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RUDIMENTI DI ONIRONAUTICA come far si che il sogno diventi realtà (e anche il contrario) olitamente il panorama onirico ci appare reale fino a che non ci svegliamo, ricordando vagamente i confini del nostro sogno, incapaci di spiegarci come le cose surreali accadutevi possano averci illuso che tali accadimenti potessero essere parte della nostra realtà. I sogni sono necessari per la nostra esistenza... L’oniròs può essere stupendo o terribile in quanto nei nostri sogni non possediamo freni inibitori, e la nostra mente è libera i vagare attraverso i ricordi più reconditi divenendo “libera”. Il panorama onirico pur essendo creato dalla nostra mente rimane tuttavia spesso una sorta di “set” nel quale l’unico controllo da noi esercitato avviene sulla proiezione del nostro “Io” sognante. Non bisogna però dimenticare che di tale proiezione siamo anche i registi, gli sceneggiatori, i fotografi... Ma se i sogni sono creati interamente da noi per quale motivo non riusciamo a controllarli appieno? Qualche anno fa mi capita un episodio alquanto singolare. Sogno di essere in una foresta, nera come la pece. Da lontano sento abbaiare e ringhiare dei lupi, i quali mi stanno inseguendo all’interno della selva. Sono terrorizzato, ma continuo a correre nella speranza che di li a pochi passi io possa giungere ad un centro abitato. Tuttavia l’unico luogo che raggiungo è il ciglio di un burrone, del quale non si vede il fondo. Mi domando: “E se fosse tutto un sogno?”. Non ricordo come io sia giunto in quel posto. La boscaglia ha un aspetto spettrale, troppo spettrale a mio avviso. Rammento che tale paesaggio lo avevo visto qualche tempo prima in un film dell’orrore. Come faccio a trovarmi nello stesso luogo? Sono terrorizzato, ma man mano che le mie constatazioni vanno avanti la stanchezza si dissolve, cosa che mi incuriosisce alquanto. Sono in pericolo! Mi resta solo una cosa da fare... decidere di quale morte morire. Il branco mi sbranerebbe e mangerebbe letteralmente vivo... col burrone almeno avrei una morte pressoché istantanea. Opto quindi per la seconda opzione, riflettendo sul fatto che se davvero tutto è un sogno non mi accadrà nulla. Salto! Precipito per parecchio tempo, fino ad impattare a braccia aperte sul terreno. Straordinariamente mi alzo... non un graffio. Ormai ne sono sicuro... Si tratta di un Sogno! L’ultimo ricordo che ho prima di quell’incubo è il letto di casa mia. I confini del mio sognorama sono nitidi e posso distinguere ogni cosa all’interno di esso. Faccio la prima cosa che mi venni in mente: decido di volare! Raggiungo la cima del burrone e vedo i lupi... sono centinaia. Decido che questi devono sparire e nello stesso istante mi ritrovo da solo su una immensa distesa boschiva nera come la pece. Il paesaggio non mi piace più, pertanto decido di cambiarlo... una spiaggia hawaiana è più consona alle mi esigenze di questa notte. Faccio sorgere il sole ed inizio a surfare sulle altissime onde che io stesso ho creato... Sono il creatore assoluto di questo mondo... Vi è la possibilità di controllare i propri sogni e vi sono delle tecniche che permettono di farlo in tempi molto brevi. Si tratta delle “Prove di Realtà”. Il sognorama nasce da una

S

proiezione dl nostro inconscio, proveniente dalle aree più recondite della nostra psiche, dove risiede l’astrazione. Il primo passo per rendersi conto di essere in un sogno è quindi quello di “testare” il mondo nel quale ci si trova al fine di capire da piccoli segni se questo sia reale. Tali prove consistono in un breve elenco di azioni da compiere nel momento in cui si è svegli. La mente tende a ripetere le azioni che compiamo in automatico durante il giorno, riproponendole in nel nostro panorama onirico. -Saltare in un sogno mostrerà che la gravità è di molto inferiore o addirittura assente. -Guardare l’ora da un orologio digitale è un’azione ardua da compiere in un sogno. Se si distoglie lo sguardo un istante i numeri cambiano. -Anche cercare di leggere piccole frasi è molto difficile in un sogno. Distogliendo lo sguardo pochi attimi le lettere cambiano. -Accendere o spegnere la luce è quasi impossibile. Un luogo buio non viene illuminato, nemmeno puntandovi contro un faro, mentre un luogo illuminato non diverrà mai buio, nemmeno distruggendo la fonte della luce. -Aprire varchi (come affacciarsi ad una finestra) non porta da nessuna parte. Il paesaggio risulta vago, indistinto o annebbiato non permettendo di scorgervi nulla. -Guardare da un binocolo o cannocchiale porta allo stesso risultato di aprire un varco. Non vi si scorge pressoché nulla. -Cercare di specchiarsi non dà il risultato sperato. Spesso l’immagine di noi stessi risulta fumosa o distorta. -Impossibile infine è capire come si è giunti in quel luogo. Ci si ritrova nel sogno senza sapere come vi si ci è arrivati. Divenute consuetudine tali azioni verranno ripetute all’intero del sognorama. Tuttavia la mente non ama essere imbrogliata e tenta di fare di tutto per uscire da quello stato. Vi sono quindi tre possibilità. Nella prima ipotesi il sognatore non si sveglia e continua a navigare il proprio sogno. Nella seconda il sognatore si sveglia ma all’interno di una altro sogno... Nella terza ed ultima ipotesi il sognatore si sveglia di botto nel proprio letto. Ad un onironauta inesperto il sogno sembrerà disfarsi come una rosa i cui petali vengano portati via dal vento nel momento in cui prenderà coscienza di dove si trova. E’ necessario quindi un bell’allenamento prima di controllare pienamente il sogno. In conclusione è da sottolineare come i sogni lucidi stimolino la creatività dell’onironauta che a breve sarà in grado di creare mondi e situazioni sempre più assurdi e divertenti, riuscendo anche a proteggersi dagli incubi, trasformandoli in “qualcos’altro”. Ovviamente non tutte le notti è possibile sperimentare un sogno lucido, pertanto non è il caso di preoccuparsi... non si perderà mai la spontaneità dei sogni senza controllo.

Onironautica  
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