore dei modi. Di tutto ringraziamo il Signore, rendendo a Lui ogni onore. Michele Mango


NOTIZIE DALLA CHIESA DI LUGO (RA) Desideriamo rendere partecipe la fratellanza della gioia che il Signore ci ha riservato sabato 15 gennaio 2011, quando alla presenza di oltre 150 persone tra credenti e simpatizzanti, abbiamo celebrato un culto di dedicazione del nuovo locale. Per l’occasione abbiamo avuto la gradita visita del fratello Antonio Di Bello, che è stato strumento di benedizione nell'esporre la Parola di Dio da I Re 6, ricordando che la Casa del Signore si edifica con pietre viventi, preparate e rivestite. L’opera di Lugo è nata la prima domenica di ottobre del 2005, quando ci è stato concesso l’utilizzo di una saletta comunale per il giovedì e la domenica. Sono così iniziati i culti, quando già da qualche anno si tenevano riunioni familiari. Nel luglio del 2007 abbiamo avuto il primo locale in affitto, dove non sono mancate le benedizioni di Dio e la crescita numerica, che ci ha spinto a cambiare ancora locale di culto. Da una ricerca sulla storia evangelica lughese abbiamo appreso che già dagli anni della Riforma protestante diversi credenti hanno testimoniato della loro fede in questi luoghi, a costo della loro vita. Due di essi furono arsi al rogo dopo aver rifiutato di rinnegare il

Salvatore Gesù Cristo. È motivo di grande gioia per i credenti di Lugo sapere che Dio, nella Sua immensa grazia, non ha spento la lampada dell’Evangelo. Per quanto riguarda il nostro impegno, dal punto in cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via. (Fil. 3:16). Il nuovo locale di culto si trova in una posizione strategica per la città di Lugo, nei pressi del centro storico e inserito in un contesto commerciale molto noto. Per ogni bene ricevuto desideriamo rendere grazie al Signore della Chiesa, Gesù Cristo. Francesco Carvello

NOTIZIE DA ALESSANDRIA Desideriamo comunicare a tutta la fratellanza che domenica 6 febbraio 2011 la comunità della Chiesa di Alessandria si è rallegrata nel Signore, facendo festa con gli angeli del cielo perché una sorella ha deciso di fare il patto col Signore, scendendo nelle acque battesimali. Abbiamo avuto un culto meraviglioso; il locale era gremito di persone e c’erano anche tanti visitatori, alcuni venuti dalle comunità della provincia di Alessandria e tanti altri amici, che per la prima volta erano presenti. Per l’occasione abbiamo avuto con noi il fratello Antonio Rocca della comunità di Venaria e membro del Comitato di Zona, che ci ha ministrato la Parola di Dio leggendo da Atti 8:26-40. La sorella neofita ha commosso i cuori raccontando la sua testimonianza di come il Signore l'ha salvata dalle mani del diavolo, liberandola completamente. Dopo il culto abbiamo avuto un’agape insieme a tutti i fratelli e agli amici che erano con noi, permettendoci di rinsaldare i

vincoli di comunione fraterna e condividere le benedizioni ricevute durante il culto. Chiediamo a tutti i fratelli di pregare per noi, affinché possiamo crescere e prosperare nelle Sue vie. Marco Lombardo

NOTIZIE DA VERCELLI Sabato 26 febbraio 2011 la Chiesa Cristiana Evangelica ADI di Vercelli ha tenuto un culto di battesimi presso il locali della Chiesa Evangelica di Gattinara, curata dal pastore Casà Davide, in cui quattro nuove anime hanno testimoniato di come Cristo sia entrato nelle loro vite. Le loro diverse storie hanno mostrato la fedeltà del Signore, che nel corso degli anni ha guidato i passi di questi cari fratelli e sorelle verso la salvezza, vegliando sulla Sua Parola per mandarla ad effetto. La

maggior parte di loro viene da diverse nazionalità, India, Sud America, Italia eppure la testimonianza cristiana li ha raggiunti qui in Italia portando un cambiamento profondo nelle loro vite. Il culto ha dato la possibilità di evangelizzare molte persone, tra cui gli amici e parenti intervenuti per l’occasione. I membri delle comunità di Vercelli e Gattinara si sono dedicati attivamente alla buona riuscita dell’evento sia per la preparazione dei canti di adorazione e lode sia per il rinfresco in chiesa che ha concluso la serata. Non possiamo fare a meno di ringraziare il Signore con tutto il cuore per come ci sta usando per portare avanti la Sua opera nella città di Vercelli e nella sua provincia. Domenica 27 presso il locale di Vercelli di Via Morosone 14, si è tenuto il culto di Santa Cena. Erano presenti alla riunione di culto oltre settanta persone le quali hanno ascoltato attentamente il messaggio potente della Parola di Dio tratto da 1 Pietro capitolo 2:18-25 e portato dal fratello Antonino Mortelliti, pastore a Novara. Nella circostanza è stato ricordato il sacrificio di Gesù sulla croce nell’attesa del Suo meraviglioso ritorno. I Corinzi 11:25-26 “Fate questo in memoria di me”. Vogliate pregare per noi affinchè l’opera del Signore a Vercelli continui a crescere e altre anime possano trovare la pace e la salvezza in Cristo Gesù, il nostro Salvatore. Franchillo Filippo Samuele Risveglio Pentecostale - Marzo 2011

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appuntamenti INCONTRO PASTORALE PROVINCIALE BARI Sabato 5 marzo 2011, a Corato (BA), si terrà l'Incontro Pastorale Provinciale delle chiese della provincia.

CONVEGNO AMMINISTRATIVO ZONA ITALIA NORD OVEST Sabato 12 marzo 2011, a Torino, Via Spalato, si terrà il Convegno Pastorale Amministrativo della zona Italia Nord Ovest.

CONVEGNO AMMINISTRATIVO ZONA PUGLIA E BASILICATA Sabato 19 marzo 2011, a Matera, Via San Pardo, si terrà il Convegno Pastorale Amministrativo della zona Puglia e Basilicata.

INCONTRO PROVINCIALE FOGGIA Sabato 5 marzo 2011 si terrà l' incontro provinciale delle chiese della provincia di Foggia a Stornarella (FG), in V.P.Cantatore 1 (zona 167), nell’Auditorium della della Scuola Media Statale. Relatore dello Studio Biblico e predicatore al culto serale sarà il pastore Gaetano Maglione.

SEMINARIO MONITORI PUGLIA E BASILICATA Sabato 12 marzo 2011, a Matera-Via San Pardo, 50, si terrà il III Seminario Didattico per monitori della zona Puglia e Basilicata con la presenza del pastore Giuseppe Tilenni.

RADUNO CAMPISTICO FRATERNO LOMBARDIA Sabato 19 marzo 2011, presso il Palazzetto “PALASANPIETRO”, Via Roma, Casnate con Bernate (CO), si terrà il Raduno Campistico Fraterno della zona Lombardia. Ospite il pastore Francois Mattina.

INCONTRO GIOVANILE ITALIA CENTRALE Da venerdì 25 a domenica 27 marzo 2011, a Montesilvano (PE), presso l'Hotel Serena Majestic, si terrà l'Incontro Giovanile delle chiese della zona Italia Centrale e Sardegna. Ospite il pastore Lorenzo Framarin. CONVEGNO AMMINISTRATIVO ZONA LOMBARDIA Sabato 26 marzo 2011 si terrà il Convegno Pastorale Amministrativo della zona Lombardia.

XILV Assemblea Generale 4-7 maggio 2011

appuntamento a

Paestum2011

XVI Convegno Nazionale delle Scuole Domenicali

accio Scalo/ Da giovedì 7 a sabato 9 aprile 2011, a Cap gressi Hotel Con tro Cen del Paestum (SA), presso la sala Scuole DoAriston, si terrà il Convegno Nazionale delle itori e assimon menicali. Il Convegno, riservato a pastori, o di esprimere scop lo stenti delle Scuole Domenicali, ha e riaffermare a Dio sincera gratitudine per la Sua fedeltàDomenicali le Scuo delle itori mon i l’impegno di tutti re a servire delle Assemblee di Dio in Italia nel continuaCerti di poter e. zion acra il Signore con nuovo zelo e cons o a tutti di confidare nelle benedizioni divine, chiediam Sua gloria alla cosa i ogn i guid ché affin pregare il Signore . itori serv i e per l’edificazione e formazione dei Suo il Servizio re atta cont Per informazioni e prenotazioni , ai numeri Pubblicazioni delle Assemblee di Dio in Italia 32 e mail 2514 06.2 fax 970, 2284 06. 25, telefonici 06.22518 adi@adi-media.it

Risveglio P E N T E C O S T A L E

Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349 Legge 22.11.1988 n.517 Mensile a carattere religioso pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova Tel. 049.­605127 - fax 049.612565 e mail: adi.veneto@tin.it “Risveglio Pen­te­costale” è la pubblicazione delle As­­­sem­blee di Dio in Ita­lia che fin dal 1946 ha lo scopo di essere strumento di edificazione per la Chiesa del Signore, sostenendosi esclusivamente con libere offerte. 24 R i s v e g l i o P e n t e c o s t a l e - M a r z o 2 0 1 1

È in programma dal 4 al 7 maggio 2011 la convocazione della XLIV Assemblea Generale , presso l’Hotel Ariston a Capaccio Scalo/Paestum (SA). Il tema “Possa la nostra comunione di fede manifestarsi in tutta la sua efficacia…” (Filemone 6) esprime il sentimento del Consiglio Generale delle Chiese: insistere, nonostante gli inevitabili ostacoli e incomprensioni, nel realizzare quotidianamente le insondabili ricchezze della comunione fraterna. Il risveglio spirituale, personale e comunitario è da ricercare nella trasparenza e lealtà dei nostri rapporti fraterni, caratteristiche essenziali per non incorrere in terrificanti naufragi spirituali quanto alla fede. Predicatore ai culti serali sarà il fratello pastore Warren D. Bullock, già impegnato nel ministero pastorale da oltre trent’anni e membro dell’Esecutivo delle Assemblies of God (le Assemblee di Dio statunitensi) che il Signore userà per l’edificazione degli intervenuti. Chiediamo che vengano elevate preghiere al Signore, affinché ogni decisione possa risultare alla Sua gloria e per il progresso dell’Evangelo.

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Risveglio pentecostale marzo 2001  

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