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Postapressventiquattrore Anno 22 • n. 9 • 28 febbraio-7 marzo 2013 • www.ilsalvagente.it

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Settimanale dei Diritti, dei Consumi e delle Scelte

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SOLARE TERMICO TANTI TIPI DI INCENTIVI GUIDA ALLA SCELTA PER RISPARMIARE DI PIÙ pag.

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PILLOLA AMARA SI ALLUNGA L’ELENCO DEI MEDICINALI PIÙ PERICOLOSI CHE UTILI pag.

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TELEFONIA MOBILE

CARNE DI CAVALLO Scandalo senza fine

L’ANTENNA SUL TETTO? IL RICATTO DEI BIG CHE LUCRANO SUI CONDOMINI

SCACCO alla SICUREZZA


per la cultura

Vorrei celebrare anch l’anniversario dell’Unit dell’Unità

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h’io tà d’Italia.

NELL’AMBITO DI


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SalviamociGente

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

Sigarette elettroniche, lettori scatenati

salvaweek

a cura di Riccardo Quintili

UN BUCO ENORME DI CONTROLLI E UNA CADUTA VERTICALE DELLA CREDIBILITÀ DELL’INTERO SISTEMA ALIMENTARE INDUSTRIALE. LO SCANDALO DELLA CARNE DI CAVALLO, CHE RACCONTA BENE IN QUESTO NUMERO LA NOSTRA BARBARA CATALDI, NON È SOLO LA CRONACA DI UNA FRODE GIGANTESCA.

È IL SIMBOLO DI QUANTO POCO FUNZIONI LA CATENA DI CONTROLLI DEI BIG DELL’ALIMENTAZIONE. E DI COME LA LOGICA DEL PREZZO E DEL PROFITTO STIA RAPIDAMENTE SOSTITUENDO QUELLA DELLA QUALITÀ.

SONO PROPRIO LE DIMENSIONI DI QUESTO SCANDALO, LA SUA PORTATA INTERNAZIONALE, A FAR CAPIRE CHE C’È DAVVERO POCO DA FIDARSI SE AI GRANDI PRODUTTORI - PER LO MENO FINO A CHE IL PRIMO CASO NON È FINITO SUI GIORNALI - È SFUGGITA LA DIFFERENZA TRA UNA CARNE DI MANZO AL 100% E UNA CHE, IN QUALCHE CASO, ERA QUASI INTERAMENTE

Caro direttore, sono uno di quelli che definireste “svapatori”, ossia un fumatore che è passato alle sigarette elettroniche. Non mi definisco un ex fumatore, dato che so bene che continuerò a essere a rischio di ricaduta e conosco bene le insidie della dipendenza dalle bionde. Ho letto avidamente il vostro speciale della scorsa settimana e penso che emerga chiaramente anche dal vostro lavoro che questi apparecchi sono molto, ma molto meno pericolosi di una sigaretta tradizionale. Allora vi chiedo, perché tanto astio e tanta voglia di relegarli in farmacia come vorrebbe fare la Ue? E perché non farlo anche per le sigarette, se il problema è la nicotina? A ogni modo complimenti per il vostro lavoro, ne ho apprezzato l’oggettività. GIONATAN MARSUPI TORINO Caro direttore, non vi sembra di aver fatto, nel numero scorso, una vera e propria apologia delle sigarette elettroniche? Se, come ammettete anche voi, gli studi sono ancora pochi, come fate a sostenere che i non fumatori possono respirare tranquilli? LETTERA FIRMATA ROMA

DI CAVALLO. SE QUESTO È STATO POSSIBILE E LO È STATO - CHE GARANZIE POSSONO OFFRIRCI QUESTI SIGNORI SULLA SALUBRITÀ DI QUANTO CI PROPONGONO OGNI GIORNO?

Caro direttore, quando si parla di sigarette elettroniche, si invocano divieti e interventi, spesso si dimentica che si tratta di un’alternativa a un pericolo certo e misurabile: quello rappresentato dalle 4mila sostanze che si liberano nel fumo di una sigaretta, 88 delle quali sono provatamente cancerogene. Non credete che dietro il neoproibizionismo europeo si nasconda la pressione delle lobby del tabacco? E magari anche di chi, come lo Stato italiano, guadagna (e molto) dalla vendita delle sigarette? GRAZIELLA MONARDINI ROMA


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Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

Direzione e redazioni Roma (00182), via Pinerolo 43. Tel. 06/7020265, 06/7020413, 06/7020440. Fax 06/7020026. Bologna (40125), via Santo Stefano 13. Tel. 051/233383, 051/273574. Fax 051/2759028.

Cari lettori, il nostro speciale della scorsa settimana ha sollevato molte reazioni. Abbiamo cercato di sintetizzarle in queste lettere, ma il senso è chiaro: chi si schiera contro l’E-cig, ma anche chi la apprezza, chiede più certezze sugli effetti su fumatori attivi e passivi. Se su questi ultimi qualche studio c’è (e conclude che l’aria delle stanze in cui si è“svapato”non è fonte di grandi pericoli), sugli effetti per gli utilizzatori servirebbero più dati. Ma, come osserva la nostra lettrice romana, è bene tenere presente che sull’altro piatto della bilancia si deve mettere la pericolosità del fumo di sigaretta. Quanto alle misure europee aspettiamo di vedere cosa uscirà dal cappello di Bruxelles prima di commentarlo. Quello che è certo è che sui molti liquidi che circolano nei negozi serve qualche controllo. Se è questa la strada che si imboccherà nella Ue, ben venga. Se invece la tentazione è demonizzare uno strumento che in molti (ultimo il professor Umberto Tirelli, direttore di Oncologia all’Istituto Tumori di Aviano) giudicano utile per dire addio al fumo, sarà

lecito supporre che pesino gli interessi in ballo. Che sono enormi, inutile nascorselo.

I MIEI COMPLIMENTI A TANNICO.IT Caro Salvagente, volevo fare i complimenti al sito di vendita di vini Tannico.it. Provando a utilizzarlo mi sono accorto che al momento di pagare su PayPal compariva improvvisamente l’Iva. Ho scritto, decisamente arrabbiato, ma molto gentilmente (e molto velocemente) mi hanno spiegato che era un errore informatico e l’hanno corretto in tempo reale. Ottimo“customer care” e un cliente guadagnato. LETTERA FIRMATA ROMA GANODERMA, FUNGO MOLTO POPOLARE Caro Salvagente, avete qualche informazione sul fungo ganoderma? In particolare, come integratore può comportare effetti negativi sulla salute? BARBARA GUATTA BRESCIA

E-mail redazione@ilsalvagente.it quotidiano@ilsalvagente.it Quotidiano on line www.ilsalvagente.it Il Salvagente è anche su Facebook, Twitter e Google+

Cara Barbara, il ganoderma o reishi è un fungo utilizzato in medicina naturale da millenni e ultimamente sta vivendo una popolarità impressionante sul web. Di questo integratore si dice di tutto (perfino che sia un anticancro). Un po’ più provata sembra la sua azione benefica sulla circolazione e sul sistema immunitario. Dagli studi che abbiamo consultato non risultano controindicazioni. In ogni caso, prima di farne uso, chieda consiglio a un naturopata. Il fai-da-te non è mai del tutto privo di rischi. BOLLO, POSSO AVERE IL RIMBORSO? Caro Salvagente, se vendo a inizio anno un’auto per la quale ho già pagato il bollo, ho diritto a un rimborso? RUGGERO GARZONI BRESCIA Caro Ruggero, purtroppo no. Il rimborso della tassa automobilistica viene concesso solo se è stato effettuato un pagamento in data antecedente all’inizio del periodo tributario.


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Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

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ttualità

4 SalviamociGente 8 Parliamone/Lo strano paese che esce dalle urne 9 Io, un cittadino 9 Amico di penna 11 PitStop/Esserci, agire, non disertare. È l’aria nuova? 13112 CosedaPazzi! 13 Carne di cavallo, scandalo senza fine E ora l’Italia si scopre fragile 18 InformaWeb

chiedeteli a “Il Salvagente”, via Pinerolo 43, 00182 Roma, inviando per ogni copia richiesta 4,00 euro in francobolli.

COME SI PUÒ PAGARE CARTA DI CREDITO:

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numero 69412005 intestato a Editoriale Il Salvagente Società Cooperativa, via Pinerolo 43, 00182 Roma BONIFICO BANCARIO: Monte dei Paschi di Siena: IBAN IT94 C01030 02400 000003859225. Specificate esattamente la causale e l’indirizzo dell’abbonato.

onsumi

21 Rebus incentivi, quale scegliere per il solare Le tre formule a confronto 25 L’alimento della settimana La cicerchia 26 Royal Caribbean, i conti tornano a metà La strana campagna di San Valentino 28 MondoItalia

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uttoconsumatori

800-015260 Il numero verde è a disposizione per gli abbonamenti dal martedì al giovedì nel seguente orario: 10-13 e 16-18. abbonati@ilsalvagente.it

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Al centro

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Nu me ro 9

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iritti

32 Farmaci più pericolosi che utili. L’elenco continua Ma le Authority restano in silenzio 35 Le banche affossano PattiChiari Il servizio doveva favorire il rapporto con i clienti 37 Antenne bollenti Il ricatto dei big della telefonia mobile ai condomini 40 ProntoPensioni 41 SalvaCondominio 43 SpazioCivile

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celte

45 Alberto Sordi, un romano a Roma Anche una mostra al Vittoriano lo ricorda 50 Animalieanimali.it 51 Sì, mangiare 52 Ciambella/Sci di fondo 52 Ciambella/Le storie del vetro 54 Ciambella/Letti per voi 55 Filmando 56 LeggoVedoSento 58 Teledipendente 58 Fenomenale!

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salvagente il

Nuovissima serie anno 22, numero 9. Direttore responsabile: Riccardo Quintili. Direttore editoriale: Rocco Di Blasi. Garante dei lettori: Francisca Colli. Impaginazione: Claudia La Torre, Monica Rodriguez, Silvia Pagliarini. In redazione: Enrico Cinotti (vicecaposervizio), Barbara Liverzani, Giorgia Nardelli, Michela Rossetti, Davide Sfragano, Marta Strinati (vicecaposervizio). In segreteria di redazione: Enza Ciminelli. Marketing e pubblicità: Federico Venditti. In amministrazione: Daniela Fagioli. Progetto grafico: Silvia Pagliarini. Hanno collaborato a questo numero: (in ordine di apparizione): Antonio Lubrano, Antonio Zollo, Eugenio Manca, Barbara Cataldi, Giulio Meneghello, Roberto Quintavalle, Marco Cardaci, Monica Timba, Paolo Onesti, Patrizia Pallara, Fernando Guerci, Vito Lamberti, Gianni Borgna, Licia Colò, Martino Ragusa, Francesco Piromallo, Costanza Beltrami, Francesca Mossa, Valerio Calzolaio, Rita De Buono. Vietata la riproduzione di articoli, test e relative tabelle, senza preventiva autorizzazione del “Salvagente”. Questo numero è stato chiuso in tipografia il 25/2/2013. Editore: Editoriale Il Salvagente Società Cooperativa s.c. a r.l. Presidente: Rocco Di Blasi. Stampa: Rotopress International Srl, via Brecce, Loreto (An). Distribuzione esclusiva per l’Italia: Parrini e C. spa, via di Santa Cornelia 9, 00060 Formello (Roma). Iscrizione numero 212 del 3 aprile 1992 al Tribunale di Roma. Questa testata fruisce dei contributi statali diretti della legge 7 agosto 1990, n. 250. ISSN 1123 - 7236.

32 Legacoop - Associazione Cooperative Editoriali e di Comunicazione


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L’ opinione

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Riccardo Quintili

Tra urla e proposte oscene un voto con una eco greca

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lla fine il giorno delle elezioni è arrivato. Dopo tante parole, una campagna elettorale che quasi mai ha dato risposte alle domande degli italiani, tanti sondaggi (alla luce dei risultati, quasi tutti sballati), lunedì ci siamo trovati tutti di fronte a web e televisore di fronte a questa sorta di psicodramma nazionale. Nel momento in cui scriviamo il rebus di sondaggi e proiezioni contrastanti non si è sciolto. Ma alcuni dati appaiono chiari. Il primo fra tutti è la vittoria, clamorosa di Grillo. Che si confermi come primo partito o no al Senato, il Movimento 5 Stelle lo è in diverse regioni italiane e il suo “mandiamoli tutti a casa” ha funzionato, raccogliendo numeri che in pochi avrebbe pronunciato ad alta voce prima. Secondo dato. Berlusconi continua a essere amato dagli italiani. Che si tratti del successo della sua proposta oscena (restituire l’Imu a tutti con i soldi dello Stato) o del suo potere di grande comunicatore, poco importa: un votante su quattro non lo ha abbandonato. E già qui, questo paese appare per lo meno strano a chiunque lo osservi con distacco. Metà di quanti sono andati alle urne, infatti, si è divisa tra coloro che avrebbero voluto liquidare i vecchi partiti e i vec-

chi leader e quanti hanno continuato a premiare un uomo che da 20 anni ha legato la politica italiana ai suoi interessi. Terzo dato: la proposta poco convincente della sinistra. Qui gli errori di Bersani e soci ci sembrano chiari: presentare agli italiani, prima ancora che arrivassero i dati elettorali, una possibile alleanza con Monti non solo non ha pagato ma ha allontanato molti elettori di sinistra. Se la proposta doveva essere (e doveva esserlo) quella di cambiare registro, di cercare di delineare un futuro politico più equo, associarlo a Monti (altro vero sconfitto di queste elezioni) è stato un colpevole sbaglio.

Metà degli elettori si è divisa tra il “tutti a casa” e il sostegno a Berlusconi. E nessuno degli schieramenti oggi è in grado di governare. E ora si apre lo spettro dell’effetto Grecia

A questo punto - seppure senza la certezza dei dati - è lecito supporre che sarà difficile governare questo paese. Probabilmente non ci saranno i numeri perché possa farlo una coalizione. Può farlo un governo di “unità nazionale” che metta assieme chi vuole “sgomberare” il Parlamento, chi continua a occuparlo per interessi personali e chi non ha dato l’idea di riuscire a rappresentare la voglia di cambiamento che pure questo paese ha? Ne dubitiamo. L’idea giusta è tornare alle urne? Noi non sapremmo dirlo. Certo è che qualunque sia la scelta i contraccolpi economici saranno forti. E peseranno ancora sulle fasce più deboli di questo paese.

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I ouncittadino

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Torna di moda la fuga d’amore ragazza, 17 anni, fu rapita il 26 dicembre 1965 ad Alcamo, in Sicilia, da un giovane mafioso sempre respinto, poi violentata e segregata per 8 giorni. Una volta liberata, si rifiutò di sposare il rapitore, infrangendo così per la prima volta la regola del “matrimonio riparatore”. In realtà, la fuitina “normale” trova sempre consenzienti i due giovani (e non era quello il caso). Il suo rilancio si deve anche a “Moonrise Kingdom”, il film del regista Wes Anderson proposto a Cannes nel maggio 2012, che narra di Sam, orfano dodicenne, e di Suzy, sua coetanea, anch’essi in fuga d’amore. Ma a differenza di ieri l’età dei fuggitivi si è ulteriormente abbassata: da 17 a 15 anni. E poi l’espressione stessa si è commercializzata. Certi alberghi pubblicizzano le loro tariffe basse proponendo “fughe d’amore organizzate”. Altri più pudichi parlano di “week end di coppia”. Altri ancora indicano persino gli strumenti che faranno più romantica la “fuga”: una bottiglia di prosecco, un cesto di frutta e un letto cosparso di petali di rosa. Be’, meno male che i quindicenni fuggono senza una lira in tasca.

Antonio Lubrano

L

ei Gloria, lui Alì: 15 anni, da Bettona (Perugia). Innamorati cotti fuggono di casa, Gloria con lo zainetto griffato, Alì con la borsa della sua squadra di calcio. Telefonini rigorosamente spenti, per due giorni riescono a far perdere le loro tracce. Al punto che i genitori si rivolgono a “Chi l’ha visto?”. Poi i carabinieri li trovano alla stazione di S. Maria degli Angeli, Assisi. Il giorno di S. Valentino a Ventimiglia vengono rintracciati due giovanissimi francesi, Florent e Sunita, lui 15 e lei 14, spariti diversi giorni prima da Draguignan. Anche loro in fuga d’amore. L’ultima in ordine di tempo, di queste storie minime, ci porta alla periferia di Milano: una ragazza di 17 anni si butta dal primo piano con una valigia nel tentativo di scappare di casa per una delusione sentimentale. E si rompe le gambe. C’è da chiedersi se non sia tornata di moda, all’improvviso, la “fuitina” a distanza di mezzo secolo dalla più celebre, quella passata alla storia del costume con il nome di Franca Viola. La

A mico penna di

Celiaci: le ricette per la buona tavola Le

persone (e sono tante) in cerca di scorciatoie per tenersi in forma s’attaccano spesso a leggende metropolitane. Circola adesso la fantasia che gli alimenti per celiaci, privi di glutine, facciano dimagrire. Non è vero, ma vai a convincere quelli che inseguono fantadiete miracolistiche una dopo l’altra. La celiachia è, purtroppo, questione molto seria e non meriterebbe di essere coinvolta in certe stregonerie. È una patologia che ci si porta appresso per tutta vita, colpisce - secondo le statistiche dell’Oms - un individuo su cento, ma spesso è difficile da scoprire perché silente o fuorviante nei suoi sintomi, e in età adulta può portare complicazioni gravi. Soprattutto, manca uno screening di massa, da effettuare innanzitutto nelle scuole. Ma è altrettanto fantasiosa la credenza, molto diffusa, secondo cui i celiaci sarebbero destinati a un’esistenza tri-

Antonio Zollo ste e senza speranza dal punto di vista della tavola. Non è così, e lo riafferma “Ricette senza glutine”, l’agile guida divulgativa e culinaria appena edita dall’editrice dell’Università Sapienza di Roma e curata da Margherita Bonamico, tra le massime autorità in materia, responsabile dell’Unità operativa dipartimentale Celiachia e patologie da malassorbimento, alla Sapienza. È vero, nonostante le ricerche in corso la dieta senza glutine è ancora l’unica cura conosciuta ed efficace per la celiachia. Ma si possono preparare e mangiare cose molto buone anche senza glutine. I coautori del volumetto (mamme di bambini celiaci, adulti celiaci, cuochi professionisti) offrono un ampio ricettario, dai diversi tipi di pane agli gnocchi, alla pizza, alle torte salate. Il libro costa 15 euro e può essere acquistato dall’editore (www.editricesapienza.it). Parte del ricavato andrà alla onlus Mariposa, che si prende cura dei celiaci e delle loro famiglie.


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PitStop

Esserci, agire, non disertare È questa la ventata di aria nuova? Eugenio Manca il 53% degli aventi diritto - la maggior parte del corpo elettorale! - non è andato alle urne. La cosa non ha suscitato il giusto allarme e anzi è stata troppo rapidamente archiviata. Ma se dovesse ripetersi? Forse non costituirebbe un danno grave alla democrazia, cosa da cui tutti non solo i“non votanti”- dovrebbero sentirsi impoveriti? SPERANZA. Ha fatto bene il ministro dell’Interno, Cancellieri, a richiamare al voto ricordando che il suo esercizio è un dovere civico (Costituzione, articolo 48), e che “attraverso il voto si esprime la libertà e la democrazia, perché si esprimono le proprie idee”. Così come utili e perfino toccanti sono risultate le prese di posizione, lettere, dichiarazioni che nei giorni di vigilia sono venute allo scopo di sospingere i pigri, gli indolenti, ma anche i delusi al dovere del voto, un gesto “che evoca in me un profumo di democrazia e un fascino di libertà che nemmeno la povertà del mondo politico attuale può cancellare”. Lo ha ben spiegato un ragazzo di Cuneo in una lettera alla “Stampa”: “Mio nonno ha difeso con la sua vita questo diritto con la lotta partigiana… come posso io perdere la speranza? Non sono d’accordo con chi sostiene che gli ideali non contano nulla e si rifugia nella antipolitica urlata che distrugge il vecchio senza proporre un nuo-

vo convincente”. IN MUSICA GUASTI. Fulvio Scaparro, LO SCRUTATORE noto psicologo dell’età NON VOTANTE evolutiva e per lungo tempo giudice al Tribunale minorile di Milano, Lo scrutatore ha suggerito sul “Corriere della Senon votante ra di portare”anche i bambini al seg/è indifferente gio elettorale: non per proselitismo alla politica ma perché apprendano che “vota/Ci tiene assai re non è soltanto un diritto ma una a dire “ohissa!” grande festa che ricorda e onora co/ma poi non loro che prima di noi hanno lottato scende dalla duramente perché tutti potessero macchina esprimere la loro opinione nelle urne”. Una democrazia “largamente /È come un ateo praticante imperfetta come la nostra non si autorigenera ma ha bisogno per per- /seduto in chiesa alla domenica fezionarsi della partecipazione nostra e di quei bambini che oggi ci /si mette apposta un po’ in disparte stanno guardando”. /per dissentire In queste parole non c’è solo un indalla predica vito al voto: c’è anche il richiamo al(…) l’impegno, alla partecipazione, alla condivisione o alla presa di distanSamuele Bersani za rispetto alle decisioni politiche, Dall’album quali che siano. Insomma esserci, L’ALDIQUÀ, BMG agire, non disertare. Uno dei guaRicordi, 2006 sti peggiori prodotti dal ventennio appena alle spalle - per pigrizia, per cecità, per disillusione - è nel rifiuto della politica, nella dimissione dall’impegno civile, nell’affidamento a presunti “uomini della Provvidenza”. Se l’appuntamento elettorale appena avvenuto segna un ritorno in campo dei cittadini, già questo è un risultato apprezzabile.

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unque si riapre, si può riaprire il grande corso della politica intesa come pratica di massa, impegno collettivo, corresponsabilità di ciascuno nell’impresa di governare la cosa pubblica? Quando questo numero sarà sotto i vostri occhi, tutti ormai conosceremo i risultati elettorali. Sapremo chi ha vinto, chi ha perso, chi entra in Parlamento, chi ne resta escluso. Mentre scriviamo queste righe (lunedì 25 febbraio) i seggi sono ancora aperti e lo scrutinio da espletare; sicché non serve azzardare nulla sull’esito del voto né sul clima che si respirerà nel paese. Ci limitiamo ad auspicare che una ventata d’aria nuova ci investa, ci riempia i polmoni, finalmente ci travolga, e metta fine allo stato non diremo di sospensione democratica ma certo di minorità civile che affligge l’Italia come diretta conseguenza dei disastri del berlusco-leghismo. SFIDUCIA. Sentiamo però il bisogno di confessare un timore, che ci auguriamo risulti ridimensionato dall’esito del voto: il timore che, come già in recenti occasioni, parte non piccola dell’elettorato possa scegliere di disertare le urne o magari annullare e rendere inservibile la propria scheda, mostrando così una sostanziale sfiducia nella politica e nel sistema della rappresentanza. È già accaduto in Sicilia pochi mesi fa, ricordate? Là, alle ultime Regionali,


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CosedaPazzi!

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Siamo finalmente in volo... ma speriamo in un materasso sotto Barbara Cataldi

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eglio un salto nel vuoto con l’M5S, che un suicidio assistito con gli altri”. Lo ha detto Grillo davanti a 800.000 persone a piazza San Giovanni. Ecco. Ora siamo ufficialmente in volo. Speriamo che qualcuno sotto ci abbia messo il materasso. Lo dico con la massima simpatia. Perché quelle facce qualunque e sorridenti che ho visto sul palco a Roma mi piacciono. Perché la massa senza etichetta che ascoltava il comico genovese alla fine della campagna elettorale sembrava quella che incontro in fila alla Posta con cui mi unisce una profonda comunanza d’intenti, almeno allo sportello. Perché futuri parlamentari che si prestano per il servizio d’ordine a un comizio non si sono mai visti prima, eppure così hanno fatto i candidati alla Camera e al Senato dell’M5S l’altra sera. A me piace il rischio. Ma ora che mi sono lanciata dalla torre grillina qualche dubbio mi viene. “Non vogliamo lasciare nessuno indietro”. Lo hanno detto, gridato, scritto e riscritto. Il messaggio cattocomunista, lo ammetto, mi ha sempre conquistato. Saranno i miei 13 an-

Il movimento di Grillo è ufficialmente decollato. E ora? Sarà in grado di dialogare e partecipare alla vita parlamentare?

ni di scuole dai Maristi. Ma poi l’idea che davvero intendano cancellare tutti i sindacati mi atterrisce. Il sindacato serve anche a sostenere gli ultimi tra i lavoratori. Senza un’istituzione così sarebbe la giungla. Forse il loro è solo un paradosso. Boh! Speriamo. Mentre mi libro nell’aria attendendo l’impatto col suolo, penso al rapporto del movimento con l’informazione. “La verità è un atto rivoluzionario”, predicano gli attivisti. E beh! È sempre stato il mio credo. “L’informazione deve essere libera”. Certo, penso io, libera, libera, libera. “Informare x resistere” è proprio uno dei blog del movimento. Però, poi, l’altra sera tanti colleghi giornalisti sono stati trattati come farabutti, traditori, infiltrati. Certo la stam-

pa nazionale non è mai “affettuosa” con Grillo e i suoi, ma la libera informazione non è solo un dirittodovere di chi la diffonde, quanto piuttosto un diritto per chi la riceve. E i lettori delle testate inizialmente escluse dall’evento non hanno gli stessi diritti di tutti gli altri? Per non parlare dei contributi dello Stato ai giornali contro cui il leder 5 stelle si scaglia da anni senza comprendere che le notizie non hanno sempre un valore di mercato, certe volte sono come l’acqua che la maggior parte degli italiani vuole pubblica. Forse, però, quando arriverà il momento di decidere, la complessità delle cose farà necessariamente il suo ingresso nel pensiero M5S e allora i grillini ragioneranno in modo più approfondito e maturo. Certo l’imperversare sul web delle foto del voto dalla cabina elettorale e i messaggi sulle matite da ciucciare per evitare i brogli mi hanno fatto pensare alle feste delle medie. Oddio, speriamo che qualcuno quel materasso ce lo metta.


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Attualità

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DOPO I TORTELLINI DELLA BUITONI E LE POLPET TE IKEA, CONTINUANO I SEQUESTRI

Carne di cavallo l’ALLARME scuote l’Italia Lo scandalo dilaga in tutta Europa. All’origine, intermediari senza scrupoli che hanno spacciato carne equina per quella di manzo. Barbara Cataldi

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l’industria alimentare europea da Findus a Burger King, da Auchan a Carrefour, fino a coinvolgere Nestlé e addirittura Ikea, e le sue polpettine made in Sweden famose in tutte il mondo, pescate in fallo dall’Istituto veterinario della Repubblica Ceca.

Etichette irregolari Ma tra i più coinvolti ci sono proprio i piatti simbolo della cucina italiana, all’estero come in Italia. E an-

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avioli, tortellini e lasagne. Ma anche hamburger, polpette, cannelloni. Insomma tutti gli alimenti a base di carne tritata in questo momento sono a rischio, in Italia come nel resto d’Europa e persino in altri continenti. Tanto che lasagne con carne di cavallo di dubbia provenienza, prodotte nella Ue, sono state trovate e prontamente ritirate dal mercato persino a Hong Kong. L’ennesimo clamoroso scandalo alimentare ha travolto i big del-


14 Carne di cavallo l’allarme...

A ttualitàHorsegate L

che nel nostro paese il ritiro per frode alimentare ha colpito tanto i prodotti da discount come le “Lasagne alla Bolognese” firmate Primia, quanto i marchi molto noti come Buitoni, sgretolando la fiducia dei consumatori e mettendo sul banco degli imputati l’intero sistema di controllo dell’Unione europea. Sulle tavole dei suoi cittadini, e a loro insaputa, infatti, sono arrivati nell’ultimo anno piatti freschi e surgelati a base di manzo, prodotti con carne di cavalli provenienti quasi certamente da mercati paralleli illegali. Alla truffa, insomma, si è aggiunto l’attentato alla salute pubblica. Tutto è cominciato a settembre dell’anno scorso in Irlanda, dove un ispettore della Food Safety Authority of Ireland (Fsai) scopre irregolarità nell’etichettatura di carne di

manzo. Scattano le analisi sul Dna di hamburger e prodotti a base di carne macinata, ma solo a metà gennaio le autorità irlandesi annunciano di aver scoperto la frode. Da quel momento partono i primi ritiri dagli stabilimenti e dai supermercati di Irlanda e Gran Bretagna. Risalendo la filiera, dal punto vendita fino al produttore delle materie prime, si scopre una vera e propria organizzazione internazionale su cui sta indagando l’Europol e che ha portato già ai primi arresti Oltremanica.

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che lavorano la carne bovina per farne macinato, principalmente in Belgio, Lussemburgo, Francia, Olanda e Gran Bretagna, e mescolata alla carne di manzo arriva agli impianti delle ditte che confezionano prodotti alimentari finiti, che non sempre sono anche le proprietarie del marchio con cui lo stesso prodotto viene venduto; infine arriva sugli scaffali dei

Origine animale La carne di cavallo parte soprattutto da Polonia e Romania, sembrerebbe con i certificati di commercializzazione in regola; passa di mano attraverso società di import-export, probabilmente solo sulla carta; viene venduta alle più grandi aziende

La presenza di farmaci antinfiammatori

Esperti divisi sul pericolo per la salute umana in tavola arrivano ragù di cavalli da corsa, filetto di trottatori, o fettina di animali malati o a fine carriera i rischi per la salute sono molti. La conferma di questo pericolo è stato il ritrovamento di fenilbutazone in alcune carcasse di cavalli macellati in Inghilterra e finite negli hamburger Oltremanica. Questo potente antinfiammatorio, vietato agli umani, non può essere somministrato ai cavalli da macello. Quando viene utilizzato su animali che vengono convertiti alla produzione alimentare impone a chi li macella un tempo di sospensione di 180 giorni prima della macellazione. In questo modo si è sicuri che la sostanza non finisca neppure in tracce negli alimenti. “L’assunzione di carni di animali trattati con un farmaco, per altro vietato in medicina umana, può rappresentare un fattore di alto rischio per il consumatore”, ha affermato Maria Caramelli, direttore dell’Istituto zooprofilattico di Piemonte, Val

Se

d’Aosta e Liguria, che sta eseguendo i test sui campioni selezionati dal ministero della Salute. “Bisogna considerare che non tutti i soggetti possono presentare pari reazioni all’assunzione di un farmaco e che tra gli effetti collaterali del fenilbutazone e di altri farmaci antinfiammatori sono stati evidenziati danni a livello midollare, neurologico, cardiovascolare, gastrointestinale, genitourinario e frequentemente possono comparire reazioni allergiche”, ha aggiunto la Caramelli. Ma il corredo di sostanze potenzialmente pericolose non è finito. “Nelle carni di animali inserite illegalmente all’interno della catena alimentare teoricamente è possibile trovare di tutto. Nel caso dei cavalli si va dai farmaci antinfiammatori agli antibiotici, dai cortisonici fino agli anabolizzanti per gli animali utilizzati per concorsi o corse”, chiarisce Aldo Grasselli, presidente della Federazione veterinari e medici (Fvm) e della Società italiana di medicina veterinaria preventiva. E conclude rassicurando:“C’è però da dire che per un consumatore non abituale di cibi come pasta ripiena, sughi pronti al ragù o prodotti simili, il rischio di effetti per la salute è davvero molto basso”.


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negozi di tutta Europa sotto mentite spoglie, ovvero etichettata in confezione come carne bovina. Il giochetto è semplice, spesso nascosto dietro a triangolazioni gestite da società poco trasparenti, come la cipriota Draap Trading Ltd, diretta da un olandese già condannato nel 2008 per aver importato dal Brasile carne di cavallo poi

L’ANAGRAFE EQUINA NON È MAI STATA COMPLETATA

Troppi buchi, pochi controlli scacco alla sicurezza italiana A

Nei nostri mattatoi

bbassare i costi e mantenere i profitti. L’obiettivo dell’industria alimentare non cambia neppure in tempo di crisi. Ma perché utilizzare la carne di cavallo al posto di quella di mucca se costa di più? E cosa subiscono i consumatori oltre al terribile inganno? Rispondere alla prima domanda ci aiuta a mettere a fuoco anche la seconda. La carne di cavallo in Italia costa all’ingrosso da 1,30 a 2,50 euro al chilo a seconda della qualità. La carne di vacca a fine carriera da 80 centesimi a 1,90 euro al kg, secondo le ultime rilevazioni Ismea. Naturalmente sui mercati dell’Est Europa questi prezzi sono ancora più bassi, ma mantengono la stessa proporzione.

non è stato possibile verificare la corrispondenza tra gli animali identificati attraverso i registri ufficiali e quelli macellati

BUSINESS SPORCO È chiaro che l’industria che si rifornisce di carne di cavallo mettendo in piedi una frode colos-

sale corre i rischi del caso solo se ci guadagna e molto. Dove trovare allora carne a prezzi stracciati? E dove si possono fare affari del genere? Ma naturalmente in ippodromi e maneggi di tutta Europa, luoghi in cui cavalli da competizione, da affezione o da trekking non hanno più mercato, costano perché devono essere mantenuti, non possono essere abbattuti e quindi devono essere fatti sparire. Per fare la magia basta cambiare il loro passaporto e trasformarli da equidi non Dpa a Dpa, ovvero destinati alla produzione di alimenti. Trasformarli in macinato, insomma, non è poi così difficile. NESSUN CENSIMENTO In realtà una direttiva che impone l’istituzione dell’anagrafe equina in tutta l’Unione esiste. Dal 2009 addirittura è in vigore

L

rivenduta in Europa come carne bovina. Ma il meccanismo non è estraneo al nostro paese, dove viene macellato il più alto numero di cavalli d’Europa. Tanto che i Nas di Bari hanno identificato proprio in questi giorni in Puglia una società che opera in maniera irregolare come intermediaria tra l’acquisto e la vendita di carne per la multinazionale Nestlé. Il rischio per la salute dei consumatori è legato alla provenienza degli animali da cui si ricava quella carne. E, come leggerete in queste pagine, è davvero difficile dirsi al riparo da questi scandali, visto che i pericoli si nascondono anche in casa nostra.

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A ttualitàHorsegate


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Troppi buchi, pochi controlli...

L

l’obbligo del microchip per i proprietari di cavalli.“Ma la banca dati equina in Italia, come in molti altri paesi dell’Ue, non è mai stata completata”, ci spiega un veterinario che lavora nell’ufficio addetto ai controlli degli alimenti di origine animale della Asl di una delle regioni in cui si consuma più carne di cavallo d’Italia, e che preferisce rimanere anonimo. Questo significa che un reale censimento di questi animali non è mai stato fatto. “Ogni paese europeo utilizza standard diversi per i passaporti”, continua il veterinario, “taroccare i documenti è facilissimo perché basta la dichiarazione del proprietario dell’animale, senza alcuna certificazione del veterinario. Basta dire che il documento si è perso e cambiare destino al proprio cavallo. A rilasciare il passaporto è l’Aia (Associazione italiana allevatori), attraverso gli uffici provinciali Apa, che difficilmente contestano un’autocertificazione anche quando non corrisponde ai propri dati. Anche perché ogni nuovo documento vale fino a 70 euro”. Se non si riescono a cambiare i documenti qui, gli animali si possono sempre spedire in altri paesi in cui il maquillage del passaporto è ancora più facile, per poi magari farli ritornare in Italia ancora vivi o già macellati. I BUCHI ITALIANI Che il sistema anche nel nostro paese non funzioni è scritto nero su bianco in un documento datato 19 dicembre 2012 del Food Veterinary Office, i cui ispettori la scorsa estate sono stati inviati

L’ACC

“Q vig

dalla Commissione europea a controllare i macelli italiani. “L’Italia macella il più alto numero di cavalli fra tutti gli Stati membri, circa 56.000 all’anno”, si legge nella sintesi del rapporto scritta dal Dg Sanco. Gli esperti scrivono di aver riscontrato le maggiori criticità in Puglia, dove per la carenza di personale“i controlli ufficiali non erano né regolari né pianificati”. In generale nei mattatoi italiani non è stato possibile verificare la corrispondenza tra gli animali identificati attraverso l’anagrafe e quelli macellati. Tra l’altro nella maggior parte dei casi i cavalli macellati provenivano da altri paesi. I laboratori accreditati per i test sulla Trichina, un pericoloso paras-

sita dell’intestino dell’animale che si può trasmettere all’uomo, poi, non erano organizzati per eseguire le analisi di laboratorio sulla carne di cavallo. “In molti casi le informazioni sulla catena alimentare non rispettavano gli standard minimi accettabili”, si legge ancora nella nota. “Nonostante il sistema di tracciabilità, sono state trovate molte anomalie. In particolare, tagli di carne di diversa origine erano imballati in cartoni di un’azienda con l’etichettatura di origine di un paese terzo”. Insomma nei macelli oltre ad arrivare animali vivi pare arrivassero anche carni già macellateall’estero, che probabilmente poi venivano rietichettate come nostrane.


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USA DI BARTOLOMEO GRIGLIO (AIVEMP)

ualcuno non ha ilato a dovere”

Le falle del sistema europeo, secondo i veterinari italiani, mettono a

“I

mpossibile pensare che animali viaggino attraverso l’Europa senza che le autorità sanitarie lo sappiano”. A parlare è Bartolomeo Griglio, presidente dell’Aivemp, Associazione italiana veterinari medicina pubblica.“Tutto viene monitorato attraverso il sistema europeo Traces, che conosce gli spostamenti degli animali vivi all’interno della Comunità e, all’interno del nostro confine, attraverso il sistema Sintesi che obbliga le aziende a comunicare la partenza e l’arrivo di qualunque partita di prodotti alimentari alle autorità sanitarie”. Questo vuol dire che se l’inganno c’è stato, qualcuno non ha vegliatocome avrebbe dovuto. “Se tutti i paesi europei adottassero i nostri standard di qualità nei controlli sanitari e un sistema di monitoraggio simile al nostro questi scandali non ci sarebbero”, commenta Griglio. E aggiunge: “I britannici, che negli ultimi anni hanno smantellato quasi

completamente il sistema dei controlli veterinari per ridurre i costi e rendere più competitive le loro imprese, da un lato cercano di scaricare le responsabilità su altri paesi e dall’altra per rassicurare i propri consumatori pubblicano i risultati dei campionamenti che hanno portato, nel corso 2012, al riscontro di 9 cavalli positivi per fenilbutazone esclusi dal consumo. La Food Standard Agency nel frattempo intensifica i controlli sui cavalli macellati nei macelli inglesi, con il riscontro di ulteriori positività, le ultime nei giorni scorsi”.  La critica di Griglio è diretta:“Noi investiamo tantissime energie per garantire la sicurezza dei consumatori, e poi come già è avvenuto per la Bse e per il pollo alla diossina, le falle di altri paesi provocano danni alla

rischio la credibilità di un intero mercato

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nostra immagine e distruggono la fiducia dei consumatori”. Qualche falla, però, come ha segnalato il Food Veterinary Office comunitario ce l’ha anche il nostro sistema sanitario. Tanto che il ministro della salute Renato Balduzzi ha già annunciato che varerà un nuovo regolamento per l’effettiva istituzione dell’anagrafe equina, mentre i ministri dell’Agricoltura si riuniscono a Bruxelles per decidere una strategia collegiale che rafforzi il sistema di tracciabilità delle carni. È bene ricordare, però, che le carni equine se non sono contaminate da farmaci sono sicure. Nel frattempo non ci resta che attendere i risultati delle analisi che gli Istituti zooprofilattici di Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia ed Emilia-Romagna stanno eseguendo all’interno del piano straordinario di controllo sulla carne equina della Commissione europea: 200 test per la ricerca di Dna equino e circa 500 per la ricerca di residui di fenilbutazone. Qualche sorpresa, però, potrebbe arrivare anche dall’inchiesta aperta dalla Procura di Torino guidata da Guariniello.


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I nformaWeb

parliamone

su

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il salvagente.it

SCANDALO EQUINO Dopo la Findus, la Buitoni-Nestlé e le polpettine Ikea, lo scandalo della carne equina non sembra arrestarsi. I big dei cibi pronti si difendono: siamo stati truffati. Sono credibili? Possibile che non abbiamo nessuna responsabilità? E le multinazionali del cibo sono in grado di controllare cosa finisce nei loro prodotti? Parliamone insieme sulla nostra pagina Facebook.

NONNI INTELLIGENTI I benefici del social network valgono per le nonne e i nonni che, utilizzando Facebook, possono sen tirsi so cial mente connessi e aumentare le performance cognitive. Lo rileva uno studio dell’Università dell’Arizona (Usa) secondo il quale i nonni con più di sessantacinque anni dovrebbero iscriversi a Facebook per sentirsi meno soli e migliorare le funzionalità cognitive. La ricerca ha dimostrato che gli adulti anziani che usano Facebook migliorano le proprie capacità cognitive del 25% rispetto ai coetanei non “connessi”.

Giorgia Nardelli

La più letta

Flop del telelavoro E Yahoo! lo annulla

Il

telelavoro non funziona. E non solo in Italia, dove appena il 3,9% dei dipendenti svolge le proprie mansioni restando a casa. Non funziona nemmeno secondo uno dei colossi dell’informatizzazione, Yahoo!, che negli Usa ha deciso di richiamare negli uffici tutti i lavoratori che sviluppano software e servizi dalle proprie abitazioni. L’ultimatum è stato lanciato dall’amministratore delegato Marissa Meyer che alle centinaia di teledipendenti ha imposto un trasferimento nelle sedi dell’azienda a partire da giu-

gno. Chi si rifiuterà verrà licenziato. Che l’iniziativa arrivi dalla Meyer, nominata ai vertici di Yahoo! quando era incinta di 8 mesi, in realtà non ha stupito nessuno. La manager 40enne, prima donna ingegnere assunta da Google, e conosciuta come una tra le più potenti d’America, è famosa per il suo stacanovismo: dopo il parto prese appena due settimane di congedo, poi subito in ufficio. La decisione odierna, chiarita ai dipendenti in una circolare, parte dalle stesse convinzioni: “Abbiamo bisogno di lavorare fianco a fianco. Le miglio-


Belgio

Gay

VIETATI I CELLULARI GIOCATTOLO Il governo belga ha lanciato una campagna per limitare l’esposizione dei consumatori, soprattutto bambini e adolescenti, alle onde elettromagnetiche dei cellulari. Tra le misure varate ci sono il divieto di pubblicità rivolta ai più giovani e l’obbligo per i produttori di informare i clienti sul livello di “irradiamento” di ogni singolo apparecchio. Cosa alquanto draconiana e unica in Europa, sarà anche vietata la fabbricazione di giocattoli che riproducono un telefonino.

ri idee e le migliori decisioni vengono prese nella hall e in caffetteria, parlando con i colleghi. Il confronto è sacrificato stando a casa”. La tesi della manager sembra contraddetta da uno studio dell’Università di Standford, che dimostra come la formula pc e ciabatte garantisca un incre-

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SI PUÒ ADOTTARE IL FIGLIO DEL PARTNER

La Italo BABY SITTER A BORDO DAL 15 MARZO Una baby sitter a bordo, come in aereo, per assistere i bambini che viaggiano soli fino alla discesa dal treno, dove saranno “consegnati” direttamente alla persona indicata all’acquisto del biglietto. È il nuovo servizio che dal 15 marzo sarà attivo sui treni Ntv, per i bambini dai 7 ai 13 anni. Quanto ai costi, i bambini pagheranno, oltre il biglietto, un contributo che va dai 30 ai 60 euro. A conti fatti, la tratta MilanoRoma con offerta Economy costerà complessivamente 119 euro, quella Roma-Napoli 60.

mento di produttività del 13%, grazie alla calma, al silenzio ovattato di cui si gode nella propria abitazione e alla minore possibilità di contatti. Spesso, inoltre, altre ricerche hanno dimostrato che la resistenza a promuovere il telelavoro dipende dal timore dei capi di perdere il controllo sui dipendenti.

Corte di giustizia europea ha messo un nuovo tassello nella conquista dei diritti da parte delle coppie omosessuali. L’ultima sentenza di Strasburgo sul tema ha sancito il diritto dei partner dello stesso sesso di adottare i figli del compagno, così come avviene per le coppie eterosessuali non sposate. La sentenza è stata emessa sulla base del ricorso presentato da una coppia di donne austriache e dal figlio di una di loro, avuto da un precedente partner che non ha mai riconosciuto il figlio. Le due donne si sono rivolte a un tribunale austriaco nel 2005, per costituire un legame legale tra il minore e la compagna della madre. Ma quando per far riconoscere l’accordo si sono rivolte al tribunale, questo ha opposto un rifiuto. In base al codice civile austriaco, infatti, la persona che adotta “rimpiazza” il genitore naturale dello stesso sesso, interrompendo quindi il legame con quel genitore. E in questo caso l’adozione con la nuova compagna avrebbe paradossalmente interrotto il legame con la madre, non con il padre. Secondo la Corte europea la legge austriaca, in questo modo, ha discriminato le due donne sulla base del loro orientamento sessuale. La sentenza dovrà ora essere rispettata in tutti i 47 paesi membri del Consiglio d’Europa.


Abbiamo vinto vinto per il secondo anno di fila. Anche quest’anno nella categoria bevande per l’infanzia il “Premio Natura” va a Sant’Anna Bio Bottle.

V incer e non è facile: solo qua ttr o aziende quest ’anno se lo sono aggiudic a t o. V incer e due v olt e di fila è un ’impr esa che solo S ant ’Anna Bio Bottle è riuscita a compier e . Q uesto premio, dedic ato ai prodotti più attenti all ’ambiente e all ’eecologia, prevede il coinvolgimento attivo dei cittadini. D opo la preselezione del comitato di esper ti si passa attraverso un’indagine di merc ato condotta su un c ampione di cittaadini che rappresenta statistic amente la popolazione over 17 residente in Italia. S i tratta di circ a 10.000 persone tito a scegliere i vincitori per ciasc una delle 40 c ategorie in c ui il Premio è ar ticola sulla base del personale convincimento della coerenza dei prodotti con le fina del Premio, oltre che della loro utilità ed effic acia.

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Superbrand Award 2010 Y & VALUE IT

’S CH OI ALY IT

FOR QUA L CE ITALY IT TAL A Y

2010

Premio Brand Awards 2006/2007/2008/2009

Premio Ernst & Young o L’imprenditore dell’anno a 2007 Categoria Communication

Premio Ernst & Young L’imprenditore dell’anno a 2010 Categoria Food&Beverage

Premio Solidas Social Award 2009 Sant’Anna Bio Bottle

Premio MarketingOggi Award 2009 Sant’Anna Bio Bottle

Premio Impresa Ambiente 2011

Premio Codacons

Menzione Speciale per Sant’Anna Biobottle

Amico del Consumatore 2011

Categoria Innovazione di Prodotto Responsabile

Categoria Marketing Mix/Miglior Packaging

Premio Odisseo 2007 Unione Industiale di Torino per la Comunicazione


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Consumi

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Energia

COME ORIENTARSI TRA LE TRE FORMULE OFFERTE

Rebus INCENTIVI, quali scegliere per il solare? Giulio Meneghello

Se

si ha un tetto esposto al sole, uno dei modi più semplici per tagliare la bolletta è montare sul tetto di casa i pannelli solari termici, quelli che riscaldano acqua o ambienti, da non confondere con i fotovoltaici, che invece fanno l’elettricità. Catturando i raggi della nostra stella preferita per produrre acqua calda sanitaria, si possono infatti risparmiare diverse centinaia di euro l’anno: a seconda del sistema di riscaldamento cui va ad affiancare il solare termico, una famiglia di 3-4 persone può tagliare dai 300 ai 400 euro. Se a questo risparmio si aggiunge il fatto che l’acquisto dei pannelli è incentivato dallo Stato, l’affare si fa interessante: in qualche anno si rientra dell’investimento iniziale (intorno ai 2-3mila euro nel nostro esempio) e per il resto della vita utile dell’impianto, circa 20-25 anni, si ha un risparmio garantito.

Da qualche settimana e fino al 30 giugno, però, chi decide di montare i pannelli si trova dinnanzi a una scelta non facile: convivono infatti tre forme di incenti-

Meglio l’uovo oggi Quale incentivo scegliere? Per capirlo abbiamo realizzato simulazioni di casi concreti. Come si vede dagli importi che ci ritornano sotto forma di incentivo(gli esempi sono riportati nelle pagine successive), le detra-

L

Detrazioni per la ristrutturazione, per l’efficienza energetica, nuovo conto termico. Ecco le differenze.

I tre concorrenti

vazione, ciascuna alternativa alle altre. Oltre alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, portate dal 36 al 50% fino a fine giugno, e a quelle del 55% per gli interventi di efficienza energetica, confermate sempre solo fino a quella data, dal 2 febbraio infatti è entrato in vigore il nuovo conto energia termico. Il nuovo incentivo, che premia anche stufe e caldaie a biomassa e pompe di calore, per i piccoli impianti di solare termico garantisce 170 euro a metro quadro di superficie dei pannelli, ma, rispetto alle detrazioni, il cui importo è detratto dall’Irpef in 10 rate uguali in 10 anni, in questo caso il contributo si riceve in due anni. Non solo: non è una detrazione, ma un contributo cash, ricevuto direttamente sul conto corrente.


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Rebus incentivi, quali...

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zioni fiscali sembrerebbero quasi altrettanto generose: con il nostro impianto ipotetico adatto al fabbisogno di 3-4 persone con il 50% o il 55% ci tornerebbero, spalmati in 10 anni, rispettivamente 1.250 e 1.440 euro, mentre il nuovo conto termico eroga un incentivo di 1.558 euro in due rate annuali di 779 euro. Certo, il nuovo conto ener-

gia è più oneroso dal punto di vista burocratico: se per accedere alle detrazioni “semplici” per le ristrutturazioni, quelle del 50%, praticamente non si hanno spese amministrative, e per quelle del 55% si spendono indicativamente 120 euro, i preventivi della spesa amministrativa per l’accesso al nuovo conto, leggermente più complicato, si aggirano sui

Il nostro impianto ipotetico Costo indicativo: 2.500 euro Superficie lorda: 4,7 mq Copertura fabbisogno acqua calda sanitaria: 70% Fabbisogno ACS: 3.000 kWh/anno

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Il risparmio per chi USA LO SCALDABAGNO ELETTRICO

Risparmio annuale 416 euro/anno

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Il risparmio per chi HA UNA CALDAIA A GPL

Risparmio annuale 458 euro/anno

CON DETRAZIONI DEL 50% PER RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE SEMPLICI Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 0 Incentivo: 1.250 euro in 10 anni Tempo rientro investimento: 5 anni

CON DETRAZIONI DEL 50% PER RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE SEMPLICI Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 0 Incentivo: 1.250 euro in 10 anni Tempo rientro investimento: 5 anni

CON DETRAZIONI DEL 55% PER GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 120 euro Incentivo: 1.441 euro in 10 anni Tempo rientro investimento: 5 anni

CON DETRAZIONI DEL 55% PER GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 120 euro Incentivo: 1.441 euro in 10 anni Tempo rientro investimento: 5 anni

CON IL NUOVO CONTO ENERGIA TERMICO Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 250 euro Incentivo: 1.558 euro in 2 anni

CON IL NUOVO CONTO ENERGIA TERMICO Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 250 euro Incentivo: 1.558 euro in 2 anni

Tempo rientro investimento: 3 anni

Tempo rientro investimento: 3 anni


250 euro. Il nuovo conto, dunque, sbaraglia i due incentivi concorrenti grazie a due punti di forza che lo rendono molto più attraente. Il primo è che i soldi arrivano in soli due anni, cosa che, come si vede nelle simulazioni, accorcia nettamente i tempi di rientro dell’investimento. Il secon-

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do punto di forza, è che si tratta di un contributo versato direttamente sul conto corrente e non di detrazioni Irpef spalmate in 10 anni come avviene col 50 o col 55%. “In questo modo si rimuove una grossa barriera all’accesso all’incentivo. Va tenuto conto che molti hanno già importi in detrazione per altri interventi di efficien-

za energetica realizzati con le detrazioni in questi ultimi anni e che, tanto più in questo periodo di crisi, non tutti hanno redditi che comportano tassazioni sufficienti per la detrazione”, sottolinea Sergio D’Alessandris, presidente di Assolterm. Insomma, più soldi, subito e cash: la ricetta del nuovo conto sembra appetitosa.

ALLA PROVA DELLA BOLLET TA

Facciamo i conti per scoprire la formula più conveniente 3

Il risparmio per chi HA UNA CALDAIA A CONDENSAZIONE A METANO

Risparmio annuale 208 euro/anno

CON DETRAZIONI DEL 50% PER RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE SEMPLICI Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 0 Incentivo: 1.250 euro in 10 anni Tempo rientro investimento: 8 anni CON DETRAZIONI DEL 55% PER GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 120 euro Incentivo: 1.441 euro in 10 anni Tempo rientro investimento: 8 anni CON IL NUOVO CONTO ENERGIA TERMICO Costo indicativo pratiche accesso all’incentivo: 250 euro Incentivo: 1.558 euro in 2 anni

più basso, ad esempio un sistema con un solo collettore”, spiega Stefano Casandrini, responsabile del settore Rinnovabili di Assotermica. Per il costo dell’impianto, dopo un sondaggio di preventivi, abbiamo ipotizzato 2.500 euro. Ma attenzione: il prezzo è solo indicativo, dato che sulla realizzazione possono incidere anche molto le opere di cantiere e di sicurezza, non determinabili a priori in un esempio. Abbiamo simulato casi diversi a seconda del tipo di impianto che si integra, considerando i più diffusi. Meno è efficiente e più è energivoro il sistema che si intende supportare, più si risparmierà affiancandogli il solare termico. Come si vede dai tempi di rientro dell’investimento, il conto termico è la soluzione più conveniente. E chi integra impianti più energivori, come le caldaie a Gpl e i boiler elettrici, ha maggiore convenienza degli altri a montare subito pannelli solari.

L

Tempo rientro investimento: 6 anni

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ome cambiano i conti con i tre diversi incentivi? Per capirlo abbiamo realizzato delle simulazioni con l’aiuto della testata specializzata QualEnergia.it e di Assotermica, l’associazione che riunisce produttori di caldaie convenzionali e pannelli solari termici. Abbiamo ipotizzato un impianto tipo adatto al fabbisogno di acqua calda sanitaria di una famiglia di 3-4 persone, 3.000 kWh termici all’anno. Abbiamo assunto che sia localizzato al centro Italia e sia della tipologia più diffusa ed economica: un sistema a circolazione naturale, quelli con il boiler montato sul tetto, costituito con due collettori per 4,5 metri quadrati circa di area. “Se ci spostassimo nel Nord Italia, dove c’è minore irraggiamento ma anche dove predomina la circolazione forzata, più performante, il ragionamento non cambierebbe di molto. Al Sud invece i risultati sarebbero ancora più interessanti, o raggiungibili con un investimento relativamente


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I3

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incentivi

Le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie Chi ne può beneficiare: le persone fisiche, non solo i proprietari ma anche i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi Fino a quando: fino al 30 giugno 2013, dopo di che tornerà al 36% Come funzionano: portano in detrazione su 10 anni, tramite quote di pari importo, il 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 96mila euro per edificio Altri interventi incentivati: quasi tutti i lavori di ristrutturazione A chi rivolgersi: all’Agenzia delle Entrate

Le detrazioni del 55% per l’efficienza energetica Chi ne può beneficiare: sia le persone fisiche che le persone giuridiche Fino a quando: fino al 30 giugno 2013, dopo di che, salvo novità, dovrebbe scendere al 36% Come funzionano: portano in detrazione su 10 anni, tramite quote di pari importo, il 55% della spesa sostenuta con importi massimi diversificati a seconda della tipologia di intervento Per quali interventi valgono: installazione di serramenti e infissi con determinate prestazioni energetiche, sostituzione della caldaia con caldaia a condensazione o impianto a biomassa, pannelli solari termici, pompe di calore, coibentazione di pareti, pavimenti e coperture, riqualificazione energetica globale dell’edificio A chi rivolgersi: all’Enea

Conto energia termico Chi ne può beneficiare: sia le persone fisiche che le persone giuridiche e la pubblica amministrazione Fino a quando: a tempo indeterminato salvo raggiungere il tetto di spesa annuale di 900 milioni di euro Come funziona: per i piccoli impianti di solare termico (sotto i 50 mq) garantisce un contributo di 170 euro/mq erogato sul conto corrente in due rate su 2 anni Per quali interventi vale: per i privati oltre che per il solare termico, per stufe e caldaie a biomassa installazione di serramenti e infissi con determinate prestazioni. Solo per la pubblica amministrazione incentiva anche altri interventi per migliorare l’efficienza energetica A chi rivolgersi: al Gestore Servizi Energetici

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Pannelli solari

QUANDO SI POSSONO INSTALLARE

La

situazione ideale è avere una casa propria con un tetto, piano o a falda, non ombreggiato, orientato a sud, anche se è accettabile uno scostamento fino ai 45°. I pannelli solari si possono posizionare anche in giardino, facendo però attenzione in questo caso alla distanza dalla caldaia e a eventuali ombreggiature. Anche chi vive in un condominio può considerare l’opzione solare: si può realizzare un impianto unifamiliare, ottenendo dall’assemblea condominiale il permesso di usare parte del tetto, oppure realizzarne uno condominiale. In questo secondo caso l’efficienza del sistema aumenta e i costi a persona solitamente calano, mentre ogni appartamento potrà continuare a usare la propria caldaia come integrazione dell’impianto solare.

LE AUTORIZZAZIONI NECESSARIE

Attenzione agli ostacoli burocratici

I

nstallare un impianto di solare termico in una situazione normale non pone particolari difficoltà dal punto di vista burocratico: nella maggior parte dei casi serve una Dia (dichiarazione di inizio attività) solo quando l’impianto modifica la sagoma dell’edificio, cioè appunto nel caso dei pannelli inclinati diversamente rispetto al tetto e di sistemi con serbatoio di accumulo sul tetto. Chi abita, invece, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale dovrà invece richiedere alla locale Soprintendenza ai Beni culturali un’autorizzazione paesaggistica e le cose potrebbero complicarsi, con relativo

lievitare della spesa. Dai circa 200-250 euro da mettere in conto per le pratiche di accesso al conto energia, normalmente la spesa solo burocratica per realizzare l’impianto potrebbe arrivare ai 1.000 euro. “Noi non vogliamo in alcun modo creare scempi, ma bisogna andare verso una maggiore semplicità”, lamentano da Assolterm.“Abbiamo fatto delle proposte per semplificare la richiesta di autorizzazione in zone vincolate. A volte ci sono veri e propri paradossi. Un caso sono i tetti piani, molto diffusi al Sud: gli impianti nella maggior parte dei casi non si vedono assolutamente se non dal cielo. Eppure per installarli ci vogliono comunque chili di carte, con relative ricadute su costi e tempi di realizzazione: se tutto va bene per un nulla osta occorrono dai 35 ai 60 giorni”.


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L’ alimento Settimana della

UN LEGUME CHE VALE LA PENA DI RIPORTARE IN TAVOLA

Cicerchia da riscoprire Roberto Quintavalle

Da

regina della tavola a rarità in via d’estinzione. È la storia della cicerchia, un legume simile a un grosso cecio, anticamente molto apprezzata, che ha corso il rischio di scomparire dalle tavole italiane. L’agricoltura l’aveva quasi dimenticata, ma dopo che nelle Marche, su iniziativa di Slow Food, è nata un’associazione per la sua tutela ora si fa meno fatica a trovarla e si è ripreso a coltivarla in molte regioni italiane. E riscoprire questa leguminosa a granella (come lenticchie, ceci, fagioli ecc.) è una bella esperienza. La specie destinata all’alimentazione umana (Lathyrus sativus) presenta grossi baccelli, che possono contenere da 1 a 4 semi, non più grandi di un centimetro di diametro, dalla forma più o meno appiattita e angolosa, di colore bianco con varianti grigio verdi o maculate di marrone. Ricca di proteine e amidi e povera di grassi, la cicerchia ha delle ottime caratteristiche nutrizionali. Oltre alle proteine ci sono vitamine, calcio e fibre alimentari, fosforo e un po’ di ferro. E, dal punto di vista organolettico, è molto saporita e conservabile per lunghi periodi. Tutte qualità molto apprezzate in Oriente, dove per la popolazio-

ne costituisce accanto al riso l’intero apporto proteico e amidaceo della giornata. Attenzione, però, a non esagerare. Se un piatto fumante di cicerchie, sotto forma di minestra o di polenta, fa più che bene, un abuso di questo legume può creare non pochi problemi. Il primo è la flatulenza, tipico disturbo causato in generale da tutte le leguminose, tanto ricche di fibre alimentari. Impensierisce di più, invece, la presenza di latirina, un alcaloide, dal gusto amaro, che se ingerito in quantità eccessive risulta tossico. C’è da dire che la quantità di sostanza tossica è molto ridotta nelle specie dolci, quelle cioè destinate alla tavola, e in, ogni caso, ogni problema può essere del tutto evitato con una lunga macerazione dei grani in acqua salata seguita dalla bollitura.

cicerchia

Come cucinarla Come molti altri semi, prima di mettere in pentola la cicerchia è necessario tenerla a bagno almeno per un giorno, in questo caso ricordandosi di cambiare più volte l’acqua che va sempre gettata via dopo l’ammollo. Al momento della preparazione, è bene considerare che la resa migliore è in zuppe e minestre. I grandi cuochi consigliano di levare, con pazienza certosina, la pellicina al seme una volta lessato o di passarla con un frullatore. Ma consumare questo legume con tutta la buccia non ha di certo controindicazioni. In passato, quando gli abitanti della montagna mediterranea vivevano in perenne miseria e carestia, la cicerchia si usava anche per fare il pane o le focacce, da sola o mescolata con farina di grano. I semi torrefatti, inoltre, servivano come surrogato del caffè. Tutt’oggi la farina di cicerchie può essere impiegata per fare crespelle, blini e polenta. TABELLA NUTRIZIONALE ( PER 100 GRAMMI DI PARTE EDIBILE ) Calorie Proteine Lipidi Carboidrati Fibra Calcio Fosforo Ferro Vitamina B1 Vitamina B2 Vitamina PP

314 29,3 1,9 48,4 5,5 113 176 1,3 0,9 0,13 2,6

kcal g g g g mg mg mg mg mg mg Fonti VARIE


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Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

ROYAL CARIBBEAN a San Valent i conti tornano solo... a metà La campagna pubblicitaria promette lo sconto all’accompagnatore. Ma un nostro lettore descrive una realtà diversa

C’è

chi per fare una sorpresa al partner ha pensato a una crociera come regalo di San Valentino. C’è chi, tra questi, ha provato a usufruire dell’offerta della Royal Caribbean “La tua metà paga la metà”. La promozione, a esser sinceri, è stata di parola ma qualcosa, a chi era intenzionato a coglierla, non è tornato. Conti alla mano, infatti, più che“la tua metà la paga la metà” è sembrata “la tua metà la paga la tua metà”.

Cifre “variabili” “Pensavamo di organizzare una crociera usufruendo dello sconto di San Valentino”,

ità La pubblic ozione della prom ciato che ha las perplessi ori i nostri lett

racconta Roberta Buscia al Salvagente, “la Royal Caribbean pubblicizza lo sconto del 50% sul secondo passeggero se si prenota per una tratta nel Mediterraneo con partenza entro il 30 giugno. Abbiamo così richiesto un preventivo tramite il sito della compagnia ma, tra la pagina iniziale dei prezzi e quella conclusiva, i conti sono completamente cambiati”. Roberta, che da buona lettrice del Salvagente non è una sprovveduta, si è annotata tutti i passaggi. Nella prima schermata

Marco Cardaci del portale della Royal Carrione il posto da lei scelto risultava al prezzo di 678 euro a persona, mentre nella seconda, quella del preventivo conclusivo, il prezzo del primo passeggero era balzato a 904 euro e il secondo era sceso a 452 euro. “Alla fine dei conti”, prosegue Roberta,“è vero che il secondo passeggero paga la metà del primo, ma senza alcuno sconto”. Effettivamente basta un rapido conto per scoprire che il totale della prima schermata e quello della seconda è identico: 1.356 euro. “In realtà è il primo


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Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

ino

passeggero a pagare la differenza del secondo biglietto sul prezzo esposto”. In altre parole il regalo di San Valentino consisterebbe nel pagare metà biglietto del proprio partner, senza alcuno sconto. Roberta, davanti a queste difformità, ha contattato il servizio clienti: “Mi hanno imbastito di tutto, compreso che la normativa che si applica non è quella italiana, che il prezzo è in dollari, che alla fine comunque il prezzo è l’equivalente di 678 euro per due… Ho anche contattato il Giurì della pubblicità ma non è servito a molto”.

La replica e i dubbi Dopo la segnalazione di Roberta abbiamo chiesto spiegazioni direttamente all’azienda. E la difesa della Royal Caribbean non è certo quella data a Roberta al telefono. La società afferma infatti che il prezzo nella prima schermata

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ROBERTO BARBIERI: “UNA VIOLAZIONE DIETRO L’ALTRA

“S

tiamo studiando il caso per vedere se redigere un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato”. L’avvocato Roberto Barbieri, responsabile del settore Turismo del Movimento consumatori, non ha dubbi:“C’è una palese violazione della normativa sulla pubblicità, con riferimento sia al Codice del consumo che al Codice del turismo”. “Se avessimo notato prima la promozione avremmo fatto un’azione inibitoria per il suo ritiro, a questo punto dovremo agire diversamente. La violazione, a mio avviso, riguarda l’articolo 21 del Codice del consumo che definisce‘ingannevole’ogni pratica commerciale idonea a indurre il consumatore ad assumere una decisione commerciale che non avrebbe altrimenti preso o a indurlo in errore su uno degli elementi elencati, fra cui: il prezzo o il modo in cui questo è calcolato o l’esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo. In questo caso viene pubblicizzata una quota a metà prezzo, ma il prezzo è intero”. La differenza di prezzo tra la prima e la seconda pagina, insomma, non sembra convincere neanche il legale del Movimento consumatori, che prosegue: “L’articolo 22 bis si riferisce espressamente alle tariffe marittime, e considera ingannevole la pubblicità che indica il prezzo del biglietto separatamente dagli oneri accessori gravanti sul consumatore (comprese le tasse portuali): la compagnia marittima deve pubblicizzare un unico prezzo finale comprensivo di tutte le voci”. Anche il Codice del turismo, che dal 2011 si applica anche alle crociere, sembra dare ragione alla nostra lettrice. “L’articolo 34 del Codice del turismo”, dice l’avvocato Barbieri,“comprende le crociere nella definizione di‘pacchetti turistici’. Nei pacchetti turistici, i tour operator e le agenzie hanno polizze obbligatorie, mentre le polizze assicurative a carico del consumatore sono sempre f acoltative e, anche se in alcuni casi possono essere utili, non possono mai essere presentate come obbligatorie”. E invece, nella oramai famigerata seconda schermata della prenotazione della Royal Caribbean, queste quote venivano addebitate in automatico. “Anche questa - chiosa Barbieri - si pone a mio avviso come pratica commerciale ingannevole, sempre in riferimento alla formazione del prezzo”.

(678 euro nel caso di Roberta) è la somma delle quote crociera divisa per le persone partecipanti (due, nel nostro caso). La cifra è riportata in quel modo perché il sito ha un algoritmo che, in automatico, divide il totale della quota passeggeri per il numero di persone che voglio acquistare la tratta. Inoltre, aggiungono dalla Royal, è nella seconda schermata che si riportano le quote in promozione e, sempre nella secon-

da schermata, quella del preventivo conclusivo, è possibile capire quale sarebbe il prezzo per intero senza l’offerta (904 euro nel caso di Roberta). Chiaro? Non proprio, almeno per chi si è visto lievitare i prezzi invece di vederseli tagliare. Senza contare che solo al momento di pagare ha scoperto l’esistenza di tasse e assicurazioni da pagare… Ma questo è un vecchio vizio delle compagnie, sia aeree che evidentemente marittime.


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MondoItalia

NEWS Brasile/Gillette A GIUDIZIO LO SPOT CONTRO I “PELUDOS”

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

Svizzera/smacchiatori

Funzionano, ma meno di un buon detersivo Monica Timba

Sarà giudicata dal Conar, il Consiglio nazionale per l’autodisciplina pubblicitaria, la campagna televisiva lanciata dalla Gillette che incoraggiava i maschi alla depilazione del petto, con un testimonial d’eccezione ovvero Psy, l’autore di Gangnam style. A ricorrere al Giurì un gruppo di consumatori secondo i quali lo spot dimostra un “preconcetto contro i peludos”, ovvero i pelosi. Al Conar sono arrivati 15 esposti, tra cui quello di una donna, con i quali i ricorrenti lamentano il tono “discriminatorio” e “disgustato” nei confronti dei maschietti irsuti. In un caso un cittadino ha ricordato come già in precedenza l’azienda aveva lasciato intendere l’esistenza di un parallelismo tra i maschi pelosi e gli uomini delle caverne. Per cautela la Gillette ha deciso intanto di sospendere la pubblicità su YouTube e sulla propria pagina Facebook. Il Conar da parte sua ha dichiarato che si arriverà a un giudizio sullo spot entro un mese e al massimo la Gillette potrebbe ricevere una “raccomandazione” a sospendere il video pubblicitario.

M

essi alla prova con lo sporco più difficile sui tessuti: olio, fuliggine, burro, rossetto, cacao, riso e il condimento dell’insalata. Dieci smacchiatori pretrattanti sono stati valutati nella loro efficacia dal mensile svizzero dei consumatori “Borsa della Spesa”. La capacità di eliminare le macchie più ostinata è stata poi confrontata con l’azione pulente di due detersivi tradizionali: uno di alta gamma e uno di fascia comune. I risultati? Da un lato, i prodotti smacchianti non si dimostrano sempre indispensabili, dal-

l’altro, nessun prodotto riesce a eliminare tutti i tipi di tracce. Così, per le famiglie con bambini, è consigliabile utilizzare un classico detersivo in polvere che risulta efficace su numerosi tipi di macchie. Tutto inutile dunque? Non proprio. Andando a analizzare le varie performance si scopre che gli smacchiatori specifici combinati con un comune detersivo si rilevano particolarmente utili se il bucato è poco sporco e le macchie poco frequenti. Venendo alla classifica, alle prime tre posizioni troviamo l’Ecover (69 punti su 100), seguito dall’Ariel spray (66/100) e dal Va-

M N DO Cina/inquinamento

VIETATO IL BARBECUE Se il problema di Palermo è, per Benigni nei panni di Johnny Stecchino, “il traffico”, la responsabilità dell’inquinamento nelle metropoli cinesi è il fumo del barbecue. Molto più che paradossale, ma è scattato il divieto di usare i barbecue nelle aree urbane densamente popolate a causa dell’inquinamento. Secondo quanto riferisce la stampa cinese, in base ad un progetto del ministero della Protezione Ambientale, le grandi città dovranno vietare l’uso di barbecue per tutelare la salute degli abitanti. I funzionari del ministero hanno fatto sapere che il divieto mira ad evitare l’eccessiva esposizione della popolazione alle particelle di polveri sottili, le pm 2.5, quelle cioè di diametro inferiore a 2,5 micron che, penetrando in profondità nei polmoni, possono provocare danni seri alla salute.


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MondoItalia

NEWS

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Ue/restrizioni

Cala l’esposizione al fumo passivo

nish Oxi Action (65/100). All’altro capo della classifica, all’ultimo posto si piazza il K2r ecologico (48/100) con un giudizio insufficiente sulle macchie di grasso. Appena migliore il prodotto Coop Extraclean active spray (56/100) con un giudizio sufficiente sulle macchie ossidabili. In terzultima posizione troviamo il Total Migros Spray

& wash (61/100), poco soddisfacente contro le macchie amidacee. Infine qualche consiglio per l’uso: intervenire subito onde evitare di lasciare seccare la macchia; scegliere il trattamento in base alla macchia; provare prima lo smacchiatore su una parte non visibile del tessuto, per evitare eventuali problemi.

La protezione dal fumo passivo è migliorata notevolmente nella Ue, come risulta dalla recente relazione della Commis-sione. Nel 2012 il 28% dei cittadini europei è risultato esposto al fumo passivo nei bar rispetto al 46% che si registrava nel 2009. Il report si basa su relazioni autonome presentate dai 27 Stati membri dando seguito alla raccomandazione del Consiglio del 2009 relativa agli ambienti senza fumo, che sollecitava i governi ad adottare leggi volte a proteggere i cittadini dall’esposizione al fumo di tabacco negli ambienti pubblici chiusi, sul posto di lavoro e nei trasporti pubblici. La relazione indica che l'impatto economico delle “restrizioni” è stato limitato. La Ue rileva anche i ritardi di alcuni Stati membri nel varare e applicare una normativa globale volte a proteggere la salute pubblica.

OITALIA Italia/bambini

Abiti inquinati: Il Gufo ritira il Giaccone piuma

I

risultati del test realizzato dalla Lav, e pubblicati sul numero scorso del Salvagente, non sono passati certo sotto silenzio, tanto che una delle aziende colte in fallo, Il Gufo, ha deciso di ritirare dal mercato il proprio prodotto contaminato. Si tratta del “Giaccone piuma” (codice A12GM027EC100/100) con inserto in pelliccia di Murmasky

(cane-procione), per bambino di 18 mesi. “Quella de ‘Il Gufo’ è una decisione responsabile”, dichiara Simone Pavesi, responsabile Lav della Campagna Pellicce. “Ma per evitare d’incorrere nuovamente in un rischio ‘tossico’ è necessario rinunciare all’uso di pelliccia animale”. La filiera di produzione dell’industria della pellicceria preve-

La reazione di alcune aziende al test della Lav sui capi con pelliccia

de l’impiego di sostanze classificate anche come Cmr - cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione - e che lasciano tracce anche significative nel prodotto finito. Anche la Fix Design (altra azienda coinvolta) ha fatto sapere che “per evitare che episodi del genere possano reiterarsi, a partire dalle prossime stagioni, ha deciso di valutare e adottare una politica fur-free (senza pelliccia, nda) sui propri prodotti dedicati ai bimbi”.


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MondoItalia

Italia/Antitrust

Rc-auto polizze alle stelle

I

premi Rc-auto hanno raggiunto in Italia cifre da record e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali paesi europei. È quanto emerge da un'indagine Antitrust sul settore. La polizza media è più del doppio di quelli di Francia e Portogallo, mentre supera quello tedesco dell’80% circa e quello olan-

Italia/All-In Small

“Spot scorretto della 3” Adiconsum: va sospeso

La

nuova offerta 3per le ricaricabili sembra davvero allettante. Lo spot dice che con soli 4 euro al mese si hanno a disposizione 120 minuti di chiamate verso tutti, 120 sms e 1Gb di internet. “A leggere le condizioni la realtà è ben diversa”, dichiara Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum, “e l’offerta All-In Small prevede, a fronte del pagamento di 1 euro ogni settimana, minuti, sms e il Gb di navigazione suddivisi settimanalmente, ma tutto ciò dallo spot

non appare chiaro. Solo negli ultimi secondi dello spot e solo in calce alla tabella con la sintesi dell’offerta, l’azienda informa circa l’applicazione di soglie settimanali. Lo spot è scorretto e va sospeso”. L’offerta, spiega Adiconsum, è quindi la seguente: i 120 minuti di chiamate equivalgono a soli 30 minuti a settimana di chiamate nazionali verso tutti, come pure i 120 sms equivalgono a soli 30 sms a settimana e 1 Gb di internet equivale a 250 Mb alla settimana.

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

dese di quasi il 70%. La ricetta suggerita dal Garante per la concorrenza e il mercato per ridurre il costo delle polizze è semplice: occorre riformare il sistema del risarcimento diretto e introdurre nuovi modelli contrattuali finalizzati al controllo dei costi per ridurre i premi. Inoltre serve facilitare la mobilità tra una compagnia e l’altra, introducendo sistemi di confronto semplici e rivedendo il meccanismo di attribuzione delle classi di merito interne. Dall’indagine emerge anche un dato deludente sugli effetti dell’indennizzo diretto. Analizzando le polizze reali,infatti, l’Antitrust ha scoperto aumenti molto forti successivi all’introduzione del risarcimento diretto.

Italia/mobilità

ENEL E RENAULT LANCIANO IL PIENO “ELETTRICO” VELOCE

“L’

auto elettrica spicca il volo”. Con questo slogan Livio Gallo, direttore della divisione Infrastrutture e reti dell’Enel, presenta il nuovo sistema “Fast Recharge” che rende possibile la ricarica delle batterie del veicolo in 30 minuti, in corrente alternata 43 kW. Il tutto verrà reso disponibile attraverso le nuove colonnine della società e così facendo le auto potranno compiere anche viaggi più lunghi. Il sistema di ricarica veloce debutterà con la nuova Renault Zoe (21.650 euro più 79 euro al mese per il noleggio delle batterie e assistenza completa) che ha un’autonomia di 210 chilometri, un vero e proprio record per la categoria delle elettriche.


Mensile a cura del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti N. 2 Supplemento a “il Salvagente” N. 9 del 28 febbraio 2013

tuttoconsumatori le misure del

Il CNCU e la Consob al via il tavolo di confronto 2

dipartimento dell’energia

Confconsumatori: una Procura per i reati finanziari 3

del Mise per garantire

Forum: Mdc e Adoc sulle priorità dopo il voto

ai consumatori

4/5

le forniture

“Open Door”, la campagna di Mc per i diritti di chi non vede 6

anche nei casi di emergenza

I piani per il gas

Le iniziative delle associazioni

È favorevole il Parere del CNCU

Il

www.tut toconsumatori.org

Consiglio nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) ha espresso parere favorevole ai due piani (preventivo e di emergenza) del gas, preparati dal Dipartimento dell’Energia del ministero dello Sviluppo economico. L’obiettivo di queste misure potenziali - presentate nel corso della riunione del Consiglio del 24 gennaio - è proprio quello di tutelare la sicurezza di funzionamento del sistema in caso di emergenza, assicurando il massimo livello di garanzia delle forniture ai consumatori civili allacciati alle reti di distribuzione. In particolare, il piano preventivo contiene le misure necessarie a eliminare o attenuare i rischi che incidono sulla sicurezza di approvvigionamento del gas naturale; mentre il piano di emergenza contiene le misure da adottare per eliminare o attenuare l’impatto di un’interruzione dell’approvvigionamen-

to di gas naturale, garantendo l’approvvigionamento ai clienti che sono connessi a una rete di distribuzione. “Il piano del gas finora ha funzionato ed è in grado di fronteggiare le situazioni di emergenza - precisa il direttore generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del Dipartimento dell’Energia del Mise, Gilberto Dialuce - ma dopo l’ultima crisi del gas e il recepimento di due direttive Ue, il predetto piano va coordinato con i Paesi confinanti (Svizzera, Slovenia ecc.) che hanno già dato il loro parere favorevole ed è prevista solidarietà reciproca nel caso di situazioni di emergenza”. Le associazioni dei consumatori hanno sottolineato l’importanza di un loro maggiore coinvolgimento per poter rappresentare in futuro le esigenze e i diritti dei cittadini-consumatori.

7/8


tuttoconsumatori CONSIGLIO NAZIONALE DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI (art. 136 del Codice del Consumo) Presidente del Cncu Claudio DE VINCENTI Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico Componenti: Antonella TURCI Rappresentante delle Regioni designata dalla Conferenza unificata Gianni CAVINATO Acu - Associazione Consumatori Utenti Pietro GIORDANO Adiconsum Lamberto SANTINI Adoc Antonio TANZA Adusbef Luisa CRISIGIOVANNI Altroconsumo Maria Rubiana RUGGIRELLO AssoConsum Furio TRUZZI Assoutenti Giovanni FERRARI Casa del Consumatore Walther ANDREAUS Centro Tutela Consumatori Utenti Verbraucherzentral Sudtirol Antonio GAUDIOSO Cittadinanzattiva Marco Maria DONZELLI Codacons Ivano GIACOMELLI Codici - Centro Diritti del Cittadino Carmelo CALÌ Confconsumatori Rosario TREFILETTI Federconsumatori Pietro PRADERI Lega Consumatori Lorenzo MIOZZI Movimento Consumatori Antonio LONGO Movimento Difesa del Cittadino Massimiliano DONA Unione Nazionale Consumatori

Segreteria CNCU, tel. 06/47055369 fax 06/47055394 E-mail: cncu@sviluppoeconomico.gov.it www.tut toconsumatori.org

28 febbraio 2013

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Le associazioni del CNCU incontrano la Consob: cosa non ha funzionato nella tutela dei piccoli risparmiatori

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arà aperto nei prossimi mesi un tavolo di confronto tra la Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) e le associazioni dei consumatori del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU). È solo una delle decisioni prese al termine della riunione del Consiglio del 24 gennaio, nel corso della quale si è svolta l’audizione dell’ingegner Giuseppe D’Agostino, vicedirettore generale della Consob, alla presenza del sottosegretario De Vincenti e dei rappresentanti delle 18 associazioni. Massima è stata la disponibilità manifestata dalla Consob a un confronto futuro sui temi della conciliazione, della collaborazione ai fini della formazione dei quadri delle associazioni, nonché di una maggiore attività di informazione per i cittadini e per l’investitore sprovveduto. Le associazioni, dal canto loro, pur apprezzando quest’atteggiamento di apertura, hanno ritenuto importante rimarcare quanto finora non ha funzionato. Secondo Federconsumatori, negli ultimi anni la Consob ha perso di vista da un lato la tutela dei piccoli risparmiatori, vittime inconsapevoli dei recenti e ripetuti crac finanziari, e dall’altro il dialogo con le associazioni dei consumatori, che li rappresentano. A tal proposito, Altroconsumo ha evidenziato che i gruppi di lavoro Consob, inizialmente convocati con cadenza quindicinale, sono a un certo punto “svaniti nel nulla”. Assoutenti ha approfittato per sottolineare l’importanza di una Camera di Conciliazione al cui funzionamento operativo la Consob ha sempre mostrato scarso interesse. Acu ha chiesto, quindi, che le attività future con la Consob siano organizzate su obiettivi programmatici pluriennali. Codici, Unc, Mdc e Codacons hanno invece posto l’accento sulla necessità di una maggiore attenzione all’educazione finanziaria, con una campagna d’informazione che

evidenzi le azioni che il risparmiatore può attivare a sua tutela e, forse così come ha fatto l’Aeeg, con l’istituzione di uno sportello informativo. Mdc ha posto in luce l’aspetto secondo il quale l’intermediario, mentre prima doveva limitarsi a informare il cliente in modo preciso e corretto, ora deve valutare e suggerire il prodotto più adatto al profilo di rischio dell’investitore. Adusbef ha sottolineato che la Consob deve in futuro lavorare per riacquistare un’immagine diversa, risalendo dalla bassa considerazione di cui gode attualmente con i cittadini prima ancora che con le associazioni dei consumatori. L’incontro si è concluso con l’apprezzamento da parte della Consob sugli argomenti sottolineati, rassicurando la ferma intenzione a dialogare con le associazioni con l’obiettivo di raggiungere quanto prima risultati concreti. “Siamo convinti che la tutela del risparmio non possa avvenire solo attraverso lo strumento del reclamo - ha concluso D’Agostino - ma deve realizzarsi con la messa in campo di un sistema complesso di strumenti che vada a contrastare il fenomeno degli investimenti pericolosi. I clienti devono essere educati anche a segnalare gli abusi per poter poi intraprendere le azioni repressive e le associazioni possono svolgere in quest’ambito il loro importante ruolo di informazione”.


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28 febbraio 2013

confconsumatori “Mai più casi di risparmiatori traditi”: da mara colla la proposta di uno strumento di tutela

Il

lungo elenco dei casi di risparmio tradito dopo Parmalat, i bond Argentini e Cirio - ha visto aggiungersi questo mese la vicenda del Monte dei Paschi di Siena e Fondiaria/Sai. Per dire basta a scandali simili, la presidente di Confconsumatori, Mara Colla, ha indirizzato, prima della scadenza elettorale, una lettera ai candidati alla presidenza del Consiglio chiedendo di “istituire con urgenza una Procura nazionale per i reati finanziari,

“Ora la Procura nazionale per i reati finanziari” sulla falsariga di quella Antimafia, sia per evitare nuovi casi di massacro di piccoli risparmiatori, sia per tutelare la credibilità della Borsa”. Secondo l’associazione, “quasi tutte queste vicende non

azioni Mps: consigli per i risparmiatori

Per contattare la sede di Confconsumatori più vicina e valutare se e come l’associazione possa supportare in eventuali azioni di tutela: www.confconsumatori.com/dovesiamo.asp. Intanto, ecco le istruzioni degli esperti di Confconsumatori ai piccoli risparmiatori coinvolti nella perdita di valore delle azioni Mps. A) Sei un azionista di titoli Monte dei Paschi. Per ottenere il rimborso e/o il risarcimento dei danni ci sono tre strade percorribi-

sono solo frutto di assenza di regole ma di violazione, talvolta anche clamorosa, di regole e addirittura di norme penali già esistenti e chiarissime. “Un organo di questo tipo, dovrebbe - secondo

li, rivolgendosi al giudice penale o civile: 1. provare che la perdita del valore delle azioni dal momento dell’acquisto sino a oggi è dovuta alle condotte illegittime e alle negligenze di una serie di soggetti che hanno commesso i fatti o che non hanno impedito che questi accadessero, omettendo i controlli previsti dalla legge. In questo modo sarà possibile chiedere il risarcimento del danno subito (ossia la perdita del valore delle azioni). 2. provare che si sono comprati i titoli dopo l’acquisizione di Banca Antonveneta e sulla base di informazioni errate date al mercato (ad esempio, bilanci falsi e false comunicazioni sociali); sarà possibi-

Confconsumatori - essere composto da magistrati esperti nella trattazione di procedimenti inerenti tale materia, essere così in grado di colpire condotte e reati che richiedono, per essere perseguiti, una forte specializzazione; rappresenterebbe una garanzia di tutela dei piccoli risparmiatori e un forte deterrente per chi violenta il diritto al risparmio tutelato dalla Costituzione nell’art. 47”.

le chiedere l’invalidità dei contratti di acquisto e ottenere così il valore del capitale investito. 3. in ogni caso, se la Banca non ha fatto firmare il contratto quadro o ci sono altri vizi formali nell’acquisto dei titoli, si potrà chiedere la nullità dei contratti e la restituzione delle somme investite. B) Sei un obbligazionista di titoli Monte dei Paschi. Nessun danno è subito a oggi, perché comunque la banca è in grado di pagare regolarmente i suoi creditori. In conseguenza non si sono verificati (e non sono a oggi previsti) problemi sui rimborsi sia delle cedole, sia dei titoli.


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on Antonio Longo, presidente di Mdc, e Lamberto Santini, presidente di Adoc, “Tuttoconsumatori” avvia una riflessione sull’Italia del dopovoto, le aspettative dei cittadini, il ruolo delle associazioni dei consumatori e le prospettive dell’associazionismo italiano.

“Quello che chiediamo al nuovo governo”

L’

Italia del dopovoto si prepara a vivere una nuova fase. Le associazioni dei consumatori sono pronte a collaborare con le forze di governo e le istituzioni per una società più a misura di cittadino. Delle priorità, e di quello che ci si aspetta dal mondo dell’associazionismo, ne parliamo con il presidente del Movimento Difesa del Cittadino,Antonio Longo, e il presidente di Adoc, Lamberto Santini.

Antonio Longo Presidente

MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO primo posto “ ali bisogni dei più deboli, e delle famiglie

Immagini di essere la prima persona che il nuovo presidente del Consiglio riceve per conoscere le priorità per i cittadini-consumatori… LONGO. Anzitutto gli farei gli auguri per un compito molto difficile che lo aspetta: ridare fiducia al

Paese, riavviare l'economia, contenere la spesa pubblica, stimolare investimenti e consumi. Negli ultimi 4 anni l’Italia ha sofferto forse molto più del dovuto, anche per politiche restrittive che si sarebbero dovute modulare diversamente, facendo pagare di più a chi più aveva e risparmiando un po’ di sacrifici a chi già vive ai limiti del decoro e a volte della sopravvivenza. Invece si sono susseguiti governi che hanno assecondato le richieste dei ceti privilegiati tagliando spesa sociale e servizi alle famiglie, riducendo gli investimenti nella ricerca e la cooperazione, puntando su obiettivi antistorici come il Ponte sullo Stretto o le centrali nucleari. Poi gli augurerei di riuscire a definire una scala di priorità che metta al primo posto i bisogni dei più deboli, delle famiglie e del-

le imprese; la ricerca e l’innovazione, l’energia rinnovabile e la valorizzazione delle start up. Gli augurerei di riuscire a rendere più equo il carico fiscale, più equilibrata la piramide delle retribuzioni nel settore pubblico. Infine (o forse prima di tutto) di ridurre i costi della politica. SANTINI. Gli chiederemmo di portare avanti un percorso di intervento di regolamentazione legislativa che dia più tutele ai cittadini e più poteri alle associazioni dei consumatori. Poi di intervenire affinché le quote antitrust tornino a essere canali economici per sostentare le attività delle associazioni in modo adeguato come avviene negli altri Paesi. Infine, ancora più importante, il potenziamento di alcuni organi dello Stato come le dogane, i Nas finanziari e l’Istituto superiore di sanità per


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tutelare i marchi made in Italy dei settori tessile, alimentare e farmaceutico. Solo così, a nostro giudizio, sarà possibile avere una ripresa dei consumi interni e il rilancio dell’economia. Il coinvolgimento delle associazioni da parte degli ultimi governi è stato minimo. Da cosa è dipeso? SANTINI.Abbiamo assistito in questi ultimi anni a un eccesso di proliferazione delle associazioni. Non che la pluralità non sia importante, ma sarebbero serviti maggiore aggregazione e più coordinamento. Se avessimo utilizzato il percorso del CNCU, tutte insieme saremmo state una voce forte da ascoltare per la politica e le istituzioni. Dovremmo essere di sicuro più propositive e incisive: solo così potremmo influenzare le scelte dei consumatori creando un momento d’integrazione con gli organismi di governo. Ecco perché una riforma del nostro settore sarebbe fondamentale. LONGO. Quando sono state rese note le candidature per Camera e Senato ho scritto che i consumatori non sono stati presi in considerazione da nessun partito. È una constatazione amara ma forse è dipeso anche da noi: troppe divisioni, troppi giochi di protagonismi senza sostanza, troppe Lamberto Santini battaglie solo annunPresidente ciate e mai portate aADOC vanti. E c’è spesso molta approssimazione più tutele ai nei documenti che precittadini, più pariamo, nelle richiepoteri alle ste che facciamo. Cerassociazioni to, c’è anche scarsa at-

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tenzione delle istituzioni, a partire dallo stesso Corrado Passera, che paradossalmente ci ha dedicato più tempo da amministratore delegato di una grande banca che da ministro dello Sviluppo economico. E le audizioni parlamentari sono poco più di un adempimento formale, con tempi contingentati, deputati e senatori che ascoltano distrattamente. C’è bisogno invece di dare un ruolo positivo alle associazioni nei dossier parlamentari più incisivi sui diritti e le aspettative dei consumatori, applicando realmente il Codice del Consumo nel riconoscere al CNCU un ruolo di consulenza del governo e del Parlamento. I consumatori sono sfiduciati, timorosi di un futuro che sembra buio. LONGO. Ricostruire un rapporto corretto tra istituzioni e cittadini è una delle priorità della nuova legislatura. Le misure da prendere sono note: ridurre il numero dei parlamentari, tagliare i finanziamenti ai partiti e controllare severamente l’uso che ne fanno, eliminare le Province e altri enti inutili che pesano sui contribuenti... L’Italia già altre volte si è risollevata in maniera straordinaria: dopo la seconda guerra mondiale e il ventennio fascista; dopo gli anni di piombo del terrorismo; dopo la grave crisi finanziaria dei primi anni 90; dopo Tangentopoli. Con gli ultimi governi l’Italia si è bloccata sul conflitto di interessi, le leggi ad personam, la perdita di credibilità e prestigio all’estero. Bisogna ricominciare proprio da qui, dal recupero di una immagine e credibilità internazionali. Contemporaneamente i cittadini devono riappacificarsi con la politica. SANTINI. Il dato economico è fondamentale per la ripresa. Nella vicenda Mps, ad esempio, il primo elemento grave è il non

rispetto delle regole: chi ha fornito prodotti simili a persone non preparate. Oggi la società non insegna a rispettare le regole. Dai politici in avanti, è tutto un susseguirsi di scandali per truffe allo Stato o ai cittadini. I cittadini devono essere sempre più informati, usare internet e i siti delle associazioni per accedere più facilmente alle informazioni. Lo sforzo che tutti dovrebbero fare è sburocratizzare questa nostra società. Per la tua associazione, i successi del 2012 e gli obiettivi 2013. SANTINI. Nostro fiore all’occhiello la denuncia - un segnale per la malavita - presentata all’Antitrust cui è seguita la chiusura di 4 siti web dell’alta moda contraffatti. Abbiamo portato avanti con successo la battaglia per la difesa del sito di Sepino dove volevano installare pale eoliche. Nel 2013 vogliamo proseguire la nostra battaglia contro la contraffazione sul tema del food e dell’agro-alimentare. Anche la garanzia dell’ambiente continua a essere importante. E il ruolo delle associazioni a 360° come un vero supporto al cittadino e anello di congiunzione con le istituzioni sul territorio. LONGO. Il 2012 è stato un anno importante per Mdc. Abbiamo vinto battaglie importanti nel Lazio, grazie ai ricorsi vinti dall’avv. Pellegrino. Abbiamo realizzato il primo Bilancio sociale di un’associazione dei consumatori. Infine abbiamo portato a termine iniziative importanti sulla contraffazione, in collaborazione con altre associazioni e con i fondi del ministero dello Sviluppo economico. Il 2013 sarà un anno ancora più importante perché ci sarà il nostro congresso nazionale: in omaggio all’Anno della cittadinanza europea lo terremo a Bruxelles.


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“O

pen Door” è il nome della campagna nazionale ideata dal Movimento Consumatori rivolta a tutte le persone con minorazioni visive. Secondo l’ultima indagine Istat, sono 352mila i ciechi totali o parziali, circa 3 milioni gli ipovedenti, 1 milione e 500mila le persone con seri problemi di vista. La campagna di comunicazione rientra nell’ambito di un progetto più ampio che - finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - sarà realizzato mediante assistenza allo sportello e attraverso l’impiego di supporti informativi ad hoc. Saranno ideate, in formato audio e braille, cinque guide tematiche (assicurazioni e banche; casa e utenze; commercio e garanzie; trasporti e turismo; farmaci e salute) distribuite sul territorio

MC apre la porta all’informazione per chi ha problemi di vista nazionale nel mese di aprile, grazie allo sviluppo di partenariati e di collaborazioni con enti locali, aziende di servizi e associazioni operanti nel settore. Obiettivo ultimo dell’iniziativa è, infatti, quello di migliorare le con-

dizioni di vita degli ipovedenti, coinvolgendo l’insieme degli stakeholders e innescando un processo virtuoso di scambio di informazioni e di cambiamento. Parte integrante del progetto sarà anche la realizzazio-

La carta di identità del movimento consumatori

Movimento Consumatori (Mc) è un’associazione autonoma e indipendente, senza fine di lucro, nata per iniziativa di un gruppo di cittadini e di esperti con l’obiettivo di tutelare i diritti dei consumatori. Mc è radicato su tutto il territorio nazionale e conta attualmente circa 70 sezioni in 18 regioni, che operano in piena autonomia, finanziandosi attraverso le quote associative e la partecipazione ai progetti assegnati loro da istituzioni ed enti pubblici. L’associazione segue e consiglia i propri

soci con servizi di consulenza personalizzati, li rappresenta presso organismi pubblici, società private, erogatori di servizi e fornitori di beni, sollecitandoli così a prendere coscienza dei propri diritti e delle proprie responsabilità. Movimento Consumatori è membro del CNCU-Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, di Consumers’ Forum, della Federazione Arci e del Forum del Terzo Settore; è socio di Fairtrade Italia e aderisce alla campagna Sbilanciamoci.

ne di un’indagine per analizzare l’impatto che la tecnologia ha sulle persone non vedenti, in termini di promozione della parità e dell’inclusione sociale, e delle linee guida, per enti, aziende e istituzioni, contenenti le indicazioni per migliorare l’accesso e la fruibilità delle informazioni da parte di ciechi e ipovedenti. Lo scopo è quello di arrivare a redigere le “linee guida Open Door” che possano essere utili alle persone con minorazioni visive nella loro vita quotidiana. Il progetto ha ottenuto il patrocinio di AgrorinasceAgenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio, del Comune di Perugia, del Municipio di Roma XVII e della Provincia di Torino. Per scaricare le guide ed essere aggiornati sull’avanzamento del progetto, si può visitare il sito dell’associazione www.movimentoconsumatori.it.


tuttoconsumatori ■

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gionale dei consumatori sardi con-

do Salva Stati, potrà legittimamen-

zionale delle ferrovie dimenticate,

Ancora una volta assistiamo a una fro-

tro Abbanoa, il 6 febbraio scorso, ora

te convocare i sottoscrittori dei suoi

alla sesta edizione. In programma

de commerciale dai possibili gravi ri-

è la volta di una lettera aperta in-

titoli e rinegoziare la propria espo-

oltre 50 eventi che si svolgeranno in

svolti sanitari in tutta Europa. La car-

dirizzata ai presidenti della Regio-

sizione debitoria, cassando le con-

tutta Italia con l’obiettivo di valoriz-

ne equina rintracciata in prodotti ali-

ne Sardegna e dell’Autorità per

dizioni (ormai non più per esso sop-

zare e conservare il reticolo ferro-

mentari pronti al consumo, come le

l’energia elettrica e il gas per chie-

portabili) accordate all’atto del-

viario dismesso: circa 6.400 km del-

lasagne surgelate e i tortellini, per i

dere un incontro pubblico e tentare

l’emissione (interessi, scadenze).

la nostra rete ferroviaria in progres-

quali si dichiara il contenuto di sola

di risolvere la situazione di stallo ve-

carne bovina, sta a indicare la facili-

nutasi a creare. Abbanoa S.p.A., in-

tà con la quale possono operare sog-

fatti, pur essendo un’azienda che

È stata avviata, presso il Tribunale di

zionale “Le ferrovie regionali italia-

getti privi di scrupoli. Di certo si trat-

eroga un servizio pubblico NON ri-

Milano, la class action contro Trenord

ne: un patrimonio da difendere e va-

ta di carne inidonea al consumo uma-

spetta né il proprio regolamento e

s.r.l. promossa attraverso Altrocon-

lorizzare” organizzate entrambe da

no, perché proveniente da animali de-

la propria Carta di servizio, né le leg-

sumo da 16 pendolari nell’interes-

Co.Mo.Do-Confederazione di asso-

dicati allo sport e al tempo libero e im-

gi nazionali e regionali, né le sen-

se di tutti i pendolari che hanno su-

ciazioni che si occupano di mobili-

bottiti di farmaci vietati alle terapie

tenze del Tar Sardegna, del Consi-

bito danni lo scorso dicembre. A og-

tà alternativa. Informazioni al sito

umane. Ma va segnalata anche la pos-

glio di Stato, della Corte Costituzio-

gi sono più di 15mila le preadesioni

www.ferroviedimenticate.it.

sibilità che questi commerci di prodot-

nale, né gli accordi sottoscritti con

all’azione risarcitoria. La richiesta è

ti semilavorati siano dettati anche da

le associazioni dei consumatori. So-

che Trenord sia condannata a rim-

vantaggi fiscali che le “triangolazio-

no migliaia le domande di conci-

borsare l’intero costo dell’abbona-

Come ormai è noto il Tribunale di Mi-

ni commerciali” consentono tra Pae-

liazione presentate dai consumato-

mento di dicembre e a versare l’equi-

lano ha dichiarato il fallimento della

si Ue e Paesi terzi. Il fatto che in que-

ri sardi in base al protocollo firma-

valente di tre mesi di abbonamento

società Agenzia Debiti, alla quale mi-

sti giri finiscano i grandi marchi e le

to dalla stessa Abbanoa con Adicon-

quale risarcimento dei danni e dei di-

gliaia di persone si erano affidate nel-

maggiori catene distributive dimostra

sum e altre associazioni senza che

sagi causati. “La class action avvia-

la speranza di veder risolti i loro pro-

che la “filiera” degli appalti e delle

alcuna di esse sia stata finora discus-

ta oggi vuole riaffermare i diritti di

blemi di indebitamento. Per far vale-

sub-forniture è uno dei punti critici del

sa e quindi si sia data soluzione ai

tutti i pendolari. I consumatori devo-

re i propri crediti o ottenere la resti-

sistema alimentare europeo. Non ba-

contenziosi in essere.

no essere risarciti per i danni subiti.

tuzione, ove reperiti, di cambiali o as-

Ma non guardiamo solo indietro: il

segni dati in garanzia o pagamento

caos di dicembre scorso sui binari

ad Agenzia Debiti, e soprattutto per

Acu

sta quindi applicare rigidamente quan-

siva dismissione. Assoutenti aderiAltroconsumo

sce alla Giornata e al convegno na-

casa del consumatore

to previsto dal regolamento Ue 178

del 2002 sulla rintracciabilità, è ne-

I titoli di Stato con durata superiore

lombardi è stato un segnale di non-

ottenere la risoluzione del contratto,

cessario un controllo pubblico inte-

a un anno emessi dal 1° gennaio

ritorno e il Governatore che sarà elet-

è necessario fare formale istanza di

grato con i servizi contro le frodi fisca-

2013 possono essere “ristrutturati”

to a giorni dovrà rendere prioritari

ammissione al passivo, presso la Can-

li. Sito Acu: www.associazioneacu.org.

in caso di difficoltà del debito sovra-

investimenti e rilancio del settore.

celleria del giudice delegato. La Casa

no del Paese. Parte delle nuove emis-

Senza apertura alla concorrenza il

del Consumatore offre la propria as-

Adusbef

sioni (al massimo il 45%) potrà es-

servizio si incancrenisce, con la con-

sistenza a tutti i creditori per tale pro-

Prosegue incessante la battaglia

sere caratterizzata dalle Clausole di

nivenza della Regione, comparteci-

cedura, mettendo a disposizione di

di Adiconsum nei confronti del ge-

azione collettiva che permettono a

pe silenziosa dei disservizi imposti

tutti gli associati i moduli per l’insi-

store del servizio idrico in Sardegna,

uno Stato in crisi di ricontrattare ogni

agli utenti ferroviari”, ha dichiara-

nuazione al passivo con le relative

Abbanoa S.p.A., di cui più volte si è

condizione con i sottoscrittori. In pra-

to Paolo Martinello, presidente del-

istruzioni e indicazioni sulla documen-

occupato anche la trasmissione

tica, il 45% dei nuovi Bot, Cct e Btp

l’associazione di consumatori.

tazione da allegare.

“Striscia la notizia”. Dopo l’espo-

non saranno più garantiti dallo Sta-

sto-denuncia presentato all’Auto-

to. Ogni paese europeo, infatti, che

rità per l’energia elettrica e il gas e

versi in situazioni finanziarie tali da

Domenica 3 marzo 2013 si rinnova

Nel solo 2012 il nostro Progetto di Tu-

dopo la prima manifestazione re-

rendere obbligatorio il ricorso al Fon-

l’appuntamento con la Giornata na-

tela (Pit) ha offerto assistenza e con-

Adiconsum

Assoutenti

cittadinanzattiva


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sulenza a 36.470 persone. La tua ade-

prie ragioni, potendo così accedere

sione ha un significato molto impor-

alle prove scritte.

tante per noi e per le migliaia di citta-

8,53%. Il valore massimo di azoto (0,18%) era al di sotto del limite dello 0,3% imposto dalla normativa. Essendo le differenza di qualità minime, è dunque il prezzo che acquista rilevanza. Le differenze di prezzo registrate sono notevoli (fino al 37%). I dettagli del test sono disponibili su www.centroconsumatori.it.

sumatori nell’uso della Carta regionale dei Servizi. Le nuove tecnologie sono una risorsa straordinaria per le

dini che chiedono il nostro interven-

to: 20 euro è il costo che Cittadinan-

L’Autorità per l’energia elettrica e il

zattiva sostiene, in media, per tutela-

gas (Aeeg) il 24 gennaio ha presen-

re i diritti di una persona che si rivol-

tato in Parlamento una relazione sul-

ge gratuitamente al nostro servizio di

la sua attività di vigilanza nel 2012.

consulenza, intervento e tutela “Pit”.

Quello che emerge è che 199 azien-

Vuoi essere al nostro fianco? Attiva

de (settore energetico e petrolifero)

il tuo potere! http://www.cittadinan-

hanno scaricato sul prezzo finale le

federconsumatori

no poter disporre di un accesso nuo-

zattiva.it/gestione/utenti/.

addizionali Ires, anche se la legge lo

I giudici della Corte europea dei di-

vo, rapido e semplice all’amministra-

vieta. Codici chiede l’apertura di un

ritti umani hanno confermato l’ina-

zione pubblica. Il manuale può esse-

codici

pubbliche amministrazioni che vogliono migliorare i servizi offerti ai cittadini e alle imprese, sviluppare la propria capacità competitiva e adeguare il livello delle prestazioni alla sfida della globalizzazione. I cittadini, le imprese e le altre amministrazioni devo-

tavolo di confronto Aeeg-associazio-

deguatezza della normativa italia-

re scaricato direttamente dal sito

Continuano le battaglie del Coda-

ni consumatori per affrontare le di-

na in materia di procreazione assi-

www.legaconsumatori.it.

cons in favore dei consumatori, e no-

verse questioni problematiche. Tra

stita e diagnosi preimpianto.Aveva-

tevoli sono i risultati raggiunti. In-

le più importanti: le procedure di re-

mo già denunciato gli aspetti discri-

nanzi al Tribunale di Bologna, l’as-

stituzione dell’Ires indebitamente sca-

minatori di una legge arretrata, le-

“Cose da non credere” è la campa-

sociazione ha vinto la seconda cau-

ricate sui consumatori; il rimodella-

siva del diritto dei genitori di sceglie-

gna recentemente lanciata dal-

sa intentata contro Carisbo, ottenen-

mento dei meccanismi della tariffa

re se mettere al mondo un figlio de-

l’Unione Nazionale Consumatori

do la restituzione delle somme pre-

bioraria; la revisione della struttura

stinato a sofferenze e morte prema-

(www.consumatori.it) per spiega-

tese dalla banca nel corso degli an-

tariffaria (tra cui l’eliminazione del

tura. Ora l’Italia deve cambiare mar-

re ai consumatori cosa si nasconde

ni a titolo di interessi anatocistici e

surplus non residente); l’individua-

cia: prevedendo l’accesso alla dia-

dietro le più popolari campagne pub-

commissioni di massimo scoperto.

zione di modifiche normative alla leg-

gnosi preimpianto per le coppie che

blicitarie.Attraverso brevi video pub-

Un altro importante risultato, sem-

ge 481 che possano attribuire poteri

possono trasmettere malattie gene-

blicati su Twitter, il segretario gene-

pre nel campo bancario, è stato rag-

sanzionatori concreti in capo all’Aeeg.

tiche ed aprendo le porte alla fecon-

rale Massimiliano Dona (seguilo su

dazione eterologa. La Federconsu-

Twitter @massidona) spiega cosa si

matori, da sempre impegnata su que-

cela dietro alcuni degli spot più dif-

sto tema, è pronta ad affiancare le

fusi. A volte si tratta di pubblicità in-

coppie che chiedono l’abolizione dei

gannevoli, altre semplicemente di

divieti espressi dalla legge 40.

messaggi opachi che omettono in-

codacons

giunto in merito allo scandalo che ha coinvolto Mps. Il Tar del Lazio ha

infatti accolto il ricorso dell’associa-

I valori calorifici dei pellets, venduti in sacchi da 15 kg, sono stati analizzati dal Ctcu. In totale, sono stati acquistati 11 campioni in Alto Adige, preferendo quelli contrassegnati da sigilli di qualità. I campioni sono stati inviati per l’esame all’Università Tecnica di Vienna (TU Wien). Tutti i pellets testati presentano un potere calorifico compreso nei valori norma fra 17,2 e 19,2 MJ/kg. Il contenuto di acqua, che deve essere inferiore al 10%, risulta sempre al di sotto di tale soglia. Il valore massimo rilevato ammonta a

zione convocando i vertici della Banca d’Italia, così da decidere per l’eventuale annullamento dei Monti Bond, come richiesto dal Codacons. L’associazione continua poi a salvaguardare i diritti dei docenti impegnati nel concorso indetto dal ministro Francesco Profumo. Grazie a una nuova vittoria del Codacons davanti al Tar del Lazio, tutti gli insegnanti non abilitati che hanno superato le preselezioni e che avevano presentato ricorso presso l’associazione, hanno visto riconosciute le pro-

ctcu

unc

formazioni rilevanti o le inseriscono lega consumatori

con caratteri microscopici, eviden-

La burocrazia è un fenomeno ancora

ziando solo gli aspetti più accattivan-

fin troppo presente nel nostro paese,

ti. Tra i protagonisti dei video di #co-

il meccanismo delle pratiche on line

sedanoncredere ci sono alcune del-

rappresenta un impegno importante

le più conosciute aziende del merca-

per quel che concerne la possibilità

to come Smart, Fiat, Eni, Vodafone e

concreta di semplificare al massimo

Volkswagen. Per vedere tutti i video

la vita del cittadino. Lega Consuma-

basta visitare il canale YouTube di Unc

tori Lombardia ha elaborato, con il

(www.youtube.com/playlist?list=PL

contributo della Regione Lombardia,

w5m2OXKdAEMDNI7yAqJMCifaBt-

un manuale per aiutare i cittadini con-

VRi8j_&index=1).

FEDERCONSUMATORI


      

  

 

   

   



    

Da questo libro lo spettacolo di DANIEL PENNAC IL SESTO CONTINENTE


Diritti

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Salute

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

PILLOLA AMARA/ANCORA UN ELENCO DI MEDICINALI DA RITIRARE

FARMACI più pericolosi che utili ma l’Europa non li tocca Barbara Liverzani

Continuiamo a pubblicare i principi attivi messi sotto accusa dalla rivista “Prescrire”, nel silenzio delle Authority.

C

osa fanno le Autorità regolatorie sui farmaci? Sulla base di quali studi e quali evidenze scientifiche immettono o lasciano in commercio un medicinale? Sono le domande spontanee e legittime che sorgono scorrendo la lunga lista di farmaci “più pericolosi che utili” stilata dalla prestigiosa rivista “Prescrire” e di cui il Salvagente (dopo il primo articolo) torna a occuparsi. Principi attivi semplicemente inefficaci o, peggio, dai gravi effetti collaterali che la rivista me-

dicale d’Oltralpe suggerisce, sulla base di studi e segnalazioni di farmacovigilanza, di ritirare e che, malgrado le revisioni periodiche da parte dell’Ema (l’Agenzia europea del farmaco), continuano a rimanere inspiegabilmente in commercio. Al massimo ne viene ristretta l’indicazione d’uso, ma il ritiro è solo l’extrema ratio. Con buona pace del principio di precauzione. In una recente intervista Bruno Touissant, direttore di “Prescrire”, ha avanzato una spiegazione sulla len-


LA LISTA NERA CARDIOLOGIA IVABRADINA (PROCORALAN) Senza vantaggi nell’angina pectoris stabile e nell’insufficienza cardiaca, espone a disturbi visivi, bradicardia, a volte grave, e altri problemi di ritmo cardiaco. Alternative Meglio restare ai farmaci dall’efficacia comprovata. ANTALGIE COXIBS: CELECOXIB (CELEBREX) E ETORICOXIB (ARCOXIA) Farmaci antinfiammatori e antireumatici non steroidei selettivi usati nel trattamento sintomatico degli stati infiammatori su base reumatica. Espongono a un maggior rischio cardiovascolare e cutaneo degli altri farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans). Alternative Come antalgico di prima scelta conviene preferire il paracetamolo. In alternativa l’ibruprofene e il naprossene a bassi dosaggi e per breve durata.

Il secondo elenco dei principi attivi (e in parentesi i nomi commerciali) dei farmaci bocciati dalla rivista “Prescrire”. Il primo è stato pubblicato sul Salvagente n. 7. Alternative Tanto vale optare per il paracetamolo come prima scelta nel trattamento del dolore. DERMATOLOGIA PROMETAZINA INIETTABILE (FENERGAN, FARGANESSE) Un antistaminico sui recettori H1 usato nell’urticaria grave, espone a necrosi cutanee e cancrene. Alternative Meglio utilizzare la dexclorfeniramina iniettabile (Polaramine). RAFFREDDORE OSSIMETAZOLINA (VICKS SINEX), NAFAZOLINA NITRATO (RINAZINA) I decongestionanti vasocostrittori espongono a disturbi cardiovascolari sproporzionati per farmaci destinati ad alleviare un male lieve come il raffreddore. Alternative Non indicate. GINECOLOGIA-ENDOCRINOLOGIA

GLUCOSAMINA (XICIL) Antinfiammatorio e antireumatico non steroideo utilizzato per l’alleviamento dei sintomi nelle forme lievi/moderate di artrosi del ginocchio, dall’efficacia non dimostrata. Espone a reazioni allergiche e a disturbi epatici.

TIBOLONE (LIVIAL) Uno steroide di sintesi nel trattamento ormonale sostitutivo della menopausa. Espone a effetti indesiderabili androgeni maggiori di quelli degli estroprogestativi (problemi cardiovascolari, cancro al seno e all’ovaia ecc.).

OSTEOPOROSI RANELATO DI STRONZIO (PROTELOS) Espone a problemi neuropsichici e a ipersensibilità tra cui la sindrome di Lyell e altre sindromi di ipersensibilità multiorganica (sindrome di Dress) e a tromboembolie venose.

DIABETOLOGIA SITAGLIPTIN (JANUVIA, XELEVIA) Inibitori delle gliptine senza efficacia clinica dimostrata sulle complicazioni del diabete (complicazioni cardiovascolari, insufficienza renale, problemi neurologici), hanno un profilo di effetti indesiderabili pesante, tra cui disturbi dell’immunità, pancreatite, ipersensibilità. Alternative Tanto vale attenersi ai trattamenti approvati coma la metformina (Glucophage o altro), il glibenclamide (Daonil o altro) e l’insulina.

segnalazioni di gravi effetti collaterali, le Autorità procedono inizialmente con la revisione del profilo di rischio del farmaco e con limitazioni all’uso. Solo dopo, eventualmente, si procede al ritiro. È stato il caso dei cosiddetti Coxib, una categoria di farmaci antinfiammatori selettivi apparsi per la prima volta in commercio negli Usa nel 1998 e con l’enorme pregio, rispetto ai farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), di non provocare danni allo stomaco. Peccato che solo dopo l’immissione in commercio si sia realizzato che il loro uso aumentava considerevolmente il rischio di infarto

L

zioni fotoallergiche, eczemi, bolle) è stato riammesso nel mercato l’anno successivo da una sentenza del Consiglio di Stato francese cui era ricorso il laboratorio Menarini. A sconcertare, la motivazione che ha accompagnato la decisione: “Ketum rappresenta la seconda cifra d’affari della società Menarini, per cui lo stop alla commercializzazione rischia di compromettere la possibilità per questa società d’avere un risultato positivo nel 2010”. Insomma, i profitti dell’industria sono valsi di più della salute dei pazienti. E a quanto pare è ancora così. In genere, di fronte a evidenze o

Alternative Quando un trattamento ormonale è scelto malgrado il rischio, tanto vale restare a un’associazione estroprogestativa al più basso dosaggio e per una durata più corta possibile.

Alternative Non indicate.

ARTROSI

tezza, che a volte diviene vera e propria inerzia, delle Autorità regolatorie sui farmaci: “In realtà, le agenzie, e questo è vero in tutta Europa, sono diventate estremamente prudenti per la possibilità di un reato di regolamentazione”. Basta un passo falso, infatti, e le industrie farmaceutiche si rivolgono alla giustizia per contestare la decisione di sospensione invocando dei vizi di procedura. Esemplare e inquietante è il caso del Ketum gel, il farmaco a base di ketoprofene usato per slogature, distorsioni e tendiniti: sospeso nel 2009 dall’Agenzia francese del farmaco a causa dei suoi effetti secondari gravi (rea-

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D irittiSalute

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013


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D irittiSalute

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

ROBERTO LEONE, DOCENTE DI FARMACOLOGIA A VERONA

“Attenzione al paziente prima che all’industria” A Per le

Autorità è difficile, ci spiega il primario, ritirare un farmaco per il timore di azioni legali delle industrie

utorizzazioni al commercio accordate imprudentemente e ritiri che invece tardano ad arrivare sia per quei farmaci che si rivelano inefficaci sia per quelli che mostrano effetti secondari tali da sbilanciare in senso negativo il rapporto rischi-benefici. Queste le“accuse”di“Prescire”su cui abbiamo chiesto il parere di Roberto Leone, professore di Farmacologia all’Università di Verona. Professore, si tratta di affermazioni condivisibili? In generale possiamo dire di sì per vari ordini di problemi. Per quanto riguarda i farmaci più“antichi”quelli antece-

denti agli anni Duemila bisogna dire che un tempo le autorità regolatorie erano molto più permissive nell’accettare farmaci di cui di fatto non esistevano rilevanti dimostrazioni di efficacia. Rivedendoli oggi, gli studi che avrebbero dovuto supportarne l’efficacia appaiono decisamente inadeguati rispetto agli standard attuali. Ma le Autorità regolatorie non sottopongono periodicamente a revisione i farmaci commercializzati? Sì ma è difficile ritirare solo sulla base dell’inefficacia senza evidenze di danno perché c’è il rischio di incorrere in cause legali da parte dei laboratori farmaceutici. Se poi, invece, arrivano segnalazioni di effetti avversi gravi, allora si riapre la valutazione del farmaco considerandone anche l’efficacia. A mio avviso, però, le Autorità regolato-

Farmaci più pericolosi che utili...

L del miocardio. Un rischio che per alcuni di questi principi attivi (per esempio il Valdecoxib) ha significato il ritiro dal commercio, per altri, invece, come il celocoxib (Celebrex) e l’etoricoxib (Arcoxia), solo un ridimensionamento dell’uso. Così prescrive una nota dell’Aifa (l’Authority italiana): “Dovrebbero essere preferiti ai Fans non selettivi so-

lo se vi è un’indicazione specifica (per esempio in caso di rischio molto elevato di ulcera, perforazioni o sanguinamento gastrointestinale) e comunque soltanto dopo un’attenta valutazione del rischio cardiovascolare”. Insomma, ci sono ancora ma andrebbero evitati. Ma con tutti i condizionali d’obbligo per non far arrabbiare Big Pharma…

rie dovrebbero intervenire anche su quei principi attivi che non fanno così male ma sono comunque inutili perché va bene l’attenzione all’industria farmacologica ma la prima attenzione dovrebbe essere per i pazienti. Un altro problema sottolineato dall’articolo di“Prescire”è l’imprudenza con cui vengono immessi in commercio nuove classi di farmaci.... C’è da dire che l’iter di immissione al commercio è tendenzialmente lungo e complesso: si va dagli 8 ai 10 anni. Negli ultimi anni però l’Ema ha fatto la scelta, in linea con quanto avviene negli Usa, di venire incontro alle richieste delle industria e abbreviare i tempi. Quindi per esempio si concede l’autorizzazione chiedendo però nel contempo all’industria di presentare un piano di minimizzazione del rischio o commissionando studi di sicurezza post autorizzazione (i cosiddetti Pass). Le procedure di ritiro sono lente? I tempi sono sicuramente lunghi. Certe volte a ragione perché a fronte di segnalazioni avverse bisogna valutare come si modifica complessivamente il profilo rischio-beneficio. Del resto il ritiro è sempre una procedura decisa in ambito europeo e non delle singole Agenzie del farmaco nazionali. Eppure l’Agenzia francese sembra agire autonomamente... La singola Agenzia può, di fronte a segnalazioni gravi, procedere alla sospensione di un farmaco ma poi è l’Ema che decide. Qualche tempo fa l’Aifa aveva deciso il ritiro della subutramina, un farmaco contro l’obesità, tranne doverlo riautorizzare a seguito della valutazione dell’Agenzia europea. Solo dopo anni l’Ema stessa valutò che andava ritirato. Una vicenda indicativa del fatto che qualcosa non funziona bene.


F

ilippo Cavazzuti lascia anticipatamente la presidenza del consorzio PattiChiari per la“torbida opposizione”al suo operato da parte delle banche e della stessa Abi, l’Associazione bancaria italiana che dal 2003 ha promosso il consorzio proprio per aumentare la trasparenza dei prodotti e l’educazione finanziaria dei clienti. Un addio polemico quello di Cavazzutiche arriva dopo aver sopportato le“resistenze”degli istituti di credito al rinnovamento che intendeva portare avanti. Resistenzecominciate durante la presidenza dell’Abi di Giuseppe Mussari, il quale non ha contato sull’appoggio di Cavazzuti lo scorso luglio quando è stato riconfermato alla guida dell’Associazione bancaria. A chiedere lo “scioglimento” di PattiChiari sono ora l’Adusbef e la Federconsumatori, che non hanno mai aderito al consorzio. “Altro che promuovere la trasparenza rincara la dose Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori - PattiChiari appare solo uno strumento pubblicitario in mano alle banche, utilizzato per vendere meglio i propri prodotti, con il tacito accordo degli

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D irittiTrasparenza

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CAVAZZUTI SI DIMETTE IN POLEMICA CON L’ABI

Le banche affossano PattiChiari Trefiletti: “È inutile, va sciolto” Enrico Cinotti Il progetto doveva favorire i rapporti con i clienti, ma ha collezionato tanti insuccessi

organismi che ne fanno parte”. La credibilità e la stessa immagine dell’Abi non ne escono bene. Prima ha dovuto affrontare lo scandalo Mps e le dimissioni anticipate del suo presidente, Giuseppe Mussari, che successivamente è stato indagato dalla Procura di Siena per ostacolo alle autorità di vigilanza, manipolazione del mercato e falso in prospetto. Ora l’Abi deve affrontare lo “schiaffo” di Cavazzuti senza dimenticare che Antonio Patuelli, chiamato a sostituire Mussari, presiede anche la Cassa di risparmio di Ravenna che non è mai entrata in PattiChiari. “Come ci si può fidare di PattiChiari se nemmeno il presidente dell’Abi ha fatto aderire la sua banca?”, si chiede polemico Trefiletti. Il consorzio - sulla cui dotazio-

ne finanziaria da tempo è calata la scure dell’Abi che ha ridotto le risorse da 8-10 milioni degli esordi a 3 dell’ultimo esercizio - non è mai stato estraneo alle polemiche. Clamoroso fu il caso della Lehman Brothers: fino al 13 settembre 2008, pochi giorni prima del fallimento della terza banca di affari Usa, il consorzio dell’Abi valutava le obbligazioni Lehman come“sicure”e a“basso rischio”. “PattiChiari - aggiunge Trefiletti fin dalla sua nascita non ha prodotto alcun miglioramentoin termini di trasparenza e concorrenza. Lo testimoniano i continui aumenti dei costi dei conti correnti e il triste record italiano dei mutui più cari d’Europa. Per non parlare dell’opposizione che gli istituti di credito tramite l’Abi fecero al decreto Bersani sulla portabilità dei mutui. E allora mi chiedo: a cosa serve PattiChiari? È solo fumo negli occhi per i consumatori, per questo va sciolto”.


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D irittiTelefonia

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

LE COMPAGNIE TELEFONICHE DIMEZZANO I COMPENSI Il ricatto che molti gestori stanno presentando ai

Marta Strinati

condomini è “o così o

Il

nulla, visto che la legge ci tutela”. Come difendersi?

zione dei ripetitori sul palazzo incassano malumori e sguardi torvi dei dirimpettai, investiti dalle onde elettromagnetiche. Ma anche cifre cospicue, che coprono 12 mesi di spese condominiali: giardini ben curati, aree comuni pittate a nuovo, persino riscaldamento gratuito per tutti. Vantaggi che sembrano destinati a disperdersi nell’etere,

con il rinnovo dei contratti in scadenza.

Prendere o lasciare La tendenza accomuna i quattro operatori con antenne, Tim, Vodafone, Tre e Wind. E si manifesta più o meno secondo lo stesso schema che sta preoccupando gli inquilini di un palazzo nel quartiere Bufalot-

L

compenso d’ora in poi è dimezzato. E la proposta è di quelle che non si possono rifiutare. Suona così la campagna delle compagnie telefoniche, che stanno rivedendo i contratti di affitto di tetti e campi nei quali sono ospitate le loro antenne. Per i condomini è un brutto colpo. In cambio della installa-

L’antenna sul tetto? I BIG si fanno lo SCONTO


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D irittiTelefonia

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L’antenna sul tetto? I big si fanno...

L L

ta, a Roma Est. In questo caso, da 5 anni sul tetto sono installate le antenne di Vodafone. La locazione ha fruttato finora 28mila euro l’anno: una bella cifra, che ha permesso di azzerare le spese comuni e anche di rinnovare l’edificio. Ma in vista della scadenza, in condominio si sono presentati gli incaricati della compagnia. Con una proposta choc: il canone d’ora in poi passa da 28mila a 14mila euro l’anno. La metà. Prendere o lasciare. La trattativa è incagliata. I condo-

Anche per i Comuni è allarme rosso

In

pieno stile spending review, anche i C omuni subiscono il taglio lineare dei canoni sulla locazione degli spazi che ospitano le antenne della telefonia mobile. A meno che non abbiano un P iano antenne e un consulente che conosce la materia. Come continuano a ribadire le sentenze dei vari Tar, infatti, soltanto la previsione di un Piano territoriale delle antenne permette ai Comuni di decidere dove si possono installare i tralicci per coniugare le esigenze di copertura della rete con la tutela della salute della popolazione. E, stabilita la loro posizione, di opporsi allo spostamento delle antenne che le compagnie posso minacciare in caso di disputa sulla riduzione del canone. Ad avere questo importante strumento, però, sono ancora pochissime amministrazioni. Forse un migliaio degli oltre 8mila Comuni italiani, e tra questi non figurano Roma e Milano.

mini non sono disposti a scendere sotto i 25mila, ma la compagnia non sente ragioni: l’unico favore che intende riconoscere è il versamento in un’unica soluzione, anticipata, dei prossimi 5 anni di canone. E se i condomini pensano di disdire il contratto, sappiano che l’azienda ha dalla sua la legge. Resterà lì fin quando vorrà. Quanto sia fondata la minaccia è da vedere. Si può solo tirare la corda fino a scoprire le carte.

Class action Il caso del palazzo romano non è isolato. Le situazioni fotocopia sono già molto numerose, e potrebbero interessare tutti gli oltre 80mi-

700mila utenze a rischio

CON IL 4G IN TILT IL DIGITALE TERRESTRE

A

nno nuovo, grane nuove sul digitale terrestre. Con l’attivazione delle antenne Lte (impropriamente chiamate 4G dal marketing delle telefoniche), dal primo gennaio 2013 sugli 800 Mega-hertz è atteso il conflitto tra il segnale del digitale terrestre e quello delle nuove antenne ad alta velocità della Lte, Long Term Evolution, che le compagnie telefoniche stanno attivando in questi mesi, come annunciano dai loro siti elencando le città coperte dal segnale 4G. Proprio come hanno fatto le emittenti tv per rimediare ai disservizi del digitale terrestre a ogni switch off, le aziende telefoniche stanno concordando con gli antennisti i termini degli interventi sugli impianti domestici. La soluzione è la installazione di un filtro, gratuita ma servita soltanto ai cittadini in regola con il pagamento del canone Rai. A svolgere un ruolo di supervisione sulla gestione del nuovo problema nel salto tecnologico più sofferto dagli italiani è chiamata la Fondazione Bordoni, il cui presidente, Alessandro Luciano, dichiara che finora “ci sono stati molti falsi allarmi, ma pochissimi interventi reali”. Si stima che a patire le interferenze saranno 700mila utenze. Le segnalazioni possono essere inoltrate tramite il sito helpinterferenze.it. I canali di comunicazione saranno implementati, anche con un numero verde.


Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

la tralicci operativi in Italia, via via che i contratti di locazione arriveranno a scadenza. Così prevede la Tlc, una società che ha annusato le dimensioni del contenzioso e si propone di fronteggiare le compagnie telefoniche ad armi pari. Secondo Alberto Pozzi, amministratore della società, quello della locazione degli spazi per le antenne della telefonia mobile “è l’unico business nel quale non si è visto un adeguamento dei ricavi. Negli anni i servizi sono aumentati e così la redditività delle antenne, mentre i canoni sono diminuiti”. E chi dice di essere pronto a spostarsi sul palazzo di fronte esagera: “Spostare un’antenna non è facile, tra i costi, i permessi edilizi e la necessità di stare in una posizione precisa”. L’idea di Tlc è raccogliere le procure dei condomini sotto scacco, fare massa e andare a trattare con le compagnie con un potere contrattuale ben più incisivo di quello che esprime il singolo condominio. Una sorta di class action contro Big Telco. “Abbiamo già raccolto alcune centinaia di procure e molte trattive in corso”, dice Massimo Sabatini, direttore commerciale di Tlc e con un’esperienza alle spalle di manager nelle telefoniche. Proprio dalla lettura dei

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contratti emerge che, oltre alla limatura dei canoni, c’è una bella carrellata di condizioni sbilanciate. Il recesso anticipato ammesso per la compagnia, ma non per il condominio. La possibilità di ospitare sullo stesso traliccio antenne di altri operatori, che pagano la sublocazione alla compagnia, senza però alcun vantaggio per il condominio. Dall’inizio dell’anno, con la attivazione delle antenne Lte (internet super veloce) e la modifica dei metodi di rilevazione delle emissioni elettromagnetiche si profila anche un aumento dell’elettrosmog. Ma anche di questo aspetto nei contratti non v’è alcuna previsione. Tutti spunti per un confronto che si annuncia serrato.

Liberi di inquinare con l’elettrosmog

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lla fine è passata. La modifica del sistema di rilevazione delle emissioni elettromagnetiche che a fine 2012 ha suscitato molte polemiche è diventata legge (221/12). Il provvedimento prevede che le misurazioni, prima condotte nei 6 minuti di una fascia oraria di punta, siano eseguite nel corso delle 24 ore. Di fatto, ha introdotto un aumento dei limiti dell’elettrosmog. E con l’arrivo delle antenne 4G (che aumentano la velocità del web di 10 volte) la dose aggiuntiva è assicurata, considerato che la nuova tecnologia si somma a quella preesistente. Mentre le nuove antenne si accendono lungo il paese, le specifiche necessarie per avviare le nuove rilevazioni sono ancora al palo. Mancano le linee guidache deve definire l’Ispra e poi sigillare un decreto ministeriale. Secondo Alfio Turcodella Polab, azienda specializzata nella rilevazione delle emissioni elettromagnetiche, che ha stilato i Piani antenne dei circa 400 Comuni che segue, “in questi primi due mesi dell’anno non è cambiato nulla. La differenza si vedrà più avanti, verso giugno”. Sempre che il 4G decolli davvero. I dispositivi compatibili sono pochi e per accedervi si paga un canone aggiuntivo.


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P rontoPensioni

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Si fa ricorso, se l’azienda non versa i contributi Paolo Onesti

LA DOMANDA MINI-ASPI La domanda di prestazione miniASpi sostituisce da quest’anno la “vecchia” indennità di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti. Spetta ai lavoratori che hanno svolto attività dipendente per almeno 78 giorni nel 2012 e con almeno 2 anni di anzianità assicurativa contro la disoccupazione involontaria ovvero almeno 1 contributo settimanale versato prima del biennio precedente l’anno in cui chiedono l’indennità. Le domande devono essere inoltrate all’Inps tassativamente entro il 2 aprile 2013.

ANZIANITÀ ESPLORATIVA Ancora oggi se ne sente la mancanza. In passato, chi voleva conoscere, prima di dare le dimissioni, la sussistenza del diritto a pensione e la misura del trattamento pensionistico maturato poteva presentare all’Inps la domanda di pensione di “anzianità esplorativa”. Oggi questa procedura sarebbe molto utile per chi ha usufruito del bonus Maroni. Sfortunatamente chi ha tentato di ricorrere al calcolo della pensione on line è stato invitato a rivolgersi alla sede Inps di appartenenza. Peccato che l’istituto dia informazioni esaurienti solo presentando la domanda di pensione con allegata la lettera di dimissioni o di licenziamento. E così anche la pensione diventa così una scommessa.

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Caro Salvagente, dopo anni di lavoro in diverse ditte sono rimasto per la prima volta senza lavoro. Ho presentato subito la domanda di disoccupazione, ma mi è stata respinta perché mancavano i contributi. Che cosa posso fare se l’ultima azienda non ha versato all’Inps i contributi di 3 anni di lavoro? ANDREA LUCA DE PAOLIS, ROMA

Caro signor De Paolis, riteniamo che il provvedimento negativo nei suoi confronti possa essere impugnato. Nel rispetto dei termini previsti per il ricorso, deve presentare all’Inps una apposita denuncia, sia per la mancata assicurazione da parte del datore di lavoro sia per il mancato o parziale pagamento dei contributi. In base al principio di automaticità delle prestazioni, è opportuno che alleghi al “ricorso” la copia della ricevuta di denuncia e la copia della denuncia stessa. Il suo caso non è isolato, anzi. Proprio oggi che il fenomeno dell’evasione contributiva ha raggiunto livelli mai toccati in passato si ha l’impressione che l’impegno e la volontà di combatterla “segnino il passo”, quasi un segnale di resa. Quanti i controlli ispettivi negli ultimi 5 anni? Quante le ispezioni congiunte con altri istituti (Inail e Ispettorato) sui posti di lavoro, e con qua-

li risultati? La situazione vede interi settori di lavoro dall’edilizia all’agricoltura, dal lavoro domestico al commercio dilaniati dal mancato pagamento dei contributi. Le più immediate conseguenze sono, come nel suo caso, la possibile perdita di un diritto. Ma il problema non è soltanto il danno per i lavoratori: l’evasione contributiva sottrae miliardi di euro l’anno al sistema previdenziale. La stessa azione dell’Ispettorato del lavoro che in altri anni aveva contribuito a combattere l’evasione appare oggi “smorzata”, meno risoluta e determinante al punto da chiedersi se non sia il caso di restituirgli più poteri, più autonomia, più funzioni. In assenza di contromisure, la situazione lascia presagire in prospettiva un aggravamento. Di pari passo diminuiscono le denunce dei lavoratori e delle loro organizzazioni. A Roma negli anni 7080 c’erano patronati che presentavano all’Inps 10-12mila denunce l’anno. Se diminuisce il numero delle pensioni per l’inasprimento dell’età pensionabile, cosa impedisce di dedicarsi al controllo e alla difesa del salario differito e della posizione assicurativa? Non ne avrebbero giovamento anche le casse dell’Inps? Tornando a lei, le consigliamo di rivolgersi al patronato di sua fiducia, per una valida assistenza. Ci tenga informati e auguri.


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S alvaCondominio

Riscaldamento centralizzato Le spese dopo il distacco Patrizia Pallara

CONTROLLI CALDAIA È vero che sono cambiati gli obblighi relativi ai controlli delle caldaie autonome? Quali sono le nuove regole? GIORGIO BOTTA, MILANO Con l’entrata in vigore del regolamento approvato dal Consiglio dei ministri del 15 febbraio scorso, l’Italia si uniforma alle norme europee sulla cadenza dei controlli dell’efficienza energetica negli impianti termici. Salvo prescrizioni diverse dell’installatore o manutentore, questi sono ogni 2 anni per gli impianti termici a combustibile liquido o solido e ogni 4 per quelli a gas metano o Gpl. Se la potenza termica è maggiore o uguale a 100 kW i tempi si dimezzano.

RENDICONTI Nonostante le nostre insistenti richieste, l’amministratore non convoca l’assemblea. Tra le cose da approvare c’è il consuntivo 2011. E oggi è tempo di bilancio 2012. Che fare? C. S., TORINO L’amministratore“alla fine di ciascun anno, deve rendere conto della sua gestione”. Così l’art. 1130 c.c. ultimo comma. L’art. 1129 precisa che può essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, “oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dell’art. 1131 se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità”.

Cara redazione, il mio condominio sostituirà la caldaia entro il 30 giugno con un impianto di ultima generazione. Posso staccarmi e mettere un sistema autonomo? Se sì, dovrò comunque contribuire alle spese ordinarie di consumo, anche se l’impianto sarà tarato per l’effettivo numero di utenti? Devo contribuire all’acquisto della caldaia anche se non potrò mai più riallacciarmi? LUCA PIERANTONI (PESARO)

Il contributo alle spese di esercizio e di manutenzione straordinaria di chi ha operato il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato continua a costituire materia controversa e dibattuta. La legge di riforma del settore ha recepito i principi affermati più volte dalla Cassazione: il singolo che intende distaccarsi dal centralizzato può farlo senza il benestare dell’assemblea, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri. In tal caso chi rinuncia è tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma. La riforma, che entrerà in vigore il 18 giugno, tace però sull’eventualità qui analizzata. La domanda che si pone, infatti, è questa: il condomino che legittimamente opera il distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento condominiale è tenuto a pagare le spese straordinarie di manutenzione del mede-

simo e quelle di esercizio, anche se non potrà mai più riallacciarsi? La Cassazione civile, con la sentenza 10 maggio 2012 n. 7182, dà una risposta a un caso simile: l’impianto centralizzato dopo il distacco dell’appellante era stato sostituito e dimensionato in ragione delle effettive esigenze di riscaldamento dell’edificio. Anche volendo, quindi, il partecipante che si era distaccato non si sarebbe più potuto riallacciare all’impianto. Per questo, secondo i giudici togati, non c’era nessuna ragione per cui dovesse partecipare alle spese straordinarie di manutenzione del nuovo impianto, sul quale perdeva ogni diritto di comproprietà. La Cassazione ha aderito alla tesi espressa in secondo grado che escludeva la partecipazione del condomino distaccato alle spese ordinarie e straordinarie, “in quanto il ridimensionamento della nuova caldaia per le sole esigenze dei rimanenti condomini escludeva alcuna possibilità di fruizione di tale impianto, con conseguente impossibilità di eventuali riallacci”.


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SpazioCivile

Spazio

Civile Un anno di immagini Fino al 6 marzo, a Roma

per raccontare il Sahel Fernando Guerci

È

negli scatti fotografici proposti dal Wfp, l’agenzia dell’Onu per l’assistenza alimentare, a Roma (allo Spazio Europa, fino al 6 marzo), la storia recente del Sahel. Ed è tutta scritta nei volti delle donne e delle madri e nelle immagini di chi lavora a creare piccoli invasi capaci di trattenere l’acqua, l’oro blu di una terra arsa dalla siccità e straziata dalla carestia, e dei

La residenza

In Volo contro i disturbi dell’alimentazione

È

la prima residenza socio-riabilitativa dell’Emilia-Romagna per i disturbi alimentari, si chiama In Voloe, a Pellegrino Parmense, accoglie donne (e uomini)“in guerra”con l’anoressia e la bulimia e che qui “possono raccontarsi e confrontarsi, senza sentirsi giudicate”. Inserita nella rete territoriale di ser-

mezzi che l’attraversano portando cibo a chi non ha più nulla. La spirale di povertà e malnu trizione uccide quanto e più della guerra. Nel Sahel riguarda ancora 19 milioni di persone, nonostante l’azione congiunta e coordinata di Wfp, Commissione europea e diversi altri attori umanitari, tesa a dare alle popolazioni una via d’uscita dall’ennesima, terribile, crisi (la terza in meno di 10 anni) che nel 2012 ha colpito tutta la fascia saheliana, dal Mali al Niger, dal Burkina Faso al Senegal, dal Ciad al Camerun, alla Mauritania. La mostra Sahel, un anno dopo racconta per immagini la genesi della crisi e la risposta umanitaria”. È aperta al pubblico e si visita gratuitamente, in via IV Novembre 149, dal lunedì al venerdì (ore 9,30-13 e 14-18,30).

vizi della Ausl di Parma, la struttura 20 posti, un ambiente piacevole e familiare in un ex albergo ristrutturato in collina - dà accoglienza residenziale e cure (specifiche e personalizzate) pre o post trattamento ospedaliero per i disturbi legati al ciboa persone, inviate dalle Asl, per le quali sia appropriata l’accoglienza residenziale. Il progetto nasce dall’incontro del Gruppo Ceis,associazioni, cooperative ed enti che progettano e gestiscono servizi socio-educativi e socio-assistenziali, con l’esperienza dell’associa-

zione Sulle Ali delle Menti, dal 1999 attiva per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. Info: 0524/594927, www.involodca.it.


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S pazioCivile

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Malattie rare

La speranza è nell’unione

In Rassegne

D come Donna ieri e oggi

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lei, nome di battaglia “Chicchi”, e al suo gruppo di partigiani si è ispirato Roberto Rossellini per l’episodio di Firenze di “Paisà”. Eletta all’Assemblea Costituente, a 25 anni è la più giovane delle madri, e dei padri, della Costituzione repubblicana. Tra le fondatrici dei Gruppi di Difesa della Donna e tra le prime iscritte all’Unione donne italiane, si batte da sempre per i diritti di donne e bambini. Gran parte della storia di Teresa Mattei si riassume nella frase “La cosa più importante della nostra vita è aver scelto la nostra parte”, e ha questo titolo l’omaggio video che apre la seconda edizione di “Una trama di fili colorati”, incontri, spunti e conversazioni sulle tante sfaccettature del mondo femminile ieri e oggi organizzati a Segrate dall’associazione D come Donna, con gli assessorati alla Cultura e alle Pari opportunità del Comune. L’ appuntamento con “Il filo colorato delle donne è verde speranza. Da Teresa Mattei ai progetti di alcune donne d’oggi” è per sabato 9 marzo, alle 16: uno spazio all’universo femminile e ai suoi progetti alla vigilia dell’8 marzo, giornata delle donne (all’Auditorium Luigi Favalli, del Centro civico Cascina Ovi, via Olgia 9). L’ingresso è libero. Info: 02/2133039.

Europa sono più di 30 milioni, e più di 2 milioni in Italia, le persone colpite da malattie rare, ossia da una delle 6-7mila patologie la cui incidenza non supera la soglia di 1 caso su duemila abitanti. Molte non conoscono cure e la sola strategia possibile per combatterle è mettere in comune buone prassi mediche e scambiare il più possibile dati e informazioni. È questo il messaggio lanciato il 28 febbraio, Giornata (la sesta) delle malattie rare promossa in 63 paesi del mondo dalla European Organization for Rare Disease. In Italia

hanno risposto più di cento città: obiettivo comune, sensibilizzare l’opinione pubblica. Alla Fabbrica del Vapore di Milano, fino al 17 marzo, la mostra interattiva “FotografRARE: tra il dire e il fare”, organizzata dall’Associazione Glicogenosi (Aig), con foto, performance e strumenti multimediali guida i visitatori nella complessa realtà e quotidianità di chi vive con una malattia rara.

Solidarietà UN AMORE DI BOMBONIERA

U

na bomboniera può trasformare un giorno speciale in un gesto d’amore per i bambini delle Case del Sole di Terre des Hommes, che da 50 anni opera nel mondo contro la violenza, gli abusi, lo sfruttamento dei minori. Per le nozze o un battesimo, si può scegliere tra le pergamene e le scatoline illustrate da Alessandra Castagni, i coni porta riso o confetti, i magneti-segnaposto “XchiC’è”: ogni oggetto della linea Con Amore (www.conamore.org) si tradurrà in cure mediche di base, istruzione, sostegno psicologico e alimentare, affetto per un bambino che ne ha bisogno.

Spazio

Civile


Scelte

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ALBERTO SORDI un romano a Roma “Ma Vito Lamberti

ne ha fatte di diagnosi. “La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L’ho sempre calcata sulla realtà del momento”, ebbe a dire. E per questo ha faticato all’inizio della carriera: il suo personaggio petulante, prepotente, vigliacco non andava proprio giù al grosso del pubblico abituato alla comicità gentile di Macario, surreale di Totò, bonaria alla “volemose bene” di Aldo Fabrizi. Tanto che talvolta nei cartelloni dei film il suo nome veniva nascosto per non allontanare il pubblico: è il caso clamoroso de I vitelloni di Fellini. E tuttavia, film dopo film, con un lavoro continuo, da perfezionista, il perso-

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Nel decennale della morte, le celebrazioni del grande attore che seppe rappresentare l’Italia cinica e vigliacca.

che siamo, in un film di Alberto Sordi? Te lo meriti Alberto Sordi!”. In tanti a ricordiamo lo sfogo di Nanni Moretti, nel suo Ecce bombo. E allora era sembrata un’improvvisa rivelazione: l’Italia mediocre in cui vivevamo era proprio quella descritta, rappresentata nei film di Sordi. Solo che, invece di prendercela con la realtà, ce la prendevamo con lo specchio che la rifletteva fedelmente. Come se uno si arrabbiasse con il medico, invece di essergli grato per la diagnosi accurata. In tanti anni di lavoro, il grande Alberto Sordi, scomparso dieci anni fa,


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S celteAnniversari

Alberto Sordi, un romano a...

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naggio Sordi cominciò a delinearsi: non più un geniale caratterista, ma un carattere vero, come quelli che si incontrano nel quotidiano. Raccontava lui stesso che, quando leggeva le sceneggiature dei suoi film ai produttori, questi non ridevano mai. E avevano ragione: non c’era niente da ridere, erano storie normali dalle quali solo lui poteva far scaturire la risata liberatoria. Cosa c’era di naturalmente comico nell’ex partigiano, abbandonato dalla moglie per il riccastro odioso, di Una vita difficile di Dino Risi? E nello sbandato di Tutti a casa di Luigi Comencini? Eppure si rideva, e chi si era ritrovato in quelle condizioni vi si riconosceva e finalmente non si piangeva addosso. Del Sordi di una volta erano rimaste negli anni 60 e 70 caratterizzazioni irresistibili, come Il dentone, il fratacchione di Nell’anno del Signore e Il Marchese del Grillo, ma lui teneva ormai un diario della società italiana. “Il commissario”, “Il mafioso”, “Il boom”, “Scusi lei è favorevole o contrario”, Il medico della mutua, “Amore mio aiutami”: tutti lasciavano intuire un punto di vista sui temi del momento. Un punto di vista cinico, si diceva, qualunquista. Ma come definire l’emigrante di “Bello, onesto, emigrato Au-

stralia”? E il soprassalto di dignità di Riusciranno i nostri eroi, quando si ribella al portoghese razzista e, a lui che lo accusa di vigliaccheria perché sono in due a picchiarlo, risponde: “Sì, e se eravamo in tre, ti menavamo in tre”? Sordi non ha avuto paura di affrontare temi controversi, come in “Detenuto in attesa di giudizio”, “Tutti dentro” e “Finché c’è guerra c’è speranza”, dove mostrava come gli italiani-bravagente, solo perché “tengono famiglia”, sono anche capaci di commerciare in armi. Un celebre collega si chiedeva: perché devo interpretare un personaggio odioso col rischio che il pubblico finisca con odiare me? Questo dubbio non ha mai sfiorato Sordi. Che ha sempre posto un distacco tra sé e il personaggio interpretato, non vi si è mai immedesimato, come in una forma di straniamento brechtiano. Davanti al commerciante d’armi, davanti al poveraccio de “Lo scopone scientifico”,

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La mostra, il docu-film UNA CARRIERA DA STAR IL SILENZIO NEL PRIVATO

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on ci sono solo i film a far rivivere la straordinaria carriera di Alberto Sordi. A chi lo ha amato e ai giovani che non lo conoscono bene, consigliamo di visitare Alberto Sordi e la sua Roma, la mostra al Complesso del Vittoriano nella Capitale ( fino al 31 marzo; a cura di Gloria Satta, Vincenzo Mollica, Alessandra Nicosia; ingresso gratuito). È un piccolo viaggio nel passato del grande attore e regista (ha firmato 18 film), che irrobustisce ancor più il legame simbiotico e imprescindibile con la città dove era nato il 15 giugno del 1920 e dove si è spento a 82 anni, nel febbraio del 2003. In mostra, tra fotografie,filmati, lettere autografe, materiali audio e video, installazioni, diverse “chicche”: d ue costumi e i bozzetti di scena del “Marchese del grillo” , il Carlo Verdone, nello studio della casa romana di Sordi. Sopra, da sinistra, l’Albertone nazionale nella vita vera e nei fotogrammi di suoi film


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L’ATTORE NEL RICORDO DI GIANNI BORGNA

“SINDACO PER UN GIORNO” ALBERTONE IN CAMPIDOGLIO “Prese la cosa

Gianni Borgna

seriamente, beninteso come poteva farlo lui, che mescolava serietà a strafottenza, gioco, irriverenza”

di successo: ”Il vigile”, “I vitelloni”, “Il Marchese del Grillo”. In apertura, la scena forse più celebre di “Un americano a Roma”.

al monsignore chiuso in ascensore con Stefania Sandrelli, sapevamo che non era Sordi, ma un suo personaggio. Sordi, quello vero, era l’ospite graditissimo degli show televisivi, dove

incontrato Alberto Sordi più di una volta, in circostanze spesso insolite, ma non l’ho mai potuto osservare a fondo come quando Francesco Rutelli, di cui in quel momento ero l’assessore alla Cultura, volle nominarlo (il 15 giugno del 2000, in occasione del suo ottantesimo compleanno) sindaco per un giorno. Albertone prese la cosa seriamente; beninteso, seriamente come poteva farlo lui, che mescolava continuamente serietà a strafottenza, gioco, irriverenza, e, quando meno te lo aspettavi, ti vibrava una delle sue zampate. Ma

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berretto di “Un americano a Roma” e il cappello del “Malato immaginario”, e oggetti personali: la sua scrivania, la bicicletta, la buffa pecora-salvadanaio ricevuta in regalo dal sindaco di Kansas City. E, naturalmente, le sciarpe della Roma, di cui era tifoso sfegatato. Tra gli omaggi nel decennale della morte, non poteva mancare quello di C arlo Verdone, che di Alberto Sordi è stato una sorta di discepolo. Carlo, con il fratello Luca, ha realizzato Alberto il Grande, un documentario che sarà proiettato nelle scuole, nelle università e ai festival. Verdone stesso l’ha definita un’opera didattica, che racconta la commedia all’italiana e uno dei suoi più grandi interpreti. “La scuola deve pensare anche a salvaguardare la nostra memoria cinematografica. Molti giovani conoscono Tarantino meglio di Sordi”. In “Alberto il Grande”, Sordi è ricordato attraverso i filmati d’archivio e le interviste a testimoni e amici, da Christian De Sica a Ettore Scola, da Claudia Cardinale a Pippo Baudo, a Gigi Proietti e molti altri. Per la prima volta vedremo anche l’interno della villa dove tuttora vive la sorella Aurelia, 95enne. Verdone durante la presentazione del documentario alla stampa, ha ricordato Sordi così: “Era tanto anarchico, tanto sorridente, tanto di compagnia fuori, quanto pieno di abitudini e di rituali nelle mura di casa. Una persona che nel privato era come avvolta dal silenzio”.

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dopo quattro ore di sballottamenti da una sala all’altra, tra un discorso e l’altro, Albertone tirò fuori la battuta che fece esplodere il Campidoglio: “A Rute’, nun je‘a faccio più”. Per poi aggiungere: “Non vedo l’ora di levarmi ‘sta fascia. Io ho ereditato al cento per cento l’indolenza dei romani”. Sordi era nato in via San Cosimato a Trastevere, in un palazzone di dipendenti comunali, da una famiglia unita e solida (la madre, molto cattolica,

Sordi e Fellini nel film “Il tassinaro”. Sopra, l’attore con il Leone d’oro alla carriera, al Festival di Venezia.

ballava il tip tap, cantava da basso e, per fare un complimento a Mina, la definiva “una fagottata di roba”. Soprattutto era il rappresentante più vero del carattere romano, che fa di tutto per apparire diverso e peggiore di quello che è: infingardo, quando invece lavora con serietà; cinico, quando invece sarebbe tenero e bonario; spendaccione, quan-

do in realtà è in miseria. Sordi si sentiva romano al punto da accettare, con divertimento e ironia, come regalo per gli 80 anni di fare il sindaco di Roma, per un giorno e simbolicamente. Oggi vorremmo che ci fosse un altro Alberto Sordi capace di descrivere l’Italia reale con il suo sguardo apparentemente cinico, in realtà partecipe.


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“Sindaco per un giorno”...

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era maestra elementare, il padre suonava il bassotuba nell’orchestra del Costanzi). Formatosi nel mondo dell’avanspettacolo e della rivista, la sua prima performance fu vincere il concorso della Mgm, per il doppiaggio dei film di Stan Laurel e Oliver Hardy, come voce di Ollio, concorso che gli garantì agli inizi una buona carriera di doppiatore, svolta spesso al fianco di Andreina Pagnani, che diventò anche la sua amante. Giunse alla notorietà attraverso alcuni indimenticabili personaggi radiofonici (dal “compagnuccio della parrocchietta” a Mario Pio, al Conte Claro), per poi dilagare nel cinema grazie soprattutto a Fellini che lo chiamò a interpretare “Lo sceicco bianco” (1952) e subito dopo “I vitelloni” (1953). Ma forse la grande popolarità cinematografica iniziò nel 1954 indossando i panni di Nando Mericoniin“Un giorno in pretura” e Un americano a Roma, entrambi firmati da Steno, in cui il nostro rimpiange di non essere nato a Kansas City, parla un romano americanizzato, ma, naturalmente, non rinuncia agli spaghetti.

Sordi ha dato volto, mimica e carattere a un tipo umano emblematico della Roma approdata con faticosa lentezza, non senza mille compromessi, agli anni del cosiddetto miracolo economico. Come attore è esistito,“civilmente e come rappresentazione collettiva”, per dirla con Goffredo Fofi che gli ha dedicato una bella biografia, “negli anni che vanno dal 1943 al 1963, che sono in definitiva gli anni d’oro della storia italiana”. A suggello del periodo, in film memorabili come“La grande guerra”di Monicelli (1959), “Tutti a casa di Comencini” (1960), “Una vita difficile” di Risi (1961), Albertone, coadiuvato spesso e volentieri dal talento di sceneggiatori quali Rodolfo Sonego, Age e Scarpelli ed Ettore Scola, ha espresso con insuperabile efficacia il cinismo, la viltà, il conformismo d’un certo tipo di romano d’origine proletaria o piccolo-borghese. Ai suoi funerali, nell’autunno del 2003, il popolo della Capitale, a conferma di una sostanziale identificazione in lui, accorse numerosissimo e commosso come di rado avviene. Mario Soldati, grande narratore e apprezzato uomo di cinema, che pur umanamente non lo amava e tendeva a ritrarsene, scrisse a proposito della sua interpretazione ne “Il maestro

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di Vigevano” (1963) di Elio Petri, ispirato al famoso romanzo di Lucio Mastronardi: “Nella scena finale e principale di tutto il film, quella della dettatura del verbale al commissariato, Sordi tocca la vetta: è straziante e ridicolo: sublime e miserabile: cretino ed eroe. Nulla di più moderno, nulla di più futuro e rivoluzionario. (…) E la scenetta che segue la dettatura del verbale, la scenetta fra padre e figlio, breve ma importantissima per il suo apparente cinismo, suggella questa straordinaria chiarezza di idee (…) Questa è la nuova Italia, l’Italia non provinciale. Abbiamo detto Molière. Possiamo anche evocare Gogol’ e Cechov. Non saprei lode più valida”.

Alberto Sordi con Carlo Verdone (nel film “In viaggio con papà”). A sinistra, a Roma,“sindaco per un giorno” con Francesco Rutelli; sotto, con Mina a “Studio Uno” e in una scena di “L’arte di arrangiarsi”.


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A nimali animali.it e

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Mirandola, nuova condanna per il laboratorio illegale IL CUCCIOLO NEL BAULE Licia Colò

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ue mesi di reclusione, convertiti in una multa di 15mila euro, senza sospensione condizionale della pena, più il risarcimento delle spese legali alle associazioni costituite parti civili: è questa la pena inflitta dal Tribunale di Modena alla veterinaria che eseguiva sperimentazioni su animali nel laboratorio abusivo scoperto a Mirandola 2 anni fa. Il caso, il primo in Italia, smascherato dall’intervento della guardia di finanza coadiuvata delle guardie zoofile della Lav aveva già portato alla condanna del titolare del laboratorio, denunciato per maltrattamento e uccisione di animali. Per anni, infatti, sotto la sua responsabilità sono stati eseguiti migliaia di test al di fuori di ogni legge e norma igienico-sanitaria: sarebbero più di 1.300 le sperimentazioni di biocompatibilità e 566 le tipologie di prodotti medicali testate. Questo di Mirandola è un caso eclatante di illegalità, di sperimentazioni invasive su animali anche non anestetizzati: dalle iniezioni all’inserimenti sottocutaneo di materiali, a test di tossicità che portavano a morte. E, in più, gli animali erano tenuti in condizioni pessime, praticamente immobili e in mezzo alla sporcizia. Una situazione inaccettabi-

le, che ha comportato per gli animali necrosi ed evidenti segni di sofferenza sul corpo. La nuova sentenza di condanna riguarda il ruolo della veterinaria. Una figura fondamentale per il benessere degli animali-cavia. Auspichiamo che, con la nuova legge nazionale, sia indice di effettiva tutela e di rigorosa applicazione delle disposizioni, e che non lasci più la vita - e la sofferenza - di esseri senzienti nelle mani di persone che operano in modo discutibile o per interesse. Ed è importante in un contesto intoccabile come la sperimentazione animale: le responsabilità a carico della veterinaria sono evidenti e gravi, tanto da suggerire la richiesta di radiazione dall’Albo. Purtroppo né la legge nazionale né quella europea pongono, a oggi (l’Italia deve ancora recepire il nuovo testo comunitario), reali vincoli alle sperimentazioni con gli animali e mancano totalmente i controlli. Questo grave caso è unico perché ha permesso di aprire un varco in questo muro silenzioso, sottolineando come, le poche volte in cui sono entrate negli stabulari, le telecamere abbiano trovato situazioni illegali. Speriamo che si capisca l’inutilità della sperimentazione animale: negli anni in cui ha operato la struttura abusiva, sono stati messi in commercio presidi medici basati, di fatto, sulla sola sperimentazione clinica.

Nel bagagliaio dell’auto trasportava un cucciolo di pitbull, di appena 4 mesi, con vistose medicazioni alle orecchie, che gli erano appena state mutilate dal veterinario con un intervento chirurgico. Se ne sono accorti gli agenti della polizia che avevano fermato e perquisito la vettura, nel corso di un servizio straordinario di controllo. Il cane non era trasportato in modo adeguato ed era stato messo nel bagaglio come fosse un oggetto qualunque. È successo in Sicilia. Ora il ventenne alla guida dell’auto, che si è dichiarato proprietario del cucciolo, è stato denunciato per maltrattamenti ai danni di animali e rischia una multa da 5.000 a 30.000 euro o la reclusione da 3 a 18 mesi. Il pitbull è stato messo sotto sequestro.

VITTORIA PER I BEAGLE! La rinuncia della società americana Marshall al ricorso contro il sequestro probatorio dei 2.600 beagle detenuti nell’allevamento bresciano Green Hill, e destinati alla vivisezione, è un’altra grande vittoria per il movimento animalista ma soprattutto per i cani che, grazie al sequestro e al successivo affidamento temporaneo in famiglia, hanno finalmente conosciuto una vita degna di questo nome. Lo dichiara l’Enpa, l’Ente nazionale della protezione animali. Ora la Cassazione è chiamata a esprimersi sul ricorso della Procura contro l’annullamento del sequestro preventivo. Continuano, quindi, le manifestazioni promosse dalle associazioni animaliste.


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Viva la Svizzera e il fegato con il Rösti di patate Martino Ragusa Il Leberli mit Rösti (fegato con il rösti) è un piatto nazionale svizzero, specialità di Basilea dove è oggetto di un vero culto. La ricetta ha un’identità piuttosto costante, minime varianti riguardano l’aggiunta di aromi (alloro, rosmarino, maggiorana). Per motivi dietetici io ho sostituito il burro di doratura del fegato con olio extravergine. Si accompagna con insalata fresca. Spezzatino di fegato al vino rosso Tagliate le fette di fegato a quadratini di un paio di centimetri di lato e fateli saltare, a fuoco allegro in 3 cucchiai di olio, finché non sono dorati. Dovrebbero bastare 2-3 minuti a seconda dello spessorea: se li fate cuocere troppo diventano duri. Salate con moderazione e riservate. Pulite le cipolle e tagliatele a fette piuttosto spesse, poi a tocchetti. Fatele stufare, con le striscioline di pancetta, nel fondo di cottura del fegato, a fuoco basso e coperte, per 10 minuti. Non devono colorarsi. Dopo 10 minuti, salate, pepate e versate il vino. Fate cuocere sempre a fuoco basso per altri 10 minuti, durante i quali aggiungete l’aceto, il pepe in grani e il cucchiaino di zucchero. Intanto sciogliete in mezzo bicchiere di acqua fredda il cucchiaino di maize-

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S ì,mangiare

na, mescolate bene e, a fine cottura, versate la soluzione sulla salsa di cipolle per vellutarla. Spegnete il fuoco. Unite il fegato, fate insaporire in padella per mezzo minuto e servite con prezzemolo appena tritato. Rösti. Deponete le patate con la buccia in acqua fredda e salata, portate a bollore e cuocetele per soli 10 minuti. Pelatele, lasciatele raffreddare e grattugiatele a julienne. Versatele in una padella antiaderente piuttosto larga, accendete il fuoco e mescolate per farle asciugare. Aggiungete 50 grammi di burro o 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, mescolate ancora e spianate le patate livellandole e compattandole per dare la forma di una frittata. Coprite e cuocete a fuoco basso da 10 a 15 minuti. Girate con un piatto come si fa con la frittata e fate cuocere per altri 10-15 minuti circa. Alla fine il rösti deve essere dorato da entrambi i lati. Varianti. Aggiunta di una cipolla tritata. Aggiunta di speck a cubetti o a striscioline.

SPREMUTA A SORPRESA Sono stato in una scuola elementare in veste di “distributore”di spremute di arancia. I frutti, offerti dal Consorzio di tutela dell’Arancia di Ribera Dop, venivano spremuti all’istante, come andrebbe sempre fatto. I bambini erano entusiasti! Le mie osservazioni: nessuno ha chiesto zucchero, quasi tutti hanno fatto il bis, molti il tris e abbiamo dovuto smorzare gli entusiasmi di qualcuno che voleva spingersi oltre. Nota dolente: alcuni si sono meravigliati di vedere il succo sgorgare da un’arancia anziché da una scatola di tetrapak. I genitori dovrebbero fare una spremuta ogni tanto ai loro bambini, oltre che portarli in campagna a vedere i polli vivi completi di penne.

INGREDIENTI

DOSI PER 4 PERSONE SPEZZATINO DI FEGATO AL VINO ROSSO 500 g di fegato di vitellone in fette non troppo sottili 2 cipolle rosse 1 bicchiere di vino rosso di buon corpo (Cabernet, Merlot) 1 cucchiaino di maizena 3 cucchiai di olio extravergine di oliva 80 g di pancetta in striscioline sottili 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaio di aceto pepe in grani, sale 1 ciuffetto di prezzemolo RÖSTI 1 kg di patate medie a pasta bianca 50 g di burro oppure 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva sale


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In movimento

Under 14

C’era un un bara

SCI DI FONDO PASSEGGIATE DA MONDIALI Francesco Piromallo

Costanza Beltrami

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Mondiali di sci di fondo in Val di Fiemme, che si concludono domenica 3 marzo, ci danno l’opportunità di tornare su uno sport tra i meno considerati dal grande pubblico. E invece dovrebbe essere apprezzato, soprattutto da chi ha figli di almeno 5 anni. È da questa età, infatti, che si può iniziare a mettere un bambino sugli sci per una passeggiata in mezzo alle montagne e lungo le piste innevate e per farlo innamorare di uno sport che ha solo vantaggi e pochissime controindicazioni. Sciare, anzi passeggiare con gli sci ai piedi, fa bene alla salute: migliora la circolazione del sangue e fa respirare bene. Muove tutti i muscoli nello stesso modo e in modo sincronizzato. Rilassa la mente e consente di osservare la natura circostante, come non è possibile fare con lo sci alpino, assai più veloce. Certo è uno sport faticoso, ma molto si può fare per assorbire la fatica e diluirla: scegliere la velocità, la difficoltà del percorso e la sua lunghezza. Anche il rischio di traumi è molto ridotto perché, se è vero che specie all’inizio è facile cadere, è altrettanto vero che le cadute avvengono a velocità così ridotta che non ci si fa davvero male. Certo, bisogna prepararsi adeguatamente, riscaldare i muscoli, scioglierli, mettere le articolazioni nelle condizioni migliori, ma è facile farlo con l’aiuto del maestro di sci. Infine, ma è un argomento determinante, i costi. Tutto nello sci di fondo costa meno della metà che nello sci alpino. L’attrezzatura per un bambino fino a 10 anni può costare 200 euro, dai 10 anni se ne possono spendere 300. E si consideri che, in genere, la tuta la mette a disposizione lo sci club con il quale si fa il corso e che l’accesso alle piste è gratuito o costa 5-6 euro al giorno.

Un inizio d’autore (Cristina

Comencini) e l’inventiva dei bambini delle elementari e delle medie: così nascono le storie del vetro raccolte dal concorso per le scuole GlassTellers

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gni storia che si rispetti ha un inizio, uno svolgimento, una fine. Non fanno eccezione quelle sul vetro di cui parliamo qui, se non per una particolarità: che l’inizio (l’incipit) del racconto lo ha già scritto Cristina Comencini, regista, sceneggiatrice e scrittrice. Al resto pensano i bambini che partecipano alla sesta edizione di GlassTellers, il concorso per le scuole bandito dagli industriali del vetro dell’associazione Assovetro e da CoReVe, il consorzio di recupero di questo prezioso materiale. E allora, filo conduttore il viaggio di un barattolo di vetro e le sue mille vite, ecco l’incipitpensato da Cristina: “Sull’etichetta Elena aveva disegnato tre succose pesche sciroppate. Ogni pesca aveva una


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a volta... ttolo di vetro

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a g e n d a

faccia, due occhietti furbi, un naso piccolo, un sorriso che diceva: mangiami. La mamma di Elena conservava il barattolo accanto alle marmellate che aveva fatto in campagna insieme alla nonna. Anche le pesche le avevano fatte loro: cotte, spellate, tagliate a spicchi, infilate nel barattolo di vetro e ricoperte di sciroppo…”. I giovani scrittori (gli alunni delle IV e V classi della scuola primaria e delle I e II della secondaria di 1° grado) partono da qui per arrivare dovunque l’immaginazione e l’inventiva li porterà. Ogni mese da febbraio ad aprile riceveranno dei libri in premio le prime 10 classi che avranno inviato gli elaborati. I racconti più meritevoli troveranno “casa” sul sito www.glasstellers.com. Il concorso procede in due tappe: con la prima, un kit multidisciplinare (è gratis e va chiesto a scrivi@glasstellers.com) mostra le caratteri-

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stiche dei contenitori in vetro e, con l’aiuto degli insegnanti, sottolinea i quattro temi su cui sviluppare i racconti: salute, ambiente, design, riciclo. Nella seconda tocca ai ragazzi mettersi alla prova scrivendo i racconti (di 30mila battute al massimo) e disegnandone le copertine. Per le classi che hanno prodotto i migliori racconti, selezionate da una giuria di esperti, l’appuntamento è a fine maggio a Roma, per la cerimonia di premiazione. Intanto, con il titolo Il Vetro Racconta, in collaborazione con la Feltrinelli Kids stanno per essere pubblicati i migliori racconti della scorsa edizione.

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Sabato al museo domenica al parco FINO A MAGGIO. “Metti un sabato al Museo“ e, se si tratta del Museo A fricano di Verona, fino a maggio puoi “giocare” al gioco della scienza scoprendo le differenze dei 4 elementi fondamentali: aria, acqua, terra e fuoco. Il 23 marzo va in scena “Due alberi in musica”, spettacolo musicale su acqua e terra. Per i più piccoli si inaugurano i laboratori sulla fiaba di ”Metti un piccolo al Mu seo“ riservati ai bambini dai 3 ai 5 anni accompagnati dai genitori. Il 9 marzo l’appuntamento è con “Il genio della primavera”. Per informazioni e prenotazioni: 045/8092199. TUTTE LE DOMENICHE. Leggenda vuole che sia il punto di incontro di fate, gnomi e folletti. Questo luogo fantastico è nell’Alta Murgia, in Puglia: è il Parco naturale Selva Reale (Bari) che ripropone ai bambini la rassegna culturale “Il Magico Bosco”. Ogni domenica mattina (dalle 11 alle 13) e a Pasquetta il parco organizza feste e laboratori, spettacoli teatrali e di burattini, e tante sorprese, per celebrare la natura e trasmettere il rispetto per l’ambiente e il territorio. Ci si informa e si prenota (la prenotazione è d’obbligo) allo 080/8971011.


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Letti per voi

LA VITA APPESA A UN QUIZ. TELEFONICO

Francesca Mossa

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on è sempre facile arrangiarsi in situazioni di disagio. Né crescere per forza, perché si è costretti dalla vita a fronteggiare quel che viene, senza riparo. Succede a Laurence e Jay, una casa piccola, sporca e disordinata, il papà morto, la mamma che fa due lavori e ha un bel problema con l’alcol, gli assistenti sociali aleggiano fuori della porta. Che si fa? Come si riesce ad andare avanti, sperare, sognare addirittura di vincere una vacanza per tutta la famiglia partecipando a un quiz telefonico?

Con Quindici giorni senza testa (San Paolo Edizioni, 327 pagine, 17,90 euro) Dave Cousins ci trascina nella vita difficile di due fratelli immersi in un gran bel guaio: la mamma è scomparsa improvvisamente, ma devono far finta che non sia successo nulla, per non essere affidati ai servizi sociali, e in quindici giorni (tanto dura il quiz) trovare una soluzione. Ebbene, qualcosa succederà, un inizio in cui la cosa importante da rilevare è che la distanza tra i giorni cattivi comincia ad allungarsi. Dai 12 anni.

Vita complicata è anche quella di Pinocchio, il burattino nato dalla fantasia e dalla penna di Collodi 130 anni fa e amato da generazioni di bambini. La storia arcinota (il ciocco diventa un burattino-discolo, combina un sacco di guai, si ravvede, diventa un bambino) non ne ha impedito innumerevoli trasposizioni cinematografiche. L’ultima è di Enzo d’Alò. Il cartoon si avvale del disegno raffinato di Lorenzo Mattotti e della bella musica di Lucio Dalla. Da vedere.

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Manuale

Al cinema

Narrativa

Così ci si diverte con le emozioni Autori M. Zürcher, S. Nicolet Editore Editoriale Scienza Pagine 63 Prezzo 16,90 euro Età di lettura dagli 8 anni

Le emozioni sono importanti nella vita, non ci si può sentire a posto se non si impara a gestirle. Argh! Uffa! Urrà! di Muriel Zürcher e Stéphane Nicolet centra i tanti punti nodali che si associano a questo complesso mondo. Con le sue divertentissime pagine (e tantissime attività da fare da soli o in gruppo) i piccoli lettori avranno un panorama completo per riconoscere, decifrare e selezionare queste grandi alleate della vita.

Riscatto a sorpresa per Martin il pasticcione Può capitare, anche nelle migliori famiglie, che venga fuori un rampollo assai maldestro, non solo incapace di gesti efficaci ma piuttosto capace di ordire disastri di ogni genere. È così Martin Frolly. Esploratore pasticcione, tanto imbranato da non poter essere lasciato da solo neanche un istante. Ma anche lui, con il tempo e una passione sfrenata per il cioccoprugna, dimostrerà una qualche forma di talento che stupirà i suoi sfiduciati familiari. Autore Clive Goddard Editore Il Castoro Pagine 208 Prezzo 13,50 euro Età di lettura dagli 8 anni

L’orso e la topolina l’amicizia che vince Registi V. Patar, S. Aubier, Casa di produzione Sacher Genere Animazione Durata 79 minuti Età consigliata dai 5 anni

È la storia tenera e coraggiosa di due diversi: l’orso Ernest, giocoliere e artista di strada, e la topolina Célestine, che non vuole assecondare un destino da dentista. Tra i due mondi cui appartengono non corre buon sangue: c’è sospetto e paura; ma l’amicizia di Ernest & Celestine è qualcosa che va aldilà di ogni stupido ostacolo. Daniel Pennac è uno degli sceneggiatori.


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F ilmando

Una Karenina tra film e teatro

La locandina

Vito Lamberti

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gni regista che riporti sullo schermo Anna Karenina non può non avvertire una certa pressione. Non solo perché il romanzo di Lev Tolstoj è una delle più vibranti storie d’amore mai scritte e uno straordinario spaccato sociale della Russia dell’Ottocento, ma anche perché bisogna fare i conti con più di una ventina di film e interpreti del calibro di Greta Garbo (addirittura due volte, nel ’27 e nel ’35) e Vivien Leigh. Joe Wright, molto coraggiosamente, spariglia le carte e ci racconta la sua “Anna Karenina” mettendo in scena - nel senso stretto della parola, in un teatro - i protagonisti e tutti i canoni comportamentali, amorosi, linguistici ed etici di cui si compone il romanzo. In questo modo pone lo spettatore nella posizione non di scoprire le vicende di Anna, peraltro universalmente note, ma di riviverle guardandole da un’altra angolazione. E così, subito, vediamo un sipario di velluto che si apre. La macchina da presa svela i personaggi ma improvvisamente rompe la teatralità spingendosi oltre e ci porta nel simbolo letterario ottocentesco per eccellenza, il treno. Tutto è cominciato lì, tutto finirà lì. Dopo aver condiviso un lungo viaggio con la contessa Vronskij, Anna (Keira Knightley) incontra sulla banchina della stazione il figlio di lei, Aleksej Vronskij (Aaron Johnson). È l’inizio di un amore per una donna che, giunta a Mosca per

mettere pace tra suo fratello, il fedifrago Stiva, e la cognata Dolly, finirà per trovare la sua solo con la morte. Perché nella Russia ambigua e assolutista degli Zar, un amore clandestino può vivere solo se rimane tale. Il film di Joe Wright, è tutto un gioco di rimandi tra realtà e fantasia, tra quinte teatrali e campagne bagnate dal sole. Merito anche dello sceneggiatore Tom Stoppard, che aveva architettato lo stesso meccanismo in “Shakespeare in Love”. Meccanismo che funziona anche qui, soprattutto nella scena del ballo, in cui Anna e Vronskij si avvinghiano senza pudore. Oppure - in quella che forse è la scena più bella del film - quando Wright ricorre al teatro per mettere in scena l’incidente a cavallo di Vronskij. Nella continua ricerca della forma, della via più sottile per mostrarsi originali, Wright finisce però col togliere spessore al dramma, al sentimento della storia d’amore. Mancano i rossori, le esitazioni, le attese vane, le improvvise vampate di calore, il taciuto, gli occhi di Anna pieni di quella felicità che ha vissuto solo per un attimo.

REGIA: Joe Wright SCENEGGIATURA: Tom Stoppard ATTORI: Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Kelly Macdonald, Aaron Johnson, Jude Law, Michelle Dockery, Emily Watson DISTRIBUZIONE: Universal Pictures PAESE: Francia-Gran Bretagna 2012 GENERE: drammatico, romantico DURATA: 130 minuti

Captive Brillante Mendoza, con “Captive”, ci racconta una storia basata su fatti accaduti nella sua terra, le Filippine, cercando (ma solo in parte) di far luce sulle oscure vicende nascoste dietro ai rapimenti commessi dai membri del gruppo separatista islamico dell’Abu Sayyaf Group (Asg). È proprio l’Asg a prendere in ostaggio 20 ospiti di un resort turistico e, fra loro, l’operatrice sociale Therese Bourgoine (Isabelle Huppert) e la sua amica Soledad (Rustica Carpio). Quello che potrebbe sembrare un film politico è in realtà una riflessione sull’esistenza. Tra i prigionieri e i loro aguzzini, a furia di stare insieme, s’instaura una strana simbiosi. Una complicità insieme assurda e grottesca. Mendoza fa della natura un personaggio non meno secondario degli altri, lo filma con la stessa pedanteria con cui tormenta i suoi attori.


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L eggo vedo sento

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Salvagiallo Murcia. Estate. Il bel 39enne Numero Tre è un killer dalla mira infallibile, lavora per l’Azienda e, dopo meticolosi addestramenti, ha già ucciso 15 volte. Gli hanno dato falsa identità professionale: vicepresidente della divisione vendite di una società farmaceutica. Separato dalla moglie borghese (lo crede ormai noioso e remissivo), si traveste di corpo e spirito con facilità. Va in tilt solo quando si innamora. Gli era successo con la ex di un ispettore che lo sospetta. Gli succede ora con una cameriera, appena arriva al villaggio

Tre strade diverse per un unico scenario Rocco Di Blasi

In

Italia i racconti non hanno mai avuto una grande fortuna, ma se - come ha deciso di fare l’Einaudi - si prende un tema decisamente popolare e lo si affida a tre scrittori come Massimo Carlotto, Gianrico Caroflglio e Giancarlo De Cataldonasce Cocaina, raccolta di tre romanzi brevi, che subito sfonda in libreria (190 pagine, 13 euro). Il lettore si chiede a lungo se sta partecipando a un gioco di trame, se gli autori entreranno cioè l’uno nel racconto dell’altro. Ma non è così. Ciascuno corre lungo la sua strada. Carlotto rimette in campo il suo poliziotto ribelle, l’ispettore Campagna, che se la deve vedere con una banda di trafficanti e con quanti vogliono toglierselo dai piedi. Più sorprendente la poliziotta incontrata al bar da Carofiglio. Campionessa di atletica, destinata a una grande carriera anche in divisa fino all’incontro fulminante che le cambia la vita e la scaraventa - metaforicamente - in fondo a un baratro. Sesso e droga, come nelle migliori tradizioni! Infine De Cataldo, che dopo il prequel dell’estate scorsa della Ban-

Fumetti da della Magliana, torna a pubblicare. Il romanzo corto sembra aiutarlo a uscire dall’afasia in cui l’aveva precipitato il successo multimediale di Romanzo criminale. Ora si muove tra narcos messicani e brillanti teste laureate alla Bocconi di Milano ma assoldate dalla ’ndrangheta. La capitale del Nord appare in una luce opaca, dove la presenza di un’economia fondata sulla coca e sull’illegalità va ben oltre l’immaginabile. Nessun rimando di trame, quindi. Ciascuno degli scrittori gioca la sua parte, ma potremmo dire che il fondale è lo stesso, quello rappresentato da una sostanza in grado di far accumulare enormi ricchezze e di provocare, al tempo stesso, grandi rovine. L’operazione editoriale è indovinata. Quella letteraria non dà, invece, più di tanto.

Dylan Dog, ritorno con effetti speciali Ci sono dei personaggi che mantengono intatto il loro fascino col passare degli anni. Così mentre “la Repubblica” e “L’Espresso” rilanciano le collane storiche di Dylan Dog, la Sergio Bonelli editore continua a pubblicare storie inedite dell’indagatore dell’incubo. È appena arrivato, così, in edicola un Maxi Dylan Dog di ben 292 pagine: Effetti speciali, Il processo e Le scarpe del morto sono i titoli affidati dalla casa editrice per il soggetto e la sceneggiatura ad Andrea Cavaletto, Giuseppe De Nardo e Giancarlo Marzano. Non tutti dello stesso livello, ma capaci comunque di tener vivo l’interesse per il personaggio. Autori Vari Editore Sergio Bonelli Pagine 292 Prezzo 6,20 euro


Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

Thriller

Nuda è la morte

Il cronista alle prese con i giochi perversi Valerio Calzolaio

per nudisti in vacanza con i due figli di 10 e 15 anni. Però lo chiamano anche per un incarico, forse come trappola. C’è molto che non quadra: lì ci

Musica

trova la ex col nuovo amante giudice integerrimo, il grande amico d’infanzia Tony, il vecchio saggio Andrés Camilleri, altri Numeri killer, poi arriva l’ispettore. Un gran bel libro il secondo del creativo argentino 53enne (in Spagna dal 1998) Carlos Salem (“Nuda è la morte”, Tropea 2012, 223 pagine, 14 euro; originale del 2008; traduzione di Pierpaolo Marchetti), in prima palpitante e ironica. Mille giochi letterari, cento memorabilia, dieci registri emotivi!

Roma e Italia. Il cronista di nera Marco Corvino viene a sapere che una bruna irreprensibile signora 53enne è morta impiccata durante sesso estremo, causa legatura erotica “shibari”. Pubblica nome, foto, dettagli pruriginosi, altro che privacy! Il marito gli dice che un figlio c’è, di 22 anni, che il matrimonio era bello, da 24 anni, che qualcosa di strano dovrebbe venir fuori. E Corvino va, si incuriosisce, si infiltra. Ne vieni fuori un’inchiesta pericolosa e un reportage sulle pratiche sadomaso, ben raccontati in prima e terza dall’esperto giornalista 58enne Massimo Lugli in Gioco perverso. Autore Massimo Lugli Editore Newton Compton Pagine 414 Prezzo 9,90 euro

Federico Venditti

Esce il nuovo libro del giornalista rock Gianni Della Cioppa “Va Pensiero, 30 anni di rock e metal in italiano”, edito dalla Crac edizioni (380 pagine, 20 euro). Più che un libro, un vero manuale, che copre una materia finora inesplorata, cioè il rock cantato in italiano. Ed è decisamente originale, con schede di approfondimento dettagliate sull’underground italico, da realtà note solo agli addetti ai lavori a band di un certo rilievo come i Compagni di Baal, Il Segno Del Co man do, In sidia, fino ai nomi più blasonati tipo Lit fiba, Kar ma, Timoria, CCCP. Un viaggio intrigante nella passione e nella voglia di trasmettere qualcosa di diverso di ragazzi poco omologati al paese anestetizzato dalle mode del momento. Non manca il ricordo di trasmissioni storiche come Roxy Bar o il festival di San Scemo. Lettura intelligente e un panorama in grado di accendere la curiosità di appassionati e semplici curiosi.

30 anni di italico rock

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L eggo vedo sento

Umorismo

Un long seller per chi ama i gatti È capacissimo di passare inosservato mentre sgraffigna il cibo da tavola, invece sembra anoressico quando gli si dà una scatoletta che ha deciso di non gradire. Non c’è da meravigliarsi se Il mio Gatto è un ipocrita (ed è pure grasso) come documentano Hélène Lasserre e Gilles Bonotaux in un delizioso librino a fumetti. Il motto del nostro felino potrebbe essere uno solo: “L’importante è non farsi beccare”. I testi sono di entrambi gli autori, i disegni solo di Gilles. La prima edizione è del maggio 2010. Ma il titolo è un long seller. Gli amanti dei gatti non si fanno mancare nulla! Autori Hélène Lasserre, Gilles Bonotaux Editore L’Età dell’Acquario Pagine 80 Prezzo 7 euro


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T eledipendente

Il Salvagente 28 febbraio-7 marzo 2013

Fenomenale La supermodella Natasha Poly è stata fotografata dal grande Steven Meisel per lanciare Flash, una novità di Jimmy Choo. “L’obiettivo ha dichiarato il direttore artistico del famoso marchio - è di vivere il presente, allargando i propri orizzonti e mantenendo un velo di charm pericoloso”. Pericoloso per chi?

La vincitrice dell’ultima edizione, Tiziana Stefanelli con la figlia e il marito.

Sex appeal e cucina I segreti di MasterChef Rita De Buono

Ha

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vinto un’avvocatessa, Tiziana Stefanelli (con un marito chiacchierato e importante, Paolo Girasole, uno dei grandi capi di Finmeccanica). Nella finalissima ha battuto Maurizio, un copywriter molto creativo ai fornelli. La seconda edizione di “MasterChef Italia” è passata così in giudicato, con un trionfo mediatico ignoto a “MasterChef1”, mentre si sono già aperte le iscrizioni a quella del prossimo anno. Ma che è successo tra il 2011 e il 2013 per imporre all’attenzione generale un programma che sembrava solo di nicchia? In realtà ci sono state parecchie novità, anche se a suo modo il format aveva già una carica da leader di settore, perché la finale della prima edizione era stata seguita da oltre 700.000 persone (tante per un canale criptato) e Aldo Grasso, il critico tv del“Corriere”, aveva già scoperto che “la cucina è solo un pretesto: la vera forza di ‘MasterChef’ è nella sua attenta costruzione, nella meticolosa miscela di tutti gli‘ingredien-

ti’narrativi. Le storie di un gruppo di personaggi, che da perfetti sconosciuti diventano persone per cui (e con cui) soffriamo, aspettando il verdetto delle prove”. Quindi, la “gara dei cuochi” ha segnato subito dei punti a suo favore: “Il successo della prima edizione come documenta Wikipedia - ha portato a trasmettere le prime due stagioni della versione Usa di ‘MasterChef’ (con Bastianich che doppia se stesso) su Cielo, e perfino a creare parodie del programma all’interno de‘Gli Sgommati’e di‘Crozza nel paese delle meraviglie’”. Insomma, la “talpa cuciniera” ha scavato nell’animo degli appassionati, fino a passare dal piccolo buco iniziale al tunnel dell’ultima edizione, diventato un traforo alpino da quanto è dilagato in ogni dove il sex appeal di Carlo Cracco, il giudice dal (finto) sguardo assassino, che ha travolto diverse migliaia di telespettatrici. E ha chiuso il corto circuito tra piaceri diversi ma fondamentali per l’umanità.


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