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Mensile delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia Anno XXIX n.3 - marzo 2010

osservatorio cristiano

Una sana amicizia Tutti noi vorremmo avere qualche buon amico, qualcuno a cui aprire il cuore senza paura di essere giudicati. Ci sono tre tipi di amici nella vita: Amici per una stagione. Sono quegli amici che ci stanno affianco per un tempo che può essere la gioventù, la vecchiaia, un periodo particolare della vita… Poi si cambia residenza, si cambia attività, si cambia atteggiamento… e quell’amicizia finisce. Amici per una ragione. Sono quelle amicizie che si creano per uno scopo, per un motivo particolare che può essere il lavoro, le vacanze, gli interessi comuni… Quando lo scopo, la ragione, viene meno, quell’amicizia diventa un ricordo del passato. Amici per la vita. Questi sono gli amici che hanno provato il loro amore e la loro lealtà nel corso degli anni, che sono rimasti tali in tutte le stagioni, che hanno superato anche le ragioni. Sono coloro che evidenziano il meglio di noi e minimizzano il peggio. Amici per una stagione, amici per una ragione se ne possono avere tanti, ma amici per la vita se ne hanno pochi, molto pochi. Un vero amico è colui che vuole il meglio, crede il meglio, trae fuori il meglio da te e dalla tua amicizia. Può anche darsi che qualcuno

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Ostacoli o opportunità?

attualità

LA MONTAGNA

Immagina che ti venga chiesto di scalare un altissimo costone roccioso da superare necessariamente con corde, chiodi e piccozze, quali unici mezzi per raggiungere la meta. Le gambe forse ti tremerebbero e, dopo i primi metri di scalata, di sentiresti in preda alla paura, all’ansia… Ma se una guida ti insegnasse come piantare i chiodi e usare la picozza, istruendoti sul giusto appoggio delle mani, allora potresti scalare quella vetta. Quante sono le montagne che non avrà mai un vero amico tra gli esseri umani, ma lasciati dire che Gesù è il miglior amico che possa esserci e che Lui desidera essere il tuo migliore amico. Gesù ti accetta come sei. Vieni a Lui, permettiGli di purificarti e farti del bene. Gesù si attende che tu dia il meglio. Egli ha fiducia in te e non si gira dall’altra parte a causa dei tuoi passati fallimenti. Gesù ti corregge e ti aiuta a migliorarti senza condannarti. Gesù non ti abbandonerà mai e non dirà mai che tu sei un caso senza speranza: “...Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino

si ergono davanti a noi durante la nostra vita, tanto da riconoscere la nostra incapacità a scalarle il bisogno di una guida che ci insegni come fare, precedendoci! Dio è la guida per affrontare ogni “montagna” della vita. Non lasciamoci impressionare: , guardiamo più in alto, guardiamo a Cristo, “Colui che crea la fede e la rende perfetta” (Ebrei 12:2). Caro amico, come supererai la montagna delle difficoltà che è di fronte a te? alla fine dell’età presente” (Vangelo di Matteo 28:20); e, ancora: “Dio stesso ha detto: Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Lettera agli Ebrei 13:5). Io voglio Gesù per amico, perché Egli è un amico fedele e rimane tale nella vita e anche nella morte. Egli è vicino a te, alla portata della tua preghiera. Gli puoi parlare e, anche in questo momento, puoi iniziare a beneficiare della Sua amicizia. Se oggi vieni a Lui, Egli ti perdonerà. Se oggi vieni a Lui, Egli ti libererà. Vieni a Gesù, nessun amico è come Lui! Angelo Gargano

C’è Qualcuno pronto ad aiutarti, a sostenerti e a soccorrerti. Se ricevi Gesù come Personale Salvatore, lasciando a Lui solo la guida della tua vita, la montagna che si erge imponente davanti a te, ostacolando il tuo cammino, sarà da Lui appianata. Forse il monte sarà anche di fronte a te, ma la fede muove la mano di Dio che sposterà le montagne! l’approfondimento è a pagina 4

io so in Chi ho creduto

Finalmente libera! Soffrivo di una terribile solitudine interiore, anche se avevo tutto. Nessuno si accorgeva della mia sofferenza. Per non sentire quel vuoto dentro me caddi nella schiavitù della droga. Per due anni ho seguito il programma di recupero in una comunità terapeutica, ma solo Dio mi ha reso finalmente libera! C’è sempre una via di uscita, anche dalle situazioni peggiori; quella Via è Gesù. a pagina 8


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c’è un messaggio per te

ATTENZIONE: FRAGILE

“Fragile, maneggiare con cura”. Quante volte abbiamo letto questa frase su un cartone contenente qualcosa di delicato, di frangibile. Bisogna trattare il pacco con cura, con attenzione. Anche l’interno è studiato per attutire i colpi e proteggere il frale contenuto: palle di carta, alette di polistirolo ne ovattano gli urti. Grazie a queste accortezze è possibile spedire pezzi di cristalleria, vetro o altro, anche da un continente all’altro. Purtroppo tutte le precauzioni adottate non sempre garantiscono che l’oggetto inviato raggiunga intatto la destinazione. È stato trattato con cura, ma non è stato sufficiente: era davvero fragile.

LA FRAGILITÀ DELL’UOMO Non è forse vero che l’uomo è altrettanto fragile? Egli ha una natura delicata, anche se molto spesso egli se ne dimentica per poi ricordarselo quando si trova in un letto di ospedale, o in ogni altra situazione in cui è esaltata la sua debolezza. Ma Dio conosce bene la fragilità umana, infatti, il salmista afferma: “Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siamo polvere” (Libro dei Salmi 103:14). Ogni cosa in natura ha il suo punto di cedimento. L’uomo che voleva affermare se stesso e dimostrare la propria grandezza progettando la torre di Babele con pietre e bitume (Cfr. Libro della Genesi 11:3), ha costruito torri mescendo i suoi concetti e teorie alla sua scienza e sapienza: esse però erano tutte destinate a crollare, palesando così l’insufficienza delle proprie forze, capacità e possibilità. Le guerre, le rivoluzioni, il

crollo dei mercati; tutto ciò ci dimostra la fragilità sociale a livello mondiale dell’intera umanità. Il divo che distrugge la propria esistenza con l’alcool e la droga e giunge al suicidio manifestas la fragilità dell’essere umano. I giovani morti in incidenti automobilistici, a causa dell’alta velocità dopo aver fatto uso di alcolici e droghe, che cosa cercavano nello sballo? Una via di fuga da che cosa? Tra i giovani sotto i venticinque anni il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali (oltre quattromila l’anno). Tutto questo non ci parla di fragilità? Un giorno Gesù incontrò un uomo posseduto, che aveva perso completamente il controllo della propria vita e una terribile realtà lo dominava. Il Vangelo di Marco descrive la condizione interiore ed esteriore di quest’uomo: “...Aveva nei sepolcri la sua dimora; nessu-


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no poteva più tenerlo legato neppure con una catena. … Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su e giù per i monti, urlando e percotendosi con delle pietre” (Vangelo di Marco 5:3,5). Non aveva più una famiglia, un focolare domestico e passava il suo tempo facendo del male a se stesso; aveva solo la capacità di autodistruggersi, percotendosi con quelle pietre, oggi rappresentabili da droga, alcool e alta velocità. Esse creano l’illusione di onnipotenza e conducono verso l’autodistruzione, anticamera di tragiche fatalità. La vita di quest’uomo non aveva alcuna forma: non poteva programmare il suo futuro, non era in grado di dire “no”, di alzarsi la mattina o decidere di porre fine a quella triste situazione; in una sola parola: era schiavo! Non aveva e non poteva avere le forze necessarie per superare il suo problema; tante persone oggi vivono le stesse inquietudini senza avere la forza necessaria per superarli.

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IL DEBOLE DIVENTA FORTE Dica il debole: «Sono forte!». Gesù è il Signore, il principe della vita. Quell’uomo posseduto fu liberato da Cristo: “...E videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione...” (Vangelo di Marco 5:15). Dopo l’intervento del Messia non corre più come un forsennato, non urla, non si percuote più, può finalmente controllare la sua mente, esprimere la propria volontà: egli può finalmente vivere! Non è una forza proveniente da capacità o risorsa umana, ma ricevuta e acquisita da Dio! L’esperienza della fede non ci lascia nelle stesse condizioni in cui ci ha trovato, ma produce una radicale trasformazione: non è un cambiamento prodotto dalla volontà personale né da tecniche e metodi artificiali, ma unicamente dall’intervento di Dio nella nostra vita. L’uomo ha bisogno di realizzare la Presenza salvifica, trasformatrice, che rinnova e fortifica l’uomo interiore. Cristo è Colui che può liberare da ogni legame e schiavitù, perdonare ogni peccato e donare una vita nuova. Egli ha la forza, la potenza, l’autorità e la volontà di farlo! L’apostolo Paolo realizzò la propria fragilità nella malattia fisica, ma aveva trovato la sua forza in Cristo: “Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte”. Vuoi avere anche tu la stessa forza?

Sebastiano Campo

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Radioevangelo: la buona notizia in tutte le case Radio Evangelo trasmette programmi di edificazione e musica cristiana in varie zone di Italia a carattere locale. Ecco l’elenco delle emittenti locali, alcune delle quali si possono anche ascoltare online dal sito www.assembleedidio.org EMILIA ROMAGNA Bologna 88,450 Mhz e 88,300 Mhz, Rimini 95,00 Mhz LAZIO Roma 101,700 Mhz, Colleferro 107,500 Mhz, Rieti 101,950 Mhz, Latina Sonnino 93,500 Mhz, Frosinone 89,300 Mhz, Sora 89,400, Cassino 89,300 Mhz, Atina 102,800 Mhz, Isola Liri 101,400 Mhz ABRUZZO L’Aquila Valle di Roveto 92,600 Mhz CAMPANIA Napoli 102,800 Mhz, Monte Faito 102,800 Mhz, Avellino Casalbore 96,300 Mhz, S.Angelo dei Lombardi 91,200 Mhz, Salerno Atena Lucana 88,400 Mhz, Benevento Ponte 88,800 Mhz CALABRIA Reggio Calabria 107,700 Mhz, Melito Porto Salvo 104,300 Mhz, S. Lorenzo Superiore 101,700 Mhz, Palizzi 104,800 Mhz, Ardore Marina 88,800 Mhz, Crotone Isola Capo Rizzuto 104,900 Mhz, Caccuri 107,400 Mhz, Catanzaro Monte Pero 90,500 Mhz, Striano 106,300 Mhz, Satriano Centro 95,00 Mhz PUGLIA Bari 91,500 Mhz, Gravina di Puglia 103,500 Mhz. Matera 98,300 Mhz, Taranto Ginosa 102,300 Mhz SARDEGNA Cagliari 101,750 Mhz SICILIA Catania 91,00 Mhz, Macchia di Giarre 93,800 Mhz, Praino di Milo 93,400 Mhz, Acireale 92,500 Mhz, Acireale Piano D’Api 92,800 Mhz, Messina 99,00 Mhz, S’Agata di Militello 88,250 Mhz, Naso 91,200 Mhz, Forza D’Angrò 87,500 Mhz, Trapani Erice 103,00, Salemi 98,900 Mhz, Caltanissetta Gela 104,200 Mhz, Agrigento Raffadali 98,500 Mhz, Palermo Misilmeri 99,500 Mhz.


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attualità

Ostacoli o opportunità?

LA MONTAGNA

Per montagna si intende un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante, in un’area limitata. Per essere definita tale, la sua altezza deve essere di almeno 600 metri ed il suo aspetto parzialmente impervio. La più alta montagna della Terra è il Monte Everest, di 8.850 metri sul livello del mare, secondo la misurazione fatta da un satellite. Con le sue oltre 100 vette superiori ai 7300 metri, l’Himalaya rappresenta la catena montuosa più alta in assoluto. In lingua tibetana questa cima é indicata come “madre del mondo”, in lingua indiana come “il più alto del cielo”: entrambi gli appellativi dimostrano quale importanza abbia tale monte per le popolazioni locali. Nel 1953 Edmund Hillary, uno scalatore neo zelandese, e Tenzing Norgay, uno scalatore sherpa, furono i primi uomini a mettere piede sulla cima del monte Everest. Da quella data storica in poi, molti altri hanno compiuto la stessa impresa. Anni fa, ad esempio, 32 rocciatori appartenenti a cinque diverse spedizioni hanno raggiunto la sommità del monte nello stesso giorno.

UNA MONTAGNA DA SCALARE Immagina per un attimo che ti venga chiesto di scalare un altissimo costone roccioso. Usando una me-

tafora, la cima della montagna o del costone rappresentano il superamento delle difficoltà, dei problemi. Immagina che la montagna sia l’ostacolo che bisogna superare necessariamente e che corde, chiodi e piccozze siano l’unico mezzo che hai per raggiungere questa meta. Nessuno di noi si sognerebbe di farlo (a meno che non siamo degli scalatori provetti, degli incoscienti o dei folli). Le gambe ci tremerebbero dopo i primi 3 metri di altitudine, ci sentiremmo in preda alla paura, all’ansia, allo smarrimento e in ogni caso ci rifiuteremmo. Se però una guida esperta ci precedesse e noi seguissimo le sue orme, mostrandoci i punti esatti dove piantare chiodi e piccozze, istruendoci sul come affrontare le insidie del vento, della fatica, il bilanciamento del giusto appoggio delle mani, le piccole insenature dove far leva con i piedi, i punti di roccia friabili da evitare, le giuste pause, la giusta respirazione, allora potremmo scalare la vetta e nessuna altitudine ci farebbe più paura. Continuando con la metafora, quante montagne durante la nostra vita si ergono davanti a noi, tanto da riconoscere la nostra incapacità a scalarle, a superarle, ad oltrepassarle? C’è bisogno di una guida, di qualcuno che ci insegni come fare e che vada davanti a noi.

UNA MONTAGNA TROPPO ALTA Le difficoltà, che tutti gli uomini affrontano, qualche volte sono simili all’Everest, cioè invalicabili. Davide, l’uomo secondo il cuore di Dio, ha dovuto affrontare tali situazioni ed un giorno, in uno dei suoi salmi, si è così espresso: “Dall’estremità della terra io grido a te, con cuore affranto; conducimi tu alla ròcca ch’è troppo alta per me” (Salmo 61:2). Era troppo alta per lui ed è troppo alta per tutti coloro che, a causa di problemi, la vedono tale. Ma Davide non voleva scalarla da solo, riteneva di non essere in grado di farcela, per questa ragione dirà al Signore: “Conducimi tu… è troppo alta per me”. Il pio giudeo che si trovava fuori dalla Giudea, lontano da Gerusalemme e dal tempio, almeno tre volte l’anno doveva recarsi nella capitale per adorare Dio. Il viaggio era lungo e non mancavano le difficoltà, unitamente alla minaccia costante dei predoni e degli animali del deserto. Durante il cammino le montagne si ergevano davanti ai pellegrini e la destinazione sembrava sempre più lontana. Durante questi viaggi cantavano: “Io alzo gli occhi verso i monti… Da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto vien dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 121:1). L’arrivo dei pellegrini a Gerusa-


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lemme dava loro la stessa sensazione che provavano coloro che erano arrivati in vetta alla montagna: erano riusciti a scalarla con l’aiuto del Signore!

LA MONTAGNA E LA FEDE A conferma della metafora, Gesù utilizzò la stessa per incoraggiare i suoi contemporanei e oggi tutti i credenti di ogni tempo, affinché abbiano fede in Lui e nella Sua Parola, non solo per superare la montagna, ma anche per spostarla. Un giorno, alle prese con un ragazzo posseduto, i discepoli chiesero a Gesù come mai non erano riusciti a liberarlo; Gesù ebbe a dire: “Se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: “Passa da qui a là,” e passerà; e niente vi sarà impossibile” (Matteo 17:20). In un successivo avvenimento, i discepoli rimasero sorpresi di come un fico che non aveva portato frutto, si fosse seccato alla parola di Gesù. Il Signore aggiunse: “«Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quello che è stato fatto al fico; ma se anche diceste a questo monte: “Togliti di là e gettati nel mare,” sarebbe fatto. Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede, le otterrete» (Matteo 21:21). Una preghiera fatta con fede sposta dunque la montagna, la sradica. Non è affatto vero quel che taluni dicono: “Non importa quel che si crede: l’importante è che si creda in qualcosa e si sia sinceri”. Questo slogan è esplicitato da coloro che si rendono conto dell’esigenza dell’uomo di trovare un punto di riferimento esterno alla realtà materiale, ma che non sanno individuare i criteri per stabilire se esista una verità e quale essa sia. La fede però non ha i contorni vaghi e sfumati, ha contenuti chiari e ben definiti. È fede in un Dio personale, che è il Creatore di tutte le cose e il Sovrano

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dell’universo ed è proprio per la fede in Lui, nella Sua ispirata Parola, la Bibbia, che è possibile superare ogni montagna o addirittura spostarla. Nei vangeli si legge che dopo la morte di Gesù, la domenica mattina molto presto, alcune donne si avviarono al sepolcro per imbalsamare il Suo corpo. Sapevano che si sarebbero trovate di fronte ad una pietra “molto grande”, come una “montagna”: “La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole. E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?» Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande” (Marco 16:2-4). Questo passo della Scrittura ci è d’incoraggiamento nel credere che il Signore può rimuovere gli ostacoli dal nostro cammino. Quella “grande pietra” fu rimossa, trasformandosi in un pulpito dal quale un angelo splendente proclamò la più bella notizia per la storia dell’umanità: “Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva” (Matteo 28:2-6). Caro amico, Dio non solo rimuoverà la montagna mediante la Sua potenza, ma la trasformerà in un pulpito glorioso dal quale sarà pro-

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clamato che il Redentore vive! Non lasciamoci impressionare dalle “montagne”, guardiamo più in alto, guardiamo a Cristo, “Colui che crea la fede e la rende perfetta” (Ebrei 12:2). Se ci fermiamo un attimo a considerare la nostra vita, quante montagne si sono presentate davanti a noi: alte, inespugnabili, imprendibili, ma colui che è “nato di nuovo” può testimoniare e affermare che per la grazia di Dio, esse sono ora alle sue spalle. E tu, caro amico, come supererai la montagna delle difficoltà che è di fronte a te? Consapevole che da solo non ce la farai, sappi che c’è Qualcuno pronto ad aiutarti, a sostenerti e a soccorrerti. Se hai fede in Gesù, se hai fede nella Scrittura, se ricevi Gesù nel tuo cuore come Personale Salvatore, lasciando a Lui solo il comando della tua vita, la montagna che si erge imponente davanti a te, ostacolante il tuo cammino, diventerà pianura come Dio promette nella Sua Parola: «“Non per potenza, né per forza, ma per lo spirito mio”, dice il Signore degli eserciti. Chi sei tu, o grande montagna…tu diventerai pianura…” (Zaccaria 4:6,7). Il monte è di fronte a te, ma la fede muove la mano di Dio, sposta le montagne. Domenico Modugno


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Scopriamo la Parola di Dio

Acquista nuove forze

“Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato. I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cado sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affatic Per una legge naturale tutte le cose sulla terra hanno bisogno di essere rinnovate. Nessuna cosa continua a vivere per se stessa. La terra stessa avverte di tanto in tanto il bisogno di sentirsi ricreata; Dio che conosce perfettamente i suoi bisogni manda il suo Spirito… e rinnova la faccia della terra (cfr. Salmo 104:30). Perfino gli alberi, che non si consumano per gli affanni vengono rinnovati dalla pioggia del cielo e resi saldi. Questa realtà appartiene anche a noi cristiani. Le circostanze della vita spesso ci stancano, ci consumano, indeboliscono la nostra radice spirituale e non ci permettono di ricevere ciò che è necessario per la nostra sopravvivenza; è in questi momenti che abbiamo bisogno di “nuove forze”. L’esistenza umana non è sostenibile senza il rinnovamento divino. È naturale che quando avvertiamo stanchezza fisica, dopo una giornata faticosa di lavoro, vorremmo sederci di fronte ad una tavola imbandita di cibi buoni e sostanziosi per poter riprendere le nostre forze. Altre volte ci capita di avere una eccessiva stanchezza che non abbiamo neppure voglia di mangiare, e alla tavola preferiamo il letto. Questo non deve avvenire nella nostra vita spirituale; quando siamo stanchi ricordiamoci che Dio apparecchia una ta-

vola imbandita per tutti noi, dove i cibi, preparati “nella sua cucina”, sono in grado di dare nuove forze alla nostra anima e anche al nostro corpo! Com’è necessario alimentare il nostro corpo con ogni sorta di cibo, così dobbiamo sostenere la nostra anima nutrendola con la meditazione della Parola di Dio e con la pratica dei Suoi comandamenti. Le nostre forze vengono meno quando trascuriamo di meditare la Bibbia, la benedetta Parola di Dio! Se non possiamo fare a meno della compagnia quotidiana del Maestro, la nostra vita dipenderà interamente da Lui, come l’erba e i fiori dipendono dalla rugiada. Senza il ristoro celeste e costante non possiamo resistere alle continue tentazioni del diavolo e alle debolezze della nostra natura umana. È la Sua Parola che ci darà forza! La nostra vita non sarà esonerata da momenti difficili e particolari. Potrà capitare di trovarsi in situazioni delicate senza il conforto e il sostegno della persona più vicina; ma Gesù, che si è fatto uomo per noi, potrà fare la differenza donandoci la vera pace che solo Lui può dare: “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Vangelo di Giovanni 14:27).

Caro lettore, non è consolante aggrapparsi a queste meravigliose parole? Le Sue promesse sono in grado di produrre serenità e vera pace al nostro cuore. Egli che rialza lo stanco, potrà dare “nuove forze” a tutti coloro che Gliele chiedono. Gesù ha avvertito che ogni nostra giornata presenterà il suo affanno (Vangelo di Matteo 6:34). Nella Scrittura troviamo scritto di non angustiarci di nulla , ma “in ogni cosa” di far conoscere le nostre richieste a Dio, in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti (cfr. Lettera ai Filippesi 4:6). Se sei stanco e deluso e magari solo e abbattuto, porta i tuoi pesi a Colui che “giorno per giorno porta per noi il nostro peso, il Dio della nostra salvezza” (Salmo 68:19). A quanti sono “schiacciati” dai propri pesi Gesù rivolge un invito meraviglioso: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo!” (Vangelo di Matteo 11:28). Non commettiamo l’errore di rifiutare il riposo offertoci, lasciamo che la nostra vita sperimenti le “acque tranquille” del Salmo 23 e scopriremo il miracolo di improvvise nuove forze, che ci permetteranno di continuare ad andare avanti senza perderci d’animo. Numerose sono le Sue promesse che troviamo nella Bibbia, e in ogni circo-

un libro alla volta

Mondanità Il libro è un semplice strumento, utile ad esaminare con dovizia l’importante argomento della mondanità. Un libro dai toni decisamente chiari, pratici e, soprattutto, biblici. Gli scrittori che hanno dato il proprio contributo per approfondire un tema così delicato e, allo stesso tempo, stringente, lo hanno fatto con attenzione e sapienza. Chi si diletterà nella lettura scoprirà, infatti, che l’argomento non è affrontato e sviluppato soltanto attraverso un’analisi profondamente dottrinale ma con il cuore, facendo riferimento a testimonianze ed esperienze di chi, ol-

tre ad essere insegnante, è anche padre ed amico. Seppure esposto con estrema franchezza, il libro non scade nel legalismo, ma prende in esame il tema senza paura di urtare l’eventuale suscettibilità del lettore al riguardo. Il libro tocca parti sensibili, mette il proverbiale “dito nella piaga”; non lo fa certo per ferire, ma per sanare, grazie al balsamo della Parola e l’unguento dello Spirito Santo.


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Uniti nel Signore

ono; ma quelli che cano” (Isaia 40:29-31) stanza esse si impongono positivamente per darci inarrestabili nuove risorse, perché possiamo proseguire il nostro cammino verso la mèta eterna: “Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio” (1 Lettera di Giovanni 5:13). Andiamo avanti fiduciosi in un mondo dove le risorse morali e spirituali sono inesistenti, perché “ancora un brevissimo tempo e Colui che deve venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro l’anima mia non lo gradisce” (Lettera agli Ebrei 10:37-38). Mentre Lo aspettiamo, facciamo, in Lui, “acquisto” di nuove forze! Gennaro Chiocca

Mondanità C. F. Mahaney da richiedere a ADI-Media, Via della Formica, 23 00155 Roma tel. 06.2284970 fax 06. 2251432 e-mail: adi@adi-media.it

Il matrimonio originariamente è stato concepito come l’unione tra un uomo e una donna (monogamia), i quali dovevano appartenere allo stesso gruppo etnico e sociale (endogamia). La società odierna vorrebbe modificare l’ordine divino e inserire altre formule di matrimonio. Vi sono nazioni che hanno effettivamente legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, aprendosi alle cosiddette “unioni alternative”. Tante altre sono indirizzate per questa linea completamente opposta a quella tracciata dalla Scrittura. Dio non approva certe unioni, ribadendo alcuni concetti fondamentali da mantenere, se si vuole realizzare la benedizione che scaturisce da questo sacro vincolo. Oggi vi sono tanti nemici del matrimonio. È opportuno ricordare che: Il matrimonio è stato istituito da Dio Da tutto l’insegnamento biblico comprendiamo che Dio è favorevole al matrimonio, è stato Lui, infatti, a istituirlo. Dopo aver creato l’uomo e la donna, desiderò che fossero “una sola carne” (Vangelo di Marco 10:6). Il primo matrimonio presente nella Bibbia fu quello celebrato tra Adamo ed Eva, il Signore partecipò a quest’unione ponendo la donna al fianco d’Adamo come compagna indivisibile, l’unica in grado di completarlo ed aiutarlo nelle vicissitudini della vita, ecco perché Dio la chiamò “l’aiuto convenevole”. Il matrimonio è un legame che Dio ama talmente da utilizzarlo come esempio della Sua relazione con la Chiesa. Questa figura, frequentemente usata nell’Antico Testamento, viene palesata nel Nuovo, dove Cristo è presentato come lo Sposo e la chiesa come la sposa, o meglio la fidanzata, che vive nell’attesa. Il matrimonio è un’unione indissolubile Sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento appare chiaro questo concetto: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne” (Libro della Genesi 2:24) L’uomo e la donna, una volta sposati, appaiono un corpo solo al davanti a Dio.

Le circostanze più disparate che la coppia dovrà affrontare dopo il matrimonio, non dovranno costituire ragione di crisi, bensì uno stimolo in più per rafforzare questo vincolo facendo affidamento nell’aiuto di Dio. Nessuna circostanza, nessun uomo deve intromettersi per separare questo legame. Gesù disse: “Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi”(Marco 10:6-9). Il matrimonio è un patto Il patto esprime un accordo, una relazione fra più parti. Chi si sposa si sta impegnando verso il proprio coniuge e questo impegno lo deve mantenere nel tempo, in fedeltà, con amore e comprensione. Il termine “marito”, utilizzato nell’Antico Testamento, in ebraico si traduce “heber”, che deriva da “hbr” che significa comunione, patto, impegno. Possiamo quindi dedurre che il coniuge è colui che prende un impegno, non solo al cospetto degli uomini, ma principalmente davanti a Dio. Come è scritto: “Perché il Signore è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza… la tua compagna, la moglie alla quale sei legato da un patto” (Libro di Malachia 2:14). Secondo il concetto biblico, il legame coniugale vede come perno portante l’amore, realizzato dal comune sentimento verso il Signore. Gesù disse: “Se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere” (Vangelo di Marco 3:25). Rimane attuale il consiglio di Dio a cercare “l’aiuto convenevole” tra quanti condividono la salvezza in Cristo. L’impazienza nell’attendere Dio che provveda la persona giusta è indice di poca fede; al momento opportuno Egli stesso provvederà il meglio per quanti Lo amano. Il matrimonio non è retto dalla presenza di beni materiali ma dalla presenza di Dio, come è scritto: “È meglio un tozzo di pane secco con la pace, che una casa piena di carni con la discordia” (Libro dei Proverbi 17:1). Il Suo amore sempre trionfante abbonda nelle coppie che hanno come capo e consigliere Cristo. Gianpaolo Santoro


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io so in Chi ho creduto

Finalmente libera! Mi chiamo Maria e ho 42 anni. Fin da bambina ho conosciuto dei cristiani evangelici perché passavo le mie vacanze estive in Sicilia, a casa della famiglia di mia cognata, e ogni domenica, quando ero lì, andavamo insieme al culto. Già da allora sentivo che c’era differenza tra la religiosità che mi era stata imposta e la libertà che si respirava in quella comunità. Soffrivo di una terribile solitudine interiore; anche se ricevevo tutto quello di cui avevo

bisogno: vestiti, giocattoli, vacanze, nessuno si accorgeva della mia sofferenza. Questo mi portava a stare molto fuori di casa per non sentire il vuoto che avevo dentro di me. In quegli anni era molto facile trovare la droga, soprattutto l’eroina; a 14 anni già mi “bucavo”. Andai avanti così in una progressione di compromessi, furti, bugie, tradimenti… fino a diventare una spacciatrice per procurami la dose di droga.

“La via, la verità e la vita...” Se hai ricevuto in dono questa copia di Cristiani Oggi forse ti sei posto alcune domande riguardo il messaggio proposto dagli articoli di questo numero. Molte sono le risposte che potrebbero essere fornite in merito ai quesiti che ti poni, ma la risposta più puntuale, precisa e completa è possibile trovarla solamente nella Parola di Dio. Se desideri ricevere gratuitamente una copia del Vangelo di Giovanni compila questo coupon, ritaglialo lungo la linea tratteggiata o fotocopialo e, dopo averlo inserito in una busta affrancata, invia la tua richiesta a: redazione di Cristiani Oggi, Via Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova. È possibile inviare il coupon per fax al numero 049.612565

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Quando mi arrestarono, essendo ancora una minorenne, fui costretta a chiamare uno dei miei fratelli per uscire dalla Questura. Così a casa scoprirono che ero una tossicodipendente ma, per non dare un dolore ai miei genitori, non li informarono, cercando di aiutarmi con dei medicinali; appena allentarono l’attenzione io ricominciai peggio di prima. Dopo qualche mese arrestarono anche il mio compagno e io rimasi senza droga; stavo malissimo e non avevo i soldi per comprarmi l’eroina. Allora i miei genitori scoprirono tutto; fu terribile! Mio padre piangeva, mia madre si disperava… si sentivano impotenti davanti alla situazione senza via d’uscita. Per due anni seguii il programma di recupero in una comunità terapeutica, ottenendo grandi risultati grazie al sostegno della mia famiglia. Mi liberai dalla schiavitù della droga. Conobbi mio marito e dopo sette anni ebbi la mia prima figlia, tanto desiderata contro il parere dei medici a causa dell’epatite contratta nel periodo di tossicodipendenza. Quando mio fratello maggiore si convertì all’Evangelo rimasi profondamente colpita dal suo cambiamento e, per dimostrare a me stessa che non c’era bisogno di cambiare chiesa per stare in pace con Dio, ricominciai ad andare a messa. Ma uscivo ancora più vuota di come ero entrata. Accettai l’invito di mio fratello di andare a un culto evangelico. Entrai in Chiesa convinta

che nulla avrebbe cambiato la mia idea. Mi sedetti su una panca e le sorelle in fede mi si strinsero intorno; cercai invano di resistere alla presenza del Signore e, al secondo inno cantato dal coro, mi si aprì il cuore e Gesù mi avvolse in un abbraccio d’amore così intenso che adorai Dio con tutto il mio cuore. Ero finalmente libera dalla solitudine! Il Signore era lì per salvarmi. Uscii da quel culto con una grande gioia nel cuore e dopo un anno e mezzo decisi di scendere nelle acque battesimali per fare il patto con Dio. Con la preghiera molte cose in questi anni sono cambiate; oggi posso godere liberamente della comunione fraterna anche insieme a tutta la mia famiglia. Il Signore ha cambiato completamente il mio modo di pensare e di vivere, non do più niente per scontato e ogni giorno Lo ringrazio per la vita che mi dà. Il Signore, che “onora sempre quelli che lo onorano”, non fa mancare le Sue risposte alle mie preghiere e, in questi anni, ha fatto grandi cose nella mia vita: mi ha guarita miracolosamente dall’epatite, si è preso cura di me in ogni aspetto della vita, ma soprattutto io Lo sento vivo nel mio cuore. C’è sempre una via di uscita, anche dalle situazioni peggiori e quella Via è Gesù, la Via della vera libertà: “Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” (Vangelo di Giovanni 8:32). Maria

Cristiani Oggi - nel prossimo numero: Monologo o dialogo con Dio? - Per prenotare copie aggiuntive telefonate allo 049.605127 o inviate un fax allo 049.612565 Cristiani Oggi - Mensile delle Chiese Cristiane e mail: cristiani.oggi@assembleedidio.org In conformità al D.Lgs.196/2003 sulla tutela dei questa copia ti è stata offerta da: Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”.  Direttore Responsabile: Vincenzo Specchi. Comitato di Redazione di Cristiani Oggi - Risveglio Pentecostale: Vincenzo Specchi (sostituto del presidente ex officio), Salvatore Esposito, Lorenzo Framarin, Domenico Modugno, Elio Varricchione. Redazione e Amministrazione: Via Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova Tel. 049.605127, fax 049.612565

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