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Peter Wilson


Stefano Boeri


PETER WILSON Stefano Boeri Australia


REM asks to Peter Wilson Interview via E-mail Monday, 15 March 2014 11 questions

PETER WILSON - Tra gli architetti ormai è diventata un’abitudine ed anche un luogo comune rivendicare la propria passione per il cinema, a tal punto che molti architetti, desiderosi di farsi passare per intellettuali, insistono sul fatto che sono profondamente influenzati da Godard. Il mio consiglio ai giovani architetti è di non credere a tutto questo. Detto ciò io sono profondamente influenzato da alcuni film: Le riprese urbane di Wenders. L’esplorazione del piano di Lars von Trier nel film Dogville. Playtime di Tati per l’interessante comportamento negli edifici. Paisà di Rossellini, per le osservazioni tattiche di Firenze. Naturalmente come tutti i più grandi architetti sono affascinato da Le Mepris, perché in questo film Godard è riuscito a mettere in scena un poema omerico in una villa moderna. REM - La musica ha influenzato il suo processo architettonico? Lei ascolta musica mentre lavora? Chi è l’artista che preferisce? P.W. - Preferisco lavorare in silenzio. Toyo Ito mi disse che lavorava ascoltando Toshio Hosakawa o Toru Takemitsu1. Ho provato ma non ha funzionato: i miei progetti non hanno

1. Toshio Hosakawa e Toru Takemitsu sono compositori giapponesi, considerati tra i maggiori autori di musica contemporanea giapponese.

REM - The cinema was able to foresee architectural sceneries or to use existing architectures to stage some histories. To you, how about relationship with the cinema, do you ever think about architecture seen by the point of view of a camera? PETER WILSON - It has become a habit, in fact a huge cliché amongst architects to claim to be deeply influenced by cinema, in particular those wishing to pass themselves off as intellectuals who insist that they are deeply influenced by Godard. My advice to young architects is to laugh very loudly when anybody tries this trick. Having said that I myself am deeply, deeply influenced by a few films: Wenders filming of contemporary generic urbanity in Summer in the City. Lars von Trier’s exploration of the plan in Dogville. Tati’s Playtime for conjugating modes of behaviour in buildings. Rossellini’s Paisà for tactical observations of Firenze. Of course the biggest architects cliché Godard’s Le Mepris for staging a Homeric epic in a modern villa. REM - Does the music influence your architectural process? Do you listen to music while you are working? Who is the artist that you prefer? P.W. - I relation to music, I prefer to work in silence. Although Toyo Ito once told me in Tokyo that he works listening to Toshio Hosakawa or Toru Takemitsu1. I tried it, it didn’t work, my designs had none of the lightness of Ito. The next best thing is György Ligeti, he at least

1. Toshio Hosakawa and Toru Takemitsu are Japanese composers of contemporary music, they considered the greatest contemporary Japanese authors.

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REM - Spesso il cinema è riuscito a prefigurare scenari di architetture possibili o utilizzare architetture esistenti per inscenare delle storie. Qual è il suo rapporto con il cinema? Pensa mai alle sue architetture viste dal punto di vista di una cinepresa o di una storia che può accadere?


REM asks to Peter Wilson acquistato la leggerezza dei progetti di Ito. Comunque uno dei musicisti che preferisco è György Ligeti, almeno lui mi fa sorridere.

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REM - “...impariamo a pensare ai propri progetti facendo altro.” Scoprire spazi vedendo film, ascoltando canzoni e leggendo libri. Ci potresti parlare del tuo libro preferito, quello che senza non puoi proprio stare, oppure il libro che ancora non sei riuscito a leggere e che sta cercando di farlo. La letteratura è stata importante per la tua crescita architettonica? P.W. - Leggere è diventato molto importante per me, perché dà accesso a mondi che noi architetti non abbiamo il tempo di esplorare in prima persona. Nella storia recente ho particolarmente apprezzato scrittori con un acuto senso visivo come Nabokov e Updike o scrittori che riescono a darmi accesso ad un’altra generazione, come Don DeLillo o ad un’altra cultura come gli scrittori indiani Vikram Seth e Amitav Ghosh (Le linee d’ombra). Thomas Pynchon e Michel Houellebecq li trovo molto complessi, al contrario dello scrittore albanese Ismail Kadare che è uno dei miei preferiti. REM - REM guarda anche all’arte contemporanea: cosa ne pensa del rapporto tra arte e architettura? P.W. - Il discorso sull’arte contemporanea è così complesso e introspettivo che servirebbe uno sforzo erculeo per estrarne qualcosa di utile per l’architettura. C’è però un’aura phenomena accanto ad artisti come Thomas Demand o Olafur Eliasson, forse perché usati da molti architetti.

2. Ismail Kadare (Argirocastro, 28 gennaio 1936) è uno scrittore, poeta e saggista albanese. 3. Thomas Demand (Monaco di Baviera, 1964) è un fotografo tedesco, che vive e lavora a Berlino, esso è noto per le sue fotografie di modelli in tre dimensioni fatte in modo da sembrare vere immagini di stanze o altri ambienti.

makes me laugh. REM - There is a quote, “learn to think about his own projects doing other.” discover spaces seeing film, listening to songs and reading books. Can you tell us about a book you prefer, or the book that you are still able to read yet? Was literature important to your development architecture? P.W. - Reading has become important to me but not as an adjunct to architecture. Perhaps because it gives access to worlds that we, spending so much time on the craft of architecture, do not have time to explore first hand, I particularly appreciate writers with an acute visual sense like Nabokov or Updike. Or writers who give me access to another generation like Don DeLillo or another culture like the Indian writers Vikram Seth and Amitav Ghosh (The Shadow Lines). Thomas Pynchon and Michel Houellebecq I find painful. The Albanian writer Ismail Kadare2 is one of my favourites. REM - REM also looks contemporary art: what do you think of the relationship between art and architecture? P.W. - The contemporary art discourse is so complex and introspective that it would need a Herculean effort to extract anything useful for architecture. Market forces equally contaminate both discursive fields. There is of course the borrowed aura phemonena of standing next to artists like Thomas Demand3 or Olafur Eliasson that some architects practice.

2.Ismail Kadare (Albanian, born 28 January 1936) is a best-selling Albanian writer.. 3. Thomas Cyrill Demand is a German sculptor and photographer. He currently lives and works in Berlin and Los Angeles, and he is known for making photographs of three-dimensional models that look like real images of rooms and other spaces.


Stefano Boeri


Stefano Jean Luc-Godard, LeBoeri MĂŠpris, 1963


REM asks to Peter Wilson

P.W. - L’appendiabiti è un fondamentale che ci interessa da molto tempo, anche se per l’Arte Povera4 sarebbe solo un chiodo nel muro. Recentemente ci è stato chiesto di progettare un appendiabiti: noi abbiamo scelto tra un additivo in ghisa, bronzo e rame. La fonderia incarna quella che Richard Sennett chiama la “conoscenza incarnata” dell’artigiano. Anche Barthes sostiene che c’è sempre un qualcosa di magico in un oggetto di metallo. La mitologia del metallo partecipa al mito del fuoco. il suo dio è Vulcano. Per l’alchimia della loro origine c’è una struttura metafisica essenziale emanata dall’appendiabiti. Dopo aver perso i loro occupanti, una linea di cappotti, grazie a il più elementare di questi fondamentali, li viene risparmiata l’umiliazione di soccombere alla forza di gravità. La nostra linea di appendiabiti è una sorta di dado funzionale, è qualcosa che gli Shakers avrebbero apprezzato. REM - Dopo diverse Biennali che celebrano il contemporaneo, “Fundamentals” si concentrerà sulla storia. Per un architetto è importante comprendere la storia per vivere con estrema partecipazione la contemporaneità, storia o contemporaneità? Perché questa scelta? P.W. - Il presente è solo un’istantanea tra passato e futuro. Se uno ha l’obiettivo di guidare il treno della contemporaneità, deve sapere da dove esso ha origine e quali saranno le fermate significative. Nell’arco della propria vita è fondamentale avere 4. L’Arte Povera è un movimento artistico sorto in Italia nella seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso al quale aderirono autori di ambito preminentemente torinese.

REM - The next Biennale exhibition of Architecture “Fundamentals”, will focus on the elements of the architecture used from any architect, always and anywhere. Koolhaas, has anticipated some of them: door, floor, ceiling. could you speak of your fundamentals of your architectural research? P.W. - The coat hook is a fundamental that has interested us for some time, in an Arte Povera4 sense it would be just a nail in the wall. Recently we were asked by a hook manufacturer to design a coat hook - we chose an additive concept in cast iron, bronze or copper. The casting foundry embodies what refers to as the ‘embodied knowledge’ of the craftsman. Also in the sense of Barthes there is always an element of magic in one metal object guzzling its fill of another (molten) metal and then giving it up, a newborn thing. The mythology of metal participates in the myth of fire. Its god is Vulcan. As with the alchemy of their origin there is an essential metaphysicality enacted by the functionally engaged coat hook. Having shed their occupants, a line of coats, by this most elementary of fundamentals, is spared the indignity of succumbing to the force of gravity. Our additive line of coat hooks, a sort of functional dado, is something the Shakers would have understood. REM - After different architectural exhibition that celebrate the contemporary, “Fundamentals” will focus on the history. For an architect, between history and contemporaneity, which is important to understand the history to live with extreme attention the contemporaneity? and why? P.W. - The present is only a snapshot between past and future. If one is to ride the train of the present one must know from where the tracks originated and which stations were significant. 4. Arte Povera is a modern art movement. The Arte Povera movement was during 1967-1972 and took place in cities throughout Italy: Turin, Milan, Rome, Genoa, Venice, Naples, Bologna.

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REM - La prossima Biennale di Architettura dal tema “Fundamentals”, si concentrerà sugli elementi dell’architettura utilizzati da qualsiasi architetto, sempre e ovunque. Koolhaas ne ha anticipati alcuni: porta, pavimento, soffitto. Ci potrebbe parlare dei fondamentali della sua ricerca architettonica?


REM asks to Peter Wilson un criterio soggettivo e storico. Recentemente ho scoperto che il giorno in cui sono nato Le Corbusier stava ottenendo un passaggio da Long Island a New York, vicino all’abitazione di Jackson Pollock5. A New York quando venne chiesto a Le Corbusier il parere di Pollock, lui rispose “meglio come automobilista che come pittore’. Non molto tempo dopo, Pollock morì contro un albero in un incidente automobilistico.

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REM - All’inizio del 1900 aveva senso parlare di una architettura nazionale, quindi di architettura ”cinese”, architettura “svizzera”, architettura “indiana”. Cento anni più tardi, dopo due guerre mondiali, diverse velocità di sviluppo e talenti individuali, le architetture che una volta erano specifiche e locali sono diventate globali. L’identità nazionale è stata sacrificata alla modernità? Oggi, 2014, ha ancora senso parlare di architettura “nazionale”? P.W. - L’identità nazionale secondo il mio parere non si gioca sulla scala di grandi narrazioni, anche se la modernità è stata certamente un livellatore. Quello che mi interessa sono le caratteristiche dei dettagli locali, le piccole cose e le mini-interpretazioni che ancora personalizzano e rendono modelli globali piccole realtà locali, come il carattere di una località, il linguaggio di un particolare gruppo o sub-cultura. REM - Lei ha avuto un’importante esperienza come insegnante. Si impara spesso dai propri studenti? Può raccontaci il suo atteggiamento da professore? P.W. - Naturalmente si impara molto dai propri studenti, soprattutto perché loro spesso, ignorano le convenzioni

5. Jacson Pollock (28 Gennaio 1912 - 11 Augusto 1985), era un artista americano del espressionismoastratto.

The span of ones own life is a fundamental subjective historic yardstick. I recently discovered that on the day that I was born Le Corbusier was getting a lift from Long Island back to New York with his hosts neighbour Jackson Pollock5. In New York on being asked his opinion of Pollock Corbusier answered ‘a better car driver than painter’. Not long after Pollock drove his car into a tree and died. REM - At the beginning of 1900, it had sense speak of a national architecture, like “Chinese” architecture, “Swiss” architecture, “Indian” architecture. One hundred years later, after two world wars, different speeds of development and individual talents, once the architectures were specific and local have become interchangeable and global. Has the national identity been sacrificed to the modernity? And today, at 2014 does it have sense speak of national architecture? P.W. - National identity is no longer played out at the scale of grand narratives - certainly modernity was a leveller. What interests me are characteristic local details, the grains and mini-interpretations that still customize and make global templates individual and recognisable, the signature of a particular locality, language group or localized sub-culture. REM - You had an important experience as a teacher. Do you frequently learn from your students? Can you Tell us about your Professor attitude? P.W. - Of course one learns from ones students, particularly because they are often sublimely ignorant of the levelling conventions of architecture.

5. Jackson Pollock (January 28, 1912 – August 11, 1956), was an influential American painter and a major figure in the abstract expressionist movement.


Stefano Boeri


Stefano Jackson Pollock andBoeri Lee Krasner


REM asks to Peter Wilson

REM - Ci sono progetti in corso o passati ai quali è più legato? PW - Sono affezionato a molti dei miei progetti, soprattutto agli edifici che migliorano la vita delle persone. Edifici pubblici, come biblioteche, teatri o asili. Ho anche un attaccamento emotivo altamente nevrotico, per tutti quei progetti-zombie che non sono mai stati costruiti, ma che hanno richiesto molti sforzi creativi. REM - Com’è stato il suo primo contatto con l’architettura, quando ha deciso di diventare architetto? P.W. - (Non risponde) REM - Al Politecnico di Milano nella scuola di Architettura e Società, c’è un corso di laurea in Architettura Ambientale. Cosa si dovrebbe aspettare uno studente che intraprende questo percorso? Secondo lei cos’è l’Architettura Ambientale? P.W. - Per capire l’ Architettura Ambientale bisogna comprenderne i sistemi e i processi dinamici, ma anche i limiti delle nostre tecnologie.

6. P.W. è stato professore nelle migliori università, tra cui Kunsthochschule Weissensee / Berlino e l’Accademia di Architettura di Mendrisio.

My attitude to teaching6 was exhausting - it aimed to treat each and every student as an individual with particular talents and a particular latent architectural personality to be nurtured. This is only possible with small groups for mass-production factory universities architecture must be boiled down to a few basic rules that safeguard against the worst mistakes in practice. Such rules are an expedient, they no longer embody any universal cannon of truth, harmony or beauty. REM - Among your projects ongoing or previous, which project are you emotionally attached? PW - An emotional attachment comes from buildings that touch and enhance people’s lives - public buildings like libraries, theatres or kindergartens. One also has a highly neurotic emotional attachment to all those zombies - the projects that were never built but embody so much of ones creative effort and endeavour. REM - What made you decide to be an architect? When you has decided to become an architect? P.W. - (Not responding) REM - At the Polytechnic in Milan, there is a course of degree in Environmental Architecture. According to you, a student that enrols in a course called Environmental Architecture, what thing would wait for him? And what do you think about the Environmental architecture? P.W. - To understand Environmental Architecture one needs to understand dynamic systems and processes. Also the limits of our technologies. With complex iterative programs we can simulate apparently indeterminate 6. P.W. he was a professor in the best universities, including Kunsthochschule Weissensee / Berlin and the Academy of Architecture in Mendrisio.

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della pratica architettonica. Il mio atteggiamento come professore6 è stato estenuante, per trattare ogni studente come un individuo con particolari talenti e con una personalità architettonica latente che aspetta solo di essere nutrita. Questo però è possibile solo con piccoli gruppi. L’università che fabbrica architetti in grandi quantità dovrebbe essere regolata con alcune leggi di base che tutelano contro i peggiori errori della pratica. Tali regole però sono un espediente: non incarnano nessun canone universale di verità, armonia e bellezza.


REM asks to Peter Wilson Oggi giorno con i programmi interattivi possiamo simulare fenomeni apparentemente indeterminati come le nuvole, ma possiamo anche manipolare i nostri modelli con le nubi stesse. Ho letto recentemente che in fisica non esiste un sistema stabile (la base del pensiero ecologico): i sistemi sono sempre in movimento, in uno stato dinamico di metamorfosi. Questa è un conoscenza antica che appartiene a Ovidio e Lucrezio.

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REM - Le andrebbe di parlarci della sua tesi di laurea? PW - Presumo che la questione della tesi di laurea riguardi il sistema di Bologna di Lauree e Master. La prima fase di Lauree non produce gli architetti, non consente neanche un grado adeguato di autodeterminazione e questa possibilità di cambiare scuola è il beneficio della cultura di supermarket educativo. Il periodo universitario dovrebbe essere un momento positivo per l’evoluzione educativa, per la responsabilità di ogni studente di costruire una particolare ‘sé’.

7. Il Processo di Bologna consiste in una serie di accordi tra i paesi europei che garantiscono la comparabilità degli standard dei titoli di istruzione superiore.

a dynamic state of metamorphosis. This is ancient knowledge, that of Ovid or Lucretius. REM - Would you like to tell us about your bachelor of architecture? PW - I assume that the question of thesis for Batchelor’s degree relates to the Bologna system7 of Batchelor and Master programs. The first stage of Batchelor does not produce architects; it does allow a degree of self-determination, the possibility of changing schools, and benefiting from the culture of an educational supermarket. Which should be a positive moment in the educational evolution, the responsibility each student has of constructing a particular ‘self’.

7. The Bologna Process is a series of agreements between European countries. they ensure comparability of standards of higher education qualifications.


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Raakspoort - City Hall and Bioscoop, Netherland by Bolles + Wilson


According to Peter Wilson

floor wall ceiling roof door window facade balcony corridor fireplace toilet stair escalator elevator ramp fundamentals

+ coat hook

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According to Rem Koolhaas

elements of architecture


REM MinKyung Han Marco Belloni Issue #1 Peter Wilson / Jo Noero Thanks to Davide Rapp Matteo Poli REM will be printed in Italy and published one time a month Distributed by mail and person

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