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SOMMARIO – Un viaggio fra le emozioni: Festival – La Scimmia, la demo – CANTA, SCRIVI, SUONA: – Interview: RANDOM – La città dei Balocchi

– MEIDIN-Italy – Interview: WOOD'S LAMP

– SPECIAL – DONNA di Enrica Prato


FESTIVAL di Guido Oliva

Prima di iniziare, aprite questo link, rilassatevi ed iniziate a leggere. https://www.youtube.com/watch?v=WEEKefdcT6U AD ALTO VOLUME

L

a macchina (stranamente) scivolava lungo la strada, le lucine

accese sul cruscotto ed il buio delle due di notte dopo un' incontro con una donna fantastica. Dovevo tenere il volante in mano per una ventina di minuti almeno, la musica mi inonda le orecchie. Canzone dopo canzone, genere dopo genere, ascoltavo solo note e parole, brividi e meraviglia; quella meraviglia che manca, quelle note che esistono, sudate, come un altro mattone sopra il muro. Ci manca la meraviglia, ci manca la bellezza della scoperta non solo di quel che si vede e si sente, ma della fatica che si vede dietro, della passione che traspira anche da un semplice disco, ed inizi a vivere in quello studio, inizi a vedere le loro vite: il cantante che cerca di rimediare al suo mal di gola con una birra in più, il chitarrista che impreca per quel suono che non riesce a ritrovare o perchè ha sfondato il jack quando la chitarra è rovinosamente crollata al suolo, il fonico che sente fumare il cervello e non sente più le orecchie, e tutti sognano, immaginano come poter ridare quel brivido primordiale a chi ascolterà il pezzo. Come potrà mai rivivere l' ondeggiare di quel treno che correva veloce fra foreste e mare, fra roccia e cielo, sull' acciaio stridente ed attraverso l' aria fischiante; d' improvviso mille pensieri e nessun problema: solo meraviglia e stupore come quando a 20 anni rivivi un giorno come se ne avessi 10, come se a 20 anni vivessi ogni giorno come se ne avessi dieci e poi, d' un tratto, te ne ritrovi 30 sul groppone, come se chi sta


leggendo questo articolo stesse veramente riuscendo a capire quel che dico, come se chi sta leggendo questo magazine, stesse leggendo veramente questo articolo, come il sole attraverso le tele sulla tana di una tarantola, come migliaia di fiori che ti mordono il dito quando vai per coglierli. Come la Meraviglia, quella che ci manca, quella per cui un' intero paese potrebbe tornare a vivere.

Una cantina con i rami di tabacco ancora incastrati lì nel soffito dai tempi dei nostri trisavoli, quella pietra porosa e friabile che scende sulle teste e scortica le mani, quel piccolo scorpione che lotta contro cinque esseri ben più grandi e potenti di lui, con il veleno nel cervello, più che nel pungiglione. Il sudore e la voglia di creare. Possiamo dire che ci siamo, ce l' abbiamo praticamente fatta, e qui torna la meraviglia, qui torna il sudore e la voglia di cambiare. Stupitevi se ci siete dentro, stupitevi se ci suonerete, stupitevi se ci scriverete dentro e se ne scriverete fuori, stupitevi se la volete imprimere su una pellicola piuttosto che s'un foglio od una tela, stupitevi se leggerete, guarderete o ascolterete quel che quattro mura son capaci di dare. La Casa degli Artisti esiste, è ancora breve l' attesa. Non caircherò foto, verrete a vederla, ne conoscerete la storia, e ne apprezzerete l' odore e suonerete e parlerete. Viaggiate intorno a casa vostra per conoscere la bellezza, viaggiate attorno a casa vostra per conoscere quel che avete dentro e che neanche voi siete mai stati capaci di scoprire, viaggiate attorno a casa vostra perchè non lo sapete ma avete già tutto l' essenziale, viaggiate attorno a casa vostra perchè, se vi allontanate e basta, vi manca il terreno su cui piantare ogni passo, viaggiate attorno a casa vostra perchè costa meno e perchè, quando avrete fame, bastan pochi passi per trovare il ristorante migliore della terra. Viaggiate attorno a casa vostra perchè quando poi partirete sarete già sazi e vedrete quel che vi circonda non come manna ma come ciò che è.

15 secondi con gli occhi chiusi, non vi guarderà nessuno, fatelo.


Ascoltate i suoni che la vita vi offre, sappiate quando mettere quelle cuffie che vi isolano dal mondo e quando farsi investire da quei suoni bastardi, sappiate quando fare un passo avanti e quando farne uno indietro, ballate come un valzer ogni battuta della vostra vita, sappiate quando cercare l' acidità e quando sfogarvi con la dolcezza, sappiate correre al ritmo di quel tamburo, sappiate scoppiare in lacrime quando è il momento, sappiate urlare quando scoppiate dentro. E muovetevi, giratevi, non vi fermate, stancate gli occhi, martoriate di strada le vostre gambe, non abbiate pietà di voi stessi, sfruttatevi ogni secondo in cui siete a vostra disposizione, lasciate che sia la vita stessa a farvi esplodere il cervello, muovete quelle mani. Non avete bisogno di nessuno. Non siete secondi a nessuno. E siete inutili come tutti, siate vivi e lasciatevi vivere, siate nuovi ogni giorno ma non abbiate paura di sembrar vecchi, mostrate la vostra età, i vostri difetti e le vostre paure, perchè non c'è forza più grande e potente della verità. Mostrate che siete il contrario di quel che pensano possiate essere, sappiate che ogni cosa giusta è giusta anche al contrario, inginocchiatevi e saltate, pregate e bestemmiate, imprecate ed adorate, ogni secondo, ogni scaglia di vita che si conficca nelle mani, nei piedi, nelle ginocchia, come ceci dietro una lavagna, come vetri nella pelle.

Ascoltate, ora perchè spesso le parole son troppo poche per raccontare quel che ognuno di noi ha dentro.


LA SCIMMIA, LA DEMO di Guido Oliva

La Scimmia, li avevamo scoperti nello scorso numero di Magflab (#1, Febbraio), oggi esce il loro primo lavoro in studio, la loro prima demo con quattro brani pronti a mandarvi fuori di testa.

I classici suoni del rock sono pronti a fondersi irrimediabilmente con il jazz, il funky e il reggae fino ad arrivare all' elettronica. In principio fu “Elegant Man”, dove ci accoglie una tastiera ansiosissima (Andrea Gerardi) e ci porta in giro per il brano in cui il jazz della chitarra (Emanuele Perrone) e della batteria (Giacomo Greco) si abbraccia (come fanno due pugili prima di ricominciare a menarsi) con il basso aggressivo e la voce irriverente (Giacomo Giancane); continuando con il nostro viaggio attraverso il loro mondo tanto primordiale quanto evoluto ci si imbatte in “la X” dal tono ancor più provocatorio ed aggressivo, sembra il brano rivale del successivo “Neanderthal”, che ci propone sensazioni simili presentate in maniera molto diversa, a dimostrazione della versatilità del gruppo, passando dal rock aggressivo de “la X” al progressive, psichedelico ed ansioso suono di “Neanderthal”.

E la cosa più assurda? Nonostante il “blob” che vanno a creare, i loro ritornelli, il loro


suono, rimangono in testa come un disco incantato. Il coraggio di sperimentare senza quello snobbismo del “doversi allontanare dal popâ€?. Sono solo 4 tracce, ma stanno giĂ  lavorando ad altre canzoni che prenderanno forma in un, speriamo prossimo album.

Nel frattempo, aspettiamo la release ufficiale: ce li godremo in un live acustico ne La Casa degli Artisti il prossimo mese e li vedremo il 10 maggio al Parco Gondar.


CANTA SCRIVI SUONA

Interview: RANDOM "UN CAFFE' PER QUATTRO" di Enrico Marangio

Una sala prove fai da te, dei divani improvvisati e una macchinetta del caffè molto economica sono stati gli elementi fondamentali per la buona riuscita di questa intervista. Questo mese abbiamo incontrato un gruppo della provincia di Lecce, i Random. Quattro giovani della provincia di Lecce amanti del folk, del rock, e del caffè di pessima qualità. Dopo una breve presentazione i ragazzi si sentono subito a loro agio e ci fanno sentire qualche loro cover (che spero prossimamente troverete sulla pagina FB di Flab Music), non c’è dubbio, bravi, una band come questa non la si vedeva da anni, soprattutto su Lecce, sonorità semplici, una voce che trasmette e coinvolge il pubblico pagante, il tutto messo insieme dalla simpatia di questi ragazzi. Con i Random non ci si annoia mai, sia sul palco che in studio, sia in un pub sia nella miglior sala prove fai da te della città. Ragazzi svegli, vivaci, la forza del loro gruppo sta nell’amicizia che li lega da parecchi anni, nata tra i banchi di scuola e consolidata attraverso cover band improvvisate. La formazione attuale è assai recente poiché solo dopo un periodo di stallo, causato dalla mancanza del batterista, son riusciti a riprendersi e a sconvolgere il panorama cittadino. Non amano ritrovarsi in un solo genere musicale, abbracciano (come il sottoscritto) un po’ di tutto, eclettici nella forma e raffinati nella composizione, i Random signori miei sono un gruppo da tenere sotto controllo, questi ragazzi faranno strada, noi di Flab Music ne siamo più che sicuri.


Anche loro, come tanti, stanno lavorando a degli inediti, forse la forma più gratificante e difficile per esprimere quello che veramente sentono e vogliono farci sentire, speriamo di poter sentire presto un loro lavoro. Sognano un disco o comunque, una bella carriera nell’ambito musicale, noi della Flab crediamo veramente che un giorno questi ragazzi faranno il cosiddetto “botto” perché se ci fosse a Lecce un insieme di band o progetti legati all’ambito musicale destinati al successo, loro farebbero sicuramente parte di questo insieme. Sonorità semplici e pulite legate a un’armonia rockeggiante e una voce graffiante e Cherubina fanno dei Random uno dei gruppi più interessanti nel contesto cittadino.

Random signori, non giudicano il tuo caffè ma amano la tua compagnia e il fatto che tu li conosca di persona é solamente un dettaglio.


LA CITTA' DEI BALOCCHI di Enrico Marangio breve viaggio per le vie di Praga

In questo mese mi son ritrovato catapultato in una realtà completamente diversa da quella nella quale sono cresciuto, dopo un viaggio che neanche le valige nel volo Roma Kingston fanno, 26 ore di bus, sono arrivato a Praga. Non vi parlerò dei monumenti, della storia ecc. per questo esiste Wikipedia, vi parlerò delle persone e dell’aria che si respira in questa Babilonia dell’ Est. A prima vista può sembrare un Paese molto povero la Repubblica Ceca, perché lo è, ma una persona arrivata in aereo direttamente a Praga questa cosa non la direbbe mai poiché la differenza appare assai evidente mettendo a confronto la vita povera e semplice della campagna con lo sfarzo della capitale. La repubblica ceca è abitata da 10 milioni di persone, di questi 10 milioni circa 1 milione vivono nella sola Praga, questo ci fa capire che è una città in continuo movimento, passeranno parecchi anni prima che la sua espansione cessi. Perché l’ho chiamata il paese dei balocchi? Per rispondere a questa domanda esaminerò solo tre punti, tre punti fondamentali per la vita a Praga: il primo è la maschera che assume Praga dalle 8 di mattina fino alle 8 di sera, città bellissima, piena di turisti e di ragazze bellissime, una vera città dell’est, danneggiata solo da un cosa secondo me, la presenza di molte società e aziende estranee al territorio, la città di mattina non brilla per i negozi caratteristici ma per i monumenti ormai dati in pasto ai turisti, è difficile trovare un negozio con delle cose autoctone, non c’è niente da fare, Praga è la porta dell’Est e la globalizzazione ha rovinato tutto anche qui. Il secondo punto comprende il cosiddetto “sballo”, con la depenalizzazione di molti tipi di droghe, con i “controlli” messi in atto dalla polizia locale, l’italiano medio o comunque il classico giovane amante dello sballo visita Praga con un’aria assente e compiaciuta, si ferma ogni tanto per una birretta (0.5


l a sole 40 corone, meno di 2€) e compra molto tranquillamente per strada la sua dose momentanea, non sono un puritano per carità, scagli la prima pietra chi è senza peccato dicevano, io non scaglio nessuna pietra, io sono del parere che il divertimento come ogni altra cosa deve essere tenuto sotto controllo, solo questo. La vita notturna è animata da vari night e da pub nascosti tra le vie più antiche della città, le donne facili e le risse all’irlandese non mancano di certo, per questi turisti alternativi esistono vari servizi, uno dei tanti è l’orario “continuato” dei bus e della metro che si ferma solo dalle 24 alle 4 di mattina, che può essere sostituito da un servizio taxi più o meno legale, con una spesa pari a circa 4€. Il terzo e ultimo punto prende in considerazione il Praghese medio. Scorbutici e poco disponibili, tentano sempre di fregarti, se c’è un modo per farlo, loro lo applicano con una destrezza figlia dell’esperienza di molti anni. Per un ragazzo del Sud come me è traumatico vedere queste persone assai fredde, sia nel cuor che nei modi di fare, dov’è finita la vitalità delle persone? Che fine ha fatto il piacere di stare insieme?

Praga è bella, ci tornerò sicuramente, ma se posso darvi un consiglio, non perdete troppo tempo nella città dei balocchi, potreste non fare più ritorno.


MEIDIN-Italy

Interview: WOOD'S LAMP di Jacopoz Torre Chitarre acustiche, luci a infrarossi, piercing e barbe. Sono Samuel Mello e Davide Maniglio, in arte i Wood’s Lamp. Ovvero, la musica sotto una luce diversa Pronti? Pronti! Riprendiamo da dove abbiamo lasciato/iniziato? Certamente Ottimo. Dunque, parliamo un po' di questo progetto. Cos'è Wood's Lamp? Questo progetto nasce semplicemente da un nostro bisogno di esprimerci attraverso la musica. Dopo aver avuto esperienze insieme in altri progetti, abbiamo trovato molte affinità che hanno stimolato questa sorta di convivenza musicale, facilitandola. Cos'è Wood's Lamp? Il nome deriva in realtà dalla Lampada di Wood che è la luce nera (e non significa "Le lampade di legno" come hanno pensato in tanti), volevamo infatti "giocare" sul paradosso di una luce appunto nera e che anche non illuminando portasse alla luce aspetti di noi che nessuno aveva mai visto. Inoltre cercavamo qualcosa che richiamasse il nostro "essere acustici" e cosa meglio del legno? Wood's Lamp quindi è un bel gioco di parole.

Non una musica ricercata e fine a mostrare aspetti più "commerciali".


Possiamo parlare di musica spontanea quindi? Venendo, questo progetto, appena dopo un altro sempre in acustico, si era già sviluppata la voglia di fare musica inedita e ci siamo subito trovati d'accordo sul fatto di rimanere in chiave acustica, senza escludere in futuro la possibilità di includere altri strumenti. E poi, conoscendoci da molti anni, ed essendo prima di tutto amici, è ovvio che molte dinamiche che di solito ci sono in un gruppo (anche se siamo solo in due) siano velocizzate e quindi ne viene fuori un prodotto più che spontaneo! Questa della spontaneità è sicuramente una delle caratteristiche più importanti, assieme alla creatività, per fare buona musica. Eppure, riuscite a inserire in questo contesto delle cover di canzoni più o meno conosciute. Come? Beh, sostanzialmente amiamo molto questi gruppi e le poche volte che ci serve un input o uno spunto sono quelli i nostri (a volte molto chiari) riferimenti. E poi diciamo che oltre al diletto personale per ovvi motivi lavorativi, abbiamo anche un repertorio di cover che più si possa avvicinare ai nostri genere e stile. Torniamo dunque al discorso del genere. Mi hai già parlato dell'esperienza (e quindi della scelta) di suonare in acustica. Ora mi chiedo, cosa vuol dire per voi "indie"? Come da definizione è appunto un modo indipendente di fare musica e anche se non ci piace troppo questa parola, è un modo di essere alternativi. Ecco, a noi non piace definirci "alternativi", il nostro obiettivo piuttosto, è seguire la corrente indie che tanto incalza nelle orecchie e negli mp3 di tutti gli italiani, e non solo, e cercare comunque di essere sulla cresta dell'onda. Quindi possiamo dire che cerchiamo, nel miglior modo, di stare al passo con i tempi e di fare qualcosa che prima di tutto piaccia a noi ma che possa piacere anche a chi la ascolta, altrimenti non avrebbe senso. Poi diciamo che oltre a questo, come dicevamo prima, ci rifacciamo a gruppi che regnano sulla scena indie del momento e ci piace l'idea di essere diversi da loro pur condividendo lo stesso genere. Ecco, soffermiamoci un attimo sul panorama indie italiano. Nonostante gli sforzi di esponenti dell'indie italiano come gli


Afterhours, con il preogettone Hai Paura del Buio?, un buon 80% degli artisti de La Tempesta e de La Fame, la scena musicale italiana è ancora lontana dall’aprirsi all’indie. Ne è un esempio il ruolo di nicchia ricoperto dai Marta Sui Tubi nel Sanremo dell'anno scorso L'indie è dunque un genere lontano dalle masse (almeno qui in italia). Secondo voi per scelta o per definizione? Beh sappiamo bene che tutto ciò che si allontana dalla comune visione delle cose o dalle convenzioni non è mai ben visto e quindi qualcosa come l'indie non può che essere deleteria se ci riferiamo a un mondo che è proprio di Sanremo. Per quanto ci riguarda il motivo per cui l'indie non arriva come dovrebbe alle masse è perché è poco pubblicizzato dalle majors e dai grandi produttori che al giorno d'oggi spingono solo la musica leggera che va per la maggiore e che danno importanza all'immagine del cantante più che alla canzone in sé. Ma queste cose già si sanno…

A cosa state lavorando al momento? Ti anticipiamo che siamo in vista del nostro primo album, abbiamo quindi delle registrazioni imminenti, che fra l'altro è un'esperienza che non abbiamo ancora provato. In realtà preferiamo non rivelare niente, ti diciamo solo che questo primo disco sarà ovviamente in acustico. In futuro però guardiamo ad una formazione più ampia. In realtà abbiamo le idee molto chiare dato che è una cosa che pensiamo da tempo, ma come dicevamo prima l'anima dell'acustico è sorprendente e abbiamo deciso di iniziare così per poi evolverci in seguito.


Abbiamo finito, un'ultima domanda, più personale. Come cazzo fate ad avere quel barbone? Non so, usate sangue di bue o cosa? S- Mah, guarda in realtà io cerco di crescere una peluria adolescenziale che non è proprio un belvedere e Davide invece la cresce raramente ma lui è più grandicello, io sono piccolo. D- Io la cresco solo per pigrizia perché mi rincresce tagliarla!

https://www.facebook.com/wudslamp https://www.youtube.com/channel/UCXwCqoybTp2AcfSalY3KhLQ


Ora vi annunciamo una sezione che chiameremo "Special" per dare spazio alle vostre idee riguardo l' arte e la società. Non è uno spazio di propaganda politica, piuttosto un vuotatoio dove buttare ogni rabbia ed ogni emozione, ogni cosa che si possa definire arte viva.


SPECIAL

DONNA di Enrica Prato Da molti anni a questa parte ,come sappiamo, l’8 marzo è la ricorrenza della festa della donna . Festa in cui, per certi versi, si tende negli ultimi tempi ad allontanarsi dal vero e profondo significato della ricorrenza svalutando, di conseguenza, questa giornata. Questa società dove l’ostentazione e la volgarità regnano sovrane sminuisce l’importanza della donna e fa sì che diventi un semplice oggetto privo di significato. Basti pensare a tutte le showgirl o a tutte le ragazzine che svendono, nel vero senso della parola, il proprio corpo ai migliori offerenti senza pudore o dignità alcuna. In questo modo nelle generazioni contemporanee si innesca questa logica avvalorata anche da tutti i messaggi subliminali trasmessi da tv, alcuni giornal(ini) e quant’altro che hanno lo scopo di bombardarle per regalare loro false realtà. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, fortunatamente ci sono donne che portano alto il loro titolo e che si sono contraddistinte nel Paese e nel mondo non solo per le curve del corpo, ma soprattutto per le loro capacità e abilità. Quelle sono donne che si impegnano a preservare e custodire i nostri diritti che a volte vengono sottovalutati e per alcune possono sembrare anche banali. Non dimentichiamo però che a pochi passi da casa nostra ci sono territori in cui la figura della donna non viene assolutamente considerata o meglio la si ritiene uno sfogo personale, un gioco. Ciò che a noi può sembrare ordinario, ovvio per quelle donne è pura utopia. Inoltre la cultura, lo studio, l’informazione incidono molto sulla libertà di un popolo, è grazie a queste “armi” che si può e si dovrebbe risolvere la situazione. In conclusione ribadisco di non svalutare o sottovalutare ciò che ci è stato donato. Altre donne, prima di noi, sono morte per donarci il più importante dono che potessero farci: la libertà. Perciò non riduciamo le loro vite a semplici oggetti insignificanti, portiamo avanti le loro lotte, portiamo avanti sempre a testa alta il significato di Donna.


Magazine a cura di Flab Music Redattori: Jacopo Torre "Jacop.Oz" Enrico Marangio Guido Oliva "GO(!)" flabmusic.it@gmail.com www.facebook.com/flabmusic.it

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