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di

Gi tt y da n e sh va r i illustrazioni di darko dordevic


Un ringraziamento speciale a Emily Kelly e Darren Sander Spot art di Chuck Gonzales Questo libro è un’opera d’invenzione. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono un prodotto dell’immaginazione dell’autrice o utilizzati in modo fittizio. Ogni riferimento a eventi, luoghi o persone, in vita o decedute, è puramente casuale. Copyright ©2012 Mattel, Inc. Tutti i diritti riservati. MONSTER HIGH e tutti i marchi associati sono di proprietà e utilizzati su licenza di Mattel, Inc.


Alle mie madrilenas preferite, Francesca e Olivia Knoell


uno

Capitolo

N

el cuore delle lussureggianti foreste dell’Oregon, c’era una volta un piccolo e all’apparenza normalissimo

paesello. Proprio come la maggior parte delle cittadine americane, c’erano negozi, ristoranti, villette e, naturalmente, scuole. La città aveva un aspetto così ordinario che quasi passava inosservato. Ogni anno, un numero infinito di viaggiatori lo attraversava senza nemmeno accorgersene, del tutto ignari che proprio in quel luogo ci fosse qualcosa di unico e straordinario.

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Ma naturalmente, se qualcuno si fosse fermato a osservarlo più da vicino, avrebbe subito notato che gli abitanti della cittadina di Salem erano di una razza molto speciale: erano mostri! Certamente qualcuno potrebbe pensare che una città di mostri sia qualcosa di davvero intrigante, ma in questo caso non lo era affatto. Gli anni passavano senza che a Salem accadessero scandali o tragedie, a parte qualche occasionale discussione su quale cimitero dovesse ospitare il Ballo dei Morti Felici e Contenti, una celebrazione in memoria dei cari estinti. La comunità era così insignificante che l’evento più atteso dell’anno era l’inizio del semestre alla Monster High. All’alba di un soleggiato lunedì mattina, i grandi cancelli cadenti della Monster High cigolarono spalancandosi di fronte a un’orda di giovani corpi in fermento. Tra le centinaia di studenti mostruosi c’era anche

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una minuta gargoyle dalla carnagione grigio-marmo con un delizioso abitino di lino rosa e un foulard di Scaramés avvolto elegantemente attorno alla vita come una cintura. La giovane mostriciattola si muoveva con cautela tra la calca, prestando particolare attenzione alle sue valigie di Louis Creton e al suo piccolo grifone Roux, ma soprattutto alle proprie mani. I gargoyle sono scolpiti nella pietra, quindi, oltre a essere particolarmente pesanti, hanno anche artigli terribilmente affilati. L’ultima cosa che la piccola avrebbe voluto era strapparsi il suo bel vestito il primo giorno nella nuova scuola. «Pardonnez-moi, madame» disse Rochelle Goyle con il suo incantevole accento di Scaris, appollaiata con stile sui gradini d’ingresso della scuola. «Non è mia intenzione intromettermi negli affari altrui, ma stava forse cercando questa?» Rochelle si piegò per raccogliere una testa dalla

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chioma nero corvino e labbra rosso sangue e la passò alla figura imponente accanto alla porta principale. «Grazie mia cara fanciulla! Continuo a perdere la testa, sia in senso letterale che figurato! Devi sapere che sono stata recentemente colpita da un fulmine e questo mi ha causato quello che il dottore ha definito una mente confusa. Non temere, non durerà per sempre» disse la Preside Senzatesta Buonsangue mentre si risistemava la testa sul collo. «Ma torniamo a noi. Ci conosciamo? È terribile per una preside ammetterlo, ma ho qualche difficoltà a ricordare nomi e volti o, se proprio devo dirla tutta, a ricordarmi qualunque cosa». «No, madame, non ci conosciamo. Sono Rochelle Goyle, vengo da Scaris e alloggerò nel nuovo dormitorio della scuola». «Sono così emozionata che la nostra reputazione quale primo istituto per mostri attragga un numero così elevato di studenti stranieri. Dunque vieni da

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Scaris, giusto? E dimmi, come sei arrivata fin qui? Spero non a cavallo di quel tuo grifone dal musetto così dolce» disse la Preside Senzatesta indicando il vivace mostriciattolo da compagnia di Rochelle. «Il paragrafo 11.5 del Codice Etico dei Gargoyle sconsiglia mortalmente di sedersi sopra i mobili, figuriamoci sul dorso di un mostriciattolo da compagnia! Abbiamo viaggiato con la Lupi Mannari Airlines, una compagnia aerea estremamente affidabile, aggiungerei; i loro velivoli sono persino dotati di sedili in acciaio rinforzato per i passeggeri fatti di pietra» spiegò Rochelle mentre osservava la figura snella ma imponente della preside. «Madame, posso chiederle di indicarmi cortesemente dove si trova il dormitorio?» Ma prima ancora che la Preside Senzatesta potesse rispondere, Rochelle venne scaraventata a terra da qualcosa che le sembrò un muro d’acqua. Un’entità sconosciuta, pesante, bagnata ed estremamente

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fredda avvolse in un istante Rochelle e Roux con una coltre densa e nebbiosa. Da terra, Rochelle vide una donna tarchiata e tonda dai capelli grigi che sfrecciava tra la folla come uno tsunami, travolgendo tutto ciò che si trovava nel raggio di un paio di metri. «Miss Sue Nami?» la chiamò la Preside Senzatesta mentre la donna sgocciolante metteva KO un ignaro vampiro. Miss Sue Nami si voltò e tornò sui suoi passi non appena udì la voce squillante della Preside Senzatesta, lasciando dietro di sé una scia di piccole pozzanghere. Osservandola da vicino, Rochelle non poté non

notare

la

pelle

tutta

raggrinzita

della

donna, i suoi occhi di un azzurro cristallino e il portamento tutt’altro che elegante. Con i piedi a trenta centimetri di distanza l’uno dall’altro e

le

mani

appoggiate

sui

fianchi

informi,

a Rochelle la donna faceva venire in mente

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la figura di una lottatore di wrestling. «Sì, signora preside?» rispose bruscamente Miss Sue Nami con tono acuto e squillante. «Questa giovane signorina è una delle nostre nuove allieve, le dispiacerebbe mostrarle dove si trova il dormitorio?» disse la Preside Senzatesta a Miss Sue Nami poco prima di rivolgersi nuovamente a Rochelle. «Sarai in buone mani. Miss Sue Nami è la nuova Responsabile per Disastri e Calamità della scuola». Temendo che gli studenti potessero approfittare del suo recente stato di confusione mentale, soprattutto nei casi di detenzione nelle segrete della scuola, la preside aveva deciso di affidare a Miss Sue Nami le questioni disciplinari. «Entità non-adulta, afferra la tua borsa, il tuo giocattolino e seguimi» strillò Miss Sue Nami a Rochelle. «Roux non è un giocattolo, è il mio grifone da

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compagnia. Non voglio ingannare né lei né nessun altro su questo. I gargoyle prendono molto sul serio la verità». «Lezione numero uno: quando muovi la bocca, parli. Lezione numero due: quando muovi le gambe, cammini. Se non riesce a fare entrambe le cose contemporaneamente, è pregata di concentrarsi sulla seconda» le rispose tagliente Miss Sue Nami prima di voltarle le spalle e dirigersi a passo sostenuto verso la colossale porta d’ingresso della scuola. Non appena varcò la soglia dei monumentali corridoi della Monster High, Rochelle fu colta da un grave attacco di nostalgia di casa. Tutto ciò che la circondava le dava un profondo senso di estraneità. Era abituata a lussuose pareti tappezzate, grandi cornici decorate con foglie dorate ed enormi lampadari di cristallo. Ma occorre ricordare che l’edificio dell’ultima scuola frequentata da Rochelle, l’École de Gargouille,

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era un castello che in passato era stata la residenza del Conte di Scaris. Non c’è quindi da stupirsi dello shock subito da Rochelle vedendo il pavimento a scacchi viola in stile moderno della Monster High, le pareti verdi e gli armadietti rosa a forma di bara. Per

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non parlare dell’elaborata lapide scolpita all’entrata che ricordava agli studenti il divieto di ululare, perdere pelo, scagliare arti o svegliare i pipistrelli addormentati nei corridoi. «Pardonnez-moi, Miss Sue Nami, ma ci sono davvero pipistrelli? Come lei sicuramente saprà, i pipistrelli sono portatori di una vasta gamma di malattie» disse Rochelle. Le sue gambette corte marciavano al doppio della velocità normale per stare dietro alla signora fradicia dal passo serrato. «La Monster High fa uso di pipistrelli vaccinati come sterminatori domestici di insetti e ragni ribelli. Poiché alcuni membri del corpo studentesco hanno l’abitudine di portarsi insetti vivi da casa per pranzo, teniamo in alta considerazione i pipistrelli quali membri chiave dello staff dei bidelli. Se avesse qualche problema in merito, le consiglio di esporre la questione direttamente alla Preside Senzatesta. Ma le consiglio mortalmente di assicurarsi che abbia la testa

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ben fissata al collo prima di farlo» le disse grugnendo Miss Sue Nami mentre attraversava spedita una porta aperta e, un attimo dopo, abbatteva uno zombie che camminava al rallentatore. Lo zombie oscillò lentamente avanti e indietro prima di collassare a terra, provocando dei lamenti compassionevoli da parte di Rochelle e di Roux. Questo non arrestò in alcun modo Miss Sue Nami, che continuò implacabile e ignara dei disastrosi effetti causati dalla sua marcia furiosa. «Non desidero in alcun modo dirle come comportarsi, madame. Ma mi preme domandarle se si sia o meno resa conto di aver travolto un numero non indifferente di mostri per la breve durata del nostro tragitto» le chiese Rochelle con il maggior tatto possibile. «In termini di disciplina scolastica, sono considerati danni collaterali. E ora la smetta di farmi perdere tempo e acceleri il passo; ho una tabella di marcia

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da rispettare, io!» le abbaiò contro Miss Sue Nami. «E se mai fosse in grado di camminare e ascoltare allo stesso tempo, sarò lieta di offrirle un breve tour guidato dell’istituto. Se invece non dovesse interessarle, mi limiterò a ricordare a me stessa dove si trova ogni cosa! Alla sua destra c’è il Laboratorio dello Scienziato Scervellato, da non confondere con il Laboratorio dello Scienziato Pazzo e Scervellato, che è situato nelle catacombe, attualmente in fase di ristrutturazione». «Ma non è una distinzione che crea inutilmente confusione?» chiese Rochelle a voce alta mentre sbirciava nella stanza ingombra di becchi di Bunsen, fialette piene di liquidi colorati e fumanti, occhiali protettivi di plastica, camici da laboratorio bianchi e un numero infinito di apparecchi dall’aspetto curioso. «Ho deciso di ignorare la sua domanda poiché la considero irrilevante. Procederò con il mio tour guidato. Attualmente il laboratorio viene utilizzato

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per il corso di Scienze Pazzesche, dove gli studenti creano una varietà di cose utili, come la lozione per i mostri squamati, gocce antifungo per le teste di zucca, siero pelo-lenitivo per i mostri con manto peloso, olio biologico per gli studenti con inclinazioni robotiche, collutorio con aroma superpotente per i mostri marini e molte altre ancora» le spiegò Miss Sue Nami prima di sgrullarsi come un cane bagnato, spruzzando d’acqua chiunque si trovasse nelle vicinanze. Per fortuna i gargoyle sono impermeabili, per cui sia Rochelle che il suo bel vestitino furono risparmiati. «Amo l’acqua, ma persino io penso che sia stato un gesto incredibilmente rozzo» mormorò una creatura del mare squamata con le infradito e un paio di stilosi short rosa fluo mentre si asciugava la faccia con una sciarpa a rete da pesca. «Be’, almeno tu non devi farti pelo e contropelo» mugugnò una lupetta mannara molto glam,

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lisciandosi la lunga e folta criniera castana, ora completamente fradicia. «Lagoona Blue e Clawdeen Wolf: non sprecate le vostre non-vite cincischiando e lamentandovi nei corridoi. Fatelo in privato, se proprio dovete, come si addice a due mostriciattole intelligenti e ambiziose quali siete». «Bonjour» mormorò Rochelle, sorridendo in modo penosamente goffo a Lagoona e Clawdeen. «Un foulard di Scaramés portato come cintura? Hai preso l’idea direttamente dalla rivista Moda Mortale!

Troppo

da

paura!»

disse

Clawdeen

complimentandosi, profondamente colpita dallo stile très chic di Rochelle. «Merci buu-coup» la ringraziò in lontananza la gargoyle mentre cercava di stare dietro a Miss Sue Nami. «Prossima fermata il campanile, dietro cui troviamo rispettivamente il cortile e la Sala da

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Sbrano. Immediatamente alla sua sinistra si trovano la palestra, il Campo di Casketball, l’Aula Studio e infine la Fucina, dove si tengono le lezioni di Schifezze Domestiche» elencò frettolosamente Miss Sue Nami mentre sfrecciava attraverso i cavernosi corridoi viola e verdi. Dopo essere andata a sbattere contro una fila di armadietti rosa a forma di bara, la donna dalla pozzanghera facile svoltò in un corridoio vicino riprendendo le sue mansioni di guida turistica. «E qui abbiamo il cimitero, dove potrà espletare le esercitazioni di Maleducazione Fisica praticando il Tombal Dancing, ma naturalmente potrà anche unirsi alla squadra del Circuito Scheletrico, che si allena nel labirinto qui accanto. Poi abbiamo le segrete, dove si scontano le detenzioni, e infine la Biblioteca Sepolta per le lezioni di Letteratura Mostruosa e di Storia dei Mostri». «Crede sia possibile avere una mappa?» chiese con

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eleganza Rochelle con Roux appollaiata sulla spalla. «Sebbene abbia una memoria marmorea, il mio cervello si sgretola in fatto di senso dell’orientamento». «Le mappe sono per quelli che hanno paura di perdersi, o per le persone scomparse che hanno paura di essere trovate: lei non rientra in nessuno dei due casi. E comunque l’unica cosa che deve sapere al momento è dove si trova il Vampiteatro, per l’assemblea di inizio anno». «Ma non so dove sia il Vampiteatro». «Bene, allora le suggerisco di trovarlo». «Non potrebbe dirmelo lei?» «Assolutamente no. Abbiamo una tabella di marcia da seguire. E ora affretti il passo» la riprese Miss Sue Nami mentre apriva una porta a forma di bara che conduceva a un’ala adiacente della scuola. Dopo

aver

percorso

un

grande

corridoio

relativamente vuoto, Miss Sue Nami e Rochelle raggiunsero una vecchia e consunta scala a

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chiocciola rosa. «Pardonnez-moi, madame, ma questa scala non sembra molto resistente, o quantomeno conforme agli attuali requisiti di sicurezza. Il paragrafo 1.7 del Codice Etico dei Gargoyle stabilisce chiaramente che devo avvisare gli altri in caso di rischi, e quindi la avviso: questa scala è pericolosa!» «La

smetta

di

preoccuparsi

e

di

fare

la

mammoletta!» rispose facendo la voce grossa Miss Sue Nami e zittendo all’istante Rochelle. Mentre trascinava la sua valigia di Louis Creton lungo la scala rosa, che scricchiolava paurosamente sotto il suo peso, Rochelle venne colta dall’ennesimo attacco di nostalgia di casa. All’improvviso le mancava tutto, dalle arcate gotiche della sua cattedrale preferita al tono scontroso ma tranquillo con cui parlano gli abitanti di Scaris. Ma forse ciò che le mancava di più, soprattutto mentre trascinava la sua pesante valigia, era il suo ragazzo, Garrott DuRoque.

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Era

mortalmente

bello

quanto

romantico. E sebbene non si fossero mai seduti abbracciati sulla stessa panchina

nel

timore

che potesse crollare sotto il loro peso, avevano tantissimo di

rose

in comune, che

Garrott

persino un cespuglio aveva

creato

per

lei.

Non appena arrivarono in cima alla scala, Rochelle venne accolta da una piacevole e meravigliosa distrazione. Davanti a lei era appesa una tenda bianca tessuta in modo alquanto intricato con sottili fili di seta. Il tessuto scintillante sotto la tenue luce che filtrava dalla finestra colpĂŹ al cuore Rochelle e il suo innato amore per la moda. Si chiese se avrebbe potuto far fare una sciarpa

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per la sua grand-mère, che sarebbe rimasta di stucco vedendo quel tessuto. Le piccole dita grigie della gargoyle, adorne con due anelli gotici a forma di giglio, sfiorarono appena la tenda. Desiderava così tanto toccare il soave materiale, ma non osava per paura che i suoi artigli potessero strapparlo, come era già successo altre volte in passato. In un lampo Miss Sue Nami scagliò la sua grossa mano

rugosa

sulla

meravigliosamente

delicata

elaborata,

tenda

così

strappandola

violentemente in due. «Quelle horreur!» gridò Rochelle di fronte a quella scena. «Risparmi pure le lacrime, ricresce in pochissimi secondi» la riprese Miss Sue Nami mentre indicava un’armata di ragni che tesseva freneticamente la tela sopra le loro teste. Venti ragni neri grandi come una noce si lanciarono in un furioso cancan per tessere all’istante la tenda.

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Sebbene Rochelle non avesse mai nutrito una grande passione per le creature a otto zampe, soprattutto perché spesso cercavano di metter su casa sui gargoyle senza nemmeno chiedere il permesso, rimase notevolmente impressionata dall’efficienza con cui lavorava il gruppo. Il dormitorio era costituito da un lungo e sontuoso corridoio, con pareti rivestite di muschio e finestre con vetri colorati che proiettavano quadrati di luce sul pavimento di pelle di serpente argentata. Il soffice muschio color smeraldo cresceva irregolare sulle pareti, creando così una topografia visibile di avvallamenti e piccoli rilievi. Ciuffi sparsi di ragnatele si avvolgevano attorno a piccoli tumuli verdi che suggerivano il regolare passaggio dei ragni. «In questo momento Mr Morte, il consulente scolastico, sta registrando gli interni» grugnì Miss Sue Nami mentre guidava Rochelle oltre diverse porte fino a una sala d’attesa in fondo al corridoio. «Segua

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le regole, entità non-adulta, e con me non avrà alcun problema». «Sono una gargoyle, noi adoriamo le regole. A dire il vero, a volte ne inventiamo di nuove per puro divertimento» le rispose Rochelle con sincerità. La dama acquosa reagì con un cenno del capo, poi riprese il suo cammino. Sola in un paese straniero, con una lingua nuova e in una nuova scuola, a Rochelle non restava che armarsi di tutto il suo coraggio e affrontare la situazione a testa alta. Per quanto ne sapesse, non c’era persona migliore con cui cominciare di Mr Morte.

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Mostramiche per sempre  

MHU IT BOOK 3

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