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IL SECOLO XIX

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La rete segnata da Antonio Cassano nei derby nei suoi tre anni e mezzo con la maglia doriana: dopo il suo esordio in casacca blucerchiata avvenuto proprio in una stracittadina il 23 settembre del 2007, ed essere stato assist man nel derby deciso da Maggio nel 2008, segna una rete nel suo quarto derby diverso (di Puglia, Madrid e Roma). Il suo gol messo a segno l’11 aprile del 2010 nel derby di ritorno, con un bel colpo di testa su assist di Lucchini sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Palombo, permette ai ragazzi di Del Neri di superare il Genoa e proseguire la loro marcia verso quel quarto posto finale che valse l’accesso ai preliminari di Champions League. Quella rete decisiva, messa a segno al 23’ del primo tempo, permise alla Sampdoria di interrompere la striscia di tre successi consecutivi dei “cugini” e permise ai colori blucerchiati di tornare a vincere un derby casalingo in Serie A dopo 15 anni.

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I derby vinti dalla Sampdoria nella stagione 1990-1991, anno dello storico scudetto. Nella sfida di andata i blucerchiati vennero sconfitti 2-1 dalle reti di Eranio e Branco (inutile la rete del momentaneo pari di Gianluca Vialli) e in quella di ritorno non andarono oltre lo 0-0. Ma a fine anno festeggiarono lo stesso.

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Il minuto della rete messa a segno da Christian Maggio nel derby di ritorno della stagione 20072008, una rete che valse il successo per gli uomini di Mazzarri al termine di una gara equilibrata in cui l’esterno destro di Montecchio - servito a ripetizione da un ispiratissimo Antonio Cassano - sfiorò più volte la rete. Quella vittoria fu una tappa fondamentale per i blucerchiati che alla fine della stagione, con il settimo posto in classifica, si aggiudicarono la qualificazione alla Coppa Uefa dell’anno successivo.

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I derby vinti dalla Sampdoria nella stessa stagione. Per la prima volta nella storia della stracittadina genovese, la stessa squadra si aggiudica tutte le sfide disputate lo stesso anno sportivo. Questo avviene nel 2002-2003, prima stagione dell’era Garrone. Il primo derby, valido per la Coppa Italia, vide le firme della coppia Flachi-Bazzani. In campionato, i blucerchiati videro sfatare il tabù delle stracittadine nel campionato di Serie B (sino a quel momento solo 3 vittorie su 14 gare) vincendo sia all’andata con i gol ancora una volta di Flachi e Bazzani sia nella gara di ritorno con le reti messe a segno da Bratislav Živkovic e Mirko Conte.

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Numeri & Curiosità

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Le reti messe a segno dalla Sampdoria nei derby ufficiali della Lanterna. Il primo gol messo a segno fu quello di Baldini al minuto numero 26 il 3 novembre 1946; l’ultimo, invece, è stato messo a segno da Pozzi nell’ultimo derby, quello dell’8 maggio 2011 perso dalla Sampdoria per 2-1, sconfitta che costò di fatto la retrocessione.

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Come le reti messe a segno da Bassetto nei derby: è il miglior marcatore della storia blucerchiata. Dietro di lui con 4 reti troviamo Baldini (che segnò un gol anche con la casacca del Genoa) e Mancini, mentre a tre reti troviamo Conti, Da Silva, Roselli, Tortul e l’altro “gemello del gol” Gianluca Vialli.

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Le marcature multiple messe a segno dai giocatori della Sampdoria nella sfida col Genoa. Nessuno è riuscito nell’impresa di realizzare una tripletta, ma con due gol nella stessa gara troviamo Bassetto, Conti, gli argentini Tito Cucchiaroni e Curti, il brasiliano Da Silva, lo svedese Skoglund e Vincenzo Montella.

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Nei 104 derby giocati sino a oggi, la Sampdoria non è riuscita a segnare solo in 26 occasioni. In ben 30 occasioni, invece, i blucerchiati sono riusciti a mantenere inviolata la propria porta, con ben 15 stracittadine terminate con pari senza gol. Nelle altre gare si è assistito almeno a una rete di una delle due squadre.

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E’ il massimo scarto avvenuto in un derby. E’ il 17 ottobre 1948 quando la Sampdoria si impone con un netto 5-1 sul Grifone grazie alle reti messe a segno da Curti (doppietta), Baldini, Bassetto e Prunecchi. Quel derby vanta anche il massimo numero di reti segnate da una stessa squadra e complessivamente.

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Il numero di gol messi a segno da Luigi Del Neri, attuale guida tecnica della formazione rossoblù, con la maglia della Sampdoria nel suo unico anno di militanza come calciatore all’ombra della Lanterna. Il gol venne messo a segno proprio in un derby (quello di andata della stagione 1980-1981) direttamente da calcio d’angolo.

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Le meteore del Genoa a segno nel derby di Genova. Oltre a Boselli in gol nell’ultima stracittadina, gli altri giocatori che hanno lasciato il segno solo nella sfida con la Sampdoria sono stati Marinho Di Pietro e Kazuyoshi Miura: il primo, nella gara di andata della stagione 19551956, mise a segno due reti che valsero il successo e alla fine furono le sue uniche marcature nel campionato italiano (su 8 presenze). Il secondo segnò il gol dell’1-0 nel derby di andata della stagione 19941995, sfida poi vinta dai blucerchiati per 3-2 con le altre reti messe a segno da Vierchowod, Lombardo, Maspero e Galante.

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Sono i secondi che sono bastati a Gennaro Ruotolo per segnare la rete del vantaggio nella gara di andata della stagione 1993-1994, partita poi pareggiata dai blucerchiati con il gol di David Platt al 43’ del primo tempo. Quella di Ruotolo è la rete più veloce nella storia dei derby tra Genoa e Sampdoria.

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E’ il minuto della rete di Mauro Boselli nell’ultimo derby disputato l’8 maggio 2011: quel gol valse la vittoria per i colori rossoblù dopo il vantaggio dell’ex blucerchiato Floro Flores e il momentaneo pareggio di Pozzi. Con quella vittoria il Genoa condannò alla retrocessione (avvenuta la settimana dopo) i propri cugini.

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I derby consecutivi di campionato vinti dai rossoblù tra il dicembre 2008 e il novembre 2009. E’ la prima volta nella storia che questo succede in favore dei rossoblù e, allo stesso tempo, Gian Piero Gasperini diventa il primo allenatore ad essersi aggiudicato tre stracittadine consecutive in campionato.

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Come le reti messe a segno da Milito in un derby: questo avvenne nella stracittadina di ritorno della stagione 2008/2009. Sino a oggi è l’unico giocatore ad aver segnato una tripletta nel Derby della Lanterna, impresa solo sfiorata da Vincenzo Montella nel 1996 in una gara di Coppa Italia con la maglia della Sampdoria: in quella circostanza l’Areoplanino segnò una doppietta, pareggiata dai due gol messi a segno da Nappi, ma l’estremo difensore rossoblù Berti (passato alla Samp nel 2006-2007) riuscì a parargli un rigore salvando la propria porta dalla tripletta dell’avversario.

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Numeri & Curiosità

Come le espulsioni subite nella storia della stracittadina da 2 giocatori del Genoa: i più “cattivi” sono stati Caricola e Nicola. Con un’espulsione, invece, ci sono altri tredici gicoatori rossoblù. Tredici anche i giocatori della Sampdoria che hanno terminato anzitempo la gara più attesa da tutta la città.

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I derby vinti da Franco Scoglio, amatissimo tenico dei rossoblù in uno dei periodi più bui della storia del Grifone. Il primo successo avvenne nella gara di ritorno della stagione 2000-2001 con le reti di Mutarelli e Stroppa. L’anno successivo, nella gara di andata, seconda affermazione grazie a una punizione di Francioso.

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Sono i derby vinti dal Genoa nell’era Preziosi su 8 stracittadine giocate: uno il pareggio finale e solo due le sconfitte. Preziosi è il presidente con la percentuale più alta di successi, un motivo d’orgoglio per lui e per la tifoseria, dopo il periodo buio coinciso con le tre affermazioni in un anno dei blucerchiati.

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Sono le stracittadine totali vinte dal Genoa contro la Sampdoria dal 1946 sino a oggi. A queste, nella storia del Grifone, vanno aggiunte le ventotto vittorie con l’Andrea Doria, i nove successi con la Sampierdarenese e gli otto trionfi con il Liguria per un totale di 77 successi su 177 derby disputati.


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S V i er lN De Il derby della Lanterna visto dalla panchina

Mettiamo i due mister a confronto

Tatticaemotivazionisarannofondamentalipersuperarel’avversarionellastracittadinanumero105 LA SCHEDA Originario di... Aquileia (UD) Nato il... 23 agosto 1950 Passato da calciatore centrocampista Allena dal... 1988 Esordio da mister in Serie C 1990 Esordio da mister in Serie B 1998 Esordio da mister in Serie A 2001 Partite vinte in serie A 124 Partite pareggiate in serie A 75 Partite perse in serie A 112 Partite in Europa da allenatore 16 Palmarès da allenatore 2 Campionati di Serie C, Oscar del Calcio 2002 come miglior allenatore, Panchina d’Oro 2002

Vedranno il derby seduti a poche decine di metri di distanza, accomunati da un destino oggi molto simile, anche se raggiunto attraverso due carriere che più diverse non si potrebbero immaginare. Stiamo parlando ovviamente dei due allenatori di Genoa e Samp, Gigi Del Neri e Ciro Ferrara. L’attuale tecnico dei Grifoni è un vero esperto di derby della Lanterna e alla fine della gara di domenica potrà dire di averlo sperimentato da quasi tutte le angolazioni possibili, avendolo già vissuto, prima come giocatore e poi come allenatore ma sempre con la maglia blucerchiata. Stavolta lo vivrà dall’altra panchina, quella rossoblù, lui che ha anche segnato nel derby, precisamente il 7 dicembre 1980, quando al 63’, complice anche la tramontana, si inventò un goal capolavoro direttamente dalla bandierina, beffando l’al-

lora portiere genoano Martina, proprio sotto la Sud. Da allora, per rivivere emozioni da derby, Del Neri deve attendere di far carriera come allenatore. Dopo anni di gavetta, il 2000 è l’anno dell’esplosione quando approda alla corte di una squadra che, grazie anche al suo lavoro, vedrà associare il proprio nome alla parola “miracolo”: il Chievo Verona. Con un gioco spumeggiante e tre ottimi piazzamenti in serie A, Del Neri attira l’attenzione niente meno che del Porto, fresco vincitore della Champions League e orfano del suo profeta José Mourinho. Il tecnico però non inizia nemmeno la stagione e viene esonerato. Dopo alcune annate non esaltanti sulle panchine di Roma, Palermo ed Atalanta, inframmezzate da un ritorno agrodolce quanto fugace al Chievo, Del Neri nell’estate del 2009 approda alla Sampdoria ma il suo primo derby da

Qui Genoa

allenatore è da incubo: il Genoa domina, vince 3-0 e la sua Samp chiude addirittura in 9 uomini. Al ritorno, con i blucerchiati lanciati alla conquista dell’accesso alla Champions, Del Neri però si prende la rivincita grazie a una rete di un Antonio Cassano, mai entrato davvero nelle grazie del tecnico friulano. Dopo una parentesi non esaltante alla Juventus, per Del Neri il resto è storia di poche settimane fa: la panchina rossoblù ereditata da De Canio e l’esordio a San Siro contro il Milan di Allegri, che coincide anche con la prima di una serie di 4 sconfitte consecutive. Non sta certo meglio Ciro Ferrara, per il quale dopo una strepitosa carriera da giocatore con oltre 600 presenze con le maglie di Napoli e Juventus, parte quella da allenatore. Ferrara cresce nell’ambito delle strutture federali, accompagnando Lippi nelle due esperienze azzurre

del tecnico viareggino, fino alla chiamata nel 2009 da parte della Juve. Alla sua prima vera panchina di club, dopo un inizio fulmineo, la squadra accusa un calo preoccupante e prima di fine anno il rapporto si interrompe. Ferrara assume così l’incarico di tecnico dell’Under 21, per poi approdare alla panchina della Samp nell’estate scorsa. L’inizio, anche qui, è impressionante, con 11 punti nelle prime 5 partite ma poi, inaspettata, inizia la crisi: 7 giornate con altrettante sconfitte e la classifica che diventa ogni settimana più preoccupante. Stavolta le due sponde del derby sono praticamente nella stessa situazione, in piena crisi di risultati e invischiate nella lotta per la salvezza e anche i loro allenatori, con due carriere così diverse, si ritrovano uno di fronte all’altro allo stesso identico crocevia: vincere il derby per iniziare a rivedere la luce.

LA SCHEDA Originario di... Napoli Nato il... 11 febbraio 1967 Passato da calciatore difensore Allena dal... 2009 Esordio da mister in Serie C -Esordio da mister in Serie B -Esordio da mister in Serie A 2009 Esordio da mister dell’Under 21 2010 Partite vinte in serie A 15 Partite pareggiate in serie A 5 Partite perse in serie A 15 Partite in Europa da allenatore 6 Palmarès da giocatore 7 Scudetti, 2 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane, 1 Coppa UEFA, 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Intertoto

Qui Sampdoria

Del Neri maestro del 4-4-2: Ferrara crede nel tridente: le ali devono sapersi una prima punta centrale adattare alle due corsie e due esterni molto mobili E’ il classico allenatore moderno, Gigi Del Neri, che in allenamento pretende l’applicazione ripetuta dei suoi schemi, con movimenti da assimilare alla perfezione da tutti per poterli replicare sul campo durante le partite. Il suo unico credo calcistico è il 4-4-2, che lui interpreta come un movimento ben orchestrato dell’intera squadra. I suoi dettami prevedono prima di tutto una particolare attenzione alla fase difensiva, soprattutto nel momento di ripartenza della squadra dopo la riconquista del possesso palla. Ai componenti del reparto arretrato, infatti, Del Neri proibisce quasi categoricamente il lancio lungo a scavalcare il centrocampo. I difensori devono invece far partire l’azione d’attacco sfruttando i movimenti degli esterni, veri e propri cardini nello sviluppo della manovra del tecnico di Aquileia. Sono loro infatti che, abbassandosi al momento opportuno,

devono fare da sponda per portare la palla verso i centrocampisti centrali (nella foto Kucka), che nel gioco di Del Neri rappresentano il cervello, le vere cellule grigie dell’intero meccanismo. A loro il tecnico affida le chiavi della partita, chiedendo ovviamente l’alternanza nei movimenti cortolungo, in modo che, quando uno dei due centrali di centrocampo si abbassa a ricevere palla dalla difesa, l’altro sia già pronto in appoggio alle due punte, nel caso la squadra scelga la percussione per vie centrali. Proprio per questo motivo, le squadre di Del Neri, quelle almeno nelle quali il tecnico friulano è riuscito ad applicare al meglio i propri dettami tattici, sono squadre dall’elevato tasso di spettacolarità e di forza propositiva, che mettono in campo un calcio sempre piacevole e dal giusto livello di spregiudicatezza. A patto però che i giocatori a sua disposizione siano adatti, o almeno facilmente adattabili, al gioco che l’allenatore predica da sempre. E’ forse un allenatore a cui bisogna dare maggior tempo per far assimilare i propri schemi ad una squadra nuova. Quattro ko di fila possono però lasciare spazio per altre attese?

Fin dalle prime uscite estive della nuova Samp targata Ferrara, la vera grana tattica del tecnico napoletano è stata affrontare la dura scelta del modulo più adatto ai giocatori messigli a disposizione dalla società blucerchiata al termine della campagna acquisti. La scelta prevalente è stata quella del 4-3-3, anche se in fase di non possesso si trasforma spesso e volentieri in un più prudente 4-5-1, con gli esterni pronti a ripercorrere la propria fascia di competenza per arginare le avanzate degli avversari e fare densità a centrocampo. I primi brillanti risultati ottenuti in campionato, con il filotto di punti messi in carniere nelle prime cinque giornate, parevano dare ragione alle scelte di Ferrara che, pur predicando umiltà e calma, sembrava potersi godere un inizio di campionato tranquillo, frutto di scelte tattiche azzeccate. Poi sono arrivati gli infortuni di alcuni giocatori (nella

foto Obiang), le prime sconfitte e la necessità di aprire gli occhi su una realtà molto più amara, tanto da mettere in dubbio le scelte tattiche estive e cambiare modulo, optando per il 4-4-2. Ma, anche in questo caso, l’inversione di rotta non c’è stata e il piatto blucerchiato ha continuato a piangere. Insomma, Ciro Ferrara è ancora alla ricerca della giusta alchimia tattica per far quadrare i conti in casa Samp. E’ evidente che nel quadro pensato dall’allenatore napoletano intorno alla punta centrale di riferimento (Maxi Lopez o Pozzi, entrambi indisponibili) debbano muoversi due esterni rapidi e dai piedi buoni che in fase d’attacco riescano a dare man forte e soprattutto palloni giocabili in area avversaria. Tutto questo però da parecchie giornate ormai resta solo un miraggio per la Samp, con pochissime conclusioni pericolose all’attivo e ancor meno azioni offensive degne di nota. Ad alleggerire le responsabilità di Ciro Ferrara c’è però la rosa attualmente a sua disposizione, che oggi come oggi offre davvero poche vere alternative, soprattutto per l’infortunato Maxi Lopez.


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il derby numero 105 L’anima rossoblù

La Nord spera di trovare la luce in fondo al Bosko Classe, grinta e voglia di tornare al gol: i tifosi si affidano a lui nel 2008 è arrivato a Genova: finora 12 reti

LA SCHEDA DEL GIOCATORE è NATO A BELGRADO NEL 1984 Nato a Belgrado il primo marzo 1984, Bosko Jankovic ha finora collezionato 77 presenze con la maglia rossoblù realizzando tredici reti. Esordisce nel grande calcio nella stagione 2002-2003 con la maglia della Stella Rossa, con la quale vince tre campionati e tre coppe nazionali. Nel 2006 viene acquistato dal Mallorca per tre milioni di euro e con la maglia spagnola sigla ben nove reti in 28 partite. Il suo exploit non passa inosservato, soprattutto al Palermo di Zamparini che lo porta in Italia prima di cederlo in comproprietà al Genoa dopo una sola stagione

Se Marco Rossi non dovesse farcela, il popolo genoano è pronto a riaffidarsi a lui, Bosko Jankovic, capitano del Genoa targato Gigi Del Neri. Capitano di diritto per anzianità, l’eclettico esterno rossoblù veste la maglia del Grifone dal lontano agosto 2008. Da lui la “Nord” si aspetta tanto, quel salto di qualità che potrebbe consacrarlo nel cuore dei tifosi. Finora purtroppo qualche infortunio di troppo lo ha sempre fermato ai box nei momenti migliori. Quest’anno la musica sembra essere cambiata, sono nove finora le presenze dell’esterno offensivo condite da due gol e due assist. Splendida la rete contro la Roma, o meglio, stupendo il gesto con cui ha

concluso in porta per la prima volta, con una mezza rovesciata degna dell’album Panini, respinta in un primo momento da Stekelenburg, ma ribadita in rete da Bosko. Altrettanto bello il suo primo gol stagionale, a Catania, una botta da fuori, che sta diventando un classico ormai del suo repertorio. I tifosi rossoblù si augurano l’immancabile “non c’è due senza tre” e quale momento migliore se non il derby contro la Sampdoria? Una rete che qualsiasi genoano si sogna la notte, e che a Bosko è sempre mancata. Nelle quattro stagioni precedenti Jankovic ha trovato la via della rete dieci volte, ma mai contro i cugini blucerchiati.

Prelevato dal Palermo, alla prima stagione in rossoblù il serbo ha collezionato 25 presenze segnando ben quattro reti, facendo vedere subito tutte le proprie doti. La sua prima rete in un GenoaTorino 3-0 del 10 gennaio 2009, poi la rete contro il Lecce, con la magia di tacco da posizione angolata che ha fatto esplodere i tifosi. Infine le due marcature al San Paolo contro il Napoli e nell’ultima di campionato conclusosi con la qualificazione in Europa League ancora una volta contro il Lecce. I gol gli valgono la riconferma in squadra, il Genoa lo riscatta dal Palermo, ma due brutti infortuni lo tengono distante dai campi di gioco per quasi due anni, in cui riesce solamente a collezionare dieci presenze.

La società, e soprattutto i tifosi, continuano a credere in lui e Bosko li ripaga segnando nella stagione 2011-2012 ben sei reti in trenta presenze. Diversa invece l’esperienza con la nazionale serba, dove il CT Sinisa Mihajlovic dimostra di non avere molte simpatie per l’esterno rossoblù lasciandolo sempre fuori dai convocati. Nelle gestioni precedenti invece Bosko era riuscito a collezionare ben 31 presenze e cinque gol, la prima delle quali sempre su punizione nel 2008 contro il Portogallo. Punizioni e tiri dalla distanza sono le sue specialità ed è arrivato il momento di dimostrarlo anche nella partita con la P maiuscola, il derby contro la Sampdoria. Perché non c’è due senza tre.


il derby numero 105 L’anima blucerchiata

Daniele Gastaldello, esperienza di capitano

Dalla doppietta contro ilVarese al suo primo derby con la fascia

LA SCHEDA DEL GIOCATORE DA CAMPOSAMPIERO ALLA NAZIONALE

DOPO L’ADDIO DI PALOMBO HA RICEVUTO LA FASCIA

Daniele Gastaldello nasce il 25 giugno 1983 a Camposampiero (PD), in Veneto. Dopo due annate in C con il Padova, squadra dove è cresciuto, passa alla Juventus che lo manda in prestito per due stagioni a Crotone, alla corte di Giampiero Gasperini. L’esordio in A è datato 28 agosto 2005 in Siena - Cagliari, con i toscani resterà per due campionati. Quindi il suo approdo in blucerchiato nella stagione 2007/2008. Sono 180 le presente totali con la maglia della Samp, 13 delle quali in competizioni internazionali. Gastaldello vanta anche una presenza in Nazionale maggiore, nell’amichevole contro l’Ucraina del 29 marzo 2011.

Stadio Luigi Ferraris, 6 giugno 2012, gara di andata dei playoff di serie B tra Sampdoria e Varese. Al triplice fischio il risultato è di 3 a 2, nel tabellino dei marcatori blucerchiati Pozzi e due volte Gastaldello. Due incornate piene di grinta e voglia di rivalsa per la retrocessione patita qualche mese prima, due incornate da trascinatore, da capitano. Questa può essere la fotografia di Daniele Gastaldello, uno dei maggiori artefici della cavalcata per tornare in A dello scorso anno. La carriera a tinte blucerchiate del difensore di Camposampiero inizia nella stagione 2007/2008 quando Giuseppe Marotta decide di portarlo alla corte di Walter Mazzarri. In breve tempo Daniele riesce a conquistarsi un posto

da titolare nella formazione che chiuderà al sesto posto in Serie A. Daniele diventa il terzo giocatore nato nel Comune veneto a militare nella Sampdoria, prima di lui i centrocampisti Gianfranco Bellotto e Maurizio Bedin; anche se la sua famiglia abita a Reschigliano di Campodarsego, dove gli hanno dedicato un fan club. Il 2007 coincide anche con l’esordio internazionale del numero 28 doriano, in Coppa Uefa nella gara interna contro l’Aalborg terminata con il risultato di 2-2. Due stagioni dopo è tra i protagonisti della cavalcata da sogno della Samp verso l’Europa dei grandi, il quarto posto in campionato significa preliminari di Champions League. Il Werder Brema di Pizarro e compagni è un osso troppo

duro per la compagine genovese e il sogno svanisce nei supplementari della gara di ritorno, proprio a Marassi. Dal paradiso all’inferno, gli addii di Cassano e Pazzini a gennaio, quindi una lenta discesa fino alla Serie B. Daniele però non abbandona la nave che affonda e sposa il progetto del nuovo direttore sportivo Pasquale Sensibile per riportare il Doria nella massima serie, nonostante le importanti offerte ricevute nel corso dell’estate. Da gennaio 2012, vista la partenza verso la Milano neroazzurra di Palombo, riceve anche la fascia da capitano, con la quale esordisce nella vittoriosa trasferta di Grosseto del 4 febbraio. Il resto è storia recente, sono i due gol promozione e il ritorno in quella

Serie A voluta così fortemente, con la maglia blucerchiata. Sono dieci le presenze collezionate da Gastaldello nel corso di questa stagione, condite da un gol, contro la sua ex squadra, il Siena, nella seconda giornata di campionato. Sette sconfitte di fila sono tante, troppe e adesso la Sampdoria, come ha detto il proprio capitano, dovrà scacciare la paura e tornare vincere, in quella che è una gara fondamentale nel corso della stagione, in grado di cambiare gli equilibri e l’inerzia di un intero campionato. E se fosse ancora Daniele Gastaldello, come cinque mesi fa contro il Varese, a decidere le sorti di quella che appare più che mai una gara da dentro o fuori?

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Il derby vissuto tra i pali

Romero e Frey, quando la porta parla straniero L’argentino conta 33 presenze in Nazionale per il francese 422 gettoni in Serie A

La gara tra Sampdoria e Genoa è anche una bella sfida tra “numeri uno”. Frey contro Romero, portieri di grande qualità, con caratteristiche diverse che, curiosamente, sono stati entrambi criticati dalle due tifoserie, quello rossoblù sopratla scheda tutto nella stagione precedente Nato a Bernardo de Irigoyen, 22/02/87 per i troppi gol presi (anche se Altezza 192 Cm forse le responsabilità maggiori Peso 87 Kg erano del reparto difensivo) e Nazione Argentina Numero di maglia 22 quello blucerchiato per alcune Partite in Nazionale 33 leggerezze nel corso di questa Partite in Nazionale Olimpica 4 stagione. Al di là di questo non Partite in Nazionale U 20 23 dimentichiamo che Sergio RoPalmarès 1 Campionato Olandese; 1 Oro Olimpico, 1 Mondiale U20, 1 Supercoppa mero è il portiere titolare della Nazionale Argentina e che Sebastian Frey rappresenta uno dei più forti portieri del nostro campionato, con quasi 500 presenze tra Serie A e Coppe Europee. Analizziamo le loro caratteristiche, partendo in ordine di anzianità da Sebastian Frey. Nato a Thonon-les-Bains il 18 marzo 1980, è un portiere reattivo ed esperto, spettacolare negli interventi, con un carattere molto determinato, ambizioso e consapevole delle proprie qualità. Cresciuto calcisticamente nel Cannes, con cui ha esordito ha vinto in Division 1 nel 1997, è poi stato acquistato un oro dall’Inter su segnalazione di Walter Zenga e con la maglia nerazzurra esordisce nel 1999, proprio olimpico a Genova contro la Sampdoria per sostituire il titolare Gianluca Pagliuca. Girato in prestito al Vea pechino rona nella stagione 1999/00 contribuisce con le sue parate alla salvezza degli scaligeri, poi torna 2008 all’Inter, ma dopo una stagione da titolare passa al Parma dove rimane fino al 2005 conquistando una Coppa Italia. Dal 2005 al 2011 difende i pali della Fiorentina, quindi approda al Genoa nella scorsa stagione.

A difendere i pali della Sampdoria invece Sergio Romero, detto “Chiquito”, nato a Bernardo de Irigoyen il 22 febbraio 1987. Portiere dotato di una grande fisicità con il suo metro e novanta abbondante di altezza e di una notevole la scheda apertura di braccia; tra le sue a Thonon-les-Bains, 18/03/80 qualità principali la capacità Nato Altezza 189 Cm di far sembrare semplice ogni Peso 85 Kg gesto tecnico, anche quelli che Nazione Francia 1 in realtà non lo sono. Portiere Numero di maglia in Nazionale 2 con un carattere molto forte, Partite Partite in Nazionale U 21 4 consapevole dei propri mezzi Esordio in Serie A 21 marzo 1999 e senza paura, qualche volta è Presenze Serie A 422 1 Coppa Italia stato forse tradito dall’eccesso Palmarès di fiducia, ma nel complesso anche considerando l’età ancora giovane può diventare un top player. Tra i suoi tratti principali anche la spettacolarità e il coraggio. Ha iniziato a giocare nelle giovanili del Club Almirante Brown, della C.A.I. e del Racing Avellaneda, squadra con cui debutta nella Prima Divisione argentina nel 2007. Nell’estate dello stesso anno la grande occasione europea; passa infatti all’Az Alkmaar, in Olanda, dove rimane fino al 2011 conquistando (da titolare) un campionato è stato e una Supercoppa d’Olanda. Anche in Argentina portato è un punto di riferimento: arriva secondo nel Campionato Sudamericano Under 20 del 2007 in italia e nello stesso anno conquista il Mondiale Under 20, entra nella Nazionale Olimpionica di Bielsa da walter nel 2008 e conquista l’oro a Pechino, quindi nello stesso anno viene convocato nella nazionale zenga maggiore e debutta nel 2009 in una gara contro il Paraguay; gioca da titolare il Mondiale del 2010 e la Coppa America 2011. Arrivato lo scorso anno alla Sampdoria, è stato uno dei protagonisti del ritorno in Serie A.

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il derby numero 105 L’attacco blucerchiato

Con Maxi e Pozzi out Eder è la certezza Si giocano un posto il giovane Icardi e Juan Antonio

La SCHEDa TECNICa DI EDER Alto 1 metro e 78, Eder Citadin Martins è nato il 19-11-86 a Lauro Muller, in Brasile. Dopo una stagione al Criciuma, il suo arrivo in Italia, nelle fila dell’Empoli. Dopo una parentesi a Frosinone il suo ritorno in Toscana vale il titolo di capocannoniere di B con 27 reti in 40 presenze. Nella massima serie ha vestito anche le maglie di Brescia e Cesena totalizzando 61 gettoni conditi da 10 centri.

Nel ‘09/’10 Ha viNto la classifica marcatori di serie b

vedere in campo Nicola Pozzi, Discorso a parte per il paraun elemento che avrebbe sicura- guayano Estigarribia. I frequenti mente fatto comodo a Ferrara, la cambi di schema del tecnico grande energia del numero nove napoletano lo hanno portato a doriano avrebbe certamente aiu- ricoprire diversi ruoli, non ultimo tato i compagni in un momento quello di terzino nella trasferta di Parma, da capire quindi tanto delicato. Pozzi è anche Juan quella che potrà essere l’unico attaccante prea la licenza d’attaccare sente in rosa ad aver del “Chelo”, fermo a assaggiato l’aria di quota un gol dopo un derby, lasciando la realizzazione di anche il segno, quelPescara alla terza di lo del momentaneo campionato. pari, prima del celeTante le aspettative berrimo gol di Mauro sul classe 1993 Mauro Boselli che costò la reIcardi che però non ha trecessione in B due stafornito grandi prestazioni gioni orsono. In quella che potrebbe essere la gara decisiva quando chiamato in causa, vedi per la sua permanenza a Genova, l’ultima trasferta in terra siciliana. Quello che appare certo è che Ciro Ferrara potrà contare, salvo defezioni dell’ultima ora, su Eder, l’attacco sampdoriano non potrà Mauro Icardi, Juan Antonio e Mar- contare sui centimetri dei propri celo Estigarribia, inutile dire che punteri ma dovrà capitalizzare al per loro un’eventuale presenza meglio la verve e il dinamismo coinciderebbe con l’esordio nella di Eder e soci, al cospetto di una retroguardia come quella stracittadina genovese. Eder appare l’unica certezza, genoana che non ha certamente l’unico in grado di creare supe- brillato sul piano della rapidità in queste prime 12 giornate di riorità numerica grazie alle icard campionato. proprie doti nel dribbling. i Il derby della LanIl brasiliano ex Breterna ci ha abiscia e Cesena ha già tuato a scenari segnato due reti nel inimmaginabili, corso della stagione, con protagonisti nelle sconfitte esterimprevedibili, quene di Parma e di sto è sicuramente Milano contro l’Inter. uno dei suoi lati più Appaiono in rialzo le affascinanti ma in casa quotazioni di Juan AnSamp i tempi delle coppie tonio, superati gli acciacchi dell’ultimo periodo, il fantasista da copertina, come quelle comnato a Trelew potrebbe essere poste da Mancini e Vialli, Flachi la sorpresa in grado di regalare e Bazzani e infine Cassano e maggiore imprevedibilità alla Pazzini appaiono quanto mai distanti. manovra blucerchiata.

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Se il Genoa non sorride, la Sampdoria non può certo ritenersi soddisfatta per quanto riguarda la prolificità del proprio parco attaccanti: 13 gol, uno in più rispetto a quelli dei rossoblù.Sicuro assente il top scorer blucerchiato Maxi Lopez, recentemente operato al menisco. C’è da dire che le tre reti dell’ariete argentino sono arrivate nelle prime tre giornate di campionato, poi, vuoi per qualche acciacco, vuoi per la squalifica, il feeling con la rete dell’ex blaugrana è andato via via raffreddandosi. Ridotte al lumicino le speranze di


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L’attacco rossoblù

Il giovane Immobile e l’esperto Borriello Il tandem napoletano ha segnato metà dei gol genoani

lo

Il calcio non è una scienza centravanti partenopeo, gol che esatta ma i numeri parlano sono valsi ben cinque punti: rete chiaro in casa rossoblù, le dodi- della vittoria in casa della Lazio e ci reti realizzate dai Grifoni nei reti dell’1 a 1 nei pareggi interni primi dodici turni di campionato con Parma e Palermo. Al suo si traducono nel quarto peggio- fianco Ciro Immobile, il protagore attacco della Serie A. nista della cavalcata dalla B borri del Pescara con ben 28 Il potenziale offensivo el della coppia titolare segnature in 37 gettoformata da Borriello ni, ha avuto un buon e Immobile fa coimpatto con la masmunque ben spesima serie, a partirare, basti pensare re dal gol all’esordio che la metà delle nella vittoria contro reti della truppa di il Cagliari. Il gioielDel Neri arriva proprio lino scuola Juventus dai due attaccanti nati a e faro della nazionale Napoli, entrambi a quota Under 21 di Devis Mangia tre centri. Nella sua prima av- grazie al proprio dinamismo poventura rossoblù all’ombra della trà sicuramente creare più di un Lanterna, stagione 2007/2008, grattacapo alla difesa doriana, Marco Borriello non è riuscito a apparsa a più riprese troppo sbloccarsi nei due derby dispu- statica e lenta negli ultimi turni. tati, la gara di andata conclusasi Nonostante lo scetticismo con uno scialbo zero a zero, e generale su una loro possibile quella di ritorno decisa dalla coesistenza, Borriello e Immobirete di Maggio. Nel corso della le, quando schierati in contempropria carriera Borriello ha già poranea, hanno dimostrato sul lasciato il segno in un derby, campo una buona intesa che, quello capitolino del 2010, aiutata dagli schemi di Del Mela Neri, potrebbe esplodesu calcio di rigore nella zz vittoria per due a zero re definitivamente. Se, della Roma (la secome si augurano i conda rete portava tifosi della Nord, i la firma di Mirko palloni inizieranno Vucinic). Il lungo a fioccare in area, stop per l’infortunio le doti aeree dei alla caviglia dovrebdue “delanteros” pobe ormai essere alle trebbero garantire un spalle, come testimonia buon bottino di marcala panchina di domenica ture. scorsa contro il Napoli, e l’ex A completare il pacchetto ofgiallorosso potrebbe caricarsi fensivo del Genoa, lo svedese sulle spalle il peso dell’attacco Linus Hallenius, l’ex Danubio genoano. Gol pesanti quelli Leonardo Melazzi e il talentino segnati in questa stagione dal della Primavera Ahmed Said.

Nessuno di questi sembra poter ambire a un ruolo da protagonista all’interno del film della stracittadina, ma chi avrebbe puntato su Mauro Boselli due stagioni or sono? Dopo 12 turni le cifre non sono dalla parte dei Grifoni ma il talento a disposizione del tecnico di Aquileia è di indubbio valore. E pensare che scorrendo la classifica cannonieri della serie A a quota 8, in vetta, troviamo Stephan El Shaarawy, un gradino sotto Diego Milito e con 5 reti Alberto Gilardino. Storie di ex...

DUE: COME i ViAREGGiO ViNTi DA iMMObilE

LA schedA è dI torre AnnunzIAtA

i

Ciro Immobile è nato il 20 febbraio del 1990 a Torre Annunziata (Napoli). Calcisticamente ha mosso i primi passi nel settore giovanile del Sorrento. Grazie a una tripletta rifilata agli Allievi del Torino richiama l’attenzione di Ciro Ferrara e approda alla Primavera della Juve. Dopo l’esordio in A coi bianconeri, nel 2008/2009, ha militato nel Siena, nel Grosseto e nel Pescara di Zeman.


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I colori più belli de I ragazzi della Sud

l’entusiasmo blucerchiato

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ella stracittadina L’urlo della Nord

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striscioni & bandiere rossoblù

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Scoglio esulta dopo la vittoria nel derby del 2 aprile 2001

L’esultanza dopo il derby deciso dall’incornata di Milito

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Milito indica il tre, come i gol fatti nel 3-1 del 2009

Le sfide rimaste nel cuore dei rossoblù

Dalla rete di Branco al tris di Milito Rafinha e Boselli, due gioie che valsero di fatto la retrocessione blucerchiata Dalla “pera” di Branco alla tripletta di Milito, il richiamo è sempre lo stesso: la vittoria del Genoa nel derby. Sono tanti i dolci ricordi rossoblù nelle stracittadine e ultimamente la Nord ci sta davvero prendendo gusto. Nelle ultime sei sfide con i cugini blucerchiati il Genoa ha esultato ben 5 volte, l’ultima delle quali è valsa di fatto mezza retrocessione della Samp in Serie B con l’indimenticabile gol di Boselli, il “retrocessore”. Sorrisi in serie A, ma come dimenticare anche le gioie in cadetteria, come il gol di Carparelli che di fatto frenava la corsa dei “cugini”, o il derby vinto coi gol di Mutarelli e Stroppa, all’epoca di Franco Scoglio.

Ma se si vuole scegliere un uomo copertina, non si può non fare il nome di Diego Alberto Milito. Il “Principe” è passato alla storia del derby della Lanterna per essere stato il primo a mettervi a segno una tripletta. Ma andiamo con ordine. La stagione 2008-2009 difficilmente i cuori genoani se la potranno dimenticare. I rossoblù hanno lottato per la Champions League fino all’ultima giornata, e la massima competizione europea è sfumata solo per via degli scontri diretti con la Fiorentina. Ma Champions a parte, questa stagione verrà ricordata per i 4 gol di Milito, che sono valsi sei punti nei derby contro i blucerchiati.

Palladino esulta dopo il gol del 3-0 nella stracittadina del 2009

7 dicembre 2008: la Nord sogna un gol per fare gli “auguri di Natale” ai cugini, ed ecco che l’inzuccata perentoria di Milito li accontenta. 3 maggio 2009: ci si aspetta una vittoria per ribadire la supremazia rossoblù e per credere ancora nel quarto posto. Non c’è problema, ci pensa ancora Milito, con tre gol incredibili che mandano al tappeto i blucerchiati. L’anno dopo altro tris rossoblù, questa volta nel segno di Milanetto, Marco Rossi e Palladino. E poi arriviamo ai derby più recenti, quando Rafinha e Mauro Boselli spedirono direttamente la Sampdoria in Serie B.

Rafinha, il suo gol ha deciso la sfida del 16 febbraio 2011

nel 2001 il primo derby targato scoglio

L’esultanza di Boselli dopo il gol nel derby del maggio 2011


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15/11/2002: Flachi e Bazzani battono il Genoa 2-1 e festeggiano

17/02/2008: Il gol di Maggio abbatte il Genoa e...

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... a fine gara esplode la festa dei blucerchiati

Le sfide rimaste nel cuore dei blucerchiati

Dal 5-1 degli albori al gol di Cassano Nella galleria dei ricordi spiccano il 3-2 del 1950/51 e il 4-1 del 1992/93 Per i tifosi il Derby rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti. Andiamo a scoprire quali sono state nel corso della storia le gare da ricordare per i sostenitori della Sampdoria. Partiamo da lontano. Correva l’anno 1948 e il 17 gennaio andò in scena quella che ancora oggi è la sfida con più gol in assoluto, quella con il maggior numero di reti di scarto tra le due contendenti e la più netta affermazione blucerchiata: un perentorio 5-1 con doppietta di Curti e gol di Baldini, Bassetto e Prunecchi. La storia dei Derby si intreccia inevitabilmente con la storia dei campionati e da parte blucerchiata non può essere dimenticato il

Derby di ritorno della stagione 1950/51. La Sampdoria stava concludendo un campionato tranquillo a metà classifica, mente il Genoa si trovava invischiato nella lotta per non retrocedere ed era costretto a vincere. I blucerchiati si portarono sul 2-0 dopo nemmeno 20 minuti grazie a Bergamo e Bassetto, poi ci fu la reazione dei rossoblù, che accorciarono con De Prati e pareggiarono all’82’ con Mellberg. Nel finale si gettarono avanti alla ricerca del colpo del ko, ma allo scadere l’argentino Sabbatella gelò la Nord con un siluro che valse il 3-2 blucerchiato e spinse il Genoa verso la B. Nel 1979-80 una delle sfide più entusiasmanti, il 16

11 aprile 2010: Antonio Cassano batte Scarpi di testa...

marzo in Serie B la Samp andò sotto due volte, ma alla fine riuscì a ribaltare tutto e a portare a casa la vittoria grazie a una meravigliosa punizione calciata da Roselli. Passando ad anni più recenti nei ricordi blucerchiati riservano un posto d’onore la stracittadina di andata del 1992/93 con il trionfo 4-1 dei ragazzi di Eriksson, e quelle della stagione 2002/2003, con tre successi su tre sfide tra campionato e Coppa Italia nel segno di Flachi e Bazzani. Le ultime gioie in ordine cronologico sono quelle del 17 febbraio ‘08 con la vittoria grazie al gol di Maggio e quella dell’11 aprile ‘12 firmata da di Cassano.

... e festeggia insieme al “gemello” Pazzini...

2002/03: 3 vittorie per la samp di mister novellino

... la Sampdoria si aggiudica il Derby numero 102 della storia


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febbraio2011

novembre2002 Amarcord

Quante emozioni dal 1946 a oggi Le coreografie delle Gradinate cominciarono a comparire negli anni ‘70 La storia del Derby della Lanterna comincia il 3 novembre 1946, storica data della prima sfida tra la neonata Sampdoria e il Genoa nel campionato di Serie A 1946/47, che si concluse davanti al Presidente della Repubblica De Nicola con la netta affermazione blucerchiata per 3-0 grazie ai gol di Baldini, Frugali e Fiorini. Nella stessa stagione la Samp si aggiudicò anche la gara di ritorno con un pirotecnico 3-2. La prima vittoria rossoblù arrivò l’anno succesivo, nel match di andata della Serie A 1947/48, 2-1 in rimonta con Verdeal e Trevisani che resero vana la marcatura di Baldini; nella gara di ritorno arrivò invece il primo pari, 1-1 con reti di Della Torre e del solito Baldini, che lasciò la sua firma anche nel Derby terminato col maggior scarto di gol tra le due squadre, un clamoroso 5-1 blucerchiato del 17 ottobre 1948.

Il 6 febbraio 1949 ecco il primo Derby senza reti, mentre il 3 dicembre 1950 ancora Baldini segna in un Derby, ma questa volta con la maglia rossoblù, la sua marcatura fu però vana e la Samp si impose 2-1. Tra le note più caratteristiche delle stracittadine ci sono ovviamente le coreografie, che compaiono per la prima volta negli anni ‘70, inizialmente molto artigianali e caratterizzate da “lenzuolate”, coriandoli o cartelloni colorati, poi sempre più ricercate, veri e propri capolavori per entrambe le Gradinate. Nel 1982 il Derby con il maggior numero di spettatori, era il 28 novembre e i paganti furono 57.815, circa 2000 in più rispetto alla capienza massima. Sul rettangolo verde le due squadre pareggiarono 1-1: al gol blucerchiato di Mancini rispose il genoano Fiorini. Del Derby col maggiore scarto di gol abbiamo già parlato:

ovviamente rappresenta anche la migliore vittoria dei blucerchiati, seguita dal 4-1 del campionato 1992/93 siglato dall’autogol di Fortunato e dalle marcature di Lanna, Jugovic, Bertarelli e Padovano. Il successo più netto del Grifone è più recente, si tratta del perentorio 3-0 del 28 novembre 2009 firmato Milanetto, Marco Rossi e Palladino; quella gara rappresenta anche la prima in cui un allenatore si è aggiudicato tre sfide consecutive: Gasperini infatti aveva trionfato anche il 3 maggio 2009 (3-1) e il 7 dicembre 2008 (1-0). L’ultima vittoria della Samp in un Derby risale infine all’11 aprile 2010, 1-0 grazie al gol di Cassano; l’ultima affermazione rossoblù coincide con l’ultima stracittadina disputata: l’8 maggio 2011 il Genoa vinse 2-1: Pozzi rispose a Floro Flores poi, in pieno recupero, la meteora Boselli regalò la vittoria al Genoa.

BOSELLI DECISIVO nELL’uLtImO DErBy, nEL 2011


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La rosa blucerchiata

La rosa rossoblù

In attacco c’è il brasiliano Eder che scalpita...

Immobile sogna di consacrarsi nel derby

“Capo” Maresca Il ritorno a casa e tanti giovani di Borriello

P P P P D D D D D D D D C C C C C C

BERNI Tommaso 06.03.1983 DA COSTA Angelo Esmael 12.11.1983 FALCONE Wladimiro 12.04.1995 ROMERO Sergio Germán 22.02.1987 BERARDI Gaetano 21.08.1988 CASTELLINI Paolo 25.03.1979 COSTA Andrea 01.02.1986 DE SILVESTRI Lorenzo 23.05.1988 GASTALDELLO Daniele 25.06.1983 MUSTAFI Shkodran 17.04.1992 POULSEN Simon Busk 07.10.1984 ROSSINI Jonathan 05.04.1989 KRSTICIC Nenad 03.07.1990 MARESCA Enzo 10.02.1980 MUNARI Gianni 24.06.1983 OBIANG AVOMO Pedro Mba 27.03.1992 PALOMBO Angelo 25.09.1981 POLI Andrea 29.09.1989

C C C A A A A A A

RENAN Garcia SORIANO Roberto TISSONE Fernando ANTONIO Juan Ignacio EDER Citadin Martins ESTIGARRIBIA Marcelo ICARDI Mauro Emanuel LOPEZ Maximiliano POZZI Nicola

19.06.1986 08.02.1991 24.07.1986 05.01.1988 19.11.1986 21.09.1987 19.02.1993 03.04.1984 30.06.1986

Allenatore: FERRARA Ciro Allenatore in Seconda: PERUZZI Angelo Responsabile Preparatori Atletici: NERI Massimo Collaboratore Tecnico: SCHINCAGLIA Maurizio Preparatore dei Portieri: CHIMENTI Antonio Preparatore Atletico: LUCCHESI Simone Recupero infortuni: BORINO Umberto

DONNARUMMA FREY STILLO TZORVAS ANTONELLI BOVO CANINI FERRONETTI GRANQVIST KRAJNC MORETTI SAMPIRISI ANSELMO BERTOLACCI JORQUERA KUCKA MERKEL ROSSI

Antonio Sebastien Robert Alexandros Luca Cesare Michele Damiano Andreas Luka Emiliano Mario De Moraes Andrea Cristobal Juraj Alexander Marco

07-07-1990 18-03-1980 15-03-1991 12-08-1982 11-02-1987 14-01-1983 05-06-1985 01-11-1984 16-04-1985 19-06-1994 11-06-1981 31-12-1992 20-02-1989 11-01-1991 04-08-1988 26-02-1987 22-02-1992 01-04-1978

C C A A A A A A A A

SEYMOUR TOZSER BORRIELLO HALLENIUS IMMOBILE JANKOVIC MELAZZI PISCITELLA SAID SAYO VARGAS

Felipe Daniel Marco Linus Ciro Bosko Leonardo Gianmario Ahmed Juan Manuel

23-07-1987 12-05-1985 18-06-1982 01-04-1989 20-02-1990 01-03-1984 04-02-1991 24-03-1993 20-04-1993 05-10-1983

Allenatore: DEL NERI Luigi Allenatore in seconda: CONTI Francesco Preparatori atletici: ALIMONTA Luca, PILATI Alessandro Preparatore portieri: SPINELLI Gianluca Rieducatore: BARBERO Paolo Team Manager: BEGA Francesco

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Lo stadio di Marassi ha una lunghissima tradizione

La storia del Luigi Ferraris, il palcoscenico del derby

Per il popolo rossoblù è “IlTempio”, per la Samp significa tanti dolci ricordi NEL 1982 IL DERBY FECE QUASI 58 MILA PAgANtI

Per i genoani è “Il Tempio”, per i sampdoriani il teatro di mille successi. Il palcoscenico della stracittadina, però, rimane sempre lui, lo stadio Comunale Luigi Ferraris, considerato uno degli impianti più suggestivi e adatti al gioco del calcio. E’ definito “all’inglese” per la mancanza della pista di atletica tra il terreno di gioco e i vari settori destinati ai tifosi. I PRIMI ANNI. Iniziando la sua storia “calcistica” il 22/01/11 con lo scontro tra Genoa e Internazionale, il Luigi Ferraris (allora chiamato Campo di Via del Piano) è lo stadio di calcio più antico d’Italia e uno dei primi impianti tuttora in uso per praticare lo sport. Nei primi anni non poteva ospitare più di tanti tifosi, ma con i lavori tra gli Anni 20 e gli Anni 30 è riuscito ad avere una capienza massima

Un po’ Di cUrioSità Le Gare monDiaLi Due i Mondiali di calcio che si sono disputati sino ad oggi in Italia e in entrambe le circostanze Genova e lo Stadio Luigi Ferraris sono stati teatro di sfide emozionanti. Durante il Mondiale del 1934 vi si svolse la gara degli ottavi di finale Spagna-Brasile 3-1. Durante il Mondiale del 1990, invece, andarono in scena tre gare del Gruppo C (Costa RicaScozia 1-0; Svezia-Scozia 1-2; Svezia-Costa Rica 1-2) e la sfida degli ottavi di finale Irlanda- Romania (5-4 ai rigori). Negli anni molte le gare della Nazionale italiana impegnata in amichevoli o qualificazioni ai campionati europei proprio al Ferraris.

di 30.000 posti diventando uno degli stadi più moderni dell’epoca. Nel 1933 venne rinominato Stadio Luigi Ferraris, in onore del ex storico capitano del Genoa, caduto durante la Prima Guerra Mondiale. DOPO IL 1946. Fino al 1946, anno in cui nacque la Sampdoria, il Luigi Ferraris fu esclusivamente la casa del Genoa. Negli anni successivi lo stadio si è ingrandito fino ad una capienza massima di circa 55.700 posti nel 1980. Nel 1979 il Comune di Genova interrò nel terreno di gioco una medaglia d’oro che il “Guerin Sportivo” aveva fatto fare, e donato, al portiere del Genoa Giovanni De Prà a ricordo della prestazione “eroica” nella partita disputata dalla nazionale italiana contro la Spagna nel marzo 1924, quando giocò per 70 minuti con un braccio fratturato.

PER ITALIA ‘90. In occasione dei campionati mondiali del 1990, lo stadio - scontentando il parere dei tifosi rossoblucerchiati che preferivano una ristrutturazione - fu demolito e ricostruito su progetto dell’architetto Vittorio Gregotti. I lavori furono eseguiti “per singoli settori” e durarono ben due anni e due mesi: del vecchio stadio rimase solanto l’ingresso della Tribuna. Per il resto il Ferraris si presentava come un moderno stadio “all’inglese”, con gli spalti a ridosso del campo che potevano ospitare poco più di 40.000 spettatori. Lo stadio fu dotato di due maxi-schermi; i settori ospiti vennero costruiti nei Parterre, le parti inferiori delle Gradinate che non erano coperte dalla tettoia e di fronte alla Tribuna venne costruito un gazebo adibito a sala stampa per i Mondiali di Italia ‘90. In seguito il Ferraris subì piccole

ma continue modifiche che lo portarono ad essere come lo si può ammirare oggi. UN PO’ DI NUMERI Inaugurazione: 1911. Ristrutturazione: 1989. Capienza: 36.599 posti a sedere, tutti coperti a eccezione delle 15 file più basse delle Gradinate. I vari settori: distinti 8.781, tribuna 5.124, Gradinata Nord 9.215, Gradinata Sud 9.232, Settori ospiti Nord e Sud 4.134, Diversamente abili 113. Capacità tribuna stampa: 144. Terreno di gioco: 105 × 68 metri. Record di spettatori: oltre 60.000 nel 1949 in occasione dell’incontro ItaliaPortogallo; in campionato il record fu per il derby del 28 novembre 1982, quando si registrarono 57.815 spettatori.

oLtre aL caLcio tanti concerti Nel corso degli anni lo stadio Luigi Ferraris ha ospitato anche alcuni concerti di artisti di caratura nazionale e internazionale. Tra questi, indimenticabili le performances dell’icona americana del rock, ovvero Bruce Springsteen, poi Luciano Ligabue, Vasco Rossi, Lucio Dalla e Francesco De Gregori e Fabrizio De André. A livello locale si è esibito più volte all’interno dello stadio genovese il gruppo dei Buio Pesto.

aLtri eventi importanti Lo stadio non è stato utilizzato solo per calcio e concerti. Per un certo periodo di tempo è stato uno degli stadi preferiti per le partite internazionali della Nazionale italiana di rugby, viste le peculiari caratteristiche all’inglese dell’impianto, tipiche dei campi da rugby ma successivamente la Federazione Italiana Rugby assunse la gestione ufficiale del Flaminio di Roma. Fra gli eventi allo stadio negli ultimi due anni anche la festa dei Giovani Calciatori!


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