Issuu on Google+

INTRODUZIONE Un pomeriggio del maggio 2014, io e la bibliotecaria Irene avevamo finito di organizzare tutti gli eventi estivi ed eravamo contenti perchè, quell’anno, si sarebbe parlato di tutto: cucina, storia, fisica, matematica e, visti i mondiali alle porte, perfino di calcio. Era un programma davvero interessante e variegato ma a me dispiaceva che non ci fosse un libro che parlasse di Rufina e dei suoi abitanti, magari anche di quelli scomparsi che vivono ancora nel cuore della gente. Casualmente, navigando sul web, mi sono imbattuto in “Sei della Rufina se...”, gruppo facebook a cui ero iscritto da qualche mese e nel quale tanti avevano “postato” in maniera molto spontanea pensieri, aneddoti, storie, personaggi che un rufinese di oggi e di ieri avrebbe

dovuto

assolutamente

conoscere.

Apprezzavo

tantissimo quei commenti esilaranti che portavano alla luce aspetti del mio passato e del mio presente ma, nello stesso tempo, avevo anche un timore: essendo su facebook, pensavo che tutto finisse presto nel dimenticatoio. Non lo volevo e non lo potevo accettare in quanto laureato in Storia e sostenitore di un

costante

sforzo

mnemonico

volto

a

contrastare

l’inarrestabile flusso divoratore del tempo (tempus edax rerum 4


recitava Ovidio nelle Metamorfosi). Così, in quello stesso giorno di maggio di più di un anno fa, spinto dalla voglia di creare un testo a carattere locale, decisi di salvare quei preziosi contributi dall'oblio cibernetico, lasciandoli il più possibile nella loro forma originale (con toscanismi davvero di grande qualità). A mio avviso, questo era un modo moderno, “social”, pluralista per favorire la costruzione di una piccola memoria comunitaria. Così ne parlai subito con l’amministrazione comunale che, nonostante riconoscesse che questo fosse un metodo insolito e anticonvenzionale, condivise la mia idea. Decidemmo congiuntamente di pubblicare questo testo "partecipato" nel 2015, anno del centenario del Comune: in un anno così significativo, considerata anche la mancanza di una trasmissione storica tra vecchie e nuove generazioni, ci sembrava opportuno valorizzare questo patrimonio virtuale di ricordi nati dalla passione di molti rufinesi, alcuni dei quali addirittura non abitano più nel nostro territorio. Nell'estate 2015 il progetto è stato presentato “ufficialmente” sia agli utenti del gruppo facebook sia ai commercianti e ai membri delle varie associazioni che operano in paese: il feedback è stato positivo e anche da loro sono arrivati nuovi divertenti “sei della Rufina se...” Durante la stesura finale ho eliminato alcuni 5


contributi solo per motivi burocratici, ma penso che sia emerso ugualmente l’ aspetto più interessante e, se vogliamo, anche inaspettato del progetto: è stata infatti delineata in qualche modo la "rufinesità", ovvero l' insieme delle caratteristiche storiche, culturali, sociali che denotano l'essere rufinese. Per il carattere ironico ed estemporaneo con il quale essa è stata tracciata dai miei compaesani, secondo me, era opportuno adottare un registro informale: ho lasciato così molte espressioni dialettali e ho optato per un tono colloquiale, più adatto a mettere a proprio agio chiunque vorrà avventurarsi tra le pagine di questo sharing book. Oltre a sorridere, speriamo che per il lettore possa essere un'occasione di immersione nella trama perduta della propria esistenza: come accaduto a Proust nel celebre episodio delle madeleine, ci auguriamo che il contatto con qualche divertente aneddoto possa servire per riportare alla luce emozioni dimenticate legate alla vita di paese. Questo perchè cogliere una parte anche minima del vissuto del singolo è importante per iniziare a formare una memoria collettiva, come afferma Caterina Benelli:

6


Attraverso il ricordo infatti, la memoria riconferma l'identità soggettiva, rafforzando il processo mnemonico individuale e inserendosi in una più ampia cerchia di vissuti collettivi che contribuiscono a determinare la storia, condivisa e comune.1 Ciò può essere il punto di partenza per formare un senso di identità: la narrazione di eventi, luoghi, persone appartenenti ad un passato comune fanno sentire gli uomini gruppo, collettività, società. In un momento storico caratterizzato dalla perdita di valori e in cui gli individui sono sempre più attirati verso i centri urbani, la piccola comunità rufinese rischia di perdersi nell'immensità della città metropolitana fiorentina. Perciò diventa auspicabile un nuovo legame tra l’individuo e il territorio: ciò sarà necessario per affrontare al meglio le difficili sfide economiche, sociali, demografiche e, perché no, anche ecologiche che attendono Rufina all’alba di questo terzo millennio. Giunti al termine di un testo, seppur piccolo, è sempre doveroso esprimere la gratitudine verso coloro che hanno reso possibile la sua creazione. Un primo ringraziamento va a tutta 1 C. BENELLI, Diventare biografi di comunità, Milano, Unicopli, 2013, p. 15.

7


l’amministrazione comunale, in particolare al Sindaco Mauro Pinzani, all’Assessore alla Cultura Daniela Galanti e ad Angela Rombenchi che hanno sostenuto questo progetto, nato e sviluppato grazie anche alla cortesia e alla disponibilità delle bibliotecarie Irene Agricoli e Monia Masi. Ad aiutarmi per quanto riguardo le liberatorie hanno collaborato Aurora Tanini e Daniele Venturi, mentre alla parte comunicativa hanno pensato Nico Malenotti e Furio Sbolgi: anche a loro va un sincero grazie per il tempo dedicatomi. A questo punto, non posso esimermi dal nominare Arianna Secci, senza la quale questo scritto avrebbe presentato qualche errore grammaticale e altre inesattezze varie. Inoltre vorrei citare tutti quelli che hanno perso più di un'ora a parlare con me della storia rufinese, a partire da Antonio Chini, narratore entusiasta della vita del Corso della Nave fino agli anni Settanta, per proseguire con Giovanni Cappellini, grande testimone vivente di tanti decenni di vita rufinese, e per finire con Renzo Sabatelli, principale cultore di storia locale che in una mattina ha risposto a tutte le mie curiosità nello splendido contesto della villa Poggia Reale. Un pensiero va anche a Paolo Brazzini con il quale il sottoscritto si è trattenuto a lungo negli spogliatoi dell’Audax parlando di curiosità, aneddoti, personaggi legati alla Rufina 8


del passato. Ad appassionarmi a questi discorsi probabilmente è stata tutta la mia famiglia, in special modo mio padre e mio nonno Mario, con i quali mi divertivo, durante i pranzi domenicali, a parlare della storia del paese, tra le lamentele di mia madre, che comunque è stata indispensabile per questo libro con i suoi ricordi e non solo. Ringrazio i miei amici indigeni e non: attraverso le loro osservazioni, posso avere sempre uno sguardo critico su ciò che mi succede intorno, compreso il luogo in cui vivo. Essi, inoltre, sono stati i compagni di tanti viaggi che paradossalmente mi hanno fatto affezionare di più al posto dove sono nato e cresciuto. L’ultimo e più importante ringraziamento va a tutti i commercianti che hanno collaborato con me e a tutti quei rufinesi di buona volontà che hanno a cuore il loro paese e si sono divertiti a manifestarlo su facebook (in particolare Lucia Fabbiani, amministratore del gruppo): senza di loro questo libro non avrebbe semplicemente preso vita. Lorenzo Masi

9


LE ATTIVITA’ RICREATIVE E COMMERCIALI

Caro lettore, stai per intraprendere un breve percorso alla ricerca della tua identità rufinese attraverso un salto indietro nel tempo. Non torneremo nell'anno 1076, anno in cui Gregorio VIII parlò per la prima volta di homines de Rufina, e nemmeno nel secolo XVIII, momento in cui i frati del Poggiolo iniziarono un'opera di bonifica del territorio circostante. Non ci soffermeremo neanche sul secolo XIX durante il quale iniziò a formarsi tra un torrente e il fiume Sieve un piccolo nucleo abitato: per renderti consapevole del tuo grado di “rufinesità”, bisogna partire dal Novecento, quando nacque il 2 dicembre 1915 un Comune chiamato Rufina. In particolare, ti verranno ricordati fatti, eventi e curiosità riferiti agli ultimi sessant’anni, periodo di tempo in cui questo paese si sviluppò in maniera significativa dopo il cosiddetto “boom economico”: da quel momento, esso iniziò ad avere un’anima propria e divenne un centro importante per la Valdisieve. Non ti preoccupare, non dovrai affrontare nulla di impegnativo: sarà solo un lungo e intenso

amarcord

di

felliniana

memoria.

Per

partire,

cominciamo dalle cose facili, ovvero dai bar. Nei piccoli centri di Provincia, questi non sono luoghi dove prendere un caffè e 10


andare via ma rappresentano veri e propri punti di aggregazione; al loro interno, avvengono le discussioni più animate e variegate. Stefano Benni in Bar Sport ha colto benissimo tale aspetto e ha descritto con il suo stile ironico queste realtà, frequentate ancora oggi da milioni individui che le eleggono come “seconda casa”. Il variegato popolo di facebook e gli altri rufinesi che hanno reso possibile la creazione del testo si sono divertiti infatti molto a rivendicare il loro senso di appartenenza citando questi locali e i loro mitici proprietari. Ti ricordi dei bar come il Cei, il vecchio Galletto, il bar Novo, il bar della Francesca? E il bar di Foresto e di Ferrero? Ti sei finito le mani a qualche “giochino” del Bar Novo? Se la risposta è affermativa e se inoltre ti torna in mente l’atmosfera leggendaria del vecchio Centrale, con i suoi biliardi e con il suo odor intenso di sigaretta, inizi davvero bene questo tuo cammino. Parliamo

adesso

delle

altre

attività

commerciali

che

sicuramente saranno lo stesso ben impresse nella mente di chiunque vi ha trascorso qualche momento, un po’ come i Beatles e la loro Penny Lane. Nel vecchio Corso della Nave, uno dei luoghi più attivi e vitali della comunità fino agli anni Settanta, potevi trovare il salumificio Bellini, la cantina 11


Dreolino, il fabbro Boccherini, il calzolaio Gherardelli. Ti vengono in mente questi posti insieme all’alimentari Caselli, famoso per tenere il baccalà nella sua vasca? Lungo “la Prospettiva Nevskij di Rufina”, ovvero via Piave, sai dove erano i' Cucciolo, i' Cappellini, la cantina del Chiarusi, il lattaio Fredducci, il negozio dell'ex sindaco Stagi, Sbuccino, il negozio del Palle, il mitico parrucchiere Giorgio? E il negozio del Poggiali? La locanda del Grazzini? In piazza Umberto I, erano presenti le poste e la vecchia cooperativa di consumo ma sai anche dove erano il Cafaggi, la bottega "Le Lapine"o il negozio di Miliuccio? Facendo un tuffo nel passato, vicino all’Agip, cosa c’era? Esatto, il cinema Ariston e il negozio di biciclette del Moro, famoso perché, durante le festività natalizie, compariva la celebre “befana di’ Moro”, donnina creata dalla mente geniale di Orlando Chelli e ancora presente nel cuore di coloro che l’hanno avuto la fortuna di vederla. Infine, procendendo verso la stazione, rimembri Casisi? Se non hai avuto problemi ad identificare la posizione anche di quest’ultima attività, hai già tutte le credenziali per essere definito un “rufinese d'annata” e quindi sai benissimo in quali vie erano negli anni Novanta la Laura Scic, la farmacia e la Coop. A proposito di alimentari, nei Piani, se ti dico la Marisa, 12


Marcello, la Margherita ti viene in mente qualcosa? E Paolino, laggiù vicino alle medie? Hai mai comprato un “balocco” dal vecchio Claudio accanto alle sbarre? Hai trascorso un po’ del tuo tempo ai "giochini" da Leverò? Portavi o hai comprato il tuo motorino dal Burberi? Ti fermavi da Dante e Fabrizio, attuali proprietari del Galletto, quando erano dal Tagliaferri? Sì? Allora potresti essere un rufinese o una rufinese di fine secolo, cresciuto\a probabilmente tra gli anni Ottanta e Novanta. Se invece di tutto ciò non sai nulla ma conosci solo il Brizzolari o Alcazar e se vai fin da quando eri piccolo a prendere il gelato al Galletto, è un buon segno: le loro attività persistono ormai da tanti anni, ma tu probabilmente sei molto giovane, anzi sei davvero un rufinese o una rufinese di ultimissima generazione, nato alle soglie del Duemila. Mai sentito dire Nebbiai, Rocchini, Pinza o “Paola di’ Meli”? Non ci sono scuse d’età, se non sai chi sono, non puoi essere rufinese, come se non hai mai varcato la soglia della Casa del Popolo e dell’Acli, luoghi di incontro, scontro, passione polica per molti esseri viventi registrati all’anagrafe di un Comune da poco centenario.

13


SEI DELLA RUFINA SE... Passato ... almeno una volta sei stato al cinema Ariston. ... hai comprato i mini fiaschetti di vinsanto dal Cafaggi. ... tu andavi dai Tozzi a prende la stiacciaha e i’pollo arrosto con le patatine. ... tu andavi da i’Palle. ... tu conocevi nel corso della Nave il salumifico Bellini, la cantina di Dreolino, il fabbro Boccherini, il calzolaio Gherardelli. ... se almeno una volta sei entrato da i' Cappellini. ... tu andavi al bar di Foresto. ... stavi in via Piave e ti svegliavi con la voce di Foresto quando alle 5.30 parlava con primi clienti di politica. ... almeno una volta hai fatto la spesa nella vecchia Coop che era dove ora c'è la farmacia. ... gli Antichi Romani della bottega su i'ponte. 14


... Gigi di Geppetta con la macelleria su i’ponte. ... andavi a comprare i cocci per mangiare a mensa a scuola da Ringo. ... tu andavi dal Poggiali. ... conosci il bar della Mora. ... conoscevi dove era il bar del Cei. ... hai comprato almeno una volta la schiacciata prima di entrare alle medie dal mitico Paolino! ... ti ricordi che la Laura Scic prima era in via Roma. ... se andavi a mangiare la pizza da Casisi. ... andavi dal Tarchiani a farti un pezzo di schiacciata con la mortatella. ... andavi a fare merenda da Geppolino in Falgano. ... tu sapevi indoll’era Cucciolo. ... almeno una volta hai mangiato i crostini verdi del ristorante Grazzini. ... ti ricordi della dolcissima Norma e della sua edicola. 15


... il lattaio Vittorio ti portava il latte a casa. ... se ti ricordi di Miliuccio, quello che vendeva l'attrezzatura per pescare e avea la bottega dove ora c'è Whisky e Soda. ... ti ricordi dello storico bar Centrale. ... tu andavi al vecchio Galletto. ... ti ricordi dell'ortolano Cosimo. ... ti ricordi il negozio dell'ex sindaco Stagi dove si vendeva tutto per la casa. ... sai dov'era il bar della Francesca. ... andavi da Egidio a comprare la frutta. ... hai comprato le prime scarpe da calcio o un toni dal Nebbiai. ... andavi dal macellaio Mario. ... ti ricordi indo' l'era la lavanderia della Renza. ... ti ricorderai che le poste erano in piazza Umberto I. ... se almeno un anno hai noleggiato i vestiti di Carnevale dalla Laura. ‌se andavi all'Acli quando c'erano Adolfo e l'Alba. 16


... andavi a i’bar Novo nei Piani a giocare a Pang e Super Pang. ... andavi a i’bar Novo da Bardo e dalla Barda. ... compravi la schiacciata dai Brilli. ... andavi all'Acli a mettere le canzoni ai juke-box. ... hai comprato la schiacciata o i semelle da i’ fornaio in via Luciano Celli. ... andavi a giocare la schedina quando c'era i bar di Foresto oppure i’vecchio Galletto. ... quando andavi a prendere il caffè all’Acli parcheggiavi in terza fila in piazza perché dalla gente che c’era, un c’era un posto nemmeno a pagarlo. ... guardavi Novantesimo minuto da Ferrero. ... eri indecisa se fare la fototessera da Vasco o dallo Stanzucci. ... almeno una volta sei andato a farti fare il panino dalla Margherita nei Piani. ... ti ricordi il negozio e soprattutto la mitica Nicla che vendeva la lana e altre cosine. 17


... ti sei fatto tagliare i capelli da Giorgio sotto i’Pozzo. ... tu andavi a parlare di calcio e politica da Giorgio sotto i’Pozzo. ... Quando andavi da Maglio di’ Nebbiai e ti provavi le scarpe e lui ti diceva sempre tassativamente “le son le tua”. ... andavi con la bicicletta rotta da i’Moro con le mani imbrattate di grasso, sigaretta in bocca e lui ti diceva la mitica frase “dimmi nini”. ... andavi da Silvano il lavandaio detto anche Marradi. ... ti ricordi del fabbro Marguglio. ... quando la mattina andavi alle medie ti fermavi sul viale dalla Susanna che con 500 lire ti dava mezzo kilo di schiacciata.

Presente ... hai comprato almeno una volta qualche dolcetto o una buona bottiglia di vino dal mitico Pinza. ... tu sei stato almeno una volta dalla Paola di’Meli a comprarti 18


le scarpe. ... tu vai dalla Laura a comprare i fiori. ... i tuoi genitori comprano i vestiti da Whisky e Soda. ... sei andato almeno una volta dalla Laura Scic. ... tu sei andato almeno una volta dalla Gianna nel negozio Sottosopra. ... tu vai a mangiare la pizza al Ritrovo. ... almeno una volta sei entrato nel negozio dell'Annamaria. ... tu vai a farti i capelli da qualche brava parrucchiera della Rufina. ... non vai il giovedÏ al bar Rocchini perchè sai che è chiuso. ... tu compri i vestiti dal Brizzolari o da Alcazar. ... tu hai una catenina di Chelli o di Renai. ... tu vai da Fabrizio e Dante al Galletto. ... almeno una volta hai portato lo scooter all'officina Burberi. ... tu compri le sigarette Da Gigi. ... tu vai a comprare un balocco da Claudio o da Amerigo. 19


... tu prendi i libri di scuola dalla Rossana in piazza Umberto I. ... tu vai dalla Pia. ... tu vai da Graziano, dallo Zagli o da i’Passerotti a comprare la ciccia. ... tu vai Da Marino. ... tu vai da i' Vivoli. ... i caffè tu lo pigli da Leverò. ... tu ch’hai un mobile di Bigozzi.

20


Foto 1. Il Corso della Nave, una delle vie piĂš antiche di Rufina, prima brulicante di tante attivitĂ .

21


Foto 2: “Rufina com’era”: piazza Umberto I, la piazza principale del paese.

Foto 3 : “Rufina com’era”: via Piave. Quanti negozi, quanti bar storici erano e sono tutt’ora presenti lungo questa via. 22


EVENTI DI IERI E DI OGGI

Nel paese della villa Pantellini, c’è una data che tutti dovrebbero conoscere a memoria, ovvero l’11 settembre, giorno in cui Rufina fu liberata dal nazifascismo. A parte questo

giorno

da

onorare

sempre,

ci

sono

tutt’oggi

appuntamenti a cui nessuno può mancare: in primis, c’è il Bacco Artigiano. Questa festa, che celebra il vino della zona, conosciuto e citato anche da Eugenio Montale, compie nel 2015 quarant'anni e, come sai, viene attualmete celebrata l'ultimo weekend di settembre: se sei un over 40, ti ricorderai quando veniva fatta all'inizio di ottobre e di quando si è tenuta a Pomino, precisamente a Villa Le Lame. Alla vigilia di Pasqua c'è lo Scoppio del Carro: ispirato all'omonimo evento fiorentino, successore della “Berta”, è presente fin dal 1946 e dunque tra qualche mese il paese potrà festeggiare i settant'anni del "volo della colombina" (la cui buona partenza, secondo l’antica credenza popolare, rappresentava un ottimo presagio per il raccolto dei mesi successivi). Due eventi fissi sono anche le fiere di luglio e di settembre con il loro immancabile odor di brigidino che rallegra chi vi partecipa. Oggi hanno forse perso un po’ del loro antico valore, prima rappresentavano invece una 23


grande occasione di festa per tutta la comunità, con tanti piccoli commercianti pronti a vendere i loro prodotti a uomini e donne vestite con il cosiddetto “abito buono”. Il Carnevale era una festa assai cara alla tradizione contadina: anche a Rufina era molto sentita questa ricorrenza. Ognuno avrà bellissimi ricordi di quei giorni, di quelle maschere e di quelle feste, momento ideale per fare felici le papille gustative con i deliziosi cenci, le goduriose frittelle e la mitica schiacciata alla fiorentina. Un giovane si potrà ricordare anche dei carri allegorici che sfilavano per il paese e anche delle sfide che, negli ultimi decenni del secolo, si scatenavano per le vie del centro: tanti ragazzi, muniti di schiuma, stelle filanti e anche fialette puzzolenti si scontravano con delle fantomatiche bande avversarie, spesso raggruppate per anno. Era una lotta tra "pischelli" ma chi ha vissuto quei momenti si può ricordare le prime sbronze di adrenalina e le fughe dalle gang rivali come nel film "Guerrieri della Notte"; il finale era spesso uno per tutti: i piccoli warriors rufinesi riuscivano a tornare alla loro base (ovvero a casa) pieni di schiuma e spesso con un odore nauseabondo di uovo marcio. Si infilavano nella doccia ma ormai era troppo tardi: tutta la schiuma si era sciolta addosso e, complice anche il gran freddo di febbraio, la febbre poteva 24


giungere con puntualità estrema. Un'altra data importante per la comunità è l'11 novembre dato che è San Martino, patrono del paese. Da ragazzo eri davvero contento, non perché era una poesia del Carducci: in quel giorno non si andava a scuola ma soprattutto in piazza, sul finire del secolo, c'erano i giochi la domenica successiva. Dopo un pomeriggio intenso potevi così tornare a casa, esausto e privo di grandi pensieri verso le "rossastre nubi" e "gli stormi d'uccelli neri" presenti in cielo. L'ultimo evento arrivato nel cuore degli homines de Rufina del Duemila è la Notte Bianca: si svolge solitamente il terzo weekend di luglio. Il caldo torrido, la pioggia o qualche blackout hanno provato a rovinare le serate ma chi vi ha partecipato non si è mai fatto scoraggiare ed è riuscito a trascorrere fino a notte inoltrata delle ore liete in compagnia di musica variegata e ottima gastronomia locale. Adesso la domanda è semplice: non hai mai vissuto una di queste feste? No? Potresti smettere di leggere già da ora le pagine di questo libro: infatti, è inutile, non sei rufinese. Anche se non condividi un certo orientamento politico, dovrai ammettere che c'era un evento che “prendeva” davvero gran parte

della

collettività,

ovvero

la

Festa

dell’Unità.

Originariamente veniva fatta in piazza Umberto I, poi si trasferì 25


in piazza dei Macelli. Lì potevi trovare il gioco del maialino e anche tanti artisti, alcuni dei quali si sarebbero consacrati a livello nazionale: hai sentito alla Rufina la voce di Lucio Dalla, Ivan Graziani o Antonello Venditti? Sai chi si doveva esibire quel giorno nefasto della strage del Mugnai? Se sì, sei davvero della Rufina, anche se forse non sei più di “primo pelo” e magari hai ancora davanti agli occhi cosa successe durante l'alluvione del 1966, quando la Sieve invase gran parte del paese. Ti viene freddo invece pensando alla famosa nevicata dell’85, la Sieve ghiacciata, i -20°? Sei riuscito a vedere la Juventus al campo sportivo nel 1980? Sì? Bene, sei un rufinese da poco entrato negli "anta" e allora andavi tranquillamente alla festa dell'Unità quando è stata spostata ai campi da tennis (e sai che c’era la pista da ballo, la pesca gigante e tanta polvere per la strada, visto che ancora non l'avevano asfaltata).

SEI DELLA RUFINA SE... Le feste paesane ... non ti perdi per nessun motivo il Bacco o lo Scoppio del Carro. 26


... la domenica del Bacco guardi i fohi e dici: “Gl’eran meglio gli attri anni”. ... per il Bacco tu vai a mangiare al tendone della Remo Masi. ... ogni anno ti lamenti che il Bacco Artigiano é sempre più brutto e poi, come ogni anno, continui ad andarci. ... ti ricordi del primo Bacco, quello a Pomino a Villa Le Lame nel 1976. ... ti ricordi il Bacco Artigiano alla Villa Poggio Reale. ... ti ricordi che prima il Bacco veniva fatto la prima di ottobre. ... alle undici tu sei in piazza ad aspettare lo Scoppio del Carro che inizia a mezzanotte. ... tu guardi lo Scoppio del Carro e dici: “Gl’era meglio gli attri anni”. ... tu guardavi se partiva o no la colombina. ... tu vai a metà novembre in piazza per la Festa del Patrono. ... da piccino, hai fatto qualche gioco per San Martino. ... a luglio tu sei a fare una giratina alla Notte Bianca. 27


Eventi storici ... sai che la data dell'11 settembre è importante perchè Rufina nel 1944 in quel giorno è stata liberata dal nazifascismo. ... ti ricordi della nevicata dell'85 e della Sieve ghiacciata. ... ti ricordi della tromba d'aria del 2002. ... eri sulla ferrovia a vedere passare l'acqua dell'alluvione, con in mezzo la casa del Manzino e tutte le mucche portate via dalla piena.

Feste dell’Unità ... ti ricordi la Festa dell'Unità al campo da tennis dove pescavi i numerini e vincevi quasi sempre. ... la festa dell’Unità ai campi sportivi con la pesca e la pista da ballo che dava semrpe i batussi. ... ti chiedevi chi vinceva il premio finale alla pesca gigante. ... ti ricordi di Lucio Dalla alla Festa dell'Unità in piazza dei 28


Macelli. ... hai visto Giorgione alla Festa dell’Unità al campo sportivo. ... se andavi al campo sportivo alla Festa dell'Unità, anzi dell'umidità. ... quando c'era la Festa dell'Unità s'era tutti al campo sportivo dove c'era i' tennis e noi ragazzine si girava intorno per vedere ad ogni giro i ragazzo che ci piaceva. …ti ricordi Ivan Graziani con gli occhiali senza lenti alla Festa dell'Unità in piazza dei Macelli.

Appuntamenti annuali ed eventi straordinari ... a luglio e settembre aspetti la giornata della fiera per poi dire che sei andato a farci un giro. ... per te l'estate finisce con la fiera di settembre. ... da piccino i tua ti portavano a comprare un balocco alla fiera. ... tu vai alla fiera di luglio e settembre a comprare i brigidini. 29


... hai visto o hai sentito dire della partita tra Audax Rufina e Fiorentina nel 1946. ... ti ricordi di quando la Fiorentina giocò a Rufina contro la squadra araba. ... hai visto la Juventus al campo sportivo nel 1980. ... hai sentito i Dik Dik alla Casa del Popolo. ... ti ricordi quando veniva il circo in piazza dei Macelli. ... ti ricordi Caterina Caselli alla Casa del Popolo. ... ti ricordi del cinghiale arrivato fino in piazza e poi entrato in chiesa. ... hai visto Rockets a Dicomano. ... ti ricordi del Carnevale di Don Tinti nel 1955.

30


Foto 4. Il tradizionale Scoppio del Carro

31


Foto 5: la nevicata di qualche anno fa: mai nessuna potrĂ  sostituire quella del 1985!

32


VACANZE,TEMPO LIBERO, SPORT

Finito di lavorare o andare a scuola, ognuno deve oziare come più gli piace ma ci sono delle attività che caratterizzano il tempo libero di un essere umano rufinese. Innanzitutto, se sai di non essere mai stato al Piccolo Teatro o al mercato in Piazza il sabato pomeriggio, non è un buon segno. Il tempo libero, dal Dopoguerra fino agli anni Novanta, era fortemente influenzato dall'attività politica: chi si definiva di sinistra, naturalmente andava alla Casa del Popolo, chi era democristiano optava per l'Acli. Si respirava proprio un clima simile alla Brescello di Beppone e Don Camillo: bastava una scintilla per scatenare qualche litigio tra le fazioni. Sei di quell'epoca e ti ricordi di quella divisione? E' normale, era così in molti parti d'Italia! Veniamo all'estate, momento in cui arriva il caldo e dove chiunque sente il bisogno di rinfrescarsi. Tu hai mai fatto il bagno ai Piscetti o al lago di Falgano? Ma soprattutto sei mai andato alla pescaia dell’Alessandri, luogo di balneazione per antonomasia di tutti i rufinesi per tanti anni, dove il Luciaio vendeva il cocomero? Se la risposta è negativa, è un bel problema. Parliamo di vacanze. Fino agli anni Cinquanta, per molti dei 33


nostri nonni andare in ferie era solo un miraggio e l'unico "mare" che si potevano permettere era davvero la pescaia degli Alessandri. Con il “boom economico”, l’Italia abbandonò i suoi vecchi aspetti rurali e agricoli e acquisì quelle nuove forme tipiche di una moderna società industriale: da quel momento iniziò l'era del turismo con canzoni popolari come “Stessa spiaggia, stesso mare” e “Abbronzatissima” che testimoniarono in pieno il cambiamento dei tempi. Anche la nostra realtà fu investita da questo fenomeno: praticamente parte del paese da giugno ad agosto si trasferiva oltre l'Appennino, più specificatamente lungo la Riviera Romagnola, meta dei primi esodi estivi di massa. Conosci località come Cervia, Pinarella, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina? "Romagna mia" è stata la tua prima colonna sonora estiva? Hai fatto il Passo del Muraglione per andare al mare? Molto bene, se la tua risposta è affermativa e se magari da bambino, in preda ad una tremenda nausea da mal di macchina, hai costretto i tuoi genitori a fermarsi più volte tra San Godenzo e Rocca San Casciano. Infine, parliamo di sport. In paese c'è un circolo di tennis ben organizzato e frequentato ma gli sport che richiamano più persone sono il calcio e la pallavolo, praticati in tutti i modi 34


durante l'anno, come testimoniato dai leggendari tornei di calcio tra i bar che venivano fatti in estate ( gli scontri intrisi di politica tra Acli e Casa del Popolo erano forse i più sentiti). La società calcistica principale del Comune è l'Audax Rufina mentre quella di pallavolo è la Remo Masi, sorta dopo la gloriosa Vis Rufina: ecco, se non hai mai indossato o visto almeno una volta le casacche bianconere dell’Audax Rufina, se non ti sei mai emozionato per un punto della Vis Rufina o della Remo Masi, sei una persona fortunamente libera, che magari si gode la vita, ma non sei un rufinese. Né di ieri né di oggi.

SEI DELLA RUFINA SE... Sport ... tu giochi o tu hai giocato nell’Audax Rufina. ... tu hai visto l'Audax Rufina in serie D. ... tu sei stato in trasferta in Sardegna con l'Audax Rufina. ... tu hai visto Audax Rufina- Frosinone. ... andavi a giocare al campo sportivo vecchio. ... se andavi a vedere segnare il Polloni per portare l’Audax

35


Rufina in Promozione. ... ti ricordi quando l’Audax giocava a pallone in piazza. ... ti ricordi dei primi tornei di calcio delle "trippe d'oro”. ... ti ricordi il primo trofeo città di Rufina. ... ti ricordi della Vis Rufina. ... hai giocato nella Vis Rufina con i mitici Cimino e il prof . Muratori. ... sai che una delegazione di rufinesi andò a giocare a pallavolo a Kurgan. ... tu giochi a pallavolo nella Remo Masi. ... il sabato sera o la domenica pomeriggio tu sei impegnato nelle partite di pallavolo della Remo Masi. ... tu andavi a giocare a tennis quando c’erano ancora i cipressi. ... hai giocato almeno una volta a tennis nel vecchio sintetico.

Tempo libero ... tu andavi a fare a merenda da Egisto a Falgano in motorino 36


(rigorosamente in due). ... tu vai a pigliare il fresco a Montegiovi. ... tu andavi alle giostre in piazza dei Macelli. ... alle 16 del sabato facevi il giro al mercato, il vero vecchio mercato. ... da ragazzo tu aspettavi il mercato il sabato pomeriggio per mangiare le patatine fritte. ... da bambino il sabato sera ti toccava la grandiosa pizza di Veneto e un paio d'ore di liscio. ... ti ricordi che il primo torneino a porte piccine tre contro tre fatto alla Casa del Popolo. ... alla Casa di Popolo hai visto il torneo di calcetto dove c'era la squadra "gruppo lonza�. ... tu vai a correre ai Piscetti. ... tu andavi a pescare in Sieve. ... tu andavi a pescare alla Cartiera o a i’Massone. ... tu sei andato almeno una volta a vedere uno spettacolo al 37


piccolo teatro. Estate ... d'estate facevi la squadra per giocare i torneino tre contro tre a porte piccine dietro l'Acli. ... andavi in vacanza in Romagna. ... almeno una volta hai fatto il bagno alla pescaia dell'Alessandri. ... in estate il tuo mare era la pescaia dell'Alessandri. ... tu andavi a fare il bagno agli Alessandri e compravi il cocomero dal Luciaio. ... tu mi saluti solo quando tu mi trovi a Pinarella e alla Rufina invece un’tu mi saluti. ... tu andavi al mare a Pinarella ed era come essere in piazza perchÊ il paese era tutto lÏ. ... tu hai fatto i’bagno ai Piscetti. ... per andare al mare d'estate, hai fatto almeno una volta il Muraglione. 38


... d’estate andavi a fare il bagno ai lago di Falgano. ... hai fatto il bagno d'estate a i'Masso Bucato.

39


Foto 6: MCL o Casa del Popolo?

40


Foto 7. Il “mare dei rufinesi”, la pescaia degli Alessandri

Foto 7: Il calcio, una passione di molti. Il derby Audax Rufina- Pontassieve è il “derby” per eccellenza dei rufinesi di ieri e di oggi. 41


GIOVENTU' RUFINESE

Sei stato un bambino o una bambina rufinese? Da fanciullo, non hai mai giocato per strada e combattutto controi tuoi coetanei, come nel libro I ragazzi della Via Pal? Non ti sei mai sbucciato

le

ginocchia

andando

in

bicicletta,

magari

Dietrosieve? Non ti sei mai sentito un piccolo Indiana Jones quando ti avventuravi in luoghi misteriosi e abbandonati, come, negli anni Novanta, la vecchia Stigo? Non hai mai giocato per ore e ore per strada o nei prati a pallone? Mai stato su un carro a Carnevale? Da ragazzina non hai mai giocato a "strega comanda color color” o “sbarba cipolla”? Ti sei fatta un bel bagno nella vasca di piazza Umberto I? Mai stata in colonia o al campo solare? No? E' ufficiale, non sei un bambino o una bambina cresciuto\a negli ultimi quarant'anni del XX secolo a Rufina e quindi magari non hai preso la calza in Comune per la Befana e nemmeno fatto il catechismo dalle suore in via Luciano Celli. Se invece hai fatto solo una cosa di queste sopra elencate ma sei stato al Grest e conosci bene l’oratorio Don Fabbri in Via Martiri di Berceto, non ti disperare: sei probabilmente ancora un ragazzo e quindi hai la fortuna di non avere troppi ricordi, segnale invece tipico dell’età che avanza! 42


Anche per capire se hai fatto parte della rufiniensis iuventus, la questione non è troppo complicata, basta porti qualche domanda: verso i quattordici anni, hai fatto una scelta importante, ovvero quella del bar preferito, che non hai abbandonato nemmeno con la maggiore età? Hai trascorso al suo interno interi pomeriggi e serate, specialmente d'inverno, al riparo dall'umido freddo della Valdisieve a giocare a carte, ai videogames o a biliardo? Verso quell’età, anche tu, maschio di Rufina, hai abbandonato il pallone, amico fedele di tanti pomeriggi, e hai cominciato a comportarti in maniera assurda, visto l’inizio della stagione dell’amore? Sei andato alla conquista di qualche bella ragazza autoctona da portare magari per le prime effusioni adolescenziali Dietrosieve? E voi, donne rufinesi, d'estate siete riuscite a convincere i maschietti ad evadere dai luoghi chiusi e avete trascorso con loro tutta la "stagion bona" all'aria aperta, soggiornando in qualche prato o in qualche panchina e oziando fino a notte inoltrata? Vi siete mai innamorate di alcuni di loro, come Sophie Marceau nel "Tempo delle mele"? Se la risposta a questi quesiti è affermativa, il responso è semplice: dai tredici ai quindici anni hai probabilmente vissuto in un paese sospeso tra Firenze e il Mugello chiamato Rufina e quindi sai che, se, a quell’età, 43


andavi Dietrosieve, posto fuori dagli occhi dei grandi, potevi trovare i tuoi simili, intenti a fumare le prime sigarette e qualsiasi altra cosa di aspirabile, vitarbe comprese. Dai sedici anni in su, almeno fin dagli anni Settanta, per l’adolescente italiano medio di Provincia comincia una nuova era, quella che possiamo definire della “discodance”: i ragazzi e le ragazze si trovano al bar per partire verso la discoteca, luogo prescelto nel weekend per cercare nuovi amori fuori dal proprio territorio di origine, visto magari il fallimento delle prime conquiste giovanili a km zero. Anche il rufinese è stato spesso protagonista di questo fenomeno. La direzione dei giovani del Duemila è indubbiamente la città, ma così non era per i predecessori, che si avventuravano verso il Mugello, Pontassieve, il Valdarno oppure addirittura verso Castrocaro Terme: tu fai parte di questi giovani che andavano al Samantha di Dicomano, al Tartaruga di Pontassieve o al Teen Club di Borgo San Lorenzo? Oppure anche tu in Valdarno, dove leggenda narra che le ragazze erano più abbordabili? Puoi anche annoverarti tra coloro che partivano addirittura per il Bul Bul di Castrocaro alla ricerca di calienti ragazzi o ragazze romagnole? Se anche tu hai fatto delle esperienze del genere insieme a tante altre “bischerate” che tutte non si possono 44


elencare (“perchè a vent’anni tutto è ancora intero, perchè a vent’anni è tutto chi lo sa, perchè a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età..” cantava Guccini), probabilmente significa una cosa: hai raggiunto la tua matura età in un piccolo abitato bagnato dalla Sieve denominato Rufina e sai che vuol dire alzarsi presto la mattina, visto che sei stato uno di quelli che per almeno cinque anni ha preso il treno o l'autobus per andare a scuola alle superiori (e magari venivi tinto il primo giorno di scuola).

SEI DELLA RUFINA SE... Da bambino ... facevi le sassaiole nei campi. ... tu giocavi per strada. ... tu sei stato in colonia. ... andavi in cerca di ferro per rivenderlo a Beppe e per farci qualche soldo. ... tu hai giocato a “palle, santi, mezza, tutta”. ... tu giocavi a campana, a “vivo e morto”. 45


... nel giardino dell'asilo salivi sulla mucca dalla parte del muso e saltavi dalla parte della coda. ... se andavi a giocare in piazza con il tango che puntualmente si bucava e lo ricompravi dal Nebbiai. ... correvi giÚ per la discesa dell'Ortonovo con i carretti ma i freni te li ritrovavi in mano e l'unica cosa che riuscivi a dire era....pistaaaaaaaa. ... andavi dreho Sieve a fare i cross con la bici e tornavi a casa sistematicamente con gomma e ginocchi sbucciati.. e poi dagnene di penicillina e giÚ da i’poero Franco a cambiare la gomma! ... se passavi pomeriggi interi a giocare a pallone o a guardie e ladri nel giardino dei blocchi o se facevi le imboscate alle macchine che passavano con lo stucco e le cerbottane (maiala che fughe si faceva dopo)! ... t' hai sonato i campanelli e ti sei nascosto tra le siepi. ... ti finivi dalle sfide uno contro uno a porta a porta senza mani 46


all'Acli. ... tu andavi in Ragnaia a fare la capanna ni’boschetto. ... giocavi a “sbarba cipolla”, “strega comanda color color”. ... almeno una volta hai ricevuto il giorno della Befana la calza regalata dal Comune al vecchio cinema. ... da piccino andavi a giocare nella piazzetta della Casa del Popolo e hai fatto il campo solare a Pomino. ... andavi al campo solare ascoltando l'Uomo Tigre. ... sei cascato almeno una volta in vasca della piazza Umberto I, quando c’erano i pesci, le carpe, i barbi, i cavedani. ... ti ricordi le giostre in piazza dei Macelli e nei Piani. ... sei stato al primo campo solare, quello fatto a Villa Le Lame a Pomino nel 1971.

Da ragazzo ( 12-13 anni in poi) ... il sabato pomeriggio andavi da Alcazar a comprarti la maglietta figa per andare la domenica al Tartaruga. 47


... la mattina hai preso il treno delle sette per andare a scuola a Firenze. ... tu facevi le file con i motorini da Rufina a Pontassieve o fino a Dicomano rischiando che ti schiacciassero! ... tu andavi alla pista dell’Acli fatta costruita grazie a Don Romolo e a tanti altri giovani negli anni Sessanta. ... tu facevi catechismo per la dopocresima a casa della prof . Tona. ... andavi a fare il ritiro dopocresima alla chiesa di Falgano. ... le tue prime esperienze amorose adolescenziali erano Dietrosieve. ... salivi sul tetto della Remo Masi. ... tu andavi a mangiare la pizza ai campo sportivo e dopo tutti in tribuna maschi e femmine a fare i gioco della bottiglia! ... tu andavi in piazza dei Macelli in riva ai fiume e dopo per non rifare i giro tu passavi da dentro i palazzi e tu pigliavi i peggio berci dalle vecchine perche s'avea tutti le marmitte 48


truccahe! ... se andavi all'Acli dall'Alba e Adolfo. ... la domenica prendevi il treno per il Tarta. ... andavi il venerdĂŹ sera, disastrato, dal Brilli alle tre a mangiare la stiacciata carda. ... i primi cicchini gli hai fumati dreho Sieve. ... hai visto buttare qualche ragazza in vasca in piazza Umberto I. ... il sabato sera andavi al Bul Bul e ci trovavi tutta la Rufina. ... almeno una volta hai preso le pizzette dal fornaio alle cinque. ... hai passato pomeriggi interi a giocare ai giochini al bar nei Piani. ... andavi a fare i raduni con generatore, piatti e mixer e borse piene al pratone dei Piscetti. ... la sera andavi in esplorazione nella vecchia Stigo. ... il sabato sera andavi a ballare al Samantha a Dicomano o al 49


Teen Club a Borgo San Lorenzo. ... quando usciva un giochino nuovo al bar pieno di biciclette fuori e tutti ammassati per vederlo. ... ti è capitato di fare a manate con quelle pischelle di Dicomano che venivano all'Acli a fregarci i maschi. ... hai giocato a calcio alle elementari ed ogni pallone che cadeva nel campo del contadino veniva sistematicamente tagliato in due! ... se ti sei sfrah'assato le dita con gli amici al bar a fare i record a Olimpic Konami. ... al primo anno che prendevi il treno per andare alle superiori ti tingevano. ... andavi dal Tagliaferri e usavi il "metodo cubo" per vincere a Street Fighter. ... tu andavi a trafficare al Murone o allo stradone perchè avevi paura del Mostro! ... tu andavi a ballare nel Valdarno pensando che le ragazze lÏ 50


fossero piÚ abbordabili. ... l'inverno ti ritrovavi al Leverò e l'estate migravi al campino di Montebonello! ... almeno una volta sei uscito "alle panche". ... tu sei andato almeno una volta a pomiciare in Ragnaia. ... passavi giornate e serate intere alla panca ai gardens. ... andavi a Poggio a Commissario a vedere i fantasmi. ... tu uscivi al Luna Rossa e t'eri dei piani,e la notte tu facevi le fughe a suonare i campanelli dei condomini. ... tu finivi i soldi a i'calcio in culo quando c'era la Festa dell'Unità ai campi da tennis (ovviamente dopo aver mangiato la panzanella o le patahe fritte allo stand delle migliori donne rufinesi). ... facevi i tuffi attaccato ai rami come Tarzan ai Piscetti. ... t'andavi sempre alla villa Pantellini per le gite romantiche. ... almeno una volta ti sei imboscato/a in Ragnaia. ... andavi a giocare ai "giochini", prima al bar Centrale, poi alla 51


Casa del Popolo, poi dal Tagliaferri, poi all'Acli e infine andavi al Campino di Montebonello. ... andavi ai giardino sopra le medie a prendere le susine rosse e poi a mangialle in cima ai Monte Cucco dove sembrava d'essere sul tetto del mondo. ... andavi ai giardini di cubilandia a sedere su una panchina tutto i pomeriggio e poi andavi a fare merenda da Marcello. ... tu andavi sulle giostre in piazza dei Macelli. ... tu sei tornato a casa pieno di schiuma per Carnevale. ... da bambino ti ricordi la giostrina che montava i' Moro che la girava la girava (e tutti i bambini sotto a bocca aperta a guardare). ... andavi Dietrosieve a fare i cross con la bici e tornavi a casa sistematicamente con la gomma bucata e con i ginocchi sbucciati.

52


Foto 8 : Due stradine per andare Dietrosieve: luogo di tanti ricordi giovanili per molti rufinesi. 53


MODI DI DIRE

Ogni paese possiede una propria toponomastica che solo gli abitanti del luogo conoscono. I rufinesi non fanno eccezione e solo loro possono capire dove andare se si dice i' Manzino, i Piscetti, Casisi, la Madonnina del Pensionato, Monte Cucco o Popella. Tuttavia c’è una cosa che forse li distingue dagli altri: è incredibile, ma chi abita in una zona “periferica” spesso afferma “vo nella Rufina” per andare in Piazza Umberto I. Retaggio di un vecchio passato duro a morire? Probabilmente sì, ma quanto è divertente sentirlo ancora!

SEI DELLA RUFINA SE.... ... se tu dici: qui fa buca! ... prendi la sita a Casisi! ... tu vai ai Piscetti. ... dici ancora "vado dalla Norma" per andare dalla giornalaia accanto al bar della stazione. ... abitare a Scopeti voleva dire già essere di periferia. 54


... quando dici “sono della Rufina” si è sentito dire “abiti a Rufina, e dov'è?" ... tu hai sentito dire “fammi una chicchera di caffè”. ... conosci i Trobucchè e la Madonnina di Pensionato. ... sei stato sul Monte Cucco e alla Buca delle Fate. ... sai dove è "Popella" . ... sai dov'è il Manzino. ... per comprare una lampadina ti dicevano “va da i' Sindaco”. ... tu dici " vo alla Hop"( invece che Coop). ...

dici “a bischero sciorto”, “t'ha una chiorba”, e “t'ha le

cheche”, “la pezzola”. ... tu hai sentito dire “dammi un frigolo sbottato”, riferito al bombolone. ... tu dici la "cannella", "granata", "i’toni", "buccole", "rigovernare", "bracare". ... ti dico "dreho Sieve" e sai dove andare. ... Montebonello lo chiami Dilàddasieve. 55


... la zona "i Piani" si chiamava Cubilandia. ... si va dalla Cresta. ... tu dici “la diritta di Bigozziâ€?. ... almeno una volta hai detto: non c'è mai niente in questo paese di m..... poi quando ne sei lontano ti manca. ... abitavi alla stazione, dovevi andare in piazza e dicevi " vo nella Rufina".

56


Foto 9: La Madonnina di’Pensionato.

Foto 10: Stradina che si trova sotto i’Poggiolo e Monte Cucco che porta alla Buca delle Fate. 57


SCUOLA

La scuola. Un momento bello e brutto che ha segnato la vita di tutti. Anche ogni rufinese ci è passato. Nel dopoguerra, i maschi andavano nella scuola comunale, con sede nell’odierna struttura della biblioteca ( con un maestro severissimo) mentre le femmine erano dalle suore in via Luciano Celli. Le classi differenziate scomparvero con gli anni Sessanta ma, almeno fino agli anni Novanta, a Rufina rimase una vera divisione: c’era chi andava tutti i giorni (compreso il sabato) in Via Luciano Celli dalle Suore e doveva presenziare agli appuntamenti religiosi (o alla festa dei genitori di fine maggio) oppure andava all’Ortonovo, alla Giuseppe Mazzini, scuola elementare pubblica inaugurata negli anni Sessanta. Dissapori, divisioni, inimicizie tra scuole scomparivano presto perché, finita la quinta elementare, c’era un’unica soluzione: le medie alla Leonardo Da Vinci. L’immaginario collettivo è pieno di ricordi di questa scuola che con i suoi professori ha segnato la vita di tanti: i giovani devono conoscere almeno la Nannoni o la La Roma, i meno giovani devono sapere almeno chi era la Tona e il Tona. Entrambi hanno il dovere di rimembrare la bidella Beppina e il bidello Filomeno. Un’istituzione era il 58


prof. Sfameni, presente in tutte le classi dalla fine degli anni Settanta. “Uee mimmaa, uee mimmo” era la frase chiave dell'insegnante di educazione motoria. L’hai mai sentita dire? Beh, è probabile: ogni rufinese dai cinquant'anni in giù è stato chiamato così almeno una volta nella vita.

Alle elementari ... quando tu andavi a scuola, i maschi andavano a quelle comunale mentre le femmine dalle suore. ... tu sapevi chi era il maestro Luigi Olita. ... prendevi duecento lire di schiacciata la mattina e le suore le rompevano sempre i c.....i che l'era troppo. ... andavi a scuola dalle suore e ci stavi tutti i giorni fino alle 16 e il sabato mattina. ... tu prendevi il pulmino per andare a scuola in via Luciano Celli. ... andavi alle scuole elementari dalle suore e a fine anno c'era la Festa dei Genitori con tanto di esercizi ginnici coordinati dal 59


prof. Muratori! ... tu andavi dalle suore e conoscevi la Liliana. ... conoscevi la bidella Emma. ... tu conoscevi la bidella Beppina. ... hai fatto parte del Coro delle Suore, rigorosamente in divisa. ... a maggio dalle suore tu recitavi il rosario perchè era il mese dedicato alla Madonna. ... hai fatto le elementari dalle suore ogni anno dovevi recitare per la Festa dei Genitori! ... tu conosci la Tiziana Baglioni. ... Lido e Roberto erano gli autisti per eccellenza di pulmino! ... per la recita natalizia ti vestivano da angelo. ... hai fatto l'elementari alla Mazzini e le medie alla Leonardo da Vinci (e se il primo anno alle superiori c'era ancora il treno di legno, allora sÏ sei della Rufina, vecchiotto ma della Rufina). ... alle elementari hai cantato ad una recita: Il vin dei rufinesi che delizia, ti fa girar la testa con malizia, donne e buon vino 60


ognuno lo sa, ha reso famosa la nostra città, dalla piazza dino alla stazione, Rufina canta son le vecchie e le nuove canzoni, Rufina canta dal campanile dall’alto lassÚ, ti guarda e ti dice, sia la pace e il lavor con te e sarai felice! ... quando andavi all'elementari alla Mazzini coi compagni bucavi la rete in giardino per arrivare sino alla Pantellini. ... ti ricordi del vecchio pratone sopra la Mazzini. ... tu andavi a scuola alla Mazzini e tu dovevi fare i turni per giocare a pallone.

Alle medie ... ti ricordi che chi era come me delle elementari Mazzini discriminavi quelli delle suore, poi t'arrivavi in prima media e i dissapori sparivano, tu diventavi un patriota rufinese insieme a loro, perchĂŠ tu vedevi quelli di Montebonello come degli alieni venuti da un altro paese. ... ti ricordi del rientro che si faceva alle medie. 61


... per andare a scuola alle medie tu prendevi il pullman di Magherini. ... andavi a piedi a scuola alle medie passando dal Manzino. ... andavi a piedi a scuola alle medie dall’Ortonovo passando per una stradina stretta accanto ai campi visto che non c’erano le case che ci sono ora. ... alle medie la tua prof. di religione era la La Roma. ... ti ricordi della torre di Pisa dei diari della Nannoni. ... alle medie il tuo prof. di ginnastica era lo Sfameni. ... alle medie all'ora di educazione fisica venivi chiamato perennemente "mimma" o "mimmo"! ... alle medie hai giocato a madball. ... alle medie c'era la settimana verde o bianca. ... a francese avevi la Fiaschi. ... tu hai avuto la Notarbartolo di disegno. ... avevi come prof. di ginnastica il prof. Muratori. ... la tua prof. di matematica era o la Gioffredi o la Falusi o la 62


Cellai. ... di educazione tecnica hai avuto l’Orlandi o la Simonelli. ... ti ricordi di Giovanni il bidello. ... ti ricordi della bidella Beppina. ... il bidello delle medie per eccellenza l'era Filomeno. ... hai frequentato le scuole medie con il mitico bidello Vittoriano. ... alle medie t'hanno fatto la ionoforesi. ... ti ricordi della bellissima Nannoni di musica e suoi xilofoni. ... a matematica c’era il Tona o il Tonerini. ... alla Leonardo Da Vinci e la prof. d'italiano era la moglie del Tona. ... sai chi erano l’Ornella, Guido e la Rita.

63


Foto 11-12: Le due scuole elementari di Rufina dagli anni 60 agli anni 90. 64


Foto 13: L’ingresso delle scuole medie, la scuola di tutti i rufinesi.

65


PERSONAGGI e ALTRE COSE DA RUFINESE DOC

In un paese piccolo, tutti conoscono tutti e ciascuno ha dei personaggi che gli stanno più a cuore all’interno della comunità. Coloro che hanno reso possibile questo libro ne hanno citati tantissimi e purtroppo, per dovere di spazio, non li possiamo elencare tutti; tuttavia, c’è qualche individuo che, nel bene o nel male, con le sue gesta o per il suo ruolo sociale non può non essere stato conosciuto da un rufinese. Ti ricordi quando indossavano la fascia tricolore lo Stagi, il Rombenchi, la Bigozzi? Il tuo parroco è stato uno tra Don Angelo Fabbri, Don Tinti, Don Romolo, Don Giuliano? Ti sei curato grazie al Milani, al Castrati, al Lulli, al Trodella, al Bechelli, tutti dottori passati da Rufina? Sei mai andato in farmacia dal dott. Montagni? Sai chi era Luciaio, celebre per il suo “Luppi luppi Noccioline”? Al campo sportivo vecchio, si sono esibiti tanti bravi calciatori ma, in particolare, conoscevi Pisello, portierone dell’Audax per tanti anni? Hai visto segnare i primi gol a Paolino Ciucchi, attaccante nato a Rufina e noto per essere approdato in serie A con la maglia della Fiorentina? Beppino e Valerio Magherini erano invece gli autisti per antomasia mentre la Piera è stata l’ostetrica che ha fatto nascere alcuni dei lettori 66


di questo libro: non hai mai sentito uno di questi nomi? Impossibile se ti definisci rufinese. Almeno tu conosci la fontanina de Piscetti “dilàddaiponte”, la leggenda della zampa di Gallina? Mangi il bardiccio? Ti ricordi quando c’era la vecchia chiesa in legno al posto dell’oratorio? Almeno una volta hai girato contromano alla salita delle medie, passato sotto le sbarre nei Piani o fatto "i freni a mani" al campo sportivo? Nulla di tutto ciò? Vabbè capisco, sei di Pontassieve.

SEI DELLA RUFINA SE.... ... ti ricordi di Don Romolo Battistini ... hai conosciuto Don Tinti. ... la messa la diceva Don Giuliano Sarti. ... sai chi era Don Zibi. ... quando entravi nella chiesa di San Martino, vedevi tutte le bambine e le donne sulla destra, bambini e uomini sulla sinistra. ... ti ricordi il mitico dott. Bechelli. ... ti ricordi del dott. Montagni. 67


... avevi come dottore il Lulli e il Trodella. ... ti ricordi del grande medico dott. Remo Milani. ... finita la scuola ti fermavi a comprare i luppi-Luppi dal Luciaio. ... hai comprato almeno una volta la liquirizia da' i' Luciaio ... t'ha fatto nascere la Piera. ... ti ricordi quando c’era i’ capostazione. ... ti ricordi di Lipparini, dello Scopetani, del Fusi. ... tu conoscevi Pisello. ... tu sei salito su un pullman guidato da Valerio o Beppino di Magherini. ... eri indeciso se chiamare Bombetta o il Consumino. ... hai visto il mitico Paolino Ciucchi in serie A. ... conosci la lattaia della Rufina che partecipava a tutti i giochi a quiz in TV. ... conosci la leggenda della "zampa di gallina" impressa in qualche stanza a Villa Poggioreale. 68


... in cima alla salita delle medie giri contromano. ... andavi di là da i ponte a piglia' l'acqua alla fontanina dei Piscetti. ... mangi il bardiccio. ... quando piove tu vai a fare "i freni a mano" alla curva di campo sportivo. ... ti ricordi che davanti alla pizzeria, sotto l'Ortonovo, c'èra un vigneto. ... per andare al treno abitando davanti alla stazione dovevi andare fino al Brilli e costeggiare il binario fino alla stazione davanti a casa tua. ... sai dell'esistenza di via Panagoulis. ... tu andavi a prendere il latte da Elia dietro il campo sportivo vecchio. ... venendo da Pontassieve stavi ore al passaggio a livello con le sbarre chiuse perchÊ lo stradone ancora non lo avevano fatto. ... ti ricordi i Piani con tre vie, del campo sportivo vecchio con 69


le gradinate (tre scaloni), i pic-nic ai Piscetti. ... sei stata a chiacchierare almeno una volta sulla sbarra di ferro alla biglietteria del campo sportivo (ma quella biglietteria io non l'ho mai vista aperta). ... se passavi il venerdÏ sera sino alle due di notte a dire "in do' si va stasera". ... almeno una volta sei andato alla diga di Uscioli. ... almeno una volta sei passato sotto le sbarre nei Piani quando il treno era in stazione. ... ti ricordi la vecchia chiesina di legno al posto del nuovo oratorio. ... ti ricordi che anche noi avevamo un cinema. ... hai partecipato alla costruzione della mitica pista, tanta fatica ma una bellissima compagnia e un grande tutor. ... se t'hai paura di quando l'è grossa la Sieve. ... sei orgoglioso del tuo vino, il Chianti Rufina. ... almeno una volta il proposto ti ha chiamato Zucchettone. 70


... negli anni Settanta ti è capitato di andare a pescare le alborelle in Sieve e poi la sera ci facevi la frittura. ... ti ricordi del muricciolo con quel fico selvatico enorme davanti alla Norma dove ora c'è la piazzetta in memoria di Casisi. ... i tuoi nonni lavoravano alla cantina della Spalletti. ... ti ricordi il campino davanti al bar Galletto (all'epoca non c'era) e la strada finiva ad un certo punto con uno schiacciasassi tutto arrugginito fermo li da anni. Poi continuavi per una stradina e arrivavi al "deposito "di Beppe il Ferraiolo che raccattava di tutto. ... ti ricordi quando in stazione c'era il bigliettaio che vendeva biglietti per andare a Firenze, che di per se era già un evento storico andare in città. ... ti ricordi la canzone del Maresciallo. Parte presto la mattina fa la sua giratina, e con due e tre assaggi e gli schizza da i’Cafaggi, e riparte a passettoni e va da Giorgio di Leoni. 71


... sei salito un migliaio di volte sul mitico treno marrone. ... una mattina ti sei svegliato e il cinema non c'era piÚ. ... se il mercoledÏ mattina d'estate tu pigliavi i'Magherini per andare al mercato di Ponte! ... hai mangiato le fette di pane col vino e zucchero. ... tu hai sentito parlare almeno una volta di Kurgan. ... ti stava sul cazzo quando nel treno, alla fermata sbagliavano l'accento e veniva RufÏna. ... tu hai mangiato tutta la vita i crostini neri e ti son belle venuti a noia ma poi alla fine e tu li rimangi lo stesso. (perchè sono sempre boni e non ci sono da nessun altra parte del mondo). ... ogni anno tu senti ad agosto la storia della pantera nel bosco.

72


Ma soprattutto.. Sei della rufina se... avrai questo libro!

73


Foto 14. Il celebre Luciaio.

74


Foto 15. La mitica “befana di’Moro”

Foto 16: La Sieve, il fiume che attraversa il paese.

75


CONCLUSIONE Finalmente siamo arrivati alla conclusione di questo percorso. Non so se tu, mio lettore, come ti senti. Non so se hai adesso in mente altri ricordi o se, al contrario, sei dispiaciuto perché ti sei reso conto di essere cresciuto e vissuto in piccolo paese di Provincia. Magari sei felice perché non conosci nulla di ciò che è stato scritto in precedenza e ne sei contento, convinto che la rufinesità sia una vera e propria “malattia”. Questo tuo atteggiamento discriminatorio non sarebbe corretto ma tranquillo, i rufinesi non sono vendicativi, non vogliono né castigarti né convertirti, anche perché inconsapevolmente il contagio è già iniziato: sei un po’ della Rufina anche tu, visto che hai dato un’occhiata a questo libro. Ormai è tardi: non c’è farmaco che la possa eliminare. Stai calmo, tranquillizzati: magari funziona da vaccino e ti impedisce di contrarre questa terribile malattia. Probabilmente diventerai immune e potrai essere ancora come quelle persone che ti guardano storto se si parla di Rufina (anche se sappi ormai, una volta contagiato, ti sentirai sempre in obbligo di correggere l’accento a quelli che dicono Rufìna al posto di Rùfina). Ma probabilmente ad alcuni degli abitanti di un paese sospeso tra Firenze e il Mugello poco 76


importa: per loro, la rufinesità non è una malattia, anzi alcuni ne sono quasi orgogliosi e forse alcuni si saranno divertiti a fare questo viaggio tra memoria e identità di un piccolo paese, rivivendo con piacere tanti episodi di vita vissuta e ricordando sempre volentieri il legame con il proprio passato e le proprie radici.

77


"Sei della rufina se..."