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MANFREDONIA Bagnata dal mare Adriatico, protetta dalla Montagna del Sole, Manfredonia venne fondata dal biondo e bello e di gentile aspetto re Manfredi, figlio di Federico II, a poca distanza da Siponto, divenuta un’immensa palude dopo l’evento tellurico del 1223. Il suo fondatore la dota di strutture moderne e di una zecca e nel 1263, con Regio Diploma “Datum Orte”, la dichiara “Città di Regio Diritto”, concedendo agli abitanti privilegi per ripopolarla degnamente. La prematura morte, tuttavia, non gli consentirà di vederla terminata. Attualmente conta 57.385 abitanti. Il clima è temperato con valori medi di 16° C. Nonostante le mutate situazioni ambientali, culturali e sociali, la città ha conservato la sua connotazione originaria. Il nuovo si fonde con l’antico. Oltre alle bellezze naturali e paesaggistiche, conserva notevoli frammenti di storia. Le diverse culture, tradizioni e attività (marinara, montana e agricola), l’hanno resa vivibile, a misura d’uomo. Di grande fascino il quartiere Boccolicchio, Via Maddalena, la strada più antica, che ospita bar, ristoranti, pizzerie, paninoteche, rosticcerie. A sera lo struscio in Corso Manfredi. I rinomati ristoranti per gustare i genuini prodotti tipici. Tutti ingredienti per trascorrere una vacanza serena e spensierata a Manfredonia, centro pilota del Parco Nazionale del Gargano.

MANFREDONIA On the shores of the Adriatic Sea, in the shelter of the Sun Mountain, the blond, handsome and kindlylooking King Manfredi, son of Federico II, founded Manfredonia. It was not far from Siponto, which had become an immense saltmarsh after the telluric event in 1223. Its founder equipped Manfredonia with modern structures and a mint and in 1263, with the Royal Diploma “Datum Orte”, the city was declared “city of Royal Law”, granting the inhabitants privileges to repopulate it properly. King Manfredi’s premature death prevented him from seeing his city completed. Today it has a population of 57,385 inhabitants. It has a temperate climate with an average temperature of 16°C. Despite the mutated environmental, cultural and social situation, the city has preserved its original connotations. The new is founded on the old. As well as the natural beauty of the surrounding countryside, it holds notable fragments of history. The different cultures, traditions and activities (seafaring, alpine and agricultural), have made it liveable, on a human scale. The charming Boccolicchio quarter in Via Maddalena, the city’s oldest road, hosts bars, restaurants, pizzerias, sandwich bars, and rotisseries. In the evenings the town’s people promenade up and down Corso Manfredi in what is called “lo struscio”. The renowned restaurants serve typical traditional food. All the ingredients for a serene and worry-free holiday in Manfredonia, pilot resort of the Gargano National Park.

URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. 0884.519349

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SIPONTO E LE ORIGINI Siponto, la “città delle seppie” (questa l’etimologia del nome), secondo la testimonianza dello storico latino Livio, entra nella storia con il nome attuale alla fine del IV sec. a. C., a seguito dell’occupazione della città da parte di Alessandro il Molosso re dell’Epiro, venuto in soccorso dei Tarantini nei loro scontri con le popolazioni di confine. Agli inizi del II sec. a. C. Siponto viene sottratta ad Arpi per punirla del suo comportamento filocartaginese durante la battaglia di Canne. Nasce così Siponto, colonia romana. Quasi abbandonata, cominciò a ripopolarsi verso il 184 a.C. fino a divenire un porto importante per la difesa e per il commercio. Siponto conobbe il momento di maggiore splendore fra i secoli IV e V d.C. A quel periodo si fa risalire il primo impianto della basilica paleocristiana accanto alla quale, in seguito, venne edificato il santuario di S. Maria Maggiore. La basilica paleocristiana fa parte di un parco archeologico che comprende gli scavi dell’antica Siponto, le fondamenta delle vecchie mura di cinta e gli ipogei a nord della S.S. 89. Inoltre, al centro di Siponto sono presenti altri due ipogei di frequentazione neolitica: gli ipogei di Scoppa, all’interno della pineta (rinvenuti negli anni ’30) e, nella piazzetta centrale, le catacombe sotto la chiesa di Santa Maria Regina.

SIPONTO AND ITS ORIGINES Siponto, the “town of the cuttlefish” (this being the etymology of the name), according to the testimonies of the Latin historian Livy, went into history with its present name at the end of the 4th century BC, following the occupation of the city by Alexander the Molossian King of Epirus, who had come to the rescue of the Tarantini in their battles with the neighbouring peoples. At the beginning of the 2nd century BC Siponto is taken from Arpi as punishment for their pro-Carthaginian behaviour during the Battle of Canne. Thus was founded Siponto, a Roman colony. Almost abandoned, it started to repopulate towards 184 BC until it became an important port for defence and for trading. Siponto met its moment of greatest splendour between the 4th and 5th centuries AD. That is when the first Paleo-Christian Basilica was built next, to which the sanctuary of S. Maria Maggiore was later founded. This PaleoChristian Basilica is part of an archaeological park that included the excavation site of ancient Siponto, the foundations of the old city walls and the hypogea to the north of the S.S. 89 road. Furthermore, at the centre of Siponto there are two more hypogea of Neolithic times: known as the Scoppa hypogea, inside the pinewood (discovered in the 1930s) and, in the central square, under the church Santa Maria Regina, there are the catacombs.

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GLI IPOGEI SEPOLCRALI DI SIPONTO In località “Capparelli”, prima di giungere a Siponto, a pochi metri dalla S.S. 89 proveniente da Foggia, a sud-ovest, sono ben visibili gli ipogei sepolcrali scavati nelle pareti tufacee, risalenti al V e VI sec. d.C. Il complesso monumentale, formato da ben nove ipogei, si presenta sotto forma di gallerie, cubicoli, camere funerarie e cappelle, sepolcri a baldacchino e ad arcosolio. Attraverso i secoli numerosi sono stati i modi di utilizzazione di tali ipogei. Prima come sepolcri pagani, successivamente cristiani, lo testimoniano la presenza di croci incise su alcuni di essi. In completo stato di abbandono, in passato l’area sepolcrale di “Capparelli”, poiché era di proprietà privata, è stata usata dai pastori dediti alla transumanza per il ricovero di animali e come cave di tufo; infatti, sono ancora visibili i caratteristici tagli effettuati lungo le pareti degli stessi. Il Comune, di recente, dopo aver approvato un progetto di valorizzazione dell’area, presentato anche durante un meeting a New York nel corso del 2010, ha acquistato gran parte dei terreni e fabbricati per la valorizzazione dell’intero sito.

THE SEPULCHRAL HYPOGEA OF SIPONTO At “Capparelli”, before reaching Siponto, just a few yards from the S.S. 89 road coming from Foggia, to the south-west, the sepulchral hypogea, dating back to the 5th and 6th centuries AD, cut into the tufaceous rock walls, can be easily seen. The monumental complex, consisting of nine hypogea, includes a gallery, cubicula, funeral chambers and chapels, canopied and archosolium sepulchres. Over the centuries these hypogea have been used in numerous ways. First as pagan sepulchres, then as Christian ones; the crosses carved into some of them bear witness to this. In an absolute state of neglect, in the past the sepulchral area of “Capparelli”, being private property, was used by shepherds during the transhumance as a shelter for animals and as a tufa quarry; indeed the characteristic cuts made along the walls of the chambers are still visible. The Town Council, after having recently approved a project for the development of the area, also presented during a meeting in New York in 2010, has acquired most of the land and the buildings for the development of the entire site.

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S. MARIA MAGGIORE DI SIPONTO Questo gioiello architettonico è composto da due chiese sovrapposte che, pur attraverso i diversi rifacimenti, hanno conservato quasi intatta la loro origine romanico-bizantina, oltre che nella pianta quadrata, nella struttura e nelle decorazioni. La chiesa inferiore presenta i caratteri originari; la chiesa superiore, più recente, non poteva non risentire dell’influenza prevalente dell’arte pugliese che, nell’esuberante e meno severa espressione del suo stile fastoso, ebbe qui la sua culla e i suoi grandi maestri. La Chiesa Inferiore sorse dopo il terremoto del 991 quale ricostruzione “ex novo” dell’antica Cattedrale eretta da S. Lorenzo Majorano nel VI sec. Mentre nel 1117, venne eretta sulla prima la splendida Chiesa Superiore consacrata solennemente da Papa Pasquale II. Il terremoto del 1223 la distrusse quasi totalmente. Riattata nella parte superstite, essa fu poi lasciata in completo abbandono, anche perché il Capitolo Metropolitano decise di riunirsi nel nuovo Duomo della città sveva, Manfredonia, fondata nelle vicinanze da re Manfredi nel 1256, chiamata “Sipontum Novellum”, e in seguito Manfredonia. Varie le distruzioni e le ricostruzioni nel corso dei secoli, fin verso la metà del sec. XVII, quando, per ignoti motivi, venne semidistrutta. La conseguente ricostruzione risultò migliore delle altre, sebbene deturpata dagli interventi barocchi seguiti al terremoto del 1675. I restauri sul finire del XX sec., e quelli conseguenti ai dettami del Concilio Vaticano II, curati dalla Soprintendenza della Puglia hanno ricondotto il gioiello architettonico al suo originale splendore.

SANTA MARIA MAGGIORE OF SIPONTO

This architectural jewel is composed of two churches – one over the other – that, despite the different rebuilding, have conserved almost intact their Romanic Byzantine origin, in the structure and decorations as well as in the square plan. The lower church presents the original characteristics; the upper church, more recent, could not remain untouched by the prevalent influence of Apulian art that, in the exuberant and less severe expression of its magnificent style, had here its cradle and its great masters. The lower Church rose after the earthquake of 991 as an ex novo reconstruction of the old Cathedral erected by St. Lorenzo Majorano in the 6th century, whereas in 1117, the splendid Upper Church was erected on the previous one and solemnly consecrated by Pope Pasquale II. The earthquake of 1223 destroyed it almost entirely. The surviving part was repaired and then left in complete neglect, also because the Metropolitan Chapter decided to use as a meeting place the new Duomo of the Swabian city, Manfredonia, founded nearby by King Manfredi in 1256, called “Sipontum Novellum”, and later Manfredonia. There were several destructions and reconstructions over the course of the centuries until the mid-17th century, when, for unknown reasons, it was semi-destroyed. The subsequent reconstruction turned out better than the others, although it was disfigured by baroque intervention that followed the earthquake of 1675. Restoration work at the end of the 20th century, besides that following the dictates of the 2nd Vatican Council, overseen by the Government office of Apulia, have brought the architectural jewel back to its original splendour.

Info: 0884.541470

RISTORANTE

Tel. 0884.231005 - 389.0269702

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S. LEONARDO IN LAMA VOLARA Alla fine del V sec., con l’affermarsi del Cristianesimo e del culto micaelico, lunghe file di pellegrini giungevano sul Monte dell’Arcangelo per rinnovarsi nello spirito e implorare benedizioni ai piedi del patrono San Michele. Sul Gargano e in tutta la diocesi Sipontina nacquero numerosi ospizi per pellegrini, affidati agli Ordini religiosi e cavallereschi. Il monastero di San Leonardo sorse a questo scopo, fondato – si suppone – verso la fine del sec. XI dall’Ordine dei Canonici Agostiniani, su di una piana ondulata che degrada verso la lama di Valle Volara, da cui il nome San Leonardo in Lama Volara. Secondo il Mastrobuoni le cupole della chiesa contenute in brevi tiburi risalgono al XII sec., ma resti più antichi fanno supporre la preesistenza di una chiesa bizantina, trasformata in chiesa latina nel sec. XI. Le varie traversie subite nel corso dei secoli la resero poco più che un rudere. Finalmente nel 1947 si avviò l’iter per il restauro e il 1 maggio 1950 la chiesa, affidata ai frati minori, riapriva al culto. La chiesa si presta a un’attenta lettura delle sue “pietre”: dal protiro che accoglie oggi il visitatore che vi giunge dalla S.S.89, alla sua architettura notoriamente conosciuta ai più per la presenza di un piccolo rosone (nella volta) e una formella quadrata (sulla facciata) che scandiscono il ritmo del tempo legato ai fenomeni astronomici dei solstizi e degli equinozi che ogni anno richiamano numerosi turisti e curiosi.

SAN LEONARDO IN LAMA VOLARA

At the end of the 5th century, as Christianity and the cult of St. Michael established themselves more and more, long processions of pilgrims came to the Mountain of the Archangel to renew their spirit and implore for blessings at the feet of the Patron Saint Michael. On the Gargano and in all the diocese of Siponto numerous hospices for pilgrims were set up and entrusted to religious and knightly orders. The monastery of St. Leonardo was founded for this reason, supposedly by the end of the 11th century, by the Order of the Augustinian Canons, on a rolling plain that drops down towards the marshlands (lama) of Volara Valley, wherefrom the name San Leonardo in Lama Volara came into use. According to Mastrobuoni the cupolas of the church contained in small dome lanterns go back to the 12th century, but more ancient remains suggest the pre-existence of a Byzantine church, transformed into a Latin church in the 11th century. The various adversities that the church has suffered over the course of the centuries left it little more than a ruin. Finally in 1947 work started on the restoration of the church, and on 1st May 1950 the church was entrusted to the Friar Minors and reopened for worship. The whole church make for interesting “reading” in art and history: from the prothyrum that today welcomes in the visitors that reach the church along the S.S.89 road to the general architecture renowned for a small rosette in the vault and a square tile on the façade that beat the rhythm of time to the astronomical phenomena of the solstices and the equinoxes, and attract each year numerous tourists and curious onlookers.

Info: 0884.549439 7


RE MANFREDI Intorno alla fine del primo millennio il destino sembra avversare le sorti della città. Forti escursioni telluriche, infatti, sfiancarono la città tra la fine del X e gli inizi del XI sec. Il colpo di grazia arrivò nel 1223, quando un violentissimo terremoto la distrusse quasi interamente. Nell’aprile del 1256, poco dopo la morte di Corrado IV, secondogenito di Federico II, re Manfredi individuò il sito ove fondare Manfredonia. Quando Carlo d’Angiò si preparava a scendere in Italia, le prime abitazioni erano già costruite e affidate al dominio dello zio Conte Manfredi Maletta, al quale il nipote Manfredi aveva dato in feudo Siponto. Sfortunatamente il grandioso piano riguardante la città si arrestò a causa della morte di re Manfredi, avvenuta durante la Battaglia di Benevento nel 1266. Gli successe Carlo I d’Angiò che visitò la città numerose volte che nel 1272 vi accolse papa Gregorio X. Manfredonia cominciò ad avere un proprio sviluppo. Ridimensionò e completò la cinta muraria, e si diede il via alla realizzazione della Torre del Porto. Il porto assunse sempre maggiore importanza, grazie anche all’intensificarsi del traffico con gli altri porti dell’Adriatico.

KING MANFREDI Around the end of the first millennium destiny seems to have been against the city. Strong telluric phenomena weakened the city between the end of the 10th and the beginning of the 11th centuries. The coup de grace came in 1223, when a very violent earthquake destroyed it almost completely. In April 1256, after the death of Corrado IV, the second son of Federico II, King Manfredi found out a suitable site where to found the new city of Manfredonia. When Charles of Anjou prepared to descend into Italy, the first houses had already been built and entrusted to the rule of his uncle Count Manfredi Maletta, whom the nephew Manfred had invested with the feudal estate of Siponto. Unfortunately the grand plan for the city was not completed due to the death of King Manfredi, during the Battle of Benevento in 1266. He was succeeded by Charles I of Anjou, who visited the city numerous times and in 1272 welcomed Pope Gregory X. Manfredonia gradually started to develop. The city walls were reorganised and completed, and the construction of the Port Tower was started. The port became more and more important, thanks also to the intensifying traffic with the other ports on the Adriatic.

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IL CASTELLO E IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE Anche se nessun documento conferma l’ipotesi di un’ideazione del progetto del Castello da parte di Manfredi, si vuole che questi ne avviasse i lavori prima di scomparire prematuramente. Il Castello è reso unico dalla particolare struttura: alte mura racchiuse da una cortina muraria esterna, più bassa, con tre torrioni circolari e uno pentagonale agli spigoli. Soluzione finale alla quale si giunse dopo una serie d’interventi costruttivi e di trasformazione avvenuti dal XIII al XVI secolo. Nel 1968 all’interno del Castello è stato istituito il Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia. Innumerevoli e di gran rilievo storicoculturale sono i reperti ospitati, fra cui strumenti in selce rinvenuti a Coppa Nevigata e in località “Scaloria”, dove la cavità profonda di una grotta era frequentata per scopi cultuali. Orgoglio del Museo è la collezione delle Stele Daunie, provenienti in larga parte da CupolaBeccarini e Salapia. Scoperte da Silvio Ferri negli anni ’60, le stele ci giungono danneggiate, tanto da rendere difficoltoso proporre ipotesi certe sulla loro destinazione. Realizzate in pietra calcarea locale, con la parte inferiore non decorata – il che fa pensare che fossero infisse nel terreno – e con i contenuti decorativi che arricchiscono le altre superfici, hanno consentito di formulare l’ipotesi che fossero segnacoli funerari di gruppi sociali emergenti, con decorazioni funzionali all’immagine e al vissuto della persona defunta (guerrieri, naviganti, cacciatori, sacerdotesse, ecc.).

THE CASTLE AND THE NATIONAL ARCHAEOLOGICAL MUSEUM Even if there is no document to confirm the hypothesis that the Castle was planned by Manfredi, it is thought that it was he who started work on it before his premature death. The Castle is made unique by the particular structure: high walls contained by an external lower wall, with three circular towers and pentagonal ones at the corners. The final solution was reached after a series of improvements and transformations between the 13th and 16th centuries. The National Archaeological Museum of Manfredonia was established within the Castle in 1968. It houses innumerable artefacts, important from both an historical and a cultural point of view. Among them are flint tools found at Coppa Nevigata and in the locality of “Scaloria”, where a deep cave was used for cult purposes. The pride of the Museum however is the collection of Daunia Stones (stele daunie), coming primarily from Cupola-Beccarini and Salapia. Silvio Ferri discovered them in the 1960s. Many of them are so damaged that it is difficult to form a hypothesis about what their purpose was. Made out of local limestone, with the lower part left undecorated – which leads us to think they were set into the ground – and with decorative content that enriches the other surfaces, it is thought that they were funeral stones for socially emerging groups, with decorations to evoke the image and life of the deceased (warriors, navigators, hunters, priestesses, etc.).

Info: 0884.587838 Aperto dal lunedì alla domenica dalle 08:30 alle 19:30

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LA CATTEDRALE Nel disegno di Re Manfredi, sembra che il primo impianto del Duomo fosse in prossimità del castello, ma del Duomo svevo non esistono tracce, né documenti. Il Duomo angioino, posto nel sito dell’attuale Cattedrale, fu iniziato il 7 febbraio 1270 (giorno dedicato al decimo vescovo di Siponto e patrono della città, San Lorenzo Maiorano) e terminato nel 1274. Distrutto dai Turchi nel 1620, risorse completamente nel 1700 dalle rovine dell’antico tempio per merito di monsignor Bartolomeo della Cueva. Importante per l’evoluzione della Chiesa fu la figura dell’arcivescovo Vincenzo Maria Orsini (poi Papa Benedetto XIII), che tra il 1676 e il 1677 fece erigere a spese proprie il campanile della città, a due passi dal Duomo. Le decorazioni a stucco che adornano gli intradossi della cupola e della volta della navata furono realizzate tra il 1840 e il 1850 per volere dell’allora arcivescovo Vitangelo Salvemini. Monsignor Andrea Cesarano, vescovo di Manfredonia dal 1931, incaricò il pittore Natale Penati (da Milano) della decorazione pittorica sul ciclo delle apparizioni di S. Michele arcangelo e del vescovo Lorenzo Maiorano eseguita negli anni 1940-1941 e del grande dipinto “L’ingresso di San Lorenzo Maiorano in Siponto” nella parete centrale del presbiterio. L’imponente facciata prospiciente Piazza Papa Giovanni XXIII è pure dovuta allo stesso presule che affidò l’opera al concittadino Aronne Del Vecchio. Info: 0884.581844

THE CATHEDRAL In the design of King Manfredi, it seems that the first building place of the Cathedral was in the proximity of the castle, but there is no trace of the Swabian Cathedral there, nor are there any documents about it. The Angevin Cathedral, located on the site of the present-day Cathedral, started to be built on 7th February 1270 (the day dedicated to the tenth Bishop of Siponto and Patron Saint of the city, San Lorenzo Maiorano) and was finished in 1274. Having been destroyed by the Turks in 1620, in 1700 it rose again from the ruins of the ancient temple thanks to Monsignor Bartolomeo della Cueva. An important figure for the evolution of the Church was the Archbishop Vincenzo Maria Orsini (later Pope Benedict XIII), who between 1676 and 1677 had the church tower of the city erected at his own expense just a few steps from the Cathedral. The stucco decorations that adorn the cupola intrados and the vault of the nave were completed between 1840 and 1850 according to the will of the then Archbishop Vitangelo Salvemini. Monsignor Andrea Cesarano, Bishop of Manfredonia from 1931 on, appointed the painter Natale Penati from Milan to paint the cycle of apparitions of St. Michael Archangel and the Bishop Lorenzo Maiorano, which was carried out in 1940 and 1941, and the great picture of “San Lorenzo Maiorano’s entrance into Siponto” on the central wall of the presbytery. The impressive façade overlooking Piazza Papa Giovanni XXIII is also due to the same prelate, who entrusted the work to the fellow citizen Aronne Del Vecchio.

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LE OPERE D’ARTE NELLA CATTEDRALE Il Sacro Tavolo della Madonna di Siponto, una pittura a tempera su tavola, si fa risalire al XII sec. Danneggiato da un incendio fu portato a Roma per il restauro nel 1927 e benedetto in Vaticano da Papa Pio XI. Il 28 agosto 1955 ebbe luogo la solenne incoronazione ad opera del Cardinale Roncalli, patriarca di Venezia, poi Papa Giovanni XXIII. La “Sipontina” è una pregevole scultura dipinta, ricavata da un unico pezzo in legno di noce come confermato dal recente restauro, risalente alla fine del XIII sec. Rappresenta, a grandezza naturale, la Vergine col capo reclinato verso il Bambino che impartisce la benedizione con la destra, alla greca, mentre la sinistra è poggiata su quella della Madre. Si vuole che la sacra icona sia stata portata a Siponto da una nave mercantile proveniente da Costantinopoli per sottrarla allo scempio degli iconoclasti. La statua di San Lorenzo Maiorano, Santo patrono della città, recentemente restaurata grazie alla generosità di una famiglia sipontina, è una scultura a tutto tondo, in legno di tiglio, alta m. 1,80. Il restauro ha fatto venire alla luce sulla base della statua la data della sua realizzazione, il 1763, e il nome dello scultore, F. Paolo Antolini da Andria. La chiesa di San Leonardo custodiva un grande crocifisso in legno alto m. 2,44 e largo m. 2,20. Scoperto per caso nella sacrestia sotto un cumulo di detriti, il crocifisso è una scultura di tipo vivente, con gli occhi aperti e i piedi staccati. Inviato all’Istituto Centrale del Restauro nel 1956, il crocifisso ha fatto ritorno a Manfredonia dopo ventotto anni, il 24 aprile 1985.

THE WORKS OF ART AT THE CATHEDRAL The Holy Table of the Madonna of Siponto, a tempera painting on wood, dates back to the 12th century. It was damaged in a fire and brought to Rome for restoration in 1927, and blessed in the Vatican by Pope Pius XI. On 28th August 1955 it was solemnly crowned by Cardinal Roncalli, patriarch of Venice, later Pope John XXIII. The “Sipontina” is a valuable painted sculpture dating back to the end of the 13th century, carved form a single piece of walnut wood, as has been confirmed after recent restoration,. It is a life-size representation of the Virgin Mary with her head turned towards the Child, who gives his blessing with his right hand, after the Greek way, while his left hand rests on that of the Mother. It is said that the holy icon was brought to Siponto by a merchant ship coming from Constantinople to save her from the havoc of the iconoclasts. The statue of San Lorenzo Maiorano, Patron Saint of the city, recently restored thanks to the generosity of a local family, is an in-the-round sculpture, made of lime wood, 1.80m tall. The restoration revealed on the base of the statue the date when it was carved, 1763, and the name of the sculptor, F. Paolo Antolini from Andria. The church of San Leonardo housed a large wooden crucifix 2.44m tall and 2.20m wide. Discovered by accident in the sacristy under a pile of rubble, the crucifix is a living type of sculpture, with opened eyes and detached feet. It was sent to the Central Institute of Restoration in 1956 and made its return to Manfredonia after 28 years, on 24th April 1985.

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LA CAPPELLA DELLA MADDALENA - PALAZZO DI CITTÀ La costruzione della cosiddetta cappella, di fatto l’antica abside, dedicata a Santa Maria Maddalena, della Chiesa di San Domenico contigua al Convento dei Frati Predicatori, fu ordinata da Carlo II d’Angiò nel 1294 e sovvenzionata con un fiorino d’oro a settimana. Dopo la devastazione dei turchi nel 1620, fu riedificata sulla vecchia costruzione. Il nuovo progetto settecentesco ridusse la chiesa a una sola navata. La cappella, originariamente inserita nelle antiche mura di cinta, è venuta alla luce solo nel 1895, durante lo scavo di un’aiuola eseguito dal custode delle carceri che occupavano alcuni locali del Municipio. Al suo interno sono conservati quattro preziosi affreschi parietali del Trecento raffiguranti S. Nicola, parte del plastico della chiesa di S. Domenico tenuto nella mano destra dal fondatore, l’albero genealogico della stirpe di David e la deposizione di Cristo realizzata nell’edicola gotica. Il monastero ospita oggi il Municipio della città. L’impianto attuale è un rifacimento dei primi decenni del secolo XVIII. La facciata, che si ammira dall’antistante piazza del Popolo, presenta una loggia con volte a crociera. Un porticato, scandito da una serie di pilastri che reggono arcate a tutto sesto, circonda il chiostro interno a pianta quadrata con al centro un pozzo del ‘700.

THE CHAPEL OF THE MAGDALENE CITY PALACE The construction of the so-called chapel, which is in fact the ancient apse, dedicated to Saint Mary Magdalene, in the Church of San Domenico, adjacent to the Convent of the Predicants, was ordered by Charles II of Anjou in 1294 and financed with a florin of gold every week. After the devastation of the Turks in 1620, it was re-erected on the old construction. The new eighteenth-century project reduced the church to a single nave. The chapel, originally part of the old city walls, came to light only in 1895, while a prison warder, responsible for some prison cells inside the Town Hall, was digging a flowerbed. Inside the chapel four precious fourteenth-century frescos can be seen on the walls depicting St. Nicholas, a partial model of the church of S.Domenico held in the hand of its founder, the genealogical tree of the family of David, and the Deposition of Christ produced in the gothic niche. The monastery today is home to the Town Hall. The present-day plan is a reconstruction from the first decades of the 18th century. The façade, that can be fully admired from Piazza del Popolo, presents an open gallery with crossed vaults. A portico, interspaced by a series of columns that support round arches, surrounds the internal square cloister with a central well that dates back to 1700.

Info: 0884.519111 /519200.

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LA RIVIERA SUD E L’OASI LAGO SALSO Il panorama da Manfredonia fino a Margherita di Savoia è caratterizzato dall’Oasi Lago Salso, una vasta zona umida di elevato valore naturalistico e di interesse nazionale ed internazionale, che fa parte del sistema delle zone umide di Capitanata, le più importanti dell’Italia Meridionale. Compresa nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano e situata nel territorio del Comune di Manfredonia, è formata da un alternarsi di specchi d’acqua e folti canneti, e da tre vasche arginate (la Valle Alta, la Valle di Mezzo e la Valle Bassa, o Lago Salso vero e proprio) di profondità variabile da 50 a 170 cm, a seconda del livello stagionale e delle esigenze gestionali. Presa d’assalto da ogni specie di uccello migratore, è un ecosistema straordinario. Sono 60 le specie animali legate all’acqua che si riproducono in Italia, e di queste ben 46 si trovano nelle zone umide dell’Oasi di Lago Salso. Negli acquitrini bassi, inoltre, sono di casa tamerici, salicornieti e giunchi, e nelle stagioni fredde non è difficile avvistare le specie più rare di uccelli acquatici, tra cui: la cicogna bianca, la cicogna nera, la gru, l’albanella reale e ben tre diversi tipi di falco predatore. Per raggiungere questi paradisi basta immettersi in un sentiero che fa capo alla litoranea ManfredoniaMargherita di Savoia, all’altezza del km 4.

LAKE SALSO OASIS The panorama from Manfredonia as far as Margherita di Savoia is characterized by the Lake Salso Oasis, a vast wetland with high naturalistic value of national and international interest. It is part of the wetland system of Capitanata, the most important one in Southern Italy. Included within the perimeter of the National Park of the Gargano and situated in the territory of the City of Manfredonia, it is made up of stretches of water interspersed with dense cane thickets and of three embanked basins (the High Valley, the Middle Valley and the Low Valley, or Lake Salso itself) varying from 50 to 170 cm in depth, according to the seasonal level and the management requirements. Besieged by every species of migratory bird, it is an extraordinary ecosystem. There are 60 animal species tied to the water that reproduce in Italy, and of these, 46 can be found in the wetlands of the Lake Salso Oasis. Furthermore, in the shallow marshes, there are tamarisks, samphire and rushes, and in the cold seasons it is not difficult to spot rarer species of aquatic bird life, among which: the white stork, the black stork, the crane, the hen harrier and three different types of hawks. To reach these paradises all you have to do is go down a track that leads off the Manfredonia-Margherita di Savoia coastal road, and stop at km 4.

Info: 0884.571009 - 328.7882946 Prenotazione obbligatoria

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MANFREDONIA PORTA DEL GARGANO Manfredonia si è guadagnato il nome di porta del Gargano perché, distesa com’è ai piedi della montagna, sembra accogliere chi giunge in Puglia diretto ad essa. Proseguendo lungo la costa attraverso la piana di Macchia, si giunge a Mattinata, ridente cittadina adagiata tra il monte Saraceno e il Monte Sacro. E percorrendo la litoranea, arriviamo a Vieste e Peschici, le più ambite stazioni balneari del Gargano. Oltre Peschici la costa, prima rocciosa e a strapiombo, si distende dolcemente verso San Menaio e la spiaggia di Rodi Garganico, fino ai due laghi costieri di Varano e Lesina, alimentati da sorgenti sotterranee. Sul Lago di Varano si affaccia il comune di Cagnano, forse l’antica città italica di Uria, mentre un po’ più in alto si trova Carpino, città dell’olio e patria della canzone popolare garganica. Lungo una strada che sale serpeggiando, con bellissima vista sul lago, si incontra Ischitella, cittadina di origine medievale che diede i natali allo storico e giurista Pietro Giannone. Nell’entroterra, la Foresta Umbra, cuore del Parco Nazionale del Gargano, custodisce numerose specie di alberi e preziose e rare orchidee spontanee. Monte Sant’Angelo, uno dei punti nodali del pellegrinaggio medievale per la Sacra Grotta dell’apparizione dell’Arcangelo Michele, e San Giovanni Rotondo, che custodisce le spoglie mortali di San Pio da Pietrelcina, sono punti di attrazione per il turismo religioso.

MANFREDONIA, GATEWAY TO THE GARGANO Manfredonia has earned itself a name as “the gateway to the Gargano” because, lying at the feet of the mountain, indeed it seems to welcome those who come to Apulia. Continuing along the coast past the plain of Macchia, we come to Mattinata, a charming town set between Monte Saraceno and Monte Sacro. And following the coastal road, we come to Vieste and Peschici, the most popular bathing resorts on the Gargano. Beyond Peschici the landscape, at first rocky and with overhanging cliffs, unfolds gently towards San Menaio and the beach of Rodi Garganico, as far as the two coastal lakes of Varano and Lesina, fed by underground springs. The town of Cagnano, the supposedly ancient Italic city of Uria, looks over the Lake of Varano, while a little higher stands Carpino, the city of olive oil and home to the Gargano folk music festival. By climbing a road that winds its way up, with a wonderful view of the lake, we come to Ischitella, a medieval town that was the birthplace of the historian and jurist Pietro Giannone. Going inland, we come to the Foresta Umbra, the heart of the National Park of the Gargano, and home to numerous species of trees and precious and rare wild orchids. Monte Sant’Angelo, one of the nodal points of medieval pilgrimages thanks to the Holy Cave where there was the apparition of Archangel Michael, and San Giovanni Rotondo, that guards over the mortal remains of Saint Pio of Pietralcina, are points of attraction for religious tourism.

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LE TRADIZIONI SIPONTINE LA GASTRONOMIA La cucina manfredoniana si richiama a quella propria della Puglia. Frugale, basata essenzialmente su prodotti genuini, è costituita da farinacei, olio extravergine d’oliva, verdure, legumi, carni bovine, ovine e suine, formaggi e soprattutto pesce. Vanto della gastronomia sipontina è la ciambotta, una zuppa di pesce e molluschi cucinati con aglio, cipolla, pomodori freschi, olio extravergine di oliva e crostini di pane. La farrata, da “farro”, considerata il rustico tipico di Manfredonia, è composta di una sfoglia di pasta ripiena di ricotta, grano, erbe aromatiche, sale e pepe; è particolarmente legata ai riti carnascialeschi. Altro rustico tipico è u scagghjuzze, impasto di farina di granturco fritto in olio extravergine di oliva.

GASTRONOMY

Manfredonian cuisine is typical of Apulian cuisine in general. Frugal, relying essentially on good quality ingredients, it consists of starchy foods, extra-virgin olive oil, vegetables, pulses, beef, lamb, pork, cheese and above all fish. Pride of place in the gastronomy of Siponto is the ciambotta, a fish and shellfish soup cooked with garlic, onion, fresh tomatoes, extra-virgin olive oil and croutons or crostini. The farrata, from farro, the Italian word for spelt, a pastry typical of Manfredonia, is made with a rolled-out piece of pastry filled with ricotta, wheat, marjoram, salt and pepper; it is particularly linked to carnival customs. Another typical pastry is u scagghjuzze, made up of corn meal fried in extravirgin olive oil.

IL CARNEVALE DI MANFREDONIA Il Carnevale di Manfredonia ha origini remote, tali da essere considerato la naturale continuazione delle Feste dei Saturnali. Tipico della tradizione carnascialesca di molte località è la realizzazione di un fantoccio al quale appiccare il fuoco come atto di purificazione. A Manfredonia si chiama Ze Pèppe Carnevéle. Tradizione vuole che Ze Pèppe, la vigilia di Carnevale, pur affetto da pintùre (broncopolmonite), faccia rientro in paese per trascorrere i giorni di Carnevale in allegria, e muoia per i bagordi il terzo giorno. Gli vengono tributati solenni funerali, al termine dei quali, tra pianti, balli e suoni, viene cremato. Così l’antico rito si ripete. La parata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati, e in particolare la Sfilata delle Meraviglie animata dai bambini, sono il fiore all’occhiello del Carnevale di Manfredonia.

THE CARNIVAL OF MANFREDONIA

Manfredonia’s carnival has remote origins, such as to be considered the natural continuation of the Feast of the Saturnalia. A typical carnival tradition of many localities is the realization of a doll which is burnt on a bonfire as an act of purification. In Manfredonia the doll is called Ze Pèppe Carnevéle. According to tradition, on the eve of Carnival Ze Pèppe, despite suffering from pintùre (broncopneumonia), comes into town to spend a merry time at Carnival, and then dies on the third day after too much revelry. He is given a solemn funeral, at the end of which, amidst weeping, dancing and playing, he is cremated. Thus an ancient custom comes to life over again. The parade of Carnival floats and groups in fancy dresses, and in particular the Sfilata delle Meraviglie, the children’s parade, are the centre piece of the Carnival in Manfredonia.

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Via Magister David 16, Siponto, Manfredonia Viale Miramare, Manfredonia Viale Miramare, Manfredonia Frazione Pastini, Montagna, Manfredonia S.P. 141 Delle Saline Km 7,2, Manfredonia S.S 89 km 174,800, Manfredonia Via Scaloria 152, Manfredonia

0884 541470 0884 581482 0884 538374 340 9800740 0884 231005 0884 514563 0884 581077

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Via Maddalena 28, Manfredonia Via del Porto 8, Manfredonia Via San Lorenzo 79, Manfredonia Via Maddalena 99 , Manfredonia Loc. Acqua di Cristo, Manfredonia Lungomare Nazario Sauro, Manfredonia Via Torre Santa Maria, Manfredonia Via dei Celestini 13, Manfredonia Loc. Acqua di Cristo, Manfredonia Via De Florio 29, Manfredonia

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Il Casone Il Peperoncino Il Portico L’Approdo La Nuova Riviera La Masseria La Sfinge sul Golfo Lo Scellerato Mare e Monti Mary Jane Oasi Lago Salso Papanonno Perla del Golfo Torre del Fico Vela D’Oro Vetus Vallum

Loc. Sciale degli Zingari, Riviera Sud , Manfred. 0884 571029 Via Maddalena 69/73 , Manfredonia 0884 532673 Viale Aldo Moro 34, Manfredonia 0884 538494 Radice Molo di Ponente, Manfredonia 0884 535688 Angolo Piazza Marconi , Manfredonia 0884 581544 Loc. Ippocampo, Riviera Sud, Manfredonia 0884 571102 Via Cala del Fico loc. Acqua di Cristo, Manfred. 345 1750128 Via G. Palatella, 3-5, Manfredonia 0884.582414 Frazione Pastini - Montagna, Manfredonia 0884.530510 Loc. Posta del Fosso c/o. G. Salvemini, Manfredonia 349 5749110 S.P. 141 Delle Saline Km 7,2, Manfredonia 0884 231005 Viale Beccarini 2/A, Manfredonia 0884 5119563 Loc. Acqua di Cristo, Manfredonia 0884 532240 Piazza Marconi 25, Manfredonia 0884 530120 Via Scaloria 240, Manfredonia 0884 511220 Via Ospedale Orsini 85, Manfredonia 0884 512228

Come arrivare In auto: Per chi viaggia in auto Manfredonia da nord è raggiungibile attraverso l’A14, l’autostrada che collega Bologna a Taranto. Uscita Foggia. D sud uscita Cerignola Est. Infine per chi proviene da Napoli, il percorso autostradale è l’A16 (NapoliCanosa di Puglia), uscita al casello di Candela. In pullman: Autolinee tutti i giorni da Foggia, Bari e dai principali centri del Gargano. In treno: Partenze dalla stazione ferroviaria Foggia a varie ore del giorno. In aereo: I principali aeroporti pugliesi più vicini a Manfredonia sono il “G. Lisa” di Foggia e l’aeroporto internazionale “Karol Wojtyla” di Bari. How to get to Manfredonia By car: If you come along the Adriatic Sea, join the BolognaTaranto toll motorway (A14). Exit at Foggia, if you are travelling southwards, Cerignola Est if you are going northwards. If you come from Naples, join the Napoli-Bari motorway (A16); exit at Candela. Then follow the road

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signs to Gargano-Manfredonia. By bus: Bus service everyday from Foggia, Bari and from all larger towns on the Gargano. By train: Frequent, local trains from Foggia railway station. By plane: The nearest airports to Manfredonia are “Gino Lisa” in Foggia (domestic flights), and the “Karol Wojtyla” international airport in Bari.



Opuscolo Guida su Manfredonia