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Dal 1638 vi conquistiamo per gioco.

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editoriale

La metafora insegna che il bicchiere lo si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto. Per noi del Casinò di Venezia beach soccer è arrivato il momento di fare un bilancio della seconda stagione nella Serie A Enel di questa spettacolare disciplina. Un anno intenso, che ci ha regalato tante emozioni e qualche rimpianto. A inizio stagione qualcuno ha parlato di “obiettivo playoff”. Un obiettivo che, in tutta sincerità, non è ancora alla nostra portata. Troppo elevato il gap tecnico e organizzativo nei confronti di corazzate come Milano, Cavalieri del Mare, Cervia e Coil Lignano. Non è un caso se, nei quattro gli scontri diretti, abbiamo collezionato altrettanti ko, anche se a Milano e Cervia qualche problemino l’abbiamo creato. E queste rappresentano le note liete di un’estate che, rispetto al nostro debutto di dodici mesi fa, va in archivio con tanti più. Ma sarebbe campanilistico, e poco costruttivo, non avere il coraggio di evidenziare anche i meno. Avevamo il quinto posto a portata di mano, che avrebbe sancito l’impresa. Perché chiudere il Girone Nord dietro alle “fantastiche quattro” sarebbe stato il suggello a una crescita esponenziale. Invece abbiamo toppato. Vuoi per stanchezza, vuoi per tensione, vuoi per qualche decisione arbitrale di cui noi stessi abbiamo fatto le spese, fatto sta che la quinta piazza avrebbe decretato il ruolo di outsider. Ma sfidiamo chiunque a non riconoscere i progressi di questo gruppo che abbiamo avuto il piacere e l’onore di allenare. Un gruppo di amici che proprio al suo interno ha trovato la forza per reagire a qualche batosta. Pensiamo, ad esempio, alle vittorie sul Mare di Roma e sulla Sambenedettese. Tutti hanno contribuito, in campo e fuori dal campo. Che si sia trattato di un gol o di un assist sulla sabbia, di una parola di conforto o di uno scherzo goliardico per le strade di Bibione, Lignano o San Benedetto del Tronto, tutto ha cementato il gruppo. Ragazzi seri e professionali durante gli allenamenti al Lido, impeccabili nei rapporti interpersonali, fieri di portare in giro per l’Italia il nome di una città straordinaria come Venezia. E fieri siamo stati, in primis, noi due ad allenare e condividere quest’esperienza coi nostri Gatto, Malossi, Ravagnan, Ruzzene, Gambin, Medaglia, Porco, Barbini, Caorlini, Seghetto, Da Lio, Toffolo, Parolari, Montrone e Cesca. Grazie ragazzi. E un grazie, non ce ne siamo dimenticati ma il discorso merita una digressione, va a Fabiano Ballarin, Stefano Torrisi e Mauro Bressan, professionisti impeccabili che, a seconda delle proprie disponibilità, hanno dato quel pizzico di professionismo che ha fatto capire ai nostri ragazzi che l’obiettivo raggiunto quest’anno è solo un punto di partenza. Il nostro augurio è di poter riabbracciare Mauro, Stefano e Fabiano anche il prossimo anno. E un abbraccio speciale va al nostro capitano “mancato”. Il grande assente Salvatore Miceli, che solo seri problemi personali hanno costretto a vivere questa stagione da spettatore. Il suo carisma e la sua classe sono mancate alla squadra che però, da quest’assenza, ha avuto lo scatto per crescere sotto il piano del gioco e della personalità. La squadra che Micio ritroverà il prossimo anno sarà diversa, sarà più grande, avrà ambiziosi obiettivi. Attento Micio, il prossimo anno il posto dovrai sudartelo!

Giampietro Collauto e Claudio Moser Allenatori Casinò di Venezia beach soccer

GLI ATLETI DI SAN BENEDETTO: Massimiliano Gatto, Marco Malossi, Cristiano Ravagnan, Nicolò Ruzzene, Giordano Da Lio, Nicolò Gambin, Stefano Medaglia, Alessandro Caorlini, Alvise Toffolo, Davide Parolari, Davide Montrone, Massimo Cesca, Andr Seghetto.

CLASSIFICA FINALE GIRONE NORD: Milano 30, Cervia 27, Cavalieri del Mare Viareggio 23, Coil Lignano Sabbiadoro 20, Friulpesca Lignano Sabbiadoro 14, Casinò di Venezia e Agenzia Lemme Vasto 12, Sambenedettese 9, Patavium e Mare di Roma 6, Alma Juventus Fano 3.


RUZZENE-GAMBIN, GIOVANI BEACHERS NEROVERDI IN RAMPA DI LANCIO di Giacomo Garbisa Due sconfitte analizzabili sotto diversi punti di vista. Se quella contro la Coil Lignano non ammette replica, un sonoro 11-1 che ha spento sul nascere i sogni di finale scudetto del Casinò di Venezia, quella contro il Cervia lascia grande rammarico, sebbene i tre punti non fossero determinanti ai fini della qualificazione alla poule di Ostia. «La Coil si è dimostrata senza dubbio superiore, ma va anche sottolineato il fatto che noi eravamo stanchi per il viaggio» spiega Nicolò Ruzzene, volto nuovo del Casinò di Venezia, sempre presente in tutte le tappe totalizzando un bottino di 12 gettoni e tre reti. E un altro elemento neroverde che si è ritagliato il proprio spazio è il 20enne Nicolò Gambin che, assieme a Ruzzene, rappresenta il futuro del Casinò di Venezia beach soccer. «Contro la Coil in realtà eravamo partiti bene, ma il loro vantaggio ci ha costretto a buttarci all’attacco e abbiamo trovato uno straordinario Del Mestre sulla nostra strada. In effetti, esser arrivati a San Benedetto poche ore prima della partita non ci ha aiutato». Se contro i friulani alla fine c’è stato poco da fare, con il Cervia il rammarico è davvero tanto, soprattutto perché, a quattro minuti dalla fine, i beachers

lagunari conducevano per 3-1. «Abbiamo affrontato la gara con lo spirito giusto, giocandocela fino alla fine, ma in questo sport serve anche un po’ di fortuna – spiega Ruzzene –. Nel beach la differenza la fanno i campioni e il Cervia può contare su gente come Juninho e Ddì. Peccato, perché una vittoria contro i romagnoli avrebbe fatto morale, ma ci riproveremo l’anno prossimo». Dello stesso avviso anche Gambin che contro i gialloblu, anche se nel quadrangolare benefico disputatosi a Cervia (vedi cronaca in questo numero del Magazine ndr), ha realizzato il suo primo gol nel beach dopo sette presenze in gare ufficiali. «C’è grande rammarico per la sconfitta, ma non possiamo negare che l’esperienza di campioni come Juninho e Ddì alla fine fa la differenza. Credo comunque che il bilancio finale sia estremamente positivo, anche se si può fare meglio. Dovremo lavorare soprattutto sull’organizzazione tattica e sulla preparazione fisica perché le altre squadre sono più avanti, ma l’aver iniziato ad allenarsi al Lido è stato sicuramente positivo». Bilancio fnale soddisfacente anche per Ruzzene: «Alla fine credo che tutti abbiamo fatto del nostro meglio, certo dispiace per non aver raggiunto almeno il quinto posto, ma abbiamo

grandi margini di crescita. Ho visto un grandissimo Toffolo, sinceramente non pensavo fosse così forte. E poi ho avuto la possibilità di vedere da vicino grandissimi campioni, a cominciare da Amarelle che secondo me ha mezzi tecnici che lo farebbero ben figurare anche nel calcio a undici (lo spagnolo è cresciuto nelle giovanili del Deportivo La Coruna ndr)». Per una stagione che si chiude, i due giovani neroverdi aspettano già con ansia quella che vedrà ai nastri di partenza il Casinò di Venezia nel 2010, con una promessa comune: «Se la società ci vorrà, noi saremo felici di far ancora parte di questo progetto».

Casinò di Venezia – Coil Lignano 1-11 (p.t. 0-3, s.t. 0-4, t.t. 1-4)

Casinò di Venezia – Cervia 3-4 (p.t. 2-1, s.t. 0-0, t.t. 1-3)

Reti: pt.: 6’ Torres, 7’ Ze Maria, 8’ Torres; st.: 6’ Buso, 8’ Souza, 10’ Ze Maria, 11’ Longo; tt.: 1’ Ze Maria, 2’ Toffolo (V), 4’ Ze Maria, 6’ Torres, 9’ Del Mestre. Casinò: Malossi, Ruzzene, Medaglia, Caorlini, Toffolo, Da Lio, Cesca, Parolari, Seghetto, Ravagnan. All.: Collauto. Coil Lignano: Fabbro, Torres, Sguazzin, Buso, Esposito, Longo, Souza, Ze Maria, Panfili, Del Mestre. All.: Della Negra. Ammoniti: Cesca (V), Sguazzin (C). Arbitri: Melfi di Vasto e Anania di Paola.

Reti: pt.: 2’ Ddì, 9’ Parolari (V), 10’ Toffolo (V); tt.: 6’ Da Lio (V), 7’ Ddì, 9’ Juninho, 12’ Juninho. Casinò: Malossi, Gambin, Ruzzene, Medaglia, Caorlini, Toffolo, Da Lio, Parolari, Montrone, Ravagnan. All.: Collauto. Cervia: Pagani, Staffa, Tel, Livon, Juninho, Neumann, Ddì, Dado, Di Marco, Della Torre. All.: Sabalino. Ammoniti: Medaglia e Toffolo (V). Espulsi: Toffolo per doppi ammonizione, l’allenatore Collauto per proteste. Arbitri: Gambuzza di Ragusa, Polito di Aprilia, Cresi di Nocera Inferiore.


«DUE ANNI E SAREMO AL LIVELLO DELLE BIG». PAROLA DI DAVIDE MONTRONE di Giacomo Garbisa Un lasso di tempo impercettibile se si tiene conto che il Casinò di Venezia partecipa al massimo campionato di beach soccer da appena due stagioni. Eppure Davide Montrone, attaccante neoverde e fra i leader del gruppo, è convinto che i lagunari siano sulla strada giusta, anche se rimane un pizzico di rammarico per la tappa di San Benedetto del Tronto. «Qualcosa in più si poteva fare, abbiamo gettato le vittorie contro Cervia e Vasto. Se contro i romagnoli sulla carta partivamo sfavoriti e l’obiettivo era limitare i danni, anche se fino a tre minuti dalla fine vincevamo 3-1, contro Vasto abbiamo un po’ mollato. C’è stato un pizzico di sfortuna, perché sul 3-2 io stesso ho preso una clamorosa traversa che, di fatto, avrebbe chiuso la partita, ma probabilmente eravamo ormai scarichi». Un bilancio comunque positivo, soprattutto sulla scia della scorsa annata, merito anche dei giovani integratisi alla perfezione nel gruppo. «La forza di questa squadra è senza dubbio il gruppo e, anno dopo anno, sono convinto che riusciremo a raggiungere il livello delle big. Del resto, nessuno di noi pratica questo sport a livello professionistico. Ma dateci due, massimo tre anni, e ce la giocheremo alla pari con Milano, Cervia, Cavalieri del Mare e Lignano. Ovviamente servono giocatori che facciano la differenza, ma noi abbiamo

già Toffolo. E poi i vari Caorlini, Da Lio e Ruzzene, seppur alla prima esperienza, hanno già fatto vedere di che pasta son fatti. Del resto in questa disciplina più giochi e più entri nei meccanismi, che sono totalmente diversi da quelli del calcio tradizionale. Anch’io, rispetto all’anno scorso, ho imparato a correre senza sprecare energie a vuoto». L’esperienza è fondamentale, ma i benefici sono arrivati anche dagli allenamenti che la squadra ha potuto sostenere presso il campo della Marina Militare al Lido, affinando alcuni meccanismi, anche se di strada da fare ce n’è ancora molta. «Dobbiamo crescere tatticamente e nei movimenti in campo perché abbiamo ancora la tendenza a giocare a calcio – confessa l’attaccante, quest’anno sceso sulla sabbia sette volte e autore di una rete contro Fano –. Dal punto di vista atletico, invece, siamo in buone condizioni». L’ideale? Coniugare risultati e bel gioco. «Se guardiamo i risultati, Milano è stata la squadra più continua al di là della sconfitta contro Napoli nella finale scudetto. Ma se prendiamo come termine di riferimento lo spettacolo, poiché l’essenza del beach soccer è proprio quella spettacolare, allora la squadra da imitare sono i Cavalieri del Mare. Vederli giocare è un divertimento e il portoghese Belchior è senza dubbio uno dei più forti beacher al mondo.

Noi per ora siamo invece il gruppo più affiatato del nostro girone e il merito, oltre che dei ragazzi, è anche della società che ci è sempre stata vicina e fa parte integrante del gruppo». Prova ne è la vittoria per 6-2 contro il Mare di Roma. «E’ stato il momento più esaltante della stagione, un successo arrivato dopo un periodo di crisi al quale il gruppo ha saputo reagire compatto. E’ stata “la riscossa del leone”, il coro che abbiamo cantato in campo a fine partita».

Casinò di Venezia – Sambenedettese 2-0 (p.t. 0-0, s.t. 0-0, t.t. 2-0)

Casinò di Venezia – Agenzia Lemme Vasto 3-4 (p.t. 1-0, s.t. 1-2, t.t. 1-2)

Reti: tt.: 5’ Da Lio, 8’ Da Lio. Casinò: Gatto, Gambin, Ruzzene, Medaglia, Caorlini, Da Lio, Cesca, Montrone, Seghetto, Malossi. All.: Moser. Sambenedettese: Spina, Capriotti, Pezzoli, Iannuzzi, Bocchino, Poli, Russo, Palladini, Cardinali, D’Ambrosio. All. Di Lorenzo. Ammoniti: Caorlini (V). Arbitri: Bonavita di Forlì e Coscia di Soverato.

Reti: pt.: 4’ Toffolo (V); st.: 2’ Di Giacomo, 10’ Muratore M., 11’ Toffolo (V); tt.: 3’ Toffolo (V), 8’ Triglione, 10’ Muratore M. Casinò: Gatto, Gambin, Ruzzene, Medaglia, Toffolo, Da Lio, Cesca, Parolari, Montrone, Malossi. All.: Moser. Lemme Vasto: Cianci, Turdò, Muratore M., Napolitano, Di Giacomo, Muratore S., Del Bonifro, Triglione, Ottaviano, Basilico. All. Manes. Ammoniti: Da Lio, Gatto. Arbitri: Colacino di Soverato e Fiorenza di Aprilia.


GATTO-MALOSSI, PROFESSIONE SARACINESCA di Giacomo Garbisa

Strano ruolo quello del portiere, soprattutto nel beach soccer. Oltre a parare e trasmettere fiducia ai compagni, l’estremo difensore del beach è anche la prima fonte di gioco, l’uomo che con un lancio può mettere gli attaccanti in condizione di segnare. E uno dei punti fermi del Casinò di Venezia beach soccer è proprio la coppia di portieri Massimiliano Gatto e Marco Malossi, nella rosa neroverde fin dalla prima gara dello scorso anno. E come tutta la squadra, anche i due angeli custodi lagunari hanno evidenziato netti progressi, perché parare nel beach non è la stessa cosa che farlo nel calcio tradizionale. Questione di rimbalzi, ma anche di visione di gioco. «Tutta la squadra è cresciuta sul piano del gioco e i miglioramenti sono da attribuire anche agli allenamenti svolti al Lido – confessa Gatto –. Personalmente, rispetto allo scorso anno, vedo maggiormente il gioco e mi baso meno sull’istinto. Nel nostro ruolo è importante dettare i tempi del gioco per la fase d’attacco, capire quando è il momento di accelerare e quando invece bisogna temporeggiare. Sia io che Marco abbiamo dimostrato di esserci calati con impegno e buoni risultati in questa disciplina, anche se dobbiamo ancora lavorare sul piano della preparazione fisica che deve essere mirata. Inoltre penso di dover crescere anche sulla tecnica nelle parate, sarebbe utile potersi allenare con un preparatore specifico nel beach». Di crescita anche a livello psicologico parla Malossi. «Rispetto al 2008, quando siamo stati letteralmente buttati allo sbaraglio, la squadra ha fatto un enorme passo avanti sia sul piano tattico che su quello tecnico. Non nascondo che l’inizio è stato un po’ demoralizzante. C’erano tiri che ci rimbalzavano davanti e finivano in rete facendoci fare pessima figura, ma quest’anno siamo migliorati nell’intuire le traiettorie. Vedere portieri del calibro di Zanini e Del Mestre ci è servito, ma fondamentali sono stati gli allenamenti al Lido, perché in questo sport conta moltissimo la costanza nel lavoro».

Le big del campionato sono ancora lontane, ma il Casinò sta crescendo e puntare su giocatori italiani nel tempo darà i suoi frutti. «Sapere di essere arrivati dietro alle quattro grandi, pur col rammarico di non aver centrato il quinto posto, fa morale – spiegano entrambi i portieri –. Quest’anno abbiamo scoperto alcuni giovani interessanti, innesti che hanno portato solidità. Cambiare organico ad ogni tappa non è il massimo e in qualche occasione ci ha penalizzato perché ogni volta andava ritrovato l’amalgama. Piuttosto bisogna insistere con l’ossatura che ha caratterizzato questa stagione. Certo elementi di spessore fanno comodo, ma puntare su un gruppo italiano, meglio se con radici veneziane, è la carta vincente». E una riprova della compattezza del gruppo è arrivata proprio sul campo: «Una tappa cruciale di questa stagione è stata la vittoria sul Mare di Roma – spiega Gatto – anche perché di fronte avevamo due professionisti come i fratelli Torres e Roma, solo l’anno prima, aveva partecipato alla fase finale. In quel momento abbiamo riflettuto sull’importanza del gruppo». Per Malossi, invece, la cartolina della stagione 2009 è rappresentata dalla sfida contro Milano: «Abbiamo perso 6-5, ma siamo rimasti in gara fino all’ultimo secondo, dimostrando di poter tener testa a una

corazzata che, nel corso della stagione, ha perso solo una partita in finale contro Napoli. Credo che quella prestazione sia stata merito anche del gruppo». Un gruppo che i due portieri esaltano non solo per quanto fatto vedere in campo, ma anche per la vita di tutti i giorni, per quello stare insieme fuori dal campo che ha compattato la squadra. «Cosa ricordiamo in particolare? Non ci sono dubbi: le barzellette di Montrone!» sembrano quasi essersi messi d’accordo Malossi e Gatto, con quest’ultimo che aggiunge: «Beh, a dire la verità non erano male neanche le docce di Malossi alle 3 di notte con tanto di phon per asciugarsi i capelli!».


foto del mese

La squadra che ha conquistato il primo trofeo della storia del Venezia Beach Soccer, il 2째 posto nel quadrangolare Cervia Cup.


CERVIA CUP, CASINO’ DI VENEZIA IN CAMPO PER SOLIDARIETA’ Un riconoscimento che fa piacere. L’invio recapitato al Casinò di Venezia beach soccer per partecipare alla seconda edizione della “Cervia Cup” ha un duplice significato. Sul piano sportivo indica che il sodalizio neroverde ha iniziato a farsi apprezzare nel panorama del beach soccer nazionale; sul piano dei rapporti interpersonali significa che lo staff dirigenziale ha allacciato buoni contatti con i colleghi che da più anni lavorano per far crescere sempre di più questa disciplina. E così la “Cervia Cup”, organizzata magistralmente dalla società romagnola, è stata un successo sia sul fronte agonistico sia su quello, più importante, della solidarietà. Il fine principale del quadrangolare andato in scena nel weekend dell’1 e 2 agosto era, infatti, quello di raccogliere fondi in favore dell’Associazione “Amici dei Bambini” (Ai.Bi.), che da più di vent’anni lotta al fianco dei milioni di bambini relegati negli orfanotrofi di tutto il mondo affinché abbiano il diritto di essere figli e di avere una famiglia. E la risposta del pubblico è stata straordinaria: oltre 500 persone, fra sabato e domenica, hanno riempito la Beach Arena di Cervia mettendo a segno il miglior risultato dell’evento. Ad aiutare, certo, è stata

la prestigiosa amichevole fra l’Italbeach e la Svizzera che ha visto gli azzurri imporsi per 6-5 grazie alle magistrali prestazioni di Palmacci e Pasquali, autori ciascuno di una tripletta. Sul versante club, invece, la vittoria è andata ai padroni di casa del Cervia che, dopo essersi sbarazzati con un certo affanno (7-5) del Derby Castrocaro in semifinale, nella finalissima hanno affrontato il Casinò di Venezia, vittorioso per 2-0 sul Fano. Una finale quasi senza storia, che ha visto i padroni di casa imporsi per 8-3 grazie alle straordinarie prove dei brasiliani Ddì e Juninho, autori di sette degli otto gol complessivi. Chiaro che a fare la differenza, a certi livelli, siano soprattutto le stelle straniere, come nella regular season hanno dimostrato i vari Madjer, Juninho, Belchior, Torres, Ddì, Ze Maria. Dal canto suo il Casinò di Venezia ha comunque ben figurato sia dal punto di vista del collettivo, vera forza della squadra lagunare, sia da quello delle individualità, con Toffolo e Parolari autori di quattro reti e un Gambin a segno e con ampi margini di miglioramento. Ma tutta la squadra, dai portieri Gatto e Malossi ai vari Da Lio, Montrone, Seghetto, Caorlini e Barbini, ha

confermato progressi e, soprattutto, grande impegno ed abnegazione. «Siamo soddisfatti sotto tutti i fronti – ha commentato un entusiasta Roberto Fontanella, direttore generale dei neroverdi –. Primo perché, nonostante la sconfitta, la squadra ha dimostrato di potersela giocare contro qualsiasi gruppo italiano presente fra le nostre avversarie. A questi livelli la differenza la fanno gli stranieri, ma se già riusciamo a raggiungere i livelli degli altri beachers italiani, allora possiamo essere fiduciosi per il futuro.

CANNONIERI: E’ NEROVERDE IL TOP SCORER ITALIANO DEL GIRONE NORD E’ stata una stagione esaltante per tutto il gruppo, ma anche a livello di singoli il Casinò di Venezia beach soccer ha regalato importanti individualità. Un pieno riconoscimento sul campo lo ha ottenuto Alvise Toffolo, capitano del sodalizio neroverde, distintosi quale miglior marcatore italiano del Girone Nord della Serie A Enel 2009. «Un risultato che fa senz’altro piacere, anche perché conferma quanto di buono fatto lo scorso anno – sottolinea il 28enne beachers lagunare –. Senza poter contare su Miceli, tra l’altro, ho arretrato la mia posizione in campo e sono riuscito ad andare più volte al tiro. Una caratteristica che del resto ha

contraddistinto tutta la squadra. Rispetto allo scorso anno siamo migliorati in fase difensiva, potendoci così dedicare alle trame offensive e sviluppare delle giocate provate in allenamento. Siamo migliorati anche sui calci piazzati. Abbiamo capito che la potenza a volte conta poco, meglio provare la conclusione rasoterra di piatto per sfruttare i rimbalzi irregolari del pallone. A parole è semplice, poi sul campo bisogna trovare la giusta coordinazione». Delle 15 gemme realizzate, la più bella sicuramente quella in rovesciata contro Milano nella tappa di Bibione. «Peccato non sia servita a portare punti…Gol in rovesciata ne ho fatti diversi,

ma quasi nessuno determinante. Meglio quindi un tap-in facile facile ma decisivo ai fini del risultato». Il più agguerrito avversario del capitano neroverde è stato senza dubbio Ietri, ottimo attaccante del Friulpesca che ha chiuso la regular season con 14 centri. «Si tratta di un pivot molto bravo tecnicamente, abilissimo nel difendere la palla e provare la rovesciata, conquistando così molti calci di punizione. Poi è bravo a tenere bassa la palla e veloce nel girarsi a rete. Un attaccante che farà sicuramente strada».

Giacomo Garbisa


UN DEBUTTO COL BOTTO: NAPOLI SI LAUREA CAMPIONE D’ITALIA 2009!

Smentendo tutti i pronostici, il Napoli beach soccer si laurea campione d’Italia 2009 superando in finale la corazzata Milano col punteggio di 6-5. Un debutto col botto quello dei partenopei che erano alla prima assoluta nella Serie A Enel di beach soccer, grazie soprattutto all’ostinazione di Cristiana Sinagra, presidente del club e mamma di Diego Armando Maradona junior, capitano dei neoscudettati, che con tenacia ha voluto fondare una squadra cittadina che prendesse parte al campionato nazionale. «Abbiamo raggiunto un traguardo che sembrava impossibile, uno scudetto frutto degli enormi sacrifici fatti da tutti noi e da mia mamma che ha voluto con tutte le forze portare il beach a Napoli, realizzando un progetto in cui pochi credevano – ha spiegato il 23enne figlio d’arte autore di 8 reti stagionali, di cui una in finale –. Non ci sono segreti per questa vittoria, soltanto la forza del gruppo e l’amicizia instauratasi fra di noi». Un cammino vincente fin dall’inizio, che ha portato il Napoli a vincere il Girone Sud con 23 punti davanti ai campioni d’Italia 2008 del Catania, all’Eboli e al Terranova Terracina. Conquistando così il pass per la poule scudetto di Ostia dove i ragazzi di mister Ciro Amorosetti si sono sbarazzati senza patemi della Coil Lignano (6-3 con doppietta di Maradona e gol di Tiberi, D’Auria, Franceschini e Di Maio) e, in semifinale, hanno avuto la meglio per

4-3 sullo stesso Terranova Terracina (Franceschini, Hilaire, Tiberi e Palma). Ma il capolavoro è arrivato in finale dove, al cospetto della favoritissima Milano, vincitrice della Coppa Italia 2009 e approdata in finale senza mai perdere nemmeno una partita, gli azzurri hanno realizzato l’impresa. Nella sfida che sembrava non aver storia, dopo che i meneghini avevano vinto sui lidi laziali contro Eboli e gli eterni rivali Cavalieri del Mare, i campani si sono imposti per 6-5 nelle battute conclusive, dopo esser stati sotto anche per 3-0. Mattatori della finale Diego Armando Maradona junior e Alessandro Tiberi, con 22 reti miglior cannoniere italiano del campionato (bomber principe il portoghese Madjer con 45 centri!) e soprattutto miglior giocatore della stagione. «E’ stato un successo inaspettato perché sapevamo di essere una buona squadra ma c’erano compagini più attrezzate di noi, soprattutto tenendo conto del fatto che appena cinque di noi avevano esperienza nel beach» ha confessato Tiberi, match winner della finalissima e autore di un poker, fra cui la rete decisiva su tiro libero al 10’ del terzo tempo. «Già in Coppa Italia contro i campioni d’Italia del Catania (vincitori ad Ostia della Supercoppa 2009 superando per 1-0 la Coil ndr) ci eravamo resi conto di essere una buona squadra, ma la nostra forza è stata l’umiltà. Nell’arco della

stagione i partenopei hanno messo in mostra un gioco frizzante e un’ottima solidità difensiva, che non a caso ha consentito al portiere argentino Salgueiro di ricevere il premio di miglior interprete del ruolo per la stagione 2009. «Sinceramente ho sempre pensato che potessimo fare bene e raggiungere le finali – ha detto Diego junior – ma che potessimo vincere l’ho capito solo quando è finita la finale contro Milano. Credo che alla fine la vittoria sia meritata, perché il Napoli ha giocato al limite della perfezione. Il prossimo anno dovremo difendere il titolo, anche se ripeterci sarà molto difficile». La rosa dei campioni d’Italia: Luigi Salemme, Marcelo Salgueiro, Carmine Esposito, Diego Armando Maradona, Luciano Franceschini, Salvatore Di Maio, Alessandro Tiberi, Franco Palma, Federico Lopez Hilaire e Antonio Pisani. Giacomo Garbisa

Annamaria Veca, fotografa ufficiale Napoli beach soccer. 


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L’APPELLO DEL PRESIDENTE PITTERI: «IL BEACH VENEZIANO HA BISOGNO DEGLI IMPRENDITORI LOCALI» Il dg Fontanella: «Dobbiamo crescere, ma siamo sulla buona strada» Per il Casinò di Venezia beach soccer si conclude un’altra stagione intensa, la seconda nella massima serie del campionato nazionale, e nel complesso prevale la soddisfazione, anche se non manca qualche recriminazione. A tirare le fila sono Michele Pitteri, presidente del sodalizio neroverde, e Roberto Fontanella, direttore generale. «Sinceramente credevo nei playoff, anche perché contro squadre di una certa caratura, penso ad esempio Cervia e Milano, abbiamo ben figurato. Il problema è che siamo mancati contro squadre alla nostra portata e, probabilmente, la sconfitta chiave è stata quella contro il Friulpesca nella tappa di Lignano – il pensiero del presidente Pitteri –. Comunque l’amarezza per non aver centrato il quinto posto è grande, soprattutto perché era alla nostra portata e la sconfitta contro l’Agenzia Lemme Vasto, maturata tra l’altro dopo che eravamo in vantaggio per 3-2, non dovevamo subirla». L’anno in più d’esperienza si è comunque visto e il campo ha riservato alcune piacevoli sorprese. «La nostra principale pecca è stata l’incostanza – ribadisce Pitteri – ma credo che, tutto sommato, abbiamo ben figurato anche perché, pure quest’anno, abbiamo ricevuto complimenti da molte squadre blasonate. La cornice che ci ha accompagnato è stata ottima, mi riferisco al sito internet, alla rivista, alla trasmissione televisiva, agli apprezzamenti delle altre società…si può quasi dire che il nostro lavoro è stato apprezzato più da fuori che dalla città di Venezia, ma questo mi sembra sia un problema che riguarda tutto

lo sport veneziano. Non è una polemica, ma un dato di fatto. E proprio per questo motivo vogliamo continuare nel nostro progetto di creare uno zoccolo duro veneziano con gente di casa nostra, ragazzi che scendano in campo per la maglia e la risposta del gruppo è stata straordinaria. I nostri beachers si sono sobbarcati chilometri di viaggio, tutto senza prendere un soldo, e a fine campionato sono anche venuti a ringraziarci per la bella avventura. In realtà sono io e tutto lo staff dirigenziale a dover ringraziare loro per quello che hanno fatto in campo e fuori dal campo». Un apprezzamento che arriva anche dal direttore generale Fontanella. «A livello di immagine siamo soddisfatti per quanto fatto finora e credo di poter parlare a nome di tutta la dirigenza. Però ci sono ancora tanti aspetti sui quali lavorare per migliorarsi, perché siamo giovani e i margini di crescita sono ampi. La voglia di continuare non si discute e i ragazzi sono motivatissimi, anzi approfitto per ringraziarli pubblicamente per l’impegno profuso e per aver dimostrato di essere legati alla nostra città». Anche per il dg probabilmente si poteva fare di più, visto che per il mancato quinto posto i lagunari possono solo fare mea culpa, ma il bicchiere è senz’altro mezzo pieno. «Alla fine sono state rispettate le aspettative iniziali, anche se la prestazione contro Milano aveva un po’ illuso tutti. Tanti punti li abbiamo buttati via e la svolta in negativo è stata la sconfitta col Friulpesca. L’aspetto sul quale dobbiamo migliorare è quello organizzativo e nella comunicazione interna. Dobbiamo potenziare il coordinamento interno e darci dei ruoli precisi in modo che ciascuno sappia dall’inizio alla fine cosa deve fare. L’ideale, a livello logistico, sarebbe poter disporre di

un pullman per le trasferte, ma qui subentra il fattore economico». Un aspetto cruciale per la sopravvivenza e soprattutto la crescita organizzativa di tutto il Casinò di Venezia beach soccer e dell’intero movimento beach soccer veneziano. «Affrontare una stagione professionistica richiede un grande sacrificio economico e, ad oggi, non sappiamo ancora come chiuderemo i bilanci 2009. Ci siamo autotassati perché altrimenti non saremmo riusciti a continuare fino alla fine, ma dobbiamo coinvolgere le realtà imprenditoriali locali, altrimenti l’avventura veneziana nel beach soccer è destinata a morire – l’appello del presidente Pitteri –. Non ci servono cifre astronomiche, anche perché abbiamo dimostrato di saper far fruttare le idee. Quello che mi preoccupa, fatta eccezione per i nostri sponsor principali che ringraziamo nuovamente perché ci permettono di tirare un piccolo sospiro di sollievo, è il menefreghismo generale che stiamo riscontrando verso la nostra realtà. Invece credo che il beach soccer, con una realtà come il Lido di Venezia, dovrebbe diventare il fiore all’occhiello dello sport estivo veneziano». Giacomo Garbisa

Di seguito pubblichiamo alcune e-mail inviateci nel corso della stagione relative al “Casinò di Venezia beach soccer Magazine” e alle partite di campionato: Salve, vi faccio i miei complimenti x la bellissima struttura che avete messo in piedi. Davvero bravissimi!!!! Ci si vede a Lignano. Saluti Di Lorenzo Oliviero Allenatore Sambenedettese BS

Volevo farvi i miei sinceri e sentiti complimenti per la vittoria strameritata contro di noi. Ora il gruppo, primaria motivazione della vostra performance, deve diventare squadra e allora le finali di ostia non saranno più lontane. Massimiliano De Celis Allenatore Mare di Roma

Ottimo lavoro. Ben fatto! Complimenti. Federico Biondo Caporedattore Venetogol

Ottimo lavoro. Bella iniziativa!!!. Ci vediamo a Lignano. Ciao, Fabrizio Addetto stampa/fotografo Cervia


LA VETRINA DI VENEZIA, IL FANTASISTA CHE ILLUMINA IL CASINO’ DI VENEZIA BEACH SOCCER Anche l’occhio vuole la sua parte e quest’anno il Casinò di Venezia beach soccer ha messo a segno un importante gol. Merito della Vetrina di Venezia, l’azienda polivalente veneziana che ha curato la parte grafica del magazine ufficiale del sodalizio neroverde. E il prodotto finale è stato senza dubbio di successo. Conosciamo meglio chi ha dato fantasia grafica alla rivista dei beachers lagunari. Cos’è La Vetrina di Venezia? «La Vetrina di Venezia è un magazine trimestrale che supporta la cultura locale in tutte le sue sfaccettature, dalla moda alla pittura, dalla musica alla gastronomia, dallo sport alle feste. La Vetrina di Venezia è uno studio grafico e di comunicazione che analizza e massimizza le potenzialità commerciali e le supporta tramite uno sviluppo adeguato e profondo della loro immagine, del loro marchio. La Vetrina di Venezia è uno studio che realizza articoli redazionali e collabora con realtà impegnate nel sociale». Come mai l’idea di seguire il Casinò di Venezia beach soccer e curarne il magazine? «Siamo molto legati a Venezia e siamo fieri di poter supportare una disciplina nuova e coinvolgente che vede la nostra squadra sfilare ai massimi livelli. Siamo convinti che sia giusto avvicinare a questo sport le nuove generazioni e che la città di Venezia possa trarre solo benefici, anche sotto il profilo economico, dall’espansione del marchio Casinò di Venezia beach soccer. E poi siamo italiani e il calcio (anche se in una forma lievemente diversa) non può esserci indifferente». Curandone la rivista ufficiale, avete seguito il campionato del Casinò di Venezia. Che idea vi siete fatti?

«Beh, abbiamo visto una buona squadra con un grande capitano, ancora non del tutto determinante in zona gol, certo il 5° posto secondo noi sarebbe stato ampiamente meritato, ma va bene così, il prossimo anno sarà sicuramente quello dei Leoni! Grandi soddisfazioni invece per l’afflusso di giovani partecipanti all’Academy svoltosi presso la spiaggia dell’Excelsior al Lido. É veramente un buon segnale vedere tutti queste promesse in azione e ci fa ben sperare per il futuro di questo sport». Sulla base della vostra esperienza, un prodotto editoriale come una rivista ufficiale funziona a livello di visibilità e come strumento di comunicazione? «Se adeguatamente promossa e resa visibile, una rivista ufficiale può raggiungere ottimi risultati, arrivando a tutta quella fascia di popolazione che normalmente non usa internet. Inoltre non bisogna dimenticare la qualità del prodotto, se è ben curato ed elegante dà piacere alla vista ed al tatto e dà soddisfazione a chi lo possiede, una cosa concreta di bella presenza, funziona sempre. A tal fine è importante trovare degli sponsor che aiutino a realizzare concretamente il progetto e che abbiano la forza di intravvedere le sicure soddisfazioni che arriveranno». Quali sono i programmi futuri della Vetrina di Venezia? «Scrivere un articolo sul Casinò di Venezia Beach Soccer che vince il campionato! Poi, sì, ci piacerebbe rendere la nostra rivista sempre più presente in un territorio sempre più vasto, aumentarne la frequenza d’uscita, creare un super portale web di riferimento per i residenti della provincia di Venezia, collaborare con grandi nomi, supportare sempre di più la cultura e lo sforzo che in molti stanno attuando al fine di evolverla».

diventa sponsor 2010

Legarsi allo sport cittadino come strumento di visibilità e sostegno al territorio

Il Casinò di Venezia Beach Soccer cerca anche per la stagione 2010 imprenditori che vogliano sostenerne l’attività, dopo che anche quest’anno abbiamo dimostrato con i fatti di essere una realtà solida e capace di programmare non solo a breve ma anche a medio termine. Affiancare il proprio marchio allo sport è un modo per mettersi in luce presso i tanti appassionati che ci seguono, e sostenere un’attività particolare e così legata alla nostra città di mare, come il beach soccer, non può che essere una scelta felice, come dimosrano coloro che già ci sostengono. Per saperne di più visita www.beachsoccervenezia.com o chiamaci allo 041.2750802


BS YOUNG ACADEMY: LA CARICA DEI 160 GIOVANI BEACHERS DEL LIDO DI VENEZIA di Giacomo Garbisa Piccoli beachers crescono. Si è rivelata un successo la doppia edizione della Beach Soccer Young Academy del Casinò di Venezia. Il 12 luglio e il 9 agosto, sulle spiagge del Lido di Venezia, sono andati in scena due weekend all’insegna del beach soccer, grazie all’organizzazione della SAB Stabilimenti Attività Balneari e alla collaborazione della 2erre Organizzazioni. Protagonisti assoluti il calcio su spiaggia, gli atleti del Casinò di Venezia beach soccer e, soprattutto, gli oltre 160 ragazzi che, nelle due edizioni, hanno dato vita a delle sfide all’insegna del divertimento e del sano agonismo. La prima tappa, svoltasi presso la spiaggia Excelsior del Lido di Venezia che per un giorno è diventata la “patria” del calcio in spiaggia, ha visto affrontarsi 28 squadre formate complessivamente da 120 bambini e ragazzi. Sotto gli occhi di Massimiliano Gatto, Alvise Toffolo, Davide Parolari, Alessandro Caorlini e Davide Montrone, atleti del Casinò di Venezia beach soccer, e di Claudio Moser, Gabriele Moro, Julius Bonafin e Roberto Palesa, dirigenti e allenatori del sodalizio neroverde, ne sono scaturite appassionanti sfide 3vs3 fra le due categorie in gara: i Leoncini, nella fascia d’età fra gli 8 e i 12 anni, e gli Under15, fra i 13 e i 15 anni. L’appuntamento è poi stato ripetuto il 9 agosto ma stavolta, a fare da cornice, è stata la spiaggia del Des Bains, che ha ospitato i “Pirata Games Tour”, evento organizzato dalla SAB, divisosi in un torneo di beach volley, con squadre miste 4vs4, e un torneo di beach soccer, con squadre miste 3vs3 rientranti nella categoria Leoncini (8-12 anni). Circa 40 beachers, arbitrati da Claudio Moser, allenatore del Casinò di Venezia, e da Alvise Toffolo, bomber

principe neroverde, si sono affrontati in una serie di appassionanti sfide dal tema piratesco. Dipinti con baffi e tatuaggi e col nome della squadra dietro la schiena, alla fine a imporsi sono stati i pirati della Perla Nera che, ai calci di rigore, hanno avuto la meglio sui Bucanieri. Terzi classificati gli Olandesi Volanti. Una giornata piratesca conclusasi, nel pomeriggio, con la premiazione di tutti gli atleti a bordo del galeone Jolly Roger, salpato alle 16 dal Des Bains e rimasto al largo per oltre un’ora e mezzo intrattenendo gli oltre 120 passeggeri con balli, canti, coreografie e giochi ideati dall’equipaggio del galeone. «Siamo molto soddisfatti della risposta avuta dai clienti della spiaggia a queste iniziative – ha spiegato Giulio Polegato, beach manager SAB –. I bambini sono stati entusiasti del torneo “piratesco”. In particolare, riguardo all’escursione con il Galeone “Jolly Roger”, abbiamo già ricevuto molte richieste per renderlo un appuntamento fisso il prossimo anno. Sicuramente ci stiamo impegnando molto e siamo già in fase di studio per definire un calendario eventi 2010». Per quanto riguarda il Casinò di Venezia beach soccer, un inizio che fa ben sperare: «Siamo contenti del successo riscosso da queste due edizioni della Beach Soccer Young Academy – ha sottolineato Roberto Palesa, team manager neroverde –. Il nostro obiettivo è diffondere fra i più giovani la conoscenza del beach soccer, una disciplina che in altre piazze italiane si è ritagliata uno spazio importante. Il nostro timore infatti, una volta terminato il campionato di Serie A che ci ha visto conquistare un onorevole sesto posto, è che di questo sport non si parli più fino alla prossima stagione, relegandolo di fatto fra “i figli minori” delle discipline sportive. Al

contrario, per una città di mare come Venezia sarebbe importante affermarsi fra i big italiani nel beach soccer, conquistando uno spazio di rilievo in un campionato d’eccellenza. La città dovrebbe a conoscenza che nel massimo campionato italiano di beach soccer, sport riconosciuto dalla FIFA, milita con buoni risultati una squadra che porta in giro per la penisola il nome di Venezia e lo fa attraverso atleti quasi tutti veneziani».


Lo Staff Tecnico

Michele Pitteri Presidente

Roberto Fontanella (Nea) Direttore Generale

Davide Penzo Vice presidente

Gabriele Moro Direttore sportivo

Roberto Palesa Team Manager

Giampietro Collauto Allenatore

Matteo Cerutti Marketing & comunicazione cell. 327.328.09.64

Loriano Bortolozzo foto & video Giacomo Garbisa Ufficio stampa cell. 347.33.86.715

Claudio Moser Allenatore

Julius Bonafin Direttore Sportivo

Antonio Fossali Responsabile Amministrativo


TABACCHERIA GRANDESSO

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VENEZIA - CAMPO S. MARGHERITA, 2979 Tel. 041 5238626

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ciao ciao ciao blabla

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