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La Gazzetta dell'aula Un «viaggio» nel mondo raccontato dai ragazzi Eccoci di nuovo con la «Gazzetta dell'aula» che uni­ sce la scuola Malaspina­ Staffetti al mondo esterno. Gli articoli sono il frutto di un'attività svolta in classe dagli alunni delle seconde dei due plessi. Seguendo le lezioni del giornalista Alberto Sacchetti i ragazzi hanno imparato a scrivere un articolo di giornale. E al termine del percorso di formazione giornalistica, co­ me cronisti, sotto l'abile gui­ da delle loro insegnanti di italiano, hanno riflettuto su importanti problemi di attualità attraverso sondaggi, indagini giornali­ stiche e interviste. Hanno messo sotto i riflettori i concetti di razzimo e di tolleranza, approfondito i vari aspetti delle scoperte e degli insegnamenti di Galileo Galileli, toccato i temi dell'ecologia e della botanica, sottolineato l'utilità della rete per fare nuove amicizie e lanciato l'allarme sulle mail offensive che arrivano a domicilio. Inoltre hanno segnalato che Massa non è citta per i giovani e illustrato le loro richieste ai governanti. Ci hanno detto che sono stressati e come è possibile curare i loro disagi. E poi lo sport che unisce le generazioni. Insomma si tratta di un "viaggio" proposto dai ragazzi dei due plessi. Alla guida della macchina che vi porterà a leggere i lavori degli alunni­ cronisti, il coordinatore del progetto, professor Federico Guidotti, e l'esperto Alberto Sacchetti.

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In classe spuntano anche le piante e su un albero bianco nella scuola "nascono" aquiloni colorati Nelle pagine 6 e 7

Le Olimpiadi e Sport City

Noi bocciamo il razzismo Nelle pagine 2 e 3

La prof Targioni parla delle Olimpiadi e una classe illustra il progetto per realizzare Sport City Nelle pagine 10 e 11

Galileo illustra le sue scoperte

Nelle pagine 4 e 5

Nelle pagine 8 e 9

La Gazzetta dell'aula


Disegno di Chiara Canneva e Bianca Russo Fiorillo; sotto disegno di Yuri Gentili

Classe II A Staffetti

Ecco il decalogo nel segno dell'altruismo Ecco il decalogo che vi proponiamo nel segno dell'altruismo e dell'integrazione. 1) Impara a giudicare le persone per quello che so­ no, non in base a quello che senti dire. 2) Accetta gli stranieri, perché nessuna società può vivere e progredire senza il confronto con le altre culture. 3) Non dimenticare mai che l'educazione è un'arma efficace contro l'intolleranza. 4) Come te, tutti hanno diritto a vivere, a essere ri­ spettati e ad avere dei diritti. 5) Se assisti ad atti di intolleranza, non far finta di niente: parlane con le autorità o con un adulto (nel caso in cui tu sia un bambino). 6) Anziché ripetere idee che nascono da pregiudizi

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e opinioni comuni, poniti domande, leggi, informati. Solo cosí conoscerai meglio le persone. 7) Dai prova di umanità e solidarietà nei confronti di coloro che necessitano di accoglienza e soste­ gno. 8) Anche gli stranieri hanno voglia di avere amici e di divertirsi: sii aperto e disponibile nei loro confronti. 9) Non limitarti a denunciare gli atti di razzismo, ma impegnati concretamente a combatterli. 10) Se qualcuno ba una cultura diversa dalla tua, sii curioso e non diffidente; fatti insegnare qualche cosa; impara a rispettare ogni persona con le sue qualità e i suoi difetti. Classe II A Staffetti

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Non ci sono razze superiori Ma esistono ancora pregiudizi che scuola e famiglia devono contrastare

Il fenomeno immigrazione

Disegno di Rebecca De Michelis

L'Inugualianza razze

delle

Classe II E Malaspina

Cristina, la segretaria che lavora nel no­ stro plesso, ci ha fornito i dati sulla situa­ zione degli iscritti con la quale abbiamo costruito un grafico che mette in evi­ denza la seguente situazione: il 93,5 % di italiani, 2,7 % rumeni, 1,3 % albanesi, 1,1 % di brasiliani, 0,5 % ucraini, 0,5 % moldavi e 0,3 % siriani. Per entrare nei loro panni abbiamo distribuito un que­ stionario in alcune classi campione dove so­ no iscritti alunni non nati nel territorio na­ zionale. Queste erano le domande: «Cono­ sci il significato della parola razzismo?»

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Dagli anni Novanta ad oggi l'Italia sembra essere la meta preferita di popoli migranti: ci siamo docu­ mentati ed abbiamo capi­ to che il fenomeno della migrazione è sempre esi­ stito. Quali le cause? La povertà, le carestie, le epi­ demie, la crescita demo­ grafica, la malnutrizione, le guerre spingono i po­ poli a viaggi disperati verso terre spesso inospi­ tali. Il fenomeno deve es­ sere governato attraverso regole, leggi ed il buon senso. Negli ultimi anni l'Italia ha tentato di ri­ solvere il problema dell'immigrazione con va­ ri sistemi tra i quali quello di educare alla convivenza pacifica tra popoli, anche se non è fa­ cile. L'immigrazione va affrontata con impegno costante e mezzi adeguati; i Comuni non possono ri­ fiutarsi di svolgere un ruolo decisivo; la scuola e la famiglia sono chiamate a sviluppare nei giovani il rispetto verso gruppi etnici diversi, educandoli a vivere con impegno civi­ le in una società multi­ razziale e multiculturale.

conosce il significato della parola "razzi­ smo"; il 5,1% ha assistito ad episodi di razzismo o di esclusione a scuola, a casa propria, in giro per la città o al mare con gli amici; il 5,6% non si sente accettato in classe; uno di essi ha superato il problema con l'aiuto di altre persone; il 5,6% di­ chiara di avere problemi nel comunicare «Hai assistito a episodi di razzismo o di con amici e compagni; piú della metà di esclusione?» «Nella tua classe ti senti loro ha superato il problema parlandone accettato?» «Hai mai avuto problemi a co­ con la psicologa scolastica mentre altri municare? Se sí, come li hai superati?» Que­ stanno ancora faticando. sti sono stati i risultati: il 99% degli alunni Classe II E Malaspina

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Signor Galileo, ci parli della truffa del cannocchiale. Signor Galileo, come affrontò il problema del rapporto tra scienza e fede, tra verità scientifi­ ca e testi sacri?

Sidereus nuncius Cosa pensa del contributo che ha dato alla Nova scientia? Disegno di Angelica Torcasio

Cosa hanno rappresentato per lei gli studi compiuti da Aristotele, To­ lomeo e i loro discepoli?

Galileo si confessa «Non ci sono contrasti Cosa può dirmi della tra la scienza critica alla cosmologia aristotelico­tolemaica? e la Bibbia»

Crediti: INAF­Osservatorio Astronomico di Brera

Quali rapporti ebbe con il potere e il sapere religioso? Quali rapporti ebbe con la comuni­ tà scientifica del tempo?

Dialogo Ci parli ora del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo e della di­ fesa del copernicanesimo.

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Alla ricerca dei monti della Luna col telescopio alzato verso il cielo

Crediti: INAF­Osservatorio Astronomico di Brera

Vi proponiamo un viaggio imma­ de' Medici con un anagramma ginario nel mondo del che annunciava la sua ultima . Mettetevi comodi che scoperta. Solo dopo tre mesi rive­ partiamo. lò il significato del messaggio che La Luna era «ho osservato il pianeta piú «In primo luogo diremo dell'emi­ alto in triplice forma». Il pianeta sfero della Luna che è volto verso piú alto era Saturno e a causa di noi. Per la maggior chiarezza del telescopio debole, Galileo divido l'emisfero in due parti, piú aveva scambiato gli estremi dei chiara l'una, piú scura l'altra: la suoi anelli per satelliti. Nel di­ piú chiara sembra circondare e cembre dello stesso anno, il 1610, riempire tutto l'emisfero, la piú Galileo mandò un altro ana­ scura invece offusca gramma a Giuliano de' Medici. come nube la faccia Questa volta si trattava di una Gli insegnanti Francesca Gaudino e frase che sembrava avere un stessa e la fa apparire FrancescoVassalli dell'IPSIA Fascetti di Pisa cosparsa di macchie». con le insegnanti Tiziana Silvani e DanielaDel Sarto qualche senso: «haec immatura In queste poche parole hanno guidato gli alunni del plesso Malaspina a me iam frustra leguntue o Y» e a ricostruire il cannocchiale di Galileo dopo un mese, Galileo rivelò è sintetizzata la grande rivoluzione ga­ nel Sole. L'unica ipo­ cioè Giove, e non vi si allontanava­ all'ambasciatore la soluzione lileiana. Proba­ tesi rimasta era no mai troppo. La deduzione fu dell'anagramma: «Cynthiae fi­ bilmente Galileo non fu quella che fosse lu­ che questi astri compivano i moti guras aemulatur mater amoru­ il primo ad osservare ce solare riflessa di rivoluzioni attorno al pianeta m», la madre dell'amore emula la Luna. Galileo era dalla Terra. stesso. Lo scienziato fu molto le forme di Cynthia. La "mater maestro nel disegno I pianeti: Giove, contento di poter dare sollievo a amorum" era, naturalmente, Ve­ prospettico, nel chiaro­ Saturno, Venere coloro che accettavano il sistema nere e Cynthia la Luna. Galileo scuro, e conoscitore delle forme Il 7 gennaio 1610 copernicano ma che si davano pa­ aveva scoperto che il secondo tridimensionali complesse. In pianeta mostrava delle fasi cicli­ Galileo puntò il suo ce sul fatto che solo la tutta la prima parte analoghe a quelle lu­ ultimo modello di Luna ruotasse attorno Osservò che NelSidereus "lunare" del nari e ciò costituiva una cannocchiale verso Gio­ alla Terra, mentre essa Giove vengono lo scienziato ve. Vicino a esso scorge ruotava attorno al Sole. prova che girava attorno affiancati disegni e de­ illustra 3 stelline che egli crede I satelliti in questione in triplice al Sole. Se infatti Venere scrizioni sempre allo attorno alla Terra, essere fisse; anche il vennero dedicati forma girava scopo di dimostrare il satellite fatto che fossero all'influente famiglia. come pure il Sole, sarebbe l'esistenza delle asperità lunari perfettamente allineate con il pia­ Oggi i satelliti galileiani sono chia­ stato impossibile vederlo illumi­ che avrebbero reso il satellite neta era curioso. Ma osservando­ mati Io, Europa, Ganimede e Calli­ nato per piú del 50%. terrestre imperfetto e simile alla le successivamente e scoprendo­ sto che, nella mitologia, figurano Le stelle fisse Terra per conformazione. Succes­ ne una quarta, per molte volte no­ come amori clandestini di Giove. Galileo nel , dopo aver sivamente Galileo si addentra tò che si muovevano spostandosi Nell'agosto del 1610 Galileo inviò esaminato la luna al nella spiegazione di altri due feno­ secondo il moto del loro pianeta, un messaggio cifrato a Giuliano cannocchiale, rivolge il suo stru­ meni. Il primo risponde ad una mento alle stelle fisse e si accorge domanda direttamente conse­ che le stelle rimangono sempre guente a quello che vede. Il para­ puntiformi. Mentre il gone con le montagne terrestri cannocchiale sembra ingrandire però sottolinea quanto poco si co­ Galileo Galilei nacque il 15 febbraio del 1564 a Pisa, da genitori di le cose di 100 volte, puntato sulle noscessero le altitudini dei nostri media borghesia che si trasferirono a Firenze nel 1574. Qui Gali­ stelle sembra avere un potere monti. È curioso il fatto che Ke­ leocompíiprimistudidiletteratura,logicae,successivamente,di molto minore. Le stelle sono cosí plero, nel suo scritto matematica. Negli anni seguenti giunse a formulare alcuni teore­ lontane che anche ingrandite, , riteneva, piú mi di geometria e di meccanica, che più tardi rese noti. Nel 1589 appaiono sempre come piccoli correttamente, ma senza il divenne docente di matematica all'Università di Pisa e, dopo tre dischi, le cui dimensioni sono conforto di una dimostrazione anni passò a Padova. Con la costruzione del cannocchiale (1609) dettate dalle leggi dell'ottica e geometrica, che i monti della Lu­ si aprí la serie delle grandi scoperte astronomiche di cui diede non hanno niente a che fare con na fossero piú alti di quelli della l'entusiastico annuncio nel Sidereus nuncius del 1610. Nel febbra­ le dimensioni reali. Galileo os­ Terra, ma di fronte ai calcoli di io del 1616 per i suoi studi di astronomia entrò in urto con le ge­ serva le Pleiadi nella costellazio­ Galileo, Keplero si ricredette e in rarchie ecclesiastiche. Nel 1623 pubblicò il Saggiatore dedicato ai ne del Toro, un ammasso di stelle uno scritto successivo accettò la problemi relativi alle comete. Il Dialogo sopra i due massimi siste­ che ha fra i nomi piú popolari tesi della superiorità assoluta dei mifustampatonel1632.MagiànelsettembreGalileivenivacitato quello di Sette Sorelle, anche se la rilievi lunari su quelli terrestri. dal papa a comparire dinanzi al S. Uffizio di Roma. Il processo du­ settima, come scrive lo stesso Ga­ L'ultimo argomento dedicato ròfinoal22giugno1633esiconcluseconl'abiuradiGalilei.Fure­ lileo, non appare quasi mai. alla Luna riguarda la luce cine­ cluso nel palazzo dell'arcivescovo diSienaepoipresso lasuavilla Ma la cosa piú importante è che rea. La luce cinerea non poteva di Arcetri. Lí scrisse il suo capolavoro scientifico: Discorsi e dimo­ viene osservata per la prima essere luce propria della Luna e strazioni matematiche intorno a due nuove scienze. L'8 gennaio volta la Via Lattea. nemmeno il riflesso della luce di 1642Galileosispense. Venere o delle stelle, ma neanche Classe II B Malaspina

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«Dai semi alle piante nate in classe Vi raccontiamo la nostra avventura» In un seme c'è tutto quello che serve per far crescere una nuova pianta; le sole cose che gli mancano sono della buona terra umida e un po' di sole. La fase in cui il seme comincia a crescere in una nuova piantina si chiama "germinazione", ma questo passaggio avvie­ ne solo in luoghi adatti e in La classe II B della presenza di temperatura e Staffetti; sotto:una fase dell'esperienza a scuola umidità favorevoli. L'embrione, o "germoglio", si ingrandisce fino a quando il rivestimento che ricopre il seme ("tegu­ mento") si spacca, la­ sciando fuoriuscire la radi­ chetta, che si allunga nel suolo alla ricerca di acqua e di sali minerali. Il fustici­ no invece si allunga verso l'alto alla ricerca della luce del sole. Dopo qualche Classe II B Staffetti tempo spuntano le prime foglioline e, finché queste non sono esposte alla luce, la pianta per il suo nutri­ mento dipende unicamente dalle riserve accumulate nel seme. Infatti attraverso le foglie avviene un proces­ so importantissimo, quello della "fotosintesi cloro­ filliana", per mezzo della quale la pianta assorbe l'anidride carbonica, libe­ rando ossigeno. L'anidride carbonica permette alla pianta di produrre da sola il glucosio, uno zucchero indispensabile per la sua crescita; nel frattempo la pianta si libera dell'ossige­ no che non le occorre, ma restituendo a noi un'aria molto più pulita. Classe II B Staffetti Classe II B Staffetti

Un'esperienza finita... in giardino

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Dalla plastica nascono gli «scacciapensieri» Quest'anno molte delle atti­ vità che si sono svolte nella nostra scuola hanno avuto una particolare attenzione all'ambiente, sia per quanto riguarda gli oggetti che abbiamo realizzato sia per i materiali che abbiamo usato. Il primo importante Gli Aquiloni lavoro è stato pensato per appesi abbellire la scuola in occa­ all'"Albero" sione delle feste di Natale: della Scuola abbiamo creato un grande Staffetti; a albero bianco che ora fa lato uno degli bella mostra di sé nel corri­ "Scaccia­ doio d'ingresso del plesso pensieri" Staffetti e lo abbiamo creato dagli addobbato con decorazioni alunni della di nostra fantasia. L'albero I F con ci ha accompagnato in tutte materiale le stagioni della nostra riciclato permanenza scolastica e infatti, a Pasqua, si è di nuo­ vo riempito dei colori delle uova dipinte e di una serie di animaletti fatti da noi. L'ultimo contributo è stato dato dal progetto Continui­ tà: sia i nostri compagni sia i bambini delle primarie hanno costruito dei bellissi­ mi aquiloni, utilizzando la carta delle uova di Pasqua, che, prima di prendere il vo­ lo, hanno dato l'ultimo tocco di colore a un albero per tutti i gusti. Classe II D Staffetti Classe II D Staffett

Il parcheggio cambia volto con Legambiente

A sinistra: il giardino invaso dalle cartacce sopra: un particolare dell'aiuola rimessa a posto

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Classe II D Staffetti

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social

network

etc.

I ragazzi chiedono più discoteche, parchi e centri di ritrovo

C'è l'esigenza di biblioteche e di avere un laboratorio teatrale

Classe II C Staffetti

Il 41% di ragazzi che hanno rispo­ sto "No", il 35% che ha votato "Sì" e il 23% che ha risposto "Forse" alla domanda se Massa possa essere considerata una città per giovani, sono d'accordo su una cosa: ci vorrebbero piú discoteche sul terri­ torio apuano e queste discoteche dovrebbero essere a misura di ra­ gazzi. In queste discoteche, so­ prattutto, non dovrebbero essere vendute sostanze alcoliche. Occorrerebbe costruire più parchi e dovrebbero essere organizzati più posti di ritrovo per ragazzi. Ma cosa c'è che non va nella nostra città? Nel questionario che abbia­

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mo proposto agli studenti e alle studentesse di tutte le classi se­ conde del nostro plesso, la motiva­ zione che ricorre più spesso è pro­ prio questa: Massa è una città "antica" e "cupa", proprio perché mancano luoghi dove i giovani pos­ sano passare insieme momenti di svago in sicurezza. In conclusione i giovani che hanno partecipato a questo sondaggio auspicano che Massa possa diventare piú giovani­ le in modo tale che i ragazzi non siano costretti a crescere in un po­ sto ritenuto "squallido" e "anti­ quato".

IN REDAZIONE Coordinatore del progetto Federico Guidotti Coordinamento e grafica Alberto Sacchetti, giornalista Hanno lavorato al progetto alunni delle classi II A, II B, II C, II D, II E del plesso Malaspina II A, II B, II C, II D del plesso Staffetti coordinati dalle docenti Bianca Maria Ferrari (con Lorenza Corsetti) Antonella Martini, Paola Biagioni Maria Panighini, Luana Ratti Attilia Petrocchi, Aldalisa Nardini Concetta Ferlisi, Patrizia Scarpini Dirigente scolastico Iole Cimoli Se non diversamente indicato, il materiale pubblicato su que­ sto giornalino è disponibile sotto licenza Creative Common Attribuzione­Non commerciale­Non Opere Derivate 2.5, cioè può essere riprodotto a patto di citare la scuola Malaspina­Staffetti, di non usarlo per fini commerciali, di non modificarlo né usarlo per creare un'altra opera. Per l'elabiorazione del giornalino è stato utilizzato il software free e open source Scribus (http://www.scribus.net)

Info: http://www.malaspinastaffetti.net

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Ecco "Facebook", un ponte telematico per dialogare e fare nuove amicizie

cial network

web

so­

network

college

campus Disegno di Alessandro Mannini

web

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Il bullismo è un fenomeno sociale in evoluzio­ ne, molto diffuso oggi, non solo nelle scuole, ma anche in . Negli ultimi anni, in seguito all'evolversi delle tecnologie, ha assunto nuove forme: oggi si parla di "cyberbullismo", inteso come forma di prepotenza commessa tramite i nuovi mezzi di comunicazione Un gruppo di ricercatori americani sostiene che sms carichi d'odio, offensive e sono strumenti che conferiscono ai bulli ancor piú potere contro le loro vittime e li rende in grado di colpire anche in un ambiente che si presume sia sicuro come quello di casa nostra. Questa ti­ pologia di bullismo implica, affermano gli stu­ diosi, l'assenza di una relazione e di un contatto diretto tra vittima e bullo, che in molti

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casi riesce a mantenere l'ano­ nimato. Per la vittima, inoltre, è piú difficile sottrarsi alla prepotenza, anche perché, a volte, non sa di essere "presa di mira": se all'interno di alcu­ ni contesti, ad esempio quello scolastico, il bullo agisce sulla propria vittima con modalità diverse da quelle , perché può essere piú facilmente identificato, su ha la possibilità di attuare le prepo­ tenze in qualsiasi momento del giorno e della notte, colpendo piú persone in meno tempo e usufruendo di diverse "identità". Sono so­ prattutto le ragazze ad essere bersagliate da

attacchi verbali sui servizi di messaggistica istantanea co­ me "MSN" ed attraverso offensive di contenuto sessuale. Nonostante la grande prevalenza di vittime sia giovane e di sesso femmi­ nile, il bullismo telematico colpisce tutti, compresi gli adulti. Nessuno deve rimane­ re vittima dei bulli, nella vita reale cosí come nello spazio digitale, pertanto, ragazzi, di­ fendiamoci denunciando ai genitori, agli inse­ gnanti e alle competenti autorità eventuali atti di bullismo reale o telematico! Classe II C Staffetti

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Ci sono delle cerimonie di apertura e chiusura, proprio come nelle vere Olimpiadi? Quando sono nate le Olimpiadi scolastiche della "Malaspina­Staffet­ ti"?

La professoressa Eliana Targioni alle Olimpiadi della scuola; sotto un disegno realizzato dall'alunno Davide Venturotti

vortex play

fair­

Che significato hanno per lei queste Olimpiadi?

Quali sono gli sport prati­ cati? base ball minivolley

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Sport per stare bene e scaricare le tensioni È quanto emerge da un'indagine svolta all'interno del plesso Malaspina Sia le ragazze, che praticano prevalentemente pallavolo, danza e ginnastica ritmica, sia i ra­ gazzi, che preferiscono il calcio, la pallacanestro e l'atletica leggera, concordano su una cosa: «Lo sport ti fa star bene, puoi scaricare le tensioni e ti insegna a stare con gli altri!» Ammettiamolo: questa affermazione non sarà particolarmente brillante; ma quanto è vera! Infatti, da un'indagi­ ne da noi effettuata all'interno del plesso Mala­ spina sul significato dello sport per noi adole­ scenti, è emersa proprio questa considerazione come condivisa da tutti noi ragazzi: noi viviamo lo sport come un'esperienza molto benefica a li­ vello psico­fisico ma anche formativa dal punto di vista dell'educazione. Attraverso lo sport

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impariamo a comprendere che non siamo perfetti, che abbiamo dei limiti e che ce li hanno anche gli altri, ma anche che abbiamo delle doti naturali; si entra in contatto con l'importanza di rispettare delle regole, altrimenti il gioco non funziona; ci confrontiamo con la lealtà, con la collaborazione, con la solidarietà, con l'antago­ nismo; sperimentiamo anche la rabbia e impa­ riamo a conoscerla e a scaricarla. Lo sport per noi, insomma, è un microcosmo, un'area privilegiata dove possiamo fare pratica della vita! Così, come potremmo non concorda­ re con J. Huizinga quando afferma che "lo sport è cosa seria"? Classe II D Malaspina

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Un percorso in centro con spazi attrezzati

«Un progetto fa nascere una città per lo sport»

Disegno di Alessandra Caruso

Il CCR (Consiglio Co­ munale dei Ragazzi), percorso di educazio­ ne alla cittadinanza per i giovani, permette loro il confronto e la parteci­ pazione alla vita so­ cio­politica della città. Nasce nel 2003 per vo­ lontà del Quartiere Destra Frigido ed è ri­ volto ai ragazzi fino alla terza media, come studenti e come citta­ dini. Questi, aiutati dagli insegnanti e dalle associazioni del territorio, elaborano un progetto per la città che concorre all'assegnazione di 5000 euro, messi a disposizione dall'Amministrazione comunale per premia­ re l'idea migliore. Quest'anno i rappre­ sentanti di ogni classe Classe II A Malaspina hanno esposto il pro­ prio progetto al CCR insediato il 25 maggio presso la ex Colonia Fiat di Marina di Mas­ sa; la successiva vota­ zione e lo spoglio altrettanti no. Soltanto uno delle schede hanno non concorda con l'importanza poi decretato la vitto­ di fare sport. Infine, la do­ ria del nostro pro­ manda relativa al getto. Più spazi verdi, nostro pro­ aiuti per i canili, getto centri sportivi, svi­ "Sport Ci­ ty", cioè luppo del turismo, pi­ se pia­ ste per mountain bike... sono alcune ce­ rebbe delle idee. Quella che la "vincente" della classe città II A del plesso Mala­ fosse spina è "Sport City", attrez­ una nuova idea di zata come città, con più un centro sportivo, ha visto il attrezzature ludico­ gradimento da parte di 48 stu­ sportive e spazi denti, mentre uno solo non è attrezzati nel centro, d'accordo e 17 non sanno cosa per il divertimento dei sia meglio. giovani.

«Calcio e pallavolo le nostre passioni» writers

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Da un sondaggio effettuato nelle classi seconde del plesso Malaspina (con l'esclusio­ ne della nostra) sono emersi i seguenti dati: su un nu­ mero di 66 inte­ ressati, 59 pratica­ no uno sport e soltanto 7 non lo praticano. La maggior parte di questi seguo­ no il calcio e la pallavolo. La ri­ sposta alla domanda se "piace­ rebbe praticare altri sport", so­ no risultate paritarie: 33 sí e

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"Il cuore nella mente" aiuta i ragazzi a rilassarsi Il controllo delle emozioni e le tecniche di rilassa­ mento ci arrivano in soccorso per calmare l'incessante azione della mente sottoposta alle nu­ merose fonti di stress che abbiamo individuato. Una mente rilassata e centrata, è stato dimo­ strato, è piú creativa e produttiva. Ecco perché il progetto Il cuore nella mente, curato da Antonio Lorenzini, l'esperto che dallo scorso anno scolasti­ co ogni settimana, per un'ora, entra nella nostra classe, è risultato molto interessante. L'utilità delle lezioni sulle tecniche di rilassamento sono, a nostro avviso, molteplici. Per prima cosa ci insegna­ no ad acquisire la capacità di sciogliere i nodi di tensione gestendo con successo lo stress; poi ci aiutano a rafforzare il senso di autoaffermazione e di fiducia nelle nostre capacità e possibilità per ottenere risultati migliori nelle discipline scolasti­ che; infine favoriscono la comunicazione e la socia­ lizzazione all'interno della classe. La nostra esperienza è stata senz'altro positiva. Il cammino è lungo ma la strada da percorrere ora ci è chiara. Un ringrazia­ mento ad Antonio, a que­ sto punto, da parte nostra è doveroso. Speriamo che il progetto prosegua il prossimo anno scolastico, per concludere il percorso che altrimenti dovremmo lasciare a me­ tà: sarebbe davvero un peccato!

ClasseIICMalaspina

Sei seduto in fondo alla classe e sei distratto. Stai pensando al prossimo , quando la prof ti chiama alla lavagna e ti chiede di risolvere un'orri­ bile espressione. Il ritmo cardiaco aumenta, le ma­ ni sudano, la voce si fa incerta e per di piú sbagli i conti. Hai mai provato questa sensazione? Non ti preoccupare, non è una malattia grave, solo stress da matematica; si può "curare", cosí come si posso­ no "curare" gli stress dovuti a tutte le altre mate­ rie. Sapevi che da qualche anno ormai, medici, pe­ diatri, psicologi e altri specialisti, ricevono in consultazione soggetti della nostra età fortemente inquieti di fronte alle pressioni esercitate dai siste­ mi scolastici e socio­familiari? E che questi ragazzi­ ni possono dimostrarsi aggressivi o, al contrario, depressi? E che manifestano scarsa autostima? Ad un'analisi piú dettagliata, molti di loro temono le situazioni in cui vengono giudicati o valutati co­ me, per esempio, una verifica. Altri si sentono a disagio con i propri compagni e coetanei, sono ti­ midi o temono di essere oggetto di burle. Il fenome­ no dello stress accomuna alunni diversi, aventi ri­ sultati scolastici diametralmente opposti. Una buo­ na dose di stress (positivo e ben gestito) è però indi­

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spensabile per ottenere buoni risultati in ogni campo, ma non deve essere eccessivo. Se facciamo un rapido calcolo comprensivo di ore scolastiche e di compiti a casa, aggiungendo magari le lezioni private di musica o il catechismo, molti di noi hanno la settimana piena. Durante le attività sco­ lastiche poi, ci viene richiesta una prestazione di qualità: in termini di tempo, impegno, attenzione, partecipazione e lucidità di presenza. Tutto que­ sto fa parte della normalità. Ma allora come gesti­ re lo stress accumulato? E come dare il meglio di noi stessi a scuola? Intanto bisogna lasciare libero spazio al procedere della fantasia, un canale privi­ legiato. Il tempo "perso" in camera, i giochi in fa­ miglia, le discussioni tra fratelli e sorelle o con i genitori,i disegni, i , possono essere formi­ dabili strumenti di auto­gestione dello stress. E poi non dimentichiamo lo sport, utilissimo sia per la salute fisica, sia per scaricare le tensioni. A volte però tutto questo non basta! Esistono delle tecni­ che, che si possono imparare per vivere meglio e sciogliere i propri nodi di tensione, in modo da ge­ stire con successo lo stress.

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La Gazzetta dell'Aula - a.s. 2009-2010  

Il giornalino della Scuola Media Statale "Malaspina-Staffetti" di Massa