Issuu on Google+

Periodico gratuito Numero 1

Estratto dal testo in preparazione CESARE BORGIA Il Principe in maschera nera

di Gennaro Duccilli Cesare (tra sé. Luce solo su di lui) Un fratello. Ma che cosa è mai un fratello? Un sordido impasto traditore fatto di sangue e d’anni burlati via insieme ma conficcati nel cuore come parassiti insaziabili. Un continuo e scellerato dividere speranze e timori negli occhi malevoli di un dannatissimo padre. Un fratello. E non avere più un fratello? Solo il vago ricordo di un impasto traditore fatto di sangue, solo il ricordo di anni burlati, bucati, buttati via insieme … ma uno scellerato e presente “non dividere più nulla”. Un fratello? Forse. Chissà. L’uccisione di Giovanni De Borja, fratello di Cesare, rimane uno dei delitti più famosi della storia rinascimentale, segnando l’inizio della leggenda nera dei Borgia. L’efferatezza, l’incertezza sul reale colpevole e le conseguenze a cui portò, hanno reso questo delitto un nodo inestricabile nella storia ed un argomento di rara intensità poetica.

Animah, la Maschera alchemica Il Video-concept dello spettacolo

Febbraio 2009

Lo Sguardo Creativo - la ricerca Tra Teatro e vita. Se l’arte è autentica, la vita è autenticamente vissuta L’immaginazione, l’insostituibile e irriproducibile evento di uno sguardo individuale creativo e interpretativo è, nel mondo moderno, libera da schemi precostituiti e da inibizioni. L’immagine può non avere un oltre o un dopo ed essere amore per la creazione in se stessa, auto esaltazione del proprio mondo interiore. La Bellezza è il mezzo e il fine dell’atto creativo che non ha freni e governa con il proprio sguardo l’apparizione dell’essere-altro inglobandolo in sé. L’immaginazione era in passato il male che incatenava

l’anima dei saggi alla materia, il demone che allontanava il santo dal suo Dio,era limite del linguaggio del popolo, dell’ignoranza. I fantasmi della mente hanno sempre inquietato perché sanno attrarre come canto di sirene in un delirio di onnipotenza scatenando le forze dello spirito contro ogni limite imposto. L’immaginazione svela nuovi mondi o nuove interpretazioni ma anche vela il substrato materiale con i suoi propri colori, vela la ragione con l’eccitazione dei sensi. Alzare il velo, spegnere lo sguardo crea-

tivo non fa che mostrare l’essere nella sua schietta attualità piatta ed evidente. Cosa accade, invece, se lo Sguardo si impone al suo massimo grado, fino al paradosso? Allora forse l’immaginazione risponderà alle domande della ragione. Oppure le forze scatenate trascineranno la mente nel caos e la volontà nel vortice dell’incoerenza. La ricerca del Teatro della Luce e dell’Ombra riguarda l’andare oltre in arte, solo in arte, ritrovando l’autenticità del proprio essere nella vita. Siddal

Cronache del DisUmano Noi, il Mondo e l’Immagine di Noi Oggi può accadere, è accaduto, che l’obiettivo fotografico di telefoni cellulari fissi l’immagine di un corpo di donna trafitto dalle sbarre appuntite di un cancello; fascino dell’orrore, dimenticanza della pietà. Oggi può accadere, è accaduto, che si faccia violenza, che si con-

Elèmia

sumino azioni volgari per mutare l’attimo reale in immagine virtuale. Oggi l’essere umano è un cyborg i cui occhi registrano, muti ed affamati, il mondo circostante. Oggi vediamo e replichiamo senza Sguardo, senza Coscienza di essere schiavi dell’irreale. Una scena del video-concept Animah. Regia Gennaro Duccilli, Aiuto regia e montaggio Antonio Maria Duccilli, riprese video Ulderico Agostinelli Cico movie production. Visibile sul sito www.teatroluceombra.com


PAGINA 2

IN

RiSpecchi Rubrica di Poesia …… Poesie di Antonio Maria Duccilli

Dell’impossibile Dell’impossibile sbianca fuor di misura il Riverbero, luce in eccesso. Dell’impossibile arrossa Nella violazione La cute, stoccata in faccia. Dell’impossibile permea Smerlata in gocce L’acqua nelle rovine. Dell’impossibile uomo Afferra tempora E sbaraglia ostacoli, è idea. —————————————-Filamenti conciati Filamenti conciati nell'impasto di un chiarore. Stalattiti, come saliva, si alternano volubili e sonore. Ritmo, essenza vertiginosa discesa nella gola. Al centro del petto nell'occhio di luce stretto nel pugno dell'inavvertibile percorro lanci nel vuoto. Nel vuoto perdo le tracce di senso soggiogato dalla pienezza dello spazio.

LUCE

P ER IOD IC O G RA T U IT O NUMERO 1

Oggetti scenici in simbiosi con il personaggio La testimonianza di Eleonora Cardei nel ruolo di Elizabeth Proctor Nel 2006 la Compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra ha portato in scena a Velletri lo spettacolo “Salem: 1692-La Seduzione del Male”, tratto da “The Crucible” di Arthur Miller, per la regia di Gennaro Duccilli. La trama dell’opera teatrale narra la tragedia accaduta a Salem, nel Massachusetts, durante l’ultimo decennio del XVII secolo, in seguito a delle accuse di stregoneria mosse da alcune ragazze nei confronti di decine di persone, tra uomini e donne; le fanciulle dichiararono di essere vittime di malefici provocati da gente del villaggio. Fu istituito un tribunale che mandò a morte quasi tutte le persone processate. Nello spettacolo teatrale la scelta registica ha messo in luce la profonda crisi di un villaggio che, nato dall’emigrazione di puritani inglesi, sentiva il bisogno di riconquistare il presente ai danni di un passato che schiacciava le nuove generazioni. Le fanciulle sedotte dal male, sul nostro palcoscenico, ballavano in circolo una danza di vita, chiedevano la gioia della libertà. Una schiava indigena, in una notte di luna piena, trae a sé l’astro notturno ed invoca le forze sotterranee della libertà. Abigail Williams , una delle ragazze istigatrici delle accuse di stregoneria, trova ed indossa dei pattini a rotelle (“i polpacci finti” del Diavolo per citare Goethe) che la travolgono in un vortice di esaltazione e crudeltà. Elizabeth Proctor, moglie dell’uomo amato da Abigail e vittima della rabbia incontrollata della fanciulla, vive il presente malato della comunità su una sedia a rotelle. La vita della donna si muove lentamente tra la difficoltà di comunicazione con il marito e il rispetto della tradizione della sua gente. Vorrebbe piangere ed urlare o essere bella e veloce come la sua rivale ma c’è qualcosa in lei che le chiede di lottare nella posizione più difficile, deve aspettare; deve tener al sicuro dentro di sé tutti quei valori sacri e sinceri senza i quali non potrebbe esistere dignità alcuna né

compassione per nessuno. Il suo cuore è chiuso tra la ruggine del passato ed il motore troppo veloce del futuro. La sedia a rotelle, concrezione dell’incapacità morale della donna nel contrastare attivamente la minaccia che la incalza, è anche culla dentro cui si conserva la solennità delle leggi dei padri pellegrini, fondatori di quella comunità; il passato è stato rappresentato nei movimenti lenti ma solidi e rassicuranti del bastone di Rebecca Nurse, anziana donna vittima anch’essa di accuse di stregoneria. Così l’oggetto diventa carne del personaggio, non è, non è stato in quel momento sulla scena , stolida presenza univoca ma attiva richiesta di un senso, di un ritmo di vita e di respiro. La Scena può dirsi tale solo quando la rappresentazione è totale, quando musica, immagini, oggetti ed interpretazioni si identificano o lottano tra loro dando vita a qualcosa di autentico. John, il marito di Elizabeth, e Rebecca decidono di non confessare atti di stregoneria mai commessi e, dunque,di morire pur di salvare la propria coscienza da chi voleva violentarla. Mentre hanno già il cappio al collo, recitano un Padre Nostro che potrà concludere solo Elisabeth, alzandosi dalla sedia a rotelle, in tutta la sua dignità sofferente,con una nuova vita in grembo. Abigail ed Elizabeth sono entrate in contatto in un unico momento, indirettamente, grazie ad una bambola voodoo che la fanciulla fa regalare alla donna per poterla accusare. Tra pattini che rivoluzionavano lo spazio circostante, la sedia a rotelle che teneva fede alla speranza di una vera libertà,un bastone che seminava con i suoi passi cadenzati la forza di un’Idea ed una bambola di pezza trafitta da uno spillo, la tragedia di Salem conserva tutto l’orrore ed il fascino della crudeltà che nasce dalla necessità vivificatrice dello spirito umano.


P ER IOD IC O G RA T U IT O NUMERO 1

IN LUCE

PAGINA 3

Sapete che cos’è un imperatore?

Gennaro Duccilli nel ruolo di Caligola. Foto di Antonio Maria Duccilli

Caligola, o dell’Impossibile – Spagna, Aprile 2009


in LUCE

Redazione Eleonora Cardei Antonio Maria Duccilli Per informazioni www.teatroluceombra.com E-mail: inluce@teatroluceombra.com

Telefono: 320 5741639

La Compagnia teatrale “Teatro della Luce e dell’Ombra” è lieta di presentare il promo dello spettacolo “Animah” di Gennaro Duccilli sotto forma di video-concept. Abbiamo scelto di affidarci non solo a riprese video di uno spettacolo teatrale ma di ricreare, cinematograficamente, un’idea(concept) di messa in scena,un

progetto che fornisca la possibilità,attraverso una

metafora

comunicativa,di

conoscere

l’identità stessa della compagnia,la sua poetica che presuppone una simbiosi tra rappresentato e mezzo di rappresentazione, cosicché ogni luce, ogni colore, ogni suono siano parte viva

di un Tutto. Le scene si intrecciano prediligendo l’intuizione al senso; il brillante e il tragico si inseguono alla ricerca di un vuoto di parola, tentano lo svelamento della maschera alchemica che percorre eternamente la sua strada verso la luce dell’oro.

Scene del video-concept Animah. Regia Gennaro Duccilli, Aiuto regia e montaggio Antonio Maria Duccilli, riprese video Ulderico Agostinelli-Cico movie production. Visibile sul sito www.teatroluceombra.com


In Luce