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Ricostruire i passaggi che avete effettuato nella vostra progettazione utilizzando il modello F_V_P presentato nel testo di Rossi-Toppano

Il progetto elaborato nell’attività 3 è senz’altro incompleto nella sua fase attuativa, prevista per i prossimi mesi. Quindi risulta impossibile completare l’artefatto con una riflessione/adeguamento in itinere e una documentazione/valutazione dopo l’azione. Comunque è possibile ragionare sul progetto alla luce dell’esperienza pregressa in attività similari, che ha sicuramente guidato e indirizzato la stesura del progetto stesso. Nell’enunciazione delle finalità ultime dell’azione prevista (scopi del progetto) ho tenuto conto del quadro di riferimento dell’istituto (chi siamo e POF) proprio per soddisfare un bisogno formativo emerso ed esplicitato dalla discussione avvenuta durante le riunioni della commissione multimediale. La necessità di andare incontro alle esigenze ed ai desiderata dei docenti dell’istituto, a costo di sacrificare alcuni aspetti teorici e limitare le “tecniche” da presentare, è finalizzata a radicare l’intervento, non calandolo dall’alto senza contestualizzazione. In questa ottica sono state previste attività non solo tecnologiche, ma discussioni ed esercitazioni che prevedano l’impiego didattico dei concetti e pratiche apprese. Senza una reale ricaduta nel lavoro quotidiano dei docenti, il progetto può considerarsi insufficiente e uno spreco di risorse. Forse manca una più dettagliata descrizione della situazione “al contorno”, come competenze pregresse e iniziative già intraprese, che rimangono non esplicitate. Ma la ripetibilità dell’azione comprende proprio la ripartenza del “chi siamo” e dall’esplicitazione del bisogno formativo emerso. Nella stesura delle variabili didattiche e poi dei dispositivi, non ho, a dir la verità, separato le variabili desiderate e quelli simulate. Ormai ho un’esperienza pluriennale di progettazione esplicita di attività e riesco a far collimare già nella prima bozza le due situazioni. Qualche modifica si rivelerà necessaria in itinere, più per rispondere a problematiche non strettamente pertinenti (ma importanti in quel momento per i docenti o gli adulti). Lo scoglio più grosso, come al solito, è far coincidere gli obiettivi con gli strumenti necessari in base al budget finanziario disponibile e, in quest’ultimo periodo, con la generale demoralizzazione e demotivazione dei docenti che tanto hanno dato alla scuola e si sentono presi a pesci in faccia. Di fatto questo progetto è dedicato ad un’attività qualificante dell’istituto, che richiede documentazione istituzionale. Analogo lavoro andrebbe svolto anche per la normale attività didattica in classe. Personalmente ho una serie di file (tengo ancora dei quaderni dei primi anni di servizio) dove memorizzo quotidianamente il mio lavoro, ma in modo personale ed informale. Con una collega (con cui condivido atteggiamenti e motivazioni educative) avevamo discusso e provato ad elaborare uno strumento per mettere in comune alcune delle nostre “strategie”. Siamo rimaste però alla fase di discussione ed ipotesi. La realtà significa un grosso lavoro, non riconosciuto! Attualmente non abbiamo più tempo da dedicare alla rielaborazione e riformulazione della pratica didattica: ogni giorno dobbiamo lottare per superare le difficoltà che aumentano, in un quadro di riferimento sempre più incerto e mutevole che ha stravolto pratiche assodate (il team, le risorse per le compresenze, i laboratori,…) senza sostituirle con qualcosa di innovativo e migliorativo.


Attività7