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n. 2 14 giugno 27 giugno 2009

Supplemento quindicinale di mag | zine, quotidiano online della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

CONTINUA L’IMPEGNO DI REGIONE LOMBARDIA di Stefano Maullu Assessore alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia locale

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lcuni residenti stanno collaborando con la protezione civile della Lombardia nella gestione dei servizi alla popolazione nel campo di Paganica 5. La gente dell’Abruzzo reagisce al terribile sisma che ha seminato distruzione e morte: si rimbocca le maniche e a sua volta fornisce aiuto a chi sta lavorando per rendere la vita nella tendopoli più accettabile e confortevole. Il popolo di questa terra è fatto così. È un dato sancito dal lavoro svolto dagli abruzzesi insieme ai nostri 2000 volontari. Una ulteriore testimonianza è fornita dal coinvolgimento degli studenti del luogo per la redazione di Tendopolis. Continua, infatti, la presenza della Protezione Civile di Regione Lombardia nelle terre colpite dal sisma che gestisce l’accoglienza completa di circa 1000 cittadini. I Campi gestiti dalla nostra Regione sono quattro: Monticchio 1 e 2, Rocca di Mezzo e Paganica 5. Nell’ultimo periodo, grazie alla generosità lombarda, abbiamo potuto installare due generatori a cella combustibile Gemport 25 che ci sono stati donati dalla stessa azienda che li produce e dalla Fondazione Credito Valtellinese.  pagina 6



L’allestimento dei lampioni per l’illuminazione del campo Paganica 5

Paganica 5, il campo cantiere

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PAGANICA 5 San Giustino. Fausto Pedrotti, capo del campo, indica la chiesa dedicata al Santo che dà il nome alla zona come il punto di partenza per il ritrovo di un’identità frammentata. Paganica 5 San Giustino è il campo destinato ad accogliere gli sfollati che rientrano dagli alberghi della costa, oltre a persone provenienti da diverse zone colpite dal sisma. Si estende su un’area ampia, circa 27.000 metri quadrati, coltivati a orzo e in origine destinati a un agriturismo. La struttura, ancora non completata, servirà proprio a ospitare la I TIENE A CHIAMARLO

cucina del campo. Ceduta dal proprietario, disboscata e riadattata con fondo, ghiaia, fognature e rete elettrica per la costruzione del campo, l’area è stata attrezzata con l’intervento del Genio militare, la 33ma Brigata dell’Aquila e i tecnici dell’A2A. Paganica 5 si prepara ad accogliere chi ancora non può rientrare a casa. Gli interventi sono tuttora in corso e ne fanno, come Pedrotti ripete, un campo “cantiere”. A Paganica 5 sono previste circa 100 tende che accoglieranno tra le 400 e le 500 persone.

Raccontaci una storia E

CCOCI

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SECONDO

numero di Tendopolis, il quindicinale realizzato con la sinergia tra la Protezione civile della Regione Lombardia e la Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

È cambiata qualche pagina, ma gli intenti rimangono gli stessi: dare informazioni ma anche raccogliere le storie, le testimonianze e i progetti di chi vive, come ospite o come volontario, nei campi gestiti dalla Regione Lombar-

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dia. Per questo Tendopolis rinnova l’invito a prendere la parola, il taccuino, il microfono o la macchina fotografica per far raccontare, dall’interno, le vite di chi la vita se l’è vista improvvisamente cambiare una notte di aprile. Ornella Sinigaglia


Paganica 5, il campo cantiere prende il via e punta sull’infanzia per far ripartire L’Aquila

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è nelle mani della Colonna Mobile regionale e si avvale della collaborazione dei volontari delle province di Pavia, Bergamo, Mantova e Brescia. Ma la realtà di Paganica 5 è destinata a diventare complessa e articolata a causa della capienza della tendopoli e della diversa provenienza dei suoi abitanti, saranno molti i servizi necessari a mantenere unita la popolazione del campo. I paganichesi, infatti, non rinunciano alla propria identità, e a farsi promotori di questa esigenza ci sono i volontari della Protezione civile locale, con diverse iniziative volte alla riscoperta dell’essere paese. Per questo a Paganica 5 è importante lo sviluppo del Progetto Scuola, realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con Regione Lombardia, che ha l’obiettivo di attivare iniziative a favore di tutti i bimbi ospiti dei campi lombardi. Dopo la prima emergenza, ora le persone hanno bisogno di proposte concrete per realiz-

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A DIREZIONE DEI LAVORI

zare servizi alla persona, e, per prendersi cura dei più piccoli, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Un servizio di importanza non indifferente, in un contesto complesso e multietnico come quello di Paganica 5. Anche a questo vuole rispondere il campo estivo per i bambini, che avrà inizio a metà giugno. A Paganica San Giustino i lavori sono ancora in corso, e non esistono vere e proprie strutture per la vita sociale, cosa di cui si comincia a sentire forte l’esigenza. A questa necessità intende rispondere il progetto, che ha già cominciato la sua opera di aggregazione coinvolgendo la popolazione nella costruzione e nell’abbellimento della ludoteca, avvalendosi anche della collaborazione della Protezione Civile, che ha fornito volentieri bacheche, piante e quanto altro serve per rendere la ludoteca un luogo dove il campo trovi un suo centro, nella prospettiva della “piazza del paese”. L’idea è quella di ricreare un contesto sociale, coinvolgendo anche i genitori, che in questo modo possono diventare il punto di partenza delle attività per adulti. Anche per i più grandi infatti saranno pen-

sate diverse attività volte a portare la gente “in piazza” favorendo l’aggregazione, anche grazie alla collaborazione di diverse associazioni, tra cui la Caritas siciliana. Intanto, sabato 5 giugno è stata inaugurata la ludoteca di Paganica 5 San Giustino. Un luogo in cui i bambini e ragazzi del campo, come quelli di Monticchio 1 e Monticchio 2, hanno uno spazio per il gioco e altre attività che sviluppino i loro talenti e possono avere occasioni di aggregazione. Questo è l’intento del progetto “La valigia dei talenti”, che nasce nell’ambito delle iniziative di solidarietà promosse da Regione Lombardia e Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, maturate da un percorso di ricerca e sperimentazione tra Milano e l’estero, in particolare Sri Lanka e India. Attività quali musica, teatro, animazione e pittura saranno al centro di un percorso che servirà a dare ai ragazzi la consapevolezza della propria creatività e, contemporaneamente, a creare occasioni di amicizia. Floriana Liuni




La scuola elementare



La “piazzetta” di Monticchio 2



La tenda polivalente

Monticchio 1, Monticchio 2, Rocca di mezzo, fiore di campo qui si riparte il Garden

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a polo logistico per i volontari della Protezione civile di Regione Lombardia, l’area del multisala Garden si è trasformata in poco tempo in un vero e proprio campo di accoglienza. Per questo a mano a mano i servizi a disposizione degli ospiti sono aumentati . Il campo è grande e ospita diverse comunità: oltre ai monticchiesi ci sono cittadini aquilani di altre frazioni e dei comuni limitrofi, e poi aquilani acquisiti, cioè immigrati che come gli italiani si sono trovati improvvisamente travolti dalla tragedia del terremoto. Le differenze sono un punto di distinazione di Monticchio 1, ma possono trasformarsi in punti di forza. L’autonomia del campo e della sua popolazione passa per le mani degli ospiti che si rimboccheranno le maniche per cooperare coi volontari. Nei prossimi mesi, infatti, si prevede di ridurre il numero dei campi per favorire il rientro nelle case agibili entro metà ottobre.



Piccoli giardinieri all’opera

ato dopo il campo di Monticchio 1, è stato fondato dagli stessi abitanti di Monticchio, che si sono ritrovati subito dopo il sisma nel punto di riferimento esterno al borgo, il campo sportivo. Il clima è di forte collaborazione con l’intento, però, di mantenere salda l’identità del paese. Molti ospiti sono già inseriti nei servizi gestiti dai volontari, come sottolinea il capo campo, Daniele Radaelli: «Il lavoro è molto, ma con collaboratori come i nostri tutto diventa più facile». Nel campo è stato attivato un ambulatorio pediatrico e benedetta una cappella. Il clima di reciproca fiducia e il desiderio di scambiare continuamente esperienze e simboli della cultura locale ha reso un appuntamento fisso la festa di saluto alla squadra di volontari di una delle 11 province lombarde che ogni sabato lascia Monticchio 2 per dare spazio ai successori.



Festa di saluto alla squadra di volontari

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na tendopoli da 150 ospiti, piccola rispetto alle altre gestite da Regione Lombardia, e distante dai tre campi aquilano. L’armonia e la voglia di fare non sono mai mancati. Gli ospiti gestiscono autonomamente gli spazi della palestra attorno alla quale è sorto il campo, mentre i volontari si occupano dell’esterno. Ed è per questo che Rocca di mezzo può “camminare” grazie ad appena 20 volontari del Comune di Milano e della Provincia di Padova. La realtà di Rocca di mezzo è molto diversa da quella aquilana: i danni alle abitazioni sono stati molto più contenuti rispetto a quelli del capoluogo abruzzese. Per questo la cittadina, che nel 1954 ospitò Federico Fellini per “La strada”, sta riprendendo a camminare. Molti negozi hanno riaperto, il campo di giorno è poco frequentato ma torna a rivivere soprattutto la sera, quando chi non può rientrare a casa o ha paura a farlo torna nella tenda per sentirsi più sicuro.



La gestione del magazzino

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«Monticchio 1, il mio punto fermo dal giorno dopo il terremoto»

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6 APRILE il cellulare di Alessandro Caretti ha squillato: un sms annunciava che in Abruzzo c’era stato un terremoto e gli si chiedeva di partire immediatamente con un funzionario del 118 e uno della Regione Lombardia. Compito: valutare l’area di Monticchio su cui far sorgere la tendopoli di Monticchio 1. Caretti è il vice presidente del gruppo A NOTTE DEL

Protezione civile di A2A, e quando quella notte è partito forse non immaginava di dover restare al campo quasi ininterrottamente per due mesi, ricoprendo anche il ruolo di capo campo. «Giunti al multisala Garden di Monticchio - racconta Caretti - siamo rimasti colpiti alla vista del parcheggio, invaso da auto dove la gente dormiva». «La prima difficoltà - continua - è stata farle spostare per lasciar passare i mezzi di soccorso. Le persone non volevano muoversi, erano ansiosi perché noi stavamo lì invece di essere a Onna a tirar fuori la gente dalle macerie». «La gente era sconvolta e lo è rimasta a lungo» dice Caretti. «Non capivano cosa fosse successo, giravano il campo senza espressione. I bambini erano i più impressionanti, non reagivano quando i volontari cercavano di farli giocare». Ora gli ospiti del campo sembrano più sereni, ma la paura è sempre dietro l’angolo, tanto che c’è chi accusa i responsabili dei soccorsi di nascondere altre scosse in arrivo, come se queste fossero prevedibili. Il 29 maggio una tromba d’aria ha spazzato Monticchio, e il capo della delegazione di A2A ha ritrovato lo stesso sconforto e la stessa paura del 7 aprile: «I bambini

hanno cominciato a gridare “non voglio morire”, e non c’è stato verso di mandarli in tenda, perché avevano paura che anche quella crollasse loro addosso». Una situazione difficile da gestire per i soccorritori, coscienti di condividere solo momentaneamente le condizioni dei monticchiesi, ma anche incaricati di dover prendere sulle loro spalle, oltre ai problemi materiali, anche preoccupazioni ed emozioni. Al campo è stato fatto un buon lavoro, secondo Alessandro Caretti. La composizione degli ospiti è variegata, ci sono diverse etnie che convivono insieme ai monticchiesi. «A parte qualche tensione e qualche alterco tra gli abitanti - commenta Caretti - la situazione è rimasta sempre sotto controllo, con rari interventi da parte delle forze dell’ordine. A detta degli stessi ospiti, Monticchio 1 è uno dei migliori campi per servizi e organizzazione». Qualcosa da migliorare? Secondo Caretti bisogna lavorare affinché gli ospiti collaborino sempre più con i volontari. Il ricordo che porterà dentro è quello dei visi dei bambini: «Sono passati dallo smarrimento iniziale, in cui ci vedevano come fossimo alieni, ad una confidenza totale». Floriana Liuni

Benedetta la nuova cappella di Monticchio 2

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FEDELI CHE DOMENICA 7 giugno sono usciti dalla chiesa di campo di Monticchio 2 ha fatto appena pochi passi prima di fermarsi davanti alla nuova cappella: la piccola costruzione in legno, al cui assemblaggio hanno partecipato tutti gli abitanti del campo, li aspettava per assistere alle benedizioni del parroco di Monticchio e Onna, Don Cesare e di Padre Roberto, volontario della Protezione Civile di Brescia. È stata una cerimonia emotiva nella quale i monticchiesi del campo 2 hanno ricordato ancora una volta, con un piccolo gesto, la loro unità e lo spirito che li avvicina gli uni agli altri. «Dobbiamo essere parte di una nuova comunità che affronta i problemi con uno spirito rinnovato anche davanti alle peggiori avver-

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sità» ha ricordato Don Roberto dall’altare. Durante la settimana l’altare rimarrà nell’intimità della cappella donata dall’Associazione non vendenti di Brescia,

ma alla cappella si potrà accedere liberamente chiedeno le chiavi ai volontari della segreteria di Monticchio 2.


Sport, gioco e divertimento per l’estate di bambini e ragazzi

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nei campi d’accoglienza: è l’obiettivo dell’area ludico-sportiva del servizio scuola attivo nel campo di Monticchio 1. Con la prima emergenza alle spalle adesso vanno affrontate le esigenze legate alla convivenza civile tra gli ospiti; scuole e strutture educative hanno bisogno di PORT PER EDUCARE

essere assistite nella gestione delle attività per i bambini e i ragazzi dei campi. In questo senso, diventa fondamentale la potenza dello sport per sfogare tensioni e paure, e contemporaneamente nello sviluppare la capacità di vivere secondo le regole, condividere una passione, divertirsi.

L’obiettivo di Daniele Coco, responsabile dell’area, è creare una struttura permanente nella quale i ragazzi abbiano uno spazio da dedicare allo sport, coinvolgendo le associazioni sportive e di volontariato locali, vero perno della ricostruzione. Alimentare il volontariato locale, infatti, è uno dei propositi principali. «Mettere in piedi queste attività è faticoso ma ripagante», racconta Daniele Coco. Tra le iniziative promosse dall’area ludico - sportiva ci sono il campo estivo per i ragazzi e la Festa dello sport dello scorso 31 maggio a Centicolella, per la quale è in fase di organizzazione una seconda edizione grazie alle collaborazioni instaurate con gli scout e altre associazioni locali. Ventuno ragazzi dei campi di Monticchio 1, Monticchio 2 e Paganica hanno vissuto in un clima di gioco e divertimento insieme a personalità importanti dello sport, come il canoista Antonio Rossi, l’ex pallavolista Andrea Lucchetta e rappresentanti dell’Aquila Rugby. Oltre che occasione di socializzazione, l’evento è stato un primo passo per una collaborazione tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la Facoltà di Scienze motorie dell’Università de L’Aquila, affinchè l’università milanese partecipi al progetto Una scuola per l’Abruzzo. Floriana Liuni

A Monticchio 2 l’ambulatorio nato dal calcio

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MONTICCHIO 2, fra le tende, spicca una sagoma particolare. Che cosa ha di speciale? È una casetta di legno sulla cui pergola è affisso un cartello con la targa dei giocatori dell’A.C, Milan e dell’ A.S. Roma. È l’ambulatorio pediatrico donato dai calciatori che per il momento ha base a Monticchio 2, ma che serve alle esigenze mediche di tutti i bambini dei campi circostanti. «L’ambulatorio di Monticchio 2, - ha spiegato il pediatra del campo Pierfranco Cocco, - svolge una funzione essenziale nel monitoraggio sanitario dei bambini di tutti i campi, nonché di controllo e prevenzione delle patologie più frequenti della stagione calda». L’ambulatorio resterà aperto tutti i giorni al mattino; il dottor Pierfranco Cocco risponde al numero 330312241. EL CAMPO DI

Giacomo Muci

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L’ALLESTIMENTO DELLE COLONNE MOBILI DELLA PROTEZIONE CIVILE DI REGIONE LOMBARDIA

Abruzzesi e volontari lombardi uniti per collaborare

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unedì 6 aprile, ore 3.32: sisma di magnitudo 5.8, epicentro a circa 6 km a nord de L’Aquila. La Sala operativa regionale della Protezione civile si attiva immediatamente. Si forma la squadra di tecnici regionali addetta alla verifica della situazione e all’organizzazione delle risorse sul campo. E parte così l’organizzazione della colonna mobile regionale e dellle colonne mobili provinciali di Bergamo, Brescia, Lecco, Lodi, Milano, Pavia e Varese per un totale di 240 volontari. Al Centro polifunzionale di emergenza di Legnano si convoca il personale e si raccolgono i mezzi per l’allestimento della tendopoli. Bisogna pensare subito a tutto: assistenza sanitaria, ripristino dei servizi di acqua, luce, gas e telecomunicazioni. I mezzi della colonna regionale di soccorso appartengono al Servizio Sanitario Urgenza Emergenzam118 di Milano, Anpas Lombardia, Associazione Nazionale Alpini, Gruppo Volontari Protezione civile del Parco Ticino, Gruppo Volontari di Protezione civile di AEM/A2A, Federazione Italiana Ricetrasmissioni Citizen’s Band Lombardia, Comune di Milano. All’Ospedale Niguarda di Milano è pronta a partire la colonna mobile sanitaria di Areu, con 30 persone e 3 strutture campali (due Pma, posti medici avanzati, di 1° livello e uno di 2° livello). Alle 22.15 del 7 aprile, meno di 20 ore dopo il sisma, i 4 tecnici regionali sono in Abruzzo e iniziano i sopralluoghi per stabilire dove allestire il campo. Martedì 7 aprile, nelle prime ore della sera è attivo il campo della Regione Lombardia a Monticchio, punto di riferimento per la popolazione residente nelle frazioni orientali di L’Aquila. Cento tende per la popolazione e trenta per i soccorritori, due cucine da campo, un Pma di 1° livello e uno di 2° livello con 30 operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici), più un secondo Pma di 1° livello è a disposizione per aree esterne al campo.

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rsaf Lombardia, invece, ha donato 100 fioriere per abbellire le aree di svago per la popolazione nei campi.E sono state allestite anche le strutture per le votazioni europee e amministrative dei giorni scorsi. Ma non solo. Nei campi, per le persone colpite dal terremoto e per i nostri volontari, l’obiettivo comune è intraprendere la strada della normalizzazione. Anche per questo senso è stata organizzata una giornata dedicata allo sport che ha coinvolto una ventina di ragazzi dei campi di Monticchio 1 e 2 e di quello di Paganica. La provincia di Brescia, poi, grazie a un accordo raggiunto con il centro velico del lago d’Iseo, ha organizzato una gita per 35 ragazzi dei campi di Monticchio e Onna tra il 7 e il 13 giugno. Una iniziativa che Regione Lombardia vuole replicare e per le quali sta reperendo le disponibilità di altre strutture pubbliche e private. Continua anche l’assistenza sanitaria grazie agli ospedali riuniti di Bergamo e al Gruppo d’intervento medico chirurgico dell’Associazione nazionale Alpini e quella psicologica garantito dalle associazioni di volontariato. Anche i nostri tecnici sono al lavoro per verificare l’agibilità degli edifici: fino adesso hanno controllato 6000 immobili e si pensa di con-



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cludere le operazioni per metà giugno. Intanto si stanno ultimando i progetti per realizzare una scuola elementare prefabbricata nell’area adiacente a Monticchio 1, donata da alcuni imprenditori lombardi, oltre a un asilo nido grazie all’intervento della fondazione Comunità mantovana Onlus. A breve ci sarà anche un ambulatorio medico di base ospitato in una struttura prefabbricata donata da Archlegno. Regione Lombardia ha reperito i fondi per la costruzione di una residenza universitaria che ospiterà 120 studenti grazie all’accordo di programma sottoscritto insieme alla regione Abruzzo, e al Ministero dello Sviluppo economico. Infine, tramite la nostra struttura di polizia locale ha organizzato un corso di educazione stradale rivolto ai giovani residenti dei campi di accoglienza. Insomma,e non si ferma il lavoro di formazione dei volontari lombardi per aiutare in modo efficace ed efficiente gli abruzzesi.

Stefano Maullu Assessore alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia locale Regione Lombardia

L’Assessore Maullu (al centro) durante un sopralluogo a Monticchio 2


SCUOLA PRIMA E SCUOLA DOPO La mia scuola era sicura, o almeno così ce l’hanno sempre descritta. La mia scuola è crollata, ma d’altronde è soltanto l’edificio a non esserci più. La scuola esiste ancora, fin quando viene data la possibilità al suo elemento costituente (alunni e insegnanti) di riunirsi per ripristinare il suo significato più autentico. Paradossalmente la scuola ora è più in piedi di prima, perché è tornata a essere liberazione dai pensieri e priva delle sue autentiche burocrazie. S.M. Scuola media superiore Campo Monticchio 2

Assunta Marucci, la prof che guarda oltre la tragedia del sisma

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2 mesi da quel terribile 6 aprile 2009, il giorno in cui tutto è cambiato per un’intera città. Da allora poco o nulla si è mosso, almeno nella concretezza delle situazioni. Gli animi invece sono profondamente scossi, segnati in modo indelebile da quello che è successo, ma molto di più da quello che sarà del futuro della nostra città e di tutti coloro che la hanno animata e vogliono continuare a farlo. È il caso di Assunta Marucci, una donna di Monticchio che ha avuto la casa distrutta dal terremoto, e la vita salva per miracolo. Le ho parlato e mi ha colpito ritrovarmi nei suoi pensieri. Pensieri di una donna che ha perso i suoi ONO PASSATI ORMAI

Vuoi raccontare la vita nel campo dal tuo punto di vista? Tendopolis ha bisogno delle storie e delle immagini di chi vive la realtà dei campi della Regione Lombardia. Vieni all’Info point di Monticchio1 o scrivi a

tendopolis@gmail.com

spazi, le sue riservatezze, quei punti di riferimento che da sempre l’hanno accompagnata. Sarebbe facile piangersi addosso, e lasciarsi andare a quella solitudine che spesso le disavventure della vita ti portano a cercare, e in questo caso a maggior ragione, ma Assunta ha reagito, ha guardato le persone accanto a sé, ha guardato quei ragazzi di cui si occupa da sempre e ha voluto fare qualcosa per loro, ma anche per se stessa. Ha deciso di riorganizzare, insieme a Domenico Nardecchia, docente di storia e filosofia e abitante di Monticchio, quella che è stata da sempre la loro passione ed attività: l’insegnamento.

I ragazzi avevano bisogno di ritrovare la giusta e dovuta quotidianità. Tenere la mente sgombera da quella pigrizia e da quel torpore che li minaccia ogni attimo di ogni giornata. È il pericolo che corriamo tutti, nessuno escluso, ma loro, i ragazzi, hanno forse ancor più bisogno di schivarlo, in modo da trasmettere a noi la fiducia che ci manca. Certo non è affatto facile, il percorso è sicuramente in salita ma si deve ricominciare e questo mi sembra un ottimo punto di partenza. Persone come Assunta non possono far altro che dare speranza, ai monticchiesi ma anche ai volontari, perché nonostante le considerevoli e non felici vicissitudini che l’hanno segnata ha trovato o almeno sta cercando di trovare la forza di fronteggiare la situazione. Sono orgogliosa di dire che non è sola e che facciamo tutti il tifo per lei e per coloro che vogliono prenderla a esempio. Angela Archelao Volontaria A.n.a.

Monticchio alle urne

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l 6 e 7 giugno si è votato al campo Monticchio 1, sede dei seggi elettorali di Monticchio. Su 744 aventi diritto hanno votato in 246, pari a circa il 33%. L’affluenza poteva forse essere più alta, ma la partecipazione del campo alla vita del Paese e dell’Europa è stata un segnale di graduale ritorno alla normalità Giacomo Muci

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Norme igienico-sanitarie per la salute e la sicurezza

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’ERA UNA VOLTA il dottor Ignac Fulop Semmelweis, un simpatico gentiluomo ungherese che la storia della medicina ci ha consegnato come “Il Salvatore delle Madri”. Nel 1847, più di 150 anni fa, Semmelweis scoprì perché molte donne morivano in sala parto. Il motivo era stupido: venivano assistite da medici che dimenticavano una regola base: lavarsi le mani. Per i dottori Luca Beatini e Giuseppe Pulvirenti, di stanza al Campo Monticchio 1, lavarsi le mani è la prima fra le norme igienicosanitarie, «specie se si usa una mensa comune e se i bagni a disposizione sono pochi rispetto al numero degli ospiti del campo», sottolinea il dottor Beatini. Per evitare nausea, vomito o diarrea è infatti importante lavarsi le mani diverse volte al giorno. Sotto le tende si muore dal caldo, all’aria aperta il sole picchia: quali sono le principali avvertenze per combattere il caldo? Per il dottor Pulvirenti bisogna mangiare bene. «D’estate servono più vitamine e sali minerali, quindi consiglierei a tutti di mangiare molta frutta e verdure. Bere poi molta acqua: sottolineo acqua, non altre bibite. Detto questo, è importante regolare i carichi calorici: vanno commisurati rispetto all’attività

fisica giornaliera». E le cose assolutamente da non fare? «Portare il meno possibile i cibi in tenda. Ciò che viene trasportato deve essere consumato entro un giorno al massimo, altrimenti col caldo può guastarsi». Le categorie più a rischio sono bambini e anziani. «Ci vuole una maggiore attenzione da parte di tutti, e dico tutti, alla pulizia dei bambini – prosegue il dott. Beatini -. Un piccolo sforzo e ogni pericolo verrà scongiurato. Agli anziani invece do un consiglio: non conservate troppo a lungo i generi alimentari». Per non lasciare nulla d’intentato il servizio medico del campo ha predisposto diverse iniziative utili alla prevenzione. «Abbiamo affisso dei promemoria Anpas in diversi punti del campo – conclude Pulvirenti -. Spiegano la modalità corretta per la pulizia delle mani. Sappiamo che le persone la conoscono, ma il manifesto può aiutare le persone con la testa fra le nuvole. Inoltre con un simpatico gioco a premi abbiamo distribuito agli ospiti sapone, dentifrici, spazzolini e collutori«. Monticchio 1 è un campo pulito, ma i medici lo vogliono splendente di luce propria: aiutiamoli! Paolo Rosato

LA REDAZIONE Tendopolis è un supplemento di mag|zine, mag|zine quotidiano online della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. via Sant’Agnese 2 20123 - Milano tel. 02 72342802 fax 02 72342881 Progetto realizzato da: Regione Lombardia, Scuola Superiore di Protezione Civile- Iref, Almed.

Hanno lavorato a questo numero: Stefano Maullu, Marco Lombardi, Matteo Scanni, Ornella Sinigaglia, Paolo Rosato, Floriana Liuni, Giacomo Muci, Angela Archelao, S. M. (Scuola media superiore, Campo Monticchio 2), Domenico Nardecchia. Tendopolis è distribuito nei campi di: Monticchio 1, Monticchio 2, Rocca di Mezzo, Paganica 5.

Per collaborare: tendopolis@gmail.com

NUMERI E INFORMAZIONI UTILI Per appuntamenti medici e la Guardia Medica (Dr. Pulsoni, Monticchio 1 dalle ore 20 alle 8): 0862 67625 Per info su agibilità: www.comune.laquila.it., oppure contattare il Comune ai numeri 0862 751152 o 0862 6451(centralino) Per info su allacci gas, la Linea Amica risponde ai numeri 06 828885 (sabato, domenica e festivi), 803001 (numero verde attivo da lunedi a venerdi solo da telefono fisso), 06 828881 (da lunedi a venerdi sia da fisso che da cellulare). Per le attività dei bambini la referente è Francesca Giordano: 338 1456606

I NUOVI CAPI MISSIONE

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DOMENICO DE VITA

DARIO BESOLA

Laureato in architettura. Come disaster manager del Dipartimento della Protezione civile e responsabile della Sala operativa e della Colonna mobile di protezione civile di Regione Lombardia ha coordinato numerose emergenze nazionali e internazionali.

Geometra. Funzionario della Protezione civile di Regione Lombardia dal 1998, ha partecipato a tutte le missioni di protezione civile . E’ uno dei 60 funzionari italiani formati dal Dipartimento della Protezione Civile per le missioni internazionali in supporto alle attività ONU/UNHCR.

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Quindicinale prodotto dalla Scuola di giornalismo dell'Università del Sacro Cuore di Milano e distribuito nelle tendopoli abruzzesi di Monti...

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