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Raccogli il mantello: ricevi lo Spirito Santo. ( 2 Re 2: 1-15)

La meravigliosa mano di Dio ha scelto sovranamente, per mezzo della Sua benevolenza, di prefigurare le realtà del Nuovo Testamento attraverso gli avvenimenti dell’Antico Testamento. Una di queste storie, che ancora toccano il cuore è quella di Elia, il Profeta di Dio che viene rapito agli occhi di Eliseo, suo sostituto ed allievo, di come quel corpo terreno fu portato alla destinazione celeste in un turbine con un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco. Elia aveva promesso al suo allievo che se lui, Eliseo, fosse stato in grado di vederlo in questo suo straordinario rapimento, la sua richiesta sarebbe stata realmente esaudita: essere rivestito di quella Potenza con cui Elia stesso aveva condotto il suo ministerio. Vogliamo ora ripercorrere insieme le tappe di questa grande storia dell’Antico Testamento prima di trarne delle riflessioni per il nostro presente. 2 Re 2: 1-2 (Vers. Riveduta) Or quando l’Eterno volle rapire in cielo Elia in un turbine, Elia si partì da Ghilgal con Eliseo. Ed Elia disse ad Eliseo: “Fermati qui, ti prego, poiché l’Eterno mi manda fino a Bethel”. Poco tempo prima che Elia fosse rapito dal Signore, egli formulò una strana ed inquietante richiesta al suo collaboratore – “Resta a Ghilgal, mentre io vado a Bethel”. Eliseo, vedendo avvicinarsi la fine della comunione col suo maestro ed avendo intuito che la partenza di Elia era alle porte, rifiutò di rimanere a Ghilgal facendo intensamente voto di rimanere al fianco del suo maestro. La nostra relazione con il Maestro DEVE Essere proprio questa: una relazione vivente. La Cristianità nella sua essenza non è una religione, non è una liturgia mondana, non è una lista di obblighi e divieti, ma una relazione viva – un cammino quotidiano con il nostro Maestro. Sebbene Dio non ci tenti, com’è scritto in Giacomo 1: 13 “Nessuno, quand’è tentato, dica: Io son tentato da Dio; perché Dio non può esser tentato dal male, né Egli stesso tenta alcuno”, Dio ci mette ancora alla prova nella nostra relazione dinamica con Lui. Egli ci mette alla prova, e permette che le tentazioni di cui siamo oggetto, avvengano per le ragioni più disparate, anche se molte di esse esistono specialmente per rafforzare la nostra fede affinché le nostre vite prendano la giusta direzione. “Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento” (Romani 8: 28) Dio a volte permetterà addirittura che attraversiamo luoghi aridi dove la Sua presenza potrebbe sembrarci distante e remota. È proprio in quei momenti che possiamo quasi udire la voce del nostro amato Maestro che dice: “resta a Ghilgal mentre io vado a Bethel”. Ancora, allo stesso tempo, cercando la risposta che noi daremmo a questa richiesta, preghiamo che anche noi come Eliseo potremmo dire: “Com’è vero che l’Eterno vive, e che vive l’anima tua, io non ti lascerò”. Le nostre benedizioni risiedono nella nostra determinazione a non abbandonare mai il Signore rimanendo costantemente vicini al nostro Maestro. 2 Re 2: 3 “I discepoli dei profeti ch’erano a Betel andarono a trovare Eliseo, e gli dissero: ‘Sai tu che l’Eterno quest’oggi rapirà in alto il tuo signore?’ Quegli rispose: ‘Sì, lo so; tacete!’” Mentre il Profeta di Dio visitava varie “scuole di profeti”, alcuni di questi “profeti-studenti” che ancora solo in parte comprendevano le cose dello Spirito, sapevano che Elia di lì a poco sarebbe partito; anche Eliseo avvertiva dolorosamente l’imminenza di questo distacco e ne era piuttosto turbato. Il suo amato maestro presto sarebbe andato via e questa scoperta era così angosciosa per Eliseo che disse ai profeti di Betel (e, successivamente, a quelli di Gerico) di tacere! Tutto questo ci ricorda il discorso del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo fatto ai Suoi discepoli circa la Sua imminente dipartita, così come si trova scritto in Giovanni 16: 4-6 “Ma io v’ho dette queste cose, affinché quando sia giunta l’ora in cui avverranno, vi ricordiate che ve l’ho dette. Non ve le dissi da principio perché ero con voi. Ma ora me ne vo a Colui che mi ha mandato; e niun di voi mi domanda: Dove vai? Invece, perché v’ho detto queste cose, la tristezza v’ha riempito il cuore.”


Gesù sapeva che il parlare ai Suoi discepoli circa la Sua futura scomparsa sarebbe stato spiacevole da ascoltare. Essi vivevano tutti i giorni con il loro Maestro ed ora Lui sarebbe dovuto andar via; Gesù sapeva del loro triste cuore, ma parlò loro della necessità e della convenienza del Suo distacco, perché proprio in virtù della Sua partenza che Egli avrebbe potuto mandar loro un altro Consolatore – il benedetto Spirito Santo. 2 Re 2: 8 “Allora Elia prese il suo mantello, lo rotolò, e percosse le acque, le quali si divisero di qua e di là, in guisa che passarono ambedue a piedi asciutti” Con il suo mantello Elia fece un prodigio miracoloso dividendo il Giordano. Il mantello di Elia è figura dello Spirito Santo. Fu per mezzo dello Spirito Santo che Gesù operò quegli innumerevoli miracoli. Fu per mezzo dello Spirito Santo che Gesù diede la vista ai ciechi, diede grazia ai sordi di udire ed ai muti di parlare; fu per mezzo dello Spirito Santo che il cieco Bartimeo poté gridare “Io posso vedere”, che Iairo poté riabbracciare sua figlia e dire piangendo “È viva, è viva”; è per la Persona dello Spirito Santo, e solo per mezzo Suo che il Cristo poté dire in preghiera al Padre: “Non la mia volontà, ma la Tua sia fatta”. Sia chiaro: Gesù Cristo era e sarà sempre il Signore. Non Lo si può definire solamente “il vero Figlio di Dio”, ma è quel vero Dio che ha reso viva l’opera Sua sulla terra prendendo forma di uomo rivestito, unto e “ammantato” di Spirito Santo. Al battesimo di Gesù, Giovanni Battista disse che lo Spirito Santo era sceso dal cielo su Gesù avvolgendoLo letteralmente con potenza dall’Alto. Nell’Antico Testamento noi possiamo vedere come lo Spirito Santo raggiunga individualmente qualcuno per un compito speciale, salvo poi Esso stesso ritirarsi al Padre, come una colomba in volo, ma ora Gesu promette ai Suoi discepoli che quello stesso Spirito Santo avrebbe dimorato in loro: “Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò”. 2 Re 2: 9-10 “E, passati che furono, Elia disse ad Eliseo: ‘Chiedi quello che vuoi ch’io faccia per te, prima ch’io ti sia tolto’. Eliseo rispose: ‘Ti prego, siami data una parte doppia del tuo spirito!’ Elia disse: ‘Tu domandi una cosa difficile; nondimeno, se tu mi vedi quando io ti sarò rapito, ti sarà dato quello che chiedi; ma se non mi vedi, non ti sarà dato’” Poco prima che Elia fosse rapito chiese al suo fidato allievo “Cosa vorresti che faccia per te?” È dalla risposta di Eliseo che possiamo comprendere quanto sia stato scrupoloso il lavoro di insegnamento di Elia. Il desiderio espresso da Eliseo non aveva un carattere temporale, né materiale, bensì spirituale: l’aspirazione di Eliseo era quella di ricevere una doppia porzione di quello Spirito di Dio che era in Elia, il quale sembra quasi scoraggiarlo vista l’ardua richiesta ma Eliseo fissò i suoi occhi sul suo maestro quando egli fu rapito ed Eliseo vide esaudita la sua supplica. La promessa di quel dono però era accompagnata da alcune istruzioni: il nostro Signore Gesù parlò ampiamente del dono promesso dello Spirito Santo poco prima di sedere alla destra del Padre. “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi” (Atti 1: 8) Però, insieme alla promessa seguivano le istruzioni: “E trovandosi con essi, ordinò loro di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo tra non molti giorni”(Atti 1: 4-5). Fu in seguito alle istruzioni impartite dal loro Signore che i discepoli si procurarono quell’alto solaio per pregare nell’attesa di ricevere la promessa della “doppia porzione” di Spirito Santo. “In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che fo io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vo al Padre.” (Giovanni 14: 12). Oltretutto è interessante notare le istruzioni di Elia: “tieni gli occhi su di me” – è solo tenendo i nostri occhi completamente su Gesù che noi possiamo operare con la potenza del Suo benedetto Spirito. 2 Re 2: 11-13 “E com’essi continuavano a camminare discorrendo assieme, ecco un carro di fuoco e de’ cavalli di fuoco che li separarono l’uno dall’altro, ed Elia salì al cielo in un turbine. E Eliseo lo vide e si mise a gridare: ‘Padre mio, padre mio! Carro d’Israele e sua cavalleria!’ Poi non lo vide più. E, afferrate le proprie vesti, le strappò in due pezzi; e raccolse il mantello ch’era caduto di dosso ad Elia, tornò indietro, e si fermò sulla riva del Giordano”


Era giunto il tempo per Elia di prendere il carro infuocato diretto verso il cielo. La tristezza che accompagnava Eliseo in quella scena era la stessa che accompagnò i discepoli nel vedere Gesù ascendere al cielo dal monte degli Ulivi (cfr. Atti 1: 9, n.d.t.); Eliseo fissò i suoi occhi sul suo precettore in vista di quella promessa data; e come Eliseo perse di vista il suo maestro sul carro infuocato, vide una parte del vestito di Elia piovere dal cielo: era il suo mantello, quel mantello che una volta avvolgeva il suo maestro, ora era diventato suo. Da questa storia noi vogliamo trarre degli insegnamenti per noi: egli raccolse il mantello essendo consapevole di raccogliere anche l’eredità di Elia; questo è quanto anche il Signore disse ai discepoli, e cioè di prendere il Suo mantello della Predicazione del Vangelo per proclamarlo in tutto il mondo; osservando così il Suo comandamento, i discepoli avrebbero operato con la stessa potenza che aveva accompagnato Gesù durante il Suo ministerio terreno. “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno” (Marco 16: 1718) Questa potenza fu realizzata dai discepoli di Gesù nel giorno della Pentecoste quando i discepoli furono rivestiti con potenza dall’Alto per come Cristo aveva loro promesso: “E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi” (Atti 2: 1-4). 2 Re 2: 14-15 “E preso il mantello ch’era caduto di dosso ad Elia, percosse le acque, e disse: ‘Dov’è l’Eterno, l’Iddio d’Elia?’ E quando anch’egli ebbe percosse le acque, queste si divisero di qua e di là, ed Eliseo passò. Quando i discepoli dei profeti che stavano a Gerico di faccia al Giordano ebbero visto Eliseo, dissero: ‘Lo spirito d’Elia s’è posato sopra Eliseo’. E gli fecero intorno, s’inchinarono fino a terra davanti a lui” Sì, il mantello era stato dato nelle mani di Eliseo a pieno titolo, in tutti i sensi. Tutti gli anni di studio, tutto il tempo trascorso in preghiera, tutta la potenza vista operare dalla Mano di Dio si erano simbolicamente racchiusi nel passaggio del mantello da Elia ad Eliseo. Era veramente accaduto che quella “doppia porzione” di Spirito si era riversata su Eliseo: così, accostandosi alle rive del Giordano, egli fece esattamente come aveva visto fare al suo maestro, e le acque si divisero nuovamente. In altri termini, fu quanto fecero anche Pietro e Giovanni, quando si recarono al tempio per pregare: dinanzi al tempio incontrarono uno zoppo che elemosinava; le benedizioni ricevute sull’alto solaio per loro era un fresco ricordo e fecero quello che avevano visto fare tante volte al loro Maestro ed accadde che “Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su lui, disse: Guarda noi! Ed egli li guardava intentamente, aspettando di ricever qualcosa da loro. Ma Pietro disse: Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho te lo do: Ne nome di Gesù Cristo il Nazareno; cammina! E presolo per la man destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante e le caviglie de’ piedi gli si raffermarono. E d’un salto si rizzò in piè e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, e saltando, e lodando Iddio”. (Atti 3: 4-8). È per mezzo di quel mantello che ci è dato di operare mirabilmente nel Nome del Signore, e la Bibbia ci dice che questo mantello – il prezioso dono dello Spirito Santo – è a disposizione di tutti i seguaci di Gesù. “E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi ricevete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figlioli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.” Se lo Spirito di Dio ti ha invitato a seguire Cristo, oggi Cristo ti invita a sperimentare il Suo potente mantello del Battesimo nello Spirito Santo. È attraverso Gesù, nella pienezza dello Spirito che ci è concesso di vedere segni, miracoli e prodigi. Gesù Cristo, dopo essere tornato al Padre, ha lasciato che il Suo mantello fosse a tua disposizione nella Persona del Consolatore, ed oggi ti incoraggia dicendoti: “Raccogli il mantello e ricevi lo Spirito Santo”. Rev. Joel R. Di Angi

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Raccogli il mantello: ricevi lo Spirito Santo. 2 Re 2: 3 “I discepoli dei profeti ch’erano a Betel andarono a trovare Eliseo, e gli dissero:...

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