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iC l atone

ilcatone@libero.it NUMERO Y ANNO Z www.ilrefuso.com

io voglio il catone non vi sbarazzerete di noi

efFE lettera femminile carnevale LA PROVINCIA IN MASCHERA le STANZE delle

ATTESE 6 marzo, il vino si fa contemporaneo

FEBBRAIO- MARZO 2009 distribuzione gratuita


Primo piano alzati Catone

3

Pap Primo piano

6

CdR GnE

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IDV, l’intervista politica

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cronaca Carnevale

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efFE speciale

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arte le Stanze delle attese

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LIFSCHITZ cultura

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spazio aperto Tuscolo raccolta denunce

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daybyday agenda

46

direttore responsabile Paola Bolaffio capo redattore Ilaria Romano progetto grafico Marco Morici in copertina: fotoelaborazione di vecchie copertine de ilCatone redazione e sede: via Zanardelli, 6 00040 Monte Porzio Catone tel. 06.943.400.43 ilcatone@libero.it pubblicità e sponsor ass. pro. soc. “il Refuso” info@ilrefuso.com Ernesto Stacchiola stacchiola@ilrefuso.com 333.8951540 www.ilrefuso.com sito a cura di Massimo Pastori registrazione in corso presso il Tribunale di Velletri chiuso in tipografia il 07.02.2009. Tutti i diritti sono riservati. Vietata la riproduzione anche parziale. edito da

squattrinato

libero e

Il Catone non è più il giornale del Comune di Monte Porzio. Lo ha deciso l’editore, costretto a far quadrare un sempre più difficile bilancio. Dopo quasi quattro anni di pubblicazioni, era destinato a scomparire. Quando, nel settembre del 2005, mi è stato dato l’incarito di pensarlo, crearlo, riempirlo, dirigerlo, la scommessa era quella di far leggere ai monteporziani le notizie su cosa accadeva nella città e nell’area dei Castelli, ormai metropoli, ma anche quella di far leggere ai castellani le notizie di Monte Porzio. Tremila copie di una foliazione a 24 pagine a colori: questo, l’inizio. Quattro numeri, e la necessità di passare a 48 era evidente. Anche le copie sono raddoppiate. Poi ancora raddoppiate, fino a 10, anche 15 mila copie che sparivano nel giro di un paio di giorni, nei 12 comuni dove era distribuito. Il successo del prodotto editoriale è sempre stato un punto fermo, indiscutibile. Ciò che è mancato è il sostegno economico. Giornale gratuito, poteva farsi aiutare dalla pubblicità. Ed è andata bene, fino agli ultimi mesi, quando la crisi ha dato i suoi segnali anche nel piccolo. Il Comune ha chiuso il Catone. Nel frattempo, però, questo piccolo giornale ha chiamato intorno a sé affetto, passione per il far sempre meglio, voglia di crescere professionalmente, impegno serio da parte di tutti coloro che vi scrivono, che lo pensano, lo “vestono”, lo distribuiscono. Persone che vi hanno dedicato notti insonni, che lo hanno amato, e l’amano come un figlio. Ci siamo riuniti, ci siamo guardati in faccia, abbiamo deciso: Il Catone non può morire. Per questo, abbiamo registrato nuovamente la testata, per questo ci lanciamo in un’avventura sempre più acrobatica, quella di editori. Un’avventura un po’ folle, in un momento in cui le attività chiudono, invece di aprire. Ma crediamo tutti che sia l’unica cosa giusta da fare. (segue a pag.3)

Stampa: TEOS GRAFICA srl, v. ardeatina 786 00178 ROMA Ogni collaborazione è da intendersi a titolo gratuito. Foto e articoli non verranno restituiti.

A questo numero hanno collaborato: Laura Bistacchia, Simone Campanella, Cantaporcellino, Michela Centioni, Andrea Cicini, Hélène Duval, Paolo Fallai, Alessandro Iannella, Riccardo Ingretolli, Lorenzo Mirotti, Marco Morici, Stefano Passaretti, Federico Ridolfi, Ilaria Romano, Dario Scaravelli, Ernesto Stacchiola, Miriam Trobbiani, le V elementari di Monte Porzio Catone.


PRIMOpiano

l’ADDIO del SINDACO

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E’ stato un buon compagno di strada. Per quattro

anni ha rappresentato uno strumento non solo di informazione ma anche di formazione: per tanti giovani, per molti “giornalisti nell’erba”, per una redazione professionalmente di alto livello. Con Lei, la signora Paola

Bolaffio, a Direttore Responsabile fin dalla sua prima uscita. E poi Ilaria Romano, capo redattore; Marco Morici, grafica ed impaginazione; Hélène Duval alle pagine di cronaca e di ambiente, Ernesto Stacchiola, pubblicità e sponsor; Lorenzo Vanzo, grafica pubblicitaria e distribuzione, Giulia Attiani a capo della giovanissima redazione di Città dei Ragazzi e tanti collaboratori che hanno arricchito di preziosi contributi le sue pagine. Parliamo de “il Catone” periodico edito dal Comune di Monte Porzio Catone, divenuto ben presto un esempio da imitare: innanzitutto nei contenuti, quindi nella grafica, nel formato, nell’equilibrata trattazione degli argomenti in sommario. Lo salutiamo perché da oggi non ci appartiene più. Lo facciamo con rispetto e con malinconia. Costretti ad una scelta, quella della rinuncia come editore, scaturita dall’obbligo di “ far quadrare” il bilancio, privilegiando servizi alla comunità valutati di maggiore importanza. Problema, quello dei costi, che abbiamo tenuto sempre nella massima considerazione tant’è che la stessa redazione del giornale aveva costituito una Associazione, “il Refuso”, per trovare fondi e aiutare a sostenere le spese con la raccolta di sponsor e pubblicità. Ma non è bastato. Senza troppo insistere sull’aspetto economico, dirò soltanto della mancata entrata di quasi un quarto di quanto proveniva dalla riscossione diretta dell’ICI. Che per un Comune è l’entrata numero uno. La speranza e l’augurio allora è che, magari con un nuovo editore, il giornale possa continuare ad esistere. Sono convinto, con questo, di interpretare il sentire della stragrande maggioranza degli abitanti della nostra comunità e di tanti delle comunità dei paesi a noi limitrofi. ROBERTO BUGLIA

Sindaco di Monte Porzio Catone

Il Catone da oggi è del Refuso. Giornale nuovo (stiamo ripensando il piano editoriale, si accettano suggerimenti). E libero, ovviamente. Libero e squattrinato, binomio davvero anacronistico nell’Era del Berlusconi Terzo. Ci vogliamo provare e crediamo, come il sindaco Buglia, più del sindaco Buglia, che i lettori del Catone la pensino come noi. Abbiamo bisogno di tutti voi. Abbiamo bisogno che ci facciate capire chiaramente che abbiamo fatto bene. Non sappiamo ancora come, perché tutto è precipitato in pochi giorni e non abbiamo avuto il tempo di capire cosa fare. Ma chiederemo l’aiuto di tutti coloro che vogliono continuare a leggere il Catone. Ce lo darete, vero? PAOLA BOLAFFIO


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PRIMOpiano

LO COMPRERESTE IN EDICOLA?

Il Refuso, associazione nata all’interno della redazione per sostenere un progetto editoriale valido e vincente come quello del tascabile in carta riciclata diretto da Paola Bolaffio, non può consentire che il giornale muoia. Un giornale nato nel settembre del 2005 che ha accompagnato un numero sempre maggiore di lettori appassionati, che ha riscosso apprezzamenti dalle organizzazioni regionali e nazionali del settore, che veniva fatto con amore - e pochi soldi - da una redazione di giovani cresciuti professionalmente proprio al suo interno fino a diventare collaboratori di testate nazionali, che ha ospitato firme eccellenti del giornalismo italiano, che è cercato, atteso, voluto e “rubato” fino all’ultima copia dai suoi lettori, non può, non deve chiudere. L’Assemblea del Refuso ha preso, dunque, la sua decisione. Salvare il Catone, che ad oggi è in corso di nuova registrazione presso il tribunale di Velletri e che avrà come proprietario ed editore proprio il Refuso. Non sarà facile, soprattutto di questi tristi tempi. Un giornale gratuito, se non ha un editore ricco e forte alle spalle, si regge solo sulla pubblicità. Ovvero la prima voce che salta quando un esercizio commerciale o un’azienda o un ente sono investiti dalla crisi economica. Non ci sono contributi per l’editoria a sostenere una testata di questo tipo: i soldi statali vanno solo a giornali di partito e a giornali di fondazioni e enti morali. Una strada percorribile, anche se incerta, è quella di andare a cercare finanziatori, i quali, di solito, non sono proprio mecenati, ma chiedono qualcosa in cambio. Se non sono aziende che vendono un prodotto, se non sono editori puri e indipendenti, quel qualcosa potrebbe limitare la libertà d’informazione che la nostra Associazione ha per statuto. Un’altra strada è quella dell’edicola. Ovvero chiedere ai lettori stessi, pagando ogni mese un prezzo minimo di copertina, di sostenere quella libertà d’informazione che hanno spesso apprezzato e spronato nel nostro giornale. Sareste disposti a farlo? IL DIRETTIVO DE IL REFUSO Io avevo 14 anni quando è nato il Catone, sono cresciuta con lui. Quest’anno io divento maggiorenne e lui cambia editore, diventa autonomo, due grandi passi. Questo piccolo mensile mi ha dato la possibilità di fare esperienze di ogni genere, che sicuramente in altro contesto non avrei mai vissuto, in un clima di solidarietà ed amicizia tra tutti noi: dal fare la hostess, a raccogliere le firme per il paese, scrivere, correggere, fino a trovarmi con una scopa in mano per attaccare i manifesti. La redazione ormai è diventata una seconda casa per me, anzi, forse passo più tempo lì che altrove. L’abbiamo fatto nascere, crescere, vivere. Non può morire. Ce la faremo anche stavolta. GA Ma che è il Catone? No seriamente. Secondo me non è nemmeno un giornale. Ma guardate quanto è piccolo. Voglio dire, va bene essere ecologici, ma risparmiare anche sui pensieri, sugli articoli, insomma sui soldi che io spendo per comprare un giornale così piccolo! No, no decisamente no. A me piacciono i giornali grossi, giganti, pieni di foto, di colori ma anche di bianco, quel bel bianco color carta appena uscito dalla tipografia, quel bianco ti permettte di far respirare l’occhio. Qua dentro pare che gli articoli facciano a cazzotti uno con l’altro. E poi vi dico la verità, in redazione fa un freddo glaciale, la gente va in giro con le coperte, i pinguini ci servono il caffè, tant’è che se lo so’ finito loro tutto il caffè. E poi non parliamo del parcheggio, ogni volta per arrivare in redazione ci metto 20 minuti a piedi. Guarda, devo dire veramente che sono contento che chiude ilCatone, non vi sopportavo più....come? ilCatone non chiude? Come no? Ma porc....ehm. No, dicevo, infatti, che sono lieto di imbarcarmi in una nuova straordinaria avventura con i miei compagni di viaggio. Il Catone è un giornale stupendo, straordinario. Con quel suo formato minuscolo, cioè, microscopico, cioè....giusto! Ecco con quel suo formato giusto è veramente un gioiellino dell’editoria. il grafico


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When I met Il Catone….

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Primavera 2006, avevo in tasca Il Catone. Lo ricordo come se fosse ieri: ho preso il pullman verso Monte Porzio, tenendo nella mano il piccolo giornale trovato in un bar di Rocca Priora. Era ancora in formato 24 pagine e dico ancora perché adesso lo conosciamo con il doppio dei contenuti. Incuriosita dalla città dei ragazzi e dalle notizie sull’ambiente, mi sono decisa a bussare al n.3 di piazza Porzio Catone per incontrare gli autori di questo mensile originale, diverso, proprio carino. Ho trovato una redazione animata; bambini che disegnavano su un tavolo riservato a loro, adulti concentrati sul loro computer, nascosti dietro montagne di giornali e carte. Sono passati 3 anni. Il giornale insieme alla sua squadra è cresciuto. E’ diventato più gonfio ma sappiamo bene che sono i contenuti a fare la differenza: 100.000 copie all’anno che parlano di cultura, eventi, che offrono servizi e numeri utili vengono distribuite nelle biblioteche, nei comuni, nei bar e pizzerie di 12 comuni castellani e prenestini. Arriva a Roma, nelle stazioni, dal medico, in farmacia dove può servire pagina 44. Sì, negli anni è cresciuto ma è anche rimasto unico nel suo genere. La città dei ragazzi, CdR, nata all’interno del Catone, è stata ad esempio la prima ad offrire un opportunità diversa e divertente per giovani e bambini di comunicare. La lista è lunga… pagine ambiente, giornale tascabile a colori, orari mensili e aggiornati su treni e pullman che portano a Roma... La finisco qui dicendo che non salvare Il Catone sarebbe stato come cancellare, gettare un valore, qualcosa da tenersi stretto, curato tra risate e fatiche per quattro anni di seguito... In somma una vera pazzia. Lunga vita a Il Refuso, nuovo editore de Il Catone, nuovi genitori della “creatura” che chiede più che mai di vivere. Faremo come abbiamo sempre fatto; HD faremo del nostro meglio.

Questo è un pezzo che non vuol lasciarsi scrivere. Ma proviamoci. Il Catone, quelle quarantotto pagine tascabilissime che tenete in mano, nasce ogni mese in una redazione affollata di persone e di voci, piena di carta, foto, colori, di pc e tastiere in concerto, di bambini (i redattori della città dei ragazzi, sempre i primi a consegnare i loro pezzi) e di tanto (o forse poco) altro che compone l’armamentario di chi “fa” questo giornale. Dovreste vederla, una chiusura del Catone: si fatica, ci si arrabbia, si crea, si scrive, si fa tardi. E si ride, e anche tanto. Perché uno dei piccoli segreti del Catone – un po’ come l’ingrediente misterioso della coca cola, ma noi ve lo riveliamo – è che ci piace: ci piace scriverlo, pensarlo, vederlo crescere ogni volta un po’. Sotto la guida del direttore, in redazione e sulle pagine che leggete si sono addensate esperienze, firme, idee, una redazione affiatata. E poi ci siete voi lettori, che ci seguite e ce lo fate sapere, con le email e con i vostri consigli, commenti, critiche, tutti stimoli a far di meglio. Interrompere questo dialogo, e lasciar morire Il Catone, sarebbe stato un peccato. Siamo editori, ecco un Catone un po’ nuovo. Il nuovo volo è senza paracadute. Contiamo anche su di voi: porgeteci una mano, un’ala. Fateci sapere se ci siete. IR

SONDAGGIO

Lo vorreste più grande o vi piace il tascabile? Sareste disposti a comprarlo in edicola? Quanto lo pagheresti?

DICCI LA TUA SU info@ilrefuso.com


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PRIMOpiano mpc

9 febbraio

pagine a cura di HELENE DUVAL

Partito il servizio di

Raccolta differenziata Porta a Porta

per i due terzi dei monteporziani. Il 19 gennaio, conferenza stampa per dare l’annuncio ufficiale: il 9 febbraio si avvia la raccolta differenziata porta a porta. Alla presenza di Michele Civita, assessore all'Ambiente della Provincia di Roma, dell’ufficio tecnico e di vari amministratori comunali nonché dell’ASP, il sindaco Buglia dichiara: “L’amministrazione crede al servizio PaP e ha fiducia nel suoi cittadini che riteniamo pronti a partire già da un anno.” . L’assessore provinciale all’ambiente, Civita sottolinea: “L’obiettivo è fissato in un 35% di raccolta differenziata entro la fine dell’anno 2009 e 50% entro il 2011. Questo tipo di sistema deve avere una gestione equilibrata al fine di ridurre la quantità di rifiuti che finisce in discarica o negli inceneritori, anche perché le spese per il conferimento non sono più sostenibili”. Dal 9 febbraio, il 70% degli abitanti della città, per la maggiorparte residenti nel centro storico e in zone limitrofe, avvieranno nelle proprie case la raccolta dei loro rifiuti in buste e secchioni distribuiti dall’ASP e dagli operai del comune in modo capillare. In un incontro pubblico, il 26 gennaio, è stato poi spiegato nel dettaglio come si effettuerà il ritiro nei giorni prestabiliti dal calendario. Solo il vetro, per cui la raccolta stradale ha dato buoni risultati, avrà ancora sul territorio le campane verdi. “Per i cittadini è un grande cambiamento, ma necessario – continua Civita – Richiede l’impegno di tutti. E’ una vera scommessa per il futuro perché i rifiuti smettano di essere un problema e diventino una risorsa: il porta a porta interesserà un milione di persone sul territorio provinciale; è prevista inoltre la realizzazione di nuovi impianti di compostaggio per chiudere il ciclo della differenziata”. Monte Porzio fruisce di un finanziamento della Provincia di Roma a copertura degli extracosti per il primo anno di attivazione del sistema di raccolta differenziata PaP. Questo semplice gesto permette di salvarsi dal rischio Campania, ma anche di fare economia. Il 90% del consumo mondiale di energia, infatti, si appoggia su risorse non rinnovabili: petrolio, carbone. Negli ultimi 30 anni abbiamo utilizzato il 30% delle risorse naturali del globo! Produrre i nostri imballaggi vuole dire consumare energie e risorse. Qualche esempio: l’alluminio è ottenuto dalla bauxite, il PET è fabbricato con il petrolio, il vetro con la sabbia, carta e cartone con il legno … Dal 9 febbraio, gli orari d’apertura del CENTRO ECOLOGICO in via Sant’Antonino, 2 saranno il MARTEDI, MERCOLEDI, VENERDI, SABATO, dalle ore 8 alle ore 12 e il GIOVEDI dalle ore 14,30 alle ore 16,30. Il centro è chiuso la domenica e il lunedi. Possono essere lasciati sia ingombranti (mobili, apparecchiatture) e materiali selezionati e differenziati in casa. Il Centro è operativo dal 9 febbraio. E’ aperto a tutti i residenti monteporziani.

Novità: GLI AVVISI Avvisi e servizio di vigilanza. Le aree coinvolte saranno monitorate dagli operatori ASP e dalle Guardie Ecozoofile. Per aiutare i cittadini e gli operatori ecologici della ASP, nel periodo iniziale del passaggio del PaP, saranno rilasciati dei cartellini adesivi di segnalazione. Un team di operatori comunicherà aggiornamenti e informazioni alle utenze domestiche e non, nel periodo dell’avvio. STOP! Più impegno

AVVISO Più impegno

BENE! Conferimento corretto

ATTENZIONE calendario


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PaP

Comunicazione del Comune di Monte Porzio Catone ai cittadini delle aree interessate: Centro storico- Centro abitato – Romoli – Viale dei Cronisti – Cappellette – Costagrande – Armetta A – Armetta B – Villa Taverna – La Piana – Pilozzo – Ponte Grande– Le Magnolie. L’elenco delle aree e delle vie è consultabile sul sito del Comune. Avviso per la concessione in comodato d'uso gratuito di compostiere domestiche. Il modulo di iscrizione è scaribile sul sito del Comune. Dal 9 febbraio i cittadini dovranno provvedere a collocare i sacchetti ovvero i contenitori singoli o condominiali: dalle ore 22 - della sera precedente - alle ore 6 del giorno della settimana programmato per la raccolta della singola frazione merceologica.

I passaggi del servizio Porta a Porta L’umido (l’organico) Lunedi, mercoledì e venerdì nel apposito secchio fornito con buste

Gli imballaggi in plastica e in metallo Giovedì (ogni 15 giorni per le utenze domestiche) nelle apposite buste gialle.

La carta, il cartone (escluso tetrapak) Venerdi (ogni 15 giorni per le utenze domestiche) nel apposito contenitore esterno.

Il secco (l’indifferenziato, non riciclabile) Martedì e venerdi nelle apposite buste grigie.

La raccolta del vetro non è Porta a Porta. Va conferito in campana stradale per le utenze domestiche. Mercoledì passaggio per gli esercizi commerciali.

PROMEMORIA materiali da differenziare

Metallo: le lattine delle bibite, scatolame di piselli, fagioli, tonno etc..., i tappi di metallo, le vaschette di alluminio. Bisogna però lavarli prima di gettarli.

Organico vuol dire: scarti di cucina, avanzi di cibo, di frutta e di verdura, alimenti avariati, fondi di caffè e filtri di tè, pane, foglie, piccole potature, salviette e fazzoletti di carta, tappi di sughero, ceneri di legna...

Plastica: bottiglie, flaconi, plastica trasparente da involucro, imballaggi delle uova, scatole di plastica Carta: carta e cartone, no tetrapak - no oleati

Indifferenziato, ovvero materiali non riciclabili: carta oleata, plastiche di altro tipo (piatti e bicchieri, tetrapak, giocattoli, pannolini, assorbenti, CD, musicassette, lampadine, pennarelli, spazzolini, collant, rasoi in plastica, polistirolo, stampelle, spazzolini, penne, posate rotte)

Per maggiori informazioni l’Ecosportello è aperto presso URP comunale in via Roma 5 dalle 9,30 alle 12,30 il lunedì, mercoledi e venerdì e martedì e giovedì dalle 15.30 alle 17. Tel. 06 9428323. Comunicazioni, avvisi e informazioni ai cittadini sul Porta a Porta sul sito www.comune.monteporziocatone.rm.it


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battaglia inceneritore

Il procuratore pro-tempore di Velletri, forse per riservatezza d’ufficio o forse perché davvero non lo sa, preferisce non dire assolutamente nulla sull’esposto depositato dai cittadini del coordinamento contro l'inceneritore di Albano. La prima volta (l’esposto era già stato depositato in settembre) non era stato iscritto nel registro. Sulla seconda (ripresentato ai primi di dicembre) c’è ancora mistero. Non sembra sia stato aperto ancora alcun fascicolo, e quindi non ci sia ad oggi un magistrato ad occuparsene, ma potrebbe essere solo una questione di tempi paludosi della giustizia. Due mesi sono pochi..., spiegano a palazzo di giustizia. Va avanti invece il procedimento al Tar: il 29 gennaio c'è stata la prima udienza sul ricorso presentato dai cittadini e dal coordinamento del No: il rinvio (a fine marzo) è per dar modo ai giudici di esaminare nuova documentazione. Il TAR dovrà giudicare ed eventualmente sospendere la VIA (valutazione di impatto ambientale) che in pochi mesi era passata da negativa a positiva. Cosa dire al cittadino? Da una parte c'è lui, tramite il coordinamento, a cui si è aggiunto, sul fronte del No, anche il WWF. Dall'altra i mal celati accordi tra il potere economico lobbistico dei rifiuti e quello politico. Non vi sembri un'iperbole, di fronte al TAR le parti erano queste: i cittadini con l'aggiunta di WWF (Verdi e Sd sono nel comitato già da tempo), contro Manlio Cerroni e gli interessi delle aziende che gli girano intorno, e la Regione Lazio. Difficile sentirsi rappresentati: il governo in maniera palese, la Regione, ma sembra pure il PD non combattono al fianco dei cittadini questa lotta. Ma i 300.000 abitanti castellani, non pochi, potrebbero tirar fuori la voce e attirare l'attenzione di qualche potere politico mettendolo in condizione di fare i conti con una teoria dello smaltimento rifiuti che è preistoria negli stati occidentali. Intanto, mentre uno dopo l’altro i Comuni prendono in esame le mozioni antinceneritore, Genzano “inspiegabilmente”, secondo i VerdiCastelli, non accoglie l’invito. Il coordinamento continua a lavorare ad assemblee aperte alla cittadinanza, come quella a Genzano del 24 gennaio o quella del 14 febbraio (San Valentino diverso) a Lanuvio. Mentre nell’area dove è previsto l’inceneritore già si lavora alla recinzione (non più di questo, però, perché si è in attesa dell’Autorizzazione Integrata Ambientale), sul fronte delle “indagini” un’appendice inaspettata. Il coordinamento a novembre aveva chiesto alla ASL RMH2 i monitoraggi per le falde acquifere di Roncigliano. Secondo dottor Messineo l' ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) dal 1997 non avrebbe inviato alcun dato sulla salute idrica della zona. Il coordinamento insiste e in Comune trova documentazione relativa al 2000 in cui si sottolinea la situazione precaria delle falde acquifere di Roncigliano. Una delegazione del coordinamento, a questo punto, il 17 gennaio va direttamente alla sede regionale dell' ARPA dove viene dichiarato che i monitoraggi sono stati inviati alla Asl di Albano ogni 3 mesi dal 2001. Qualcosa non torna. Un errore? Trascuratezza? O altro? SIMONE CAMPANELLA

Una soluzione sostenibile per la gestione dei rifiuti viene da Paul Connett, docente di chimica ambientale alla St. Lawrence University (NY), possibile candidato al Nobel per il 2009. Dopo 20 anni di studi, Connett - invitato da Enrico Del Vescovo presidente di ItaliaNostra Castelli a tenere una conferenza a Frascati - dà un nome alll'errore italiano: termovalorizzatori. Con essi perfezioniamo una pessima idea, recuperiamo progetti di cui le nazioni civili si sono liberate con convinzione e successo, impedendo invece un cambio di mentalità necessario. Non solo nubi, per fortuna: Connett cita qualche caso virtuoso, come Novara o la provincia di Lucca al 75% di differenziata in pochi anni. Si può fare, si può ribaltare la questione rifiuti, aprire un trend positivo nazionale nel breve periodo, basta guardare al progetto “2020 zero rifiuti”. Il Rinascimento ambientale, dice Connett, si attua seguendo la teoria delle R: ridurre, riusare, riciclare (o compostare), ma anche riparare, ricercare, riprogettare e infine la R più importante: responsabilizzare. SC


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l’eolico che conviene

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Monte Porzio passa all’eolico. Il Comune di Mpc ha firmato una convenzione con l’azienda MPE del gruppo E.on per la fornitura dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili per le utenze di competenza comunale. Questioni di risparmio, oltre che di etica ambientale. Senza costi di attivazione, promette la convenzione, senza oneri per l’AUC, assistenza gratuita, ripresa della cauzione dal precedente fornitore, nessun intervento tecnico e garanzia di fornitura di energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili garantite RCE.C.S (sistema europeo di controllo). L’azienda fornitrice spiega: “Utilizziamo fonti nostre, abbiamo impianti di eolico in aree italiane e altre fonti rinnovabili nostre e così abbattiamo i costi d’acquisto dell’energia in borsa che altre aziende caricano in bolletta. Trattandosi di fonti rinnovabili, inoltre, si eliminano dalle fatture anche alcune tasse, come la UC1, la CO2 sulle emissioni, la A2 per le attività nucleari residue (ovvero sulla manutenzione camiciamento per evitare fuoriuscita di scorie radioattive - degli impianti), la A3, tassa per per le costruzioni d’impianti a fonti rinnovabili (ciò che le aziende dovrebbero fare e che invece la nostra ha già fatto); la A4, ovvero contributi sostitutivi di regimi speciali (faccio un esempio: quando sono state privatizzate le acciaierie di Terni, il governo si è preso l’onere di pagare l’energia, che viene ricaricata in bolletta). Con noi queste voci - dichiara Flaviano Lanzi, monteporziano, a nome dell’azienda che ha firmato la convenzione con il Comune - non compaiono”. Risparmio, sostenibilità. Un nuovo passo nella direzione indicata e voluta dal sindaco Roberto Buglia, Verde, quasi certamente candidato alla riconferma per le prossime amministrative monteporziane. In questo stesso quadro è da leggere l’avvio della raccolta domiciliarizzata spinta: il Porta a Porta doveva essere già in vigore, secondo i programmi di Buglia che avrebbe voluto la sua città in pole position tra le partenti con il nuovo sistema. Un intoppo nell’iter autorizzativo del centro ecologico ha fermato tutto per un anno. Altre iniziative sul fronte sostenibile, gli impianti fotovoltaici in via dell’Osservatorio e l’esperimento di geotermia per le nuove aule scolastiche di via I Maggio. E, non da ultima, la stesura del regolamento edilizio solarizzato che renderà obbligatoria l’installazione di sistemi a risparmio energetico (pannelli solari, sistemi di recupero dell’acqua piovana, caldaie condominiali). Dice Buglia: “Avrei voluto che fosse già pronto da tempo. Lo avrei voluto già in vigore, perché è uno strumento essenziale per una linea sostenibile della città. La nostra deve e dovrà essere sempre più una politica del risparmio, una politica in cui risparmio e sostenibilità siano i cardini portanti”. HELENE DUVAL

FLASH - La Comunità Montana Castelli, dopo il successo del primo esperimento, riapre il bando per il co-finanziamento al 20% delle spese per impianti ad energia rinnovabile per i privati residenti o proprietari di immobili sul territorio montano. Scadenza il 27 febbraio. Nuovo bando anche per gli Enti Pubblici (co-finanziamento fino all’80%) per impianti di microgenerazione. Fino al 1° giugno. Info: area-sviluppo@cmcastelli.it o 06.9470817 FLASH - Al via il progetto didattico sulla raccolta differenziata dei rifiuti per i bambini delle scuole di Frascati Ri-Creazione. Ovvero lo svago e il riutilizzo dei rifiuti, in un gioco di parole che esprime il senso del progetto realizzato dal Comune con l’assessorato all’Ambiente, il Consorzio Gaia, Semintesta e i Circoli Didattici di Frascati. Parte il 2 febbraio con gli incontri con i bambini delle classi III e IV elementari. FLASH - Mentre i tecnici del Comune di Roma sono alla ricerca di un luogo per la nuova discarica e Alemanno non esclude affatto che si possa trovare l’area in provincia invece che all’interno del territorio comunale romano, a Velletri Innovazione e Progresso ha organizzato un nuovo convegno, dopo quelli a Monte Porzio e a Frascati, sui rifiuti e la differenziata, con la partecipazione del presidente del Parco Castelli.


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città dei ragazzi faccialibro

Facebook... al primo impatto potrà sembrarvi una strana parola, contorta, interessante, dalla traduzione elementare "FacciaLibro". Facebook in realtà è un passo avanti verso la generazione della comunicazione. Adatto a tutto, ma soprattutto a tutti: dagli studenti che hanno voglia di farsi una chiacchierata dopo scuola o ai nonni e alle nonne che, per comunicare con figli e nipoti, si servono della chat. A chi non farebbe piacere, magari mentre tenti la fortuna con uno dei giochini messi a disposizione da qualche casa game-maker, ricevere un "Ciao, come va?". Facebook è questo e altro... per esempio, c'è chi perde tempo su FB creando gruppi al solo scopo di prendere in giro il maggior numero di utenti. Uno dei più famosi è stato "L'albero genealogico" ideato da un italiano che in un mese o poco più ha raggruppato ben 1.400.000 persone raccontando che se si fossero iscritti avrebbero conosciuto i rapporti di parentela con tutti gli altri contatti. A prima vista un gruppo rivoluzionario, tra l'altro "appoggiato" al famoso sito Ancestry che per rendere più credibile la cosa è stato citato dal fondatore. Il gruppo ha riscosso enorme successo, ma quando ai membri è apparso il video dove è stata svelata la bufala si è alzato un polverone. In seguito sono nati diversi gruppi dello stesso genere...magari meno credibili... come "Trova il tuo sosia", "Chi visita il tuo profilo?" tutti con una data dove l'analisi terminerà e finalmente si svelerà tutto. Su Facebook accadono cose strane: oggi sei un mio amico, domani potrei scaricarti per un panino. E' successo in America... dove (cito da vincos.it) "qualche settimana fa Burger King ha lanciato una campagna molto immediata e originale su Facebook: in pratica si invitavano gli utenti a sacrificare ossia cancellare dalla propria rete sociale 10 amici, in cambio di un panino Whooper gratis". Così in pochi giorni l'applicazione è stata usata da 82.000 utenti che hanno cancellato 230.000 contatti. C’è chi perde letteralmente il tempo per fare a gara tra chi ha più amici... o va alla disperata ricerca di tutti quelli che conosce, magari finendo poi per incontrare qualcuno di nuovo, chi invece sogna di avere una pagina personale con dei fan, chi cerca persone con cui portare avanti una causa. FB è stato fondamentale per l'elezione del presidente degli Stati Uniti Barak Obama. Può diventare la finestra sul mondo intero oppure la piazzetta del paese, magari proprio per quei pigri che hanno voglia di restare stesi sul divano con il portatile sulle gambe a scrivere messaggi imbarazzanti sulle bacheche altrui... un po' per noia, un po' per dare sfogo alla fantasia. Cosa ci faccio io su Facebook? Cosa ci fanno i ragazzi della nostra età? Comunicano, sognano, si esprimono, si mostrano, in un'epoca in cui l'obiettivo è emergere, invece di nascondersi, gettare i propri messaggi in una bottiglia digitale, invece di affidare i propri pensieri ad un diario segreto, come facevano i nostri nonni. ALESSANDRO IANNELLA

(14 anni, nostro “corrispondente” da Viareggio)

Gennaio 2009. Il Refuso ha distribuito nei 24 Istituti Comprensivi dei Castelli Romani e Prenestini il 3° numero di sQuolamia; 3000 copie sono arrivate nelle elementari e medie del territorio. sQ 3 parla di di riciclaggio, racconta della spericolata vita di un euro, contiene un’inchiesta sull’alimentazione che affianca i primi risultati del progetto “la cOltura ci nutre” della Comunità Montana con le terze elementari. Tutte le neoredazioni sono a pieno regime. Stessa cosa per la cabina di regia che conta 9 docenti referenti, tutte donne, tutte brave, che rappresentano insieme ai loro “ragazzi” la voce giovanile di ben 9 comuni. Da poco due professori di Genazzano e San Cesareo hanno raggiunto il gruppo. Sul prossimo numero (marzo) prevista un’inchiesta sulla guerra, un’idea delle IVe di Rocca di Papa. In programma inoltre un’intervista corale all’assessore provinciale alla scuola Paola Rita Stella, che ha accettato l’invito con “grande piacere”. HELENE DUVAL


città dei ragazzi

GNE

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E anche GnE ha il morbillo! Ma niente paura, non è contagioso: stiamo parlando della carta geografica su Google analytics, quella che visualizza, a pallini rossi, le città di provenienza dei click al sito di www.giornalistinellerba.org, la vetrina web del concorso. Più colpito, il Veneto, con una miriade di “bollicine” in tanti piccoli centri, Villorba, Limena, Montecchio, Caldiero, Noale ..... Seguono il Lazio, capitale in testa, e la Lombardia, Milano ovviamente, e Brescia, Bresso, Alzate, Crema...Poi l’Emilia Romagna, con una nevicata di macchie dall’Appennino alla Riviera. E il napoletano, pure ad alta densità di visite. E poi l’arco ligure, la Sicilia, le Marche, le Puglie, il Piemonte, il Trentino Alto Adige, la Calabria, la Basilicata. “Conquistata” persino la Sardegna, con pallini su Sassari e Cagliari. Contagio di macchie rosse anche all’estero: GnE è stato letto anche da Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna. La sezione internazionale, esperimento dell’edizione 2009, potrebbe avere molti partecipanti. Manca ancora un po’ più di un mese (22 marzo) alla scadenza della presentazione di articoli, interviste, reportages, filmati, disegni, foto sulle Energie Rinnovabili. I ragazzi sono al lavoro, da soli, come nel caso del piccolissimo primo iscritto, romano, 5 anni, oppure in gruppo, come le sorelle di Bologna, o per classe, come la terza media di Merano che sta impacchettando i lavori per spedirli al Refuso. Telefonate, apprezzamenti, dubbi, informazioni. C’è gran fermento. Dal sito ufficiale del Concorso Giornalisti nell’Erba è possibile accedere al form per avere chiarimenti e trovare tutti i contatti per parlare direttamente con l’organizzazione. Sempre sul sito trovate le notizie rinnovasiliSSSime che possono darvi qualche spunto su cui lavorare. Il Refuso intanto sta lavorando ad un bel progetto, quello di un libro che raccolga e mostri i lavori dei Giornalisti nell’Erba delle prime tre edizioni del Concorso.

I bambini della materna di Monte Porzio che andranno in prima sono più 80. I posti disponibili sono 56: 3 aule, di piccole dimensioni, per 18 bambini ciascuna. Il problema è stato discusso da una rappresentanza di genitori, dirigente scolastico, sindaco, vicesindaco e responsabile area lavori pubblici del Comune a fine gennaio. Il sindaco ha spiegato che il ritardo dei lavori nel plesso di via I Maggio è dovuto a modifiche richieste dai Vigili del Fuoco e al via libera della Regione. Tra le soluzioni discusse o prospettate, l’affitto di un appartamento (scartata dal dirigente scolastico per questioni di gestione del personale), l’utilizzo dei locali attualmente adibiti a palestra sotto la scuola media, controllo dell’effettiva residenza a Monte Porzio dei bambini. In attesa di eventuali decisioni comunali, la scuola sta decidendo i criteri per l’ingresso.

Il 31 marzo consegna della prima parte dell’edificio scolastico di Rocca Priora dopo i lavori. L’annuncio, dato dal commissario Lupo e dal dirigente scolastico Torroni, è stato accolto dai genitori con soddisfazione. I bambini che attualmente studiano nei moduli ad uso abitativo saranno i primi ad entrare nelle classi ristrutturate.

Appuntamenti per letture animate alla Libreria Tempo di Leggere di Genzano. Il 14 febbraio ore 17, La Talpa con i calzoni blu, laboratorio fantastico, prosegue il viaggio nei boschi immaginari. Il 28 febbraio, "Tra la terra e l'acqua", libro illustrato da Alessandra Fusi che lo racconterà e costruirà con i bambini uno stagno.

Giovanissimi innamorati e non, tutti in libreria il giorno di San Valentino a dare un’occhiata al libro sull’educazione sentimentale dei ragazzi, scritto e illustrato da Mara Cerri. Titolo, Via Curiel 8. E’ un racconto d’amore, edito da Orecchio Acerbo.


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politica

CANDIDATI

Frascati, Rocca Priora, Monte Porzio, tre comuni con i mandati in scadenza, tre modi diversi di scaldare i motori per la competizione. Frascati è impegnatissima nell’aspra battaglia delle primarie tra due candidati PD, Stefano Di Tommaso, attuale assessore alla Cultura, delfino di Posa designato e favorito, appoggiato da Frascati a Sinistra e da Italia dei Valori, e Gianluigi Peduto, leader di quell’ala secessionista che tante spine ha infilato nel fianco del sindaco uscente. L’8 febbraio, quando il giornale è in stampa, i frascatani che hanno voluto esprimersi al modico prezzo di un solo euro, hanno scelto uno dei due. In caso di vittoria dell’uno, l’altro farà pesare tutti i suoi voti nelle trattative successive. A poco è valso il monito di Astorre: concentriamoci per vincere la destra, piuttosto che farci la guerra tra noi. La guerra c’è e non si creda che saranno le primarie a spazzar via gli attriti, nonostante i Riformisti Democratici e i Democratici a Sinistra abbiano deciso formalmente di appoggiare il vincitore, chiunque sia, ma fedeli, questi ultimi, alle intenzioni di Giancarlo Marcotulli, abbiano già fatto trapelare la preferenza per Di Tommaso. Peduto, dal canto suo, non molla. Dalle pagine dell’amico Corriere Tuscolano dichiara che se perde le primarie darà il suo contributo perché la coalizione vinca le amministrative, ma nello stesso tempo fa intendere che di voti ne avrà tanti. Gli altri candidati: Sandro D’Orazio, per un movimento civico d’area centro sinistra, potrebbe nel frattempo riuscire a sottrare nomi dal consiglio comunale uscente, mentre Verdi e PRC annunciano l’uscita dalla coalizione. Presentano un loro candidato. Anche il centro destra non vive momenti di gran serenità. Il candidato del Pdl Vincenzo Conte, colonnello dei Carabinieri, presentato pubblicamente dal quasipartito come l’uomo giusto per i frascatani che vogliono un rapporto autonomo/sinergico con la Roma di Alemanno, si dichiara certo di una collaborazione con gli altri candidati, “gli amici” Alessandro Adotti (Progetto Frascati, cattolici riformatori) e Giacomo Cristofanelli (Rosa Bianca, Udc). Quest’ultimo, però, è sul piede di guerra contro l’immobilismo del centro-destra: “Il candidato ideale deve essere espressione locale senza condizionamenti da parte di Roma”. Grandi incertezze, e grandi guerre a colpi di paginate su giornali locali e volantini, anche a Rocca Priora, dove l’orizzonte è ancora più incerto. E’ una poltrona che scotta, quella su cui siederà il prossimo sindaco, considerati i buchi spaventosi denunciati dal commissario Lupo. Il dissesto è tale (2.350.000 euro di debiti fuori bilancio), “e ulteriormente aggravato di giorno in giorno dalle azioni giudiziarie promosse dai creditori, pignoramenti, precetti, atti ingiuntivi”, da avviare la procedura di risanamento finanziario. Franco Spoto, ex sindaco del centro destra, spara fuoco e fiamme da un periodico della sua area politica: “Siamo estranei a tutto. Stavamo lavorando per il risanamento, ma i soliti noti ce l’hanno impedito”. Sarà lui il prossimo candidato. Andrea Penza, ex assessore di An al Turismo, dichiara di non essere d’accordo: la candidatura di Spoto non può essere imposta. “Lo appoggeremo solo se esce da consultazione primaria”. Per il centro sinistra circolano voci sulla candidatura di Alessandra Tibaldi, oggi assessore regionale al Lavoro. A chi dava per certa la candidatura di Giuseppe De Righi, la risposta viene dal diretto interessato: “Non è proprio nelle mie intenzioni. Sto lavorando bene ed ho ottime soddisfazioni come presidente della Comunità Montana”. A Monte Porzio tutto un altro clima. Le uniche candidature che al momento in paese si danno per scontate sono quelle di Roberto Buglia, sindaco verde uscente che, almeno da dichiarazioni ai giornali - Catone compreso, - avrebbe l’appoggio di tutte le anime del PD e dell’Italia dei Valori, e quella di Luciano Gori (Pdl) dato per leader carismatico di una lista trasversale ancora da consolidare che abbraccerebbe forze del centro-destra come del centro-sinistra, con nomi e accostamenti inaspettati. Nessuna candidatura è stata annunciata ufficialmente dalle segreterie dei partiti. Ma nelle piazze la memoria va ad una famiglia, i Buglia, che conta vari sindaci nel suo albero genealogico, tutti chiamati a dare l’equilibrio nei momenti più difficili della politica cittadina.


politica

IDV

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Scadenze di mandati imminenti, schieramenti in subbuglio, liti sulle candidature. Le partite politiche si fanno e disfano nei circoli e nelle sezioni di partito, tra i soliti e i nuovi (si fa per dire) che mescolano le carte e studiano alleanze. Una variabile, rispetto alle precedenti amministrative, potrebbe giocarla l’Italia dei Valori, forza politica che alle ultime elezioni ha dimostrato un certo peso anche in zona tuscolana. “Daremo visibilità e risposte a tutti coloro che nelle realtà locali si riconoscono nei nostri principi di trasparenza e legalità”. Così Piero Iacono, 1408 voti alle provinciali 2008, siciliano, dal 2000 direttore del centro ricerche Ispels di Monte Porzio, dal 2005 direttore del personale Ispels per l’Italia, dall’ottobre 2008 presidente della STS (Società Tuscolana Servizi), responsabile nazionale per la pubblica amministrazione dell’IdV e segretario del partito da Genazzano a Velletri. Scelto il candidato da appoggiare a Frascati. Stefano Di Tommaso. Altri tentativi, legittimi, possono però condizionare la solidità di certe scelte. Perché non avete un candidato vostro? Lo avremmo voluto, ma a volte, per le ragioni più disparate, oltre all’indiscutibile stima per Di Tommaso, bisogna fare un passo indietro. Condizioni. L’IdV cosa chiede? Trasparenza di comportamenti e procedure. Curricula di delegati, assessori, amministratori delle società controllate, incarichi, appalti, tutto sul web. L’opera degli amministratori deve essere in vetrina. Un tema caldo: urbanizzazione selvaggia. Qualora avessimo rappresentanti nei comuni, impediremo che si rilascino nuove concessioni fino a un censimento reale. Dobbiamo ripartire da uno zero certo, verificando l’impatto dell’esistente, altrimenti perdiamo il territorio. Sicurezza? La nostra è una posizione semplice: integrazione per i lavoratori onesti e assoluta intransigenza per chi viola le norme. Considerate le scarse forze a disposizione di vigili, polizia e carabinieri, non vedo male un supporto di videosorveglianza. Altro? Tutela delle classi sociali deboli, ticket ridotti, incentivi per evitare l’illegalità. Creazione di centri d’interesse commerciale e imprenditoriale, costruzione di network tra aziende dello stesso tipo, che consenta di abbattere costi e fare rete. Tra Esa, Cnr, Ispesl, etc.., ad esempio. Tra Ispesl e Comune...”. Parla di Monte Porzio: il candidato da appoggiare? Credo che Buglia sia il migliore candidato sindaco possibile. Ma chiedo la più ampia condivisione su questo. Non possiamo andare spaccati alle elezioni. Ciascuno di noi deve fare il passo indietro. Se lui ha fatto bene, e secondo me ha fatto bene, tutte le forze devono andare in quella direzione. Quanto al sindaco, deve riuscire a riunire tutte le forze politiche allo stesso tavolo. Si parte dal programma, poi si individuano le persone migliori per metterlo in atto. L’ordine è questo: sindaco, programma, squadra di governo. Però l’IdV un nome ce l’ha... Laura Toccini, sì. Abbiamo contatti con giovani, professionisti, anche politici, amministratori che condividono i valori della trasparenza e professionalità, requisiti base. Uno dei casi migliori in tutto il territorio dei Castelli è quello dell’assessore alle politiche sociali di Monte Porzio che ho avuto modo di apprezzare sia per l’impegno politico che ha profuso per la colletività monteporziana e castellana che per l’attività professionale in Istituto, sempre attenta al rigore e al rispetto delle norme con grande competenza e professionalità”. PB

LAURA TOCCINI con l’Italia dei Valori. Perché il passaggio? “Sono entrata, nel 2004, in una lista civica, quella dei Bianchi Rossi e Verdi, che aveva l’appoggio dell’Italia dei Valori. Sono passati cinque anni nei quali il lavoro all’assessorato mi ha coinvolto in modo totalizzante, come credo sia giusto e serio, ed ho sostenuto una coalizione che, pur tra le tante difficoltà, dovute a contingenze politiche generali, è riuscita comunque a ben governare. Penso di ripropormi, quindi, per continuare il lavoro condotto fino ad oggi. Trovo nell’Italia dei Valori quella rispondenza che è congeniale alla mia maniera di essere, di pensare, di pormi. Questa volta è una scelta politica consapevole, meglio rispondente a quei principi che hanno sempre guidato il mio impegno”.


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cronaca

Il ritorno di zi’ Carnevale

15, 21, 22 e 24 febbraio 2009. Il Carnevale Monteporziano sarà ricco di concerti, tornei, sfilate e sfide di ogni genere. Sono previsti 4 giorni di sfogo totale. I giovani dell’associazione Sostanze sono al lavoro da settimane. Preparano segretamente carri, pupazzi e maschere e invitano tutti a partecipare. I cittadini non saranno delusi; qualche mese fa, hanno scelto l’associazione Sostanze votando il progetto durante il bilancio partecipato 2009. “Tutte le scuole sono invitate a parteciparedice Tiziano Angeletti, presidente dell’associazione- offriamo anche assistenza tecnica e logistica agli istituti interessati a dare vita ad un gruppo mascherato”. Sostanze ha pensato a tutto e dice chiaro e forte ai ragazzi: “Se non hai una maschera, non ti preoccupare, troverai durante i giorni della sfilata un camerino in cui potrai scegliere fra tanti costumi e trasformarti in ciò che più ti piace.” Ricordano inoltre che il carro più divertente e la maschera più originale saranno premiati nella giornata conclusiva del Carnevale. Numerosi eventi rendono il Carnevale Monteporziano unico, creativo e sostenitore del riciclare la materia per costruire tutti i giochi che non mancheranno per le vie di Monte Porzio il 15, 21, 22 e 24 febbraio. La Giostra Medievale è stata ribattezzata Ciclogiostra. In collaborazione con le Ciclofficine di Roma saranno messi a disposizione dei partecipanti veri e propri destrieri in ferro e gomma. La Giostra si terrà domenica 15 e domenica 22 febbraio accompagnata, all’ora di pranzo, da una salsicciata a margine del campo dove si disputerà la giostra. Sfide e i giochi popolari, tornei di biliardino, concerti di strada, corsa nei sacchi, sfilata in tacchi a spillo. Per tutti gli amanti del calcio balilla domenica 22 febbraio, alle 15, un torneo di biliardino in collaborazione con Centro Italia Biliardi. Ci saranno due categorie, Bambini e Adulti, che disputeranno in contemporanea un torneo. Non poteva mancare la sfilata dei carri. Apriranno i festeggiamenti i dj di Sostanze insieme ai partecipanti al corso di musica elettronica del Centro Giovani "EX" annunciando l'arrivo dei gruppi mascherati al centro del paese. Gli organizzatori invitano le band che vogliono esibirsi per le vie di Monte Porzio durante la sfilata dei carri a contattare l’organizzazione. “Il Carnevale Monteporziano 2009 si arrampica sui palazzi del centro storico, sbircia dall'alto le strade coperte di coriandoli grazie alla collaborazione con Decathlon Prenestini. Saranno presenti istruttori capaci di introdurvi ad uno sport che si è rapidamente imposto come uno dei preferiti dagli amanti della natura e dell'avventura”, dicono i ragazzi di Sostanze. Per rendere la festa ancora più partecipata, sono in programma eventi ludici popolari capaci di riproporre atmosfere d'altri tempi. Nella caratteristica cornice di piazza del Garibaldino saranno allestiti il Palo della Cuccagna (premi, prodotti enogastronomici tipici), con una postazione dedicata allo Scocciapile, gioco che regala caramelle e dolciumi, la Corsa sui Tacchi per mettere alla prova l'equilibrio e la concentrazione dei partecipanti. Tiziano Angeletti di Sostanze e Fabio Manzi della Kirghisa Sound hanno pensato a tutto. Secondo la migliore tradizione goliardica, si disputerà il Giuoco della Ciurma, antica consuetudine piratesca. Sarà messa alla prova la capacità degli aspiranti giocatori a affrontare l’ira dei bucanieri! Il Carnevale reclama i suoi eroi. La sfida a chi mangia più Trippa: per partecipare è prevista una quota di iscrizio-


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ne minima; il vincitore riceve in premio un prosciutto e una collana di salsicce e sarà ospite d'onore nel Concorso di Bellezza. Saranno premiati il Carro più Simpatico e la Maschera più Originale. “Il Carnevale Monteporziano rende anche onore alla bellezza, nella sua forma più perfetta, quella femminile, ospitando un concorso in cui verrà eletta Miss Carnevale. Le iscrizioni sono già aperte!” dicono a Sostanze. Il Carro più Simpatico sarà premiato, in piazza Borghese, in concomitanza conl’elezione di Miss Carnevale, da una giuria composta da due bambini e due adulti, dal sindaco di Monte Porzio e dal presidente di Sostanze. Il Carro vincitore e coloro che l'hanno realizzato sfileranno come gloriosi vincitori sotto l'arco. La Maschera più Originale sarà premiata prima del rogo del Pulcinella, Martedì Grasso. Per partecipare basta farsi notare durante i giorni del Carnevale e poi essere presenti alla passerella finale in piazza Borghese. Diventare Miss si può! La vincitrice del concorso riceverà in premio un buono spesa in un centro estetico, ma soprattutto potrà scegliere, in una rosa di pretendenti, da chi farsi invitare a cena. Il concorso si svolge in due fasi: il 22 febbraio ci saranno le selezioni iniziali e poi, Martedì Grasso, la finale e l’incoronazione della più bella del Carnevale 2009. Sostanze ha già iniziato a giocare e dedica scherzosamente alla sua città le nuove serpette, rinominate per l’occasion “X”erpette! Esclusiva rilasciata al Catone dagli organizzati indaffarati “Per la chiusura delle festività ci voleva qualcosa di grosso. Vedrete con i vostri occhi la parodia di Jimmy Page alla chitarra durante la cerimonia di chiusura delle olimpiadi di Pecchino. Vi aspettiamo numerosi!” HELENE DUVAL

CARNEVALE IN BREVE. La prima giornata del Carnevale Monteporziano 2009 è domenica 15 febbraio; si prosegue sabato 21 febbraio e poi domenica 22 febbraio e, infine, il 24 febbraio (Martedì Grasso). La sfilata prende avvio alle ore 15 (tranne il sabato), mentre la Giostra Medievale si anticipa dalle 12 per una salsicciata popolare (solo domenica 19 e domenica 22 febbraio) e comincia alle 15. Il Torneo di Biliardino si tiene domenica 22 febbraio a partire dalle ore 15. I Concerti sul palco centrale iniziano dopo il termine della Sfilata, atteso intorno le ore 17. Per ulteriori informazioni: www.sostanze.it carnevale.monteporziano@kirghisa.it www.ilrefuso.com


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MASCHERANDO

Il carnevale di Colonna coinvolge bambini ed adulti con musica, giochi e dolci. C’è n’è per tutti gusti: sfilata in maschera di bambini, ragazzi e adulti in giro col treno delle meraviglie, mentre in piazza, spettacoli di magia, carrettini di zucchero filato, castagnole, frappe e balli. Per Frascati i festeggiamenti sono assicurati con la festa “Re Pupone e Pulcinella” dedicata alla sfilata dei carri allegorici per le vie del centro. Genzano prevede la sfilata dei carri allegorici per le vie della città accompagnati dalla banda musicale e dalle majorettes. Previsto anche lo spettacolo degli sbandieratori e la degustazione dei dolci tipici in piazza. La città di Velletri festeggia il suo Carnevale con danze e canti popolari e l’ultimo giorno, per chiudere i festeggiamenti, viene dato fuoco alla maschera del Re Gurgumiello tipica del luogo. A Palestrina, martedì 24 febbraio alle ore 15 giocolieri, trampolieri, prestigiatori, truccabimbi e zucchero filato introduranno lo spettacolo per bambini “Winx vs. Spiderman”. Ad Albano, in collaborazione con il comitato dei festeggiamenti di Pavona, apertura con Re Carnevale e i suoi sudditi il 19 alle 15. A Rocca Priora, fino al 22 febbraio 2009 San Biagio festeggia passando dall’8° sagra della polenta all’appuntamento del 15 febbraio per i grandi e i piccoli, in programma clown, riffa e karaoke. La confraternita di San Biagio cura l’organizzazione insieme a Comune e Colline Romane. Parte del ricavato della sagra andrà in donazione in favore della casa famiglia “Vivere Insieme”. Venerdì 20 febbraio, il Circolo di Albano organizza il Veglione Carnevale 2009 presso Palacavicchi di Ciampino. Alle 21 previsti giochi per i bambini, balli di mezzanotte per i grandi. Gli organizzatori assicurano: “balleremo fino all’alba!” A Roma, specialmente per i bimbi, dal 19 al 24 febbraio, spettacolo al Teatro San Carlino che racconta la storia di un circo originale presentato dai due pagliacci Ciccio e Pasticcio. Sempre nella città eterna, dentro le mura del Museo di Zoologia, sabato 21 febbraio, dalle 19 alle 21, si gioca a “Mascherati da animali”, caccia al tesoro per famiglie nelle sale del Museo alla ricerca dell’ “animale mascherato”. Sempre nel Lazio, cambiando soltanto provincia, le tradizioni sembrano sbizzarrirsi. A Grapoli, ad esempio, i festeggiamenti hanno inizio quando i membri della Fratellanza del Purgatorio, giovedì grasso, indossano il loro caratteristico costume costituito da una tunica marrone, una mantellina viola e un cappuccio. Bussano a tutte le case del paese per raccogliere doni. Seguono banchetti dove si assaggiano specialità carnevalesche: fagioli bianchi affogati nell'olio, brodo rosato con riso e interiora di luccio e tinca, pesce fritto e baccalà arrosto. Nel viterbese, a Ronciglione, l'ultimo venerdì di Carnevale c’ è la tradizionale corsa degli Ussari: "Carri e Cavalli a Carnevale", cavalli però senza fantino lanciati al galoppo per le vie della città. Il rogo di Re Carnevale sancisce la fine dei festeggiamenti. Domenica 22 febbraio sono i colori ed i ritmi delle famose scuole di samba di Rio de Janeiro a caratterizzare l’edizione 2009 del Carnevale di Tivoli, che quest’anno si svolge con il patrocinio dell’Ambasciata del Brasile in Italia. Mille appuntamenti da seguire, dalle battaglie a colpi di coriandoli alle stelle filanti, dalla schiuma da barba alle uova marce, dalle castagnole alle frappe... per le città della provincia di Roma e dintorni. Ma nell'era di internet in rete non poteva mancare, ideato su Facebook, il primo concorso di bellezza online per eleggere Miss Facebook Carnevale di Sciacca 2009: sfida a colpi di foto! Che fine hanno fatto i famosi scherzi di carnevale? Saranno anche loro virtuali? Lasciamo che il classico cuscino che ricrea il suono del peto, le fiale puzzolenti o l’orologio con lo spruzzo d’acqua siano ancora d’attualità. HELENE DUVAL


cronaca

quattro P per una professione

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120 ore previste per il primo corso di formazione professionale “Dalla terra al Cuore”: Pane, Pasta, Pizza, Pasticceria. Cinque mesi per imparare a livello professionale la teoria e la pratica della panificazione, della pizzeria, della pasticceria e della cucina (partendo dalla pasta). Dall’11 febbraio prende il via ufficialmente il progetto regionale, finanziato dall’assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i popoli, e realizzato dal CREIA (Centro regionale di educazione e informazione ambientale), che prevede una serie di interventi per la formazione professionale destinati prevalentemente, ma non esclusivamente, ad allievi in difficoltà di vario genere, dall’handicap al disagio sociale, dalle problematiche legate al lavoro femminile a quelle dell’integrazione degli stranieri nel nostro paese. Il progetto ha già in partenza un “respiro” temporale di 4 anni e prevede l’avvio di vari centri di formazione nella regione. Primo a partire, quello presso il CREIA di Monte Porzio, con sede attualmente in via Cavour 6, ma che, dopo i lavori di ristrutturazione già finanziati dalla Regione, trasferirà laboratorio e aule nell’edificio della ex stazione di piazza Trieste. “Dalla terra al Cuore”, nato da un’idea di Antonietta Antonelli, consigliere comunale a MPC, abbracciato da CREIA e assessorato regionale, mira ad offrire un’opportunità di formazione professionale riconosciuta, tenendo sotto controllo anche lo sbocco lavorativo e il tutoraggio delle situazioni disagiate, ma vuole anche soddisfare il desiderio di conoscenza di usi, costumi e tradizioni del territorio e favorire l’integrazione tra i popoli. Boom di domande di iscrizione. Negli ultimi giorni ne sarebbero piovute quasi 500. Il primo corso si avvia l’11 febbraio con 25 allievi che il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 14.30 alle 16.30 studieranno panificazione, tecnica dell’impasto ed altre materie attinenti alle “P” gastronomiche. Il corso finirà a giugno e per i primi di luglio sono previsti gli esami. I corsi, gratuiti, prevedono vari livelli, fino ad una durata possibile di 4 anni di formazione. Tra il personale coinvolto, i Volontari per la Solidarietà e lo Sviluppo (Voss) e la monteporziana Dora Noto, chiamata a fornire supporto nelle tematiche dell’integrazione. (info: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12. Creia castelli -via Cavour 6 - Monte Porzio Tel 06 9449856). HELENE DUVAL

Un mercatino delle arti e dei mestieri, del fatto a mano e venduto di persona, per ribaltare e superare il fatto in serie, per favorire lo sviluppo della piccola imprenditoria ed offrire una cornice artistica naturale e “gli antichi sapori della cultura contadina” agli ospiti e agli espositori. Per smuovere un po’ quelle acque ferme che la crisi ha addirittura congelato. Questa l’idea. Maurizio Volpini, consigliere comunale, e sua mamma Amarillide Annibali, ex presidente del centro anziani, a nome del Comune ne danno l’annuncio: l’8 febbraio è il primo appuntamento: “È compito dell’Amministrazione favorire lo sviluppo della piccola imprenditoria. Saranno le nostre vie, le piazzette, le mura del borgo, artefici di questo felice connubio fra arti e mestieri. L’Amministrazione si augura che l’impegno intrapreso in questa nuova iniziativa trovi un riscontro positivo da parte degli operatori, degli ospiti e di tutta la cittadinanza, tale da consentire di dare una regolare cadenza”, la seconda domenica di ogni mese tra piazza del Mercato, via Diaz, piazza Porzio Catone e via Matteotti, con appendice in piazza Borghese. “Non esistono gli uomini della provvidenza e non esistono le ricette per salvare le situazioni, esistono solo l'impegno quotidiano e il lavoro”. Così Mauro De Angelis, nuovo presidente del consorzio di tutela denominazione "Frascati Doc", sulla crisi economica che attraversa ogni settore economico del paese e investe quindi anche il vino castellano.


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Roma, 15 gen. (Apcom) - La Provincia di Roma stanzia 18 milioni di euro per risolvere l'emergenza idrica nei comuni dei Castelli romani. Lo annuncia in una nota l'assessore all'ambiente Michele Civita, precisando che le risorse andranno a finanziare i lavori urgenti all'acquedotto del Simbrivio. Le opere previste richiederanno tra i 12 e i 30 mesi. Saranno coordinate dal Commissario delegato per l'emergenza idrica e l'inquinamento Massimo Sessa e dirette da Acea ATO2, gestore del servizio idrico. Gli interventi saranno: al centro idrico di Santa Palomba e al serbatoio 'I Colli', con le condotte di collegamento e i collettori di scarico ad Albano; il potenziamento della centrale di pompaggio del Ceraso, la condotta di collegamento dal Ceraso agli altipiani di Arcinazzo e il serbatoio di Arcinazzo. "Tali opere - chiarisce Civita - sono già inserite nel piano degli investimenti di Acea ATO2. L'urgenza degli interventi deriva dalla necessità di dare risposta immediata alla complessa ed annosa emergenza idirica e di inquinamento delle falde dei Castelli". Sul progetto e lo stanziamento regionale per il sistema fognario e depurativo dell’area castellana è polemica aperta. L’assessorato regionale all’Ambiente ha varato un progetto che ha avuto il nullaosta del Parco nel settembre scorso. Il geologo consigliere del Parco Castelli Romani Moroni, però, ha sollevato dubbi sulla validità dell’intervento perché privo di valutazione ambientale e ritenuto pericoloso dal punto di vista sismico e anche per le possibili conseguenze indotte dall’abbassamento delle falde acquifere. Discussione accesa, a Monte Porzio, alla riunione tra commercianti e istituzioni. Da una parte, la rappresentanza delegata dell’Asscom, Fabrizio De Candia presidente, dall’altra il sindaco Roberto Buglia e il comandante della polizia municipale Giovanni Federici; da una terza parte, un gruppo di commercianti che, a detta di altri, “voleva solo polemizzare, senza proporre nulla di costruttivo”, e infine da una quarta parte, una rappresentanza dell’opposizione, solidale con i commercianti sulla questione parcheggi. La questione era fondamentalmente questa: mancanza di parcheggi nel centro, multe per sosta vietata, disco orario, fioriere di piazza Porzio Catone che non consentono ai clienti di fermarsi al volo. “Cerchiamo soluzioni, invece di polemizzare su errori del passato - dicono alcuni commercianti - avremmo voluto sentire il sindaco, ma non l’hanno fatto parlare”. Sentito dal Catone, il sindaco risponde: “Ritengo che si possa andare incontro alle richieste della Asscom, soprattutto per la questione della sosta veloce su piazza Catone. Capiamo bene la crisi, che non è solo di Monte Porzio, ma non possiamo pretendere di realizzare oggi la città che sognamo. A questi appelli accorati dei commercianti una risposta la dobbiamo dare. E la daremo”. E su via Roma? “La pedonalizzazione è un fatto di assoluta civiltà sul quale non si torna indietro. Tutti ricordiamo le macchine in doppia fila, la rinuncia dei pullman Cotral di salire fino in piazza. E’ giusto rinunciare a pochissimi posti auto per andare incontro alle richieste di centinaia e centinaia di cittadini. Però daremo risposte anche per via Roma, con soluzioni di parcheggi da offrire anche in tempi rapidi”. Problema incidenti nei cantieri, la chiave è nella prevenzione e nella formazione degli addetti ai lavori. Ne è convinta la Comunità Montana, che ha invitato amministratori locali, professionisti e addetti di cantiere alla giornata sulla Sicurezza il 29 gennaio. L’Assessore della CM Fabio Bartoli ha illustrato il programma dei nuovi corsi destinati al Coordinatore per la progettazione e al Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, di cui sono aperte le preiscrizioni, da inviare al Collegio provinciale dei Geometri (formazione@georoma.it 06.5926829). Pronto progetto esecutivo del Parco Archeologico e Culturale del Tuscolo. La Comunità Montana sta marciando a passi rapidi verso l’istituzione di una struttura “leggera”, formata da un comitato tecnico di esperti, “senza ulteriori enti inutili e dispendiosi” (come dice il presidente Giuseppe De Righi). Nei giorni scorsi, l’accordo di programma con i Comuni, la Soprintendenza Archeologica, la Scuola Spagnola di Storia e Archeologia di Roma, il Parco Castelli Romani, la Provincia e la Regione.


cronaca

LA MADONNA DI Lourdes a MPC

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Lourdes, 11 febbraio 1858; Monte Porzio Catone, 14 febbraio 2009: una storia lunga 151 anni che continua. La Comunità parrocchiale di Monte Porzio, infatti, nella mattinata del prossimo 14 febbraio, avrà la gioia di accogliere e ospitare l’immagine della “Madonna Pellegrina” di Lourdes, incoronata l’11 febbraio 2007 da Papa Benedetto XVI. È senza dubbio un evento di grande portata e dal quale, sicuramente, verranno molti frutti spirituali. La storia di ieri. Mattina dell’11 febbraio 1858, Lourdes, casa della famiglia Soubirous ,ma sarebbe meglio dire “cachot” dei Soubirous, “gattabuia”, poiché un tempo serviva come succursale della prigione di Tarbes; la mamma dice: “Non c’è più legna”. La figlia Bernadette si offre per il servizio: “Coraggio, bisogna scendere verso il Gave per andare a cercarla”. “Bernadette, prenderai freddo, mettiti il cappuccio”. La ragazza obbedisce alla madre, chiama la sorella Toniette, l’amica e vicina di casa Jeanne Abadie e in un baleno si ritrova davanti alla grotta di Massabielle (“la vecchia roccia”, nel dialetto locale). Un colpo di vento – il vento dello Spirito – ed ecco, racconta Bernadette, “ho visto qualcosa di bianco, simile a una piccola ragazza. Ho tentato di fare il Segno della Croce, ma non sono riuscita: la mano mi si era appesantita. Poi è stata la Ragazza a fare il Segno della Croce e allora anche io ci sono riuscita”. Per Bernadette l’essenziale è questo: “Una piccola Ragazza, non più grande di me (Bernadette aveva 14 anni), bella più di tutto, che mi sorride”. La Ragazza vista da Bernadette, l’Immacolata Vergine Maria, è testimone e segno di questo sorriso di Dio agli uomini di ogni tempo... Ed eccoci, così, alla storia di oggi. L’immagine della Vergine arriverà a Piazza Borghese intorno alle 9.30, accompagnata dai membri dell’Unitalsi, proveniente da Colonna. Quindi, sarà condotta in Duomo, dove sarà pregato il Rosario (ore 10). Alle ore 11, sarà celebrata la Santa Messa. La solenne Celebrazione dell’Eucaristia, presieduta dal Parroco e con i canti della Corale Polifonica San Gregorio Magno, vedrà la partecipazione della la Comunità parrocchiale e in particolare degli ammalati, delle famiglie e dei fidanzati (è giorno di San Valentino). Intorno alle 12, avrà luogo il solenne “Atto di affidamento a Maria” di tutta la Parrocchia e di tutta la nostra Città. Dal termine della liturgia fino alle ore 15, l’immagine della Madonna incoronata potrà essere visitata in Duomo, dove i vari gruppi parrocchiali di preghiera si avvicenderanno per non lasciarla mai sola. Alle ore 15 vi sarà un breve momento di preghiera per prendere congedo dalla Vergine che alle 16 è attesa a Frascati, in Cattedrale, dal Vescovo e dalla Comunità frascatana. RICCARDO INGRETOLLI

Un’inchiesta del giornalista Roberto Ippolito sugli evasori fiscali in Italia rivela che nella sola Velletri sarebbero più di 4.000 gli immobili inesistenti per il fisco su una popolazione di 51 mila abitanti. messaggio promozionale

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cronaca

non abbassiamo la guardia

Casa del volontariato e dell’associazionismo di Rocca Priora: “l’unico esperimento di partenariato multilivello di questo genere nel Lazio”, ha detto Giulio Russo, del Cesv regionale, al convegno per il terzo compleanno della struttura, lo scorso dicembre. Nata dalla collaborazione tra Provincia di Roma, Comunità Montana Castelli, Cesv e Spes, la Casa offre consulenza, formazione e supporto al lavoro di rete alle realtà del terzo settore nell’area. Qualche numero: 300 le associazioni censite; 50 hanno fruito di consulenze e 100, per un totale di 200 volontari, hanno partecipato ai seminari proposti. Volontariato e associazionismo, “capitale sociale del territorio” e cartina al tornasole di vita, partecipazione, democrazia di una comunità. La sfida: interagire tra associazioni - “mettere insieme i mille frammenti del volontariato dà di più” - e con le istituzioni, per rispondere con efficacia ai bisogni del territorio; ma, prima di tutto, avere volontari preparati per farlo. Per questo la Casa punta sulla formazione. In partenza i primi corsi del 2009, tutti gratuiti, che hanno già registrato un boom di iscrizioni. Argomenti: fund raising e aspetti giuridici, amministrativi e fiscali delle associazioni (a cui è dedicato anche il secondo “quaderno” della Casa, Creare e gestire un’associazione). Per saperne di più: tel. 06.9472237 (martedì e giovedì dalle 15 alle 19), e-mail volontariato@cmcastelli.it. Laura Toccini, assessore alle politiche sociali di Monte Porzio e a capo (comune capofila) di quelle del Distretto socio-sanitario dei Castelli, l’ha detto chiaro e tondo, alla riunione della Commissione regionale per le politiche sociali: “Per il centro disabili Insieme Uguali di via Tuscolana a Rocca Priora è serio il rischio del blocco del servizio agli ospiti per problemi di natura finanziaria, giuridica e sociale”. “Il servizio, avviato e svolto egregiamente, non può essere considerato sperimentale – hanno detto soci, genitori, amministratori e la stessa Toccini – perché il meccanismo innescato è irreversibile. Non c’è scelta, deve essere continuato”. Insieme all’assessore regionale Anna Maria Cappotelli si è dunque cercato di superare la problematica fondi. Un’idea è venuta dalla componente della Commissione regionale Luisa Laurelli: destinare i fondi necessari alla creazione della Fondazione Dopo di noi, che ha finalità uguali, al servizio di Rocca Priora così da stabilizzare l’intervento nel bilancio regionale. Laura Toccini ha insistito sull’urgenza della soluzione: entro il 28 febbraio agli impegni dovranno seguire atti concreti, ha detto, altrimenti la struttura chiuderebbe così come i relativi servizi.


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inserto speciale di cultura femminile

sommario Paolo Fallai

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lessico differente

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le Stanze delle Attese

futurismo femminista

Penelopi dell’est le DEE

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Bella, peccato che... pg 28

La Città di Greder pg 29

e un altro

ancora

Guai alla semplicità, di fronte al dolore, alla violenza, all'ingiustizia. Dolore, violenza e ingiustizia meritano rispetto e cautela. E pazienza. Esattamente quello che manca, quando si è convinti di poter governare questi fenomeni a colpi di slogan. Chiamati a guardare in faccia il peggio della nostra comunità - gli stupri, il circo mediatico che li accompagna, l'indifferenza nei confronti delle vittime - non possiamo permetterci di abbassare gli occhi. Né possiamo accontentarci degli slogan politici che hanno accompagnato la vergognosa esibizione di accuse e polemiche. Basta guardare i manifesti affissi ai muri, degna sintesi di un pensiero trasparente. A maggior ragione proviamo un senso di frustrazione impotente di fronte a donne sempre più spesso vittime di violenza. O assistendo al disagio giovanile che vive le notti nel disequilibrio tra legittima voglia di dimenticare un futuro incerto e l'esplosione di lampi di rabbia cieca. E ancora osservando con preoccupazione che la vecchia lezione «violenza chiama violenza» sembra pericolosamente trascurata. Una donna aggredita non può essere considerato un elemento di polemica, ma solo un dolore, e un impegno di giustizia, per tutti. E uno sforzo culturale immenso per andare a cercare dentro di noi, nelle nostre famiglie - sì, la maggior parte delle violenze avviene in famiglia - nel nostro essere uomini, l'origine di questi abissi. Se non cominceremo a parlarne ad alta voce, a guardarci negli occhi, se non cominceremo seriamente a vergognarci, rimarrà solo lo spazio per un nuovo articolo. E un altro. E un altro ancora. Paolo Fallai caposervizio cronaca Corriere della Sera


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parole di DONNE

Dall’ultimo numero del Catone a questo, due sono stati gli incontri di Una Storia non per sole donne, appuntamenti per costruire una coscienza della diversità di genere, ricostruire una sua cultura e scrivere una sua Storia. Femminismo, Femminile. Conferenze e dialoghi, organizzati da Maria Teresa Pellegrini Raho in Biblioteca per l’assessorato alla Cultura del comune di Monte Porzio Catone, da ottobre ad aprile, insieme a relatrici di valenza internazionale e all’attrice, cantastorie Paola D’Agnese. “Donne, Genere e Scienza”, in programma a metà gennaio, è il tema affrontato insieme a Elisabetta Donini. Docente di Fisica all’università di Torino, Donini fa parte del Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne (Cirsde) ed è impegnata in molte attività del movimento delle donne e del femminismo pacifista. Apre un varco nella coscienza di tutti i presenti con una distinzione linguistica: si dice riproduzione quando si parla dell’uomo, unico, diverso da tutti. Si dice produzione, invece, quando si parla di oggetti in serie, di “prodotto” che muove economia. La riproduzione, funzione femminile, non a caso, è svalutata. Bisogna scavare, scrostare, togliere sillabe, verificare il linguaggio, rileggere la storia, l’arte, l’architettura e la scienza, tutto codificato da uomini, tutto profuso da uomini. Qualcuno chiede a Donini su cosa si poggi il dominio maschile. Dove sia nato. “E’ stato possibile solo grazie alla forza. Vir è sinonimo di uomo come di forza, appunto. Nella storia dell’umanità fino ad oggi ha prevalso il togliere la vita rispetto al darla. Il sesso che genera, infatti, è reso secondario rispetto al sesso che uccide”. Ma le donne sono state e “sono coinvolte nel sistema patriarcale che tiene sotto scacco tanti sistemi di relazione sociale”. Bisogna uscire dai condizionamenti, riuscire a vedere tutto ciò che fa parte del vissuto quotidiano e di cui non ci si accorge. Una: esiste la specializzazione in ostetricia e ginecologia. Non esiste l’omologo maschile. E sono specializzazioni create dell’uomo. La Genesi è scritta da uomini che attribuiscono il lavoro all’uomo e la sofferenza alla donna. Anche la cacciata dal Giardino è scritta da uomini. I miti stessi. Vogliamo immaginarli scritti da donne, come ha fatto Christa Wolf? Altro incontro, quello sulla ricerca religiosa delle donne: Islam, Ebraismo e Cristianesimo, con Cettina Militello, del Coordinamento Teologhe italiane e già docente alla cattedra di Donna e Cristianesimo alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum. I prossimi appuntamenti sono il 18 febbraio con Anna Maria Crispino che condurrà l’Incontro con le Riviste Storiche del Femminismo, da Leggendaria a DWF, Via Dogana, Marea... E il 27 febbraio, la proiezione del video Futuro Femminile a cura di Lorella Reale, con la partecipazione della regista. Per l’8 marzo, è previsto uno spettacolo con letture di brani poetici e in prosa e la musica con Paola D’Agnese e Giovanna Marini.

Obama firma la prima legge. Concita De Gregorio, direttora de l’Unità, apre l’editoriale La festa dei simboli con una sintesi che ci fa bene: “Con la mano sinistra, è mancino, un presidente nero, è afroamericano, ha firmato ieri una legge che porta il nome di una lavoratrice, donna, paladina di una lunga battaglia per la parità dei salari fra sessi e fra razze”. Lo stesso editoriale, del 30 gennaio, chiude così: “Salutiamo con entusiasmo l’approvazione della legge sullo stalking, si poteva dire in italiano: atti di persecuzione contro le donne....”. Già, ma è ancora difficile parlare chiaro.


violenze “comuni”

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Ne abbiamo sentite tante, in questi giorni. A cominciare dal premier Silvio Berlusconi e dalla sua “verità di buon senso”: “lo stupro anche nello stato più militarizzato e più poliziesco possibile può sempre capitare. Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, e credo che non ce la faremo mai”. Il che fa pensare che certe cose accadano solo alle belle, o che essere belle sia il vero rischio, e magari anche un po’ una colpa, e per i vecchi “se l’è cercata” e “se va in giro vestita così...” il passo è breve. Del resto, si sa, “le donne sono tutte un po’ puttane”, e magari “provocano” e a volte “dicono di no, ma sotto sotto gli piace il maschio”. Tra le pareti domestiche, altre “verità di buonsenso”, dal “dovere coniugale” a “gli uomini si devono pur sfogare”. “Sei isterica, mi hai fatto innervosire,” rimprovera lui a lei, e “mi è scappato uno schiaffo, ma piano”. “Ho avuto un po’ paura, è stato come se mi avesse voluto dare un piccolo pugno,” confida la donna all’amica quando le viene il dubbio che si stia passando il segno ma forse si può sempre tornare indietro. “Ma dai, mica lo vorrai lasciare per un semplice pizzicotto!” risponde qualche altra che in queste situazioni “non ci finirà mai”. Perché, si sa, “sono cose che capitano agli altri” e “solo a chi non si è saputa scegliere l’uomo con cui stare.” Se dall’altra parte del muro condominiale i toni si fanno accesi o se le scene di ménage accadono sul pianerottolo, meglio barricarsi e far finta di nulla: “tra moglie e marito non mettere il dito,” “e poi anche se chiami i carabinieri o la polizia che gli fanno?” Comunque si sa che queste cose “succedono di più fra gli stranieri, per loro la donna vale zero.” E quanto agli stupri, sempre di stranieri si parla: “vengono qui e lasciano le mogli a casa, sono soli...”, e qualche volta “meno male che ci sono le prostitute”, “da qualche parte gli uomini si devono liberare”. Già, perché “hai visto quante violenze a Roma? secondo me è perché le prostitute non stanno più per strada e la gente deviata non ha dove sfogarsi e si butta sulla prima che capita,” dice una ragazza “normale”. Frasi tratte da conversazioni di tutti i giorni, con uomini e donne di ogni età, cultura, professione, latitudine. Attenzione: la violenza si alimenta anche di luoghi comuni. La violenza è prima di tutto nel pensiero. ILARIA ROMANO Online da venerdì 6 febbraio zeroviolenzadonne.it, un sito web di informazione “dedicato alle donne e alla loro capacità di reagire alla violenza maschile, che è ancora oggi la forma di controllo sociale, economico e politico più estesa al mondo”. Una rassegna stampa quotidiana su donne e violenza, donne e politica, diritti, lavoro, economia, salute, donne nella stampa estera e molto altro ancora. Si annuncia interessante la sezione “controimmagine”, analisi e decostruzione degli stereotipi sessisti nella comunicazione pubblicitaria e televisiva, a cura di Loredana Lipperini. Fra le utilità: mappa e indirizzario dei centri antiviolenza in Italia e “donne nei territori”, agenda delle iniziative delle donne e dei gruppi/collettivi femministi e lesbici in tutto lo stivale.


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Le Stanze delle Attese Mostra-installazione di Marco Morici, a cura

Museo del Vino di Monte Porzio Catone, dal 6 al 22

La mostra-installazione di Morici, La Stanza delle Attese, è un omaggio al uomo, una “preghiera in silenzio” alla sacralità della donna. Proposta de Il caso alla vigilia dell’8 marzo (dal 6 al 22) al Museo del Vino di Monte Porz so che negli ultimi due anni l’assessorato alla Cultura del Comune ha intra qualità della differenza, una riflessione su questo nostro Genere e sulla sua

Dialogo con la curatrice Cornelia Mattiacci Le Stanze delle Attese sono...

...un omaggio alla Donna, alla Terra, alla Dea. All’ancestrale, viscerale, uterino, aggettivi-chiave che coinvolgono ogni spettatore che attraversi le tre stanze. E che legano in una unica suggestione questi luoghi del Museo del Vino con l’installazione di Morici.

La Dea Terra, la Madre, la fertilità, riti e sacralità che appartengono a tutti i popoli...

Se fosse necessario dare un’unica denominazione a Iside, Isthar, Venere, Athena, Gea, forse “Grande Madre” sarebbe la scelta più appropriata. Tutte queste divinità rappresentano la Dea Terra, la gigantesca madre di ogni essere vivente, il simbolo della natura nei suoi aspetti positivi - fertilità, abbondanza dei raccolti - e negativi - tempesta, carestia. Personificatrice di quella forza che dispensa e nega la vita. Opera nuda, cruda, questa di Morici, che arriva immediata...

La nudità dell’oggetto tocca nelle viscere, rischia di far emergere il disagio della nudità dell’osservatore. Morici con questa sua opera tocca le profonde corde del sentire femminile. Una sorta di fitta al diaframma. Un vocabolario non nuovo, nel suo percorso artistico...

Vero. Le precedenti sperimentazioni gli hanno consentito di evocare e confrontarsi con “Margot”, fascinosa proiezione del suo lato femminile: Margot è la pulsione, lo slancio, l’adrenalina di un nuovo incontro, il desiderio che gonfia le mattine appannate. Gli conferisce una sensibilità sconosciuta, l’illusione reale di interpretare i codici femminili. E l’artista, l’uomo, è allora assente dall’opera?

L’artista è figlio, è amante in attesa, in piedi sulla porta della stanza, subendo il reiterato mistero di un meccanismo a lui mai noto. Osserva e registra dall’esterno il Mito, che rende la donna misteriosa e intoccabile. Tre Stanze, quali?

L’opera è un ciclo di tre stanze, tre scenografie, tre scatti; uno sguardo da tre angolazioni diverse: La stanza del parto, Corpi appesi, Deposizione. Nella prima, un viaggio verso un varco di luce, attraverso tessuti lacerati che cadono in vasi d’acqua, sotto lo sguardo di candide scarpe di donna. E’ la stanza del parto: si e' appena compiuto, si compie


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a di Cornelia Mattiacci

2 marzo.

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lla Dea Madre, alla terra, alla fertilità, al femminile e al femminino di ogni Refuso all’Istituzione Area delle Muse che l’ha accolta e la inaugura non a zio Catone, La Stanza delle Attese si inserisce a pieno titolo in quel percorapreso per sviluppare una rilettura del femminismo e del femminile come a Storia ancora da scrivere. foto di Dario Scaravelli

ora, sta per compiersi un evento ancestrale come la nascita, la primitiva nascita dell' uomo, che ci desta dal crederla cosa semplicemente quotidiana e la riconnette al mito. Nel secondo spazio, all’esterno, i corpi nati gravano con la loro massa umida verso terra, sono esposti al sole, alle intemperie e su di loro macchie d’olio, come fluidi corporei che sporcano e purificano. Nella terza stanza, piena di strumenti come fosse il laboratorio di un alchimista, la valutazione dell’essere umano diventa concreta: blocchi di argilla su una lastra trasparente, e sotto una candela che accende l’esperimento; il peso dell’uomo, il peso della terra. Gli oggetti dell’opera sono poveri.

Morici non mette in scena gli oggetti, ma il corpo degli oggetti; accostando materiali umidi, riscaldati, sporchi, o limpidi, cristallizza un'associazione di pensiero: parto-letto-lenzuolo-acqua; peso-corpo-bilanciaolio. Immagini-forme di oggetti.

Nell'opera si incontrano elementi scelti con cura allo scopo di esaltare la figura umana, il ritorno dell'uomo a tutti i costi; Morici si fa fotografo sintetico, senza filtri ne' sovrastrutture, della persona umana nel suo peso fisico e morale. Fotografo, scenografo...

La sperimentazione artistica lo lega al mezzo digitale, alla grafica, alla fotografia e lo ha visto formarsi per lungo tempo sul palco teatrale. E’ riuscito a trattenere il respiro e a calarsi in tutto quello che era stato fino a quel momento il suo repertorio, riemergendo con un opera sintetica. E’ riuscito a creare una scenografia di immagini-forme di oggetti in attesa di vita. PAOLA BOLAFFIO


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Futurista..

Lo stereotipo dell’uomo futurista e maschilista può in taluni casi ridursi anche a un troppo facile luogo comune, un’etichetta, una faciloneria. A guardar bene, infatti, si deve proprio al Futurismo e al suo fondatore Filippo Tommaso Marinetti, forse suo malgrado, il merito di aver ospitato, seppur sul doppio binario del favore per l’emancipazione e del disprezzo, il dibattito sulla questione femminile. A differenza dei letterati vociani che inseriscono il problema femminile nella più generale battaglia per la democratizzazione della società, dei cattolici che cercano di imporre i propri modelli di comportamento e dei socialisti che tentano di inglobare la lotta dei diritti civili delle donne in quella dei lavoratori, il Futurismo accetta e promuove un confronto diretto con le donne. Tale dibattito si sviluppa attraverso la produzione di numerosi scritti, manifesti e articoli di giornale, non privi di ambiguità, sia da parte maschile che femminile. Nel primo manifesto del Futurismo, pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909, Marinetti attacca la donna disprezzandola (9. Noi vogliamo glorificare la guerra sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberali, le belle idee per cui si muore il disprezzo per la donna) e dichiarando lotta al femminismo (10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria), ma manifesta rispetto, stima e ammirazione per le donne audaci e che sfidano l’uomo sullo stesso terreno. Prima fra tutte, sua moglie Benedetta Cappa, definita “mia uguale, non mia discepola” nel romanzo cosmico per il teatro Viaggio a Garagà (1936); della quale subisce l’influenza delle intuizioni geniali: “Trovo parlando con (Beny) la vera teoria della Sensibilità errante” come ammette nei Taccuini e alla quale si rivela sentimentale nelle Poesie. Gli slogan futuristi contro la donna forse non dovrebbero essere presi interamente e alla lettera, ma più probabilmente come provocazioni a suscitare un violento effetto shock. Ma oltre a stupire e a scandalizzare, le dichiarazioni di Marinetti accendono un forte risentimento nelle donne che, forse per la prima volta, esprimono la loro opinione, anche se ancora un po’ fumosa e soprattutto giocata su un piano troppo simile, per essere frutto di un cammino autonomo. Nel Manifesto della donna futurista (1912) Valentine de Saint-Point afferma che “è assurdo dividere l’umanità in donne e uomini, essa è composta di sola femminilità e mascolinità”. Ma nel Manifesto della lussuria (1913), la poetessa francese sostienbe quale unica via di uscita, nel dualismo dell’identificazione femminile con la donna-bambola o donna-fatale, una sorta di superdonna, riportando quindi il dibattito sulla questione femminile dentro lo scontro brutale tra i sessi, fino ad arrivare ad ammettere e giustificare l’aggressività e lo stupro. Con gli eventi bellici il dibattito evolve verso altre direzioni. Da una tesi escludente si passa ad una includente (le donne) e in questo passaggio la guerra sembra quasi giocare come elemento a favore dell’emancipazione: la donna ha dato prova di grande forza e coraggio nel sostenere e sostituire l’uomo. Marinetti stesso, a questo punto, affronta il problema in modo più serio e meno provocatorio, sostenendo che la subalternità della donna non è più dovuta a fattori biologi o morali ma deriva da un’educazione diversa e da una consequenziale situazione di inferiorità intellettuale e sessuale. Non è un grande passo avanti. Ma per un futurista, è evoluzione. Le donne moltiplicano i loro interventi sulle riviste futuriste e prendono coscienza della loro diversità come valore assoluto e non più come fattore discriminante. “Svalutiamo con forza questa ossessione di debolezza, di fragilità, di preda, che è tanto volentieri accettata da un numero sempre più esiguo di donne” scrive Enif Robert in L’Italia futurista. O ancora “Le donne avvertono gli uomini… Stanno per acquistare coscienza di un libero “io” immortale, che


..Maschilista?

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non si dà a nessuno e a nulla”, dichiara una delle più convinte femministe futuriste, Rosa Rosà, la quale sostiene un rapporto paritario con l’uomo e intuisce che il problema non è la donna ma l’uomo stesso e il suo sentirsi minacciato dall’affermarsi di una nuova femminilità. Oltre a Benedetta, Valentine, Enif e Rosà molte altre sono le protagoniste del movimento futurista, sia scrittrici che artiste: Marisa Mori, Edita Broglio, Tamara De Lempicka, Sonia Delaunay, Katë Köllwitz, tutte ancora molto poco studiate e valutate. E’ vero che lo stesso futurismo ha pagato caro, con la critica, il prezzo di aver alimentato la cultura di un periodo storico rinnegato. Figuriamoci il movimento futurista femminile. Quanto ancora la critica deve lavorare per riportare in superficie le donne futuriste è provato anche dal fatto che, nelle numerosissime manifestazioni che prenderanno avvio dal 20 febbraio in ricorrenza del centenario della nascita del Futurismo in tutta Roma, un solo evento ha almeno nel titolo la parola ‘donne’, Donne Velocità Pericolo, e un altro ha come soggetto una delle muse ispiratrici del movimento, La Divina Marchesa Casati. Due libri verranno infine presentati nel corso delle manifestazioni: Futuriste italiane nelle arti visive di Mirella Bentivoglio e Franca Zoccoli e Futuriste. Letteratura-arte-vita a cura di Giancarlo Carpi. LAURA BISTACCHIA

DUE PENELOPI DALL’EST

Si parte dalle Scuderie Aldobrandini di Frascati per arrivare alle Città invisibili, il costo del biglietto è irrisorio e a guidarci tra le trame e l’ordito di un viaggio incredibile sono due donne, artiste e sorelle di origine bulgara. I grandi arazzi realizzati da Marussia Kalimerova mostrano tutta la bellezza cromatica e materica dei fili di lana, seta, lino e iuta che si intrecciano tra loro per dar vita a delle vere e proprie sculture tessili da appendere alle pareti, non come quadri ma come mete di un viaggio oltre la Terra, verso lo spazio celeste, la luna forse con i suoi mari, oceani, catene montuose e crateri. Ma nel cielo capita di incontrare anche alcune costellazioni di segni zodiacali, come quelli che Tania Kalimerova realizza con piccole e graziose sculture di legno e marmo ricoperte di numerosi fili colorati. E se poi decidessimo di tornare sulla Terra, in Italia, come non prendere un Souvenir da Pisa? Marussia e Tania Kalimerova si ispirano a un’antica tradizione bulgara, quella dell’arazzo, per riproporre opere d’arte contemporanea di notevole originalità e soprattutto di grande coinvolgimento emotivo sia per l’occhio che gode di una varietà di colori sorprendente sia per il corpo che può muoversi e curiosare liberamente tra le installazioni. Merito quindi anche all’allestimento molto ben curato. (fino al 22 febbraio) LB


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occhio di Gimbutas

Enorme gioiello, dedicato non solo agli addetti ai lavori, agli archeologi del primitivo, ma senz’altro anche a chi ama l’arte, l’antropologia culturale. Marija Gimbutas scava nelle viscere della società indoeuropea per andare a catalogare con un lavoro meticoloso ed immenso, la cultura paleo/neolitica della nostra vecchia Europa, trovando substrati religiosi che cantavano la fede nella Grande Dea, la dea Madre, ora come uccello, ora come fiume, ora come animale, ora come terra. La Madre dispensatrice di vita e la Donna al centro della società. Uno sguardo rivoluzionario, un messaggio che ancora oggi stenta a decollare.

il piede in più

MM

Donna e disabile, due volte diversa. Dell’esperienza della femminilità in un corpo diverso e dell’amore per l’autonomia in un mondo pensato al maschile, non sempre facile da percorrere hanno scritto, in due bei libri di qualche anno fa, Ileana Argentin e Giulia Ricci, autrici rispettivamente di Che bel viso... peccato (Donzelli, 2007) e In punta di piede (Bannò Francesco editore, 2006, con Teresa Vittori). Autobiografie che si tangono in più punti. A cominciare da “peccato”, l’espressione che entrambe si sono sentite rivolgere tante volte. “Perché sembra quasi un peccato che si possa avere un bel viso, una straordinaria voglia di vivere e una grande autoironia se si è disabili,” scrive Argentin, oggi parlamentare e prima consigliere delegato per l’Handicap del comune di Roma, che dell’abbattimento delle barriere culturali e del riconoscimento delle diversità come patrimonio sociale ha fatto il suo impegno politico. A Giulia Ricci, che ha perso una gamba sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale e “in punta di piede” ha conquistato traguardi non scontati, nei suoi anni e nel suo piccolo paese di origine, neanche per donne con tutt’e due gli arti, la risposta di un uomo - “Perché peccato? Per me non cambia niente” - apre una nuova prospettiva. Carattere forte e curiosità fanno di entrambe figure intrepide, in continua ricerca di indipendenza - fisica, economica, emotiva - e di stimoli culturali, amanti della vita, della bellezza, dei bambini, che osservano e chiedono senza pregiudizi e che, da Giulia come da Ileana, ottengono risposte sincere. Lotte e battaglie, energia e momenti di prostrazione, una condizione che con le persone amate “non esiste” ma che “con i nuovi arrivati è tutto da verificare,” scrive Ricci. E, ultima ma nient’affatto ultima, per le due scrittrici e per chi condivide la loro situazione, la lotta alle “frasi di repertorio sull’handicap”: dal “disabile asessuato” (Argentin) a “chi ha detto che uno è brutto o bello a seconda che abbia una o due gambe?” (Ricci), a “quant’è bella, peccato che... ma è proprio intelligente”. Racconta Argentin: “per i miei colleghi rimanevo quella a cui dare buffetti sulla guancia e carezze sulla testa. Ci vollero anni per far cambiare questa lettura. Ci riuscii quando un mio collega dell’opposizione [...] in una riunione consiliare mi vide come il nemico a causa dei nostri pareri contrastanti e cominciò ad insultarmi fino a liberarmi dal ruolo della poverina, così ‘cara’ a tutti, con un sonoro ‘vaffanculo’.” “Ma il pieno inserimento, senza subire umiliazioni che feriscono, purtroppo è ancora di là da venire,” scrive Ricci; la prova? una storia di barriere architettoniche: nel piccolo municipio di Cori dove per tanti anni ha lavorato, nel 1975 una ristrutturazione sposta l’entrata e crea una scalinata, impervia; “dopo tanti anni si è ripristinata l’entrata primitiva riservandone l’uso ai soli disabili, così da applicare la legge [...]. Una volta arrivati, però, per farsi aprire bisognava pronunciare al citofono la parola d’ordine: ‘sono un handicappato’.” Quella porta, dopo le proteste, è oggi aperta a tutti. ILARIA ROMANO


efFE

la CITTA’

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Pensavo fosse un libro per adulti, erroneamente guidato dall’idea che certi concetti, così profondi, da scacciare nei sogni notturni, fossero inadatti ad un pubblico infantile. Ho conosciuto l’ansia del distacco, la vivo tutt’ora, distacco dalle persone, da me stesso, dagli oggetti che percorro, ho conosciuto l’umido dei cortili vuoti, la rete delle calze, la pressione amara di una carezza fatta a mani rugose, ho conosciuto la paura bambina del buio, la claustrofobia di una lampadina accesa tra le lenzuola, per scacciare le ombre, la meraviglia di un corpo disteso addormentato, e non credevo che questi concetti potessero riaffacciarsi, intatti, con la lettura di una storia per bambini. La città, di Armin Greder, traduzione di Baricco, edita dall’elegantissima orecchio acerbo, è un libro che ci riappropria di certi incubi, di certe ossa che non siamo stati ancora capaci di seppellire, o che vogliamo disseppellire per raccontargli le nostre paure, ancora una volta. Ed un bambino tutto questo lo può capire, non viziato dallo sguardo cresciuto di chi ha traslasciato le ombre, preferendo la morbida diffusione di una luce omogenea, alogena, da supermercato, che tutto illumina e che tutto lascia osservare. E’ un libro da leggere con una coperta sulle spalle, sotto un temporale invernale, con le porte che cigolano, prendendo in mano la notte che tutti ci sorprende, oscura, per insegnarci in che modo si DEVE avere paura, consegnando il nostro intelletto alla sfera pura dell’infantile, dove non si devono giustificare le ombre. MARCO MORICI

il fascino di AMANDA

Uscito con Bompiani, il libro di Fiorenza Sarzanini, giudiziarista del Corriere della Sera, sull’omicidio di Meredith Kercher: “Amanda e gli altri”. Perugia, città universitaria, notte di halloween e dintorni. La giornalista ricostruisce, verbali alla mano, l’ambiente in cui è maturato il delitto facendo raccontare agli stessi protagonisti e testimoni le serate di stordimento, le amicizie senza cognome, gli spinelli, l’alcool, le risate di due mesi di vita studentesca. Erasmus, università per stranieri, voglia di esagerare, di volare, di non essere sé stessi. Nostalgia di casa, pensieri di solitudine affogata nella corsa quotidiana allo sballo. Sangue. Dolore. Vite di tanti che, per un verso o per l’altro, hanno toccato la tragedia. Le parole di Amanda, le ritrattazioni, la confusione che pare reale. Il non andare a fondo con la mente di Raffaele. La disperazione di Giacomo e quella di Patrick. E quella di Rudy, abissale, senza speranza. Non ci sono giudizi. Sarzanini è terza. Ricostruisce con meticolosità, ora dopo ora, testimonianza dopo testimonianza, il prima e il dopo. Resta alla fine un sapore amaro, insieme alle domande di Amanda Knox: “L’angelo migliore cadde, quindi perché non possono cadere gli altri? C’è differenza tra l’essere umano e l’angelo?” PB


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cultura

Pop camp, fenomeno sfuggente e inafferrabile su cui cerca di fare il punto l’antologia - PopCamp, appunto - curata da Fabio Cleto per Marcos y Marcos: due volumi in libreria da qualche mese, apprezzati da critica e lettori. Alla Casa internazionale delle donne, lo scorso gennaio, una presentazione per festeggiare il successo del libro e spiegare, ancora una volta, di cosa parliamo quando parliamo di pop camp. “Si tratta di un’estetica, uno stile o gusto, oppure di una sensibilità, un modo d’essere”, dice Fabio Cleto: un’evoluzione del camp, fenomeno non precisamente collocabile nel tempo ma accostabile al kitsch e a certe forme di dandismo, che fra i suoi precursori vanta Oscar Wilde e Proust, Pontormo e Rabelais, il gusto barocco e lo sfarzo di Versailles. A cavallo fra gli anni ’60 e ’70 lo stile teatrale, eccentrico, ironico, inizialmente aristocratico del camp si lega al movimento omosessuale e, grazie alla cultura pop, si diffonde e si afferma in larga scala divenendo popcamp. Che non è solo indeterminatezza, ma un fenomeno consistente, concreto, che per anni ha segnato la cultura ed il costume, caratterizzando le scelte di stile e condizionando l'arte, la scrittura, la moda e la pubblicità, il cinema e la musica. Tra i suoi rappresentanti Greta Garbo e Bette Davis, Madonna e Liza Minnelli, Elton John e Pedro Almodovar, Renato Zero ed un insospettabile Papa Ratzinger. FEDERICO RIDOLFI

Book Music Party. Così si chiamano, da 14 anni a questa parte, le feste in cui la casa editrice Minimum Fax (che ne ha registrato il “marchio”) propone un cocktail di suoi libri con musica, buffet e disco-dance. Il libro sembra che vada sempre più accompagnato da aperitivi e autori, da vini e assaggi, da dibattiti e proiezioni. E ben vengano tutte le idee degli editori, dei promotori, delle librerie e degli enti, curatori tutti di eventi frequentati più dei libri in sé. Benvenuto, quindi, al book music party n.1 dei Castelli, organizzato da Minimum fax insieme a Semintesta, l’associazione che coordina lo spazio Zip di Frascati. Il 31 gennaio, sabato sera, una discreta folla di 25-40 enni ha conversato, ballato con le due DJ-editor, mangiato cous cous e deliziosi gnocchi di pane, dopo aver contribuito alla “causa” della casa editrice scegliendo obbligatoriamente uno dei 5 titoli compresi nel prezzo del biglietto. Piacevole, riuscito, il Party. Nulla da dire su questo. Solo una nota da aggiungere: perché solo 5 titoli? Un book party (traduzione, festa del libro) o ne ha uno o proprio tanti. Così, per scegliere. Che è, per dirla alla Pennac, uno dei diritti sacrosanti del lettore. Sarò un caso, ma in vita mia non ho mai letto un libro che non abbia scelto proprio io. E se la PB scelta è solo tra 5, è un po’ come se non l’avessi fatto. Il Parco dei Castelli Romani è anche editore. Ultimi due libri presentati, le “Storie della Valla Latina” di Raimondo del Nero, e “Lungo i sentieri della nostra storia” di Maurizio Bocci. Ricostruzione del “destino di un territorio, di un intero habitat condizionato e determinato dalle vicende storiche che lo hanno percorso e ne hanno determinato lo sviluppo fino ai nostri giorni, Storie della Valle Latina fa perdere appassionatamente al lettore tra storie per l'appunto di castelli, di manieri, di strade persino, che costituiscono il passato, il presente e persino il futuro dei Castelli Romani. E tutto è scritto con la precisione minuziosa dello storico e con il vigore descrittivo del narratore”. Lungo i sentieri della nostra storia, invece, è dedicato soprattutto a chi va a piedi, a chi è consapevole che camminare fa bene, allenta le tensioni e rigenera le sinapsi. Rende l’anima più leggera, le gambe più sode, la schiena più dritta, lo sguardo più attento. È l’attenzione della lentezza, che ci potrà far notare che viviamo in uno dei posti più belli del mondo”.


cultura

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Il Museo della Città di Monte Porzio Catone aderisce a Innamorati dell’Arte, iniziativa del Ministero dei Beni Culturali, e la arricchisce con una suggestiva visita alle collezioni al lume di candela, musica in filodiffusione e brindisi di benvenuto dalle 18.30 alle 20 del giorno di San Valentino. Grazie ad una convenzione con 14 ristoranti di Monte Porzio, il biglietto al Museo dà diritto ad uno sconto del 5% sulla cena.

E’ iniziata il 31 gennaio a Valmontone e prosegue fino al 15 febbraio nei locali dell’associazione MovieClub di Palestrina (via Enrico Toti, 2) la rassegna dedicata al cinema di Luchino Visconti, che vede i film del grande regista commentati ed analizzati da personaggi del mondo del cinema, della politica, della cultura. Tra gli ospiti della rassegna: Giuseppe Berardini, operatore di macchina di Visconti, Umberto Croppi, assessore alla Cultura del comune di Roma, Guido Milana, presidente del consiglio regionale del Lazio, Stefania Parigi, docente UniRoma Tre, Sofia Scandurra, regista e scrittriceSilvia Giulietti, regista e documentarista (che introduce Gli angeli nascosti, il 13 febbraio alle 21), Gabriele Mayer, costumista (che presenta Senso domenica 15 febbraio, alle 17).

Sbagli numero eppure dall’altra parte trovi qualcuno che lo conosce e che si offre di metterti in contatto con lui. Forse perché Damiano Faccennini, vent’anni, sceneggiatore e regista di Tutto scorre, interamente girato a Palestrina con il patrocinio del comune e dell’associazione Lupus in Fabula, ha unito nel primo lungometraggio - che è anche il primo esperimento cinematografico interamente prenestino ben cinquanta suoi concittadini, tutti esordienti, tutti giovanissimi. E, attraverso di loro la città. Il film – “una produzione piccolissima, con una sola telecamera, due fari... la lavorazione è durata due anni” – è stato girato nelle scuole di Palestrina, nei vicoli, al tempio della Fortuna, sulla scalinata di Palazzo Barberini... “Ma è solo uno sfondo - dice il regista, - una delle tante provincie possibili. Volevo raccontare la realtà giovanile in una dimensione chiusa. Vite di persone qualunque, che possono contenere storie interessanti.” Sullo schermo tre giovani proprio come tanti: chi lotta per i propri sogni d’arte, chi s’innamora e cambia, chi non sa da dove iniziare a “resettarsi”, tutti alle prese con gli slanci, le ansie, le lotte della loro età. Esordienti, bravi e qualche volta ingenui com’è in ogni prima volta, specie quando è della portata di un film che con slancio documentaristico e mezzi essenziali tenta di tracciare il ritratto della propria generazione. Freschi come la loro età e come i loro visi all’insù nell’affollata platea del Teatro Principe, felici di rivedersi e riconoscersi sullo schermo alla prima del 10 gennaio. Storie personali - “c’è anche dell’autobiografico” - e inserti di attualità - una scuola post-Gelmini minacciata dalla costruzione di un supermercato - e un finale che non chiude su quel che sarà di loro, del futuro. Perché “gli eventi ci cambiano, ma mai per sempre”. E c’è da credere che questi ragazzi sapranno fare molto altro, superandosi ogni ILARIA ROMANO volta.


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cultura

Daniel Lifschitz “Anche questo è per il bene”

Daniel Lifschitz, pittore, scrittore, esegeta e autore teatrale di famiglia ebraica ma convertito al cattolicesimo nel 1966, ci racconta quasi sotto forma di favola la sua storia attraversata da stagioni politiche, comunista e poi marxista leninista, da viaggi in regioni geografiche diverse e lontane - Svizzera, Israele, India, Italia - e da esperienze di religioni tanto vicine quanto distanti tra loro, il tutto condito con la sottile ironia tipica della cultura ebraica. In biblioteca a Monte Porzio, dal 24 gennaio al 6 febbraio, la sua personale e la presentazione dell’autobiografia in due volumi Dio sceglie l’immondizia. Storia di un ebreo cattolico e L’immondizia ama Dio. Storia di un cattolico ebreo, Parva. Quanto alle opere, 15 in totale, sono una parte di quelle già esposte fino all’11 gennaio a Frascati nel chiostro francescano di San Bonaventura. Nature morte, paesaggi con figure, marine, realizzate con pastelli su carta. Le composizioni, quasi tutte su fondo nero, sono illuminate e allo stesso tempo divise in due parti da un raggio di luce colorata proveniente dall’alto. E’ l’evidente richiamo simbolico alla presenza di Cristo, proprio come nel quadro intitolato Gerusalemme, città santa (1998-2006), dove il segno di Dio appare come una presenza sulla terra tra due moschee stilizzate, poste una di fronte all’altra con le loro cupole lucenti di argento e di oro e unite in primo piano dal muro del pianto. Lifschitz stesso ne dice: “Non esiste pittura religiosa se il pittore non ha fede”. L’esperienza dei campi di concentramento, seppur non vissuta in prima persona, è stata profondamente interiorizzata ed espressa nella rappresentazione pittorica di alcuni episodi della vita di Edith Stein, suora carmelitana: Edith Stein arriva ad Auschwitz, Edith Stein in attesa della morte e Andiamo a morire insieme al nostro popolo. Il dramma dell’olocausto, sintetizzato in questa stupenda trilogia in bianco e nero, lascia però una speranza per l’uomo (nuovo) che verrà, speranza da leggere non solo nel raggio di luce colorata/Cristo ma anche dall’uomo stesso: la Stein infatti è l’unico elemento delle tre opere che il pittore raffigura a colori. L’azzurro, il rosso e infine l’arancio delle sue vesti possono essere letti quindi come simboli della salvezza e della vita. A chiudere l’esposizione tre marine di Venezia, in cui i colori delicati e vaporosi delle nature morte e dei fiori iniziali si fanno densi e corposi. L’azzurro oltremare intenso delle acque della laguna veneta lascia intravedere all’orizzonte paesaggi completamente inanimati, se non fosse per quel segno distintivo del pittore. LAURA BISTACCHIA

27 gennaio, giorno della memoria. I sindaci di Monte Compatri e Marino inviano dichiarazioni ai giornali: “L’Amministrazione di Monte Compatri è vicina alla Comunità Ebraica di Roma e all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – dichiara Marco De Carolis, Cdl – La generazione che ci ha preceduto ha vissuto la vergogna delle leggi razziali e della tragedia della guerra. Siamo riusciti, però, ad opporci e a riscattarci. Soltanto la memoria è diventata il baluardo del ricordo e della dignità umana che cancella ogni forma di estremismo e di revisionismo storico”. E Adriano Palozzi, anche lui sindaco Cdl: “Qualsiasi istituzione italiana non può esimersi dal dovere del ricordo in una giornata nella quale, 64 anni fa, la libertà sconfisse l'oppressione razzista che il folle regime di Hitler animato dalla disumana ideologia nazista mise in atto. Tutti in Italia, in Europa e nel mondo intero, furono costretti ad aprire gli occhi su una tragedia collettiva di dimensioni indicibili che coinvolse il popolo ebraico e con essi tutte le persone che potessero essere definite diverse rispetto a una tragica idea di purezza della razza”.

COLORI DI PACE 11 gennaio. La guerra israelo-palestinese uccide i bambini, uccide le donne, uccide e basta. Un gruppo di donne monteporziane sente il bisogno di una preghiera di pace, pensieri, colori, parole, lacrime, silenzi. Una preghiera fatta di tutto questo, ma insieme.


cultura

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Un feroce attacco alla politica dello Stato d'Israele e allo stesso tempo un atto d'amore per la cultura ebraica; quasi un ossimoro stando ai comunicati da regime trasmessi dai media nazionali “ufficiali”. Eppure a chi ha assistito, lo scorso 25 gennaio nella biblioteca di Monte Porzio, all'incontro con il pittore e scrittore Daniel Lifschitz coordinato dall'assessore alla Cultura Renato Santia, è arrivato chiaro il messaggio che è possibile criticare il sionismo senza per questo essere antisemiti. Daniel Lifschitz, ebreo convertito al cattolicesimo passando attraverso sionismo, comunismo ed esperienza del kibbutz, è, proprio per la sua identità in continuo divenire, un testimone d'eccezione, ideale per affrontare nella sua complessità, senza manicheismo e banalità, un argomento a rischio d'inflazione come il conflitto arabo-israeliano. Barba folta e bianca, occhi vivaci e irrequieti, spiccato senso dell'umorismo, Daniel Lifschitz, che all’attività artistica affianca quella di traduttore di salmi, mette in risalto la matrice religiosa delle guerre in Medio Oriente. In Occidente, dice Lifschitz, attualmente prevale una tendenza culturale omologante in cui Dio è costantemente negato. A questa visione si contrappongono gli integralismi religiosi, intesi come recupero di identità da parte dei popoli. Una caratteristica fondamentale dell’islam sin dai tempi di Maometto, sostiene Lifschitz, è l’espansionismo. Ma non è certo tutta qui la questione mediorientale. L’islam del secolo scorso, continua, non era aggressivo; lo è diventato in opposizione al colonialismo e al neocolonialismo occidentale. Fra le cause principali del conflitto arabo-israeliano c’è anche il diffondersi del sionismo “politico” di Thomas Herzl, che Lifschitz contrappone al sionismo “spirituale”, desiderio di preservare l’identità ebraica dopo la diaspora. Un affondo finale durissimo contro la politica israeliana: “E’ la prima volta che in migliaia di anni gli ebrei peccano”, conclude Lifschitz. La guerra, forse, unico e paradossale collante per il popolo israeliano diviso tra spinte modernizzanti e richiami alla tradizione ultraortodossa. ANDREA CICINI

17 gennaio, nelle vie di Marino e Frascati, un “cartello” di onlus capitanato da “Popoli” ha distribuito un volantino per la raccolta di fondi di solidarietà per il Popolo Palestinese (soprattutto per i bambini). C’era scritto: “L’indifferenza uccide”, “Il 70% delle vittime dell’aggressione sionista a Gaza è costituito da civili. Il 35% da bambini. Gli abitanti di Gaza non hanno bisogno di proclami di solidarietà, nè di sterili chiacchiere. A loro servono farmaci, cibo e carburante”. www.comunitapopoli.org 8 febbraio, il Comune di Monte Compatri organizza un convengo sulle foibe. 15 febbraio ore 12, piazza Borghese: il Circolo di An di Monte Porzio deporrà una corona per le vittime delle Foibe.


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cultura sipario

Con la Locandiera di Goldoni, San Cesareo inaugura, a fine gennaio, il suo nuovo primo spazio teatrale. Nato dalla trasformazione dell’auditorium, oggi dotato di 100 poltroncine, affidato nella gestione artistica all’associazione Marionette senza Fili, il Teatro Auditorium ha in crtellone “Non tutti i ladri vengono per nuocere” di Dario Fo, con la regia di Claudio Tagliacozzo (13,14,15 e 20,21,22 febbraio). A marzo, invece, Le donne di bruto di Claude Takeaway. Il cartellone del teatro Joyce di Ariccia propone invece il 14 febbraio Casa Bracci, di Sandra Conti, con Sandra Conti, Anita Zagaria, Jesus Emiliano, Paolo Buglioni e la regia di Ennio Coltorti. Mentre il 14 marzo, sempre al Joyce, Radice di 2, di Adriano Bennicelli con Edy Angelillo, Michele La Ginestra, regia di Enrico Maria Lamanna. A Frascati, intanto, è partita la stagione del Capocroce (l’1 febbraio con l’Hedda Gabler di Ibsen). Prossimi appuntamenti, quello del 14 febbraio con Pagine Rossi, di e con Riccardo Rossi, il 22 febbraio, con Pulcinella s’innamora, farsa tratta da Antonio Petito alle 16.30, mentre il 31 marzo, Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren con la regia di Gigi Proietti. Il teatro di Villa Sora, sempre a Frascati, con la regia di Laura Teodori, propone il 14 e il 15 febbraio alle 17, La lampada di Aladino. Al Civico di Rocca di Papa, sempre il 14 febbraio, Ali in libertà... Fabrizio De Andrè, promosso dal teatro in collaborazione con l’Ass. Terre Sommerse e Spacciatori di lenti. Il 21, sempre al Civico, la prima de Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde, mentre il 6 marzo, I parenti terribili di Jean Cocteau, con Gloria Sapio, Valentina Martino Ghiglia, Felice Leveratto, Giuseppe Mortelliti, Claudia Manini e la regia di Adriana Martino. A Palestrina, il Teatro Principe, il 20 febbraio propone Zittotu di e con Grazia Scuccimarra, mentre l’8 marzo vanno in scena I Parenti Terribili di Cocteau con la regia di Adriana Martino. All’Alba Radians di Albano, infine, in programma alle 21 del 28 febbraio Tormenti e liberazioni del Signor M. di Peter Weiss. C’è qualcosa anche per i ragazzi. Al Joyce di Ariccia, dopo le matinée per le scuole del 12 e 13 febbraio con Marie Curie di e con Maria Vittoria Piancastelli, in cartellone per il 15 febbraio, alle 16.30 Biancaneve di Antonia Di Francesco e la regia di Giusy Di Francesco. Il 15 marzo, invece, sempre alle 16.30, La scuola dei supereroi di Michele La Ginestra con la regia di Andrea Martella.


cultura

qualche nota

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Insoliti spazi musicali ai Castelli. Nella ricerca di proposte musicali allettanti, abbiamo scovato una serie di appuntamenti che hanno stimolato il nostro spirito surrealista, sempre alla ricerca di connubi inusuali e legami misteriosi fra le cose. Per spiegare: riflettendo sul concetto di spazio, abbiamo notato che c’è un interesse sempre maggiore nel far vivere la musica al di fuori dagli spazi istituzionali, quali auditorium o locali espressamente dedicati e una spinta originale verso la commistione tra i vari aspetti della vita cittadina. Per celebrare il giorno di San Valentino, il duomo di S. Pancrazio ad Albano ospita il concerto Agapeia Brindisi dell’Amore, eseguito dal violinista Gabriel Croitoru diretto da Felix Carrasco. Le note di Tchaikowsky dell’ouverture di Giulietta e Romeo apriranno l’esibizione, seguite da quelle del romantico Mendelssohn del Concerto per violino e orchestra in mi minore e del Sogno di una notte d’estate. L’appuntamento è alle ore 20.30, quando la notte renderà ancora più suggestive queste musiche ispirate all’amore. Se avete voglia di trascorrere un sabato sera diverso e siete alla ricerca di note che nascono dalla sintesi tra estetica classica e modernismo, vi consigliamo il Recital Debussy del 21 febbraio nella cornice medievale di Palazzo Annibaldeschi a Monte Compatri. Al termine di una rilassante passeggiata domenicale nel centro storico di Monte Porzio Catone, il 22 febbraio potrete fermarvi a degustare un’ampia selezione di vini all’Enoteca 900, intima e accogliente, ricavata alla base di un antico monastero: alle ore 22, avrete l’occasione di ascoltare il Concerto per voce soprano e piano solo eseguito da Marzia Sporeno e Marino Giuliani. Se siete amanti delle atmosfere di sapore internazionale, in pieno centro storico a Marino c’è un suggestivo locale sorto da una cantina del ‘600, il Kinà Art Cafè, nel quale potrete assistere a spettacoli teatrali, mostre, seminari, reading e, naturalmente, concerti. Interessante è l’evento del 27 febbraio che vede protagonista il quintetto jazz degli Harafè il cui sound è fortemente caratterizzato dalle linee melodiche di Olivieri intrecciate con le pirotecniche evoluzioni del sassofono di Neto, il tutto impreziosito dalla sapienza armonica di Peccheneda, e dalla sezione ritmica di Ughi e Raciti. A Lanuvio, l’assessorato alla Cultura, in collaborazione con la biblioteca comunale, ha partorito un progetto che strizza l’occhio ad una tendenza sempre più in voga negli ultimi anni: l’aperitivo tardo pomeridiano. Nasce così l’ Aperitivo Sound in Biblioteca: il regno dello studio e del silenzio per eccellenza, alle 18 di venerdì 6 marzo verrà trasformato in uno spazio conviviale dove bere un cocktail, incontrarsi con gli amici e gustare l’esecuzione al pianoforte di Alessandra Vinci del concerto MICHELA CENTIONI Artisticamente al femminile.

Melodie raffinate ed eteree alternate a squarci decisamente più rock, dissonanze noise, songwriting rigorosamente in inglese e una spruzzata di elettronica: questi gli ingredienti delle tre tracce di Much More, primo EP dei Piano for Airport, band formata nel 2007 da tre ragazzi dei Castelli Romani: Lorenzo Lupi alla voce, Marco Reda alle percussioni e Massimo Pastori al basso e alla drum machine. A loro si è aggiunto poi Stefano Bernardini al piano e al Synth, introducendo sonorità più orientate verso l'elettronica. Un lavoro che piacerà agli amanti del noise-rock alla Sonic Youth oppure agli ascoltatori di raffinati gruppi Alternative Pop, come Radiohead o Sigur Ros; senz'altro un album originale per palati fini: i ragazzi sperimentano percorsi musicali innovativi e non ancora del tutto affermati in Italia. Proprio per questo meritano il nostro supporto. AC


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sport

corri Miguel

Miguel Benancio Sanchez era un ragazzo argentino, grande sportivo. Scriveva poesie e credeva nella libertà. Un giorno fu sequestrato a casa sua a Buenos Aires perché pesava alla società, e poi in quegli anni c’era una dittatura molto rigida. Purtroppo non fu l’unico desaparecido. Lui credeva che correre era un modo per confrontarsi con gli altri e con sé stesso, ma anche per conoscere nuove persone. Noi abbiamo deciso di fare questa gara perché pensiamo che è un diritto di tutti essere liberi. Per prepararci ci siamo allenati molto: almeno due volte alla settimana. Quando siamo arriavati al campo di Frascati, abbiamo appoggiato tutte le nostre cose su scalini molto grandi. Poi abbiamo fatto una piccola corsa per scaldarci; abbiamo aspettato che gli altri bambini più piccoli di noi finissero di gareggiare e siamo andati nel campo. Maschi e femmine erano divisi, e le femmine dovevano gareggiare per prime. Dopo la gara alcuni signori gentilissimi ci hanno offerto del té e delle merendine.

Le classi Quinte A, B, C della scuola primaria Don Milani di Monte Porzio Catone


CAMPO REALE

sport

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Una chiacchierata con Claudio D’Ulisse, presidente della Asd Real Monte Porzio. Grandi novità, pare... “Sì. E’ andata così. Il 4 gennaio, all’inaugurazione della ASD Real, organizzata per presentare a tutti, cittadini, genitori, sindaco, assessori, croce rossa, polizia municipale, carabinieri e associazioni, la nostra realtà, ho invitato il sindaco a parlare sul campo. Dopo aver ribadito io stesso le necessità della struttura e rinnovato la richiesta del campo in erba sintetica, è stato il sindaco Buglia a sorprenderci con una novità strepitosa, quella che l’interessamento dell’onorevole Sergio Urilli aveva fatto conquistare a Monte Porzio un contributo 500 mila euro per lavori di ristrutturazione, campo col manto sintetico, recinzione perimetrale, 4 torri luci per giocare in notturna. L’importo stanziato, secondo i nostri calcoli, potrebbe bastare a fare tutto. Insomma è stato un grande annuncio che ha ricevuto giustamente grandi applausi. Con questi interventi ci andremo a mettere a livello degli altri comuni”. Tutto questo, secondo lei, quando accadrà? “Il sindaco ha promesso quanto prima, dopo adempimenti tecnico-amministrativi. Potrebbero cominciare anche ad aprile, maggio, così per settembre dovremmo essere pronti”. D’Ulisse, monteporziano, da ragazzo era “uno sportivo blando”. Si lancia in una “esperienza nuova”, nata il 2 luglio 2008, la Asd Real Monte Porzio. Una ventina di soci, genitori di giovanissimi calciatori e allenatori, intenzionata a prendere in mano la situazione del calcio monteporziano, per “non essere costretti a portar via i nostri bambini e farli allenare nei dintorni”. Ma perché solo calcio giovanile? “Quest’anno è così. E’ settore nuovo per tutti, abbiamo paura delle possibili difficoltà economiche, ci siamo autotassati per affrontare le prime spese, non sapevamo come sarebbe andata. Ma ecco: da 70 dell’anno scorso, siamo a 120 iscritti, incremento notevole. Per noi è un passo di cautela. Poi vorremmo allargare ai più grandi, ambire a una I categoria, all’eccellenza. Ma oggi ci concentriamo sulle nostre 7 squarde, i piccoli amici (20022003), i pulcini (2000 – 2001) e i ‘98, ‘97, ‘96, ‘95, ‘94. Il numero dei ‘98 era tale che li abbiamo scissi in due squadre, bianca e azzurra, per due campionati separati. Gli allenatori? “Abbiamo avuto la fortuna di prendere tutto il buono della vecchia gestione, da Maurizio Luciani a Massimo Pralini, memoria storica del calcio a MPC, a Gino Gentile, che allena i ‘96 ed è un tecnico molto preparato, insieme a Urbano, anche lui con un gruppetto fantastico che dà ottimi risultati (‘96). Poi abbiamo integrato con altri nomi di rilievo, Giancarlo Ceccarelli, responsabile del calcio con un passato importante e sul profilo pedagocico educativo persona fondamentale. Abbiamo Stefano Spaziali (II categoria Atletico) e Paolo che viene dal Cave. Con un passato calcistico di tutto rispetto, c’è Leonardo Ortolani, uno dei soci fondatori, direttore sportivo dell ASD Monte Porzio”. LORENZO MIROTTI


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SPAZIOaperto povero TUSCOLO

Cammino nei nostri boschi intorno al Tuscolo da quasi venti anni e francamente non ne posso più di vedere sporcizia (che in questo periodo, causa l'assenza di erba e di sottobosco, è molto più evidente) di ogni genere nei posti più disparati. I miei occhi non riescono proprio ad abituarsi alla plastica, ai calcinacci, lavatrici, carcasse di automobili e motorini in un Parco. Non so se è una mia impressione o se, come ho detto, è colpa dell'inverno, ma a me pare che la sporcizia aumenti di anno in anno, insieme ad un degrado generale che riguarda, per esempio, le staccionate in legno e/o le reti di protezione (neanche a parlarne!). E ogni volta, quando andiamo a svuotare il nostro zainetto dalle POCHE bottiglie raccolte, mi/ci viene in mente la stessa cosa: come è possibile mettere su delle squadre di volontari che si vogliano adoperare per ripulire a settori, volta per volta, domenica per domenica, delle zone di questa meraviglia che abbiamo intorno a noi? Come possiamo fare per dare l'idea a chi frequenta questi posti che le persone che ci vivono ci tengono a che rimangano pulite e diano l'esempio agli altri che, stimolati, diventino più attenti e rispettosi di quanto siano adesso? Non so qui, ma in altri posti ho letto di giornate dedicate alla pulizia da parte di associazioni di volontariato. Come si può fare? A parole, sottolineo a parole, molte persone come me darebbero la propria disponibilità per questo. Con tutta la buona volontà, basta fare una camminata nelle zone anche più semplici e più battute, dai Camaldolesi, al piazzale, alla parte che dà verso Frascati, per rendersi conto che da soli non ci si fa. E' troppo il materiale accumulato, in alcuni punti visibilmente da anni, per poter avere la sensazione che quelle poche cose portate via si notino. In questo fine settimana qualcuno ha addirittura costruito una specie di scultura-spaventapasseri ai bordi della strada asfaltata vicino all'entrata dei Camaldolesi con i resti di una bicicletta, stracci, plastica e quant'altro. Scrivo a Voi soprattutto per chiedere se si può, attraverso il Vostro giornale, vista la diffusione capillare che ne viene fatta a Monte Porzio, cominciare una campagna di sensibilizzazione su questo argomento. Ho visto che in più di qualche occasione è stato già trattato, ma io penso a qualcosa di più. Penso appunto alla possibilità di creare delle occasioni, delle giornate nei fine settimana, dedicate alla pulizia di zone del Parco da parte di squadre di volontari che però dovrebbero essere costruite e poi coordinate. Penso anche che non è una cosa semplice. Penso per esempio a chi si dovrebbe occupare del materiale raccolto (?). Penso ad un minimo di tutela igienica per le persone che potrebbero partecipare(?). Penso che per mia ignoranza non so neanche qual è l'Organismo che istituzionalmente dovrebbe essere deputato a questo tipo di manutenzione, quanto c'entra il Parco o quanto c'entra il Comune, e non saprei neanche da dove cominciare. Ma da qualche parte si dovrà pur iniziare!!! E allora Vi domando: sapete niente Voi di tutto questo? Sapete se esiste già qualche organizzazione o qualche singolo che Vi ha posto lo stesso problema? Sapete se si può fare qualcosa attraverso il Vostro giornale? O cosa altro in alternativa? Per favore, facciamo qualcosa!!! Grazie per l'attenzione. Enrico Di Paolo

Gentile signor Di Paolo, come lei saprà, non è la prima volta che il nostro giornale ospita interventi sulla discarica-Tuscolo. Ricorderà anche che il Catone fu tra i promotori della campagna Puliamo il Mondo di Legambiente a Monte Porzio, dando vita proprio quel giorno alla prima edizione del Concorso, oggi nazionale, di piccoli reporter ambientalisti Giornalisti nell’Erba (veda www.giornalistinellerba.org). Sono tanti i cittadini che inviano foto e denunce al Comune, al Parco, al giornale, alle Guardie Ecozoofile, all’Asp, alle associazioni ambientaliste. I problemi sono di diverso ordine: la varietà di interlocutori (il Tuscolo è di competenza di tanti enti), la scarsità di personale, la vastità del territorio, la maleducazione dei cittadini, tanto per citarne alcuni. Che fare, mi chiede. Intanto unirsi. Proviamo a inviare le segnalazioni in un unico posto, il sito di giornalisti nell’erba, ad esempio. Quando il pacchetto sarà bello gonfio PB di voci, forse qualcuno ascolterà davvero.


SPAZIOaperto

Beata ignoranza

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Il 27 gennaio nella sede del 175° circolo didattico si è tenuto un incontro informativo per spiegare nella sostanza quali cambiamenti avverranno dal prossimo anno nella scuola primaria. La prima impressione che ho avuto, vista l’affluenza, è che probabilmente se fossero stati presenti amebi tronisti defillippiani o insulse patinate grandi sorelle, avremmo avuto seri problemi di contenimento della folla, questo per manifestare il mio personale disgusto verso l’indifferenza sociale e civile che contraddistingue la massa. Vivo sulla mia pelle un concetto che Gaber cantava, Libertà è partecipazione, e non solo, libertà è consapevolezza individuale della realtà oggettiva, è presa di coscienza e soprattutto impegno personale per dare voce alle proprie idee. L’incontro ha chiarito cosa accadrà. Ci sarà un maestro prevalente e badate bene, non sarà solo per i nuovi iscritti, ma anche per gli alunni che già frequentano la scuola elementare. Si cari genitori e cari bambini, eravate affezionati alle vostre insegnanti? Cominciate a rendervi conto che non sarà uguale. Perché i cambiamenti saranno tantissimi e tutti tendenti verso il basso. l comitato genitori redigerà un documento per divulgare in modo semplice i punti cardine di questa Riforma forzata in modo che tutti possiate comprendere la realtà oggettiva. La migliore definizione di questo complesso di interventi l’ha data la presidente di Confindustria Marcegaglia, che ha detto che questa non è una riforma ma un taglio. Il decreto Gelmini è meno scuola per tutti. Una disposizione destinata esplicitamente al contenimento della spesa pubblica. Meno scuola per tutti, vuol dire impoverimento culturale, e quest’ultimo apre la strade alla prevaricazione dove, chi sa, può raccontare ciò che vuole a chi non sa. Vi siete mai chiesti cosa c’era nel ’68 oltre all’aspetto politico? Nel ’68 c’era la rivalsa culturale di chi per la prima volta poteva accedere all’università e aprire la mente ad una valutazione soggettiva della realtà. Nel ’68 i figli di chi ha fatto la guerra, sofferto la fame, i figli di una generazione sottratta all’istruzione per necessità storiche, hanno potuto studiare, arricchire il loro personale patrimonio culturale, decidere con la propria testa e comprendere che il sistema era iniquo. E allora perché se lo studio rende liberi, bisogna impoverire la scuola? Semplice….perché ad un popolo ignorante si possono raccontare tutte le frottole di questo mondo. Si può accendere la televisione e sentire quello che gli altri hanno deciso che sia giusto, si cambia canale e si può cogliere il disprezzo per le ragioni altrui come ha fatto il ministro Gasparri dichiarando pubblicamente: Chi protesta, chi non è d’accordo è disinformato, strumentalizzato, facinoroso, o è un cretino in malafede. Io mi colloco nella categoria, sono cretina, in malafede e bugiarda. Ma lei ministro dovrebbe avere l’umiltà poiché pagato da noi, di considerare il coro di quanti dissentono e sono tanti. Qui fuori, nelle scuole, nelle università, ci sono non solo studenti, ma anche tanti docenti, tante famiglie. Ci sono migliaia di insegnati che perderanno il lavoro e lei non ha il diritto di liquidare la loro realtà e le loro paure apostrofando con aggettivi di cattivo gusto solo perché non è in grado di stabilire un contradditorio leale e civile. Questo imporre le cose è tipico delle dittature. La nostra scuola elementare così come è strutturata sino ad oggi è la sesta al mondo per eccellenza, secondo le classifiche dille agenzie internazionali. Perché cambiarla ed impoverirla?

Anna Altamura (Genitorinsieme)

Vogliamo aprire una doverosa riflessione sulle condizioni pietose del pulmino locale di Monte Porzio? La porta non si chiude (a volte nemmeno si apre), il pannello sopra la porta è smontato, la climatizzazione non funziona, e i freni? Si avverte un rumore stridente e imponente. Nei mesi scorsi la stessa ditta aveva subito il fermo del mezzo, ma le cose non sono migliorate. Il Comune si faccia sentire!

Ettore Candotti


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SPAZIOaperto ormoni da EX

Monte Porzio. Via Zanardelli 4. “Centro Giovani”. Dal primo ottobre alla fine di giugno. Praticamente “Sportinia” e “Sostanze” tutti i giorni con gli adolescenti. Dalle 16 alle 19 i giovani sono vibrazione di ormoni in quella centrale Via che porta al duomo di San Gregorio. Apri il portale delle aspettative e inizialmente tutto sembra possibile per un equilibrato quanto rispettoso senso delle relazioni, ma nell’intimo dei ragazzi il gioco è dettato sempre dal gioco per il gioco ed è così, fanno tutto per gioco anche quando il gioco si fa dispettoso e pericoloso. Giocano al controllo dell’esserci in divenire coscienza e si rendono grandi attraverso le finzioni per un’attenta quanto emozionale reciprocità in rinnovamento. Ascoltano musica, fanno collage a finalità scherzose, ma anche riflessive e il programma proseguirà con tendenze prestabilite dal dialogo che non sempre è possibile con tutti. La scrittura, la lettura creativa, disegno e pittura, percussioni, canto, attività di oggettistica, educazione ambientale, insomma si renderanno possibili personalità in formazione. I nomi? Sono caratteri, sono l’insieme di desideri ed effetti primari, intelligenze pro-vocative, non poche volte fulmini in una stanza, saette sui campanelli delle case altrui, in breve, ragioni umorali in relazioni reattive, ma si mostrano anche come intenzioni propositive tese verso quell’etica dei comuni princìpi. Si, non si può negare che in via Zanardelli 4 è l’esplodere delle intime, personalissime emozioni e selettive relazioni a prevalere. Ancora. In loro, da levigare, si impone un indotto programma culturalmente legato a concezioni personalistiche del gruppo in tema d’essere non poche volte conflittuale a tutti i costi per dominare, per essere anche in modo artificioso ed artefatto nella propria terrosa cultura emozionale. Le esigenze primarie? Essere no come risposta, ma con dentro un Si carico di speranza. L’intimo fine? Qualificare i rapporti nelle interazioni. La nostra condotta? L’esempio, il dialogo, il fare. Il minimo? Adeguarli alla condivisione e rispettosa convivenza. Il Centro Giovani può fungere da supporto alla famiglia se la famiglia partecipa ad un modello positivo che stimoli rapporti familiari e sociali, ma dove sono i genitori di questi ragazzi? Alla prova degli accadimenti è urgente, è necessario avere coraggio, coraggio di farsi coinvolgere. La relazione? non è un ostacolo, ma il servire del suo stesso univoco corpo. La memoria fa passare dall’esserci all’essere ed è questo l’unico corpo che rende possibili i superamenti di aporie artificiose. “Adolescenti in Centro” è, sono i giovani che con la vitalità quasi irrefrenabile che li caratterizza, la relazione specifica fatta memoria e la memoria a quell’età è corpo in voglia di, è corpo e sentimento, è animatamente anima. Il corpo è carico di voci, ma per altri versi è la possibilità filantropica o spirituale d’essere servizio in azione o progetto condotta di altre partecipazioni, di altri interessi, di altre relazioni e semmai più stabili, meno momentanee, più responsabili, più sedimentante, pacificanti. “Adolescenti in Centro” è nell’etica tesa delle comuni finalità, equilibrate, armoniche, rispettose delle personali e reciproche volontà. Sarà un tendere operoso. Alcune volte i legami, gli attaccamenti tra adolescenti sono come ostinati ghirigori che sul diario delle presenze e riflessioni vengono cancellati, pressatamene ripercorsi, offesi, ma dentro, nell’intimo fissatamene presenti e ridondanti in una memoria che è già storia. Il programma è delicato quanto i presupposti, ma incisivo e qualitativamente voluto dall’assessore Laura Toccini, promosso dal Comune in attuazione responsabile dell’Ass. Sportinia. “Adolescenti in Centro” è nella realtà di questi mesi, di questi primi mesi e siamo già a Febbraio con l’interazione di personalità qualificate e di spicco come il grande percussionista Karl Potter e l’eccellente attore Vincenzo Failla, ma anche altre oltre a quelle eccezionali dei ragazzi. Il Centro possiede norme di comportamento da assolutamente rispettare, ma la speranza professionale è che qualcosa rimanga nell’essenza, nella memoria e nel futuro agire sociale come valore duraturo e non venga dimenticato, cancellato o sopraffatto da pessimi sentimenti o esperienze devianti. Che queste, tra maschio e femmina, emozione e ragione, tra natura e cultura, individuo e gruppo, siano veramente esperienze altre per inserirsi in una continuità pro-positiva della nostra, della storia sociale e culturale di Monte Porzio. Alberto Monticelli


cantaporcellino

SON-D-AG-GI-O

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Dopo quanto tempo usi ilCatone per accendere il caminetto? Quanto tempo passi in bagno a trastullarti? Ti sei mai eccitato sfogliando le pagine de ilCatone? Pensi mai che potresti diventare il più figo/a della terra? Hai mai pensato ad una liposuzione? forse dovresti Ti hanno mai detto quanto io sia simpatico? Avresti il coraggio di entrare in redazione de ilCatone a mettere un po’ di ordine? Riusciresti ad accendere 14 stufette atomiche in una stanza di 4 mq? Noi ci siamo riusciti Riusciresti mai a coprirti con 74 coperte viola comprate all’Ikea? Noi arriviamo a 129! Ti piaccio? NO? sicuro? neanche un pochino? Vabbè...sarà per la prossima volta... Credi mai che se l’uovo è nato prima della gallina a te non possa fregare un cazzo? Pensi mai che la vita è un sogno? noi sì Pensi mai che da quando siamo diventati autonomi non dureremo più di due numeri? noi sì Hai mai creduto nei cretini? Noi ci facciamo un giornale! Hai mai odiato gli intellettuai? Noi sì. Che si vede dai contenuti? Ti piace la nuova veste de ilCatone? Come non è cambiato un cazzo? Se incontri il grafico digli che è sbalorditiva (è permalosissimo) Quanto saresti disposto a pagare per sapere chi è il Cantaporcellino? Sei tra quelli che va subito a leggere la pagina del Cantaporcellino? Sappi che la prossima volta faremo un sondaggio a tappeto interrogandoti sull’editoriale del nostro direttore, se non risponderai esattamente dovrai passare una chiusura di giornale con noi a prepararci i caffè. rispondi alle domande su info@ilrefuso.com potresti essere tra i fortunati vincitori di un week-end 5 stelle in via Zanardelli 6, a Monte Porzio Catone. Coperte non incluse.


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bus

SERVIZI

In vigore fino al 28/03/2009 Gli orari sono scaricabili su www.cotralspa.it - da ROMA a ROCCA PRIORA - da ROCCA PRIORA a ROMA

5.00 (l/v) - 6.00 (l/s) - 6.25 (l/s) 6.45 (l/s) - 7.00 (l/s) - 07.30 (l/s)8.00 (l/s) - 8.30 (l/s)- 9.00 (l/s) 9.45 (l/s) -10.20 (l/s) -11.00 (l/v da tv) - 11.20 (l/s)- 11.50 (l/s)12.10 (l/s)- 12.50 (l/s) - 13.10 (l/s gf NO MPC) -13.20 (l/s) -13.45 (l/s) - 14.10 (l/s) - 14.20 (l/v)14.30 (l/s)- 14.30 (l/s bu NO MPC)- 14.50 l/v da tv)- 15.20 (l/s) - 15.50 (l/s) -16.20 (l/s) -16.50 (l/s)- 17.00 (l/s gf NO MPC) 17.20 (l/s)- 17.45 (l/v da tv)18.15 (l/s)- 18.50 (l/s)- 19.15 (l/s)- 19.40 (l/s)- 20.20 (l/s)21.00 (l/s)- 21.45 (l/s)- 22.50 (l/s) DOMENICA E FEST. : 07.00- 08.30- 10.00- 11.30- 13.0014.30- 16.00- 17.30- 18.1519.0019.45- 20.30- 22.00- 22.30

5.00 (l/s) - 5.30 (l/s) - 5.50 (l/s) 6.10 (l/s)- 6.30 (l/s)- 6.30 (bu)6.45 (l/s)-6.50 (gf) -6.55 (l/s)7.05 (l/s) - 7.20 (l/s-gf)- 7.25 (l/vtv)- 7.30 (l/s) - 7.50 (l/s)- 8.00 (l/s) - 8.35 (l/s) - 9.00 (l/s) - 9.30 (l/s)-10.30 (l/s)- 11.30 (l/s)12.20 (l/s) -12.45 (l/s)- 13.05 (l/v)- 13.30 (l/s)-13.30 (l/s- bu) 14.00 (l/s) -14.30 (l/s bu)- 14.45 (l/s)- 15.10 (l/s) -15.25 (l/s) 16.00 (l/v) - 16.10 (l/s bu) -16.25 (l/v gf -bu) - 17.00 (l/s) -17.50 (l/s) - 18.45 (l/v tv) - 19.30 (l/s bu)- )- 20.00 (l/s)- 21.30 (l/s) DOMENICA EFESTIVI: 06.00- 07.00- 08.00- 08.45- 09.3010.30- 12.00- 13.30- 15.00- 16.3018.00- 19.00- 20.00 - 21.00- 21.30

l/s = Si effettua dal lunedì al sabato - l/v = Si effettua dal lunedì al venerdì frs = Frascati gf = Grottaferrata NO MPC- tv = Tor Vergata - bu = Buero, no MPC tempo di percorrenza: 40 minuti circa l’intera corsa - per MPC circa 20’

- da COLONNA a FRASCATI -

7.20 (L/S) - 7.30 (L/S) - 9.00* - 11.00 (L/S) - 13.30 (L/S) - 14.05 (S) 14.30 (L/S) - 14.40 (L/V) - 15.40 (L/V) - 17.00 (L/S) - 17.30* - 19.00 (L/S) - 20.30 (L/S). * solo domenica e festivi - da FRASCATI a COLONNA -

6.30 (L/S) - 6.40 (L/S) - 8.30 * - 10.30 (L/S) - 13.00 (L/S) - 13.40 (L/S) - 13.50 (L/V) - 13.55 (L/V) - 14.10 (S) - 14.15 (S) - 14.55 (L/V) - 16.30 (L/S) - 17.00 * - 18.20 (L/S) - 20.00 (L/S). * solo domenica e festivi - METRO - da ROMA LAZIALI a PANTANO dal lunedì al venerdì, dalle 05.29 ogni 4 minuti fino alle 22.27 sabato dalle 05.27 ogni 8 minuti fino alle 22.20 domenica e festivi dalle 05.20 ogni 8 minuti fino alle 22.20

- METRO - da PANTANO a ROMA LAZIALI dal lunedì al venerdì, dalle 05.20 ogni 6 minuti fino alle 22.25 sabato dalle 05.20 ogni 8 minuti fino alle 22.20 domenica e festivi dalle 05.20 ogni 8 minuti fino alle 22.20

Il Catone non è responsabile di variazioni degli orari o delle corse mancate.


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bus

SERVIZI linea monteporziana

P. Borghese - Colle Mattia Colle Mattia - P. Borghese

P.Borghese - Valle Verde Valle Verde - piazza Borghese P.Borghese - Cimitero Cimitero - P. Borghese Fontana Candida - P. Borghese P. Borghese - Fontana Candida P.Borghese - P.Borghese

6.45-7.20-8.40-11.55-13.35-14.40 15.35-16.35-17.30-18.30-19.30 7.00-7.35-8.55-12.10-13.50-14.55 15.55-16.55-17.55-18.55-19.50 9.25-12.25-19.10 9.35-12.35-19.20 10.15-10.45-15.10-16.10-17.10 10.30-11.00-15.20-16.20-17.15 11.30 11.15-18.00 9.45-15.05

(Costagrande, 2 Giugno, 2 Settembre, Romoli, p.Trieste)

P.Borghese - P.Borghese

12.45-15.25

(p.Trieste, posta, Costagrande, 2 settembre, Romoli, Trieste)

P.Borghese - P.Borghese

17.15

(costagrande, 2 giugno, 2 settembre, Romoli, v.Roma, Cimitero)

P.Borghese - P.Borghese

(costagrande, 2 settembre, Romoli)

P.Borghese - Pratone

(p.Borghese, via Roma, p.Trieste, Posta, Pratone)

Pratone - P.Borghese

(Pratone, Posta, p.Trieste, via Roma, p.Borghese)

19.00-19.15

14.15 - 14.25

14.25 - 14.35

Linea speciale da p.Borghese Grottaferrata: 7.45, 14.00

al

liceo

Touschek

di

Linea speciale da p.Borghese a p.Borghese (via Frascati 11.15 (7.45 e 14: corse prolungate fino a Grottaferrata)

Sacram - via Frasc.-Colonna - Pilozzo):

Bus da Cocciano a Tor Vergata

6.45 - 8.30 - 11.30 - 14.00 - 15.00 - 16.25 da via La Malfa a Policlinico di Tor Vergata - Passa a p. Marconi 10’ dopo la partenza e da stazione Fs di T. Vergata dopo 20’ Ritorno: 7.15 - 9.00 - 12.00 - 14.30 - 15.30 - 16.55 (passa da Stazione Tor Vergata dopo 15’, da p. Marconi dopo 20’) Da Cocciano via La Malfa a Stazione Tor Vergata: 6.05 - 6.45 - 8.30 - 11.30 - 14.00 - 15.00 - 16.25 Ritorno: 6.20 - 7.30 - 9.15 - 12.15 - 14.45 - 15.45 - 17.10 Il Polo Museale della Città (Museo della Città, Museo del Vino, Area archeologica Barco Borghese) è aperto ogni venerdì, sabato e domenica (9-13/15-19). Il Barco è accessibile solo con la guida. Per prenotazioni Tel. 06.94.28.333 (musei@comune.monteporziocatone.rm.it).


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SERVIZI

treni

tutti gli orari sono consultabili sul sito www.trenitalia.com

COLLE MATTIA - ROMA TERMINI 05,29 - 06,17* - 06,41 - 07,11° 07,19 - 07,52- 08,17* - 08,54 10,57* - 12,17 -14,09* - 15,17* 16,23* - 16,55* - 17,35° - 18,17 - 18,35- 19,11 - 19,35° - 20,1220,35° - 21,13* - 21.47° - 22,08* - 23,14 ROMA TERMINI - COLLE MATTIA 05,15°- 06.25 - 06,45 -07,25*08,20* - 09,20 - 10,20* - 12,20 12,47 solo fest - 13,20 - 14,20 15,00°- 15,20* - 16,20 - 17,00° 17,20 - 18,00° - 18,20 - 19,00° 19,20 - 20,25* - 21,20* - 22,20* * anche festivo ° no il sabato

Tu r n i be n z in ai

Domenica 8 Febbraio

FRASCATI - ROMA TERMINI

05,10 - 06,26 - 07,30 08,29* - 09,29 - 10,34*° 12,29* - 13,48 - 14,29* 15,29 - 16,29* - 17,29 18,29* - 19,29 - 20,46* 21,35 - 22,29° ROMA TERMINI - FRASCATI

03,38°° - 05,47 - 06,3207,32* - 08,42 - 09,52*11,52* - 12,52 - 13,52*14,52 -15,52*- 16,52- 17,52* -18,52- 19,52*- 20,52 21,52

*anche festivo/ °cambio Ciampino °°part. Rm Tib e cambio Ciampino

dalle ore 07.00 alle ore 12.30 dalle ore 15.30 alle ore 19.00 Verardi, via Fontana Candida

Domenica 15 Febbraio

Berardinelli, piazza Trieste

Domenica 22 Febbraio

Calcioli, Maremmana Inferiore

Domenica 8 Marzo

Berardinelli, piazza Trieste

Domenica 22 Marzo

Verardi, via Fontana Candida

Domenica 1 Marzo

Verardi, via Fontana Candida

Domenica 15 Marzo

Calcioli, Maremmana Inferiore

farmacie

Subrizi

Piazza Borghese, 3 Monte Porzio Catone

Califano

P.za V. Emanuele 6 Colonna

Costanzo

Via Frascati, 19 Monte Porzio Catone

06-9449010 06-9449657 06-9447238

06-9438023

Comunale Tuscolana Km 27,900 06-9406451 Rocca Priora

Giannini

Casilina km 23,400 Laghetto

Polinari

Via degli Olmi, 77 Rocca Priora

Polinari

Via degli Olmi, 77 Rocca Priora

TEOS

-

06-9476192 06-9470006 06-9470006

UFFICI COMUNALI dal lun. al ven. 8.30 - 12.30 mar. - gio. anche 15.30 - 17.00 Biblioteca Comunale lun-mer-gio-ven 9.00 13.30 lun-mar-gio 15.00 19.15

dal 28.02.2009 al 06.03.2009 dal 07.03.2009 al 13.03.2009 dal 21.02.2009 al 27.02.2009

dal 07.02.2009 al 13.02.2009 dal 14.03.2009 al 20.03.2009 dal 14.02.2009 al 20.02.2009 dal 21.03.2009 al 27.03.2009


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SERVIZI

numeriUTILI

URP - ufficio relazioni con il pubblico Centralino Comune Monte Porzio Catone Ufficio Tecnico - Città di MPC Polizia Municipale - Città di MPC Museo della Città Prenotazioni CUP Asilo Nido Scuola Materna Scuola Elementare Scuola Media Istituto Comprensivo Osservatorio Astronomico Biblioteca Ludoteca Guardia Medica Centro Anziani Museo Diffuso del Vino Protezione Civile Ufficio Postale Carabinieri Parrocchia Consultorio familiare Croce Rossa Italiana MPC - Ambulanza Enel - Segnalazione guasti Italgas - Guasti e Dispersioni Commissariato di PS di Frascati Vigili del Fuoco - Distaccamento di Frascati Agenzia delle Entrate di Frascati Centro per l'Impiego Policlinico “Tor Vergata” Giudice di Pace - sede di Frascati XI Comunità Montana Cinema Multisala “Politeama” - Frascati Cinema Multisala “Supercinema” Trasporti Tribioli - Frascati CO.TRA.L. Taxi Scuola di Musica Iseo Ilari

06-9428323 06-942831 06-9428328 06-9428336/43 06-94341031 803333 06-9448852 06-9447184 06-9447487-06-9448918 06-9449282 06-9449282 - 06-9447479 06-9428641 - 06-9448315 06-9447528 328-9088010/ 06. 9449405 06-9334049/39/61 06-94340052 06-94341027 3472779690 06-9449096 06-9449002 06-9449049 06-9448380 06-9447388 800.900.800 800.900.999 06-9428671 06-9420000 06-9401931 06-9420036 06-20901-800.986.868 06-94015270 06-9470944 06-9401705-06-9420479 06-9420193 06-9420211 800-150008 06-633666 06.9428333

Consultorio Monte Porzio C. via IV Novembre, 6 - tel.06.9448380 Vaccinazioni Ostetricia

Pediatra

per appuntamento

Ven. 9.00/12.00

Lun: 9.00/12.30 Mer: 9.00/12.30

Gio: 11.30/13.30

Uff. San.

Ginecologo Psicologo

per appuntamento

Lun:09.00/12.30 Ven:10.30/12.30 Lun: 9.30/12.30 Mer:13.30/15.00 Mer: 9.30/12.30

Il CAAF, centro assistenza fiscale (modello isee, dichiarazione dei redditi, 730, pensioni, invalidità,...) è aperto a Monte Porzio il mercoledì pomeriggio (dalle 15.00 alle 18.00) presso l’URP in via Roma. A Frascati, è aperto tutti i giorni. Per info e appuntamenti, telefonare al 06.941.76.84


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calendario

FEBBRAIO

fino al 28 febbraio Giù la maschera - mostra evento di Art Today Museo Civico di Marino fino al 15 febbraio Rassegna film Visconti MovieClub - via Enrico Toti, 2 Palestrina

fino al 20 febbraio Personale di Giocampo - mostra pittura Biblioteca- via Garibaldi 1 - Monte Porzio

fino al 22 febbraio Città invisibili - mostra di Tania e Marussia Kalimerova Scuderie Aldobrandini - Frascati

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fino al 22 Festa di San Biagio Rocca Priora

e 14, 15 - 20, 21, 22 Non tutti i ladri vengono per nuocere - di Dario Fo Teatro Auditorium - San Cesareo ore 20.30 Venerdì di… vino Spazio Art'è - Ariccia (info@mestierarte.it)

ore 19 Innamorati dell’Arte Museo della Città - Monte Porzio Catone ore 21 Il bacio più lungo Festa Polenta degli Innamorati - Rocca di Papa ore 20.45 Casa Bracci - di Sandra Conti Auditorium del James Joyce - Ariccia ore 20.30 Pagine Rossi di e con Riccardo Rossi Teatro Capocroce - Frascati e 21, 22 e 24 dalle 15 Carnevale Monteporziano Centro storico Monte Porzio Catone ore 16 Biancaneve - spettacolo teatrale James Joyce - Via A. De Gasperi 20 - Ariccia

ore 17.30 Dire, fare, pensare: le riviste delle donne Biblioteca Via Garibaldi 1 - Monte Porzio Catone ore 20.30 Recital Debussy Palazzo Annibaldeschi a Monte Compatri ore 20.30 Festa di Carnevale per il Madagascar Palazzo Chigi - Sala Maestra - Ariccia ore 20.30 Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde Teatro Civico - Rocca di Papa


a cura di Miriam Trobbiani

MARZO

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fino al 7 marzo Personale fotografica di Pietro D'Agostino Biblioteca Via Garibaldi 1 - Monte Porzio Catone ore 22 Concerto di Maria Sporeno e Marino Giuliano Enoteca Novecento - via Matteotti - Monte Porzio ore 15 Winx vs Spiderman - spettacolo Carnevale a Palestrina

dal 25 in poi L’Officina del Giocattolo - lab. permanente per bimbi Museo del giocattolo - Palazzo Rospigliosi- Zagarolo ore 17.30 Futuro Femminile video di Lorella Reale Biblioteca - via Garibaldi 1 - Monte Porzio

ore 9 La via Sacra tra sacrifici e trionfi - Escursione piazza di Vittorio - Rocca di Papa ore 21 Tormenti e Liberazioni del Signor M di P. Weiss Teatro Alba Radians - Albano

ore 16.30 The Canterville Ghost Teatro Capocroce - Piazzale Capocroce 3 - Frascati

ore 21 Rugantino Teatro Tor Bella Monaca – Via di Tor Bella Monaca

fino al 22 - ore 18 Le Stanze delle Attese - personale di Marco Morici Museo del Vino - Monte Porzio Catone ore 20.30 I parenti terribili - di J.Cocteau Teatro Civico di Rocca di Papa

ore 17.30 Teatro, cultura, società - di P. D’Agnese e Giovanna Marini Biblioteca - via Garibaldi 1 - Monte Porzio Catone

ore 20.30 Radice di 2 di Adriano Bennicelli Teatro Joyce - Ariccia

15 ore 16 La scuola dei Supereroi - di Michele La Ginestra James Joyce di Ariccia www.internationaltheatre.org

Scadenza Giornalisti nell’Erba info@giornalistinellerba.org - www.giornalistinellerba.org ore 21 Pippi Calzelunghe regia di Gigi Proietti Teatro Capocroce - Frascati

Il Catone non è responsabile per eventuali cambiamenti nelle date e negli orari degli appuntamenti segnalati. Le informazioni pubblicate sono state riportate sulla base di quanto a conoscenza della redazione prima della chiusura delle pagine in tipografia.

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