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Comunicato stampa, 29 luglio 2010

Da venerdì 30 luglio Presidio della Legalità davanti alla Prefettura di Pordenone Il mais seminato è Ogm, bisogna rispettare la legge: distruggere il campo prima che sia troppo tardi La magistratura intervenga subito A fugare ogni dubbio sull’attendibilità delle analisi relative al mais seminato nel campo di Fanna (Pn) sono arrivati ieri i referti delle analisi commissionate da Greenpeace, una delle associazioni che compongono la “Task Force per un'Italia Libera da Ogm”: tutti gli otto campioni prelevati sono risultati positivi per la presenza di Mon 810. Non si è dunque trattato di un'azione puramente dimostrativa e simbolica portata avanti da agricoltori che intendevano protestare contro la chiusura italiana agli OGM piantando pochi esemplari di Mais MON810 - cosa che sarebbe stata comunque già molto grave - , ma di una vera e propria semina priva di autorizzazione su almeno 4 ettari di terreno agricolo. Il Movimento Libertario e Agricoltori Federati avevano dichiarato di aver seminato, in data 25 aprile 2010 soltanto sei semi di mais transgenico su un terreno pubblico per protestare contro la normativa vigente. Ma i conti non tornano, probabilmente non si sono limitati a un’azione simbolica. La “Task Force per un'Italia Libera da Ogm” nel ricordare che questa è un'azione illegale, punibile in base al decreto legislativo 24.04.2001 n. 212, con il carcere fino a 2 anni, ha scritto pochi giorni fa al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere un intervento immediato al fine di sollecitare una pronta azione della magistratura, la quale ha stabilito una data per il pronunciamento che va oltre il periodo di maturazione del mais; questo causerebbe un danno irrimediabile alle colture vicine, indipendentemente dall'esito della sentenza stessa. Totale sconcerto crea infatti l'operato del procuratore della repubblica di Pordenone Antonio Delpino in quanto il provvedimento di sequestro di un campo di mais non consente di prevenire la disseminazione di polline e quindi non esercita un'azione conservativa. La tardiva acquisizione della perizia crea di per se stessa la condizione dell'inquinamento. Chi risponderà del danno fatto? Il prossimo passo della Task Force sarà di chiedere al ministro di grazia e giustizia Angiolino Alfano un provvedimento disciplinare per ovviare a un danno che avrà impatto sull'ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non si potrà limitare ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta. La Task Force inoltre sollecita il Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, ad applicare un “protocollo operativo di gestione tecnica in presenza di Ogm”, come fece nel 2003 quando si verificò un caso analogo l’allora Ministro Alemanno. Infatti le iniziative in materia agricola fanno capo al Ministero competente di concerto con gli assessori regionali. Quali garanzie avranno, da oggi in avanti i produttori di mais per alimentazione umana, in assenza di filiere separate e di garanzie? La farina da polenta di Friuli e Veneto come si tutela a fronte di tanta spregiudicatezza o – peggio – inerzia? Per gli agricoltori si profila il rischio di una grave perdita economica, per i consumatori un'ulteriore diminuzione delle certezze riguardo la loro


alimentazione e la loro salute. Alla luce dei nuovi risultati, che ufficializzano le notizie precedentemente diffuse, la “Task Force per un'Italia Libera da Ogm” convoca un Presidio della Legalità, a partire da domani venerdì 30 luglio, alle ore 12, davanti alla Prefettura di Pordenone: il Presidio continuerà ad oltranza fino a quando non saranno attuate le azioni previste dalla legge, ovvero la distruzione dei campi OGM e i provvedimenti nei confronti dei responsabili. La “Task Force per un'Italia Libera da Ogm” invita gli agricoltori, e tutti i cittadini ai quali importa il futuro dell'agricoltura italiana, della propria salute e di quella del Pianeta, a unirsi al Presidio della Legalità nel corso dei prossimi giorni.


Comunicato stampa veglia della legalità