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BERLIN Marco Morici


www.ilrefuso.com

info fotografie: marco-morici@hotmail.it


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Dal balcone dell’ostello si vedeva la torre della televisione, lo schiaffo del papa stampato a croce sui suoi vetri durante il giorno, la malinconia di una grandezza mai raggiunta. Provare a scavalcarla con la vista è quasi impossibile, se la togli sai che dietro non può esistere qualcosa di diverso da lei. Somiglia ad un urlo, di notte appare come un invadente unicum, dove il punto di fuga del tuo sguardo deve posarsi. Difficile darle le spalle, difficile voltarsi e non sentirne la presenza, immensa, come un dito puntato sul tuo più grande peccato. Qualcuno scrisse che non si sarebbe potuto più vivere dopo la seconda guerra mondiale, troppi delitti, troppe macerie, impossibile ricostruire qualcosa che continuamente noi stessi avremmo demolito, la torre è lì per ricordarci questo. Per uscire dalla stazione metro accanto al mio ostello dovevo percorrere un ponte che scavalca dei binari ferroviari. Una notte mi sono fermato lì sopra, naturalmente la torre mi aspettava. C’erano dei binocoli per guardarla meglio, ho posizionato l’occhio e l’ho inquadrata: solitaria, nel buio delle nuvole notturne, impassibile, enorme, un’oliva di vetro infilzata da un gigantesco stuzzicadenti. Dovrebbe far sorridere, dovrebbe essere qualcosa di leggero, e invece se gli volti le spalle lei non scompare, ti rimane nei sogni, nelle tasche dei calzoni, nelle fotografie che scatti. Queste foto non sono Berlino, è una camminata che riaffiora dal buio di un inizio agosto. Nell’oscurità può iniziare una metafisica cittadina che altrimenti si perderebbe nelle macchine parcheggiate, nelle linee metropolitane, nelle presenze umane lungo la pellicola stradale, nel colore dei semafori, diversi tra est e ovest.


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Berlin  

photo book of a Metaphisical Berlin

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