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www.gazzetta.it mercoledì 23 gennaio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero numero 19 Anno

COPPA ITALIA MAURI RISPONDE A PELUSO NELLA SEMIFINALE D’ANDATA A TORINO: 1­1

IL CAPITANO SEMPRE PIU’ BANDIERA

Frenata Juve con la Lazio Petkovic vede la finale

Buffon prolunga ancora 2 stagioni Oggi l’annuncio Il portiere avrà quattro milioni all’anno: obiettivo la Champions

Arbitro sotto accusa, Conte: «C’era un rigore per noi. Basta parlare di aiuti» BIANCHI, CECERE, CENITI, CIERI, OLIVERO DA PAG. 2 A PAG. 5

3 Federico Marchetti, protagonista contro la Juve

GRAZIANO A PAGINA 7

L’ALTRA SEMIFINALE OLIMPICO, 20.45

MERCATO I ROSSONERI STRINGONO I TEMPI PER L’ATTACCANTE AFRICANO

MILAN ­ DROGBA PRONTI 8 MILIONI La trattativa per Balotelli ristagna e Galliani sfida Agnelli per l’ivoriano. L’accordo prevede un contratto per un anno e mezzo. Va avanti la trattativa per Kakà: continuano i contatti col Real 3 Didier Drogba, 34 anni, centravanti della Costa d’Avorio impegnato nella Coppa d’Africa ANSA

BOCCI, GOZZINI, LAUDISA ALLE PAGINE 12­13

3 Francesco Totti, a sinistra, e Marko Livaja INSIDEFOTO

Roma­Inter infinita E per l’eterno Totti vicino il rinnovo BIANCHIN, CECCHINI, DALLA VITE, ELEFANTE, PUGLIESE PAGG. 8­9

LA POLEMICA SU FRANCE FOOTBALL

Materazzi: «Ibra insulta e non aiuta i compagni» GRANDESSO A PAGINA 10

IL LUTTO ALLE 12 I FUNERALI

Il mondo Samp piange Garrone «Uomo vero» DA RONCH, GRIMALDI A PAG. 14 COMMENTO DI ZAPELLONI A PAG. 19

SERIE B IL RECUPERO FINISCE 3­2

Varese, grande rimonta Il Brescia ribaltato in 2’

IL DIARIO DI SOLDINI MASERATI E’ NETTAMENTE IN VANTAGGIO SUL RECORD DEI MONOSCAFI

IL MIO CAPO HORN E LO ZAMPONE Nella Terra del Fuoco in meno di 22 giorni, festa con vino e lenticchie 30 1 2 3>

A PAGINA 31, COMMENTO DI PASINI A PAG. 19

9 771120 506000

BASKET L’AZZURRO DISOCCUPATO

3 Giovanni Soldini al timone. Ha appena doppiato Capo Horn a bordo di Maserati ANSA

ELEZIONI SI PRESENTA IL RIVALE DI PAGNOZZI

IL CASO PER LA GARA BERRETTI

Mancinelli Malagò attacca «Dall’Olimpia «Coni feudale proposta iniqua» Adesso basta!»

«Non provato il razzismo» Al Casale 0­3

DI SCHIAVI A PAGINA 27

IARIA A PAGINA 13

PALOMBO A PAG 19 E PICCIONI A PAG 26

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

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Continuano le imprese di Zauri. Dopo aver salvato la nipote di Boniek, ieri notte ha ospitato la nipote di Mubarak.

Validità 16/11/2012 - 15/02/2013 - Regolamento depositato presso “Promozioni & Concorsi - MI”

BINDA A PAGINA 18

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

COPPA ITALIA ANDATA SEMIFINALI DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE TORINO

Lazio inaffondabile: sedicesimo risultato utile di fila. Lazio bestia nera della Juve, anche: dopo quello in campionato (0-0) le impone un altro pari, stavolta con gol. E questo fa più rabbia e fa più male. Sia perché ottenuto con una zampata di Mauri, in mischia, a 4’ dalla fine e sull’unico vero tiro in porta; sia perché ora il ritorno all’Olimpico si è tinto di biancoceleste: basterà lo 0-0 per arrivare in finale. La Juve avrebbe ampiamente meritato un successo con punteggio rassicurante. A negarglielo due grandi parate di Marchetti, su Matri (destro al volo, si era 0-0)) e Vidal (inzuccata da pochi passi, 80’); un palo, colpito da Vidal con Marchetti battuto (72’); un poderoso contrasto di Lulic dopo il succitato palo per impedire a Vidal di depositare in rete; un errore di mira, sempre di Vidal e sempre nel prosieguo della stessa azione, su cross basso di Barzagli, a due metri dalla linea bianca. La cronaca della ripresa dice con chiarezza del dominio juventino pure in zona gol. Zampata Ma una delle componenti più affascinanti del calcio è la sua imprevedibilità. Dopo questa serie di occasioni che avrebbero legittimamente arrotondato il vantaggio ottenuto da Peluso al 18’ s.t. con un imperioso (e falloso) stacco su Lulic, la Lazio trova la sua azione regina su un calcio d’angolo di Candreva la cui traiettoria viene allungata dal tentativo aereo operato da Vucinic di spazzare via. Sbucata sul secondo palo, la sfera trova Mauri lestissimo ad allungare il piede per deviarla verso la porta, con De Ceglie, girato di schiena, non in grado di opporsi e Storari incapace di fermare quel tiro non forte.

Il gol di Stefano Mauri, 33 anni, che beffa Storari e fissa il punteggio sull’1-1 PEGASO

Lazio tabù Juve Mauri risponde a Peluso E Petkovic resta imbattibile L’assedio produce un gol e un palo di Vidal. Poi ci pensa Marchetti a blindare la porta: nel finale bianconeri beffati su angolo. Martedì il ritorno all’Olimpico

Quel Vucinic A quel punto la Ju-

ve è in grado di costruire un ultimo assalto, con Vucinic, risolto da un provvidenziale tocco di Ciani. Appuntamento, per il ritorno, a martedì, stadio Olimpico. Dove Conte potrebbe schierare qualche titolare in più rispetto a ieri sera (Pirlo, Quagliarella, per esempio). E gente messa in condizioni fisiche migliori rispetto al Marchisio sacrificatosi per oltre un’ora e al Vucinic comparso sulla scena solo nel finale. Eppure capace di ergersi a protagonista non solo negativo (l’1-1) ma pure quando si è trattato di spedire Vidal davanti a Marchetti (un rasoterra da

Predominio Con Pogba nelle ve-

IL TABELLONE LA FINALE ALL’OLIMPICO DI ROMA

centrocampo nel corridoio vuoto), e quando ha avuto il guizzo in area ostacolato da una gamba dell’esperto Biava, sulla quale poi l’attaccante si è attorcigliato. Sia questo episodio a favore della Juve sia il

possibile fallo di Peluso sull’1-0 sul campo non sono parsi meritevoli di intervento arbitrale e difatti Damato, sempre ben appostato, ha fatto proseguire. In ogni caso, 1-1 pure alla moviola...

sti di regista (a 19 anni...) capace di replicare la buona prestazione del campionato, la Juve ha controllato agevolmente un primo tempo in cui la Lazio ha badato a non soffrire troppo. Frazione del match che non ha riservato del gran lavoro a Marchetti e che ha visto invece Barzagli provvidenziale nel salvare sulla linea un cross deviato malamente da Marrone su cui Mauri (sempre il capitano...) pareva in condizioni di appoggiare in gol: Barzagli è sbucato da dietro e gli ha tolto la palla dal piede. Eccezionale il suo stato di forma, visto che poi si

la situazione CHI SI QUALIFICA

Biancocelesti avanti anche con lo 0-0 Dopo l’1-1 di ieri, alla Lazio per qualificarsi alla finale possono andar bene due risultati su tre: la vittoria e un pareggio senza gol. In caso di 1-1, si andrebbe ai supplementari e poi, in caso di ulteriore parità, si passerebbe ai rigori. La Juve sarebbe promossa con la vittoria oppure con un pareggio con almeno due gol all’attivo (2-2, 3-3...).

segnalerà pure come suggeritore per Matri (stop in corsa bellissimo, poi il sinistro dell’attaccante si perde a lato) e per il già descritto errore sotto misura di Vidal. A specchio Le due squadre si sono affrontate con moduli speculari, centrocampo folto, unica punta, un suggeritore alle spalle. Il sistema di Petkovic è assai collaudato, Conte ha dovuto improvvisare potendo contare su un solo attaccante di ruolo. Però la differenza non si è vista. Isla, Peluso, Giaccherini, Pogba, Marrone e poi Caceres (quando Bonucci ha

le Pagelle

POGBA DIRIGE DA VETERANO ISLA CONTINUO VIDAL LOTTA I suonatori son cambiati. Ma lo spartito è lo stesso. Sono mancati solo i gol. Anche per iella.

7 6,5 l’allenatore Conte Con la Juve-2, quasi 3, riesce comunque a dominare la Lazio. Ha inculcato a tutti il suo gioco, peccato che non riesca a insegnare che bisogna far gol.

h 7

6

6

6,5

6,5

6,5

7

il migliore Pogba

Storari

Bonucci

Marrone

Barzagli

Isla

Vidal

Un’incertezza in avvio, che rimedia in seconda battuta. Uno scherzetto di Marrone, che gli fa venire i brividi. E poi il gol, nell’unico tiro in porta.

Meno Beckenbauer del solito nei lanci, fa a spallate con Mauri ma è in una delle rare salite che prende la botta che lo fa uscire al tramonto del primo round.

Il figlio del vivaio se la cava in mezzo alla difesa, ma il meglio lo dà quando si riveste da centrocampista. Due lanci stupendi, che spreco Matri.

Prima a sinistra, poi a destra dopo l’uscita di Bonucci. Sempre puntuale negli interventi difensivi, si sostituisce a Bonucci anche nei lanci per le punte.

L’Isla sta per tornare... bonita. Si rivede finalmente in buoni spunti sulla fascia. Sono suoi i cross più pericolosi. Per la prima volta da tempo è continuo.

Il guerriero venuto dal Cile. Sradica palloni che è un piacere e si scatena davanti. Prende un gran palo d’esterno e poi Marchetti gli nega il gol. Che giocatore.

PARATE 2 RINVII 14 USCITE 11

CONTRASTI VINTI 5/5 LANCI 3 PASSAGGI OK 13/17

CONTRASTI VINTI 2/3 LANCI 4 PASSAGGI OK 54/56

CONTRASTI VINTI 5/7 LANCI 4 PASSAGGI OK 37/43

TIRI 0 PASSAGGI OK 23/26 RECUPERI 9

TIRI 3 PASSAGGI OK 33/42 RECUPERI 12

5,5

6,5

6

6

6

5,5

5,5

Giaccherini

Peluso

Marchisio

Matri

Caceres

De Ceglie

Vucinic

Tanto movimento, tanta generosità, anche nei ripiegamenti. Ma poca precisione. Gira su se stesso e non riesce a essere determinante.

Non è ancora il Peluso dell’Atalanta. Alterna buoni recuperi a incertezze. Timori da salto di qualità? Poi però, la zuccata vincente che forse lo sbloccherà.

Schierato come trequartista, lavora meno palloni e fatica più del solito. Dieci metri più avanti non riesce a sfruttare una delle sue armi migliori: le incursioni.

Biava è una carta moschicida. Anche quando ripiega a cercare spazi. Lui lo soffre, e parecchio. Poi trova gli affondi ma davanti a Marchetti s’arrende.

Entra subito con grinta e sulla sinistra tiene a bada le incursioni di Hernanes e Mauri quando si sposta da quella parte.

Sostituisce Peluso, che dopo il gol è preso da crampi. Copre e aiuta la squadra a spingere. Peccato che sia lui quello che si fa bruciare da Mauri.

Gioca un quarto d’ora ma incide parecchio, nel bene e nel male. Si procura un rigore che Damato non gli concede, poi allunga il corner che Mauri trasforma in gol.

TIRI 2 PASSAGGI OK 51/57 RECUPERI 5

TIRI 1 PASSAGGI OK 17/23 RECUPERI 2

TIRI 0 DRIBBLING OK 0/1 SPONDE 3

TIRI 4 DRIBBLING OK 1/1 SPONDE 4

CONTRASTI VINTI 1/1 LANCI 2 PASSAGGI OK 29/29

TIRI 0 PASSAGGI OK 11/12 RECUPERI 1

TIRI 1 DRIBBLING OK 0/3 SPONDE 1

Non ha alzato la cresta, anzi l’ha tagliata. Ma è comunque il «meglio fico del bigoncio» Juve. Dirige l’orchestra da veterano, ed è ancora pericoloso in attacco. TIRI 4 PASSAGGI OK 56/68 RECUPERI 23

GLI ARBITRI DAMATO 5 Peluso s’appoggia con entrambe le mani su Lulic. Il gol si poteva annullare. Così come l’entrata di Biava su Vucinic si poteva punire con il rigore. Di Fiore 5,5 - La Rocca 5,5


MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

LAZIO

1

1

(3-5-1-1)

(3-5-1-1)

30 Storari; 19 Bonucci (dal 43’ p.t. 4 Caceres), 39 Marrone, 15 Barzagli; 33 Isla, 24 Giaccherini, 6 Pogba, 23 Vidal, 13 Peluso (dal 26’ s.t. 11 De Ceglie); 8 Marchisio (dal 32’ s.t. 9 Vucinic); 32 Matri. PANCHINA 34 Rubinho, 41 Gagliardini, 20 Padoin, 26 Lichtsteiner, 35 Beltrame, 36 Rugani, 37 Schiavone, 38 Garcia Tena, 40 Kabashi. ALLENATORE Conte. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno.

22 Marchetti; 20 Biava (dal 38’ s.t. 26 Radu), 27 Cana, 2 Ciani; 39 Cavanda, 15 Gomez, 24 Ledesma (dal 25’ s.t. 87 Candreva), 8 Hernanes (dal 37’ s.t. 32 Brocchi), 19 Lulic; 6 Mauri; 99 Floccari. PANCHINA 1 Bizzarri, 84 Carrizo, 5 Scaloni, 18 Kozak, 25 Rozzi, 78 Zauri. ALLENATORE Petkovic. CAMBI DI SISTEMA dal 26’ s.t. 3-4-3 ESPULSI nessuno. AMMONITI Hernanes e Ciani per gioco scorretto.

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Peluso (J) al 18’, Mauri (L) al 41’ s.t. ARBITRO Damato di Barletta. NOTE spettatori paganti 32.277 per un incasso di 610.544 euro. Angoli 8-7. In fuorigioco 3-0. Recuperi: p.t. 3’; s.t. 3’ POSSESSO PALLA JUVENTUS 53,8% TIRI IN PORTA

LAZIO 69%

II IIIIIIIIII LAZIO 2

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 2’ Incursione di Marchisio, preceduto da Marchetti a cinque passi dalla porta. 20’ Uscita difettosa di Storari che perde palla ma Floccari non ne approfitta. 22’ Pogba svetta di testa su angolo, pallone di poco alto. 35’ Barzagli salva sulla linea, anticipando Mauri, dopo un cross di Lulic deviato male da Marrone.

dovuto mollare per un infortunio alla schiena) si sono battuti col piglio dei titolari. Mezza squadra era composta da riserve (a riposo anche Lichtsteiner) mentre la Lazio aveva fuori fra i big soltanto Klose. Eppure è stata la Juve a fare il match ed è stata la Juve a imporre il suo gioco: vista dalla panchina bianconera, una serata che conferma lo strapotere di questo gruppo sulle rivali.

BARICENTRO MEDIO 53,7 metri

IIII

JUVENTUS 10

LAZIO 4

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI TORINO

SECONDO TEMPO GOL! 18’ Cross di Giaccherini da sinistra, a centro area Peluso svetta su Lulic e trova l’angolino. 27’ Vidal sbuca in solitudine davanti alla porta, esterno destro, il palo respinge, il cileno non riesce a ribattere in porta, l’azione prosegue, Barzagli serve il compagno che da due passi mette fuori. 35’ Ancora Vidal pericolosissimo, di testa, impegna Marchetti in un colpo di reni decisivo. GOL! 41’ Angolo di Candreva, prolunga Vucinic di testa e sul secondo palo Mauri anticipa De Ceglie.

Un gol che vale mezza finale. Un gol che permette alla Lazio di conservare un’imbattibilità arrivata ora a 16 risultati utili consecutivi. Un gol che consente a lui di mettere da parte, almeno per una sera, tutte le polemiche che attorno al suo nome girano da più di un anno. C’è tutto questo e altro ancora in quella zampata con cui a quattro minuti dal gong Stefano Mauri ha fissato il punteggio sull’1-1. Era destino che fosse proprio lui a segnare questo gol. E non solo perché era sua anche la precedente (e fino a ieri unica) rete realizzata dalla squadra biancoceleste allo Juventus Stadium. L’aveva segnata nell’aprile di un anno fa, nel match dello scorso campionato. Anche in quell’occasione fu la rete dell’1-1, che però fu poi vanificata dalla prodezza con cui Del Piero a pochi minuti dal termine regalò ai bianconeri tre punti d’oro nella corsa scudetto. Stavolta, a segnare quasi sul filo di lana, è stato lui. Un gol importante anche perché è stato il primo da capitano vero della Lazio. Lo è diventato dopo la partenza di Rocchi nelle settimane scorse, prima lo era ma solo perché il titolare della fascia (Rocchi, appunto) finiva sistematicamente in panchina.

BARICENTRO MEDIO 51,3 metri

la Moviola DI FRANCESCO CENITI

Ride Petkovic Alla fine però ri-

de Petkovic che non perde da una vita e prosegue la sua marcia verso obbiettivi importanti. Questa solidità della Lazio pur priva di grandi interpreti in difesa, questa capacità camaleontica del suo centrocampo e questa formula che porta Mauri all’improvviso nel cuore dell’area avversaria, sono caratteristiche che possono fruttare un tesoro. Vedremo se in campionato. Intanto si è aperta questa esaltante prospettiva della finale di Coppa Italia nobilitata sia dalla necessaria eliminazione della Juve sia dalla prospettiva di disputare un derby in più. All’Olimpico, per giunta: eh sì, esaltante.

Gol e fair play Per una sera scaccia le ombre

TIRI FUORI

IIIIIIIII JUVENTUS 9 (+1 palo)

JUVENTUS 77%

STEFANO MAURI

La sua zampata potrebbe valere la finale In una partita allontana i guai delle scommesse e cattura gli applausi per il gesto su Bonucci

PALLE UTILI GIOCATE LAZIO 46,2%

3

D ilPersonaggio numeri& STATISTICHE

JUVENTUS

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Peluso si appoggia su Lulic Biava-Vucinic: era rigore Non una gara difficile per Damato, ma ci sono due episodi importanti che hanno inciso sulla sfida. In primis il vantaggio della Juve al minuto 18 della ripresa. L’azione nasce da un cross da sinistra di Giaccherini sul quale si avventa Peluso che sovrasta Lulic. Il replay evidenzia però una irregolarità: il giocatore della Juventus si aiuta con entrambe le braccia, appoggiate sulle spalle dell’avversario. Un gesto servito anche a far «leva» nello stacco e che ha impedito al

laziale una possibile opposizione. Insomma, un gol che poteva essere annullato (sarebbe servito il giudice di porta). La Juve, invece, protesta al 36’ per un contatto in area tra Biava e Vucinic: il difensore prima tocca il pallone (che resta nei pressi dello juventino) e poi sgambetta l’avversario. Damato non interviene, ma ci stava il rigore. Per il resto sono giuste le ammonizioni per Hernanes (trattenuta su Vidal) e Ciani (fallo di mano).

S Stefano Mauri, 33 anni, esulta dopo il gol del pareggio. In questa stagione il capitano della Lazio aveva già segnato 2 reti in campionato LAPRESSE

Leader Sì, è proprio questa

voglia di crederci sempre il tratto caratterizzante della Lazio targata Petkovic. Una mentalità figlia del lavoro psicologico svolto dal tecnico di Sarajevo, ma anche della piena consapevolezza dei propri mezzi conseguita dal gruppo laziale. Un gruppo di cui Mauri è uno dei leader assoluti. Un elemento che, raggiunti i 33 anni, ha ormai acquisito una maturità completa: tecnica e mentale. Gli schiaffi ricevuti per le vicende extra-calcistiche che lo hanno visto protagonista negli ultimi mesi lo hanno maturato ulteriormente. Il ruolo ritagliatogli da Petkovic ha fatto il resto. Centrocampista, rifinitore e ora anche goleador. Mauri non si ferma più.

Non solo gol E da capitano vero

è stato anche il gesto fatto da Mauri a pochi minuti dall’intervallo. Vedendo Bonucci

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chiedere il cambio non ha esitato un attimo a buttare la palla in fallo laterale, pur essendo in atto un contropiede molto interessante per la Lazio. Un gesto che gli è valso la stretta di mano del difensore bianconero e l’applauso di tutto lo stadio juventino. Che viceversa ha accolto in tutt’altra maniera la rete realizzata dal centrocampista sul finire della gara. «Per noi è un risultato importantissimo — ha commentato Mauri a fine gara — Siamo davvero felici, era fondamentale riuscire a fare gol in casa loro. Lo dedico al fratello di uno dei miei avvocati che sta male. La Juve è fortissima, nel secondo tempo ci ha fatto soffrire: dobbiamo ringraziare Marchetti che ha fatto parate decisive. Però il pari è meritato».

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di FABIO BIANCHI

CAVANDA CON IL TURBO HERNANES NON INVENTA Non c’è dubbio: la Juve le è stata superiore. Ha avuto il merito di limitare i danni fino al colpo di fortuna

6 6 l’allenatore Petkovic Nel bene o nel male, dallo Juventus Stadium esce sempre indenne. È la seconda volta su due. Cavanda esterno è una buona mossa. Stavolta però è proprio fortunato.

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7,5

6

6

6

6,5

5,5

il migliore Marchetti

Biava

Cana

Ciani

Cavanda

Gonzalez

Ledesma

Bravo su Matri e anche sulle chiusure ai lanci avversari. Il vecchio guerriero non è stanco, anzi. Ma nel finale rischia il rigore su Vucinic.

Nel suo ruolo deputato, chiude varchi e raddoppia per buona parte della gara. Poi perde Matri in un paio di inserimenti. Il bilancio dice sufficienza.

L’armadio a quattro ante ci dà di fisico e di anticipi. Dalle sue parti si passa a fatica. Va in difficoltà solo sulle discese di Isla, ma ha poca copertura.

La difesa a tre è il suo pane, perché può agire da esterno. Sgroppate a ripetizione che mettono in difficoltà Peluso. Sul fondo ci arriva spesso.

Si sdoppia a guardia della difesa per dare un occhio agli inserimenti di Giaccherini e Pogba. Sacrificato alla causa, ma senza grandi risultati.

Non è serata di governo, ma di lotta. Ha poche palle e, strano, quelle poche le sbaglia. In più, l’argentino dai piedi dolci soffre il ritmo della Juve. Sostituito.

CONTRASTI VINTI 4/6 LANCI 3 PASSAGGI OK 20/25

CONTRASTI VINTI 2/9 LANCI 2 PASSAGGI OK 19/22

CONTRASTI VINTI 4/7 LANCI 4 PASSAGGI OK 28/35

TIRI 0 PASSAGGI OK 30/35 RECUPERI 7

TIRI 1 PASSAGGI OK 28/32 RECUPERI 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 25/34 RECUPERI 6

5,5

5

6,5

6

6

s.v.

s.v.

Hernanes

Lulic

Mauri

Floccari

Candreva

Brocchi

Radu

Il profeta sconsacrato. Non parte male, nello stretto è sempre il solito fenomeno, giochicchia, ma non riesce a inventare il lancio giusto per Mauri o Floccari.

Le discese, queste sconosciute. Isla non gliele permette, anzi dietro va spesso in difficoltà. Si fa sovrastare da Peluso sul gol, anche se subisce fallo.

A differenza di Marchisio, lui è abituato a giocare dietro l’unica punta, e si vede. È il più fastidioso e poi regala il colpaccio alla Lazio.

Lotta come un leone nel mezzo della difesa zebrata. È bravo nel tener su il pallone e far rifiatare la squadra. ma di occasioni da gol non se ne parla.

Rifornimento di idee per la Lazio. Non gioca moltissimi palloni, però, e nel finale si sacrifica in copertura. Ha il merito di battere il corner del pareggio.

Petkovic lo inserisce per dare più grinta al centrocampo e limitare i danni quando la Juve sembra dilagare. Invece grazie a Marchetti assiste all’aggancio.

Entra al posto di Biava che ha dato tutto. Si piazza in difesa e raddoppia sulle incursioni avversarie. Collabora a fermare Vidal.

TIRI 0 PASSAGGI OK 30/37 RECUPERI 10

TIRI 0 PASSAGGI OK 31/37 RECUPERI 9

TIRI 3 DRIBBLING OK 0/1 SPONDE 8

TIRI 1 DRIBBLING OK 1/1 SPONDE 9

TIRI 0 PASSAGGI OK 8/12 RECUPERI 2

TIRI 0 PASSAGGI OK 7/9 RECUPERI 3

CONTRASTI VINTI 0/0 LANCI 1 PASSAGGI OK 8/9

Il gol lo prende da due passi, per i miracoli non è attrezzato. Per le prodezze sì: grande sul piatto di Matri, stupendo sulla zuccata di Vidal. Il pari è suo. PARATE 7 RINVII 27 USCITE 6

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013


MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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COPPA ITALIA ANDATA SEMIFINALI LO STACCO... CON AIUTINO

IL FRANCESE RAPATO

Il colpo di testa vincente di Federico Peluso, 29 anni, che però si appoggia su Lulic LAPRESSE

Peluso, che storia Fa il gol all’amico ma è festa a metà L’ex atalantino batte Marchetti, però non basta Barzagli: «Qui a Torino sta andando benissimo» DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TORINO

Troppo bello per essere vero. Federico Peluso stava vivendo la classica serata da raccontare ai nipotini: primo gol con la maglia della Juve e proprio contro la Lazio, la squadra dell’infanzia, del settore giovanile, del cuore. Il numero 13, con il quale Peluso giocava nell’Atalanta e che ha preso anche alla Juve, è un omaggio al suo idolo Alessandro Nesta. Quando è arrivata a centro area quella palla crossata da Giaccherini, Peluso è saltato oltre le critiche ricevute dopo l’esordio negativo contro la Sampdoria e ha trovato l’angolino alla sinistra di Marchetti. Altro particolare da raccontare ai nipotini: l’esterno della Juve e il portiere della Lazio sono grandi amici, hanno giocato insieme nell’AlbinoLeffe dal 2006 al 2008 e non hanno mai smesso di sentirsi. Insomma, sembrava una serata apparecchiata dal destino. La Lazio per Peluso è anche il ricordo di quell’autogol del 2 maggio 2010: Atalanta-Bologna 1-1, una deviazione sfortunata che condannò in pratica i nerazzurri alla retrocessione e salvò proprio la Lazio generando qualche facile ironia sulla sua fede calcistica. L’amaro Troppo bello per essere vero. E infatti non lo era. Perché il calcio è fatto di storie bellissime e imperfette e anche quelle si raccontano ai nipotini. Magari con meno entusiasmo e un pizzico di amaro in bocca, ma si raccontano

perché la vita spesso è come una partita: mai finita, sempre pronta a prendere una direzione diversa, piena di occasioni ma anche di distrazioni e di errori. Ieri sera, quando è stato sostituito da De Ceglie, Peluso si è seduto in panchina e si è goduto una bella Juve che cercava il secondo gol e lo sfiorava ripetutamente. Mancava un pugno di minuti alla fine quando la Lazio è riuscita a pareggiare quasi senza accorgersene, quasi senza tirare. E quel tocco di Mauri ha spento le luci sulla magica serata di Peluso.

L’intervento di Giuseppe Biava, 35 anni, su Mirko Vucinic, 29: era calcio di rigore IPP/RAISPORT

Il look di Pogba si rivoluziona: tagliata la cresta Cambio di look radicale per Paul Pogba. Il francesino, che sabato aveva affossato l’Udinese sfoggiando una cresta biondissima (in alto, nella foto Lapresse), ieri è tornato allo Juventus Stadium con una capigliatura tutta al naturale: via il giallo e via la cresta. Ora solo capelli corti (in basso, nella foto Lapresse).

Gazzetta.it Gazza

Tvf

Compleanno La qualificazione alla fina-

le di Coppa Italia resta in equilibrio anche se adesso la Lazio ha il duplice vantaggio di giocare in casa e di poter puntare allo 0-0, un risultato che non avrebbe disprezzato nemmeno ieri sera. A un certo punto, anzi, sembrava si accontentasse della sconfitta di misura (e il cambio di Hernanes con Brocchi lo testimoniava) e invece è tornata a Roma con un punteggio molto positivo. Andrea Barzagli è amareggiato: «Meritavamo una vittoria larga, l’1-1 ci penalizza in vista del ritorno. Marchetti sta facendo una grande stagione e contro di noi è sempre strepitoso. Però siamo soddisfatti per la prestazione, soprattutto di chi gioca poco come Marrone che diventerà un punto fermo della Juve. Sono contento anche per Peluso: sta andando benissimo». Tre giorni fa Federico aveva compiuto ventinove anni: il regalo se l’è fatto da solo ieri sera. Poi, però, Mauri gli ha rovinato la festa.

L’AGGANCIO... GALEOTTO

Una fase di Juventus-Lazio ANSA

GLI HIGHLIGHTS DI JUVE-LAZIO E C’È CALCIOMARKET Stamattina fino alle 12 potete vedere la sintesi della prima semifinale di Coppa Italia, Juve-Lazio. E per chi non vuole perdersi nulla di mercato, seguite la rubrica Calciomarket di Carlo Laudisa: ospite in studio Pierpaolo Marino, d.g. dell’Atalanta.

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Conte: «Era rigore E niente processi sui fischi pro-Juve» «Fallo su Vucinic? Le immagini sono chiare. A Roma vedremo chi è più forte». Bonucci, colpo alla schiena DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

Sì, il risultato non è per nulla buono. Settimana prossima, all’Olimpico, la banda Conte dovrà fare l’impresa per guadagnare la seconda finale consecutiva di Coppa Italia. Ma la gara di ieri sera ha detto altre cose. Per esempio, che una Juventus piena zeppa di riserve, di fatto senza punte, ha dettato il ritmo partita e ha a lungo dominato, fermandosi solo di fronte alla bravura di Marchetti e alla sfortuna. Già, ancora il portiere biancoceleste! Nella sfida di campionato, finita 0-0, fu letteralmente mostruoso, con alcuni interventi degni dell’Uomo Ragno. Ieri si è ripetuto su Matri e Vidal, voli da stropicciarsi gli occhi. E quando la palla era fuori portata, ecco l’aiuto del palo su tiro ancora di Vidal. Discorso aperto Insomma, brucia ecco-

me il secondo pareggio consecutivo in casa contro la Lazio, ma il bicchiere bianconero è mezzo pieno. Le gambe sono tornate a girare, Pogba si è confermato ad alti livelli, le seconde linee hanno risposto positivamente se è vero che il pallino del gioco non è mai scappato dalle mani juventine. Dicevamo bicchiere mezzo pieno: in prospettiva campionato e anche in vista dei 90’ di ritorno. Sì, l’impressione è che la semifinale sia ancora in pieno equilibrio. Più di tutti ne è convinto Antonio Conte: «Andiamo a Roma per vincere. Lì vedremo chi è il più forte. Questa sera eravamo in grave emergenza, e nonostante ciò meritava-

LA POLEMICA IL PRESIDENTE DEL CATANIA AVEVA DETTO DEL NUMERO 1 JUVENTINO: «ZITELLA INACIDITA IN CRISI D’ASTINENZA»

Pulvirenti viene deferito e insiste «Marotta? Dipendente di Agnelli» DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO MASCALUCIA (Catania)

Inevitabile è arrivato il deferimento per Antonino Pulvirenti dopo le frasi su Andrea Agnelli. Ma in attesa della Disciplinare — il numero uno del club potrebbe cavarsela con una ammenda, seppur salata — continua la diatriba fra Catania e Juventus (la seconda in questa stagione dopo le polemiche per il gol regolare annullato a Bergessio al Cibali e quello irregolare concesso a Vidal). Ricapitolando: alla dichiarazione di Agnelli che commentan-

do l’elezione di Pulvirenti in seno al Consiglio Federale aveva sottolineato di non averlo mai visto «in Lega negli ultimi 10 anni», il proprietario del club siciliano aveva replicato domenica: «Agnelli sembrava una zitella isterica in crisi di astinenza». Lunedì era stata la volta dell’a.d. bianconero Marotta: «Il livello dialettico del presidente Pulvirenti si commenta da sé». «Spiegherò al giudice» La prima risposta di Pulvirenti, nella stessa giornata, era stata lapidaria: «A Marotta neanche rispondo». Ma ieri in occasione della presentazione del nuovo acqui-

Antonino Pulvirenti, 50 anni, presidente del Catania ANSA

sto, l’albanese Cani, ha aggiunto: «Come faccio a rispondere a Marotta? E’ un impiegato di Agnelli, magari quel che ha detto non è proprio il suo pensiero». Sul deferimento Pulvirenti è stato perentorio: «Era stato annunciato da qualche giornale, sarò costretto a difendermi e dirò cosa è successo davvero in assemblea. Ma lo farò solo davanti a un giudice, se costretto a svelare quel che dovrebbe rimanere fra le mura della Lega». E a chi domanda se esprimerebbe l’affermazione della zitella, Pulvirenti replica: «Sottolineo 3 volte di avere solo risposto alla provocazione del presidente, non ho cominciato io». E sulle elezioni federali: «Su 20 società, ben 14 hanno indicato un presidente e i consiglieri, come si fa in democrazia». © RIPRODUZIONE RISERVATA

mo di vincere. I ragazzi erano amareggiati, li capisco. Ma come tecnico sono felice e sereno: a prescindere da chi gioca, il nostro spartito non cambia; gioco, mentalità e organizzazione sono sempre gli stessi. Vuol dire che il lavoro di tutti i giorni paga, dà i suoi frutti. La Lazio ha avuto un bel po’ di fortuna nelle due partite in cui ci ha affrontati finora». «Era rigore» Rammarico per il gol subìto

(«La spizzata di Vucinic manda fuori giri De Ceglie sul gol di Mauri») e per «il rigore non dato a Vucinic. Le immagini parlano chiaro — spiega Conte di fronte alla moviola —, non c’è nulla da commentare. Va bene così, basta che al primo errore pro Juve non si aprano poi infiniti processi mediatici». La Lazio protesta invece per la rete di Peluso, «ma se si annullano questi gol allora non battiamoli nemmeno gli angoli — continua Conte —. Sono situazioni d’area, Peluso salta prima e meglio, complimenti a Peluso». Chiusura dedicata ai singoli: «Marchisio attaccante? È stato bravo, abbiamo provato la soluzione in allenamento. Là davanti potevano giocare sia Claudio sia Giaccherini». Quindi, su Pogba: «Ha confermato la prestazione di campionato. Era importante. Bravo». E ora testa al Genoa: «Difficile recuperare Giovinco e Pirlo. E Bonucci va valutato: ha preso un colpo al coccige». Quindi, il ritorno di Coppa: «E sabato, con il Genoa, giocheremo ancora alle 20.45, come contro l’Udinese, mentre la Lazio sempre alle 18. Perché?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

A MILANO

Quanti bianconeri premiati al Galà dell’Aic di domenica Un trionfo bianconero. Sarà una festa della Juve l’edizione 2013 del Gran Gala del calcio Aic. Buffon, Barzagli, Pirlo e Marchisio saliranno sul palco come migliori giocatori ed elementi della formazione ideale. Conte dovrebbe aggiudicarsi lo sprint con Montella come migliore allenatore (Guidolin terzo). La manifestazione è domenica al Teatro Del Verme di Milano (in tv su Sportitalia dalle 21 di lunedì 28). Ci sarà anche un’altra spruzzata di bianconero: Di Natale (Udinese) è nel tridente d’attacco con Cavani e Muriel è la giovane rivelazione dello scorso torneo. Premio che dovrebbe essere assegnato anche a El Shaarawy. Alla serata, condotta da Michele Criscitiello, Alessia Ventura e Dan Peterson, parteciperanno il presidente dell’Aic, Tommasi e il suo d.g. Grazioli. Sicuri Beretta, Abete, Agnelli, Galliani e il c.t. azzurro Prandelli. Unico assente Ibrahimovic, miglior attaccante dello scorso torneo: domenica, infatti, il suo Psg gioca. Francesco Velluzzi © RIPRODUZIONE RISERVATA


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COPPA ITALIA IL MERCATO

Buffon al rinnovo Dice sì ad Agnelli: 8 milioni in 2 anni Oggi la conferenza stampa con il presidente Il numero 1 punta alla Champions mai vinta DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

Si muove Andrea Agnelli in persona per ufficializzare e in un certo senso festeggiare il rinnovo del contratto di Gigi Buffon. Oggi pomeriggio, nella sala conferenze di Vinovo, il presidente della Juventus affiancherà il numero uno della Nazionale che ha firmato fino al 2015, con stipendio annuo da 4 milioni più bonus. Di fatto, quindi, il capitano bianconero guadagnerà più o meno la stessa cifra dell’ultimo accordo: visti i tempi, un segno di grande stima professionale, riconoscenza e amore per l’uomo che all’indomani del Mondiale vinto da assoluto protagonista (nel 2006) decise comunque di restare in una Juve appena retrocessa in Serie B per le vicende di Calciopoli. E aveva solo l’imbarazzo della scelta allora, a qualsiasi cifra. Record su record Lunedì, Buf-

fon compie 35 anni, «e credo di avere davanti ancora due-tre

Gigi Buffon, 35 anni lunedì, è il portiere della Juve e della Nazionale LAPRESSE

stagioni ad alto livello», ha detto nei mesi scorsi. Agnelli e Marotta lo volevano blindare almeno fino al 2016, «ma io voglio meritarmeli sul campo i contratti, non mi va di chiudere da sopportato». E proprio per questo non è voluto andare oltre i due anni. Anzi, fosse stato per lui la firma sarebbe stata messa su

un «uno più uno». Orgoglioso, vincente, capitano vero. Con la maglia della Juventus ha esordito il 26 agosto 2001: Juve-Vicenza 4-0. Due mesi prima fu acquistato dal Parma per 105 miliardi di lire (compreso Bachini come contropartita tecnica). Oggi è a quota 423 presenze, e probabilmente già al termi-

ne della prossima stagione avrà messo dietro Zoff, il portiere juventino con più gettoni. Il grande Dino si ritirò a quota 476 presenze, 330 delle quali in A. Gigi, compresa la B, sarebbe già oltre (344), ma presto metterà a posto anche la situazione nella massima serie, dove finora (solo in bianconero naturalmente) ha giocato 307 volte. E il prossimo biennio lo porterà probabilmente davanti a tutti anche in azzurro: con 123 presenze ha nel mirino Paolo Maldini (126); per prendere Fabio Cannavaro (136) occorrerà qualche mese in più. Il sogno Champions... In bacheca

espone di tutto: tre scudetti (più altri due «svaniti» con Calciopoli), una Coppa Uefa (a Parma), 4 Supercoppe italiane (una col Parma), una Coppa Italia (a Parma). Così in azzurro: campione del mondo 2006, vicecampione d’Europa 2012. «Ma c’è una partita che non mi è andata giù - raccontò -, ed è la finale di Champions persa ai rigori con il Milan». Maggio 2003: «Sì - continuava -, è l’unica Coppa che mi manca». Fino a qualche tempo fa pensava di doversene fare una ragione, ma qualcosa è cambiato con l’avvento di Andrea Agnelli prima e di Conte subito dopo: oggi nel cuore di Gigi è rinata forte la convinzione di poterci provare ad alzare quella Coppa. La «Nuova Juve» cresce, si è ripresa l’Italia e ora punta l’Europa. Un progetto convincente e concreto, che già nella prossima stagione potrebbe mettere Buffon nelle condizioni tecniche adeguate per competere con le grandi di Spagna e Inghilterra. Sarebbe davvero un peccato che uno dei migliori portieri di tutti i tempi salutasse il calcio senza portarsi dietro il trofeo più prestigioso a livello di club.

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LA CARRIERA

Gigi Buffon è nato a Carrara il 28 gennaio 1978

S Due squadre In carriera ha vestito le maglie di due squadre: Parma (1995-2001) e Juventus

S Palmares Ha vinto 3 scudetti (più uno revocato e uno non assegnato), una Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane e una Coppa Uefa

S Nazionale Con la maglia azzurra ha giocato 123 partite (il record è di Fabio Cannavaro con 136), debuttando nel 1997. È stato Campione del mondo nel 2006

MOSSE DAL SUDAMERICANO UNDER 20

Futuro prenotato Preso Cevallos, scatto Castillo L’ecuadoriano in prestito, per il cileno sfida con l’Inter DAL NOSTRO INVIATO

TORINO

In attesa di capire quale strada prendere a livello di punte, la Juve continua a pescare di qualità dal mercato dei giovani. Ieri è stato perfezionato l’acquisto di José Cevallos, classe ’95, talento ecuadoriano che sta impressionando nel Sub 20. Centrocampista offensivo da 186 centimetri per 75 kg, nasce trequartista, ma la Juve lo vede in prospettiva come interno. Tra bianconeri e Liga de Quito accordo sulla base di un prestito da 200mila euro con diritto di riscatto a 1,5 milioni. José è figlio di José Francisco Cevallos, 41 anni, portiere della nazionale dal ’94 al 2005 e oggi ministro dello Sport. Scatto Castillo Intanto, va registrato uno scatto

per il più «maturo» (classe 1993) Nicolas Castillo, lui stella assoluta del Sub 20. Sull’attaccante cileno era piombata nelle ultime ore l’Inter. Il derby è ancora vivo, ma sembra che i bianconeri stiano convincendo il gioiellino dell’Universidad Católica. Inoltre, il problema potrebbe essere anche l’estero: lo Standard Liegi ha offerto 1,7 milioni, lo Stoccarda 2,2 milioni. Rifiutati dalla Católica. Marotta potrebbe concludere l’affare, con la collaborazione del Genoa, forse già nelle prossime 48 ore. In prima squadra, Castillo vanta già 35 presenze e 16 gol. I big Attesa per Drogba, Llorente (sicuro a giugno) e Lisandro Lopez. Le novità riguardano l’argentino: contatti costanti col manager Hidalgo, per ora però il Lione non considera la richiesta di un prestito secco per 5 mesi. Priorità, comunque, all’ivoriano e allo spagnolo. Come carta last minute sale Borriello. m.gra.

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COPPA ITALIA OGGI L’ALTRA SEMIFINALE D’ANDATA IL NUOVO DIFENSORE BLITZ IMPROVVISO DI SABATINI, L’EX OLYMPIACOS STAVA PER FIRMARE PER IL FULHAM

Arriva Torosidis: «Felice, è un’occasione super» E Pjanic parla dell’interesse del Barcellona: «Onorato, ma decide la Roma» ANDREA PUGLIESE ROMA

«Un colpo non previsto, un buon supporto per rinforzare le fasce e dare fiato a Balzaretti e Piris, che stanno tirando avanti da troppo tempo nonostante anche qualche infortunio di troppo». Franco Baldini pre-

numeri& STATISTICHE

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senta così l’ultimo acquisto della Roma: Vasilis Torosidis, 27 anni, terzino destro (ma può giocare anche a sinistra e da mediano) della Grecia (54 presenze e 7 gol in nazionale), preso dai giallorossi per 500 mila euro dall’Olympiacos. Prime emozioni «Sono felice, è una grandissima occasione, sono qui per giocarmi al meglio tutte le mie carte — ha detto ieri Torosidis, visite mediche e firma in giornata a Roma —. L’Olympiacos mi aveva offerto il rinnovo, ma volevo fare un’esperienza all’estero». Torosidis sarebbe andato in scadenza a giugno, il club del Pireo gli aveva offerto un rinnovo con aumento dell’ingaggio (da 500 a

700 mila euro netti). E proprio mentre Vasilis stava per firmare con gli inglesi del Fulham («Era già tutto fatto, poi la Roma ha fatto un’offerta migliore in extremis», ha detto il suo agente George Kazianis), ha chiuso con Walter Sabatini: per lui un triennale a 700 mila euro netti a stagione, ma con premi facili a salire fino a un milione. La Roma («Bellomo è un buon giocatore, ma non penso arrivi», ha detto anche Baldini) spera di avere il transfer in tempo per Bologna.

con cui ha vinto 5 scudetti e 3 coppe di Grecia), oltre a una discreta esperienza internazionale (due Europei e un Mondiale, più molte Champions). «È un laterale di spinta con corsa e buona tecnica, anche se la fase difensiva non è il suo forte», ha detto a Radio Manà Manà l’ex giallorosso Leandro Greco, ora all’Olympiacos. Pjanic e la Spagna Il bosniaco

ha parlato ieri a un’agenzia spagnola: «Ho saputo dell’interessamento del Barcellona, gli emissari sono anche venuti a Firenze a vedermi giocare: sono onorato, ma dipende tutto dalla Roma».

Giudizi Torosidis — che sarà il 5˚

greco nella storia della Roma — ha corsa, spinta e calcia bene (12 gol in 132 gare con l’Olympiacos,

Il difensore e nazionale greco Vasilis Torosidis, 27 anni ANSA

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Roma-Inter non L’eterno Totti 10 e lode «Si merita il rinnovo» Il capitano all’Inter ha già fatto dieci gol: «Ci giochiamo molto» E il d.g. Baldini gli apre le porte per il nuovo contratto MASSIMO CECCHINI ROMA

dirlo, si è aperto nel segno di Totti, autore del gol di domenica ai nerazzurri.

Il senso è un sussurro, un alito di vita in un ambiente mortificato da una zona Champions League sempre più lontana. «Daje Roma», dice a suo modo. Francesco Totti chiama a raccolta l’universo giallorosso. «La partita sarà fondamentale per il nostro futuro, anche perché potrebbe aprirci le porte dell’Europa League, senza dimenticare che la finale si disputerà all’Olimpico. Insomma, ci giochiamo molto, ma non dobbiamo avere paura. Dobbiamo essere tutti uniti: società, squadra e tifosi». Proprio vero. Per questo stasera il capitano — dopo i 10 gol segnati finora all’Inter tra campionato e Coppa — cerca la lode che regali alla squadra il primo sorriso di un 2013 finora avaro che però per la Roma, manco a

Futuro per due Con queste premesse, nessuna meraviglia che ieri Franco Baldini abbia aperto al rinnovo di un contratto in scadenza tra un anno. «Francesco ha un rapporto con noi fino al 2014 — dice il direttore generale alla Rai —, ma si sta meritando il rinnovo di contratto». Affermazione forte, che lo fa scivolare anche sul suo futuro dopo una stagione e mezzo non all’altezza delle aspettative. «Resterò? Non dipende da me, ma dalla proprietà, il contratto che ho non conta. Però se mi manderanno via, di sicuro non resterò nel calcio italiano». La lotta, in lui, è tra ottimismo e delusione. «Non mi aspettavo di avere due punti in meno dell’anno scorso (non considera i 3 a tavolino col Cagliari, ndr), ma qualcu-

ESAMI DE ROSSI: L’AZZURRO FUORI PER 15 GIORNI

Zeman coccola Tachtsidis: «Soffre per i fischi dei tifosi» (pug) «Dovremo aggredire l’Inter nella metà campo avversaria». Zeman lancia così il replay della sfida di domenica sera, quella che forse gli ha fatto dire addio definitivamente all’obiettivo Champions. «Ma secondo me non è così — ribatte il boemo — Questa squadra può ancora recuperare chi gli è davanti se ognuno dà il suo apporto al meglio. È normale, però, che se una volta uno gioca bene e uno peggio è difficile...». Oggi, però, l’importante è che giochi bene soprattutto Tachtsidis, che prenderà il posto di De Rossi (lesione di primo grado alla coscia destra per lui, prognosi di 15 giorni) in regia e

Zdenek Zeman, 65 anni ANSA su cui c’è il rischio di altri fischi da parte dell’Olimpico. «Il ragazzo è sensibile e ci è rimasto male quando domenica è stato fischiato — dice Zeman — Si dice che ha giocato solo in B, ma poi tutti vogliono Verratti, che anche

«Mi aspettavo di avere più punti. Se mi mandassero via andrei di sicuro all’estero»

FRANCO BALDINI DIRETTORE GENERALE ROMA

lui viene dalla B. Con il giocatore ci parlo spesso, cerco di tranquillizzarlo. Ora deve reagire e dimostrare che è da Roma, visto che si è creato un dualismo con De Rossi ed è normale che la gente sia attaccata più al suo concorrente». C’è più di un motivo per cui succede, non è solo questione di dualismi. Come c’è più di un motivo per rivedere in campo Stekelenburg. «Se non si fosse sentito male, a Firenze avrebbe giocato lui. Ha avuto un po’ di sbandamento, ma ora è di nuovo lui e volevo dargli una possibilità. Come ha possibilità di giocare anche Burdisso». Anche perché sarà importante vincere, la Coppa Italia oramai è l’obiettivo principale. «No, io non scelgo, c’è anche il campionato, vogliamo fare al meglio in entrambi le competizioni. Chi vorrei in finale? È uguale. Di sicuro a me piacerebbe farla».

no in più. Credo che la Roma sia un’ottima squadra e abbia un ottimo allenatore, ma non bastano. Ci vuole anche — e me ne prendo la responsabilità — che si stabilisca una chimica, una dinamica di adesione totale, un ambiente favorevole. Finora non c’è stato. Zeman? Tutti hanno responsabilità, ma per ora mi rifiuto di prendere in considerazione l’ipotesi di un fallimento. Io a fine campionato trarrò le conclusioni, senza però dimenticare che con soli due o tre innesti — e non con le rivoluzioni che abbiamo ritenuto di fare — in futuro avremo una squadra vincente. In fondo il valore di un manager si giudica su quello che uno ha costruito, sulle basi su cui investire». Voglia di derby Baldini, poi, sposta l’attenzione sull’Inter. «Domenica, anche se nella ripresa non si è brillato, abbiamo costruito 5 occasioni, mentre i nerazzurri non hanno mai tirato in porta. Per questo mi aspetto una bella sfida. Alla Coppa ci teniamo molto: una eventuale finale con la Lazio o con la Juve sarebbe bellissima». Meno bella, invece, è stata la sfida sulla presidenza di Lega. «Abbiamo cercato di promuovere un certo tipo di percorso e responsabilmente siamo rimasti fuori, ma vige la democrazia, perciò ci conformeremo alla maggioranza cercando di fare proposte diverse. Beretta è un buon presidente, ma non lavora neppure a tempo pieno. Come Roma, però, abbiamo dimostrato che la nostra politica sportiva non la determina UniCredit, che non ha fatto pressioni». Pressioni invece ne fa Totti perché l’Olimpico stasera non fischi Tachtsidis. «Gli mando l’abbraccio più forte: il suo momento di difficoltà è anche il nostro». Appello da capitano. Perché stasera è davvero vietato sbagliare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Totti, 36 anni LR PHOTO


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MERCATO IERI VERTICE ALLARGATO IN SEDE: SI ASPETTA ANCHE CHE L’ATLETICO MADRID ALZI L’OFFERTA PER ALVAREZ causa del frazionamento del cartellino di Paulinho (che appartiene a Corinthians e Grupo Pão de Açúcar).

Coutinho, il Southampton rilancia Ma bastano 15 milioni per Paulinho? LUCA BIANCHIN ANDREA ELEFANTE MILANO

Un vertice in sede, ieri pomeriggio. Presenti il presidente Massimo Moratti, il suo assistente Stefano Filucchi, i vicepresidenti Angelomario Moratti e Rinaldo Ghelfi, il d.g. Marco Fassone e il d.t. Marco Branca. Se davvero «non si è parlato di mercato», come ha precisato uscendo il figlio del presidente, è facile pensare che siano state fatte perlome-

no valutazioni più strettamente finanziarie, e non esclusivamente tecniche, oltre che riferimenti alla questione «nuovo stadio»: un punto necessario anche per affrontare i giorni decisivi per il mercato in entrata. In Francia si parla di Belhanda

Dopo Sneijder, un’altra cessione resta indispensabile — ma non è detto sia sufficiente, viste le difficoltà dell’operazione — per pensare a Paulinho. Ovvero il tipo di giocatore che serve al centrocampo dell’Inter (anche se in Francia si parla di sondag-

gi per il 22enne trequartista marocchino del Montpellier Younes Belhanda e di contatti nerazzurri con i procuratori, che spingono per un trasferimento). Il problema è che per acquistare Alvarez non c’è la fila: lo vorrebbero tutti in prestito, ma l’Inter non ci sta. Il Southampton ha fatto un sondaggio, ma offrendo una cifra ancora troppo bassa, tanto che provocatoriamente si sarebbe sentito chiedere notizie su Ramirez, appena acquistato per 18 milioni. Timidi anche i sondaggi fatti per l’argentino da Wolsburg, River Plate e

Velez («Teniamo i piedi per terra», ha detto ieri il dirigente Christian Bassedas), mentre dall’Atletico Madrid, anche se Simeone spinge, si aspetta ancora un’offerta più concreta. La clausola di Paulinho Al mo-

mento l’Inter ha molte più richieste per Coutinho: la più concreta, visto che il Liverpool è fermo a 8 milioni, è quella del Southampton (il tecnico Pochettino ha avuto Cou all’Espanyol), che ha rilanciato fino a 11 milioni: la richiesta sarebbe di 15, dunque a malin-

finisce mai

Via libera per Bellomo? Ancora

Paulinho, 24 anni REUTERS

cuore il club nerazzurro potrebbe cedere il brasiliano per 13 e cercare l’assalto decisivo a Paulinho. La clausola stabilita ad agosto, quando il centrocampista rinnovò il contratto con il Corinthians (1.8 milioni all’anno) era di 15 milioni, a cui andrebbero aggiunte le commissioni, ma in Brasile si parla di una cifra vicina ai 20 milioni a

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SERIE A Due partite 4 punti Roma Coinvolte nella corsa al 3˚ posto. La Roma ha vinto a Milano, poi l’1-1 di domenica

COSÌ IN CAMPO A ROMA ORE 20.45

tutto fermo per Bellomo, anche se ieri la Roma si è chiamata fuori, e per Schelotto: con l’Atalanta c’è forte divergenza sulla valutazione di Livaja, che interessa all’Eintracht Francoforte. Questione secondo portiere: oltre a Carrizo e Andujar, in ballo anche Ujkani, che il Palermo potrebbe liberare una volta assicuratosi Sorrentino. Fra i prospetti sotto osservazione pure Valber Huerta, difensore centrale classe ’93 dell’Universidad de Chile, cileno come l’attaccante Nicolas Castillo dell’Universidad Católica, un altro talento tenuto d’occhio.

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C. ITALIA Semifinali Ritorno il 17/4 Stasera l’andata della semifinale di Coppa, il ritorno a San Siro il 17 aprile

ALVAREZ IN PANCHINA

Stramaccioni: «Non è una gara da turnover»

Marko Livaja, 19 FOTOPRESS

GDS

Il ragazzino Livaja stufo di restare al palo Ancora titolare dopo il legno-prodezza di domenica e quello da harakiri col Genoa. Il 19enne cresce ed è un jolly mercato MATTEO DALLA VITE ROMA

Quattro gol in Europa League. A diciannove anni - perché sono ancora 19 - c’è chi ha fatto peggio. Molto peggio. Eppure Marko Livaja, il baby di Coppa, croato di Spalato, ex promessa del tennis, interista in progress perché il mercato è un treno sempre in movimento, rischia di essere etichettato come quello dei due pali. Pali diversi, poli opposti di due distinte gare: una contro il Genoa e l’altra domenica contro la Roma. Anche per questo Strama insiste su di lui nel-

l’andata di stasera, perché la maledizione-legni svanirà, perché lui in Coppa ci sa fare. E Marko sogna: stasera niente legno, segno. Genoa e Roma Ci sono due frasi

di Strama che raccontano quei diversi momenti che si sono violentemente stampati sui pali. Primo momento: 22 dicembre, Inter-Genoa, Livaja prende il posto di Gargano all’88’, c’è pressione nerazzurra per vincere la gara, cross teso di Milito, Palacio non ci arriva, la porta è vuota, Livaja c’è, dall’1-1 c’è chi vede già il 2-1 al tramonto del match: miraggio, palo pieno. E tutti a dire: ma come ha fatto?

E Strama: «Dispiace per Marko: sarebbe potuto diventare l’uomo-partita». Secondo momento: Roma-Inter di campionato, 37’, gesto tecnico perfetto, girata di sinistro con colpo di controbalzo, palo interno, niente. E Strama: «Se fosse entrata, ora parleremmo di un eurogol». Per quello, stasera, il tecnico lo rimette là davanti: anche per le alternative ridotte ma soprattutto perché il ragazzo sta crescendo e perdendo le già poche timidezze esistenti. E sarebbero 5 Ah, giusto per ricordare quei 4 gol: Livaja - evidentemente principe nelle coppe - ne ha segnato uno al Rubin

Per lui 4 gol in Europa. Dubbio tra la difesa a 3 e a 4. Jonathan è la carta a sorpresa Kazan e gli altri 3 al Neftçi fra andata e ritorno. Attenzione però, perché le reti sarebbero addirittura 5 se l’arbitro di Inter-Neftçi 2-2 del 6 dicembre non avesse giudicato malissimo un pallone che aveva varcato nettamente la linea di porta. Insomma, era gol anche quello. Più a 3 che a 4 Detto questo, ec-

ROMA (m.d.v.) «Straamaaa: bbbene bbbene eh...». Un tifoso aggrappato al cancello verde urla lo slogan, lo chiama e lui arriva. Autografi e sorrisi. E parte «er» tormentone. Stramaccioni all’Olimpico: quarto atto. Dopo 2 k.o. (contro la Lazio) e un pari (contro la Roma), il tecnico spiega: «Metterò in campo la miglior formazione possibile, non è una gara da turnover dice a Inter Channel -: da agosto ho detto che per noi ogni competizione è importante. Ora siamo arrivati fin qui, vogliamo onorare la semifinale e vedrete un’Inter che vuole vincere e lotterà per farlo». Le aspettative, in attesa della gara di ritorno del 17 aprile, sono alte. «Mi attendo una partita a viso aperto, come quella di campionato, perché con la Roma è sempre una gara spregiudicata. Domenica abbiamo dimostrato di volercela giocare e lo faremo, anche se abbiamo delle defezioni in attacco». Milito, Cassano e Coutinho sono rimasti a Milano, Rocchi probabilmente andrà ancora in panchina, Alvarez «partirà dalla panchina». Statistica: l’Inter ha perso solo una delle ultime 15 gare disputate in Coppa Italia, era il 25 gennaio 2012 quando fu sconfitta per 0-2 a Napoli.

co l’involucro che accompagnerà il baby richiesto dall’Atalanta in comproprietà nell’affare-Schelotto. Strama, allo stadio Flaminio e con 30 tifosi ad attendere il pullman all’uscita, ieri mattina ha tenuto viva la doppia opzione: difesa a 3 e stesso assetto di domenica con innesti di Jonathan, Cambiasso, Mudingay e con sempre Guarin dietro a Livaja-Palacio; oppure quella difesa a 4 messa in corso d’opera proprio all’Olimpico facendo scivolare Juan Jesus a sinistra e alzando Pereira. Favorita la prima opzione: cambiare si può, sbagliare no. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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STORIE E PERSONAGGI SENTITE DUE EX INTERISTI club che gioca la Champions League». Il suo nuovo club se la vedrà con lo Schalke 04 negli ottavi della massima manifestazione continentale. L’andata è in programma il 20 febbraio a Istanbul e il ritorno il 12 marzo in Germania. Sneijder potrà giocare perché con l’Inter ha disputato soltanto l’Europa League.

do e lo stesso magazine France Football.

La copertina «FRANCE FOOTBALL»

Zizou Perché, in fondo, a Mate-

razzi non è ancora andata giù che nel 2006 il giornale francese lo abbia escluso dai 50 candidati per il Pallone d’Oro: «Una vergogna». Come poco onorevole è la testardaggine di Zidane che non ha mai voluto scusarsi, nonostante fossero intervenuti personaggi del calibro di Mandela e Annan: «Se non ci sono riusciti loro a conciliarci non è certo colpa mia. Anche l’Onu cercò di fare qualcosa per una campagna pubblicitaria, ma avrei accettato solo se avessimo fatto le foto insieme. Non ho problemi a guardare negli occhi Zidane che se mi avesse stretto la mano avrebbe fatto una gran bella figura perché la gente avrebbe detto che Zidane è un signore proprio per aver stretto la mano a quel pezzo di m... di Materazzi».

I COLPI DI TESTA DI MATRIX «NON È MAI COLPA SUA» Nell’immagine sopra la copertina del bisettimanale francese «France Football» con il volto di Marco Materazzi. Nel virgolettato l’accusa a Zlatan Ibrahimovic: «Non è mai colpa sua»

Marco Materazzi, 39 anni LAPRESSE

Wesley Sneijder, 28, alla prima conferenza stampa con il Galatasaray AFP Ibra Materazzi sposta il mirino

Materazzi «Ibra insulta L’Inter non mi vuole più» Intervista al veleno in Francia «Zlatan non aiuta i compagni e Zidane doveva scusarsi» LA REPLICA FURIOSA

Benitez: «Marco mente su di me È un bugiardo» LONDRA (bold) Bugiardo. Tre volte bugiardo. L’eco delle dichiarazioni di Marco Materazzi, che ha definito l’allenatore spagnolo «non affidabile», ironizzando anche sul sistema di regole che voleva imporre, è arrivata in Inghilterra e, puntuale, è arrivata la risposta di Benitez: «Sta mentendo. Sta mentendo. Sta mentendo. Tutto ciò che ha detto sul mio conto è una bugia».

ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI

Marco Materazzi conquista la Francia. O meglio, la copertina di France Football. L’ex difensore dell’Inter, oggi opinionista di Gazza Offside, la trasmissione del lunedì mattina di Gazzetta.it, ha concesso una lunga intervista al magazine d’Oltralpe. Un’occasione per ristabilire certe verità e offrire il suo punto di vista su temi a rischio. A cominciare dall’indimenticabile testata che gli rifilò Zidane nella celebre finale del Mondiale 2006, senza dimenticare affondi ruvidi quanto i suoi tackle su Ibrahimovic, Inter, Benitez, Leonar-

anche sull’ex amico Zlatan Ibrahimovic: «Quando un suo compagno è in difficoltà dovrebbe sostenerlo, non massacrarlo. Insulta troppo, è il suo grande difetto (...), forse per questo non è mai riuscito a diventare un Messi o un Ronaldo (...). Se con il suo talento non vinci il Pallone d’oro ti devi porre delle domande: non è solo perché non vinci la Champions League, ma anche perché a livello caratteriale devi migliorare. (...) E poi non ammette mai la sua colpa. E’ il suo punto debole». Inter Materazzi studia da allenatore a Coverciano, sognando l'Inghilterra: «Ma preferirei fare l’assistente di Mourinho per trent’anni che allenare da solo due stagioni». Il legame con Mou è ancora molto forte, normale quindi che quando Benitez fece togliere la foto del portoghese alla Pinetina fu interpretato come un atto di sacrilegio: «A lui non affiderei mai una squadra». Ce n’è anche per Leonardo, che lo spinse a finire anticipatamente la carriera: «Con lui però mi sono chiarito direttamente». E pure per i dirigenti dell’Inter: «Non mi considerano all’altezza per entrare nell’organigramma societario». Moratti Ma non è amarezza quella di Materazzi: «Nella vita, e soprattutto nel calcio, la riconoscenza non esiste, per nessuno. Oggi i club sono aziende e non c’è l’obbligo di trovare un ruolo da dirigente per qualcuno che magari è stato un grande giocatore. Con Moratti però ho un rapporto eccellente». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sneijder è già turco «Pronto per il derby» «Champions e atmosfera mi hanno spinto al Galatasaray Sfida col Besiktas? Ci sono» TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

Buongiorno a tutti! Oggi un altro giorno eccitante a Istanbul. Guardate che cosa è successo ieri

YOLANTHE CABAU MOGLIE DI SNEIJDER @YolantheCabau

SIMBOLO UN LIBRO RACCONTA LA CARRIERA DEL PRIMO VERO GENERAL MANAGER ITALIANO

ALTRI EX NERAZZURRI

Dall’Inter a Coverciano Il viaggio romantico dell’innovatore Allodi

Vieri-Delvecchio ballerini in tv scoprono Vienna

Italo Allodi ci ha lasciato alla fine del secolo scorso, ma continua a vivere nel libro di Alessandro Tamburini (Italo Allodi, ascesa e caduta di un principe del calcio), in cui si ripercorre la vincente carriera del primo vero general manager italiano, amico del mitico direttore della Gazzetta dello Sport Gualtiero Rognoni e del conte Alberto Rognoni. Un romantico viaggio nel tempo, dal Mantova, «piccolo Brasile», al Napoli dove Allodi getta il seme del primo storico scudetto, passando attraverso i trionfi con l’In-

ter di Herrera, gli alti e bassi con la Juventus, la Nazionale e la Fiorentina. La storia di un innovatore entusiasta e generoso, che ha anche creato il centro tecnico di Coverciano, attraverso le parole di tanti testimoni, da Moratti a Zoff, da Giagnoni a Sandro Mazzola, protagonisti con lui di una fetta importante del nostro calcio. a.cer. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Italo Allodi, ascesa e caduta di un principe del calcio» (Italic, 213 pagine, 16 euro).

Italo Allodi: è morto il 3 giugno del 1999. Aveva 71 anni OLYMPIA

SELCUK MANAV ISTANBUL

Una nuova avventura televisiva grazie alla passione per il ballo. È quella che attende Christian Vieri e Marco Delvecchio a Vienna per la seconda tappa di un nuovo programma tv («I re del ballo» è il titolo provvisorio) che andrà in onda su Sky Uno da marzo. I due ex Inter, dopo l’esperienza di «Ballando con le stelle», dovranno cimentarsi ancora in veste di ballerini ma attraverso la scoperta dei ritmi più tradizionali e delle caratteristiche di alcune famose località turistiche internazionali. Dopo la prima tappa a Santo Domingo, ora è la volta di Vienna, in Austria.

Penna in mano, casacca giallorossa bene in vista, i tifosi turchi che già lo adorano: Wesley Sneijder ha firmato un contratto di tre anni e mezzo con il Galatasaray con un ingaggio che dovrebbe aggirarsi intorno ai cinque milioni di euro a stagione. La prima conferenza stampa dell’ex interista è stata subito un successo quasi come il bagno di folla che lo aveva accolto l’altro giorno all’aeroporto della capitale turca. L’olandese sa come conquistare il suo nuovo popolo: ha dichiarato di aver ricevuto numerose offerte, ma ha scelto il Galatasaray perché è «un top

Che impressione La nuova destinazione lo ha già conquistato: «Ho capito quanto sia grande la comunità del Galatasaray arrivando in aeroporto. Sono felice e orgoglioso di mettermi al servizio di questo grande club. Il derby di domenica contro il Besiktas è fondamentale. Sono in buone condizioni fisiche e se il tecnico lo vorrà sono pronto per la sfida di domenica. È un onore che il mio nome venga accostato a quello di una leggenda quale Gheorghe Hagi. So cosa significa il suo nome al Galatasaray. Sono qui per seguire i suoi passi». Ecco, basta poco per avere tutta la città giallorossa ai suoi piedi. I consigli Ma ci sono state anche delle telefonate preziose che lo hanno spinto ad accettare l’offerta dei turchi: «Sia Mourinho, mio ex allenatore all’Inter, che Louis Van Gaal, adesso c.t. del’Olanda, mi hanno detto di andare al Galatasaray, è stata una decisione facile». Aveva bisogno di consigli? «Mourinho è stata una persona importante nella mia carriera, quindi ho voluto chiedere una sua opinione e mi ha dato un ottimo consiglio», ha raccontato il trequartista, che dopo il primo anno in nerazzurro non è riuscito a ripetersi a livello di prestazioni. I problemi nerazzurri «Ho avuto

una grande stagione nel 2009-2010 con l’Inter, abbiamo vinto tutto e quando vinci è difficile farlo di nuovo — ha analizzato l’olandese —. Negli ultimi due anni ci sono stati molti allenatori, abbiamo giocato con tanti moduli e la situazione si è fatta difficile». Ancor di più da ottobre in poi, quando il club ha proposto all’ormai ex numero dieci una spalmatura dell’ingaggio che il trequartista non ha voluto sottoscrivere. «Ho avuto alcuni problemi e ho voluto risolverli prima di venire qui, ma con Moratti ho un ottimo rapporto», ha concluso Sneijder. La moglie Yolanthe ha scritto di aver vissuto una giornata eccitante, il marito si è limitato a entusiasmare la folla del Galatasaray, convinta di aver avuto in regalo un campione con molto ancora da dire, sul campo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino CHIEVO

Stoian debutterà nella Romania BUCAREST (g.s.) Adrian Stoian, attaccante del Chievo, debutterà nella nazionale di Romania. Il c.t. Victor Piturca ha annunciato la lista dei convocati per l’amichevole con l’Australia del 6 febbraio. Oltre a Stoian, dalla Serie A arriveranno Lobont (Roma), Radu (Lazio) e Goian (Spezia).

so di un costosissimo trapianto di polmone (oltre 75 mila euro) da effettuare in Svizzera, per superare un grave problema respiratorio. L’aiuto è arrivato dalla vendita di alcuni cappellini dedicati all’iniziativa, a cui bisognerà aggiungere la cifra raccolta dal Genoa, attraverso le multe della squadra per la cena «proibita» di due settimane fa e un’offerta fatta in prima persona dal presidente Preziosi.

SERIE A CALCIO A 5 GENOA

Tifosi e squadra aiutano bimbo malato GENOVA (f.g.) Missione (quasi) compiuta. Il cuore dei tifosi genoani ha fatto il miracolo, permettendo di raccogliere, in occasione di Genoa-Catania di domenica, ben 12.983 euro da destinare al piccolo Matteo, il bambino bisogno-

Ok Asti e Pescara La Lazio frena Ieri si è giocata la 15a giornata: Acqua&Sapone-Lazio 3-3, Verona-Montesilvano 1-2, Luparense-Asti 2-4, Genzano-Napoli 3-2, Kaos Bologna-Marca 0-0, Pescara-Venezia 5-1, Putignano-Rieti 1-8. Class. (prime): Asti 39; Lazio 33; Acqua&Sapone 27; Montesilvano, Genzano 26.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TRA SERIE A E MERCATO Classifica

MERCATO IL CENTROCAMPISTA DELL’HAJDUK SPALATO HA DETTO SÌ AL TRASFERIMENTO

SQUADRE

Radosevic è ormai a un passo In difesa l’obiettivo è Salamon Presa la metà di Medina Miranda, punta paraguaiana della Primavera dell’Udinese che resterà in Friuli GIANLUCA MONTI NAPOLI

Il sogno di Josip Radosevic sta per avverarsi. Il centrocampista classe 1994 dell’Hajduk Spalato, infatti, ha manifestato il suo desiderio di giocare in Italia e adesso è davvero vicino al Napoli. Il club azzurro ha presentato la sua offerta e c’è ottimismo sulla conclusione dell’affare.

I circa due milioni e mezzo di euro che il Napoli pare abbia messo sul piatto ingolosiscono i croati, che hanno necessità di fare cassa ma valutano anche l’ipotesi Parma. Radosevic, però, si è già promesso da tempo alla società di De Laurentiis. Di conseguenza, è probabile che venga portato immediatamente a Castelvolturno per poi mettersi a disposizione di Mazzarri e cominciare il processo di inserimento nel no-

stro calcio che potrebbe essere più veloce del previsto dato che il ragazzo, oltre ad aver già esordito in nazionale maggiore, è titolare inamovibile della squadra di Krsticevic (17 partite in questo campionato).Inizialmente il Napoli aveva programmato questa operazione per l’estate, ma Bigon ha accelerato i tempi per cercare di bruciare la concorrenza del Parma. Rinforzo difesa Il Napoli è interessato anche a Salamon, difensore centrale del Brescia. Il polacco è gestito da Mino Raiola, al pari di El Kaddouri che il Napoli in estate ha prelevato

proprio dal club lombardo. Lascerà l’Italia, invece, il centrale Fernandez che verrà girato in prestito all’estero. Ci sono richieste soprattutto da Germania (Greuther Furth, Stoccarda e Hoffenheim) e Russia (Terek Grozny). Uvini, invece, dovrebbe restare in azzurro. Intanto, il Napoli ha rilevato dall’Udinese la comproprietà dell’attaccante paraguaiano Miguel Medina Miranda (6 partite e 1 gol con la Primavera bianconera quest’anno). Il ragazzo rimarrà in Friuli. E’ andato in Israele, infine, Fideleff: prestito con diritto di riscatto al Maccabi Tel Aviv. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Josip Radosevic, 18 anni IPP

L’onda azzurra è arrivata fin qui, a Nola, invadendo il Cis, il polo industriale più importante della regione. In trecento hanno invaso i viali della struttura, inneggiando al loro idolo: per un giorno, Edinson Cavani (accompagnato dalla mamma, Berta) s’è prestato per posare come un vero modello, per uno degli sponsor commerciali del Napoli. Un’esperienza divertente, dirà a cose fatte l’attaccante uruguaiano. Dietro di sé, la gioia di un’intera città che ne accompagna ogni minimo movimento, proprio come avveniva nell’era Maradona, quando gli spostamenti dell’ex pibe de oro erano scortati da una folla incredibile. Oggi, è lui che infiamma la passione popolare, sono le sue prodezze ad esaltare le ambizioni dell’ambiente. «Lo scudetto? Abbiamo dimostrato di poterci confrontare con chiunque, Juve compresa, anche se in alcune gare c’è mancata quella voglia di vincere che ci ha portato a commettere errori importanti. Dobbiamo avere questa voglia di spaccare tutto ed arrivare fino in fondo e, dunque, continuare in questo senso», ha risposto Cavani alle sollecitazioni dei cronisti. Futuro capitano L’ipotesi di affidargli la fascia di capitano è tra le più suggestive. Ieri, Beppe Bruscolotti, storico capitano del Napoli, ha invitato Paolo Cannavaro a cedere i gradi all’attaccante uruguaiano, proprio come fece lui con Maradona qualche mese dopo il suo ar-

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I NUMERI

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I punti in più del Napoli rispetto alla 21ª giornata dello scorso torneo, quando ne aveva 30. Era settimo, a 14 punti dalla vetta, ora è secondo, a -5. È la squadra che in A si è migliorata di più, davanti alla Fiorentina (+11)

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I gol in più di Cavani rispetto alla 21ª giornata dello scorso torneo, quando ne segnò 11. Chiuse la stagione a quota 23

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Il massimo di reti di Cavani in un campionato di A: le realizzò nel 2010-11, alla prima stagione nel Napoli

Cento gol Ne ha uno in particolare, Cavani, che ricorda con grande piacere: «E’ quello che ho realizzato a Roma, nella finale di coppa Italia, contro la Juve. Ecco, lo ritengo il più importante, perché è servito a regalare ai napoletani il trofeo nazionale». Il capocannoniere della serie A ha dedicato la chiusura della chiacchierata a due campioni come Balotelli e Kakà che il Milan vorrebbe riportare in Italia. «Sarebbe un bene per tutto il calcio italiano se ritornassero. E poi, mi piacerebbe ritrovarmeli e confrontarmi con loro due», ha concluso Cavani. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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RETI P

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JUVENTUS 48 21 15 3 3 45 14 NAPOLI 43 21 13 4 4 41 19 LAZIO 43 21 13 4 4 32 21 INTER 39 21 12 3 6 33 23 FIORENTINA 36 21 10 6 5 38 25 MILAN 34 21 10 4 7 38 28 ROMA 33 21 10 3 8 43 34 CATANIA 32 21 9 5 7 29 27 PARMA 31 21 8 7 6 29 27 UDINESE 30 21 7 9 5 32 31 TORINO (-1) 26 21 6 9 6 25 24 CHIEVO 25 21 7 4 10 22 34 ATALANTA (-2) 23 21 7 4 10 19 31 BOLOGNA 21 21 6 3 12 26 28 SAMPDORIA (-1) 21 21 6 4 11 22 29 CAGLIARI 20 21 5 5 11 20 37 PESCARA 20 21 6 2 13 17 39 GENOA 17 21 4 5 12 21 34 PALERMO 16 21 3 7 11 18 34 SIENA (-6) 14 21 5 5 11 20 31 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

identiKit & CARRIERA

sabato 26 gennaio LAZIO-CHIEVO ore 18 JUVENTUS-GENOA ore 20.45 domenica 27 gennaio, ore 15 BOLOGNA-ROMA ore 12.30 ATALANTA-MILAN CAGLIARI-PALERMO CATANIA-FIORENTINA PARMA-NAPOLI SAMPDORIA-PESCARA UDINESE-SIENA INTER-TORINO ore 20.45

(3-1) (3-1) (3-2) (1-0) (1-1) (0-2) (1-3) (3-2) (2-2) (2-0)

MARCATORI 17 RETI Cavani (3) (Napoli) 14 RETI El Shaarawy (Milan); Di Natale (4) (Udinese) 10 RETI Klose (Lazio); Pazzini (3) (Milan); Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 8 RETI Gilardino (Bologna); Jovetic (1) (Fiorentina); Milito (3) (Inter); Hernanes (1) (Lazio) 7 RETI Denis (2) (Atalanta); Sau (Cagliari); Bergessio (Catania); Palacio (Inter); Hamsik (Napoli); Belfodil (Parma); Totti (1) (Roma); Bianchi (2) (Torino) 6 RETI Paloschi (2) (Chievo); Toni (Fiorentina); Giovinco (1) e Quagliarella (Juventus)

PRIMAVERA SEMIFINALI

Coppa Italia: con la Roma c’è Insigne 2

rivo a Napoli. «Paolo ha un ruolo importante nello spogliatoio in campo e soprattutto con tanti gesti fuori dal campo», ha commentato Cavani. «Per me il capitano deve restare lui soprattutto dopo questo periodo negativo, poi si vedrà». Clausola da rivedere Ecco un’altra delle ultime indiscrezioni che sta girando in questi giorni a proposito della clausola rescissoria di 63 milioni. Voci parlerebbero di un De Laurentiis pronto a chiedere al giocatore di sedersi nuovamente e di aumentare l’importo dall’accordo sottoscritto da entrambi, a settembre. Cavani ha evitato elegantemente l’argomento: «Io voglio vincere con il Napoli, è questo il mio pensiero del momento e non i numeri o i premi personali che potrei ricevere. A me piacerebbe lasciare un segno importante in città, perché Napoli mi sta dando tanto ed io spero di poter ricambiare segnando ancora tanti gol».

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PROSSIMO TURNO

Bartosz Salamon, 21 anni

Il Matador: «Siamo al livello della Juve Basta avere la voglia di spaccare tutto Cannavaro deve restare il capitano» MIMMO MALFITANO NOLA (Napoli)

PARTITE G

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

Cavani Rock «Crediamoci! Questo Napoli è da scudetto» DAL NOSTRO INVIATO

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Edinson Cavani, 26 anni, ha vinto una Coppa Italia col Napoli LAPRESSE

idoloazzurro

Quanti tifosi per Edinson al Cis di Nola Modello per uno degli sponsor commerciali del Napoli, ieri Edinson Cavani al Cis di Nola, il polo industriale più importante della regione, è stato letteralmente assalito dai tifosi partenopei E lui, come sempre, non si è sottratto a tanto affetto CUOMO

Primo round delle semifinali di Coppa Italia Primavera (ritorno tra una settimana). Due sfide intense, per blasone e storia. A Torino c’è il derby, a Roma quello del Sud. Entrambe le sfide in diretta tv, ore 14.30: TorinoJuve su SportItalia, RomaNapoli su Roma Channel. A TORINO La miglior difesa ospita la capolista. Questo il tema della sfida: la Juve proverà a superare il muro difensivo granata (9 gol subiti nel girone A e terzo posto in graduatoria) con la super coppia formata dall’Under 19 Padovan e dall’Under 20 Beltrame. Il Toro di Longo si affiderà all’estro di Gatto (anche lui nell’Under 19 di Evani), espulso nell’ultima gara di campionato a Livorno. A ROMA Roma e Napoli si sono affrontate 10 giorni fa in campionato (0-0, meglio gli azzurri dei giallorossi). La Roma, stranamente lontana dalla vetta del girone – quinta, primo proprio il Napoli – punta molto sulla Coppa: l’azzurrino Frediani, una delle stelle della squadra, non andrà in panchina con Zeman (come a Firenze, sempre in Coppa) per rimanere con De Rossi, come il terzino Yamnaine. Out Ferri e Mazzitelli (infortunati) e i tre Under 17, Calabresi, Capradossi e Adamo. Il Napoli, che ha fatto turnover nell’ultimo match (7-2 al Crotone) si affida al bomber Roberto Insigne, fuori gli Under 17 Tutino e Palmiro (al loro posto Del Bono e La Torre) e gli squalificati Allegra e Scielzo. D’Angelo-Oddi


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TRA SERIE A E MERCATO

il Film Da Nesta a Ibra, Ronaldo, Robinho i colpi rossoneri al fotofinish Estate 2002 30 agosto, arriva Nesta Il difensore Alessandro Nesta arriva a fine mercato estivo dalla Lazio ANSA

Inverno 2007 30 gennaio: c’è Ronaldo Dopo una lunga trattativa il Real Madrid cede Ronaldo al Milan AP

Estate 2010 28 agosto, è fatta per Ibra Zlatan Ibrahimovic lascia il Barcellona dopo una sola stagione FORTE

Estate 2010 31 agosto: anche Robinho Galliani riesce a strappare al fotofinish Robinho al Manchester City ANSA

Estate 2011 31 agosto: preso Nocerino Il Milan piazza il colpo low cost: dal Palermo arriva Nocerino FORTE

Avanti Kakà, controp prestito gratuito e metter nero su bianco una proposta più pesante ci vuole però l’autorizzazione della proprietà. Il via libera di Berlusconi per ora è solo teorico: «Il ritorno di Kaká al Milan? Sono ottimista, è un grande giocatore, un grande uomo ed è rimasto nel nostro cuore». Va anche detto che apprezzatissima dal Milan è stata la disponibilità di Ricky al quasi dimezzamento dello stipendio. Dai 10 milioni netti in busta paga attuale ai 6 che accetterebbe di intascare in cambio del rientro a Milano.

A fari spenti con il Real: continuano i contatti Perez vuole 12 milioni per il brasiliano, serve l’ok di Berlusconi per fare un’offerta. Mourinho lo esclude ancora dai convocati ALESSANDRA GOZZINI MILANO

Dal dizionario del calcio-mercato: per fase di stallo si intenda il momento di calma (apparente) che può precedere il (probabile) botto. Al Milan siamo alla fase di stallo per Kakà: la calma apparente di ieri (nessun transito in via Turati in tutta la giornata) ha infatti prodotto nuovi contatti telefonici interurbani, o meglio internazionali. Linea spesso occupata quella che connetteva il cellulare di Galliani, a.d. rossonero, a quello di Florentino Perez, boss Real, e poi al mobile di Ernesto Bronzetti, manager e tramite tra i due club, così come a quello di Paolillo, agente italiano che a sua volta è in filo diretto con Bosco Leite, padre-rappresentante di Kaka. Posizioni Nei continui contatti

Ricardo Kakà, 30 anni, fantasista del Real Madrid dal 2009. Ha giocato nel Milan per cinque stagioni: 270 presenze e 95 reti ANSA

la versione è però rimasta la stessa. Quella del Real sembra ormai chiara e non modificabile (dal solito vocabolario del mercato: quel che è certo oggi può cambiare domani), da Madrid avrebbero insomma ribadito il no al prestito, formula giudicata impraticabile, in primo luogo per questioni fiscali. Da qui la necessità del Real di rien-

«

Su Kaka sono ottimista, è un grande giocatore ed è rimasto nel nostro cuore SILVIO BERLUSCONI PRESIDENTE DEL MILAN

SELEÇAO DAL BRASILE, CONVOCAZIONI AMARE

Hernanes, Dinho e Julio Cesar tornano, Ricky no Il neo c.t. Scolari non chiama il madridista, ricomparso in ottobre con gol

Il brasiliano Ronaldinho, 32 anni AFP

MAURICIO CANNONE RIO DE JANEIRO

Esclusione Taglio all’in-

gaggio per guadagnarci sul campo: ancora una volta infatti Mourinho non l’ha inserito nella lista dei convocati. Per scelta tecnica (o per non rischiare di intaccare l’affare) Kakà non parteciperà alla gara di Copa del Rey contro il Valencia in programma stasera: altro indizio di una trattativa che c’è. Top baby E che magari riprende-

rà presto quota, anche se con una formula diversa rispetto a quella studiata in avvio. Intanto: è stato depositato in Lega il contratto di Riccardo Saponara (entrerà a Milanello in estate) ed ecco che su Bartosz Salamon, talentino del Brescia (scuderia Raiola), va registrato l’inserimento del Napoli.

Mossa Nel frattempo l’affare

non può dirsi chiuso, solo stoppato: prima di fare ulteriori passi, e soprattutto prima di impegnare a bilancio altri milioni, Galliani vuole consultare Berlusconi. L’offerta del Milan non potrà avvicinarsi alla pretese Real, ma qualcosa in più potrebbe esser fatto: per muoversi dal

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TOURNÉE E VELENI L’AMICHEVOLE DEL CLUB DELL’EX MILANISTA DIVENTA UN CASO 2012. Fuori invece il milanista Robinho: il Brasile secondo Felipao è obbligato a vincere il Mondiale in casa, e la concorrenza è subito durissima. Per Kakà — che il Real non ha convocato nemmeno per la gara di oggi in Coppa del Re — non sarà facile trovare un posto, se non trova subito una squadra. Per questo il passaggio al Milan è sempre più urgente. Come nella Lazio Scolari ha elo-

Riecco il Profeta. Hernanes aveva giocato l’ultima volta con la nazionale brasiliana undici mesi fa. Fuori con l’ex c.t. Mano Menezes, dentro della prima convocazione di Luiz Felipe Scolari, tornato al timone della Seleção. Il fantasista laziale e il romanista Leandro Castan sono gli italiani della lista per l’amichevole del 6 febbraio a Londra con l’Inghilterra. Torna anche l’ex interista Julio Cesar e torna Ronaldinho. Ma non c’è Kakà, che pure era ricomparso e aveva segnato nel finale dell’era Menezes, tre mesi fa (Brasile-Iraq 6-0). Julio Cesar torna dopo quasi un anno, stesso caso dell’ex milanista Ronaldinho, ora chiamato dopo l’ottimo campionato brasiliano con l’Atlético Mineiro nel

trare della spesa fatta nell’estate del 2009 per l’acquisto di Ricky: la richiesta spagnola resta così di dodici milioni di euro. Addirittura dentro al consiglio direttivo del Madrid c’è chi aumenterebbe la quotazione a 15. Cifre in questo momento non raggiungibili dalla controparte. Nella sede milanista non c’è (ora) una proposta da presentare allo studio, il tentativo per riprendersi Kaka era infatti stato ipotizzato come affare low cost. Tempi lunghi, quindi. O forse neppure troppo visto che al gong mercato mancano 8 giorni e 19 ore.

giato Hernanes. «Non è un mediano solo difensivo. Ha delle qualità per lanciarsi in attacco e gioca più avanzato nella sua squadra. L’idea è che nella Seleção i giocatori abbiano gli stessi ruoli che occupano nei loro club». Questi i 20 convocati. Portieri: Júlio César (QPR), Diego Alves (Valencia). Difensori: Leandro Castan (Roma), David Luiz (Chelsea), Adriano e Dani Alves (Barça), Dante (Bayern), Filipe Luís e Miranda (Atlético Madrid). Centrocampisti: Hernanes (Lazio), Paulinho (Corinthians), Arouca (Santos), Ramires e Oscar (Chelsea), Ronaldinho (Atlético Mineiro), Lucas (PSG). Attaccanti: Fred (Fluminense), Luís Fabiano (San Paolo), Hulk (Zenit), Neymar (Santos). © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Il Sion di Gattuso a Bari città di mafia» Bufera diplomatica Così scrive Blick.ch Il sindaco reagisce: «Mi rivolgerò all’ambasciatore della Svizzera»

Gennaro Gattuso, 35 anni LAPRESSE

FRANCO CIRICI BARI

Non è tempo di amichevoli per il nostro calcio. Dopo il caos di Pro Patria–Milan, è diventato un caso diplomatico l’amichevole di sabato scorso tra il Bari e il Sion di Gattuso. A scatenare il putiferio un pezzo pubblicato da Blick.ch, versione online del giornale elvetico, in cui Bari viene dipinta come una sorta di porto naturale della ’ndrangheta calabrese, città di mafia e ruberie. Mentre il quartiere San Pio, che ha ospitato l’amichevole, è descritto alla stregua di un epicentro di furti e rapine. Non basta. Il Bari è accusato di aver rubato la partita (gli uomini di Torrente hanno vinto 1-0), con la complicità di un arbitro etichettato come «vecchio e ubriaco». E c’è pure un riferimento al calcioscom-

messe. Nel calderone viene coinvolto anche Gattuso. Ma Rino si sarebbe lamentato solo dell’inadeguatezza del direttore di gara. Denunce Durissima la reazione

del sindaco di Bari, Michele Emiliano. «La mamma dei cretini è sempre incinta, anche in Svizzera — scrive sul suo profilo Facebook —. Convocherò presto in Comune il console svizzero per consegnargli una mia lettera di protesta, da girare all’ambasciatore elvetico in Italia. Ma ho già affidato ai legali il compito di denunciare per diffamazione l’autore dell’articolo e la testata». Mesi fa lo stesso Emiliano ha affrontato un caso analogo, quando una hostess della Ryanair si congedò dai passeggeri del volo Parigi–Bari con un messaggio allucinante: «Benvenuti nella città della mafia e di San Nicola». Intanto il console onorario svizzero in Puglia, Ugo Patroni Griffi, prende le distanze da chi ha lanciato infamie su Bari: «E’ cattivo giornalismo infarcito di luoghi comuni. Solo chi non conosce i luoghi può scrivere certe cose. Sul piano commerciale la Puglia è ai massimi storici nei rapporti con la Svizzera». © RIPRODUZIONE RISERVATA


MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

COPPA D’AFRICA TUNISIA-ALGERIA FINISCE 1-0

Vince la Costa d’Avorio di Didier: decisivo Gervinho, Togo k.o. 2-1 In attesa di conoscere il suo futuro nei club, Didier Drogba guida la Costa d’Avorio alla (faticosa) vittoria con il Togo nel match d’esordio degli Elefanti in Coppa d’Africa. L’attaccante corteggiato da Milan e Juventus non è andato a segno, la vittoria della nazionale allenata dall’ex Parma e Inter, Sabri Lamouchi, è

stata firmata da Yaya Tourè e da un gol a due minuti dalla fine di Gervinho. A Rustenburg, Drogba e compagni erano passati in vantaggio dopo pochi minuti, prima di subire il pareggio del Togo con Ayite. Le emozioni della gara si sono poi disciolte nel torrido pomeriggio sudafricano, che ha bloccato le gambe degli

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ivoriani fino al gol decisivo dell’attaccante dell’Arsenal. Nell’altra partita di ieri, sempre nel gruppo D, la Tunisia ha battuto per 1-0 la favorita Algeria con una rete di Msakni all’ultimo minuto. LA SITUAZIONE GRUPPO D - Ieri: Costa d’Avorio-Togo 2-1; Tunisia-Algeria 1-0. Classifica: Costa d’Avorio, Tunisia 3; Togo, Algeria 0. IL PROGRAMMA - Oggi: Sudafrica-Angola (ore 15.45, Eurosport); Marocco-Capo Verde (ore 18.30, Eurosport).

I NUMERI

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Gervinho, 25 anni, esulta dopo il gol REUTERS

piede per Drogba Il Milan prepara 8 milioni per un anno e mezzo Testa a testa con la Juve La trattativa per Balotelli ristagna. Galliani quindi riparte alla caccia dell’ivoriano, che però piacerebbe anche alla Lazio nus). E per il momento, non sono bastati.

ALESSANDRA BOCCI CARLO LAUDISA MILANO

Un altro antico amore, un’idea che continua a ronzare nella testa di Adriano Galliani, ma anche un modo per mettere pressione al Manchester City. Il club inglese non cede sulla quotazione, altissima, di Mario Balotelli, e allora il Milan ripensa a Didier Drogba, tornato più volte negli anni fra i progetti di mercato del Milan. L’ivoriano non rientra nella linea verde scelta da Silvio Berlusconi. Ma è vero anche che il presidente rossonero ha parlato di occasioni da cogliere, se ci saranno, per rinforzarsi giocatori pronti subito. E l’assalto a Drogba è ripartito. Triangolo La concorrenza è ag-

guerrita: Drogba è da tempo

Mario Balotelli, 22 anni ANSA

nel mirino della Juve, ma anche la Lazio starebbe pensando al giocatore, che si può liberare a costo zero dallo Shanghai Shenhua. L’ingaggio richiesto però è ricchissimo. Per una stagione e mezza (da ora al giugno 2014) è di dieci milioni netti: 4 subito, 6 alla seconda annata. La Juve ha offerto circa 8 milioni (cinque e mezzo più bo-

Duelli Milan e Lazio, se vogliono conquistare il sì dell’uomo della Champions 2012, dovranno essere più generosi. Ma il pensiero non blocca il club rossonero: i contatti con l’entourage di Drogba sono avviati, e la proposta economica è ritenuta interessante. Il Milan infatti ha offerto proprio ieri 8 milioni per Drogba che vorrebbe per chiudere subito la sua esperienza cinese. Pareggiando così la proposta della Juve. E i colloqui fra i rossoneri e l’agente Thierno Seydi sono stati positivi. Il Milan cerca rinforzi, ma Didier Drogba, cerca soprattut34 anni AP to il grande colpo di mercato per far compiere alla nuova generazione un

salto di qualità. Da qui il ritorno all’idea Drogba, e il contropiede che può spiazzare Agnelli. Ora il pallino è nelle mani dell’ivoriano. La ripartenza del Milan riapre il duello con la Juve che va avanti da mesi. Il Milan aveva lasciato il giocatore in stand by l’inverno scorso, e Drogba sarebbe rimasto un po’ deluso. Ma il Milan e l’Italia continuano a essere una soluzione gradita. Per i rossoneri, Drogba non è solo una scaramuccia strategica: l’affare Kakà sta andando a rilento, e per Balotelli, siamo a zero trattative ufficiali, anche se il «chissà» di Raiola riguardo al finale di mercato ha riscaldato gli animi.

i gol realizzati da Drogba con la maglia dello Shangai Shenhua. In Cina l’ivoriano ha messo insieme 11 presenze per un totale di 944 minuti

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A MILANELLO

Yepes torna in gruppo Muntari si scalda

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le stagioni di Didier al Chelsea. Con i Blues ha conquistato 3 campionati, una Champions, 4 Coppe d’Inghilterra, 2 Coppe di Lega e 2 Community Shield

Attese La stampa inglese

Mario Yepes, 37 anni FORTE MILANELLO (Varese)

Il Milan ha ripreso a lavorare ieri pomeriggio per preparare la trasferta di Bergamo (domenica alle 15). La bella notizia è il ritorno in gruppo di Mario Yepes. Il colombiano è tornato in palestra solo per la fase finale dell’allenamento e pare del tutto recuperato. Allegri quindi avrà tutti e cinque i centrali a disposizione per Bergamo. Lavoro differenziato invece per Rodney Strasser, reduce da un virus influenzale. Per l’Atalanta il tecnico dovrebbe recuperare anche De Sciglio, anche lui out contro il Bologna per un virus.

da tempo associa Mario al Milan: dalla disdetta del contratto d’affitto ai mutevoli rapporti del giocatore con l’allenatore-papà Mancini, tutto lascerebbe pensare al trasloco. Il problema è che per ora il Milan non tratta con il City: i 37 milioni di valutazione sono fuori da ogni deroga berlusconiana. L’ipotesi Drogba prenderebbe forza dagli ostacoli sulla strada che porta a Mario e da una considerazione non accessoria: l’ivoriano potrebbe essere schierato in Champions. E il miracolo gli è già riuscito l’anno scorso: hai visto mai...

Recuperato Vicino al rientro invece Sulley Muntari, che ieri ha confessato a Milan Channel la sua voglia di giocare: «Io non vedo l’ora di tornare — ha detto il centrocampista, che Allegri vorrebbe utilizzare come regista —. Sono stato tanto tempo fuori a guardare i miei compagni e adesso è arrivato il momento di rientrare in squadra, di aiutarli e di fare bene. I miei problemi? Sono rientrato velocemente ma ho avuto problemini al polpaccio e alla coscia. Ero un po’ arrabbiato con me stesso ma sicuramente arriverà il mio momento per tornare in campo. Quando rientro non uscirò più e spero di aiutare tutti».

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IL CASO LA BERRETTI AVEVA ABBANDONATO IL CAMPO PER SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DI UN SUO GIOCATORE

«Razzismo non provato». E il Casale perde 3-0 Il presunto insulto non è stato udito dall’arbitro, obbligata la decisione del giudice sportivo. Ma la procura federale è al lavoro decisione assunta di ritiro dal terreno di gioco». Da qui la sconfitta per 3-0, oltre alla penalizzazione di un punto in classifica e all’ammenda di 500 euro. Con Ribeiro squalificato per una giornata per quella manata.

MARCO IARIA twitter@marcoiaria1

«Stai zitto, negro di merda». Quella frase, se mai sia stata pronunciata, non è stata sentita dall’arbitro. E il giudice sportivo di Lega Pro non ha potuto fare altro che infliggere la sconfitta per 3-0 a tavolino alla Berretti del Casale che, sabato scorso, aveva abbandonato il campo in segno di solidarietà verso un suo giocatore, Fabiano Ribeiro, presunta vittima di razzismo. Ma la storia non finisce qui. Perché i parenti del diciottenne nato a Moncalieri, papà brasiliano e mamma italiana, hanno sporto denuncia ai carabinieri e l’intero incartamento del caso è stato trasferito alla procura federale. Bisognerà attendere l’esito delle indagini, inevitabilmente più articolate degli atti in mano al giudice sportivo che ieri ha emesso il disposi-

Reazioni I giovani calciatori

Vittima dei buu, Boateng scaglia la palla contro gli ultrà della Pro Patria

Un compagno di squadra di Ribeiro si sfoga: «Il calcio italiano fa sempre più schifo»

tivo basandosi unicamente sul referto arbitrale. «E se verrà riconosciuto l’insulto razzista, saremo durissimi», ribadisce il direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli. I fatti Ma cosa era successo sabato, a sedici giorni di distanza dal clamoroso gesto di Boateng e del Milan di ritirarsi dal campo, a Busto Arsizio, per i

La Berretti del Casale nella partita sospesa contro la Pro Patria ANSA

continui buu di una ventina di tifosi della Pro Patria? Razzismo dagli spalti al campo, con lo stesso club al centro della scena, appunto la Pro Patria. Trino, provincia di Vercelli, campionato Berretti: al 38’ del primo tempo, su un corner, Luca Paganini della Pro Patria strattona Fabiano Ribeiro, che reagisce colpendo l’altro con una manata al volto. L’arbitro

espelle l’attaccante del Casale, che denuncia però di essere stato offeso per il colore della sua pelle. A quel punto la partita si ferma e il Casale abbandona il campo, proprio come ha fatto il Milan a Busto. «Dagli atti ufficiali — scrive il giudice sportivo Pasquale Marino — non è riconducibile alcun elemento che confermi la motivazione addotta dal Casale per la

del Casale non ci stanno. Si sentono traditi. Luca Giorcelli scrive un tweet: «Come compagno di Ribeiro, mi sento di dire che il calcio italiano fa sempre più schifo, anche nelle giovanili!». Il d.g. del Casale, Antonio Sorano, parla di decisione scontata: «Se l’arbitro non ha sentito nessuna offesa razziale, non poteva di certo scrivere nel referto cose che non ha udito». E ribadisce la sua contrarietà al ritiro della Berretti. «Hanno sbagliato a prendere una decisione senza avvisare prima i vertici della società». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

IL LUTTO

Il ricordo di Garrone «Era una persona di altri tempi Ci ha dato tanto»

Adolfo, Alessandro, Pietro Vannucci partecipano al grande dolore della famiglia Garrone per la perdita del caro

Riccardo Grande gentiluomo e grande imprenditore. - Milano, 23 gennaio 2013. Marco Bogarelli Giuseppe Ciocchetti e Andrea Locatelli partecipano commossi al dolore di Edoardo e Vittorio Garrone per la scomparsa del caro

Riccardo

L’ESULTANZA E LA BANDIERA A MEZZ’ASTA

- Milano, 22 gennaio 2013.

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Tutto lo staff di Infront Italy partecipa commosso al dolore della famiglia Garrone per la scomparsa del Presidente

Riccardo - Milano, 22 gennaio 2013. E' stato un privilegio conoscerti Presidente, ciao

Duccio Corrado e Jacopo Tedeschi. - Milano, 22 gennaio 2013. L'Amministratore Delegato Rinaldo Sagramola, i consiglieri, i tecnici, i tesserati, il Settore Giovanile e i dipendenti tutti della U.C. Sampdoria S.p.A. partecipano commossi al dolore della famiglia Garrone per la scomparsa del Presidente

Riccardo Garrone

Da Palombo a Mazzarri, da Pazzini a Delneri, le lacrime per il patron della Samp: «Uomo vero»

grande uomo e grande sampdoriano. - Genova, 22 gennaio 2013. Rinaldo e Laura Sagramola si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa del Presidente

Riccardo Garrone uomo di spiccata sensibilità e di grandi valori umani e sportivi. - Genova, 23 gennaio 2013.

ALESSIO DA RONCH GENOVA

Deve essere stato un uomo speciale Riccardo Garrone, se chi lo descrive, con gli occhi lucidi e la faccia triste, quando va indietro nel tempo, cercando l’immagine giusta, non riesce a trattenere un piccolo sorriso. «Con la sua calma, anche nei momenti difficili, ci ha insegnato a crescere». Angelo Palombo è stato il capitano storico della Sampdoria nell’era Garrone, uno dei primi rinforzi portati a Genova dal presidente appena scomparso. Il suo viso si rilassa sereno quando ne parla. Nasce così il ritratto di una persona particolare, all’apparenza burbero, in realtà semplice e sincero. «A lui — racconta Gigi Delneri, il tecnico che portò i blucerchiati al preliminare di Champions — piaceva arrivare a Bogliasco per seguire i ragazzi. La verità era che si divertiva a stare sul campo con noi, a condividere il nostro lavoro, indipendentemente dal tempo o dal momento». Sorpresa Per tutti la scomparsa di Riccardo Garrone è un colpo durissimo, anche perché è arrivata inattesa. «Mi resta — confida Walter Mazzarri, il tecnico che portò la Samp alla finale di Coppa Italia — un’immagine speciale: un giorno mentre la squadra viaggiava in pullman lui volle venire in auto con me. Parlammo di tante cose e lì ca-

pii quale fosse lo spessore della persona. Nacque un rapporto a pelle che andava oltre il suo carisma». L’affetto più della personalità, la moralità prima del rigore. Con i suoi gesti e le sue parole più che dirigere insegnava: «Era un personaggio pulito — sottolinea Giampaolo Pazzini — come lo è la sua famiglia. Sapeva trovare il modo di rallegrarci dopo una sconfitta, amava raccontarci un aneddoto particolare: "Mio padre — ci diceva — mi ha sempre intimato di non possedere mai un giornale o una squadra di calcio. Io li ho tutte e due». Tennis e golf Aveva imparato ad amare il calcio, lo sport invece faceva parte della sua vita da sempre. «Anni fa veniva a giocare a tennis alle sei del mattino

«

Si divertiva a stare sul campo con noi, a condividere il nostro lavoro GIGI DELNERI EX ALLENATORE SAMP

«

Era una persona pulita, come la sua famiglia: sapeva tirarci su dopo le sconfitte GIAMPAOLO PAZZINI EX ATTACCANTE SAMP

— rivela Andrea Volonteri, il d.s. del Tennis Club Genova —. Passò presto al doppio, perché per lui contava l’aspetto ludico non quello competitivo. Poi passò al golf». Le sue preferenze andavano alla caccia e alle partite di scopone, caratterizzate da un avversario speciale: Aldo Spinelli, ex presidente del Genoa, ora del Livorno. «Che bei ricordi», fatica a trattenere le lacrime l’amico Franco Ardoino, proprietario del Ristorante Europa, dove al primo piano era riservata la saletta per le sfide, e ieri arrivato alla chiesetta di Grondona, dove era celebrato il rosario, proprio con Spinelli. «E che persona stupenda. Facevamo tante cose insieme e il rapporto si era consolidato perché spesso con lui ero critico. Penso che apprezzasse la mia sincerità. Una volta io e Duccio, lo chiamavamo così, andammo a vedere Livorno-Samp. Per fare un torto a Spinelli, che si veste di giallo per scaramanzia, ci mettemmo tutti in rosso. Là, però, scoprimmo che lui temeva l’azzurro. Vinse il Livorno, ma Garrone scese in campo a braccetto con Aldo e salutò il pubblico. Al ritorno ci fu la rivincita, prima allo stadio, poi qui. Vincemmo io e lui, davanti alle telecamere della Domenica Sportiva. La caccia invece era una sorta di pretesto, andavamo in 4 o 5 amici, in una tenuta di Tagliolo, ma quel che gli piaceva era la passeggiata e, soprattutto, la mangiata finale, insieme, sorridenti, felici».

Il presidente Massimo Moratti, il Consiglio d'Amministrazione, lo staff tecnico e la squadra, tutta F.C. Internazionale si stringono alla famiglia nel dolore per la scomparsa di

Riccardo Garrone un amico indimenticabile, di grande saggezza, animato da passione civile e sportiva, che ha dato tanto alla sua Sampdoria e alla città di Genova. - Milano, 22 gennaio 2013. Gian Marco e Letizia Moratti si uniscono al dolore di Anna Maria, Edoardo ed Alessandro per la scomparsa del caro amico

Duccio Garrone - Milano, 22 gennaio 2013.

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Riccardo Garrone - Milano, 22 gennaio 2013. Il Presidente Maurizio Beretta, anche a nome del Vice presidente, del Consiglio di Lega, del Direttore Generale, delle Società di Serie A e di tutta la Lega Serie A, partecipa con intensa commozione al dolore della famiglia e della Società Sampdoria per la scomparsa di

Riccardo Garrone indimenticabile Presidente della Sampdoria, imprenditore straordinario e dalle grandi qualità umane e morali, dirigente sportivo e di Lega appassionato e competente, grandissimo esempio di impegno civile e sociale. - Milano, 22 gennaio 2013. Il Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Giancarlo Abete, anche a nome dell'intero Consiglio Federale partecipa con commozione al dolore della famiglia per la scomparsa di

Riccardo Garrone

4 1 Riccardo Garrone, morto lunedì a 76 anni, dopo un derby vinto dalla sua Sampdoria; 2 Al centro sportivo di Bogliasco la bandiera della Sampdoria è a mezz’asta, in memoria del presidente scomparso; 3 Edoardo, figlio maggiore del patron doriano, arriva in chiesa per il rosario in memoria del papà; 4 Carolina Marcialis, moglie di Cassano, ha postato su Twitter la foto con Garrone nel giorno del loro matrimonio, con tre punti di sospensione ANSA/RATTINI/PEGASO

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L’AMICO ENTRAMBI IMPRENDITORI, SI FREQUENTAVANO DA TANTO TEMPO NONOSTANTE LA RIVALITÀ SPORTIVA

CI SARÀ PURE IL GENOA

Spinelli: «Quante serate insieme Amava la caccia e le sfide a carte»

Oggi alle 12 il funerale con Bagnasco

L’ex presidente genoano: «Quella pizza all’autogrill prima di vedere Livorno-Samp...»

messi uno contro l’altro: «Ci stimavamo anche come imprenditori, e poco importa se qualche volta ci eravamo trovati su posizioni diverse. Qualche piccolo scontro, ma il rapporto non è cambiato».

FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Se n’è andato un amico. Aldo Spinelli parla sottovoce, quasi con pudore. «L’anno scorso abbiamo festeggiato insieme il compleanno, al solito ristorante Europa, in Galleria Mazzini. Perché, deve sapere, io sono nato il 4 gennaio, e lui il 23. Di qui l’idea di una festa unica. Una cinquantina di amici, un bel clima, tutti bagnati di champagne. Un’atmosfera familiare. Mi creda, sono queste le cose belle della vita».

Febbraio 2005: Aldo Spinelli e Garrone mangiano pizza in autogrill OMEGA La stima reciproca Il presiden-

te del Livorno, che ieri sera ha partecipato al rosario per l’amico Duccio, ha il cuore in subbuglio e mille ricordi che affiorano, uno dopo l’altro: «Eravamo un bel gruppo di amici. Quando ci vedevamo alla sera per giocare a carte, io

ero sempre suo avversario intorno al tavolo. Una bella persona, il presidente della Samp: spesso lui portava al ristorante la cacciagione, da grande appassionato quale è sempre stato». Amici veri sempre, anche quando talvolta — è successo — il lavoro li ha

Massimo e Milly Moratti abbracciano con affetto Edoardo, Alessandro e la famiglia, addolorati per la scomparsa del loro papà

Pizza e pallone Anzi, semmai il tempo ha aiutato a renderlo sempre più solido e intimo, persino quando la Samp, scivolata in serie B, è diventata rivale del Livorno di Spinelli: «Ricordo quella volta in cui, diretti entrambi da Genova allo stadio di Livorno per la partita di campionato, ci incontrammo all’autogrill lungo l’autostrada e mangiammo insieme un trancio di pizza... Questo era Garrone. A volte poteva sembrare scontroso, ma in realtà è stato un uomo che ha sempre pensato a fare del bene, oltre che di grande generosità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

BOGLIASCO (f.g.) Il rito funebre (in forma pubblica) per il presidente blucerchiato Riccardo Garrone, morto a 76 anni dopo una lunga malattia, verrà celebrato oggi alle 12 nella Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea, in piazza Matteotti, a Genova, dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Ieri, a Bogliasco, nel quartier generale blucerchiato, la squadra si è allenata in un clima di grande tristezza, con pochi tifosi affranti a bordo campo e la bandiera della Samp a mezz’asta. In segno di lutto, anche il Genoa ha esposto la bandiera a mezz’asta e listata a lutto a villa Rostan. Oggi Sampdoria e Genoa al completo parteciperanno al funerale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

appassionato Presidente dell'U.C. Sampdoria che con spirito imprenditoriale e grande cuore di sportivo ha saputo rilanciare ai vertici del calcio italiano. - Roma, 23 gennaio 2013. I Presidenti Onorari, il Presidente, gli Amministratori Delegati, i Componenti il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale, Dirigenti, tecnici, giocatori, medici, dipendenti e collaboratori tutti della Juventus Football Club, partecipano con profondo cordoglio al dolore della famiglia per la scomparsa di

Riccardo Garrone stimato Presidente della Sampdoria. - Torino, 22 gennaio 2013. Il Presidente Tommaso Ghirardi, l'amministratore delegato Pietro Leonardi, dirigenti, staff tecnico, squadra e tutto il Parma Fc partecipano commossi al grande dolore della famiglia Garrone e dell'U.C. Sampdoria per la scomparsa del presidente blucerchiato

Riccardo Garrone e porgono le più sentite condoglianze. - Collecchio, 22 gennaio 2013. Il Presidente Commendatore Luigi Corioni e la famiglia del Brescia Calcio, con commozione esprimono le più sentite condoglianze, ai famigliari e alla società U.C. Sampdoria per la scomparsa del Presidente

Dott. Riccardo Garrone stimato dirigente del calcio italiano. - Brescia, 22 gennaio 2013. Il Presidente e la famiglia Preziosi, con il Consiglio d'Amministrazione e tutto il Genoa Cricket and Football Club si uniscono al dolore della famiglia Garrone, del Gruppo Erg, di Uc Sampdoria e partecipano al cordoglio del calcio italiano per la scomparsa del Presidente e

Cavaliere del Lavoro

Riccardo Garrone ricordando l'impegno per la città di Genova, le doti di imprenditore, la passione civile, la ricchezza d'animo e la sua signorilità. - Genova, 22 gennaio 2013. Antonio Matarrese partecipa con sentimenti di profondo cordoglio alla scomparsa del Presidente della U.C. Sampdoria

Riccardo Garrone nel ricordo di un'intensa e leale collaborazione sempre manifestata nell'interesse della Lega Calcio. - Bari, 22 gennaio 2013. Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di

Riccardo Garrone Presidente della Sampdoria. - Napoli, 22 gennaio 2013. Il Presidente Massimo Cellino, unitamente ai dirigenti, tecnici ed atleti del Cagliari Calcio, partecipano al dolore della famiglia Garrone e della U.C. Sampdoria per la scomparsa del carissimo Presidente

Riccardo Garrone - Cagliari, 22 gennaio 2013.

Riccardo Garrone Ciao e grazie, Presidente!- Gamenet S.p.A. main sponsor della Sampdoria. - Roma, 22 gennaio 2013. Il Presidente Albano Guaraldi, il Consiglio d'Amministrazione, i dirigenti, lo staff tecnico, i giocatori e tutti i dipendenti e i collaboratori del Bologna FC 1909 partecipano al dolore della famiglia Garrone e dell'UC Sampdoria per la scomparsa del Presidente

Riccardo Garrone ricordando l'umanità e la passione di un grande uomo di sport. - Bologna, 22 gennaio 2013.


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SERIE A

Alta tensione a Bologna Gli ultrà contro Guaraldi «Portanova non va via» Cori, insulti, perfino una colletta di monetine per il presidente Il difensore parla con i tifosi: «Basta, sono fuori dal mercato» NICOLA ZANARINI BOLOGNA

A CASTELDEBOLE FUMOGENI E POLEMICHE 1

L’affaire Portanova scuote i tifosi del Bologna. Nonostante le smentite della società la trattativa per il trasferimento del capitano al Genoa in cambio della metà del cartellino di Gilardino è stata intavolata e ieri una cinquantina di ultrà rossoblù si è radunata a Casteldebole per contestare Guaraldi. Già inviso alla curva Bulgarelli per la cessione di Ramirez e per lo smantellamento di metà squadra, il presidente è stato nuovamente bersagliato con pesanti cori: «morto di fame» e «vendi tua moglie» i più gentili. I contestatori hanno anche organizzato un’ironica colletta di monetine in favore di Guaraldi che, memore dell’aggressione fisica sfiorata la scorsa estate, ha disertato l’allenamento.

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La squalifica Lo scorso 10 agosto Portanova viene squalificato per 6 mesi dalla commissione Disciplinare per omessa denuncia in relazione alla mancata combine in Bologna-Bari 0-4 del 22 maggio 2011. L’accusa aveva chiesto 3 anni per illecito sportivo. Il 12 ottobre la squalifica viene ridotta in appello a 4 mesi dal Tnas. Il ricorso Il 7 dicembre l’Alta Corte del Coni respinge il ricorso che, se accolto, avrebbe permesso a Portanova di giocare già lunedì 10 dicembre contro la Lazio.

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Tre immagini della contestazione al centro di Casteldebole 1 I tifosi accendono fumogeni durante l’allenamento del Bologna 2 Il portiere Federico Agliardi, 29 anni, parla con i sostenitori rossoblù 3 Poi tocca al capitano Daniele Portanova, 34 anni, rientrato da un mese e seguito dal Genoa SCHICCHI

Il centrale non sarà ceduto al Genoa. A rapporto dai tifosi anche il portiere Agliardi

sco di cosa sia deluso Portanova, che non è mai stato sul mercato», taglia corto Guaraldi attaccando fra le righe Matteo Materazzi. L’agente di Portanova prevede che la trattativa salterà nelle prossime ore. No a Preziosi Nonostante una si-

il sostegno ricevuto nonostante i suoi numerosi errori. Portanova ha poi incontrato il d.g. Zanzi, che gli ha chiesto di rispettare il contratto in scadenza nel giugno 2015. «C’è stato un gran parapiglia per nulla e non capi-

tuazione economica tutt’altro che rosea la società cederà dunque alla pressione della piazza lasciando cadere l’offerta di Preziosi, che permetterebbe di risparmiare 2 milioni di ingaggio. Al Genoa il centrale avreb-

be guadagnato un milione a stagione fino al 2016 per poi fare il dirigente, ruolo che a Bologna gli sarebbe precluso dal probabile ritorno di Di Vaio da Montreal. In questo clima la squadra prosegue la preparazione alla gara di domenica con la Roma. Pioli confermerà il 4-2-3-1 ma con alcuni cambi rispetto al Milan; Krhin, Taider e Gabbiadini torneranno titolari mentre Riverola tornerà in panchina dopo l’esordio: è destinato a finire la stagione in B o all’estero.

UDINESE DOPO IL K.O. CON LA JUVE

I GUAI DEL CAPITANO

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Interrogati Dopo aver lavorato a

parte per una presunta contusione ad un tallone Portanova si è avvicinato ai tifosi per dire la sua. «Sono un po’ deluso, da quel che so il presidente mi ha tolto dal mercato però basta che finisca qua, altrimenti voglio che esca la verità; io mi sono sempre comportato bene», ha sottolineato il difensore romano tornato in campo a metà dicembre dopo i 4 mesi di squalifica per omessa denuncia. Interrogato da un tifoso sui suoi rapporti con Guaraldi il numero 90 rossoblù ha preferito glissare per ribadire il suo attaccamento alla maglia. In un’atmosfera da psicodramma collettivo poco dopo si è presentato a rapporto anche il portiere Agliardi, che ha ringraziato per

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Il ritorno Il difensore torna in campo domenica 16 dicembre a Napoli e segna nel finale il gol del 3-2. Portanova strappa anche la fascia di capitano assegnata in sua assenza a Diamanti.

Francesco Guidolin, 57 anni, terza stagione a Udine ANSA

Guidolin si accusa «Tutta colpa mia La squadra era troppo tranquilla» MASSIMO MEROI UDINE

«È colpa mia». Francesco Guidolin si autoaccusa per la sconfitta dell’Udinese a Palermo. E non lo dico per fare da scudo alla squadra, ma perché lo penso», sottolinea il tecnico che in questi tre giorni deve aver riflettuto molto sulla prestazione contro la Juventus. Sia chiaro, a Torino ci sta di perdere ma non in quel modo. «Dobbiamo riconoscere di aver fatto una brutta gara — l’analisi di Guidolin —. La squadra era sempre stata brillante. Mi sono fatto distrarre dalle 500 panchine in A e non sono stato addosso alla squadra dal punto di vista nervoso». Poi continua: «Noi abbiamo vissuto una settimana di lavoro tranquilla, la Juve no e ha trasformato le preoccupazioni in aggressività e furore. Ecco perché la tranquillità è una cattiva compagna di viaggio». Coesistenza Non basta quindi spiegare la brutta

prestazione dell’Udinese con l’assenza dall’undici iniziale di Di Natale al di là del fatto che i numeri di Totò sono impressionanti. Con lui i bianconeri hanno ottenuto 55 vittorie, 19 pareggi e perso 35 volte; senza di lui è arrivato un solo successo accompagnato da 6 pareggi e 9 ko. «Non servono i numeri per spiegare l’importanza di Totò — replica Guidolin —. Ma dire che a Torino abbiamo fatto male perché lui non c’era mi sembra una mancanza di rispetto per gli altri. Quando la squadra gioca sottotono anche un singolo, pur bravo, può fare poco». La sensazione è che, non avendo un centrocampo di grande qualità, il salto in avanti l’Udinese lo può fare solo riuscendo a far coesiste anche con avversari di prima fascia il tandem Di Natale-Muriel. «Lo trovo riduttivo — replica Guidolin — La verità è che con Inter e Fiorentina, pur vincendo, avevamo sofferto. Non siamo stati bravi a cogliere quei segnali».

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IL CASO GIOCATORI MINACCIATI DALLA CAMORRA E PRESIDENTE ACCUSATO DI COMBINE

SCOMMESSE PRIMA UDIENZA IL 10 MAGGIO

REBUS IS ARENAS

Caos Juve Stabia-Sorrento: Palazzi può rifare il processo

Semeraro subito a giudizio per la combine Bari-Lecce

Quindici giorni per finire i lavori Il Cagliari spera

Citazione diretta a giudizio per il presunto derby combinato Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, secondo la Procura di Bari comprato dal club salentino per 230.000 euro. Il processo comincerà il 10 maggio davanti al Tribunale monocratico di Bari. A giudizio l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l’imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex difensore del Bari Andrea Masiello. A Semeraro, Quarta e Di Lorenzo il sostituto pm della procura di Bari Ciro Angelillis e il procuratore capo Antonio Laudati, contestano un solo episodio di frode sportiva, quello relativo al derby. Per vincere il derby — hanno rivelato agli investigatori Andrea Masiello, Gianni Carella e Fabio Giacobbe — furono versati ai baresi circa 230 mila euro, pagati in diverse tranche. La prima parte, che ammontava a 50.000 euro, sarebbe stata versata durante un incontro all’Hotel Tiziano di Lecce. Le altre parti della cifra pattuita sarebbero state

consegnate da Carlo Quarta a Carella durante incontri avvenuti in una stazione di servizio sulla tangenziale di Bari; e da Quarta a Masiello in una località del nord Italia dove l’ex calciatore biancorosso (poi passato all’Atalanta) viveva all’epoca dei fatti. Masiello, e due suoi presunti complici, Gianni Carella e Fabio Giacobbe hanno patteggiato: Masiello un anno e 10 mesi, gli altri due un anno e 5 mesi per le combine di Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bari-Sampdoria e Bologna-Bari.

QUARTU (Ca) Al Cagliari sono stati concessi altri quindici giorni di tempo per sistemare la zona di prefiltraggio e ottenere così la licenza d’uso annuale. Si è conclusa con queste indicazioni la seduta della Commissione provinciale di vigilanza sul via libera allo stadio Is Arenas. Gli esperti, con input dalla Questura, hanno chiesto al club rossoblù le modifiche alla via Olimpia con l’installazione dei cancelli per il prefiltraggio. Di fatto, non dovrebbero esserci problemi per la gara di domenica con il Palermo. Mentre la corsa contro il tempo riguarda la partita con il Milan, in calendario il 10 febbraio. La Commissione ha approvato l’uso dei generatori elettrici e attende un parere tecnico dal Coni. Rimane in sospeso la questione bar e catering all’interno dell’impianto.

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Mario Frongia

FRANCESCO CENITI MAURIZIO GALDI

Martedì 29 la Disciplinare (presidente Claudio Franchini) ha all’ordine del giorno: «R. Amodio, F. Manniello, Juve Stabia (collusione in comportamento violento tifoseria organizzata)». La Procura federale aveva già avuto parte del materiale della Dda di Napoli, in particolare del sostituto Pierpaolo Filippelli, su quanto accadeva a Castellammare di Stabia e di come venivano trattati i calciatori. In particolare la Disciplinare doveva esaminare il deferimento relativo ai fatti avvenuti dopo Pistoiese-Juve Stabia. Nella prima documentazione in mano a Palazzi le dichiarazioni di alcuni calciatori. Con la chiusura delle indagini di lunedì il caso si è ulteriormente chiarito. Per i magistrati sono Amodio, e due capi tifosi i responsabili «mediante gravi mi-

Francesco Manniello, 57 LAPRESSE

nacce, anche implicite, contro l'incolumità personale di Marco Capparella, Antonio Gaeta, Giuseppe Rinaldi, Enrico Amore, Donovan Maury, Fabrizio Mineo, Raffaele Ametrano, Matteo Gritti, Thiago Barbosa Soares, Alessandro Radi e Massimo Rastelli, che nella circostanza venivano circondati da decine di sedicenti "tifosi"». La posizione di Manniello Il presidente della Juve Stabia Francesco Manniello si dice sereno e

di poter chiarire tutto: «Mi dichiaro, inoltre, fin da subito a completa disposizione degli inquirenti per chiarire la mia posizione di totale estraneità alla vicenda in oggetto». Ma alla luce di quanto emerge dalle carte della Direzione distrettuale antimafia (Dda) ci sarebbe dietro la combine di Sorrento-Juve Stabia un pagamento di 50 mila euro e dietro questo pagamento ci sarebbe proprio l’attuale presidente. Il Procuratore federale Palazzi — che ha già deferito la Juve Stabia per quella vicenda — potrebbe invocare la «revocazione» per sopraggiunte novità giudiziarie e chiedere sanzioni più pesanti. In caso di colpevolezza provata di Manniello la Juve Stabia rischia addirittura la retrocessione come è avvenuto per il Lecce. In questa ottica è probabile che la Disciplinare il 29 possa rinviare l’esame del deferimento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pierandrea Semeraro, 39 ANSA


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MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

MERCATO

Wolski viola subito È sprint Fiorentina anche per Compper Al Legia 2,8 milioni: il polacco oggi fa le visite mediche Il club pensa al centrale dell’Hoffenheim già a gennaio GIOVANNI SARDELLI FIRENZE

Talenti da domare e futuro da anticipare. La Fiorentina fa incetta di prospetti, guardando a giugno e sperando in gennaio. Tre storie diverse che a Firenze vogliono omologare: rendendo Wolski, Compper e Vecino viola subito.

POSSIBILI RIVALI

questi mesi per allenarsi con i nuovi compagni. Sia Vecino che Wolski sono giocatori dalle grandi potenzialità, sostanzialmente multiruolo, ma tatticamente da impostare. Compito, questo, affidato a Montella. Il concetto quindi è piuttosto semplice. Prima si parte, meglio è.

AP

Novità Più maturo, e calcisticamente formato, Marvin Compper. Difensore centrale, all’occorrenza anche terzino, classe ’85. Mancino e di conseguenza perfetto per fare il centrale di sinistra nella difesa a tre, unisce la determinazione in marcatura al temperamento, che lo ha reso il leader della retroguardia dell’Hoffenheim. I viola lo hanno seguito a lungo prima di sfruttare la carta vincen-

te: la scadenza del contratto con la squadra tedesca fissata per il prossimo giugno. Contratto non rinnovato per volontà del calciatore, finito per questo ai margini della rosa. Il previsto arrivo a Firenze in estate (a costo zero) potrebbe essere anticipato dietro piccolo conguaglio all’Hoffenheim. Che nel frattempo ha già ufficializzato il sostituto, David Abraham dal Getafe.

La presentazione di Pozzi non è stata l’ultimo colpo in casa Siena. I toscani infatti aspettano oggi l’arrivo di Calello (Dinamo Zagabria), centrocampista che verrà preso in prestito con diritto di riscatto. E con la stessa formula per l’attacco ecco anche Emeghara (Lorient). A questo punto Antonelli dovrà scegliere se resistere o meno all’assalto della Dinamo Kiev per Neto: gli ucraini per sicurezza hanno provato a chiedere Spolli al Catania ricevendo in cambio un secco rifiuto. Se i toscani cederanno il portoghese spingeranno per Uvini del Napoli, per il quale c’è anche il Gremio. Per il centrocampo il Siena valuta il romeno Szekely, svincolato, seguito anche dal Genoa.

Punto Udinese Obiettivi suda-

mericani per l’Udinese. Il più vicino sembra essere Alan Ruiz (San Lorenzo), ma sull’argentino ci sono anche Catania e Chievo. Inoltre i friulani seguono Marcos Junior (Fluminense).

Palermo&Chievo La vicenda

Sorrentino potrebbe essersi sbloccata ieri sera con l’aumento dell’offerta palermitana a po-

Punto Samp I doriani hanno or-

mai preso Sansone (Torino), rilevando la metà dei granata e

Salvezza «Non m’importa più del passato, e non ho sassolini da togliermi. Ho scelto questa piazza perché c’è entusiasmo, una società che mi ha voluto con forza e per tornare a vivere vicino al mare. Ora ho quattro mesi per togliermi una grande soddisfazione: salvarmi con il Pescara e festeggiare a maggio assieme a questi ragazzi». Centrocampista centrale, metodista classico, anche grazie ai tanti maestri avuti: «Mi hanno allenato in tanti, ma resto affezionato a Zeman: mi portò in ritiro con la prima squadra nell’estate del ’97, avevo solo 16 anni.

Gaetano D’Agostino, 30 anni

Mi faceva giocare centravanti di manovra nelle partitine. È stata una grande palestra lavorare con lui a quell’età». Può diventare il leader del Pescara del dopo Zeman. «Sono pronto per diventarlo, ma è il gruppo che decide». D’Agostino — presentato con l’altro centrocampista Giuseppe Rizzo — ha reagito alle delusioni puntando sulla fede. «Quando, nel 2009, avevo perso la strada e non riuscivo a trovare equilibrio, è stato Legrottaglie a indirizzarmi alla preghiera. Più passano gli anni, più sento di affidare la mia vita alla fede». Uno dei suoi eredi in Italia è Marco Verratti: «Lui è il miglior erede di Pirlo, mi piace e lo seguo al Psg. Ma a me piace sempre De Rossi: è uno dei migliori d’Europa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

ilRinforzo

pole, poi Palermo: prima di farlo partire la Fiorentina vuol ingaggiare un sostituto. Resterà invece, nonostante le molte richieste, Camporese. Discorso diverso per Seferovic, in partenza (in prestito) perché chiuso a Firenze.

Pozzi: «Siena, credo nell’impresa» Ieri a Siena è stato presentato il nuovo attaccante, Nicola Pozzi, ex Samp, già lo scorso anno alle dipendenze di Iachini: «Sono a Siena con la convinzione di fare bene e la voglia di inseguire un’impresa. Per me Siena è un’occasione importante».

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lasciando l’altra al Sassuolo: l’operazione si chiuderà domani; si spinge per Contini (Siena) che piace anche all’Atalanta; l’alternativa è Perico (Cagliari).

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Punto Bologna Il Paok Salonicco ha sondato per Curci mentre i rossoblù tengono d’occhio Christodoulopoulos, trequartista del Panathinaikos, ma prima devono piazzare Acquafresca che ha preso tempo con il Levante (si sono inseriti Eintracht, Stoccarda e Chievo), Paponi o Gimenez. Il greco è l’alternativa a Moscardelli (Chievo). Su Riverola c’è l’interesse del Paços de Ferreira. Altre trattative Il Catania ha preso Cani (Polonia Varsavia). Torna a Parma dal Crotone Traoré. Lo Young Boys blocca la cessione di Farnerud al Pescara. Fideleff (Parma) verso il Maccabi Tel Aviv. Macheda (Manchester United) si sta accordando con lo Stoccarda. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SERIE B E LEGA PRO VERDI ALLA JUVE STABIA

Novara su Paolucci. Duncan sì al Livorno. Cesena: c’è Coppola

Palermo, sprint Sorrentino Samp: arriva Sansone co più di 4 milioni e l’inserimento di uno tra Sanseverino e Brienza. Il Chievo ora sta cercando di capire se sia più facile sostituirlo con Bizzarri o Carrizo (in scadenza) della Lazio; poi i veneti potrebbero cambiare anche Squizzi con Anania (Padova). I siciliani sembrano invece aver mollato Buonanotte (Malaga). Per l’attacco dietro Baros (Galatasaray) c’è un sondaggio per Boselli (Wigan) e una nuova idea che porta a «Chori» Dominguez del Rayo Vallecano che va a scadenza. Lascia Palermo Labrin: va al Deportivo Huachipato.

AAA nuova vita cercasi. Gaetano D’Agostino ha scelto Pescara per la sua rinascita. A 30 anni, ha archiviato l’amarezza per quel mancato trasferimento del 2009 dall’Udinese a una tra Juventus e Real Madrid. Messe da parte le delusioni per il mancato riscatto della Fiorentina di due anni fa e per la poca considerazione avuta nel Siena ultimamente, ha preferito voltare pagina.

Riflessioni Per Llama Parma in

GLI ALTRI AFFARI I SICILIANI SONDANO BOSELLI DEL WIGAN E DOMINGUEZ DEL RAYO

BREGA-DI CHIARA-VITALE

D’Agostino promette «Pescara, ti salvo io»

S Matias Vecino, 21 anni, da ieri a Firenze. Il tesseramento con i viola è legato all’ottenimento del passaporto comunitario. Probabile si faccia a giugno.

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Rafal Wolski, 20 anni, qui in amichevole con la nazionale polacca. A destra, Marvin Compper, 27 anni, con la maglia dell’Hoffenheim

LA PRESENTAZIONE PRIMO GIORNO ANCHE PER RIZZO

ORLANDO D’ANGELO PESCARA

Cristian Llama, 26 anni, ha offerte da Parma, Palermo e dalla Liga. Prima di farlo partire la Fiorentina vuole ingaggiare un sostituto.

Presi La situazione più fluida ri-

guarda il polacco Rafal Wolski (’92). Ieri sera il Legia Varsavia ha ufficializzato il viaggio di oggi a Firenze del giocatore per le visite mediche. Autorizzazione concessa per i test ma manca ancora la firma: «Le società stanno negoziando» si legge ancora sul sito ufficiale del club polacco. Accordo comunque vicino per 2,8 milioni più bonus. La trattativa era già conclusa per giugno (2,5 milioni più bonus al Legia Varsavia) ma ha subito ieri una virata: la Fiorentina ha alzato l’offerta per averlo subito. Ieri il centrocampista offensivo ha disputato un’amichevole a Cipro contro l’Aarau, partendo dalla panchina e andando in gol. Dimostrando di aver superato l’infortunio al ginocchio. Così sarebbe già pronto per Montella nelle prossime settimane. Già da ieri in città invece, l’uruguaiano Matìas Vecino (’91). La trattativa con il Nacionàl è conclusa da tempo, ma il calciatore non ha ancora il passaporto comunitario. Per questo, salvo sorprese, il trasferimento slitterà in estate. Vecino, ex attaccante e attualmente interno di centrocampo, rimarrà comunque a Firenze in

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1 Adrian Calello, 25 anni REUTERS

2 Alejandro Dominguez, 31 anni 3 Gianluca Sansone, 25 anni PEGASO

Tre baby dell’Inter in B. A Verona oggi firma Bianchetti (presa la comproprietà dal Varese), Duncan ha salutato il ritiro di Roma per essere oggi a Livorno, mentre Yago Del Piero passa al Cesena. TRATTATIVE Grosseto, si è allenato Piovaccari. L’arrivo dell’ex Novara apre alla cessione di Sforzini (Spezia in pole), ma Camilli vuole 1,5 milioni; in arrivo Fletcher (Padova, via Parma), piace Mandorlini (Spezia) e si attende il sì di Doukara (Catania). Jadid, intanto, chiede di essere ceduto al Novara, che ha l’ok del Siena per Paolucci (non ancora il sì del giocatore), ha ufficializzato Colombo (svincolato, ex Reggina) dopo l’ufficialità di Del Prete al Crotone, che oggi aspetta Crisetig (Spezia). A Livorno non solo Duncan, domani arriva anche Lanzaro (Saragozza), mentre sono in prova il portiere Van der Want (18 anni), i difensori Flores (River Plate) e Decarli (19 anni) e il centrocampista Hicham (Standard Liegi). Cesena: sprint per Coppola, trovata l’intesa col Siena, oggi si attende la risposta, intanto da ieri c’è in prova

Michele Paolucci, 26 anni ANSA Dallamano, svincolato, ex Brescia. La Juve Stabia prende Verdi (Torino). Il Padova aspetta Dellafiore (Siena). Tavano e Mchedlidze rinnovano con l’Empoli al 2015. Ufficiale lo scambio Giallombardo-Montalto tra Ascoli e Latina. LEGA PRO Il Sorrento ha esonerato Bucaro: idee D’Adderio, Ferraro e Papagni per la sostituzione. Perugia: ufficiale Dettori. L’Avellino oggi avrà Zigoni (Pro Vercelli). Gubbio: N. Viola a un passo. Carraro (Pro Vercelli) va al Gavorrano, dove saluta Peluso, passato alla Normanna in cambio di L. Viola. Scardina (Gubbio) al Poggibonsi. Croce (Messina) al Melfi. D’Angelo-Foresi


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MONDO DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

La storia si può fare anche conquistando la finale della Coppa di Lega. E’ accaduto ieri sera al Bradford, squadra decima in classifica nel campionato di League Two, equivalente della nostra Seconda divisione: perdendo 2-1 in casa dell’Aston Villa, si è guadagnato l’accesso alla partitissima di Wembley, in programma il 24 febbraio. Mai in 50 anni di vita di questo trofeo un club di quarta serie era arrivato all’ultimo atto. Il gol decisivo, dopo il 3-1 dell’andata, è stato firmato dal centravanti Hanson, commesso in un supermercato del centro di Bradford, città di 293 mila abitanti ai piedi dei monti Pennini. Lo Swansea Storica può essere

oggi anche la notte dello Swansea, in un Galles imbiancato dalla neve. Swansea è città di mare. Quaggiù nacque John Charles, il gigante buono della Juve: lo stadio Liberty lo ricorda con una statua. La semifinale di ritorno con il Chelsea nasce sotto buoni auspici: all’andata, i «cigni» di Laudrup vinsero 2-0, gol di Michu e Graham. E’ un buon momento per il calcio del Galles, funestato 14 mesi fa dal suicidio di Gary Speed, l’allenatore che aveva portato la Nazionale ad alti livelli. Il Cardiff sta dominando la Championship. Lo Swansea, 9˚ in Premier, è il Barcellona del calcio britannico: possesso palla, filosofia offensiva, una pattuglia di giocatori di passaporto spagnolo (il bomber Michu che ha firmato 13 gol in campionato, il difensore Rangel che qualche giorno fa ha distribuito cibo ai senzatetto della città), il modulo che oscilla tra il 4-3-3 e il 4-2-5-1. Plasmato da Brendan

Il Bradford fa la storia Adesso tocca allo Swansea Un clubdi 4ªserie sigiocherà la CoppadiLega: è la prima volta. I gallesi ci provano col Chelsea

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LA PRIMA FINALISTA

La prima finalista della Coppa di Lega è il Bradford, club di quarta divisione All’andata aveva battuto 3-1 l’Aston Villa, che ieri in casa ha vinto con un solo gol di scarto (2-1, Benteke e Weimann per il Villa, Hanson per gli ospiti). Stasera l’altra finalista uscirà dal match Swansea-Chelsea (andata 2-0).

Rodgers, ora è nelle mani di Michael Laudrup. Il danese sta svolgendo un lavoro eccellente e il suo nome è già accostato alle grandi del calcio europeo: Real Madrid, Borussia Dortmund e, guarda caso, Chelsea.

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Coppa del Re: Real a Valencia si parte da 2-0 Un pericolo in meno per Mourinho: l’attaccante del Valencia, Roberto Soldado, salterà il match di ritorno dei quarti di finale di Coppa del Re questa sera contro il Real Madrid per un infortunio alla gamba. La sfida di andata è terminata per 2-0 in favore del Real. Domani sera toccherà al Barcellona, di scena a Malaga. La prima gara è terminata 2-2, per i catalani il passaggio del turno non è scontato. In caso di promozione, la capolista della Liga affronterà proprio il Real Madrid nella semifinale. Intanto ieri il Barcellona ha annunciato il rinnovo del contratto di Puyol, 34 anni: resterà almeno fino al 2016. NATO IL FIGLIO DI PIQUÉ-SHAKIRA

E’ nato alle 21.36 di ieri nella clinica Teknon di Barcellona il figlio della cantante colombiana Shakira e del difensore blaugrana Piqué. Si chiama Milan Piqué Mebarak, pesa tre chili e sia lui che la mamma godono di ottima salute. Lo ha annunciato con un tweet il calciatore, aggiungendo che il bambino è già «socio» del Barca.

Pressione Stasera Laudrup po-

trebbe sfidare il suo futuro: «Gestire il 2-0 dell’andata sarebbe un errore. Dobbiamo attaccare, che è anche il modo migliore per tenere il pallone lontano dalla nostra porta». Benitez è ottimista: «Possiamo farcela, lo Swansea sentirà la pressione». Benitez farà giocare Ba, mentre Torres andrà in panchina. Ci sarà anche Cole, che festeggia il nuovo contratto annuale, mentre Marin potrebbe andare in prestito al Rubin Kazan. Laudrup recupera il difensore ex Genoa Chico Flores. Tocca a lui controllare Ba: è il duello chiave della gara.

PUYOL-BARÇA 2016

COPPA DEL RE

Michael Laudrup, 48 anni, allenatore dello Swansea ha giocato anche in Italia con Juventus e Lazio AP

Ritorno quarti - OGGI: Siviglia-Saragozza (ore 19.30), andata 0-0; Valencia-Real Madrid (21.30) andata 0-2. DOMANI: Betis-Atletico Madrid (ore 20) andata 0-2, Malaga-Barcellona (22) andata 2-2

Appunti DUBAI

Eriksson ora va da Zenga E vuole portare Beckham Dopo il no ai tedeschi del Monaco 1860, il sì all’Al-Nasr. Sven Goran Eriksson, entra a far parte dello staff tecnico della squadra di Dubai allenata da Walter Zenga. Ieri la presentazione dello svedese che in Italia ha allenato Roma, Fiorentina, Sampdoria e Lazio e che ha firmato un contratto di 18 mesi. Eriksson tenterà di portare Beckham nel suo nuovo club. «Siamo pronti ad aprirgli le braccia se vuole venire, ne saremmo entusiasti, vediamo che succede, ne parleremo», ha spiegato Eriksson che avrà un ruolo di direttore tecnico.

COPPA DI FRANCIA

Il Psg affronta il Tolosa Mancano Ibra e i due Thiago PARIGI (a.g.) Senza Ibra, Thiago Silva e Thiago Motta, il Psg affronta nei 16esimi di coppa di Francia il Tolosa in emergenza. Lo svedese è squalificato, come Thiago Motta. Silva è infortunato almeno fino a fine mese. L’assenza simultanea di Alex obbliga Ancelotti a giocare con Sakho e il laterale Armand al centro della difesa. Confermato Verratti. SEDICESIMI (gara unica). Ieri: Sedan-LORIENT 0-1; EPINAL-Nantes 5-4 d.c.r.; Lozere-LE HAVRE 0-3; Vendee-TROYES 0-5; Vertou-EVIAN 0-2; Rouen-Marsiglia rinviata.

GERMANIA

Bayern: lamento Heynckes «Guardiola? Tempi errati» Ottima scelta ma momento sbagliato. Jupp Heynckes, attuale allenatore del Bayern, futuro approdo di Pep Guardiola, non ha gradito la tempistica che ha accompagnato l’annuncio del nuovo arrivo. «Sarebbe stato meglio annunciarlo durante la pausa invernale», ha detto a Sky Tv il 67enne tecnico bavarese, il cui contratto si concluderà il prossimo 30 giugno. L’annuncio «andava fatto prima di Natale, durante la pausa, senza farlo coincidere adesso con la ripresa dell'attività agonistica»,


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SERIE BWIN IL RECUPERO DELLA 21a GIORNATA

Il Varese d’assalto ribalta il Brescia Castori va sotto per due volte poi mette tutte le punte e vince VARESE BRESCIA

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PRIMO TEMPO 1-2 MARCATORI Corvia (B) al 1’, Troest (V) al 15’, Mitrovic (B) al 25’ p.t.; Martinetti (V) al 40’, Oduamadi (V) al 42’ s.t.

VARESE (4-4-2) Bressan 6; Pucino 5,5 (dal 26’ s.t. Martinetti 6,5), Troest 7, Rea 6,5, Grillo 5,5; Zecchin 6,5, Corti 6,5, Kone 6 (dal 32’ s.t. Scapuzzi 6,5), Lazaar 5,5 (dal 1’ s.t. Oduamadi 7); Neto Pereira 7,5, Ebagua 6. PANCHINA Bastianoni, Fiamozzi, Filipe, Kink. ALLENATORE Castori 7.

BRESCIA (4-3-1-2) Arcari 5,5; Zambelli 6, Salamon 5,5, De Maio 5, Daprelà 6; Lasik 6, Budel 6,5, Bouy 5,5; Saba 5,5 (dal 45’ p.t. Caldirola 6,5); Corvia 6,5 (dal 35’ s.t. Picci s.v.), Mitrovic 7 (dal 17’ s.t. And. Caracciolo 5,5). PANCHINA Cragno, Benali, Rossi, Felipe. ALLENATORE Calori 6. ARBITRO Irrati di Pistoia 5,5. GUARDALINEE Chiocchi 6 - Di Iorio 6,5. ESPULSI De Maio (B) al 43’ p.t. per doppia ammonizione (entrambe gioco scorretto). AMMONITI Troest (V), Saba (B), Rea (B), Mitrovic (B), Ebagua (V), Budel (B) per gioco scorretto; Bouy (B) per c.n.r.; Corti (V) per proteste. NOTE paganti 676, incasso di 4.511,50 euro; abbonati 2.599, quota di 16.256,32 euro. Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 3-0. In fuorigioco 0-1. Angoli 5-1. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 5’.

DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA BINDA VARESE

Il quarto posto è del Varese. Il Brescia vi è rimasto aggrappato con le unghie fin quando ha potuto: vinceva 2-1, ha giocato il secondo tempo in dieci e nella ripresa si è soltanto difeso, senza riuscire a mettere la testa fuori dal guscio. Castori ha inserito tutti gli attaccanti che aveva e loro hanno firmato, nel finale, il ribaltone. E ora il Varese ha altre due gare di fila in casa (Lanciano e Modena) per avvicinare il terzo posto. Contorno Serata frizzante in

campo (8 ammoniti, un espulso) e anche fuori. Prepartita con in campo i bambini e Gigi Farioli, istrionico sindaco di Busto Arsizio, a fare lo show con tanto di bimbo di colore preso in braccio per l’ennesima (ed esagerata) dimostrazione anti razzista. Le cur-

CLASSIFICA SQUADRE

PT

SASSUOLO LIVORNO VERONA VARESE (-1) EMPOLI (-1) MODENA (-2) BRESCIA JUVE STABIA PADOVA (-2) CITTADELLA ASCOLI (-1) SPEZIA TERNANA BARI (-7) REGGINA (-2) CROTONE (-2) LANCIANO NOVARA (-4) CESENA VICENZA PRO VERCELLI GROSSETO (-6)

51 47 43 36 33 32 31 30 30 30 28 28 25 24 23 22 22 22 21 19 15 11

SASSUOLO PARTITE G V N P 22 16 3 3 22 14 5 3 22 12 7 3 22 10 7 5 22 9 7 6 22 9 7 6 22 7 10 5 22 8 6 8 22 8 8 6 22 8 6 8 22 8 5 9 22 7 7 8 22 6 7 9 22 8 7 7 22 6 7 9 22 6 6 10 22 4 10 8 22 7 5 10 22 4 9 9 22 3 10 9 22 4 3 15 22 3 8 11

RETI F S 46 15 45 29 35 18 30 25 38 35 30 24 33 26 34 32 28 27 26 29 29 30 30 31 23 26 32 27 20 27 20 30 19 30 28 26 23 40 25 32 19 40 22 36

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSI

Nnamdi Oduamadi, 22 anni, (a destra) esulta dopo il gol del 3-2 IPP

ve invece erano solidali nel contestare la sentenza di assoluzione dei poliziotti accusati di aver picchiato, nel 2005, un tifoso del Brescia a Verona. In gradinata anche uno striscione («Forza Bruno non scherzare») per Bruno Arena, comico dei Fichi d’India in coma per un’emorragia cerebrale. Le mosse Castori ha presentato Lazaar, alla prima da titolare, ma le scelte migliori le ha fatte nella ripresa mettendo subito Oduamadi (seconda gara dopo gli 8’ col Grosseto), poi Martinetti (passando al 3-3-1-3 con Neto dietro al tridente) e quindi Scapuzzi (debutto. Scelta coraggiosa e vincente. L’ex del City ha dato una gran palla a Neto, steso da Lasik (poteva starci il rigore); Martinetti - bresciano mancato ad agosto - ha segnato il 2-2 di testa, Oduamadi ha deciso la gara 2’ dopo: s’è accentrato da sinistra e con un destro sporcato da

Budel ha sorpreso Arcari. Ma prima... Il Brescia all’intervallo vinceva 2-1 e l’espulsione di De Maio (due falli da dietro in 4’: rosso esagerato, ma lui è troppo irruento) ha inciso: buono il debutto di Caldirola, non bene il tanto chiacchierato (sul mercato) Salamon, mentre Calori criticherà Irrati «per la distribuzione dei cartellini». Il primo gol dopo 37 secondi, quando Corvia ha girato nel sette un cross di Mitrovic. Il Varese ha sfiorato il pari con Neto e l’ha trovato al 15’ con Troest, difensore dato in partenza: bella girata di testa su punizione di Zecchin, che aveva ispirato anche l’1-1. Stesso schema per il 2-1 del Brescia, firmato Mitrovic, il piccolo Ibra (svedese di Malmoe con origini bosniache). Il Varese avrebbe potuto pareggiare subito con Zecchin, e nella ripresa con Neto ed Ebagua, invocando anche il rigore sul solito Neto, fino al ribaltone finale.

PROSSIMO TURNO Venerdì 25, ore 20.45 CROTONE-SASSUOLO (1-2) Sabato 26, ore 15 BARI-ASCOLI (3-1), CESENA-VICENZA (1-3), EMPOLI-NOVARA (2-2), GROSSETO-CITTADELLA (1-2), MODENA-TERNANA (1-0), PADOVALIVORNO (2-3), PRO VERCELLIREGGINA (0-1), SPEZIA-VERONA (1-1), VARESE-LANCIANO (2-1) Lunedì 28, ore 20.45 JUVE STABIA-BRESCIA (0-2)

h 7,5 il migliore NETO PEREIRA (Varese) Pur acciaccato, corre e lotta per 90’ regalando giocate di classe

Leonardo Pavoletti, 24 anni IPP

Pavoletti verso il deferimento per lo spray «Abbiamo chiarito tutto»: Leonardo Pavoletti, attaccante del Sassuolo, è sereno dopo l’audizione davanti alla Procura antidoping del Coni. L’avvocato Federico Menichini dello studio Grassani spiega che il calciatore ha assunto uno spray nasale sotto «prescrizione medica». E il responsabile sanitario del Sassuolo aggiunge: «Non era necessario fare la richiesta di esenzione perché non ha usato lo spray il giorno della gara». Di contrario avviso la Procura, che probabilmente procederà al deferimento nonostante la richiesta di archiviazione che i legali presenteranno oggi. Del resto, il Codice antidoping della Wada è chiaro: nel commento all’articolo 2.2.2 spiega che se una sostanza non proibita fuori competizione viene trovata in gara viene equiparata a una normale violazione dell’articolo 2.1 (positività a un controllo antidoping). ma.gal.

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LEGA PRO IL GIUDICE SPORTIVO

Salernitana stangata: 6 turni a Montervino e il club pagherà i danni Per la rissa e le intemperanze dei tifosi ammenda anche per la Normanna FIRENZE

Salernitana bastonata per i fatti di Aversa. Il giudice della Lega Pro ha multato la società con 15 mila euro (più diffida e obbligo del risarcimento dei danni) e ha squalificato per 6 giornate Francesco Montervino. Il capitano, dopo aver segnato il gol del successo al 37’ del primo tempo, «raggiungeva la zona sottostante occupata dai sostenitori della Normanna e rivolgeva con volgare gestualità frasi ingiuriose verso i tifosi, sputando più volte verso di loro, e provocava la reazione dei tifosi locali e dei tifosi ospiti». Dubbioso il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi: «Un conto è la valutazione sul comportamento del giocatore, e non c’è dubbio che dobbiamo lavorare sulla responsabilità in campo dei nostri associati. Però mi fanno riflettere le motivazioni, il fatto che il gesto di Montervino sia additato come miccia degli incidenti. Dove cominciano e dove finiscono le responsabilità di un giocatore?». Salernitana sanzionata per il ripetuto lancio in campo di oggetti (seggiolini e un sasso di notevole grandezza). Nell’intervallo i suoi ultrà hanno tentato di entrare in contatto con i tifosi locali e hanno aggredito le forze del-

l’ordine provocando il ferimento di tre carabinieri. Ammenda di 2.500 euro alla Normanna, soprattutto per gli sputi dei tifosi verso i giocatori della Salernitana durante il riscaldamento. PRIMA DIVISIONE Giocatori espulsi: 3 giornate a Sorbo (Viareggio); 2 a Russotto (Catanzaro), Tomas (Viareggio), Lebran (Perugia), Kyeremateng (Treviso); 1 a Lamorte (Viareggio), Beccia (Treviso), Giuliatto (Nocerina), Gatto (Pisa). Non espulsi: 1 giornata a Palermo (Gubbio), Russo (Entella), Castaldo (Avellino), Romeo (Barletta), Cortesi (Carpi), Papasidero e Ulloa (Catanzaro), Pizza (Viareggio), Gerbo (Latina), Giorico (Lumezzane), Fernandez (Paganese), Tozzi Borsoi (Perugia), Martinelli (Portogruaro). Allenatori: 2 giornate a Scienza (Cremonese); 1 a Cozza (Catanzaro), Roselli (Pavia) e Dicara (secondo del Perugia). Dirigenti: inibiti fino al 5 febbraio Zocchi (Cremonese) e Sperduti (Latina); fino al 29 gennaio Pitino (Nocerina). SECONDA DIVISIONE Giocatori espulsi: 6 giornate a Montervino (Salernitana); 4 giornate a Sembroni (Aprilia); 1 a Notari (Castiglione), Sirri e Pandiani (Giacomense), Vittori (Rimini), Avagliano (Normanna), Stevanin (Bassano), Minadeo e Petrassi (Campobasso), Rinaldi (Salernitana). Non espulsi: 1 giornata a Fricano (Normanna), Carcione e Pomante (L'Aquila), Taddei e Margarita (Venezia), Emiliano (Valle d'Aosta), Petti (Fano), Calderini (Aprilia), Aprea (Arzanese), Bruccini (Pro Patria), Scalzone (Normanna), El Kamch (Casale), Nocciolini (Gavorrano), Lazzari (Giacomense), Di Dio (Martina), Cuomo e Dermaku (Melfi), Vita (Monza), Righini (Teramo). Allenatori: 1 giornata a Rossi (Giacomense). Dirigenti: inibito fino al 29 gennaio Ciarlone (Fondi).

IL PM BLOCCA I GIOCATORI INDAGATI

QUADRANGOLARE A CARPI

Panchine

Caso contratti fittizi Sequestrati i due lodi contrari al Catanzaro

Under 20 in vetrina: le squadre di Prima domani in finale

Il Sorrento esonera Bucaro dopo il k.o. con la Carrarese

«L’inchiesta penale non è rilevante...» scriveva il Collegio arbitrale nella sentenza che dava ragione a sei ex calciatori del Catanzaro indagati (con altri 7 compagni) dal pm Domenico Guarascio per tentata truffa e formazione di credito simulato. Ieri il magistrato ha ristabilito un principio generale: le legge è uguale per tutti, giocatori di calcio compresi. In questa ottica ha ordinato il sequestro (eseguito dalla Finanza nella sede di Firenze della Lega Pro) degli atti e dei documenti relativi ai due lodi arbitrali in questione. Il provvedimento riguarda anche tutte le istanze presentate al collegio da parte dei calciatori coinvolti nell’inchiesta sui presunti contratti fittizi. La Procura ha compiuto questo passo per evitare che i calciatori possano ottenere «l’adempimento dei titoli negoziali fraudolenti, così irrimediabilmente aggravando e conclamando gli effetti delle condotte delittuose contestate». Accolte in pieno le tesi di Sabrina Rondinelli, avvocato del Catanzaro. I due lodi sequestrati si erano svolti a settembre e a dicembre: il collegio aveva disposto il pagamento delle differenze retributive per circa 240 mila euro. Le somme versate dal Catanzaro (per evitare penalizzazioni) erano state sequestrate. L’inchiesta ruota intorno a presunti contratti fittizi relativi alla stagione 2009-2010 quando, secondo l’accusa, l’Fc Catanzaro era già in una situazione tale da fare presagire il fallimento, ma nonostante questo furono depositati in Lega contratti multipli per circa 800 mila euro (l’ipotesi è che sia l’emersione degli stipendi in nero). La vicenda è monitorata dalla Federazione che in un comunicato ha fatto capire di essere dalla parte del Catanzaro: «La Lega Pro ha prestato e presta la collaborazione necessaria all’autorità inquirente e adotterà tutte le iniziative opportune a tutela delle società associate. L’intervento della Procura preclude ai calciatori indagati di poter ottenere, tramite i ricorsi al Collegio, l’adempimento di obbligazioni derivanti da contratti che la Procura ipotizza fraudolenti».

CARPI (Mo) Le semifinali del 33˚ Torneo Quadrangolare di Lega Pro, scattato ieri allo stadio Cabassi di Carpi, hanno promosso alla finale di domani, in programma a Reggio Emilia, le due rappresentative maggiori della Prima divisione. Sudato il successo della squadra del girone A, che nella prima gara giocata in mattinata ha battuto ai rigori per 8-7 la selezione omologa della Seconda divisione dopo che i tempi regolamentari (in caso di parità non erano previsti i supplementari) si erano chiusi sul 2-2 per le reti di Ferrara (Reggiana) e Peli (Lumezzane) impattate in due tempi da Giorno (Pro Patria) e Pieri (Santarcangelo). Buona la prova di Giorno che, oltre a realizzare il momentaneo 1-1 con una bella punizione all’incrocio dei pali, ha colpito una traversa e in un’altra occasione ha impegnato severamente il portiere avversario. Nella sequenza dal dischetto, la lunga parità è stata spezzata al quattordicesimo penalty dall’errore decisivo di Caddeo che ha calciato fuori.

Francesco Ceniti

Andrea Tosi

Partite intense Nel derby del girone B invece non c’è stata storia col netto successo della selezione maggiore per 4-0, un risultato peraltro interamente maturato nella ripresa grazie ai gol di Benedetti (Prato), Cicerelli (Barletta), Pagliaroli (Latina) e Buonaiuto (Benevento) dopo un primo tempo equilibrato nel punteggio e nel volume di gioco. Bello il sigillo di Benedetti che ha sfruttato un veloce triangolo in area, mentre il raddoppio dell’opportunista Cicerelli è nato da un errore difensivo. Il selezionatore-c.t. Valerio Bertotto, coadiuvato dal vice allenatore Marras, ha utilizzato quasi tutti i 72 under 20 convocati in Emilia per questo torneo. Le quattro squadre hanno dato vita a due gare intense sotto l’aspetto del ritmo, viceversa il livello tecnico ha lasciato a desiderare per i molti errori in fase di impostazione e di lettura delle situazioni tattiche. Questi ragazzi devono crescere ancora tanto prima di sognare palcoscenici più importanti.

SORRENTO (Na) (a.s.) Il Sorrento ha esonerato l’allenatore Giovanni Bucaro. La notizia ufficializzata ieri sera. Nel pomeriggio Bucaro aveva diretto regolarmente la ripresa della preparazione dopo la sonora sconfitta di Carrara. Attesa per oggi la nomina del nuovo tecnico. La scelta è ristretta a Fulvio D’Adderio, Giovanni Ferraro e Aldo Papagni. SABATO 4 RECUPERI IN PRIMA Domenica il campionato di Prima divisione riposa. Sabato alle 14.30 si giocano, però, quattro recuperi. GIRONE A Lumezzane-Tritium, San Marino-Feralpi Salò e Cuneo-Reggiana. GIRONE B Nocerina-Prato. Così nel girone A dopo 20 giornate Trapani p. 35; Lecce 34; Carpi 31; Entella e Alto Adige* 30; Pavia 29; San Marino* 28; Lumezzane* 26; Cuneo* 23; Cremonese (-1) 22; Feralpi Salò* 21; Como** (-1) e Portogruaro** (-1) 20; Reggiana* 18; AlbinoLeffe (-10) 16; Tritium* 9; Treviso (-1) 8. (* una partita in meno, ** hanno riposato). Così nel girone B dopo 18 giornate Latina (-1) p. 37; Avellino 35; Frosinone (-1) 30; Perugia (-1), Pisa e Nocerina 27; Prato e Paganese 25; Benevento e Viareggio 23; Gubbio 22; Catanzaro 21; Andria (-2) 20; Barletta 14; Carrarese 13; Sorrento 12. OGGI 5 RECUPERI IN SERIE D Si giocano oggi alle 14.30 cinque recuperi. Per troppa neve ancora rinviate San Giorgio-Sant’Angelo (B) e Kras Repen-Cerea (C). GIRONE B Castellana-Atletico Montichiari: Alfaré di Mestre; Voghera-Fersina Perginese: Andreini di Forlì. GIRONE C Clodiense-Belluno: Del Toso di Maniago; Porto Tolle-Trissino Valdagno: Montanari di Ancona. GIRONE I Pro Cavese-Ribera: Fracassi di Campobasso. I rimanenti recuperi sono in programma il 30 gennaio e poi nel weekend del 9 e 10 febbraio.


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di GIAN LUCA PASINI

e volete sapere come è il mare di Capo Horn andate su Internet (Youtube) e digitate. C’è S da scegliere fra molti filmati, di varie epoche. Se qualcuno è meno multimediale e preferisce immaginare chiuda gli occhi e pensi a un posto in cui piove 210 giorni l’anno, per 70 nevica. In questo angolo di mondo i venti medi viaggiano attorno ai 30 km all’ora (alza le cartacce dalla strada), ma può arrivare a superare i 100. E «freddo» è la parola più comune per classificare il clima di queste parti. Parti che ieri sono state attraversate da Soldini - e i suoi 8 compagni - che hanno superato il Ca-

ilRicordo

cuori blucerchiati. Basta leggere i commenti che da ieri sera riempiono i siti, le agenzie, i giornali o le televisioni. Era un innovatore. Era un gentiluomo. Era un uomo d’altri tempi. Era un imprenditore da cui prendere esempio. Era una persona saggia. Era un vero sportivo. Era un uomo speciale. Era un personaggio pulito e positivo. Era uno splendido visionario. Non una parola fuoriposto. Da amici o avversari. E’ sempre così, quando qualcuno chiude gli occhi, verrebbe da dire. Ma questa volta lo è di più del solito perché davvero mister Sampdoria è stato un uomo speciale. Come petroliere e come sponsor prima e presidente-proprietario poi di una squadra di calcio. Anche come giocatore di scopone o di golf, raccontano i suoi amici, ma qui entriamo in una sfera quasi privata, personale. Riccardo Garrone è stato un presidente chiama-

Riccardo Garrone con Antonio Cassano ANSA

to fairplay. Un uomo che si coniuga bene con il calcio che vogliamo che piace tanto a noi di Gazzetta. Un presidente che usava toni bassi anche quando attorno a lui tutti alzavano la voce per farsi sentire. Se sei autorevole non serve gridare per farsi ascoltare e rispettare. Un presidente che invitava i suoi colleghi presidenti a sedersi accanto a lui per vedere le partite a Marassi. Un presidente che ci rimaneva ancora male e tanto se uno dei suoi uomini decideva di sposare progetti irrinunciabili (vero Marotta?) o, in modo molto più grave, lo trattava in modo maleducato e ignorante (vero Cassano?). Aveva la Sampdoria nel cuore già dai tempi di Paolo Mantovani, un altro grande papà blucerchiato, quando lui firmava le maglie con la sua Erg, la Edoardo Raffineria Garrone. E quando Genova lo ha chiamato per salvare la sua squadra dopo il bluff di un principe arabo, lui non si è tirato indietro. Per spirito di servizio, come raccontava, ma soprattutto per qualcosa di più vicino al cuore, anche se il calcio non è stato il suo primo amore. A 25 anni aveva acquistato un De Chirico e aveva cominciato una collezione d’arte che oggi è una raccolta di 250 pezzi pregiati. Giocava a tennis, a golf. Andava a caccia e pesca. La leggenda racconta che non dormiva più di quattro/cinque ore per notte. E alla fine la Samp gli ha «rubato» tempo, denari e affetto. Voleva anche lasciare in eredità uno stadio ai suoi tifosi, alla sua città, ma questo è forse l’unico progetto che non è riuscito a portare fino in fondo, ma che lascia in eredità al figlio Edoardo che ha rilevato la sua passione e presto si siederà sulla sua poltrona in società. Per Genova è stato un faro, è stato la Lanterna. E’ stato mecenate illuminato per la città e presidente con i piedi per terra per il club. Investimenti ragionati. Senza strafare. Il fairplay finanziario lo aveva inventato prima lui di Platini e se lo era imposto. Dal padre ha imparato il rigore e la severità, soprattutto con se stesso. Ai figli ha lasciato lo stesso insegnamento. Al calcio ha lasciato un esempio che in tanti dovrebbero seguire. twitter@uzapelloni © RIPRODUZIONE RISERVATA

ilCaso

LEGA DI A CONTRO NORME ANTI-DEBITI PER TOGLIERE I LACCI AL MERCATO di CARLO LAUDISA

ell’agenda della Lega di serie A c’è un’urgenza: il nodo Co.vi.soc. Questione di neN cessità in vista del mercato estivo e dei possibili paletti legati all’indebitamento della maggior parte dei club della massima serie. Al momento nel mirino dell’organo di controllo federale ci sono Inter, Juventus, Milan, Genoa, Sampdoria e Chievo. Ma la mannaia delle restrizioni presto potrebbe determinare altri stop. Per le attuali norme serve un aumento di capitale a ogni acquisto che gravi sull’indebitamento oltre la soglia di un terzo del capitale sociale. E la prossima verifica degli ispettori sarà sui conti al 31 marzo, con efficacia sulle contrattazioni estive. Perciò il Milan fatica a chiudere per Salamon (foto LaPresse) con il Brescia, mentre l’Inter insiste per il prestito con l’Atalanta per Schelotto. Oppure la Juve ripiega su Gabbiadini a costo zero (almeno a bilancio). Solo alcuni esempi per confermare la paralisi dei trasferimenti interni, mentre soprattutto le grandi si vedono obbligate a privilegiare le piste straniere. Sì, perché a livello internazionale basta

po più a Sud del Mondo nel tentativo di record da New York a San Francisco... Anche Maserati ha provato la forza dei venti di Capo Horn: bonaccia in entrata, ma 35 nodi prima di risalire verso il Pacifico, in parallelo con la Cordigliera delle Ande. Una catena che ha molto a che fare con le condizioni meteo di questo capo che deve il nome a mercanti olandesi che arrivavano dalla città di Hoorn e che decisero di investire, per primi, su queste rotte. Famosissime prima del 1914 quando venne aperto il Ca-

laPuntura

GARRONE LASCIA AL NOSTRO CALCIO UN ESEMPIO DI FAIR PLAY DA SEGUIRE on c’è persona che non ne senta già la mancanza. La scomparsa di Riccardo N Garrone non ha lasciato un vuoto soltanto nei

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SOLDINI E IL CONFRONTO CON IL MITO GUARDATE SU YOUTUBE COS’È CAPO HORN

l’Impresa

di UMBERTO ZAPELLONI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

una semplice fidejussione (cioè una garanzia bancaria) per legittimare il transfer della Fifa. La differenza è notevole ed è un chiaro freno per l’economia nostrana, con ricadute a cascata. Non è difficile comprendere, infatti, come un blocco di scambi in serie A toglie risorse ai club medio-piccoli che in genere reinvestono i guadagni con acquisti di giovani talenti dalle categorie inferiori. Stoppato questo ciclo virtuoso, le lamentele sono generali. E l’argomento il 4 febbraio sarà al vaglio del nuovo consiglio di Lega di A, deciso a porre la questione all’attenzione del consiglio federale. Ed è singolare che in questa battaglia di principio siano coinvolti i grandi club ora aventiniani. Inter, Juventus, Roma e Sampdoria hanno rinunciato ad un posto in consiglio di Lega per protestare contro la rielezione di Maurizio Beretta. E ora dall’esterno seguiranno con interesse le evoluzioni di questa vicenda. E se fosse il primo passo per un disgelo nei rapporti? Aumentare il capitale significa immettere denari senza ritorno. E quando si tocca il portafoglio tutti i presidenti si sentono un po’ più uguali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di ROBERTO PELUCCHI

f Anche Lotito si inserisce nella corsa a Kakà. È pronto a pagarlo in 120 anni.

nale di Panama che evitava ai mercantili la circumnavigazione del Sud America. E di incocciare in folate strepitose. Sotto i 40 gradi di latitudine i venti viaggiano da Ovest a Est e non sono fermati da alcun lembo di terra tranne che dal Sud America, la cordigliera delle Ande «incanala» il vento fino alla Terra del Fuoco. Qui i venti si «scontrano» con una corrente che va (velocemente) in senso opposto. Se aggiungete qualche iceberg, un centinaio di scrittori (da Darwin a Coloane, passando per Sepulveda) e qualche migliaio di naufragi, non è difficile capire perché Capo Horn è diventato una leggenda per i marinai. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ilCommento

Malagò, uno show (quasi) televisivo con luci e ombre

laVignetta di STEFANO FROSINI

Giovanni Malagò, 53 anni, candidato alla presidenza Coni IMAGOECONOMICA di RUGGIERO PALOMBO

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

AC MILAN/1 Tweet ufficiale dei rossoneri

Galliani: «So che @kobebryant è cresciuto in Italia. Speriamo di farlo tifare di nuovo Milan invece del Barça». @Milanello

KOBE BRYANT/2 Fenomeno dei Lakers

@Milanello io sono milanista prima e sarò sempre milanista di cuore. Barça e la Mia squadra Della Liga. Ac Milan è la Mia squadra di cuore. @kobebryant

BOJAN KRKIC/3 Attaccante del Milan, ex Barça

@kobebryant Ciao Kobe! Sono Bojan, mi piacerebbe un scambio della tua maglietta #24 per la mia #22, sono un tuo grande fan! @BoKrkic

RICCARDO MONTOLIVO Centrocampista del Milan

Oggi è venuto a trovarci un amico... in bocca al lupo per lo spettacolo di stasera @GioPanariello!! @OfficialMonto

ice che «no, non è stato aggressivo». Nemmeno «poD lemico», dice. Ammette tutt’al più un «critico, questo sì». Ma Giovanni Malagò ci fa o ci è? In realtà, la presentazione del suo programma elettorale «un nuovo modello per lo sport italiano», parte prima perché la seconda, quella coi nomi della squadra andrà in onda il 6 febbraio «secondo una precisa strategia elettorale», ha dato un preciso segno di discontinuità col passato prossimo, fin qui consumatosi in punta di fioretto. Per la prima volta, vertici del Coni e Calcio sono stati presi a sciabolate. Apertura delle ostilità di un conflitto che ci accompagnerà fino al 19 febbraio, il giorno del giudizio. Come ci è già capitato di scrivere, il «programma» diventa cornice, non troppo diverso da quello che Lello Pagnozzi ha presentato giovedì scorso a 33 presidenti di federazione (anzi 32, visto che uno, il presunto presidente dello Sci Nautico, il giorno dopo è stato trombato), anche se in quello di Malagò colpisce l’assenza, peraltro ben spiegata («Mi umiliava») della parola doping. La partita si gioca altrove, sulla capacità o meno di spostare un elettorato ristretto, 76 persone, il quadro. E’ a loro che d’ora in avanti sarà rivolta ogni azione, ogni parola di Malagò e Pagnozzi. Ieri, location particolare, l’oratorio di San Tommaso Moro, e una regia studiata, con alle spalle di Malagò una tribunetta di qualificati fedelissimi (ce n’erano anche in platea, per la verità, e rumorosi), tra i quali spiccavano, sorta di Santissima Trinità, il padrone di casa don Andrea Celli, Gianni Letta e Josefa Idem. Pdl e Pd fianco a fianco, ma servirà?, e Malagò bravo nell’andare a braccio e assecondare il suo istinto di istrione. E allora ecco la legge sugli stadi che poi è la legge dell’impiantistica sportiva sulla quale il Coni , che «è molto

di più di un ministero dello sport, quando vuole», non ha mosso un dito. Ecco l’anomalia della sovrapposizione di cariche tra Coni Servizi e Ente Coni che va cancellata (ma non è vero che Pagnozzi prende il doppio stipendio), sperando quella sia davvero la strada giusta e ci sarebbe da discuterne. Ecco quel far parte di una Giunta «mortificante» e «inutile» perché «il Coni attuale, un Coni feudale, cala tutto dall’alto». Ecco ancora il calcio, col cancro delle scommesse solo suo e il «disastro di immagine degli ultimi 20 anni», che forse è un tantino esagerato ma scalda e non costa nulla, perché il calcio vota contro e Malagò in Giunta nemmeno lo vuole, ben sapendo che la mossa può valergli qualche voto in più da raccogliere altrove. E ancora, una maggiore trasparenza economica, fino a dire «come è possibile che il Coni non abbia un bilancio sociale?» (ma dal Foro Italico sostengono che ci sono, e pure per la Coni servizi, quelli 2009 e 2011). E poi l’osservazione giusta, condivisibile e certo assai gradita ai presidenti di federazione che bisogna «uscire dall’ipocrisia dell’indennità», per arrivare un domani alla figura del presidente manager stipendiato. E infine la mano tesa a Pancalli e alla fusione Coni-Paralimpici, così da disinnescare un cavallo di battaglia della concorrenza, l’occhio strizzato alle Discipline Associate (tre voti) che «meritano una rappresentanza in Giunta» e quello agli Enti Territoriali (sei voti) con le Provincie testé cancellate cui deve essere restituito ruolo e dignità. Fossimo stati in tivvù, in tivvù e non necessariamente a «Servizio pubblico», si può affermare che il passionale istrione Malagò, tra un fendente centrato e uno tirato a vuoto, i suoi due punti percentuali se li è ben guadagnati. Ma il quesito è: televisione, prossime politiche e percentuali coi 76 grandi elettori del Coni quanto c’azzeccano? © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MOTORI TEST A JEREZ

Nuova era Superbike PAOLO GOZZI JEREZ (Spagna)

Dopo 4 giorni di pioggia su Jerez la Ducati ha detto stop. L’Aprilia, invece, continua a «navigare» con piloti e tecnici che sognano l’estate australiana ormai dietro l’angolo: il Mondiale Superbike scatterà a Phillip Island il 24 febbraio con l’antipasto di una doppia sessione di test, il 14-15 e il 18-19. Due le tappe previste in Italia: il 12 maggio a Monza e il 30 giugno a Imola. La

Ducati Panigale

chiusura è prevista il 17 novembre in India, sul Buddh Circuit che già ospita la Formula 1. Quella 2013 sarà la 26a edizione del campionato delle derivate dalla serie, con tante novità: l’organizzazione è passata da Flammini alla Dorna (la stessa della MotoGP), mancherà il campione del mondo in carica Max Biaggi, ritiratosi a 41 anni. Per le regine italiane Aprilia (iridata anche Costruttori) e Ducati (Mondiale 2011) è proprio l’anno zero.

Aprilia RSV4

Checa senza zavorra Laverty&Guintoli vuole far volare Così Noale prova l’erede della 1198R a sostituire Biaggi Lo sviluppo però sembra ancora un po’ indietro Batta farà il team d’appoggio

Carlos Checa, 40 anni, spagnolo in alto sulla Panigale ALEX PHOTO

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I successi di Carlos Sia la prima (2008) sia l’ultima vittoria (2012) di Carlos in Sbk sono state ottenute a Salt Lake City. In mezzo ha vinto il Mondiale 2011 con la Ducati

F.1 Il giallo

La Ducati è al debutto con la Panigale, che segna un punto di rottura con la tradizione: molte soluzioni, come il motore portante e l’elettronica, sono di scuola MotoGP. I primi test, nell’estate scorsa, non sono andati bene e c’è un certo scetticismo sul potenziale. Si teme che non sia all’altezza del glorioso passato: 29 Mondiali dal ’90 fino all’ultimo centro 2011 con Carlos Checa, che è ancora in sella alla rossa. Rincorsa L’ultimo collaudo prima della partenza per l’Australia ha riportato il sereno. «Siamo ancora un po’ indietro con lo sviluppo a causa del meteo che non ci ha dato tregua, ma sono convinto che saremo protagonisti da subito», confida il direttore tecnico Ernesto Marinelli. Nel 2008 la Ducati fece centro al primo colpo con la 1198R, la moto appena andata in pensione, «ma stavolta il miracolo è più difficile, perchè con sei costruttori la Superbike adesso è molto più competitiva. Noi però corriamo sem-

Rivoluzione Borgo Panigale ha cambiato anche la squadra in pista, passando al Team Alstare (ex Suzuki) dopo il mancato accordo con Althea, dominatrice 2011. La base operativa si sposta in Belgio, dove c’è un reparto corse che farà sviluppo in alcuni componenti sotto il controllo di Ducati Corse. La squadra è di Francesco Batta, il Flavio Briatore della Superbike: ci lavora dal ’90 ed è stato anche direttore del Mondiale. L’attacco al titolo costa due milioni assicurati da una multinazionale dell’energia. Veterano La continuità è Checa, in Ducati dal 2010. Due stagioni fa vinse 15 gare su 28, anno scorso si è fermato a quattro successi (4o posto finale) «perché la zavorra di 6 chili imposta dal regolamento è stata un handicap che ci ha fatto perdere velocità e accelerazione». La penalizzazione è sparita: la Panigale peserà 165 chili, come le avversarie. L’altro pilota, Ayrton Badovini, 25enne biellese che ha già assaggiato il podio con la Bmw Italia. p.g.

Il nordirlandese e il francese hanno 6 vittorie in 2. Ma Max ne centrò 5 solo nel 2012...

Eugene Laverty, 26, nordirlandese in alto sulla Aprilia RSV4 ALEX PHOTO

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I successi di Eugene Laverty ha firmato una doppietta a Monza 2011 con la Yamaha. E con l’Aprilia ha vinto nel 2012 gara-2 in Portogallo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Horner incontra il Cavallino? Bufala o manovra per arrivare al genio di Newey (e a Vettel)

ANDREA CREMONESI

Da qualche giorno circola nell’ambiente della F.1 un sussurro che sa di incredibile: Christian Horner, il capo della Red Bull si sarebbe incontrato con Mario Mairano, dal novembre 2006 responsabile delle risorse umane della Casa di Maranello. Per trovare un compromesso sui costi della F.1? No, per valutare un’offerta di lavoro! Fantasie di chi è in crisi di astinenza da gran premio? A Maranello in effetti hanno accolto l’indiscrezione con una sonora risata. E in effetti non si capisce bene per-

pre per vincere».

JEREZ

Christian Horner, 39 anni, responsabile della Red Bull COLOMBO

ché la Ferrari dovrebbe provare a ingaggiare Horner, che non è certo la carta vincente della Red Bull (anche dal punto di vista politico sull’inglese aleggia sempre l’ombra di Helmut Marko). A ciò va aggiunto che Stefano Domenicali è solidissimo alla guida del team. L’unica spiegazione plausibile è che la Ferrari possa passare da Horner per arrivare finalmente a Newey, il progettista delle macchine che hanno monopolizzato gli ultimi tre Mondiali: Adrian e Christian sono legati da stretta amicizia e da un contratto che prevede che uno si possa muovere soltanto insieme all’altro. Lavorando

di fantasia si potrebbe ipotizzare che la Ferrari si stia muovendo per un futuro nel quale il trio Horner-Newey-Vettel possa costituire la spina dorsale della scuderia magari con Domenicali alla presidenza e Montezemolo... ministro di un nuovo governo Monti (o Bersani-Monti). Qualcuno maliziosamente suggerisce che l’offerta sarebbe stata in realtà una trappola per creare tensione nel team rivale. Ma più semplicemente potrebbe trattarsi di una fantasia invernale, destinata ad evaporare già l’1 febbraio quando cadranno i veli della rossa 2013. © RIPRODUZIONE RISERVATA

JEREZ

Chiudere il capitolo Biaggi sarà complesso perché la RSV4 è stata sviluppata intorno al fuoriclasse romano. Che in 4 stagioni ha collezionato due titoli Mondiali (più due Costruttori) con 18 vittorie contro le due totalizzate dagli altri sette piloti che hanno gareggiato quattro anni con la RSV4. Gli eredi sono il nordirlandese Eugene Laverty, 26 anni, confermato, e il neoacquisto francese Sylvain Guintoli, 30. In Superbike, insieme arrivano a sei successi: Biaggi ne ha centrati cinque solo nella scorsa stagione. Rampante Laverty va molto forte ed ha avuto tempo per crescere all’ombra di grandi campioni. Nel 2011 era in Yamaha con Melandri, cui riuscì a strappare due vittorie in volata a Monza. Poi è arrivato alla corte di Biaggi girando più forte nel primo test ma prendendo sonore lezioni quando contava. L’unico successo in Portogallo, con il caposquadra a gestire il vantaggio decisivo nel Mondiale. Al terzo anno in Superbike

NEWS DAI TEAM

Wolff: «Brawn non rischia Kubica non è pronto per i GP» Red Bull conferma Buemi Paddy Lowe, il direttore tecnico della McLaren in procinto di passare alla Mercedes, non soffierebbe il posto a Ross Brawn: lo ha sostenuto Toto Wolff, nuovo timoniere della Mercedes F.1 (ha acquistato il 30% del pacchetto). «Sono solo speculazioni», ha sostenuto il manager austriaco. «Ross c’è, ha un ruolo di comando e spero che resti a lungo con noi». Wolff ha poi commentato il test che domani Robert Kubica farà al volante della Mercedes Dtm a Valencia: «Penso che a noi tutti piacerebbe vederlo su una F.1 in futuro, ma è troppo presto. Non è ancora al 100%». Red Bull Intanto la scuderia campione del mondo ha confermato Sebastien Buemi come collaudatore e pilota di riserva, mentre toccherà a Mark Webber guidare la nuova monoposto nei primi due giorni di test a Jerez (5 e 6 febbraio).

dovrà uscire allo scoperto. Novità Al posto di Max c’è il francese Guintoli, che nel complicato 2012 ha vinto tre gare, tutte sul bagnato, con la Ducati, militando in due squadre private. Lo voleva la Suzuki ma, rischiando di restare a piedi, ha risposto picche per aspettare l’occasione della vita. «Ritirandomi gli ho fatto un bel regalo di Natale», ha scherzato Max. Da cui Guintoli ha ereditato anche il capomeccanico Aligi Deganello che ne parla già molto bene. «È un pilota veloce e preciso, che sa il fatto suo. Farà bene». Ma quanto? A Phillip Island un anno fa Biaggi dominò gara uno e nella seconda fece secondo in rimonta: cancellare l’ingombrante passato sarà durissima. Moto L’Aprilia RSV4 ha già 5 anni: sarà ancora la moto da battere? Nei pochi test asciutti Laverty è stato velocissimo con la RSV4, che a prima vista non sembra evoluta. Ma dal reparto corse escono a getto continuo novità di motore e ciclistica. Particolari piccoli che possono fare una grande differenza. p.g. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino RACE OF STARS A MOSCA

Raikkonen «on ice» Ci sarà anche il finlandese della Lotus Kimi Raikkonen alla «Race of Stars», in programma il 23 febbraio all’ippodromo di Mosca su fondo ghiacciato. Tra gli iscritti ci sono pure Charles Pic, Vitaly Petrov, il rallista Evgeny Novikov e il talento russo della Formula Renault 2.0 Daniil Kvyat.

FONDAZIONE

A Sic 100 mila euro L’ex sponsor San Carlo è ancora vicino a Marco Simoncelli. Nel corso della serata «Buon Compleanno Sic», andata in scena sabato scorso a Rimini, l’azienda alimentare milanese ha consegnato un assegno di 105.870 euro alla Fondazione, frutto di attività benefiche per Marco e di una donazione della famiglia Vitaloni.


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CICLISMO IN ARGENTINA sistente». I risultati, un 2˚ posto lunedì e la vittoria di ieri (con tanto di maglia di leader della classifica) gli stanno dando ragione. E tra meno di due mesi, il 17 marzo, c’è un appuntamento che gli può cambiare la vita: la Milano-Sanremo. «Tra le classiche è quella che più mi si adatta — confessa Modolo, che nel 2010, al debutto tra i pro’, chiuse la Classicissima al 4˚ posto —. Speravo di fare la Tirreno-Adriatico e il programma di avvicinamento sarebbe stato perfetto, invece non siamo stati scelti. Pazienza. Dopo questa corsa farò Giro del Qatar e Oman, poi vedremo. Ci arrivo bene lo stesso».

La volata della 2ª tappa. Da sinistra: Jens Debusschere (4˚), Leigh Howard (3˚), Mark Cavendish (2˚) e il vincitore Sacha Modolo BETTINI

Modolo con il turbo Cavendish è k.o. Tour de San Luis Nella 2ª tappa si esalta il veneto: «Questo è il primo vero segnale di quanto valgo» DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI TERRAZAS DE PORTEZUELO (Argentina)

Ci siamo, dall’Argentina arriva una conferma importante: l’Italia ha un corridore in più su cui contare a livello internazionale. La maniera con cui Sacha Modolo ieri ha piegato Mark Cavendish sul traguardo della seconda tappa del Tour de San Luis è infatti una tesi di laurea. E le parole del campione del mondo 2011, che il giorno prima lo aveva anticipato a Villa Mercedes, sono un’investitura ufficiale per il veneto tra i grandi delle volate. «Trentin per me ha fatto un gran lavoro e io non ho sbagliato nulla allo sprint — ha dichiarato Cannonball —, ma Modolo è stato il migliore. E’ un corridore incredibile, che ha davvero tante possibilità per vincere». Senza biciclette «Io non sono un fuoriclasse — afferma il trevigiano della Bardiani — ma

Si corre il Tour Down Under

non sono nemmeno male come corridore. Finora ho dimostrato qualcosa del mio valore, ma ancora poco. Questo posso dire che è il primo segnale vero. Sono i miei arrivi, in questi finali mi gaso». E pensare che la vigilia del debutto era stata tormentata. Due giorni in Italia senza allenarsi per il maltempo, poi il lungo viaggio e l’amara scoperta all’arrivo in Argentina: all’aeroporto mancavano le biciclette. «Quest’inverno ho lavorato così tanto che alla fine quei cinque giorni senza bici mi hanno fatto bene, ho recuperato tutto. Ero convinto di fare davvero fatica i primi due giorni, poi quando in corsa ho visto le facce degli altri mi sono fatto coraggio». Meno volume Sacha non solo si è allenato tanto, ma con i consigli di Mirko Rossato ha cambiato il programma di allenamento rispetto al passato. «Ho fatto meno quantità, meno volume, per puntare più sulla qualità. Tanta forza dinamica e forza re-

Riconoscenza Sacha è svelto di gambe e concreto di testa. Quest’inverno aveva la possibilità di passare a un’altra squadra e di categoria superiore, ma lui ha preferito restare con i Reverberi. «Mi aveva cercato la Lampre — spiega —, ma non si concretizzava nulla. La situazione restava troppo vaga e io a casa ho famiglia, mia figlia ha 4 mesi esatti, e in Italia c’è crisi. Ho scelto la concretezza della famiglia Reverberi. Poi, bisogna anche essere riconoscenti. E fare una squadra come la Bardiani in Italia non è facile. Però nel nostro molto piccolo possiamo fare grandi cose e lottare con i ProTeam».

Il britannico lo incorona: «Io non ho sbagliato nulla, semplicemente lui è stato il migliore» Modolo, seguito da Mirko Rossato, ha cambiato modo di allenarsi: «Più qualità»

Sacha Modolo, 25 anni, trevigiano, professionista dal 2010, è già alla 17ª vittoria in carriera BETTINI

Fair play Dietro la vittoria di Modolo c’è un gesto di fair play, una storia che forse solo in questo sport si può raccontare. «Dopo la tappa di lunedì, Davide Bramati (il diesse di Mark Cavendish, ndr) mi ha chiesto se avevo visto questo arrivo. Francamente sono caduto dalle nuvole e lui me lo ha spiegato». E, sotto il podio, Sacha lo ha ringraziato con un abbraccio vero.

per il ciclismo. E in questi giorni Adelaide è invasa da corridori di ogni età e taglia. Accanto ai 132 del Down Under ci sono non solo i cicloappassionati locali, ma anche 35 mila ciclotu-

ARGENTINA Arrivo: 1. Sacha MODOLO (Bardiani-Csf) 171,4 km in 3.50’08", media 44,582; 2. Cavendish (Gb); 3. Howard (Aus); 4. Debusschere (Bel); 5. Sagan (Slk); 6. Petacchi; 7. Chicchi; 8. Belletti; 9. Lasca. Classifica: 1. Modolo (Bardiani-Csf); 2. Cavendish (Gb); 3. Howard (Aus); 4. Petacchi; 5. Sagan (Slk); 6. Lasca; 7. Belletti. Oggi: 3ª tappa, La Punta-Mirador del Potrero, 173 km (arrivo in salita).

S AUSTRALIA Arrivo: 1. André GREIPEL (Ger, Lotto-Belisol) 135 km in 3.35’24", media 37,804; 2. Demare (Fra); 3. Renshaw (Aus); 4. Ponzi; 5. Van Hoff (Aus); 6. Ferrari; 7. Pietropolli; 8. Boasson Hagen (Nor); 9. Rojas (Spa); 10. Dempster (Aus). Classifica: 1. Greipel (Ger, Lotto); 2. Demare (Fra) a 4"); 3. Renshaw (Aus) a 6"; 4. Gerrans (Aus) a 7"; 5. Gilbert (Bel). Nella notte italiana si è disputata la 2ª tappa: sintesi su RaiSport 2 alle 18.

Profeti I corridori australiani

MARCO PASTONESI ADELAIDE (Australia)

Età e taglia L’Australia è pazza

SACHA È LEADER PASSAPORTO BIOLOGICO

Hoste incastrato da valori anomali Si era ritirato a fine 2012: ieri l’Uci ha annunciato di avere aperto una procedura a suo carico per anomalie nel passaporto biologico. Leif Hoste, belga di 35 anni, è stato uno specialista delle classiche del Nord: in particolare, era stato soprannominato il Poulidor del Fiandre perché si è piazzato per 3˚ volte secondo nella «Ronde» (2004, 2006, 2007, in quest’ultimo caso alle spalle di Alessandro Ballan). Professionista dal 1998, era stato anche compagno di squadra di Lance Armstrong (nel 2005 alla Discovery Channel): in tutto 10 vittorie, nessuna in corse di grande prestigio. Nell’ultima stagione era stato all’Accent Jobs, mentre l’ultima squadra di livello era stata nel 2011 la Katusha.

IL FRANCESE

Houanard: 2 anni di stop per Epo Due anni di squalifica per doping. È la sanzione ricevuta da Steve Houanard, 26enne francese dell’Ag2r, che lo scorso settembre era stato trovato positivo all’Epo in un test a sorpresa fuori competizione. Houanard — nessun successo all’attivo — era passato professionista nel 2009: l’Ag2r per il 2013 aveva già deciso di non rinnovargli il contratto.

SQUALIFICATO 12 ANNI

Riccò, slitta il giudizio del Tas Slitta la decisione del Tas sul caso doping di Riccardo Riccò. Il modenese, squalificato 12 anni fino al 18 gennaio 2024, ha chiesto che si ritorni davanti al Tribunale Nazionale Antidoping per vizi procedurali e avere un nuovo processo: il giudice unico, il tedesco Ullrich Haas, avrebbe dovuto pronunciarsi entro oggi ma ha chiesto una proroga di un mese. Il giudizio del Tribunale di Losanna è atteso ora per la fine di febbraio.

Armstrong portò 2 milioni di spettatori in 3 anni Ora l’Australia chiede i danni: «Falso e patetico»

DAL NOSTRO INVIATO

«Neanche in Lussemburgo mi sento così amato», sospira Andy Schleck. «Correre qui è un autentico piacere», dice Andre Greipel, che ieri in volata ha battuto il francese Demare e l’australiano Renshaw nella prima tappa del Tour Down Under. «Per il ciclismo si respira un’autentica passione», sostiene il campione del mondo Philippe Gilbert. «Conoscono per nome e cognome anche corridori come me», giura Alan Marangoni. «Quando sono stati decisi i programmi di squadra, l’unica richiesta che ho fatto è stata venire qui», confessa Stefano Agostini.

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y Doping

Adelaide 2011: Lance Armstrong osannato prima della kermesse SUNADA

André Greipel, 30: ancora lui BETTINI

risti che seguono e inseguono la corsa, tagliando dalla partenza all’arrivo per godersi lo spettacolo. Pedalano per sport («Ma siamo una nazione di sportivi», spiega Cameron Wurf, che prima di dedicarsi al ciclismo era stato campione del mondo nel canottaggio), per salute («Ogni

dollaro investito nello sport corrisponde a tre dollari risparmiati nella sanità», è il credo del Governo) e per beneficenza (la "Ride like crazy", sostenuta dalla Polizia locale, con il ricavato devoluto alla ricerca per il cancro, oppure la "Ride to cure diabetes", nella Barossa Valley, zona di vini).

«

Sono stata male per lui e la sua famiglia. Mi sono sentita come tutta l’America SHERYL CROW EX FIDANZATA DI LANCE

sono profeti in patria. Ieri, quando è andato in fuga, lo sconosciuto ventenne Jordon Kerby, di Brisbane, è stato osannato come se avesse già vinto il Mondiale. Stuart O’Grady, che è di Adelaide, è il protagonista della campagna-progresso «Be safe, be seen», farsi vedere per sentirsi sicuri, che campeggia su tutte le strade. Orica, un gigante della tecnologia in campo chimico e minerario, ha dato il nome alla squadra di Goss e Gerrans, gli ultimi due vincitori della Sanremo. La University of South Australia sponsorizza una formazione solo per il Tour Down Under, formata solo da australiani. E fra i sostenitori della manifestazione c’è il ministero della Programmazione, dei Trasporti e delle Infrastrutture. Boomerang Sarà anche per questo coinvolgimento generale, politico e sociale, che l’Australia l’ha giurata a Lance

Armstrong. Gli organizzatori del Tour Down Under, che quattro anni fa, per convincerlo a partecipare, gli avevano dato mezzo milione di dollari, adesso, fra interessi e danni, ne chiedono indietro un milione e mezzo. In tre edizioni (dal 2009 al 2011), Armstrong portò quasi due milioni di tifosi sulle strade, più visite agli ospedali e convegni della Fondazione Livestrong. In una biblioteca di Sydney i libri su Armstrong sono stati traslocati dalla sezione sport a quella "fiction", romanzi: «Dopo quello che ha confessato — dice Wendy Ford —, non meritava uno spazio così nobile come lo sport». E Anne Gripper, una delle promotrici del passaporto biologico quando lavorava all’Uci, attuale responsabile del triathlon australiano, va giù pesante: «Non vogliamo Armstrong nel nostro sport. E’ un bullo, un manipolatore, un bugiardo patologico». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

TENNIS A MELBOURNE

i risultati

SPIAGGIA Jeremy Chardy, il francese che ha eliminato Seppi negli ottavi, si diletta col windsurf e un cane: già campione di Wimbledon juniores, è n. 36 pro.

CUCINA CINESE Li Na interrompe dopo 13 match l’imbattibilità Radwanska: 3ª semifinale a Melbourne. Coach Rodriguez (ex Henin) esulta (lu.mar.)

Singolare maschile, quarti (parte alta tabellone): Djokovic (Ser) b. Berdych (Cec) 6-1 4-6 6-1 6-4; Ferrer (Spa) b. Almagro (Spa) 4-6 4-6 7-5 7-6 (4) 6-2. Singolare femminile, quarti (parte bassa tabellone): Sharapova (Rus) b. Makarova (Rus) 6-2 6-2; Li (Cin) b. A. Radwanska (Pol) 7-5 6-3. Doppio femminile, quarti: ERRANI-VINCI b. Serena e Venus Williams (Usa) 3-6 7-6 (1) 7-5; Makarova-Vesnina (Rus) b. Soler Espinosa-Suarez (Spa) 1-6 7-5 6-4; semifinali: Errani-Vinci c. Makarova-Vesnina (Rus).

Gazzetta.it GLI HIGHLIGHTS E I MATCH IN DIRETTA Sul nostro sito le immagini degli scambi più belli, le foto e le interviste ai protagonisti: Errani e Vinci raccontano l’impresa contro le Williams. E potete seguire in tempo reale tutte le partite del mercoledì.

Battute le Williams! Sotto 6-3 5-3 Errani e Vinci fanno il miracolo

Sotto

sopra

ITALIA DAVIS A TORINO CON SEPPI, FOGNINI, BOLELLI E LORENZI Per Italia-Croazia, 1˚ turno World Group 2013 dell’1-3 febbraio al Palavela di Torino (terra rossa indoor), il capitano azzurro Corrado Barazzutti ha convocato Andreas Seppi, Fabio Fognini (singolaristi), Simone Bolelli (doppista), e il terraiolo Paolo Lorenzi. Il ct croato, Zeljko Krajan, ha chiamato: Marin Cilic, Ivan Dodig (singolaristi), Antonio Veic e Mate Pavic (doppisti). Biglietti ticketone.it e GazzaStore di Milano, in galleria S.Carlo.

L’impresa dei quarti contro Serena e Venus a 18 giorni dalla Fed Cup di Rimini: «Vogliamo il titolo» DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI twitter@RiccardoCrivel2 MELBOURNE

Non è una vittoria come le altre. Perché è vero che ci sono gli Slam a testimoniarlo e la classifica a certificarlo, ma le piccole-grandi Errani e Vinci fino a ieri dovevano convivere con la scimmia sulla spalla di una questione irrisolta: sono davvero le più forti del mondo quando in un torneo di doppio ci sono in circolazione le Williams? All’Olimpiade finì 6-1 6-1 per le sorellone (con Sara inconsolabile, in lacrime) e la domanda pareva retorica. Ora giustizia è fatta. Pressioni Il quarto di finale degli Australian Open non può essere una partita qualsiasi, soprattutto per le nostre. Per il loro orgoglio di prima coppia italiana a dominare la specialità (e a partire come prime favorite e teste di serie n. 1 di uno Slam), per la loro voglia di dimostrare che stanno lassù a dispetto dell’ombra di avversarie così ingombranti. Perciò, le Cichi prima offrono una dichiarazione d’ufficio: «Le con-

volée di rovescio di PAOLO BERTOLUCCI

Re Novak recupera così Da Superman In uno sport dispendioso e complesso come il tennis dove spesso, tra una partita e l'altra, il periodo di intervallo risulta molto breve, la capacità dell’atleta di recuperare fisicamente e mentalmente diventa quindi un fattore determinante ai fini del risultato. Anche negli ultimi giorni abbiamo assistito a cadute, più o meno rovinose, di giocatori come Simon e Seppi, che si sono presentati in campo, dopo aver battagliato a lungo nel turno precedente, privi della necessaria energia, con la testa scarica

sideriamo grandissime rivali, un doppio fortissimo, ma non avvertivamo pressioni particolari». Poi, finalmente rilassate, s’abbandonano alla realtà: «Sono entrata in campo molto nervosa», dirà Roberta. E Sara: «Nel primo set abbiamo commesso tanti errori perché volevamo strafare, ci tenevamo a far vedere qualcosa in più». Cuore e orgoglio Un match teso, ma con un copione ben definito: al servizio, Serena è ingiocabile e la Errani arranca tantissimo, la Vinci tiene botta

Le Williams, 3 volte regine olimpiche e 13 Slam di doppio, ieri nel caos

e in balìa dell'avversario. Questo è ciò che accade abitualmente ai tennisti «umani». C'è poi la ristretta categoria degli extra-terrestri, come Nole Djokovic che, uscito stremato dal terreno di gioco poco tempo prima (dopo 5 ore e 5 set con Wawrinka), torna fresco come una rosa, pronto ad asfaltare con facilità l'algido Berdych. Accadeva anche ai miei tempi, quando Borg e in parte Vilas sembravano aver scoperto l’elisir contro la fatica. Oggi però il tennis richiede uno sforzo superiore. Sicuramente un aiuto importante è arrivato dall'incremento della preparazione fisica, dalle scoperte nutrizionistiche e dall'evoluzione dei materiali. Nole ha gambe d'acciaio, muscoli elastici, caviglie di ferro e una forza mentale spaventosa, che lo porta ad esaltarsi nella lotta più aspra. Tutte doti fantastiche, in alcuni tratti effervescenti e in altre gasate. Da «Superman.

a rete e Venus è un caleidoscopio multicolore di prodezze (poche) e sbagli (tanti). Però fino al 6-3 5-3 per le americane, con Venus che serve sempre per prima per preservare la sorella in vista della semifinale in singolo, l’eterna questione pende verso le Williams. A quel punto, oltre al talento e all’amicizia, serve il cuore. Le italiane strappano il servizio a Venere e non crollano nemmeno quando Sarita perde di nuovo la battuta consegnando a Serena la possibilità di servire per il match sul 6-5. Quel break, il primo su un’avversaria che batte a 200 all’ora, è come un colpo di frusta alle ambizioni ritrovate. Robertina lo conferma: «Abbiamo fatto fatica a leggere le sue bordate, a volte io mi buttavo da una parte, a caso, ma averle tolto il servizio in quel momento ci ha fatto capire che potevamo crederci ancora». Stop all’euforia Le Cichi giocano un tie-break regale e anche se nel terzo vanno sotto 3-0, non perdono mai il timone, perché Robi è sempre solida e la Errani, pur continuando a

L

BALDI & QUINZI

Sara Errani (a sin.), 25 anni, abbraccia l’amica Roberta Vinci, 29 ANSA

soffrire al servizio, nei colpi a rimbalzo è aggressiva e non sbaglia più nulla. E poi di là c’è Venus, ineffabile, che diventa una sciagura, tra smash sbagliati e dritti in rete. Sul 5-5, un suo doppio fallo con la seconda che rimbalza nel suo rettangolo di servizio è il la al break decisivo, dopo 2 ore e mezza. Ora non ci sono più storie su chi comandi davvero: «Dobbiamo essere contente, non euforiche — confessa candidamente la Errani — perché se non vinceremo il torneo questo successo sarà stato prestigioso ma inutile».

Rimini Rimini Però, vuoi mettere che spinta per la Fed Cup? «Certo, ci arriveremo nelle condizioni psicologiche migliori — ammette la Vinci — anche se non siamo riuscite a incontrarle negli spogliatoi per concedere loro la rivincita tra diciotto giorni». In semifinale, Roberta ritrova Elena Vesnina (con l’altra russa Ekaterina Makarova) che l’ha battuta in singolare: «Sta giocando benissimo, ma a questo punto io avrò una motivazione in più». Quella di una maledizione sfatata.

Gianluigi Quinzi si è qualificato per il 3˚ turno degli Australian Open junior all’ultimo Roland Garros aveva palleggiato 40 minuti con Nadal, stavolta non è ancora riuscito a incrociare la racchetta con uno dei big: «Ho visto solo qualche game di Federer contro Davydenko». Al 3˚ turno anche il gemello del successo Junior Davis, Filippo Baldi. EVERT & DAVENPORT

Le ex n. 1 del mondo, le statunitensi Chris Evert e Lindsay Davenport, appariranno da guest star in un paio di puntate della serie americana «CSI» . Con loro, sul set del Calabasas Tennis Club, anche l’ex pro Justin Gimelstob.

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MENTRE SHARAPOVA VINCE IL DERBY CON MAKAROVA

Djokovic domina Berdych Almagro si spegne con Ferrer MELBOURNE

Un bagno, sveglia alle due e mezza del pomeriggio, passeggiatina in centro e un po’ di tv. Così Djokovic ha recuperato dalla maratona prosciugante contro Wawrinka. E la cura ha funzionato, se il numero uno e doppio campione in carica, contro Berdych si concede solo un piccolissimo passaggio a vuoto nel primo game del secondo set, quando subisce l’unico break che gli costerà il parziale, ma finisce per dominare l’eterno incompiuto ceco. Nole ritrova la profondità dei colpi a rimbalzo e con la risposta tornata ficcante prende il controllo degli scambi quando l’altro non mette la prima: «Ho ritrovato il tempo sul-

la palla che mi era mancato contro lo svizzero», dirà il serbo soddisfatto. Mentre Tomas torna una volta di più all’angolo: «Ero al 75% e per batterlo bisogna dare il 110: la mia palla non aveva velocità». Che derby Djoker affronterà ora Ferrer, con cui è avanti 9-5 e che l’anno scorso ha battuto qua nei quarti e a New York in semifinale. Il robottino se la vede brutta nel derby con Almagro, che lo travolge con il servizio e controlla gli scambi da fondo fino al vantaggio quasi definitivo di due set e servizio sul 5-4 del terzo. E invece da quel momento Nico perde incisività alla battuta, mostrando ancora una volta limiti di carattere, mentre l’altro continua a lottare su ogni punto («Sapevo che poteva innervosirsi, la

partita non è chiusa fino all’ultima palla»). Almagro servirà altre due volte per la partita nel quarto set, ma senza salire mai a match point, prima di cedere di schianto nel quinto: «Non è questione di mentalità — dice sconsolato, anche per il problema agli adduttori, per cui forse dovrà saltare Canada-Spagna di Davis — altrimenti non sarei andato 2-0: semplicemente, non ho ancora il livello di gioco per batterlo». Tra le donne, continua impetuosa la marcia della Sharapova, che cede solo 4 game alla Makarova (9 in totale, record Australian Open in 5 match, quello assoluto è della Pierce con 6 a Parigi ’94) e ora trova Na Li, sempre in palla a Melbourne (finalista 2011). ri.cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GHIACCIO PATTINAGGIO DI FIGURA A ZAGABRIA

Le età della Kostner Carolina Kostner 25 anni. Il primo oro europeo nel 2007 a Varsavia, poi Zagabria 2008, Tallin 2010 e Sheffield 2012. Sempre nel 2012, titolo mondiale a Nizza

++DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI ZAGABRIA (Croazia)

Un paio d’ore d’auto da Oberstdorf a Monaco e poi 50 minuti di volo — su un aeroplanino stracolmo — fino a una Zagabria innevata. Carolina Kostner, tenuta casual, dietro un paio di occhiali da riposo passa (quasi) inosservata. Insieme a lei, coach Michael Huth e un quotidiano della Baviera che parla anche di Giovanni Trapattoni. Aveva vent’anni quando atterrò qui per un altro Europeo, chiamata a difendere il suo primo titolo, conquistato la stagione precedente a Varsavia. Era ancora un’incompiuta. Adesso di anni ne ha venticinque e la ragazzina di allora ha lasciato il posto a una donna matura. Di ori continentali adesso ne ha quattro (più due argenti e un bronzo). Ed è anche campionessa mondiale in carica e leader incontrastata del ranking Isu. Non s’è compiuta solo in ambito olimpico. Per il resto è una perla dello sport italiano, la più grande che il pattinaggio azzurro abbia mai avuto. Da Zagabria 2008 — ancora non conosceva Alex Schwazer, si sarebbero incontrati un paio di mesi dopo — a Zagabria 2013. In mezzo la parabola di un’atleta che non ha finito di stupire. Carolina, dolci memorie?

«Eh sì: Riders on the storm dei Doors per il corto, il Dumskio Trio per il libero. Fu una gran bella settimana e arrivò il secondo oro consecutivo. Tra gli uomini, poi, si impose Tomas Verner, allora mio compagno

QUATTRO ORI TRA 2007 E 2012 1

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SLUTSKAYA AVANTI: 9 PODI Solo Irina Slutskaya vanta più medaglie europee di Carolina Kostner. La 33enne russa tra il 1996 e il 2006 ne ha collezionate nove: 7 ori e 2 argenti, Carolina ne ha 7: 4 ori, 2 argenti e 1 bronzo.

Cambierà il costume del primo, come aveva annunciato?

«Tutto è cambiato Ora le giovani si ispirano a me»

«Lilla mi piace, ma bianco potrebbe essere ancor meglio». Come si è allenata in questo periodo?

«Tra Natate e Capodanno, nel mezzo di tre esibizioni, mi sono influenzata. Ci ho messo un po’ a riprendermi. Ma poi ho lavorato al meglio. Introducendo anche qualche piccola novità». Di che tipo?

Venerdì e sabato per il quinto oro europeo «Amavo la Witt, oggi io devo dare l’esempio» di allenamenti. Il nostro allenatore, Michael Huth, fece doppietta». Ricorda la scommessa tra lei e Verner?

«In caso di successo di entrambi, chi avesse dato un maggior distacco al secondo, avrebbe asciugato i pattini all’altro per un mese. Vinse lui...».

«So che a fine carriera sono queste le cose che rimarranno, ma davvero: a me certe statistiche dicono poco». E il confronto con leggende quali Irina Slutskaya (nove podi) e Katarina Witt (sei ori)?

Molto è cambiato da allora: adesso va addirittura per l’ottavo podio consecutivo e il quinto oro.

«Mi onora. Sono cresciuta nel mito loro e di Michelle Kwan. Erano e resteranno i miei idoli. Credo che le sensazioni che ho provato quando ho gareggiato con Irina e Michelle, quando mi sono cambiata nel loro spogliatoio, siano le stesse che provano le giovani quando ora si trovano con me. Ne avverto la responsabilità».

«

«

Siete ancora in contatto?

«Ci vediamo alle gare. E ogni volta è una festa».

Pattinerò su Frankenstein jr e il Bolero. Potrei scegliere un costume bianco

Le avversarie più giovani sono forti e di talento, ma è difficile il salto tra le seniores

«Nei giorni di scarico, alternative come qualche km con gli sci da fondo o qualche camminata veloce con le ciaspole. Arrivo in fondo devastata, ma è divertente. E l’ambiente di Oberstdorf si presta perfettamente».

Oggi, al suo undicesimo Europeo, le avversarie più pericolose potrebbero essere le 16enni russe Elizaveta Tuktamysheva e Adelina Sotnikova: si riferisce a loro?

Continua a restare il suo nido, vero?

«Anche: un conto è primeggiare a livello juniores, un altro confrontarsi con atlete molto più esperte. Detto questo, sul loro talento e le loro qualità non c’è da dubitare».

«Eh sì. C’è poco, ma tutto quel che mi rende felice». Cosa si fa alla sera?

«C’è un cinema, ma io preferisco i film in tv. Di recente ho visto Crash, con Matt Dillon e Sandra Bullock. Ha vinto l’Oscar. Meritatissimo. O scelgo un bel libro. Per esempio Big Five for life, di John Strelecky, un saggio filosofeggiante molto interessante».

Ha in serbo qualcosa di speciale?

«Bastano i programmi scelti per questa stagione, il Frankenstein Junior e il Bolero. Son talmente belli, che meritano di essere pattinati al meglio».

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PUO’ SUPERARE LA WITT Se Carolina farà podio, supererà persino Katarina Witt che vinse 7 medaglie: 6 ori e 1 argento (1982-1988). A 7 anche l’austriaca Regine Heitzer: 2 ori, 4 argenti e 1 bronzo (1960-1966).

Com’è il suo rapporto con le tecnologie?

Oberstdorf è il mio nido, lì c’è tutto quel che mi serve per essere felice

«Le uso, ma non ne sono dipendente. E se voglio un cd, lo compro, non lo scarico». Venerdì e sabato la musica sarà tutta sua. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DANZA SUBITO IN PISTA PER CANCELLARE I BRUTTI RICORDI DI SHEFFIELD DOVE FINIRONO QUARTI

IL PROGRAMMA

Cappellini-Lanotte: missione possibile

Berton-Hotarek nell’artistico Su RaiSport 2

Senza i francesi Pechalat-Bourzat, gli azzurri puntano in alto: «Occhio ai russi»

ZAGABRIA — In attesa degli uomini (Evgeny Plushenko su tutti) e delle donne, oggi il 104˚ Europeo comincia con i corti delle coppie d’artistico e della danza. Nel primo caso, Stefania Berton-Ondrej Hotarek, quarti lo scorso anno, possono provare a ripetere l’impresa. Oggi - Ore 11.45: corto danza (Cappellini-Lanotte, ore 15.34; Guignard-Fabbri, ore 15.40). Ore 18.45: corto coppie (Della Monica-Guarise, ore 19.20; Berton-Hotarek, ore 21.03). In tv: diretta RaiSport 2, ore 11.40 e 18.40.

ZAGABRIA (Croazia)

C’è una medaglia da conquistare. E potrebbe anche essere molto pregiata. Anna Cappellini-Luca Lanotte, dopo la beffa di Sheffield 2012, quando rimasero giù dal podio per la miseria di 3/100 di punti, alla Dom Sportiva - dove nel

Anna Cappellini e Luca Lanotte

2008, c’erano ancora gli obbligatori, furono settimi - inseguono un risultato da consegnare alla storia. L’assenza dei francesi Pechalat-Bourzat campioni in carica (lui è infortunato), agevola il compito. Ma non è solo quello. «Il quarto posto della finale del Grand Prix di dicembre — sostiene Anna — secondi europei alle spalle proprio di Nathalie e Fabian, dice dove ci attestiamo. In termini di classifica, il forfeit ci agevola. Ma resta che dovremo pattinare al meglio». La corsa sarà sui russi Ekaterina Bobrova-Dmitri Soloviev ed Elena Ilinykh-Nikita Katsalapov. I primi sono stati d’argento nelle ultime due occasio-

ni, i secondi bronzo — a danno degli azzurri — dodici mesi fa. Rivali «Bobrava-Soloviev - spiega Luca - ora seguiti da Alexander Zhulin, rappresentano la grande tradizione ex sovietica, sono solidi, consolidati. Ilinykh-Katsalapov, allievi di Nikolai Morozov, sono invece il nuovo che avanza, i talenti pronti a esplodere, quelli sui quali tutti scommettano anche in vista dell’Olimpiade di Sochi. Il mese scorso, complice una caduta di Soloviev nel libero, ce li siamo messi alle spalle entrambe. Ripetersi sarà durissima, ma siamo pronti: non abbiamo mai svolto una prepara-

zione migliore». Oggi Cappellini-Lanotte, in pista per penultimi prima di Charlene Guignard-Marco Fabbri, nel corto pattineranno sulle note della colonna sonora di «Sette spose per sette fratelli», vestendo costumi che, secondo un sondaggio on line patrocinato dall’Isu, sono i più belli della stagione a livello mondiale. Poi venerdì sera, col libero, una modernissima Carmen. «Dopo che ai campionati italiani ho vestito di nero - racconta Anna - tornerò al rosso, con qualche modifica. Per essere un po’ più aggressiva...». a.b. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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POLITICA VERSO LE ELEZIONI E LA SFIDA CON PAGNOZZI

Malagò durissimo «Adesso basta con il Coni feudale» Attacca su soldi, legge sugli stadi e giunta mortificata «Calcio disastro: deve stare fuori dalla Giunta»

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clic LOCATION SIMBOLO IERI IN UN ORATORIO IL 6 IN UNA SCUOLA Dall’oratorio di San Tommaso Moro a cento metri dalla città universitaria, la casa di Don Andrea, amico spirituale di Malagò, a una scuola sportivamente all’avanguardia. Sarà qui infatti che Malagò organizzerà la sua seconda conferenza il 6 febbraio

dra di sostenitori. C’è l’olimpionica Josefa Idem, c’è l’ex sottosegretario Gianni Letta, c’è il presidente della Virtus Roma basket, Claudio Toti. In platea, dall’altra parte, anche Simona Ercolani, ideatrice di «Sfide», stratega della campagna elettorale di Bersani nella sfida delle primarie con Renzi. Avrà consigliato lei di alzare i toni? Cercare altri soldi Malagò attac-

VALERIO PICCIONI ROMA

Niente più frenate, è il momento di dare gas. Giovanni Malagò va all’attacco annunciando la sua candidatura alla presidenza del Coni. Fa finta di infiocchettare, «non c’è nulla di polemico» è il suo ritornello, ma invece picchia duro. Sul gruppo dirigente del Coni, e anche sul calcio e sul suo «aver prodotto negli ultimi 20 anni un disastro di immagine che ha pesato in maniera mostruosa sullo sport italiano», fino al punto di dire chiaro e tondo che lui quel pallone lì lo vuole lasciare fuori dalla Giunta (in platea c’è pure Tonino Matarrese, ex leader di Lega e Federcalcio). D’altronde, nell’economia del voto, è una frase che non costa nulla: l’endorsement «pagnozziano» di Abete è già assodato.

S Il candidato alla presidenza del Coni Giovanni Malagò, 53 anni. Nelle foto piccole, dall’alto: Josefa Idem, Gianni Letta e Claudio Toti

Immobile sugli stadi Ma l’offensi-

va è totale. Parte con un giudizio velenoso contenuto nel programma: feudale. L’obiettivo è infatti che «il Coni rappresenti e non domini in maniera "feudale" lo sport italiano e le sue Istituzioni». Passa per il presunto immobilismo sulla legge sugli stadi, «si dice "che ci possiamo fare", ma il Coni quando vuole sa spingere!». Plana sul conflitto di interesse Coni-Coni Servizi S.p.a.: «Perché riunire nella stessa persona le figure di presidente e di segretario-amministratore delegato e i doppi stipendi?». Arriva a una denuncia a metà fra la mancanza di trasparenza e di progettualità: «Perché il Coni non ha un bilancio sociale?». Persino sul medagliere, la lettura è spietata. «Ok, 27 volte sul podio a Pechino: chapeau. 28 a Londra: ancora chapeau. Ma chi abbiamo battuto? Il Giappone ha vinto

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Ogni giorno è un bollettino di guerra con società che spariscono

ca pure sui soldi. «Quelli al calcio dilettantistico sono decisi per legge, ma bisogna aggredire i problemi. Se lì togli un milione sposti poco, se lo dai a un’altra federazione molto di più». Ma i soldi sono anche quelli dei fondi europei, degli sponsor privati - in sala i presidenti di Ford e Coca Cola Italia - dei progetti mirati. Però in quest’Italia qui presa a morsi dalla crisi come si può pensare che la formula Aniene, «non un euro dal pubblico e bilanci in attivo», possa essere esportabile? «Non sono matto. Questa è solo una parte della ricerca di risorse. Ogni giorno è un bollettino di guerra quotidiano con una società che sparisce. Dobbiamo cercare forme di finanziamento fuori dal sistema assistenziale, aprire ai privati e smetterla con l’ipocrisia dell’autonomia: il Coni prende 411 milioni di euro dallo Stato». Giunta «mortificata» Però Mala-

Bisogna cercare forme di finanziamento fuori dal sistema assistenziale GIOVANNI MALAGÒ CANDIDATO ALLA PRESIDENZA CONI

38 medaglie noi 28, siamo davanti solo perché gli ori pesano di più. Poi ci dobbiamo guardare da Ungheria e Ucraina...» Idem, Letta, Toti La scenografia

è da studio televisivo. Il candidato affianca il pulpito e ogni tanto cinguetta con la sua squa-

gò può essere davvero considerato una novità? Dirige l’Aniene da una vita, è membro della Giunta Coni da mezza. «Se fossi nuovo nuovo non mi potrei presentare secondo queste regole. Sapete che Montezemolo non è candidabile? E Letta lo stesso». Ok, però insomma là dentro c’è stato parecchio: «Parlare della mancanza di collegialità è come sparare sulla Croce Rossa. Il Coni cala tutto dall’alto, sono molto bravi in questo. Fare parte della giunta è stato mortificante e inutile». E ora il dialogo mancato è diventato scontro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SI VOTA IL 19 FEBBRAIO

Il presidente del Coni sarà eletto il 19 febbraio a Roma. Alla prima votazione serve la maggioranza assoluta degli aventi diritto, alla seconda e alla terza quella dei presenti. Dalla quarta basta la maggioranza relativa. CHI VOTA? I Grandi Elettori che votano per eleggere il presidente del Coni sono 76. Votano 45 presidenti federali (tutti eletti meno cronometristi, l’assemblea è fissata per questo sabato, e Comitato Paralimpico, il 2 febbraio). Hanno diritto di voto anche 9 rappresentanti degli atleti e 4 dei tecnici (si designano il 5); 5 rappresentanti degli enti di promozione, tre delle discipline associate, uno delle associazioni benemerite (appuntamento al 6), 3 dei delegati provinciali e 3 dei comitati regionali (il 7). Voteranno anche i tre membri italiani del Cio: Mario Pescante, Franco Carraro e Ottavio Cinquanta.

PRESIDENTI FEDERALI

All’Aniene sono in 15 a sentirlo Il segretario sarà top secret fino al 6 febbraio (v.p.) «Saranno una quindicina». «No, 19», dirà Malagò più tardi in tv. «17-18», riferisce uno che c’era. La conferenza stampa di ieri è stata preceduta da un a tu per tu con i presidenti federali. Di certo c’era anche Mario Pescante. E i già schierati Franco Chimenti (Federgolf), Michele Dell’Olio (sci nautico) e Angelo Sticchi Damiani (Aci). In conferenza stampa si sono poi presentati pure Antonio Urso (pesi) e Alberto Miglietta (badminton), che erano anche fra gli uditori di Pagnozzi qualche giorno fa con Alfio Giomi (atletica), Gianfranco Ravà (cronometristi) e Ugo Matteoli (pesca sportiva). Come Giorgio Scarso (scherma) Luciano Buonfiglio (canoa), Franco Sciannimanico (Tennis tavolo), Felice Buglione (discipline sportive armi da caccia), Sabatino Aracu (hockey e pattinaggio), Luigi Bianchi (triathlon) e Giuseppe Abbagnale (canottaggio), che avevano firmato la dichiarazione pro Pagnozzi. Fra questi, ci sarebbe qualche cambio di casacca che la presenza di ieri testimonierebbe. In più Malagò avrebbe incassato alcune adesioni del tipo «non posso venire ma...» (Casasco dei medici sportivi? Obrist del tiro a segno?). Segretario top secret Il discorso di Malagò ai presidenti è stato duro quanto quello a stampa e tv. Fra l’altro, vengono messi in discussione i tagli, come l’abolizione dei comitati provinciali «senza consultazione». Dunque sembra proprio una partita a carte. Pagnozzi che dice servito, magari con un full o un poker in mano. E Malagò che cambia un paio di carte e sorride. «La mia è una candidatura coraggiosa e cresce giorno dopo giorno». Bluffa o no? Intanto ha già fissato il rilancio: il 6 febbraio presenterà il segretario generale. Nome rigorosamente top secret: «Non voglio dirlo prima, rientra nella mia strategia». Qualcuno fuori dai soliti noti, ma evidentemente con un potenziale «seduttivo». Torna la domanda: bluff o no? © RIPRODUZIONE RISERVATA


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BASKET L’INTERVISTA

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HA DETTO

Capitano non giocatore «Milano? La proposta era iniqua»

S L’offerta della Virtus «Stimo Claudio Sabatini, ma sono un romantico. Ho vestito la maglia della Fortitudo, sono fortitudino fino in fondo, mai e poi mai andrò alla Virtus».

S L’opzione Sassari «E’ una piazza emergente, piena d’entusiasmo. Ottimi giocatori, grande allenatore, il d.s. Pasquini, è un mio amico. Chissà, vedremo...».

S Il futuro azzurro «Alla Nazionale, in questo momento, non penso. Inutile porsi il problema, il mio unico pensiero ora è tornare a giocare più in fretta possibile».

Mancinelli è fermo da settembre: «Mi alleno con Imola per essere pronto» VINCENZO DI SCHIAVI

Quando entra nel suo negozio, lo Space 23 in Corso Garibaldi, Gianluca Basile gli tocca la pancia e ride: «Ingrassato?». No, Stefano Mancinelli è ancora un figurino nonostante non giochi una partita ufficiale dall’8 settembre: Italia-Bielorussia, a Trieste. Poi il black out. Un caso dai risvolti kafkiani, che fa discutere. Il capitano della Nazionale disoccupato. Com’è possibile? E dire che le offerte non gli sono mancate. In primis il rinnovo con Milano (a cifre più basse): rifiutato. Poi, in questi quattro mesi, lo ha cercato mezza Serie A: niet. E anche dall’estero si son fatti sentire: un invito al camp dei Knicks, le lusinghe dalla Spagna, ma, soprattutto, la chiamata del Fenerbahce di Pianigiani: affare in stato avanzato (a tal punto che il Mancio rinunciò all’ipotesi Siena, l’unica che avrebbe preso al volo in Italia), poi il dietrofront del club turco che mise sotto contratto Karaman. Morale: Mancinelli senza squadra. E ora lui ci spiega perché. Mancinelli, ha appena aperto un negozio nel centro di Milano con Materazzi, ma il basket?

«Mi manca parecchio anche se in questi mesi ho fatto altro. Il negozio aperto con Materazzi mi ha tenuto impegnato e così non ho pensato a quanto mi è successo. Ora però ho voglia di rientrare, mi manca troppo il campo, la partita». A vederla, pare si sia tenuto in forma.

«Sono tornato a vivere a Bologna e ho seguito un programma personale con Roberto Breveglieri (ex responsabile delle giovanili Fortitudo) però avevo bisogno di lavorare con un

to accettare una proposta che mi sembrava iniqua».

gruppo, così da un po’ di tempo mi alleno con l’Aget Imola di Federico Fucà».

Poi però l’hanno cercata in tanti: Venezia, Biella, Pesaro. E lei ha sempre detto no.

Milano le aveva fatto un’offerta a ribasso. Vista l’aria che tira non era meglio accettare e continuare a giocare?

«Ringrazio tutti questi club per l’interessamento, ma non me la sono sentita. Non ne avevo voglia, avevo altro per la testa e stavo bene così. Anche dall’estero mi sono arrivate delle proposte: alcune le ho rifiutate, altre sono saltate. Si vede che doveva andare così».

«Chiariamo una volta per tutte la questione Milano: io volevo rimanere all’Olimpia e non ho rifiutato per una questione di soldi ma di principio. Si parla tanto di crisi, d’accordo, ma quella c’è per tutti: non si può chiedere agli italiani di dimezzarsi l’ingaggio mentre quello degli americani viene triplicato. Sarò sempre un tifoso dell’Armani a cui auguro di vincere lo scudetto, ma non ho volu-

Tra le altre, le è arrivata anche la proposta della Virtus Bologna a inizio stagione.

«Alt, questo è un discorso diverso, di cuore. Stimo Claudio Sabatini, lo considero un grande personaggio del nostro basket, ma io sono un romantico. Ho vestito la maglia della Fortitudo, sono fortitudino fino in fondo, mai e poi mai vestirò la maglia della Virtus».

«L’EA7 ha chiesto agli italiani di dimezzarsi lo stipendio triplicandolo agli americani»

E così lei è ancora a piedi. Questa è la stagione che porta all’Europeo sloveno di settembre. Non teme di perdere la Nazionale di cui è capitano?

VIA ANCHE SHAKUR

Hardy lascia Avellino Oggi Lakovic

«Alla Nazionale, in questo momento, non penso. Inutile porsi il problema, il mio unico pensiero ora è tornare a giocare il più in fretta possibile».

(canf) Avellino, dove oggi arriverà Jaka Lakovic per il primo allenamento, ha ieri mattina dovuto fare i conti con l’addio di Hardy che ha lasciato la città per divergenze contrattuali col club. Il suo addio non «salva» Shakur, col quale si sta cercando la transazione del contratto. Intanto, sempre la società ieri ha regolarizzato il pagamento degli stipendi arretrati, mettendo così fine alla ridda di voci su presunti scioperi messi in pratica la scorsa settimana.

Offerte in vista? Pesaro potrebbe tornare alla carica.

«No, per ora non ho nulla di avviato per le mani. Ma spero che la situazione si sblocchi a breve». Un’eventuale ipotesi Sassari la stuzzicherebbe?

«E’ una piazza emergente, piena d’entusiasmo. La squadra è composta da ottimi giocatori, in panchina c’è un grande allenatore, inoltre il direttore sportivo, Federico Pasquini, è un mio amico. Sarebbe un’opzione interessante, chissà, vedremo...». Stefano Mancinelli, 29 anni, 134 partite e 874 punti in Nazionale, di cui è capitano CIAMILLO

NBA GIALLOVIOLA SCONFITTI PURE DAI BULLS

D’Antoni mette Gasol in panchina L’addio ai Lakers ora è imminente

MASSIMO ORIANI

Da sinistra, Dwight Howard, 27 anni, Pau Gasol, 32 e Kobe Bryant, 34 AFP

qualche minuto con Dwight, ma non è detto che sia possibile». Il diretto interessato non l’ha presa benissimo: «Sono sempre stato un titolare, una star titolare, l’idea di fare la riserva non mi eccita molto. Ma capisco che in questo momento il bene della squadra viene prima del mio». Mercato Inevitabilmente, le voci su una possibile cessione del

catalano si sono scatenate in un amen. E’ ovvio che i Lakers non si possono permettere di utilizzare come 6o uomo un giocatore del calibro di Gasol. Ma le difficoltà nascono dalla volontà dei californiani di non farsi carico di un contratto pesante in un eventuale scambio, con l’idea di rinnovare l’accordo in scadenza con Howard e con Kobe che nel 2013-14 intascherà oltre 30 milioni di dolla-

ri, per non trovarsi poi a dover pagare una luxury tax molto alta. Intanto anche con Gasol in panchina, i Lakers continuano a perdere. Nel 2o tempo di Chicago Bryant ha segnato solo 3 canestri su 14 tentativi, neppure uno da fuori area. Nelle ultime 3 gare ha 25/79 dal campo. L.A. raggiunge quindi metà stagione con un bilancio di 17-24, suo secondo peggiore dall’anno della fusione Nba/Aba, 1976. E in vista ci sono solo nuvoloni neri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Risultati: Chicago-LA Lakers 95-83 (Hinrich 22; Nash 18); Portland-Washington 95-98 (Lillard 18; Webster, Nene 24); Philadelphia-San Antonio 85-90 (Turner 18; Duncan 24); New York-Brooklyn 85-88 (Anthony 29; Johnson 25); Charlotte-Houston 94-100 (Walker 35; Harden 29); Atlanta-Minnesota 104-96 (Horford 28; Williams 17); Golden State-LA Clippers 106-99 (Curry 28; Griffin 26); Memphis-Indiana 81-82 (Ellington 17; West 14); New Orleans-Sacramento 114-105 (Anderson 27; Cousins 29).

Taccuino IL CASO

CHICAGO VOLA CON LE TRIPLE DI BELINELLI

SUPER BELI

Il coach dichiara fallita la coppia Pau-Howard «Giocherà come riserva di Dwight»

La love story tra Pau Gasol e i Los Angeles Lakers è finita. Mike D’Antoni prima della partita (persa, tanto per cambiare...) in casa dei Bulls, ha annunciato la decisione di utilizzare lo spagnolo come riserva di Howard, inserendo Earl Clark nei primi 5. «Giocheremo col quintetto piccolo — ha detto il tecnico — Ne ho parlato a Pau e lui ha capito che è l’unica strada percorribile. Partirà in panchina e giocherà centro al posto di Howard. Magari riusciremo a fargli fare anche

stars& stripes

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Belinelli ancora protagonista, con due triple nel 4o periodo che hanno definitivamente allontanato i Lakers. L’azzurro ha chiuso con 15 punti (5/8 dal campo) in 23’.

MAGO CARLESIMO Con il successo al Madison sui Knicks, i Nets hanno ora un bilancio di 11-2 sotto la guida di PJ Carlesimo.

SULLA SIRENA Jordan Crawford ha segnato allo scadere dando la vittoria a Washington in casa di Portland. E’ il suo primo in carriera, e 1o per i Wizards dal 10/4/2009.

CASA AMARA CASA Battuti dai Rockets, i Bobcats hanno perso la 15a in fila in casa, 3a peggior striscia di sempre, dopo le 19 di Dallas nel ’93-94 e le 16 dei Providence Steamrollers nel ’48-49.

Hawkins positivo all’antidoping David Hawkins è stato trovato positivo all’antidoping dopo una partita del campionato turco. La guardia statunitense, ex Roma, Milano e Siena, è stato messo fuori squadra dal Galatasaray. Hawkins, 30 anni, era stato squalificato per tre mesi nel 2007, quando giocava a Roma, per positività alla cannabis. EUROCUP Le finali di Eurocup tornano a Charleroi nel 2013 e 2014. La città belga ha ospitato l’epilogo della seconda coppa europea dal 2004 al 2007.

LA FESTA

I giocatori di Cantù alla storica Giubiana Alcuni giocatori di Cantù parteciperanno al tradizionale corteo della Giubiana il 31 gennaio. Marco Cusin, Manuchar Markoishvili saranno vestiti con abiti medioevali mentre capitan Mazzarino indosserà i panni del Cardinale. La Giubiana è il fantoccio di paglia vestito di stracci che viene bruciato tradizionalmente l’ultimo giovedì di gennaio nella piazza principale della città brianzola.


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PALLAVOLO CHAMPIONS LEAGUE, IL RITORNO DEGLI OTTAVI

Cuneo di scorta si prende i quarti Spazio a Abdelaziz, Antonov e Rossi: i ragazzini battono Lubiana e passano il turno CUNEO LUBIANA

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(25-16, 25-21, 24-26, 25-16) BRE LANNUTTI CUNEO: Abdelaziz 2, Ngapeth 11, Rossi 8, Antonov 17, Sokolov 25, Kohut 8; Marchisio (L), Galliani 1, Della Lunga 1, Grbic. N.e. Wijsmans, De Pandis (L). All. Piazza. ACH VOLLEY LUBIANA: Sidibe 17, Flajs 9, Rasic 5, Ropret, Sket 13, Petrovic 3; Fabian (L), Lewis 4, Klobucar 1, Vidic. N. e. Moreno. All. Slabe ARBITRI: Barnstorf (Ger) e Marin (Rom) NOTE - Spettatori 1066, incasso 3140. Durata set: 22’, 27’, 29’, 22’; tot. 100’. Bre banca Lannutti Cuneo: battute sbagliate 15, battute vincenti 10, muri 17, 2^ linea 13, errori 27. Ach Volley Ljubljana: battute sbagliate 16,vincenti 2, muri 6, seconda linea 15, errori 26.

GIANNI SCARPACE CUNEO

Vincere in Champions passando ai quarti e risparmiando titolari in vista del big match di campionato contro Trento. Coach Piazza, alla vigilia del match contro gli sloveni del Lubiana non chiedeva di meglio. Anche se si poteva evitare il quarto set, vincendo col punteggio pieno. Il contorno del 3-1 di ieri sera? La fine dello sciopero del tifo e il ritorno, a sorpresa, dei Blu Brothers in curva che, ora, attendono il match di Macerata di stasera (da cui uscirà la rivale dei quarti) così: «Giuliani, ti aspettiamo» e «Giuliani dacci da bere», memori della frase sui «10 ubriaconi» al termine del match a Cuneo contro la Lube in campionato, quando il tecnico marchigiano fu contestato. E’

Taccuino CHAMPIONS

Trento-Dinamo e Macerata-Resovia

Il primo tempo del centrale slovacco Emanuel Kohut, 30 anni, piega le mani al serbo Milan Rasic, 27 CERATO

la quinta vittoria consecutiva per Sokolov e compagni tra campionato e Coppa, con un solo set perso (ieri sera). Se Antonov è il migliore in campo, Sokolov è il mattatore: 17-6 i muri, 10-2 gli ace per Cuneo. Piazza felice «Sono contento di

aver raggiunto l’obiettivo — dice Piazza —, bella la reazione nel 4o set». Pare una passeggiata l’avvio del match per Cuneo che in attacco non trova alcuna resistenza. Nimir Abdelaziz (grande personalità) manda a segno tutte le sue bocche da fuoco: in quattro rispondono col 100%, Antonov con il 75, Marchisio ha il 67% di perfette in ricezione. Difficile pretendere qualcosa di più e infatti Grbic, Wijsmans e de Pandis continuano a guardare dalla panchina. Gli sloveni non segnano alcun punto in contrattacco. Con l’85% totale di attacco di

PALLANUOTO OGGI ALLE 21

squadra e 5 muri a 0 nel primo set, coach Piazza ripropone la formazione di avvio. L’attacco cuneese scende al 48%, 8 errori punto di Cuneo permettono agli avversari di arrivare al vantaggio (11-13). E’ Sokolov a suonare la carica: l’opposto piazza il lungolinea del 13-15, poi un ace (14-15). Antonov (attacco e muro) e l’ace di Ngapeth con il nastro riportano Cuneo in vantaggio (22-19) fino al punto finale di Sokolov (25-21). Terzo set da dimenticare per i cuneesi che si complicano la vita: 9 errori punto, attacco al 38% e Lubiana che la spunta. Quarto set: le cose si mettono male fino al 6-9, poi entra Grbic per Nimir che aveva fino a quel momento tenuto egregiamente. Cambia la solfa: due muri di Kohut, gli sloveni barcollano e Cuneo riparte fino al muro finale di Rossi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A-1 DONNE A 10 CLUB

Bluff Modena Adesso è finita MODENA (p.r.) Un concitato faccia a faccia tra giocatrici e il presidente Rino Astarita, poi ieri la decisione: Modena si ritira. Venerdì sarà inviata la lettera di rinuncia alla Fipav, mentre domani la squadra giocherà in Challange Cup per evitare ulteriori sanzioni. Astarita è stato costretto ad ammettere di non avere trattative in corso e di non avere più risorse. La Datch Verona, accusata di non aver rispettato gli accordi di sponsorizzazione, ha fatto sapere di aver concesso gratuitamente il proprio logo come richiesta di Astarita.

(m.g. - niba) Forte di 8 vittorie nelle ultime nove la Lube cerca la qualificazione ai quarti ospitando il Resovia già battuto all’andata. Trento (in sestetto tipo, 20.30 dir. Sportitalia2) invece deve ribaltare il 2-3 dell’andata e sperare nel Golden Set. Il Kazan di Vermiglio è ai quarti, l’Ufa di Frigoni avanti in Challenger cup. Champions uomini (ritorno ottavi) Kazan (Rus)-Berlino (Ger) 3-2 (25-15, 21-25, 28-30, 25-13, 16-14; and 3-2), Trento-D.Mosca (Rus) (and. 2-3); Maaseik (Bel)-Kedzierzyn Kozle (Pol) 2-3 (25-22, 18-25, 25-18, 31-33, 13-15; and. 0-3), Belchatow (Pol)-Smirne (Tur) (and. 3-1); Macerata-Resovia (Pol) (and. 3-0), Cuneo-Lubiana (Slo) 3-1 (and. 3-0). Champions donne (rit. ottavi) – domani Rabita Baku (Aze)-Cannes (Fra) (and. 3-1), oggi Kazan (Rus)-Mosca (Rus) (and. 3-1); domani (15.30 dir. Sportitalia) Eczacibasi Istanbul (Tur)- Villa Cortese (and. 3-1), domani Günes Istanbul (Tur)-Sopot (Pol) (and. 3-1); domani Busto-Schweriner (Ger) (and- 2-3), oggi Lokomotiv Baku (Aze)-Azerrail Baku (Aze) (and. 0-3). Challenger Cup Uomini (rit. ottavi) – oggi Copra Elior Piacenza-Gabrovo (Bul) (and. 3-0). Donne (rit. ottavi) – oggi Limassol (Cip)-Rebecchi Piacenza (and. 0-3), domani Modena-Isc Ankara (Tur) (and. 1-3) RADO RUSSO? (niba) Radostin Stoytchev resta in corsa per succedere al Alekno sulla panchina della Russia. Il tecnico di Trento è in corsa con il connazionale Kostantinov ed alcuni allenatori russi. COPPA ITALIA A-2 DONNE (f.c.) Stasera (ore 20.30) andata dei quarti di Coppa Italia: Sala Consilina-Novara; Soverato-Frosinone; San Casciano-Casalmaggiore; Ornavasso-Mazzano.

IPPICA IN 15 DEI NOSTRI IERI A VINCENNES

World League: in Olanda E’ veramente Oropuro parte il nuovo Setterosa Assolo italiano a Parigi FRANCO CARRELLA

Un anno fa, a Eindhoven, il trionfo europeo. Ad aprile, a Trieste, la qualificazione olimpica conquistata contro l’Olanda. E dall’altra parte c’è ancora Mauro Maugeri, carissimo ex. Bastano questi motivi a rendere suggestivo l’esordio del Setterosa in World League, nella vasca di Alphen aan der Rijn, 40 chilometri da Amsterdam. «È la prima tappa di avvicinamento ai Mondiali di Barcellona», osserva il c.t. Fabio Conti, l’uomo che ha rivitalizzato la nostra pallanuoto femminile. La nuova formula concede più possibilità di esperimenti: gironi con partite di andata e ritorno, anziché concentramenti in sede unica nella fase preliminare. «Una novità positiva, un passo avanti chiesto da noi allenatori per rilanciare la manifestazione e avere maggiori test a disposizione. Ma io avrei fatto ancora di più: per la zona europea, invece di due gruppi da tre squadre, mi sarebbe piaciuto un girone unico all’italiana con gare di andata e ritorno. Così avremmo dieci giornate di gara che occuperebbero più spazio sui media. E a chi parla di trasferte che costano, faccio notare che con un maggior numero di partite si ridurrebbero i collegiali, che pure costano». Le convocate Le azzurre si sono allenate a Ostia domenica e lu-

nedì, le convocate sono 15: Gigli, Giulia Gorlero (portieri), Bianconi, Savioli, Motta, Aiello, Di Mario, Palmieri, Radicchi, Garibotti, Cotti, Frassinetti, Queirolo, Pomeri ed Emmolo. La società più rappresentata torna a essere l’Orizzonte Catania, con cinque giocatrici. Rispetto ai Giochi di Londra non ci sono la trentanovenne Casanova (che lascia i gradi di capitano a Di Mario), Abbate, Lapi, Pelle e Rambaldi. «Attingerò di volta in volta da un gruppo di 20-22 ragazze — spiega Conti —, cercando di capire chi risponde meglio al mio progetto tecnico, comunque la porta resta aperta a tutte». La stella E il futuro potrebbe ri-

servare un innesto di lusso. Quello della spagnola Blanca Gil, che ha avviato le pratiche per ottenere il passaporto italiano (ha sposato un siciliano). Tra due mesi diventerà mamma, poi giocherà con la Blu Team Catania in A-2. Non ha nascosto che le piacerebbe far parte del Setterosa, anche perché conosce bene Conti, che fu il suo allenatore a Roma. Dopo la rottura con l’Orizzonte, che non intendeva lasciarla alle rivali per lo scudetto, si era trasferita in Grecia all’Olympiakos, rinunciando pure alla convocazione nella Nazionale spagnola. A 29 anni, dopo la maternità, potrà dimostrare di essere ancora il miglior centroboa del mondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(m. pie.) Non poteva che essere Marco Smorgon, il più francese dei nostri guidatori, a salvare la spedizione italiana a Vincennes, nel primo appuntamento della settimana internazionale che culminerà domenica con il Prix d’Amérique (Main Wise As il candidato italiano, per ora è iscritto anche Nesta Effe). Assolo E’ stato Oropuro Bar ha

Fabio Conti, 40 anni, c.t. azzurro AP

LA GUIDA

Sabato a Catania contro la Russia Il Setterosa, che come il Settebello non ha mai vinto la World League, è nel gruppo Europa B con Olanda e Russia. Nel girone A ci sono Grecia, Spagna e Ungheria. Le prime 2 di ogni gruppo andranno alle finali del 3-8 giugno, a Pechino, con le prime 2 della zona America e le prime 2 dell’Asia-Oceania. Ecco il calendario del gruppo B: oggi Olanda-Italia (ore 21), sabato Italia Russia a Catania, 6/2 Russia-Olanda, 9/2 Italia-Olanda, 13/3 Russia-Italia, 16/3 Olanda-Russia.

regalare al trainer-driver piemontese l’ennesimo successo sulla carbonella parigina, anche ieri con la neve a bordo pista. Il figlio di Love You ha dominato il Prix de Mirande (m 2700) riservato ai 5 anni correndo praticamente sempre al comando per staccare in retta in maniera disarmante, davanti alla francese Utinka Selloise, quarto il Varennino Osasco di Ruggi (R. Vecchione). Oropuro Bar ha portato a casa i 45.000 euro destinati al vincitore e al tot. francese ha pagato 14,50. Il sauro è sempre stato un cavallo stimato, aveva già vinto a Vincennes il Prix Verroken 2011 nel convegno dell’Amérique, e poi tre mesi dopo aveva strabiliato nel GP Italia a Bologna dominando in 1.12.3. Ma successivamente un brutto infortunio prima della poule milanese sembrava aver messo fine alle speranze di riaverlo ai quei livelli. Ieri invece è riapparso al top dando ragione a Marco Smorgon che in Oropuro ha sempre creduto: «Quando lavora al mattino - ha detto Smorgon - è capace di fare un

Oropuro Bar (M. Smorgon) vince il Prix de Mirande a Parigi FORNI

22 VITTORIE SU 22 CORSE

La star Black Caviar torna il 16 febbraio Black Caviar in pista il 16 febbraio a Flemington (in un gr. 1 sui 1200 m) per allungare a 23 la striscia vittoriosa della carriera da imbattuta. La star australiana non corre dallo scorso giugno, quando vinse con brivido (il fantino Luke Nolen si rialzò prima del palo rischiando la beffa) le Diamond Jubilee, riportando anche uno strappo muscolare dal quale si è ripresa visto l’eccellente test sugli 800 m di ieri. Prima del rientro anche un galoppo pubblico nel convegno del 2 febbraio a Caufield.

chilometro in 1.08, come sanno fare pochi cavalli. Poi però capita che in corsa non renda secondo i suoi mezzi». Pace secondo Nel convegno (15 italiani al via), buon secondo il Varennino Pace del Rio (Santo Mollo) nel Prix de Pont-Audemer (m 2100) vinto in 1.14.2 da Verdict d’Honneur (J. Dubois). Terzo Pacific Model (G. Trinchillo), poi Priest Trav (N. Roussel). IERI QUINTÉ 11-1-15-14-13 A Trieste (m 2060): 1 Luna d’Asolo (M. Volpato); 2 Magico Capar; 3 Oregon Bi; 4 Nigeria Jet; 5 Iari; Tot.: 68,61; 18,27, 2,87, 2,59 (928,56). Quinté: n.v. Quarté: e 20.200,94. Tris: e 7.357,96. OGGI QUINTÉ A ROMA A Tordivalle (inizio convegno alle 14.55) scegliamo Magasso Jet (9), Nagual della Luna (10), Nugget di Poggio (6), Maldonado (2), Ithaki Fez (8) e Niarckos Sm (5). SI CORRE ANCHE Trotto: Firenze (13.45) e Aversa (15.15).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

TUTTENOTIZIE & RISULTATI Fondo SPRINT TECNICA CLASSICA

Che volata Pellegrino: è iridato under 23 Ora Mondiali da grande GIANNI VIEL

Sorride finalmente l’Italia del fondo che nella sprint a tecnica classica ai Mondiali under 23 di Liberec (R.Ceca) centra la vittoria con Federico Pellegrino. Il poliziotto valdostano aveva già fatto registrare il miglior tempo nelle

qualifiche del mattino; poi, nei turni di finale, è stato un rullo compressore. Una vittoria netta, davanti al finlandese Juho Mikkonen e al russo Evgeniy Belov. Sfortunato Maicol Rastelli, al quale l’esperienza e un po’ di cattiveria sono mancate in semifinale, eliminato al photofinish.

Federico Pellegrino (sinistra) beffa Mikkonen (Fin, al centro) e Belov (Rus)

Recuperato Grande gioia del-

lo staff a Liberec, col tecnico Stefano Saracco e i due responsabili delle squadra, Giuseppe Cioffi e Alberto Rigoni, che raccolgono i frutti del lavoro sui giovani. Soddisfazione anche per il direttore tecnico azzurro Silvio Fauner che, ora, ha la certezza di avere un’arma in più per i Mondiali in Val di Fiemme, un talento recuperato dopo l’infortunio alla spalla sinistra proprio a Liberec al Mondiale 2011 e che gli ha creato problemi a inizio stagione. Oggi Pellegrino rientrerà a St. Barthlemy, in attesa delle pre-olimpiche di Sochi. Vuerich sesta Brave anche le azzurre, con Gaia Vuerich, sesta, che ha dato tutto per arrivare in finale, dove non poteva sperare di più. Gara alla russa Soboleva sulle tedesche Ringwald e Kolb. Con le migliori anche Lucia Scardoni e Greta Laurent (12ª in batteria). Oggi gli juniores con la 5 e 10 tl: speranze legate ad altri due valdostani, Francesco De Fabiani e Francesca Baudin. Esordio anche della combinata nordica (HS100 e 10tl) con Daniele Varesco, Paolo Corradini, Raffaele Buzzi e Luca Gianmoena. Sprint tc. Uomini: 1. Pellegrino; 2; Mikkonen (Fin); 3. Belov (Rus); 4. Skar (Nor); 5. Wolz (Ger); 6. Byggland (Nor); 7. Rastelli; 20. Nizzi. Donne: 1. Soboleva (Rus); 2. Ringwald (Ger); 3. Kolb (Ger); 4. Godovanichenko (Rus); 5. Haga (Nor); 6. Vuerich; 20. Scardoni; 22. Laurent.

Bob e slittino IL N.1 DELLA FISI

Rugby VERSO ITALIA-FRANCIA

Poker TANIA MADRINA

Roda: «Cesana deve riaprire I soldi ci sono»

Pavanello e Cagnotto e gli Furno in dubbio «Assi» domani Arriva Bernabò a Saint Vincent

Sci COPPA DEL MONDO

A Kitzbuehel prova tra nebbia e proteste Jerman in ospedale CHRISTIAN REICHEL

Nebbia e polemiche sulla prima prova della discesa di Kitzbuehel. Dopo la caduta sotto l’Hunfshopf nella discesa di Wengen, sabato scorso, il norvegese Aksel Svindal è stato il più veloce. In 1’59"34 si è lasciato alle spalle Reichelt

Klaus Kroell, 32 anni, fermato dalla nebbia. Sopra, Andrej Jerman, 34 anni, trasportato all’ospedale di St. Johann con l’elicottero EPA

Atletica USA INDOOR (si.g.) A Winston Salem, mpm ’13 nei 60 metri di Barbara Pierre con 7"18. A New York. Uomini. 200: Gordon (Tri) 20"91. A Birmingham. Donne. 200: Scott 23"23. A Provo. Uomini. Peso: Lloyd 20.18. A Bloomington. Donne. 400: Wineberg 52"91. A Houston. Donne. 60: Hastings 7"26. Ad Albuquerque. Uomini. 600: Solomon (Tri) 1’17"63. A College Station. Uomini. 200: Ernest 20"79.

Bocce

ROMA (ro.pa.) Viste le incerte condizioni dei 2ª linea Antonio Pavanello (Treviso) e Joshua Furno (Narbonne), sottoposti ieri a risonanze che hanno evidenziato rispettivamente un problema al flessore della coscia destra e una distorsione alla caviglia destra, il c.t. azzurro Brunel ha convocato a Roma anche Valerio Bernabò (foto PLP). Il 28enne romano resterà in gruppo per le prime due partite del Sei Nazioni contro Francia (3 febbraio all’Olimpico) e Scozia (il 9 a Murrayfield). Oggi il c.t. e il capitano Parisse invece a Londra per il lancio del Torneo. Intanto Martin Castrogiovanni non è ancora giunto a Roma, ufficialmente perché influenzato. Sarebbe atteso nella Capitale per oggi. Ieri, il direttore generale del Leicester, Simon Cohen, ha smentito che il passaggio di Castro al Tolone sia cosa fatta. «Innanzitutto abbiamo bisogno di un’indennità soddisfacente (il pilone ha un altro anno di contratto, ndr); e poi Castrogiovanni deve venire da noi per esprimerci la sua volontà di partire». FRANCIA CAMBIA Un cambio nel gruppo dei 33 francesi: esce per infortunio il 18enne centro del Tolosa Gael Fickou, infortunatosi dieci giorni fa contro Treviso in Heineken Cup; è sostituito dal 27enne trequarti ala del Perpignan Adrien Plante, anche lui senza caps.

(fa.bi.) Notte di assi, notte di campioni. E un sogno che mette insieme tutti: partecipare ai Mondiali negli Stati Uniti. Da domani al 28 gennaio al casinò di Saint Vincent (Aosta) scatta la terza e ultima tappa de «Gli assi del Poker Club» di Lottomatica. Sarà presente una madrina d’eccezione: Tania Cagnotto (foto IPP), 27 anni, l’unica azzurra a vincere una medaglia iridata nei tuffi, quarta ai Giochi di Londra 2012 nel trampolino da tre metri e nel trampolino sincro in coppia con Francesca Dallapè. Tania darà il calcio d’inizio, — nel poker è lo shuffle up and deal — del torneo. E non solo. Sabato infatti si siederà al tavolo verde per sfidare nel «Ladies event» le migliori giocatrici di poker italiane. Comunque gli occhi di tutti saranno puntati sul main event: in campo ci saranno tanti fenomeni del texas hold’em, a partire dal bi-campione del mondo Max Pescatori. A Saint Vincent sono attesi trecento giocatori. Alla fine del torneo, poi, si tireranno le somme. Il giocatore che avrà totalizzato più punti durante la settimana potrà volare a Las Vegas per partecipare, gratuitamente, al prossimo campionato del mondo.

Rivolta Molto critico Klaus Kroell, finito in un banco di nebbia proprio in uno dei punti più critici, sul traversone finale: «Non si vedeva niente, non sapevo dove atterrare e mi sono fermato. Farci partire è stata una follia totale. E’ stata una prova completamente inutile, abbiamo solo danneggiato la pista». Oggi e domani sono in programma altre due prove per la discesa di sabato (venerdì c’è il superG e domenica lo slalom valido per la combinata), ma le previsioni meteo non sono buone ed è probabile almeno un annullamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CROSS SIVIGLIA (pe.m.) Successi dei keniani Jairus Birech e Mercy Cherono nel 31º cross Iaaf di Siviglia (Spa). Uomini (km 10.8): 1. Birech (Ken) 31’56"; 2. E. Bett (Ken) 31’57"; 3. C. Kipruto (Ken) 32’15"; 4. Mesel (Eri) 32’19"; 8. P. Guerra (Spa) 32’36". Donne (km 8): 1. M. Cherono (Ken) 26’47"; 2. Cheptai (Ken) 27’27"; 3. M. Masai (Ken) 27’47"; 4. Martin (Spa) 27’52".

MILANO (si.ba.) «Cesana aperta nel 2013-14? Non è affatto una battuta. Ci sono 7 milioni disponibili per il 2012 e 13 per il 2013: bisognerà usarli per riqualificare i siti di Torino 2006, e la pista di slittino è la priorità». Così il presidente della Fisi, Flavio Roda, ieri a Milano a margine della presentazione dello sponsor Gdf Suez allo sci nordico. Dall’halfpipe di Bardonecchia al trampolino di Pragelato, gli impianti sono dismessi e a ottobre c’è stato lo svuotamento della pista di Cesana dall’ammoniaca. «Ora si può riempire col glicole, come a La Plagne — spiega Roda —. Se gli enti sono favorevoli, come è emerso dalla riunione della Fondazione XX marzo, e ci sono imprenditori interessati, si può pensare a un’altra gestione». Resta il nodo di Parcolimpico, la società a maggioranza privata (70% Live Nation, 30% Fondazione) che ha in mano la gestione degli impianti per 30 anni. «Se non sono interessati al sito, si facciano da parte» chiude Roda. Nei mesi scorsi però è trapelata da Live Nation l’idea di realizzare una pista di sci indoor. Sullo sfondo, i 70 milioni di avanzo da Torino 2006, sbloccati dal governo dopo la rinuncia a Roma 2020 e destinati alla «promozione di valli e comuni montani sede dei siti olimpici». Fanno gola a molti.

(di 25/100) e il connazionale Jansrud (di 66). Ma la prova è stata più volte interrotta a causa della nebbia e già prima della partenza il portavoce degli atleti, Erik Guay, aveva chiesto il rinvio: le nevicate dei giorni scorse avevano lasciato una pista morbida e la paura degli sciatori era di rovinarla e creare buchi pericolosi in vi-

sta della gara. La richiesta è stata respinta dalla giuria presieduta da Gunther Hujara, direttore della Coppa del Mondo maschile. Due big come Raich e Kostelic hanno deciso di non partire. È andata peggio a Andrej Jerman: lo sloveno è caduto ed è finito nelle reti, si è rialzato e ha sciato fino all’Hausberg, dove è svenuto. Immediatamente soccorso, è stato trasportato all’ospedale di St. Johann dove gli è stata diagnosticata una commozione cerebrale, ora è a Innsbruck in osservazione. Alla fine il migliore italiano è risultato Klotz, 9o, seguito da Fill 10o a 1"52 e Paris 11o a 1"65, Innerhofer è 21o a 2"22, Marsaglia e Heel trentaduesimi a 2"87.

A PETANQUE (c.f.) Il 4˚ turno nella serie A di petanque. Uomini: Lanternino-Abg Genova 11-9, Taggese-Dlf Ventimiglia 20-0, Valle Maira-Bovesana 16-4, Auxilium Saluzzo-Caragliese 18-2. Classifica: Taggese 8; Valle Maira 8; Saluzzo 5; Caragliese, Abg e Lanternino 3; Bovesana 2; Dlf 0. Donne: San Bartolomeo-Lanterino 10-8, Anpi Molassana-Pontedassio 10-8, Aux. Saluzzo-Valle Maira Dronero 10-8, Caragliese-Bovesana 12-6. Classifica: Caragliese 8; Anpi 7; San Bartolomeo 6; Pontedassio 4; Bovesana 3; Valle Maira e Saluzzo 2; Lanternino 0.

Boxe CIAO PAVLIK (r.g.) Kelly Pavlik (40-2), 30 anni, residente a Youngstown (Usa) ex iridato medi dal 2007 al 2010, origini polacche, in attività dal 2000 a 18 anni, ultimo incontro il 2 luglio scorso, ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica. In carriera ha battuto Taylor, Zuniga, Miranda, Lockett e Rubio, unici suoi vincitori: Hopkins e Martinez. SCARPA-PAGLIARA (r.g.) Il 25 gennaio a Santena (To), per la Cavallari Boxe, sfida tricolore tra il campione superpiuma Andrea Scarpa (9-2) e Floriano Pagliara (14-4-2) residente a New York dal 2009. Nei welter: Pintaudi-Di Palmo; superleggeri: Randazzo-Delmestro.

Hockey ghiaccio SERIE A (m.l.) Asiago e Milano ai playoff. Pontebba al playout. Così ieri la 3ª giornata della 2ª fase. Master Round: Renon-Bolzano 2-3 suppl. (1-0, 0-1, 1-1; 0-1); Valpellice-Val Pusteria 4-7 (2-5, 2-0, 0-2). Rip. Alleghe. Classifica: Bolzano 46; Renon, Val Pusteria* 42; Alleghe* 33; Valpellice* 31. (*: una gara in meno) Relegation Round: Cortina-Milano 3-5 (1-3, 1-0, 1-2); Pontebba-Asiago 0-4 (0-2, 0-1, 0-1). Rip. Val di Fassa. Classifica: Asiago* 34; Milano 32; Cortina 23; Val di Fassa* 14; Pontebba* 6. (*: una gara in meno)

Hockey pista POSTICIPI (m.nan) I posticipi della 12ª giornata di A-1: Breganze-Forte dei Marmi 3-5; Viareggio-Giovinazzo 8-1; Valdagno-Follonica 9-5; Bassano-Lodi 3-3, Giocate sabato Matera-Thiene 5-2, Sarza-

na-Novara 5-5, Prato-Trissino 7-4. Classifica: Valdagno, Viareggio 33; Lodi 28; Bassano 25; Forte dei Marmi 22; Novara 20; Breganze 18; Matera 13; Trissino, Prato 12; Sarzana 11; Giovinazzo 6; Follonica 4; Thiene 1.

Hockey prato RADUNO (g.l.g.) Da oggi al 27 gennaio si raduna all’Acqua Acetosa la nazionale femminile, in vista della World League a Valencia (Spa) dal 25 febbraio al 4 marzo. Sono 22 le atlete convocate, mancano le gemelle italo-olandesi Chiara e Alessia Padalino e la Traverso che gioca in Argentina. Cinque le esordienti non ancora ventenni.

Nuoto HOSSZU SCATENATA (al.f.) La magiara Katinka Hosszu vince 11 gare a Lussemburgo (50 m, batterie + finali): 200-400-800 sl (2’00"64, 4’15"31, 8’37"77), 50-100 dorso (29"54, 1’01"74), 200 rana (2’32"57), 50-100-200 farfalla (27" 09, 1’00"08, 2’12"26), 200-400 misti (2’15"94, 4’41"18). L’olimpionica Ruta Meilutyte, che ha firmato un contratto di sponsorizzazione con Arena, domina 50-100 rana e batte proprio la Hosszu nei 100 sl. Uomini: 200 sl Lebherz (Ger) 1’49"93; 50-100 ra Koch (Ger) 28"30, 1’01"09. Donne: 50 sl Brandt (Ger) 25"36, Meilutyte (Lit) 25"60; 200 do Zevina (Ucr) 2’11"67; 100 sl, 50-100 ra Meilutyte (Lit, 15) 55"35 (Hosszu 55"44), 30"90, 1’07"26.

Rugby ROSSOBLÙ CITATI (i.m.) I giocatori del Rovigo Jeff Montauriol e Joe Van Niekerk sono stati citati dall'Erc, udienza domani a Dublino, per stamping e placcaggio pericoloso nel match di Challenge Cup a Perpignan. NATIONS CUP Cambia la Pacific Nations Cup: Usa e Canada si aggiungono a Giappone, Tonga e Figi, mentre Samoa si prenderà un anno sabbatico per partecipare, in giugno, a un quadrangolare in Sudafrica con Italia, Scozia e Springboks.

Softball CALENDARIO (m.c.) Prenderà il via sabato 30 marzo la nuova stagione. Undici le squadre al via (dopo la rinuncia di San Marino), senza retrocessioni in vista di un allargamento a 14 per il 2014, in due raggruppamenti. Tra l’andata ed il ritorno tre giornate di intergirone. Soste per l’All Star Game (primo weekend di giugno) e per gli Europei di Praga (7-14 luglio). Dal 20 luglio le

Risultati: 1. Svindal (Nor) 1’59"34; 2. Reichelt (Aut) a 25/100; 3. Jansrud (Nor) a 66/100; 9. Klotz a 1"31; 10. Fill a 1"51; 11. Paris a 1"65; 21. Innerhofer a 2"22.

semifinali scudetto e la Coppa Italia (finale il 7 settembre) per le escluse dai playoff; dal 3 agosto la finale. Obbligatoriamente in campo 8 giocatrici di scuola italiana, con tre straniere tesserabili. Il 1˚ turno. Nord: Collecchio-Bollate, Legnano-Nuoro, La Loggia-Bussolengo. Sud: Forlì-Bologna, Caserta-Urbe Roma. Riposa: Unione Fermana.

Sport invernali MILLEGROBBE (g.v.) Nella Millegrobbe, granfondo a tappe, a Lavarone (Tn) successo finale di Daniel Yeuilla (Esercito) su Carrara e Compagnoni e di Eugenia Bitchougova (Hartmann) con Sara Pellegrini che ha fatto sua la 30 tl finale. TRICOLORI SCIALPINISMO (g.v.) Il tricolore di sci alpinismo a Comelico Superiore (Bl), abbinato alla Pitturina Race è andato a Matteo Eydallin su Holzknecht e Reichegger, e Gloriana Pellissier su Nicolini e Martinelli. ORIGONE A 216 KM/H Ai Mondiali di sci velocità di Vars (Fra), ieri Simone Origone ha vinto la quarta delle dieci run toccando i 216 km/h, davanti ai francesi Simone e Louis Billy. Ivan Origone sesto. FREERIDE A Courmayeur (Ao), nella seconda delle sei tappe del Freeride World Tour, vittoria per l’azzurro Markus Eder.

Tiro a segno Azzurri a Monaco senza Campriani Comincia la stagione con il tradizione appuntamento a Monaco di Baviera per le competizioni a 10 m, in preparazione per gli Europei (1-2 marzo) di Odense (Dan). Assente Niccolò Campriani che si sta allenando a Sheffield, la c.t. Valentina Turisini ha convocato per la carabina Marco De Nicolo, Tommaso Leonardi, Giorgio Sommaruga, Simone Tressoldi, Marica Masina, Elania Nardelli, Martina Pica e Sabrina Sena; per la pistola l'argento olimpico Luca Tesconi, oltre a Andrea Amore, Francesco Bruno, Giuseppe Giordano, Giustina Chiaberto, Susanna Ricci, Chiara Marini e Andra Iuliana Burlacu.

Triathlon TRICOLORI WINTER (al.f.) Senza il campione italiano in carica Daniel Antonioli bloccato dall’influenza intestinale, Giuseppe Lamastra vince il Tricolore di winter triathlon a Carcoforo (Vc) davanti a Comazzi e De Paoli. Tra le donne, successo per Chiara Novelli che precede Perico e Ferrari.

AGENZIA REGIONALE CAMPANA DIFESA SUOLO (ARCADIS) ESTRATTO BANDO DI GARA Oggetto: Procedura di affidamento dei servizi “di pulizia, guardiania, piccola manutenzione e facchinaggio” da effettuarsi presso la sede dell’ARCADIS in Sarno (SA) alla via Ingegno snc - Centro Integrato di Attrezzature per la Protezione Civile ai sensi degli art. 3, c. 37 e 83 del D.Lgs. 163/2006 e ss.mm.ii. e dell’art. 120 del DPR 207/2010. E’ indetta gara mediante procedura aperta per l’appalto di servizi relativo all’oggetto. CIG. 4867944278. Luogo di esecuzione: Regione Campania. Importo complessivo dell’appalto: Euro 172.428 + IVA. Categoria servizi n. 14 dell’allegato II A del D.Lgs. n. 163/2006 e ss.mm.ii.. Termine di esecuzione dei servizi: mesi dodici. Gli atti di gara sono visionabili e/o scaricabili gratuitamente dal sito dell’ARCADIS: www.arcadis.campania.it scaricabile gratuitamente dal profilo del punto di contatto www.arcadis.campania.it. Il termine di presentazione delle offerte è il 20/02/2013, alle ore 16.00. Le offerte devono essere inviate a: ARCADIS (Agenzia Regionale Campana Difesa Suolo) - via Marchese Campodisola, 21 - 80133 Napoli. Apertura offerte: prima seduta pubblica presso via Marchese Campodisola, n. 21, in Napoli, alle ore 10.00 del giorno 25/02/2013. Il bando integrale di gara è consultabile sul BURC, sul SITAR (www.sitar-campania.it) e sul profilo del punto di contatto, www.arcadis.campania.it. Il Commissario ARCADIS - Flavio Cioffi


MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

TERZO TEMPO GazzaFocus

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LETTERE

Soldini è nettamente in vantaggio sul record dei monoscafi

Maserati a Capo Horn E’ festa con lo zampone «Le ultime miglia sono state durissime, poco vento e pioggia, poi sono arrivati 35 nodi... Ora si risale verso la California»

PortoFranco A CURA DI FRANCO ARTURI Fax: 0262827917. Email: gol@rcs.it Twitter: @arturifra

Armstrong, Pinocchio e i nostri «yes or no» Quello che ha fatto Armstrong è ingiustificabile e soprattutto incancellabile. Per lui però oltre alla vergogna provo un filo di umana pietà, dopo l’umiliazione pubblica alla quale si è sottoposto. Nutro inoltre la speranza che il suo percorso di vita si trovi nello stesso punto in cui si trovava Pinocchio una volta fuggito dalle fauci del pescecane e in compagnia del tonno, stava raggiungendo la riva e dopo tante bugie era diventato bambino. La stessa vergogna che provo per Lance la provo per tutti gli altri personaggi che negli ultimi vent’anni hanno giocato ingannando (e magari non saranno mai scoperti), contribuendo a far diventare il ciclismo una brodaglia avariata. Che cosa risponderebbero alla prima domanda di Oprah, yes or no? Come voi della Gazzetta mi avete insegnato continuerò a seguire e a sostenere questo sport perché è nel nome di quei quattro o cinque corridori puliti rimasti in gruppo che vale la pena lottare. P. s.: se Oprah facesse quella stessa domanda a noi uomini comuni, riguardo a determinati comportamenti nell’arco della nostra vita, magari più o meno riprovevoli, che abbiamo avuto nei confronti di quelle persone alle quali avevamo giurato fedeltà onestà e rispetto, cosa risponderemo, yes or no? Daniele Barlesi (Quarrata, Pt)

Lo sperone di roccia di Capo Horn, la propaggine più a Sud dell’America

Il tricolore a Capo Horn: per Giovanni Soldini si tratta del terzo passaggio GIOVANNI SOLDINI

In 22 giorni Maserati è arrivata da New York a Capo Horn MICHELE SIGHEL

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IL PUNTO PIÙ ESTREMO DELLE AMERICHE

A BORDO DI MASERATI

Miglia a San Francisco Dopo aver doppiato il Capo più a Sud del Mondo Maserati e il suo equipaggio si trovano circa a metà strada per arrivare fino a San Francisco in California (r.ra.)

OCEANO PACIFICO

Da quando abbiamo passato Rio de Janeiro la meteo non è stata clemente con noi e abbiamo faticato per scendere sino alla Terra del Fuoco: poco vento, molto spesso contrario, tanti groppi e diversi fronti freddi hanno reso la nostra rotta lenta e faticosa. Questa notte siamo passati nello stretto di Le Maire - appunto con pochissimo vento, tanta pioggia e una miriade di albatros che si riposavano sul pelo dell’acqua. Quando Maserati si avvicinava troppo, loro cercavano goffamente di decollare verso il cielo sbattendo le ali e correndo letteralmente sull’acqua dell’Oceano Atlantico. Erano buffi a guardarli. Non sono abituati a volare senza l’aiuto del vento e questa mattina proprio non ce n’era né per noi, ma neppure per loro... È arrivato soltanto in vista di Capo Horn e in pochi minuti è successo davvero di tutto. Abbiamo ridotto le vele in fretta e furia e ci siamo messi a bolinare con 35 nodi di vento, due mani di terzaroli alla randa e tormentina (riducendo quindi la superficie della vela, ndr). Il clima a bordo di Maserati è euforico, siamo tutti strafelici del passaggio del mitico capo, 21 giorni e 23 ore per andare da New York alla Terra del Fuoco sono veramente pochini... È la prima volta che passo di qui controvento (Soldini aveva doppiato due volte il mitico capo, ma in senso opposto, da Ovest a Est, ndr), ma è anche la prima volta che lo fac-

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giorni, 3 ore e 2 minuti Il record dei monoscafi è di Aquitaine Innovations e Maserati lo sta stracciando. Per ora Soldini è veloce come un multiscafo: il record di Gitana è 43 giorni, 3’ 38" (r.ra.) RCS

cio con un gruppo di persone affiatate che hanno lo stesso obiettivo. E’ bellissimo poter condividere certi momenti e certe emozioni con queste persone. È proprio bello essere qui in nove, tutti a inseguire lo stesso sogno: quello di stabilire un nuovo record, su una rotta storica e un’ po’ leggendaria, come la New York-San Francisco. Giorni duri Capo Horn è l’entra-

ta del Pacifico del Sud, ora ci aspettano quattro giorni difficili. Stiamo bolinando verso Sud Ovest e tra molto poco dovremmo andare incontro a un fronte freddo. Una volta passati a Ovest del fronte, il vento dovrebbe girare 25 gradi più a Sud e rinforzare ulteriormente. Sarà quello il momento di virare e di mettere la prua verso Nord. A quel punto probabilmente saremo a 58 gradi di latitudine Sud e dovremo raggiungere i 30 Sud il più veloce-

mente possibile, senza incappare in una grossa depressione che potrebbe colpirci nei prossimi giorni. Ma senza neanche finire troppo vicino a terra perché le Ande sono talmente alte che costituiscono un muro naturale che comprime i venti e li rende sotto costa violentissimi e contrari. Siamo contenti, ma anche consapevoli che la strada per arrivare fino in California è ancora molto lunga e le difficoltà non sono certo finite. Lenticchie Questa sera a bordo

si festeggia tra un onda e l’altra (e vi assicuro non sono tutte piccole), tra un salto e un tonfo di Maserati che arranca contro questo "nuovo" Oceano. Ci aspetta uno squisito zampone con lenticchie, accompagnato dall’unica bottiglia di vino imbarcata alla partenza da New York! Ce la gusteremo fino in fondo... © RIPRODUZIONE RISERVATA

NEL GIRO DEL MONDO

Allarme Dick E’ senza bulbo (r.ra.) Ancora problemi nel Vendee Globe: Dick ha perso il bulbo. L’incidente è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì quando era in terza posizione e a 2000 miglia dal traguardo. Fortunatamente Dick è riuscito a non far capovolgere la barca e utilizzando i water ballast sta continuando la navigazione. «Non mi sono ancora ritirato – ha detto — sto decidendo». E’ improbabile che Dick possa finire la regata anche se Guillemot nel 2009 ha portato a termine le ultime 1000 miglia nelle stesse condizioni. Gabart su Macif sta continuando la sua cavalcata trionfale.

Poco da aggiungere alla sua bella lettera, una delle tante arrivate sul tema. Mi pare tutto da sottoscrivere. Penso che il percorso di riscatto umano di Armstrong sia solo all’inizio: ha detto poco e talvolta male. Ma è apprezzabile che sia uscito quanto meno dalla menzogna totale. La parabola dei grandi colpevoli serve anche ad attivare una riflessione sulle defaillances di tutti, corridori e non.

Il mio ricordo di Garrone

Galliani che sorprende

Chiedo spazio alla Gazzetta per ricordare un Grande Presidente! Caro Riccardo Garrone, anche se non sempre sono stato d'accordo con le tue scelte (ma i tifosi sono fatti così...) non scorderò mai la gioia provata per l'accesso ai preliminari di Champions League. Presidente, la nostra «Ballerina» con Te è tornata a danzare e di questo tutti i tifosi sampdoriani ti saranno sempre grati! Ciao vecchio Duccio!

Questo Milan non finisce mai di stupire. Si gettano le basi per un progetto importante, guardando al futuro e poi a un certo punto si vira su calciatori di una certa età. Mi riferisco a Zaccardo, Dossena e Lodi verso i quali Galliani ha avuto un certo interessamento, sebbene timido. A questo punto mi viene da dire che il Milan predica bene ma razzola male, perché va alla ricerca di giocatori a parametro zero, o quasi, indipendentemente dall'età. Se poi sono seconde linee o scarti delle squadre non ha importanza.

Michele Federici (Pralboino, Bs)

Ci fa particolarmente piacere che la vostra voce ricordi un presidente che ha portato stile e signorilità nel calcio. Su questo giornale continuiamo a rievocarne la figura, anche attraverso l’opinione di Umberto Zapelloni.

Questo Branca non lo reggo Ennesima figuraccia del direttore dell’area tecnica dell' Inter, Branca. Ogni qualvolta c’è da sbrogliare una delle infinite trattative da lui messe in piedi, Moratti è costretto a prenderne le redini e portarle a termine. Non elenco tutti i fallimenti altrimenti non finirei più, ma bastava l'affare (?) Forlan per meritarsi un benservito. Ed invece eccolo qui, ancora bello, sorridente, e strapagato, in attesa del suo ennesimo viaggio in Brasile per concludere l'affare Paulinho: scommettiamo che sarà chiuso da Moratti? Antonio Marcucci (Squinzano)

Non condivido nè il suo tono nè la sostanza dei rilievi: accanto alla lista dei fallimenti, se ne potrebbe fare un’altra, anche più lunga, di ottime operazioni, che hanno portato l’Inter dove non era più da decenni. Infine, se Moratti si tiene il suo plenipotenziario, ci sarà senz’altro un motivo.

Angelo Giovinazzo

Per non parlare di Kakà e Beckham, naturalmente. Fra l’altro non è detto che i cosiddetti «parametri zero» siano convenienti per definizione: è vero che non paghi il cartellino, ma di fatto l’ingaggio lievita in modo sensibile, per una ovvia legge di mercato. Non farei dell’integralismo generazionale: per costruire una buona squadra qualche veterano può essere utile. Il problema principale è che al Milan servono difensori e centrocampisti molto prima che attaccanti. Gli scarti degli altri? Galliani ci ha costruito un’epopea.

Insonnia contagiosa Egregio Arturi, in questo turbine di dichiarazioni politiche mi è venuto un dubbio che non mi fa dormire. Come lei sa, a San Siro ci sono dei gradini che portano dagli spogliatoi su al terreno di gioco: ebbene, possiamo ancora dire «le squadre scendono in campo» o dovremo dire piuttosto «le squadre salgono in campo»? (lo so, lo so, il 2013 sarà un lungo anno...). Enzo Miranda

Anch’io starò con gli occhi sbarrati a guardare il soffitto stanotte, accidenti a lei.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_le liste pulite

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Ma chi è questo Cosentino che ha fatto tremare il Pdl? Il "rais" del partito in Campania dopo l’esclusione dice: «Una montatura». E Berlusconi è con lui: «Non lo candido solo per avere consenso» Oggi daremo la parola soprattutto a Nicola Cosentino, massacrato ieri dal suo partito che lo ha escluso dalle liste giudicandolo «impresentabile» e dai giornali che hanno senz’altro concordato con questo giudizio e adoperato a iosa il soprannome che Cosentino si porta appresso, «Nick ’o ’mericano». Berlusconi lo ha difeso ancora ieri, sostenendo che la sua esclusione è colpa dei giudici: «L’esclusione di tanti amici dalle nostre liste è stata una scelta dolorosa. A queste persone, in particolare a Nicola Cosentino, va il mio ringraziamento. Abbiamo dovuto chiedere ai nostri amici di rinunciare perché una magistratura politicizzata li aveva attaccati e questo fatto, divulgato dai media, poteva diminuire il nostro consenso. Io a questo punto sono sicuro di vincere».

1Cosentino ieri ha addirittura tenuto una conferenza stampa.

Sì, e vedendo che lo fotografavano a tutto spiano, ha scherzato: «Tutti questi scatti per un impresentabile?».

2 Che cosa ha detto della sua esclusione, del fatto che ora andrà probabilmente in galera e delle voci che s’erano sparse a un certo punto sul fatto che, per ripicca, avesse fatto sparire i documenti mettendo a rischio la partecipazione del Pdl al voto in Campania?

ché dovrei andare in carcere se oggi sono un cittadino comune e non ho più potere di condizionare? Se ci vado è perché siamo in un paese non civile, se ci vado ci vado con la mia dignità. Comunque non ho paura del carcere. E però mi chiedo: perché io fuori e gli altri dentro? Già, sono il capo degli impresentabili...». Intanto, già oggi Cosentino sarà al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la prima udienza del processo in cui è accusato di aver favorito la concessione di un credito per la costruzione di un centro commerciale a una società vicina ai clan.

4 Su Berlusconi? L’ha perdonato?

Nicola Cosentino, 54 anni, ex sottosegretario Pdl: è nato a Casal di Principe (Ce) LAPRESSE

4

IL NUMERO

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I mandati alla Camera di Cosentino Il deputato del Pdl Nicola Cosentino è stato eletto alla Camera tre volte, nel 1996 e nel 2001 con Forza Italia e nel 2006 con il Pdl. Nel 2008 è stato nominato Sottosegretario all’Economia e alle Finanze del governo Berlusconi, ruolo ricoperto per circa due anni

«Ho lottato fino alla fine per la candidatura, ma non per una questione di immunità. Avrei potuto candidarmi con uno dei

tanti partiti che me l’hanno offerto. Ma io non vendo la dignità per l’immunità perché penso che valga molto di più» ha detto Cosentino, suscitando un grande applauso tra i presenti. «Non ho fatto un passo indietro. Quanto alle liste, sono state regolarmente consegnate. Sono stato fino a notte fonda a Palazzo Grazioli a dare il mio contributo ad organizzare le liste — ha sottolineato — una parte dei documenti li avevo io e li ho consegnati al mio commissario che già dalle cinque era in tribunale». «Si è montato un caso e per evitare che ci potesse essere un mio ritorno in campo. È stato scritto di tutto. Che ero scappato con le liste, che volevo esserci a tutti i costi. Vi ho deluso, ma certo avete raggiunto l’obiettivo. Da adesso sono un cittadino comune e mi dedicherò a difendermi».

3 Che cosa ha detto sui processi che lo riguardano?

Il giudice Egle Pilla lo ha definito «referente nazionale del clan dei casalesi», nella richiesta d’arresto inviata a suo tempo al Parlamento c’è scritto:

«Cosentino contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni ’90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale creando e co-gestendo monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose». Ha ricordato di essere indagato dal 1996, ma solo ora è stata messa in atto una «montatura mediatica che ha determinato la mia esclusione. È una montatura contro di me che mi impedisce di candidarmi alla Camera. Una montatura creata sul modello di quella che nel 2010 mi ha impedito di correre per la presidenza della Regione Campania. C’è questa sete, fame, di sangue che oggi rincorre la piazza. Che certa stampa rincorre (...) Ora la stampa scelga un’altra icona del male». Poi: «Non sono scappato dai giudici e dai processi. Voglio invece un giudizio immediato. Uno dei miei accusatori si è tolto la toga ed è andato a fare l’assessore nella giunta De Magistris (il sindaco di Napoli, ndr). Sono pronto ad andare in galera, ma a fronte di una sentenza. Per-

«Il presidente Berlusconi è una persona assolutamente straordinaria alla quale mi lega un vincolo di rapporto di stima e di amicizia. Accetto l’esclusione dalle liste senza nessuna polemica. Se può servire a prendere qualche voto in più e battere queste sinistre, va bene. Non potrò partecipare direttamente alla competizione ma lo farò con il cuore. Potevo portare voti a livello locale ma farne perdere a livello nazionale. Questo focus consegnato al partito ha portato al provvedimento di esclusione».

5 Non se l’è presa neanche con Alfano, che s’è battuto con tutte le sue forze per tenerlo fuori?

Ha definito il segretario del Pdl «un perdente di successo». «Io non ho mai forzato la mano. È sempre stata una discussione politica. Ho profonda stima di Angelino come di tutto il gruppo dirigente del Pdl. Ho detto "Mi avete fottuto tutti"? Assolutamente no, è la solita macchina del fango. Si è detto che sono quasi venuto alle mani con Angelino Alfano. Ma no, io non ho niente rispetto alla categoria dei perdenti di successo. Ho profonda stima di Angelino come di tutto il gruppo dirigente».

A

NO AI VOTI ERASMUS

S Palazzo Chigi ha deciso Niente da fare: i 20 mila studenti Erasmus italiani non potranno votare alle prossime elezioni politiche. Non sono bastate la volontà politica e il perentorio invito dell’Ue. Il Consiglio dei Ministri, dopo aver valutato anche le relazioni dei ministri Cancellieri (nella foto) e Terzi, ha giudicato le «difficoltà insuperabili». Il perché in una nota di Palazzo Chigi: «per motivi di tempo e di praticabilità e, soprattutto, di costituzionalità nel selezionare solo gli studenti Erasmus, escludendo tutti gli altri soggetti che si trovano all’estero per ragioni di studio», circa 26 mila possibili elettori

Vota Antonio -31 IL NOSTRO DIARIO ELETTORALE

Bersani: «Meno F35» E Lombardo si candida

Raffaele Lombardo, 62 anni. Correrà per l’Mpa al Senato

Pierluigi Bersani ha aperto, ieri, al teatro Jovinelli di Roma, il suo tour elettorale. Tra i temi trattati, le liste elettorali e gli interventi urgenti per l’Italia: «Bisogna assolutamente rivedere e limitare le spese militari degli F35 perché le nostre priorità sono altre. La nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro». Il suo intervento è arrivato dopo le notizie diffuse dalla stampa internazionale sulla vulnerabilità dei cacciabombardieri ai fulmini e sulle polemiche rimbalzate in tutto il mondo, ed è stato letto come un’apertura ad Antonio Ingroia e alla sua Rivoluzione civile. Fitta l’agenda di Bersani: molto attesa, in particolare, l’uscita pubblica del segretario con Matteo Renzi, prevista il 1˚ febbraio a Firenze. Nelle stesse ore il premier Mario Monti, in qualche modo difendeva il leader del Pd su Radio2: «Il Pd non porta il paventato "pericolo comunista" in Italia e, in questo senso, Silvio Berlusconi sbaglia». Il leader della coalizione moderata ha, invece, punzecchiato Nichi Vendola e il Sel: «Non permette politiche innovative». La novità di giornata l’ha regalata, però, la questione delle liste e dei candidati, e in particolare l’ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. Aveva promesso solennemente, dopo le sue dimissioni da presidente della Regione, che non si sarebbe più candidato. Ieri il dietrofront: sarà invece capolista al Senato per il Movimento per le autonomie (Mpa), nonostante il processo in corso a Catania nel quale è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. E non sono mancati i malumori e le sorprese nemmeno tra i suoi fedelissimi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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notizie Tascabili

Per i 19 licenziamenti

A Roma, è rotolata dalle scale

Pomigliano: «No al ricorso Fiom» La Fiat sorride

L’ex numero 1 della banca senese

Il Tribunale di Roma ha respinto ieri il ricorso presentato dalla Fiom contro le 19 procedure di mobilità annunciate dalla Fiat a Pomigliano il 31 ottobre, su cui non si è mai trovato un accordo. Il giudice ha ritenuto che vi fosse un difetto di legittimazione a proporre ricorso, perché i licenziamenti devono essere compiuti e non soltanto annunciati perché si possa valutare un eventuale danno. La Fiom era intervenuta contro la decisione della Fiat di licenziare 19 operai come reazione alla sentenza della Corte d’Appello di Roma che aveva imposto 145 assunzioni.

Incinta dice «spostati» L’altro la spinge giù, la donna perde il bimbo

Mps, Mussari lascia la presidenza dell’Abi «Non la coinvolgerò» L’ex presidente dell’Mps Giuseppe Mussari si è dimesso dalla presidenza dell’Associazione bancaria italiana (Abi). Dopo essere stato travolto dalle polemiche sulla gestione della banca senese, che ora dovrà rimediare con 3,9 miliardi di prestiti pubblici, i "Monti bond", per ripianare il buco di bilancio, ha inviato una lettera al vicepresidente Camillo Venesio in cui annuncia la sua decisione irrevocabile e con effetto immediato e respinge ogni addebito, sostenendo di non aver commesso nessun illecito, ma anche di non voler danneggiare, neanche indirettamente, l’Abi.

Un ferito viene soccorso al Lone Star College in Texas FRAME DALLA KPRC TV

In un college nel Texas

Altra sparatoria negli Stati Uniti Almeno 4 i feriti Un’altra sparatoria negli Stati Uniti. Ancora in una scuola, stavolta alla Lone Star College di North Harris, in Texas, non lontano da Houston. La sparatoria

sarebbe avvenuta nella biblioteca e nella caffetteria del college e sarebbe nata dal litigio tra due studenti. I feriti sarebbero almeno quattro e uno sarebbe grave. La polizia avrebbe fermato una persona e un’altra è ricercata. Quattro scuole nei pressi del college sono state allertate per precauzione. Le prime notizie sono state date dallo stesso istituto tramite il suo profilo Twitter.

È accaduto ieri all’ora di pranzo, sulle scale di un palazzo romano, zona Eur. Una donna che stava andando in ufficio ha trovato un uomo seduto sui gradini: «Che ci fai qui? Ti sposti che devo passare?», ha detto. Lui, uno straniero, l’ha urtata e lei è caduta. Rotolando giù, gradino dopo gradino, si teneva le mani al grembo, perché era incinta: terzo mese di gravidanza a 46 anni. Il bambino purtroppo non ce l’ha fatta. Forse si è trattato di un’incomprensione, forse di un semplice incidente: i carabinieri che stanno indagando non escludono niente, anche se non dovrebbe essere stata un’aggressione. Sembra comunque che l’uomo si sia alzato di scatto facendole perdere l’equilibrio, quindi è scappato ed è tuttora ricercato. La donna, unica testimone dei fatti, invece si è rialzata e una volta raggiunto l’ufficio ha capito che non c’era nulla da fare.


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ALTRI MONDI

PER IL SETTIMANALE «OGGI»

Corona non si trova «È a Santo Domingo» Continua la fuga di Fabrizio Corona. Secondo il sito del settimanale «Oggi» si troverebbe a Santo Domingo. Secondo altre

fonti l’agente fotografico, inseguito da un mandato di cattura internazionale e condannato a 5 anni di carcere (e un cumulo di pene superiore ai 7) dalla Cassazione, potrebbe essersi invece nascosto in Spagna o in Portogallo, dove abitano alcuni suoi conoscenti.

LA CRISI GLI ULTIMI DATI

In Italia redditi fermi al 1986, 8 milioni i poveri

Lo stabilimento dell’Ilva di Taranto, il maggiore polo siderurgico italiano, appartiene alla famiglia Riva dal 1995 ANSA

Caso Ilva, la fuga del padrone termina a Londra Riva Jr. era ricercato da novembre, sarà estradato tra due mesi. Il Gip: «No al dissequestro dell’acciaio» FRANCESCO RIZZO

Si è presentato ieri negli uffici di Scotland Yard a Londra: arrestato e privato del passaporto, ora è in libertà vigilata su cauzione. È ricomparso così, Fabio Riva, vicepresidente delle acciaierie Ilva: il gip Patrizia Todisco di Taranto aveva ordinato di portarlo in cella il 26 novembre scorso, per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale. L’estradizione richiede 40-60 giorni, ma i legali di Riva hanno chiesto che non venga concessa «in attesa della eseguibilità del mandato di arresto europeo». L’inchiesta coinvolge anche il padre di Fabio, Emilio, già ai domiciliari, il fratello Nicola e due dirigenti e l’accusa è aver inquinato senza rispetto per le regole, con la complicità della Regione Puglia. Lo scontro fra poteri dello Stato segna la vicenda:

ieri la Todisco ha chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sul decreto salva-Ilva del governo Monti, che concede all’azienda di commercializzare 1 milione e 700 mila tonnellate fra coils e lamiere, sequestrato perché prodotto quando lo stabilimento doveva essere fermo e quindi frutto di reato. Un miliardo di euro di acciaio, un quarto del costo della bonifica dell’area. Per la Todisco, lo stesso decreto Monti, che autorizza l’Ilva a produrre ancora, non tutela la salute e usurpa il potere dei giudici. Ma l’azienda accusa: non possiamo pagare 10 mila operai. E ripresenta l’istanza

di dissequestro. Oscuro «Sono molti i punti oscu-

ri nelle strategie dei Riva — commenta Gianni Dragoni, autore dell’inchiesta Ilva-Il padrone delle ferriere (ed. Chiarelettere) — un gruppo con 4,3 miliardi di netto a fine 2011 e che a Taranto ha avviato attività di tutela ambientale solo dopo l’intervento della magistratura. Il governo doveva rispettare il provvedimento dei pm: il decreto crea un pericoloso precedente. Il fatto è che i Riva, con il ricatto "inquinamento o lavoro", sono protetti dalla politica, Pd compreso». Proprio il Pd e il governatore della Puglia Vendola hanno proposto di costringere l’Ilva a utilizzare il ricavato

L’Italia è in grave difficoltà e su molti fronti: lo certifica ancora una volta il rapporto dell’Istat che fotografa lo stato di salute del Paese. Nel 2011 le famiglie in povertà relativa sono state l’11,1%: si tratta di 8,2 milioni di individui, il 13,6% della popolazione residente. Nel rapporto si dice anche che la povertà assoluta coinvolge il 5,2% degli italiani. Fosco il panorama lavorativo. La disoccupazione di lunga durata (cioè da oltre 12 mesi) ha riguardato il 51,3% dei senza lavoro, il livello più alto raggiunto negli ultimi 10 anni. Senza lavoro anche il 29,1% dei giovani. Mentre Rete impresa ha certificato che la crisi ha portato i redditi a livello del 1986. Ancora peggiori i dati sulle aziende: nel 2012 le attività «morte» sono state oltre 100 mila. La crisi globale ha provocato 200 milioni di disoccupati nel mondo secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro. Cerca di vedere il lato positivo il presidente della Bce, Mario Draghi: «I progressi che abbiamo fatto, ci fanno iniziare il 2013 con più fiducia rispetto all’anno scorso».

dei prodotti bloccati a pagare stipendi e miglioramenti ambientali (ciò che l’Ilva stessa dice di voler fare con il miliardo di euro). «Ma è un compromesso — conclude Dragoni — Forse la famiglia forza la mano per vendere. Temo che le bonifiche, alla fine, saranno soprattutto a carico della collettività. Si può fare siderurgia inquinando meno? Succede già: in Germania, in Francia e anche in Italia, a Cremona». © RIPRODUZIONE RISERVATA

1 miliardo

Il valore in euro dell’acciaio bloccato L’Ilva ha prodotto, ma non può far fruttare, acciaio per un miliardo di euro, bloccato dai pm di Taranto perché considerato frutto di reato

FISCO L’EX PRESIDENTE È PRONTO A TRASFERIRSI

ELEZIONI PER GLI EXIT POLL LABURISTI SOLO TERZI

Francia, cresce il «mal di tasse» Sarkozy verso il Regno Unito?

Voto in Israele: vince Netanyahu Ma la destra ha perso consensi

Si potrebbe chiamare «tassìte» o meglio «tassitè», una sorta di allergia al Fisco che sta colpendo uno dopo l’altro i ricchi francesi, pronti ad emigrare per sfuggire alla supertassa sui redditi di oltre un milione di euro, voluta dal presidente François Hollande (ma, per ora, bocciata dalla Corte Costituzionale). Il primo a soffrirne è stato l’attore Gerard Depardieu, ormai stabilitosi in Russia con tanto di magione e nuovo passaporto. Il prossimo potrebbe essere l’ex presidente Nicolas Sarkozy (nella foto) pronto a raggiungere Londra insieme alla consorte Carla Bruni. Anzi, secondo il «Daily Mail», il progetto

sarebbe in stato avanzato e prevederebbe la creazione di un fondo di investimento privato di oltre un miliardo di euro. Secondo il sito internet «Mediapart» ci sarebbe anche il politologo, e suo ex consigliere Alain Minc, tra i partecipanti all’iniziativa. L’ex leader francese avrebbe avuto diversi incontri con personaggi del mondo dell’alta finanza in Qatar e a Londra, per cercare di raccogliere la somma. Ieri i suoi collaboratori hanno minimizzato la notizia, bollandola come «costrutto teorico». E anche Minc ha smentito: «È assurdo immaginare che Sarkozy si trasferisca a Londra». dan. va. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un Israele laico, sionista, progressista: è il programma del partito centrista Yesh Atid («C’è un futuro»), vera sorpresa delle elezioni israeliane tenutesi ieri. Secondo gli exit poll, il movimento fondato solo un anno fa dal giornalista tv Yair Lapid si piazza secondo, con un risultato fra i 18 e i 19 seggi, dietro i vincitori, la lista congiunta Likud-Yisrael Beiteinu del premier Benjamin Netanyahu e del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, scesa dai 42 del 2009 (quando si presentarono separati) a 31 deputati. Terzi i laburisti di Shelly Yachimoch. Netanyahu ha già ringraziato i suoi elettori per averlo confermato premier per la terza volta: «Secondo gli exit poll, è chiaro che gli israeliani hanno deciso che vogliono che continui a fare il

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ieri alle urne AP primo ministro e che io formi un governo il più ampio possibile», ha scritto su Facebook. Ma ora i pariti di destra, fra cui quelli di stampo nazional-religioso, dovranno governare con una maggioranza risicata (61-62 seggi su 120) contro i 58-59 del centrosinistra. E così diventa ago della bilancia proprio la sorpresa Yesh Atid, un partito che si rivolge alla classe media.

PER UNA BATTUTA IN TV

La Minetti s’arrabbia «Querelo Santoro» Nicole Minetti, ex consigliera regionale del Pdl, ha deciso di querelare Michele Santoro per una battuta a «Servizio Pubblico».

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A CACCIA DI UNA CATTEDRA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Lo ha rivelato il settimanale «Diva e Donna». Nell’ultima puntata del programma di La7 il leghista Matteo Salvini ha proposto la tassazione della prostituzione e il conduttore: «Organizzare un po’ di casini, insomma. Magari chiedere una consulenza alla Minetti sarebbe interessante».

LA RELAZIONE MAGLIA NERA ALLA SICILIA

Sanità, dal 2009 400 le vittime per errori medici

S Concorsone Sorteggiate le prove Un algoritmo di generazione casuale di sequenze numeriche: è il sistema scelto dal ministero dell’Istruzione per garantire trasparenza e imparzialità nel concorsone che dall’11 febbraio metterà in palio 11.542 cattedre nella scuola dell’infanzia, alle medie e alle superiori. L’algoritmo è stato utilizzato ieri dal computer che ha sorteggiato le prove scritte e gli elenchi di presidenti e commissioni ed era già stato usato per la Maturità 2012. Hanno superato la prova pre-selettiva 88.610 candidati

Una sala operatoria italiana: i casi di malasanità segnalati dal Parlamento sono stati 570 ANSA

Quattrocento pazienti morti da aprile 2009 a dicembre 2012 per presunti casi di malasanità, per un totale di 570 casi segnalati. È uno dei dati più allarmanti della relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori e i disavanzi in campo sanitario, votata e presentata ieri. Ma le ombre della Sanità italiana sono numerose: dalle «incongruenze evidenti», come quella relativa al rapporto tra posti letto e personale medico, alla spesa sanitaria ancora troppo elevata con particolare incidenza del costo del personale. Gli episodi di malasanità non sempre sono causati dall’errore diretto dei medici, ma derivano anche da disservizi, carenze e strutture inadeguate. Su 570 casi di presunti errori, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio. Tra gli eventi avversi, numerosi sono i casi di infezioni da contagio in ambiente ospedaliero. Il maggior numero di segnalazioni di presunti errori, 1 su 5, è relativo al parto e su 104 episodi, la metà è concentrata tra Calabria e Sicilia. Quest’ultima ha anche un altro primato: numero record di medici ogni 10 posti letto. Sono 12, il doppio, per esempio del Friuli.

Ma dai

!Z

PENSA UN PO’: SE TWITTATE POTRETE ANCHE DIMAGRIRE...

Che Twitter aiutasse a migliorare le relazioni sociali si poteva pure intuire. Ma che aiutasse a dimagrire era cosa meno nota. La notizia arriva dagli Usa: i ricercatori dell’Università della Carolina del Nord hanno sottoposto due gruppi di persone obese a un regime alimentare sano, dotandoli di smartphone e di abbonamento internet. Alla fine, insomma, si è scoperto che a ogni 10 tweet corrisponde una diminuzione dello 0,5% di peso.

Il vertice dei potenti

Davos, Monti apre i lavori E la madrina è la Theron A Davos è iniziato ieri il World Economic Forum, il summit politico-economico che si tiene, come ogni anno, nella cittadina svizzera, In attesa di vedere sfilare il gotha della finanza, i top manager e i capi di governo, ieri sera c’è stata l’inaugurazione ufficiale: ospite la madrina, l’attrice hollywoodiana Charlize Theron (nella foto Afp) messaggera della pace dell’Onu, promotrice di diverse iniziative umanitarie in Africa. Ma solo oggi il forum prenderà il via. Quest’anno ad aprire i lavori sarà un italiano, il presidente del consiglio Mario Monti.


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ALTRI MONDI

IL TABLET PER WINDOWS

Esce a San Valentino Surface di Microsoft La Microsoft ha scelto il 14 febbraio, San Valentino, per far uscire in Italia (e in altri 12 Paesi europei) il suo tablet Surface (nella

foto), presentato a fine ottobre e pensato come concorrente dell’iPad. Caratterizzato da una tastiera ultrasottile, Surface "monta" il sistema Windows 8 e unisce i vantaggi di un tablet con molte delle funzionalità di un pc. Sarà disponibile nelle versioni a 32 e 64 GB, a un prezzo competitivo.

I camorristi vanno in tv «Ma c’è chi li combatte» Venerdì su Canale 5 parte la fiction in otto puntate con Accorsi in versione giudice: «Qui è chiaro dove siano il bene e il male» si, ma nel Clan ci sono cose che riportano inesorabilmente alla Banda. Esempio: dallo storico «pijamose Roma» del Libanese si arriva a «pigliammoc’ o’ munn’» del Malese.

ELISABETTA ESPOSITO ROMA

Coltelli, gole tagliate, sangue e terremoto. Inizia così, nel carcere di Poggioreale che trema per la prima scossa in Irpinia, Il clan dei camorristi, la nuova serie tv prodotta da Taodue (come Ultimo e Il capo dei capi) in onda su Canale 5 da venerdì. Otto puntate in prima serata per ricostruire l’ascesa della camorra, dal 1980 fino al 1998. Un lungo percorso che ruota attorno a due figure chiave, il magistrato Andrea Esposito (Stefano Accorsi) e il criminale Francesco Russo detto O’ Malese (Giuseppe Zeno). «In questa serie — dice Accorsi — si raccontano i due aspetti della storia, senza idealizzare nessuno, senza tradire la verità profonda dei personaggi. Qui c’è la camorra ma anche chi la combatte, è chiaro dove siano il bene e il male. In un momento in cui le mafie stanno crescendo in modo esponenziale era giusto farlo». L’attore, che mancava dalla tv dal 2002, si riferisce anche alle polemiche che hanno accompagnato Romanzo Criminale, dal film di Placido di cui era protagonista alla serie tv, colpevole secondo alcuni di mitizzare i cattivi. «Il mio Scialoja e quest’Esposito ri-

spondono a logiche molto diverse, così come i suoi nemici». Ma resistere alla tentazione di paragonare le due serie è quasi impossibile, anche se il produttore Pietro Valsecchi grida: «Ma che ce frega de Romanzo Criminale!». Sarà che gli sceneggiatori sono in parte gli stes-

Clan in prima serata Nella foto in alto il gruppo di camorristi pronti a far fuoco; sotto a sinistra Stefano Accorsi, 41 anni, interpreta un magistrato; a destra Giuseppe Zeno, 36, un boss della camorra

Storia italiana Quello che conta però è che Il clan dei camorristi funzioni. Nonostante i nomi siano inventati, la storia si collega continuamente con la cronaca italiana e mostra al grande pubblico alcuni meccanismi chiave che hanno determinato la fortuna della camorra. Per prepararsi Accorsi ha anche incontrato il giudice Raffaele Cantone, artefice dell’arresto di molti membri dal clan dei Casalesi a partire da Sandokan. «Mi ha dato dei consigli preziosi — racconta —. Il primo? "Vi prego di non fare di questo magistrato l’arcangelo Gabriele con la spada di fuoco". Gli ho chiesto se si è mai perso d’animo, mi ha detto di no». Valsecchi racconta che l’idea della serie gliel’ha data Matteo Garrone, il regista di Gomorra, e si finisce col commentare il no di Scampia alle riprese della serie tv tratta dal romanzo di Saviano firmata Sky: «Di queste cose più se ne parla meglio è», chiude Accorsi. E Valsecchi lancia un appello alla Rai: «Mediaset si è molto spesa per raccontare il Paese, la Rai insomma...».

Justin Bieber, 18 anni, canadese

ach in California. Eppure i fan continuano ad adorarlo. E anche la rivale pare che lo stimi. «Sono molto orgogliosa di Justin Bieber — ha twittato di recente Lady Germanotta —. Mi rallegra che stia crescendo la sua comunità di fans. Se l’è conquistato!». La cantante, però, resta comunque la regina di Facebook con circa 54.99 milioni di «mi piace», contro i 50.67 di Bieber. Nel 2010 la popstar spodestò Britney Spears come la più grande accaparratrice di fans su Twitter, un primato che prima fu dell’attore Ashton Kutcher.

FENOMENI LA POPSTAR HA 33 MILIONI DI FOLLOWER

Bieber è il re di Twitter Batte anche Lady Gaga Justin Bieber (nella foto Ap) è il nuovo re di Twitter: il cantante canadese conta già su più di 33 milioni di follower sul social network ed è riuscito a detronizzare la stessa Lady Gaga, che ha occupato il podio per due anni. La comunità dei «beliebers» aggiunge 45 mila utenti ogni giorno su Twitter, men-

tre quella dei «little monsters» della eccentrica cantante statunitense, «solo» 28 mila. Del resto Bieber ha fatto parecchio parlare di sé di recente: l’idolo degli adolescenti di tutto il mondo è stato «beccato» persino a farsi una canna durante un party con alcuni amici in una stanza d’albergo a Newport Be-

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PER DEDICARSI AL DISCO

Jacksons, saltano le due date italiane Brutte notizie per i fan dei Jacksons (4 dei 5 fratelli del grande Jacko): saltano le due date italiane della band, previste a

A

Roma l'11 febbraio e a Milano il 12. Gli ex Jackson Five torneranno, infatti, in studio per lavorare al nuovo progetto discografico. E l’impegno li costringerà a cancellare le prime date europee, tra cui le due italiane. I biglietti potranno essere rimborsati entro e non oltre il 28 febbraio.

LA BAND SENESE NUOVO ALBUM E TOUR

UN ANNO DI SERIE

S Mediaset Premium, nuovi eroi Kevin Bacon (nella foto) a caccia di maniaci sanguinari: «The Following», serie in onda su Crime dal 4 febbraio e presentata ieri, fa da apripista alle novità di Mediaset Premium per il 2013. Come, sullo stesso canale, «Golden Boy», che racconta la vita di un giovane detective. O, su Steel, «Chicago Fire», dedicato ai team di pompieri e paramedici e «Do no harm», in cui un neurochirurgo ha un alter ego criminale. Ma anche «The Carrie Diaries» su Mya, prequel di «Sex and the City». E non mancano conferme come «Fringe», di cui Steel offre l’ultima stagione

I Baustelle, la band composta da Rachele Bastreghi, Francesco Bianconi e Claudio Brasini

Ritmo Baustelle: «Risvegliamo pure i fantasmi» FILIPPO CONTICELLO MILANO

È passato che emerge nel presente e pure futuro dai contorni foschi. Il fantasma è un simbolo degli anni che passano e, dentro alla musica dei Baustelle, diventa raffinata metafora. Dà il titolo al 6˚ disco della band senese, nato nel loro cantuccio di Montepulciano: uscirà martedì ed è un elegante concept album sul tempo. In 13 canzoni e 6 brani strumentali, la band di Francesco Bianconi ha vestito i suoni di ascendenze classiche (Mahler) e rimandi ai film di genere italiano (Morricone). Ma alla base si scopre un’unica grande riflessione: «Si affrontano i cambiamenti nel tempo in ognuno di noi — racconta il cantante e autore dei testi —. Pur considerandomi un pessimista, alla fine vince la speranza». I talenti Fantasma impone uno slancio di interpretazione già dalla copertina: ecco una bimba stesa a terra con gli occhi chiusi, omaggio agli horror di Dario Argento. Ma è forse la ricerca stilistica a spaventare più del gioco grafico: «Lo so, è una potenziale zappa sui piedi, ma spesso si considera il pubblico più stupido di quanto sia», confessa Bianconi. In attesa del tour teatrale al via il 19 febbraio, ci sarà una spolverata di Baustelle anche a Sanremo: Chiara Galiazzo, fresca di trionfo a X Factor, canterà una canzone di Bianconi. Strano incontro, se poi si ascolta lo stesso cantante intonare in Monumentale questo verso: «Lascia perdere i programmi coi talenti». La contraddizione è presto spiegata: «Vedo le menti migliori della mia generazione affrontare i talent con serietà: non sono il bene assoluto, però Chiara è brava». Bianconi, comunque, non salirà con i compagni sul sacro palco dell’Ariston e non solo perché certo rock sperimentale sarebbe quasi fuori luogo: «Sanremo è come la morte, gli si dà troppa importanza», la sua spettrale conclusione. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

21/1 - 19/2

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 7+

Toro 7-

Gemelli 8-

Cancro 6-

Acquario 8

Leone 7+

DI ANTONIO CAPITANI

Le cose nel lavoro si incastrano bene. Grazie anche a un sensibile aumento della faccia di glutei (vostra). Sudombelico efficacerrimo.

Le finanze, oggi, vi procurano sollievi. Ma Mercurio e Marte stressano lavoro, amore e denaro. Portando rognette. Pure suine. Ussignùr.

La Luna v’ispira finemente. Facendovi trovar soluzioni, crear capolavori, seminar bene. La fortuna aleggia, il sudombelico spopola.

Il buonumore latita più di Corona. E voi vi sentite oppressi: non fate i Cancro mannari, siate solerti e tempisti, fornicate senza fretta.

Grazie al buonumore e al gioco di squadra, nel lavoro quagliate bene. Gli amici consigliano e agiscono bene, il sudombelico è in volata!

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

IL MIGLIORE Ogni obiettivo è raggiungibile, con meno sbattimento del temuto. Ingranaggi utili si mettono in moto e coronano i sogni, il sudombelico sorprende.

Vergine 6-

Bilancia 7,5

Scorpione 7

Sagittario 6-

Capricorno 7-

La gente pretende, voi sclerate. Controllatevi. E negoziate: con la furbizia potete ottenere molto. Pure qualche cuerpo muy desiderabile.

V’illumina d’immenso, la Luna. Tanto che acquisite credibilità, ricevete stima, quagliate nel lavoro. Chance fornicatorie vivificano.

Luna utile al disbrigo di ogni faccenda di soldi. Oltre che garante di charme. Nel lavoro siete abili strateghi, nel letto suinerrimi.

Un cicinìn di sfigopessimismo v’assale, fors’anche perché c’è tensione nei rapporti. Stress su, vigore giù, sudombelico incentivato.

Lavoro e amore appagano. Ma la vostra pedanteria è come un calcio di rigore contro gli zebedei altrui. Evitate. Golosità suine rilassano.

Pesci 6-

VALENTINO ROSSI

Nato a Urbino il 16 febbraio 1979, alla fine del Mondiale è passato dalla Ducati alla Yamaha. Ha vinto 9 titoli in 4 classi

Televisioni in chiaro RAIUNO 9.00 9.35 10.00 12.00 13.30 14.10 15.15 17.00 17.10 18.50 20.00

TG1 METEO VERDE UNOMATTINA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG1 CHE TEMPO FA L'EREDITÀ TG1

6.40 10.00 11.00 13.00 14.45 16.15 17.00 18.30 18.45 19.35 20.30

20.45 ROMA - INTER Coppa Italia 23.10 0.45 1.15 1.20 1.50

PORTA A PORTA TG 1 - NOTTE CHE TEMPO FA SOTTOVOCE MAGAZZINI EINSTEIN

CARTONI TG2 INSIEME I FATTI VOSTRI TG2 TELEFILM NUMB3RS LAS VEGAS TG2 SQUADRA SPECIALE IL COMMISSARIO REX TG2

CANALE 5

AGORÀ LA STORIA SIAMO NOI BUONGIORNO ELISIR TG3 LE STORIE LENA, AMORE... TGR - TG3 LA CASA NELLA... GEO & GEO TG3 - TGR - BLOB UN POSTO AL SOLE

8.00 10.00 11.30 12.00 12.45 13.10 14.00 15.10 16.00 19.00 20.35

21.05 TUTTA COLPA DELL'AMORE

21.05 CHI L'HA VISTO Attualità

23.00 TG 2 23.15 RAI 150 ANNI SPECIALE LA STORIA SIAMO NOI AUSCHWITZ

23.15 0.00 0.10 1.00 1.05

8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.45 16.15 16.55 18.50 20.00 20.40

MATTINO CINQUE TG5 FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA

21.10 EXTREME MAKEOVER Reality

VOLO IN DIRETTA TG3 LINEA NOTTE TG REGIONE METEO 3 CRASH

23.10 0.45 1.14 1.15 2.10

ITALIA DOMANDA TG5 - NOTTE METEO.IT STRISCIA LA NOTIZIA UOMINI E DONNE

ITALIA 1

RETE 4

6.40 8.45 10.35 12.25 13.00 13.40 15.00

CARTONI EVERWOOD ER STUDIO APERTO SPORT MEDIASET CARTONI LE AVVENTURE DI LUPIN III 15.50 TELEFILM 18.20 LIFE BITES 19.20 C.S.I.

9.50 10.50 11.30 12.00 12.55 14.00 14.45 15.30 16.35 18.55 19.35

21.10 MISTERO Documenti

21.10 IL COLLEZIONISTA DI OSSA

THE VAMPIRE DIARIES SPORT MEDIASET THE SHIELD STUDIO APERTO

0.30 2.10 2.35 3.20

23.40 23.45 1.25 1.35 2.50

LA 7

CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... TG4 FORUM RESCUE SPECIAL L' OCA SELVAGGIA TG4 TEMPESTA D'AMORE

I BELLISSIMI DI R4 ZODIAC TG4 NIGHT NEWS METEO.IT QUESTA SPECIE...

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

12.50 MAMMA DETECTIVE MYA 13.30 THE PRESTIGE PREMIUM CINEMA 15.45 SUPERHERO IL PIÙ DOTATO FRA I SUPEREROI PREMIUM CINEMA 17.00 LOVE NOTES MYA 17.20 LANTERNA VERDE PREMIUM CINEMA 19.20 IN TIME PREMIUM CINEMA 21.15 TWILIGHT PREMIUM CINEMA 23.25 NEW MOON PREMIUM CINEMA

CALCIO

PATTINAGGIO DI FIGURA

20.45 ROMA - INTER

Campionato Primavera SportItalia Coppa d'Africa. Fase a gironi Eurosport

17.00 ITALIA - SPAGNA Nazionale Under 17. Da Coverciano (Fi) Rai Sport 1

18.45 EUROPEI

Coppa d'Africa. Fase a gironi Eurosport

20.45 ARSENAL WEST HAM

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

10.00 CALCIO: PESCARA TORINO

Da Melbourne, Australia Eurosport

Serie A. Highlights

AUSTRALIAN OPEN

3.30

10.15 CALCIO: PALERMO LAZIO

Da Melbourne, Australia Eurosport

GOLF

20.30 TRENTO DINAMO MOSCA

PGA European Tour. Da Doha, Qatar Sky Sport 2

ALGHERO

10

13

ANCONA

3

11

min max

6

7

15

BOLOGNA

0

6

-5 3

Torino

VENTI

CAGLIARI

8

14

Deboli

CAMPOBASSO

2

7

8

16

10.45 CALCIO: JUVENTUS UDINESE Serie A

Trento -6 3

Aosta

-1 4

Milano 0

Venezia

6

1

5

4

0

6

9

GENOVA

6

11

Coperto

Molto forti

L'AQUILA

2

4

MILANO

4

8

ROMA

NAPOLI

9

12

3 10

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14

Neve

Mossi

PERUGIA

3

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POTENZA

4

5

REGGIO CALABRIA

11

16

ROMA

7

11

TORINO

0

9

Agitati

Il sole oggi MILANO

ROMA

2

TRENTO

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:55

17:14

7:31

17:11

6

9

VENEZIA

4

7

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

Firenze 4

11

Perugia 0

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

Us PGA Tour

IL BLOG

16.30 RUGBY: MUNSTER RACING METRO

Elogio a Bruseghin eroe in bicicletta della gente comune

Heineken Cup

21.30 BASKET: LOS ANGELES CLIPPERS OKLAHOMA CITY THUNDER

Nel suo blog «Pane e Gazzetta», il nostro Marco Pastonesi scrive un appassionato ricordo del gregario veneto che si è da poco ritirato dal ciclismo professionistico. Un eroe dei poveri

NBA

1.00

RUGBY: BENETTON TREVISO - OSPREYS

GOLF: ABU DHABI GOLF CHAMPIONSHIP

SKY SPORT 3 10.00 RUGBY: BENETTON TREVISO - OSPREYS

PGA European Tour. Dagli Emirati Arabi

www.gazzetta.it

Heineken Cup

Domani

Dopodomani

Al Nord varie precipitazioni in pianura e sugli Appennini, dove nevicherà dalle quote collinari in su. Al Centro nevicate sui monti, neve mista a pioggia sui colli e piogge su pianure e coste. Altrove piogge e nevicate in alta montagna.

Rasserenamenti al Nord come non se ne vedevano da parecchi giorni, ma ritorno delle nebbie in Valpadana. Schiarite anche sulle regioni centrali tirreniche, mentre sul resto del Paese persisteranno condizioni di diffusa instabilità.

10

3 10

7

L’Aquila 0

6

Campobasso

Bari

-1 6

Napoli 7

4

Potenza

12

0

Cagliari 9

13

6

Catanzaro

12

4

Palermo

12

Reggio Calabria 6 15

9 15

4

Sorge

10.00 GOLF: HUMANA CHALLENGE

Maria Sharapova (nella foto) ripresa bambina, a 14 anni, quand’era una delle tante promesse allenate da Bollettieri. Un video curioso e tenero, di una campionessa oggi famosa nel mondo

Ancona

FIRENZE

PALERMO

OMNIBUS NOTTE TG LA7 SPORT PROSSIMA FERMATA MOVIE FLASH OTTO E MEZZO (R)

7

6

Forti

Calmi

23.55 1.00 1.05 1.20 1.25

Bologna Genova

Rovesci

Temporali

21.10 LE INVASIONI BARBARICHE

Heineken Cup

7.30

Sharapova bimba alla scuola di Bollettieri

9

Moderati

MARI

IL VIDEO

COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 CAPITAN NEWMAN IN PLAIN SIGHT IL COMMISSARIO CORDIER 18.50 I MENÙ DI BENEDETTA 20.00 TG LA7 20.30 OTTO E MEZZO 9.55 11.00 12.30 13.30 14.05 15.50 16.50

SKY SPORT 2

Dai quadranti occidentali in arrivo nuove nuvole e precipitazioni ad iniziare da Sardegna, Liguria, Campania, Lazio e Toscana; a seguire le altre, eccezion fatta per il Triveneto. Neve sui monti e al Nordovest anche sulle zone collinari. Trieste

Nuvolo

Pioggia

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS

Oggi

-2

Sole

Serie A. Highlights

Champions League maschile SportItalia 2

BARI

CIELO

10.30 CALCIO: FIORENTINA NAPOLI

VOLLEY

11.00 THE COMMERCIAL BANK QATAR MASTERS

Ieri

Nebbia

CALCIO: ATALANTA CAGLIARI

Serie A. Highlights

A CURA DI

CATANIA

9.45 AUSTRALIAN OPEN

9.30

16.00 UNICS KAZAN STELLA ROSSA BELGRADO

GazzaMeteo

AOSTA

CALCIO: MILAN - BOLOGNA

TENNIS

BASKET

Premier League Sky Sport 1, Sky SuperCalcio

9.30

Da Zagabria, Croazia Rai Sport 2

Coppa Libertadores Sky Sport 1, Sky SuperCalcio

Eurocup Eurosport 2

18.30 MAROCCO CAPO VERDE

SKY SPORT 1

Da Zagabria, Croazia Rai Sport 2

20.45 SAN PAOLO BOLIVAR

15.45 SUDAFRICA - ANGOLA

Legenda

11.45 EUROPEI

Coppa Italia. Semifinale di andata Rai 1

14.30 TORINO - JUVENTUS

Lo zebedeo è un po’ ciondolante. Forse perché siete stressati. O demotivati. Occorre impegno, in tutto. Ma il suino inside you si ritempra.

Gazzetta.it RAITRE

RAIDUE

20/2 - 20/3

Catania 8 15

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Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

7:54

17:15

7:31

17:12

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INFO PRODOTTI COLLATERALI E PROMOZIONI Tel. 02.63798511 - email: linea.aperta@rcs.it Testata registrata presso il tribunale di Milano n. 419 dell’1 settembre 1948 ISSN 1120-5067 CERTIFICATO ADS N. 7334 DEL 14-12-2011

La tiratura di martedì 22 gennaio è stata di 322.692 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

12 gen.

19 gen. 26 gen.

3 feb.

COLLATERALI *con The Coldplay Collection N. 1 e 11,19 - con Carosello N. 3 e 6,19 - Wrestling Heroes N. 4 e 12,19 - con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 4 e 11,19 - con Michel Vaillant N. 8 e 4,19 - con Leggende del Motociclismo N. 10 e 12,19 - con Cavalieri dello Zodiaco N. 13 e 11,19 - con I Love Travel N. 18 e 5,19 - con Cucina Italiana N. 22 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 23 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 22 e 11,19 - con Ultimate Spiderman Collection N. 29 e 11,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 38 e 6,19 - con Aerei da Combattimento N. 41 e 14,19 - con Libro Roger Federer e 14,19 - con Le Stelle della NBA N. 32 e 6,19 - con Adesso Fai da te e 6,19 - con Ferrari Racing N. 44 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 9,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 20; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,70; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 28; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

Gazzetta Dello Sport 23/01/2013  

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