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ESIGN MEBEL

di Monica Zani

Il design entra in cucina Pentole, utensili, oggettistica dedicata all’arte culinaria godono di una particolare attenzione da parte del mondo dei designer Il disegno industriale (dall'inglese industrial design) è il processo di progettazione tecnica ed estetica di prodotti di serie, cioè realizzati attraverso la produzione industriale. Le parole italiane più vicine al termine inglese non ne rendono tutte le sfumature semantiche: 'disegno' rimanda solo all’aspetto artistico e descrittivo, mentre 'progetto' solo a quello tecnico. Perciò anche in italiano si usa la parola inglese 'design', che racchiude sia gli aspetti estetici, sia quelli tecnici della progettazione industriale. Spesso il termine design viene utilizzato scorrettamente per definire solo l'estetica di un prodotto. Design, invece, ha un significato molto più ampio e tecnico: comprende anche il rapporto tra il prodotto e il suo utilizzatore e l'intero studio del suo processo costruttivo, l'intero progetto di un prodotto, compreso il suo ciclo di vita. Il design è il risultato dell'analisi di tutte le caratteristiche progettuali che definiscono il prodotto stesso. Il design di un oggetto racchiude in sè un elevato insieme di studi come l'ergonomia, l'usabilità, la pre-produzione, l'impatto ambientale, la dismissione, i costi, la scelta dei materiali e delle loro proprietà, dei rivestimenti, le proprietà meccaniche e strutturali, le proprietà tecniche, termiche, ottiche, fino alla personalità estetica. Nel realizzare il design di un prodotto si risolvono gli eventuali problemi di produzione e si cerca di migliorare ergonomia e usabilità da parte degli utenti-consumatori. Si 36


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studia la forma dell'oggetto, in relazione sia alla sua funzione, sia ad altri aspetti legati al mercato di massa: per esempio trasporto, imballaggio e sostenibilità ambientale. Infine, si tengono in considerazione gli aspetti della comunicazione e del marketing. Il lavoro del designer va dalla fase di ideazione di un oggetto (concept), a quella finale di produzione, passando per tutti gli stadi intermedi: progettazione, sviluppo e ingegnerizzazione. I designer possiedono anche conoscenze teoriche e tecniche su comunicazione visiva, multimedialità e interattività: competenze necessarie per progettare le interfacce di prodotti e servizi.

Marco Maggioni

“Esiste una materia prima che non si esaurirà mai: l’immaginazione. Immaginare i prodotti di domani, anticipando le aspettative di un mondo in continua evoluzione, è la sfida che stimola la mia curiosità e creatività verso tutti quei percorsi non ancora tracciati, dove ogni progetto è un vero e proprio viaggio nel futuro delle idee. Il mio lavoro di designer parte sempre dalle suggestioni che mi vengono dal mondo naturale, mi piace progettare cercando di astrarre in un oggetto le sollecitazioni che le caratteristiche for-

Abbiamo posto alcune domande all'architetto Marco Maggioni, designer dell'azienda Mebel, unione di professionalità e creatività tutte italiane, che ha già ottenuto importanti riconscimenti: la presenza di Small Entities al M.O.M.A. di New York e la selezione tra le TOP 75, le aziende finaliste al 'Grandesign International Award 2008'.

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mali e cromatiche, di ciò che vedo a 360° nel paesaggio circostante, provocano in me. Le cose, la natura, il mondo non bisogna solo guardarli, è necessario, invece, imparare a vederli: a leggerne cioè l’anima. La sottile linea di confine che separa l’immaginario e il fantastico dal reale è e sarà il mio orizzonte creativo, dove gli oggetti sono pensati per stabilire una residenza emotiva nel fruitore: utilizzandoli o semplicemente contemplandoli. Questa è l’empatia del progetto”. M. M.


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ESIGN MEBEL

Il popolo del design ama anche cucinare. Da un po' di tempo, pentole, utensili, oggettistica dedicati all'arte culinaria godono di una particolare attenzione da parte dei designer. Attenzione dedicata soprattutto ai materiali o anche alla forma? Perchè questa 'nuova' tendenza'? A livello personale, come designer, ma ancor prima come sperimentatore di gusti e sapori, ho da sempre riconosciuto nella relazione con il cibo, la terra, le tradizioni, e la cultura ad essi legata, un'inesauribile fonte di stimoli sensoriali. Ecco allora che il gusto, la vista, il tatto, l’olfatto si fondono in esperienze sinestetiche che alimentano la mia curiosità e conseguente creatività. La cucina in generale, la preparazione, la condivisione del cibo, rappresentano uno straordinario territorio di conoscenza, dove si intrecciano aspetti estetici atti a valorizzarne la presentazione, forme e materiali contribuiscono ad esaltarne la degustazione; il design diventa affascinante progetto di tutte queste relazioni.

Secondo lei, il design è un valore aggiunto che incrementa le vendite? Perchè? Il design è anzitutto comprensione in chiave ideativa e creativa nell’osservazione del mondo che ci circonda, è una continua ricerca di miglioramenti evolutivi nella relazione uomo-oggetto, uomo-uomo, uomo-ambiente. Attraverso la conoscenza e la tecnologia possiamo esplorare nuove soluzioni nella relazione con gli oggetti. Personalmente, cerco di creare non styling fine a se stesso, ma 'residenze emotive' che rendano esperienziale l’accesso alle forme che disegno. Il design in questo caso diventa valore intrinseco, non aggiunto.. Può sinteticamente spiegare le fasi che portano alla realizzazione di un nuovo oggetto per la cucina? Non sempre si parte da un brief ben preciso, spesso sì, ma per mia esperienza posso dire che certe soluzioni originali nascono da una

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Nello studio di un nuovo prodotto, è compreso anche il packaging? Quali caratteristiche deve avere per essere 'accattivante'? Spesso, per i prodotti destinati alla grande distribuzione, il packaging è ridotto e a volte inesistente. Spesso si impiegano soluzioni atte a rendere particolarmente visibile il prodotto ‘a nudo’, corredato perlopiù di etichette adesive minimali: questo per esigenze di contenere i costi, rispettare necessità di ottimizzazione nel trasporto, impilaggio a scaffale, ecc. In altri casi, lo studio del packaging diventa progetto integrale per il successo di un prodotto, ne amplifica la comunicazione, rende prezioso il contenuto, ne valorizza l’uso, genera un’aura di desiderio. Anche in questo caso un design consapevole del packaging, attraverso l’uso intelligente dei materiali e delle qualità espressive,

buona dose di autonomia visionaria e ideativa che, ben comprendendo gli aspetti tecnologici, produttivi, di mercato, propongano nuove idee 'accessibili'. Così è stato per la famosa Linea Florì (collezione di casalinghi in plastica) che ho disegnato per GiòStyle nel 1995 e per la nuovissima linea in melammina Small Entities creata per Mebel. Visione, poetica e know-how.

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può determinare la scelta decisiva di un prodotto rispetto ad un altro. Small Entities di Mebel è una costellazione di forme dal design originale, che accarezzano i sensi con un’onda di luce e colore, silhouettes emozionali che evocano un mondo botanico parallelo. L’uso del colore abbinato al bianco assoluto, la tecnologia di realizzazione, la purezza del linguaggio estetico, evidenziano la plasticità elegante e futuribile delle forme stesse. Ogni singola Entity è caratterizzata da uno specifico segno che ne suggerisce l’uso, sono oggetti per la tavola e la casa, il bar, l’hotel, laddove si desideri porre un accento di originalità. Ogni pezzo è realizzato in purissima melammina con un innovativo processo di produzione bicolore dalla finitura ad effetto vetrificato.

Small Entities, tableware collection  

Marco Maggioni interview by Monica Zani

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