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Non vogliamo RIEMPIRE righe, vogliamo sfogare emozioni, se un foglio non è scritto fino in fondo, non è perchè non ci sia abbastanza da dire, ma perchè ciò di cui scriviamo è così grande da occupar più spazio delle parole.


SOMMARIO

MAGFLAB, UNA PAGINA PER L' ARTE, QUELLA VIVA

CANTA SCRIVI SUONA: Presentazione della rubrica Interview: OLD RIVER FOLKS

UNA CASA PER GLI ARTISTI: il progetto di Flab Music

MEIDIN – ITALY

Presentazione della rubrica Interview: LA SCIMMIA

– PROPOSTE D'ASCOLTO


"MAGFLAB" UNA PAGINA PER L' ARTE, QUELLA VERA

M

agFlab è un magazine online fondato da Flab Music,

associazione culturale che vuole spingere l' arte e la musica come specchio della società. Quel che ci proponiamo di fare, è di rappresentare il mondo che ci circonda attraverso lo sguardo ed i pensieri di artisti che, non necessariamente, devono aver calcato grandi palchi. Ci avvicineremo a ciò che ancora, per buona parte di noi, deve nascere e che invece ci troviamo ogni giorno sotto gli occhi: il cantautore compagno di banco, il gruppo che si sta facendo il culo per registrare anche solo un brano, lo studente universitario che vuole dire la sua su come gira il mondo, ci sarà di tutto un po', nel nostro MagFlab. Non è un magazine chiuso, ma una piattaforma virtuale dove sfogare i propri pensieri, con un attimo di risalto ed attenzione in più. Parleremo in modo crudo di come tutto ci ruota attorno, passeremo dall' economia, alla politica, alla sociologia ed alla filosofia, utilizzando come mezzo di trasporto la musica, e l' arte in generale.

Sì, ma... chi sta scrivendo? Guido Oliva, cantautore che si è discostato dal cantautorato, conservandone la forma per cambiarne radicalmente il suono. "One man band", come tanti mi definiscono, in realtà ho scardinato tutte le conoscenze che un musicista dovrebbe avere e le ho rimescolate in modo assolutamente minimale. Studio Scienze Politiche e vivo sospeso fra due mondi, così diversi seppur così vicini: Bari e Lecce.


Bari è una città grande che non meraviglia certo per come è composta: pianta medioevale, costruzioni del periodo fascista (dunque molto squadrate seppur imponenti). Ma la gente è di una sincerità ed una semplicità disarmante, non si pongono freni quando hanno da dirti una cosa (bella o brutta che sia), nella città aleggia quel grottesco affascinante, che mi fa sorridere con i brividi lungo la schiena ogni volta che cammino per i vicoletti dentro le mura. Lecce è una città relativamente piccola e piena di vita (soprattutto notturna), mi meraviglia per la sua bellezza ogni giorno, anche dopo 18 anni che ci vivo, ho sperimentato la veridicità del detto "Leccese, falso cortese", non me ne vogliano i miei concittadini, ma chi ha la capacità di guardarsi attorno con occhio critico, s'accorgerà che in gran parte dei casi è così. In perenne movimento fra un mondo e l' altro inizio a capire come poter sfruttare ciò che conosco in uno per migliorare l' altro, tipo Robin Hood, che rubava ai ricchi per dare ai poveri! Nasce da qui il progetto Flab Music, un contenitore di idee ed esperienze che parte da Lecce per muoversi all' interno della nostra penisola. Usciremo e faremo entrare racconti, musica, fotografia, vernici utilizzate in ogni modo, ogni cosa che posso mostrare il mondo reale e quello fantastico nel cuore di ogni artista. Da qui un sogno, che presto diverrà realtà.

Guido Oliva


"CANTA, SCRIVI, SUONA" di Enrico Marangio

S

alve a tutti, sono Enrico Marangio e questo è il mio grande

momento, sono il cofondatore di Flab Music e di conseguenza uno degli autori di MAGFLAB, il primo magazine online incentrato sul mondo della musica emergente, suono da circa 5 anni, e da circa un paio ho trovato il modo per non dover seguire i canoni e gli schemi dei più grandi artisti. Ho iniziato a scrivere le mie canzoni per gioco ma con il passare del tempo ho maturato una strana consapevolezza: le mie canzoni crescevano insieme a me. Chi è uscito dagli schemi della musica imposta mi capirà sicuramente, scrivo per stare meglio con me stesso, per trasmettere qualcosa al mio “pubblico” (i miei 4 amici) ma senza imporre niente a nessuno, cerco di creare un legame tra i miei testi,la mia musica e la mia piccola platea. Ma veniamo al dunque, CANTA SCRIVI SUONA sarà la mia rubrica, tratterò principalmente il cantautorato italiano ed internazionale, andando a scovare sempre nuovi “navigatori” dell'oceano musicale mondiale, non è un compito facile, per questo chiedo il vostro aiuto, voi lettori sarete i miei occhi e le mie orecchie, vi prego di segnalarmi quanti più artisti emergenti e non che conoscete, o se avete voglia di qualcosa in particolare non esitate a chiedere, il confronto sarà la forza che muoverà la mia , la nostra rubrica, commentate, scrivetemi in privato o in qualsiasi modo voi vogliate interagire con me, mi troverete sempre disponibile.Volete promuovere i vostri capolavori? Non c'è niente che regge il confronto con la nostra radio online (ma questo è un segreto tra me e voi visto che è ancora in fase di allestimento) (ok forse gli altri autori me la faranno pagare per questa informazione ma chissene, la mia fame di musica supera di 10 volte la loro forza fisica).


“Branco di colpevoli cialtroni� per citare i Folkabbestia, aspetto con ansia i vostri lavori, inviateli a: flabmusic.it@gmail.com

Saluti! Enrico Marangio


INTERVIEW: OLD RIVER FOLKS Canta, Scrivi, Suona

O

«

ld River Folks è il nostro tributo al paese che ci ha fatto

conoscere, che ogni estate ci ospita e ci fa sentire a casa» così Davide, cantante e chitarrista, spiega il nome scelto per la sua, la loro band.

Tre ragazzi e una ragazza, questa è la formazione degli Old River Folks, band romana emergente, Davide, Alessandro, Martina e nuovamente Alessandro, forse per la prima volta nella mia vita un social network mi ha aiutato a conoscere una realtà assai distante dalla mia, mi ha fatto conoscere un nuovo genere e un nuovo sensazionale gruppo. Loro sono gli Old River Folks e questa è l'intervista che gentilmente mi hanno concesso.

Salve ragazzi, io sono Enrico e faccio parte di un progetto musicale chiamato Flab Music, ho ascoltato il vostro EP e son rimasto molto colpito, sia dalla musicalità sia dalla vostra capacità di mettere insieme più strumenti per creare un sound del tutto eccezionale. Iniziamo!


Nome e strumento:

D: mi chiamo Davide e sono sia la voce che il chitarrista del gruppo. Al: io sono Alessandro e suono sia il banjo che la chitarra A: mi chiamo anch'io Alessandro ma suono il basso. Ragazzi ma non manca qualcuno? Al: sì, manca Martina, Martina è la violoncellista e la tastierista del gruppo

Perfetto, andiamo avanti, a che età avete cominciato a suonare?

D: mi sono avvicinato al pianoforte alle medie e poi con gli anni ho cominciato a suonare la chitarra e il basso. Al: più o meno la stessa età A: sì, diciamo dalle medie, non c'è un periodo ben definito.

Questa è la prima, vera domanda. Come vi siete conosciuti?

D: in vacanza, ogni estate da quando siamo piccoli andiamo in un piccolo paesino dell'Abruzzo, Pescasseroli, è un piccolo paesino tagliato a metà da un fiume, il Sangro, da quel fiume nasce anche il nome del nostro gruppo, Old River Folks appunto.

Siete sempre stati un solo gruppo o c'era una formazione precedente?

Al: all'inizio eravamo Davide ed io, poi si è aggiunta Martina(mia cugina) e per concludere ci serviva un bassista, e abbiamo chiamato lui (Alessandro) A: vi ringrazio, vi ringrazio [...]


Quando è stata, e com'è stata la vostra prima prova tutti insieme?

A: abbiamo suonato per la prima volta tutti insieme nel settembre del 2012 ed è stata semplicemente un casino[...] D:[…] Al: sì, è stata un po’ un casino anche perché era la prima esperienza come band per tutti, tutti abbiamo suonato sempre da soli ma mai con qualcun altro

Come definireste il vostro genere?

D: sicuramente, siamo dentro il folk, folk rock con tratti medioevali A: tutto quello che ci piace lo mettiamo Al: poi lasciamo agli altri il compito di inserirci in una categoria specifica

Come nasce una vostra canzone?

D: credo di parlare a nome a scrivere delle bozze per successivamente durante le mancanti riarrangiandole o sul piano strumentale

di tutti quando dico che prima iniziamo la musica ed i testi individualmente prove cerchiamo di completare le parti semplicemente inserendo qualche nuova

A: quel tocco personale che non deve mai mancare

Parlatemi un po’ del vostro EP

D: si chiama “FLOWER OF SIGHS” , lo abbiamo registrato in due giorni e sinceramente non ci aspettavamo neanche di poter registrare in una vera sala di registrazione, quando si è presentata l’occasione l’abbiamo colta al volo


Al: penso che l’idea di fare un EP o comunque un disco sia nella mente di qualunque artista, noi abbiamo avuto l’occasione di registrare i nostri pezzi e iscriverci alla SIAE che non è cosa da poco per un gruppo emergente come noi A: nella vita ci vuole sempre un po’ di fortuna […] altrimenti non si va avanti, soprattutto nel mondo della musica.

Avete mai suonato di fronte a folle oceaniche o platee di dieci persone?

Al: a Pescasseroli la sera del nostro debutto abbiamo suonato davanti a circa 1000 persone A: ma non eravamo solo noi eh Al: no, era una serata per band emergenti e diciamo che il riscontro sul pubblico è stato forte D: il giorno dopo camminando per strada tutti ci facevano i complimenti, è una situazione abbastanza strana, poi qui a Roma abbiamo suonato in diversi locali, centri sociali, pub e associazioni culturali, e anche qui c’è stata una buona partecipazione da parte delle persone A: qui a Roma ogni posto va bene per suonare, non è una città che ti limita in alcun modo

Esponetemi la vostra opinione sul panorama musicale internazionale

D: in America, in Inghilterra, i banjo insieme alle chitarre rustiche son tornati, il panorama torna nuovamente a espandersi.

Che cosa significa per voi fare musica?


D: la musica è divertimento, se non ci divertissimo nel suonare sicuramente avremmo abbandonato il nostro “mestiere” parecchi anni fa Al: la musica è passione, è un mezzo di espressione importante, forse uno dei più forti, riesce a suscitare curiosità nell’ascoltatore e questo favorisce il confronto con il pubblico, e secondo noi è questa la vera forza motrice di una band

I primi artisti che vi vengono in mente e che hanno segnato la vostra crescita musicale personale

Al: Bob Dylan, forse è l’unico che ascolto fin da quando ero bambino e Fleet Foxes, sono un gruppo folk americano, mi sono avvicinato al folk anche grazie a loro D: Bob Dylan e Mumford & Sons, sono stati una ventata d’aria fresca, loro hanno ispirato tutto il nostro genere e stile musicale A: beh io non ascolto solo folk ma anche altri generi tipo Genesis e Pink Floyd

Avete delle muse, dei luoghi che vi suscitano particolari emozioni e conciliano la scrittura dei vostri brani?

D: principalmente il nostro paese in Abruzzo, abbiamo scritto anche una canzone seguendo una leggenda popolare, ed è presente anche nell’EP (The Ballad of Pesca and Seroli) Al: dietro un mio testo c’è sempre un processo di riflessione molto soggettiva, non mi confronto molto con il mondo esterno anche perché preferisco conferire un’impronta strettamente personale alle mie creazioni A: io non parlo anche perché ancora non ho scritto niente[…]

Adesso arriviamo alle domande più interessanti, sorprendetemi con i vostri sogni nel cassetto

D: se si dovesse presentare un’importante svolta nel nostro cammino


musicale di certo,

non esiterei nel prenderla

Al: tu pensa ad aprire il ristorante […] poi sì, penso che la svolta musicale sia un sogno comune a tutti

Parlatemi della vostra città

Al: Roma è una grande città, ha molti luoghi dove far conoscere la nostra arte, dove suonare o ascoltare un gruppo appena formato D: tralasciando tutte queste belle parole, forse c’è davvero un motivo se d’estate preferiamo isolarci in un paesino piuttosto che rimanere in una grande città come la nostra. A: lì ritroviamo la pace e la tranquillità e dopo tanti mesi stressanti, tra l’università e il lavoro, del meritato riposo è proprio quello che ci serve.

Vivendo in una grande città come Roma, una band come voi, riesce a mantenere quell’impronta innovativa ed originale anche se sempre in contatto con una molteplicità di generei e situazioni?

Al: assolutamente sì, credo che come noi ci siano parecchi altri ragazzi che la pensano in questo modo e questo ragionamento non faccia altro che salvaguardare l’originale dall’omologazione. A: grazie alla musica ognuno riesce a far venir fuori la sua vera personalità e questo, è o non è il vero scopo del produrre arte?

Concludiamo con la domanda attesa da tutti i lettori, siete disponibili per date ed eventi al di fuori di Roma?

Al: assolutamente sì D: dovremmo solo riuscire a far coincidere il tutto con l’università e il lavoro...


A: certo che sì, cerchiamo sempre nuove realtà con le quali rapportarci.

Vi posso assicurare che questi ragazzi, son davvero sorprendenti, non suonano le solite ballate, non seguono i soliti schemi mondani, non si lasciano condizionare da nessuno, affrontano ogni difficoltà insieme, abbattono gli ostacoli del nostro tempo conservando la purezza che solo l’acqua del loro amato fiume ci può regalare.

Old River Folks: https://www.facebook.com/OldRiverFolksBand Flower of Sighs FREE EP: http://www.youtube.com/playlist? list=PLP2AZgyqALr1kTOs500Pb7TYPH1FwhxhR

Enrico Marangio


UNA CASA PER GLI ARTISTI di Guido Oliva

C

hi non ha mai sognato di avere un posto ospitale dove poter

sfogare le proprie idee suonando senza dover spendere decine di euro per un paio d'ore di prove (magari con attrezzature ridotte), chi non ha mai cercato un posto dove poter scrivere, parlare, discutere su cosa manca e sarebbe bello creare (nella musica, nella società, nell' arte, etc.).

Questo è ciò che Flab Music vuole creare: La "Casa degli artisti" a Lecce, dove ogni giorno si creano 1000 strutture dove suonare, creare le proprie mostre e potersi sfogare, con un piccolo inconveniente: serve danaro, più di quello che molti di noi si possono permettere, servono attrezzature che costano e che bisogna saper utilizzare. L'obiettivo è crescere insieme, unire conoscenze in un luogo di cui ci possiamo e ci dobbiamo prendere cura assieme.

Come lo realizzeremo? Stiamo "mettendo nel cippo" un po' di danaro, perchè (oltre a tutta la buona volontà, che è sempre il filo conduttore) è questo ciò che serve. Per velocizzare e per farci aiutare sta per partire, su Music Raiser (sito di crowdfunding), una campagna di raccolta fondi


basata, non sulle semplici donazioni, ma sull' acquisto di prodotti e servizi che vi verranno resi al momento della realizzazione del progetto (es. acquistare la maglietta e la tessera associativa e venire a ritirarla appena aperta la sede).

Noi ci mettiamo la faccia, accompagnateci in questa avventura, diventatene protagonisti! Seguiteci su www.facebook.com/flabmusic.it Guido Oliva


MEIDIN – ITALY di Jacop. OZ

S

crittore a tempo perso, fonico scansafatiche, collezionista

di denunce per atti osceni in luogo pubblico, Jacopo Torre ama parlare in terza persona. Ma ancora di più ama la musica italiana. E ve la racconta con la schiettezza e l’ironia che solo la terza persona sa dare.

MEIDIN - ITALY “Dio è morto” diceva Nietzsche. Probabilmente non ascoltava heavy metal, perché in quel periodo Dio era vivo e vegeto e suonava negli Elf. “La musica italiana è morta” diceva il tuo compagno di banco. Probabilmente non ascolta, e basta. Perché la Musica Italiana (quella con la “I” maiuscola) è viva e vegeta. E sta cercando di cacciare Al Bano da sotto i riflettori. MEIDIN – ITALY è la mia rubrica. Un piccolo iter per questo bel Paese che, al contrario di quanto pensano in molti, ha fatto della crisi il suo strumento musicale. . Il mio scopo è quello di mettere in luce l’umanità che si nasconde dietro la musica, al di là della label e del genere. E per farlo mi affiderò alla più italiana delle abitudini, il caffè, che renderà ogni intervista una chiacchierata tra amici. Assieme romperemo i muri del tempo e dei generi musicali, saltando da Guccini ai Bologna Violenta, da Frankie Hi-NRG agli Zeus!, da Rancore a Il Pan Del Diavolo, mantenendo un occhio di riguardo per i gruppi italiani (e più specificatamente, salentini) emergenti


Per la prima e gloriosa uscita di MAGFLAB, questo giornaletto che avete scaricato a scrocco da Internet, e per farmi conoscere meglio dai nostri amati lettori, ho deciso –sono stato costretto- di scrivere qualche riga su quello che la Musica Italiana è diventata oggi. Per iniziare, è giusto che sappiate alcune cose su di me: non sono un critico musicale, non ho mai visto un’edizione di Sanremo e sono un romantico. Non vi tedierò parlando di fattori tecnici di cui neanche io conosco il significato, ma mi limiterò a raccontarvi una realtà ignota ai molti. Nei miei articoli parlerò raramente di gruppi che già conoscete, ma ve ne farò scoprire di nuovi. Jacop. Oz


INTERVIEW:LA SCIMMIA di Meidin-Italy Quando la musica è involuzione Oggi abbiamo scambiato quattro chiacchere con Giacomo de “La Scimmia”. E abbiamo scoperto che la scimmia è l’evoluzione dell’uomo. Allora, parliamo un poco di questo progetto. Cos'è realmente La Scimmia? La Scimmia è quell'istinto presente in ognuno di noi che cerchiamo di risvegliare tramite la musica, è quell'essenza che ti fa scatenare ad un concerto ed allo stesso tempo riflettere con te stesso. E’ ciò che forse oggi nella società si è perso: l'istinto.

Una sorta di involuzione dell'uomo attraverso la musica? Involuzione positiva, come distaccamento dalla musica "etichettata, stereotipata, commerciale e settoriale", come dite sulla vostra pagina Facebook. Si, esattamente ! La musica deve essere libera ! Cerchiamo di esprimerci al di fuori di ogni genere e formalità vogliamo trasmettere ciò che sentiamo , nel modo più diretto possibile E "stimolare lo stronzo" (sempre dalla pagina Facebook), giusto? Esatto. La scimmia è questo stimolare gli istinti anche più viscerali per riuscire ad evadere da questa società di apparenze e formalità. Ecco il motivo per il quale neppure noi riusciamo a definire un nostro genere musicale se non come "blob". Nessuna barriera di generi o etichette. Come diceva Hugh Laurie, esistono solo due generi di musica: buona e cattiva. E la differenza è minima Giustissimo. Non abbiamo la pretesa di dire che la nostra sia buona


musica ma sicuramente è "diversa". Dopo anni di settorializzazione stiamo cercando di uscire un po' fuori dagli schemi alla ricerca del percorso che faccia per noi ed evidentemente non lo stiamo trovando in nessun genere già esistente

Ecco, ad esempio leggevo che voi siete nati dai Chemical Spark, componente "rock" della vostra esperienza musicale. Quanto vi ha influenzati questa fase? Sicuramente è stata una fase fondamentale. La nostra musica derivava dalle influenze degli artisti che ascoltavamo in un determinato momento. Ad esempio nascevano canzoni hard rock a causa delle influenze dei Guns e canzoni più psichedeliche a causa dei Pink Floyd. Dalla fase Spark abbiamo capito che "ingabbiare" una canzone e definirla esclusivamente con un genere non fa per noi. Il nostro è un crossing over musicale dove i generi si interscambiano l'uno con l'altro. E La Scimmia si distacca completamente dai Chemical o ne conserva le tracce? Le due esperienze convivono e fanno a botte nell'arco di quattro minuti. Riuscendo però a sintetizzare la nostra volontà Sono comunque fasi sostanzialmente diverse, costrette a convivere nella stessa esperienza artistica. Hai mai pensato che la forza di questo progetto potesse essere proprio in questo rapporto di odioamore? Si forse è proprio questo. Spesso le idee che proponiamo nel gruppo sono completamente diverse però riusciamo sempre a farle convivere. Ecco perché la nostra musica è sostanzialmente "diversa"

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/La-Scimmia-artistic-project

Jacop.Oz


PROPOSTE D'ASCOLTO 1.

Old River Folks - Gipsy Hymn

2.

Old River Folks - Some Empty Words

3.

Bob Dylan - The times they are changin'

4.

Gym Class Heroes - Catch me if you can

5.

The Electric Swing Circus – Swingamajig

6.

Arevortik – The new Jesus Christ

7.

Einstürzende Neubauten - Kollaps

8.

Klotzak – Animals

9.

Tame Impala – Half full glass of wine

10.

Dandy Warhols – Plan A

11.

Zen Circus – Dalì

12.

Ministri – Stare dove sono

13.

Capossela – Signora Luna

14.

Gorillaz – O green world

15.

Bandabardò – Wilma


Magazine a cura di Flab Music Redattori: Jacopo Torre "Jacop.Oz" Enrico Marangio Guido Oliva "GO(!)" flabmusic.it@gmail.com www.facebook.com/flabmusic.it

GRAZIE DELLA LETTURA AL PROSSIMO NUMERO: #2 – MARZO online il 2 Marzo 2014

Magflab #1  
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